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24/05/2010
La Scala di Milano
Grande stagione 2010/2011
di Cristian Pedrazzini
Video
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Sarà la "Valchiria" di Richard Wagner ad aprire la stagione 2010-2011 del Teatro alla Scala di Milano. Il Piermarini propone quattordici appuntamenti di opera e sei di balletto per quella che è "la più ampia offerta di spettacoli per stagione da vent'anni a oggi". Un'offerta con una forte impronta italiana. Nove titoli d'opera sono di autori italiani: Mascagni, Leoncavallo, Verdi, due Puccini, due Rossini, Monteverdi e una nuova composizione di Luca Francesconi.
"Il 2009-2010 - ha spiegato Stephane Lissner, sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala- era stato annunciato come l'anno "della svolta", che ridefiniva la fisionomia artistica della Scala introducendo sguardi nuovi sul repertorio e nuovi repertori. I risultati che stiamo registrando lo confermano. La stagione 2010-2011 la definirei del consolidamento, in cui si afferma una stabilità artistica attraverso la presenza regolare degli interpreti più significativi del panorama lirico-sinfonico internazionale".
Dieci appuntamenti, otto di opera e due di balletto, sono le nuove produzioni della Scala. E nel settembre 2011 avverrà uno scambio con la Staatsoper di Vienna, che porterà alla Scala un suo allestimento di "Arabella" di Strauss e un concerto sinfonico, mentre la Scala esporterà "Simon Boccanegra", protagonista Placido Domingo, e il "Requiem" di Verdi.
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/La_valchiria
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=La_Valchiria&action=history

La Valchiria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da La valchiria)
La Valchiria

Cesare Viazzi, La cavalcata delle Valchirie
Titolo originale: Die Walküre
Lingua originale: tedesco
Genere:  
Musica: Richard Wagner

(spartito online)

Libretto: Richard Wagner

(libretto online)

Fonti letterarie:  
Atti: tre
Epoca di composizione: 1852-1856
Prima rappresentazione: 26 giugno 1870
Teatro: Monaco di Baviera, Teatro Nazionale
Prima rappresentazione italiana: 15 aprile 1883
Teatro: Venezia, Teatro La Fenice
Versioni successive:
 
Personaggi:
  • Siegmund (tenore)
  • Hunding (basso)
  • Wotan (basso-baritono)
  • Sieglinde (soprano)
  • Brünnhilde (soprano)
  • Fricka (mezzosoprano)
  • Gerhilde, valchiria (soprano)
  • Helmvige, valchiria (soprano)
  • Ortlinde, valchiria (soprano)
  • Waltraute, valchiria (mezzosoprano)
  • Rossweisse, valchiria (mezzosoprano)
  • Seigrune, valchiria (contralto)
  • Grimgerde, valchiria (mezzosoprano)
  • Schwertleite, valchiria (mezzosoprano)
Autografo:  
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La Valchiria (Die Walküre) è la seconda delle quattro opere che costituiscono - assieme a L'oro del Reno, Sigfrido e Il crepuscolo degli dei - la tetralogia L'anello del Nibelungo, di Richard Wagner.

Fu rappresentata per la prima volta singolarmente il 26 giugno 1870 a Monaco di Baviera, mentre fu messa in scena all'interno dell'intera tetralogia per la prima volta il 14 agosto 1876 al teatro di Bayreuth.


 

Indice

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Trama [modifica]

Atto primo [modifica]

Siegmund, Sieglinde e Hunding, illustrazione di Arthur Rackham

La prima scena mostra il fuggiasco Siegmund che trova rifugio in un'abitazione. Sieglinde lo accoglie mentre suo marito Hunding è assente. Egli le spiega come, affrontato da molti nemici, sia stato costretto alla fuga e spinto da una tempesta a cercare rifugio presso di lei. Ma sa che una maledizione grava su di lui e si prepara a ripartire; ella però gli chiede di restare: è infatti attesa a sua volta da un oscuro destino. Ciò altro non è che la conseguenza della loro origine divina: i due sono fratelli, figli di Wotan e di una donna con la quale egli si è unito (nella speranza di generare l'eroe senza paura in grado di riconquistare il tesoro dei Nibelunghi) e, come tali, legati a lui.
Mentre la scena si chiude, i due si guardano con crescente passione.

Ritorna Hunding; sorpreso e sospettoso nei confronti di Siegmund per la di lui somiglianza con Sieglinde, lo invita con decisione a rivelare il suo nome; Siegmund mente affermando di chiamarsi Wehwalt (figlio del lupo). Racconta poi la sua storia e, per ultimo, di come la sua lotta per una donna costretta a sposarsi contro i propri sentimenti avesse causato una strage. Hunding riconosce così Siegmund come un nemico della sua tribù e, trattenuto dai doveri d'ospitalità dall'attaccarlo immediatamente, lo sfida comunque a un duello che avrà luogo l'indomani mattina.

Sieglinde, che è favorevole a Siegmund, ha addormentato Hunding con delle droghe e, negli ultimi bagliori del fuoco che si spegne, mostra al fratello (che è giunto alla casa senz'armi) il luogo ove nel giorno del suo matrimonio uno straniero ha conficcato una spada che, da allora, nessuno è riuscito a estrarre. Ella è convinta che Siegmund sia in grado di farlo e di liberarla dall'uomo che non ama. Improvvisamente la luce della luna illumina la scena: i due riconoscono l'uno nell'altro il volto del padre. Ella comprende di trovarsi davanti al fratello da cui era stata separata quand'era bambina. Egli estrae dal tronco di frassino la spada e le dà nome Nothung. A quel punto i due confessano l'un l'altra il proprio amore.

Atto secondo [modifica]

La valchiria Brunilde, illustrazione di Arthur Rackham

Wotan istruisce la valchiria Brunilde, sua figlia, perché ella protegga Siegmund nel suo prossimo duello con Hunding. Ma Fricka, moglie di Wotan e divinità protettrice del matrimonio, domanda al contrario che Siegmund e Sieglinde siano puniti per aver commesso i crimini di adulterio e incesto (ella sa infatti che Wotan è il padre di entrambi). Wotan replica affermando la necessità di un eroe libero, non legato a lui, ma Fricka ribatte che Siegmund non è che un'inconsapevole pedina nelle mani di Wotan. Wotan è costretto a cedere e promette alla moglie la morte di Siegmund.

Fricka si allontana, e Wotan, disperato, rimane solo con Brunilde. Ad ella spiega che, angustiato dalla sinistra profezia di Erda sulla sorte degli dei (al termine de L'oro del Reno), aveva sedotto la dea per venire a sapere qualcosa di più: da ella aveva avuto Brunilde. Aveva cresciuto Brunilde ed altre otto figlie come valchirie, donne guerriere che accolgono le anime degli eroi caduti per formare un esercito contro Alberich. Ma l'armata del Valhalla sarà sicuramente sconfitta se Alberich riuscirà a rientrare in possesso dell'anello, che ora è custodito dal gigante Fafner. Usando il Tarnhelm, il gigante si è tramutato in un drago e si è nascosto in una foresta, dove monta la guardia al tesoro dei Nibelunghi, cedutogli proprio da Wotan. Poiché è legato a lui da questo patto, non può essere Wotan a prendergli l'anello, quindi ha bisogno di un eroe libero. Tuttavia, come gli ha fatto notare Fricka, tutto ciò che riesce a fare è creare servi. Sconsolato, Wotan ordina a Brunilde di ubbidire al volere di Fricka e di procurare la morte del suo amato figlio Siegmund per mano di Hunding.

Siegmund e Sieglinde, intanto, fuggiti insieme, si inoltrano fra i passi montani. Sieglinde, esausta, sviene. Sopraggiunge Brunilde, che si rivolge a Siegmund annunciandogli la sua morte imminente e il suo prossimo ingresso nel Valhalla. Ma Siegmund rifiuta di seguirla quando viene a sapere che Sieglinde non potrà venire con lui. Colpita dalla forza del suo coraggio e del suo amore, Brunilde decide di contravvenire agli ordini del padre e di aiutarlo.

Arriva Hunding, che attacca Siegmund. Favorito da Brunilde, questi sembra prevalere sul rivale, ma arriva Wotan e spezza Nothung, la spada di Siegmund, con la sua lancia. Disarmato, Siegmund viene ucciso da Hunding. Brunilde prende Sieglinde e raccoglie i frammenti di Nothung, e fugge sul suo cavallo portando in salvo la donna. Wotan si ferma a guardare il corpo senza vita del figlio. Con un gesto sprezzante uccide Hunding, e parte all'inseguimento della sua figlia ribelle.

Atto terzo [modifica]

Brunilde giace addormentata circondata dal fuoco magico, illustrazione di Arthur Rackham

Le valchirie, ciascuna accompagnata dall'anima di un guerriero caduto, si riuniscono sulla sommità di una montagna. Quando vedono arrivare Brunilde con una donna viva rimangono sconvolte. La sorella implora il loro aiuto, ma le altre valchirie non osano andare contro il volere di Wotan. Brunilde, allora, decide di trattenere Wotan per dare tempo a Sieglinde di fuggire; annuncia inoltre che Sieglinde è incinta di Siegmund, e che il nome del bambino sarà Sigfrido (Siegfried).

Sopraggiunge Wotan, furibondo, e pronuncia la sua condanna contro Brunilde: ella verrà privata della sua condizione di valchiria e diventerà mortale; immersa in un sonno magico sulla cima di una montagna, sarà preda di ogni uomo. Le altre valchirie fuggono terrorizzate. Brunilde implora pietà, spiega che sono stati il coraggio e l'eroismo di Siegmund a spingerla a parteggiare per lui e a proteggerlo, sapendo che quello, in fondo, era anche il desiderio dello stesso Wotan. Wotan, alla fine, acconsente almeno a questa richiesta: di circondarla, mentre giace profondamente addormentata, di un cerchio di fuoco magico, per scoraggiare dall'avvicinarla chiunque, a parte il più coraggioso degli eroi (che entrambi già sanno sarà lo stesso Sigfrido, non ancora nato, come annunciato dal leitmotiv che si ode in questo punto). Wotan porta Brunilde in cima ad un monte e la fa addormentare; ordina a Loge, semidio del fuoco, di circondarla di fiamme, quindi si allontana in preda al dolore, pronunciando queste ultime parole: Wer meines Speeres Spitze fürchtet, durchschreite das Feuer nie! ("Chi della mia lancia teme la punta, mai non traversi il fuoco!").

Curiosità [modifica]

Voci correlate [modifica]


 

Altri progetti [modifica]

Opere di Richard Wagner
 

Le nozze · Le fate · Il divieto d'amare · Rienzi · L'olandese volante · Tannhäuser · Lohengrin · L'anello del Nibelungo: L'oro del Reno, La Valchiria , Sigfrido, Il crepuscolo degli dei · Tristano e Isotta · I maestri cantori di Norimberga · Parsifal

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it:La Valchiria

Thanks to www.biografieonline.it Wagner  
Richard Wagner, il compositore, scrittore, pensatore e librettista (nonchè impresario teatrale di se stesso), che sconvolgerà la musica dell'Ottocento, nasce a Lipsia il 22 Maggio del 1813. E' bene sottolineare subito che il limitare l'azione e l'operato di Wagner alla sola sfera musicale è fare un torto al suo immenso genio. La sua azione innovatrice non si lega solamente alla sfera musicale strettamente intesa, ma all'idea e concezione del teatro "tout court". La carriera di questo gigante della storia della musica comincia in modo un po' travagliato, così come sarà estremamente travagliata e avventurosa la sua vita (non a caso la lettura delle memorie autobiografiche "La mia vita" rappresenta un'esperienza veramente emozionante).

Rimasto orfano di padre, rimane solo con la madre che presto si risposa però con l'attore Ludwig Geyer. Quest'ultimo, affezionatosi al bambino, lo porta sempre con sé in teatro: il contatto assiduo con il mondo del palcoscenico lascerà nella mente del fanciullo un'impressione incancellabile. Dopo aver intrapreso in modo discontinuo gli studi musicali, nel 1830 si dedica seriamente a questa disciplina sotto la guida di Theodor Weinlig, alla Thomasschule di Lipsia. In seguito ad alcuni lavori giovanili (fra cui una sinfonia), ottiene la nomina a direttore del coro del teatro di Würzburg, nel 1833, che gli offre la possibilità di ricoprire saltuariamente le cariche di direttore di scena, di suggeritore e, successivamente, di direttore d'orchestra. Sempre a Würzburg compone la sua prima opera "Die Feen" dall'impianto melodico e armonico ancora poco definito, con forti influenze dello stile di Weber.

La sua attività di musicista non è sufficiente per assicurargli un adeguato tenore di vita e, soffocato dai debiti, si imbarca nel porto di Riga. Il viaggio si rivela piuttosto avventuroso, a causa di una improvvisa tempesta. La spaventosa esperienza sarà uno dei motivi ispiratore de "Il Vascello Fantasma". Approdato a Parigi nel 1836 si sposa con la cantante Minna Planner.
E' in questo periodo, fra l'altro, che matura la decisione di scrivere i libretti dei propri drammi in piena autonomia, assecondando in questo modo la sua cognizione affatto personale di teatro musicale. Diviso fra Parigi e Medoun, inizia ad approfondire lo studio della musica di Berlioz e a comporre "L'Olandese volante" (o "Il vascello fantasma") e a studiare attentamente leggende tratte dall'epica germanica come quelle di Lohengrin e di Tannhäuser. Il 1842 vede finalmente il vero debutto teatrale di Wagner con la tanto sospirata esecuzione del "Rienzi" avvenuta a Dresda. Il successo ottenuto gli procura, l'anno seguente, la carica di Musikdirektor all'opera di corte.

La prima rappresentazione de "Il vascello fantasma", andata in scena sempre a Dresda nel 1843, testimonia la volontà ormai concreta di allontanarsi dai modelli allora imperanti in tutta Europa, da quelli belcantistici all'italiana a quelli francesi o anche tipicamente tedeschi. Wagner è proteso alla realizzazione di un'opera che non sia un insieme di pezzi chiusi interrotti da recitativi ma che si dispieghi in un continuo flusso melodico, tale da trascinare l'ascoltatore in una dimensione emotiva mai esplorata prima.

Nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari aderendo alle file degli anarchici, motivo per cui, arrestato, viene condannato a morte; riesce però a fuggire rocambolescamente e a rifugiarsi a Zurigo dove si trattiene fino all'amnistia (1860). Reso celebre dalle proprie disavventure politiche e dalle idee rivoluzionarie, comincia la stesura di diversi trattati politico artistici, tra cui si ricordano "L'arte e la rivoluzione" del 1849, "Opera e Dramma" del 1851 e soprattutto "L'opera d'arte dell'avvenire". Liszt (il gigante del pianoforte), grande amico di Wagner, organizza a Weimar nel 1850, la prima rappresentazione del sublime "Lohengrin", in cui si palesa un ulteriore sviluppo della drammaturgia wagneriana. Nel 1852, invece, Wagner comincia a lavorare assiduamente all'ambizioso progetto del "Der Ring des Nibelungen" ("L'anello del Nibelungo"), un immenso dramma teatrale suddiviso in un prologo e tre giornate.

Sul piano musicale, Wagner concepì l'opera come appunto caratterizzata da un "continuum" melodico, in cui si inseriscono però i cosiddetti "Leit-Motiv", cioè temi musicali ricorrenti, legati in particolare a un personaggio o a una particolare situazione della vicenda. Molti dei personaggi dei suoi drammi sono presentati da una breve sequenza di note che, elaborata in vari modi, ritorna in differenti combinazioni ogni volta che il personaggio entra in scena; altra caratteristiche wagneriana è la trasformazione radicale della tavolozza orchestrale e l'ampliamento delle possibilità strumentali. Il "Ring" è anche il protagonista di un'interruzione decennale nella stesura, durante i quali il compositore, nella sua frenetica vita, si separa dalla moglie e compone "Tristano e Isotta" e "I maestri cantori di Norimberga".

Nel 1864 viene chiamato in Baviera dal nuovo re Ludovico II, suo grande ammiratore, che gli procura una cospicua rendita e una grande casa dove sistemarsi. Cura la rappresentazione del "Tristano e Isotta" che però non viene accolta con grande entusiasmo dal pubblico. Si tratta in effetti di un'opera che non puoteva che sconcertare i timpani dell'uditorio ottocentesco, a causa delle "bizzarrie" armoniche ivi contenute, a partire dal celeberrimo " accordo tristaniano" nel quale l'armonia classica comincia inesorabilmente ad andare in pezzi. Fiumi di inchiostro sono stati spesi su questo accordo: molti lo considerano il germe di tutta la musica del Novecento...

Parallelamente agli scandali teatrali, non mancano quelli privati. Wagner, infatti, da tempo intratteneva una relazione con Cosima Liszt, moglie del celebre direttore d'orchestra Hans Von Bulow e figlia del mentore Franz, relazione ben conosciuta e sulla bocca di tutti. Lo scandalo costringe Ludovico II ad allontanare il maestro da Monaco.

Tuttavia, sotto la protezione del monarca bavarese, Wagner porta avanti la composizione dell'Anello e scrive "L'Idillio di Sigfrido", poetico, ispiratissimo acquerello orchestrale in onore del figlioletto appena dato alla luce da Cosima (e chiamato anch'esso Sigfrido). Nel 1870, dopo la morte di Minna, si sposa finalmente con Cosima. Queste seconde nozze gli arrecano un po' di tranquillità e serenità oltre a tre figli: il già nominato Sigfrido, Isotta e Eva. Nel 1876, con la rappresentazione completa del "Ring", finalmente si concludono anche i lavori per la costruzione di un teatro a Bayreuth, edificio eretto ad "immagine e somiglianza" della concezione teatrale wagneriana. Di fatto, comunque, il teatro d'opera come lo intendiamo noi oggi (con la buca per l'orchestra, la cura per i problemi dell'acustica corretta e molto altro), è frutto dell'attento studio architettonico e scenico di Wagner in questo campo... Ancora oggi, inoltre, ogni anno a Bayreuth si celebra il Festival wagneriano, che rappresenta tutti i lavori teatrali del compositore tedesco, rileggendone le sue "infuocate" pagine con rinnovata attenzione (si parla anche di "pellegrinaggio wagneriano", dizione che ha preso piede per chi desidera visitare i luoghi "santi" del compositore).

Ormai famoso ed economicamente soddisfatto, Richard si dedica ad un altro progetto: si tratta della stesura del "Parsifal" che inizierà nel 1877 per concludersi a Palermo nel 1882. A questo proposito, è impossibile non accennare al suo travagliato rapporto con Nietszche.
Il giovane filosofo, infatti, manifestò per l'autore del Parsifal un entusiasmo pari solo alla veemenza con cui successivamente lo respinse. La svolta arriva con "Umano, troppo umano" (1878), in cui Nietszche denuncia la progressiva intellettualizzazione dell'arte, un processo che giunge all'acme negativa, a suo dire, proprio con Wagner: "Il brutto, il misterioso, il terribile del mondo", scrive Nietzsche, "vengono progressivamente addomesticati dalle arti e dalla musica in particolare... ciò corrisponde a un ottundimento della nostra capacità sensoriale".
Con "Il caso Wagner" (1884), poi, l'attacco al compositore si fa aperto. Fra le accuse che vengono rivolte dall'irruento filosofo al compositore si legge l'affermazione di un profondo misconoscimento del ruolo dell'opera, sfiducia nella sua autonomia, trasformazione dell'arte nel "portavoce della metafisica", nel "ventriloquo d'Iddio". Ma, più che una imputazione di colpa, quella di Nietzsche è l'analisi dei sintomi di una malattia di cui l'artista sarebbe affetto, e che ammorba anche la musica: "Wagner è un nevrotico". O, come si denuncia in altre pagine, "un decadente". Nietzsche insomma radiografa, a partire dal "sintomo" Wagner, la crisi che affligge la modernità nella sua interezza. Wagner si accoda, nell'invettiva niciana a quell'impoverimento teorico che intacca tutte le manifestazioni artistiche sfaldandone il rapporto con la vita attraverso un processo che decompone le opere privilegiando il particolare sull'unità, la frase sulla pagina, la parola sulla frase. E' quel che accade, sul piano filosofico, alla storiografia, malattia storica che rende incapaci di stringere la sintesi di una grande narrazione. Ed è quel che accade nello specifico nella musica dove, a discapito della perfezione e della semplicità del "grande stile", acquistano rilievo la retorica, la scenografia, l'istrionismo, i virtuosismi, l'eccedenza espressiva che vuole compiacere il gusto delle masse (sarebbe il trucco di Wagner, "il commediante").

Purtuttavia, le ragioni di un attacco così veemente (che pur porta Nietzsche a individuare con intelligenza geniale i punti di forza e le capacità di seduzione del fenomeno Wagner) sono del tutto personali. Lo stesso filosofo sa bene (e lo dimostra negli scritti di "Ecce homo") di essere tanto quanto Wagner, un decadente, un figlio del proprio tempo che non puo' che "concrescere con il wagnerismo" ed è pertanto costretto a difendersi dal contagio di quella stessa malattia.

Una mirabile fotografia di questa inestricabile miscela di seduzione e odio, la troviamo nella parole del grande studioso niciano Giorgio Colli: "L'iroso dispetto, l'odio, la maledizione, e d'altra parte la smodata ammirazione, il fanatismo che hanno accompagnato, prima e dopo la loro morte questi due uomini, testimoniano la violenza della loro personalità, che non ha avuto eguali nella storia dell'arte e del pensiero. Dopo di essi non si è più presentata un'energia creativa la cui impronta restasse così segnata, che afferrasse o respingesse con tanta prepotenza".

Nell'autunno 1882 la famiglia Wagner si trasferisce a Venezia e si stabilisce nel palazzo Vendramin, dove il compositore si spegne il 13 febbraio dell'anno seguente a causa di un attacco cardiaco. La sua salma viene sepolta a Bayreuth vicino al suo teatro. Liszt compone, sulla scia dell'intensa emozione, visionari e aforistici brani pianistici in memoria dell'amico scomparso (fra i quali appunto il lugubre, annichilito, "R.W.-Venezia").


Opere

"Die Hochzeit" (frammento)
"Die Feen"
"Das Liebesverbot"
"Rienzi"
"Der fliegende Holländer" (L'Olandese volante)
"Tannhäuser"
"Lohengrin"

"Der Ring des Nibelungen" (L'Annello del Nibelungo)
Dramma lirico in un prologo e tre giornate costituito da:

"Das Rheingold" (L'Oro del Reno - Prologo)
"Die Walküre" (Le Valchirie - Prima giornata)
"Siegfried" (Sigfrido - Seconda giornata)
"Götterdämmerung" (Il Crepuscolo degli dei - Terza giornata)

"Tristan und Isolde" (Tristano e Isotta)
"Die Meistersinger von Nürnberg" (I Maestri cantori di Norimberga)
"Parsifal"