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30/06/2010
Pat Metheny - “The Song Book Tour – 2010”
Villa Reale di Monza, martedì 13 luglio 2010
di Cristian Pedrazzini
Video
Foto


Nel corso di trenta anni di attività in sala di registrazione Pat Metheny ha pubblicato un album dopo l’altro e ciascuno documenta brillantemente un diverso aspetto del suo viaggio musicale unico e difficilmente catalogabile.
Metheny ha praticamente considerato ogni possibilità di fare musica che si potesse offrire a un musicista del ventunesimo secolo.
Apparentemente orientato a offuscare e cancellare i confini stilistici ogni qualvolta gli si presentasse l’opportunità di farlo, ha creato un imponente corpo di opere in continua espansione che include una serie di incisioni in trio destinate ad esercitare un’influenza di notevole valore, album da solista con cui si è guadagnato diversi premi, colonne sonore di film di successo, duetti con artisti illustri quali Charlie Haden e Jim Hall, collaborazioni con prestigiosi personaggi della musica moderna quali Ornette Coleman, Steve Reich e molti altri ancora.
Ma per le moltitudini di fan di tutto il mondo non c’è miglior scenario per cogliere e definire il musicista Metheny di quello che lo vede nel ruolo di leader di una delle band più acclamate ed influenti degli ultimi trenta anni, il Pat Metheny Group.
Unica band nella storia ad aver vinto sette Grammy consecutivi per sette uscite consecutive, il Pat Metheny Group occupa un territorio musicale suo proprio, accessibile a ogni tipo di ascoltatore, che unisce elementi provenienti dal patrimonio musicale dell’umanità fondendoli in uno stile inconfondibile.
Nato nel 1977, il PMG ha viaggiato instancabilmente per tutto il mondo tenendo concerti che hanno fatto il tutto esaurito, esibendosi in festival e club in più di quaranta paesi e divenendo una delle band più attive e popolari presenti sulla scena.
Ogni nuovo album e tour son attesi con appassionata aspettativa dai fans perché il PMG è una band con una creatività irrefrenabile che ha saputo costantemente sorprenderli e dilettarli con l’inatteso, pur mantenendo la promessa di immaginazione e pura melodia presente già dal primo album.
Dopo cinque anni dall’ultimo tour torna il Pat Metheny Group e lo fa nella formazione a quattro elementi. Un vero ritorno alla origini. Era il 1978 quando Metheny, assieme al pianista e tastierista Lyle Mays, al bassista Mark Egan e al batterista Dan Gottlieb, danno vita al Pat Metheny Group pubblicando il primo album del gruppo (Pat Metheny Group, ECM), definito dallo stesso Metheny il suo primo lavoro da band leader.
Dopo quell’album ne vengono altri tredici nei quali alla formazione originaria subentra un organico via via più allargato, fino a sette musicisti; una piccola orchestra che viene mantenuta fino all’album del 2005 “The Way Up” (Nonesuch), opera da molti ritenuta, dal punto di vista formale, il progetto più ambizioso del duo di compositori Metheny-Mays.
Chiuso con “The Way Up” il cerchio della ricerca formale, Pat Metheny, assieme a Lyle Mays, al bassista Steve Rodby e al batterista Antonio Sanchez ripartono alla ricerca della freschezza e della spontaneità degli inizi ma lo fanno con un immenso patrimonio di composizioni ormai storiche alle spalle, tutte o quasi tutte raccolte in quel grosso volume in cui Metheny e Mays hanno voluto mettere per iscritto le musiche nate in 32 anni di collaborazione: “The Song Book”.
Grazie a http://www.papido.it
LOCATION MILANO
Villa Reale

Indirizzo:
Viale Brianza, 2 - Monza (Mi)

Telefono:
039 323222
Villa Reale
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Questo volume, presentato a Monza in apertura del prestigioso Convegno Internazionale di Studi su "Le dimore Reali d'Europa, dal restauro alla manutenzione", documenta il lento inesorabile deteriorarsi di una struttura, la Villa Reale, concepita nella seconda metà del Settecento, in armonia con le esigenze di una corte gelosa del proprio prestigio come quella asburgica. Abbandonata dai Savoia dopo il regicidio di Umberto I, la Villa ha subito la scarnificazione degli ambienti, ridotti in molti casi a puri involucri, la dispersione e la sottrazione dei propri arredi e l'uso casuale e non sempre appropriato dei suoi spazi, tanto che questi cento anni di lento e progressivo degrado condizionano chi intende avvicinarsi al monumento per studiarne la storia e intravederne il destino. Il volume, alla vigilia del restauro della Villa, ripercorre lo scempio compiuto nel tempo e soprattutto quello causato dall'uomo e documenta con la fotografia la memoria di un mondo troppo a lungo ignorato, ponendo interrogativi che vogliono essere un monito affinché monumenti così importanti del patrimonio artistico nazionale non siano più condannati dall'incuria al degrado.
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Reale_(Monza)
Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Villa_Reale_(Monza)&action=history

Villa Reale (Monza)

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La Villa Reale di Monza è un grande complesso di stile neoclassico che fu usato come residenza prima dai reali austriaci e poi da quelli italiani. Attualmente ospita mostre ed esposizioni.

 

Storia [modifica]

La Villa Reale fu costruita tra il 1773 e il 1780 dall'architetto Giuseppe Piermarini come residenza di campagna per il viceré austriaco del Lombardo-Veneto, l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este.

Tra il 1806 e il 1808, per volere di Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone, alla Villa fu affiancato il Parco di Monza, originariamente destinato a riserva agricola e di caccia.

Dopo l'Unità d'Italia la Villa Reale fu usata dai Savoia, specialmente dal re Umberto I che vi risiedeva molto spesso (anche perché a Monza viveva la sua favorita, la contessa Litta). Nel 1900 Umberto fu assassinato proprio a Monza da Gaetano Bresci mentre assisteva ad una manifestazione sportiva; in seguito al luttuoso evento il nuovo re Vittorio Emanuele III non volle più utilizzare la Villa Reale, facendone trasferire al Quirinale gran parte degli arredi. Nel 1934 con Regio Decreto Vittorio Emanuele III fa dono della villa ai Comuni di Monza e di Milano. Le vicende dell'immediato dopoguerra della Seconda Guerra Mondiale provocarono ulteriore abbandono e decadimento del monumento.

Attualmente la Villa Reale è amministrata congiuntamente dai comuni di Monza e Milano. Dopo un lungo periodo di degrado sono recentemente iniziati lavori di restauro e ristrutturazione.

 

Struttura [modifica]

Piermarini realizza un edificio esemplare della razionalità neoclassica adattata alle esigenze di una realtà suburbana. I tre corpi principali, disposti a U, delimitano un'ampia corte d'onore chiusa all'estremità da due volumi cubici, da cui partono le ali più basse dei fabbricati di servizio: si definisce in tal modo uno spazio razionale, costituito dall'ordinata disposizione dei volumi che si intersecano ortogonalmente e che, progressivamente, si sviluppano in altezza. Come nella reggia di Caserta di Vanvitelli e prima ancora a Versailles, nella Villa reale di Monza si sottolinea un percorso che, attraverso un viale principale, collega la villa al centro del potere.

La decorazione delle facciate, rinunciando a timpani, colonnati e riquadri a rilievo, si presenta estremamente rigorosa, segnando le superfici di sottili gradazioni. L'essenzialità stilistica dell'edificio è dovuta, oltre che a precise scelte di gusto, anche a ragioni politiche: la corte illuminata di Vienna preferiva evitare un'eccessiva ostentazione di ricchezza e potere in un paese occupato. Anche gli interni si accordano al principio di razionalità e semplicità che caratterizza l'intero progetto. In particolare appare curata la loro funzionalità: i corridoi ad esempio sono tagliati in modo da servire indipendentemente varie sale adibite ad usi diversi.