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Vercelli (Vërsèj in piemontese) è un comune italiano di 46.967 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia. Geografia [modifica]La città di Vercelli è situata nella pianura padana a nord-est del fiume Po e sulle rive del piccolo fiume Sesia. L'intera zona che circonda la città è pianeggiante ed è ricca di corsi d'acqua stagnanti che permettono una abbondante irrigazione del territorio (dopo che l'acqua viene accuratamente depurata) fondamentale per la coltivazione del riso. La città si trova a metà strada tra le due città di Milano e Torino, tra il mar Ligure e la Svizzera e tra Novara e Biella. È nota la produzione di riso e le vaste risaie nel vercellese. Clima [modifica]
Vercelli ha un clima temperato di tipo "padano", con inverni freddi e nebbiosi (-13 gradi a gennaio) ed estati calde ed afose (+23,45 gradi a luglio, con picchi di +40 gradi e 60% di umidità nelle ore più calde). Le piogge cadono prevalentemente in primavera ed autunno. Durante l'estate sono comuni i temporali. Stemma, gonfalone, onorificenze [modifica]Stemma [modifica]Lo stemma è formato da una croce rossa su scudo bianco. Sul nastro si legge Potius Mori Quam Foedari ovvero Meglio Morire che Tradire Onorificenze conferite alla città [modifica]La città di Vercelli è la 22ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i motti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.
Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per
ricompensa della opera patriottica prestata dalle popolazioni di
quel territorio nell'esecuzione del progetto d'inondazione
artificiale eseguito durante la campagna del 1859. Durante la
seconda guerra di indipendenza, Vercelli fu occupata dalle truppe
austriache, che entrarono in città il 2 maggio suonando
provocatoriamente La Bella Gigogin. Fin dal 25 marzo, frattanto,
l'agro vercellese era stato allagato per impedire una eventuale
avanzata asburgica a Torino. L'operazione, certamente non facile,
durò cinque giorni, durante i quali defluirono in un'area di 450
km². almeno 39 milioni di metri cubi di acqua. Gli austriaci
dovettero poi ritirarsi da Vercelli, che subì danni economici
altissimi.»
Origini del nome [modifica]Ci sono varie teorie sull'origine del nome Vercelli. Per un'attendibile ricostruzione bisognerebbe risalire il corso della storia ricercando i vocaboli delle popolazioni che hanno segnato la lingua locale, della quale ne troviamo tutt'oggi tracce nel dialetto vercellese. Dai Liguri, la prima popolazione aborigena indigena stanziatasi in loco (età del bronzo, 2000 a.C. circa) ed in seguito i Celti (V secolo a.C.) per poi giungere ai Libui (popolazione gallica) insieme ai Romani (222 a.C. e seguenti) i quali avrebbero assegnato (nel 49 a.C.) il municipium romano alla tribù Aniese. Così, secondo la teoria di una struttura etnica celto-ligure, Vercelli sarebbe la coniazione del vocabolo Verk con il suffisso elle. Un'altra teoria basata su parole prettamente celtiche vorrebbe che Vercelli fosse la giunzione Wehr-Celt. Terza teoria, questa volta sulla binata celto-latino di ver-cellae, dove cellae significa luogo di dimora, mentre il prefisso ver è particella intensiva per indicarne la maggiore importanza; quindi con un riscontro nella stessa regione geografica troveremmo anche bu-cellae (in seguito Bugella, poi Bigella ovvero Biella) ad indicare un centro di importanza minore. Diversi sono anche i significati che si vorrebbero indicare con le varie espressioni rappresentate nel nome di Vercelli: fortezza, stazione od anche mercato. Si narra pure che Vercelli nacque Meropoli, dal nome del suo fondatore, tanto ampia e fortificata che avrebbe avuto straordinarie proporzioni tali da includere anche Borgo Vercelli, estendendosi al di qua ed al di là della Cesia (Sesia) sulla quale furono costruiti 3 ponti. Le mura che circondavano la città sarebbero state alte 70 piedi ed erano intervallate da 300 torri per protezione. In seguito e per ordine di re Beloisio il nome di Meropoli mutò in Vercelli. Storia [modifica]Stazione Ferroviaria Situata lungo un importante asse viario dell'economia antica diretto al valico del San Bernardo, la città di Vercelli (Vercellae) si sviluppò come centro urbano da un preesistente abitato celto-ligure in seguito all'occupazione romana risalente ai primi decenni del II secolo a.C. La definitiva vittoria dei romani sugli altri popoli della zona si tenne nel lontano 101 a.C., quando l'esercito guidato dal Gaio Mario sconfisse in battaglia la potente tribù germanica dei Cimbri ai Campi Raudii. Nel 49 a.C. i vercellesi ottennero la piena cittadinanza romana e il centro, divenuto municipium, si arricchì di strade, monumenti, bagni pubblici, acquedotto, teatro e anfiteatro. Tra il I e il II secolo d.C. la fioritura del centro urbano proseguì senza sosta. Successivamente però, nei secoli III e IV l'importanza acquisita andò decadendo e le fortune legate a Vercelli declinarono in concomitanza con quelle dell'Impero Romano. Per quanto riguarda la religione, il Cristianesimo giunse in età costantiniana, e precisamente nel 313 d.C. Il primo vescovo, consacrato nel 345 da papa Giulio I che in seguito divenne anche patrono della città, fu Sant'Eusebio. Seguirono poi le varie invasioni barbariche degli Unni e dei Borgognoni di Gundobaldo. Medioevo: ducato longobardo e contea [modifica]Del periodo tardo antico e alto medioevale si hanno poche e incerte notizie. Dal VI al VIII secolo la città rimase sotto il dominio longobardo e successivamente passò sotto la guida dei Franchi. Da ducato, Vercelli divenne contea e di fatto venne amministrata dai suoi vescovi. Dopo anni di incertezze, Vercelli si alleò con i milanesi e partecipò alle vicende della Lega Lombarda fino alla vittoriosa Battaglia di Legnano. Nel XIII secolo si affermò progressivamente il regime comunale che diede il via al periodo più prospero di tutta la storia della città che aveva ottenuto il controllo sul territorio compreso tra le Alpi, il Po, la Sesia e la Dora, grazie anche all'atto del 24 aprile 1243 con il quale il cardinale Gregorio di Montelongo, legato pontificio, aveva ceduto al Comune la giurisdizione su tutti i territori appartenenti alla Diocesi di Vercelli, in quel momento vacante, conservando a quest'ultima la giurisdizione minore; la cessione, di considerevole entità, fu impugnata dai vescovi successivi, con alterno successo. Nel 1219, per volere del cardinale Guala Bicheri iniziarono i lavori per la realizzazione dell'Abbazia di Sant'Andrea e cinque anni dopo nacque l'ospedale attiguo. Nel contempo il comune promosse l'istituzione della prima università degli studi del Piemonte e il 10 luglio 1243, Vercelli fu la prima città in tutta la penisola ad abolire la servitù della gleba. A seguito delle lunghe lotte tra Guelfi e Ghibellini, capeggiati rispettivamente dagli Avogadro e dai Bicheri-Tizzoni, il comune passò al dominio straniero e nel 1335 Vercelli perse per sempre la sua autonomia politica. Sotto il dominio dei Visconti si registrò un periodo di relativa tranquillità finché nel 1427 la città andò sotto al ducato di Savoia e si immiserì rapidamente. Nonostante ciò Vercelli fu uno dei maggiori centri culturali del Piemonte rinascimentale. Nel 1704 si verificò l'ultimo assedio da parte dell'esercito del duca di Vendome durante la guerra di successione spagnola ma il trattato di Ultrecht del 1713 segnò il ritorno ai Savoia. Durante il periodo napoleonico Vercelli conquistò il titolo di capoluogo del Dipartimento della Sesia e fu unita allo stato francese. Dopo la restaurazione dello Stato Sabaudo, risalente al 1814, i vercellesi parteciparono ai moti di rivolta liberale del 1821 e alle lotte risorgimentali. Poi fu la volta delle Guerre d'Indipendenza che portarono gravi danni alla città. Dando uno sguardo alla storia del ventesimo secolo, è doveroso ricordare i momenti della lotta partigiana e la situazione disastrosa dopo la Liberazione. Ma con la rinascita degli anni cinquanta e le vicissitudini più recenti, Vercelli tornò alla tranquillità e l'agricoltura si trasformò grazie alla crescente meccanizzazione dei mezzi di lavorazione. Tutt'oggi, per la provincia delle terre d'acqua, la coltivazione di riso rappresenta una vera e propria ricchezza che caratterizza il paesaggio rurale, tipico per le risaie, e si pone come fattore trainante dell'economia della zona. Tuttavia, proprio a causa della meccanizzazione, l'agricoltura non offre più grandi opportunità di lavoro. Inoltre la città ha risentito della recente crisi del settore tessile, che ha investito soprattutto la vicina Biella, con la conseguente chiusura di alcuni importanti siti industriali. La carenza di grandi opportunità lavorative ha spinto molti vercellesi al pendolarismo verso le vicine Torino e Milano, e di conseguenza la città soffre da anni di un lento ma progressivo spopolamento. La comunità ebraica di Vercelli [modifica]
Vercelli è sede di un'importante comunità ebraica in Italia. La presenza di ebrei in città è documentata dal 1446, ma raggiunse la massima espansione nel 1848, quando contava oltre 600 membri. Proprio nel XIX secolo fu inaugurata una vasta sinagoga. Oggi resta il cimitero ottocentesco, ampliato nel 1914. Arte e cultura [modifica]Il duomo di Vercelli Piazza Cavour Nel suo centro storico, nonostante la presenza di alcune pesanti alterazioni del dopoguerra, spiccano la medievale piazza Cavour, quasi completamente circondata da antiche case porticate e dominata dalla mole della medievale Torre dell'Angelo, alcuni antichi palazzi rinascimentali, barocchi e qualche antica casa-torre medievale, l'imponente duomo in stile prevalentemente neoclassico ma soprattutto la celebre Basilica di Sant'Andrea, capolavoro assoluto del romanico-gotico nel Nord Italia. Altra visita merita la Chiesa di San Cristoforo per la presenza dei bellissimi affreschi di Gaudenzio Ferrari maggior pittore rinascimenale di tutto il Piemonte. Altra emergenza di particolare impatto è anche la sinagoga, caratterizzata da una particolare facciata a bande bicolore in pietra arenaria. La città è nota anche per le sue collezioni artistiche come il Museo Camillo Leone e soprattutto il Museo Borgogna, la più importante pinacoteca del Piemonte dopo quella della Galleria Sabauda di Torino. Dal 9 novembre 2007 anche la ex-Chiesa di San Marco, già mercato coperto, è stata adibita a museo: per i primi 3 anni sono previste mostre curate artisticamente con la collaborazione della Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Vercelli è inoltre un piccolo centro culturale in quanto sede della più antica università del Piemonte risalente al ‘200. Vercelli è una delle tappe della Via Francigena, cammino di pellegrinaggio per Roma. Si trova una menzione di Vercelli (XLIII Vercel. - numero di tappa, da Roma) nel 990, nella descrizione dell'itinerario di Sigerico. Viene citata anche nella Divina Commedia (Inferno). A Vercelli vi è anche una moderata offerta musicale. Tra le poche iniziative di musica dal vivo, è da sottolineare il famoso Concorso Internazionale G. B. Viotti e il Viotti Festival che ogni mese ospita i più celebri musicisti insieme all'Orchestra Camerata Ducale. Sport [modifica]Calcio [modifica]La FC Pro Vercelli 1892 ha rilevato il titolo sportivo dell'ex Pro Vercelli ed è quindi rimasta l'unica società professionistica sportiva e calcistica di Vercelli. Attualmente milita in Lega Pro Seconda Divisione, nel girone A. L'Unione Sportiva Pro Vercelli Calcio è stata la più celebre e titolata società sportiva e calcistica di Vercelli. Da circa cinquant'anni militava in categorie semi-professionistiche e dilettantistiche, avendo già conosciuto come nel 2010 anche nel 1990, l'esclusione dai campionati per inadempienze finanziarie. Club di grande tradizione, tra i più antichi d'Italia, vinse ben sette scudetti tra il 1908 e 1922. Conta 6 presenze in Serie A tra il 1929 e il 1935, e 8 in Serie B di cui l'ultima nel 1948. È ad oggi, fra le squadre italiane pluriscudettate, l'unica non proveniente da una città capoluogo di regione e da una cittadina di provincia, e al contempo l'unica fra di esse ad essere andata incontro ad un declino tanto grave da farle perdere svariate volte lo status professionistico. Tra i calciatori più rappresentativi che militarono nelle file del club, non si possono non citare il difensore Virginio Rosetta e gli attaccanti Silvio Piola, a cui è stato intitolato lo stadio cittadino già Robbiano e Pietro Ferraris, tutti e tre campioni del mondo con la Nazionale di Vittorio Pozzo. Rugby [modifica]Dal 2004 si sta sviluppando il movimento rugbystico, grazie alla società residente RUGBY VERCELLI che milita nel campionato territoriale di serie C. Sport sconosciuto alla nostra cultura ma decisamente affascinante che sta interessando sempre più i vercellesi di ogni età. Dall'ottobre del 2010 nasce poi una nuova società denominata Rugby Sant'Andrea; il Rugby Sant'Andrea ( RSA ) nasce dalla scissione del Rugby Vercelli di alcuni elementi tra cui l'allora vice-presidente Emanuele rotti ed il team manager Alessandro Cesari. Questi, insieme ad altri ex rugbysti e rugbysti ancora in attività, decidono dunque di fondare una nuova società pur sapendo che attualmente non c'è molto "mercato" nella zona; essi però si prefiggono un progetto a lungo termine che prevede la creazione di una società con tutti i crismi della professionalità e soprattutto intenzionata a partire dai bambini dai 6 anni in su in modo da poter divulgare la vera cultura di questo nobile sport. altre informazioni sul progetto RSA su www.santaandrearugby.site11.com Piatti tipici e gastronomia [modifica]Il vercellese non eccelle nella cucina enogastronomica, anche se di seguito sono riportati i piatti tipici della zona. Personalità legate a Vercelli [modifica]
Gemellaggi [modifica]Vercelli è gemellata con: Evoluzione demografica [modifica]Amministrazione [modifica]Sindaco: Andrea Corsaro (Centrodestra) dal 28/06/2004 Note [modifica]Voci correlate [modifica]Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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