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| Valtournenche, 2 agosto 2009 COMUNICATO STAMPA Tutti i premi della XIIª edizione del Cervino CineMountain Festival internazionale del cinema di montagna GRAND PRIX DES FESTIVALS a Dolma du bout du monde di Véronique, Anne e Erik Lapied Dopo giorni di visioni e consulti la giuria della XIIª edizione del Cervino CineMountain ha emesso i verdetti per le 31 pellicole in concorso al Festival Internazionale del Cinema di Montagna. La giuria composta da Amanda Angelica Sandrelli, Luca Maspes, Jean Troillet, Joan Salarich e Françoise Foucault ha potuto apprezzare la scelta giudiziosa del comitato di selezione. Questo ha saputo variare intelligentemente i diversi temi legati alla montagna, dall’exploit sportivo alla vita quotidiana, dall’approccio storico alle nuove tecnologie sportive. Tutti questi film presentano delle grandi qualità cinematografiche e per la maniera di filmare, che rasenta a volte l’exploit, che per un montaggio astutamente articolato, che per una riflessione che ci permette di prendere in considerazione i diversi aspetti legati alla montagna: I PREMI Prix Sportside of the Mountain Ten, a cameraman’s tale, di Guido Perrini, Svizzera 2008, 36 minuti Girato in 16mm, questo film ci porta in giro per il mondo seguendo i campioni del freeride che si esibiscono nelle loro più spettacolari discese, raccontandoci anche i rischi che sia gli sciatori che i cameraman sono disposti a correre. PRIX ECO MOUNTAIN Prezzemolo, sensa pile sensa curént elètrica di Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino, Italia 2008, 52 minuti Nell'epoca dell'hi-tech, Prezzemolo offre un'alternativa al commercio di giochi elettronici con le invenzioni di giochi artigianali fabbricati a partire da oggetti di recupero. Si tratta di personaggi animati creati dalla sua immaginazione. Il regista ci porta nel mondo di Prezzemolo attraverso un montaggio che alterna il suo viaggio verso un santuario e la presentazione delle sue invenzioni che funzionano senza pile e senza corrente. Queste verranno presto esposte all'ecomuseo in provincia di Cuneo. Associazione Culturale Strade del Cinema - Regione Borgnalle 10/e - 11100 Aosta tel. 0165/230.528 - fax 0165/360.413 PRIX CAI To the third Pole di Andreas Nickel e Jürgen Czwienk, Germania 2007, 86 minuti Due generazioni di alpinisti dedicano la loro vita alle montagne più alte del mondo, passando attraverso le difficoltà di periodi storici come il nazismo e le due guerre mondiali. I registi hanno mostrato una grande precisione nella scelta delle immagini di archivio, cosi come nelle interviste e nella testimonianza del protagonista Norman Dyhrenfurth. PRIX VIE DES MONTAGNES Sur la piste du renne blanc di Hamid Sardar, Francia 2008, 55 minuti Quizol arriverà a catturare la renna bianca e a donarla al padre di Solongo al fine di poter sposare la giovane ? Hamid Sardar, antropologo, specialista della Mongolia, ha scelto una semi-fiction per descriverci con precisione la vita di questi nomadi allevatori di renne della Tundra. PRIX MONTAGNE PASSION Aria di Davide Carrari, Italia 2008, 29 minuti Per la bellezza delle sue immagini, per un uso originale della camera in soggettiva, questo film affronta con rigore e poesia un momento privilegiato di due amici arrampicatori che ci fanno condividere la loro passione ed il loro piacere di vivere in aria. PRIX SPECIAL DU JURY Grozny dreaming di Mario Casella e Fulvio Mariani, Svizzera 2008, 95 minuti Per le sue qualità cinematografiche e umane, questo film è un esempio, mostra come il cinema può contribuire ad un riavvicinamento tra i popoli. Anche se questo non è che una piccola goccia d'acqua, non bisogna dimenticare che gli oceani sono fatti di gocce d'acqua. GRAND PRIX DES FESTIVALS Dolma du bout du monde di Véronique, Anne e Erik Lapied, Francia 2008, 75 minuti ll quotidiano di Dolma è in un sperduto villaggio dello Zanskar. Suo marito vive in città e ritorna poche volte a causa della difficoltà del percorso lungo il fiume. I registi, nel corso di più viaggi, sono riusciti a captare con precisione e pudore e amicizia le confidenze di questa “femme de bout du monde”. GRAND PRIX CERVINO CONSEIL DE LA VALLEE Stone Pastures di Donagh Coleman, Regno Unito/Irlanda/Finlandia/Estonia 2008, 62 minuti Senza alcun artificio nè commento nè musica, ma facendoci semplicemente ascoltare le parole della gente, la regista ci permette vedere ma soprattutto di capire meglio la dura verità di questo coraggioso popolo di Zanskar. MENZIONE SPECIALE Karl di Valeria Allievi, Italia 2009, 55 minuti La giuria ha deciso di attribuire una menzione speciale al film “Karl”. ll film tratteggia l'eccezionale ascesa nel gotha dell'alpinismo di Karl Unterkircher, uno dei più grandi himalaisti italiani prematuramente scomparso nel luglio 2008 sul Nanga Parbat. Con assenza di retorica e grande delicatezza il film rende possibile anche ai profani la comprensione di una passione così forte. PREMIO DEL PUBBLICO Exequo per i film: Karl di Valeria Allievi, Italia 2009, 55 minuti Himalaya, terre des femmes di Marianne Chaud, Francia 2008, 56 minuti SINOSSI DEI FILM PREMIATI Menzione speciale Karl di Valeria Allievi, Italia 2009, 55 minuti Karl Unterkircher è riuscito, in pochi anni di attività, a scrivere la storia dell’alpinismo. Ammirato dai più grandi personaggi dei nostri tempi come personalità unica nel mondo dell’alpinismo, semplice, sicuro, Karl Unterkircher è scomparso nel luglio del 2008 in un crepaccio dell’inviolata parete Rakhiot del Nanga Parbat. Il documentario ripercorre, attraverso immagini d’archivio e interviste alla moglie Silke, oltre che a molti amici e colleghi, gli ultimi anni di vita di Karl, ne racconta la personale visione dell’alpinismo e le imprese, a partire dalla spedizione del 2004 all’Everest e al K2, fino alla prima salita della Nord del Gasherbrum II, nel 2007. “Karl” ha vinto la Genziana d’Oro - Città di Blozano al 57° Trento FilmFestival. Valeria Allievi è nata a milano, dove ha frequentato la facoltà di Architettura presso il Politecnico. Seguendo la produzione di film di moda e la regia delle sfilate, è diventata direttore di produzione per l’Italia di Fashion TV. Poi, la passione per la montagna e per l’arrampicata l’hanno spinta a trasferirsi a Cogne, in Valle d’Aosta. Regista di professione, collabora con Current TV, World Fashion Channel ed è docente presso l’Istituto Europeo di Design. Prix Sportside of the Mountain Ten, a cameraman’s tale, di Guido Perrini, Svizzera 2008, 36 minuti Il documentario, girato in pellicola 16mm, è dedicato allo snowboard freeride e presenta alcuni dei migliori freeriders al mondo: Xavier De Le Rue, Nicolas e Loris Falquet, Henrik Windstedt, Jeremy Jones, Phil Meier, Jean-Yves Michellod e Geraldine Fasnacht. Passione e pericolo sono gli ingredienti essenziali di questo film, girato sulle nevi dell’Alaski, del Cile, del Canda e della Russia. Guido Perrini vive e lavora in Svizzera, dove è cameraman e direttore della fotografia freelance, specializzato in fotografia sportiva e riprese d’azione, specialmente di discipline sportive come sci e snowboard. PRIX ECO MOUNTAIN Prezzemolo, sensa pile sensa curént elètrica di Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino, Italia 2008, 52 minuti Mario Collino è meglio conosciuto come Prezzemolo. Personaggio attraverso cui rivive tutta la sapienza popolare fatta di modi di dire e filastrocche, Prezzemolo si aggira per le piazze, e lo si può incontrare alle prese con le sue “dumùre et na vira”, i giochi di una volta. Il documentario si propone di essere un viaggio nella singolare personalità di Prezzemolo, a passeggio insieme a Mario nella pianura cuneese o lungo i tornanti che portano ai 2000 metri del santuario di Sant’Anna di Vinadio. Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino sono sposati dal 1991 e, da allora, è nata in loro la passione per il racconto di storie attraverso le immagini. Soggetto prediletto della coppia, la gente delle Alpi Occidentali, dove vivono a Rosbella di Boves, con i loro due figli e soltanto altri tre abitanti. Insieme hanno realizzato una dozzina di film documentari, ottenendo anche riconoscimenti nei festival di Autrans, Les Diablerets, Trento e Cervinia. PRIX CAI To the third Pole di Andreas Nickel e Jürgen Czwienk, Germania 2007, 86 minuti Norman Dyhrenfurth, all’età di novant’anni, racconta la saga della sua famiglia e delle straordinarie imprese alpinistiche che valsero ai suoi genitori, Günter e Hettie Dyrenfurth, la medaglia d’oro per l’alpinismo alle Olimpiadi berlinesi del 1936, con grande rammarico dei nazionalsocialisti in quanto entrambi i coniugi erano discendenti di famiglie ebree. Con interventi di Sir Chris Bonington e Reinhold Messner, viene raccontata una saga lunga oltre 70 anni. Andreas Nickel è uno scrittore tedesco autore dei libri “Dyhrenfurth - Zum Dritten Pol” e “Himalaya - Norman Dyhrenfurth”. Con “To the Third Pole” esordisce come regista. Jürgen Czwienk è nato nel 1956 e, fin dal 1985, è un attivo sceneggiatore e regista di documentari per la televisione e reportage di argomento culturale e storico. PRIX VIE DES MONTAGNES Sur la piste du renne blanc di Hamid Sardar, Francia 2008, 55 minuti Il giovane Quizilol e la bella Solongo vivono sulle distese coperte di neve della Mongolia, con le rispettive famiglie e circa 800 renne. Tra loro è nato un amore contrastato dalla famiglia di Solongo, che non vuole che i due si sposino perché troppo giovani. Per dimostrare al padre di Solongo di poter sposare sua figlia, Quizilol deve dimostrare di saper addomesticare da solo uno stallone di renna bianca che gli è stato affidato. L’animale però scappa durante una tormenta, e Quizilol deve raggiungerlo prima che oltrepassi i confini con la Russia, per provare la sua maturità e sposare Solongo. Hamid Sardar è un etnografo che vive attualmente in Mongolia. Si è laureato in sanscrito e indiano ad Harvard, e ha preso parte alla famosa spedizione di National Geographic alle cascate Brahmaputra in Tibet, nel 1999. Dal 2003 ha iniziato a documentare le tradizioni dei popoli nomadi della Mongolia attraverso progetti, articoli e film. E’ stato premiato per “Sur la piste du renne blanc” nei festival di Banff e Autrans. PRIX MONTAGNE PASSION Aria di Davide Carrari, Italia 2008, 29 minuti Vedendo questo film si segue, da un punto di vista che quasi coincide con quello dello scalatore, l’apertura di una bella e difficile via su una parete a strapiombo sul mare della Sardegna. Il film segue in modo semplice e diretto, e quindi non filtrato, la scalata di Pietro Dal Prà e Lorenzo Nadali, che si trovano nel loro ambiente ideale, in una natura incontaminata, lontano dalla civiltà, con molta aria da respirare. Davide Carrari è nato a Torino ed è fotografo professionista dal 1984. Lavora tra Torino, Milano e Roma e, parallelamente all’attività professionale, conduce una ricerca in ambito artistico fotografando in bianco e nero natura, oggetti e persone. Dal 2002 amplia la sua attività realizzando cortometraggi, video d’arte e commerciali. PRIX SPECIAL DU JURY Grozny dreaming di Mario Casella e Fulvio Mariani, Svizzera 2008, 95 minuti La “Caucasian Chamber Orchestra”, con il suo direttore Tedesco-Georgiano, vuole dimostrare al mondo che è possibile vivere e lavorare insieme, fianco a fianco, anche per persone di diversa religione, cultura, origine etnica. Nel 2007 l’orchestra, fondata un paio di anni prima a Tbilisi in Georgia, diede vita a un ambizioso progetto: una tournée nel Caucaso all’insegna della pace. Alla fine del tour volevano coronare un sogno: un concerto a Grozny. Questo documentario mostra la genesi e il backstage del progetto. Fulvio Mariani è nato nel 1958 a La Chaux de Fonds, in Svizzera, e coltiva fin da ragazzo la passione per l’alpinismo e per la fotografia. Nel 1981 ha iniziato a lavorare presso la Televisione Svizzera Italiana, per la quale realizza una decina di documentari di alpinismo e avventura. Mario Casella è nato in Svizzera, a Soregno, nel 1959. Laureato in Arti visive, pratica l’alpinismo fin da ragazzo ed è guida alpina da quasi 25 anni. Lavora come giornalista per la radio e per la televisione della Svizzera italiana, per la quale è anche stato corrispondente da Washington. Ha diretto diversi film, alcuni dei quali in coregia con Fulvio Mariani. GRAND PRIX DES FESTIVALS Dolma du bout du monde di Véronique, Anne e Erik Lapied, Francia 2008, 75 minuti Dolma vive nello Zanskar, un paese sperduto nel cuore delle più alte montagne del mondo, sulle rive di un fiume gelato, dove un inverno senza fine isola lei e la sua famiglia. Si prega, si cammina sulla neve, il tempo sembra essersi arrestato. A 180 km, il marito di Dolma, Stanzin, vive in un altro mondo: guida gli autocarri lungo le strade dissestate e pericolose, sognando di essere un cantante. Le stagioni passano, e Dolma e Stanzin vivono le loro vite, legate da un fiume che li separa e li unisce allo stesso tempo. La vicenda si sviluppa lungo più di un anno, raccontando la vita di una piccola comunità dell’Himalaya, tra emozioni, avventura e saggezza. Anne e Erik Lapied sono registi di film di montagna e documentaristi. Hanno girato numerosi film riguardanti la fauna, ma anche le popolazioni di montagna e l’ambiente in cui esse vivono. Lavorano principalmente nelle Alpi, ma il loro mestiere li ha portati a esplorare l’Africa, il Grande Nord e l’Himalaya. Proprio per il loro primo lavoro in Himalaya, nel 2003, si è unita a loro Véronique, che tornerà nella regione da sola per diversi mesi. Da questi diversi viaggi è nato il film “Dolma du bout du monde”. GRAND PRIX CERVINO CONSEIL DE LA VALLEE Stone Pastures di Donagh Coleman, Regno Unito/Irlanda/Finlandia/Estonia 2008, 62 minuti Il documentario segue, durante tutta una stagione, una famiglia di pastori nomadi che vive sull’altopiano himalayano di Chantang, in Ladakh. La famiglia alleva capre per produrre la lana pashmina, il materiale grezzo per i lussuosi scialli di cachemire. In uno degli ambienti più inospitali che si possano immaginare, questa è la loro unica fonte di guadagno. La loro vita è documentata in confronto con quella dei figli, per i quali essi sognano un futuro migliore. Per questo i due ragazzi Padma e Kunsang studiano a Leh, la capitale del Ladakh. Donagh Coleman è nato negli Stati Uniti nel 1975, ma è cresciuto principalmente in Finlandia e in Irlanda (è anche cittadino di questi tre paesi). Ha realizzati il suo primo video nella scuola municipale di arte a Jyväskylä, in Finalndia. Dopo aver viaggiato in India, per studiare la cultura tibetana delle comunità di rifugiati nel nord del Paese, si è laureato in filosofia e psicologia al Trinity College di Dublino, doveha poi presu un master in musica e tecnologie multimediali. La giuria Amanda Angelica Sandrelli Paoli Nata a Losanna il 31 ottobre 1964 è un'attrice e regista italiana, figlia del noto cantautore Gino Paoli e di Stefania Sandrelli. In coppia con il padre ha interpretato nel 1993, la canzone La bella e la bestia tratta dall'omonimo film prodotto dalla Walt Disney Pictures, mentre con la madre, dopo aver debuttato al cinema nel film L'attenzione, più di vent'anni dopo ha interpretato la fiction Io e mamma ed è stata successivamente da lei diretta nel suo primo film da regista, Christine, biografia della poetessa Cristina da Pizzano. Una quindicina le sue collaborazioni cinematografiche, più di una ventina quelle televisive e numerosi anche i suoi roli teatrali. In teatro fa spesso coppia col marito, l'attore romano di origine peruviana, Blas Roca Rey. Come regista ha diretto il cortometraggio Un amore possibile (2004) e il film documentario Piedi x Terra, prodotto da Leone Crescenzi per Shape Studio nel 2007, quest'ultimo narra della sua esperienza di incontro con Mobwuto, il bambino malawita da lei adottato circa dieci anni fa. Luca Maspes È nato il 5 agosto 1972 a Sondrio. È dall’età di 14 anni che dedica tutta la sua vita all’alpinismo e all’arrampicata, cercando di praticare ogni forma di queste attività, non solo roccia, bouldering e arrampicata sportiva ma soprattutto alpinismo “avventuroso” e di ricerca. L’approdo all’alpinismo extraeuropeo è arrivato nel 1995, con la prima spedizione in Patagonia a cui hanno fatto seguito una dozzina le spedizioni dal Karakorum su vette inviolate di 6000m. e poi di nuovo in Patagonia, culminate nell’”up project” organizzato con Agostino Da Polenza. Perseguendo l’idea di alpinismo “totale”e accantonando per ora la professione di Guida Alpina, i suoi interessi professionali si sono rivolti negli anni a tutti i campi della comunicazione della montagna. Conferenziere, uno dei fondatori nel 1997 della rivista "Pareti", Maspes collabora con numerose riviste specializzate e firma in ambito editoriale alcune pubblicazioni come la guida “Masino-Bregaglia-Disgrazia, montagne per 4 stagioni” con G.Miotti (1996) ed il libro storico “Dal Corno Stella al K2 e oltre - 25 anni di alpinismo valtellinese” con G.Miotti e G.Combi. Opera nel mondo del web dove ha creato e poi gestito il sito www.go-mountain.com ed in campo televisivo, a parte le varie collaborazioni fra cui quella con “Tuttomontagna”, ha ideato e condotto il programma “Joke”. In qualità di filmaker oltre a collaborare con le TV ha al suo attivo produzioni proprie che sono approdate nei Festival di montagna (“Un Budda sul Badile”, “Val di Mello: apri gli occhi e continua a sognare” ed altri reportage sui miei viaggi) Jean Troillet Nasce il 10 marzo 1948, a Orsières e risiede a La Fouly en Valais. Di nazionalità svizzera e canadese, ha ottenuto il suo brevetto di guida alpina nel 1969. Ha al suo attivito dieci 8000 - K2, 8611 m., Dhaulagiri, 8167 m., Everest, 8848 m., Cho Oyu, 8201 m., Shisha Pangma, 8046 m., Makalu, 8463 m., Lhotse, 8516 m., Kangchenjunga, 8586 m., Gasherbrum I, 8068 m., Gasherbrum II, 8035 m-, tutti conquistati in stile alpino e senza l’ausilio di ossigeno. Jean Troillet ha scalato l’Everest nel 1986. Nel 1997 è stato il primo uomo a scendere il versante nord del tetto del mondo in snowboard. Guida, ma anche marinaio è stato nell’equipaggio di Laurent Bourgnon su Primagaz. Fotografo per Animan è anche guida di eliski. L’alpinista svizzero detiene fra altri numerosi record, il record di velocità dell’ascensione dell’Everest dal versante nord : 43 ore andata e ritorno. Joan Salarich Nato a Torelló (Barcelona) nel 1956 Joan Salarich è ingegnere tecnico . Ha cominciato a fare alpinismo sin da giovane compiendo varie ascensioni nei Pirenei, nelle Alpi e in Africa e si è impegnato in diverse attività culturali in relazione con la montagna. Nel 1983, con alcuni colleghi del Centro di escursionismo di Torelló ha creato il Festival Internazionale di film di montagna e avventura di Torelló. Ha diretto il festival sin dall’inizio e lo gestisce con altri colleghi. Dal 2006 si dedica a tempo pieno alla direzione di una Fondazione Privata che organizza il Film Festival oltre ad altre attività. È stato membro di giurie di diversi festival di montagna quali Autrans, Les Diablerets, Cervinia, Mosca e Palermo. Oggi, è membro del Comitato CI&VI (Coordinatingì of Catalonia Cinema and Video Festivals) e vice-presidente del IAMF (International Alliance for Mountain Film). Ha pubblicato, nel 2009, Cinema muntanyes 25 anys de Festival a Torelló (Cinema and mountains 25 years of Torelló Festival) riguardo alla storia del cinema di montagna e dei 25 anni del Festival di Torelló. Françoise Foucault È nata a Cannes e ha lavorato dalla fine degli anni 60 a Parigi con il celebre documentarista ed antropologo Jean Rouch presso il Comité du Film Ethnographique. Dal 1978, insieme al cineasta francese, organizza la manifestazione "Regards comparés", retrospettiva non competitiva che compara sguardi diversi per provenienza ed epoca su uno stesso soggetto antropologico. Dal 1982 dirige il “Bilan du Film Ethnographique”, vero e proprio festival del cinema etnografico, recentemente divenuto “Festival Jean Rouch”, in seguito alla scomparsa del grande regista francese. L’organizzazione del XII° Cervino CineMountain è curata dal Comune di Valtournenche e dall'Associazione Culturale Strade del Cinema con la collaborazione della Presidenza del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Cai, CVA, Cervino SPA, The North Face, Iveco, Scuola di sci del Cervino, Società delle guide del Cervino, Grivel. Informazioni relative al Festival: tel. 0165/230.528 – 392/981.46.92 / fax 0165/360.413 – Sito Internet www.cervinocinemountain.it Per scaricare le immagini ad alta definizione del Festival http://picasaweb.google.com/cervinocinemountain/CERVINOCINEMOUNTAIN2009 |
| Valtournenche, 17 luglio 2009 COMUNICATO STAMPA CervinoCineMountain Festival - XII edizione Breuil-Cervinia - Valtournenche, Tra gli ospiti Gustav Thöni, Piero Gros, Irene Grandi, Lomè, Igor Man, Simone Moro, Kurt Diemberger, Silvio Mondinelli e omaggio a Guido Monzino 24 luglio / 2 agosto 2009 Dieci giorni di cinema, dieci giorni di montagna, dieci giorni di Cervino CineMountain, il festival internazionale del cinema d’alta quota che arriva quest’anno alla XII edizione. Un appuntamento di prestigio con il meglio della cinematografia mondiale a Valtournenche e Breuil-Cervinia in Valle d’Aosta, per uno dei Festival più alti del mondo (di sicuro il più alto d’Europa). Sin dalla sua prima edizione nel 1998 la rassegna pone al centro della propria ricerca l’esplorazione, l’avventura e l’amore per la montagna, con film che sempre più trovano sbocco anche nel mercato cinematografico nazionale. Presenta come ogni anno una interessante selva di titoli dedicati al wilderness e alla montagna, ma anche al problema ambientale, con la presenza di tematiche e articolazioni diverse. La montagna è la vera protagonista della manifestazione ma è anche il “pretesto” per affrontare tematiche strettamente correlate ad essa: l’ambiente, il clima, l’avventura, lo sport, la cultura e la storia. La manifestazione nasce con l’intento e l’ambizione di promuovere e divulgare film di difficile reperibilità nei circuiti canonici e che si distinguano per le loro caratteristiche di ricerca, qualità, innovazione. Per il contributo che ha apportato nel panorama dei festival cinematografici è stato affettuosamente ribattezzato dalla stampa l’Oscar del cinema di montagna. I film vengono selezionati nei festival internazionali del genere e tra questi viene assegnato il Grand Prix – Conseil de La Vallée. Gli obiettivi che si pone la XII edizione del Cervino CineMountain sono vari ma convergono tutti nella volontà di fare una manifestazione di qualità che si identifichi con il territorio in maniera autentica - cioè rispettosa delle sue peculiarità – e capace di accogliere altre tradizioni e nuove tendenze. Dieci giorni di intensa attività culturale e sportiva fanno di questa rassegna - codiretta da Luisa Montrosset e Luca Bich, presieduta da Antonio Carrel, storica guida del Cervino – un evento estivo di primissimo piano. L’organizzazione è curata dal Comune di Valtournenche e dall'Associazione Culturale Strade del Cinema con la collaborazione della Presidenza del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Cai, CVA, Cervino SPA, The North Face, Iveco, Scuola di sci del Cervino, Società delle guide del Cervino, Grivel. Nel dettaglio sono segnalati i momenti più significativi di questa edizione dove saranno protagonisti nomi di fama internazionale come Gustav Thöni, Piero Gros, Helmut Schmalzl, Erwin Stricker, Tino Pietrogiovanna, Franco Bieler. Paolo De Chiesa, Herbert Plank indimenticati campioni, trionfatori di numerose gare negli anni Settanta e soprannominati “La Valanga Azzurra”, la cantante Irene Grandi invitata a partecipare alla sezione Cervinia Mon Amour, l’alpinista Simone Moro, lo scrittore Enrico Camanni e l'alpinista Hervé Barmasse. E ancora l’omaggio ad Achille Compagnoni, sabato 1° agosto, in Piazza della Chiesa con la proiezione di “Italia K2” girato nel 1955 da Achille Baldi. Presenti Igor Man, Michele Compagnoni e Kurt Diemberger. Associazione Culturale Strade del Cinema - Regione Borgnalle 10/e - 11100 Aosta tel. 0165/230.528 - fax 0165/360.413 Questi i momenti significativi: Cervinia Mon Amour (24-25 luglio) 24 luglio - Sarà ospite Gustav Thöni e tutta la Valanga Azzurra che parteciperà alla Cerimonia dell’Orma, prevista nella mattina del 25, come lo scorso anno hanno fatto Toni Sailer e Giuliana Minuzzo. 25 luglio - Sera: in via Carrel, a Cervinia, tappa dello Street Boulder Contest, gara per arrampicatori metropolitani e non. La guida del Cervino Hervé Barmasse farà da padrino alla manifestazione. “Alpinismi: dal Cervino a Cervinia”, ospite il grande alpinista Simone Moro. Le serate di Cervinia Mon Amour proseguiranno fino a tarda notte presso il Club Bianconiglio, dove, ospite d’eccezione, Irene Grandi si esibirà insieme ai Lomé. Antropomount (26-27 luglio) Sezione dedicata quest’anno ai popoli che convivono con il massiccio nordafricano dell’Atlas (Atlante). Proiezione di film. 26 luglio - Proiezione del risultato del workshop del Dams di Torino sugli immigrati nordafricani in Valle d’Aosta e sul loro lavoro negli alpeggi della regione. Buffet marocchino e a seguire tavola rotonda sul tema della costruzione e della ri-costruzione dell’identità dei popoli di montagna. 27 luglio - Proiezioni, buffet marocchino e musica etnica. Festival Concorso (28-31 luglio) Verrà proposto come di consueto il meglio della filmografia di montagna per decretare il vincitore dell’Oscar degli Oscar dei film di montagna. 1° agosto: Cerimonia di premiazione. 2 agosto: Proiezione dei film premiati. EVENTI 28 luglio - Omaggio a Guido Monzino. Proiezione di “Kanjut Sar” (1959). Durante le giornate del festival concorso ricorreranno molti eventi quali gli Incontri Editoriali e le Interviste Verticali, presso l’Espace Montagne (palazzetto dello sport di Valtournenche). 30 luglio - Conferenza: “Le Montagne del Sistema Solare”, relatore Andrea Bernagozzi, ricercatore dell’OAVdA (Osservatorio Astronomico Valle d’Aosta), per celebrare l’Anno Internazionale dell’Astronomia. 2 agosto - Concluderà il festival un evento dedicato a Norberto Bobbio. Ingresso alle proiezioni: 3 euro per ogni sessione (pomeridiana e serale), 5 euro per entrambe (pomeridiana e serale), 15 euro formula abbonamento (per tutte le proiezioni e catalogo del Festival in omaggio). Orari delle proiezioni pomeridiane a partire dalle 15,00 mentre quelle serali iniziano alle 21. L’ingresso è gratuito per tutte le altre iniziative del Festival (fino ad esaurimento posti disponibili, eccezione fatta per il concerto di Irene Grandi con i Lomè sabato 25 al Club Bianconiglio di Breuil-Cervinia). Informazioni relative al Festival: tel. 0165/230.528 – 392/981.46.92 / fax 0165/360.413 – Sito Internet www.cervinocinemountain.it Informazioni turistiche per il pubblico ai numeri telefonici: 0166/940.986 – e mail info@sportepromozione it Per scaricare le immagini ad alta definizione del Festival http://picasaweb.google.com/cervinocinemountain/CERVINOCINEMOUNTAIN2009 Il Comune di Valtournenche e l’Associazione Culturale Strade del Cinema in collaborazione con la Presidenza del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e con il sostegno dell’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma Valle d’Aosta e Appuntamento Consolare Touring Club Italiano – Valle d’Aosta presentano Programma CCM XIIª edizione – 2009 Sezione “Cervinia Mon Amour” con la collaborazione della Presidenza del Consiglio della Regione Autonoma Valle d’Aosta Venerdì 24 luglio Breuil-Cervinia ore 18,30 Samovar Café Cenaperitivo: ouverture XIIª edizione del Cervino CineMountain Festival con il duo Paolo Grappeggia (contrabbasso) e Martino Pino (chitarra) ore 21,00 Cinéma des Guides Rosà 70 - omaggio per il settantesimo anniversario della funivia del Plateau Rosà in collaborazione con la CERVINO SPA La Valanga Azzurra - conduce Carlo Gobbo con Gustav Thöni, Piero Gros, Franco Bieler, Paolo De Chiesa, Tino Pietrogiovanna, Herbert Plank, Helmut Schmalzl, Erwin Stricker in collaborazione con la RAI SEDE REGIONALE VALLE D’AOSTA ore 24,00 Club Bianconiglio Around Midnight con i Lomé Sabato 25 luglio Breuil-Cervinia ore 11,30 Café des Guides Cerimonia delle “orme” dei Campioni della Valanga Azzurra in collaborazione con la SCUOLA DI SCI DEL CERVINO con il duo Paolo Grappeggia (contrabbasso) e Martino Pino (chitarra) ore 17,30 Café des Guides CervinoXtrail presentazione a cura dell’Associazione CervinoXtrail, con il Dott. Giulio Sergio Roi ore 18,00 Café des Guides Presentazione del libro “I racconti della Capanna” del Prof. Giovanni Zanetti (Musumeci Editore, 2009) Intervengono con l’autore: Albert Cerise, Joseph-César Perrin e Rinaldo Carrel. A seguire vin d’honneur in collaborazione con il CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D’AOSTA ore 19,00 Samovar Café Cenaperitivo e ritrovo dei partecipanti allo StreetBoulderContest ore 20,00 Via Carrel Inizio competizione “StreetBoulderContest a Breuil–Cervinia: lo StreetBoulder più alto di sempre!” in collaborazione con il PARETONE DI ARNAD e LA SPORTIVA ore 21,00 Via Carrel “Alpinismi: dal Cervino a Cervinia” conduce Valeria Allievi con Simone Moro, Hervé Barmasse ed Enrico Camanni in collaborazione con THE NORTH FACE e SOCIETÀ GUIDE DEL CERVINO ore 24,00 Club Bianconiglio Around Midnight con i Lomé Special Guest: IRENE GRANDI Sezione “Antropomount” con il patrocinio del Consolato del Regno del Marocco di Torino Domenica 26 luglio Valtournenche ore 12,00 Espace Montagne Centro Polivalente Apertura dell’Espace Montagne. Inaugurazione della “Piramide Atlas” con scatti da “The Roses Valley” di Andrea Alborno ore 15,30 Sala Congressi Centro Polivalente Images d’Atlas Mout Tania di Ivan Boccara, Francia, 1999, 56 minuti Tameksaout di Ivan Boccara, Francia, 2005, 95 minuti Incontro con Ivan Boccara ore 18,30 Espace Montagne Centro Polivalente Incontro editoriale: il Prof. Annibale Salsa presenta “Il tramonto delle identità tradizionali” (Priuli&Verlucca editori, 2007) ore 19,30 Scuole Elementari Buffet Marocchino in collaborazione con l’ASSOCIAZIONE DONNE STRANIERE LES RAYONS DE SOLEIL ore 21,00 Sala Congressi Centro Polivalente Identità tradizionali e identità migranti “La montagna natura e simbolo” di Denis Curti (Contrasto), “Marocco/Valle d’Aosta” un film a cura del DAMS, presenta Prof. Ambrogio Artoni (Università di Torino); a seguire dibattito con Rachida Adlani (Les Rayons de Soleil), Andrea Alborno (Fotografo), Enrico Camanni (Scrittore), Prof. Annibale Salsa (Presidente Generale del C.A.I.) Lunedì 27 luglio Valtournenche ore 15,30 Sala Congressi Centro Polivalente Images d’Atlas Les Maghrebim di Ivan Boccara, estratti, 30’ Une montagne solidaire di Marc de Langenhagen, Francia, 2007, 26’ Comment rester nomade di Yazid Ben Hounet, Francia, 2008, 51’ ore 18,30 Espace Montagne Centro Polivalente Figli dei figli Spettacolo teatrale sul tramonto della cultura Walser - ASSOCIAZIONE CULTURALE MANO D’OPERA ore 19,30 Scuole Elementari Buffet Marocchino in collaborazione con l’ASSOCIAZIONE DONNE STRANIERE LES RAYONS DE SOLEIL in collaborazione con l’Associazione Rayons de Soleil ore 21,00 Piazza della Chiesa Suoni dall’altro mondo interviene il Prof. Tran Quang Hai (etnomusicologo CNRS) concerto dei Global Gnawa (Marocco) e concerto dei Kassama Percussions (Burkina Faso) Sezione “Concorso” Valtournenche 28, 29, 30, 31 luglio e 1° agosto Martedì 28 luglio Valtournenche ore 11,30 Piazza della Chiesa Scoprimento della targa dedicata a Bepi e Nerina Mazzotti, Amilcare Crétier. Presentazione editoriale e aperitivo ore 15,00-18,00 Sala Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso ore 18,00 Espace Montagne Centro Polivalente Incontro editoriale: Antonella Dallou e Nicola Alessi presentano “Scritti sull’alpinismo di Federico Chabod” (Le Château edizioni, 2008) Intervista verticale con Silvio “Gnaro” Mondinelli a cura di Valeria Allievi in collaborazione con GRIVEL Breuil-Cervinia ore 21,00 Cinéma des Guides Omaggio a Luciana Gasperl, un ricordo per immagini, 5’ Kanjut Sar: 50 anni (di G. Guerrasio, P. Nava) - Anniversario della spedizione Monzino: incontro con i protagonisti - in collaborazione con il FONDO AMBIENTE ITALIANO Mercoledì 29 luglio Valtournenche ore 15,00-18,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso ore 18,00 Espace Montagne Centro Polivalente Incontro editoriale: Stefano Ardito presenta “Giorni di granito e di ghiaccio” (Versante Sud editore, 2009) Intervista verticale con Alberto Gnerro a cura di Valeria Allievi ore 21,00-24,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso Giovedì 30 luglio Valtournenche ore 15,00-18,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso ore 18,00-19,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Le Montagne del Sistema Solare, conferenza a cura del Dott. Andrea Bernagozzi in collaborazione con l’OAVdA per l’ANNO INTERNAZIONALE DELL’ASTRONOMIA 2009 ore 21,00-24,00 Sala Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso Venerdì 31 luglio Valtournenche ore 15,00-18,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso ore 18,00 Espace Montagne Centro Polivalente Incontro editoriale: Silke Unterkircher presenta “L’ultimo abbraccio della montagna” (Rizzoli editore, 2009) Incontro editoriale-verticale: Andrea Bernagozzi e Davide Cenadelli presentano “Seconda Stella a destra. Guida turistica al Sistema Solare” (Sironi editore, 2009) - partecipano Hervé Barmasse e Luca Maspes ore 21,00-24,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso Breuil-Cervinia ore 24,00 Club Bianconiglio Around midnight con la L.A.B. Sabato 1° agosto Valtournenche ore 9,30-12,30 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso ore 14,30-17,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film in concorso ore 17,00 Espace Montagne Centro Polivalente Incontro editoriale: Kurt Diemberger presenta “La danza sulla corda” (Il Corbaccio editore, 2009) ore 18,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Cerimonia di Premiazione del XII Cervino CineMountain Festival in collaborazione con il CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D’AOSTA ore 21,00 Piazza della Chiesa Omaggio ad Achille Compagnoni Italia K2 di Marcello Baldi, Italia 1955 Intervengono Igor Man, Kurt Diemberger, Lino Lacedelli e Michele Compagnoni in collaborazione con la RAI SEDE REGIONALE VALLE D’AOSTA Breuil-Cervinia ore 24,00 Club Bianconiglio Around midnight con El Negro Sezione “After Festival” Domenica 2 agosto Valtournenche ore 10,00-12,00 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film premiati ore 14,30-17,30 Sala dei Congressi Centro Polivalente Proiezione dei film premiati ore 18,00 Espace Montagne Centro Polivalente I fiori di Bobbio con Alberto Sinigaglia e Marco Bobbio ore 21,00 Piazza della Chiesa Dell’importanza di chiamarsi Norberto adattamento drammaturgico di Gianluca Rossi con Nicola Alessi, Morena Avenoso (voce) e Beppe Barbera (piano) Tutti gli eventi e le iniziative del festival sono a ingresso libero, salvo il concerto di Irene Grandi e le proiezioni dei film in concorso _________ Eventi speciali Abbiamo già parlato dell’importanza che ha, rispetto al tempo per così dire umano, il ricordo. Il saper ritornare al cuore inteso nel senso antico già precisato, cioè come sede dei sentimenti ma anche della memoria, è un esercizio che possiede una doppia valenza: da una parte sentimentale con risvolti per lo più intimi e personali e dall’altra storica con implicazioni pubbliche e collettive. Ovviamente l’individuazione di due livelli così distinti e separati è puramente teorica. Nell’atto del rimembrare i due piani coesistono e si compenetrano ed è proprio questa commistione di elementi che dà al ricordo quel sapore particolare. Il ricordo dunque inteso come operazione temporale che risale il tempo e che contemporaneamente si proietta nella storia, ma anche come ritorno spaziale che permette di riportare, anche se idealmente, la persona nel luogo a cui è in qualche modo legata. È questo il concetto che costituisce la linea guida degli eventi speciali e degli after festival che rispettivamente punteggiano e concludono il festival. Il primo giorno del film concorso è denso di eventi speciali. Bepi Mazzotti -e con lui la moglie Nerina e l’amico Amilcare Crétier- sarà ricordato con lo scoprimento della targa e con una presentazione editoriale dei suoi scritti. Due momenti per evocare la sua personalità e fissarne la presenza riservandogli un posto nella piazzetta delle guide di Valtournenche e riascoltando la sua voce attraverso la pubblicazione dei suoi scritti. Lo stesso giorno, ma alla sera e nella sua Cervinia, il Festival dedicherà un omaggio filmico a Luciana Gasperl, fresco e variegato come quei coloratissimi fiori di montagna da cui si ispirava per creare i suoi tessuti. Non limitandosi a ricordare in maniera estemporanea, il Cervino CineMountain intende anche inserire la sua azione nella continuità ed è per questo che sulla scia del ventesimo anniversario dalla scomparsa di Guido Monzino celebrata lo scorso anno, ricorderemo quest’anno la conquista del Kanjut Sar, una delle sue più importanti spedizioni. La serata di chiusura sarà poi tutta per Achille Compagnoni. Ricorderemo il personaggio attraverso documenti filmici originali e fondi delle teche della sede Rai regionale -prezioso media partner con cui auspichiamo proseguire la collaborazione- per poi riservare il resto della serata all’evocazione di Italia K2. Più che una semplice proiezione si tratterà di rileggere quella storia con l”ausilio di chi, come Lino Lacedelli, quell’avventura l’ha vissuta, di chi l’ha commentata- e sarà un grande onore avere tra noi Igor Man-, di chi ne è stato testimone come Kurt Diemeberger, e di chi ne è l’erede - un grazie speciale a Michele Compagnoni-. Inutile dire che è proprio grazie alla presenza di queste persone che il festival chiuderà non con una semplice iniziativa commemorativa, ma con un evento unico. Giungiamo quindi all’After-Festival con il quale il Cervino CineMountain non poteva prendere miglior commiato dal suo pubblico. Infatti, nel centesimo anniversario dalla sua nascita sarà “mis à l’honneur” Norberto Bobbio. Una scelta questa non solo doverosa nei confronti del cittadino onorario di Valtournenche, ma un atto dovuto tenuto conto della grandezza della sua opera e della profondità della sua riflessione, altrimenti detto, “Dell’importanza di chiamarsi Norberto”. _________ Interviste Verticali a cura di Valeria Allievi, in collaborazione con Istituto Europeo di Design, Arti Visive (Milano) “….una traccia fatta di parole, movimenti e gesti che trasmettono esperienze di grandi imprese ma anche aspetti umani imprescindibili. Sono questi i momenti che ci proponiamo di condividere con il nostro pubblico, come sempre, sotto il segno della Verticale.” Ebbene “tentar non nuoce” e noi la scorsa edizione abbiamo fatto le prove generali, stupendoci poi del risultato. L’Intervista Verticale nasce dalla volontà di creare un modo particolare per incontrare e conoscere arrampicatori e alpinisti di alto livello. Il muro d’arrampicata dell’Espace Montagne diviene il set nel quale i protagonisti si raccontano scalando. Ne deriva una narrativa verticale che rompe lo schema classico d’intervista frontale, per reinterpretarlo in chiave dinamica. L’Intervista Verticale, format del Cervino CineMountain, vive ormai di due luoghi che spaziano tra il contesto reale e virtuale. Esiste infatti il momento in sala durante il Festival in cui i nostri ospiti si raccontano di fronte al pubblico presente e la traccia video che resta e viene divulgata attraverso vari canali video di internet e tv satellitari (CurrentTV), che accompagnano da un’edizione a quella successiva. E’ stata questa la sorpresa inaspettata, l’interesse nel post-Festival per un prodotto che nasce con la volontà di divulgare un contenuto legato alla montagna, attraverso la testimonianza dei suoi protagonisti, ma che verte sul concetto di scelta, di motivazione, di passione, di necessità, quella necessità che spinge alcuni uomini e donne a dedicare la loro esistenza alla vita verticale. Sono questi gli elementi chiave che fanno dell’Intervista Verticale un prodotto che per contenuti e modalità costituisce un Format originale e di grande importanza per il Festival. Quest’anno sono due gli appuntamenti proposti dal Cervino CineMountain, due momenti che mettono in luce mondi differenti: l’Alpinismo Himalayano con Silvio “Gnaro” Mondinelli e l’Universo dell’Arrampicata con Alberto Gnerro. Dunque eccoci pronti ad una nuova sfida per conoscere i nostri ospiti e i loro sogni, già realizzati o ancora nel cassetto, e per sognare anche noi con loro. Incontro editoriale verticale Meritano particolare attenzione altri momenti inseriti nell’Espace Montagne. Il primo è rappresentato dall’esposizione fotografica Le montagne del Sistema Solare, a cura di Andrea Bernagozzi e Davide Cenadelli. Il fascino dei panorami montani di pianeti e satelliti del Sistema Solare, ripresi da satelliti artificiali e sonde spaziali sarà spiegato in maniera dettagliata dal dott. Bernagozzi in occasione della conferenza prevista giovedì 30 luglio e organizzata in collaborazione con l'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta di Saint-Barthélemy per l’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009. Altra iniziativa legata ad Andrea Bernagozzi si svolge venerdì 31 luglio con la presentazione del libro “Seconda stella a destra. Guida turistica al Sistema Solare”. Il lavoro, scritto insieme a Davide Cenadelli, viene presentato in compagnia di due dei più forti scalatori dello spazio: Herbie Darkmass (Hervé Barmasse) e Sepsam Aluc (Luca Maspes). La guida è divisa in due parti, e prende in esame prima il Sistema interno, da Mercurio a Marte, poi il Sistema esterno, da Giove a Nettuno (e Plutone). Le proposte selezionate sono divise per argomento e non per pianeta: dove alloggiare, cosa mangiare, suggerimenti su itinerari naturalistici e culturali, divertimenti, souvenir. Insieme alle più belle foto di pianeti e satelliti, ogni sezione propone consigli, curiosità, interventi di esperti. Troverete accurate spiegazioni scientifiche, notizie storiche e indicazioni aggiornate sulle principali attrazioni turistiche del Sistema Solare. La guida è scritta in linguaggio universale, ma essendo dotata di traduttore incorporato vi apparirà nella vostra lingua madre: se parlate l’antico italiano vi sembrerà di leggere in italiano. L’intenzione degli autori, scienziati e accompagnatori spaziali, è favorire l’astroturismo delle tre c: colto, consapevole e cosmosostenibile. Pronti? Buona visita al Sistema Solare! Andrea Bernagozzi è coordinatore per le attività di didattica e divulgazionedell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Collabora con il Museo Astronomico di Brera, il Civico Planetario “Ulrico Hoepli”, il Civico Museo di Storia Naturale di Milano e con la Fondazione Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano. Recentemente premiato da Corrado Augias come giornalista scientifico, è autore di La Fantascienza a test (Alpha Test). Davide Cenadelli dopo la laurea e il dottorato in Fisica, lavora al Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano. È impegnato nella divulgazione e nell’educazione scientifica presso il Museo astronomico e l’Osservatorio astronomico della Valle d’Aosta. |
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Valtournenche, 2 agosto 2008
Comunicato Stampa
I PREMI DELLA XIª EDIZIONE DEL CERVINO CINEMOUNTAIN
Due importanti riconoscimenti a “Berhault” il film di Gilles Chappaz e Raphaël Lassablière. E’ questo il film vincitore della 11ª edizione del Cervino CineMountain International Film Festival 2008 che oltre al Grand Prix si aggiudica anche il Premio Cai per il miglior film d’Alpinismo. Lo ha deciso una Giuria Internazionale, composta da Gaia Ceriana Franchetti, Laurence Guyon, Freddy Paul Grunert (Presidente), Dermot Somers, René Vernadet.
La pellicola-documentario è un omaggio a Patrick Berhault, il grande alpinista francese tragicamente scomparso nel 2004 durante una traversata sul massiccio del Mischabel in Svizzera. Si tratta di un ritratto intimista ricostruito attraverso le testimonianze di Patrick Edlinger, grande amico di Berhault e tra i più grandi esponenti dell’arrampicata moderna. La pellicola ricorda, attraverso interviste e interventi dello stesso Berhault, uno dei personaggi più amati dell’alpinismo degli ultimi decenni e mette in risalto le sue grandi doti umane, l’etica sportiva e la sua umiltà. Motivazione: “E’ con grande fermezza che Gilles Chappaz ha costruito un film a partire da molteplici materiali cinematografici che esistevano su Berhault. Egli evita al contempo lo scoglio del racconto agiografico e quello del requiem per tracciare a posteriori un ritratto dell’uomo e delle sue diverse sfaccettature e per celebrare quell’alpinista eccezionale che è stato Berhault. In parallelo il film sviluppa una matrice continua che è l’interfaccia di Berhault con la telecamera che lo acccompagnerà fino alla morte. Infine il montaggio è animato di vive testimonianze di chi gli era vicino, che esprimono in maniera esplicita il vuoto che ormai si creato nel mondo dell’alpinismo”.
“Asiemut” di Olivier Higgins e Mélanie Carrier è stato eletto Premio Festival per il miglior Grand Prix dei Festival 2007/2008. Motivazione: “Film di avventura di forte impatto, di una giovane coppia in bicicletta. Un cammino spirituale, geografico, emozionale che parte dalla Mongolia esterna, attraversa La Cina, il Tibet, il Nepal e raggiunge, dopo 8000 km, la baia del Bengala in India. Si premia il senso d’innocenza e la tenacia con cui la coppia racconta il suo viaggio. In particolare colpisce la sincerità nel loro rapporto, così come la spontaneità negli incontri con gli altri, la maestà dei paesaggie ed il senso d’apertura verso gli spettatori. Si ha l’impressione di essere in viaggio con loro”.
“La montagne perdue” di Christian Deleau ha vinto il Premio “Montagne passion”. Motivazione: “Con una visione molto particolare da alpinista solitario nell’Himalaya questo film racconta la fragilità a cui si va incontro affrontando gli 8000, in inverno e senza uso di ossigeno. L’impresa si sviluppa ai limiti dell’umana resistenza. Lafaille è sapiententemente guidato, da una distanza di oltre 6000km, da sua moglie, che dalla loro casa gli fornisce previsioni meteo satellitari accompagnate da affettuose e rassicuranti conversazioni. E’ la durezza dell’attesa e l’impazienza dell’alpinista che conducono alla tragedia come lo mostra il film di Christian Deleau”.
Associazione Culturale Strade del Cinema
Regione Borgnalle 10/e - 11100 Aosta
tel. 0165/230.528 - fax 0165/360.413
“Vies d’alpage” di Frédéric Déret è stato scelto come miglior opera per il Premio “Vie de Montagne”. Motivazione: “In questo film l’argomento della vita in montagna viene trattato come scelta. Si premia l’autenticità con cui questa decisione radicale ed alternativa viene descritta. Il film narra realisticamente diverse attività di montagna come la pastorizia, l’allevamento e la creazione di prodotti caseari, che pur utilizzando metodi tecnicamente avanzati rispettano in pieno la natura”.
“Wings on their feeeet” di Fulvio Mariani si è aggiudicato il Premio “SportSide of the Mountain”. Motivazione: “Questo film spazia dalla neve fresca della Svizzera alle nevi del Kashmir, del Libano, della Sicilia, fino alla Patagonia. Il regista Mariani mostra la sua particolare attenzione e l’ abilità nell’uso delle luci, delle ombre, e dei movimenti: punti cardinali di ogni composizione cinematografica. Il film presenta e sviluppa i caratteri dei personaggi, e accentua il senso di avventura che li anima. Il regista compone un quadro che unisce il paesaggio con il senso della scoperta e la gioia che ne deriva”.
Altri premi principali:
per il miglior Cortometraggio “La Ossa” dello spagnolo Gerard Sinfreu. Motivazione:
“Film di finzione più che documentario, sulla reintroduzione dell’orso bruno in Spagna. In particolare sulla storia di un esemplare, arrivato nei Pirenei, proveniente dalla Francia e sulle contraddizioni e sui problemi che questa situazione determina. Il film utilizza dei personaggi per descrivere con lucidità e consapevolezza le difficoltà ed i pregiudizi posti dai limiti territoriali, politici, sociali e di genere; si conclude con un ingegnoso finale a sorpresa ed un convincente ed ironico colpo di mano”.
Premio Speciale della Giuria “Club Amici del Cervino – Società delle Guide del Cervino” a “Becoming a woman in Zanskar” di Jean-Michel Corillion. Motivazione:
“Questo film ci fa partecipare alla vita delle popolazioni buddiste dello Zanskar per scoprirne i costumi e le abitudini. Riesce a coinvolgere nella vita della famiglia tibetana con le sue aspirazioni di libertà ed i vincoli posti dalle sue consuetudini e tradizioni. La fotografia sublima le immagini dei paesaggi himalayani e ne amplifica l’immensità la profondità e la distanza e rende accessibili gli intimi spazi di raccoglimento e di vita quotidiana”.
Premio del Pubblico assegnato in base ai voti raccolti dagli spettatori a tutte le proiezioni e che hanno espresso il loro giudizio su apposite schede a “La montagne en face” di Bruno Peyronnet.
I PREMI in SINTESI:
GRAND PRIX “CERVINO CINEMOUNTAIN”: ”Berhault” di Gilles Chappaz e Raphaël Lassabliére (Francia)
PREMIO FESTIVAL PER IL MIGLIOR GRAND PRIX DEI FESTIVAL 2007/2008
”Asiemut” di Olivier Higgins e Mélanie Carrier (Canada)
PREMIO “MONTAGNE PASSION”
”La Montagne perdue” di Christian Deleau (Francia)
PREMIO “VIE DE MONTAGNE”:
”Vies d’Alpage” di Frédéric Déret (Francia) PREMIO “CORTOMETRAGGIO”: ”La Ossa” di Gerard Sinfreu (Spagna)
PREMIO “SPORTSIDE OF THE MOUNTAIN”: ”Wings on their feer” di Fulvio Mariani (Svizzera) PREMIO DEL CLUB ALPINO ITALIANO PER IL MIGLIOR FILM DI ALPINISMO
”Berhault” di Gilles Chappaz e Raphaël Lassabliére (Francia)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ”Becoming a woman in Zanskar” di Jean-Michel Corillion (Francia) PREMIO DEL PUBBLICO
”La montagne en face” di Bruno Peyronnet (Francia)
LA GIURIA:
Freddy Paul Grunert (presidente) Gaia Ceriana Franchetti
Laurence Guyon
Dermot Somers
René Vernadet.
Le schede dei film premiati:
“Bérhault” di Gilles Chappaz, Francia, 2008, 72’ – Produzione Miigo Productions, con Patrick Edlinger, Philippe Magnin e Laurent Chevallier.
Durante i suoi trent’anni di carriera Patrick Berhault ha realizzato delle prime spettacolari, delle imprese uniche per la loro portata, la loro originalità, senza mai rinunciare alla sua umanità, alla sua umiltà e alla sua etica: un artista senza precedenti della verticalità. Chi era Patrick Berhault? Chi era questo eroe, adorato da generazioni di alpinisti, di arrampicatori, di amanti della montagna tout court? Ed ecco questo ritratto intimista che, attraverso la voce di uno dei suoi più grandi amici, Patrick Edlinger, anch’egli icona dell’arrampicata moderna, ci porta a scoprire il mondo del grande alpinista francese scomparso tragicamente il 28 aprile del 2004 nel massiccio del Mischabel in Svizzera. Gilles Chappaz, prima maestro di sci e uomo di montagna, poi giornalista (Montagnes Magazine, Vertical, Ski Français) e produttore cinematografico, è specializzato nella produzione alpinistica. Ha lavorato molto sulla figura di Patrick Berhault: La grande cordée (2002), Sur le fil des 4000 (2004) premiato a Autrans, Copenhagen, Trento, Torello e Poprad. Lassablière Raphaël è sia regista che montatore. Ha lavorato in condizioni estreme in tante parti del mondo, sviluppando così una naturale propensione ad aggiustarsi con i mezzi a disposizione. Dal 1998 ad oggi ha lavorato con la Migoo Productions. Aveva già partecipato con Gilles Chappaz alla realizzazione di Sur le fil des 4000.
“Asiemut” di Olivier Higgins e Mélanie Carrier, Canada, 2006, 57’, montaggio Olivier Higgins e Eric Denis, musica EMW Music Box, postproduzione Studio Elément, produzione Olivier Higgins e Mélanie Carrier con il supporto del Forum Jeunesse & Jeunes Volontaires.
Gran Premio ai Festival di Graz e Tegernsee
Olivier Higgins e Mélanie Carrier scelgono di fare un viaggio, anche se molti la chiamerebbero una lunga avventura, di approssivamente 8000 km a cavallo delle loro biciclette. Lungo la strada scopriranno il mondo, ma su tutto, scopriranno sè stessi. Chi siamo? Quale è il nostro posto in questo mondo? Non abbiamo forse tutti lo stesso “azimuth”? Olivier e Mélanie sono nati in Québec nel 1978 e 1979. Sin dalla loro adolescenza la grande passione per l’arrampicata li ha portati sulle più belle pareti del mondo e a dedicarsi alla produzione di video e film. Questo amore per le immagini, la natura e l’umanità continua a guidarli tuttora e lo farà anche per i futuri progetti che vorranno realizzare.
“La montagne perdue” di Christian Deleau, Francia, 2007, 52’ – Produzione Nefertiti, con Jean-Christophe e Katia Lafaille, Reinhold Messner, Albertooo Inurrategi, Pier Beghin, Yan Giezendanner.
Népal, 12 dicembre 2005. Versante ovest della quinta montagna più alta del mondo. Jean-Christophe Lafaille si sta acclimatando a 5300m. Da lì a poco tenterà l’impresa mai riuscita a nessun alpinista: l’ascensione del Makalu - 8463m – in solitaria invernale senza uso di ossigeno. “La montagne perdue” restituisce la dura realtà di una spedizione himalayana in pieno inverno, ma è soprattutto la storia di una sfida fuori misura, vissuta da due anime lontane eppure così vicine: il grande alpinista francese e sua moglie Katia, rimasta con i figli a casa. La narrazione procede in questo duplice sguardo, in questo incrociarsi di impressioni e di espressioni attraverso il telefono, dal campo base all’ultimo tentativo di ascensione. Ne emerge tutta la forza dell’alpinismo di Jean-Chrispophe Lafaille fatto di determinazione, audacia, sacrificio ed accettazione del pericolo. Christian Deleau ha 48 anni e si è formato presso il Conservatoire Libre du Cinéma Français. Lavora dal 1993 sia in campo pubblicitario che documentaristico. Tra i suoi film: Odyssée (2001, Gran Premio al Festival di Tolone), Oceans’twenty (2005, premiato al Festival di Montréal).
“Vies d’alpage” di Frédéric Deret, France, 2006, 26’ – Produzione Mecanos per France 3
Questo film fa un ritratto di di Frédéric Laperrière (incarnazione a modo suo di un certo spirito sessantottino) che specializzatosi in una scuola parigina di Economia e Commercio, decide, dopo un’ estate trascorsa in un alpeggio in Valle d’Aosta di cambiare vita. Lo ritroviamo trent’anni più tardi a fare un bilancio; una testimonianza semplice e profonda come la sua scelta di vita. Frédéric Déret è regista dall’89 e ha diretto centinaia di programmi per la televisione. Tra i suoi documentari di creazione ricordiamo: Ces dames de Chanterelle (1989), La Joselito (1993), Les musicales de Bastia (1996), Le roman de Michel (1998), Images d’une vie (2003), L’Olympe de Tromsö (2004), Faraya, les neiges du Liban (2005), Histoires d’espèces et d’espaces (2006).
“La Ossa” di Gerard Sinfreu, Spagna, 2007, 15’ sceneggiatura Gerard Sinfreu, Paul Lopez e Marti Roca, fotografia Andreu Adam, montaggio Luis Rico, produzione CEP, con Dani Codina, Ramon Toredeflor, Gabi Gel.
Jaime, un biologo del Dipartimento dell’ambiente (Serzvizio di protezione animale) è inviato in missione a Arduix per identificare un’orsa che è venuta dalla Francia oltrepassando il confine. A causa della sua inesperienza il ricercatore ha bisogno dell’aiuto dei contadini locali. Dichiaratamente ostili agli orsi, essi mostrano dapprima tutta a loro reticenza ad aiutarlo. Come farà Jaime ad ottenere il loro aiuto? Riuscirà a trovare l’orso? Sarà un orso o L’Orsa? Creato per rispondere a una commisione del Festival di Film di montagna di Ortedo in Catalonia, il film La Ossa è una commedia noir che tratta della re-introduzione dell’orso nei Pirenei sottolineando come questa azione sia differentemente percepita dalla popolazione locale rispetto alla popolazione della città.
Nato nel 1980 a La Seu d’Urgell nei Pirenei Catalani, Gerard Sinfreu studia regia alla ESCAC e si fa subito notare con il suo lavoro di laurea Estupidos selezionato da più di 40 Festival e pluripremiato. Egli sviluppa per la Escandalos films nuovi format televisivi e nel contempo lavora come direttore della pubblicità per la TV. Responabile per due anni del Asian Cinema Festival Hannya (2006-2007), diviene poi uno dei direttori della Eddie Saeta Co. per la quale lavora tuttora.
“Wings on their Feet” di Fulvio Mariani, Svizzera, 2007, 60’ John Falkiner e Paolo Tassi, due personaggi di grande carisma, instancabili cacciatori di poudreuse e liberi interpreti del telemark, raccontano i propri sogni e le scelte che li hanno portati ad adottare lo sci come un vero e proprio stile di vita. Volando fra le immagini di Fulvio Mariani, essi ci conducono in viaggi di scoperta e d’amicizia attraverso le splendide geografie del Libano, della Patagonia, delle Dolomiti dell’Etna e del Kashmir. “Becoming a Woman in Zanskar” di Jean-Michel Corillion, Francia, 2007, 85’ – Produzione Zed. Nel lontano ed isolato regno dello Zanskar, nel nord dell’Himalaya, il film racconta la vera e commovente storia d’amicizia tra due giovani ragazze prima che il destino le separi allontanandole dal loro villaggio e dalle loro famiglie… per diventare donne! Jean-Michel Corillion è nato nel 1964. Ha lavorato per dieci anni come direttore della fotografia per film e per produzioni televisive. Nel 1995 è diventato regista e da allora ha viaggiato per il mondo con la passione e lo scopo di raccontare popoli e culture minacciate dalla globalizzazione contemporanea. “La Montagne en face” di Bruno Peyronnet, Francia, 2007, 26’ Ritratto di Frank, guida di Chamonix, dopo il suo fatale incidente. Emerge una personalità esemplare per la sua forza d’animo e la sua capacità a reinterpretare la vita senza rinunciare alla sua passione per la montagna. Specializzato in sceneggiatura e regia Bruno Peyronnet è il creatore e fondatore del “Réalpisme”, una nuova maniera di concepire i film in luoghi estremi partendo dall’idea di “réalisation de proximité” e ottimizzando il più possibile grazie alle nuove tecnologie il rapporto qualità/prezzo. PROGRAMMA DOMENICA 3 AGOSTO Il Festival avrà il suo epilogo domani con le proiezioni dei film premiati a partire dalle ore 10 all’Auditorium di Valtournenche. Nel pomeriggio e in serata l’omaggio del Cervino CineMountain a Massimo Mila. Si comincia alle 18 all’Espace Montagne con gli interventi del Prof. Alberto Sinigaglia e del Prof. Paolo Salomone e si prosegue alle 21.30 in Piazzetta delle Guide con la serata intitolata “Argomenti "non strettamente" di montagna”. Letture di estratti da testi di Massimo Mila a cura di Jean-Claude Oberto e Virgilio Biei accompagnate dalle musiche dei Quartetti per archi di Brahms, Dvorak e Borodin, eseguiti dal Quartetto d’Archi dell’Istituto Musicale di Aosta. In mezzo a queste due proposte, alle 18,30 circa all’Espace Montagne, l’ultima proposta de “Interviste verticali con…” ospite Fredrik Ericsson, a cura di Valeria Allievi e in collaborazione con Grivel. Fredrik Ericsson si definisce un avventuriero dello sci estremo. Negli ultimi anni Frederik è diventato un leader tra gli sciatori delle « Grandi Montagne » con le sue discese del Dhaulagiri, Laila Peak, Gasherbrum 2, Shisha Pangma e Peak Somoni. Non limitando la sua attività alle linee in discesa (le montagne prima di scenderle bisogna salirle!) è anche un amante dell’arrampicata. Per le sue ascensioni predilige il Monte Bianco, ma spazia anche in tutte le Alpi. Tutte le proiezioni sono a ingresso gratuito. L’ingresso è gratuito per tutte le iniziative del Festival (fino ad esaurimento posti disponibili). Il festival è organizzato dal Comune di Valtournenche e dall'Associazione Culturale Strade del Cinema con il sostegno dell’ Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Casino de la Vallée, Cai, Grivel, Alliance Française. E con la collaborazione del Comité du Film Ethnographique di Parigi, Musée International du Carnaval et du Masque di Binche (Belgio), The North Face, CDA e Vivalda Editori, DiscoveryAlps, Convenzione delle Alpi, Touring Club, L’Eubage, Istituto Europeo di Design, Società Guide del Cervino, Scuola di Sci del Cervino, Terme di Pré Saint Didier, Aosta Classica, Fondazione Istituto Musicale della Valle d’Aosta, Scarpa, Quatremillemètres Vins d’Altitude. La direzione artistica è firmata da Luisa Montrosset e Luca Bich, il Presidente è Antonio Carrel. Con invito di diffusione 011/320.20.79 ________ COMUNICATO STAMPA con invito di diffusione Valtournenche (Aosta), 1° agosto 2008 CERVINO CINEMOUNTAIN – INTERNATIONAL FILMFESTIVAL 3 agosto 2008 UNA SERIE DI EVENTI PER LA CHIUSURA DELL’XI. EDIZIONE DEL CERVINO CINEMOUNTAIN. LA PROIEZIONE DEI FILM PREMIATI, L’OMAGGIO A MASSIMO MILA, L’INCONTRO CON FREDRIK ERICSSON E AFTERFESTIVAL CON IL CONCERTO DEL QUARTETTO D’ARCHI DELL’ISTITUTO MUSICALE DI AOSTA VALTOURNENCHE Giornata conclusiva per l’XI. edizione del Cervino CineMountain. Si tratta di un appuntamento celebrativo per ricordare al pubblico i film in concorso che si sono aggiudicati i Premi del Festival e poi, nel tardo pomeriggio, un evento culturale di primissimo piano, l’omaggio a Massimo Mila. In serata è previsto il terzo concerto di questa rassegna, un momento musicale che vede protagonista il Quartetto d’Archi dell’Istituto Musicale di Aosta. Alle ore 10 l’apertura dell’Espace Montagne. In contemporanea iniziano all’Auditorium le proiezioni dei film premiati che dopo la pausa pranzo riprendono nel pomeriggio a partire dalle 14,30 e fino alle 18. Alle 18 l’Espace Montagne è sede dell’ ”Omaggio a Massimo Mila” con gli interventi del Prof. Alberto Sinigaglia, del Prof. Paolo Salomone e della signora Anna Giubertoni Mila. Massimo Mila, nato a Torino nel 1910, si forma al liceo classico “Massimo D’Azeglio”, dove conosce Norberto Bobbio, Cesare Pavese e Leone Ginzburg. Si laurea all’Università di Torino con una tesi sul melodramma di Verdi che contribuirà alla rivalutazione verdiana contemporanea. Insieme alla musica, proprio agli anni degli studi risale l’altra sua grande passione, quella per la montagna, che gli varrà l’ammissione al Club Accademico Alpino. E proprio nei suoi Scritti di montagna Mila esprime riflessioni, non prive di ironia, sull’alpinismo inteso come cultura e ricorda, ben lungi da un registro retorico e sentimentale, il suo legame con il territorio della Valle d’Aosta e l’amicizia con Renato Chabod. L’opposizione al regime fascista gli costa una prima carcerazione nel 1929 e, dopo aver aderito al movimento di “Giustizia e Libertà”, viene nuovamente arrestato nel 1935, insieme ad amici come Giulio Einaudi, Vittorio Foa e Franco Antonicelli. Il Tribunale Speciale lo condanna a sette anni di reclusione. Nel dopoguerra insegna Storia della musica al Conservatorio e all’Università di Torino. Finissimo musicologo, collabora con la casa editrice Einaudi e scrive per l’Unità, L’Espresso e La Stampa, segnalandosi - non solo in quanto critico musicale - per i suoi interventi acuti, vivaci e nel contempo di rara chiarezza espositiva. Membro dell’Accademia di Santa Cecilia, si occupa anche della traduzione di opere, fra gli altri, di Goethe, Hesse e Wagner. Muore a Torino nel 1988. Di Massimo Mila vorremmo ricordare alcuni brevi e concisi ragionamenti, straordinariamente densi e di non comune lucidità. La sua tensione verso una libertà autentica e la sua coerenza di atteggiamenti vorremmo noi dunque rievocare, con un omaggio raccolto ai piedi del Cervino. In scaletta l’ultima proposta de “Interviste verticali con…” ospite Fredrik Ericsson, a cura di Valeria Allievi e in collaborazione con Grivel. Fredrik Ericsson si definisce un avventuriero dello sci estremo. Negli ultimi anni Frederik è diventato un leader tra gli sciatori delle « Grandi Montagne » con le sue discese del Dhaulagiri, Laila Peak, Gasherbrum 2, Shisha Pangma e Peak Somoni. Non limitando la sua attività alle linee in discesa (le montagne prima di scenderle bisogna salirle!) è anche un amante dell’arrampicata. Per le sue ascensioni predilige il Monte Bianco, ma spazia anche in tutte le Alpi. Associazione Culturale Strade del Cinema Regione Borgnalle 10/e - 11100 Aosta tel. 0165/230.528 - fax 0165/360.413 Il finale inizia alle 21.30 in Piazzetta delle Guide con la serata dedicata Massimo Mila e intitolata “Argomenti "non strettamente" di montagna”. Si tratta di lettura di estratti da testi di Massimo Mila a cura di Jean-Claude Oberto e Virgilio Biei accompagnata dalle musiche dei Quartetti per archi di Brahms, Dvorak e Borodin, eseguiti dal Quartetto d’Archi dell’Istituto Musicale di Aosta. In ricordo di Massimo Mila, nella Place des guides di Valtournanche, avrà luogo un reading a due voci. Virgilio Biei (partigiano e attore) e Jean-Claude Oberto (trentenne poeta) leggeranno brani selezionati da Scritti di montagna, Scritti civili e Argomenti strettamente personali. Un singolare sodalizio, quello di Biei ed Oberto, che ha preso forma nell’intento di testimoniare un dialogo fra generazioni lontane intorno ai valori civili e culturali che hanno caratterizzato il pensiero di Mila. Riferimenti bibliografici: Massimo Mila, Scritti di montagna - A cura di Anna Mila Giubertoni – Con una presentazione di Gianni Vattimo e uno scritto di Italo Calvino, Giulio Einaudi editore, Torino 1992 Massimo Mila, Scritti civili - A cura di Alberto Cavaglion – Con una nota di Giulio Einaudi, Giulio Einaudi editore, Torino 1995 Massimo Mila, Argomenti strettamente familiari – Lettere dal carcere 1935-1940 – A cura di Paolo Soddu – Introduzione di Claudio Pavone, Giulio Einaudi editore, Torino 1999. Tutte le proiezioni sono a ingresso gratuito. L’ingresso è gratuito per tutte le iniziative del Festival (fino ad esaurimento posti disponibili). Il festival è organizzato dal Comune di Valtournenche e dall'Associazione Culturale Strade del Cinema con il sostegno dell’ Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Casino de la Vallée, Cai, Grivel, Alliance Française. E con la collaborazione del Comité du Film Ethnographique di Parigi, Musée International du Carnaval et du Masque di Binche (Belgio), The North Face, CDA e Vivalda Editori, DiscoveryAlps, Convenzione delle Alpi, Touring Club, L’Eubage, Istituto Europeo di Design, Società Guide del Cervino, Scuola di Sci del Cervino, Terme di Pré Saint Didier, Aosta Classica, Fondazione Istituto Musicale della Valle d’Aosta, Scarpa, Quatremillemètres Vins d’Altitude. Ma il festival è anche “non solo festival”. In concomitanza con i dieci giorni della rassegna il comprensorio turistico offrirà infatti per i più attivi la possibilità di praticare gli sport di e in montagna: sci, trekking, arrampicata sportiva (su artificiale in caso di pioggia), alpinismo, golf, equitazione. Il Consorzio Turistico potrà soddisfare ogni richiesta d’informazione o curiosità (si trova in via Guido Rey, 17 11021 Breuil-Cervinia (AO) - tel. 0166/940.986) Informazioni relative al Festival: tel. 0165/230.528 fax 0165/360.413 – Sito Internet www.cervinocinemountain.it Informazioni turistiche per il pubblico ai numeri telefonici: 0166/940.986 – e mail info@sportepromozione it Per scaricare le immagini ad alta definizione del Festival http://picasaweb.google.com/cervinocinemountain/CERVINOCINEMOUNTAIN2008 Programma del 3 agosto Cervino CineMountain XI edizione Valtournenche 3 agosto 2008 domenica 3 agosto ore 10: Apertura Espace montagne ore 10/13 e ore 14,30/18: Auditorium - Proiezione dei film premiati ore 18,00: Espace Montagne Omaggio a Massimo Mila Intervengono Prof. Alberto Sinigaglia, Prof. Paolo Salomone e la signora Anna Giubertoni Mila. “Interviste verticali con…” Fredrik Ericsson a cura di Valeria Allievi in collaborazione con Grivel ore 21,30: Piazzetta delle Guide After Festival Lettura di estratti da “Scritti di montagna” di Massimo Mila a cura di Jean-Claude Oberto e Virgilio Biei con l’esecuzione dei “Quartetti per archi di Brahms, Dvorak e Borodin” a cura del Quartetto d’archi dell’Istituto Musicale di Aosta. _________ COMUNICATO STAMPA con invito di diffusione Valtournenche (Aosta), 24 luglio 2008 CERVINO CINEMOUNTAIN – INTERNATIONAL FILMFESTIVAL 27 luglio 2008 A VALTOURNENCHE SI INAUGURANO ANTROPOMOUNT E LA PIRAMIDE CON IL VENERABILE LAMA TIBETANO GESHE GEDUN TARCHIN PRIME PROIEZIONI ALL’AUDITORIUM GRANDE CONCERTO DI RICHARD GALLIANO IN PIAZZETTA DELLE GUIDE VALTOURNENCHE Dopo l’intensa due giorni inaugurale a Cervinia l’International Film Festival Cervino CineMountain scende a Valtournenche per iniziare la sua cavalcata che fino al 3 agosto vedrà susseguirsi una incredibile serie di appuntamenti. Domenica 27 luglio alle ore 10 l’inaugurazione dell’Espace Montagne (aperta tutti i giorni fino alle 24) e alle 11,30 l’attesa presentazione della Piramide dove sono allestite la mostra "Tibet" di Davide Camisasca e una esposizione di maschere Tibetane del Musée Intérnational du Carnaval et du Pasque di Blinche (Belgio). Il vernissage della Piramide avviene in presenza del Lama tibetano Venerabile Geshe Gedun Tarchin, di Davide Camisasca e di Christel de Liège, conservatrice del Musée Intérnational du Carnaval et du Masque di Binche. Dopo un inizio dalle sfumature glamour il Cervino Cine- ANTROPOMOUNT “TIBET”. Tra le novità di questa edizione del Festival c’è da sottolineare l’interesse antropologico. Infatti Antropo-Mount intende promuovere una riflessione sul modus vivendi e sul modus operandi delle popolazioni di montagna, sottolineandone le diversità come i tratti comuni. Questa prima edizione, dedicata alla popolazione tibetana - come emblematica di tutte le popolazioni di montagna - e alla sua terra - e cioè simbolicamente alle montagne più alte del mondo dove l’uomo ha da sempre creduto dimorassero la divinità-, cercherà di restituirne l’immagine del Tibet attraverso la forza dell’antropologia visuale. In questo senso è stata attivata una preziosa collaborazione con il Comité du Film Ethnographique di Parigi. AntropoMount cercherà inoltre di sollecitare i vari sensi. Non si tratterà infatti esclusivamente di filmati. La vista sarà sollecitata anche in senso fotografico grazie alla mostra Tibet di Davide Camisasca e in chiave più specificatamente patrimoniale all’esposizione di tre preziose maschere tibetane dei morti di proprietà del Musée International du Carnaval et du masque de Binche (Belgio). Le arie di montagna interpretate da un’ inedita collaborazione tra un grande musicista come Richard Galliano e la Corale mista Grand Combin suggestioneranno l’udito. Quanto al gusto, un buffet tibetano, realizzato in collaborazione con l’associazione Italia-Tibet di Milano, permetterà di scoprire sapori lontani. Infine la parola e l’ascolto saranno gli strumenti chiave in quel momento deputato all’incontro e allo scambio che è la tavola rotonda “I nostri Tibet” dove registi, antropologi racconteranno la loro esperienza di quei luoghi, così come lo farà dal Tibet verso l’Europa il Venerabile Geshe Gedum Tarschin, Lama Tibetano specializzato nei cinque trattati del Buddhismo. Con questa prima edizione Antropomount non fa che inaugurare un cammino di ricerca il cui itinerario porta verso la scoperta dell’altro. Quando l’altro diventa la meta si scongiura l’aridità dell’ignoranza che spesso è fonte di pregiudizio poiché come recita un proverbio tibetano: “Quando c’è una meta, anche il deserto diventa strada.” Le mostre. La maschera è un accessorio straordinario. Una delle rare produzioni umane ad essere quasi universale, quest’accessorio stupirà sempre anche l’osservatore più disincantato con la sua varietà stilistica e cromatica infinita ed i suoi multipli impieghi. Il Tibet non fa eccezione e ci offre ricche tradizioni mascherate. Infatti, in Tibet, paese degli dei e della neve, così come nelle vicine regioni di cultura tibetana si praticano, da tempi immemorabili, danze mascherate che costituiscono, per la storia che evocano, un tipo di rappresentazione teatrale vocazione religiosa e didattica. Le rappresentazioni o Cham si svolgono in occasione delle grandi feste nei monasteri lamaici. Esse costituiscono senza dubbio il residuo di vecchi riti della fecondità e della cospirazione dei demoni. All’origine, queste rappresentazioni erano celebrate nel segreto dei monasteri, a porte chiuse, ed erano riservati ad un cerchio di iniziati. Associazione Culturale Strade del Cinema Regione Borgnalle 10/e - 11100 Aosta tel. 0165/230.528 - fax 0165/360.413 Ogni scuola di iniziati aveva le sue danze. Se col tempo, le rappresentazioni pubbliche si sono moltiplicate, i significati di alcune restano misteriosi. Queste maschere appartengono certamente al teatro popolare interpretato neppure da monaci, ma da laici. Gli attori formano delle troupes ambulanti. Le danze Cham permettono ai fedeli di conoscere le divinità ed i loro ruoli. Secondo la religione tibetana, dopo la morte, ogni essere umano attraversa un periodo transitorio durante il quale il suo cuore errante sta fianco a fianco con divinità, tanto benefiche che malefiche. Fra queste, il cuore del defunto deve identificare quelle che lo aiuteranno a trovare una migliore reincarnazione. Mostra fotografica “Tibet”. Davide Camisasca è nato a Milano nel 1953 e vive in Valle d’Aosta, a Gressoney-St-Jean, dal 1972. Guida alpina e noto fotografo professionista specializzato sul tema della montagna, ha allestito importanti mostre personali a Milano, Ginevra, Londra, Torino, Trento e in diverse occasioni in Valle d’Aosta. Ha pubblicato libri fotografici sul Monte Bianco, Gran Paradiso, Gran San Bernardo, Monte Rosa; ha inoltre dedicato titoli importanti ai diversi aspetti paesaggistici e architettonici del territorio valdostano. Inseguendo il suo interesse per il viaggio alla scoperta di terre e popolazioni che vivono a cavallo della catena himalayana, ha dato alle stampe Tibet. Sono queste le fotografie scelte dal Cervino CineMountain Festival per inaugurare la Piramide, luogo deputato ad accogliere simbolicamente ogni anno la popolazione ospite della sezione AntropoMount. È il tetto del mondo ad essere immortalato negli scatti di Camisasca, dove l’occhio si perde osservando gli sconfinati altipiani incorniciati da giganti coperti di ghiaccio, imperturbabili. Il Tibet, la terra dell’incanto orizzontale. Le immagini hanno un particolare impatto derivato da una sapiente ricerca nella tecnica di ripresa e di stampa. Le dimensioni geometriche, caratteristica naturale di questi ambienti, sono esaltate dall’utilizzo di una macchina fotografica che mette in risalto l’estensione orizzontale, amplificandola. ESPACE MONTAGNE. Anche quest’anno l’Espace Montagne conferma il suo ruolo di contenitore della montagna accessibile a tutti. Un luogo d’incontro e scambio, dove condividere esperienze in un’atmosfera conviviale e di intrattenimento. Aperto tutti i giorni, invita gli ospiti del Festival a concedersi un momento, o più, a contatto con il Mondo della Montagna. All’interno dell’Espace Montagne, ricavato dall’allestimento ad hoc della palestra del Centro polivalente di Valtournenche, si trovano diversi ambienti tematici caratterizzati setting diversi a seconda dalla funzione che svolgono. La Piramide - non solo materialmente imponente, ma simbolicamente fondamentale- luogo accoglie l’ospite di AntropoMount, è il fulcro dell’allestimento. Ai suoi fianchi si estendono La Playa-Emeroteca, ideale per rilassarsi sfogliando comodamente riviste specializzate, e il Camp 1 nel quale si concentrano le attività e gli appuntamenti quotidiani, incontri e Interviste Verticali, e dove sarà possibile arrampicare sul muro artificiale della palestra. Attigua alla Palya-Emeroteca, la libreria propone una selezione dell’editoria specializzata sui temi sviluppati dal Festival: ambiente, alpinismo, arrampicata ma anche etnografia e fotografia. La Buvette è il punto ristoro e sosta che nel tardo pomeriggio si trasforma per offrire un aperitivo agli ospiti a conclusione di ogni intensa giornata. Inoltre le mostre fotografiche metteranno in luce l’interpretazione personale della montagna e dell’alpinismo resa attraverso la visione sapiente di fotografi professionisti. Insomma l’Espace Montagne si propone come un ambiente poliedrico e ricco di contenuti. L’obiettivo è di stimolare l’interesse per l’ambiente montano e tutte le attività correlate, alimentandolo, condividendolo e magari facendo nascere la curiosità da una semplice suggestione. Il concetto creativo che genera l’allestimento è teso alla creazione di uno spazio dove vivere la montagna a 360 gradi. Non è semplice trovare un’immagine di montagna in grado di soddisfare contemporaneamente tutte le peculiarità del luogo. In questo senso, il nostro intervento è volto a mettere in luce degli elementi caratteristici, offrendo al pubblico degli spunti e degli stimoli che si configurino come una sorta di guida in un percorso di avvicinamento e di conoscenza alla scoperta di un sistema ambientale, sociale e culturale complesso. Questa considerazione ci ha portato a scegliere i contenuti identificandoli con degli ambienti fortemente riconoscibili, suddivisi per temi e attività, nei quali proporre esperienze diverse. Un’iconografia dalla semplice interpretazione che rimandi a luoghi, spazi e situazioni appartenenti all’ambiente montano, ricco per aspetti e sfumature. L’utilizzo della metafora è un elemento ricorrente e strumentale all’allestimento dello spazio che non si limita a contenere degli oggetti, ma ha la pretesa più ambiziosa di farlo vivere. La piramide simboleggia “la montagna”, un grappolo di tende diventa un campo base per incontri e interviste, comode sedie sdraio richiamano una terrazza al sole, dove riposarsi o leggere in tutta tranquillità. L’idea progettuale si completa con il concetto di percorso. Il viaggio nel Mondo della Montagna, racchiuso nell’Espace Montagne, è guidato da una segnaletica simile a quella dei sentieri, reinterpretata e adattata alle nostre necessità con una punta d’ironia. I percorsi e le mete, raccolti nella mappa dei sentieri, sono contraddistinti dal grado di difficoltà per permettere di scegliere le attività in base alle proprie inclinazioni e aspettative, dalla semplice lettura all’arrampicata sul muro artificiale della palestra. Alle 15 e fino alle 18 all’Auditorium, proiezioni di “Les Pèlerins de l’Amnye Machen” di Marie-Claire Quiquemelle (Francia, 2006, 58') in collaborazione con il Comité du Film Ethnographique di Parigi – e “Salzmänner von Tibet“ di Ulrike Koch (Germania, 1997, 110'). La giornata si conclude alle 21.30 in Piazzetta delle Guide con “Arie d’Alpi”, il concerto di Richard Galliano con la corale Choir Grand Combin. Nel suo viaggio musicale, Richard Galliano ha raccontato la memoria di uno strumento, l’accordéon, che si allunga e si accorcia con un respiro profondo e sincopato che ricorda la sua vocazione nomade, quella di un suono sempre in cammino. Come una frase senza punti, quando si ferma lo fa solo per prendere fiato. L’accordéon francese, così come la nostra fisarmonica, il bandoneón argentino, il bayan russo, l’organetto o la concertina, sono strumenti da viaggio. Archetipi sonori e culturali della world music, in un certo senso. Il suono legnoso e insieme aereo di un mantice ha accompagnato per quasi due secoli ogni vero viaggiatore. Nelle bettole dei porti sudamericani, nelle case di pietra e legno dei villaggi alpini, nei bistrot parigini e nei cabaret berlinesi, sui nostri Appennini, alla semina e alla vendemmia. Convivono diverse memorie, nel suono della fisarmonica, le stesse che si nascondono nella musica di Galliano. Alcune le ha inventate, e sono sue. Altre sono quadri in movimento che raccontano la musette francese, le architetture musicali di Bill Evans, il mondo secondo Couperin e Debussy, certa musica da pastis e bouillabaisse della sua Francia profonda. E, naturalmente, Astor Piazzolla, il maestro, che ha immaginato una nuova mitologia sonora. Attraversando quella musica lontana e indecifrabile -il tango, che Borges definiva un “sentimento segreto”- Galliano ha riscoperto un sentimento più vicino, quello delle culture musicali popolari. Solo sporcandole, con il ricordo dei suoi viaggi, Galliano le ha rese universali, autentiche, vive. Richard Galliano e la montagna. Ciò che ad un primo sguardo può dare l’idea di una sintesi un poco forzata, in realtà nasconde un duplice valore. Quello di far incontrare i nuovi suoni della fisarmonica con la memoria del patrimonio corale alpino. E soprattutto, quello di inventare, per una sera, qualcosa di inedito, restituendo quello strumento alla sua vocazione popolare autentica. Con la Corale Grand Combin, a immaginare un viaggio comune insieme ad un musicista che ha saputo raccontare tutte le storie che la fisarmonica ha raccolto nel mondo. E chi conosce la montagna, riconosce immediatamente il suono della fisarmonica, strumento che ha viaggiato attraverso la storia e la geografia della musica. E che si ferma, per qualche ora, in una piccola valle della montagna valdostana. Il viaggio di Richard Galliano con la Corale del Grand Combin comprende tre momenti. Il primo prevede la rilettura di alcuni temi delle tradizioni corale e popolari della montagna valdostana, alpina e occitana. Con Galliano, insieme al coro, a reinventare (almeno per una sera) la montagna musicale contemporanea. Il secondo è dedicato alle musiche corali del mondo, dalla Sardegna all’Argentina. L’ultima tappa è quella del viaggio personale di Richard Galliano, tra i suoni, le culture e le musiche del mondo e del suo mondo, con una breve suite in solo. L’ingresso è gratuito per tutte le iniziative del Festival (fino ad esaurimento posti disponibili). Il festival è organizzato dal Comune di Valtournenche e dall'Associazione Culturale Strade del Cinema con il sostegno dell’ Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Casino de la Vallée, Cai, Grivel, Alliance Française. E con la collaborazione del Comité du Film Ethnographique di Parigi, Musée International du Carnaval et du Masque di Binche (Belgio), The North Face, CDA e Vivalda Editori, DiscoveryAlps, Convenzione delle Alpi, Touring Club, L’Eubage, Istituto Europeo di Design, Società Guide del Cervino, Scuola di Sci del Cervino, Terme di Pré Saint Didier, Aosta Classica, Fondazione Istituto Musicale della Valle d’Aosta, Scarpa, Quatremillemètres Vins d’Altitude. Ma il festival è anche “non solo festival”. In concomitanza con i dieci giorni della rassegna il comprensorio turistico offrirà infatti per i più attivi la possibilità di praticare gli sport di e in montagna: sci, trekking, arrampicata sportiva (su artificiale in caso di pioggia), alpinismo, golf, equitazione. Il Consorzio Turistico potrà soddisfare ogni richiesta d’informazione o curiosità (si trova in via Guido Rey, 17 11021 Breuil-Cervinia (AO) - tel. 0166/940.986) Informazioni relative al Festival: tel. 0165/230.528 – 392/981.46.92 / fax 0165/360.413 – Sito Internet www.cervinocinemountain.it Informazioni turistiche per il pubblico ai numeri telefonici: 0166/940.986 – e mail info@sportepromozione it Per scaricare le immagini ad alta definizione del Festival http://picasaweb.google.com/cervinocinemountain/CERVINOCINEMOUNTAIN2008 http://picasaweb.google.com/cervinocinemountain/FILM2008 Programma del 27 luglio Cervino CineMountain XI edizione Valtournenche 27 luglio 2008 Sezione Antropomount “TIBET” domenica 27 luglio ore 11,30: Espace Montagne Inaugurazione Piramide – Mostra fotografica”Tibet” di Davide Camisasca. Esposizione di maschere Tibetane del Musée Intérnational du Carnaval et du Pasque di Blinche. Intervengono il Lama tibetano Venerabile Geshe Gedun Tarchin, Davide Camisasca, Christel de Liège curatrice del Musée di Blinche ore 15/18: Auditorium In collaborazione con il Comité du Film Ethnographique di Parigi. Proiezioni di “Les Pèlerins de l’Amnye Machen” di Marie-Claire Quiquemelle (Francia, 2006) e “Salzmänner von Tibet” di Ulrike Koch (Germania, 1997) ore 21,30: Piazzetta delle Guide “Arie d’Alpi” concerto di Richard Galliano (accordéon) con la corale Choir Grand Combin COMUNICATO STAMPA con invito di diffusione Valtournenche (Aosta), 22 luglio 2008 CERVINO CINEMOUNTAIN – INTERNATIONAL FILMFESTIVAL 27 luglio 2008 A VALTOURNENCHE SI INAUGURANO ANTROPOMOUNT E LA PIRAMIDE CON IL VENERABILE LAMA TIBETANO GESHE GEDUN TARCHIN PRIME PROIEZIONI ALL’AUDITORIUM GRANDE CONCERTO DI RICHARD GALLIANO IN PIAZZETTA DELLE GUIDE VALTOURNENCHE Dopo l’intensa due giorni inaugurale a Cervinia l’International Film Festival Cervino CineMountain scende a Valtournenche per iniziare la sua cavalcata che fino al 3 agosto vedrà susseguirsi una incredibile serie di appuntamenti. Domenica 27 luglio alle ore 10 l’inaugurazione dell’Espace Montagne (aperta tutti i giorni fino alle 24) e alle 11,30 l’attesa presentazione della Piramide dove sono allestite la mostra "Tibet" di Davide Camisasca e una esposizione di maschere Tibetane del Musée Intérnational du Carnaval et du Pasque di Blinche (Belgio). Il vernissage della Piramide avviene in presenza del Lama tibetano Venerabile Geshe Gedun Tarchin, di Davide Camisasca e di Christel de Liège, conservatrice del Musée Intérnational du Carnaval et du Masque di Binche. Dopo un inizio dalle sfumature glamour il Cervino Cine- ANTROPOMOUNT “TIBET”. Tra le novità di questa edizione del Festival c’è da sottolineare l’interesse antropologico. Infatti Antropo-Mount intende promuovere una riflessione sul modus vivendi e sul modus operandi delle popolazioni di montagna, sottolineandone le diversità come i tratti comuni. Questa prima edizione, dedicata alla popolazione tibetana - come emblematica di tutte le popolazioni di montagna - e alla sua terra - e cioè simbolicamente alle montagne più alte del mondo dove l’uomo ha da sempre creduto dimorassero la divinità-, cercherà di restituirne l’immagine del Tibet attraverso la forza dell’antropologia visuale. In questo senso è stata attivata una preziosa collaborazione con il Comité du Film Ethnographique di Parigi. AntropoMount cercherà inoltre di sollecitare i vari sensi. Non si tratterà infatti esclusivamente di filmati. La vista sarà sollecitata anche in senso fotografico grazie alla mostra Tibet di Davide Camisasca e in chiave più specificatamente patrimoniale all’esposizione di tre preziose maschere tibetane dei morti di proprietà del Musée International du Carnaval et du masque de Binche (Belgio). Le arie di montagna interpretate da un’ inedita collaborazione tra un grande musicista come Richard Galliano e la Corale mista Grand Combin suggestioneranno l’udito. Quanto al gusto, un buffet tibetano, realizzato in collaborazione con l’associazione Italia-Tibet di Milano, permetterà di scoprire sapori lontani. Infine la parola e l’ascolto saranno gli strumenti chiave in quel momento deputato all’incontro e allo scambio che è la tavola rotonda “I nostri Tibet” dove registi, antropologi racconteranno la loro esperienza di quei luoghi, così come lo farà dal Tibet verso l’Europa il Venerabile Geshe Gedum Tarschin, Lama Tibetano specializzato nei cinque trattati del Buddhismo. Con questa prima edizione Antropomount non fa che inaugurare un cammino di ricerca il cui itinerario porta verso la scoperta dell’altro. Quando l’altro diventa la meta si scongiura l’aridità dell’ignoranza che spesso è fonte di pregiudizio poiché come recita un proverbio tibetano: “Quando c’è una meta, anche il deserto diventa strada.” Le mostre. La maschera è un accessorio straordinario. Una delle rare produzioni umane ad essere quasi universale, quest’accessorio stupirà sempre anche l’osservatore più disincantato con la sua varietà stilistica e cromatica infinita ed i suoi multipli impieghi. Il Tibet non fa eccezione e ci offre ricche tradizioni mascherate. Infatti, in Tibet, paese degli dei e della neve, così come nelle vicine regioni di cultura tibetana si praticano, da tempi immemorabili, danze mascherate che costituiscono, per la storia che evocano, un tipo di rappresentazione teatrale vocazione religiosa e didattica. Le rappresentazioni o Cham si svolgono in occasione delle grandi feste nei monasteri lamaici. Esse costituiscono senza dubbio il residuo di vecchi riti della fecondità e della cospirazione dei demoni. All’origine, queste rappresentazioni erano celebrate nel segreto dei monasteri, a porte chiuse, ed erano riservati ad un cerchio di iniziati. Associazione Culturale Strade del Cinema Regione Borgnalle 10/e - 11100 Aosta tel. 0165/230.528 - fax 0165/360.413 Ogni scuola di iniziati aveva le sue danze. Se col tempo, le rappresentazioni pubbliche si sono moltiplicate, i significati di alcune restano misteriosi. Queste maschere appartengono certamente al teatro popolare interpretato neppure da monaci, ma da laici. Gli attori formano delle troupes ambulanti. Le danze Cham permettono ai fedeli di conoscere le divinità ed i loro ruoli. Secondo la religione tibetana, dopo la morte, ogni essere umano attraversa un periodo transitorio durante il quale il suo cuore errante sta fianco a fianco con divinità, tanto benefiche che malefiche. Fra queste, il cuore del defunto deve identificare quelle che lo aiuteranno a trovare una migliore reincarnazione. Mostra fotografica “Tibet”. Davide Camisasca è nato a Milano nel 1953 e vive in Valle d’Aosta, a Gressoney-St-Jean, dal 1972. Guida alpina e noto fotografo professionista specializzato sul tema della montagna, ha allestito importanti mostre personali a Milano, Ginevra, Londra, Torino, Trento e in diverse occasioni in Valle d’Aosta. Ha pubblicato libri fotografici sul Monte Bianco, Gran Paradiso, Gran San Bernardo, Monte Rosa; ha inoltre dedicato titoli importanti ai diversi aspetti paesaggistici e architettonici del territorio valdostano. Inseguendo il suo interesse per il viaggio alla scoperta di terre e popolazioni che vivono a cavallo della catena himalayana, ha dato alle stampe Tibet. Sono queste le fotografie scelte dal Cervino CineMountain Festival per inaugurare la Piramide, luogo deputato ad accogliere simbolicamente ogni anno la popolazione ospite della sezione AntropoMount. È il tetto del mondo ad essere immortalato negli scatti di Camisasca, dove l’occhio si perde osservando gli sconfinati altipiani incorniciati da giganti coperti di ghiaccio, imperturbabili. Il Tibet, la terra dell’incanto orizzontale. Le immagini hanno un particolare impatto derivato da una sapiente ricerca nella tecnica di ripresa e di stampa. Le dimensioni geometriche, caratteristica naturale di questi ambienti, sono esaltate dall’utilizzo di una macchina fotografica che mette in risalto l’estensione orizzontale, amplificandola. ESPACE MONTAGNE. Anche quest’anno l’Espace Montagne conferma il suo ruolo di contenitore della montagna accessibile a tutti. Un luogo d’incontro e scambio, dove condividere esperienze in un’atmosfera conviviale e di intrattenimento. Aperto tutti i giorni, invita gli ospiti del Festival a concedersi un momento, o più, a contatto con il Mondo della Montagna. All’interno dell’Espace Montagne, ricavato dall’allestimento ad hoc della palestra del Centro polivalente di Valtournenche, si trovano diversi ambienti tematici caratterizzati setting diversi a seconda dalla funzione che svolgono. La Piramide - non solo materialmente imponente, ma simbolicamente fondamentale- luogo accoglie l’ospite di AntropoMount, è il fulcro dell’allestimento. Ai suoi fianchi si estendono La Playa-Emeroteca, ideale per rilassarsi sfogliando comodamente riviste specializzate, e il Camp 1 nel quale si concentrano le attività e gli appuntamenti quotidiani, incontri e Interviste Verticali, e dove sarà possibile arrampicare sul muro artificiale della palestra. Attigua alla Palya-Emeroteca, la libreria propone una selezione dell’editoria specializzata sui temi sviluppati dal Festival: ambiente, alpinismo, arrampicata ma anche etnografia e fotografia. La Buvette è il punto ristoro e sosta che nel tardo pomeriggio si trasforma per offrire un aperitivo agli ospiti a conclusione di ogni intensa giornata. Inoltre le mostre fotografiche metteranno in luce l’interpretazione personale della montagna e dell’alpinismo resa attraverso la visione sapiente di fotografi professionisti. Insomma l’Espace Montagne si propone come un ambiente poliedrico e ricco di contenuti. L’obiettivo è di stimolare l’interesse per l’ambiente montano e tutte le attività correlate, alimentandolo, condividendolo e magari facendo nascere la curiosità da una semplice suggestione. Il concetto creativo che genera l’allestimento è teso alla creazione di uno spazio dove vivere la montagna a 360 gradi. Non è semplice trovare un’immagine di montagna in grado di soddisfare contemporaneamente tutte le peculiarità del luogo. In questo senso, il nostro intervento è volto a mettere in luce degli elementi caratteristici, offrendo al pubblico degli spunti e degli stimoli che si configurino come una sorta di guida in un percorso di avvicinamento e di conoscenza alla scoperta di un sistema ambientale, sociale e culturale complesso. Questa considerazione ci ha portato a scegliere i contenuti identificandoli con degli ambienti fortemente riconoscibili, suddivisi per temi e attività, nei quali proporre esperienze diverse. Un’iconografia dalla semplice interpretazione che rimandi a luoghi, spazi e situazioni appartenenti all’ambiente montano, ricco per aspetti e sfumature. L’utilizzo della metafora è un elemento ricorrente e strumentale all’allestimento dello spazio che non si limita a contenere degli oggetti, ma ha la pretesa più ambiziosa di farlo vivere. La piramide simboleggia “la montagna”, un grappolo di tende diventa un campo base per incontri e interviste, comode sedie sdraio richiamano una terrazza al sole, dove riposarsi o leggere in tutta tranquillità. L’idea progettuale si completa con il concetto di percorso. Il viaggio nel Mondo della Montagna, racchiuso nell’Espace Montagne, è guidato da una segnaletica simile a quella dei sentieri, reinterpretata e adattata alle nostre necessità con una punta d’ironia. I percorsi e le mete, raccolti nella mappa dei sentieri, sono contraddistinti dal grado di difficoltà per permettere di scegliere le attività in base alle proprie inclinazioni e aspettative, dalla semplice lettura all’arrampicata sul muro artificiale della palestra. Alle 15 e fino alle 18 all’Auditorium, proiezioni di “Les Pèlerins de l’Amnye Machen” di Marie-Claire Quiquemelle (Francia, 2006, 58') in collaborazione con il Comité du Film Ethnographique di Parigi – e “Salzmänner von Tibet“ di Ulrike Koch (Germania, 1997, 110'). La giornata si conclude alle 21.30 in Piazzetta delle Guide con “Arie d’Alpi”, il concerto di Richard Galliano con la corale Choir Grand Combin. Nel suo viaggio musicale, Richard Galliano ha raccontato la memoria di uno strumento, l’accordéon, che si allunga e si accorcia con un respiro profondo e sincopato che ricorda la sua vocazione nomade, quella di un suono sempre in cammino. Come una frase senza punti, quando si ferma lo fa solo per prendere fiato. L’accordéon francese, così come la nostra fisarmonica, il bandoneón argentino, il bayan russo, l’organetto o la concertina, sono strumenti da viaggio. Archetipi sonori e culturali della world music, in un certo senso. Il suono legnoso e insieme aereo di un mantice ha accompagnato per quasi due secoli ogni vero viaggiatore. Nelle bettole dei porti sudamericani, nelle case di pietra e legno dei villaggi alpini, nei bistrot parigini e nei cabaret berlinesi, sui nostri Appennini, alla semina e alla vendemmia. Convivono diverse memorie, nel suono della fisarmonica, le stesse che si nascondono nella musica di Galliano. Alcune le ha inventate, e sono sue. Altre sono quadri in movimento che raccontano la musette francese, le architetture musicali di Bill Evans, il mondo secondo Couperin e Debussy, certa musica da pastis e bouillabaisse della sua Francia profonda. E, naturalmente, Astor Piazzolla, il maestro, che ha immaginato una nuova mitologia sonora. Attraversando quella musica lontana e indecifrabile -il tango, che Borges definiva un “sentimento segreto”- Galliano ha riscoperto un sentimento più vicino, quello delle culture musicali popolari. Solo sporcandole, con il ricordo dei suoi viaggi, Galliano le ha rese universali, autentiche, vive. Richard Galliano e la montagna. Ciò che ad un primo sguardo può dare l’idea di una sintesi un poco forzata, in realtà nasconde un duplice valore. Quello di far incontrare i nuovi suoni della fisarmonica con la memoria del patrimonio corale alpino. E soprattutto, quello di inventare, per una sera, qualcosa di inedito, restituendo quello strumento alla sua vocazione popolare autentica. Con la Corale Grand Combin, a immaginare un viaggio comune insieme ad un musicista che ha saputo raccontare tutte le storie che la fisarmonica ha raccolto nel mondo. E chi conosce la montagna, riconosce immediatamente il suono della fisarmonica, strumento che ha viaggiato attraverso la storia e la geografia della musica. E che si ferma, per qualche ora, in una piccola valle della montagna valdostana. Il viaggio di Richard Galliano con la Corale del Grand Combin comprende tre momenti. Il primo prevede la rilettura di alcuni temi delle tradizioni corale e popolari della montagna valdostana, alpina e occitana. Con Galliano, insieme al coro, a reinventare (almeno per una sera) la montagna musicale contemporanea. Il secondo è dedicato alle musiche corali del mondo, dalla Sardegna all’Argentina. L’ultima tappa è quella del viaggio personale di Richard Galliano, tra i suoni, le culture e le musiche del mondo e del suo mondo, con una breve suite in solo. L’ingresso è gratuito per tutte le iniziative del Festival (fino ad esaurimento posti disponibili). Il festival è organizzato dal Comune di Valtournenche e dall'Associazione Culturale Strade del Cinema con il sostegno dell’ Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Casino de la Vallée, Cai, Grivel, Alliance Française. E con la collaborazione del Comité du Film Ethnographique di Parigi, Musée International du Carnaval et du Masque di Binche (Belgio), The North Face, CDA e Vivalda Editori, DiscoveryAlps, Convenzione delle Alpi, Touring Club, L’Eubage, Istituto Europeo di Design, Società Guide del Cervino, Scuola di Sci del Cervino, Terme di Pré Saint Didier, Aosta Classica, Fondazione Istituto Musicale della Valle d’Aosta, Scarpa, Quatremillemètres Vins d’Altitude. Ma il festival è anche “non solo festival”. In concomitanza con i dieci giorni della rassegna il comprensorio turistico offrirà infatti per i più attivi la possibilità di praticare gli sport di e in montagna: sci, trekking, arrampicata sportiva (su artificiale in caso di pioggia), alpinismo, golf, equitazione. Il Consorzio Turistico potrà soddisfare ogni richiesta d’informazione o curiosità (si trova in via Guido Rey, 17 11021 Breuil-Cervinia (AO) - tel. 0166/940.986) Informazioni relative al Festival: tel. 0165/230.528 – 392/981.46.92 / fax 0165/360.413 – Sito Internet www.cervinocinemountain.it Informazioni turistiche per il pubblico ai numeri telefonici: 0166/940.986 – e mail info@sportepromozione it Per scaricare le immagini ad alta definizione del Festival http://picasaweb.google.com/cervinocinemountain/CERVINOCINEMOUNTAIN2008 http://picasaweb.google.com/cervinocinemountain/FILM2008 Programma del 27 luglio Cervino CineMountain XI edizione Valtournenche 27 luglio 2008 Sezione Antropomount “TIBET” domenica 27 luglio ore 11,30: Espace Montagne Inaugurazione Piramide – Mostra fotografica”Tibet” di Davide Camisasca. Esposizione di maschere Tibetane del Musée Intérnational du Carnaval et du Pasque di Blinche. Intervengono il Lama tibetano Venerabile Geshe Gedun Tarchin, Davide Camisasca, Christel de Liège curatrice del Musée di Blinche ore 15/18: Auditorium In collaborazione con il Comité du Film Ethnographique di Parigi. Proiezioni di “Les Pèlerins de l’Amnye Machen” di Marie-Claire Quiquemelle (Francia, 2006) e “Salzmänner von Tibet” di Ulrike Koch (Germania, 1997) ore 21,30: Piazzetta delle Guide “Arie d’Alpi” concerto di Richard Galliano (accordéon) con la corale Choir Grand Combin |
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| Valle d'Aosta Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see City's panorama City's panorama The Valle d'Aosta is one fo the most beautiful regions of Italy. It preserves its own cultural identity and feels both like Switzerland and like Italy. _________Aosta Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Augusto's Arch, city's first entrance Augusto's Arch, city's first entrance Located at the foot of Mt. Emilius (3,559 m.), Aosta is a crossroads for highways from France (through Mont Blanc tunnel) and Switzerland (through Gran San Bernardo tunnel). The town was founded by the Romans in 25 BC. on a previous Salasso tribal settlement, with the name of Augusta Praetoria. In its long history it changed hands often and was ruled by the Goths, Lombards and Franks, until it came une Savoy rule in the 11th century. The most impressive sights in town are from the Roman period: the rectangular town walls, the Porta Praetoria, the amphitheatre, theatre and Arco di Augusto. Medieval remains are the Lebbroso and Bramafam towers, as well as the Collegiate church of Sant'Orso with cloister and treasures. The cathedral (11th and 15th century) has a neoclassical façade, as has the Palazzo del Municipio (Town Hall) which overlooks Piazza Chanoux. _________Cervinia Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see What brings people to Breuil Cervinia (as the resort now styles itself) in winter in the 21th century is what brought climbers to the original village of Breuil in the 19th century: altitude. For climbers it was a launch pad for assaults on the nearby Matterhorn (Monte Cervino). For winter sports, it offers an unusual combination: slopes that are gentle and extensive, sunny and snow sure. For cruisers who like to cover the miles on flattering slopes with no worries about unexpected challenges, there is nowhere like it. But experts should steer clear: they'll find the slopes tame and the link with Zermatt disappointing because it doesn't access Zermatt's best slopes. _________Courmayeur Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Courmayeur is very popular, especially at weekends, with the smart Italian set from Milan and Turin. It's easy to see why: it's very easy to get to and certainly the most captivating of the Val d'Aosta resorts. The scenery, the charm and the nightlife must influence the many Brits who go there, too. Certainly, the slopes themselves are unlikely to be the main draw, given their limited range of difficulty, inconvenient location across the valley from the village and, particularly, their limited size. A keen slope-basher will cover Courmayeur in a day. Now the Mont Blanc tunnel is closed you don't have the option of a quick trip to Chamonix. The resort could make a jolly week for those who want to party as much as hit the slopes. It also appeals to those with quite different ambitions who want to explore the spectacular Mont Blanc massif with the aid of a guide and other local peaks with the aid of a helicopter. :::Things to do Edit This Winter sports are one of the main attractions of Courmayeur. [Add Activity] Skiing in Courmayeur Edit This Courmayeur is one of the most popular Ski destinations for the Milanese & Torinese due to its easy-to-reach location on the motorway. It is also easily accessible from France via the Mont Blanc Tunnel. Here is a link to the piste map for Courmayeur: http://www.skisolutions.com/resorts/index.cfm?regionID=4&resortID=15&sec=pistemap type: Skiing World66 rating: [rate it] |
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| Valle d'Aosta Valle d'Aosta - TravelPuppy.com A ruggedly scenic region, sitting at the foot of Europe’s highest mountains, Cervino (Matterhorn), Gran Paradiso, Mont Blanc and Monte Rosa and bordering France and Switzerland. Valle d’Aosta is politically autonomous and to some extent culturally distinct from the rest of Italy. French is spoken as a first language by most of the inhabitants. The picturesque ruins of countless castles, some of which are open to the public including, Fenis and Issogne, testify to the region’s immense strategic significance before the era of air travel, it was the gateway to two of the most important routes through the Alps, the Little and Great St Bernard Passes. However, the Mont Blanc Tunnel has largely superseded the St Bernard Passes as a major overland freight route. The Gran Paradiso National Park is home to wildlife including the chamois and ibex and is a popular destination for hillwalkers and climbers. There are several fine ski resorts in the area, most notably Breuil-Cervinia and Courmayeur. One of Italy’s few casinos is found at St Vincent. Aosta The principal city of Valle d’Aosta has many well-preserved Roman and Medieval buildings. The massive Roman city walls remain mostly intact and, the old town retains the grid-iron street plan characteristic of all such military townships. An impressive gateway is the Porta Pretoria, formed the main entrance into the old Roman town. During the Middle Ages a noble family lived in the gatehouse tower, which now houses temporary exhibitions. Further ancient Roman sites include the Teatro Romano, where theatrical performances are still staged during the summer, and the Arco di Augusto, erected in 25 BC to honour Emperor Augustus, after whom the city is named (Aosta being a corruption of Augustus). |