Adolescenza ****
Discoteche/
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Valli di Lombardia
ImpiantiSciistici
Valtellina SkiPass
  Itinerari Stradali  
  Autostrada Torino Trieste  
Informazioni sulle tratte autostradali con i suoi distributori di Benzina,di Gas Petrolio Liquido,i servizi igienici e tutti i monumenti,musei e spiagge che al tuo passaggio potrai trovare.
Ortisei/Arco St.Moritz Granparadiso Cogne
Courmayeur ImpiantiSciistici Madonna di Campiglio Valli di Lombardia
Adamello Sky Santa Caterina Valfurva Ponte di legno Aprica/Sappada
Monte Bondone Stelvio Valtellina Trentino
SkiPass Ortisei/Arco Valli del Trentino Merano 2000
Canazei/Moena Alta Badia/Paganella Bolzano/Bozen/Cavalese Merano/Meran/Trento/
Folgaria/Lavarone Cortina d'Ampezzo  
Sondrio Chiavenna Morbegno Bormio 2005  
Fonte: www.valtellinainfo.com 
EVENTI :
Mostra del Bitto. Dal 17 al 19 ottobre a Morbegno
101ª edizione della storica esposizione e concorso del migliore formaggio "Bitto" e Fiera Regionale della Montagna Lombarda che anche quest'anno sarà affiancata dalla manifestazione "Morbegno in Cantina" e "Gustosando".
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TERME E BENESSERE
Valtellina, un mondo di benessere termale
Terme di Bormio, Bagni Nuovi e Bagni Vecchi di Valdidentro, Bagni di Masino, quattro importanti strutture termali dedicate al relax ed al benessere.
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ARTIGIANATO E SAPORI :
Vini rossi figli del freddo  
La Valtellina è fin dai tempi dei Romani terra di viti e di vino, e già prima dell'anno Mille il prodotto delle sue vigne era importante ed apprezzato.
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Ristoranti pub e pizzerie

Ristorante AL CENACOLO Chiavenna via Pedretti
Ristorante AL FILO' Bormio via Dante
Ristorante ANTICA LOCANDA RAPELLA 1886 Morbegno via Margna
Ristorante BOLOGNA Varese via B. Broggi
Ristorante Baita al Doss Caspoggio località Sant'Elisabetta km 2, via S.Giovanni Bosco
Ristorante BAITA DE MARIO Bormio località Ciuk km
Ristorante BARBASCH Aprica via Valtellina
Ristorante BEL SIT madesimo loc. Pianazzo km 2 Via Nazionale
Ristorante CAMANA VEGLIA Livigno via Ostaria
Ristorante CAMPELLI Albosaggia via Moia
Ristorante CERERE Ponte in valtellina via Guicciardi
Ristorante CROTASC Mese Via Don Primo Lucchinetti
Ristorante DOGANA VEGIA Madesimo via Enet
Ristorante IL CANTINONE madesimo via De Giacomi
Ristorante LA PIODA Livigno via Saroch
Ristorante LA VOLTA Chiesa in Valmalenco via Milano
Ristorante Sozzani *** Piazza Garibaldi, 19 0342510404
Ristorante Torre della Sassella **
Località Sassella, 17 0342218500


**
Lista discoteche Sondrio
Discoteca Exit Bianzone SO 0342.720202
Discoteca Grease Mese SO 0343.41175
Discoteca Il Cielo Livigno SO 0342.996160
Discoteca Jet Power Novate Mezzola SO 0343.44736
Discoteca Kings Club Bormio SO 0342.902320
Discoteca Kokodì Livigno SO 0342.970379
Discoteca Meridiana Sondalo SO 0342.802042
Discoteca Music People Talamona SO 0342.671533
Discoteca Salvador Dalì Albosaggia SO 0342.218183
Discoteca Zeus Valfurva SO 0342.935403

**
Nome Hotel
Indirizzo Hotel Telefono Hotel
Hotel Della Posta **** Piazza Garibaldi, 19
0342.510404
Hotel Vittoria ****
Via Bernina, 1 0342.533888
Valtellina Dove mangiare

Hotel Residence Appartamenti Agriturismo

*** Hotel Cristallo Aprica
0342 746159
** Hotel Bellavista Aprica
0342 74673
* Hotel Speranza Aprica
0342 74050
**** Palace Hotel Bormio
0342 903131
*** Hotel Nevada Bormio
0342 910888
** Hotel Eira Bormio
0342 910004
**** Hotel Hemet Madesimo
0343 53395
*** Hotel Ferrè Madesimo
0343 56030
** Hotel K2 Madesimo
0343 53340
**** Hotel Intermonti LIvigno
0342 970003
**** Hotel Intermonti LIvigno
0342 970003
*** Hotel La Baita LIvigno
0342 997070
*** Hotel La Baita LIvigno
0342 997070
** Baita della Luna LIvigno
0342 966645
*** Hotel Miramonti Valmanenco
0342 556427
** Hotel Bellevue Valmanenco
0342 452415
** Hotel La Pineta Sante Caterina Valfurva
0342 935509
*** Hotel Compagnoni Sante Caterina Valfurva
0342 925105
Valtellina Informazioni sulla località

Aprica (SO) -1200 metri
Zona sciabile: 1200-2600 m
Posti letto: 1500
Stagione sciistica: dicembre e aprile
CAP: 23031
Come arrivare: Autostrada A4 Torino-Trieste, uscita Brescia ovest; prendere la SS510, percorrere la SS42 sino ad Aprica.

Madesimo (SO)-1550 metri
Zona sciabile: 1550-2948 m
Posti letto: 1006
Stagione sciistica: dicembre e aprile
CAP: 23024
Come arrivare: Da Milano: prendere la SS36 per Lecco; proseguire per il Passo dello Spluga; prendere la SS36 bis sino a Madesimo.

Santa Caterina Valfurva
Sante Caterina Valfurva (SO)-1738 metri
Zona sciabile: 1738-2727 m
Posti letto: 1900
Stagione sciistica: dicembre e aprile
CAP: 23023
Come arrivare: Autostrada A4 Torino-Trieste, uscita Brescia Ovest; prendere la strada che orta a Bormio, dopo di che imboccare la SS300.
Chiesa in Valmalenco (SO)-1000 metri
Posti letto: 1500
Stagione sciistica: dicembre e aprile
CAP: 23023
Come arrivare: Prendere la SS36, percorrerla sino alla SS38.
Bormio
Bormio (SO)-1225 metri
Zona sciabile: 1225-3012 m
Posti letto: 3600
Stagione sciistica: dicembre e aprile
CAP: 23032
Come arrivare: Autostrada A4 Torino-Trieste, uscita Brescia ovest; prendere la SS38 sino a Bormio.
Livigno (SO)-1816 metri
Zona sciabile: 1800-2900 m
Posti letto: 8816
Stagione sciistica: dicembre e aprile
CAP: 23030
Come arrivare: Da Sondrio: prendere la SS38 dello Stelvio; prendere la SS301 per Valdidentro sino a Livigno.
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Lista discoteche Sondrio
Discoteca Exit Bianzone SO 0342.720202
Discoteca Grease Mese SO 0343.41175
Discoteca Il Cielo Livigno SO 0342.996160
Discoteca Jet Power Novate Mezzola SO 0343.44736
Discoteca Kings Club Bormio SO 0342.902320
Discoteca Kokodì Livigno SO 0342.970379
Discoteca Meridiana Sondalo SO 0342.802042
Discoteca Music People Talamona SO 0342.671533
Discoteca Salvador Dalì Albosaggia SO 0342.218183
Discoteca Zeus Valfurva SO 0342.935403

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Valtellina

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Nota disambigua - Se stai cercando l'omonimo vino DOC, vedi Valtellina (vino).
Valtellina
Valtellina
Paese/i:  Italia
Regione/i:  Lombardia
Provincia/e: Sondrio
Comuni principali: Sondrio, Bormio, Livigno, Morbegno, Teglio, Tirano.
Fiume: {{{fiume}}}
Superficie: km²
Altitudine: m s.l.m.
Nome abitanti: valtellinesi
[[Immagine:|300px|Mappa della Valle]]
Comunità montana: [[{{{comunitamontana}}}]]
Sito
« Voltolina, com'è detto, valle circundata d'alti e terribili monti, fa vini potenti ed assai, e fa tanto bestiame, che da paesani è concluso nascervi più latte che vino. »
(Leonardo da Vinci, Codice Atlantico - Foglio 214, 1483-1518)
« ...tutta la Valtellina non solo appare bella e ridente, ma anche nobile e fertile come nessun'altra regione. »

La Valtellina è una regione alpina, corrispondente al bacino idrico del fiume Adda a monte del Lago di Como. Si trova nella regione Lombardia.

Della Valtellina fanno parte numerose valli laterali, come la Val Malenco, Val Masino, Valle del Bitto. Unica in terra svizzera è la Val Poschiavo, mentre la restante parte appartiene in toto all'amministrazione della Provincia di Sondrio.
 

Indice

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Origine del nome [modifica]

Il nome deriva probabilmente da quello di Teglio (in latino Tellius), un antico abitato situato nella parte centrale della vallata, verosimilmente uno dei centri principali in età romana, che poi ha dato nome all'intera valle (Vallis Tellina in latino). Secondo altri, il nome deriverebbe invece da Vallis Turrena, ossia "Valle dei Tirreni", antichi etruschi qui rifugiatisi, oppure alluderebbe alle numerose torri che un tempo caratterizzavano la valle. La definizione di 'Tellina Vallis' compare per la prima volta in un testo di Ennodio, vescovo di Pavia, degli inizi del VI sec.d.C.

 

Geografia [modifica]

La valle è parallela al crinale alpino essendo impostata sulla Linea insubrica, sistema di faglie che segnano la saldatura tra l'antica Europa e la Placca Adriatica staccatosi dal Gondwana.

È lunga 119 km e larga 66 km, ed è inclusa nella Provincia di Sondrio, con l'eccezione della Valle di Poschiavo (CH).

Il fiume Adda, scendendo dalla Valle di Cancano, sino a perdersi nel Lago di Como, traccia il corso della Valtellina, la quale tocca a levante il Trentino Alto Adige, a sud le province di Bergamo e Brescia, a settentrione le terre svizzere dei Grigioni. Se si fa eccezione della vallata svizzera di lingua italiana della Valle Poschiavo, da tutte queste zone la Valtellina è separata da montagne più o meno alte, alcune altissime e fra le prime d'Europa; e basti nominare il massiccio del Bernina il Cevedale e l' Adamello. Ad occidente la Valtellina finisce nel Pian di Spagna un tempo paludoso ora in gran parte bonificato e tocca le province di Como e Lecco. La valle si sviluppa in una serie di bacini, chiusi da strozzature quando i due crinali di monti si avvicinano e principalmente alla Serra. Qui le montagne chiudono quasi la valle, lasciando solo un piccolo e difficile accesso ad un altro ampio anfiteatro, che formava anticamente il contado di Bormio. Sboccano in questo le valli Viola e dì Pedenosso, che porta all'Engadina e ai Grigioni e da levante la Valfurva.

I principali valichi della Valtellina, sono lo Stelvio (che con i suoi 2758 metri è il più alto d'Europa ed è stato spesso protagonista del Giro d'Italia) che da nell'Alto Adige, il passo San Marco verso la Val Brembana e quello dei Zappelli di Aprica verso la Val Camonica.

All'opposta estremità della Valtellina, verso il Lago di Como, si prolunga a settentrione la Valchiavenna.
Terra di grossi traffici, le vie di comunicazione salgono per la Valle San Giacomo e per il letto del torrente Liro al Passo dello Spluga, dal quale si accede alla Valle del Reno e a Coira, capitale del Cantone dei Grigioni. A est di Chiavenna vi è la Valle della Mera, che comunica con la svizzera Val Bregaglia e superato il Passo del Maloja con l'Engadina.

La città principale è Sondrio; altre località importanti sono Teglio, Morbegno, Tirano, Bormio e Livigno, queste ultime due mete rinomate dai turisti per gli impianti sciistici. Livigno ha inoltre il vantaggio di essere porto franco mentre Bormio quello di avere delle ottime acque termali.

Considerando la realtà dei bacini idrici, Livigno si trova nel bacino dell'Inn.

 

Storia [modifica]

 

L'antichità [modifica]

La vallata fu colonizzata, fin da epoche antichissime, da popolazioni di origini celtiche, liguri ed etrusche. In particolare Virgilio, Plinio il giovane (comasco) e Marziale narrano di come, in età pre-romana, i primi insediamenti ligustici ed etruschi avevano importato in Valtellina dalle zone delle Cinque Terre e della Lunigiana la vite. L'antichissimo popolo dei Liguri si stanziò appunto, oltre che su una lunga costa che andava da Marsiglia a Luni, lungo la dorsale appenninica settentrionale, su entrambi i versanti delle Alpi Occidentali. Raggruppati in stirpi o tribù, in particolare i Liguri Stazielli, acquisirono - dato che conoscevano già la vite - dai Greci i primi rudimenti di vinificazione.

 

Il Medioevo [modifica]

Durante il Medioevo la Valtellina seguì le sorti della restante Lombardia. Essa fu sempre soggetta dal punto di vista ecclesiastico ai vescovi di Como, mentre civilmente dopo essere stata soggetta al Comune di Como venne incorporata verso la metà del XIV secolo nel Ducato di Milano. Gli abitanti dei vicini Grigioni, che già erano entrati più volte in Valtellina, nel 1512, approfittando delle invasioni straniere che avevano preso avvio nel 1494, la occuparono tutta pur garantendo alle popolazioni locali il rispetto degli antichi privilegi e consuetudini. Il 27 giugno 1512, con il Giuramento di Teglio, la Valtellina venne ufficilmente annessa ai Grigioni. Gli svizzeri istituirono una struttura amministrativa costituita da un capitano della valle che risiedeva a Sondrio e che veniva sostituito ogni quattro anni, mentre gli altri due terzieri venivano retti da un podestà di durata biennale. A parte erano governati il ricco contado di Chiavenna e quello di Bormio che avevano alle spalle una lunga storia di indipendenza e autogoverno.

 

La dominazione dei Grigioni [modifica]

Il dominio grigione durò dal 1512 al 1797. Durante questo periodo la Valtellina fu teatro di gravi scontri tra cattolici e protestanti. La Riforma protestante, proveniente dal Grigioni, aveva fatto numerosi adepti anche in Valtellina. Le dottrine nuove propagate dai Grigioni, per la vicinanza, per il commercio, tramite i magistrati inviati d'oltralpe, non tardarono a introdursi anche nella Valtellina. I Grigionesi vedevano con favore un allontanamento religioso della valle dalla Spagna, allora dominatrice del Milanese e principale Stato nel XVI secolo dell'Europa cattolica. Da Poschiavo la prima stamperia grigionesi, malgrado le ire del Papa e del Re di Spagna, seguitava a diffondere i libri dei Riformati per l'Italia; la valle era peraltro notoriamente aperta a quegli Italiani, che erano costretti a fuggire per sospetto di eresia, ad esempio il Camillo Renato che fu a Traona, a Chiavenna e in altre località della Valle negli anni '40 del XVI secolo.

Ma poco a poco, la dominazione da parte da parte dei Grigioni divenne molto piu dura di quella esercitata dai Confederati Elvetici nella parte di Lombardia che oggi costituisce il Cantone Ticino. In effetti, mentre i Confederati, cattolici per i 9/12simi, consideravano i territori acquisiti come terre sottomesse ma autonome, i Grigioni, essendo terre povere, ambivano all'annessione vera e propria della molto piu fertile Valtellina. In questa prospettiva, l'elemento religioso diventava fondamentale, e la conversione della Valtellina alla riforma poteva aiutare a staccarla dal suo antico telaio relazionale lombardo, comasco, cattolico.

L'impresa fu guidata senza particolare abilità, e con le vessazioni [1] e soprattutto i sequestri di edifici di giuspatronato popolare con il loro patrimonio [2] erano diventati pesantissimi per una popolazione cosi innamorata delle proprie consuetudini.

E così, l'insofferenza dei cattolici verso i protestanti, alimentata dai predicatori francescani e domenicani inviati in Valtellina da San Carlo Borromeo, aveva raggiunto livelli critici. Fu la morte in seguito a tortura dell'archiprete di Sondrio Nicolò Rusca a sancire definitivamente la rottura tra la comunità riformata e quella cattolica. I cattolicissimi spagnoli avevano peraltro un fortissimo interesse a transitare liberamente per la Valtellina potendo così mettere in diretta relazione i possedimenti italiani degli Asburgo di Spagna con quelli imperiali degli Asburgo d'Austria aggirando la sempre piu potente Venezia. Il governatore spagnolo di Milano finanziò largamente un gruppo di valtellinesi guidati da Gian Giacomo Robustelli di Grosotto che si pose a capo di una congiura che nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1620 sfociò nel cosiddetto Sacro Macello di Valtellina. In quella sola notte tutti i protestanti di Tirano, Teglio e Sondrio vennero trucidati o bruciati vivi dalle milizie cattoliche. Solamente un piccolo gruppo di 70 persone di Sondrio riuscì a salvarsi rifugiandosi in Engadina. In totale perirono tra i 600 e i 700 protestanti valtellinesi. Questo funesto massacro segnò la fine dell'interventismo religioso grigionese e del proselitismo riformato in Valtellina. Da lì in poi, il dominio delle Leghe Grige smise di essere fonte di rancore per i valtellinesi. Al contrario, parte delle elite locali spinsero per fare della Valle una quarta Lega al pari con le tre altre. Queste speranze non si concretizzarono mai per la freddezza al riguardo delle prime tre Leghe Grige, e poi per l'arrivo di Napoleone Bonaparte che pose termine al dominio Grigione.

 

Dal 1797 ad oggi [modifica]

Nel 1797 Napoleone Bonaparte separò definitivamente la Valtellina dai Grigioni e la unì alla Repubblica Cisalpina. La Valle seguì quindi, durante l'epoca napoleonica le vicende dell'intera Lombardia quale parte poi della Repubblica italiana (1802-1805) e, in seguito, del Regno d'Italia (1805-1814) guidato da Napoleone stesso e dal viceré Eugenio di Beauharnais.

Con la sconfitta di Napoleone gli Svizzeri tentarono di riprendersi la Valtellina (insieme alla Valchiavenna), ma, quando dopo molti tentennamenti, il 27 aprile 1814, le truppe svizzere cercarono di scendere dalla Valle Bregaglia su Chiavenna, la Valle risultò essere ormai già occupata dagli austriaci. Gli Svizzeri si ritirarono pertanto senza combattere.

Nei mesi seguenti, al Congresso di Vienna, sembrò inizialmente che le pretese degli Svizzeri alla restituzione della Valtellina trovassero il consenso dei vincitori. Alla fine la Valle fu lasciata tuttavia al Regno Lombardo-Veneto e, dunque, in sostanza all'Austria, la quale, probabilmente, voleva assicurarsi il controllo dei passi alpini, in primis lo Stelvio. A tale esito contribuirono altresì le lentezze degli Svizzeri, motivate dai dubbi sullo status da accordare alla valle (cantone autonomo o parte del Canton Grigioni) e sull'ostilità dei protestanti ad ammettere nella Confederazione un ulteriore cantone cattolico.

Nel 1859 a seguito della Seconda guerra di indipendenza italiana la Valtellina fu annessa al Regno di Sardegna e, dunque, nel 1861 divenne parte del nuovo Regno d'Italia.

 

La Prima e la Seconda Guerra Mondiale [modifica]

L'alta Valtellina fu marginale teatro di scontri durante la Prima Guerra Mondiale (in particolare passo dello Stelvio e Ortles). Alla fine della Seconda Guerra Mondiale doveva diventare l'ultima roccaforte della Repubblica Sociale Italiana: si pensava infatti di raggruppare tutte le forze repubblichine in Valtellina, cosa che nei fatti non avvenne, perché le forze militari e paramilitari repubblicane si sciolsero dopo il 25 aprile 1945.

 

L'alluvione del luglio 1987 [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Alluvione della Valtellina.

Nell'estate del 1987 la Valtellina fu sconvolta da una serie di drammatici eventi naturali che causarono alcuni morti e numerosissimi danni all'intera valle. Il giorno 28 luglio 1987 l'abitato di Sant'Antonio Morignone, frazione del comune di Valdisotto, rimase sepolto sotto una vastissima frana staccatasi improvvisamente dal vicino Pizzo Coppetto. L'enorme quantità di rocce e detriti accumulatisi sul fondovalle a causa della frana ostruì il letto del fiume Adda. Per garantire il regolare deflusso delle acque, nei mesi sueguenti la Protezione Civile fu costretta a realizzare un percorso in gallerie sotterranee come alternativa all'originale letto del fiume.

Panorama della Valtellina dall'Alpe Piazzola nel comune di Castello dell'Acqua.

 

Note Storiche [modifica]

  1. ^ Per quasi 70 anni non fu possibile al vescovo di Como visitare le comunità, ne amministrare loro la Cresima (S. Monti, Atti della visita pastorale di Feliciano Ninguarda, 1589-1593, vol. I, p. XXXI). Nel 1561 fu vietato al clero e alle congregazioni laiche valtellinesi recarsi al sinodo convocato dal vescovo Giovanni Antonio Volpi (G. Rovelli, Storia di Como, parte III, vol. 2, p. 292). Nel febbraio 1614, 1200 cattolici di Val Poschiavo dovettero camminare 10 miglia per ricevere la Cresima dalle mani del vescovo Filippo Archinti, al quale l'accesso alla Valle era stato vietato dalle autorità (G. Rovelli, Storia di Como, parte III, vol. 2, p. 300-301).
  2. ^ Anche in comunità dove i riformati erano pochissimi: bastava che fossero 8 individui per impossessarsi delle chiese e imporre il mantenimento di un pastore riformato

 

Economia [modifica]

 

L'artigianato [modifica]

Settore molto tradizionale, attualmente legato a figure del passato come lo spazzacamino e l'arrotino, che scendevano nelle città (come Milano) a trovar fortuna. Attualmente si può considerare fiorente l'attività di produzione del pezzotto, un tappeto costituito di scarti di tessuto intrecciati con filo di canapa.

 

Il settore agro-alimentare [modifica]

Il settore agro-alimentare è tradizionalmente molto forte in Valtellina, le cui ottime specialità gastronomiche sono vendute in tutta Italia e nella vicina Svizzera. Tra i prodotti più importanti: la bresaola, i formaggi tipici (Bitto, Casera, ecc.), i pizzoccheri, gli sciatt, le mele.

 

Il settore vinicolo [modifica]

Ben noti sono i vini della Valtellina prodotti principalmente con le uve Nebbiolo, localmente dette Chiavennasca. Il vino viene prodotto negli ampi vigneti a terrazzo lungo le pendici media e bassa valle. La qualità dei vini rossi, sono rari i bianchi e assenti i rosé, è elevata e certificata dei marchi DOC e DOCG. Tra i più noti vanno citati: Inferno, Grumello, Sassella e Sforzato. I vini valtellinesi sono distribuiti a livello nazionale e internazionale; una percentuale importante viene esportata nella vicina Svizzera, nel solco di una tradizione secolare di scambio.

 

Il turismo [modifica]

La montagna valtellinese offre numerosissime opportunità sia per gli escursionisti che per gli alpinisti, tradizionali e free climbers. In valle si trovano numerose rinomate stazioni sciistiche quali Bormio, Chiesa in Valmalenco, Aprica e Caspoggio. Infine, una importantissima località turistica e stazione sciistica è Livigno che in termini strettamente geografici, si trova al di fuori della Valtellina, essendo al di là del crinale delle Alpi, ma che è parte integrante della Provincia di Sondrio. Altre stazioni sciistiche di più piccole dimensioni, facilemente raggiungibili da Morbegno e Sondrio, come Pescegallo e Prato Valentino, consentono la fruizione dell'offerta in un contesto più raccolto e familiare.

In questa valle si trovano anche diverse sorgenti termali calde, una ai Bagni di Masino e una con sette sorgenti ai Bagni di Bormio. In queste località vi sono quattro stabilimenti termali, uno nella prima e tre nella seconda.

La Valtellina è servita in direzione Nord dalle Ferrovie Retiche con la pittoresca ferrovia del Bernina che conduce all'omonimo Passo attraverso la Val Poschiavo e da qui all’Alta Engadina; in direzione Sud da Trenitalia, società delle Gruppo FS, con una linea che congiunge Sondrio, Chiavenna e Tirano con Milano e Lecco.

 

Bibliografia [modifica]

  • Cesare Cantù, Il Sacro Macello di Valtellina. Le guerre religiose del 1620 tra cattolici e protestanti tra Lombardia e Grigioni, Milano 1832
  • Mario Gianasso, Guida turistica della provincia di Sondrio, 1979
  • D.Benetti-M.Guidetti, Storia di Valtellina e Valchiavenna. Una introduzione, 1990

 

Altri progetti [modifica]

 

Voci correlate [modifica]

 

Prodotti Tipici [modifica]

 

Principali località turistiche [modifica]

 

Altro [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]