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| Libri Trame |
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Il Nome della Rosa Aut: Umberto Eco |
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| 12/07/2010 Nel nuovo romanzo di Umberto Eco Spie e cospiratori "Il cimitero di Praga" di Carmen Guadalaxara Trent'anni dopo "Il nome della rosa", Umberto Eco ha scritto un nuovo romanzo, questa volta ambientato nell'Europa del XIX secolo tra spie, politici, sovrani e cospiratori di varia natura. Si intitola "Il cimitero di Praga" e sarà pubblicato nel prossimo mese di ottobre da Bompiani. Stando a indiscrezioni raccolte nell'entourage di colui che viene considerato il più noto intellettuale italiano vivente, 'Il cimitero di Praga' sarà un volume tra le 450 e le 500 pagine, dove Umberto Eco ricostruisce con estrema fedeltà lo scenario storico dell'Ottocento tra cospirazioni, rivolte e rivoluzioni. L'uscita è stata annunciata con un comunicato dalla stessa casa editrice milanese, la trama del sesto romanzo del semiologo è così sintetizzata nel testo: ''Ingaggiato dai servizi segreti di mezza Europa, un cinico falsario ordisce trame, congiure, complotti, attentati che hanno, di fatto, orientato il percorso storico e politico del nostro continente. Un romanzo sulle pieghe più segrete e inconfessabili della politica di un Ottocento, che riverbera una luce inquietante sul tempo in cui viviamo''. |
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| "Il cimitero di Praga" esce a sei anni di
distanza dal precedente romanzo, "La misteriosa fiamma della regina Loana"
(2004). Il primo romanzo di Eco, "Il nome della rosa", una sorta di "gothic
novel" con eruditi riferimenti al Medioevo, uscì nell'autunno del 1980 e
vinse il Premio Strega nel 1981, diventando poi anche un film con Sean
Connery. Sono seguiti poi: 'Il pendolo di Foucault' (1988), "L'isola del
giorno prima" (1994), "Baudolino" (2000) e "La misteriosa fiamma della
regina Loana" (2004). Uno dei possibili indizi raccolti sulla presunta trama de 'Il cimitero di Praga' di Umberto Eco porta a "I Protocolli dei Savi di Sion", dove si racconta di un fantastico piano ebraico per arrivare con l'astuzia al dominio del mondo. In realtà, come è noto da tempo, 'I Protocolli' sono un clamoroso falso, un documento fabbricato dalla polizia zarista per giustificare l'odio contro gli ebrei. Un documento tuttora spacciato per verità indiscussa dalla peggiore propaganda antisemita. Di questa vicenda Eco si è occupato specificatamente nel 2005 quando ha scritto l'introduzione al libro "Il complotto. La storia segreta dei protocolli dei Savi di Sion" (Einaudi) di Will Eisner, il padre della "graphic novel". Eco racconta nell'introduzione al libro di Eisner come gli studiosi dei 'Protocolli' abbiano già ricostruito la storia di Hermann Godsche che nel suo romanzo, "Biarritz", scritto nel 1868 sotto lo pseudonimo di Sir John Retcliffe, racconta come nel cimitero di Praga i rappresentanti delle dodici tribù di Israele si riunivano per preparare la conquista del mondo. Cinque anni dopo la stessa storia venne riferita come veramente accaduta in un libello russo ("Gli ebrei, signori del mondo"); nel 1881 "Le contemporain" la ripubblicò asserendo che proveniva da una fonte sicura, il diplomatico inglese Sir John Readcliff; nel 1896 Franois Bournand usò di nuovo il discorso del Gran Rabbino (che questa volta si chiamava John Readclif) nel suo libro "Les Juifs, nos contemporains". Ma quello di cui non ci si è accorti, osserva Eco, è che Godsche non faceva altro che copiare una scena da 'Joseph Balsamo' di Dumas (del 1849) in cui si descrive l'incontro tra Cagliostro e altri congiurati massonici, per progettare l'affare della Collana della Regina e preparare attraverso questo scandalo il clima adatto per la rivoluzione francese. |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Eco Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Umberto_Eco&action=history Umberto EcoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932) è uno scrittore, filosofo, accademico, semiologo, linguista e bibliofilo italiano di fama internazionale. Dal 2008 è professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna. Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo.
Biografia [modifica]
Umberto Eco nel
2002
Eco in gioventù fu impegnato nella GIAC, l'allora ramo giovanile dell'Azione Cattolica: nei primi anni '50 fu chiamato tra i responsabili nazionali del movimento studentesco dell'AC (progenitore dell'attuale MSAC). Nel 1954 abbandonò l'incarico (così come avevano fatto Carlo Carretto e Mario Rossi) in polemica con Luigi Gedda e la sua politica associativa di vicinanza alle destre. Laureatosi in filosofia nel 1954 all'Università di Torino con Luigi Pareyson con una tesi sull'estetica di Tommaso d'Aquino, iniziò a interessarsi della filosofia e della cultura medievale, passione mai abbandonata (vedi il "Dall'albero al labirinto") anche se successivamente si dedicò allo studio semiotico della cultura popolare contemporanea e dello sperimentalismo letterario e artistico. Nel 1954 partecipò e vinse un concorso della RAI per l'assunzione di telecronisti e nuovi funzionari. Con Eco vi entrarono anche Furio Colombo e Gianni Vattimo. Tutti e tre abbandonarono la RAI entro la fine degli anni cinquanta. Nel concorso successivo entrarono Emmanuele Milano, Fabiano Fabiani, Angelo Guglielmi, e molti altri. I vincitori dei primi concorsi furono in seguito etichettati come "i corsari" perché seguirono un corso di formazione diretto da Pier Emilio Gennarini. Con altri ingressi successivi, tra i quali sono da segnalare Emilio Garroni e Luigi Silori, i "corsari" innovarono l'ambiente culturale della RAI, ancora molto legato a personalità provenienti dall'EIAR, venendo in seguito considerati come i veri costruttori della centralità della Rai nel sistema culturale italiano[1]. Dall'esperienza lavorativa in RAI, Eco trasse spunto per molti scritti, tra cui il celebre articolo Fenomenologia di Mike Bongiorno. Dal 1959 al 1975 è stato condirettore editoriale della casa editrice Bompiani. Nel 1962 pubblicò il saggio Opera aperta che, con sorpresa dello stesso autore, ebbe notevole risonanza a livello internazionale e diede le basi teoriche al Gruppo 63, movimento d'avanguardia italiano. Nel 1961 iniziò anche la sua carriera universitaria che lo portò a tenere corsi, in qualità di professore incaricato, in diverse università italiane: Torino, Milano, Firenze e, infine, Bologna dove ha ottenuto la cattedra di Semiotica nel 1975, diventando professore ordinario. A Bologna è stato direttore dell'Istituto d Comunicazione e spettacolo del Dams, poi ha dato inizio al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione. Infine è divenuto Presidente della Scuola Superiore di Scienze Umanistiche che coordina l'attività dei dottorati bolognesi del settore umanistico. Nel corso degli anni ha insegnato anche in varie università straniere tra cui Yale, Columbia University, New York University, Collège de France. Nell'ottobre 2007 si è ritirato dall'insegnamento per limiti di età. Nel
1971 fondò
Versus - Quaderni di studi semiotici, una delle maggiori riviste
italiane di semiotica, rimanendone direttore responsabile e membro del
comitato scientifico fino al giorno d'oggi. Nel 1980 esordì nella narrativa. Il suo primo romanzo, Il nome della rosa, una sorta di "gothic novel" con eruditi riferimenti medievisti, riscontrò un grande successo sia presso la critica che presso il pubblico, tanto da divenire un best-seller internazionale e essere quindi tradotto in quarantaquattro lingue. Nel 1988 pubblicò il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault, satira dell'interpretazione paranoica dei fatti veri o leggendari della storia e delle sindromi del complotto. Questa critica dell'interpretazione incontrollata viene ripresa in opere teoriche sulla ricezione (cfr. I limiti dell'interpretazione). Romanzi successivi: L'isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004). Molte sono le sue opere sulle teorie della narrazione e la letteratura: Lector in fabula (1979), Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994), Sulla letteratura (2002), Dire quasi la stessa cosa (2003), sulla traduzione. È stato inoltre un precursore e un divulgatore dell'applicazione della tecnologia alla scrittura. Il 14 maggio 2009 ha inaugurato la ventiduesima edizione della Fiera Internazionale del Libro di Torino, dove ha presentato in anteprima mondiale il libro Non sperate di liberarvi dei libri scritto con Jean-Claude Carrière. In contemporanea alla nomina di "guest curator” (curatore ospite) del Louvre, dove nel mese di novembre organizzerà una serie di eventi e manifestazioni culturali, è uscito per Bompiani il suo ultimo libro, Vertigine della lista, pubblicato in quattordici paesi del mondo. Contributi politici [modifica]Nel 1971 fu tra i 757 firmatari dell'appello pubblicato sul settimanale L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi e di un altro pubblicato ad ottobre su Lotta Continua in cui una cinquantina di firmatari esprimevano solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale inquisiti per istigazione a delinquere a causa del contenuto violento di un articolo dove si impegnavano a combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato[2][3]. I firmatari si autodenunciavano alla magistratura dicendo di condividere il contenuto dell'articolo. Naturalmente gran parte di essi (tra cui intellettuali che non si potevano certo definire di sinistra) non condividevano i contenuti dell'articolo ma, indipendentemente da questi contenuti, intendevano difendere la libertà di espressione di chiunque. Peraltro le severe critiche di Eco al terrorismo e ai vari progetti di lotta armata sono contenute in una serie di articoli scritti sul settimanale L'Espresso e su Repubblica, specie ai tempi del caso Moro (articoli poi ripubblicati nel volume Sette anni di desiderio). In effetti l'arma che ha caratterizzato l'impegno politico di Eco è diventata l'analisi critica dei discorsi politici e delle comunicazioni di massa. Questo impegno è sintetizzato nella metafora della guerriglia semiologica dove si sostiene che non è tanto importante cambiare il contenuto dei messaggi alla fonte ma cercare di animare la loro analisi là dove essi arrivano (la formula era: non serve occupare la televisione, bisogna occupare una sedia davanti a ogni televisore).In questo senso la guerriglia semiologica è una forma di critica sociale attraverso l'educazione alla ricezione (cfr. La struttura assente,1968 pp. 413-8). Dal 2002 partecipa alle attività dell'associazione Libertà e Giustizia, di cui è uno dei fondatori e garanti più noti, partecipando attivamente tramite le sue iniziative al dibattito politico-culturale italiano. Durante la sua carriera ha collaborato anche con numerose testate giornalistiche quali La Stampa, la Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Giorno, il manifesto, e a periodici come L'espresso (per il quale tiene una rubrica quindicinale, La Bustina di Minerva), Quindici e Il Verri. Il suo libro A passo di gambero del 2006 contiene le sue critiche al populismo berlusconiano, alla politica di Bush, al cosiddetto scontro tra razze e religioni. Onorificenze [modifica]
- Accademia delle Scienze di Bologna - Academia Europea de Yuste - American Academy of Arts and Letters - Polish Academy of Arts and Sciences, Fellow del St: Anne's College, Oxford. Ha ricevuto 37 lauree honoris causa da università europee e americane.[6]. Opere [modifica]Narrativa [modifica]
Saggistica [modifica]
Autografo di Eco nell'edizione tedesca di Arte e
bellezza nell'estetica medievale.
Eco ha anche scritto numerosi saggi di filosofia, semiotica, linguistica, estetica:
Curiosità [modifica]
Umberto Eco con l'allora rettore
Alessandro Bianchi dell'Università
"Mediterranea" di Reggio Calabria
Note [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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