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| ULTIMO ATTO Dramma in tre atti di : Rocco Chinnici ----- Quando Rocco mi ha chiesto di scrivere la prefazione al suo "dramma" la mia prima reazione è stata quella di farlo desistere da questa sua intenzione. Ho cercato di fargli capire che in fondo non ero la persona adatta a scrivere commenti su un'opera teatrale. Però, alla fine, spiegandomi di cosa trattava e quindi coinvolgendomi su un tema del quale spesso abbiamo avuto modo di parlare, ho detto si. Mi ha convinto con il suo entusiasmo, con la sua immaginazione. Certo, per i non addetti ai lavori, non è facile recensire un'opera teatrale, che in quanto tale pone degli ostacoli quasi insormontabili, almeno per me, ma mi cimenterò ugualmente in questa attività che mi suscita però un pizzico di interesse. La grande intuizione di Rocco, è quella di scegliere il palcoscenico come luogo dove i protagonisti vogliono mettere in scena un dramma, quello di essere appartenenti a famiglie mafiose, e quindi il loro tentativo di ribellione ai capi famiglia che spesso decidono il destino anche dei figli e delle mogli. Quale luogo migliore di un teatro dunque per gridare di non volere più recitare per la mafia, ma per l'onestà, il convivere civile, la creatività. Senza dubbio gli esempi di uomini e donne che, in quanto componenti di famiglie mafiose, a un certo punto dicono basta a questa cultura di violenza sono pochi; immaginate però, per un momento, che dopo "l'applauso" finale del III atto, queste stesse persone con il loro atto di coraggio riescano a svegliarci, a coinvolgerci. Si leverebbe davvero dalla platea del teatro, dalla strada, dalle case, un grandissimo applauso che unito a quello del primo uomo, della prima donna e di Nunziatina, interpreti reali del dramma della violenza, porterebbe a sconfiggere la mafia. E' utopia o è soltanto un sogno realizzabile? Francesco La Barbera Personaggi: PRIMO ADDETTO SECONDO ADDETTO REGISTA PRIMA DONNA PRIMO UOMO PRIMO ATTORE SECONDA DONNA PRIMA ATTRICE PADRE DI CLAUDIO MADRE DI CLAUDIO SUGGERITORE NUNZIATINA COMPARSA PRIMO ATTO (degli addetti che si premurano a smontare una scena la quale sembra arrecare difficoltà di smontaggio) I° ADDETTO Ma dagli un colpo che esce! No, no! Con questa scena, io, non avrò di certo più a che fare. Eh no, dico! II° ADDETTO (abbassato, tenta di fare uscire il pannello dalla intelaiatura) Dico, dico! Sempre così: E' da tempo che dici, ma, cosa hai fatto? Niente! Aih, porca miseria! E' mai possibile che ad ogni lavoro da preparare debba farmi il sangue acqua! I° ADDETTO Aih! Ma non lo vedi il piede? Altro che sangue acqua. Sei sicuro che questo è il numero sette? II° ADDETTO Per me è sette, è scritto bello grande! I° ADDETTO Ma quale grande e grande! E' il sette piccolo che dobbiamo infilare; non ricordi che i numeri sono stati cambiati nella commedia precedente perché richiedeva la scena più piccola? II° ADDETTO Cambiati! E perché? I° ADDETTO Questo dovresti chiederlo a chi ha avuto la grande idea di realizzare questa scena. Sostiene, l'ideatore, che a scena più piccola, vanno i numeri più grandi. II° ADDETTO E ora dove si trova il sette piccolo? Qua le cose sono due: o viene a montarla l'ideatore o gli organi dell'Associazione Culturale decidono di fare realizzare un'altra scena. Non si può ogni volta tribolare tanto. Aih! Eh, no! Adesso basta; si parla col Presidente per una scena mobile, così questa non si tocca più, perché io, credimi, non ci metterò più le mani (si alza per andare a cercare il pannello) I° ADDETTO E' facile a dirsi; tu sai i problemi economici che ha l'Associazione, come si fa a far costruire una seconda scena? Già si fa la colletta per l'affitto di casa! Allora, l'hai trovata o no? II° ADDETTO L'ho trovato, l'ho trovato! Ma dico, non possiamo continuare un'altra sera? Tanto si è all'inizio. Ho la schiena appezzi! (entra il regista. settant'anni circa, una coppoletta in testa, un soprabito al braccio, che poserà sulla sedia, un copione in mano. Ha la barbetta) REGISTA Ma si, lasciate stare, purché sia pronta per la prossima prova! ADDETTI Oh, grazie, grazie maestro! Arrivederci e buon lavoro! REGISTA Addio cari. (cammina sul palco leggendo il copione. Poi, agli attori fuori scena). Allora! Ci sbrighiamo o no? E gli altri, le comparse, arrivano? VOCI (da fuori scena) Un momento dottore, diamine! REGISTA (mettendosi il soprabito) Sentite cari, se dobbiamo iniziare con questo doloroso momento ditelo subito! Perché io, se no, preferisco starmene a casa anziché venire qui a sentire questo freddo da cani. E poi... (alludendo al copione) questo lavoro che non lascia capire un tubo! Allora! Ci vuole tanto ancora? VOCI S'arriva, s'arriva! Eh, porcaccia della miseria, dottore! REGISTA Dottore, dottore! Vorrei saper'io, chi è il dottore qui! Bisogna chiarire, una volta e per sempre, questo benedetto orario, non si può continuare ad aspettare. "La prossima commedia dottore, si rispetterà l'orario". Chissà quante volte è stata ripetuta sta frase. Beh, aspettiamo! (ricomincia a leggere ad alta voce, camminando, la parte di un personaggio del copione) Non posso, per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo! Io voglio vivere ora, voglio uscire, scappare da queste mura che odorano di chiuso; sentire fuori il sapore della libertà... "Il sapore della libertà..." Il sapore, come se la libertà ti siedi al tavolo di un ristorante e ordini: Cameriere! Mi porti un piatto di libertà". Quello, con gli occhi sbarrati, ti fisserà pensando: "Ma questo è pazzo!" E ti lascerà ad aspettare in eterno. Altro che libertà, aspettare per non essere servito. La libertà voi (additando il copione) ve la prendete! Altroché! Usare termini arabeschi; come se chi leggesse dovrebbe capire al volo; ma ci si distrae così! No, ma io la cambio, la cambio! Farò dire: "sentire fuori il piacere della libertà." Ecco, il piacere sì! E poi, su via, si capisce meglio! (ripetendo) Non posso per la vita ect. ect... voglio uscire, scappare da queste mura che odorano di chiuso; sentire fuori il piacere della libertà! (rivolgendosi agli attori) Allora, questo lavoro lo proviamo o no? IN CORO Ma sì, che proviamo! PRIMA DONNA (dal pubblico si leva una voce di donna. E' in un gruppetto di cinque persone: un uomo, tre donne; una di esse non parlerà mai, e una bimba. Vestiti in nero. Vogliono, questi personaggi veri, appartenenti a famiglie mafiose, essere i promotori del grande rifiuto, e invitano tutti a collaborare per costruire un paese migliore). Non occorre provare, l'attesa è lunga; al terzo atto manca ancora molto... PRIMO UOMO La storia dei due ve la diremo noi, a voce. I fatti già li sapete, via, tutti li sanno! E' quasi la noia, ora, che prevale alla cronaca. REGISTA Ma voi...! (guarda il copione) il copione... PRIMA DONNA Il copione! Non ci appartiene questo copione. Noi siamo qui per dire tutto, non per quello che l'autore ha pensato di farci dire. REGISTA Eh, no! Voi non potete! PRIMA DONNA Perché non possiamo? noi, vogliamo rappresentare il vero. E' questo che si voleva nella mente di chi, poi scrivendo, divagò perdendosi nei labirinti di un ragionamento diverso da quello del tempo in cui avvennero i fatti. (entrano gli attori e rimangono meravigliati) PRIMO UOMO Forse, chissà senza volerlo. E noi vogliamo esprimere anche il dissenso per averci lasciato ad attendere in fondo al copione, per recitare poi una verbale incapacità di spiegazioni che non arrivano all'essenza dei fatti. REGISTA I fatti, i fatti, quelli arrivano dopo! Intanto volete accomodarvi fuori, che qui si perde tempo! Avanti i primi attori, entri (guarda il copione) il pretendente! PRIMA DONNA Mi creda perde tempo, lei dà molta importanza al primo atto. Il suo, ci pare di capire, dilettantismo teatrale è evidente; questo copione come dice lei, può diventare un dilemma se non si capisce l'importanza del terzo atto. REGISTA (l'attore, che si era avvicinato per provare la parte del pretendente, resta muto, il regista invita gli altri a scendere) Volete accomodarvi fuori ad attendere! Tu, (all''attore) vai con la battuta! (l'attore guarda quelli che non vogliono scendere e il regista li invita ancora ad andare) Allora! Che attendono i lor signori? Vogliono andar via? PRIMA DONNA (all'attore) La tua, è la tragedia di tanti, fu anche la sua (indicando la piccola che ha accanto) per il vostro (al regista) tergiversare. REGISTA Ma che tergiversare! Io, sono il regista! Voi, voi sarete solo gli attori, credo che, invitati dall'Associazione, impersoneranno i personaggi del copione. E via, su, non perdiamo altro tempo! PRIMO UOMO Tempo. Cosa volete che sia per voi il tempo se poi rischiate di perderlo. REGISTA Ma insomma! PRIMA DONNA Noi, siamo il tempo! Perché... con le nostre sofferenze, con le nostre pene, con le finte gioie dell'ipocrisia... noi... lo rappresentiamo. PRIMO ATTORE (al regista) Allora, che facciamo? Per stasera vado? SECONDA DONNA Ecco! Anch'egli ama fingere. PRIMO ATTORE M a che finzione e finzione! Ma dico! Io sono il primo attore; voi sarete solo delle comparse da terzo atto! REGISTA Giusto! Quindi... (indica loro l'uscita) SECONDA DONNA Terzo atto, se noi andassimo via, cosa faresti tu (indicando il primo attore), gli altri, quelli che aspettano la loro parte, niente! Andreste via pure voi. Ascolta e spogliati dunque dal ruolo di primo attore, poi, solo dopo averci ascoltato, capirai qual'è il tuo vero ruolo REGISTA Signori miei! Qui stasera si recita volendo invertire gli atti, ma dico! Non possiamo iniziare dalla fine, su via, non è mai successo! PRIMA DONNA Nel copione, e se lei lo avesse letto bene, se ne sarebbe di certo accorto che l'autore non da importanza alcuna ai primi due atti, anzi, al contrario delle premure, che lei ingenuamente nutre verso di loro, egli grida in preda alla rabbia, invitandoci, sin dal primo rigo del testo, a varcare la soglia PRIMA DONNA Il copione! Non ci appartiene questo copione. Noi siamo qui per dire tutto, non per quello che l'autore ha pensato di farci dire REGISTA Eh no! Voi non potete! PRIMA DONNA Perché non possiamo? Noi, vogliamo rappresentare il vero. E' questo che si voleva nella mente di chi, poi scrivendo, divagò perdendosi nei labirinti di un ragionamento diverso da quello del tempo in cui avvennero i fatti PRIMO UOMO Forse... chissà, senza volerlo. E noi vogliamo esprimere anche il dissenso per averci lasciato ad attendete in fondo al copione, per recitare poi una verbale incapacità di spiegazioni che non arrivano all'essenza dei fatti REGISTA I fatti, i fatti, quelli arrivano dopo! Intanto volete accomodarvi fuori, che qui si perde tempo! Avanti i primi attori; entri (guardando il copione) il pretendente PRIMA DONNA Mi creda, perde tempo; lei da molta importanza al primo atto. Il suo, ci pare di capire, dilettantismo teatrale è evidente; questo copione, come dice lei, può diventare un dilemma se non si capisce l'importanza del terzo atto REGISTA (entra l'attore, e rimane muto). Prego, (Il regista li invita ancora a scendere) volete accomodarvi fuori ad attendere! Tu, (all'attore) vai con la battuta. (l'attore continua a guardare gli altri che ancora non vanno via. Il regista ai cinque) Allora! Che attendono i lor signori? Vogliono andar via? PRIMA DONNA (rivolgendosi all'attore) La tua, è la tragedia di tanti, fu anche sua (indicando la piccola che ha accanto) per il vostro tergiversare. REGISTA Ma che tergiversare! Io, sono il regista! Voi, voi sarete solo gli attori, credo che, invitati dall'Associazione, impersoneranno i personaggi del copione. E via, su, non perdiamo altro tempo! PRIMO UOMO Tempo. Cosa volete che sia per voi il tempo se poi rischiate di perderlo. REGISTA Ma insomma! PRIMA DONNA Noi, siamo il tempo! Perché... con le nostre sofferenze, con le nostre pene, con le finte gioie dell'ipocrisia... noi... lo rappresentiamo. PRIMO ATTORE (al regista) Allora, che facciamo? Per stasera vado? SECONDA DONNA Ecco! Anch'egli ama fingere. PRIMO ATTORE M a che finzione e finzione! Ma dico! Io sono il primo attore; voi sarete solo delle comparse da terzo atto! REGISTA Giusto! Quindi... (indica loro l'uscita) SECONDA DONNA Terzo atto, se noi andassimo via, cosa faresti tu (indicando il primo attore), gli altri, quelli che aspettano la loro parte, niente! Andreste via pure voi. Ascolta e spogliati dunque dal ruolo di primo attore, poi, solo dopo averci ascoltato, capirai qual'è il tuo vero ruolo REGISTA Signori miei! Qui stasera si recita volendo invertire gli atti, ma dico! Non possiamo iniziare dalla fine, su via, non è mai successo! PRIMA DONNA Nel copione, e se lei lo avesse letto bene, se ne sarebbe di certo accorto che l'autore non da importanza alcuna ai primi due atti, anzi, al contrario delle premure che lei ingenuamente nutre verso di loro, invita sin dal primo rigo del testo, a varcare la soglia REGISTA Volete anche burlarvi di me? Ma ve l'ho già detto, voi sarete forse i personaggi del terzo atto! Anzi... (guarda il copione) ora che ricordo; voi dovreste essere in tre! Come mai siete... PRIMA DONNA Sono voluti venire perché anch'essi come noi testimoni di un'atroce realtà umana. Ma ne verranno altri dopo. E' questo che rappresenteremo stasera. In quanto al copione non stia a formalizzarsi, gliel'ho detto, noi rappresenteremo ciò che l'autore pensò allora di fare; la storiella dei lor signori serve per introdurre noi. REGISTA Ma è una storia che va a male a causa sempre dei loro parenti! Ora (indicando i cinque) vostro padre, vostro marito, ora vostro fratello. La libertà d'amare, miei carissimi, che hanno tolto loro è niente, se si considera la pena che verrà loro inflitta... (guardando il copione) al secondo atto mi pare, per questa che credetemi è pura libertà: i sentimenti, l'amore... Ma signori miei! In che mondo viviamo! PRIMA DONNA In che mondo viviamo? Ma di quale mondo e vita parlate! Voi conoscete un mondo, anche se pieno d'insidie come dite; ma noi, noi neanche vita conosciamo da poi che ci sposammo. Crescere i figli, cercando sin da piccoli di modellarli con tutto l'amore che può dar loro una madre: la giusta via, il bene verso il prossimo, il rispetto verso i più fragili... poi, solo poi capisci che il piccolo, forse, senza nemmeno rendersene conto si trasforma: è la legge della natura, egli, vuole essere il padre. (entra in scena la ragazza e si avvia verso il primo attore) SECONDA DONNA Non ho figli e credetemi non me ne dolgo, anzi..., se avessi avuto, io, il dono del concepimento, avrei fatto di tutto per non averli; avrei creato dei... i miei figli! Quelli in funzione dei quali una madre vive, per i loro stati d'animo, le loro premure, la gioia di sentir loro balbettare le prime frasi, l'ansia nell'attesa del primo dialogo con essi; le braccia aperte, aspettando che essi si stacchino dal muro, mentre nei loro grandi occhi si legge la gioia di quella emozione: i primi passi. Il vuoto fra il muro e la madre e la sicurezza delle sue braccia aperte che attendono PRIMA ATTRICE Questo è quello che abbiamo sognato da tempo con Claudio. (lo guarda e gli accarezza i capelli) Coronare il nostro sogno poi con la venuta dei figli, educarli assieme ad una vita migliore, ad una vita dove il bene è al di sopra d'ogni cosa, dove la libertà d'amare non dipenda da altri PRIMO ATTORE Mio padre per il quale credetemi, non so, non ho mai capito quale sentimento io provo, o ho mai provato: non so, credetemi, qual'è che sia o che sia stato il suo ruolo nella mia vita; di rado e di sfuggita ho visto sempre il suo volto. Ora posso definirlo un tipo arrogante; non ho mai saputo che vita facesse e che tipo di lavoro conducesse per mandare avanti la famiglia; famiglia certo, lessicalmente non si può dire altrimenti. Ma, io devo tutto a mia madre, di lui ho solo come ricordo dei giocattoli che ricevetti da piccolo; d'ora non ho niente, solo dolori e dispiaceri sono il filo che unisce i nostri rapporti. Avrebbe voluto che fossi stato come lui, lo so; pensa di umiliarmi quando col suo sarcastico sorriso mi guarda da testa ai piedi, e poi a lei, a mia madre (che neanche diritto avrebbe di farlo), la guarda come... come a volerle addossare la colpa del fallimento, del non essere riuscita a farmi a suo piacimento REGISTA (che segue il copione) Bravo! Che passione! Lo sapevo. (poi si rivolge ai cinque) Per favore signori! E' già tardi (agli attori), vogliamo iniziare? PRIMA DONNA Anche noi avremmo dovuto essere a loro piacimento e forse chi lo sa, se con questo nostro lungo silenzio, lo siamo stati. Che vita! la nostra. (il regista cerca nel copione) Mi creda, è in quel silenzio, in quel lungo silenzio che si muore. Il non sapere che fare, l'essere diventata inconsciamente schiava, inerme alla loro volontà. Dio, Dio! Perché simile vita l'uomo deve vivere! PADRE DI CLAUDIO (entrano i due che dovrebbero impersonare i genitori di Claudio) Ma cosa si aspetta ad iniziare! Se stasera non proviamo, preferisco andare. Impegni, impegni dottore! MADRE DI CLAUDIO Veramente anch'io... se per stasera... (si avvicina al primo attore e gli accarezza i capelli) Ciao Claudio. (poi al regista) Allora, a quando... PRIMO ATTORE (continuando la recita) Ciao mamma, io vengo con lei dopo. (prende fra le sue mani quelle della ragazza e continua a recitare) In quanto a te, padre, posso solo sposare lei e nessun'altra. Il tuo parere... SUGGERITORE (alzando la cupoletta) Ma quale parere e parere! Per diamine! Dico, vogliamo scherzare? (al regista) Era questo, il capolavoro che si doveva realizzare? Solo poche parole dal testo! E poi, gli altri! (ai cinque) Chi sono questi per i quali si continua a perder tempo? PRIMA DONNA Ha detto bene lei dicendo "gli altri"; eravamo quelli sino a poco tempo fa, ora, ora siamo solo noi; noi eravamo lì ad attendere, in un angolo della mente, schiacciati dal peso dei pensieri che tanto mi creda, come tarli, scavavano tormentando sempre più quel posto a noi divenuto oramai scomodo. REGISTA E non pensano i lor signori che venendo qui, abbiano potuto creare qualcosa che possa rendere scomodo a noi? Vi ricordo che con la vostra venuta (che, credetemi ancora, non ho capito bene da dove) avete fatto saltare le prove. Abbiamo iniziato bene, con questo che, a detta dei critici è un "capolavoro"! Ora tutto è capolavoro! (agli attori) E' la raccomandazione che fa il capolavoro, carissimi, altro che bravura d'autore! SECONDA DONNA Lei forse non perdonerà che lo si contraddica, ma se ci desse la possibilità di parlare, spiegare, allora si, che si renderebbe conto dell'importanza che potrebbe assumere questo lavoro a lei poco gradito REGISTA Ma che parlare e parlare! Cosa dovete spiegare, qui mi pare stiamo esagerando un pò! Io vi ricordo che sono quello senza il quale, i personaggi avrebbero continuato a dormire nel testo. Altro che spiegare, siete voi che dovreste invece rendervi conto e capire l'importanza che non avrebbe di certo potuto assumere questo... (con un gesto di stare a significare di poco valore) diciamo lavoro, senza la mia presenza PRIMO UOMO Quello che noi stasera rappresenteremo, esimio signore, nulla ha a che vedere con la sua squisitissima persona, figurarsi del suo..., come lei dice, aiuto. Saremo noi, mi creda che aiuteremo lei, loro, gli altri, si gli altri! REGISTA Si! E come? PRIMA DONNA Non recitando! Vorremmo finalmente essere quelli che da tempo hanno atteso l'attimo SUGGERITORE Ma quale attimo e attimo! io adesso me ne vado! Ma dico, scherziamo? PADRE DI CLAUDIO Signori, "orevoir"! (poi al regista) Dottore! PRIMA DONNA Aspettino, i lor signori. Lei, (al padre di Claudio) si lei! Mi scuserà sa, ma... lei non ha letto il copione! E penso (al suggeritore) neanche lei. Cosa avrebbe dovuto suggerire ora loro, se non la monotona cadenza delle parole, delle frasi scritte. E lei, capo comico o dottore come dir si voglia, quali movimenti, quali gesti, quale tono, avrebbe permesso loro d'adoperare... REGISTA Ma dico! Io, per vostra norma... SECONDA DONNA Per carità, maestro, non fraintendiamo, sappiamo, sappiamo! Lei avrebbe coordinato come sua consuetudine in un modo così... diciamo... quasi perfetto in coerenza alle sue abitudini, in conformità a quelli che avrebbero poi potuto essere gli applausi, ma... applausi finti; mi creda! Frutto solo di una costruzione teatralmente astratta; studiata scena per scena, parola per parola. A noi..., è il silenzio che interessa, l'applauso distrae, e chi ci ascolta, mi creda, non ha diritto alcuno di perdere quello che può anche essere un gesto. SUGGERITORE Dottore, lei scuserà ma...questi, chi sono? Li ha forse invitati lei? Al terzo atto... (guardando il copione) mi risulta, come lei può constatare (porgendogli il copione), che le comparse sono appena tre, e senza la creaturina... Guardi, guardi! REGISTA Ma che guardi e guardi! Anche lei si ci mette? Vuole che non sappia, io, chi sono i personaggi? Ma andiamo! PADRE DI CLAUDIO Ma siamo noi, i personaggi di questo lavoro! (al regista) Dicevo... i primi attori; gli altri, quelli, verranno dopo. E' da tempo che ne studio la parte; e ora, per questi..., non so bene come chiamarli, dobbiamo saltare le prove, le prime poi! E' l'ingresso che bisogna chiudere, vietare l'accesso alle prove! PRIMA DONNA E' da tempo che noi aspettiamo e di recite, ne abbiamo viste tante. Vi abbiamo visto salire sul palco e provare, poi infine rappresentare; sentire applausi e commenti dopo. Anche altri abbiamo visto qui, oltre voi recitare REGISTA Eh, no! Lei allora vuole esagerare. Badi bene che io è da tempo che frequento questo teatro, e a lei personalmente, neanche gli altri, non vi ho mai visto! PRIMO UOMO Noi si invece. Siamo stati sempre presenti e vivi in ogni emozione. Ricordo la volta di quella scena quando lei insistentemente provava e riprovava il pianto, finto s'intende, di quella bimba che mai, mi creda, capì il suo ruolo, e che, poi infine, a lei piacque lo stesso REGISTA Ma finì che pianse davvero! PRIMA DONNA Per lei, per gli altri che seguivano s'intende, ma... per noi no! Si vedeva la finzione, su andiamo! REGISTA Anche lei... PRIMA DONNA Si anch'io ho visto, e giuro volevo gridare! Gridare forte. Come poteva quella creaturina piangere, se rifiutava il suo personaggio, un personaggio violentato attimo dopo attimo da quelle che erano tristi realtà familiari: droga, carceri, miseria! Quella vita sapesse..., difficilmente la si vive; i personaggi, quelli veri s'intende, muoiono a volte! E lei, la creaturina, ha saputo fingere perché capì, volendo scappare da quella famiglia, i tormentati problemi che, anche se per gioco, a poco a poco stava facendo propri REGISTA Ma questo è la recitazione! Rappresentare, anche se in piccolissima parte, quotidiane realtà di vita PRIMA DONNA Ma è pura finzione! REGISTA E' teatro! E il teatro è vita! E' qui, sul palcoscenico che avviene il miracolo. Il personaggio rinasce, prende forma, rivive attimo dopo attimo momenti di vita vissuta. E qui, ne vale della bravura (indicando gli attori) dei lor signori! SECONDA DONNA (ridendo) Ah! Ah! Ah! Lei dirà che son pazza, si è vero! Ma... credano, credano pure; la mia pazzia è solo rabbia. Come possono i lor signori sapere, capire, una realtà non vissuta! E quella bambina... poi... PADRE DI CLAUDIO Quella bambina poi? PRIMA DONNA E' morta! REGISTA (ride) Ah! Ah! Ah! E' morta! Eih, ma dico! La minacciarono, si è vero, gli disse di non sapere, e finì che la lasciarono in pace PRIMA DONNA Parlò invece REGISTA Non è vero niente! (rivolgendosi agli attori per cercare consenso) Lo sanno tutti! ATTORI (in coro) Certo! (qualcuno fa l'ironico) Parlò: è morta REGISTA Migliaia di persone lo sanno. La storia è nel libretto! Vogliono scherzare? PRIMA DONNA Scherzare... dice? Sapesse lei di noi. L'ho conosciuta quella bimba, mi stiede accanto un giorno, mentre era viva s'intende; io la guardavo, mentre lei con le sue piccole manine e col sorriso sulle labbra, s'accarezzava le lunghe treccine che le scendevano davanti MADRE DI CLAUIDO Le treccine? Ma... (al regista) non starà per caso... REGISTA Di Lucietta certo, ma... non teneva le treccine! PRIMA DONNA Lei pensa che l'autore poteva in quel preciso momento in cui avvennero i fatti stare a sottilizzare "le treccine!" Vede? Anche questa è finzione REGISTA Ma nel libretto... le treccine... PRIMA DONNA Lei mi creda, da molta importanza alle cose meno importanti del libretto. La bambina, che dopo tutto rifiutava il personaggio, finì che fingendo, a lei piacque lo stesso! REGISTA Ma cosa ne vuol sapere lei di quella vera, se neanch'io l'ho conosciuta! SECONDA DONNA Noi l'abbiamo uccisa! Col nostro silenzio, e stasera siamo venuti anche per lei. Lasci stare, mi creda, e si unisca a noi, anche voi SUGGERITORE (adirato, sbatte l'orologio sulla cupoletta e poi l'appoggia all'orecchio) Eh, no porco Giuda! Ma sto sognando maestro? REGISTA Ma che voi e voi, dico! Questa, è puramente pazzia! (agli attori, ironico) L'hanno uccisa loro! (come se avesse in mano una pistola) Pum! Pum! E' morta! NUNZIATINA (grida; qualcuno si tappa le orecchie, poi casca per terra priva di sensi) Mamma! PRIMA DONNA Basta! La prego. (s'abbassa su di Nunziatina che non da segni di vita) Nunziatina, rispondi; è stata una finzione... REGISTA (avvicinandosi alla bambina, meravigliato) Si, certo! Non ho niente in mano, guarda, guarda! SECONDA DONNA (con rabbia contenuta) Lasci stare! ATTORI (meravigliati, vanno per avvicinarsi alla bimba e ridono per sdramma- tizzare) Ah! Ah! Ah! E' morta! PRIMA DONNA (con rabbia contenuta) Non avvicinatevi! ATTORI Ma via, su! Non starà per caso... PRIMA DONNA E' così che finiva il primo atto, "l'apparente morta di Nunziatina", ricordo REGISTA Ma quale primo atto e primo atto! (Guardandosi le mani, preoccupato) Io... io non ho ucciso nessuno! (agli attori) Su signori! Vogliamo iniziare? F I N E P R I M O A T T O S E C O N D O A T T O (scena medesima) ATTORI (sottovoce, mentre gli altri cercano di svegliare Nunziatina) Ma chi sono questi? E questa bambina! Ma da dove sono saltati fuori! Li ha invitati, forse l'associazione per fare le comparse? PRIMA DONNA Nunziatina ti prego rispondi! E' finito, sono andati via. Ci siamo noi a proteggerti NUNZIATINA (riprendendosi) Mamma, (impaurita) dove sei? Non lasciarmi! (grida) No! SECONDA DONNA Povera creatura, l'incubo la perseguita ovunque REGISTA Portatela a casa, su! E lasciateci iniziare questo benedetto lavoro PRIMA DONNA A casa, lei dice? Noi non abbiamo casa REGISTA (gli attori parlano fra di loro meravigliati) Ma insomma, in qualche posto abiterete, su, diamine! PRIMA DONNA La nostra dimora è ovunque, ora qui, poi là! Dico poi, perché neanche il domani per noi esiste, ma... l'attimo, l'attimo eterno che ci appartiene. Noi non siamo mai nati REGISTA Oh bella! (guarda gli attori) Avete sentito? Non sono mai nati! Questa poi! Non avete..., insomma non avete nessuno? Ma ci sarà stata una diciamo... che vi ha fatto nascere PRIMA DONNA Noi non conosciamo madre alcuna. Fu una mente la madre che ci partorì. Ma voi non potete capire. Noi, siamo stati creati per non morire più! Voi direte: "son pazzi questi"; poco o niente importa a noi come ci considerate, solo ciò che rappresenteremo è per noi vero motivo d'essere. La prego, ci lasci rappresentare, lasci stare la storia dei lor signori. PRIMO ATTORE Dico! Come si permette! REGISTA Calma, calma! Ma voi, cosa volete rappresentare qui stasera? PRIMO UOMO La vostra commedia! REGISTA La nostra commedia? non starete per caso parlando di (additando il copione) questa? PRIMO UOMO Certo! Noi siamo i personaggi, quelli veri s'intende, di questo libretto. REGISTA I personaggi..., di questo libretto! Diciamo i personaggi... (guarda gli attori e ride) Ah! Ah! Ah! (poi si rivolge ai personaggi ironico) Ma potevate dirlo prima! Si che voi... siete... (indica ancora il libretto) i personaggi... Aspetta, aspetta, lasciatemi indovinare; (apre il libretto e ne va cercando i personaggi) Tu (alla prima donna) sarai certamente Agnese, la fidanzata di Claudio! E tu, sarai Claudio! (lo guarda attentamente) Ma non vi rassomigliate proprio PRIMO UOMO Io non sono Claudio PRIMA DONNA Neanch'io sono Agnese, lei era più giovane di me REGISTA Ma allora...? (sfoglia il libretto) No, no! Non può essere PRIMO UOMO Il mondo è pieno di Claudio, di Agnese, di Nunziatina. Non deve sembrarle strano mi creda, ma... Claudio siamo tutti! Lei, il signore, o lei che vorrebbe, mi pare, impersonarlo MADRE DI CLAUDIO (ironica) Ci scommetto che anch'io potrei essere Agnese, non quella vera s'intende; me ne avrebbe, (indicando il regista) il maestro, certamente assegnato il ruolo! (ride) SECONDA DONNA Lasci stare il ruolo mi creda. Lei vorrebbe, rappresentandola, apparire tale; ma... la passione, la tanta passione che nutre per lei, per il ruolo di una che non ha conosciuto, non basta, si vedrebbe subito l'inganno, su via! (pensando a quanto le accadde) Ho ancora dentro di me lo sguardo, quegli occhi che quando ridevano sprizzavano gioia, tanta gioia per la vita; il gusto in quell'attimo di viverla. (rivive la paura di quanto le accadde) No! No! Gli spari, le grida! Ed essi erano li che mi guardavano, e in silenzio, in quel cupe silenzio, parlavano; io volevo... (mentre lenti essi si spegnevano), gridare, gridare forte; e il nodo qui (toccandosi la gola) sempre più ingrossava, quasi soffocavo; cercavo disperatamente di stringerlo, toglierlo..., niente. Tu, tu sei viva! Gli occhi sono accesi li vedo, parlano anche! Mai, potrai apparire lei PRIMA ATTRICE Diamine, dico! Lei è viva! SECONDA DONNA Appunto, ed è proprio per questo che non può! GLI ATTORI Tò, guarda questa! Non dovremmo per caso ucciderla davvero, per renderla più vera? (ridono) REGISTA Non mi sto più, credetemi, raccapezzando, ma... la bambina, questa, è morta o no? PRIMA DONNA Per poco scampò alla strage. Con altre la per terra, rimase mamma sua, e lei , ora, ad ogni somigliante situazione rivive quei dolorosi momenti. I finti spari di poc'anzi ad esempio PADRE DI CLAUDIO (vedendo il regista distratto) Dottore, dottore! REGISTA (soprappensiero) ...Si? Si mi dica! PADRE DI CLAUDIO (Mostrando l'orologio) E' tardi, ed ormai credo sia impossibile iniziare. A quando le prove? (guardando i personaggi) A porte chiuse s'intende! REGISTA Ah, le prove! Si, si! GLI ATTORI Ma dottore! Sta poco bene dottore? REGISTA No niente, niente! Ero solo preso (guardando i personaggi) da... Lasciamo perdere. (guarda l'orologio) Dunque, stavamo dicendo... sono le ventuno e quarantadue... SUGGERITORE Quarantasette! PADRE DI CLAUDIO Quarantadue, quarantasette! Ma cosa volete che importi! REGISTA Non è poi tanto tardi su! Proviamo il primo atto, sempre se i lor signori lo permettano. Allora, (agli attori) che ne dite? ATTORI Se non saltano fuori nuovi imprevisti! REGISTA (ai personaggi) E' tardi, e noi dovremmo iniziare..., vogliono accomodarsi, quanto meno, in sala? PRIMO UOMO Non occorre mi creda, noi ce ne staremo qui in un angolo, buoni buoni, ad attendere REGISTA Ma attendere co... Va bé, va bé, state buoni buoni, e non muovetevi. Allora, vogliamo iniziare? (apre il libretto, poi a Claudio) Tu qui, gli altri fuori. Si apre il sipario e solo con il tuo monologo, dai inizio al primo atto ATTORI Ci scuserà lei, ma... noi non possiamo andar fuori mentre loro restano in scena REGISTA (spazientito) Ma loro non recitano! PRIMA DONNA Ha detto bene! REGISTA Per carità signori! Abbiamo detto buoni, buoni! E voi uscite per favore! Oh! Allora, la scena: tavolo, quattro sedie, una poltroncina, una poltroncina! E perché poi? Va bé va bé! Un quadro appeso sopra la poltroncina, ecc. ecc. Facciamo dunque come se tutto avvenisse in quella scena, tanto siamo ancora all'inizio; dopo sistemeremo come da libretto. Allora, tu entri, arrivi qua pensieroso e poi, con enfasi, inizi il monologo, ci siamo? PRIMO ATTORE Va bene, va bene. (e si avvia a fare l'entrata) Non posso per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo... REGISTA Per carità, più passione, più passione! PRIMA DONNA (ironica risata) Ah! Ah! Ah! REGISTA (la guarda mentre quella si ricompone, poi all'attore) Allora, capito? PRIMO ATTORE Non posso, per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo! Io voglio vivere, ora voglio uscire... REGISTA Io voglio vivere ora! Vivere, capisci? Il personaggio, vuole, liberandosi dalle repressioni patriarcali, vivere ora finalmente, capisci? Tu dici: io voglio vivere, ora uscire! Ora è con vivere! Vivere ora! Su, riprendi da dopo schiavo PRIMO ATTORE La rifaccio tutta. (rientra) Non posso per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo. Io voglio vivere ora, uscire, scappare da queste mura che odorano di chiuso. Sentire fuori il sapore della libertà. Avere... REGISTA Aspetta, aspetta! Non pensi sia meglio dire anziché "sapore", piacere della libertà? PRIMO ATTORE Piacere..., sapore..., insomma come vuole lei. Tanto... (alzando le spalle) PRIMO UOMO Voi mi scuserete, ma... così uccidete la passione! La melodica espressione del linguaggio; quel "sapore" a voi poco gradito, è invece frutto di secolari lavorii interiori che l'uomo vive e tramanda ad altro uomo il quale, esprimerà anch'egli, gli stati d'animo del mondo in cui vive, costruendo versi, drammi, poemi con parole, senza che le si vada a cercare, più appropriate al contenuto del testo. Non capirne i suoi valori è non capire bene il testo. La prego, ci lasci rappresentare, vedrà quale significato assumeranno dette parole REGISTA Ma qui siamo davvero arrivati al colmo! Io, sono il regista! E vi ricordo che in tutti, dico in tutti i lavori da me realizzati, ho messo impegno enorme studiandone pagina per pagina, movimenti e giusta interpretazione, altro che capire i valori. Io, il testo, ce l'ho qui! (indicando la testa) PRIMA DONNA Il testo vero è in noi, egregio signore. I personaggi, i primi, ad essere stati creati per questo testo, siamo noi. Gli altri, (indicando gli attori) sono venuti dopo, per ragioni logiche del testo e per motivarne il dramma, il dramma di tutti REGISTA Vostro, volete dire SECONDA DONNA Avete capito bene, di tutti. La povertà, l'ignoranza, la miseria, il diritto alla vita per quelle anime che muoiono, assassinate, sulle lunghe strade del silenzio. Siamo stati spinti con tormentosa irresistibilità, ad esprimerci, per scuotere le coscienze, fin dove giungono le forze, senza guardare se l'effetto che arreca è gioia o dolore GLI ATTORI (fuori scena) E allora, dottore! REGISTA S'inizia, s'inizia! (alla seconda donna) Ma di cosa state parlando? SECONDA DONNA Della commedia che vi premurate ad iniziare REGISTA Sentite, si sta facendo un mare di confusione, capisco l'amore che avete per il teatro, ma..., credetemi, in questo lavoro (indicando il libretto), voi, non potete avere nessun ruolo, non ci sono posti vacanti e non so nemmeno come potervi adoperare da comparse, non ne ha il libretto! PRIMA DONNA Ma le comparse, sono i lor signori! La presenza dei loro personaggi nel libretto è dovuta al nostro continuo sollecitare, sin dal primo rigo del testo, quella mente tormentata da quel mondo di irritante ingenuità a comporre giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, fino alla stesura del libretto. Lei mi scuserà, ma... il pensiero, la rabbia dell'autore per lei qual'è? REGISTA Se i lor signori mi lasciassero continuare le prove, si renderebbero conto di ciò che l'autore, che voi tanto apprezzate, vuole esprimere in questo dramma; va bene carissimi! PRIMO ATTORE Allora, avevamo detto piacere? REGISTA Ma si, ma si! (poi al suggeritore) E lei, corregga per favore! PRIMO ATTORE Non posso per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo. Io voglio vivere ora, uscire, scappare da queste mura che odorano di chiuso. Sentire fuori il piacere della libertà. (la prima donna esprime una leggera risata) Avere... (si ferma guardando il suggeritore) Avere... Per favore, le dispiace suggerire precedendo la battuta? Siamo ancora all'inizio, non posso ricordarla tutta la parte! SUGGERITORE Stavo ancora correggendo quel "sapore"! REGISTA Bisogna, carissimi, che la commedia la impariate a memoria! Non si può fare affidamento al suggeritore come dite voi. Intanto è bene sappiate che quello è rammentatore, altro che suggeritore. Egli, serve solo a rammentare la eventuale battuta che potrebbe rimanere qui! (toccandosi la testa) Intesi? PRIMO ATTORE Mi scusi maestro, approfitto dell'interruzione, ma, devo guardare, quando dico pareti, le mura della scena, oppure... PRIMA DONNA (ridendo) Ah! Ah! Ah! Le pareti! Se lei avesse letto il copione, avrebbe di certo notato che l'autore non ha mai, sin dal primo rigo del testo, evocato scene e movimenti perché essi si sono offerti a lui, spontanei, superbamente. Tanto che, egli, non può più mandarli via, perché la volontà non ha più forza e non governa più la ragione. La sua mente, culla di parole poetiche, è ora un legno corroso da tarli infiniti GLI ATTORI E già! Ora, anche la biografia dell'autore! PRIMO ATTORE Mi sembra, stasera, di sognare e di assistere ad un corso di... non so, credetemi, come definire il sogno SUGGERITORE Eh no!(alzando la cupoletta) Io adesso me ne vado, ma dico! E lei deve decidersi se questo dramma ha da rappresentarsi PRIMA ATTRICE C'è stata fatta tanta premura dal presidente dell'Associazione: <<La commedia è stata inserita nel programma scolastico e quindi per nessuna ragione può venir meno la rappresentazione alla data già stabilita>>. Se continuiamo così, altro che data caro presidente. GLI ATTORI Eh già! (al regista) E c'è anche l'altra data da rispettare! Ricorda maestro? REGISTA Ma sì che ricordo! Or dunque, per favore, vogliono i lor signori riprendere il ruolo che gli compete? PRIMO UOMO Ma non può, per degli impegni presi a scadenza, far sì che si realizzi un'opera non capita. Che direbbe il pubblico dei teatri se rimanesse alla fine del terzo atto col dubbio di una logica anomalia del testo? Equa logica, diverrebbe, l'impaziente attesa dei tre lunghi atti! Io credo che il pubblico non se la prenderà con lei, (poi agli attori) con voi, ma dirà invece che insolente è stato l'autore, per aver tergiversato sul vero soggetto, la mafia, causa di questo dramma. PRIMO ATTORE Tergiversare lei dice? E questa storia allora? Questo dramma! Creato da quell'uomo, si da quell'uomo che aspetta, là, dietro le quinte per entrare e imporsi, come sempre ha fatto, ora, anche alla nostra felicità. No! (al regista) Non lo faccia entrare, lasci che aspetti. Ho aspettato tanto io per uscirmene da quella realtà che fu la mia vita...; e mia madre, anch'ella, povera donna, aspetta; la chiami! REGISTA (gli attori borbottano) Silenzio per favore! Su, su! Continui PRIMO ATTORE Sa già qual'è la sua parte, e non vede l'ora, poverina... la chiami! REGISTA Via su, la chiamo! Ma che chiamo se lei non finisce di recitare la sua parte PRIMO ATTORE La mia parte, ah! mi creda, vorrei che subito finisse! REGISTA Ma è la parte del primo attore! Tanti, raccomandati, avrebbero voluto la sua parte; altro che finire subito! PRIMO UOMO La parte degli altri! Ogni uomo, non potendo, nella vita, fare la propria parte, vive quella degli altri; ma... la mia, il mio triste ruolo...; sapesse lei quella che fu la mia vita, (indica gli altri personaggi) la loro... PRIMO ATTORE La facci entrare, la prego! PRIMA DONNA Non ora! PRIMO ATTORE Si invece! NUNZIATINA No! Non entrare! Entrerà pure lui! (indicando la prima attrice) Ti ucciderà! PRIMA ATTRICE E tu, come lo sai? NUNZIATINA L'ho visto, scappa! Corri via prima che entri! (si aggrappa alla prima donna) Non voglio vedere! Non voglio! PRIMA DONNA Su, non piangere, quello che ora deve avvenire è già successo NUNZIATINA No! Succederà ancora. (Guarda in fondo verso il pubblico) Guarda! Li vedo; mano nella mano, le carezze, un bacio. Scappate! (si tappa gli orecchi) No! No! (si aggrappa alla prima donna) REGISTA Mica male la bimba, ha grande talento! Ma ora su, per favore. lasciateci lavorare in pace; è tardi! PADRE DI CLAUDIO (entrando assieme alla seconda attrice) Maestro, noi, abbiamo deciso d'andare, se vuole, rimanga lei con loro, anzi, (ironico) veda un pò come concludere, perché alle prossime prove, mi creda, o loro (indicandoli), o noi. La saluto, e... (ai personaggi) addio, ombre della notte! MADRE DI CLAUDIO Ciao ragazzi. (poi al suggeritore e al regista) Arrivederci e.. si diverta! (scendono attraversando il pubblico borbottando sulle prove andate a male, mentre si chiude il sipario) FINE SECONDO ATTO TERZO ATTO (si riprende come da scena rimasta nel secondo atto) REGISTA (con le mani sulla fronte pensieroso, fa avanti e indietro. Poi si rivolge ai personaggi) Ma dico! Vi rendete conto, miei cari, che avete fatto saltare le prove? E senza che ho capito un tubo! (agli attori rimasti) E voi? PRIMA ATTRICE Io veramente sono curiosa di sapere come andrà a finire con questi... lor signori PRIMO ATTORE Anch'io, visto che per stasera non si prova più, vorrei capire un pò la come mai presenza (indicandoli) di loro REGISTA (al suggeritore) E lei! Cosa fa nella buca? Venga fuori, su, che andiamo! SUGGERITORE Oooh! Era ora! REGISTA (ai personaggi) Volete, per favore, uscire che qui dobbiamo chiudere? PRIMA DONNA Andate, e chiudetevi la porta; noi restiamo a finire la commedia REGISTA Ma cosa dovete finire, se non ci avete nemmeno lasciato iniziare! PRIMO UOMO A lei sembra, ma voi, la vostra parte l'avete già fatta; l'avete recitata come non meglio si poteva. Una giornaliera cronaca del niente; i fatti, quelli veri, dove sono? PRIMA ATTRICE Maestro, vuole aiutarci a capire? Ma di quali fatti sta parlando, se non ci hanno nemmeno permesso di continuare ad esprimerli PRIMO ATTORE E già! REGISTA Certo! SECONDA DONNA Esprimere... cosa? Vi sono realtà che difficilmente possono esprimersi se esse non sono in noi, non vivono in noi! <<Da quell'uomo>> (al primo attore) poco fa tu dicesti recitando, quasi che non riuscivi a chiamarlo più padre. Da quell'uomo che poi ti avrebbe ucciso, un padre che crea un figlio e poi lo uccide PRIMO ATTORE Anche lei (indicando la fidanzata) uccide! SECONDA DONNA Si, anche lei, ed ancora altri! Tanti ne uccise tuo padre, uomini, donne e bambini, creature che si sono ribellate, creature stanche di continuare a vivere una vita non più propria, una vita condizionata dalla sporca volontà di quell'uomo! Di quegli uomini che furono anche nostri padri, loro mariti. Noi adesso diciamo basta! Invitiamo tutti a dire basta! Ad unirsi a noi. REGISTA E allora? Anch'io ho detto basta poco fa, ma voi ancora continuate, avete fatto saltare le prove. Questo vostro insistere, carissimi, è puramente espressione di mafiosità; ma dico! Siete venuti qui con un pretesto che ancora non ho capito bene quale che sia. (rivolgendosi ai due attori) Dico bene? (ai personaggi) Ho insistito affinché ci lasciaste provare, e voi che avete fatto voi? Non ci avete lasciato continuare; questa, per voi cos'è? PRIMO UOMO Continuare lei dice? Ma continuare cosa? Questa nostra insistenza ad altro non serve se non a farci rappresentare la realtà vera del contenuto di un testo che lei, scioccamente, continua a volerlo fare apparire diverso REGISTA Farlo apparire diverso lei dice, ma se è questo il testo! PRIMA DONNA Quello che lei vuol fare provare ai lor signori, altro non è che il frutto di una scelta programmatica errata di una cronaca che no è più cronaca, perché pieno è il giorno, ora, di questi tristi eventi. E la causa vera, lei, è unendosi a noi che può invece rappresentarla REGISTA Ma scusate, questo libretto..., la storia... SECONDA DONNA (ridendo) La storia, dice? PRIMA DONNA Glielo abbiamo detto, la storia vera è in noi! Le pagine del libretto che lei tanto si premura di far provare ai lor signori, sono solo momenti d'autore, momenti che hanno lievitato altri momenti che hanno permesso la stesura del testo, noi! CLAUDIO E LEI Loro? REGISTA Voi? Qundi voi...? Aspettate! (sfoglia il libretto) Qui finisce che... dunque, il personaggio rimane seduto, in questo caso l'attore, appoggiato ad un tavolo con la testa fra le mani... CLAUDIO Con le mani che le cingono la testa REGISTA Beh, insomma! Poi dice: <<assorto fissa nel vuoto lo sguardo assente pensando di intravedere giusta risposta.>> PRIMO UOMO Proprio così, giusta risposta! PRIMA DONNA Fu così che lasciammo l'autore, si accingeva, arrovellandosi la mente, alla stesura dell'ultimo foglio, e, a causa del ripetersi di quei tristi eventi, non riusciva a trovare giusta risposta che servisse da caglio al testo. Fu così che uscimmo lentamente da quella mente stanca. Troppo eravamo li ad attendere che ci prendesse, ci chiamasse; ora, cerchiamo in giro, là, nei posti dove fugge il testo per dargli noi: <<giusta risposta.>> REGISTA (ai due attori) Avete capito? Loro sono i personaggi che l'autore continua a cercare! CLAUDIO Ecco! Perché il personaggio rimane assorto fissando il vuoto PRIMO UOMO Quello è l'autore che cerca noi per la chiusura del testo REGISTA Su diamine, reintegratevi nel testo! SECONDA DONNA Non si può, il testo è già fuori, lei lo ha nelle mani! PRIMA DONNA Se lei riflettesse sul titolo, come lo definì l'autore, si renderebbe di certo conto che la commedia vera inizia dal terzo atto REGISTA Ma sapete che la storia incomincia ad interessarmi! Dunque voi, (ironico) fermo restando che siete quelli che si intravedono nel vuoto... PRIMO UOMO Noi non siamo proprio visti un bel niente! Noi siamo... REGISTA Sì, sì ho capito! E... come pensate di chiudere questo lavoro dopo che l'attore, assorto, fissa nel vuoto ecc. ecc. Entrate così? Il pubblico cosa dirà di noi, di me, dell'autore? PRIMA DONNA Il pubblico, lei dice? Quale pubblico, il suo, quello dei primi due atti, o il nostro, quello del terzo atto? L'uomo, quello comune, mio caro signore, è un'animale addomesticato non educato a pensare che vive, per necessità d'abitudini, la vita degli altri, ma l'uomo, quello non addomesticato, l'uomo libero, quello che pensa, quello no! Ha bisogno egli di vivere, per primarie necessità intellettive non di vedere l'atto scenico ma di capire ciò che realmente avviene in quello che appare spazio vuoto REGISTA Ciò che avviene! Ciò che avviene! Ma cosa volete che va a pensare il pubblico di quello che avviene! Bisogna creargli la realtà scenica perché egli possa vedere i fatti PRIMA DONNA I fatti lei dice? Ma quali fatti se neanche lei li conosce! REGISTA Io... PRIMA DONNA Ad esempio, se le dicessi perché questa donna non parla, lei, lei cosa risponderebbe? REGISTA (agli attori) Oh bella! E che c'entra? PRIMO UOMO Come vede non è creando l'atto scenico che aiuta la mente a pensare. Lei ci ha visti arrivare, abbiamo parlato, ma..., non si è chiesto del silenzio di lei, (additandola) e pure lei con la sua presenza ha creato l'atto scenico. La mente dell'uomo, mio caro signore, quella abituata a vivere la realtà delle immagini e i fatti che gli scorrono davanti è a quella mente, noi, che vogliamo stimolare gli atrofizzati perché della ragione SECONDA DONNA Per aiutarlo a chiedersi degli inspiegabili come mai. Sono nata adulta io, ma i piccoli, i piccoli che ho avuto accanto, a quelli che m'han chiesto i perché ho dato risposta. I perché della vita! Il mondo ora non ha più tempo di spiegarli ad essi, gira veloce, veloce; qual'è, mi dica, il suo perché del testo? REGISTA Il mio perché di cosa? PRIMA DONNA Della mafia! Di noi perché siam qui! REGISTA Ma il dramma che sto per mettere in scena, carissimi! Il dramma di loro due (guardando i due attori), loro non devono amarsi! Capite? E' il padre di lui che non vuole, che lei (indicando la ragazza) non appartiene alla "famiglia" dice! Alla famiglia, capite? SECONDA DONNA Sappiamo della loro storia, è stata scritta con rabbia certo, ma con sciolta naturalezza, e mi creda senza correzione alcuna, non è stata creata, ma scritta, semplicemente scritta. Una storia come tante altre, un delitto come tanti, ne è così pieno il mondo. Ma noi, noi no! Noi siamo qui, come lei vede, siamo stati creati per avere un ruolo è questo che volle l'autore, darci un ruolo. REGISTA Ma il testo non parla di voi, chiude (aprendo il libretto) col personaggio che, assorto, fissa lo sguardo nel vuoto PRIMO UOMO E noi eravamo li, ad attendere che ci chiamasse, ci prendesse, ma non poté vederci, perché pieno era quel vuoto, una fitta giungla di pensieri CLAUDIO E la bimba? Quella donna in silenzio? SECONDA DONNA La piccola è creatura di una triste novella incompiuta; mentre (additando la donna in silenzio) lei, povera donna, rappresenta il silenzio, il silenzio di tutti, anche di quelle mamme appartenenti a famiglie mafiose che per timore non hanno mai osato mettersi contro i loro mariti, i loro padri, i loro parenti. REGISTA E... scusate, avete idea di come il lavoro, secondo voi, deve... diciamo chiudersi? PRIMO UOMO Certamente senza la loro finta storia! REGISTA Ma se è questa la storia vi dico! PRIMO UOMO Finta, mi creda semplice storia di tutti i giorni che da tempo ne è piena la mente. Noi, ora, se lei ce lo permette, vorremo, con l'aiuto di quelli che veramente vivono il dramma di ogni giorno, dire basta! Aiutare a far capire alle nostre famiglie che la vita è ben altra cosa: amare, aiutare i deboli e soprattutto che la vita è fatta per essere vissuta da uomini vivi e liberi da ogni forma di violenza. E' ora di rivoltarci contro la famiglia stessa, per costruire un mondo migliore. E' questo che rappresenteremo stasera con quelli che verranno. I DUE ATTORI (al regista) Mi scusi maestro, ma, abbiamo sentito bene? Han detto che ne verranno di altri? E chi, se qui (guardando in giro) non c'è anima viva! REGISTA Certo, ha ragione! Ma costoro che dovrebbero venire, chi sono? PRIMA DONNA Siamo noi, voi tutti! Il dramma di questo male vive in ognuno di noi! (al regista) Lei dirà; non in me! Se glielo chiedessi; ma s'illude sa! Tutti ci illudiamo di non averlo, forse è paura! La paura del non sapere che fare, la paura che costringe al silenzio, alla solitudine. Al silenzio, (guardando la donna in silenzio) povera donna, l'hanno spinta al silenzio, neanche una parola, una vocale per lei è stata scritta, niente! Solo lei così, a rappresentare il dolore; tante volte, osservandola, mi son chiesta quale avrebbe potuto essere il suo timbro di voce, le parole che avrebbe detto e con quale rabbia, o chissà poi se l'avrebbe fatto. SECONDA DONNA Ma lei parla! Io la sento (al regista) osservi, osservi i suoi occhi, gridano! (tappandosi gli orecchi) Oh, perché, perché! Solo il pensiero che attimo dopo attimo la tormenta. Anche lei, (alla bimba) povera piccola, vive in quella triste novella, il dolore di un attimo, un attimo eterno. REGISTA (alla donna in silenzio) Su via! Parli! Le servirà a scaricare il dolore. PRIMA DONNA Non può, glielo abbiamo appena detto signore! Lei è stata creata così come lei la vede. La guardi, la osservi, è vedendola attentamente che può sentire in lei la eco del suo dolore. CLAUDIO (al regista che s'era Avvicinato) E allora? REGISTA Io... veramente... PRIMO UOMO (si sente un rumore di gente che arriva, intona un motivo con un ritmico rumore di mani che battono; tutto avviene lentamente e che poi andrà in crescendo) Sss! mi pare di sentire... PRIMA DONNA Si, sono loro! Li sento! REGISTA Ma loro chi? Io non sento nessuno! SECONDA DONNA Quelli che hanno atteso l'attimo! PRIMA ATTRICE E che fanno? Si fermano? Non si sente niente! PRIMA DONNA Nessuno li fermerà più! (guardando in fondo) Sono tanti, non vedo più il vuoto, solo gente, tanta gente che arriva, il rumore... è vicino lo sento! Sono tante mani che battono, è l'invito ad unirsi a quel coro, sentite. SECONDA DONNA (si sente crescere il rumore) Ecco la giusta risposta! Il grande rifiuto! (entrano, sempre da in fondo la sala, uomini e donne che, col ritmo delle mani e le cadenzate parole, invitano tutti al coinvolgimento totale) Basta, basta! Contro noi stessi ci rivolteremo; le forze sane dello stato intero coinvolgeremo e gridiamo a tutti: addio alla mafia è stato un sogno, un brutto sogno che cancelleremo. T e l a 1 20 |