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Tunisi        
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TUNISIA
Gran Tour del Sud

«Per noi pensare alla Tunisia è pensare ad una meta di mare vicino a casa; è pensare a una popolazione locale che spesso parla la nostra lingua; è pensare e trovare strutture alberghiere dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. E tutto questo è vero. Ma la realtà della Tunisia traduce anche le nostre fantasie, legate ad esempio agli scenari cinematografici della legione straniera: chi non ricorda Gary Cooper nei panni di Beau Geste! Chi non ricorda la mitica reggia di Didone dove approdò Enea, esule da Troia. Ebbene la Tunisia è anche questo, il primo paese del nord-Africa avamposto del Sahara, città moderne ma ancora ricche di tradizione e antichi patrimoni culturali. A tutti coloro che non si accontentano di trascorrere una piacevole settimana in riva al mare, il Paese offre importanti vestigia archeologiche, religiose e culturali che abbracciano secoli di storia. Al di la del mare e delle spiagge, una vacanza in Tunisia permette di riportare a casa, e di raccontare agli amici, ricordi pieni di colore, di profumi e di sensazioni ricchissime: gli spazi senza confini, i silenzi e i tramonti del deserto, i cieli stellati che hanno ispirato grandi artisti della letteratura, della pittura e della musica da Gustav Flaubert ad Andrè Gide, da Paul Klee a Dizzy Gillespie. Ora tocca a voi!»


LA TUNISIA


La Tunisia, affascinante incantatrice dei sensi. Si comincia a conoscere questa “magica terra dei colori’’: il blu del mare di Djerba e di Mahdia, quello morbido del cielo sul palmeto di Nefta, e quello intenso delle porte dei villaggi di Sidi Bou Said. Il verde delle oasi di Chebika e Tamerza. Il vermiglio dei tramonti sulle rovine di Cartagine. L’ocra delle abitazioni trogloditiche di Mattata e delle dune del deserto. L’oro dei datteri e della moschea di Tozeur. Poi sono gli aromi del mercato di Gabes: pepe e zafferano che si mescolano a gelsomino e tè verde. E ancora la ruvida pietra dei ghorfa, i caratteristici ‘’granai’’ di Medenine e la roccia scavata dal vento nei canyon di Mides. La musica del villaggio berbero di Chenini, arroccato sulle colline, e le tradizioni di Douz, simbolo della cultura del Sahara. Infine il gusto dell’avventura a dorso di un dromedario lungo le antiche piste carovaniere del deserto.

Gradisci informazioni sulla Tunisia?


IL PERCORSO



Il percorso di viaggio


IL NOSTRO FUORISTRADA


Durante il viaggio in Tunisia verrà utilizzato il Land Rover modello "Defender", ( o modello equivalente ), per le sue particolari doti di resistenza nei percorsi accidentati. Semplicità entusiasmante, forza ineguagliabile e abilità leggendaria: la Defender è sicura e inarrestabile su ogni terreno, durante le arrampicate in montagna, le attraversate di deserti o il guado di fiumi.

Motore


Il controllo


Il carico
Il cuore della Defender è il potente Td5, motore turbo Diesel da 2,5 litri. Messo a punto appositamente per il fuoristrada, il motore è controllato da un sistema elettronico dell'acceleratore che consente una maggiore corsa del pedale nell'uso in fuoristrada ed una maggiore sensibilità al comando nel caso di guida stradale. Il controllo della coppia del motore è garantito da un cambio a doppia gamma di velocità, sia lunghe che ridotte, per un totale di 10 velocità in marcia avanti e 2 in retromarcia. Questa ampia scelta di rapporti consente di affrontare qualsiasi salita o di procedere in tutta sicurezza su terreno instabile, anche sulle pendenze più estreme. Le varie versioni della Defender offrono una capacità di carico che arriva fino a 1150 kg, pur mantenedo un livello di prestazioni eccellenti.
La tenuta, trazione, aderenza e potenza affidabili della Defender la rendono il veicolo da traino preferito al mondo. Ed è comprensibile, vista la capacità di traino fino a 3500 kg.

Gradisci qualche ulteriore informazione su Land Rover modello "Defender"?


PROGRAMMA DI VIAGGIO


1° Giorno: ITALIA - DJERBA
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Partenza da Milano Malpensa o Roma. Disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Djerba.
Trasferimento all’Hotel Djerba Vincci Resort (4 stelle) o similare.


2° Giorno: DJERBA-CHENINI (220 km)
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Partenza per Medenine, oasi tunisina a sud di Gabes, per la visita alle caratteristiche gorfas, antichi granai berberi. Proseguimento per Ksar Hadadda e visita degli ksar, comunemente chiamati anche Castelli del deserto, costruzioni fortificate a forma quadrangolare. Continuazione per Tatatouine, tipico villaggio berbero situato alle porte del grande sud e visita del villaggio. Seconda colazione. Nel pomeriggio visita di Chenini, villaggio berbero arroccato sulla collina e del villaggio di Douiret. Sistemazione all’Hotel Sangho (3 stelle). Cena e pernottamento.


3° Giorno: CHENINI – KSAR GHILANE - DOUZ (250 km)
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Partenza per Ksar Ghilane e visita dell’oasi. Seconda colazione. Proseguimento per Douz, capoluogo del M’Razigs, simbolo delle tradizioni arabo sahariane. Nel pomeriggio visita delle oasi di Sabria, Noueil e Zaafrane. Passeggiata facoltativa a dorso di dromedario. Sistemazione all’Hotel Mouradi Douz (4 stelle) o similare. Cena e pernottamento.


4° Giorno: DOUZ – LE OASI DI MONTAGNA – TOZEUR (260 km)
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Partenza per Tozeur, attraverso Chott El Jerid, il maggior lago salato della Tunisia, quasi sempre completamente asciutto; il lago si presenta come un enorme mare salato la cui superficie con il caldo si screpola e luccica al sole creando particolari effetti ottici. Continuazione per le piccole oasi di montagna Chebika, Tamerza e Mides, località molto diverse tra loro ma con un aspetto in comune: offrono spettacoli naturali molto suggestivi. Rientro a Tozeur, l’oasi verdeggiante e rigogliosa considerata un paradiso nel deserto, e visita della città e della medina. Sistemazione all’Hotel Palmyre o Abou Nawas o altro 4 stelle similare.Cena e pernottamento.

5° Giorno: TOZEUR (Nefta) (60 km)
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Partenza per Nefta e visita in calesse della “Corbeille”, il belvedere dell’oasi. Rientro a Tozeur. Seconda colazione. Nel pomeriggio visita facoltativa dell'oasi e dello zoo, oppure escursione facoltativa con il treno “Lezard Rouge” (Lucertola Rossa): non lontano da Tozeur è possibile ammirare le gole di Selja, uno spettacolo naturale di grande bellezza cui si può accedere solo grazie al Lézard Rouge. Simile ad un treno leggendario, questa “lucertola rossa” si insinua in mezzo a canyon tortuosi, restituendo la magia di un viaggio fuori dal tempo. Il treno, costruito più di un secolo fa, conta sei vagoni tra cui quello anticamente riservato al Bey ed un vagone ristorante, tutti raffinatamente arredati in stile orientale. Partendo dalla stazione di Metlaoui, il Lézard Rouge vi condurrà in un viaggio fuori dal comune, un po’ Far West, un po’ Mille e una Notte. In tarda serata visita al museo d’arte tradizionale Dar Cherait. Rientro in hotel cena e pernottamento.

6° Giorno:TOZEUR-GABES -MATMATA (280 km)
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Partenza per Gabes, la porta del sud, visita dell’oasi marittima e del caratteristico mercato delle spezie e proseguimento per Matmata. Visita del villaggio trogloditico berbero, caratterizzato dalle abitazioni interamente scavate nel suolo argilloso e completamente invisibili dall’esterno. Nel pomeriggio visita del villaggio berbero di Toujane. Rientro a Matmata e sistemazione all’Hotel Dia El Barbar (4 stelle) o similare.


7° Giorno: MATMATA - DJERBA
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Partenza per Djerba in traghetto attraversando il braccio di mare e tour dell’isola (Guellala, centro rinomato per le ceramiche, il capoluogo Houmt Souk, la Griba). Sistemazione all’Hotel Djerba Vincci Resort (4 stelle) o similare.


8° Giorno: DJERBA - ITALIA
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Partenza in aereo per l’Italia



Le Quote


8 Giorni - 7 notti
Partenze ogni lunedì - Pensione Completa
Circuito in fuoristrada - Guida locale parlante italiano

La quota comprende
- trasporto aereo con volo noleggiato o di linea su Djerba da Milano Malpensa o Roma;
- tasse aeroportuali tunisine;
- trasferimenti da e per l’aeroporto di Djerba;
- 7 pernottamenti in hotel 4/5 stelle (eccetto Chenini) con sistemazione in camere doppie con servizi privati;
- trattamento di Pensione Completa durante l’intero soggiorno;
- escursioni e visite effettuate in autopullman con aria condizionata e guida locale parlante italiano;
- set da viaggio;


La quota non comprende
- Iscrizione
- Assicurazione sanitaria e bagaglio ;
- Assicurazione annullamento
- Tutto quanto non espressamente indicato ne "la quota comprende"


Partenze

Quota per persona in camera doppia da Milano


Quota per persona in camera doppia da Roma
Suppl. singola

dal 7 gennaio al 10 marzo 2008 € 780 € 635 € 84
17 marzo 2008 € 815 € 700 € 88
24 marzo 2008 € 815 € 660 € 88
31 marzo 2008 € 810 € 670 € 100
dal 7 al 30 aprile 2008 € 810 € 720 € 100
dal 5 maggio al 30 giugno 2008 € 840 € 760 € 120
dal 7 al 20 luglio 2008 € 885 € 805 € 120
21 luglio 2008 € 885 € 865 € 120
28 luglio 2008 € 895 € 865 € 120
4 e 11 agosto 2008 € 920 € 880 € 123
18 agosto 2008 € 910 € 880 € 123
25 agosto 2008 € 885 € 865 € 120
dal 1 settembre al 27 ottobre 2008 € 840 € 760 € 120

Partenze tutti i lunedì - minimo 4 partecipanti
Supplemento partenze garantite con minimo 2 partecipanti € 184
Supplemento partenze garantite con minimo 3 partecipanti € 62
Tasse aeroportuali (solo per Roma. ) € 68
Pacchetto iscrizione, assicurazione completa ed annullamento non inclusi

Eventuali adeguamenti valutari e costo carburante potranno essere richiesti tra i 28 e i 21 giorni prima della partenza;

:::::::::::TUNISIA
Le informazioni sulla località

INFORMAZIONI UTILI

Documenti
(Normativa in vigore al momento della pubblicazione). Per i cittadini italiani per l’ingresso in Tunisia è richiesto il passaporto oppure la carta d’identità valida per l’espatrio, che consente un soggiorno fino a tre mesi.

Valuta
In Tunisia ha corso legale il dinaro tunisino. Gli euro sono cambiati ovunque, così come sono accettate in quasi tutti gli alberghi le principali carte di credito. Si ricorda che le escursioni acquistate localmente vanno pagate in contanti.

Vaccinazioni e precauzioni sanitarie
Non sono richieste vaccinazioni. È bene munirsi di creme solari protettive e un antisettico intestinale, oltre alle eventuali medicine di uso personale.

Il clima
La Tunisia gode di un clima temperato mediterraneo a nord e in genere lungo la costa, con estati calde e inverni miti. Le temperature possono raggiungere massime di 29-32° d’estate e di 14-18° d’inverno. All’interno e al sud del paese, la vicinanza del Sahara rende il clima desertico, più secco e con temperature più elevate tutto l’anno e una notevole escursione termica, che determina un forte abbassamento della temperatura durante le ore notturne.

Ramadan
Dal 3/4 ottobre al 4/5 novembre durante il Ramadan, mese sacro alla religione musulmana ricco di suggestioni, potrebbero verificarsi ritardi e lentezze nel servizio per i quali desideriamo scusarci anticipatamente. Inoltre i siti archeologici anticipano l’orario di chiusura.

Fuso orario
In Tunisia c'è lo stesso fuso orario dell'Italia, anche in periodo di ora legale (applicata anche in Tunisia seppure con qualche differenza d'inizio e termine).

Abbigliamento
È consigliabile un abbigliamento informale, sportivo, da mare; cappellino, occhiali da sole e un maglione per la sera; scarpe comode e basse per le escursioni e le visite nei siti archeologici. Infine, trattandosi di paese musulmano, è richiesto un abbigliamento adeguato e rispettoso delle usanze locali.

Lingua
In Tunisia la lingua ufficiale è l’arabo, ma il francese, compreso e parlato ovunque, è di fatto la seconda lingua nazionale e nelle zone turistiche, soprattutto negli alberghi, è ben compresa e spesso anche parlata la lingua italiana.

Fotografia e video
Si raccomandano sensibilità e rispetto nel fotografare e filmare le persone e i luoghi di preghiera.

Telefoni
In Tunisia le chiamate in teleselezione possono essere effettuate, senza particolari difficoltà, dagli alberghi nelle principali località. I telefoni cellulari GSM sono regolarmente funzionanti.

Apparecchi elettrici
L’energia elettrica viene erogata a 220 volts. Si consiglia di portare un adattatore di corrente per prese diverse.

Cucina
In Tunisia il piatto tipico è il couscous che accompagna ogni pietanza; la carne di agnello è l’ingrediente principale di alcuni piatti tunisini molto saporiti. Tipico anche il brick, un triangolo di pasta sottilissima fritto, con ripieno di erbe, oppure farcito con tonno e uova. Ottimo il pesce, alla griglia e aromatizzato con finocchio e spezie. Gustosi i dolci. Buoni i vini tunisini.

Shopping
In Tunisia si possono trovare tappeti di lana lavorati a mano, abiti tipici in cotone e seta, anche ricamati; oggetti in ottone e rame, monili in argento e pietre dure, articoli in pelle, vasellame in terracotta, soprammobili e in legno lavorato, oggetti tradizionali berberi, olii essenziali in piccole boccettine di vetro soffiato decorate; caratteristiche le rose del deserto, soprattutto al sud.

Villaggi e alberghi
Va segnalato che a volte lo standard degli alberghi non corrisponde a quello europeo. In tutte le strutture le camere triple si intendono doppie con letto aggiunto; ciò comporta una notevole riduzione dello spazio a disposizione e conseguentemente del comfort. Le singole sono poche ed in genere soggette a riconferma. Le camere vengono generalmente assegnate dopo le ore 14.00 ed il giorno della partenza devono essere liberate al massimo entro le 12.00, indipendentemente dagli operativi dei voli. Negli alberghi 4 e 5 stelle è richiesto un abbigliamento formale per la cena.

I circuiti
Per ragioni tecnico organizzative a volte può succedere che gli itinerari vengano invertiti senza modificare il numero dei pernottamenti o le visite. Anche gli alberghi possono essere sostituiti con strutture della medesima categoria.


LE LOCALITA'

Tunisi
Capitale della Tunisia, ed è situata a circa 10 km dal mare ed è certamente la città più europea del nord
Africa. Orientale è sicuramente il centro storico e la medina meglio conservata dell’Africa del nord, ma appena fuori le mura, ecco svilupparsi una vera città europea ricca di elementi architettonici in stile liberty. Culturalmente molto aperta ha dato il via in questi ultimi anni al restauro di alcuni vecchi palazzi, veri gioielli architettonici, che oggi ospitano musei e biblioteche. La Medina invece è stata inserita alla fine
degli anni ’70 nell’elenco dei beni culturali dell’umanità tutelata dall’Unesco. La città vecchia, è un animato groviglio di vicoli nei quali si nascondono dietro anonime facciate, inestimabili tesori di architettura islamica quali mausolei, hammam e bazar. L’area più interessante è quella relativa alla zona del mercato coperto dove si trovano i souk delle spezie, dei cardatori e dei conciatori, dei lavoratori del cotone e dei commercianti di stoffe. La città nuova si sviluppa a nord e ad ovest della medina, sulla sponda del lago di Tunisi e l’arteria principale è la famosa Avenue Bourguiba, un’interminabile successione di palazzi, uffici e negozi. La vera perla della città è il Museo del Bardo, un imponente complesso di edifici che furono sede e roccaforte dei Bey, i governatori ottomani della Tunisia e che oggi è uno dei più importanti musei archeologici del nord Africa e possiede la più ricca e bella collezione di mosaici romani del mondo intero.

Cartagine
Una delle più importanti e potenti città del Mediterrano nell’età antica fu fondata dai fenici nell’814 a.C. divenne la capitale di un grande impero marittimo sino alla sua distruzione ad opera dei romani nel 146 a.C.
Cartagine e’ oggi un elegante quartiere periferico di Tunisi e le aree archeologiche sono disseminate all’interno della città moderna. Parecchi monumenti sono disseminatati sulla collina di Byrsa. Assolutamente da non perdere: le terme di Antonino Pio, il Tophet e i porti dell’età punica, il quartiere di “Annibale” nonché i musei.

Sidi Bou Said
Pittoresco villaggio costiero a pochi chilometri da Tunisi. Fondato dai mori fuggiti dalla Spagna conserva ancor oggi, grazie ad una legge per la tutela dei monumenti una forte impronta andalusa. Nel secolo scorso divenne ritrovo di artisti attratti dalla bellezza del luogo e dalle caratteristiche case bianche e
azzurre ricoperte dalle buganville. Tuburbus Majus Antica città romana riportata alla luce solo nel 1912.
L’area archeologica comprende il Foro, il Tempio di Mercurio, il mercato e le terme.

Tozeur
Capoluogo della regione del Jerid è una vasta oasi che si distingue per le facciate delle case nell’antico quartiere di Ouled El Hadef a mosaici disegnati dai mattoni crudi a rilievi geometrici. Il suo palmeto conta oltre un milione e mezzo di palme delle quali oltre un quarto danno la miglior qualità di datteri. Oltre 200 sorgenti sotterranee rendono quest’oasi un vero paradiso. Molto interessante è anche il museo Dar Chraiet che ospita una mostra delle arti e delle tradizioni del Paese.

Tataouine
Tipico villaggio berbero situato alle porte del grande sud, con dimore scavate in parte nel calcare della montagna ed in parte costruite a secco con pietre del posto che furono erette intorno all’XI secolo per sfuggire all’avanzata dei conquistatori arabi.

Nefta
A ridosso del Sahara è un piccolo angolo di paradiso. Questa oasi, costruita a gradini, segue tre livelli di coltivazioni: palmeti, frutteti e orti alimentati da oltre 150 sorgenti d’acqua. Indimenticabile assistere al tramonto del sole salendo sulla “Corbeille” il belvedere dell’oasi.

Matmata
Famosa per i suoi villaggi trogloditici, costruiti sui fianchi delle montagne in grotte di gesso fresche d’estate e calde d’inverno. L’accesso è consentito da un pozzo centrale che funge sia da cucina che da cortile interno mentre le stanze sono costruite ai lati su due piani.

Gabes
È l’unica oasi marittima con oltre 300.000 palme da dattero. Nei suoi giardini crescono alberi da frutto quali
melograni, albicocchi, banani, verdure, tabacco, uva da vino e piante aromatiche.
Oasi di montagna Le celebri Chebika, Tamerza e Mides, tre piccole oasi ognuna diversa dall’altra sono situate nel mezzo di una zona montagnosa e desertica. Indimenticabili i fantastici
paesaggi composti da rocce rosse, giardini lussureggianti e cascate.

Kairouan
Per gli islamici è la quarta città santa dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme. Circondata da una cinta muraria color sabbia lunga circa 3 kilometri racchiude rari monumenti testimonianza di una passata gloria: la grande moschea, stranamente non orientata verso la mecca con il più antico minareto del nord-Africa, la moschea del Barbiere così chiamata per la consuetudine di Sidi Sahbi, compagno di Maometto di portare
sempre con sé tre peli della barba del Profeta ed il seicentesco pozzo sacro Bir Barbuta. All’esterno delle mura si trovano invece i bacini idrici degli Aghlabiti fatti costruire per assicurare alla città le riserve d’acqua nei periodi di siccità. Kairouan è inoltre famosissima per la lavorazione dei tappeti.

Bulla Regia
Nel II sec. a.C. Bulla Regia fu capitale di un piccolo regno numida che entrò a far parte della provincia
d’Africa solo nel 46 a.C. Nel II e III sec. D.C. la città conosce il suo periodo di massimo splendore ed è in questo periodo che vengono datale le sue famose case sotterranee. Tra i resti archeologici più importanti ricordiamo le Terme di Julia Memmia che costituiscono il complesso più imponente del sito, la Casa del tesoro così chiamata perchè vi fu trovato un tesoro di monete d’oro bizantine, la Casa della Caccia così chiamata per un mosaico con scene di caccia ed il Teatro risalente al II sec. d.C.

Dougga
Considerata dagli archeologi il più grande complesso di rovine romane della Tunisia e tra le meglio conservate del nord-Africa Dougga sorge nella superba valle della Megera ricca di uliveti. Sorta come città numide entrò a far parte della provincia d’Africa creata da Cesare nel 46 a.C. e conobbe un notevole sviluppo nell’età imperiale. Tra i resti archeologici più importanti segnaliamo il Teatro risalente al 168 d.C. destinato a contenere circa 3.500 spettatori, il Tempio di Saturno, la Piazza della Rosa dei Venti sul cui lastricato fu incisa nel III sec. D.C. una grande Rosa dei Venti, il Mercato, il Capitolium e alcune Domus tra cui ricordiamo domus di Venere, domus omnia tibi felicia e la casa di Dioniso e Ulisse.
Grazie a www.imondonauti.it 
Tunisia

Itinerario 1


Dal Mediterraneo all'Erg Orientale

di RoboGabr'Aoun

Punto di partenza:


Tunisi

Punto di arrivo:


Ksar Ghilane

Lunghezza:


730 km circa

Durata:


9 gg. (3-4 gg. in meno accorciando le soste)

Mezzo di trasporto:


berlinetta da città fino a Bir Ghezen, 4x4 negli ultimi 80 km

Difficoltà:


nessuna

Primo giorno:

Tunisi - Teboursuk - Dougga - Teboursuk (km 150 circa)

Usciamo da Tunisi in direzione di Teboursuk, sulla statale per El Kijef, un piccolo centro a circa 100 km dalla capitale situato tra le ultime pendici dell'Atlante algerino. Questa zona montana è di una bellezza suggestiva. Via via che ci si allontana dalla capitale il paesaggio diviene collinare: le coltivazioni di ulivi sono immense e ci innalza di quota fino a circa 1000 metri sul livello del mare. Tutta la regione intorno a Teboursuk è rinomata per la presenza di grande fauna selvaggia, cervi in particolare. (Se avete intenzione di recarvi qui in inverno tenete conto della neve, abbondante in novembre e dicembre e spesso in quantità sufficiente a rendere le strade impraticabili).

Teboursuk è un piccolo centro posto a media quota, molto tranquillo. Ciò che rende la città interessante è l'estrema vicinanza di essa al sito archeologico di Dougga (km. 110 circa). La rotabile che conduce a questo sito romano è di una bellezza selvaggia: scorre tra grandi macigni di arenaria bianca modellati dal vento ed immersi in grandi distese di ulivi e di graminacee cespugliose e folte. L'asfalto non è in buone condizioni e la presenza di numerose curve esposte invita ad una andatura moderata ed ad una guida attenta. Il sito di per sé è davvero meraviglioso, sulla sommità di una collina circondata ancora da ulivi (c'è un guardiano all'ingresso delle rovine; il costo del ticket d'ingresso è irrisorio).

La caratteristica di questo centro romano è l'assoluta mancanza dei classici quartieri a scacchiera e la presenza, quindi, di vie lastricate tortuose e non tipicamente rettilinee. Diversi i mosaici di incommensurabile bellezza. La piazza del Tempio è meravigliosa ed offre una vista sulla pianura sottostante davvero unica. Anche il teatro, proprio in prossimità del parcheggio dell'entrata, è interessante anche se abbastanza degradato. All'interno del sito troverete pecore al pascolo, galline e pure somari brucanti. Essendo la zona al di fuori dei comuni itinerari è facile che vi troverete ad essere i soli visitatori.

Nella regione, anche in estate, piove abbastanza sovente, anche acquazzoni di notevole intensità, dovuti alla presenza delle correnti fredde provenienti dall'Atlante algerino contrastate dalle masse di aria calda che qui salgono dalle pianure del sud est. (Un Road Book della Pirelli, a cura di Roberto Cattone, cita un itinerario che implica il transito con i 4x4 su alcune tratte di antiche strade lastricate della periferia sud est del sito di Dougga: consiglio di evitare questa parte di tragitto, se non altro per rispetto alle vestigia che andremmo a calpestare). Si fa ritorno a Tebousouk dove è possibile pernottare. Vi si trova un unico hotel, peraltro pulito e molto accogliente, situato in periferia (Hotel Teboursouk). La strada per raggiungerlo è complessa, ma se chiedete informazioni ad un qualsiasi gendarme vi aiuterà a trovarlo o vi farà accompagnare da qualcuno.

Secondo giorno:

Teboursuk - El Kjef - Kasserine - Gafsa (150 km circa)

Da Teboursouk proseguire nuovamente sulla statale P5 in direzione El Kijef posta a circa 50 km. La discesa verso il sud porta a toccare le città di El Kjef e Kasserine, poste in prossimità del confine algerino. Tutta la regione è fortemente militarizzata. Entrambe le città sono centri urbani moderni e privi di interesse paesaggistico ed architettonico, ma presentano un buon punto di sosta e ristoro. Nei pressi del confine, nel punto in cui l'itinerario piega ad oriente (diritto si prosegue per Souk Arhas, in Algeria), possiamo fare rotta verso il Tavolato di Giugurta, un grande monolito dove la leggenda vuole che il grande condottiero barbaro abbia opposto l'ultima inutile resistenza alle armate romane.

Una bella pista percorre la piana ai piedi del Jebel El Haoud sfociando al villaggio di Kaala En Sanaan. Il grande monolito si erge a nord del villaggio. Di qui è poi possibile reimmettersi sulla strada principale all'altezza di Kaakath Kasbha, oppure continuare a ridosso del confine sulla pista che unisce Kaala En Seenan con Haida. Di qui si incrocia la linea ferroviaria dei fosfati; una pista di mantenimento la segue verso sud fino all'innesto di una strada secondaria conducente a Kasserine. Un'alternativa è andare per pista ancora a sud, lungo il confine, navigando alla volta di Bouderis; questa località è posto di frontiera ed è quindi normale che siate sottoposti a meticolosi controlli in caso optiate per questa via. Da Bouderis si raggiunge direttamente Ferina, e di qui Gafsa. Il paesaggio è montano ma brullo e in estate vi si registrano temperature altissime. Il traffico pesante è notevole sulla tratta asfaltata: prestare molta attenzione.i grandi autotreni addetti al trasporto del minerale hanno l'abitudine di correre come dei pazzi e spesso hanno freni adatti nemmeno a fermare una bicicletta! Gafsa di per sé è un centro direi anonimo: è il capoluogo della produzione dei fosfati ed è quindi una città operaia.

La città vecchia è separata dalla nuova da una decrepita cinta muraria; al di là della grande porta che si apre sulla piazza centrale del centro della Gafsa Nuova si trova un piccolo mercato ortofrutticolo permanente. Intorno alla zona corrono dei piccoli portici su cui aprono le loro porte numerose botteghe di commercianti vari, molte caffetterie e migliaia di narghilè ad uso degli autoctoni. E' un buon posto per fare una passeggiata tranquilla, e la gente è assai ospitale. Nella piazza centrale della città nuova sorge un piccolo giardino pubblico con grandi palme ombrose e tamerici. Il custode del giardino è un uomo simpatico ed affabile che purtroppo non parla una parola in nessuna lingua occidentale. Ma la comunicazione avviene ugualmente senza troppi problemi: basta sorridere e tutto viene facile. E' anche questo un buon posto per fare sosta, magari per attendere il passaggio delle ore più calde. Poco distante dalla piazza, verso sud, c'è una grande stazione di servizio: potete lasciare qui l'auto per passeggiare in città. Numerose pasticcerie in tutta la città nuova: i loro prodotti sono assolutamente da gustare, l'arte pasticcera tunisina è davvero notevole. A Gafsa vi sono diverse opportunità di pernottamento a partire dal Grand Hotel, proprio a fianco della stazione di servizio di cui sopra. Se invece preferite campeggiare in qualche gola fuori dal mondo, allora proseguite verso Metlaoui.

Terzo giorno:

Gafsa - Metlaoui - Moulares - Oasi di montagna (Chebika - Tamerza - Mides) (km 100 circa)

Uscendo da Gafsa in direzione di Tozeur si costeggia a lungo la linea ferroviaria del cosiddetto treno dei fosfati, il treno che porta alla capitale della regione il minerale scavato in vista delle successive lavorazioni. Giunti a Metlaoui, piccolo centro a mezza via verso Tozeur, abbiamo due possibilità per raggiungere la zona montuosa al confine con l'Algeria e dominata dalle meravigliose oasi di montagna: la prima è una pista bella e scorrevole che sfiora tutto il margine settentrionale del grande Chott El Gharsa, "fratello" minore del più meridionale Chott El Jerid. La tratta, ghiaiosa ed assolutamente non battuta dal turismo, costeggia le montagne di Moulares da sud, lungo il margine del lago salato, e in circa 100 km sbuca ai piedi dell'oasi di Chebika. La seconda è una pista più tortuosa che passa a nord del Jebel di Moulares, costeggiando i binari del treno dei fosfati all'interno di gole impervie, le Gorges du Seilha, giungendo al centro abitato di Moulares e quindi alle oasi di montagna da nord, raggiungendo per prima la cittàdi Tamerza. Quest'ultima variante la si può imboccare, con più logica, provenendo da Feriana, scendendo dal nord: all'abitato di Bel Abbès prendere il bivio ad occidente: porta direttamente a Moulares e di qui alle Gorge du Seilha. Sono entrambe interessanti. La prima veloce, vero "pistone" africano da percorrere con manopola del gas a manetta (attenti alle buche). (E' qui che io ho incontrato,con gran spavento, i carriarmati dell'esercito schierati con i cannoni puntati verso la pista ad alzo zero!!!!). La seconda è più guidata, con passaggi stretti e molto lenta.

Chebika è a prima delle oasi della regione che si incontra se si proviene dal Chott El Gharsa. Posta a mezza quota sui primi picchi del Jebel, essa consiste in un villaggio abbandonato ed in rovina, parentesi su di uno spiazzo dove aprono i loro battenti ora diversi punti di ristoro, bar, negozietti per turisti. Dalla piazza una pista da percorrere a piedi, con selciato in pietra e cemento, conduce alla sorgente del oued che da vita all'oasi. Il percorso si snoda attraverso il contorto e verdeggiante palmeto, nascosto tra le profonde gole della montagna, e presenta scorci di bellezza incredibile. Una variante, a metà del percorso, consente di salire, con un dislivello notevole, su una grande balconata naturale da cui la vista spazia libera sul Chott a sud: l'oasi verdeggiante si profila ad oriente mentre a ponente si possono vedere le montagne di Tamerza ed i picchi del Jebel Manndrha in Algeria.

In marzo la piana del chott, arida come una fornace in estate, si veste di colori e sottili trame d'erba e cespugli di origano in fiore diffondono il loro profumo intenso. Diverse piccole cascate si formano sui gradoni rocciosi dell'oasi ed in esse è possibile trovare refrigerio nella calura estiva.

Per salire all'oasi di Tamerza occorre ritornare in fondo alla piana e continuare la strada per l'ovest, in direzione opposta alla direzione per Tozeur. Tamerza è l' oasi maggiore della regione. La strada che vi conduce era fino a pochi anni fa una pista tortuosa che ora è stata ricoperta di cemento in lastre, per migliorarne l'accesso. L'itinerario scavalca il Jebela Foum El Khango ( foum in arabo significa bocca o sbocco: questo è il punto in cui il Oued Sendess si lancia nella piana argillosa, quindi la "bocca" del fiume): la vista anche qui è spettacolare verso sud. Poco prima dell'oasi si costeggia la spaccatura del grande oued. Una cascata di medie dimensioni, visibile da un punto panoramico della strada, ospita bancarelle di venditori di souvenir, e i gruppi di turisti vi discendono per una piccola strada agevole ad ammirare lo spettacolo dell'acqua spumeggiante. Anche qui è possibile bagnarsi se non prestate attenzione agli sguardi insistenti dei giovani del luogo opportunamente appostati. L'oasi vera e propria di Tamerza si trova a qualche km a nord.

La città vecchia, abbandonata dopo un'alluvione circa 20 anni fa, sorge sul margine dello stesso oued che la spazzò via in una notte d'inverno negli anni 60. E' quasi del tutto disabitata; la sua moschea è stata ristrutturata nel '97 a cura di alcune famiglie benestanti del luogo. Tutta la vecchia città è un immenso parco gioco per i bimbi dell'oasi le cui voci festanti si possono udire da tutta la valle. La città nuova sorge sulla sponda opposta del oued, poco più ad occidente ed in posizione più elevata, fuori del palmeto. A sud della macchia verde degli alberi si innalzano contorte montagne solcate da numerose piste e piccoli affluenti del oued principale. Queste gole sono ricchissime di fossili e geodi, le formazioni rocciose sferiche che, se spezzate, rivelano al loro interno cristalli di quarzo dai colori splendidi.In tutta la zona diverse famiglie si dedicano alla ricerca dei geodi ed è facile imbattersi nei loro poveri accampamenti se si passeggia a sud dell'oasi, tra le montagne. Una piccola cascata si trova nel centro del palmeto, a sud della città nuova. Nelle sue vicinanze una serie di canyon scavati nei millenni dall'acqua offre uno scorcio davvero suggestivo, da ammirare esclusivamente in escursioni effettuate a piedi. Nei pressi della cascata si trova un piccolo Hotel, il Les Cascades, che offre una sistemazione spartana ma di indubbio fascino, nel cuore del palmeto a pochi passi dal oued. La cucina è ottima ed i prezzi sono davvero bassissimi data anche la sistemazione in capanne di cemento poco ventilate e soffocanti..ma è possibile dormire a cielo aperto nell'ampio cortile. Una sistemazione completamente differente la offre l'Hotel Tamerza, un 4 stelle situato dirimpetto alla città vecchia. Dalle terrazze dell'albergo si gode la miglior vista sull'antico villaggio e sui rilievi che si innalzano a sud di esso. Chiaramente i prezzi di questo albergo sono proporzionati ai servizi che offre,senza dubbio di alta levatura.

La strada che corre dietro l'Hotel Tamerza conduce in pochi km all'oasi più alta, Mides. Per gli avventurosi è possibile seguire il oued che scorre nell'oasi di Tamerza verso nord per poi deviare su una pista accidentata a nord ovest, fino a congiungersi alla strada di cui prima in prossimità di Mides: attenzione a non dirigervi troppo a nord.finireste col trovarvi a Ait El Kamna, posto di frontiera con l'Algeria a nord dell'oasi di Mides. Il villaggio di Mides è arroccato sullo zoccolo terminale del Jebel Orbata, a pochissimi chilometri dal confine con l'Algeria. Si snoda in senso nord - sud su un costone sovrastante il oued che in questo punto ha scavato nel corso dei millenni una profonda gola, resa famosa nel film "Il paziente inglese". La rotabile proveniente da Tamerza finisce su una piazzetta al di fuori delle mura della vecchia città, oggi abbandonata. A nord si estende un rigoglioso palmeto che al suo interno ospita,da circa 4 anni, un piccolissimo campo attrezzato con bungalows e docce. Il villaggio abbandonato merita senza dubbio una visita, naturalmente a piedi. Diversi giovani del luogo non attendono altro di essere ingaggiati, per pochi dinari, e di accompagnarvi all'interno della città. Un sentiero costeggia la scarpata a sud, e fa davvero impressione. E' possibile scendere sul fondo della gola tramite diversi piccoli sentieri che dall'abitato scendono alla sabbia del fiume fossile. Artigianato berbero in diversi modesti spacci, più che altro ad uso dei turisti che qui giungono con i Toyota di Tunisie Voyages al servizio di numerosi Operatori occidentali. Consiglio anche una passeggiata nell'oasi vera e propria, un paradiso di tranquillità.

Quarto e quinto giorno:

Tamerza - Nefta - Chott el Jerid - Douz (km 150 circa)

Ritornando sui nostri passi fino all'oasi di Chebika si vede, sulla sinistra, lanciata verso gli ampi spazi argillosi del Chott El Gharsa, un'ampia pista dal fondo buono che porta verso coltivazioni sperimentali intensive, visibili dall'alto del punto panoramico prima citato nel paragrafo riferito a Chebika. La stessa pista conduce, costeggiando il confine algerino, alla grande oasi di Nefta. Infatti, oltre il centro agricolo di Dhafrjia, in pieno chott, una traccia poco battuta porta a sud ovest, verso il confine, per aggirare il centro della depressione del lago, ritornando poi a sud est attraverso il piccolo circo di dune mobili a settentrione di Nefta. Tutta la tratta è soggetta a controllo militare (diversi posti fissi di controllo).

La caratteristica dell'oasi di Nefta è il doppio catino della Corbeille, palmeto fino al '95 lussureggiante ma ora in crisi per l'inaridimento di alcune sue fonti. E' una delle oasi più battute dal turismo di massa e per questa ragione le sue periferie, specialmente quella occidentale, pullulano di grandi alberghi in stile europeo. Consiglio l'albergo del Touring Club Tunisino, nella zona occidentale della città:offre un ottimo servizio senza ostentare il lusso sfrenato degli alberghi maggiori, e la cucina è ottima. Nefta è punto di partenza di diversi itinerari su pista e fuori pista verso il sud. Il più semplice è quello su asfalto facente rotta su Tozeur e Kebili attraverso il grande ponte sul Chott El Jerid, il maggiore dei laghi salati tunisini.

Da Kebili una bella pista, a tratti impegnativa per la presenza di depositi di sabbia poco profonda ma cedevole, conduce all'oasi di El Faouar, a ovest di Douz. E' una tratta che non pone problematiche particolari nemmeno dal punto di vista dell'orientamento. Una seconda alternativa, più lunga e decisamente più interessante, è la strada militare che da Hazoua, posto di confine con l'Algeria, discende verso il pozzo di Heijla e di qui verso il villaggio di Rjiem Maafough, lungo il margine settentrionale dell'Erg Orientale tunisino. E' una strada militare, utilizzata per movimentare le truppe al confine, ma non è soggetta a particolari permessi. Numerosi i posti di controllo di cui uno fisso a ovest di R.Maafough. E' un itinerario stupendo dal punto di vista paesaggistico.

Da Maafough la strada, spesso coperta dalle dune, conduce a El Faouar e, di qui, a Sabria, Zaafrane ed infine Douz. Stesso obiettivo finale ha la pista che parte poco ad ovest di Nefta, attraverso il Chott; essa taglia la depressione argillosa da nord ovest a sud est sfociando ad est di Rjeim Maafoguh, all'altezza del pozzo di Rassaoum.Una sua variante invece porta più ad oriente, a Bir Ahmed, per poi immettersi sulla strada militare proveniente da Hazoua. Attenzione ad utilizzare le grandi piste attraverso il Chott: la coltre di argilla e sale è in molti punti sottile; abbandonare una traccia battuta può significare ritrovarsi con il mezzo intrappolato in una morsa di fango invincibile. Ho visto delle moto da Enduro, condotte da abili ed esperti piloti, a tal punto imbrigliate dal fango da essere costrette a ricorrere all'aiuto di un grosso autocarro con gru (pagato profumatamente!).

Tutto il margine nord del Grande Erg Orientale tunisino è costellato di pozzi, alcuni asciutti, altri attivi.Le sabbie si impennano in un mare di dune caotiche a sud di Rjiem Maafough fino a Bordhij El Khadra e Deb Deb. Non è consigliabile intraprendere una diretta attraverso le sabbie in direzione sud, attaccando l'Erg da questo punto: è meglio proseguire fino all'oasi di Douz e, di qui, scendere nelle sabbie utilizzando i corridoi interdunari più ampli che caratterizzano la regione orientale dell'Erg.

Sesto giorno:

Douz

Douz, città commerciale all'epoca del traffico carovaniero, è oggi un posto d'approdo non più delle grandi carovane provenienti dal sud ma dei bus dei turisti in arrivo dalle città del nord. Come Nefta anche Douz è ora soffocata da decine di grandi alberghi, alcuni sorti solo ultimamente nella periferia verso Zaafrane. Il palmeto della città, uno dei più estesi della Tunisia, ospitava fino a pochi anni fa un campeggio gestito da un italiano ora trasferitosi sulla strada per Matmata, a pochi km dalla città, verso est. Il mercato rionale di Douz, anche se non più genuino come qualche anno fa, è comunque interessante e coloratissimo, oltretutto ubicato in una piazza davvero bella dal punto di vista architettonico, in stile prettamente berbero. Il famoso mercato del bestiame conserva intatto il suo fascino anche se non si assiste più al grande movimento di dromedari che era comune fino allo scorso decennio. In dicembre si svolge nella città il Grande Festival del Sahara, con corse di levrieri e di meharisti in costume tradizionale.Un grande stadio è stato costruito all'uopo nella periferia sud della città. In inverno il clima è freddo e piovoso; le piste si trasformano solitamente in acquitrini e le tratte attraverso i chott divengono davvero infide e pericolose mentre in estate sono decisamente più abbordabili. La sabbia, peraltro, in inverno è naturalmente più compatta e permette traversate fuori pista più agevoli. Da non perdere la visita a piedi alle rovine di Ghilissjia, un sobborgo dell'oasi maggiore abbandonato solo qualche decennio fa ed ora invaso dalle sabbia candide dell'Erg.

Settimo giorno:

dintorni di Douz: Zaafrane - Sabria (km 40 circa)

Zaafrane è il sobborgo in cui, solitamente, i bus depositano i turisti dei gruppi per far loro compiere brevi tour a dorso di dromedario. E' posta alle pendici delle sabbie e, poche centinaia di metri a sud dell'abitato, si possono gustare scorci da mille ed una notte, tra dune sinuose e ciuffi di palme e tamerici. A est del villaggio, in prossimità del bivio per Sabria, una pozza naturale ospita in estate decine di trampolieri e altri migratori.

Sabria è un'altro piccolo villaggio sulle sabbie dell'Erg. L'oasi si stende a nord dell'abitato e la strada la costeggia per introdursi tra le piccole case bianche costruite direttamente sulla sabbia. La piazza centrale è il capolinea della rotabile; oltre essa solo dune, fino all'orizzonte. Da Sabria è possibile navigare per sabbia alla volta di Douz (visibile a est) o tuffarsi verso sud est navigando tra le piccole dune bianche fino all'oasi di Ksar Ghilane, attraverso le Valle delle Rose, una regione dell'Erg in cui si trovano abbondanti esempi di quel caratteristico precipitato di sali che viene comunemente chiamato "rosa del deserto".

Ottavo giorno:

Douz - Ghilane (km 140-150 circa)

Partendo da Douz diverse sono le possibilità di discesa al sud. La prima, più allettante, è la diretta Douz - Ghilane attraverso le piccole ed infide dune dell'Erg Orientale. A tale proposito è bene ricordare che la consistenza della sabbia di queste regioni è ben diversa dalla sabbia libica. Le particelle che la compongono sono infatti infinitamente più minute ed al tatto essa si rivela essere sottile ed impalpabile come polvere, alla stregua del più spaventoso fech fech! Quindi non sottovalutare l'itinerario per il mediocre sviluppo in altezza dei cordoni dunari: danno bel filo da torcere! (Se non siete in possesso di nozioni di navigazione,di gps e/o di buonecarte potete affidarvi alle guide, numerose in Douz, per trovare la via per Ghilane scendendo da Douz in direzione del vecchio forte romano, a nord dell'oasi d'arrivo).

Una seconda opportunità è uscire da Douz verso Matmata (un tempo era una pista,ora è una strada asfaltata!) e navigare in direzione sud est verso Bir Soltane. Importante crocevia del sud, Bir Soltane è un punto d'acqua posto a mezza via tra Douz ed il bivio per Ghilane, sulla grande Pipe Line, la pista di manutenzione dell'oleodotto che da El Bhorma sale fino alla costa. Tra Douz e Soltane si trova un punto di ristoro che vale la pena visitare: il Bar Tarzan, piccolo chiosco le cui pareti sono tappezzate da migliaia di biglietti da visita, firme, fototessere, frasi in tutti gli idiomi del mondo, lasciate dai viaggiatori nel corso degli anni. Di mie firme ne troverete alcune! Chiedete a qualunque abitante di Douz: sapranno indicarvi la direzione da seguire per raggiungerlo.

Da Bir Soltane si può scegliere se seguire verso sud la Pipe Line che, in circa 60 km di tole ondule massacrante, porta al bivio (con tanto di cartello) per Ghilane, oppure svoltare a oriente verso il villaggio di Bnji Keddache, sui monti di Medenine, per poi immediatamente ritornare a sud in direzione di Ksar Tarcine, antico ksar berbero cuila pista passa accanto. Questa tratta, parallela alla Pipe Line, scorre attraverso una piana stepposa e sabbiosa, molto interessante, che richiede attenzione per la presenza di molte buche di fech fech, ma è senza dubbio meno monotona della Pipe Line. La pista Bir Soltane-Ksar Tarcine-Ghilane si reimmette sulla pista dell'oleodotto proprio in prossimità dell'incrocio con cartello per l'oasi di ksar Ghilane.

Nono giorno:

Ksar Ghilane

Ksar Ghilane è un'oasi mitica del sud tunisino, meta e sogno di molti viaggiatori. Ghilane (in berbero Rhilane), significa orco: una leggenda vuole che qui, un tempo, vivesseinfatti un orco solitario e malvagio. Oasi di tamerici, come sospesa sui bordi del Grande Erg, ospita un villaggio dalle caratteristiche capanne a cupola atte a disperdere il calore. Una grande muraglia anti sabbia in frasche di palma protegge l'oasi ed il villaggio. All'interno del palmeto una pozza di acqua termale è alimentata da una sorgente che fa zampillare acqua solforosa ad una temperatura costante di circa 38 gradi. Un campo tendato sorge intorno alla sorgente. Derivazioni in tubi portano l'acqua calda in un'altra pozza, artificiale, a circa 400 metri, in un secondo camping denominato Paradise. Tra i due camping, dal '98, sorge un albergo. A sud dell'oasi, dal 1997, si trova una stazione di rifornimento carburante con annesso emporio e spaccio.

Circa 4 km a nord dell'oasi si intravvedono le mura diroccate di una fortificazione di epoca romana facente parte del famoso Limes Tripolitanum; la stessa fortificazione venne in seguito utilizzata dalla Legione Straniera Francese e dalle truppe di Rommel, qui sconfitto dalle truppe del Generale Leclerc risalito in una marcia trionfante dal Chad alla guida dei suoi Francesi Liberi. Un obelisco, nei pressi del villaggio, ricorda la battaglia mentre tra le sabbie in vicinanza del forte una torretta di un blindato tedescorimane come triste ricordo del sangue qui sparso in nome dell'odio e dell'espansionismo occidentale. Il fortino può essere raggiunto sia in auto che in dromedario.ed a piedi!!

:::::Tunisia

Itinerario 2


Il Grande Sud Tunisino

di RoboGabr'Aoun

Punto di partenza:


Ksar Ghilane

Punto di arrivo:


Bordij El Khadra

Lunghezza:


350 km circa

Durata:


7-8 gg. (via Erg) o 2-3 gg. via Pipe Line

Mezzo di trasporto:


4x4

Difficoltà:


Altissima se si procede attraverso l'Erg, bassa se si opta per la Pipe Line

Tutta la regione può essere percorsa ferme restando le regole di sicurezza valide qui come in tutte le regioni del Sahara centrale: viaggiare in convogli di almeno 2 auto con rifornimenti di acqua, cibo e carburante adeguati, ricambi e materiali atti al disincaglio, mappe e strumenti di navigazione. Non tenete in poco conto il Sahara Tunisino: può essere fatale. Piloti esperti del Tout Terrain sono periti di sete solo 2 anni fa nella regione di El Bhorma, nel corso del Rally di Tunisia; ed altre persone si sono perse, senza fare ritorno. Quindi muovetevi sempre solamente se siete assolutamente consapevoli dei vostri limiti oltre che delle vostre capacità.

ATTENZIONE: per spingersi a sud di Ghilane occorre essere in possesso di speciali permessi governativi. Detti permessi si possono ottenere sia qui in Italia contattando l'Ambasciata Tunisina, o direttamente in Tunisia presso il Governatorato della città di Tataouine, in circa due giorni. Per chi volesse evitare i permessi militari è possibile, da Ksar Ghilane, spostarsi verso est alla volta delle fortezze berbere della regione di Tataouine attraversando la catena del Dhar, senza grosse difficoltà di conduzione e relativamente scarse difficoltà di orientamento (vedi Itinerario: Verso la regione degli Ksour da Ksar Ghilane a Tataouine).

Primo-quinto giorno:

a sud di Ksar Ghilane attraverso l'Erg: Tembaine - Ain Ouadette - Bir Aouine

A sud ovest dell'oasi di Ksar Ghilane, separata da essa da circa 70 km di dune, si trova la montagna di Tembain, un tempo traguardo di pochi eletti, oggi meta di decine di operatori specializzati in viaggiraid. Andando ancora più a sud si possono raggiungere degli specchi d'acqua contornati da tamerici: si tratta dei laghetti di Ain Ouadette. La via d'accesso a questi laghi è a dir poco faticosa e non si può improvvisare: la disposizione dei piccoli massicci può risultare fatale a veicoli non condotti con sapienza. Alcuni operatori hanno portato fin quaggiù anche grossi gruppi di auto, ma sempre affidandosi a guide locali. Nei pressi la piccola catena del Jebel Sayara ( in arabo "veicolo") su cui si infrangono le onde di sabbia dell'Erg. Per raggiungere Ain Ouadette occorrono esperienza di guida in sabbia e ottime nozioni di orientamento e navigazione. Continuando a sud di Ain Ouadette si raggiungono le grandi colline di sabbia di Bir Aouine, le Zemlet Bhorma. Presentarsi ai posti di guardia per mostrare i permessi di circolazione.

Variante su Pipe Line: Ksar Ghilane - Bir Aouine

Scendere sulla grande pista dell'oleodotto fino a Kamour (esibire i permessi) e da qui procedere per circa 70 km. Una deviazione verso ovest, appena visibile, conduce al fortino di Bir Aouine evitando le sabbie, attraverso paesaggi stepposi. Tempo stimato: circa 6 ore di guida alquanto rilassata su pista scorrevole.

Sesto-settimo giorno:

a sud di Bir Aouine fino a Bordij El Khadra

Percorrendo la Pipe Line dal bivio per Bir Aouine si può raggiungere El Bhorma senza particolari problemi di orientamento, ma il fondo della tratta è davvero sconnesso a causa del calpestio dei pesanti autotreni militari. El Bhorma è posto di frontiera: una pista collega il luogo (un impianto di raffinazione del greggio) con la lontana Hassi Messaoud attraverso la zona petrolifera algerina, ma il transito è vietato ai veicolo da turismo. Da Bir Aouine occore ritornare a est per ritrovare la grande Pipe Line che qui si slancia attraverso l'Erg fino al profondo sud di Bordij El Khadra al termine dell'"imbuto" di sabbia tunisina, cuneo di territorio che si spinge tra i confini di Libia ed Algeria. Una variante in sabbia è possibile scendendo alle basi petrolifere di Larich, sboccando sulla Pipe Line a sud del Forte abbandonato di Ain Sabeur, toccando la pista all'altezza di Tiaret. Se si intende seguire questo itinerario calcolare almeno un giorno in più. Un'altra variante, ancor più difficoltosa, discende a Bordij El Khadra costeggiando il confine algerino attraverso le catene di dune alte dell'Erg orientale. Punti GPS indispensabili.

Anche Bordji El Khadra è posto di frontiera, sia con l'Algeria (Deb Deb) sia con la Libia (Ghadames, a 12 km). E' vietato l'accesso ai paesi confinanti alle vetture da diporto. A sud di Bordji Bourguiba la sabbia è sovrana e la conformazione delle dune si fa diversa presentandosi, via via che si scende al sud, come sempre più simile a quella della conca di Awbari in Libia, con grandi massicci regolarmente ordinati e con vette che sfiorano i 150 metri di altezza dal piano della valle interdunaria. Rifornimento possibile a El Bhorma e, ma non sicuro, a Bordji Bourguiba; pare sia possibile reperire nafta anche a Bordj El Khadra ma a costi notevoli ed in piccole quantità. Rifornimento sicuro alla Stazione di pompaggio di Tiaret, lungo la Pipe Line. Il mio amico Marino Zecchini, direttore del Museo etnografico e Sahariano di Douz, nel suo splendido libro "Guida ai pozzi ed alle sorgenti del Sahara Tunisino", segnala la presenza, a sud del Jebel Assoud, prolungamento naturale del Jebel Nafoussa libico, di diverse città perdute, antecedenti all'epoca degli ksour. Nella stessa regione la stessa fonte segnala la presenza di grandi bacini fossili recanti tracce di notevole importanza di foreste d'epoca giurassica.

Tunisia

Itinerario 2.2


La risalita al Nord

di RoboGabr'Aoun

Punto di partenza:


Bordij El Khadra

Punto di arrivo:


Remada

Lunghezza:


350 km circa

Durata:


2-3 gg.

Mezzo di trasporto:


4x4

Difficoltà:


Su pista; nessuna difficoltà

Bordij El Khadra - Lorzot - Remada

Si percorre la Pipe Line fino a Tiaret per poi imboccare l'enorme pista orientale che costeggia il confine libico portando al villaggio di Kambout e quindi a Remada. Splendide le grandi dune di Bir Pistor, le grandi colline di sabbia a nord di Ain Skouna e la serpeggiante pista che attraversa le pendici meridionali della catena del Dhar.

Remada: ultima città prima del Nulla. E' un'oasi silenziosa, scossa solamente dal traffico pesante degli automezzi che salgono da El Bhorma o da Bordji Bourguiba. La confluenza di diversi ouidian rende questa zona fertile nonostante essa si trovi all'interno di una regione arida e contraddistinta da una vegetazione stepposa. Un blocco fisso della gendarmeria si trova a nord dell'oasi, in prossimità del bivio per Bordji Bourguiba ed El Bhorma. Un posto militare si trova invece a sud dell'abitato, sulla via che conduce al villaggio di Dehibaji, posto di frontiera con la Libia: la città libica di Nalut si trova appena una ventina di km oltre il confine, ma questo accesso non è aperto al traffico turistico in entrambi i sensi.

La pista di confine che da Dehibaji porta a Ben Guerdaneaggira la depressione desertica dell'erg Minth (ampia spianata stepposa, povera di pozzi e quasi del tutto disabitata). Da essa, navigando verso nord ovest, si possono raggiungere le grandi Sebhke di Oum El Ghljiath e di Makhizene sulle sponde delle quali è possibile ammirare altre vestigia di origine berbera. Purtroppo la pista Dehibaji - Ben Guerdane è vietata in quanto si colloca nella cosiddetta "terra di nessuno", zona soggetta al controllo militare nella quale è vietato sostare o campeggiare. E' comunque possibile accedere alle Sebhke raggiungendole direttamente da Tataouine passando per la strada che porta a Ksar Jelidat, ad est della città sul Jebel Grmissah. Da Jelidat una traccia (confusa e non facilmente intuibile) porta a Ksar Aoun, sul bordo settentrionale della Sebhka di Oum El Ghiljiath. Dallo ksar si può risalire direttamente a nord per andare a ricongiungersi con la strada Tataouine-Ben Guerdane o raggiungere via pista lo stesso centro passando sotto la Sebhka di Makhizene. La vicinanza con la zona militarizzata mi porta a sconsigliare di introdursi in questa regione senza una guida esperta o se non in possesso di validi strumenti di navigazione.

Tunisia

Itinerario 2.3


Verso la regione degli Ksour

di RoboGabr'Aoun

Punto di partenza:


Ksar Ghilane

Punto di arrivo:


Matmaat

Lunghezza:


350 km circa

Durata:


3 gg.

Mezzo di trasporto:


4x4

Difficoltà:


Basse. Permette di evitare i permessi militari altrimenti necessari per scendere all'estremo sud

Primo giorno:

Ksar Ghilane - Chinini - Tataouine (km 100 circa)

Una bella pista rocciosa porta dalla colonna Leclerc, nel villaggio di Ghilane, alla volta di Chinini, sulle montagne intorno a Foum Tataouine, nella terra degli Ksour, i granai- fortezza costruiti dai Berberi per difendersi dalle invasioni arabe, costituiti dalle singole abitazioni-deposito: le ghorfas. La traccia che conduce verso Chinini è una pista che presenta infiniti biviie deviazioni, ma che può essere intrapresa con buone mappe anche senza GPS. (Un buon supporto, anche se da interpretare con elasticità, è il Road Book di Cattone, che tratta in parte questo itinerario con riferimenti visivi e note chilometriche). A metà via tra Ghilane e Chinini si trova un posto di ristoro ai margini di una piccola regione di sabbie poco profonde color ocra molto scuro. Pericolo costante di forature per tutti i 100 km di pista, ma panorami splendidi tra bassi jebel e depressioni sabbiose. Pochi km prima di uscire sulla strada di Chinini si incrocia il bivio per lo Ksar di Duirat, poco a sud ovest di Tataouine.

Una pista più agevole sia dal punto di vista del fondo sia da quello dell'orientamento è la pista di Benji Keddache; per imboccarla occorre ritornare però fino a Bir Soltane, svoltare nuovamente per Ksar Tarcine e poi, anziché scendere a sud, proseguire diritto ad est fino a raggiungere Benji Keddache. Di qui svoltare a sud, verso Ksar Haddada e raggiungere la piana di Tataouine: sulla strada troverete il bivio (cartello a destra) che, su asfalto, vi condurrà a Chenini da nord.

Chenini è uno ksar berbero (granaio-fortezza costruito per difendere genti e raccolti dagli invasori arabi ; il pl. di ksar è ksour) di selvaggia bellezza, circa 15 km a nord est di Foum Tataouine. Arroccato sulla cresta di un Jebel è ormai quasi del tutto abbandonato. La sua moschea è stata restaurata nel '96 e spicca, bianca, quasi sulla vetta. Dal crinale si gode di un panorama mozzafiato sulla piana a sud, verso il capoluogo della regione. Poco prima dell'ultima grande curva che immette al paese si apre sulla destra,salendo, una pista che in pochissimi km porta alla Moschea dei 7 dormienti, poco battuta dal turismo. La leggenda vuole che qui siano sepolti 7 saggi, riconvertitisi all'Islam dopo una temporanea conversione ad altra religione. Il luogo è sconsacrato ed liberamente visitabile. Parecchi marabutti tutt'intorno e sepolture preislamiche sulle pareti del Jebel circostante.

Tornando indietro per 15 km circa si raggiunge Tataouine, in realtà denominata Foum Tataouine, che è il capoluogo della regione. Splendido mercato coperto e numerosi alberghi sia in città che nelle immediate vicinanze. Un sontuoso albergo, il Sangho, in stile berbero ma dotato di confort occidentali, è stato aperto nel '95 sulla strada per Chinini. Personalmente ritengo una buona sistemazione il Gazelle, molto "africano" ma ospitale e pulito, con ottima cucina locale, a 100 metri dal centro del paese e dalla piazza del mercato. Numerose pasticcerie, dai succulenti manicaretti, assolutamente da gustare! In città uffici postali, cambio e stazione di servizio. Consiglio di fermarsi a Tataouine qualche giorno ed utilizzarla come base per escursioni agli ksour dei dintorni, da visitare con cura e calma per apprezzarne appieno i pregi. Ricordo che in questa città è possibile richiedere ed ottenere i permessi per scendere a sud di Remada.

Secondo giorno:

Tatouine - Duirat - Ouled Debbab - Ouled Soltane - Tataouine (km 60 circa)

Prendere da Tataouine la strada per Remada; a pochi km dalla città un cartello indica la direzione per Duirat, verso sud-ovest. Ouled Debbab si trova invece ad oriente, poco prima di questo bivio. Duirat e un altro splendido esempio di fortificazione berbera. Situato sulla via per Remada, poche decine di km a sud del capoluogo, esso si innalza a mezza costa di un jebel, sviluppandosi per diverse centinaia di metri sul versante della montagna.Sulla sommità i resti dell'antica fortezza.. Una piccola piazzetta offre, a mezza costa, uno splendido punto panoramico sulla valle angusta sottostante nella quel ora sorge il nuovo villaggio. Una cooperativa di guide locali si è costituita nel '96 ed offre i suoi servigi per escursioni guidate al grande complesso abbandonato. E' tuttavia possibile recarvisi da soli, senza problemi. Attenzione però: per accedere alla rocca è necessario attraversare un ponte su uno oued, ed è l'unica via possibile; i bambini del luogo amano appostarsi ai lati del ponte con sassi e si divertono a fare il "tiro al turista". Non accelerate o è quasi certo che ci rimetterete il lunotto posteriore; rallentate invece a passo d'uomo, magari con la portiera mezza aperta, come pronti a scendere..esiteranno nel timore che li possiate inseguire. Io l'ho fatto, mollando moto e moglie. Stessa cosa al ritorno. Prestate attenzione, i sorrisi non bastano: sono ottimi tiratori!

Ouled Debbab è uno Ksar bellissimo posto su un leggero declivio a bassa quota proprio sulla strada per Remada. Circa 15 anni fa un facoltoso uomo d'affari di Tataouine pensò di costruirci un albergo, ma non ebbe fortuna.le rovine del locale sono ora in rovina come il resto della fortezza. Una lunga strada polverosa si allunga tra due file di granai con ancora resti di grandi anfore ed orci all'interno. Davvero un luogo da visitare, in assoluta tranquillità, lontano com'è dai centri abitati circostanti.

Ouled Soltane è forse il più bello degli ksour tunisini. Collocato su quella che fino a pochi anni fa era una splendida pista, alternativa all'asfalto per Remada ora anch'essa asfaltata, è un mirabile esempio di architettura berbera. Tipico granaio fortezza su diversi piani, di piccola estensione, con un immenso cortile comune racchiuso dalla cinta costituita dalle abitazioni stesse. Le scalinate ripidissime che conducono ai granai dei piani superiori sono un esempio dell'architettura difensiva dell'antichità. Splendidamente restaurato intorno al 1994/95, il complesso è adiacente al villaggio nuovo. Anche se conosciuto dai turisti il luogo non è granchè frequentato e non vi troverete mai i bus che invece attanagliano gli ksour del nord. Subito fuori della cinta delle ghorfas troverete un piccolo emporio dotato anche di bibite fresche. La gente del luogo è ospitale, ma nessuno verrà ad importunarvi mentre visiterete il sito.

Sulla strada per Soltane si trovano altri ksour di minore importanza, anch'essi interessanti: Jelidath, Bou Zhirji; quest'ultimo non è facilmente raggiungibile, data la sua posizione abbastanza elevata. Un altro ksar degno di interesse è Talameth, subito a nord di Soltane. Tutto il fianco della montagna che ospita questi ksour è coltivato ad ulivi ed offre panorami meravigliosi sulla valle sottostante. Poco a sud di Soltane troverete Remtha, altro villaggio con annessa fortezza, in via di rifacimento nel '97. Da questo borgo una pista permette di discendere nella valle e reimmettersi sulla statale Tataouine - Remada. Se invece volete potete continuare sulla stessa direttrice arrivando a Remada da nord est, attraverso la valle del Oued Shemnha.

Terzo giorno:

Tataouine - Haddada - Guermessa - Benij Keddache - Touijane - Matmata (200 km circa)

Da Tatouine si raggiunge Ksar Haddada, fortezza ahimè adibita da diversi anni ad hotel. Il sito è stato, naturalmente, restaurato, ma la presenza dell'albergo toglie respiro culturale alla cosa. Le stanze dell'hotel sono state ricavate nelle singole ghorfas e lo stesso è stato fatto per i saloni ristorante, servizi ecc. ecc. L'ingresso al complesso è libero ed è permessa la salita sui tetti delle ghorfas, cosa che permette una bella veduta delle pianure del sud.

Ksar Haddada si trova sulla rotabile, in parte asfaltata, che conduce dalla regione di Tataouine al villaggio di Benji Keddache, circa 60 km a nord. Sulla stessa tratta si trovano altre vestigia di ksour, tutti disabitati e malconci. Nell'estate del '97 erano in corso i lavori per ricoprire di asfalto la pista a nord di Haddada, chiudendo l'anello di bitume da Tataouine fino a Medenine via Benji Keddache. Proseguendo comunque verso nord si intravedono sui crinali altri ksour, il maggiore dei quali è Bou Abidh, nei pressi di B. Keddache. Se dal villaggio decidete di discendere ad est, verso Medenine, sullo spartiacque del Jebel Moghor vedrete altri esempi di fortezze berbere: Joumaha, Jedid (ovvero "nuovo") ed altri. La regione che ospita Ksar Kourikhirjia, sulla scarpata terminale della montagna, all'imbocco ella valle che conduce alla pianura di Medenine, è sede di un comando militare. Tutta la zona, chiaramente, è off limits, ma nessuno verrà ad impedirvi di osservare con i binocoli o di fare foto dalla strada, posta in linea d'aria a qualche chilometro.

Se da Benji Keddache proseguite verso nord troverete un altro gioiello di architettura pre islamica: Ksar Hallouf, posto proprio nelle vicinanze del crocevia del pozzo di Zhou. A ovest dello ksar una pista porta alla tratta che da Medenine sale a Matmata, attraversando il Jebel Cherchar, ed immentendosi sulla pista sopra citata all'altezza del villaggio diToujiane, altro splendido sito, purtroppo questo parecchio battuto dai gruppi di turisti che qui calano dalla vicina Matmata. E' possibile evitare Toujiane (cosa che sconsiglio) e raggiungere, attraverso il Jebel, direttamente Matmata provenendo da sud, ovvero dalle splendide montagne brulle che degradano fino alla regione di Bir Soltane, al limitare dell'Erg Orientale. Se invece da Benji Keddache svoltate verso est in pochi chilometri di buon asfalto giungerete a Medenine, altro capoluogo di provincia. Medenine, capoluogo della provincia nord orientale della Tunisia, è stato uno dei maggiori centri berberi all'epoca dell'invasione araba. Lo ksar originario è andato quasi del tutto distrutto; quello oggi visibile è stato ricostruito in mattoni e cemento tra il 1994 ed il '96 ad uso del grande movimento turistico che interessa la città. Numerosi ristoranti ed alberghi sono ospitati nella città nuova ed un piccolo souk (mercato) permanente si trova all'interno delle nuove ghorfas. L'oggettistica in vendita non è di pregevole fattura: si tratta di souvenir prodotti in grande serie. Anche in questa città è possibile ottenere, presso la sede della Provincia, i permessi per scendere a Sud di Remada. Medenine, posta a soli 60 km dalla costa mediterranea, è importante crocevia per il traffico diretto al sud, verso Tataouine, e per quello in transito verso la frontiera libica di Ras El Jedir, a circa 80 km, verso est.

Da Medenine due strade, egualmente importanti, conducono all'isola di Jerba, una sorta di Riccione della Tunisia. La più orientale attraversa quello che resta di un antico ponte romano che collega l'isola alla terraferma dalla parte del corno orientale del golfo di Bou Grhara. L'altra strada conduce all'estremità nord del golfo, al molo di Jorf, da cui parte ogni ora un traghetto di collegamento con l'isola. D'estate questa via è congestionata dal traffico turistico ed è più conveniente utilizzare il ponte di El Kantara.

Matmata: la classica città dei trogloditi, gettonatissima del turismo di massa, anch'essa fagocitata da numerosi hotel per tutte le tasche. Non sto a descrivervi l'abitato, ampliamente dipinto in più di una guida. Vi segnalo l'accesso possibile sia da Medenine sia da Benji Keddache, sia da Douz. Consiglio vivamente di "perdersi" tra i declivi del Jebel a sud della città attraversato da infiniti ouidian e dai loro affluenti minori. Da Tamzrath, a pochi km ad ovest della città, una pista diretta porta a Bir Soltane, sulla Pipe line, ed un'altra conduce a nord, innestandosi sulla strada asfaltata per l'oasi costiera di Gabes all'altezza di Chinini, villaggio omonimo dello ksarvisitato nella regione di Tataouine.

VARIANTE: da Tataouine a Medenine (costa orientale mediterranea)

Anzichè seguire la strada per Ksar Haddada, imboccare la strada statale per Medenine e di qui seguire la nazionale che conduce alla frontiera libica, direzione Tripoli. In circa 2 ore di auto, da Tataouine si può raggiungere la costa a nord ovest del centro di Ben Guerdane.

Ben Guerdane e la frontiera libica

Bellissima la stradache da Medenine porta a Ras El Jedir, attraverso zona di colture intensive a ridosso delle grandi lagune di Bhiret El Bhibane. Diverse stradine secondarie conducono alla zona costiera, sfruttata dai pastori per il clima mite e la vegetazione arbustiva rigogliosa. E' possibile costeggiare il mare usufruendo della statale costiera che da Zarzis porta a Ben Guerdane. Una pista , da questa tratta, conduce sull'estremità dell'istmo argilloso della laguna di El Bhibane, dove sorgono le rovine di un'antica fortezza. Attenzione: se imboccate le tracce che portano verso l'interno della zona paludosa prestate molta attenzione al fondo di esse: come nei chott del sud anche qui il rischio di rimanere impantanati senza speranza è elevato!

Ben Guerdane è una tipica città di frontiera. Tutta la tratta, a partire da Medenine, è un continuo susseguirsi di venditori di carburanti di contrabbando, olii minerali, cambia valute al mercato nero ( i famosissimi "smazzettatori", dalla loro abitudine di tuffarsi in mezzo alla strada sventolando fasci di valuta libica). E' un itinerario molto colorato ed inusuale. La città è un caos infernale. Un hotel sorge alla sua periferia est, proprio al limite della Terra di Nessuno: il Papillon Vert. Nel suo cortile e nelle botteghe antistanti la costruzione diversi cambia valute in nero. Numerosi ristorantini e grill sulla strada principale. La città è dotata di tutti i servizi,dai Taxiphone ai distributori di carburante, cambi ufficiali, banche, gendarmeria. Un mercato ortofrutticolo permanente si trova alla periferia nord della città, verso El Marsha. Non ha comunque alcun senso recarsi a Ben Guerdane se non si ha intenzione di introdursi in Libia: la città, infatti, non ha nessuna attrazione di interesse paesaggistico o turistico. La regione costiera a est della città è una sequela infinita di posti di blocco, fino alla frontiera. Tra l'ultimo blocco e Ras El Jedir una bella foresta di pini marittimied eucalipti si estende dalla strada fino alla costa per diversi chilometri. Numerosi dromedari al pascolo. E' un bel luogo per fermarsi a fare uno spuntino, magari tornando dall'inferno della frontiera, in ritorno dalla Libia..

A sud di Ben Guerdane si estende il Parco Nazionale di Sidi Toui. Si trova a circa 80 km a sud del confine libico e raccoglie esemplari di fauna unici quali l'haddax, l'orice, la jena, il muflone, l'antilope ed altri animali tipici dell'ambiente desertico. La zona, essendo scevra di qualsiasi forma di turismo e sotto controllo militare, implica una buona capacità di orientamento e un'assoluta autonomia di cibo, carburante e acqua.
Guide consigliate:

M.T. Grassi, RoboGabr'Aoun - Tunisia, il Paese delle Sabbie Bianche. Guide Polaris, 2002

::::::Tunisia

Itinerario 3


Le piste tunisine

Un facile ed interessante approccio all'ambiente pre-desertico della Tunisia

di RoboGabr'Aoun
Pista Metlaoui - Chebika - Nefta

Punto di partenza:


Gafsa

Punto di arrivo:


Nefta

Lunghezza:


125 km

Difficoltà:


nessuna

Si tratta di una pista che collega Gafsa alle oasi di montagna poste ai margini settentrionali della zona dei Chotts e consente di raggiungere direttamente Tamerza evitando Tozeur e un lungo giro a sud.

Da Gafsa prendere la statale per Tozeur. Lungo la statale, all'incirca al km 20, si affianca sulla dx la ferrovia dei fosfati, linea industriale che si inerpica più avanti verso Moulares e le gole del Seldijas. Dopo 42 km si entra nell'abitato di Metlaoui. Nell'abitato troviamo una grande rotonda: sulla destra possiamo individuare una costruzione molto grande, il Cinema du Sud. Noi procediamo diritto in direzione di Tozeur, azzerando il contakm alla rotonda.

Si esce dal paese in un'ampia curva che cambia la nostra rotta da ovest a tutto sud. A 2,400 km dalla rotonda, proprio dopo la curva a sin., si diparte dal margine destro della statale una pista bianca e ghiaiosa, direzione ovest. La imbocchiamo. Pista molto veloce, da 90-100 km/ora: attenzione alle buche. Poche deviazioni. Dopo pochissimi km primo villaggio che la pista attraversa dopo un piccolo ponte; subito dopo il villaggio c'è il nulla.

A 11 km dall'imbocco una deviazione parte verso sin: la ignoriamo in quanto porta verso la depressione dello Chott El Gharsa, che si estende alla nostra sinistra verso sud.

Alla destra, a circa 4 km di distanza, domina la falesia scoscesa del Jebel En Negueb: la direzione da seguire è questa; teniamoci sempre paralleli al Jebel e non possiamo sbagliare,direzione ovest-nordovest. Al km 25 è possibile incontrare truppe dell'esercito. Nel '97 in questo punto, disseminati tra il jebel e la pista, stavano appostati una ventina di carri armati con i cannoni rivolti proprio verso di noi; quel tratto di pista l'ho affrontato sicuramente ad una velocità superiore ai 120 km/ora! Dopo 50 km circa la pista si immette sulla stradina asfaltata che proviene da Tozeur diretta verso l'oasi di Tamerza, 12 km più a nord-ovest. All'approssimarsi dell'asfalto la pista tende ad avvicinarsi al Jebel ed interseca una linea elettrica proveniente da est.

Proseguiamo sull'asfalto verso Tamerza; 200 m prima della deviazione asfaltata per Chebika, che si diparte da destra, sul lato sinistro parte una pista di fondo buono e liscia direzione sud-ovest, proprio di fronte ad un gruppetto di case. Dritto senza bivii a tutto sud; sabbia ma compatta. Seguire sempre la principale e non si può sbagliare: le piste secondarie non sono che tracce. A 14 km dall'imbocco c'è un posto di controllo militare: controllo dei documenti. (Attenzione: nel '97 c'era il divieto governativo di continuare la pista di qui verso Nefta a causa dell'estrema vicinanza del confine algerino ed i rapporti politici piuttosto tesi esistenti tra Tunisia ed Algeria. Tentate: al limite dovrete tornare indietro di 14 km e prendere la strada asfaltata per Tozeur-Nefta). Oltre il posto di controllo azzerare.

A 2 km piccolo pozzo sulla dx;a 3,400 km bivio: dritti su principale. A 8 km la pista svolta a dx per poi risvoltare a sin. verso sud. A 11,300 km ignorare la pista di destra e proseguire diritti. A 12,300 km proseguire diritto ( e non a dx dove le tracce sono meno evidenti). A 14 km leggera discesa: siamo ad un soffio dall'Algeria. A 18 km casermetta sulla dx: uscire dalla pista e fermarsi presso i militari. Controllo documenti.

Si torna sulla pista con una confluenza verso dx di circa 800 m. A 1,6 km dalla casermetta bivio: una pista svolta a destra seguendo una serie di pali. Dietro i pali una curiosa costruzione a cupola.Noi prendiamo la diramazione di sin. Tutto sud-ovest per 20 km.

Altro bivio: ancora a sinistra. A 13 km da quest'ultimo bivio ancora un controllo militare. Poco prima un incrocio, ma noi andiamo diritto. Azzerare al posto di controllo. Altri 13 km di pista buona poi arriva la sabbia molle.Ridotte per 6 o 7 km. A 22 km dall'ultimo posto di blocco siamo alla periferia di Nefta.

Consiglio: l'oasi di Chebika merita sicuramente una visita. Il palmeto incastonato nel canyon e la vista dall'alto dei dirupi verso il chott sono stupefacenti. Se si desidera spezzare la tappa in due parti consiglio di proseguire fino a Tamerza. Anche qui un palmeto tra gole e picchi e due cascate in cui bagnarsi. Un albergo di lusso domina la città vecchia (assolutamente da visitare!). Per i più avventurosi l'albergo Les Cascades offre bungalows (cubi di cemento) a prezzi stracciati nel palmeto a sud dell'abitato. La cucina del ristorante è ottima e si può dormire con le brandine direttamente nel cortile davanti ai bungalows, proprio sotto le palme; lo spettacolo del cielo è indimenticabile. Proseguendo oltre Tamerza, dopo appena 6 km c'è Mides, villaggio fortificato arroccato sul bordo di un dirupo impressionante: con pochi dinari assoldate una guida che vi farà visitare il paese (abbandonato) e le gole. Nel palmeto antistante c'è un camping spartano ma accettabile. A 2 km da Mides corre il confine algerino.
Strada Hazoua - Rjem Maafoug - Sabria - Zaafrane - Douz

Punto di partenza:


Nefta

Punto di arrivo:


Douz

Lunghezza:


180 km

Difficoltà:


facile

E' una strada che permette di aggirare tutto il Chott El Jerid da ovest costeggiando il confine algerino e raggiungendo Douz da una via insolita, ossia costeggiando il nord dell'Erg orientale.

Percorrere la Statale Nefta-Hazoua fino al confine con l'Algeria. Circa 100 m prima della sbarra una sterrata in terra battuta parte dal margine sin. della strada infilandosi tra le case, puntando obliqua verso la linea del confine. Dopo poche centinaia di metri la pista curva a tutto sud tagliando una zona fitta di bassi cespugli con fondo sabbioso. Ci si immette in circa 2 km su una lingua asfaltata che segue la linea del confine lungo una direttrice sud dettata da una serie di pozzi che termina a Bir El Hejila.

L'asfalto è in pessime condizioni, rotto e zeppo di buche improvvise, ma il paesaggio è bellissimo. Branchi di dromedari selvatici ad ovest verso il confine. È quasi impossibile incrociare un altro mezzo: questa è una strada militare sconosciuta ai più ed assolutamente non battuta dal turismo.

A Bir El Hejila, circa 50 km a sud di Hazoua, la strada piega ad angolo retto verso est. Dopo pochi km posto di controllo militare: si stupiranno di vedere dei turisti e vi tratterranno ma solamente per curiosità e per fare due chiacchiere. I militari alla sbarra al vostro arrivo vi punteranno il mitragliatore: fa effetto, ma non c'è pericolo: sono estremamente gentili.

Continuando ad est sulla destra ecco le prime dune bianchissime dell'Erg Orientale. Verso Rjem Mafoug la sabbia invade la carreggiata e si ha l'impressione di essere nel nulla. Poi, di colpo, dietro un'altura di sabbia la strada (coperta completamente dalla sabbia) sfila tra le case del villaggio di Rjem Mafoug, appollaiate tra le dune come in un sogno irreale. La strada esce dalla zona sabbiosa ed affianca il Chott El Jerid sulla sin. mentre a destra scorrono tralicci di una linea elettrica. Sotto i tralicci, a pochi metri dall'asfalto semidistrutto, corre una pista in terra battuta morbida e velocissima; può essere un'alternativa, ma attenzione: alcuni tralicci sono abbattuti e se non li vedete in tempo li investirete con l'auto: prudenza.

Alcune tracce corrono sul margine del Chott parallele all'asfalto: anche queste possono essere una alternativa alle buche della strada principale, ma attenzione al fango che può celarsi sotto una crosta sottile ed intrappolare i vostri mezzi inesorabilmente.

Avvicinandosi a Sabria si attraversa l'oasi di El Faouar. Sulla sinistra cordoni di sabbia artificiali difendono la strada dall'avanzare dell'Erg; salite in cima e vedrete dune fino all'orizzonte. Attenzione in El Faouar: posto fisso di controllo quasi invisibile! Procedere con prudenza ed a bassissima velocità. Poco oltre El Faouar l'asfalto si amplia (siamo già in zona turistica) e, sulla destra, un cartello ci indica la direzione per l'oasi di Sabria. La strada a Sabria termina direttamente nell'Erg subito dopo la piazza principale: da qui occorre tornare indietro e prendere la direzione per Zaafrane (cartello stradale al bivio per Sabria-El Faouar). Proprio di fronte all'incrocio un laghetto paludoso ospita in estate piccoli trampolieri e cicogne. Le palme e le dune bianche fanno da cornice.

In pochi km si giunge all'abitato di Zaafrane, punto di partenza per le escursioni in dromedario dei tour organizzati. L'abitato è scialbo: può essere interessante attendere il tramonto accanto al pozzo (a destra della strada) per vedere i dromedari all'abbeverata (a decine e decine!), ma l'assedio dei bimbi del villaggio penso vi farà cambiare programma. Proseguendo verso est in 10 km si giunge a Douz. La macchia nera all'orizzonte che si vede già poco oltre Zaafrane è il suo immenso palmeto.
Punti intermedi:

Hazoua:


33° 46 818 N


7° 32 433 E

B.El Heijda:


33° 23 636 N


7° 45 946 E

Rjem Maafoug:


33° 17 728 N


8° 03 244 E

El Faouar:


33° 27 364 N


8° 43 243 E

Pista Douz - Ksar Tarcine - Ghilane

Punto di partenza:


Douz

Punto di arrivo:


Ksar Ghilane

Lunghezza:


150 km

Difficoltà:


Facile. E' necessario un mezzo a 4 ruote motrici

Un Itinerario classico, non fuori pista, variante alla pista che passa sulla pipe line dritto da Bir Soltane, e che non presenta alcuna diffilcoltà nè di orientamento nè di avanzamento. Solitamente si considera Ghilane "il Sud" della Tunisia, cosa non vera: il Sud inizia da qui. Qui siamo infatti ai margini orientali del deserto che da qui si estende a ovest e sod-ovest fino a Bordij El Kadhra.

Prendere da Douz la statale per Matmata (asfalto). L'imbocco di questa è segnalato da cartello, ma per precisare ulteriormente facciamo riferimento alla stazione dei bus: passando davanti ad essa (è posta in prossimità di un incrocio) dopo circa 100 m si giunge ad un incrocio. Provenendo dalla Stazione bus troviamo, a qualche decina di metri sulla diramazione di sin una stazione di servizio e su quella di fronte, proprio all'incrocio, un negozietto di libri: dobbiamo prendere diritto e passare davanti al negozietto, che ci sfila via a destra. Procedendo diritto troviamo l'ultimo stadio del cantiere che sta provvedendo ad asfaltare l'intero percorso Douz-Matmata. Fondo molle di sabbia fine ed assai polveroso: cautela.

Dopo 23 km un pozzo con corolla in cemento sulla destra. Al km. 36 bivio: prendere a destra, direzione est. La rotabile di sin. punta a nord-est. Al km 52 trivio importante: una rotabile si dirama a sinistra in direzione di Kebili, Cap.nord-est; la principale procede diritto in direzione Matmata; una pista sassosa ma ben marcata parte a destra, est-sudest, direzione Bir Soltane: è la pista da seguire.

Poco oltre l'incrocio, a meno di 2 km direzione Bir Soltane, troviamo sulla sin. il famoso Bar di Tarzan, Cafè du Sahara, assolutamente da visitare. L'esterno del bar è una palizzata in canne di bambù all'interno della quale troviamo una costruzione in argilla imbiancata ed una tenda beduina. All'interno della costruzione i muri sono un collage di firme, foto, adesivi, frasi in decine di idiomi da tutto il mondo lasciate dai viaggiatori passati di qui nel corso degli anni. Nelle immediate vicinanze del Bar troviamo un bivio: la pista di sin. è ben battuta, quella di destra ostruita da lingue di sabbia per qualche centinaio di metri. Noi dobbiamo inoltrarci sul ramo di destra ed affrontare la sabbia. Le due piste sono separate da un piccolo sperone roccioso. Di qui in poi basta procedere mantenendo sempre la sin.

Tra le decine di tracce troviamo quelle che portano ad est. Non si può sbagliare: procedendo verso est si va per forza ad incrociare la pista segnatissima ed ampia come un'autostrada che taglia da nord a sud la Tunisia, la famosa Pipe Line, la pista che segue l'oleodotto fino ad El Bhorma. Dovremmo incrociarla a circa 70 km da Douz. Alla Pipe Line svoltiamo a destra verso Bir Soltane. Svoltando a sin. troveremmo più a nord la pista per Matmata che abbiamo abbandonato diversi km indietro. E' ovvio quindi che procedendo da Douz per Matmata è possibile raggiungere Bir Soltane e Ksar Ghilane direttamente imboccando la Pipe Line, ma ci perderemmo Tarzan e, davvero, non si può!

Una quindicina di km a sud, lungo la Pipe Line incontriamo Bir Soltane. Lo troveremo a 10, 15 oppure 20 km dopo l'imbocco della pista dell'oleodotto, a seconda delle tracce seguite per imboccarla. Non ci si può sbagliare: a Bir Soltane c'è un Bar con tanto di cartello "Cafè Bir Soltane", presso il quale tutti i tour in 4x4 fanno tappa. Fanno dei tramezzini al tonno insuperabili!!! Subito a destra del bar parte una pista che porta in 2 km ad un complesso di costruzioni bianche, visibili dalla pista dell'oleodotto: è una caserma dell'esercito.

Abbiamo ora due possibilità per raggiungere Ksar Ghilane. La prima, più veloce ma noiosa, è quella di procedere diritto lungo la Pipe Line per circa 30 km fino al bivio (segnalato da un chiaro cartello stradale nero su fondo bianco) per Ksar Ghilane che si diparte da destra. Sono 30 km di tole ondulee da affrontare a 80-100 km/h per non venire sballottati come fantocci. La seconda, un po' più lunga, ve la illustro: a 300 metri oltre il Cafè Bir Soltane troviamo un grosso albero sulla destra. Proprio di fronte, ma sul lato sin. della Pipe Line, parte una pista in direzione est. La imbocchiamo. Fondo buono con leggera tole ondulee. Dopo pochissimi km dalla pista che stiamo seguendo si diparte a destra una pista che si spinge in direzione sud, nei pressi di una costruzione posta sopra una piccola collinetta. Procedendo verso est andremmo a raggiungere Beni Keddache, sui monti intorno a Medenine: noi invece imbocchiamo la pista di destra, verso sud. Dopo 11 km vediamo sfilare sulla destra un complesso fortificato in posizione dominante e distante dalla pista circa 4 km: è Ksar Tarcine. Continuiamo verso sud: sabbia sulla pista. A tratti la sabbia ricopre la pista per tratti di oltre 1 km, ma non vi sono problemi con le 4 trazioni inserite. Non sgonfiare i pneumatici: sassi nei tratti senza sabbia.

30 km oltre l'imbocco della pista per Ksar Tarcine incontriamo la Pipe Line, proprio in prossimità del bivio per Ksar Ghilane. A destra, verso l'orizzonte, si scorgono i primi contrafforti di dune dell'Erg Orientale. A voi la scelta. L'importante è giungere al bivio per Ksar Ghilane. Dal bivio sulla Pipe Line ci sono circa 15 km di pista per giungere a Ksar Ghilane.Il fondo è orribile, una tole ondulee davvero pronunciata dovuta alla frequenza di passaggi dei tour organizzati e dei camion militari, mostruosi palazzi a 6 ruote motrici. Consiglio di procedere a margine ma con cautela: vi sono zone di sabbia molle, insidiosa perché ricoperta da una sottile crosta argillosa che la fa apparire un buon fondo.ci si ritrova insabbiati in un attimo se non si è più che pronti a pigiare senza pietà sul gas!

In vista dell'oasi di Ksar Ghilane troviamo una barriera anti-sabbia posta a protezione del villaggio. La palizzata presenta un varco che permette l'accesso all'oasi. Passato il varco la pista prosegue diritta verso il palmeto. A ridosso delle prime palme un cartello vi segnala un camping a sin.: se lo seguite giungete ad una vasta distesa di sabbia subito a nord del palmeto oltre la quale trovate una sorgente termale ed un campo tendato. Questo camping è molto frequentato dai tour organizzati. Consiglio di procedere oltre lasciando il campo sulla sin. sino a raggiungere il Camping Paradiso distante dal primo circa 500 m. Anche qui troviamo una piscina con acqua termale ed un buon ristorante. Procedendo ancora verso sud, dopo circa 2 km troviamo un complesso turistico situato al margine meridionale dell'oasi. Adiacente alla struttura c'è un distributore di benzina. Dal primo camping guardando a nord si scorge a circa 5 km una bassa costruzione tra le dune: si tratta di un forte romano utilizzato dalla Legione Straniera e da Rommel. E' possibile raggiungerlo in dromedario o in 4x4 se si possiede buona esperienza di guida su sabbia. Dune basse ma assoluta mancanza di corridoi interdunari.
Dove dormire

In Tunisia vi sono davvero pochissime strutture attrezzate per il Campeggio. Le migliori strutture si trovano presso l’oasi di Ksar Ghilane, ove si trovano ben tre Campi Tendati che permettono la sistemazione in tende anche proprie:

Il già citato Paradise, il Campo Ghilane entrambi nell’oasi a nord del villaggio, e poi ancora il Camping Desert, qualche km a sud del palmeto, a occidente della Pipe Line.

I campi di Lorenzo, a Douz e Tozeur, offrono buone strutture. Quello di Douz dispone anche di piccoli bungalows, mentre quello di Tozeur (El Hamma) solo piazzole. La pizzeria – ristorante che sorge dalla parte opposta della strada, dirimpetto al campo, è sempre di proprietà di Lorenzo, ed offre un buona cucina sia locale che italiana.

Scendendo verso sud si trova un’area attrezzata presso la montagna di Jebil, nell’omonimo Parco, quasi sempre deserta e solo in alta stagione operativa: il campo si raggiunge prendendo la pista che parte ad occidente del grande portale di accesso al Parco Nazionale di Jebil,ed è indicato da un cartello stradale. Poco prima, sulla stessa pista per Jebil, in corrispondenza del Pozzo di Bhraim, il piccolo chiosco Cafè du Desert offre oltre che al cibo anche una spartana sistemazione per chi volesse pernottare, in piccole camerette di foglie di palma e stuoie.

Stesso servizio viene fornito dal chiosco di “Tarzan”, sulla pista classica Bir Ghezen – Bir Soltane: anche in questo baretto c’è la possibilità di pernottare sotto una tenda beduina e consumare un pasto completo a base di cous cous o brochettes. Poco più a Sud di Tarzan il Cafè di Bir Soltane, sulla Pipe Line, offre gli stessi servizi: assolutamente da non perdere i panini al tonno, insuperabili!!!

Una struttura molto alla buona si trova anche sulla pista Ksar Ghilane – Chinini, un piccolo bar che dispone di un paio di locali nei quali, in caso di necessità, è possibile pernottare.

Tra Chinini e Tataouine, proprio dirimpetto alla stradina che conduce all’immenso Hotel Sangho si trova una struttura ricettiva che offre uno spiazzo sicuro per il campeggio: l’indicazione è chiaramente visibile dalla strada.

Campeggi si trovano, chiaramente, anche sulla costa, ma sono quasi sempre affollatissimi di campeggiatori tunisini in estate. Non esiste problema di sorta,se intendete sfruttarli, solamente una confusione pazzesca derivante dall’immane affollamento.

Nel profondo sud, a meridione di Remada, c’è la possibilità di sfruttare il giardino della Stazione di Pompaggio di Tiareth, che offre acqua, servizi e luoghi ombrosi in cui montare il campo all’interno della struttura che ospitava i dipendenti. Chiedete a Monsieur Dhaou ospitalità e sarà felice di offrirvi il suo giardino.

Ad Ain Skouna un piccolo recinto di frasche a ovest del posto di guardia offre un tenue riparo al vento che batte la piana, ed i militari lo mettono a disposizione dei viaggiatori che fanno richiesta di fermarsi: l’area si trova nei pressi della fonte termale.

Infine a Bordij El Khadra il Cafè du 7 Novembre di Monsieur Dhaou (omonimo del custode di Tiareth) offre pasti completi e locali molto ma molto spartani in cui pernottare: ma le grandi dune dell’Erg sono a pochi passi, ed offrono il luogo migliore per montare un campo.

Rilevata nell'Agosto 97
da R.Salvai e A.Cara.

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Tunisia

Itinerario 4


La Tunisia sud-orientale: Gabes-Matmata e l'isola di Djerba

di RoboGabr'Aoun

Punto di partenza:


Gabes

Punto di arrivo:


Tunisi

Lunghezza:


850 km circa

Durata:


6 gg.

Mezzo di trasporto:


auto; varianti con 4x4 (mappa Michelin 958

Difficoltà:


nessuna

Primo giorno:

Gabes

Percorrendo la P1 a sud di Sfax, in 160 km si raggiunge la città-oasi di Gabes, proprio al centro dell'omonimo Golfo. La strada statale corre lungo il litorale del Golfo, toccando vari centri minori. Arrivare a Gabes di notte, da nord, è un'emozione: le luci della città illuminano l'orizzonte a sud ovest, come se fossero in mezzo al mare. L'effetto è dovuto alla forte concavità della costa in questo punto del Golfo. L'accesso alla città avviene attraverso l'immenso palmeto; una grande rotonda ricca di cartelli segnaletici segna l'inizio del centro città (proseguendo diritti si viaggia alla volta di Medenine, mentre svoltando verso la costa si entra in città). Gabes è una città nuova, che non reca traccia di una medina antica , a parte il piccolo sobborgo di Jarah, nel palmeto a nord. Entrando in città imboccando la strada principale si raggiunge in breve la grande costruzione della Moschea Nuova, iniziata nel 1995. Proprio di fronte alla Moschea si apre la zona del mercato, ormai invasa dai banchetti dei venditori di souvenir per turisti. All’interno dell’area, nella zona più interna, si trova il mercato all’ingrosso delle spezie, molto interessante. Potrete assistere alla vendita di quintali di henne, peperoncini, aglio ed altre spezie. Anche il souk per turisti può rivelarsi un buon luogo dove fare ottimi acquisti, specialmente per quanto riguarda le ceramiche, molto raffinate e poco dispendiose, e i cesti in fibre vegetali intrecciate. La strada che dal souk porta a sud, verso le spiagge, è zeppa di negozietti e ristorantini ( il migliore è Amorì; si cena ottimamente con costi dell’ordine di circa 2,58 euro per persona), e sulla stessa via (Avenue Abib Bourguiba) si trovano banche, uffici governativi e diversi alberghi di bassa categoria (sconsiglio vivamente l’Hotel Atlantic, splendido nella facciata ma decisamente inaccettabile dal punto di vista igienico. L’Hotel migliore è l’Oasis, al fondo della via, sulla spiaggia).

L'attrattiva turistica maggiore di Gabes è la sua oasi di palme da dattero, una tra le più estese di Tunisia ed una delle rare oasi marittime che sopravvivono al giorno d’oggi nel Paese. La visita al palmeto il più delle volte viene propinata con squallidissimi giri in calesse tra le piste maggiori dell’oasi, e non si può davvero apprezzare nulla dell’architettura agraria delle coltivazioni, viceversa molto interessante. All'interno del palmeto sorge un camping di pessimo livello con annesso un piccolo zoo che ospita tristissimi esemplari di fauna del deserto tra cui i fenneck..Vi scongiuro: non visitatelo! E' un buon metodo per far sì che questo carcere per creature nate per vivere libere scompaia per sempre! Girovagare a piedi e da soli è problematico: si viene letteralmente assaliti da stuoli di ragazzetti che vogliono fare da guida o vogliono vendere gechi, scoiattoli ed altri sventurati animaletti. Dal punto di vista ambientale Gabes è un’oasi condannata: l’inquinamento del mare e della costa hanno raggiunto livelli tali da aver innescato processi irreversibili di degrado ambientale. Gli stabilimenti chimici per la lavorazione dei fosfati e la raffinazione riversano nel Mediterraneo tonnellate di scorie e derivati del petrolio; l’aria nella zona degli impianti è irrespirabile e le falde acquifere sono seriamente compromesse.Il WWF ha inserito l’area dell’oasi nell’elenco delle località più a rischio del pianeta.

Secondo giorno:

Gabes - Matmata - Gabes (90 km circa)

Gabes è il punto di partenza ideale per la visita di Matmata, 45 km a sud (MC 107), il più famoso villaggio di caverne della Tunisia, situato a 650 m sulle pendici orientali dei monti del Dahar. Le abitazioni trogloditiche sotterranee sono costituite da pozzi che raggiungono anche i 12 m di profondità attorno ai quali si affacciano abitazioni, stalle, depositi e magazzini. Alcune di queste abitazioni sono state trasformate in hotel in cui è possibile, in caso, pernottare.

Terzo giorno:

Gabes-isola di Djerba (85 km circa)

Scendendo lungo la P1 in direzione sud si raggiunge dopo 30 km il villaggio di Mareth. Resa famosa dalla leggendaria “linea Mareth”, la linea difensiva posta in atto dai francesi di Vichy nel periodo della Guerra Mondiale e poi utilizzata dall’Afrika Korps nel vano tentativo di arginare le armate di Montgomery in avanzata dalla Libia, Mareth è una piccola cittadina con un piccolo palmeto e tutto sommato anonima. Il suo ruolo di protagonista storica è oggi affidato ad un Museo dedicato alla omonima Linea ed alla campagna di Tunisia, che si trova a poca distanza dalla città sulla strada per Medenine, la C 116. Restando sulla P1, 3,7 km a sud di Mareth si incrocia la C116 per Jorf; svoltare verso est seguendo le indicazioni per Jorf /Djerba. 11 km oltre il bivio per il Fortino si trova Jorf, il molo ove attracca il traghetto per Djerba. Il traghetto fa servizio continuato, con una corsa in media ogni ora in andata ed in ritorno. La C116 prosegue, oltre il braccio di mare antistante Jorf , sull’isola, raggiungendo la capitale Houmt Souk in 20 km, in direzione Nord, attraverso le verdeggianti coltivazioni del versante occidentale di Djerba. L’isola ha una storia millenaria, dovuta alla sua conformazione naturale particolarmente strategica: essa racchiude come uno scrigno il Golfo di Bou Grara, dalla penisola di Jorf a quella di Zarzis, offrendo da millenni una delle rade più sicure di tutta la costa settentrionale dell’Africa, caratteristica che venne sfruttata dai fenici, romani, arabi e turchi. La strada che la collega al continente venne eretta dai romani in seguito all’importanza commerciale raggiunta dall’isola e si estende per 8 km attraverso il mare, al di sopra di un terrapieno artificiale. All’estremità settentrionale si trova l’aeroporto internazionale di Djerba, uno dei più battuti di Tunisia mentre tutta la costa settentrionale è un unico susseguirsi di centri turistici, alberghi, villaggi di vacanza: l’intera isola raccoglie il 60 % del turismo tunisino in estate, tanto che la maggior fonte di reddito per gli abitanti è il turismo. Le spiagge della riviera nordsono praticamente monopolio dei grandi complessi alberghieri,e le poche spiagge libere si trovano sul versante orientale dell’isola. Nell’isola aveva trovato proseliti la religione ibhadita, una setta derivante da una scissione interna dell’Islam, particolarmente diffusa nella regione, avvenuta al tempo del regno dei Kharigiti, di origini berbere. Attualmente i praticanti ibhaditi in Djerba stanno scomparendo: ne restano pochi nuclei nel sud est dell’isola, verso Guellala, dove ancora si usa il dialetto berbero. Anche la popolazione di origine ebraica, un tempo diffusissima nell’isola, sta scomparendo: la maggior parte dei commercianti ebrei dopo il secondo conflitto mondiale si trasferì nel novello Stato di Israele, abbandonando Djerba.Oggi rimangono nell’isola una quindicina di sinagoghe a ricordo dell’epoca in cui l’ebraismo era diffuso nella regione; una di esse, quella di Ghrib, è la più antica sinagoga di tutto il Nord Africa. La si trova nel villaggio di El May (3349341N-1051224E), nel centro dell'isola. Altri spunti interessanti nell'isola sono dati dai mercati di Houmt Souk e Midoun, anche se ormai sono divenuti un richiamo per turisti edhanno perso la loro genuinità.

Quarto giorno:

Isola di Djerba

A livello di tracciati fuori strada consiglio una bella traccia che attraversa la costa ovest, da Ajim fino a Cap Jelliij, all’estremità nord ovest dell’isola. La si imbocca appunto ad Ajim: non ve ne sono altre e non si può sbagliare in quanto segue la linea litoranea fino al faro della punta nord ovest di Djerba. Il faro sorge all’interno di un vecchio bordij turco posto in riva al mare su una parete rocciosa mentre la pista prosegue oltre il faro sulla costa settentrionale, fino ad Houmt Souk. Un altro bellissimo fortino, non servito da alcuna pista, è quello di Kastil, posto sull'istmo che si estende verso Zarzis, ad est del ponte romano. Potete tentare di raggiungerlo dalla strada che da El Kantarahconduce a Rass Taguermess, all’estremo nord est dell’isola.

Quinto giorno:

Isola di Djerba-Gightis-Ben Gardane (100 km circa)

La costa a sud dell'isola di Djerba non presenta aspetti interessanti se si escludono le rovine di Gightis, sul golfo di Bou Grara e l’istmo Natura, che dà vita ad una zona di lagune tra la penisola di Zarzis e la frontiera di Ras El Jedir. La laguna, detta Bhiret El Bibane, si estende per diverse decine di km da ovest ad est. Il principale centro su Bhiret El Bibane è il villaggio di EL Marsa, a nord della cittadina di Ben Guerdane. Un bellissimo fortino sorge proprio sulla striscia di terra che separa la laguna dal Mediterraneo: è il fortedi AhmedChaouch: sorge su un isolotto posto proprio nel centro della bocca della laguna e non è raggiungibile via terra; lo si può comunque ammirare seguendo la traccia che segna le lingue dell’istmo. La traccia a nord la si imbocca sulla C109 che collega Zarzis a Ben Guerdane. La traccia a sud est la si imbocca sulla P1, a est di Ben Guerdane,nei pressi del forte di Alouet El Ghounnah: una pista attraversa la zona di alberi e cespugli che separa la P1 dalla spiaggia e poi volge a nord ovest, fino ad incontrare l’istmo . Tutta la zona pullula di controlli della gendarmeria e dell’esercito, a causa della vicinanza con la frontiera libica. Bellissimi boschetti di eucalipti si aprono a nord della P1, verso il mare; a sud solo l’arida hammada che si perde verso Taguelmith. La fascia di terra fertile tra la rete di sebhke argillose costieree le aride steppe del sud prende il nome di Jeffara, ed è un importante zona di coltivazioni. ATTENZIONE: tra Ben Guerdane e la frontiera è vietato campeggiare: è la terra di nessuno, la fascia cuscinetto militarizzata che separa Tunisia e Libia. Non accampatevi in questa zona, nemmeno sul mare, per nessun motivo: potreste avere guai seri.

Sesto giorno:

Ben Guerdane - Tunisi (570 km circa)
Guide consigliate:

M.T. Grassi, RoboGabr'Aoun - Tunisia, Tunisia, le città costiere, i siti romani e le oasi a nord del Sahara. Guide Polaris, 2002.

::::::::::::::Tunisia
Itinerario 5


La costa settentrionale

di RoboGabr'Aoun

Punto di partenza:


Tunisi

Punto di arrivo:


Tunisi

Lunghezza:


445 km circa

Durata:


4 gg.

Mezzo di trasporto:


automobile

Difficoltà:


nessuna

Il Mare Mediterraneo bagna le coste della Tunisia per circa 1300 km. La costa settentrionale alterna coste rocciose a spiagge sabbiose incastonate tra gli scogli. Da Biserta fino alla Penisola di Cap Bon la costa offre scorci paesaggistici sublimi, ma essendo più servita da rotabili rispetto alla costa posta a nord della città non si presenta altrettanto disabitata bensì spesso affollata, specialmente in estate, periodo in cui diviene meta balneare per i locali vacanzieri.

Primo giorno:

Tunisi - Biserta (km 65)

Biserta, 65 km a nord di Tunisi, è raggiungibile comodamente anche in autobus o in treno. Biserta è una città di mare e deve il suo nome agli Arabi, conquistatori nel 678 d.C. Millenni di storia più antica, dai Fenici ai Romani fino ai Bizantini ed ai Vandali, hanno lasciato qui tracce evidenti del mutamento del tempo e dei costumi. Secoli di storia più recente, successiva alla purezza di linee araba, sono visibili nelle case coloniali francesi. Strategica Biserta, da sempre contesa: base commerciale dei Fenici e dei Cartaginesi, fortezza dell’Impero romano d’Oriente, caposaldo arabo e turco, covo dei pirati islamici, roccaforte dei francesi…. Splendida Biserta racchiusa nel suo lago che ora è golfo e baia, autostrada d’accesso all’infinto di acque e correnti che è il Mediterraneo. Biserta dei martiri, della rivolta al giogo francese del 1956, a pochi mesi dall’indipendenza ottenuta, per scacciare gli ultimi residui di un potere coloniale ingiusto. Biserta dell’architettura islamica sopraffina, dei bastioni della kasbha che raccontano 500 anni storia. Biserta da visitare con tranquillità, a piedi, lungo le sue strette vie o lungo il Boulevard del Canale, o ancora sui litorali, meta ambita dei tunisini vacanzieri… Tra le cose da vedere, la pittoresca città vecchia (medina), con i vicoli del souk e il porto, la moschea Rebaa e la fontana di Bey Jussef, il quartiere andaluso e il Fort d'Espagne da cui si gode di uno splendido panorama.

Biserta si affaccia sul lago omonimo; è notizia recente che la Banca Europea per gli investimenti ha stanziato la somma di 30 milioni di euro per il potenziamento e l’ammodernamento della rete stradale intorno alla zona del lago di Biserta. Il danno al sistema ecologico ambientale sarà notevole, anche se ciò porterà un notevole aumento del traffico turistico nell’area. Un canale di collegamento con il Mediterraneo venne scavato dai Fenici all’epoca dell’egemonia di Cartagine e permise l’unione del bacino lacustre alle acque del vicinissimo mare. Nelle acque paludose del grande lago di Bisertanon troviamo la stessa fauna e flora del vicino lago Ichkeul a causa dell’elevatissima salinità delle acque. Stormi di fenicotteri rosa ne abitano le rive in inverno, nel periodo delle migrazioni, ma non si trova in quest’aerea la moltitudine di specie che solo pochi km (35) più a sudovest fa del lago di Ichkeul una vera oasi faunistica.

Biserta è un buon punto di sosta, sorta di campo base per escursioni nell’interno della Kroumiria o verso le coste settentrionali.

Secondo giorno:

Cap Blanc - Cap Serrat - Cap Negro - Tabarka (150 km circa)

La strada C51 che corre qualche km all’interno della linea costiera, verso Tabarka, consente infinite deviazioni attraverso le basse formazioni montane a nord verso le scogliere mediterranee… Qui si viaggia nella regione di Mogods, delle sue foreste : tortuose piste e strade a volte asfaltate conducono a località che rimarranno indelebili nei ricordi.

Cap Blanc che si getta nelle acque del mare direttamente dai picchi del sovrastante Jebel Nador. Lo si raggiunge agevolmente percorrendo la C57 che parte dalla periferia nord della città e consente il periplo del promontorio più settentrionale dell’intero continente africano. Effettuato il periplo del promontorio si può deviare lungo strade secondarie verso la costa a ovest di Bechateur, cercando Cap Serrat, la spiaggia di Mechrig, Capo Negro, la spiaggia di El Barrakcon il oued Madhen che scorre proprio nel centro della piccola piana sabbiosa. A pochi km dal mare una grande diga sbarra il corso del oued dando vita ad un lago di grandi dimensioni, il lago di El Barrak. Interessanti scorci si hanno salendo tra le foreste della regione di Mogods verso Sejane, con la C58, portandosi fino alla grande diga sul oued che dà origine ad un vasto lago quasi di tipo alpino. Si attraversa il oued Sejane sul ponte al waypoint 3707063N - 0915916E, per poi prendere la C51 verso est, costeggiando il bacino da nord, dopo aver aggirato il monte. Una via più semplice per raggiungere la diga è seguire la C57 da Tinjia per poi immettersi sulla C51 verso Theskrajia e Cap Serrat. Oltre la diga di El Barrak si corre lungo la P7 alla volta di Tabarka.

Terzo giorno:

Tabarka - La Galite

Forse non tutti sanno che Tabarka è un’isola, una sorta di scoglio separato dal continente da una sottile appendice costruita dai Francesi durante il periodo del loro protettorato. Ad est della città la lingua di sabbia che proviene dal promontorio di Capo Negro sembra infinita e compone un arco perfetto che si spinge, concavo, verso nord est: arriva a lambire la cittadina di Tabarka prendendo il nome di Plage Montazah, ormai deturpata dagli edifici della nascente zona turistica, inesistente sino ad appena 6 anni fa. Ad ovest dell’abitato invece la costa si innalza in formazioni rocciose bizzarre, perdendosi verso Capo Roux, già oltre il confine algerino, per poi degradare nella zona di lagune di El Kala. A sud di Tabarka le alture boscose del Jebel Guessah, cuore della Kroumiria, donano alla città uno sfondo di verdi foreste, culminante con le vette nude dei Jebel Sabbah e Goutrane. Il Mare Mediterraneo la bagna da nord, in una delle più belle baie di Tunisia, la baia di Tabarka, foce del Oued Kebir.

Come Biserta anche Tabarka fu base dei corsari mussulmani; fu proprio in occasione della guerra alla pirateria in Mediterraneo condotta dalle Repubbliche Marinare che questo porto cadde in mano ai genovesi, che ne edificarono la fortezza posta ad ovest della città, in vicinanza de Les Aguilles, una particolare zona della scogliera caratterizzata da formazioni rocciose esili come pinnacoli (appunto “gli aghi”). Il porto commerciale sorge ad est della rotabile che collega l’isola alla terraferma ed è uno snodo importante dell’economia tunisina: la quasi totalità dell’esportazione del sughero e dei suoi derivati parte dai moli di Tabarka. La vicinanza con la Kroumiria, fin dall’antichità sfruttata per la produzione del sughero, ne ha fatto la capitale di questo derivato della quercia suber. Poco a sud dell’abitato, sulla P17, si trova lo stabilimento per la lavorazione del sughero: ospita un piccolo ma interessante Museo dedicato a questa particolarissima corteccia ed evidenzia sia l’utilizzo di questo materiale nel corso dei secoli sia le varie fasi delle odierne lavorazioni.

L'aspetto più importantedal punto di vista naturalistico della regione di Tabarka è il suo Parco Marino: il Parco di La Galite, al largo dell'isola di Tabarka, verso il confine algerino, nell'arcipelago omonimo (si trova all'altezza delle coordinate 3731782N - 0855779E). L'area è quella compresa tra la costa nord orientale dell’Algeria e quella nord occidentale della Tunisia. È un’area con eccezionali caratteristiche naturali posta sotto tutela militare (in teoria occorrerebbero speciali permessi per accedervi), una costa rocciosa con scogliere e paesaggi di fondali scenografici, con vaste praterie di posidonia (Posidonia oceanica) e di corallo rosso.

Nell'area è presente anche un habitat di dune di sabbia, ben conservato ma comunque in pericolo. Fino a pochi anni fa si segnalava la presenza della foca monaca (Monachus monachus). La tartaruga marina (Caretta caretta) utilizza questa costa come rotta migratoria e come territorio di alimentazione. Altre specie simbolo dell’area sono il tursiope (Tursiops truncatus), il gabbiano corso (Larus audounii) e il corallo rosso (Corallium rubrum). È un’importante territorio di pesca e include aree di riproduzione per specie commerciali come l’aragosta (Palinurus spp.), l'orata (Sparus aurata), il dentice (Dentex dentex) e la cernia (Ephinephulus marginatus), tutte presenti in grandi quantità.

Le principali minacce all'ecosistema sono rappresentate dall’agricoltura e dalle emissioni di fertilizzanti e pesticidi, dai rifiuti non depurati provenienti da città grandi e piccole e dai composti organici clorurati provenienti dalle raffinerie prospicienti la costa algerina. Anche la pesca eccessiva è uno dei problemi più seri della zona. In alcune aree è ormai un problema anche la pesca sportiva per diverse specie quali le cernie e i dentici. Sul lato tunisino si assiste allo sviluppo di imponenti centri turistici che contribuiscono alla distruzione di alcuni dei più importanti habitat costieri di dune. Il WWF ha effettuato una serie di rilevamenti lungo tutta la costa algerina e tunisina al fine di valutare l’attuale stato di conservazione del patrimonio naturale presente. Dato il livello di minaccia a cui è sottoposta la zona, il livello attuale di protezione è assolutamente insufficiente a garantire la vitalità a lungo termine di questi ecosistemi.

Se vi interessa un'escursione a questo arcipelago, posto a circa 65 km dalla costa, potete richiedere informazioni presso i centri specializzati in immersioni ed escursioni marine o anche ai pescatori della zona.

Quarto giorno:

Tabarka - Biserta - Cap Zebib - Ghar El Melh - Utica - Tunisi (230 km circa)

175 km separano Tabarka da Tunisi (P7) mentre altri 82 km circa lungo la strada regionale 26 consentono di arrivare a Cap Bon, punto estremo dell'omonima penisola. Percorrendo la P8 da Biserta in direzione di Tunisi, trovate il bivio per la C70, in direzione sud est. Seguendo questa strada secondaria per 8 km troverete un importante crocevia: è il punto di innesto con la C70E che collegaTinjia, il villaggio sul lago di Biserta, alla costa mediterranea di Cap Zebib.

Potete raggiungere il promontorio in circa 15 km di strada tortuosa attraverso le ultime alture del Jebel Kechabtah. Circa 2,8 km a sud del precedente punto gps, trovate un incrocio con una rotabile che volge ad est, parallela alla costa: la C69E1. Se la seguite vi condurrà alla confluenza con la C69, proveniente da Zouaouine. Imboccata la C69E1, dopo circa 8,5 km incontrate un bivio importante. Se proseguite lungo la principale raggiungete in direzione sud la C69, se invece svoltate ad est lungo la rotabile secondaria raggiungerete la splendida spiaggia di Raf Raf. L'abitato si trova più a sud della coordinata rilevata, circa 1,2 km all'interno. Dal bivio a Raf Raf vi sono circa 8 km in linea d'aria, che in realtà divengono circa il doppio per la tortuosità della strada che corre a mezza costa del Jebel. Raf Raf è una bella spiaggia, nota agli autoctoni e molto frequentata nel periodo estivo.

Volgendovi ad est dalla spiaggia potrete distinguere il promontorio di Sidi Alì El Mekki, limite settentrionale del Golfo di Tunisi: Capo Farina. La lingua di sabbia che occupa la parte meridionale del promontorio è appunto chiamata Sidi Alì El Mekki, ed è meravigliosa. 9 km ad ovest del vertice del promontorio sorge il villaggio di Gahr El Melh, sulla sponda della grande laguna formata dalle acque limacciose della Mederjia nel corso dei secoli. Il porto, ormai inutilizzato a causa dei depositi alluvionale che l’hanno reso impraticabile persino ai natanti di media stazza, è frequentato esclusivamente dalle piccole barche dei pescatori a lenza, ed il luogo dona una tranquillità impagabile.

La stradina che porta da Capo Farina a Ghar El Mell prosegue ancora verso ovest/sud ovest sino a confluire nella principale C69, direzione Utica, i cui scavi meritano una breve visita. Questa rotabile costeggia la palude di Ghar El Mell, e si innesta sulla grande statale P 8 Tunisi-Bisertacirca 27 km ad ovest dell'omonimovillaggio.Una rotabile secondaria riconduce verso la costa alla volta del villaggio di Kalaat El Andalous: la periferia nord di Tunisi dista di qui appena 21 km. (Le mappe militari sovietiche riportano un itinerario secondario che da Kalaat El Andalous conduce direttamente a La Marsa lungo la zona delle lagune, evitando il ritorno alla P8 Biserta- Tunisi.Questa tratta non viene riportata sulle mappe Michelin scala 1:1.000.000).
Guide consigliate:

M.T. Grassi, RoboGabr'Aoun - Tunisia, Tunisia, le città costiere, i siti romani e le oasi a nord del Sahara. Guide Polaris, 2002.
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Cronologia/Autori:
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Tunisia

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 Tunisia
Motto:  
Informazioni
Nome completo: Tunisia
Nome ufficiale: الجمهورية التونسية
Lingua ufficiale: araba
Capitale: Tunisi  (674.100 ab. / 1994)
Politica
Governo: Repubblica presidenziale
Capo di stato: Zine El Abidine Ben Ali
Capo di governo: Mohamed Ghannouchi
Indipendenza: Dalla Francia, 20 marzo 1956
Ingresso all'ONU:  
Area
Totale: 163.610 km²
Pos. nel mondo: 89°
% delle acque:   %
Popolazione
Totale: 9.924.742 ab.  (2003)
Pos. nel mondo: 81°
Densità: 60,66 ab./km²
Geografia
Continente: Africa
Fuso orario: UTC +1
Economia
Valuta: Dinaro tunisino
Energia:  
Varie
TLD: .tn
Prefisso tel.: +216
Sigla autom.: TN
Inno nazionale: Himat Al Hima, Ala Khallidi
Festa nazionale:  

La Repubblica Tunisina (in arabo الجمهورية التونسية), o Tunisia, è uno Stato del Nordafrica bagnato dal Mar mediterraneo e confinante con l'Algeria ad ovest e la Libia a sud e a est. La maggior parte della popolazione parla arabo e pratica la religione musulmana. Molto parlato è anche il francese, soprattutto nelle città; in alcune località del sud e dell'isola di Djerba è ancora parlato il berbero. La Tunisia è il più orientale e più piccolo dei tre Stati disposti lungo la catena montuosa dell'Atlante. È anche uno degli Stati del Maghreb, come la Mauritania, il Marocco, l'Algeria e la Libia. La sua capitale, eccentrica rispetto al resto del territorio nazionale, è Tunisi, nel nord del paese. Si ritiene che il suo nome, Tunes, abbia origine dalla lingua berbera, con il significato di promontorio, o, più probabilmente, "luogo in cui passare la notte" (si può osservare la corrispondenza con un altro toponimo nordafricano dell'antichità, Tuniza, odierna La Calle, Algeria). Il 40% della sua superficie è occupato dal deserto del Sahara, mentre gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile e circa 1.300 km di coste facilmente accessibili. Entrambi questi fattori giocarono un ruolo importante in epoca antica, prima con la fondazione della famosa città fenicia di Cartagine, e successivamente con l'istituzione della provincia romana dell'Africa, quando divenne il granaio dell'Impero Romano.

Indice

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Cenni storici

La Tunisia è stata abitata fin dalla preistoria: la presenza umana è documentata fin dal paleolitico. I suoi primi abitanti noti furono tribù berbere. Sintetizzando millenni di storia tunisina bisogna ricordare lo scontro fra le due etnie dei berberi sedentari e degli arabi nomadi, avvenuto fra il XII e il XIV secolo. Il rapporto fra queste due culture, sul piano del potere politico, è stato sempre squilibrato a favore della cultura sedentaria.

 

Antichità

  • 814 a.C.: fondazione di Cartagine da parte di coloni provenienti dalla Fenicia. Mentre Roma è ai primi passi, la città diventa rapidamente un grande potenza marittima.
  • 264 a.C. - 146 a.C.: 120 anni di guerra contro Roma, che l'occidente conoscerà come guerre puniche. Alla fine, i cartaginesi sono sconfitti e Cartagine viene distrutta.
  • 146 a.C. - 439: il territorio cartaginese diventa la Provincia Africa, prima colonia romana al di là del Mediterraneo. Cartagine risorge romana, e il paese conosce una grande prosperità.

 

Vandali, Bizantini, Islam

 

Epoca moderna

 

Indipendenza

  • 1956, 20 marzo: la Tunisia viene dichiarata indipendente. L'assemblea costituente redige la nuova costituzione e dichiara decaduta la dinastia Husseinita.
  • 1957, 25 luglio: proclamazione della Repubblica. Si elegge un consiglio costituzionale che attribuisce ad Habib Bourguiba (1903-2000), in quel momento primo ministro, le funzioni di presidente della Repubblica.
  • 1959, 1 giugno: viene adottata la prima Costituzione repubblicana.
  • 1963, 15 ottobre: le truppe francesi lasciano Biserta, ultima loro base nel paese.
  • 1987, 7 novembre: il primo ministro Zine El-Abidine Ben Ali depone il presidente Bourguiba, per senilità, con una sorta di colpo di stato medico, e viene eletto presidente nel 1989.

 

Suddivisioni amministrative

Rovine di Cartagine

 

 

Tipica cittadina della Tunisia.

 

Torre della Medina a Sousse

La Tunisia è suddivisa in 24 governatorati, che prendono il nome dalle città capoluogo:

Ciascun governatorato è retto da un governatore nominato dal Presidente. I governatorati sono a loro volta suddivisi in "delegazioni", che raggruppano diversi comuni o "consigli rurali". La più piccola suddivisione amministrativa è l'imadat.

Economia

Grazie alla stabilità politica, ai bassi costi di produzione, e ad una forte disponibilità ad accogliere investimenti stranieri, l'economia tunisina procede ad un buon tasso di crescita (+5,1% nel 2004).

Al prodotto interno lordo (PIL) l'agricoltura contribuisce per il 16%, l'industria per il 28,5%, e i servizi per il 55,5%. In particolare:

  • agricoltura e industria alimentare: la Tunisia produce ed esporta cereali (mais, frumento, avena), olive e olio di oliva, frutta (in particolare aranci e datteri); possiede inoltre una notevole flotta da pesca, che entra frequentemente in concorrenza con i pescherecci italiani.
  • industria: si produce molto per l'esportazione, grazie al basso costo della manodopera: i settori industriali prevalenti sono quelli di trasformazione di prodotti alimentari, il tessile e la trasformazione di prodotti petroliferi. Inoltre la Tunisia è un grande produttore di fosfati (il 6° nel mondo).
  • turismo: settore d'importanza crescente, con circa 5 milioni di visitatori nel 2004.
    I luoghi più frequentati sono Hammamet, Monastir, Sousse, il deserto del Sahara a sud e i siti archeologici come Cartagine o Dougga.

I principali partners commerciali della Tunisia sono, nell'ordine: Francia, Italia, Libia, Germania, Belgio, Spagna (dati 2003).

Il tasso di disoccupazione è alto (13,8%, stime 2004), anche a causa dell'alta natalità (crescita annua dell'1,15%), che fa sì che la metà della popolazione abbia oggi meno di 15 anni.
Anche per questo, la Tunisia è uno dei paesi mediterranei a forte emigrazione, e l'Italia, da cui la separano solo 140 km, è la prima destinazione dei migranti tunisini, almeno in transito: in Italia i cittadini tunisini con permesso di soggiorno erano oltre 53 mila al 1° gennaio 2002.

 

Voci correlate

 

Collegamenti esterni

Stati del mondo | Africa
 
Enclave e possedimenti europei
 Ceuta (Spagna) |  Melilla (Spagna) |  Réunion
Territori con stato legale indefinito
 Sahara Occidentale
Grazie  a www.imondonauti.it
Guida Guida TUNISIA

A cura di Nicola Piffanelli

Tunisia, un piccolo Stato a nord del continente africano, ma con alle spalle una grande storia, tracciata da tutte le civiltà che l’hanno attraversata, Fenici, Romani, Vandali, Bizantini, Arabi, Ottomani e Francesi, consente al viaggiatore che vi si reca di avere numerosi spunti d'interesse da scoprire. Anche se oggi le spiagge sono l’attrattiva di maggior richiamo turistico, il Paese ha molte cose da offrire a cominciare dai siti archeologici risalenti a 2500 anni fa, ma è anche la porta di ingresso al deserto del Sahara con i suoi stupendi paesaggi e l’occasione per conoscere le usanze della cultura maghrebina, anche grazie all’ospitalità del suo popolo. Inoltre, la stabilità politica nazionale la rende un luogo facile da attraversare, con efficienti servizi e senza particolari rischi per quanto riguarda la sicurezza personale.

IL PAESE

Tunisia in cifre

Capitale


Tunisi

Superficie


163.610 kmq

Abitanti


9.924.742 (luglio 2003)

Abitanti capitale


674.100

Densità di popolazione


60.66 ab./kmq

Religione


Mussulmana con minoranze di cattolici ed ebrei
Geografia e territorio
Mappa Tunisia

Click per ingrandire

La Tunisia confina a est e a sud con la Libia, a ovest con l'Algeria e a nord con il Mar Mediterraneo. La morfologia della Tunisia è assai varia: la sezione settentrionale è attraversata da vari allineamenti montuosi che fanno parte del gran sistema dell’Atlante, anche se qui le vette sono meno aspre che in Marocco o in Algeria; abbiamo poi una vasta fascia di depressione centrale che si estende nelle fertili pianure dell’altopiano del Tela e nella Valle della Medjerda, l’unico corso d’acqua del Paese, ed è questo il luogo dove si è sviluppata l’agricoltura.

Infine verso sud, dopo bassi rilievi che vanno dai 200 ai 400 m di altitudine intervallati da depressioni dove sono situati alcuni laghi salati (chotts, il più vasto è lo Chott Djerid), inizia il settore sahariano. Il deserto mostra qui tutti i suoi tre triplici aspetti: roccioso, ciottoloso e sabbioso, in particolare nella sezione occidentale occupata dalle dune del Grande Erg Orientale. La sezione costiera è formata da 1150 km di coste articolate che, partendo da nord, si estendono per tutta la parte orientale del Paese fronteggiata da raggruppamenti di isole in cui spicca, anche per importanza turistica, l’isola di Djerba.
Popolazione

La popolazione della Tunisia è di circa 10 milioni di abitanti, per lo più arabo-berberi (98%); il rimanente sono ebrei o europei. La Tunisia ha un tasso di accrescimento annuo pari all' 1,15%. Giovanissima quindi la popolazione che, per la metà, ha meno di 15 anni e con un tasso di alfabetizzazione buono per un paese africano, la media è attorno al 66,7%. Furono di origini berbere i primi abitanti del territorio anche se le numerose ondate migratorie hanno portato influenze fenicie, ebree, romane, vandale ed arabe. La densità di popolazione è parecchio diversa tra città, dove si registrano anche 2000 abitanti per kmq e zone desertiche del sud con meno di 10 abitanti per kmq.
Clima

Il clima è di tipo mediterraneo a nord, con estati calde da maggio a settembre e inverni freddi e piovosi da ottobre ad aprile. Gennaio rimane comunque il mese più freddo con temperature che non superano i 9° C. Nelle regioni del sud abbiamo un clima semi desertico, con piogge rarissime ed i mesi più caldi compresi tra maggio ed agosto.
Fuso orario e ora locale

La Tunisia si trova nello stesso fuso orario dell’Italia; in vigore da maggio a settembre l’ora legale.
Lingua

L’arabo è la lingua ufficiale del Paese, ma il francese, grazie all’insegnamento scolastico, è particolarmente diffuso anche nei luoghi meno turistici.
Religione

La religione ufficiale di Stato è l’Islam (98%), ma vive all’interno del Paese anche una piccola comunità ebraica soprattutto a Tunisi e sull’Isola di Djerba, così come sono presenti circa 20.000 cristiani. Il popolo tunisino è comunque molto aperto e tollerante verso i non islamici. Uno dei momenti più suggestivi, durante un soggiorno in Tunisia, è la chiamata per la preghiera che risuona per le strade, di cui quella di mezzogiorno del venerdì è considerata la più importante.
Storia

Secondo gli archeologi le prime presenze umane in Tunisia risalgono a 200.000 anni fa, ma la prima vera civiltà giunta sulle coste tunisine a partire dal 1100 a.C. fu quella dei Fenici. Fino allora il territorio era stato occupato da flussi migratori dediti soprattutto alla pastorizia e dai quali si presume discendano i Berberi, la popolazione autoctona dell’Africa Settentrionale. Ai Fenici si deve la fondazione di Cartagine la quale, a partire dal V sec. a.C., divenne la città più importante del Mediterraneo occidentale e ben presto entrò in conflitto con quelle che erano le grandi potenze del tempo, prima la Grecia ed in seguito Roma.

Proprio con l’Impero Romano Cartagine diede l’avvio a quelle che sono ricordate come le tre Guerre Puniche a partire dal 263 a.C. per avere il controllo dei territori del Mediterraneo. Nonostante le prime sconfitte sulla terra ferma Cartagine era praticamente imbattibile sui mari; ma neppure il generale cartaginese Annibale, con le sue mitiche vittorie, riuscì a fermare l’avanzata dei Romani che, inizialmente impegnati in altre imprese, mostrarono comunque poco interesse verso questa nuova conquista tanto da lasciare la regione alla Numidia che, sotto la guida di Massinissa, era diventata un gran regno che si estendeva dalla Libia all’Algeria. Alla morte di Massinissa gli scontri che si verificarono all’interno del territorio provocarono un nuovo intervento di Roma che, con Giulio Cesare nel 44 a.C., proclamò la nuova fondazione di Cartagine come città romana e capitale dell’Africa Procunsularis.

All’inizio del V sec. d.C. con l’Impero Romano ormai alla fine della sua storia, la Tunisia fu invasa dai Vandali di Gaiserico (o Genserico) che vi rimasero fino al 533 quando Belisario, generale dell’Impero Bizantino, li sconfisse dando inizio a 150 anni di dominio Bizantino.

La nascita dell’Islam all’inizio del VII sec. d.C. portò ad invasioni arabe che, con l’aiuto e la conversione dei berberi, riuscirono ad avere la meglio sui Bizantini. Malgrado il popolo berbero avesse adottato la religione degli invasori non fu mai disposto ad accettarne il dominio tanto da iniziare una serie di guerre che durarono fino all’arrivo dei Turchi ottomani.

All’inizio del XIX sec. la Francia, nuova potenza del Mediterraneo, s'impossessò dei territori più fertili del Paese, che riuscì a raggiungere l’indipendenza il 20 marzo del 1956, nominando primo presidente Habib Bourguiba, fin dagli anni Trenta impegnato nella lotta per l’indipendenza ( rimase in carica fino al 1987 in quanto nominato nel 1974 presidente a vita).
Costituzione

La Tunisia è una Repubblica presidenziale . La Costituzione (promulgata nel 1959, emendata nel 1988) attribuisce al presidente estesi poteri in quanto sia il Primo Ministro che il Governo sono nominati da lui e a lui devono rispondere. Il Presidente della Repubblica viene eletto per 5 anni a suffragio universale diretto, al pari dei 163 membri dell’Assemblea nazionale, 144 dei quali appartengono al Raggruppamento Costituzionale Democratico.
Situazione politica

Il Presidente in carica Ben Ali sta ricoprendo il suo terzo mandato ed è la figura dominante della vita politica alternata solamente dalla presenza di M Ghannouchi, il primo ministro (dal 1999). La natura moderata del governo di Ben Alì ha portato alla messa al bando dei partiti islamici e alla ripresa economica. La disoccupazione al 13% rappresenta il principale problema sociale del Paese; nonostante questo, le condizioni di vita sono generalmente buone con un prodotto interno lordo pro capite pari a 6600$.
Economia

Il turismo è ancora il settore trainante della Tunisia. Le esportazioni di petrolio non superano il 25%, altre esportazioni riguardano i tessuti, i prodotti chimici e i fertilizzanti. I principali scambi commerciali avvengono con Italia, Germania, Stati Uniti e Francia, mentre l’agricoltura sfrutta circa il 50% del territorio con coltivazioni di mais, frumento, avena, datteri, olive ed arance ( ma il 40% dei prodotti alimentari deve essere importato). Per quanto riguarda le estrazioni minerarie, la Tunisia è il sesto produttore al mondo di fosfati, mentre la pesca è un settore in costante sviluppo e riguarda prevalentemente tonni e sardine con un pescato annuo sulle 95.000 tonnellate.
Festival e tradizioni popolari

Un po' in tutti i periodi dell’anno è possibile incontrare manifestazioni. Tra queste si possono ricordare: Festival del Sahara, a Douz e Tozeur (dicembre): si trova un po' di tutto, in particolare corse di cammelli e matrimoni tradizionali ; Festival Internazionale di Cartagine (giugno-luglio): si svolge nel teatro romano di quella che un tempo fu Cartagine e comprende concerti, recital e rappresentazioni teatrali; Festival Internazionale di Musica Sinfonica (luglio): esecuzioni di opere di famosi compositori come Mozart o Bach all’interno dell’anfiteatro di El-Jem; Festival Internazionale del cinema di Cartagine: si tiene nel mese di ottobre per due settimane, sono proposti film provenienti da tutto il mondo con particolare attenzione a quelli africani; a novembre il Festival dei Ksour, spettacoli di danze tradizionali nel cortile di Ksar Ouled Soltane. Tra le tradizioni popolari si segnalano: Aid el Seghir, celebra la fine del ramadam e dura due giorni; Aid el Kebir, si ricorda il sacrificio di Isacco; Mouled, l’anniversario della nascita di Maometto e Ras el Am Hejri, l’inizio dell’anno nel calendario islamico. Tutte queste feste tradizionali musulmane, essendo cadenzate sul calendario lunare, risultano variabili rispetto al calendario normale.
Links

* www.tunisiaonline.com
sito in inglese, interessante per conoscere storia, società ,cultura, economia del paese.
* www.tunisia.it
sito in italiano, ricco di notizie
* www.tourismtunisia.com
sito dell'Ente per il Turismo tunisino; in inglese.

Guide

* Tunisia - Edizioni Edt
La classica buona guida per il viaggiatore zaino in spalla, edizione italiana della Lonely Planet
* Tunisia - Le guide oro del Touring Club
Utile a chi si affida ad un viaggio organizzato, ricca di illustrazioni e curiosità permette a priori di farsi una chiara idea di ciò che si andrà a vedere.
* Tunisia - Touring Club Italiano
La più completa guida presente sul mercato italiano da un punto di vista culturale, per viaggi organizzati o da integrare alla Lonely Planet.
* M.T. Grassi, RoboGabr'Aoun: Tunisia, il Paese delle Sabbie bianche - (Guide Polaris), Firenze, 2002

PRIMA DEL VIAGGIO

Burocrazia e sanità in cifre

Visto


Non occorre

Passaporto


Necessario (basta la carta d'identità se si viaggia con un gruppo organizzato)

Febbre gialla


Non occorre

Profilassi antimalarica


Non occorre

Vaccino Epatite A ed antitifico


Consigliati

Vaccino Epatite B


Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare

E' consigliabile visitare la zona settentrionale del Paese tra metà marzo e metà maggio, oppure da settembre all’inizio di dicembre. Sconsigliabili i mesi di luglio e agosto quando il caldo diventa insopportabile ed i prezzi salgono alle stelle visto che sono i mesi dei vacanzieri di massa. La zona semidesertica del sud è invece più agevole da visitare in primavera, nei mesi di aprile e maggio oppure da metà settembre a dicembre.
Burocrazia e visti

I cittadini italiani possono rimanere in Tunisia per tre mesi con un semplice timbro sul passaporto che deve essere però valido per l’intero soggiorno. Per chi entra con viaggi organizzati è sufficiente presentare la carta d’identità e il voucher di prenotazione dell’albergo. Per chi volesse chiedere un estensione del visto dopo i tre mesi deve recarsi presso il Ministero degli Interni, a Tunisi, in Av. Habib Bourguiba, provvisto di due foto tessera, la ricevuta dell’albergo e 3 dinari tunisini in marche da bollo, reperibili presso gli uffici postali. Il tempo necessario per questa procedura è di 10 giorni.

Nel caso decidiate di viaggiare con la vostra auto ricordatevi di portare con voi tutti i documenti compresi libretto di circolazione ed eventuale carta verde perchè durante la tratta dovrete far vidimare il passaporto e ottenere il foglio di circolazione dell'auto. Se dimenticate i documenti in auto dovrete attendere l'apertura del garage a Tunisi per poter far registrare la vostra auto con ritardi micidiali! Ricordate inoltre che, se entrate in auto, questa viene segnata sul passaporto e quindi dovete uscire dal Paese con lo stesso mezzo con cui siete entrati.
Telefono

Per chiamare l’Italia dalla Tunisia il prefisso è lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato, mentre quello per la Tunisia è lo 00216 seguito dal prefisso della località senza lo zero e dal numero desiderato. La rete telefonica tunisina è moderna ed efficiente, i telefoni pubblici sono riconoscibili da un' insegna gialla e dalla presenza di un inserviente che cambia le monete.
Vaccinazioni

Non occorrono vaccinazioni in Tunisia, ma come regola fondamentale che vale un po' per tutti i viaggi un eventuale vaccino contro l’Epatite A e il tifo sono consigliati.
Da mettere in valigia

Per la primavera e l’autunno prevedere un vestiario equivalente a quello stagionale nell’Italia centro-meridionale; il discorso cambia in inverno e in estate. Nelle visite alle città durante l'inverno, tenendo presente che incontrerete delle piogge, è consigliato un abbigliamento tipo tardo autunnale. Più a sud si può passare dalla piacevole temperatura mite diurna ad un deciso gelo notturno, quindi una buona giacca a vento e un sacco a pelo da usare negli alberghi sprovvisti di riscaldamento sono indispensabili. Nel periodo estivo sono consigliati abiti leggeri e comodi, evitando jeans e derivati, oltre naturalmente ad un copricapo per proteggersi dal sole. Una piccola farmacia da viaggio e farmaci personali completeranno il vostro bagaglio.
Elettricità

Nella maggior parte della Tunisia la corrente è a 220 V anche se in alcuni luoghi è possibile incontrare ancora la 110 V; le prese sono a due buchi rotondi come in Europa.
Quanto costa

Il soggiorno standard in Tunisia è solitamente quello di 9 giorni con quote che variano da € 485 a € 670 secondo il periodo di bassa o alta stagione. Comprendono volo aereo a/r e mezza pensione in alberghi a tre stelle. Comunque le agenzie di viaggi offrono tantissime altre combinazioni come ad es. la formula fly & drive, con quote che partono da € 240.

Per chi si organizza da sè, un volo a/r di linea con partenza da Roma o Milano costa tra i 272 e i 330 euro ia seconda della stagione stagione; aeroporto di destinazione: Tunisi.

Indirizzi utili

Indirizzi utili burocrazia

Ambasciata Italiana in Tunisia


3 Rue de Russie, Tunisi, tel. 71321811, fax 71324155; ambitalia.tunis@email.ati.tn

a Biserta, Sousse, Sfax

Ambasciata di Tunisia in Italia


Via Asmara 7, 00199 Roma, tel.06-8603060

Consolato di Tunisia in Italia


Via delle Egadi 13, Roma, tel.06-87183159, 06-8788006

Consolato di Tunisia in Italia


Viale Bianca Maria 8, Milano, tel. 02-54100500, 02-54116636

Consolato di Tunisia in Italia


Via XX Settembre 2, Genova, tel.010-5702091, 010-5702102

Consolato di Tunisia in Italia


Centro direzionale isola F 10, Napoli, tel.081-7345161, 081-7345325

Consolato di Tunisia in Italia


Piazza Ignazio Florio 2, Palermo, tel.091-328996

Indirizzi utili turismo e cultura

Ente del Turismo in Italia


Via Baracchini 10, Milano, tel.02-86453026, fax 02862752; tunisia.turismo@tiscalinet.it

Ente del Turismo in Italia


Via Calabria 25, Roma, tel.06-42010149, fax 42010151; www.tourismtunisia.com

Ufficio del Turismo (ONTT)


1 Av. Mohammed V,Tunisi, tel.071-832044, fax 834561; ontt@email.ati.tn

info tel. 1200

Ufficio del Turismo


Ave Habib Bourguiba, Hammamet, tel.02-280423

Ufficio del Turismo


Rue Ulysse Houmt Souq, Djerba, tel.05-650016

Ufficio del Turismo


Rue de l’Indèpendance Nabeul, Monastir, tel.03-461960

Ufficio del Turismo


1 Ave Habib Bourguiba, Sousse, tel.03-225157

Ufficio del Turismo


Ave Abdulkacem Chebbi, Tozeur, tel.06-454088

Alitalia


Immeuble Maghrebia, Tour B, av. du 7 novembre, Tunisi, tel.71-940490

Uffici aeroporto internazionale, Tunisi, tel. 71-784402

Tunis Air


tel.06-42113232; 02-8057752

Ostelli


tel. 01-353277

Touring Club de Tunisie (info e prenotazioni hotel)


rue d'Allemagne 15, Tunisi, tel. 71-323114, fax 324834; www.touringclubtunisie.org


Indirizzi utili sicurezza

Soccorso stradale


tel. 071-806212, 205312

Pronto soccorso


tel. 190

Polizia


tel. 197


IL VIAGGIO
Quanto stare

Se optate per un viaggio di una settimana, conviene concentrarsi su una determinata zona che può essere il nord, il centro o la parte meridionale del Paese. Per chi decidesse di fermarsi due settimane, due sono le soluzioni consigliate: la prima comprende la Tunisia settentrionale-centrale, la seconda la Tunisia centro-meridionale. Infine per chi ha più tempo a disposizione, un soggiorno di quattro settimane permette di esplorare con calma tutto il territorio del Paese. Tenete presente che l’area meridionale è consigliata a chi è interessato alla parte paesaggistica e naturale mentre le rimanenti due aree sono di stampo più culturale. Ad ogni modo, in entrambi i casi, sarà possibile dedicarsi a qualche giorno di completo relax su una delle tante spiagge che la Tunisia offre al viaggiatore e al turista.
Come arrivare
Partenza da: Expedia Travel
Destinazione:
Dal: (GG/MM/AA) Al: (GG/MM/AA)

Ulteriori opzioni di ricerca

Alitalia (www.alitalia.it) vola su Tunisi tutti i giorni sia da Roma che da Milano. Tunis Air (www.tunisair.com.tn) vola su Tunisi tutti i giorni da Roma e il lunedì e venerdì da Milano. Tunis Air vola inoltre ogni lunedì da Roma a Djerba. Il volo da Roma dura 1h 10 min., quello da Milano 1h 45 min., mentre il Roma-Djerba 1h 35 min.. I tre principali aeroporti del Paese sono: Tunisi-Cartagine, Monastir e Djerba. Tunisi-Cartagine dista 8 km dal centro città. Dalle 6 alle 21 parte ogni mezz’ora un autobus, il numero 35, che per 0,700 dinari (€ 0,50) vi porta in città in circa 25 minuti. L’aeroporto di Djerba, vicino al villaggio Mellita, gestisce una grande quantità di voli charter provenienti dall’Europa.

Via mare, la compagnia Tirrenia collega l’Italia alla Tunisia con traghetti in partenza da Genova, Cagliari e Trapani verso Tunisi. La compagnia tunisina CO.TU.NAV, offre servizi di collegamento da Genova per Tunisi una volta la settimana. Anche la compagnia Linee Lauro collega bisettimanalmente La Spezia, Napoli e Trapani con Tunisi con servizi di traghetti per tutto l’arco dell’anno. Le tratte dei traghetti sono Livorno-Tunisi, Genova-Tunisi (centro prenotazioni www.aferry.to, COTUNAV, tel. 899929206; Grimaldi Ferries, tel. 899929206), Napoli-Tunisi, Trapani-Tunisi (Linee Lauro-Medmar, tel. 0187-564340), Trapani-Pantelleria-Kelibia (Ustica Lines). La carta d'imbarco viene rilasciata all'ingresso in porto dietro consegna del biglietto; con la carta d'imbarco è necessario recarsi nell'edificio a fianco del pontile d'attracco e farsi vidimare il passaporto dalla Polizia.

La Compagnie Tunisienne de Navigation nei periodi di massima affluenza, per soddisfare la domanda dei cittadini Tunisini residenti in Europa, affianca alla nave ordinaria una nave mista (capacità di 600 passeggeri) sulla tratta Genova Tunisi e viceversa. Quindi, in detti periodi, si consiglia di arrivare al porto con anticipo per evitare problemi di imbarco e arrivare a Tunisi con conseguente ritardo.

Con circa € 25 si può mangiare a bordo con ticket unitario per pranzo, cena, colazione. In alternativa al ristorante c'è il self service: il costo è simile, ma ci sono lunghe code e cucina meno raffinata.
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Per chi arrivasse in Tunisia con la propria auto, come in ogni altro Paese del nord Africa, anche in Tunisia l'intestatario dell'auto dev'essere a bordo della stessa (meglio se alla guida). In caso contrario occorre una delega a condurre l'auto all'estero. L'auto viene segnata sul passaporto, bisogna quindi uscire dal Paese con lo stesso mezzo con cui si è entrati. Non serve la patente internazionale, basta quella italiana. Qualora la vostra compagnia di assicurazione non rilasci la carta verde per la Tunisia è obbligatorio (e assolutamente consigliato) stipulare una polizza in porto. Una stazione di servizio si trova all'uscita dell'area portuale, proprio all'imbocco del grande ponte che porta in città. Percorrete tutto il ponte: alla prima sopraelevata, se svoltate a sin. andate all'autostrada per Scusse, se andate dritto arrivate in centro a Tunisi.
Tasse di ingresso e di imbarco

Al momento del rientro in Italia non si paga nessuna tassa di imbarco. La tassa aeroportuale di TD8 o portuale di TD2 sono già comprese nei biglietti dell’aereo e del traghetto. All'arrivo al porto di Tunisi spesso (non sempre) è richiesta una marca da bollo da 1 dinaro da applicare al foglio sostitutivo del libretto di circolazione, quindi cambiate un po' di denaro a uno degli sportelli di cambio presenti al porto (non cambiano grossi tagli).
Cosa vedere e cosa fare

Nella parte settentrionale del Paese si possono visitare i più famosi siti archeologici come quello di Bulla Regia, quello di Cartagine o di Dougga, uno dei meglio conservati fra le città romane della Tunisia, dove potrete ammirare il bellissimo Campidoglio. A Tunisi, quindi sempre nel nord, da vistare assolutamente la Medina e il museo del Bardo con la bellissima collezione di mosaici di epoca romana. Da non dimenticare, per concedersi un po' di relax, le bellissime spiagge nella zona di Tabarka, Bizzete e Sidi Ali el-Mekki. Sempre nella parte settentrionale sono possibili trekking nelle foreste dei Monti della Kroumirie oppure, per gli appassionati di bird-watching, una visita al Parco Nazionale di Ichkeul, vicino a Bizzete, offre nel periodo novembre-marzo la possibilità di ammirare numerose specie migratorie provenienti dall’Europa.

Anche nella parte centrale della Tunisia troverete molte cose interessanti da fare: per cominciare, una visita al sito di El-Jem con il suo imponente anfiteatro, il terzo di tutto l’Impero romano per dimensioni, ma anche il sito di Sbeitla merita un attenta visita. Sempre in questa parte del Paese si possono effettuare visite alla famosa medina di Keirouan, ma non solo, anche quella di Mahdie e di Sfax, sebbene meno considerate dal turismo tradizionale, meritano di essere viste. Non manca anche qui un importante museo da non perdere, quello di Sousse, ma anche bellissime spiagge, forse un po' troppo affollate, nella zona di Monastir.

La parte più meridionale della Tunisia, oltre alle zone balneari di Aghir, sull’isola di Djerba, offre molteplici motivi di interesse da un punto di vista paesaggistico e naturale (Ricordate che l'isola di Djerba è situata di fronte a Gabes, città con molte raffinerie che scaricano in mare. Da evitare la zona più turistica di Midan e preferire, per il mare, le spiagge a sud ovest dove non ci sono molti complessi alberghieri). Si può incominciare con una visita a Chott el-Jerid, il lago salato più vasto della Tunisia; da qui è possibile passare ad un trekking in cammello nel Sahara, nella zona di Douz. Sempre intorno al lago, nella zona di Tozeur, sono possibili visite ai palmeti delle oasi del sud o voli in mongolfiera sopra il deserto (Aeroasis, tel. 06-452361, Tozeur), ma anche visite culturali come quella al museo Dar Charait. Spostandosi verso sud-est, nei dintorni dei centri di Matmata e Tataouine avrete l’occasione per ammirare gli edifici dell’architettura berbera.
Dormire

In Tunisia gli alberghi si dividono in due categorie: quelli classificati da una a cinque stelle, e quelli conosciuti sugli elenchi degli uffici turistici come non classificati. Tra i classificati si parte da prezzi che vanno, per una doppia, dai € 25 per camere con bagno in comune fino a € 100 e oltre per sistemazioni in ottime camere con bagno ed acqua calda. I non classificati sono spesso alloggi spartani situati nelle medine delle città, non hanno docce e offrono un letto in camera con altre persone; assolutamente sconsigliati alle donne sole e ai turisti occidentali più esigenti, hanno dalla loro parte un prezzo veramente stracciato, 2,50- 6,0 euro a notte.

I campeggi non sono molto diffusi ed organizzati come in altri paesi; si possono trovare a 2,5 € per persona. Tra gli ostelli sono consigliati quelli della categoria auberge de jeunesse (tel. 01-353277): sono quasi sempre situati in posizioni magnifiche a prezzi intorno ai € 5 per notte.

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Mangiare

Un pasto in un ristorantino economico con cucina tradizionale vi costerà da 2 a 3,50 euro, un ristorante medio applica prezzi da 6 a 9 euro mentre per qualcosa di più lussuoso o caratteristico arriviamo a cifre intorno a 15 - 25 euro, vino escluso.

Un’interessante alternativa sono le rosticcerie dove vi sarà servito pollo arrosto e patatine fritte a non più di € 1,50. Tra i piatti tradizionali tunisini, il couscous servito con stufato di carne e salsa di peperoni rimane uno dei più caratteristici, ma si possono provare anche il briq, una sfoglia di pasta sottile farcita in vari modi; lo shakshuka, una zuppa vegetale a base di cipolla e peperoni verdi; kammounia, stufato di carne insaporito con cumino; harissa, una pasta piccantissima che accompagna praticamente tutti i piatti.
Posta e telefono

Il servizio postale tunisino è affidabile. In media una lettera per arrivare in Europa impiega una settimana. Gli uffici postali delle principali città rimangono aperti da lunedì al sabato dalle 8 alle 18, di domenica dalle 9 alle 11. In estate l’orario è dalle 7,30 alle 13.30, mentre di domenica rimane invariato. Nelle zone rurali gli orari cambiano da zona a zona, durante il mese del Ramadan l’orario postale dal lunedì al sabato è dalle 7,30 alle 13.30.

Il codice internazionale per la Tunisia è lo 00216, mentre per telefonare in Italia è necessario anteporre il prefisso 0039 al numero desiderato.
Moneta, carta di credito e cambio

La moneta tunisina è il dinaro tunisino (TD): si divide in 1000 millesimi (millimes). Ci sono monete da 5, 10, 20, 50, 100 e 500 millesimi di dinaro e banconote da 5, 10, 20, 30 dinari. Un dinaro tunisino equivale a circa € 0,79. Al momento di entrare nel P aese è obbligatorio dichiarare l'importazione di valuta eccedente i 1000 dinari. In Tunisia non si hanno problemi a cambiare tutte le principali valute europee oltre naturalmente ai dollari USA. Le carte di credito più diffuse ed accettate senza problemi sono la Visa e la MasterCard, ma nelle zone turistiche non ci sono problemi anche per l’American Express e la Diners Club.
Spostarsi

La maniera più rapida ed efficiente per spostarsi da una località ad un altra è affidarsi a quelli che sono comunemente chiamati louage, cioè i taxi collettivi. Sono vecchie Peugeut 404, 504 o 505 station wagon adibite al trasporto di massimo 5 persone. Leggermente superiori ai bus come costo del trasporto, sono confortevoli ed il limite di cinque passeggeri é rispettato scrupolosamente.

Per quello che riguarda i bus, il trasporto è gestito da una compagnia nazionale, la SNTRI, ma anche da compagnie private con mezzi spesso vecchi e senza aria condizionata. Una corsa di sola andata da Tunisi a Sousse costa TD 6, da Tunisi a Tozeur TD 16,50.

Esiste anche una società nazionale di treni, la SNCFT, che può contare su una rete ferroviaria non molto estesa ma moderna, sviluppatasi da nord verso sud sull’asse Tunisi-Gabès, via Sousse e Sfax.

Poco sviluppata la rete di voli interni, in quanto le distanze in Tunisia non sono così consistenti da ricorrere ad un viaggio aereo. Esistono comunque collegamenti giornalieri Tunisi-Djerba, Tunisi-Tozeur con 5 voli settimanali, Tunisi-Sfax, 4 voli, Djerba-Tozeur 2 voli; i prezzi per una sola andata variano da 15 a 50 euro, tutti offerti dalla compagnia di bandiera Tunis Air.

Noleggiare un'auto costa circa TD 200 la settimana per un' utilitaria a cui va aggiunto un 17% di tasse, 0,28 TD per km. e TD10 il giorno di assicurazione; alcuni periodi, come in estate, a Djerba o a Tunisi è praticamente impossibile trovare un'auto se non prenotata con largo anticipo. La benzina verde costa 0,63 TD al litro.

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Sanità

E’ sempre consigliabile stipulare un'assicurazione sanitaria prima della partenza. Il livello sanitario è comunque buono e le cliniche private tunisine sono a livello europeo. L’acqua di rubinetto è bevibile in quasi tutta la Tunisia, ma se preferite quella minerale non avrete problemi a trovarla ovunque. Attenzione ad alcuni cibi, come le cozze, ostriche o altri molluschi, oltre ai gelati venduti per le strade; ricordatevi di sbucciare sempre la frutta e di lavare la verdura con acqua sterilizzata. Comunque in genere, a parte qualche problema gastrointestinale, con un po' di attenzione il vostro viaggio non dovrebbe incontrare particolari disavventure. Nelle Ambasciate, Consolati, ma anche negli alberghi di categoria superiore, troverete sempre qualcuno disposto ad indirizzarvi, in caso di bisogno, verso un professionista qualificato.
Sicurezza

La Tunisia è un posto abbastanza sicuro. Rapine o furti sono rari. Le donne che viaggiano sole devono evitare alberghi economici e di fare l’autostop.

In particolare, si invita alla prudenza in prossimità di moschee, Università, Ambasciate americana e britannica, luoghi in cui sono in corso manifestazioni di protesta.

La legge tunisina è severa con chi compie reati sessuali ai danni di minori. Nessuna tolleranza per consumo o spaccio di droghe.
Comportamenti

La Tunisia è un paese molto tollerante, sarete spesso avvicinati da giovani che vi chiederanno informazioni sull’Italia e sulla possibilità di sviluppare rapporti di amicizia o lavoro, siate quindi disponibili e gentili: tutto si svolge spesso davanti ad un tè bevuto assieme. Cercate, nel periodo del Ramadan durante il quale c’è l’obbligo del digiuno totale, di non mostrarvi arroganti esibendo cibo, bevande o sigarette di fronte a persone che, volenti o nolenti, sono escluse da tutto ciò.

Ringraziamo per segnalazioni e aggiornamenti alla guida:
Robo Gabr’Aoun (sez. Burocrazia e Visti, Come arrivare, Tasse d'ingresso, Spostarsi)

_________Grazie a www.travelpuppy.com
La Tunisia Info Generale
Generalità Della Tunisia - TravelPuppy.com
Capitale

Tunisi.

Zona

163.610 chilometri quadrati (63.170 miglia quadrate).

Popolazione della Tunisia

10.7 milioni (valutazione ufficiale 2005).

Popolazione di Tunisi

700 mila (valutazione ufficiale 2003).

Densità demografica

63 per il chilometro quadrato.

Geografia

La Repubblica tunisina è situata sul litorale mediterraneo dell'Africa, sul sud-ovest di 130km (80 miglia) della Sicilia e sul sud di 160km (100 miglia) della Sardegna. Bordered dall'Algeria all'ovest e dalla Libia sul sud-est.

Il paesaggio varia dalle scogliere delle zone costiere del nord ai terreni boscosi dell'interiore, dalle valli profonde di terreno arabile ricco per desert e dalle montagne torreggianti alle vaschette del sale più basse del livello del mare. Al sud di Gafsa e di Gabès è il deserto del Sahara. Il 1100km (700 miglia) della linea costiera è punteggiato con molte piccole isole, considerevolmente Jerba nel sud e Kerkennah nell'est. Dal nord-ovest al sud-est la linea costiera è sostenuta successivamente dalle colline pino-placcate, dai frutteti, dalle vigne lush del pascolo e dai boschetti verde oliva.

Governo

Repubblica dal 1959 ed indipendenza guadagnata dalla Francia durante il 1956.

La testa di Dichiara: Presidente Zine Al-Abidine-Abidine Ben Ali dal 1987.

Capo di governo: Primo Ministro Mohamed Ghannouchi dal 1999.

Storia recente

Celebrando cinquanta anni di indipendenza dalla Francia durante il 2006, la Tunisia finora ha avuta soltanto 2 presidenti. Il ‘Founding Father’ del paese indipendente, Habib Bourgiba, ha regolato da 1956 fino a giudicarlo lui senile ed incapace continuare nell'alimentazione durante il 1987, quando il incumbent corrente, il EL Abidine Ben Ali di Zine ha ammesso l'alimentazione in un colpo. Il Rassemblement Constitutionel Démocratique (RCD) continua a tenere una maggioranza notevole in Al-Nuwaab di Majlis (alloggiamento dei delegati). Uno scrutinio presidenziale è stato tenuto nel mese di marzo del 1994 e Ben Ali era ‘re-elected’ con 99.9% del voto. Alle elezioni legislative tenute allo stesso tempo, la metà delle 19 sedi riservate all'opposizione è stata assegnata ai socialisti democratici ed agli altri divisi fra il Mouvement de la il Renovation (precedentemente i comunisti), il Parti de l'Unité Populaire e l'unione Démocratique Unioniste.

Il voto presidenziale 1999 ha fornito risultato simile, dante a Ben Ali un terzo termine successivo. In senso stretto, un quarto termine è stato proibito a dalla costituzione ma un referendum durante i 2002 ha permesso che Ali si levasse in piedi per fino ad altri 2 termini. Unsurprisingly, Ali ha vinto il quarto termine discutibile in 2004 con il partito principale di opposizione che ritira 2 giorni prima del voto che dichiara che la loro partecipazione servirebbe soltanto a legitimise un'elezione attrezzata.

A norma della costituzione 1959, la legislazione è la responsabilità dell'alloggiamento unicameral dei delegati, di cui i 163 membri sono scelti da suffrage universale dell'adulto per 5 anni. Tutti solo 19 sedi, che sono riservate per i partiti di opposizione sotto il sistema della rappresentazione proporzionale, sono scelti sotto un sistema semplice di maggioranza. Il presidente, che inoltre è scelto da suffrage universale per un termine di cinque anni, è capo di Dichiara e nomina il Primo Ministro ed il Consiglio dei Ministri che esercitano l'alimentazione esecutiva sotto la sua direzione.

Ci sono inoltre vari organi consultivi compreso:

Consiglio Di Dichiarare
Consiglio sociale ed economico
Consiglio Costituzionale
Più alto Consiglio Islamico

Lingua

L'arabo è la lingua ufficiale ed il francese è la seconda lingua. L'italiano è parlato in alcuno delle città principali ed inglese e del tedesco pricipalmente nei ricorsi turistici.

Religione

La religione principale è Islam. Ci sono piccole minoranze cattoliche, protestanti ed ebree in Tunisia.

Tempo

GMT + 1.

Elettricità

220/110 di volt di CA, 50Hz ed i 2-perni plug/adaptor continentale è richiesto.

Convenzioni Sociali

L'arabo nella coltura e nella tradizione, il paese è tuttavia uno dei paesi musulmani più liberali e più tolleranti. Il bedouin nomade ancora segue il loro modo di vivere tradizionale nella parte del sud del deserto. Le origini variate dei tunisini sono indicate nella loro architettura, mestieri, musica e balli pieghi regionali. La Tunisia inoltre ha sviluppato una reputazione internazionale come centro intellettuale e culturale.

L'agitazione delle mani è la forma più usuale del saluto. L'ospitalità è molto importante e un piccolo regalo nell'apprezzamento di ospitalità o poichè un segno di amicizia sempre molto è apprezzato.

Il vestito può essere informale ma dovrebbe rispettare le convenzioni di Islam quando monumenti religiosi di visita, IE: le spalle e le ginocchia devono essere coperte. Fuori dei ricorsi turistici, beachwear scarso non dovrebbe essere portato.

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Feste nazionali Della Tunisia
Feste nazionali Della Tunisia - TravelPuppy.com
Anno 2006
Il 1 gennaio
Il 21 gennaio
Il 10 febbraio
Il 20 marzo
Il 21 marzo
Il 9 aprile
Il 21 aprile
Maggio 1
Il 25 luglio
Il 13 agosto
Il terzo-quinto novembre
Il 7 novembre
Giorno Del Nuovo Anno.
Al-Idha di Eid (festività del sacrificio).
Hegire (Nuovo Anno Islamico).
Giorno Di Indipendenza.
Giorno Della Gioventù.
Giorno Del Martyr.
Mouled (Anniversario Del Prophet).
Giorno di lavoro.
Giorno Della Repubblica.
Giorno Delle Donne.
Al-Fitr di Eid (conclusione di Ramadam).
Nuovo Giorno Di Era.

A Giugno Del 2007

Il 1 gennaio
Il 13 gennaio
Il 31 gennaio
Il 20 marzo
Il 21 marzo
Il 9 aprile
Il 11 aprile
Maggio 1
Giorno Del Nuovo Anno.
Al-Idha di Eid (festività del sacrificio).
Hegire (Nuovo Anno Islamico).
Giorno Di Indipendenza.
Giorno Della Gioventù.
Giorno Dei Martyrs.
Mouled (Anniversario Del Prophet).
Giorno di lavoro.
Nota

I festival musulmani sono cronometrati secondo i sightings locali di varie fasi della luna e quindi le date date sopra sono approssimazioni. Durante il mese lunare di Ramadan che precede Al-Fitr di Eid, i musulmani velocemente durante il giorno e la festività alla notte ed i modelli normali di affari possono essere interrotti. Molti ristoranti sono chiusi durante il giorno e ci possono essere limitazioni sul bere e fumare e una certa rottura possono continuare in Al-Fitr in se di Eid. Al-Fitr di Eid ed Al-Idha di Eid possono durare 2 giorni.

_________________Contatti Della Tunisia
Indirizzi della Tunisia e contatti - TravelPuppy.com
Posizione: L'Africa Del nord.

Ufficio Turistico Nazionale Tunisino - Regno Unito

Via Di 77A Wigmore
Londra
W1U 1QF
Il Regno Unito

Numero di telefono: (020) 7224 5561 o 5598 (pressa).
Web site: www.cometotunisia.co.uk

Ambasciata della Repubblica tunisina - il Regno Unito

Gate Dei 29 Principi
Londra
SW7 1QG
Il Regno Unito

Numero di telefono: (020) 7584 8117 (per le inchieste generali) o (09065) 508 977 (la linea e le chiamate di 24 ore delle informazioni di visto hanno costato £1 un il minuto).
Ore di apertura: Lunedì-Venerdì 0900-1700 ore, 0930-1300 (sezione consolare), Lunedì-Giovedì 0930-1300 ore (presentazioni di visto).

Ambasciata della Repubblica tunisina - S.U.A.

Viale 1515 Del Massachusetts
Nanowatt
DC Di Washington 20005
Gli S.U.A.

Numero di telefono: (202) 862 1850 o 680 6006 (per le inchieste di turismo).

______________Passaporti

Passaporto 6 mesi validi dopo la data di ritorno richiesta da tutti.

Visti

Richiesto da tutti escluda quanto segue:

a. 1. cittadini citati nella tabella qui sopra per i soggiorni di fino a 3 mesi, tranne i cittadini Australia che hanno bisogno di un visto e cittadini della Repubblica ceca, l'Ungheria, il Latvia, la Lituania, la Polonia e Repubblica slovacca, che devono viaggiare su una festa riconosciuta del pacchetto e cittadini della Cipro e dell'Estonia che hanno bisogno di un visto.

cittadini del b. dell'Austria, del Belgio, della Francia, della Finlandia, della Germania, della Grecia, dell'Italia, del Lussemburgo, dei Paesi Bassi, del Portogallo, della Svizzera e della Spagna con una carta di identità nazionale valida su una festa riconosciuta del pacchetto.

cittadini del c. dell'Algeria (soggiorno illimitato), l'Andorra, l'Antigua & barbuda, l'Argentina, la Bahrain, le Bermude, le Barbados, la Bosnia & herzegovina, Brasile, Brunei, Bulgaria (2 mesi di massimo), Cile, d'Ivoire di Côte, croatia, Dominica, Fiji, Gambia * (veda la nota qui sotto), Guinea, Honduras, Hong Kong (SAR), Islanda, Kiribati, Corea (Repubblica), Libia, Liechtenstein, Macedonia (Repubblica iugoslava precedente), Malesia, Maldives, Mali * (veda la nota qui sotto), Mauritania * (veda la nota qui sotto), l'isola Maurizio, Monaco, Marocco (soggiorno illimitato), Niger * (veda la nota qui sotto), la Norvegia, Oman, Qatar, Romania, st Kitts & Nevis, st Lucia, San Marino, Senegal, Serbia & Montenegro, Seychelles, isole di Solomon, Svizzera, Turchia e città di Vatican.

Nota: Fornendo alla tenuta un la quantità sufficiente di valuta estera per riguardare il soggiorno.

cittadini del d. del CIS e del Turkmenistan per le feste del pacchetto soltanto, tranne i cittadini dell'Armenia che hanno bisogno di un visto.

passeggeri di transito del e., se documentazione in avanti della tenuta o di ritorno valida e non lasciare l'aeroporto o la nave. I cittadini del Libano e della Siria devono continuare in stesso o primo velivolo di collegamento in twenty-four ora dopo l'arrivo; i cittadini di altri paesi devono continuare il loro viaggio in 48 ore dell'arrivo; i cittadini della Bolivia, della Cina, della Colombia, del Ghana, dell'Israele, dell'Iran, della Nuova Zelanda, del Perù, delle Filippine, di Singapore e della Sri Lanka hanno bisogno sempre di un visto.

Nota

2. I cittadini dell'Australia e della Sudafrica, che hanno bisogno di un visto, possono ottenere uno sull'arrivo sul punto di l'entrata. Controlli con l'ambasciata per vedere se ci sono particolari.

Tipi di visto e di costi

Corto-rimanga e transito: £20.

Validità

Corto-rimanga - solitamente per i soggiorni di fino a 3 mesi.

Transito - 3 giorni.

Per le lunghezze aggiornate del soggiorno, mettasi in contatto con il consolato più vicino.

Applicazione a

Consolato (o sezione consolare all'ambasciata)

Requisiti di applicazione

a. Passaporto valido.
b. La fotocopia delle prime 5 pagine del passaporto e di c'è ne timbra.
c. 3 moduli di domanda hanno completato in inchiostro nero e nelle lettere maiuscole.
d. 2 foto di passaporto-formato con il nome completo hanno stampato sopra indietro.
e. Tassa (pagabile da ordine postale o da contanti come assegni non sono accettati).
f. Busta registrata, per posta timbrata, auto-richiamata per l'applicazione (accertisi per favore che il costo di affrancatura di ritorno venga a £4.25).

Le gioranate lavorative hanno richiesto

Circa 3 settimane, per sia le applicazioni postali che personali.

Residenza provvisoria

Per le più informazioni, mettasi in contatto con la sezione di visto dell'ambasciata tunisina

Le Informazioni Di Passport/Visa

Ambasciata della Repubblica tunisina - il Regno Unito
Gate Dei 29 Principi
Londra
SW7 1QG
Il Regno Unito

Numero di telefono: (020) 7584 8117 (per le inchieste) o (09065) 508 977 (la linea e le chiamate di 24 ore delle informazioni di visto hanno costato £1 un il minuto).
Ore di apertura: Lunedì-Venerdì 0900-1700 ore, 0930-1300 ore (sezione consolare), Lunedì-Giovedì 0930-1300 ore (presentazioni di visto).

Ambasciata della Repubblica tunisina - S.U.A.
Viale 1515 Del Massachusetts
Nanowatt
Washington
Dc 20005
Gli S.U.A.

Numero di telefono: (202) 862 1850 o 680 6006 (per le inchieste di turismo).
Web site: www.tunisiaonline.com

NAVE CARTHAGE

lunghezza 180 mt - larghezza 27,50 mt - velocità 23,5 nodi - capacità passeggeri 2.208 persone - capacità carico 666 auto. Inaugurata nel 1999, di-spone di tre ristoranti, Baal con 100 posti, Elyssa con 550 posti, Tanit con 300 posti, Bar Night Han-nibal con 500 posti, Lido Bar Amilcar con 190 po-sti, Cafè Bar Asdrubal con 120 posti, Bar della pi-scina Hannon con 200 posti. Dispone inoltre di tre free-shop, piscina, jacuzzi, sala giochi per bambini.

HOTEL MELIA EL MOURADI 􀀫􀀫􀀫􀀫􀀫

Hammamet

Situato in prima linea sul mare, di fronte all'ampia e chilometrica spiaggia di sabbia fine, nella nuova area turistica a Sud di Hammamet, dista 4 km dal centro di Hammamet, 3 km dal campo da golf Yasmine. Di-spone di spiaggia privata, piscina esterna per adulti con zona per bambini, piscina coperta con jacuzzi, solarium, sauna, centro di balneoterapia, campo da tennis, tiro con l’arco, pallavolo, mini-golf (13 buche). Ristorante con servizio a buffet, coffee shop, quattro bar, parrucchiere, boutique. Le camere sono climatiz-zate e dotate di Tv sat, telefono, cassaforte, minibar, phon.

HOTEL KURIAT PALACE **** Monastir

Situato direttamente sulla spiaggia di sabbia di Skanes a circa 8 km dal centro di Monastir, di-spone di ricevimento, ristorante con servizio a buffet, ristorante a la carte, snack-bar, cocktail-bar, caffè moresco, elegante sala soggiorno, boutique, due piscine di cui una coperta con i-dromassaggio, spiaggia privata attrezzata. A pa-gamento: campi da tennis, bagno turco, sala massaggi, sdraio e teli da spiaggia / piscina. Le camere sono climatizzate e dotate di Tv sat, tele-fono diretto, minibar, balcone o terrazzo.

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http://www.paesionline.it/africa/tunisia_gabes/hotel_alberghi_gabes.asp
Nome Hotel
Indirizzo Hotel Telefono Albergo
CHELA CLUB CHENINI - Gabes
216 (5) 224442
OASIS ROUTE DE LA PLAGE - Gabes 216 (5) 270381
CHEMS Gabes
216 (5) 270547
NEJIB Gabes 216 (5) 271686
ATLANTIC 4 AVENUE HABIB BOURGUIBA - Gabes 216 (5) 272417
 

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