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| Tunisi |
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| TUNISIA Gran Tour del Sud «Per noi pensare alla Tunisia è pensare ad una meta di mare vicino a casa; è pensare a una popolazione locale che spesso parla la nostra lingua; è pensare e trovare strutture alberghiere dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. E tutto questo è vero. Ma la realtà della Tunisia traduce anche le nostre fantasie, legate ad esempio agli scenari cinematografici della legione straniera: chi non ricorda Gary Cooper nei panni di Beau Geste! Chi non ricorda la mitica reggia di Didone dove approdò Enea, esule da Troia. Ebbene la Tunisia è anche questo, il primo paese del nord-Africa avamposto del Sahara, città moderne ma ancora ricche di tradizione e antichi patrimoni culturali. A tutti coloro che non si accontentano di trascorrere una piacevole settimana in riva al mare, il Paese offre importanti vestigia archeologiche, religiose e culturali che abbracciano secoli di storia. Al di la del mare e delle spiagge, una vacanza in Tunisia permette di riportare a casa, e di raccontare agli amici, ricordi pieni di colore, di profumi e di sensazioni ricchissime: gli spazi senza confini, i silenzi e i tramonti del deserto, i cieli stellati che hanno ispirato grandi artisti della letteratura, della pittura e della musica da Gustav Flaubert ad Andrè Gide, da Paul Klee a Dizzy Gillespie. Ora tocca a voi!» LA TUNISIA La Tunisia, affascinante incantatrice dei sensi. Si comincia a conoscere questa “magica terra dei colori’’: il blu del mare di Djerba e di Mahdia, quello morbido del cielo sul palmeto di Nefta, e quello intenso delle porte dei villaggi di Sidi Bou Said. Il verde delle oasi di Chebika e Tamerza. Il vermiglio dei tramonti sulle rovine di Cartagine. L’ocra delle abitazioni trogloditiche di Mattata e delle dune del deserto. L’oro dei datteri e della moschea di Tozeur. Poi sono gli aromi del mercato di Gabes: pepe e zafferano che si mescolano a gelsomino e tè verde. E ancora la ruvida pietra dei ghorfa, i caratteristici ‘’granai’’ di Medenine e la roccia scavata dal vento nei canyon di Mides. La musica del villaggio berbero di Chenini, arroccato sulle colline, e le tradizioni di Douz, simbolo della cultura del Sahara. Infine il gusto dell’avventura a dorso di un dromedario lungo le antiche piste carovaniere del deserto. Gradisci informazioni sulla Tunisia? IL PERCORSO Il percorso di viaggio IL NOSTRO FUORISTRADA Durante il viaggio in Tunisia verrà utilizzato il Land Rover modello "Defender", ( o modello equivalente ), per le sue particolari doti di resistenza nei percorsi accidentati. Semplicità entusiasmante, forza ineguagliabile e abilità leggendaria: la Defender è sicura e inarrestabile su ogni terreno, durante le arrampicate in montagna, le attraversate di deserti o il guado di fiumi. Motore Il controllo Il carico Il cuore della Defender è il potente Td5, motore turbo Diesel da 2,5 litri. Messo a punto appositamente per il fuoristrada, il motore è controllato da un sistema elettronico dell'acceleratore che consente una maggiore corsa del pedale nell'uso in fuoristrada ed una maggiore sensibilità al comando nel caso di guida stradale. Il controllo della coppia del motore è garantito da un cambio a doppia gamma di velocità, sia lunghe che ridotte, per un totale di 10 velocità in marcia avanti e 2 in retromarcia. Questa ampia scelta di rapporti consente di affrontare qualsiasi salita o di procedere in tutta sicurezza su terreno instabile, anche sulle pendenze più estreme. Le varie versioni della Defender offrono una capacità di carico che arriva fino a 1150 kg, pur mantenedo un livello di prestazioni eccellenti. La tenuta, trazione, aderenza e potenza affidabili della Defender la rendono il veicolo da traino preferito al mondo. Ed è comprensibile, vista la capacità di traino fino a 3500 kg. Gradisci qualche ulteriore informazione su Land Rover modello "Defender"? PROGRAMMA DI VIAGGIO 1° Giorno: ITALIA - DJERBA -------------------------- Partenza da Milano Malpensa o Roma. Disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Djerba. Trasferimento all’Hotel Djerba Vincci Resort (4 stelle) o similare. 2° Giorno: DJERBA-CHENINI (220 km) -------------------------- Partenza per Medenine, oasi tunisina a sud di Gabes, per la visita alle caratteristiche gorfas, antichi granai berberi. Proseguimento per Ksar Hadadda e visita degli ksar, comunemente chiamati anche Castelli del deserto, costruzioni fortificate a forma quadrangolare. Continuazione per Tatatouine, tipico villaggio berbero situato alle porte del grande sud e visita del villaggio. Seconda colazione. Nel pomeriggio visita di Chenini, villaggio berbero arroccato sulla collina e del villaggio di Douiret. Sistemazione all’Hotel Sangho (3 stelle). Cena e pernottamento. 3° Giorno: CHENINI – KSAR GHILANE - DOUZ (250 km) -------------------------- Partenza per Ksar Ghilane e visita dell’oasi. Seconda colazione. Proseguimento per Douz, capoluogo del M’Razigs, simbolo delle tradizioni arabo sahariane. Nel pomeriggio visita delle oasi di Sabria, Noueil e Zaafrane. Passeggiata facoltativa a dorso di dromedario. Sistemazione all’Hotel Mouradi Douz (4 stelle) o similare. Cena e pernottamento. 4° Giorno: DOUZ – LE OASI DI MONTAGNA – TOZEUR (260 km) -------------------------- Partenza per Tozeur, attraverso Chott El Jerid, il maggior lago salato della Tunisia, quasi sempre completamente asciutto; il lago si presenta come un enorme mare salato la cui superficie con il caldo si screpola e luccica al sole creando particolari effetti ottici. Continuazione per le piccole oasi di montagna Chebika, Tamerza e Mides, località molto diverse tra loro ma con un aspetto in comune: offrono spettacoli naturali molto suggestivi. Rientro a Tozeur, l’oasi verdeggiante e rigogliosa considerata un paradiso nel deserto, e visita della città e della medina. Sistemazione all’Hotel Palmyre o Abou Nawas o altro 4 stelle similare.Cena e pernottamento. 5° Giorno: TOZEUR (Nefta) (60 km) -------------------------- Partenza per Nefta e visita in calesse della “Corbeille”, il belvedere dell’oasi. Rientro a Tozeur. Seconda colazione. Nel pomeriggio visita facoltativa dell'oasi e dello zoo, oppure escursione facoltativa con il treno “Lezard Rouge” (Lucertola Rossa): non lontano da Tozeur è possibile ammirare le gole di Selja, uno spettacolo naturale di grande bellezza cui si può accedere solo grazie al Lézard Rouge. Simile ad un treno leggendario, questa “lucertola rossa” si insinua in mezzo a canyon tortuosi, restituendo la magia di un viaggio fuori dal tempo. Il treno, costruito più di un secolo fa, conta sei vagoni tra cui quello anticamente riservato al Bey ed un vagone ristorante, tutti raffinatamente arredati in stile orientale. Partendo dalla stazione di Metlaoui, il Lézard Rouge vi condurrà in un viaggio fuori dal comune, un po’ Far West, un po’ Mille e una Notte. In tarda serata visita al museo d’arte tradizionale Dar Cherait. Rientro in hotel cena e pernottamento. 6° Giorno:TOZEUR-GABES -MATMATA (280 km) -------------------------- Partenza per Gabes, la porta del sud, visita dell’oasi marittima e del caratteristico mercato delle spezie e proseguimento per Matmata. Visita del villaggio trogloditico berbero, caratterizzato dalle abitazioni interamente scavate nel suolo argilloso e completamente invisibili dall’esterno. Nel pomeriggio visita del villaggio berbero di Toujane. Rientro a Matmata e sistemazione all’Hotel Dia El Barbar (4 stelle) o similare. 7° Giorno: MATMATA - DJERBA -------------------------- Partenza per Djerba in traghetto attraversando il braccio di mare e tour dell’isola (Guellala, centro rinomato per le ceramiche, il capoluogo Houmt Souk, la Griba). Sistemazione all’Hotel Djerba Vincci Resort (4 stelle) o similare. 8° Giorno: DJERBA - ITALIA -------------------------- Partenza in aereo per l’Italia Le Quote 8 Giorni - 7 notti Partenze ogni lunedì - Pensione Completa Circuito in fuoristrada - Guida locale parlante italiano La quota comprende - trasporto aereo con volo noleggiato o di linea su Djerba da Milano Malpensa o Roma; - tasse aeroportuali tunisine; - trasferimenti da e per l’aeroporto di Djerba; - 7 pernottamenti in hotel 4/5 stelle (eccetto Chenini) con sistemazione in camere doppie con servizi privati; - trattamento di Pensione Completa durante l’intero soggiorno; - escursioni e visite effettuate in autopullman con aria condizionata e guida locale parlante italiano; - set da viaggio; La quota non comprende - Iscrizione - Assicurazione sanitaria e bagaglio ; - Assicurazione annullamento - Tutto quanto non espressamente indicato ne "la quota comprende" Partenze Quota per persona in camera doppia da Milano Quota per persona in camera doppia da Roma Suppl. singola dal 7 gennaio al 10 marzo 2008 € 780 € 635 € 84 17 marzo 2008 € 815 € 700 € 88 24 marzo 2008 € 815 € 660 € 88 31 marzo 2008 € 810 € 670 € 100 dal 7 al 30 aprile 2008 € 810 € 720 € 100 dal 5 maggio al 30 giugno 2008 € 840 € 760 € 120 dal 7 al 20 luglio 2008 € 885 € 805 € 120 21 luglio 2008 € 885 € 865 € 120 28 luglio 2008 € 895 € 865 € 120 4 e 11 agosto 2008 € 920 € 880 € 123 18 agosto 2008 € 910 € 880 € 123 25 agosto 2008 € 885 € 865 € 120 dal 1 settembre al 27 ottobre 2008 € 840 € 760 € 120 Partenze tutti i lunedì - minimo 4 partecipanti Supplemento partenze garantite con minimo 2 partecipanti € 184 Supplemento partenze garantite con minimo 3 partecipanti € 62 Tasse aeroportuali (solo per Roma. ) € 68 Pacchetto iscrizione, assicurazione completa ed annullamento non inclusi Eventuali adeguamenti valutari e costo carburante potranno essere richiesti tra i 28 e i 21 giorni prima della partenza; :::::::::::TUNISIA Le informazioni sulla località INFORMAZIONI UTILI Documenti (Normativa in vigore al momento della pubblicazione). Per i cittadini italiani per l’ingresso in Tunisia è richiesto il passaporto oppure la carta d’identità valida per l’espatrio, che consente un soggiorno fino a tre mesi. Valuta In Tunisia ha corso legale il dinaro tunisino. Gli euro sono cambiati ovunque, così come sono accettate in quasi tutti gli alberghi le principali carte di credito. Si ricorda che le escursioni acquistate localmente vanno pagate in contanti. Vaccinazioni e precauzioni sanitarie Non sono richieste vaccinazioni. È bene munirsi di creme solari protettive e un antisettico intestinale, oltre alle eventuali medicine di uso personale. Il clima La Tunisia gode di un clima temperato mediterraneo a nord e in genere lungo la costa, con estati calde e inverni miti. Le temperature possono raggiungere massime di 29-32° d’estate e di 14-18° d’inverno. All’interno e al sud del paese, la vicinanza del Sahara rende il clima desertico, più secco e con temperature più elevate tutto l’anno e una notevole escursione termica, che determina un forte abbassamento della temperatura durante le ore notturne. Ramadan Dal 3/4 ottobre al 4/5 novembre durante il Ramadan, mese sacro alla religione musulmana ricco di suggestioni, potrebbero verificarsi ritardi e lentezze nel servizio per i quali desideriamo scusarci anticipatamente. Inoltre i siti archeologici anticipano l’orario di chiusura. Fuso orario In Tunisia c'è lo stesso fuso orario dell'Italia, anche in periodo di ora legale (applicata anche in Tunisia seppure con qualche differenza d'inizio e termine). Abbigliamento È consigliabile un abbigliamento informale, sportivo, da mare; cappellino, occhiali da sole e un maglione per la sera; scarpe comode e basse per le escursioni e le visite nei siti archeologici. Infine, trattandosi di paese musulmano, è richiesto un abbigliamento adeguato e rispettoso delle usanze locali. Lingua In Tunisia la lingua ufficiale è l’arabo, ma il francese, compreso e parlato ovunque, è di fatto la seconda lingua nazionale e nelle zone turistiche, soprattutto negli alberghi, è ben compresa e spesso anche parlata la lingua italiana. Fotografia e video Si raccomandano sensibilità e rispetto nel fotografare e filmare le persone e i luoghi di preghiera. Telefoni In Tunisia le chiamate in teleselezione possono essere effettuate, senza particolari difficoltà, dagli alberghi nelle principali località. I telefoni cellulari GSM sono regolarmente funzionanti. Apparecchi elettrici L’energia elettrica viene erogata a 220 volts. Si consiglia di portare un adattatore di corrente per prese diverse. Cucina In Tunisia il piatto tipico è il couscous che accompagna ogni pietanza; la carne di agnello è l’ingrediente principale di alcuni piatti tunisini molto saporiti. Tipico anche il brick, un triangolo di pasta sottilissima fritto, con ripieno di erbe, oppure farcito con tonno e uova. Ottimo il pesce, alla griglia e aromatizzato con finocchio e spezie. Gustosi i dolci. Buoni i vini tunisini. Shopping In Tunisia si possono trovare tappeti di lana lavorati a mano, abiti tipici in cotone e seta, anche ricamati; oggetti in ottone e rame, monili in argento e pietre dure, articoli in pelle, vasellame in terracotta, soprammobili e in legno lavorato, oggetti tradizionali berberi, olii essenziali in piccole boccettine di vetro soffiato decorate; caratteristiche le rose del deserto, soprattutto al sud. Villaggi e alberghi Va segnalato che a volte lo standard degli alberghi non corrisponde a quello europeo. In tutte le strutture le camere triple si intendono doppie con letto aggiunto; ciò comporta una notevole riduzione dello spazio a disposizione e conseguentemente del comfort. Le singole sono poche ed in genere soggette a riconferma. Le camere vengono generalmente assegnate dopo le ore 14.00 ed il giorno della partenza devono essere liberate al massimo entro le 12.00, indipendentemente dagli operativi dei voli. Negli alberghi 4 e 5 stelle è richiesto un abbigliamento formale per la cena. I circuiti Per ragioni tecnico organizzative a volte può succedere che gli itinerari vengano invertiti senza modificare il numero dei pernottamenti o le visite. Anche gli alberghi possono essere sostituiti con strutture della medesima categoria. LE LOCALITA' Tunisi Capitale della Tunisia, ed è situata a circa 10 km dal mare ed è certamente la città più europea del nord Africa. Orientale è sicuramente il centro storico e la medina meglio conservata dell’Africa del nord, ma appena fuori le mura, ecco svilupparsi una vera città europea ricca di elementi architettonici in stile liberty. Culturalmente molto aperta ha dato il via in questi ultimi anni al restauro di alcuni vecchi palazzi, veri gioielli architettonici, che oggi ospitano musei e biblioteche. La Medina invece è stata inserita alla fine degli anni ’70 nell’elenco dei beni culturali dell’umanità tutelata dall’Unesco. La città vecchia, è un animato groviglio di vicoli nei quali si nascondono dietro anonime facciate, inestimabili tesori di architettura islamica quali mausolei, hammam e bazar. L’area più interessante è quella relativa alla zona del mercato coperto dove si trovano i souk delle spezie, dei cardatori e dei conciatori, dei lavoratori del cotone e dei commercianti di stoffe. La città nuova si sviluppa a nord e ad ovest della medina, sulla sponda del lago di Tunisi e l’arteria principale è la famosa Avenue Bourguiba, un’interminabile successione di palazzi, uffici e negozi. La vera perla della città è il Museo del Bardo, un imponente complesso di edifici che furono sede e roccaforte dei Bey, i governatori ottomani della Tunisia e che oggi è uno dei più importanti musei archeologici del nord Africa e possiede la più ricca e bella collezione di mosaici romani del mondo intero. Cartagine Una delle più importanti e potenti città del Mediterrano nell’età antica fu fondata dai fenici nell’814 a.C. divenne la capitale di un grande impero marittimo sino alla sua distruzione ad opera dei romani nel 146 a.C. Cartagine e’ oggi un elegante quartiere periferico di Tunisi e le aree archeologiche sono disseminate all’interno della città moderna. Parecchi monumenti sono disseminatati sulla collina di Byrsa. Assolutamente da non perdere: le terme di Antonino Pio, il Tophet e i porti dell’età punica, il quartiere di “Annibale” nonché i musei. Sidi Bou Said Pittoresco villaggio costiero a pochi chilometri da Tunisi. Fondato dai mori fuggiti dalla Spagna conserva ancor oggi, grazie ad una legge per la tutela dei monumenti una forte impronta andalusa. Nel secolo scorso divenne ritrovo di artisti attratti dalla bellezza del luogo e dalle caratteristiche case bianche e azzurre ricoperte dalle buganville. Tuburbus Majus Antica città romana riportata alla luce solo nel 1912. L’area archeologica comprende il Foro, il Tempio di Mercurio, il mercato e le terme. Tozeur Capoluogo della regione del Jerid è una vasta oasi che si distingue per le facciate delle case nell’antico quartiere di Ouled El Hadef a mosaici disegnati dai mattoni crudi a rilievi geometrici. Il suo palmeto conta oltre un milione e mezzo di palme delle quali oltre un quarto danno la miglior qualità di datteri. Oltre 200 sorgenti sotterranee rendono quest’oasi un vero paradiso. Molto interessante è anche il museo Dar Chraiet che ospita una mostra delle arti e delle tradizioni del Paese. Tataouine Tipico villaggio berbero situato alle porte del grande sud, con dimore scavate in parte nel calcare della montagna ed in parte costruite a secco con pietre del posto che furono erette intorno all’XI secolo per sfuggire all’avanzata dei conquistatori arabi. Nefta A ridosso del Sahara è un piccolo angolo di paradiso. Questa oasi, costruita a gradini, segue tre livelli di coltivazioni: palmeti, frutteti e orti alimentati da oltre 150 sorgenti d’acqua. Indimenticabile assistere al tramonto del sole salendo sulla “Corbeille” il belvedere dell’oasi. Matmata Famosa per i suoi villaggi trogloditici, costruiti sui fianchi delle montagne in grotte di gesso fresche d’estate e calde d’inverno. L’accesso è consentito da un pozzo centrale che funge sia da cucina che da cortile interno mentre le stanze sono costruite ai lati su due piani. Gabes È l’unica oasi marittima con oltre 300.000 palme da dattero. Nei suoi giardini crescono alberi da frutto quali melograni, albicocchi, banani, verdure, tabacco, uva da vino e piante aromatiche. Oasi di montagna Le celebri Chebika, Tamerza e Mides, tre piccole oasi ognuna diversa dall’altra sono situate nel mezzo di una zona montagnosa e desertica. Indimenticabili i fantastici paesaggi composti da rocce rosse, giardini lussureggianti e cascate. Kairouan Per gli islamici è la quarta città santa dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme. Circondata da una cinta muraria color sabbia lunga circa 3 kilometri racchiude rari monumenti testimonianza di una passata gloria: la grande moschea, stranamente non orientata verso la mecca con il più antico minareto del nord-Africa, la moschea del Barbiere così chiamata per la consuetudine di Sidi Sahbi, compagno di Maometto di portare sempre con sé tre peli della barba del Profeta ed il seicentesco pozzo sacro Bir Barbuta. All’esterno delle mura si trovano invece i bacini idrici degli Aghlabiti fatti costruire per assicurare alla città le riserve d’acqua nei periodi di siccità. Kairouan è inoltre famosissima per la lavorazione dei tappeti. Bulla Regia Nel II sec. a.C. Bulla Regia fu capitale di un piccolo regno numida che entrò a far parte della provincia d’Africa solo nel 46 a.C. Nel II e III sec. D.C. la città conosce il suo periodo di massimo splendore ed è in questo periodo che vengono datale le sue famose case sotterranee. Tra i resti archeologici più importanti ricordiamo le Terme di Julia Memmia che costituiscono il complesso più imponente del sito, la Casa del tesoro così chiamata perchè vi fu trovato un tesoro di monete d’oro bizantine, la Casa della Caccia così chiamata per un mosaico con scene di caccia ed il Teatro risalente al II sec. d.C. Dougga Considerata dagli archeologi il più grande complesso di rovine romane della Tunisia e tra le meglio conservate del nord-Africa Dougga sorge nella superba valle della Megera ricca di uliveti. Sorta come città numide entrò a far parte della provincia d’Africa creata da Cesare nel 46 a.C. e conobbe un notevole sviluppo nell’età imperiale. Tra i resti archeologici più importanti segnaliamo il Teatro risalente al 168 d.C. destinato a contenere circa 3.500 spettatori, il Tempio di Saturno, la Piazza della Rosa dei Venti sul cui lastricato fu incisa nel III sec. D.C. una grande Rosa dei Venti, il Mercato, il Capitolium e alcune Domus tra cui ricordiamo domus di Venere, domus omnia tibi felicia e la casa di Dioniso e Ulisse. |
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| Tunisia Itinerario 1 Dal Mediterraneo all'Erg Orientale di RoboGabr'Aoun Punto di partenza: Tunisi Punto di arrivo: Ksar Ghilane Lunghezza: 730 km circa Durata: 9 gg. (3-4 gg. in meno accorciando le soste) Mezzo di trasporto: berlinetta da città fino a Bir Ghezen, 4x4 negli ultimi 80 km Difficoltà: nessuna Primo giorno: Tunisi - Teboursuk - Dougga - Teboursuk (km 150 circa) Usciamo da Tunisi in direzione di Teboursuk, sulla statale per El Kijef, un piccolo centro a circa 100 km dalla capitale situato tra le ultime pendici dell'Atlante algerino. Questa zona montana è di una bellezza suggestiva. Via via che ci si allontana dalla capitale il paesaggio diviene collinare: le coltivazioni di ulivi sono immense e ci innalza di quota fino a circa 1000 metri sul livello del mare. Tutta la regione intorno a Teboursuk è rinomata per la presenza di grande fauna selvaggia, cervi in particolare. (Se avete intenzione di recarvi qui in inverno tenete conto della neve, abbondante in novembre e dicembre e spesso in quantità sufficiente a rendere le strade impraticabili). Teboursuk è un piccolo centro posto a media quota, molto tranquillo. Ciò che rende la città interessante è l'estrema vicinanza di essa al sito archeologico di Dougga (km. 110 circa). La rotabile che conduce a questo sito romano è di una bellezza selvaggia: scorre tra grandi macigni di arenaria bianca modellati dal vento ed immersi in grandi distese di ulivi e di graminacee cespugliose e folte. L'asfalto non è in buone condizioni e la presenza di numerose curve esposte invita ad una andatura moderata ed ad una guida attenta. Il sito di per sé è davvero meraviglioso, sulla sommità di una collina circondata ancora da ulivi (c'è un guardiano all'ingresso delle rovine; il costo del ticket d'ingresso è irrisorio). La caratteristica di questo centro romano è l'assoluta mancanza dei classici quartieri a scacchiera e la presenza, quindi, di vie lastricate tortuose e non tipicamente rettilinee. Diversi i mosaici di incommensurabile bellezza. La piazza del Tempio è meravigliosa ed offre una vista sulla pianura sottostante davvero unica. Anche il teatro, proprio in prossimità del parcheggio dell'entrata, è interessante anche se abbastanza degradato. All'interno del sito troverete pecore al pascolo, galline e pure somari brucanti. Essendo la zona al di fuori dei comuni itinerari è facile che vi troverete ad essere i soli visitatori. Nella regione, anche in estate, piove abbastanza sovente, anche acquazzoni di notevole intensità, dovuti alla presenza delle correnti fredde provenienti dall'Atlante algerino contrastate dalle masse di aria calda che qui salgono dalle pianure del sud est. (Un Road Book della Pirelli, a cura di Roberto Cattone, cita un itinerario che implica il transito con i 4x4 su alcune tratte di antiche strade lastricate della periferia sud est del sito di Dougga: consiglio di evitare questa parte di tragitto, se non altro per rispetto alle vestigia che andremmo a calpestare). Si fa ritorno a Tebousouk dove è possibile pernottare. Vi si trova un unico hotel, peraltro pulito e molto accogliente, situato in periferia (Hotel Teboursouk). La strada per raggiungerlo è complessa, ma se chiedete informazioni ad un qualsiasi gendarme vi aiuterà a trovarlo o vi farà accompagnare da qualcuno. Secondo giorno: Teboursuk - El Kjef - Kasserine - Gafsa (150 km circa) Da Teboursouk proseguire nuovamente sulla statale P5 in direzione El Kijef posta a circa 50 km. La discesa verso il sud porta a toccare le città di El Kjef e Kasserine, poste in prossimità del confine algerino. Tutta la regione è fortemente militarizzata. Entrambe le città sono centri urbani moderni e privi di interesse paesaggistico ed architettonico, ma presentano un buon punto di sosta e ristoro. Nei pressi del confine, nel punto in cui l'itinerario piega ad oriente (diritto si prosegue per Souk Arhas, in Algeria), possiamo fare rotta verso il Tavolato di Giugurta, un grande monolito dove la leggenda vuole che il grande condottiero barbaro abbia opposto l'ultima inutile resistenza alle armate romane. Una bella pista percorre la piana ai piedi del Jebel El Haoud sfociando al villaggio di Kaala En Sanaan. Il grande monolito si erge a nord del villaggio. Di qui è poi possibile reimmettersi sulla strada principale all'altezza di Kaakath Kasbha, oppure continuare a ridosso del confine sulla pista che unisce Kaala En Seenan con Haida. Di qui si incrocia la linea ferroviaria dei fosfati; una pista di mantenimento la segue verso sud fino all'innesto di una strada secondaria conducente a Kasserine. Un'alternativa è andare per pista ancora a sud, lungo il confine, navigando alla volta di Bouderis; questa località è posto di frontiera ed è quindi normale che siate sottoposti a meticolosi controlli in caso optiate per questa via. Da Bouderis si raggiunge direttamente Ferina, e di qui Gafsa. Il paesaggio è montano ma brullo e in estate vi si registrano temperature altissime. Il traffico pesante è notevole sulla tratta asfaltata: prestare molta attenzione.i grandi autotreni addetti al trasporto del minerale hanno l'abitudine di correre come dei pazzi e spesso hanno freni adatti nemmeno a fermare una bicicletta! Gafsa di per sé è un centro direi anonimo: è il capoluogo della produzione dei fosfati ed è quindi una città operaia. La città vecchia è separata dalla nuova da una decrepita cinta muraria; al di là della grande porta che si apre sulla piazza centrale del centro della Gafsa Nuova si trova un piccolo mercato ortofrutticolo permanente. Intorno alla zona corrono dei piccoli portici su cui aprono le loro porte numerose botteghe di commercianti vari, molte caffetterie e migliaia di narghilè ad uso degli autoctoni. E' un buon posto per fare una passeggiata tranquilla, e la gente è assai ospitale. Nella piazza centrale della città nuova sorge un piccolo giardino pubblico con grandi palme ombrose e tamerici. Il custode del giardino è un uomo simpatico ed affabile che purtroppo non parla una parola in nessuna lingua occidentale. Ma la comunicazione avviene ugualmente senza troppi problemi: basta sorridere e tutto viene facile. E' anche questo un buon posto per fare sosta, magari per attendere il passaggio delle ore più calde. Poco distante dalla piazza, verso sud, c'è una grande stazione di servizio: potete lasciare qui l'auto per passeggiare in città. Numerose pasticcerie in tutta la città nuova: i loro prodotti sono assolutamente da gustare, l'arte pasticcera tunisina è davvero notevole. A Gafsa vi sono diverse opportunità di pernottamento a partire dal Grand Hotel, proprio a fianco della stazione di servizio di cui sopra. Se invece preferite campeggiare in qualche gola fuori dal mondo, allora proseguite verso Metlaoui. Terzo giorno: Gafsa - Metlaoui - Moulares - Oasi di montagna (Chebika - Tamerza - Mides) (km 100 circa) Uscendo da Gafsa in direzione di Tozeur si costeggia a lungo la linea ferroviaria del cosiddetto treno dei fosfati, il treno che porta alla capitale della regione il minerale scavato in vista delle successive lavorazioni. Giunti a Metlaoui, piccolo centro a mezza via verso Tozeur, abbiamo due possibilità per raggiungere la zona montuosa al confine con l'Algeria e dominata dalle meravigliose oasi di montagna: la prima è una pista bella e scorrevole che sfiora tutto il margine settentrionale del grande Chott El Gharsa, "fratello" minore del più meridionale Chott El Jerid. La tratta, ghiaiosa ed assolutamente non battuta dal turismo, costeggia le montagne di Moulares da sud, lungo il margine del lago salato, e in circa 100 km sbuca ai piedi dell'oasi di Chebika. La seconda è una pista più tortuosa che passa a nord del Jebel di Moulares, costeggiando i binari del treno dei fosfati all'interno di gole impervie, le Gorges du Seilha, giungendo al centro abitato di Moulares e quindi alle oasi di montagna da nord, raggiungendo per prima la cittàdi Tamerza. Quest'ultima variante la si può imboccare, con più logica, provenendo da Feriana, scendendo dal nord: all'abitato di Bel Abbès prendere il bivio ad occidente: porta direttamente a Moulares e di qui alle Gorge du Seilha. Sono entrambe interessanti. La prima veloce, vero "pistone" africano da percorrere con manopola del gas a manetta (attenti alle buche). (E' qui che io ho incontrato,con gran spavento, i carriarmati dell'esercito schierati con i cannoni puntati verso la pista ad alzo zero!!!!). La seconda è più guidata, con passaggi stretti e molto lenta. Chebika è a prima delle oasi della regione che si incontra se si proviene dal Chott El Gharsa. Posta a mezza quota sui primi picchi del Jebel, essa consiste in un villaggio abbandonato ed in rovina, parentesi su di uno spiazzo dove aprono i loro battenti ora diversi punti di ristoro, bar, negozietti per turisti. Dalla piazza una pista da percorrere a piedi, con selciato in pietra e cemento, conduce alla sorgente del oued che da vita all'oasi. Il percorso si snoda attraverso il contorto e verdeggiante palmeto, nascosto tra le profonde gole della montagna, e presenta scorci di bellezza incredibile. Una variante, a metà del percorso, consente di salire, con un dislivello notevole, su una grande balconata naturale da cui la vista spazia libera sul Chott a sud: l'oasi verdeggiante si profila ad oriente mentre a ponente si possono vedere le montagne di Tamerza ed i picchi del Jebel Manndrha in Algeria. In marzo la piana del chott, arida come una fornace in estate, si veste di colori e sottili trame d'erba e cespugli di origano in fiore diffondono il loro profumo intenso. Diverse piccole cascate si formano sui gradoni rocciosi dell'oasi ed in esse è possibile trovare refrigerio nella calura estiva. Per salire all'oasi di Tamerza occorre ritornare in fondo alla piana e continuare la strada per l'ovest, in direzione opposta alla direzione per Tozeur. Tamerza è l' oasi maggiore della regione. La strada che vi conduce era fino a pochi anni fa una pista tortuosa che ora è stata ricoperta di cemento in lastre, per migliorarne l'accesso. L'itinerario scavalca il Jebela Foum El Khango ( foum in arabo significa bocca o sbocco: questo è il punto in cui il Oued Sendess si lancia nella piana argillosa, quindi la "bocca" del fiume): la vista anche qui è spettacolare verso sud. Poco prima dell'oasi si costeggia la spaccatura del grande oued. Una cascata di medie dimensioni, visibile da un punto panoramico della strada, ospita bancarelle di venditori di souvenir, e i gruppi di turisti vi discendono per una piccola strada agevole ad ammirare lo spettacolo dell'acqua spumeggiante. Anche qui è possibile bagnarsi se non prestate attenzione agli sguardi insistenti dei giovani del luogo opportunamente appostati. L'oasi vera e propria di Tamerza si trova a qualche km a nord. La città vecchia, abbandonata dopo un'alluvione circa 20 anni fa, sorge sul margine dello stesso oued che la spazzò via in una notte d'inverno negli anni 60. E' quasi del tutto disabitata; la sua moschea è stata ristrutturata nel '97 a cura di alcune famiglie benestanti del luogo. Tutta la vecchia città è un immenso parco gioco per i bimbi dell'oasi le cui voci festanti si possono udire da tutta la valle. La città nuova sorge sulla sponda opposta del oued, poco più ad occidente ed in posizione più elevata, fuori del palmeto. A sud della macchia verde degli alberi si innalzano contorte montagne solcate da numerose piste e piccoli affluenti del oued principale. Queste gole sono ricchissime di fossili e geodi, le formazioni rocciose sferiche che, se spezzate, rivelano al loro interno cristalli di quarzo dai colori splendidi.In tutta la zona diverse famiglie si dedicano alla ricerca dei geodi ed è facile imbattersi nei loro poveri accampamenti se si passeggia a sud dell'oasi, tra le montagne. Una piccola cascata si trova nel centro del palmeto, a sud della città nuova. Nelle sue vicinanze una serie di canyon scavati nei millenni dall'acqua offre uno scorcio davvero suggestivo, da ammirare esclusivamente in escursioni effettuate a piedi. Nei pressi della cascata si trova un piccolo Hotel, il Les Cascades, che offre una sistemazione spartana ma di indubbio fascino, nel cuore del palmeto a pochi passi dal oued. La cucina è ottima ed i prezzi sono davvero bassissimi data anche la sistemazione in capanne di cemento poco ventilate e soffocanti..ma è possibile dormire a cielo aperto nell'ampio cortile. Una sistemazione completamente differente la offre l'Hotel Tamerza, un 4 stelle situato dirimpetto alla città vecchia. Dalle terrazze dell'albergo si gode la miglior vista sull'antico villaggio e sui rilievi che si innalzano a sud di esso. Chiaramente i prezzi di questo albergo sono proporzionati ai servizi che offre,senza dubbio di alta levatura. La strada che corre dietro l'Hotel Tamerza conduce in pochi km all'oasi più alta, Mides. Per gli avventurosi è possibile seguire il oued che scorre nell'oasi di Tamerza verso nord per poi deviare su una pista accidentata a nord ovest, fino a congiungersi alla strada di cui prima in prossimità di Mides: attenzione a non dirigervi troppo a nord.finireste col trovarvi a Ait El Kamna, posto di frontiera con l'Algeria a nord dell'oasi di Mides. Il villaggio di Mides è arroccato sullo zoccolo terminale del Jebel Orbata, a pochissimi chilometri dal confine con l'Algeria. Si snoda in senso nord - sud su un costone sovrastante il oued che in questo punto ha scavato nel corso dei millenni una profonda gola, resa famosa nel film "Il paziente inglese". La rotabile proveniente da Tamerza finisce su una piazzetta al di fuori delle mura della vecchia città, oggi abbandonata. A nord si estende un rigoglioso palmeto che al suo interno ospita,da circa 4 anni, un piccolissimo campo attrezzato con bungalows e docce. Il villaggio abbandonato merita senza dubbio una visita, naturalmente a piedi. Diversi giovani del luogo non attendono altro di essere ingaggiati, per pochi dinari, e di accompagnarvi all'interno della città. Un sentiero costeggia la scarpata a sud, e fa davvero impressione. E' possibile scendere sul fondo della gola tramite diversi piccoli sentieri che dall'abitato scendono alla sabbia del fiume fossile. Artigianato berbero in diversi modesti spacci, più che altro ad uso dei turisti che qui giungono con i Toyota di Tunisie Voyages al servizio di numerosi Operatori occidentali. Consiglio anche una passeggiata nell'oasi vera e propria, un paradiso di tranquillità. Quarto e quinto giorno: Tamerza - Nefta - Chott el Jerid - Douz (km 150 circa) Ritornando sui nostri passi fino all'oasi di Chebika si vede, sulla sinistra, lanciata verso gli ampi spazi argillosi del Chott El Gharsa, un'ampia pista dal fondo buono che porta verso coltivazioni sperimentali intensive, visibili dall'alto del punto panoramico prima citato nel paragrafo riferito a Chebika. La stessa pista conduce, costeggiando il confine algerino, alla grande oasi di Nefta. Infatti, oltre il centro agricolo di Dhafrjia, in pieno chott, una traccia poco battuta porta a sud ovest, verso il confine, per aggirare il centro della depressione del lago, ritornando poi a sud est attraverso il piccolo circo di dune mobili a settentrione di Nefta. Tutta la tratta è soggetta a controllo militare (diversi posti fissi di controllo). La caratteristica dell'oasi di Nefta è il doppio catino della Corbeille, palmeto fino al '95 lussureggiante ma ora in crisi per l'inaridimento di alcune sue fonti. E' una delle oasi più battute dal turismo di massa e per questa ragione le sue periferie, specialmente quella occidentale, pullulano di grandi alberghi in stile europeo. Consiglio l'albergo del Touring Club Tunisino, nella zona occidentale della città:offre un ottimo servizio senza ostentare il lusso sfrenato degli alberghi maggiori, e la cucina è ottima. Nefta è punto di partenza di diversi itinerari su pista e fuori pista verso il sud. Il più semplice è quello su asfalto facente rotta su Tozeur e Kebili attraverso il grande ponte sul Chott El Jerid, il maggiore dei laghi salati tunisini. Da Kebili una bella pista, a tratti impegnativa per la presenza di depositi di sabbia poco profonda ma cedevole, conduce all'oasi di El Faouar, a ovest di Douz. E' una tratta che non pone problematiche particolari nemmeno dal punto di vista dell'orientamento. Una seconda alternativa, più lunga e decisamente più interessante, è la strada militare che da Hazoua, posto di confine con l'Algeria, discende verso il pozzo di Heijla e di qui verso il villaggio di Rjiem Maafough, lungo il margine settentrionale dell'Erg Orientale tunisino. E' una strada militare, utilizzata per movimentare le truppe al confine, ma non è soggetta a particolari permessi. Numerosi i posti di controllo di cui uno fisso a ovest di R.Maafough. E' un itinerario stupendo dal punto di vista paesaggistico. Da Maafough la strada, spesso coperta dalle dune, conduce a El Faouar e, di qui, a Sabria, Zaafrane ed infine Douz. Stesso obiettivo finale ha la pista che parte poco ad ovest di Nefta, attraverso il Chott; essa taglia la depressione argillosa da nord ovest a sud est sfociando ad est di Rjeim Maafoguh, all'altezza del pozzo di Rassaoum.Una sua variante invece porta più ad oriente, a Bir Ahmed, per poi immettersi sulla strada militare proveniente da Hazoua. Attenzione ad utilizzare le grandi piste attraverso il Chott: la coltre di argilla e sale è in molti punti sottile; abbandonare una traccia battuta può significare ritrovarsi con il mezzo intrappolato in una morsa di fango invincibile. Ho visto delle moto da Enduro, condotte da abili ed esperti piloti, a tal punto imbrigliate dal fango da essere costrette a ricorrere all'aiuto di un grosso autocarro con gru (pagato profumatamente!). Tutto il margine nord del Grande Erg Orientale tunisino è costellato di pozzi, alcuni asciutti, altri attivi.Le sabbie si impennano in un mare di dune caotiche a sud di Rjiem Maafough fino a Bordhij El Khadra e Deb Deb. Non è consigliabile intraprendere una diretta attraverso le sabbie in direzione sud, attaccando l'Erg da questo punto: è meglio proseguire fino all'oasi di Douz e, di qui, scendere nelle sabbie utilizzando i corridoi interdunari più ampli che caratterizzano la regione orientale dell'Erg. Sesto giorno: Douz Douz, città commerciale all'epoca del traffico carovaniero, è oggi un posto d'approdo non più delle grandi carovane provenienti dal sud ma dei bus dei turisti in arrivo dalle città del nord. Come Nefta anche Douz è ora soffocata da decine di grandi alberghi, alcuni sorti solo ultimamente nella periferia verso Zaafrane. Il palmeto della città, uno dei più estesi della Tunisia, ospitava fino a pochi anni fa un campeggio gestito da un italiano ora trasferitosi sulla strada per Matmata, a pochi km dalla città, verso est. Il mercato rionale di Douz, anche se non più genuino come qualche anno fa, è comunque interessante e coloratissimo, oltretutto ubicato in una piazza davvero bella dal punto di vista architettonico, in stile prettamente berbero. Il famoso mercato del bestiame conserva intatto il suo fascino anche se non si assiste più al grande movimento di dromedari che era comune fino allo scorso decennio. In dicembre si svolge nella città il Grande Festival del Sahara, con corse di levrieri e di meharisti in costume tradizionale.Un grande stadio è stato costruito all'uopo nella periferia sud della città. In inverno il clima è freddo e piovoso; le piste si trasformano solitamente in acquitrini e le tratte attraverso i chott divengono davvero infide e pericolose mentre in estate sono decisamente più abbordabili. La sabbia, peraltro, in inverno è naturalmente più compatta e permette traversate fuori pista più agevoli. Da non perdere la visita a piedi alle rovine di Ghilissjia, un sobborgo dell'oasi maggiore abbandonato solo qualche decennio fa ed ora invaso dalle sabbia candide dell'Erg. Settimo giorno: dintorni di Douz: Zaafrane - Sabria (km 40 circa) Zaafrane è il sobborgo in cui, solitamente, i bus depositano i turisti dei gruppi per far loro compiere brevi tour a dorso di dromedario. E' posta alle pendici delle sabbie e, poche centinaia di metri a sud dell'abitato, si possono gustare scorci da mille ed una notte, tra dune sinuose e ciuffi di palme e tamerici. A est del villaggio, in prossimità del bivio per Sabria, una pozza naturale ospita in estate decine di trampolieri e altri migratori. Sabria è un'altro piccolo villaggio sulle sabbie dell'Erg. L'oasi si stende a nord dell'abitato e la strada la costeggia per introdursi tra le piccole case bianche costruite direttamente sulla sabbia. La piazza centrale è il capolinea della rotabile; oltre essa solo dune, fino all'orizzonte. Da Sabria è possibile navigare per sabbia alla volta di Douz (visibile a est) o tuffarsi verso sud est navigando tra le piccole dune bianche fino all'oasi di Ksar Ghilane, attraverso le Valle delle Rose, una regione dell'Erg in cui si trovano abbondanti esempi di quel caratteristico precipitato di sali che viene comunemente chiamato "rosa del deserto". Ottavo giorno: Douz - Ghilane (km 140-150 circa) Partendo da Douz diverse sono le possibilità di discesa al sud. La prima, più allettante, è la diretta Douz - Ghilane attraverso le piccole ed infide dune dell'Erg Orientale. A tale proposito è bene ricordare che la consistenza della sabbia di queste regioni è ben diversa dalla sabbia libica. Le particelle che la compongono sono infatti infinitamente più minute ed al tatto essa si rivela essere sottile ed impalpabile come polvere, alla stregua del più spaventoso fech fech! Quindi non sottovalutare l'itinerario per il mediocre sviluppo in altezza dei cordoni dunari: danno bel filo da torcere! (Se non siete in possesso di nozioni di navigazione,di gps e/o di buonecarte potete affidarvi alle guide, numerose in Douz, per trovare la via per Ghilane scendendo da Douz in direzione del vecchio forte romano, a nord dell'oasi d'arrivo). Una seconda opportunità è uscire da Douz verso Matmata (un tempo era una pista,ora è una strada asfaltata!) e navigare in direzione sud est verso Bir Soltane. Importante crocevia del sud, Bir Soltane è un punto d'acqua posto a mezza via tra Douz ed il bivio per Ghilane, sulla grande Pipe Line, la pista di manutenzione dell'oleodotto che da El Bhorma sale fino alla costa. Tra Douz e Soltane si trova un punto di ristoro che vale la pena visitare: il Bar Tarzan, piccolo chiosco le cui pareti sono tappezzate da migliaia di biglietti da visita, firme, fototessere, frasi in tutti gli idiomi del mondo, lasciate dai viaggiatori nel corso degli anni. Di mie firme ne troverete alcune! Chiedete a qualunque abitante di Douz: sapranno indicarvi la direzione da seguire per raggiungerlo. Da Bir Soltane si può scegliere se seguire verso sud la Pipe Line che, in circa 60 km di tole ondule massacrante, porta al bivio (con tanto di cartello) per Ghilane, oppure svoltare a oriente verso il villaggio di Bnji Keddache, sui monti di Medenine, per poi immediatamente ritornare a sud in direzione di Ksar Tarcine, antico ksar berbero cuila pista passa accanto. Questa tratta, parallela alla Pipe Line, scorre attraverso una piana stepposa e sabbiosa, molto interessante, che richiede attenzione per la presenza di molte buche di fech fech, ma è senza dubbio meno monotona della Pipe Line. La pista Bir Soltane-Ksar Tarcine-Ghilane si reimmette sulla pista dell'oleodotto proprio in prossimità dell'incrocio con cartello per l'oasi di ksar Ghilane. Nono giorno: Ksar Ghilane Ksar Ghilane è un'oasi mitica del sud tunisino, meta e sogno di molti viaggiatori. Ghilane (in berbero Rhilane), significa orco: una leggenda vuole che qui, un tempo, vivesseinfatti un orco solitario e malvagio. Oasi di tamerici, come sospesa sui bordi del Grande Erg, ospita un villaggio dalle caratteristiche capanne a cupola atte a disperdere il calore. Una grande muraglia anti sabbia in frasche di palma protegge l'oasi ed il villaggio. All'interno del palmeto una pozza di acqua termale è alimentata da una sorgente che fa zampillare acqua solforosa ad una temperatura costante di circa 38 gradi. Un campo tendato sorge intorno alla sorgente. Derivazioni in tubi portano l'acqua calda in un'altra pozza, artificiale, a circa 400 metri, in un secondo camping denominato Paradise. Tra i due camping, dal '98, sorge un albergo. A sud dell'oasi, dal 1997, si trova una stazione di rifornimento carburante con annesso emporio e spaccio. Circa 4 km a nord dell'oasi si intravvedono le mura diroccate di una fortificazione di epoca romana facente parte del famoso Limes Tripolitanum; la stessa fortificazione venne in seguito utilizzata dalla Legione Straniera Francese e dalle truppe di Rommel, qui sconfitto dalle truppe del Generale Leclerc risalito in una marcia trionfante dal Chad alla guida dei suoi Francesi Liberi. Un obelisco, nei pressi del villaggio, ricorda la battaglia mentre tra le sabbie in vicinanza del forte una torretta di un blindato tedescorimane come triste ricordo del sangue qui sparso in nome dell'odio e dell'espansionismo occidentale. Il fortino può essere raggiunto sia in auto che in dromedario.ed a piedi!! :::::Tunisia Itinerario 2 Il Grande Sud Tunisino di RoboGabr'Aoun Punto di partenza: Ksar Ghilane Punto di arrivo: Bordij El Khadra Lunghezza: 350 km circa Durata: 7-8 gg. (via Erg) o 2-3 gg. via Pipe Line Mezzo di trasporto: 4x4 Difficoltà: Altissima se si procede attraverso l'Erg, bassa se si opta per la Pipe Line Tutta la regione può essere percorsa ferme restando le regole di sicurezza valide qui come in tutte le regioni del Sahara centrale: viaggiare in convogli di almeno 2 auto con rifornimenti di acqua, cibo e carburante adeguati, ricambi e materiali atti al disincaglio, mappe e strumenti di navigazione. Non tenete in poco conto il Sahara Tunisino: può essere fatale. Piloti esperti del Tout Terrain sono periti di sete solo 2 anni fa nella regione di El Bhorma, nel corso del Rally di Tunisia; ed altre persone si sono perse, senza fare ritorno. Quindi muovetevi sempre solamente se siete assolutamente consapevoli dei vostri limiti oltre che delle vostre capacità. ATTENZIONE: per spingersi a sud di Ghilane occorre essere in possesso di speciali permessi governativi. Detti permessi si possono ottenere sia qui in Italia contattando l'Ambasciata Tunisina, o direttamente in Tunisia presso il Governatorato della città di Tataouine, in circa due giorni. Per chi volesse evitare i permessi militari è possibile, da Ksar Ghilane, spostarsi verso est alla volta delle fortezze berbere della regione di Tataouine attraversando la catena del Dhar, senza grosse difficoltà di conduzione e relativamente scarse difficoltà di orientamento (vedi Itinerario: Verso la regione degli Ksour da Ksar Ghilane a Tataouine). Primo-quinto giorno: a sud di Ksar Ghilane attraverso l'Erg: Tembaine - Ain Ouadette - Bir Aouine A sud ovest dell'oasi di Ksar Ghilane, separata da essa da circa 70 km di dune, si trova la montagna di Tembain, un tempo traguardo di pochi eletti, oggi meta di decine di operatori specializzati in viaggiraid. Andando ancora più a sud si possono raggiungere degli specchi d'acqua contornati da tamerici: si tratta dei laghetti di Ain Ouadette. La via d'accesso a questi laghi è a dir poco faticosa e non si può improvvisare: la disposizione dei piccoli massicci può risultare fatale a veicoli non condotti con sapienza. Alcuni operatori hanno portato fin quaggiù anche grossi gruppi di auto, ma sempre affidandosi a guide locali. Nei pressi la piccola catena del Jebel Sayara ( in arabo "veicolo") su cui si infrangono le onde di sabbia dell'Erg. Per raggiungere Ain Ouadette occorrono esperienza di guida in sabbia e ottime nozioni di orientamento e navigazione. Continuando a sud di Ain Ouadette si raggiungono le grandi colline di sabbia di Bir Aouine, le Zemlet Bhorma. Presentarsi ai posti di guardia per mostrare i permessi di circolazione. Variante su Pipe Line: Ksar Ghilane - Bir Aouine Scendere sulla grande pista dell'oleodotto fino a Kamour (esibire i permessi) e da qui procedere per circa 70 km. Una deviazione verso ovest, appena visibile, conduce al fortino di Bir Aouine evitando le sabbie, attraverso paesaggi stepposi. Tempo stimato: circa 6 ore di guida alquanto rilassata su pista scorrevole. Sesto-settimo giorno: a sud di Bir Aouine fino a Bordij El Khadra Percorrendo la Pipe Line dal bivio per Bir Aouine si può raggiungere El Bhorma senza particolari problemi di orientamento, ma il fondo della tratta è davvero sconnesso a causa del calpestio dei pesanti autotreni militari. El Bhorma è posto di frontiera: una pista collega il luogo (un impianto di raffinazione del greggio) con la lontana Hassi Messaoud attraverso la zona petrolifera algerina, ma il transito è vietato ai veicolo da turismo. Da Bir Aouine occore ritornare a est per ritrovare la grande Pipe Line che qui si slancia attraverso l'Erg fino al profondo sud di Bordij El Khadra al termine dell'"imbuto" di sabbia tunisina, cuneo di territorio che si spinge tra i confini di Libia ed Algeria. Una variante in sabbia è possibile scendendo alle basi petrolifere di Larich, sboccando sulla Pipe Line a sud del Forte abbandonato di Ain Sabeur, toccando la pista all'altezza di Tiaret. Se si intende seguire questo itinerario calcolare almeno un giorno in più. Un'altra variante, ancor più difficoltosa, discende a Bordij El Khadra costeggiando il confine algerino attraverso le catene di dune alte dell'Erg orientale. Punti GPS indispensabili. Anche Bordji El Khadra è posto di frontiera, sia con l'Algeria (Deb Deb) sia con la Libia (Ghadames, a 12 km). E' vietato l'accesso ai paesi confinanti alle vetture da diporto. A sud di Bordji Bourguiba la sabbia è sovrana e la conformazione delle dune si fa diversa presentandosi, via via che si scende al sud, come sempre più simile a quella della conca di Awbari in Libia, con grandi massicci regolarmente ordinati e con vette che sfiorano i 150 metri di altezza dal piano della valle interdunaria. Rifornimento possibile a El Bhorma e, ma non sicuro, a Bordji Bourguiba; pare sia possibile reperire nafta anche a Bordj El Khadra ma a costi notevoli ed in piccole quantità. Rifornimento sicuro alla Stazione di pompaggio di Tiaret, lungo la Pipe Line. Il mio amico Marino Zecchini, direttore del Museo etnografico e Sahariano di Douz, nel suo splendido libro "Guida ai pozzi ed alle sorgenti del Sahara Tunisino", segnala la presenza, a sud del Jebel Assoud, prolungamento naturale del Jebel Nafoussa libico, di diverse città perdute, antecedenti all'epoca degli ksour. Nella stessa regione la stessa fonte segnala la presenza di grandi bacini fossili recanti tracce di notevole importanza di foreste d'epoca giurassica. Tunisia Itinerario 2.2 La risalita al Nord di RoboGabr'Aoun Punto di partenza: Bordij El Khadra Punto di arrivo: Remada Lunghezza: 350 km circa Durata: 2-3 gg. Mezzo di trasporto: 4x4 Difficoltà: Su pista; nessuna difficoltà Bordij El Khadra - Lorzot - Remada Si percorre la Pipe Line fino a Tiaret per poi imboccare l'enorme pista orientale che costeggia il confine libico portando al villaggio di Kambout e quindi a Remada. Splendide le grandi dune di Bir Pistor, le grandi colline di sabbia a nord di Ain Skouna e la serpeggiante pista che attraversa le pendici meridionali della catena del Dhar. Remada: ultima città prima del Nulla. E' un'oasi silenziosa, scossa solamente dal traffico pesante degli automezzi che salgono da El Bhorma o da Bordji Bourguiba. La confluenza di diversi ouidian rende questa zona fertile nonostante essa si trovi all'interno di una regione arida e contraddistinta da una vegetazione stepposa. Un blocco fisso della gendarmeria si trova a nord dell'oasi, in prossimità del bivio per Bordji Bourguiba ed El Bhorma. Un posto militare si trova invece a sud dell'abitato, sulla via che conduce al villaggio di Dehibaji, posto di frontiera con la Libia: la città libica di Nalut si trova appena una ventina di km oltre il confine, ma questo accesso non è aperto al traffico turistico in entrambi i sensi. La pista di confine che da Dehibaji porta a Ben Guerdaneaggira la depressione desertica dell'erg Minth (ampia spianata stepposa, povera di pozzi e quasi del tutto disabitata). Da essa, navigando verso nord ovest, si possono raggiungere le grandi Sebhke di Oum El Ghljiath e di Makhizene sulle sponde delle quali è possibile ammirare altre vestigia di origine berbera. Purtroppo la pista Dehibaji - Ben Guerdane è vietata in quanto si colloca nella cosiddetta "terra di nessuno", zona soggetta al controllo militare nella quale è vietato sostare o campeggiare. E' comunque possibile accedere alle Sebhke raggiungendole direttamente da Tataouine passando per la strada che porta a Ksar Jelidat, ad est della città sul Jebel Grmissah. Da Jelidat una traccia (confusa e non facilmente intuibile) porta a Ksar Aoun, sul bordo settentrionale della Sebhka di Oum El Ghiljiath. Dallo ksar si può risalire direttamente a nord per andare a ricongiungersi con la strada Tataouine-Ben Guerdane o raggiungere via pista lo stesso centro passando sotto la Sebhka di Makhizene. La vicinanza con la zona militarizzata mi porta a sconsigliare di introdursi in questa regione senza una guida esperta o se non in possesso di validi strumenti di navigazione. Tunisia Itinerario 2.3 Verso la regione degli Ksour di RoboGabr'Aoun Punto di partenza: Ksar Ghilane Punto di arrivo: Matmaat Lunghezza: 350 km circa Durata: 3 gg. Mezzo di trasporto: 4x4 Difficoltà: Basse. Permette di evitare i permessi militari altrimenti necessari per scendere all'estremo sud Primo giorno: Ksar Ghilane - Chinini - Tataouine (km 100 circa) Una bella pista rocciosa porta dalla colonna Leclerc, nel villaggio di Ghilane, alla volta di Chinini, sulle montagne intorno a Foum Tataouine, nella terra degli Ksour, i granai- fortezza costruiti dai Berberi per difendersi dalle invasioni arabe, costituiti dalle singole abitazioni-deposito: le ghorfas. La traccia che conduce verso Chinini è una pista che presenta infiniti biviie deviazioni, ma che può essere intrapresa con buone mappe anche senza GPS. (Un buon supporto, anche se da interpretare con elasticità, è il Road Book di Cattone, che tratta in parte questo itinerario con riferimenti visivi e note chilometriche). A metà via tra Ghilane e Chinini si trova un posto di ristoro ai margini di una piccola regione di sabbie poco profonde color ocra molto scuro. Pericolo costante di forature per tutti i 100 km di pista, ma panorami splendidi tra bassi jebel e depressioni sabbiose. Pochi km prima di uscire sulla strada di Chinini si incrocia il bivio per lo Ksar di Duirat, poco a sud ovest di Tataouine. Una pista più agevole sia dal punto di vista del fondo sia da quello dell'orientamento è la pista di Benji Keddache; per imboccarla occorre ritornare però fino a Bir Soltane, svoltare nuovamente per Ksar Tarcine e poi, anziché scendere a sud, proseguire diritto ad est fino a raggiungere Benji Keddache. Di qui svoltare a sud, verso Ksar Haddada e raggiungere la piana di Tataouine: sulla strada troverete il bivio (cartello a destra) che, su asfalto, vi condurrà a Chenini da nord. Chenini è uno ksar berbero (granaio-fortezza costruito per difendere genti e raccolti dagli invasori arabi ; il pl. di ksar è ksour) di selvaggia bellezza, circa 15 km a nord est di Foum Tataouine. Arroccato sulla cresta di un Jebel è ormai quasi del tutto abbandonato. La sua moschea è stata restaurata nel '96 e spicca, bianca, quasi sulla vetta. Dal crinale si gode di un panorama mozzafiato sulla piana a sud, verso il capoluogo della regione. Poco prima dell'ultima grande curva che immette al paese si apre sulla destra,salendo, una pista che in pochissimi km porta alla Moschea dei 7 dormienti, poco battuta dal turismo. La leggenda vuole che qui siano sepolti 7 saggi, riconvertitisi all'Islam dopo una temporanea conversione ad altra religione. Il luogo è sconsacrato ed liberamente visitabile. Parecchi marabutti tutt'intorno e sepolture preislamiche sulle pareti del Jebel circostante. Tornando indietro per 15 km circa si raggiunge Tataouine, in realtà denominata Foum Tataouine, che è il capoluogo della regione. Splendido mercato coperto e numerosi alberghi sia in città che nelle immediate vicinanze. Un sontuoso albergo, il Sangho, in stile berbero ma dotato di confort occidentali, è stato aperto nel '95 sulla strada per Chinini. Personalmente ritengo una buona sistemazione il Gazelle, molto "africano" ma ospitale e pulito, con ottima cucina locale, a 100 metri dal centro del paese e dalla piazza del mercato. Numerose pasticcerie, dai succulenti manicaretti, assolutamente da gustare! In città uffici postali, cambio e stazione di servizio. Consiglio di fermarsi a Tataouine qualche giorno ed utilizzarla come base per escursioni agli ksour dei dintorni, da visitare con cura e calma per apprezzarne appieno i pregi. Ricordo che in questa città è possibile richiedere ed ottenere i permessi per scendere a sud di Remada. Secondo giorno: Tatouine - Duirat - Ouled Debbab - Ouled Soltane - Tataouine (km 60 circa) Prendere da Tataouine la strada per Remada; a pochi km dalla città un cartello indica la direzione per Duirat, verso sud-ovest. Ouled Debbab si trova invece ad oriente, poco prima di questo bivio. Duirat e un altro splendido esempio di fortificazione berbera. Situato sulla via per Remada, poche decine di km a sud del capoluogo, esso si innalza a mezza costa di un jebel, sviluppandosi per diverse centinaia di metri sul versante della montagna.Sulla sommità i resti dell'antica fortezza.. Una piccola piazzetta offre, a mezza costa, uno splendido punto panoramico sulla valle angusta sottostante nella quel ora sorge il nuovo villaggio. Una cooperativa di guide locali si è costituita nel '96 ed offre i suoi servigi per escursioni guidate al grande complesso abbandonato. E' tuttavia possibile recarvisi da soli, senza problemi. Attenzione però: per accedere alla rocca è necessario attraversare un ponte su uno oued, ed è l'unica via possibile; i bambini del luogo amano appostarsi ai lati del ponte con sassi e si divertono a fare il "tiro al turista". Non accelerate o è quasi certo che ci rimetterete il lunotto posteriore; rallentate invece a passo d'uomo, magari con la portiera mezza aperta, come pronti a scendere..esiteranno nel timore che li possiate inseguire. Io l'ho fatto, mollando moto e moglie. Stessa cosa al ritorno. Prestate attenzione, i sorrisi non bastano: sono ottimi tiratori! Ouled Debbab è uno Ksar bellissimo posto su un leggero declivio a bassa quota proprio sulla strada per Remada. Circa 15 anni fa un facoltoso uomo d'affari di Tataouine pensò di costruirci un albergo, ma non ebbe fortuna.le rovine del locale sono ora in rovina come il resto della fortezza. Una lunga strada polverosa si allunga tra due file di granai con ancora resti di grandi anfore ed orci all'interno. Davvero un luogo da visitare, in assoluta tranquillità, lontano com'è dai centri abitati circostanti. Ouled Soltane è forse il più bello degli ksour tunisini. Collocato su quella che fino a pochi anni fa era una splendida pista, alternativa all'asfalto per Remada ora anch'essa asfaltata, è un mirabile esempio di architettura berbera. Tipico granaio fortezza su diversi piani, di piccola estensione, con un immenso cortile comune racchiuso dalla cinta costituita dalle abitazioni stesse. Le scalinate ripidissime che conducono ai granai dei piani superiori sono un esempio dell'architettura difensiva dell'antichità. Splendidamente restaurato intorno al 1994/95, il complesso è adiacente al villaggio nuovo. Anche se conosciuto dai turisti il luogo non è granchè frequentato e non vi troverete mai i bus che invece attanagliano gli ksour del nord. Subito fuori della cinta delle ghorfas troverete un piccolo emporio dotato anche di bibite fresche. La gente del luogo è ospitale, ma nessuno verrà ad importunarvi mentre visiterete il sito. Sulla strada per Soltane si trovano altri ksour di minore importanza, anch'essi interessanti: Jelidath, Bou Zhirji; quest'ultimo non è facilmente raggiungibile, data la sua posizione abbastanza elevata. Un altro ksar degno di interesse è Talameth, subito a nord di Soltane. Tutto il fianco della montagna che ospita questi ksour è coltivato ad ulivi ed offre panorami meravigliosi sulla valle sottostante. Poco a sud di Soltane troverete Remtha, altro villaggio con annessa fortezza, in via di rifacimento nel '97. Da questo borgo una pista permette di discendere nella valle e reimmettersi sulla statale Tataouine - Remada. Se invece volete potete continuare sulla stessa direttrice arrivando a Remada da nord est, attraverso la valle del Oued Shemnha. Terzo giorno: Tataouine - Haddada - Guermessa - Benij Keddache - Touijane - Matmata (200 km circa) Da Tatouine si raggiunge Ksar Haddada, fortezza ahimè adibita da diversi anni ad hotel. Il sito è stato, naturalmente, restaurato, ma la presenza dell'albergo toglie respiro culturale alla cosa. Le stanze dell'hotel sono state ricavate nelle singole ghorfas e lo stesso è stato fatto per i saloni ristorante, servizi ecc. ecc. L'ingresso al complesso è libero ed è permessa la salita sui tetti delle ghorfas, cosa che permette una bella veduta delle pianure del sud. Ksar Haddada si trova sulla rotabile, in parte asfaltata, che conduce dalla regione di Tataouine al villaggio di Benji Keddache, circa 60 km a nord. Sulla stessa tratta si trovano altre vestigia di ksour, tutti disabitati e malconci. Nell'estate del '97 erano in corso i lavori per ricoprire di asfalto la pista a nord di Haddada, chiudendo l'anello di bitume da Tataouine fino a Medenine via Benji Keddache. Proseguendo comunque verso nord si intravedono sui crinali altri ksour, il maggiore dei quali è Bou Abidh, nei pressi di B. Keddache. Se dal villaggio decidete di discendere ad est, verso Medenine, sullo spartiacque del Jebel Moghor vedrete altri esempi di fortezze berbere: Joumaha, Jedid (ovvero "nuovo") ed altri. La regione che ospita Ksar Kourikhirjia, sulla scarpata terminale della montagna, all'imbocco ella valle che conduce alla pianura di Medenine, è sede di un comando militare. Tutta la zona, chiaramente, è off limits, ma nessuno verrà ad impedirvi di osservare con i binocoli o di fare foto dalla strada, posta in linea d'aria a qualche chilometro. Se da Benji Keddache proseguite verso nord troverete un altro gioiello di architettura pre islamica: Ksar Hallouf, posto proprio nelle vicinanze del crocevia del pozzo di Zhou. A ovest dello ksar una pista porta alla tratta che da Medenine sale a Matmata, attraversando il Jebel Cherchar, ed immentendosi sulla pista sopra citata all'altezza del villaggio diToujiane, altro splendido sito, purtroppo questo parecchio battuto dai gruppi di turisti che qui calano dalla vicina Matmata. E' possibile evitare Toujiane (cosa che sconsiglio) e raggiungere, attraverso il Jebel, direttamente Matmata provenendo da sud, ovvero dalle splendide montagne brulle che degradano fino alla regione di Bir Soltane, al limitare dell'Erg Orientale. Se invece da Benji Keddache svoltate verso est in pochi chilometri di buon asfalto giungerete a Medenine, altro capoluogo di provincia. Medenine, capoluogo della provincia nord orientale della Tunisia, è stato uno dei maggiori centri berberi all'epoca dell'invasione araba. Lo ksar originario è andato quasi del tutto distrutto; quello oggi visibile è stato ricostruito in mattoni e cemento tra il 1994 ed il '96 ad uso del grande movimento turistico che interessa la città. Numerosi ristoranti ed alberghi sono ospitati nella città nuova ed un piccolo souk (mercato) permanente si trova all'interno delle nuove ghorfas. L'oggettistica in vendita non è di pregevole fattura: si tratta di souvenir prodotti in grande serie. Anche in questa città è possibile ottenere, presso la sede della Provincia, i permessi per scendere a Sud di Remada. Medenine, posta a soli 60 km dalla costa mediterranea, è importante crocevia per il traffico diretto al sud, verso Tataouine, e per quello in transito verso la frontiera libica di Ras El Jedir, a circa 80 km, verso est. Da Medenine due strade, egualmente importanti, conducono all'isola di Jerba, una sorta di Riccione della Tunisia. La più orientale attraversa quello che resta di un antico ponte romano che collega l'isola alla terraferma dalla parte del corno orientale del golfo di Bou Grhara. L'altra strada conduce all'estremità nord del golfo, al molo di Jorf, da cui parte ogni ora un traghetto di collegamento con l'isola. D'estate questa via è congestionata dal traffico turistico ed è più conveniente utilizzare il ponte di El Kantara. Matmata: la classica città dei trogloditi, gettonatissima del turismo di massa, anch'essa fagocitata da numerosi hotel per tutte le tasche. Non sto a descrivervi l'abitato, ampliamente dipinto in più di una guida. Vi segnalo l'accesso possibile sia da Medenine sia da Benji Keddache, sia da Douz. Consiglio vivamente di "perdersi" tra i declivi del Jebel a sud della città attraversato da infiniti ouidian e dai loro affluenti minori. Da Tamzrath, a pochi km ad ovest della città, una pista diretta porta a Bir Soltane, sulla Pipe line, ed un'altra conduce a nord, innestandosi sulla strada asfaltata per l'oasi costiera di Gabes all'altezza di Chinini, villaggio omonimo dello ksarvisitato nella regione di Tataouine. VARIANTE: da Tataouine a Medenine (costa orientale mediterranea) Anzichè seguire la strada per Ksar Haddada, imboccare la strada statale per Medenine e di qui seguire la nazionale che conduce alla frontiera libica, direzione Tripoli. In circa 2 ore di auto, da Tataouine si può raggiungere la costa a nord ovest del centro di Ben Guerdane. Ben Guerdane e la frontiera libica Bellissima la stradache da Medenine porta a Ras El Jedir, attraverso zona di colture intensive a ridosso delle grandi lagune di Bhiret El Bhibane. Diverse stradine secondarie conducono alla zona costiera, sfruttata dai pastori per il clima mite e la vegetazione arbustiva rigogliosa. E' possibile costeggiare il mare usufruendo della statale costiera che da Zarzis porta a Ben Guerdane. Una pista , da questa tratta, conduce sull'estremità dell'istmo argilloso della laguna di El Bhibane, dove sorgono le rovine di un'antica fortezza. Attenzione: se imboccate le tracce che portano verso l'interno della zona paludosa prestate molta attenzione al fondo di esse: come nei chott del sud anche qui il rischio di rimanere impantanati senza speranza è elevato! Ben Guerdane è una tipica città di frontiera. Tutta la tratta, a partire da Medenine, è un continuo susseguirsi di venditori di carburanti di contrabbando, olii minerali, cambia valute al mercato nero ( i famosissimi "smazzettatori", dalla loro abitudine di tuffarsi in mezzo alla strada sventolando fasci di valuta libica). E' un itinerario molto colorato ed inusuale. La città è un caos infernale. Un hotel sorge alla sua periferia est, proprio al limite della Terra di Nessuno: il Papillon Vert. Nel suo cortile e nelle botteghe antistanti la costruzione diversi cambia valute in nero. Numerosi ristorantini e grill sulla strada principale. La città è dotata di tutti i servizi,dai Taxiphone ai distributori di carburante, cambi ufficiali, banche, gendarmeria. Un mercato ortofrutticolo permanente si trova alla periferia nord della città, verso El Marsha. Non ha comunque alcun senso recarsi a Ben Guerdane se non si ha intenzione di introdursi in Libia: la città, infatti, non ha nessuna attrazione di interesse paesaggistico o turistico. La regione costiera a est della città è una sequela infinita di posti di blocco, fino alla frontiera. Tra l'ultimo blocco e Ras El Jedir una bella foresta di pini marittimied eucalipti si estende dalla strada fino alla costa per diversi chilometri. Numerosi dromedari al pascolo. E' un bel luogo per fermarsi a fare uno spuntino, magari tornando dall'inferno della frontiera, in ritorno dalla Libia.. A sud di Ben Guerdane si estende il Parco Nazionale di Sidi Toui. Si trova a circa 80 km a sud del confine libico e raccoglie esemplari di fauna unici quali l'haddax, l'orice, la jena, il muflone, l'antilope ed altri animali tipici dell'ambiente desertico. La zona, essendo scevra di qualsiasi forma di turismo e sotto controllo militare, implica una buona capacità di orientamento e un'assoluta autonomia di cibo, carburante e acqua. Guide consigliate: M.T. Grassi, RoboGabr'Aoun - Tunisia, il Paese delle Sabbie Bianche. Guide Polaris, 2002 ::::::Tunisia Itinerario 3 Le piste tunisine Un facile ed interessante approccio all'ambiente pre-desertico della Tunisia di RoboGabr'Aoun Pista Metlaoui - Chebika - Nefta Punto di partenza: Gafsa Punto di arrivo: Nefta Lunghezza: 125 km Difficoltà: nessuna Si tratta di una pista che collega Gafsa alle oasi di montagna poste ai margini settentrionali della zona dei Chotts e consente di raggiungere direttamente Tamerza evitando Tozeur e un lungo giro a sud. Da Gafsa prendere la statale per Tozeur. Lungo la statale, all'incirca al km 20, si affianca sulla dx la ferrovia dei fosfati, linea industriale che si inerpica più avanti verso Moulares e le gole del Seldijas. Dopo 42 km si entra nell'abitato di Metlaoui. Nell'abitato troviamo una grande rotonda: sulla destra possiamo individuare una costruzione molto grande, il Cinema du Sud. Noi procediamo diritto in direzione di Tozeur, azzerando il contakm alla rotonda. Si esce dal paese in un'ampia curva che cambia la nostra rotta da ovest a tutto sud. A 2,400 km dalla rotonda, proprio dopo la curva a sin., si diparte dal margine destro della statale una pista bianca e ghiaiosa, direzione ovest. La imbocchiamo. Pista molto veloce, da 90-100 km/ora: attenzione alle buche. Poche deviazioni. Dopo pochissimi km primo villaggio che la pista attraversa dopo un piccolo ponte; subito dopo il villaggio c'è il nulla. A 11 km dall'imbocco una deviazione parte verso sin: la ignoriamo in quanto porta verso la depressione dello Chott El Gharsa, che si estende alla nostra sinistra verso sud. Alla destra, a circa 4 km di distanza, domina la falesia scoscesa del Jebel En Negueb: la direzione da seguire è questa; teniamoci sempre paralleli al Jebel e non possiamo sbagliare,direzione ovest-nordovest. Al km 25 è possibile incontrare truppe dell'esercito. Nel '97 in questo punto, disseminati tra il jebel e la pista, stavano appostati una ventina di carri armati con i cannoni rivolti proprio verso di noi; quel tratto di pista l'ho affrontato sicuramente ad una velocità superiore ai 120 km/ora! Dopo 50 km circa la pista si immette sulla stradina asfaltata che proviene da Tozeur diretta verso l'oasi di Tamerza, 12 km più a nord-ovest. All'approssimarsi dell'asfalto la pista tende ad avvicinarsi al Jebel ed interseca una linea elettrica proveniente da est. Proseguiamo sull'asfalto verso Tamerza; 200 m prima della deviazione asfaltata per Chebika, che si diparte da destra, sul lato sinistro parte una pista di fondo buono e liscia direzione sud-ovest, proprio di fronte ad un gruppetto di case. Dritto senza bivii a tutto sud; sabbia ma compatta. Seguire sempre la principale e non si può sbagliare: le piste secondarie non sono che tracce. A 14 km dall'imbocco c'è un posto di controllo militare: controllo dei documenti. (Attenzione: nel '97 c'era il divieto governativo di continuare la pista di qui verso Nefta a causa dell'estrema vicinanza del confine algerino ed i rapporti politici piuttosto tesi esistenti tra Tunisia ed Algeria. Tentate: al limite dovrete tornare indietro di 14 km e prendere la strada asfaltata per Tozeur-Nefta). Oltre il posto di controllo azzerare. A 2 km piccolo pozzo sulla dx;a 3,400 km bivio: dritti su principale. A 8 km la pista svolta a dx per poi risvoltare a sin. verso sud. A 11,300 km ignorare la pista di destra e proseguire diritti. A 12,300 km proseguire diritto ( e non a dx dove le tracce sono meno evidenti). A 14 km leggera discesa: siamo ad un soffio dall'Algeria. A 18 km casermetta sulla dx: uscire dalla pista e fermarsi presso i militari. Controllo documenti. Si torna sulla pista con una confluenza verso dx di circa 800 m. A 1,6 km dalla casermetta bivio: una pista svolta a destra seguendo una serie di pali. Dietro i pali una curiosa costruzione a cupola.Noi prendiamo la diramazione di sin. Tutto sud-ovest per 20 km. Altro bivio: ancora a sinistra. A 13 km da quest'ultimo bivio ancora un controllo militare. Poco prima un incrocio, ma noi andiamo diritto. Azzerare al posto di controllo. Altri 13 km di pista buona poi arriva la sabbia molle.Ridotte per 6 o 7 km. A 22 km dall'ultimo posto di blocco siamo alla periferia di Nefta. Consiglio: l'oasi di Chebika merita sicuramente una visita. Il palmeto incastonato nel canyon e la vista dall'alto dei dirupi verso il chott sono stupefacenti. Se si desidera spezzare la tappa in due parti consiglio di proseguire fino a Tamerza. Anche qui un palmeto tra gole e picchi e due cascate in cui bagnarsi. Un albergo di lusso domina la città vecchia (assolutamente da visitare!). Per i più avventurosi l'albergo Les Cascades offre bungalows (cubi di cemento) a prezzi stracciati nel palmeto a sud dell'abitato. La cucina del ristorante è ottima e si può dormire con le brandine direttamente nel cortile davanti ai bungalows, proprio sotto le palme; lo spettacolo del cielo è indimenticabile. Proseguendo oltre Tamerza, dopo appena 6 km c'è Mides, villaggio fortificato arroccato sul bordo di un dirupo impressionante: con pochi dinari assoldate una guida che vi farà visitare il paese (abbandonato) e le gole. Nel palmeto antistante c'è un camping spartano ma accettabile. A 2 km da Mides corre il confine algerino. Strada Hazoua - Rjem Maafoug - Sabria - Zaafrane - Douz Punto di partenza: Nefta Punto di arrivo: Douz Lunghezza: 180 km Difficoltà: facile E' una strada che permette di aggirare tutto il Chott El Jerid da ovest costeggiando il confine algerino e raggiungendo Douz da una via insolita, ossia costeggiando il nord dell'Erg orientale. Percorrere la Statale Nefta-Hazoua fino al confine con l'Algeria. Circa 100 m prima della sbarra una sterrata in terra battuta parte dal margine sin. della strada infilandosi tra le case, puntando obliqua verso la linea del confine. Dopo poche centinaia di metri la pista curva a tutto sud tagliando una zona fitta di bassi cespugli con fondo sabbioso. Ci si immette in circa 2 km su una lingua asfaltata che segue la linea del confine lungo una direttrice sud dettata da una serie di pozzi che termina a Bir El Hejila. L'asfalto è in pessime condizioni, rotto e zeppo di buche improvvise, ma il paesaggio è bellissimo. Branchi di dromedari selvatici ad ovest verso il confine. È quasi impossibile incrociare un altro mezzo: questa è una strada militare sconosciuta ai più ed assolutamente non battuta dal turismo. A Bir El Hejila, circa 50 km a sud di Hazoua, la strada piega ad angolo retto verso est. Dopo pochi km posto di controllo militare: si stupiranno di vedere dei turisti e vi tratterranno ma solamente per curiosità e per fare due chiacchiere. I militari alla sbarra al vostro arrivo vi punteranno il mitragliatore: fa effetto, ma non c'è pericolo: sono estremamente gentili. Continuando ad est sulla destra ecco le prime dune bianchissime dell'Erg Orientale. Verso Rjem Mafoug la sabbia invade la carreggiata e si ha l'impressione di essere nel nulla. Poi, di colpo, dietro un'altura di sabbia la strada (coperta completamente dalla sabbia) sfila tra le case del villaggio di Rjem Mafoug, appollaiate tra le dune come in un sogno irreale. La strada esce dalla zona sabbiosa ed affianca il Chott El Jerid sulla sin. mentre a destra scorrono tralicci di una linea elettrica. Sotto i tralicci, a pochi metri dall'asfalto semidistrutto, corre una pista in terra battuta morbida e velocissima; può essere un'alternativa, ma attenzione: alcuni tralicci sono abbattuti e se non li vedete in tempo li investirete con l'auto: prudenza. Alcune tracce corrono sul margine del Chott parallele all'asfalto: anche queste possono essere una alternativa alle buche della strada principale, ma attenzione al fango che può celarsi sotto una crosta sottile ed intrappolare i vostri mezzi inesorabilmente. Avvicinandosi a Sabria si attraversa l'oasi di El Faouar. Sulla sinistra cordoni di sabbia artificiali difendono la strada dall'avanzare dell'Erg; salite in cima e vedrete dune fino all'orizzonte. Attenzione in El Faouar: posto fisso di controllo quasi invisibile! Procedere con prudenza ed a bassissima velocità. Poco oltre El Faouar l'asfalto si amplia (siamo già in zona turistica) e, sulla destra, un cartello ci indica la direzione per l'oasi di Sabria. La strada a Sabria termina direttamente nell'Erg subito dopo la piazza principale: da qui occorre tornare indietro e prendere la direzione per Zaafrane (cartello stradale al bivio per Sabria-El Faouar). Proprio di fronte all'incrocio un laghetto paludoso ospita in estate piccoli trampolieri e cicogne. Le palme e le dune bianche fanno da cornice. In pochi km si giunge all'abitato di Zaafrane, punto di partenza per le escursioni in dromedario dei tour organizzati. L'abitato è scialbo: può essere interessante attendere il tramonto accanto al pozzo (a destra della strada) per vedere i dromedari all'abbeverata (a decine e decine!), ma l'assedio dei bimbi del villaggio penso vi farà cambiare programma. Proseguendo verso est in 10 km si giunge a Douz. La macchia nera all'orizzonte che si vede già poco oltre Zaafrane è il suo immenso palmeto. Punti intermedi: Hazoua: 33° 46 818 N 7° 32 433 E B.El Heijda: 33° 23 636 N 7° 45 946 E Rjem Maafoug: 33° 17 728 N 8° 03 244 E El Faouar: 33° 27 364 N 8° 43 243 E Pista Douz - Ksar Tarcine - Ghilane Punto di partenza: Douz Punto di arrivo: Ksar Ghilane Lunghezza: 150 km Difficoltà: Facile. E' necessario un mezzo a 4 ruote motrici Un Itinerario classico, non fuori pista, variante alla pista che passa sulla pipe line dritto da Bir Soltane, e che non presenta alcuna diffilcoltà nè di orientamento nè di avanzamento. Solitamente si considera Ghilane "il Sud" della Tunisia, cosa non vera: il Sud inizia da qui. Qui siamo infatti ai margini orientali del deserto che da qui si estende a ovest e sod-ovest fino a Bordij El Kadhra. Prendere da Douz la statale per Matmata (asfalto). L'imbocco di questa è segnalato da cartello, ma per precisare ulteriormente facciamo riferimento alla stazione dei bus: passando davanti ad essa (è posta in prossimità di un incrocio) dopo circa 100 m si giunge ad un incrocio. Provenendo dalla Stazione bus troviamo, a qualche decina di metri sulla diramazione di sin una stazione di servizio e su quella di fronte, proprio all'incrocio, un negozietto di libri: dobbiamo prendere diritto e passare davanti al negozietto, che ci sfila via a destra. Procedendo diritto troviamo l'ultimo stadio del cantiere che sta provvedendo ad asfaltare l'intero percorso Douz-Matmata. Fondo molle di sabbia fine ed assai polveroso: cautela. Dopo 23 km un pozzo con corolla in cemento sulla destra. Al km. 36 bivio: prendere a destra, direzione est. La rotabile di sin. punta a nord-est. Al km 52 trivio importante: una rotabile si dirama a sinistra in direzione di Kebili, Cap.nord-est; la principale procede diritto in direzione Matmata; una pista sassosa ma ben marcata parte a destra, est-sudest, direzione Bir Soltane: è la pista da seguire. Poco oltre l'incrocio, a meno di 2 km direzione Bir Soltane, troviamo sulla sin. il famoso Bar di Tarzan, Cafè du Sahara, assolutamente da visitare. L'esterno del bar è una palizzata in canne di bambù all'interno della quale troviamo una costruzione in argilla imbiancata ed una tenda beduina. All'interno della costruzione i muri sono un collage di firme, foto, adesivi, frasi in decine di idiomi da tutto il mondo lasciate dai viaggiatori passati di qui nel corso degli anni. Nelle immediate vicinanze del Bar troviamo un bivio: la pista di sin. è ben battuta, quella di destra ostruita da lingue di sabbia per qualche centinaio di metri. Noi dobbiamo inoltrarci sul ramo di destra ed affrontare la sabbia. Le due piste sono separate da un piccolo sperone roccioso. Di qui in poi basta procedere mantenendo sempre la sin. Tra le decine di tracce troviamo quelle che portano ad est. Non si può sbagliare: procedendo verso est si va per forza ad incrociare la pista segnatissima ed ampia come un'autostrada che taglia da nord a sud la Tunisia, la famosa Pipe Line, la pista che segue l'oleodotto fino ad El Bhorma. Dovremmo incrociarla a circa 70 km da Douz. Alla Pipe Line svoltiamo a destra verso Bir Soltane. Svoltando a sin. troveremmo più a nord la pista per Matmata che abbiamo abbandonato diversi km indietro. E' ovvio quindi che procedendo da Douz per Matmata è possibile raggiungere Bir Soltane e Ksar Ghilane direttamente imboccando la Pipe Line, ma ci perderemmo Tarzan e, davvero, non si può! Una quindicina di km a sud, lungo la Pipe Line incontriamo Bir Soltane. Lo troveremo a 10, 15 oppure 20 km dopo l'imbocco della pista dell'oleodotto, a seconda delle tracce seguite per imboccarla. Non ci si può sbagliare: a Bir Soltane c'è un Bar con tanto di cartello "Cafè Bir Soltane", presso il quale tutti i tour in 4x4 fanno tappa. Fanno dei tramezzini al tonno insuperabili!!! Subito a destra del bar parte una pista che porta in 2 km ad un complesso di costruzioni bianche, visibili dalla pista dell'oleodotto: è una caserma dell'esercito. Abbiamo ora due possibilità per raggiungere Ksar Ghilane. La prima, più veloce ma noiosa, è quella di procedere diritto lungo la Pipe Line per circa 30 km fino al bivio (segnalato da un chiaro cartello stradale nero su fondo bianco) per Ksar Ghilane che si diparte da destra. Sono 30 km di tole ondulee da affrontare a 80-100 km/h per non venire sballottati come fantocci. La seconda, un po' più lunga, ve la illustro: a 300 metri oltre il Cafè Bir Soltane troviamo un grosso albero sulla destra. Proprio di fronte, ma sul lato sin. della Pipe Line, parte una pista in direzione est. La imbocchiamo. Fondo buono con leggera tole ondulee. Dopo pochissimi km dalla pista che stiamo seguendo si diparte a destra una pista che si spinge in direzione sud, nei pressi di una costruzione posta sopra una piccola collinetta. Procedendo verso est andremmo a raggiungere Beni Keddache, sui monti intorno a Medenine: noi invece imbocchiamo la pista di destra, verso sud. Dopo 11 km vediamo sfilare sulla destra un complesso fortificato in posizione dominante e distante dalla pista circa 4 km: è Ksar Tarcine. Continuiamo verso sud: sabbia sulla pista. A tratti la sabbia ricopre la pista per tratti di oltre 1 km, ma non vi sono problemi con le 4 trazioni inserite. Non sgonfiare i pneumatici: sassi nei tratti senza sabbia. 30 km oltre l'imbocco della pista per Ksar Tarcine incontriamo la Pipe Line, proprio in prossimità del bivio per Ksar Ghilane. A destra, verso l'orizzonte, si scorgono i primi contrafforti di dune dell'Erg Orientale. A voi la scelta. L'importante è giungere al bivio per Ksar Ghilane. Dal bivio sulla Pipe Line ci sono circa 15 km di pista per giungere a Ksar Ghilane.Il fondo è orribile, una tole ondulee davvero pronunciata dovuta alla frequenza di passaggi dei tour organizzati e dei camion militari, mostruosi palazzi a 6 ruote motrici. Consiglio di procedere a margine ma con cautela: vi sono zone di sabbia molle, insidiosa perché ricoperta da una sottile crosta argillosa che la fa apparire un buon fondo.ci si ritrova insabbiati in un attimo se non si è più che pronti a pigiare senza pietà sul gas! In vista dell'oasi di Ksar Ghilane troviamo una barriera anti-sabbia posta a protezione del villaggio. La palizzata presenta un varco che permette l'accesso all'oasi. Passato il varco la pista prosegue diritta verso il palmeto. A ridosso delle prime palme un cartello vi segnala un camping a sin.: se lo seguite giungete ad una vasta distesa di sabbia subito a nord del palmeto oltre la quale trovate una sorgente termale ed un campo tendato. Questo camping è molto frequentato dai tour organizzati. Consiglio di procedere oltre lasciando il campo sulla sin. sino a raggiungere il Camping Paradiso distante dal primo circa 500 m. Anche qui troviamo una piscina con acqua termale ed un buon ristorante. Procedendo ancora verso sud, dopo circa 2 km troviamo un complesso turistico situato al margine meridionale dell'oasi. Adiacente alla struttura c'è un distributore di benzina. Dal primo camping guardando a nord si scorge a circa 5 km una bassa costruzione tra le dune: si tratta di un forte romano utilizzato dalla Legione Straniera e da Rommel. E' possibile raggiungerlo in dromedario o in 4x4 se si possiede buona esperienza di guida su sabbia. Dune basse ma assoluta mancanza di corridoi interdunari. Dove dormire In Tunisia vi sono davvero pochissime strutture attrezzate per il Campeggio. Le migliori strutture si trovano presso l’oasi di Ksar Ghilane, ove si trovano ben tre Campi Tendati che permettono la sistemazione in tende anche proprie: Il già citato Paradise, il Campo Ghilane entrambi nell’oasi a nord del villaggio, e poi ancora il Camping Desert, qualche km a sud del palmeto, a occidente della Pipe Line. I campi di Lorenzo, a Douz e Tozeur, offrono buone strutture. Quello di Douz dispone anche di piccoli bungalows, mentre quello di Tozeur (El Hamma) solo piazzole. La pizzeria – ristorante che sorge dalla parte opposta della strada, dirimpetto al campo, è sempre di proprietà di Lorenzo, ed offre un buona cucina sia locale che italiana. Scendendo verso sud si trova un’area attrezzata presso la montagna di Jebil, nell’omonimo Parco, quasi sempre deserta e solo in alta stagione operativa: il campo si raggiunge prendendo la pista che parte ad occidente del grande portale di accesso al Parco Nazionale di Jebil,ed è indicato da un cartello stradale. Poco prima, sulla stessa pista per Jebil, in corrispondenza del Pozzo di Bhraim, il piccolo chiosco Cafè du Desert offre oltre che al cibo anche una spartana sistemazione per chi volesse pernottare, in piccole camerette di foglie di palma e stuoie. Stesso servizio viene fornito dal chiosco di “Tarzan”, sulla pista classica Bir Ghezen – Bir Soltane: anche in questo baretto c’è la possibilità di pernottare sotto una tenda beduina e consumare un pasto completo a base di cous cous o brochettes. Poco più a Sud di Tarzan il Cafè di Bir Soltane, sulla Pipe Line, offre gli stessi servizi: assolutamente da non perdere i panini al tonno, insuperabili!!! Una struttura molto alla buona si trova anche sulla pista Ksar Ghilane – Chinini, un piccolo bar che dispone di un paio di locali nei quali, in caso di necessità, è possibile pernottare. Tra Chinini e Tataouine, proprio dirimpetto alla stradina che conduce all’immenso Hotel Sangho si trova una struttura ricettiva che offre uno spiazzo sicuro per il campeggio: l’indicazione è chiaramente visibile dalla strada. Campeggi si trovano, chiaramente, anche sulla costa, ma sono quasi sempre affollatissimi di campeggiatori tunisini in estate. Non esiste problema di sorta,se intendete sfruttarli, solamente una confusione pazzesca derivante dall’immane affollamento. Nel profondo sud, a meridione di Remada, c’è la possibilità di sfruttare il giardino della Stazione di Pompaggio di Tiareth, che offre acqua, servizi e luoghi ombrosi in cui montare il campo all’interno della struttura che ospitava i dipendenti. Chiedete a Monsieur Dhaou ospitalità e sarà felice di offrirvi il suo giardino. Ad Ain Skouna un piccolo recinto di frasche a ovest del posto di guardia offre un tenue riparo al vento che batte la piana, ed i militari lo mettono a disposizione dei viaggiatori che fanno richiesta di fermarsi: l’area si trova nei pressi della fonte termale. Infine a Bordij El Khadra il Cafè du 7 Novembre di Monsieur Dhaou (omonimo del custode di Tiareth) offre pasti completi e locali molto ma molto spartan |