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| SPORT HOTEL PANORAMA & GALLERIA ARTE
BOCCANERA CONTEMPORANEA Vi invitano a L'ARTE NEI GIARDINI. Inaugurazione venerdì 8 agosto 2008 ore 18.30 9 agosto — 30 settembre 2008 Artisti: Corrado BONOMI, Annamaria GELMI, Bruno LUCCHI Il Parco dell’Alp & Wellness Sport Hotel Panorama a Fai della Paganella (TN) ospitera' dall’8 agosto al 30 settembre 2008 una mostra di arte contemporanea che saprà presentarvi, tramite il linguaggio diretto ed emozionale dell'arte, i concetti che valorizzano l’offerta stessa del resort. Il Parco è una location ideale per le opere d’arte. All’interno vi sono racchiusi angoli incantevoli dove la natura rigogliosa esaltarà sculture e installazioni di tre importanti artisti italiani: Corrado Bonomi, Annamaria Gelmi, Bruno Lucchi. L'evento espositivo, intitolato L’Arte nei Giardini, è realizzato in collaborazione con la galleria Arte Boccanera Contemporanea di Giorgia Lucchi di Trento (www.arteboccanera.com) e Ideaturismo Marketing & consulting e saprà appagare gli appassionati d'arte contemporanea, ma anche coloro che nel resort ricercano benessere, armonia e attività. Proprio nell'anno in cui la regione Trentino Alto Adige ospita Manifesta 7 – la prestigiosa Biennale europea di arte contemporanea – Sport Hotel Panorama propone l’inedita mostra L’Arte nei Giardini in un singolare contesto come quello della montagna, a Fai della Paganella, nelle immediate vicinanze della città di Trento. CORRADO BONOMI Corrado Bonomi è nato a Novara nel 1956 dove vive e lavora. La prima esposizione risale al 1982. Da allora ha partecipato a molte mostre personali e collettive elaborando un proprio linguaggio caratterizzato per una caustica irrisione dei luoghi comuni dell'immaginario collettivo. Del 1995 la sua partecipazione al gruppo “Concettualismo Ironico Italiano”. Bonomi privilegia il modo sperimentale poichè possiede l'indole del bricoleur. Il bricoleur è un costruttore creativo, non un semplice assemblatore, un mago piuttosto che un tecnico. Le sue sculture ed installazioni partono da oggetti, tutti presi dalla realtà che ci circonda, raccontano storie che all’apparenza sembrano ingenue perché semplici nell’essere fruite, ma che nascondono sottili trame concettuali che rovesciano il lampante senso originario con pungente ironia. Per un artista il "fare" è parte integrante del "pensare". Chiunque osservi i lavori di Bonomi, ad esempio quei roseti e quelle piante fatte di tubi per innaffiare, viti e vasellame di plastica genialmente assemblati, intuisce immediatamente l'apporto della perspicacia manuale, dell'intuizione folgorante che giunge, inaspettata, solo a coloro che sanno maneggiare qualcosa con maestria (Ivan Quaroni). ANNAMARIA GELMI Annamaria Gelmi è nata a Trento. Vive e lavora a Trento e Milano. Tiene la sua prima mostra a Trento alla galleria Mirana nel 1970. Inizia a lavorare con materiali quali il plexiglas, il metacrilato, le plastiche realizzando opere che giocano sulla trasparenza e altre con interventi a china su grandi fogli di acetato con figure geometriche elementari che appese proiettano le ombre coinvolgendo lo spazio. Dal 2000 presenta opere su tela e installazioni in ferro. Essenziali e semplici, le sculture di Gelmi sanno da tempo relazionarsi con raffinatezza nell’ambiente che occupano. Che sia un antico maniero, un parco pubblico o la cancellata di una villa, le sue sculture stupiscono per uno stuzzicante e ambiguo gioco di contrasti, in cui materia si oppone a messaggio e quindi a idea e dove il processo percettivo esce rinnovato. L’acciaio lucido, specchiante che disegna profili di montagne si annulla nell’idea romantica di montagne candide e perfette perché alte e irraggiungibili, così come tubolari intrecciati creano ampi portali di retaggio medievale. Con una facilità estrema Gelmi riesce a passare dall’astrazione del disegno che vede la misura geometrica strettamente imparentata con l’ideale, alla realizzazione fisica senza perdere nulla in questo necessario passaggio e quindi mantenendo inalterata la portanza energetica dell’idea lungo tutto il processo. Dal punto di vista percettivo, e ciò accade sia per le sue sculture da interno come per quelle da esterno, avviene un incessante scambio tra pieno e vuoto, in favore di una leggerezza che è soprattutto rispetto verso la Natura (Marco Tomasini). BRUNO LUCCHI Bruno Lucchi è nato a Levico Terme TN nel 1951, dove vive e lavora. Sua è l’imponente installazione ideata per l’atrio della ammiraglia Costa Magica, della flotta Costa Crociere (“Tra memoria e visione”, 2004). Recentemente (giugno 2008) ha parteciperà alla 14ma edizione del Premio Internazionale “Scogliera Viva” di Caorle VE realizzando una scultura in pietra sul lungomare di questa cittadina marittima Lucchi non intende creare personaggi o individui, ma icone che sappiano estraniarsi dal vissuto per proporsi in muto dialogo con l'invisibile. Presenze silenziose e vulnerabili, figure austere, serene, svettanti e morbide che sembrano guardare lontano. Esse dialogano anche nel momento dell'abbraccio, in momenti di singola introspezione, ignorando il tempo e lo spazio, ossia tutto ciò che si muove e vive nella quotidianità (ad esempio i "Custodi dei Sogni"). Arti superiori ed inferiori completamente assorbiti in una materia-forma che tutto riveste: superfici zigrinate con forza e abilità, simboli di tutto ciò che ci imprigiona e comprime; altre forme - quelle delle "Perle" - sono la rappresentazione di una stagione felice, custodiscono e comunicano l'energia della Terra Madre, hanno le sembianze di una femminilità rassicurante perchè avvolgente, morbida, rigogliosa. Ogni particolare è accuratamente studiato e compiuto perchè si traduca, nella conclusione creativa, in perfetta capacità di trasformare in oggetto armonico i percorsi interiori dell'artista. (Gianni Baracchetti). ORARIO INAUGURAZIONE: VENERDI’ 8 AGOSTO 2008 – ore 18.30 LUOGO: Alp & Wellness Sport Hotel Panorama - Via Carletti, 6 - Fai della Paganella (TN) - Tel. 0461/583134 Fax 583234 PER ULTERIORI INFORMAZIONI: info@sporthotelpanorama.it arteboccanera@gmail.com EVENTO A CURA DI: Galleria Arte Boccanera Contemporanea di Lucchi Giorgia - Ideaturismo Marketing & consulting |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Trento Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Trento&action=history TrentoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Trento è un comune di 110.142 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nonché della regione Trentino-Alto Adige.
Il
Castello del Buonconsiglio, per molti secoli residenza dei
principi vescovi e uno dei simboli di Trento.
[modifica] Stemma, gonfalone, onorificenze
[modifica] StemmaLo stemma del Comune di Trento raffigura un'aquila spiegata di nero, rostrata, armata e munita sulle ali di due gambi trifogliati d'oro, linguata e cosparsa di fiammelle di rosso come descritto nel Decreto di riconoscimento del 6 maggio 1930. [1]
[modifica] Onorificenze conferite alla CittàTrento è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare 16 aprile 1976 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale con la seguente motivazione:[2]
Trento è stata insignita del titolo Città alpina dell'anno 2004.[2]
[modifica] Geografia ed ambiente
Panorama della città. In primo piano il Castello
del Buonconsiglio.
La città è situata sul fondovalle dell'Adige, 55 km a sud di Bolzano e 100 km a nord di Verona. A occidente è dominata dal Monte Bondone (Cima Palon 2090 m s.l.m.), a nordovest dalla Paganella (2125 m.), a nordest dal Monte Calisio (1096 m.), a est dalla Marzola (1738 m.) e a sudest dalla Vigolana (Becco di Filadonna, 2150 m.). Fu la città più interessata dalla c.d. "nevicata del secolo" La città di Trento rappresenta il centro un'area urbana compresa longitudinalmente tra Mezzolombardo e Rovereto e dilatata ad est verso la Valsugana, oltre il comune di Pergine. Trento presenta estreme diversità territoriali e di popolazione. La popolazione comunale non è presente solo in città, ma anche in numerosissimi centri sparsi (sobborghi), estremamente diversi l'uno dall'altro e che conservano ancora una propria identità che sia urbana, paesana, rurale o montana. La città vera e propria conta 55.197 abitanti (ottobre 2004). Tra i sobborghi, quello più popoloso è Gardolo (a nord della città, 12.449 abitanti la circoscrizione), mentre quello meno popolato è Sardagna (solo 1.084 abitanti). La maggioranza dei sobborghi è distribuita sul fondovalle dell'Adige o sulle colline a est della città, mentre il paesino di Sardagna, posto a ovest è situato su un piano roccioso a 560 metri s.l.m. ed è collegato al fondovalle da una piccola funivia; i paesi del Bondone sono invece situati tra i 490 metri s.l.m. di Vigolo Baselga e i 1650 metri di Vason e fanno tutti parte della stessa circoscrizione comunale. La vastità del territorio comunale fa derivare quindi una densità di popolazione non caratteristica di città compatte e a forte concentrazione di popolazione (668 ab./kmq contro, per esempio, i 1.869 ab./kmq di Bolzano). Trento mantiene un legame molto stretto con la montagna, in particolare con il Monte Bondone, chiamato anche l'Alpe di Trento, parte del territorio comunale e raggiungibile in poco tempo dal centro cittadino tramite la strada provinciale. Presso la conca delle Viote del Bondone è possibile visitare il Centro di Ecologia Alpina e il giardino botanico, nonché iniziare l'escursione verso la Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime del Bondone, (Cornet, Dos d'Abramo e Cima Verde).
[modifica] ToponomasticaSecondo la tradizione latina il nome Trento deriva da Tridentum (nome assegnato dai Romani) per via dei tre colli (Monte Verruca o Doss Trento, Sant'Agata e San Rocco) che circondano la città. In realtà il nome è ben più vecchio e di origine retica. Il toponimo deriva infatti da trent, ovvero guado (questo a causa del letto irregolare del fiume Adige). Nonostante tutto la tradizione latina ha avuto la meglio, al punto che sul vecchio municipio si legge ancora l'iscrizione latina Montes argentum mihi dant nomenque Tridentum (i monti mi danno l'argento e il nome di Trento), dovuta a Fra Bartolomeo da Trento († 1251).
[modifica] Storia
[modifica] Dalle origini all'età romanaTrento si sviluppò come insediamento retico di fondovalle. Nonostante non esistano a tutt'oggi certezze sull'influsso che le tribù autoctone retiche subirono da altre popolazioni antiche, è molto probabile che la Valle dell'Adige, sentiero di transito nord-sud, abbia permesso frequenti scambi culturali con i Veneti, gli Etruschi, i Cimbri e quasi certamente Galli, popolazione celtica. La conquista romana, dopo diversi scontri con le tribù retiche, avvenne verso la fine del primo secolo a.C.. Trento, sorta già prima della conquista come accampamento militare romano, venne battezzata Tridentum (da tre denti, poiché vi sono tre colli che circondano la città vagamente assomiglianti a tre denti). In periodo augusteo il ruolo strategico della città crebbe, essendo l'Impero impegnato in una serie di operazioni militari nell'arco alpino. Trento si sviluppò a partire da una pianta quadrangolare, delimitata da un lato dal fiume Adige, mentre dagli altri tre lati era circondata da mura e fossati, con torri quadrangolari e porte per l'accesso. Le vie cittadine si svilupparono in maniera ordinata, parallelamente all'impianto del cardo e del decumano secondo i principi dell'urbanistica romana. Tridentum era dotata di tutte le infrastrutture proprie di un importante centro romano: era presente un foro, un anfiteatro e una zona adibita alle sepolture all'esterno alle mura della città. Era inoltre un importante snodo viario (per via della Via Claudia Augusta): situata lungo la via Claudia Augusta Padana, da Trento partiva anche la via Claudia Augusta Altinate che attraverso la Valsugana collegava la città con il Veneto. Nonostante la difficile situazione politica venutasi a creare con la crisi politica dell'Impero, Trento rimase anche nel IV e nel V secolo il centro economico, commerciale e militare della regione.
[modifica] Alto MedioevoAttorno alla metà del IV secolo venne istituita la cattedra vescovile, affidata al primo vescovo di cui si conosce solo il nome, Giovino (Iovinus). L'istituzione della diocesi tridentina rappresentò un passaggio importante, perché la figura del vescovo cercò sempre di garantire alla città sicurezza e unità, nonostante le continue incursioni straniere. Il terzo vescovo di Trento, successore di Giovino e Abbondanzio, fu un patrizio romano, Vigilio. Egli cercò di accelerare l'evangelizzazione del Trentino, di stabilire solidi legami con l'esterno in particolare con Ambrogio e la Chiesa milanese, di cui Trento era inizialmente suffraganea. La figura di Vigilio rappresentò la prima grande guida della Chiesa tridentina (che nei secoli successivi assumerà su di sé anche i poteri laici) e morì martire in Val Rendena, divenendo patrono della città e oggetto di venerazione in tutto il territorio della regione. Nel VI secolo Trento venne occupata dai Goti, guidati da Teodorico. In una lettera, il re goto, secondo quanto riportato da Cassiodoro, invitò la città veneta di Feltre a collaborare con il municipio tridentino per la costruzione di un nuovo centro urbano, probabilmente da edificare nella Bassa Valsugana, che in realtà non venne costruito. Secondo alcuni storici, di questo episodio, risalente al 523-526, rimane traccia nella tradizione popolare cittadina, attraverso la disfida che si svolge ogni anno durante le feste vigiliane tra i Ciusi (i trentini) e i Gobi (a rappresentare le genti feltrine) per la conquista della polenta, difesa dalle strozzere, contadine armate. In seguito i Franchi si impegnarono in continue incursioni e spedizioni militari nel territorio del Trentino-Alto Adige. Per cercare di preservare la città e di trovare un compromesso fra Longobardi e Franchi, il vescovo di Trento Agnello (577-591) si rese protagonista di una serie di iniziative di pace tra i popoli, impegnando anche finanziariamente la diocesi per il riscatto dei prigionieri fatti dai Franchi. A seguito di ciò si rafforzò la dominazione longobarda che organizzò un Ducato di frontiera con capitale a Trento e retto per primo dal duca Evino († 595). Con i Longobardi venne stabilita per la prima volta l'area di influenza sulla quale si estendeva il potere della città, il Tridentinum Territorium, che si estendeva fino a sud di Merano, compresa la città di Bolzano. Solo i territori più a nord dell'Alto Adige non erano soggetti all'autorità del duca di Trento e rimanevano in mano ai Franchi e ai Bavari. A Evino succedette Gaidoaldo che riuscì a espandere il ducato verso ovest, occupando l'intera Valsugana e le valli del Cismón. In seguito il Ducato di Trento perse la sua autonomia e divenne probabilmente un territorio dipendente direttamente dalla corona longobarda. Nel 982 Trento venne inglobata dagli Ottoni nel Sacro Romano Impero Germanico.
[modifica] Il Principato Vescovile
Panorama della città.
Mappa dell'XVIII
secolo che mostra le mura della città e l'originario corso del
fiume
Adige.
Nel 1027 l'imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II creò il Principato Vescovile di Trento, istituzione che resistette fino al periodo napoleonico. Il territorio del Principato però non coincideva del tutto con quello dell'attuale provincia di Trento: alcune zone, specialmente quelle poste a confine, dipendevano direttamente dal conte del Tirolo, e quest'ultimo - specialmente dopo il passaggio della contea agli Asburgo, nel 1363 - condivideva con il vescovo una parte della sovranità sul Principato. Per Trento iniziò un lunghissimo periodo di relativa stabilità politica, nonostante le pressioni esterne esercitate dalla nobiltà tirolese. Il Principato segnò la storia della città per otto secoli, con il susseguirsi al suo vertice di 51 principi-vescovi. La città fu intorno al 1200 un centro minerario (soprattutto argento, proveniente dal Monte Calisio) di discreta importanza, tanto che emanò il primo statuto minerario dell'arco alpino, dovuto al principe vescovo Federico Wanga. Nel 1407 Rodolfo Belenzani fu a capo di una rivolta dei cittadini, i quali insorsero contro l'oppressione del principe vescovo Giorgio di Lichtenstein e governarono Trento per un paio di anni. Trento divenne famosa a livello internazionale per il Concilio (1545-1563), col quale ebbe inizio la Controriforma. Il XVI secolo fu uno dei periodi di maggior splendore per il capoluogo trentino. A capo del Principato i cardinali Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, importanti figure di mecenati, trasformarono l'impianto urbanistico di Trento secondo i principi rinascimentali, ristrutturando e edificando nuovi edifici e chiese.
[modifica] XIX e XX secoloNel 1814 Trento e tutta la sua attuale provincia vengono definitivamente annesse all'Impero Asburgico. Durante tutto il XIX secolo Trento fu oggetto di trasformazioni di notevole rilevanza. Fra queste va ricordata la costruzione della Ferrovia del Brennero, che collegava Verona con l'Impero Asburgico. Altri eventi rilevanti furono lo spostamento del corso del fiume Adige dal suo secolare decorso che attraversava la città medievale e la costruzione di palazzi di grande prestigio sedi di scuole pubbliche, caserme e della Banca Austro-Ungarica.
Statua di
Dante Alighieri nei giardini pubblici. La statua venne eretta
nel 1886,
come simbolo dell'italianità della città, e in contrapposizione alla
statua di
Walther a
Bolzano.
A partire dal 1870 si svilupparono a Trento una serie di correnti, movimenti e circoli politici che cercavano di difendere l'italianità della città dai tentavi di germanizzazione portati avanti dai settori più nazionalisti del Tirolo tedesco, come il movimento del Tiroler Volksbund (costituitosi a Vipiteno nel 1905). Nel 1886 si decise di innalzare un monumento in città al massimo poeta italiano, Dante Alighieri. Gli esponenti più radicali non si limitarono a chiedere l'autonomia politica e culturale di Trento e del Trentino, ma ne auspicavano la rapida annessione al Regno d'Italia. Trento ed il resto della contea principesca tirolese a sud dello spartiacque alpino passarono all'Italia nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale. Durante la prima guerra mondiale Trento fu dichiarata città fortezza (Fortezza di Trento) e divenne il caposaldo del fronte meridionale austro-ungarico. La città era coronata da una rete formidabile di forti difensivi che ancor oggi sono visibili ed in parte visitabili. Alla fine del´anno 1915 la Fortezza di Trento era il più grande e più potente capo saldo del Fronte, la maggior parte del sistema difensivo era sparito sotto la roccia. Anche questi fortificazioni sotterranee sono in gran parte visitabili. L´ideatore della nuova Fortezza di Trento che venne costruita in meno di una anno con l´impiego di migliaia di operai e soldati e con grande partecipazione della popolazione era il maggiore generale Steinhardt. Il primo conflitto mondiale rappresentò per Trento, come per il resto della zona di confine, una tragedia di proporzioni immani, caratterizzata dall'evacuazione ai fini della sicurezza della maggior parte della popolazione. In questo contesto rimane il dubbio circa le fotografie della "popolazione in festa" che accolse l'arrivo delle truppe italiane il 4 novembre 1918, visto che di Trentini in città non ne erano rimasti molti, data appunto l'evacuazione.
[modifica] Evoluzione demografica
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Chiese
Cattedrale di San Vigilio.
Cattedrale di San Vigilio (Duomo) – l'attuale cattedrale è stata edificata nell'area dove era originariamente presente un antico tempio dedicato a San Vigilio. Il vescovo Francesco Wanga ne iniziò la costruzione nel 1212, affidando il progetto ad Adamo d'Arogno; l'edificazione venne portata a termine solo alcuni secoli più tardi. L'impianto romanico della costruzione è attenuato dallo slancio gotico degli elementi architettonici dell'ambiente interno. Nel fianco sinistro della cattedrale si apre un grande rosone, detto ruota della fortuna per la statua posta al centro. Chiesa di Santa Maria Maggiore – costruita nel XIV secolo da Antonio Medaglia per volontà del cardinale Clesio, in stile rinascimentale ma con rimanescenze gotiche (stile clesiano). La facciata presenta un importante portale cinquecentesco, mentre all'interno da notare una cantoria dello stesso secolo e le tele di Cignaroli e di Moroni. La Chiesa ospitò il terzo periodo del Concilio di Trento (aprile 1562 - dicembre 1563). Chiesa di San Pietro - venne edificata nel XII secolo su una preesistente cappella. La facciata neogotica venne rifatta su progetto di Pietro Estense Selvatico tra il 1848 e il 1850. È partita in tre campate ed è sormontata dalla statua di San Pietro. Chiesa di Sant'Apollinare - eretta nel XIII secolo ai piedi del Doss Trento sulle rive dell'Adige. È dedicata al vescovo di Ravenna del V secolo e ciò fa presupporre origini molto più antiche. Si presenta come estremamente slanciata verso l'alto, con un tetto spiovente di gusto tipicamente nordico con copertura a scandole (piccole assi in legno). Chiesa di San Lorenzo – costruzione risalente al XII secolo edificata dai Benedettini bergamaschi chiamati a Trento dal vescovo Altermanno. Particolarmente interessante la parte absidale realizzata in stile romanico e il presbiterio.
[modifica] Complessi monumentali e palazzi
Torre Civica.
Affreschi degli edifici di Piazza Duomo.
Monumento ad
Alcide De Gasperi in Piazza Venezia.
Piazza Duomo.
La fontana del Nettuno sotto la
neve.
Castello del Buonconsiglio - rappresenta forse l'edifico più conosciuto della città. Eretto nel Duecento, ha ospitato per cinque secoli i principi vescovi della città. La struttura più antica è rappresentata dal Castelvecchio (XIII secolo), poi riedificato. Accanto venne costruita per volontà di Bernardo Clesio il Magno Palazzo, decorato dal Romanino e Dosso Dossi, poi messo in comunicazione diretta con l'edificio antico tramite la Giunta Albertiana. Torre Aquila, orientata verso Aquileia, conserva un importante affresco del Gotico Internazionale, i Dodici Mesi, forse attribuibili al maestro Venceslao di Boemia. Palazzo delle Albere - palazzo di stile rinascimentale fu costruito intorno al 1550 per volere della famiglia Madruzzo, che resse il Principato di Trento per un secolo. Pur essendo una residenza di rappresentanza, esso presenta fortificazioni ed elementi architettonici di difesa, come le quattro torri angolari. Ospita la sede di Trento del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto - MART. Palazzo Pretorio - situato in Piazza Duomo, fu l'antica e prima residenza vescovile (fino alla metà del XIII secolo). Orlato da una merlatura e decorato con bifore, accanto ad esso è stata costruita la Torre Civica. Ora ospita il Museo Diocesano Tridentino. Palazzo Thun (attuale sede del municipio) - palazzo di rappresentanza della famiglia Thun, originaria della Val di Non, che riunì in un unico complesso una serie di edifici preesistenti nella metà del XV secolo. Ha subito una trasformazione notevole nel 1830, quando venne profondamente restaurato secondo il gusto neoclassico per volontà del conte Matteo Thun. Palazzo Geremia - edificio costruito verso la fine del 1400 dallo stile rinascimentale all'esterno e tardo gotico negli ambienti interni. Ora è di proprietà del Comune e ospita l'ufficio del sindaco e manifestazioni culturali. Palazzo Sardagna - palazzo di proprietà della Provincia autonoma di Trento, venne edificato nel Cinquecento e ristrutturato nel Settecento per volontà della famiglia Sardagna, il cui stemma familiare è dipinto nella volta dell'atrio. Ospita la sede del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Palazzo Lodron - costruito nel periodo del Concilio di Trento (attorno al 1570) da Ludovico Lodron, ospita un ciclo pittorico che si estende su tutte le sale più importanti dell'edifico. Sede del Tribunale Amministrativo Regionale di Trento. Palazzo Salvadori - uno dei primi esempi di architettura civile rinascimentale a Trento. Venne costruito dal maestro lombardo Lucio Tosani, nel periodo clesiano a partire dal 1515. Attorno alla metà del XVIII secolo vennero fissati due medaglioni in pietra sulla facciata per celebrare il martirio di Simonino di Trento, il bambino che si riteneva falsamente vittima di un rituale ebraico nella Pasqua del 1475. Questo episodio, forse il più negativo della storia della città, causò la cacciata della piccola comunità ebraica di Trento, che aveva nel sito dove ora è presente il palazzo la propria sinagoga. Palazzo Galasso o Del Diavolo - fatto costruire nel 1602 da un discendente della potente famiglia di banchieri Fugger; così chiamato, secondo la leggenda, citata anche da Goethe, perché fu realizzato in una sola notte. Torre Vanga - torre edificata nel 1210 dal principe vescovo Federico Wanga e un tempo lambita dal corso dell'Adige, aveva lo scopo di controllare l'accesso sulla collina del Doss Trento. Torre Verde - eretta nel 1450, era anch'essa edificata sulle rive dell'antico corso del fiume, presso un area portuale. Il letto dell'Adige fu deviato nel corso dell'Ottocento. Mausoleo a Cesare Battisti sul Doss Trento - sulla collina (308 m s.l.m.) che si erge in riva destra dell'Adige è stato costruito il Mausoleo dedicato a Cesare Battisti: 16 colonne di marmo alte 14 metri su basamento circolare. Il Doss Trento ospita anche il Museo degli Alpini. Accanto sono presenti i resti di una antica chiesa paleocristiana del IV secolo d.C.
[modifica] FontaneFontana del Nettuno - uno dei più importanti monumenti della città del XVIII secolo (venne eseguita tra il 1767 e il 1768), edificata nel periodo dell'Illuminismo per "salute e decoro della città". Fontana dell'aquila - piccola fontana in Piazza Duomo sormontata da un'aquila di pietra.
[modifica] Cultura
[modifica] Musei
Maestro Venceslao, Ciclo dei Mesi, gennaio,
Torre Aquila del
Castello del Buonconsiglio, 1400 ca, importante esempio di
Gotico Internazionale.
Il
Concilio di Trento tenutosi nella Chiesa di Santa Maria
Maggiore, in un dipinto conservato presso il Museo Diocesano
Tridentino.
Trento, nonostante le dimensioni medio-piccole, vanta numerose strutture museali e diversi spazi espositivi. Presso gli ampi ambienti del Castello del Buonconsiglio sono state organizzate le collezioni artistiche provinciali. Importanti le sezioni di arte medievale e moderna (sale del Castelvecchio e del Magno Palazzo). Da segnalare inoltre i materiali archeologici ed etnografici e una raccolta numismatica, nonché le collezioni e le mostre temporanee organizzate ogni anno. Il Palazzo delle Albere ospita la sezione trentina del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART). Il museo vanta una vasta collezione permanente dell'Ottocento e dei primi del Novecento, fino alla prima guerra mondiale (dal romantico Francesco Hayez al futurista Boccioni) e organizza numerose esposizioni temporanee. Il Museo Tridentino di Scienze Naturali ha sede in Palazzo Sardagna e presenta una serie di esposizioni sulle scienze naturali e sul paesaggio naturale, strutturate su uno spazio di 21 sale; organizza diverse mostre temporanee. Il Museo della S.A.T., dedicato alla storia della Società degli Alpinisti Tridentini, è ubicato presso il primo piano del palazzo della SAT di via Manci. Raccoglie un'ampia collezione di foto, documenti e cimeli relativi alle montagne e alla storia dell'alpinismo del Trentino. Dedicato alla storia (politica, economica, sociale) del Trentino dal XVIII secolo alla conclusione del secondo conflitto mondiale è il Museo Storico in Trento, che conserva un'ampia raccolta bibliografica e archivistica. Il Museo Diocesano Tridentino ha sede in Piazza Duomo, presso Palazzo Pretorio. Raccoglie il patrimonio di arte sacra dell'Arcidiocesi di Trento e presenta una sezione dedicata al Concilio di Trento. La collina del Doss Trento ospita il Museo Nazionale Storico degli Alpini, realizzato presso un ex polveriera austriaca. La struttura conserva foto, documenti, cimeli, oggetti personali relativi alla storia del Corpo degli Alpini. Presso l'aeroporto di Trento a Mattarello è stato allestito il Museo "Gianni Caproni" aeronautica scienza e innovazione, dedicato all'ingegnere Caproni. Nel museo sono presenti una serie di velivoli costruiti tra il 1910 e il 1980, dei quali 9 unici al mondo. L'importante Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas è un'ampia area archeologica che ha portato alla luce abitazioni, edifici pubblici e infrastrutture della Tridentum romana. Infine, la Galleria Civica di Arte Contemporanea, situata di fronte al Castello del Buonconsiglio, ospita mostre, eventi e convegni .
[modifica] Istruzione e ricercaTrento vanta la presenza di centri di istruzione e di ricerca scientifica all'avanguardia quali:
[modifica] MediaStampa. A Trento vengono pubblicati i seguenti quotidiani: L'Adige, giornale indipendente del Trentino-Alto Adige fondato nel 1945, il Trentino, quotidiano regionale del Gruppo editoriale L'Espresso pubblicato anch'esso dalla fine della seconda guerra mondiale e il Corriere del Trentino, che esce in allegato con l'edizione nazionale del Corriere della Sera dal novembre 2003. Tra i periodici più importanti, Vita trentina, settimanale dell'Arcidiocesi di Trento e QuestoTrentino, quindicinale di informazione indipendente. Radio-televisone. Nel capoluogo è presente la sede regionale della RAI per il Trentino. Fra le maggiori radio a livello provinciale: Radio Dolomiti, Radio Tele Trentino (RTT), Radio Studio Sette. A Trento sono presenti due emittenti televisive private, che diffondo i loro programmi nell'intero Trentino-Alto Adige: Radio Tele Trentino Regionale (RTTR) e Tele Commerciale Alpina (TCA).
[modifica] ManifestazioniLa città di Trento è sede di numerose manifestazioni che, durante l'anno, contribuiscono a rendere originale e piacevole il panorama culturale locale. Le manifestazioni più importanti, che coinvolgono il maggior numero di persone e che richiamano molti turisti sono:
[modifica] CoraleA Trento esiste un coro polifonico, la Corale città di Trento, fondata nel 1889 e diretta da Roberto Giannotti.
[modifica] Trasporti
La stazione ferroviaria di Trento (1934-36),
progettata dall'architetto modernista
Angiolo Mazzoni.
Trento, adagiata nella valle dell'Adige, è situata sull'asse viario del Brennero (Strada Statale 12 dell'Abetone e del Brennero, autostrada A22 e ferrovia del Brennero), che permette veloci collegamenti verso nord (Bolzano, Austria e Germania) e sud (Verona). Nodo ferroviario, dalla città partono i collegamenti diretti verso Venezia (linea ferroviaria della Valsugana) e le vallate del Trentino nord-occidentale (linea ferroviaria Trento-Malè-Marilleva). Il trasporto urbano (17 linee urbane) ed extraurbano è gestito dalla società Trentino trasporti. Centro del sistema di trasporto pubblico della Provincia, dalla città partono una serie di collegamenti ferroviari e su gomma verso le vallate trentine: Fassa, Fiemme, Giudicarie, Non, Primiero, Rendena, Sole, Tesino, Valsugana.
[modifica] Circoscrizioni
l Comune di Trento è suddiviso in 12 circoscrizioni amministrative:
[modifica] FrazioniFrazioni poste sul monte Bondone: Sardagna, Sopramonte, Cadine, Baselga del Bondone, Vigolo Baselga, Candriai, Vaneze, Norge, Vason Frazioni a nord di Trento: Gardolo, Spini di Gardolo, Ghiaie di Gardolo, Lamar, Canova, Roncafort, Vela, San Lazzaro di Meano Frazioni a sud di Trento: Romagnano, Ravina, Belvedere di Ravina, Mattarello, Valsorda Frazioni poste sul monte Marzola: Povo (Sprè, Panté, Salé), Oltrecastello, Passo Cimirlo, Celva, Mesiano, Ponte Alto, Villazzano, Grotta di Villazzano, San Rocco.
Frazioni poste sul monte Calisio (o Argentario): Cognola, San Vito, San Donà, Tavernaro, Villamontagna, Zell, Martignano, Maderno, Moià, Maso Bolleri, Montevaccino, Meano, Vigo Meano, Gazzadina, Cortesano, Camparta, Gardolo di Mezzo. È da tener presente che praticamente la metà della popolazione del comune di Trento risiede nelle sue frazioni.
[modifica] SportDal 2000 fiore all'occhiello della città è la squadra di pallavolo maschile di A1, ITAS Diatec Trentino Volley. Nella stagione 2003/2004 ha militato nella formazione cittadina anche il trentino Lorenzo Bernardi (eletto nel 2001 come miglior giocatore di pallavolo del XX secolo). La società di calcio più importante della città è il Trentino Calcio 1921 che attualmente disputa il campionato di serie D. In questa società hanno militato, in gioventù, diversi campioni della nazionale italiana quali Francesco Toldo e Giuseppe Signori. Trento è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
[modifica] Amministrazione
Sindaco:
Alberto Pacher dal 08/05/2005 Alberto Pacher, esponente dei Democratici di Sinistra, è sindaco di Trento dal maggio del 1999. L'08/05/2005 ha ottenuto un secondo mandato (64,33% delle preferenze al primo turno).
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Informazioni generali
[modifica] Musei
[modifica] Eventi e manifestazioni
[modifica] Istruzione e ricerca |
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La Provincia autonoma di Trento è una provincia del Trentino-Alto Adige di oltre 500 mila abitanti. Corrisponde alla regione storico-geografica del Trentino, parte del Tirolo meridionale. Confina a nord con la Provincia autonoma di Bolzano, a est e a sud con il Veneto (Provincia di Belluno, Provincia di Vicenza e Provincia di Verona), a ovest con la Lombardia (Provincia di Brescia e Provincia di Sondrio).
Storia [modifica]
Dai primi insediamenti all'età romana [modifica]
Ricostruzione delle palafitte dell'Età
del Bronzo presso il
lago di Ledro.
Il cambiamento del clima circa 10.000 anni fa, resosi più mite e meno rigido, permise l'insediamento di popolazioni sedentarie nel territorio del Trentino, in particolare in prossimità di corsi d'acqua e piccoli laghi. All'Età del Bronzo risalgono alcune importanti strutture abitative in legno (palafitte), edificate su pali in legno in prossimità di ambienti lacustri. Scavi archeologici realizzati negli anni 30 nei pressi della sponda meridionale del lago di Ledro, in comune di Molina di Ledro, hanno portato alla luce un importante insediamento che viene fatto risalire a circa 2000 anni prima di Cristo. Attorno al VI secolo a.C. si insediò nel territorio provinciale, come del resto in buona parte dell'arco alpino centrale ed orientale, la popolazione dei Reti, che si stabilì nelle diverse vallate e in particolare nel Trentino occidentale (reperti importanti sono stati rinvenuti ad esempio a Sanzeno in Val di Non, nell'altopiano della Paganella, a Stenico nelle Giudicarie esteriori). I primi contatti fra Reti e Romani risalgono al III secolo a.C., ma solo nel I secolo iniziò l'espansione romana verso nord. Nel 49 a.C. Tridentum divenne municipium romano e assunse i caratteri del più importante centro economico, commerciale e politico della Regione.
Dall'Alto Medioevo al Principato Vescovile [modifica]In parallelo alla crisi dell'Impero Romano, ormai evidente tra il IV e il V secolo d.C., si assistette a un'ampia opera di evangelizzazione delle vallate del Trentino, in particolare dovuta alla dedizione di San Vigilio, terzo vescovo di Trento e poi partono della città, e dei missionari anatolici evangelizzatori dell'Anaunia, Sisinio, Martirio e Alessandro. Dopo le incursioni dei Goti, una buona parte del Trentino venne inclusa nel Ducato longobardo di Trento retto per primo dal duca Evino († 595) e poi dal cattolico Gaidoaldo. In seguito il Regno longobardo venne conquistato da Carlo Magno (774), e il Trentino venne integrato nel Sacro Romano Impero. L'origine dell'unità territoriale del Trentino risale al 1027, quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II il Salico decise di affidare il potere temporale sull'area geografica trentina al vescovo di Trento, creando il Principato Vescovile di Trento. Questa istituzione politica resistette per otto secoli e garantì autonomia di governo al Trentino rispetto al Sacro Romano Impero Germanico. Il principe vescovo di Trento era infatti dotato di potere politico e aveva pari dignità rispetto a tutti gli altri principi dell'Impero. La parziale indipendenza politica che derivò da questo tipo di istituzione non godette però sempre del sostegno dei Duchi d'Austria, che più volte tentarono di diminuire il margine di libertà del Principato. Un accordo (1339) con il re di Boemia permise al vescovo Nicolò da Bruna, già cancelliere reale, di riorganizzare l'esercito del Principato e di dotarsi dello stemma raffigurante l'aquila di San Venceslao, tuttora simbolo della Provincia, saldando i legami fra il Trentino e la Boemia. Seguirono periodi piuttosto turbolenti, con interventi militari tirolesi e rivolte contadine che misero in discussione l'autorità del vescovo.
Età moderna e contemporanea [modifica]Il "rifondatore" del Principato tridentino è considerato il cardinale Bernardo Clesio (1514-1539), principe sensibile alla cultura umanistica, protagonista di una riqualificazione architettonica di Trento e uno dei più importanti organizzatori del Concilio di Trento (1545-1563). A Clesio succedettero al vertice della Chiesa tridentina quattro membri della potente famiglia Madruzzo (i cardinali Cristoforo, Ludovico e Carlo Gaudenzio e il vescovo Carlo Emanuele), che mantennero il Principato al centro degli equilibri della Regione per più di un secolo (1539-1658). Nel XVIII secolo il Principato perse gran parte della propria autonomia a favore del Tirolo. Terminata l'esperienza dell'invasione napoleonica (1815), alla quale gli abitanti delle valli trentine si opposero partecipando attivamente alla resistenza guidata dal patriota tirolese Andreas Hofer, il Principato Vescovile venne sciolto e il Trentino cessò di godere di una propria autonomia, entrando a far parte della Contea del Tirolo, abitata in maggioranza da popolazioni di lingua tedesca. Pur essendo ben amministrato e avendo propri rappresentati alle Diete di Innsbruck e Vienna, nella seconda metà dell'Ottocento si formò in Trentino un movimento filo-italiano (Irredentismo), costituito soprattutto da intellettuali (come Cesare Battisti) e poco sentito dalla popolazione rurale, che sosteneva l'annessione della Provincia al Regno d'Italia. Prima dell'avvento della Grande guerra la città di Trento e il Trentino si affrettarono a difendere i propri confini. Esempi ne sono la Festung Trient, la Fortezza di Trento, con i suoi innumerevoli forti che circondano la città, e le fortezze degli altipiani trentini, come il Forte Campo Luserna. Il territorio del Trentino divenne uno dei principali teatri di guerra nel corso del primo conflitto mondiale (1915-1918) tra Regno d'Italia e Austria-Ungheria, che causò distruzioni enormi. Dall'ordine di mobilitazione emanato dall'Imperatore Francesco Giuseppe il 31 luglio 1914, oltre 60.000 trentini combatterono nell'esercito austro-ungarico, prima sul fronte orientale contro russi e serbi (1914-1917) e dal 1915 anche sul fronte meridionale, contro gli italiani. I soldati trentini pagarono un tributo pesantissimo: circa 10.500 caduti ed altre migliaia di feriti e prigionieri. Decine di migliaia poi i civili, abitanti dei paesi a ridosso del fronte, che furono costretti ad abbandonare le proprie case ed evacuati in campi profughi.
Lo statista trentino
Alcide Degasperi, artefice assieme a
Karl Gruber dell'autonomia del
Trentino Alto Adige.
Con il Trattato di Versailles (1919) il Trentino venne annesso all'Italia e con la neocostituita provincia di Bolzano entrò a far parte della regione della Venezia Tridentina. Nel secondo dopoguerra, in base all'accordo (1948) fra il ministro degli esteri italiano (il trentino Alcide Degasperi, che seppe abilmente far estendere al Trentino, sebbene abitato quasi esclusivamente da italiani, l'autonomia concessa alla minoranza tedesca dell'Alto Adige ) e quello austriaco (Karl Gruber), venne costituita la Regione Autonoma Trentino Alto Adige. Nel 1972, a causa dell'insoddisfazione altoatesina nei confronti dell'istituto regionale, percepito come centralista e poco attento alla diversità della minoranza tedesca, gran parte delle deleghe venne attribuite alle due province, che divennero autonome, mentre la regione divenne un semplice organo di raccordo fra le politiche del Trentino e quelle dell'Alto Adige.
Geografia [modifica]
Il Trentino è situato nel versante meridionale della catena delle Alpi, a contatto con la pianure padana e veneta. Il territorio della Provincia, che si estende per 6207 km², è quasi interamente montuoso. Esso non presenta però caratteri di omogeneità, ma assume invece una certa varietà di forme, nonché di condizioni climatiche ed ambientali. Il Trentino è formato infatti da diverse vallate prettamente alpine (ad esempio le valli di Sole e di Fassa), che si aprono ai piedi complessi montuosi più importanti, segnate da un clima piuttosto rigido, dalla presenza di ghiacciai e dall'abbondanza di acque, ma anche da vallate subalpine, altopiani e piccole pianure dal clima submediterraneo, dove è possibile anche la coltivazione dell'olivo (come ad esempio la riviera settentrionale del lago di Garda o la bassa valle del fiume Sarca).
Morfologia [modifica]
Cima Brenta Alta,
Dolomiti di Brenta
Dal punto di vista geologico la Provincia di Trento presenta complessi montuosi di origine diversa. Nel lembo occidentale del Trentino, a confine con la Lombardia, dominano per la loro struttura massiccia, la presenza di nevi perenni (tra le più estese d'Italia) e le loro elevazioni l'Adamello e la Presanella, formati da diorite tonilica. Attraversando la valle del fiume Noce, si arriva nel settore dominato dal gruppo dell'Ortles-Cevedale. Esso è costituito soprattutto da scisti cristallini ed è caratterizzato da ampi ghiacciai. In Trentino sono poi presenti diversi gruppi dolomitici, costituiti cioè da dolomia, doppio carbonato di calcio e magnesio. Nella parte occidentale della Provincia, le Dolomiti di Brenta rappresentano l'unico complesso dolomitico situato a ovest del fiume Adige. Nella parte orientale della Provincia si estendono poi altri gruppi dolomitici, spesso in continuità con il Veneto e il vicino Alto Adige. Fra questi, basti ricordare la Regina delle Dolomiti, la Marmolada, l'estrema varietà di forme, paesaggi e guglie delle Pale di San Martino (gruppi condivisi con la provincia di Belluno); il massiccio castello del Gruppo del Sella (condiviso con le province di Belluno e Bolzano); i pinnacoli e i campanili del Latemàr e le inconfondibili forme del Sassolungo e del Catinaccio (situati fra Trentino e Alto Adige). Nel Trentino orientale sono presenti poi l'ampia catena montuosa del Lagorai e il massiccio granitico della Cima d'Asta, che rappresentano i territori più incontaminati e selvaggi della Provincia. Infine, meno elevate ma non meno importanti sono le vette della Paganella e del Monte Bondone, non lontani dal capoluogo, nonché le porzioni trentine delle Prealpi venete, costituite dai settori settentrionali del Monte Baldo, dei Monti Lessini, delle Piccole Dolomiti e del Pasubio, al confine meridionale con il Veneto.
Il
Monte Cevedale, la maggior elevazione del Trentino (3764 m
s.l.m.)
La punta settentrionale del
lago di Garda, il punto più basso del Trentino (65 m s.l.m.)
Idrografia [modifica]Il Trentino è caratterizzato da una valle che ne solca la lunghezza, la Valle dell'Adige, da Ala a Salorno, rappresentando quasi una spina dorsale del territorio. Su essa si innestano diverse valli minori, formate da affluenti dell'Adige (come le valli dell'Avisio, Fiemme e Fassa e Cembra, e del Noce, Non e Sole). Ci sono poi altri fiumi che attraversano valli trentine: il Cismòn nella valle di Primiero, il Brenta nella Valsugana, il Sarca nella valle omonima, il Chiese nelle Giudicarie, il Fersina nella Valle dei Mocheni, il Leno nelle valli del Leno (Vallarsa e valle di Terragnolo) e il Vanoi nella valle omonima.
Le
Cascate di Nardis (Val
di Genova) in inverno.
Appartengono alla provincia la punta settentrionale del Lago di Garda e numerosi laghi alpini: tra di essi si possono ricordare i laghi di Levico e Caldonazzo in Valsugana, di Toblino, Cavedine e Terlago nella Valle dei Laghi, di Molveno nell'altopiano della Paganella, di Tovel nella Val di Tovel, della Serraia nell'altopiano di Piné. Il dislivello fra le valli solcate dai corsi d'acqua minori e le valli principali provoca spesso la formazione di salti, cioè cascate. Molte delle cascate del Trentino presentano questa origine. Fra le principali, le cascate di Nardis e del Làres e in Val di Genova, di Lert e del Ribor in Val di Daone, del Regagnolo in Val di Rabbi, di Fedaia ai piedi della Marmolada, di Sardagna e di Ponte Alto a Trento.
Clima [modifica]
Il
lago di Molveno dalle Dolomiti di Brenta
Cima Vermiglio (3458 m s.l.m.), nel gruppo della
Presanella
Il clima del Trentino può essere definito di transizione tra il clima semicontinentale e quello alpino. Pur presentando gran parte del proprio territorio ad una altitudine media piuttosto elevata (circa il 77% al di sopra dei 1000 m s.l.m., poco meno del 20% al di sopra dei 2000 m s.l.m.), esso non presenta quei caratteri di rigidità propri di altre aree alpine. A partire dalle fasce altimetriche più basse, il clima può essere suddiviso in quattro grandi aree[1]:
Una caratteristica peculiare del clima trentino è l'assenza quasi assoluta di nebbia e una debole umidità atmosferica, che assicurano un clima sostanzialmente asciutto.
Ambiente naturale [modifica]
Le
Dolomiti di Brenta nel Trentino occidentale, inserite nel
Parco naturale Adamello-Brenta
Le
Pale di San Martino nel Trentino orientale, comprese nel
Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino
Cascata in Val di Saènt (Rabbi),
nel
Parco nazionale dello Stelvio
Torbole e il
lago di Garda
Alcuni fattori, come la densità di popolazione relativamente bassa della Provincia, la presenza di vasti ambienti isolati e ad altimetria piuttosto elevata, l'istituzione di diverse aree naturali protette, un certo grado di rispetto degli abitanti per i luoghi naturali (seppur in pochi casi compromessi da infrastrutture e costruzioni), hanno permesso la conservazione di numerose specie animali e vegetali. Tra la popolazione faunistica del Trentino, estremamente varia, si possono ricordare alcune specie particolarmente numerose: gli ungulati (cervi, caprioli, camosci, e in misura minore stambecchi), lepri, volpi, scoiattoli, marmotte, galli cedroni. Il territorio del Trentino è ricoperto per circa il 50% da boschi (circa 300.000 ettari). Nei versanti più elevati esso è composto soprattutto da conifere, ma sono presenti anche faggi, aceri, frassini e sorbi. Tra le iniziative ambientali più importanti portate avanti dalla Provincia autonoma di Trento, va segnalato il Progetto Life Ursus, volto al ripopolamento nel Trentino dell'orso bruno (ursus arctos), il più grande e significativo mammifero delle Alpi. Agli orsi autoctoni trentini, prossimi all'estinzione, sono stati affiancati una serie di esemplari provenienti dalle foreste della Slovenia. Gli orsi, inseriti in un primo momento nell'area del Parco Adamello Brenta, si sono spostati anche nei territori limitrofi del Trentino occidentale, sconfinando anche in Alto Adige, Austria e Germania. In Trentino sono state istituite tre aree naturali protette (una nazionale e due provinciali):
In Consiglio provinciale sono state inoltre avanzate alcune proposte di istituzione di diversi nuovi parchi provinciali[2], mentre recentemente è stata approvata la legge (legge 11/2007[3]) che prevede il riassetto dei parchi trentini la futura istituzione di parchi locali la cui organizzazione può essere determinata dalle nascenti comunità di valle. Le aree individuate come possibili zone per le nuove aree protette provinciali o locali sono il Cadria-Tenno, il Lagorai-Cima d'Asta, il Latemar, il Monte Baldo-Garda trentino, il Monte Bondone e i territori del Pasubio-Piccole Dolomiti-Lessini.
Demografia [modifica]Alla fine del 2006 si contavano 502.478 abitanti, di cui 33.280 stranieri (6,6%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 5.193 (10,3‰), i morti 4.565 (9,1‰), con un incremento naturale di 628 unità (1,2‰). Le famiglie contano in media 2,4 componenenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,6 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 57,4% si è svolto con rito religioso.
Economia [modifica]
Agricoltura e allevamento [modifica]
Nonostante le caratteristiche del territorio, prevalentemente montano, il settore agricolo è piuttosto rilevante. Al contrario del vicino Alto Adige, le aziende agricole non sono indipendenti fra loro (struttura del maso chiuso, che pure ha impedito in provincia di Bolzano un eccessivo frazionamento delle proprietà), ma spesso inserite in un'ampia rete di cooperative agricole. Uno dei comparti agricoli più importanti è quello frutticolo. La produzione numericamente più rilevante è relativa alle mele (assieme all'Alto Adige viene raggiunta circa il 60% della produzione nazionale), in particolare della varietà Golden Delicious. La coltivazione dei piccoli frutti (fragole, lamponi, mirtilli e more) è significativa, nonostante sia necessariamente quantitativamente limitata, e peculiare di alcune zone specifiche del Trentino, in particolare la Valle dei Mocheni/Bersntol.
Alcune aree, come la Val di Gresta, sono interessate dalla coltivazione degli ortaggi (patata, carota, cavolo cappuccio, zucchina, radicchio, sedano, cipolla, ecc.). Importante (anche se in termini nazionali quantitativamente modesta) la produzione di uva, da cui si ricavano spumanti e grappe di alta qualità. Storicamente molto significativo l'allevamento, in passato uno dei mezzi di sostentamento più importanti nelle vallate alpine. Testimonianza di ciò è la presenza in quasi tutto il territorio provinciale di malghe e ricoveri estivi per il bestiame, in parte tuttora utilizzati per la pratica dell'alpeggio. Il settore zootecnico più rilevante è relativo al bestiame da latte, da cui si ricava una grande varietà di prodotti caseari tipici. La Provincia, in ambito agricolo, è sempre stata sensibile al tema della produzione sostenibile e naturale e, già dal 2003, ha istituito il Centro di ricerca SafeCrop, Centro per la ricerca e lo sviluppo di sistemi per la protezione delle piante a basso impatto sull'ambiente e sulla salute del consumatore.
Industria [modifica]L'industria occupa circa il 33% della popolazione attiva della Provincia, contribuendo per circa un terzo alla ricchezza complessiva prodotta. Le industrie sono concentrate nella Valle dell'Adige, in Vallagarina e nella Valsugana e sono spesso di piccole-medie dimensioni. Sono attive nei settori tessile, edilizio, della meccanica, del legno e della carta. Un ambito industriale particolarmente importante è relativo alla lavorazione del porfido, principalmente in Val di Cembra e nelle zone limitrofe (comuni di Albiano, Fornace, Civezzano, Lona-Lases, Baselga di Pinè). L'abbondanza d'acqua, l'orografia del territorio e la presenza di dislivelli molto ampi hanno favorito la produzione di energia idroelettrica (il Trentino detiene una quota tra l'8% e il 10% dell'intera produzione nazionale).
Settore terziario [modifica]Piuttosto numeroso è il numero di dipendenti pubblici, principalmente impiegati presso la Provincia autonoma di Trento, che esplica numerosi servizi solitamente gestiti dallo stato o dalle regioni, in base alle competenze stabilite dallo statuto del Trentino-Alto Adige. Una delle attività economiche più importanti è il turismo, sia invernale che estivo, caratterizzato da una notevole varietà e ampiezza nell'offerta turistica. Secondo le statistiche del 2005, in Provincia sono presenti 1.570 strutture alberghiere, per un totale di 94.162 posti letto; includendo alloggi privati, seconde case e esercizi complementari il Trentino conta 69.737 strutture per 460.235 posti letto complessivi[4].
Turismo [modifica]
Turismo montano [modifica]
Le
Pale di San Martino, il gruppo più esteso delle
Dolomiti. Ai piedi del complesso l'abitato di
San Martino di Castrozza.
Le principali località turistiche sono centri a carattere montano, caratterizzate dalla presenza di numerosi impianti di risalita, spesso parte di ampi caroselli sciistici, e di strutture per la pratica degli sport invernali. Il centro più mondano della Provincia è Madonna di Campiglio, adagiata a 1.550 metri, sorta in una conca tra le Dolomiti di Brenta e le nevi perenni dell'Adamello e della Presanella, antica sede di un ospizio medievale dedicato a Santa Maria. A Campiglio (pista 3-Tre) vengono spesso disputate gare di slalom speciale della Coppa del Mondo di sci alpino. Accomunato dalla stessa origine, nel Trentino orientale si è sviluppato San Martino di Castrozza, attorniato dai prati un tempo custoditi dall'antico monastero di San Martino e Giuliano e dalle vette del più esteso fra i gruppi dolomitici, le Pale di San Martino. Da San Martino, valicando il Passo Rolle si giunge in Val di Fiemme (fra i centri maggiori, Cavalese, Predazzo e Tesero), vallata ricca di foreste e nota come importante centro sportivo, soprattutto per lo sci nordico, del quale ha organizzato due mondiali (1991 e 2003); a nord di Fiemme si estende la terra dei Ladini, la Val di Fassa, formata da diversi piccoli centri (i più grandi e forse i più conosciuti sono Canazei e Moena) e scolpita da alcuni fra i più rilevanti gruppi delle Dolomiti (Marmolada, Sella, Catinaccio). Numerose sono le frazioni adagiate sugli altopiani di Folgaria e Lavarone, antiche comunità di origine cimbra e importanti centri turistici sia estivi che invernali, non lontano dal confine con il Veneto. Nel Trentino occidentale, le due stazioni di Folgarida e Marilleva, unite al comprensorio del Passo del Tonale e al paese di Peio rappresentano i maggiori centri sciistici della Val di Sole. Infine, località turitiche di primo piano sono i paesi (Andalo, Molveno e Fai) adagiati tra le pendici della Paganella e il cuore del Gruppo dolomitico del Brenta. Altre zone interessate da impianti di risalita per la pratica dello sci sono l'altopiano di Brentonico, il Passo Brocon, la Panarotta e il Monte Bondone.
Turismo climatico [modifica]Il paese di Torbole, sulla sponda settentrionale del lago di Garda Altre mete frequentate sono le stazioni climatiche sorte nei pressi dei diversi laghi della Provincia, apprezzate in particolare dai turisti stranieri. Fra queste, si possono ricordare Riva del Garda e Torbole sulla sponda settentrionale del lago di Garda e i diversi centri della Valsugana nei pressi dei laghi di Levico e Caldonazzo. Infine, importante è il turismo termale: i centri termali più importanti del Trentino sono sono Comano, ai piedi del settore meridonale delle Dolomiti di Brenta, Levico e Vetriolo in alta Valsugana, Peio e Rabbi nelle due vallate laterali della Val di Sole.
Trasporti e comunicazioni [modifica]
Linee stradali [modifica]
Mappa stradale del Trentino
Il Trentino è terra di attraversamento tra l'area germanica e l'Italia settentrionale. Gli assi principali di comunicazione stradale sono l'Autostrada A22 del Brennero e la Strada Statale 12 dell'Abetone e del Brennero, che si sviluppano lungo la Valle dell'Adige. La direzione della società Autostrada del Brennero s.p.a. si trova a Trento, in quanto i principali azionisti della Società sono la Regione Trentino-Alto Adige e le due province di Bolzano e Trento. Poiché l'autostrada si caratterizza per un grande traffico di mezzi pesanti, è obiettivo primario della Provincia e della Regione diminuire pesantemente il traffico su gomma, spostando i veicoli pesanti sulla ferrovia, in futuro potenziata dal tunnel del Brennero tra Alto Adige e Tirolo. È stata proposta più volte la costruzione sul territorio di un'altra autostrada, l' Autostrada A31 (detta Valdastico o PiRuBi), che collegherebbe Trento a Vicenza e Rovigo. La realizzazione di questa infrastruttura è fortemente appoggiata dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Vicenza e dall'ANAS, nonché sostenuta da una buona parte degli abitanti della Valsugana (per decongestionare, sostengono, l'arteria che attraversa la valle[5]). Tuttavia è forte la contrarietà di forze importanti della Giunta provinciale trentina, assolutamente contrarie a creare nuove infrastrutture autostradali nel territorio provinciale. Per giustificare l'opposizione alla PiRuBi si sostiene di solito che avrebbe effetti negativi sull'ambiente, che la creazione di una nuova autostrada comporterebbe un consistente aumento di traffico su quella del Brennero, e che i costi dell'opera sarebbero molto elevati[6] [7]. Secondo altri la storica avversione per quest'opera dipende dalla volontà della Provincia di non realizzare progetti sostenuti e calati dall'esterno, cioè da Roma o dalla Regione Veneto.
Linee ferroviarie [modifica]La linea ferroviaria principale è la Ferrovia del Brennero, che collega il Trentino a sud verso la Pianura Padana e a nord verso i Paesi Germanici. In Trentino esistono altre due linee ferroviarie: la Ferrovia della Valsugana, che collega Trento a Venezia e la Ferrovia Trento-Malè-Marilleva, che mette in comunicazione il capoluogo con le valli del Noce, Non e Sole, in gestione alla società Trentino trasporti.
Alstom della
Ferrovia Trento-Malè
Nel passato esistevano inoltre diverse altre ferrovie, attivate in era asburgica e poi dismesse perché considerate "rami secchi": la Ferrovia della Val di Fiemme, che collegava Ora a Predazzo, la Ferrovia dell'Alta Anaunia (Ferrovia Dermulo-Fondo-Mendola), ramificazione della Trento-Malè che raggiungeva il Passo della Mendola e la Ferrovia Rovereto-Arco-Riva (RAR), di cui ora si sta discutendo una possibile e difficoltosa riattivazione.
Trasporto pubblico [modifica]Il trasporto pubblico su gomma in tutto il Trentino, urbano a Trento e Rovereto, suburbano ed extraurbano in tutte le valli della provincia è affidato alla società Trentino trasporti, nata dalla fusione delle precedenti aziende Atesina e Ferrovia Trento-Malè.La societa svolge un importantissimo servizio pubblico impensabile fino a pochi anni fa tanto che tal servizio raggiunge anche i paesi più piccoli e isolati dell' intera regione. La stessa società è concessionaria della linea ferroviaria Trento-Malè-Marilleva. La linea ferroviaria della Valsugana è invece gestita da Trenitalia, benché si discuta da tempo di una sua possibile provincializzazione. La Provincia autonoma di Trento, benché non proprietaria dell'infrastruttura, ha acquistato diversi treni minuetto per questa linea, affidandoli in gestione a Trentitalia.
Cultura, istruzione e ricerca [modifica]
Istruzione e ricerca [modifica]
La facoltà di Ingegneria dell'Università
di Trento, a
Mesiano, sulla collina di Trento
A Trento è presente l'Università di Trento, istituita per volontà del presidente provinciale Bruno Kessler nel 1962, di piccole dimensioni (circa quindicimila studenti), ma molto attiva a livello internazionale. Sono presenti le facoltà di Economia, Giurisprudenza, Lettere e filosofia, Ingegneria, Sociologia, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze cognitive (nella sede di Rovereto). Fu la prima università italiana a istituire corsi di laurea in sociologia. Secondo l'indagine Censis-la Repubblica del 2007 è seconda per qualità nella classifica degli atenei italiani di medie dimensioni [8]. La Provincia ha dato vita anche negli anni sessanta ad un importante istituto di ricerca scientifica ed umanistica: l'Istituto Trentino di Cultura (divenuto nel 2007 Fondazione Bruno Kessler), strutturato in: Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica (ITC-irst), Istituto per gli studi storici italo-germanici (ITC-isig), Istituto per le scienze religiose (ITC-isr). A Trento hanno sede infine il Centre for Computational and Systems Biology, centro di eccellenza di carattere scientifico nato dall'accordo siglato tra il governo italiano, la Provincia autonoma di Trento, l'Università di Trento e la Microsoft e il Centro di Ecologia Alpina (presso le Viote del Monte Bondone).
Musei [modifica]
Riva del Garda, Piazza III
Novembre con la Torre Apponale
Nel territorio della Provincia sono presenti numerosi enti museali. Fra i principali:
Da segnalare inoltre gli istituti di cultura e i musei dedicati alla tre minoranze della Provincia, l'Istitut cultural Ladin "majon di fascegn" in Val di Fassa e il Kulturinstitut Bersntol - Lusérn per la valorizzazione delle minoranze germanofone mòchene e cimbre.
Enti e associazioni culturali [modifica]Un importante soggetto culturale operante in Trentino è la Società Alpinisti Tridentini (SAT), fondata in età asburgica (2 settembre 1872). Essa si pone l'obiettivo di promuovere la conoscenza dell'ambiente montano trentino, di mantenere integro il patrimonio naturalistico, di conservare la rete di sentieri e la presenza dei rifugi alpini, di svolgere attività editoriale a carattere scientifico e commemorativo. Nel 1750 fu fondata l'Accademia Roveretana degli Agiati, con sede nel capoluogo della Vallagarina. Questa istituzione culturale, riconosciuta dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria nel 1753, ha aggregato nel corso della storia numerosi studiosi locali e nazionali. In Trentino è molto radicata la tradizione della musica corale. Sono presenti 181 cori[9] (popolari, polifonici e infantili), riuniti nella Federazione Cori del Trentino. Uno fra i più celebri cori maschili italiani è il prestigioso Coro della SAT diretto dal maestro Pedrotti.
Editoria e mass media [modifica]Il Trentino, nonostante le piccole dimensioni del suo territorio, è storicamente caratterizzato da una discreta pluralità di pubblicazioni e di mezzi di comunicazione locali. Nel primo dopoguerra venivano pubblicati tre quotidiani: Il nuovo Trentino, giornale cattolico a lungo diretto da Alcide Degasperi, La Libertà, di ispirazione liberale, e Il Brennero, foglio fascista. Dalla fine della Seconda guerra mondiale vengono invece pubblicati due quotidiani, L'Adige e il Trentino (quest'ultimo del Gruppo editoriale L'Espresso); a questi si affianca il Corriere del Trentino, edizione locale del Corriere della Sera. La diffusione di quotidiani è decisamente superiore alla media nazionale. Fra i periodici locali, Vita trentina è il settimanale edito dall'Arcidiocesi di Trento, mentre QuestoTrentino è un quindicinale d'informazione indipendente. La Provincia ha inoltre supportato la nascita nel 2000 dell'Osservatorio sui Balcani, con sede a Rovereto, una delle testate giornalistiche italiane più attente all'area dei Balcani e dell'Europa sud-orientale. Sono presenti numerose reti radiofoniche a carattere regionale (Radio Dolomiti, RTT, Radio Studio Sette) o a dimensione valligiana e comunitaria. Due infine sono le emittenti televisive private: RTTR e TCA, che affiancano la sede regionale della RAI di Trento.
Lingua [modifica]
Dialetti trentini e aree culturali [modifica]Diverse influenze esterne (principalmente venete e lombarde orientali, ma anche tirolesi e ladine) hanno determinato la diffusione in Trentino di dialetti con alcuni caratteri diversi. I dialetti trentini sono sostanzialmente raggruppabili in un'area centrale, un'area occidentale (a influenza lombarda) e un'area orientale (a influenza veneta). Secondo la partizione linguistica proposta da Cesare Battisti nel 1915[10], è possibile infatti distinguere l'area trentina propriamente detta, che comprende il capoluogo, la Valle dell'Adige, la Valle dei Laghi, le Giudicarie Esteriori, l'altopiano di Pinè e il Perginese; l'area trentina a sostrato ladino, sia nel Trentino occidentale (Valli di Sole e di Non) che in quello orientale (il medio corso dell'Avisio, cioè le valli di Fiemme e Cembra); l'area ad influenza veneta, con una fase feltrina nel Primiero, una fase vicentina nella Valsugana e una fase veronese nella Vallagarina; l'area a influenza lombarda (Giudicarie Interiori e Val di Ledro).
Le minoranze linguistiche [modifica]
Il ghiacciaio della Marmolada, in ladino Marmoleda
Nella Provincia sono presenti inoltre tre minoranze linguistiche, tutelate dallo statuto di autonomia regionale (art. 102) e da leggi nazionali e provinciali. La minoranza più numerosa è quella dei Ladini della Val di Fassa, seguita dalle comunità germanofone dei Mòcheni e dei Cimbri:
Stemma e gonfalone [modifica]
La bandiera della Provincia autonoma di Trento,
con al centro l'aquila di
San Venceslao
Lo stemma ufficiale della Provincia raffigura l'aquila fiammeggiante di San Venceslao, antico simbolo donato dal re di Boemia Giovanni I al vescovo trentino Niccolò da Bruna come stendardo ufficiale del piccolo esercito del Principato Vescovile di Trento nel 1339. In base allo statuto di autonomia della regione Trentino Alto Adige entrato in vigore nel 1972 (art.3[11]), la Provincia autonoma di Trento ha anche un gonfalone ufficiale, esposto nei locali pubblici accanto alla bandiera italiana e a quella europea (esso sostituisce la bandiera regionale del Trentino-Alto Adige, usata raramente). La bandiera è composta da tre strisce orizzontali della stessa dimensione (drappo interzato in fascia), le due più esterne porpora e la centrale bianca, con al centro lo stemma.
Amministrazione [modifica]
L'autonomia provinciale [modifica]L'autonomia della provincia consiste nel potere di legiferare, previsto da legge costituzionale e dallo statuto regionale: mentre tutte le altre province italiane hanno mere funzioni amministrative, le province autonome di Trento e Bolzano hanno potere legislativo in molte materie normalmente di competenza statale o regionale. Particolarmente importanti sono le deleghe in materia di sanità, scuola, formazione, lavoro, trasporti e viabilità. Il finanziamento della provincia deriva principalmente dalla restituzione da parte dello Stato della quasi totalità dei tributi raccolti nel territorio provinciale. La Provincia può inoltre istituire nuovi tributi.
Consiglio provinciale [modifica]La funzione legislativa spetta al Consiglio provinciale, formato da 35 membri, di cui 1 spettante alla minoranza ladina. L'elezione del Consiglio provinciale avviene con sistema maggioritario e con premio di maggioranza. Il Consiglio della Provincia autonoma di Trento unito al Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano forma il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige. I consiglieri provinciali sono dunque anche consiglieri regionali.
Gruppi consiliari [modifica]Le elezioni provinciali del 26 ottobre 2003 hanno determinato la vittoria di una coalizione di centrosinistra (60,8%), l'Intesa Democratica Autonomista (I.DE.A.): Questa la divisione dei 35 seggi provinciali:
Giunta provinciale [modifica]La funzione esecutiva spetta alla Giunta provinciale, composta dal presidente e dagli assessori, scelti dal presidente fra i consiglieri eletti. Il presidente della Giunta può inoltre nominare personalità non elette in consiglio come assessori esterni. Dalle ultimi elezioni provinciali (2003), il presidente della provincia assume inoltre nel corso della legislatura, a rotazione con il collega altoatesino, il ruolo di presidente del Trentino-Alto Adige. Composizione:
La suddivisione amministrativa [modifica]
I
comprensori del Trentino (1973-2007), ora sostituiti dalle nuove
comunità di valle.
L'unità amministrativa dei comprensori fu istituita dalla giunta di Bruno Kessler negli anni '70, al fine di garantire una maggiore efficienza nell'amministrazione del territorio provinciale, frazionato in ben 223 comuni, a volte di piccole o piccolissime dimensioni. Non sempre i confini dei comprensori rispettavano una tradizione di collaborazione fra comunità vicine e infatti si sono rivelati spesso strumenti poco efficaci, tranne nei casi in cui includessero una comunità di valle ben definita (Val di Fiemme, Primiero, Val di Sole, Val di Fassa). Inoltre la giunta comprensoriale non era eletta direttamente, ma nominata dalle giunte dei diversi comuni. È stata approvata una riforma che prevede l'istituzione di un consiglio delle autonomie e il passaggio nel 2007 all'istituto giuridico delle comunità di valle, più omogenee rispetto ai comprensori. Le nuove comunità di valle avranno più poteri rispetto ai vecchi comprensori: la Provincia infatti ha devoluto ad esse la competenza in diverse materie come le infrastrutture d'interesse locale, determinati servizi pubblici, urbanistica, assistenza ed edilizia scolastica, distribuzione dell'energia, trasporto locale, servizi socio-assistenziali, gestione del ciclo dell'acqua e dei rifiuti[12] [13]. Rispetto ai vecchi comprensori, le variazioni territoriali più significative sono l'istituzione di enti autonomi per comunità unite da vincoli storici e geografici come la Val di Cembra, la Valle dei Laghi, l'Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, l'Altopiano della Paganella e la Piana Rotaliana, prima parte di comprensori più ampi.
I Comprensori del Trentino [modifica]
Comuni principali [modifica]
Personalità legate al Trentino [modifica]Questo è un elenco di alcune personalità che per nascita o per la loro storia personale hanno instaurato un solido legame con il territorio trentino. I personaggi sono raccolti in categorie, e all'interno di queste sono menzionati in ordine alfabetico. L'elenco comprende personaggi attivi nei più diversi settori: arte, cultura e scienza, sport, politica, religione. Galleria fotografica [modifica]
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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http://www.paesionline.it/trento/ristoranti_pizzerie_pub_trento.asp **Alcatraz c/o Bolzano/Bozen - Free Entry/Entrata Libera : Via Macello Schlachthofstr.11 - Ven-Sab/Fr-Sa 23,00 - 03,00; Dom-Sa 15,00 - 19,00 **Bistro Viva - Merano - Free Entry/Entrata Libera: Naif Weg 35 Via Val Nova - Tel: 0473 232216, Fax 0473 270210 - Cell/Handy: 320 0930339 - Hours: 19,00 - 03,00/Fr-Sa 19,00 - 05,00 **Cheope Disco Club Laivers-Leifers: Via Brennero 6 Brennerstrasse - Pineta/Steinmannwald www.cheopeclub.it Infoline: 333 3517620 **Exclusiv Dancing Club Lama: MeranStr. 52/Via Merano - Tel /Fax: 0473 651711 www.dance-exclusiv.com **Juke Box - Brixen/Bressanone - Free Entry/Entrata Libera - Fischzuchtweg, 30 /Via Laghetto - Tel: 0472 802190 - Handy/- www.jukebox.bz.it **Max Music & People - Brizen/Bressanone Free Entry/Entrata Libera: Fischzuchtweg, 30 /Via Laghetto - Tel: 0472 802190 www.discomax.com ** Sau Guat - Bolzano/Bozen - Free Entry/Entrata Libera Meran Strasse/Via Merano, 6 Hours: Di-Fr;mar-Ve: 07,00 - 02,00; Sa-So/Sab-Dom: After Hours 04,00 - 02,00 **Time Out: Brixen/Bressanone - Free Entry/Entrata - Dantestr/Via Dante, 34 - Tel: 0472 837677 Mardock - Disco Pub - Cavalese: Via Dossi, 1 Night Club Perla: Cavourstr.43 - Via Cavour - Tel: 0473 231211 Disco/Discoteche/Discoteque Discoteque Scotch Club Marinara: Mainhardstr, 9 - Via
Mainardo - Tel: 0473 233444 DiscoPub: Retrò: Naifstr. 35 - Via Naif Di.&Mi. Ruhetag -
Tel: 0473 232216 Pub Music: La Terrazza: Passerpromenade - Pass.Lungo Pass - Tel:
0473 211800 Weinstube Mit Musik - Taverna con Musica Nörder - Musikstadel: Marling - Marlengo - Tel: 0473
447000 |
| 24/02: Salvacion Ibiza Emergency Party @
Mardok (trento). Dj: Luca
Fabiani Per chi (anche quest'anno) a San Valentino, qualche giorno fa, non ha trovato l'anima gemella. Per chi l'ha trovata da tempo ma cerca almeno un po' di movimento, dopo tanta pace. Per chi in discoteca si diverte sempre e non ha mica ben capito perchè Stefano Barro ha chiamato Emergency Party la versione 2006-07 di Salvacion Ibiza, il suo universo creativo... Per tutti e anche qualcuno di più, il 24/2 il carrozzone più sexy di Ibiza si ferma a Trento. In console questa volta c'è il resident del party, Luca Fabiani, al lavoro su diverse produzioni discografiche, tra l'altro, ovviamente una più spinta dell'altra. Solo due giorni prima, il 22/02, c'è una trasferta a Kiev, in Ucraina, all'esclusivo club Forsage. E una settimana prima il 17/2, Modena. Segno che l'atmosfera sexy e l'atmosfera top di Salvacion piace tanto tanto (a Milano i locali sono Must e Luminal, tra i più esclusivi). INDIRIZZO & CONTATTI MARDOK TRENTO Mardok Via Dossi 1 Trento Italia Tel: +39 (0462) 232323 Cos'è Salvacion Ibiza? Un bel pezzo di quel mix tutto ibizenco di avanguardia e house music, di raffinatezza e club, di belle donne e trend, di performance artistiche di livello internazionale e voglia di divertirsi fino all'alba (e oltre). www.salvacionibiza.net L'EROS SECONDO SALVACION Il tema scelto per gli show che come sempre accompagnano la musica di Salvacion quest'anno è semplice: "Emergency Party". Ovvero, in un momento in cui le feste sono sempre più scadenti, e le idee latitano, lo staff di Salvacion si trasforma in una equipe di medici e infermiere... E corre a soccorrere il divertimento, ormai così raro. Chiaramente parliamo di dottori e assistenti un po' fuori di testa, che si sanno godere la vita: le infermiere sono supersexy e sotto allo stetoscopio indossano solo scarpe col tacco e calze autoreggenti, i medici sono impegnatissimi, ma solo a guardare nella loro scollatura. Dopo Red Light District e Kamasutra, un altro tema a luci rosse e ad altro volume, quindi... Ma non va dimenticato che i performer di Salvacion sono protagonisti di veri e propri show tematici, in cui l'erotismo si mescola con l'arte. STEFANO BARRO SU IBIZA “Mi sveglio alle due del pomeriggio, breakfast e poi si inizia con il telefono per preparare gli appuntamenti che hanno inizio dopo le cinque (a Ibiza prima delle cinque del pomeriggio tutti gli uffici sono chiusi). Dopo, una sequenza senza fine di meeting per preparare tutti gli aspetti dell’organizzazione di un party e sono tanti (coreografie, show, scenografie, ospitalità per i djs in arrivo etc) poi verso le dieci di sera si cena dove e come si puòâ€,  racconta Stefano descrivendo una sua giornata ibizenca: “Verso le quattro del mattino se non si va in qualche serata di un altro promoter a ballare fino all’alba, ci si butta sul letto per un poco di meritato riposo. Questo succede tutti i giorni per tutta l’estate. Questa è la nostra vita. Non l’abbiamo scelta. Ci ha scelto lei e noi non abbiamo fatto altro che accondiscendere ai suoi desideri e seguirla. Ibiza è come un colossale concerto rock: ci sono almeno sette feste per sera per sette giorni alla settimana (minimo: 49 feste ogni sette giorni…). BIOGRAFIA LUCA FABIANI SALVACION IBIZA RESIDENT E' difficile spiegare la sensazione che si ha quando si sente suonare in discoteca Luca Fabiani. Se si amano anche solo un po' la musica e il mondo dei club, è difficile che si riesca a star fermi. Perchè è difficile non definire Fabiani incontenibile, energetico, potente, adrenalinico. Prima di convincersi al 100% che quello che nella vita voleva fare era il dj, Luca ha anche fatto il giornalista per Sky, ma oggi vedendolo andare in giro tutto vestito di nero firmato John Richmond, è difficile immaginarselo mentre fa un'intervista. Perchè Fabiani sta proprio bene davanti a una telecamera o una macchina fotografica, non dietro. Senza esagerare, senza usare i soliti superlativi, di dj che a 25 anni che suonano così ce ne sono pochi. Anzi, a Ibiza ce ne sono pochissimi, e in Italia, molto probabilmente non ce ne sono altri. I dj, come i professionisti di tutti i settori, si guadagnano la credibilità anche con gli anni e l'esperienza, e suonare a La Salvacion o allo Space di Ibiza a 23 anni non è da tutti. Perchè, senza giri di parole, vuol dire essere più bravi (e più energetici) di decine e decine di disk jockey con anzianità infinatamente superiore. D'estate Luca, ha una residenza a Salvacion Ibiza al giovedì, suona spesso a We Love Space, certamente la 24 ore più importante al mondo (allo Space di Ibiza) e ha la sua serata, il martedì, al Lolas, sempre a Ibiza. D'inverno è guest in alcuni dei top club italini ed europei: il Meccanò e lo Yab Yum a Firenze, il Queen a Parigi, il Pacha a Barcellona, il Divinae Follie a Bari, lo Shocking a Milano... Senza dimenticare Francoforte e Roma. E poi, la passione per il rock di Luca la si intuisce pure in discoteca, dove il rock non si dovrebbe suonare. In realtà , è vero il contrario, dato che le vere club hit degli ultimi anni, a livello internazionale, sono i remix delle hit di Lenny Kravitz o il blues elettrico dei White Stripes. Solo che di tutto ciò in Italia arriva solo un'eco lontana. Il suono di Fabiani invece ce lo ricorda. Già oggi, giovanissimo, Fabiani è, con Mauro Picotto, l'unico dj italiano che a Ibiza piace anche (o soprattutto) al pubblico inglese (che, si sa, ha il palato parecchio fino e decide cosa funziona e cosa invece non lo fa). Ovviamente di dj ce ne sono tanti, e molti hanno sono più famosi di Fabiani. Alcuni riempiono i locali, altri hanno rubriche sui vari magazine; altri ancora arrivano in discoteca con le bodyguard. Invece, di dj che fanno saltare come Fabiani ce ne sono davvero pochi.  Anche perchè Luca ha la disco nel sangue: come Carl Cox, e pochissimi altri top, quando non suona o ha finito di suonare va in giro a vivere i club e a sentire che cosa propongono i colleghi... I set di Luca Fabiani si ascoltando ogni weekend su Radio 105, all'interno del programma 105 Indaklubb. Luca continua poi ad essere resident ogni giovedì al party Salvacion, a El Divino, Ibiza, uno delle one night più importanti sull'isola e quindi al mondo. ☆☆☆ ☆☆☆ â (journalist pr music-designer photographer ) pr site www.lorenzotiezzi.it music site www.myspace.com/lorenzotiezzimusic http://blog lorenzotiezzi.blogspot.com |
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| Trento Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Castel Toblino Castel Toblino Piotr Machalica Trento is a bit of a posh town. The history made it a proud town, with a number of large manors outside town, where bishops used to come for holidays. Nowadays it is one of the most expensive towns in Italy, with the wealth from farming, wine, and high-tech. At Easter the fields around Trento are filled with apple trees in blossom. The town centre is pretty much a pedestrian area, and walking around the historic centre you can see a number of outdoor frescos on historic buildings. In former days the river Adige flowed right outside the centre where now Torre Verde is. Apart from the council of Trento, which gathered here in the sixteenth century for many periods of several years each, and dominates the town centre, there is one other noteworthy historical event, related to Judaism. A little boy named Simione died about five hunderd years ago. The event was blamed on the Jews, with stories of pagan rituals. Fictional scenes are depicted on two plaqettes on via Roma. Therefore all Jewish men were killed, while women and children were expelled. The Jews put a ban on Trento in return. In the 1990s relations between Trento and the Jewish community improved when the Trentini stopped (officially) honouring Simione as a martyr, and the ban was lifted. A plaquette in a little alley off via Roma commemorates this occasion. |