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| SPORT HOTEL PANORAMA & GALLERIA ARTE
BOCCANERA CONTEMPORANEA Vi invitano a L'ARTE NEI GIARDINI. Inaugurazione venerdì 8 agosto 2008 ore 18.30 9 agosto — 30 settembre 2008 Artisti: Corrado BONOMI, Annamaria GELMI, Bruno LUCCHI Il Parco dell’Alp & Wellness Sport Hotel Panorama a Fai della Paganella (TN) ospitera' dall’8 agosto al 30 settembre 2008 una mostra di arte contemporanea che saprà presentarvi, tramite il linguaggio diretto ed emozionale dell'arte, i concetti che valorizzano l’offerta stessa del resort. Il Parco è una location ideale per le opere d’arte. All’interno vi sono racchiusi angoli incantevoli dove la natura rigogliosa esaltarà sculture e installazioni di tre importanti artisti italiani: Corrado Bonomi, Annamaria Gelmi, Bruno Lucchi. L'evento espositivo, intitolato L’Arte nei Giardini, è realizzato in collaborazione con la galleria Arte Boccanera Contemporanea di Giorgia Lucchi di Trento (www.arteboccanera.com) e Ideaturismo Marketing & consulting e saprà appagare gli appassionati d'arte contemporanea, ma anche coloro che nel resort ricercano benessere, armonia e attività. Proprio nell'anno in cui la regione Trentino Alto Adige ospita Manifesta 7 – la prestigiosa Biennale europea di arte contemporanea – Sport Hotel Panorama propone l’inedita mostra L’Arte nei Giardini in un singolare contesto come quello della montagna, a Fai della Paganella, nelle immediate vicinanze della città di Trento. CORRADO BONOMI Corrado Bonomi è nato a Novara nel 1956 dove vive e lavora. La prima esposizione risale al 1982. Da allora ha partecipato a molte mostre personali e collettive elaborando un proprio linguaggio caratterizzato per una caustica irrisione dei luoghi comuni dell'immaginario collettivo. Del 1995 la sua partecipazione al gruppo “Concettualismo Ironico Italiano”. Bonomi privilegia il modo sperimentale poichè possiede l'indole del bricoleur. Il bricoleur è un costruttore creativo, non un semplice assemblatore, un mago piuttosto che un tecnico. Le sue sculture ed installazioni partono da oggetti, tutti presi dalla realtà che ci circonda, raccontano storie che all’apparenza sembrano ingenue perché semplici nell’essere fruite, ma che nascondono sottili trame concettuali che rovesciano il lampante senso originario con pungente ironia. Per un artista il "fare" è parte integrante del "pensare". Chiunque osservi i lavori di Bonomi, ad esempio quei roseti e quelle piante fatte di tubi per innaffiare, viti e vasellame di plastica genialmente assemblati, intuisce immediatamente l'apporto della perspicacia manuale, dell'intuizione folgorante che giunge, inaspettata, solo a coloro che sanno maneggiare qualcosa con maestria (Ivan Quaroni). ANNAMARIA GELMI Annamaria Gelmi è nata a Trento. Vive e lavora a Trento e Milano. Tiene la sua prima mostra a Trento alla galleria Mirana nel 1970. Inizia a lavorare con materiali quali il plexiglas, il metacrilato, le plastiche realizzando opere che giocano sulla trasparenza e altre con interventi a china su grandi fogli di acetato con figure geometriche elementari che appese proiettano le ombre coinvolgendo lo spazio. Dal 2000 presenta opere su tela e installazioni in ferro. Essenziali e semplici, le sculture di Gelmi sanno da tempo relazionarsi con raffinatezza nell’ambiente che occupano. Che sia un antico maniero, un parco pubblico o la cancellata di una villa, le sue sculture stupiscono per uno stuzzicante e ambiguo gioco di contrasti, in cui materia si oppone a messaggio e quindi a idea e dove il processo percettivo esce rinnovato. L’acciaio lucido, specchiante che disegna profili di montagne si annulla nell’idea romantica di montagne candide e perfette perché alte e irraggiungibili, così come tubolari intrecciati creano ampi portali di retaggio medievale. Con una facilità estrema Gelmi riesce a passare dall’astrazione del disegno che vede la misura geometrica strettamente imparentata con l’ideale, alla realizzazione fisica senza perdere nulla in questo necessario passaggio e quindi mantenendo inalterata la portanza energetica dell’idea lungo tutto il processo. Dal punto di vista percettivo, e ciò accade sia per le sue sculture da interno come per quelle da esterno, avviene un incessante scambio tra pieno e vuoto, in favore di una leggerezza che è soprattutto rispetto verso la Natura (Marco Tomasini). BRUNO LUCCHI Bruno Lucchi è nato a Levico Terme TN nel 1951, dove vive e lavora. Sua è l’imponente installazione ideata per l’atrio della ammiraglia Costa Magica, della flotta Costa Crociere (“Tra memoria e visione”, 2004). Recentemente (giugno 2008) ha parteciperà alla 14ma edizione del Premio Internazionale “Scogliera Viva” di Caorle VE realizzando una scultura in pietra sul lungomare di questa cittadina marittima Lucchi non intende creare personaggi o individui, ma icone che sappiano estraniarsi dal vissuto per proporsi in muto dialogo con l'invisibile. Presenze silenziose e vulnerabili, figure austere, serene, svettanti e morbide che sembrano guardare lontano. Esse dialogano anche nel momento dell'abbraccio, in momenti di singola introspezione, ignorando il tempo e lo spazio, ossia tutto ciò che si muove e vive nella quotidianità (ad esempio i "Custodi dei Sogni"). Arti superiori ed inferiori completamente assorbiti in una materia-forma che tutto riveste: superfici zigrinate con forza e abilità, simboli di tutto ciò che ci imprigiona e comprime; altre forme - quelle delle "Perle" - sono la rappresentazione di una stagione felice, custodiscono e comunicano l'energia della Terra Madre, hanno le sembianze di una femminilità rassicurante perchè avvolgente, morbida, rigogliosa. Ogni particolare è accuratamente studiato e compiuto perchè si traduca, nella conclusione creativa, in perfetta capacità di trasformare in oggetto armonico i percorsi interiori dell'artista. (Gianni Baracchetti). ORARIO INAUGURAZIONE: VENERDI’ 8 AGOSTO 2008 – ore 18.30 LUOGO: Alp & Wellness Sport Hotel Panorama - Via Carletti, 6 - Fai della Paganella (TN) - Tel. 0461/583134 Fax 583234 PER ULTERIORI INFORMAZIONI: info@sporthotelpanorama.it arteboccanera@gmail.com EVENTO A CURA DI: Galleria Arte Boccanera Contemporanea di Lucchi Giorgia - Ideaturismo Marketing & consulting |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Trento Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Trento&action=history TrentoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Trento è un comune di 110.142 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nonché della regione Trentino-Alto Adige.
Il
Castello del Buonconsiglio, per molti secoli residenza dei
principi vescovi e uno dei simboli di Trento.
[modifica] Stemma, gonfalone, onorificenze
[modifica] StemmaLo stemma del Comune di Trento raffigura un'aquila spiegata di nero, rostrata, armata e munita sulle ali di due gambi trifogliati d'oro, linguata e cosparsa di fiammelle di rosso come descritto nel Decreto di riconoscimento del 6 maggio 1930. [1]
[modifica] Onorificenze conferite alla CittàTrento è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare 16 aprile 1976 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale con la seguente motivazione:[2]
Trento è stata insignita del titolo Città alpina dell'anno 2004.[2]
[modifica] Geografia ed ambiente
Panorama della città. In primo piano il Castello
del Buonconsiglio.
La città è situata sul fondovalle dell'Adige, 55 km a sud di Bolzano e 100 km a nord di Verona. A occidente è dominata dal Monte Bondone (Cima Palon 2090 m s.l.m.), a nordovest dalla Paganella (2125 m.), a nordest dal Monte Calisio (1096 m.), a est dalla Marzola (1738 m.) e a sudest dalla Vigolana (Becco di Filadonna, 2150 m.). Fu la città più interessata dalla c.d. "nevicata del secolo" La città di Trento rappresenta il centro un'area urbana compresa longitudinalmente tra Mezzolombardo e Rovereto e dilatata ad est verso la Valsugana, oltre il comune di Pergine. Trento presenta estreme diversità territoriali e di popolazione. La popolazione comunale non è presente solo in città, ma anche in numerosissimi centri sparsi (sobborghi), estremamente diversi l'uno dall'altro e che conservano ancora una propria identità che sia urbana, paesana, rurale o montana. La città vera e propria conta 55.197 abitanti (ottobre 2004). Tra i sobborghi, quello più popoloso è Gardolo (a nord della città, 12.449 abitanti la circoscrizione), mentre quello meno popolato è Sardagna (solo 1.084 abitanti). La maggioranza dei sobborghi è distribuita sul fondovalle dell'Adige o sulle colline a est della città, mentre il paesino di Sardagna, posto a ovest è situato su un piano roccioso a 560 metri s.l.m. ed è collegato al fondovalle da una piccola funivia; i paesi del Bondone sono invece situati tra i 490 metri s.l.m. di Vigolo Baselga e i 1650 metri di Vason e fanno tutti parte della stessa circoscrizione comunale. La vastità del territorio comunale fa derivare quindi una densità di popolazione non caratteristica di città compatte e a forte concentrazione di popolazione (668 ab./kmq contro, per esempio, i 1.869 ab./kmq di Bolzano). Trento mantiene un legame molto stretto con la montagna, in particolare con il Monte Bondone, chiamato anche l'Alpe di Trento, parte del territorio comunale e raggiungibile in poco tempo dal centro cittadino tramite la strada provinciale. Presso la conca delle Viote del Bondone è possibile visitare il Centro di Ecologia Alpina e il giardino botanico, nonché iniziare l'escursione verso la Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime del Bondone, (Cornet, Dos d'Abramo e Cima Verde).
[modifica] ToponomasticaSecondo la tradizione latina il nome Trento deriva da Tridentum (nome assegnato dai Romani) per via dei tre colli (Monte Verruca o Doss Trento, Sant'Agata e San Rocco) che circondano la città. In realtà il nome è ben più vecchio e di origine retica. Il toponimo deriva infatti da trent, ovvero guado (questo a causa del letto irregolare del fiume Adige). Nonostante tutto la tradizione latina ha avuto la meglio, al punto che sul vecchio municipio si legge ancora l'iscrizione latina Montes argentum mihi dant nomenque Tridentum (i monti mi danno l'argento e il nome di Trento), dovuta a Fra Bartolomeo da Trento († 1251).
[modifica] Storia
[modifica] Dalle origini all'età romanaTrento si sviluppò come insediamento retico di fondovalle. Nonostante non esistano a tutt'oggi certezze sull'influsso che le tribù autoctone retiche subirono da altre popolazioni antiche, è molto probabile che la Valle dell'Adige, sentiero di transito nord-sud, abbia permesso frequenti scambi culturali con i Veneti, gli Etruschi, i Cimbri e quasi certamente Galli, popolazione celtica. La conquista romana, dopo diversi scontri con le tribù retiche, avvenne verso la fine del primo secolo a.C.. Trento, sorta già prima della conquista come accampamento militare romano, venne battezzata Tridentum (da tre denti, poiché vi sono tre colli che circondano la città vagamente assomiglianti a tre denti). In periodo augusteo il ruolo strategico della città crebbe, essendo l'Impero impegnato in una serie di operazioni militari nell'arco alpino. Trento si sviluppò a partire da una pianta quadrangolare, delimitata da un lato dal fiume Adige, mentre dagli altri tre lati era circondata da mura e fossati, con torri quadrangolari e porte per l'accesso. Le vie cittadine si svilupparono in maniera ordinata, parallelamente all'impianto del cardo e del decumano secondo i principi dell'urbanistica romana. Tridentum era dotata di tutte le infrastrutture proprie di un importante centro romano: era presente un foro, un anfiteatro e una zona adibita alle sepolture all'esterno alle mura della città. Era inoltre un importante snodo viario (per via della Via Claudia Augusta): situata lungo la via Claudia Augusta Padana, da Trento partiva anche la via Claudia Augusta Altinate che attraverso la Valsugana collegava la città con il Veneto. Nonostante la difficile situazione politica venutasi a creare con la crisi politica dell'Impero, Trento rimase anche nel IV e nel V secolo il centro economico, commerciale e militare della regione.
[modifica] Alto MedioevoAttorno alla metà del IV secolo venne istituita la cattedra vescovile, affidata al primo vescovo di cui si conosce solo il nome, Giovino (Iovinus). L'istituzione della diocesi tridentina rappresentò un passaggio importante, perché la figura del vescovo cercò sempre di garantire alla città sicurezza e unità, nonostante le continue incursioni straniere. Il terzo vescovo di Trento, successore di Giovino e Abbondanzio, fu un patrizio romano, Vigilio. Egli cercò di accelerare l'evangelizzazione del Trentino, di stabilire solidi legami con l'esterno in particolare con Ambrogio e la Chiesa milanese, di cui Trento era inizialmente suffraganea. La figura di Vigilio rappresentò la prima grande guida della Chiesa tridentina (che nei secoli successivi assumerà su di sé anche i poteri laici) e morì martire in Val Rendena, divenendo patrono della città e oggetto di venerazione in tutto il territorio della regione. Nel VI secolo Trento venne occupata dai Goti, guidati da Teodorico. In una lettera, il re goto, secondo quanto riportato da Cassiodoro, invitò la città veneta di Feltre a collaborare con il municipio tridentino per la costruzione di un nuovo centro urbano, probabilmente da edificare nella Bassa Valsugana, che in realtà non venne costruito. Secondo alcuni storici, di questo episodio, risalente al 523-526, rimane traccia nella tradizione popolare cittadina, attraverso la disfida che si svolge ogni anno durante le feste vigiliane tra i Ciusi (i trentini) e i Gobi (a rappresentare le genti feltrine) per la conquista della polenta, difesa dalle strozzere, contadine armate. In seguito i Franchi si impegnarono in continue incursioni e spedizioni militari nel territorio del Trentino-Alto Adige. Per cercare di preservare la città e di trovare un compromesso fra Longobardi e Franchi, il vescovo di Trento Agnello (577-591) si rese protagonista di una serie di iniziative di pace tra i popoli, impegnando anche finanziariamente la diocesi per il riscatto dei prigionieri fatti dai Franchi. A seguito di ciò si rafforzò la dominazione longobarda che organizzò un Ducato di frontiera con capitale a Trento e retto per primo dal duca Evino († 595). Con i Longobardi venne stabilita per la prima volta l'area di influenza sulla quale si estendeva il potere della città, il Tridentinum Territorium, che si estendeva fino a sud di Merano, compresa la città di Bolzano. Solo i territori più a nord dell'Alto Adige non erano soggetti all'autorità del duca di Trento e rimanevano in mano ai Franchi e ai Bavari. A Evino succedette Gaidoaldo che riuscì a espandere il ducato verso ovest, occupando l'intera Valsugana e le valli del Cismón. In seguito il Ducato di Trento perse la sua autonomia e divenne probabilmente un territorio dipendente direttamente dalla corona longobarda. Nel 982 Trento venne inglobata dagli Ottoni nel Sacro Romano Impero Germanico.
[modifica] Il Principato Vescovile
Panorama della città.
Mappa dell'XVIII
secolo che mostra le mura della città e l'originario corso del
fiume
Adige.
Nel 1027 l'imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II creò il Principato Vescovile di Trento, istituzione che resistette fino al periodo napoleonico. Il territorio del Principato però non coincideva del tutto con quello dell'attuale provincia di Trento: alcune zone, specialmente quelle poste a confine, dipendevano direttamente dal conte del Tirolo, e quest'ultimo - specialmente dopo il passaggio della contea agli Asburgo, nel 1363 - condivideva con il vescovo una parte della sovranità sul Principato. Per Trento iniziò un lunghissimo periodo di relativa stabilità politica, nonostante le pressioni esterne esercitate dalla nobiltà tirolese. Il Principato segnò la storia della città per otto secoli, con il susseguirsi al suo vertice di 51 principi-vescovi. La città fu intorno al 1200 un centro minerario (soprattutto argento, proveniente dal Monte Calisio) di discreta importanza, tanto che emanò il primo statuto minerario dell'arco alpino, dovuto al principe vescovo Federico Wanga. Nel 1407 Rodolfo Belenzani fu a capo di una rivolta dei cittadini, i quali insorsero contro l'oppressione del principe vescovo Giorgio di Lichtenstein e governarono Trento per un paio di anni. Trento divenne famosa a livello internazionale per il Concilio (1545-1563), col quale ebbe inizio la Controriforma. Il XVI secolo fu uno dei periodi di maggior splendore per il capoluogo trentino. A capo del Principato i cardinali Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, importanti figure di mecenati, trasformarono l'impianto urbanistico di Trento secondo i principi rinascimentali, ristrutturando e edificando nuovi edifici e chiese.
[modifica] XIX e XX secoloNel 1814 Trento e tutta la sua attuale provincia vengono definitivamente annesse all'Impero Asburgico. Durante tutto il XIX secolo Trento fu oggetto di trasformazioni di notevole rilevanza. Fra queste va ricordata la costruzione della Ferrovia del Brennero, che collegava Verona con l'Impero Asburgico. Altri eventi rilevanti furono lo spostamento del corso del fiume Adige dal suo secolare decorso che attraversava la città medievale e la costruzione di palazzi di grande prestigio sedi di scuole pubbliche, caserme e della Banca Austro-Ungarica.
Statua di
Dante Alighieri nei giardini pubblici. La statua venne eretta
nel 1886,
come simbolo dell'italianità della città, e in contrapposizione alla
statua di
Walther a
Bolzano.
A partire dal 1870 si svilupparono a Trento una serie di correnti, movimenti e circoli politici che cercavano di difendere l'italianità della città dai tentavi di germanizzazione portati avanti dai settori più nazionalisti del Tirolo tedesco, come il movimento del Tiroler Volksbund (costituitosi a Vipiteno nel 1905). Nel 1886 si decise di innalzare un monumento in città al massimo poeta italiano, Dante Alighieri. Gli esponenti più radicali non si limitarono a chiedere l'autonomia politica e culturale di Trento e del Trentino, ma ne auspicavano la rapida annessione al Regno d'Italia. Trento ed il resto della contea principesca tirolese a sud dello spartiacque alpino passarono all'Italia nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale. Durante la prima guerra mondiale Trento fu dichiarata città fortezza (Fortezza di Trento) e divenne il caposaldo del fronte meridionale austro-ungarico. La città era coronata da una rete formidabile di forti difensivi che ancor oggi sono visibili ed in parte visitabili. Alla fine del´anno 1915 la Fortezza di Trento era il più grande e più potente capo saldo del Fronte, la maggior parte del sistema difensivo era sparito sotto la roccia. Anche questi fortificazioni sotterranee sono in gran parte visitabili. L´ideatore della nuova Fortezza di Trento che venne costruita in meno di una anno con l´impiego di migliaia di operai e soldati e con grande partecipazione della popolazione era il maggiore generale Steinhardt. Il primo conflitto mondiale rappresentò per Trento, come per il resto della zona di confine, una tragedia di proporzioni immani, caratterizzata dall'evacuazione ai fini della sicurezza della maggior parte della popolazione. In questo contesto rimane il dubbio circa le fotografie della "popolazione in festa" che accolse l'arrivo delle truppe italiane il 4 novembre 1918, visto che di Trentini in città non ne erano rimasti molti, data appunto l'evacuazione.
[modifica] Evoluzione demografica
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Chiese
Cattedrale di San Vigilio.
Cattedrale di San Vigilio (Duomo) – l'attuale cattedrale è stata edificata nell'area dove era originariamente presente un antico tempio dedicato a San Vigilio. Il vescovo Francesco Wanga ne iniziò la costruzione nel 1212, affidando il progetto ad Adamo d'Arogno; l'edificazione venne portata a termine solo alcuni secoli più tardi. L'impianto romanico della costruzione è attenuato dallo slancio gotico degli elementi architettonici dell'ambiente interno. Nel fianco sinistro della cattedrale si apre un grande rosone, detto ruota della fortuna per la statua posta al centro. Chiesa di Santa Maria Maggiore – costruita nel XIV secolo da Antonio Medaglia per volontà del cardinale Clesio, in stile rinascimentale ma con rimanescenze gotiche (stile clesiano). La facciata presenta un importante portale cinquecentesco, mentre all'interno da notare una cantoria dello stesso secolo e le tele di Cignaroli e di Moroni. La Chiesa ospitò il terzo periodo del Concilio di Trento (aprile 1562 - dicembre 1563). Chiesa di San Pietro - venne edificata nel XII secolo su una preesistente cappella. La facciata neogotica venne rifatta su progetto di Pietro Estense Selvatico tra il 1848 e il 1850. È partita in tre campate ed è sormontata dalla statua di San Pietro. Chiesa di Sant'Apollinare - eretta nel XIII secolo ai piedi del Doss Trento sulle rive dell'Adige. È dedicata al vescovo di Ravenna del V secolo e ciò fa presupporre origini molto più antiche. Si presenta come estremamente slanciata verso l'alto, con un tetto spiovente di gusto tipicamente nordico con copertura a scandole (piccole assi in legno). Chiesa di San Lorenzo – costruzione risalente al XII secolo edificata dai Benedettini bergamaschi chiamati a Trento dal vescovo Altermanno. Particolarmente interessante la parte absidale realizzata in stile romanico e il presbiterio.
[modifica] Complessi monumentali e palazzi
Torre Civica.
Affreschi degli edifici di Piazza Duomo.
Monumento ad
Alcide De Gasperi in Piazza Venezia.
Piazza Duomo.
La fontana del Nettuno sotto la
neve.
Castello del Buonconsiglio - rappresenta forse l'edifico più conosciuto della città. Eretto nel Duecento, ha ospitato per cinque secoli i principi vescovi della città. La struttura più antica è rappresentata dal Castelvecchio (XIII secolo), poi riedificato. Accanto venne costruita per volontà di Bernardo Clesio il Magno Palazzo, decorato dal Romanino e Dosso Dossi, poi messo in comunicazione diretta con l'edificio antico tramite la Giunta Albertiana. Torre Aquila, orientata verso Aquileia, conserva un importante affresco del Gotico Internazionale, i Dodici Mesi, forse attribuibili al maestro Venceslao di Boemia. Palazzo delle Albere - palazzo di stile rinascimentale fu costruito intorno al 1550 per volere della famiglia Madruzzo, che resse il Principato di Trento per un secolo. Pur essendo una residenza di rappresentanza, esso presenta fortificazioni ed elementi architettonici di difesa, come le quattro torri angolari. Ospita la sede di Trento del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto - MART. Palazzo Pretorio - situato in Piazza Duomo, fu l'antica e prima residenza vescovile (fino alla metà del XIII secolo). Orlato da una merlatura e decorato con bifore, accanto ad esso è stata costruita la Torre Civica. Ora ospita il Museo Diocesano Tridentino. Palazzo Thun (attuale sede del municipio) - palazzo di rappresentanza della famiglia Thun, originaria della Val di Non, che riunì in un unico complesso una serie di edifici preesistenti nella metà del XV secolo. Ha subito una trasformazione notevole nel 1830, quando venne profondamente restaurato secondo il gusto neoclassico per volontà del conte Matteo Thun. Palazzo Geremia - edificio costruito verso la fine del 1400 dallo stile rinascimentale all'esterno e tardo gotico negli ambienti interni. Ora è di proprietà del Comune e ospita l'ufficio del sindaco e manifestazioni culturali. Palazzo Sardagna - palazzo di proprietà della Provincia autonoma di Trento, venne edificato nel Cinquecento e ristrutturato nel Settecento per volontà della famiglia Sardagna, il cui stemma familiare è dipinto nella volta dell'atrio. Ospita la sede del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Palazzo Lodron - costruito nel periodo del Concilio di Trento (attorno al 1570) da Ludovico Lodron, ospita un ciclo pittorico che si estende su tutte le sale più importanti dell'edifico. Sede del Tribunale Amministrativo Regionale di Trento. Palazzo Salvadori - uno dei primi esempi di architettura civile rinascimentale a Trento. Venne costruito dal maestro lombardo Lucio Tosani, nel periodo clesiano a partire dal 1515. Attorno alla metà del XVIII secolo vennero fissati due medaglioni in pietra sulla facciata per celebrare il martirio di Simonino di Trento, il bambino che si riteneva falsamente vittima di un rituale ebraico nella Pasqua del 1475. Questo episodio, forse il più negativo della storia della città, causò la cacciata della piccola comunità ebraica di Trento, che aveva nel sito dove ora è presente il palazzo la propria sinagoga. Palazzo Galasso o Del Diavolo - fatto costruire nel 1602 da un discendente della potente famiglia di banchieri Fugger; così chiamato, secondo la leggenda, citata anche da Goethe, perché fu realizzato in una sola notte. Torre Vanga - torre edificata nel 1210 dal principe vescovo Federico Wanga e un tempo lambita dal corso dell'Adige, aveva lo scopo di controllare l'accesso sulla collina del Doss Trento. Torre Verde - eretta nel 1450, era anch'essa edificata sulle rive dell'antico corso del fiume, presso un area portuale. Il letto dell'Adige fu deviato nel corso dell'Ottocento. Mausoleo a Cesare Battisti sul Doss Trento - sulla collina (308 m s.l.m.) che si erge in riva destra dell'Adige è stato costruito il Mausoleo dedicato a Cesare Battisti: 16 colonne di marmo alte 14 metri su basamento circolare. Il Doss Trento ospita anche il Museo degli Alpini. Accanto sono presenti i resti di una antica chiesa paleocristiana del IV secolo d.C.
[modifica] FontaneFontana del Nettuno - uno dei più importanti monumenti della città del XVIII secolo (venne eseguita tra il 1767 e il 1768), edificata nel periodo dell'Illuminismo per "salute e decoro della città". Fontana dell'aquila - piccola fontana in Piazza Duomo sormontata da un'aquila di pietra.
[modifica] Cultura
[modifica] Musei
Maestro Venceslao, Ciclo dei Mesi, gennaio,
Torre Aquila del
Castello del Buonconsiglio, 1400 ca, importante esempio di
Gotico Internazionale.
Il
Concilio di Trento tenutosi nella Chiesa di Santa Maria
Maggiore, in un dipinto conservato presso il Museo Diocesano
Tridentino.
Trento, nonostante le dimensioni medio-piccole, vanta numerose strutture museali e diversi spazi espositivi. Presso gli ampi ambienti del Castello del Buonconsiglio sono state organizzate le collezioni artistiche provinciali. Importanti le sezioni di arte medievale e moderna (sale del Castelvecchio e del Magno Palazzo). Da segnalare inoltre i materiali archeologici ed etnografici e una raccolta numismatica, nonché le collezioni e le mostre temporanee organizzate ogni anno. Il Palazzo delle Albere ospita la sezione trentina del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART). Il museo vanta una vasta collezione permanente dell'Ottocento e dei primi del Novecento, fino alla prima guerra mondiale (dal romantico Francesco Hayez al futurista Boccioni) e organizza numerose esposizioni temporanee. Il Museo Tridentino di Scienze Naturali ha sede in Palazzo Sardagna e presenta una serie di esposizioni sulle scienze naturali e sul paesaggio naturale, strutturate su uno spazio di 21 sale; organizza diverse mostre temporanee. Il Museo della S.A.T., dedicato alla storia della Società degli Alpinisti Tridentini, è ubicato presso il primo piano del palazzo della SAT di via Manci. Raccoglie un'ampia collezione di foto, documenti e cimeli relativi alle montagne e alla storia dell'alpinismo del Trentino. Dedicato alla storia (politica, economica, sociale) del Trentino dal XVIII secolo alla conclusione del secondo conflitto mondiale è il Museo Storico in Trento, che conserva un'ampia raccolta bibliografica e archivistica. Il Museo Diocesano Tridentino ha sede in Piazza Duomo, presso Palazzo Pretorio. Raccoglie il patrimonio di arte sacra dell'Arcidiocesi di Trento e presenta una sezione dedicata al Concilio di Trento. La collina del Doss Trento ospita il Museo Nazionale Storico degli Alpini, realizzato presso un ex polveriera austriaca. La struttura conserva foto, documenti, cimeli, oggetti personali relativi alla storia del Corpo degli Alpini. Presso l'aeroporto di Trento a Mattarello è stato allestito il Museo "Gianni Caproni" aeronautica scienza e innovazione, dedicato all'ingegnere Caproni. Nel museo sono presenti una serie di velivoli costruiti tra il 1910 e il 1980, dei quali 9 unici al mondo. L'importante Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas è un'ampia area archeologica che ha portato alla luce abitazioni, edifici pubblici e infrastrutture della Tridentum romana. Infine, la Galleria Civica di Arte Contemporanea, situata di fronte al Castello del Buonconsiglio, ospita mostre, eventi e convegni .
[modifica] Istruzione e ricercaTrento vanta la presenza di centri di istruzione e di ricerca scientifica all'avanguardia quali:
[modifica] MediaStampa. A Trento vengono pubblicati i seguenti quotidiani: L'Adige, giornale indipendente del Trentino-Alto Adige fondato nel 1945, il Trentino, quotidiano regionale del Gruppo editoriale L'Espresso pubblicato anch'esso dalla fine della seconda guerra mondiale e il Corriere del Trentino, che esce in allegato con l'edizione nazionale del Corriere della Sera dal novembre 2003. Tra i periodici più importanti, Vita trentina, settimanale dell'Arcidiocesi di Trento e QuestoTrentino, quindicinale di informazione indipendente. Radio-televisone. Nel capoluogo è presente la sede regionale della RAI per il Trentino. Fra le maggiori radio a livello provinciale: Radio Dolomiti, Radio Tele Trentino (RTT), Radio Studio Sette. A Trento sono presenti due emittenti televisive private, che diffondo i loro programmi nell'intero Trentino-Alto Adige: Radio Tele Trentino Regionale (RTTR) e Tele Commerciale Alpina (TCA).
[modifica] ManifestazioniLa città di Trento è sede di numerose manifestazioni che, durante l'anno, contribuiscono a rendere originale e piacevole il panorama culturale locale. Le manifestazioni più importanti, che coinvolgono il maggior numero di persone e che richiamano molti turisti sono:
[modifica] CoraleA Trento esiste un coro polifonico, la Corale città di Trento, fondata nel 1889 e diretta da Roberto Giannotti.
[modifica] Trasporti
La stazione ferroviaria di Trento (1934-36),
progettata dall'architetto modernista
Angiolo Mazzoni.
Trento, adagiata nella valle dell'Adige, è situata sull'asse viario del Brennero (Strada Statale 12 dell'Abetone e del Brennero, autostrada A22 e ferrovia del Brennero), che permette veloci collegamenti verso nord (Bolzano, Austria e Germania) e sud (Verona). Nodo ferroviario, dalla città partono i collegamenti diretti verso Venezia (linea ferroviaria della Valsugana) e le vallate del Trentino nord-occidentale (linea ferroviaria Trento-Malè-Marilleva). Il trasporto urbano (17 linee urbane) ed extraurbano è gestito dalla società Trentino trasporti. Centro del sistema di trasporto pubblico della Provincia, dalla città partono una serie di collegamenti ferroviari e su gomma verso le vallate trentine: Fassa, Fiemme, Giudicarie, Non, Primiero, Rendena, Sole, Tesino, Valsugana.
[modifica] Circoscrizioni
l Comune di Trento è suddiviso in 12 circoscrizioni amministrative:
[modifica] FrazioniFrazioni poste sul monte Bondone: Sardagna, Sopramonte, Cadine, Baselga del Bondone, Vigolo Baselga, Candriai, Vaneze, Norge, Vason Frazioni a nord di Trento: Gardolo, Spini di Gardolo, Ghiaie di Gardolo, Lamar, Canova, Roncafort, Vela, San Lazzaro di Meano Frazioni a sud di Trento: Romagnano, Ravina, Belvedere di Ravina, Mattarello, Valsorda Frazioni poste sul monte Marzola: Povo (Sprè, Panté, Salé), Oltrecastello, Passo Cimirlo, Celva, Mesiano, Ponte Alto, Villazzano, Grotta di Villazzano, San Rocco.
Frazioni poste sul monte Calisio (o Argentario): Cognola, San Vito, San Donà, Tavernaro, Villamontagna, Zell, Martignano, Maderno, Moià, Maso Bolleri, Montevaccino, Meano, Vigo Meano, Gazzadina, Cortesano, Camparta, Gardolo di Mezzo. È da tener presente che praticamente la metà della popolazione del comune di Trento risiede nelle sue frazio | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||