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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Nago-Torbole Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nago-Torbole&action=history Nago-TorboleDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Panorama invernale di Torbole sul Garda
. Nago-Torbole è un comune di 2.283 abitanti della provincia di Trento. Il suo territorio si estende dai 63 metri sul livello del mare fino ai 2.078 metri della cima del monte Altissimo di Nago. Fa parte del Comprensorio Alto Garda e Ledro. Il comune raggruppa due diversi centri abitati molto vicini e di dimensioni simili: uno, Nago, alle pendici del Monte Altissimo (2079 m.) e l'altro, Torbole, in riva al lago di Garda, subito sotto.
Geografia [modifica]Torbole è situata nell'angolo nord-orientale del lago di Garda e comprende la foce del fiume Sarca, suo immissario. Ad est si eleva la catena del Baldo, con il Monte Altissimo. Nel retroterra a nord si estende una piana di circa 7 chilometri che include Arco. La strada Statale 249 Gardesana Orientale diretta ad ovest costeggia il lago e congiunge Torbole con Riva del Garda. Grazie alla protezione delle montagne alle spalle e l'azione termoregolarizzatrice del lago, l'intera piana gode di un microclima di tipo mediterraneo. Per questo Goethe la chiamava la terra dove fioriscono i limoni.
I venti [modifica]
Quasi tutta l'attività economica dell'Alto Garda si basa sulla completa affidabilità dei venti della zona, presenti tutti i giorni dell'anno e particolarmente apprezzati dagli appassionati di windsurf. Lo stesso nome Torbole deriva da turbine. I venti principali di Torbole sono:
Storia [modifica]Riscontri sulla presenza umana si hanno già dal Neolitico (nella zona del Baldo e di Nago). Anche per l'età del bronzo e le epoche protostoriche e storiche la presenza di insediamenti è confermata sulla rupe di Castel Penede a Nago, castello in posizione strategica distrutto dalle truppe francesi del Duca di Vendôme nel 1703. Dante si narra abbia composto questi versi a Nago presso la rupe di Castel Penede:
La dominazione veneta avvenne per conquista militare (1439), in quell'anno i Veneziani trasportarono, attraverso la Valle del Cameràs, un’intera flotta (25 barconi e 6 galere); partirono dall’Adriatico e risalendo il fiume Adige giunsero al porto fluviale di Ravazzone. Da qui, a forza di braccia e di buoi transitarono per Mori fino a raggiungere le acque del lago di Loppio. Attraverso la "Bocca" di Nago, infine, furono calati nel Garda a Torbole. Un'impresa gigantesca che rimase nella storia delle marine: per condurre a termine questa operazione militare furono utilizzati circa 2000 buoi e 15.000 ducati. Dopo una sconfitta nel 1939, nell’aprile del 1440 la piccola flotta veneziana sconfisse, nelle acque del Garda, la flotta viscontea guidata da Taliano Furlano riuscendo a conquistare Riva del Garda. Nago-Torbole, come gli altri paesi della zona, fu completamente evacuato durante la guerra del 1915-1918: si trovava infatti proprio sull prima linea del conflitto austro-italiano. Durante la seconda guerra mondiale fu annesso al terzo Reich, assieme a tutta la regione Trentino Alto Adige, e nelle sue gallerie della gardesana orientale si allestirono industrie della Messerschmitt per l' aeronautica militare tedesca (vi erano prodotti anche pezzi per razzi V2). Annesso forzosamente dal regime fascista al comune di Riva del Garda, nel 1958 il comune di Nago-Torbole ritrova la sua autonomia. Il dopoguerra porta anche uno sconvolgimento sociale: l'abbandono dell'economia tradizionale legata alla agricoltura e alla pesca e l'ingresso nell'impresa turistica di gran parte della popolazione.
Vista di Torbole
Nel 1980 il windsurf ha rilanciato Torbole sul Garda sul palcosenico internazionale con l'organizzazione del campionato mondiale. Tale esperienza fu seguita dell'introduzione di numerosi percorsi per mountain bike (nel 1991 si tennero i campionati mondiali della disciplina sul vicino monte Brione). Dopo il 2000 il suo entroterra, prima coltivato, subisce una massiccia operazione di costruzione edilizia.
Evoluzione demografica [modifica]
Variazioni [modifica]Nel 1929 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Riva ora Riva del Garda; nel 1957 il comune viene ricostituito (Censimento 1951: pop. res. 1868). [1]
Economia [modifica]
Torbole sul Garda
Economia di pescatori fino agli anni '20, Torbole ha iniziato a lanciarsi nel turismo già dall'inizio del novecento allorché la sponda nord del lago di Garda era ancora sotto la bandiera della monarchia d'Austria. Ma fu il dopoguerra a portare l'abbandono dell'economia tradizionale legata alla agricoltura e alla pesca e l'ingresso nell'impresa turistica di gran parte della popolazione. Torbole è piuttosto apprezzata per la balneazione e per gli sport d'acque interne, grazie al vento forte e costante. Attorno a Nago sono invece disponibili tracciati per mountain bike e pareti per il free climbing, oltre ai normali tracciati escursionistici sul Monte Baldo, ancora praticamente vergine su questo versante.
Windsurf e Vela [modifica]
La spiaggia vista da sud 1906 c., Arch. priv.
Claudio Nodari
Il Circolo Vela Torbole nasce nel 1964 e conta attualmente 300 soci. È uno dei più importanti a livello nazionale e conosciuti d’Europa. Le sue regate ospitano di norma campioni e squadre nazionali a livello internazionale. Il Circolo Surf Torbole viene fondato nel 1979 e conta attualmente 250 soci, fra cui anche la campionessa olimpica Alessandra Sensini. Tra le manifestazioni nazionali ed internazionali ospitate, si ricordano soprattutto tre edizioni dei mondiali (1988, 1992 e 2006.
Cultura [modifica]
Goethe a Torbole [modifica]
Ritratto di
Johann Wolfgang von Goethe
J. Wolfgang Goethe arriva a Torbole sul Garda il 12 settembre 1786, alloggia presso l'osteria alla Rosa della famiglia Alberti. Sul suo diarioTagesbuch 12 settembre 1786 annota:
. Nago [modifica]
I forti [modifica]I forti austro-ungarici di Nago sono forse i meglio conservati del Trentino. Oggi ospitano il museo comunale. La storia di queste fortificazioni comincia il 21 dicembre del 1859 quando fu approvato il progetto di costruzione del forte alto di Nago da parte del Ministero a Vienna. la costruzione (sotto l'Ufficio del Genio Militare di Riva) si articolò fra il1° giugno del 1860 e il 5 gennaio del 1861. Il collaudo avvenne nel 1863. Il forte di Nago appartiene alla "prima generazione" (come, per esempio, il forte di S. Niccolò a Riva), in pietra ben lavorata con materiale reperito in zona (giallo di Mori per il forte superiore e rosa per quello inferiore). Era composto da due casamatte poste di traverso alla strada che fu sbarrata con un portone. Oggi splendidamente restaurati sono accessibili a tutti.
Il fenomeno postglaciale delle Marmitte dei giganti [modifica]Uno dei più interessanti fenomeni naturali del Trentino è così descritto da Aldo Gorfer nelle sue Valli del Trentino (1982):
La chiesa di S. Vigilio [modifica]La chiesa parrocchiale di Nago si trova nell'omonima via, una delle arterie principali del paese. La costruzione attuale risale alla fine del XVI secolo (in epoca madruzziana), ma il primo luogo di culto risale probabilmente all'epoca paleocristiana. E' nominata per la prima volta nel 1203, in un documento relativo ad una diatriba tra gli abitanti di Nago e il vescovo di Trento Corrado II di Beseno. Viene definita "collegiata", quindi la sua importanza all'epoca doveva essere notevole. Con la ricostruzione, terminata nel 1599, venne cambiato l'orientamento della navata, con l'abside ad ovest e l'entrata ad est, contrariamente alla tradizione. L'interno è sobrio, con altari di marmo settecenteschi; oltre all'altare maggiore (1741), vi sono quelli dedicati a Santo Stefano (1736), alla Vergine del Rosario (1736), a Santa Teresa (1756, un tempo intitolato all'Immacolata Concezione) e a San Antonio da Padova (1718). Tra il 1920 e il 1921 il pittore romano Giustiniani realizzò le uniche pitture murali della chiesa raffiguranti i 12 apostoli racchiusi in medaglioni sulla volta dell'edificio. Dopo la seconda guerra mondiale, dato l'alto numero dei fedeli, l'edificio venne ampliato con la costruzione del transetto, assumendo la forma a croce latina che mantiene tuttora.
La chiesa della Santissima Trinità [modifica]Costruita nel XVII secolo, era la sede di una confraternita. Al suo interno sono conservati l'altare maggiore, costruito in marmo, sul quale è collocata una pregevole scultura lignea raffigurante la Trinità, opera di uno scultore tirolese del XV secolo. Gli altari laterali sono invece lignei, e sono dedicati a San Carlo Borromeo e San Francesco d'Assisi. Nella chiesa è presente anche un dipinto del XIX secolo raffigurante la Madonna dell'Aiuto.
Castel Penede [modifica]I ruderi di Castel Penede (ora in restauro) si trovano in posizione strategica, proprio sopra i due paesi. Ricostruito intorno al 1200 su sedimenti neolitici e poi romani e celtici, fu feudo dei conti d’Arco e fu a lungo conteso nelle guerre tra Guelfi e Ghibellini. Nel 1438 fu espugnato dalle truppe del Gattamelata. Nel 1703 fu saccheggiato e dato alle fiamme dalla truppe francesi del Duca di Vendôme.
Torbole [modifica]
La chiesa di S. Andrea [modifica]La Chiesa di S. Andrea, patrono dei pescatori, si trova sopra l'abitato di Torbole. Il primo accenno alla cappella di S.Andrea è in un documento del 1175. Viene citata anche in un documento del 1183 dallo stesso Papa, Lucio III. Caratteristiche architettoniche: la chiesa fu ricostruita in stile tardo Barocco dopo la devastazione delle truppe francesi del 1703, ma furono recuperati elementi architettonici precedenti (come dimostrano le date 1496 e 1512 scolpite sul basamento dei due archi di pietro del transetto). La pala dell’abside raffigura il Martirio di S.Andrea, del pittore veronese Giambettino Cignaroli (1706-1770). Le varie figure del dipinto, ben precise e realistiche, pare siano state realizzate prendendo come modelli diversi popolani di Torbole. Nelle due navate laterali hanno sede due statue lignee, di S. Giuseppe e della cosiddetta Madonna Romani (dal nome del benefattore che la donò).
Valletta di S. Lucia [modifica]
La valletta di S. Lucia
La valletta collegava con l'antica strada romana attiva fino ai primi del 1700 la valle dell'Adige con il lago di Garda. Si snoda in un'oliveto centenario. Fu teatro della calata della piccola flotta veneziana. Lungo il suo percorso la vista domina l'intero lago di Garda, fino a Sirmione.
La strada ferrata per Tempesta [modifica]Si tratta di un sentiero naturalistico di recente costruzione, a balcone sul lago di Garda, che collega Torbole alla sua frazione Tempesta, antico confine fra Austria e Italia. La passeggiata è lunga 4 km, e procede a mezza costa del Monte Baldo a picco sul lago, superando due costoni, il Corno di Bò e il Salt de la Cavra. Non è percorribile però in mountain bike.
La scuola di pittura di Hans Lietzmann [modifica]A partire dell'ottocento, pare che vari altri giovani artisti impegnati nel Grand Tour abbiano frequentato Torbole sul Garda, attratti dalle descrizioni entusiastiche di Goethe. Dall'inizio del novecento Torbole divenne meta di molti pittori (perlopiù germanofoni), diretti alla scuola del pittore berlinese Hans Lietzmann (1872-1955), che qui si era trasferito nel 1899. Fino agli anni sessanta rimase attivo anche un altro ritrovo artistico, quello della famiglia Kaldor presso la Casa Beust. Fra i pittori che immortalarono Torbole sul Garda ricordiamo:[2]:
Gastronomia Locale [modifica]La tradizione gastronomica locale si basa su alcuni elementi tipici della cucina povera trentina come la polenta e la selvaggina. La vicinanza del lago ha però arrichito le tavole di Torbole e Nago di saporitissimi pesci come, fra i tanti, la trota salmonata, il luccio, il coregone o il persico. Il clima mite ha poi favorito la coltura dell’oliva (forse la più settentrionale d’Italia). Tra la frutta, i fichi, le prugne, le pesche, introdotti grazie al microclima favorevole, e le mele. Di Torbole si ricorda inoltre un broccolo piuttosto apprezzato. Ricette tipiche sono:
Amministrazione comunale [modifica]
Sindaco: Ennio Bertolini (lista
civica) dal 10/05/2004
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica] |
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