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Festivals
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( by Tibetan Calendar)

Festivals in January

The Great Prayer Festival

This is the greatest religious festival in Tibet. Originated from Tsongkpa in 1409, the founder of the Gelukpa sect. Monks from the Three Great Monastery of Tibet assemble in Jokhang for prayer to Shakyamuni’s image as if it were the living Buddha.According to the legend, in the first month of the year, Buddha conquered or converted six holy men of false religions at the joint place between Tibet and India.In the beginning, the monks from the Three Great Monastery of Tibet(Sera Monastery, Dreprung Monastery, Ganden Monastery)assembled before the statue of Shakyamuni reciting scriptures and praying for best wishes. The Prayer Festival became more and more ceremonious as time passed by. And every time the Dalai Lama was dying, the worship accumulated and the praying time lasted longer and longer. From the fiesta of DalaiV, the Great Prayer Festival was finally fixed to begin from the fourth day of the first Tibetan lunar month to the 24th(a day to pray to drive ghosts away)and 25th(a day to invite and welcome Amitabha Buddha) During the festival, lamas from the three largest monasteries gather in the Jokhang, reciting scriptures and attending an examination for the Gexi degree. Pilgrims come from every corner of Tibet and donations are offered to the monks.

The 15th day of the first month by the lunar year is the day when Buddha conquered or converted six holy men of false religions. On the day the Living Buddhas and monks from the Three Great Monastery of Tibet will hold a grand religious ceremonies, reciting scriptures and praying for best wishes, making the Great Prayer Festival reach the climaxes .By nightfall colorful butter-made sculptures of figures, flowers, birds, and animals are displayed on the flower beds. The tallest flowerbeds is 10 meters high while the lowest is 6 meters high. Among the sculptures some are towering , magnificent, and greatly surprising, some are beautifully wrought and charming, some are be high up in the air like birds to fly, some are repeatedly joint like a stereopaiting. All these with the flashing of thousands of butter lamps make the street dazzlingly brilliant showing the people's love for peace. The citizens rush down the street to appreciate the lamp offerings, the farmers circle around the lamp offerings to dance and sing throughout the night.

The Large Dharma Transmission Ceremony

The Large Dharma Transmission Ceremony is also called "Monlam Chenmo' " in Tibetan.From 4th-15th day of the 1st lunar month, the festival is celebrated in honor of Lord Buddha Sakyamuni.

The Butter Lamp Festival

The Butter Lamp Festival is celebrated on the 15th day of the first month every year by the Tibetan in Qinghai and Gansu provinces. It' s the last day of the Great Prayer Festival. To honor the victory of Sakyamuni in a debate against Heretics,people assemble at the Barkhor Street in Lhasa, worshiping the Buddha in the daytime and by nightfall. People usually light thousands of lamps filled with butter in an intriguing assortment of designs including immortals, animals, flying birds, beasts, and flowers.. The whole festive will last all night. People sing and dance in great joy throughout the night.
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Regione_Autonoma_del_Tibet
Cronologia/Autori:
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Regione_Autonoma_del_Tibet&action=history

Regione Autonoma del Tibet

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 
Nota disambigua - Se stai cercando informazioni sulla regione dell'Asia centrale che in passato costituiva uno stato autonomo, vedi Tibet.

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Tibetano:བོད་རང་སྐྱོང་ལྗོངས་
Bod-rang-skyong-ljongs
Cinese:西藏自治区
Xīzàng Zìzhìqū
Abbreviazione: 藏 (pinyin: Zàng)
Origine del nome vedi Xizang
Tipo di amministrazione Regione autonoma
Capitale Lhasa
Segretario del comitato tibetano del PCC Yang Chuantang
Governatore Jampa Phuntsok
Area 1.228.400 km² (2° pos.)
Popolazione (2002)
 - Densità
2.670.000 (31° pos.)
2,2/km² (31° pos.)
PIL (2003)
 - pro capite
18,45 miliardi ¥ (31°)
6.046 ¥ (22° pos.)
Maggiori etnie (2000) Tibetani - 93%
Han - 6%
Hui - 0.3%
Monpa - 0.3%
Prefetture 7
Contee 73
Comuni 692
ISO 3166-2 CN-54

Gruppi Etnolinguistici, 1967 (Guarda la carta intera, con leggenda)


La Regione Autonoma del Tibet, nota anche con l'acronimo TAR (Tibet Autonomous Region) (Tibetano: བོད་རང་སྐྱོང་ལྗོངས་; Wylie: Bod-rang-skyong-ljongs) è una regione con autonomia a livello di provincia della Repubblica Popolare Cinese.

Indice

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Geografia

La Regione Autonoma del Tibet costituisce una parte del Tibet ed è localizzata nell'omonimo altipiano e comprende una parte importante della catena dell'Himalaya (tra cui il Monte Everest, la montagna più alta del mondo).

 

Confini

Confina a nord e a est con la regione autonoma dello Xinjiang e con le province cinesi di Qinghai e [Sichuan]]; a ovest confina con l'India e a sud con Nepal, India e Bhutan e con la provincai dello Yunnan.

 

Divisioni amministrative

La Regione Autonoma del Tibet comprende una città a livello di prefettura, Lhasa, 6 prefetture (Nagqu, Qamdo, Nyinchi, Shannan, Xigazê, Ngar). Comprende un distretto (Chegguan, Lhasa), una città a livello di contea (Xigazê) e 71 contee.

 

Geografia umana ed etnie

La Regione Autonoma del Tibet ha la più bassa densità delle 6 regioni amministrative a livello di province cinesi a causa del clima e del territorio altamente montagnoso.

La popolazione è costituita da Tibetani e da Cinesi di etnia Han. Non esistono stime ufficiali attendibili inerenti alla percentuale degli uni e degli altri. Sono presenti anche piccoli gruppi tribali come i Monpa e i Lhoba nella parte sud-ovest della regione.

 

Economia

I Tibetani dipendono tradizionalmente dall'agricoltura e dall'allevamento, in particolare di yak. Dagli anni '80, con l'arrivo della tecnologia e della modernità dalla Cina, i servizi svolgono un ruolo importante.

Nel 2003, il PIL era di 2,2 milioni USD e costituiva il minore tra le province e regioni cinesi, contribuendo solo allo 0,1% dell'intera economia cinese.

 

Storia

Fino al 1950 il Tibet era uno stato sovrano indipendente governato dalla massima autorità religiosa del Buddhismo tibetano, il Dalai Lama. In quell'anno l'Esercito di liberazione popolare, facente capo alla Repubblica Popolare Cinese guidata da Mao Zedong, invase il Tibet, adducendo, come motivazioni verso l'esterno, il fatto che il Tibet, secoli prima, era stato conquistato dai Mongoli e appartenevano allo stesso impero.

Nel 1956 il Governo cinese costituì il Comitato Preparatorio per la Regione Autonoma del Tibet. Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama) presiedeva il comitato, ma si rese conto che gli altri appartenenti erano molto dipendenti dalle decisioni del governo centrale.

Nel 1957 scoppiò una rivolta nel Tibet orientale che si estese a Lhasa nel 1959. Nello stesso anno l'Esercito di liberazione popolare schiacciò la rivolta e costrinse il Dalai Lama alla fuga e il 17 marzo lasciò il Palazzo del Norbulingka travestito da soldato e scappò in India dove costituì il Governo tibetano in esilio.

Il 1° settembre 1965 nacque ufficialmente la Regione Autonoma del Tibet nota internazionalmente con l'acronimo di TAR (Tibet Autonomous Region). In concordanza con gli articoli 111 e 112 della Costituzione della Repubblica Popolare Cinese e seguendo l'esempio dell'Unione Sovietica, il governatore doveva essere di etnia tibetana, controllato dal locale segretario del Partito Comunista Cinese, generalmente un cinese di etnia Han.

La Cina governò quello che rimaneva del Tibet con la forza e la repressione. Con la Rivoluzione Culturale vennero uccisi circa 1,2 milioni di tibetani, 6.254 monasteri distrutti, circa 100.000 tibetani nei campi di lavoro e deforestazione indiscriminata.

Nel 1976, dopo la morte di Mao, visto il clima di rivolta sempre nell'aria, i Cinesi si resero conto che non potevano continuare a governare la Regione Autonoma del Tibet sempre nello stesso modo. Per questo Hua Guofeng successore di Mao, invitò il Dalai Lama a ritornare in Tibet. Questi considerò con cautela l'invito e, dopo avere mandato una commissione per valutare il rientro (con il consenso cinese) decise di rimanere in India.

Deng Xiaoping sostuì Hua Guofeng ed inviò in Tibet una commissione per valutare la situazione del Tibet. A seguito di questa venne stabilito un piano per cercare di migliorare le condizioni di vita dei tibetani riducendo per due anni le tasse, consentendo un minimo di iniziativa privata e facendo riaprire il Jakong e il Palazzo del Potala. Nei primi anni ottanta vennero diminuiti leggermente i divieti relativi all'osservanza della religione e vennero riaperti alcuni monasteri. Questo era per riaprire il colloquio con il Governo tibetano in esilio in modo che il Dalai Lama fosse più vicino all'influenza cinese e che andasse in Cina dove avrebbe potuto ricoprire qualche incarico da funzionario. Egli rifiutò e nel 1983 i colloqui furono interrotti definitivamente e l'invito al Dalai Lama fu ritirato.

Da allora ci sono state sporadiche rivolte (per lo più non armate) per l'autonomia del Tibet contro il Governo cinese, condotte principalmente da monaci e monache. Il Governo cinese, oltre a reprimere con la forza queste proteste, cerca di favorire l'immigrazione di cinesi di etnia Han nella Regione Autonoma del Tibet. In particolare è in fase di conclusione la Ferrovia del Qingzang che collegherà Lhasa a Pechino e al resto della Cina. Si stima che questa porterà in Tibet 40 milioni di non tibetani (contro circa 6,5 milioni di tibetani). Il turismo è stato incrementato, ma le guide turistiche cinesi vengono favorite rispetto a quelle native alle quali viene impedito di svolgere la professione, nel caso in cui fossero scappate in India in precedenza.

A tutt'oggi Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama) non richiede più l'indipendenza e la sovranità del Tibet, anche tramite pressioni internazionali, ma solo una vera autonomia della Regione Autonoma del Tibet ed il rispetto dei diritti umani dei tibetani.

 

Voci correlate

Province amministrate dalla Repubblica Popolare Cinese
Province¹: Anhui | Fujian | Gansu | Guangdong | Guizhou | Hainan | Hebei | Heilongjiang | Henan | Hubei | Hunan | Jiangsu | Jiangxi | Jilin | Liaoning | Qinghai | Shaanxi | Shandong | Shanxi | Sichuan | Yunnan | Zhejiang
Regioni Autonome: Guangxi | Mongolia Interna | Ningxia | Tibet | Xinjiang
Municipalità: Pechino | Chongqing | Shanghai | Tianjin
Regioni Amministrative Speciali: Hong Kong | Macao
  ¹ Vedi anche: Status Politico di Taiwan