Adolescenza ****
Discoteche/
Google
 
Web stradivariusconcerti.com
Poesie Romantiche Teatro Italiano Poesie Romantiche
Teatro Grassi Teatro Studio
_______Grazie a www.piccoloteatro.org

Ufficio Stampa tel. 02.72333212 – fax 02.72333311 – ufficiostampa@piccoloteatromilano.it
 Piccolo Teatro Studio – via Rivoli 6 (M2 Lanza)
  Prossima Rappresentazione  
Jean-Luc Lagarce, il progetto di Luca Ronconi



L'atteso testo di Jean-Luc Lagarce "I pretendenti" andrà in scena dal 27 gennaio prossimo al Piccolo Teatro Studio con la regia di Carmelo Rifici (prima per la stampa 28 gennaio). Lo ha deciso Luca Ronconi, ideatore del Progetto Lagarce, che ha affidato al giovane regista (già presente nella stagione del Piccolo con un altro spettacolo) la messa in scena del testo dell'autore contemporaneo francese attualmente più rappresentato e amato, ma ancora sconosciuto in Italia. Ronconi, convalescente dopo un intervento chirurgico, sovrintende all'intero progetto Lagarce, che prevede, nella primavera 2009, la messa in scena di un secondo spettacolo, "Giusto la fine del mondo".
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA


La storia della bambola abbandonata di Giorgio Strehler
al Piccolo Teatro Studio dal 2 al 21 dicembre 2008

Andrea Jonasson e una compagnia di bambini raccontano la favola di Sastre e Brecht


Dopo una breve anteprima milanese al Teatro Ringhiera, La storia della bambola abbandonata torna al Piccolo per quasi un mese di repliche che accompagneranno le famiglie fino a Natale. Lo spettacolo, nato da un’idea di Strehler e ripreso da Andrea Jonasson, sarà al Teatro Studio dal 2 al 21 dicembre 2008 e vedrà recitare, accanto all’attrice, bambini delle elementari preparati attraverso laboratori teatrali. Mentre a Milano, infatti, verrà riproposta la compagnia di bambini della scorsa stagione, nelle tappe della tournée italiana dello spettacolo – Gallarate, Salerno, Recanati, Piacenza e Chieti – sono stati avviati laboratori per la formazione, in loco, dei piccoli interpreti.
Lo spettacolo, dal forte impatto etico, pone una domanda fondamentale: le cose sono di chi le lavora, di chi le migliora, di chi le ama e le difende oppure di chi le ha ricevute senza aver fatto nulla per conquistarle?
Paca e Lolita sono due bambine coetanee. Paca trova nell’immondizia una vecchia bambola malandata, gettata via dalla ricca e viziata Lolita. La prende con sé e, con l’aiuto di alcuni amici, la ripara. Lolita, indispettita nel vedere il suo vecchio giocattolo tornato come nuovo nelle mani di un’altra ragazzina, rivuole indietro la bambola. Come risolvere la lite?
Nella fiaba moderna si innesta il racconto brechtiano del Cerchio di gesso del Caucaso, in cui due donne si contendono, questa volta, un bambino, abbandonato dalla ricca madre naturale e allevato con amore dalla povera serva Gruscia. Sarà un giudice a decidere se debba prevalere la legge del sangue o quella dell’amore.

Lo spettacolo è dedicato a Luciano Damiani inventore di sogni.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza) - dal 2 al 21 dicembre 2008
La storia della bambola abbandonata
di Giorgio Strehler
da Alfonso Sastre e Bertolt Brecht
regia Giorgio Strehler
ripresa da Andrea Jonasson
scene e costumi originali Luciano Damiani
luci Gerardo Modica
musiche Fiorenzo Carpi a cura di Giulio Luciani
movimenti mimici Marise Flach




Personaggi Interpreti
La venditrice di palloncini/Il cantastorie Andrea Jonasson
Grusa Chiara Claudi
Lo straccivendolo/Il governatore/Il giudice Azdak Riccardo Ballerini
Il ciabattino Alberto Onofrietti/Tommaso Minniti
Il portiere/il Primo Soldato Francesco Guidi
La Governatrice Camilla Zorzi
Paca Sophie Ceccato/Carola Stella De Mitri,
Daniela Pulerà/Francesca Pulerà
Lolita Anastasia D’Aiello/Elisabetta De Savino,
Sofia Guaitamacchi/Giulia Ley,
Beatrice Petrillo
Il secondo soldato/ L’Ombra Paolo Garghentino
Il terzo soldato/ L’Ombra Eugenio Olivieri
I musicisti Anna Grazia Anzelmo, Alessandro Virzi,
Francesco Zaccaria
I bambini della strada Carlo Apollo Giorgia Carella,
Ludovica Apollo Edoardo Carella
Manuel Correzzola Marco Dehò
Camillo Grillo Letizia Maria Dehò
Caterina Grillo Eleonora Lunghi
Martino Grillo Federico Riva
Filippo Panzeri Maria Francesca Riva
Giulia Panzeri Riccardo Pescini
Giorgia Pasini Filippo Zini

Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa
in collaborazione con Teatro Marrucino di Chieti, Teatro delle Arti di Gallarate,
Teatro Gioco Vita di Piacenza, Teatro Persiani Comune di Recanati, Teatro Pubblico Campano
e Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala

Le foto di scena sono di Marcello Norberth

Orari
da martedì a giovedì ore 10.30; venerdì ore 10.30 e 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 16. Lunedì riposo.
Martedì 2 dicembre ore 19.30.
Sabato 6 dicembre riposo.
Lunedì 8 dicembre ore 16.

Durata un’ora e ‘40

Prezzi platea 24,50 euro, balconata 21,50 euro. Prezzi speciali su www.piccolocard.it


Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)
www.piccoloteatro.org



Milano, 26 novembre 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA

“Manca solo la domenica” al Piccolo Teatro Studio dall’11 novembre

LiciaMaglietta
sposa infelice, vedova immaginaria

Con Manca solo la domenica, al Teatro Studio, dall’11 al 30 novembre 2008 (‘prima’ per la stampa, mercoledì 12 novembre), il Piccolo torna ad ospitare una produzione di Teatri Uniti di Napoli, dopo lo straordinario successo di Sabato, domenica e lunedì e delle False confidenze e dopo la fortunata coproduzione della Trilogia della villeggiatura in tournée a Berlino dai primi giorni di novembre. E torna ad accogliere, dopo Toni Servillo, un’altra grande interprete napoletana, in questa occasione in veste anche di regista, Licia Maglietta

Ambientato in una Sicilia senza tempo, lo spettacolo mette in scena una figura insieme mitica e reale, quella di una donna, Borina, all’anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo, immaginaria e devotissima vedova di sei defunti sconosciuti che sceglie per sé quali indimenticati mariti “adottivi”. Le inconsapevoli spoglie di questi uomini diventano oggetto di un rito quotidiano che la donna dedica ad essi con puntuali visite in cui adorna di rose baccarà le loro lastre tombali.
E’ il modo con cui rifiuta la frustrazione di un amore mancato, di un rapporto infelice, alla ricerca di sentimenti e passioni forti.

Frammenti poetici e un tessuto musicale, creato ed interpretato dal fisarmonicista Vladimir Denissenkov, attraverso cui rappresentare l’intemperante esuberanza della vita, restituita non senza amarezza, ma con sguardo sorridente e commosso. Borina rifiuta il suo status di “maritata”, ripudia nella mente e nelle azioni il suo uomo, incapace di toccarla nell’intimo dei sentimenti e mancante nel suscitarne passioni.

La storia è tratta dal racconto di Silvana Grasso Pazza è la luna e segna una nuova tappa nel percorso della Maglietta, interprete consacrata anche dal successo cinematografico (vincitrice del David di Donatello come miglior attrice protagonista in ‘Pane e tulipani’ di Silvio Soldini e più recentemente voce della madre in “Persepolis” film d’animazione di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi), che da qualche tempo indirizza la sua ricerca sulle possibilità di incarnare figure femminili mediate dalla grande letteratura d’ogni tempo e nazionalità. Donne scelte per la loro forza e intensità .

“Esistono amori che non danno la felicità - dichiara la Maglietta - ma....se ne possono vivere altri! Andare lontano dalla propria casa. Fantasticare una vita di sentimenti amorosi e luttuosi. Desiderare passioni, amori e soprattutto uno status, riconosciuto da tutti, da poter portare dipinto sulla faccia come una voglia di fragola. E se la realtà le impedisce di continuare a vivere tutto questo Borina non se ne preoccupa: pianifica. Come una straordinaria attrice dal lunedì al sabato accanto alla sua vita piatta e prevedibile come quella di tutto il paese, ne affianca un’altra fatta di tournée in altri luoghi nel suo ruolo di vedova.
L’unico cruccio - conclude l’attrice - resta la domenica. Sì, manca solo la domenica...”.





LA LOCANDINA


Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6, M2 Lanza) – dall’11 al 30 novembre 2008
Manca solo la domenica

di Silvana Grasso
scene e regia Licia Maglietta
con Licia Maglietta, Vladimir Denissenkov
costumi Katia Esposito
luci Cesare Accetta
suono Daghi Rondanini
Produzione Teatri Uniti

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16. Lunedì riposo.

Prezzi: platea 24,50 euro, balconata 21,50 euro.
Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Durata un’ora e ‘10

Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)

www.piccoloteatro.org



Milano, 6 novembre 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Dopo “Camillo Olivetti - Alle radici di un sogno”
“Adriano Olivetti” dal 4 al 9 novembre al Piccolo Teatro Studio

Laura Curino continua a raccontare
il “sogno olivettiano”

Dopo le due settimane di repliche di Camillo Olivetti – Alle radici di un sogno, dal 4 al 9 novembre al Piccolo Teatro Studio sono ancora di scena la vita e le imprese della famiglia Olivetti. Se Camillo era l’inventore geniale, fondatore della prima fabbrica italiana di macchine da scrivere e ideatore della mitica “Lettera 22”, Adriano fu il manager illuminato e sostenitore di un'industria dal volto umano e di un’economia fonte di progresso anche sociale e intellettuale. Laura Curino e Gabriele Vacis continuano il racconto dell’avventura umana e professionale di una delle dinastie italiane più creative e lungimiranti, attraverso una paziente ricerca un passato illustre, quando Ivrea era la culla di un sogno urbanistico, culturale e civile unico in tutta Europa.
“Quando cominciai a lavorare allo spettacolo Adriano Olivetti quel che mi colpiva di più era il sentimento della dimenticanza di Ivrea. La città svaniva. Eppure era vivido per me il ricordo di quando, bambina, credevo che Ivrea fosse grande come Torino, forse anche di più, tanto se ne parlava. Così ho pensato ad un testo sulla dimenticanza che spera di essere scintilla di memoria collettiva.”

“E del resto la dimenticanza sembrava caduta in tutta Italia: chi parlava più di fabbriche belle, di città a misura d’uomo, di rispetto del territorio, di tecnologia al servizio del benessere?
Chi si ricordava di un luogo dove pittori, artisti, poeti dirigevano un’azienda?
Chi citava più un uomo, Adriano Olivetti, che aveva chiamato Le Corbusier per creare le case per gli operai, che costruiva fabbriche fra gli alberi, che aveva inventato l’urbanistica, il design, la psicologia del lavoro?…
E’ il racconto epico di un’avventura, e in quanto tale avvincente, pieno di colpi di scena, di prove da superare, di lotte, di amori, di eroi. La cosa più straordinaria è che è…tutto vero”
Laura Curino
LA SCHEDA
Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza) – dal 4 al 9 novembre 2008
Adriano Olivetti
di Laura Curino e Gabriele Vacis
con Laura Curino, Mariella Fabbris, Lucilla Piagnoni
regia Gabriele Vacis
scenofonia – luci Roberto Marasco, collaborazione all’allestimento Lucio Diana
produzione Fondazione Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Associazione Culturale Muse

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16. Lunedì riposo.
Prezzi: platea euro 24,50, balconata euro 21,50 - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Durata un’ora e ’20 senza intervallo
Biglietteria telefonica 848800304 - www.piccoloteatro.org

Milano, 30 ottobre 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA


“Camillo Olivetti - Alle radici di un sogno” dal 21 ottobre al 2 novembre
e “Adriano Olivetti” dal 4 al 9 novembre al Piccolo Teatro Studio

Il “sogno olivettiano” raccontato da Laura Curino


Dal 21 ottobre al 9 novembre al Piccolo Teatro Studio sono di scena la vita e le imprese di Camillo e Adriano Olivetti. Il primo, l’inventore geniale, fondatore della prima fabbrica italiana di macchine da scrivere che prese il suo nome. Da questa nacque la mitica “Lettera 22”, compagna di grandi giornalisti, fra tutti Indro Montanelli. Il secondo, Adriano, manager illuminato e sostenitore di un'industria dal volto umano e di un’economia fonte di progresso anche sociale e intellettuale. Laura Curino e Gabriele Vacis hanno dedicato a queste due figure due diversi spettacoli, recuperando attraverso una paziente ricerca un passato illustre, quando Ivrea era la culla di un sogno urbanistico, culturale e civile unico in tutta Europa. E l’hanno fatto partendo dai ricordi di quei bambini che negli anni 60 sognavano la colonia estiva Olivetti, luogo umano e accogliente, come se fosse il Paradiso.
“Con l’aiuto di biografie, interviste, testi letterari – spiega Laura Curino - ho ricostruito la vita, le figure che ruotano attorno, l’ambiente e le imprese. In Camillo Olivetti, alle radici di un sogno ho affidato le voci narranti a due personaggi fondamentali: la madre, Elvira Sacerdoti, e la moglie, Luisa Revel. Queste due donne sono state le protagoniste silenziose della formazione e della realizzazione del sogno olivettiano. Mi è sembrato giusto riportare la loro voce in primo piano. Quando cominciai a lavorare allo spettacolo Adriano Olivetti quel che mi colpiva di più era il sentimento della dimenticanza di Ivrea. La città svaniva. Eppure era vivido per me il ricordo di quando, bambina, credevo che Ivrea fosse grande come Torino, forse anche di più, tanto se ne parlava. Così ho pensato ad un testo sulla dimenticanza che spera di essere scintilla di memoria collettiva.”
“E del resto la dimenticanza sembrava caduta in tutta Italia: chi parlava più di fabbriche belle, di città a misura d’uomo, di rispetto del territorio, di tecnologia al servizio del benessere?
Chi si ricordava di un luogo dove pittori, artisti, poeti dirigevano un’azienda?
Chi citava più un uomo, Adriano Olivetti, che aveva chiamato Le Corbusier per creare le case per gli operai, che costruiva fabbriche fra gli alberi, che aveva inventato l’urbanistica, il design, la psicologia del lavoro?…
E’ il racconto epico di un’avventura, e in quanto tale avvincente, pieno di colpi di scena, di prove da superare, di lotte, di amori, di eroi. La cosa più straordinaria è che è…tutto vero” Laura Curino

In occasione dei due spettacoli, venerdì 24 ottobre alle 17.30, al Piccolo Teatro Studio si terrà l’incontro “Olivetti: cento anni di passioni. Polifonia sull’impresa”. Intervengono Carlo De Benedetti, Giulio Ballio e Ferruccio de Bortoli; moderano Nerio Nesi e Laura Curino. L’ingresso è libero. Al mattino, al Teatro Gobetti di Torino alle 11 si svolgerà un incontro sullo stesso tema, con la partecipazione di Roberto Colaninno, Gianluigi Gabetti, Gabriele Galateri di Genola, Francesco Profumo e Giulio Anselmi; moderatori Nerio Nesi e Laura Curino.





LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza) – dal 21 ottobre al 2 novembre 2008
Camillo Olivetti. Alle radici di un sogno
di Laura Curino e Gabriele Vacis
con Laura Curino
regia Gabriele Vacis
produzione Fondazione Teatro Stabile di Torino
in collaborazione con Associazione Culturale Muse

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza) – dal 4 al 9 novembre 2008
Adriano Olivetti
di Laura Curino e Gabriele Vacis
con Laura Curino, Mariella Fabbris, Lucilla Piagnoni
regia Gabriele Vacis
scenofonia – luci Roberto Tarasco
collaborazione all’allestimento Lucio Diana
produzione Fondazione Teatro Stabile di Torino
in collaborazione con Associazione Culturale Muse




Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16. Lunedì riposo.
Lo spettacolo partecipa alla Festa del Teatro:
venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 ottobre, biglietti a 3 euro.

Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Prezzi: platea euro 24,50, balconata euro 21,50

Durata un’ora e ’45 senza intervallo

Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)
www.piccoloteatro.org

Milano, 16 ottobre 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Studio, dall’8 al 19 ottobre

Ritter/Dene/Voss: un Bernhard
per la “meglio gioventù” del teatro italiano

Massimo Popolizio, Maria Paiato, Manuela Mandracchia
diretti da Piero Maccarinelli, nei panni di tre tragicomici fratelli

Al Piccolo Teatro Studio, dall’8 al 19 ottobre “un Bernhard per la mia generazione”: così Piero Maccarinelli definisce Ritter/Dene/Voss, lo spettacolo del quale cura la regia, prodotto dal Teatro di Roma e che vede insieme in scena Massimo Popolizio, Maria Paiato, Manuela Mandracchia
Tra i massimi autori della letteratura contemporanea non solo di lingua tedesca, Thomas Bernhard scrive la piéce nel 1984. Il titolo deriva dai cognomi di tre grandi attori della compagnia di Claus Peymann (regista e direttore artistico di prestigiosi teatri tedeschi, tra cui il celebre Berliner Ensemble brechtiano) - Ilse Ritter, Kirsten Dene e Gert Voss - che, in realtà, nulla hanno a che vedere con i reali protagonisti dell’opera.
Ritter, Dene e Voss sono infatti tre surreali, tragicomici fratelli, protagonisti di una vicenda al limite della follia: Ritter e Dene, attrici, sono in attesa del fratello Voss, “filosofo”, autore di un trattato di logica, la cui figura allude a Ludwig Wittgenstein. Voss si è fatto volontariamente rinchiudere nel manicomio di Steinhof e saltuariamente viene convinto a ritornare a casa dalla sorella Dene, contro il parere di Ritter.
Lo spettacolo racconta l’attesa di Voss, il suo arrivo a casa e gli eventi che ne conseguono.
“Il grande austriaco”, spiega Maccarinelli, “l’ho sempre affrontato con gli attori più prestigiosi della generazione dei mostri sacri. Gianrico Tedeschi e il suo splendido Riformatore del mondo (1996), la grande indimenticabile Valeria Moriconi e la sua terribile madre in Alla meta (1987) e la sua acida e grottesca gigantesca Clara di Prima della pensione (2001). Tutti grandi attori”, prosegue il regista, “che, per usare un termine caro a Bernhard, sanno di sangue, sudore e stallatico, perché questo credo sia il segreto del genio austriaco: scrivere testi solo apparentemente alti o gelidi che riescono a innervarsi e a diventare capolavori anche grazie al sangue, al sudore e allo stallatico degli attori che gli danno vita, passando da vertici filosofici alle contaminazioni più basse e sordide proprio come nella vita. Ecco perché”, conclude, “ritengo per me doveroso affrontare questo Bernhard generazionale dove Ritter, Dene e Voss, i tre fratelli-attori, in un gioco al massacro dissacrante e lucido, prenderanno vita grazie alle voci e ai corpi di tre fra i migliori attori della mia generazione: Maria Paiato, Manuela Mandracchia e Massimo Popolizio, alla ricerca costante di quello stesso sangue sudore e stallatico che, con rigore, gli attori che li hanno preceduti hanno saputo trovare”.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza) – dall’8 al 19 ottobre 2008
Ritter/Dene/Voss
di Thomas Bernhard, traduzione Eugenio Bernardi, regia Piero Maccarinelli
scene Carmelo Giammello, costumi Gianluca Sbicca, musiche Paolo Terni
con Massimo Popolizio, Maria Paiato, Manuela Mandracchia
produzione Teatro di Roma
foto di scena di Serafino Amato

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16. Lunedì riposo.
Domenica 12 ottobre, ore 16.00 e 20.30.
Prezzi: platea euro 32; balconata euro 25,50. Prezzi speciali su www.piccolocard.it - Durata: 2 ore e ‘15
Biglietteria telefonica 848800304 - www.piccoloteatro.org
Milano, 6 ottobre 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Lunedì 6 ottobre, ore 20.30, al Piccolo Teatro Studio

“La mia Primavera di Praga”

Quarant’anni dopo, una serata con Jitka Frantova e Daniele Salvo

Quarant’anni fa la “Primavera di Praga”: lunedì 6 ottobre, a quasi mezzo secolo di distanza, Jitka Frantova, attrice praghese e moglie di Jiri Pelikan, diretta da Daniele Salvo, racconta la “sua” primavera. Nel gennaio 1968 la Cecoslovacchia visse un breve periodo di riforme stroncato nel sangue il 20 agosto dello stesso anno dall’invasione sovietica. Sul palcoscenico del Piccolo Teatro Studio, per un un’unica serata, va in scena “La mia Primavera di Praga”, uno spettacolo che ricorda quelle tragiche vicende e rende omaggio alla personalità morale di Pelikan, uomo politico di spicco in quel tormentato periodo. Esiliato in Italia continuò a battersi in prima linea, con le armi del rigore intellettuale e della volontà, contro l’invasione dei carri armati sovietici e per il ripristino delle libertà democratiche nella Cecoslovacchia governata dal regime comunista. E’ una storia narrata attraverso la lente della memoria personale. Dai ricordi di Jitka Frantova emerge un’epoca che non dovrebbe essere dimenticata, la storia di due testimoni che incrociarono i loro destini umani e civili in anni cruciali per il futuro dell’Europa. Lo spettacolo è accompagnato da immagini autentiche in parte inedite.
“La proposta di questa serata”, dichiara Daniele Salvo, “vuole essere un piccolo gesto ‘umano’ per ricordare una persona che non c’è più, Jiri Pelikan, ed un periodo storico archiviato troppo in fretta. Attenzione però: questo lavoro non vuol essere un atto d’accusa di stampo politico o un atto di schieramento ideologico. Il teatro non è la sede giusta per fare propaganda politica. Ho cercato di presentare gli eventi”, prosegue il regista, “nel modo più fedele possibile, per ricordare una storia che dovrebbe fare riflettere tutti noi in questi anni di mediocrità assoluta e di spaventoso vuoto di intenti e necessità.


LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza) – 6 ottobre 2008, ore 20.30
La mia Primavera di Praga
di e con Jitka Frantova, regia Daniele Salvo
elaborazione immagini video Giandomenico Musu, musiche originali Marco Podda
scene Barbara Tomada, costumi Mario Pisu, luci Christian Sorci
sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri
e con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Ceca e Ambasciata della Repubblica Slovacca
in occasione del 40° Anniversario della “Primavera di Praga”
una produzione Fahrenheit 451 Teatro



Prezzi: platea euro 24,50, balconata euro 21,50

Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)
www.piccoloteatro.org

Milano, 2 ottobre 2008
IPNOS

CON LA SCUOLA DI BALLO DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
COREOGRAFIA: DAVIDE BOMBANA
MUSICHE: RICCARDO NOVA - OLIVIER MESSIAEN
VIOLONCELLO: FRANCESCO DILLON
MRIDANGAM: B.C. MANJUNATH

MILANO, PICCOLO TEATRO DI MILANO TEATRO D’EUROPA - TEATRO STUDIO
2-4 OTTOBRE 2008

COMUNICATO STAMPA

L’Accademia Teatro alla Scala continua la feconda collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano presentando dal 2 al 4 ottobre 2008 al Teatro Studio una nuova creazione, Ipnos, con la coreografia di Davide Bombana e le musiche di Riccardo Nova con gli allievi degli ultimi anni della celebre Scuola di Ballo, diretta da Frédéric Olivieri, coinvolti in un’esperienza formativa di straordinario livello.

Ipnos è uno spettacolo che trae ispirazione da molteplici sensazioni olfattive che rimandano a tutta una serie di suggestioni e percezioni, raccolte in una sequenza di quadri.
Davide Bombana nella sua coreografia ha voluto restituire, seppure in maniera astratta, queste sensazioni, sottolineando la sensualità legata all’olfatto come senso connesso all’attrazione fisica e spirituale. Una sensualità che si esprime e viene animata, sia nelle musiche originali di Riccardo Nova sia nei passi di danza, anche dall’evidente richiamo all’Oriente e ad un mondo che si riconosce per l’intensità dell’afrore delle sue spezie e dei suoi incensi. Scie olfattive che appartengono alla natura rese in atmosfere dilatate e contemplative, che si rispecchiano in alcuni pezzi di Olivier Messiaen, in contrapposizione a ritmi serrati e percussivi che riproducono i miasmi e le nevrosi del mondo d’oggi. Il potere ipnotico di un odore o di un profumo viene infine evocato come elemento scatenante di ricordi di situazioni o persone.
Il suono della mridangam, tamburo bipelle, tradizionale strumento indiano e quello del violoncello si fondono in una partitura, in cui si alternano - fra montaggio digitale e musica dal vivo - elettronica, voce Sufi, percussioni e musica per archi. Seguendo i quadri dello spettacolo, vanno a comporsi delle armonie arcaiche dilatate che, come sottolinea Nova “lasciano ai ballerini lo spazio necessario ad una gestualità lenta e sensuale a cui tuttavia si contrappone la complessità inarmonica del rumore che ormai è parte integrante dell’espressione musicale contemporanea”.

Lo spettacolo, che si avvale dei costumi disegnati e confezionati dagli allievi del Corso per Scenografi e Costumisti Realizzatori dell’Accademia Teatro alla Scala, va ad affiancare la consueta esibizione istituzionale della Scuola di Ballo, che verrà ospitata al Teatro Strehler dal 4 al 9 aprile 2009.


Giovedì 02 Ottobre 2008 ore 15:00 - 20:30
Venerdì 03 Ottobre 2008 ore 15:00 - 20:30
Sabato 04 Ottobre 2008 ore 15:00 - 19:30

Platea:
Intero € 24,50 - Ridotto card Gio/Anz € 20,00
Balconata:
Intero € 21,50 - Ridotto card Gio/Anz € 17,00

Informazioni e prenotazioni
NUMERO UNICO BIGLIETTERIA 848.800.304
(max 1 scatto urbano da telefono fisso) Per chi chiama dall'estero tel. +39 02.42.41.18.89
lunedì ore 10-18.30; da martedì a sabato 9.45-19.30; domenica 10 -17. festività (solo nei giorni di
spettacolo) 10-17
COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Giovedì 18 settembre 2008 ore 21 - Piccolo Teatro Studio, Milano
Ingresso gratuito

George Benjamin
Into the Little Hill
Un racconto lirico in due parti per soprano, contralto e ensemble di 15 musicisti

Testo originale di Martin Crimp

Ensemble Modern
Franck Ollu, direttore

Di George Benjamin, compositore e allievo di Olivier Messiaen, che non esitò a paragonarlo, sedicenne, al giovane Mozart, è la terza delle opere contemporanee in programma per il Festival MITO. In scena al Piccolo Teatro Studio, giovedì 18 alle 21, Into the Little Hill è un racconto lirico in due parti su testo originale di Martin Crimp, drammaturgo del Royal Court Theatre di Londra. La storia prende spunto, dopo tante versioni storiche, dall’inesauribile leggenda del pifferaio magico di Hamelin, una favola sugli effetti della musica, la sua magia, la sua forza incantatrice e trascinante, ma anche sui suoi rapporti sempre ambivalenti con il potere.
Il sindaco della città di Hamelin diventa qui un ministro. Un ministro tollerante, ecumenico, disposto persino ad accettare i topi della leggenda, ma la folla non è d’accordo e, in cambio del voto, pretende che elimini i topi, quella brulicante plebaglia che turba la sua tranquillità. Alla vigilia delle elezioni, quindi, vicino a sua figlia che dorme, il ministro stringe un patto con uno strano sconosciuto, un essere privo di sensi, ma con il potere di servirsi a suo piacimento dell’incantamento della musica: in cambio di una somma di denaro, quest’ultimo libererà la città dai topi. Il garante della transazione è l’innocenza dell’infanzia, la figlia del ministro.
Rieletto, non mantiene le sue promesse e tutti ne subiranno le conseguenze.
L’allestimento verrà proposto con le scene e la regia di Daniel Jeanneteau, le luci di Marie-Christine Soma, e i costumi di Olga Karpinsky.
L’esecuzione musicale è affidata all’Ensemble Modern diretto da Franck Ollu, con il soprano Anu Komsi, e il contralto Hilary Summers nelle due parti soliste dell’opera.
Into the little Hill è preceduto dall’esecuzione del brano Viola, Viola, per 2 viole, con Garth Knox e Geneviève Strosser, quest’ultimo lo ha eseguito in prima mondiale a New York, e il brano Three Miniatures, per violin con il solista Jagdish Mistry. Introduce Renato Mannheimer.
In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Ensemble Modern
Franck Ollu, direttore
Jagdish Mistry, violino
Geneviève Strosser, Garth Knox, viola
Anu Komsi, soprano
Hilary Summers, contralto

Daniel Jeanneteau, scenografia e messa in scena
Marie-Christine Soma, collaborazione artistica e luci
Olga Karpinsky, costumi

Commissionato da Festival d’Automne à Paris con Fondazione Ernst von Siemens per la musica; Opéra national de Paris; Ensemble Modern con Fondazione Forberg-Schneider

In coproduzione: Festival d’Automne à Paris; Opéra National de Paris; Ensemble Modern
T&M; Oper Frankfurt; Lincoln Center Festival; Wienerfestwochen; Holland Festival; Liverpool Capitale Europea della Cultura 2008

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it


Biografie:

Ensemble Modern
Ensemble di spicco nello scenario internazionale di musica contemporanea, l’Ensemble Modern è stato fondato nel 1980 e dal 1985 ha sede a Francoforte. È composto da elementi provenienti da tutto il mondo e la sua programmazione rispecchia l’internazionalità e la versatilità che lo distingue: teatro, danza, videoproiezioni, musica da camera e concerti per orchestra vengono eseguiti in tutto il mondo e nei principali festival come quello del Lincoln Center Festival di New York, il Festival d’Automne a Parigi, l’Ars Musica di Bruxelles, l’Holland Festival di Amsterdam, i Festival di Lucerna, Salisburgo e Berlino. Nel 1988 viene fondata l’Ensemble Modern Orchestra (EMO), la prima orchestra al mondo ad eseguire esclusivamente musica contemporanea del XX e XXI secolo. Raggruppa musicisti da tutto il mondo, che si riuniscono una o due volte l’anno per lavorare su progetti specifici. Dal 1996 l’Ensemble Modern, in collaborazione con Society for New Music – GNM, organizza Young Talent’s Forum per compositori, musicisti e musicologi. La formazione di giovani talenti, la ricerca e l’approfondimento dello studio della musica contemporanea sono gli obiettivi principali dell’Ensemble e l’International Ensemble Modern Academy è il frutto di questa volontà; i primi corsi si terranno nell’autunno del 2003. Nel marzo del 2003 la EMO si è nuovamente riunita per eseguire una serie di concerti in onore di György Ligeti a Bruxelles, Colonia e Francoforte sotto la direzione di George Benjamin. La collaborazione con i compositori indiani continua in un ciclo di concerti che si terranno in autunno alla Casa delle Culture del Mondo a Berlino. Uno dei più importanti concerti del 2003 è sicuramente quello in Italia dedicato a Frank Zappa: a dieci anni dalla sua morte un omaggio al grande compositore dalla sua “ultima band” e l’uscita di un nuovo cd con sue musiche. L’Ensemble è sponsorizzato da: Deutsche Ensemble Akademie, Città di Francoforte, Stato dell’Hessen, Fondazione Culturale Federale Tedesca, Fondazione GEMA, GVL.


Franck Ollu, direttore

Nato a La Rochelle, Franck Ollu compie la sua formazione musicale a Parigi, studiando corno con George Barboteu e André Cazalet, e composizione con Jean-François Zygel. Nel 1990 diventa membro dell’Ensemble Modern e si trasferisce a Francoforte. Per diversi anni studia direzione d’orchestra con Jonathan Nott e nel 2000 diventa assistente dell’Ensemble InterContemporain di Parigi e dell’Ensemble Modern Orchestra diretta da Pierre Boulez. Ha diretto diverse formazioni, tra cui l’Ensemble Modern, l’Orchestre du Conservatoire de Paris, la Kammerensemble, l’Ensemble Recherche, l’Asko Ensemble, l’Ensemble Inter-Contemporain, la Queensland Symphony Orchestra, l’Ensemble Avanti, l’Elision Ensemble. Ha tenuto a battesimo le prime mondiali di diversi compositori tra cui Hans Zender, York Höller, Emmanuel Nunes, Heiner Goebbels e Wolfgang Rihm.


Anu Komsi, soprano
È un interprete versatile che spazia dal Rinascimento al contemporaneo. Il suo repertorio operistico comprende più di quaranta ruoli, che includono Lulu, Zerbinetta, Norina, L’Usignolo di Stravinsky, oltre alla sua recente performance virtuosistica in Neither di Morton Feldman. Come solista si è esibita con numerose orchestre di rilievo, diretta fra gli altri da Roger Norrington, Oliver Knussen, Sakari Oramo, Rudolf Barshai, Jucca-Pekka Saraste, George Benjamin. La sua collaborazione con Esa-Pekka Salonen è iniziata nel 1988 con la prima mondiale della sua opera Floof, seguita da trentina di repliche in tutto il mondo. La Komsi è stata recentemente nominata direttore artistico della Kokkola Opera, una nuova compagnia operistica che ha sede nella sua città natale in Finlandia, Kokkola appunto: vi ha cantato il ruolo di Susanna nelle Nozze di Figaro nel 2006 e di Rosalinda nel Pipistrello di Strauss nel 2007. I suoi impegni futuri includono nuove produzioni con Cité de la Musique, Casa da Musica di Porto, Oper Frankfurt e Alte Oper Frankfurt, oltre a una tournée con Salonen e la Los Angeles Philharmonic e al debutto con la San Francisco Symphony diretta da Oramo.


Hilary Summers, contralto
È nata nel sud del Galles e ha studiato musica alla Reading University, proseguendo poi presso la Royal Academy of Music e il National Opera Studio di Londra. Specializzata nel repertorio barocco, lavora regolarmente con molti ensemble europei che suonano su strumenti antichi, come l’Academy of Ancient Music e Christopher Hogwood, Les Arts Florissants e William Christie, The King’s Consort e Robert King, The English Concert e Andrew Manze. Profonda conoscitrice e amante appassionata della musica contemporanea, si esibisce in occasioni prestigiose come Le marteau sans maître di Boulez, eseguito in tutta Europa con la direzione del compositore e l’Ensemble Intercontemporain, la cui registrazione ha riscosso il plauso incondizionato della critica. È stata la prima interprete del ruolo di Stella in What Next di Elliott Carter alla Berlin Staatsoper, diretta da Daniel Baremboim, e del ruolo di Irma in Le Balcon di Peter Eötvös al Festival di Aix-en-Provence nel 2002. Ha registrato numerose colonne sonore per il cinema con musiche di Nyman, oltre a interpretare il ruolo principale nella sua opera Facing Goya, scritto appositamente per lei. I suoi progetti futuri prevedono esibizioni con l’Ensemble Intercontemporain diretto da Boulez al Festival di Lucerna e il debutto con l’Orchestre de Paris.
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Settimo appuntamento con la “ Casa delle Scuole
di Teatro”, rassegna ideata da Luca Ronconi

Futurismo: un’opera da camera
tra le scuole di teatro

In scena, martedì 8 luglio, al Piccolo Teatro Studio,
“Vespe d’artificio” di Luigi Maio

La tematica futurista, che ha percorso trasversalmente la “Casa delle Scuole di Teatro” con gli spettacoli proposti dalla Scuola del Piccolo Teatro e dalla University of Toronto - College Drama Program, avrà anche una declinazione non accademica. Martedì 8 luglio, infatti, al Piccolo Teatro Studio, non andrà in scena una scuola ma un’opera da camera scritta e musicata da Luigi Maio. La performance, dal titolo “Vespe d’Artificio - Il Futurismo da Stravinskij a Petrolini”, interpretata dallo stesso Luigi Maio, nei panni del Musicattore, accompagnato al pianoforte da Enrico Grillotti, accosta estratti di partiture di Savinio e Pratella a brani originali dello stesso autore in cui “si fa il verso” a testi tipici delle composizioni e delle esecuzioni futuriste.
Attraverso stralci di Groucho Marx, Stravinskij e Poulenc, lo spettacolo si chiude con il Fortunello di Petrolini, il quale, premiato con la medaglia da Mussolini, pronunciò l’immortale ringraziamento: “E io me ne fregio!”.
Il testo di questa originale sintesi tra teatro, arti figurative e musica, creata dal poliedrico Musicattore genovese - per la quale ha vinto il Premio Arte e Cultura Ettore Petrolini - è costituito dalla storia in endecasillabi delle avanguardie teatrali e musicali del primo Novecento. Il pianista Enrico Grillotti ha il compito di dialogare attraverso le note con Maio, il quale recita, canta e interagisce con il pubblico.
“Vespe d’Artificio” è un divertissement teatral-cameristico sugli aspetti scanzonati e meno noti del Futurismo, il cui aspetto ludico e innovativo fu oscurato fatalmente dalla sinistra ombra del conflitto mondiale.
Lo spettacolo, nato nel 1998, in collaborazione con la Fondazione Mazzotta, in occasione di una mostra sul Futurismo allestita dalla Fondazione stessa, è preceduto, alle ore 20.30, da un incontro - aperto a tutti - con Gabriele Mazzotta.
La Masterclass è dedicata agli studenti universitari e alle scuole di teatro.


LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (Via Rivoli 6 – M2 Lanza) - martedì 8 luglio 2008, ore 20.30
Vespe d’artificio
Il Futurismo da Stravinskij a Petrolini
Opera da camera scritta e musicata da Luigi Maio
con Luigi Maio (il Musicattore), Enrico Grillotti (pianoforte)
in collaborazione con Fondazione Mazzotta

Durata: un’ora

Informazioni e prenotazioni zanolir@piccoloteatromilano.it tel: 0272333405

CALENDARIO:

Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova
Teatro Strehler, retropalco - 9 luglio, ore 19.30; 10 luglio, ore 16.00
Ivona, Principessa di Borgogna
di Witold Gombrovicz, regia di Anna Laura Messeri

Scuola del Piccolo Teatro di Milano
Teatro Studio - 10 e 11 luglio, ore 19.30
Futur…azione a crepapelle
regia di Emanuele De Checchi


Con il contributo di


Milano, 7 luglio 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Due nuovi appuntamenti alla “Casa delle Scuole di Teatro”
Dalla Cina e dall’Ungheria, sguardo sui classici
I giovani attori di Shanghai rivisitano Sofocle quelli di Budapest Shakespeare

Doppio appuntamento, domenica 6 luglio, con la “Casa delle Scuole di Teatro”. La rassegna, ideata da Luca Ronconi e giunta alla sua quarta edizione, ospiterà l’Accademia di Teatro di Shanghai che presenterà Heavenly Kindness and Han e l’Università di Cinema e Teatro di Budapest con Vuotami il Pitale.
Heavenly Kindness and Han. L’Accademia di Teatro di Shanghai, una delle scuole più antiche della Cina, presenterà al pubblico della Masterclass un saggio del proprio metodo di studio. Heavenly Kindness and Ham rielabora l’Antigone di Sofocle riadattando i personaggi e le vicissitudini della tragedia classica allo stile recitativo, alle ambientazioni, ai suoni e ai costumi della tradizione operistica cinese. Gli studenti, attraverso un lavoro di sperimentazione di tutte le combinazioni possibili, hanno lavorato per far affiorare la profonda umanità insita nei rapporti che legano i personaggi di Sofocle. La presenza degli allievi dell’Accademia di Teatro di Shanghai rientra in un progetto di scambio avviatosi nel corso di una lunga tournée cinese dell’Arlecchino strehleriano.

LA SCHEDA
Area lavoro, Piccolo Teatro Strehler (L.go Greppi – M2 Lanza) 6 e 8 luglio 2008
Teatro Studio (Via Rivoli 6 – M2 Lanza) 7 luglio 2008
Heavenly Kindness and Han
un testo originale cinese ispirato al mito greco
scritto da Sun Huizhu (William)
e Yu Dongtian
regia Qian Zheng (Cash)
scene Zhu Yongjun
costumi Qin Wenbao
luci Shen Qian
direttore di produzione Zhang Jun
con (in ordine di locandina)
Wang Con gran, Song Bo, Li Jin, Wang Yi, Ji Yi, Guo Tongtong, Tang Xiaosong, Fu Ran

Orari
sabato 5 luglio ore 17:00
domenica 6 luglio ore 16:00
lunedì 7 luglio ore 19:30
martedì 8 luglio ore 16:00
giovedì 10 luglio ore 14:00
durata 1 ora e 30 minuti.

Vuotami il Pitale. Gli attori del quarto anno di studi dell’Università di Cinema e Teatro di Budapest, guidati da due dei più importanti registi ungheresi – Gábor Zsámbéki e Sándor Zsótér – presentano Vuotami il Pitale, un insieme di scene in cui i protagonisti raccontano se stessi attraverso parti dell’Enrico IV, Enrico V, Enrico VI e del Riccardo III di Shakespeare. La selezione operata dalle “king plays” shakespeariane non è costituita da riassunti parziali delle opere, bensì prevede scene, sia conosciute che secondarie, che propongono soprattutto i risvolti popolari di questi drammi storici.

LA SCHEDA
Teatro Studio (Via Rivoli 6 – M2 Lanza) 6 - 7 luglio 2008
Vuotami il Pitale
regia Gábor Zsámbéki
interpreti (in ordine alfabetico)
Bálint Adorjáni, István Dankó, Tímea Erdélyi, Ádám Földi, Marina Gera, Mátyás Lazók,
Attila László, Piroska Mészáros, Ákos Orosz, Péter Orth, Natasa Stork, Emilia Szabó,
Péter Pál Szucs, Réka Tenki

Orari
domenica 6 luglio ore 19:30
lunedì 7 luglio ore 16:00
durata 2 ore

Informazioni e prenotazioni zanolir@piccoloteatromilano.it tel: 0272333405

CALENDARIO


Teatro Studio - 8 luglio 2008, ore 20.30
Vespe d'Artificio
Il futurismo da Stravinskij a Petrolini
opera da camera scritta e musicata da Luigi Maio
con Luigi Maio, al pianoforte Enrico Grilletti

Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova
Teatro Strehler, retropalco - 9 luglio, ore 19.30; 10 luglio, ore 16.00
Ivona, Principessa di Borgogna
di Witold Gombrovicz, regia di Anna Laura Messeri

Scuola del Piccolo Teatro di Milano
Teatro Studio - 10 e 11 luglio, ore 19.30
Futur…azione a crepapelle
regia di Emanuele De Checchi
Con il contributo di


Milano, 4 luglio 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Terzo appuntamento con la “ Casa delle Scuole
di Teatro”, rassegna ideata da Luca Ronconi

2010. Il Futuro del Futuro del Futurismo
In scena gli allievi della Scuola “Paolo Grassi”

Terzo appuntamento, domani 2 luglio, con la rassegna “Casa delle Scuole di Teatro”. A calcare il palcoscenico del Piccolo Teatro Studio sarà la Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano con l’opera 2010. Il Futuro del Futuro del Futurismo. Lo spettacolo, in collaborazione con l’Accademia Internazionale della Musica e sotto la guida artistica di Cesc Gelabert, Lidia Azzopardi, Fabrizio Palla, Luciana Melis e Franco Brambilla, è suddiviso in due parti e si propone di ripercorrere i canoni della serata futurista attraverso dei frammenti scenici sintetici e non lineari. Una riflessione sul Futurismo in rapporto al XXI secolo che porta inevitabilmente ad una domanda: che futuro può avere chi vive in quel mondo teorizzato da Marinetti? Uno spettacolo ironico e senza pudori dove l’azione scenica si mescola alla danza e alla musica in uno sguardo collettivo e generazionale sulla nostra epoca.
La tematica futurista, già affrontata dalla Scuola di Teatro dell’Università di Toronto (University of Toronto – College Drama Program), sarà riproposta anche da Luigi Maio con lo spettacolo Vespe d’Artificio (in collaborazione con la Fondazione Mazzotta), con un’introduzione sul tema di Gabriele Mazzotta.
La “Casa delle Scuole di Teatro” proseguirà fino al 11 luglio con gli spettacoli della Scuola del Piccolo Teatro di Milano, della Shanghai Theatre Academy, dell’Università di Cinema e Teatro di Budapest e della Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova.
La Masterclass è dedicata agli studenti universitari e alle scuole di teatro.


LA SCHEDA

Teatro Studio (Via Rivoli 6 – M2 Lanza) - il 2 e il 4luglio 2008
Il Futuro del Futuro del Futurismo
Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi
in collaborazione con
Accademia Internazionale della Musica
e in collaborazione con
Fondazione TPE/Festival Teatro a Corte 08, Amat/Fondazione Teatro della Fortuna di Fano,
Armunia e con il patrocinio di Fondazione Cariplo

Parte I: danza musica e figure
“Il futuro è in ritardo” coreografia di Cesc Gelabert e Lidia Azzopardi - III corso teatrodanza
“Pereppepperodepero” variazioni sul nero a cura di Fabrizio Palla - I corso tecnici di palcoscenico
“Un volo (an)egato” coreografia di Luciana Melis - II corso teatrodanza
“Frammenti musicali” - biennio di specializzazione in timpani e percussioni, corso di musica elettronica, corso di composizione,
corso di musica da camera dell’Accademia Internazionale della Musica
“100/ di zero9” a cura di Franco Brambilla - II corso attori

Parte II: teatro
“Expoi” fantasia sul futuro ideata, scritta, diretta, interpretata e prodotta dagli allievi dei corsi di regia, drammaturgia, attori, organizzazione, studio permanente insieme agli allievi del corso di musica elettronica dell’Accademia Internazionale della Musica



Orari:
I parte: danza musica e figure mercoledì 2 luglio, ore 19.30
II parte: teatro venerdì 4 luglio, ore 19.30
durata I parte 2 ore con intervallo, II parte 1 ora e 40 minuti senza intervallo.

Informazioni e prenotazioni zanolir@piccoloteatromilano.it tel: 0272333405


CALENDARIO



Scuola del Piccolo Teatro di Milano
Teatro Strehler, retropalco - 3 luglio, ore 15.30 e 19.30; 4 luglio, ore 16.00
Opera Seria
di Ranieri de’ Calzabigi, regia di Luca Ronconi (ripresa di Emanuele De Checchi)

Shanghai Theatre Academy
Teatro Strehler, retropalco - 6 luglio, ore 16.00; 7 luglio, ore 19.30; 8 luglio, ore 16.00
Heavenly Kindness and Han
testo originale ispirato all’Antigone di Sofocle

Università di Cinema e Teatro, Budapest
Teatro Studio - 6 luglio, ore 19.30; 7 luglio, ore 16.00
Vuotami il pitale
studio su Shakespeare, regia di Gàbor Zsàmbéki

Teatro Studio - 8 luglio 2008, ore 20.30
Vespe d'Artificio
Il futurismo da Stravinskij a Petrolini
opera da camera scritta e musicata da Luigi Maio
con Luigi Maio, al pianoforte Enrico Grilletti

Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova
Teatro Strehler, retropalco - 9 luglio, ore 19.30; 10 luglio, ore 16.00
Ivona, Principessa di Borgogna
di Witold Gombrovicz, regia di Anna Laura Messeri

Scuola del Piccolo Teatro di Milano
Teatro Studio - 10 e 11 luglio, ore 19.30
Futur…azione a crepapelle
regia di Emanuele De Checchi

Milano, 1 luglio 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA


Il 28 giugno al Piccolo Teatro Studio va in scena
Rose d’autunno, un’antologia delle opere di Cechov

Gli allievi del Piccolo diventano professionisti

Saggio finale del Corso “Bertolt Brecht” della Scuola diretta da Luca Ronconi

Secondo appuntamento, sabato 28 giugno, con la rassegna “Casa delle Scuole di Teatro”: la Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Luca Ronconi presenterà Rose d’autunno, un'antologia di brani tratti da alcuni dei testi più celebri di Anton Cechov: Zio Vanja, Il giardino dei ciliegi, Le tre sorelle, Il gabbiano. Quattro opere che hanno fatto la storia del teatro, pagine immortali riunite sotto un unico titolo tratto dal III atto di Zio Vanja. Cechov, autore da sempre protagonista del terzo anno di studi della Scuola di Teatro del Piccolo, diventa il "banco di prova" per gli allievi del corso “Bertolt Brecht” che in questa occasione affrontano lo spettacolo conclusivo del loro ciclo di studi sotto il coordinamento didattico e registico di Enrico D'Amato. Lo spettacolo sarà in scena fino al 30 giugno. La Scuola del Piccolo Teatro sarà protagonista della rassegna anche nei giorni successivi con le rappresentazioni di Opera Seria di Ranieri de’ Calzabigi per la regia di Luca Ronconi (ripresa da Emanuele De Checchi), il 3 e 4 luglio, e di Futur…azione a crepapelle per la regia di Emanuele De Checchi, il 10 e 11 luglio. La Casa delle Scuole di Teatro proseguirà fino all’ 11 luglio spaziando da Sofocle alla poetica futurista nelle rappresentazioni delle sei scuole partecipanti: oltre alla Scuola del Piccolo e alla Scuola di Teatro dell’Università di Toronto (University of Toronto – College Drama Program), la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, la Shanghai Theatre Academy, l’Università di Cinema e Teatro di Budapest e la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova. Un approfondimento sul tema del Futurismo sarà affidato allo spettacolo di Luigi Maio Vespe d’Artificio (in collaborazione con la Fondazione Mazzotta), con un’introduzione sul tema di Gabriele Mazzotta. La Masterclass è dedicata agli studenti universitari e alle scuole di teatro.

LA SCHEDA

Teatro Studio (Via Rivoli 6 – M2 Lanza) - dal 28 al 30 giugno 2008, ore 18.00
Rose d’Autunno
da Anton Cechov, regia Enrico D’Amato, scene e costumi Luisa Spinatelli, luci Claudio De Pace

Il Gabbiano
di Anton Cechov, traduzione Angelo Maria Ripellino

Personaggi Interpreti
Irina Akràdina, attrice Marcella Favilla
Kostantin, suo figlio Gabriele Falsetta
Piotr Sorin, fratello di Irina Riccardo Ripani
Nina Clio Cipolletta
Sciamraiev, amministratore di Sorin Paolo Garghentino
Polina, sua moglie Laura Dell’Albani
Mascia, loro figlia Caterina Bajetta, Francesca Puglisi
Borìs Trigorin, scrittore Ivan Alovisio
Dorn, medico Eugenio Olivieri
Miedvièdienko, maestro di scuola Fabrizio Martorelli

Zio Vanja
di Anton Cechov, traduzione Angelo Maria Ripellino

Personaggi Interpreti
Alexandr Sieriebriakòv, professore in pensione Ettore Colombo
Elena, sua moglie Elisabetta Fusari
Sonia, figlia di primo letto di Sieriebriakòv Stella Piccioni
Zio Vanja Andrea Luini
Maria, sua madre Silvia Pietta
Astrov, medico Gabriele Falsetta
Ilià Tielieghin, possidente caduto in miseria Luca Nucera
Marina, vecchia balia Marcella Favilla

Il Giardino dei Ciliegi
di Anton Cechov, traduzione Luigi Lunari, Giorgio Strehler

Personaggi Interpreti
Liubòv Ranièvskaia, possidente Silvia Pernarella
Ania, sua figlia Clio Cipolletta
Varia, sua figlia adottiva Caterina Bajetta, Francesca Puglisi
Leonìd Gaiev, fratello di Liubòv Andrea Germani
Lopachin, mercante Andrea Coppone, Paolo Garghentino
Piotr Trofimov, studente Ettore Colombo
Simeonov Pistcik, possidente Fabrizio Martorelli
Charlotta, governante Nicol Quaglia
Iepichodov, contabile Luca Nucera
Duniascia, cameriera Laura Dell’Albani
Firs, vecchio maggiordomo Riccardo Ripani
Iascia, cameriere Andrea Coppone, Paolo Garghentino
Un viandante Emanuele Banchio

Tre Sorelle
di Anton Cechov, traduzione di Gerardo Guerrieri

Personaggi Interpreti
Andrei Prosorov Andrea Luini
Natasha, sua moglie Beatrice Niero
Olga, sorella di Andriei Silvia Pietta
Mascia, sorella di Andrei Silvia Degrandi
Irina, sorella di Andrei Camilla Semino Favro
Fiodor Kulighin, professore di ginnasio, marito di Mascia Giuseppe Sartori
Vierscìnin, colonnello Ivan Alovisio
Nicolai Tusenbach, barone, ex tenente Nicola Mingarelli
Solioni, capitano Eugenio Olivieri
Ivan Cebutykin, ufficiale medico Andrea Germani
Fedotik, sottotenente Luca Nucera
Ferapònt, vecchio usciere del consorzio Emanuele Banchio
Anfisa, vecchia balia Laura Dell’Albani

Foto di scena Attilio Marasco

Orari: ore 18 – 23.30 con un intervallo di un’ora
Informazioni e prenotazioni: zanolir@piccoloteatromilano.it; tel 0272333405





CALENDARIO


Scuola del Piccolo Teatro di Milano
Teatro Strehler, retropalco - 3 luglio, ore 15.30 e 19.30; 4 luglio, ore 16.00
Opera Seria
di Ranieri de’ Calzabigi, regia di Luca Ronconi (ripresa di Emanuele De Checchi)

Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi
Teatro Studio - 2 luglio, ore 19.30 (I parte); 4 luglio ore 19.30 (II parte )
2010. Il Futuro del futuro del Futurismo
I parte: danza, musica e figure - II parte: teatro

Shanghai Theatre Academy
Teatro Strehler, retropalco - 6 luglio, ore 16.00; 7 luglio, ore 19.30; 8 luglio, ore 16.00
Heavenly Kindness and Han
testo originale ispirato all’Antigone di Sofocle

Università di Cinema e Teatro, Budapest
Teatro Studio - 6 luglio, ore 19.30; 7 luglio, ore 16.00
Vuotami il pitale
studio su Shakespeare, regia di Gàbor Zsàmbéki

Teatro Studio - 8 luglio 2008, ore 20.30
Vespe d'Artificio
Il futurismo da Stravinskij a Petrolini
opera da camera scritta e musicata da Luigi Maio
con Luigi Maio, al pianoforte Enrico Grilletti

Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova
Teatro Strehler, retropalco - 9 luglio, ore 19.30; 10 luglio, ore 16.00
Ivona, Principessa di Borgogna
di Witold Gombrovicz, regia di Anna Laura Messeri

Scuola del Piccolo Teatro di Milano
Teatro Studio - 10 e 11 luglio, ore 19.30
Futur…azione a crepapelle
regia di Emanuele De Checchi


Con il contributo di

Milano, 26 giugno 2008
Altre Informazioni sul compositore Nino Rota
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA


Ultimo appuntamento con la rassegna “Jazz al Piccolo”,
lunedì 16 giugno, ore 21, al Teatro Studio

La Civica Jazz Band diretta da Enrico Intra rende omaggio alle musiche di Nino Rota


Si conclude l’edizione del decennale di una rassegna unica nel panorama nazionale quale Orchestra Senza Confini, che presenta l’ennesima produzione originale di questa stagione: il concerto dedicato a Nino Rota, centrato sull’esecuzione, in chiave jazzistica e per big band, di pagine non solo entrate nella storia musicale del ‘900, ma anche nella memoria collettiva. La musica scritta dal grande compositore italiano per i film di Federico Fellini e per tanti altri autori di cinema ha infatti caratterizzato le stesse pellicole a cui doveva dare un suono musicale, diventandone parte integrante e rafforzandone anche il contenuto poetico. Una musica che ha ispirato più volte i musicisti di tutto il mondo, rivelandosi particolarmente congeniale al pensiero jazzistico, con in più il pregio di essere duttile senza perdere mai la propria identità e riconoscibilità. La Civica Jazz Band porta dunque la musica di Rota all’interno del proprio mondo espressivo, aperto alle sollecitazioni di un vasto e molteplice universo sonoro, attraverso gli arrangiamenti e gli adattamenti di pezzi arcinoti realizzati da musicisti italiani contemporanei, in primo luogo da Roberto Rossi. Primo trombone della Civica Jazz band, il quarantacinquenne jazzista di Rimini è uno degli attuali punti di riferimento del trombone jazz europeo, uno strumentista di livello assoluto a cui nulla sembra precluso sul piano tecnico e che ha collaborato in una miriade di contesti musicali, affiancando i migliori musicisti italiani e molti grandi esponenti del jazz americano ed europeo. Il suo modo di suonare rivela una duttilità sorprendente, che lo porta a suonare con personalità in qualsiasi contesto stilistico, ivi compresa la musica di tradizione accademica. Maestro nell’uso delle sordine, Rossi è uno di quei musicisti capaci di affrontare il linguaggio del jazz con una visione a 360°, anche se predilige la dimensione espressiva del modern mainstream.

NINO ROTA SOUND
1a esecuzione assoluta

Programma
Amarcord
Parla più piano
La strada
Maramao perché sei morto
La dolce vita
Valzer del commiato
La passerella

Arrangiamenti di Roberto Rossi, Gigi Grata, Francesca Petrolo, Fabio Petretti
Adattamenti e Orchestrazione Roberto Rossi


CIVICA JAZZ BAND
Emilio Soana tromba
Roberto Rossi trombone
Giulio Visibelli sassofoni
Lucio Terzano contrabbasso
Tony Arco batteria
e gli studenti dei Civici Corsi di jazz dell’Accademia Internazionale della Musica di Milano

direttore ENRICO INTRA

Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

Ingresso 15 euro
Per informazioni e prenotazioni tel. 848800304
(chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)

Main sponsor della manifestazione
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

“Try Cream Pie!” al Piccolo Teatro Studio giovedì 12 giugno.
Dalle 20.30 a mezzanotte un singolare esperimento nel quale gli spettatori saranno accompagnati uno a uno in una sorta di boudoir letterario

Incontri con l’autore… nel letto con l’attore


Un triangolo intimo tra autore, attore e spettatore per raccontare l’amore, il desiderio, la passione e le loro mille declinazioni attraverso le voci e le vite di grandi autori del Novecento. Appena conclusa la kermesse cinematografica che ha animato per una settimana la sala e il sagrato dello Strehler, il Piccolo Teatro di Milano e il Festival MIX di Cinema Gaylesbico e Queer Culture 2008 ribadiscono la vitalità dell’intreccio tra cinema e teatro, sperimentato per la prima volta quest’anno, presentando, giovedì 12 giugno, al Teatro Studio un singolare esperimento di rappresentazione in plurisequenza “Try Crem Pie!”.
L’allestimento scenico è rappresentato da dodici letti con struttura a baldacchino dove giacciono sdraiati i dodici protagonisti dello spettacolo che rappresentano ciascuno uno scrittore o un personaggio di un’opera letteraria del Novecento: Oscar Wilde e Il ritratto di Dorian Gray, Walt Withman con Chiunque tu sia che ora mi tieni in mano, Jean Genet con Querelle de Brest e Il condannato a morte, Pasolini con Petrolio, David Leavitt con La lingua perduta delle gru, Fassbinder con Le lacrime amare di Petra von Kant, Lorca e I sonetti dell’amore oscuro, Anais Nin e La casa dell’incesto, Steven Berkoff con East, Melania Mazzucco e Il bacio della medusa e, per finire, Allen Ginsberg.
Diavoli, angeli, una sirena e il suo ammaliante richiamo accompagnano il pubblico in questo eccitante e ambiguo viaggio in una sorta di boudoir letterario che vedrà i visitatori avventurarsi uno ad uno nei letti, per ascoltare, fino a mezzanotte inoltrata, i sussurri proibiti del cuore.



LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli – M2 Lanza) – giovedì 12 giugno 2008
Try Cream Pie!
progetto Animanera
regia Aldo Cassano
costumi Lucia Lapolla, luci Monia Giannobile
drammaturgia Antonio Spitalieri, Elena Cerasetti
musiche Luigi Galmozzi
Collaborazioni Michele Masiero, Francesco Annarumma Mar de Flors

Lo spettacolo è articolato in 8 sequenze della durata di mezz’ora ciascuna.
(inizio ore 20.30 – 21.00 – 21.30 – 22.00 – 22.30 – 23.00 – 23.30 – 24.00)

Ingresso 10 euro


Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana).

www.piccoloteatro.org

Milano, 10 giugno 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

“La ballata del carcere di Reading” di Oscar Wilde
con la regia di Elio De Capitani al Piccolo Teatro Studio dal 7all’11 giugno

Umberto Orsini e Giovanna Marini
una ballata di dolore e di bellezza

Umberto Orsini e Giovanna Marini, binomio artistico insolito e suggestivo, danno voce al grido disperato dei carcerati ma soprattutto alla loro struggente ansia d’amore. Queste le note e gli accenti della Ballata del carcere di Reading, in scena al Piccolo Teatro Studio dal 7 all’11 giugno 2008: Umberto Orsini recita il testo nella traduzione e nell’adattamento da lui stesso curato con il regista Elio De Capitani e, Giovanna Marini, con la sua musica colta e popolare, interpreta brani tratti dalla ballata originale.
Nel 1895 Oscar Wilde viene condannato a due anni di carcere duro e lavori forzati per “grave immoralità”. Una tragica esperienza che segna irrimediabilmente lo scrittore, minando la sua salute, costringendolo, dopo aver scontato la pena, ad allontanarsi dalla “buona società” che fino ad allora lo aveva accolto e vezzeggiato, ma soprattutto rendendolo incapace di dedicarsi alla sua arte. Dopo la scarcerazione e fino alla morte, che lo coglie a Parigi nel novembre del 1900, Wilde non pubblica più alcuna opera. Di questi anni di dura solitudine, miseria e alcolismo, rimane La Ballata del carcere di Reading, un atto d’accusa contro la cosiddetta giustizia inglese. Testimone della brutalità del carcere, lo scrittore, attraverso il racconto degli ultimi giorni di vita di un condannato a morte, denuncia gli orrori cui aveva assistito e la profonda ingiustizia di uno stato che si arroga il diritto di togliere la vita. Un canto di bellezza e desiderio, rabbia e dolore, in una creazione che nella forma del recital riesce a trovare l’intreccio tra musica, canzoni e parole. Giovanna Marini e Umberto Orsini, due artisti dai percorsi differenti, si incontrano per dar vita a uno spettacolo casto e forte creato su misura per loro due: lei con la chitarra e la musica, lui con la voce e le parole del poeta. Le cinque ballate composte dalla Marini per l’occasione rivelano, con altrettante citazioni di stili musicali, dai Beatles a Schubert, gli accenti agrodolci del testo di Wilde, introducono la parola di Orsini, a volte si accavallano sovrapponendosi a testimoniare i pensieri dell’autore. La regia valorizza le zone d’ombra e di luce che dal testo affiorano, studiando un percorso geometrico che rappresenta il viaggio della mente e il cammino dello sguardo che si trasforma in parola e in emozione.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli – M2 Lanza) – dal 7 all’11 giugno 2008
La ballata del carcere di Reading
di Oscar Wilde, traduzione e adattamento Elio De Capitani e Umberto Orsini
con Umberto Orsini e Giovanna Marini
regia Elio De Capitani, musiche Giovanna Marini
luci Robert John Resteghini, elettricista Fabio Sgommino Berselli, suono Marco Olivieri
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

foto di scena Rolando Paolo Guerzoni

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì ore 20.30; domenica ore 16. Lunedì riposo.
Durata: un’ora
Prezzi: platea euro 23,50, balconata euro 20,50
Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana). www.piccoloteatro.org

Milano, 3 giugno 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA


Al Piccolo Teatro Studio dal 3 al 6 giugno gli Attori Permanenti
del Teatro Stabile di Torino diretti da Walter Le Moli e Karina Arutyunyan


“The Changeling” (Gli Incostanti), classico del Seicento
Riflessioni sul potere, la follia, l’amore


Dopo Antigone, gli Attori Permanenti del Teatro Stabile di Torino tornano sul palcoscenico del Piccolo Teatro Studio – dal 3 al 6 giugno – a confrontarsi con i temi del potere, della follia, dell’amore. Diretti questa volta, insieme a Walter Le Moli, da Karina Arutyunyan, presentano l’allestimento di uno dei più affascinanti “classici” prodotti dal teatro inglese del primo Seicento, The Changeling (Gli incostanti) di Thomas Middleton e William Rowley, tragedia già nota al pubblico italiano col titolo I lunatici.
Affascinante sin dal titolo, denso di incostanza e volubilità, l’opera, scritta a quattro mani in pieno clima giacomiano (1622-1624), ispirata ad una novella di John Reynolds, racconta uno dei grandi temi del Rinascimento poi esaltato dal Barocco, ovvero quello della follia d’amore: amore inteso come forza magica, come folle dialettica tra desiderio spirituale e passione carnale.
Ma non solo: radiografando con scientifica precisione questi evanescenti - eppure potentissimi - personaggi, ci si imbatte in un mondo oscuro e folle, in cui le pulsioni sfrenate, intrecciate e giustapposte sullo sfondo di quel manicomio universale che è la vita, in virtù di uno stile secco ed efficace che coniuga sapientemente visionarietà ed esattezza, non si limitano a fornire una fosca cronaca del tempo, ma arrivano a tratteggiare un’aspra acquaforte della società loro contemporanea di sconcertante attualità. Protagonisti dell’universo squilibrato tratteggiato da Middleton e Rowley, in cui si è spento ogni barlume di intelletto, Beatrìz-Juana, De Flores e Antonio nel drammatico annodarsi dei loro sconvolti e smodati appetiti non ci parlano soltanto degli incubi dell’incipiente Barocco, ma offrono un’agghiacciante fotografia del presente, tramato di voglie bestiali e primitive. Non per nulla, tramontata la fortuna secentesca, dopo secoli di silenzio, The Changeling rinasce sulle scene britanniche negli anni Cinquanta del secolo scorso, proprio in concomitanza con le prime affermazioni di quella drammaturgia “arrabbiata” inglese - sviluppatasi poi per circa cinquant’anni fino ai recenti prodotti dei “new hungry young men” - che fa della volubile giostra di ogni genere di eccesso e bramosia la più fedele messa in scena della società contemporanea.




LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (largo Greppi – M2 Lanza) - dal 3 al 6 giugno 2008
The Changeling (Gli Incostanti)
di Thomas Middleton e William Rowley
traduzione Luca Fontana
con Francesco Acquaroli, Alessandro Averone, Noemi Condorelli, Paola De Crescenzo,
Michele de’ Marchi, Francesco Martino, Franca Penone, Maurizio Rippa, Massimiliano Sbarsi,
Maria Grazia Solano, Giovanni Battista Storti, Antonio Tintis, Marco Toloni, Nanni Tormen



musicisti Alberto Capellaro (violoncello), Marina Martianova (violino), Cecilia Novarino (clavicembalo)
direzione Karina Arutyunyan e Walter Le Moli
scene Tiziano Santi
costumi Vera Marzot
musiche Alessandro Nidi
luci Claudio Coloretti
produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino,
con Fondazione Teatro Due e Teatro di Roma per la produzione originale.


foto di scena Tommaso Le Pera


Orari: martedì ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30

Prezzi: platea euro 23,50 - balconata euro 20,50
Durata: 2 ore e ‘40

Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)
www.piccoloteatro.org


Milano, 30 maggio 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Studio, dal 13 maggio, “Il re muore”
prodotto dal Biondo di Palermo, con la regia di Pietro Carriglio

L’ “apprendistato della morte”
secondo Ionesco

Definita dallo stesso autore un “apprendistato della morte”, Il re muore è considerato uno dei capolavori della letteratura drammatica moderna. Ionesco vi affronta il tema più inquietante ed enigmatico per ogni essere umano: un evento ineluttabile che si tende a non prendere in considerazione, quasi che il non pensarci possa costituire una sorta di garanzia di vita eterna. Così, afferma Ionesco, l’individuo arriva alla morte inevitabilmente impreparato e anche un Re, in quanto uomo, può sperimentare questa angoscia.
Scritto di getto dopo avere subito una grave operazione chirurgica e rappresentato per la prima volta nel 1962, Il re muore è dunque, per ammissione dello stesso autore, un modo per esorcizzare la paura della morte.
Per farlo, Ionesco sceglie l’arma dell’ironia e del grottesco, trasformando una situazione di per sé tragica in comica. Messo al corrente dalla moglie e dal medico, nonché astrologo di corte, della propria morte imminente, Re Berénger rifiuta di ammettere la propria agonia, poi cerca di ribellarsi, non solo contro l’ineluttabilità della propria fine, ma anche contro se stesso, che non ha mai riflettuto sulla propria condizione. Infine giunge l’accettazione, l’unica arma che l’uomo possiede per sconfiggere realmente la morte.
Tre i momenti principali dello spettacolo: il primo si svolge in assenza del Re, mentre le sue due mogli, la cameriera e una guardia ricevono la conferma della prossima ed inevitabile sua morte; nel secondo, è lo stesso Bérenger, a ricevere la notizia della propria morte imminente; il terzo ci introduce nel cuore del dramma attraverso le tappe dell’agonia regale, quando i diversi personaggi cercano di far abdicare di propria volontà il sovrano. Alla fine, il mondo – la scena – scompare nello stesso momento in cui il Re muore.
Nello Mascia è il protagonista di questa nuova edizione del dramma di Ionesco, che il regista Pietro Carriglio immagina come metafora del teatro, scenario privilegiato per raccontare la crisi della modernità, innestata sulle macerie del teatro beckettiano.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza) – dal 13 al 25 maggio 2008
Il re muore
di Eugène Ionesco, traduzione Edoardo Sanguineti
regia Pietro Carriglio
scene e costumi Maurizio Balò, luci Gigi Saccomandi, musiche Matteo D’Amico
con Nello Mascia, Alvia Reale, Eva Drammis, Aldo Ralli, Fiorenza Brogi, Sergio Basile
produzione Teatro Biondo Stabile di Palermo

Foto di scena Tommaso Le Pera

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; Lunedì riposo.
Domenica 18 e 25 maggio ore 16.00 e 20.30

Prezzi: platea euro 31,00, balconata euro 24,50
Durata 1 ora e ‘30

Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)
www.piccoloteatro.org
Milano, 8 maggio 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Studio dal 29 aprile all’11 maggio
Trent’anni dopo, i 55 giorni che sconvolsero l’Italia

Aldo Moro: una tragedia italiana
Spettacolo con Paolo Bonacelli messo in scena da Giorgio Ferrara

Sedici marzo 1978: Aldo Moro viene sequestrato dalle Brigate Rosse. Nove maggio 1978: l’uomo politico è assassinato. Cinquantacinque giorni che l’Italia non potrà mai dimenticare, 55 giorni in cui lo Stato è tenuto in scacco dal terrorismo, 55 giorni nei quali il dibattito politico si è trasformato in conflitto etico: cedere al ricatto od opporsi con forza; salvare la vita di un uomo o salvare lo Stato. Una vicenda tragica, nel senso greco del termine, un conflitto senza soluzione possibile, che non sia quella stabilita dal fato: il dilemma di Antigone: Polis contro Pietas. Oggi, a trent’anni di distanza, la tragedia di Aldo Moro rivive sulle scene teatrali, in uno spettacolo che ripercorre, dal punto di vista dell’uomo politico, o più semplicemente dell’uomo, i giorni del sequestro, della prigionia, della morte.
Lo spettacolo, scritto da Corrado Augias e Vladimiro Polchi, regia di Giorgio Ferrara, è costruito sulle lettere che Moro scrisse agli amici del partito, al Papa, ai familiari. Lettere in cui alterna momenti di speranza ad altri di disperazione, tra ricordi privati e raccomandazioni di incombenze quotidiane, tra accuse di errori ed omissioni e ringraziamenti agli amici.
Sulla scena le parole di Aldo Moro saranno interpretate da Paolo Bonacelli, mentre una voce narrante si alternerà al racconto in prima persona con citazioni, materiali d’archivio, comunicati ufficiali delle Br.
Il tutto scandito da immagini tratte da telegiornali d’epoca e dai film di Bellocchio, Ferrara e Martinelli.


Corrado Augias e Paolo Bonacelli incontrano il pubblico, al Piccolo Teatro Studio,
venerdì 9 maggio, ore 17. L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti.


LA SCHEDA

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza) – dal 29 aprile all’11 maggio 2008
Aldo Moro. Una tragedia italiana
di Corrado Augias e Vladimiro Polchi
con Paolo Bonacelli, Lorenzo Amato
musica Marcello Panni, scene Gianni Silvestri, luci Mario Loprevite, costumi Alessandra Giuri
regia Giorgio Ferrara
produzione Teatro Stabile della Sardegna, Teatro Eliseo di Roma
Foto di scena Tommaso Le Pera

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00. Lunedì riposo.
Giovedì 1 maggio riposo. Mercoledì 7 maggio ore 15 (pomeridiana per le scuole) e 20.30.
Venerdì 9 maggio ore 15 (pomeridiana per le scuole)

Prezzi: platea euro 23,50, balconata euro 20,50
Durata 1 ora e ‘20

Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)
www.piccoloteatro.org

Milano, 23 aprile 2008
COMUNCATO STAMPA
maggio 2008
SULUTUMANA
in concerto
mercoledì 23 aprile, h 21.00
Piccolo Teatro di Milano - Teatro Studio
via Rivoli, 6 (l.go Greppi) – Milano
presentano il nuovo cd
ARIMO
In uscita il 2 maggio

Mercoledì 23 aprile alle ore 21.00, i Sulutumana, vincitori del Premio Tenco nel 2000, ritornano nella prestigiosa cornice del Teatro Studio, per presentare in anteprima il loro nuovo cd Arimo, in tutti i negozi dal 2 di maggio.

Il termine Arimo è l’abbreviazione di arimortis: un’indicazione sacra di tregua (dal latino arae mortis, ovvero gli altari della morte elevati al termine della battaglia per onorare i caduti) rimasta ormai soltanto nel linguaggio dei bambini per indicare una pausa, un sospiro di sollievo durante il gioco. I Sulutumana se ne sono appropriati e ne hanno celebrato la sostanza con un disco in cui ci raccontano delle storie: alcune ispirate agli scritti dell’amico e scrittore Andrea Vitali, altre nate sulla base di sceneggiature teatrali, altre ancora dai racconti di persone ordinarie che hanno, purtroppo, vissuto esperienze straordinarie di morte e guerra e, ancora, in Arimo si canta di vita, di addii, di sole, nebbia e temporali come moti di un animo solo.
Storie intimiste ma sempre in sintonia con il mondo, le “vicende” di Arimo hanno per protagonisti uomini che hanno avuto il coraggio di scegliere la propria direzione e che vogliono essere un esempio per chi quella direzione la sta ancora cercando…un monito alla riflessione, a quella stasi attiva a cui coraggiosamente abbandonarsi gridando “Arimo”, per riprendere, poi, con maggiore determinazione il “gioco” secondo le proprie regole e con un po’ di fiato in più.

L’intimità della scena teatrale, la prossimità fisica con il pubblico, da qui la scelta di un luogo raccolto e caldo come il Teatro Studio, sono parte integrante di uno spettacolo che è quasi riduttivo definire solo un concerto…a noi piace considerarla un’opportunità condivisa di pausa consapevole…in cui abbandonarsi e farsi avvolgere da quell’”Arimo” che forse noi adulti dovremmo imparare a praticare un po’ di più.

Biglietti: 15,00 euro

Info: 848800304
www.piccoloteatro.org
COMUNICATO STAMPA

Fårö su Bergman: due film che diventano teatro
Piccolo Teatro Studio, 22 aprile 2008 ore 20.30 - via Rivoli 6, Milano

Una serata tutta teatrale per chiudere Fårö su Bergman, la rassegna dedicata con successo al grande maestro svedese, che come è noto considerava il teatro la sua casa, dove creava i suoi attori in una serie impressionante di regie. E ora al Piccolo Teatro Studio ecco un dittico di letture inscenate da due giovani registi, Sergio Maifredi e Federico Olivetti, che dell’arte bergmaniana si sono già rivelati appassionati cultori. Ora Maifredi dirige al leggio cinque interpreti in Alle soglie della vita, riprendendo le fila di un suo precedente spettacolo riguardante le storie parallele di tre donne in sala parto alle prese con difficili gravidanze. Un’esperienza rivelatrice di drammi nascosti e di un intreccio complesso di fragilità e speranze, che maturano diversamente al cospetto di un evento di tale forza creatrice che si pone sul confine tra la vita e la morte. In Persona, invece, Federico Olivetti, che a Milano aveva già presentato in settembre Sonata d’autunno, riunisce i personaggi principali di Elisabet e Alma in un’unica interprete: due facce cioè di uno stesso volto, (come nel film Bibi Andersson e Liv Ullmann) in un rapporto dove l’una – chiusa in un ostinato silenzio – si nutre delle parole dell’altra che, costretta quasi a parlare in continuazione, si troverà fatalmente prosciugata di fronte a se stessa, con le proprie riposte pulsioni mascherate di finzioni e false credenze.

Letture sceniche

Alle soglie della vita
di Ingmar Bergman e Ulla Isaksson (1958)

Regia di Sergio Maifredi

Interpreti
Valentina Picello (Hjördis)
Lisa Galantini (Cecilia)
Mariella Speranza (Stina)
Giovanna Rossi (Infermiera Brita)
Luca Catanzaro (Ruoli maschili)

Compagnia Teatri Possibili Liguria


Persona
di Ingmar Bergman (1966)

Regia di Federico Olivetti

Interprete
Cecilia Cinardi



Ingresso libero fino a esaurimento posti. Informazioni: Associazione Culturale Dioniso tel. 02.72004100
COMUNICATO STAMPA
LUNEDI’ 14 APRILE, ORE 21

Presso il Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6, Milano) si terrà il quarto concerto della stagione
Jazz al Piccolo – Orchestra Senza Confini, organizzata dall’Associazione Culturale Musica Oggi in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

IL MONDO MUSCALE DI ENRICO INTRA

CIVICA JAZZ BAND
Solisti: Emilio Soana (tromba), Roberto Rossi (trombone), Giulio Visibelli (sassofoni),
Mirko Puglisi (pianoforte), Marco Vaggi e Lucio Terzano (contrabbassi),
Tony Arco (batteria)
e gli studenti dei Civici Corsi di Jazz dell’Accademia Internazionale della Musica

ENRICO INTRA pianoforte

Arrangiamenti e direzione RICCARDO BRAZZALE

Programma
Composizioni originali di Enrico Intra

Classic Jazz
per trio pianoforte/contrabbasso/batteria
(1956)
La strada del petrolio
per orchestra
(1956)
medley da Archetipo:
Riflessi
Pastorale
To Freud
per orchestra
(1969)

Al pianoforte Mirko Puglisi

Mazurka
solo piano
(2005)
Echo
per orchestra
(1991)
Per una serenata
per orchestra
(1984)
Per Donatoni
per orchestra
(1999)
Ragtime
per orchestra
(2007)
Il mi di Corso Venezia
per trio pianoforte/contrabbasso/batteria
(2007)
Bluestop
per orchestra
(2007)
Zawinul
per orchestra
(2007)
Intramood
per orchestra
(1990)

Al pianoforte Enrico Intra

Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

In occasione del decennale di Jazz al Piccolo Teatro – Orchestra Senza Confini, l’appuntamento annuale dedicato alla musica di una grande personalità del jazz è stato dedicato a Enrico Intra, direttore musicale della Civica Jazz Band, protagonista della rassegna. La caratteristica del concerto è quella di realizzare una versione per big band, ma anche con momenti in trio e in piano solo, di pagine storiche e contemporanee che attraversano l’intero percorso artistico dell’artista omaggiato, che vi prende parte anche in veste di solista principale. In questo concerto si potrà così ascoltare uno spaccato delle composizioni di Enrico Intra che interessa un vasto arco temporale, spaziando dagli anni ’50 ai giorni nostri. Un repertorio multiforme e sempre attuale nelle sue coordinate, nel quale si evidenziano qualità compositive di assoluta originalità, pensate per una musica: il jazz, che vive nella performance e richiede una scrittura in grado di essere proiettata nella dimensione estemporanea della creazione artistica. Come tutti i grandi compositori di area jazzistica, le pagine di Intra si caratterizzano per i temi brevi e incisivi, folgoranti e dalla forte personalità, capaci di stimolare l’inventiva dei musicisti, di essere proiettati nella dimensione performativa. Brani che mettono altresì in luce la sua personale visione del jazz, nella quale l’idea “europea”, proveniente dal mondo eurocolto, diventa parte di un linguaggio che non perde mai di vista le caratteristiche più profonde del jazz, il senso del blues, la sua dimensione ritmica e sonora. Riccardo Brazzale, compositore, arrangiatore e musicologo, leader della Lydian Sound Orchestra, ha colto le caratteristiche del linguaggio del grande pianista e compositore milanese, lasciando respirare brani che necessitano di spazio e presentano una magistrale, creativa gestione delle pause, del silenzio. Significativo anche il fatto di far sedere al pianoforte, in alcuni dei pezzi più lontani da noi, un allievo dei Civici Corsi di Jazz: Mirko Puglisi, nel segno della diffusione di un modo di pensare la musica che non può non rivelarsi utile per la riflessione e la ricerca della propria personalità da parte dei giovani musicisti.


Ingresso 15 euro
Per informazioni e prenotazioni
tel. 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana
A T L A N T I

festival di interazioni culturali

presenta


MUSICHE DEL MONDO





Piccolo Teatro - Teatro Studio
Via Rivoli, 6 Milano





Lunedì 7 aprile 2008, ore 21
concerto
TENGIR TOO, KYRGYZ MOUNTAIN MUSIC
Musiche Nomadi dall’Asia Centrale


Lunedì 21 aprile 2008, ore 21
concerto
FATHY SALAMA & SHARKIAT
Il suono del Cairo




con il sostegno di
PROVINCIA DI MILANO – Settore Cultura






A T L A N T I
festival di interazioni culturali




presentano

concerto speciale: musiche nomadi dall’Asia Centrale

Tengir – Too, musica del Kirghizistan
“Gli spiriti ascoltano”

Lunedì 7 aprile 2008, ore 21
Teatro Studio, via Rivoli, 6 - Milano


Dopo l’esordio con la Sufi Night nello scorso dicembre, il secondo appuntamento di ATLANTI - Festival di interazioni culturali presenta un doppio concerto dedicato alle Musiche del mondo (selezione a cura di Fabrizio Guglielmini) al Piccolo Teatro - Teatro Studio di Milano.


I Tengir Too sono uno degli ensemble più noti dell’Asia Centrale, riconosciuti a livello internazionale fra i migliori interpreti delle musiche tradizionali di quest’area.
Il gruppo prende il nome dalla catena montuosa che domina gli altopiani che collegano il Kirghizistan alla Cina, conosciuta anche con il nome cinese di Tian Chan: i monti Celesti.


GENESI DI UNA FORMA D’ARTE
La musica kirghisa affonda le sue radici nella sensibilità dei nomadi che abitano uno spettacolare paesaggio di montagne, laghi e pianure, dove dominano gli elementi naturali. Gli animali, il vento e le gesta degli eroi nomadi rappresentano le fonti d’ispirazione di una straordinaria musica d’arte.
Buona parte dei kirghisi venerano siti a cui sono attribuite qualità e forze spirituali, chiamati mazars, caratterizzati da fenomeni naturali: una sorgente o una grotta, una formazione geologica eccezionale, o curiosità naturalistiche come un albero isolato al centro di una steppa sconfinata.
Questi siti corrispondono spesso al luogo di sepoltura di una santo, un fatto che stabilisce un legame concreto fra la venerazioni dei santi e le offerte agli spiriti.

MUSICISTI SCIAMANI
La forza spirituale dei mazars è stata una fonte d’ispirazione per il virtuoso Rysbek Jumabaev, interprete dei Manas, l’epopea kirghisa. Visitando i mazars, Jumabaev cerca di entrare in contatto con lo spirito eroico dei Manas. Lo stile vocale che pratica Kenjekül Kubatova, si rifà invece a un’antica tecnica che permette di far ascoltare il canto anche in spazi aperti davanti a grandi folle, come accade in occasione dei Festival di musiche tradizionali in Asia centrale.
I cantanti e i compositori (detti akyns), sono non soltanto musicisti ma anche poeti, attori e filosofi. Non a caso il dono di improvvisare su liriche era fortemente diffuso e la competizione di poesia orale, detta aitysh, era al centro della vita tradizionale kirghisa.


RINASCITA DELLA TRADIZIONE
Sotto l’egemonia sovietica gran parte della musica tradizionale kirghiza è stata perduta o adattata ai modelli musicali europei ma dopo il crollo del blocco comunista le tradizioni sono state al centro di un progressivo recupero. Nurlanbek Nyshanov, direttore artistico dei Tengir Too spiega così questa nouvelle vague artistica:
“Con i Tengir Too abbiamo voluto creare un cammino artistico che sappia coinvolgere soprattutto il pubblico internazionale, riproponendo nella loro integrità antiche melodie nomadi e recuperando tutti gli strumenti della nostra antica tradizione, nata fra gli spiriti e la natura della steppa”.


FORMAZIONE

TENGIR TOO, KYRGYZ MOUNTAIN MUSIC

Nurlanbek Nyshanov, Direttore Artistico, jew’s harp (scacciapensieri), sybyzgy, choor, chopo choor
Ruslan Jumabaev, komuz
Gulbara Baigashkaeva, komuz e scacciapensieri
Rysbek Jumabaev, manaschi (Narratore epico)
Akylbek Kasabolotov, scacciapensieri, sybyzgy, choor, chopo chor
Zalina Kasymova, kyl kiyak, scacciapensieri, komuz
Kenjegül Kubatova, komuz e voce


Tecnico del suono: Romayn Frydman
Direttore Tecnico: Antoine Cannella

Tour manager e rappresentate esclusivo
Sabine Chatel (ZamZama Productions – Parigi)

Concerto presentato in collaborazione con
Aga Khan Music Iniziative in Central Asia (AKMICA)
Direttore Fairouz R. Nishanova
Consulenza di Theodore Levin
Coordinatore (Kirghizistan) Razia Sydybaeva

A T L A N T I
festival di interazioni culturali


presenta

“Fathy Salama & Sharkiat - Il suono del Cairo”

Lunedì 21 aprile 2008, ore 21
Teatro Studio, via Rivoli, 6 - Milano


Il pianista e compositore egiziano Fathy Salama presenta per la prima volta a Milano il suo progetto Sharkiat, dedicato a una sintesi fra ritmi arabi, jazz e blues.
Salama è uno dei più noti musicisti e compositori della scena mediorientale e unico artista arabo vincitore del Grammy e dei BBC Awards.

GENESI DI UN FENOMENO
Il gruppo Sharkiat, fondato nel 1989, ha suonato in tutto il mondo, partecipando a numerosi festival internazionali. Nel 1994 Fathy è stato protagonista del Jazz Festival di Berlino con il solista di oud Roman Binka e con Malachi Favors (bassista dell’Art Ensemble of Chicago). Una collaborazione che ha prodotto il disco “Color me Cairo”.
Nel 1995 “Sharkiat” propone due serate all’Institut du Monde Arabe a Parigi dove presenta una musica arabo-orientale con forti contaminazioni di funk e di jazz elettrico. Nel 1996 realizza uno spettacolo per l’Opera del Cairo con Manuel De Paula (cantante) e Nino Carrion (chitarrista) con i quali esplora le relazioni tra flamenco e musica araba.
Nel 1997/1998 “Sharkiat” inizia una collaborazione con un gruppo svizzero, “Les Maniacs”. Insieme realizzano il disco “Don’t climb the pyramids”. Nel 2000, una giuria internazionale gli conferisce due primi premi al Festival del Cinema del Cairo per la musica di “Fallen Angels Paradise” e “Signs of April”. Si stabilisce poi a Parigi e comincia una collaborazione con Youssou N’Dour per il quale compone numerosi brani.

IL GRAMMY AWARD PER “EGYPT”
A cavallo tra il 2001 ed il 2002, Fathy Salama è stato invitato a presentare il suo lavoro nei teatri e club di tutta Europa e Nord Africa, approdando anche al Teatro Nazionale del Cairo.
Nel 2004 Fathy Salama ha arrangiato per il cantante senegalese Youssou N’Dour il disco “Egypt”, vincitore del Grammy (gli Oscar della musica) come miglior album di World Music contemporanea del 2004.
Sempre nel 2004 Salama ha collaborato con Eugenio Bennato per il progetto Taranta Power.
A Milano Fathy Salama presenta una line up inedita con fisarmonica e percussioni, per assecondare al meglio arrangiamenti che cercano ispirazioni nelle ritmiche (“doroob”), nelle scale (“maqam”) e nell’improvvisazione (“taqseem”) legate alla tradizione musicale del mondo arabo, ma senza rinunciare a un suono mondiale, fra blues, jazz e sonorità contemporanee.

FORMAZIONE
Fathy Salama (pianoforte, tastiere, effetti)
Ayman Sedki (douf, djembé, dohoula)
Ramadan Mansour (tabla, douf)
Helmy Shokry (basso)
Saleh El Artist (fisarmonica)
INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI

Piccolo Teatro – Teatro Studio
Via Rivoli, 6 – Milano
Telefono 848800304 (chiamata ad addebito ripartito)
Da lunedì al sabato, dalle 10 alle18,45
Domenica dalle 13 alle 18,30
www.piccoloteatro.org

Eclettica & Media
www.eclettica.org


Prezzo

TENGIR TOO, KYRGYZ MOUNTAIN MUSIC
Ingresso
Intero € 15,00
Ridotto € 12,00

FATHY SALAMA & SHARKIAT
Ingresso
Intero € 18,00
Ridotto € 12,00

Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Studio - Ingresso gratuito
Tutti al Gran Teatro della Poesia:
domani dalle 17,30 la non stop di sette ore

Una eccezionale serata con i poeti Maurizio Cucchi, Davide Rondoni, Mario Benedetti, Mario Santagostini, Luciano Erba, Michael Krüger, Giancarlo Majorino, Armin Senser, Cesare Viviani, Christine Huber, Vivian Lamarque, Franco Loi, Milo De Angelis, Roberto Mussapi, Jacek Napiòrkowski, Antonio Riccardi.
Uno spazio speciale per i giovani poeti.
Fausto Russo Alesi e Laura Pasetti leggono i classici del Novecento.

Musica dal vivo con Enrico Intra, Filippo Del Corno e Walter Muto

Prende il via domani, sabato 29 marzo, alle 17.30, al Piccolo Teatro Studio di via Rivoli il “Gran Teatro della Poesia”, non-stop di sette ore, a ingresso libero, nella quale i grandi classici della poesia e i contemporanei si “rincorreranno” fino a notte fonda, accompagnati da una vera e propria trama musicale che culminerà nel pomeriggio con l’intervento di Enrico Intra; le note di Filippo Del Corno e di Walter Muto, invece, rispettivamente apriranno e chiuderanno la maratona, curata da Maurizio Cucchi e Davide Rondoni.
Alle 17.30 verrà anche aperta, nel foyer del teatro, la “Bottega di poesia”, nella quale Maurizio Cucchi, Mario Benedetti e Mario Santagostini incontreranno aspiranti poeti desiderosi di sottoporre a un giudizio autorevole i propri scritti.
Sempre nel foyer, dalle 17.30 e per tutta la serata giovani poeti, già consacrati come tali ma non ancora affermati, si succederanno con la lettura dei propri lavori.
Nella sala dello Studio, a partire dalle 17.45, si entrerà nel vivo della manifestazione: nella cornice scenografica disegnata dalle opere di tre pittori (Letizia Fornasieri, Giovanni Manfredini e Luca Pignatelli) si apre la sezione intitolata “La ragazza della nostra sorte” nella quale l’amore e la passione per l’Italia troverà gli accenti di Marinetti, Gozzano, Pasolini letti da Fausto Russo Alesi e Laura Pasetti.
Alle 18.30 Luciano Erba, Michael Krüger, Giancarlo Majorino, Armin Senser, Cesare Viviani inaugurano, con la lettura delle proprie opere, la sezione dedicata ai poeti contemporanei.
La lirica amorosa - “Ratto al cuore”, il titolo della sezione – da Dante a Michelangelo, fino a Montale, si intreccerà, dalle ore 20 in poi, alle esecuzioni del Maestro Intra.
Alle 21.00 saranno Christine Huber, Vivian Lamarque e Franco Loi a dare nuovamente voce alla contemporaneità.
Le infinite espressioni della spiritualità, l’umana aspirazione a “mettere a fuoco Dio” rieccheggerà nei versi di Agostino, ma anche di Baudelaire e Ungaretti, dalle 21.45.
Chiuderanno la sezione dedicata ai contemporanei, alle 22.30, Milo De Angelis, Roberto Mussapi, Jacek Napiórkowski e Antonio Riccardi; epilogo della maratona, intorno alle 23.30, sarà l’incontro tra poesia e blues: “un corpo solo, un’anima soul” illustrata dai versi di Eliot, Auden, Carver.
Milano, 28 marzo 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Eccezionale evento al Piccolo Teatro Studio
sabato 29 marzo dalle 17,30 a dopo mezzanotte

INGRESSO GRATUITO

Tutti al Gran Teatro della Poesia:
non stop di 7 ore e una “Bottega”
per gli aspiranti poeti

Classici e giovani poeti a confronto
in una cornice di musica e pittura

“Gran Teatro della Poesia” è il titolo con cui quest'anno il Piccolo Teatro di Milano, in collaborazione con l’Aicem, Associazione degli Istituti di cultura europei di Milano, rinnova sabato 29 marzo l’appuntamento con i poeti europei del ”900. Un’occasione unica non soltanto per approfondire la conoscenza della grande poesia europea del XX secolo, ma anche per avvicinarsi ai nuovi poeti.
Con una formula del tutto nuova – proposta e curata da Maurizio Cucchi e Davide Rondoni, con il coordinamento di Italo Gregori sempre nella traccia indicata da Giovanni Raboni 14 anni fa – l’appuntamento si articolerà quest’anno in una non-stop di sette ore, dal pomeriggio a notte fonda.
Dalle 17,30 a dopo mezzanotte si alterneranno al Piccolo Teatro Studio di via Rivoli – l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti – classici, poeti di oggi e giovani autori di domani, mentre aprirà i battenti nel foyer del teatro una vera e propria "Bottega di poesia" alla quale chiunque abbia dei versi nel cassetto potrà rivolgersi per avere – da parte di poeti, per così dire, “professionisti” – giudizi, critiche e suggerimenti.
È, quest’ultima, un’originale iniziativa che non mancherà di richiamare numerosi “aspiranti poeti”. Moltissimi, infatti, sono coloro che scrivono versi, che però, nella maggior parte dei casi, rimangono fissati su fogli che nessuno legge.
Il primo elemento di possibile collegamento che viene a mancare è proprio il confronto. Infatti chi scrive, anche se dice di scrivere per sé, desidera essenzialmente un interlocutore, che in genere gli manca. Diventa pertanto utile, e in certi casi decisivo, poter essere ascoltati da qualcuno che, tecnicamente, sia in grado di leggere e dare una valutazione.
L'arte e la poesia non possono pretendere di trovare risposte esatte, ma la risposta di chi per esperienza e riconosciuta abilità nello specifico può dare un'opinione sul testo, nel dettaglio, è sempre molto importante.
Così gli organizzatori hanno pensato di accogliere nella “Bottega di poesia” chi scrive versi, giovane o meno giovane, speranzoso o semplicemente divertito, per dare un parere immediato. Un giudizio tecnico che fornisca anche suggerimenti, indicazioni sui punti deboli o su quelli dove convenga insistere e approfondire; suggerimenti anche di letture, sempre indispensabili per un corretto uso delle proprie risorse, verso soluzioni espressive soddisfacenti. Tutto ciò nella convinzione che ogni forma d'arte nasca dal rigore e dalla disciplina, dal lavoro nella "bottega", il solo che possa fornire consapevolezza nell'uso dei materiali, che in questo caso sono le parole e le sillabe, i suoni e i significati, il verso e la struttura compositiva.
Farà da cornice alla manifestazione musica dal vivo classica e contemporanea, dal jazz alle improvvisazioni. E saranno esposte alcune opere di tre pittori: Letizia Fornasieri, Giovanni Manfredini e Luca Pignatelli. Grazie al contributo dell'Aicem parteciperanno anche alcuni autori contemporanei di lingua tedesca.
Ma vediamo il programma di questa intensa “maratona poetica”.

Sabato 29 marzo ore 17.30, nella sala del Piccolo Teatro Studio
Inaugurazione del Gran Teatro della Poesia
Apertura della “Bottega di poesia”:
Maurizio Cucchi, Mario Benedetti e Mario Santagostini
incontrano vis-à-vis gli aspiranti poeti per una valutazione critica dei loro scritti

Dalle ore 17.30, nel foyer
I giovani poeti
Letture di Corrado Benigni, Fabrizio Bernini, Roberta Castoldi,
Lucrezia Lerro, Amos Mattio, Francesco Osti, Andrea Ponso,
Valentino Ronchi, Francesca Serragnoli, Matteo Zattoni
In sala saranno esposte opere di Letizia Fornasieri, Giovanni Manfredini,
Luca Pignatelli

Ore 17.45 – I classici
“La ragazza della nostra sorte”: da Marinetti a Gozzano, a Pasolini
L’Italia vista dai poeti
Leggono Fausto Russo Alesi e Laura Pasetti
Intermezzi musicali a cura di Filippo Del Corno

A pochi giorni dalle elezioni sarà interessante ascoltare nella sezione de "La ragazza della nostra sorte", l'Italia vista dai poeti, quanto l'amore e la passione per il nostro paese abbia suscitato grande e forte poesia.

Ore 18.30 – I contemporanei
Luciano Erba, Michael Krüger, Giancarlo Majorino,
Armin Senser, Cesare Viviani
leggono le proprie poesie

Ore 20.00 – I classici
“Ratto al cuore”: da Dante a Michelangelo, a Montale
Leggono Fausto Russo Alesi e Laura Pasetti
Intermezzi musicali a cura di Enrico Intra

Ore 21.00 – I contemporanei
Christine Huber, Vivian Lamarque, Franco Loi
leggono le proprie poesie

Ore 21.45 – I classici
“Mettere a fuoco Dio”: da Agostino a Baudelaire, a Ungaretti
Leggono Fausto Russo Alesi e Laura Pasetti
Intermezzi musicali a cura di Enrico Intra

Ore 22.30 – I contemporanei
Milo De Angelis, Roberto Mussapi, Jacek Napiórkowski, Antonio Riccardi
leggono le proprie poesie

Ore 23.30 – I classici
“Un corpo solo, un’anima soul”:
poesia&blues da Eliot ad Auden, a Carver
Leggono Fausto Russo Alesi e Laura Pasetti
Intermezzi musicali a cura di Walter Muto

Il Piccolo Teatro per la X Settimana della Cultura
La “non stop” è organizzata in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, celebrata il 21 marzo sotto l’egida dell’UNESCO, e si inserisce tra le iniziative con le quali il Piccolo Teatro di Milano aderisce alla X Settimana della Cultura promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Sono anche in programma, in occasione della Settimana della Cultura, due “Benvenuti al Piccolo” speciali, al Piccolo Teatro Strehler (ingresso libero su prenotazione fino a esaurimento posti – tel. 0272333214, 215, 237) sabato 29 marzo, ore 16.00, e domenica 30 marzo, ore 11.00.
Sono inoltre previsti prezzi speciali per assistere allo spettacolo, in scena al Piccolo Teatro Studio, “La barca dei comici”, nelle giornate di giovedì 27 marzo, ore 20.30, venerdì 28 marzo, ore 20.30, domenica 30 marzo,ore 16.00 (prenotazioni all’848800304).

Milano, 26 marzo 2008
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Piccolo Teatro e Teatro Gioco Vita insieme con una fantasia teatrale
per attori e ombre tratta dai “Mémoires” di Goldoni

Salpa di nuovo la “Barca dei comici”

Torna con un nuovo cast di giovani attori lo spettacolo
di Stefano de Luca, dal 27 marzo al Piccolo Teatro Studio

Uno spettacolo che avvicina al teatro genitori e bambini insieme

Torna dal 27 marzo al Teatro Studio, per quasi un mese (fino al 20 aprile), con un cast parzialmente rinnovato, “La barca dei comici”, prodotto da Piccolo Teatro e Teatro Gioco Vita e messo in scena da Stefano de Luca: una straordinaria fantasia teatrale per attori e ombre alla quale de Luca ha dato corpo lavorando sui materiali dei Mémoires di Carlo Goldoni e del copione teatrale di Giorgio Strehler, che all’autobiografia dell’autore veneziano lavorò fin dagli anni Sessanta senza approdare mai alla scena.
Le parole di Strehler illustrano l’idea-base dello spettacolo: “Da un miracolo di fantasia o di memoria rinasce di colpo una storia della giovinezza di Carlo Goldoni, quando una mattina d’aprile partì in un favoloso viaggio per mare assieme a una compagnia di comici”. Un frammento di vita, quindi, poche giornate trascorse su una nave in viaggio da Rimini a Venezia, una “scappatella” adolescenziale, la fuga da scuola per ritrovare la madre che vive nella città lagunare, ma per affacciarsi, in realtà, alla vita e scoprirne, per la primissima volta, “l’amore – sono sempre parole di Strehler - le donne, lo stupore, la curiosità per l’umano mondo dei comici, e attraverso di essi, la curiosità per il mondo dell’uomo”.
Stefano de Luca e Stella Casiraghi traggono da questo episodio uno spettacolo divertente e allo stesso tempo pieno di poesia, un magico viaggio nel teatro, che coinvolge un capocomico guitto e generoso, un’attrice primadonna, che a volte si trasforma in servetta tuttofare e che interpreta anche la mamma dell’autore, e l’immancabile Arlecchino.

Stefano de Luca, 41 anni, una intensa attività anche all’estero, allievo vent’anni fa del primo corso della Scuola fondata da Strehler, è alla sua terza regia goldoniana per il Piccolo Teatro dopo la riedizione dello storico Arlecchino - a Mosca proprio nei giorni del debutto milanese della Barca dei comici - e lo spettacolo per ragazzi Arlecchino racconta. Per il Piccolo ha realizzato altri due spettacoli, un fortunatissimo Pinocchio e Il Piccolo Principe, nei quali il ruolo del protagonista era affidato a Marta Comerio, oggi tra i protagonisti della nuova edizione della Barca dei comici.
Lo spettacolo è un’occasione speciale per avvicinare al teatro genitori e bambini insieme, nonni e nipoti, nella linea del pensiero di Strehler che affermava, nella sua Lettera al pubblico di domani: “L’unico modo per fare teatro per i ‘più piccoli’ è quello di farlo per i ‘più grandi’. I piccoli, giovani uomini, sono innanzitutto esseri umani che si aspettano dal teatro parole poetiche, comprensibili ed oneste, spettacoli limpidi ma pieni di fantasia, presentati con rigore su grandi temi, con grandi messaggi e grandi domande”.
“Un atto d’amore verso il teatro”, definisce lo spettacolo Sergio Escobar, “affidato a un gruppo di giovani che con straordinaria passione si sono dedicati a questa messa in scena. Compagni in questa avventura sono gli amici di Teatro Gioco Vita, con cui collaboriamo felicemente da svariate stagioni”.
Dal canto suo, Diego