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COMUNICATO STAMPA

Al Teatro Strehler dal 31 gennaio all’11 febbraio 2012 torna
la grande coproduzione del Piccolo con il Théâtre des Bouffes du Nord

Un flauto magico che va al cuore della musica
e della parola: il capolavoro di Mozart secondo Brook

Con oltre 20.000 presenze al Teatro Strehler, e due serate dedicate esclusivamente ai giovani sotto i 20 anni, Un flauto magico, con la regia – leggera e incantevole – di Peter Brook è stato uno dei più grandi successi della stagione 2010/2011, all’insegna del tutto esaurito. Per soddisfare le richieste dei numerosi spettatori che non hanno potuto assistere alle rappresentazioni del capolavoro mozartiano, lo spettacolo torna per due settimane. Rifiutando lo sfarzo dell’opera lirica tradizionale, Brook è andato al cuore della musica di Mozart e ne ha liberato l’essenza. Come un alchimista, ha distillato una fiaba di principi, dame, sacerdoti e draghi con in palio l’amore totale: per l’amante, l’amico, la conoscenza, la vita. Sul palcoscenico nudo, sottili canne di bamboo e un pianoforte a coda. E un cast di giovanissimi, virtuosi interpreti che, scalzi e pieni di vita, cantano Mozart e incantano il pubblico. Con la semplicità più profonda, quella di cui Brook ha fatto il suo credo e che coincide con la bellezza assoluta. Quella che può davvero salvare l’uomo. Perché “il mondo intorno a noi è disperato ma Mozart ci mostra come andare oltre”. Uno spettacolo denso di poesia e sentimento che tocca l’anima.

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), dal 31 gennaio all’11 febbraio 2012
Un flauto magico
da Wolfgang Amadeus Mozart, liberamente adattato da Peter Brook, Franck Krawczyk e Marie-Hélène Estienne
regia Peter Brook
luci Philippe Vialatte
al pianoforte Remy Atasay
con (in alternanza) Dima Bawab, Malia Bendi-Merad, Leila Benhamza, Jean-Christophe Born, Raphaël Brémard,
Anne-Emmanuelle Davy, Thomas Dolié, Antonio Figueroa, Virgile Frannais, Betsabée Haas, Jan Kucera,
Martine Midoux, Matthew Morris, Roger Padullès, Vincent Pavesi, Adrian Strooper, Lenka Turcanova
attori Abdou Ouologuem, Stéphane Soo Mongo
una coproduzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa; C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord, Paris; Festival d’Automne à Paris; Attiki Cultural Society, Atene; Musikfest, Brema, Théâtre de Caen, Caen; MC2, Grenoble; Barbican, Londra; Les Théâtres de la Ville de Luxembourg; Lincoln Center Festival, New York
produttore delegato: C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord, Paris

Spettacolo in francese e tedesco con sovratitoli in italiano.

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00. Lunedì riposo.
Sabato 4 febbraio ore 15 e 19.30, mercoledì 8 febbraio ore 15 e 20.30. Durata dello spettacolo: 100 minuti circa
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv
Milano, 24 gennaio 2012
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA


Appuntamento al Piccolo sabato 26 e domenica 27 novembre
Torna Teatro Scienza, largo alla fantasia

Torna con un week end ricco di appuntamenti Teatro Scienza, l’ormai tradizionale rassegna del Piccolo dedicata alle esperienze che indagano sul rapporto tra palcoscenico e cultura scientifica, con l’obiettivo di avvicinare i giovani allo studio delle materie scientifiche. In programma, tra sabato 26 e domenica 27 novembre, la presentazione di un libro, una mostra e due spettacoli.

IL LIBRO
Piccolo Teatro Strehler, Scatola Magica (largo Greppi – M2 Lanza)
Sabato 26 novembre 2011, ore 16.30

Tavola rotonda
in occasione della presentazione del libro
Attori del Sapere, un progetto di teatro scienza e scuola
intervengono
Emiliano Bronzino (Piccolo Teatro di Milano – regista)
Marina Carpineti (Università degli Studi di Milano)
Emilia Franchini (Scienza under 18)
Alberto Meoartini (Presidente Assolombarda)
Lucio Pinto (Direttore Fondazione Silvio Tronchetti Provera)
modera
Alberto Colorni – Politecnico di Milano
(Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili)


LA MOSTRA
In concomitanza con la presentazione del libro si potrà visitare, nel foyer del Teatro Strehler, la mostra fotografica “Viaggio nel Paese dei neutrini”: un vero e proprio reportage con il quale i ragazzi vincitori del concorso promosso in occasione di Teatro Scienza 2010 “raccontano” l’emozionante esperienza della visita ai Laboratori nazionali del Gran Sasso.
(La mostra è visitabile in orario di apertura per i lavori della tavola rotonda e per gli spettacoli)



GLI SPETTACOLI

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
Sabato 26 novembre 2011, ore 19.30

Marco Paolini – ITIS Galileo
Essere geniali, in circostanze difficili, può diventare un problema, per gli altri soprattutto. Il padre della scienza moderna, ma soprattutto una mente aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Un’indagine sulla discussione a tre tra fede, ragione e superstizione. L’obiettivo di Paolini con la sua nuova produzione teatrale è coinvolgere il pubblico - soprattutto i più giovani - nel ragionamento, non solo nel racconto. Un dialogo sulla vocazione scientifica.

Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza)
Domenica 27 novembre 2011, ore 11

Spettacolo per bambini a partire dai 6 anni
Gnam gnam, grunf grunf, slap slap, tic tic. Cibo sensibile
Antonio Catalano
L’universo dedicato al cibo di Antonio Catalano è abitato da una molteplicità di mondi immaginari: il grande museo sentimentale dei semi, il popolo dei ghiottoni, il museo del pane, un osservatorio astronomico per scrutare pianeti di frutta e verdura, una giostra delle meraviglie sui cui salire per scoprire cosa contiene e, naturalmente, fare un giro... Il Teatro Studio sarà completamente trasformato in uno spazio aperto alle esplorazioni guidate e interattive. Un mondo di oggetti con cui "entrare in gioco", seguendo il racconto poetico di Antonio Catalano, che guiderà gli spettatori realizzando momenti di incontrospettacolo, oppure esplorando e interagendo con lo spazio liberamente, alla scoperta dei segreti del "cibo sensibile".


La rassegna Teatro Scienza è promossa da Fondazione Silvio Tronchetti Provera, Fondazione Umberto Veronesi, Piccolo Teatro di Milano, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Scienza under 18.


Milano, 25 novembre 2011
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Dal 25 ottobre al 6 novembre, al Piccolo Teatro Strehler

Misura per misura: il potere, la corruzione, l’etica

L’attualità di Shakespeare nello spettacolo
interpretato da Eros Pagni e diretto da Marco Sciaccaluga


Shakespeare nostro contemporaneo, in scena al Piccolo Teatro Strehler, dal 25 ottobre al 6 novembre 2011. Quando si parla del grande drammaturgo inglese, si fa spesso riferimento all’attualità dei suoi testi. Non fa eccezione Misura per misura, dark comedy che parla di potere e ribellione, giustizia e corruzione, vizi e virtù, del rapporto tra passioni umane e valori etici. “Come sempre in Shakespeare troviamo il mondo che c’è stato, quello che c’è e quello che verrà – dice il regista Marco Sciaccaluga (lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Genova) - All’interno di questa universalità, c’è poi la rappresentazione di una specifica realtà che per molti versi assomiglia alla nostra attuale. Una realtà mostruosa e affascinante, sintetizzata dalla battuta del Duca (Eros Pagni) travestito da frate: Il mondo è sempre uguale, non fa che peggiorare”.
Scritta nel 1604, in un periodo in cui, secondo alcuni biografi, Shakespeare sarebbe stato “depresso” probabilmente a causa di tormenti amorosi, Misura per misura sembra pervasa da un sottile ma persistente pessimismo. “Ma in questo grande artista anche il pessimismo sa tradursi in qualcosa di entusiasmante - continua Sciaccaluga. - La sua conoscenza degli esseri umani e la sua passione per la vita lo rendono irresistibile anche quando, come in questa commedia, parla del male, dell’immoralità e della stupidità. Più che di pessimismo, parlerei di nichilismo, derivante dalla rappresentazione di un mondo devastato da false credenze e ideologie, morbosità religiose, pulsioni sessuali… Quello evocato da Misura per misura è un mondo ‘osceno’, governato dal caos. E questa prospettiva dà vita a una commedia che, pur nel suo sadico nichilismo, è attraversata da una irresistibile gioia di vivere”.

La storia si svolge in una Vienna immaginaria, governata da un Duca giusto e onesto che si erge a pilastro della moralità. Desiderando sperimentare da vicino la condotta del suo popolo, il Duca dichiara di doversi assentare per un incarico diplomatico e lascia ad Angelo il governo della città. In realtà rimane a Vienna, travestito da Frate. Durante la sua assenza Claudio, un giovane gentiluomo, è costretto a presentarsi di fronte ad Angelo, in quanto reo di aver messo incinta la fidanzata Giulietta. Pur dichiarandosi pronto a sposare la giovane, Claudio viene condannato a morte. La novizia Isabella, sorella di Claudio, chiede ad Angelo la grazia per il fratello, ma quest’ultimo pretende in cambio una notte d’amore. Isabella rifiuta. Per rimettere le cose a posto, riappare il Duca, sempre nei panni di frate, che consiglia a Isabella un espediente che tragga in inganno Angelo e lo induca a scoprirsi uomo fallibile, anch’egli vittima delle passioni umane.

Eros Pagni incontra il pubblico, mercoledì 26 ottobre, alle ore 17, nella Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni e prenotazioni: 0272333332 oppure comunicazione@piccoloteatromilano.it
 

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza) dal 25 ottobre al 6 novembre 2011

Misura per misura

di William Shakespeare
regia Marco Sciaccaluga
scene Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl
costumi Catherine Rankl
con Eros Pagni, Roberto Alighieri, Alice Arcuri, Marco Avogadro, Massimo Cagnina,
Fabrizio Careddu, Gianluca Gobbi, Aldo Ottobrino, Nicola Pannelli, Roberto Serpi,
Antonio Zavatteri, Antonietta Bello, Irene Villa
produzione Teatro Stabile di Genova

Foto di scena Marcello Norberth

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Lunedì riposo.
Giovedì 27 ottobre ore 15 (pomeridiana per le scuole) e 20.30

Durata: 2 ore e 50 minuti + intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org

Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv


Milano, 20 ottobre 2011
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

“Ottobre russo” al Piccolo
La ‘Stagione teatrale di San Pietroburgo’ a Milano

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Strehler, dal 12 al 14 ottobre, ore 19.30

Don Giovanni di Moliére, regia di Aleksandr Morfov


Continuano gli incontri pomeridiani con i registi nel Chiostro di via Rovello
e si inaugura la mostra “Il Teatro della Moda”

Prosegue l’“Ottobre russo al Piccolo”, la più grande rassegna mai realizzata dedicata al teatro di San Pietroburgo, con otto spettacoli, 15 repliche, sei grandi registi, sei incontri con il pubblico, 10.000 posti complessivi nelle tre sale del Piccolo, due mostre. Mercoledì 12 ottobre è la volta del regista di origine bulgara, Aleksandr Morfov, con il ‘suo’ Don Giovanni, opera assolutamente eclettica, nutrita dai linguaggi artistici più disparati. Molière incontra Tirso de Molina, Mozart e la musica rock-pop… fra parafrasi e citazioni che, con estrema naturalezza, danno vita a uno spettacolo postmoderno, in nome della libera contaminazione (in scena fino al 14 ottobre).
La storia è quella di Don Giovanni e Sganarello alle prese con mille peripezie, scampati a una burrasca, fino alla resa dei conti… e le trasformazioni sono d’obbligo: da amante implacabile, il protagonista si tramuta in un playboy capriccioso, tendente alla nevrastenia; i cavalli diventano biciclette; la statua del commendatore è un lenzuolo sotto cui si agitano tante braccia. E non mancano i colpi di scena. Fra mille echi e mille giochi, risuona una “vecchia” domanda: che cosa può mai fare un uomo libero della propria libertà?

Piccolo Teatro Strehler, dal 12 al 14 ottobre 2011 (ore 19.30)
Don Giovanni di Molière
versione teatrale e regia Aleksandr Morfov
scene Aleksandr Orlov, costumi Irina Cherednikova
con Aleksandr Barman (nel ruolo di Don Giovanni)
e con Vladimir Bogdanov, Evghenia Igumnova, Aleksandr Vontov, Elena Andreeva, Vladimir Krylov,
Ivan Vasiljev, Gheorghij Korolciuk, Anatolij Gorin, Elena Símonova, Margarita Bychkova,
Rodion Prichodko, Egor Bakulin, Gheorghij Korolciuk, Olga Beliavskaja, Artur Mkrtcian, Nelia Popola
Produzione Teatro Vera Komissarzhevskaja

Lo spettacolo è in russo con sovratitoli in italiano. Durata: 3 ore e 15 minuti con un intervallo.
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro. Informazioni e prenotazioni 848800304, www.piccoloteatro.org



Il regista – Aleksandr Morfov
Spesso, nei teatri pietroburghesi, sono invitati registi di altre nazionalità, soprattutto se in patria il loro talento ha ricevuto consensi e ha prodotto risultati interessanti. È il caso di Aleksandr Morfov, originario della Bulgaria, dove dirige da più di quindici anni - con grande successo e grandi riconoscimenti nel suo Paese (miglior regista nel 1994, 1996,1997) e all’estero - il Teatro Nazionale di Sofia: i suoi spettacoli più applauditi sono Don Chisciotte da Cervantes, Ubu di Jarry, Bassifondi di Gorkij. A Pietroburgo è chiamato la prima volta nel 1998: nel teatro che porta il nome della grande attrice Vera Komissarzhevskaja firma una Tempesta shakespeariana che scatena una… tempesta di consensi e applausi. Il suo modo di affrontare i classici è spregiudicato, coraggioso, qualche volta addirittura sfrontato, come si vede da questo Don Giovanni molieriano, aggressivo e lussurioso. Non meno scalpore suscitano due altre messinscene, Baal di Brecht nel 2005, e Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare nel 2006.

Gli incontri e le mostre
Un calendario ricco di appuntamenti, quello dell’ “Ottobre russo al Piccolo”. Mercoledì 12 ottobre, alle ore 17.30 nel Chiostro di via Rovello, il pubblico incontra Dmitrij Lochov, regista dello spettacolo di marionette L’Amore delle tre melarance e animatore della storica compagnia di marionettisti russi “Evghenij Demmeni” che ha sede sulla celeberrima Prospettiva Nevskij. Lo spettacolo sarà in scena al Piccolo Teatro Grassi, il 15 e 16 ottobre. Giovedì 13 ottobre a incontrare il pubblico – sempre al Chiostro, ore 17.30 - sarà Semion Spivak, regista di Kassatka-La rondine, in scena al Piccolo Teatro Studio, il 14 e 15 ottobre. L’ingresso agli incontri con i registi è libero.
Giovedì 13 ottobre, alle ore 18.30, si inaugura “Il Teatro della Moda” una mostra di costumi creati dai designer di San Pietroburgo per le pièce teatrali della loro città, realizzata in collaborazione con Società Italia. Allestita in Scatola Magica e nel foyer del Teatro Strehler, la ricca selezione di costumi, grafica e opere fotografiche, è visitabile fino al 16 ottobre, in orario di spettacolo.

Incontri con i registi, interviste, news, scene degli spettacoli, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv




Gli altri spettacoli

Teatro Studio Expo, 14 e 15 ottobre 2011
Kasatka - La rondine
di Alekseij Tolstoij, regia Semion Spivak

Teatro Grassi, 15 e 16 ottobre 2011
L’amore delle tre melarance
di Carlo Gozzi, regia Dmitrij Lochov

Teatro Strehler, 16 ottobre 2011
La potenza delle tenebre
di Lev Tolstoij, regia Temur Ccheidze

Teatro Studio Expo, dal 20 al 22 ottobre 2011
Tre sorelle
di Anton Cechov, regia Lev Dodin

Teatro Grassi, 24 e 25 ottobre 2011
Vita e destino
dal romanzo di Vasilij Grossman, adattamento e regia Lev Dodin

Teatro Grassi, dal 28 al 30 ottobre 2011
Zio Vanja
di Anton Cechov, regia Lev Dodin


Gli incontri con i registi
Chiostro del Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2) ore 17.30 – ingresso libero


12 ottobre Dmitrij Lochov
13 ottobre Semion Spivak
14 ottobre Temur Ccheidze
25 ottobre Lev Dodin
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Dal 27 settembre al 9 ottobre al Piccolo Teatro Grassi

Franca Valeri apre la stagione 2011/2012
del Piccolo Teatro con “Non tutto è risolto”

Commedia comica e metafisica sull’ambiguità dell’esistenza

Un lirismo malinconico e garbato nella nuova commedia di Franca Valeri dove l'eccentricità della scrittura si sposa al carattere di un personaggio capriccioso e caparbio, un'anziana signora che vive il bisogno di dare corpo ai propri ricordi, in bilico tra realtà e fantasia.
Ad accompagnarla una segretaria ossessionata dalla necessità di ricomporre i pezzi del puzzle caotico della vita, un figlio respinto e ricomparso, una cameriera e… una stufa di maiolica.
La domanda esistenziale e beckettiana dell’intera pièce riguarda il sentirsi ancora in gioco, ancora protagonisti dopo una vita lunga e avventurosa. Uno spettacolo impressionista, comico e metafisico, popolato da un caos paradossalmente ordinato e regolare, una riflessione sull’ambiguità dell’esistenza e sull’avvicinarsi, inesorabile, della fine.
Uno spettacolo divertente e coraggioso, in cui si parla con leggerezza e sensibilità delle cose della vita, da vedere per ammirare in azione una grande interprete della scena italiana, una donna forte, intelligente e ironica che sa invecchiare con stile.


Perché questo titolo?

“Mi sono egoisticamente aggiudicata una protagonista che al crepuscolo di una vita lunga e avventurosa, reale quanto inventata, l’infelicità scartata con un colpo di tacco, il protagonismo raggiunto con la follia, i legami affettivi temuti come armi, sembra decisa a chiudere le sue partite ancora aperte con gli ultimi co-protagonisti della sua esistenza, siano essi persone, luoghi o oggetti. Ma basta anche una piccola mossa all’accanito giocatore per restare ancora, appunto, in gioco. La vita potrà ancora divertirla? Dopo tutto, dice la signora, non era nelle intenzioni del Creatore farci divertire”.
Franca Valeri


Il Personaggio, la Persona, l’Attrice

“Con un avveduto (e meravigliosamente insensato) altalenare di citazioni e rimandi, in un corto circuito di mirati occultamenti e svelamenti capace di includere e contagiare il Personaggio, la Persona e l’Attrice Valeri, si andava componendo una macchina testuale (specchio segreto… forse… di una meravigliosa avventura umana e artistica?) che osa fare del “non tutto è risolto” il suo originale statuto espressivo.
Il tema di una vecchiaia capricciosa e caparbia unito a quello di una memoria strumentalmente lacunosa per lenire o differire il sentimento di una possibile, incipiente fine, spargono e diffondono una musica sottilmente malinconica nei reparti più segreti di una commedia garbata e divertente sì, ma anche ricca di armonici più rapinosi e insondabili”.
Giuseppe Marini

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio)
dal 27 settembre al 9 ottobre 2011

Non tutto è risolto

di Franca Valeri
regia Giuseppe Marini
con Franca Valeri, Licia Maglietta, Urbano Barberini, Gabriella Franchini
scene Alessandro Chiti
costumi Mariano Tufano
Produzione Società per Attori

Foto di scena Federico Riva

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30;
domenica ore 16.00. Lunedì riposo

Durata: un’ora e 45 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org

Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv


Milano, 21 settembre 2011
COMUNICATO STAMPA

Domenica 18 settembre 2011 ore 15.00 – Teatro Strehler (largo Antonio Greppi, 1) - Milano

FocusHaiti: terzo appuntamento con i film della rassegna La terra trema del Festival MITO
L’evangile du cochon creole (The Gospel of the Creole Pig)
di Michelange Quay
Haiti/Francia/USA, 2004, 15’
Pardino d’Oro al Festival Internazionale del Cinema di Locarno 2004, Miglior Cortometraggio al Festival Internazionale di Stoccolma 2004
Mange, ceci est mon corps (Eat, for This Is My Body)
di Michelange Quay
Francia/Haiti, 2007, 105’
Gran Premio Ibero American Competition al Miami International Film Festival 2008

Ingresso gratuito

Proseguono a MITO SettembreMusica le proiezioni dedicate al cinema haitiano, in collaborazione con Milano Film Festival. Domenica 18 settembre al Teatro Strehler di Milano alle ore 15.00, è protagonista Michelange Quay con i suoi due film L’evangile du cochon creole (The Gospel of the Creole Pig) e Mange, ceci est mon corps (Eat, for This Is My Body).
Il cinema di Michelange Quay, giovane regista cosmopolita nato da genitori haitiani, è ricco di costanti riferimenti alla cultura d’origine. Ne sono dimostrazione i suoi due lavori, pluripremiati dai principali festival cinematografici mondiali, che ripropongono e rielaborano la storia, la cultura, le peculiarità e le contraddizioni di Haiti attraverso un cinema denso di elementi simbolici e surreali.


PER INFORMAZIONI:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725 / 02.88464748
c.mitoinformazioni@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it
COMUNICATO STAMPA

Un grande festival dedicato al teatro di San Pietroburgo
città gemellata con Milano, con otto spettacoli e sei registi: con Dodin anche cinque maestri per la prima volta in Italia

“Ottobre russo” al Piccolo

E intanto l’Arlecchino va in tournée per un mese
in sei città siberiane a forte impatto culturale ed economico

Otto spettacoli, 15 repliche, sei grandi registi, sette incontri con il pubblico, 10.000 posti complessivi nelle tre sale del Piccolo, una mostra: il Piccolo Teatro di Milano, in occasione dell’Anno della Cultura e della Lingua Russa in Italia e della Cultura e della Lingua Italiana in Russia, ospita in ottobre la più grande rassegna mai realizzata dedicata al teatro di San Pietroburgo.
Per l’ “Ottobre russo al Piccolo” torna Lev Dodin, direttore del Malij Drama Teatr, con tre suoi spettacoli, due di Anton Cechov, Tre sorelle (in prima nazionale, dal 20 al 22 ottobre, Teatro Studio) e Zio Vanja (Teatro Grassi, dal 28 al 30 ottobre) e, di Vassilij Grossman, Vita e destino (Teatro Grassi, 24 e 25 ottobre).
E per la prima volta in Italia arriva al Piccolo Andrej Mogučij, figura di spicco del teatro russo d’avanguardia, che presenta la sua Pro Turandot da Carlo Gozzi (Teatro Studio, 10 e 11 ottobre). Assieme a Mogučij, anch’essi per la prima volta in Italia, altri quattro importanti registi che con lui rappresentano l “altra faccia drammaturgica” di San Pietroburgo: Aleksandr Morfov con Don Giovanni, rilettura di Molière (Teatro Strehler, dal 12 al 14 ottobre), Dmitrij Lochov con L’amore delle tre melarance, sempre da Gozzi, (Teatro Grassi, 15 e 16 ottobre), Semen Spivak con Kasatka, una commedia d’amore di Alexeij Tolstoj (Teatro Studio, 14 e 15 ottobre) e Temur Ccheidze con La potenza delle tenebre (Teatro Strehler, 16 ottobre).
Mentre il teatro di San Pietroburgo si accinge a partire per Milano, città “gemella”, l’ Arlecchino servitore di due padroni del Piccolo va in tournée per un mese in Russia, in sei città siberiane a forte impatto economico e culturale. La prima tappa sarà a Khantj Mansijsk (16 e 17 settembre), capitale della regione autonoma di Yugra nella provincia di Tumen: è la regione della Russia che si posiziona al primo posto per l'estrazione di petrolio e produzione dell'energia elettrica e al secondo posto per l'estrazione di gas naturale. Qui sono concentrate il 10% delle riserve mondiali di petrolio. Le altre tappe della tournée saranno a Тumen (20 e 21 settembre); Еkaterinbourg (capitale degli Urali, 25 e 26 settembre); Cheliabinsk (29 e 30 settembre); Ufa (capitale della Repubblica di Bashkortostan, 4 e 5 ottobre); Кazan (capitale della Repubblica di Tatarstan, considerata la “terza capitale”della Russia, 8 e 9 ottobre). Infine tappa nella capitale russa, con due rappresentazioni il 12 e 13 ottobre al Teatro dell’Armata Russa.














Il Piccolo e la grande tradizione teatrale russa

Con il Festival del teatro di San Pietroburgo del prossimo ottobre il Piccolo rafforza il suo legame con la grande tradizione teatrale russa. Un legame profondo che risale alla fondazione stessa del teatro. Non a caso Giorgio Strehler inaugurò il Piccolo, nel 1947, con L’albergo dei poveri di Gorkij, al quale seguirono i capolavori di Cechov Il giardino dei ciliegi, Il gabbiano, Platonov.
L’Arlecchino strehleriano è stato più e più volte in tournée a Mosca e a San Pietroburgo, mentre in tempi più recenti sono stati rappresentati in Russia tre capolavori di Carlo Goldoni, I due gemelli veneziani e Il ventaglio diretti da Luca Ronconi e Trilogia della villeggiatura con la regia e l’interpretazione di Toni Servillo.
Molti sono gli spettacoli ospitati al Piccolo da Mosca e da San Pietroburgo. Particolarmente profondo è il legame che unisce il Piccolo al Malij Drama Teatr di Lev Dodin. Quella con Dodin è molto più di una collaborazione: è una profonda unità d’intenti che si è andata rafforzando nell’arco di vent’anni sull’onda del successo dei suoi spettacoli che hanno conquistato i milanesi, a partire dal mitico Gaudeamus nel 1992, tornato a Milano anche nel 1999 e nel 2000, per proseguire con altri memorabili titoli quali Claustrophobia, Fratelli e sorelle, Platonov, I demoni, Zio Vanja, Re Lear e, nel 2008, Vita e destino di Vassilij Grossman, un successo che rivedremo al festival “La stagione teatrale di San Pietroburgo”. E con uno spettacolo di Dodin, Pene d’amor perdute. nel gennaio 2010 è stato riaperto il Piccolo Teatro Grassi di Via Rovello dopo i restauri.
Intensa anche la collaborazione con l’Alexandrinsky di Valery Fokin, che nel 2006, alla riapertura dello storico teatro in occasione dei suoi 250 anni, ha ospitato due importanti produzioni del Piccolo, Così fan tutte e Giorni felici, e che nel 2007 e nel 2008 è stato al Piccolo con due capolavori di Gogol, Il revisore e Il matrimonio.
Il futuro intanto lascia spazio a nuovi progetti, uno dei quali già in fase di realizzazione. Da questo percorso che unisce il meglio della tradizione teatrale italiana e russa non poteva infatti non nascere una prima coproduzione. Con il Malij di Mosca diretto da Yury Solomin il Piccolo mette in scena Santa Giovanna dei Macelli di Bertolt Brecht con la regia di Luca Ronconi, che – dopo il debutto a Milano dal 28 febbraio 2012 – sarà in aprile nella capitale russa al Festival dell’Ute, Unione dei teatri europei.





Milano, 13 settembre 2011




Ottobre russo al Piccolo
La stagione teatrale di San Pietroburgo a Milano

L’anno che celebra i rapporti tra Italia e Russia è l’occasione, per i milanesi, per assistere ad alcuni tra i più interessanti e stimolanti spettacoli delle ultime stagioni di San Pietroburgo.
Ritorna Lev Dodin con tre spettacoli, Vita e destino dal best seller di Vasilij Grossman e due testi cecoviani, Zio Vanja e Tre sorelle, attesissima novità che completa il ciclo dei grandi drammi dell’autore del Giardino.
Tra gli spettacoli mai visti a Milano, c’è grande attesa per Pro Turandot di Andreij Mogučij, “enfant prodige” del teatro di ricerca pietroburghese. Mogučij ha cominciato alla fine degli anni Ottanta in piccole sale, cantine, garage: Ionesco, Beckett, Stoppard, spettacoli audaci, provocatori, eccentrici. Ben presto sono arrivati consensi e premi. Qualche stagione fa Mogučij è stato chiamato da Fokin, direttore dell’Aleksandrinskij di Pietroburgo, ed è stato subito scandalo e trionfo. Pro Turandot è una dissacrante rivisitazione ambientata negli anni staliniani della fiaba di Gozzi.
Dal Teatro Vera Komissarzhevskaja un Don Giovanni tragico e farsesco: il regista Aleksandr Morfov, bulgaro d’origine, ha trasformato l’eroe molieriano in un playboy violento, disincantato e cinico, un libertino più nevrastenico che insolente, più annoiato che godereccio.
Il Bol’shoj Dramaticeskij Teatr porta a Milano una nuova lettura del più tragico tra i drammi di Lev Tolstoij, La potenza delle tenebre. Il regista è il georgiano Temur Ccheidze (che ha firmato il Giocatore di Prokof’ev visto alla Scala). Il testo tolstoiano ha perso la cupa drammaticità che la tradizione ci tramanda, per acquistare toni leggeri e comici.
Semion Spivak guida il Teatro della Gioventù sulla Fontanka da vent’anni: il pubblico pietroburghese ha imparato ad amare il suo stile vivace, piacevole, intelligente. A Milano presenta Kasatka - La rondine di Alekseij Tolstoij (morto nel 1945, lontano parente del celebre Lev): “commedia d’amore”, scritta nel 1916, alla vigilia della rivoluzione, è una ironica variazione sentimentale sulla relazione tra due coppie di giovani innamorati.
Per la gioia di piccoli e grandi, ospite attesissimo è Dmitrij Lochov, direttore e regista del Teatro di Marionette che ha sede sulla Prospettiva Nevskij. Lochov porta a Milano uno dei suoi spettacoli più amati e applauditi, L’amore delle tre melarance di Gozzi: un’ora di autentico godimento con le marionette colorate, festose, esilaranti del grande maestro, più volte premiato per la sua magnifica fantasia, la sua estrosa creatività.
Le mostre

Nell’ambito della “Stagione teatrale di San Pietroburgo a Milano”, il Piccolo ospita anche due mostre. La prima, allestita nel foyer del Teatro Grassi dall’11 al 15 ottobre, è una mostra interattiva, con la partecipazione degli artisti e delle marionette della compagnia Demmeni, in scena nello stesso periodo con L’amore delle tre melarance. La seconda, dal titolo “Teatro della Moda”, in Scatola Magica e nel foyer del Teatro Strehler dal 10 al 15 ottobre, metterà in relazione la scena teatrale con gli stilisti di San Pietroburgo.








Gli spettacoli

L’“altra faccia drammaturgica” di San Pietroburgo
Teatro Studio Expo, 10 e 11 ottobre 2011
Pro Turandot
da Carlo Gozzi, regia Andreij Mogučij
produzione Teatro Priut Komedianta

Teatro Strehler, dal 12 al 14 ottobre 2011
Don Giovanni
di Molière, versione teatrale e regia Aleksandr Morfov
produzione Teatro Vera Komissarzhevskaja

Teatro Studio Expo, 14 e 15 ottobre 2011
Kasatka - La rondine
di Alekseij Tolstoij, regia Semion Spivak
produzione Teatro della Gioventù sulla Fontanka

Teatro Grassi, 15 e 16 ottobre 2011
L’amore delle tre melarance
di Carlo Gozzi, regia Dmitrij Lochov
produzione Teatro delle Marionette Evghenij Demmeni

Teatro Strehler, 16 ottobre 2011
La potenza delle tenebre
di Lev Tolstoij, regia Temur Ccheidze
produzione Bol’shoi Drama Theatre di San Pietroburgo

Lev Dodin al Piccolo
Teatro Studio Expo, dal 20 al 22 ottobre 2011
Tre sorelle
di Anton Cechov, regia Lev Dodin
produzione Malij Drama Teatr San Pietroburgo

Teatro Grassi, 24 e 25 ottobre 2011
Vita e destino
dal romanzo di Vasilij Grossman, adattamento e regia Lev Dodin
produzione Malij Drama Teatr San Pietroburgo

Teatro Grassi, dal 28 al 30 ottobre 2011
Zio Vanja
di Anton Cechov, regia Lev Dodin
produzione Malij Drama Teatr San Pietroburgo












Piccolo Teatro Studio Expo, 10 e 11 ottobre 2011
Pro Turandot
da Carlo Gozzi
regia Andreij Mogučij
scene Emil Kapeliush
luci Evghenij Gansburg
musica Vladimir Bychkovskij, Aleksandr Cernov, Vitalij Saltykov
con Marina Solopcenko, Aleksandr Ronis, Dmitrij Gotsdíner, Vitalij Saltykov, Andrej Noskov,
Andreij Scimko, Daniela Stojanovich, Svetlana Michailova, Olga Karlenko, Denis Scirko
produzione Teatr Priut Komedianta

Pro Turandot, firmato dall’audace Andreij Mogučij, è un’allegra “profanazione” della favola di Carlo Gozzi, ma non solo. È il frutto – delizioso – di un impulso irresistibile al gioco e all’improvvisazione; mostra l’abilità di attori-musicisti scatenati, ora in sessioni rap, ora in fraseggi jazz; rivela la voglia di interrogare lo sciagurato passato russo. L’algida principessa Turandot, che fa tagliare la testa ai pretendenti incapaci di risolvere i suoi indovinelli, diventa l’emblema dei tiranni che hanno scritto la storia politica del secolo scorso. La scena è buia: pannelli metallici, pochi squarci di luce, fumo. Un gruppo di comicissimi eunuchi, dee-jay all’occasione, tiene le fila della vicenda. Compariranno un enorme strumento a corde, un sassofono, una chitarra, megafoni e coltelli. Uno show stravagante e inquietante; da vedere, dall’inizio alla fine… hollywoodiana.

Il regista – Andreij Mogučij
Enfant terrible del teatro russo degli ultimi anni, premiatissimo, acclamatissimo, Andreij Mogučij è il più stimolante e stravagante rappresentante della nuova generazione di registi. Comincia agli inizi degli anni ’90 con spettacoli eccentrici, sceglie autori fino allora vietati in URSS come Ionesco e Beckett, lavora in spazi alternativi, cantine, garage, appartamenti privati con una manciata di spettatori. Sono spettacoli pieni di inventiva, strampalati, aggressivi, controcorrente: dunque guardati con sospetto dalle istituzioni, ma osannati dalla critica più curiosa e attenta. Poi nel 2004 la svolta: Valerij Fokin, direttore dell’Aleksandrinskij, il più prestigioso teatro pietroburghese, lo chiama per uno spettacolo da realizzare all’aperto, durante la chiusura estiva. Nasce così Pietroburgo, tratto dal romanzo di Andreij Belyj, che viene realizzato nel cortile di uno dei più bei palazzi della città, con il pubblico sistemato in cubi di legno e gli attori che recitano nello spazio circostante. Successo enorme. Fokin decide di affidargli altri spettacoli, questa volta all’interno del teatro: oggi ci sono in cartellone all’Aleksandrinskij tre spettacoli a firma Mogučij, Gli Ivan (tratto dal racconto di Gogol’ Come litigarono Ivan Ivanovic e Ivan Nikiforovic), Felicità (un libero adattamento, destinato soprattutto a un pubblico di adolescenti, dell’Uccellino azzurro di Maeterlinck), Isotov dell’autore contemporaneo Michail Durnenkov, premiato quest’anno con la “Maschera d’oro” per la miglior regia.

Piccolo Teatro Strehler, dal 12 al 14 ottobre 2011
Don Giovanni
di Molière
versione teatrale e regia Aleksandr Morfov
scene Aleksandr Orlov
costumi Irina Cherednikova
con Aleksandr Barman (nel ruolo di Don Giovanni)
e con Vladimir Bogdanov, Evghenia Igumnova, Aleksandr Vontov, Elena Andreeva, Vladimir Krylov,
Ivan Vasiljev, Gheorghij Korolciuk, Anatolij Gorin, Elena Símonova, Margarita Bychkova,
Rodion Prichodko, Egor Bakulin, Gheorghij Korolciuk, Olga Beliavskaja, Artur Mkrtcian, Nelia Popola
Produzione Teatro Vera Komissarzhevskaja


L’interesse del testo non sta nel famoso seduttore: tutto è il preludio… a un contenuto molto più profondo, svela Aleksandr Morfov, regista di un Don Giovanni assolutamente eclettico, nutrito dai linguaggi artistici più disparati. Molière incontra Tirso de Molina, Mozart e la musica rock-pop… fra parafrasi e citazioni che, con estrema naturalezza, danno vita a uno spettacolo postmoderno, in nome della libera contaminazione.




La storia è quella di Don Giovanni e Sganarello alle prese con mille peripezie, scampati a una burrasca, fino alla resa dei conti… e le trasformazioni sono d’obbligo: da amante implacabile, il protagonista si tramuta in un playboy capriccioso, tendente alla nevrastenia; i cavalli diventano biciclette; la statua del commendatore è un lenzuolo sotto cui si agitano tante braccia. E non mancano i colpi di scena. Fra mille echi e mille giochi, risuona una “vecchia” domanda: che cosa può mai fare un uomo libero della propria libertà? A voi il non facile compito di rispondere…

Il regista – Aleksandr Morfov
Spesso, nei teatri pietroburghesi, sono invitati registi di altre nazionalità, soprattutto se in patria il loro talento ha ricevuto consensi e ha prodotto risultati interessanti. È il caso di Aleksandr Morfov, originario della Bulgaria, dove dirige da più di quindici anni - con grande successo e grandi riconoscimenti nel suo Paese (miglior regista nel 1994, 1996,1997) e all’estero - il Teatro Nazionale di Sofia: i suoi spettacoli più applauditi sono Don Chisciotte da Cervantes, Ubu di Jarry, Bassifondi di Gorkij. A Pietroburgo è chiamato la prima volta nel 1998: nel teatro che porta il nome della grande attrice Vera Komissarzhevskaja firma una Tempesta shakespeariana che scatena una… tempesta di consensi e applausi. Il suo modo di affrontare i classici è spregiudicato, coraggioso, qualche volta addirittura sfrontato, come si vede da questo Don Giovanni molieriano, aggressivo e lussurioso. Non meno scalpore suscitano due altre messinscene, Baal di Brecht nel 2005, e Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare nel 2006.

Piccolo Teatro Studio Expo, 14 e 15 ottobre 2011
Kasatka - La rondine
di Alekseij Tolstoij
regia Semion Spivak
scene Marat Kitaev, Michail Platonov
costumi Michail Vorobejcik
maestro danza Sergej Grizaj
direzione musicale Ivan Blagodior
con Natalia Surkova, Michail Cerniak, Tatjana Grigorjeva, Zoja Buriak, Aleksandr Stroev, Olga Lysenkova,
Serghej Barkovskij, Natalja Palin, Piotr Giuravliov, Evghenij Klubov, Alekseij Oding, Maria Mirosh
produzione Teatro della Gioventù sulla Fontana

Anno 1916. In piena Guerra Mondiale, alla vigilia della Rivoluzione, Alekseij Tolstoij (nipote del celeberrimo Lev) scrive Kasatka-La rondine, commedia d’amore anomala in tempi bui… e destinata all’oblio. Il testo in patria è poco conosciuto e ancor meno rappresentato, ma Semion Spivak lo ha riportato in auge. In scena, un imponente albero con i rami carichi di frutti – mele – forse il simbolo di un “paradiso” perduto, come perduta per sempre è la Russia patriarcale, soffocante ma protettiva, lussuosa e decadente. Protagonisti, un’anziana primadonna soprannominata “la Rondine” e i suoi compagni di vita, “sepolti” in una tenuta di campagna, illanguiditi da vecchie romanze. Si intrecciano gli amori di due giovani coppie, si generano illusioni destinate a sfumare in malinconia. Sarà uno spettacolo avvolto dalla nebbia dell’irreale (“Nevskoe Vremja”). Vedrete materializzarsi i versi di Anna Achmatova che recitano: in qualche luogo c’è una vita semplice, e un mondo tiepido, trasparente e felice… (“Peterburgskaja Perspektiva”).

Il regista – Semion Spivak
Tutti i pietroburghesi sopra i vent’anni conoscono e amano il nome di Semen Spivak, ucraino di nascita, leningradese di formazione. Al termine dell’Accademia, si fa le ossa al teatro del Komsomol, poi al Lensoviet all’inizio degli anni Ottanta, per trovare il proprio stile - e il proprio pubblico - al teatro della Gioventù, sulla Fontanka, che dirige da vent’anni, anzi ventidue.
Il suo è uno stile leggero, lirico, inquieto e inquietante: piace ai giovani, che sopportano lunghe code pur di entrare in teatro. Comincia con un attualissimo Molière (Il borghese gentiluomo), un dinamico Brecht (L’opera da tre soldi), un Ostrovskij (L’uragano) privo di ogni vieto stereotipo. Negli ultimi anni il repertorio si è esteso a Bulgakov (I giorni dei Turbin), Anouilh (L’allodola), Cocteau (I mostri sacri). Le sue sono regie intelligenti, attente alla complessa evoluzione della società russa, alle nuove esigenze di un pubblico giovane curioso e partecipe.




Piccolo Teatro Grassi, 15 e 16 ottobre 2011
L’amore delle tre melarance
di Carlo Gozzi
regia Dmitrij Lochov
marionette Tatjana Melnikova
musica Tatjana Alioscina
produzione Teatro delle Marionette Evghenij Demmeni

Va in scena L’amore delle tre melarance di Carlo Gozzi, fiaba esilarante con uno straordinario “bagaglio” di miracoli, magie e metamorfosi. Riuscirà il principe Tartaglia, vittima del sortilegio della strega Morgana, a liberare le tre melarance che la maga Creonte tiene prigioniere? Truffaldino e il mago Celio saranno due validi scudieri? Speriamo di sì, perché solo così il principe troverà la pace… e una fanciulla da sposare. Lo spettacolo, ideato da Dmitrij Lochov e impersonato dalle incantevoli, bizzarre marionette della tradizione russa, traccia un ponte fra il mondo reale e il regno della fantasia. Gli elementi della favola, le stravaganze del melodramma e le burle della farsa confluiscono in una messa in scena estrosa e indimenticabile, proprio come un sogno. Il tepore e il fascino del “teatrino” in cui si muovono le piccole attrici di legno creano un mondo accogliente e dall’atmosfera familiare, dove ciascuno può emozionarsi in tutta spensieratezza. Per piccoli e grandi spettatori in cerca di meraviglie… a lieto fine.

Il regista - Dmitrij Lochov
La Russia ha sempre avuto grandi maestri burattinai: per tutti il mai dimenticato Obraztsov, il cui teatro, a Mosca, resta sempre affollatissimo, anche oggi, dopo la sua scomparsa. Non meno popolare tra gli “under 15” di Pietroburgo è Dmitrij Lochov: nel suo teatro di marionette sulla Prospettiva Nevskij folle di bimbi ne vedono e rivedono i deliziosi spettacoli, più volte premiati in patria e all’estero. Lochov, dopo una quasi ventennale esperienza al teatro di marionette di Archangelk, sua città natale, nel 1985 approda in quella che all’epoca si chiama Leningrado e qui avvia una nuova, straordinaria carriera nel teatro che sorge sulla Prospettiva più amata della città. Da allora ha firmato oltre 30 spettacoli: diverse sono le sue fonti, dai racconti popolari alle fiabe e leggende russe ed europee, dai grandi classici (Gogol’ naturalmente, ma anche Boccaccio) ai moderni inventori di storie per bambini. Le sue marionette sono deliziosamente tradizionali, piene di ingenua grazia e ironia; i suoi spettacoli sono ammirevoli per leggerezza, fantasia, invenzione. Lochov è anche un grande animatore: ogni anno organizza un festival internazionale, cui partecipano gli altri teatri di marionette pietroburghesi. Sì, perché Pietroburgo ne possiede altri tre, tutti ugualmente amati, frequentati, applauditi dal pubblico infantile (e non solo!).


Piccolo Teatro Strehler, 16 ottobre 2011
La potenza delle tenebre
di Lev Tolstoij
regia Temur Ccheidze
scene Eduard Kocergin
costumi Svetlana Bystrova
luci Vladislav Vlasov
musiche Nikolaij Morozov
consulenti Lidia Ignatkina, Elena Kuzmina
con Anatolij Petrov, Tatjana Aptikeeva, Nina Aleksandrova, Elena Shvariova, Polina Tolstun, Dmitrij Bykovskij,
Valerij Ivcenko, Irute Vengalite, Irina Patrakova, Sergheij Losev, Gheorghij Shtil, Nina Petrovskaja,
Aelita Shkomova, Julia Bacínskaja, Ekaterina Starateleva, Evghenij Ciudakov, Sergheij Galich
produzione Bol’shoi Drama Theatre San Pietroburgo

Un autore “colossale” esplora le zone d’ombra dell’uomo. Protagonisti di La potenza delle tenebre, scritto da Lev Tolstoij nel 1866, sono i guizzi diabolici dell’animo, in una società rurale asfissiata da ignoranza, superstizione, povertà, soprusi. Sullo sfondo di izbe e betulle, incontriamo Nikita, seduttore reso suo malgrado assassino; Anisja, l’amante, che avvelena Pëtr, l’anziano e ricco marito; Matrëna, una donna senza scrupoli, complice di due delitti perpetrati per denaro. Uno scenario senza speranza di redenzione, finché Nikita – come un personaggio shakespeariano – cederà ai rimorsi e confesserà le proprie scelleratezze. Trovare la pace è possibile, a patto che ci si levi la “maschera” del male, sembra dire Tolstoij. Un dramma cupo sul senso del perdono va in scena in una versione originale e spiazzante: nella regia di Temur Ccheidze, i personaggi si fanno buffi, il “mistero” del male s’illumina, si affronta con fresca comicità.

Il regista - Temur Ccheidze
La Georgia da sempre ha dato al teatro russo grandissime personalità, da Mardzanov a Sturua. Una di queste è senza dubbio Temur Ccheidze. Formatosi a Tbilisi, inizia la sua gloriosa carriera prima al teatro dei Giovani Spettatori, poi al teatro accademico Rustaveli e infine al prestigioso teatro Mardzanisvili. Nel periodo georgiano, ha firmato circa settanta spettacoli, dai classici come Sofocle ai contemporanei come Lorca. Dal 1991 lavora al Grande (bolshoi) Teatro Drammatico di Pietroburgo, dove ha portato una ventata di freschezza, energia, intelligenza dopo gli anni di torpore seguiti alle grandi stagioni degli anni Sessanta di Tovstonogov, uno dei maestri indiscussi della regia novecentesca, cui è oggi intitolato il teatro. Ccheidze predilige il repertorio classico, ma lo porta in scena con audacia, originalità, estro, immaginazione, da Schiller (Cabala e amore, Maria Stuarda) a Shakespeare, da Miller a O’ Neill, da Puskin a Lermontov a questo Tolstoij che ha rovesciato completamente la tradizione delle messinscene dell’autore di Guerra e pace.




Dodin e il Malij Drama Teatr di San Pietroburgo


Grandi spettacoli e regie shakespeariane (“Finché non dirigi Shakespeare, non ti prendono sul serio” ebbe a dire), attori straordinari, che educa a partire dall’Accademia teatrale di San Pietroburgo per poi renderli protagonisti dei suoi spettacoli. Anni di studio e lavoro per arrivare ad allestimenti memorabili, da Commedia senza titolo al recente Vita e destino. Dopo Ljubimov, Dodin ha scritto una pagina indelebile nella storia del teatro russo, e continua a scriverla, al ritmo di (almeno) una produzione nuova all’anno. E se Cechov è l’autore-feticcio, Dodin ha portato in scena anche Abramov, O’Neill, Kaledin... fino ai grandi romanzi di Dostoevskij. Il suo teatro è fisico, a partire dai materiali (acqua, legno, terra), per proseguire con la recitazione, in cui acrobazia e agilità sono essenziali, e la musica (i suoi attori suonano sempre almeno uno strumento e non manca mai musica eseguita in scena). Dai primi anni Novanta, è di casa al Piccolo e a Milano e il pubblico italiano non gli ha mai fatto venir meno il proprio affetto e il proprio entusiasmo. Classe 1944, questo straordinario artista, amatissimo in Italia e in tutto il mondo, nasce in Siberia. Inizia a occuparsi di teatro fin da giovanissimo, presso il Teatro dei giovani di Leningrado (oggi San Pietroburgo); dopo la laurea, si iscrive all’Istituto Teatrale di questa città, dove ha studiato con Boris Zon, allievo di Stanislavskij. Il debutto come regista è nel 1966, con un allestimento per la tv, Primo amore, basato su una storia di Ivan Turgenev. Il primo lavoro per il Teatro Malij Drama è Il ladro di Karel Chapek, nel 1975, cui segue, nel 1980, La casa di Abramov. Ne diventa direttore artistico nel 1983 e da quel momento i lavori per il Malij (la maggior parte dei quali visti a Milano grazie allo stretto rapporto che lega questo regista al Piccolo Teatro) includono Fratelli e sorelle sempre di Abramov, Il signore delle mosche di Golding, Stelle nel cielo del mattino di Galin, Gaudeamus di Kaledin, I demoni da Dostoevskij, Desiderio sotto gli olmi di O’Neill, Claustrophobia da lui anche adattato, Il giardino dei ciliegi, Commedia senza titolo (Platonov), Zio Vanja di Cehov, Chevengur di Platonov, Re Lear e Pene d’amor perdute, di Shakespeare, Vita e destino da Grossman e Lungo viaggio verso la notte di O’Neill. Fra le sue regie liriche, Elektra di Strauss per il Festival di Salisburgo, Una Lady Macbeth del distretto di Mtsenk di Shostakovic, per il Maggio Musicale di Firenze, Mazeppa di Chaikovskij per La Scala di Milano, ancora Mazeppa allo Châtelet di Parigi e La regina di spade di Chaikovskij ad Amsterdam, Firenze e Parigi. Si è accostato all’insegnamento di recitazione e regia nel 1967 e oggi è professore presso l’Accademia di Arti Teatrali di San Pietroburgo, nonché direttore del Dipartimento di regia. Ha formato diverse generazioni di attori e registi, molti dei quali collaborano regolarmente con il Malij Drama Teatr. Molte delle rappresentazioni di Lev Dodin hanno ricevuto riconoscimenti internazionali, compresi premi di Stato della Russia e dell’URSS, il Premio Indipendente “Trionfo”, per risultati eccezionali conseguiti nelle Arti e nelle Lettere, la “Maschera d’Oro”, il “Laurence Olivier”. Nel 2000 ha ricevuto il Premio Europa per il Teatro e nel 2001 si è aggiudicato il Premio Nazionale Russo.






Piccolo Teatro Studio Expo, dal 20 al 22 ottobre 2011
Tre sorelle
di Anton Cechov
regia Lev Dodin
scene e costumi Aleksander Borovskij
con Aleksander Bikovskij, Ekaterina Kleopina, Irina Tychinina, Elena Kalinina, Elizaveta Boyarskaya, Sergeij Vlasov,
Petr Semak, Sergeij Kuryshev, Igor Chernevich, Aleksander Zavyalov, Danila Shevchenko, Stanislav Nikolskij,
Sergeij Kozyrev, Tatiana Shchuko, Elena Solomonova, Polina Prohodko, Anatolij Kolibyanov
Produzione Malij Drama Teatr San Pietroburgo
con il sostegno del Ministero della Cultura della Federazione Russa

A Mosca… a Mosca! Ol’ga, Irina e Masha, le sorelle Prozorov, confinate in provincia con il fratello Andreij, vivono un’esistenza scialba e anelano a un futuro migliore. Ma il destino è grigio. Ol’ga invecchierà in solitudine; Masha, abbandonata dal colonnello Vershinin, sceglie la vita con il maestro Kulygin, marito meschino e che non ama; Irina vede morire in un insensato duello il barone Tuzenbach, che aveva chiesto la sua mano e che avrebbe sposato, pur non amandolo; persino Andreij ipoteca la propria felicità, prendendo in moglie la rozza Natasha. In Tre sorelle, ultima creazione di Dodin da Cechov, i sogni si sfasciano, le promesse si allontanano, come la guarnigione di soldati che, per un breve periodo, elettrizza casa Prozorov, prima di sfumare nel nulla. La messa in scena di Dodin è vigorosa: i corpi s’incontrano e s’intrecciano, la sofferenza d’amore è palpabile, fisica. Non manca l’ironia. Mentre le pareti della casa si muovono, paiono scivolare giù dal palco,


Piccolo Teatro Grassi, 24 e 25 ottobre 2011
Vita e destino
dal romanzo di Vasilij Grossman
adattamento e regia Lev Dodin
scene Alekseij Poraij-Koshits
con (in ordine di apparizione) Tatiana Shestakova, Sergeij Kuryshev, Elena Solomonova, Daria Rumyantseva,
Elizaveta Boyarskaya, Vladimir Seleznev, Alekseij Zubarev, Anatolij Kolibianov, Igor Chernevich,
Pavel Gryaznov, Oleg Gaianov, Aleksander Koshkarev, Oleg Ryazantsev, Alekseij Morozov, Igor Ivanov,
Oleg Dmitriev, Vladimir Zakharyev, Danila Kozlovskij, Stanislav Tkachenko, Stanislav Nikolskij, Maxim Pavlenko
Produzione Malij Drama Teatr San Pietroburgo
con il sostegno del Ministero della Cultura della Federazione Russa

In quest’epoca di terrore e di follia insensata, la bontà spicciola, granello radioattivo sbriciolato nella vita, non è scomparsa, dice uno dei personaggi di Vita e Destino, confinato in un lager. Dal romanzo kolossal di uno scrittore “eretico” – perché mostrò al mondo le scioccanti analogie fra comunismo e nazismo – una regia mozzafiato firmata Lev Dodin. Va in scena il dramma della famiglia Saposnikov, sullo sfondo della battaglia e dell’assedio di Stalingrado, fra il 1941 e il 1943. Evgenija, moglie di Krymov, un bolscevico della prim’ora, torturato nelle cantine della Lubjanka, lascia il marito per il colonnello Novikov, eroe di Stalingrad; Strum, fisico ebreo di talento e fama internazionale, sposato con Ljudmila, è vittima della falce dell’antisemitismo… tutte particelle di un’umanità in balìa della storia, vittima delle mostruosità dei totalitarismi, dalla coabitazione forzata ai campi di concentramento – nazisti
o sovietici, ugualmente orrendi. Ma la forza d’animo di un popolo è grande: è la tensione inestirpabile verso la libertà…





Piccolo Teatro Grassi, dal 28 al 30 ottobre 2011
Zio Vanja
di Anton Cechov, regia Lev Dodin, scene David Borovskij
con Igor Ivanov, Ksenia Rappaport, Elena Kalinina, Tatiana Schuko, Sergeij Kurishev,
Piotr Semak, Aleksander Zavialov, Vera Bycova, Aleksander Koshkarev
Produzione Malij Drama Teatr San Pietroburgo
con il sostegno del Ministero della Cultura della Federazione Russa

Tre enormi covoni di fieno sovrastano gli attori, su un palcoscenico inondato di luce ambrata. È la scena di Zio Vanja, il più rabbioso dei testi cecoviani, per la regia di Lev Dodin. Siamo nella casa di campagna dell’anziano e scorbutico professor Serebrjakov che, accompagnato da Elena, la moglie giovane e fascinosa, ha deciso di trascorrere una vacanza. Conosceremo Astrov, medico sognatore che pensa a salvare le foreste e intanto si invaghisce di Elena; zio Vanja, frustrato dal desiderio non corrisposto per Elena e dalla fama del professore suo cognato; la nipote Sonja, segretamente innamorata di Astrov; Telegin (detto Frittella), possidente in malora. Quello che si direbbe un quieto quadro familiare… ma quando il professore annuncia che venderà la proprietà, divampano le tensioni inesplose. Vanno in scena la rabbia – e la rassegnazione – di individui dall’esistenza triviale, segnata da fallimenti, rancori e pusillanimità. Scopriremo che non c’è nulla di più banale – e terribile – di una vita “tranquilla”. Lo spettacolo ha avuto in Italia il Premio della Critica 2004 come miglior produzione straniera.

Gli incontri con i protagonisti


In collaborazione con

Anticipati, a fine settembre, da un incontro promosso dagli Amici del Piccolo, sono in programma, durante il festival, dieci giorni di full immersion con i protagonisti della nuova scena teatrale pietroburghese. Da lunedì 10 a giovedì 20 ottobre, tutti i giorni alle 17.30, presso il Chiostro del Piccolo Teatro Grassi, gli artisti si raccontano al pubblico milanese. Gli incontri sono organizzati in collaborazione con l’Associazione Italia Russia: il presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione, Fausto Malcovati, guida gli spettatori in questo percorso di scoperta, avvalendosi delle testimonianze dirette di registi e attori, con il contributo e la partecipazione di giornalisti, professori e critici teatrali ospiti a Milano nei giorni del festival. L’ultimo incontro è dedicato a Lev Dodin, che partecipa alla rassegna con tre spettacoli, uno dei quali (Tre sorelle di Cechov) in prima rappresentazione italiana.

Giovedì 29 settembre MILANO, IL PICCOLO, LA RUSSIA – I Giovedì degli Amici del Piccolo
con Sergio Escobar, Maria Grazia Gregori, Fausto Malcovati, Eleonora Vasta
Lunedì 10 ottobre PRO TURANDOT - incontro con Emil Kapeliush
Martedì 11 ottobre DON GIOVANNI - incontro con Aleksandr Morfov
Mercoledì 12 ottobre L’AMORE DELLE TRE MELARANCE - incontro con Dmitrij Lochov
Giovedì 13 ottobre KASATKA - LA RONDINE - incontro con Semion Spivak
Venerdì 14 ottobre LA POTENZA DELLE TENEBRE - incontro con Temur Ccheidze
Giovedì 20 ottobre LEV DODIN - incontro con il regista e direttore del Malij Teatr di San Pietroburgo

Tutti gli spettacoli sono in russo con sovratitolazione. Per Vita e destino e Zio Vanja, titoli a cura di Prescott Studio, Firenze
Inizio spettacoli ore 19.30 (domenica ore 16). Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv


La Russia al Piccolo


Stagione 1950/1951 Aleksandr Sakharoff, Concerto di danza
Stagione 1960/1961 Serghiej Obraztsov, Teatro dei burattini di Mosca
Stagione 1967/1968 Teatro della Commedia di Leningrado
I racconti variopinti di Anton Cechov, regia di Nikolaj Akimov
I solisti del Balletto Russo
Stagione 1969/1970 Compagnia Accademica di Stato dell'URSS, coreografie di Igor Moisseiev
Stagione 1970/1971 Concerto dell’Orchestra di Stato dell'URSS
Stagione 1971/1972 Concerto violinistico di Victor Dancenko
Concerto pianistico di André Tchaikowsky
Concerto violinistico di Stoika Milanova
Balletto Sovietico dell'Opera di Riga
Stagione 1972/1973 Concerto del Coro dell'Armata Rossa
Serghiej Obraztsov, Teatro dei Burattini di Mosca
Stagione 1973/1974 Concerto pianistico di Nikita Magaloff
Stagione 1974/1975 Teatro della Satira, La Cimice di Vladimir Majakowsky
Concerto pianistico di Olga Scevkenova
Complesso di cori e danze degli Urali
Stagione 1975/1976 Balletto “Vinski”
Stagione 1976/1977 Balletto di Igor Moisseiev
Concerto del Coro dell'Armata Rossa
Balletto “Kirov” di San Pietroburgo
Stagione 1978/1979 Serghiej Obraztsov, Il Teatro dei Burattini di Mosca
Concerto violinistico di Nina Beilina
Stagione 1980/1981 Balletti di Igor Moisseiev
Rustaveli – Tblisci, Il Cerchio di Gesso di Bertolt Brecht, regia di Robert Sturua
Rustaveli – Tblisci, Riccardo III di William Shakespeare, regia di Robert Sturua
Complesso sovietico Pianitsky
Stagione 1983/1984 Balletto “Le stelle del teatro Bolscioj” diretto da Vladimir Vasiliev
Stagione 1984/1985 Balletto della Compagnia Accademica di Stato di Igor Moisseiev
Stagione 1985/1986 Complesso Accademico di Stato della Danza Ucraina diretto da Paolo Virski
Stagione 1986/1987 Teatro Taganka, Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov, regia di Anatolij Efros
Teatro Taganka, L'albergo dei poveri di Gorki, regia di Anatolij Efros
Teatro Taganka, Il misantropo di Molière, regia di Anatolij Efros
Recital di Sergej Jurskij, A viva voce
Stagione 1987/1988 Balletto “Kirov” di San Pietroburgo, Il lago dei cigni
Scuola d’Arte Drammatica di Mosca
Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, regia di Vladimir Vasiliev
Stagione 1989/1990 Recital di Alla Demidova, Poesia russa del XIX e XX secolo
Stagione 1991/1992 Recital di Sergej Joursky, Diablerie Russe
Stagione 1992/1993 Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Gaudeamus di Serghej Kaledin, regia di Lev Dodin
Stagione 1994/1995 Balletto del Bolshoj Grigorovich Ballet, coreografie di Yuri Grigorovich
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Claustrophobia di Lev Dodin, regia di Lev Dodin
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Fratelli e Sorelle, regia di Lev Dodin
Accademia Musica Antica di Mosca
Stagione 1996/1997 Orchestra del Teatro “Kirov” di San Pietroburgo
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo
Stelle nel cielo mattutino di Aleksandr Galin, regia di Lev Dodin
Stagione 1997/1998 Théâtre Odeòn di Parigi – Malij Drama Teatr
Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov regia di Lev Dodin
Balletto “Kirov” di San Pietroburgo
Stagione 1999/2000 Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Platonov di Anton Cechov, regia di Lev Dodin
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Gaudeamus di Serghej Kaledin, regia di Lev Dodin
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Chevengur, regia di Lev Dodin
Stagione 2000/2001 Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Gaudeamus di Serghej Kaledin, regia di Lev Dodin
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, I demoni di Fedor Dostoevskij, regia di Lev Dodin
Stagione 2001/2002 Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Claustrophobia, scritto e diretto da Lev Dodin
Stagione 2002/2003 Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Fratelli e Sorelle, regia di Lev Dodin

Stagione 2003/2004 Balletto “Muzskoj” di San Pietroburgo
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo,
Coro di Mosca di Ljudmila Petrushevskaja, regia di Igor Konyaev
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Zio Vanja di Anton Cechov, regia di Lev Dodin
Accademia di Mosca, “Lezione Masterclass” con Anatoli Vasiliev
Stagione 2005/2006 Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Re Lear di William Shakespeare, regia di Lev Dodin
Stagione 2006/2007 Slava’s snowshow
Stagione 2007/2008 Alexandrinsky, Il Revisore, regia di Valery Fokin
Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Vita e destino, regia di Lev Dodin
Stagione 2008/2009 Alexandrinsky, Il Matrimonio, regia di Valery Fokin
Malij Teatr Mosca, Una domanda di Matrimonio/L’orso, regia di Vitaly Ivanov
Stagione 2009/2010 Malij Drama Teatr di San Pietroburgo, Pene d’amor perdute, regia di Lev Dodin
Stagione 2010/2011 Slava’s snowshow

Il Piccolo in Russia
Le tournée

Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni, regia di Giorgio Strehler
Leningrado 1959/60, 1977/78
Mosca 1959/60, 2000/01, 2007/08, 2008/09
San Pietroburgo 2003/04, 2007/08
Kaliningrad 2006/2007
Minsk 2009/10

Il campiello
di Carlo Goldoni, regia di Giorgio Strehler
Leningrado 1976/77
Mosca 1976/77

La grande magia
di Eduardo De Filippo, regia di Giorgio Strehler
Mosca 1989/90

L’isola degli schiavi
di Pierre De Marivaux, regia di Giorgio Strehler
Mosca 1995/96

I due gemelli veneziani
di Carlo Goldoni, regia di Luca Ronconi
Mosca 2000/01

Così fan tutte
di Wolfang Amadeus Mozart,
uno spettacolo di Giorgio Strehler
Mosca 2004/05, 2006/07
San Pietroburgo 2006/07
in occasione dei 250 anni del Teatro Alexandrinsky

Giorni felici
di Samuel Beckett, regia di Giorgio Strehler
Mosca 2006/07
San Pietroburgo 2006/07in occasione dei 250 anni del Teatro Alexandrinsky



Il ventaglio
di Carlo Goldoni, regia di Luca Ronconi
San Pietroburgo, 2007/08

Trilogia della Villeggiatura
di Carlo Goldoni, regia di Toni Servillo
Mosca 2008/09
San Pietroburgo 2008/09

Accademia della Commedia dell’Arte
Mosca 2008/09
PER DIFFUSIONE IMMEDIATA

CIRQUE DU SOLEIL VI ASPETTA PER NUOVE AUDIZIONI A MILANO A OTTOBRE 2011!


Montreal, 13 luglio 2011 – Cirque du Soleil sta cercando nuovi talenti per gli spettacoli attualmente in produzione e le prossime creazioni; le audizioni si terranno a Milano, in Italia, il 6 e 7 ottobre 2011 presso il Piccolo Teatro di Milano.

Il team Casting di Cirque du Soleil è alla ricerca continua di atleti e artisti di talento. I nostri talent scout perlustrano tutto il globo alla ricerca di talenti eccezionali che siano pronti a imbarcarsi in una nuova avventura.

Dal 1984, Cirque du Soleil si è ricavata una nicchia speciale nel mondo dello spettacolo. Grazie a una combinazione di arte di strada, arte circense, danza, teatro, musica e canzoni, il Cirque du Soleil ha dato vita a un nuovo universo magico.

Le audizioni sono il mezzo principale attraverso cui il Cirque du Soleil recluta nuovi talenti. Il team Casting è ansioso di scoprire talenti locali e il modo migliore per farlo è dare agli artisti la possibilità di incontrarci di persona.


Il team Casting di Cirque du Soleil cercherà in particolare:


CLOWN - ATTORI "FISICI" - ARTISTI DI STRADA - MIMI
ATTORI CHE INTERPRETANO PERSONAGGI CON CARATTERISTICHE FISICHE ATIPICHE
(STATURA BASSISSIMA O ALTISSIMA, GEMELLI, ECCETERA).


PER ULTERIORI DETTAGLI E PER INVIARE LA VOSTRA CANDIDATURA, VISITATE:
WWW.CIRQUEDUSOLEIL.COM/JOBS
TRAMEDAFRICA - XI Festival Tramedautore

Sabato 17 settembre alle ore 11.00 - 25 settembre alle ore 20.00

Piccolo Teatro Milano - Chiostro e Piccolo Teatro Grassi | Piccolo Teatro Studio EXPO
Teatro Grassi Via Rovello, 2 | Teatro Studio EXPO Via Rivoli, 6
Milan, Italy

Outis - Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano - Unione dei Teatri d'Europa - Progetto Frontiere Liquide presenta:
TRAMEDAFRICA - XI Festival Tramedautore
DAL 17 al 25 SETTEMBRE 2011
Maggiori info: www.outis.it

| Sabato 17 settembre

Chiostro del Teatro Grassi | dalle 11.00 alle 18.00 | ingresso libero
L’INTELLIGHENZIA AFRI CANA CHE VIVE IN LOMBARDIA
dalle 11.00 alle 13.30 - TAVOLA ROTONDA
dalle 14.30 alle 18.00 - PERLE DI ARTI AFRICANE | Letteratura e arte

Chiostro del Teatro Grassi | 18.30 | ingresso libero
APERITIVO IN BIANCO E NERO - Ouejdane Mejri presenta No more fear di Mourad Ben Cheikh

Piccolo Teatro Grassi | 19.00 | ingresso libero
CINEMA - NO MOR E FEAR di Mourad Ben Cheikh

Piccolo Teatro Grassi | 21.30 | SENEGAL
TEATRO / DANZA - S.A.T. / SOLE ACQUA TERRA

| Domenica 18 settembre

Chiostro e Piccolo Teatro Grassi | dalle 11.00 alle 18.00 | ingresso libero
L’INTELLIGHENZIA AFRI CANA CHE VIVE IN LOMBARDIA
dalle 11.00 alle 13.00 - PERLE DI ARTI AFRICANE | Danza di ricerca e tradizionale
dalle 14.00 alle 18.00 - PERLE DI ARTI AFRICANE | Musica

Chiostro del Teatro Grassi | 18.30 | ingresso libero
APERITI VO IN BIA NCO E NERO - Fabrizio Guglielmini dialoga con Baba Sissoko, introduce Modou Gueye

Piccolo Teatro Grassi | 21.00 | MALI
MUSICA - CONCERTO di Baba Sissoko e la sua tribù

| Lunedì 19 settembre

Chiostro e Piccolo Teatro Grassi | 20.30 | BENIN | ingresso libero
CERI MONIA /SPETTACOLO SULLA CULTURA VUDU

| Martedì 20 settembre

Libreria La Feltrinelli | Corso Buenos Aires, 33| 13.30 | ingresso libero
Incursione in libreria dei cantastorie presenti al Festival TRA MEDAFRICA

Chiostro del Teatro Grassi | 18.00 | ingresso libero
APERITI VO IN BIA NCO E NERO - Presentazione del libro Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra) di Paolo Borgna

Chiostro del Teatro Grassi | 19.30 | CAMERUN | ingresso libero
TEATRO / I CANTASTORI E - MINKANA

Piccolo Teatro Studio EXPO | 21.30 | REP. DEM. DEL CONGO
TEATRO - LES LAR MES DU CIEL D’AOUT /LACRIME DEL CIELO

| Mercoledi 21 settembre

Chiostro del Teatro Grassi |19.30 | COSTA d’AVORIO | ingresso libero
TEATRO / I CANTASTORIE – KPOMBOSSOU-AMBOMBOSSOU-KOKOFOUSSOU-ANDOH - Contes à l’Africaine

Piccolo Teatro Studio EXPO | 21.30 | REP. DEM. DEL CONGO
TEATRO - LES LAR MES DU CIEL D’AOUT / LACRI ME DEL CIELO D’AGOSTO

Giovedì 22 settembre

Chiostro Piccolo Teatro Grassi | 18.00 | ingresso libero
APERITIVO IN BIANCO E NERO - Presentazione del progetto Carovana4Africa sostenuto da Fondazioni4Africa

Chiostro del Teatro Grassi | 21.00 | CAMERUN | ingresso libero
TEATRO / I CANTASTORIE – MINKANA

| Venerdì 23 settembre

Chiostro Piccolo Teatro Grassi |18.00 | ingresso libero
APERITIVO IN BIANCO E NERO - Presentazione del turismo responsabile

Chiostro del Teatro Grassi |19.30 | COSTA d’AVORIO | ingresso libero
TEATRO / I CANTASTORIE – KPOMBOSSOU-AMBOMBOSSOU-KOKOFOUSSOU-ANDOH - Contes à l’Africaine

Piccolo Teatro Grassi | 21.00 | SUDAFRI CA
TEATRO - THE TRAIN DRI VER / IL CONDUCENTE DEL TRENO

| Sabato 24 settembre

Chiostro del Teatro Grassi | dalle 15.30 alle 19.30 | ingresso libero
SPICCHI D’AFRI CA - Maratona di narratori, musicisti, performer

Piccolo Teatro Grassi | 21.00 | SUDAFRI CA/ITA LIA
TEATRO - THE SYRINGA TREE / IL LILLÁ

| Domenica 25 settembre

Chiostro Piccolo Teatro Grassi | 19.30 | ingresso libero
MUSI CA / TEATRO - OMAGGIO A MIRIAM MAKEBA
Piccolo Teatro Grassi | 21.00 | SUDAFRICA/ITALIA

TEATRO - THE SYRINGA TREE / IL LILLÁ

| Dal 17 al 25 settembre
Chiostro e Foyer del Teatro Grassi | dal 17 al 25 settembre
SCULTURE di Moussa Traore
 COMUNICATO STAMPA

Lunedì 5 settembre 2011 ore 21.00 – Piccolo Teatro Strehler (largo Antonio Greppi, 1) - Milano

Ornella Vanoni e Peppe Servillo portano in scena ‘Le canzoni della mala’

Le canzoni della mala
Ornella Vannoni
Peppe Servillo

con
Federico Odling, violoncello – arrangiamenti
Natalio Mangalavite, pianoforte
Emanuele Smimmo, percussioni
Giuseppe Ragazzini, scenografie e video
Graziano Travison, regia luci
Luciano Graffi, regia audio

In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Posti numerati € 20, € 30
print@home

Tra i primi appuntamenti del Festival MITO SettembreMusica, il 5 settembre Ornella Vanoni e Peppe Servillo portano in scena Le canzoni della mala al Piccolo Teatro Strehler di Milano, alle ore 21.00. Un doppio percorso musicale che vede protagoniste da un lato le canzoni della mala “inventate” da Giorgio Strehler per Ornella Vanoni, dall’altro le canzoni della mala napoletana interpretate da Peppe Servillo. Tra queste figurano Palomma, Senti come vusa la sirena, Guapparia, L’Armando, Ma mi e Hanno ammazzato il Mario. I due artisti si esibiscono anche in duetto con canzoni come la celeberrima Porta Romana. Due dialetti diversi, due mondi lontani che si confrontano e si attraggono proprio per questo. Il filo rosso della memoria, il fascino di un tempo passato, se vogliamo romantico, cosa che il mondo in cui viviamo non è più. Ornella Vanoni e Peppe Servillo si esibiscono accompagnati dal violoncellista, compositore, direttore d'orchestra e arrangiatore Federico Odling - collaboratore di numerosi ensemble, compagnie teatrali e di musicisti quali Franco Piersanti, Nicola Piovani e I virtuosi di S. Martino - e dal pianista, cantante, arrangiatore e compositore argentino Natalio Mangalavite, che ha collaborato per più di venti anni con la Vanoni e, negli ultimi anni, con musicisti quali Javier Girotto, Fabrizio Bosso e Avion Travel. La scenografia dello spettacolo sarà realizzata in esclusiva dall'artista Giuseppe Ragazzini, che utilizzerà la sua particolare tecnica di videoproiezione dinamica e mapping.
Una produzione di COSE DI MUSICA.


Biografie
Ornella Vanoni
Nasce a Milano il 22 settembre 1934. Si iscrive alla scuola del Piccolo Teatro, allora diretta da Giorgio Strehler e debutta nel 1957 ne "I Giacobini" di Federico Zardi. Il Maestro decide di farla anche cantare e per lei "inventa" le canzoni della mala, in buona parte scritte da lui con Fiorenzo Carpi, Gino Negri e Dario Fo. Con queste, Ornella arriva al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1959. L'incontro nel 1960 con Gino Paoli la avvicina alla canzone d’autore e porta a una collaborazione autore-interprete di brani memorabili. Vince il premio S. Genesio come migliore attrice nel 1961 e nel 1963 per "L'idiota" di Achard e "La fidanzata del bersagliere" di Anton. Nello stesso anno recita nel "Rugantino" di Garinei, Giovannini e Trovaioli e ottiene un enorme successo perfino a Broadway. Da questo momento ci sono solo musica, dischi, tv e festival. Vince il Festival di Napoli nel 1964 ed è seconda a Sanremo nel ‘68. Per qualche anno si trasferisce a Roma e fonda la sua casa discografica "Vanilla”, mentre l’attività musicale prosegue con gli LP a tema, affiancata dal lungo sodalizio artistico e umano con Sergio Bardotti, che la porta a scrivere i testi che interpreta e il fantastico incontro con il Brasile di Vinicius de Moraes e Toquinho. La collaborazione con Bardotti si conclude con l’album “Ornella e...”, inciso con i maggiori jazzisti del mondo, tra cui George Benson, Herbie Hankock, Steve Gadd, Gil Evans, Michael Brecker e Ron Carter.
Negli anni Novanta ha inizio la collaborazione con il produttore artistico Mario Lavezzi. Si susseguono successi discografici epocali e relative tournée. Torna a teatro nel 1985 con Albertazzi, in “Commedia d'amore” di Bernard Slade e nel 2007 al Festival Magna Grecia Teatro con "Femmina e Fuoco - Voci dal mito" dove interpreta i grandi miti greci nello spettacolo diretto da Giancarlo Cauteruccio. Il 2008 è l'anno di importanti riconoscimenti: "Premio Milanodonna - le donne che hanno fatto grande Milano", "Premio Marisa Bellisario Speciale alla Carriera", "Premio Lunezia". L'anno si chiude con l'uscita di un nuovo cd, "Più di me”, dove molti dei migliori artisti italiani duettano con lei. In pochi mesi l’album ottiene il doppio disco di platino e il premio WMA 200. Fanno seguito uno spettacolare concerto a piazza del Duomo, dove assistono 30.000 persone, una prima serata Rai Uno che sbanca auditel e share e una tournée di nove mesi che la porta in tutta Italia. Nel novembre 2009 esce un nuovo cd, “Più di te”, dove interpreta “al maschile” noti brani dei migliori cantautori - cd che viene presentato in quattro memorabili serate al Blue Note di Milano. Nel maggio 2010 riceve al Campidoglio di Roma il prestigioso “Premio Simpatia 2010”. Il meglio della registrazione live al Blue Note viene raccolto in un doppio cd “Ornella Vanoni Live al Blue Note”, che esce nell’ottobre 2010.

Peppe Servillo
Debutta come cantante nell’autunno del 1980 con gli Avion Travel. Nel 1990 incontra Lilli Greco, determinante ai fini della crescita artistica e professionale del gruppo e pubblica “Bellosguardo”, il primo di numerosi dischi che porteranno gli Avion Travel all’attenzione della critica e del pubblico. Nel 1996 presentano con Fabrizio Bentivoglio l’operina “La guerra vista dalla luna”, con testi scritti da Servillo. Nel 2000 gli Avion Travel vincono la 50a edizione del Festival di Sanremo con il brano “Sentimento” e l'anno successivo Peppe collabora con il maestro Ennio Morricone alla colonna sonora del film “Aida degli alberi”. Nel 2007 esce l’album “Danson Metropoli – Canzoni di Paolo Conte”, debutto della nuova formazione degli Avion, che nel maggio 2009 si esibiscono al Teatro degli Arcimboldi in un concerto per Nino Rota cui seguirà l’uscita del disco “L’amico magico”. Il 2010 vede la presentazione al Festival di Venezia di due film in cui Peppe è presente in veste di interprete: “Into paradiso” di Paola Randi e “Passione” di John Turturro. Nel 2010 vince con gli Avion Travel il premio Tenco categoria migliori interpreti e collabora come attore in teatro con il fratello Toni allo spettacolo “Sconcerto”.

PER INFORMAZIONI E VENDITA BIGLIETTI:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725 / 02.88464748
c.mitoinformazioni@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it
App MITO SettembreMusica a Milano per iPhone e iPod-Touch disponibile su http://itunes.apple.com/it/app/id438402161
COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 7 settembre 2011 ore 17.00 – Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2) - Milano

Dalla Russia con amore con Boris Petrushansky e lo Xenia Ensemble

Boris Petrushansky, pianoforte
Chiara Amarù, mezzosoprano
Anton Dressler, clarinetto
Diego Chenna, fagotto
Francesco Senese, violino
Xenia Ensemble
Elisabeth Perry, Eilis Cranitch, violini
Maurizio Redegoso Kharitian, viola
Elizabeth Wilson, violoncello
Samuele Sciancalepore, contrabbasso

posto unico numerato € 5

Dalla Russia con amore arriva la musica cameristica proposta in questo concerto, mercoledì 7 settembre alle ore 17.00 al Piccolo Teatro Grassi di Milano, per MITO SettembreMusica. Insieme al pianista Boris Petrushansky e lo Xenia Ensemble saliranno sul palco il mezzosoprano Chiara Amarù e Anton Dressler, Diego Chenna e Francesco Senese, rispettivamente al clarinetto, al fagotto e al violino, per mostrare come i compositori russi abbiano da sempre custodito il segno della musica italiana nel profondo del loro cuore.
Il programma spazia da Michail Ivanovič Glinka che oltre a essere compositore aveva anche una passione per il canto e visse per qualche tempo a Milano, dove conobbe Bellini e Donizetti, e che proprio in Italia scrisse, nel 1832, il suo Trio Patetique e il Gran Sestetto, fino ad arrivare a composizioni di Igor Stravinsky e Aleksandr Tichonovič Grečaninov. Le composizioni di Stravinsky in particolare sono pervase dalla cantabilità tipicamente italiana, attinta dal melodramma, dove emerge l’ispirazione alle atmosfere e alle suggestioni del belpaese.
I Sonetti romani di Grečaninov si basano invece su cinque liriche del poeta simbolista Vjačeslav Ivanov, che si trasferì a Roma nel 1924 e che proprio a questa città e alle sue bellezze dedicò le sue poesie, musicate poi nel 1940 dal compositore russo. La Suite Italienne di Stravinsky è invece un arrangiamento di alcuni brani del balletto Pulcinella di Gianbattista Pergolesi, da cui l’autore trae temi e suggestioni poi rielaborati in uno dei più vivaci e conosciuti brani dell’autore. Prokof’ev fu affascinato d’altra parte dalle fiabe di Carlo Gozzi e dal loro clima fatato, ne sono testimonianza i famosissimi Scherzo e Marcia dall’opera "L’amore per tre melarance" ispirati all’omonima opera dell’autore veneziano. In questo concerto il pianista russo Boris Petrushansky, per sottolineare lo stretto legame tra Italia e Russia, riunisce, assieme al connazionale clarinettista Anton Dressler, diversi musicisti tra cui il mezzosoprano italiano Chiara Amarù e il violinista Francesco Senese, il fagottista Diego Chenna e i musicisti dello Xenia Ensemble di Torino.
In collaborazione con Serate Musicali - Milano

Programma

Michail Ivanovič Glinka, Trio Patetique per clarinetto, fagotto e pianoforte.
Aleksandr Tichonovič Grečaninov, Sonetti romani per mezzosoprano e pianoforte (prima esecuzione pubblica italiana)
Sergej Prokof’ev, Scherzo e Marcia dall’opera "Amore per tre melarance" op. 33 per pianoforte
Rodion Konstantinovič Shchedrin, "Stiamo facendo una opera di Rossini" per pianoforte
Grigory Ginzburg, Parafrasi da concerto su Cavatina di Figaro dall’opera "Il barbiere di Siviglia" di Rossini per pianoforte
Igor Stravinsky, Suite Italienne per violino e pianoforte
Michail Ivanovič Glinka, Gran Sestetto per pianoforte e quintetto d’archi

Biografie

Boris Petrushansky è nato a Mosca nel 1949 da genitori musicisti. Viene ammesso alla Scuola Centrale presso il Conservatorio di Mosca nella classe di Inna Levina. Nel 1964 il quindicenne pianista incontra uno dei più grandi musicisti dei nostri tempi, Heinrich Neuhaus, e diventa il suo ultimo allievo. Quei non molti mesi trascorsi nella classe di Neuhaus sono stati determinanti sotto molti aspetti per tutto il successivo sviluppo del artista completandosi sotto la direzione del Prof. L. Naumov, allievo ed assistente di Neuhaus, un musicista fine, fedele custode delle tradizioni romantiche della scuola che ha dato al mondo E.Gilels e S.Richter. Tra le orchestre con cui ha suonato nominiamo l`Orchestra Sinfonica di Stato dell`URSS, Filarmonica di S.Pietroburgo, Filarmonica di Mosca, della Cecoslovacchia, di Helsinki, la Staatscapelle di Berlino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Moscow Chamber Orchestra, la New European Strings, l’Orchestra da Camera della Comunità Europea. Ha collaborato con i direttori d`orchestra come J.Ferencik, E.Bour, P.Berglund, Lu Jia, E-P.Salonen, V.Fedoseev, A.Nanut, V.Gergiev, R.Abbado, V.Jurowsky. Tra i partner di musica da camera spiccano i nomi di L.Kogan, J.Oistrakh, V.Afanasiev, D.Sitkovetsky, M.Maisky. Dal 1991 Boris Petrushansky vive in Italia, a Imola, dove insegna presso l`Accademia Pianistica "Incontri col Maestro", continua una intensa attività concertistica sia in Italia che in Russia dove ritorna regolarmente. Ha registrato diversi compact disc per la Melodia (Russia), Art & Electronics (Russia-USA), Symposium (Inghilterra), Fone, Dynamic, Agora e Stradivarius (Italia). Boris Petrushansky è membro della giuria dei concorsi di Terni, Vercelli, Bolzano, Tongyong.

Chiara Amarù è nata a Palermo nel 1984. Inizia gli studi musicali sotto la guida dei propri genitori. Dal 1991 al 2001 fa parte del coro di voci bianche della Fondazione Teatro Massimo di Palermo e nel 2007 consegue il diploma di canto lirico con il massimo dei voti al Conservatorio di musica Vincenzo Bellini di Palermo. Segue corsi di perfezionamento e tecnica vocale, di gestualità musicale e un workshop sul teatro Mozartiano. Nel 2006 vince una borsa di studio quale “migliore giovane” al 13° Concorso Internazionale di Canto Lirico Giuseppe Di Stefano. Nel 2008 è finalista al 59° Concorso Aslico di Como, dove viene chiamata a sostenere il ruolo di “Dorabella” nell’opera “Così fan Tutte” di Wolfgang Amadeus Mozart. Nel 2008 è finalista al 7° Concorso Lirico Internazionale "Ottavio Ziino", vincendo un premio come più giovane finalista. È solista nel “Requiem” di Wolfgang Amadeus Mozart a Chieti per il Teatro Marrucino sotto la direzione del M° Donato Renzetti. A maggio 2009 si esibisce a Torino con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI in un Concerto trasmesso in diretta radiofonica nazionale. A Ottobre si esibisce a Correggio in concerto con Andrea Bocelli in occasione del premio “Pavarotti d’oro 2010”. A novembre e dicembre 2010 è “Angelina” nell’opera “La Cenerentola” di Gioacchino Rossini nei teatri di Brescia,Cremona,Como,Pavia.

Francesco Senese, nato nel 1976, ha iniziato lo studio del violino all’età di sette anni presso la Scuola di Musica “R.Goitre” di Colico proseguendo poi al Conservatorio “G.Verdi” di Como dove si è diplomato col massimo dei voti. Dall’età di quattordici anni ha frequentato i corsi di perfezionamento tenuti da importanti Maestri. Dal 1994 al 2000 ha studiato sotto la guida del M° Sergej Krylov e dal 2000 al 2005 in Italia con il M° Pavel Vernikov e in Olanda con il celebre violinista Herman Krebbers. Ha vinto il Primo Premio Assoluto in numerosi concorsi nazionali ed internazionali. La sua attività concertistica lo ha portato ad esibirsi in diverse città italiane e straniere. Nell'ambito della musica da camera ha collaborato e collabora tutt’ora con importanti musicisti quali i violinisti P.Vernikov, S. Krylov ,i violisti S.Braconi, D. Rossi e V.Mendelssohn, i violoncellisti M.Rousi, E. Bronzi e U. Clerici, il clarinettista J.Krejci, il trombettista G.Cassone, il chitarrista E. Segre, il cornista A. Allegrini, i pianisti L. de Fusco, E Pace, G.Andaloro, O. Kern, R.Cominati, P.N.Masi, M.Baglini e S. Iaconis, con la quale suona stabilmente in duo dal 1997. Nel 2004 è stato membro della UBS Verbier Festival Orchestra con la quale ha suonato sotto la direzione di importanti direttori quali Levine,Gergiev,Temirkanov,Jarvi,Dutoit. È stato inoltre invitato a far parte della UBS Verbier Chamber Orchestra, selezione dei migliori musicisti della compagine sinfonica. Dalla 2007 su invito del Maestro Claudio Abbado è diventato membro della Lucerne Festival Orchestra.

Diego Chenna studia con V. Menghin presso il Conservatorio di Torino e con Sergio Azzolini al MHS di Stoccarda. Negli stessi anni suona con la Gustav Mahler Jugend Orchester e l’European Union Youth Orchestra diretta da Claudio Abbado. Nel 1998 vince il primo premio “Fernand Gillet International Competition” negli U.S.A.e comincia la sua carriera come solista e in formazioni cameristiche. Collabora in qualità di primo fagotto con la Chamber Orchestra of Europe e la World Orchestra for Peace diretta da Valery Gergiev. Il suo nome compare in vari festival europei, dove ha suonato con artisti tra cui Heinz Holliger, Alexander Lonquich, Maurice Bourgue, Yuri Bashmet, Patricia Kopatchinskaja. La sua incessante ricerca in campo musicale spesso lo fa uscire dal repertorio classico per il suo strumento verso campi innovativi: la riscoperta di musica dimenticata, lo sviluppo di nuove tecniche esecutive, l’utilizzo dell’elettronica live e la creazione di un nuovo repertorio rappresentano oggi il suo maggior interesse. Svariati compositori gli hanno dedicato alcuni dei loro lavori. Attualmente insegna al Conservatorio di Novara.

Anton Dressler è stato descritto dal Corriere della Sera come un clarinettista dalla “sensibilità ipnotica”, con una “superba intonazione e un unico senso dell’intimità” (Il Resto del Carlino). Le sue apparizioni come solista comprendono paesi come Italia, Belgio, Germania, Francia, Russia, Svezia, U.s.a., Israele e Taiwan, suonando con Mischa Maisky, Julian Rachlin, Jean-Yves Thibaudet, Boris Petrushansky, Itamar Golan, Ingrid Fliter, Vladimir Spivakov, Pavel Vernikov, Alexander Gindin, Olga Kern, S.Petersburg Quartet, l’Aviv Quartet, la Moscow Chamber Orchestra, la Seasons Chamber Orchestra. Partecipa a diversi festival musicali tra cui il “Festival Dei Due Mondi” di Spoleto, il “Portogruaro Festival”, i festival di Aspen e Colmar, il “Four Seasons” di S. Pietroburgo e il “Kissingen Sommer”. Profondamente impegnato nel repertorio di musica cameristica è uno dei fondatori del “Kaleido Ensemble”. Dedito alla musica del nostro tempo Dressler ha suonato diversi lavori di svariati compositori tra cui U.Brener, E.Podgaiz, M.Bronner, A.Rosenblat, E.Galperin, A.Chaikovsky che gli hanno dedicato loro composizioni. Ha preso parte a vari progetti jazz, klezmer e crossover suonando tra gli altri con Uri Brener, Elias Faingersh , Arcady Schilkloper. Ha registrato il “Quatuor Pour la Fin du Temps” di Messiaen per "Atopos", l’“Overture on Hebrew themes” di Prokofiev per "Russian Seasons", e, insieme a Boris Petrushansky, un CD di musica russa per clarinetto e pianoforte per “Cryston”.

Xenia Ensemble è stato fondato a Torino nel 1995 da quattro musiciste appassionate dalla musica contemporanea. Al quartetto d’archi vengono spesso abbinati voce, pianoforte, strumenti a fiato. L’interesse verso le influenze etniche sulla musica contemporanea ha portato l’Ensemble ad aggiungere strumenti come la pìpa e il dizi cinesi, le tabla indiane, il duduk armeno, l’oud palestinese, lo sho giapponese, il geychak iraniano, il chang uzbeko. Xenia Eensemble è stato ospite di importanti festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero: MITO SettembreMusica e il Piccolo Regio di Torino, Festival di Ravenna, Cité de la Musique a Parigi, Holland Festival ad Amsterdam, Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Ilkom Festival a Tashkent, Arts Square Festival di San Pietroburgo, Morgenland Festival, Alicante Contemporary Music Festival e Lieu Unique di Nantes. Ha collaborato con compositori quali Giya Kancheli, James Macmillan, Arvo Pärt, Franghiz Ali-Zadeh, Gerald Barry, Simon Holt, Steve Mackey, con musicisti e cantanti quali Alexander Balanescu, Dai Ya, Liu Fang, Federico Sanesi, Rohan de Saram, Jorgen Petterson, Cristina Zavalloni, Hilliard Ensemble, Luisa Castellani, Sarah Leonard, con gli attori Eugenio Allegri e Davide Livermore e con lo scrittore Paolo Nori. Da dieci anni Xenia Ensemble organizza a Torino il Festival di Musica Contemporanea EstOvest e da 15 anni il Corso internazionale di musica da camera per giovani strumentisti ad arco a Prà Catinat. Tra i progetti recenti vi sono i programmi dedicati al futurismo italiano e russo, la messa in scena di “Ghost Opera” del compositore Tan Dun e la promozione dei programmi “Musica e Parola” dedicati all’Avanguardia russa e americana, ai poeti Pushkin e Brodsky, ai compositori Shostakovich e Denisov. Xenia Ensemble ha registrato programmi per la radio in molti paesi. Ha inciso due CD - “Eastern Approaches” con musiche di Kancheli, Yanov-Yanovsky e Ali-Zadeh e l’altro è dedicato alla musica di Gerald Barry.
COMUNICATO STAMPA

Lunedì 9 maggio, alle ore 21, al Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), si terrà l’ultimo appuntamento della XIIIa edizione della rassegna Jazz al Piccolo – Orchestra Senza Confini, organizzato dall’Associazione Culturale Musica Oggi e dal Piccolo Teatro di Milano

EUROPEAN BIG BAND

CIVICA JAZZ BAND
Solisti: Emilio Soana (tromba), Roberto Rossi (trombone), Giulio Visibelli (sassofoni),
Marco Vaggi (contrabbasso), Tony Arco (batteria)
e gli studenti dei Civici Corsi di Jazz della Civica Scuola di Musica di Milano

Direttore ENRICO INTRA

In programma composizioni di Kenny Wheeler, Mathias Ruegg, Francis Boland,
Paolo Damiani, George Gruntz, Enrico Intra

Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

CONTRARIAMENTE A QUANTO ANNUNCIATO E A CAUSA DEL TAGLIO DEI FIANNZIAMENTI ALLA BAND DA PARTE DEL COMUNE DI BARI, LA JAZZ STUDIO ORCHESTRA DIRETTA DA PAOLO LEPORE NON POTRA’ PARTECIPARE AL CONCERTO MILANESE.

LA SOSTITUIRA’, CON ANALOGO REPERTORIO, LA CIVICA JAZZ BAND DIRETTA DA ENRICO INTRA, CHE CHIUDERA’ LA SUA XIII STAGIONE AL PICCOLO TEATRO. UNA STAGIONE SEGNATA DA UN NOTEVOLE SUCCESSO DI PUBBLICO E COME SEMPRE LEGATA A PRODUZIONI ORIGINALI, COME QUELLA PREVISTA SOTTO IL TITOLO DI EUROPEAN BIG BAND.

Lo sguardo alla produzione delle big band europee è il tema di quest’ultimo appuntamento della XIII edizione di Orchestra Senza Confini, il cui programma è stato preparato scegliendo tra partiture che offrono uno spaccato delle orchestre jazz del vecchio continente: dalla Vienna Art Orchestra all’ONJ, dalla Boland-Clarke a quelle di Wheeler e Gruntz. Le partiture scelte evidenziano quella dimensione europea del jazz che oggi rappresenta forse l’ambito più vitale della scena legata a questa musica.

Ingresso 16 euro - Per informazioni e prenotazioni tel. 848800304
Link Sponsorizzati
  Programma per la stagione 2011/2012  
CALENDARIO TEATRO STREHLER
5 settembre 2011 Ornella Vanoni/Peppe Servillo, Le canzoni della mala
nell’ambito di Festival MITO SettembreMusica
18 settembre 2011 Festival MITO SettembreMusica
9-18 settembre 2011 MilanoFilmFestival
12-14 ottobre 2011 Molière, Don Giovanni, Morfov
16 ottobre 2011 Tolstoj, La potenza delle tenebre, Ccheidze
18-23 ottobre 2011 Delbono, Dopo la battaglia
25 ottobre- 6 novembre 2011 Shakespeare, Misura per misura, Sciaccaluga
8-27 novembre 2011 Niccolini, ITIS Galileo, Paolini
28 nov.-4 dicembre 2011 Luca e Paolo, Non contate su di noi
7 dicembre 2011 Jazz al Piccolo
13-23 dicembre 2011 Accademia Teatro alla Scala, Lo schiaccianoci
27 dic. 2011-8 gennaio 2012 Ara Malikian, PaGAGnini, Yllana
13-15 gennaio 2012 Barberio Corsetti, Nineteen Mantras
17-28 gennaio 2012 Gaber/Pasolini, Eretici e corsari, Gallione
31 gennaio-12 febbraio2012 Mozart, Un flauto magico, Brook
14-26 febbraio 2012 Ibsen, Nora alla prova da “Casa di bambola”, Ronconi
28 febbraio-11 marzo 2012 Albertazzi, Cercando Picasso, Calenda
16-18 marzo 2012 Marcoaldi, Sconcerto, Servillo
12 aprile-6 maggio 2012 Shakespeare, Giulio Cesare, Rifici
10-13 maggio 2012 Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
17 maggio-20 maggio 2012 Aterballetto, Romeo and Juliet
24 maggio-27 maggio 2012 Aterballetto, Serata Stravinskij
31 maggio-3 giugno 2012 Aterballetto, Absolutely free/H+
5-17 giugno 2012 Rossi, Il Mistero Buffo
giugno 2012 Festival MIX
Scatola Magica
1-10 febbraio 2012 Charioteer Theatre, Gang, Pasetti
1-23 marzo 2012 Albanese, Il volo di Leonardo
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COMUNICATO STAMPA
La Stagione 2011-2012 del Piccolo Teatro con 57 spettacoli.
Diciotto Paesi e 11 lingue per una nuova “geografia del teatro”
Ronconi, viaggio “dentro al testo”
con Brecht, Spregelburd e Ibsen
Giulio Cesare, un grande Shakespeare di Rifici
Serena Sinigaglia, la fabbrica esiste ancora
Toni Servillo, doppio ritorno al Piccolo
Ottobre russo: Dodin e l’ “altra faccia” della drammaturgia
di San Pietroburgo per la prima volta in Italia
ACCORDO TRIENNALE CON L’ATERBALLETTO
TRE SETTIMANE DI GRANDE DANZA
Una Stagione densa di appuntamenti: 57 spettacoli di prosa e danza, tra cui 11 produzioni e
coproduzioni del Piccolo (quattro le nuove, due delle quali messe in scena da Luca Ronconi),
18 Paesi presenti e spettacoli in 11 lingue, tra le quali per la prima volta l’afrikaans, lo xosa e
lo zulu, per una nuova “geografia del teatro”.
Per dieci mesi, dal prossimo settembre al giugno 2012, praticamente tutte le sere nelle tre sale
del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa il sipario si alzerà per accompagnare gli
spettatori nel gran viaggio del cuore e della mente, un percorso di emozioni e di gioia ma
anche di “resistenza umana”, ovvero un invito a riflettere di fronte a una dilagante
banalizzazione della vita quotidiana che allontana dalla realtà, perché, come scriveva Ennio
Flaiano, “il teatro è concesso a quei popoli che non hanno paura di guardarsi allo specchio”.
La Stagione 2011-2012 vedrà accanto a Ronconi altri maestri, da Lev Dodin a Peter Brook, da
Lluís Pasqual a Toni Servillo, e giovani affermati come Carmelo Rifici che cura la regia di
Giulio Cesare di Shakespeare.
2
Grande spazio ai classici, ma anche al teatro contemporaneo, al Mediterraneo e alle “frontiere
liquide” – con la presenza di Paesi quali Egitto, Tunisia, Marocco, Turchia – e alle
problematiche dell’oggi, con uno spettacolo di Serena Sinigaglia sul lavoro in fabbrica.
Sui palcoscenici di Largo Greppi, di Via Rivoli e di Via Rovello si alterneranno grandi nomi
della scena. Tanto per citarne alcuni, Giorgio Albertazzi, Franco Branciaroli, Ascanio
Celestini, Massimo De Francovich, Pippo Delbono, Anna Della Rosa, Elena Ghiaurov,
Melania Giglio, Monica Guerritore, Giulia Lazzarini, Giuliana Lojodice, Licia Maglietta, Neri
Marcorè, Mariangela Melato, Eros Pagni, Maria Paiato, Marco Paolini, Paolo Pierobon,
Massimo Popolizio, Elisabetta Pozzi, Paolo Rossi, Fausto Russo Alesi, Peppe Servillo,
Ferruccio Soleri, Franca Valeri, Ornella Vanoni…
Ecco, in sintesi, le principali novità della Stagione 2011-2012.
LUCA RONCONI, “VIAGGIO DENTRO AL TESTO” – Luca Ronconi mette in scena Brecht,
Spregelburd, Ibsen, tre autori apparentemente lontani tra loro ma uniti dal suo “viaggio”
all’interno del testo. A ottant’anni dalla prima esecuzione a Radio Berlino (e a 42 dalla messa in
scena di Giorgio Strehler) Ronconi approda a Santa Giovanna dei macelli, testo poco frequentato
ma tra i più intensi del teatro di Bertolt Brecht.
Il secondo titolo è La modestia di Rafael Spregelburd, quarantunenne drammaturgo argentino,
regista e attore, che analizza i “vizi capitali” contemporanei, uno dei quali è appunto la falsa
modestia. E dalla “scomposizione” di Casa di bambola di Ibsen nasce Nora alla prova con
Mariangela Melato.
CARMELO RIFICI E IL GRANDE SHAKESPEARE - Carmelo Rifici, 38 anni, regista già
affermato, dirige per il Piccolo Giulio Cesare, una delle grandi tragedie di Shakespeare ma tra le
meno rappresentate in Italia. Rifici intensifica con questa nuova produzione la sua collaborazione
con il Piccolo, dopo il successo di Nathan il Saggio di Lessing, che ha segnato il suo ritorno ai
classici, e dopo gli importanti riconoscimenti ottenuti con I pretendenti di Jean-Luc Lagarce e
Dettagli di Lars Norén.
SERENA SINIGAGLIA, LA FABBRICA ESISTE ANCORA – Che significato ha oggi il
termine “lavoro” citato dall’articolo 1 della Costituzione? E in un mondo dominato dalla finanza
esiste ancora la fabbrica? Sì, la fabbrica esiste ancora: dalle interviste agli operai della Pirelli di
Settimo Torinese, nel suo passaggio al nuovo polo produttivo, Serena Sinigaglia trae Settimo,
spettacolo prodotto dal Piccolo in collaborazione con Fondazione Pirelli.
Nella stessa traccia del lavoro si inserisce lo spettacolo di Laura Curino Mani grandi, senza fine,
prodotto dal Piccolo con Cosmit, Fondazione G. Bassetti, Camere di Commercio di Milano e di
Monza-Brianza: in scena le storie dei grandi designer milanesi degli anni Sessanta.
TOURNÉE E RIPRESE, “ARLECCHINO”, BROOK, RONCONI, PASQUAL – L’Arlecchino
strehleriano, con lui, Ferruccio Soleri, continua il suo viaggio per il mondo raggiungendo per la
prima volta la Siberia e per la quarta il Brasile.
Torna allo Studio Blackbird di David Harrower messo in scena per il Piccolo da Lluís Pasqual,
con Massimo Popolizio e Anna Della Rosa, che andrà anche in tournée in Italia; in tournée anche
un’altra produzione del Piccolo, I beati anni del castigo di Fleur Jaeggy, regia di Luca Ronconi,
con Elena Ghiaurov.
Infine “a grande richiesta” uno dei grandi successi della stagione 2010-2011, Un flauto magico per
la regia di Peter Brook, applaudito al Teatro Strehler da oltre 20.000 spettatori.
IL DOPPIO RITORNO DI TONI SERVILLO – Dalla collaborazione del Piccolo con Teatri
Uniti e I Pomeriggi Musicali nasce nel marzo 2012 la settimana di Toni Servillo al Teatro Strehler,
dove il grande attore e regista sarà di scena nei panni di direttore d’orchestra con l’originalissimo
Sconcerto di Franco Marcoaldi, su musiche di Giorgio Battistelli. Tra novembre e dicembre di
3
quest’anno invece Servillo sarà ospite del Teatro Studio Expo per tre settimane con un doppio
omaggio: alla lingua e alla poesia di Napoli e ai Mémoires di Carlo Goldoni.
DAL MEDITERRANEO ALL’AFRICA SUBSAHARIANA – Il Mediterraneo e le “frontiere
liquide”. Il Piccolo propone, in collaborazione con l’Ute, Unione dei teatri d’Europa, una serie di
incontri, masterclass, workshop che confermano la capacità anticipatrice del teatro e la forza del suo
linguaggio nel proporre un dialogo tra i giovani dei Paesi del Mediterraneo.
L’attenzione sarà non solo per i Paesi dell’area mediterranea – Tunisia, Marocco, Egitto, Turchia –
ma anche, con la rassegna Tramedautore, per quelli dell’Africa Subsahariana: Burkina Faso,
Camerun, Congo, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Nigeria,
Senegal e il Sudafrica.
E mentre prosegue la collaborazione con la Shanghai Theatre Academy per una nuova
coproduzione, il Piccolo firma con l’Istanbul International Theatre Festival un accordo che prevede,
oltre a scambi formativi, la coproduzione di un nuovo testo da commissionare a un importante
autore turco e la rappresentazione a Istanbul di spettacoli del Piccolo.
DA SAN PIETROBURGO LEV DODIN E L’«OTTOBRE RUSSO» / IL FESTIVAL – Ritorna
Lev Dodin direttore del Maly Drama Teatr di San Pietroburgo, amico del Piccolo da quasi
vent’anni. Per la Stagione di San Pietroburgo a Milano, che si inserisce nell’Anno Russia-Italia,
sono in programma tre suoi spettacoli, due di Anton Cechov, Tre sorelle (in prima nazionale) e Zio
Vanja e, di Vassilij Grossman, Vita e destino.
Assieme a Dodin arrivano dalla Russia per la prima volta in Italia altri cinque teatri che
rappresentano “l’altra faccia drammaturgica” di San Pietroburgo, con cinque spettacoli in prima
nazionale messi in scena da altrettanti importanti registi: Andrej Mogucij, Aleksandr Morfov,
Dmitrij Lochov, Semen Spivak e Temur Ccheidze.
Per il Festival internazionale del Piccolo altri quattro titoli: Amnésia di Fadhel Jaïbi, artista
censurato in Tunisia, PaGAGnini, mas que un concerto!, uno spettacolo di Yllana e Ara Malikian,
Shakespeare’s Villains, scritto, diretto e interpretato da Steven Berkoff, e lo spettacolo che ha
meravigliato pubblico e critica di 30 Paesi, Il caso della famiglia Coleman del trentacinquenne
Claudio Tolcachir, che con Spregelburd rappresenta la parte più viva del teatro argentino.
LE OSPITALITÀ ALL’INSEGNA DEI GRANDI INTERPRETI – Ad aprire la lunga serie
delle ospitalità italiane saranno, nell’ambito di MITO SettembreMusica in collaborazione con il
Piccolo, Ornella Vanoni e Peppe Servillo con Le Canzoni della mala. Vedremo poi Franca
Valeri e Licia Maglietta in Non tutto è risolto, diretto da Giuseppe Marini, e Pippo Delbono nel
suo nuovo spettacolo Dopo la battaglia. Di Marco Sciaccaluga è la regia di Misura per misura di
Shakespeare, interprete, tra gli altri, Eros Pagni, mentre Giulia Lazzarini torna con Muri. Prima e
dopo Basaglia, messo in scena da Renato Sarti.
Marco Paolini è interprete di ITIS Galileo, di cui è autore con Francesco Niccolini, al quale
seguono due testi di Ingmar Bergman, Scene da un matrimonio diretto da Alessandro D’Alatri e
Sarabanda diretto da Massimo Luconi con Giuliana Lojodice e Massimo De Francovich.
Le ospitalità continuano con Luca e Paolo in Non contate su di noi; Il servo di scena di Harwood,
regia di Franco Branciaroli, che ne è anche interprete; E ancora, due appuntamenti nell’ambito di
“Milano per Gaber”: i Piccoli Cantori di Milano diretti da Laura Marcora sono i protagonisti di
Bambini G, mentre Claudio Gioè e Neri Marcorè interpretano Eretici e corsari, da Gaber,
Luporini e Pasolini, regia di Giorgio Gallione.
Altri grandi appuntamenti con Giorgio Albertazzi e la Martha Graham Dance Company in
Cercando Picasso, diretto da Antonio Calenda, e con Monica Guerritore in L’ultima notte di
Oriana Fallaci, da un’idea di Emilia Costantini.
E per finire ecco il Goldoni di I rusteghi diretto da Gabriele Vacis; lo spettacolo di Ascanio
Celestini Pro Patria; Palace of the end di Judith Thompson, regia di Marco Carniti, con
Elisabetta Pozzi, e il ritorno di Paolo Rossi nel Mistero Buffo nella versione pop 2.0 per la regia di
Carolina De La Calle Casanova.
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GRANDE DANZA AL PICCOLO CON L’ATERBALLETTO – Il Piccolo Teatro e
l’Aterballetto, due istituzioni di rilevanza internazionale, stringono una collaborazione artistica
triennale per presentare al Teatro Strehler la danza contemporanea sotto la direzione artistica di
Cristina Bozzolini e con le coreografie firmate da Mauro Bigonzetti, Coreografo principale della
Compagnia. In programma tra maggio e giugno 2012 tre settimane di grande danza con una serie di
produzioni dell’Aterballetto differenziate per stili, linguaggi e contenuti: dal racconto di una storia
classica e di un titolo mitico quale Romeo and Juliet con le musiche di Prokofiev, in una rilettura
innovativa e contemporanea, al programma di Serata Stravinskij (Les noces e Le sacre) – che
propone due pilastri della storia della danza – a due nuove creazioni su partiture e sonorità
contemporanee, Absolutely free, e H+.
E ancora per la danza: gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala diretti da
Frédéric Olivieri saranno di scena con Lo schiaccianoci di Cajkovskij, al quale seguirà Nineteen
Mantras diretto da Giorgio Barberio Corsetti. La Scuola di Ballo dell’Accademia della Scala
tornerà a fine stagione al Piccolo per il suo spettacolo istituzionale.
IL FESTIVAL DEI BAMBINI, IL JAZZ E IL CINEMA, LE RASSEGNE – Il Teatro Studio
Expo in novembre si trasformerà per i ragazzi in una fantastica fiera dedicata al cibo con le
installazioni di Antonio Catalano Gnam gnam, grunf grunf, slap slap, tic tic. Cibo sensibile.
Tra gli altri appuntamenti per i più piccoli la nuova produzione Il volo di Leonardo. Vita peripezie e
miracoli del più grande genio dell’umanità, di e con Flavio Albanese, e, sempre diretto da
Albanese, Canto la storia dell’astuto Ulisse.
Naturalmente non mancheranno a entusiasmare i bambini (ma anche gli adulti…) le marionette
della Compagnia Carlo Colla & Figli con La bella addormentata nel bosco e La battaglia di
Legnano, e Teatro Gioco Vita con Sogno di una notte di mezza estate. Sempre rivolto ai ragazzi
Laura Pasetti propone in lingua inglese Gang. His life in my hands.
Per la musica torna Enrico Intra con Jazz al Piccolo – Orchestra senza confini. Tra le decine di
altri appuntamenti quelli con il cinema di Milano film festival e di Festival Mix, con il Prix Italia e
con Teatro Scienza e le collaborazioni con Fondazione Corriere della Sera, Face à face, Touring
Club.
Milano, 14 aprile 2011
 

Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Strehler, dal 20 aprile al 15 maggio 2011
con un cast internazionale di clown, musici, danzatori e acrobati

Con Donka e la magia del circo
Finzi Pasca rende omaggio a Čechov

Mercoledì 20 aprile per i giovani under 20 biglietti a 10 euro

La grande magia del circo rende omaggio a Čechov, in uno spettacolo fatto di visioni, equilibri fragili, danza, acrobazia, giocoleria. Donka, in scena al Piccolo Teatro Strehler dal 20 aprile al 15 maggio 2011, è la nuova creazione di Daniele Finzi Pasca - già protagonista affermato della scena internazionale, autore di spettacoli indimenticabili con Cirque Eloise e Cirque du Soleil - che qui si immerge nella vita dello scrittore, nei suoi testi e nei suoi diari, decifrando note e appunti, donando corpo e forma ai suoi famosi, enigmatici silenzi. Donka, in russo, è un piccolo sonaglio che si appende alla canna da pesca e che suona quando un pesce abbocca: Čechov adorava pescare, la pesca era per lui una forma di abbandono alla meditazione. Finzi Pasca, affascinato da questa immagine, da sempre in cerca di “stati di leggerezza” nel lavoro di coreografo, pesca nel baule della fantasia circense per dar vita a un poema visivo fatto di oggetti e corpi sospesi. Un cast internazionale di abili performers, clown decadenti, musici, danzatori e acrobati, anima la scena, dove, come un tappeto sonoro, si stendono le musiche composte da Maria Bonizago, richiamando le atmosfere della lontana Russia. Suonano fisarmoniche, valzer, vecchie romanze e cori tradizionali, mentre sfila una galleria di tipi cechoviani, fatta di eterni studenti, dottori, sognatori, scapoli, fanciulle in lutto per la vita. Si inseguono le istantanee di un mondo perduto, fra canti di uccelli, rumore di vento tra i rami, ombre cinesi ed esplosioni di colori. Si risveglia, di continuo, lo stupore.
Nel giorno del debutto saranno disponibili per i giovani sotto i 20 anni biglietti a 10 euro.

DONKA / LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
Dal 20 aprile al 15 maggio 2011
Donka
Una lettera a Čechov
scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca
musiche e orchestrazione Maria Bonzanigo
direttore creativo Antonio Vergamini
direttore associato Julie Hamelin
scenografie e accessori Hugo Gargiulo
costumi Giovanna Buzzi
disegno luci e coreografie Daniele Finzi Pasca
disegno suono e coreografie Maria Bonzanigo
video designer Roberto Vitalini per bashiba.com
make-up designer e collaborazione agli accessori Chiqui Barbé
ideatore Roue Cyr Daniel Cyr
ricercatore e assistente alla regia Facundo Ponce de Leon
interpretato da Moira Albertalli, Karen Bernal, Helena Bittencourt, Sara Calvanelli, Veronica Melis, David Menes, Beatriz Sayad, Rolando Tarquini
Assistente del light designer e direttore tecnico in tournée Pierfranco Sofia
Assistente alla regia in tournée e direttrice di scena in Italia Geneviève Dupéré
Rigger Jens Leclerc
Assistente del suono designer e fonico in tournée Fabio Lecce
Project Manager Chiqui Barbe
Coordinatore tecnico Alexis Bowles
Direttrice di tournée e direttrice di scena: Alona Umanskaya
Assistente scenografo Barbara Bedrina
Assistente del direttore creativo Miriam Mazza
Graphic designer e Fotografa Viviana Cangialosi
Consulente per il dipartimento tecnico Marc Laliberté
Stagiaires: Marzio Picchetti, Pilar Del Campo, Sebastiano Pedrazzini

La musica orchestrale è stata registrata dalla Sergei Rakhmaninov Symphony Orchestra (Mosca) presso il Mosfilm “Tonstudio”
Produzione Teatro Sunil e Chekhov International Theatre Festival, Mosca
in coproduzione con Théâtre Vidy, Lausanne e Inlevitas - Finzi Pasca & Hamelin Company
con l'appoggio di
Governo della Federazione Russa - Governo di Mosca
AIL SA - Città di Lugano
Repubblica e Cantone Ticino, Fondo Swisslos
Pro Helvetia - Migros Percento Culturale
Ernst Goehner Stiftung - Fidinam SA

Tournée Italiana organizzata da Live Arts Management
Foto di scena Viviana Cangialosi

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Lunedì riposo.
Domenica 24 aprile e 1 maggio riposo.
Sabato 7 e 14 maggio ore 15 e 19.30, mercoledì 11 maggio ore 15 e 20.30.

Durata dello spettacolo: 110 minuti circa con intervallo

Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv



Milano, 19 aprile 2011
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Strehler, in prima nazionale, dal 20 aprile al 15 maggio 2011
con un cast internazionale di clown, musici, danzatori e acrobati

Con Donka e la magia del circo
Finzi Pasca rende omaggio a Čechov

Mercoledì 20 aprile per i giovani under 20 biglietti a 10 euro

La grande magia del circo rende omaggio a Čechov, in uno spettacolo fatto di visioni, equilibri fragili, danza, acrobazia, giocoleria. Donka, in scena al Piccolo Teatro Strehler dal 20 aprile al 15 maggio 2011, è la nuova creazione di Daniele Finzi Pasca - già protagonista affermato della scena internazionale, autore di spettacoli indimenticabili con Cirque Eloise e Cirque du Soleil - che qui si immerge nella vita dello scrittore, nei suoi testi e nei suoi diari, decifrando note e appunti, donando corpo e forma ai suoi famosi, enigmatici silenzi. Donka, in russo, è un piccolo sonaglio che si appende alla canna da pesca e che suona quando un pesce abbocca: Čechov adorava pescare, la pesca era per lui una forma di abbandono alla meditazione. Finzi Pasca, affascinato da questa immagine, da sempre in cerca di “stati di leggerezza” nel lavoro di coreografo, pesca nel baule della fantasia circense per dar vita a un poema visivo fatto di oggetti e corpi sospesi. Un cast internazionale di abili performers, clown decadenti, musici, danzatori e acrobati, anima la scena, dove, come un tappeto sonoro, si stendono le musiche composte da Maria Bonizago, richiamando le atmosfere della lontana Russia. Suonano fisarmoniche, valzer, vecchie romanze e cori tradizionali, mentre sfila una galleria di tipi cechoviani, fatta di eterni studenti, dottori, sognatori, scapoli, fanciulle in lutto per la vita. Si inseguono le istantanee di un mondo perduto, fra canti di uccelli, rumore di vento tra i rami, ombre cinesi ed esplosioni di colori. Si risveglia, di continuo, lo stupore.
Nel giorno del debutto saranno disponibili per i giovani sotto i 20 anni biglietti a 10 euro.

DONKA / LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
Dal 20 aprile al 15 maggio 2011
Donka
Una lettera a Čechov
scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca
musiche e orchestrazione Maria Bonzanigo
direttore creativo Antonio Vergamini
direttore associato Julie Hamelin
scenografie e accessori Hugo Gargiulo
costumi Giovanna Buzzi
disegno luci e coreografie Daniele Finzi Pasca
disegno suono e coreografie Maria Bonzanigo
video designer Roberto Vitalini per bashiba.com
make-up designer e collaborazione agli accessori Chiqui Barbé
ideatore Roue Cyr Daniel Cyr
ricercatore e assistente alla regia Facundo Ponce de Leon
interpretato da Moira Albertalli, Karen Bernal, Helena Bittencourt, Sara Calvanelli, Veronica Melis, David Menes, Beatriz Sayad, Rolando Tarquini
Assistente del light designer e direttore tecnico in tournée Pierfranco Sofia
Assistente alla regia in tournée e direttrice di scena in Italia Geneviève Dupéré
Rigger Jens Leclerc
Assistente del suono designer e fonico in tournée Fabio Lecce
Project Manager Chiqui Barbe
Coordinatore tecnico Alexis Bowles
Direttrice di tournée e direttrice di scena: Alona Umanskaya
Assistente scenografo Barbara Bedrina
Assistente del direttore creativo Miriam Mazza
Graphic designer e Fotografa Viviana Cangialosi
Consulente per il dipartimento tecnico Marc Laliberté
Stagiaires: Marzio Picchetti, Pilar Del Campo, Sebastiano Pedrazzini

La musica orchestrale è stata registrata dalla Sergei Rakhmaninov Symphony Orchestra (Mosca) presso il Mosfilm “Tonstudio”
Produzione Teatro Sunil e Chekhov International Theatre Festival, Mosca
in coproduzione con Théâtre Vidy, Lausanne e Inlevitas - Finzi Pasca & Hamelin Company
con l'appoggio di
Governo della Federazione Russa - Governo di Mosca
AIL SA - Città di Lugano
Repubblica e Cantone Ticino, Fondo Swisslos
Pro Helvetia - Migros Percento Culturale
Ernst Goehner Stiftung - Fidinam SA

Tournée Italiana organizzata da Live Arts Management
Foto di scena Viviana Cangialosi

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Lunedì riposo.
Domenica 24 aprile e 1 maggio riposo.
Sabato 7 e 14 maggio ore 15 e 19.30, mercoledì 11 maggio ore 15 e 20.30.

Durata dello spettacolo: 110 minuti circa con intervallo

Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv


Milano, 15 aprile 2011
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

La presentazione martedì 12 aprile alle 17.30 nel chiostro
del Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2, a un anno dalla scomparsa
Quando non c’erano i gossip
L’ultimo libro di Emilio Pozzi

Martedì 12 aprile alle 17.30 nel chiostro del Piccolo Teatro Grassi, via Rovello, 2 verrà presentato il libro Quando non c’erano i gossip di Emilio Pozzi, edizioni Greco & Greco Si tratta dell’ultima opera cui l’autore, giornalista, dirigente Rai, saggista, docente universitario, ha lavorato fino al giorno prima di lasciarci, il 22 aprile dello scorso anno. Il libro, in due tomi, riporta, in ordine rigorosamente alfabetico, oltre duecento personaggi: schizzi in punta di penna, ora ironici, ora dolenti, che a volte rivelano aspetti inediti di protagonisti della cultura, dello spettacolo, o anche semplicemente della cronaca, incontrati da Pozzi nel corso delle sue molteplici attività professionali e ritratti ogni volta con simpatetica partecipazione.
Dopo il saluto di Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, Luciana Invernizzi Pozzi introdurrà gli ospiti.
Luigi Pagano, provveditore agli istituti di pena lombardi, illustrerà un’attività, sconosciuta ai più, ma di forte valenza civile, che Emilio Pozzi ha svolto presso il carcere di San Vittore (giovanissimo partigiano, vi era stato incarcerato durante la Resistenza) ove, per oltre un decennio, si è recato settimanalmente per tenere con i carcerati un laboratorio di scrittura giornalistica, coinvolgendo spesso amici artisti ed intellettuali, che contribuivano a far entrare, anche fra quelle mura, gli echi del mondo esterno e della cultura. All’incontro parteciperanno alcuni detenuti, che hanno ottenuto dal magistrato di sorveglianza una speciale autorizzazione per testimoniare con la loro presenza l’affetto e la riconoscenza che li legava a Emilio.
Due uomini di teatro legati umanamente e professionalmente a Emilio Pozzi, Moni Ovadia e Umberto Ceriani, ambedue presenti nella galleria dei Gossip, leggono brani tratti dal libro.
L’ingresso è libero.
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

In prima nazionale, al Teatro Strehler, dal 2 al 10 aprile (anteprima 1 aprile)
la grande coproduzione del Piccolo con il Théâtre de la Ville-Paris

Eros e thanatos, l'inganno d'amore
Patrice Chéreau “incontra” Jon Fosse

Un cast straordinario da “grande schermo”
Valeria Bruni Tedeschi e Pascal Greggory in scena


“Tutto quello che so di teatro, l’ho imparato al Piccolo”, ebbe a dire in un’intervista ricordando la sua “chiamata” in via Rovello da parte di Paolo Grassi nel 1970. A quarant’anni dalla sua prima collaborazione con il Piccolo, iniziata nel segno di Pablo Neruda e proseguita negli anni con la messa in scena di testi di Dorst, Marivaux, Wedekind, Shakespeare e Dostoevskij, Patrice Chéreau si accosta alla drammaturgia contemporanea norvegese con una grande coproduzione internazionale che segna il nuovo “patto culturale” del Piccolo con il Théâtre de la Ville di Parigi, Rêve d’automne di Jon Fosse.
Lo spettacolo ha debuttato nella sala Denon del Louvre, per essere poi ripreso al Théâtre de la Ville, con una scenografia che riproduceva la sala del celebre museo parigino. La stessa scenografia che vedremo in prima nazionale allo Strehler.
“Amplessi dentro un cimitero e miti di un museo: da restare pietrificati o immobili in mezzo ai colori che, scesa la notte, riprenderanno forma sotto i nostri occhi”. Così Patrice Chéreau presenta Rêve d’automne (Sogno d’autunno), una delle opere più intriganti e ipnotiche di Jon Fosse, drammaturgo norvegese contemporaneo tradotto in 40 Paesi. La scena si apre su una sala rossa, con dei quadri appesi nell’ombra: è un museo dove sono chiamati a riunirsi i vivi e i morti ed è anche la rilettura scenica del cimitero sul mare che apre, invece, il testo di Fosse.
Così si intrecciano e si oppongono due immagini fortemente simboliche, che servono a raccontare le vicende di vite intere, esistenze che dolcemente si consumano e poi si spengono, lasciando solo corpi destinati, anche loro, a scomparire.
La vicenda ruota intorno all’incontro fra un uomo e una donna, due individui che il destino ha riunito per pochi attimi, e che si raccontano l’uno all’altra, compiendo un viaggio commosso tra passato e futuro, tra vita e morte, speranze disilluse, amori infranti, desiderio logorato dalla morte e dal suicidio. Si apre un ventaglio di enigmi: che cosa è esistito, in passato, tra loro? Che cosa ha in serbo per loro il futuro? E poi, chi è morto, chi sta per morire? “Qui si parla di sesso come si parla di Dio, perché non si parla di nient’altro che di morte in un cimitero: morte degli sconosciuti, morte dei cari, morte dell’amore, inappagato e per questo eterno” scrive Chéreau, svelando una delle numerose chiavi di lettura del testo, che esplora la forza indistruttibile e cieca del desiderio amoroso.



RÊVE D’AUTOMNE / LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
Dal 2 al 10 aprile 2011 (anteprima 1 aprile)
Rêve d’automne (Sogno d’autunno)
Un progetto artistico del Théâtre de la Ville-Paris
di Jon Fosse
traduzione dal norvegese Terje Sinding (L’Arche Éditeur)
regia Patrice Chéreau
scene Richard Peduzzi
costumi Caroline de Vivaise
luci Dominique Bruguière
suono Eric Neveux
con (in ordine alfabetico) Marie Bunel, Valeria Bruni Tedeschi, Pascal Greggory,
Michelle Marquais, Bulle Ogier, Alexandre Styker, Bernard Verley
Una coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d'Europa, Théâtre de la Ville-Paris, Musée du Louvre, Paris, Festival d’Automne à Paris, le GrandT, scène Conventionnée de Loire Atlantique, De Singel/Anversa - Théâtre du Nord/Lille, Stadsschouwburg/Amsterdam, Wiener Festwochen/Vienna, Théâtre national de Marseille, la Criée et le Centre dramatique national Orléans/Loiret/Centre
Produttore delegato Théâtre de la Ville-Paris

Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano


Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Lunedì riposo.
Durata dello spettacolo: 100 minuti circa
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Strehler dal 20 al 23 marzo 2011
La trasposizione teatrale del best seller di Paolo Maurensig

La variante di Lüneburg, fabula in musica
L’Olocausto attraverso il gioco degli scacchi

Tra le musiche di Valter Sivilotti e la voce recitante
di Walter Mramor, dieci canzoni originali interpretate da Milva

Da caso letterario dell’anno, quale si rivelò essere nel 1993, anno della pubblicazione per i tipi di Adelphi, La variante di Lüneburg del goriziano Paolo Maurensig approda in palcoscenico, quello del Piccolo Teatro Strehler, per quattro giorni di repliche, dal 20 al 23 marzo 2011, nella veste suggestiva di “fabula in musica”.
Nonostante sia divenuto in breve tempo un best seller internazionale, il romanzo, molto corteggiato dal cinema e dal teatro, è rimasto a lungo estraneo a entrambi, per volere dello stesso autore, che non ha mai nascosto di guardare con sospetto a qualsiasi “traduzione altra” rispetto alla complessità della pagina letteraria. Ma “è stata proprio la peculiarità tipica del teatro, la possibilità cioè di far uso di un'essenzialità portata agli estremi, che mi ha convinto”, dichiara Maurensig. Il progetto teatrale,a cura di a.ArtistiAssociati, ha previsto, infatti, la riscrittura del testo da parte dello stesso Maurensig sia della parte narrata che delle canzoni, la composizione delle musiche a firma Valter Sivilotti, eseguite da lui stesso al pianoforte, la partecipazione di Milva quale straordinaria interprete delle dieci canzoni originali, di Walter Mramor quale voce recitante, della soprano solista Franca Drioli, del sassofonista Alex Sebastianutto e del Coro in loco per un maggior coinvolgimento del territorio.
Dichiara sempre l’autore: “Estrapolare un testo essenziale e scrivere le parole per le canzoni di Milva mi hanno rinnovato l'emozione provata a suo tempo nello scrivere il romanzo”.
“La musica scritta per la fabula”, spiega Sivilotti, “propone come elemento portante melodie che si ispirano alla tradizione colta di questa area del mondo, una musica ritrovata scavando nella nostra memoria sensibile, riscoprendo una eredità artistica senza per questo rinnegare il presente, anzi operando con la coscienza che il rinnovamento affonda le proprie radici nel passato”.
Attraverso la metafora del gioco degli scacchi, il romanzo racconta gli orrori dell'olocausto. Il testo è fondato su un lungo flash back: il giovane narratore, Hans, si assume la responsabilità dell’apparente suicidio di un grande esperto di scacchi, il signor Frisch. Più tardi si scoprirà che anche Hans è un campione di scacchi ed è stato allievo del misterioso Tabori “un uomo che ha giocato all’inferno”. L’inferno di Tabori, di famiglia ebrea, è stato quello del lager. Un ulteriore e personale inferno era stata poi la durissima, cinica partita a scacchi in cui aveva dovuto affrontare l’ufficiale nazista Frisch: la posta in gioco allora non erano le semplici pedine sulla scacchiera ma le vite vere e innocenti di tanti internati, per la cui salvezza Tabori si batte indefessamente in una guerra infinita e tesissima. Sarà Hans ad accogliere il segreto del Maestro, ormai giunto alla fine dei suoi giorni, e a spegnere per sempre l’ombra di quell’inferno, inducendo Frisch al gesto finale, ancora una volta attraverso una sfida all’ultimo respiro, sulla scacchiera.

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
Dal 20 al 23 marzo 2011
La variante di Lüneburg
Fabula in musica
dal romanzo di Paolo Maurensig
adattamento teatrale e testi delle canzoni Paolo Maurensig
musiche originali e direzione Valter Sivilotti
con Milva e Walter Mramor
al pianoforte M° Valter Sivilotti
soprano solo Franca Drioli
ai sassofoni Alex Sebastianutto
Coro “Ensemble Magnificat” di Caravaggio, Bergamo, preparato dal M° Massimo Grechi
Produzione a.ArtistiAssociati

Foto di scena Valentino Gallai

Orari: domenica 20 marzo, ore 20.30
lunedì 21 marzo, ore 20.30
martedì 22 marzo, ore 19.30
mercoledì 23 marzo, ore 20.30

Durata dello spettacolo: 100 minuti circa senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv
COMUNICATO STAMPA

Dal 25 al 28 marzo 2011, con il Patrocinio della Regione Lombardia – Cultura, si rinnova la felice collaborazione fra l’Accademia del Teatro alla Scala e il Piccolo Teatro di Milano, che per il quarto anno consecutivo ospita al Teatro Strehler lo spettacolo istituzionale della Scuola di ballo.
Uno spettacolo che quest’anno può vantare l’esecuzione di tre note coreografie che William Forsythe, Angelin Preljocaj e la Fondazione Balanchine Trust hanno eccezionalmente concesso alla Scuola: The Vertiginous Thrill of Exactitude di William Forsythe, Larmes blanches di Angelin Preljocaj e Tema e variazioni di George Balanchine. Si tratta di coreografie importanti, impegnative, generalmente eseguite da professionisti, che costituiscono un vero banco di prova per i giovani allievi degli ultimi tre anni di corso, per la cui preparazione sono stati chiamati coreografi del calibro di Nanette Glushak (nel New York City Ballet di Balanchine sin da quando aveva 16 anni, oggi direttrice del Ballet du Capitole), Aaron Watkin (assistente di Forsythe, oggi direttore del Dresden Semperoper Ballet) e Silvia Bidegain (ballerina del Ballet Preljocaj, oggi maître de ballet contemporain del Junior Ballet del Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi).
Lo spettacolo vede anche la partecipazione degli allievi del Corso per sarti dello spettacolo che hanno contribuito alla confezione dei costumi.

La serata si apre con una presentazione della Scuola, ideata da Frédéric Olivieri, direttore del Dipartimento Danza e della Scuola di ballo dell’Accademia, in cui si esibiscono gli allievi al fine di illustrare i diversi livelli accademici. Le coreografie originali sono a cura dei docenti.
Segue un balletto di William Forsythe The Vertiginous Thrill of Exactitude, secondo pezzo del balletto Two Ballets in the Manner of the late Twentieth Century, ideato nel 1996 per il Balletto di Francoforte, sulle note del IV movimento della Sinfonia n.9 di Schubert. Si tratta di un vero e proprio divertissement à la manière di Balanchine, che viene evocato in modo ironico, ma allo stesso tempo delicato. La tecnica classica viene sottoposta a uno sbilanciamento continuo attraverso un ritmo rapido ed emozionante. Gli originali costumi disegnati da Stephen Galloway, rigidi tutù dai colori sgargianti simili a corolle di fiori, accentuano la vivacità del quadro.
Quindi Larmes blanches creazione del 1985 di Angelin Preljocaj. Su un palcoscenico avvolto dal buio due coppie di danzatori evocano le trappole della vita quotidiana in cui scivolano le relazioni amorose, alternando gesti meccanici e spezzati a movimenti più rotondi e sinuosi. Il contrasto fra suoni ansiogeni, prodotti da voci distorte e dall’insistente ticchettio di un metronomo, e l’elegante atmosfera barocca delle musiche di Bach, Balbastre e Purcell risalta anche nei costumi, neri pantaloni lucidi e stretti abbinati a morbide camicie bianche dagli ampi jabots.
Si chiude con Tema e variazioni, un classico di George Balanchine, creato nel 1947 per il New York City Ballet, ideato dal celebre coreografo russo “per evocare quel grande periodo storico della danza classica in cui il balletto russo fioriva grazie alle musiche di Čajkovskij”. Il movimento finale della Suite n° 3 accompagna 12 variazioni. Il balletto ha inizio con una coppia principale e dodici ballerine. Nella progressiva esecuzione delle variazioni, gli assolo della ballerina e del suo cavaliere si alternano ai movimenti del corpo di ballo. Come in tutti i balletti classici, al centro della performance vi è un passo a due. Gran finale con una polonaise con i danzatori al completo.
Lo spettacolo costituisce uno dei numerosi impegni a cui sono chiamati ogni anno gli allievi della Scuola di ballo, che rappresenta il cuore del Dipartimento Danza, uno dei quattro dipartimenti in cui si articola l’ampia offerta formativa dell’Accademia Teatro alla Scala: Musica, Palcoscenico-Laboratori, Management.
Il Dipartimento, diretto oggi da Frédéric Olivieri, oltre alla Scuola di ballo, nata nel 1813, propone corsi per insegnanti di danza e corsi di propedeutica destinati a bambini fra i 6 e i 10 anni, cui nel 2010 si è aggiunto il primo corso online in Italia per insegnanti di danza. La Scuola è divenuta negli anni un privilegiato “vivaio” per il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e per le più importanti compagnie in Italia e all’estero, grazie alla preparazione dei ballerini, che, forti di un diploma dalla duplice specializzazione in danza classico-accademica e moderno-contemporanea, padroneggiano un repertorio sempre più ampio e diversificato. Ciò è possibile poiché gli allievi non solo hanno l’opportunità di affiancare alle lezioni degli autorevoli maestri scaligeri, delle masterclass di coreografi e danzatori di fama internazionale come Vladimir Derevianko, Cynthia Harvey, Patricia Neary, Angelin Preljocaj, Suki Schorer, solo per citarne alcuni, ma anche di interpretare nei più importanti teatri italiani ed europei alcune delle più note coreografie della danza contemporanea, eccezionalmente concesse alla scuola. L’esperienza formativa si arricchisce inoltre della partecipazione a diversi titoli della stagione scaligera. Il 28 maggio gli allievi dell’ultimo anno riceveranno il Diploma dopo aver sostenuto gli esami finali.

Platea: Intero € 25,00 - Ridotto card Gio/Anz € 20,00 Balconata: Intero € 22,00 - Ridotto card Gio/Anz € 17,00


PROGRAMMA


La Scuola
Presentazione coreografica
Ideata da Frédéric Olivieri
Coreografia di
Loretta Alexandrescu, Vera Karpenko, Leonid Nikonov, Tatiana Nikonova, Paolo Podini, Bella Racinskaia, Maurizio Vanadia

The Vertiginous Thrill of Exactitude
Coreografia di William Forsythe
Ripresa da Aaron Watkin
Musica di Franz Schubert
Assistente alla coreografia Maurizio Vanadia

Larmes blanches
Coreografia di Angelin Preljocaj
Ripresa da Silvia Bidegain
Musica di Franz Schubert
Assistente alla coreografia Emanuela Tagliavia

Tema e variazioni
Coreografia di George Balanchine
Ripresa da Nanette Glushak
Musica di Petr I. Čajkovskij
Assistenti alla coreografia Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov



Interpreti
Gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala
diretti da Frédéric Olivieri



Si ringraziano
la Fondazione Balanchine Trust, William Forsythe, Angelin Preljocaj
il Teatro alla Scala per il supporto tecnico
gli Amici della Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala
Venerdì 1 aprile alle 11,30 nella Sala VIII della Pinacoteca di Brera (Via Brera 28, Milano) Sergio Escobar e Patrice Chéreau presenteranno "Reve d'automne" di Jon Fosse, nuova coproduzione del Piccolo Teatro di Milano e del Théatre de la Ville di Parigi. Interverrà Sandrina Bandera, Soprintendente BSAE di Milano e Direttore della Pinacoteca di Brera. Saranno presenti Pascal Greggory e Valeria Bruni Tedeschi, protagonisti della pièce, con gli altri attori della Compagnia.
L'insolita location della conferenza stampa del Piccolo è stata condivisa con la Pinacoteca di Brera in quanto lo spettacolo è nato al Louvre, dove sono state rappresentate le prime repliche.
La scenografia (così come la vedremo al Teatro Strehler) riproduce la sala Denon del celebre museo parigino. Ma soprattutto la scelta della Pinacoteca di Brera, il "Louvre di Milano", è un invito a riflettere sull'importanza dell'interazione tra linguaggi dell'arte, tra teatro e pittura.
COMUNICATO STAMPA

Dopo il reintegro del Fus da parte del Consiglio dei Ministri deciso oggi



Domenica 27 marzo nel chiostro di via Rovello

il Piccolo e i teatri lombardi incontrano il pubblico e la città


Dalle 10 alle 22 musica, lettura di testi teatrali, spettacoli per bambini, ingresso libero


In seguito al reintegro del Fus, deciso stamani dal Consiglio dei Ministri, rimane in programma per domenica 27 marzo, festa mondiale del teatro, oltre alla normale programmazione nelle sale, una non-stop di 12 ore al chiostro del Teatro Grassi di via Rovello. Dalle 10 alle 22 si alterneranno letture di testi, musica, spettacoli. L'ingresso è libero e sarà possibile seguire quanto accadrà all'interno del chiostro anche dall'isola pedonale di via Dante, attraverso un sistema di amplificazione, a sottolineare il rapporto diretto con la città e con il pubblico.

Nella mattinata e nel pomeriggio in programma anche spettacoli per i bambini. Dalle 11 alle 13 sono previste letture di testi di teatro civile sotto l'egida di AGIS lombarda con la partecipazione dei teatri lombardi.

Dalle 14 alle 16 sono in programma letture con gli attori del Piccolo Teatro.

Hanno finora confermato la loro partecipazione decine di artisti, tra i quali Giorgio Bongiovanni, Francesca Ciocchetti, Massimo De Francovich, Giancarlo Dettori, Paolo Garghentino, Melania Giglio, Vincenzo Giordano, Giulia Lazzarini, Laura Marinoni, Franca Nuti, Eugenio Olivieri, Stella Piccioni, Massimo Popolizio, Francesca Puglisi, Massimiliano Speziani, Bruna Rossi, Fausto Russo Alesi, Camilla Semino, Ferruccio Soleri e gli allievi della Scuola del Piccolo Teatro. A Enrico Intra sarà affidata la trama musicale sulla quale si intrecceranno i vari interventi e la chiusura della giornata, dalle 19.30 alle 22, con il Davide Incorvaia Trio e il Frida Quartet.
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Nella Scatola Magica del Teatro Strehler, Laura Pasetti
e il Charioteer Theatre raccontano Shakespeare ai ragazzi

Due recite straordinarie di Get me out of here!
sabato 26 e domenica 27 marzo

Per il grande successo riscosso sono state eccezionalmente prolungate, fino a domenica 27 marzo, le repliche di Get me out of here!. Si terranno quindi due recite straordinarie dello spettacolo allestito nella Scatola Magica del Teatro Strehler dal Charioteer Theatre, la compagnia scozzese diretta da Laura Pasetti: sabato 26 marzo, alle ore 17, e domenica 27 marzo, allo ore 11.
Lo spettacolo è una sorta di gioco nel quale il giovane pubblico sarà chiamato, come in un’isola dei famosi shakespeariana, a ‘nominare’ i personaggi delle opere del Bardo.
Prospero, protagonista della Tempesta di Shakespeare, non è affatto il vecchio mago esiliato e vendicativo della commedia originale, bensì il padrone di un’isola, sulla quale tiene come prigionieri gli altri grandi personaggi delle tragedie e commedie shakespeariane. Questo per preservarli dal dolore di non essere apprezzati, perché - a suo dire - il mondo del terzo millennio è ben diverso dal Seicento elisabettiano e nella nostra realtà non esiste più spazio per la poesia né per il teatro. Il risultato è che le loro opere non vengono più rappresentate. Tre di loro - Lady Macbeth, Amleto e Puck - non sono d’accordo e tentano la fuga perché ritengono che le loro storie meritino ancora di essere raccontate. Prospero propone allora un patto: se riusciranno a convincere il pubblico del valore e della bellezza dell’opera a cui appartengono, potranno lasciare l’isola e tornare nei teatri. Ogni personaggio avrà dieci minuti a disposizione per fare quello che ritiene più opportuno: recitare un pezzo di testo, raccontare la storia, coinvolgere i ragazzi in una scena. Solo uno dei tre potrà allontanarsi. E saranno i ragazzi a decidere quale delle tre storie sia la più convincente.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler – Scatola Magica, fino al 27 marzo 2011
Get me out of here!
scritto e diretto da Laura Pasetti
con Alan P. Alpenfelt, Lynn Dalgetty, Stefano Guizzi, Clare Waddington/Danielle Farrow
assistente alla regia Enrico Petronio
produzione Charioteer Theatre

Spettacolo in lingua inglese e italiana
Età consigliata: da 11 a 14 anni
Orari: da lunedì a venerdì ore 9.45 e 11.15; sabato 26 marzo ore 17.00; domenica 27 ore 11.00
Durata 60 minuti senza intervallo
Prezzi: posto unico 8 euro.

Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv

Milano, 24 marzo 2011
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Il Piccolo e i teatri lombardi incontrano il pubblico e la città – Ingresso libero

Domenica 27 marzo nel chiostro di via Rovello
grande festa del teatro con una non-stop di 12 ore

Dalle 10 alle 22 musica, lettura di testi teatrali, spettacoli e video


Grande happening teatrale e musicale, domenica 27 marzo, Festa mondiale del teatro, nel chiostro del Piccolo di via Rovello. Oltre alla normale programmazione nelle sale, si terrà una non-stop di 12 ore: dalle 10 alle 22 si alterneranno letture di testi, musica, spettacoli, video. L’ingresso è libero e sarà possibile seguire quanto accadrà all’interno del chiostro anche dall’isola pedonale di via Dante, attraverso un sistema di amplificazione, a sottolineare il rapporto diretto con la città e con il pubblico.
Nella mattinata e nel pomeriggio in programma anche spettacoli per i bambini. Dalle 11 alle 13 sono previste letture di testi di teatro civile sotto l’egida di AGIS lombarda con la partecipazione dei teatri lombardi.
Dalle 14 alle 16 sono in programma letture con gli attori del Piccolo Teatro.
Hanno finora confermato la loro partecipazione decine di artisti, tra i quali Giorgio Bongiovanni, Francesca Ciocchetti, Massimo De Francovich, Giancarlo Dettori, Paolo Garghentino, Melania Giglio, Vincenzo Giordano, Giulia Lazzarini, Laura Marinoni, Franca Nuti, Eugenio Olivieri, Stella Piccioni, Massimo Popolizio, Francesca Puglisi, Massimiliano Speziani, Bruna Rossi, Fausto Russo Alesi, Camilla Semino, Ferruccio Soleri e gli allievi della Scuola del Piccolo Teatro.
A Enrico Intra saranno affidate la trama musicale sulla quale si intrecceranno i vari interventi e la chiusura della giornata, dalle 19.30 alle 22, con il Davide Incorvaia Trio e il Frida Quartet.

Il programma della giornata

Il Piccolo per i piccoli - dalle 10 alle 11 e dalle 13 alle 14
Nel foyer del Teatro Grassi, Francesca Puglisi e Paolo Garghentino, attori del Piccolo Teatro, animeranno la mattina con un repertorio teatrale dedicato al pubblico dei bambini.

Il Piccolo per i piccoli - dalle 13 alle 14
Flavio Albanese accompagna i bambini nel mondo di Omero attraverso i viaggi di Ulisse e i personaggi dell’Odissea.

Letture con gli attori dei teatri milanesi e lombardi
a cura di AGIS lombarda - dalle 11 alle 13
Gli attori dei teatri della Lombardia interpreteranno brani scelti per l'occasione della Festa mondiale del Teatro.
Tra gli ospiti: Giuseppe Battiston, Gaetano Callegaro, Lorenzo Castelluccio, Marta Comerio, Maria Eugenia D'Aquino, Massimo de Vita, Sergio Fantoni, Francesca Garolla, Lorenzo Loris, Riccardo Margherini, Alfie Nze, Ottavia Piccolo, Massimo Popolizio, Silvia Priori, Luca Radaelli, Annig Raimondi, Antonio Salines, Renato Sarti, Filippo Timi, Debora Virello, ed inoltre gli attori del Teatro CRT e della Scuola Paolo Grassi.

Letture a cura del Piccolo Teatro - dalle 14 alle 16
Prosegue il pomeriggio al Chiostro con una selezione di testi scelti per l'occasione e letti dagli attori del Piccolo Teatro.
Tra i partecipanti: Giorgio Bongiovanni, Francesca Ciocchetti, Massimo De Francovich, Giancarlo Dettori, Paolo Garghentino, Melania Giglio, Vincenzo Giordano, Giulia Lazzarini, Laura Marinoni, Franca Nuti, Eugenio Olivieri, Stella Piccioni, Francesca Puglisi, Massimiliano Speziani, Bruna Rossi, Fausto Russo Alesi, Camilla Semino Favro, Ferruccio Soleri e gli allievi della Scuola del Piccolo Teatro. Improvvisazioni musicali a cura di Enrico Intra.

Nathan il saggio di Gotthold Ephraim Lessing
regia di Carmelo Rifici - dalle 16 alle 19
Nel chiostro del Teatro Grassi proiezione video in diretta dalla sala del Teatro Grassi dello spettacolo Nathan il saggio di Gotthold Ephraim Lessino, con la regia di Carmelo Rifici.

Serata Jazz - dalle 19.30 alle 22
La giornata della Festa mondiale del Teatro si conclude all'insegna del Jazz con la selezione musicale a cura di Enrico Intra.
Ad esibirsi: Davide Incorvaia (piano), Stefano Grassi (basso), Sebastiano Sempio (batteria), Antonio Vivenzio (piano), Andrea Child (basso), Gianluca Barbaro (flauto elettrico ewi), Francesca Petrolo (trombone), Alex Stangoni (chitarra elettrica), Cristiano Da Ros (contrabbasso) e Filippo Monico (batteria).
La giornata è organizzata con AGIS lombarda e con la partecipazione dei teatri lombardi.
IED e Il Piccolo Teatro di Milano organizzano
Linguaggi Visivi per il teatro: la web TV



Il Piccolo Teatro di Milano, primo Stabile italiano, il più celebre d’Italia e uno dei più rinomati d’Europa, e IED Milano, già partner da oltre dieci anni in numerosi progetti di comunicazione visiva, si sono uniti per organizzare la prima edizione di un corso unico in Italia: LINGUAGGI VISIVI PER IL TEATRO: La web-tv.

Il corso è finalizzato alla formazione di una figura altamente specializzata, in grado di comunicare il mondo del teatro e i suoi contenuti attraverso le nuove tecnologie, in particolar modo il video e le web-tv.

Per creare prodotti audiovisivi che comunichino le attività, i temi e la magia del teatro è importante conoscere dall’interno il mondo dello spettacolo e i nuovi media. Tra questi, la web-tv è uno strumento in continua espansione, che si propone di diventare il mezzo con cui il teatro si presenta e comunica al mondo. Particolarmente interessante perché crea un dialogo diretto con gli utenti, senza la mediazione di strutture tradizionali e perché grazie alla rete costruisce una rete internazionale che rende disponibili i contenuti da qualsiasi luogo. Il passo successivo, e obiettivo che si propone questo corso, è far si che la web-tv possa essere utilizzata per presentare al pubblico in anticipo gli spettacoli scelti dando voce ai protagonisti, con approfondimenti e interviste.

Oltre alle conoscenze e competenza tecniche, parte integrante del corso sarà la partecipazione a spettacoli presentati nei tre teatri milanesi, aspetto fondamentale per poter acquisire una sensibilità artistica specifica. Con l’ausilio di Flavio Albanese, attore, regista, didatta teatrale e, nello specifico, coordinatore del corso per il Piccolo, saranno forniti ai partecipanti gli strumenti critici fondamentali per analizzare sia i nuclei drammaturgici sia gli aspetti più pratici della realizzazione di uno spettacolo. Con la supervisione di Piergiorgio Gay (regista e coordinatore del corso di Video Design presso IED Milano) saranno dati ai partecipanti tutte le informazioni e gli strumenti per rappresentare gli spettacoli in maniera completa e dinamica.

Il Piccolo Teatro di Milano è stato il primo a utilizzare la web-Tv (piccoloteatro.tv) come strumento di comunicazione. Per poter sviluppare e portare avanti questo progetto ha coinvolto la Scuola IED di Visual Communication e in particolare negli ultimi anni gli studenti di Video Design. La forza comunicativa del teatro unita alle potenzialità dei nuovi media e supportata dalla sperimentazione tecnologica e comunicativa sul palco hanno dimostrato come IED e il Piccolo siano due partner compatibili e complementari.

Per questo corso, Caimi Brevetti offre quattro borse di studio a copertura parziale. Per potersi candidare basta inviare entro il 30/03, CV e lettera motivazionale a master@milano.ied.it indicando nell’oggetto: Borsa di studio “IED-Il Piccolo”.

Numero di studenti ammessi: 18
Sedi: IED Milano e il Piccolo Teatro di Milano
Inizio: 28 aprile 2011
Durata: 3 mesi / Formula weekend: 5 incontri di 2 giorni ciascuno (giovedì - venerdì)



Da quarant'anni l'Istituto Europeo di Design opera nel campo della Formazione e della Ricerca, nelle discipline del design, della moda e della comunicazione visiva. Oggi è un Network Internazionale in continua espansione, con Sedi a Milano, Roma, Torino, Venezia, Firenze, Cagliari, Madrid, Barcellona e San Paolo del Brasile, che organizza Corsi Triennali post-diploma, Corsi di Aggiornamento e Formazione Permanente, Corsi di Formazione Avanzata e Master post-laurea. www.ied.it

ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN MILANO
UFFICIO COMUNICAZIONE
Fabrizia Capriati: f.capriati@milano.ied.it  // Tel. 02.5796951
Roberta Zennaro: r.zennaro@milano.ied.it  // Tel. 02.5796951
COMUNICATO STAMPA

Lunedì 7 marzo, alle ore 21, al Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), si terrà il terzo appuntamento della XIIIa edizione della rassegna Jazz al Piccolo – Orchestra Senza Confini, organizzato dall’Associazione Culturale Musica Oggi e dal Piccolo Teatro di Milano

MEDITERRANEAN JAZZ
Nell’ambito del Progetto MED, a cura del Piccolo Teatro di Milano e dell’UTE – Unione dei Teatri d’Europa

CIVICA JAZZ BAND

Solisti: Emilio Soana (tromba), Roberto Rossi (trombone), Giulio Visibelli (sassofoni e flauto),
Marco Vaggi (contrabbasso), Tony Arco (batteria)
e gli studenti dei Civici Corsi di Jazz della Civica Scuola di Musica di Milano

Solisti ospiti:
Vincenzo Mazzone batteria e timpani
Livio Minafra pianoforte

Quartetto Vocale FARAUALLA

direttori PINO MINAFRA, LIVIO MINAFRA, ENRICO INTRA

musiche di Pino Minafra, Livio Minafra e Enrico Intra

immagini di Pino Ninfa

introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

Il progetto sul Mediterraneo proposto nel cartellone di Jazz al Piccolo si compone di un mosaico di situazioni differenti, nel quale il corpo principale è dato dalle pagine del trombettista pugliese Pino Minafra (in particolar modo dal brano Terronia), personaggio rilevante nel jazz italiano e magistrale creatore di un teatro musicale immaginario nel quale emerge il clima e il colore della musica mediterranea, unitamente all’ironia del jazz.
Il figlio Livio, giovane e affermato talento del jazz italiano, già vincitore nel 2009 del Top Jazz di Musica Jazz quale miglior nuovo talento nazionale, dirigerà una sua composizione e siederà al piano in quelle del padre, mentre Enrico Intra presenterà nuove composizioni per orchestra di carattere aforistico, pensate in funzione delle immagini del fotografo Pino Ninfa. Quest’ultimo proporrà immagini inedite dedicate ai teatri del Mediterraneo (prese in Sicilia e in Libia), alle bande musicali sarde e alla città di Modica. Un concerto articolato, al quale parteciperanno anche il percussionista Vincenzo Mazzone e il gruppo vocale Faraualla, attivo da sedici anni e portatore, all’interno di diversi contesti, di un’antica e oggi rivisitata tradizione vocale pugliese.

Ingresso 16 euro - Per informazioni e prenotazioni tel. 848800304

Prossimi appuntamenti

Martedi 12 aprile, Teatro Strehler, ore 21
IL MONDO MUSICALE DI FRANCO CERRI
con Franco Cerri, direttore Enrico Intra

Lunedì 9 maggio, Teatro Studio Expo, ore 21
EUROPEAN BIG BAND
Jazz Studio Orchestra e i solisti della Civica Jazz Band
Il repertorio europeo del jazz, direttore Paolo Lepore
In prima assoluta e in esclusiva per l’Italia da giovedì 10
a domenica 13 febbraio al Piccolo Teatro Strehler

Vollmond, dopo vent’anni torna a Milano
il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

Milano 8 febbraio 2011 – Sono quattro le attesissime rappresentazioni del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, al Piccolo Teatro Strehler di Milano, in esclusiva per l’Italia dal 10 al 13 febbraio con lo spettacolo Vollmond (Luna piena). Saranno le uniche apparizioni italiane nel corso del 2011 del complesso di danzatori-attori, fondato e diretto dalla massima coreografa del Novecento scomparsa nel 2009.
Il grande ritorno della compagnia che trionfò a Milano vent’anni fa con Palermo Palermo è promosso, realizzato, e fortemente voluto, dal Comune di Milano in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. E aspettando Vollmond, il Comune ha programmato Milano per Pina Bausch, una serie di iniziative e di incontri, in corso in questi giorni, rivolti al grande pubblico e di forte interesse per gli appassionati di danza, con la collaborazione, oltre che del Piccolo, di Teatridithalia (Elfo Puccini), Goethe Institut Mailand, Fondazione Milano – Scuola Paolo Grassi, Centro Culturale il Funaro - Pistoia e Andres Neumann International.

“Milano rende omaggio a una grande protagonista, una donna, Pina Bausch, che con il teatrodanza ha realizzato una delle più significative rivoluzioni del teatro del Novecento - spiega il Sindaco Letizia Moratti -. Il grande ritorno del Tanztheater Wuppertal, fortemente voluto dall’amministrazione, rappresenta per la città un momento di importante riflessione intorno al valore della danza, del teatro, dell’espressività, come dimostrano le numerose iniziative che il Comune di Milano ha promosso proprio in occasione della rappresentazione di Vollmond al Piccolo. Incontri, proiezioni, masterclass per capire, ascoltare, vedere e andare a fondo del genio di Pina Bausch”.

“Il corpo è il tema centrale di tutte le riflessioni di Pina Bausch che sorgono e agiscono nel movimento – spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. Perché la danza, il suo teatrodanza, sono appunto i movimenti del teatro verso la danza, dello spazio verso il tempo che è inscritto in noi. Fra l’onirico e il reale i suoi spettacoli sono viaggio, inteso in molti significati, nell’interiorità, nella storia, nel paesaggio, nella natura. Il tutto seguito con la scrupolosa attenzione di chi ha intrapreso nella propria vita un cammino di ricerca senza fine. Con un fondamento che si spinge oltre la tecnica perché la tecnica è sempre un ‘presupposto’ poiché – ci insegnava - “certe cose si possono dire con le parole, altre solo con i movimenti”.

“Siamo profondamente grati al Comune di Milano, al Sindaco e all’Assessore, per la passione e l’impegno profuso nel rendere possibile il ritorno a Milano di Pina Bausch e per aver voluto condividere questa straordinaria iniziativa con il Piccolo e le altre importanti istituzioni milanesi - aggiunge il Direttore del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar. - L’amicizia e l’affinità artistica tra Pina Bausch e il Piccolo Teatro sono state un filo rosso che ha percorso tutta la nostra storia recente. Pina amava molto il Piccolo: quello dello Strehler è un palcoscenico ideale per le sue creazioni, un luogo capace di dar corpo a quella sua idea di teatro totale, come è accaduto per il teatro musicale con le produzioni mozartiane di Giorgio Strehler e Peter Brook, teatro totale per cui tanto ha lottato, spesso contro una cieca ortodossia che altro non è se non timore di fronte alla travolgente energia del cambiamento”.

Vollmond, in prima assoluta per l’Italia, è uno spettacolo creato da Pina Bausch nel 2006 e già applaudito a Parigi e a New York. In quest’ultima città, nel 2010, ha meritato il premio di miglior spettacolo di danza presentato nell’anno. Vollmond è ricco di elementi di natura, come spesso accade nei pezzi di Pina Bausch. Stavolta lo spazio teatrale è dominato dall’acqua e dalla pietra. L’ambiente è allagato da una pioggia battente e sorvegliato da un gigantesco masso grigio. Alla sua base si forma un acquitrino sempre più gonfiato dal diluvio e attraversato da flussi di nuotate estenuanti dei ballerini in abiti da sera, straordinari nel mettere in scena spietati rituali amorosi.
Vollmond è uno degli spettacoli di Pina Bausch scelti da Wim Wenders per il suo nuovo film Pina, grandiosa opera in 3 D dedicata alla capofila del Teatrodanza (la prima proiezione mondiale avverrà nel prossimo Berlin Film Festival a metà febbraio, proprio negli stessi giorni in cui Vollmond sarà in scena a Milano). Da oltre vent’anni Wim Wenders desiderava tradurre nel linguaggio cinematografico la rivoluzione del Tanztheater di Pina Bausch, e solo l’avvento della tecnologia digitale 3 D lo ha convinto a realizzare il progetto, iniziato a fianco della coreografa tedesca e portato a termine nei mesi successivi alla sua morte.
La potente ed eterogenea colonna sonora di Vollmond è l’unica disponibile in CD tra quelle degli spettacoli del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), dal 10 al 13 febbraio 2011

Tanztheater Wuppertal Pina Bausch
Vollmond
Ein Stück von Pina Bausch
regia e coreografia Pina Bausch
scene e video Peter Pabst
costumi Marion Cito
collaborazione musicale Matthias Burkert, Andreas Eisenschneider
collaborazione Robert Sturm, Daphnis Kokkinos, Marion Cito
con Pablo Aran Gimeno, Rainer Behr, Damiano Ottavio Bigi, Clémentine Deluy, Ditta Miranda Jasjfi, Dominique Mercy, Nazareth Panadero, Helena Pikon, Jorge Puerta Armenta, Azusa Seyama, Julie Anne Stanzak, Michael Strecker, Fernando Suels Mendoza, Tsai-Chin Yu
musiche di Amon Tobin, Alexander Balanescu con il Balanescu Quartett, Cat Power, Carl Craig, Jun Miyake, Leftfield, Magyar Posse, Nenad Jeliç, René Aubry, Tom Waits
Promosso e presentato dal Comune di Milano - Assessorato alla Cultura
In collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano
Un evento a cura di Andres Neumann International


Orari: giovedì e venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 16.00.
Durata dello spettacolo: 150 minuti con intervallo
Prezzi: platea 50 euro, balconata 35 euro
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
COMUNICATO STAMPA

Al Teatro Strehler dal 24 febbraio al 19 marzo in prima nazionale
la grande coproduzione del Piccolo con il Théâtre des Bouffes du Nord

Un flauto magico che va al cuore della musica
e della parola: il capolavoro di Mozart
nella “reinterpretazione” di Peter Brook

In occasione dello spettacolo una rassegna di film e video rari e un ciclo
di concerti e incontri che ripercorrono la sua straordinaria carriera artistica

Anteprime per i giovani sotto i 20 anni: biglietti a 10 euro per il 23 febbraio

Era il novembre 1986 e Peter Brook, mentre al Piccolo Teatro Studio veniva rappresentato il suo La tragédie de Carmen, si lasciava andare alle confidenze manifestando il desiderio di portare in scena Il flauto magico di Mozart. Venticinque anni dopo il sogno si realizza con una grande coproduzione internazionale del Piccolo Teatro con il suo Théâtre des Bouffes du Nord. Una coproduzione che consacra un lungo e ininterrotto sodalizio del Maestro della scena mondiale con il Piccolo.
Un flauto magico – questo il titolo dello spettacolo che reinterpreta, andando al cuore della musica e della parola, il capolavoro mozartiano – sarà in scena al Teatro Strehler dal 24 febbraio, con due anteprime il 22 e il 23 strettamente riservate ai giovani under 20, per una precisa scelta del Piccolo e dello stesso Peter Brook: una scelta che non si iscrive a una “moda”, ma alla volontà di avvicinare un pubblico giovane a testi che tradizionalmente sono appannaggio di spettatori “melomani”. Mentre il 22 febbraio il pubblico è interamente organizzato con le istituzioni scolastiche, il 23 febbraio, sempre per i giovani sotto i 20 anni, saranno messi in vendita da domani biglietti a posto unico al prezzo speciale di 10 euro, acquistabili alla biglietteria del Piccolo Teatro Strehler, sottoscrivendo la Piccolo Card Giovani.
Per quasi un mese, fino al 19 marzo, sul grande palcoscenico dello Strehler rivivrà un Mozart affidato a un gruppo di giovani interpreti carichi d’energia, pronti a plasmare e trasformare il testo musicale con forme e colori nuovi.
Le cascate di effetti scenici e lo sfarzo degli allestimenti tradizionali lasceranno il posto alla nudità delle luci, alla semplicità della scena, a più sottili vibrazioni intime, agli impercettibili cambiamenti dell’animo umano. L’azione, spiega il regista, sarà «intima e leggera, illuminerà le linee della musica come se la si ascoltasse per la prima volta». Come in La tragédie de Carmen, anche nel Flauto magico ritroveremo «la sorgente della narrazione e la finezza della partitura».
Due sono i poli drammatici tra cui oscilla la partitura musicale e su cui si costruisce lo spettacolo: la sfrenata gioia di vivere e la paura della morte che, nel suo essere presente, contribuisce a rafforzare il senso della vita. Traspare, nella rapidità dei gesti e nel ritmo serrato e giocoso dell’azione, l’estrema libertà della scrittura di Mozart, che poteva variare incredibilmente la tonalità e il tempo all’interno di una stessa misura. La lirica esplora allora le mille sfaccettature del sentimento umano e nutre il lavoro d’attore: gli interpreti incarnano il riso e la derisione, la tenerezza e il pianto, passando in un lampo da uno stato emotivo all’altro. In queste transizioni tutte interiori si esprime il senso del dramma, nascosto fra le note di una musica che solo apparentemente è gioiosa, e chiede di essere ascoltata in modo attento e sensibile, per scoprire e assaporare la sua tragicità nascosta.
Il Piccolo Teatro di Milano, in collaborazione con il Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, organizza un ciclo di incontri e concerti nell'ambito della rassegna Peter Brook, maestro di pensiero. Tra cinema e teatro che prevede anche la presentazione di un ciclo di film e video rari sul percorso artistico del grande maestro. E’ questo un momento non occasionale per ricordare il profondo rapporto di Peter Brook con Milano e con il Piccolo, al quale lo legano una condivisione dell’idea di teatro e una collaborazione quarantennale, che ha visto nel 1998 un’altra grande coproduzione, il Don Giovanni di Mozart.



UN FLAUTO MAGICO / LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
Dal 24 febbraio al 19 marzo 2011
Un flauto magico
da Wolfgang Amadeus Mozart
liberamente adattato da Peter Brook, Franck Krawczyk e Marie-Hélène Estienne
regia Peter Brook
luci Philippe Vialatte
al pianoforte (in alternanza) Franck Krawczyk, Matan Porat
con (in alternanza) Dima Bawab, Malia Bendi-Merad, Leila Benhamza, Luc Bertin-Hugault, Patrick Bolleire, Jean-Christophe Born, Raphaël Brémard, Thomas Dolié, Antonio Figueroa, Virgile Frannais, Betsabée Haas, Matthew Morris, Agnieszka Slawinska, Adrian Strooper, Jeanne Zaepffel
attori William Nadylam, Abdou Ouologuem
una coproduzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa; C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord, Paris; Festival d’Automne à Paris; Attiki Cultural Society, Atene; Musikfest, Brema,
Théâtre de Caen, Caen; MC2, Grenoble; Barbican, Londra; Grand Théâtre, Lussemburgo;
Lincoln Center Festival, New York
produttore delegato: C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord, Paris


Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Mercoledì 2 e 16 marzo ore 15 e 20.30.
Lunedì riposo.
Durata dello spettacolo: 100 minuti circa
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.t

PETER BROOK, MAESTRO DI PENSIERO. TRA CINEMA E TEATRO / LA RASSEGNA

Questi gli appuntamenti promossi nell’ambito della rassegna Peter Brook, maestro di pensiero. Tra cinema e teatro.

Giovedì 17 febbraio, ore 17.30
Chiostro Piccolo Teatro Grassi
Intorno a Un flauto magico
Incontro e concerto a cura del Corso di Composizione del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Giovedì 24 febbraio, ore 17.30
Scatola Magica Piccolo Teatro Strehler
Il Mozart shakespeariano di Brook
Incontro a cura degli Amici del Piccolo Teatro.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Sabato 26 febbraio, ore 17.30
Sala Puccini Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano
Die Zauberflöte come progetto algebrico e politico per il nostro tempo
Incontro e concerto in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Martedì 1 marzo ore 18
Associazione Amici della Scala, Corso Venezia 16 (Palazzo Serbelloni).
Introduzione al Mahabharta: il gioco della Luce e delle Ombre.
Incontro in collaborazione con gli Amici della Scala.

Giovedì 3 marzo 2011, ore 17.00
Chiostro Piccolo Teatro Grassi
Un flauto magico: da Mozart a Peter Brook
Incontro in collaborazione con l’Università di Milano.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Da lunedì 28 febbraio a domenica 6 marzo 2011
Cinema Gnomo
Via Lanzone 30/A - Milano
Rassegna curata da Pier Carizzoni e coordinata dall’Associazione culturale Dioniso.
I film diretti da Peter Brook
Marat-Sade, lunedì 28 febbraio ore 21.15, replica domenica 6 marzo ore 21.15.
Don Giovanni, mercoledì 2 marzo ore 18 e ore 21
La tragedia di Amleto, giovedì 3 marzo ore 21.
Il Signore delle mosche, martedì 1 marzo ore 21.15 e sabato 5 marzo ore 15
Re Lear, giovedì 3 marzo ore 18.30 e domenica 6 marzo, ore 16
Incontri con uomini straordinari, venerdì 4 marzo ore 18.30 e sabato 5 marzo ore 21.15
Il Mahabharata, venerdì 4 marzo ore 21
Moderato Cantabile, sabato 5 marzo ore 18.30 e domenica 6 marzo ore 18.45.
Il documentario-intervista del figlio Simon Brook al padre Peter, Brook secondo Brook–ritratto intimo, è in programma martedì 1 marzo ore 19 e sabato 5 marzo ore 17.

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Peter Brook al Piccolo


Teatro Lirico, Milano Aperta, dal 9 all’11 ottobre 1972
Sogno di una notte di mezza estate, William Shakespeare , Royal Shakespeare Company

Teatro Porta Romana, Milano Aperta, dal 17 al 21 aprile 1979
Ubu, Alfred Jarry, Centre International de Creations Theatrales

Teatro Studio, Milano Aperta, 12 novembre 1986
La tragedie de Carmen, Georges Bizet, Centre International de Creations Theatrales,

Piccolo Teatro, La rivoluzione in scena, 10 aprile 1989
Film: Marat – Sade, Peter Weiss

Teatro Studio, Milano Aperta, dal 25 al 30 giugno 1991
La tempesta, William Shakespeare, Centre International de Creations Theatrales

Teatro Studio, dal 10 al 23 ottobre 1998
Ju suis un phénomène, Peter Brook, Theatre Buffes du Nord

Teatro Strehler, dal 6 al 30 dicembre 1998
Don Giovanni , Wolfang Amadeus Mozart, Festival del Teatro d’Europa
Coproduzione del Piccolo Teatro di Milano con il Theatre des Buffes du Nord

Teatro Studio, Festival del Teatro d’Europa, dal 12 al 22 ottobre 2000
Le Costume, Can Themba – Peter Brook, Theatre des Buffes du Nord

Teatro Studio, Festival del Teatro d’Europa, dal 4 al 13 ottobre 2002
La Tragedie d’Hamlet, William Shakespeare, Centre International de Creations Theatrales

Teatro Studio, Festival del Teatro d’Europa, dall’8 ottobre al 19 ottobre 2003
Ta main dans la mienne, Carol Rocamora

Teatro Studio, Festival del Teatro d’Europa, dal 9 all’11 ottobre 2003
La mort de Krishna, Jean – Claude Carrière, Centre International de Creations Theatrales

Teatro Strehler, 16 novembre 1998
Film: Mahabharata

Teatro Studio, Festival del Teatro d’Europa, dal 19 al 28 ottobre 2005
Il grande inquisitore, Fedor Dostoevskij, CICT – Theatre des Bouffes du Nord

Teatro Studio, Festival del Teatro d’Europa, dal 14 al 25 novembre 2006
Sizwe Banzi est mort, Athol Fugard, CICT – Theatre des Bouffes du Nord

Teatro Studio, Festival del Teatro d’Europa, dal 12 al 22 dicembre 2007
Fragments, Samuel Beckett, Theatre des Bouffes du Nord – Young Vic
Al Piccolo Teatro Strehler, dal 31 gennaio al 6 febbraio 2011

Aspettando Godot
Tragicommedia sull’attesa

Ugo Pagliai ed Eros Pagni sono Estragone e Vladimiro
Regia di Marco Sciaccaluga

Aspettando Godot di Samuel Beckett, con Ugo Pagliai ed Eros Pagni, diretto da Marco Sciaccaluga e prodotto dal Teatro Stabile di Genova, sarà al Piccolo Teatro Strehler, dal 31 gennaio al 6 febbraio 2011.
«Non c’è nulla di più comico della tragedia» ha scritto Beckett. E Aspettando Godot è, appunto, una tragicommedia, costruita intorno alla condizione dell’attesa, di cui sono protagonisti due strani esseri umani, che per due atti si ritrovano sotto un albero spoglio in una deserta strada di campagna. Sono lì perché un certo Godot ha dato loro appuntamento. I due (e con loro anche gli spettatori) non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, credono comunque che quando arriverà li porterà a casa sua, darà loro qualcosa di caldo da mangiare e li farà dormire all’asciutto. Gettati ai margini di una società che non conoscono, in uno spazio insieme astratto e concreto nel quale irrompe a un certo momento un’altra strana coppia (quella formata da Pozzo e Lucky), Estragone e Vladimiro sembrano usciti da una comica del cinema muto, abitanti di un universo dove la fantasia può invadere la scena e prendere il sopravvento sulla morte, facendo trionfare sul palcoscenico un eccentrico mondo interiore, fatto di lazzi, gestualità, non-sense e divertenti paradossi.
Commenta il regista Marco Sciaccaluga: «Per due atti, Estragone e Vladimiro aspettano invano Godot, ma la grandezza della commedia non sta certo nel fatto che Godot non arriva mai, quanto piuttosto in ciò che accade mentre si aspetta il suo arrivo. E, nell’attesa, succedono moltissime cose: sempre molto concrete. Estragone e Vladimiro sono due personaggi opposti e complementari. Hanno bisogni diversi e sperano sempre di trovare nell’altro un interlocutore credibile. Si amano, ma non si sopportano.
Sul piano figurativo, la scelta è stata quella di dare concretezza fisica alla “strada di campagna, con albero” nella quale i due protagonisti s’incontrano e aspettano Godot. Jean-Marc Stehlé, che ha firmato le scene, si è ispirato dapprima alla pittura di Bruegel il Vecchio, oltre che ai due quadri di Caspar D. Friedrich – tanto amati da Beckett - con la coppia che guarda la luna, inserendo poi il tutto in una sorta di diorama che evoca una campana di vetro con insetti in un Museo di storia naturale».
Beckett ha scritto in francese En attendant Godot (da lui stesso poi tradotto in inglese) nella seconda metà degli anni Quaranta, quasi in contemporanea con la trilogia dei suoi più celebri romanzi (Molloy, Malone muore e L’innominabile). Rappresentata per la prima volta a Parigi il 3 gennaio 1953, la commedia è nata e si è diffusa nell’alveo della ricerca e della sperimentazione, ma rappresenta oggi un classico della drammaturgia di tutti i tempi.


LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
Dal 31 gennaio al 6 febbraio 2011
Aspettando Godot
di Samuel Beckett
versione italiana di Carlo Fruttero
regia Marco Sciaccaluga
scena Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl
costumi Catherine Rankl
musiche Andrea Nicolini
luci Sandro Sussi

Personaggi Interpreti
Estragone Ugo Pagliai
Vladimiro Eros Pagni
Pozzo Gianluca Gobbi
Lucky Roberto Serpi
il ragazzo Irene Villa

produzione Teatro Stabile di Genova

Foto di scena Marcello Norberth

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Lunedì riposo.

Durata dello spettacolo: 140 minuti con intervallo


Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it


Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
COMUNICATO STAMPA


Torna Pinocchio secondo Flavio Albanese

La fiaba di Collodi di nuovo in Scatola Magica
Dall’1 al 21 febbraio, con le musiche di Fiorenzo Carpi


Cosa succede a Pinocchio dopo la fine della favola di Collodi? La vera storia di Pinocchio raccontata da lui medesimo, in scena dall’1 al 21 febbraio nella Scatola Magica del Teatro Strehler, scritta, diretta e interpretata da Flavio Albanese, narra di un Pinocchio cantastorie, che gira il mondo intrattenendo grandi e piccini con le sue avventure.

“Ho pensato di fabbricarmi da me un bel burattino di legno: ma un burattino maraviglioso, che sappia ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali. Con questo burattino voglio girare il mondo, per buscarmi un tozzo di pane e un bicchier di vino…”. Questo il sogno che Geppetto, complici le bizze, i capricci e i colpi di testa del suo burattino, non riesce a realizzare. Pinocchio diventa un “bambino vero”, in carne e ossa, e come tutti i bambini diventa grande e… decide di diventare un cantastorie. Andrà lui in giro per il mondo e, per guadagnarsi da vivere, racconterà la storia più incredibile, piena di colpi di scena, di metafore e di avventure che sia mai stata scritta: la sua.

Sul filo del racconto di Carlo Collodi, Flavio Albanese ripercorre da Pinocchio/adulto, accompagnato dal suo alter-ego, un enorme Pinocchio di legno, le principali vicende che hanno portato un semplice “ciocco” di legno a diventare bambino. Ci sono proprio tutti: Geppetto, naturalmente, la Fatina e la lumachina sua domestica, il Gatto e la Volpe, il Grillo parlante, il colombo e la balena, Mangiafuoco, l’Omino di burro. C’è anche Pulcinella, omaggio al teatro popolare, rappresentato da Collodi sotto forma di teatro delle marionette, che recita con la voce di Totò. I personaggi appaiono e scompaiono sulla scena, a volte impersonati dallo stesso Albanese, altre volte evocati attraverso la magia e gli espedienti del teatro.

In contrappunto, la celebre musica che Fiorenzo Carpi scrisse per il bellissimo film-TV di Comencini, rielaborata da Giulio Luciani ed eseguita dal vivo con pianoforte e fisarmonica da Roberto Vacca. Tra prosa e filastrocche, racconti in prima persona e canzoni, la musica farà da filo conduttore del racconto, non solo sottolineando i vari momenti dello spettacolo, ma diventando protagonista di arie e recitativi. Le scene, ideate e disegnate da Leila Fteita, sono rappresentate da un teatrino con fondali disegnati di otto metri. Il burattino è realizzato da… Mastro Geppetto, ossia Renzo Antonello!

Età consigliata: da 6 a 10 anni.

Piccolo Teatro Strehler, Scatola Magica, largo Greppi 2 (M2 Lanza)
Dall’1 al 21 febbraio 2011

La vera storia di Pinocchio raccontata da lui medesimo
scritto, diretto, interpretato da Flavio Albanese
scene e costumi di Leila Fteita
musiche di Fiorenzo Carpi, a cura di Giulio Luciani
al pianoforte e alla fisarmonica Roberto Vacca
luci Claudio De Pace
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro D’Europa

Foto di scena Masiar Pasquali



Orari: da lunedì a venerdì ore 9.45 e 11.15; sabato riposo; domenica ore 10 e 11.30

Durata: 70 minuti senza intervallo

Prezzi: posto unico 8 euro.


Biglietteria telefonica 848800304 - www.piccoloteatro.org
Milano, 27 gennaio 2011
CULTURA. INCONTRI, CONFERENZE, PROIEZIONI: MILANO SI PREPARA AL GRANDE RITORNO DEL TANZTHEATER WUPPERTAL PINA BAUSCH

Moratti e Finazzer Flory: "Milano rende omaggio a una grande artista internazionale"



Milano 28 gennaio 2011 - Milano si prepara, con un ricco calendario di iniziative, al Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. La compagnia della grande danzatrice tedesca sarà, in esclusiva per l'Italia, al Piccolo Teatro Strehler dal 10 al 13 febbraio con lo spettacolo Vollmond.

Il grande ritorno della compagnia che trionfò a Milano vent'anni fa con Palermo Palermo è promosso e realizzato dal Comune di Milano in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa.



Lunedì 31 gennaio l'appuntamento è con l'ultimo incontro del ciclo "Inside Pina" a cura di Marinella Guatterini: un'analisi degli spettacoli e del percorso artistico di Pina Bausch (ore 18.30 ingresso libero - Sala Convegni Palazzo Reale, piazza Duomo 14).



"Milano rende omaggio ad una grande protagonista, Pina Bausch, che con il teatrodanza ha realizzato una delle più significative rivoluzioni del teatro del Novecento - spiega il Sindaco Letizia Moratti -. Così come lei stessa aveva auspicato lo spettacolo Vollmond verrà ospitato al Piccolo Teatro e sarà preceduto da una serie di appuntamenti che accompagneranno la città in un cammino di conoscenza. Si tratta di un progetto importante e ambizioso che rende la nostra città sempre più protagonista della scena culturale ed artistica europea".



"Ho voluto personalmente il ritorno di Pina Bausch. Nessuno me lo ha chiesto. Eppure era un'urgenza diffusa - dichiara l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. Ed è per questo che quando penso a Pina Bausch non posso fare a meno di tornare con la mente al nostro mancato incontro poco prima della sua scomparsa. Ho assistito al primo spettacolo dei suoi artisti senza di lei. Difficile descrivere con aggettivi quello che tutti abbiamo provato: strano, spirituale, rarefatto, mistico ed erotico".

"Con la Bausch il corpo torna ad essere protagonista non solo come linguaggio universale, ma anche come scandalo di cui abbiamo bisogno, dove l'effimero scommette sull'infinito - continua Finazzer Flory -. La scelta dello spettacolo è avvenuta in accordo con la direzione artistica della compagnia: quando ho assistito a Parigi a Vollmond ho capito che sarebbe stato perfetto per la poetica di Milano".



"Ringrazio il Comune di Milano che ha reso possibile questo progetto - aggiunge il Direttore del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar. A vent'anni da Palermo Palermo, un'altra occasione per reinterpretare la natura internazionale del Piccolo che avvicina i giovani ai grandi del teatro del mondo".

E aspettando Vollmond, il Comune di Milano ha in programma Milano per Pina Bausch, una serie di iniziative rivolte al grande pubblico e di forte interesse per gli appassionati di danza, realizzate con la collaborazione di Piccolo Teatro, Teatridithalia (Elfo Puccini), Goethe Institut Mailand, Fondazione Milano - Scuola Paolo Grassi.



Il 7 e l'8 febbraio il Cinema Gnomo (via Lanzone 30) ospiterà Vieni, balla con me, ciclo di film e video introdotti da Leonetta Bentivoglio, promosso dal Comune di Milano in collaborazione con il Goethe Institut Mailand. Si parte con la proiezione del capolavoro di Pina Bausch Café Muller, per passare ai ritratti di diversi registi (Linsel, Kirchmann, Yanor, Pedroni) della coreografa tedesca, a Il lamento dell'imperatrice, unico lungometraggio firmato da Pina Bausch. L'ingresso è libero e le proiezioni sono in programma a partire dalle 19.



La Scuola Paolo Grassi martedì 8, mercoledì 9 e giovedì 10 febbraio ospiterà la Masterclass di Cristiana Morganti, da diciotto anni danzatrice solista del Tanztheater di Wuppertal, alla quale saranno ammessi gratuitamente dieci uditori interessati ad osservare il lavoro pedagogico della Morganti con il secondo anno del corso di Teatrodanza.



Mercoledì 9 febbraio alle 17 (ingresso libero) al Chiostro del Piccolo Teatro Grassi di via Rovello si terrà la presentazione dello spettacolo Vollmond (Luna piena) con l'Assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory e Leonetta Bentivoglio.



Moving with Pina è il titolo della conferenza danzata sulla poetica, la tecnica e la creatività di Pina Bausch di e con Cristiana Morganti in programma nella sala Bausch del teatro Elfo Puccini (biglietti 10 euro) venerdì 11 febbraio alle 18, sabato 12 febbraio alle 16 e domenica 13 febbraio alle ore 11.30.



A ingresso libero sabato 12 febbraio alle ore 11 al Piccolo Teatro Studio Expo Luna piena a Milano: conversazione di Leonetta Bentivoglio con Dominique Mercy e Peter Pabst su passato, presente e futuro del Tanztheater. Introduce l'Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory.
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


Al Piccolo Teatro Strehler, dal 12 al 30 gennaio 2011

Una commedia sulla verità e sulla menzogna
Con Le bugie con le gambe lunghe continua il lavoro
di Luca De Filippo sulla drammaturgia di Eduardo

Con Le bugie con le gambe lunghe, al Piccolo Teatro Strehler, dal 12 al 30 gennaio 2011, continua il lavoro di Luca De Filippo sulla drammaturgia di Eduardo.
La commedia fu scritta nel dicembre 1946, subito dopo il debutto napoletano di Filumena Maturano, che venne rappresentata solo un anno dopo: lo straordinario successo di Filumena infatti ne fece rinviare continuamente il debutto.
Il tema è quello della verità e della menzogna. La storia vive dei reciproci intrighi che alcune coppie intrecciano intorno a Libero Incoronato, un uomo modesto, onesto, insieme dignitoso e fiero, la cui vita tranquilla viene sconvolta dai vicini che tentano in ogni modo di coinvolgerlo, suo malgrado, nelle loro squallide storie. Prima ingenuamente ostinato nello smascherare le clamorose menzogne spacciate per verità, di cui è testimone, Libero decide alla fine di adeguarsi in modo provocatorio alla regola generale, rilanciandola e amplificandola fino al paradosso. Ed ecco il titolo della commedia, che rovescia il proverbio popolare: le bugie con le gambe corte sono quelle dei bambini, quelle puerili, mentre quelle con le gambe lunghe sono quelle ''che tutti noi dobbiamo aiutare a camminare per non far cadere l’impalcatura della società” (Eduardo nell’intervista a Sergio Romano).

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
Dal 12 al 30 gennaio 2011
Le bugie con le gambe lunghe

di Eduardo De Filippo
regia Luca De Filippo
scene Gianmaurizio Fercioni
fondali Giacomo Costa
costumi Silvia Polidori
luci Stefano Stacchini


Personaggi Interpreti

Costanza, sorella di Libero Fulvia Carotenuto
Carmela Chiara De Crescenzo
Graziella Gioia Miale
Libero Incoronato Luca De Filippo
Roberto Peretti Nicola Di Pinto
Olga, moglie di Benedetto Carolina Rosi
Benedetto Cigolella Massimo De Matteo
Cristina, madre di Olga Anna Fiorelli
Guglielmo Caputo Giuseppe Rispoli
Angelina Trombetta Carmen Annibale
La balia Alessandra D’Ambrosio
Il fratello di Benedetto Antonio D’Avino
Lo zio di Benedetto Boris De Paola

produzione La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Foto di scena Lia Pasqualino


Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Mercoledì 26 gennaio ore 15 (pomeridiana per le scuole) e 20.30.
Lunedì riposo.


Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Prezzi speciali su www.piccolocard.it
COMUNICATO STAMPA

La Compagnia degli uomini, regia di Luca Ronconi
in scena al Piccolo Teatro dall’11 gennaio
Il testo di Edward Bond pubblicato da Libri Scheiwiller


Debutta l’11 gennaio prossimo in prima nazionale la nuova, attesissima produzione del Piccolo Teatro di Milano, La compagnia degli uomini di Edward Bond, con la regia di Luca Ronconi: una commedia appassionante, attualissima, una lucida analisi delle contraddizioni del presente scritta dal più graffiante autore inglese contemporaneo – poco conosciuto in Italia – e messa in scena dal più grande regista italiano.

«Il testo di Edward Bond ha due livelli di lettura», spiega Ronconi, «da una parte gli intrecci tra capitalismo, finanza, multinazionali, industria della guerra; dall’altra i rapporti interpersonali e l’eterno conflitto tra padre e figlio (adottivo). La mia messa in scena, con il palcoscenico nudo, scandaglia la “nudità” dell’animo umano, mette in luce le miserie di una società alla deriva, la durezza di un mondo dove tutto è dominato dalla legge del profitto».
Tutto al maschile, come indica il titolo, il cast: Riccardo Bini, Giovanni Crippa, Marco Foschi, Paolo Pierobon, Gianrico Tedeschi, Carlo Valli. Lo spettacolo va in scena nella sala storica del Piccolo, il Teatro Grassi di via Rovello, con repliche fino al 26 febbraio.

L’evento vede l’eccezionale collaborazione tra il Piccolo Teatro di Milano e Il Sole-24 Ore, che pubblicherà, con il marchio Libri Scheiwiller, il volume con il testo messo in scena dal maestro Ronconi nella traduzione di Franco Quadri e Pietro Faiella, in libreria dal prossimo gennaio.


Milano, 20 dicembre 2010
Benvenuti al Piccolo, visite guidate gratuite per i bambini

Domenica 28 novembre 2010 si conludono, per riprendere poi a gennaio, le visite guidate gratuite, al mattino, per bambini e ragazzi, un vero e proprio viaggio nel mondo del teatro, alla scoperta dei mille e più segreti che si nascondono dietro il sipario.

Guidati da due attori, Tommaso Minniti e Chiara Stoppa, i giovani "esploratori" saranno accolti nel Foyer, entreranno nella Scatola Magica, nella cornice di un modello praticabile e funzionante di teatro barocco - progettato dalla scenografa Leila Fteita - che darà l'opportunità di conoscere meglio il funzionamento, i segreti della prospettiva, le macchinerie di un'ideale scena "all'italiana". Percorreranno poi i corridoi del Teatro Strehler, entrando negli uffici, visitando la sartoria per capire come si realizza un costume, scoprendo l'attrezzeria, "magazzino" dei desideri, dove poter immaginare con gli occhi della fantasia infiniti spettacoli. "Sbirciare" dietro le quinte diventa l'occasione per comprendere che il teatro è una "macchina" fantastica e complessa, e che far nascere emozioni sulla scena implica l'impegno di molti.

Teatro Strehler
domenica 28 novembre 2010 ore 10 e 11.30
Benvenuti al Piccolo
a cura di Tommaso Minniti
scene di Leila Fteita
con Tommaso Minniti e Chiara Stoppa
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa

Età consigliata: dai 6 ai 13 anni
durata 50'

Ingresso libero fino a esaurimento posti
si consiglia di confermare la propria presenza al numero 848.800.304

I Benvenuti al Piccolo sono realizzati in collaborazione con IntesaSanPaolo e sono organizzati anche per le Scuole, dal lunedì al venerdi.
Si comunica l'annullamento dello spettacolo "Servillo legge i Mémoires", previsto lunedì 22 novembre, al Piccolo Teatro Grassi, a causa dello sciopero generale nazionale indetto da SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL contro i tagli previsti dalla legge finanziaria.
Un cordiale saluto.
Benvenuti al Piccolo, visite guidate gratuite per i bambini

Domenica 21 novembre 2010 continuano le visite guidate gratuite, al mattino, per bambini e ragazzi, un vero e proprio viaggio nel mondo del teatro, alla scoperta dei mille e più segreti che si nascondono dietro il sipario.

Guidati da due attori, Tommaso Minniti e Chiara Stoppa, i giovani "esploratori" saranno accolti nel Foyer, entreranno nella Scatola Magica, nella cornice di un modello praticabile e funzionante di teatro barocco - progettato dalla scenografa Leila Fteita - che darà l'opportunità di conoscere meglio il funzionamento, i segreti della prospettiva, le macchinerie di un'ideale scena "all'italiana". Percorreranno poi i corridoi del Teatro Strehler, entrando negli uffici, visitando la sartoria per capire come si realizza un costume, scoprendo l'attrezzeria, "magazzino" dei desideri, dove poter immaginare con gli occhi della fantasia infiniti spettacoli. "Sbirciare" dietro le quinte diventa l'occasione per comprendere che il teatro è una "macchina" fantastica e complessa, e che far nascere emozioni sulla scena implica l'impegno di molti.

Teatro Strehler
domenica 21 e 28 novembre 2010 ore 10 e 11.30
Benvenuti al Piccolo
a cura di Tommaso Minniti
scene di Leila Fteita
con Tommaso Minniti e Chiara Stoppa
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa

Età consigliata: dai 6 ai 13 anni
durata 50'

Ingresso libero fino a esaurimento posti
si consiglia di confermare la propria presenza al numero 848.800.304

I Benvenuti al Piccolo sono realizzati in collaborazione con IntesaSanPaolo e sono organizzati anche per le Scuole, dal lunedì al venerdi.
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Strehler, dal 16 novembre al 12 dicembre

Molière secondo Castri
Indagine sulla natura umana

Massimo Popolizio nei panni di Alceste


Il Misantropo è la prima, deliziosa commedia di costume che Molière consegnò al suo secolo, rivelandosi straordinario osservatore della natura umana. Dal 16 novembre al Piccolo Teatro Strehler, lo spettacolo, prodotto dal Teatro di Roma e diretto da Massimo Castri, per la prima volta alle prese con un Molière, con Massimo Popolizio nel ruolo del protagonista, rimane in scena fino al 12 dicembre.

Un uomo non più giovanissimo, sceglie di isolarsi dall'umanità e di chiamarsi fuori da un mondo che disprezza e alle cui regole non riesce a stare. Il Misantropo è la storia di chi, contro il parere e i consigli degli amici, non scende mai a compromessi, pone sempre la sincerità al di sopra di tutto, anche a costo di urtare le varie e deboli personalità col rischio, quindi, di perdere ogni possibile protezione. La sorte gli gioca un tiro mancino, facendolo innamorare di una donna giovane quanto maestra nel gioco della seduzione, degna esponente di quella stessa società che il nostro eroe ha respinto e soprattutto capace come nessuno di tenergli testa. Le vicende dell’amore impossibile tra Alceste, prigioniero delle proprie rigide costruzioni mentali, e la civettuola Célimène, si concludono con la rovinosa sconfitta esistenziale del protagonista. Nasce una riflessione accattivante quanto attuale: cosa saremmo, se ci mantenessimo puri perché isolati? Forse nulla. Allora, nuove forme di dialogo sono necessarie, sapendo che “la perfetta ragione fugge ogni estremo e vuole che si sia savi con moderazione”.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza) – dal 16 novembre al 12 dicembre 2010
Il misantropo
di Molière, regia Massimo Castri
scene e costumi Maurizio Balò
con Massimo Popolizio, Graziano Piazza, Sergio Leone, Federica Castellini, Ilaria Genatiempo, Laura Pasetti, Tommaso Cardarelli, Andrea Gambuzza, Davide Lorenzo Palla, Miro Landoni
Produzione Teatro di Roma

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00. Lunedì riposo.
Mercoledì 24 novembre ore 15 (pomeridiana per le scuole); mercoledì 8 dicembre ore 16.
Durata: 2 ore e 15 minuti compreso l'intervallo.

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv

Milano, 11 novembre 2010
Benvenuti al Piccolo, visite guidate gratuite per i bambini

Da domenica 14 novembre 2010 riprendono le visite guidate gratuite, al mattino, per bambini e ragazzi, un vero e proprio viaggio nel mondo del teatro, alla scoperta dei mille e più segreti che si nascondono dietro il sipario.

Guidati da due attori, Tommaso Minniti e Chiara Stoppa, i giovani "esploratori" saranno accolti nel Foyer, entreranno nella Scatola Magica, nella cornice di un modello praticabile e funzionante di teatro barocco - progettato dalla scenografa Leila Fteita - che darà l'opportunità di conoscere meglio il funzionamento, i segreti della prospettiva, le macchinerie di un'ideale scena "all'italiana". Percorreranno poi i corridoi del Teatro Strehler, entrando negli uffici, visitando la sartoria per capire come si realizza un costume, scoprendo l'attrezzeria, "magazzino" dei desideri, dove poter immaginare con gli occhi della fantasia infiniti spettacoli. "Sbirciare" dietro le quinte diventa l'occasione per comprendere che il teatro è una "macchina" fantastica e complessa, e che far nascere emozioni sulla scena implica l'impegno di molti.

Teatro Strehler
domenica 14, 21 e 28 novembre 2010 ore 10 e 11.30
Benvenuti al Piccolo
a cura di Tommaso Minniti
scene di Leila Fteita
con Tommaso Minniti e Chiara Stoppa
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa

Età consigliata: dai 6 ai 13 anni
durata 50'

Ingresso libero fino a esaurimento posti
si consiglia di confermare la propria presenza al numero 848.800.304

I Benvenuti al Piccolo sono realizzati in collaborazione con IntesaSanPaolo e sono organizzati anche per le Scuole, dal lunedì al venerdi.
Comunicato stampa

L'ESISTENZA. Tutte le poesie 1980-1992
di Alberto Vigevani

Interviene Enrico Testa

Letture di Tommaso Minniti ed Erika Renai

Milano, mercoledì 10 novembre 2010, ore 18.00
Chiostro del Piccolo Teatro Grassi
via Rovello 2




«Il grande tema di Vigevani è, qui come nei romanzi, il tempo, percepito nella sua corsa rapinosa e fuggevole: i giorni «volati nel nulla».
A partire da esso, dal suo nucleo insieme classico e moderno, si diramano gli altrettanto importanti motivi della memoria, dei perduti, della pietà
e del niente (vera parola- chiave, anche per la frequente occorrenza in rima, della sua scrittura). Valendosi talvolta dei ricordi della poesia di Sereni,
dell'ultimo Montale e, almeno in un caso (Quanto) anche di Caproni, Vigevani modula questo repertorio - in cui si coagulano alcuni nuclei essenziali
della grande letteratura novecentesca - secondo le cadenze di una netta originalità. Scarta sin da subito l'opzione di un discorso solenne e intonato
al sublime, pur disponibile e quasi naturale vista l'importanza e la sostenutezza degli argomenti, e aderisce invece a una pronuncia meno rilevata
e del tutto esente da effetti di retorica. Il "grande" infatti s'unisce qui al "piccolo", il tono riflessivo s'ibrida nel particolare concreto o,
dimensionalmente, il molare s'incontra con il molecolare». Dall'introduzione di Enrico Testa


Alberto Vigevani (Milano 1918-1999) è stato scrittore, libraio antiquario ed editore. Tra i suoi libri di narrativa, Sellerio ha recentemente riproposto La febbre dei libri,

Estate al lago, Lettera al signor Alzheryan, All'ombra di mio padre. Infanzia milanese, Il battello per Kew. Le sue due raccolte poetiche, riunite nell'edizione

L'esistenza. Tutte le poesie 1980 - 1992 (Einaudi, 2010), erano state pubblicate da Scheiwiller con i titoli Anche le più lievi (1985) e L'esistenza (1993).

Ingresso libero


Con preghiera di cortese pubblicazione
Dal 16 novembre (prima per la stampa giovedì 18 novembre) al Grassi di via Rovello torna Toni Servillo con "Trilogia della villeggiatura", in scena fino al 12 dicembre.
Lunedì 22 novembre alle 21, sempre al Grassi, serata speciale "Toni Servillo legge i Mémoires di Carlo Goldoni".
Martedì 16 novembre allo Strehler di largo Greppi prima di "Il Misantropo" per la regia di Massimo Castri, con Massimo Popolizio, in scena fino al 12 dicembre.
Da mercoledì 17 novembre al 5 dicembre allo Studio Expo di via Rivoli "Alice", regia di Emiliano Bronzino.
COMUNICATO STAMPA

“Via Rovello 2”, con l’accogliente caffè letterario,
luogo d’incontro aperto alla città anche in luglio

Happy hour Jazz al Chiostro del Piccolo Teatro
E per i bambini una speciale caccia al tesoro

Conclusa la stagione teatrale 2009-2010 non si fermano le attività del Piccolo Teatro. In luglio il rinascimentale chiostro di via Rovello 2, sede storica del Piccolo e mèta di un numero crescente di visitatori dopo i restauri, si anima con una serie di iniziative per tutte le età. Letture, presentazioni di libri, happy hour jazz, visite guidate e una caccia al tesoro per i ragazzi, mentre nell’accogliente caffè letterario, in un ambiente unico tra le colonne bramantesche, si può prendere tutti i giorni un aperitivo o pranzare, anche alla domenica con lo speciale brunch.
Ma vediamo le iniziative in programma, a partire dalle visite guidate al chiostro, tutte a ingresso gratuito, che avranno i seguenti orari: sabato 3 e sabato 10 luglio dalle 16 alle 20; domenica 4 e domenica 11 luglio dalle 14,30 alle 18,30, a intervalli di 30 minuti circa. Il chiostro ad ogni modo è accessibile per tutto il mese, sempre con ingresso libero, tutti i giorni dalle 8 alle 22.
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311

Al Piccolo Teatro Grassi, dal 26 ottobre al14 novembre 2010
In prima nazionale, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

I promessi sposi alla prova
Manzoni, Testori, Lombardi-Tiezzi
Un magnifico esempio di ‘teatro nel teatro’


Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Federico Tiezzi propone la regia di I promessi sposi alla prova, in prima nazionale al Piccolo Teatro Grassi dal 26 ottobre al 14 novembre 2010, misurandosi con un gigante della cultura italiana del Novecento, Giovanni Testori, e con la sua riscrittura del capolavoro di Alessandro Manzoni. Nell'infaticabile lavoro manzoniano sul linguaggio e sulla storia d'Italia, filtrato dall'occhio di Testori, Tiezzi coglie il miglior omaggio possibile, sul palcoscenico, alla ricorrenza che quest'anno coinvolge il Paese.
Su un palcoscenico di fortuna, un capocomico all’antica si affanna a far interpretare a un gruppo di attori comicamente scalcagnati il capolavoro di Manzoni. Interesse principale dell'autore è quello di fare del romanzo uno "specchio" in cui riflettere i suoi "anni tribolatissimi" che, a ben vedere, sono anche i nostri. Oggi non si tratta più di sconfiggere il flagello della peste, bensì i nuovi mali che affliggono la società, ossia il degrado e l’omologazione del pensiero.
A differenza delle sue reinvenzioni shakespeariane, sin dal titolo segnalate da una deformazione linguistica (L'Ambleto, Macbetto), resta intatta la formula manzoniana. Testori vi aggiunge solo la specificazione: "alla prova".
In queste due parole sta non solo l'indicazione che il romanzo sarà spinto nel territorio del teatro, ma anche tutta l'immensa portata dell’opera, e forse dell'intera vita, di Testori: la verifica dei propri amori, delle proprie passioni, umane e culturali. Un magnifico esempio di "teatro nel teatro".


Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio) - dal 26 ottobre al 14 novembre 2010
I promessi sposi alla prova
di Giovanni Testori,
drammaturgia di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Giovanna Buzzi
luci Gianni Pollini
regista assistente Giovanni Scandella
maestro di canto Francesca della Monica
regia di Federico Tiezzi




Personaggi Interpreti

Il maestro Sandro Lombardi
L'attore che fa Renzo Francesco Colella
L'attrice che fa Lucia Debora Zuin
L'attrice che fa Agnese Marion D'Amburgo
L'attrice che fa Perpetua Caterina Simonelli
L'attore che fa Egidio Alessandro Schiavo
L'attore che fa don Rodrigo Massimo Verdastro
L'attrice che fa Gertrude Iaia Forte

Coproduzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana
Teatro Stabile di Torino, Compagnia Sandro Lombardi


Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Mercoledì 3 e 10 novembre ore 15 (pomeridiana per le scuole) e 20.30.
Lunedì riposo.


Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Informazioni e prenotazioni 848800304

www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv


Milano, 21 ottobre 2010
Domenica 4 e domenica 11 luglio, dalle 15 alle 18, un originalissimo laboratorio-caccia al tesoro, anzi, “caccia al personaggio”, per i bambini dai 5 ai 12 anni: mettendosi alla prova con giochi di abilità e rispondendo a quesiti e indovinelli i ragazzi andranno alla scoperta delle testimonianze e dei personaggi (dal Conte di Carmagnola e da Ludovico il Moro fino a Grassi e Strehler) che hanno fatto la storia del palazzo di via Rovello. Per informazioni e iscrizioni (costo nove euro per bambino, 15 euro per due bambini, 18 euro per tre bambini) telefonare all’associazione Ad Artem al numero 02 65 977 28.
A ingresso libero sono gli appuntamenti letterario-musicali. Martedì 6 luglio alle 18 per il ciclo “Prove di lettura” appuntamento con Emiliano Bronzino, regista di Alice, che parla del testo da lui messo in scena per il Piccolo leggendone alcuni passaggi particolarmente significativi. E dopo la prova di lettura, happy hour musicale con il Contemporary Jazz Trio: Denis Alessio chitarra, Emanuele Serra batteria, Daniele Tortora contrabbasso.
Il giorno dopo, mercoledì 7 luglio, alle 18, reduce dallo strepitoso successo di Mistero buffo, Paolo Rossi presenta il suo nuovo libro La commedia è finita! Conversazione delirante con Carolina De La Calle Casanova, edizioni elèuthera.
Duplice appuntamento per martedì 13 luglio alle 18. Enrico D’Amato sarà il protagonista della “prova di lettura” sul Flauto magico messo in scena nei giorni scorsi dagli allievi della Scuola del Piccolo Teatro nell’ambito della Masterclass. E a seguire, per l’happy hour jazz, si esibiranno Roberto Pedroni, sax tenore e soprano, e Denis Alessio chitarra.


Milano, 1 luglio 2010
1
Una nuova scultura di Arnaldo Pomodoro
al centro della piazza del Teatro Strehler
Nelle prossime settimane
largo Greppi, la piazza
del Piccolo Teatro Strehler,
cambierà aspetto.
Nella foto di copertina
la scultura di
Arnaldo Pomodoro
Torre a spirale,
1985/94, bronzo,
550 x ø 125 cm,
che sarà collocata
davanti allo Strehler
dopo il trasferimento
in piazza Meda
del Grande Disco, 1972.
Il Piccolo Teatro ringrazia
Arnaldo Pomodoro
e il Comune di Milano.
3
Il chiostro rinascimentale di via Rovello 2
uno spazio pubblico restituito al pubblico
Lo splendido chiostro rinascimentale di Via Rovello 2, nel cuore
della Milano storica, sede del Piccolo Teatro Grassi, dopo i restauri
e la riapertura della sala alla programmazione degli spettacoli
è diventato un luogo aperto alla città e punto d’incontro per
i “cittadini del mondo”. Il chiostro è a ingresso libero tutti i giorni,
festivi compresi, dalle 8 alle 22, e ospita un accogliente
caffè letterario, presentazioni di libri, conferenze, incontri con
gli artisti e, tra breve, una libreria tutta speciale. Sono disponibili
postazioni Internet per essere aggiornati sulla programmazione
e “navigare” nell’immenso patrimonio artistico del Piccolo.
www.piccoloteatro.org
www.piccolocard.it
www.piccoloteatro.tv
INGRESSO LIBERO TUTTI I GIORNI DALLE 8 ALLE 22
4
Filovia
La 90 abbraccia la città,
leggo in pace.
Non c’è il mare?
Ci sono tutte le lingue del mondo.
Giancarlo Consonni
5
STAGIONE 2010/2011
PRODUZIONI
FESTIVAL / OSPITALITÁ
PICCOLO PER I PICCOLI / EDUCATIONAL
EVENTI, RASSEGNE E COLLABORAZIONI
LA WEB TV DEL PICCOLO / IL PICCOLO ON LINE
LA STAGIONE SALA PER SALA
6
LE PRODUZIONI
E COPRODUZIONI INTERNAZIONALI
Luca Ronconi, Peter Brook,
Patrice Chéreau, Lluís Pasqual,
Toni Servillo, Giancarlo Cobelli,
Carmelo Rifici…
7
PRODUZIONI
RONCONI, LETTURA DEL PRESENTE
Luca Ronconi si immerge nella lettura delle contraddizioni
del presente con due nuove produzioni: La compagnia degli
uomini di Edward Bond, che racconta una storia in cui
lo squallore dei rapporti umani in famiglia va di pari passo con
un mondo che ha smarrito il senso del giusto, e I beati anni
del castigo di Fleur Jaeggy, percorso di formazione di una
giovanissima interna in un collegio svizzero.
Giusto la fine del mondo di Jean-Luc Lagarce va a Parigi.
Piccolo Teatro Grassi, dall’11 gennaio al 26 febbraio 2011 PRIMA NAZIONALE
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
La compagnia degli uomini
di Edward Bond, traduzione Franco Quadri
regia Luca Ronconi
luci A.J. Weissbard
con (in ordine alfabetico) Riccardo Bini, Giovanni Crippa,
Marco Foschi, Paolo Pierobon, Gianrico Tedeschi, Carlo Valli
La compagnia degli uomini, messo in scena da Luca Ronconi e scritto dal drammaturgo inglese Edward
Bond – personaggio discusso, che si auto-esilia dalle scene del Regno Unito alla fine degli anni ‘80 - indaga
da un lato le connessioni tra capitalismo, colossi multinazionali, industria della guerra e violenza
istituzionalizzata, e dall’altro la loro influenza sui destini individuali. La commedia ruota su due grandi assi,
uno storico-politico che vede la rivalità fra un grande industriale, Oldfield, fabbricante d’armi, e Hammond,
che costruisce trattori, e uno più intimo, quello familiare, dove si delinea il consueto conflitto padre/figlio.
Qui però il plot si complica: scopriamo infatti che Leonard, cupo figlio di Oldfield, in realtà è stato adottato,
elemento che introduce ulteriori scarti emotivi e che trasforma l’azione scenica. Fra motivi ricorrenti che si
collegano alla grande letteratura del passato, come la spartizione del potere operata dal vecchio industriale e
la lotta contro l’erede – pensiamo a Re Lear di Shakespeare – o come il parricidio progettato da Leonard in
combutta con il rivale – eco de I Fratelli Karamazov di Dostoevskij – si snoda una commedia affascinante e
complessa. Tipi e personaggi, che paiono usciti dal repertorio del teatro elisabettiano, si dotano di una
sensibilità prettamente moderna, dando luogo a un interessante connubio, mentre il testo si fa intrigante
perché mette a nudo l’animo umano, compiendo continue, inattese, impennate nelle zone oscure dei
personaggi, scoprendone i lati più bui.
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 20 al 31 ottobre 2010 PRIMA NAZIONALE
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Santacristina Centro Teatrale
I beati anni del castigo
di Fleur Jaeggy
regia Luca Ronconi
luci Claudio De Pace
con Elena Ghiaurov
Luca Ronconi porta in teatro I beati anni del castigo, un romanzo di formazione di Fleur Jaeggy. La storia è
ambientata in un collegio femminile, in Svizzera, dove la protagonista – in scena Elena Ghiaurov – vive
dall’età di otto anni.
8
PRODUZIONI
Il racconto della donna, sorta di lettura di un suo intimo diario, apre le porte su un mondo in bilico tra
l’idillio e la cattività, che possiamo chiamare un’“arcadia della malattia”, per usare le parole della scrittrice.
Finché arriva Fréderique, una nuova allieva, severa, perfetta, magnetica, che sembra aver già vissuto tutte le
esperienza della vita. La protagonista – che resta senza un nome – si sente attratta dalla nuova arrivata, dal
suo aspetto quieto e insieme minaccioso. E qui, la minaccia, poco a poco, si scopre, e si approda a una “terra
di nessuno”, un luogo ibrido e segreto che si colloca tra la perfezione e la follia.
Lo stile limpido e nervoso della scrittura, l'acutezza quasi clinica delle notazioni, l'intensità di questa storia
fanno risuonare una corda segreta dell’animo: quella legata all’immaginario collegio da cui tutti noi siamo
usciti. Fra lo sconcerto, l'attrazione e il timore, lo spettatore è guidato in una sorta di giardino dei saperi
femminili, fatto di fiori che sbocciano nelle stagioni della vita, attraverso esperienze giovanili goffe e talvolta
crudeli. Il rapporto fra le due donne, centro del monologo, è ripercorso attraverso le percezioni dell’unica che
racconta e descrive: nello svilupparsi lento e spietato di un assolo unilaterale, in un crescendo di tensione e di
attesa.
In tournée all’estero
Théâtre de la Ville (Parigi), 23 e 24 giugno 2010
In collaborazione con ETI Ente Teatrale Italiano
Giusto la fine del mondo
di Jean-Luc Lagarce
traduzione Franco Quadri
regia Luca Ronconi
impianto scenografico a cura di Marco Rossi
costumi Margherita Baldoni
luci Claudio De Pace
con (in ordine di locandina) Riccardo Bini, Melania Giglio,
Pierluigi Corallo, Francesca Ciocchetti, Bruna Rossi
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Giusto la fine del mondo di Jean-Luc Lagarce, regia di Luca Ronconi, è il secondo spettacolo che fa parte del
‘Progetto Lagarce’ diretto dallo stesso Ronconi: il primo è stato I pretendenti, con la regia di Carmelo Rifici.
Lagarce, morto di Aids nel 1995 a 38 anni, è oggi l’autore teatrale contemporaneo più rappresentato nelle
sale francesi; ed è per questo molto significativa la “trasferta” parigina. Lo spettacolo racconta con estrema
delicatezza e discrezione la storia di Louis, che va a trovare la sua famiglia dopo una lunga assenza interrotta
di tanto in tanto da brevi messaggi scritti su cartoline illustrate. Torna perché sa di morire di lì a poco.
E vuole essere lui a raccontare, a “dire” la sua morte, ma partirà senza essere riuscito a farlo.
Durata: 2 ore senza intervallo.
9
COPRODUZIONI INTERNAZIONALI
IL FLAUTO MAGICO DI PETER BROOK
Era il novembre 1986 e Peter Brook, mentre al Piccolo
Teatro Studio veniva rappresentato il suo La tragédie
de Carmen, si lasciava andare alle confidenze manifestando
il desiderio di portare in scena il capolavoro di Mozart.
Venticinque anni dopo il sogno si realizza con questa
grande coproduzione internazionale, che consacra un lungo
e ininterrotto sodalizio del Maestro della scena mondiale
con il Piccolo. Un sodalizio iniziato nel 1972 con un memorabile
Sogno di una notte di mezza estate e intensificatosi negli ultimi
anni con la crescente apertura alle collaborazioni
internazionali voluta da Sergio Escobar e Luca Ronconi.
Piccolo Teatro Strehler, dal 22 febbraio al 19 marzo 2011 PRIMA NAZIONALE
Una coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa; C.I.C.T./Théâtre des Bouffes du Nord, Parigi;
Festival d’Automne à Paris; Attiki Cultural Society, Atene; Musikfest, Brema, Théâtre de Caen, Caen; MC2,
Grenoble; barbicanbite11, Londra; Grand Théâtre, Lussemburgo; Lincoln Center Festival, New York
Produttore delegato: C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord, Parigi
Un flauto magico
da Wolfgang Amadeus Mozart
liberamente adattato da Peter Brook, Franck Krawczyk e Marie-Hélène Estienne
regia Peter Brook
luci Philippe Vialatte
al pianoforte Alain Planès, Matan Porat (in alternanza)
con Dima Bawab, Malia Bendi-Merad, Leila Benhamza, Luc Bertin-Hugault, Patrick Bollire,
Jean-Christophe Born, Raphaël Brémard, Thomas Dolié, Antonio Figueroa, Virgile Frannais,
Betsabée Haas, Agnieszka Slawinska, Adrian Strooper
attori William Nadylam, Abdou Ouloguem
Va in scena un Flauto magico inedito, un Mozart eternamente giovane, circondato da interpreti freschi e di
talento, pronti a improvvisare, a plasmare, trasformare il testo musicale con forme e colori nuovi. Leggera e
effervescente, questa regia lirica firmata da un grande nome della scena contemporanea come Peter Brook
accompagna lo spettatore in un viaggio seducente, dritto al cuore della magia e della tenerezza della musica
mozartiana. Le cascate di effetti scenici e lo sfarzo delle messe in scena tradizionali lasciano il posto allo
humor, alla nudità delle luci, a più sottili vibrazioni intime, agli impercettibili cambiamenti dell’animo
umano. Due sono i poli drammatici tra cui oscilla la partitura musicale e su cui si costruisce lo spettacolo: la
sfrenata gioia di vivere e la paura della morte che, nel suo essere presente, contribuisce a rafforzare il senso
della vita. Traspare, nella rapidità dei gesti e nel ritmo serrato e giocoso dell’azione, l’estrema libertà della
scrittura di Mozart, che poteva variare incredibilmente la tonalità e il tempo all’interno di una stessa misura.
La lirica esplora allora le mille sfaccettature del sentimento umano e nutre il lavoro d’attore: gli interpreti
incarnano il riso e la derisione, la tenerezza e il pianto, passando in un lampo da uno stato emotivo all’altro.
In queste transizioni tutte interiori si esprime il senso del dramma, nascosto fra le note di una musica che
solo apparentemente è gioiosa, e chiede di essere ascoltata in modo attento e sensibile, per scoprire e
assaporare la sua tragicità nascosta.
Spettacolo in tedesco con sovratitoli in italiano.
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COPRODUZIONI INTERNAZIONALI
JON FOSSE SECONDO CHEREAU
“Tutto quello che so di teatro, l’ho imparato al Piccolo”,
ebbe a dire in un’intervista ricordando la sua “chiamata”
in via Rovello da parte di Paolo Grassi nel 1970. A quarant’anni
dalla sua prima collaborazione con il Piccolo, iniziata nel segno
di Pablo Neruda e proseguita negli anni con la messa in scena
di testi di Dorst, Marivaux, Wedekind, Shakespeare e Dostoevskij,
Patrice Chéreau si accosta alla drammaturgia contemporanea
norvegese con una grande coproduzione internazionale che segna
il nuovo “patto culturale” del Piccolo con il Théâtre de la Ville
di Parigi, Rêve d’automne di Jon Fosse.
Foto Christophe Maout
Piccolo Teatro Strehler, dall’1 al 16 aprile 2011 PRIMA NAZIONALE
Una coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d'Europa, Théâtre de la Ville-Paris, Musée du Louvre,
Paris, Festival d’Automne à Paris, le GrandT, scène Conventionnée de Loire Atlantique, De Singel/Anversa-
Théâtre du Nord/Lille, Stadsschouwburg/Amsterdam, Wiener Festwochen/Vienna, Festival di Atene et le
Centre dramatique national Orléans/Loiret/Centre
Produttore delegato Théâtre de la Ville-Paris
Rêve d’automne (Sogno d’autunno)
Un progetto artistico del Théâtre de la Ville-Paris
di Jon Fosse
traduzione dal norvegese Terje Sinding
regia Patrice Chéreau
scene Richard Peduzzi
costumi Caroline de Vivaise
luci Dominique Bruguière
suono Eric Neveux
con (in ordine alfabetico) Marie Bunel, Valeria Bruni Tedeschi, Pascal Greggory,
Michelle Marquais, Bulle Ogier, Alexandre Styker, Bernard Verley
“Amplessi dentro un cimitero e miti di un museo: da restare pietrificati o immobili in mezzo ai colori che,
scesa la notte, riprenderanno forma sotto i nostri occhi”. Così Patrice Chéreau presenta Rêve d’automne
(Sogno d’autunno), una delle opere più intriganti e ipnotiche di Jon Fosse, drammaturgo norvegese
contemporaneo tradotto in 40 Paesi. La scena si apre su una sala rossa, con dei quadri appesi nell’ombra: è
un museo dove sono chiamati a riunirsi i vivi e i morti ed è anche la rilettura scenica del cimitero sul mare
che apre, invece, il testo di Fosse. Così si intrecciano e si oppongono due immagini fortemente simboliche,
che servono a raccontare le vicende di vite intere, esistenze che dolcemente si consumano e poi si spengono,
lasciando solo corpi destinati, anche loro, a scomparire. La vicenda ruota intorno all’incontro fra un uomo e
una donna, due individui che il destino ha riunito per pochi attimi, e che si raccontano l’uno all’altra,
compiendo un viaggio commosso tra passato e futuro, tra vita e morte, speranze disilluse, amori infranti,
desiderio logorato dalla morte e dal suicidio. Si apre un ventaglio di enigmi: che cosa è esistito, in passato,
tra loro? Che cosa ha in serbo per loro il futuro? E poi, chi è morto, chi sta per morire? “Qui si parla di sesso
come si parla di Dio, perché non si parla di nient’altro che di morte in un cimitero: morte degli sconosciuti,
morte dei cari, morte dell’amore, inappagato e per questo eterno” scrive Chéreau, svelando una delle
numerose chiavi di lettura del testo, che esplora la forza indistruttibile e cieca del desiderio amoroso.
Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano.
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PRODUZIONI
BLACKBIRD FIRMATO LLUÍS PASQUAL
Dopo Donna Rosita nubile dell’amato Garcia Lorca
(in tournée nella stagione 2010-2011) Lluís Pasqual
si cimenta con un testo scomodo e terribilmente attuale
sulle ferite inguaribili di un amore sbagliato,
Blackbird del quarantenne David Harrower.
È questo il nuovo spettacolo che il grande regista catalano
firma per il Piccolo Teatro di Milano, sua ‘seconda casa’.
Il primo fu El Público, accolto con uno strepitoso
successo nel 1986 in occasione della prima stagione
del Piccolo Teatro Studio.
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 26 aprile al 29 maggio 2011 PRIMA NAZIONALE
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
Blackbird
di David Harrower, traduzione Alessandra Serra
regia Lluís Pasqual (nella foto con Massimo Popolizio)
luci Claudio De Pace
con Anna Della Rosa e Massimo Popolizio
Blackbird è un testo a tinte forti, scritto da David Harrower – 44 anni, rivelazione della nuova drammaturgia
scozzese – e messo in scena da Lluís Pasqual. Si affronta un tema drammatico, l’amore di un uomo adulto
per una bambina, da una prospettiva diversa. “Mettere in scena Blackbird”, spiega Pasqual, “significa portare
in evidenza un tema che tutti conosciamo nella sua realtà quotidiana, per guardarlo in modo più profondo, al
di fuori di ogni significato scandalistico”. Il linguaggio teatrale diventa lo strumento privilegiato per uno
sguardo “altro” sulle cose, soprattutto quando si tratta di vicende scomode e, quindi, spesso taciute. Così,
attraverso le molte stratificazioni del testo e i numerosi livelli di lettura, l’ordinaria storia di una violenza si
trasforma in una grande storia d’amore, che lega indissolubilmente, in maniera unica e crudele, due esseri
umani. Una discesa negli inferi dell’animo umano, che dell’animo umano prova a svelare le ombre, le mille
paurose sfumature.
In tournée in Italia
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Donna Rosita nubile
di Federico García Lorca
adattamento e regia Lluís Pasqual, traduzione di Elena Clementelli - Newton Compton 1993
scene Ezio Frigerio, costumi Franca Squarciapino, luci Claudio De Pace,
musiche Josep Maria Arrizabalaga, movimenti coreografici Montserrat Colomé Pujol
con (in ordine alfabetico) Andrea Coppone, Gian Carlo Dettori, Pasquale Di Filippo,
Martina Galletta, Alessandra Gigli, Eleonora Giovanardi, Andrea Jonasson,
Giulia Lazzarini, Rosalina Neri, Franca Nuti, Stella Piccioni, Franco Sangermano, Sara Zoia
Dopo il debutto nella sede di via Rovello, Donna Rosita nubile parte per una tournée che toccherà molte
piazze del nord e del centro Italia. “E’ l’unico dramma di Lorca che ancora non ho diretto”, dichiara il
regista. “È una piccola storia, come tutte le storie emozionanti”. Trent’anni della vita di una donna di
provincia si consumano nella fedeltà a una promessa destinata a non essere mantenuta, allo stesso modo in
cui si consuma in un giorno la rosa mutabilis che lo zio di lei ama coltivare. Il più cechoviano dei testi di
Lorca, dove si mescolano dal vivo lo scontro tra la memoria e la vita con la sua forza misteriosa.
Durata: un’ora e 50 minuti senza intervallo.
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PRODUZIONI
IL GRAN RITORNO DI SERVILLO
Trilogia della villeggiatura, il capolavoro goldoniano
messo in scena e interpretato da Toni Servillo, aveva
debuttato nella sala di via Rovello sul finire del 2007,
prima della chiusura per i restauri. Dopo aver fatto
con 338 repliche il giro del mondo, riscuotendo
strepitosi successi in Francia, Germania, Romania,
Russia, Ungheria, Polonia, Stati Uniti, Spagna (prossime
tappe saranno la Turchia e il Canada), lo spettacolo torna
al Teatro Grassi restaurato, accompagnato da una mostra.
E per Servillo sono in programma anche il nuovo spettacolo
Sconcerto e la lettura dei Mémoires di Goldoni.
Piccolo Teatro Strehler, 19 settembre 2010
Coproduzione Teatri Uniti, Fondazione Teatro di San Carlo, Fondazione Ravello,
Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Piccolo Teatro e MITO
Sconcerto
musica Giorgio Battistelli, testo Franco Marcoaldi, regia Toni Servillo
con Toni Servillo e l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, direttore Marco Lena
costumi Ortensia De Francesco, suono Daghi Rondanini, luci Pasquale Mari
Un’orchestra che va per conto proprio e un direttore troppo impegnato a cercare di mettere ordine nella
propria testa. Il direttore diventa un pretestuoso ventriloquo del presente e il flusso verbale continuo che lo
invade dà voce alla perdita di senso in cui tutti ci sentiamo precipitati.
Piccolo Teatro Grassi, dal 16 novembre al 12 dicembre 2010
in tournée a Istanbul, Montréal e in Italia
Coproduzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Teatri Uniti
Trilogia della villeggiatura
di Carlo Goldoni, adattamento e regia Toni Servillo
scene Carlo Sala, costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari, suono Daghi Rondanini
con (in ordine alfabetico) Chiara Baffi, Eva Cambiale, Marco D'Amore, Anna Della Rosa,
Rocco Giordano, Paolo Graziosi, Mariella Lo Sardo, Fiorenzo Madonna, Gigio Morra,
Francesco Paglino, Betti Pedrazzi, Giulia Pica, Tommaso Ragno, Andrea Renzi, Toni Servillo
La Trilogia della villeggiatura muove da Goldoni e traccia un’analisi lucida e cruda del nostro mondo, in cui
quel che più conta è l’apparenza. “Ciò che conquista è l’assoluta originalità, la perfetta architettura teatrale”,
spiega Servillo. Fra ansia per la partenza, giochi di carte, conversazioni estive e malinconici silenzi al rientro
in città, si narra della ricerca assillante della realizzazione personale. I personaggi, continua il regista
“sembrano raccontarci un oggi animato dalla necessità di esserci piuttosto che di essere, da una ricerca
ostinata e nevrotica della felicità”. Lo spettacolo disegna un minuzioso affresco della società settecentesca e
lo sovrappone a quello della nostra attualità.
Durata: 2 ore e 55 minuti con intervallo.
Piccolo Teatro Grassi, novembre 2010
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
Servillo legge I Mémoires
di Carlo Goldoni, nella versione di Giorgio Strehler
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PRODUZIONI
COBELLI NEL MISTERO DEL MALE
È la sua prima regia per il Piccolo Teatro.
Dopo un lungo percorso che lo ha visto affermarsi
con originalissime letture di testi teatrali e con memorabili
messe in scena di opere liriche, Giancarlo Cobelli
approda in Via Rovello con Macelleria messicana
di Enrico Groppali. Una pièce struggente, dove la parola
passa dall’oscenità alla tenerezza, che più che un’accusa
bruciante nei confronti del fascismo, si attesta alla fine
in un desolato “redde rationem” sulla condizione umana
dell’attore, capace solo di interpretare – e mai di vivere –
l’atroce mistero del Male.
Piccolo Teatro Grassi, dal 18 maggio al 12 giugno 2011 PRIMA NAZIONALE
Coproduzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Teatro Biondo Stabile di Palermo
Macelleria messicana
di Enrico Groppali
regia Giancarlo Cobelli
scene Marco Rossi
luci Claudio De Pace
con Franco Branciaroli e Giancarlo Condè
Macelleria messicana è un documento fantastico su due personaggi emblematici dell’adesione al fascismo.
Il testo, scritto da Enrico Groppali e portato in scena da Giancarlo Cobelli, richiama l’espressione utilizzata
dal capo partigiano Parri, per commentare e deprecare l’atto di appendere i cadaveri di Mussolini e Claretta
Petacci in piazzale Loreto. Fin dal titolo, lo spettacolo propone uno sguardo lucido e critico sugli eventi,
poiché “occorre sempre mantenere vivo il discrimine fra giustizia e giustizialismo”, spiega Groppali, “perché
il ristabilimento della democrazia non si trasformi, a propria volta, in efferatezza e brutalità”. Va in scena la
storia di un uomo e una donna, che poi scopriremo essere il Conte - Groppali rivela essersi ispirato alla
figura di Curzio Malaparte - e la Contessa, sua moglie, rifugiati in una casa e separati solo da un tramezzo.
I due parlano, ma tra loro non vi è una vera forma di comunicazione, bensì un fiume di fantasmi e di
ossessioni, prima fra tutte quella che li ha portati a consacrarsi al culto dell’ideologia fascista. Il delirio
governa i loro discorsi, in cui entrambi si rivelano progressivamente, confessando i motivi di adesione al
credo e confessando crimini e brutalità, reali o immaginari: qui il confine si cancella e i due paiono attori in
una sfida di improvvisazione. In un crescendo drammatico, il ritmo dei dialoghi si fa sempre più serrato,
tramutando la parola in delirio e i personaggi in fantocci, manichini sclerotizzati di un teatro dell’orrore.
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PRODUZIONI
RIFICI ALLA PROVA DI LESSING
Carmelo Rifici, nato nel 1973, ha già un lungo e prestigioso
curriculum alle spalle. Per il Piccolo ha diretto recentemente
I pretendenti di Jean-Luc Lagarce, premiato nel 2009
agli Olimpici del Teatro, e Dettagli di Lars Norén,
altro successo nella stagione in corso.
Rifici si cimenta ora con un classico, un dramma composto
tra il 1778 e il 1779: Nathan il Saggio di Gotthold
Ephraim Lessing, altra produzione di punta del Piccolo Teatro.
Opera di denuncia dell’intolleranza religiosa,
il testo propone riflessioni di scottante attualità.
Piccolo Teatro Grassi, dal 15 marzo al 21 aprile 2011 PRIMA NAZIONALE
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Nathan il Saggio
di Gotthold Ephraim Lessing
traduzione Franco Serpa
regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Claudio De Pace
musiche Emanuele De Checchi
con (distribuzione in via di definizione) Massimo De Francovich, Bruna Rossi, Fausto Russo Alesi
Nathan il Saggio, il capolavoro drammatico di Lessing, diretto da Carmelo Rifici e interpretato da Massimo
De Francovich è un’opera di schietta denuncia dell’intolleranza religiosa, costruita intorno all’idea di stampo
illuminista dell’esistenza di una religione naturale. “Come se le tre grandi religioni monoteiste fossero
l’espressione di un patrimonio di verità che l’uomo ha progressivamente scoperto nel corso della sua
evoluzione”, suggerisce Rifici, che nel testo legge un messaggio affascinante: la tolleranza religiosa e
l’armonia fra gli uomini possono nascere dalla consapevolezza di vivere alla ricerca della conoscenza, intesa
come verità, una verità che nessuno possiede, ma a cui tutti aspirano e che, non per forza, è “unica”.
Il testo originale di Lessing, scritto in versi e qui tradotto in una prosa agile e ritmata, è avvolto da un’aura di
fiaba, che lo spettacolo conserva e valorizza, svelandone il fascino profondo. Molti sono i generi letterari che
si fondono e si esprimono, dalla poesia lirica al romanzo di agnizione: si crea allora un interessante gioco di
tematiche e di stili che, in scena, si traduce con levità e ironia. I codici espressivi si mescolano in modo
sapiente e giocoso, nel segno della molteplicità. Ai dilanianti conflitti tra gli uomini si oppone il miracolo,
sperato e sognato, di una convivenza pacifica.
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PRODUZIONI
Piccolo Teatro Studio Expo, 11 e 12 febbraio 2011
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa/Cosmit/Fondazione Piero Bassetti
Milano design ’60
di e con Laura Curino (nella foto)
regia Laura Curino
luci Claudio De Pace
Disegnare è dare forma e senso al fare. Innovare è realizzare l'invenzione.
La storia si fa innovando. Fare la storia è il senso della politica.
I grandi designer milanesi degli anni '60 (tra cui Franco Cassina,
Giulio Castelli, Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Roberto Manghi
e Marco Zanuso) lo avevano intuito e proposto a Milano e al suo mondo
produttivo. Milano ha raccolto la sfida. Ma oggi il senso di quella sfida
si è trasformato e si è espanso al mondo intero. La Fondazione Giannino
Bassetti, con la sua missione di responsabilizzare l'innovazione, il Cosmit e la Federlegno con la loro
responsabilità del Salone del Mobile, le Camere di Commercio di Milano e di Monza in rappresentanza delle
350.000 imprese milanesi e brianzole, consapevoli dell'insostituibilità del teatro nell'indirizzare la coscienza
civile, hanno chiesto al Piccolo di aiutarli a richiamare i milanesi alla difesa del primato che questi
personaggi avevano contribuito a costruire.
PRIMA NAZIONALE
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 17 novembre al 5 dicembre 2010
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
Alice
da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll
adattamento teatrale e traduzione Margaret Rose
regia Emiliano Bronzino
scene Marco Rossi, costumi Chiara Donato
luci Claudio De Pace, musiche a cura di Tiziano Bonini
con (in ordine alfabetico) Clio Cipolletta, Gabriele Falsetta,
Andrea Germani, Andrea Luini, Camilla Semino Favro
La giovane compagnia di attori del Piccolo dà vita alla storia della
ragazzina che insegue il coniglio bianco con il panciotto e si trova a
fronteggiare cappellai matti e lepri marzoline, un gatto che tende a sparire sul più bello, un’iraconda regina di
cuori e un bruco vagamente tossicodipendente. Lo spettacolo è un inno alla libertà, un invito rivolto al
pubblico, giovane o meno, a preservare la propria individualità, a cercare di essere ciò che si vuole, senza
mai perdere la voglia di sperimentare e conoscere cose nuove. Ma è anche un viaggio nella follia,
nell’ignoto. Lo spettacolo nasce all’interno di Teatro Scienza, un filo rosso culturale che attraversa la storia
del Piccolo, dagli anni lontanissimi del Galileo di Giorgio Strehler, fino a Candelaio e Infinities di Luca
Ronconi e al recentissimo Darwin per ragazzi diretto da Stefano de Luca. Nel suo romanzo, Carroll – che era
un logico e un matematico di prim’ordine – si diverte infatti a disseminare giochi e paradossi.
Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo.
Una coproduzione Milano - Shanghai Expo 2010
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 7 al 10 ottobre 2010
Sei personaggi in cerca d’autore
di Luigi Pirandello, regia Emiliano Bronzino con gli attori della Shanghai Theatre Academy
(vedi Teatro Studio Expo)
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PRODUZIONI
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 9 al 22 dicembre 2010 e in tournée in Italia
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
20 novembre
di Lars Norén
traduzione Annuska Palme Sanavio
regia Fausto Russo Alesi (nella foto)
elementi scenici Marco Rossi
luci Claudio De Pace
con Fausto Russo Alesi
Lars Norén, nato nel 1944, è un autore molto rappresentato e apprezzato
in tutta Europa ma poco conosciuto in Italia. 20 novembre è un monologo
che si ispira a un drammatico fatto di cronaca avvenuto in Germania
nel 2006, proprio nel giorno al quale si riferisce il titolo. Sebastian Bosse,
ex studente diciottenne del liceo di Emstetten, entra armato nella scuola,
apre il fuoco su allievi e insegnanti, provocando cinque feriti e una ventina
di intossicati; alla fine si suicida. La notte precedente aveva pubblicato su
Internet alcuni appunti nei quali motivava il suo gesto. Ispirandosi al suo
messaggio e alle cronache dei giornali, Norén scava nelle pieghe
dell’orrore che si nasconde nella società contemporanea, cercando di
capirne l’origine e di rintracciare la cultura – o l’assenza di cultura – che lo scatena. Dopo le repliche in
Scatola Magica nella stagione in corso, lo spettacolo diretto e interpretato da Fausto Russo Alesi verrà
‘calato’ nella cornice del Piccolo Teatro Studio Expo.
Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo.
17
PRODUZIONI
ARLECCHINO SUPERSTAR
Cinquant’anni nello stesso ruolo, con 2064 recite in 40 Paesi
e in 300 città del mondo: questi i “numeri” di Ferruccio Soleri,
lo storico interprete del capolavoro goldoniano che all’inizio
di quest’anno ha conquistato il record mondiale per la
“più lunga performance di teatro nello stesso ruolo”,
assegnato dal Guinnes World Record di Londra.
Ma Soleri vestirà anche i panni del docente con le lezioni,
per la prima volta in via Rovello, della sua Accademia
Internazionale della Commedia dell’Arte.
Piccolo Teatro Grassi, dall’8 al 21 ottobre 2010 e in tournée in Cina
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni
regia Giorgio Strehler, messa in scena da Ferruccio Soleri con la collaborazione di Stefano de Luca
scene Ezio Frigerio, costumi Franca Squarciapino
luci Gerardo Modica, musiche Fiorenzo Carpi
movimenti mimici Marise Flach, maschere Amleto e Donato Sartori
con Ferruccio Soleri
e con (in ordine alfabetico) Enrico Bonavera, Giorgio Bongiovanni, Francesco Cordella,
Leonardo de Colle, Alessandra Gigli, Stefano Guizzi, Tommaso Minniti, Stefano Onofri,
Annamaria Rossano, Giorgio Sangati, Camilla Semino Favro, Giorgia Senesi
e con i musicisti Gianni Bobbio, Franco Emaldi, Paolo Mattei, Francesco Mazzoleni, Elisabetta Pasquinelli
Con la medesima professionalità ad ogni replica e con la stessa emozione del debutto, l’Arlecchino ha
incantato il pubblico di Paesi vicini e lontani, di lingua e cultura diversissime dalle nostre. Lungi dal
diventare uno “spettacolo-museo”, Arlecchino servitore di due padroni torna a calcare il palcoscenico di via
Rovello, con il suo arsenale di lazzi, trucchi, capitomboli e battute tratti dalla migliore tradizione della
Commedia dell’Arte, confermando la sua natura di “memoria in azione”, capace di trascinare lo spettatore -
come diceva Strehler - “nell’empireo del grande teatro comico, inno gioioso di liberazione”.
Durata: 3 ore con due intervalli.
Piccolo Teatro Grassi, Sala Gaipa
Accademia Internazionale della Commedia dell’Arte
L’Accademia Internazionale della Commedia dell’Arte è la prima grande Scuola dell’arte di recitare
all’italiana, creata dal Piccolo Teatro e diretta da Ferruccio Soleri. L’Accademia nasce dall’importante
progetto di una scuola di alta formazione teatrale, con sede stabile in Lombardia e lezioni itineranti, nei teatri
di tutto il mondo. Le lezioni tecniche sull’improvvisazione e sull’uso della maschera tenute da Ferruccio
Soleri sono rivolte ad attori e professionisti della scena internazionale. L’attività pedagogica comprende corsi
di acrobatica, storia della Commedia dell’Arte, scenografia, costume e musica. Accanto a Soleri, prestigiosi
specialisti e attori metteranno le loro conoscenze a disposizione degli allievi, continuando, così, il processo
di trasmissione del sapere – e soprattutto del fare – teatrale legato al prezioso patrimonio della Commedia
dell’Arte.
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Luogo d’incontro di culture,
linguaggi e generazioni
per una “nuova cittadinanza”
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Potremo nutrire il mondo quando capiremo chi ne è il
vero “cittadino”. Il Teatro Studio Expo (così si
chiamerà dalla prossima stagione la sala di via Rivoli)
luogo di formazione, confronto ed attenzione ai nuovi
linguaggi, alle nuove generazioni e alle nuove necessità,
diventa polo destinato a mettere a fuoco i grandi temi
su cui Milano deve riflettere per affrontare l’Expo 2015.
Nutrire il pianeta significa innanzitutto riprogettare
l’idea stessa di cittadinanza che nasce dal confronto di
racconti, di storie, di differenze. Attenzione e apertura
ai linguaggi e ai cambiamenti di oggi che ritroviamo
nelle nostre città, sempre più interazione tra culture.
I progetti principali si focalizzano sul Mediterraneo, presente con 10 paesi, dal Marocco a
Israele, con un progetto Erasmus per giovani che studiano e praticano il teatro e due scambi
internazionali, frutti di rapporti pluriennali, che giungono quest’anno alla presentazione di due
spettacoli coprodotti in Italia, Russia e Cina. La lezione di Edgard Morin ci spinge a riflettere
sulle nozioni di differenza e identità. La stessa Milano, come molte altre città europee, vive un
processo di ibridazione sociale e culturale che va interpretato e non vissuto come minaccia.
Attenzione e leggerezza per accendere le luci, per illuminare questi luoghi ibridi che, secondo
Morin, sono il mare nelle città.
Scambi internazionali
CINA Shanghai Theatre Academy Sei personaggi in cerca d’autore
RUSSIA Maly Teatr Mosca Mozart e Salieri
L’attività internazionale del Piccolo Teatro, che negli ultimi anni ha avuto una rilevanza sempre maggiore, si
è concretizzata anche con altre prestigiose scuole di teatro internazionali.
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 7 al 10 ottobre 2010
Coproduzione Piccolo Teatro di Milano e Shanghai Theatre Academy
Sei personaggi in cerca d’autore
di Luigi Pirandello, regia Emiliano Bronzino
scene Guia Buzzi, luci Claudio De Pace
Lo spettacolo, frutto del sodalizio artistico quadriennale con la Shanghai
Theatre Academy, vede un regista italiano, Emiliano Bronzino, lavorare con
gli allievi dell’accademia e ‘calare’ Pirandello nel cuore della cultura
orientale. Dopo lo straordinario successo riscosso in occasione dell’Expo
di Shanghai 2010, lo spettacolo va ora in scena al Teatro Studio Expo.
Durata: un’ora e 30 minuti senza intervallo.
Nel mese di febbraio dalla Shepkin School di Mosca lo spettacolo Mozart e Salieri.
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Progetto MED
TUNISIA Theatre Familia Tunis - Outis Amnesia di Fadhel Jaibi
MAROCCO C.ie Nous jouons pour les Arts Li'fhamator di Adil Abatourrab
ITALIA Teatro Garibaldi di Palermo Filottete di Heiner Müller
SPAGNA Real Escuela Superior Arte Dramático Migraciones Internas
GRECIA Rassegna ‘Milano incontra la Grecia’
ALGERIA Tramedautore - Outis
EGITTO Tramedautore - Outis
LIBIA Tramedautore - Outis
MAURITANIA Tramedautore - Outis
ISRAELE Teatro Habima Laboratorio con Shay Pitowsky
Nel corso della stagione teatrale 2010/2011 il Teatro Studio Expo sarà luogo d’incontro e confronto
sull’attuale e ampio tema del Mediterraneo. Uno luogo di contaminazioni interdisciplinari del linguaggio
teatrale.
Tunisia
Torna il grande regista tunisino Fadel Jaibi, con il suo nuovo spettacolo Amnesia: una riflessione sul potere,
sui suoi giochi, le sue conseguenze e i suoi retroscena.
Marocco
Dal Marocco, per la prima volta in Italia, la giovane Compagnia "Nous jouons pour les Arts" degli allievi
diplomati all'Istituto Superiore d'Arte Drammatica di Rabat porta lo spettacolo Li'fhamator ispirato al teatro
surreale di Eugène Ionesco.
Italia
Dal Teatro Garibaldi di Palermo, partner con l’UTE del progetto, Filottete di Heiner Müller.
Spagna
La Real Escuela Superior de Arte Dramático di Madrid presenta Migraciones internas, un progetto nato da
un laboratorio di scrittura drammaturgica sul tema della migrazione, presentato in collaborazione con il
Teatro de là Abadia di Madrid.
Grecia
In questo contesto si inserisce anche la quarta edizione della rassegna Milano incontra la Grecia, realizzata
con il Patrocinio del Consolato Generale di Grecia in Milano: si scopre la Grecia come crocevia con
l'Oriente, elemento distintivo di una cultura caratterizzata dall'amalgama intenso di elementi europei,
ottomani e balcanici. Il primo appuntamento è una favola per bambini e per adulti, la favola popolare
mitologica di Alessandro Magno e del drago maledetto: in uno spettacolo affascinante il regista greco Dimos
Avdeliodis abbina il tradizionale teatro d'ombra con la più avanzata tecnologia. Nel secondo appuntamento,
il festival presenta il Teatro Nazionale Greco, membro dell'UTE e partner del Progetto Mediterraneo, con un
testo mozzafiato della scrittrice emergente e provocatoria Lena Kitsopoulou: M.E.R.Ù.L.A. Anche la danza si
ritaglia un suo spazio con Andonis Foniadakis e Mustafa Kaplan, due coreografi provenienti da Grecia e
Turchia, che esprimono il linguaggio internazionale della danza contemporanea.
Algeria, Egitto, Libia, Mauritania
Il festival Outis – Tramedautore, in occasione della decima edizione, porterà a Milano il teatro che “abita”
l’altra sponda del Mediterraneo con autori e spettacoli in arabo provenienti da: Algeria, Egitto, Libia,
Marocco, Mauritania e Tunisia. Il Festival, nella sua dimensione internazionale, costituisce uno spazio di
lavoro, una sorta di “forum d’amore” tra le lingue del mondo e parla dell'originalità di ogni cultura mettendo
in discussione i concetti di “cultura dominante” e “cultura dominata”.
Israele
Dal teatro israeliano Habima, il regista Shay Pitowsky propone un laboratorio teatrale multiculturale.
Il progetto Mediterraneo è realizzato in collaborazione con diversi partner internazionali a Milano, tra cui
Istituto Cervantes e Consolato di Spagna di Milano,Associazione Ultime Carovane, Centre Culturel
Français, Cattedra di Storia del Teatro inglese dell’Università degli Studi di Milano.
21
La Casa delle Scuole di Teatro
Mondo Masterclass
Erasmus
Nei mesi di giugno e luglio, ritornano al Piccolo le più grandi scuole di teatro d’Italia e del Mondo. Il Teatro
Studio Expo diventa luogo d’incontro e di confronto tra i giovani allievi. Oltre agli spettacoli e incontri, un
Campus permetterà al pubblico di seguire la ricca proposta formativa composta da seminari, workshop e
laboratori. A questo progetto,che si è andato consolidando nel corso degli anni, si affianca Erasmus: un
programma residenziale di scambio di studenti e giovani autori, attori, registi, scenografi e organizzatori,
provenienti dai paesi del Mediterraneo.
Alta Formazione
Rientrano in progetti di Alta Formazione interventi specialistici rivolti a un pubblico di universitari e di
specialisti della scena. Si consolidano le collaborazioni con gli Atenei milanesi, tra cui Masp Bocconi -
Master in management per lo spettacolo, Almed - Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo
dell'Università Cattolica di Milano, IED, Master Spettacolo Impresa Società - Università Bicocca.
Saranno inoltre attivati nel corso della stagione percorsi formativi tematici in collaborazione con il
Dipartimento di Storia delle Arti della Musica e dello Spettacolo Università degli Studi di Milano, con la
Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con il Politecnico di Milano.
EduTV
Si rinnova anche per la prossima stagione teatrale la collaborazione nata lo scorso anno tra IED Arti Visive e
il Piccolo Teatro di Milano per lo sviluppo e produzione di contenuti audio-visivi per la prima web TV in
Italia dedicata interamente al mondo del teatro. Una collaborazione che, attraverso l’integrazione delle
risorse e competenze tecniche da un lato e artistiche dall’altro, guarda avanti proponendosi come mezzo per
seguire e supportare giovani professionisti della comunicazione visiva all’inizio della loro carriera. A partire
dal prossimo anno accademico, l’avvio di un programma di corsi di specializzazione che si terranno sia allo
IED che negli spazi del Piccolo Teatro di Milano, legati alla comunicazione visiva per il mondo dello
spettacolo: video, illustrazione, grafica, media design. Un mondo ancora poco esplorato dai media
convenzionali e che vuole trovare nuove modalità di comunicazione per raggiungere i propri utenti.
E Guido Ceronetti incontra i giovani
Piccolo Teatro Strehler/Scatola Magica, dal 21 al 26 settembre 2010
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
Thanatos mon amour
di e con Guido Ceronetti
22
FESTIVAL
Oltre al Mozart di Brook
e Jon Fosse di Chéreau,
Milano per Pina Bausch,
Robert Wilson con Beckett, Slava,
un omaggio a Kantor e Cechov
23
FESTIVAL
MILANO PER PINA BAUSCH
Il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch torna al Piccolo Teatro
per quattro rappresentazioni esclusive di Vollmond – Ein Stück
von Pina Bausch (Luna piena – Un pezzo di Pina Bausch).
È l’omaggio della Città di Milano alla grande coreografa
scomparsa l’anno scorso, fortemente voluto dall’Assessorato
alla Cultura del Comune. “Pina Bausch ha raccontato la vita,
le radici culturali dell’Europa, ma anche le altre geografie
culturali, attraverso i suoi omaggi alle capitali del mondo”,
spiega l’assessore Massimiliano Finazzer Flory.
“Il suo teatrodanza resta una delle rivoluzioni più significative
del teatro del Novecento, con il suo mix ineguagliabile
di lingue, dal gesto al movimento, dalla danza alla musica, dalle immagini alle parole”.
Piccolo Teatro Strehler, dal 10 al 13 febbraio 2011 PRIMA NAZIONALE ESCLUSIVA
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano
presenta
Tanztheater Wuppertal Pina Bausch
Vollmond
Ein Stück von Pina Bausch
regia e coreografia Pina Bausch
scene Peter Pabst
costumi Marion Cito
collaborazione musicale Matthias Burkert, Andreas Eisenschneider
assistenti alla regia Robert Sturm, Daphnis Kokkinos, Marion Cito
interpreti Pablo Aran Gimeno, Rainer Behr, Silvia Farias Heredia, Ditta Miranda Jasjfi, Dominique Mercy,
Nazareth Panadero, Helena Pikon, Jorge Puerta Armenta, Azusa Seyama, Julie Anne Stanzak, Michael
Strecker, Fernando Suels Mendoza
musiche Amon Tobin, Alexander Balanescu con Balanescu Quartett, Cat Power, Carl Craig, Jun Miyake,
Leftfield, Magyar Posse, Nenad Jelić, René Aubry, Tom Waits
Un evento a cura di Andres Neumann International
Produttore Andres Neumann
Dopo 20 anni di assenza torna a Milano il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch con questa prima italiana
esclusiva. Omaggio a Pina Bausch, icona e meraviglia del teatrodanza del Novecento, lo spettacolo,
promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, è voluttuoso e rabbioso, fatto di cascate di
vera acqua in scena, di roccia, terra e pietre. Gli elementi reali della natura e della terra si fondono alla
fantasia scenica, entrando in poetica risonanza con i corpi dei danzatori. Sullo sfondo di un affascinante
paesaggio dai tratti lunari – ideato da Peter Pabst – fra coni di luce, pioggia e pozze di acqua, si consuma una
lotta spietata tra i danzatori. La vitalità e il piacere giocano allora a rimpiattino con la repressione sotto agli
occhi degli spettatori. Che siano due uomini sdraiati al suolo, che, con la bocca piena, si innaffiano a
vicenda, oppure una donna in abito da sera legata a un bastone e trascinata nei flutti, o un’altra, colta mentre
fa scivolare un bicchiere sotto al vestito per poi portarselo alle labbra, l’acqua trionfa, con la sua potenza
primigenia. Il linguaggio unico della geniale e amatissima coreografa tedesca dona vita a scene inebrianti e
frenetiche, gags tra l’ironico e il tragicomico, assoli struggenti. Mentre la danza, sensuale e travolgente, si
conferma come un modo per mettere a nudo l’animo umano: si prende gioco delle debolezze in amore,
racconta la coppia attraverso le piccole violenze quotidiane, gli abbracci espressi o rifiutati, gli inseguimenti,
le fughe, le sfide per dimostrare di esistere.
Durata: 2 ore e 30 minuti con intervallo.
24
FESTIVAL
Piccolo Teatro Strehler, dal 28 settembre al 17 ottobre 2010
Tournée italiana organizzata da ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna
SLAVA’S SNOWSHOW
creazione e messa in scena di SLAVA
scene Viktor Plotkinov e SLAVA
luci e costumi SLAVA
regia Viktor Kramer
in collaborazione con SLAVA e Gwenael Allan
www.slavasnowshow.it
Torna al Piccolo Slava’s Snowshow, uno spettacolo straordinario che ha conquistato il titolo di classico del
XX secolo. Teatro di clowns ideato da Slava Polunin - clown di fama mondiale, già fondatore della
compagnia pietroburghese Licedei e considerato il “migliore clown del mondo” - porta sulla scena un grande
caleidoscopio di personaggi che, con candore e struggente ironia, vanno alla scoperta della vita.
Dall’eccellente abilità mimica e dalle esilaranti trovate della compagnia, nasce una pantomima eccentrica ed
emozionante, un esempio incantevole di idiozia espressiva, come ama definirla il suo autore. Fra tragedia e
commedia, fra assurdità e spontaneità, crudeltà e tenerezza, assistiamo a un rituale magico e festoso,
governato dalla fantasia e dal gioco, costruito su un poetico susseguirsi di immagini, gesti, movimenti, lazzi
imprevedibili. È un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe, che si nutre di speranze,
desideri, nostalgie, disillusioni. Come dire, una forma di espressione autentica e vitale, che nasce dal cuore e
parla dritto al cuore, emozionando un pubblico di tutte le età e di tutti i Paesi. Lo sguardo stranito e ingenuo
di questi clowns moderni, eppure senza tempo, nati dalla tradizione circense russa e trasformati in personaggi
ormai indimenticabili, offre una nuova, esuberante lettura del mondo. La loro poesia maldestra e
commovente risveglia emozioni sopite, riporta lo spettatore al Paradiso perduto dell’infanzia.
Durata: un’ora e 40 minuti con intervallo.
Piccolo Teatro Studio Expo, dall’1 al 3 ottobre 2010
Coproduzione Théâtre du Nouveau Monde, Montréal
e Théâtre du Trident, Québec
in collaborazione con Société du 400ème e Le Grand Théâtre du Québec
La déraison d’amour
dagli scritti di Marie de l’Incarnation, testo a cura di Jean-Daniel Lafond
in collaborazione con Marie Tifo, regia Lorraine Pintal, con Marie Tifo
La Déraison d’Amour, diretto da Lorraine Pintal e interpretato da Marie
Tifo, fa luce sulla straordinaria figura di Marie Guyard, religiosa e mistica
vissuta nel tardo Seicento, prima suora ad approdare nel Canada francese,
nonché fondatrice dell’ordine delle Orsoline in Québec. Lo spettacolo è un monologo bruciante e
appassionato, nato dalla lettura dei diari e della corrispondenza della donna – il testo è a cura di Jean-Daiel
Lafond – in cui il tema mistico si esprime nei modi di una scrittura raffinata ed elegante, colorandosi, in
modo inaspettato, di toni erotici e sensuali. Perché Maria dell’Incarnazione visse la propria esistenza in
maniera totale, nel segno della passione per Dio, il suo Divino Sposo. Animata dal fervore mistico e da una
rara generosità, offrì la propria vita al mondo: fu avventuriera, scrittrice e cronachista, intellettuale e filologa,
precoce conoscitrice della cultura e della popolazione delle Americhe. Scena dopo scena, in un crescendo
suggestivo di evocazioni e di emozioni, in un’atmosfera densa di sacralità prossima a quella del rito, si
disegna l’intimo ritratto di una donna straordinaria, che conobbe l’estasi divina, affrontando le tappe di
un’intensa ricerca spirituale. Fusione artistica fra i temi propri del teatro e quelli della storia umana, lo
spettacolo è travolgente e luminoso, doppiamente accattivante. Fra testimonianza storica e intima
confessione, torna a parlare quella che potremmo chiamare una « folle di Dio », perché irragionevolmente
innamorata dell’umanità intera.
Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano.
Durata: un’ora e 30 minuti senza intervallo. PRIMA NAZIONALE
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FESTIVAL
Piccolo Teatro Strehler, dal 9 al 14 novembre 2010
Produzione CRT Artificio
Giorni felici
Samuel Beckett/Robert Wilson/Adriana Asti
testo Samuel Beckett, traduzione Carlo Fruttero
regia, scene e ideazione luci Robert Wilson
costumi e trucco Jacques Reynaud
drammaturgia Ellen Hammer
disegno luci A.J. Weissbard
suono Peter Cerone e Emre Sevindik
con Adriana Asti (Winnie)
e Giovanni Battista Storti (Willie)
un progetto di Change Performing Arts
commissionato da Spoleto52 Festival dei 2 Mondi
e Grand Théâtre de Luxembourg
Con Giorni Felici, Robert Wilson raccoglie una sfida artistica: misurarsi con la scrittura di Samuel Beckett.
Lo spettacolo, firmato da un grande nome della scena mondiale e con Adriana Asti nel ruolo di Winnie,
sembra rispondere a un’intramontabile domanda, nascosta in filigrana nei testi beckettiani: come possiamo
vivere, sentire, sperare nella felicità, quando il tempo a nostra disposizione è agli sgoccioli? “Mi piace Giorni
Felici perché è allo stesso tempo molto semplice ed estremamente complesso”, scrive il regista. “Si
comprende immediatamente la situazione. Se compri il biglietto di uno spettacolo intitolato Giorni Felici,
entri in teatro e vedi una donna sepolta fino al collo, puoi dimenticare la situazione e sentirti liberamente
coinvolto”. La parola va allora alla protagonista, che qui appare imprigionata fino alla vita, in un tumulo di
asfalto, risultato di un’improvvisa eruzione della giungla cittadina immaginata da Wilson. E qui il testo,
enormemente rappresentato e familiare alle platee dei teatri di tutto il mondo, con i suoi personaggi
struggenti, tragicamente ridicoli, si veste di nuovo. In scena, tra riso e malinconia, si consumano i rituali
quotidiani di Winnie, per tramutare ogni giorno in un “giorno felice”, mentre fanno da contrappunto i silenzi
del marito Willie. Il palcoscenico è nudo, la scena essenziale: sono “linee molto severe, nette, blu e nere. Ma
c’è anche un paesaggio magico… una sorpresa”, per uno spettacolo dai ritmi serrati, in cui la comicità è
affidata ai gesti, agli sguardi e all’intensità della recitazione.
Durata: un’ora e 45 minuti con intervallo.
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FESTIVAL
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 25 gennaio al 6 febbraio 2011
Produzione CRT Artificio. Progetto di CRT Artificio di Milano
e Cricoteka di Cracovia/Centro di Documentazione dell'Opera di Tadeusz Kantor,
in collaborazione con Istituto Polacco di Roma, Museo delle Marionette
“Antonio Pasqualino” di Palermo e V-factory/Change Performing Arts
Tadeusz Kantor
Macchine della memoria
Ricostruzioni sceniche e videoinstallazioni a cura di Ania Halczack, Janusz Jarecki,
Bogdan Renczyński, Felice Cappa e Franco Laera
A vent’anni dalla scomparsa di Tadeusz Kantor, un omaggio alla sua figura di gigante della scena e di
intellettuale d’avanguardia. Regista, teorico, pittore e scenografo, Kantor è stato uno dei talenti creativi più
originali e incisivi della nostra epoca, fondamentale per le nuove scoperte del teatro del Novecento, in
Polonia e nel mondo. Macchine della memoria è una mostra-spettacolo, un coinvolgente percorso
multidisciplinare a lui dedicato, in cui si tratteggia un paesaggio di oggetti-sculture, animato con documenti
originali in formato video, da poco restaurati e accessibili al pubblico. I diversi frammenti riportano in vita
le immagini, l’atmosfera, le luci, le voci, i suoni e le sensazioni proprie delle macchine delle emozioni create
dal drammaturgo polacco e divenute la cifra della sua poetica teatrale. Kantor coniò una personalissima
forma di linguaggio espressivo, a metà fra il teatro e le arti visive, nutrito da potenti motivi come la memoria,
l'intervento uniformante della morte, lo smarrirsi e ricomporsi dell'identità dell'individuo. Macchine della
memoria rievoca anche l’avventura umana del gruppo di giovani artisti animato da Kantor a metà degli anni
’50 che, ispirati da cubismo e dadaismo, arrivarono all'happening, all’environment, offrendo una sorta di
bilancio delle utopie e delle brutalità del nostro secolo. Così, tutto il suo teatro, rivisto in prospettiva, si
avvicina a una sorta di commosso affresco collettivo dell'Europa del Novecento.
Piccolo Teatro Strehler, dal 20 aprile al 15 maggio 2011
Produzione Teatro Sunil e Čechov International Theatre Festival di Mosca
in coproduzione con Théatre de Vidy, Lausanne e Inlevitas, Finzi Pasca
Live Arts Management Srl
Donka
Una lettera a Čechov
testo e regia Daniele Finzi Pasca
con Moira Albertalli Karen Bernal, Helena Bittencourt, Sara Calvanelli,
Veronica Melis, David Menes, Beatriz Sayad, Rolando Tarquini
composizione musicale originale e orchestrazione Maria Bonzanigo
direttore creativo Antonio Vergatini, direttore associato Julie Hamelin, scene Hugo Gargiulo,
costumi Giovanna Buzzi, luci e coreografie Daniele Finzi Pasca, suono e coreografie Maria Bonzanigo
La grande magia del circo rende omaggio a Čechov, in uno spettacolo fatto di visioni, equilibri fragili, danza,
acrobazia, giocoleria. Donka è la nuova creazione di Daniele Finzi Pasca - già protagonista affermato della
scena internazionale, autore di spettacoli indimenticabili con Cirque Eloise e Cirque du Soleil - che qui si
immerge nella vita dello scrittore, nei suoi testi e nei suoi diari, decifrando note e appunti, donando corpo e
forma ai suoi famosi, enigmatici silenzi. Donka, in russo, è un piccolo sonaglio che si appende alla canna da
pesca e che suona quando un pesce abbocca: Čechov adorava pescare, la pesca era per lui una forma di
abbandono alla meditazione. Finzi Pasca, affascinato da questa immagine, da sempre in cerca di “stati di
leggerezza” nel lavoro di coreografo, pesca nel baule della fantasia circense per dar vita a un poema visivo
fatto di oggetti e corpi sospesi. Un cast internazionale di abili performers, clowns decadenti, musici,
danzatori e acrobati, anima la scena, dove, come un tappeto sonoro, si stendono le musiche composte da
Maria Bonizago, richiamando le atmosfere della lontana Russia. Suonano fisarmoniche, valzer, vecchie
romanze e cori tradizionali, mentre sfila una galleria di tipi cechoviani, fatta di eterni studenti, dottori,
sognatori, scapoli, fanciulle in lutto per la vita. Si inseguono le istantanee di un mondo perduto, fra canti di
uccelli, rumore di vento tra i rami, ombre cinesi ed esplosioni di colori. Si risveglia, di continuo, lo stupore.
Durata: un’ora e 50 minuti con intervallo. PRIMA NAZIONALE
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OSPITALITA’ ITALIANE
La passione per il presente,
per i classici e per il sociale
in 18 spettacoli: da Goldoni a Molière,
da Testori a Tarantino e De Filippo,
da Gaber a Benni, Lievi e Sarti
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OSPITALITÁ
Piccolo Teatro Grassi, dal 2 al 5 ottobre 2010
Produzione Teatro della Cooperativa
in coproduzione con Mittelfest
Muri
Prima e dopo Basaglia
testo e regia Renato Sarti, con Giulia Lazzarini
scene e costumi Carlo Sala, luci Claudio De Pace, musiche Carlo Boccadoro
con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto Next
con il sostegno della Provincia di Trieste
Prima e dopo Basaglia. Muri, diretto da Renato Sarti e interpretato da Giulia Lazzarini, racconta, dal punto di
vista di un’infermiera che ha attraversato tre decenni di manicomio, il passaggio, con la legge 180, dalla cura
come custodia e repressione alla cura come ascolto, confronto. Nel momento in cui il rispetto, la disponibilità
e il dialogo prendono il posto delle camicie di forza, degli psicofarmaci in dosi massicce, delle violenze
fisiche, dell’elettroshock e della lobotomia, le lacerazioni che avevano segnato la vita dei matti fanno
emergere, come in un sistema di vasi comunicanti, le sofferenze delle persone normali, che avrebbero
dovuto curarli. Una rivoluzione copernicana capace di incrinare il muro che separa la normalità dalla follia.
Durata: un’ora senza intervallo. PRIMA NAZIONALE
Piccolo Teatro Strehler, dal 19 ottobre al 7 novembre 2010
Produzione Teatro Biondo Stabile di Palermo, Teatro Stabile di Catania
La locandiera
di Carlo Goldoni, regia, scene e costumi Pietro Carriglio
musiche Matteo D’Amico, luci Gigi Saccomandi
con Galatea Ranzi, Luca Lazzareschi, Sergio Basile, Luciano Roman
con la partecipazione di Nello Mascia
Opera prediletta di Goldoni, che amava definirla «la più morale, la più utile e la più
istruttiva» di tutta la sua produzione teatrale, La locandiera continua a stupirci per i temi su cui è costruita:
seduzione, amore e innamoramento, disincanto, vanità, bieca avidità. Un groviglio di passioni e di maldestri,
esilaranti desideri, nella lettura innovativa di Pietro Carriglio, che si libera dagli stereotipi del goldonismo,
focalizzando l’attenzione sul meccanismo teatrale dell’opera, su un’inedita caratterizzazione del personaggio
della Locandiera, interpretata da Galatea Ranzi, e sull’impianto figurativo, che richiama i dipinti del Tiepolo
e di altri pittori. Spiega il regista: «La locandiera è un orologio del gran Settecento, scandisce il tempo che
passa inesorabilmente, senza la possibilità di essere fermato dai virtuosismi o dal gioco sottile che muove gli
ingranaggi: e amareggia profondamente».
Durata: 2 ore e 30 minuti con intervallo.
Piccolo Teatro Grassi, dal 26 ottobre al 14 novembre 2010
Coproduzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Teatro Stabile di Torino,
Compagnia Sandro Lombardi
I promessi sposi alla prova
di Giovanni Testori (nella foto), regia Federico Tiezzi
con Pierluigi Corallo, Marion D’Amburgo, Iaia Forte, Sandro Lombardi,
Caterina Simonelli, Massimo Verdastro, Debora Zuin e altri attori in via di definizione
Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Federico Tiezzi propone la regia de I promessi sposi alla prova,
misurandosi con un gigante della cultura italiana del Novecento, Giovanni Testori, e con la sua riscrittura del
capolavoro manzoniano. Su un palcoscenico di fortuna, un capocomico all’antica si affanna a far interpretare
a un gruppo di attori comicamente scalcagnati il capolavoro di Manzoni. Interesse principale dell'autore è
quello di fare del romanzo uno "specchio" in cui riflettere i suoi "anni tribolatissimi" che, a ben vedere, sono
anche i nostri. Oggi non si tratta più di sconfiggere il flagello della peste, bensì i nuovi mali che affliggono la
società, come il degrado e l’omologazione del pensiero.
PRIMA NAZIONALE
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OSPITALITÁ
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 2 al 14 novembre 2010
Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
La casa di Ramallah
di Antonio Tarantino, regia Antonio Calenda
con Giorgio Albertazzi, Marina Confalone
e con Deniz Ozdogan
scene Pier Paolo Bisleri, costumi Elena Mannini,
musiche Germano Mazzocchetti, luci Nino Napoletano
Sulle orme di Myriam, giovane kamikaze, e dei suoi genitori, in viaggio
a bordo di un treno sgangherato attraverso la Palestina martoriata, scopriamo che la ragazza, una volta a
destinazione, realizzerà il suo destino: farsi esplodere in un miliardo di frammenti, morire. Perché pace e
guerra sono destinate a inseguirsi nel cerchio rovente del tempo. Temi di scottante attualità come l’odio e il
fanatismo si intrecciano qui alle intime confessioni dei protagonisti, in un dialogo toccante e sconvolgente
che valica le distanze fra la nostra realtà e quella del mondo arabo, svelando terribili, comuni verità del cuore
umano.
Durata: un’ora e 30 minuti senza intervallo.
Piccolo Teatro Strehler, dal 16 novembre al 12 dicembre 2010
Produzione Teatro di Roma
Il misantropo
di Molière, regia Massimo Castri (nella foto)
scene e costumi Maurizio Balò
con Massimo Popolizio, Graziano Piazza, Sergio Leone, Federica Castellini,
Laura Pasetti, Ilaria Genatiempo, Mauro Malinverno
Il Misantropo è la prima, deliziosa commedia di costume che Molière consegnò
al suo secolo, rivelandosi uno straordinario osservatore della società umana. Con Castri regista e Popolizio
protagonista, entrano in scena le contraddizioni insanabili fra mondo reale e mondo ideale. Le vicende
dell’amore impossibile tra Alceste, prigioniero delle proprie rigide costruzioni mentali, e la civettuola
Célimène, si concludono con la rovinosa sconfitta esistenziale del protagonista. Nasce una riflessione
accattivante e attuale: che cosa saremmo se fossimo individui puri ma isolati? Forse nulla. Allora, nuove
forme di dialogo sono necessarie, sapendo che “la perfetta ragione fugge ogni estremo e vuole che si sia savi
con moderazione”.
Piccolo Teatro Strehler, dal 14 al 16 dicembre 2010
Milano per Gaber
promosso da Fondazione Giorgio Gaber, in collaborazione con Piccolo Teatro
sostenuto da Comune di Milano, Regione Lombardia, Provincia di Milano
Io quella volta lì avevo 25 anni
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, regia di Giorgio Gallione
con Claudio Bisio (nella foto), al pianoforte Carlo Boccadoro
Produzione Teatro dell’Archivolto in collaborazione con Fondazione Gaber
Io quella volta lì avevo 25 anni è l’unico inedito in prosa di Gaber e Luporini e, come vuole la migliore
tradizione del loro Teatro d’Evocazione, vede in scena un unico attore, qui Claudio Bisio, diretto da Giorgio
Gallione e accompagnato al pianoforte da Carlo Boccadoro. Sei racconti immaginari, folgorante collage di
episodi emblematici dell’ultimo cinquantennio, in cui l’attore dichiara di avere sempre venticinque anni.
Storie di Resistenza e tedeschi, di politica, di primi amori, della prima radio, fino alla pubblicità invadente e
all’arrivo del Millennio. E' la rappresentazione di una storia d’Italia, sociale e personale, dove la politica è
anche la cartina di tornasole di se stessi, letta nei modi dolci e spietati del teatro gaberiano.
Durata: un’ora e 30 minuti senza intervallo.
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OSPITALITÁ
Piccolo Teatro Strehler, 20 e 21 dicembre 2010
Milano per Gaber
promosso da Fondazione Giorgio Gaber, in collaborazione con Piccolo Teatro
sostenuto da Comune di Milano, Regione Lombardia, Provincia di Milano
Eretici e corsari
reading/spettacolo dall’opera di Giorgio Gaber, Sandro Luporini e Pier Paolo Pasolini
regia e drammaturgia Giorgio Gallione, con Neri Marcoré e Claudio Gioè
Produzione Teatro dell’Archivolto in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber
Eretici e corsari è un reading/spettacolo interpretato da Neri Marcoré e diretto da Giorgio Gallione, in cui
monologhi, articoli, canzoni e frammenti di interviste a Gaber e Luporini si armonizzano alle più disincantate
intuizioni di Pasolini. A metà degli anni ’70 infatti, le riflessioni dei tre intellettuali viaggiano su lunghezze
d’onda simili, proponendo poetiche forme di sopravvivenza all’omologazione. E allora, con sguardo lucido,
spesso amaro, sul mondo, sulla società e sul proprio paese, due straordinari poeti d’opposizione mettono a
nudo le ipocrisie che ancora ci circondano, confidando, senza temere di risultare sgradevoli e in una sorta di
captatio malevolentiae, che “il futuro è già finito” e che sarebbe ora di tornare a privilegiare il “crescere”
rispetto al “consumare”.
PRIMA NAZIONALE
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 27 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011
Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli
La lampada di Aladino
fiaba in un prologo, due tempi e 14 quadri di Eugenio Monti Colla
musica Danilo Lorenzini
direzione dell'allestimento Carlo III Colla, direzione tecnica Tiziano Marcolegio
luci Franco Citterio, regia Eugenio Monti Colla
Anche quest’anno la Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli sarà presente
con due appuntamenti, all’inizio e alla fine della stagione. Il primo, La lampada
di Aladino, propone una riduzione della celebre fiaba tratta da "Le mille e
una notte" nel linguaggio tradizionale, pieno di poesia, ingenuità e intramontabile magia, del teatro
marionettistico, in cui si orchestrano parti recitate e parti mimate, cantate e danzate. Sulla scena si muovono
circa duecento personaggi animati dai 12 componenti della Compagnia. Il giovane Aladino si avventura fra
boscaglie oscure, grotte misteriose, reggie e palazzi incantati, alla ricerca del proprio destino, superando le
dure prove e i pericoli che la vita gli riserva.
Durata: 2 ore con intervallo.
Piccolo Teatro Strehler, dal 12 al 30 gennaio 2011
La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo
Le bugie con le gambe lunghe
di Eduardo De Filippo, regia Luca De Filippo (nella foto)
con Luca De Filippo, Carolina Rosi ed altri interpreti in via di definizione
Continua il lavoro di Luca De Filippo sulla drammaturgia di Eduardo, con
Le bugie con le gambe lunghe, commedia del 1946, subito dopo il debutto
napoletano di Filumena Marturano. Il giovane Libero Incoronato, un semplice
alla maniera di De Filippo, cavalca menzogne e ipocrisie per coronare il suo sogno: sposare l’amata
Graziella, la cui reputazione non è delle più nobili. Commedia a tinte forti, polemica e ottimista insieme,
mette in scena l’eterno conflitto tra verità e menzogna, apparenza e sostanza, libertà dell’individuo e giudizio
della comunità… l’infinita commedia umana. Le bugie con le gambe corte sono quelle dei bambini, mentre
quelle con le gambe lunghe sono quelle ''che tutti noi dobbiamo aiutare a camminare per non far cadere
l’impalcatura della società” (Eduardo nell’intervista a Sergio Romano).
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OSPITALITÁ
Piccolo Teatro Strehler, dal 31 gennaio al 6 febbraio 2011
Produzione Teatro Stabile di Genova
Aspettando Godot
di Samuel Beckett, versione italiana di Carlo Fruttero
regia Marco Sciaccaluga
scena Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl, costumi Catherine Rankl
musiche Andrea Nicolini, luci Sandro Sussi
con Ugo Pagliai, Eros Pagni, Gianluca Gobbi, Roberto Serpi, Alice Arcuri
Ma chi è Godot? Beckett diceva «Non ne so nulla! Se lo sapessi l’avrei detto». Aspettando Godot, un
classico del teatro di tutti i tempi, torna sulla scena con due inediti protagonisti, Ugo Pagliai ed Eros Pagni, e
la regia di Marco Sciaccaluga. Estragone e Vladimiro, personaggi con un eccentrico mondo interiore e un
codice comunicativo fatto di gesti e paradossi verbali, hanno appuntamento sotto un albero con un certo
Godot da cui aspettano aiuto e ospitalità. In questa landa vuota e senza nome dove non si può far altro che
aspettare, sorridono amaramente di fronte al non-senso dell’esistenza, provando a sconfiggere l’idea della
fine con gli inesauribili strumenti della fantasia.
Durata: 2 ore e 30 minuti con intervallo.
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 15 al 20 febbraio 2011
Coproduzione ATIR e Thesis/Dedica Festival
Prospettive sulla guerra civile
da Prospettive sulla guerra civile e Il perdente radicale di H.M. Enzensberger
drammaturgia di Serena Sinigaglia, con Massimo De Francovich (nella foto)
scene Maria Spazzi, luci Alessandro Verazzi
video Alberto Sansone, costumi Federica Ponissi
Prospettive sulla guerra civile è una sorta di monologo tratto da due saggi
di Enzensberger, diretto da Serena Sinigaglia e interpretato da Massimo De Francovich nei panni di un
vecchio eccentrico professore che viaggia di guerra in guerra e parla ai sopravvissuti in mezzo alle macerie.
Il teatro si interroga sul tema della guerra civile, riflettendo sull’odio, sulla paura e sull’invidia che
germinano in ogni cuore umano. Una tesi dura questa, perché, come suggerisce l’autore, i responsabili
dell’odio siamo noi. E proprio per questo a noi è dato anche il potere di generare, nel nostro piccolo, la pace
e il miracolo di una nuova armonia. Va in scena l’ostinata ricerca di una nuova felicità, da costruire
attraverso i nostri gesti quotidiani.
Durata: un’ora e 15 minuti senza intervallo.
Piccolo Teatro Strehler, dal 20 al 23 marzo 2011
Produzione a.ArtistiAssociati di Gorizia
La variante di Lüneburg
Fabula in musica
dal romanzo di Paolo Maurensig
adattamento teatrale e testi delle canzoni Paolo Maurensig
musiche originali e direzione Valter Sivilotti, con Milva e Walter Mramor
al pianoforte Valter Sivilotti, ai sassofoni Alex Sebastianutto
soprano solo Franca Drioli
Coro “Ensemble Magnificat” di Caravaggio-BG preparato dal M° Massimo Grechi
Il best-seller dello scrittore Paolo Maurensig diventa “fabula in musica”. Tra le musiche del Maestro Sivilotti
e la voce recitante di Walter Mramor si inseriscono le dieci nuove canzoni interpretate da Milva. Accanto a
loro un ensamble di voci e strumenti. Le melodie della tradizione mitteleuropea diventano i nuclei
drammatici di una storia mozzafiato dove, con una suspense da libro giallo, il tema del gioco degli scacchi
diventa una gigantesca metafora dell’olocausto, proponendo una riflessione su uno dei periodi più bui della
storia dell’umanità.
Durata: un’ora e 45 minuti senza intervallo.
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OSPITALITÁ
Piccolo Teatro Strehler, dal 25 al 28 marzo 2011
Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
con gli allievi della Scuola di Ballo
dell’Accademia Teatro alla Scala
diretti da Frédéric Olivieri
Torna il tradizionale appuntamento con lo spettacolo istituzionale della Scuola di
Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala. Per il quarto anno consecutivo si rinnova
la felice collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano sul cui palcoscenico gli
allievi della Scuola, oltre 150, si mettono alla prova a chiusura del loro percorso formativo. La Scuola di
Ballo, cuore del Dipartimento Danza, diretto da Frédéric Olivieri, presenta un’offerta formativa articolata per
rispondere alle richieste delle compagnie internazionali di ballo, che oggi esigono la conoscenza di un
repertorio ampio e diversificato, non limitato esclusivamente al registro classico-accademico.
Piccolo Teatro Studio Expo, dal 31 marzo al 3 aprile 2011
Produzione Teatro 91
Spoonface
Faccia da cucchiaio
di Lee Hall, con Melania Giglio (nella foto)
uno spettacolo di Marco Carniti, traduzione Eddy Quaggio
musiche originali David Baritoni, consulenza musicale Adamo Lorenzetti
Spoonface (Faccia da cucchiaio) Steinberg è una bambina molto speciale,
con un' intelligenza particolare e una percezione della realtà irripetibile. Soffre di una sindrome autistica ed è
così innamorata della vita che, attraverso i suoi occhi, il mondo appare nuovo e straordinario. Il testo, scritto
da Lee Hall, autore inglese candidato all’Oscar per la sceneggiatura di Billy Elliot, interpretato da Melania
Giglio diretta da Marco Carniti, giocando sul filo sottile che separa il riso dal pianto, drammaturgicamente
ben dosato e ricco della freschezza espressiva tipica del linguaggio dei bambini, offre uno sguardo
disincantato su temi di attualità, come la famiglia, la malattia, la diversità.
Durata: un’ora e 10 minuti senza intervallo.
Piccolo Teatro Grassi, dal 27 al 30 aprile 2011
Coproduzione Napoli Teatro Festival Italia con Fahrenheit 451 Teatro
Gramsci a Turi
di Antonio Tarantino
regia Daniele Salvo
scene e costumi Gianluca Sbicca, musiche originali Marco Podda
con Michele Maccagno (nella foto), Francesco Colella, Pasquale Di Filippo,
Gianluigi Fogacci, Melania Giglio, Massimiliano Sbarsi
Gramsci a Turi, da un testo di Antonio Tarantino e con la regia di Daniele
Salvo, traccia il profilo del politico e dell’uomo, delle vicende tragiche che determinarono il suo destino.
Affiora l’affresco di una ben triste Italietta, sul finire degli anni ’30, asfittica, dominata da interessi personali,
massonerie, smanie di potere, violenza e menefreghismo. La storia di Gramsci, interpretato da Michele
Maccagno, recluso nel carcere di Turi in una squallida cella, abbandonato da tutti e deriso da piccoli uomini
che decreteranno la sua fine, è raccontata con humor tagliente e amaro e riporta alla luce la vicenda
drammatica di uno dei più importanti pensatori del Novecento.
Durata: 2 ore e 10 minuti con intervallo.
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OSPITALITÁ
Piccolo Teatro Grassi, dal 3 al 9 maggio 2011
Coproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Il vecchio e il cielo
testo e regia di Cesare Lievi (nella foto)
con Ludovica Modugno, Gigi Angelillo, Giuseppina Turra
scene Josef Frommwieser, luci Gigi Saccomandi
Il vecchio e il cielo, scritto e diretto da Cesare Lievi, è la storia di un anziano preside che, al suo primo
giorno di pensione, vede vacillare tutte le speranze di cambiamento e di riscatto proiettate in questo giorno
fatidico: la fine dell’impegno quotidiano, l’indipendenza economica e affettiva riconquistata, la nuova libertà
della vecchiaia. E’ invece travolto in un vortice di avventure, di situazioni imprevedibili, comiche e dolorose
insieme, assurde e vere, dove ciò che è reale si mescola a ciò che è immaginario, in una girandola
paradossale. Un’istantanea della contemporaneità: il teatro si fa strumento di osservazione e indagine
sull’uomo e sui suoi piccoli, grandi, dubbi esistenziali.
Piccolo Teatro Strehler, dal 16 al 22 maggio 2011
Produzione Agidi srl
Mai più soli
di Stefano Benni, regia Cristina Pezzoli
con Angela Finocchiaro (nella foto)
e con Daniele Trambusti
Angela Finocchiaro compie, con l’innocenza e lo stupore di una stralunata
Alice contemporanea, un viaggio nel Paese dei Meravigliosi Orrori.
Si raccontano le storie surreali e comiche di personaggi che, come
particelle impazzite, provano a destreggiarsi nel caos della vita, nella
giungla dei nuovi mezzi di comunicazione e delle invenzioni tecnologiche che, paradossalmente, aggravano
la solitudine degli individui. Lo spettacolo, con leggerezza e poetico candore, diverte e fa riflettere attraverso
favole, invettive, brevi liriche, lucide cronache, in un contesto narrativo che cerca di ritrovare un senso al
caos e alle incoerenze del nostro presente. Al centro dei racconti surreali, vecchietti stralunati, vacanze
tragicomiche in famiglia, un viaggio all’ “Inferno” in Eurostar, capodanni da dimenticare e tanto altro
ancora. Il tutto affrontato in chiave umoristica e amara, caratteristica propria della scrittura di Benni.
Durata: un’ora e 30 minuti senza intervallo.
Piccolo Teatro Grassi, dal 14 al 26 giugno 2011
Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli
Il trovatore
riduzione per marionette di Eugenio Monti Colla, musica Giuseppe Verdi
direzione dell'allestimento Carlo III Colla, direzione tecnica Tiziano Marcolegio
luci Franco Citterio
regia Eugenio Monti Colla
Nel Trovatore le marionette si accostano all’affascinante mondo del
melodramma. Nel loro sostituirsi ai personaggi in carne e ossa, rovesciano
i termini della “cerimonia” teatrale e diventano il simbolo di una realtà
invisibile, che prende vita sul palco attraverso la poesia umile della materia,
dell’oggetto, del gesto. La musica verdiana fa da sfondo alla tragica storia d’amore di Manrico e Leonora,
alla forsennata gelosia del Conte di Luna, al delirio di Azucena, che dividono la scena con zingari, guerrieri,
dame, frati, suore, in un’atmosfera ricca di tinte e suggestioni gotiche. Un grande spettacolo ridimensionato
per il piccolo palcoscenico, con la sapienza della tradizione marionettistica.
Durata: un’ora e 50 minuti con intervallo.
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PICCOLI GRANDI SPETTATORI
Il Piccolo per i piccoli,
Piccolo educational
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Il PICCOLO PER I PICCOLI
In collaborazione con
Benvenuti al Piccolo
Grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo, Benvenuti al Piccolo, percorso interattivo di scoperta di
luoghi segreti del teatro, rinnova ogni anno la sua struttura e i suoi contenuti didattici e spettacolari.
Al classico percorso all’interno del Teatro Strehler, si aggiungono, nella prossima stagione, le visite guidate
al Teatro Grassi, sede storica del Piccolo.
Alice
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Piccolo Teatro Studio Expo, 17 novembre – 5 dicembre 2010
Vedi Produzioni.
Teatro Scienza
Piccolo Teatro Studio Expo, 27-28 novembre 2010
Alice è lo spettacolo al centro del Progetto Teatro Scienza, promosso dalla
Fondazione Silvio Tronchetti Provera, con il Piccolo Teatro di Milano, il Politecnico,
l'Università degli Studi di Milano, l'Università degli Studi Milano Bicocca,
la Fondazione Umberto Veronesi e Scienza Under 18.
Unica esperienza in Italia che unisce il mondo del teatro con quello della scuola
e delle nuove tecnologie, con lo scopo di avvicinare il pubblico dei giovani
alle discipline scientifiche. Alice è l'opera che il reverendo Lewis
Carrol, logico e matematico concepì in piena epoca vittoriana. Un autore che ebbe grande talento scientifico:
spazio, tempo, misure, cambiamenti di scala: nel testo si celano numerosissimi spunti scientifici, che
attraverso la messa in scena trovano una dimensione tanto suggestiva quanto concreta. Su questo terreno
Teatro Scienza vuole sfidare i giovani spettatori a riscrivere Alice, scovando nelle pieghe del testo i
riferimenti scientifici, trovando gli spunti per creare progetti multimediali che utilizzano le tecnologie
dell'universo web 2.0. Il Progetto, che ha uno sviluppo sul web, parte dalle repliche dello spettacolo, in
programma al Piccolo Teatro Studio Expo: per un intero fine settimana, oltre ad Alice, nei diversi spazi del
Piccolo Teatro, si alterneranno spettacoli di Teatro Scienza prodotti dalle scuole, dalle università oltre a
incontri e conferenze.
La lampada di Aladino
Piccolo Teatro Studio Expo, 27 dicembre 2010 – 9 gennaio 2011
Il trovatore
Piccolo Teatro Grassi, 14 – 26 giugno 2011
Compagnia marionettistica Carlo Colla & Figli
Vedi Ospitalità.
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PICCOLO PER I PICCOLI
I viaggi di Atalanta
Coproduzione Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione, Emilia Romagna Teatro Fondazione
Piccolo Teatro Studio Expo, 11 – 22 gennaio 2011
Con I viaggi di Atalanta. Una fanciulla nella Grecia degli dei e degli eroi,
omaggio di Teatro Gioco Vita all’opera di Lele Luzzati e di Gianni Rodari,
di cui nel 2010 ricorre il trentennale della morte, riprende vita la Grecia dei miti
con i suoi fastosi palazzi, le foreste intricate, le flotte di navi. Tre attori, in un gioco
scenico di corpi, sagome e ombre, incarnano la storia di Atalanta, giovane fanciulla
alla scoperta non solo del mondo, ma anche di sé e delle forze interiori che la abitano.
Il suo è un percorso di iniziazione, come il mondo della Grecia antica è un grande
specchio in cui personaggi senza tempo – e spettatori di oggi – possono riflettersi e riscoprirsi. Una storia,
quella di Atalanta, che diventa un’occasione per immergersi nel mondo greco e medio orientale, esplorando i
miti che sono alle radici della cultura occidentale, scoprendo altre tradizioni del suggestivo Teatro d’ombre.
Durata: un’ora senza intervallo.
Canto la storia dell’astuto Ulisse
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa in collaborazione con Teatro Gioco Vita
Piccolo Teatro Studio Expo, marzo 2011
Il racconto dell’Odissea e l’affascinante mondo dell’antica Grecia rivive nel
mito di Ulisse e delle sue avventure, a partire dalla guerra di Troia per arrivare
al lunghissimo viaggio che doveva ricondurre a casa Ulisse dopo mille incontri
e peripezie. Evocati dalle voci degli attori e dal gioco magico delle ombre di
Teatro Gioco Vita, i personaggi del grande testo epico sono riportati in vita
nel semplice linguaggio del racconto, per affascinare gli spettatori, grandi e piccini,
e avvicinarli al mondo di Omero e dei miti classici. A cura di Flavio Albanese.
Durata: un’ora senza intervallo
La vera storia di Pinocchio
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Piccolo Teatro Strehler/Scatola Magica
La vera storia di Pinocchio raccontata da lui medesimo, scritta, diretta
e interpretata da Flavio Albanese, racconta le vicende di un Pinocchio
cantastorie e dei suoi viaggi in giro per il mondo. In scena uno
strambo Pinocchio diventato adulto e affiancato dal suo alter-ego di legno,
che lo accompagna nelle sue rocambolesche avventure, mentre fa da
contrappunto l’emozionante musica composta da Fiorenzo Carpi,
qui rielaborata da Giulio Luciani ed eseguita dal vivo con pianoforte e fisarmonica.
Durata: un’ora e 10 minuti senza intervallo
Get me out of here!
Produzione Charioteer Theatre
Piccolo Teatro Strehler/Scatola Magica
Prospero, protagonista della Tempesta di Shakespeare, non è il vecchio
mago esiliato e vendicativo della commedia originale, bensì il padrone di un’isola,
sulla quale ospita gli altri grandi personaggi delle tragedie e commedie
shakespeariane. Uno spettacolo-gioco, scritto e diretto da Laura Pasetti, nel quale
il pubblico sarà chiamato, come in un’isola dei famosi shakespeariana, a ‘nominare’
i personaggi delle opere del Bardo.
Spettacolo in lingua inglese. Durata: 55 minuti senza intervallo.
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PICCOLO PER I PICCOLI
Aeneidos
Il gran teatro delle lingue antiche
Continua il progetto Il gran teatro delle lingue antiche, a cura di Giuseppina Carutti, del quale il sesto canto
dell'Eneide in latino, nel corso della stagione 2009/2010, ha rappresentato il primo capitolo.
Il progetto, destinato soprattutto ai giovani e alle scuole, prevede l’esecuzione nella lingua originale di
alcune parti dei grandi libri dell'umanità, a partire dalla Bibbia, che ne costituisce il fondo ideale.
Al laboratorio partecipano attori del Piccolo Teatro, allievi delle scuole e uno o due poeti guida (quest’anno
Giancarlo Consonni ed Edoardo Zuccato), nella convinzione che nessuno meglio di un poeta abbia coscienza
della lingua e sia in grado di trasmetterla. I poeti introducono la lettura e, al termine, rispondono alle
domande dei ragazzi.
PICCOLO EDUCATIONAL
Seicento scuole e 90.000 studenti coinvolti
L’Ufficio Proposte Culturali e Promozione Pubblico del Piccolo Teatro di Milano organizza, come è
tradizione, tantissimi incontri e attività formative rivolti agli studenti e agli insegnanti, a integrazione e
approfondimento dei temi offerti dagli spettacoli della stagione. Nel corso della stagione 2009/2010 sono
stati realizzati sei percorsi formativi per gli insegnanti nelle tre sedi del Piccolo Teatro, e oltre 300 incontri e
laboratori nelle scuole. L’attività di Piccolo Educational ha coinvolto 350 scuole secondarie di secondo
grado, 100 scuole dell’infanzia e primarie di primo grado, 150 medie, circa 90.000 studenti. In particolare, Il
Mercante di Venezia, per la regia di Luca Ronconi e Alice, regia di Emiliano Bronzino, hanno dato vita a due
laboratori "di visione", percorsi di rielaborazione guidata dagli operatori del Piccolo sui temi delle messe in
scena, che hanno condotto gruppi di studenti delle scuole coinvolte (secondarie di primo e secondo grado)
alla "riscrittura" personale di frammenti dei due spettacoli. Per la prossima stagione verranno avviati due
itinerari di approfondimento. Il primo dedicato al Settecento "tra luci e ombre", il secondo alla
contemporaneità in scena.
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SPETTACOLI E NON SOLO
Musica, grande jazz e cinema,
150 anni di “Italia unita”,
eventi, rassegne, collaborazioni,
la web tv del Piccolo,
il calendario sala per sala
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EVENTI, RASSEGNE, COLLABORAZIONI
150 ANNI DI “ITALIA UNITA”
CON LA FONDAZIONE CORRIERE DELLA SERA
Piccolo Teatro Grassi, ottobre 2010-marzo 2011
Tra ottobre 2010 e marzo 2011 la Fondazione Corriere della Sera
organizza presso il Piccolo Teatro Grassi dieci serate curate da
Ernesto Galli della Loggia che, ripercorrendo gli snodi storici
che hanno portato alla maturazione di un patrimonio di identità
e coesione nazionale, siano di stimolo per comprendere il presente
e discutere il futuro dell’Italia. L’iniziativa nasce, sulla scia del recente dibattito cui ha dato avvio un articolo
dello stesso professor Galli della Loggia sulle pagine del Corriere, per celebrare il 150° anniversario
dell’Unità d’Italia e mira a favorire nuove riflessioni sui caratteri della nazione, sull’identità nazionale e sulla
storia della nascita e delle trasformazioni dell’Italia contemporanea. Il programma, articolato in dieci
appuntamenti con cadenza quasi settimanale, prevede la lezione di uno storico inframmezzata dagli
interventi di attori che daranno voce a discorsi celebri e a passi tratti da opere letterarie o saggi
particolarmente significativi, e da proiezioni di filmati d’epoca.
Jazz al Piccolo – Orchestra senza confini
XIII edizione. Piccolo Teatro Studio Expo/Piccolo Teatro Strehler, 7 dicembre 2010 – 9 maggio 2011
Organizzato da Associazione Culturale Musica Oggi
e dal Piccolo Teatro
con la Civica Jazz Band
direttore musicale Enrico Intra
direttore artistico Maurizio Franco
La tredicesima edizione di Orchestra Senza Confini, come sempre basata sul progetto artistico e formativo
legato alla Civica Jazz Band di Enrico Intra, frutto dell’attività dei Civici Corsi di Jazz, propone il consueto,
articolato e originale cartellone. L’apertura del 7 dicembre, ormai diventata una tradizione nel panorama
musicale milanese, presenta un programma speciale dedicato alla musica di Gorni Kramer, compositore,
strumentista e direttore d’orchestra tra i più rilevanti del ‘900 italiano, autore di innumerevoli successi e
protagonista assoluto della commedia musicale all’italiana. Il classico appuntamento con Italian jazz Graffiti
si configura come un evento speciale: la presentazione di dieci giovani talenti della scena nazionale, nessuno
dei quali supera i venticinque anni di età. E’ una scelta che va nella direzione del sostegno alle realtà future
del nostro jazz. Il Mondo Musicale di… avrà invece come protagonista Franco Cerri, decano dei jazzisti
italiani e personalità di rilievo nella storia della chitarra jazz declinata all’europea. Per il Festival del
Mediterraneo, la rassegna presenterà invece brani scritti da musicisti di quell’area geografica, ospitando
artisti di varia provenienza. Infine, la chiusura avverrà con una lettura di pezzi legati ai repertori di
importanti orchestre europee, nel segno dell’attenzione che, da sempre, questo cartellone dedica alla scena
non americana del jazz.
Programma
7 dicembre 2010, ore 11 – Piccolo Teatro Strehler Omaggio a Kramer
7 febbraio 2011, ore 21 – Piccolo Teatro Studio Expo Italian Jazz Graffiti
7 marzo 2011, ore 21 – Piccolo Teatro Studio Expo Jazz mediterraneo
11 aprile 2011, ore 21 – sede da definire Il Mondo Musicale di… Franco Cerri
9 maggio 2011, ore 21 – Piccolo Teatro Studio Expo European Big Band
Introduzione ai concerti a cura di Maurizio Franco
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EVENTI, RASSEGNE, COLLABORAZIONI
Prix Italia
Si inaugura la collaborazione con il Prix Italia, il più antico e prestigioso
concorso internazionale per programmi radio, tv e web di elevata qualità,
fondato dalla Rai nel 1948 e diretto da Giovanna Milella.
A fine settembre 2010 nella sede di via Rovello verranno presentati
una selezione dei migliori video e i premiati dell'edizione 2010.
Tra i titoli in programma - nella categoria ‘performing arts’ – Cirque
du Soleil: Ka di David Mallet e Hannes Rossacher, Death for Five Voices
di Werner Herzog, The Death of Klinghoffer di Penny Woolcock, Private Life: Maya Plisetskaya di Tatyana
Vardanyan, Claudio Abbado e la magia del suono di Daniele Abbado, Masterclass di Luca Ronconi di
Giuliana Calandra.
Rai: teatro e televisione si incontrano per i più piccoli
Rai YOYO e Rai GULP, in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, dagli spazi del ritrovato chiostro
di via Rovello, si rivolgono agli spettatori più giovani proponendo due programmi diversi.
Ma che bel castello un programma prodotto da Rai YOYO, in 26 puntate, rivolto ai bambini delle scuole
elementari: una serie di servizi registrati in esterno documenteranno i laboratori creativi dedicati all’arte,
svolti con i bambini. Dal chiostro di via Rovello, dal 24 al 27 giugno 2010 si tengono tre laboratori sul
colore, sulla carta e sulla plastilina.
Rai Gulp, il canale digitale terrestre della Rai dedicato ai ragazzi, organizza il 25 giugno 2010, in
collaborazione con il Piccolo, un laboratorio didattico sulla sinestesia.
Il progetto è ideato da due artiste visive e registe Rai, Daniela Bruni e Fabrizia Boiardi, che nei loro
programmi e nelle loro ricerche esplorano da anni questo fenomeno in chiave artistica. Attraverso una
performance di arte sinestetica, ovvero di pittura dei suoni ‘in diretta', sperimenteranno con un gruppo di 30
ragazzi il significato dei suoni, dei colori, delle emozioni scaturite in un intervento dal vivo nel cortile e nella
sala del Piccolo Teatro. L’evento verrà documentato dalle telecamere di Rai Gulp e avrà un collegamento
streaming in diretta dal sito web di Rai Gulp.
La performance inizierà al mattino e durerà fino alla sera con musiche di gruppi live e registrate.
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EVENTI, RASSEGNE, COLLABORAZIONI
Festival MITO SettembreMusica
Piccolo Teatro Grassi, 5 e 18 settembre 2010/Piccolo Teatro Studio Expo, 10 e 20 settembre 2010
Piccolo Teatro Strehler, 19 e 20 settembre 2010
Torna MITO SettembreMusica. Sei gli appuntamenti della quarta edizione in collaborazione con il Piccolo
Teatro. Al Grassi va in scena Gerolamo finto orso alla festa di Bairam, lo spettacolo di marionette della
Compagnia Carlo Colla. Al Teatro Studio Expo, l’ Ensemble Bezmârâ conduce nello splendore della musica
classica ottomana del FocusTurchia, l’Ensemble Modern esegue musiche di Helmut Lachenmann e
Wolfgang Rihm, cui MITO dedica un doppio ritratto monografico. Sempre nella sede storica di via Rovello
l’incontro “Musica e Teatro” anticipa il nuovo lavoro di teatro per musica Sconcerto di Giorgio Battistelli,
Franco Marcoaldi e Toni Servillo, in programma allo Strehler, prodotto in sinergia con Teatri Uniti, Ravello
Festival e Teatro San Carlo di Napoli. Ancora allo Strehler torna lo straordinario Jordi Savall con l’ensemble
Hespérion XXI per un viaggio nella musica ottomana del XVI e XVII.
Milano Film Festival
Piccolo Teatro Strehler/Piccolo Teatro Studio Expo, 10-19 settembre 2010
Per il traguardo dei quindici anni della manifestazione un programma ancora più ricco, che vede al primo
posto il concorso lungometraggi, aperto solo a opere prime e seconde di registi provenienti da ogni parte del
mondo; una scelta che conferma e rafforza la direzione e la vocazione del festival alla ricerca e scoperta del
cinema più innovativo, coraggioso, nuovo, di qualità. Il programma del festival prevede inoltre il tradizionale
concorso cortometraggi, una retrospettiva completa dedicata a un grande autore contemporaneo, la sesta
edizione della rassegna Colpe di Stato, Incontri italiani, il Focus animazione con la maratona di corti al
Parco, workshop e film in anteprima, la rinnovata collaborazione con MiTo SettembreMusica per la rassegna
Crossing the bridge che esplora il cinema turco contemporaneo, l’appuntamento per i più piccoli con il
milano film festivalino, i concerti sul Sagrato, e molto altro.
Milano Musica
Piccolo Teatro Strehler, lunedì 11 ottobre 2010
Nell’ambito del 19° Festival di Milano Musica Hugues Dufourt-Percorsi di musica d’oggi 2010, il Piccolo
Teatro Strehler ospiterà l’esecuzione del capolavoro di Michael Jarrell Cassandre, per recitante, ensemble ed
elettronica, tratto dall’omonimo romanzo di Christa Wolf: un violento melologo contro la guerra e sulla
condizione femminile interpretato per Milano Musica dalla grande Fanny Ardant. Il concerto vedrà il ritorno
a Milano di uno dei più innovativi e celebri ensemble europei, lo Scharoun Ensemble Berlin, diretto da
Andrea Pestalozza, e sarà dedicato ad Amnesty International. www.milanomusica.org
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EVENTI, RASSEGNE, COLLABORAZIONI
I mercoledì del Touring
In viaggio con l’autore. Visite virtuali con letture degli attori del Piccolo Teatro di Milano
Piccolo Teatro Strehler, ottobre 2010 – giugno 2011
Torna l’appuntamento con “I Mercoledì del Touring“, il ciclo di incontri pomeridiani, giunto alla dodicesima
edizione, organizzato dal Touring Club Italiano in collaborazione con il Piccolo Teatro. La rassegna, sempre
curata da GianMario Maggi, è entrata a pieno titolo tra i momenti più importanti delle iniziative culturali
della città. Gli spettatori, che negli anni passati hanno fatto sempre registrare il “tutto esaurito”, potranno
viaggiare con la fantasia, accompagnati dalle immagini, da brani musicali, dai racconti, dalle letture tratte dai
grandi letterati che nei luoghi visitati sono nati o hanno vissuto ed interpretate dagli attori del Piccolo Teatro.
Ancora una volta si vivrà, tutti insieme, l’eterna magia del viaggio.
Face à face
Piccolo Teatro Studio Expo
Si rinnova per il quarto anno la collaborazione tra la rassegna Face à face, parole di Francia per scene
d’Italia e il Piccolo Teatro di Milano. La manifestazione, promossa dall’Ambasciata di Francia e dal Centre
Culturel Français de Milan, si pone la finalità di promuovere la drammaturgia francese contemporanea in
Italia, affidando i nuovi testi degli autori francesi a traduttori italiani e allestendo mises en espace e spettacoli
con la firma di grandi registi e l’interpretazione dei migliori attori del nostro teatro. In passato la sinergia con
il Piccolo Teatro ha portato alla realizzazione di due spettacoli di Jean-Luc Lagarce, firmati da Luca Ronconi
e Carmelo Rifici. Tra gli autori presentati nell’ultima edizione ricordiamo David Lescot, Wajdi Mouawad e
Olivier Cadiot.
Amici del Piccolo
Per la stagione 2010/2011, gli incontri del ciclo “I giovedì degli Amici del Piccolo” metteranno a fuoco i
temi e le forme della drammaturgia contemporanea, evidenziando la linea di ricerca promossa e realizzata
con le sue regie da Luca Ronconi, fin dall’inizio della sua direzione artistica. Particolare attenzione sarà data
al drammaturgo inglese Edward Bond, autore della Compagnia degli uomini, ai testi di Fleur Jaeggy, di
Enrico Groppali e alla regia di Pasqual per Blackbird, tutte nuove produzioni del Piccolo Teatro. Gli incontri
con il pubblico saranno anche occasione per confrontarsi con grandi maestri come Brook e Chéreau e con
grandi interpreti, cari alla storia del Piccolo, come Milva.
Festival Mix
di cinema gaylesbico e queer culture
Piccolo Teatro Strehler, 25 maggio-1 giugno 2011
Il Festival Mix, alla sua 25° edizione, torna ad animare la stagione estiva del Piccolo Teatro. Una full
immersion cinematografica, un’occasione preziosa per assistere a pellicole difficilmente accessibili
attraverso i canali dei circuiti tradizionali. Ma anche una kermesse di incontri, happening musicali e feste, un
crocevia di iniziative che torna a colorare, per una settimana, il “sagrato” dello Strehler e la Scatola Magica.
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LA SCUOLA DI TEATRO
Nel giugno 2011 giunge a compimento l’ottavo Corso per Attori della Scuola del Piccolo Teatro intitolato a
“Evgenij Vachtangov”.
Nei primi due anni di scuola, gli allievi hanno potuto compiere un percorso formativo ricco e articolato
grazie agli insegnamenti di Luca Ronconi e di tutti i docenti della Scuola, Enrico D’Amato, Lydia Stix,
Marise Flach, Michele Abbondanza, Antonella Astolfi, Paola Bigatto, Maria Consagra, Gianfranco De
Bosio, Emanuele de Checchi, Claudia Giannotti, Claudio Longhi, Marco Merlini, Franca Nuti, Laura Pasetti,
Claudia Provvedini, Maurizio Zippoli.
Il Corso Vachtangov, inoltre, sia nel 2009 che nel 2010 ha partecipato alla rassegna “La Casa delle Scuole di
Teatro”, ospitata al Piccolo, confrontandosi con le principali scuole di teatro italiane e straniere.
Il terzo anno del corso sarà dedicato allo studio delle opere di Anton Cechov di cui, al termine del percorso
scolastico, verrà messa in scena un’opera. I 32 allievi diplomandi saranno impegnati in una difficile prova
d’attore guidati dal coordinatore didattico della Scuola, Enrico d’Amato.
In primavera uscirà il bando per il nono corso della scuola, che sarà intitolato al grande attore e regista
francese Jean-Louis Barrault.
Festival Chopin – Schumann
Progetto promosso dal Conservatorio di Musica “G.Verdi” di Milano
in collaborazione con la Scuola del Piccolo Teatro di Milano,
il Centro Sperimentale di Cinematografia, l’Accademia delle Belle Arti di Brera.
Piccolo Teatro Grassi/Piccolo Teatro Studio Expo, ottobre - dicembre 2010
“Occhi di basilisco, occhi di pavone, occhi di fanciulla”, il Festival per la ricorrenza dei bicentenari della
nascita di Friedric Chopin e Robert Schumann, è un progetto musicale e trova nella musica il suo elemento
fondante. Ma è anche un progetto culturale allargato che mira a stabilire un rapporto tra musica, letteratura,
teatro e immagine e, di conseguenza un legame creativo tra le scuole di eccellenza di Milano nei vari ambiti
tematici. La manifestazione si avvale quindi della collaborazione dei giovani attori della Scuola del Piccolo
Teatro, degli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia e dell’Accademia delle Belle Arti di Brera.
Il sodalizio con il Piccolo si concretizzerà in tre serate tra ottobre e dicembre 2010.
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IL PICCOLO ON LINE
www.piccoloteatro.org
Il Teatro interattivo. Anche quest’anno il Piccolo rinnoverà la sua immagine sulla Rete: nuova la grafica,
più ricchi i contenuti, aggiornati quotidianamente per tenere sempre informati i nostri utenti: interviste agli
artisti, video, fotografie, programmi di sala da scaricare, tutto quello che anche il più curioso utente desidera
sapere.
Gli archivi. Ma non solo. Sul nostro sito si potranno trovare anche tutte le informazioni relative al Teatro in
quanto edificio e in quanto detentore di valori e di una storia che dura da decenni. Nella sezione dedicata al
repertorio è possibile muoversi attraverso un comodo motore di ricerca oppure sfogliare le differenti stagioni
per avere a disposizione, di ogni nostra produzione, locandina, interpreti principali, date del debutto, tournée.
L’archivio multimediale è uno strumento indispensabile per chi voglia navigare fra gli oltre 200 spettacoli
che hanno fatto la storia del Piccolo, da Giorgio Strehler a Luca Ronconi. Più di 10.000 fotografie, 400
manifesti, 500 bozzetti e figurini e poi video, documenti (note e appunti di regia). Muoversi nella storia del
teatro non è mai stato così facile.
www.piccolocard.it
La Community. Cresce sempre di più il numero di utenti che entrano a far parte della Community del
Piccolo, un modo semplice per essere sempre informati sulla programmazione mensile delle nostre sale,
dagli spettacoli agli eventi ad essi collegati, e sulle relative offerte disponibili.
Inoltre, grazie a PiccoloCard, i nostri 80.000 utenti potranno accedere a numerose altre offerte.
PiccoloCard. È la prima carta fedeltà che premia la passione per le proposte del Piccolo, consentendo, per
ogni spettacolo acquistato, di accumulare punti e di accedere in questo modo a promozioni, offerte, sconti,
per tutti gli spettacoli in programma. Chi ha meno di 25 anni o più di 65, inoltre, potrà ritirare le speciali
PiccoloCard Under 25 e Over 65, anch’esse totalmente gratuite, presso la biglietteria del Teatro Strehler.
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Il Piccolo condivide con il proprio pubblico, in Italia e nel mondo, tutti i video degli spettacoli, grazie a
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emozioni del teatro e ascoltare i protagonisti della scena.
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A tutti coloro che desiderano condividere la passione per il teatro con i propri amici da oggi basterà entrare
in Facebook e cercare la pagina del Piccolo Teatro. Si potranno trovare tantissime informazioni, foto, link
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4000 i fan che possono ricevere in tempo reale gli aggiornamenti e le novità direttamente dal Teatro.
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LA WEB TV DEL PICCOLO TEATRO
NEWS, SPETTACOLI, INTERVISTE
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Prosegue l’avventura della prima televisione on-line di un teatro italiano. Il palinsesto che unisce alla
spettacolarità del teatro la puntualità di un canale giornalistico offre a tutti la possibilità di seguire le attività
del Piccolo. Basta un click per scorrere, “sfogliare” e curiosare tra le interviste con gli attori e i registi degli
spettacoli, seguire le conferenze stampa, tenersi aggiornati sugli special dedicati alla drammaturgia
contemporanea e partecipare da casa agli incontri nel chiostro restaurato di via Rovello.
On-line 24 ore su 24, è anche un’occasione per attingere al prezioso archivio storico e rivedere i video degli
spettacoli preferiti, da Arlecchino alle ultime novità.
Sfruttando il web i nuovi servizi si aggiungono a quelli conservati nel palinsesto creando una fonte
d’informazione sempre più ricca.
in onda 24 h su 24, tutto l'anno.
si rivolge a un pubblico di settore e non solo: appassionati di teatro, giornalisti, attori, produttori,
registi, studenti, addetti ai lavori, curiosi.
Strutturata in 4 canali tematici:
- News: interviste e incontri con i protagonisti della stagione, da Roberto Saviano a John Turturro, ai
direttori Sergio Escobar e Luca Ronconi.
- Stagione: estratti degli spettacoli per curiosare in anticipo tra le proposte in programmazione,
guardarne i trailer, approfondire come nasce uno spettacolo grazie alle riprese dei laboratori con
attori, costumisti e scenografi.
- Archivio: i video con le interviste a Giorgio Strehler, Paolo Grassi e Nina Vinchi, gli speciali su
Brecht e Goldoni e tanto altro materiale sui personaggi che hanno fatto la storia del Piccolo
- Progetti speciali: informazioni relative a incontri e iniziative che non coinvolgono solo il Piccolo
ma il teatro in generale come la rassegna Next, vetrina milanese di anticipazioni teatrali.
Sede ideale del nuovo canale on-line lo storico Teatro Grassi di via Rovello: nel chiostro
quattrocentesco restaurato è stata predisposta un’area multimediale dove è possibile consultare i siti
del Piccolo.
Il sito è realizzato in collaborazione con 3D Produzioni sulla piattaforma di Ultrafragola.
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CALENDARIO TEATRO STREHLER
10-18 settembre 2010 Milano Film Festival
19 settembre 2010 Battistelli/Marcoaldi, Sconcerto, Servillo
20 settembre 2010 Festival MITO SettembreMusica
21-26 settembre 2010 Ceronetti, Thanatos mon amour
Scatola Magica
28 settembre-17 ottobre 2010 SLAVA’S SNOWSHOW
ottobre 2010-giugno 2011 I mercoledì del Touring
11 ottobre 2010 Milano Musica
19 ottobre-7 novembre 2010 Goldoni, La locandiera, Carriglio
9-14 novembre 2010 Beckett, Giorni felici, Wilson
16 novembre - 12 dic. 2010 Molière, Il misantropo, Castri
14-16 dicembre 2010 Gaber/Luporini, Io quella volta lì avevo 25 anni, Gallione
20-21 dicembre 2010 Gaber/Luporini/Pasolini, Eretici e corsari, Gallione
12-30 gennaio 2011 De Filippo, Le bugie con le gambe lunghe
31 gennaio-6 febbraio 2011 Beckett, Aspettando Godot, Sciaccaluga
10-13 febbraio 2011 Pina Bausch, Vollmond
22 febbraio-19 marzo 2011 Mozart, Un flauto magico, Brook
20-23 marzo 2011 Maurensig, La variante di Lüneburg, Milva
25-28 marzo 2011 Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
1-16 aprile 2011 Fosse, Rêve d’automne, Chéreau
20 aprile-15 maggio 2011 Finzi Pasca, Donka
16-22 maggio 2011 Benni, Mai più soli, Pezzoli/Finocchiaro
25 maggio-1 giugno 2011 Festival MIX
13-19 giugno 2011 Masterclass, La Casa delle Scuole di Teatro
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CALENDARIO TEATRO STUDIO EXPO
10 e 20 settembre 2010 Festival MITO SettembreMusica
11-19 settembre 2010 Milano Film Festival
ottobre-dicembre 2010 Festival Chopin-Schumann
1-3 ottobre 2010 Lafond, La déraison d’amour, Pintal
7-10 ottobre 2010 Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore, Bronzino
20-31 ottobre 2010 Jaeggy, I beati anni del castigo, Ronconi
2-14 novembre 2010 Tarantino, La casa di Ramallah, Calenda
17 nov. - 5 dicembre 2010 Carroll, Alice, Bronzino
27-28 novembre 2010 Teatro Scienza
7 dic. 2010 - 9 maggio 2011 Jazz al Piccolo
9-22 dicembre 2010 Norén, 20 novembre, Russo Alesi
27 dic. 2010 - 9 gennaio 2011 Colla, La lampada di Aladino
11-22 gennaio 2011 Teatro Gioco Vita, I viaggi di Atalanta
25 gennaio-6 febbraio 2011 Tadeusz Kantor, Macchine della memoria
11-12 febbraio 2011 Curino, Milano design’60
15-20 febbraio 2011 Enzensberger, Prospettive sulla guerra civile, Sinigaglia
21 febbraio-12 marzo 2011 Masterclass Mediterraneo
marzo 2011 Albanese, Canto la storia dell’astuto Ulisse
marzo 2011 Milano incontra la Grecia
31 marzo-3 aprile 2011 Hall, Spoonface, Carniti
26 aprile-29 maggio 2011 Harrower, Blackbird, Pasqual
6-19 giugno 2011 Masterclass, Casa delle Scuole di Teatro
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CALENDARIO TEATRO GRASSI
settembre 2010 Prix Italia
5 e 18 settembre 2010 Festival MITO SettembreMusica
21-26 settembre 2010 Tramedautore
ottobre-dicembre 2010 Festival Chopin-Schumann
ottobre 2010-marzo 2011 150 anni di “Italia unita”
2-5 ottobre 2010 Sarti, Muri. Prima e dopo Basaglia
8-21 ottobre 2010 Goldoni, Arlecchino, Strehler
26 ottobre-14 novembre 2010 Testori, I promessi sposi alla prova, Tiezzi
novembre 2010 Goldoni, I Mémoires, Servillo
16 nov. - 12 dicembre 2010 Goldoni, Trilogia della villeggiatura, Servillo
11 gennaio-26 febbraio 2011 Bond, La compagnia degli uomini, Ronconi
15 marzo-21 aprile 2011 Lessing, Nathan il Saggio, Rifici
27-30 aprile 2011 Tarantino, Gramsci a Turi, Salvo
3-9 maggio 2011 Lievi, Il vecchio e il cielo
18 maggio-12 giugno 2011 Groppali, Macelleria messicana, Cobelli
14-26 giugno 2011 Colla, Il trovatore
COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Grassi, dal 14 maggio al 6 giugno

Lluís Pasqual dirige Donna rosita nubile
il più cechoviano dei drammi di Garcia Lorca
nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano


In scena tre generazioni di artisti e alcuni tra i più grandi attori di Strehler:
Gian Carlo Dettori, Andrea Jonasson, Giulia Lazzarini, Rosalina Neri, Franca Nuti
scene di Ezio Frigerio, costumi di Franca Squarciapino


Dopo la regia, in spagnolo, della Casa di Bernarda Alba, in scena al Teatro Studio nel novembre scorso, nell’ambito del Festival dei Teatri d’Europa, Lluís Pasqual torna a Milano, questa volta nella sede storica di via Rovello, per dirigere una produzione del Piccolo Teatro, scegliendo ancora una volta il suo autore prediletto, Federico Garcia Lorca. Donna Rosita nubile, in scena al Teatro Grassi dal 14 maggio al 6 giugno 2010, “è l’unico dramma di Lorca che ancora non ho diretto”, dichiara il regista. “È una piccola storia, come tutte le storie emozionanti”.

Trent’anni della vita di una donna di provincia si consumano davanti al nostro sguardo, allo stesso modo in cui si consuma in un giorno l’altra protagonista della storia, la rosa mutabilis. Promessa a un giovane che dopo il fidanzamento lascia la Spagna, Rosita lo attende per vent’anni, fiduciosa che lui tornerà, come le promette in periodiche lettere. Ma gli anni passano, le amiche di Rosita si sposano ed hanno bambini, il fidanzato non torna e la giovane appassisce,
come la rosa mutabilis che lo zio di lei ama coltivare. L’ovvio verrà alla luce: il fidanzato di Rosita si è sposato in Argentina e non ha avuto il coraggio di rivelarglielo. Ma forse lei sapeva…

Federico García Lorca in quest’opera si allontana dalla durezza della campagna per scrivere un poema leggero, una commedia delicata, il più cechoviano dei suoi testi, dove si mescolano dal vivo lo scontro tra la memoria e la vita con la sua forza misteriosa, tra la fedeltà ad un ricordo ed il mondo che si muove davanti a noi e con noi. E per ultimo, benché talvolta sia ciò che più conta, Donna Rosita è una grande, grande storia d’amore, raccontata con un profondo lirismo.





“L’idea che il pubblico ha dell’opera di Federico García Lorca”, spiega ancora Lluís Pasqual, “è di un teatro di grandi tragedie del mondo rurale: penso a Mariana Pineda, in parte anche a Bernarda Alba. In realtà, Lorca è il Picasso della letteratura spagnola: come il pittore ebbe il periodo blu, il periodo rosa, poi aderì al cubismo, anche nella scrittura di Lorca esistono fasi molto diverse. In Donna Rosita, García Lorca racconta la fedeltà a una memoria, descrive un modo fuori del tempo di vivere l’amore. Allo scorrere del tempo tocca il ruolo di protagonista e quando il tempo è protagonista, è della vita che si parla”.

“Eccetto El Público, dove García Lorca parla di sé”, prosegue Pasqual, “le altre commedie hanno
donne per protagoniste. Il teatro di García Lorca, come il cinema di Almodóvar, vive di battute pronunciate da donne. Dirigerò un cast quasi completamente al femminile, con grandi attrici, artiste straordinarie che, da spettatore, ho adorato. In scena tre generazioni di artisti: un primo gruppo ha conosciuto Giorgio Strehler e ha lavorato a lungo con lui; ne fanno parte anche Ezio Frigerio e Franca Squarciapino, che firmano scene e costumi; altri hanno avuto Strehler come maestro alla Scuola di Teatro del Piccolo, ma non hanno recitato sotto la sua guida; infine i giovanissimi, cresciuti al Piccolo ma in un’altra epoca”.


LA SCHEDA

Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2 (MM1 Cordusio) – dal 14 maggio al 6 giugno 2010
Donna Rosita nubile
di Federico García Lorca
adattamento e regia Lluís Pasqual
traduzione di Elena Clementelli - Newton Compton 1993
scene Ezio Frigerio
costumi Franca Squarciapino
luci Claudio De Pace,
musiche Josep Maria Arrizabalaga
movimenti coreografici a cura di Montserrat Colomé Pujol
con (in ordine alfabetico) Andrea Coppone, Gian Carlo Dettori, Pasquale Di Filippo,
Martina Galletta, Alessandra Gigli, Eleonora Giovanardi, Andrea Jonasson, Giulia Lazzarini,
Rosalina Neri, Franca Nuti, Stella Piccioni, Franco Sangermano, Simone Severgnini, Sara Zoia
e con Pier Paolo D'Alessandro
produzione Piccolo Teatro di Milano

Foto di scena Attilio Marasco

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.
Lunedì riposo fatta eccezione per lunedì 31 maggio ore 20.30; mercoledì 2 giugno riposo.
Mercoledì 19, venerdì 21 maggio solo ore 15, pomeridiane per le scuole.


Prezzi: platea 32 euro, balconata 25,50 euro
Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Biglietteria telefonica 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv


“Un testo che ha il profumo di via Rovello”
Conversazione con Lluís Pasqual
(a cura di Eleonora Vasta)

“Donna Rosita nubile” è una commedia diversa dal Lorca al quale siamo più abituati, autore di passioni violente, di morte. Qui la violenza, che comunque esiste, è soffusa, ovattata.
Credo che questa commedia faccia parte di una trilogia, di cui purtroppo Lorca non ha fatto in tempo a scrivere la terza parte, che si apre con La casa di Bernarda Alba: una piccola città di provincia è lo sfondo di Donna Rosita; il mondo rurale, con le sue leggi ataviche, è quello di Bernarda. Rosita ci parla dell’ipocrisia di un piccolo centro, Granada. Perché questa città? Di qui sono stati cacciati i musulmani, secoli fa, e i cattolici sono stati chiamati dal nord ad abitarla. Arrivati a Granada, i nuovi abitanti si sono accorti che i loro predecessori non vivevano così male, erano tutt’altro che selvaggi… Quindi si è cercato di mescolare, ipocritamente, differenti modi di vivere, si è voluto salvare il salvabile, fingendo di aver cancellato tutto. È una città di destra, dove quel che conta è la facciata, dove la parola d’ordine è “per bene”. In questo scenario, le colonne su cui poggia il peso delle case sono le donne. Esiste una tragedia palpabile in Donna Rosita: il dramma del silenzio, del non parlare, del non comunicarsi le cose importanti… tutto è… rose! Lorca ha diviso il testo in scene che chiama “giardini”, intervallati da momenti di canto e ballo. Perché giardini? Sono parti differenti l’una dall’altra, come piccole isole: la scena delle Manole, oppure quella del cugino e della zia sembrano scritte da due poeti distinti. Armonizzando stili così diversi, Lorca riesce a parlarci, contemporaneamente, della vita di provincia e della tragedia, intima, di una donna. Lorca capiva che la donna è – almeno io la penso così – più intelligente: si è evoluta lungo la via della razionalità, sempre però preservando quella che oggi chiamiamo intelligenza emotiva. È più forte, è più dotata. Lorca viveva in un mondo di donne e ne percepiva la forza. Perciò i ruoli femminili gli riescono così bene, mentre agli uomini attribuisce parti più limitate.
Quel che continua a ripetersi, nelle storie di Lorca, come nelle vite di tutti noi, sono le vicende di amore e non amore. Continua ad aprirsi la ferita dell’assenza di amore, della fedeltà al ricordo: si dice, in Donna Rosita, e forse è una delle battute più incisive “Niente è più vivo di un ricordo, i ricordi ci rendono la vita impossibile”. Questo il poeta dà in pasto al pubblico perché ciascuno lo viva sulla propria carne.

Perché hai scelto “Donna Rosita nubile” per il Piccolo? Hai pensato prima al testo e quindi agli attori, oppure avevi in mente gli attori e hai scelto il testo più adatto?
Di solito un progetto mi prende quando le idee mi raggiungono tutte insieme. Non so pensare al testo in astratto, non so raccontare cose: è l’attore a raccontarle per me. Quando Sergio Escobar mi ha proposto di pensare insieme a un titolo, gli ho risposto di slancio che avevo già un’idea, Donna Rosita nubile. Il Piccolo Teatro, via Rovello, fanno parte dei nostri ricordi, della nostra memoria, almeno della mia. Donna Rosita è uno spettacolo sulla memoria, sui ricordi, sulla fedeltà alla memoria di un amore. Scegliendo Donna Rosita, mi sembrava di offrire un contributo, di fare qualcosa che avesse senso. Non potevo immaginare di lasciare casa, di avventurarmi in un progetto così impegnativo, senza che fossero tanti i motivi che me lo suggerivano. Non era solo il fatto di dirigere un altro testo di Lorca: c’era sicuramente il desiderio di lavorare con queste attrici, questi attori, alcuni per me mitici, perché li avevo visti in scena, da spettatore; ma soprattutto il fatto che mi pare che questo testo abbia il profumo di via Rovello.

Che effetto ti ha fatto dirigere Lorca in italiano?
In Spagna le nostre nonne dicono “Ad ogni bucato si perde un lenzuolo”: la traduzione smarrisce sempre una parte della forza contenuta nella lingua originale. Succede con Shakespeare, accade con Cechov. L’importante non è, in questo caso, la lingua spagnola: Donna Rosita, con l’eccezione di pochi momenti, è scritto con un linguaggio molto semplice, apparentemente banale. Le parole sono come piante, ciascuna con una propria radice, ma sono piante comuni: non è un linguaggio complicato. La cosa che mi soddisfa (parola che un regista non dovrebbe mai pronunciare…) è che siamo entrati nel respiro di Lorca: ogni autore, come ogni compositore, ogni grande scrittore – e dietro ogni grande autore, sia Beckett o Lorca, si nasconde il poeta – possiede un modo particolare di “respirare il mondo”. Noi dobbiamo entrare in questo respiro che fa raccontare la storia come avrebbe voluto l’autore, con i tempi, le emozioni, come le avrebbe sentite lui stesso, al di là della lingua. Mi dà allegria vedere come attrici e attori, “animali” diversi, Giulia che è una colonna del Piccolo, la Nuti, Andrea con la sua storia, Rosalina, gli ex allievi della Scuola del Piccolo, le allieve della Paolo Grassi, Franco e Gian Carlo… vedere tutti gettarsi completamente “dentro” a un poeta, in un modo di fare teatro che non è necessariamente affine al loro: sono riusciti a ricreare Lorca dentro di sé per istinto, con sensibilità.

Scene, costumi, musica, tutto contribuisce a creare la magia di Lorca.
La musica è fondamentale. Lorca parla di “scene di canto e ballo”; ci sono momenti, didascalie, dove indica anche il tipo di musica che deve essere suonato, di quale autore… Arrizabalaga ha composto, come sempre, una musica non solo bella ma di profondo senso teatrale. Ezio e Franca avevano la grandissima difficoltà di visualizzare una tragedia ma non come in Bernarda, dove il riferimento poteva essere Guernica di Picasso, con le sue pennellate potenti. Rosita è un acquerello, una cartolina, tutto dev’essere leggero. La sua grandezza è che è una storia molto piccola, la vicenda di una zitella che si è fatta ingannare da uno che le ha promesso di sposarla, se n’è andato e per anni le ha mandato lettere zeppe di bugie: oggi non esiste giornale che ne scriverebbe cinque righe, neanche in un paesino sperduto. Lorca sceglie una storia tanto piccola e la fa diventare enorme.

Come nasce l’amore di Lluís Pasqual, studente della facoltà di Filologia, per il teatro? Qual è stata la scintilla che ha acceso il tuo legame con Lorca?
Non c’è stato un momento preciso. Forse l’ho sempre saputo, anche se inizialmente mi immaginavo professore di latino, lingua che amavo moltissimo. All’università tenevo anche i corsi per gli studenti del primo anno. Ero arrivato persino a parlare latino, con un gruppo di altri pazzi come me… Contemporaneamente seguivo i corsi di teatro: sono state due vite parallele. Non mi sono mai chiesto “cosa faccio?”. Le scelte sono venute da sole. La mia famiglia non era entusiasta ma non mi ha neanche ostacolato. Mi hanno lasciato libero di fare quel che desideravo. Più di essere stato io a prendere la via del teatro, credo sia il teatro ad avermi preso.
Quand’ero bambino, mia madre, come tutte le madri, mi cantava canzoni per addormentarmi. Lei pensava fossero melodie popolari andaluse – mia madre, come Lorca, è andalusa – mentre in realtà erano di Lorca. Si erano talmente radicate nella cultura popolare che c’era chi ne conosceva l’autore, chi, come mia madre, no. Il poeta Rafaèl Alberti era solito dire: “Quando Lorca entrava in una stanza, era come se si accendessero dieci proiettori; quando si sedeva al pianoforte se ne accendevano cento”. Nella musica, con la musica, Lorca, riusciva a comunicare moltissimo, sia quando suonava, sia con il suono stesso delle sue parole, che di musica sono fatte.



Tu e Lorca siete nati lo stesso giorno (il 5 giugno, n.d.r.). Uno strano destino?
Io ho una sorella, con cui ho un rapporto stupendo, però non ho fratelli. Mi sarebbe piaciuto moltissimo avere un fratello maggiore. È fantastico, ad un certo momento della vita, poter avere la possibilità di scegliersene uno. Pur non avendo conosciuto Lorca, posso dire di averlo frequentato a lungo e di averlo avuto accanto in tanti momenti della vita: la mia scelta non poteva essere che lui.
Ho portato in scena Lorca la prima volta tardi, se così si può dire, a trentaquattro anni. Da allora ho messo in scena quasi tutto il suo teatro. So che non potrò mai dirigere Yerma: lo spettacolo di Núria Espert, con Victor García, per me è stato uno shock e non saprei come creare qualcosa di nuovo portando quell’immagine incisa profondamente nella memoria. A tutti gli altri, in un modo o nell’altro, sono arrivato, a volte utilizzando forme diverse: Mariana Pineda, ad esempio, era uno spettacolo di flamenco.

Cosa è stato, che cos’è per te il Piccolo?
Il Piccolo è la mia seconda casa teatrale. Prima parlavi di me e di Lorca, due gemelli… Ecco io non ho due case, una in città e una in campagna: ne ho una per ogni gemello, il Teatre Lliure a Barcellona e il Piccolo di Milano. Ho messo piede la prima volta in via Rovello sentendo agli altoparlanti Ferruccio Soleri, che stava provando Arlecchino, pronunciare la battuta “Non mi ricordavo più di Pasqual!” Ognuno interpreta le coincidenze come crede…

Al Piccolo, al Teatro Studio, hai allestito anche la prima mondiale di “El público” di Lorca, un testo che la Spagna franchista aveva proibito.
Per me è stato molto importante poter creare El público allo Studio, un teatro che ancora non aveva nulla, era vuoto, conteneva solo il respiro di Strehler che vi aveva appena creato quella meraviglia sul Don Giovanni (“Elvira o la passione teatrale”, da Jouvet, n.d.r.). Da parte sua è stato un atto di grande generosità lasciarci lo spazio perché potessimo lavorare, vedere che cosa realmente era El público. Gli italiani, il pubblico del Piccolo, sono stati i primi spettatori di quel testo di Lorca. Poi sono tornato con il recital La oscura raiz, con Mariana Pineda, con Bernarda… Ho portato un po’ di Lorca a Milano come il Piccolo ha portato tanto Goldoni in Spagna. Entrambi sono autori di cui il pubblico ha un’immagine falsata, spesso si limita a stereotipo. Invece sono ricchi di sfumature, di colori, di sfaccettature. Ogni volta si scopre un Lorca diverso. E io sono davvero tanto felice che questo mio ultimo Lorca prenda vita in via Rovello.


Lluís Pasqual al Piccolo Teatro


Donna Rosita nubile è il sesto spettacolo nel segno di Garcia Lorca che Pasqual presenta al Piccolo e il secondo prodotto dal Piccolo dopo El Público, realizzato nel 1986 in occasione della prima stagione del Teatro Studio.
Seguono I Sonetos del Amor Oscuro (sempre nel 1986, al Teatro Studio), La Oscura Raiz (al Teatro Grassi nel 1999) con Nuria Espert, Mariana Pineda, con il Ballet Flamenco di Sara Baras (2002) e La Casa di Bernarda Alba nel corso di questa stagione.
Prosegue così il lungo sodalizio artistico del regista con il Piccolo, cominciato nel 1978 come assistente di Giorgio Strehler, che lo ha visto portare in scena molti altri spettacoli tra cui Aspettando Godot, nel 1999 in omaggio a Strehler, Mòbil del giovane scrittore catalano Sergi Belbel, e La famiglia dell’antiquario, con Eros Pagni, entrambi nel 2007.





GLI INCONTRI NEL CHIOSTRO

La Spagna di Federico Garcia Lorca
In occasione delle repliche dello spettacolo, giovedì 13 maggio (ore 18), si terrà l’incontro sul tema “Federico Garcia Lorca en familia”. Interverrà Manuel Fernández-Montesinos García, Presidente della Comunidad de Herederos de Federico Garcia Lorca.
L’incontro è organizzato con l'Instituto Cervantes, in collaborazione con il Consolato Generale di Spagna a Milano.

I giovedì degli Amici del Piccolo
Nell’ambito del ciclo “I giovedì degli Amici del Piccolo”, giovedì 27 maggio (ore 17.30) si terrà l’incontro sul tema “Garcia Lorca. Donna Rosita: sempre l’impossibilità dell’amore”.
Ne parlano gli attori Maria Teresa Cattaneo e Maria Rosso.

Tutti gli incontri avranno luogo nel Chiostro del Piccolo Teatro Grassi di via Rovello.
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.


La storia di Clotilde, la più grande
dei 49 cugini di Federico García Lorca

di Manuel Fernández-Montesinos García*

Nel caso di Federico García Lorca si può dire che il teatro e la passione per il teatro in tutte le sue sfaccettature, siano nati con lui. La sua famiglia, da parte di padre, poteva vantare buoni pianisti e chitarristi. Uno zio di suo padre, Baldomero García, compose alcune canzoni, scrivendone testi e musica. In casa si era soliti cantare canzoni popolari.
Anche se in modo aneddotico, vorrei ricordare la testimonianza di Clotilde García, la più grande dei 49 cugini di Federico, nata nel 1893. La donna raccontava con nostalgia che il piccolo Federico aveva quattro o cinque anni, più o meno fra il 1903 e il 1904, quando mise piede su un palcoscenico per la prima volta nel corso della rappresentazione, a Fuente Vaqueros, della zarzuela di Chapí, La alegría de la huerta (L’allegria del frutteto). La ragazza aveva all’incirca 11 anni. I due partecipavano allo spettacolo come comparse nella prima scena, una presentazione caotica dei personaggi accompagnati da figuranti, soprattutto gitani. Federico farà di sua cugina Clotilde la ragazza che gli dette la mano quand’era bambino, la futura protagonista di una commedia.
In quell’occasione lo presero per mano; nella sua ultima apparizione, databile intorno alla primavera del 1936, fu lui a farlo, con la sua opera incompiuta I sogni di mia cugina Aurelia.
In una scena della vicenda entra un bambino, che si rivolge ad Aurelia chiamandola cugina: possiamo ben immaginare di chi si tratti. In seguito il bambino recita un distico di versi, che ha udito da alcuni burattinai, quindi ha luogo questo dialogo:

DONNA: Ah!, che meraviglia di bambino! Nel mio paese non esistono bambini così. Come ti chiami piccolo?
AURELIA: Diglielo.
CLORINDA: Su!
BAMBINO: Ma se te lo dico, te ne vai?
DONNA: Ah! Che tenerezza!
AURELIA: Su avanti! Come ti chiami?
BAMBINO: Mi chiamo Federico García Lorca.

Non a caso ho iniziato il mio racconto parlando di Clotilde García: lei è l’ispiratrice della trama di Donna Rosita nubile. Clotilde aveva un fidanzato, un mezzo parente, raffinato, e secondo lei molto bello. Questo fidanzato, come nella commedia, partì per l’Argentina. A Tucumàn precisa García Lorca nel testo, forse perché questo nome così esotico, forse perché di origine guaranì, suona molto più lontano. Clotilde, come Donna Rosita, non si sposò mai. Quando le chiesero in un’intervista perché non si fosse maritata, rispose che non aveva incontrato nessuno che le piacesse come quel primo fidanzato.

Federico García padre, quando la famiglia si trasferì a Granada nel 1909, prese l’abitudine di fare ogni anno l’abbonamento a tutte le rappresentazioni che si tenevano nel miglior teatro della città, il Teatro Cervantes, oggi scomparso. Essere abbonati a teatro significava appartenere al ceto abbiente di quella piccola città provinciale, dove, stando a quanto avrebbe pubblicamente detto suo figlio molti anni dopo, abitava “la peggiore borghesia d’Europa”.





Quando i genitori non si recavano a teatro, cedevano i biglietti ai figli. E a mia nonna, Vicenta Lorca, piaceva molto raccontare, per tratteggiare con una pennellata le personalità così diverse dei suoi figli, che, quando i quattro fratelli tornavano insieme da teatro, anche se era notte inoltrata, Isabel e Paco commentavano semplicemente con un “buono, bene” e si ritiravano a leggere nelle loro stanze. Invece zio Federico e mia madre, sempre con grande entusiasmo e genuina smania istrionica, improvvisavano davanti a lei nel salone l’intera opera che avevano appena visto, zio Federico interpretando tutte le parti maschili, mia madre nei panni dei personaggi femminili.

In Donna Rosita nubile c’è un personaggio insignificante, se ci atteniamo unicamente all’elenco dei personaggi, poco più di una comparsa: il Ragazzo. In realtà si tratta di un personaggio importante, perché è lui che dà il titolo all’opera. Appare solamente alla fine del terzo atto, poco prima che si chiuda il sipario. All’inizio di quello stesso atto, le donne della casa continuano a rivolgersi alla protagonista, invecchiata, chiamandola “piccola, bambina”. “Dov’è la bambina?” chiede la zia. Quando entra in scena il Ragazzo, diventa impossibile definire ancora Rosita “bambina”. Lui, congedandosi, le dice: “Stia bene, donna Rosita”. E così ecco il titolo della commedia. Dopodiché, fra sé e sé, la protagonista dice a se stessa (e credo che Lluís avrà suggerito all’attrice che lo interpreti con afflizione e angoscia): “Donna Rosita! Donna Rosita!” e recita quello che pochi minuti dopo sarà l’ultima battuta dell’opera:
“E quando arriva la notte
va lentamente sfogliandosi”.

Vi ho raccontato questo episodio non per fare un’esegesi dell’opera, né per consigliare a Lluís come la nostra eroina “antieroina” debba recitare le battute, ma semplicemente per puro egocentrismo. Durante la permanenza della nostra famiglia a New York, dopo la Guerra Civile, quasi tutti noi familiari prendemmo parte ad alcuni allestimenti, molto curati, di opere del teatro spagnolo che venivano proposte nei chiostri della Columbia e della Barnard University. Nella primavera del 1947 - o forse del 1948 - si fece una rappresentazione della commedia in questione. Mia madre interpretava la Nutrice e a me toccò la parte del famoso Ragazzo, quello che dice: “Stia bene, donna Rosita”.

State bene anche voi tutti e godetevi la donna Rosita di Lluís Pasqual.

* l’autore è nipote dello scrittore Federico García Lorca. Sindacalista e attivista politico, ha militato nel PSOE. Alla fine degli anni ’70, ha lasciato la politica per ricoprire il ruolo di segretario, quindi di presidente, della Fondazione García Lorca. Attualmente è presidente e portavoce della Comunità degli Eredi di Federico García Lorca.



Milano, 11 maggio 2010
COMUNICATO STAMPA

Nel chiostro del Piccolo Teatro Grassi
venerdì 9, sabato 10 e martedì 13 aprile

Giusto la fine del mondo: variazioni sul tema

Viaggio intorno a Lagarce in tre incontri, con Stefano Moriggi, Gianluca Nicoletti, Silvio Moranti,Giancarlo Trentini e con la compagnia dello spettacolo

Mentre il palcoscenico del Teatro Grassi ospita le repliche di Giusto la fine del modo di Jean-Luc Lagarce, con la regia di Luca Ronconi, prende il via domani, venerdì 9 aprile (ore 18.30, ingresso libero) nel chiostro restaurato delle sede storica di via Rovello, un breve percorso di approfondimento, aperto al pubblico, sui temi dell’incomunicabilità, del disagio, delle complesse relazioni familiari e affettive presenti nel testo del drammaturgo francese. Un affascinante itinerario tra i meandri del cervello e del cuore, in compagnia dei protagonisti dello spettacolo e di alcuni docenti ed esperti.

Venerdì 9 aprile 2010, ore 18.30
Anime impermeabili. L’equilibrio instabile tra parola e sentimento.
Conversazione con Stefano Moriggi e Gianluca Nicoletti
Se la menzogna spesso è utile, la verità a volte è necessaria. La si deve dire, la si vuole sapere: sul mondo, su di sé, sull’altro. Ma quando alle parole si chiede di andare oltre la convenzione e la chiacchiera, si sperimentano l’ambiguità e l’ineffabilità di concetti e sentimenti. E si paventa inaggirabile lo spettro del fraintendimento. Siamo condannati all’incomunicabilità? “Smontando” quella “macchina sociale” che è il linguaggio - in cui si definiscono pratiche, si consolidano abitudini e si radicano codici di comunicazione - si intuisce al contempo che ben poco rimarrebbe della nostra anima e della sua autenticità al di fuori delle parole che traducono, tradendo, le nostre emozioni. Occorre fraintendersi per provare a capirsi.

Sabato 10 aprile 2010, ore 18.00
La mente tra illusione e sogno.
Conversazione con Silvio Moranti e Giancarlo Trentini
Una lettura introspettiva e psicologica dei personaggi di Jean-Luc Lagarce, per “accettare di guardare dentro di sé per guardare il Mondo, non straniarsi, ma collocarsi là, nel bel mezzo dello spazio e del tempo, avere il coraggio di cercare nel proprio spirito, nel proprio corpo, le tracce di tutti gli altri uomini, ammettere di vederle, ricevere nella propria esistenza i due o tre barlumi di vita di tutte le altre vite, accettare di conoscere, correndo il rischio di distruggere le proprie personali certezze, cercare e rifiutare pertanto di trovare e andare in giro indifesi, rischiando di non essere capiti” .

Martedì 13 aprile 2010, ore 17.00
Dire e non dire con Lagarce
conversazione con la compagnia di “Giusto la fine del mondo”


Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.
Prenotazione consigliata allo 02/72333332; pernae@piccoloteatromilano.it

Milano, 8 aprile 2010
Giovedì 22 aprile 2010 ore 20.30

Venerdì 23 aprile 2010 ore 20.00

Domenica 25 aprile 2010 ore 16.00



Stagione Sinfonica 2009-2010



Wolfgang Amadeus Mozart



Sinfonia n. 38 in Re maggiore K. 504 Praga

Concerto n. 23 in La maggiore per pianoforte e orchestra K. 488

Sinfonia n. 39 in Mi bemolle maggiore K. 543



Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi



Pianoforte Roberto Cominati



Direttore Helmuth Rilling



Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

Largo Gustav Mahler

tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00)

Date concerti

Giovedì 22 aprile 2010 ore 20.30

Venerdì 23 aprile 2010 ore 20.00

Domenica 25 aprile 2010 ore 16.00

Biglietti

Euro 13,00/18,00/23,50/31,00



laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi



A tutto Mozart: al pianoforte Roberto Cominati,

sul podio Helmuth Rilling



Torna sul podio della Verdi il Maestro Helmuth Rilling, specialista del repertorio Settecentesco, in un programma dedicato interamente a Wolfgang Amadeus Mozart.

Rilling ha scelto tre brani importantissimi del catalogo mozartiano, tutti scritti in date ravvicinate: siamo tra il 1786 e il 1788 e Mozart si divide tra Vienna e Praga, in uno dei periodi più felici del compositore.

In programma la Sinfonia n. 38 in Re maggiore K. 504 Praga, il Concerto n. 23 in La maggiore per pianoforte e orchestra K. 488, con il pianista Roberto Cominati vincitore del Primo Premio al Concorso Internazionale “Alfredo Casella” di Napoli nel 1991; nel 1993 si è imposto all’attenzione della critica e delle maggiori istituzioni concertistiche europee con il Primo Premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano.

Infine, la Sinfonia n. 39 in Mi bemolle maggiore K. 543.



Il concerto sarà replicato a Monza, al Teatro Manzoni, mercoledì 21 aprile alle ore 20.30 e a Lecco, al Teatro della Società, sabato 24 aprile alle ore 20.30.



In occasione di questo concerto il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Milano festeggia il bicentenario dell’Indipendenza.

Così, il Vice Console Luis Lugo Garcia: “La celebrazione del Bicentenario dell’Indipendenza è di estrema importanza poiché vuole ricordare quanto rilevante è stato il processo d’indipendenza iniziato 200 anni fa nell’America Latina, dove i popoli hanno lottato per il rispetto della loro dignità e per il diritto alla loro autodeterminazione. Riuscirono così a liberarsi dalla dominazione spagnola, dando vita a più di 30 repubbliche, oggi paesi moderni dove sono riconosciuti i diritti civili e la sovranità del popolo. I risultati del movimento d’indipendenza iniziato nel 1810 hanno influenzato l’orientamento politico anche nel Vecchio Continente, dove si sono affermate le idee repubblicane”.



Programma:

Superati tutti gli ostacoli preliminari derivanti dalle censure imperiali, Le nozze di Figaro vanno in scena nel maggio 1786 a Vienna con pieno successo. Ma il clima della città era cambiato per Mozart, che in breve verrà sostituito da compositori alla moda. A Praga, invece, un grande entusiasmo lo attendeva: è proprio in vista di un nuovo invito nella città che Mozart nell’autunno del 1786 mette a punto, assieme al Concerto in Do maggiore K. 503 per pianoforte, la Sinfonia n. 38 in Re maggiore K. 504, terminata il 6 dicembre. Tre anni erano trascorsi dall’ultimo lavoro sinfonico, la “Linz” K 425, ma Mozart sembra riprendere con naturalezza un cammino ormai segnato e proseguirlo verso quella intensificazione espressiva che lo condurrà alle inquietudini protoromantiche delle ultime tre sinfonie. Il modello “Linz”, la prima tra le sinfonie di Mozart ad aprirsi con un’introduzione lenta di tipo haydniano, ritorna più volte nella “Praga”, al di là della vistosa anomalia costituita dall’avere quest’ultima tre soli movimenti in luogo dei canonici quattro. La mancanza del consueto minuetto quale terzo tempo non ha motivazioni documentate.



Nel giugno del 1781, dopo otto lunghi anni di servizio, Mozart è finalmente messo alla porta dall’arcivescovo di Salisburgo, e, giunto a Vienna, decide di volgersi alla libera professione, impegnando tutto se stesso tra attività didattica e accademie (ovvero concerti pubblici a pagamento). Dal 1782 al 1786 Mozart compone un gran numero di Concerti per pianoforte e orchestra che esegue pubblicamente, segnando così profondamente quello che è il periodo più felice della sua carriera. Il 1786 rappresenta il momento di massima affermazione nell’ambiente viennese di Mozart, che in quest’anno organizza tre accademie con centoventi sottoscrittori, in ognuna delle quali esegue un nuovo concerto, dedicandosi anche a un’attività compositiva che non conosce soste. Il Concerto in La maggiore K. 488 occupa un posto di riguardo nelle composizioni del genere concertante, non solo per la prevedibile felicità creativa e per la bellezza delle idee melodiche ma anche per l’ambizioso sforzo di realizzare forme d’insolita elaborazione e complessità.



Come s’era verificato per la rappresentazione delle Nozze di Figaro, anche la prima di Don Giovanni del maggio 1788 a Vienna segnò un clamoroso insuccesso. Nella corrispondenza mozartiana dei mesi di giugno e luglio 1788 ricorrono frequenti e sempre più pressanti le richieste d’un aiuto finanziario per sbarcare il lunario, come emerge da alcune lettere indirizzate all’amico Puchbergh. Pochi giorni dopo aver scritto quell’appello disperato d’aiuto, Mozart ultimava la stesura della Sinfonia n. 39 in Mi bemolle maggiore K. 543, sperando di poterla presentare in qualche Accademia a Vienna. L’introduzione lenta apre la sinfonia con un clima espressivo di marcata solennità, sorretto dai severi ritmi puntati e da un pathos che ricorda Don Giovanni nell’avvio tenebroso e cupo. Il secondo movimento si articola in due parti, fondate sui medesimi incisi tematici, la prima di carattere sereno, la seconda d’impronta più animata. Nel Finale dominano gli accenti gioiosi e trascinanti e l’idea principale, variamente elaborata, è al centro dello sviluppo.



Biografie:

“La musica dovrebbe far trasalire la gente e raggiungerla nel profondo. Non dovrebbe mai essere né semplicemente confortevole, né rilassante”. Questo è il ‘credo’ di Helmuth Rilling. Nato a Stoccarda nel 1933, è conosciuto in tutto il mondo come direttore, pedagogo, nonché ambasciatore di Johann Sebastian Bach nel mondo. Nel 1954 ha fondato la Gächinger Kantorei e 11 anni più tardi il Bach Collegium Stuttgart come partner orchestrale regolare del coro. Ad allora risale l’intenso impegno di Rilling con la musica di Bach. Affascinato anche dalla musica corale romantica dimenticata, Helmut Rilling ha commissionato e diretto musica corale contemporanea. Insieme con i suoi ensemble o come direttore ospite, si è esibito nei più prestigiosi teatri in Europa, Stati Uniti, Canada, Asia e Sud America. Inoltre ha coltivato una speciale amicizia con la Israel Philharmonic Orchestra per più di trent’anni. Il Professor Rilling è cofondatore e Direttore Artistico dell’Oregon Bach Festival, nato nel 1970 e oggi riconosciuto come uno dei più importanti festival di musica degli Stati Uniti. Nel 1981 Rilling ha fondato la Internationale Bachakademie Stuttgart, dedicata in un primo momento a diffondere la musica di Bach ed in seguito cresciuta come istituzione con vari ambiti di attività: ensemble (Gächinger Kantorei e Bach-Collegium Stuttgart), concerti (Akademie-konzerte, Bachwoche Stuttgart e Musikfest Stuttgart), educazione e attività sul territorio (masterclass, simposi, programmi per bambini). Lavorare con giovani musicisti di tutte le parti del mondo è sempre stata una priorità del lavoro di Rilling, tanto da portarlo nel 2001 a formare la Festivalensemble Stuttgart, un coro e un’orchestra internazionali composta da giovani per speciali esibizioni e progetti di registrazione (fino al 2009). Rilling organizza workshop per studenti in tutte le parti del mondo nelle sue “Bach Academies” internazionali. Prova della sua inesauribile attività sono le centinaia di CD, registrazioni radiofoniche e televisive. E’ stato il primo a registrare un significativo numero di Cantate di Bach. Inoltre, è stato la mente organizzativa del progetto dell’International Bachakademie per l’incisione dell’opera omnia di Bach su ben 172 CD, in occasione dell’anniversario di Bach nel 2000. Nello stesso anno ha vinto l’ambito Grammy Award per l’incisione del Credo di Krzystof Penderecki ed ha ricevuto la nomination nel 2001 per il Deus Passus di Wolfgang Rihm. Recenti registrazioni includono lavori di Haydn, Händel e di Sofia Gubaidulina (Passione e resurrezione di Gesù Cristo secondo San Giovanni vincitore del premio “Echo Klassik” nel 2008) e la registrazione dal vivo nel 2007 con l’Ensemble del Festival di Stuttgart del War Requiem di Britten (vincitore del premio “Editor’s Choiche” del British Gramophone Magazine). Tra gli altri, ad Helmuth Rilling è stato assegnato l’UNESCO International Music Prize nel 1994 e il Theodor Heuss Prize nel 1995 (Taten der Versöhnung). Nel 2003 è diventato Membro Onorario dell’American Academy of the Arts and Sciences; Nel 2008, in occasione del suo 75° compleanno, è stato premiato con la Staufer Gold Medal, la più alta onorificenza nella regione del Baden-Württemberg. Recenti apparizioni includono la prima della Messa in Do minore di Mozart completata da Robert Levin nel 2005 e nel 2007 la Passione secondo Matteo di Bach diretta alla Carnegie Hall di New York. Nel 2008 Rilling si è esibito a Milano, Taipei, negli Stati Uniti e nella Basilica di S. Pietro a Roma. Nel marzo 2009 ha diretto in una lunga tournée la Gächinger Kantorei Stuttgart e la Israel Philharmonic Orchestra; nel dicembre presenterà il Messiah di Handel con il coro e la New York Philharmonic alla Avery Fisher Hall.



All’indomani del suo recital al Festival di Salisburgo, così scriveva la “Salzburger Nachrichten”: «...Inesauribili i suoi colpi sfumati quando esplora la preziosità di Debussy nella sua incantevole atmosfera di suono, affascinante la mistura di calore e di fine tecnica nel Tombeau de Couperin di Ravel, memorabile la sua passionale freddezza nell’ondeggiante trascrizione della Valse…»

Nato a Napoli nel 1969, Roberto Cominati ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte, partecipando già dal 1976, con i più alti riconoscimenti, ai più importanti concorsi pianistici italiani, e ottenendo a otto anni l’ammissione per meriti speciali al Conservatorio S. Pietro a Majella.

Ha studiato dal 1984 con Aldo Ciccolini all’Accademia Superiore di Musica “Lorenzo Perosi” di Biella e dal 1989 con Franco Scala all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola.

Vincitore del Primo Premio al Concorso Internazionale “Alfredo Casella” di Napoli nel 1991, nel 1993 si è imposto all’attenzione della critica e delle maggiori istituzioni concertistiche europee con il Primo Premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano.

Nel 1999 ha ottenuto il Prix Jacques Stehman del pubblico della RTFB e della TV5 France, nell’ambito del Concours Reine Elisabeth di Bruxelles.

Ospite delle più importanti società concertistiche italiane e di istituzioni quali il Teatro alla Scala di Milano, il Comunale di Bologna, la Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino, il San Carlo di Napoli, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai (partecipando anche alla tournée in Sudamerica diretta da Eliahu Inbal, che l’ha portato al Colón di Buenos Aires e a Rosario, Santiago, Montevideo e Saõ Paulo), l’Accademia Chigiana di Siena e il Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha suonato al Théâtre Châtelet di Parigi, al Kennedy Center di Washington, al Festival di Salisburgo, a Berlino, in Inghilterra, Belgio, Olanda, Finlandia, Australia e Giappone.

Ha collaborato con molti celebri direttori d’orchestra, fra i quali sir Simon Rattle, Andrey Boreyko, Leon Fleisher, Daniel Harding, Yuri Ahronovitch, David Robertson, Aleksandr Lazarev.

Nell’estate 2009 è uscita per Amadeus l’edizione integrale delle composizioni per pianoforte di Maurice Ravel.
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Strehler, dal 13 al 30 aprile

Edipo Re con Branciaroli, regia di Calenda
Un percorso nella coscienza, dal buio alla luce

L’Edipo Re di Sofocle, firmato da Antonio Calenda, protagonista Franco Branciaroli, prodotto dallo Stabile del Friuli Venezia Giulia con il Teatro de gli Incamminati e il Teatro di Messina, va in scena al Piccolo Teatro Strehler, dal 13 al 30 aprile 2010.

«In un mondo smarrito, minaccioso, delle cui ombre sentiamo l’incombere», commenta infatti Antonio Calenda, «è stato emblematico rielaborare il percorso dal buio verso la chiarezza compiuto da Edipo: un percorso nella coscienza che allo stesso tempo è individuale, di intima analisi, collettivo… Ed è stato importante poterlo condividere assieme ad un artista consapevole come Franco Branciaroli, con il quale abbiamo affrontato recentemente l’indagine di un altro problematico personaggio, il Galileo di Brecht. In questo Edipo Re, abbiamo voluto tratteggiare il protagonista evocando echi di teoremi freudiani, un viaggio fra le ombre e l’ignoto della psiche: perciò nella nostra visione, in Edipo si condensano, quasi come in momenti di trance, più personaggi della tragedia – Edipo, Tiresia, Giocasta – a dimostrare che nella sua carne si convogliano tutte le radici della colpa. Le radici dell’incesto, del parricidio: canoni del senso di colpa che segnano la civiltà occidentale, su cui si è lavorato soprattutto nel Novecento, da Freud a Lacan, attraverso Guattari, Deleuze, per arrivare a René Girard un filosofo contemporaneo che ha donato forti induzioni alla nostra interpretazione»

Il progetto dello spettacolo si basa su una rilettura dell’originale sofocleo (scritto probabilmente nel 430 a.C.) integrato dai sunti teorici di diversi studiosi e in particolare di Sigmund Freud e di René Girard.

Freud riteneva che Edipo Re prefigurasse la metodologia che consente l’esplorazione dell’inconscio: la psicoanalisi. È anche vero che attraverso Edipo, Sofocle stesso indaga l’uomo e la sua fallibile ricerca di logica, racconta la sua esplorazione talvolta folle, talvolta nobile, o catastrofica, in un mondo che è per lui solo parzialmente intelligibile.
Ecco allora che Antonio Calenda evoca nello spettacolo la messa in scena di una ricerca, che ripercorre all’indietro il tempo, per riafferrare il senso vero e profondo di un passato che è stato frainteso. Ecco che Edipo – rimandando a un immaginario mitteleuropeo che ci appartiene – ci appare freudianamente disteso sul celebre lettino, mentre attraverso indizi disseminati nel suo vissuto, ricostruisce e riscrive con parole di atroce verità il proprio percorso esistenziale, individuando finalmente le radici del proprio conflitto interiore.

L’assunto di René Girard, presente in tutta la sua produzione saggistica e in particolare nel fondamentale La violenza e il sacro, ci illumina invece su certe dinamiche sociali e di gruppo. Gli individui secondo questo antropologo e filosofo contemporaneo tendono tutti a desiderare il medesimo oggetto e questa “indifferenziazione” genera quasi sempre un sentimento di rabbia e scontro diffusi. Abbiamo diversi esempi di tali scontri nell’Edipo Re: fra Edipo e Creonte, riguardo alla visione del potere, fra Edipo e Tiresia, dove il campo del confronto è invece quello del sapere… Per uscire da tali dinamiche di rivalità e di crisi, la comunità si unisce contro una vittima sacrificale, un capro espiatorio che la purificherà e che una volta immolato sarà investito di sacralità. Edipo è un esempio emblematico di tale dinamica.

Il sacrificio, l’espulsione dalla comunità, avviene dopo un lungo e sofferto itinerario di conoscenza. Un itinerario che nella messinscena si svolge quasi fra sonno e veglia del protagonista, con il Coro che funge da ponte fra queste due dimensioni, un coro tutto maschile che fa da eco e moderno, incisivo commento.
L’intero spettacolo fonda la propria essenza sul concetto del “vedere”: un leitmotiv concettuale che diventa momento di un paradosso nella conclusione della tragedia (l’accecamento di Edipo) ma che ritorna costantemente durante l’intera messinscena anche sul piano delle immagini.
La scena di Pier Paolo Bisleri cela e rivela personaggi dietro velati neri, una scatola, uno spazio quasi mentale in cui Edipo è rinchiuso, le luci di Gigi Saccomandi ribadiscono la dialettica fra luce e buio, chiarezza e mistero. Completano l’allestimento i costumi di Stefano Nicolao e le musiche di Germano Mazzocchetti. Significativo l’apporto della traduzione di un autore contemporaneo quale Raul Montanari, che sviluppa la tragedia con precisione, senza retorica e con una forte aderenza a Sofocle.

Lo spettacolo sarà ancora in scena a Torino, al Teatro Carignano dal 4 al 16 maggio 2010.

LA SCHEDA
Piccolo Teatro Strehler, largo Greppi (MM2 Lanza) – dal 13 al 30 aprile 2010
Edipo Re
di Sofocle
regia Antonio Calenda, traduzione Raul Montanari
con Franco Branciaroli,
e (in ordine alfabetico) Giancarlo Cortesi, Emanuele Fortunati,
Gianfranco Quero, Alfonso Veneroso
e con (in ordine alfabetico) Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo,
Filippo De Toro, Luca Fiorino, Luigi Rizzo
scene Pier Paolo Bisleri, costumi Stefano Nicolao,
musiche Germano Mazzochetti, luci Gigi Saccomandi
coproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia,
Teatro de Gli Incamminati e Teatro di Messina

Foto di scena Tommaso Le Pera

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.
Lunedì riposo. Fatta eccezione per giovedì 15 aprile ore 15.30 e 20.30; lunedì 19 aprile riposo; mercoledì 21 e 28 aprile ore 15 e 20.30; domenica 25 aprile riposo; lunedì 26 aprile ore 20.30.

Durata: 80 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 32 euro, balconata 25,50 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Biglietteria telefonica 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv


Milano, 9 aprile 2010
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Il 27 e 28 marzo incontri, letture, spettacoli, visite guidate
e un meeting dell’Unione Teatri d’Europa

Parte dal Piccolo nella Giornata mondiale del Teatro
il “Progetto Mediterraneo” dedicato ai giovani


Il Piccolo Teatro di Milano partecipa sabato 27 marzo alla Giornata mondiale del Teatro (la cui prima edizione italiana è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri) proponendo una serie di iniziative che si estendono anche a domenica 28: letture di testi, spettacoli con ingresso a prezzo ridotto, visite guidate alla sede storica di via Rovello, dove sarà tra l'altro possibile ammirare lo splendido chiostro rinascimentale fresco di restauro, e un incontro tra alcune delle più prestigiose istituzioni teatrali del Mediterraneo.
Il Mediterraneo infatti è il tema centrale della “due giorni” del Piccolo. Nel chiostro di via Rovello sarà ospitato sabato 27 l'evento Parole del Mediterraneo, organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, in cui interpreti provenienti da diversi Paesi del Sud del Mediterraneo proporranno letture tratte da testi classici e contemporanei. E per due giorni i rappresentanti dell'UTE, Unione dei Teatri d'Europa, si riuniranno a Milano per mettere a punto con il Piccolo Teatro il Progetto Mediterraneo, che prevede una serie di iniziative rivolte alla formazione dei giovani nei diversi settori del teatro.
Sabato 27 marzo verrà, inoltre, presentato il volume Buonasera Aroldo, Buonasera Giuliana – Vita, carriera e scene da un matrimonio di Anna Testa, pubblicato da Baldini Castoldi Dalai; partecipano Giuliana Lojodice, Sergio Escobar, Andrea Bisicchia, Antonio Calbi.
Domenica 28 marzo è in programma una serata speciale dedicata ai Poeti di Francia, poeti d'Italia, a cura di Carmelo Rifici, in collaborazione con il Centre Culturel Français di Milano.
Il 27 e 28 marzo saranno organizzate visite guidate nel chiostro del Palazzo Carmagnola, sede storica del Piccolo, in occasione della giornata di primavera del FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano.
Per gli spettacoli in programma sabato 27 marzo sarà inoltre possibile acquistare biglietti a prezzo scontato, grazie all’iniziativa paghi un biglietto, il secondo è in omaggio promossa in collaborazione con Agis Lombardia.

GLI APPUNTAMENTI

Chiostro del Piccolo Teatro Grassi
Sabato 27 marzo, ore 15.30
Presentazione del volume + dvd
Buonasera Aroldo, Buonasera Giuliana – Vita, carriera e scene da un matrimonio
di Anna Testa (Baldini Castoldi Dalai, 2010)
partecipano Giuliana Lojodice, Sergio Escobar, Andrea Bisicchia, Antonio Calbi

Chiostro del Piccolo Teatro Grassi
Sabato 27 marzo, ore 17.00
Parole del Mediterraneo
Un appuntamento con letture di testi scritti da autori provenienti dal Mare Nostrum interpretati da giovani attori di Spagna, Italia, Magreb e altri paesi del Mediterraneo, con la partecipazione straordinaria di Serra Yilmaz.
L'iniziativa è realizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano in occasione della manifestazione Alza il volume. Se leggi fatti sentire! - Giornate della Lettura 2010.

Piccolo Teatro Grassi
Domenica 28 marzo, ore 20.30
Poeti di Francia, poeti d'Italia
a cura di Carmelo Rifici
l'iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centre Culturel Français de Milan

Chiostro del Piccolo Teatro Grassi
Sabato 27, ore 10.00-15.00 ; domenica 28 marzo, ore 10.00-17.00
Visite guidate nel chiostro di Via Rovello
In collaborazione con il FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano


Paghi uno, prendi due

Paghi un biglietto, il secondo è in omaggio è la promozione proposta in collaborazione con Agis Lombardia. Presentando il coupon pubblicato su “ViviMilano”, l’allegato del Corriere della Sera, di mercoledì 24 marzo è possibile andare a teatro pagando un solo biglietto anziché due per le recite degli spettacoli di sabato 27 marzo.

Piccolo Teatro Grassi
sabato 27 marzo, ore 19.30
Giusto la fine del mondo
di Jean Luc Lagarce, regia di Luca Ronconi

Piccolo Teatro Strehler - Scatola Magica
sabato 27 marzo, ore 19.30
Di a da in con su per tra fra Shakespeare
di e con Serena Sinigaglia


Annullo filatelico
promosso dal Comitato scientifico organizzatore della Giornata mondiale del Teatro

Presso la postazione di Poste Italiane, allestita nel Chiostro del Piccolo Teatro Grassi di via Rovello in occasione della Giornata mondiale del Teatro, sarà possibile richiedere gratuitamente, dalle ore 10 alle ore 19.30, l’apposizione su tutta la corrispondenza di un timbro che commemora l'evento.


Milano, 25 marzo 2010
Da 50 anni nello stesso ruolo, 2.070 recite in 32 Paesi
E’ la più lunga performance nella storia del teatro

Dopo il riconoscimento del Guinnes World Records, festa per Soleri-Arlecchino
con un mese di repliche al Teatro Grassi

Avvenne il 28 febbraio 1960 a New York il suo debutto
nel ruolo di protagonista come sostituto di Marcello Moretti

Dopo la settimana di recite eccezionali, a febbraio, l’Arlecchino dei record (2.689 repliche, delle quali 2.070 con Soleri nel ruolo di protagonista, 40 paesi visitati e oltre 300 città) torna nella sua “casa” di via Rovello per quasi un mese di repliche, dal 2 al 21 marzo 2010. La ‘prima’ del 10 febbraio scorso è stata salutata dall’arrivo, da Londra, di un importante riconoscimento: il Guinness World Records ha assegnato a Soleri il record mondiale per la “più lunga performance di teatro nello stesso ruolo”.
Questa la motivazione del Guinness: “The record for most consecutive theatre performances in the same role is 2.064 and belongs to Ferruccio Soleri (Italy) who played Harlequin in the comedy Servant of Two Masters by the Italian playwright Carlo Goldoni, since 28 February 1960 in 32 countries worldwide”.

Sono trascorsi cinquant’anni da quel 28 febbraio 1960, quando il quotidiano La Notte segnalava il promettente “giovane Soleri” (aveva trent’anni), sostituto di Marcello Moretti nell’Arlecchino in trasferta oltreoceano. E nella ricorrenza il mitico interprete di Arlecchino, che da poco ha superato la soglia degli ottanta, torna nella sala fresca di restauro che ha visto Giorgio Strehler mettere per la prima volta in scena il capolavoro goldoniano nel 1947.

Lontano dal divenire uno “spettacolo-museo”, Arlecchino conferma la sua natura di “memoria in azione”, capace di trascinare lo spettatore - come diceva Strehler - “nell’empireo del grande teatro comico, inno gioioso di liberazione”.





Biografia di Ferruccio Soleri

Ferruccio Soleri nasce il 6 novembre 1929 a Firenze, dove frequenta la Facoltà di Matematica e Fisica. In seguito studia recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma. Fa il suo debutto teatrale da professionista nel 1957, al Piccolo Teatro di Milano, in La favola del figlio cambiato di Luigi Pirandello. In seguito recita in opere di Lorca, Babel, Ibsen, Brecht, Schnitzler, Shakespeare, Goldoni, Molière, Marivaux, Gogol, Neruda, diretto da importanti registi tra i quali Menegatti, Strehler, Chéreau, Huston, Squarzina, Guicciardini, Puggelli, Vitez, Langhoff.
Il 28 febbraio 1960 debutta a New York, come sostituto di Marcello Moretti, nel ruolo di protagonista in Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni, prodotto dal Piccolo Teatro con la regia di Giorgio Strehler, ruolo di cui è divenuto titolare nel 1963. Da allora Arlecchino, ogni anno, è in scena a Milano e in tournée in Italia e nel mondo. Il 6 febbraio scorso, fatto storico, Arlecchino-Soleri ha aperto il Carnevale di Venezia edizione 2010 in piazza San Marco.
A cinquant’anni dal debutto, proprio alla vigilia del ritorno del capolavoro goldoniano nella sala storica di via Rovello dopo i restauri, ha conquistato il Guinness mondiale dei primati per la più lunga performance di teatro nello stesso ruolo.
Soleri ha preso anche parte a film prodotti da alcune reti televisive europee tra i quali Mozart und Da Ponte di Friedel, La trappola di Lizzani.
Nel 1971 debutta come regista teatrale in Il corvo di Gozzi. Da allora ha messo in scena La locandiera, I due gemelli veneziani, La castalda, Il ventaglio e L’impresario delle Smirne di Goldoni; La mandragola di Machiavelli, Arlecchino, l’amore e la fame di Ferrante e Soleri; Arlecchino fame… fame… fame… di De Martino e Soleri.
Ha messo in scena anche alcune opere liriche di repertorio: Don Pasquale, Convenienze e inconvenienze teatrali di Donizetti; Il barbiere di Siviglia, L’italiana in Algeri, Il signor Bruschino e Il turco in Italia di Rossini; Duello comico di Paisiello; Livietta e Tracollo e La serva padrona di Pergolesi; Il ratto dal serraglio e La finta giardiniera di Mozart; Il trionfo dell’onore di Scarlatti; La Traviata di Verdi; Il franco cacciatore di Weber; La sposa venduta di Smetana; L’Arcadia in Brenta di Galluppi e le operette Notte a Venezia di Strauss e La vedova allegra di Lehár.
Questi spettacoli sono stati allestiti in varie città, tra le quali, Salisburgo, Monaco di Baviera, Lione, Parigi, Karlsruhe, Zurigo, Bruxelles, Montevideo, Bologna, Modena, Parma, Treviso, Torino, ecc..
Ha insegnato in varie scuole di teatro tra le quali: Otto Falckenberg Schule di Monaco di Baviera, École Mudra di Bruxelles, fondata da Maurice Béjart, Max Reinhardt Seminar di Vienna, Santa Clara University in California, Fondazione Gulbekian di Lisbona, Festival di Oguni (Giappone), Scuola di Teatro di Valencia, Festival Internazionale di Teatro di Lisbona, Teatro Nazionale di Bucarest e Festival Internazionale di Napoli. Tiene in tutto il mondo stage sulla Commedia dell’Arte e sul Teatro.
Fra i numerosi premi ricevuti, la medaglia civica di benemerenza del Comune di Milano, l’Arlecchino d’oro 2001 a Mantova, la Maschera d’oro 2001 a Mosca, la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica nel 2005 come benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte, il Leone d’oro alla carriera alla Biennale Internazionale di Venezia 2006, l’Ambrogino d’oro il 6 novembre 2009 a Milano in occasione dei suoi ottant’anni. Nel 2007 è stato nominato Ambasciatore Unicef . È il responsabile del progetto e della direzione artistica dell’Accademia Internazionale della Commedia dell’Arte realizzata dal Piccolo Teatro di Milano.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio)
dal 2 al 21 marzo 2010
Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni
regia Giorgio Strehler
messa in scena da Ferruccio Soleri
con la collaborazione di Stefano de Luca
scene Ezio Frigerio
costumi Franca Squarciapino
luci Gerardo Modica
musiche Fiorenzo Carpi
movimenti mimici Marise Flach
scenografa collaboratrice Leila Fteita
maschere Amleto e Donato Sartori
con Ferruccio Soleri
e con Enrico Bonavera, Giorgio Bongiovanni, Francesco Cordella, Stefano de Luca, Alessandra Gigli, Francesco Guidi, Stefano Guizzi, Tommaso Minniti, Stefano Onofri, Annamaria Rossano,
Giorgio Sangati, Camilla Semino Favro, Giorgia Senesi
e i suonatori Gianni Bobbio, Franco Emaldi, Paolo Mattei, Francesco Mazzoleni, Elisabetta Pasquinelli

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Giovedì 4, 10 e 17 marzo ore 15 (pomeridiana per le scuole) e 20.30.
Lunedì riposo.

Durata dello spettacolo: 210 minuti con due intervalli


Prezzi: platea 32 euro, balconata 25,50 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it


Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv


Milano, 1 marzo 2010


Special Sponsor del Teatro Grassi
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

A marzo 2010, nella Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler

Laura Pasetti e il Charioteer Theatre:
dalla Scozia per raccontare Shakespeare
agli adulti e ai ragazzi, con tre diversi spettacoli

Romeo & Juliet (are dead), dal 2 al 12 marzo
Get me out of here!, dal 14 al 21 marzo
Shapespeare vs Shakespeare, dal 15 al 21 marzo

Laura Pasetti e il Charioteer Theatre, visto il grande successo riscosso nella scorsa stagione, presentano quest’anno una triplice proposta, nel nome di Shakespeare.
Il trittico si apre con il ritorno Romeo & Juliet (are dead) per il pubblico più giovane, nuovamente allestito nella Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler dal 2 al 12 marzo. Seguono due spettacoli paralleli, a partire dal 14 marzo, sempre in Scatola Magica, che racconteranno Shakespeare a un pubblico di studenti al mattino e di adulti la sera. Shapespeare vs Shakespeare, lo spettacolo serale (Scatola Magica, 15-21 marzo), è una riflessione sulla seduzione del potere attraverso grandi personaggi shakespeariani. Gli stessi quattro attori in scena la sera, al mattino (Scatola Magica, 14-21 marzo) coinvolgeranno i ragazzi in uno spettacolo-gioco, Get me out of here!, nel quale il pubblico sarà chiamato, come in un’isola dei famosi shakespeariana, a ‘nominare’ i personaggi delle opere del Bardo.

Romeo & Juliet (are dead), mescolando tre ingredienti fondamentali - il drammaturgo più celebre, la storia d’amore più popolare e la lingua più parlata - si ripropone di accompagnare i ragazzi in un percorso avvincente alla scoperta di Shakespeare e dell’inglese. Fin dal titolo, che innesta uno dei capolavori del Bardo in una celebre battuta dell’Amleto, l’intento è chiaro: rappresentare una sorta di guida a Shakespeare per amanti del teatro in erba. Sul palcoscenico gli attori del Charioteer Theatre guidati da Laura Pasetti, attrice cresciuta alla scuola di Strehler, fondatrice e direttrice artistica della compagnia scozzese, e un narratore interpretato da un attore italiano.

Il sipario si apre sull'immagine finale dell'opera di Shakespeare, Romeo e Giulietta senza vita, e si svolge come in un flashback. Sono gli stessi protagonisti, per niente soddisfatti del finale, a raccontare la propria storia, ripercorrendone i momenti centrali del celeberrimo plot, alla ricerca di un senso: l'incontro alla festa, la scena del balcone, il duello tra Romeo e Tebaldo, Giulietta e la balia, la decisione di Giulietta di bere la pozione. A questi brani recitati con il linguaggio "alto" di Shakespeare, si alternano momenti di riflessione e commento, in inglese moderno.

Recitato durante la settimana per il pubblico delle scuole, lo spettacolo è in scena la domenica per le famiglie: adulti e ragazzi possono così avvicinare la storia d'amore più famosa del mondo in lingua originale.
LA SCHEDA


Piccolo Teatro Strehler – Scatola Magica, dal 2 al 12 marzo 2010
Romeo & Juliet (are dead)

da "Romeo e Giulietta" di William Shakespeare
adattamento e riduzione di Nick Fearne e Jennifer Mc Gregor
a cura di Laura Pasetti
con
Julia Dixon-Phillip (Giulietta)
Scott Hoatson (Romeo)
Alan Alpenfelt (Mercuzio)

Produzione The Charioteer Theatre

Età consigliata: da 11 a 14 anni - durata 60 minuti - biglietto 6 euro

Orari: lunedì, martedì, venerdì ore 9.45, 11.15; mercoledì e giovedì ore 9.45 e 11.15 e 14.30;
sabato riposo; domenica ore 10 e 11.30.

Per informazioni e prenotazioni: 848800304 – www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv

Milano, 4 marzo 2010
COMUNICATO STAMPA

Due serate straordinarie al Piccolo Teatro Strehler
venerdì 19 e domenica 21 febbraio 2010

Elio e il Jazz da tre soldi

Elio ed Enrico Intra con il suo ensemble
rivisitano in jazz l’Opera da tre soldi

Ardite alchimie nel nome di Brecht. Al Piccolo Teatro Strehler, venerdì 19 febbraio (ore 21) e domenica 21 febbraio (ore 16), Elio, mitico vocalist dell'irriverente complesso delle Storie Tese, incontra Enrico Intra e il suo ensemble, per ripercorrere insieme, in chiave jazz ma non solo, le arie dell'Opera da tre soldi, a partire dalla celebre Ballata di Mackie Messer.
Lo spettacolo affida a un binomio artistico assolutamente inedito un’originalissima interpretazione dell’universo musicale e poetico di Bertolt Brecht, con il quale lo Stabile milanese ha da sempre un sodalizio speciale, in modo particolare in relazione a questo spettacolo al quale, nella messa in scena di Giorgio Strehler, il commediografo tedesco assistette di persona nel 1956, la sera della prima.

Bertolt Brecht scrisse L’opera da tre soldi nel 1928, ambientandola nella Londra del primo Novecento, in un universo brulicante di miserabili, furfanti e prostitute. Con intenzione provocatoria nei riguardi del pubblico benestante, che avrebbe dovuto scandalizzarsi di fronte all’ambiente, ai personaggi e al loro linguaggio, la messa in scena aveva chiari intenti di denuncia sociale nella quale la vita dei delinquenti e degli emarginati diventava metafora della società borghese. Ad accompagnare il testo, i brani musicali scritti appositamente da Kurt Weill su indicazione dello stesso Brecht: brani che attingevano a motivi del jazz, del cabaret e della tradizione liederistica, mettendo in risalto il contenuto testuale.

“Elio e il jazz da tre soldi attinge alla parte musicale dell’Opera da tre soldi – dice Enrico Intra – raccontando la storia attraverso le canzoni più significative. L’incontro della musica di Weill con il jazz non è casuale: la celeberrima Ballata di Mackie Messer è un vero evergreen della musica jazz, interpretata da grandissimi artisti internazionali. Kurt Weill ha il jazz nel dna: l’ha scoperto nel suo ‘periodo americano’, se n’è innamorato. E il suo tipo di armonizzazione, modernissimo per l’epoca, è molto congeniale al modo di armonizzare di noi jazzisti”.

Anche Stefano Belisari, in arte Elio, ha incontrato L’opera da tre soldi attraverso la musica: “Nel 2000, in occasione del centenario della nascita e del cinquantenario della morte del compositore, Luciano Berio mi ha proposto di interpretare la parte di Mackie Messer nella messa in scena che stava realizzando con l’Accademia di Santa Cecilia. Attraverso la musica il mio approccio all’Opera è stato più immediato e mi ha permesso di comprendere il profondo significato del testo teatrale. L’opera da tre soldi non è ‘roba per intellettuali’, come potrebbero pensare alcuni. È un testo sconvolgente, rivoluzionario e allo stesso tempo semplice, immediato e di facile comprensione. Ma soprattutto attualissimo: potrebbe essere stato scritto ai giorni nostri e molti personaggi contemporanei dovrebbero riconoscersi”.

Il racconto è accompagnato da immagini, particolari, disegni tratti da opere del Realismo tedesco, così profondamente vicine a Bertolt Brecht. Si tratti della violenta denuncia degli orrori della guerra o della volontà di ritrarre e smascherare l’ambiente berlinese del dopoguerra, nei suoi aspetti di disordine morale, violenza e ipocrisia, le immagini sono un ulteriore invito a riflettere sulle asprezze della realtà contemporanea.

“L’opera da tre soldi ha un contenuto sociale straordinario che mi ha sempre interessato – prosegue Enrico Intra – è importante che il pubblico segua la storia. Da parte mia ho costruito un fil rouge musicale che si inserirà tra un brano e l’altro cantato da Elio”.

“Mi viene data l’opportunità di interpretare brani che ho sempre sognato di cantare - aggiunge Elio - e, anche se sono in un certo senso svincolati dal contesto, io penso che il pubblico riuscirà a comprendere l’evoluzione degli eventi nei quali queste musiche erano state inserite. Da parte mia aiuterò gli spettatori con alcune frasi, un ‘rap’ nel quale sarò libero di improvvisare, ma anche di raccontare”.

Il programma è una selezione delle musiche dell’Opera da tre soldi di Brecht:

La Ballata di Mackie Messer (Die Moritat von Mackie Messer)
Corale mattutino di Peachum (Morgenchoral des Peachum)
La canzone dei cannoni (Kanonensong)
La canzone di Barbara (Barbarasong - strumentale)
La canzone della schiavitù sessuale (Die Ballade von der sexuellen Hörigkeit)
Ballata del magnaccia (Zuhälterballade)
Il secondo finale (Zweites Dreigroschenfinale)
La ballata dell’agiatezza (Ballade vom angenehmen Leben)
La canzone delle contraddizioni nella condizione umana (Lied von der
Unzulänglichkeit menschlichen Strebens)
Ballata degli impiccati (Grabschrift)
Il terzo finale (Drittes Dreigroschenfinale)

LA SCHEDA
Piccolo Teatro Strehler, largo Greppi (M2 Lanza) – 19 e 21 febbraio 2010
Elio e il Jazz da tre soldi
da “L’opera da tre soldi”, musiche Kurt Weill, testi Bertolt Brecht
con Elio
e con Enrico Intra Ensemble (Giulio Visibelli flauto/sax, Humberto Amesquita trombone,
Enrico Intra pianoforte, Lucio Terzano contrabbasso, Tony Arco batteria)
luci Claudio De Pace
introduzione al concerto di Maurizio Franco
si ringrazia Fondazione Mazzotta
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Orari: venerdì 19 febbraio ore 21; domenica 21 febbraio ore 16
Prezzi: platea 32 euro, balconata 25,50 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv

Milano, 16 febbraio 2010

Special Sponsor del Teatro Strehler
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Per la prima volta a Milano al Teatro Strehler, dal 24 al 28 febbraio
Lunedì 22 febbraio, incontro con il pubblico
“Fantasie in movimento” di Shen Wei Dance Arts
Oriente e Occidente si incontrano al Piccolo

Le meravigliose coreografie di Shen Wei Dance Arts incanteranno per la prima volta il pubblico milanese, al Piccolo Teatro Strehler dal 24 al 28 febbraio 2010, presentando Folding e Map, due affascinanti momenti di danza in un unico spettacolo.
Attraverso la ricerca di un nuovo approccio al movimento e al corpo sia per il danzatore che per lo spettatore, la compagnia di danza di Shen Wei sviluppa un originale vocabolario fisico basato sulla ricerca del movimento. La coreografia, reale e astratta contemporaneamente, congiunge forme estetiche orientali ed occidentali e potenti elementi scenici volti a creare una mise-en-scène pittorica e ibrida. Il risultato è un’“affascinante fantasia in movimento.”

Map è caratterizzato dalla geografia melodica e ritmica di The Desert Music di Steve Reich mentre la danza traccia i contorni di cinque “mappe del movimento” che documentano il terreno corporale della tecnica coreografica di Shen Wei. Grazie alla combinazione di assoli, piccoli gruppi di ballerini e parti con tutta la Compagnia, Map si costruisce sul potere dei corpi e sul ritmo della musica per culminare in un magistrale vortice di energia.

Uno scintillante pavimento, tutto in bianco, posto in contrasto con un fondale sul quale sono disegnati dei pesci in un mare spirituale, caratterizza Folding, una coreografia della durata di 40 minuti che vede in scena l’intera Compagnia. Altamente scultorea nella forma, l’articolata struttura dell’opera rivela dei corpi avvolti in abiti rossi e neri che vengono continuamente temprati e trasformati. Profondamente umano e astratto allo stesso tempo, in Folding, Shen Wei crea un universo vivido e surreale che è al di là del tempo e dello spazio, unendo la musica originale del canto buddista tibetano con le melodie dolci di John Taverner.
Coreografo, ballerino, pittore e designer, Shen Wei , nato in Cina, ha studiato l’opera cinese dall’età di nove anni, lavorando per le più importanti compagnie di danza del suo paese, prima di trasferirsi a New York, dove le sue coreografie sono state presentate in innumerevoli festival internazionali. Fonda la compagnia Shen Wei Dance Arts, progetto che è stato insignito di numerosi riconoscimenti in tutto il mondo. Dal debutto all’American Dance Festival nel 2000, la Compagnia ha raggiunto un posto di prim’ordine tra le compagnie di danza conosciute al livello internazionale. Oltre ai ripetuti impegni con l’American Dance Festival, il Lincoln Center Festival e la Biennale di Venezia, la Compagnia Shen Wei Dance Arts si è esibita in grandi festival in tutto il mondo.
Nel 2008 Shen Wei ha partecipato come coreografo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino.


Lunedì 22 febbraio, alle ore 17.30, presso lo Spazio Eurolab del Piccolo Teatro Strehler, Shen Wei sarà impegnato in una conversazione, aperta al pubblico, con Marinella Guatterini. Interviene France Pepper, direttore esecutivo della compagnia. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler, largo Greppi (M2 Lanza) - dal 24 al 28 febbraio 2010
Shen Wei Dance Arts


Map
coreografia Shen Wei
musica Steve Reich
luci Scott Bolman
scene e costumi Shen Wei

Folding
coreografia e ideazione Shen Wei
musica John Tavener (Last Sleep of the Virgin) e canti buddisti tibetani
a cura di Kung Chi-Shing
luci David Ferri
costumi, scene e trucco Shen Wei

Tournée italiana organizzata da Ater






Orari: mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 16.00

Durata dello spettacolo: 95 minuti compreso intervallo

Prezzi: platea 38 euro, balconata 29,50 euro
Prezzi speciali su www.piccolocard.it



Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv




Milano, 19 febbraio 2010
COMUNICATO STAMPA

Torna dal 10 febbraio nella restaurata sala di via Rovello
il capolavoro goldoniano con la storica messa in scena di Giorgio Strehler

Festa grande con Ferruccio Soleri
“Arlecchino” da cinquant’anni

Ha raggiunto 2064 recite: avvenne il 28 febbraio 1960 a New York
il suo debutto nel ruolo di protagonista come sostituto di Marcello Moretti

“Una novità del soggiorno newyorchese di Arlecchino è stata che nello spettacolo di domenica ha avuto luogo il lusinghiero debutto del giovane Ferruccio Soleri: dopo mesi di prove e riprove Soleri ha esordito benissimo… c’è da augurarsi che si maturi nei prossimi anni in modo da seguire la tradizione quando Moretti vorrà deporre la maschera di Arlecchino”.

Sono trascorsi cinquant’anni da quel 28 febbraio 1960, quando il quotidiano La Notte segnalava il promettente “giovane Soleri” (aveva trent’anni), sostituto di Marcello Moretti nell’Arlecchino in trasferta oltreoceano.
E nella ricorrenza il mitico interprete di Arlecchino, che da poco ha superato la soglia degli ottanta, torna nella sala fresca di restauro che ha visto Giorgio Strehler mettere per la prima volta in scena il capolavoro goldoniano nel 1947.
Dopo avere aperto, sabato scorso, il Carnevale di Venezia 2010, l’Arlecchino dei record (2.689 repliche, delle quali 2.064 con Soleri nel ruolo di protagonista) sarà in via Rovello dal 10 al 14 febbraio e dal 2 al 21 marzo).
La recita numero 2.690 rappresenterà una simbolica festa per questo spettacolo, ospitato nei teatri di 40 Paesi del mondo e in oltre 300 città. Lontano dal divenire uno “spettacolo-museo”, Arlecchino conferma la sua natura di “memoria in azione”, capace di trascinare lo spettatore - come diceva Strehler - “nell’empireo del grande teatro comico, inno gioioso di liberazione”.
Proprio in occasione delle prossime repliche, Soleri terrà un incontro mercoledì 17 febbraio alle ore 18.30, dedicato ad Arlecchino e le maschere della Commedia dell'Arte, presso la libreria laFeltrinelli di piazza Piemonte, a Milano.

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio)
dal 10 al 14 febbraio 2010 e dal 2 al 21 marzo 2010

Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni
regia Giorgio Strehler
messa in scena da Ferruccio Soleri
con la collaborazione di Stefano de Luca
scene Ezio Frigerio
costumi Franca Squarciapino
luci Gerardo Modica
musiche Fiorenzo Carpi
movimenti mimici Marise Flach
scenografa collaboratrice Leila Fteita
maschere Amleto e Donato Sartori
con Ferruccio Soleri
e con Giorgio Bongiovanni, Francesco Cordella, Alessandra Gigli, Francesco Guidi, Stefano Guizzi, Sergio Leone, Tommaso Minniti, Stefano Onofri, Annamaria Rossano, Giorgio Sangati, Camilla Semino, Giorgia Senesi, e i suonatori Gianni Bobbio, Franco Emaldi, Paolo Mattei, Valerio Mazzucconi, Elisabetta Pasquinelli

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa


Orari: mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 16.00

Durata dello spettacolo: 210 minuti con due intervalli


Prezzi: platea 32 euro, balconata 25,50 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it


Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
COMUNICATO STAMPA


Nella Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler fino al 28 febbraio

Lars Norén inedito in Italia: con 20 novembre
viaggio nell’orrore della cronaca quotidiana

Un monologo diretto e interpretato da Fausto Russo Alesi


Va in scena nella Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler 20 novembre di Lars Norén, che vede Fausto Russo Alesi nella doppia veste di regista e di interprete.
Lo spettacolo replica fino al 28 febbraio, con una programmazione inedita che, accostando alle tradizionali recite serali una serie di recite pomeridiane (ore 16 e 17), vuole offrire al pubblico milanese nuove opportunità di andare in teatro.
Con questo secondo testo del drammaturgo svedese (l’altro, Dettagli, con la regia di Carmelo Rifici, è in scena in contemporanea al Teatro Studio) prosegue il percorso del Piccolo ideato da Luca Ronconi e dedicato alla drammaturgia contemporanea.

Norén, nato nel 1944, è un autore molto rappresentato e apprezzato in tutta Europa ma poco conosciuto in Italia. Già ospite del Piccolo nel 1994, in occasione del terzo Festival dei teatri d’Europa, con Danza di morte di Strindberg, di cui curò la regia, torna ora a Milano come drammaturgo con questi due testi inediti nel nostro Paese.

20 novembre è un monologo che si ispira a un drammatico fatto di cronaca avvenuto in Germania nel 2006, proprio nel giorno al quale si riferisce il titolo.
Sebastian Bosse, ex studente diciottenne del liceo di Emstetten, entra armato nella scuola, apre il fuoco su allievi e insegnanti, provocando cinque feriti e una ventina di intossicati; alla fine si suicida. La notte precedente aveva pubblicato su Internet alcuni appunti nei quali motivava il suo gesto. Ispirandosi al suo messaggio e alle cronache dei giornali Norén scava nelle pieghe dell’orrore che si nasconde nella società contemporanea, cercando di capirne l’origine e di rintracciare la cultura – o l’assenza di cultura – che lo scatena.

Fausto Russo Alesi, dopo il successo registrato con Il mercante di Venezia diretto da Luca Ronconi, è in scena con 20 novembre fino al 28 febbraio. Prima per la stampa 15 febbraio alle 20,30.
I testi di Lars Norén saranno pubblicati da Ubulibri.









LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler/Scatola Magica, largo Greppi (M2 Lanza)
dal 15 al 28 febbraio 2010 (anteprime dal 5 febbraio)

20 novembre
di Lars Norén
traduzione Annuska Palme Sanavio
regia Fausto Russo Alesi
impianto scenico Marco Rossi
luci Claudio De Pace
con Fausto Russo Alesi
produzione Piccolo Teatro di Milano


Foto di scena Attilio Marasco


Orari:

lunedì 15, mercoledì 17, giovedì 18,
domenica 21, lunedì 22, domenica 28 febbraio ore 20.30

martedì 23 febbraio ore 19.30

martedì 16, sabato 20, sabato 27 febbraio ore 16

giovedì 25, venerdì 26 febbraio ore 17

venerdì 19, mercoledì 24 febbraio riposo

Durata: un’ora e ’20 senza intervallo

Prezzi: posto unico 24,50 euro

Prezzi speciali su www.piccolocard.it


Info e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv






Milano, 11 febbraio 2010


Una “normalità” che genera mostri

20 novembre è un testo sul disagio, sulla solitudine dell’individuo, su un’agghiacciante normalità che “esclude” ed ora e sempre genera mostri. È un testo durissimo, una storia vera, la vicenda del giovanissimo Sebastian Bosse, che qualche anno fa, in Germania, sparò a compagni di scuola e insegnanti per poi uccidersi. Se nella vita il destino del ragazzo fu quello di avere come unico interlocutore il monitor del suo computer, in teatro la situazione si capovolge: è un pubblico fisicamente vicinissimo, così vicino da guardare negli occhi il protagonista, ad essere nella sua fissità il destinatario, il bersaglio di domande disperate che sono come proiettili.
Nell’ideale spazio della Scatola Magica, trasformato in ring-aula-sala teatrale, il personaggio presenta – e “rappresenta” – se stesso. Un’intera società va a processo. È un mondo in cui non esiste spazio vero per nessuno, non esiste tempo per l’ascolto, non si lascia adito alla relazione e all’emozione umana. Tutto appare schiacciato, nella prospettiva di un giovane per il quale l’esistenza si muove lungo le coordinate spazio temporali (assenti) di un videogioco.
Lars Norén ci mette in guardia. Se questa è la commedia umana del terzo millennio, forse urge una riflessione corale, collettiva, nello spazio per eccellenza deputato allo scambio e al contatto umano: il teatro. Per le profonde istanze che solleva, ci interessa dedicare a un artista come Lars Norén un progetto che comprende, accanto a 20 novembre, un’altra commedia, Dettagli, allestita da Carmelo Rifici al Teatro Studio. 20 novembre, diretto e interpretato da Fausto Russo Alesi, debutta in questa stagione nella Scatola Magica del Teatro Strehler per essere ripreso, il prossimo anno, nello spazio teatrale dello Studio, la sala che il Piccolo ha voluto dedicare alla contemporaneità.

Sergio Escobar


Sguardo provocatorio sul presente

Lars Norén è una delle personalità più interessanti e significative della drammaturgia contemporanea. La sua scrittura, lontano dall’essere strumento di denuncia o banale fotografia della nostra realtà, è al contrario una lente d’ingrandimento puntata sui comportamenti, le sofferenze, i “dettagli” della vita dell’individuo, ritratti sempre dando spazio e voce al lato forse più malato dell’essere umano, sicuramente il più sincero.
“Essere drammaturgo è essere nel presente. Non si può scrivere solo su se stessi. Devo uscire e mangiare la realtà”. Questo è lo spirito che muove Lars Norén nel suo lavoro di autore e drammaturgo e che conferisce profonda verità alla sua scrittura.
L’idea di allestire al Piccolo due sue commedie è l’ideale prosecuzione del lavoro intrapreso nella passata stagione con il progetto dedicato a Jean-Luc Lagarce: non semplicemente e non solo mettere in scena testi contemporanei all’interno di una stagione teatrale con molte proposte; piuttosto fare un passo in più, ossia proporre agli spettatori l’incontro con un autore importante, già da diversi anni molto rappresentato all’estero, ma che tuttavia, per qualche motivo, è rimasto estraneo al grande pubblico teatrale del nostro Paese.
Come con Lagarce, anche nell’approcciare Lars Norén abbiamo ritenuto opportuno scegliere due commedie inedite in Italia e in apparenza molto diverse tra loro quali risultano essere 20 novembre e Dettagli.



La loro differenza risulta evidente in primo luogo nella forma - la prima è un monologo, la seconda ruota intorno alle vicende di un quartetto di personaggi - così come negli argomenti trattati e nello stile della scrittura. Esiste tuttavia un evidente elemento comune ad entrambe: lo sguardo provocatorio attraverso il quale l’autore legge la realtà del nostro presente, sia quando si ispiri a un tragico episodio di cronaca – è il caso di 20 novembre - sia quando attinga al proprio privato o alla dimensione domestica e quotidiana di un milieu che dimostra di conoscere profondamente (e crudelmente) come appare in Dettagli.
Abbiamo voluto affidare la regia dei testi a due registi con i quali da tempo esiste un rapporto di stima e di proficua collaborazione: Carmelo Rifici dirige al Teatro Studio Dettagli, proseguendo il lavoro sulla drammaturgia contemporanea iniziato con Lagarce.
Fausto Russo Alesi è regista e interprete del monologo 20 novembre.

Luca Ronconi



“Quel ragazzo in cerca di ascolto…”

Conversazione con Fausto Russo Alesi

È il tuo primo incontro con Lars Norén? Che impressione hai ricavato della sua scrittura, soprattutto rapportata a “20 novembre”?

Sì, è la prima volta che interpreto - in questo caso anche dirigo – un testo di Norén. Ne avevo sentito molto parlare, da amici artisti che avevano visto allestimenti di suoi testi in teatri europei, ma non lo avevo letto personalmente né mai avevo pensato di rappresentarlo. La scrittura di Norén mi è sembrata schietta, scarna e poetica allo stesso tempo. 20 novembre è un testo particolarissimo, in primo luogo per quella che ne è stata la genesi. Si ispira a un fatto di cronaca, alla storia di Sebastian Bosse e della strage che ha compiuto nel suo liceo. Sebastian ha affidato a un video, postato su YouTube la sera prima del suo gesto, le motivazioni di quell’azione adoperando un linguaggio che Norén ha totalmente mutuato. Secondo me esistono tre punti di vista attraverso i quali leggere questa vicenda: quello di Sebastian, completamente calato dentro la cronaca; quello di Lars Norén, l’autore; e infine, sempre all’interno del testo, quello di un ipotetico pubblico, interlocutore e/o spettatore della storia che si racconta.

Da qui la presenza dei manichini in sala, confusi con il pubblico “reale”. Perché?

Già la scelta di postare un video su YouTube o di affidare ad un sito Internet le proprie riflessioni contiene la risposta: Sebastian, nei diciotto anni della propria vita, è andato in cerca di un interlocutore, di un pubblico, di chi lo ascoltasse. Spettatori che ha poi, comunque, ottenuto, considerate le visualizzazioni che quel filmato ha avuto dopo la tragedia. Mi pare che Norén, nella finzione drammaturgica, abbia insistito sulla necessità di un pubblico vivo, al quale rivolgere un appello, un pubblico che potrebbe, in qualche modo, agire per cambiare le sorti di questa vicenda e di molte altre. Ecco, forse questo è stato il lavoro più faticoso che ho compiuto accostandomi a 20 novembre: individuare la porta da aprire per accedere al testo, comprendere come poterlo consegnare al pubblico, dal momento che io, oltre che attore e regista, sono un ipotetico spettatore, sono anch’io uno degli interlocutori ai quali quell’appello è rivolto.


Un’idea interessante quella del “finto pubblico”…

È stato Norén stesso a suggerirmela. Leggendo 20 novembre mi sono chiesto: perché portare in teatro un caso come questo, soprattutto se già esiste un video così vero, così autentico, a disposizione di chiunque sulla rete? Eppure Norén ha scritto un testo per il teatro ed io oggi sono chiamato a portarlo in scena. Cosa aggiunge? Nel testo si parla di disagio giovanile, ma anche di disagio culturale, di disagio sociale. Mi è sembrato che Norén coltivasse la speranza che in teatro, nel luogo della cultura e dell’incontro, potesse instaurarsi una relazione dove gli interrogativi, insoluti, di Sebastian avrebbero potuto trovare risposte.
Su Internet, tutto è già avvenuto: non possiamo fare più nulla. In teatro, Norén chiede agli spettatori di intervenire perché la finzione teatrale ci colloca prima che la tragedia accada. Perciò ho voluto contrapporre un pubblico – che siamo noi - che ha la possibilità, la facoltà di cambiare le cose, di poter crescere, con il teatro, con i testi, con le relazioni tra le persone, con l’ascolto, con la conoscenza, rifiutando la rimozione, da un pubblico – chi circondava Sebastian - in qualche modo immobile. Il pubblico finto è un dato di fatto, è il passato che Sebastian ci racconta, i suoi fantasmi. Il pubblico vero è forse l’opportunità del presente.

Impossibile non sentirsi coinvolti da quelle domande continue e insistenti…

Al 50 per cento, se non oltre, il testo è intriso, permeato di quella relazione che purtroppo a questo ragazzo è mancata. Le testimonianze dei familiari e dei compagni di scuola ci hanno consegnato un’immagine di Sebastian Bosse come di una persona molto chiusa, barricata nell’universo che si era costruita; non ha avuto, pur cercandola a lungo, l’opportunità di relazionarsi con gli altri, maturando una sofferenza enorme, da cui è scaturita la tragedia. Ha sofferto probabilmente la privazione di relazioni umane vere, profonde, significative, di solidi valori cui appigliarsi. 20 novembre trasmette la sensazione di un vuoto profondo, di un disagio totale.

Pensi che il pubblico sarà tentato di rispondere a quelle domande rompendo l’illusione scenica?

Sono molto curioso. Può accadere di tutto! Il ragazzo rivendica attenzione e lamenta l’indifferenza assoluta della società e delle persone che aveva vicino. Chiunque di noi ammetterà che, anche solo per difendersi, di fronte a personalità problematiche e difficili come Sebastian, preferisce voltare la testa. Non importa se chi sia in sala debba rispondere, in quel momento, alle domande che, nei panni di Sebastian Bosse, sollevo: l’importante è che quegli interrogativi colpiscano la sua attenzione.

Sebastian però spesso allude ad una famiglia felice ed è dispiaciuto per il dolore che provocherà…

Per molti versi, il modo in cui Sebastian dipinge la propria famiglia mi pare rientrare in quella mistificazione attraverso cui ha raccontato e rappresentato la propria vita a se stesso e al popolo virtuale di internet. Sebastian era senz’altro un ragazzo solo, sovraccarico di emozioni: le stesse che alla sua età tutti abbiamo vissuto. Credo che a lui siano mancati gli strumenti e il supporto per decifrare, risolvere, superare e imparare a relazionarsi con la propria emotività, per riuscire a governarla attraverso l’opportuna dose di riflessione. Se un adolescente non è seguito in una fase così delicata, va in corto circuito. È giusto, è possibile essere così soli? Dov’era chi avrebbe dovuto accorgersi di cosa il ragazzo stava covando, peraltro nella consapevolezza di chi gli stava intorno? I ragazzi, i compagni di scuola intervistati all’indomani della strage hanno confermato quanto quel disagio fosse evidente: Sebastian aveva creato un videogioco ambientato nella sua stessa scuola, in cui lui era il protagonista/sterminatore di compagni e insegnanti; dal 2004 aveva un sito internet in cui dichiarava la sua sofferenza; camminava sempre con il viso rivolto al cielo, diceva, per cercare Dio; era sotto processo: il giorno dopo la strage avrebbe avuto l’udienza con il giudice del tribunale dei minori per possesso illegale di armi. La tragedia in qualche modo era stata annunciata.

I video di cui parlavi, di cui è protagonista il vero Sebastian, sorprenderanno anche il pubblico: personalmente immaginavo una figura diversa mentre ho visto un ragazzo come tanti.

Un ragazzo vittima del bullismo, come accade a tanti, oggi, nelle nostre scuole. Sebastian si è sempre sentito un perdente e come tale è stato trattato, dai compagni di scuola e dagli insegnanti: è stato umiliato e vessato. La sua rivalsa è consistita nel dare una rappresentazione, virtuale, di sé il più possibile vincente: da qui il feticismo delle armi, che mi è parso l’unico valore cui si è aggrappato in questo vuoto pneumatico. Armi come modo per esprimersi, armi come modo per rappresentarsi più forte di quanto non fosse. Un atteggiamento che lascia intuire una fragilità fortissima. Il testo, lo abbiamo detto, muove da un episodio di cronaca nera, terribile, tragico, dal quale è impossibile prescindere.
Non possiamo e non vogliamo stare “dalla parte di” Sebastian; siamo portati a prendere le distanze, a difenderci da un gesto orribile come quello di uccidere, dalla sua follia.
Eppure, mentre la commedia va in scena e ci racconta questa storia, è inevitabile per me come per il pubblico, come per Norén stesso, allontanarsi dal caso contingente, dalla cronaca, per ragionare su qualcosa di universale, che ci riguarda tutti e riguarda Sebastian in quanto figlio di una società ammalata.

Dal testo, attraverso la voce di Sebastian, si ricava una profonda rivolta contro una società che ci impone di essere tutti uguali, tutti omologati, a partire dalla scuola.

La vita scolastica coincide con le prime valutazioni, purtroppo eseguite prestando scarsa attenzione all’individuo e alle sue peculiarità: cambiano gli studenti, ma il metro di giudizio rimane lo stesso, senza un diretto confronto, senza un effettivo ascolto. Sebastian dice “la mia vita era bella prima del primo giorno in questa scuola”. Chi, per mille motivi, si distingua dalla maggioranza costituisce un problema, una minaccia. Perciò è escluso. Sebastian è sempre stato diverso: prima perché emarginato, poi perché ha scelto di chiamarsi fuori da una società in cui qualcosa o qualcuno, a prescindere dalla volontà del singolo, dettano le linee guida di una vita. Quanto siamo responsabili e autori del nostro percorso e quanto ci viene imposto, senza che neanche ce ne accorgiamo, dalla tv, dal consumismo, dall’autorità in generale? Perché il mercato deve essere uno dei principali motori del mondo?


(a cura di Eleonora Vasta, dal programma di sala)

Le biografie

Lars Norén

Lars Norén (Stoccolma, 1944) è fra le voci più originali e significative del teatro e della letteratura svedesi contemporanei. Ha esordito come poeta all’inizio degli anni ’60 (la sua prima raccolta Lillà, neve uscì nel 1963) ed è anche autore di opere in prosa, ma è nel testo teatrale che la sua vocazione artistica ha trovato il mezzo d’espressione più congeniale. Dopo i primi tentativi, che comprendono anche radiodrammi, risale all’inizio degli anni ’80 l’avvio della grande produzione drammaturgica a cui deve la sua fama internazionale. Oltre a scrivere per il teatro, è stato direttore artistico del Riks Drama (1999-2007) e vanta un’ampia attività registica, che comprende sia allestimenti di classici, fra cui August Strindberg, uno degli autori la cui influenza risulta più evidente nelle sue opere (Danza di morte fu rappresentato al Piccolo Teatro di Milano nel 1994, all’interno del 3° Festival dell’Unione dei Teatri d’Europa), sia la direzione di lavori propri, come il recente In memoria di Anna Politovskaja (2007).
Ancora giovanissimo, nel 1961, Norén lascia i genitori, che gestiscono un albergo nel sud della Svezia, e si trasferisce a Stoccolma per diventare scrittore, un obiettivo che persegue con ostinazione, senza lasciarsi vincere dalle difficoltà, ritenendo che la scrittura sia per lui l’unica strada percorribile. Le difficili esperienze dell’infanzia e dell’adolescenza, con un padre alcolista e una madre gravemente malata, sono riecheggiate nei cosiddetti “quartetti”, di ambientazione familiare e borghese, come La notte è madre del giorno (1982) o Autunno e inverno (1988), in cui un numero ridotto di personaggi si muove rinchiuso in uno spazio angusto, in un gioco lacerante di tensioni, accuse e ripicche reciproche in cui si logorano le relazioni familiari. Le opere superano il dato prettamente autobiografico per rappresentare un’umanità che ha perso la capacità di instaurare rapporti autentici e sinceri, che si muove prigioniera dei propri ruoli: una “commedia disumana” (van Reis), in cui l’amore è del tutto assente, sostituito dalla violenza e dal rancore.
Questa esperienza culmina nel ciclo delle Pièce morte, quattordici drammi composti fra il 1989 e il 1994, e pubblicati in raccolta con questo titolo nel 1995. Già negli ultimi testi di questo gruppo emerge però un cambiamento che si consolida nella produzione successiva dell’autore.
La prospettiva si amplia: il numero dei personaggi cresce e l’ambientazione passa a luoghi aperti o a istituti, come l’ospedale psichiatrico (Una specie di Ade, 1994) o il carcere (Sette tre, 1998), spesso in assenza di coordinate spazio-temporali definite. La dimensione familiare o della relazione di coppia, comunque, non viene mai abbandonata, come dimostrano alcuni testi del recente ciclo Terminal o il ritorno a una sorta di “quartetto” in Dettagli (2001).
Nella nuova fase, l’attenzione di Norén si focalizza sugli emarginati, i reietti e gli esclusi dalla vita sociale. I personaggi sono privi di ogni consapevolezza di sé, ridotti a ombre, come dichiara il titolo (I ragazzi ombra, 1998) di una delle opere che compongono la trilogia Morire di classe, in italiano nell’originale, con un rinvio esplicito al libro-inchiesta di Franco Basaglia. Ma anche nell’ambito di specifiche battaglie politico-sociali, come quella sulle condizioni di vita nelle carceri, il senso dell’opera di Norén non si esaurisce nella polemica contingente. Il singolo episodio, per esempio il massacro scolastico a cui si ispira 20 novembre (2007), costituisce un pretesto per rappresentare una condizione generale dell’uomo moderno, abbandonato a se stesso in una società egoista e indifferente, in preda al degrado culturale e materiale. In questo impegno, che esorta lo spettatore e il lettore a una riflessione sulla propria esistenza, si può riconoscere la cifra unificatrice del teatro noréniano, sia essa declinata nella dimensione privata o collettiva.

(biografia redatta da Andrea Meregalli, ricercatore di Lingue e Letterature Nordiche - Università degli Studi di Milano)


Fausto Russo Alesi

Diplomato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”; dal 1996 è uno dei soci di A.T.I.R. Nel 2002 ottiene il premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.
Nella stagione 2000/2001 è Kostja nel Gabbiano di Cechov, diretto da Eimuntas Nekrosius; per questa interpretazione e quella di Natura morta in un fosso di Fausto Paravidino, regia Serena Sinigaglia, riceve il “Premio Ubu” 2002 come miglior attore giovane.
Nel gennaio 2003 è vincitore del 21st International Fadjr Theatre Festival a Teheran (Iran), attribuito dall’I.T.I-Unesco. Nel 2004 interpreta Il Grigio di Giorgio Gaber, regia di Serena Sinigaglia ricevendo il “Premio Olimpici del Teatro” (premio ETI 2004) il premio Annibale Ruccello (2004) il premio Vittorio Gassman, la Maschera d’oro e il Persefone d’oro (2005).
È interprete e regista dello spettacolo Edeyen di Letizia Russo. Ha lavorato anche con Gigi Dall’Aglio, Ferdinando Bruni, Armando Punzo e Gabriele Vacis. Tra gli ultimi spettacoli cui ha
preso parte, I demoni di Dostoevskij, regia Peter Stein e L’Aggancio, di Nadine Gordimer, regia Serena Sinigaglia (entrambi del 2009). Con Luca Ronconi ha recitato ne Il silenzio dei comunisti, in
Fahrenheit 451, Nel bosco degli spiriti, Sogno di una notte di mezza estate, Il mercante di Venezia (nel ruolo di Shylock). Per il cinema è stato diretto da Silvio Soldini in Pane e tulipani e in Agata e la tempesta, ha recitato, tra gli altri, ne Le rose del deserto di Mario Monicelli, In memoria di me di Saverio Costanzo (in concorso al Festival di Berlino), in Vincere di Marco Bellocchio, in concorso al Festival di Cannes 2009, ne La doppia ora di Giuseppe Capotondi, in concorso al Festival di Venezia 2009. Per Radio Rai ha letto il romanzo Padri e Figli di Turgenev.
COMUNICATO STAMPA

Recita straordinaria, martedì 16 febbraio (ore 20.30), dello spettacolo
dedicato a Fernanda Pivano, con la regia di Gabriele Vacis

A grande richiesta Giulio Casale
al Teatro Strehler con La canzone di Nanda



In seguito allo straordinario successo e al ‘tutto esaurito’ delle recite di novembre e dicembre in Scatola Magica, Giulio Casale torna, a grande richiesta, per una serata straordinaria al Piccolo Teatro Strehler, martedì 16 febbraio (ore 20.30), con La canzone di Nanda, suo nuovo spettacolo, dedicato a Fernanda Pivano, scrittrice e traduttrice, recentemente scomparsa, una delle figure più significative del panorama culturale italiano.

La canzone di Nanda ripercorre le tappe di un’avventura lunga quasi un secolo attraverso i Diari 1917-1973 (opera pubblicata da Bompiani) e i racconti originali che la Pivano ha fatto a Casale negli anni della loro frequentazione, dando così vita ad un affresco poetico ricco di figurazioni e melodie. La narrazione è accompagnata da immagini inedite e sottolineata da momenti musicali che attraverseranno le tappe più importanti della letteratura americana, da Hemingway ai giorni nostri, soffermandosi in particolare sulla beat generation. Un tributo, dunque, che riporta in scena la Nanda stessa e la sua passione per la letteratura, la musica, la libertà.

“La canzone di Nanda”, spiega Giulio Casale, “è uno spettacolo di ‘teatro canzone’ e nasce dall’idea di unire i tanti amici e i tanti amori artistici di Fernanda Pivano attraverso una drammaturgia che contenga non solo i riferimenti ai grandi poeti, scrittori, artisti, ma anche le canzoni più rappresentative di un’epoca, che segnano anche i tempi della narrazione scenica. Questo lavoro nasce perché credo che la lezione libertaria e pacifista di Fernanda Pivano, vera selezionatrice di momenti eccellenti in letteratura e nell’arte in generale, sia quanto mai urgente oggi”.

“Giulio oltre che un attore è anche un autore”, osserva il regista, Gabriele Vacis. “Ed è un personaggio che non scava solchi. Per dire: la distinzione tra recitare, cantare, ballare è solo occidentale. Lavorare con uno che fa tutto al livello di Giulio mi incuriosiva molto… Lavorando con lui mi sono convinto ancora di più che la regia è un lavoro di ascolto… Specie se hai un testo come quello di Fernanda Pivano da decifrare. I suoi Diari sono una specie di dizionario. Il vocabolario di un mondo che, purtroppo, non esiste più. Il nostro percorso è stato costruire il corpo che potesse pronunciare le parole di quel mondo. È un processo di incarnazione. In questo senso è sacro e non si può tanto parlarne”.

Giulio Casale, scrittore, autore e cantattore di grande talento, negli ultimi anni ha saputo farsi apprezzare dal pubblico portando in teatro due spettacoli che si collocano a pieno merito nel genere del “teatro canzone”: Polli d’allevamento di Giorgio Gaber (prod. Teatro Filodrammatici con Fondazione Giorgio Gaber) e Formidabili quegli anni (prod. Tieffe-Stabile d’innovazione) liberamente ispirato al libro di Mario Capanna.
LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler, largo Greppi (M2 Lanza), martedì 16 febbraio (ore 20.30)
La canzone di Nanda
di Giulio Casale
dai Diari 1917-1973 di Fernanda Pivano opera pubblicata da Bompiani
canzoni di Jacques Brel, Giulio Casale, Fabrizio De André,
Bob Dylan, Woody Guthrie, Luigi Tenco
regia Gabriele Vacis
scene luci immagini Lucio Diana
direzione musicale e musiche di scena Lorenzo Corti
costumi Elisabetta Menziani
luci Loris Bartolini
Una produzione Paolo Guerra per Agidi


Durata: 1 ora e 30’

Prezzi: platea 24,50 euro, balconata 21,50 euro

Prezzi speciali su www.piccolocard.it



Informazioni e prenotazioni 848.800.304
www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
COMUNICAZIONE



Elio e Ute Lemper
al posto dell’Anima buona del Sezuan


In seguito all’annullamento delle repliche di “L’anima buona del Sezuan” (originariamente in calendario dal 2 al 21 febbraio 2010), la programmazione del Teatro Strehler subirà le seguenti variazioni:

dal 2 al 7 febbraio 2009, “Last tango in Berlin”, concerto di Ute Lemper (martedì e sabato ore 19.30, da mercoledì a venerdì ore 20.30, domenica ore 16);

venerdì 19 febbraio (ore 21) e domenica 21 febbraio (ore 16), “Elio e il Jazz da tre soldi” con Elio e il Maestro Enrico Intra con il suo ensemble.

Ricordiamo, infine, che nell’ambito della nuova programmazione, lo spettacolo di John Turturro, “Fiabe Italiane” è stato trasferito dal Teatro Grassi al Teatro Strehler, sempre dal 9 al 14 febbraio con le seguenti variazioni d’orario:
martedì e sabato ore 19,45, da mercoledì a venerdì ore 20.45, domenica ore 16.15.

Milano, 26 gennaio 2010
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA

Pene d’amor perdute in prima nazionale
dal 28 gennaio al 7 febbraio 2010

Il Piccolo Teatro Grassi restaurato
inaugura la stagione con Lev Dodin


Uno Shakespeare fresco e divertente firmato
da un grande maestro del teatro, amico del Piccolo

Il grande regista russo Lev Dodin torna a Milano con la più fresca e divertente tra le commedie di Shakespeare, Pene d’amor perdute, in scena, in prima assoluta fuori dalla Russia, al Piccolo Teatro Grassi, dal 28 gennaio al 7 febbraio 2010. La sede storica di via Rovello 2, completamente rinnovata, era stata aperta alla cittadinanza il 12 dicembre 2009, quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana. Con Lev Dodin, direttore del Maly Drama Teatr di San Pietroburgo - teatro ‘gemello’ - e affezionato amico e ospite ininterrotto del Piccolo da quasi vent’anni (nella sala di via Rovello presentò Re Lear nel 2006), il Grassi riprende una programmazione artistica di respiro internazionale, interpretazione concreta del suo ruolo di Teatro d’Europa.
Il maestro russo sceglie un titolo che rivela uno Shakespeare prorompente di vita, abile a giocare con le parole per descrivere l’amore nell’età della giovinezza, un sentimento pieno di freschezza e passione, di intemperanze e malinconie, un teatro “ubriaco” di giovinezza, come lo definisce lo stesso Dodin. Per non tradire il senso dell’opera, ha scelto come protagonisti i giovani attori del Maly Teatr (gli stessi che recitarono in Vita e destino nel 2008 quando ancora erano allievi), così vicini all’età dei personaggi shakespeariani da poter ritrovare dentro di sé le stesse emozioni: vitalità, energia, passione, quel gettarsi a capofitto nella vita, quella ricerca di “assoluto” che sono tipici della giovinezza.
Il testo racconta la storia del Re di Navarra e dei suoi amici, Biron e Longueville; hanno giurato di dedicare tre anni allo studio, dimenticando il “gentil sesso”. Sopraggiungono però, per importanti questioni diplomatiche, la Principessa di Francia e le sue dame...


Incontro con il pubblico
Venerdì 29 gennaio, alle ore 18, al Piccolo Teatro Grassi di via Rovello si terrà un incontro dal titolo “Shakespeare secondo Dodin con un saluto a Cechov”. Intervengono Valery Galendeev, vice direttore artistico del Maly Drama Teatr
e Fausto Malcovati.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

L’amore, il dolore, la giovinezza


Alla prima riunione con i futuri protagonisti della commedia, Lev Dodin, presentava con queste parole il lavoro che li attendeva per interpretare Shakespeare.

“Pene d’amor perdute è un titolo meraviglioso: solo la fantasia di un grande poeta ha potuto concepirlo. Spesso ho la percezione che gran parte del mio desiderio di dirigere questa commedia nasca dal suo titolo. Un titolo pieno di amore e tristezza, della consapevolezza che di molte cose della vita, persino dell’amore, non esiste certezza. Pene d’amor perdute è un testo spesso considerato lontano dallo Shakespeare migliore, tutt’altro che un capolavoro.
Ancora meglio per noi, perché ci consente di accostarci alla commedia con tutta
la libertà che riteniamo opportuna. Potrebbe essere un aiuto per liberarci, rilassarci, aiutarci ad allontanare la tensione che spesso si prova nel momento in cui si affrontano i grandi testi della storia dell’umanità.
Ciò nondimeno, questo ‘non capolavoro’ è ubriaco di giovinezza, follia, arguzia, naïveté, stupidità, disperazione, sfacciataggine, felicità, scoperte, fallimenti e trionfi, energia e potrei andare avanti all’infinito. Questo ‘non capolavoro’ è saturo di tutto ciò che state sperimentando ora nelle vostre vite, senza che necessariamente ve ne stiate accorgendo, poiché è assai difficile percepire uno stato d’animo nel momento stesso in cui lo si prova.
Credo che questa commedia non solo darà alla maggior parte di voi l’opportunità
di recitare Shakespeare per la prima volta nella vita, ma potrà aiutarvi a capire alcuni lati di voi stessi, a raccontare al pubblico qualcosa di voi. Può aiutare voi, che siete giovani, a scoprire la giovinezza che custodite in voi stessi.
Se lo desiderate, può concedervi il lusso di catturare questa sensazione per lungo tempo, se non per sempre. Nonostante la maggioranza dei giovani ritenga di vivere una giovinezza senza fine, essa ha, come tutto quanto, il brutto vizio di passare.
La commedia è zeppa di amore giovane e di una giovane sventatezza, bella perché giovane. E tutti questi tesori si trovano incastonati nella prosa meravigliosa e negli affascinanti versi di Shakespeare.
Così, nel nostro spettacolo, dovremo non solo raccontare una storia che parla di noi, ma far sì che essa risuoni con la musica e il ritmo di Shakespeare.
Perciò, oltre a esprimere una ‘verità’ intorno alla vostra giovinezza presente, dobbiamo andare in cerca di alcuni significati del teatro che sono nuovi per noi, un teatro giovane e formalmente raffinato. Le sfide che ci attendono sono decisamente intriganti.”


Lev Dodin













Lev Dodin

Classe 1944, nasce in Siberia, dove sua madre era sfollata durante la guerra. Inizia a occuparsi di teatro fin da giovanissimo, presso il Teatro dei giovani di Leningrado e dopo la laurea entra all’Istituto Teatrale di Leningrado, dove studia con Boris Zon, allievo di Stanislavsky.
Il debutto di Dodin come regista avviene nel 1966 con un allestimento per la tv, Primo amore, basato su una storia di Ivan Turgenev. Dopo si susseguono decine di spettacoli, rappresentati nei teatri di San Pietroburgo, Mosca e all’estero. Fra questi, Con i propri ci si arrangia di Ostrovskij, Il minorenne di Fonzivin, Rosa Berndt di Hauptmann, La mite di Dostoevskij, I signori Golovlev di Saltykov-Shedrin. Il suo primo lavoro per il Teatro Maly è Il ladro di Karel Chapek, nel 1975, cui segue, nel 1980, La casa di Abramov. Ne diventa direttore artistico nel 1983 e da quel momento i lavori per il Maly includono Fratelli e sorelle sempre di Abramov, Il signore delle mosche di Golding, Stelle nel cielo del mattino di Galin, Gaudeamus di Kaledin, I demoni da Dostoevskij, Desiderio sotto gli olmi di O’Neill, Claustrophobia da lui anche scritto, Il giardino dei ciliegi, Commedia senza titolo (Platonov), Zio Vanja di Cehov, Chevengur di Platonov, Re Lear e Pene d’amor perdute di Shakespeare, Vita e destino da Grossman e Lungo viaggio verso la notte di O’Neill. Fra le sue regie liriche, Elektra di Strauss per il Festival di Salisburgo, Una Lady Macbeth del distretto di Mtsenk di Shostakovic, per il Maggio di Firenze, Mazeppa di Ciaikovskij per la Scala di Milano e allo Châtelet di Parigi, e La regina di spade di Ciaikovskij ad Amsterdam, Firenze e Parigi.
Si è accostato all’insegnamento di recitazione e regia nel 1967 e oggi è professore presso l’Accademia di Arti Teatrali di San Pietroburgo, nonché direttore del Dipartimento di regia.
Ha formato diverse generazioni di attori e registi, molti dei quali collaborano regolarmente con il Maly Teatr. Molte delle rappresentazioni di Lev Dodin hanno vinto premi e riconoscimenti internazionali, compresi premi di Stato della Russia e dell’URSS, il Premio Indipendente “Trionfo”, riconoscimento russo per risultati eccezionali conseguiti nelle Arti e nelle Lettere, la “Maschera d’Oro”, il “Laurence Olivier”. Nel 2000 ha ricevuto il Premio Europa per il Teatro e nel 2001 si è aggiudicato Premio Nazionale Russo.

Lev Dodin e il Piccolo: un lungo sodalizio

Gaudeamus, Teatro Lirico / 6-8 novembre 1992
Claustrophobia/Fratelli e sorelle, Teatro Lirico / 13-18 dicembre 1994
Stars in the morning sky, Teatro Lirico / 20-21 giugno 1997
Il giardino dei ciliegi, Teatro Strehler / 7-10 luglio 1998
Commedia senza titolo (Platonov)/Chevengur, Teatro Studio / 9-20 dicembre 1999
Gaudeamus, Teatro dell’Arte / 12-15 dicembre 1999
Gaudeamus, Teatro Strehler / 18-30 ottobre 2000
I demoni, Teatro Studio / 2-5 novembre 2000
Claustrophobia, Teatro Strehler / 10-16 ottobre 2001
Fratelli e sorelle, Teatro Strehler / 25 novembre-1 dicembre 2002
Coro di Mosca, Teatro Strehler / 28 ottobre-2 novembre 2003
Zio Vanja, Teatro Studio – 5-9 novembre 2003
Re Lear, Teatro Grassi / 8-14 maggio 2006
Vita e destino, Teatro Studio / 13-16 febbraio 2008


La stampa

È la commedia con cui i giovani allievi di Dodin sono entrati a far parte della compagnia del Maly Teatr. L’interpretazione del regista dimostra come amore e giovinezza siano realtà in effetti aliene l’una all’altra.
Elena Kovalskaya, “Nezavisimaia Gazeta”

Una colomba vola sul palcoscenico ad annunciare la morte del Re di Francia: le ragazze devono partire, ai ragazzi non resta che abbracciare alberi inerti... Prima o poi, il dolore della vita si manifesta in tutta la sua durezza, ed è difficile rassegnarsi.
Roman Dolzhansky, “Kommersant”

Dodin, il regista più serio di Russia, forse il più serio del mondo, sceglie una commedia come questa... davvero un gesto eccentrico! Nelle sue mani, il testo di Shakespeare si trasforma in una malinconica riflessione sull’incertezza dei sentimenti, sul tradimento e sulla delusione dell’amore, che lascia chi si affida al sentimento alle prese con il dolore della propria perdita.
Alyona Karas, “Rossyskaya Newspaper”

Uno spettacolo lieve, etereo e ritmato. Tutto è divertimento e gioco, una prova insolita nel repertorio di Dodin, ma un esercizio cui ogni regista dovrebbe sottoporsi: prendere un lungo, profondo respiro e quindi lasciar uscire l’aria, senza pensare al significato di ogni cosa... ma è anche vero che Dodin è Dodin e Shakespeare non è così semplice: gli eventi cambiano in un istante, i giochi si interrompono brutalmente, ciascuno si risveglia più vecchio, ogni cosa non è più come prima.
John Freedman, “The Moscow Times”

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2 (M1 Cordusio) – dal 28 gennaio al 7 febbraio 2010
Pene d’amor perdute
di William Shakespeare
adattamento e regia Lev Dodin, traduzione Korney Chukovskiy
scene Alexander Borovsky, luci Gleb Filshtinskiy,
collaborazione artistica Valery Galendeev, direzione musicale Mikhail Alexandrov
con (in ordine alfabetico) Vitia Antonov, Elizaveta Boyarskaya, Oleg Dmitriev, Pavel Gryaznov, Igor Ivanov, Urszula Malka, Alexey Morozov, Maxim Pavlenko, Oleg Ryazantsev, Daria Rumyantseva,Vladimir Seleznev, Elena Solomonova, Alexander Zavialov
e i musicisti Evgeny Davydov, Elena Lapina, Nikolai Lvov, Maxim Pavlenko, Olga Shevtsova, Stanislav Tkachenko, Anastasia Zabirova
produzione Maly Drama Teatr – Teatro d’Europa, San Pietroburgo

In lingua russa con sovratitoli in italiano

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.
Lunedì riposo. Durata: 2 ore senza intervallo

Prezzi: platea 38 euro, balconata 29,50 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Info e prenotazioni 848.800.304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv



Gli altri spettacoli in cartellone al Teatro Grassi

“Riaperto” da Lev Dodin e dai suoi attori, il Grassi ospita in febbraio la ripresa de La bellezza e l’inferno, spettacolo teatrale con Roberto Saviano. Diretto da Serena Sinigaglia, il giornalista e scrittore napoletano racconta le vite di uomini e donne in lotta con l’inferno per far trionfare la bellezza, da Miriam Makeba a Michel Petrucciani, da Lionel Messi a Ken Saro Wiwa.
Arlecchino servitore di due padroni, storica regia di Giorgio Strehler del classico di Carlo Goldoni, torna in marzo nella sua casa di via Rovello. In scena Ferruccio Soleri, dal 1960 titolare del ruolo del “batocio”, con la compagnia applaudita in tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda alla Bielorussia.
Alla fine di marzo è di scena Giusto la fine del mondo, spettacolo con cui Luca Ronconi ha fatto conoscere in Italia il talento contemporaneo di Jean-Luc Lagarce. In un interno borghese degli anni ottanta, si svolge la storia di Louis e del difficile rapporto con gli altri componenti della sua famiglia.
Legami familiari di ben altro colore sono quelli di Macbeth, nella rilettura forte e violenta di Declan Donnellan, del cui talento nella regia di Shakespeare il pubblico del Piccolo aveva già avuto prova con Cymbeline.
Un altro Macbeth di tutt’altri toni è quello allestito dalla Carlo Colla e Figli con il teatro delle marionette.
Il 14 maggio 2010, il Piccolo festeggia il 63° anniversario della fondazione con il debutto di una nuova produzione: Donna Rosita nubile di García Lorca, con cui Lluís Pasqual torna a dirigere uno spettacolo dello Stabile milanese.
COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Strehler dal 2 al 7 febbraio 2010
Ute Lemper torna al Piccolo
con “Last Tango in Berlin”

Viaggio musicale da Brecht a Piazzolla, da Berlino a Buenos Aires.
Una lezione di storia e di multiculturalità in musica.

Torna al Piccolo con un nuovo, raffinatissimo recital – al Teatro Strehler, dal 2 al 7 febbraio 2010 – Ute Lemper, attrice, cantante, artista completa e cosmopolita e da sempre ospite gradita del Piccolo.
Con Last Tango in Berlin il pubblico milanese verrà accompagnato in un viaggio musicale denso e affascinante nell'universo del tango, da Brecht a Piazzola, dai fumosi cabaret di Berlino alle tinte lussureggianti di Buenos Aires attraverso il groviglio multiculturale delle strade di New York e il lirismo struggente dei vicoli di Parigi.
Accompagnata al pianoforte da Vana Gierig, al bandoneon da Tito Castro, al contrabbasso da Steve Millhouse e alla batteria da Todd Turkisher, Ute Lemper dedica un omaggio al tango da tutto il mondo, ai suoi racconti d’amore, di vita, di morte, di fatalità e passione, intrecciando le diverse sonorità dello spagnolo, del portoghese, del francese, dell’inglese e del ‘suo’ tedesco.
I brani di Brecht e Weill, le canzoni di Edith Piaf, di Jacques Brel, il tango di Astor Piazzola, la musica di Nino Rota, insieme anche alla tradizione yiddish, compongono uno straordinario, suggestivo mosaico musicale. “Le canzoni tedesche degli anni ’20 e ’30 si adattano perfettamente alla musica del tango”, spiega l’artista, “una musica ossessionante e triste, un’oscura interpretazione esistenziale della notte e dell’umanità”. Stephen Golden del New York Times descrive la performance come “una surreale, multiculturale, multilinguistica lezione di storia”.
Ute Lemper ha calcato per la prima volta il palcoscenico del Piccolo nel 1991 con I sette peccati capitali dedicato a Kurt Weill. Altri concerti nel 1997, nel 2000 e nel 2002. L’ultima sua performance, sempre nella grande sala dello Strehler, è del 2007 quando portò in scena un doppio recital, Voyage e Angels over Berlin.

Ute Lemper
La carriera di Ute Lemper è stata fino ad ora straordinariamente varia grazie alla sua notevole versatilità che l’ha portata a coprire ruoli di attrice di teatro e di cinema, di cantante e di ballerina riscuotendo un notevole successo. E’ stata universalmente applaudita per le interpretazioni delle canzoni del Cabaret di Berlino, delle opere di Kurt Weill, della canzone francese e per le sue performances a Broadway e nel West End di Londra.
Ute Lemper è nata a Munster, in Germania, ha completato i suoi studi all’Accademia di Danza di Colonia ed alla Scuola di Arte Drammatica Max Reinhardt di Vienna.
Il suo debutto musicale è avvenuto sulla scena dell’originale produzione viennese di Cats, dove impersonava i ruoli di Grizabella e di Bombalurina. In seguito è stata Peter Pan in Peter Pan (Berlino) e Sally Bowles nel Jerome Savary’s Cabaret (Parigi), ruolo per il quale ha ricevuto il premio Molière per migliore attrice di Musical.
Ha recitato nel ruolo di Lola nell’Angelo Azzurro (a Berlino) e Maurice Béjàrt ha creato per lei il balletto, La mort subite. Ute Lemper è anche apparsa in Weill Revue, con il Tanztheater di Pina Bausch.
I concerti da solista di Ute Lemper, che includono il Recital di Kurt Weill, Illusions, City of Strangers e Berlin Cabaret Evening, sono stati presentati in tutto il mondo.
Il repertorio dei concerti sinfonici di Ute Lemper comprende The Seven Deadly Sins, Songs from Kurt Weill, Songbook di Michael Nyman e canzoni dal repertorio di Edith Piaf e Marlene Dietrich con la London Symphony Orchestra, l’Hollywood Bowl Orchestra, l’Orchestra Sinfonica di Berlino (tutte con John Maceri), l’Orchestra Sinfonica della radio di Parigi, la San Francisco Symphony Orchestra, l’Illusion Orchestra (con Bruno Fontaine) e la Michael Nyman Band (con Michael Nyman). E’ anche apparsa in Folksongs con la Luciano Berio Orchestra e con la Matrix Ensamble (con Robert Ziegler), esibendosi in Berlin Cabaret Songs.


LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler, largo Greppi (M2 Lanza), dal 2 al 7 febbraio 2010
Last Tango in Berlin
from Brecht in Berlin to the bars of Buenos Aires
con
Vana Gierig Pianoforte
Tito Castro Bandoneon
Steve Millhouse Contrabbasso
Todd Turkisher Batteria, percussioni
produzione Just in Time – Mauro Diazzi

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00

Durata: 90 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 38 euro, balconata 29,50 euro
Prezzi speciali su www.piccolocard.it Informazioni e prenotazioni 848.800.304, www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Strehler, dal 7 al 31 gennaio 2010

Dopo il ‘tutto esaurito’ di dicembre
torna Il mercante di Venezia di Luca Ronconi

Dopo le prime due settimane di repliche che, a dicembre, hanno fatto registrare il ‘tutto esaurito’, torna al Teatro Strehler, dal 7 gennaio, Il mercante di Venezia di Luca Ronconi, nuova produzione del Piccolo per la stagione 2009-2010, testo ambiguo, crudele, “nero” e intrigante, in scena fino al 31 gennaio.

“Nelle mie frequentazioni shakespeariane”, spiega il regista, “ho sempre scelto commedie problematiche: Troilo e Cressida, Sogno di una notte di mezza estate, Misura per misura. Il loro esito dipende dallo sguardo dell’osservatore: che cosa vede? Cosa lascia in ombra? Il mercante di Venezia rientra nella mia predilezione per questo Shakespeare mezzo chiaro e mezzo scuro, mezzo serio e mezzo grottesco…”.

“Nel Mercante”, aggiunge Ronconi, “il concetto di duplicità è ancor più marcato rispetto al Sogno: se là esisteva una netta demarcazione fra il mondo di Atene e quello della Foresta, nel Mercante possiamo parlare di una continua alternanza tra due “location” equivalenti, un luogo realistico, Venezia, e un luogo fiabesco o romanzesco, Belmonte. Due luoghi sono anche il luogo dell’ebreo e quello del cristiano. Non stiamo parlando di un conflitto di religioni: a Shakespeare non interessava e il testo va lasciato così com’è, senza forzature. Un altro tema interessante è il rapporto tra eros e oro: la legge del danaro, e il modo in cui essa governa l’eros, è sorprendentemente presente. Siamo di fronte a una commedia piena di sfaccettature e di possibili punti di vista…”.

Una scenografia, scarna ed essenziale, priva di qualsiasi connotazione storica, tesa tra due luoghi, Venezia e Belmonte. Comune è lo sfondo che recupera naturalmente il palcoscenico ‘nudo’ del Teatro Strehler, ridipinto in una tinta più chiara. E comune è soprattutto la costante, insistente presenza della bilancia, declinata in tutti gli elementi scenici, con un fiorire ovunque di pesi e di misure di tutte le dimensioni e tipologie.
“La bilancia determina lo spazio”, dichiara Margherita Palli, “replicandosi all’infinito. Dopo il Sogno di una notte di mezza estate, un altro Shakespeare mi offre l’occasione per interpretare lo spazio vuoto del grande palcoscenico dello Strehler, non da riempire scenograficamente ma con una trama ideale di oggetti, un intreccio di segni e simboli”.

L’esigenza di differenziare i due mondi, diversi ma speculari, di Venezia e di Belmonte, si riflette anche nei costumi, firmati da Ursula Patzak, che spiega: “Per Venezia, regolata dal denaro, dagli affari, ho pensato a costumi che riprendessero la rigidità di quel mondo con redingote scure, vagamente fine ‘800. L’altro, Belmonte, inventato, fantastico, dove a dominare sono le linee fluide, senza rimandi ad epoche storiche definibili, i tessuti leggeri e preziosi” .

Le luci sono curate da AJ Weissbard e le musiche da Paolo Terni.



Piccolo Teatro Strehler, largo Greppi (M2 Lanza) - dal 7 al 31 gennaio 2010

Il mercante di Venezia
di William Shakespeare, traduzione Agostino Lombardo e Sergio Perosa
regia Luca Ronconi, scene Margherita Palli, costumi Ursula Patzak
luci AJ Weissbard, musiche a cura di Paolo Terni

Personaggi Interpreti

Il Doge di Venezia / Tubal Giorgio Ginex
Antonio Riccardo Bini
Bassanio Ivan Alovisio
Graziano Sergio Leone
Lorenzo Andrea Luini
Salerio Gianluigi Fogacci
Solanio Francesco Colella
Shylock Fausto Russo Alesi
Jessica Silvia Pernarella
Lancillotto Gabriele Falsetta
Porzia Elena Ghiaurov
Il Principe di Marocco Raffaele Esposito
Il Principe di Aragona Giovanni Crippa
Nerissa Bruna Rossi
Baldassarre Andrea Germani
Stefano Ettore Colombo
e con Nicola Ciaffoni, Martin Chishimba,
Matteo De Mojana, Davide Paciolla,
Matthieu Pastore

produzione Piccolo Teatro di Milano

Foto di scena Marcello Norberth

Orari: martedì e sabato ore 19.30, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20, domenica ore 16. Lunedì riposo. Mercoledì 13 e 20 gennaio solo ore 15.

Durata: 3 ore e 45 minuti

Prezzi: platea 32 euro, balconata 25,50 euro Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Info e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv






Milano, 5 gennaio 2010


Special Sponsor del Teatro Strehler
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA


In prima nazionale la nuova produzione del Piccolo Teatro,
allo Strehler, dal 9 al 23 dicembre e dal 7 al 31 gennaio 2010


Luca Ronconi sceglie Il mercante di Venezia
Nuova esplorazione dell’universo shakespeariano


Luca Ronconi, dopo lo strepitoso successo di Sogno di una notte di mezza estate, sceglie ancora Shakespeare per la sua nuova produzione al Piccolo: un testo ambiguo, crudele, “nero” e intrigante come Il mercante di Venezia, che debutta, in prima nazionale, mercoledì 9 dicembre.



“Nelle mie frequentazioni shakespeariane”, spiega il regista, “ho sempre scelto commedie problematiche: Troilo e Cressida, Sogno di una notte di mezza estate, Misura per misura. Il loro esito dipende dallo sguardo dell’osservatore: che cosa vede? Cosa lascia in ombra? Il mercante di Venezia rientra nella mia predilezione per questo Shakespeare mezzo chiaro e mezzo scuro, mezzo serio e mezzo grottesco…”.


“Nel Mercante”, aggiunge Ronconi, “il concetto di duplicità è ancor più marcato rispetto al Sogno: se là esisteva una netta demarcazione fra il mondo di Atene e quello della Foresta, nel Mercante possiamo parlare di una continua alternanza tra due “location” equivalenti, un luogo realistico, Venezia, e un luogo fiabesco o romanzesco, Belmonte. Due luoghi sono anche il luogo dell’ebreo e quello del cristiano. Non stiamo parlando di un conflitto di religioni: a Shakespeare non interessava e il testo va lasciato così com’è, senza forzature. Un altro tema interessante è il rapporto tra eros e oro: la legge del danaro, e il modo in cui essa governa l’eros, è sorprendentemente presente. Siamo di fronte a una commedia piena di sfaccettature e di possibili punti di vista…”.


Lo spettacolo, in scena al Piccolo Teatro Strehler fino al 23 dicembre, prevede un secondo ciclo di repliche, dal 7 al 31 gennaio 2010.


Ronconi: “Ecco i punti di forza di un testo complesso e aperto”

Il mercante di Venezia è una delle più complesse commedie di Shakespeare, tali e tanti sono i temi che la abitano, in parte esplicitati, in parte più nascosti.
A torto, a mio avviso, la sua caratteristica di essere opera aperta, priva di un’architettura precisa o di un teorema da dimostrare – cosa che accade, al contrario, nel Sogno di mezza estate –, così come l’assenza di un protagonista assoluto, sono stati da alcuni considerati elementi di debolezza del testo. Al contrario ne sono per me il punto di forza.

Tante storie in un’unica commedia
Numerosi sono i filoni narrativi - e con essi i temi affrontati – nel Mercante. Le storie raccontate, per lo meno le principali, sono almeno tre: la conquista di Porzia ad opera di Bassanio, con lo scioglimento dell’enigma dei tre cofanetti, il rapporto fra Bassanio e Antonio e lo scontro tra Antonio e Shylock, ma esiste poi il racconto della seduzione di Jessica ad opera di Lorenzo, che la sottrae alla casa del padre, sempre Shylock… tante vicende, tutte ugualmente necessarie e importanti per la struttura del testo.

Eros ed oro
Apparentemente contrapposti, i due luoghi dove si svolge la commedia – la realistica Venezia dei commerci e la fiabesca Belmonte dove vive Porzia e dove i suoi pretendenti, per conquistarla, devono vincerla in lotteria – sono in realtà assimilati da un’unica legge, valida per entrambi: a Venezia come a Belmonte, eros fa rima con oro. Nessuno si affranca dall’interesse, dal desiderio di accumulare profitto, da un certo opportunismo economico di fondo: Bassanio è innamorato, ma lo è di una ricca ereditiera, la cui dote gli tornerebbe utile per estinguere i debiti; sempre Bassanio approfitta dell’evidente debolezza di Antonio nei suoi confronti per chiedergli denaro in prestito e poter degnamente corteggiare Porzia; Lorenzo rapisce Jessica, la bella figlia di Shylock, per passione ma anche perché lei, abbandonando la casa paterna, porterà con sé denaro e gioielli; Shylock è distrutto emotivamente dalla fuga della figlia ma ad accrescere il suo dolore contribuisce sicuramente anche il danno economico che lei gli ha causato…

Personaggi in cerca di se stessi
I complessi personaggi che Shakespeare ha creato nel Mercante sono impegnati nella continua ricerca della propria identità. Quasi tutti subiscono un’evoluzione o vanno incontro a un cambiamento: c’è chi per amore cambia religione, chi si traveste, chi matura… Belmonte e il castello di Porzia fungono addirittura da rito di passaggio: chi vi approda se ne allontanerà poi mutato. “Stento a conoscere me stesso” dice Antonio a Salerio, all’inizio della commedia. La sua incertezza è presumibilmente sessuale: l’amore verso Bassanio è per Antonio destabilizzante. Allo stesso modo, quello di Porzia è un cammino per conquistare un ruolo e riscattarsi dall’essere solo merce di scambio: da “premio” che il padre ha messo in palio con un crudele testamento, Porzia, travestendosi da uomo e transitando in un’altra identità, afferma se stessa. Il sentimento per Bassanio è stato amore a prima vista. Eppure, è solo dopo aver salvato Antonio dalla morte e avere così sciolto il legame a doppio filo tra lui e Bassanio, che Porzia potrà amare liberamente l’uomo che l’ha conquistata a Belmonte.



Antisemitismo o rifiuto culturale?
L’inimic