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| Itineraria | Teatro Italiano | Dedalo |
| Fondazione Atlantide Teatro Stabile di
Verona - GAT Sede legale: P.zza Viviani 10 - 37121 VERONA Tel. 045/8006100 Fax 045/8030815 Sede territoriale: Via Avogari 2 - 31100 TREVISO Tel. 0422/56243 Fax 0422/544374 www.teatrostabileverona.it. |
| IL GRANDE TEATRO
2008 2009 in scena al Teatro Nuovo 11 novembre 2008 - 5 aprile 2009 ABBONAMENTI Conferma dal 13 al 23 ottobre ore 16-19.30 esclusi i giorni festivi Nuovi dal 27 ottobre al 4 novembre ore 16-19.30 esclusi i giorni festivi Palazzo Barbieri Angolo Via Leoncino, 61 Tel. 045-8066485 / 045-8066488 BIGLIETTI: dal 7 novembre prevendita e vendita biglietti al Teatro Nuovo tel. 045-8006100 Biglietti anche tramite Circuito Uniticket (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285) e Call Center tel. 848002008 Biglietti on line su www.geticket.it Servizio biglietteria anche presso Box Office, Verona Via Pallone 12/a, tel. 045-8011154 Informazioni e contatti: Comune di Verona - Spettacolo Tel. +39 045-8077201 - e-mail spettacolo@comune.verona.it Organizzato da: Comune di Verona Assessorato alla Cultura Direzione artistica Gian Paolo Savorelli Con i contributi di Unicredit Banca d’Impresa e della Provincia di Verona. La programmazione degli spettacoli è in collaborazione con la Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona GAT. 11-12-13-14-15-16 novembre 2008 Teatro Stabile di Verona Teatro Stabile del Veneto ENRICO IV di Luigi Pirandello con Ugo Pagliai, Paola Gassman regia di Paolo Valerio 25-26-27-28-29-30 novembre 2008 Nuova Scena - Arena del Sole Teatro Stabile di Bologna Emilia Romagna Teatro Fondazione PLATONOV di Anton Cechov con Alessandro Haber, Susanna Marcomeni regia di Nanni Garella 16-17-18-19-20-21 dicembre 2008 Teatro Stabile del Veneto Teatro Biondo Stabile di Palermo Teatro Stabile di Verona Teatro Olimpico di Vicenza PECCATO CHE SIA UNA SGUALDRINA di John Ford con Gaia Aprea, Max Malatesta, Alvia Reale, Stefano Scandaletti, Enzo Turrin e con Anita Bartolucci regia di Luca De Fusco 13-14-15-16-17-18 gennaio 2009 Teatro Stabile dell’Umbria Teatro di Roma MOBY DICK di Federico Bellini da Herman Melville con Giorgio Albertazzi regia di Antonio Latella 27-28-29-30-31 gennaio / 1 febbraio 2009 Noctivagus Produzioni Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia I DUE GEMELLI VENEZIANI di Carlo Goldoni con Massimo Dapporto regia di Antonio Calenda 10-11-12-13-14-15 febbraio 2009 A. Artisti Associati Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia LA RIGENERAZIONE di Italo Svevo con Gianrico Tedeschi regia di Antonio Calenda 3-4-5-6-7-8 marzo 2009 Diana OR.I.S. IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ di Eduardo De Filippo con Carlo Giuffrè regia di Carlo Giuffrè 31 marzo / 1-2-3-4-5 aprile 2009 Noctivagus Produzioni IL CASO DI ALESSANDRO E MARIA curiosa replica di una storia che già ha avuto luogo di Giorgio Gaber, Sandro Luporini con Luca Barbareschi, Chiara Noschese regia di Luca Barbareschi Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona - GAT Sede legale: P.zza Viviani 10 - 37121 VERONA Tel. 045/8006100 Fax 045/8030815 Sede territoriale: Via Avogari 2 - 31100 TREVISO Tel. 0422/56243 Fax 0422/544374 |
| Prima assoluta del concerto-spettacolo
ideato da Paolo Valerio e Andrea de Manincor Protagonisti I Virtuosi Italiani e gli attori del Teatro Stabile di Verona Mentre la cronaca di questi giorni porta alla ribalta l’annosa problematica dei teatri e delle rivendicazioni sindacali che mettono a repentaglio la loro regolare attività con scioperi e “prime” saltate, a Verona proprio queste tematiche saranno oggetto di una nuova pièce teatral-musicale direttamente ispirata al film di Federico Fellini, Prove d’orchestra, che a trent’anni di distanza dimostra tutta la sua attualità. La prima assoluta avrà luogo martedì 13 maggio alle ore 21 al Teatro Nuovo con la partecipazione in scena del complesso da camera I Virtuosi Italiani. Nello spettacolo una troupe televisiva sta per cominciare la diretta satellitare di un concerto con la Sinfonia n. 40 di Wolfgang Amadeus Mozart. Le luci si accendono. Appare il presentatore della serata che dopo un primo scambio di battute con il pubblico fa entrare in scena l’orchestra e il direttore. Minuto dopo minuto la pièce si trasformerà in una serie di gag esilaranti ma dal contenuto tragicomico, svelando i più impensabili risvolti della vita dei musicisti, le loro debolezze, le frustrazioni, le manie ma anche la capacità di autoironizzare sulla propria professione. «La fiction può andare nel senso di una verità più acuta della realtà quotidiana e apparente. Non è necessario che le cose che si mostrano siano autentiche. In generale è meglio che non lo siano. Ciò che deve essere autentica è l’emozione che si prova nel vedere e nell’esprimere» (Federico Fellini) «Dove va la musica quando non suoni più?». Questo il sottotitolo dello spettacolo ma anche l'interrogativo a cui i personaggi, musicisti e attori, si troveranno a dover rispondere, scatenando molteplici riflessioni sulla musica e i suoi protagonisti, sulla quotidianità dell’arte, sulla necessità di emozionarsi. Liberamente ispirato al film-inchiesta Prove d’orchestra, capolavoro di Federico Fellini, lo spettacolo vedrà interagire il pubblico in sala con i musicisti, il direttore d’orchestra e gli attori sul palco. Gli orchestrali che parlano di sé stessi e del loro strumento, le facezie scurrili e le villanie che fanno da controcanto a chiunque parli, i comportamenti scomposti, richiamano quello che anche nel film di Fellini è una delle più forti rappresentazioni del conflitto interiore di molti musicisti. Il dissidio fra l’uomo e il mondo si sdoppia nel presentimento di una tragedia storica e nell’interrogativo dell'autore sulla fine dell’arte. «Se andate a vedere il film con gli occhiali colorati dell’ideologia – precisava Fellini – non riuscirete a vederlo. Ora, quello che voglio è costringere ciascuno a trovare una risposta non più rinviabile. Ma una risposta individuale, non una risposta generale, astratta, che non vuol dire niente». Anche lo spettacolo ideato da Valerio e Manincor vuole presentare un frammento reale in tutta l’ambiguità della vita per sollecitare lo spettatore a cercare delle risposte individuali. Non sappiamo se il pubblico veronese uscirà da teatro con qualche certezza in meno ma di sicuro, oltre a divertirsi, avrà l’occasione di riflettere sulla valore delle regole e sul difficile rapporto tra l'arte e il quotidiano. Con: I VIRTUOSI ITALIANI E con: Andrea De Manincor Sabrina Modenini Mario Monopoli Roberto Petruzzelli Roberto Vandelli Ideazione e regia di Andrea De Manincor e Paolo Valerio Informazioni di biglietteria: 045 8006100 – 045 8035173 Paolo Valerio debutta nel 1980 ne Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde, per la regia di Ugo Cassaro. Nell’81 lavora con la Compagnia del Teatro Laboratorio di Verona, sotto la direzione di Ezio Maria Caserta e partecipa a seminari di danza con Carolyn Carson, e di teatro, con Massimo Castri. Si laurea in lettere a Venezia nell’84 e l’anno seguente consegue il diploma come attore presso la Scuola Civica d’Arte Drammatica del "Piccolo Teatro" di Milano; in questo periodo di formazione professionale recita in molti spettacoli, tra i quali: Lenz di Buchner; Ubu re di Jarry; Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni; Tre sorelle di Cechov; Ciascuno a suo modo di Pirandello; Le notti bianche di Dostoevskij. Nel triennio successivo partecipa a diverse produzioni: come attore prende parte a Le baruffe chiozzotte di Carlo Goldoni, con la compagnia Veneto Teatro, regia di Gianfranco de Bosio; Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare, con la compagnia del Teatro dell’Elfo di Milano, regia di Elio De Capitani. Nell’89 ristruttura e riapre il Cinema Teatro Alcione di Verona, di cui è direttore artistico e realizza, nel Cortile della Casa di Giulietta, Romeo e Giulietta di W. Shakespeare, uno spettacolo che diventerà un appuntamento fisso dell’estate teatrale veronese. Nel ’90 cura la regia di Quadri di un’esposizione di Musorgskij; scrive ed interpreta nel ‘92 La fabbrica dei sogni, che riceverà il premio Vetrine 93 dell’Ente Teatrale Italiano; durante l’estate presenta a Verona, Amleto di Shakespeare, di cui è regista e protagonista. L’anno dopo dirige ed interpreta Romeo e Giulietta, di W. Shakespeare e viene nominato direttore artistico del Teatro Nuovo di Verona. Nel 1995 viene nominato direttore artistico del Teatro Roma di Vicenza e progetta e realizza Sognando Shakespeare, spettacolo itinerante. Nel ‘96 cura la regia ed interpreta L’alfabeto dell’oblio, di W. Tevis. Negli anni successivi allestisce Généviève du Brabant in collaborazione con il Conservatorio E. F. Dall’Abaco, dirige Histoire de Babar, le petit éléphant, da Francis Poulenc. Nel ‘99 cura la regia di diversi spettacoli: Façade, di W. Walton (suggerimenti scenografici di Silvio Cattani), in collaborazione con Pocket Opera e la Fenice di Venezia; Il marchese dei turaccioli, in collaborazione con Pocket Opera; Il sipario dell’anima, liberamente ispirato a "I dolori del giovane Werther" di W. Goethe, nell’ambito del programma Futuri, in collaborazione con la Fondazione Arena e con il Conservatorio di Verona. Attualmente sta lavorando a vari progetti, tra cui uno spettacolo multimediale ispirato ai "Quattro Quartetti" di T. S. Eliot, dal titolo Nel mio principio è la mia fine; un laboratorio musicale su L’opera da tre soldi di B. Brecht; un nuovo allestimento di Romeo e Giulietta. Una storia d’amore, appuntamento immancabile dell’estate teatrale veronese, arricchito ogni anno di nuove idee; un ciclo di spettacoli e percorsi teatrali studiati per le scuole. I Virtuosi Italiani sono un’orchestra da camera che svolge intensa attività concertistica in Italia e all’estero, distinguendosi come uno dei complessi più attivi e qualificati nel panorama artistico internazionale. I successi raccolti da I Virtuosi Italiani in più di vent’anni di attività sono stati amplificati dall’unione, avvenuta lo scorso anno, con una delle più attive e riconosciute realtà italiane: l'Accademia I Filarmonici di Verona.La sinergia fra l'esperienza e le qualità tecniche ed artistiche di entrambe posiziona definitivamente I Virtuosi Italiani all’interno del più prestigioso panorama musicale internazionale. Molteplici sono le collaborazioni con solisti e direttori: Lazar Berman, Pavel Berman, Fabio Biondi, Stanislav Bunin, Michele Campanella, Bruno Canino, Giuliano Carmignola, Enzo Dara, Pietro De Maria, Claudio Desderi, Mariella Devia, Enrico Dindo, Patrick Gallois, Bruno Giuranna, Natalia Gutman, Barbara Hendricks, Vincenzo La Scola, Katia e Marielle Labèque, Maxence Larrieu, Lev Markiz, Federico Mondelci, Andrei Mustonen, Ilya Grubert, Eva Mei, Kristof Penderecky, Massimo Quarta, Julian Rachlin, Vadim Repin, Dmitri Sitkovetsky, Pavel Vernikov e molti altri. I Virtuosi Italiani hanno partecipato all’allestimento dell’Apollon Musagète di Stravinsky con il New York City Ballet; nel 2001 hanno eseguito tutte le opere in un atto di Rossini per l'Opera Comique di Parigi e tenuto due concerti alla Konzerhaus di Vienna. I Virtuosi Italiani hanno collaborato con i più importanti teatri e con i principali enti musicali italiani e stranieri: il Teatro alla Scala, il Teatro Dal Verme e la Sala Verdi a Milano, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro La Fenice, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro Comunale di Modena, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Filarmonico di Verona, l’Associazione Barattelli de L’Aquila, l’Unione Musicale di Torino, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma. Numerose sono state le tournées in vari paesi europei: Francia (Festival Pablo Casals di Prades, Festival Berlioz, Aix-en-Provence, Bordeaux), Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Slovenia (Festival Internazionale di Lubiana), Russia, Iran e Corea. Nell’aprile 2005 l’orchestra è stata invitata in tournée in Russia, per la Stagione Ufficiale Concertistica di Mosca, tenendo due concerti nella Sala Tchaikowsky e nella Sala Grande del Conservatorio. L’attività discografica è ricchissima, con più di 50 CD registrati per le maggiori case discografiche - Chandos, Emi, Naxos, Dynamic, Verany, Bongiovanni, Arcadia, Arts, e Tactus - ed oltre 400 mila dischi venduti in tutto il mondo. Nel 2004 l’orchestra, guidata dal primo violino maestro concertatore Alberto Martini ha conseguito il prestigioso premio Choc de la Musique, assegnato da Le Monde de la Musique, per la superba interpretazione delle opere di F. A. Bonporti.Significativo è anche l’interesse da sempre dimostrato per il repertorio “di confine”, che I Virtuosi Italiani hanno frequentato ai liveli più alti collaborando con artisti del calibro di Chick Corea, Goran Bregovic, Michael Nyman, Franco Battiato e Giovanni Allevi. I concerti de I Virtuosi Italiani sono sempre stati accolti da entusiastici consensi di critica e di pubblico. I Virtuosi Italiani sono gli ideatori del Festival Internazionale Atlantide che ha luogo al Teatro Nuovo di Verona e de I Concerti della Domenica stagione che si svolge presso la prestigiosa e storica Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico. Le due manifestazioni, che propongono repertori che spaziano dal classico al contemporaneo, sono giunte rispettivamente alla seconda e all’ottava edizione. L'impostazione artistica vede come figura cardine quella del Konzertmeister Alberto Martini, fondatore tra l’altro dell'Accademia I Filarmonici. Il Direttore principale ospite è Corrado Rovaris. Numerosi sono i futuri impegni de I Virtuosi Italiani, che saranno impegnati in numerose tournée in Italia e all'estero (Polonia, Spagna, Europa dell’Est, Stati Uniti, Cina e Giappone) ed in nuove incisioni discografiche. |
| Verona - Teatro Nuovo lunedì 5 maggio, ore 16.30 conduce MARIO PULIERO Ingresso libero La carriera artistica di Antonello Venditti, al secolo Antonio, nasce al Folkstudio di via Garibaldi, fucina di molti cantautori dei primi anni '70. Nato il giorno 8 marzo 1949 a Roma Antonello Venditti fu indirizzato giovanissimo dalla mamma allo studio del pianoforte. Approda al Folkstudio durante gli anni del liceo inizialmente come spettatore, poi proponendo un proprio repertorio, le cui canzoni di punta erano "Sora Rosa" (dedicata alla nonna) e "Roma Capoccia", entrambe scritte all'età di 14 anni. E' durante gli anni del liceo che incontra due futuri artisti: Francesco De Gregori e l'attore e regista cinematografico Carlo Verdone, con cui rimarrà sempre grande amico e collaborerà artisticamente (Venditti ha inciso la colonna sonora di "Troppo forte" e Carlo Verdone ha suonato la batteria in due album di Venditti, "Venditti e segreti" del 1986 e "Prendilo tu questo frutto amaro" del 1996). Pubblica il suo primo album nel 1972, "Theorius Campus", in condominio col suo amico di sempre, Francesco De Gregori, spartendosi le due facciate del disco, la prima di De Gregori, la seconda di Venditti, nella quale compaiono le già citate "Sora Rosa" e la più nota "Roma Capoccia". Vive artisticamente gli anni '70 con grande fermento e partecipazione pubblicando quasi un album l'anno, e diventando uno dei maggiori capisaldi della musica d'autore italiana. Bisogna riconoscere ad Antonello Venditti un grande merito: quello di essere stato il primo cantautore italiano, a parlare con la musica di politica ("Compagno di scuola"), di droga e di sesso ("Lilly"), in un periodo particolare com'è stato quello degli anni '70. Indubbiamente più romantici e sentimentali gli anni '80, dove si vede un Venditti che cambia anche per motivi personali e volge la sua attenzione nei confronti del sentimento. Questo è il periodo della fama: aiutato sicuramente dalla passione per il calcio e per la sua squadra - la Roma - grazie al concerto al Circo Massimo con il quale Antonello Venditti festeggia il suo secondo scudetto e al quale parteciparono 250.000 persone, aumenta sensibilmente la sua notorietà. Per l'occasione Venditti scrive "Grazie Roma" ancora oggi canzone di chiusura di ogni partita della squadra allo stadio Olimpico. Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 Venditti incide album bellissimi che lo riportano in vetta alle classifiche, come agli esordi. "In questo mondo di ladri" del 1988 e "Benvenuti in paradiso" del 1991 arrivano a vendere circa un milione di copie, grazie anche a bellissime canzoni d'amore come "Ricordati di me" ed "Amici mai". Il nuovo millennio si apre con delle altre belle novità. Nel 2001 la Roma Calcio vince il suo terzo scudetto e Antonello non ci pensa un attimo a presentare una nuova canzone per una festa, come nel 1983 al Circo Massimo. Alla performance parteciparono un milione di fan circa, a dimostrazione della notorietà e della rilevanza che il cantautore ha sulla scena della musica italiana. Passano solo due anni, e nel 2003 esce un nuovo album. E' la volta di "Che fantastica storia è la vita" che sintetizza in otto canzoni la genuinità del cantante romano. Un album importante che ha come leit-motiv l'amore per la vita, che ogni uomo non dovrebbe mai abbandonare. Tra le canzoni presenti nell'album, ricordiamo oltre all'omonima, "Con che cuore" e "Lacrime di pioggia", con risvolto sentimentale, "Ruba scritta" nel 1968 e pubblicata solo da Mia Martini negli anni '70, "Il sosia" e "Non c'è male" con sfondo la po litica di oggi e del passato. Nel 2004 è la volta di Campus live, album dal vivo che contiene, tra l'altro, il brano inedito Addio mia bella Addio, registrato in studio, e cui fa seguito un tour che dura oltre un anno. Nel novembre 2006 esce la sua antologia più completa, un cofanetto di 3 CD intitolato Diamanti che rimane nella classifica dei dischi più venduti per quasi un anno vendendo oltre 250.000 copie. Il 16 novembre 2007 esce il suo nuovo lavoro Dalla pelle al cuore. L' 8 marzo 2008 è partito il suo nuovo tour Dalla pelle al cuore. |
| L'AMANTE MILITARE A conclusione della stagione 2007/2008 va in scena l’ultimo appuntamento con la prosa proposta dal Teatro Stabile di Verona: martedì 6 maggio è in programma “L’amante militare” di Carlo Goldoni, diretto da Paolo Valerio. Lo spettacolo, che ha debuttato la scorsa estate, è la produzione più recente del Teatro Stabile di Verona ed ha già riscosso notevole successo in tutti i teatri ove è stato rappresentato. Il testo fu scelto per celebrare il terzo centenario della nascita (1707) di Carlo Goldoni, il grande drammaturgo veneziano. L’opera, rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1751, affronta tematiche di grande attualità (dalla guerra e l'occupazione militare al lontano sentimento dell'onore che tradisce le passioni per la vita), ma ha spunti di brillante comicità e momenti di forte lirismo. Questo testo così raramente frequentato dai palcoscenici italiani, ebbe una importante messa in scena con la regia di Strehler nella stagione '51 '52, interpretato tra gli altri, da Moretti, Bosetti e Rissone. Oggi tocca agli attori dello stabile veronese, diretti da Paolo Valerio, riportare in scena questo ennesimo splendido e divertentissimo testo goldoniano. I biglietti sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione ed il Box Office, al prezzo speciale di euro 3,00 (tutti posti numerati) per gli abbonati alle rassegne “Divertiamoci a Teatro” e “Solo Danza” e per i tesserati del Cineforum Alcione. Biglietti interi: platea euro 14,00 - balconata euro 12 – 1^ galleria euro 8 – 2^ galleria euro 6. Per informazioni: tel. 045-8006100 cast Alessandro Albertin - Arlecchino e Don Alonso Paola Giacometti - Beatrice Silvia Manfrini - Corallina Michela Ottolini - Rosaura Roberto Petruzzelli - Brighella e Don Garzia Roberto Vandelli - Pantalone e Don Sancio regia Paolo Valerio accompagnamento musicale e strumentale di Sabrina Reale maschere e scene di Renzo Antonello, costumi di Chiara Defant Rassegna Stampa L’ARENA, venerdì 13 luglio 2007 «L’amante militare» vince la sua battaglia PROSA. IL TEATRO STABILE DI VERONA IN UN GOLDONI POCO NOTO di Alessandra Galetto Uno spettacolo intessuto su un ritmo vivace, capace di avvincere col gioco del teatro nel teatro strizzando anche l’occhio ad una aggraziata leggerezza che evita ogni "appesantimento" intellettualistico, rivendicando al palcoscenico la funzione primaria di spazio del divertimento.[leggi l'articolo completo] IL GAZZETTINO, giovedì 12 luglio 2007 SPETTACOLI - VERONA "L'Amante militare" torna a rivivere grazie a Paolo Valerio di G.A. Cibotto Nel foyer del Teatro Nuovo, al quale si arrivava dal Cortile della Casa di Giulietta, il Teatro Stabile diretto da Paolo Valerio che ha il dono di una vitalità sorprendente, in occasione del terzo centenario della nascita del drammaturgo veneziano, ha allestito un'opera goldoniana di qualità, che assai di rado viene tuttavia recitata nel nostro paese.[leggi l'articolo completo] L’ARENA, martedì 10 luglio 2007 La guerra vista con gli occhi di Goldoni TEATRO. Omaggio dello Stabile di Verona al grande autore veneziano di Alessandra Galetto Debutta questa sera (alle 21.15) al Teatro Nuovo in "prima" nazionale «L’amante militare» di Carlo Goldoni nell’allestimento diretto da Paolo Valerio, omaggio del Teatro Stabile di Verona al drammaturgo veneziano in occasione del trecentesimo anniversario della nascita.[leggi l'articolo completo] Biglietti (tutti numerati): platea euro 14,00 – balconata euro 12,00 1^ galleria euro 8,00 – 2^ galleria euro 6,00 Pre-vendita: Teartro Nuovo, Teatro Alcione, Box Office Per informazioni: te.045-8006100, www.teatrostabileverona.it |
| Fabrizio De André. Ero molto più curioso
di voi. Concerto-reading per voci e strumenti Un percorso tra le parole e la musica di Fabrizio De André, il più colto e amato cantautore italiano. È questa la proposta del concerto-reading ad ingresso libero che viene presentato sotto un titolo tratto da un verso di Amico fragile, una delle sue canzoni più rappresentative: “Ero molto più curioso di voi. Fabrizio De André, suggestioni e richiami”, che si terrà martedì 22 aprile alle 21 al Teatro Nuovo. Lo spettacolo, organizzato dall’Università di Verona con il patrocinio della Fondazione De André, è promosso dal Consiglio degli Studenti in collaborazione con la Biblioteca Arturo Frinzi e il Coordinamento della Comunicazione Integrata. L’iniziativa vuole essere un contributo della componente studentesca per le celebrazioni del 25esimo anniversario di fondazione dell’ateneo. Al Teatro Nuovo si alterneranno brani di De André cantati e citazioni di sue fonti letterarie, lette e recitate. La cura e la conduzione della serata è affidata a uno dei massimi esperti italiani di “canzone d’autore”, Enrico de Angelis, giornalista e direttore artistico del Club Tenco, e si avvale della consulenza teatrale del regista Paolo Valerio. Sul palco si esibiranno solo artisti di Verona: la cantante Giuliana Bergamaschi, specializzata in canzoni d’autore d’ogni epoca; il cantautore Mimmo de’ Tullio, nome “storico” della musica a Verona (entrambi impegnati da anni nella riproposta sistematica del repertorio di De André); e la band dei Mariposa, gruppo sperimentale che invece ha preparato De André appositamente per quest’occasione. I testi letterari saranno recitati dagli attori Andrea De Manincor< /strong> e Sabrina Modenini, ben noti al mondo teatrale della nostra città Molti dei testi di Fabrizio De André sono considerati veri e propri componimenti poetici. La sua grandezza deriva anche dalla capacità di arricchire le canzoni con suggestioni e rimandi legati a grandi poeti e scrittori italiani e stranieri. Una delle caratteristiche del cantautore è stata infatti quella di guardare costantemente, dall’inizio alla fine della sua storia artistica, a riferimenti letterari e musicali “esterni”. L’idea che l’Università di Verona propone agli studenti e alla città intera è quella di un percorso teatral-musicale attraverso le canzoni del grande “Faber” e, a specchio, alcune citazioni nobili che costellano le stesse. Sul palco del Teatro Nuovo potremo così vedere avvicendarsi brani cantati (da S’i’fossi foco a Valzer per un amore, da Bocca di rosa a Khorakhané, da Leggenda di Natale a Via del campo, nonché brani degli album La buona novella, Non al denaro non all’amore né al cielo e Storia di un impiegato), accompagnati dalle rispettive fonti letterarie, lette e recitate come un “testo a fronte”: da Jacopone da Todi a François Villon, da Pierre de Ronsard a Edgard Lee Masters, da Umberto Saba a Jacques Prévert, da Georges Brassens a Leonard Cohen. |
| Teatro Nuovo - Verona lunedì 17 marzo, ore 10.30 Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2007 – 2008 Il Direttore Il Presidente Diego Arich Stefano Pachera PROGRAMMA Introduzione del Presidente Saluto del Sindaco di Verona Saluto del Presidente della Provincia di Verona Saluto del Vicepresidente, quale rappresentante del Corpo Accademico Relazione del Direttore Intervento di un Rappresentante degli Studenti Prolusione del prof. Nicola Pasqualicchio “Nulla da esprimere e l’obbligo di esprimere. Beckett e la responsabilità dell’artista contemporaneo” -------------------------------------------------------------------------------- Teatro Nuovo - Verona martedì 18 marzo, ore 18 Nei luoghi del sacro IL VOLTO DI GESU' Storia di un'immagine dall'antichità all'arte contemporanea Martedì 18 marzo 2008 alle ore 18.00, al Teatro Nuovo di Verona, si terrà un incontro con Flavio Caroli, durante il quale lo scrittore presenterà il suo nuovo libro, edito da Mondadori, dal titolo Il volto di Gesù - Storia di un’immagine dall’antichità all’arte contemporanea. Il saggio racconta l’evolversi delle rappresentazioni artistiche di Cristo nel corso dei secoli. In questo viaggio nell’arte sacra, Caroli attraversa i territori paleocristiani e ortodossi, incontrando poi Giotto, Piero della Francesca, Raffaello, Michelangelo… che l’hanno visto prima guaritore e maestro, accentuandone l’aspetto divino, e poi sofferente, riconoscendone l’aspetto anche umano. Nella contemporaneità, con Gauguin, Guttuso e altri, è raffigurato come uomo solo e colmo di dolore, metafora di uno stato esistenziale dell’intera umanità. Anche le rappresentazioni cinematografiche di Gesù vengono analizzate e commentate: da Pasolini a Olmi, per raccontare "come l’arte – scrive Caroli - ha risposto nei secoli al mistero delle sembianze di Cristo"; immagini "né oggettive, né innocenti", ma quelle di cui il mondo ha e "avrà bisogno". Flavio Caroli è ordinario di Storia dell’arte moderna presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Dal 1997 è responsabile scientifico per le attività espositive di Palazzo Reale a Milano e qui ha curato le mostre L’Anima e il Volto, Natura Morta Lombarda, Il Cinquecento Lombardo, Dalla Scapigliatura al Futurismo. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche, tra cui il “Corriere della Sera” e “Il Sole 24 Ore”, e con numerose riviste di storia dell’arte italiane e straniere. E’ ospite fisso del programma “Che tempo che fa” condotto da Fabio Fazio.< br />Fra i suoi numerosi libri ricordiamo Trentasette. Il mistero del genio adolescente (Mondadori 1996, riedito nel 2007) e Tutti i volti dell’arte (Mondadori 2007). Informazioni e contatti Gli inviti per accedere alla presentazione del libro si possono ritirare, fino ad esaurimento, presso l’URP del Comune di Verona, via Adigetto 10, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00, il martedì e giovedì anche dalle 15.00 alle 17.00, telefono 045 8077500 , urp@comune.verona.it. |
| Verona - Teatro Nuovo 11-12-13 marzo ore 21.00 8 DONNE E UN MISTERO di Robert Thomas regia Claudio Insegno con Caterina Costantini, Elsa Martinelli, Corinne Clery,Eva Robin’s, Mimma Lovoi, Tiziana Sensi, Beatrice Buffadini e Sara Greco “Otto donne e un mistero” con uno splendido cast tutto al femminile chiude la decina edizione della rassegna “Divertiamoci a Teatro” organizzata dal Teatro Stabile di Verona in collaborazione con la Banca Popolare di Verona, il giornale L’Arena, Stone Italiana, Eismann, Zanini Porte, Isokinetik e Rana. E’ un testo che strizza l'occhio alle vecchie pellicole degli anni '50, carico di un'atmosfera da technicolor, rappresentata soprattutto dagli abiti di fine sartoria, dalla scenografia carica di colori, dialoghi brillanti alla George Cukor, intreccio giallo alla Agatha Christie. Ma il testo racchiude in sé anche l'essenza della cultura di oggi, dove i tradimenti e le menzogne sembrano dominare sui buoni sentimenti. La pièce è ampiamente ispirata al film “Otto donne e un mistero” del 2002 del regista francese Francois Ozon che vede protagoniste stelle del calibro di Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Danielle Darrieux, Emmanuele Béart e Fanny Ardant. Splendido anche il cast di questa versione teatrale, che può contare anche sulle musiche e le canzoni o riginali di Rossana Casale. Si tratta di un giallo proposto in chiave comica. Divertenti i siparietti che vedono una Elsa Martinelli in splendida forma ed un’esilarante Eva Robins. Caterina Costantini interpreta con mestiere la parte della moglie, una signora borghese che sotto pressione non ha più peli sulla lingua né pudori; Corinne Clery veste i panni dell’affascinante sorella di Marcel, tanto raffinata quanto disinibita. Mimma Lovoi nella governante dà grande prova delle sue doti canore. Ognuna delle donne in scena ha uno o più’ segreti che sconvolgono le altre non appena rivelati. I colpi di scena si susseguono vorticosamente in una galleria di tipi femminili che nascondono un groviglio di storie interpersonali: dalla ragazza madre giovanissima, al rapporto incestuoso; dalla relazione omosessuale al femminile ai facili costumi; dall’omicidio familiare al più comune tradimento. Il finale sorprende con un doppio colpo di scena che vede protagonista l’unico uomo che non appare mai pur tenendo unite le poliedriche figure femminili. In una sperduta villa della campagna francese, un uomo viene assassinato. A causa di una nevicata, i presenti rimangono tutti bloccati nella villa e senza telefono. Si tratta di otto donne le quali hanno una qualche relazione con il morto: la cameriera, la moglie, l'amante, due figlie, la sorella, la suocera e la cognata. E tutte loro hanno una motivazione per ucciderlo . Il delitto dell'unica figura maschile della pièce è dunque lo spunto per rivelare il substrato di menzogne e inganni che accompagna la vita delle otto protagoniste. Il gioco al massacro delle accuse reciproche alla ricerca del colpevole mette in luce la parte nascosta delle relazioni che intercorrono all'interno della famiglia. Le otto splendide protagoniste sono obbligate a confrontarsi con il lato oscuro della loro personalità, con i vizi e le ambizioni troppo spesso celate per il quieto vivere borghese. Lo spettacolo è da non perdere e sarà sicuramente divertente anche l’incontro con il pubblico (ingresso libero) in programma mercoledì 12 marzo, alle ore 18.00 al Teatro Nuovo, con tutte le attrici del cast. I biglietti sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione, il Box Office, le filiali Unicredit Banca oppure on-line sul sito www.teatrostabileverona.it. Per informazioni: tel.045-8006100. |
| Verona - Teatro Nuovo dal 4 al 9 marzo Teatro Stabile d’Abruzzo & Società per Attori LA PAROLA AI GIURATI Twelve angry men di Reginald Rose protagonista e regista Alessandro Gassman Giovedì 6 alle ore 17 l’artista incontra il pubblico nel foyer del teatro. Martedì 4 marzo alle 20.45 al Nuovo ottavo e ultimo appuntamento col Grande Teatro, rassegna organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e con la Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona. In scena La parola ai giurati (Twelve angry men) di Reginald Rose nella traduzione di Giovanni Lombardo Radice con Alessandro Gassman nel duplice ruolo di protagonista e regista. Nel febbraio del 1987, sempre al Nuovo, un Alessandro Gassman appena ventiduenne interpretò il personaggio del figlio a fianco del suo celebre padre in “Affabulazione” di Pasolini: era la prima edizione del Grande Teatro. Per Gassman figlio un ritorno dunque, ventuno anni dopo, a questa rassegna invernale giunta quest’anno alla sua ventiduesima edizione. Un ritorno (forte di un’ultraventennale esperienza teatrale e cinematografica e del recente grande successo nel film “Caos calmo” di Antonello Grimaldi) nella duplice veste di attore e regista con uno spettacolo tratto da un film di successo: Twelve angry men, opera prima di un trentatreenne Sidney Lumet che, nel lontano 1957, decise di portare sul grande schermo la fortunata sceneggiatura scritta tre anni prima da Reginald Rose per un teledramma. Con questo film interpretato da Henry Fonda il regista Sidney Lumet ottenne numerosi riconoscimenti tra cui l'Orso d'Oro al Festival di Berlino e una nomination all'Oscar. La vicenda dello spettacolo, come quella del film, ha luogo a New York nel 1950. Si è conclusa in aula l’escussione delle prove circostanziali e delle testimonianze contro un giovane ispano-americano accusato di parricidio. Ora una giuria popolare composta da dodici uomini è chiusa in camera di consiglio per decidere il destino dell’imputato: i giurati devono raggiungere l’unanimità per mandare a morte il giovane che si dichiara innocente. Tutti sembrano invece convinti della sua colpevolezza. Tutti tranne uno (Alessandro Gassman) che, con meticolosità e intelligenza, costringe gli altri a ricostruire i passaggi salienti del processo e, poco alla volta, in un dibattito sempre più acceso e personalizzato che arriva, a tratti, fino allo scontro fisico, ne incrina le certezze, insinuando in loro il principio secondo il quale una condanna deve implicare la certezza del crimine al di là di ogni ragionevole dubbio. Uno a uno, tutti i giurati, in una sorta di psicodramma in cui affiorano pesanti elementi autocritici, finiscono col convincersi dell’innocenza del giovane superando pregiudizi anche razziali che, all’inizio, stavano per indurli a esprimere un frettoloso giudizio di condanna. Alessandro Gassman, che affronta con questo testo la sua seconda regia teatrale, dichiara: «L’interesse per il lavoro di regia è stato per me un naturale approdo. Dopo più di vent’anni di teatro militante in qualità di attore e due stagioni di successo con la mia prima regia, (“La forza dell’abitudine” di Thomas Bemhard) ho inteso proseguire la mia ricerca affrontando un testo coinvolgente e profondamente ideologico, che mi permette di entrare nelle varie e sfaccettate tipologie umane e caratteriali, colte in una situazione claustrofobica nella quale emergono gli aspetti umani più contraddittori. I temi trattati da Twelve angry men – c onclude Gassman – sono in questi anni più che mai al centro di dibattiti internazionali, dalla legittimità della pena di morte al dramma sociale del razzismo». Lo spettacolo, tutto al maschile, ha per interpreti dodici attori nei panni dei dodici giurati. «Nel film del 1957 la giuria popolare – spiega l’attore-regista – era tutta maschile poiché non potevano esserci né donne, né minoranze etniche. Per rendere il testo più vicino a noi ho inserito un giurato italo-americano e un cittadino dell'Est: una cosa impensabile per l’America degli anni Cinquanta». Dopo il debutto di martedì 4 marzo, repliche tutte le sere fino a sabato 8 marzo. L’ultima replica, domenica 9 marzo, sarà invece alle ore 16. Servizio biglietteria al Teatro Nuovo (tel. 0458006100). Biglietti anche tramite circuito UNITICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285), CALL CENTER (tel. 899111178) e BOX OFFICE, via Pallone12/a, tel. 899199057. Biglietti on line su www.comune.verona.it e su www.geticket.it. Prezzi da 24 a 9 euro. Giovedì 6 marzo alle ore 17 Alessandro Gassman incontrerà il pubblico nel foyer del Teatro Nuovo. L’ingresso è libero. |
| Verona - Teatro Nuovo dal 26 febbraio al 2 marzo SEI BRILLANTI Giornaliste Novecento di e con Paolo Poli Giovedì 28 alle ore 17 l’artista fiorentino incontrerà il pubblico nel foyer del teatro. Martedì 26 febbraio alle 20.45 al Nuovo settimo appuntamento col Grande Teatro, rassegna organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e con la Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona. In scena Sei brillanti - Giornaliste Novecento di e con Paolo Poli, spettacolo di “acuta e profonda leggerezza”, quella ormai consolidata di un’artista che di questa cifra ha fatto uno dei punti chiave del suo teatro. I sei brillanti del titolo sono i sei monologhi con cui, attraverso i testi di sei “adorabili penne” del secolo scorso, Poli disegna una caricatura sferzante e ineccepibile del Novecento. Maria Volpi Nannipieri in arte Mura, Paola Masino, Irene Brin, Camilla Cederna, Natalia Aspesi ed Elena Gianini Belotti (autrici di brevi racconti pubblicati dagli anni ’20 agli anni ’80) sono le sei voci che l’artista ha scelto di incastonare nelle scenografie di Emanuele Luzzati, cangianti fondali ispirati alle varie correnti pittoriche del ‘900, condendo il tutto con canzonette d’epoca proposte con particolari registri vocali o in quel delizioso falsetto di cui Poli è maestro. Ma l’irrinunciabile priorità del “divertirsi divertendo”, quel suo bizzarro e stravagante ammiccare all’avanspettacolo, trovano un solido contraltare nel tema della morte. Tema che affiora sottovoce, quasi a sottolineare che il più prezioso “brillante” che possediamo è proprio la vita e che quindi, come sostiene Paolo Poli, l’unica cosa degna di essere presa seriamente è proprio la leggerezza. Un “approccio all’esistenza” che “gioca – ha scritto un critico – con il grottesco e trasforma gli orrori in fotografie collettive da incorniciare”. Lo spettacolo dunque, oltre a fare ridere, fa anche pensare attraverso una variegata “scorribanda” tra i colori, le musiche, le follie, le miserie e gli umori di un secolo che Paolo Poli ci racconta senza risparmiare i suoi frizzi un po’ chic, la sua satira divertita e sempre elegante, la sua verve, la sua grazia intelligente e il suo straordinario talento. Un Novecento che ha come punto di partenza le cronache letterarie di sei giornaliste. «A cominciare – spiega Poli – da quella Maria Volpi Nannipieri che "negli anni '20, nelle sue “Perfidie”, parl ava di amori saffici in un'epoca in cui Mussolini avrebbe avuto parecchio da ridire sul tema. E poi Paola Masino: negli anni che precipitavano verso la crisi economica del '29 ebbe il coraggio di lanciare, sul settimanale Omnibus di Longanesi, il grido di un’inchiesta dal titolo “Fame”. Un articolo – continua l’artista toscano – che mise più di un mal di pancia alla maggioranza rispettabile che se ne fregava del prossimo. Poi arrivò Irene Brin, storica firma di Omnibus, e la poveretta si dovette inventare la "contessa Clara" per raccontare la società dell’epoca attraverso la moda. Ma era una mente brillantissima. E poi, ancora, Camilla Cederna, anche lei una giornalista coraggiosissima (come lo sono in genere tutte le donne) di cui ho scelto, erano gli anni della Dama Bianca e di Coppi, “Il lato debole”. Per raccontare l'attualità ho invece preso – conclude Poli – due firme assai lontane tra loro, Natalia Aspesi ed El ena Gianini Belotti, entrambe mie care amiche». Dietro all’omaggio a sei giornaliste donne accomunate dal coraggio di dire, di stupire, di guardare il mondo senza i veli dell’ipocrisia, un omaggio dunque all’universo femminile, o meglio a quelle donne che hanno fatto e fanno dell’intelligenza e della cultura la loro bandiera. Tutto questo attraverso quello specialissimo teatro di Paolo Poli, un “unicum” che gli è valso la scorsa estate al Teatro Romano il Premio Renato Simoni alla carriera. In scena (accanto a Paolo Poli che è anche regista dello spettacolo) Luca Altavilla, Alberto Gamberini, Alfonso De Filippis e Giovanni Siniscalco. Di Jacqueline Perrotin gli arrangiamenti musicali e di Santuzza Calì i costumi. Dopo il debutto di martedì 26 febbraio, repliche tutte le sere fino a sabato 1 marzo. L’ultima replica, domenica 2 marzo, sarà invece alle ore 16. Servizio biglietteria al Teatro Nuovo (tel. 0458006100). Biglietti anche tramite circuito UNITICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285), CALL CENTER (tel. 899111178) e BOX OFFICE, via Pallone12/a, tel. 899199057. Biglietti on line su www.comune.verona.it e su www.geticket.it. Prezzi da 24 a 9 euro. Giovedì 28 febbraio alle ore 17 Paolo Poli incontrerà il pubblico nel foyer del Teatro Nuovo. L’ingresso è libero. |
| Verona - Teatro Nuovo Domenica 24 febbraio, ore 21 Solo danza STATUARIA RBR Dancecompany Domenica 24 febbraio (ore 21.00) al Teatro Nuovo arriva la RBR Dancecompany. “Statuaria”- la passione del movimento, è lo spettacolo proposto dalla compagnia veronese che ripercorre le orme dei famosissimi Momix, secondo appuntamentop della rassegna “Solo Danza” organizzata dal Teatro Stabile di Verona in collaborazione con la Banca Popolare di Verona, il giornale L’Arena, Stone Italiana, Eismann, Zanini Porte, Isokinetik e Ra na. Sulle musiche di Craig Armstrong, James Newton Howard, Burkhard Dallwitz prendono vita le coreografie di Cristiano Fagioli per i danzatori Cristina Ledri, Chiara Verzillo, Elisa Alberghini, Irene Dagnino, Patrizia Telleschi, Angelo Menolascina, Mimmo Miccolis, Luca Favretto. Dopo il successo avuto con lo spettacolo “Openspace”, la compagnia propone oggi il nuovo spettacolo: musiche dallo stile tecnologico con la predominanza di percussioni alternate a melodie più classiche, sono le colonne sonore di movimenti quasi al limite delle possibilità fisiche umane. I ballerini lasciano esprimere il loro corpo attraverso la danza caratterizzata da una notevole scioltezza nei movimenti; forza ed equilibrio rappresentano quindi gli elementi cardine delle splendide simmetrie, dell'ottimo tempismo e della precisione assoluta di coreografie complesse, ma altrettanto cariche di energia positiva che prende vita dagli sguardi in un gioco di espressività in grado di coinvolgere anche il pubblico. In un contesto tanto surreale non mancano riferimenti ritmici allo scorrere dell'acqua o ai complessi meccanismi d'ingranaggi in cui i corpi ben modellati si rincorrono per scomporsi e ricompo rsi in forme fantasiose, per poi passare alla rappresentazione di figure pensanti fino per arrivare ad inserire forme geometriche nei costumi. Forme in movimento, dunque, dalle quali le ballerine sembrano voler fuggire per poi invece inglobarle completamente, figure improvvisate e basate su singoli dettagli alla ricerca della linearità e della plasticità delle forme. La formazione classica e tecnica emerge anche nell'energia di attrazione e repulsione dei movimenti creando uno stile del tutto unico, attraverso coralità liriche e gioiose e l'utilizzo di supporti coreografici del tutto peculiari. Lo spettacolo ha un chiaro riferimento alle opere d'arte neoclassica e contemporanea poichè le coreografie sono ispirate alle sculture di Auguste Rodin, alla creazione dell'uomo ed al suo bisogno di religiosità nel ricordare Dio, il tutto incorniciato dalle scenografie che hanno la loro parte creando con le luci un'atmosfera di continua ricerca estetica. Una successione rapida di quadri s canditi da suoni adeguatamente evocativi che propone corpi marmorei su piedistalli rotanti, statue prigioniere dei basamenti o liberate dal marmo dal tocco dello scultore che si presenta in scena ripetutamente e che offre il suo ponteggio alla composizione del quadro finale. I biglietti per questo e per gli altri spettacoli delle rassegne “Divertiamoci a Teatro” e “Solo Danza” sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione, il Box Office, le filiali Unicredit Banca oppure on-line sul sito www.teatrostabileverona.it. Prossimi appuntamenti: “Otto donne e un mistero” con Corinne Clery, Caterina Costantini, Elsa Martinelli, Eva Robin’s, Mimma Lovoi, Beatrice Buffadini, Tiziana Sensi e Sara Greco, in programma dall’11 al 13 marzo e “Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers” con Raffaele Paganini il 14 marzo. Per informazioni: tel.045-8006100. |
| Un’ora di musica musica dal ‘500 all’900 terza edizione 2007/2008 Foyer Teatro Nuovo Sabato 23 febbraio, ore 17.30 Les caractères de la guerre Roberto Loreggian clavicenbalo Terzo anno consecutivo per la rassegna “Un’ora di musica”, nove appuntamenti con la musica dal ‘500 al ‘900, nella splendida cornice del Foyer del Teatro Nuovo di Verona (ingresso dal Cortile di Giulietta in via Cappello). Sabato 23 febbraio con inizio alle 17.30, andrà in scena il concerto “Les caractères de la guerre”, che avrà per protagonista il clavicembalo di Roberto Loreggian. Il programma prevede l’esecuzione di G. B. Ferrini, B. Storace, A. Poglietti, G. Frescobaldi, P. de Araujo, J. F. Dandrieu, F. J. Haydn, J. L. Dussek, C. B. Balbastre. L’organizzazione di “Un’ora di musica” è a cura di Giancarlo Bussola, Salotto Veneto e Doc Servizi, in collaborazione con Comune di Verona (Assessorato Cultura Turismo Manifestazioni e Tradizioni Veronesi) e Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona con il contributo di Tredi Farmaceutici e Valdadige Costruzioni. La rassegna è destinata ad un pubblico ampio, che ha dimostrato in molte occasioni, anche recenti, di apprezzare con sensibilità e grande entusiasmo le differenze tra la prassi esecutiva della musica antica e l’approccio classico. Come nelle due precedenti edizioni, il proposito è di avvicinare sempre di più le persone alla musica, quindi l’esecuzione musicale sarà introdotta ed intervallata da spiegazioni da parte degli artisti, riguardanti il periodo storico, la tipologia delle musiche e le caratteristiche degli strumenti. Ogni concerto sarà ad ingresso di 7 euro (5 ridotto anziani), mentre i bambini fino a 12 anni entreranno gratuitamente. I biglietti saranno acquistabili il giorno stesso dei concerti, oppure in prevendita presso la biglietteria del Teatro Nuovo (Piazza Viviani, 10). Programma di sala G. B. Ferrini Trombetta B. Storace Ballo della Battaglia A. Poglietti Suite sopra la Ribellione d’Ungheria Toccata (Galop), Allemande (La Prisonnie), Courente (Le Proces), Sarabande (La Sentence), Gigue (La Lige), La decapitation (avec discretion), Passacaglia, Les Kloches (Requiem eternam dona eis domine) G. Frescobaldi Capriccio sopra la Battaglia P. de Araujo Batalha de 6. TOM J. F. Dandrieu Les caractères de la guerre Le Bouteselle, La Marche, Premiere Fanfare, Seconde Fanfare, La Charge, La Mélèe, La Victoire, Le Triomphe, Double du Triomphe F. J. Haydn Variazioni su ‘Gott, erhalte’ J. L. Dussek Variazioni su ‘God save the King’ C. B. Balbastre Marche des Marseillois et l’Air “Ca-ira” Roberto Loreggian ‘The excellent Loreggian brings an attractive improvisatory to his playing…’ (Gramophone); ‘Loreggian possède indéniablement le sense de la coloration, du contraste et de l’ornamentation’ (Diapason); ‘Loreggian si ascolta con grandissimo piacere perché sa porsi con idee ritmiche e dinamiche mai scontate in cui le felici sorprese sono sempre dietro l’angolo’ (CD Classica). Dopo aver conseguito col massimo dei voti, il diploma in organo e in clavicembalo, si è perfezionato presso il Conservatorio di L’Aja (Olanda) sotto la guida di Ton Koopman. La sua attività lo ha portato ad esibirsi nelle sale più importanti d’Europa collaborando sia in veste di solista che di accompagnatore con numerosi solisti ed orchestre. Ha registrato numerosi CD per case discografiche quali Chandos, Tactus, Naxosn segnalati dalla critica internazionale. L e registrazioni dedicate alla musica per clavicembalo di B. Pasquini (Chandos-Chaconne) e di G. B. Ferrini (Tactus) sono risultati vincitori del ‘Preis der deutschen Schallplattenkritik’. Insegna presso il Conservatorio ‘C. Pollini’ di Padova. |
| Divertiamoci a teatro Verona - Teatro Nuovo sabato 23 febbraio, ore 20.30 IL PAESE DEI CAMPANELLI Compagnia Italiana di Operette Al Teatro Nuovo è tempo di operetta. Dopo il musical “A un passo dal sogno” che ha accontentato gli spettatori più giovani, la prosa ricercata di “7 piani” e lo straordinario “Faust” con Glauco Mauri e Roberto Sturno che ha come sempre conquistato gli spettatori più esigenti, è il momento ora per gli appassionati dell’operetta che non rimarranno certamente delusi da “Il paese dei campanelli” proposto dalla Compagnia Italiana di Operette. Lo spettacolo va in scena sabato 23 febbraio, alle ore 20.30, quale “fuori abbonamento” della stagione teatrale organizzata dal Teatro Stabile di Verona in collaborazione con la Banca Po polare di Verona, il giornale L’Arena, Stone Italiana, Eismann, Zanini Porte, Isokinetik e Rana. La Compagnia Italiana di Operette, da oltre cinquant’anni è ospite dei teatri di tutto il mondo; sono infatti ormai innumerevoli le rappresentazioni tenute anche all’estero, tra le quali spiccano quelle al Grande Liceum di Barcellona e quelle nelle lunghissime tournée in America Latina (un tour faticoso, ma ricco d’indimenticabili soddisfazioni, dentro e fuori il teatro). In tanti anni di carriera la Compagnia Italiana di Operette si è completamente trasformata. Oggi avvalendosi di una ricca scenografia e di lussuosi costumi, si presenta con un complesso composto da trenta esecutori di cui dodici professori d’orchestra diretti dal M° Orlando Puljn; regista e coreografa degli spettacoli è il M° Serge Manguette che si avvale di un cast validissimo: dal soprano brillante Elena D’Angelo, al comico Umberto Scida, al soprano lirico Milena Salardi, ai tenori Emil Alekperov e Alessandro Dimasi , al caratterista Armando Carini ed un corpo di ballo di sei elementi, ottenendo ovunque consensi di critica e di pubblico. Sul palcoscenico del Teatro Nuovo la Compagnia Italiana di Operette si esibisce da vari anni ed ha portato in scena ormai tutte le operette più note da “La vedova allegra” a “La duchessa di Chicago” a “Cin Ci La”. Quest’anno tocca a “Il paese dei campanelli” operetta scritta da Carlo Rambaldo e Virgilio Ranzato; composta nel 1923, andò in scena per la prima volta il 23 novembre di quello stesso anno al Teatro Lirico di Milano. Appartiene alla serie di operette maggiormente apprezzate ed amate dal pubblico che segue questo genere di spettacolo capace di miscelare con sorprendente efficacia, la musica alla recitazione tipica del teatro di prosa. Nel caso del “Paese dei Campanelli”, il generale apprezzamento è dovuto particolarmente alla leggerezza del testo e della melodiosità ed orecchiabilità della musica che lo accompagna, ricca di momenti lirici e arie cariche di sensualità e sentimento in grado di evidenziare le potenzialità canore del registro sopranile e delle interpreti. A determinare il successo de “Il Paese dei Campanelli”, ambientato su un'isola di fantasia dell'Olanda, fu da subito la ricchezza di riferimenti esotici, accentuati da frequenti richiami e ai fiori e all'astro notturno muto testimone degli innamorati, abbinata peraltro ad una sostanziale semplicità di ambientazione (un villaggio di pescatori, con tanto di birreria e popolane dedite al ricamo sulla piazza principale). Alcuni brani - in particolare Luna, tu, non sai dirmi perché?, conosciuto anche come fox della luna, ma anche Balla la giava o il duetto del ricamo (insieme all'aria Io vorrei che il mio sogno divin il motivo maggiormente ricco di lirica poeticità) permeati da finezze orchestrali e soluzioni melodiche di particolare interesse, hanno finito per brillare nel tempo di luce propria, godendo di un successo anche esterno ad un'operetta ritenuta comunque dai critici senza tempo. I personaggi principali dell'operetta sono il comandante dei marinai, Hans, sempre intento a tenere sotto controllo l'attendente pasticcione La Gaffe, il borgomastro del paese e la moglie Pomerania (la donna più brutta del villaggio), la romantica Nela e l'avvenente Bon Bon, amiche di Pomerania. L'intreccio è molto semplice e ruota intorno ad una vicenda di incroci multipli di coppie, peraltro trattata con leggerezza e bonaria ironia. Nella località, governata da un borgomastro e consiglieri comunali creduloni, le abitazioni hanno sopra la porta un campanello magico inattivo da sempre ma che per motivi misteriosi secondo una leggenda potrebbe suonare nel caso in cui all'interno della casa l’angelo del focolare cadesse nella tentazione di compiere un adulterio. Le cose si complicano quando al porto approda un nave di aitanti marinai, presto conquistati dalle signore del villaggio allietate dalla novità. I campanelli cominciano a fare il loro dovere, allertando la popolazione maschile che potrà a sua volta rifarsi quando, con un'altra nave, e in conseguenza di uno sciagurato equivoco, giungeranno in paese le mogli dei marinai le q uali, prima di riprendersi i maritini, potranno ripagarli di egual moneta concedendosi una vacanza di distrazione con gli abitanti del luogo. Lo scampanellìo, a quel punto, sarà totale ma, come in ogni operetta che si rispetti, la quadratura del cerchio e il lieto fine, complice la languidezza della musica, sono dietro l'angolo, appena prima del calar del sipario. I biglietti per questo e per gli altri spettacoli delle rassegne “Divertiamoci a Teatro” e “Solo Danza” sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione, il Box Office, le filiali Unicredit Banca oppure on-line sul sito www.teatrostabileverona.it. Per informazioni: tel.045-8006100. |
| Verona - Teatro Nuovo 19, 20, 21 febbraio ore 21.00 GIANFRANCO D’ANGELO – IVANA MONTI in INDOVINA CHI VIENE A CENA (GUESS WHO’S COMING TO DINNER) di William Arthur Rose con FAUSTO IHEME CAROLI MARI HUBERT – HOWARD RAY LIDIA COCCIOLO - FATIMATA BENDELE e con la partecipazione di MARIO SCALETTA Scene Alessandro Chiti Costumi Graziella Pera Regia PATRIK ROSSI GASTALDI La splendida commedia “Indovina chi viene a cena”, con Gianfranco D’Angelo ed Ivana Monti, è il prossimo spettacolo proposto dalla rassegna “Divertiamoci a Teatro” organizzata dal Teatro Stabile di Verona in collaborazione con la Banca Popolare di Verona, il giornale L’Arena, Stone Italiana, Eismann, Zanini Porte, Isokinetik e Rana. Lo spettacolo, in scena dal 19 al 21 febbraio (ore 21.00) al Teatro Nuovo, si rifà allo straordinario film del 1967 che valse l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale a William Arthur Rose, ma anche quello per la migliore attrice protagonista che andò a Katharine Hepburn; al suo fianco un altro meraviglioso interprete, Spencer Tracy ed un giovanissimo Sidney Poitier. Gianfranco D’Angelo e Ivana Monti, in questa commedia diretta da Patrik Rossi Gastaldi, si cimentano nei panni che furono della Hepburn e di Spencer Tracy, affrontando i personaggi col peso e altrettanta leggerezza che il testo impone, e risultando coppia perfetta per giocare coi sentimenti e le ironie nella più riuscita “commedia” sul tema del razzismo. Al loro fianco, nel ruolo della giovane coppia di fidanzati che crea lo “scandalo”, Fausto Iheme Caroli e Lidia Cocciolo, quest’ultima, già protagonista del musical “Footlose”, emersa tra i partecipanti della seconda edizione della notissima trasmissione “Amici”. Splendida regia, scene e costumi azzeccatissimi e cast perfetto per questa commedia che non a caso è il risultato il secondo spettacolo più visto in Italia in assoluto nella stagione teatrale 2006/2007 con quasi 90 mila spettatori ottenuti. In teatro si tratta con cautela lo spinoso problema dei matrimoni misti. Il regista di questa commedia Patik Rossi Gastaldi, si è affidato a due “testimoni” al di sopra di tutto: Gianfranco D’Angelo e Ivana Monti. Due maturi coniugi di idee progressiste rimangono sconvolti all’annuncio del fidanzamento della loro unica figlia con un medico di colore. Sono due genitori molto particolari Matt e Christina Drayton: rivedono la figlia di ritorno dalle Hawai che, senza tanti preamboli, annuncia che sta per sposare un uomo di colore. Il padre della ragazza è proprietario di un giornale, la madre possiede una galleria d’arte, l’ambiente è una stupenda casa che guarda la baia di San Francisco. Il promesso sposo è un medico molto importante con mille titoli accademici. I genitori naturalmente sono sconvolti, ma sono civili, umani e di vedute molte aperte. Meno facili sono i genitori dello sposo, diffidenti e qu asi razzisti, non approvano l’unione del figlio con una “bianca”. Per volere della ragazza si ritroveranno tutti riuniti in una cena che non inizia sotto i migliori auspici. Tra battute brillanti e qualche gag vi saranno lacerazioni e scontri prima dell’inevitabile consenso. Il problema fa emergere anche sensazioni lontane. Alla fine naturalmente tutto finisce bene: tutti si comportano alla perfezione. I biglietti per questo e per gli altri spettacoli delle rassegne “Divertiamoci a Teatro” e “Solo Danza” sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione, il Box Office, le filiali Unicredit Banca oppure on-line sul sito www.teatrostabileverona.it. Per informazioni: tel.045-8006100. |
| Verona - Teatro Nuovo dal 12 al 17 febbraio GRANDE TEATRO FAUST di Goethe con la regia di Glauco Mauri Tra gli interpreti Roberto Sturno e lo stesso Mauri che si alterneranno nei ruoli di Faust e Mefistofele. Accanto a loro altri otto attori. Giovedì 14 alle ore 17 Glauco Mauri e Roberto Sturno incontreranno il pubblico nel foyer del teatro. Martedì 12 febbraio alle 20.45 al Nuovo sesto appuntamento col Grande Teatro, rassegna organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e con la Fondazione Atlantide. In scena Faust di Goethe con la regia di Glauco Mauri. Tra gli interpreti Roberto Sturno e lo stesso Mauri che, vent’anni dopo, tornano a interpretare Faust al Teatro Nuovo anche questa volta alternandosi nei ruoli di Faust e Mefistofele. In questa nuovissima edizione del capolavoro di Goethe i due protagonisti continuano dunque a scambiarsi i ruoli quasi a indicare la doppia natura dell’uomo: Mauri è ora il Faust vecchio e infelice, e ora un Mefistofele cui la vecchiaia conferisce un alone di “saggezza”. Sturno è ora un abile demone tentatore, giovane e desideroso di esperienze sempre nuove, e ora un Faust inquieto che troppe cose deve ancora scoprire. Come nell’edizione di vent’anni fa la regia è di Glauco Mauri che firma anche l’adattamento teatrale insieme a Dario Del Corno. Lo spettacolo, che ha debuttato con grande successo lo scorso novembre, ha entusiasmato pubblico e critica. Scrive Rodolfo di Giammarco su la Repubblica del 13 dicembre 2007: «Glauco Mauri, grande ed etico maestro della scienza, raccoglie in due ore la massima opera di teatro, evita le metafore di una crisi di civiltà e costruisce un gioco speculare d’effetto scambiando la propria parte di Faust maturo con un sé giovane, impersonato dall’inquieto Roberto Sturno». L’opera, che racconta, come disse lo stesso Goethe, “il grande gioco molto serio della vita”, ha come protagonista Faust, uomo di scienza rigoroso e infelice che si lascia convincere da Mefistofele a seguirlo per scoprire ciò che il suo cuore non ha ancora conosciuto. La nuova vita di Faust, a tratti giovane e innamorato, a tratti determinato e curioso del mondo, finisce col muoversi in un’atmosfera sempre “giocosa, leggera e ironica”. «È proprio un& rsquo;atmosfera giocosa – dice Glauco Mauri –la chiave di questa messa in scena dove domina quella particolare ironia che diventa leggerezza tragica. Sono proprio il divertimento, lo smacco, la seduzione, legati a una straordinaria complessità e significanza, a guidare il viaggio nell’animo dello scienziato che, in cambio dell’onniscienza, si vende a Mefistofele. Così, attraverso il suo percorso interiore, proviamo a scoprire – prosegue Mauri – quella “cosa” imprevedibile, a volte tragica e a volte grottesca, che è la vita». «Sono convinto – ha dichiarato Mauri in una recente intervista – che l’impegno di chi fa il mio mestiere debba essere non solo estetico ma etico, civile. Brecht diceva che tutte le arti contribuiscono all’arte più grande di tutte, quella del vivere. Il teatro è così. Ed è proprio questa responsabilità che, alla mia età, ancora mi fa felice. Per questo mi piace raccontare agli uomini favo le e storie scritte da altri uomini, testi che, oltre a “fare spettacolo”, facciano uscire il pubblico più ricco di umanità e di più punti interrogativi di quando è entrato in sala. Il mio scopo è quello di far vibrare corde mai mosse in quest’arpa immensa che abbiamo dentro di noi». Faust rappresenta l’indiscusso capolavoro di Goethe, una tragedia in versi e in prosa (oltre dodicimila i versi) cui egli dedicò gran parte della sua vita, Iniziata nel 1773 quand’era ancora giovanissimo, fu completata nel 1831, pochi mesi prima della morte di Goethe, e per precisa disposizione del suo autore il manoscritto venne sigillato perché nessuno potesse leggerlo e perché lo stesso autore non potesse più rielaborarlo. L’opera, che termina con la redenzione di Faust grazie alle preghiere e all’amore di Margherita che in punto di morte invoca Dio e ne ottiene il perdono per sé e per il tristo amante, finì con l’essere pubblicata postuma ne l 1832. Tradurre in due ore di spettacolo un lavoro tanto poderoso è certamente un’impresa straordinaria con cui Mauri, pur consapevole delle difficoltà, si era a suo tempo cimentato “non per presunzione ma come atto d’amore”. Ora, a distanza di vent’anni, l’artista ha sentito il bisogno di riprendere quella sua titanica fatica, forte anche di una maggiore maturità che si traduce in una maggiore freschezza scenica. Dopo il debutto di martedì 12 febbraio, repliche tutte le sere fino a sabato 16. L’ultima replica, domenica 17 febbraio, sarà invece alle ore 16. Servizio biglietteria al Teatro Nuovo (tel. 0458006100). Biglietti anche tramite circuito UNITICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285), CALL CENTER (tel. 899111178) e BOX OFFICE, via Pallone12/a, tel. 899199057. Biglietti on line su www.comune.verona.it e su www.geticket.it. Prezzi da 24 a 9 euro. Giovedì 14 febbraio alle ore 17 Glauco Mauri e Roberto Sturno incontreranno il pubblico nel foyer del Teatro Nuovo. L’ingresso è libero. |
| Verona - Teatro Nuovo dal 29 gennaio al 3 febbraio GRANDE TEATRO LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA di Dacia Maraini, regia di Lamberto Puggelli con Mariella Lo Giudice, Luciano Virgilio, Pietro Bontempo e Marcello Perracchio Giovedì 31 alle ore 17 gli attori della compagnia incontrano il pubblico Martedì 29 gennaio alle 20.45 al Nuovo quinto appuntamento col Grande Teatro, rassegna organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e con la Fondazione Atlantide. In programma uno dei testi più noti di Dacia Maraini, “La lunga vita di Marianna Ucria”, vincitore del Premio Campiello nel 1990. Dopo il grande successo del romanzo che ha per sfondo la torbida nobiltà siciliana di fine Settecento, la stessa autrice scrisse la sceneggiatura teatrale, messa poi in scena dal Teatro Stabile di Catania sotto la direzione di Lamberto Puggelli. Anche la versione teatrale fu un grande successo e ottenne nel 1992 il Premio AGIS Taormina Arte e il Premio IDI per la miglior regia. Cinque anni dopo, nel ’97, ne esce anche una versione cinematografica diretta da Roberto Faenza e con la sceneggiatura della stessa Maraini. Tra gli interpreti Laura Morante, Philippe Noiret, Bernard Giraudeau, Emmanuelle Laborit, Laura Betti, Roberto Herlitzka e Fabrizio Bentivoglio. Il successo avuto a suo tempo dalla “Lunga vita di Marianna Ucria” sia in campo teatrale che cinematografico ha indotto lo Stabile di Catania a rimetterlo in scena quindici anni dopo il suo primo, fortunato debutto. Cambiano ovviamente gli attori, ma l’impianto scenico e registico rimane lo stesso di allora. A firmare la regia è sempre Lamberto Puggelli che dopo essersi diplomato all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, è passato presto alla regia, la sua autentica vocazione. Negli anni la sua attività registica si è snodata con uguale successo nel teatro di prosa e in quello lirico : dallo Stabile di Catania (dove ha firmato oltre venti allestimenti) al Piccolo di Milano (dove a fianco di Strehler ha messo in scena negli anni Settanta tredici spettacoli), dalla Scala di Milano al Regio di Torino. Molti dei suoi allestimenti, soprattutto operistici, sono inoltre visti e applauditi da anni nei principali teatri europei. La vicenda della “Lunga vita di Marianna Ucria” inizia con lo stupro che la duchessina Marianna subisce da bambina. Il trauma la renderà muta per il resto della sua vita facendole nel contempo rimuovere sia la violenza subita sia l’identità del suo violentatore. Andata sposa suo malgrado (a poco più di quattordici anni) al duca Pietro che le è “ostico e estraneo”, ne ha quattro figli, tre femmine e un maschio, della cui educazione si prenderà cura con amorosa dedizione. Solo in età ormai matura, dopo la morte del marito, quando i figli sono ormai grandi, verrà a sapere che l’uomo che ha sposato è stato il suo violentatore e la causa della sua infermità. Col passare degli anni la duchessa Ucria affinerà da sola la propria cultura emancipandosi dalla società che ha circoscritto la sua esistenza. E Dopo avere rinunciato al sincero amore del pretore Camaleo che le ha fatto riscoprire la sua femminilità, andrà via da quella Sicilia che tanto le ha dato, ma che ancor più le ha tolto. Per esigenze sceniche nell’edizione teatrale la Maraini ha sdoppiato (rispetto al romanzo) la figura della protagonista “ora giovane che osserva se stessa invecchiata, ora anziana che rivolge lo sguardo sbalordito a una se stessa infantile e persa”. «Lo spettatore – commenta il regista – viene quasi aggredito dalle immagini che continuano ad apparire in primo e in secondo piano, che agiscono sul palcoscenico, ma anche al di fuori, che sembrano voler riempire tutto lo spazio possibile. È come se la scena si estendesse oltre i propri limiti spaziali e temporali, per tentare di raccontare anche quello che necessariamente non può entrare nello spazio ristretto del teatro». Lo spettacolo, coinvolgente e intenso, resta fedele al testo originario grazie al gioco di prospettiva creato dalla stessa Maraini attraverso lo sdoppiamento del personaggio di Marianna, sdoppiamento che permette, come sostiene la stessa autrice, di “riferire il pensiero della protagonista che è parte integrante del tessuto narrativo”. Tre le Marianne in scena: Mariella Lo Giudice (Marianna adulta), Elena Sbardella (Marianna giovane) e Giorgia Torrisi (Marianna bambina). Il padre tanto amato che “le insegna a ridere guardando il mondo”, è Luciano Virgilio, la madre, che consuma nell’assenzio la sua infelice nostalgia d’amore, è Ester Anzalone mentre nonna Giuseppa è Antonietta Carbonetti. La trista figura del marito-zio è interpretata da Pietro Bontempo e l’abate Carlo Ucria, che le rivelerà chi è, in realtà, il padre dei suoi figli, è Mar cello Perracchio. Dopo il debutto di martedì 29 gennaio, repliche tutte le sere fino a sabato 2 febbraio. L’ultima replica, domenica 3 febbraio, sarà invece alle ore 16. Servizio biglietteria al Teatro Nuovo (tel. 0458006100). Biglietti anche tramite circuito UNITICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285), CALL CENTER (tel. 899111178) e BOX OFFICE, via Pallone12/a, tel. 899199057. Biglietti on line su www.comune.verona.it e su www.geticket.it. Prezzi da 24 a 9 euro. Giovedì 31 gennaio alle ore 17 i protagonisti della commedia incontreranno il pubblico nel foyer del Teatro Nuovo. L’ingresso è libero. |
| 8 – 9 febbraio 2008 - ore 21.00 Verona - Teatro Nuovo Teatro Stabile di Verona in coproduzione con Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni UGO PAOLA PAGLIAI GASSMAN in 7 PIANI tratto da un racconto di Dino Buzzati scrittura teatrale di Michele Ainzara e con Roberto Petruzzelli Roberto Vandelli Dario Manera Michela Ottolini Paolo Bufalino Regia Paolo Valerio Scene Marcello Morresi Assistente Scenografo Paolo Fantin Costumi Chiara Defant Musiche originali Antonio Di Pofi Luci Enrico Berardi Video Marco Millari Coreografie Margarita Klurfan Consulenza artistica Maria Teresa Ferrari e Riccardo Ricci Si ringrazia Almerina Buzzati Nell’anno 2006, in occasione del centenario della nascita dello scrittore e giornalista bellunese Dino Buzzati, il Teatro Stabile di Verona ha realizzato, col Teatro Stabile del Veneto, una produzione ispirata al racconto di Buzzati “7 piani”, nel libero adattamento di Michele Ainzara. Lo spettacolo è stato presentato in “prima nazionale” al Teatro Comunale di Belluno, città natale dello scrittore, l’11 e il 12 novembre 2006. Oltre allo spettacolo è stata proposta una serie di iniziative culturali articolate in laboratori per le scuole, incontri e momenti espositivi che hanno permesso di scoprire la poliedricità di Dino Buzzati, uno tra i maggiori e versatili artisti contemporanei. Dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuto in questa stagione, lo spettacolo verrà presentato anche nella stagione 2007/2008. > Guarda il calendario completo della tournée Sinossi Giuseppe Corte è un avvocato dai solidi principi. Tutto casa e lavoro, dedica il tempo libero alla mamma, che gli vuole tanto bene e con cui condivide l’appartamento. Non c’è bisogno d’altro nella sua vita, perché ogni cosa è organizzata e sotto controllo. A Giuseppe Corte non gliela si fa, perché Giuseppe Corte è un avvocato che sa il fatto suo. Infatti conosce bene le leggi e i codici, ed è praticamente impossibile prenderlo in castagna, sia in tribunale che fuori; a meno che un fatto completamente imprevisto dalle leggi e dai codici non venga a interferire nella sua vita. L’amore di Elisabetta, non contemplato da nessun articolo finora studiato da Corte, lo convincerà a cambiare, e lo trasformerà in un uomo nuovo, gentile e disponibile. Prima di dedicarsi completamente alla nuova esistenza di felicità e affetti, gli resta solo un ultimo, trascurabile affare da risolvere, anche se perfino il dott or Pironti gli ha detto che non è niente: andare in una clinica specializzata, per farsi togliere un brufoletto vicino all’occhio. Ma sì, questione di pochi giorni..... UNA “PRIMA” CON OVAZIONI I “Sette Piani” di Buzzati con Gassman e Pagliai Belluno … una prima nazionale portata in scena da un cast di tutto rispetto, con primi attori del calibro di Ugo Pagliai e Paola Gassman, diretti in modo perfetto da Paolo Valerio…lunghi applausi hanno salutato gli attori ... Lina Beltrame, Corriere delle Alpi, 13 novembre 2006 “Sette Piani” al Verdi di Padova IL SURREALISMO DI BUZZATI …Un evento scenico alquanto singolare che partendo dalla realtà approda nella maniera più sorprendente nella più inquietante surrealtà…Non per niente al Verdi gli applausi al calare del sipario hanno festeggiato il racconto divenuto azione sorprendente… G.A. Cibotto, Il Gazzettino 30 novembre 2006 “7 Piani” e la vita si rovescia APPLAUSI PER PAGLIAI – GASSMAN IN SCENA AL VERDI … C’è un bell’uso dei disegni di Buzzati che suggeriscono continuamente la lettura surreale o metafisica, ma c’è anche il tratto psicologico del personaggio principale, che Pagliai si diverte e a caratterizzare … gli attori, molto applauditi. Il Mattino di Padova, 30 novembre 2006 BELLO SPETTACOLO DI VALERIO …l’allestimento ha uno spirito tutto buzzatiano.. ed è una vera letizia per come riesce a stupire e incantare… in un’ottica strepitosamente originale e, a ben vedere, efficacissima. Profonda e ammirevole riscrittura di Michele Ainzara…Dal punto di vista registico poi, Valerio era chiamato a confrontare uno stile moderno e molto personale, ormai compiutamente padroneggiato, con due attori di scuola più tradizionale. Il risultato è una fusione felice, senza strappi... Jacopo Bulgarini d’Elci, Il Giornale di Vicenza, 14 dicembre 2006 Il Grande Teatro: Calorosamente applaudito lo spettacolo con l’accorta regia di Paolo Valerio che bene restituisce il mondo di Buzzati DIVERTONO E COMMUOVONO I “7 PIANI” DI BUZZATI Convincente prova di Ugo Pagliai. Paola Gassman si destreggia in due ruoli... La messa in scena …che schiera una coppia super collaudata di attori come Ugo Pagliai e Paola Gassman, con la regia del veronese Paolo Valerio, funziona perfettamente, restituendoci l’universo di Buzzati che in vita il lettore – spettatore a uscire dalla quotidianità e, passando per la strada del reale, lo trasporta in un mondo fantastico.... grazie anche alle scene, costumi, musiche originali , luci e coreografie, diverte e commuove, raggiungendo quello che era lo scopo dichiarato da Buzzati quando scriveva. Lorenzo Reggiani, L’Arena, 11 gennaio 2007 |
| Teatro Nuovo - Verona martedì 22 e mercoledì 23 gennaio - ore 21 SOLA ME NE VO... Mariangela Melato di Vincenzo Cerami, Riccardo Cassini, Mariangela Melato, Giampiero Solari regia Giampiero Solari Grande appuntamento al Teatro Nuovo, martedì 22 e mercoledì 23gennaio (ore 21.00): la grandissima Mariangela Melato è protagonista dello spettacolo “Sola me ne vo”, evento speciale inserito all’interno della rassegna “Divertiamoci a Teatro” organizzata dal Teatro Stabile di Verona in collaborazione con la Banca Popolare di Verona, il giornale L’Arena, Stone Italiana, Eismann, Zanini Porte, Isokinetik e Rana. Dopo l’enorme successo ottenuto nella passata stagione, Mariangela Melato ripropone dunque lo spettacolo che ha debuttato a gennaio del 2007 e che ha fatto tappa in 12 città italiane, con 82 repliche ed oltre 80.000 spettatori, facendo registrare il tutto esaurito praticamente in ogni teatro. “Sola me ne vo” è lo spettacolo teatrale che propone Mariangela Melato in una veste completamente insolita. In questo spettacolo la grande attrice italiana si confronta con un genere per lei nuovo, il “One woman Show”, nel quale racconta storie, recita monologhi intensi e brillanti, canta e balla affiancata da ballerini e musicisti. Mariangela Melato ci offre una carrellata di storie inventate e storie vissute, fa considerazioni personali sul modo di vedere la vita, cita testi teatrali di Brecht, Gaber, Shakespeare, Tennesee Williams. Ci racconta della sua Milano degli anni ‘60, del Bar Jamaica e dei su oi inizi nel mondo del Teatro. Ci racconta di sé come attrice e come donna che con orgoglio ha fatto della solitudine una scelta di vita ed è così, sola, che si presenta sul palco al suo pubblico. Sola me ne vo è una parentesi diversa nel percorso teatrale della Melato e al tempo stesso la grande prova di un’attrice che, arrivata al culmine della sua carriera, si rimette in gioco misurandosi con un genere completamente nuovo, elegante ed originale, con testi che portano la firma di Vincenzo Cerami, Giampiero Solari, Riccardo Cassini e della Melato stessa. Le musiche originali e gli arrangiamenti delle canzoni sono del maestro Leonardo De Amicis, le coreografie originali di Luca Tommassini. La regia è affidata a Giampiero Solari. Una squadra che ha già collaborato in diverse occasioni e che non a caso si è riunita intorno a questa grande artista. Prodotto dalla Ballandi Entertainment, “Sola me ne vo” ha ripreso la tournèe teatrale per la stagione 2007/200 8 da Ferrara lo scorso 4 ottobre 2007, per poi toccare città come Udine, Alessandria, Torino, fino ad arrivare al teatro Sistina di Roma, dove è rimasto in scena per un mese per poi proseguire con la tournée girando l’Italia da nord a sud nei teatri più prestigiosi fino a marzo 2008. Dopo questo “evento speciale” legato al “Divertiamoci a Teatro”, nell’occasione della sua decima edizione, il Teatro Nuovo ospita “7 piani”, spettacolo tratto dal racconto di Dino Buzzati con Ugo Pagliai e Paola Gassman, diretti da Paolo Valerio. Lo spettacolo reduce dalla trionfale tournèe della scorsa stagione, che gli è valsa la 18^ posizione tra le produzioni italiane, per numero di spettatori ottenuti, è in programma al Teatro Nuovo il 7 ed 8 febbraio prossimi (ore 21). I biglietti per questi e per gli altri spettacoli delle rassegne “Divertiamoci a Teatro” e “Solo Danza” sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione, il Box Office, le filiali Unicredit Banca oppure on-line sul sito www.teatrostabileverona.it. Per informazioni: tel.045-8006100 |
| I VIRTUOSI ITALIANI COMUNICATO STAMPA Divenire e I Giorni due capolavori di Ludovico Einaudi Al Teatro Nuovo di Verona Venerdì 21 dicembre alle ore 21 presso il Teatro Nuovo di Verona (P.zza Viviani 10) avrà luogo il terzo appuntamento del Festival Atlantide. La rassegna, giunta quest’anno alla III edizione, è promossa dall’Orchestra I Virtuosi Italiani che, in collaborazione con la Fondazione Atlantide Teatro di Verona, ha individuato per ciascuno dei sette appuntamenti che formano il cartellone – uno al mese fino al 16 marzo 2008 – artisti eccellenti che possano esprimere al meglio il senso artistico scelto per ogni spettacolo. Ludovico Einaudi, pianista e compositore milanese la cui musica spazia dal classico al contemporaneo, salirà sul palco del Teatro Nuovo insieme ai Virtuosi Italiani venerdì 21 dicembre (ore 21). In una delle sue rare esibizioni con l’orchestra, Einaudi sarà impegnato nella duplice veste di solista e direttore. Il programma della serata verterà su Divenire, titolo evocativo del suo ultimo album, racconto di un lungo viaggio che, come ha affermato lo stesso compositore, si ispira al trittico di Giovanni Segantini La vita, la natura, la morte, con un’idea della trasformazione continua, della natura e dei suoi movimenti, del flusso incessante della vita. Nella seconda parte verrà eseguita la suite de I Giorni per pianoforte e archi. Immagini a cura del Teatro Stabile di Verona. La genesi di Divenire risale al 2002, e in particolare all’invito da parte del Festival “I Suoni delle Dolomiti” a scrivere una composizione per pianoforte e archi (I Virtuosi Italiani) da eseguire su di un altopiano a duemila metri, davanti alle Pale di San Martino. Un’occasione unica per l’autore di attingere direttamente alla potenza della natura come vera e propria fonte d’ispirazione. Il risultato è un’esperienza molto intensa, che evoca icasticamente la sensazione di contatto tra l’uomo e la natura, la velocità, l’acqua, lo spazio e il vento. Un’esperienza che, nella condivisione con il pubblico, spinge esecutore ed ascoltatore in un comune vortice catartico, di totale fusione con il mondo circostante. L’ispirazione de I Giorni nasce invece da impressioni e memorie di un viaggio in Africa, nel Mali. «Una sera a Bamako» - racconta Einaudi - «stavo facendo un giro in macchina con il musicista Toumani Diabate. Tenevamo la radio accesa, ad un certo punto trasmisero una canzone dolce e malinconica che Toumani mi disse essere una delle più antiche e amate del repertorio Mandè, risalente al XII secolo, che viene cantata come lamento per la morte di un re o di una grande persona, o per il rimpianto di una persona amata. E proprio sulla base di questa suggestione, di questo profumo, l'ho ripresa e inserita nel disco, in quattro versioni differenti». La serata si concluderà con un brindisi e una dolce parentesi offerti da Bauli, uno dei sostenitori del Festival Atlantide, per augurare a tutti i presenti delle serene festività Natalizie. Per informazioni 045 8035173 Biglietti da 10 a 24 euro prevendita presso Teatro Nuovo, Piazza Viviani 10 (tel. 045 8006100), Fnac, Via Cappello 34 (tel. 045 8063811), Box Office, Via Pallone 12/a (tel. 899 199057). I VIRTUOSI ITALIANI I Virtuosi Italiani sono un’orchestra da camera che svolge intensa attività concertistica in Italia e all’estero, distinguendosi come uno dei complessi più attivi e qualificati nel panorama artistico internazionale. I successi raccolti da I Virtuosi Italiani in più di vent’anni di attività sono stati amplificati dall’unione, avvenuta lo scorso anno, con una delle più attive e riconosciute realtà italiane: l'Accademia I Filarmonici di Verona. La sinergia fra l'esperienza e le qualità tecniche ed artistiche di entrambe posiziona definitivamente I Virtuosi Italiani all’interno del più prestigioso panorama musicale internazionale. Molteplici sono le collaborazioni con solisti e direttori: Lazar Berman, Pavel Berman, Fabio Biondi, Stanislav Bunin, Michele Campanella, Bruno Canino, Giuliano Carmignola, Enzo Dara, Pietro De Maria, Claudio Desderi, Mariella Devia, Enrico Dindo, Patrick Gallois, Bruno Giuranna, Natalia Gutman, Barbara Hendricks, Vincenzo La Scola, Katia e Marielle Labèque, Maxence Larrieu, Lev Markiz, Federico Mondelci, Andrei Mustonen, Ilya Grubert, Eva Mei, Kristof Penderecky, Massimo Quarta, Julian Rachlin, Vadim Repin, Dmitri Sitkovetsky, Pavel Vernikov e molti altri. I Virtuosi Italiani hanno partecipato all’allestimento dell’Apollon Musagète di Stravinsky con il New York City Ballet; nel 2001 hanno eseguito tutte le opere in un atto di Rossini per l'Opera Comique di Parigi e tenuto due concerti alla Konzerhaus di Vienna. I Virtuosi Italiani hanno collaborato con i più importanti teatri e con i principali enti musicali italiani e stranieri: il Teatro alla Scala, il Teatro Dal Verme e la Sala Verdi a Milano, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro La Fenice, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro Comunale di Modena, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Filarmonico di Verona, l’Associazione Barattelli de L’Aquila, l’Unione Musicale di Torino, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma. Numerose sono state le tournées in vari paesi europei: Francia (Festival Pablo Casals di Prades, Festival Berlioz, Aix-en-Provence, Bordeaux), Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Slovenia (Festival Internazionale di Lubiana), Russia, Iran e Corea. Nell’aprile 2005 l’orchestra è stata invitata in tournée in Russia, per la Stagione Ufficiale Concertistica di Mosca, tenendo due concerti nella Sala Tchaikowsky e nella Sala Grande del Conservatorio. L’attività discografica è ricchissima, con più di 50 CD registrati per le maggiori case discografiche - Chandos, Emi, Naxos, Dynamic, Verany, Bongiovanni, Arcadia, Arts, e Tactus - ed oltre 400 mila dischi venduti in tutto il mondo. Nel 2004 l’orchestra, guidata dal primo violino maestro concertatore Alberto Martini ha conseguito il prestigioso premio Choc de la Musique, assegnato da Le Monde de la Musique, per la superba interpretazione delle opere di F. A. Bonporti. Significativo è anche l’interesse da sempre dimostrato per il repertorio “di confine”, che I Virtuosi Italiani hanno frequentato ai liveli più alti collaborando con artisti del calibro di Chick Corea, Goran Bregovic, Michael Nyman, Franco Battiato e Giovanni Allevi. I concerti de I Virtuosi Italiani sono sempre stati accolti da entusiastici consensi di critica e di pubblico. I Virtuosi Italiani sono gli ideatori del Festival Internazionale Atlantide che ha luogo al Teatro Nuovo di Verona e de I Concerti della Domenica stagione che si svolge presso la prestigiosa e storica Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico. Le due manifestazioni, che propongono repertori che spaziano dal classico al contemporaneo, sono giunte rispettivamente alla seconda e all’ottava edizione. L'impostazione artistica vede come figura cardine quella del Konzertmeister Alberto Martini, fondatore tra l’altro dell'Accademia I Filarmonici. Il Direttore principale ospite è Corrado Rovaris. Numerosi sono i futuri impegni de I Virtuosi Italiani, che saranno impegnati in numerose tournée in Italia e all'estero (Polonia, Spagna, Europa dell’Est, Stati Uniti, Cina e Giappone) ed in nuove incisioni discografiche. |
| Solo danza GISELLE Verona - Teatro Nuovo, ore 21 17 dicembre 2007 Lunedì 17 dicembre alle ore 21.00, il Teatro Nuovo ospita il Balletto di Mosca, che in scena con lo spettacolo “Giselle”. Lo spettacolo è il primo appuntamento della rassegna “Solo Danza” organizzata dal Teatro Stabile di Verona in collaborazione con la Banca Popolare di Verona, il giornale L’Arena, Stone Italiana, ! Eismann, Zanini Porte, Isokinetik, Rana. E’ ormai un appuntamento fisso quello con il Balletto di Mosca che al Nuovo ha proposto negli anni scorsi, sempre facendo registrare il tutto esaurito, “Cenerentola”, “Lago dei cigni” e “Lo schiaccianoci”. Quest’anno va in scena “Giselle”, musiche di Adolphe Adam, sulle coreografie di Alexander Vorotnikov per i primi ballerini Jvanova Nadie e Shalin Andrej e tutto il corpo di ballo di questa famosissima compagnia fondata nel 1990 dalla celebre stella del Bolshoij Nadjesda Pavlova ed attualmente diretta da Elik Melikov. Una compagnia che ha scelto di rimanere legata alla grande tradizione del balletto, presentando danzatori provenienti dalle migliori accademie dell'ex Unione Sovietica. Nella stagione 2007-2008 il Balletto di Mosca presenta al pubblico italiano una pietra miliare della tradizione tersicorea, trascinando tutti nell'incantevole atmosfera di “Giselle&! rdquo;, balletto fantastico in due atti di Vernoy de Saint Ge! orges, Pierre Coralli e Théophile Gautier. La rassegna “Solo Danza” propone poi “Statuaria” con la RBR Dancecompany, in programma il 24 febbraio, ed “Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers” con Raffaele Paganini. I biglietti per gli spettacoli sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione, il Box Office, filiali Unicredit Banca ed on-line al sito www.teatrostabileverona.it. Per informazioni: tel. 045-8006100. -------------------------------------------------------------------------------- Divertiamoci a Teatro IL DIVO GARRY Verona - Teatro Nuovo, ore 21 18, 19, 20 dicembre 2007 Dal 18 al 20 dicembre il Teatro Nuovo ospita lo spettacolo “Il divo Garry”, produzione del Teatro Stabile di Trieste La Contrada, con protagonista Gianfranco Jannuzzo e la partecipazione di Daniela Poggi, quarto appuntamento della rassegna “Divertiamoci a Teatro” organizzata dal Teatro St! abile di Verona in collaborazione con la Banca Popolare di Verona, il giornale L’Arena, Stone Italiana, Eismann, Zanini Porte, Isokinetik e Rana. Lo spettacolo è tratto dal testo di Noel Coward ed è diretto da Francesco Macedonio, lo stesso che ha curato la regia de “Il gatto in tasca”, l’altra produzione dello stabile di Trieste andata in scena al Nuovo proprio la scorsa settimana, che ha avuto come applauditissimo protagonista Antonio Salines. “Il divo Garry” è stato spesso considerato un testo in parte autobiografico. Nato a Teddington in Inghilterra nel 1899, Noël Pierce Coward esordisce con “Ti lascerò questo” (I’ll Leave It To You, 1919) e “La giovane idea” (The Young Idea, 1922). Il successo del suo teatro, cui l'autore contribuisce anche in veste d'attore, inizia con “Vortice” (The Vortex, 1924), cui seguono “Angeli caduti” (Fallen Angels, 1925) e “La febbre del ! fieno” (Hay Fever, 1925). Pur legato alla formula della! commedia brillante e sofisticata, come “Partita a quattro” (Design for Living, 1932), Coward ha saputo rendere bene anche l’atmosfera crepuscolare in “Vita tranquilla” (Still Life, 1936), entrambi tradotti in film, il primo da Ernst Lubitsch (1933), il secondo da David Lean con "Breve incontro" (Brief Encounter, 1945). Coward resta sostanzialmente fedele alla commedia da salotto, di cui ha attualizzato i contenuti con una carica di superiore spregiudicatezza. Dalle sue commedie esce un quadro disincantato della borghesia inglese tra le due guerre. Ma il dialogo - dove la comicità scaturisce dal contrasto tra la banalità delle battute e il contesto in cui vengono pronunciate - e l’uso sapiente delle pause ne fanno per certi versi un precursore di Pinter La vicenda ruota attorno al personaggio di Garry Essendine, attore di successo, carismatico e bizzarro, mentre si prepara ad affrontare una tournée. Nel corso di una serie di eventi che sfiorano la farsa, Garry deve fronteggiare i tentativi di seduzione da parte di diverse donne, inclusa la giovane aspirante attrice Dafne e la bella e arrivista Joanna, neo sposa di Harry. Destreggiandosi tra la sua protettiva segretaria Monica e la sua gelida ex moglie Liz, Garry si ritrova ad essere ossessionato dal giovane e squinternato commediografo Roland Maule, mentre gli grava addosso la paura degli anni che avanzano, con la classica crisi di mezza età. Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1939, come corollario alla commedia “This happy breed”, “Present laughter” (questo il titolo originale de “Il divo Garry”) diventa parte di una sorta di trilogia sulla middle-class inglese che si completa nel! 1941 con Spirito allegro, altra opera che ha avuto una versione cinematografica (1945, regia di Lean). Lo stesso Coward interpreta Garry Essendine nella prima edizione dello spettacolo, contribuendo al successo dell'opera. Il ruolo del protagonista con i suoi bellissimi monologhi e la levatura drammatica di certe scene, offre a chi lo interpreta uno dei personaggi più intensi della drammaturgia di Coward. Nelle vesti di Garry Essendine si è calato oggi Gianfranco Jannuzzo, attore amatissimo dal pubblico del Nuovo che lo ricorderà protagonista dei divertentissimi “Nord e Sud” e “Se devi dire una bugia dilla grossa” con Paola Quattrini ed Anna Falchi. Agrigentino di nascita, Gianfranco Jannuzzo si trasferisce a Roma nel 1967 e si diploma nel 1982 al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Gigi Proietti. Da quel momento inizia la sua carriera di attore. Negli anni Ottanta partecipa a diverse fortunate produzioni: è in “Applause” di Comden-Green a fianco di Rossella Falk, spettacolo con la regia di Antonello Falqui; successivamente è nel “Tito Andronico” di W. Shakespeare con Turi Ferro per la regia G. Lavia. Affianca Gigi Proietti in “Come mi piace” di e per la regia dello stesso Proietti, recita nella “Venexiana” con Valeria Moriconi per la regia di Maurizio! Scaparro. Nella stagione 1986/87, Jannuzzo porta in scena una commedia scritta da lui stesso, “Bagna&Asciuga”, con la regia Pino Quartullo, e nelle due stagioni seguenti, la sua pièce “C'e' un uomo in mezzo al mare” sempre con la regia di Quartullo. Lavora con il regista Garinei e l’attore Gino Bramieri in “Gli attori lo fanno sempre”, in “Foto di gruppo con gatto” e “Se un bel giorno all'improvviso”. Sempre per la regia di Garinei è il protagonista dello spettacolo “Alle volte basta un niente” al fianco di Claudia Koll, di “Due ore sole ti vorrei” e di “E’ molto meglio in due” con Paola Quattrini. Recentemente ha recitato nel testo scritto da lui stesso e da Barbera “Nord & Sud”, con la regia di Quartullo e in “Liola'” di L.Pirandello con Manuela Arcuri, per la regia di Gigi Proietti. Ha lavorato anche in televisione nel varietà di RAI1 "Carne! vale" a fianco di Edvige Fenech, e nel film trasmesso su RAI2! : "Ti ho adottato per simpatia”. Al fianco di Gianfranco Jannuzzo, Daniela Poggi. I biglietti per questo e per gli altri spettacoli delle rassegne “Divertiamoci a Teatro” e “Solo Danza” sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione, il Box Office, le filiali Unicredit Banca oppure on-line sul sito www.teatrostabileverona.it. Per informazioni: tel.045-8006100. |
| Divertiamoci a Teatro IL GATTO IN TASCA Verona - Teatro Nuovo, ore 21 4, 5, 6 dicembre 2007 Dal 4 al 6 dicembre il Teatro Nuovo ospita lo spettacolo “Il gatto in tasca”, produzione del Teatro Stabile di Trieste, con protagonista Antonio Salines. Lo spettacolo, terzo appuntamento della rassegna “Divertiamoci a Teatro” organizzata dal Teatro Stabile di Verona in collaborazione con la Banca Popolare di Verona, il giornale L’Arena, Stone Italiana, Eismann, Zanini Porte, Isokinetik e Rana, è tratto dal testo di Georges Feydeau, diretto da Francesco Macedonio; al fianco di Salines, tra gli altri, Luca Sandri e Giorgia Trasselli. “Il gatto in tasca” (titolo originale “Chat en poche”) è il secondo vaudeville di Feydeau, che lo scrisse all’età di ventisei anni, e fu rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1888. Nella loro casa di campagna, Monsieur Pacarel e la moglie Marta ospitano due amici di famiglia: il dottor Obitor e la consorte Amandine. Pacarel, incolto quanto simpatico padrone di casa, arricchitosi con la fabbricazione di zucchero per diabetici, si mette in testa di dare lustro alla famiglia facendo rappresentare, al famoso Teatro dell’Opéra di Parigi, un “Faust” che la figlia, sedicente scrittrice, ha composto da poco. Per fare ciò, Pacarel pensa a un fantasioso ricatto: poiché il Teatro dell’Opéra sta cercando di scritturare il tenore più famoso del momento, egli intende anticipare questa mossa, ingaggiando personalmente l’artista. Sarà in cambio di quest’! ultimo che chiederà all’Opéra di rappresentare il lavoro della figlia. Ma non si deve mai comprare a scatola chiusa ("chat en poche" significa appunto "a scatola chiusa"): per una serie di incredibili equivoci in casa Pacarel arriverà tutt’altro che un tenore, ma un giovanotto che porterà grande scompiglio -anche sentimentale- sia nella famiglia Pacarel sia in quella di Obitor. Nel susseguirsi di dialoghi serrati, di esilaranti malintesi, di vertiginosi colpi di scena e deliziose situazioni comiche, costruite con la consueta precisione del matematico, si rivela il genio di Feydeau. Il suo teatro si colloca nella grande tradizione della farsa francese inventata da Molière e Beaumarchais. Considerato il padre del vaudeville francese, nelle sue opere Feydeau amalgama il ritratto della società di fine Ottocento con i meccanismi della comicità regolati come gli ingranaggi di un orologio. Da questa combinazione scaturisce, con un ritmo indiavolato, un movimento c! ontinuo di situazioni paradossali e di peripezie vicine all'a! ssurdo in grado di scatenare una valanga di risate. Osannato dai contemporanei e dai successori come un matematico del teatro, un ingegnere, Feydeau inventa,sogna, combina, costruisce e rimonta una macchina ad orologeria, dove tutti gli ingranaggi, per quanto complicati e paradossali, funzionano alla perfezione, nel grande gioco della comicità scenica. Il rispetto che l'autore porta nei confronti dei costumi del suo tempo, dei vizi e delle virtù della borghesia francese, fa sì che nel mettere alla berlina le relazioni sentimentali, il denaro, la politica, non si scada mai nella volgarità; Feydeau tratteggia sempre tutto con umorismo e finezza di spirito. A distanza di cent'anni da quando conquistava il vasto pubblico della sua epoca, il teatro di Feydeau continua ad essere estremamente popolare. Fra le sue opere più conosciute si ricordano fra le altre: Il signore va a caccia, L'albergo del libero scambio,Il tacchino, La pulce all'orecchio, La palla al piede, La d! ama di Chez Maxim's, Occupati d'Amelia. Dopo i musical “La febbre del sabato sera” e “Profondo rosso” il Teatro Nuovo torna dunque a proporre il teatro più tradizionale e d’autore. Protagonista dello spettacolo Antonio Salines l’attore spezino che vanta una carriera teatrale e cinematografica di grande prestigio e molto particolare; l’attore infatti, forse meno noto ai frequentatori occasionali del teatro, è probabilmente meglio conosciuto tra gli amanti del cinema erotico di Tinto Brass con il quale ha stretto un lungo sodalizio artistico, per il quale ha lavorato in “L’uomo che guarda” (1994), “Monella” (1998),”Tra(sgre)dire” (2000), “Senso '45” (2001) e “Fallo!” (2003). Dopo essersi diplomato all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, allievo di Sergio Tofano e Vittorio Gassman, fonda assieme a Carmelo Bene una delle prime compagnie! teatrali autogestite I ribelli, debuttando sul palcoscenico con "Caligola" di Camus. Con l'arrivo degli Anni Sessanta, entra nel Teatro Popolare, diretto dal suo maestro Gassman, prendendo parte a "Adelchi", "Orestiade" e il singolare "Un marziano a Roma" di Ennio Flaiano. Si sposta anche nel piccolo schermo con la compagnia I nuovi, diretta da Guglielmo Morandi, diventando protagonista di commedie classiche e moderne come "Ma non è una cosa seria" di Pirandello e "Alla ricerca della felicità" di Rozov. Nel 1963, fonda a Roma il primo cabaret con Maurizio Costanzo, pur continuando a lavorare in teatro con le più grandi e importanti compagnie italiane e con i registi più prestigiosi. Entrato nel Piccolo Teatro di Milano, lavora con De Bosio e Chéreau, portando "Giulietta e Romeo", "Betia", "Toller", "Barabba" e "Aspettando Godot". Comincia nel 1965, la sua avventura cinematografica. Comincia con La bugiarda (1965) di Luigi Comencini, seguito da Sierra Maestra (1969) di! Ansano Giannarelli, con Carla Gravina che poi affiancherà ne! lla miniserie televisiva di Sandro Bolchi I fratelli Karamazov (1969). Con l'arrivo degli Anni Settanta, lavora come attore e regista al Teatro Belli di Roma, dove oggi è ancora Direttore artistico della compagnia, allestendo "Peer-Gynt", "L'opera dei mendicanti", "Neutotandem", "La cauteriaria", "Cuore di cane", "L'educazione parlamentare", "Memorie di un pazzo", "Antigone" e "Il più felice dei tre". Nel 1980 continua a lavorare in teatro, recitando Goldoni, Flaiano, Cassavetes, Allen e via discorrendo. Poi lavora anche come regista cinematografico per Il boudoir del Marchese de Sade (1985) e Zio Vania di Anton Cechov (1990) con José Quaglio. I biglietti per questo e per gli altri spettacoli della rassegna “Divertiamoci a Teatro” sono in vendita presso il Teatro Nuovo, il Teatro Alcione, il Box Office, le filiali Unicredit Banca oppure on-line sul sito www.teatrostabileverona.it. Prosegue invece fino al 10 dicembre la campagna abbonamenti della rassegna “Solo Danza” che propone “Giselle” del Balletto di Mosca, “Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers” con Raffaele Paganini e “Statuaria” della RBR Dance Company. Per informazioni: tel.045-8006100, www.teatrostabileverona.it |
| I VIRTUOSI ITALIANI COMUNICATO STAMPA SECONDO APPUNTAMENTO CON IL FESTIVAL ATLANTIDE : ¡Viva Flamenco! Al Teatro Nuovo di Verona l’atmosfera passionale della più celebre danza spagnola Venerdì 30 novembre alle ore 21 presso il Teatro Nuovo di Verona (P.zza Viviani 10) avrà luogo il secondo appuntamento del Festival Atlantide. La rassegna, giunta quest’anno alla III edizione, è promossa dall’Orchestra I Virtuosi Italiani che, in collaborazione con la Fondazione Atlantide Teatro di Verona, ha individuato per ciascuno dei sette appuntamenti che formano il cartellone – uno al mese fino al 16 marzo 2008 – artisti eccellenti che possano esprimere al meglio il senso artistico scelto per ogni spettacolo. Protagonista della serata sarà il Flamenco, danza considerata patrimonio culturale ed espressione più caratteristica della Spagna. I Virtuosi Italiani diretti da Mario Ancilotti, con la partecipazione della Compagnia Flamenco Lunares, equipe italo-spagnola, coinvolgeranno il pubblico nell’atmosfera passionale de El Amor Brujo di Manuel De Falla. Le coreografie, ma soprattutto le note di uno dei pezzi che consacrò la carriera del compositore spagnolo, ricordiamo la celebre Danza del Fuego Fatuo, caratterizzeranno la serata di colore folclorico andaluso, rievocando lo spirito sensuale e selvaggio della cultura gitana nella quale il flamenco affonda le sue radici. Sarà possibile ascoltare la voce di un’autentica cantaora flamenca: Charo Martin. In programma anche le Sette Canzoni Popolari Spagnole di de Falla e musiche di autori flamenchi. El Amor Brujo fu scritto da Manuel de Falla dopo che la celebre danzatrice Pastora Imperio gli espresse il desiderio di ampliare il suo repertorio con una danza ed un canto nuovi. La storia ha per protagonista una gitana di nome Candela che è stata abbandonata da un uomo che credeva la amasse. Si rivolge così ad una strega affinché le prepari un filtro d’amore per far tornare il suo uomo. Recatasi presso l’antro della strega e trovandolo vuoto, si improvvisa strega lei stessa ed il sortilegio riesce. L’uomo che l’aveva tradita appare d’un tratto nell’antro, non la riconosce, la scambia per la strega e ne ha paura. Candela lo avverte di aver lanciato da poco una maledizione su di lui che potrà essere spezzata solo tornando dalla sua precedente donna. L’uomo, che ha terrore della strega, promette che farà così, poi riconosce Candela, ma ormai il sortilegio ha funzionato ed egli non può più fare a meno di lei che ormai lo ha in pugno. E’ un’opera di spiccato colore folclorico andaluso (anche le canzoni non sono in lingua castigliana, ma nel dialetto andaluso degli zingari), nella quale non è difficile cogliere echi del canto popolare zingaresco. Falla, che attinge copiosamente e con squisita sapienza al repertorio storico della musica spagnola ci ha regalato uno dei suoi pezzi più belli con il suo Amor Brujo, ricco di melodie e cambi di tempo; sebbene la storia non sia estremamente avvincente e abbastanza breve, la musica, la coreografia e le ambientazioni creano un’atmosfera davvero gitana e riescono a portare lo spettatore in questo quadro completamente. Per informazioni 045 8035173 Biglietti da 10 a 24 euro prevendita presso Teatro Nuovo, Piazza Viviani 10 (tel. 045 8006100), Fnac, Via Cappello 34 (tel. 045 8063811), Box Office, Via Pallone 12/a (tel. 899 199057). I VIRTUOSI ITALIANI I Virtuosi Italiani sono un’orchestra da camera che svolge intensa attività concertistica in Italia e all’estero, distinguendosi come uno dei complessi più attivi e qualificati nel panorama artistico internazionale. I successi raccolti da I Virtuosi Italiani in più di vent’anni di attività sono stati amplificati dall’unione, avvenuta lo scorso anno, con una delle più attive e riconosciute realtà italiane: l'Accademia I Filarmonici di Verona. La sinergia fra l'esperienza e le qualità tecniche ed artistiche di entrambe posiziona definitivamente I Virtuosi Italiani all’interno del più prestigioso panorama musicale internazionale. Molteplici sono le collaborazioni con solisti e direttori: Lazar Berman, Pavel Berman, Fabio Biondi, Stanislav Bunin, Michele Campanella, Bruno Canino, Giuliano Carmignola, Enzo Dara, Pietro De Maria, Claudio Desderi, Mariella Devia, Enrico Dindo, Patrick Gallois, Bruno Giuranna, Natalia Gutman, Barbara Hendricks, Vincenzo La Scola, Katia e Marielle Labèque, Maxence Larrieu, Lev Markiz, Federico Mondelci, Andrei Mustonen, Ilya Grubert, Eva Mei, Kristof Penderecky, Massimo Quarta, Julian Rachlin, Vadim Repin, Dmitri Sitkovetsky, Pavel Vernikov e molti altri. I Virtuosi Italiani hanno partecipato all’allestimento dell’Apollon Musagète di Stravinsky con il New York City Ballet; nel 2001 hanno eseguito tutte le opere in un atto di Rossini per l'Opera Comique di Parigi e tenuto due concerti alla Konzerhaus di Vienna. I Virtuosi Italiani hanno collaborato con i più importanti teatri e con i principali enti musicali italiani e stranieri: il Teatro alla Scala, il Teatro Dal Verme e la Sala Verdi a Milano, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro La Fenice, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro Comunale di Modena, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Filarmonico di Verona, l’Associazione Barattelli de L’Aquila, l’Unione Musicale di Torino, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma. Numerose sono state le tournées in vari paesi europei: Francia (Festival Pablo Casals di Prades, Festival Berlioz, Aix-en-Provence, Bordeaux), Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Slovenia (Festival Internazionale di Lubiana), Russia, Iran e Corea. Nell’aprile 2005 l’orchestra è stata invitata in tournée in Russia, per la Stagione Ufficiale Concertistica di Mosca, tenendo due concerti nella Sala Tchaikowsky e nella Sala Grande del Conservatorio. L’attività discografica è ricchissima, con più di 50 CD registrati per le maggiori case discografiche - Chandos, Emi, Naxos, Dynamic, Verany, Bongiovanni, Arcadia, Arts, e Tactus - ed oltre 400 mila dischi venduti in tutto il mondo. Nel 2004 l’orchestra, guidata dal primo violino maestro concertatore Alberto Martini ha conseguito il prestigioso premio Choc de la Musique, assegnato da Le Monde de la Musique, per la superba interpretazione delle opere di F. A. Bonporti. Significativo è anche l’interesse da sempre dimostrato per il repertorio “di confine”, che I Virtuosi Italiani hanno frequentato ai liveli più alti collaborando con artisti del calibro di Chick Corea, Goran Bregovic, Michael Nyman, Franco Battiato e Giovanni Allevi. I concerti de I Virtuosi Italiani sono sempre stati accolti da entusiastici consensi di critica e di pubblico. I Virtuosi Italiani sono gli ideatori del Festival Internazionale Atlantide che ha luogo al Teatro Nuovo di Verona e de I Concerti della Domenica stagione che si svolge presso la prestigiosa e storica Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico. Le due manifestazioni, che propongono repertori che spaziano dal classico al contemporaneo, sono giunte rispettivamente alla seconda e all’ottava edizione. L'impostazione artistica vede come figura cardine quella del Konzertmeister Alberto Martini, fondatore tra l’altro dell'Accademia I Filarmonici. Il Direttore principale ospite è Corrado Rovaris. Numerosi sono i futuri impegni de I Virtuosi Italiani, che saranno impegnati in numerose tournée in Italia e all'estero (Polonia, Spagna, Europa dell’Est, Stati Uniti, Cina e Giappone) ed in nuove incisioni discografiche. |