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| COMUNICATO STAMPA Domenica 31 gennaio 2010 ore 11.00 PRIMA ASSOLUTA DAL REGGAE AL JAZZ CON L’ECCEZIONALE GRUPPO DI UNO FRA I PIÙ GRANDI BATTERISTI DI OGGI HAMID DRAKE & BINDU batteria e percussioni Hamid Drake voce Napoleon Maddox trombone Jeb Bishop Jeff Albert chitarra elettrica Jeff Parker contrabbasso Josh Abrams Reggaeology Aperitivo in Concerto, domenica 24 gennaio 2010, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni (via Manzoni 42, Milano) ospita, in una esibizione che si prospetta spettacolare, uno fra i più grandi batteristi sulla scena internazionale, Hamid Drake, che conduce da tempo –attraverso il gruppo Bindu- una sua personale ricerca sulle molteplici radici del jazz e della tradizione musicale africana-americana. Come ha scritto Stefano Merighi per AllAboutJazz: “La sua impresa di leader-compositore in Bindu lo illumina anche come regista sonoro di primo piano, in grado di influenzare benignamente le prove dei suoi musicisti, sempre fervidi di idee. Al Teatro Manzoni Drake presenta in prima assoluta un’innovativa versione di Bindu, arricchita dalla presenza del chitarrista Jeff Parker (fra i leader del noto gruppo di avant-rock Tortoise) e con la strepitosa collaborazione del ben noto rapper Napoleon Maddox, specialista di human beatboxing e già conosciuto dal pubblico di "Aperitivo in Concerto" per la sua esaltante partecipazione al concerto di Archie Shepp e Oliver Lake, testimoniato dalla recente incisione Phat Jam In Milano per la Archieball Records. Drake, infatti, esplorerà, in un concerto, che già si annuncia di coinvolgente e trascinante spettacolarità, le connessioni fra reggae, tradizione giamaicana, musica africana-americana e jazz. HAMID DRAKE Hamid Drake è nato il 3 agosto 1955 a Monroe, Louisiana, USA. Ha studiato a lungo le percussioni compresi gli stili orientali e caraibici. Nel 1974 inizia quella che sarebbe stata una lunga collaborazione musicale con il tenorsassofonista Fred Anderson. Verso la fine degli anni Settanta, lo stesso Anderson lo presenta a George Lewis, Douglas Ewart e altri artisti dell’AACM. Le sue influenze musicali più significative per quanto riguarda le percussioni, ovvero Ed Blackwell e Adam Rudolph, risalgono a questo periodo. Altre sue influenze sono Philly Joe Jones, Max Roach e Jo Jones. Don Cherry, con cui si incontra per la prima volta nel 1978, è altro significativo artista con cui ha collaborato in modo continuativo. Alla fine degli anni Settanta, dopo molteplici esperienze nel mondo del reggae, diviene uno dei membri del Mandingo Griot Society guidato da Foday Musa Suso con cui incide fin dal primo album. Per molti anni offre il suo supporto ritmico a musicisti quali Borah Bergman e Peter Brötzmann, con cui si presenta in un quartetto completato dal contrabbassista William Parker (altro artista con cui collabora in molteplici occasioni e formazioni) e dal trombettista Toshinori Kondo. Altri musicisti con cui ha lavorato negli anni sono Marilyn Crispell, Pierre Dørge, Georg Gräwe, Herbie Hancock, Misha Mengelberg, IsWhat?!, Yakuza, Jemeel, Moondoc, David Murray, Assif Tsahar, Sabir Mateen, Liof Munimula, Pharoah Sanders, Wayne Shorter, Malachi Thompson, il percussionista Michael Zerang e particolarmente Kent Kessler e Ken Vandermark con cui ha formato il trio DKV. In una tale varietà musicale egli ha adottato idiomi dell'Africa del Nord e dell'Africa occidentale e suggestioni indiane così come del reggae e della musica latino-americana. Suona spesso senza bacchette usando le mani per creare particolari ritmi sonori. NAPOLEON MADDOX Napoleon Maddox è nato a Springfield, Massachusetts, nel 1973. Cresciuto a Cincinnati, Ohio, s’è affermato come straordinario poeta ed improvvisatore nel campo del rap e dello hip-hop, generi che egli preferisce affrontare in chiave puramente acustica, affiancando grandi figure del jazz. Collaboratore del batterista Hamid Drake e del duo newyorkese Transmitting, ha lavorato con gruppi e interpreti quali Ming+FS e Karsh Kale, nonché con artisti quali Archie Shepp e Oliver Lake. Componente del gruppo Sotto Voce (con Roy Nathanson, Tim Kiah, Sam Bardfeld), ha affiancato anche la Burnt Sugar Arkestra e la JC Hopkins Biggish Band. Fondatore del gruppo ISWHAT?!, fra il 1994 e il 2001 si è anche affermato, a Cincinnati, come conduttore di una trasmissione radiofonica, The Social Factor, che ha ospitato personalità come Spike Lee, Jurassic 5, Rahzel, The Roots, Jay Z, Big Jaz, Group Home, Mos Def, Watts Prophets, The Last Poets, Burning Spear, Souls of Mischief. JEB BISHOP Estremamente attivo a Chicago, il trombonista Jeb Bishop s’è esibito e ha inciso con artisti e gruppi quali Vandermark Five, il Chicago Tentet di Peter Brötzmann, Ted Sirota's Rebel Souls, Terminal Four, School Days, Ken Vandermark's Territory Band, Rob Mazurek e Exploding Star Orchestra, Globe Unity Orchestra. Guida inoltre il proprio Jeb Bishop Trio e il progetto Lucky 7s con il trombonista Jeff Albert, oltre a far parte di un complesso come The Engines. Dal 2001 viene ogni anno premiato dalla nota pubblicazione Down Beat come talento meritevole di maggiori riconoscimenti. JEFF ALBERT Il trombonista Jeff Albert, autore di un popolare blog musicale come Scratch My Brain e curatore di una serie concertistica come Open Ears, è attivo a New Orleans, dove guida il proprio Jeff Albert Quartet e si esibisce con i Lucky 7s assieme al trombonista Jeb Bishop. Collaboratore di Bindu di Hamid Drake, lavora anche con gruppi quali George Porter Jr. & the Runnin’ Partners, Michael Ray & the Cosmic Krewe, Naked Orchestra, New Orleans New Music Ensemble. Ha inoltre collaborato con Wolter Weirbos, Jim Baker, Josh Abrams, Georg Gräwe, Tatsuya Nakatani, Dave Rempis, Mike Reed, Jason Stein, Tim Daisy, Jonathan Freilich, Tim Green, nonché, in altri ambiti, con artisti e complessi quali Stevie Wonder, Bonnie Raitt, The Funk Brothers, Wardell Quezergue, Dr. John, Ronnie Milsap, The Temptations, Lou Rawls, The Louisiana Philharmonic Orchestra and the New Orleans Opera. JEFF PARKER Il ben noto chitarrista Jeff Parker ha iniziato in giovanissima età lo studio della musica, perfezionandosi poi al Berklee College Of Music. Ha inoltre studiato con George Garzone, esibendosi al contempo con Antonio Hart e trasferendosi a Chicago nel 1991. Collabora poi con il cornettista Rob Mazurek e con il batterista Chad Taylor, con i quali crea lo Chicago Underground Trio e, susseguentemente, la Chicago Underground Orchestra. Partecipa poi alla creazione del gruppo Isotope 217, con Mazurek e la trombonista Sara P. Smith, conquistandosi ampia popolarità come chitarrista del notissimo complesso post-rock Tortoise e collaborando con gruppi quali New Horizon Ensemble, Uptightly, Aesop Quartet e Tricolor. Vanta inoltre collaborazioni con altri celebrati artisti di Chicago come Fred Anderson, Lin Halliday, Ken Vandermark. JOSH ABRAMS Josh Abrams è contrabbassista la cui notorietà è vasta a Chicago, dove egli s’è affermato anche in contesti non jazzistici. Artista dalle notevoli virtù tecniche, s’è esibito nel trio Sticks and Stones, a fianco di Matana Roberts e Chad Taylor. Da tempo collaboratore di un artista come Ernest Dawkins, s’è esibito anche con David Boykin e con artisti quali Guillermo Gregorio, Axel Dorner, Jeff Parker, Jeb Bishop, Hamid Drake, Nicole Mitchell, Greg Ward. INGRESSI: biglietto intero €12+ 1 prevendita ridotto giovani €8 + 1 prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, |
| COMUNICATO STAMPA “Aperitivo in Concerto” 2009-2010 TEATRO MANZONI Domenica 7 febbraio 2010 ore 11.00 PRIMA ASSOLUTA un pianista pluripremiato e un sofisticato rapper VIJAY IYER & MIKE LADD ENSEMBLE HOLDING IT DOWN pianoforte, composizione, laptop Vijay Iyer voce, versi, campionamenti, sintetizzatore analogico Mike Ladd voce, live electronic processing Pamela Z voce, electronics Guillermo Brown chitarra Liberty Ellman violoncello Okkyung Lee percussioni Kassa Overall “Aperitivo in Concerto”, domenica 7 febbraio 2010, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), presenta la prima esecuzione assoluta di Holding It Down, appassionante lavoro scritto da due pluripremiati ed acclamati musicisti come Vijay Iyer e Mike Ladd, alla testa di un complesso formato da alcuni fra i più importanti solisti sulla scena musicale contemporanea, fra i quali spicca la presenza della compositrice e interprete vocale Pamela Z. Philip K. Dick scrisse il noto romanzo Do Androids Dream Of Electric Sheep?, Iyer e Ladd (che hanno già collaborato insieme alla realizzazioni di lavori come In What Language? del 2003 e Still Life with Commentator del 2006) si sono invece chiesti di che materia sono fatti i sogni dei reduci, nel caso specifico dei giovani reduci africani-americani della guerra in Iraq e in Afghanistan. Dopo avere raccolto centinaia di interviste con militari di ritorno in patria, ne hanno ricavato una fitta trama di immagini, versi, ricordi, echi che ha fatto da canovaccio a Holding It Down. I due autori, oggi fra i più sofisticati e celebrati autori nel panorama musicale internazionale, si sono chiesti cosa potesse significare, per dei giovani soldati africani-americani passare dalla complessità della società statunitense al mondo della guerra , per poi fare ritorno in patria in un clima di indifferenza, aggravato da un'ottusa burocrazia e da una crisi economica che ha colpito soprattutto le classi medio-basse. Come vivono e sopravvivono questi giovani veterani e, soprattutto, cosa sognano? Come affrontano le loro vite irrimediabilmente trasformate dall'esperienza della guerra? Come affrontano il passaggio dall'indescrivibile alla presunta normalità? E come si vedono oggi in patria, con il primo presidente africano-americano della storia? Qual è il loro ruolo in un'America dove gli equilibri etnici si vanno alterando? Con l'uso poetico della compressa e universale logica del sogno allo scopo di riaffermare la loro essenziale umanità, Holding It Down rende un sentito omaggio a questi giovani uomini e donne che ritornano al loro Nuovo Mondo. VIJAY IYER Howard Reich del Chicago Tribune l’ha definito “senza dubbio uno degli artisti jazz più originali nella generazione degli under-quaranta.” Il Village Voice lo ritiene “il più autorevole pianista e compositore che sia emerso negli ultimi anni”, mentre per il Boston Globe ci troviamo di fronte ad “uno dei più stimolanti e clamorosi talenti del jazz odierno” e, sulla west coast, il Los Angeles Weekly non esita ad esclamare: “è nata una stella dal talento illimitato”. Stiamo parlando del pianista e compositore Vijay Iyer, nato da genitori indiani ad Albany, New York, nel 1971. Se la discografia di Iyer non ha eguali, in termini di ampiezza e varietà è perché la sua produzione musicale, che se ne ponderino l’estensione o la sempre ineccepibile fattura, non può che lasciare stupefatti, a tal punto che ci si chiede se sia davvero opera di un’unica persona. Historicity, l’ultimo e più che pluripremiato tra i suoi album, che propone una personale rilettura di una selezione di cover, in trio, si è aggiudicato alcune tra le migliori recensioni del 2009: "Presto! Ecco il nuovo grande trio." (New York Times) "Truly astonishing... they make challenging music sound immediately enjoyable. " (National Public Radio) "A jewel... 9 out of 10" (PopMatters.com). Il sassofonista del suo celebrato quartetto, l’indiano Rudresh Mahanthappa, con il quale Iyer vanta una collaborazione decennale, descrive la musica di Iyer nei termini di un "magico e nebuloso interregno sonoro dove la musica della Diaspora indo-asiatica incontra il Jazz della tradizione occidentale e anticipa gli scenari di una possibile evoluzione per entrambe le tradizioni”. (All Music Guide). Il giudizio dell’autorevole National Public Radio sui quattro, acclamatissimi dischi Panoptic Modes (2001), Blood Sutra (2003), Reimagining (2005), and Tragicomic (2008) è chiaro: "essi documentano quanto di più avvincente e innovativo sia prodotto dalla scena del jazz contemporaneo". I successi di Iyer si estendono ben oltre l’ambito discografico del jazz, come nel caso del remix per la ri-publicazione di “Ok”, premiato album del pioniere dell’elettronica British Asian Talvin Singh. Iyer ha anche creato una serie di sigle musicali per il canale televisivo sportivo ESPN. La sua suite per quintetto From Over, commissionata dal Chicago Jazz Festival nel 2008 ha debuttato di fronte ad un pubblico di 30,000 persone, ed è stata acclamata dal Chicago Tribune in quanto " capolavoro, potenzialmente in grado di trasformare la storia della musica.. graffiante, originale, una composizione epica, rivoluzionaria." La composizione orchestrale Interventions, commissionata ed eseguita dall’American Composers Orchestra nel marzo 2007, è stata diretta da Dennis Russell Davies. Tra gli altri lavori, vanno citati Mutations I-X (2005) commissionato ed eseguito in prima dal quartetto Ethel; Three Episodes per quintetto di fiati (1999) scritto per gli Imani Winds; l’ "incantevole” (Variety) partitura per l’opera di teatro - danza Betrothed (2007); e la premiata colonna sonora di Teza (2008), pellicola del leggendario regista Haile Gerima. Ripetutamente messo in luce dalla critica, Iyer è stato premiato, dal Downbeat Magazine International Critics' Poll, in più di una categoria tra cui Il Miglior Artista Jazz Emergente (2006, 2007), Miglior Compositore Emergente (2006, 2007), e Miglior Pianista Emergente (2009). Lavori di Iyer, in veste di compositore e d’interprete, sono stati commissionati e finanziati dal Rockefeller Foundation MAP Fund (2000, 2001, 2005, 2009), dal New York State Council on the Arts (2002), dalla Creative Capital Foundation (2002), dal Mary Flagler Cary Charitable Trust (2002, 2004), dall’American Composers Forum (2005), dalla Chamber Music America (2005), da Meet The Composer (2006), e dal Jazz Institute of Chicago (2008). Iyer è stato ospite, in quanto compositore, esecutore e bandleader delle principali istituzioni concertistiche americane ed internazionali. Ha inoltre collaborato con Steve Coleman, Roscoe Mitchell, Amiri Baraka, Wadada Leo Smith, Dead Prez, Amina Claudine Myers, Butch Morris, George Lewis, Oliver Lake, Miya Masaoka, Matana Roberts, Trichy Sankaran, Talvin Singh, Pamela Z, Imani Uzuri, Will Power, Suphala, Dafnis Prieto, Burnt Sugar, Karsh Kale, Shujaat Khan, DJ Spooky, High Priest of Antipop Consortium, John Zorn, Bill Morrison, e molti altri. Erudito la cui preparazione spazia dalla scienza all’arte e alle discipline umanistiche Iyer ha conseguito una laurea in Matematica e Fisica presso il Yale College, un Master in Fisica e un Ph.D. interdisciplinare in Tecnologia e Arte presso la University of California a Berkeley. E’ stato selezionato per entrare a fare parte della cerchia di nove "Revolutionary Minds" dalla rivista scientifica Seed, e i suoi studi in cognizione musicale sono stati presentati dalle trasmissioni radiofoniche This Week in Science e Studio 360. Membro di Facoltà della New York University e della The New School University, ha anche tenuto masterclass e lezioni di composizione, improvvisazione, scienze cognitive, e nell’ambito dei jazz studies e dei performance studies, al California Institute of the Arts, alla Columbia University, alla Harvard University, alla Manhattan School of Music, e alla School for Improvisational Music, tra altre. Suoi studi sono pubblicati da Music Perception, Current Musicology, Journal of Consciousness Studies, Critical Studies in Improvisation, Journal for the Society of American Music, e le raccolte antologiche di Uptown Conversation: The New Jazz Studies (Columbia University Press), Sound Unbound (MIT Press), e Arcana IV (Hips Road). MIKE LADD Scrittore, poeta, performer, docente e produttore musicale, Michael C. Ladd è nato a Boston nel 1970. Laureatosi in poesia alla Boston University con una tesi sugli espatriati africani-americani nel XIX secolo, ha scritto saggi e opere poetiche per pubblicazioni come Long Shot Review e Bostonia. Suoi lavori sono presenti anche nel volume Swing Low, Black Men Writing e in numerose antologie, fra le quali Aloud: Voices from the Nuyorican Poets Café, In Defense of Mumia, Bum Rush The Page, Por La Victoire, Everything But the Burden, Rip It Up, Essays on Black Rock in the U.S. Ladd è l'autore dei testi e il produttore di dieci lavori discografici, fra i quali Easy Listening For Armageddon (Scratchie/Mercury records), Negrophilia: The Album (Thirsty Ear), Father Divine (ROIR) e The Infesticons, Bedford Park (Big Dada). In qualità di professore associato dello Institute for Arts and Civic Dialogue alla Harvard University, Ladd ha prodotto e diretto Blood Black and Blue, un documentario audio e performativo sui poliziotti di colore negli Stati Uniti. Per l'Asia Society, Ladd ha creato con Vijay Iyer In What Language, un progetto performativo sugli individui di colore in relazione alla gobalizzazione nel contesto degli aeroporti e della loro sicurezza. Con Iyer ha realizzato anche Still Life With Commentator, presentato per la prima volta alla Brooklyn Academy of Music di New York. In collaborazione con The Kitche, a New York, Ladd ha inoltre prodotto un'opera, Domestica. Diviso fra Boston, New York e Parigi, Ladd continua a realizzare progetti performativi e didattici in sobborghi parigini e città come Nanterre, Aubervillers, Pantin e Saint Denis. INGRESSI: biglietto intero €12 + 1 prevendita ridotto giovani €8 + 1+ prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| GIOVEDI’ 14 GENNAIO - ORE 18.00 presso MONDADORI MULTICENTER DUOMO P.zza Duomo, 1 – Spazio Eventi – Terzo piano per il ciclo "Gli incontri di Milano per lo Spettacolo" CAMASSIMO DAPPORTO e BENEDICTA BOCCOLI presentano L’APPARTAMENTO adattamento italiano di Edoardo Erba e Massimo Dapporto tratto dal film dello Metro-Goldwin-Mayer scritto da Billy Wilder e I.A.L. Diamond prodotto in accordo con la MGM ON STAGE, Darcie Denkert e Dean Stolber con in ordine alfabetico Rossana Bonafede Riccardo Peroni Carlo Ragone Riccardo Maria Tarci Regia di PATRICK ROSSI GASTALDI in scena al TEATRO MANZONI fino al 31 gennaio 2010 Conduce l’incontro Antonio Calbi, Direttore del Settore Spettacolo del Comune di Milano Bud Buxter, impiegato ambizioso, cerca di accattivarsi la simpatia dei superiori prestando il proprio appartamento ai più libertini tra loro. Purtroppo apprende che la gentile accompagnatrice del capo è la donna dei suoi sogni e a questo punto dovrà decidere se perdere l’amore o il lavoro. Potrà l’amore vincere sulla carriera? Questa commedia cinica, amara e divertente, capolavoro di Billy Wilder, mette a nudo una società basata sull’ambizione e la ricerca di appartenenza a una classe sociale più elevata. Il regista Patrick Rossi Gastaldi ha voluto conservare la dimensione degli anni Sessanta per evidenziare valori come innocenza, etica e amore, quasi appartenessero al passato. Lo aiutano in quest’impresa l’ironia e la versatilità di Massimo Dapporto e il fascino naturale di un’accattivante Benedicta Boccoli. |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 24 gennaio 2010 ore 11.00 Teatro Manzoni via Manzoni, 42 PRIMA E UNICA DATA ITALIANA DALL’ETIOPIA AL JAZZ: UN’ECCEZIONALE BIG BAND INCONTRA I GRANDI PROTAGONISTI DELL’ETHIO-JAZZ THE EITHER/ORCHESTRA feat.: MULATU ASTATKE & MAHMOUD AHMED voce Mahmoud Ahmed vibrafono e percussioni Mulatu Astatke direzione, sassofoni soprano e tenore Russ Gershon tromba Tom Halter Dan Rosenthal trombone Joel Yennior sassofono contralto Hailey Niswanger sassofono baritono Charles Kohlhase pianoforte e tastiere Rafael Alcala contrabbasso Rick McLaughlin batteria Pablo Bencid congas e percussioni Vicente Lebron Come primo evento del nuovo anno, “Aperitivo in Concerto” presenta, domenica 24 gennaio 2010, alle ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), in unica data per l’Italia, due nomi eccezionali: Either/Orchestra, una delle big band più acclamate sulla scena internazionale, e il celeberrimo vibrafonista Mulatu Astatke, considerato il padre dell’Ethio-jazz. Fondata nel 1985 dal sassofonista Russ Gershon, la Either/Orchestra da tempo realizza progetti in cui le forme contemporanee si sposano ai molteplici linguaggi della tradizione africana-americana. L’orchestra, che vanta solisti d'eccezione come lo stesso Gershon e il baritonista Charlie Kohlhase, ha allacciato un rapporto particolare e originalissimo con alcuni grandi artisti etiopi, testimoniato anche discograficamente dalla nota serie Ethiopiques, dedicata al fiorire rigoglioso del jazz e di un nuovo tipo di linguaggio musicale popolare, basato sulla commistione fra tradizione etiope e canzone pop americana, sviluppatosi in Etiopia a partire dagli anni Sessanta con risultati di straordinaria rilevanza, rimasti a lungo sconosciuti in Occidente. Nel 2004, prima orchestra americana a presentarsi in Etiopia dopo l’esibizione della Duke Ellington Orchestra nel 1973, la Either/Orchestra ha partecipato all’Ethiopian Music Festival di Addis Abeba, collaborando con alcuni celebri artisti locali, fra cui Mulatu Astatke (alcuni ricorderanno la sua straordinaria partecipazione alla colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmusch), vibrafonista e tastierista di vaglia, collaboratore di Duke Ellington, fondatore del cosiddetto Ethio-jazz, in cui si fondono retaggi etiopi con influenze latinoamericane e improvvisazione jazzistica. Per la prima volta in Italia in un tale contesto improvvisativo, Mulatu Astatke, con la collaborazione dell’altrettanto celebre cantante Mahmoud Ahmed, presenterà assieme a Either/Orchestra una rilettura affascinante e coinvolgente di un grande momento storico della musica africana e dei suoi rapporti con il jazz. Un viaggio alla riscoperta di affascinanti radici che riguardano tutti noi. MULATU ASTATKE Mulatu Astatke (o Astatqé), vibrafonista e compositore, è considerato il padre dell’Ethio-jazz, combinazione fra musica tradizionale etiope, jazz e tradizione ispanoamericana. Nato nel 1943 a Jimma, in Etiopia, ha studiato musica a Londra, New York e Boston, dov’è stato il primo africano a frequentare la Berklee School of Music. Tornato in Etiopia, Astatke lavora lungamente come strumentista e direttore d’orchestra, affiancando persino Duke Ellington ed altri celebri musicisti americani. A lungo sconosciuto al di fuori della patria, conquista iniziale celebrità grazie alla collaborazione, iniziata nel 2004, con la Either/Orchestra, con cui si esibisce ogni anno negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2005, una sua composizione viene inserita nella colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmush. Nel 2008 egli firma un’applaudita incisione, a Londra, con il collettivo psyche-jazz The Heliocentrics. La nota serie discografica Ethiopiques (Buda Musique) dedica nel 1998 un’intero capitolo alla sua musica, testimoniando inoltre la sua collaborazione, e quella di Mahmoud Ahmed, con la Either/Orchestra. Fra il 2007 e il 2008, Astatke ha completato, presso la Harvard University, l'opera Yared, basata sulla modernizzazione di una serie di fonti musicali tradizionali etiopi. Al contempo, ha ottenuto l'incarico di Artist-in-Residence presso il Massachusetts Institute of Technology, creando presso il MIT Media Lab una versione moderna del krar, strumento tradizionale etiope. Nel corso del 2009 ha inoltre collaborato con noti improvvisatori quali Phil Ranelin, Bennie Maupin, Azar Lawrence. MAHMOUD AHMED Nato ad Addis Abeba nel 1941, il celebre cantante etiope Mahmoud Ahmed esordisce professionalmente nel 1961, esibendosi con la orchestra militare Imperial Body Guard Band fino al 1974 ed incidendo con complessi come Amha e Kaifa. Negli anni Ottanta, dopo essere stato uno fra i primi artisti etiopi ad esibirsi negli Stati Uniti, apre un proprio negozio di dischi ad Addis Abeba, pur continuando ad esibirsi. Influenzato da un cantante come Tlahoun Gèssèssè, collabora con complessi e artisti, anche non etiopi, come Ibex Band, Venus Band, Idan Raichel Project, Roha Band, Badume's Band. Grazie alle esibizioni con la Either/Orchestra rinnova il proprio successo anche negli Stati Uniti; il suo lavoro viene ampiamente testimoniato dalla serie discografica Ethiopiques. Ancora oggi egli è forse il più popolare artista fra le comunità etiopi in tutto il mondo. INGRESSI: biglietto intero €12 + prevendita ridotto giovani €8 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| Vi comunichiamo che la conferenza stampa dello spettacolo L’APPARTAMENTO con Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli si terrà martedì 5 gennaio alle ore 13,00, e non più alle ore 12,00 come precedentemente indicato |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 24 gennaio 2010 ore 11.00 Teatro Manzoni via Manzoni, 42 PRIMA E UNICA DATA ITALIANA DALL’ETIOPIA AL JAZZ: UN’ECCEZIONALE BIG BAND INCONTRA I GRANDI PROTAGONISTI DELL’ETHIO-JAZZ THE EITHER/ORCHESTRA feat.: MULATU ASTATKE & MAHMOUD AHMED voce Mahmoud Ahmed vibrafono e percussioni Mulatu Astatke direzione, sassofoni soprano e tenore Russ Gershon tromba Tom Halter Dan Rosenthal trombone Joel Yennior sassofono contralto Hailey Niswanger sassofono baritono Charles Kohlhase pianoforte e tastiere Rafael Alcala contrabbasso Rick McLaughlin batteria Pablo Bencid congas e percussioni Vicente Lebron Come primo evento del nuovo anno, “Aperitivo in Concerto” presenta, domenica 24 gennaio 2010, alle ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), in unica data per l’Italia, due nomi eccezionali: Either/Orchestra, una delle big band più acclamate sulla scena internazionale, e il celeberrimo vibrafonista Mulatu Astatke, considerato il padre dell’Ethio-jazz. Fondata nel 1985 dal sassofonista Russ Gershon, la Either/Orchestra da tempo realizza progetti in cui le forme contemporanee si sposano ai molteplici linguaggi della tradizione africana-americana. L’orchestra, che vanta solisti d'eccezione come lo stesso Gershon e il baritonista Charlie Kohlhase, ha allacciato un rapporto particolare e originalissimo con alcuni grandi artisti etiopi, testimoniato anche discograficamente dalla nota serie Ethiopiques, dedicata al fiorire rigoglioso del jazz e di un nuovo tipo di linguaggio musicale popolare, basato sulla commistione fra tradizione etiope e canzone pop americana, sviluppatosi in Etiopia a partire dagli anni Sessanta con risultati di straordinaria rilevanza, rimasti a lungo sconosciuti in Occidente. Nel 2004, prima orchestra americana a presentarsi in Etiopia dopo l’esibizione della Duke Ellington Orchestra nel 1973, la Either/Orchestra ha partecipato all’Ethiopian Music Festival di Addis Abeba, collaborando con alcuni celebri artisti locali, fra cui Mulatu Astatke (alcuni ricorderanno la sua straordinaria partecipazione alla colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmusch), vibrafonista e tastierista di vaglia, collaboratore di Duke Ellington, fondatore del cosiddetto Ethio-jazz, in cui si fondono retaggi etiopi con influenze latinoamericane e improvvisazione jazzistica. Per la prima volta in Italia in un tale contesto improvvisativo, Mulatu Astatke, con la collaborazione dell’altrettanto celebre cantante Mahmoud Ahmed, presenterà assieme a Either/Orchestra una rilettura affascinante e coinvolgente di un grande momento storico della musica africana e dei suoi rapporti con il jazz. Un viaggio alla riscoperta di affascinanti radici che riguardano tutti noi. MULATU ASTATKE Mulatu Astatke (o Astatqé), vibrafonista e compositore, è considerato il padre dell’Ethio-jazz, combinazione fra musica tradizionale etiope, jazz e tradizione ispanoamericana. Nato nel 1943 a Jimma, in Etiopia, ha studiato musica a Londra, New York e Boston, dov’è stato il primo africano a frequentare la Berklee School of Music. Tornato in Etiopia, Astatke lavora lungamente come strumentista e direttore d’orchestra, affiancando persino Duke Ellington ed altri celebri musicisti americani. A lungo sconosciuto al di fuori della patria, conquista iniziale celebrità grazie alla collaborazione, iniziata nel 2004, con la Either/Orchestra, con cui si esibisce ogni anno negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2005, una sua composizione viene inserita nella colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmush. Nel 2008 egli firma un’applaudita incisione, a Londra, con il collettivo psyche-jazz The Heliocentrics. La nota serie discografica Ethiopiques (Buda Musique) dedica nel 1998 un’intero capitolo alla sua musica, testimoniando inoltre la sua collaborazione, e quella di Mahmoud Ahmed, con la Either/Orchestra. Fra il 2007 e il 2008, Astatke ha completato, presso la Harvard University, l'opera Yared, basata sulla modernizzazione di una serie di fonti musicali tradizionali etiopi. Al contempo, ha ottenuto l'incarico di Artist-in-Residence presso il Massachusetts Institute of Technology, creando presso il MIT Media Lab una versione moderna del krar, strumento tradizionale etiope. Nel corso del 2009 ha inoltre collaborato con noti improvvisatori quali Phil Ranelin, Bennie Maupin, Azar Lawrence. MAHMOUD AHMED Nato ad Addis Abeba nel 1941, il celebre cantante etiope Mahmoud Ahmed esordisce professionalmente nel 1961, esibendosi con la orchestra militare Imperial Body Guard Band fino al 1974 ed incidendo con complessi come Amha e Kaifa. Negli anni Ottanta, dopo essere stato uno fra i primi artisti etiopi ad esibirsi negli Stati Uniti, apre un proprio negozio di dischi ad Addis Abeba, pur continuando ad esibirsi. Influenzato da un cantante come Tlahoun Gèssèssè, collabora con complessi e artisti, anche non etiopi, come Ibex Band, Venus Band, Idan Raichel Project, Roha Band, Badume's Band. Grazie alle esibizioni con la Either/Orchestra rinnova il proprio successo anche negli Stati Uniti; il suo lavoro viene ampiamente testimoniato dalla serie discografica Ethiopiques. Ancora oggi egli è forse il più popolare artista fra le comunità etiopi in tutto il mondo. INGRESSI: biglietto intero €12 + prevendita ridotto giovani €8 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| SPETTACOLO “GIRGENTI AMORE MIO…” di Gianfranco Jannuzzo e Angelo Callipo con GIANFRANCO JANNUZZO regia Pino Quartullo Al Teatro Manzoni dal 1 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 chiusura per le festività natalizie dal 24 al 30 dicembre 2009 Biglietto: Poltronissima € 30,00 Poltrona € 20,00 SAN SILVESTRO 31 DICEMBRE 2009 Orario inizio spettacolo ore 20,45 precise All’intervallo rinfresco con buffet salato A mezzanotte brindisi con spumante, panettone e dolci Si festeggia con la partecipazione di Gianfranco Jannuzzo BIGLIETTI Poltronissima € 85,00 + 8,00 di prevendita Poltrona € 65,00 + 6,00 di prevendita CAPODANNO 1 GENNAIO 2009 Inizio spettacolo ore 17.00 BIGLIETTI Poltronissima € 30,00 + 3,00 di prevendita Poltrona € 20,00 + 2,00 di prevendita |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 13 dicembre 2009 ore 11.00 Teatro Manzoni via Manzoni, 42 UNICA DATA ITALIANA CONCERTO DI NATALE DALLE STRADE DI CHICAGO AI TEATRI DI NEW YORK, L’ESALTANTE SPETTACOLO DEL PIU’ IMPORTANTE GRUPPO DI OTTONI SULLA SCENA DI OGGI HYPNOTIC BRASS ENSEMBLE feat.: KELAN PHIL COHRAN tromba Kelan Phil Cohran tromba Jafar "Yoshi" Graves Tarik "Smoov" Graves Gabriel "Ben Yehuda" Hubert cornetta Amal "Baji" Hubert trombone Saiph Graves trombone basso Seba Graves sousaphone Tycho Cohran euphonium Uttama "Rocco" Hubert batteria Gabriel Wallace “Aperitivo in Concerto” presenta per la prima volta a Milano, domenica 13 dicembre 2009, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni (via Manzoni 42, Milano), una celebre e trascinante banda di ottoni, lo Hypnotic Brass Ensemble, che per la prima volta in Italia si presenta guidato dal grande trombettista Kelan Phil Cohran. Hypnotic Brass Ensemble è un giovane collettivo con base operativa tra le affollate e caotiche strade di Chicago, uno dei crocevia della cultura afroamericana, dove la musica ha radici profonde e dove il gruppo nasce nel 1999: per anni, infatti, i giovani componenti del complesso, tutti studenti dell’A.A.C.M. (Association for the Advancement of Creative Musicians) si sono espressi esclusivamente come street-band suonando tra cunicoli della metro e marciapiedi della propria città. La loro musica è un teatrale, coinvolgente e trascinante mélange di jazz innestato su travolgenti ritmi funky e esaltato dalle potenti sonorità degli ottoni; il tutto è scolpito da nove elementi, tra fiati (quattro trombe, due tromboni, un baritono, un sousaphone) e percussioni. La freschezza, l’esultante vitalità e la scorrevolezza (gli incastri armonici paiono quasi di natura hip-hop) che caratterizza ogni composizione è semplicemente affascinante e spettacolare. I membri dell’Hypnotic Brass Ensemble, oggi trasferitisi a New York, amano mischiare le carte, sporcarsi le mani con i generi di musica più disparati, appoggiandosi a una lunga gavetta e rivendicando con orgoglio di suonare «anche» del jazz. Al Teatro Manzoni il gruppo si esibisce, in una prima italiana, con la guida di un ulteriore trombettista, Kelan Phil Cohran. La storia del jazz, dagli anni Trenta in poi, è sempre stata incentrata su New York, e molti dei personaggi che hanno lasciato un segno indelebile sulla musica di Chicago sono stati rimossi - se mai sono apparsi - dalle pagine dei libri e delle pubblicazioni specializzate. Un caso limite è per l’appunto l’ottantaduenne Kelan Phil Cohran, singolare figura di intellettuale a tutto tondo, la cui influenza sulla scena della black music di Chicago è ancora tutta da scrivere. E solo la ristampa, qualche anno fa, delle prime, strabilianti opere di Sun Ra ha portato all’attenzione di un pubblico più vasto l’esistenza di questo multiforme personaggio: trombettista, compositore, educatore, astronomo, storico, matematico, membro fondatore dell’AACM e in possesso di una discendenza quanto mai folta. Già, perché nella sua lunga vita Phil Cohran ha contribuito a mettere al mondo ben ventidue figli, otto dei quali, per l’appunto, sono oggi riuniti nell’Hypnotic Brass Ensemble. Come accade nel mondo globalizzato, fatto di comunità, con Hypnotic Brass Ensemble si esibisce una famiglia, una tribù che, con la musica, presenta e illustra la sua storia, la sua identità, le vicende, insomma, delle nuove culture del Nuovo Mondo in un vero e proprio happening teatrale. Condizioni metereologiche permettendo, la performance dell’energetica band prenderà l’attacco già alle 10.45, in Via Manzoni, davanti all’ingresso del teatro Manzoni, un modo per rivolgere – conformemente alla propria tradizione – alla città di Milano un’insolito augurio in musica di buon Natale, buona Channukà o, come avrebbe potuto dire Sun Ra, ... buona festa del ritorno del Sole! KELAN PHIL COHRAN Women in wool hair chant their poetry. Phil Cohran gives us messages and music made of developed bone and polished and honed cult. It is the Hour of tribe and of vibration, the day-long Hour. It is the Hour of ringing, rouse, of ferment-festival. On Forty-third and Langley black furnaces resent ancient legislatures of play and scruple and practical gelatin. They keep the fever in, fondle the fever. All worship the Wall. Così, già nel 1967 scriveva la nota poetessa Gwendolyn Brooks, in uno scritto dedicato a Phil Cohran, trombettista, compositore, didatta, guru di Chicago. Kelan Phil Cohran ('Kelan' significa “Sacra Scrittura”, un titolo onorifico attribuito a Cohran dalla comunità islamica cinese nel corso di un viaggio in Cina) è nato l’8 maggio 1927 a Oxford, Mississippi ma, si trasferisce a St. Louis, Missouri, dove, dopo studi alla Lincoln University, verso la fine degli anni Quaranta si esibisce a fianco di Clark Terry, Oliver Nelson, Jimmy Forrest e del noto band leader Jay McShann, incidendo inoltre con Clarence 'Gatemouth' Brown e Big Mama Thornton. Arruolato durante il periodo della guerra in Corea, lo trascorre come componente della banda militare dell’Accademia Navale del Maryland. Nel 1953 si trasferisce a Chicago, dove incontra Sun Ra, con la cui Myth Science Arkestra si esibisce dal 1958 al 1961, partecipando ad incisioni di lavori come Rocket Number Nine, Fate In A Pleasant Mood, Holiday For Soul Dance e We Travel The Spaceways, facendosi apprezzare (Angels And Demons At Play, Music From The World Tomorrow) anche come inventivo esecutore allo zither ukelin, cetra da tavolo, tipicamente americana e utilizzata soprattutto fra gli anni Venti e Quaranta: lo strumento dispone di due gruppi di corde, uno di sedici accordato in Do, più quattro gruppi di quattro corde ciascuno, ognuno intonato differentemente. A Chicago, con Sun Ra, Cohran si applica alla composizione, studiando intensamente i grandi trattatisti e teorici musicali rinascimentali come Gioseffo Zarlino e Vincenzo Galilei. Dopo avere lasciato l’Arkestra di Sun Ra, collabora con Muhal Richard Abrams e fonda un proprio gruppo, The Story Tellers. Con Steve McCall, Abrams e altri dà vita all’A.A.C.M. (Association for the Advancement of Creative Musicians). Crea un altro complesso, The Artistic Heritage Ensemble, in cui, nell’Affro-Arts Theatre fondato appositamente per il gruppo, suona esclusivamente la cetra ed in cui entrano a far parte anche la pianista Amina Claudine Myers, il batterista Maurice White (che presto fonderà il gruppo Earth, Wind & Fire) e il chitarrista Pete Cosey (che più tardi si affermerà a fianco di Miles Davis). Dall’Artistic Heritage Ensemble nascerà il gruppo The Pharaohs e, susseguentemente, Earth, Wind & Fire. Da allora, Cohran prosegue la sua attività didattica come impegno civile, esibendosi per le comunità africane-americane e insegnando ad alcuni fra i principali artisti chicagoani di oggi. INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 13 dicembre 2009 ore 11.00 Teatro Manzoni via Manzoni, 42 UNICA DATA ITALIANA CONCERTO DI NATALE DALLE STRADE DI CHICAGO AI TEATRI DI NEW YORK, L’ESALTANTE SPETTACOLO DEL PIU’ IMPORTANTE GRUPPO DI OTTONI SULLA SCENA DI OGGI HYPNOTIC BRASS ENSEMBLE feat.: KELAN PHIL COHRAN tromba Kelan Phil Cohran tromba Jafar "Yoshi" Graves Tarik "Smoov" Graves Gabriel "Ben Yehuda" Hubert cornetta Amal "Baji" Hubert trombone Saiph Graves trombone basso Seba Graves sousaphone Tycho Cohran euphonium Uttama "Rocco" Hubert batteria Gabriel Wallace “Aperitivo in Concerto” presenta per la prima volta a Milano, come Concerto di Natale domenica 13 dicembre 2009 alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni (via Manzoni 42, Milano), una celebre e trascinante banda di ottoni, lo Hypnotic Brass Ensemble, che verrà guidato per la prima volta in Italia dal grande trombettista Kelan Phil Cohran. Hypnotic Brass Ensemble è un giovane collettivo con base operativa tra le affollate e caotiche strade di Chicago, uno dei crocevia della cultura afroamericana, dove la musica ha radici profonde e dove il gruppo nasce nel 1999: per anni, infatti, i giovani componenti del complesso, tutti studenti dell’A.A.C.M. (Association for the Advancement of Creative Musicians) si sono espressi all’origine come street-band suonando tra cunicoli della metro e marciapiedi della propria città, cosa che fanno tutt’ora. La loro fama si è poi estesa a tal punto che anche i Rolling Stones li hanno chiamati per aprire i loro concerti. La loro musica è un teatrale, coinvolgente e trascinante mélange di jazz innestato su travolgenti ritmi funky e esaltato dalle potenti sonorità degli ottoni; il tutto è scolpito da nove elementi, tra fiati (quattro trombe, due tromboni, un baritono, un sousaphone) e percussioni. La freschezza, l’esultante vitalità e la scorrevolezza (gli incastri armonici paiono quasi di natura hip-hop) che caratterizza ogni composizione è semplicemente affascinante e spettacolare. I membri dell’Hypnotic Brass Ensemble, oggi trasferitisi a New York, amano mischiare le carte, sporcarsi le mani con i generi di musica più disparati, appoggiandosi a una lunga gavetta e rivendicando con orgoglio di suonare «anche» del jazz. Al Teatro Manzoni il gruppo si esibisce, in una prima italiana, con la guida di un ulteriore trombettista, Kelan Phil Cohran. La storia del jazz, dagli anni Trenta in poi, è sempre stata incentrata su New York, e molti dei personaggi che hanno lasciato un segno indelebile sulla musica di Chicago sono stati rimossi - se mai sono apparsi - dalle pagine dei libri e delle pubblicazioni specializzate. Un caso limite è per l’appunto l’ottantaduenne Kelan Phil Cohran, singolare figura di intellettuale a tutto tondo, la cui influenza sulla scena della black music di Chicago è ancora tutta da scrivere. E solo la ristampa, qualche anno fa, delle prime, strabilianti opere di Sun Ra ha portato all’attenzione di un pubblico più vasto l’esistenza di questo multiforme personaggio: trombettista, compositore, educatore, astronomo, storico, matematico, membro fondatore dell’AACM e in possesso di una discendenza quanto mai folta. Già, perché nella sua lunga vita Phil Cohran ha contribuito a mettere al mondo ben ventidue figli, otto dei quali, per l’appunto, sono oggi riuniti nell’Hypnotic Brass Ensemble. Come accade nel mondo globalizzato, fatto di comunità, con Hypnotic Brass Ensemble si esibisce una famiglia, una tribù che, con la musica, presenta e illustra la sua storia, la sua identità, le vicende, insomma, delle nuove culture del Nuovo Mondo in un vero e proprio happening teatrale. KELAN PHIL COHRAN Women in wool hair chant their poetry. Phil Cohran gives us messages and music made of developed bone and polished and honed cult. It is the Hour of tribe and of vibration, the day-long Hour. It is the Hour of ringing, rouse, of ferment-festival. On Forty-third and Langley black furnaces resent ancient legislatures of play and scruple and practical gelatin. They keep the fever in, fondle the fever. All worship the Wall. Così, già nel 1967 scriveva la nota poetessa Gwendolyn Brooks, in uno scritto dedicato a Phil Cohran, trombettista, compositore, didatta, guru di Chicago. Kelan Phil Cohran ('Kelan' significa “Sacra Scrittura”, un titolo onorifico attribuito a Cohran dalla comunità islamica cinese nel corso di un viaggio in Cina) è nato l’8 maggio 1927 a Oxford, Mississippi, ma si trasferisce a St. Louis, Missouri dove, dopo studi alla Lincoln University, verso la fine degli anni Quaranta si esibisce a fianco di Clark Terry, Oliver Nelson, Jimmy Forrest e del noto band leader Jay McShann, incidendo inoltre con Clarence 'Gatemouth' Brown e Big Mama Thornton. Arruolato durante il periodo della guerra in Corea, lo trascorre come componente della banda militare dell’Accademia Navale del Maryland. Nel 1953 si trasferisce a Chicago, dove incontra Sun Ra, con la cui Myth Science Arkestra si esibisce dal 1958 al 1961, partecipando ad incisioni di lavori come Rocket Number Nine, Fate In A Pleasant Mood, Holiday For Soul Dance e We Travel The Spaceways, facendosi apprezzare (Angels And Demons At Play, Music From The World Tomorrow) anche come inventivo esecutore allo zither ukelin, cetra da tavolo, tipicamente americana e utilizzata soprattutto fra gli anni Venti e Quaranta: lo strumento dispone di due gruppi di corde, uno di sedici accordato in Do, più quattro gruppi di quattro corde ciascuno, ognuno intonato differentemente. A Chicago, con Sun Ra, Cohran si applica alla composizione, studiando intensamente i grandi trattatisti e teorici musicali rinascimentali come Gioseffo Zarlino e Vincenzo Galilei. Dopo avere lasciato l’Arkestra di Sun Ra, collabora con Muhal Richard Abrams e fonda un proprio gruppo, The Story Tellers. Con Steve McCall, Abrams e altri dà vita all’A.A.C.M. (Association for the Advancement of Creative Musicians). Crea un altro complesso, The Artistic Heritage Ensemble, in cui, nell’Affro-Arts Theatre fondato appositamente per il gruppo, suona esclusivamente la cetra ed in cui entrano a far parte anche la pianista Amina Claudine Myers, il batterista Maurice White (che presto fonderà il gruppo Earth, Wind & Fire) e il chitarrista Pete Cosey (che più tardi si affermerà a fianco di Miles Davis). Dall’Artistic Heritage Ensemble nascerà il gruppo The Pharaohs e, susseguentemente, Earth, Wind & Fire. Da allora, Cohran prosegue la sua attività didattica come impegno civile, esibendosi per le comunità africane-americane e insegnando ad alcuni fra i principali artisti chicagoani di oggi. INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 29 novembre 2009 ore 11.00 Teatro Manzoni via Manzoni, 42 PRIMA EUROPEA dai successi di Broadway una pièce musicale con un cast eccezionale A NIGHT IN THE OLD MARKETPLACE di e con FRANK LONDON Special Guest: VINICIO CAPOSSELA adattamento teatrale e testi Glen Berger regia Alexandra Aaron luci Solomon Weisbard video Kate Howard voce recitante Vinicio Capossela voci Manu Narayan Charlotte Cohn Lorin Sklamberg Steven Hrycelak Melinda Blake tromba, tastiere Frank London fisarmonica Carmen Staaf chitarra, banjo, mandolino Brandon Seabrook tuba, contrabbasso Ron Caswell batteria Aaron Alexander Con un cast eccezionale, da Vinicio Capossela alla star di Broadway Charlotte Cohn, domenica 29 novembre, alle ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano “Aperitivo in Concerto” porterà in scena un'affascinante pièce di teatro musicale, già andata in scena con grande successo a Broadway, ideata come celebrazione della cultura ebraica, di quell'yiddishkeit che ha contribuito a fare grande la tradizione mitteleuropea e che è stata cancellata dalla Shoa. Il ben noto trombettista e compositore americano Frank London, infatti, porta sul palcoscenico del Teatro Manzoni A Night in The Old Marketplace, straordinario musical applauditissimo negli Stati Uniti, dove è stato recentemente presentato. Incantevole e trascinante lavoro di teatro musicale, A Night in The Old Marketplace mette in scena un racconto fantastico (Bay nakht oyfn altn mark) dello scrittore Isaac Leib Peretz (1852-1915), una fra le massime figure della letteratura yiddish, avvalendosi di un commento musicale di grande espressività ed efficacia, fra Kurt Weill e Tom Waits, che si avvale di un amalgama di tradizionali musiche ebraiche come il klezmer rilette con un orecchio rivolto alla contemporaneità, ma anche dell'apporto di eccellenti strumentisti e di alcuni fra i più importanti interpreti vocali sulle scene del teatro musicale americano, come Manu Narayan (protagonista di Bombay Dreams) e Charlotte Cohn (la Musetta de La Bohème a Broadway del celebre regista Baz Luhrmann) Nonché di un narratore d'eccezione, Vinicio Capossela, di uno fra i più acclamati librettisti dei nostri giorni, Glen Berger, e di una fra le più affermate registe teatrali americane, Alexandra Aron. Il risultato è uno spettacolo coinvolgente e di fortissimo impatto che, attraverso la rievocazione della vita delle popolazioni ebree nell'ottocentesco Est europeo, ci offre il colorito e drammatico spaccato di una profonda e sofisticata cultura il cui amore e rispetto per la vita ha saputo resistere alle sofferenze della persecuzione, donando alla nostra civiltà una indimenticabile lezione di tolleranza e civiltà. FRANK LONDON Frank London, trombettista e compositore di fama, ha intrapreso da qualche anno una brillante carriera solistica aprendo i confini del klezmer ad altre sonorità. Si esibisce regolarmente con i Klezmatics e The Hasidic New Wave. La sua carriera è veramente impressionante: ha suonato con John Zorn, LL Cool J,Mel Tormé, Lester Bowie's Brass Fantasy, LaMonte Young, They Might Be Giants, David Byrne, Jane Siberry, Itzhak Perlman, Ben Folds 5, Mark Ribot e GalCosta. La sua tromba è presente in più di 80 dischi. E’ stato tra i cofondatori dei gruppi Les Miserables Brass Band e della Klezmer Conservatory Band. VINICIO CAPOSSELA Vinicio Capossela nasce il 14 dicembre 1965 ad Hannover, in Germania. Arriva presto in Italia e dopo una breve esperienza al Conservatorio e un precario impiego come suonatore di piano su navi, night club di riviera e pub newyorkesi, incontra Francesco Guccini e il produttore Renzo Fantini. E' il 1990 e per Capossela è il primo contratto discografico, dal quale nasce All'una e trentacinque circa, album che vanta il premio come migliore opera prima, assegnatogli dal Club Tenco. L'anno successivo esce il secondo album, Modì, che porta l'artista in tutta Italia con il suo primo tour. Le continue conferme che fioccano sulla sua vita artistica gli danno nuovi stimoli, e nel 1994 nasce il terzo album, Camera a sud. Nella primavera del 1996, inizia le registrazioni del quarto album, Il ballo di San Vito, la cui promozione sarà motivo di due grandi concerti a Roma e Milano, nei quali Capossela si avvarrà del contributo musicale del chitarrista Marc Ribot. Liveinvolvo è il titolo del suo quinto album registrato con il supporto musicale della Kocani Orchestra, mentre il 6 ottobre del 2000 esce il sesto album Canzoni a Manovella, da lui stesso prodotto con la collaborazione di Pasquale Minieri. Quest'ultimo album vanta la partecipazione di grandi nomi, tra i quali Marc Ribot, Ares Tavolazzi, Roy Paci. Dopo la raccolta L'indispensabile (2003) esce nel 2006 l'album Ovunque proteggi per il quale Capossela vince il premio Tenco. L'ultimo lavoro si intitola Da solo (2008), è in uscita Solo Show Alive. MANU NARAYAN Manu Narayan, attore e musicista americano di origini indiane, nasce a Pittsburgh, Pennsylvania, il 16 agosto 1973. Sebbene apprezzato compositore e ottimo sassofonista particolarmente versato nella sofisticata cultura musicale carnatica, Narayan è conosciuto soprattutto come interprete teatrale. Fra i protagonisti del film The Love Guru (con Mike Myers, Jessica Alba e Justin Timberlake), ha ottenuto grande successo come interprete principale del musical di Andrew Lloyd Webber Bombay Dreams. Esibitosi per Hillary Clinton, Tony Blair e la regina Elisabetta II, Narayan ha collaborato con Cindy Lauper ed ha recitato in numerosi serial televisivi come The Sopranos, Law & Order: SVU, Lipstick Jungle, Cashmere Mafia (diretto da Spike Lee). CHARLOTTE COHN Nata a Copenhagen ma cresciuta a Gerusalemme, Charlotte Cohn ha studiato recitazione presso il celebrato Actors Studio di New York. La sua prima esperienza professionale la vede affiancare un attore come Elliott Gould in One Hundred Gates, al Jewish Theatre di New York. Viene chiamata poco dopo dal noto regista Baz Luhrmann (Moulin Rouge, Romeo + Julia) a interpretare il ruolo di Musetta per la prima produzione de La Bohème a Broadway. E' stata inoltre acclamata co-protagonista di Happy End di Kurt Weill nel 2006 per l'American Conservatory Theatre ed ha partecipato alla prima esecuzione di A Night in The Old Marketplace di Frank London. Assieme al marito, l'attore e drammaturgo Jason Odell Williams, ha fondato una propria compagnia di produzioni teatrali, la Bandwagon Prod. LORIN SKLAMBERG Lorin Sklamberg è la voce solista dei Klezmatics sin dalla fondazione del celebre gruppo, verso la metà degli anni Ottanta. Presente in oltre cinquanta incisioni, ha collaborato con artisti quali Itzhak Perlman, Don Byron, Uri Caine, Matt Darriau, Frank London, Rob Schwimmer, Jane Siberry, Marc Cohn, Tony Kushner, Moxy Früvous, i Western Wind. Ha interpretato e insegnato la cultura musicale yiddish in quasi tutto il mondo, da Maui a Buenos Aires, da San Pietroburgo a Londra, Kiev e Parigi. Studioso e organizzatore oltre che eccezionale cantante, è stato per quattordici anni a capo dell'organizzazione Living Traditions, che ha contribuito a fondare: con essa ha partecipato alla creazione di KlezKamp, manifestazione dedicata alla cultura yiddish. E' inoltre ricercatore per l'YIVO Institute for Jewish Research. STEVEN HRYCELAK Steven Hrycelak ha studiato presso la Yale University e la Indiana University. Da vari anni fa parte della compagnia della Indiana University Opera; fra i suoi ruoli: Sparafucile in Rigoletto, Zuniga in Carmen, Fiorello ne Il Barbiere di Siviglia, Dottor Bombasto in Arlecchino, William Williamson in A Wedding di William Bolcom. E' inoltre attivo anche sulla scena musicale non teatrale, partecipando a gruppi vocali come NY Virtuoso Singers, NY Choral Artists, Choir of St. Ignatius Loyola, Equal Voices. MELINDA BLAKE Melinda Blake ha partecipato alla prima mondiale di A Night in the Old Marketplace al Prince Music Theatre di Philadelphia. Dopo studi alla University of Michigan, ha fatto parte delle compagnie di Fiddler on the Roof, High School Musical (New World Stages), Ella Minnow Pea (Manhattan Theatre Club), My New York (Vital Theatre), oltre ad avere interpretato i ruoli di Maria in West Side Story, di Jan in Grease, di Joanie in The Full Monty e di Fraulein Kost in Cabaret. CARMEN STAAF Carmen Staaf ha studiato presso il New England Conservatory sotto la guida di Danilo Perez e di Bob Brookmeyer, esibendosi inoltre con James Moody, Johnny Griffin, David Baker e George Cables. Ha collaborato con Bob Brookmeyer, George Garzone, Stefon Harris, Dave Liebman, Rufus Reid e Ernestine Anderson. Attualmente fa parte del gruppo guidato dal clarinettista Michael Winograd, leader del gruppo musicale klezmer Khevre, con cui s'è esibita a New York e in altre parti degli Stati Uniti. Ha lavorato con altri gruppi klezmer come Klezmer Conservatory Band e Susan Watts & Fabulous Shpielkehs. Leader dello Staaf Quartet, svolge anche attività di compositrice e suoi brani sono stati interpretati da Ran Blake e dalla Seattle Women's Jazz Orchestra. La Staaf è inoltre docente presso il Berklee College of Music di Boston. Laureatasi anche in antropologia con il massimo dei voti, ha trascorso lunghi periodi a Cuba e nei Caraibi per studiare le locali tradizioni musicali. BRANDON SEABROOK Brandon Seabrook si è diplomato presso il New England Conservatory of Music di Boston e attualmente risiede a Brooklyn, NY. Apprezzatissimo dalla critica internazionale per il suo virtuosismo e la sua originalità d'approccio al banjo e alla chitarra, s'è esibito in tutti gli Stati Uniti e in Europa. Ha collaborato con artisti quali Roswell Rudd, Anthony Coleman, Min Xiao-Fen, Roger Miller, Jack Wright, Jessica Pavone e molti altri. Ha inciso con gruppi quali Naftule's Dream e Sadawi del trombettista Paul Brody RON CASWELL Nato a Trenton, NJ, Ron Caswell ha studiato al Mannes College of Music. Ha collaborato con The New York City Opera, New Jersey Symphony, Little Orchestra Society, Orchestra of St. Lukes e con gruppi quali Our State Fair, Flying Karamazov Brothers, Slavic Soul Party!, Frank London's Klezmer Brass All-Stars e molti altri. Ha inoltre lavorato a lungo nell'ambito della musica latinoamericana e collabora con numerosi gruppi rock newyorkesi, fra i quali i KNOBS! AARON ALEXANDER Aaron Alexander ha studiato nella natia Seattle sotto la guida di Jerry Granelli, Jay Clayton, Julian Priester, James Knapp e Randy Halberstadt, perfezionandosi con Dave Holland, Marvin Smith, Anthony Davis, Muhal Richard Abrams, Pat LaBarbera e prendendo lezioni private dallo stesso Granelli, da Sam Ulano, Gerry Hemingway, Bob Moses, Joe Morello, Victor Lewis, Woody Pierce e Mike Clark. Esordisce professionalmente con la Composers and Improvisors Orchestra diretta da James Knapp, collaborando così con Julian Priester, Hadley Caliman, Marc Seales e altri. A Seattle fonda il gruppo Timebone nel 1988, con J. Anthony Granelli, Arnold Hammerschlag e Briggan Kraus. Collabora poi con il duo di Jay Clayton e James Knapp e lavora in contesti interdisciplinari con artisti quali Stuart Dempster, Skinner Releasing Dance Company, Roberta Maguire, Andy Shaw & Christian Swenson, Bert Wilson, Julian Priester. Nel 1993 si trasferisce a New York, collaborando con Brad Shepik e Briggan Kraus, Burton Greene e Perry Robinson, Sex Mob, Chris Speed, Peter Epstein, Curtis Hasselbring e altri. Collaboratore dei Klezmatics, è anche il batterista del gruppo fondato da Frank London e Greg Wall, Hasidic New Wave. Lavora poi con il gruppo Klezmerfest! e con la Klezmer Brass All Stars di Frank London. Ha collaborato anche con David Krakauer, Dave Tronzo, Anthony Coleman, Wayne Horvitz e molti altri, oltre a essere leader di propri gruppi come la Raggedy Time Band. A proprio nome ha inciso per la Tzadik di John Zorn Midrash Mish Mosh. INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| martedì 1 dicembre avrà luogo la
PRIMA dello spettacolo GIRGENTI AMORE MIO… scritto da Gianfranco Jannuzzo e Angelo Callipo interpretato da GIANFRANCO JANNUZZO per la regia di Pino Quartullo Scene Salvo Manciagli, musiche originali e arrangiamenti Francesco Buzzurro, costumi Silvia Morucci. Recite sino a domenica 3 gennaio (feriali ore 20,45 - domenica e 8 dicembre ore 15,30 - chiusura per le festività natalizie dal 24 al 30 dicembre compresi - recita straordinaria lunedì 21 dicembre ore 20,45 – S. Silvestro ore 20,45 - 1 gennaio ore 17,00). Girgenti Spettacoli s.r.l. presenta GIRGENTI AMORE MIO… di Gianfranco Jannuzzo e Angelo Callido, con GIANFRANCO JANNUZZO. Scene Salvo Manciagli, musiche originali e arrangiamenti Francesco Buzzurro, costumi Silvia Morucci. Regia PINO QUARTULLO. Questo spettacolo è il tentativo sincero e appassionato di dialogare con le proprie radici e, così facendo, restituirle agli altri. Dico proprie, e non mie, a ragion veduta. Girgenti, e con essa la Sicilia intera, è per me molto più che la terra della mia infanzia o il luogo di memorie mai sbiadite. Girgenti è lo scrigno magico in cui si condensano tutte le terre, in cui tesori d’ogni genere si accompagnano a profonde ferite, profumi meravigliosi si mescolano a storie che ancora oggi non mi è sempre facile raccontare. Girgenti è, insomma, quel groviglio di sentimenti e razionalità che accomuna ogni terra o, per meglio dire, la terra che ogni uomo si porta dentro. Già, perché proprio questo è il punto. Per ognuno di noi, inevitabilmente, gli spazi della propria terra coincidono con i confini della propria anima. Per questo ho preferito Girgenti ad Agrigento. Girgenti è un nome che non c’è più di una città che invece c’è ancora e, dunque, molto più adatto a spiegare l’intensità della sua presenza dentro di me: Agrigento è un semplice punto tra le coordinate di una cartina geografica, Girgenti è l’incrocio obbligato per cui passa ogni mia emozione. Lo spettacolo esplora, scava, libera le mille contraddizioni che mi legano a Girgenti e a tutta la mia isola: le lunghe file che da bambino facevo per poter attingere un po’ d’acqua in una Sicilia perennemente assetata, gli improbabili personaggi che con i loro tic, divertenti e amari insieme, sono a volte la cifra più caratteristica di questa mia terra, il Mediterraneo che nel suo seno ha raccolto infinite specie di culture e lingue, la voglia ossessiva di scappare per diventare, non si sa perché, migliori in un qualsiasi altro punto del mondo, ma poi l’inesauribile necessità di ritornare, di riannodare un cordone ombelicale mai tagliato, l’amore potente e assoluto per una terra che è anche donna e madre insieme, il sapore indimenticabile di antiche processioni nelle quali un santo nero, San Calogero, diventava fulcro di una sempre possibile, ma mai realizzata, rivoluzione. Emozioni, come dicevo. Soprattutto l’emozione di raccontare la mia terra come mai prima avevo fatto, dando vita a personaggi e situazioni del tutto nuove e inedite, seguendo percorsi recitativi costruiti in modo completamente originale. Emozioni e memoria, meraviglia e stupore, come “stupor mundi” era chiamata la terra di Federico II, fuoco e acqua, lontananza e senso di appartenenza, opposti che sembrano inconciliabili, ma che, tra le latitudini dell’animo umano, si compongono in un inno d’amore, forte, diretto, immediato, come solo l’amore per la terra che ti ha partorito può essere. “Girgenti amore mio…” è il mio pretesto, la mia metafora, la mia personale traccia di un destino che, ad ogni passo in avanti, non smarrisce la strada che corre a ritroso. Perché se non è mai certa la fine, l’inizio non può che esserci noto. Buon Girgenti a tutti. Gianfranco Jannuzzo Al Teatro Manzoni dal 1 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010 Orari: feriali ore 20,45 - domenica e 8 dicembre ore 15,30 chiusura per le festività natalizie dal 24 al 30 dicembre compresi recita straordinaria lunedì 21 dicembre ore 20,45 S. Silvestro ore 20,45 - 1 gennaio ore 17,00 Biglietto: Poltronissima € 30,00 - Poltrona € 20,00 S. Silvestro poltronissima € 85,00 – S. Silvestro poltrona € 65,00 |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 29 novembre 2009 ore 11.00 Teatro Manzoni via Manzoni, 42 PRIMA EUROPEA dai successi di Broadway una pièce musicale con un cast eccezionale A NIGHT IN THE OLD MARKETPLACE di e con FRANK LONDON Special Guest: VINICIO CAPOSSELA adattamento teatrale e testi Glen Berger regia Alexandra Aaron luci Solomon Weisbard video Kate Howard voce recitante Vinicio Capossela voci Manu Narayan Charlotte Cohn Lorin Sklamberg Steven Hrycelak Melinda Blake tromba, tastiere Frank London fisarmonica Carmen Staaf chitarra, banjo, mandolino Brandon Seabrook tuba, contrabbasso Ron Caswell batteria Aaron Alexander Con un cast eccezionale, da Vinicio Capossela alla star di Broadway Charlotte Cohn, domenica 29 novembre, alle ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano “Aperitivo in Concerto” porterà in scena un'affascinante pièce di teatro musicale, già andata in scena con grande successo a Broadway, ideata come celebrazione della cultura ebraica, di quell'yiddishkeit che ha contribuito a fare grande la tradizione mitteleuropea e che è stata cancellata dalla Shoa. Il ben noto trombettista e compositore americano Frank London, infatti, porta sul palcoscenico del Teatro Manzoni A Night in The Old Marketplace, straordinario musical applauditissimo negli Stati Uniti, dove è stato recentemente presentato. Incantevole e trascinante lavoro di teatro musicale, A Night in The Old Marketplace mette in scena un racconto fantastico (Bay nakht oyfn altn mark) dello scrittore Isaac Leib Peretz (1852-1915), una fra le massime figure della letteratura yiddish, avvalendosi di un commento musicale di grande espressività ed efficacia, fra Kurt Weill e Tom Waits, che si avvale di un amalgama di tradizionali musiche ebraiche come il klezmer rilette con un orecchio rivolto alla contemporaneità, ma anche dell'apporto di eccellenti strumentisti e di alcuni fra i più importanti interpreti vocali sulle scene del teatro musicale americano, come Manu Narayan (protagonista di Bombay Dreams) e Charlotte Cohn (la Musetta de La Bohème a Broadway del celebre regista Baz Luhrmann) Nonché di un narratore d'eccezione, Vinicio Capossela, di uno fra i più acclamati librettisti dei nostri giorni, Glen Berger, e di una fra le più affermate registe teatrali americane, Alexandra Aron. Il risultato è uno spettacolo coinvolgente e di fortissimo impatto che, attraverso la rievocazione della vita delle popolazioni ebree nell'ottocentesco Est europeo, ci offre il colorito e drammatico spaccato di una profonda e sofisticata cultura il cui amore e rispetto per la vita ha saputo resistere alle sofferenze della persecuzione, donando alla nostra civiltà una indimenticabile lezione di tolleranza e civiltà. FRANK LONDON Frank London, trombettista e compositore di fama, ha intrapreso da qualche anno una brillante carriera solistica aprendo i confini del klezmer ad altre sonorità. Si esibisce regolarmente con i Klezmatics e The Hasidic New Wave. La sua carriera è veramente impressionante: ha suonato con John Zorn, LL Cool J,Mel Tormé, Lester Bowie's Brass Fantasy, LaMonte Young, They Might Be Giants, David Byrne, Jane Siberry, Itzhak Perlman, Ben Folds 5, Mark Ribot e GalCosta. La sua tromba è presente in più di 80 dischi. E’ stato tra i cofondatori dei gruppi Les Miserables Brass Band e della Klezmer Conservatory Band. VINICIO CAPOSSELA Vinicio Capossela nasce il 14 dicembre 1965 ad Hannover, in Germania. Arriva presto in Italia e dopo una breve esperienza al Conservatorio e un precario impiego come suonatore di piano su navi, night club di riviera e pub newyorkesi, incontra Francesco Guccini e il produttore Renzo Fantini. E' il 1990 e per Capossela è il primo contratto discografico, dal quale nasce All'una e trentacinque circa, album che vanta il premio come migliore opera prima, assegnatogli dal Club Tenco. L'anno successivo esce il secondo album, Modì, che porta l'artista in tutta Italia con il suo primo tour. Le continue conferme che fioccano sulla sua vita artistica gli danno nuovi stimoli, e nel 1994 nasce il terzo album, Camera a sud. Nella primavera del 1996, inizia le registrazioni del quarto album, Il ballo di San Vito, la cui promozione sarà motivo di due grandi concerti a Roma e Milano, nei quali Capossela si avvarrà del contributo musicale del chitarrista Marc Ribot. Liveinvolvo è il titolo del suo quinto album registrato con il supporto musicale della Kocani Orchestra, mentre il 6 ottobre del 2000 esce il sesto album Canzoni a Manovella, da lui stesso prodotto con la collaborazione di Pasquale Minieri. Quest'ultimo album vanta la partecipazione di grandi nomi, tra i quali Marc Ribot, Ares Tavolazzi, Roy Paci. Dopo la raccolta L'indispensabile (2003) esce nel 2006 l'album Ovunque proteggi per il quale Capossela vince il premio Tenco. L'ultimo lavoro si intitola Da solo (2008), è in uscita Solo Show Alive. MANU NARAYAN Manu Narayan, attore e musicista americano di origini indiane, nasce a Pittsburgh, Pennsylvania, il 16 agosto 1973. Sebbene apprezzato compositore e ottimo sassofonista particolarmente versato nella sofisticata cultura musicale carnatica, Narayan è conosciuto soprattutto come interprete teatrale. Fra i protagonisti del film The Love Guru (con Mike Myers, Jessica Alba e Justin Timberlake), ha ottenuto grande successo come interprete principale del musical di Andrew Lloyd Webber Bombay Dreams. Esibitosi per Hillary Clinton, Tony Blair e la regina Elisabetta II, Narayan ha collaborato con Cindy Lauper ed ha recitato in numerosi serial televisivi come The Sopranos, Law & Order: SVU, Lipstick Jungle, Cashmere Mafia (diretto da Spike Lee). CHARLOTTE COHN Nata a Copenhagen ma cresciuta a Gerusalemme, Charlotte Cohn ha studiato recitazione presso il celebrato Actors Studio di New York. La sua prima esperienza professionale la vede affiancare un attore come Elliott Gould in One Hundred Gates, al Jewish Theatre di New York. Viene chiamata poco dopo dal noto regista Baz Luhrmann (Moulin Rouge, Romeo + Julia) a interpretare il ruolo di Musetta per la prima produzione de La Bohème a Broadway. E' stata inoltre acclamata co-protagonista di Happy End di Kurt Weill nel 2006 per l'American Conservatory Theatre ed ha partecipato alla prima esecuzione di A Night in The Old Marketplace di Frank London. Assieme al marito, l'attore e drammaturgo Jason Odell Williams, ha fondato una propria compagnia di produzioni teatrali, la Bandwagon Prod. LORIN SKLAMBERG Lorin Sklamberg è la voce solista dei Klezmatics sin dalla fondazione del celebre gruppo, verso la metà degli anni Ottanta. Presente in oltre cinquanta incisioni, ha collaborato con artisti quali Itzhak Perlman, Don Byron, Uri Caine, Matt Darriau, Frank London, Rob Schwimmer, Jane Siberry, Marc Cohn, Tony Kushner, Moxy Früvous, i Western Wind. Ha interpretato e insegnato la cultura musicale yiddish in quasi tutto il mondo, da Maui a Buenos Aires, da San Pietroburgo a Londra, Kiev e Parigi. Studioso e organizzatore oltre che eccezionale cantante, è stato per quattordici anni a capo dell'organizzazione Living Traditions, che ha contribuito a fondare: con essa ha partecipato alla creazione di KlezKamp, manifestazione dedicata alla cultura yiddish. E' inoltre ricercatore per l'YIVO Institute for Jewish Research. STEVEN HRYCELAK Steven Hrycelak ha studiato presso la Yale University e la Indiana University. Da vari anni fa parte della compagnia della Indiana University Opera; fra i suoi ruoli: Sparafucile in Rigoletto, Zuniga in Carmen, Fiorello ne Il Barbiere di Siviglia, Dottor Bombasto in Arlecchino, William Williamson in A Wedding di William Bolcom. E' inoltre attivo anche sulla scena musicale non teatrale, partecipando a gruppi vocali come NY Virtuoso Singers, NY Choral Artists, Choir of St. Ignatius Loyola, Equal Voices. MELINDA BLAKE Melinda Blake ha partecipato alla prima mondiale di A Night in the Old Marketplace al Prince Music Theatre di Philadelphia. Dopo studi alla University of Michigan, ha fatto parte delle compagnie di Fiddler on the Roof, High School Musical (New World Stages), Ella Minnow Pea (Manhattan Theatre Club), My New York (Vital Theatre), oltre ad avere interpretato i ruoli di Maria in West Side Story, di Jan in Grease, di Joanie in The Full Monty e di Fraulein Kost in Cabaret. CARMEN STAAF Carmen Staaf ha studiato presso il New England Conservatory sotto la guida di Danilo Perez e di Bob Brookmeyer, esibendosi inoltre con James Moody, Johnny Griffin, David Baker e George Cables. Ha collaborato con Bob Brookmeyer, George Garzone, Stefon Harris, Dave Liebman, Rufus Reid e Ernestine Anderson. Attualmente fa parte del gruppo guidato dal clarinettista Michael Winograd, leader del gruppo musicale klezmer Khevre, con cui s'è esibita a New York e in altre parti degli Stati Uniti. Ha lavorato con altri gruppi klezmer come Klezmer Conservatory Band e Susan Watts & Fabulous Shpielkehs. Leader dello Staaf Quartet, svolge anche attività di compositrice e suoi brani sono stati interpretati da Ran Blake e dalla Seattle Women's Jazz Orchestra. La Staaf è inoltre docente presso il Berklee College of Music di Boston. Laureatasi anche in antropologia con il massimo dei voti, ha trascorso lunghi periodi a Cuba e nei Caraibi per studiare le locali tradizioni musicali. BRANDON SEABROOK Brandon Seabrook si è diplomato presso il New England Conservatory of Music di Boston e attualmente risiede a Brooklyn, NY. Apprezzatissimo dalla critica internazionale per il suo virtuosismo e la sua originalità d'approccio al banjo e alla chitarra, s'è esibito in tutti gli Stati Uniti e in Europa. Ha collaborato con artisti quali Roswell Rudd, Anthony Coleman, Min Xiao-Fen, Roger Miller, Jack Wright, Jessica Pavone e molti altri. Ha inciso con gruppi quali Naftule's Dream e Sadawi del trombettista Paul Brody RON CASWELL Nato a Trenton, NJ, Ron Caswell ha studiato al Mannes College of Music. Ha collaborato con The New York City Opera, New Jersey Symphony, Little Orchestra Society, Orchestra of St. Lukes e con gruppi quali Our State Fair, Flying Karamazov Brothers, Slavic Soul Party!, Frank London's Klezmer Brass All-Stars e molti altri. Ha inoltre lavorato a lungo nell'ambito della musica latinoamericana e collabora con numerosi gruppi rock newyorkesi, fra i quali i KNOBS! AARON ALEXANDER Aaron Alexander ha studiato nella natia Seattle sotto la guida di Jerry Granelli, Jay Clayton, Julian Priester, James Knapp e Randy Halberstadt, perfezionandosi con Dave Holland, Marvin Smith, Anthony Davis, Muhal Richard Abrams, Pat LaBarbera e prendendo lezioni private dallo stesso Granelli, da Sam Ulano, Gerry Hemingway, Bob Moses, Joe Morello, Victor Lewis, Woody Pierce e Mike Clark. Esordisce professionalmente con la Composers and Improvisors Orchestra diretta da James Knapp, collaborando così con Julian Priester, Hadley Caliman, Marc Seales e altri. A Seattle fonda il gruppo Timebone nel 1988, con J. Anthony Granelli, Arnold Hammerschlag e Briggan Kraus. Collabora poi con il duo di Jay Clayton e James Knapp e lavora in contesti interdisciplinari con artisti quali Stuart Dempster, Skinner Releasing Dance Company, Roberta Maguire, Andy Shaw & Christian Swenson, Bert Wilson, Julian Priester. Nel 1993 si trasferisce a New York, collaborando con Brad Shepik e Briggan Kraus, Burton Greene e Perry Robinson, Sex Mob, Chris Speed, Peter Epstein, Curtis Hasselbring e altri. Collaboratore dei Klezmatics, è anche il batterista del gruppo fondato da Frank London e Greg Wall, Hasidic New Wave. Lavora poi con il gruppo Klezmerfest! e con la Klezmer Brass All Stars di Frank London. Ha collaborato anche con David Krakauer, Dave Tronzo, Anthony Coleman, Wayne Horvitz e molti altri, oltre a essere leader di propri gruppi come la Raggedy Time Band. A proprio nome ha inciso per la Tzadik di John Zorn Midrash Mish Mosh. INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| APERITIVO IN CONCERTO 2009-2010 www.aperitivoinconcerto.com COMUNICATO STAMPA Domenica 29 novembre 2009 ore 11.00 Teatro Manzoni via Manzoni, 42 PRIMA EUROPEA A NIGHT IN THE OLD MARKETPLACE di e con FRANK LONDON Special Guest: VINICIO CAPOSSELA adattamento teatrale e testi Glen Berger regia Alexandra Aron luci Solomon Weisbard video Kate Howard voce recitante Vinicio Capossela voci Manu Narayan Charlotte Cohn Lorin Sklamberg Steven Hrycelak Melinda Blake tromba, tastiere Frank London fisarmonica Carmen Staaf chitarra, banjo, mandolino Brandon Seabrook tuba, contrabbasso Ron Caswell batteria Aaron Alexander Con un cast eccezionale, da Vinicio Capossela alla star di Broadway Charlotte Cohn, domenica 29 novembre, alle ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano “Aperitivo in Concerto” porterà in scena un'affascinante pièce di teatro musicale, già andata in scena con grande successo a Broadway, ideata come celebrazione della cultura ebraica, di quell'yiddishkeit che ha contribuito a fare grande la tradizione mitteleuropea e che è stata cancellata dalla Shoa. Il ben noto trombettista e compositore americano Frank London, infatti, porta sul palcoscenico del Teatro Manzoni A Night in The Old Marketplace, straordinario musical applauditissimo negli Stati Uniti, dove è stato recentemente presentato. Incantevole e trascinante lavoro di teatro musicale, A Night in The Old Marketplace mette in scena un racconto fantastico (Bay nakht oyfn altn mark) dello scrittore Isaac Leib Peretz (1852-1915), una fra le massime figure della letteratura yiddish, avvalendosi di un commento musicale di grande espressività ed efficacia, fra Kurt Weill e Tom Waits, che si avvale di un amalgama di tradizionali musiche ebraiche come il klezmer rilette con un orecchio rivolto alla contemporaneità, ma anche dell'apporto di eccellenti strumentisti e di alcuni fra i più importanti interpreti vocali sulle scene del teatro musicale americano, come Manu Narayan (protagonista di Bombay Dreams) e Charlotte Cohn (la Musetta de La Bohème a Broadway del celebre regista Baz Luhrmann) Nonché di un narratore d'eccezione, Vinicio Capossela, di uno fra i più acclamati librettisti dei nostri giorni, Glen Berger, e di una fra le più affermate registe teatrali americane, Alexandra Aron. Il risultato è uno spettacolo coinvolgente e di fortissimo impatto che, attraverso la rievocazione della vita delle popolazioni ebree nell'ottocentesco Est europeo, ci offre il colorito e drammatico spaccato di una profonda e sofisticata cultura il cui amore e rispetto per la vita ha saputo resistere alle sofferenze della persecuzione, donando alla nostra civiltà una indimenticabile lezione di tolleranza e civiltà. FRANK LONDON Frank London, trombettista e compositore di fama, ha intrapreso da qualche anno una brillante carriera solistica aprendo i confini del klezmer ad altre sonorità. Si esibisce regolarmente con i Klezmatics e The Hasidic New Wave. La sua carriera è veramente impressionante: ha suonato con John Zorn, LL Cool J,Mel Tormé, Lester Bowie's Brass Fantasy, LaMonte Young, They Might Be Giants, David Byrne, Jane Siberry, Itzhak Perlman, Ben Folds 5, Mark Ribot e GalCosta. La sua tromba è presente in più di 80 dischi. E’ stato tra i cofondatori dei gruppi Les Miserables Brass Band e della Klezmer Conservatory Band. VINICIO CAPOSSELA Vinicio Capossela nasce il 14 dicembre 1965 ad Hannover, in Germania. Arriva presto in Italia e dopo una breve esperienza al Conservatorio e un precario impiego come suonatore di piano su navi, night club di riviera e pub newyorkesi, incontra Francesco Guccini e il produttore Renzo Fantini. E' il 1990 e per Capossela è il primo contratto discografico, dal quale nasce All'una e trentacinque circa, album che vanta il premio come migliore opera prima, assegnatogli dal Club Tenco. L'anno successivo esce il secondo album, Modì, che porta l'artista in tutta Italia con il suo primo tour. Le continue conferme che fioccano sulla sua vita artistica gli danno nuovi stimoli, e nel 1994 nasce il terzo album, Camera a sud. Nella primavera del 1996, inizia le registrazioni del quarto album, Il ballo di San Vito, la cui promozione sarà motivo di due grandi concerti a Roma e Milano, nei quali Capossela si avvarrà del contributo musicale del chitarrista Marc Ribot. Liveinvolvo è il titolo del suo quinto album registrato con il supporto musicale della Kocani Orchestra, mentre il 6 ottobre del 2000 esce il sesto album Canzoni a Manovella, da lui stesso prodotto con la collaborazione di Pasquale Minieri. Quest'ultimo album vanta la partecipazione di grandi nomi, tra i quali Marc Ribot, Ares Tavolazzi, Roy Paci. Dopo la raccolta L'indispensabile (2003) esce nel 2006 l'album Ovunque proteggi per il quale Capossela vince il premio Tenco. L'ultimo lavoro si intitola Da solo (2008), è in uscita Solo Show Alive. MANU NARAYAN Manu Narayan, attore e musicista americano di origini indiane, nasce a Pittsburgh, Pennsylvania, il 16 agosto 1973. Sebbene apprezzato compositore e ottimo sassofonista particolarmente versato nella sofisticata cultura musicale carnatica, Narayan è conosciuto soprattutto come interprete teatrale. Fra i protagonisti del film The Love Guru (con Mike Myers, Jessica Alba e Justin Timberlake), ha ottenuto grande successo come interprete principale del musical di Andrew Lloyd Webber Bombay Dreams. Esibitosi per Hillary Clinton, Tony Blair e la regina Elisabetta II, Narayan ha collaborato con Cindy Lauper ed ha recitato in numerosi serial televisivi come The Sopranos, Law & Order: SVU, Lipstick Jungle, Cashmere Mafia (diretto da Spike Lee). CHARLOTTE COHN Nata a Copenhagen ma cresciuta a Gerusalemme, Charlotte Cohn ha studiato recitazione presso il celebrato Actors Studio di New York. La sua prima esperienza professionale la vede affiancare un attore come Elliott Gould in One Hundred Gates, al Jewish Theatre di New York. Viene chiamata poco dopo dal noto regista Baz Luhrmann (Moulin Rouge, Romeo + Julia) a interpretare il ruolo di Musetta per la prima produzione de La Bohème a Broadway. E' stata inoltre acclamata co-protagonista di Happy End di Kurt Weill nel 2006 per l'American Conservatory Theatre ed ha partecipato alla prima esecuzione di A Night in The Old Marketplace di Frank London. Assieme al marito, l'attore e drammaturgo Jason Odell Williams, ha fondato una propria compagnia di produzioni teatrali, la Bandwagon Prod. LORIN SKLAMBERG Lorin Sklamberg è la voce solista dei Klezmatics sin dalla fondazione del celebre gruppo, verso la metà degli anni Ottanta. Presente in oltre cinquanta incisioni, ha collaborato con artisti quali Itzhak Perlman, Don Byron, Uri Caine, Matt Darriau, Frank London, Rob Schwimmer, Jane Siberry, Marc Cohn, Tony Kushner, Moxy Früvous, i Western Wind. Ha interpretato e insegnato la cultura musicale yiddish in quasi tutto il mondo, da Maui a Buenos Aires, da San Pietroburgo a Londra, Kiev e Parigi. Studioso e organizzatore oltre che eccezionale cantante, è stato per quattordici anni a capo dell'organizzazione Living Traditions, che ha contribuito a fondare: con essa ha partecipato alla creazione di KlezKamp, manifestazione dedicata alla cultura yiddish. E' inoltre ricercatore per l'YIVO Institute for Jewish Research. STEVEN HRYCELAK Steven Hrycelak ha studiato presso la Yale University e la Indiana University. Da vari anni fa parte della compagnia della Indiana University Opera; fra i suoi ruoli: Sparafucile in Rigoletto, Zuniga in Carmen, Fiorello ne Il Barbiere di Siviglia, Dottor Bombasto in Arlecchino, William Williamson in A Wedding di William Bolcom. E' inoltre attivo anche sulla scena musicale non teatrale, partecipando a gruppi vocali come NY Virtuoso Singers, NY Choral Artists, Choir of St. Ignatius Loyola, Equal Voices. MELINDA BLAKE Melinda Blake ha partecipato alla prima mondiale di A Night in the Old Marketplace al Prince Music Theatre di Philadelphia. Dopo studi alla University of Michigan, ha fatto parte delle compagnie di Fiddler on the Roof, High School Musical (New World Stages), Ella Minnow Pea (Manhattan Theatre Club), My New York (Vital Theatre), oltre ad avere interpretato i ruoli di Maria in West Side Story, di Jan in Grease, di Joanie in The Full Monty e di Fraulein Kost in Cabaret. CARMEN STAAF Carmen Staaf ha studiato presso il New England Conservatory sotto la guida di Danilo Perez e di Bob Brookmeyer, esibendosi inoltre con James Moody, Johnny Griffin, David Baker e George Cables. Ha collaborato con Bob Brookmeyer, George Garzone, Stefon Harris, Dave Liebman, Rufus Reid e Ernestine Anderson. Attualmente fa parte del gruppo guidato dal clarinettista Michael Winograd, leader del gruppo musicale klezmer Khevre, con cui s'è esibita a New York e in altre parti degli Stati Uniti. Ha lavorato con altri gruppi klezmer come Klezmer Conservatory Band e Susan Watts & Fabulous Shpielkehs. Leader dello Staaf Quartet, svolge anche attività di compositrice e suoi brani sono stati interpretati da Ran Blake e dalla Seattle Women's Jazz Orchestra. La Staaf è inoltre docente presso il Berklee College of Music di Boston. Laureatasi anche in antropologia con il massimo dei voti, ha trascorso lunghi periodi a Cuba e nei Caraibi per studiare le locali tradizioni musicali. BRANDON SEABROOK Brandon Seabrook si è diplomato presso il New England Conservatory of Music di Boston e attualmente risiede a Brooklyn, NY. Apprezzatissimo dalla critica internazionale per il suo virtuosismo e la sua originalità d'approccio al banjo e alla chitarra, s'è esibito in tutti gli Stati Uniti e in Europa. Ha collaborato con artisti quali Roswell Rudd, Anthony Coleman, Min Xiao-Fen, Roger Miller, Jack Wright, Jessica Pavone e molti altri. Ha inciso con gruppi quali Naftule's Dream e Sadawi del trombettista Paul Brody RON CASWELL Nato a Trenton, NJ, Ron Caswell ha studiato al Mannes College of Music. Ha collaborato con The New York City Opera, New Jersey Symphony, Little Orchestra Society, Orchestra of St. Lukes e con gruppi quali Our State Fair, Flying Karamazov Brothers, Slavic Soul Party!, Frank London's Klezmer Brass All-Stars e molti altri. Ha inoltre lavorato a lungo nell'ambito della musica latinoamericana e collabora con numerosi gruppi rock newyorkesi, fra i quali i KNOBS! AARON ALEXANDER Aaron Alexander ha studiato nella natia Seattle sotto la guida di Jerry Granelli, Jay Clayton, Julian Priester, James Knapp e Randy Halberstadt, perfezionandosi con Dave Holland, Marvin Smith, Anthony Davis, Muhal Richard Abrams, Pat LaBarbera e prendendo lezioni private dallo stesso Granelli, da Sam Ulano, Gerry Hemingway, Bob Moses, Joe Morello, Victor Lewis, Woody Pierce e Mike Clark. Esordisce professionalmente con la Composers and Improvisors Orchestra diretta da James Knapp, collaborando così con Julian Priester, Hadley Caliman, Marc Seales e altri. A Seattle fonda il gruppo Timebone nel 1988, con J. Anthony Granelli, Arnold Hammerschlag e Briggan Kraus. Collabora poi con il duo di Jay Clayton e James Knapp e lavora in contesti interdisciplinari con artisti quali Stuart Dempster, Skinner Releasing Dance Company, Roberta Maguire, Andy Shaw & Christian Swenson, Bert Wilson, Julian Priester. Nel 1993 si trasferisce a New York, collaborando con Brad Shepik e Briggan Kraus, Burton Greene e Perry Robinson, Sex Mob, Chris Speed, Peter Epstein, Curtis Hasselbring e altri. Collaboratore dei Klezmatics, è anche il batterista del gruppo fondato da Frank London e Greg Wall, Hasidic New Wave. Lavora poi con il gruppo Klezmerfest! e con la Klezmer Brass All Stars di Frank London. Ha collaborato anche con David Krakauer, Dave Tronzo, Anthony Coleman, Wayne Horvitz e molti altri, oltre a essere leader di propri gruppi come la Raggedy Time Band. A proprio nome ha inciso per la Tzadik di John Zorn Midrash Mish Mosh. INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| COMUNICATO STAMPA Teatro Manzoni Via Manzoni, 42 Lunedì 16 novembre 2009 ore 21.00 PRIMA E UNICA DATA ITALIANA il gruppo scelto da John Zorn per: STOLAS: MASADA QUINTET sassofoni soprano e tenore Chris Potter tromba Dave Douglas pianoforte Uri Caine contrabbasso Greg Cohen batteria Joey Baron Eseguito da un gruppo di “all star” scelto appositamente da John Zorn, “Aperitivo in Concerto” presenta, lunedì 16 novembre 2009, ore 21.00, al Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), in prima e unica data italiana, uno fra i più recenti lavori del celeberrimo compositore e sassofonista americano, Stolas, il dodicesimo capitolo di Book of Angels, esplorazione musicale del mondo mistico della Kabbalah, affidato al Masada Quintet. Zorn -celebrato autore e interprete con cui “Aperitivo in Concerto” intrattiene da lungo tempo un rapporto costante e proficuo e di cui ha presentato più lavori, da Moonchild e Electric Masada a Shir haShirim- si va sempre più proponendo come compositore che scrive opere appositamente per musicisti da lui reputati interpreti ideali. Per Stolas egli ha ideato una serie di composizioni pensate per una nuova versione del suo celebre gruppo Masada, questa volta un quintetto di “all star” con il trombettista Dave Douglas, il pianista Uri Caine, il contrabbassista Greg Cohen e il batterista Joey Baron e con un sassofonista quale Joe Lovano. Purtroppo, notizia del 4 novembre, Lovano si è fratturato la spalla nel corso di una tournée e dovrà rimanere a riposo per molti mesi. Zorn stesso ha perciò indicato, come unico possibile sostituto, un altro “divo” del sassofono, Chris Potter, conosciutissimo come solista in proprio (i lettori e critici di una pubblicazione come Down Beat lo hanno più volte premiato, considerandolo secondo solo a una leggenda come Sonny Rollins) e per le sue collaborazioni con artisti quali Paul Motian e Dave Holland. Come Lovano, Potter si avvicina per la prima volta al mondo complesso e sofisticato dell’ebraismo zorniano, introducendovi la vitalità intellettuale dell’improvvisazione jazzistica più attuale. CHRIS POTTER Chris Potter nasce a Chicago nel 1971. Cresce a Columbia, South Carolina. Inizia a suonare a dieci anni. Il suo primo strumento è il pianoforte ma presto passa al sax e col tempo si appassiona sia al sax tenore che al soprano, al flauto alto e al clarinetto basso. Il 1989 è un anno cruciale per la sua vita: si diploma alla scuola superiore; è nominato 'Presidential Scholar' per eccellenza accademica e musicale; riceve la borsa di studio Hennessey Jazz Search; è votato come migliore strumentista jazz universitario d'America dal Down Beat; infine, riceve la borsa di studio Zoot Sims per studiare jazz alla New School for Social Research di New York. Sassofonista tenore, contralto e soprano, Potter raggiunge ben presto una sorprendente maturità, mostrando straordinaria intelligenza, lucidità creativa e un fraseggio assolutamente originale. Ottiene il primo ingaggio di rilievo nel quintetto del trombettista Red Rodney. Ha poi affiancato i pianisti Kenny Werner e Marian McPartland, fino a diventare negli ultimi tempi il sassofonista più conteso di New York. La sua carriera si infoltisce di numerose esperienze che rendono il suo curriculum incredibilmente ricco nonostante la giovanissima età. Chris Potter è infatti elemento fondamentale e parte vitale di diversi gruppi: il Dave Holland Quintet, il Magic Triangle Quartet di Dave Douglas, l’Electric Bebop di Paul Motian. Tre gruppi che hanno in comune la capacità di conciliare l'avanguardia e l'innovazione con il successo di critica e pubblico. Si aggiungano inoltre collaborazioni con Steely Dan, Jim Hall, Ray Brown, Mingus Big Band, Steve Swallow, Mike Mainieri, Herbie Hancock, James Moody, Joanne Brackeen e altri ancora. Chris Potter è il più giovane musicista ad essere stato insignito del prestigioso Danish Jazzpar Prize, lo scorso 2000, premio destinato annualmente al jazzista di fama internazionale meritevole della maggiore attenzione. DAVE DOUGLAS Nato nel 1963 a Montclair, New Jersey, Dave Douglas non è solo un trombettista dotato e personale, ma anche un musicista completo, compositore e leader originalissimo. Solista ferrato, discende stilisticamente sia dalla scuola boppistica che parte da Clifford Brown e passa per Booker Little, sia da Miles Davis, che sempre più sembra ispirarlo negli ultimi tempi, specie quello della prima svolta elettrica, a cavallo fra gli anni ’60 e ’70. Douglas unisce alla profonda conoscenza della tradizione – ha suonato, giovanissimo, nella band di Horace Silver – una costante ricerca verso il “nuovo”, che com’è noto ha preso oggi le strade più diverse. Questa scelta di campo l’ha portato ad incrociare i linguaggi musicali più disparati, dal klezmer al folk balcanico, dall’avanguardia più radicale alla sperimentazione elettronica, ma con i ritmi e le armonie del jazz sempre ben impressi nella mente. Ancor più importante dell’incontro con Silver, è stato quello con John Zorn, che l’ha chiamato a far parte dell’ormai leggendario quartetto “Masada”, con Greg Cohen e Joey Baron, protagonista di innumerevoli tournée mondiali e dischi. Dopo aver collaborato con i gruppi di Myra Melford e Don Byron, il trombettista del New Jersey ha privilegiato sempre di più i propri progetti musicali, in verità piuttosto numerosi. Se prezioso è stato il lavoro col Tiny Bell Trio – di cui esistono quattro album ufficiali – la consacrazione è forse avvenuta prima con il disco Sanctuary (1997), poi con «Soul on soul» (2000), a seguito del quale si sono moltiplicate le vittorie nei più prestigiosi referendum internazionali. Nel 2002 ha inoltre inciso alla testa di uno splendido quintetto, comprendente Chris Potter e Uri Caine, il riuscito The Infinite, in cui ritorna a sonorità di stampo hard-bop, riprendendo soprattutto la musica del magnifico quintetto davisiano di fine anni ’60. Difficile stabilire qual è la prima delle numerose doti del quarantenne trombettista americano, fra i pochi jazzisti oggi in grado di bilanciare l’eclettismo con la coerenza e l’originalità, riuscendo a metter d’accordo, caso più unico che raro, neo-bopper e cultori dell’avanguardia. Douglas é indiscutibilmente il più prolifico e originale trombettista e compositore della sua generazione e continua a riscuotere successo e riconoscimenti di vario genere come trombettista, compositore e jazzista dell’anno dalle più disparate istituzioni come il New York Jazz Awards, la riviste specializzate Down Beat, Jazz Times, Jazziz, e – fra le altre – anche l’Associazione dei Critici di Jazz Italiani. Nel 2005, dopo sette dischi di successo pubblicati per Bluebird/RCA, Douglas ha lanciato la propria etichetta discografica, la Greenleaf Music. Attraverso la Greenleaf Music ha distribuito gli ultimi dischi del suo lungamente acclamato Quintetto, del sestetto elettronico Keystone, e di altri progetti. Direttore artistico del Workshop in Jazz and Creative Music e del Festival of New Trumpet Music, oltre a guidare numerosi propri progetti (tra i quali Brass Ecstasy, Dave Douglas 3, un quartetto e un sestetto), Douglas collabora stabilmente con numerose formazioni e con artisti del calibro di Anthony Braxton, Don Byron, Joe Lovano, Miguel Zenon, Bill Frisell, Han Bennink e Misha Mengelberg. URI CAINE Nato a Philadelphia nel 1956, Uri Caine inizia a studiare pianoforte con Bernard Peiffer, poi composizione all’Università della Pennsylvania con George Rochberg e George Crumb. Sono gli anni del suo apprendistato di pianista straordinariamente versatile e di improvvisatore:Caine suona con Philly Joe Jones, Joe Henderson e Lester Bowie. Negli anni 80 si trasferisce a New York, dove è fra i protagonisti di una generazione di artisti impegnata ad ampliare le basi improvvisative del jazz verso una dimensione transculturale della musica:è qui che lavora con Don Byron, Dave Douglas, Rashid Ali, Arto Lindsay, Sam Rivers e Barry Altschul, The Master Musicians of Jajouka e altri. Sempre a New York, comincia ad incidere i suoi primi album: Sphere Music (JMT/Polygram,1993) e Toys (JMT/Polygram, 1995) un tributo ai grandi pianisti jazz Thelonious Monk e Herbie Hancock. Ma è con Urlicht/Primal Light (Winter&Winter, 1996), premiato nel 1997 con il Toblacher Komponierhaeuschen, che Caine fa il primo passo verso una serie di rivisitazioni che trasformano, estremizzano e capovolgono i classici. Dopo Gustav Mahler, seguiranno, sempre per la Winter & Winter, Wagner in Venezia, in cui Caine affronta con lo stesso metodo la musica di Richard Wagner per un piccolo ensemble che si esibisce al Caffè Quadri di Piazza S.Marco. Incide nel 1998 Blue Wail e Gustav Mahler in Toblach, registrazione del concerto al Gustav Mahler Festival, l’anno dopo Sidewalks of New York, Love Fugue, dai Dichertliebe di Schumann e nel 2000 Bach’s Goldberg Variations. Le novità per il 2001 Solitaire per piano solo, Rio, un live registrato a Rio de Janeiro, Bedrock 3, in trio con Zach Danziger and Tim Lefebvre che nel 2005 produrrà un nuovo album siglato Bedrock, dal titolo Shelf Life. Il catalogo di Uri Caine si arricchisce di una versione delle Variazioni su tema di Diabelli di Beethoven, e nel 2003 prende avvio un nuovo progetto dedicato ai lieder di Mahler (Dark Flame) ed uno come jazz-piano trio con Drew Gress e Ben Perowsky, intitolato Live at the Village Vanguard. Nello stesso anno, Uri Caine viene nominato direttore del settore Musica della Biennale di Venezia dove debutta con The Othello Syndrome, titolo anche dell'album che ottiene una nomination ai Grammy Awards di Los Angeles, come migliore album di musica classica/crossover del 2008. Lo stesso cd riceve nel 2009 il premio Echo Klassik in Germania. Nel corso degli ultimi 5 anni, gli sono state commissionate opere dal Beaux Arts Trio, dalla Basel Chamber Orchestra, dalla Volksoper di Vienna, dal Ravenna Festival , dalla Los Angeles Chamber Orchestra, dalla BBC Orchestra, dal Granada Festival sugli orrori delle guerre, con un'opera musicale ispirata alle opere di Goya, dalla Provincia di Trento per Suoni delle Dolomiti, e dal quartetto Arditti, con un programma di Capricci per pianoforte e quartetto d'archi. Il suo ultimo cd per la Winter&Winter si chiama Plastic Temptation, con il Bedrock Trio e Barbara Walker. Uri Caine ha inoltre ricevuto riconoscimenti dal Pennsylvania Council of the Arts e il National Endowment for the Arts, ed è regolarmente invitato sia a festival e istituzioni dedicati alla musica contemporanea sia a quelli di musica jazz. GREG COHEN Greg Cohen, bassista, è nato a Los Angeles. Ha suonato in numerosi gruppi affermati a partire dagli anni Sessanta. Musicista senza eguali, è membro stabile dei gruppi di John Zorn e Dave Douglas, tra gli altri. La sua esperienza travalica i confini di genere; ha anche suonato con i Rolling Stones, Randy Newman, Bill Frisell, Elvis Costello, Lou Reed e Laurie Anderson, ed è presenza fissa negli album di Tom Waits a partire da Heartattack and Vine (1980). Oltre al jazz e alla canzone Cohen continua il suo lavoro di ricerca in tutti i campi musicali affrontando diversi universi culturali. Dagli arrangiamenti sul disco "Lost in the stars", dedicato alle canzoni di Kurt Weill, alla produzione ed arrangiamento dell’album di Dagmar Krause ("Tank battles") che ripropone le canzoni politiche ed antinaziste di Hanns Eisler, dalla collaborazione col violinista algerino Djamel Ben Yelles, fino all’ arrangiamento e direzione orchestrale per l’opera teatrale The Black Rider scritta da William Burroughs, con le musiche di Tom Waits e la regia di Bob Wilson Cohen ha composto musica per - tra gli altri - il teatro del Lincoln Center, e collaborato alla realizzazione delle colonne sonore di film come Ed Wood e Pomodori verdi fritti. Ha pubblicato due album a suo nome, Way Low e Moment to Moment, entrambi per la DIW. JOEY BARON Joey Baron è nato nel 1955 a Richmond, Virginia in una famiglia di origini ebraiche della working class. Si è formato prevalentemente da autodidatta, attraverso l’osservazione degli altri musicisti e l’ascolto di dischi, radio e televisione. Le sue prime influenze spaziano dagli ospiti dell’Ed Sullivan show e la sigla del telefilm "The Wild Wild West" alle incisioni di Art Blakey, Ray Charles, Booker T. and the M.G.'s, James Brown, i Beatles e Jimi Hendrix. Oltre ad aver fino al 1995 fatto parte per dieci anni della band di Bill Frisell, si è esibito e ha inciso con un numero impressionante di grandi artisti tra cui spiccano Carmen McRae, Dizzy Gillespie, Tony Bennett, Hampton Hawes, Chet Baker, Laurie Anderson, Art Pepper, Stan Getz, Jay McShann, David Bowie, The Los Angeles Philharmonic, Big Joe Turner, Philip Glass, John Abercrombie, Mel Lewis, Pat Martino, Harry Sweets Edison, David Sanborn, Al Jarreau, Jim Hall, Randy Brecker, Marian McPartland, John Scofield, e i Lounge Lizards. Joey Baron inoltre è co-leader del gruppo Miniature (insieme a Tim Berne e Hank Roberts) ed è stato membro dei Naked City (con John Zorn, Bill Frisell, Fred Frith and Wayne Horvitz). Suona nel gruppo "Masada" di John Zorn ed è leader del proprio trio Barondown, che comprende il sassofonista Ellery Eskelin e il trombonista Steve Swell: con tale gruppo ha inciso Crackshot (Avant), Raised Pleasure Dot (New World) e Tongue in Groove (JMT). Baron ha anche diretto una all star band che ha visto la partecipazione di Ron Carter, Arthur Blythe and Bill Frisell. Con questo gruppo ha inciso, per la serie Songline/Tone Field della Intuition, Down Home, un album di proprie composizioni originali ispirate alle sonorità R&B del sud degli Stati Uniti, sua zona d’origine. Joey Baron si esibisce anche in duo con Bill Frisell e da solo. Un brano da lui inciso in solitudine, “Alfie”, è stato pubblicato nell’opera discografica Great Jewish Music: Burt Bacharach (Tzadik). INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| COMUNICATO STAMPA Teatro Manzoni Via Manzoni, 42 Domenica 8 novembre 2009 ore 11.00 MIROSLAV VITOUS REMEMBERING WEATHER REPORT feat. Franco Ambrosetti & Michel Portal contrabbasso Miroslav Vitous clarinetto Michel Portal tromba e flicorno Franco Ambrosetti, sassofoni soprano e tenore Gary Campbell batteria Nasheet Waits Domenica 8 novembre, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni (via Manzoni, 42 – Milano), “Aperitivo in Concerto” presenta Remembering Weather Report, progetto musicale che il grande contrabbassista Miroslav Vitous, fra i fondatori proprio del celebre gruppo Weather Report, ha dedicato alla musica dello storico complesso. Il gruppo di Vitous annovera oggi due ospiti di riguardo: l’autorevole trombettista Franco Ambrosetti, tra i nomi più blasonati del jazz europeo, e lo straordinario clarinettista Michel Portal, artista di spicco non solo nel campo dell’improvvisazione ma anche in quello accademico. MIROSLAV VITOUS Miroslav Ladislav Vitous (cognome originale Vitouš, nato il 6 dicembre 1947) è nato a Praga. Inizia lo studio del violino all’età di sei anni, pianoforte a dieci anni, e contrabbasso a quattordici. Uno dei primi gruppi da lui guidati è il Junior Trio, con il fratello Alan alla batteria e un altro musicista ceco, presto anch’egli famoso, Jan Hammer, alle tastiere. Vitouš studia al conservatorio di Praga e vince successivamente un concorso internazionale a Vienna, ottenendo una borsa di studio per la Berklee College Of Music di Boston. Il virtuosismo di Vitous nell’ambito del contrabbasso ha spinto molti critici ad affiancarlo a strumentisti del calibro di Scott LaFaro, Dave Holland, Niels-Henning Ørsted Pedersen e Christian McBride. Un esempio rappresentativo del suo talento è il disco Now He Sings, Now He Sobs (1968), a nome di Chick Corea al pianoforte: vi sono evidenti il forte senso ritmico, le innovative linee di walking bass ed un originale uso dell’improvvisazione. Il suo primo disco solista, Infinite Search (1969), presenta nella formazione musicisti chiave per quello che sarà successivamente il movimento cosiddetto fusion: John McLaughlin, Herbie Hancock e la già nota icona del jazz, il sassofonista Joe Henderson. Uno dei membri fondatori del gruppo Weather Report lascia il gruppo dopo tre anni e fonda il Miroslav Vitous Group con John Surman, Kenny Kirkland e Jon Christensen, con il quale registra 3 album per la ECM. Direttore per tre anni del Jazz Department presso il New England Conservatory di Boston, ha lavorato anche con Freddie Hubbard, Miles Davis, Enrico Rava e Jan Garbarek. Nel 1988 fa ritorno in Europa per concentrarsi sulla composizione, senza però smettere di esibirsi in concerti e festival. FRANCO AMBROSETTI Franco Ambrosetti (Lugano, 10 dicembre 1941) inizia a studiare e praticare la musica nel 1952, suonando il pianoforte fino al 1959 e in seguito impara, come autodidatta, a suonare la tromba. Negli ultimi anni si è appassionato anche al flicorno. La sua carriera come musicista professionista inizia nel 1961 e qualche anno dopo, a Zurigo, forma il suo primo gruppo. La sua passione per il jazz e i suoi impegni non gli impediscono però di laurearsi in economia nel 1968, presso l’università di Basilea. Dal 1963 al 1970 lavora con il quintetto del padre, il sassofonista Flavio Ambrosetti, di cui fanno parte anche George Gruntz (pianista e compositore) e Daniel Humair (batterista), con i quali ancora oggi si esibisce. È con questa formazione che nel 1967 debutta negli Stati Uniti al Monterey Jazz Festival. Nel 1972 nasce la George Gruntz Concert Jazz Band, gruppo fondato con il padre e di cui fanno parte George Gruntz e Daniel Humair. Dal 1970 in poi lavora come freelance e incide con musicisti di fama mondiale come Dexter Gordon, Joe Henderson, Phil Woods, Kenny Clarke, Cannonball Adderley, Michael Brecker, Mike Stern, Gato Barbieri, Don Sebesky e molti altri. Come leader ha guidato gruppi di notevole importanza, di cui hanno fatto parte artisti di rilievo come Michael Brecker, Kenny Kirkland, John Scofield, Ron Carter, Bennie Wallace, Dave Holland, Kenny Barron, Victor Lewis, Seamus Blake. Fonda inoltre anche un quartetto con eccellenti musicisti italiani come Alfredo Golino, Antonio Faraò e Dado Moroni. Ambrosetti è a tutt’oggi attivo in Europa e negli Stati Uniti. MICHEL PORTAL Michel Portal è il più inclassificabile tra i grandi solisti europei della seconda metà del 900. Clarinettista e sassofonista di eccelso virtuosismo, ha sempre rifiutato le appartenenze di genere. Subito al vertice della scena accademica francese (celebrate interpretazioni di Mozart, Haydn, Brahms), negli anni ‘50 e ‘60 partecipa al movimento delle avanguardie post-Darmstadt, protagonista in lavori di Stockhausen, Boulez, Kagel, Berio. E’ componente del New Phonic Art, formazione di punta della libera improvvisazione. Parallelamente si dedica al jazz, affascinato da Ellington e dai solisti americani. Ma il suo linguaggio è del tutto originale e contribuisce a sviluppare la free music europea in decine di situazioni e session, suonando con François Tusques, Bernard Vitet, Bernard Lubat, Sunny Murray. I suoi gruppi, battezzati “Unit”, nascono nei primi anni 70, laboratori aperti con formazioni sempre mutevoli. Partecipa a numerose sedute di improvvisazione e lavora con musicisti come Albert Mangelsdorff, John Surman, Steve Lacy, Han Bennink, Dave Liebman, e con tutta la scena francese. Famosi i duetti con Lubat e Jean-Pierre Drouet. Compone moltissime colonne sonore per il cinema, suona accanto a solisti di danza (da ricordare il lungo sodalizio con Carolyn Carlson). Dagli anni 80 dirige diverse formazioni, in particolare il trio con Daniel Humair e Bruno Chevillon. Collabora con Mino Cinelu, Joachim Kuhn, Martial Solal, Jacky Terrasson. Fonda un quintetto assieme a Louis Sclavis. Il successo maggiore arriva con l’ormai celebre duo con il fisarmonicista Richard Galliano, attivo ormai da più di un decennio. Negli ultimi anni Portal si è interessato anche al funk, collaborando con musicisti di Minneapolis vicini all’entourage di Prince. GARY CAMPBELL Il sassofonista Gary Campbell è nato in Indiana ed ha studiato sotto la guida del celebre didatta David Baker. Dopo avere esordito con il chitarrista Ted Dunbar e l’organista Melvin Rhyne, si trasferisce a New York alla fine degli anni Sessanta, dove entra a far parte di Free Life Communications, organizzazione fondata dal sassofonista Dave Liebman per offrire possibilità di lavoro a giovani musicisti di talento; collabora così con John Abercrombie, Michael Moore, Jan Hammer, Bob Moses e molti altri. A New York partecipa ad incisioni con artisti quali Randy Brecker, Adam Nussbaum, Dave Liebman, Andy Laverne, Tom Harrell, Red Rodney, James Moody, George Adams, Hank Crawford, Arturo Sandoval, Conrad Herwig. Nel 1982 si trasferisce a Miami, dove insegna per dodici anni alla University of Miami, prima di occupare una cattedra presso la Florida International University. A Miami collabora inoltre con musicisti di rango quali Lonnie Smith, Ira Sullivan, Chubby Jackson, Andy Laverne, Ignacio Berroa. Apprezzato didatta in tutto il mondo, ha inoltre pubblicato cinque testi di teoria musicale. NASHEET WAITS Nasheet Waits è uno dei batteristi più stimolanti e creativi della sua generazione. In possesso di mezzi tecnici e sfumature timbriche come di rado è dato incontrare, egli ha messo a punto uno stile estremamente originale, caratterizzato dalla mescolanza di flussi poliritmici che sembrano dare vita a delle vere e proprie onde sonore in grado di sottolineare e arricchire la musica dei gruppi cui partecipa. Nato nel 1971 a Manhattan, New York, è stato incoraggiato a suonare la batteria dal padre, il celebre Frederick (Freddie) Waits, grande musicista che nel corso della sua carriera ha collaborato con molte leggende del jazz, tra cui Ella Fitzgerald, Sonny Rollins, McCoy Tyner, Max Roach. Nasheet Waits si è laureato con lode in Arts in Music presso la Long Island University, e ha inoltre studiato con il percussionista Michael Carvin, al contempo influenzato ovviamente dal padre così come da Max Roach, che lo ha scritturato come membro del suo ensemble di percussioni M’Boom, proprio in sostituzione di Freddie Waits. La prima scrittura di rilievo gli è stata offerta dal sassofonista Antonio Hart, nel cui quintetto ha a lungo militato effettuando tourneé e partecipando all’incisione di tre album. Tra le proprie influenze egli cita Billy Higgins, Art Blakey, Tony Williams, Philly Joe Jones e Billy Hart. Oltre a prendere parte a vari gruppi di Andrew Hill, uno dei quali ha vinto il prestigioso premio danese JAZZPAR nel 2003, Waits è stato un componente del trio di Fred Hersch, nonché del gruppo “Bandwagon” di Jason Moran. Tra le sue altre collaborazioni spiccano quelle con Geri Allen, Mario Bauza, Hamiett Bluiett, Abraham Burton, Ron Carter, Marc Cary, Steve Coleman, Stanley Cowell, Orrin Evans, Stefon Harris, Andrew Hill, Bill Lee, Jackie McLean, The Mingus Big Band, The New Jersey Symphony Orchestra, Greg Osby, Joshua Redman, Vanessa Rubin, Antoine Roney, Wallace Roney, Jacky Terrasson, Bunky Green e Mark Turner. INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Biglietti concerto fuori abbonamento 2 novembre Sonny Rollins – Teatro Dal Verme €20/30 + prevendita Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Abbonamento n. 9 concerti €110,00 In vendita alla cassa del Teatro Dal 18 giugno al 25 ottobre 2009 Tel. 02.7636901 Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| COMUNICATO STAMPA Teatro Manzoni Via Manzoni, 42 Domenica 8 novembre 2009 ore 11.00 MIROSLAV VITOUS REMEMBERING WEATHER REPORT feat. Franco Ambrosetti & Michel Portal contrabbasso Miroslav Vitous clarinetto Michel Portal tromba e flicorno Franco Ambrosetti, sassofoni soprano e tenore Gary Campbell batteria Nasheet Waits Domenica 8 novembre, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni (via Manzoni, 42 – Milano), “Aperitivo in Concerto” presenta Remembering Weather Report, progetto musicale che il grande contrabbassista Miroslav Vitous, fra i fondatori proprio del celebre gruppo Weather Report, ha dedicato alla musica dello storico complesso. Il gruppo di Vitous annovera oggi due ospiti di riguardo: l’autorevole trombettista Franco Ambrosetti, tra i nomi più blasonati del jazz europeo, e lo straordinario clarinettista Michel Portal, artista di spicco non solo nel campo dell’improvvisazione ma anche in quello accademico. MIROSLAV VITOUS Miroslav Ladislav Vitous (cognome originale Vitouš, nato il 6 dicembre 1947) è nato a Praga. Inizia lo studio del violino all’età di sei anni, pianoforte a dieci anni, e contrabbasso a quattordici. Uno dei primi gruppi da lui guidati è il Junior Trio, con il fratello Alan alla batteria e un altro musicista ceco, presto anch’egli famoso, Jan Hammer, alle tastiere. Vitouš studia al conservatorio di Praga e vince successivamente un concorso internazionale a Vienna, ottenendo una borsa di studio per la Berklee College Of Music di Boston. Il virtuosismo di Vitous nell’ambito del contrabbasso ha spinto molti critici ad affiancarlo a strumentisti del calibro di Scott LaFaro, Dave Holland, Niels-Henning Ørsted Pedersen e Christian McBride. Un esempio rappresentativo del suo talento è il disco Now He Sings, Now He Sobs (1968), a nome di Chick Corea al pianoforte: vi sono evidenti il forte senso ritmico, le innovative linee di walking bass ed un originale uso dell’improvvisazione. Il suo primo disco solista, Infinite Search (1969), presenta nella formazione musicisti chiave per quello che sarà successivamente il movimento cosiddetto fusion: John McLaughlin, Herbie Hancock e la già nota icona del jazz, il sassofonista Joe Henderson. Uno dei membri fondatori del gruppo Weather Report lascia il gruppo dopo tre anni e fonda il Miroslav Vitous Group con John Surman, Kenny Kirkland e Jon Christensen, con il quale registra 3 album per la ECM. Direttore per tre anni del Jazz Department presso il New England Conservatory di Boston, ha lavorato anche con Freddie Hubbard, Miles Davis, Enrico Rava e Jan Garbarek. Nel 1988 fa ritorno in Europa per concentrarsi sulla composizione, senza però smettere di esibirsi in concerti e festival. FRANCO AMBROSETTI Franco Ambrosetti (Lugano, 10 dicembre 1941) inizia a studiare e praticare la musica nel 1952, suonando il pianoforte fino al 1959 e in seguito impara, come autodidatta, a suonare la tromba. Negli ultimi anni si è appassionato anche al flicorno. La sua carriera come musicista professionista inizia nel 1961 e qualche anno dopo, a Zurigo, forma il suo primo gruppo. La sua passione per il jazz e i suoi impegni non gli impediscono però di laurearsi in economia nel 1968, presso l’università di Basilea. Dal 1963 al 1970 lavora con il quintetto del padre, il sassofonista Flavio Ambrosetti, di cui fanno parte anche George Gruntz (pianista e compositore) e Daniel Humair (batterista), con i quali ancora oggi si esibisce. È con questa formazione che nel 1967 debutta negli Stati Uniti al Monterey Jazz Festival. Nel 1972 nasce la George Gruntz Concert Jazz Band, gruppo fondato con il padre e di cui fanno parte George Gruntz e Daniel Humair. Dal 1970 in poi lavora come freelance e incide con musicisti di fama mondiale come Dexter Gordon, Joe Henderson, Phil Woods, Kenny Clarke, Cannonball Adderley, Michael Brecker, Mike Stern, Gato Barbieri, Don Sebesky e molti altri. Come leader ha guidato gruppi di notevole importanza, di cui hanno fatto parte artisti di rilievo come Michael Brecker, Kenny Kirkland, John Scofield, Ron Carter, Bennie Wallace, Dave Holland, Kenny Barron, Victor Lewis, Seamus Blake. Fonda inoltre anche un quartetto con eccellenti musicisti italiani come Alfredo Golino, Antonio Faraò e Dado Moroni. Ambrosetti è a tutt’oggi attivo in Europa e negli Stati Uniti. MICHEL PORTAL Michel Portal è il più inclassificabile tra i grandi solisti europei della seconda metà del 900. Clarinettista e sassofonista di eccelso virtuosismo, ha sempre rifiutato le appartenenze di genere. Subito al vertice della scena accademica francese (celebrate interpretazioni di Mozart, Haydn, Brahms), negli anni ‘50 e ‘60 partecipa al movimento delle avanguardie post-Darmstadt, protagonista in lavori di Stockhausen, Boulez, Kagel, Berio. E’ componente del New Phonic Art, formazione di punta della libera improvvisazione. Parallelamente si dedica al jazz, affascinato da Ellington e dai solisti americani. Ma il suo linguaggio è del tutto originale e contribuisce a sviluppare la free music europea in decine di situazioni e session, suonando con François Tusques, Bernard Vitet, Bernard Lubat, Sunny Murray. I suoi gruppi, battezzati “Unit”, nascono nei primi anni 70, laboratori aperti con formazioni sempre mutevoli. Partecipa a numerose sedute di improvvisazione e lavora con musicisti come Albert Mangelsdorff, John Surman, Steve Lacy, Han Bennink, Dave Liebman, e con tutta la scena francese. Famosi i duetti con Lubat e Jean-Pierre Drouet. Compone moltissime colonne sonore per il cinema, suona accanto a solisti di danza (da ricordare il lungo sodalizio con Carolyn Carlson). Dagli anni 80 dirige diverse formazioni, in particolare il trio con Daniel Humair e Bruno Chevillon. Collabora con Mino Cinelu, Joachim Kuhn, Martial Solal, Jacky Terrasson. Fonda un quintetto assieme a Louis Sclavis. Il successo maggiore arriva con l’ormai celebre duo con il fisarmonicista Richard Galliano, attivo ormai da più di un decennio. Negli ultimi anni Portal si è interessato anche al funk, collaborando con musicisti di Minneapolis vicini all’entourage di Prince. GARY CAMPBELL Il sassofonista Gary Campbell è nato in Indiana ed ha studiato sotto la guida del celebre didatta David Baker. Dopo avere esordito con il chitarrista Ted Dunbar e l’organista Melvin Rhyne, si trasferisce a New York alla fine degli anni Sessanta, dove entra a far parte di Free Life Communications, organizzazione fondata dal sassofonista Dave Liebman per offrire possibilità di lavoro a giovani musicisti di talento; collabora così con John Abercrombie, Michael Moore, Jan Hammer, Bob Moses e molti altri. A New York partecipa ad incisioni con artisti quali Randy Brecker, Adam Nussbaum, Dave Liebman, Andy Laverne, Tom Harrell, Red Rodney, James Moody, George Adams, Hank Crawford, Arturo Sandoval, Conrad Herwig. Nel 1982 si trasferisce a Miami, dove insegna per dodici anni alla University of Miami, prima di occupare una cattedra presso la Florida International University. A Miami collabora inoltre con musicisti di rango quali Lonnie Smith, Ira Sullivan, Chubby Jackson, Andy Laverne, Ignacio Berroa. Apprezzato didatta in tutto il mondo, ha inoltre pubblicato cinque testi di teoria musicale. NASHEET WAITS Nasheet Waits è uno dei batteristi più stimolanti e creativi della sua generazione. In possesso di mezzi tecnici e sfumature timbriche come di rado è dato incontrare, egli ha messo a punto uno stile estremamente originale, caratterizzato dalla mescolanza di flussi poliritmici che sembrano dare vita a delle vere e proprie onde sonore in grado di sottolineare e arricchire la musica dei gruppi cui partecipa. Nato nel 1971 a Manhattan, New York, è stato incoraggiato a suonare la batteria dal padre, il celebre Frederick (Freddie) Waits, grande musicista che nel corso della sua carriera ha collaborato con molte leggende del jazz, tra cui Ella Fitzgerald, Sonny Rollins, McCoy Tyner, Max Roach. Nasheet Waits si è laureato con lode in Arts in Music presso la Long Island University, e ha inoltre studiato con il percussionista Michael Carvin, al contempo influenzato ovviamente dal padre così come da Max Roach, che lo ha scritturato come membro del suo ensemble di percussioni M’Boom, proprio in sostituzione di Freddie Waits. La prima scrittura di rilievo gli è stata offerta dal sassofonista Antonio Hart, nel cui quintetto ha a lungo militato effettuando tourneé e partecipando all’incisione di tre album. Tra le proprie influenze egli cita Billy Higgins, Art Blakey, Tony Williams, Philly Joe Jones e Billy Hart. Oltre a prendere parte a vari gruppi di Andrew Hill, uno dei quali ha vinto il prestigioso premio danese JAZZPAR nel 2003, Waits è stato un componente del trio di Fred Hersch, nonché del gruppo “Bandwagon” di Jason Moran. Tra le sue altre collaborazioni spiccano quelle con Geri Allen, Mario Bauza, Hamiett Bluiett, Abraham Burton, Ron Carter, Marc Cary, Steve Coleman, Stanley Cowell, Orrin Evans, Stefon Harris, Andrew Hill, Bill Lee, Jackie McLean, The Mingus Big Band, The New Jersey Symphony Orchestra, Greg Osby, Joshua Redman, Vanessa Rubin, Antoine Roney, Wallace Roney, Jacky Terrasson, Bunky Green e Mark Turner. per ulteriori informazioni: Viviana Allocchio Iniziative Speciali Teatro Manzoni Via Marina, 1 20121 MILANO tel.: 02781253 - 02781254 fax: 0276281604 e-mail: viviana.allocchio@fininvest.it Nicoletta Tassan Solet Studiomusica PRESS|PR Via Farini 53 41121 Modena Tel. 059 24 54 86 – 348 64 18 066 Fax 059 235875 e-email: nicoletta.tassan@studiomusica.net skype: nicoletta.tassan INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Biglietti concerto fuori abbonamento 2 novembre Sonny Rollins – Teatro Dal Verme €20/30 + prevendita Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Abbonamento n. 9 concerti €110,00 In vendita alla cassa del Teatro Dal 18 giugno al 25 ottobre 2009 Tel. 02.7636901 Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| ______________Martedì 6 ottobre avrà
luogo la PRIMA nazionale dello spettacolo UN ISPETTORE IN CASA BIRLING di John Boynton Priestley traduzione di Giovanni Lombardo Radice interpretato da PAOLO FERRARI ANDREA GIORDANA per la regia di GIANCARLO SEPE Costumi Giovanni Ciacci, scene Almodovar, disegno luci Umile Vainieri, aiuto regia Francesco Brandi, disegno audio Paolo Astolfi, musiche Harmonia Team. Recite sino a domenica 1 novembre (feriali ore 20,45, domenica ore 15,30). Bis Tremila s.r.l. presenta UN ISPETTORE IN CASA BIRLING di John Boynton Priestley, traduzione di Giovanni Lombardo Radice. Con PAOLO FERRARI, ANDREA GIORDANA, Crescenza Guarnieri, Cristina Spina, Vito Di Bella, Mario Toccafondi, Loredana Gjeci. Costumi Giovanni Ciacci, scene Almodovar, disegno luci Umile Vainieri, aiuto regia Francesco Brandi, disegno audio Paolo Astolfi, musiche Harmonia Team. Regia GIANCARLO SEPE. In Inghilterra nel 1912 la famiglia Birling festeggia il proprio benessere finanziario e il fidanzamento della figlia Sheila con un giovane industriale. Abiti da sera, cena e vini d’annata. Mentre tutto fila liscio verso la conclusione bussano alla porta: un ispettore di polizia deve porre delle domande al capo famiglia, Arthur… Un inizio folgorante per una commedia a carattere giallo, piena di suspense. Il poliziotto mette in crisi la serata, la famiglia, gli affari, il fidanzamento e tutto il resto. Sulla storia aleggia la morte violenta di una giovane donna. Ecco una combine che non ha eguali nel teatro del Novecento di cui John Boynton Priestley è un rappresentante esemplare: thriller e dramma borghese. Le ipocrisie dell’alta società che si mischiano al disagio del ceto meno abbiente, che soccombe; le colpe che si materializzano e diventano spauracchi agli occhi della famiglia Birling che prova a scaricare le proprie responsabilità. Un interrogatorio poliziesco che dura un’intera notte, non risparmiando niente e nessuno. Una serie di colpi di scena alla Hitchcock che cambia ogni volta il nome dell’assassino, coinvolgendo i protagonisti, presunti ignari e presenti colpevoli, in una sarabanda surreale e velenosa, che non conosce sosta e che ha termine alle prime luci dell’alba. Scritto e rappresentato per la prima volta a Mosca nel 1945, “Un ispettore in casa Birling”, considerato oramai un classico del teatro inglese, ottenne grandi successi a metà degli anni Quaranta anche a Londra (compagnia in cui figurava il giovanissimo Alec Guinnes), Parigi, New York. In Italia venne messo in scena per la prima volta nel 1947 da Orazio Costa con Salvo Randone e Camillo Pilotto, e successivamente negli anni Ottanta dalla Compagnia Tieri-Lojodice. In questa edizione viene riproposto, con la regia di Giancarlo Sepe, da una coppia di consumati attori del calibro di Paolo Ferrari e Andrea Giordana, avvalendosi per la traduzione della prestigiosa firma di Giovanni Lombardo Radice. Attualmente lo spettacolo è in scena al Novello Theatre di Londra con Nicholas Woodeson, Sandra Duncan, Christopher Saul, Marianne Oldham, Robin Whiting, per la regia di Stephen Daldry. Al Teatro Manzoni dal 6 ottobre al 1 novembre 2009 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltronissima € 30,00 Poltrona € 20,00 |
| __________Per la stagione teatrale
2009-2010 il programma alterna come di consuetudine spettacoli classici e
appuntamenti con il divertissement. Il criterio dell’alternanza si basa
sulla contrapposizione tra il recupero di pagine memorabili della scena
internazionale e il varo di novità assolute, come traspare già nell’incipit
che fa seguire all’inaugurale proposta di un’icona del teatro del Novecento
una nuova commedia dell’autrice-regista Cristina Comencini. Scritto e rappresentato per la prima volta a Mosca nel 1945 e l’anno dopo a Londra da una Compagnia in cui figurava il giovanissimo Alec Guinnes, “Un ispettore in casa Birling” di John Boynton Priestley arrivò sulle scene italiane nel 1947 con la regia di Orazio Costa, protagonisti Salvo Randone e Camillo Pilotto, e venne ripreso nel 1986 da Sandro Sequi per Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, Mino Bellei. L’apparizione di un ispettore di polizia durante una festa di fidanzamento mette a disagio una famiglia benpensante inglese rivelandone le debolezze e i compromessi. Adesso sono Paolo Ferrari e Andrea Giordana con Crescenza Guarnieri e la regia di Giancarlo Sepe a rinverdire la trama complicata da un delitto che è costato la vita a una giovane donna. Un’altra famiglia in crisi è al centro di “Est Ovest” in cui l’autrice di “Due partite” e candidata all’Oscar per “La bestia nel cuore”, ricostruisce la festa per gli ottanta anni di nonna Letizia, assistita da una badante ucraina e sfruttata da figli e nipoti che mirano a impossessarsi anzi tempo degli ultimi beni dell’ottuagenaria. Ma l’elemento cruciale della vicenda è costituito dal confronto di due solitudini: quella dell’anziana signora in balia degli eredi e quella della badante costretta all’estero dalla povertà del suo paese di origine. A interpretare la novità della Comencini sono l’intramontabile Rossella Falk, la giovane Daniela Piperno, nonchè Luciano Virgilio e Claudio Bigagli. Un assolo di Gianfranco Jannuzzo costituisce il terzo appuntamento stagionale che in “Girgenti amore mio…”, scritto assieme ad Angelo Callipo, scioglie un inno alla natia Agrigento, richiamandola con il nome dei memori genitori. Nell’exploit di Jannuzzo, affidatosi alla regia di Pino Quartullo, prendono forza non soltanto il gusto spregiudicato dell’inconfondibile “humour” locale, ma anche la topografia labirintica della città, resa viva e palpitante dall’evocazione appassionata dell’interprete di “Liolà” e di “Nord & Sud”. L’antica Agrigento non è soltanto eletta a simbolo della Sicilia, ma nel canto accorato del protagonista assurge a emblema di tutte le città del mondo innalzate a simbolo dell’amore per la propria terra. A seguire lo spregiudicato interno de “L’Appartamento” di Billy Wilder e I.A.L. Diamond nell’adattamento di Edoardo Erba e di Massimo Dapporto. La versione teatrale del famoso film del 1960 con Jack Lemmon e Shirley MacLaine ha per protagonisti Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli. La simpatica e spregiudicata vicenda ripropone, con la regia di Patrick Rossi Gastaldi, la spericolata disponibilità di un arrembante impiegato che per far carriera dà la possibilità agli altrettanto spregiudicati superiori di usufruire del suo appartamento per i loro incontri galanti. Salvo scoprire che la disinvolta partner dei suoi “soci” non è che la galeotta ragazza dei suoi sogni. L’allestimento teatrale di “Dona Flor e i suoi due mariti”, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Jorge Amado del 1966, si ispira al film di Bruno Barreto (1977), protagonista Sonia Braga nel ruolo inquietante di una giovane donna di Bahia che alla morte del marito, adorabile giocatore e sciupafemmine, si riaccasa con un tranquillo farmacista e scopre ben presto di aver la necessità di conciliare la serena disponibilità del secondo marito con la passionalità e l’erotismo dell’intramontabile predecessore. Con la regia e la rielaborazione scenica di Emanuela Giordano sono Caterina Murino, Paolo Calabresi e Pietro Sermonti con Valeria D’Obici a impersonare i protagonisti dell’esilarante e struggente metafora brasiliana. Ispirato alla metropoli vesuviana dell’immediato dopoguerra è il film “L’Oro di Napoli” che nel 1954 Vittorio De Sica trasse da sei racconti dell’omonimo libro di Giuseppe Marotta, interpretato dal gotha attorale che trascorre da Totò a Sophia Loren, da Silvana Mangano a Eduardo De Filippo, allo stesso De Sica. Ma nell’odierno adattamento teatrale di Armando Pugliese e Gianfelice Imparato, con musiche di Nicola Piovani, si ripropone una ricomposizione totalmente nuova dei racconti marottiani affidati all’interpretazione di Gianfelice Imparato, Luisa Ranieri, Valerio Santoro, per raccontare le storie dolenti, comiche e tragiche di una miriade di personaggi di un unico di quei palazzoni di cui pullula il centro storico di Napoli. Il penultimo appuntamento della stagione è con “Rumors” di Neil Simon affidato alla coppia Zuzzurro e Gaspare e alla regia di Massimo Chiesa. Scritta nel 1988, “Rumors” non significa “rumori”, ma pettegolezzi ed è una farsa infernale in cui il clou della vicenda è costituito dall’assenza del vicesindaco di New York e della moglie alla festa per il loro anniversario di matrimonio. Nulla a che vedere con “Rumori fuori scena” di Michael Frayn in cui si cimentarono gli stessi Andrea Brambilla e Nino Formicola. “Rumors” è un comico affresco dell’alta borghesia di New York, andato in scena a Broadway nel 1988 e ripreso l’anno dopo in Italia da Gianfranco De Bosio per Giuseppe Pambieri, Lia Tanzi, Riccardo Peroni, infine riproposto nel 2000 dagli Attori e Tecnici di Attilio Corsini. A concludere “La strada”, un dramma, con musiche di Germano Mazzocchetti, tratto dall’omonimo film di Federico Fellini premiato con l’Oscar nel 1954. Nella versione teatrale si misurarono nel 1999 Fabio Testi e Rita Pavone diretti da Filippo Crivelli. Oggi sono Massimo Venturiello e la cantante Tosca a impersonare il girovago Zampanò e l’ingenua e clownesca Gelsomina. Tra loro non c’è dialogo: la diffidenza, il cinismo, l’incomunicabilità sono la colonna sonora della loro esistenza condotta ai margini della società e della civiltà. Attorno ruota un’umanità altrettanto degradata e marginale, cinica, diffidente e povera, fatta di uomini che ancora oggi troviamo nelle nostre metropoli, vicinissimi a noi eppure invisibili, ignorati e allontanati. ::::::::::IL TEATRO MANZONI S.P.A. P R O G R A M M A - Stagione Teatrale 2009-2010 Dal 6 ottobre al 1 novembre PAOLO FERRARI ANDREA GIORDANA “Un ispettore in casa Birling” di John Boynton Priestley con CRESCENZA GUARNIERI Regia di Giancarlo Sepe --------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 3 al 29 novembre ROSSELLA FALK LUCIANO VIRGILIO CLAUDIO BIGAGLI DANIELA PIPERNO “Est Ovest” Scritto e diretto da Cristina Comencini ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 1 dicembre al 3 gennaio GIANFRANCO JANNUZZO “Girgenti amore mio…” di Gianfranco Jannuzzo e Angelo Callipo Regia di Pino Quartullo ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 5 al 31 gennaio MASSIMO DAPPORTO BENEDICTA BOCCOLI “L’Appartamento” di Billy Wilder e I. A. L. Diamond Adattamento di Edoardo Erba e Massimo Dapporto Regia di Patrick Rossi Gastaldi ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 2 al 28 febbraio CATERINA MURINO PAOLO CALABRESI PIETRO SERMONTI “Dona Flor e i suoi due mariti" liberamente tratto dal romanzo di Jorge Amado con VALERIA D’OBICI Regia e drammaturgia di Emanuela Giordano ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 2 al 28 marzo GIANFELICE IMPARATO LUISA RANIERI “L’Oro di Napoli” dai racconti di Giuseppe Marotta Adattamento teatrale di Armando Pugliese e Gianfelice Imparato con VALERIO SANTORO Musiche di scena di NICOLA PIOVANI Regia di Armando Pugliese ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 30 marzo al 2 maggio ZUZZURRO e GASPARE “Rumors” di Neil Simon Regia di Massimo Chiesa ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 4 al 30 maggio MASSIMO VENTURIELLO e TOSCA “La strada” di Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi Dramma con musiche tratto dal film di Federico Fellini Regia di Massimo Venturiello ABBONAMENTI IN VENDITA FINO AL 25 OTTOBRE ABBONAMENTI A POSTO FISSO E A POSTO LIBERO A 8 SPETTACOLI – PREZZI DA € 180,00 A € 240,00 |
| GIOVEDI’ 14 MAGGIO - ORE 18.00 presso MONDADORI MULTICENTER DUOMO – P.zza Duomo, 1 CACA CORRADO TEDESCHI e DEBORA CAPRIOGLIO presentano L’ANATRA ALL’ARANCIA di William Douglas Home e Marc Gilbert Sauvajon trad. e adatt. Nino Marino, Ennio Coltorti, Antonia Piccolo per la regia di ENNIO COLTORTI in scena al TEATRO MANZONI fino al 31 maggio 2009 Conduce l’incontro Daniele Soragni, giornalista di Tv Sorrisi e Canzoni “L’anatra all’arancia” è considerato un testo “sempreverde”, forse perché, oltre a essere una perfetta macchina drammaturgica, vi si ritrovano gli eterni temi dell’amore, della gelosia, della fedeltà (e dell’infedeltà) nell’ambito del nucleo familiare più antico e tradizionale: la coppia con figli. Quello però che lo distingue da altri testi simili, sta soprattutto nel modo in cui viene messa in scena la competitività nonché l’astuzia e l’energia che si è capaci di mettere in campo quando si ama e si vuol riuscire, ad ogni costo, a tenere il compagno/a accanto a sè. Gilberto e Lisa, due coniugi con figli, sposati da quindici anni, trascinano stancamente il loro matrimonio. Il marito trascura la moglie e lei finisce per innamorarsi di un giovane con l’aria da principe azzurro, con l’idea di rifarsi una vita. A questo punto, nel tentativo di riconquistarla, Gilberto inventa un copione esilarante: organizza un week-end pieno di sorprese invitando la sua bella segretaria e l’amante della moglie. Con una tattica apparentemente scombinata, ingaggia così una pittoresca e divertentissima lotta che coinvolgerà tutti i presenti. Nel cast diretto da Ennio Coltorti, oltre a Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio, i coniugi annoiati che il sospetto del tradimento risveglia da una vita di coppia forse un po’ troppo tranquilla, anche Mino Manni che interpreta l’affascinante Leopoldo Augusto Serravalle-Scrivia, in grado di far tremare le fondamenta del matrimonio Ferrari; Gloria Bellicchi, nel ruolo della sexy segretaria ingenua e bellissima, e la spumeggiante Gioietta Gentile, in quello della colf di famiglia, impicciona e ironica. Al Teatro Manzoni fino al 31 maggio 2009 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica Mondadori Multicenter Spazio Eventi – terzo piano Piazza Duomo, 1 Info tel. 02 4544110 |
| martedì 5 maggio avrà luogo la PRIMA
dello spettacolo L’ANATRA ALL’ARANCIA di William Douglas Home e Marc Gilbert Sauvajon traduzione e adattamento di Nino Marino, Ennio Coltorti e Antonia Piccolo interpretato da CORRADO TEDESCHI DEBORA CAPRIOGLIO per la regia di ENNIO COLTORTI Scene Andrea Bianchi/Forlani, costumi Rita Forzano, musiche Dino Scuderi, disegno luci Sergio Noè. Recite sino a domenica 31 maggio (feriali ore 20,45, domenica ore 15,30). Rosario Coppolino e Antonella Piccolo per Molise Spettacoli presentano L’ANATRA ALL’ARANCIA di William Douglas Home e Marc Gilbert Sauvajon, traduzione e adattamento di Nino Marino, Ennio Coltorti e Antonia Piccolo. Con CORRADO TEDESCHI (Gilberto Ferrari), DEBORA CAPRIOGLIO (Lisa Ferrari), Mino Manni (Leopoldo Augusto Serravalle-Scrivia), Gloria Bellicchi (Patrizia Bertini), Gioietta Gentile (Teresa). Regia ENNIO COLTORTI. Scene Andrea Bianchi/Forlani, costumi Rita Forzano, musiche Dino Scuderi, disegno luci Sergio Noè. “L’anatra all’arancia” è considerato, a ragione, un vero capolavoro del teatro cosiddetto “leggero”. Scritta da William Douglas Home e adattata poi liberamente dal celebre commediografo francese Marc Gilbert Sauvajon, ha sempre riscosso un notevole successo sia a Londra che a Parigi e, in seguito, anche nel nostro Paese. Questa edizione è prodotta da Rosario Coppolino e Antonella Piccolo per Molise Spettacoli per la regia di Ennio Coltorti, che ne ha curato la traduzione e l’adattamento insieme a Nino Marino e Antonia Piccolo. Costruita su un meccanismo comico di straordinaria efficacia che dà vita a un intreccio spassoso e frizzante e da un trentennio riscuote continui successi, “L’anatra all’arancia” continua a divertire platee teatrali e cinematografiche. Considerato un testo “sempreverde”, forse perché, oltre a essere una perfetta macchina drammaturgica, vi si ritrovano gli eterni temi dell’amore, della gelosia, della fedeltà (e dell’infedeltà) nell’ambito del nucleo familiare più antico e tradizionale: la coppia con figli. Quello però che lo distingue da altri testi simili, sta soprattutto nel modo in cui viene messa in scena la competitività nonché l’astuzia e l’energia che si è capaci di mettere in campo quando si ama e si vuol riuscire, ad ogni costo, a tenere il compagno/a accanto a sè. Quattro personaggi perfettamente scolpiti tra comicità e satira psicologica, più una divertentissima cameriera testimone dell’ipotetico e farsesco adulterio, animano una vicenda il cui esito è incerto fino alla fine della commedia. Gilberto e Lisa, due coniugi con figli, sposati da quindici anni, trascinano stancamente il loro matrimonio. Il marito trascura la moglie e lei finisce per innamorarsi di un giovane con l’aria da principe azzurro, con l’idea di rifarsi una vita. A questo punto, nel tentativo di riconquistarla, Gilberto inventa un copione esilarante: organizza un week-end pieno di sorprese invitando la sua bella segretaria e l’amante della moglie. Servendosi di una tattica apparentemente scombinata, ingaggia così, con un’avversaria al suo livello come Lisa, una pittoresca e divertentissima lotta che coinvolgerà tutti i presenti. Nel cast, oltre a Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio, nei panni di Gilberto e Lisa Ferrari, i coniugi annoiati che il sospetto del tradimento risveglia da una vita di coppia forse un po’ troppo tranquilla, anche Mino Manni che interpreta l’affascinante Leopoldo Augusto Serravalle-Scrivia, in grado di far tremare le fondamenta del matrimonio Ferrari. Inoltre troviamo Gloria Bellicchi, nel ruolo della sexy Patrizia Bertini, la segretaria ingenua e bellissima di Gilberto Ferrari, e la spumeggiante Gioietta Gentile in quello di Teresa, la colf di famiglia, impicciona e ironica. Le scene di Andrea Bianchi/Forlani e i costumi di Rita Forzano rispecchiano l'eleganza e la raffinatezza che caratterizzano la commedia, e insieme alle musiche originali di Dino Scuderi sono complementari a un adattamento che mette in risalto l’aspetto umano dei personaggi più che la facile risata che il tradimento ha sempre generato. Al Teatro Manzoni dal 5 al 31 maggio 2009 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica |
| GIOVEDI’ 2 APRILE - ORE 18.00 presso MONDADORI MULTICENTER DUOMO – P.zza Duomo, 1 per il ciclo "Gli incontri di Milano per lo Spettacolo" CACA GIUSEPPE PAMBIERI e DANIELA MAZZUCATO presentano TO BE OR NOT TO BE di Maria Letizia Compatangelo dal soggetto originale di Melchior Lengyel per il film “Vogliamo vivere” di Ernst Lubitsch con le canzoni di Nicola Piovani per la regia di ANTONIO CALENDA in scena al TEATRO MANZONI fino al 3 maggio 2009 Conduce l’incontro Antonio Calbi, Direttore del Settore Spettacolo del Comune di Milano “To be or not to be” è una commedia che Maria Letizia Compatangelo ha elaborato sulla base del soggetto originale dell’ungherese Melchior Lengyel, divenuto nel 1942 un film di successo di Ernst Lubitsch (“Vogliamo vivere”), ripreso quarant’anni dopo da un altro genio della comicità, Mel Brooks. Il regista Antonio Calenda ha selezionato un gruppo di 18 artisti di alta qualità: i ruoli principali saranno sostenuti dal bravissimo Giuseppe Pambieri e dall’affascinante Daniela Mazzucato che presta duttilità, talento e la sua splendida voce alle canzoni dello spettacolo, due delle quali firmate dal grande Nicola Piovani. È il 1939, Varsavia è asservita a Hitler, Ian e Maria sono i capocomici di una compagnia teatrale intenti a provare un testo non troppo velatamente antinazista di cui la censura impedisce la messinscena. Gli attori ripiegano su Amleto, ruolo che è il pallino di Ian, ma durante il lungo monologo di “To be or not to be” Maria si fa raggiungere in camerino da uno spasimante, giovane ufficiale dell’aeronautica, grazie al quale il mondo evanescente degli attori diviene fondamentale per giocare una serie di tiri contro gli oppressori. Commedia piena d’ironia e garbo, di battute irresistibili e intuizioni intelligenti, “To be or not to be” scrive, in termini leggeri e surreali, una dura satira contro il nazismo. Al Teatro Manzoni dal 31 marzo al 3 maggio 2009 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 chiusura per le festività pasquali dal 9 al 15 aprile 1 maggio riposo – recita straordinaria lunedì 20 aprile ore 20,45 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica Mondadori Multicenter Spazio Eventi – terzo piano Piazza Duomo, 1 Info tel. 02 4544110 |
| MERCOLEDI’ 18 MARZO - ORE 18.00 presso MONDADORI MULTICENTER DUOMO – P.zza Duomo, 1 per il ciclo "Gli incontri di Milano per lo Spettacolo" CACA LUCA BARBARESCHI e CHIARA NOSCHESE presentano IL CASO DI ALESSANDRO E MARIA curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo una commedia in due atti di Giorgio Gaber e Sandro Luporini con le musiche eseguite dal vivo dalla Marco Zurzolo Band per la regia di Luca Barbareschi in scena al TEATRO MANZONI fino al 29 marzo 2009 presentano LA NAVE FANTASMA Conduce l’incontro Antonio Calbi, Direttore del Settore Spettacolo del Comune di Milano Luca Barbareschi caleidoscopico e sorprendente per la sua perizia di rinnovarsi di volta in volta nei panni di regista, attore, cantante, riporta in scena, affiancato da un’attrice fuoriclasse e talentuosa come Chiara Noschese, un testo raro di un autore di culto come Giorgio Gaber: “Il caso di Alessandro e Maria” sottotitolo “curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo”. La commedia, scritta con l’inseparabile Sandro Luporini, fu messa in scena esclusivamente dallo stesso Gaber con Mariangela Melato nel 1982. Un piccolo musical da “camera”: dialogo intimo a due in bilico tra passato e presente, storia di un innamoramento trascorso e della devastazione che inevitabilmente le grandi passioni comportano. I due litigano, giocherellano, duettano sulle note della colonna sonora inedita del bravo musicista Marco Zurzolo, eseguita dal vivo dall’autore e la sua band, al ritmo di cover di canzoni riadattate di autori come Pino Daniele, Endrigo, Lauzi, Cotreau. Al Teatro Manzoni dal 3 al 29 marzo 2009 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica Mondadori Multicenter Spazio Eventi – terzo piano Piazza Duomo, 1 Info tel. 02 4544110 |
| (Naples, Italy 1962) Marco Zurzolo
graduated in Flute, in Jazz Composition and in Saxophone at the Conservatory
of Music in Naples. Over time, the saxophone has become his principal
instrument. During his career, he has had several different musical
experiences, collaborating with many Italian and international artist, among
these:Archie Shepp, Chet Baker, Solomon Burkes,Roscoe Mitchell, Van
Morrison, Billy Preston,Brian Ferry,Renaud-garçia Fons, Kocani Orkestar,
Rita Marley Don Moye and Art Ensemble of Chicago, Mike Minieri, Enrico
Pierannunzi, Marc Johnson (who collaborated in the 2005 CD “7 e mezzo”),
Ensemble Vocale di Napoli (Chor.Dir. Antonio Spagnolo: Officium Defunctorum,
Cristobal de Morales, arr. for Chorus and Sax Soprano soloist). Teacher of Jazz Saxophone in the Conservatory of Salerno. 2008 Director of the Festival Ischia Jazz. Since 1995 he started composing. Since then he published nine CDs, the tenth is in preparation and it will be published in July 2008 by EGEA publishing. His Cds are distributed all over Europe and Canada. He composed music for many cinema movies, theatre pieces and television. For his composition and his activity he was assigned many awards and prize, among the others “il premio qualità” of the Italian Minstry of Culture. Marco Zurzolo presents his projects in tours in Italy and abroad and has been invited to some of the most representative festivals: Umbria Jazz, Perugia, Italy, Festival International de Jazz de Montreal (Canada) (Indicated among the best concert by the reviewers of the“The Gazette” of Montreal), Opera House, Cairo and Alexandrian library, Alexandria, Egypt,Gipfel du Jazz, Freiburg, Germany, INNtoene Festival Jazz am Bauernhof, Diersbach Austria, (guest Roul de Souza) Festival Pomigliano Jazz (guest Don Moye), Pomigliano, Italy, Fête de la Musique, Paris, France, Jazz in Parco, Nocera (SA), Italy (Marco Zurzolo Ensenble with Art Ensemble of Chicago), Festival di Quebec, Canada, Stanser Musiktage, Stans, Swiss, Moods, Zurig, Swiss, Week of Italian Culture in Belgrado, Yugoslavia, 3rd Euro Jazz Festival, Athens, Greece, Week of Italian Culture, London, UK, Concert, Galleria Principe di Napoli, Italy guest Mike Minieri, Ischia Jazz Weekend (under the art direction of Umbria Jazz), Umbria Jazz Melbourne (Australia), Blue Note, New York (USA), Blue Note, Milano (Italia), Bayamo (Cuba), Charleston, SC USA, Euro Jazz Festival, Mexico City, Mexico, Guatemala City, Guatemala, Sevilla, Spain, Rocella Jonica, Italy, Monterrey, Mexico. |
| Noctivagus e Casanova Entertainment presentano Luca Barbareschi e Chiara Noschese Il caso di Alessandro e Maria Curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo Commedia in due atti di Giorgio Gaber e Sandro Luporini Musiche eseguite dal vivo dalla Marco Zurzolo Band sax Marco Zurzolo piano Antonino Armano contrabbasso Peppe Timbro chitarra Tony Miele batteria Leonardo De Lorenzo scene Massimiliano Nocente costumi Teresa Acone disegno luci Mario Esposito Regia Luca Barbareschi Piccolo Musical da “camera” per quattro grandi protagonisti. Luca Barbareschi caleidoscopico e sorprendente per la sua perizia di rinnovarsi di volta in volta nei panni di regista, attore, cantante, riporta in scena un testo raro di un autore di culto come Giorgio Gaber: “Il caso di Alessandro e Maria” sottotitolo “curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo”. La commedia scritta con l’inseparabile Sandro Luporini, fu messa in scena esclusivamente dallo stesso Gaber con Mariangela Melato nel 1982. Dialogo intimo a due in bilico tra passato e presente, storia di un innamoramento trascorso e della devastazione che inevitabilmente le grandi passioni comportano, ring del cuore per quei due che avevano vissuto “un amore smisurato e sciupato”. Inaspettate interazioni tra quotidianità e sogno trascendono e prendono corpo e voce con Luca Barbareschi nel ruolo di Alessandro tra il dilemma di “essere” o “esserci” e la Maria di Chiara Noschese “con la sua gioia di esistere e la sua tristezza di non essere in nessun posto”. Litigano, comunicano e non comunicano, punzecchiano, giocherellano, duettano, sulle note della colonna sonora inedita del bravo musicista Marco Zurzolo, eseguita dal vivo dall’autore e la sua band. Le scene sono di Massimiliano Nocente. I costumi di Teresa Acone. Luci di Mario Esposito. Un modo per restituire al pubblico un pezzo eclissato della straordinaria e vasta produzione gaberiana, un omaggio personale di Barbareschi all’amico Giorgio, una ricerca del regista-attore di ritornare a raccontarsi attraverso il privato, di volare oniricamente tra musica e parole, un reality love show, cantato, ballato, recitato. Poetico, confidenziale, comico, spietato. La personalissima visione della sfera affettiva di un intellettuale viscerale, anticonformista, libero, trasfigurata ed elaborata in versione scoppiettante e vitale, da un mattatore istrionico come Barbareschi, un’attrice fuoriclasse e talentuosa come la Noschese, ritmato da cover di canzoni riadattate di autori come Pino Daniele, Endrigo, Lauzi, Cotreau e nuove composizioni di Marco Zurzolo come “C’amor”, “Migranti, “ Tema di Giulia”. Nessun vintage teatrale quindi, bensì una rilettura meno intellettualistica e più scanzonata dell’universo dei sentimenti secondo Gaber alla maniera di Barbareschi, in un’originale partita a due orchestrata, per questo spettacolo-evento al debutto in prima nazionale al Teatro Manzoni di Milano. Al Teatro Manzoni dal 3 al 29 marzo 2009 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica Note di regia Dopo il Gattopardo e il suo forte segno politico, sentivo la pulsione di parlare del privato, di scandagliare la sfera dei sentimenti. Per questo ho scelto il testo di Gaber, una storia d’amore, interrotta ed eterna, furiosa e sublime. Uno spazio astratto, un luogo intimo per far librare la “parola”, per raccontare raccontandomi di Alessandro e Maria. Il sogno di un musicista, un pianoforte a coda, un testo di vita, un uomo e una donna che rievocano un amore profondissimo. La melodia accentua il racconto, svela parole e note, scava nei meandri dell’anima. Semplicemente ho usato le emozioni, ascoltato la voce del cuore, per regalarvi gli illimitati temi di una confessione, con l’aiuto fondamentale dei brani di Marco Zurzolo che si adattano perfettamente alla parola gaberiana. Ne è venuta fuori una storia autentica, come la vita. Un connubio perfetto, un lavoro di squadra fondamentale, con il valore aggiunto di una partner straordinaria, Chiara Noschese, che personalmente reputo una delle più brave attrici italiane. Luca Barbareschi La tournée 1 marzo Alessandria Teatro Comunale dal 3 al 29 marzo Milano Teatro Manzoni dal 31 marzo al 5 aprile Verona Teatro Nuovo 6 aprile Ivrea Teatro Giacosa 7 e 8 aprile Castiglione Teatro Comunale dal 15 al 17 aprile Pistoia Teatro Manzoni 18 e 19 aprile Jesi Teatro Pergolesi dal 21 al 26 aprile Torino Teatro Alfieri dal 28 aprile al 3 maggio Firenze Teatro La Pergola 5 maggio Asti Teatro Alfieri |
| GIOVEDI’ 5 FEBBRAIO - ORE 18.00 presso MONDADORI MULTICENTER DUOMO – P.zza Duomo, 1 per il ciclo "Gli incontri di Milano per lo Spettacolo" CACA CARLO GIUFFRE’ presenta IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ in scena al TEATRO MANZONI dal 3 febbraio al 1 marzo 2009 presentano LA NAVE FANTASMA Conduce l’incontro Antonio Calbi, Direttore del Settore Spettacolo del Comune di Milano Protagonista del “Sindaco del rione Sanità” è Antonio Barracano, riconosciuto dai meno abbienti in un quartiere popolare di Napoli come loro “Sindaco”, perché impegnato a proteggerli, a mettere pace con giustizia fra di loro senza ricorrere ai tribunali. Questa commedia fu scritta nel 1960. La camorra c’era anche cinquant’anni fa, ma aveva dei dogmi e delle regole. Non si toccavano donne e bambini, c’erano i capi quartieri come Campoluongo: il vero Sindaco del rione Sanità che ha ispirato Eduardo. L’autore costruisce un eroe che proprio con l’azione dimostra di non agire; crea un idolo polemico, propone un personaggio che in buona fede fa del male, un giusto che perpetua l’ingiustizia. Dopo aver affrontato numerose opere di Eduardo De Filippo, Carlo Giuffrè approda felicemente al “Sindaco del rione Sanità”. Sotto la sua direzione una numerosa Compagnia di ottimi interpreti trasferisce mirabilmente verosimiglianza ai personaggi. Una prova indimenticabile, come è stata definita dalla critica, sul filo del rigore e della misura che Carlo Giuffrè, alle soglie degli ottanta anni, affronta con straordinaria forza interpretativa in una perfetta fusione di generosità, risentimento e semplicismo in cui si iscrive il personaggio. Mondadori Multicenter Spazio Eventi – terzo piano Piazza Duomo, 1 Info tel. 02 4544110 |
| Martedì 3 febbraio alle ore 20,45 avrà
luogo la PRIMA dello spettacolo IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Eduardo De Filippo diretto e interpretato da CARLO GIUFFRE’ Musiche originali Francesco Giuffrè, scene e costumi Aldo Terlizzi. Recite sino a domenica 1 marzo (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30). La Diana Or.i.s. presenta IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Eduardo De Filippo. Con CARLO GIUFFRE’ (Antonio Barracano), PIERO PEPE (Arturo Santaniello), Antonella Lori (Immacolata), Massimo Masiello (Rafiluccio Santaniello), Gennaro Di Biase (Gennarino), Vincenzo Borrino (Vicienzo Cozzo), Roberta Misticone (Rita), Enzo Romano (Catiello), ALDO DE MARTINO (Pascale Nasone), e con ALFONSO LIGUORI (Fabio Della Ragione), Monica Maiorino (Armida), Benedetta Bottino (Geraldina), Geremia Longobardo (Amedeo), Vincenzo La Marca (O’ Palummiello), Danilo Della Calce (O’ Nait), Salvatore Felaco (Luigi), Stefania Aluzzi (Vicenzella). Musiche originali Francesco Giuffrè, scene e costumi Aldo Terlizzi. Regia CARLO GIUFFRE’. Protagonista del “Sindaco del rione Sanità” è Antonio Barracano, riconosciuto dai meno abbienti, dai diseredati in un quartiere popolare di Napoli come loro “Sindaco”, perché impegnato a proteggerli, a mettere pace con giustizia fra di loro senza ricorrere ai tribunali, dove, per la loro ignoranza e la loro povertà questa giustizia, forse, non l’avrebbero mai ottenuta. Parliamo quindi di un protettore: una specie di Robin Hood, toglieva ai ricchi per dare ai poveri. Questa commedia fu scritta nel 1960. La camorra c’era anche cinquant’anni fa, ma aveva dei dogmi, delle regole, dei principi. Non si toccavano donne e bambini, c’erano i capi quartieri come Campoluongo: il vero Sindaco del rione Sanità che ha ispirato Eduardo. Costui sembrava un aristocratico, gentile ed educato, alto di statura, asciutto, la schiena inarcata gli conferiva un’andatura regale. Eduardo, che lo conosceva, costruisce un eroe che proprio con l’azione dimostra di non agire; crea un idolo polemico, propone un personaggio che in buona fede fa del male, un giusto che perpetua l’ingiustizia. E’ sicuramente uno dei personaggi più complessi del suo Teatro. Di Antonio Barracano Eduardo dice: “E’ stato il mio ruolo preferito, è uno dei personaggi più interessanti che un attore possa desiderare”. Dopo aver affrontato numerose opere di Eduardo De Filippo, Carlo Giuffrè approda felicemente al “Sindaco del rione Sanità”. Sotto la sua direzione una numerosa Compagnia di ottimi interpreti trasferisce mirabilmente verosimiglianza ai personaggi. Una prova indimenticabile, come è stata definita dalla critica, sul filo del rigore e della misura che Carlo Giuffrè, alle soglie degli ottanta anni, affronta con straordinaria forza interpretativa in una perfetta fusione di generosità, risentimento e semplicismo in cui si iscrive il personaggio. Un successo di pubblico che da due anni si rinnova ad ogni replica, tanto da valere allo spettacolo l’assegnazione del Biglietto d’Oro per aver registrato il più alto numero di spettatori. Al Teatro Manzoni dal 3 febbraio al 1 marzo 2009 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica __________ La critica ha scritto: “Giuffrè offre una prestazione indimenticabile. Tale impronta di assolutezza la trasferisce, da regista all’intera messa in scena che regola da un gran mangiafuoco in tutte le parti , trasferendo altresì la propria forza interpretativa a tutti i componenti del cast…da non perdere” (Rita Sala – Il Messaggero) “…Sotto la sua direzione impeccabile i molti personaggi (ben diciotto interpreti , un vero lusso oggigiorno) si spiegano e si piegano con mirabile verosimiglianza: Giuffrè ha accorpato i primi due atti lasciati nella loro integrità in circa due ore che volano via in un momento….Magnifico spettacolo” (Masolino D’Amico – La stampa) “La straordinaria prova che sul filo del rigore e della misura Carlo Giuffrè fornisce in quanto attore: il suo Sindaco diventa il frutto di una strategia espressiva che attinge come doveva la perfetta fusione di generosità, risentimento e semplicismo in cui s’iscrive il personaggio. …in definitiva davvero credo che occorra ringraziarlo Carlo Giuffrè, poiché ben oltre lo spettacolo in se ci ha dato una lezione di anticonformismo. E lo sa l’ iddio del teatro se in questa città simili lezioni servano” (Enrico Fiore – Il Mattino) “.. questo grande attore (ma non meno sapiente regista) alla soglia dei suoi 80 anni ha compiuto una trasformazione meravigliosa: egli ha superato il maestro …Carlo è un attore apollineo, pacato, il cui pathos appare riassorbito nella sapienza della vita, negli anni che gli è toccato vivere…inutile che dica quanto mirabili siano gli attori (in specie Piero Pepe, Aldo de Martino, Roberta Misticone) che recano lo spettacolo alla sua indiscutibile eccellenza” (Franco Cordelli - Corriere della sera) Note di regia Dopo “La fortuna con l’effe maiuscola”, “Non ti pago”, “Le voci di dentro”, “Napoli milionaria” e “Natale in casa Cupiello”, è arrivato “Il Sindaco del Rione Sanità” e ne sono felice. Il protagonista della commedia Antonio Barracano era riconosciuto dai meno abbienti, dai diseredati in un quartiere popolare di Napoli come loro “Sindaco” perché si era impegnato a proteggerli, a mettere pace con giustizia fra di loro senza ricorrere ai tribunali, dove, per la loro ignoranza e la loro povertà, non avendo “Santi in Paradiso” questa giustizia, forse, non l’avrebbero mai ottenuta. Era quindi il protettore, una specie di Robin Hood, toglieva ai ricchi per dare ai poveri. Anche questa volta Eduardo aveva previsto tutto; come in “Napoli milionaria” Gennaro Jovine dice a quelli che credono di godersi la libertà “…perché la guerra è finita è finito tutto!” “ No, voi vi sbagliate… la guerra non è finita… non è finito niente”. Lo diceva al finale del secondo atto della commedia scritta nel 1945. Oggi, dopo più di sessant’anni possiamo forse dire che la guerra è finita? No, purtroppo. E così avviene nel Sindaco del Rione Sanità: l’autore fa dire al personaggio del dottore Fabio della Ragione (sempre in polemica col protagonista) “Voi vi sbagliate, mentre vi adoperate a mettere pace con giustizia, gli ignoranti continuano ad ammazzarsi come tanti conigli, come potete pretendere di portare a termine un’impresa così sproporzionata e assurda?” Questa commedia fu scritta nel 1960 e dopo quasi cinquant’anni è forse terminata l’assurda impresa? No, purtroppo. La camorra c’era anche cinquant’anni fa, ma aveva dei dogmi, delle regole, dei principi. Non si toccavano donne e bambini, c’erano i capi quartieri come Campoluongo, il vero sindaco del Rione Sanità che ha ispirato Eduardo. Io stesso l’ho conosciuto, sembrava un aristocratico, gentile ed educato. Giravo un film a Napoli negli anni ’50 con Giacomo Rondinella e Maria Fiore, ci invitò alla Sanità per la festa del quartiere. Rondinella cantava, io recitavo qualche poesia “Se avete bisogno di qualunque cosa, fatemelo sapere” ci disse salutandoci. Qualche giorno dopo ad un attore nostro amico rubarono il borsello, lo chiamai, glielo dissi, “Dov’è successo?” “A Santa Lucia” risposi, “Non è zona mia, ma provvederò”. Dopo mezz’ora fu consegnato il borsello. E forse anche l’attore proprietario del borsello avrà detto (come dice un personaggio della commedia al I atto) “Questo è un Santo”. Eduardo descrive un personaggio che non gli assomiglia fisicamente. I settantacinque anni dell’uomo sono invidiabili, è alto di statura, sano, asciutto, la schiena inarcata gli conferisce un’andatura regale. Eduardo lo conosceva, lo riceveva in camerino al Teatro Politeama o al San Ferdinando. “Disturbo?” “Accomodatevi”, si metteva seduto sempre con la mano sul bastone. “Vulite na tazza e cafè?” “Volentieri”, poi se ne andava. E’ forse il primo dei suoi ossimori viventi (dice la Barzotti) Eduardo costruisce un eroe, proprio con l’azione dimostra di non agire, crea un idolo polemico, propone un personaggio che in buona fede fa del male, un giusto che perpetua l’ingiustizia. E’ sicuramente uno dei personaggi più complessi del suo Teatro. Di Antonio Barracano il sindaco del Rione Sanità Eduardo dice: “E’ stato il mio ruolo preferito, è uno dei personaggi più interessanti che un attore possa desiderare”. Oggi io metto in scena questa commedia, mentre Napoli vive la tragedia della criminalità, come Eduardo aveva previsto che sarebbe avvenuto. Ma Eduardo apre uno spiraglio alla speranza e fa dire, sempre a Fabio della Ragione (quando Barracano è convinto che con i suoi metodi abbiano termine le faide) “Le cose peggioreranno, usciranno i figli di don Antonio, i parenti di don Arturo, i compari, i comparielli, gli amici, i protettori e sarà una carneficina, una guerra, fino alla distruzione, però può darsi che da questa distruzione viene fuori un mondo migliore come lo sognava don Antonio meno rotondo, magari un poco più quadrato”. Questo speriamo tutti noi oggi e chissà che non si avveri, visto che Eduardo intuiva così bene gli avvenimenti futuri! Carlo Giuffrè |
| martedì 6 gennaio alle ore 20,45 avrà
luogo la PRIMA dello spettacolo MICHELINA commedia musicale di Edoardo Erba musica Federico Odling che vede impegnati come protagonisti MARIA AMELIA MONTI GIAMPIERO INGRASSIA regia di ALESSANDRO BENVENUTI Scene Tiziano Fario, costumi Massimo Poli, disegno luci Laura De Bernardis, aiuto regista Chiara Grazzini. Recite sino a domenica 1 febbraio (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30). TEATRO STABILE DI FIRENZE Maria Amelia Monti Giampiero Ingrassia in MICHELINA commedia con musiche testo Edoardo Erba regia Alessandro Benvenuti musiche Federico Odling scene Tiziano Fario costumi Massimo Poli luci Laura de Bernardis con Amerigo Fontani, Mauro Marino, Gianni Pellegrino, Anna Lisa Amodio Dalle risaie alle luci del palcoscenico: amore, passioni e miracoli, l’imprevedibile storia di una mondina lombarda Debutta in prima nazionale al Teatro Manzoni di Milano Michelina, con Maria Amelia Monti e Giampiero Ingrassia, per la regia di Alessandro Benvenuti. Un testo inedito scritto da Edoardo Erba che rappresenta un nuovo genere di commedia musicale: originale nell’ambientazione, imprevedibile nello sviluppo, con una grande comicità. Una commedia tutta italiana dove la creatività dell’autore nell’utilizzo della lingua, che in questa commedia è particolarmente ricca ed originale, si incontra con il talento degli attori rendendo così “Michelina” uno spettacolo unico. Siamo nel 1948. In Lomellina Arturo Bonavia, uno sgangherato cantante che gira le balere di terz’ordine, si ritrova senza soubrette, e viste le gambe di una bella mondina in mezzo alle risaie, la assume immediatamente. La donna si chiama Michelina, canta sguaiatamente, si muove male, ma ha il fisico giusto, e Arturo, con comico cinismo, le insegna a stare sul palcoscenico. In Vaticano hanno urgenza di proclamare santa suor Ercolina Corbella. Ma per fare un santo ci vogliono tre miracoli, e della suora se ne trovano a stento due. Il cardinal Dorigo un miracolo ce l’avrebbe: l’ha chiesto e ottenuto per il fratello una mondina lombarda (Michelina). Sarebbe perfetto se non fosse per un dettaglio: benché compaesana di suor Ercolina, la donna non ha invocato lei ma un'altra santa. Pur di velocizzare il processo, Dorigo decide di andare di persona in Lomellina a vedere se è possibile ottenere un piccolo… ritocco a questa versione. La libertà di Michelina, la sua disarmante ingenuità, l’ignoranza, la franchezza e l’umorismo involontario, la rendono irresistibile per chiunque, ma specialmente per il cardinal Dorigo, che tutto si aspettava tranne che la donna graziata fosse una soubrette del varietà. Lasciati soli per conversare del miracolo, Dorigo e Michelina camminano per i campi, si confidano, cantano, e quando cercano di sottrarsi a quanto sta avvenendo è tardi, si sono già innamorati. La reazione della gerarchia è immediata: Dorigo viene trasferito in Francia e Michelina, ricattata da Arturo che dal Vaticano ha ottenuto un’entratura per lo Jovinelli a Roma, sembra rassegnata a rinunciare. Ma quando di mezzo c’è una santa e c’è l’amore, i miracoli diventano possibili. Sostenuta da un umorismo contagioso e da un ritmo narrativo incalzante, Michelina è un modernissimo ritratto dell’Italia com’era, una commedia di sentimenti che avvince, commuove e diverte. Lo spettacolo è prodotto da Roberto Toni. Al Teatro Manzoni dal 6 gennaio al 1 febbraio 2009 Orari: feriali e 6 gennaio ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica |
| COMUNICATO STAMPA VENERDI’ 12 DICEMBRE ALLE ORE 18.00 GIANLUCA GUIDI, LORENZA MARIO, ENZO GARINEI E ALDO RALLI, PROTAGONISTI DELLO SPETTACOLO “FACCIAMO L’AMORE” SI RACCONTANO PRESSO IL MONDADORI MULTICENTER DI PIAZZA DUOMO. Gianluca Guidi, Lorenza Mario, Enzo Garinei e Aldo Ralli e tutta la compagnia incontrano il pubblico presso il Mondadori Multicenter di Piazza Duomo venerdì 12 dicembre 2008 alle ore 18.00 in occasione dello spettacolo “FACCIAMO L’AMORE” di Norman Krasna, presentato dalla Giglio Group Production, in scena presso il Teatro Manzoni di Milano. L’incontro è organizzato dal Teatro Manzoni di Milano, dove lo spettacolo ha debuttato il 2 dicembre e dove è attualmente in scena fino al 4 gennaio 2009 per la regia di Gianluca Guidi. “Facciamo l’amore” è una bellissima storia d’amore in cui si intrecciano comicità e romanticismo. Ambientata in teatro in una compagnia di artisti piena di talento, narra la storia di un miliardario che, durante le prove di uno spettacolo che mette alla berlina la sua figura, resta folgorato dalla protagonista. Spacciandosi per il sosia di se stesso ottiene la parte del miliardario per far colpo sulla ragazza che, inizialmente, si rivela refrattaria alla sua corte fino a quando scoprirà la verità, e accetterà la sua proposta di matrimonio. Una commedia che mostra il gioco del teatro quando si confonde con la realtà, arricchita dalle magiche atmosfere musicali create da Riccardo Biseo con le canzoni del grande Giorgio Calabrese, dalle coreografie da musical di Stefano Bontempi animate da sei ballerini. |
| SPETTACOLO “FACCIAMO L’AMORE” commedia musicale di Norman Krasna con GIANLUCA GUIDI, LORENZA MARIO ENZO GARINEI con la partecipazione di ALDO RALLI Al Teatro Manzoni dal 2 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 chiusura per le festività natalizie dal 22 al 28 dicembre 2008 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica SAN SILVESTRO 31 DICEMBRE 2008 Inizio spettacolo ore 20.45 precise All’intervallo rinfresco con buffet salato A mezzanotte brindisi con spumante, panettone e dolci Si festeggia con la partecipazione di attori,ballerine e musicisti della Compagnia BIGLIETTI Poltronissima € 85,00 + 8,00 di prevendita Poltrona € 65,00 + 6,00 di prevendita CAPODANNO 1 GENNAIO 2009 Inizio spettacolo ore 17.00 BIGLIETTI Poltronissima € 30,00 + 3,00 di prevendita Poltrona € 20,00 + 2,00 di prevendita |
| Martedì 2 dicembre alle ore 20,45 avrà
luogo la PRIMA dello spettacolo FACCIAMO L’AMORE di Norman Krasna adattamento di Massimiliano Giovanetti, Claudio Pallottini, Gianluca Guidi che vede impegnati come protagonisti GIANLUCA GUIDI LORENZA MARIO ENZO GARINEI con la partecipazione di ALDO RALLI regia di GIANLUCA GUIDI Direzione musicale Riccardo Biseo, scene Florenza Marino, testi delle canzoni Giorgio Calabrese, costumi Alessandro Bentivegna, coreografie Stefano Bontempi, disegno luci Valerio Tiberi. Recite sino a domenica 4 gennaio (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 – chiusura per le festività natalizie dal 22 al 28 dicembre). |
| Martedì 4 novembre alle ore 20,45 avrà
luogo la PRIMA dello spettacolo LA PAROLA AI GIURATI di Reginald Rose traduzione di Giovanni Lombardo Radice diretto e interpretato da ALESSANDRO GASSMAN Al Teatro Manzoni dal 4 al 30 novembre 2008 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica Teatro Stabile d’Abruzzo e Società per Attori Con il patrocinio di Amnesty International presentano ALESSANDRO GASSMAN in LA PAROLA AI GIURATI (Twelve Angry Men) di Reginald Rose traduzione di Giovanni Lombardo Radice scene Gianluca Amodio costumi Helga Williams musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi light designer Marco Palmieri sound designer Hubert Westkemper elaborazioni video Marco Schiavoni con Alessandro Gassman Manrico Gammarota Sergio Meogrossi Fabio Bussotti Paolo Fosso Nanni Candelari Emanuele Salce Massimo Lello Emanuele Maria Basso Giacomo Rosselli Matteo Taranto Giulio Federico Janni Regia di Alessandro Gassman La parola ai giurati (Dodici uomini arrabbiati) di Reginald Rose New York. 1950. È il 15 agosto e una giuria popolare composta da dodici uomini di diversa estrazione sociale, età e origini sono chiusi in camera di consiglio per decidere del destino di un ragazzo ispano-americano accusato di parricidio. Devono raggiungere l’unanimità per mandarlo a morte e tutti sembrano convinti della sua colpevolezza. Tutti ad eccezione di uno che con meticolosità e intelligenza costringe gli altri giurati a ricostruire nel dettaglio i passaggi salienti del processo e, grazie a una serie di brillanti deduzioni, ne incrina le certezze, insinuando in loro il principio secondo il quale una condanna deve implicare la certezza del crimine al di là di ogni ragionevole dubbio. Fra violenti contrasti, dubbi, ripensamenti ed estenuanti discussioni, l’unanimità sarà raggiunta e alla fine l’imputato verrà dichiarato non colpevole. Da questo dramma fu tratto un celeberrimo film diretto con grande maestria da Sidney Lumet ed interpretato in modo indimenticabile da Henry Fonda. L’interesse per il lavoro di regia è stato per me un naturale approdo, dopo più di venti anni di teatro militante in qualità di attore. Man mano che le mie sicurezze interpretative andavano consolidandosi, sentivo emergere e gradualmente rafforzarsi il desiderio di affrontare un progetto interamente mio. Ero dunque pronto ad affrontare un percorso all’interno di motivazioni più profonde e personali che avrebbero potuto toccare il cuore ed i sentimenti del pubblico; quel pubblico che fino ad oggi mi ha seguito e mi ha regalato teatri esauriti e il calore del suo affetto. Dopo due stagioni di successi con la mia prima regia, con la quale ho affrontato un autore ed un testo estremamente complessi quali sono Bernhard e la sua “Forza dell’abitudine”, ho inteso proseguire la mia ricerca affrontando un testo socialmente coinvolgente e profondamente ideologico, nonostante il suo impianto realistico, come è “La parola ai giurati” di Reginald Rose. Così come Bernhard mi aveva ispirato uno spettacolo ricco di aperture oniriche di grottesca comicità, Rose mi permette invece di entrare nelle varie e sfaccettate tipologie umane e caratteriali colte in una situazione claustrofobica nella quale emergono gli aspetti comportamentali più contraddittori. Ne “La parola ai giurati”, l’impianto drammaturgico si basa sullo svolgimento di un dramma giudiziario. Ciò che mi ha ispirato fin dalla prima lettura è la possibilità di portare alla luce i pregiudizi e le false certezze che caratterizzano il comportamento dei giurati e che affiorano nel momento in cui devono assolvere il compito più difficile per un uomo: quello di decidere della vita di un altro uomo. La vicenda è incentrata su due capisaldi del sistema giuridico anglosassone: la presunzione di innocenza e la dimostrabilità della sua colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio. In un’epoca in cui il mondo è afflitto da ideologie contrastanti che si nutrono di assolutismo e che spesso scadono a pregiudizi, il “ragionevole dubbio” è una preziosa arma di difesa. Alessandro Gassman |
| Martedì 7 ottobre alle ore 20,45 avrà
luogo la PRIMA dello spettacolo ADORABILI
AMICI |
| COMUNICATO STAMPA MITO SettembreMusica presenta Martedì 23 settembre ore 22 - Teatro Manzoni di Milano Giorgio Gaslini compositore e pianista Programma: Giorgio Gaslini Ritual, per due pianoforti Prima esecuzione assoluta 1. La nascita di Lucy 2. Eva nera dance I 3. Lucy scopre le stelle 4. Eva nera dance II 5. Il cacciatore 6. La grande madre 7. Eva nera dance III (Lucy estrema futura) Interludio – Piano Improvisations Peintres au café sonnant, per due pianoforti e un percussionista Prima esecuzione a Milano (Africa libera, Cristalli, Around about Miles) Giorgio Gaslini, pianoforte Paola Biondi, Debora Brunialti, duo pianisitco Maurizio Ben Omar, percussioni Curatore dei video da concerto Francesco Leprino Giorgio Gaslini, pianista, compositore, direttore d’orchestra milanese, musicista jazz di fama internazionale e attivo anche nella musica contemporanea – è autore di vari lavori sinfonici, opere e balletti – si presenta in questo concerto, martedì 23 settembre ore 22 al Teatro Manzoni di Milano, con una prima esecuzione assoluta del lavoro per due pianoforti Ritual. Ispirato al ritrovamento, nel 1974, dei più antichi resti della “prima donna della storia umana”, battezzata Lucy – con riferimento alla canzone Lucy in the sky with diamonds dei Beatles, Ritual racconta la nascita di Lucy, una leggenda che è divenuta storia dell’evoluzione femminile sino ai nostri giorni. È un percorso articolato in sette movimenti consequenziali, nei quali la musica evoca i suoi primi passi alla scoperta di una natura incontaminata come lei. Nell’Interludio sarà prorio Giorgio Gaslini ad essere al pianoforte per le Piano Improvisations, quasi una composizione istantanea che richiede al solista possesso pieno delle conoscenze culturali e tecniche del nostro tempo, oltre a una perfetta padronanza dello strumento. Il concerto si chiude con Peintres au café sonnant : “In un caffè immaginario si riuniscono per brindare otto pittori famosi che forse non si sono mai incontrati prima, o forse sì, mentre l’orchestrina del locale, un po’ in lontananza, suona spensieratamente. La nona sedia è per il pittore che verrà. A lui è dedicato il brindisi finale”. Appassionato da sempre di pittura, Gaslini ha cercato di interpretare nella forma musicale l’essenza più intima di otto pittori - Giacomo Balla, Antonio Ligabue, Lucio Fontana, Henri Matisse, Edward Munch, Joan Mirò, Francis Bacon, Jean Michel Basquiat - il loro profondo “suono poetico”. In questa composizione tutto è lieve e gioioso, in un clima brindante e sonante, deliziosamente surreale, che si riflette nelle preziose immagini video-filmiche di Francesco Leprino. Posto unico numerato € 10 Per informazioni: Biglietteria Mito Urban Center Galleria Vittorio Emanuele 11/12 telefono 02.36508343 (aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30) c.mitobiglietteria@comune.milano.it www.mitosettembremusica.it Biografie: Giorgio Gaslini, pianista, compositore, direttore d’orchestra milanese, musicista jazz di fama internazionale, ha al suo attivo più di tremila concerti e cento dischi, per i quali ha vinto dieci volte il premio della critica. Iniziatore di correnti musicali e portatore della musica ai giovani in scuole, università, fabbriche e ospedali psichiatrici ha tenuto concerti e partecipato a festival in oltre 60 nazioni. Attivo anche nella musica contemporanea, dopo aver conseguito sei diplomi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ha composto lavori sinfonici, opere e balletti rappresentati al Teatro alla Scala e nei maggiori teatri italiani. Le sue opere sono stampate da Universal Edition di Vienna e da Suvini & Zerboni – Classica di Milano. È stato titolare dei primi corsi di jazz nei Conservatori di “Santa Cecilia” di Roma (1972-1973) e “G. Verdi” di Milano (1979-1980), facendo conoscere una nuova generazione di talenti musicali e aprendo la strada all’ingresso ufficiale del jazz come materia di studio in tutti i conservatori italiani. Ha collaborato per le musiche di scena con i più prestigiosi registi di teatro e per la televisione. Per il cinema ha composto numerose colonne sonore: celebri le sue musiche per La Notte di Michelangelo Antonioni, premiata con il Nastro d’Argento, e per Profondo Rosso di Dario Argento. Grande successo europeo hanno ottenuto nel 1991 e 1995 le suite Pierrot Solaire e Skies of Europe con l’Italian Instabile Orchestra. Nel 1996 ha composto per il Teatro Romano di Verona Mister O, prima opera jazz della storia. Dal 1997 la casa discografia Soul Note sta pubblicando su CD la sua opera omnia. Nello stesso anno, con la sua donazione al Comune di Lecco di migliaia di dischi, libri, partiture originali, ha creato presso Villa Gomes il Fondo Musicale Gaslini inaugurato nel 2001, a disposizione di giovani musicisti e studiosi. Nel 2000 ha fondato la Proxima Centauri Orchestra, forte di 15 tra i migliori solisti italiani. Nel 2002 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il premio alla carriera: diploma e medaglia d’oro, riconoscimento riservato ai benemeriti della cultura e dell’arte. Nell’estate 2003 ha avuto grande successo con il progetto U (Ulisse) realizzato nel sito archeologico di Carsulae (Terni) con il suo quintetto, il trio del jazzista americano Uri Caine, il testo e l’interpretazione di Marco Paolini e la scenografia di Arnaldo Pomodoro. Nel 2006 l’etichetta olandese Mirasound ha pubblicato il CD della sua Sinfonia delle Valli per due orchestre e coro (150 esecutori) diretta da Lorenzo della Fonte. La Velut Luna ha realizzato il cofanetto di 5 CD con il suo Song Book, 100 canzoni con testi dell’autore. È autore dei libri Musica totale (Feltrinelli, 1975), Tecnica e arte del Jazz (Ricordi, 1982), Il tempo del musicista totale (Baldini e Castoldi, 2002). Paola Biondi e Debora Brunialti, duo pianistico Il loro legame artistico nasce sotto la guida di Lidia Baldecchi Arcuri con la quale si diplomano a Genova. Ottengono primi premi assoluti in diversi concorsi internazionali: “Città di Stresa”, “Rovere d’oro”, “Concorso Europeo di Moncalieri”. Decisivi nel loro percorso formativo sono stati l’incontro e lo studio con Massimiliano Damerini, Alfons Kontarsky al Mozarteum di Salisburgo, Dario de Rosa e Maureen Jones alla Scuola di Musica di Fiesole, Katia Labeque all’Accademia Chigiana di Siena. Il loro repertorio originale e innovativo propone, accanto ad autori classici, romantici e del primo Novecento, opere di G. Allevi, L. Berio, A. Corghi, H. Dufourt, G. Gaslini, G. Kurtág, G. Ligeti, G. Sollima, T. Takemitsu e F. Vacchi. Nel corso del 2005 hanno suonato a Mosca, nella storica sala Rachmaninov del Conservatorio Cˇajkovskij, e per i “Concerti del Quirinale” in diretta Euroradio 6 dalla Cappella Paolina di Roma, dove hanno presentato in prima assoluta la composizione It’s bis di Azio Corghi. Hanno inoltre eseguito in prima esecuzione assoluta Soleil de Proie di H. Dufourt alla palazzina Liberty di Milano. Hanno suonato a Parigi, Bruxelles, Birmingham, Sydney, Madrid, Buenos Aires, Santiago del Cile, Stavanger (Norvegia) e per importanti istituzioni italiane quali Accademia Chigiana, Amici della Musica di Firenze, Festival di Montepulciano, I Pomeriggi Musicali di Milano, Torino SettembreMusica, Associazione Alessandro Scarlatti, GOG, CIDIM. Collaborano con il compositore Azio Corghi insieme all’attore Sergio Bini (Bustric) e all’ensemble di percussioni Naqqâra di Maurizio Ben Omar nella realizzazione dello spettacolo Un Petit Train de Plaisir, che ha debuttato all’Accademia Chigiana. Con questa produzione hanno effettuato una tournée in Sud America ed in Albania organizzata dal Cidim, e sempre con questo spettacolo hanno inaugurato la stagione 2005 del Festival Pergolesi Spontini. Ancora con l’attore e interprete Sergio Bini hanno creato lo spettacolo Nuvolo e musica, che ha debuttato al Parco della Musica di Roma. Insieme alla coreografa Antonella Agati e alla compagnia di danza moderna Linea realizzano lo spettacolo @Aforismi. Hanno inciso per la Dynamic ed effettuato registrazioni per la Rai. Maurizio Ben Omar, percussioni Si é diplomato col massimo dei voti e la lode interessandosi contemporaneamente allo studio del pianoforte e della composizione. È stato timpanista e percussionista delle più importanti orchestre italiane, ha svolto intensa attività solistica e cameristica collaborando con prestigiosi ensemble, solisti e direttori: Claudio Abbado, Quartetto Arditti, P. Y. Artaud, Kees Boeke, Mario Brunello, Bruno Canino, Ensemble intercontemporain, Jill Feldmann, Andrea Lucchesini, Giuseppe Sinopoli, esibendosi in Europa, America, Africa e Oceania. Gli sono state dedicate composizioni da: Bussotti, Clementi, Corghi, Donatoni, Einaudi, Gorli, Manca, Melchiorre, Mosca, Sciarrino, Pisati, Solbiati, Taglietti; ha inoltre collaborato con Giacinto Scelsi. È titolare della cattedra di Percussione al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, nel quale ha formato allievi che hanno vinto concorsi nazionali e internazionali. Ha tenuto workshop e masterclass in Italia, Brasile, California e Australia. Ha inciso come solista per Ricordi, Bmg Ariola e Salabert. Nel 1984 ha fondato il gruppo di percussionisti Naqqâra. Francesco Leprino, curatore dei video da concerto Musicista, musicologo, organizzatore musicale, ha pubblicato dischi, volumi e saggi musicologici. Dal 1995 si occupa di audiovisione, tenendo corsi universitari (Università Bicocca di Milano), seminari, conferenze e soprattutto realizzando video antologici e sperimentali, documentari e film fra i quali segnaliamo: L’ascolto dell’immagine (1995, 120’), Clips und Klang (1998, 60’); …In cento ben pugnate battaglie… Verdi nel cinema! (2001, 100’); On Smoking! (2004, 12’); In casa mia v’aspetto! Mozart a Vienna (2005, 90’); Un gioco ardito. Dodici variazioni tematiche su Domenico Scarlatti (2006, 98’), Un secolo con Gillo Dorfles (2007, 55’). I due film su Mozart e Scarlatti sono stati presentati in prima milanese proprio al Teatro Dal Verme. Queste opere hanno avuto lusinghieri riscontri di critica e sono state selezionate in autorevoli festival, trasmesse da RaiUno, Raisat Cinema, Sky Classica e proiettate in prestigiose istituzioni in Italia, Germania, Danimarca, Spagna, Portogallo, Svezia, Canada e Stati Uniti. Recentemente, ha curato la scelta e il montaggio dei filmati del progetto Per 7 Michelangelo Antonioni – Giorgio Gaslini e le sue musiche per il film “La Notte” andato in scena al Teatro Dal Verme di Milano lo scorso 29 febbraio 2008. Sta lavorando al film Sul nome B.A.C.H. Contrappunti con l’Arte della Fuga e a un documentario su Enzo Jannacci. |
| COMUNICATO STAMPA MITO SettembreMusica presenta Mercoledì 17 settembre ore 17 - Teatro Manzoni di Milano Dowland Project in Romaria John Potter, tenore John Surman, sassofono, clarinetto basso, flauto dolce Milos Valent, violino e viola Jacob Heringman, liuto e chitarra Il Progetto Dowland nasce come tentativo di riscoprire l’essenza del canto rinascimentale partendo dalla percezione che un esecutore moderno ha di un repertorio lontano. L’idea di accostare interpreti di musica antica a musicisti jazz nell’esecuzione delle musiche di John Dowland venne al tenore John Potter e a Manfred Eicher della ECM Records: il primo risultato di questa ricerca fu il CD John Dowland: In Darkness Let Me Dwell uscito nel 1999. Nel concerto di mercoledì 17 alle ore 17 al Teatro Manzoni di Milano l’ensemble Dowland Project presenta Romaria – che in lingua portoghese significa Pellegrinaggio – terzo CD del gruppo, uscito a gennaio: a canzoni di trovatori e Minnelieder, da Got schepfer aller dingen, dello sconosciuto “Der Kanzler” e Der oben swebt, di Oswald von Wolkenstein, si affiancano brani come Veris dulcis e Dulce solum, contenuti nel manoscritto medievale noto con il titolo di Carmina Burana, canzoni popolari portoghesi e composizioni fiamminghe come Tu solus qui facis di Josquin Desprez, e il bellissimo Credo Laudate dominum di Orlando di Lasso. Questi brani, riletti con la sensibilità di musicisti come John Potter, John Surman, Milos Valent, Jacob Heringman, acquistano una veste musicale nuova, tanto da far apparire autori così lontani, nostri contemporanei. Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto. Per informazioni: Biglietteria MITO Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12 telefono 02.36508343 c.mitobiglietteria@comune.milano.it (aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30) www.mitosettembremusica.it Biografie: John Potter, tenore Ha iniziato la sua carriera di cantante con diversi ensemble come Swingle II, New London Consort ed Electric Phoenix. Dal 1984 al 1991 è stato membro dell’Hilliard Ensemble, con cui ha eseguito registrazioni per ECM Records (più di 150 registrazioni). Red Byrd, il gruppo che ha coodiretto col basso Richard Wistreich, ha inciso musica polifonica di Leonino per Hyperion e ha commissionato nuovi lavori a Nigel Osborne, Ivan Moody, John Surman e Jonathan Owen Clark. Il suo primo libro, Vocal Authority, è stato pubblicato dalla Cambridge University Press, per la quale ha successivamente licenziato il Cambridge Companion to Singing. I suoi insegnamenti alla York University riguardano tanto le musiche di Arvo Pärt e Veljo Tormis quanto la musica operistica del XIX secolo e il progressive rock. Con la soprano Anna Maria Friman ha eseguito e inciso musiche di Gavin Bryars e tenuto concerti di musica del Quattrocento con il Ciconia Ensemble. John Surman, sassofono, clarinetto basso, flauto dolce È una figura chiave di una generazione europea di musicisti che hanno espanso gli orizzonti del jazz a partire dagli anni ’60. La sua fama da multi strumentista – sassofono, clarinetto e pianoforte – è riflessa in Bluesand, registrato con la cantante jazz norvegese Karin Krog. Negli anni ’70 era attivo come compositore e alla fine del decennio avviò una collaborazione fertile e continuativa con ECM Records. Attualmente risiede a Oslo, lavora in tutta Europa, compone per organici classici convenzionali e corali: Proverbs and Songs, brano ampiamente eseguito, a partire dalla prima nella Cattedrale di Salisbury; una versione per orchestra da camera del fortunato Road to St Ives; due CD con quintetto d’archi, Coruscating e The Spaces in Between. Milos Valent, violino e viola È fondatore dell’orchestra Solamente Naturali, con sede a Bratislava. Dopo aver studiato con Bohdan Warchal all’Academy of Music and Dramatic Arts nella capitale slovacca, dal 1982 al 1998 ha suonato musica antica con il Musica Aeterna ensemble, spesso come solista. Incontrato Stephen Stubbs – con il quale si è esibito nel poco conosciuto repertorio per duo con liuto e chitarra – e il suonatore di viola da gamba e lirone Erin Headley, nel 1992 si è presentato ai maggiori festival, ha registrato con gli ensemble Tragicomedia, Teatro Lirico e Tiramisu. Solamente Naturali suonano musica che spazia dal XVII al XVIII secolo e del nostro tempo. Ha ridato vita a composizioni ormai dimenticate, incluse collezioni di musica da danza slovacca e una prima registrazione dei concerti di Joseph Umstatt. Come ospite principale del Musica Florea, di Praga, ha registrato le sinfonie di Dvoˇrák su strumenti originali dell’epoca. Jacob Heringman, liuto e chitarra Nato negli USA, ha studiato prima con Jakob Lindberg al Royal College of Music di Londra e successivamente con Pat O’Brien a New York. Stabilitosi in Inghilterra dal 1987, è suonato in tutto il mondo sia come liutista solo, sia con ensemble, inclusi The Rose Consort of Viols, Fretwork, Musicians of the Globe, The Kings Singers, The New London Consort, Virelai e The Dufay Collective. I suoi più recenti CD da solista sono The Siena Lute Book e la collezione Blame not My Lute; le sue esecuzioni si possono pure ascoltare in alcune colonne sonore di film hollywoodiani (i più recenti, Harry Potter III and Kingdom of Heaven), e occasionalmente in album di musica pop, come Travelogue di Joni Mitchell. |
| PRESENTAZIONE STAGIONE TEATRALE 2008-9 Quest’anno ricorre il trentennale dell’attuale gestione del Teatro Manzoni. Il cartellone della nuova stagione teatrale si caratterizza per l’equilibrio tra il versante della leggerezza e del divertimento, e quello dell’impegno e della riflessione, così da non deludere le attese e le aspettative del nostro variegato pubblico. L’inaugurazione è affidata a “Adorabili amici” per l’interpretazione di Ettore Bassi, Laura Lattuada, Alessandra Raichi e Massimiliano Vado, nei panni di due coppie che, durante un claustrofobico week-end, affrontano la verità dei loro rapporti di amicizia. Una trascinante commedia animata dall’inventiva regia di Patrick Rossi Gastaldi, già andata in scena a Parigi per molte repliche nella scorsa stagione col titolo originale di “J’aime beaucoup ce que vous faites”. L’autrice Carole Greep è una giovane francese che si rivelò come attrice al festival di Avignone nel 2002 per intraprendere subito dopo la riuscita sfida nel campo della drammaturgia. L’impegno civile è invece al centro del problematico testo di Reginald Rose “La parola ai giurati” da cui fu tratto l’omonimo film plurinominato agli Oscar e diretto nel 1957 da Sidney Lumet col magnifico Henry Fonda. Se ne conosce un rifacimento del 1997 con Jack Lemmon, mentre è di recente realizzazione col titolo “12” una versione di Nikita Mikhalkov che contiene nell’impianto alcuni flashback sul conflitto in Cecenia. Sarà Alessandro Gassman, nella duplice veste di attore e regista, a portare in scena la vicenda dei dodici giurati chiusi in camera di consiglio, chiamati a giudicare della sorte di un ragazzo ispano-americano accusato di parricidio. Uno di loro riesce con tenacia a debellare i pregiudizi e le false certezze dei suoi compagni di giuria. Dalla drammaturgia più impegnata si passa al genere brillante con “Facciamo l’amore” di Norman Krasna, una commedia musicale, divertente e romantica che narra del colpo di fulmine di un miliardario per una soubrette. Una bellissima storia d’amore ambientata nel mondo del teatro che mostra il suo fascino quando si confonde con la realtà. Protagonista e regista Gianluca Guidi, affiancato da Lorenza Mario e Enzo Garinei con la partecipazione di Aldo Ralli. Celeberrima l’edizione cinematografica del 1960 di George Cukor con Marilyn Monroe e Yves Montand in cui l’attrice canta “My heart belongs to daddy” di Cole Porter. Si prosegue con “Michelina” di Edoardo Erba, paradossale vicenda “anni Quaranta” ambientata nella Lomellina dell’immediato dopoguerra. La commedia è intitolata a una mondina-soubrette scelta da un disinibito cantastorie di strada per conquistare il disponibile pubblico maschile. Una storia “miracolosa” in cui è invischiato anche un cardinale romano. Interpretata da Maria Amelia Monti, Franco Castellano, Giampiero Ingrassia, con la sofisticata regia di Alessandro Benvenuti, questa commedia con musiche porta la firma di Edoardo Erba, uno dei commediografi più attivi e rappresentati nel complesso panorama teatrale italiano, formatosi alla scuola del Piccolo di Milano. Sarà Carlo Giuffrè ad assumere le sembianze dell’eduardiano “Sindaco del rione Sanità”, uomo riconosciuto dai meno abbienti di un quartiere popolare di Napoli come loro Sindaco, perché impegnato a proteggerli e a ottenere giustizia senza ricorrere ai tribunali. Tenuto a battesimo nel 1960 al Quirino di Roma dall’indimenticabile autore-attore, e vent’anni orsono impersonato da Turi Ferro in chiave palermitana con la regia di Antonio Calenda, è oggi ricondotto da Carlo Giuffrè all’originaria ambientazione della sua Napoli, osando confrontarsi con la personalità travolgente del concittadino e maestro. Luca Barbareschi, in coppia con Chiara Noschese, ridarà vita a “Il caso di Alessandro e Maria”, dialogo intimo, lieve e drammatico tra un uomo e una donna. Una ripresa significativa di un testo che nella stagione 1982-83 Giorgio Gaber con Sandro Luporini scrisse e interpretò debuttando trionfalmente al Regio di Parma con il decisivo apporto di una Mariangela Melato ai vertici del suo percorso interpretativo. Il sottotitolo “curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo” aiuta a capire l’imbarazzato ritrovarsi di due amanti passati dal fervore sentimentale al reciproco distacco, nell’incapacità di concedersi veramente all’amore. A seguire le struggenti e beffarde “Vite private” di Noel Coward, con Rupert Everett e Asia Argento, caratterizzate dai continui litigi amorosi di due coppie spregiudicate, i cui destini si intrecciano durante la luna di miele. Supportati dalla regia di Philip Prowse, i protagonisti si concedono al confronto con una galleria prestigiosa di grandi interpreti a cominciare dallo stesso autore-attore Noel Coward in scena con Laurence Olivier (1930), Renzo Ricci e Margherita Bagni (1932), Renzo Ricci e Eva Magni (1952), Paolo Ferrari, Ileana Ghione e Orso Maria Guerrini (1978), Marina Malfatti, Duilio Del Prete e Geppy Gleijeses diretti da Vittorio Caprioli (1985), fino a Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi (2002). In chiusura troviamo la riproposta della caustica “Anatra all’arancia”, una commedia che gode di un meccanismo comico perfetto, in cui l’adulterio si insinua nella tranquilla esistenza di due coniugi, interpretati da Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio. La regia è di Ennio Coltorti, impegnato a sfidare il ricordo nostalgico di Alberto Lionello e Valeria Valeri (1973) e quello più recente di Marco Columbro e Barbara De Rossi (1998). Popolare l’omonimo film di Luciano Salce con uno spassoso Ugo Tognazzi affiancato da Monica Vitti e Barbara Bouchet. La fortunata commedia, dal titolo originale “The secretary bird” scritta da William Douglas Home, manipolata con accenti comici dall’ingegnoso Marc Gilbert Sauvajon per le risorse sceniche di Jean Poiret e Geneviève Page, prese il nuovo titolo di “Le canard à l’orange”. Abbonamenti a otto spettacoli in vendita fino al 26 ottobre: a posto fisso da euro 228,00 a euro 240,00, a posto libero euro 180,00. Telefono 027636901 o numero verde 800914350. ------------IL TEATRO MANZONI S.P.A. P R O G R A M M A - Stagione Teatrale 2008-2009 Dal 7 ottobre al 2 novembre ETTORE BASSI LAURA LATTUADA ALESSANDRA RAICHI MASSIMILIANO VADO “Adorabili amici” di Carole Greep Regia di Patrick Rossi Gastaldi ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 4 al 30 novembre ALESSANDRO GASSMAN “La parola ai giurati” di Reginald Rose Regia di Alessandro Gassman ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 2 dicembre al 4 gennaio GIANLUCA GUIDI LORENZA MARIO ENZO GARINEI “Facciamo l’amore” di Norman Krasna con la partecipazione di ALDO RALLI Regia di Gianluca Guidi ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 6 gennaio al 1 febbraio MARIA AMELIA MONTI FRANCO CASTELLANO GIAMPIERO INGRASSIA “Michelina” commedia con musiche di Edoardo Erba Regia di Alessandro Benvenuti ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 3 febbraio al 1 marzo CARLO GIUFFRE’ “Il Sindaco del rione Sanità" di Eduardo De Filippo Regia di Carlo Giuffrè ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 3 al 29 marzo LUCA BARBARESCHI CHIARA NOSCHESE “Il caso di Alessandro e Maria” curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini Regia di Luca Barbareschi ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 31 marzo al 3 maggio RUPERT EVERETT ASIA ARGENTO “Vite private” di Noel Coward Regia di Philip Prowse ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 5 al 31 maggio CORRADO TEDESCHI DEBORA CAPRIOGLIO “L’anatra all’arancia” di William Douglas Home e Marc Gilbert Sauvajon Regia di Ennio Coltorti |
| MARTEDI’ 13 MAGGIO ALLE ORE 18.00
ROSSELLA FALK, MADDALENA CRIPPA E MARCO BALBI, PROTAGONISTI DELLO SPETTACOLO
“SINFONIA D’AUTUNNO” SI RACCONTANO PRESSO IL MONDADORI MULTICENTER DI PIAZZA
DUOMO. Rossella Falk, Maddalena Crippa e Marco Balbi incontrano il pubblico presso il Mondadori Multicenter di Piazza Duomo martedì 13 maggio 2008 alle ore 18.00 in occasione dello spettacolo “SINFONIA D’AUTUNNO” di Ingmar Bergman, presentato da Argot Produzioni, in scena presso il Teatro Manzoni di Milano. L’incontro, moderato da Alfonso Signorini, è organizzato dal settore spettacolo del Comune in collaborazione con il Teatro Manzoni di Milano, dove lo spettacolo ha debuttato il 6 maggio e dove è attualmente in scena fino al 25 maggio 2008 per la regia di Maurizio Panici. Eva e’ sposata con un pastore protestante,Viktor,insieme al quale abita nella canonica. Charlotte, la madre di Eva, è una pianista famosa e molto raramente fa visita alla figlia. Eva ha sollecitato con una lettera la madre a un nuovo incontro,atteso da lungo tempo. Charlotte arriva all’improvviso. Trentasei ore, tanto dura l’incontro tra Charlotte e Eva. Trentasei ore in cui l’autore scava nel rapporto tra le due donne:e sono parole di odio/amore, i sentimenti che hanno segnato l’intera relazione tra madre e figlia. Testimone degli eventi è il marito di Eva. Charlotte, la madre, in quelle ore parla delle proprie amarezze e solitudini, le svela alla figlia, lo fa forse per la prima volta senza difese, senza maschere. Anche Eva cerca di raccontarsi nelle sue difficoltà, ma le parole che escono non sono quelle giuste e il conflitto sembra non potersi risolvere, il perdono appare impossibile anche se il cordone ombelicale non si è mai spezzato: “non si finisce mai di essere genitori e figli”. “Sinfonia d’autunno” è e rimane una “storia d’amore” speciale tra due donne dipinte con crudezza e nitore da uno dei più grandi “esploratori” di sentimenti che il secolo scorso ci ha regalato. Naturale successore di August Strindberg, (non a caso si laurea in Storia della letteratura con una tesi su di lui) per la qualità della scrittura, per l’asprezza del dialogo, per le tematiche affrontate nella sua lunga carriera, Bergman non ci offre un finale consolatorio: tutto resta aperto, non è detto se le due donne si riconcilieranno. La scena concepita da Aldo Buti , l’interno di una canonica norvegese, con il suo nitore abbagliante, esalta ancora di più la notte in cui le due portano alla luce i fantasmi e le ombre del loro passato. Lo spazio è fermato nel tempo, scandito solo da luci che impietosamente traghettano le due protagoniste verso il culmine del loro incontro. Il mattino vedrà la partenza anticipata di Charlotte. |
| Milano, 21 aprile 2008
Martedì 6 maggio alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello
spettacolo |
| Fabrizio Celestini & Andrea Maia ATI IL SISTINA VENERDI’ 18 APRILE ALLE ORE 18.00 MAURIZIO MICHELI, BARBARA D’URSO, SANDRA MILO E IL CAST DELLO SPETTACOLO “IL LETTO OVALE” SI RACCONTANO PRESSO IL MONDADORI MULTICENTER DI PIAZZA DUOMO. Maurizio Micheli, Barbara d’Urso, Sandra Milo e gli altri attori protagonisti dello spettacolo incontrano il pubblico presso il Mondadori Multicenter di Piazza Duomo venerdì 18 aprile 2008 alle ore 18.00 in occasione dello spettacolo “IL LETTO OVALE” in scena presso il Teatro Manzoni di Milano. Moderatore dell’incontro sarà il giornalista e direttore responsabile della rivista settimanale Chi, Alfonso Signorini. L’incontro è organizzato dalla produzione dello spettacolo in collaborazione con il Teatro Manzoni di Milano, dove lo spettacolo ha debuttato l’8 aprile e dove è attualmente in scena fino al 4 maggio 2008 per la regia di Gino Landi. “Il Letto Ovale” è la versione italiana, rivista e attualizzata, di “Move over mrs Markham”, scritto negli anni Sessanta dai due londinesi John Chapman e Ray Cooney. Uno spettacolo esilarante e coinvolgente diretto magistralmente da Gino Landi. La storia è stata ambientata in Italia e ai giorni nostri, appunto in un salotto borghese di Milano. In un appartamento ristrutturato sopra gli uffici della casa editrice di Filippo ed Enrico, si ritrovano i due soci con le loro mogli, un eccentrico arredatore, una ragazza alla pari disinibita, un’operatrice di call center, un santone indiano ed una scrittrice bizzarra. L’intreccio è quello classico: due coppie a confronto, qualcuno sa qualcosa che l’altro non deve sapere, in una ci si tradisce e nell’altra no. Poi l’imprevisto fa scattare la peripezia. La pagina di una lettera caduta per caso da una borsetta creerà una serie di imbarazzanti equivoci, un gioco reso con brio, ma senza scadere mai nella volgarità. Giovanna, moglie fedele di Filippo, si troverà al centro di un intreccio di tradimenti di cui diverrà l’inconsapevole vittima. Ma a tanta frenesia, eccitazione e follia, in una serie di esilaranti colpi di scena, seguirà la resa dei conti finale dove, come in ogni commedia che si rispetti, trionferà la verità. Molto abilmente Gino Landi innesta sull’impianto drammaturgico di base gli stilemi che appartengono al nostro varietà. In scena un Maurizio Micheli, che qui entra nei panni di Filippo Branca, personaggio timido, pigro e un po’ trasandato, con atteggiamenti e movimenti che disegnano il tipo senza calcare troppo la mano sullo stereotipo. Accanto a lui una brillante Barbara d’Urso che, con il suo ruolo di moglie, mostra tutto il suo talento e la sua verve capaci di divertire ed affascinare lo spettatore. Con loro Sandra Milo, divertentissima nel ruolo di Sveva Sanfelice, svagata, ma comica scrittrice di favole per bambini; Pierluigi Misasi (nei panni di Enrico) che tratteggia un esilarante “fedifrago” che ha nei tempi e nella napoletanità i suoi punti di forza; Lisa Angelillo (la moglie di Enrico) una donna trascurata che decide di vivere l’ebbrezza e la follia del tradimento; Alessandro Marrapodi (l’arredatore di interni), divertentissimo nella sua eccessiva e comica esagerazione. Completano il cast Adriano Evangelisti, che disegna abilmente un nostrano santone indiano, Lusiana Pedroso (la cameriera) e Valeria Brambilla (l’operatrice di call center). |
| IL LETTO OVALE di John Chapman e Ray Cooney che vede impegnati come protagonisti MAURIZIO MICHELI BARBARA D’URSO con la partecipazione di SANDRA MILO per la regia di GINO LANDI Musiche di Pino Perris, costumi di Vera Cozzolino, scene di Gianluca Amodio. Recite sino a domenica 4 maggio. In occasione del debutto, lunedì 7 aprile alle ore 13,00 nel foyer del teatro si terrà una conferenza stampa di presentazione dello spettacolo. La Sua presenza sarà particolarmente gradita. Cordiali saluti. L'Ufficio Stampa Rita Cicero Santalena Al Teatro Manzoni dall’8 aprile al 4 maggio 2008 Orari: feriali ore 20,45 – lunedì 21 aprile ore 20,45 domenica ore 15,30 1 maggio riposo Biglietto: Poltrona € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica Fabrizio Celestini & Andrea Maia ATI Il Sistina presentano MAURIZIO MICHELI e BARBARA d’URSO in IL LETTO OVALE di John Chapman e Ray Cooney con Pierluigi Misasi Lisa Angelillo Adriano Evangelisti Lusiana Pedroso Valeria Brambilla e con Alessandro Marrapodi e la partecipazione di SANDRA MILO Musiche Pino Perris Scene Gianluca Amodio Costumi Vera Cozzolino Regia GINO LANDI Traduzione e adattamento di Fabrizio Celestini, Andrea Maia, Gino Landi, Maurizio Micheli Basati sulla traduzione di Maria Teresa Petruzzi “Il Letto Ovale” è la versione italiana, rivista e attualizzata, di “Move over mrs Markham”, scritto negli anni Sessanta dai due londinesi John Chapman e Ray Cooney e prodotta da Fabrizio Celestini & Andrea Maia e Il Sistina. Uno spettacolo esilarante e coinvolgente diretto magistralmente da Gino Landi, da sempre apprezzato per le sue regie teatrali e televisive. Dalla sua regia affiora un sorriso leggero e anche un po’ compiaciuto di fronte a uno stile di vita particolare, preoccupato soprattutto per le nuove tende da abbinare al tappeto del salotto. La storia è stata ambientata in Italia e ai giorni nostri, appunto in un salotto borghese di Milano. In un appartamento ristrutturato sopra gli uffici della casa editrice di Filippo ed Enrico, si ritrovano i due soci con le loro mogli, un eccentrico arredatore, una ragazza alla pari disinibita, un’operatrice di call center, un santone indiano ed una scrittrice bizzarra. L’intreccio è quello classico: due coppie a confronto, qualcuno sa qualcosa che l’altro non deve sapere, in una ci si tradisce e nell’altra no. Poi l’imprevisto fa scattare la peripezia. La pagina di una lettera caduta per caso da una borsetta creerà una serie di imbarazzanti equivoci, un gioco reso con brio, ma senza scadere mai nella volgarità. Giovanna, moglie fedele di Filippo, si troverà al centro di un intreccio di tradimenti di cui diverrà l’inconsapevole vittima. Ma a tanta frenesia, eccitazione e follia, in una serie di esilaranti colpi di scena, seguirà la resa dei conti finale dove, come in ogni commedia che si rispetti, trionferà la verità. Molto abilmente Gino Landi innesta sull’impianto drammaturgico di base gli stilemi che appartengono al nostro varietà. In scena un Maurizio Micheli (già presente recentemente nella memoria del pubblico come protagonista insieme a Sabrina Ferilli de “La Presidentessa”) che qui in un attimo entra nei panni di Filippo Branca. Un personaggio timido, pigro e un po’ trasandato, con atteggiamenti e movimenti che disegnano il tipo senza calcare troppo la mano sullo stereotipo. Accanto a lui una brillante Barbara d’Urso che con il suo ruolo di moglie, in due ore di spettacolo, mostra tutto il suo talento e la sua verve capaci di divertire ed affascinare lo spettatore. Due personaggi, due temperamenti ma una sola, innata classe: i due funzionano, insieme, simpaticamente, con spigliatezza e versatilità espressiva. Con loro in scena Sandra Milo, divertentissima nel ruolo di Sveva Sanfelice (un riferimento alla Sveva Casati Modigliani?), una svagata, ma comica scrittrice di favole per bambini; Pierluigi Misasi (nei panni di Enrico) che tratteggia un esilarante “fedifrago” che ha nei tempi e nella napoletanità i suoi punti di forza; Lisa Angelillo (la moglie di Enrico) una donna trascurata che decide di vivere l’ebbrezza e la follia del tradimento; Alessandro Marrapodi (l’arredatore di interni), divertentissimo nella sua eccessiva e comica esagerazione. Completano il cast Adriano Evangelisti, che disegna abilmente un nostrano santone indiano, Lusiana Pedroso (la cameriera) e Valeria Brambilla (l’operatrice di call center). Note di Regia di Gino Landi La messa in scena di questo testo di Ray Cooney e John Chapman, il primo già autore delle fortunatissime “Taxi a due piazze” e “Se devi dire una bugia dilla grossa”, è un piacevolissimo pretesto per ridere in un momento in cui non è facile ridere e farci ridere; ridere senza cadere mai nella volgarità che quotidianamente ci circonda; ridere di equivoci che ancora oggi coinvolgono, colpiscono per la loro tipicità, datata ma sempre attuale. Il testo è una macchina quasi perfetta nella quale i personaggi si muovono a loro agio, con la comodità che nasce da una scrittura totalmente legata alla rappresentazione teatrale; l’adattamento ha cercato di attualizzare tutti quei riferimenti che al giorno d’oggi risultano desueti, vedi l’uso del telefono. Il piacere di aver costruito questo spettacolo con un cast eccellente, sempre pronto a seguire ed a suggerire elementi nuovi, mi hanno permesso di lavorare con grande divertimento, divertimento che auguro ad ogni spettatore. La Tournée 3 e 4 novembre BARI Teatro Team 5 novembre TARANTO Teatro Orfeo Dal 9 al 18 novembre NAPOLI Teatro Augusteo Dal 22 al 25 novembre CATANIA Teatro Metropolitan Dal 4 al 31 dicembre ROMA Teatro Sistina 3 e 4 gennaio ASSISI Lyrick Theatre Dal 7 al 9 SEREGNO Teatro San Rocco Dal 10 al 13 gennaio MONZA Teatro Manzoni 15 gennaio ARCORE Teatro Nuovo 16 gennaio GARBAGNATE Teatro Comunale 17 gennaio CASSANO M. Teatro Auditorio Dal 18 al 20 gennaio SARONNO Teatro Giuditta Pasta 21 e 22 gennaio LOCARNO Teatro di Locarno 24 gennaio CASTIGLIONE 25 gennaio CONCOREZZO 26 e 27 gennaio SAN REMO Teatro Ariston Dall’8 aprile al 4 maggio MILANO Teatro Manzoni |
| AL TEATRO MANZONI dal 4 marzo al 6 aprile 2008 Orari: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 chiusura per le festività pasquali dal 20 al 26 marzo Biglietto: Poltrona € 32,00 da martedì a venerdì - € 34,00 sabato e domenica Hurlyburly produzioni – Alien produzioni presentano IL DUBBIO di JOHN PATRICK SHANLEY (Premio Pulitzer 2005) traduzione FLAVIA TOLNAY adattamento MARGARET MAZZANTINI con STEFANO ACCORSI ( Padre Flynn) LUCILLA MORLACCHI ( Suor Aloysia) NADIA KIBOUT (Signora Muller) ALICE BACHI (Suor James) scene di Antonella Conte costumi di Isabella Rizza disegno luci di Raffaele Perin (A.I.L.D.) regia di SERGIO CASTELLITTO SINOSSI 1964 Parrocchia nel Bronx. Padre Flynn (Stefano Accorsi), prete cattolico, tiene un sermone domenicale ai suoi fedeli. Egli è giovane, appassionato, finalmente sembra qualcuno vicino alle anime dei suoi parrocchiani, li capisce, è parte della grande famiglia. Ma tanta "modernità" si scontrerà con forza con la Direttrice della Scuola Parrocchiale, Suor Aloisia (Lucilla Morlacchi), la quale sospetta il prete di aver abusato sessualmente di un allievo, guarda caso l'unico ragazzino di colore. Lo accuserà e ne chiederà l'allontanamento. Testimone involontario, ed anche a malincuore, poiché ammira padre Flynn (un nome di famiglia operaia irlandese) sarà la giovane insegnante Suor James (Alice Bachi), che ha colto il ragazzino Muller all'uscita di un incontro con il prete, con l'alito che sa di alcool. Suor James svolge il suo lavoro con gli allievi con abnegazione e passione, qualità non condivisa dalla "dura" Direttrice, che la invita ad essere più attenta alla sua salute morale e a quella dei suoi allievi. Il conflitto-scontro fra questi personaggi-titani porterà lo spettatore a sperimentare "il dubbio", a credere ora all'innocenza, ora alla colpevolezza del prete, difeso addirittura dalla madre del ragazzo (Nadia Kibout), che, in ogni caso senza voler approfondire la natura del rapporto con suo figlio, apprezza l’"interesse" di un prete bianco per suo figlio nero. Conflitto, ipocrisia, colpi bassi, un testo costruito con appassionata suspance, quasi fosse un'inchiesta. NOTE DI REGIA DUBBI IN BIANCO E NERO John Patrick Shanley comincia a scrivere “Il dubbio” nel 2002 (pubblicato nel 2004), un anno dopo la tragedia delle Torri Gemelle, (11 settembre 2001) e ambienta la storia in una scuola parrocchiale del Bronx nel 1964, un anno dopo la morte di J.F.Kennedy, (22 novembre 1963). Il nesso drammaturgico e psicologico dell’autore e del cittadino Shanley mi sembra interessante. E’ un America, (leggi umanità), che ha perduto padri e certezze. Un popolo, una comunità che cammina sul bordo di una paurosa assenza. E’ questo il senso più profondo di questo testo lucidissimo eppure denso di pietà costruito su una drammaturgia classica eppure attualissima grazie al “pretesto” della storia: una vecchia religiosa sospetta un giovane prete che insegna nella scuola dove lei è direttrice, di aver molestato l’unico ragazzino di colore (leggi “negro”) dell’istituto. Pedofilia, fede, verità, dubbio, purezza, paura, resurrezione. Queste sono le parole, questi sono i temi che compongono la straordinaria suspence emotiva del testo. Un testo dove non ci sono suore e preti ma uomini che fanno i preti e donne che fanno le suore. Dietro quell’abito bianco e nero che è insieme scudo e gabbia, si agitano esseri umani che cercano una via di uscita dalla trappola dei loro desideri e dei loro sospetti. Ogni scena, ogni dialogo è un autentico combattimento. Le armi sono l’intelligenza, la capacità, poco cristiana per altro, di manipolare l’avversario, di “stenderlo” o usarlo al servizio del proprio teorema. Vittime e carnefici in questa storia si scambiano i ruoli continuamente, perché le parole, le accuse, sono di ferro incandescente e lasciano segni sulla psiche di quel prete, di quelle suore. Eppure, come dicevo, la pietà, le improvvise dolcezze dello spirito, il desiderio, (autentico come la menzogna), di verità, di sentirsi accanto a Dio. Perché oltre il muro, incarnato in una rosa o magari in un pallone da basket c’è Dio, quel dito puntato come un giudizio e quelle formiche nere là sotto che brulicano, sperano, lavorano per la salvezza. “Che cosa facciamo quando non ci sentiamo sicuri?” questa è la prima battuta che Padre Flynn, il giovane prete protagonista dice ai fedeli durante il sermone della domenica. Si, che cosa facciamo quando tutto vacilla, quando la strada è perduta, l’illusione demolita? Che cosa facciamo, non l’11, ma il 12 settembre… Sergio Castellitto |
| Milano, 22 gennaio 2008 Abbiamo il piacere di comunicarLe che martedì 5 febbraio alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo IL DIVO GARRY di Noel Coward traduzione di Masolino D’Amico che vede impegnato come protagonista GIANFRANCO JANNUZZO con la partecipazione di DANIELA POGGI per la regia di FRANCESCO MACEDONIO Scenografie di Andrea Stanisci, costumi di Fabio Bergamo, musiche di Massimiliano Forza, disegno luci di Andrea Valentini. Recite sino a domenica 2 marzo (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30). La Contrada Teatro Stabile di Trieste presenta IL DIVO GARRY di Noel Coward, traduzione di Masolino D’Amico. Con GIANFRANCO JANNUZZO (Garry Essendine) con la partecipazione di DANIELA POGGI (Liz) e con Giovanni Boni (Fred), Paola Bonesi (Monica), Maria Serena Ciano (Miss Erickson e Lady Saltburn), Davide Calabrese (Morris), Adriano Giraldi (Henry), Alberta Izzo (Daphne), Mirko Soldano (Roland) e Danila Stalteri (Joanna). Scenografie di Andrea Stanisci, costumi di Fabio Bergamo, musiche di Massimiliano Forza e disegno luci di Andrea Valentini. Regia FRANCESCO MACEDONIO. Il 1° dicembre ha debuttato in prima nazionale “Il divo Garry”, la nuova produzione della Contrada-Teatro Stabile di Trieste, con Gianfranco Jannuzzo nel ruolo del protagonista e con la partecipazione di Daniela Poggi. Adattamento di Present laughter di Noël Coward (già presentato in Italia come L’allegra verità), “Il divo Garry” è una commedia brillante e sofisticata, incentrata sulla prorompente personalità di Garry Essendine, attore di successo che si avvia con qualche preoccupazione verso la mezza età. Bello e affascinante, ma capriccioso e viziato, Garry è attorniato da una corte di fedelissimi sudditi e di donne adoranti. Ecco quindi il nostro “divo” ritratto alla vigilia della partenza per un’importante tournée in Africa. Accudito dal fidato maggiordomo Fred e dalla sollecita governante Miss Erickson, Garry è costantemente protetto dal suo entourage, di cui fanno parte l’efficiente segretaria Monica, l’agente Henry e il produttore Morris, e da Liz, l’ex moglie di Garry, donna pratica e concreta che, pur avendolo lasciato anni prima, continua a prendersi cura di lui e della sua carriera artistica. Ogni volta lo difendono dalle pretese che lo assediano: quelle romantiche delle sue conquiste, prontamente rispedite a casa dopo una notte d’amore, e quelle artistiche di squinternati scrittori in erba, come l’eccentrico Roland Maule, anch’egli vittima a suo modo del fascino di Garry. In questo solido equilibrio tra Garry e i suoi angeli custodi si insinua, pericolosa e determinata, Joanna, moglie di Henry, amante in segreto di Morris e da sempre, anche lei!, innamorata di Garry. Joanna pare essere l’unica a comprendere chi sia il vero Garry Essendine, l’unica a giocare con lui ad armi pari. Ma non ha fatto i conti con Liz… La Contrada affronta questo allestimento come un classico. I lavori di Coward, il cui valore in Italia è tutto da riscoprire, sono stati interpretati da attori del calibro di Richard Burton, Laurence Olivier ed Elizabeth Taylor, e continuano ad essere rappresentati ovunque: Present laughter è uno dei grandi successi a Londra di questa stagione, tuttora in scena al National Theatre. Il Teatro stabile triestino continua dunque nella riscoperta di autori di grande rilievo, rivisitati alla luce della modernità, con un occhio attento al congegno teatrale, alla ricchezza delle trame e dei dialoghi. Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1939 dopo This happy breed (La famiglia Gibson, in italiano), Present laughter diventa parte di una trilogia sulla middle-class inglese che si completa nel ’41 con Spirito allegro. Lo stesso Coward interpretò Garry Essendine nella prima edizione dello spettacolo, determinandone il successo. Il ruolo del protagonista, con i suoi bellissimi monologhi e la levatura drammatica di certe scene, offre a chi lo interpreta uno dei personaggi più intensi della drammaturgia di Coward. Dirige questa nuova edizione della commedia, che si avvale della traduzione di Masolino D’Amico, Francesco Macedonio, fondatore e Direttore artistico della Contrada fin dal 1976. Il regista goriziano sottolinea le note brillanti e i temi più profondi del testo dandogli nuovo vigore. Riveste i panni del protagonista Gianfranco Jannuzzo, che con questo spettacolo inizia un rapporto di collaborazione con la Contrada di Trieste. L’affidabile e affascinante Liz ha invece il volto di Daniela Poggi, anche lei al primo lavoro con la compagnia della Contrada. Al Teatro Manzoni dal 5 febbraio al 2 marzo 2008 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltrona € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica |
| Martedì 8 gennaio alle ore 20,45 avrà
luogo la PRIMA dello spettacolo I DUE GEMELLI VENEZIANI di Carlo Goldoni che vede impegnato come protagonista MASSIMO DAPPORTO per la regia di ANTONIO CALENDA Scene di Pier Paolo Bisleri, costumi di Elena Mannini, ideazione luci di Sergio Rossi, musiche di Germano Mazzocchetti. Recite sino a domenica 3 febbraio (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30). |
| al TEATRO MANZONI di Milano fino al 6 gennaio è in scena GIULIANA DE SIO con GIULIO FORGES DAVANZATI in IL LAUREATO adattato da TERRY JOHNSON, basato sul romanzo di Charles Webb e sulla sceneggiatura cinematografica di Calder Willingham e Buck Henry per concessione di STUDIOCANAL - versione italiana di Antonia Brancati e Francesco Bellomo prodotto originariamente sulle scene di Londra e Broadway da John Reid e Sacha Brooks regia TEODORO CASSANO CALENDARIO RECITE CHIUSURA PER LE FESTIVITA’ NATALIZIE DAL 24 AL 30 DICEMBRE 2007 S. SILVESTRO 31.12.2007 ORE 20,00 precise INIZIO SPETTACOLO INTERVALLO BRINDISI + RICCO BUFFET ORE 22,45 TERMINE SPETTACOLO BIGLIETTO POSTO UNICO €. 70,00 CAPODANNO 1.1.2008 ORE 17,00 BIGLIETTO € 32,00 |
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___Martedì 4 dicembre alle ore 20,45 avrà luogo la
PRIMA dello spettacolo IL LAUREATO adattato da Terry Johnson basato sul romanzo di Charles Webb e sulla sceneggiatura cinematografica di Calder Willingham e Buck Henry per concessione di Studiocanal versione italiana di Antonia Brancati e Francesco Bellomo prodotto originariamente sulle scene di Londra e Broadway da John Reid e Sacha Brooks che vede impegnata come protagonista GIULIANA DE SIO con GIULIO FORGES DAVANZATI per la regia di TEODORO CASSANO Le scene sono di Carmelo Giammello, i costumi di Teresa Acone, la colonna sonora è di Renato Giordano con brani di Paul Simon e Art Garfunkel, light designer Stefano Pirandello. Recite sino a domenica 6 gennaio 2008 (feriali e 8 dicembre ore 20,45 - domenica ore 15,30 – 6 e 7 dicembre riposo - chiusura per le festività natalizie dal 24 al 30 dicembre). Francesco Bellomo e The Dreamers Productions presentano IL LAUREATO adattato da Terry Johnson, basato sul romanzo di Charles Webb e sulla sceneggiatura cinematografica di Calder Willingham e Buck Henry, per concessione di Studiocanal, versione italiana di Antonia Brancati e Francesco Bellomo, prodotto originariamente sulle scene di Londra e Broadway da John Reid e Sacha Brooks. Con GIULIANA DE SIO (Mrs Robinson), GIULIO FORGES DAVANZATI (Benjamin), con la partecipazione di Pietro De Silva (Mr Braddock), con Giuseppe Antignati (Mr Robinson), Paolo Gattini (Psicologo), Monica Guazzini (Mrs Braddock), Giusy Pepe (Ballerina), e con Alessia Cardella (Elaine). Scene Carmelo Giammello, costumi Teresa Acone, colonna sonora di Renato Giordano con brani di Paul Simon e Art Garfunkel, light designer Stefano Pirandello. Regia TEODORO CASSANO. “Il laureato” adattato da Terry Johnson, basato sul romanzo di Charles Webb e sulla sceneggiatura cinematografica di Calder Willingham e Buck Henry, è divenuto celebre grazie all’omonimo film con Dustin Hoffman. La versione italiana dello spettacolo è stata curata da Antonia Brancati e Francesco Bellomo. Protagonista, nei panni dell’indimenticabile personaggio della signora Robinson, Giuliana De Sio, che torna a teatro dopo il recentissimo successo televisivo di “Caterina e le sue figlie 2”. Nel ruolo del giovane laureato Benjamin troviamo l’emergente Giulio Forges Davanzati proveniente dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e scelto fra numerosi candidati; ad interpretare Elaine sarà Alessia Cardella, già fra gli interpreti a teatro di “Liolà” e “Il giorno della civetta” e in tv di “San Pietro”, mentre il noto caratterista Pietro De Silva, fra i protagonisti della fiction tv “Il Capo dei Capi”, sarà invece Mr Braddock. La storia racconta di Giudith Robinson, un’affascinante donna quarantenne, che mal sopporta il conformismo ancora imperante nel 1967 e si rifugia abitualmente nell’alcool per estraniarsi dalla claustrofobica realtà che la circonda. Anche il giovane Benjamin Braddock, rampollo di una ricca famiglia americana, è insofferente allo status in cui si ritrova a vivere e del tutto indifferente ai progetti che i suoi genitori hanno per lui. Alla grande festa organizzata in occasione della sua laurea, Benjamin, infastidito, preferisce isolarsi in una stanza: qui viene raggiunto dalla signora Robinson, moglie del capo di suo padre, che gli chiede di accompagnarla a casa sua dove tenta di sedurlo. Fra i due inizia una singolare relazione, che non ha nulla di sentimentale, ma è piuttosto un confronto fra solitudini, un rifugio, dove la differenza d’età ha ben poco valore. La natura anomala del rapporto vira, poi, verso l’assurdo quando Elaine, figlia dei Robinson, torna dal college e s’innamora, ricambiata, di Benjamin… La regia è firmata da Teodoro Cassano che ha già legato il suo nome ad alcuni successi teatrali degli ultimi anni come “Uno sguardo dal ponte” di A. Miller, “Fiori d’acciaio” di R. Harling e “Il treno del latte non si ferma più qui” di T. Williams. Lo scenografo è Carmelo Giammello, che vanta una decennale esperienza al Teatro Stabile di Torino, dove ha firmato numerosi bozzetti per il grande regista Luca Ronconi e ultimamente per Gabriele Lavia. Teresa Acone, la costumista, esperta professionista che spazia con la sua attività dal cinema al teatro, alla televisione, ha invece realizzato un “atelier” di costumi che rappresentano un autentico spaccato dell’epoca. La colonna sonora, con brani di Paul Simon a Art Garfunkel, è di Renato Giordano, autore, regista, musicista che vanta numerose esperienze anche in ambito cinematografico. Stefano Pirandello, il direttore della fotografia, è uno dei più apprezzati light-designer del teatro italiano. Al Teatro Manzoni dal 4 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008 6 e 7 dicembre riposo chiusura per le festività natalizie dal 24 al 30 dicembre Orari: feriali e 8 dicembre ore 20,45 - domenica ore 15,30 Biglietto: Poltrona € 32,00 da martedì a venerdì - € 34,00 sabato e domenica |
| martedì 6 novembre alle ore
20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo …E’ PERMESSO? di Enrico Vaime, Enrico Montesano, Adriano Vianello con la collaborazione di Max Greggio e David Lubrano che vede impegnato come protagonista ENRICO MONTESANO per la regia di ENRICO MONTESANO La scenografia è di Uberto Bertacca, i costumi sono di Stefano Rianda, le musiche di Pino Perris, le coreografie di Manolo Casalino. Recite sino a domenica 2 dicembre (feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30). Teresa Trisorio e RPS presentano …E’ PERMESSO? Di Enrico Vaime, Enrico Montesano, Adriano Vianello con la collaborazione di Max Greggio e David Lubrano. Con ENRICO MONTESANO e con Roberta Albanesi, Pacifico Acciarino, Luigi Acciarino, Eduardo Acciarino, e con le soliste Erica Baldini, Eloise Chapman, Daniela Frega, Francesca Nerozzi. La scenografia è di Uberto Bertacca, i costumi sono di Stefano Rianda, le musiche di Pino Perris, le coreografie di Manolo Casalino. Le musiche dal vivo sono eseguite da Giancarlo Colangelo (sax basso), Renato Gattone (contrabbasso), Mario Lineri (batteria), Giuseppe Ricciardo (sax tenore), Enzo Di Santo (pianoforte), Carmelo Tartamella (chitarra). Regia Enrico Montesano. “…è permesso?” prosegue idealmente la strada aperta da Enrico Montesano e Vaime con “Trash” nel 1994, anticipatore del dibattito poi svoltosi negli anni successivi. Allora il trash era un sostantivo, non un termine alla moda. “Trash” è stato un grande successo teatrale, portato poi in televisione (per Rai Uno ne è stata realizzata una versione televisiva in due puntate nel 2004) con un felice risultato sia di ascolto che di gradimento. Scritto dallo stesso Montesano con Enrico Vaime, Adriano Vianello e la collaborazione di Max Greggio e David Lubrano, il titolo, “…è permesso?” dice già tutto o quasi, esprime dubbi sulla effettiva libertà di fare o dire quello che ci passa per la testa, rappresenta una sfida. “E’ permesso?” è la frase che l’attore pronuncia entrando in scena. Chiede “è permesso…?” non solo per iniziare, ma anche per essere libero di dire qualcosa che va oltre il politicamente corretto. Montesano afferma: “Con questo spettacolo siamo “on time” – come si dice in italiano, l’argomento è caldo! …diciamoci la verità: quanto è noioso il politicamente corretto…!”. E’ proprio per combattere questa insopportabile noia che l’attore cercherà di uscire dalla gabbia del politicamente corretto con irriverenza, allontanandosi il più possibile da perbenismo e ipocrisia e, per dirla con un’espressione ora di moda…dal buonismo imperante! Al Buonismo noi preferiamo il Cattivismo! - continua l’attore - Il Buonismo, il Politically correct…con l’annesso e connesso relativismo pervade ogni aspetto della nostra società, ci condiziona non poco, infatti qualcuno inizia a domandarsi se si debba o no continuare su questa strada… Provare ad essere cattivi, non è facile! In quest’opera di recupero del sano “Cattivismo” lo spettacolo ha bisogno della complicità e della collaborazione del pubblico, che verrà coinvolto per offrire, finalmente, un po’ di sano, sacrosanto, onesto peggio di sé. In un rigurgito di correttezza, nel finale, tutto ciò verrà vanificato e il pubblico stesso avrà la possibilità di riscattarsi. Una bella sfida per Montesano che in scena si avvarrà della collaborazione di quattro cantanti-attori e di quattro ballerine soliste, mentre l’esecuzione delle musiche dal vivo è affidata a sei musicisti. Al Teatro Manzoni dal 6 novembre al 2 dicembre 2007 Orari: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 Biglietto: Poltrona € 32,00 da martedì a venerdì - € 34,00 sabato e domenic |
| Fox & Gould produzioni e Cherestanì
produzioni, ZUZZURRO & GASPARE presentano SARTO PER SIGNORA di Georges
Feydeau. Con Andrea Brambilla, Nino Formicola, Camillo Milli, Eleonora
d’Urso, Marco Zanutto, Marianna Dal Collo, Desirée Giorgetti, Giovanni
Prosperi. Scene Antonella Conte, costumi Pamela Aicardi, luci Raffaele Perin. Regia ANDREA BRAMBILLA. Primo grande successo di Georges Feydeau, “Sarto per signora” fu accolto, sin dalla sua prima rappresentazione nel 1887, da un grande consenso di critica e di pubblico. Da allora questa esilarante pièce non ha smesso di divertire grazie ad un meccanismo comico perfetto, un congegno ad orologeria che strappa risate a getto continuo. Tutta la vicenda gravita intorno al dottor Moulineaux il quale, per coprire un tentativo di scappatella extra-coniugale, inventa bugie sempre più inverosimili finchè, invischiato nelle sue stesse finzioni, si trova obbligato a farsi passare come “sarto per signora”. Attorno a lui agiscono e si dibattono la moglie ingenua e fragile, la pedante suocera, il candido domestico, una sua potenziale amante, un marito tradito… Le avventure-disavventure dei personaggi sembrano svilupparsi spontaneamente, come in un gioco del caso che l’autore si diverte ad osservare assieme allo spettatore. In realtà, ad una lettura più attenta, ci si accorge che Feydeau, come un gran burattinaio, obbliga i propri personaggi ad una travolgente danza degli equivoci, sempre più intricata. Nulla è lasciato al caso. Tutti i personaggi interagiscono tra loro, incontrandosi e sfuggendosi, creando situazioni ad incastri, sempre più sorprendenti, quasi a disegnare una tela di ragno tessuta da una raffica di battute, in uno scoppiettante fuoco di artificio. Ma prima ancora che un teatro di battute questo è un teatro di situazione, dell’equivoco all’ennesima potenza. Il lieto fine di questa farsa non è così scontato, i personaggi, una volta calmate le acque, sono pronti a ricominciare i loro intricatissimi imbrogli. La farsa è figlia del suo tempo: ci offre un esempio della borghesia cinica, disincantata e bigotta. Siamo in piena Belle Epoque, ma la borghesia di oggi non è così dissimile: è come trovarsi di fronte ad uno specchio deformante in cui osservare i nostri molti vizi e le nostre poche virtù. Maestri della battuta a ritmo serrato e del travolgente gioco degli equivoci, Zuzzurro e Gaspare, ovvero Andrea Brambilla e Nino Formicola, e un nutrito cast di attori, animeranno senza risparmiarsi le intricate vicende che il testo propone. Al Teatro Manzoni dal 9 ottobre al 4 novembre 2007 Orari: feriali ore 20,45 – domenica e 1 novembre ore 15,30 Biglietto: Poltrona € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica |
| Girgenti Spettacoli srl in collaborazione
con Marangoni Spettacolo presentano NORD & SUD di Gianfranco Jannuzzo e
Renzino Barbera. Con GIANFRANCO JANNUZZO. Scene Leonardo Conte, musiche Daniele Cestana, costumi Silvia Morucci. Un ringraziamento affettuoso ad Andrea Stretti “Il bambino dell’Allammicu”. Regia PINO QUARTULLO. Dopo il grande successo di critica e di pubblico ottenuto nelle passate stagioni, ritorna “Nord & Sud”, one-man-show pieno di musica e sorprese interpretato da Gianfranco Jannuzzo. Scritto a quattro mani dallo stesso Gianfranco Jannuzzo con quello straordinario autore, umorista e poeta che è Renzino Barbera, lo spettacolo, aggiornato negli aspetti legati all’attualità, soddisfa l’esigenza dell’attore di legare alcuni brani del suo repertorio che hanno per comune denominatore l’uso di dialetti diversi. Convinto che il dialetto abbia, per la sua naturale immediatezza, spontaneità e ricchezza di sfumature, una forza di comunicazione straordinaria che rivela, quasi sempre, il carattere, l’intima indole di chi lo adopera, Veneto, Calabrese, Ligure o Campano che sia. Naturalmente l’uso che ne fa non ha nessuna pretesa filologica, né letteraria. Cadenze, cantilene, modi di dire si sposano a piccoli ritratti di tipi e caratteri diversi, sempre verosimili, ma buffi, goffi , paradossali, qualche volta amari. L’intento è quello di scherzare, esorcizzandoli, sui “difetti” dei meridionali: indolenti, pigri, fatalisti, sognatori; contrapposti per tradizione ai nordici: efficienti, lavoratori, produttivi, pragmatici. Un modo per sfatare i luoghi comuni e divertire il pubblico col vago scopo di dimostrare, senza offesa per nessuno, l’appartenenza ad un unico ceppo, quello italico, la cui massima espressione, la “parola”, fu tanto cara, in un percorso ipotetico da nord a sud, a Manzoni e Pirandello, fino al superbo e neutro Petrarca. Ridere di noi stessi, dei nostri tic, delle nostre imperfezioni è una capacità comune a tutti gli italiani e Gianfranco Jannuzzo, interpretando alla perfezione questa tendenza, ne ha fatto il suo filo conduttore. In questa avventura è coinvolto, nel ruolo di regista, l’amico di sempre Pino Quartullo, che con lui ha condiviso gli anni della scuola di recitazione di Gigi Proietti e le prime apparizioni sulle scene. Uniti da una sorta di fratellanza e complicità, sfociata in un sodalizio artistico, hanno in comune una passione un po’ animalesca per il teatro e lo stesso piacere di far ridere la gente o di commuoverla. Al Teatro Manzoni dal 2 al 6 ottobre 2007 Orari: ore 20,45 Biglietto: Poltrona € 29,00 |
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R A M M A - Stagione Teatrale 2007-2008 FUORI ABBONAMENTO Dal 2 al 6 ottobre GIANFRANCO JANNUZZO “Nord & Sud” di Gianfranco Jannuzzo e Renzino Barbera Regia di Pino Quartullo ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 9 ottobre al 4 novembre ZUZZURRO e GASPARE “Sarto per signora” di Georges Feydeau Regia di Andrea Brambilla ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 6 novembre al 2 dicembre ENRICO MONTESANO “…è permesso?” di Enrico Montesano Regia di Enrico Montesano ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 4 dicembre al 6 gennaio JOHNNY DORELLI MARIA LAURA BACCARINI “Night and Day” di Enrico Vaime e Jaja Fiastri Musiche di Cole Porter - Orchestra dal vivo Regia di Patrick Rossi Gastaldi ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dall’8 gennaio al 3 febbraio MASSIMO DAPPORTO “I due gemelli veneziani" di Carlo Goldoni Regia di Antonio Calenda ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 5 febbraio al 2 marzo GIANFRANCO JANNUZZO con la partecipazione di DANIELA POGGI “Il divo Garry” di Noel Coward – adattamento di Masolino D’Amico Regia di Francesco Macedonio ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 4 marzo al 6 aprile STEFANO ACCORSI LUCILLA MORLACCHI “Il Dubbio” di John Patrick Shanley Regia di Sergio Castellitto ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dall’8 aprile al 4 maggio MAURIZIO MICHELI BARBARA D’URSO “Il letto ovale” di Ray Cooney e John Chapman con la partecipazione di SANDRA MILO Regia di Gino Landi ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dal 6 maggio al 1 giugno LUCIANO VIRGILIO BIANCA GUACCERO “Il maestro e Margherita” uno spettacolo di Andrea Battistini Tratto dal romanzo di Michail Bulgakov ______PRESENTAZIONE STAGIONE TEATRALE 2007-8 Di fronte alla progressiva capitolazione del millenario “teatro di parola” nei confronti del proliferante “musical”, ancora una volta il nuovo cartellone del Teatro Manzoni è attento a collegare, senza reciproche sopraffazioni, il “grande teatro” con il versante del divertimento. Non a caso l’itinerario della nuova stagione – dopo l’anticipo di una sola settimana di repliche del trascinante “Nord & Sud” con Gianfranco Jannuzzo, accolto festosamente quattro anni fa – si apre con “Sarto per signora” di Georges Feydeau, un classico del teatro parigino otto-novecentesco affidato alla simpatica coppia Zuzzurro e Gaspare. Il divertimento è assicurato dal disinvolto personaggio del medico Moulineaux costretto a fingersi sarto per signora agli occhi del credulo marito dell’appetitosa Susanna. L’eccezionale capacità di Feydeau (1862-1921) trova in “Tailleur pour dames” la promettente capofila di un aggiornato ”vaudeville” con la marca inconfondibile di “La dame de chez Maxim” e di “Occupati di Amelia”. Scritta dall’allora ventiquattrenne Feydeau, “Sarto per signora” è stato il cavallo di battaglia di tutti i grandi “brillanti” del secolo scorso, ospitato in anni recenti dal teatro Manzoni con l’interpretazione di Renzo Montagnani (1992-93). La stagione prosegue con uno dei beniamini del teatro contemporaneo, ovvero Enrico Montesano, protagonista assoluto di “…è permesso?” scritto assieme a Enrico Vaime, Adriano Vianello, David Lubrano e Max Greggio, inscenato con l’apporto registico di Arturo Brachetti. Assieme alla “star” Montesano figurano quattro giovani attori scoperti dallo stesso autore con altrettante ballerine soliste e il contributo di un trio jazz. Proseguendo idealmente la strada aperta da Enrico Montesano con “Trash”, lo spettacolo come lui lo definisce è “un incontro non conforme per pubblico politicamente scorretto”. Il tentativo di coinvolgere appieno il pubblico nel “gioco delle cattiverie” si concluderà con la proposta di tre finali diversi: uno “cattivo”, un secondo “cattivello” e un terzo così sfacciatamente “ottimistico” da risultare sottilmente perfido. Per non smarrire la strada maestra del buonumore, subentrerà all’autore-attore-regista Montesano un’altra stella del teatro del sorriso con il ritorno in palcoscenico, all’insegna di “Night and Day”, di Johnny Dorelli impegnato a fare rivivere la lezione d’arte e di vita del mitico Cole Porter. Con la regia di Patrick Rossi Gastaldi lo spettacolo, scritto da Enrico Vaime e Jaja Fiastri, darà a Dorelli la possibilità di rievocare le struggenti melodie di “Night and day” (che non a caso dà il titolo allo spettacolo), ma soprattutto di penetrare nel rapporto artistico-sentimentale di Cole con la compagna d’arte e di vita Linda Thomas, affidata alla mediazione interpretativa di Maria Laura Baccarini reduce dal grande successo del musical “Chicago”. Cinque musicisti e un corpo di ballo affiancheranno i due protagonisti lasciando spazio all’inventiva vocale e musicale dell’autore di “Kiss me, Kate”, “Begin the Beguine” e “Can Can”. Nel tricentenario della nascita di Carlo Goldoni (1707-1793) non poteva mancare un omaggio esplicito al massimo commediografo italiano di ogni tempo. L’anno nuovo 2008 si aprirà con la riduzione di una delle commedie goldoniane più rappresentate negli ultimi cinquanta anni, ovvero con la ripresa di Antonio Calenda di “I due gemelli veneziani” affidato alla personalissima interpretazione di Massimo Dapporto. La commedia è incentrata sulle vicende dell’astuto e spregiudicato bergamasco Zanetto e del suo tonto fratello veronese Tonino, per dar vita a tutto un mondo di sentimenti, inquietudini, emozioni, rivalità e a un teatro fatto di equivoci, frenesie, mascheramenti che il grande autore veneziano conosceva e che tuttora continuiamo a sentire validi. All’estro comico dei gemelli goldoniani darà il cambio “Il divo Garry” di Noel Coward (l’autore e attore forse più popolare del Novecento inglese) impersonato da Gianfranco Jannuzzo, perfettamente a suo agio nel far rivivere la frenetica esistenza dell’attore Garry Essendine alle prese con l’ex gelida moglie Liz, la protettiva segretaria e lo squinternato aspirante commediografo Roland. Disincantato ritratto della borghesia inglese alla vigilia della seconda guerra mondiale, “Il divo Garry” animato dalla regia trascinante di Francesco Macedonio, vedrà Daniela Poggi e gli affiatati attori della Compagnia del triestino Teatro Stabile della Contrada confrontarsi con il protagonista di “Present laughter” (titolo originale), che assieme a “Breve incontro” e a “Spirito allegro” costituisce una trilogia esemplare della middle-class inglese degli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso. Sarà poi Stefano Accorsi, all’apice di una strepitosa carriera cinematografica, il protagonista di “Il Dubbio” di John Patrick Shanley, coadiuvato dal regista Sergio Castellitto con la grande Lucilla Morlacchi nel ruolo della severa Suor Aloysius. L’azione si svolge nella scuola parrocchiale di Brooklin dove si dipana la trama sottile di un sospetto abuso sessuale da parte del carismatico Padre Flynn nei confronti di un chierichetto di colore. Al dramma di un “dubbio”, destinato a rimanere senza spiegazioni definitive, partecipano oltre all’arcigna, ma generosa Suor Aloysius anche una dolce Suor James, contribuendo al successo di uno spettacolo laureato due anni fa dal prestigioso Premio Pulitzer, dopo le repliche nei teatri di Broadway. L’autore, costantemente diviso tra teatro e set cinematografico, è soprattutto famoso per il suo ingegno di sceneggiatore dimostrato in particolare con i film “Joe contro il Vulcano” (che ha anche diretto) e “Stregata dalla luna”. L’inquietante tema centrale di “Il Dubbio” sarà trasferito al cinema in un film di imminente realizzazione con la prestigiosa coppia Meryl Streep e Dustin Hoffman. Maurizio Micheli farà coppia con Barbara d’Urso in “Il letto ovale” di Ray Cooney e John Chapman, ambientato dal regista Gino Landi in un appartamento di Milano sovrastante gli uffici della casa editrice in cui lavorano Filippo e Enrico. Un difetto di telefoni cellulari crea una serie di equivoci attorno alla presunta infedeltà dell’ineccepibile Giovanna, moglie esemplare di Filippo. Ma chi conosce le capacità dialogiche di Cooney, autore di “Se devi dire una bugia dilla grossa” e di “Taxi a due piazze”, non può concedere limiti alle soluzioni inventive di un commediografo capace di conciliare le invenzioni sceniche di Georges Feydeau con le sottolineature caustiche di George Bernard Shaw. A caratterizzare uno degli stravaganti personaggi interverrà la divertente Sandra Milo. A coronamento della stagione teatrale è previsto il recupero di “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov affidato all’interpretazione dell’accoppiata Luciano Virgilio e Bianca Guaccero con la regia e l’adattamento di Andrea Battistini. Lo stesso Battistini è stato regista e protagonista di una riedizione animata dall’estro di Rocco D’Onghia (Teatro comunale di Ferrara, 30 novembre 1999), prima di curarne una successiva accolta recentemente al Teatro Carcano di Milano (marzo 2004). La nuova versione, tratta dal celebre romanzo dell’ucraino a disagio nella Mosca degli Anni Venti, avrà una caratterizzazione completamente diversa, ma pur sempre fedele alla presenza sconvolgente del satanico Woland, personificazione dello stesso Diavolo. ____________CAMPAGNA ABBONAMENTI stagione teatrale 2007-2008 ABBONAMENTI IN VENDITA FINO A DOMENICA 28 OTTOBRE presso: -TEATRO MANZONI orari cassa: 10 - 18 continuato da lunedì a venerdì - telefonicamente al NUMERO VERDE 800-914350 o al numero 02-7636901 con addebito sulla propria carta di credito (Cartasì, Visa, Mastercard), bonifico bancario invio vaglia postale o assegno bancario. COSTO DELL'ABBONAMENTO A POSTO FISSO A 8 SPETTACOLI RINNOVI E ANZIANI OVER 60 - DA MARTEDI’ A VENERDI’ €. 228,00 compresi diritti di prevendita - SABATO E DOMENICA €. 232,00 compresi diritti di prevendita NUOVI ABBONAMENTI - DA MARTEDI’ A VENERDI’ €. 236,00 compresi diritti di prevendita - SABATO E DOMENICA €. 240,00 compresi diritti di prevendita - ABBONAMENTO A POSTO LIBERO A 8 SPETTACOLI CON VALIDITA’ NEI GIORNI DI MARTEDI’, MERCOLEDI’ E GIOVEDI’ DELLA PRIMA E SECONDA SETTIMANA DI RAPPRESENTAZIONE CON ASSEGNAZIONE DEL POSTO NEL SECONDO SETTORE DEL TEATRO €. 180,00 compresi diritti di prevendita |