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SPETTACOLO “FACCIAMO L’AMORE”
commedia musicale di Norman Krasna
con GIANLUCA GUIDI, LORENZA MARIO
ENZO GARINEI
con la partecipazione di ALDO RALLI

Al Teatro Manzoni dal 2 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009
Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
chiusura per le festività natalizie dal 22 al 28 dicembre 2008
Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica
Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica


SAN SILVESTRO
31 DICEMBRE 2008
Inizio spettacolo ore 20.45 precise
All’intervallo rinfresco con buffet salato
A mezzanotte brindisi con spumante, panettone e dolci
Si festeggia con la partecipazione di attori,ballerine e musicisti della Compagnia
BIGLIETTI
Poltronissima € 85,00 + 8,00 di prevendita
Poltrona € 65,00 + 6,00 di prevendita


CAPODANNO
1 GENNAIO 2009
Inizio spettacolo ore 17.00
BIGLIETTI
Poltronissima € 30,00 + 3,00 di prevendita
Poltrona € 20,00 + 2,00 di prevendita
Martedì 2 dicembre alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo


FACCIAMO L’AMORE

di Norman Krasna
adattamento di Massimiliano Giovanetti, Claudio Pallottini, Gianluca Guidi

che vede impegnati come protagonisti
GIANLUCA GUIDI LORENZA MARIO
ENZO GARINEI
con la partecipazione di ALDO RALLI

regia di
GIANLUCA GUIDI



Direzione musicale Riccardo Biseo, scene Florenza Marino, testi delle canzoni Giorgio Calabrese, costumi Alessandro Bentivegna, coreografie Stefano Bontempi, disegno luci Valerio Tiberi.
Recite sino a domenica 4 gennaio (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30 – chiusura per le festività natalizie dal 22 al 28 dicembre).
Martedì 4 novembre alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo


LA PAROLA AI GIURATI

di Reginald Rose
traduzione di Giovanni Lombardo Radice


diretto e interpretato da

ALESSANDRO GASSMAN




Al Teatro Manzoni dal 4 al 30 novembre 2008
Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica
Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica



Teatro Stabile d’Abruzzo e Società per Attori
Con il patrocinio di Amnesty International
presentano

ALESSANDRO GASSMAN
in
LA PAROLA AI GIURATI
(Twelve Angry Men)

di Reginald Rose
traduzione di Giovanni Lombardo Radice

scene Gianluca Amodio
costumi Helga Williams
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
light designer Marco Palmieri
sound designer Hubert Westkemper
elaborazioni video Marco Schiavoni

con
Alessandro Gassman
Manrico Gammarota
Sergio Meogrossi
Fabio Bussotti
Paolo Fosso
Nanni Candelari
Emanuele Salce
Massimo Lello
Emanuele Maria Basso
Giacomo Rosselli
Matteo Taranto
Giulio Federico Janni

Regia di Alessandro Gassman


La parola ai giurati
(Dodici uomini arrabbiati)

di Reginald Rose






New York. 1950. È il 15 agosto e una giuria popolare composta da dodici uomini di diversa estrazione sociale, età e origini sono chiusi in camera di consiglio per decidere del destino di un ragazzo ispano-americano accusato di parricidio.
Devono raggiungere l’unanimità per mandarlo a morte e tutti sembrano convinti della sua colpevolezza. Tutti ad eccezione di uno che con meticolosità e intelligenza costringe gli altri giurati a ricostruire nel dettaglio i passaggi salienti del processo e, grazie a una serie di brillanti deduzioni, ne incrina le certezze, insinuando in loro il principio secondo il quale una condanna deve implicare la certezza del crimine al di là di ogni ragionevole dubbio.
Fra violenti contrasti, dubbi, ripensamenti ed estenuanti discussioni, l’unanimità sarà raggiunta e alla fine l’imputato verrà dichiarato non colpevole.
Da questo dramma fu tratto un celeberrimo film diretto con grande maestria da
Sidney Lumet ed interpretato in modo indimenticabile da Henry Fonda.




L’interesse per il lavoro di regia è stato per me un naturale approdo, dopo più di venti anni di teatro militante in qualità di attore. Man mano che le mie sicurezze interpretative andavano consolidandosi, sentivo emergere e gradualmente rafforzarsi il desiderio di affrontare un progetto interamente mio.
Ero dunque pronto ad affrontare un percorso all’interno di motivazioni più profonde e personali che avrebbero potuto toccare il cuore ed i sentimenti del pubblico; quel pubblico che fino ad oggi mi ha seguito e mi ha regalato teatri esauriti e il calore del suo affetto.
Dopo due stagioni di successi con la mia prima regia, con la quale ho affrontato un autore ed un testo estremamente complessi quali sono Bernhard e la sua “Forza dell’abitudine”, ho inteso proseguire la mia ricerca affrontando un testo socialmente coinvolgente e profondamente ideologico, nonostante il suo impianto realistico, come è “La parola ai giurati” di Reginald Rose.
Così come Bernhard mi aveva ispirato uno spettacolo ricco di aperture oniriche di grottesca comicità, Rose mi permette invece di entrare nelle varie e sfaccettate



tipologie umane e caratteriali colte in una situazione claustrofobica nella quale emergono gli aspetti comportamentali più contraddittori.
Ne “La parola ai giurati”, l’impianto drammaturgico si basa sullo svolgimento di un dramma giudiziario. Ciò che mi ha ispirato fin dalla prima lettura è la possibilità di portare alla luce i pregiudizi e le false certezze che caratterizzano il comportamento dei giurati e che affiorano nel momento in cui devono assolvere il compito più difficile per un uomo: quello di decidere della vita di un altro uomo.
La vicenda è incentrata su due capisaldi del sistema giuridico anglosassone: la presunzione di innocenza e la dimostrabilità della sua colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio.
In un’epoca in cui il mondo è afflitto da ideologie contrastanti che si nutrono di assolutismo e che spesso scadono a pregiudizi, il “ragionevole dubbio” è una preziosa arma di difesa.

Alessandro Gassman
Martedì 7 ottobre alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo

ADORABILI AMICI

di Carole Greep


che vede impegnati come protagonisti

ETTORE BASSI LAURA LATTUADA
ALESSANDRA RAICHI MASSIMILIANO VADO


per la regia di PATRICK ROSSI GASTALDI


Scene di Massimiliano Nocente, costumi di Cristiana Ricceri.

Recite sino a domenica 2 novembre (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30).




Noctivagus Produzioni Teatrali presenta ADORABILI AMICI di Carole Greep. Con ETTORE BASSI, LAURA LATTUADA, ALESSANDRA RAICHI, MASSIMILIANO VADO.
Scene Massimiliano Nocente, costumi Cristiana Ricceri.
Regia PATRICK ROSSI GASTALDI.



Tutti noi vorremmo sapere che cosa pensano davvero i nostri migliori amici di noi e, nello stesso tempo, abbiamo paura di saperlo. Perché in fondo al cuore siamo coscienti che anche noi, parlando di loro con terze persone, ci lasciamo andare a critiche spietate e commenti crudeli con l’aria di parlare con affetto e per il loro bene.
Immaginiamo di sentire in una segreteria telefonica una conversazione fortuita in cui i nostri migliori amici parlano di noi non proprio come ci aspetteremmo: la frustrazione e il desiderio di vendetta sono immediati.
Chiuse in una casa di campagna, nel corso di un week-end claustrofobico, due coppie affrontano l’amara verità dei loro rapporti, in un gioco al massacro in cui nessun colpo basso viene risparmiato.
“Adorabili amici”, commedia ironica e graffiante di Carole Greep, permette a tutti di identificarsi nel ruolo di vittima o di carnefice a seconda del contesto, e di capire che anche l’amicizia si basa su una costruzione e ricostruzione continua di affinità e aggressione. Quando poi l’amicizia è tra due coppie le interazioni si moltiplicano e tutto si complica: si combatte per se stessi, per la coppia e anche nella coppia.
“E’ raro che una commedia teatrale possa influenzare i comportamenti. Mi piace vedere come le coppie controllano i loro cellulari quando escono da teatro” dichiara perfidamente l’autrice che, dopo una ascesa inarrestabile, si è affermata in Francia con questo testo rimasto in cartellone a Parigi per molti mesi.
Saranno Ettore Bassi e Laura Lattuada con Alessandra Raichi e Massimiliano Vado a prestare il volto alle due agguerrite e disincantate coppie di amici. La regia di Patrick Rossi Gastaldi contribuirà a dare ritmo e veridicità ad una vicenda caratterizzata da usi e costumi dei nostri giorni.



Al Teatro Manzoni dal 7 ottobre al 2 novembre 2008
Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica
Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì - € 22,00 sabato e domenica

COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Martedì 23 settembre ore 22 - Teatro Manzoni di Milano

Giorgio Gaslini compositore e pianista

Programma:
Giorgio Gaslini
Ritual, per due pianoforti
Prima esecuzione assoluta
1. La nascita di Lucy
2. Eva nera dance I
3. Lucy scopre le stelle
4. Eva nera dance II
5. Il cacciatore
6. La grande madre
7. Eva nera dance III (Lucy estrema futura)

Interludio – Piano Improvisations

Peintres au café sonnant, per due pianoforti e un percussionista
Prima esecuzione a Milano
(Africa libera, Cristalli, Around about Miles)
Giorgio Gaslini, pianoforte
Paola Biondi, Debora Brunialti, duo pianisitco
Maurizio Ben Omar, percussioni

Curatore dei video da concerto Francesco Leprino

Giorgio Gaslini, pianista, compositore, direttore d’orchestra milanese, musicista jazz di fama internazionale e attivo anche nella musica contemporanea – è autore di vari lavori sinfonici, opere e balletti – si presenta in questo concerto, martedì 23 settembre ore 22 al Teatro Manzoni di Milano, con una prima esecuzione assoluta del lavoro per due pianoforti Ritual.
Ispirato al ritrovamento, nel 1974, dei più antichi resti della “prima donna della storia umana”, battezzata Lucy – con riferimento alla canzone Lucy in the sky with diamonds dei Beatles, Ritual racconta la nascita di Lucy, una leggenda che è divenuta storia dell’evoluzione femminile sino ai nostri giorni. È un percorso articolato in sette movimenti consequenziali, nei quali la musica evoca i suoi primi passi alla scoperta di una natura incontaminata come lei.
Nell’Interludio sarà prorio Giorgio Gaslini ad essere al pianoforte per le Piano Improvisations, quasi una composizione istantanea che richiede al solista possesso pieno delle conoscenze culturali e tecniche del nostro tempo, oltre a una perfetta padronanza dello strumento.

Il concerto si chiude con Peintres au café sonnant : “In un caffè immaginario si riuniscono per brindare otto pittori famosi che forse non si sono mai incontrati prima, o forse sì, mentre l’orchestrina del locale, un po’ in lontananza, suona spensieratamente. La nona sedia è per il pittore che verrà. A lui è dedicato il brindisi finale”. Appassionato da sempre di pittura, Gaslini ha cercato di interpretare nella forma musicale l’essenza più intima di otto pittori - Giacomo Balla, Antonio Ligabue, Lucio Fontana, Henri Matisse, Edward Munch, Joan Mirò, Francis Bacon, Jean Michel Basquiat - il loro profondo “suono poetico”. In questa composizione tutto è lieve e gioioso, in un clima brindante e sonante, deliziosamente surreale, che si riflette nelle preziose immagini video-filmiche di Francesco Leprino.


Posto unico numerato € 10

Per informazioni:
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it



Biografie:

Giorgio Gaslini, pianista, compositore, direttore d’orchestra milanese, musicista jazz di fama internazionale, ha al suo attivo più di tremila concerti e cento dischi, per i quali ha vinto dieci volte il premio della critica. Iniziatore di correnti musicali e portatore della musica ai giovani in scuole, università, fabbriche e ospedali psichiatrici ha tenuto concerti e partecipato a festival in oltre 60 nazioni. Attivo anche nella musica contemporanea, dopo aver conseguito sei diplomi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ha composto lavori sinfonici, opere e balletti rappresentati al Teatro alla Scala e nei maggiori teatri italiani. Le sue opere sono stampate da Universal Edition di Vienna e da Suvini & Zerboni – Classica di Milano.
È stato titolare dei primi corsi di jazz nei Conservatori di “Santa Cecilia” di Roma (1972-1973) e “G. Verdi” di Milano (1979-1980), facendo conoscere una nuova generazione di talenti musicali e aprendo la strada all’ingresso ufficiale del jazz come materia di studio in tutti i conservatori italiani.
Ha collaborato per le musiche di scena con i più prestigiosi registi di teatro e per la televisione. Per il cinema ha composto numerose colonne sonore: celebri le sue musiche per La Notte di Michelangelo Antonioni, premiata con il Nastro d’Argento, e per Profondo Rosso di Dario Argento. Grande successo europeo hanno ottenuto nel 1991 e 1995 le suite Pierrot Solaire e Skies of Europe con l’Italian Instabile Orchestra. Nel 1996 ha composto per il Teatro Romano di Verona Mister O, prima opera jazz della storia.
Dal 1997 la casa discografia Soul Note sta pubblicando su CD la sua opera omnia. Nello stesso anno, con la sua donazione al Comune di Lecco di migliaia di dischi, libri, partiture originali, ha creato presso Villa Gomes il Fondo Musicale Gaslini inaugurato nel 2001, a disposizione di giovani musicisti e studiosi. Nel 2000 ha fondato la Proxima Centauri Orchestra, forte di 15 tra i migliori solisti italiani. Nel 2002 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il premio alla carriera: diploma e medaglia d’oro, riconoscimento riservato ai benemeriti della cultura e dell’arte. Nell’estate 2003 ha avuto grande successo con il progetto U (Ulisse) realizzato nel sito archeologico di Carsulae (Terni) con il suo quintetto, il trio del jazzista americano Uri Caine, il testo e l’interpretazione di Marco Paolini e la scenografia di Arnaldo Pomodoro. Nel 2006 l’etichetta olandese Mirasound ha pubblicato il CD della sua Sinfonia delle Valli per due orchestre e coro (150 esecutori) diretta da Lorenzo della Fonte. La Velut Luna ha realizzato il cofanetto di 5 CD con il suo Song Book, 100 canzoni con testi dell’autore.
È autore dei libri Musica totale (Feltrinelli, 1975), Tecnica e arte del Jazz (Ricordi, 1982), Il tempo del musicista totale (Baldini e Castoldi, 2002).

Paola Biondi e Debora Brunialti, duo pianistico
Il loro legame artistico nasce sotto la guida di Lidia Baldecchi Arcuri con la quale si diplomano a Genova. Ottengono primi premi assoluti in diversi concorsi internazionali: “Città di Stresa”, “Rovere d’oro”, “Concorso Europeo di Moncalieri”. Decisivi nel loro percorso formativo sono stati l’incontro e lo studio con Massimiliano Damerini, Alfons Kontarsky al Mozarteum di Salisburgo, Dario de Rosa e Maureen Jones alla Scuola di Musica di Fiesole, Katia Labeque all’Accademia Chigiana di Siena. Il loro repertorio originale e innovativo propone, accanto ad autori classici, romantici e del primo Novecento, opere di G. Allevi, L. Berio, A. Corghi, H. Dufourt, G. Gaslini, G. Kurtág, G. Ligeti, G. Sollima, T. Takemitsu e F. Vacchi. Nel corso del 2005 hanno suonato a Mosca, nella storica sala Rachmaninov del Conservatorio Cˇajkovskij, e per i “Concerti del Quirinale” in diretta Euroradio 6 dalla Cappella Paolina di Roma, dove hanno presentato in prima assoluta la composizione It’s bis di Azio Corghi. Hanno inoltre eseguito in prima esecuzione assoluta Soleil de Proie di H. Dufourt alla palazzina Liberty di Milano. Hanno suonato a Parigi, Bruxelles, Birmingham, Sydney, Madrid, Buenos Aires, Santiago del Cile, Stavanger (Norvegia) e per importanti istituzioni italiane quali Accademia Chigiana, Amici della Musica di Firenze, Festival di Montepulciano, I Pomeriggi Musicali di Milano, Torino SettembreMusica, Associazione Alessandro Scarlatti, GOG, CIDIM.
Collaborano con il compositore Azio Corghi insieme all’attore Sergio Bini (Bustric) e all’ensemble di percussioni Naqqâra di Maurizio Ben Omar nella realizzazione dello spettacolo Un Petit Train de Plaisir, che ha debuttato all’Accademia Chigiana. Con questa produzione hanno effettuato una tournée in Sud America ed in Albania organizzata dal Cidim, e sempre con questo spettacolo hanno inaugurato la stagione 2005 del Festival Pergolesi Spontini.
Ancora con l’attore e interprete Sergio Bini hanno creato lo spettacolo Nuvolo e musica, che ha debuttato al Parco della Musica di Roma. Insieme alla coreografa Antonella Agati e alla compagnia di danza moderna Linea realizzano lo spettacolo @Aforismi. Hanno inciso per la Dynamic ed effettuato registrazioni per la Rai.

Maurizio Ben Omar, percussioni
Si é diplomato col massimo dei voti e la lode interessandosi contemporaneamente allo studio del pianoforte e della composizione. È stato timpanista e percussionista delle più importanti orchestre italiane, ha svolto intensa attività solistica e cameristica collaborando con prestigiosi ensemble, solisti e direttori: Claudio Abbado, Quartetto Arditti, P. Y. Artaud, Kees Boeke, Mario Brunello, Bruno Canino, Ensemble intercontemporain, Jill Feldmann, Andrea Lucchesini, Giuseppe Sinopoli, esibendosi in Europa, America, Africa e Oceania. Gli sono state dedicate composizioni da: Bussotti, Clementi, Corghi, Donatoni, Einaudi, Gorli, Manca, Melchiorre, Mosca, Sciarrino, Pisati, Solbiati, Taglietti; ha inoltre collaborato con Giacinto Scelsi. È titolare della cattedra di Percussione al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, nel quale ha formato allievi che hanno vinto concorsi nazionali e internazionali. Ha tenuto workshop e masterclass in Italia, Brasile, California e Australia. Ha inciso come solista per Ricordi, Bmg Ariola e Salabert. Nel 1984 ha fondato il gruppo di percussionisti Naqqâra.

Francesco Leprino, curatore dei video da concerto
Musicista, musicologo, organizzatore musicale, ha pubblicato dischi, volumi e saggi musicologici. Dal 1995 si occupa di audiovisione, tenendo corsi universitari (Università Bicocca di Milano), seminari, conferenze e soprattutto realizzando video antologici e sperimentali, documentari e film fra i quali segnaliamo: L’ascolto dell’immagine (1995, 120’), Clips und Klang (1998, 60’); …In cento ben pugnate battaglie… Verdi nel cinema! (2001, 100’); On Smoking! (2004, 12’); In casa mia v’aspetto! Mozart a Vienna (2005, 90’); Un gioco ardito. Dodici variazioni tematiche su Domenico Scarlatti (2006, 98’), Un secolo con Gillo Dorfles (2007, 55’). I due film su Mozart e Scarlatti sono stati presentati in prima milanese proprio al Teatro Dal Verme. Queste opere hanno avuto lusinghieri riscontri di critica e sono state selezionate in autorevoli festival, trasmesse da RaiUno, Raisat Cinema, Sky Classica e proiettate in prestigiose istituzioni in Italia, Germania, Danimarca, Spagna, Portogallo, Svezia, Canada e Stati Uniti.
Recentemente, ha curato la scelta e il montaggio dei filmati del progetto Per 7 Michelangelo Antonioni – Giorgio Gaslini e le sue musiche per il film “La Notte” andato in scena al Teatro Dal Verme di Milano lo scorso 29 febbraio 2008. Sta lavorando al film Sul nome B.A.C.H. Contrappunti con l’Arte della Fuga e a un documentario su Enzo Jannacci.
COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Mercoledì 17 settembre ore 17 - Teatro Manzoni di Milano

Dowland Project in Romaria

John Potter, tenore
John Surman, sassofono, clarinetto basso, flauto dolce
Milos Valent, violino e viola
Jacob Heringman, liuto e chitarra

Il Progetto Dowland nasce come tentativo di riscoprire l’essenza del canto rinascimentale partendo dalla percezione che un esecutore moderno ha di un repertorio lontano. L’idea di accostare interpreti di musica antica a musicisti jazz nell’esecuzione delle musiche di John Dowland venne al tenore John Potter e a Manfred Eicher della ECM Records: il primo risultato di questa ricerca fu il CD John Dowland: In Darkness Let Me Dwell uscito nel 1999. Nel concerto di mercoledì 17 alle ore 17 al Teatro Manzoni di Milano l’ensemble Dowland Project presenta Romaria – che in lingua portoghese significa Pellegrinaggio – terzo CD del gruppo, uscito a gennaio: a canzoni di trovatori e Minnelieder, da Got schepfer aller dingen, dello sconosciuto “Der Kanzler” e Der oben swebt, di Oswald von Wolkenstein, si affiancano brani come Veris dulcis e Dulce solum, contenuti nel manoscritto medievale noto con il titolo di Carmina Burana, canzoni popolari portoghesi e composizioni fiamminghe come Tu solus qui facis di Josquin Desprez, e il bellissimo Credo Laudate dominum di Orlando di Lasso. Questi brani, riletti con la sensibilità di musicisti come John Potter, John Surman, Milos Valent, Jacob Heringman, acquistano una veste musicale nuova, tanto da far apparire autori così lontani, nostri contemporanei.

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
www.mitosettembremusica.it


Biografie:

John Potter, tenore
Ha iniziato la sua carriera di cantante con diversi ensemble come Swingle II, New London Consort ed Electric Phoenix. Dal 1984 al 1991 è stato membro dell’Hilliard Ensemble, con cui ha eseguito registrazioni per ECM Records (più di 150 registrazioni). Red Byrd, il gruppo che ha coodiretto col basso Richard Wistreich, ha inciso musica polifonica di Leonino per Hyperion e ha commissionato nuovi lavori a Nigel Osborne, Ivan Moody, John Surman e Jonathan Owen Clark. Il suo primo libro, Vocal Authority, è stato pubblicato dalla Cambridge University Press, per la quale ha successivamente licenziato il Cambridge Companion to Singing. I suoi insegnamenti alla York University riguardano tanto le musiche di Arvo Pärt e Veljo Tormis quanto la musica operistica del XIX secolo e il progressive rock. Con la soprano Anna Maria Friman ha eseguito e inciso musiche di Gavin Bryars e tenuto concerti di musica del Quattrocento con il Ciconia Ensemble.

John Surman, sassofono, clarinetto basso, flauto dolce
È una figura chiave di una generazione europea di musicisti che hanno espanso gli orizzonti del jazz a partire dagli anni ’60. La sua fama da multi strumentista – sassofono, clarinetto e pianoforte – è riflessa in Bluesand,
registrato con la cantante jazz norvegese Karin Krog. Negli anni ’70 era attivo come compositore e alla fine del decennio avviò una collaborazione fertile e continuativa con ECM Records. Attualmente risiede a Oslo, lavora in tutta Europa, compone per organici classici convenzionali e corali: Proverbs and Songs, brano ampiamente eseguito, a partire dalla prima nella Cattedrale di Salisbury; una versione per orchestra da camera del fortunato Road to St Ives; due CD con quintetto d’archi, Coruscating e The Spaces in Between.

Milos Valent, violino e viola
È fondatore dell’orchestra Solamente Naturali, con sede a Bratislava. Dopo aver studiato con Bohdan Warchal all’Academy of Music and Dramatic Arts nella capitale slovacca, dal 1982 al 1998 ha suonato musica antica con il Musica Aeterna ensemble, spesso come solista. Incontrato Stephen Stubbs – con il quale si è esibito nel poco conosciuto repertorio per duo con liuto e chitarra – e il suonatore di viola da gamba e lirone Erin Headley, nel 1992 si è presentato ai maggiori festival, ha registrato con gli ensemble Tragicomedia, Teatro Lirico e Tiramisu. Solamente Naturali suonano musica che spazia dal XVII al XVIII secolo e del nostro tempo. Ha ridato vita a composizioni ormai dimenticate, incluse collezioni di musica da danza slovacca e una prima registrazione dei concerti di Joseph Umstatt. Come ospite principale del Musica
Florea, di Praga, ha registrato le sinfonie di Dvoˇrák su strumenti originali dell’epoca.

Jacob Heringman, liuto e chitarra
Nato negli USA, ha studiato prima con Jakob Lindberg al Royal College of Music di Londra e successivamente con Pat O’Brien a New York. Stabilitosi in Inghilterra dal 1987, è suonato in tutto il mondo sia come liutista solo, sia con ensemble, inclusi The Rose Consort of Viols, Fretwork, Musicians of the Globe, The Kings Singers, The New London Consort, Virelai e The Dufay Collective. I suoi più recenti CD da solista sono The Siena Lute Book e la collezione Blame not My Lute; le sue esecuzioni si possono pure ascoltare in alcune colonne sonore di film hollywoodiani (i più recenti, Harry Potter III and Kingdom of Heaven), e occasionalmente in album di musica pop, come Travelogue di Joni Mitchell.
PRESENTAZIONE STAGIONE TEATRALE 2008-9

Quest’anno ricorre il trentennale dell’attuale gestione del Teatro Manzoni. Il cartellone della nuova stagione teatrale si caratterizza per l’equilibrio tra il versante della leggerezza e del divertimento, e quello dell’impegno e della riflessione, così da non deludere le attese e le aspettative del nostro variegato pubblico.
L’inaugurazione è affidata a “Adorabili amici” per l’interpretazione di Ettore Bassi, Laura Lattuada, Alessandra Raichi e Massimiliano Vado, nei panni di due coppie che, durante un claustrofobico week-end, affrontano la verità dei loro rapporti di amicizia. Una trascinante commedia animata dall’inventiva regia di Patrick Rossi Gastaldi, già andata in scena a Parigi per molte repliche nella scorsa stagione col titolo originale di “J’aime beaucoup ce que vous faites”. L’autrice Carole Greep è una giovane francese che si rivelò come attrice al festival di Avignone nel 2002 per intraprendere subito dopo la riuscita sfida nel campo della drammaturgia.
L’impegno civile è invece al centro del problematico testo di Reginald Rose “La parola ai giurati” da cui fu tratto l’omonimo film plurinominato agli Oscar e diretto nel 1957 da Sidney Lumet col magnifico Henry Fonda. Se ne conosce un rifacimento del 1997 con Jack Lemmon, mentre è di recente realizzazione col titolo “12” una versione di Nikita Mikhalkov che contiene nell’impianto alcuni flashback sul conflitto in Cecenia. Sarà Alessandro Gassman, nella duplice veste di attore e regista, a portare in scena la vicenda dei dodici giurati chiusi in camera di consiglio, chiamati a giudicare della sorte di un ragazzo ispano-americano accusato di parricidio. Uno di loro riesce con tenacia a debellare i pregiudizi e le false certezze dei suoi compagni di giuria.
Dalla drammaturgia più impegnata si passa al genere brillante con “Facciamo l’amore” di Norman Krasna, una commedia musicale, divertente e romantica che narra del colpo di fulmine di un miliardario per una soubrette. Una bellissima storia d’amore ambientata nel mondo del teatro che mostra il suo fascino quando si confonde con la realtà. Protagonista e regista Gianluca Guidi, affiancato da Lorenza Mario e Enzo Garinei con la partecipazione di Aldo Ralli. Celeberrima l’edizione cinematografica del 1960 di George Cukor con Marilyn Monroe e Yves Montand in cui l’attrice canta “My heart belongs to daddy” di Cole Porter.
Si prosegue con “Michelina” di Edoardo Erba, paradossale vicenda “anni Quaranta” ambientata nella Lomellina dell’immediato dopoguerra. La commedia è intitolata a una mondina-soubrette scelta da un disinibito cantastorie di strada per conquistare il disponibile pubblico maschile. Una storia “miracolosa” in cui è invischiato anche un cardinale romano. Interpretata da Maria Amelia Monti, Franco Castellano, Giampiero Ingrassia, con la sofisticata regia di Alessandro Benvenuti, questa commedia con musiche porta la firma di Edoardo Erba, uno dei commediografi più attivi e rappresentati nel complesso panorama teatrale italiano, formatosi alla scuola del Piccolo di Milano.
Sarà Carlo Giuffrè ad assumere le sembianze dell’eduardiano “Sindaco del rione Sanità”, uomo riconosciuto dai meno abbienti di un quartiere popolare di Napoli come loro Sindaco, perché impegnato a proteggerli e a ottenere giustizia senza ricorrere ai tribunali. Tenuto a battesimo nel 1960 al Quirino di Roma dall’indimenticabile autore-attore, e vent’anni orsono impersonato da Turi Ferro in chiave palermitana con la regia di Antonio Calenda, è oggi ricondotto da Carlo Giuffrè all’originaria ambientazione della sua Napoli, osando confrontarsi con la personalità travolgente del concittadino e maestro.
Luca Barbareschi, in coppia con Chiara Noschese, ridarà vita a “Il caso di Alessandro e Maria”, dialogo intimo, lieve e drammatico tra un uomo e una donna. Una ripresa significativa di un testo che nella stagione 1982-83 Giorgio Gaber con Sandro Luporini scrisse e interpretò debuttando trionfalmente al Regio di Parma con il decisivo apporto di una Mariangela Melato ai vertici del suo percorso interpretativo. Il sottotitolo “curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo” aiuta a capire l’imbarazzato ritrovarsi di due amanti passati dal fervore sentimentale al reciproco distacco, nell’incapacità di concedersi veramente all’amore.
A seguire le struggenti e beffarde “Vite private” di Noel Coward, con Rupert Everett e Asia Argento, caratterizzate dai continui litigi amorosi di due coppie spregiudicate, i cui destini si intrecciano durante la luna di miele. Supportati dalla regia di Philip Prowse, i protagonisti si concedono al confronto con una galleria prestigiosa di grandi interpreti a cominciare dallo stesso autore-attore Noel Coward in scena con Laurence Olivier (1930), Renzo Ricci e Margherita Bagni (1932), Renzo Ricci e Eva Magni (1952), Paolo Ferrari, Ileana Ghione e Orso Maria Guerrini (1978), Marina Malfatti, Duilio Del Prete e Geppy Gleijeses diretti da Vittorio Caprioli (1985), fino a Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi (2002).
In chiusura troviamo la riproposta della caustica “Anatra all’arancia”, una commedia che gode di un meccanismo comico perfetto, in cui l’adulterio si insinua nella tranquilla esistenza di due coniugi, interpretati da Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio. La regia è di Ennio Coltorti, impegnato a sfidare il ricordo nostalgico di Alberto Lionello e Valeria Valeri (1973) e quello più recente di Marco Columbro e Barbara De Rossi (1998). Popolare l’omonimo film di Luciano Salce con uno spassoso Ugo Tognazzi affiancato da Monica Vitti e Barbara Bouchet. La fortunata commedia, dal titolo originale “The secretary bird” scritta da William Douglas Home, manipolata con accenti comici dall’ingegnoso Marc Gilbert Sauvajon per le risorse sceniche di Jean Poiret e Geneviève Page, prese il nuovo titolo di “Le canard à l’orange”.


Abbonamenti a otto spettacoli in vendita fino al 26 ottobre: a posto fisso da euro 228,00 a euro 240,00, a posto libero euro 180,00. Telefono 027636901 o numero verde 800914350.

------------IL TEATRO MANZONI S.P.A.


P R O G R A M M A - Stagione Teatrale 2008-2009




Dal 7 ottobre al 2 novembre
ETTORE BASSI LAURA LATTUADA
ALESSANDRA RAICHI MASSIMILIANO VADO
“Adorabili amici” di Carole Greep
Regia di Patrick Rossi Gastaldi
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Dal 4 al 30 novembre
ALESSANDRO GASSMAN
“La parola ai giurati” di Reginald Rose
Regia di Alessandro Gassman
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Dal 2 dicembre al 4 gennaio
GIANLUCA GUIDI LORENZA MARIO
ENZO GARINEI
“Facciamo l’amore” di Norman Krasna
con la partecipazione di ALDO RALLI
Regia di Gianluca Guidi
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Dal 6 gennaio al 1 febbraio
MARIA AMELIA MONTI
FRANCO CASTELLANO GIAMPIERO INGRASSIA
“Michelina” commedia con musiche di Edoardo Erba
Regia di Alessandro Benvenuti
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Dal 3 febbraio al 1 marzo
CARLO GIUFFRE’
“Il Sindaco del rione Sanità" di Eduardo De Filippo
Regia di Carlo Giuffrè
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Dal 3 al 29 marzo
LUCA BARBARESCHI CHIARA NOSCHESE
“Il caso di Alessandro e Maria”
curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Regia di Luca Barbareschi
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Dal 31 marzo al 3 maggio
RUPERT EVERETT ASIA ARGENTO
“Vite private” di Noel Coward
Regia di Philip Prowse
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Dal 5 al 31 maggio
CORRADO TEDESCHI DEBORA CAPRIOGLIO
“L’anatra all’arancia” di William Douglas Home e Marc Gilbert Sauvajon
Regia di Ennio Coltorti
MARTEDI’ 13 MAGGIO ALLE ORE 18.00 ROSSELLA FALK, MADDALENA CRIPPA E MARCO BALBI, PROTAGONISTI DELLO SPETTACOLO “SINFONIA D’AUTUNNO” SI RACCONTANO PRESSO IL MONDADORI MULTICENTER DI PIAZZA DUOMO.

Rossella Falk, Maddalena Crippa e Marco Balbi incontrano il pubblico presso il Mondadori Multicenter di Piazza Duomo martedì 13 maggio 2008 alle ore 18.00 in occasione dello spettacolo “SINFONIA D’AUTUNNO” di Ingmar Bergman, presentato da Argot Produzioni, in scena presso il Teatro Manzoni di Milano. L’incontro, moderato da Alfonso Signorini, è organizzato dal settore spettacolo del Comune in collaborazione con il Teatro Manzoni di Milano, dove lo spettacolo ha debuttato il 6 maggio e dove è attualmente in scena fino al 25 maggio 2008 per la regia di Maurizio Panici.



Eva e’ sposata con un pastore protestante,Viktor,insieme al quale abita nella canonica.
Charlotte, la madre di Eva, è una pianista famosa e molto raramente fa visita alla figlia.
Eva ha sollecitato con una lettera la madre a un nuovo incontro,atteso da lungo tempo.
Charlotte arriva all’improvviso.

Trentasei ore, tanto dura l’incontro tra Charlotte e Eva. Trentasei ore in cui l’autore scava nel rapporto tra le due donne:e sono parole di odio/amore, i sentimenti che hanno segnato l’intera relazione tra madre e figlia. Testimone degli eventi è il marito di Eva.
Charlotte, la madre, in quelle ore parla delle proprie amarezze e solitudini, le svela alla figlia, lo fa forse per la prima volta senza difese, senza maschere. Anche Eva cerca di raccontarsi nelle sue difficoltà, ma le parole che escono non sono quelle giuste e il conflitto sembra non potersi risolvere, il perdono appare impossibile anche se il cordone ombelicale non si è mai spezzato: “non si finisce mai di essere genitori e figli”.
“Sinfonia d’autunno” è e rimane una “storia d’amore” speciale tra due donne dipinte con crudezza e nitore da uno dei più grandi “esploratori” di sentimenti che il secolo scorso ci ha regalato.
Naturale successore di August Strindberg, (non a caso si laurea in Storia della letteratura con una tesi su di lui) per la qualità della scrittura, per l’asprezza del dialogo, per le tematiche affrontate nella sua lunga carriera, Bergman non ci offre un finale consolatorio: tutto resta aperto, non è detto se le due donne si riconcilieranno.
La scena concepita da Aldo Buti , l’interno di una canonica norvegese, con il suo nitore abbagliante, esalta ancora di più la notte in cui le due portano alla luce i fantasmi e le ombre del loro passato. Lo spazio è fermato nel tempo, scandito solo da luci che impietosamente traghettano le due protagoniste verso il culmine del loro incontro. Il mattino vedrà la partenza anticipata di Charlotte.
Milano, 21 aprile 2008

Martedì 6 maggio alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo


SINFONIA D’AUTUNNO

di Ingmar Bergman


che vede impegnati come protagonisti

ROSSELLA FALK
MADDALENA CRIPPA
con MARCO BALBI


per la regia di MAURIZIO PANICI


Scene di Aldo Buti, costumi di Lucia Mariani, luci di Franco Ferrari, musiche di Edvard Grieg e Frédéric Chopin.

Recite sino a domenica 25 maggio (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30).
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Argot Produzioni presenta SINFONIA D’AUTUNNO di Ingmar Bergman. Con ROSSELLA FALK e MADDALENA CRIPPA, con MARCO BALBI.
Scene Aldo Buti, costumi Lucia Mariani, luci Franco Ferrari.
Musiche Edvard Grieg e Frédéric Chopin.
Regia MAURIZIO PANICI.


“Ci sono donne così. Rifiutano di essere disturbate dai loro figli. Non vogliono perdere tempo con i loro problemi. Hanno la loro vita, la loro carriera. Tutto il resto non conta. E’ di una donna così che ho voluto parlare”
Ingmar Bergman

Antefatto
Eva e’ sposata con un pastore protestante, Viktor, insieme al quale abita nella canonica.
Charlotte, la madre di Eva, è una pianista famosa e molto raramente fa visita alla figlia.
Eva ha sollecitato con una lettera la madre a un nuovo incontro, atteso da lungo tempo.
Charlotte arriva all’improvviso.

Note di regia di Maurizio Panici
Trentasei ore, tanto dura l’incontro tra Charlotte e Eva. Trentasei ore in cui l’autore scava nel rapporto tra le due donne:e sono parole di odio/amore, i sentimenti che hanno segnato l’intera relazione tra madre e figlia. Testimone degli eventi è il marito di Eva.
Charlotte, la madre, in quelle ore parla delle proprie amarezze e solitudini, le svela alla figlia, lo fa forse per la prima volta senza difese, senza maschere. Anche Eva cerca di raccontarsi nelle sue difficoltà, ma le parole che escono non sono quelle giuste e il conflitto sembra non potersi risolvere, il perdono appare impossibile anche se il cordone ombelicale non si è mai spezzato: “non si finisce mai di essere genitori e figli”.
“Sinfonia d’autunno” è e rimane una “storia d’amore” speciale tra due donne dipinte con crudezza e nitore da uno dei più grandi “esploratori” di sentimenti che il secolo scorso ci ha regalato.
Naturale successore di August Strindberg, (non a caso si laurea in Storia della letteratura con una tesi su di lui) per la qualità della scrittura, per l’asprezza del dialogo, per le tematiche affrontate nella sua lunga carriera, Bergman non ci offre un finale consolatorio: tutto resta aperto, non è detto se le due donne si riconcilieranno.
La scena concepita da Aldo Buti , l’interno di una canonica norvegese, con il suo nitore abbagliante, esalta ancora di più la notte in cui le due portano alla luce i fantasmi e le ombre del loro passato.
Lo spazio è fermato nel tempo, scandito solo da luci che impietosamente traghettano le due protagoniste verso il culmine del loro incontro.
Il mattino vedrà la partenza anticipata di Charlotte.
Due attrici di grande carisma e straordinaria bravura e profondità sono le protagoniste eccezionali dello
spettacolo: Rossella Falk e Maddalena Crippa, per la prima volta insieme.



Al Teatro Manzoni dal 6 al 25 maggio 2008
Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
Biglietto: Poltrona € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica

Fabrizio Celestini & Andrea Maia
ATI IL SISTINA



VENERDI’ 18 APRILE ALLE ORE 18.00 MAURIZIO MICHELI, BARBARA D’URSO, SANDRA MILO E IL CAST DELLO SPETTACOLO “IL LETTO OVALE” SI RACCONTANO PRESSO IL MONDADORI MULTICENTER DI PIAZZA DUOMO.

Maurizio Micheli, Barbara d’Urso, Sandra Milo e gli altri attori protagonisti dello spettacolo incontrano il pubblico presso il Mondadori Multicenter di Piazza Duomo venerdì 18 aprile 2008 alle ore 18.00 in occasione dello spettacolo “IL LETTO OVALE” in scena presso il Teatro Manzoni di Milano. Moderatore dell’incontro sarà il giornalista e direttore responsabile della rivista settimanale Chi, Alfonso Signorini. L’incontro è organizzato dalla produzione dello spettacolo in collaborazione con il Teatro Manzoni di Milano, dove lo spettacolo ha debuttato l’8 aprile e dove è attualmente in scena fino al 4 maggio 2008 per la regia di Gino Landi.

“Il Letto Ovale” è la versione italiana, rivista e attualizzata, di “Move over mrs Markham”, scritto negli anni Sessanta dai due londinesi John Chapman e Ray Cooney.
Uno spettacolo esilarante e coinvolgente diretto magistralmente da Gino Landi.
La storia è stata ambientata in Italia e ai giorni nostri, appunto in un salotto borghese di Milano. In un appartamento ristrutturato sopra gli uffici della casa editrice di Filippo ed Enrico, si ritrovano i due soci con le loro mogli, un eccentrico arredatore, una ragazza alla pari disinibita, un’operatrice di call center, un santone indiano ed una scrittrice bizzarra.
L’intreccio è quello classico: due coppie a confronto, qualcuno sa qualcosa che l’altro non deve sapere, in una ci si tradisce e nell’altra no.
Poi l’imprevisto fa scattare la peripezia. La pagina di una lettera caduta per caso da una borsetta creerà una serie di imbarazzanti equivoci, un gioco reso con brio, ma senza scadere mai nella volgarità. Giovanna, moglie fedele di Filippo, si troverà al centro di un intreccio di tradimenti di cui diverrà l’inconsapevole vittima. Ma a tanta frenesia, eccitazione e follia, in una serie di esilaranti colpi di scena, seguirà la resa dei conti finale dove, come in ogni commedia che si rispetti, trionferà la verità.
Molto abilmente Gino Landi innesta sull’impianto drammaturgico di base gli stilemi che appartengono al nostro varietà.
In scena un Maurizio Micheli, che qui entra nei panni di Filippo Branca, personaggio timido, pigro e un po’ trasandato, con atteggiamenti e movimenti che disegnano il tipo senza calcare troppo la mano sullo stereotipo. Accanto a lui una brillante Barbara d’Urso che, con il suo ruolo di moglie, mostra tutto il suo talento e la sua verve capaci di divertire ed affascinare lo spettatore. Con loro Sandra Milo, divertentissima nel ruolo di Sveva Sanfelice, svagata, ma comica scrittrice di favole per bambini; Pierluigi Misasi (nei panni di Enrico) che tratteggia un esilarante “fedifrago” che ha nei tempi e nella napoletanità i suoi punti di forza; Lisa Angelillo (la moglie di Enrico) una donna trascurata che decide di vivere l’ebbrezza e la follia del tradimento; Alessandro Marrapodi (l’arredatore di interni), divertentissimo nella sua eccessiva e comica esagerazione. Completano il cast Adriano Evangelisti, che disegna abilmente un nostrano santone indiano, Lusiana Pedroso (la cameriera) e Valeria Brambilla (l’operatrice di call center).
IL LETTO OVALE
di John Chapman e Ray Cooney



che vede impegnati come protagonisti
MAURIZIO MICHELI BARBARA D’URSO

con la partecipazione di
SANDRA MILO


per la regia di GINO LANDI


Musiche di Pino Perris, costumi di Vera Cozzolino, scene di Gianluca Amodio.

Recite sino a domenica 4 maggio.

In occasione del debutto, lunedì 7 aprile alle ore 13,00 nel foyer del teatro si terrà una conferenza stampa di presentazione dello spettacolo.


La Sua presenza sarà particolarmente gradita.
Cordiali saluti.


L'Ufficio Stampa
Rita Cicero Santalena



Al Teatro Manzoni dall’8 aprile al 4 maggio 2008
Orari: feriali ore 20,45 – lunedì 21 aprile ore 20,45
domenica ore 15,30
1 maggio riposo
Biglietto: Poltrona € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica



Fabrizio Celestini & Andrea Maia ATI Il Sistina

presentano


MAURIZIO MICHELI e BARBARA d’URSO
in

IL LETTO OVALE
di John Chapman e Ray Cooney

con
Pierluigi Misasi

Lisa Angelillo Adriano Evangelisti
Lusiana Pedroso Valeria Brambilla

e con
Alessandro Marrapodi

e la partecipazione di
SANDRA MILO

Musiche Pino Perris Scene Gianluca Amodio
Costumi Vera Cozzolino

Regia GINO LANDI

Traduzione e adattamento di
Fabrizio Celestini, Andrea Maia, Gino Landi, Maurizio Micheli
Basati sulla traduzione di Maria Teresa Petruzzi

“Il Letto Ovale” è la versione italiana, rivista e attualizzata, di “Move over mrs Markham”, scritto negli anni Sessanta dai due londinesi John Chapman e Ray Cooney e prodotta da Fabrizio Celestini & Andrea Maia e Il Sistina.
Uno spettacolo esilarante e coinvolgente diretto magistralmente da Gino Landi, da sempre apprezzato per le sue regie teatrali e televisive. Dalla sua regia affiora un sorriso leggero e anche un po’ compiaciuto di fronte a uno stile di vita particolare, preoccupato soprattutto per le nuove tende da abbinare al tappeto del salotto.
La storia è stata ambientata in Italia e ai giorni nostri, appunto in un salotto borghese di Milano. In un appartamento ristrutturato sopra gli uffici della casa editrice di Filippo ed Enrico, si ritrovano i due soci con le loro mogli, un eccentrico arredatore, una ragazza alla pari disinibita, un’operatrice di call center, un santone indiano ed una scrittrice bizzarra.
L’intreccio è quello classico: due coppie a confronto, qualcuno sa qualcosa che l’altro non deve sapere, in una ci si tradisce e nell’altra no.
Poi l’imprevisto fa scattare la peripezia. La pagina di una lettera caduta per caso da una borsetta creerà una serie di imbarazzanti equivoci, un gioco reso con brio, ma senza scadere mai nella volgarità. Giovanna, moglie fedele di Filippo, si troverà al centro di un intreccio di tradimenti di cui diverrà l’inconsapevole vittima. Ma a tanta frenesia, eccitazione e follia, in una serie di esilaranti colpi di scena, seguirà la resa dei conti finale dove, come in ogni commedia che si rispetti, trionferà la verità.
Molto abilmente Gino Landi innesta sull’impianto drammaturgico di base gli stilemi che appartengono al nostro varietà.
In scena un Maurizio Micheli (già presente recentemente nella memoria del pubblico come protagonista insieme a Sabrina Ferilli de “La Presidentessa”) che qui in un attimo entra nei panni di Filippo Branca. Un personaggio timido, pigro e un po’ trasandato, con atteggiamenti e movimenti che disegnano il tipo senza calcare troppo la mano sullo stereotipo.
Accanto a lui una brillante Barbara d’Urso che con il suo ruolo di moglie, in due ore di spettacolo, mostra tutto il suo talento e la sua verve capaci di divertire ed affascinare lo spettatore.
Due personaggi, due temperamenti ma una sola, innata classe: i due funzionano, insieme, simpaticamente, con spigliatezza e versatilità espressiva.
Con loro in scena Sandra Milo, divertentissima nel ruolo di Sveva Sanfelice (un riferimento alla Sveva Casati Modigliani?), una svagata, ma comica scrittrice di favole per bambini; Pierluigi Misasi (nei panni di Enrico) che tratteggia un esilarante “fedifrago” che ha nei tempi e nella napoletanità i suoi punti di forza; Lisa Angelillo (la moglie di Enrico) una donna trascurata che decide di vivere l’ebbrezza e la follia del tradimento; Alessandro Marrapodi (l’arredatore di interni), divertentissimo nella sua eccessiva e comica esagerazione. Completano il cast Adriano Evangelisti, che disegna abilmente un nostrano santone indiano, Lusiana Pedroso (la cameriera) e Valeria Brambilla (l’operatrice di call center).



Note di Regia di Gino Landi

La messa in scena di questo testo di Ray Cooney e John Chapman, il primo già autore delle fortunatissime “Taxi a due piazze” e “Se devi dire una bugia dilla grossa”, è un piacevolissimo pretesto per ridere in un momento in cui non è facile ridere e farci ridere; ridere senza cadere mai nella volgarità che quotidianamente ci circonda; ridere di equivoci che ancora oggi coinvolgono, colpiscono per la loro tipicità, datata ma sempre attuale.
Il testo è una macchina quasi perfetta nella quale i personaggi si muovono a loro agio, con la comodità che nasce da una scrittura totalmente legata alla rappresentazione teatrale; l’adattamento ha cercato di attualizzare tutti quei riferimenti che al giorno d’oggi risultano desueti, vedi l’uso del telefono.
Il piacere di aver costruito questo spettacolo con un cast eccellente, sempre pronto a seguire ed a suggerire elementi nuovi, mi hanno permesso di lavorare con grande divertimento, divertimento che auguro ad ogni spettatore.





La Tournée

3 e 4 novembre BARI Teatro Team
5 novembre TARANTO Teatro Orfeo
Dal 9 al 18 novembre NAPOLI Teatro Augusteo
Dal 22 al 25 novembre CATANIA Teatro Metropolitan
Dal 4 al 31 dicembre ROMA Teatro Sistina
3 e 4 gennaio ASSISI Lyrick Theatre
Dal 7 al 9 SEREGNO Teatro San Rocco
Dal 10 al 13 gennaio MONZA Teatro Manzoni
15 gennaio ARCORE Teatro Nuovo
16 gennaio GARBAGNATE Teatro Comunale
17 gennaio CASSANO M. Teatro Auditorio
Dal 18 al 20 gennaio SARONNO Teatro Giuditta Pasta
21 e 22 gennaio LOCARNO Teatro di Locarno
24 gennaio CASTIGLIONE
25 gennaio CONCOREZZO
26 e 27 gennaio SAN REMO Teatro Ariston
Dall’8 aprile al 4 maggio MILANO Teatro Manzoni
AL TEATRO MANZONI
dal 4 marzo al 6 aprile 2008

Orari: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
chiusura per le festività pasquali dal 20 al 26 marzo
Biglietto: Poltrona € 32,00 da martedì a venerdì - € 34,00 sabato e domenica


Hurlyburly produzioni – Alien produzioni
presentano

IL DUBBIO
di
JOHN PATRICK SHANLEY
(Premio Pulitzer 2005)
traduzione FLAVIA TOLNAY
adattamento MARGARET MAZZANTINI

con
STEFANO ACCORSI
( Padre Flynn)
LUCILLA MORLACCHI
( Suor Aloysia)
NADIA KIBOUT
(Signora Muller)
ALICE BACHI
(Suor James)

scene di
Antonella Conte
costumi di
Isabella Rizza
disegno luci di
Raffaele Perin (A.I.L.D.)


regia di
SERGIO CASTELLITTO




SINOSSI
1964 Parrocchia nel Bronx. Padre Flynn (Stefano Accorsi), prete cattolico, tiene un sermone domenicale ai suoi fedeli. Egli è giovane, appassionato, finalmente sembra qualcuno vicino alle anime dei suoi parrocchiani, li capisce, è parte della grande famiglia. Ma tanta "modernità" si scontrerà con forza con la Direttrice della Scuola Parrocchiale, Suor Aloisia (Lucilla Morlacchi), la quale sospetta il prete di aver abusato sessualmente di un allievo, guarda caso l'unico ragazzino di colore. Lo accuserà e ne chiederà l'allontanamento. Testimone involontario, ed anche a malincuore, poiché ammira padre Flynn (un nome di famiglia operaia irlandese) sarà la giovane insegnante Suor James (Alice Bachi), che ha colto il ragazzino Muller all'uscita di un incontro con il prete, con l'alito che sa di alcool. Suor James svolge il suo lavoro con gli allievi con abnegazione e passione, qualità non condivisa dalla "dura" Direttrice, che la invita ad essere più attenta alla sua salute morale e a quella dei suoi allievi.
Il conflitto-scontro fra questi personaggi-titani porterà lo spettatore a sperimentare "il dubbio", a credere ora all'innocenza, ora alla colpevolezza del prete, difeso addirittura dalla madre del ragazzo (Nadia Kibout), che, in ogni caso senza voler approfondire la natura del rapporto con suo figlio, apprezza l’"interesse" di un prete bianco per suo figlio nero.
Conflitto, ipocrisia, colpi bassi, un testo costruito con appassionata suspance, quasi fosse un'inchiesta.

NOTE DI REGIA

DUBBI IN BIANCO E NERO
John Patrick Shanley comincia a scrivere “Il dubbio” nel 2002 (pubblicato nel 2004), un anno dopo la tragedia delle Torri Gemelle, (11 settembre 2001) e ambienta la storia in una scuola parrocchiale del Bronx nel 1964, un anno dopo la morte di J.F.Kennedy, (22 novembre 1963). Il nesso drammaturgico e psicologico dell’autore e del cittadino Shanley mi sembra interessante. E’ un America, (leggi umanità), che ha perduto padri e certezze. Un popolo, una comunità che cammina sul bordo di una paurosa assenza. E’ questo il senso più profondo di questo testo lucidissimo eppure denso di pietà costruito su una drammaturgia classica eppure attualissima grazie al “pretesto” della storia: una vecchia religiosa sospetta un giovane prete che insegna nella scuola dove lei è direttrice, di aver molestato l’unico ragazzino di colore (leggi “negro”) dell’istituto. Pedofilia, fede, verità, dubbio, purezza, paura, resurrezione. Queste sono le parole, questi sono i temi che compongono la straordinaria suspence emotiva del testo. Un testo dove non ci sono suore e preti ma uomini che fanno i preti e donne che fanno le suore. Dietro quell’abito bianco e nero che è insieme scudo e gabbia, si agitano esseri umani che cercano una via di uscita dalla trappola dei loro desideri e dei loro sospetti. Ogni scena, ogni dialogo è un autentico combattimento. Le armi sono l’intelligenza, la capacità, poco cristiana per altro, di manipolare l’avversario, di “stenderlo” o usarlo al servizio del proprio teorema. Vittime e carnefici in questa storia si scambiano i ruoli continuamente, perché le parole, le accuse, sono di ferro incandescente e lasciano segni sulla psiche di quel prete, di quelle suore. Eppure, come dicevo, la pietà, le improvvise dolcezze dello spirito, il desiderio, (autentico come la menzogna), di verità, di sentirsi accanto a Dio. Perché oltre il muro, incarnato in una rosa o magari in un pallone da basket c’è Dio, quel dito puntato come un giudizio e quelle formiche nere là sotto che brulicano, sperano, lavorano per la salvezza. “Che cosa facciamo quando non ci sentiamo sicuri?” questa è la prima battuta che Padre Flynn, il giovane prete protagonista dice ai fedeli durante il sermone della domenica. Si, che cosa facciamo quando tutto vacilla, quando la strada è perduta, l’illusione demolita? Che cosa facciamo, non l’11, ma il 12 settembre…

Sergio Castellitto
Milano, 22 gennaio 2008



Abbiamo il piacere di comunicarLe che martedì 5 febbraio alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo


IL DIVO GARRY

di Noel Coward
traduzione di Masolino D’Amico


che vede impegnato come protagonista
GIANFRANCO JANNUZZO

con la partecipazione di
DANIELA POGGI


per la regia di FRANCESCO MACEDONIO


Scenografie di Andrea Stanisci, costumi di Fabio Bergamo, musiche di Massimiliano Forza, disegno luci di Andrea Valentini.

Recite sino a domenica 2 marzo (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30).




La Contrada Teatro Stabile di Trieste presenta IL DIVO GARRY di Noel Coward, traduzione di Masolino D’Amico. Con GIANFRANCO JANNUZZO (Garry Essendine) con la partecipazione di DANIELA POGGI (Liz) e con Giovanni Boni (Fred), Paola Bonesi (Monica), Maria Serena Ciano (Miss Erickson e Lady Saltburn), Davide Calabrese (Morris), Adriano Giraldi (Henry), Alberta Izzo (Daphne), Mirko Soldano (Roland) e Danila Stalteri (Joanna).
Scenografie di Andrea Stanisci, costumi di Fabio Bergamo, musiche di Massimiliano Forza e disegno luci di Andrea Valentini. Regia FRANCESCO MACEDONIO.


Il 1° dicembre ha debuttato in prima nazionale “Il divo Garry”, la nuova produzione della Contrada-Teatro Stabile di Trieste, con Gianfranco Jannuzzo nel ruolo del protagonista e con la partecipazione di Daniela Poggi.
Adattamento di Present laughter di Noël Coward (già presentato in Italia come L’allegra verità), “Il divo Garry” è una commedia brillante e sofisticata, incentrata sulla prorompente personalità di Garry Essendine, attore di successo che si avvia con qualche preoccupazione verso la mezza età. Bello e affascinante, ma capriccioso e viziato, Garry è attorniato da una corte di fedelissimi sudditi e di donne adoranti.
Ecco quindi il nostro “divo” ritratto alla vigilia della partenza per un’importante tournée in Africa. Accudito dal fidato maggiordomo Fred e dalla sollecita governante Miss Erickson, Garry è costantemente protetto dal suo entourage, di cui fanno parte l’efficiente segretaria Monica, l’agente Henry e il produttore Morris, e da Liz, l’ex moglie di Garry, donna pratica e concreta che, pur avendolo lasciato anni prima, continua a prendersi cura di lui e della sua carriera artistica. Ogni volta lo difendono dalle pretese che lo assediano: quelle romantiche delle sue conquiste, prontamente rispedite a casa dopo una notte d’amore, e quelle artistiche di squinternati scrittori in erba, come l’eccentrico Roland Maule, anch’egli vittima a suo modo del fascino di Garry.
In questo solido equilibrio tra Garry e i suoi angeli custodi si insinua, pericolosa e determinata, Joanna, moglie di Henry, amante in segreto di Morris e da sempre, anche lei!, innamorata di Garry. Joanna pare essere l’unica a comprendere chi sia il vero Garry Essendine, l’unica a giocare con lui ad armi pari. Ma non ha fatto i conti con Liz…
La Contrada affronta questo allestimento come un classico. I lavori di Coward, il cui valore in Italia è tutto da riscoprire, sono stati interpretati da attori del calibro di Richard Burton, Laurence Olivier ed Elizabeth Taylor, e continuano ad essere rappresentati ovunque: Present laughter è uno dei grandi successi a Londra di questa stagione, tuttora in scena al National Theatre. Il Teatro stabile triestino continua dunque nella riscoperta di autori di grande rilievo, rivisitati alla luce della modernità, con un occhio attento al congegno teatrale, alla ricchezza delle trame e dei dialoghi.
Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1939 dopo This happy breed (La famiglia Gibson, in italiano), Present laughter diventa parte di una trilogia sulla middle-class inglese che si completa nel ’41 con Spirito allegro. Lo stesso Coward interpretò Garry Essendine nella prima edizione dello spettacolo, determinandone il successo. Il ruolo del protagonista, con i suoi bellissimi monologhi e la levatura drammatica di certe scene, offre a chi lo interpreta uno dei personaggi più intensi della drammaturgia di Coward.
Dirige questa nuova edizione della commedia, che si avvale della traduzione di Masolino D’Amico, Francesco Macedonio, fondatore e Direttore artistico della Contrada fin dal 1976. Il regista goriziano sottolinea le note brillanti e i temi più profondi del testo dandogli nuovo vigore.
Riveste i panni del protagonista Gianfranco Jannuzzo, che con questo spettacolo inizia un rapporto di collaborazione con la Contrada di Trieste.
L’affidabile e affascinante Liz ha invece il volto di Daniela Poggi, anche lei al primo lavoro con la compagnia della Contrada.


Al Teatro Manzoni dal 5 febbraio al 2 marzo 2008
Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
Biglietto: Poltrona € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica
Martedì 8 gennaio alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo


I DUE GEMELLI VENEZIANI

di Carlo Goldoni


che vede impegnato come protagonista

MASSIMO DAPPORTO


per la regia di ANTONIO CALENDA


Scene di Pier Paolo Bisleri, costumi di Elena Mannini, ideazione luci di Sergio Rossi, musiche di Germano Mazzocchetti.

Recite sino a domenica 3 febbraio (feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30).
al TEATRO MANZONI di Milano
fino al 6 gennaio è in scena

GIULIANA DE SIO
con GIULIO FORGES DAVANZATI
in
IL LAUREATO
adattato da TERRY JOHNSON, basato sul romanzo di Charles Webb
e sulla sceneggiatura cinematografica di Calder Willingham e Buck Henry
per concessione di STUDIOCANAL - versione italiana di Antonia Brancati e Francesco Bellomo
prodotto originariamente sulle scene di Londra e Broadway da John Reid e Sacha Brooks

regia TEODORO CASSANO

CALENDARIO RECITE

CHIUSURA PER LE FESTIVITA’ NATALIZIE
DAL 24 AL 30 DICEMBRE 2007

S. SILVESTRO 31.12.2007

ORE 20,00 precise INIZIO SPETTACOLO
INTERVALLO BRINDISI + RICCO BUFFET
ORE 22,45 TERMINE SPETTACOLO

BIGLIETTO POSTO UNICO €. 70,00



CAPODANNO 1.1.2008

ORE 17,00
BIGLIETTO € 32,00
___Martedì 4 dicembre alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo


IL LAUREATO

adattato da Terry Johnson
basato sul romanzo di Charles Webb e sulla sceneggiatura cinematografica
di Calder Willingham e Buck Henry per concessione di Studiocanal
versione italiana di Antonia Brancati e Francesco Bellomo
prodotto originariamente sulle scene di Londra e Broadway da John Reid e Sacha Brooks

che vede impegnata come protagonista

GIULIANA DE SIO
con
GIULIO FORGES DAVANZATI


per la regia di TEODORO CASSANO


Le scene sono di Carmelo Giammello, i costumi di Teresa Acone, la colonna sonora è di Renato Giordano con brani di Paul Simon e Art Garfunkel, light designer Stefano Pirandello.

Recite sino a domenica 6 gennaio 2008 (feriali e 8 dicembre ore 20,45 - domenica ore 15,30 – 6 e 7 dicembre riposo - chiusura per le festività natalizie dal 24 al 30 dicembre).

Francesco Bellomo e The Dreamers Productions presentano IL LAUREATO adattato da Terry Johnson, basato sul romanzo di Charles Webb e sulla sceneggiatura cinematografica di Calder Willingham e Buck Henry, per concessione di Studiocanal, versione italiana di Antonia Brancati e Francesco Bellomo, prodotto originariamente sulle scene di Londra e Broadway da John Reid e Sacha Brooks. Con GIULIANA DE SIO (Mrs Robinson), GIULIO FORGES DAVANZATI (Benjamin), con la partecipazione di Pietro De Silva (Mr Braddock), con Giuseppe Antignati (Mr Robinson), Paolo Gattini (Psicologo), Monica Guazzini (Mrs Braddock), Giusy Pepe (Ballerina), e con Alessia Cardella (Elaine).
Scene Carmelo Giammello, costumi Teresa Acone, colonna sonora di Renato Giordano con brani di Paul Simon e Art Garfunkel, light designer Stefano Pirandello.
Regia TEODORO CASSANO.

“Il laureato” adattato da Terry Johnson, basato sul romanzo di Charles Webb e sulla sceneggiatura cinematografica di Calder Willingham e Buck Henry, è divenuto celebre grazie all’omonimo film con Dustin Hoffman. La versione italiana dello spettacolo è stata curata da Antonia Brancati e Francesco Bellomo. Protagonista, nei panni dell’indimenticabile personaggio della signora Robinson, Giuliana De Sio, che torna a teatro dopo il recentissimo successo televisivo di “Caterina e le sue figlie 2”. Nel ruolo del giovane laureato Benjamin troviamo l’emergente Giulio Forges Davanzati proveniente dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e scelto fra numerosi candidati; ad interpretare Elaine sarà Alessia Cardella, già fra gli interpreti a teatro di “Liolà” e “Il giorno della civetta” e in tv di “San Pietro”, mentre il noto caratterista Pietro De Silva, fra i protagonisti della fiction tv “Il Capo dei Capi”, sarà invece Mr Braddock.
La storia racconta di Giudith Robinson, un’affascinante donna quarantenne, che mal sopporta il conformismo ancora imperante nel 1967 e si rifugia abitualmente nell’alcool per estraniarsi dalla claustrofobica realtà che la circonda. Anche il giovane Benjamin Braddock, rampollo di una ricca famiglia americana, è insofferente allo status in cui si ritrova a vivere e del tutto indifferente ai progetti che i suoi genitori hanno per lui. Alla grande festa organizzata in occasione della sua laurea, Benjamin, infastidito, preferisce isolarsi in una stanza: qui viene raggiunto dalla signora Robinson, moglie del capo di suo padre, che gli chiede di accompagnarla a casa sua dove tenta di sedurlo. Fra i due inizia una singolare relazione, che non ha nulla di sentimentale, ma è piuttosto un confronto fra solitudini, un rifugio, dove la differenza d’età ha ben poco valore. La natura anomala del rapporto vira, poi, verso l’assurdo quando Elaine, figlia dei Robinson, torna dal college e s’innamora, ricambiata, di Benjamin…
La regia è firmata da Teodoro Cassano che ha già legato il suo nome ad alcuni successi teatrali degli ultimi anni come “Uno sguardo dal ponte” di A. Miller, “Fiori d’acciaio” di R. Harling e “Il treno del latte non si ferma più qui” di T. Williams.
Lo scenografo è Carmelo Giammello, che vanta una decennale esperienza al Teatro Stabile di Torino, dove ha firmato numerosi bozzetti per il grande regista Luca Ronconi e ultimamente per Gabriele Lavia.
Teresa Acone, la costumista, esperta professionista che spazia con la sua attività dal cinema al teatro, alla televisione, ha invece realizzato un “atelier” di costumi che rappresentano un autentico spaccato dell’epoca.
La colonna sonora, con brani di Paul Simon a Art Garfunkel, è di Renato Giordano, autore, regista, musicista che vanta numerose esperienze anche in ambito cinematografico.
Stefano Pirandello, il direttore della fotografia, è uno dei più apprezzati light-designer del teatro italiano.

Al Teatro Manzoni dal 4 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008
6 e 7 dicembre riposo
chiusura per le festività natalizie dal 24 al 30 dicembre
Orari: feriali e 8 dicembre ore 20,45 - domenica ore 15,30
Biglietto: Poltrona € 32,00 da martedì a venerdì - € 34,00 sabato e domenica
martedì 6 novembre alle ore 20,45 avrà luogo la PRIMA dello spettacolo


…E’ PERMESSO?

di Enrico Vaime, Enrico Montesano, Adriano Vianello
con la collaborazione di Max Greggio e David Lubrano



che vede impegnato come protagonista

ENRICO MONTESANO


per la regia di ENRICO MONTESANO


La scenografia è di Uberto Bertacca, i costumi sono di Stefano Rianda, le musiche di Pino Perris, le coreografie di Manolo Casalino.

Recite sino a domenica 2 dicembre (feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30).



Teresa Trisorio e RPS presentano …E’ PERMESSO? Di Enrico Vaime, Enrico Montesano, Adriano Vianello con la collaborazione di Max Greggio e David Lubrano. Con ENRICO MONTESANO e con Roberta Albanesi, Pacifico Acciarino, Luigi Acciarino, Eduardo Acciarino, e con le soliste Erica Baldini, Eloise Chapman, Daniela Frega, Francesca Nerozzi.
La scenografia è di Uberto Bertacca, i costumi sono di Stefano Rianda, le musiche di Pino Perris, le coreografie di Manolo Casalino.
Le musiche dal vivo sono eseguite da Giancarlo Colangelo (sax basso), Renato Gattone (contrabbasso), Mario Lineri (batteria), Giuseppe Ricciardo (sax tenore), Enzo Di Santo (pianoforte), Carmelo Tartamella (chitarra).
Regia Enrico Montesano.


“…è permesso?” prosegue idealmente la strada aperta da Enrico Montesano e Vaime con “Trash” nel 1994, anticipatore del dibattito poi svoltosi negli anni successivi. Allora il trash era un sostantivo, non un termine alla moda. “Trash” è stato un grande successo teatrale, portato poi in televisione (per Rai Uno ne è stata realizzata una versione televisiva in due puntate nel 2004) con un felice risultato sia di ascolto che di gradimento.
Scritto dallo stesso Montesano con Enrico Vaime, Adriano Vianello e la collaborazione di Max Greggio e David Lubrano, il titolo, “…è permesso?” dice già tutto o quasi, esprime dubbi sulla effettiva libertà di fare o dire quello che ci passa per la testa, rappresenta una sfida. “E’ permesso?” è la frase che l’attore pronuncia entrando in scena. Chiede “è permesso…?” non solo per iniziare, ma anche per essere libero di dire qualcosa che va oltre il politicamente corretto.
Montesano afferma: “Con questo spettacolo siamo “on time” – come si dice in italiano, l’argomento è caldo!
…diciamoci la verità: quanto è noioso il politicamente corretto…!”.
E’ proprio per combattere questa insopportabile noia che l’attore cercherà di uscire dalla gabbia del politicamente corretto con irriverenza, allontanandosi il più possibile da perbenismo e ipocrisia e, per dirla con un’espressione ora di moda…dal buonismo imperante!
Al Buonismo noi preferiamo il Cattivismo! - continua l’attore - Il Buonismo, il Politically correct…con l’annesso e connesso relativismo pervade ogni aspetto della nostra società, ci condiziona non poco, infatti qualcuno inizia a domandarsi se si debba o no continuare su questa strada…
Provare ad essere cattivi, non è facile! In quest’opera di recupero del sano “Cattivismo” lo spettacolo ha bisogno della complicità e della collaborazione del pubblico, che verrà coinvolto per offrire, finalmente, un po’ di sano, sacrosanto, onesto peggio di sé.
In un rigurgito di correttezza, nel finale, tutto ciò verrà vanificato e il pubblico stesso avrà la possibilità di riscattarsi.
Una bella sfida per Montesano che in scena si avvarrà della collaborazione di quattro cantanti-attori e di quattro ballerine soliste, mentre l’esecuzione delle musiche dal vivo è affidata a sei musicisti.


Al Teatro Manzoni dal
6 novembre al 2 dicembre 2007
Orari: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
Biglietto: Poltrona € 32,00 da martedì a venerdì - € 34,00 sabato e domenic
Fox & Gould produzioni e Cherestanì produzioni, ZUZZURRO & GASPARE presentano SARTO PER SIGNORA di Georges Feydeau. Con Andrea Brambilla, Nino Formicola, Camillo Milli, Eleonora d’Urso, Marco Zanutto, Marianna Dal Collo, Desirée Giorgetti, Giovanni Prosperi.
Scene Antonella Conte, costumi Pamela Aicardi, luci Raffaele Perin.
Regia ANDREA BRAMBILLA.


Primo grande successo di Georges Feydeau, “Sarto per signora” fu accolto, sin dalla sua prima rappresentazione nel 1887, da un grande consenso di critica e di pubblico. Da allora questa esilarante pièce non ha smesso di divertire grazie ad un meccanismo comico perfetto, un congegno ad orologeria che strappa risate a getto continuo.
Tutta la vicenda gravita intorno al dottor Moulineaux il quale, per coprire un tentativo di scappatella extra-coniugale, inventa bugie sempre più inverosimili finchè, invischiato nelle sue stesse finzioni, si trova obbligato a farsi passare come “sarto per signora”. Attorno a lui agiscono e si dibattono la moglie ingenua e fragile, la pedante suocera, il candido domestico, una sua potenziale amante, un marito tradito…
Le avventure-disavventure dei personaggi sembrano svilupparsi spontaneamente, come in un gioco del caso che l’autore si diverte ad osservare assieme allo spettatore. In realtà, ad una lettura più attenta, ci si accorge che Feydeau, come un gran burattinaio, obbliga i propri personaggi ad una travolgente danza degli equivoci, sempre più intricata. Nulla è lasciato al caso. Tutti i personaggi interagiscono tra loro, incontrandosi e sfuggendosi, creando situazioni ad incastri, sempre più sorprendenti, quasi a disegnare una tela di ragno tessuta da una raffica di battute, in uno scoppiettante fuoco di artificio. Ma prima ancora che un teatro di battute questo è un teatro di situazione, dell’equivoco all’ennesima potenza. Il lieto fine di questa farsa non è così scontato, i personaggi, una volta calmate le acque, sono pronti a ricominciare i loro intricatissimi imbrogli.
La farsa è figlia del suo tempo: ci offre un esempio della borghesia cinica, disincantata e bigotta. Siamo in piena Belle Epoque, ma la borghesia di oggi non è così dissimile: è come trovarsi di fronte ad uno specchio deformante in cui osservare i nostri molti vizi e le nostre poche virtù.
Maestri della battuta a ritmo serrato e del travolgente gioco degli equivoci, Zuzzurro e Gaspare, ovvero Andrea Brambilla e Nino Formicola, e un nutrito cast di attori, animeranno senza risparmiarsi le intricate vicende che il testo propone.


Al Teatro Manzoni dal 9 ottobre al 4 novembre 2007
Orari: feriali ore 20,45 – domenica e 1 novembre ore 15,30
Biglietto: Poltrona € 30,00 da martedì a venerdì - € 32,00 sabato e domenica
Girgenti Spettacoli srl in collaborazione con Marangoni Spettacolo presentano NORD & SUD di Gianfranco Jannuzzo e Renzino Barbera. Con GIANFRANCO JANNUZZO.
Scene Leonardo Conte, musiche Daniele Cestana, costumi Silvia Morucci.
Un ringraziamento affettuoso ad Andrea Stretti “Il bambino dell’Allammicu”.
Regia PINO QUARTULLO.


Dopo il grande successo di critica e di pubblico ottenuto nelle passate stagioni, ritorna “Nord & Sud”, one-man-show pieno di musica e sorprese interpretato da Gianfranco Jannuzzo.
Scritto a quattro mani dallo stesso Gianfranco Jannuzzo con quello straordinario autore, umorista e poeta che è Renzino Barbera, lo spettacolo, aggiornato negli aspetti legati all’attualità, soddisfa l’esigenza dell’attore di legare alcuni brani del suo repertorio che hanno per comune denominatore l’uso di dialetti diversi. Convinto che il dialetto abbia, per la sua naturale immediatezza, spontaneità e ricchezza di sfumature, una forza di comunicazione straordinaria che rivela, quasi sempre, il carattere, l’intima indole di chi lo adopera, Veneto, Calabrese, Ligure o Campano che sia. Naturalmente l’uso che ne fa non ha nessuna pretesa filologica, né letteraria. Cadenze, cantilene, modi di dire si sposano a piccoli ritratti di tipi e caratteri diversi, sempre verosimili, ma buffi, goffi , paradossali, qualche volta amari.
L’intento è quello di scherzare, esorcizzandoli, sui “difetti” dei meridionali: indolenti, pigri, fatalisti, sognatori; contrapposti per tradizione ai nordici: efficienti, lavoratori, produttivi, pragmatici. Un modo per sfatare i luoghi comuni e divertire il pubblico col vago scopo di dimostrare, senza offesa per nessuno, l’appartenenza ad un unico ceppo, quello italico, la cui massima espressione, la “parola”, fu tanto cara, in un percorso ipotetico da nord a sud, a Manzoni e Pirandello, fino al superbo e neutro Petrarca. Ridere di noi stessi, dei nostri tic, delle nostre imperfezioni è una capacità comune a tutti gli italiani e Gianfranco Jannuzzo, interpretando alla perfezione questa tendenza, ne ha fatto il suo filo conduttore.
In questa avventura è coinvolto, nel ruolo di regista, l’amico di sempre Pino Quartullo, che con lui ha condiviso gli anni della scuola di recitazione di Gigi Proietti e le prime apparizioni sulle scene. Uniti da una sorta di fratellanza e complicità, sfociata in un sodalizio artistico, hanno in comune una passione un po’ animalesca per il teatro e lo stesso piacere di far ridere la gente o di commuoverla.


Al Teatro Manzoni dal 2 al 6 ottobre 2007
Orari: ore 20,45
Biglietto: Poltrona € 29,00
____________P R O G R A M M A - Stagione Teatrale 2007-2008


FUORI ABBONAMENTO
Dal 2 al 6 ottobre
GIANFRANCO JANNUZZO
“Nord & Sud” di Gianfranco Jannuzzo e Renzino Barbera
Regia di Pino Quartullo
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Dal 9 ottobre al 4 novembre
ZUZZURRO e GASPARE
“Sarto per signora” di Georges Feydeau
Regia di Andrea Brambilla
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Dal 6 novembre al 2 dicembre
ENRICO MONTESANO
“…è permesso?” di Enrico Montesano
Regia di Enrico Montesano
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Dal 4 dicembre al 6 gennaio
JOHNNY DORELLI
MARIA LAURA BACCARINI
“Night and Day” di Enrico Vaime e Jaja Fiastri
Musiche di Cole Porter - Orchestra dal vivo
Regia di Patrick Rossi Gastaldi
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Dall’8 gennaio al 3 febbraio
MASSIMO DAPPORTO
“I due gemelli veneziani" di Carlo Goldoni
Regia di Antonio Calenda
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Dal 5 febbraio al 2 marzo
GIANFRANCO JANNUZZO
con la partecipazione di DANIELA POGGI
“Il divo Garry” di Noel Coward – adattamento di Masolino D’Amico
Regia di Francesco Macedonio
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Dal 4 marzo al 6 aprile
STEFANO ACCORSI LUCILLA MORLACCHI
“Il Dubbio” di John Patrick Shanley
Regia di Sergio Castellitto
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Dall’8 aprile al 4 maggio
MAURIZIO MICHELI BARBARA D’URSO
“Il letto ovale” di Ray Cooney e John Chapman
con la partecipazione di SANDRA MILO
Regia di Gino Landi
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Dal 6 maggio al 1 giugno
LUCIANO VIRGILIO BIANCA GUACCERO
“Il maestro e Margherita” uno spettacolo di Andrea Battistini
Tratto dal romanzo di Michail Bulgakov

______PRESENTAZIONE STAGIONE TEATRALE 2007-8

Di fronte alla progressiva capitolazione del millenario “teatro di parola” nei confronti del proliferante “musical”, ancora una volta il nuovo cartellone del Teatro Manzoni è attento a collegare, senza reciproche sopraffazioni, il “grande teatro” con il versante del divertimento. Non a caso l’itinerario della nuova stagione – dopo l’anticipo di una sola settimana di repliche del trascinante “Nord & Sud” con Gianfranco Jannuzzo, accolto festosamente quattro anni fa – si apre con “Sarto per signora” di Georges Feydeau, un classico del teatro parigino otto-novecentesco affidato alla simpatica coppia Zuzzurro e Gaspare. Il divertimento è assicurato dal disinvolto personaggio del medico Moulineaux costretto a fingersi sarto per signora agli occhi del credulo marito dell’appetitosa Susanna. L’eccezionale capacità di Feydeau (1862-1921) trova in “Tailleur pour dames” la promettente capofila di un aggiornato ”vaudeville” con la marca inconfondibile di “La dame de chez Maxim” e di “Occupati di Amelia”. Scritta dall’allora ventiquattrenne Feydeau, “Sarto per signora” è stato il cavallo di battaglia di tutti i grandi “brillanti” del secolo scorso, ospitato in anni recenti dal teatro Manzoni con l’interpretazione di Renzo Montagnani (1992-93).
La stagione prosegue con uno dei beniamini del teatro contemporaneo, ovvero Enrico Montesano, protagonista assoluto di “…è permesso?” scritto assieme a Enrico Vaime, Adriano Vianello, David Lubrano e Max Greggio, inscenato con l’apporto registico di Arturo Brachetti. Assieme alla “star” Montesano figurano quattro giovani attori scoperti dallo stesso autore con altrettante ballerine soliste e il contributo di un trio jazz. Proseguendo idealmente la strada aperta da Enrico Montesano con “Trash”, lo spettacolo come lui lo definisce è “un incontro non conforme per pubblico politicamente scorretto”. Il tentativo di coinvolgere appieno il pubblico nel “gioco delle cattiverie” si concluderà con la proposta di tre finali diversi: uno “cattivo”, un secondo “cattivello” e un terzo così sfacciatamente “ottimistico” da risultare sottilmente perfido.
Per non smarrire la strada maestra del buonumore, subentrerà all’autore-attore-regista Montesano un’altra stella del teatro del sorriso con il ritorno in palcoscenico, all’insegna di “Night and Day”, di Johnny Dorelli impegnato a fare rivivere la lezione d’arte e di vita del mitico Cole Porter. Con la regia di Patrick Rossi Gastaldi lo spettacolo, scritto da Enrico Vaime e Jaja Fiastri, darà a Dorelli la possibilità di rievocare le struggenti melodie di “Night and day” (che non a caso dà il titolo allo spettacolo), ma soprattutto di penetrare nel rapporto artistico-sentimentale di Cole con la compagna d’arte e di vita Linda Thomas, affidata alla mediazione interpretativa di Maria Laura Baccarini reduce dal grande successo del musical “Chicago”. Cinque musicisti e un corpo di ballo affiancheranno i due protagonisti lasciando spazio all’inventiva vocale e musicale dell’autore di “Kiss me, Kate”, “Begin the Beguine” e “Can Can”.
Nel tricentenario della nascita di Carlo Goldoni (1707-1793) non poteva mancare un omaggio esplicito al massimo commediografo italiano di ogni tempo. L’anno nuovo 2008 si aprirà con la riduzione di una delle commedie goldoniane più rappresentate negli ultimi cinquanta anni, ovvero con la ripresa di Antonio Calenda di “I due gemelli veneziani” affidato alla personalissima interpretazione di Massimo Dapporto. La commedia è incentrata sulle vicende dell’astuto e spregiudicato bergamasco Zanetto e del suo tonto fratello veronese Tonino, per dar vita a tutto un mondo di sentimenti, inquietudini, emozioni, rivalità e a un teatro fatto di equivoci, frenesie, mascheramenti che il grande autore veneziano conosceva e che tuttora continuiamo a sentire validi.
All’estro comico dei gemelli goldoniani darà il cambio “Il divo Garry” di Noel Coward (l’autore e attore forse più popolare del Novecento inglese) impersonato da Gianfranco Jannuzzo, perfettamente a suo agio nel far rivivere la frenetica esistenza dell’attore Garry Essendine alle prese con l’ex gelida moglie Liz, la protettiva segretaria e lo squinternato aspirante commediografo Roland. Disincantato ritratto della borghesia inglese alla vigilia della seconda guerra mondiale, “Il divo Garry” animato dalla regia trascinante di Francesco Macedonio, vedrà Daniela Poggi e gli affiatati attori della Compagnia del triestino Teatro Stabile della Contrada confrontarsi con il protagonista di “Present laughter” (titolo originale), che assieme a “Breve incontro” e a “Spirito allegro” costituisce una trilogia esemplare della middle-class inglese degli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso.
Sarà poi Stefano Accorsi, all’apice di una strepitosa carriera cinematografica, il protagonista di “Il Dubbio” di John Patrick Shanley, coadiuvato dal regista Sergio Castellitto con la grande Lucilla Morlacchi nel ruolo della severa Suor Aloysius. L’azione si svolge nella scuola parrocchiale di Brooklin dove si dipana la trama sottile di un sospetto abuso sessuale da parte del carismatico Padre Flynn nei confronti di un chierichetto di colore. Al dramma di un “dubbio”, destinato a rimanere senza spiegazioni definitive, partecipano oltre all’arcigna, ma generosa Suor Aloysius anche una dolce Suor James, contribuendo al successo di uno spettacolo laureato due anni fa dal prestigioso Premio Pulitzer, dopo le repliche nei teatri di Broadway. L’autore, costantemente diviso tra teatro e set cinematografico, è soprattutto famoso per il suo ingegno di sceneggiatore dimostrato in particolare con i film “Joe contro il Vulcano” (che ha anche diretto) e “Stregata dalla luna”. L’inquietante tema centrale di “Il Dubbio” sarà trasferito al cinema in un film di imminente realizzazione con la prestigiosa coppia Meryl Streep e Dustin Hoffman.
Maurizio Micheli farà coppia con Barbara d’Urso in “Il letto ovale” di Ray Cooney e John Chapman, ambientato dal regista Gino Landi in un appartamento di Milano sovrastante gli uffici della casa editrice in cui lavorano Filippo e Enrico. Un difetto di telefoni cellulari crea una serie di equivoci attorno alla presunta infedeltà dell’ineccepibile Giovanna, moglie esemplare di Filippo. Ma chi conosce le capacità dialogiche di Cooney, autore di “Se devi dire una bugia dilla grossa” e di “Taxi a due piazze”, non può concedere limiti alle soluzioni inventive di un commediografo capace di conciliare le invenzioni sceniche di Georges Feydeau con le sottolineature caustiche di George Bernard Shaw. A caratterizzare uno degli stravaganti personaggi interverrà la divertente Sandra Milo.
A coronamento della stagione teatrale è previsto il recupero di “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov affidato all’interpretazione dell’accoppiata Luciano Virgilio e Bianca Guaccero con la regia e l’adattamento di Andrea Battistini. Lo stesso Battistini è stato regista e protagonista di una riedizione animata dall’estro di Rocco D’Onghia (Teatro comunale di Ferrara, 30 novembre 1999), prima di curarne una successiva accolta recentemente al Teatro Carcano di Milano (marzo 2004). La nuova versione, tratta dal celebre romanzo dell’ucraino a disagio nella Mosca degli Anni Venti, avrà una caratterizzazione completamente diversa, ma pur sempre fedele alla presenza sconvolgente del satanico Woland, personificazione dello stesso Diavolo.

____________CAMPAGNA ABBONAMENTI stagione teatrale 2007-2008

ABBONAMENTI IN VENDITA FINO A DOMENICA 28 OTTOBRE presso:

-TEATRO MANZONI orari cassa: 10 - 18 continuato da lunedì a venerdì

- telefonicamente al NUMERO VERDE 800-914350 o al numero 02-7636901 con addebito sulla propria carta di credito (Cartasì, Visa, Mastercard), bonifico bancario invio vaglia postale o assegno bancario.


COSTO DELL'ABBONAMENTO A POSTO FISSO
A 8 SPETTACOLI

RINNOVI E ANZIANI OVER 60

- DA MARTEDI’ A VENERDI’ €. 228,00 compresi diritti di prevendita
- SABATO E DOMENICA €. 232,00 compresi diritti di prevendita


NUOVI ABBONAMENTI

- DA MARTEDI’ A VENERDI’ €. 236,00 compresi diritti di prevendita
- SABATO E DOMENICA €. 240,00 compresi diritti di prevendita


- ABBONAMENTO A POSTO LIBERO
A 8 SPETTACOLI CON VALIDITA’ NEI GIORNI DI MARTEDI’, MERCOLEDI’ E GIOVEDI’ DELLA PRIMA E SECONDA SETTIMANA DI RAPPRESENTAZIONE CON ASSEGNAZIONE DEL POSTO NEL SECONDO SETTORE DEL TEATRO
€. 180,00 compresi diritti di prevendita