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Musicali al Teatro Olimpico contrà S. Pietro, 67 36100 Vicenza tel./fax: 0444.302425 www.olimpico.vicenza.it settmus@olimpico.vicenza.it |
| membro EFA-European Festival Association XVII edizione Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma (con un omaggio a Palladio) Rassegna stampa CONCERTI IL GIORNALE DI VICENZA - Cesare Galla SETTIMANE MUSICALI. ANTEPRIMA NELL'AMBITO DEL FESTIVAL BIBLICO Misticismo sonoro tra violino e piano 03/06/2008 Prima di inoltrarsi sulle vie che portano a Roma, seconda tappa del "Viaggio in Italia" iniziato lo scorso anno, le Settimane Musicali al teatro Olimpico - quest'anno un mese tondo e fitto di appuntamenti - hanno proposto un'anteprima in sinergia con il Festival Biblico. Nell'ambito della musica da camera strumentale - in questo caso violino e pianoforte: Sonig Tchakerian e Bruno Canino - i collegamenti con le Scritture sono forzatamente mediati e più o meno "nascosti". Ma naturalmente è decisivo l'atteggiamento spirituale di ogni autore, il suo personale rapporto con l'aspetto religioso dell'arte e dell'esistenza. Da questo punto di vista era inevitabile la presenza di Bach nel programma della serata, anche se ormai è tramontata definitivamente l'idea che questo musicista sia stato una sorta di musicale prete luterano, tutto teso a pregare nascostamente anche quando si occupava di composizioni profane. In realtà, la sua Sonata per violino BWV 1016 è una squisita vetrina di stili e di soluzioni formali tutt'altro che vicine alla meditazione religiosa, anche se la cornice è in effetti quella della cosiddetta "Sonata da chiesa", grazie alla presenza di un movimento lento iniziale. Più interessante era piuttosto l'idea di offrire una sorta di excursus interconfessionale nel quale a fianco di Bach e di Schumann (proposto a fine concerto) hanno trovato posto l'americano di origine armena Alan Hovhannes (1911 - 2000) e lo svizzero-americano di religione ebraica Ernest Bloch (1880 - 1959), due protagonisti appartati ma notevoli della musica del XX secolo. Hovhannes è un autore sofisticato e di forte impronta mistica. Le sue "Tre visioni di Mesrob" sono collegate alla nascita della lingua armena, per la necessità di tradurre le Sacre Scritture nei primi secoli dopo Cristo. Vi domina una scrittura molto libera e molto caratterizzata strumentalmente, moderatamente d'avanguardia e di grande forza espressiva. Il senso melodico e il virtuosismo violinistico caratterizzano invece i tre "Quadri di vita chassidica" intitolati "Baal Schem" di Bloch: qualche allusione "etnica" nell'armonia, ma soprattutto una coinvolgente tensione espressiva di franca derivazione tardo-romantica. In questi due brani, infrequenti nelle sale da concerto, Sonig Tchakerian ha fatto brillare la propria musicalità fervida e sofisticata, in magnifico equilibrio fra le ragioni della tecnica e del pensiero, entrambe mese a fuoco con naturalissima forza comunicativa. Ecco allora la ricchezza calda del suono, il fascino del colore messo a disposizione della melodia, la precisione e la nitidezza, l'evidenza di una complessa riflessione di stile. Non così convincente, per un certo sospetto di freddezza pur elegante, era parso il Bach iniziale, ma poi la Sonata op. 121 di Schumann ha offerto prova della magnifica maturità di questa violinista, cui il repertorio fra Romanticismo e Novecento sembra particolarmente connaturale. Le complesse architetture schumanniane - che avrebbero forse richiesto maggiore incisività anche al pur attento pianoforte di Bruno Canino - sono state rese con febbrile evidenza ma senza mai abbandonare il necessario controllo. Grandi applausi alla fine da parte di un pubblico che non riempiva tutto l'Olimpico. Per bis, una pensosa Siciliana di Bach e il trascinante Scherzo per violino e pianoforte di Brahms. IL GIORNALE DI VICENZA-Eva Purelli RASSEGNE. PER LE "SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO" UN RECITAL BRILLANTE E RAFFINATO DAVANTI A UN PUBBLICO POCO NUMEROSO MA PRODIGO DI APPLAUSI 08/06/2008 Regazzo, la voce apre orizzonti d'amorosi sensi Del crudo amor serve al basso-baritono veneziano per cavalcare ogni sorta di artifizio timbrico. Grande presenza scenica Mozart, Mayr, Rossini, Bianchini, Händel... un programma intenso. Bravo Romano al piano Il basso-baritono Lorenzo Regazzo è stato il protagonista al Teatro Olimpico di un recital brillante, insolito e raffinato per le "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" rassegna entrata nel vivo di uno dei suoi filoni portanti: quello vocale e operistico. Sul podio olimpico la sola voce di Regazzo, (accompagnato alla tastiera da Romano) ad aprirci orizzonti di 'amorosi sensi', scandagliati nelle implicazioni psicologiche, analizzati attraverso i tormenti e le pene dei palpiti, resi eterni grazie alle note di grandi geni ma anche di 'penne minori' sul pentagramma. Del crudo amor serve al musicista veneziano per cavalcare con prodezze ogni sorta di artifizio timbrico, sfoderando le sue arti di sapiente 'animale da palcoscenico': grande presenza scenica, movenze eleganti, salda tenuta vocale, armonici caldi ed avvolgenti, tecnica impeccabile. S'inizia con la sofferenza amorosa... (Ah, delle pene d'amor son piene le battaglie e le pugne...). Come il barocco profilo di Händel : una impegnativa scena operistica, creata a Roma e che condensa nel titolo Dalla guerra amorosa, il paradigma che alla guerra si va come all'amore. Amore e pazzia sono il binomio indissolubile ed esagerato del settecentesco "Per la gloria d'adorarvi", di Bononcini, accompagnato con sonorità clavicembalistiche al pianoforte in modo puntuale e preciso. Ancora pazzia cantata per amore nella Scena della follia di Orlando, una delle poche pagini superstiti dall'opera vivaldiana "Orlando Furioso", proposta in prima esecuzione assoluta proprio nella versione per basso che il prete rosso scrisse per il cantante e virtuoso veneziano Carli. Il lagunare Regazzo, (passati due secoli e passa) parimenti non sfigura e ci regala una chiusura della prima parte con il divino Mozart. Il pianista Romano fa precedere le due arie dal delicato Adagio kv 356/617 (in origine per l'insolito strumento dell'armonica a bicchieri) , preludio agli intimismi funesti di Amadeus. Regazzo affronta con accorta espressività dolente l'aria che il salisburghese dedica all'amico Von Jacquin, "Io ti lascio, o cara, addio"-un commiato d'amore scarno e mesto e il monito maschile sull'incostanza femminina: il recitativo e aria da Le Nozze; "aprite un po' quegli occhi..le donne son streghe che incantano, comete che brillano, rose spinose..". Il tema dello struggimento amoroso caratterizza anche la proposta più 'leggera' e briosa della ripresa, con tre canzoni veneziane di Mayr, le tre versioni dell'aria 'Mi lagnerò tacendo' dai 'vecchi peccati parigini' di Rossini e cinque ariette gustose, fresche, ironiche e sapide di Hahn e Buzzolla. Un terreno privilegiato per il basso in cui egli si muove con eleganza, ironia, vivezza e sostenuto dal valido Romano. Pubblico numericamente scarno ma prodigo e con calore di applausi. Tris fuoriprogramma con arie di Bianchini e Rossini. IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli SETTIMANE MUSICALI. ALL'OLIMPICO SUCCESSO DEL TEATRO ARMONICO 15/06/2008 Quando Bach "celebrava" il potere civile Radulescu esalta i fastosi colori della Cantata scritta per il solenne insediamento di un nuovo Consiglio a Lipsia Una serata di grande musica con un Teatro Olimpico al gran completo. La collaborazione nata lo scorso anno con un concerto nell'Oratorio dei Filippini fra l'associazione culturale Mousiké e le Settimane Musicali al Teatro Olimpico nell'edizione attuale si è ulteriormente consolidata e ha dato vita a un concerto all'Olimpico. L'impegno si realizza grazie al sostegno di importanti partner e sponsor e regala alla città di Vicenza un "Progetto Bach", giunto all'ottava edizione. Nel nome di Johann Sebastian, il direttore Michael Radulescu coltiva un laboratorio vocale e strumentale, il "Teatro Armonico" (quest'anno le selezioni hanno pescato il meglio in un gruppo di ben 400 musicisti provenienti da 27 città italiane) capace oggi di raffinatezze e di una solida presenza espressiva. La proposta bachiana di Radulescu, sempre assistitito da Margherita Dalla Vecchia, entusiasta e competente, si è orientata questa volta sulle due Cantate BWV 119 e BWV 21. La 119, "Preise, Jerusalem, den Herrn" venne composta per l'insediamento del Consiglio municipale di Lipsia. Un segno di buon auspicio interpretato anche dall'assessore alla Cultura Quero, che ha salutato il pubblico e ringraziato per il segno augurale: un concerto in onore del rinnovato Consiglio comunale. Prima di otto Cantate destinate al servizio liturgico per l'insediamento consiliare cittadino fu proprio questa "Lode al Signore di Gerusalemme". Sopra un testo ignoto ma ispirato al Salmo 147, Bach cementa il suo pensiero di magnificenza e di gloria al Signore (non dimenticando di inneggiare alla prosperità di Lipsia) muovendo un organico strumentale di ampie dimensioni : orchestra d'archi, sezione di fiati composta da tre oboi, due flauti, quattro trombe, basso continuo con organo e cembalo, timpani. Le evoluzioni vocali sono sostenute dagli interventi dei soli (in luce il contralto Lucia Napoli, il soprano Patrizia Vaccari, il tenore Raffaele Giordani , il basso Marco Scavazza) e dal coro di voci maschili (in aggiunta le voci soliste di Baltazar Zuniga e Aurelio Schiavone) e femminili. La musica è trionfale, marziale , con arie in stile concertante e un movimento fugato. Coesa e duttile la "macchina musicale" che Radulescu fa muovere con incisiva ma rigorosa brillantezza. La Cantata BWV 21 , considerata una delle più belle di Bach, eseguita nel giugno 1723 si richiama a certi aspetti tipici oratoriali all'italiana , con all'interno un duetto- intimo e tenero- di incredibile soavità fra contralto e basso. Assieme ai soli nel coro qui in evidenza oltre a Napoli e Giordani il basso Walter Testolin. L'opera offre forti contrasti spirituali in cui mestizia, speranza si stemperano e dal lamento iniziale si passa alla gloria del Cristo creatore. L'organico si è mosso con precisione e rigore espressivo. Pubblico entusiasta, applausi cordialissimi. IL GIORNALE DI VICENZA - Cesare Galla CLASSICA /1. ALLE SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO UN CONCERTO "ITALIANO" Rarità cameristiche di italiani primo '900 17/06/2008 Il primo Novecento in Italia sul versante cameristico. L'altra sera all'Olimpico le Settimane Musicali hanno fatto il loro "dovere" di festival, impaginando un programma sicuramente insolito e probabilmente raro, se non altro perché interamente dedicato ad autori che al massimo, nelle nostre sale da concerto, vengono proposti a spizzico e con molta cautela. Invece domenica la scena è stata tutta per Casella e Rota, Castelnuovo Tedesco e Respighi, raccontati attraverso "geometrie" cameristiche diverse, dal duo al quintetto con pianoforte passando per il quartetto d'archi. Il pezzo forte ci è parso il Concerto op. 40 per quartetto d'archi di Alfredo Casella, sostanziosa composizione dei primi anni Venti nella quale emerge l'ampiezza dei riferimenti culturali e creativi di un autore che a lungo aveva frequentato l'ambiente parigino, cruciale nella formazione delle avanguardie all'inizio del secolo. Sulla soglia dell'affermazione generalizzata del Neoclassicismo nella musica europea, Casella scrive per quartetto una composizione che si nutre ugualmente di raffinate eleganze formali e di una scrittura ora spigolosa, ora consapevole della lezione di Debussy e di Ravel. Meno sofisticati, più pronti a un'immediatezza espressiva autonoma o mediata dalle citazioni celebri sono parsi l'Intermezzo per viola e pianoforte di Nino Rota (allievo di Casella), che lungi dalla distaccata ironia delle musiche da film che l'hanno reso celebre si propone con tesa espressività tardo-romantica, e "Figaro" di Mario Castelnuovo Tedesco, ironico "pastiche" sulla più celebre Romanza del Barbiere di Siviglia rossiniano, risolta in virtuosistica effervescenza pur nel rispetto della linea melodica. La seconda parte del concerto era tutta dedicata a Ottorino Respighi, un autore che dimostra indubitabile "respiro" europeo quando maneggia la grande orchestra, ma che nell'ambito cameristico non esprime la stessa originalità, anche se gli va riconosciuto rigore formale e qualche interessante invenzione melodica. Sia nell'Adagio con Variazioni per violoncello e pianoforte sia, soprattutto, nel giovanile Quintetto per pianoforte e archi, la cifra fondamentale è data dalla turgida e a tratti retorica dimensione espressiva di stampo tardo-romantico, temperata peraltro dalla nitida consapevolezza dei rapporti cameristici fra gli strumenti, specie nel Quintetto che fin dalla tonalità - Fa minore - appare come un omaggio a Brahms, autore di uno dei più celebri Quintetti con pianoforte dell'Ottocento. Secondo tradizione, l'esecuzione è stata affrontata da un gruppo di ancora giovani ma già affermati specialisti, riunitisi nell'occasione del concerto per la "sfida" sempre nuova e sempre ardua del far musica da camera. I violini erano quello di Sonig Tchakerian - che coordina tutta la parte cameristica delle Settimane Musicali - e di Gabrielle Shek: impetuoso e affascinante per ricchezza di colori e sottigliezza incisiva di fraseggio, il primo; elegante e limpidamente equilibrato nella misura cameristica il secondo. Alla viola c'era Danilo Rossi, prima parte dell'orchestra della Scala, strumentista di irruenta e coinvolgente musicalità ma anche di sorvegliata consapevolezza espressiva. Il violoncello era quello di Enrico Dindo, oggi uno dei maggiori protagonisti del suo strumento non solo in Italia, ammirevole per il calore e la lucida consapevolezza stilistica nell'Adagio di Respighi, ma anche per la nitida ed efficacissima disposizione cameristica, tutta giocata su di un equilibrio mai rinunciatario, anzi in grado di sottolineare la ricchezza della linea melodica. Al pianoforte sedeva con accorta sensibilità Roberto Cominati, tocco elegante e fraseggio misurato per un suono di calda comunicativa. Pubblico non da tutto esaurito ma prodigo di applausi, alla fine particolarmente calorosi e prolungati. --------------------------------------------------------------------------------
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| XVII edizione Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma (con un omaggio a Palladio) Rassegna stampa OPERA IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli SETTIMANE MUSICALI. LA PARTE STRUMENTALE BEN SOSTENUTA DALL'ARTE DELL'ARCO CON FEDERICO GUGLIELMO 24/06/2008 Ecco il Vivaldi vicentino trionfo di "affetti" barocchi Si conosce il Vivaldi sacro, si apprezza il famoso e sfavillante Vivaldi delle Quattro Stagioni, si è riscoperto l'immenso patrimonio strumentale del 'prete-rosso' ma non è ancora adeguatamente esplorato il settore vocale che vide impegnato il veneziano nella composizione di quasi 100 opere. Quasi una ventina di queste hanno la parte musicale sufficientemente completa e Ottone in Villa è la prima del novero. Un debutto teatrale che avvenne nel maggio 1713 proprio a Vicenza e che grazie alle SETTIMANE MUSICALI al Teatro Olimpico a Vicenza si è replicato. Infatti se non consideriamo la prima storica del Settecento, l'opera è andata in scena a Treviso nel 1729 e in forma di concerto pochi anni fa in Inghilterra. Quando Vivaldi venne a Vicenza per rappresentare la sua prima opera aveva 35 anni, era già famoso e le sue raccolte di musica strumentale circolavano ovunque in Europa. L'importanza perciò della città come luogo privilegiato per quella prima è indubbio. Furono scritturati due cantanti vicentini, Margherita Faccioli e Giovanni Benvenuti e i musicisti Antonio Meneghetti ("valoroso vicentino"), il suo allievo Bartoletti ("secondo violin dà Vicenza") e Domenico De Marchi, oboista vicentino. I violini "forestieri" erano invece quattro, fra cui compariva .. "il signor Antonio Vivaldi, maestro de' concerti delle figlie della Pietà di Venezia". Il ruolo del violino principale e konzertmeister che fu di Vivaldi per questa ripresa in tempi moderni è stata affidata al valentissimo violinista Federico Guglielmo affiancato dall'orchestra barocca padovana "L'Arte dell'Arco". L'Ottone in Villa, tre atti di Benedetto Domenico Lalli dedicati a "Sua Eccellenza Enrico Lord Herbert, primogenito di Sua Eccellenza il Conte di Pembrooke Cavaliere dell'Ordine della Jarettiere"... raccoglie il meglio delle simulazioni, delle dissimulazioni e delle ambiguità anche sessuali , degli inganni, delle allusioni e dei vari "coup de theatre" tipici del teatro del Sei-Settecento. In primis i ruoli "en travesti", così intriganti e fuorvianti e capaci di coinvolgere le tensioni emotive dell'uditorio e poi quell'effluvio - a volte ridondante ma di grande effetto - che caratterizza le fioriture strumentali e vocali, squisitamente barocche. La trama è costituita, come sottolinea il vicentino prof. Vittorio Bolcato (che ha curato con interessanti approfondimenti la trascrizione dal manoscritto originale) "da episodi di vizio non punito e di virtù non ricompensata" e il luogo dove si svolge il dramma musicale d'ambientazione storica è "una villa deliziosa vicino alle mura di Roma scelta per suo divertimento dall'imperatore Ottone". Cinque i personaggi: Cleonilla, in scena Maria Laura Martorana, Ottone, il mezzo tedesco Massimiliano Mauther Von Degerfeld, Caio Silio, il romeno Florin Cezar Ouatu, uno splendido sopranista e i due cantanti italiani Luca Dordolo, Decio, e Marina Bartoli, Tullia alias Ostilio. Cantare in falsetto oggi è una assoluta rarità e il MUSICALIssimo Ouatu ne ha dato una dimostrazione di infallibile brillantezza: virtuosismi, fioriture, tensione espressiva, mobilità espressiva capaci di coinvolgere con grande abilità gli spettatori hanno ricreato il clima che molto sicuramente animava i teatri al tempo di Vivaldi. Arie con il da capo, arie con recitativi e in stile imitativo si sono alternate con le parti in continuo e in sostegno (Vivaldi fa parlare i soli strumenti solo in apertura con una briosa Sinfonia in tre movimenti) espresse dall'ensemble di Guglielmo con una lucentezza e una luminosità coinvolgenti. Le altre voci del cast sono brillate con pari intensità e abilità, restituendoci l'essenza del canto vivaldiano intessuto di complessi virtuosismi ed abbellimenti ma in linea con la linea espressiva che riguarda gli "affetti". Applausi di grande calore da parte di un pubblico attento, partecipe ma non numeroso, in parte intrnazionale. LA STAMPA - Marco Vallora Conflitto d'interessi secondo Vivaldi 29/06/2008 Una vera sorpresa, la prima ripresa in tempi moderni dell'Ottone in Villa di Vivaldi. E invece, al suo esordio di compositore per le scene, già trentacinquenne virtuoso di violino (lo si sente anche qui, negli impervi e briosi combattimenti tra il primo violino concertatore, Federico Guglielmo, "due violette, violone" e i radi fiati, due oboi a rafforzare l'organico e due flauti, in alternativa, perché due soli erano gli esecutori, a imitare tra le quinte il mormorare arcadico della villeggiatura regia) si rivela già (1713) espertissimo e catturante nell'uso delle voci. E l'opera (anni fa cancellata per motivi di costi alla Fenice, registrata da Hickox nel '95, dopo un assaggio al Royal College, alcune arie bellissime fatte conoscere dalla Bartoli) grazie anche al brio mai pedante dell'Arte dell'Arco e una compagine di voci ben amalgamate (straordinaria la norvegese Tuva Semmingsen come Cleonilla e l'elegantissimo falsettista rumeno Ouatu, che del castrato non ha nulla, nel ruolo del "giovane più bello di Roma", Cajo). A prescindere dall'ideale scenario dell'Olimpico palladiano, Vicenza ha un senso perché il giovane Vivaldi, terrorizzato da un insuccesso veneziano, preferì un cauto esordio in provincia: chiese il permesso di "portarsi fuori di Vinezia per un mese, al impiego delle sue vertuose applicazioni" e trionfò "con il miracoloso violino in un intermedio di cornamuse marnate". Forse non vi sarà molta vera drammaturgia nell'Ottone, ma l'elegante florilegio di metafore sonore di natura, anche psicologica, e di pittoresco musicale, conquista. Delizioso il complesso libretto semi-buffo, con l'Imperador di Roma che s'attarda negli ozii alle porte dell'Urbe e tutto trascura per amore di Cleonilla, altrove detta Messalina, che invece insegue il bel Cajo e il paggio Ostilio, in realtà Tullia travestita, per vendicarsi sul fdifrago Cajo. Roma protesta per conflitti d'interessi, Cleonilla ha un buon gioco nel fingere d'aver amoreggiato con una fanciulla e non un drudo. Ottone, anticipando La clemenza di Tito, simula di credervi e, nel giro d'un verso, tutto miracolosamente s'appiana. OPERACLICK - Alessandro Cammarano Antonio Vivaldi Teatro Olimpico - Vicenza: Ottone in villa prima rappresentazione a Vicenza, Teatro delle Grazie, maggio 1713 29/06/2008 Il 17 maggio 1713 un Vivaldi trentacinquenne, già celebrato autore di musica strumentale e con alle spalle diverse composizioni vocali di carattere sacro, esordì come operista lontano - ma non troppo - dalla sua Venezia, al Teatro delle Grazie di Vicenza, con l' "Ottone in villa". Ottone in villa, come ben sintetizza Vittorio Bolcato nel succoso saggio presente nel numero unico realizzato per le Settimane Musicali al Teatro Olimpico, è un¹opera semi-buffa nella quale il filo conduttore è costituito dal travisamento; nulla è in realtà come appare, la virtù non viene ricompensata e le colpe non trovano punizione. A questo si aggiunga un gusto sottilmente perverso per l'ambiguità sessuale: Ostilio, che fa innamorare di sé la volubilissima Cleonilla, assai incline alla promiscuità affettiva, in realtà è Tullia, innamorata di Caio Silio; l'imperatore Ottone, più propenso a godersi la tranquillità della vita in campagna piuttosto che ad occuparsi di Roma, subisce una serie di avvenimenti che dovrebbero riguardarlo, e della soluzione dei quali sarebbe tenuto a farsi carico, fino al punto di dover perdonare tutti benedicendo le nozze di Caio Silio con Tullia e tenendosi la sua infedele Cleonilla.La struttura musicale è assai interessante ed innovativa, pur nel rispetto dei canoni dell'epoca, soprattutto per quanto concerne l'uso dei fiati, due flauti e due oboi, e del violino solista che spesso raddoppiano o inseguono le voci, impegnate al massimo sia nelle arie di furore che in quelle più squisitamente elegiache. Vicenza riaccoglie il suo Ottone a quasi tre secoli dalla "prima" e lo fa nel migliore dei modi. Il Teatro Olimpico, la cui scena fissa ideata dallo Scamozzi è un omaggio all'architettura di Roma e soprattutto al Palladio, fa da cornice ideale ad un'esecuzione in forma di concerto che permette al pubblico di concentrarsi sulla musica e di godere appieno delle voci. Federico Guglielmo, concertatore al violino, opta per una lettura rigorosa ed al contempo fantasiosa, assecondato con grande sensibilità da L'arte dell'arco, ensemble piccolo nei numeri ma meravigliosamente corposo e compatto nel suono, tanto da sembrare in più di un¹occasione un solo strumento capace di dialogare a più voci con i solisti: le arcate dei violini barocchi, intonatissimi, sono scattanti nella loro ricchezza cosi come morbidamente suadenti risultano i flauti a becco e, soprattutto, i due oboi. I tempi che Guglielmo stacca hanno la capacità di tenere desti l'attenzione e l'interesse dell'ascoltatore, suscitando aspettative via via nuove, unite a spunti di riflessione sulla straordinaria capacità compositiva di Vivaldi, il quale, già in questa sua prima opera dà ampia dimostrazione dei suoi talenti teatrali. Equilibrata la compagnia di canto, chiamata ad un impegno tutt'altro che agevole. Maria Laura Martorana, interprete raffinata, canta una Cleonilla dai mille volti ai quali si accompagnano altrettante sfumature della voce; la Martorana dà il meglio di sé in particolare nelle arie più spiccatamente virtuosistiche, nelle quali esibisce colorature brillanti ed agilità sicure. Convincente solo in parte l'Ottone di Tuva Semmingsen, precisa nell'intonazione e chiara nella dizione; la Semmingsen è in possesso di uno strumento pregevole nel registro acuto ma un po' vuoto in quello grave. Condivisibile comunque il suo approccio al personaggio, che oscilla tra deliri amorosi, rimorsi per il suo disinteresse per Roma e bonaria saggezza. Bravissimo il giovane controtenore rumeno Florin Cezar Ouatu nei panni di Caio Silio; Ouatu ha voce di un bel timbro caldo, bei centri e facilità di emissione in acuto, cui si accompagna la sicurezza nei passaggi di agilità. Non ci è poi spiaciuta la sua timidezza in scena, che lo ha portato, a tratti, ad essere più teso del dovuto, visto il personale successo tributatogli dal pubblico. Ci è particolarmente piaciuta la Tullia-Ostilio di Paola Bartoli, soprano di grande musicalità e dotato di un timbro dolcissimo; la sua linea di canto è impeccabile, la ricerca dell¹accento costante, il fraseggio sempre appropriato. Meno bene il Decio di Luca Dordoli, troppo spesso in affanno in arie che ci sono apparse un po' sovradimensionate per la sua vocalità, soprattutto per quanto attiene alle agilità, le quali sono risultate appiattite in più di un¹occasione. Successo pieno di pubblico all¹indirizzo di tutti gli interpreti, con particolare calore per Ouatu. GIOVANNI BATTISTA RIGON Settimane 2009 nel segno di Napoli e di Rossini comico L'opera che proporrò all'Olimpico sarà "Il turco in Italia", ambientata nella città partenopea 03/07/2008 Il maestro Giovanni Battista Rigon, direttore artistico delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ha appena concluso la XVII edizione del Festival che si svolge nel più antico teatro coperto del mondo. Non è rimasto però a Vicenza a godersi i meritati allori.. ma ha fatto subito la valigia ed è ripartito alla volta di Martina Franca. La splendida città pugliese dal volto barocco ha un prestigioso Festival estivo di recente entrato a far parte dell'Association Européenne des Festivals des Musique. Qui negli anni scorsi sono nati allestimenti integrali di opere come "Capuleti e Montecchi", "Puritani", "La Favorita", la rappresentazione moderna di "Adelaide di Borgogna" di Rossini. Ogni volta la filologia critica ha messo in luce aspetti sconosciuti di opere magari sconosciute catalizzando così l'attenzione del mondo musicale. Maestro Rigon, cosa fa a Martina Franca? Bagni di sole e mare? Spero di non farmi mancare anche questi, fra una prova e l'altra! Il luogo è incantevole e il clima meraviglioso.. ma non sono in vacanza, bensì già al lavoro con l'allestimento e la messa in scena dell'opera di Niccolò Piccinni, "Re Pastore". La prima esecuzione assoluta in tempi moderni è il 17 luglio, con diretta su Radio 3". Ci può fare qualche anticipazione ? Il cast da chi è composto? Il cast segue l'indicazione del Festival: fare lavorare i giovani già in carriera: fra le voci già ascoltate a Vicenza ci sarà ad esempio Maria Laura Martorana (Cleonilla nell'Ottone in Villa), nel ruolo di Lisa e poi altre due voci assai interessanti di controtenori (nell'opera di Piccinni erano i castrati); la regia è di Alessio Pizzech. Il Festival al Teatro Olimpico si è appena concluso. Ne possiamo trarre un bilancio positivo? Direi di sì, senza alcuna presunzione. Ho sempre pensato che la peculiarità di un festival è di cercare dei punti caratterizzanti per distinguersi, ma anche creare percorsi nuovi. Il Festival delle Settimane al Teatro Olimpico anche questa volta ha offerto proposte particolari e di richiamo che hanno attirato l'attenzione della critica nazionale Parlo di composizioni come il Concerto op.40 del 1923 per quartetto d'archi di Alfredo Casella. A proposito del quale, un particolare curioso: le partiture non sono più edite da tempo e il materiale ci è stato gentilmente concesso dalla figlia del compositore, Fulvia Casella Nicolodi. E tante sono le musiche ascoltate che rischiavano di rimanere dimenticate ad opera di Respighi, Rota, Castelnuovo Tedesco. Il Festival si è articolato nelle tradizionali quattro sezioni: opera, concerti, conferenze, film. Anche questi filoni verranno ripresi l'anno prossimo, in occasione del 'viaggio in Italia' musicale che arriverà nel 2009 a Napoli? Certo: speriamo di avere ancora l'apporto qualificato di Radio3 con la presenza di approfondimenti tematici da parte di prestigiosi critici e musicologi e con la messa in onda del materiale registrato. Inoltre è nostra intenzione proseguire nell'allestimento di un titolo di opera di tradizione però 'aggiornato' con una versione particolare e moderna. Posso già anticipare che l'edizione 2009 porterà sulla scena olimpica l'opera di Rossini "Il Turco in Italia" e non mancherà un titolo di un'opera di musica antica. Continuerà anche la felice iniziativa del 'Progetto Giovani' con mentore il M° Giovanni Guglielmo e l'offerta filmica ricercata Per informazioni Settimane Musicali al Teatro Olimpico contrà San Pietro, 67 36100 Vicenza 0444 302425 |
| XVII edizione Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma (con un omaggio a Palladio) Sabato 31 maggio 2008 Teatro Olimpico di Vicenza, ore 21.00 Concerto-Anteprima in collaborazione con il Festival Biblico Sonig Tchakerian, violino Bruno Canino, pianoforte JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750) Sonata in Mi magg. BWV 1016 (1720 circa) Adagio Allegro Adagio ma non tanto Allegro ALAN HOVHANNES (1911-2000) Tre Visioni di S.Mesrob op. 198 (1962) La montagna celeste L’uccello celeste L’alfabeto celeste ERNEST BLOCH (1880-1959) Baal Schem. Tre quadri di vita chassidica. (1923) Nigun (melodia) Vidui (confessione) Simchas Torah (Gioia della Sacra Scrittura) ROBERT SCHUMANN (1810-1856) Sonata in re min. op. 121 “Grosse Sonate” (1851) Ziemlich Langsam - Lebhaft Sehr Lebhaft Leise, einfach Bewegt Venerdì 6 giugno 2008 Teatro Olimpico di Vicenza, ore 21.00 Del crudo amor Lorenzo Regazzo, basso Dimitri Romano, pianoforte GEORG FRIEDRICH HÄNDEL (1685-1759) "Dalla guerra amorosa" GIOVANNI MARIA BONONCINI (1642-1678) "Per la gloria d'adorarvi" ANTONIO VIVALDI (1678-1741) Scena della follia di Orlando dall' Orlando furioso (prima esecuzione assoluta della versione originale per basso del 1714) WOLFGANG AMADÉ MOZART (1756-1791) Adagio KV 356/617a (per pianoforte, dall'originale per glassarmonica) "Io ti lascio, o cara, addio"Aria KV 621a "Aprite un po' quegl'occhi"Recitativo ed aria da Le nozze di Figaro GIOVANNI SIMONE MAYR (1763-1845) Tre canzoni veneziane A Bettina La necessità La stracavata (arrangiamenti pianistici di Lorenzo Regazzo) GIOACHINO ROSSINI (1792-1868) da Musique Anodine (Péchés de vieillesse, vol. XIII) (Parigi, 1857) Prelude(per pianoforte) n. 3 "Mi lagnerò tacendo" n. 6 "Mi lagnerò tacendo" n. 7 "Mi lagnerò tacendo" REYNALDO HAHN (1875-1947) L'avertimento Che pecà ANTONIO BUZZOLLA (1815-1871) El regalo l'amante timido El marìo a la moda -------------------------------------------------------------------------------- Prevendire al Botteghino del Teatro Olimpico ore 10/13 e 13.30/16 escluso il lunedì Circuito greenticket: www.greenticket.it o call center 899 5000 55 |
| EFA-European Festival Association RAI-Radio3 Domenica 4, mercoledì 7 e venerdì 9 maggio Radiotre RAI inizia la trasmissione dei concerti registrati in occasione delle "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" di Vicenza, edizione 2007. Di seguito i programmi dei tre concerti. Buon ascolto! Contrariamente a quanto comunicato, il primo concerto (Messiaen, Quartetto per la fine del tempo) sarà trasmesso da RAI - Radio3
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| Membro dell'European Festival Association SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma (con un omaggio a Palladio) Opera, concerti, conferenze e film 31maggio - 29 giugno 2008 PROGRAMMA Sabato 31 maggio 2008 Teatro Olimpico ore 21 CONCERTO-ANTEPRIMA Sonig Tchakerian violino Bruno Canino pianoforte musiche di Bach, Hovhannes, Bloch, Schumann Martedì 3 giugno 2008 Cinema Odeon ore 21 FILM Il barbiere di Siviglia, M. Costa, 1947 Venerdì 6 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 21 CONCERTO Lorenzo Regazzo basso Dimitri Romano pianoforte musiche di Händel, Bononcini, Vivaldi, Mozart, Mayr, Rossini, Hahn, Buzzolla Sabato 7 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 20 Conferenza Michele Suozzo ore 19.00 OPERA (turno A) Rossini Il barbiere di Siviglia (Roma, Teatro Argentina, febbraio 1816) ricostruzione della prima rappresentazione vicentina (Vicenza, Teatro Eretenio, maggio 1825) Il conte d'Almaviva Dionigi D'Ostuni Bartolo Matteo Ferrara Rosina Laura Polverelli / Concetta D'Alessandro Figaro Giulio Mastrototaro / Cuneyt Unsal Basilio Lorenzo Regazzo / Abramo Rosalen Berta Natalizia Carone Fiorello Yiannis Vassilakis Giovanni Battista Rigon maestro concertatore e direttore Roberto Recchia regista Orchestra di Padova e del Veneto Schola San Rocco Francesco Erle maestro del coro Lunedì 9 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 20 Conferenza Giovanni Carli Ballola ore 19.00 OPERA (turno B) Rossini Il barbiere di Siviglia Martedì 10 giugno 2008 Cinema Odeon ore 21 FILM Figaro e la sua giornata, M. Camerini, 1931 Mercoledì 11 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 20 Conferenza Alberto Batisti ore 19.00 OPERA (turno C) Rossini Il barbiere di Siviglia Venerdì 13 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 21 Conferenza Michael Radulescu ore 20.00 CONCERTO “Progetto Bach” Orchestra Il teatro armonico Michael Radulescu direttore musiche di Bach Domenica 15 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 21 CONCERTO Conferenza Franco Piperno ore 20.00 “Novecento romano” Roberto Cominati pianoforte Sonig Tchakerian, Glauco Bertagnin violino Danilo Rossi viola Enrico Dindo violoncello musiche di Casella, Rota, Castenuovo-Tedesco, Respighi Martedì 17 giugno 2008 Cinema Odeon ore 21 FILM Figaro qua… Figaro là, C.L. Bragaglia, 1950 Mercoledì 18 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 21 Conferenza Stefano Catucci ore 20.00 CONCERTO “Prix de Rome: promossi e... bocciati” Trio Matisse Massimo Mercelli flauto Darko Brlek clarinetto musiche di Pierné, Debussy, Ibert, Saint-Saëns, Lalo Venerdì 20 giugno 2008 Odeo del Teatro Olimpico ore 21 CONCERTO “Progetto giovani (I)” David Trio musiche di Schubert, Dall'Ongaro, Casella Domenica 22 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 20 Conferenza ore 19.00 OPERA “Omaggio a Palladio” Vivaldi Ottone in villa (Vicenza, Teatro delle Grazie, maggio 1713) Cleonilla Maria Laura Martorana Ottone Massimiliano Mauther von Degerfeld Caio Silio Florin Cezar Ouatu Decio Luca Dordolo Tullia alias Ostilio Marina Bartoli Federico Guglielmo maestro di concerto Orchestra L'arte dell'arco Martedì 24 giugno 2008 Cinema Odeon ore 21 FILM Casa Ricordi, C. Gallone, 1954 Mercoledì 25 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 21 Conferenza Carla Moreni ore 20.00 CONCERTO Orchestra I solisti di Pavia Enrico Dindo direttore Sonig Tchakerian violino musiche di Corelli, Respighi, Mendelssohn Venerdì 27 giugno 2008 Teatro Olimpico ore 21 CONCERTO Sonig Tchakerian violino Mario Brunello violoncello musiche di Händel, Ravel, Mosca, Kodaly Domenica 29 giugno 2008 Odeo del Teatro Olimpico ore 21 Conferenza Enzo Restagno ore 20.00 CONCERTO “Progetto giovani (II)” Ensemble Musagète Giovanni Guglielmo primo violino e concertatore musiche di Rota, Morricone Da martedì 15 aprile sono aperte le prevendite di biglietti e abbonamenti al Botteghino del Teatro Olimpico con i seguenti orari: Per i mesi di aprile e maggio ore 10.00/ 13.00, 13.30 / 16.00 A partire dal mese di giugno ore 10.00/ 13.00, 16.00 / 18.30 Lunedì sempre escluso. I biglietti sono acquistabili anche on-line e in tutti i punti vendita del circuito www.greenticket.it o tramite call center 899 5000 55. Informazioni sui costi disponibili sul sito www.olimpico.vicenza.it o ai numeri 0444 302425 e 347 4925005 -------------------------------------------------------------------------------- Il Festival è realizzato con il contributo di Ministero per i Beni Culturali - Dipartimento dello spettacolo Regione del Veneto Provincia di Vicenza Comune di Vicenza Fondazione Cariverona Camera di Commercio Banca Intesa TDE MACNO e con la collaborazione di Festival Biblico Associazione Mousikè Orchestra L'arte dell'arco Cineforum Odeon di Vicenza |
| membro dell'European Festival Association SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione Desideriamo comunicare che il Seminario Straordinario che Michele Suozzo terrà nell'ambito del Laboratorio per giovani cantanti sul Barbiere di Siviglia di Rossini (docenti Sherman Lowe e Lorenzo Regazzo) è stato fissato per DOMENICA 3 FEBBRAIO 2008 (ore 17-23) e LUNEDI' 4 FEBBRAIO 2008 (ore 10-16) La tassa di iscrizione per il Seminario Straordinario di Michele Suozzo è di euro 100. La partecipazione è gratuita per coloro che sono già iscritti al Laboratorio, sia in qualità di effettivi che di uditori. Il Laboratorio per giovani cantanti sul Barbiere di Siviglia di Rossini è finalizzato alla ricerca del cast per le tre recite del 7, 9 e 11 giugno presso il Teatro Olimpico di Vicenza, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali, maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio. Le iscrizioni al laboratorio scadono il 15 dicembre 2007. Alleghiamo di seguito il bando. Cordialità. Settimane Musicali al Teatro Olimpico La segreteria Il barbiere di Siviglia Laboratorio per giovani cantanti con SHERMAN LOWE LORENZO REGAZZO Seminario straordinario di MICHELE SUOZZO Laboratorio finalizzato alla scelta del cast per l'allestimento dell'opera al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008 nell'ambito delle XVII Settimane Musicali. Maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon. Con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio. DATE E LUOGO DEL LABORATORIO Il laboratorio si svolgerà nelle date: ¬ 28, 29, 30 dicembre 2007 (docente Sherman Lowe) ¬ 1, 2, 3 febbraio 2008 (docente Lorenzo Regazzo) ¬ 4, 5, 6 aprile 2008 (docente Lorenzo Regazzo) ¬ 2, 3, 4 maggio 2008 (docente Sherman Lowe) SEMINARIO STRAORDINARIO. Nell’ambito del laboratorio, in una data vicina a quelle già previste, Michele Suozzo terrà un seminario sulla storia dell’interpretazione del Barbiere rossiniano. Il seminario è gratuito per gli iscritti al laboratorio. AMMISSIONE Il laboratorio è aperto a cantanti lirici (max 35 anni) di qualsiasi nazionalità. Il corso è a numero chiuso: saranno ammessi un massimo di 14 studenti effettivi. L'esame di ammissione avrà luogo il 27 dicembre 2007 alle ore 10.00. L'organizzazione metterà a disposizione un pianista accompagnatore. Programma: Il barbiere di Siviglia di Rossini. È possibile richiedere la frequenza anche in qualità di uditori. COSTI La tassa di iscrizione per sostenere l'esame di ammissione è di � 50,00. La tassa di frequenza per la masterclass è di: ¬ � 600,00 per gli studenti effettivi; ¬ � 200,00 per gli uditori. Sono previste agevolazioni per gli studenti iscritti nell'A. A. 2007/2008 al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza. Le tasse dovranno essere versate entro il: ¬ 15 dicembre 2007 (tassa di iscrizione) ¬ 31 dicembre 2007 (50 % della tassa di frequenza) ¬ 30 marzo 2008 (50 % della tassa di frequenza). Il versamento delle tasse dovrà essere effettuato a mezzo bonifico bancario (Conto corrente n. 860043 intestato a Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ABI 03069, CAB 11806. Indicare la causale: MASTERCLASS LOWE¬REGAZZO 2007/2008). Coloro i quali, superata l'audizione, iniziano a frequentare la masterclass, si impegnano al pagamento dell'intera tassa di frequenza. OSPITALITÁ Vitto e alloggio saranno a carico degli studenti. Saranno attivate apposite convenzioni con strutture di ospitalità di tipo universitario per coloro che ne faranno richiesta. CASTING Tra gli studenti effettivi del laboratorio verrà selezionato il cast per l'allestimento de Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico (maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio). La partecipazione al laboratorio non dà automaticamente diritto all'inclusione nel cast. Il cast verrà selezionato dalla direzione artistica delle Settimane Musicali. Nel caso alcuni ruoli non risultino coperti con studenti del laboratorio si provvederà al completamento del cast ricorrendo a professionisti esterni. Per gli studenti che verranno selezionati ed inclusi nel cast sono previsti: ¬ una borsa di studio di � 1.500,00 (� 750 per ruoli minori) al lordo delle ritenute di legge; ¬ l'ospitalità a Vicenza per tutto il periodo della produzione dell'opera (16 maggio � 11 giugno 2008). ISCRIZIONI Le iscrizioni dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 dicembre 2007 (corredate dalla ricevuta del versamento) all'indirizzo: Settimane Musicali al Teatro Olimpico, contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza (VI); oppure: via fax al numero 0444-302425: oppure: via mail all'indirizzo info@olimpico.vicenza.it. Indicare: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, nazionalità, residenza, telefono fisso, telefono cellulare, email, tipo di voce. Allegare inoltre curriculum e fotografia. www.olimpico.vicenza.it Settimane Musicali al Teatro Olimpico contrà San Pietro 67 - 36100 Vicenza tel /fax 0444 30 24 25 info@olimpico.vicenza.it |
| SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione Il barbiere di Siviglia Laboratorio per giovani cantanti con SHERMAN LOWE LORENZO REGAZZO Seminario straordinario di MICHELE SUOZZO Laboratorio finalizzato alla scelta del cast per l'allestimento dell'opera al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008 nell'ambito delle XVII Settimane Musicali. Maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon. Con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio. DATE E LUOGO DEL LABORATORIO Il laboratorio si svolgerà presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza (contrà San Domenico 33) nelle date: ¬ 28, 29, 30 dicembre 2007 (docente Sherman Lowe) ¬ 1, 2, 3 febbraio 2008 (docente Lorenzo Regazzo) ¬ 4, 5, 6 aprile 2008 (docente Lorenzo Regazzo) ¬ 2, 3, 4 maggio 2008 (docente Sherman Lowe) SEMINARIO STRAORDINARIO. Nell’ambito del laboratorio, in una data vicina a quelle già previste, Michele Suozzo terrà un seminario sulla storia dell’interpretazione del Barbiere rossiniano. Il seminario è gratuito per gli iscritti al laboratorio. AMMISSIONE Il laboratorio è aperto a cantanti lirici (max 35 anni) di qualsiasi nazionalità. Il corso è a numero chiuso: saranno ammessi un massimo di 14 studenti effettivi. L'esame di ammissione avrà luogo presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza il 27 dicembre 2007 alle ore 10.00. L'organizzazione metterà a disposizione un pianista accompagnatore. Programma: Il barbiere di Siviglia di Rossini. È possibile richiedere la frequenza anche in qualità di uditori. COSTI La tassa di iscrizione per sostenere l'esame di ammissione è di � 50,00. La tassa di frequenza per la masterclass è di: ¬ � 600,00 per gli studenti effettivi; ¬ � 200,00 per gli uditori. Sono previste agevolazioni per gli studenti iscritti nell'A. A. 2007/2008 al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza. Le tasse dovranno essere versate entro il: ¬ 15 dicembre 2007 (tassa di iscrizione) ¬ 31 dicembre 2007 (50 % della tassa di frequenza) ¬ 30 marzo 2008 (50 % della tassa di frequenza). Il versamento delle tasse dovrà essere effettuato a mezzo bonifico bancario (Conto corrente n. 860043 intestato a Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ABI 03069, CAB 11806. Indicare la causale: MASTERCLASS LOWE¬REGAZZO 2007/2008). Coloro i quali, superata l'audizione, iniziano a frequentare la masterclass, si impegnano al pagamento dell'intera tassa di frequenza. OSPITALITÁ Vitto e alloggio saranno a carico degli studenti. Saranno attivate apposite convenzioni con strutture di ospitalità di tipo universitario per coloro che ne faranno richiesta. CASTING Tra gli studenti effettivi del laboratorio verrà selezionato il cast per l'allestimento de Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico (maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio). La partecipazione al laboratorio non dà automaticamente diritto all'inclusione nel cast. Il cast verrà selezionato dalla direzione artistica delle Settimane Musicali. Nel caso alcuni ruoli non risultino coperti con studenti del laboratorio si provvederà al completamento del cast ricorrendo a professionisti esterni. Per gli studenti che verranno selezionati ed inclusi nel cast sono previsti: ¬ una borsa di studio di � 1.500,00 (� 750 per ruoli minori) al lordo delle ritenute di legge; ¬ l'ospitalità a Vicenza per tutto il periodo della produzione dell'opera (16 maggio � 11 giugno 2008). ISCRIZIONI Le iscrizioni dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 dicembre 2007 (corredate dalla ricevuta del versamento) all'indirizzo: Settimane Musicali al Teatro Olimpico, contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza (VI); oppure: via fax al numero 0444-302425: oppure: via mail all'indirizzo info@olimpico.vicenza.it. Indicare: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, nazionalità, residenza, telefono fisso, telefono cellulare, email, tipo di voce. Allegare inoltre curriculum e fotografia. www.olimpico.vicenza.it Settimane Musicali al Teatro Olimpico contrà San Pietro 67 - 36100 Vicenza tel /fax 0444 30 24 25 info@olimpico.vicenza.it |
| SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO La musica classica nel teatro più bello del mondo Opera, concerti, conferenze e film COMUNICATO FINALE della XVI EDIZIONE Di fronte ad un Teatro Olimpico gremito e festoso si è chiusa ieri, venerdì 15 giugno, la XVI edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, prima tappa del progetto artistico triennale "Viaggio in Italia" dedicata quest'anno a Venezia. Un concerto tutto vivaldiano, in memoria del grande violinista e didatta veneziano Luigi Enrico Ferro (1903-1975), con la presenza prestigiosa di due generazioni di violinisti suoi allievi, da Giovanni Guglielmo e Piero Toso fino a Sonig Tchakerian e Giovanni Angeleri. In un breve intervento prima dell'inizio del concerto, il Maestro Giovanni Battista Rigon, direttore artistico del Festival, ha voluto annunciare personalmente al pubblico presente in sala l'accettazione della candidatura delle Settimane Musicali da parte dell'Associazione Europea dei Festival, di cui si è avuta notizia solo qualche giorno fa. È con orgoglio e soddisfazione che le Settimane Musicali al Teatro Olimpico possono annunciare il loro ingresso nell'EFA - European Festival Association -, la più antica (dal 1952) e prestigiosa federazione internazionale dei festival d'Europa. Dell'EFA fanno parte importanti istituzioni quali BBC Proms di Londra, Festival di Lucerna, Berliner Festspiele. Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico sono l'unico festival veneto ad esservi ammesso, a fianco di altre 9 realtà italiane quali Settembre Musica di Torino, Settimane Musicali di Stresa, Festival di Brescia e Bergamo, Settimane Musicali di Merano, Ravenna Festival, Emilia Romagna Festival, Rossini Opera Festival (ROF) di Pesaro, Montepulciano, Martina Franca. La candidatura delle Settimane Musicali è stata vagliata dall'assemblea generale dell'EFA riunitasi a Bruxelles pochi giorni fa ed accettata con il punteggio più alto tra le new entries 2007/2008. Questo riconoscimento europeo premia il percorso pluriennale di qualità artistica del nostro festival ed inserisce a tutti gli effetti la città di Vicenza in un circuito internazionale di capitali della musica che porterà ad un significativo incremento del turismo culturale. Si aprono inoltre le porte ad importanti coproduzioni internazionali con altri partners dell'ambito EFA, alcuni dei quali hanno già manifestato interesse in tal senso. Questo importante traguardo non sarebbe stato possibile senza il determinante, spesso generoso contributo degli enti e degli sponsor, degli artisti, di tutti i collaboratori dello staff, nonché del pubblico che ci ha seguito con affetto in tutto questo tempo. A tutti va il nostro grazie più sincero, nella certezza che continueremo ad averli al nostro fianco anche dopo questo ambìto riconoscimento, che per noi è anche un invito e uno stimolo a fare sempre meglio. |
| SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO
OLIMPICO La musica classica nel teatro più bello del mondo Opera, concerti, conferenze e film Ci permettiamo di inviarVi le recensioni de "L'italiana in Algeri" andata in scena al Teatro Olimpico l'1, 3 e 5 giugno scorsi. Vi ricordiamo che la XVI edizione delle "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" di Vicenza prosegue con i concerti di lunedì 11, mercoledì 13 e venerdì 15 prossimi. Saluti cordialissimi. La segreteria ____________________ LA REPUBBLICA, lunedì 4 giugno 2007 L'altra "Italiana in Algeri" sa di cinema e di cartoon di Angelo Foletto Per la ripresa dell'Italiana in Algeri a Vicenza nell'agosto 1813, pochi mesi dopo la prima veneziana, Rossini che forse fu presente al clavicembalo mise mano alla partitura. Non si limitò a microinterventi strumentali e sui recitativi: riscrisse una brillante scena e cavatina per la protagonista ("Cessò alfin la tempesta / Cimentando i venti e l'onde") e mantenne la sontuosa introduzione col violoncello obbligato al "Per lui che adoro", in seguito affidata al flauto. Per l'avvio delle 16esime Settimane Musicali "Viaggio in Italia" al Teatro Olimpico, nel resto incentrate su prelibati programmi cameristici, l'inedita versione dell'Italiana è stata riproposta da Giovanni Battista Rigon, che ha firmato un'edizione teatralissima, vivida nei colori e scalpitante, condivisa dall'agile Filarmonia Veneta. Negli spazi minimi concessi dal vertiginoso frontespizio dell'Olimpico, la regia di Damiano Michieletto, inscritta in un impianto minimalista ha costruito uno spettacolo esuberante, gioiosamente caricaturale, moderno nei riferimenti fumettistico-cinematografici e ritmato sull'estro zampillante della musica. Il tutto consegnato a una compagnia di canto (Lorenzo Regazzo, Enkelejda Shkosa, Andrea Zaupa, Nicola Amodio, Anna Laura Martorana, Luca D'Amico, Chiara Fracasso) vivacemente padrona dello stile e della scena. ___________________ IL CORRIERE DELLA SERA, domenica 10 giugno 2007 "L'italiana in Algeri" sugli sgabelli rossi di Enrico Girardi Successo all'Olimpico di Vicenza. Lo spettacolo inaugurale delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza è una lieta sorpresa: un'edizione de L'italiana in Algeri di Rossini che mette di buon umore, prodotta con piccoli mezzi ma fresca, spigliata e avvincente. La ricetta è semplice. Scene e costumi ridotti all'osso, tanta regia e tanta voglia di fare squadra, cast con un paio di voci affermate e un manipolo di giovani ben selezionati, una buona orchestra e, a capo di tutto, un direttore serio e affidabile. Se poi si considera il valore aggiunto che tutto avviene all'Olimpico, forse il più bel teatro del mondo, si può dire che le Settimane Musicali, ora in corso con un programma perlopiù cameristico, sono partite col botto. Scene e costumi ridotti all'osso, si diceva. Le scene sono 18 sgabelli rossi a forma di cubo, che si montano e smontano come pezzi del lego, creando gli spazi necessari. I costumi richiamano ora il tempo di Rossini ora l'attualità. Ma quel che conta è il gioco di squadra, la voglia di sorridere con poco, il brio di una recitazione giocata su frizzi e lazzi che divertono senza oltrepassare il confine del farsesco. D'ironia, poi, ce n'è quanto basta. E se la sceneggiata del pappataci ripercorre i risaputi tic italici (mandolino, pizza, pasta e tricolore; ma c'è pure l'immancabile tv accesa sulla tavola apparecchiata), poco male. Lo spettacolo funziona perché è ben calibrato sui tempi della musica, che Giovanni Battista Rigon detta spigliati ai limiti dello sbarazzino. Guida una formazione di qualità, la Filarmonia Veneta, cui manca solo un poco di convinzione nei propri mezzi per affiancarsi a ensemble più blasonati, evitando le piccole sbavature. Ma Rigon è direttore adatto a guidarla a più alti traguardi. Pecca solo di eccessivo senso di responsabilità e lo si vede quando viene incontro al cantante che si fa "tirare" o che "corre", ovvero quando adatta il proprio pensiero alla realtà concreta della scena. Un poco d'autorevolezza in più e sarà il cantante a seguire lui, ma questa musica (un capolavoro ineffabile, che nell'occasione è riproposto secondo le fonti della "prima" vicentina dell'agosto 1813) la domina in lungo e in largo, dimostrando di conoscerne i segreti. Le voci "nobili" sono Lorenzo Regazzo (Mustafà) ed Enkelejda Shkosa (Isabella), ottimi protagonisti, ma non sono da meno il Lindoro di Nicola Amodio e il Taddeo del bravissimo Andrea Zaupa. Bene Maria Laura Martorana (Elvira), Luca Dall'Amico (Haly) e Chiara Fracasso (Zulma). Consenso entusiastico di pubblico. ___________________ IL GAZZETTINO, domenica 3 giugno 2007 Un' "Italiana" in... Vicenza di Mario Messinis Giovanni Battista Rigon all'Olimpico. Giovanni Battista Rigon, nella sapiente impaginazione delle Settimane musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, ama proporre versioni teatrali inedite o comunque non ancora divulgate. Così presenta l'"Italiana in Algeri", scritta da Rossini nel 1812 per il San Benedetto di Venezia, nella versione proposta al Teatro Eretenio di Vicenza l'anno successivo. Le varianti peraltro sono minime. In particolare figura un'aria nuova, ma molto manierata, per la presentazione di Isabella, la protagonista, «Cimentando i venti e l'onde», composta in sostituzione della cavatina memorabile «Cruda sorte». Ma Rigon non ha rinunciato a questo brano celebre: così ci si è trovati di fronte ad un superfluo duplicato drammatico. Comunque queste sono marginali osservazioni che non incidono sulle scelte interpretative di Rigon, che è un musicista completo di formazione cameristica. Anche in Rossini si nota la sua conoscenza del classicismo viennese nella profondità del fraseggio e nella disciplina formale. Eppure il nostro interprete è ben consapevole che il "mozartiano" Rossini è qualcosa di diverso da Mozart. Lo si nota nello stacco dei tempi molto brillanti con punte dionisiache, come nelle sottigliezze ironiche e burlesche. L'orchestra Filarmonia Veneta lo segue con sicurezza. La pregevole Isabella dell'albanese Enkeljda Shkosa sfoggia una ineccepibile tecnica di coloratura e una notevole estensione vocale. Ma presenta due limiti: non approfondisce la grazia di un personaggio nobile e non conosce il finto-patetico rossiniano, guardando al melodismo romantico. Lorenzo Regazzo è il miglior Mustafà oggi reperibile. Emerge nella straripante irruenza delle colorature e in una cantabilità costantemente in bilico tra opera seria e opera buffa; anzi gli stilemi seri esaltano le tensioni caricaturali, anche per la strepitosa recitazione. Il Lindoro di Nicola Amodio possiede un timbro piacevole, ma affronta gli artifici ornamentali con approssimazione. Magnifico il Taddeo di Andrea Zaupa per il rigore del canto e la pienezza vocale. Completano il cast Maria Laura Martorana, Chiara Fracasso, Luca Dall'Amico. È sempre problematico realizzare uno spettacolo negli spazi palladiani. Forse sarebbe preferibile pensare, in prospettiva, ad opere serie prevalentemente sei-settecentesche - da Monteverdi a Haendel a Mozart a Rossini - i cui soggetti riferiti all'antichità classica potrebbero adeguarsi alle architetture tardo rinascimentali del teatro sublime. In caso contrario è giocoforza prescindere dal monumento con azioni al proscenio, magari pensate in senso semiscenico. Damiano Michieletto è un regista serio e preparato. La sua idea di ricomporre la vicenda come un «puzzle» ricorrendo per la scenografia soltanto a rossi sgabelli mobili, è interessante. Ma il primo atto è gremito di episodi dissonanti (con costumi di cattivo gusto) che non tengono conto della aulicità comica dell'opera. In particolare è sacrificata la dignità scenica di Isabella, con risvolti popolareschi e neo realistici. Lo spettacolo però cresce nel secondo atto, là dove l'azione si semplifica con ritmo giocoso e chiarisce opportunamente la drammaturgia. ____________________ IL GIORNALE DI VICENZA, domenica 3 giugno 2007 La vittoria dell'Italiana di Cesare Galla Rigon all'Olimpico si consacra direttore rossiniano. Proposto nella "versione vicentina", con la Cavatina scritta appositamente per l'esecuzione all'Eretenio dell'agosto 1813, il capolavoro del pesarese ha inaugurato fra le ovazioni il festival. Regazzo maiuscolo protagonista vocale. Nell'estate del 1813 Vicenza era attraversata da incessanti e rovinosi movimenti di truppe, preludio alla disfatta napoleonica di Lipsia dell'autunno. Il tempo era infame: piogge continue e temperatura mai sopra i 20 gradi almeno fino all'inizio di agosto, secondo le annotazioni del conte Arnaldo Tornieri Arnaldi, il cui prezioso e spesso interessante Diario manoscritto, conservato in Bertoliana, meriterebbe la pubblicazione in edizione critica. In questa situazione, al nobile vicentino appassionato di archeologia e poesia - che pure non disdegnava i fatti teatrali ed era attento seppur critico nei confronti del divismo operistico imperante - sfuggì l'evento accaduto poco prima della Fiera di settembre all'Eretenio, quando andò in scena L'italiana in Algeri, l'ultimissima opera del geniale giovanotto di Pesaro Gioachino Rossini (allora ventunenne), appena poche settimane dopo il debutto assoluto di Venezia. Forse le bizze del tempo, certo perniciose per l'ugola di una cantante, non furono estranee alla decisione della primadonna Maria Marcolini di cantare un'Aria di sortita diversa da quella originariamente creata dal compositore, meno "dispendiosa" tecnicamente e soprattutto più "facile" per le sue caratteristiche vocali, appositamente commissionata a Rossini. In ogni caso, il successo fu clamoroso ugualmente, com'era stato del resto anche a Venezia, ma quella Cavatina finì negli archivi e non entrò mai nella consuetudine esecutiva, né allora né ai tempi nostri, in piena Rossini-Renaissance, salvo finire in appendice all'edizione critica (e in appendice all'ormai rara edizione discografica diretta più di vent'anni fa da Claudio Scimone con Marilyn Horne). L'altra sera all'Olimpico - per l'inaugurazione delle Settimane Musicali - la versione vicentina del primo grande capolavoro buffo di Rossini è tornata anche in scena grazie all'idea di Giovanni Battista Rigon, sempre attento a cercare le rarità che sono l'indispensabile "sale" di un festival che davvero voglia definirsi tale. Si è avuta così una edizione dell'Italiana singolare ma ugualmente significativa, anche perché al di là della sua particolarità storico-musicologica (che in fondo riguarda solo un passo del primo atto e pochi altri passaggi) l'esecuzione si è rivelata di magnifico risalto, limpida e accattivante, nell'insieme omogenea dal punto di vista vocale. Un risultato che non è facile trovare neanche in produzioni ben più titolate e. danarose. Il debutto rossiniano del direttore Titta Rigon è anche una consacrazione: la sua interpretazione, fin dalla Sinfonia, scandisce i tempi con strette fulminee e una tensione incessante, incisiva, plastica. Il brillante domina, ma la meditata musicalità del maestro vicentino impedisce ogni superficialità come dimostra la sottile attenzione ai colori, l'articolata espressività del fraseggio che Rigon ottiene dall'orchestra Filarmonia Veneta trascinandola a pregevoli sottigliezze dinamiche d'insieme e accattivanti nitidezze virtuosistiche nelle parti. L'estrema rapidità e l'assenza di enfasi di cui parlava Stendhal a proposito dell'Italiana divengono in questa interpretazione sorridente e teatralissima evidenza, con asciuttezza esemplare e analitica precisione. Un'elastica energia scorre dall'inizio alla fine, si piega nella parti vocali "a solo" per illuminare i particolari, esplode nei numeri d'insieme in cui l'incessante vitalità del ritmo esalta le ragioni del comico e le fa diventare universali. La compagnia di canto asseconda le intenzioni di Rigon con esemplare attenzione. Lorenzo Regazzo è un Mustafà di gran classe, stilisticamente, tecnicamente e vocalmente impeccabile, scenicamente sapiente nel delineare il ruolo del bellimbusto destinato a finire scornato. Il belcanto non ha segreti per questo basso-baritono che esalta con la precisione trascinante della coloratura tutte le sfumature della comicità. Al suo fianco, Isabella è Enkelejda Shkosa, voce corposa nella zona bassa della tessitura, con passaggi di registro non sempre controllati al meglio (che si riflettono nell'alterna uniformità della tinta) ma pure con brillante disposizione alla coloratura in chiave di caratterizzazione scenica. Meno portato da questo punto di vista il tenore Nicola Amodio, Lindoro, che ha bella voce svettante e chiara ma non l'incisività dei particolari indispensabile per restituire il quadro nella sua brillantezza d'insieme. Preciso, vocalmente assai ben impostato Andrea Zaupa nel ruolo del buffo Taddeo, espressivo Luca Dell'Amico, peraltro fin troppo tonante nella parte di Haly; completano il cast, con equilibrio e discreta musicalità, Maria Laura Martorana (Elvira) e Chiara Fracasso (Zulma). Il coro è la vicentina Schola San Rocco di Francesco Erle: partecipe, divertito, musicalmente duttile. Resta da dire dello spettacolo. Portare un paradigma della comicità operistica come L'italiana in Algeri all'interno di un paradigma dell'aulicità rivolta al tragico come il teatro Olimpico è impresa impossibile se non nella logica festivaliera di un evento eccezionale, nel senso etimologico del termine. E lo è ancora di più se, con tutta evidenza, le risorse sono ridotte al minimo. Di fronte al dilemma, il giovane regista Damiano Michieletto (che farà la regia della Gazza ladra nel prossimo agosto al efstival rossiniano di Pesaro) sceglie di astrarre lo spettacolo sia dal contesto palladiano sia dalle connotazioni spaziali e temporali della vicenda. Non c'è più turcheria, dunque, ma resta salvo il senso dei personaggi, la loro ammiccante e grottesca tipicità (peccato che i costumi di Manuel Pedretti non siano granché indovinati, tranne forse quelli di Mustafà). Per il resto, le necessità a volte complesse del gioco scenico dettato dal libretto di Angelo Anelli vengono risolte grazie a diciotto sgabelli-tavolinetti di colore rosso variamente allineati, sovrapposti e ordinati come in una sorta di Lego, a suggerire gli spazi e determinare i movimenti in scena. Un'idea non nuova (altre volte le sedie hanno risolto problemi, all'Olimpico.) ma condotta con garbo, senza stucchevoli insistenze e con qualche trovata piacevole come nella scena finale, in cui il "rito primo e massimo /della nostra società", cioè mangiare, viene corredato, come avviene oggi, anche da una televisione accesa, che però, beninteso, trasmette solo. comics. Alla prima, l'altra sera, accoglienze entusiastiche con ripetuti applausi a scena aperta e ovazioni alla fine. Si replica stasera e il 5 giugno: da non perdere, se si vuole scoprire la quintessenza della comicità di Rossini. ___________________ OPERACLICK, venerdì 1 giugno 2007 Vicenza, L'italiana in Algeri di Alessandro Cammarano A pochi mesi dalla prima rappresentazione veneziana, nella primavera del 1813, l'Italiana in Algeri vide al Teatro Eretenio di Vicenza, che si accingeva a festeggiare il primo trentennio di attività, la sua prima ripresa "autografa", autografa in quanto presentava varianti sostanziali rispetto alla partitura di Venezia ad opera dello stesso Rossini. Per l'Eretenio fu scritta una nuova cavatina per l'entrata di Isabella, "Cimentando i venti e l'onde", al posto di "Cruda sorte", e la sostituzione del flauto col violoncello obbligato in "Per lui che adoro"; le due varianti sono sostanziali e se la prima non convince del tutto, in quanto appare, pur nella sua piacevolezza musicale, drammaturgicamente meno efficace di "Cruda sorte", la scelta del violoncello al posto del flauto è di incredibile fascino e di grande effetto. La versione per Vicenza del capolavoro rossiniano ha felicemente rivisto la luce in occasione dell'inaugurazione delle "Settimane musicali al Teatro Olimpico" 2007 ad opera di una compagine di canto di assoluto rilievo, di un direttore attento, di un'orchestra e di un coro ben preparati, di un regista e di uno scenografo che hanno sfruttato con gusto l'ingrato spazio del Teatro Olimpico. Il giovanissimo Damiano Michieletto, in collaborazione con il non meno giovane Manuel Perdetti, che firma i gradevoli costumi, ha confezionato uno spettacolo assolutamente godibile, elegante e divertente, facendo sorridere ed anche ridere, così come è d'uopo quando si abbia a che fare con l'opera buffa, ma sempre con grande attenzione a non incappare mai nella "gag" facilona od in cadute di gusto grevi. Ecco dunque un Mustafà un po' "Spaghetti-gangster", smargiasso e bonaccione ad un tempo, un'Isabella ironica e assai decisa a far rispettare i diritti delle donne, un Taddeo più sciocco che pavido, un' Elvira pigolante, un Haly costantemente con un minaccioso palo tra le mani. Lo spettacolo è fresco, corre leggero in un contesto scenografico costituito da diciotto tavolini rossi che si compongono e ricompongono a formare diverse idee di ambiente, e da pochissimi altri elementi di arredo; il resto è fatto dalla recitazione, che si fonde con la musica traendone spunti e motivi. Come si accennava poco sopra l'allestimento di questa Italiana "vicentina" si giova di una compagnia di canto nel complesso omogenea e partecipe, con al suo interno alcuni elementi di assoluto rilievo. Lorenzo Regazzo non canta Mustafà: semplicemente "è" Mustafà, e lo è con un bagaglio vocale ed un'intelligenza interpretativa che lo pongono, a nostro giudizio, alla vetta di un'ipotetica classifica degli attuali interpreti non solo di questo ruolo, ma anche di tutti gli altri del Belcanto che richiedono potenza, agilità e gusto fusi insieme. Regazzo varia in continuazione, il fraseggio è ricco, i fiati sono lunghissimi, la linea di canto sempre autorevole, l'intonazione sicura; se a questo si aggiungano delle doti di attore assolutamente non comuni, la riuscita del personaggio non può che essere assicurata. Per lui un meritato trionfo. Assolutamente convincente l'Isabella di Enkelejda Shkosa, sicura negli acuti e corposa nel registro grave, anche se non sempre a proprio agio nei centri. Del mezzosoprano albanese abbiamo apprezzato soprattutto le agilità facili e l'eleganza dell'accento, nonché la dirompente presenza scenica. Meritati applausi anche per lei. Una piacevole sorpresa è il Lindoro di Nicola Amodio, che risolve la sua non facile parte con ottima tecnica, anche se con un mezzo vocale ancora "in fieri" per quanto attiene alla tenuta, ma che ci da grandi speranze per un prossimo futuro. Di Amodio è rimarchevole soprattutto la facilità di salita all'estremo acuto, che risulta sempre ben timbrato e mai povero di armonici e l'eleganza delle agilità. Bene anche il vicentino Andrea Zaupa, Taddeo, a tratti ancora un po' acerbo vocalmente, si tenga tuttavia conto che è davvero assai giovane, ma di grande presenza scenica e padrone di un'ottima tecnica. Ci è davvero piaciuto. Più che positiva la prova di Luca Dall'Amico, un Haly autoironico e dotato di una voce che si fa più interessante ad ogni ascolto. Piacevole la Zulma di Chiara Fracasso il cui timbro tornito ha ben figurato, e sostanzialmente a posto l'Elvira di Maria Laura Martorana, che in scena strappa applausi e risate. Giovan Battista Rigon ha offerto del capolavoro rossiniano una lettura attenta alla ricerca del particolare ma senza incappare nel rischio di divenire didascalico, o, peggio, pedante. La direzione del Maestro vicentino è piacevolmente fresca, giustamente appassionata, ricca di soluzioni dinamiche convincenti. Il suo successo è assolutamente meritato e da noi totalmente condiviso. Ottima la prova dell'Orchestra Filarmonica Veneta "G.F. Malipiero", attentissima e precisa; da applaudire in particolare le prove della intera sezione fiati e del violoncello solista. Molto bene il coro "Schola San Rocco", preparato da Francesco Erle. Al termine applausi, stavolta meritati, per tutti da parte di un pubblico, una volta tanto, formato in gran parte da giovani. ___________________ Le XVI "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" proseguono ora con: Lunedì 11 giugno 2007 CONCERTO Teatro Olimpico ore 20.00 (conferenza Giacomo Fornari ore 19.00) Gioachino Rossini, Sonata VI in re maggiore per due violini, violoncello, contrabbasso Gian Francesco Malipiero, Quartetto “Rispetti e Strambotti” Gioachino Rossini, Duetto per violoncello e contrabbasso Giuseppe Verdi, Quartetto in Mi minore per due violini, viola e violoncello Sonig Tchakerian, Gabrielle Shek violino Antonello Farulli viola Silvia Chiesa violoncello Ubaldo Fioravanti contrabbasso Mercoledì 13 giugno 2007 CONCERTO Teatro Olimpico ore 20.00 (conferenza Massimo Contiero ore 19.00) Antonio Vivaldi, Sonata in la minore (dal manoscritto di Napoli) per violoncello e basso Antonio Vivaldi, Sonata in re maggiore F. XIII n° 6 per violino e basso Gioachino Rossini, Un mot à Paganini dai Péchés de vieillesse per violino e pianoforte Igor Stravinsky, Suite Italienne per violoncello e pianoforte Gian Francesco Malipiero, Sonata a tre per violino, violoncello e pianoforte Sonig Tchakerian violino Mario Brunello violoncello Stefania Redaelli pianoforte Roberto Loreggian clavicembalo e organo Ivano Zanenghi tiorba Venerdì 15 giugno 2007 CONCERTO Teatro Olimpico ore 20.00 (conferenza Marinevi Massaro ore 19.00) Omaggio alla scuola violinistica veneta del maestro Luigi Ferro (1903-1977) Antonio Vivaldi, 6 concerti da L'Estro Armonico Concerto n. 2 in re minore Concerto n. 3 in sol maggiore Concerto n. 6 in la minore Concerto n. 8 in la minore Concerto n. 9 in re maggiore Concerto n. 12 in mi maggiore Concerto n. 10 in si minore Giovanni Angeleri, Giovanni Guglielmo, Sonig Tchakerian, Piero Toso violino Massimo Piva, Ivan Malaspina viola Simone Tieppo, Giancarlo Trimboli violoncello Ubaldo Fioravanti contrabbasso Roberto Loreggian clavicembalo e organo Ivano Zanenghi tiorba |
| SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO La musica classica nel teatro più bello del mondo Opera, concerti, conferenze e film Viaggio in Italia. Prima Tappa: Venezia Vicenza, Teatro Olimpico 1-15 giugno 2007 PROGRAMMA venerdì 1 giugno 2007 OPERA (turno A) Teatro Olimpico ore 20.00 (conferenza Michele Suozzo ore 19.00) Gioachino Rossini L'italiana in Algeri libretto di Angelo Anelli secondo le fonti della prima ripresa autentica dell'opera (Vicenza, Teatro Eretenio, agosto 1813) maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon Orchestra Filarmonia Veneta “G. F. Malipiero” Schola San Rocco maestro del coro Francesco Erle regista Damiano Michieletto costumista Manuel Pedretti Mustafà Lorenzo Regazzo Elvira Anna Laura Martorana Zulma Chiara Fracasso Haly Luca Dall'Amico Lindoro Nicola Amodio Isabella Enkelejda Shkosa Taddeo Andrea Zaupa CONCERTO STRAORDINARIO Chiesa dei Filippini ore 21.00 in collaborazione con FESTIVAL BIBLICO di VICENZA Olivier Messiaen, Quartetto per la fine del tempo Sonig Tchakerian violino Alessandro Travaglini clarinetto Vittorio Ceccanti violoncello Roberto Prosseda pianoforte Pierangelo Sequeri commento Domenica 3 giugno 2007 CONCERTO Odeo del Teatro Olimpico ore 17.30 Rossini e Dintorni Gioachino Rossini, Sinfonia da Il barbiere di Siviglia trascrizione per quintetto a fiati Giuseppe Cambini, Quintetto in si bemolle maggiore n. 1 Franz Danzi, Quintetto n. 1 op. 56 Giulio Briccialdi, Quintetto in re maggiore op. 124 Ensemble Musagète Fabio Pupillo flauto Remo Peronato oboe Luigi Marasca clarinetto Enrico Barchetta corno Laura Costa fagotto OPERA (turno B) Teatro Olimpico ore 20.00 L'italiana in Algeri Lunedì 4 giugno 2007 FILM “Rossini! Rossini” di M. Monicelli, 1990 Cinema Odeon ore 20.00 Martedì 5 giugno 2007 CONCERTO Chiesa dei Filippini ore 18.30 Padre Davide da Bergamo, Sinfonia per organo Giovanni Morandi, Suonata per l’organo moderno per la Benedizione del Venerabile Vincenzo Bellini, Sonata in sol Giuseppe Dalla Vecchia, Ripieno e Versetti per organo Vincenzo Petrali, Versetto per il Gloria in re maggiore Gioachino Rossini, Pastorale in fa maggiore per due organi Margherita Dalla Vecchia organo In collaborazione con l’associazione Mousikè OPERA (turno C) Teatro Olimpico ore 20.00 L'italiana in Algeri Mustafà Luca Dall’Amico Elvira Anna Laura Martorana Zulma Takako Horaguchi Haly Alberto Zanetti Lindoro Nicola Amodio Isabella Chiara Fracasso Taddeo Andrea Zaupa Sabato 9 giugno 2007 CONCERTO Teatro Olimpico ore 20.00 (conferenza Michele Dall'Ongaro ore 19.00) Luigi Dallapiccola, Tartiniana seconda Igor Stravinsky, Duo concertante Felix Mendelssohn, Sonata in Fa maggiore Michele Dall'Ongaro, Opus Felix Sonig Tchakerian violino Filippo Gamba pianoforte Domenica 10 giugno 2007 FILM Omaggio a Rossini, di G. Ganini ed E. Luzzati, 2001 Cinema Odeon ore 17.30 Lunedì 11 giugno 2007 CONCERTO Teatro Olimpico ore 20.00 (conferenza Giacomo Fornari ore 19.00) Gioachino Rossini, Sonata VI in re maggiore per due violini, violoncello, contrabbasso Gian Francesco Malipiero, Quartetto “Rispetti e Strambotti” Gioachino Rossini, Duetto per violoncello e contrabbasso Giuseppe Verdi, Quartetto in Mi minore per due violini, viola e violoncello Sonig Tchakerian, Gabrielle Shek violino Antonello Farulli viola Silvia Chiesa violoncello Ubaldo Fioravanti contrabbasso Mercoledì 13 giugno 2007 CONCERTO Teatro Olimpico ore 20.00 (conferenza Massimo Contiero ore 19.00) Antonio Vivaldi, Sonata in la minore (dal manoscritto di Napoli) per violoncello e basso Antonio Vivaldi, Sonata in re maggiore F. XIII n° 6 per violino e basso Gioachino Rossini, Un mot à Paganini dai Péchés de vieillesse per violino e pianoforte Igor Stravinsky, Suite Italienne per violoncello e pianoforte Gian Francesco Malipiero, Sonata a tre per violino, violoncello e pianoforte Sonig Tchakerian violino Mario Brunello violoncello Stefania Redaelli pianoforte Roberto Loreggian clavicembalo e organo Ivano Zanenghi tiorba Venerdì 15 giugno 2007 CONCERTO Teatro Olimpico ore 20.00 (conferenza Marinevi Massaro ore 19.00) Omaggio alla scuola violinistica veneta del maestro Luigi Ferro (1903-1977) Antonio Vivaldi, 6 concerti da L'Estro Armonico Concerto n. 2 in re minore Concerto n. 3 in sol maggiore Concerto n. 6 in la minore Concerto n. 8 in la minore Concerto n. 9 in re maggiore Concerto n. 12 in mi maggiore Concerto n. 10 in si minore Giovanni Angeleri, Giovanni Guglielmo, Sonig Tchakerian, Piero Toso violino Massimo Piva, Ivan Malaspina viola Simone Tieppo, Giancarlo Triboli violoncello Ubaldo Fioravanti contrabbasso Roberto Loreggian clavicembalo e organo Ivano Zanenghi tiorba PRESENTAZIONE Viaggio in Italia. Prima Tappa: Venezia Dopo il lusinghiero successo di Aspettando Amadé, che ha caratterizzato le Settimane Musicali al Teatro Olimpico nel triennio 2004/2006, il Festival si appresta ora a rilanciare con un secondo progetto artistico pluriennale, questa volta tutto dedicato al grande patrimonio della tradizione musicale italiana. La musica colta deve moltissimo all’Italia, e non solo per l’aspetto forse più noto, quello dell’opera lirica: italiani erano gli inventori del pianoforte e del violino, e in Italia sono stati coniati i termini musicali ancora oggi in uso in tutto il mondo (Allegro, Adagio, Andante, Concerto, Sonata...). Viaggio in Italia intende valorizzare un patrimonio culturale e musicale secolare, di cui gli stessi italiani per primi non sempre sono coscienti fino in fondo: percorreremo da nord a sud tutta la penisola, sulle tracce di celebri viaggiatori del passato (da Goethe, a Mendelssohn, ai Mozart padre e figlio) ed ogni singola edizione del festival sarà dedicata ad una importante città italiana. Di ognuna di queste “tappe” si esplorerà la tradizione musicale, la produzione dei musicisti che vi hanno vissuto ed operato nei secoli, l’ambiente culturale, con l’ausilio di diari e lettere di viaggiatori illustri. Viaggio in Italia prende il via significativamente da Venezia, oltretutto in concomitanza con il centenario goldoniano del 2007. A partire da Vivaldi e Tartini, attraverso Rossini e Verdi (a Venezia ebbero luogo importanti “prime” come quella de L’italiana in Algeri o de La Traviata), fino a Malipiero e Stravinsky (che a Venezia volle essere sepolto), la Serenissima offre numerosi e stimolanti spunti di ispirazione e riflessione. In apertura, come avviene ormai da qualche anno, l’opera lirica: tre rappresentazioni de L’italiana in Algeri, primo grande capolavoro comico del giovane Rossini, la cui prima esecuzione ebbe luogo a Venezia, al Teatro San Benedetto, il 22 maggio del 1813. Le Settimane Musicali si rifaranno però significativamente alla prima ripresa autentica dell’opera, probabilmente diretta dallo stesso Rossini, realizzata proprio al Teatro Eretenio di Vicenza nell’agosto dello stesso 1813. Per questa ripresa Rossini apportò alcune modifiche alla partitura e compose addirittura una nuova aria per la protagonista: riteniamo interessante riproporre l’ascolto di questa particolare versione, dopo quasi due secoli, nella stessa città che la vide nascere. Per i tradizionali concerti di musica da camera, nucleo artistico antico e prestigioso del nostro Festival, Sonig Tchakerian � responsabile artistica di questa sezione � continua a raccogliere attorno a sè alcuni tra i più noti musicisti attualmente in attività. Protagonisti dei quattro programmi una serie di compositori che lavorarono o ebbero contatti diretti con Venezia ed il suo ambiente musicale. In conclusione, una selezione di concerti tratti dalla più celebre raccolta vivaldiana, quella de L’Estro armonico. Il concerto vuol essere un omaggio alla memoria del maestro Luigi Ferro (Murano 1903 � Grazzano Visconti, Piacenza 1977), insigne violinista e didatta veneziano, attraverso due generazioni di suoi allievi. Nell’ambito del Festival sono previste anche le tradizionali conferenze introduttive (prima di ogni concerto) e le proiezioni cinematografiche. Continua la collaborazione con RAI Radiotre, che a partire dal 1996 trasmette ogni anno gli appuntamenti musicali del Festival. Da segnalare l’avvio della collaborazione con il Festival Biblico, altro appuntamento vicentino di rilievo nazionale che si svolge quasi in contemporanea con le Settimane Musicali, e con altre associazioni musicali della città (Mousikè, Ensemble Musagète) che vorremmo sempre più coinvolgere con i loro apporti nella programmazione futura del Festival. Un grazie sincero a tutti coloro, enti, istituzioni, sponsor, artisti, collaboratori che con la loro disponibilità spesso generosa hanno reso possibile la realizzazione di questa sedicesima edizione del Festival. Giovanni Battista Rigon, direttore artistico Le SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO ringraziano: Ministero per i Beni e le Attività culturali Regione Veneto Provincia di Vicenza Comune di Vicenza Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona Camera di Commercio di Vicenza AMCPS TDE Macno Banca Intesa RAI Radiotre Fazioli pianoforti Forma tecnologie web Orchestra Filarmonia Veneta "Gian Francesco Malipiero" Schola San Rocco Conservatorio "Arrigo Pedrollo" di Vicenza Festival Biblico Ensemble Musagète Associazione Mousikè Il Giornale di Vicenza Vicenza.com Amadeus Abbonamenti Intero A - Opera turno A e 4 concerti: 96 euro Intero B - Opera turno B o C e 4 concerti: 86 euro Intero C - 4 concerti: 60 euro Ridotto A - Opera turno A e 4 concerti: 66 euro Ridotto B - Opera turno B o C e 4 concerti: 58 euro Ridotto C - 4 concerti: 35 euro Biglietti Intero A - Opera turno A: 35 euro Intero B - Opera turno B o C: 25 euro Intero concerti: 18 euro Ridotto A - Opera turno A: 30 euro Ridotto B - Opera turno B o C: 20 euro Ridotto C - concerti: 13 euro Riduzioni: giovani fino ai 25 anni, carta 60, gruppi (min. 15 persone), soci Touring. Riduzione studenti 5 euro solo per i concerti Biglietti e abbonamenti disponibili in prevendita: Botteghino del Teatro Olimpico (ore 9.00 � 16.30 escluso il lunedì) Call center 899 666805 On line www.vivaticket.it Settimane Musicali al Teatro Olimpico Contra’ San Pietro 67 - 36100 Vicenza tel /fax 0444 30 24 25 info@olimpico.vicenza.it www.olimpico.vicenza.it |