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Settimane Musicali al Teatro Olimpico
contrà S. Pietro, 67
36100 Vicenza
tel./fax: 0444.302425
www.olimpico.vicenza.it
settmus@olimpico.vicenza.it
membro EFA-European Festival Association



XVII edizione

Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma

(con un omaggio a Palladio)



Rassegna stampa

CONCERTI



IL GIORNALE DI VICENZA - Cesare Galla
SETTIMANE MUSICALI. ANTEPRIMA NELL'AMBITO DEL FESTIVAL BIBLICO
Misticismo sonoro tra violino e piano
03/06/2008
Prima di inoltrarsi sulle vie che portano a Roma, seconda tappa del "Viaggio in Italia" iniziato lo scorso anno, le Settimane Musicali al teatro Olimpico - quest'anno un mese tondo e fitto di appuntamenti - hanno proposto un'anteprima in sinergia con il Festival Biblico.
Nell'ambito della musica da camera strumentale - in questo caso violino e pianoforte: Sonig Tchakerian e Bruno Canino - i collegamenti con le Scritture sono forzatamente mediati e più o meno "nascosti". Ma naturalmente è decisivo l'atteggiamento spirituale di ogni autore, il suo personale rapporto con l'aspetto religioso dell'arte e dell'esistenza.
Da questo punto di vista era inevitabile la presenza di Bach nel programma della serata, anche se ormai è tramontata definitivamente l'idea che questo musicista sia stato una sorta di musicale prete luterano, tutto teso a pregare nascostamente anche quando si occupava di composizioni profane. In realtà, la sua Sonata per violino BWV 1016 è una squisita vetrina di stili e di soluzioni formali tutt'altro che vicine alla meditazione religiosa, anche se la cornice è in effetti quella della cosiddetta "Sonata da chiesa", grazie alla presenza di un movimento lento iniziale.
Più interessante era piuttosto l'idea di offrire una sorta di excursus interconfessionale nel quale a fianco di Bach e di Schumann (proposto a fine concerto) hanno trovato posto l'americano di origine armena Alan Hovhannes (1911 - 2000) e lo svizzero-americano di religione ebraica Ernest Bloch (1880 - 1959), due protagonisti appartati ma notevoli della musica del XX secolo.
Hovhannes è un autore sofisticato e di forte impronta mistica. Le sue "Tre visioni di Mesrob" sono collegate alla nascita della lingua armena, per la necessità di tradurre le Sacre Scritture nei primi secoli dopo Cristo. Vi domina una scrittura molto libera e molto caratterizzata strumentalmente, moderatamente d'avanguardia e di grande forza espressiva. Il senso melodico e il virtuosismo violinistico caratterizzano invece i tre "Quadri di vita chassidica" intitolati "Baal Schem" di Bloch: qualche allusione "etnica" nell'armonia, ma soprattutto una coinvolgente tensione espressiva di franca derivazione tardo-romantica.
In questi due brani, infrequenti nelle sale da concerto, Sonig Tchakerian ha fatto brillare la propria musicalità fervida e sofisticata, in magnifico equilibrio fra le ragioni della tecnica e del pensiero, entrambe mese a fuoco con naturalissima forza comunicativa. Ecco allora la ricchezza calda del suono, il fascino del colore messo a disposizione della melodia, la precisione e la nitidezza, l'evidenza di una complessa riflessione di stile.
Non così convincente, per un certo sospetto di freddezza pur elegante, era parso il Bach iniziale, ma poi la Sonata op. 121 di Schumann ha offerto prova della magnifica maturità di questa violinista, cui il repertorio fra Romanticismo e Novecento sembra particolarmente connaturale. Le complesse architetture schumanniane - che avrebbero forse richiesto maggiore incisività anche al pur attento pianoforte di Bruno Canino - sono state rese con febbrile evidenza ma senza mai abbandonare il necessario controllo.
Grandi applausi alla fine da parte di un pubblico che non riempiva tutto l'Olimpico. Per bis, una pensosa Siciliana di Bach e il trascinante Scherzo per violino e pianoforte di Brahms.



IL GIORNALE DI VICENZA-Eva Purelli
RASSEGNE. PER LE "SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO" UN RECITAL BRILLANTE E RAFFINATO
DAVANTI A UN PUBBLICO POCO NUMEROSO MA PRODIGO DI APPLAUSI
08/06/2008
Regazzo, la voce apre orizzonti d'amorosi sensi
Del crudo amor serve al basso-baritono veneziano per cavalcare ogni sorta di artifizio timbrico. Grande presenza scenica
Mozart, Mayr, Rossini, Bianchini, Händel... un programma intenso. Bravo Romano al piano


Il basso-baritono Lorenzo Regazzo è stato il protagonista al Teatro Olimpico di un recital brillante, insolito e raffinato per le "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" rassegna entrata nel vivo di uno dei suoi filoni portanti: quello vocale e operistico. Sul podio olimpico la sola voce di Regazzo, (accompagnato alla tastiera da Romano) ad aprirci orizzonti di 'amorosi sensi', scandagliati nelle implicazioni psicologiche, analizzati attraverso i tormenti e le pene dei palpiti, resi eterni grazie alle note di grandi geni ma anche di 'penne minori' sul pentagramma. Del crudo amor serve al musicista veneziano per cavalcare con prodezze ogni sorta di artifizio timbrico, sfoderando le sue arti di sapiente 'animale da palcoscenico': grande presenza scenica, movenze eleganti, salda tenuta vocale, armonici caldi ed avvolgenti, tecnica impeccabile.
S'inizia con la sofferenza amorosa... (Ah, delle pene d'amor son piene le battaglie e le pugne...). Come il barocco profilo di Händel : una impegnativa scena operistica, creata a Roma e che condensa nel titolo Dalla guerra amorosa, il paradigma che alla guerra si va come all'amore. Amore e pazzia sono il binomio indissolubile ed esagerato del settecentesco "Per la gloria d'adorarvi", di Bononcini, accompagnato con sonorità clavicembalistiche al pianoforte in modo puntuale e preciso.
Ancora pazzia cantata per amore nella Scena della follia di Orlando, una delle poche pagini superstiti dall'opera vivaldiana "Orlando Furioso", proposta in prima esecuzione assoluta proprio nella versione per basso che il prete rosso scrisse per il cantante e virtuoso veneziano Carli. Il lagunare Regazzo, (passati due secoli e passa) parimenti non sfigura e ci regala una chiusura della prima parte con il divino Mozart. Il pianista Romano fa precedere le due arie dal delicato Adagio kv 356/617 (in origine per l'insolito strumento dell'armonica a bicchieri) , preludio agli intimismi funesti di Amadeus. Regazzo affronta con accorta espressività dolente l'aria che il salisburghese dedica all'amico Von Jacquin, "Io ti lascio, o cara, addio"-un commiato d'amore scarno e mesto e il monito maschile sull'incostanza femminina: il recitativo e aria da Le Nozze; "aprite un po' quegli occhi..le donne son streghe che incantano, comete che brillano, rose spinose..".
Il tema dello struggimento amoroso caratterizza anche la proposta più 'leggera' e briosa della ripresa, con tre canzoni veneziane di Mayr, le tre versioni dell'aria 'Mi lagnerò tacendo' dai 'vecchi peccati parigini' di Rossini e cinque ariette gustose, fresche, ironiche e sapide di Hahn e Buzzolla. Un terreno privilegiato per il basso in cui egli si muove con eleganza, ironia, vivezza e sostenuto dal valido Romano.
Pubblico numericamente scarno ma prodigo e con calore di applausi. Tris fuoriprogramma con arie di Bianchini e Rossini.


IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
SETTIMANE MUSICALI. ALL'OLIMPICO SUCCESSO DEL TEATRO ARMONICO
15/06/2008
Quando Bach "celebrava" il potere civile
Radulescu esalta i fastosi colori della Cantata scritta per il solenne insediamento di un nuovo Consiglio a Lipsia

Una serata di grande musica con un Teatro Olimpico al gran completo.
La collaborazione nata lo scorso anno con un concerto nell'Oratorio dei Filippini fra l'associazione culturale Mousiké e le Settimane Musicali al Teatro Olimpico nell'edizione attuale si è ulteriormente consolidata e ha dato vita a un concerto all'Olimpico. L'impegno si realizza grazie al sostegno di importanti partner e sponsor e regala alla città di Vicenza un "Progetto Bach", giunto all'ottava edizione.
Nel nome di Johann Sebastian, il direttore Michael Radulescu coltiva un laboratorio vocale e strumentale, il "Teatro Armonico" (quest'anno le selezioni hanno pescato il meglio in un gruppo di ben 400 musicisti provenienti da 27 città italiane) capace oggi di raffinatezze e di una solida presenza espressiva.
La proposta bachiana di Radulescu, sempre assistitito da Margherita Dalla Vecchia, entusiasta e competente, si è orientata questa volta sulle due Cantate BWV 119 e BWV 21. La 119, "Preise, Jerusalem, den Herrn" venne composta per l'insediamento del Consiglio municipale di Lipsia. Un segno di buon auspicio interpretato anche dall'assessore alla Cultura Quero, che ha salutato il pubblico e ringraziato per il segno augurale: un concerto in onore del rinnovato Consiglio comunale.
Prima di otto Cantate destinate al servizio liturgico per l'insediamento consiliare cittadino fu proprio questa "Lode al Signore di Gerusalemme". Sopra un testo ignoto ma ispirato al Salmo 147, Bach cementa il suo pensiero di magnificenza e di gloria al Signore (non dimenticando di inneggiare alla prosperità di Lipsia) muovendo un organico strumentale di ampie dimensioni : orchestra d'archi, sezione di fiati composta da tre oboi, due flauti, quattro trombe, basso continuo con organo e cembalo, timpani.
Le evoluzioni vocali sono sostenute dagli interventi dei soli (in luce il contralto Lucia Napoli, il soprano Patrizia Vaccari, il tenore Raffaele Giordani , il basso Marco Scavazza) e dal coro di voci maschili (in aggiunta le voci soliste di Baltazar Zuniga e Aurelio Schiavone) e femminili. La musica è trionfale, marziale , con arie in stile concertante e un movimento fugato. Coesa e duttile la "macchina musicale" che Radulescu fa muovere con incisiva ma rigorosa brillantezza.
La Cantata BWV 21 , considerata una delle più belle di Bach, eseguita nel giugno 1723 si richiama a certi aspetti tipici oratoriali all'italiana , con all'interno un duetto- intimo e tenero- di incredibile soavità fra contralto e basso. Assieme ai soli nel coro qui in evidenza oltre a Napoli e Giordani il basso Walter Testolin. L'opera offre forti contrasti spirituali in cui mestizia, speranza si stemperano e dal lamento iniziale si passa alla gloria del Cristo creatore. L'organico si è mosso con precisione e rigore espressivo.
Pubblico entusiasta, applausi cordialissimi.
IL GIORNALE DI VICENZA - Cesare Galla
CLASSICA /1. ALLE SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO UN CONCERTO "ITALIANO"
Rarità cameristiche di italiani primo '900
17/06/2008

Il primo Novecento in Italia sul versante cameristico. L'altra sera all'Olimpico le Settimane Musicali hanno fatto il loro "dovere" di festival, impaginando un programma sicuramente insolito e probabilmente raro, se non altro perché interamente dedicato ad autori che al massimo, nelle nostre sale da concerto, vengono proposti a spizzico e con molta cautela.
Invece domenica la scena è stata tutta per Casella e Rota, Castelnuovo Tedesco e Respighi, raccontati attraverso "geometrie" cameristiche diverse, dal duo al quintetto con pianoforte passando per il quartetto d'archi.
Il pezzo forte ci è parso il Concerto op. 40 per quartetto d'archi di Alfredo Casella, sostanziosa composizione dei primi anni Venti nella quale emerge l'ampiezza dei riferimenti culturali e creativi di un autore che a lungo aveva frequentato l'ambiente parigino, cruciale nella formazione delle avanguardie all'inizio del secolo. Sulla soglia dell'affermazione generalizzata del Neoclassicismo nella musica europea, Casella scrive per quartetto una composizione che si nutre ugualmente di raffinate eleganze formali e di una scrittura ora spigolosa, ora consapevole della lezione di Debussy e di Ravel. Meno sofisticati, più pronti a un'immediatezza espressiva autonoma o mediata dalle citazioni celebri sono parsi l'Intermezzo per viola e pianoforte di Nino Rota (allievo di Casella), che lungi dalla distaccata ironia delle musiche da film che l'hanno reso celebre si propone con tesa espressività tardo-romantica, e "Figaro" di Mario Castelnuovo Tedesco, ironico "pastiche" sulla più celebre Romanza del Barbiere di Siviglia rossiniano, risolta in virtuosistica effervescenza pur nel rispetto della linea melodica.
La seconda parte del concerto era tutta dedicata a Ottorino Respighi, un autore che dimostra indubitabile "respiro" europeo quando maneggia la grande orchestra, ma che nell'ambito cameristico non esprime la stessa originalità, anche se gli va riconosciuto rigore formale e qualche interessante invenzione melodica.
Sia nell'Adagio con Variazioni per violoncello e pianoforte sia, soprattutto, nel giovanile Quintetto per pianoforte e archi, la cifra fondamentale è data dalla turgida e a tratti retorica dimensione espressiva di stampo tardo-romantico, temperata peraltro dalla nitida consapevolezza dei rapporti cameristici fra gli strumenti, specie nel Quintetto che fin dalla tonalità - Fa minore - appare come un omaggio a Brahms, autore di uno dei più celebri Quintetti con pianoforte dell'Ottocento.
Secondo tradizione, l'esecuzione è stata affrontata da un gruppo di ancora giovani ma già affermati specialisti, riunitisi nell'occasione del concerto per la "sfida" sempre nuova e sempre ardua del far musica da camera. I violini erano quello di Sonig Tchakerian - che coordina tutta la parte cameristica delle Settimane Musicali - e di Gabrielle Shek: impetuoso e affascinante per ricchezza di colori e sottigliezza incisiva di fraseggio, il primo; elegante e limpidamente equilibrato nella misura cameristica il secondo. Alla viola c'era Danilo Rossi, prima parte dell'orchestra della Scala, strumentista di irruenta e coinvolgente musicalità ma anche di sorvegliata consapevolezza espressiva. Il violoncello era quello di Enrico Dindo, oggi uno dei maggiori protagonisti del suo strumento non solo in Italia, ammirevole per il calore e la lucida consapevolezza stilistica nell'Adagio di Respighi, ma anche per la nitida ed efficacissima disposizione cameristica, tutta giocata su di un equilibrio mai rinunciatario, anzi in grado di sottolineare la ricchezza della linea melodica. Al pianoforte sedeva con accorta sensibilità Roberto Cominati, tocco elegante e fraseggio misurato per un suono di calda comunicativa.
Pubblico non da tutto esaurito ma prodigo di applausi, alla fine particolarmente calorosi e prolungati.
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Per informazioni

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro, 67

36100 Vicenza

0444 302425

347 4925005
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Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico sono realizzate con il contributo di Ministero per i Beni e Attività Culturali, Regione del Veneto, Comune di Vicenza, Fondazione Cariverona, Camera di Commercio di Vicenza, Banca Popolare di Vicenza, Intesa San Paolo, Tde Macno e in collaborazione con Rai Radio3, Classica, Associazione Mousikè, Jacolino pianoforti, Accademia Olimpica, Il Giornale di Vicenza, Vicenza.com, Società Generale di Mutuo Soccorso-Cinema Odeon, Festival Biblico, L'Arte dell'Arco, Fondazione Teatro Fraschini, Istituo Italiano Antonio Vivaldi, Conservatorio di Musica di Vicenza, Forma srl.

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Rassegna stampa

OPERA



IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
SETTIMANE MUSICALI. LA PARTE STRUMENTALE BEN SOSTENUTA DALL'ARTE DELL'ARCO CON FEDERICO GUGLIELMO
24/06/2008
Ecco il Vivaldi vicentino
trionfo di "affetti" barocchi

Si conosce il Vivaldi sacro, si apprezza il famoso e sfavillante Vivaldi delle Quattro Stagioni, si è riscoperto l'immenso patrimonio strumentale del 'prete-rosso' ma non è ancora adeguatamente esplorato il settore vocale che vide impegnato il veneziano nella composizione di quasi 100 opere. Quasi una ventina di queste hanno la parte musicale sufficientemente completa e Ottone in Villa è la prima del novero. Un debutto teatrale che avvenne nel maggio 1713 proprio a Vicenza e che grazie alle SETTIMANE MUSICALI al Teatro Olimpico a Vicenza si è replicato. Infatti se non consideriamo la prima storica del Settecento, l'opera è andata in scena a Treviso nel 1729 e in forma di concerto pochi anni fa in Inghilterra.
Quando Vivaldi venne a Vicenza per rappresentare la sua prima opera aveva 35 anni, era già famoso e le sue raccolte di musica strumentale circolavano ovunque in Europa. L'importanza perciò della città come luogo privilegiato per quella prima è indubbio. Furono scritturati due cantanti vicentini, Margherita Faccioli e Giovanni Benvenuti e i musicisti Antonio Meneghetti ("valoroso vicentino"), il suo allievo Bartoletti ("secondo violin dà Vicenza") e Domenico De Marchi, oboista vicentino. I violini "forestieri" erano invece quattro, fra cui compariva .. "il signor Antonio Vivaldi, maestro de' concerti delle figlie della Pietà di Venezia".
Il ruolo del violino principale e konzertmeister che fu di Vivaldi per questa ripresa in tempi moderni è stata affidata al valentissimo violinista Federico Guglielmo affiancato dall'orchestra barocca padovana "L'Arte dell'Arco". L'Ottone in Villa, tre atti di Benedetto Domenico Lalli dedicati a "Sua Eccellenza Enrico Lord Herbert, primogenito di Sua Eccellenza il Conte di Pembrooke Cavaliere dell'Ordine della Jarettiere"... raccoglie il meglio delle simulazioni, delle dissimulazioni e delle ambiguità anche sessuali , degli inganni, delle allusioni e dei vari "coup de theatre" tipici del teatro del Sei-Settecento. In primis i ruoli "en travesti", così intriganti e fuorvianti e capaci di coinvolgere le tensioni emotive dell'uditorio e poi quell'effluvio - a volte ridondante ma di grande effetto - che caratterizza le fioriture strumentali e vocali, squisitamente barocche.
La trama è costituita, come sottolinea il vicentino prof. Vittorio Bolcato (che ha curato con interessanti approfondimenti la trascrizione dal manoscritto originale) "da episodi di vizio non punito e di virtù non ricompensata" e il luogo dove si svolge il dramma musicale d'ambientazione storica è "una villa deliziosa vicino alle mura di Roma scelta per suo divertimento dall'imperatore Ottone". Cinque i personaggi: Cleonilla, in scena Maria Laura Martorana, Ottone, il mezzo tedesco Massimiliano Mauther Von Degerfeld, Caio Silio, il romeno Florin Cezar Ouatu, uno splendido sopranista e i due cantanti italiani Luca Dordolo, Decio, e Marina Bartoli, Tullia alias Ostilio.
Cantare in falsetto oggi è una assoluta rarità e il MUSICALIssimo Ouatu ne ha dato una dimostrazione di infallibile brillantezza: virtuosismi, fioriture, tensione espressiva, mobilità espressiva capaci di coinvolgere con grande abilità gli spettatori hanno ricreato il clima che molto sicuramente animava i teatri al tempo di Vivaldi. Arie con il da capo, arie con recitativi e in stile imitativo si sono alternate con le parti in continuo e in sostegno (Vivaldi fa parlare i soli strumenti solo in apertura con una briosa Sinfonia in tre movimenti) espresse dall'ensemble di Guglielmo con una lucentezza e una luminosità coinvolgenti.
Le altre voci del cast sono brillate con pari intensità e abilità, restituendoci l'essenza del canto vivaldiano intessuto di complessi virtuosismi ed abbellimenti ma in linea con la linea espressiva che riguarda gli "affetti".
Applausi di grande calore da parte di un pubblico attento, partecipe ma non numeroso, in parte intrnazionale.


LA STAMPA - Marco Vallora
Conflitto d'interessi secondo Vivaldi
29/06/2008
Una vera sorpresa, la prima ripresa in tempi moderni dell'Ottone in Villa di Vivaldi. E invece, al suo esordio di compositore per le scene, già trentacinquenne virtuoso di violino (lo si sente anche qui, negli impervi e briosi combattimenti tra il primo violino concertatore, Federico Guglielmo, "due violette, violone" e i radi fiati, due oboi a rafforzare l'organico e due flauti, in alternativa, perché due soli erano gli esecutori, a imitare tra le quinte il mormorare arcadico della villeggiatura regia) si rivela già (1713) espertissimo e catturante nell'uso delle voci. E l'opera (anni fa cancellata per motivi di costi alla Fenice, registrata da Hickox nel '95, dopo un assaggio al Royal College, alcune arie bellissime fatte conoscere dalla Bartoli) grazie anche al brio mai pedante dell'Arte dell'Arco e una compagine di voci ben amalgamate (straordinaria la norvegese Tuva Semmingsen come Cleonilla e l'elegantissimo falsettista rumeno Ouatu, che del castrato non ha nulla, nel ruolo del "giovane più bello di Roma", Cajo). A prescindere dall'ideale scenario dell'Olimpico palladiano, Vicenza ha un senso perché il giovane Vivaldi, terrorizzato da un insuccesso veneziano, preferì un cauto esordio in provincia: chiese il permesso di "portarsi fuori di Vinezia per un mese, al impiego delle sue vertuose applicazioni" e trionfò "con il miracoloso violino in un intermedio di cornamuse marnate". Forse non vi sarà molta vera drammaturgia nell'Ottone, ma l'elegante florilegio di metafore sonore di natura, anche psicologica, e di pittoresco musicale, conquista. Delizioso il complesso libretto semi-buffo, con l'Imperador di Roma che s'attarda negli ozii alle porte dell'Urbe e tutto trascura per amore di Cleonilla, altrove detta Messalina, che invece insegue il bel Cajo e il paggio Ostilio, in realtà Tullia travestita, per vendicarsi sul fdifrago Cajo. Roma protesta per conflitti d'interessi, Cleonilla ha un buon gioco nel fingere d'aver amoreggiato con una fanciulla e non un drudo. Ottone, anticipando La clemenza di Tito, simula di credervi e, nel giro d'un verso, tutto miracolosamente s'appiana.



OPERACLICK - Alessandro Cammarano
Antonio Vivaldi
Teatro Olimpico - Vicenza: Ottone in villa
prima rappresentazione a Vicenza, Teatro delle Grazie, maggio 1713
29/06/2008
Il 17 maggio 1713 un Vivaldi trentacinquenne, già celebrato autore di musica strumentale e con alle spalle diverse composizioni vocali di carattere sacro, esordì come operista lontano - ma non troppo - dalla sua Venezia, al Teatro delle Grazie di Vicenza, con l' "Ottone in villa". Ottone in villa, come ben sintetizza Vittorio Bolcato nel succoso saggio presente nel numero unico realizzato per le Settimane Musicali al Teatro Olimpico, è un¹opera semi-buffa nella quale il filo conduttore è costituito dal travisamento; nulla è in realtà come appare, la virtù non viene ricompensata e le colpe non trovano punizione. A questo si aggiunga un gusto sottilmente perverso per l'ambiguità sessuale: Ostilio, che fa innamorare di sé la volubilissima Cleonilla, assai incline alla promiscuità affettiva, in realtà è Tullia, innamorata di Caio Silio; l'imperatore Ottone, più propenso a godersi la tranquillità della vita in campagna piuttosto che ad occuparsi di Roma, subisce una serie di avvenimenti che dovrebbero riguardarlo, e della soluzione dei quali sarebbe tenuto a farsi carico, fino al punto di dover perdonare tutti benedicendo le nozze di Caio Silio con Tullia e tenendosi la sua infedele Cleonilla.La struttura musicale è assai interessante ed innovativa, pur nel rispetto dei canoni dell'epoca, soprattutto per quanto concerne l'uso dei fiati, due flauti e due oboi, e del violino solista che spesso raddoppiano o inseguono le voci, impegnate al massimo sia nelle arie di furore che in quelle più squisitamente elegiache. Vicenza riaccoglie il suo Ottone a quasi tre secoli dalla "prima" e lo fa nel migliore dei modi. Il Teatro Olimpico, la cui scena fissa ideata dallo Scamozzi è un omaggio all'architettura di Roma e soprattutto al Palladio, fa da cornice ideale ad un'esecuzione in forma di concerto che permette al pubblico di concentrarsi sulla musica e di godere appieno delle voci.
Federico Guglielmo, concertatore al violino, opta per una lettura rigorosa ed al contempo fantasiosa, assecondato con grande sensibilità da L'arte dell'arco, ensemble piccolo nei numeri ma meravigliosamente corposo e compatto nel suono, tanto da sembrare in più di un¹occasione un solo strumento capace di dialogare a più voci con i solisti: le arcate dei violini barocchi, intonatissimi, sono scattanti nella loro ricchezza cosi come morbidamente suadenti risultano i flauti a becco e, soprattutto, i due oboi. I tempi che Guglielmo stacca hanno la capacità di tenere desti l'attenzione e l'interesse dell'ascoltatore, suscitando aspettative via via nuove, unite a spunti di riflessione sulla straordinaria capacità compositiva di Vivaldi, il quale, già in questa sua prima opera dà ampia dimostrazione dei suoi talenti teatrali.
Equilibrata la compagnia di canto, chiamata ad un impegno tutt'altro che agevole.
Maria Laura Martorana, interprete raffinata, canta una Cleonilla dai mille volti ai quali si accompagnano altrettante sfumature della voce; la Martorana dà il meglio di sé in particolare nelle arie più spiccatamente virtuosistiche, nelle quali esibisce colorature brillanti ed agilità sicure. Convincente solo in parte l'Ottone di Tuva Semmingsen, precisa nell'intonazione e chiara nella dizione; la Semmingsen è in possesso di uno strumento pregevole nel registro acuto ma un po' vuoto in quello grave. Condivisibile comunque il suo approccio al personaggio, che oscilla tra deliri amorosi, rimorsi per il suo disinteresse per Roma e bonaria saggezza. Bravissimo il giovane controtenore rumeno Florin Cezar Ouatu nei panni di Caio Silio; Ouatu ha voce di un bel timbro caldo, bei centri e facilità di emissione in acuto, cui si accompagna la sicurezza nei passaggi di agilità. Non ci è poi spiaciuta la sua timidezza in scena, che lo ha portato, a tratti, ad essere più teso del dovuto, visto il personale successo tributatogli dal pubblico. Ci è particolarmente piaciuta la Tullia-Ostilio di Paola Bartoli, soprano di grande musicalità e dotato di un timbro dolcissimo; la sua linea di canto è impeccabile, la ricerca dell¹accento costante, il fraseggio sempre appropriato. Meno bene il Decio di Luca Dordoli, troppo spesso in affanno in arie che ci sono apparse un po' sovradimensionate per la sua vocalità, soprattutto per quanto attiene alle agilità, le quali sono risultate appiattite in più di un¹occasione. Successo pieno di pubblico all¹indirizzo di tutti gli interpreti, con particolare calore per Ouatu.




GIOVANNI BATTISTA RIGON
Settimane 2009 nel segno di Napoli e di Rossini comico
L'opera che proporrò all'Olimpico sarà "Il turco in Italia", ambientata nella città partenopea
03/07/2008
Il maestro Giovanni Battista Rigon, direttore artistico delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ha appena concluso la XVII edizione del Festival che si svolge nel più antico teatro coperto del mondo. Non è rimasto però a Vicenza a godersi i meritati allori.. ma ha fatto subito la valigia ed è ripartito alla volta di Martina Franca. La splendida città pugliese dal volto barocco ha un prestigioso Festival estivo di recente entrato a far parte dell'Association Européenne des Festivals des Musique. Qui negli anni scorsi sono nati allestimenti integrali di opere come "Capuleti e Montecchi", "Puritani", "La Favorita", la rappresentazione moderna di "Adelaide di Borgogna" di Rossini. Ogni volta la filologia critica ha messo in luce aspetti sconosciuti di opere magari sconosciute catalizzando così l'attenzione del mondo musicale.
Maestro Rigon, cosa fa a Martina Franca? Bagni di sole e mare?
Spero di non farmi mancare anche questi, fra una prova e l'altra! Il luogo è incantevole e il clima meraviglioso.. ma non sono in vacanza, bensì già al lavoro con l'allestimento e la messa in scena dell'opera di Niccolò Piccinni, "Re Pastore". La prima esecuzione assoluta in tempi moderni è il 17 luglio, con diretta su Radio 3".
Ci può fare qualche anticipazione ? Il cast da chi è composto?
Il cast segue l'indicazione del Festival: fare lavorare i giovani già in carriera: fra le voci già ascoltate a Vicenza ci sarà ad esempio Maria Laura Martorana (Cleonilla nell'Ottone in Villa), nel ruolo di Lisa e poi altre due voci assai interessanti di controtenori (nell'opera di Piccinni erano i castrati); la regia è di Alessio Pizzech.
Il Festival al Teatro Olimpico si è appena concluso. Ne possiamo trarre un bilancio positivo?
Direi di sì, senza alcuna presunzione. Ho sempre pensato che la peculiarità di un festival è di cercare dei punti caratterizzanti per distinguersi, ma anche creare percorsi nuovi. Il Festival delle Settimane al Teatro Olimpico anche questa volta ha offerto proposte particolari e di richiamo che hanno attirato l'attenzione della critica nazionale Parlo di composizioni come il Concerto op.40 del 1923 per quartetto d'archi di Alfredo Casella. A proposito del quale, un particolare curioso: le partiture non sono più edite da tempo e il materiale ci è stato gentilmente concesso dalla figlia del compositore, Fulvia Casella Nicolodi. E tante sono le musiche ascoltate che rischiavano di rimanere dimenticate ad opera di Respighi, Rota, Castelnuovo Tedesco.
Il Festival si è articolato nelle tradizionali quattro sezioni: opera, concerti, conferenze, film. Anche questi filoni verranno ripresi l'anno prossimo, in occasione del 'viaggio in Italia' musicale che arriverà nel 2009 a Napoli?
Certo: speriamo di avere ancora l'apporto qualificato di Radio3 con la presenza di approfondimenti tematici da parte di prestigiosi critici e musicologi e con la messa in onda del materiale registrato. Inoltre è nostra intenzione proseguire nell'allestimento di un titolo di opera di tradizione però 'aggiornato' con una versione particolare e moderna. Posso già anticipare che l'edizione 2009 porterà sulla scena olimpica l'opera di Rossini "Il Turco in Italia" e non mancherà un titolo di un'opera di musica antica. Continuerà anche la felice iniziativa del 'Progetto Giovani' con mentore il M° Giovanni Guglielmo e l'offerta filmica ricercata



Per informazioni

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro, 67

36100 Vicenza

0444 302425
XVII edizione

Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma

(con un omaggio a Palladio)





Sabato 31 maggio 2008


Teatro Olimpico di Vicenza, ore 21.00

Concerto-Anteprima

in collaborazione con il Festival Biblico



Sonig Tchakerian, violino
Bruno Canino, pianoforte






JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)

Sonata in Mi magg. BWV 1016 (1720 circa)

Adagio

Allegro

Adagio ma non tanto

Allegro



ALAN HOVHANNES (1911-2000)

Tre Visioni di S.Mesrob op. 198 (1962)

La montagna celeste

L’uccello celeste

L’alfabeto celeste



ERNEST BLOCH (1880-1959)

Baal Schem. Tre quadri di vita chassidica. (1923)

Nigun (melodia)

Vidui (confessione)

Simchas Torah (Gioia della Sacra Scrittura)



ROBERT SCHUMANN (1810-1856)

Sonata in re min. op. 121 “Grosse Sonate” (1851)

Ziemlich Langsam - Lebhaft

Sehr Lebhaft

Leise, einfach

Bewegt


Venerdì 6 giugno 2008



Teatro Olimpico di Vicenza, ore 21.00



Del crudo amor



Lorenzo Regazzo, basso
Dimitri Romano, pianoforte




GEORG FRIEDRICH HÄNDEL (1685-1759)

"Dalla guerra amorosa"



GIOVANNI MARIA BONONCINI (1642-1678)

"Per la gloria d'adorarvi"



ANTONIO VIVALDI (1678-1741)

Scena della follia di Orlando dall' Orlando furioso

(prima esecuzione assoluta della versione originale per basso del 1714)



WOLFGANG AMADÉ MOZART (1756-1791)

Adagio KV 356/617a (per pianoforte, dall'originale per glassarmonica)

"Io ti lascio, o cara, addio"Aria KV 621a

"Aprite un po' quegl'occhi"Recitativo ed aria da Le nozze di Figaro



GIOVANNI SIMONE MAYR (1763-1845)

Tre canzoni veneziane

A Bettina

La necessità

La stracavata

(arrangiamenti pianistici di Lorenzo Regazzo)



GIOACHINO ROSSINI (1792-1868)

da Musique Anodine (Péchés de vieillesse, vol. XIII) (Parigi, 1857)

Prelude(per pianoforte)

n. 3 "Mi lagnerò tacendo"

n. 6 "Mi lagnerò tacendo"

n. 7 "Mi lagnerò tacendo"



REYNALDO HAHN (1875-1947)

L'avertimento

Che pecà



ANTONIO BUZZOLLA (1815-1871)

El regalo

l'amante timido

El marìo a la moda
--------------------------------------------------------------------------------

Prevendire al Botteghino del Teatro Olimpico
ore 10/13 e 13.30/16 escluso il lunedì
Circuito greenticket:
www.greenticket.it  o call center 899 5000 55
EFA-European Festival Association



RAI-Radio3



Domenica 4, mercoledì 7 e venerdì 9 maggio Radiotre RAI inizia la trasmissione dei concerti registrati in occasione delle "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" di Vicenza, edizione 2007.

Di seguito i programmi dei tre concerti. Buon ascolto!


Contrariamente a quanto comunicato,

il primo concerto (Messiaen, Quartetto per la fine del tempo)

sarà trasmesso da RAI - Radio3


LUNEDI' 5 MAGGIO ORE 12.00


RADIOTRE RAI

I CONCERTI DEL MATTINO



“Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2007”




Sonig Tchakerian, violino
Alessandro Travaglini, clarinetto
Vittorio Ceccanti, violoncello
Roberto Prosseda, pianoforte

OLIVIER MESSIAEN
Quatuor pour la fin du Temps
Liturgie de Cristal
Vocalise, pour l'Ange qui annonce la fin du Temps
Abîme des oiseaux
Intermède
Louange à l'Éternité de Jésus
Danse de la fureur, pour les sept trompettes
Fouillis d'arcs-en-ciel, pour l'Ange qui annonce la fin du Temps
Louange à l'Immortalité de Jésus

(registrato il 1º giugno 2007 alla Chiesa dei Filippini di Vicenza)



________________________



MERCOLEDI' 7 MAGGIO 2008

ore 12.00

RADIOTRE RAI

I CONCERTI DEL MATTINO


“Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2007”


Ensemble Musagète
Fabio Pupillo, flauto
Remo Peronato, oboe
Luigi Marasca, clarinetto
Enrico Barchetta, corno
Laura Costa, fagotto

GIOACHINO ROSSINI
Sinfonia da "Il barbiere di Siviglia"
trascrizione per quintetto di fiati

GIUSEPPE CAMBINI
Quintetto in si bemolle maggiore n.1
Allegro maestoso
Larghetto cantabile
Rondò. Allegretto grazioso

GIULIO BRICCIALDI
Quintetto in re maggiore op.124

Allegro marziale
Andante
Allegro


(registrato il 3 giugno 2007 nell'Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza)

_____________________



VENERDI' 9 MAGGIO 2008

ORE 12.00

RADIOTRE RAI

I CONCERTI DEL MATTINO



“Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2007”


Sonig Tchakerian, violino
Filippo Gamba, pianoforte

LUIGI DALLAPICCOLA
Tartiniana seconda, su temi dalle Sonate di Giuseppe Tartini
"Versione sonatistica" per violino e pianoforte
Pastorale (molto calmo, ma senza trascinare)
Tempo di bourrée
Presto: leggerissimo
Variazioni

IGOR STRAVINSKIJ

Duo concertante
Cantilène
Eglogue I
Eglogue II
Gigue
Dithyrambe

FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sonata in fa maggiore per violino e pianoforte
Allegro vivace
Adagio
Allegro vivace

(registrato al Teatro Olimpico di Vicenza il 9 giugno 2007)

Membro dell'European Festival Association


SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO

Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione


Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma

(con un omaggio a Palladio)

Opera, concerti, conferenze e film

31maggio - 29 giugno 2008



PROGRAMMA



Sabato 31 maggio 2008

Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO-ANTEPRIMA

Sonig Tchakerian violino

Bruno Canino pianoforte

musiche di Bach, Hovhannes, Bloch, Schumann



Martedì 3 giugno 2008

Cinema Odeon ore 21

FILM

Il barbiere di Siviglia, M. Costa, 1947



Venerdì 6 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO

Lorenzo Regazzo basso

Dimitri Romano pianoforte

musiche di Händel, Bononcini, Vivaldi, Mozart, Mayr, Rossini, Hahn, Buzzolla



Sabato 7 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 20

Conferenza Michele Suozzo ore 19.00

OPERA (turno A)

Rossini Il barbiere di Siviglia

(Roma, Teatro Argentina, febbraio 1816)

ricostruzione della prima rappresentazione vicentina

(Vicenza, Teatro Eretenio, maggio 1825)

Il conte d'Almaviva Dionigi D'Ostuni

Bartolo Matteo Ferrara

Rosina Laura Polverelli / Concetta D'Alessandro

Figaro Giulio Mastrototaro / Cuneyt Unsal

Basilio Lorenzo Regazzo / Abramo Rosalen

Berta Natalizia Carone

Fiorello Yiannis Vassilakis

Giovanni Battista Rigon maestro concertatore e direttore

Roberto Recchia regista

Orchestra di Padova e del Veneto

Schola San Rocco

Francesco Erle maestro del coro



Lunedì 9 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 20

Conferenza Giovanni Carli Ballola ore 19.00

OPERA (turno B)

Rossini Il barbiere di Siviglia



Martedì 10 giugno 2008

Cinema Odeon ore 21

FILM

Figaro e la sua giornata, M. Camerini, 1931



Mercoledì 11 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 20

Conferenza Alberto Batisti ore 19.00

OPERA (turno C)

Rossini Il barbiere di Siviglia



Venerdì 13 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

Conferenza Michael Radulescu ore 20.00

CONCERTO

“Progetto Bach”

Orchestra Il teatro armonico

Michael Radulescu direttore

musiche di Bach



Domenica 15 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO

Conferenza Franco Piperno ore 20.00

“Novecento romano”

Roberto Cominati pianoforte

Sonig Tchakerian, Glauco Bertagnin violino

Danilo Rossi viola

Enrico Dindo violoncello

musiche di Casella, Rota, Castenuovo-Tedesco, Respighi



Martedì 17 giugno 2008

Cinema Odeon ore 21

FILM

Figaro qua… Figaro là, C.L. Bragaglia, 1950



Mercoledì 18 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

Conferenza Stefano Catucci ore 20.00

CONCERTO

“Prix de Rome: promossi e... bocciati”

Trio Matisse

Massimo Mercelli flauto

Darko Brlek clarinetto

musiche di Pierné, Debussy, Ibert, Saint-Saëns, Lalo



Venerdì 20 giugno 2008

Odeo del Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO

“Progetto giovani (I)”

David Trio

musiche di Schubert, Dall'Ongaro, Casella



Domenica 22 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 20

Conferenza ore 19.00

OPERA

“Omaggio a Palladio”

Vivaldi Ottone in villa

(Vicenza, Teatro delle Grazie, maggio 1713)

Cleonilla Maria Laura Martorana

Ottone Massimiliano Mauther von Degerfeld

Caio Silio Florin Cezar Ouatu

Decio Luca Dordolo

Tullia alias Ostilio Marina Bartoli

Federico Guglielmo maestro di concerto

Orchestra L'arte dell'arco



Martedì 24 giugno 2008

Cinema Odeon ore 21

FILM

Casa Ricordi, C. Gallone, 1954



Mercoledì 25 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

Conferenza Carla Moreni ore 20.00

CONCERTO
Orchestra I solisti di Pavia

Enrico Dindo direttore

Sonig Tchakerian violino

musiche di Corelli, Respighi, Mendelssohn



Venerdì 27 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO

Sonig Tchakerian violino

Mario Brunello violoncello

musiche di Händel, Ravel, Mosca, Kodaly



Domenica 29 giugno 2008

Odeo del Teatro Olimpico ore 21

Conferenza Enzo Restagno ore 20.00

CONCERTO

“Progetto giovani (II)”

Ensemble Musagète

Giovanni Guglielmo primo violino e concertatore

musiche di Rota, Morricone


Da martedì 15 aprile sono aperte le prevendite di biglietti e abbonamenti al Botteghino del Teatro Olimpico con i seguenti orari:

Per i mesi di aprile e maggio ore 10.00/ 13.00, 13.30 / 16.00

A partire dal mese di giugno ore 10.00/ 13.00, 16.00 / 18.30

Lunedì sempre escluso.



I biglietti sono acquistabili anche on-line e in tutti i punti vendita del circuito www.greenticket.it o tramite call center 899 5000 55.

Informazioni sui costi disponibili sul sito www.olimpico.vicenza.it  o ai numeri 0444 302425 e 347 4925005
--------------------------------------------------------------------------------

Il Festival è realizzato con il contributo di

Ministero per i Beni Culturali - Dipartimento dello spettacolo

Regione del Veneto

Provincia di Vicenza

Comune di Vicenza

Fondazione Cariverona

Camera di Commercio

Banca Intesa

TDE MACNO



e con la collaborazione di

Festival Biblico

Associazione Mousikè

Orchestra L'arte dell'arco

Cineforum Odeon di Vicenza
membro dell'European Festival Association


SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO

Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione



Desideriamo comunicare che il Seminario Straordinario che Michele Suozzo terrà nell'ambito del Laboratorio per giovani cantanti sul Barbiere di Siviglia di Rossini (docenti Sherman Lowe e Lorenzo Regazzo) è stato fissato per DOMENICA 3 FEBBRAIO 2008 (ore 17-23) e LUNEDI' 4 FEBBRAIO 2008 (ore 10-16)

La tassa di iscrizione per il Seminario Straordinario di Michele Suozzo è di euro 100. La partecipazione è gratuita per coloro che sono già iscritti al Laboratorio, sia in qualità di effettivi che di uditori.

Il Laboratorio per giovani cantanti sul Barbiere di Siviglia di Rossini è finalizzato alla ricerca del cast per le tre recite del 7, 9 e 11 giugno presso il Teatro Olimpico di Vicenza, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali, maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio. Le iscrizioni al laboratorio scadono il 15 dicembre 2007. Alleghiamo di seguito il bando.



Cordialità.



Settimane Musicali al Teatro Olimpico

La segreteria



Il barbiere di Siviglia



Laboratorio per giovani cantanti con

SHERMAN LOWE

LORENZO REGAZZO

Seminario straordinario di

MICHELE SUOZZO



Laboratorio finalizzato alla scelta del cast per l'allestimento dell'opera al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali.

Maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon.

Con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio.



DATE E LUOGO DEL LABORATORIO

Il laboratorio si svolgerà nelle date:

¬ 28, 29, 30 dicembre 2007 (docente Sherman Lowe)

¬ 1, 2, 3 febbraio 2008 (docente Lorenzo Regazzo)

¬ 4, 5, 6 aprile 2008 (docente Lorenzo Regazzo)

¬ 2, 3, 4 maggio 2008 (docente Sherman Lowe)



SEMINARIO STRAORDINARIO. Nell’ambito del laboratorio, in una data vicina a quelle già previste, Michele Suozzo terrà un seminario sulla storia dell’interpretazione del Barbiere rossiniano. Il seminario è gratuito per gli iscritti al laboratorio.



AMMISSIONE

Il laboratorio è aperto a cantanti lirici (max 35 anni) di qualsiasi nazionalità. Il corso è a numero chiuso: saranno ammessi un massimo di 14 studenti effettivi. L'esame di ammissione avrà luogo il 27 dicembre 2007 alle ore 10.00. L'organizzazione metterà a disposizione un pianista accompagnatore. Programma: Il barbiere di Siviglia di Rossini. È possibile richiedere la frequenza anche in qualità di uditori.



COSTI

La tassa di iscrizione per sostenere l'esame di ammissione è di � 50,00.

La tassa di frequenza per la masterclass è di:

¬ � 600,00 per gli studenti effettivi;

¬ � 200,00 per gli uditori.

Sono previste agevolazioni per gli studenti iscritti nell'A. A. 2007/2008 al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.

Le tasse dovranno essere versate entro il:

¬ 15 dicembre 2007 (tassa di iscrizione)

¬ 31 dicembre 2007 (50 % della tassa di frequenza)

¬ 30 marzo 2008 (50 % della tassa di frequenza).

Il versamento delle tasse dovrà essere effettuato a mezzo bonifico bancario (Conto corrente n. 860043 intestato a Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ABI 03069, CAB 11806. Indicare la causale: MASTERCLASS LOWE¬REGAZZO 2007/2008).

Coloro i quali, superata l'audizione, iniziano a frequentare la masterclass, si impegnano al pagamento dell'intera tassa di frequenza.



OSPITALITÁ

Vitto e alloggio saranno a carico degli studenti. Saranno attivate apposite convenzioni con strutture di ospitalità di tipo universitario per coloro che ne faranno richiesta.



CASTING

Tra gli studenti effettivi del laboratorio verrà selezionato il cast per l'allestimento de Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico (maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio).

La partecipazione al laboratorio non dà automaticamente diritto all'inclusione nel cast. Il cast verrà selezionato dalla direzione artistica delle Settimane Musicali. Nel caso alcuni ruoli non risultino coperti con studenti del laboratorio si provvederà al completamento del cast ricorrendo a professionisti esterni. Per gli studenti che verranno selezionati ed inclusi nel cast sono previsti:

¬ una borsa di studio di � 1.500,00 (� 750 per ruoli minori) al lordo delle ritenute di legge;

¬ l'ospitalità a Vicenza per tutto il periodo della produzione dell'opera (16 maggio � 11 giugno 2008).



ISCRIZIONI

Le iscrizioni dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 dicembre 2007 (corredate dalla ricevuta del versamento) all'indirizzo: Settimane Musicali al Teatro Olimpico, contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza (VI); oppure: via fax al numero 0444-302425: oppure: via mail all'indirizzo info@olimpico.vicenza.it. Indicare: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, nazionalità, residenza, telefono fisso, telefono cellulare, email, tipo di voce. Allegare inoltre curriculum e fotografia.



www.olimpico.vicenza.it

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro 67 - 36100 Vicenza

tel /fax 0444 30 24 25

info@olimpico.vicenza.it 
SETTIMANE MUSICALI

AL TEATRO OLIMPICO

Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione



Il barbiere di Siviglia



Laboratorio per giovani cantanti con

SHERMAN LOWE

LORENZO REGAZZO

Seminario straordinario di

MICHELE SUOZZO



Laboratorio finalizzato alla scelta del cast per l'allestimento dell'opera al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali.

Maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon.

Con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio.



DATE E LUOGO DEL LABORATORIO

Il laboratorio si svolgerà presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza (contrà San Domenico 33) nelle date:

¬ 28, 29, 30 dicembre 2007 (docente Sherman Lowe)

¬ 1, 2, 3 febbraio 2008 (docente Lorenzo Regazzo)

¬ 4, 5, 6 aprile 2008 (docente Lorenzo Regazzo)

¬ 2, 3, 4 maggio 2008 (docente Sherman Lowe)



SEMINARIO STRAORDINARIO. Nell’ambito del laboratorio, in una data vicina a quelle già previste, Michele Suozzo terrà un seminario sulla storia dell’interpretazione del Barbiere rossiniano. Il seminario è gratuito per gli iscritti al laboratorio.



AMMISSIONE

Il laboratorio è aperto a cantanti lirici (max 35 anni) di qualsiasi nazionalità. Il corso è a numero chiuso: saranno ammessi un massimo di 14 studenti effettivi. L'esame di ammissione avrà luogo presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza il 27 dicembre 2007 alle ore 10.00. L'organizzazione metterà a disposizione un pianista accompagnatore. Programma: Il barbiere di Siviglia di Rossini. È possibile richiedere la frequenza anche in qualità di uditori.



COSTI

La tassa di iscrizione per sostenere l'esame di ammissione è di � 50,00.

La tassa di frequenza per la masterclass è di:

¬ � 600,00 per gli studenti effettivi;

¬ � 200,00 per gli uditori.

Sono previste agevolazioni per gli studenti iscritti nell'A. A. 2007/2008 al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.

Le tasse dovranno essere versate entro il:

¬ 15 dicembre 2007 (tassa di iscrizione)

¬ 31 dicembre 2007 (50 % della tassa di frequenza)

¬ 30 marzo 2008 (50 % della tassa di frequenza).

Il versamento delle tasse dovrà essere effettuato a mezzo bonifico bancario (Conto corrente n. 860043 intestato a Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ABI 03069, CAB 11806. Indicare la causale: MASTERCLASS LOWE¬REGAZZO 2007/2008).

Coloro i quali, superata l'audizione, iniziano a frequentare la masterclass, si impegnano al pagamento dell'intera tassa di frequenza.



OSPITALITÁ

Vitto e alloggio saranno a carico degli studenti. Saranno attivate apposite convenzioni con strutture di ospitalità di tipo universitario per coloro che ne faranno richiesta.



CASTING

Tra gli studenti effettivi del laboratorio verrà selezionato il cast per l'allestimento de Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico (maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio).

La partecipazione al laboratorio non dà automaticamente diritto all'inclusione nel cast. Il cast verrà selezionato dalla direzione artistica delle Settimane Musicali. Nel caso alcuni ruoli non risultino coperti con studenti del laboratorio si provvederà al completamento del cast ricorrendo a professionisti esterni. Per gli studenti che verranno selezionati ed inclusi nel cast sono previsti:

¬ una borsa di studio di � 1.500,00 (� 750 per ruoli minori) al lordo delle ritenute di legge;

¬ l'ospitalità a Vicenza per tutto il periodo della produzione dell'opera (16 maggio � 11 giugno 2008).



ISCRIZIONI

Le iscrizioni dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 dicembre 2007 (corredate dalla ricevuta del versamento) all'indirizzo: Settimane Musicali al Teatro Olimpico, contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza (VI); oppure: via fax al numero 0444-302425: oppure: via mail all'indirizzo info@olimpico.vicenza.it. Indicare: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, nazionalità, residenza, telefono fisso, telefono cellulare, email, tipo di voce. Allegare inoltre curriculum e fotografia.



www.olimpico.vicenza.it

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro 67 - 36100 Vicenza

tel /fax 0444 30 24 25

info@olimpico.vicenza.it
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO

La musica classica nel teatro più bello del mondo

Opera, concerti, conferenze e film





COMUNICATO FINALE della XVI EDIZIONE



Di fronte ad un Teatro Olimpico gremito e festoso si è chiusa ieri, venerdì 15 giugno, la XVI edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, prima tappa del progetto artistico triennale "Viaggio in Italia" dedicata quest'anno a Venezia.



Un concerto tutto vivaldiano, in memoria del grande violinista e didatta veneziano Luigi Enrico Ferro (1903-1975), con la presenza prestigiosa di due generazioni di violinisti suoi allievi, da Giovanni Guglielmo e Piero Toso fino a Sonig Tchakerian e Giovanni Angeleri.



In un breve intervento prima dell'inizio del concerto, il Maestro Giovanni Battista Rigon, direttore artistico del Festival, ha voluto annunciare personalmente al pubblico presente in sala l'accettazione della candidatura delle Settimane Musicali da parte dell'Associazione Europea dei Festival, di cui si è avuta notizia solo qualche giorno fa.

È con orgoglio e soddisfazione che le Settimane Musicali al Teatro Olimpico possono annunciare il loro ingresso nell'EFA - European Festival Association -, la più antica (dal 1952) e prestigiosa federazione internazionale dei festival d'Europa.

Dell'EFA fanno parte importanti istituzioni quali BBC Proms di Londra, Festival di Lucerna, Berliner Festspiele. Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico sono l'unico festival veneto ad esservi ammesso, a fianco di altre 9 realtà italiane quali Settembre Musica di Torino, Settimane Musicali di Stresa, Festival di Brescia e Bergamo, Settimane Musicali di Merano, Ravenna Festival, Emilia Romagna Festival, Rossini Opera Festival (ROF) di Pesaro, Montepulciano, Martina Franca. La candidatura delle Settimane Musicali è stata vagliata dall'assemblea generale dell'EFA riunitasi a Bruxelles pochi giorni fa ed accettata con il punteggio più alto tra le new entries 2007/2008.

Questo riconoscimento europeo premia il percorso pluriennale di qualità artistica del nostro festival ed inserisce a tutti gli effetti la città di Vicenza in un circuito internazionale di capitali della musica che porterà ad un significativo incremento del turismo culturale. Si aprono inoltre le porte ad importanti coproduzioni internazionali con altri partners dell'ambito EFA, alcuni dei quali hanno già manifestato interesse in tal senso.

Questo importante traguardo non sarebbe stato possibile senza il determinante, spesso generoso contributo degli enti e degli sponsor, degli artisti, di tutti i collaboratori dello staff, nonché del pubblico che ci ha seguito con affetto in tutto questo tempo. A tutti va il nostro grazie più sincero, nella certezza che continueremo ad averli al nostro fianco anche dopo questo ambìto riconoscimento, che per noi è anche un invito e uno stimolo a fare sempre meglio.
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO

La musica classica nel teatro più bello del mondo

Opera, concerti, conferenze e film





Ci permettiamo di inviarVi le recensioni de "L'italiana in Algeri" andata in scena al Teatro Olimpico l'1, 3 e 5 giugno scorsi.



Vi ricordiamo che la XVI edizione delle "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" di Vicenza prosegue con i concerti di lunedì 11, mercoledì 13 e venerdì 15 prossimi.



Saluti cordialissimi.



La segreteria



____________________



LA REPUBBLICA, lunedì 4 giugno 2007
L'altra "Italiana in Algeri" sa di cinema e di cartoon
di Angelo Foletto

Per la ripresa dell'Italiana in Algeri a Vicenza nell'agosto 1813, pochi
mesi dopo la prima veneziana, Rossini che forse fu presente al clavicembalo
mise mano alla partitura. Non si limitò a microinterventi strumentali e sui
recitativi: riscrisse una brillante scena e cavatina per la protagonista
("Cessò alfin la tempesta / Cimentando i venti e l'onde") e mantenne la
sontuosa introduzione col violoncello obbligato al "Per lui che adoro", in
seguito affidata al flauto. Per l'avvio delle 16esime Settimane Musicali
"Viaggio in Italia" al Teatro Olimpico, nel resto incentrate su prelibati
programmi cameristici, l'inedita versione dell'Italiana è stata riproposta
da Giovanni Battista Rigon, che ha firmato un'edizione teatralissima, vivida
nei colori e scalpitante, condivisa dall'agile Filarmonia Veneta. Negli
spazi minimi concessi dal vertiginoso frontespizio dell'Olimpico, la regia
di Damiano Michieletto, inscritta in un impianto minimalista ha costruito
uno spettacolo esuberante, gioiosamente caricaturale, moderno nei
riferimenti fumettistico-cinematografici e ritmato sull'estro zampillante
della musica. Il tutto consegnato a una compagnia di canto (Lorenzo Regazzo,
Enkelejda Shkosa, Andrea Zaupa, Nicola Amodio, Anna Laura Martorana, Luca
D'Amico, Chiara Fracasso) vivacemente padrona dello stile e della scena.

___________________


IL CORRIERE DELLA SERA, domenica 10 giugno 2007
"L'italiana in Algeri" sugli sgabelli rossi
di Enrico Girardi

Successo all'Olimpico di Vicenza.

Lo spettacolo inaugurale delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di
Vicenza è una lieta sorpresa: un'edizione de L'italiana in Algeri di Rossini
che mette di buon umore, prodotta con piccoli mezzi ma fresca, spigliata e
avvincente.
La ricetta è semplice. Scene e costumi ridotti all'osso, tanta regia e tanta
voglia di fare squadra, cast con un paio di voci affermate e un manipolo di
giovani ben selezionati, una buona orchestra e, a capo di tutto, un
direttore serio e affidabile. Se poi si considera il valore aggiunto che
tutto avviene all'Olimpico, forse il più bel teatro del mondo, si può dire
che le Settimane Musicali, ora in corso con un programma perlopiù
cameristico, sono partite col botto.
Scene e costumi ridotti all'osso, si diceva. Le scene sono 18 sgabelli rossi
a forma di cubo, che si montano e smontano come pezzi del lego, creando gli
spazi necessari. I costumi richiamano ora il tempo di Rossini ora
l'attualità. Ma quel che conta è il gioco di squadra, la voglia di sorridere
con poco, il brio di una recitazione giocata su frizzi e lazzi che divertono
senza oltrepassare il confine del farsesco. D'ironia, poi, ce n'è quanto
basta. E se la sceneggiata del pappataci ripercorre i risaputi tic italici
(mandolino, pizza, pasta e tricolore; ma c'è pure l'immancabile tv accesa
sulla tavola apparecchiata), poco male.
Lo spettacolo funziona perché è ben calibrato sui tempi della musica, che
Giovanni Battista Rigon detta spigliati ai limiti dello sbarazzino. Guida
una formazione di qualità, la Filarmonia Veneta, cui manca solo un poco di
convinzione nei propri mezzi per affiancarsi a ensemble più blasonati,
evitando le piccole sbavature. Ma Rigon è direttore adatto a guidarla a più
alti traguardi. Pecca solo di eccessivo senso di responsabilità e lo si vede
quando viene incontro al cantante che si fa "tirare" o che "corre", ovvero
quando adatta il proprio pensiero alla realtà concreta della scena. Un poco
d'autorevolezza in più e sarà il cantante a seguire lui, ma questa musica
(un capolavoro ineffabile, che nell'occasione è riproposto secondo le fonti
della "prima" vicentina dell'agosto 1813) la domina in lungo e in largo,
dimostrando di conoscerne i segreti.
Le voci "nobili" sono Lorenzo Regazzo (Mustafà) ed Enkelejda Shkosa
(Isabella), ottimi protagonisti, ma non sono da meno il Lindoro di Nicola
Amodio e il Taddeo del bravissimo Andrea Zaupa. Bene Maria Laura Martorana
(Elvira), Luca Dall'Amico (Haly) e Chiara Fracasso (Zulma). Consenso
entusiastico di pubblico.

___________________


IL GAZZETTINO, domenica 3 giugno 2007
Un' "Italiana" in... Vicenza
di Mario Messinis

Giovanni Battista Rigon all'Olimpico.

Giovanni Battista Rigon, nella sapiente impaginazione delle Settimane
musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, ama proporre versioni teatrali
inedite o comunque non ancora divulgate. Così presenta l'"Italiana in
Algeri", scritta da Rossini nel 1812 per il San Benedetto di Venezia, nella
versione proposta al Teatro Eretenio di Vicenza l'anno successivo. Le
varianti peraltro sono minime. In particolare figura un'aria nuova, ma molto
manierata, per la presentazione di Isabella, la protagonista, «Cimentando i
venti e l'onde», composta in sostituzione della cavatina memorabile «Cruda
sorte». Ma Rigon non ha rinunciato a questo brano celebre: così ci si è
trovati di fronte ad un superfluo duplicato drammatico.
Comunque queste sono marginali osservazioni che non incidono sulle scelte
interpretative di Rigon, che è un musicista completo di formazione
cameristica. Anche in Rossini si nota la sua conoscenza del classicismo
viennese nella profondità del fraseggio e nella disciplina formale. Eppure
il nostro interprete è ben consapevole che il "mozartiano" Rossini è
qualcosa di diverso da Mozart. Lo si nota nello stacco dei tempi molto
brillanti con punte dionisiache, come nelle sottigliezze ironiche e
burlesche. L'orchestra Filarmonia Veneta lo segue con sicurezza.
La pregevole Isabella dell'albanese Enkeljda Shkosa sfoggia una ineccepibile
tecnica di coloratura e una notevole estensione vocale. Ma presenta due
limiti: non approfondisce la grazia di un personaggio nobile e non conosce
il finto-patetico rossiniano, guardando al melodismo romantico.
Lorenzo Regazzo è il miglior Mustafà oggi reperibile. Emerge nella
straripante irruenza delle colorature e in una cantabilità costantemente in
bilico tra opera seria e opera buffa; anzi gli stilemi seri esaltano le
tensioni caricaturali, anche per la strepitosa recitazione. Il Lindoro di
Nicola Amodio possiede un timbro piacevole, ma affronta gli artifici
ornamentali con approssimazione. Magnifico il Taddeo di Andrea Zaupa per il
rigore del canto e la pienezza vocale. Completano il cast Maria Laura
Martorana, Chiara Fracasso, Luca Dall'Amico.
È sempre problematico realizzare uno spettacolo negli spazi palladiani.
Forse sarebbe preferibile pensare, in prospettiva, ad opere serie
prevalentemente sei-settecentesche - da Monteverdi a Haendel a Mozart a
Rossini - i cui soggetti riferiti all'antichità classica potrebbero
adeguarsi alle architetture tardo rinascimentali del teatro sublime. In caso
contrario è giocoforza prescindere dal monumento con azioni al proscenio,
magari pensate in senso semiscenico. Damiano Michieletto è un regista serio
e preparato. La sua idea di ricomporre la vicenda come un «puzzle»
ricorrendo per la scenografia soltanto a rossi sgabelli mobili, è
interessante. Ma il primo atto è gremito di episodi dissonanti (con costumi
di cattivo gusto) che non tengono conto della aulicità comica dell'opera. In
particolare è sacrificata la dignità scenica di Isabella, con risvolti
popolareschi e neo realistici. Lo spettacolo però cresce nel secondo atto,
là dove l'azione si semplifica con ritmo giocoso e chiarisce opportunamente
la drammaturgia.

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IL GIORNALE DI VICENZA, domenica 3 giugno 2007
La vittoria dell'Italiana
di Cesare Galla

Rigon all'Olimpico si consacra direttore rossiniano. Proposto nella
"versione vicentina", con la Cavatina scritta appositamente per l'esecuzione
all'Eretenio dell'agosto 1813, il capolavoro del pesarese ha inaugurato fra
le ovazioni il festival. Regazzo maiuscolo protagonista vocale.

Nell'estate del 1813 Vicenza era attraversata da incessanti e rovinosi
movimenti di truppe, preludio alla disfatta napoleonica di Lipsia
dell'autunno.
Il tempo era infame: piogge continue e temperatura mai sopra i 20 gradi
almeno fino all'inizio di agosto, secondo le annotazioni del conte Arnaldo
Tornieri Arnaldi, il cui prezioso e spesso interessante Diario manoscritto,
conservato in Bertoliana, meriterebbe la pubblicazione in edizione critica.
In questa situazione, al nobile vicentino appassionato di archeologia e
poesia - che pure non disdegnava i fatti teatrali ed era attento seppur
critico nei confronti del divismo operistico imperante - sfuggì l'evento
accaduto poco prima della Fiera di settembre all'Eretenio, quando andò in
scena L'italiana in Algeri, l'ultimissima opera del geniale giovanotto di
Pesaro Gioachino Rossini (allora ventunenne), appena poche settimane dopo il
debutto assoluto di Venezia.
Forse le bizze del tempo, certo perniciose per l'ugola di una cantante, non
furono estranee alla decisione della primadonna Maria Marcolini di cantare
un'Aria di sortita diversa da quella originariamente creata dal compositore,
meno "dispendiosa" tecnicamente e soprattutto più "facile" per le sue
caratteristiche vocali, appositamente commissionata a Rossini. In ogni caso,
il successo fu clamoroso ugualmente, com'era stato del resto anche a
Venezia, ma quella Cavatina finì negli archivi e non entrò mai nella
consuetudine esecutiva, né allora né ai tempi nostri, in piena
Rossini-Renaissance, salvo finire in appendice all'edizione critica (e in
appendice all'ormai rara edizione discografica diretta più di vent'anni fa
da Claudio Scimone con Marilyn Horne).
L'altra sera all'Olimpico - per l'inaugurazione delle Settimane Musicali -
la versione vicentina del primo grande capolavoro buffo di Rossini è tornata
anche in scena grazie all'idea di Giovanni Battista Rigon, sempre attento a
cercare le rarità che sono l'indispensabile "sale" di un festival che
davvero voglia definirsi tale. Si è avuta così una edizione dell'Italiana
singolare ma ugualmente significativa, anche perché al di là della sua
particolarità storico-musicologica (che in fondo riguarda solo un passo del
primo atto e pochi altri passaggi) l'esecuzione si è rivelata di magnifico
risalto, limpida e accattivante, nell'insieme omogenea dal punto di vista
vocale. Un risultato che non è facile trovare neanche in produzioni ben più
titolate e. danarose.
Il debutto rossiniano del direttore Titta Rigon è anche una consacrazione:
la sua interpretazione, fin dalla Sinfonia, scandisce i tempi con strette
fulminee e una tensione incessante, incisiva, plastica. Il brillante domina,
ma la meditata musicalità del maestro vicentino impedisce ogni
superficialità come dimostra la sottile attenzione ai colori, l'articolata
espressività del fraseggio che Rigon ottiene dall'orchestra Filarmonia
Veneta trascinandola a pregevoli sottigliezze dinamiche d'insieme e
accattivanti nitidezze virtuosistiche nelle parti. L'estrema rapidità e
l'assenza
di enfasi di cui parlava Stendhal a proposito dell'Italiana divengono in
questa interpretazione sorridente e teatralissima evidenza, con asciuttezza
esemplare e analitica precisione. Un'elastica energia scorre dall'inizio
alla fine, si piega nella parti vocali "a solo" per illuminare i
particolari, esplode nei numeri d'insieme in cui l'incessante vitalità del
ritmo esalta le ragioni del comico e le fa diventare universali.
La compagnia di canto asseconda le intenzioni di Rigon con esemplare
attenzione. Lorenzo Regazzo è un Mustafà di gran classe, stilisticamente,
tecnicamente e vocalmente impeccabile, scenicamente sapiente nel delineare
il ruolo del bellimbusto destinato a finire scornato. Il belcanto non ha
segreti per questo basso-baritono che esalta con la precisione trascinante
della coloratura tutte le sfumature della comicità. Al suo fianco, Isabella
è Enkelejda Shkosa, voce corposa nella zona bassa della tessitura, con
passaggi di registro non sempre controllati al meglio (che si riflettono
nell'alterna uniformità della tinta) ma pure con brillante disposizione alla
coloratura in chiave di caratterizzazione scenica. Meno portato da questo
punto di vista il tenore Nicola Amodio, Lindoro, che ha bella voce svettante
e chiara ma non l'incisività dei particolari indispensabile per restituire
il quadro nella sua brillantezza d'insieme. Preciso, vocalmente assai ben
impostato Andrea Zaupa nel ruolo del buffo Taddeo, espressivo Luca
Dell'Amico,
peraltro fin troppo tonante nella parte di Haly; completano il cast, con
equilibrio e discreta musicalità, Maria Laura Martorana (Elvira) e Chiara
Fracasso (Zulma). Il coro è la vicentina Schola San Rocco di Francesco Erle:
partecipe, divertito, musicalmente duttile.
Resta da dire dello spettacolo. Portare un paradigma della comicità
operistica come L'italiana in Algeri all'interno di un paradigma
dell'aulicità
rivolta al tragico come il teatro Olimpico è impresa impossibile se non
nella logica festivaliera di un evento eccezionale, nel senso etimologico
del termine. E lo è ancora di più se, con tutta evidenza, le risorse sono
ridotte al minimo.
Di fronte al dilemma, il giovane regista Damiano Michieletto (che farà la
regia della Gazza ladra nel prossimo agosto al efstival rossiniano di
Pesaro) sceglie di astrarre lo spettacolo sia dal contesto palladiano sia
dalle connotazioni spaziali e temporali della vicenda. Non c'è più
turcheria, dunque, ma resta salvo il senso dei personaggi, la loro
ammiccante e grottesca tipicità (peccato che i costumi di Manuel Pedretti
non siano granché indovinati, tranne forse quelli di Mustafà). Per il resto,
le necessità a volte complesse del gioco scenico dettato dal libretto di
Angelo Anelli vengono risolte grazie a diciotto sgabelli-tavolinetti di
colore rosso variamente allineati, sovrapposti e ordinati come in una sorta
di Lego, a suggerire gli spazi e determinare i movimenti in scena. Un'idea
non nuova (altre volte le sedie hanno risolto problemi, all'Olimpico.) ma
condotta con garbo, senza stucchevoli insistenze e con qualche trovata
piacevole come nella scena finale, in cui il "rito primo e massimo /della
nostra società", cioè mangiare, viene corredato, come avviene oggi, anche da
una televisione accesa, che però, beninteso, trasmette solo. comics.
Alla prima, l'altra sera, accoglienze entusiastiche con ripetuti applausi a
scena aperta e ovazioni alla fine. Si replica stasera e il 5 giugno: da non
perdere, se si vuole scoprire la quintessenza della comicità di Rossini.



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OPERACLICK, venerdì 1 giugno 2007
Vicenza, L'italiana in Algeri
di Alessandro Cammarano

A pochi mesi dalla prima rappresentazione veneziana, nella primavera del
1813, l'Italiana in Algeri vide al Teatro Eretenio di Vicenza, che si
accingeva a festeggiare il primo trentennio di attività, la sua prima
ripresa "autografa", autografa in quanto presentava varianti sostanziali
rispetto alla partitura di Venezia ad opera dello stesso Rossini. Per
l'Eretenio
fu scritta una nuova cavatina per l'entrata di Isabella, "Cimentando i venti
e l'onde", al posto di "Cruda sorte", e la sostituzione del flauto col
violoncello obbligato in "Per lui che adoro"; le due varianti sono
sostanziali e se la prima non convince del tutto, in quanto appare, pur
nella sua piacevolezza musicale, drammaturgicamente meno efficace di "Cruda
sorte", la scelta del violoncello al posto del flauto è di incredibile
fascino e di grande effetto.
La versione per Vicenza del capolavoro rossiniano ha felicemente rivisto la
luce in occasione dell'inaugurazione delle "Settimane musicali al Teatro
Olimpico" 2007 ad opera di una compagine di canto di assoluto rilievo, di un
direttore attento, di un'orchestra e di un coro ben preparati, di un regista
e di uno scenografo che hanno sfruttato con gusto l'ingrato spazio del
Teatro Olimpico.
Il giovanissimo Damiano Michieletto, in collaborazione con il non meno
giovane Manuel Perdetti, che firma i gradevoli costumi, ha confezionato uno
spettacolo assolutamente godibile, elegante e divertente, facendo sorridere
ed anche ridere, così come è d'uopo quando si abbia a che fare con l'opera
buffa, ma sempre con grande attenzione a non incappare mai nella "gag"
facilona od in cadute di gusto grevi. Ecco dunque un Mustafà un po'
"Spaghetti-gangster", smargiasso e bonaccione ad un tempo, un'Isabella
ironica e assai decisa a far rispettare i diritti delle donne, un Taddeo più
sciocco che pavido, un' Elvira pigolante, un Haly costantemente con un
minaccioso palo tra le mani. Lo spettacolo è fresco, corre leggero in un
contesto scenografico costituito da diciotto tavolini rossi che si
compongono e ricompongono a formare diverse idee di ambiente, e da
pochissimi altri elementi di arredo; il resto è fatto dalla recitazione, che
si fonde con la musica traendone spunti e motivi.
Come si accennava poco sopra l'allestimento di questa Italiana "vicentina"
si giova di una compagnia di canto nel complesso omogenea e partecipe, con
al suo interno alcuni elementi di assoluto rilievo.
Lorenzo Regazzo non canta Mustafà: semplicemente "è" Mustafà, e lo è con un
bagaglio vocale ed un'intelligenza interpretativa che lo pongono, a nostro
giudizio, alla vetta di un'ipotetica classifica degli attuali interpreti non
solo di questo ruolo, ma anche di tutti gli altri del Belcanto che
richiedono potenza, agilità e gusto fusi insieme. Regazzo varia in
continuazione, il fraseggio è ricco, i fiati sono lunghissimi, la linea di
canto sempre autorevole, l'intonazione sicura; se a questo si aggiungano
delle doti di attore assolutamente non comuni, la riuscita del personaggio
non può che essere assicurata. Per lui un meritato trionfo.
Assolutamente convincente l'Isabella di Enkelejda Shkosa, sicura negli acuti
e corposa nel registro grave, anche se non sempre a proprio agio nei centri.
Del mezzosoprano albanese abbiamo apprezzato soprattutto le agilità facili e
l'eleganza dell'accento, nonché la dirompente presenza scenica. Meritati
applausi anche per lei.
Una piacevole sorpresa è il Lindoro di Nicola Amodio, che risolve la sua non
facile parte con ottima tecnica, anche se con un mezzo vocale ancora "in
fieri" per quanto attiene alla tenuta, ma che ci da grandi speranze per un
prossimo futuro. Di Amodio è rimarchevole soprattutto la facilità di salita
all'estremo acuto, che risulta sempre ben timbrato e mai povero di armonici
e l'eleganza delle agilità.
Bene anche il vicentino Andrea Zaupa, Taddeo, a tratti ancora un po' acerbo
vocalmente, si tenga tuttavia conto che è davvero assai giovane, ma di
grande presenza scenica e padrone di un'ottima tecnica. Ci è davvero
piaciuto.
Più che positiva la prova di Luca Dall'Amico, un Haly autoironico e dotato
di una voce che si fa più interessante ad ogni ascolto.
Piacevole la Zulma di Chiara Fracasso il cui timbro tornito ha ben figurato,
e sostanzialmente a posto l'Elvira di Maria Laura Martorana, che in scena
strappa applausi e risate.
Giovan Battista Rigon ha offerto del capolavoro rossiniano una lettura
attenta alla ricerca del particolare ma senza incappare nel rischio di
divenire didascalico, o, peggio, pedante. La direzione del Maestro vicentino
è piacevolmente fresca, giustamente appassionata, ricca di soluzioni
dinamiche convincenti. Il suo successo è assolutamente meritato e da noi
totalmente condiviso.
Ottima la prova dell'Orchestra Filarmonica Veneta "G.F. Malipiero",
attentissima e precisa; da applaudire in particolare le prove della intera
sezione fiati e del violoncello solista.
Molto bene il coro "Schola San Rocco", preparato da Francesco Erle.
Al termine applausi, stavolta meritati, per tutti da parte di un pubblico,
una volta tanto, formato in gran parte da giovani.



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Le XVI "Settimane Musicali al Teatro Olimpico"

proseguono ora con:





Lunedì 11 giugno 2007
CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Giacomo Fornari ore 19.00)

Gioachino Rossini, Sonata VI in re maggiore per due violini, violoncello, contrabbasso
Gian Francesco Malipiero, Quartetto “Rispetti e Strambotti”
Gioachino Rossini, Duetto per violoncello e contrabbasso
Giuseppe Verdi, Quartetto in Mi minore per due violini, viola e violoncello
Sonig Tchakerian, Gabrielle Shek violino
Antonello Farulli viola
Silvia Chiesa violoncello
Ubaldo Fioravanti contrabbasso


Mercoledì 13 giugno 2007
CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Massimo Contiero ore 19.00)

Antonio Vivaldi, Sonata in la minore (dal manoscritto di Napoli) per violoncello e basso
Antonio Vivaldi, Sonata in re maggiore F. XIII n° 6 per violino e basso
Gioachino Rossini, Un mot à Paganini dai Péchés de vieillesse per violino e pianoforte
Igor Stravinsky, Suite Italienne per violoncello e pianoforte
Gian Francesco Malipiero, Sonata a tre per violino, violoncello e pianoforte
Sonig Tchakerian violino
Mario Brunello violoncello
Stefania Redaelli pianoforte
Roberto Loreggian clavicembalo e organo
Ivano Zanenghi tiorba


Venerdì 15 giugno 2007
CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Marinevi Massaro ore 19.00)

Omaggio alla scuola violinistica veneta del maestro Luigi Ferro (1903-1977)
Antonio Vivaldi, 6 concerti da L'Estro Armonico
Concerto n. 2 in re minore
Concerto n. 3 in sol maggiore
Concerto n. 6 in la minore
Concerto n. 8 in la minore
Concerto n. 9 in re maggiore
Concerto n. 12 in mi maggiore
Concerto n. 10 in si minore
Giovanni Angeleri, Giovanni Guglielmo, Sonig Tchakerian, Piero Toso violino
Massimo Piva, Ivan Malaspina viola
Simone Tieppo, Giancarlo Trimboli violoncello
Ubaldo Fioravanti contrabbasso
Roberto Loreggian clavicembalo e organo
Ivano Zanenghi tiorba
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO
La musica classica nel teatro più bello del mondo
Opera, concerti, conferenze e film

Viaggio in Italia. Prima Tappa: Venezia
Vicenza, Teatro Olimpico 1-15 giugno 2007


PROGRAMMA

venerdì 1 giugno 2007

OPERA (turno A)
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Michele Suozzo ore 19.00)

Gioachino Rossini
L'italiana in Algeri
libretto di Angelo Anelli
secondo le fonti della prima ripresa autentica dell'opera
(Vicenza, Teatro Eretenio, agosto 1813)

maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon
Orchestra Filarmonia Veneta “G. F. Malipiero”
Schola San Rocco maestro del coro Francesco Erle
regista Damiano Michieletto
costumista Manuel Pedretti
Mustafà Lorenzo Regazzo
Elvira Anna Laura Martorana
Zulma Chiara Fracasso
Haly Luca Dall'Amico
Lindoro Nicola Amodio
Isabella Enkelejda Shkosa
Taddeo Andrea Zaupa

CONCERTO STRAORDINARIO
Chiesa dei Filippini ore 21.00
in collaborazione con FESTIVAL BIBLICO di VICENZA
Olivier Messiaen, Quartetto per la fine del tempo
Sonig Tchakerian violino
Alessandro Travaglini clarinetto
Vittorio Ceccanti violoncello
Roberto Prosseda pianoforte
Pierangelo Sequeri commento


Domenica 3 giugno 2007

CONCERTO
Odeo del Teatro Olimpico ore 17.30
Rossini e Dintorni
Gioachino Rossini, Sinfonia da Il barbiere di Siviglia trascrizione per quintetto a fiati
Giuseppe Cambini, Quintetto in si bemolle maggiore n. 1
Franz Danzi, Quintetto n. 1 op. 56
Giulio Briccialdi, Quintetto in re maggiore op. 124
Ensemble Musagète
Fabio Pupillo flauto
Remo Peronato oboe
Luigi Marasca clarinetto
Enrico Barchetta corno
Laura Costa fagotto

OPERA (turno B)
Teatro Olimpico ore 20.00
L'italiana in Algeri


Lunedì 4 giugno 2007

FILM
“Rossini! Rossini” di M. Monicelli, 1990
Cinema Odeon ore 20.00


Martedì 5 giugno 2007

CONCERTO
Chiesa dei Filippini ore 18.30
Padre Davide da Bergamo, Sinfonia per organo
Giovanni Morandi, Suonata per l’organo moderno per la Benedizione del Venerabile
Vincenzo Bellini, Sonata in sol
Giuseppe Dalla Vecchia, Ripieno e Versetti per organo
Vincenzo Petrali, Versetto per il Gloria in re maggiore
Gioachino Rossini, Pastorale in fa maggiore per due organi
Margherita Dalla Vecchia organo
In collaborazione con l’associazione Mousikè

OPERA (turno C)
Teatro Olimpico ore 20.00
L'italiana in Algeri
Mustafà Luca Dall’Amico
Elvira Anna Laura Martorana
Zulma Takako Horaguchi
Haly Alberto Zanetti
Lindoro Nicola Amodio
Isabella Chiara Fracasso
Taddeo Andrea Zaupa



Sabato 9 giugno 2007

CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Michele Dall'Ongaro ore 19.00)

Luigi Dallapiccola, Tartiniana seconda
Igor Stravinsky, Duo concertante
Felix Mendelssohn, Sonata in Fa maggiore
Michele Dall'Ongaro, Opus Felix
Sonig Tchakerian violino
Filippo Gamba pianoforte


Domenica 10 giugno 2007

FILM
Omaggio a Rossini, di G. Ganini ed E. Luzzati, 2001
Cinema Odeon ore 17.30


Lunedì 11 giugno 2007
CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Giacomo Fornari ore 19.00)

Gioachino Rossini, Sonata VI in re maggiore per due violini, violoncello, contrabbasso
Gian Francesco Malipiero, Quartetto “Rispetti e Strambotti”
Gioachino Rossini, Duetto per violoncello e contrabbasso
Giuseppe Verdi, Quartetto in Mi minore per due violini, viola e violoncello
Sonig Tchakerian, Gabrielle Shek violino
Antonello Farulli viola
Silvia Chiesa violoncello
Ubaldo Fioravanti contrabbasso


Mercoledì 13 giugno 2007

CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Massimo Contiero ore 19.00)

Antonio Vivaldi, Sonata in la minore (dal manoscritto di Napoli) per violoncello e basso
Antonio Vivaldi, Sonata in re maggiore F. XIII n° 6 per violino e basso
Gioachino Rossini, Un mot à Paganini dai Péchés de vieillesse per violino e pianoforte
Igor Stravinsky, Suite Italienne per violoncello e pianoforte
Gian Francesco Malipiero, Sonata a tre per violino, violoncello e pianoforte
Sonig Tchakerian violino
Mario Brunello violoncello
Stefania Redaelli pianoforte
Roberto Loreggian clavicembalo e organo
Ivano Zanenghi tiorba



Venerdì 15 giugno 2007

CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Marinevi Massaro ore 19.00)

Omaggio alla scuola violinistica veneta del maestro Luigi Ferro (1903-1977)
Antonio Vivaldi, 6 concerti da L'Estro Armonico
Concerto n. 2 in re minore
Concerto n. 3 in sol maggiore
Concerto n. 6 in la minore
Concerto n. 8 in la minore
Concerto n. 9 in re maggiore
Concerto n. 12 in mi maggiore
Concerto n. 10 in si minore
Giovanni Angeleri, Giovanni Guglielmo, Sonig Tchakerian, Piero Toso violino
Massimo Piva, Ivan Malaspina viola
Simone Tieppo, Giancarlo Triboli violoncello
Ubaldo Fioravanti contrabbasso
Roberto Loreggian clavicembalo e organo
Ivano Zanenghi tiorba



PRESENTAZIONE

Viaggio in Italia. Prima Tappa: Venezia

Dopo il lusinghiero successo di Aspettando Amadé, che ha caratterizzato le Settimane Musicali al Teatro Olimpico nel triennio 2004/2006, il Festival si appresta ora a rilanciare con un secondo progetto artistico pluriennale, questa volta tutto dedicato al grande patrimonio della tradizione musicale italiana.
La musica colta deve moltissimo all’Italia, e non solo per l’aspetto forse più noto, quello dell’opera lirica: italiani erano gli inventori del pianoforte e del violino, e in Italia sono stati coniati i termini musicali ancora oggi in uso in tutto il mondo (Allegro, Adagio, Andante, Concerto, Sonata...). Viaggio in Italia intende valorizzare un patrimonio culturale e musicale secolare, di cui gli stessi italiani per primi non sempre sono coscienti fino in fondo: percorreremo da nord a sud tutta la penisola, sulle tracce di celebri viaggiatori del passato (da Goethe, a Mendelssohn, ai Mozart padre e figlio) ed ogni singola edizione del festival sarà dedicata ad una importante città italiana. Di ognuna di queste “tappe” si esplorerà la tradizione musicale, la produzione dei musicisti che vi hanno vissuto ed operato nei secoli, l’ambiente culturale, con l’ausilio di diari e lettere di viaggiatori illustri.
Viaggio in Italia prende il via significativamente da Venezia, oltretutto in concomitanza con il centenario goldoniano del 2007. A partire da Vivaldi e Tartini, attraverso Rossini e Verdi (a Venezia ebbero luogo importanti “prime” come quella de L’italiana in Algeri o de La Traviata), fino a Malipiero e Stravinsky (che a Venezia volle essere sepolto), la Serenissima offre numerosi e stimolanti spunti di ispirazione e riflessione.
In apertura, come avviene ormai da qualche anno, l’opera lirica: tre rappresentazioni de L’italiana in Algeri, primo grande capolavoro comico del giovane Rossini, la cui prima esecuzione ebbe luogo a Venezia, al Teatro San Benedetto, il 22 maggio del 1813. Le Settimane Musicali si rifaranno però significativamente alla prima ripresa autentica dell’opera, probabilmente diretta dallo stesso Rossini, realizzata proprio al Teatro Eretenio di Vicenza nell’agosto dello stesso 1813. Per questa ripresa Rossini apportò alcune modifiche alla partitura e compose addirittura una nuova aria per la protagonista: riteniamo interessante riproporre l’ascolto di questa particolare versione, dopo quasi due secoli, nella stessa città che la vide nascere.
Per i tradizionali concerti di musica da camera, nucleo artistico antico e prestigioso del nostro Festival, Sonig Tchakerian � responsabile artistica di questa sezione � continua a raccogliere attorno a sè alcuni tra i più noti musicisti attualmente in attività. Protagonisti dei quattro programmi una serie di compositori che lavorarono o ebbero contatti diretti con Venezia ed il suo ambiente musicale. In conclusione, una selezione di concerti tratti dalla più celebre raccolta vivaldiana, quella de L’Estro armonico. Il concerto vuol essere un omaggio alla memoria del maestro Luigi Ferro (Murano 1903 � Grazzano Visconti, Piacenza 1977), insigne violinista e didatta veneziano, attraverso due generazioni di suoi allievi.
Nell’ambito del Festival sono previste anche le tradizionali conferenze introduttive (prima di ogni concerto) e le proiezioni cinematografiche. Continua la collaborazione con RAI Radiotre, che a partire dal 1996 trasmette ogni anno gli appuntamenti musicali del Festival.
Da segnalare l’avvio della collaborazione con il Festival Biblico, altro appuntamento vicentino di rilievo nazionale che si svolge quasi in contemporanea con le Settimane Musicali, e con altre associazioni musicali della città (Mousikè, Ensemble Musagète) che vorremmo sempre più coinvolgere con i loro apporti nella programmazione futura del Festival.
Un grazie sincero a tutti coloro, enti, istituzioni, sponsor, artisti, collaboratori che con la loro disponibilità spesso generosa hanno reso possibile la realizzazione di questa sedicesima edizione del Festival.

Giovanni Battista Rigon, direttore artistico



Le SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO ringraziano:

Ministero per i Beni e le Attività culturali
Regione Veneto
Provincia di Vicenza
Comune di Vicenza

Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona
Camera di Commercio di Vicenza
AMCPS
TDE Macno
Banca Intesa

RAI Radiotre
Fazioli pianoforti
Forma tecnologie web
Orchestra Filarmonia Veneta "Gian Francesco Malipiero"
Schola San Rocco
Conservatorio "Arrigo Pedrollo" di Vicenza
Festival Biblico
Ensemble Musagète
Associazione Mousikè
Il Giornale di Vicenza
Vicenza.com
Amadeus


Abbonamenti
Intero A - Opera turno A e 4 concerti: 96 euro
Intero B - Opera turno B o C e 4 concerti: 86 euro
Intero C - 4 concerti: 60 euro
Ridotto A - Opera turno A e 4 concerti: 66 euro
Ridotto B - Opera turno B o C e 4 concerti: 58 euro
Ridotto C - 4 concerti: 35 euro

Biglietti
Intero A - Opera turno A: 35 euro
Intero B - Opera turno B o C: 25 euro
Intero concerti: 18 euro
Ridotto A - Opera turno A: 30 euro
Ridotto B - Opera turno B o C: 20 euro
Ridotto C - concerti: 13 euro

Riduzioni: giovani fino ai 25 anni, carta 60, gruppi (min. 15 persone), soci Touring.
Riduzione studenti 5 euro solo per i concerti

Biglietti e abbonamenti disponibili in prevendita:
Botteghino del Teatro Olimpico (ore 9.00 � 16.30 escluso il lunedì)
Call center 899 666805
On line www.vivaticket.it

Settimane Musicali al Teatro Olimpico
Contra’ San Pietro 67 - 36100 Vicenza
tel /fax 0444 30 24 25
info@olimpico.vicenza.it
www.olimpico.vicenza.it