Adolescenza ****
Discoteche/
Google
 
Web stradivariusconcerti.com
Spineto Teatro Teatro Italiano Corsi di Teatro
Settimane Musicali al Teatro Olimpico
contrà S. Pietro, 67
36100 Vicenza
tel./fax: 0444.302425
www.olimpico.vicenza.it
settmus@olimpico.vicenza.it
Con il concerto di chiusura dell'edizione 2009 giunge a compimento anche il progetto triennale "Viaggio in Italia", che ha portato le Settimane Musicali a "toccare" musicalmente le tre tappe di Venezia (2007), Roma (2008) e Napoli (2009). Si è visto come l'Italia fosse in passato considerata un imprescindibile punto di riferimento nel panorama culturale e musicale internazionale, meta privilegiata del "grand tour", quella sorta di viaggio iniziatico che segnava il passaggio dall'adolescenza alla maturità per ogni uomo colto europeo.



Un altro risvolto della centralità culturale italiana, particolarmente sentita in ambito musicale, fu l'attività all'estero dei maggiori musicisti e librettisti italiani che "esportarono" la musica e la lingua italiane in tutta Europa, da Vienna, a Praga, a Parigi, fino alla San Pietroburgo degli zar. Proprio questa sarà l'idea alla base del nuovo progetto artistico pluriennale, che le Settimane Musicali al Teatro Olimpico sono liete di annunciare questa sera e che caratterizzerà le prossime edizioni del festival.



Il progetto "Ambasciatori di note. Musicisti italiani nelle capitali d'Europa" toccherà ogni anno una diversa capitale europea, prendendo spunto da un importante titolo d'opera, concepito da un compositore italiano per quella specifica città. Al titolo "cardine" di ogni edizione verrà affiancato un secondo titolo, in prima esecuzione assoluta in tempi moderni, secondo la fortunata formula già sperimentata quest'anno con i due "Turchi" di Rossini e Piccinni. Anche la sezione concertistica - prestigiosissimo nucleo originario delle Settimane musicali - coordinerà i suoi programmi ispirandosi, nelle musiche e negli autori, alla città cui ogni anno sarà dedicato il festival.



Queste le prime tre tappe del progetto "Ambasciatori di note":

edizione 2010: Parigi, con Don Pasquale di Gaetano Donizetti

edizione 2011: Vienna, con Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa

edizione 2012: San Pietroburgo, con Il barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello



Nel 2013, toccando la tappa di Praga, il progetto arriverà ad un bivio: dopo aver affrontato la mozartiana Clemenza di Tito (capolavoro di un musicista anagraficamente non italiano ma italianissimo nella sua musica, e su poesia di un altro grande "emigrante" come Metastasio), il progetto potrebbe proseguire verso altre capitali europee come Londra e Monaco, ma potrebbe anche "deviare" lungo un filone di opere di ambientazione romana antica - particolarmente consono al Teatro Olimpico -, con Gli Orazi e i Curiazi di Cimarosa e Norma di Bellini.



Il secondo triennio di questo progetto rimane dunque "aperto". Potrebbe essere il pubblico stesso delle Settimane Musicali ad esprimere un parere in merito - perché no? - con un apposito... referendum!
IL GIORNALE DI VICENZA - Casare Galla
IL CONCERTO CONCLUSIVO HA VISTO ALL'OLIMPICO LA FORMAZIONE CINESE DIRETTA DA YIP WING SIE CON COLLEEN LEE AL PIANOFORTE
16/06/2009

Due grandi del '900 riflettono sul passato
Ravel e Bartók con la Hong Kong Sinfonietta: ideali classicisti nutriti di affascinante modernità


Conclusione sinfonica per le settimane musicali al teatro Olimpico, quest'anno fittissime di appuntamenti. Niente Napoli, per questa serata (era il tema della conclusiva tappa del "Viaggio in Italia" compiuto a partire dal 2007), ma un bellissimo programma tutto novecentesco nel nome di Ravel e di Bartók, con il debutto vicentino della Hong Kong Sinfonietta, formazione ancora relativamente giovane (è stata fondata nel 1990, come l'Orchestra del Teatro Olimpico) ma già molto impegnata e attenta soprattutto all'ambito moderno e contemporaneo.
Il concerto ha illuminato in maniera per vari aspetti rivelatrice le aspirazioni "classiciste" di due autori peraltro profondamente inseriti nella corrente dell'innovazione come il raffinato francese e il problematico ungherese. Dopo gli ampi panneggi commemorativi barocchi del "Tombeau de Couperin" - ma quale gusto tutto novecentesco nella sprezzatura armonica e nel gioco dei timbri orchestrali! - la Sinfonietta cinese ha proposto di Ravel anche il Concerto per pianoforte in Sol.
Si tratta di un lavoro esuberante e suggestivo, finemente lavorato dal punto di vista della forma (che guarda direttamente a Mozart), trascinante nel fascino della melodia screziata di jazz e dei colori sgargianti dei due movimenti veloci, seducente nell'assorto "Adagio assai", che campeggia al centro e rievoca certe atmosfere alla Satie con tocchi di assoluta eleganza coloristica, come nell'assorto dialogo fra corno inglese e pianoforte.
Solista al pianoforte era Colleen Ka-Ling Lee, giovane interprete che ha sciorinato adamantina precisione e ben controllata, trascinante energia nel primo e nel terzo movimento, con un bel tocco percussivo, elastico e risolto in coinvolgente forza ritmica. Di notevole poesia, poi, la resa dell'Adagio, definito con essenziale quanto trasognata profondità di "canto", con definizione timbrica impeccabile, "liquida" e concentrata. Il pubblico che affollava l'Olimpico (ma non fino al tutto esaurito) ha mostrato di gradire moltissimo, salutando Colleen Lee con interminabili applausi, fino ad ottenere un fuori programma nel nome di Chopin, un Notturno dell'op. 27.
UN ARCANO BARTOK. Nella seconda parte, spazio a un grande capolavoro del XX secolo come la "Musica per archi, percussione e celesta" di Bela Bartók (1937). Si tratta di una composizione di arcana astrattezza: quattro movimenti costruiti secondo logiche di sofisticata simmetria, con lo sguardo rivolto alle tecniche contrappuntistiche degli antichi maestri (Bach e i polifonisti cinquecenteschi), ma con una sensibilità tutta moderna per i rapporti armonici e soprattutto per il gioco dei colori determinato dal confronto fra una doppia orchestra d'archi e un folto parco di strumenti a percussione, con timpani incaricati di straordinari "effetti speciali" (glissandi e tremoli), grancassa, xilofono, piatti, arpa, pianoforte e la seducente celesta dal suono misterioso quanto inquietante (non a caso Stanley Kubrick - regista "musicale" come pochi - utilizzò il terzo movimento di questa composizione nella colonna sonora del suo "The Shining").
Troppo stretta sul palco dell'Olimpico, tanto da dover rinunciare alla disposizione degli strumenti prescritta dallo stesso Bartók (che pretendeva tutte le percussioni al centro, a sottolinearne la funzione basilare), la Hong Kong Sinfonietta è comunque riuscita, sotto la bacchetta molto precisa di Yip Wing Sie, a trovare un equilibrio sonoro decisamente interessante, che non ha fatto troppo risentire dello "sparpagliamento" delle percussioni in tre punti. Merito di una pattuglia di archi decisamente coesi e precisi e di una lettura analitica e lucida ma anche molto espressiva e ben rifinita nelle dinamiche, capace di evocare con efficacia le atmosfere tutte particolari create dal compositore magiaro.
Rigore e precisione al servizio della grande musica, insomma, così come in Ravel (e specie nel Concerto) a dominare era stata una trascinante vivacità espressiva, a volta non rifinitissima in tutte le sezioni orchestrali ma comunque interessante.
Alla fine, applausi interminabili nel tentativo di strappare un fuori programma, ma la gentile Yip Wing Sie è stata irremovibile.

IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
La bacchetta di Radulescu svela i simbolismi di Bach.
L'OLIMPICO NON FA SOLO DA CORNICE MA È L'INTEGRAZIONE PERFETTA PER UN PROGETTO CHE IL MAESTRO CONDUCE FELICEMENTE IN PORTO
14/06/2009

Il Progetto Bach è nato a Vicenza nell'anno giubilare 2000 per celebrare il 250esimo anniversario della morte di Johann Sebastian in collaborazione con l'associazione "Amici dell'organo" e, ideato dall'organista Margherita Dalla Vecchia, si avvale della direzione del Maestro Michael Radulescu, musicista tra i massimi esperti dell'opera bachiana.
Proprio lui, conosciuto in tutto il mondo per le numerose e rare competenze in diverse discipline ormai a Vicenza si sente a casa e ogni volta riscuote gran e meritato successo di critica e pubblico.
Come è accaduto l'altra sera all'Olimpico, nel corso della prosecuzione dei concerti delle Settimane Musicali, con l'offerta di un programma di alto virtuosismo barocco strumentale e vocale che ha visto protagonisti il laboratorio "Il Teatro Armonico", ensemble corposo e di alto cesello che raccoglie i migliori musicisti specializzati nel ramo barocco (tanti si sono approfonditi alle scuole di Vienna, Lipsia, Basilea) provenienti da tutta Italia.
«Suonare qui è sempre un vero piacere, ci ha dichiarato il maestro tedesco-rumeno -, perché Vicenza è una città bellissima e il suo Teatro Olimpico rappresenta la summa di una architettura assoluta che nasconde tanti simbolismi».
Gli stessi simbolismi che muovono la musica bachiana e che sono stati svelati, con dovizia e competente lucida intelligenza dallo steso Radulescu, nel corso della conferenza introduttiva che, come ogni sera, precede il concerto.
In questo senso Radulescu si può a ragione ben definire un umanista del pentagramma lanciato nel Nuovo Millennio e grazie alla sua presenza il "Progetto Bach" l'anno venturo si prepara a festeggiare il decennale della sua fondazione con particolare cura e significative presenze.
Intanto la collaborazione del Festival di Rigon con Mousikè continua a dare i suoi frutti e ha richiamato un numeroso pubblico attento e partecipe nel seguire l'evoluzione di un filo bachiano avvincente ma anche molto impegnativo.
Si trattava di una Parafrasi dallo Stabat Mater di Pergolesi per soprano (Roberta Mameli), alto (Lucia Napoli), due violini, viola e basso continuo, per la Cantata 'Tilge, Hochster, meine Sunden' Bwv 1083, della Cantata BWV146 per soprano, alto, tenore (Raffaele Giordani), basso (Walter Testolin), coro e orchestra e del Mottetto BWV 225 per doppio coro e orchestra.
Il Laboratorio Armonico , diretto con paterna guida da Radulescu è stato affiancato dalla presenza generosa ed assai musicale di Margherita Dalla Vecchia all'organo, dal violino di Renata Spotti e dall'oboe di Davide Bettin.
La coesione e il rigore sono stati massimi ma la serata si è distinta anche per il gesto di nobile vicinanza ai musicisti aquilani sfortunati e a tutta la popolazione dell'Abruzzo colpita dal sismo dello scorso aprile, infatti questa edizione del Progetto Bach (con un concerto d'organo di Radulescu) doveva essere replicata all'Aquila ma ora l'organo della basilica di Collemaggio purtroppo è andato distrutto; solo la musica dedicata alla gente e alla cultura d'Abruzzo ha rappresentato un segno di speranza e di ricostruzione.


IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
NEL BICENTENARIO DELLA NASCITA DEL GRANDE COMPOSITORE, IL TEATRO OLIMPICO HA OSPITATO UN CONCERTO DI MIRABILE COINVOLGIMENTO
13/06/2009

Con Mendelssohn la musica è felicità
La star della serata è il violoncellista Isserlis affiancato dagli eccellenti Prosseda e Tchakerian

Spesso i trattati di Storia della Musica definiscono Felix Mendelssohn un autore significativo del "romanticismo felice" e personalità nel complesso spensierata, caricando l'aggettivo di un'accezione se non del tutto negativa, quanto meno di superficiale rilievo estetico.
Felix Mendelssohn, di cui ricorre quest'anno ricordiamo, il bicentenario della nascita, in realtà ha sempre rappresentato un tassello arduo di collocazione storico-stilistica.
La sua musica è di solida impronta classica ma germina su un terreno di forte pulsione romantica e la connotazione piena, "felice" del suo percorso creativo per noi non ha nulla di riduttivo, è anzi, un valore aggiunto. E "felice" (homina sunt nomina, dicevano gli antichi e con Mendelssohn mai detto fu più appropriato) è stato anche il concerto che tre grandi interpreti, il violoncellista Steven isserlis, la violinista Sonig Ttchakerian e il pianista Roberto Prosseda, hanno offerto giovedì sera all'Olimpico nel corso della programmazione delle Settimane Musicali.
Dopo l'apertura all'opera, si ritorna alle coordinate primigenie, del grande camerismo d'autore e la serata ha voluto proprio rendere un tributo a Mendelssohn con una produzione divisa fra Venezia e Napoli.
Grazie a Mendelssohn dunque, ma ponendo in luce anche chi nei suoi riguardi si è applicato con intuizioni rispettose ma autonome e di grande equilibrio. È il caso del compositore Alessandro Solbiati che nel 2005 prese spunto dal frammento di un primo movimento della Sonata per violino forse scritta nel 1823 e lasciato incompleto.
Dopo una introduzione lenta e sognante, in cui violino e pianoforte dialogano con lirismo (insieme Tchakerian e Prosseda) lo sviluppo dell'unico movimento si articola su un terreno di fitto contrappunto di netti contrasti dinamici ed espressivi. Il lavoro però non ha fratture e sembra la prosecuzione di una sola mano: quella dello stesso autore romantico. Inizio quindi felice, come lo è stato tutto il concerto, salutato da un Teatro Olimpico gremito e dalla ripresa in diretta audiovideo (del concerto si produrrà un dvd), a volte peraltro un po' di disturbo.
Roberto Prosseda, al pianoforte, si è riconfermato un autore eccellente per la musica di Mendelssohn, di cui ha curato in più riprese in carriera lo studio e la registrazione anche di materiale inedito. Il suo pianismo di forte equilibrio tecnico, ma di una espressività di squisita temperie 'romantica' (con una articolata gradazione timbrica sulla tastiera) ha riportato in luce pagine poco frequentate, come le Barcarole "Venetianisches Gondellied" op.30 n°6 e op. 19 n° 6, dalle sonorità liquide e cantilenanti. Eccezionale anche l'apporto di una vera star dell'archetto: il violoncellista isserlis che in duo con Prosseda ha offerto la prima esecuzione assoluta delle Variazioni Brillanti.
Anche qui da un lacerto compositivo mendelssohniano interviene la sensibilità di un autore contemporaneo: Gabrio Taglietti che aggiunge alla partitura per pianoforte (Mendelssohn nel 1830 pensò alle Variazioni per cello e piano, ma poi non proseguì nell'idea) unica sopravissuta, quattro sue variazioni di strepitosa brillantezza virtuosistica che sembrano cucite apposta sopra la musicalità travolgente di isserlis. Insieme, poi con l'apporto prezioso della violinista Tchakerian i tre si lanciano in una stupefacente, calda, sensuale e appassionata interpretazione del famoso Trio in re minore op.49. Suggello d'incanto ad una serata felice e di grande soddisfazione.


IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO. UN RAFFINATO CONCERTO
31/05/2009

Scarlatti, genio strumentale di padre in figlio Alessandro e gli archi, Domenico e la tastiera: prova di gran brillantezza per Shek, Tchakerian, Piva, Simoncini e Lucchesini

Shek e Tchakerian al violino, Simoncini al violoncello e Piva alla viola per Alessandro Scarlatti. ...

Dopo il concerto dedicato alle tre grandi figure della letteratura musicale commemorate nei loro centenari, il programma dei concerti delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico ritorna al tema ispiratore, centrato su Napoli e la sua forza musicale. Nella prima parte della serata largo spazio quindi ad Alessandro Scarlatti padre, che a Napoli morì, era il 1725, ma nacque a Palermo, nel 1660 e al di lui figlio, Domenico, considerato a ragione il "padre" della Sonata per clavicembalo.
L'inizio è con il Concerto grosso a due violini, (tchakerian e Shek), viola (Massimo Piva) e violoncello (Luca Simoncini) di Alessandro Scarlatti. Una parentesi strumentale, questa, nella consistente mole della sua produzione operistica ma che denota una certa abilità nell'orchestrazione delle vari parti ad arco.
L'incipit è in autentico stile severo, con una intensa fuga, mentre il Largo ha una riservata serenità e l'Allemanda una forte matrice danzante. Un quadro che viene risolto con maestria nelle risoluzioni fra il virtuosismo violinistico e l'insieme del 'tutti' e dimostra come il riferimento per Scarlatti fosse quello corelliano.
Assolutamente indipendente e originale, invece, il disegno melodico, armonico e tecnico del figlio Domenico. A raccontarci le incredibili sonorità clavicembalistiche delle sue Sonate, così moderne, anche se nate a metà del Settecento, il pianista Andrea Lucchesini. Tocco di gran garbo e cangiante, attento ad ogni minima sfumatura timbrica, il musicista toscano ha evidenziato nell'offerta composita delle Sonate K. 491, 454, 239, 146, tutte le insite forze dinamiche che danno a queste pagine una spiccata brillantezza ma anche l'unicità di una creazione strumentale a sé stante. Nella struttura rigida della Sonata bipartita, Scarlatti inserisce una tale varietà di effetti timbrici, sostenuti da un virtuosismo tecnico non comune che sono risaltati grazie alla bravura espressiva e al dominio della tastiera di Lucchesini.
Una vera scoperta è stato poi Giuseppe Martucci, autore nato a Capua nel 1856 che a Napoli morì nel 1909. Si sono ascoltati i suoi tre brevi pezzi, dall'opera 67 per violino e pianoforte: Andantino con moto, Allegretto, Allegro appassionato. Brani in cui è prevalsa la linea melodica malinconica e tardoromantica, affidata in prevalenza al violino con una cantabilità spiccatamente marcata ,ma sostenuta dal pianoforte.
Quindi, a Lucchesini e tchakerian si sono uniti Piva, Simoncini, Shek per il grande quadro d'insieme del Quintetto in do maggiore op.45 del 1878. Scritto in un momento in cui Martucci stava ottenendo riconoscimenti a Milano, il Quintetto vinse il primo premio della Società del Quartetto e venne poi pubblicato a Lipsia nel 1893. Ricche le idee tematiche con il pianoforte che ha una valenza d'insieme ma anche propositiva e l'orchestrazione, con una pienezza armonica che conquista, pur richiamandosi a Brahms e ai tardo romantici francesi.
Prova corale di grande classe, con verve e incisività e molti gli applausi, anche se il pubblico era di molto inferiore a quello numerosissimo del concerto di lunedì sera.


IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO. LA SERATA DEDICATA, OLTRE CHE AL COMPOSITORE TEDESCO, ANCHE A HAYDN E A HÄNDEL
27/05/2009

Mendelssohn, magica lucentezza "Stelle" della serata la violinista Tchakerian, il violoncellista Brunello e il pianista Somenzi


L'unico concerto delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico a non avere legami stretti con la tematica "napoletana" di questa edizione era quello che commemorava tre grandi della storia della musica come Händel, Haydn e Mendelssohn. Non è stata però una carenza, perché già uno solo di questi tre calibri riempirebbe ben più di una serata. Poi, se assieme al talento e al carattere sbalzato a tinte forti della violinista Sonig tchakerian vengono ad esibirsi amici come il violoncellista Mario Brunello ed il pianista Massimo Somenzi, la serata non può che ritenersi un evento riuscito. Accanto a loro c'erano anche il violista Massimo Paris e i giovani archetti Gabrielle Shek, Katia Ghigi, Claudio Rado (violini), Enrico Carraro (viola), Simone Tieppo (violoncello), nella effervescente conclusione con l'Ottetto per quattro violini, due viole e due violoncelli di Felix Mendelssohn.
Ma procediamo dall'inizio. Intanto, pubblico festoso, calorosissimo e numeroso (Olimpico al completo) e con tanti giovani: studenti della Media Dalle Laste di Marostica (ad indirizzo musicale)e del Lioy e della Barolini. Il programma, si è detto, ha proposto autori famosi e aurei, ma con offerte non scontate e di grande pienezza musicale (pensiamo al movimento centrale del Trio di Haydn). Gli interpreti sono musicisti che in veste solistica hanno una loro indipendenza ma che anche quando dialogano assieme offrono delle pagine di grande caratura cameristica.
La prima parte della serata si apre sulle note delle Dodici Variazioni in sol maggiore su un tema dal Judas Maccabäus di Händel di Beethoven e vede protagonisti Mario Brunello e Massimo Somenzi. Altamente virtuosistiche, cariche di contrasti espressivi, ricche di una cantabilità che si sposta da uno all'altro dei due strumenti, le Variazioni si stagliano con grande e trascinante verve, grazie al pianoforte di Somenzi, fortemente virtuosistico ma anche di tenera cantabilità e al violoncello di Brunello che come sempre si modula con una aderenza più vocale, che strumentale, restituendoci all'ascolto una tecnica adamantina e scioltissima, mai però ostentata. Un duo di perfetta coesione cui si aggiunge il guizzante Gagliano di Sonig tchakerian nello splendido Trio in mi maggiore n. 28 di Haydn. Il dialogo a tre è fluido e avvolgente e le coordinate "classiche" sono anche riduttive, quando si ascolta il meraviglioso Allegretto centrale, in cui il basso del pianoforte è strettamente contrappuntistico e fitto e la mano destra disegna delle melodie di grande lirismo, poi riprese dal punto di vista tematico dagli altri due archi. Di grazia, vivacità e brillantezza, la prova dei tre, salutata da applausi incandescenti.
Trascinante e lucente anche il conclusivo Mendelssohn con l'Ottetto, accolto da una vera e propria ovazione, seguita dal bis del Presto finale.
Rassegna stampa

SEZIONE OPERA

(seconda parte)



OPERACLICK -Alessandro Cammarano



Il finto turco







“Il finto turco” è una deliziosa commedia in musica che il librettista Antonio Palomba, sedotto come la maggior parte dei suoi contemporanei dal“fascino turchesco”, inteso come attrazione per l'elemento esotico-orientale, scrisse per Gioacchino Cocchi nel 1753. Il medesimo libretto, fu riutilizzato nel 1762 da Niccolò Piccinni, il quale ne trasse un piccolo capolavoro, fatto di arie leggere, di recitativi esilaranti, di insiemi pirotecnici, il tutto nel solco della grande scuola napoletana. Il “turco”, nell'opera di Piccinni-Palomba, è in realtà poco più di un pretesto, infatti non è neppure il protagonista; i veri eroi della vicenda sono i tre popolani Carmosina, contadina capricciosa, suo marito Bernardone, più anziano di lei e sempre timoroso di essere cornificato, e Giancola, padre di Carmosima, tirchio e ottuso. Attorno a loro, che cantano in strettissimo dialetto, si articolano le vicende di Lucio, il finto turco, tornato a Capua sotto mentite spoglie per rivedere Florinda, la sua promessa sposa, che egli credette infedele a causa di una calunnia. La trama è ingarbugliata come poche, ma al contempo è pretesto per pagine musicali di

incredibile bellezza. L'aria di Lucio nel secondo atto “Deh tacete nel mesto pensiero” è preceduta da un sontuoso recitativo accompagnato che non sfigurerebbe in una coeva opera seria; deliziosa anche “Poverella abbandonata”, affidata a Carmosina e che fa il verso neppure troppo velatamente a “Sposa son disprezzata”. Straordinari i battibecchi in napoletano tra Bernardone e Giancola, i quali sembrano gli antenati di Totò e Peppino. L'orchestrazione, grazie anche all'edizione critica ed alla trascrizione di Bernardo Ticci, è solarmente luminosa, leggera ma mai priva di spessore, godibile dalla prima all'ultima nota. Resta il rammarico dell'esecuzione in forma concertante: un'opera così meriterebbe un allestimento scenico. Federico Guglielmo, alla testa della

sua “L'arte dell'arco”, crede sino in fondo all'operazione e restituisce al pubblico un' esecuzione fresca, mai banale, variatissima, fatta di tempi giustamente sostenuti ma al contempo capace di abbandoni lirici ove essi siano necessari, assecondato da un'orchestra che letteralmente respira con lui. Molto buona la compagnia di canto, una volta tanto uniforme nel risultato. Sugli scudi la Carmosina sciantosa di Gabriella Colecchia, napoletana verace, la quale si distingue per totale adesione al personaggio, fluidità di emissione, intelligenza interpretativa.

Molto bene anche Matteo Ferrara, che dà voce e corpo ad un Bernardone burbero ma non troppo, assillato dal terrore delle corna ma sempre innamorato della moglie. Ferrara canta bene e, per quel che consente un'esecuzione “semiscenica” recita meglio. Bravo Gianpiero Ruggeri, Giancola di ottima caratterizzazione, sempre attento a non eccedere o a scivolare in un facile macchiettismo. Languido e agitato da mille dubbi il Lucio-finto turco di Marina Bartoli, la quale, forte di una voce di timbro ammaliante e di una tecnica ineccepibile, rende al meglio i tormenti del suo personaggio, disimpegnandosi con sicurezza ed eleganza nelle impervie arie che Piccinni gli riserva. Elegante e musicalissimo il Fabrizio di Krystian Adam, fraseggiatore di classe. Del giovane tenore polacco colpiscono la nitidezza della linea di canto e la morbidezza degli accenti. Brava anche Arianna Donadelli, la quale conferisce al personaggio di Claudio una vena di velata malinconia, resa con giusta misura. Positiva, infine, la prova di Silvia Vajente, Florinda, la quale, nonostante qualche asprezza nel registro acuto, che talora tende a sbiancarsi, riesce a trasmettere perfettamente tutte le ansie di amante abbandonata e poi contesa. Successo pienissimo tributato a solisti, direttore ed orchestra da parte dello sparuto pubblico, in massima parte non italiano: nel nostro paese, triste realtà, il Barocco è prodotto “di nicchia”.







Il turco in Italia “Un Singspiel napoletano”



09/06/2009



Nella primavera del 1820 “Il turco in Italia” approdò sulle scene partenopee, più precisamente al Teatro Nuovo sopra Toledo in una versione profondamente mutata rispetto a quella della prima milanese del 1814. Vari sono i cambiamenti introdotti da Rossini, tra i quali la scelta di sostituire i recitativi secchi con dialoghi , quella di far cantare e parlare Geronio in dialetto, assimililandolo così al tipo del marito anziano e cornuto peculiare della tradizione legata alla scuola napoletana, e l'introduzione di due personaggi recitanti, la zingara Talinda ed il turco Narbut, alter ego rispettivamente di Zaida e di Prosdocimo. I dialoghi, assai pregevoli nella scrittura, ricchi di ironia, sono drammaturgicamente efficaci e costituiscono il vero pregio di questa versione dell'opera rossiniana, la quale, per quanto attiene alla musica, resta sostanzialmente fedele all'originale del 1814, eccezion fatta per la sostituzione dell'aria d'ingresso di Fiorilla “Non si dà follia maggiore” con la piacevole ma assai meno efficace “Presto andiamo, a spasso, a spasso” ed qualche battuta in più a Prosdocimo, il quale assurge pienamente al ruolo di deus ex machina della vicenda. L'idea registica di Francesco Micheli è genialmente efficace nella sua lineare semplicità. Micheli concepisce i personaggi quali proiezioni della mente prima del computer, poi, di Don Prosdocimo, il quale non si separa praticamente mai dal suo laptop. Il poeta in cerca d'ispirazione per il suo dramma buffo, che non vorrebbe didascalicamente tradizionale, materializza l'azione, fornisce le battute ai personaggi, li muove e li arresta a suo piacimento, sino a quando essi non cominciano a vivere di vita propria, coinvolgendolo suo malgrado nello svolgersi degli eventi. Realtà “reale” e realtà virtuale si fondono e si compenetrano.Efficace l'impianto scenico, realizzato dall'Accademia di Belle Arti di Brera, il quale asseconda la struttura del Teatro Olimpico limitandosi a coprirlo con dei tappeti che,costruiti ciascuno, con più teli, vanno a costituire i costumi del ballo mascherato del secondo atto. Geniale l'idea del coro degli zingari in abiti neutri e con le carte dei Tarocchi sempre in mano, ora a mostrare gli arcani maggiori, ora, capovolte ed agitate, a simulare le onde del mare. Eleganti i costumi che, con sapienti scelte cromatiche e stilistiche, contribuiscono a connotare assai efficacemente i vari caratteri. Alla piacevolezza dell'allestimento è corrisposta, in massima parte, un'esecuzione musicale convincente e coinvolgente. Il Selim di Lorenzo Regazzo è praticamente perfetto: ineccepibile per quanto attiene allo stile, elegante nel fraseggio, sontuoso nelle agilità. A tutto ciò fanno da valore aggiunto le straordinarie doti attoriali del basso veneziano, il quale si diverte e fa divertire, sempre attento a non cadere nella trappola della gag facile. Per lui un successo pienissimo. Nel complesso piacevole la Fiorilla di Silvia Dalla Benetta, coquette ed ammiccante al punto giusto. Certo una maggiore morbidezza nel fraseggio e qualche asprezza in meno negli acuti avrebbero contribuito a rendere la prova della Dalla Benetta ancor più degna di nota. Strepitoso il Geronio napoletano di Filippo Morace, il quale trasforma il marito attempato e potenzialmente cornuto in un carattere degno della migliore tradizione partenopea.
Morace vive il personaggio, lo rende vibrante di sfumature, grazie anche alla duttilità della voce e ad una presenza scenica tutt'altro che comune. Insieme a Regazzo il migliore della serata. Un po' sottotono, di contro, il Narciso di Daniele Zanfardino, incolore nel fraseggio e monocorde per quanto attiene alla linea di canto; peccato perché Zanfardino è dotato di voce dal timbro piacevole, ancorché non grandissima, e di una tecnica solida. Ottimo l'onnipresente Prosdocimo di Giulio Mastrototaro, coinvolgente quanto a verve, mai sopra le righe, sempre alla ricerca del giusto colore da conferire alla frase. Discreta la Zaida di Concetta D'Alessandro, la quale ci è parsa a tratti un po' affaticata. Bravi gli attori Maria Pia Molinari, freschissima Talinda, e Matteo Marchetta, Narbut ipercinetico ed onnipresente. Giovanni Battista Rigon concerta con mano elegante e sicura, attentissimo alla giusta resa dei preziosismi dinamici della partitura rossiniana, risolti con fantasia e gusto. I tempi sono vibranti ma mai concitati, le scelte agogiche sempre pertinenti. Bene il Coro Dodecantus, preparato da Marina Malavasi e in discreta serata anche l'Orchestra di Padova e del Veneto, eccezion fatta per gli imprecisissimi corni. La cavea gremitissima e bollente del Teatro Olimpico ha decretato un successo pieno all'indirizzo di tutti gli interpreti, con ovazioni per Regazzo e Morace.


FORUM OPERA - Maurice Salles
Il finto turco
17/06/2009

Après Il Turco in Italia, poursuivant une politique consistant à associer au programme des Semaines Musicales de Vicence une œuvre connue et un titre rare, voici Il finto Turco, curiosité absolue pour nous que cet opéra jamais représenté depuis le XVIII°siècle. Le livret d' Antonio Palomba fait se croiser deux intrigues concernant deux couples appartenant respectivement la paysannerie et à l'aristocratie. En fonction de cette origine les personnages s'expriment donc qui en dialecte napolitain qui en italien relevé, et leurs façons vont de la rusticité aux manières de cour. La musique de Niccolo Piccinni, calquée sur ces différences, présente un vaste répertoire de typologies vocales où s'enchaînent cavatines, airs da capo et airs de situation. Plus qu'une originalité qui ferait de l'œuvre un objet musical insolite c'est ce mariage du buffo et du serio et l'adéquation entre le sujet et le style qui lui donne son intérêt et son charme.
Pour le couple d'aristocrates tout a commencé dix ans plus tôt : la nuit célébrant leurs noces, un inconnu a tenté d'assassiner le jeune homme ; il a réussi à fuir, persuadé que cet attentat avait été commandité par celle qui allait devenir sa femme. Lassé de son exil volontaire, le voici de retour ; déguisé en Turc par précaution, que va-t-il découvrir ? Evidemment tout finira bien puisque son ancienne fiancée a refusé jusque là tout nouvel engagement malgré les sollicitations : cette fidélité suffit à démontrer son innocence.
Pour les paysans, leur couple récent est menacé par la jalousie aiguë d'un mari soupe au lait très soucieux de ne pas porter de cornes, et le caractère peu docile d'une jeune épouse que son père chouchoute tout en exaltant le modèle de la femme soumise, le seul admissible. Ajoutez un aristocrate mi-redresseur de torts mi-Don Giovanni, qui non content de s'interposer entre son ex-future belle-sœur - l'exilé est son frère - et un prétendant empressé s'immisce dans la querelle que le paysan fait à sa femme, pour la défendre et la séduire. Ainsi s'opère la liaison entre les deux univers. On devine par ce résumé qu'une représentation scénique aurait exploité les situations et permis des contrastes ou des associations riches en couleur ; las, les dures nécessités ont entraîné même la suppression de la version semi scénique envisagée, et c'est donc en concert que la redécouverte est proposée. L'ensemble L'arte del arco est un ensemble composite en ce sens qu'instruments anciens - les vents - et semi anciens - cordes métalliques sur châssis anciens - s'y côtoient ; les récitatifs secs sont excellemment accompagnés au clavecin. Federico Guglielmo mène à bon port l'entreprise sans toutefois - peut-être parce que la musique reste souvent dans les limites d'une honnête facture (malgré quelques moments inspirés dont l'un préfigure de manière troublante l'air de Barbarina et dévolus de façon surprenante à la paysanne capricieuse) et qu'en l'absence de support dramatique son efficacité est amoindrie - que sa lecture nous transporte particulièrement. L'interprétation est d'un bon niveau général. Arianna Donadelli et Marina Bartoli chantent les deux amoureux de Florinda, le Faux Turc et le prétendant pressant ; si elles affrontent sans dommage la virtuosité et les tensions de l'écriture, on souhaiterait chez l'une comme chez l'autre plus de force dans les accents, des couleurs plus marquées et des voix plus sombres. Leur belle l'est en effet, et exprime bien les tourments des contraintes auxquelles sa condition de femme et son histoire particulière la soumettent. La voix est jolie et bien conduite, sans pour autant subjuguer. Fabrizio, l'empêcheur de danser en rond et de rudoyer sa femme, est agréablement campé par le ténor bien stylé Krystian Adam dans un rôle à mi-chemin de l'héroïque et du comique involontaire. Le baryton-basse Gianpiero Ruggeri est le père partisan de l'ordre où les femmes restent à leur place que sa fille fait enrager de façon comique. Matteo Ferrara donne de sa voix profonde et ferme tout son relief au rôle exigeant de Bennardone, le mari jaloux, criard et amoureux. La palme revient cependant à Gabriella Colecchi qui compose une Carmosina d'un naturel et d'une séduction irrésistibles, alternant pétulance et fragilité, « vraie » et feinte, et dont le numéro de chanteuse des rues - il y a des simulacres d'évanouissement - a toute la saveur de l'authenticité puisque ce beau mezzo-soprano est d'origine napolitaine.
Les chanteurs étant parvenus pour la plupart à donner à leur interprétation toute la vie possible, l'absence de mise en scène n'a donc pas empêché le public de saluer longuement et chaleureusement les interprètes après le chœur final. Ce Finto Turco, où alternent scènes dramatiques et comiques, est probablement de nature à constituer un excellent spectacle ; merci aux Semaines Musicales de l'avoir associé au Turco in Italia et d'avoir permis son retour à la vie.


IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
L'OPERINA DI PICCINNI AL TEATRO OLIMPICO ACCENDE L'ENTUSIASMO (PURE TROPPO) DEI POCHI MA CALOROSI SPETTATORI.
Questo "Finto turco"merita veri applausi
09/06/2009

Prima esecuzione in tempi moderni della seconda opera in cartellone: una commedia in musica in tre atti
Alle settimane musicali al Teatro Olimpico quest'anno sono ben due i momenti riservati all'opera. Come sempre occasioni particolari, con allestimenti di versioni inedite. Il debutto è avvenuto sabato 6 giugno con "Il Turco in Italia" di Gioachino Rossini (repliche l'8 e il 10 giugno) e la sera di domenica la seconda opera proposta aveva sempre a che fare...con le "turcherie", ma si cambiava autore: non più il pesarese, ma Niccolò Piccinni, nato a Bari nel 1728 e morto, come Rossini nei dintorni di Parigi, a Passy: nel 1800 lui, 68 anni dopo il musicista pesarese.
"Il finto turco", la seconda opera inserita nel cartellone, è una commedia in musica in tre atti su libretto di Antonio Palomba, e ha avuto proprio al Teatro Olimpico la prima esecuzione assoluta in tempi moderni (l'edizione critica è a cura di Bernardo Ticci). Il canovaccio è quello consueto del soggetto 'turchesco' inserito nei libretti d'opera nel Sei e Settecento, uno dei più fortunati temi dello spettacolo musicale che si nutre di esotismi, ambiguità e ruoli "en travesti" (i ruoli maschili sono interpretati da donne e... il "finto turco" è proprio in realtà una donna), con un intreccio di passioni, gelosie, ammiccamenti, che in ogni tempo alimentano le trame di qualsiasi commedia.
A ridare vita alla musica di Piccinni dopo un silenzio di oltre due secoli, "L'arte dell'arco", ensemble con direttore e maestro di concerto Federico Guglielmo. L'operina, il cui manoscritto è conservato nella Biblioteca del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli (una vera fucina di tesori musicali anche minori del Sei-
Settecento) è singolare anche perché dall'inizio alla fine è intercalata da recitativi in lingua verace napoletana.
Espediente di facile presa se contestualizzato in termini storici dell'epoca, assai più di difficile comprensione se rapportato ai giorni nostri, cui non avrebbe difettato un ausilio visivo sottotitolato. Il dialetto napoletano cantato o recitato è però fondamentale nel tratteggiare i risvolti caratteriali e comportamentali dei vari personaggi che ruotano attorno alla vezzosa Florinda, amante di Lucio (una Marina Bartoli di carattere e spessore vocale), del finto turco, Lucio, gentiluomo (una bravissima Arianna Donadelli), di Claudio, altro gentiluomo e amante sempre della stessa Florinda, in scena in un altro ruolo "en travesti", una azzeccata Silvia Vajente.
A completare il cast Gabriella Collecchia, nella parte di Carmosina, la villanella ragazzina dispettosa, novella sposa del vignaiolo sciocco Bennardone, Matteo Ferrara, Krystian Adam, Fabrizio, fratello di Lucio e Giancola, il padre di Carmosina, interpretato da Giampiero Ruggeri. I recitativi secchi si sono alternati a quelli accompagnati, solo col continuo e le arie più importanti ricche di virtuosismi, melismi e fioriture, di giochi, allitterazioni sintattiche avevano il sostegno frizzante dell'orchestra di Guglielmo.
Musica quindi piacevole, concertati di effetto e virtuosistici ma nell'insieme spettacolo di nicchia e di notevole durata. Brillante la prova di Guglielmo e dei suoi musicisti, notevole la bravura del cast vocale, che si è esibito senza usare alcun abito di scena con allestimento in forma di concerto e quindi in forma più statica e fissa. Molti gli applausi (anche troppi alla fine di ogni scena, il che ha appesantito il tutto), poco pubblico, ma anche di stranieri.
Rassegna stampa

SEZIONE OPERA

(prima parte)



LA REPUBBLICA - Angelo Foletto

Quando il Turco diventa napoletano

15/06/2009

LA DELIZIOSA e ricostruita versione napoletana (1820) del Turco in Italia di Rossini ha dato lustro alla sempre più raffinata porzione operistica delle 18esime Settimane Musicali, integrandosi con l' altra vicenda esotica, sempre in prima moderna: Il finto turco di Piccinni.
In tale stesura Don Geronio, non più marito ma "tutore", parla e canta in lingua partenopea; perde qualche numero musicale ma guadagna in spiritosa presenza. Per tutti, al posto dei recitativi ci sono parlati in stile commedia per musica, con veniali modifiche al libretto e alla distribuzione dei numeri musicali: il tenore si prende la cavatina dell' Italiana in Algeri, e il ruolo di regista della vicenda, il poeta Prosdocimo, è accresciuto dalla musica. Colta e arguta lettura di Giovanni Battista Rigon, e indovinata interpretazione scenica di Francesco Micheli, un po' cartoon e un po' giovanilisticamente pirandelliana.



IL CORRIERE DELLA SERA - Enrico Girardi

Agile e grintoso il Turco di Rossini conquista Vicenza

14/06/2009

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico, festival piccolo ma emergente, sono incentrate quest' anno sulla musica napoletana, così come le edizioni precedenti lo erano su Venezia e Roma. Ma il bello della rassegna non è qui. Molti organizzatori chiamano festival manifestazioni magari anche ricche ma prive della benché minima specificità. Qui a Vicenza invece questo pluriennale viaggio tra le capitali musicali italiane si traduce nella ricerca di aspetti poco noti se non del tutto inediti. E questo ad esempio è il caso del Finto turco di Nicola Piccinni (barese di nascita ma di scuola napoletana), opera che le Settimane Musicali hanno messo in cartellone per la prima volta in tempi moderni, affidandone l' esecuzione in forma d' oratorio all' orchestra filologica L' arte dell' arco. Ma lo è pure quello del Turco in Italia di Rossini - il piatto forte del menu di quest' anno - perché la celebre opera buffa non è stata rappresentata nella sua versione primitiva, quella che ebbe battesimo a Milano nel 1814, ma in una posteriore versione napoletana che, oltre che per alcune varianti di struttura, si distingue per la sostituzione dei recitativi secchi con dialoghi in prosa, in parte in italiano e in parte in dialetto napoletano. L' uno non è meglio dell' altro, ma si tratta in ogni caso di due «Turchi» ben diversi. Il tradizionale è più importante e «ufficiale»; l' altro dovrebbe guadagnare in ritmo teatrale quanto perde in sostanza musicale, se è vero che il parlato sarà sempre più rapido del recitativo, pur brillantemente realizzato. Ma quest' ultima è l' unica pecca dello spettacolo confezionato dal regista Francesco Micheli e dal direttore, nonché anima del festival, Giovanni Battista Rigon a capo dell' Orchestra di Padova e del Veneto. Si sono scelti cantanti giovani, piuttosto bravi tutti quanti, si sono pensati tempi musicali abbastanza spigliati (non tanto però quanto lo erano nell'
Italiana e nel Barbiere degli anni passati), si è puntato su una recitazione svelta e giocosa; però lo spettacolo è arrivato oliato ma non troppo, come fossero mancate un paio di prove. Resta il fatto che Rigon si conferma, in ogni caso, uno dei migliori direttori rossiniani su piazza, artefice di un suono agile e grintoso, che non stanca. Tra i cantanti bene Daniele Zanfardino, tenore dal timbro chiaro e di buona dizione e benissimo Silvia Dalla Benetta, Fiorilla che domina le impervie colorature della parte offrendo al contempo robuste dosi d' espressione, colore e piacevolezza.

IL GIORNALE DELLA MUSICA - Marco Beghelli
A Vicenza, "Turco in Italia" versione 1820: intelligenza della proposta e dell'esecuzione
12/06/2009

Nei teatri d'opera napoletani agiva nell'opera buffa un personaggio immortale quanto Pulcinella: lo chiamavano Casacciello, essendo un esponente della famiglia Casaccia, la quale si tramandò il ruolo di padre in figlio, per tre generazioni. A misura del Casacciello di turno si scrivevano parti buffe in dialetto napoletano, e se l'opera preesisteva la si trasformava all'uopo, magari inventando per lui una parte aggiuntiva. E i dialoghi erano per tutti parlati, in vece dei tradizionali recitativi col cembalo. Anche le maggiori opere rossiniane vennero coinvolte in tale circuito, per cui il Dottor Bartolo e Don Magnifico cantarono e parlarono in vernacolo. Al "Turco in Italia" toccò nel 1820. È questa la versione dell'opera messa in scena dalle "Settimane Musicali al Teatro Olimpico", momento centrale del ciclo "Viaggio in Italia", dedicato quest'anno appunto a Napoli. Al di là della curiosità per il testo insolito, con importanti varianti drammaturgiche e musicali rispetto alla versione nota (Don Geronio non è più marito ma tutore; Don Narciso canta "Languir per una bella", Fiorilla la funambolica "Presto andiamo a spasso, a spasso"), ci siamo deliziati con una produzione di gran pregio: intelligente e frizzante la regia del giovane Francesco Micheli (ricca regia di gesti e di oggetti, essendo impossibile un impianto scenografico); ottimale la prestazione dei cantanti: Lorenzo Regazzo voce di gran classe e vero mattatore; Silvia Dalla Benetta sicurissima nell'impervia parte di Fiorilla, affrontata con voce tutt'altro che da soprano leggero; Filippo Morace novello Casacciello; Daniele Zanfardino garbato tenorino. E a guidare tutti con piglio e competenza Giovanni Battista Rigon, ch'è anche direttore artistico della manifestazione. Un particolare elogio a coro e orchestra

LA STAMPA - Sandro Cappelletto
Quant'e' spassoso il Turco di Rossini. Sembra Pirandello
10/06/2009

Abbandonate legge e costume musulmano, e siate mio sposo. O cosi' o nulla», dice Fiorilla a Selim. Sara' nulla, il matrimonio non accadra', ma senza tragedie, nel lieto fine che celebra sorridendo la convivenza tra popoli e religioni diverse. Il Turco in Italia di Rossini e' in scena a Vicenza, per le SETTIMANE MUSICALI al Teatro Olimpico. E il viaggio e' di soddisfazione, per la meraviglia del luogo palladiano e per la scoperta di una versione inedita della partitura, ritrovata nella biblioteca di San Pietro a Maiella. Niente recitativi, ma dialoghi parlati, scritti in napoletano per la parte buffa di don Geronio e in un italiano cruscante di modernita' per tutti gli altri ruoli. Ne esce un dramma pirandelliano, che esalta il gia' robusto spirito di commedia. L'opera e' diretta con equilibrio e gusto per gli scatti ritmici, mai soltanto muscolosi, da Giovanni Battista Rigon, che disciplina l'Orchestra di Padova e del Veneto e un cast di rilievo, dove l'autorevolezza di Lorenzo Regazzo (Selim) incontra il talento comico di Filippo Morace (don Geronio), la duttilita' di Giulio Mastrototaro (Prosdocimo), credibile sia come attore-regista dell'intreccio, sia come cantante. Silvia Dalla Benetta (Fiorilla) sapra' affilare le frecce del suo notevole arco vocale. Francesco Micheli firma uno spettacolo incalzante, spassoso, mai gratuito, mentre scene e costumi sono opera felicissima degli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Applausi convinti per tutti. «Il Turco in Italia» Teatro Olimpico, Vicenza, fino al 10 giugno


IL MATTINO DI PADOVA - Mirko Schipilliti
Un convincente «Turco in Italia»
09/06/2009

VICENZA. Le Settimane Musicali al teatro Olimpico approdano quest'anno a Napoli con Il Turco in Italia di Rossini, in scena sabato scorso, ieri e domani. L'allestimento ha scelto con originalità l'edizione napoletana del 1820 al posto di quella milanese del 1814, recuperando per la prima volta il libretto dalla biblioteca del conservatorio San Pietro a Majella, un'edizione che abolisce i recitativi secchi sostituendoli coi dialoghi parlati, riproposti con alcuni tagli. Nota di carattere è che il personaggio di Geronio (il marito tradito) canta e recita in dialetto napoletano. L'effetto è agile, funzionale e coinvolgente per il pubblico. La regia di Francesco Micheli ricostruisce un parallelismo tra le vesti moderne di Prosdocimo poeta, deus ex machina e manovratore della vicenda, e i personaggi in costume, che seguono un ideale canovaccio letterario in un percorso di teatro nel teatro. Non facile integrare gli spazi fissi dell'Olimpico con le esigenze di scena, eppure il risultato è
efficace: le gradinate col pubblico possono diventare quelle di una nave, tarocchi giganti simboleggiano gli zingari, l'uso di tappeti ricrea una continuità tra cielo e terra. L'edizione vicentina si distingue per la presenza di Lorenzo Regazzo (Selim), esemplare maestro in questo repertorio, voce nobile e di chiara profondità lirica. Colpivano l'agilità di Daniele Zanfardino (Narciso), la precisa dizione di Giulio Mastrotaro (Prosdocimo), la flessibilità vocale di Silvia Dalla Benetta (Fiorilla). L'Orchestra di Padova e del Veneto era diretta da Giovanni Battista Rigon.


IL GAZZETTINO - Mario Messinis
Un curioso "Turco" napoletano
09/06/2009

L'opera di Rossini al teatro Olimpico di Vicenza in una sconosciuta versione del 1820 Una lettura "viennese", affascinante e originale, di Giovanni Battista Rigon Martedì 9 Giugno 2009,

Le settimane al Teatro Olimpico sono tra le certezze conoscitive della organizzazione musicale italiana, anche perché si sottraggono all'egemonia dei concerti di agenzia. Come di consueto la scelta è tematica e ruota prevalentemente intorno alla cultura napoletana sette-ottocentesca. Così del "Turco in Italia" di Rossini, Giovanni Battista Rigon (direttore e ideatore del programma teatrale) propone una sconosciuta versione napoletana, andata in scena al San Carlo nel 1820, sei anni dopo la prima scaligera. Secondo il costume del tempo ogni produzione diversa presentava notevoli varianti. Ma in questo caso si va oltre le consuetudini: Rossini elimina i recitativi secchi (peraltro affidati alla Scala ad un amanuense) e li sostituisce con dialoghi parlati, infarciti di divertenti incursioni dialettali, naturalmente partenopee. L'attendibilità di una simile opzione dipende dalle risorse attoriali dei cantanti. E l'altra sera all'Olimpico il giovane regista Francesco Micheli ha costruito una drammaturgia di disinvolta efficacia con una puntigliosa analisi della recitazione. Si è notata un'accorta contrapposizione tra discorso parlato, che sfiora l'evidenza realistica, e il canto ove Micheli fa comunque valere un ritmo fantasmagorico quasi astratto. Il regista prescinde giustamente dalle architetture palladiane, evitando il ricorso ad un impianto scenografico. La scenografia è di fatto illusoria, costituita di volubili tappeti al proscenio che disegnano i diversi episodi attraverso una variopinta varietà. Il tappeto accentua l'aspetto favolistico della vicenda e il suo volatile esotismo. Nei costumi l'Oriente è visto attraverso la tradizione figurativa ottocentesca.
Fanno eccezione gli abiti moderni del coro e di Prosdocimo, il poeta che cerca l'ispirazione per un soggetto teatrale e che nel contempo è il personaggio che sospinge e provoca l'azione verso i suoi esiti lieti, ma forse non proprio aggressivamente giocosi (alla maniera delle "Nozze di Figaro" mozartiane). La convivenza tra realismo della parola e iperbole musicale è esilerante. L'inverosimiglianza domina anche nella caratterizzazione del coro e contribuisce ad arricchire la molteplicità dei piani drammatici dell'opera.
Diversa la linea interpretativa di Giovanni Battista Rigon (si sente la sua rigorosa formazione pianistica) che interpreta il "Turco"
in chiave di classicismo viennese, tra Mozart e Beethoven. Lettura affascinante e originale - lontana dai luoghi fissi delle convinzioni rossiniane - poiché il direttore tende a sottolineare i legami del "Tedeschino" con la trilogia italiana di Mozart e con le sinfonie di Beethoven. Ne consegue un'idea strutturale del sinfonismo, un'organizzazione formale di notevole coerenza a conferma che il "Turco in Italia" è qualcosa di diverso dalla commedia precedente di Rossini, "l'Italiana in Algeri": il tono è meno effervescente e "meccanico", ma i decorsi musicali sono più complessi e formalizzati.
È quanto è stato messo in evidenza da Rigon e dall'Orchestra di Padova. Impeccabili gli interventi del Coro Dodecandus diretto da Marina Malavasi.
Domina naturalmente come Selim il basso Lorenzo Regazzo con una interpretazione straripante, ma senza eccessi farzeschi, molto attuale e persino sofisticata; merito anche della sapiente naturalezza della recitazione. Silvia Dalla Benetta, Fiorilla, si muove con eleganza belcantistica, tra civetteria e grazia. Daniele Zanfardino, Narciso, è un perfetto tenore di grazia. Filippo Morace, Geronio, canta con esuberante dialetto napoletano. Concetta D'Alessandro è Zaida.
Giuliano Mastrototaro incarna con penetrante acutezza il ruolo del poeta. Dunque una compagnia prevalentemente giovane, che spicca per proprietà stilistica e vocale precisione. Applausi scroscianti.

IL GIORNALE DI VICENZA -Cesare Galla
LA SEVERITÀ DEL TEATRO OLIMPICO HA MESSO IL FRENO ALLA PERALTRO PUNTUALE REGIA DI FRANCESCO MICHELI NELLA SERATA DEL DEBUTTO
"Turco" di pallida comicità ma il successo è festoso
08/06/2009

Nel monumento palladiano se la sono cavata bene gli uomini (benissimo i due napoletani), meno le donne
Il "Turco in Italia" versione di Napoli, in scena l'altra sera con festoso successo all'Olimpico per le settimane musicali, ha come particolarità più evidente la sostituzione dei recitativi secchi con dialoghi parlati, anche in napoletano, secondo le tradizioni dell'opera buffa che proprio sotto il Vesuvio ebbe origine.
Non si tratta peraltro solo di un intervento tecnico-musicale. I testi di queste parti sono molto differenti rispetto al libretto originale di Felice Romani per l'opera di Rossini. In diversi momenti diventano una vera e propria "illustrazione" dell'azione musicata.
Senza contare che quel che nell'originale era un rapporto coniugale messo a rischio dall'arrivo del principe turco Selim, qui diventa un meno "impegnativo" rapporto fra tutore e pupilla, secondo un abusato schema buffo evidentemente molto meno preoccupante dal punto di vista della censura borbonica. In particolare, poi, risulta sottolineata la parte del poeta Prosdocimo, ruolo del tutto anomalo che già nell'originale creava una inedita situazione di "teatro nel teatro":
un personaggio che segue da fuori la vicenda, in cerca di un buon soggetto per un libretto, la commenta e in qualche modo ne indirizza gli sviluppi.
Qui Prosdocimo è proprio un "deus ex machina" (come la regia di Francesco Micheli sottolinea): munito di computer portatile scrive i testi al volo e li consegna ai personaggi in scena; addirittura si sostituisce al vecchio Geronio (tutore gabbato) in un una scena cruciale all'inizio del secondo atto, quando il principe Selim gli chiede di comperargli la pupilla Fiorilla, secondo asserita "moda turca". Una "interposta persona" che peraltro non aiuta la temperatura comica.
Non mancano le interpolazioni musicali, comunissime nella pratica delle rappresentazioni operistiche all'epoca: la più significativa è l'utilizzo, per la cavatina del cicisbeo Narciso, della celebre "Languir per una bella", presa di peso da "L'Italiana in Algeri".
L'ampio ventaglio di parti recitate è naturalmente un problema per interpreti che sono magari teatralissimi quando cantano ma non hanno particolare consuetudine con la parola scenica senza musica. All'Olimpico se la sono cavata bene gli uomini (benissimo, non a caso, i due napoletani della compagnia, Filippo Morace e Daniele Zanfardino) meno bene le donne e questo ha reso l'effetto teatrale un po' discontinuo.
E d'altra parte il giovane cast messo insieme da Rigon è risultato invece davvero pregevole per le caratteristiche vocali, delineando quindi un'edizione del "Turco" da questo punto di vista decisamente rilevante. Lorenzo Regazzo - oggi uno degli interpreti rossiniani più significativi in Italia - è stato un Selim di esperta presenza scenica e di vocalità ricca e stilisticamente impeccabile; al suo fianco, la vicentina Silvia Dalla Benetta ha vinto la sfida dell'ardua parte di Fiorilla anche se il suo sovracuto è troppo teso e forzato: nella zona mediana la linea vocale è infatti di accattivante brillantezza, l'agilità è precisa, il timbro sottile quasi sempre condotto con puntuale efficacia espressiva.
Nel ruolo buffo di Geronio, Filippo Morace ha tenuto in equilibrio la scioltezza scenica con la presenza vocale, mentre Giulio Mastrototaro è stato un Prosdocimo di voce ampia, forse bisognosa a tratti di maggiore controllo ma certo interessante. Di rilievo la prova del giovane e promettente tenore Daniele Zanfardino, timbro chiaro e squillante, coloratura delineata, fraseggio duttile. Una maggiore morbidezza nell'emissione e qualche sfumatura espressiva in più sono alla sua portata e potrebbero farne un interprete importante del repertorio di primo Ottocento.
Troppo carica sul versante lirico Concetta D'Alessandro nel ruolo di Zaide, che vediamo in chiave più leggera, a posto i comprimari Maria Pia Molinari e Matteo Marchetta, preciso ma a volte troppo "carico" il coro maschile Dodecantus istruiti da Marina Malavasi. Dal podio, Giovanni Battista Rigon ha concertato con attenzione senza riuscire ad evitare qualche preponderanza dell'orchestra sui cantanti, in un contesto acustico peraltro problematico e "saturo" come quello del teatro di Palladio.
Il Rossini del direttore vicentino è vivacemente stagliato nei colori (precisa l'orchestra di Padova), anche trascinante ma sempre con classicistico senso di misura, poco incline al comico brillante, elegante quando il lirismo sentimentale si prende il suo spazio.
Nell'ingrato "contenitore olimpico", la regia di Francesco Micheli non ha sciorinato invenzioni sorridenti o teatralmente accattivanti, di fatto delineando una versione semiscenica così controllata da non liberare neanche un sorriso da parte del pubblico, se non per una tirata napoletana di Morace.
Un "Turco in Italia" di pallidissima comicità, come sopraffatto dal tempio della severa aulicità, la cui sola brillantezza era assicurata dai bei costumi realizzati dalle allieve dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Quelli sì, anche spiritosi, comunque efficaci e teatrali.
Olimpico quasi al completo e alla fine accoglienze entusiastiche, con ripetute chiamate per tutti i protagonisti. Si replica questa sera e mercoledì.
PROGRAMMA


Mercoledì 20 maggio 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 21.00
CONCERTO DI APERTURA
“Napoli '700-'900”
(in collaborazione con ANTIRUGGINE)

Orchestra d'archi Italiana
Sonig Tchakerian - violino solista e concertatore

Alessandro Scarlatti, Concerto grosso n. 2
Giovanni Battista Pergolesi, Concerto per vl e archi
Filippo Perocco, Inornato brano in prima esecuzione assoluta
Nino Rota, Concerto per archi

Conferenza introduttiva di Angelo Foletto, ore 20.00

Venerdì 22 maggio 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 21,00
PROGETTO"RACCONTARE LA MUSICA"

Sandro Cappelletto, narratore

De Labyrintho, ensemble vocale

Walter Testolin, direttore

Carlo Gesualdo, Madrigali dal IV, V e VI libro

Domenica 24 maggio 2009
Palazzo Leoni Montanari ore 17.00
PROGETTO GIOVANI
(in collaborazione con INTESA SAN PAOLO)

Leonora Armellini, pianoforte

F. Chopin: Grande Polacca brillante op. 22; Tarantella op. 43; Scherzo op. 54;
Polacca-Fantasia op. 61; Polacca op. 53

Lunedì 25 maggio 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 21.00
CONCERTO
"Tre grandi centenari"

Sonig Tchakerian, Gabrielle Shek, Katia Ghigi, Claudio Rado , violini

Massimo Paris, Enrico Carraro, viole

Mario Brunello, Simone Tieppo, violoncelli

Massimo Somenzi , pianoforte

Ludwig van Beethoven, Variazioni su un tema di Händel per vlc e pf
Joseph Haydn, Trio n. 28 per pf, vl e vlc
Felix Mendelssohn Bartholdy, Ottetto op. 20 per archi

Conferenza introduttiva di Stuart Isacoff, ore 20.00

Giovedì 28 maggio 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 21.00
CONCERTO
"Martucci e i due Scarlatti"

Sonig Tchakerian, Gabrielle Shek, violino

Massimo Piva, viola

Luca Simoncini, violoncello

Andrea Lucchesini, pianoforte

Alessandro Scarlatti, Sonata a quattro per archi
Domenico Scarlatti, Sei Sonate per pf
Giuseppe Martucci, Tre Pezzi op. 67 per violino e pianoforte
Quintetto per pf e archi

Conferenza introduttiva di Carlo Cavalletti, ore 20.00

Sabato 30 maggio 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 21.00
CONCERTO
(in collaborazione con FESTIVAL BIBLICO)

Orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano

Daniele Agiman, direttore

Caplet, Miroir de Jesus per soli, archi e arpa
Debussy Danza sacra e Danza profana per arpa e archi

Conferenza introduttiva di Guido Zaccagnini, ore 20.00

Domenica 31 maggio 2009
Palazzo Leoni Montanari, ore 17.00
PROGETTO GIOVANI
(in collaborazione con INTESA SAN PAOLO)

Laura Marzadori, violino

Giacomo Ronchini, pianoforte

Giuseppe Martucci, Sonata op. 22
Johannes Brahms, Sonata op. 108

Sabato 6, lunedì 8 e mercoledì 10 giugno 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 20.00
PRIMA OPERA (turno A)
Gioachino Rossini, Il turco in Italia
Dramma buffo per musica in due atti

ricostruzione della versione di Napoli (Teatro Nuovo sopra Toledo, primavera 1820)

Selim, Lorenzo Regazzo / Luigi De Donato (terza recita)

Donna Fiorilla, Silvia Dalla Benetta

Don Geronio, Filippo Morace

Don Narciso, Daniele Zanfardino

Prosdocimo,poeta, Giulio Mastrototaro

Zaida, Concetta D' Alessandro

Talinda, Maria Pia Molinari

Narbut, Matteo Marchetta

Giovanni Battista Rigon, maestro concertatore e direttore

Francesco Micheli, regista

Accademia di Belle Arti di Brera, allestimento, scene e costumi

Orchestra di Padova e del Veneto
Coro Dodecantus

Marina Malavasi, maestro del coro

Conferenza introduttiva di Michele Suozzo, Enrico Girardi e Giovanni Carli Ballola, ore 19.00

Domenica 7 e martedì 9 giugno 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 20.00
SECONDA OPERA (turno A)
Niccolò Piccinni, Il finto turco
Commedia per musica in tre atti
edizione critica a cura di Bernardo Ticci
(prima esecuzione assoluta in tempi moderni)
(in collaborazione con L'ARTE DELL'ARCO)



Bennardone, Matteo Ferrara

Giancola, Gianpiero Ruggeri

Carmosina, Gabriella Colecchia

Fabrizio, Krystian Adam

Claudio, Arianna Donadelli

Florinda, Silvia Vajente

Lucio, Marina Bartoli

Federico Guglielmo, Maestro di concerto

Versione semiscenica di Massimo Gasparon
Orchestra L'arte dell' arco

Conferenza introduttiva di piero Mioli e Bernardo Ticci, ore 19.00

Giovedì 11 giugno 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 21.00
CONCERTO
(in collaborazione con il FESTIVAL PONTINO)

"Felix tra Venezia e Napoli"

Sonig Tchakerian, violino

Steven Isserlis, violoncello

Roberto Prosseda, pianoforte

Felix Mendelssohn Bartholdy:
Sonata Felix per vl e pf (compl. Solbiati)
Due Venetianisches Gondellied per pf
Capriccio in mib magg per pf
Variazioni per vlc e pf (compl. Taglietti)
Trio op. 49 per pf, vl e vlc

Conferenza introduttiva di Pietro Zappalà, ore 20.00

Venerdì 12 giugno 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 21.00
PROGETTO BACH
(in collaborazione con MOUSIKÈ)

Laboratorio vocale e strumentale
Il teatro armonico

Michael Radulescu, direttore

Margherita Dalla Vecchia, assistente

Roberta Mameli soprano
Lucia Napoli contralto
Raffaele Giordani tenore
Walter Testolin basso
Davide Bettin oboe
Renata Spotti violino
Margherita Dalla Vecchia organo

J. S. Bach Cantata BWV 1083
Cantata BWV 146, Mottetto BWV 225

Conferenza introduttiva di Michael Radulescu, ore 20.00

Domenica 14 giugno 2009
Teatro Olimpico, Vicenza, ore 21.00
HONG KONG SINFONIETTA

Wing-Sie Yip direttore

Colleen Lee, pianoforte

Ravel, Tombeau de Couperin
Ravel, Concerto in Sol per pf e orch
Bartòk, Musica per archi, percussioni e celesta

Conferenza introduttiva di Enzo Restagno, ore 20.00

***





Prevendita di biglietti e abbonamenti nei seguenti punti vendita



Settimane Musicali al Teatro Olimpico
contrà San Pietro, 67 tel 0444 302425
da lunedì a sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30

oppure tramite il circuito GREENTICKET:
On line www.greenticket.it
Call center 899 5000 55
Tutti i punti vendita Greenticket
(a Vicenza
Biglietteria del Teatro Comunale
da martedì a sabato dalle 16.00 alle 19.00 tel. 0444 324442
Biglietteria del Teatro Olimpico
da martedì al sabato dalle 11.00 alle 16.00 tel. 0444 222801
Agenzia viaggi AVIT
viale Roma, 17 tel. 0444 545677)

Info e ticket
Biglietti
Opere

Intero 1^ categoria: 40 euro - gradinata centrale
Intero 2^ categoria: 30 euro - gradinate laterali
Ridotto 2^ categoria: 25 euro - gradinate laterali
Concerti

Intero 1^ categoria: 20 euro
Intero 2^ categoria: 15 euro - gradinate laterali
Ridotto 2^ categoria: 10 euro - gradinate laterali
Biglietto GUSTALOPERA 15 euro
Abbonamenti solo concerti

(escluso Progetto Giovani)

Formula 8

abbonamento completo:
Intero 1^ categoria: 140 euro
Intero 2^ categoria: 105 euro
Ridotto 2^ categoria: 70 euro

Formula 6

abbonamento a 6 concerti a scelta:
Intero 1^ categoria: 100 euro
Intero 2^ categoria: 75 euro
Ridotto 2^ categoria: 50 euro

Formula 4

abbonamento a 4 concerti a scelta:
Intero 1^ categoria: 60 euro
Intero 2^ categoria: 45 euro
Ridotto 2^ categoria: 30 euro

* Il costo di biglietti e abbonamenti si intende esclusi i diritti di prevendita.

I concerti del 24 e 31 maggio 2009 (Progetto Giovani), realizzati in collaborazione con Intesa Sanpaolo e ospitati alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari,
sono prenotabili fino ad esaurimento dei posti disponibili, telefonando al numero 800.578875.
Il biglietto d’ingresso alle esposizioni permanenti (intero € 4,00 - ridotto € 3,00), consente di assistere ad uno dei concerti programmati.

***

Al costo aggiuntivo di 15 euro a serata le Settimane Musicali al Teatro Olimpico in collaborazione con Ristoratori dell'Associazione Artigiani - Provincia di Vicenza hanno il piacere di offrire una degustazione di prodotti vicentini in compagnia degli artisti nel Giardino del Teatro Olimpico al termine delle serate d’opera dal 6 al 10 giugno e nelle serate dei concerti del 25 e del 28 maggio. Per accedere alle degustazioni è necessario il biglietto GUSTALOPERA da acquistate esclusivamente in prevendita.



***

Per informazioni

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro, 67

36100 Vicenza

Tel. e fax 0444 302425 cell. 3474925005 - 331 3471860
DOMENICA 3 MAGGIO 2009

RAI Radiotre ore 11.50

"I Concerti del Mattino"



Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2008



CONCERTO

(in collaborazione con MOUSIKE')

Progetto Bach"



Laboratorio corale e strumentale Il Teatro Armonico
Michael Radulescu direttore

Margherita Dalla Vecchia assistente
Patrizia Vaccari soprano
Lucia Napoli soprano e alto
Raffaele Giordani tenore
Walter Testolin basso

JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)
Cantata BWV 119 "Preise, Jerusalem, den Herrn"

Coro "Preise, Jerusalem, dem Herrn"
Recitativo (tenore) "Gesegnet Land, glückselge Stadt"
Aria (tenore) "Wohl dir, du Volk der Linden"
Recitativo (basso) "So herrlich stehst du, liebe Stadt"
Aria (alto) "Die Obrigkeit ist Gottes Gabe"
Recitativo (soprano) "Nun, wir erkennen es"
Coro "Der Herr hat Guts an uns getan"
Recitativo (alto) "Zuletst- Da du uns, Herr, zu deinem Volk gesetzt"
Corale (coro) "Hilf deinem Volk, Herr Jesu Christ"

Cantata BWV 21 "Ich hatt viel Bekümmernis"
Sinfonia
Ich hatte viel Bekümmernis
Seüfzer, Tränen, Kummer, Not
Wie hast du dich, mein Gott
Bäche von gesalznen Zähren
Was betrübst du dich, meine Seele
Ach Jesu, meine Ruh
Komm, mein Jesu
Sei nun wieder zufrieden meine Seele
Erfreude dich Seele
Das Lamm, das erwürget ist

(registrato al Teatro Olimpico di Vicenza il 13 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali al Teatro Olimpico

"Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma")





***



MARTEDÌ 5 MAGGIO 2009

RAI Radiotre ore 12.00

"I Concerti del Mattino"



Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2008



CONCERTO



I solisti di Pavia

Enrico Dindo direttore

Sonig Tchakerian violino





FELIX MENDELSSOHN BARTHOLDY (1809-1847)

Sinfonia II per archi in Re maggiore

Allegro

Andante

Allegro Vivace



FELIX MENDELSSOHN BARTHOLDY (1809-1847)

Concerto in Re min per violino e orchestra d'archi

Allegro

Andante

Allegro



OTTORINO RESPIGHI (1879-1936)

Antiche danze e arie per liuto (III suite)

I. Ignoto: Italiana (fine sec. XVI)

II. Giov. Batt. Besardo: Arie di corte (sec. XVI)

III. Ignoto: Siciliana (fine sec. XVI)

Lodovico Roncalli. Passacaglia (1692)



ARCANGELO CORELLI (1653-1713)

dal Concerto grosso in Re maggiore op. VI n. 4

Allegro



(registrato al Teatro Olimpico di Vicenza il 25 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali al Teatro Olimpico

"Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma")



***



VENERDÌ 15 MAGGIO 2009
RAI Radiotre ore 12.00
"I Concerti del Mattino"

Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2008

CONCERTO

Sonig Tchakerian, violino
Mario Brunello, violoncello

Georg Friedrich Haendel
Passacaglia dalla VII suite per clavicembalo
(trascrizione per vl e vcl di Johan Halvorsen)

Maurice Ravel
Sonata per violino e violoncello
À la mémoire de Claude Debussy
Allegro
Trés vif
Lent
Vif, avec entrain


Zoltán Kodály
Duo op. 7 per violino e violoncello
Allegro serioso, ma non troppo
Adagio
Maestoso e largamente, ma non troppo lento
Presto

Luca Mosca
da Domus Aurea
Sottovoce


Registrato il 27 giugno 2008 al Teatro Olimpico di Vicenza
DOMENICA 26 APRILE 2009

RAI Radiotre ore 11.50

"I Concerti del Mattino"



Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2008



CONCERTO-ANTEPRIMA

(in collaborazione con FESTIVAL BIBLICO)



Sonig Tchakerian, violino

Bruno Canino, pianoforte



programma:



JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)

Sonata in Mi magg. BWV 1016 (1720 circa)

Adagio

Allegro

Allegro ma non tanto

Allegro


ALAN HOVHANNES (1911-2000)

Tre Visioni di S.Mesrob op. 198 (1962)

La montagna celeste

L’uccello celeste

L’alfabeto celeste



ERNEST BLOCH (1880-1959)

Baal Schem. Tre quadri di vita chassidica. (1923)

Nigun (melodia)

Vidui (confessione)

Simchas Torah (Gioia della Sacra Scrittura)



ROBERT SCHUMANN (1810-1856)

Sonata in re min. op. 121 “Grosse Sonate” (1851)

Ziemlich Langsam - Lebhaft

Sehr Lebhaft

Leise, einfach

Bewegt


(Registrato al Teatro Olimpico di Vicenza il 31 maggio 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali al Teatro Olimpico

"Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma")





***



MARTEDI' 28 MAGGIO 2009

RAI Radiotre ore 12.00

"I Concerti del Mattino"



CONCERTO EURORADIO



Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2008

"Novecento romano"



Sonig Tchakerian violino

Gabrielle Shek violino

Danilo Rossi viola

Enrico Dindo violoncello

Roberto Cominati pianoforte



programma:



ALFREDO CASELLA (1883-1947)

Concerto op. 40

per quartetto d'archi

Sinfonia (Allegro brioso e deciso)

Siciliana

Minuetto, Recitativo, Aria

Canzone



NINO ROTA (1911-1979)

Intermezzo

per viola e pianoforte



MARIO CASTELNUOVO TEDESCO (1895-1968)

Figaro

per violino e pianoforte



OTTORINO RESPIGHI (1879-1936)

Adagio con variazioni

per violoncello e pianoforte



(registrato al Teatro Olimpico di Vicenza il 15 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali al Teatro Olimpico

"Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma")
EFA-European Festival Association



Cari Amici, ecco gli appuntamenti radiofonici

con le Settimane Musicali al Teatro Olimpico



DOMENICA 12 APRILE 2009

RAI Radiotre ore 11.50

"I Concerti del Mattino"



Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2008



CONCERTO

"Del crudo amor"



Lorenzo Regazzo, basso

Dimitri Romano, pianoforte



programma:



GEORG FRIEDRICH HÄNDEL (1685-1759)

"Dalla guerra amorosa"



GIOVANNI MARIA BONONCINI (1642-1678)

"Per la gloria d'adorarvi"



ANTONIO VIVALDI (1678-1741)

Scena della follia di Orlando dall' Orlando furioso

(prima esecuzione assoluta della versione originale per basso del 1714)



GIOVANNI SIMONE MAYR (1763-1845)

Tre canzoni veneziane

A Bettina

La necessità

La stracavata

(arrangiamenti pianistici di Lorenzo Regazzo)



GIOCHINO ROSSINI (1792-1868)

da Musique Anodine (Péchés de vieillesse, vol. XIII) (Parigi, 1857)

Prelude(per pianoforte)

n. 3 "Mi lagnerò tacendo"

n. 6 "Mi lagnerò tacendo"

n. 7 "Mi lagnerò tacendo"



REYNALDO HAHN (1875-1947)

L'avertimento

Che pecà



ANTONIO BUZZOLLA (1815-1871)

El regalo

l'amante timido

El marìo a la moda

GUIDO BIANCHINI
Tute dò

GIOACHINO ROSSINI
da Musique Anodine (Péchés de vieillesse, vol XIII):
Mi lagnerò tacendo
dall'opera L'italiana in Algeri:
Le femmine d'Italia


(Registrato al Teatro Olimpico di Vicenza il 6 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali al Teatro Olimpico

"Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma")


***



MARTEDI' 21 APRILE 2009

RAI Radiotre ore 12.00

"I Concerti del Mattino"



Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2008



CONCERTO

“Prix de Rome: promossi e... bocciati”



Trio Matisse

Emanuela Piemonti, pianoforte

Paolo Ghidoni, violino

Piero Bosna, violoncello



Massimo Mercelli, flauto

Darko Brlek, clarinetto



GABRIEL PIERNE' (1863-1937) (vincitore del Prix nel 1882)

Sonata da camera in do maggiore op. 48 (1927)

per flauto, violoncello e pianoforte







JACQUES IBERT (1890-1962) (vincitore del Prix nel 1919)

Due interludi (1946)

per flauto, violino e clavicembalo



CAMILLE SAINT-SAËNS (1835-1921) (rifiutato al Prix nel 1852 e nel 1854)

Tarantella op. 6 (1857)

per flauto, clarinetto e pianoforte



EDOUARD LALO (1823-1892) (rifiutato al Prix nel 1847)

Trio in la minore op. 26 (1879)

per pianoforte, violino e violoncello

Allegro appassionato

Presto

Très lent

Allegro molto



(registrato al Teatro Olimpico di Vicenza Mercoledì 18 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali al Teatro Olimpico

"Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma")



***

Vi ricordiamo inoltre che dal 21 aprile sarà aperta la prevendita

di biglietti e abbonamenti per la XVIII edizione del Festival (20 maggio - 16 giugno 2009)

Il programma è disponibile su

http://www.olimpico.vicenza.it/it/programma.php





Settimane Musicali al Teatro Olimpico
contrà San Pietro, 67 tel 0444 302425
da lunedì a sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30

oppure tramite il circuito GREENTICKET:
On line www.greenticket.it
Call center 899 5000 55
Filiali Banca Popolare di Vicenza
Tutti i punti vendita Greenticket
(a Vicenza
Biglietteria del Teatro Comunale
da martedì a sabato dalle 16.00 alle 19.00 tel. 0444 324442
Agenzia viaggi AVIT
viale Roma, 17 tel. 0444 545677
Agenzia PantaRhei
via Cattaneo, 21 tel. 0444 320217)

I concerti del 24 e 31 maggio 2009 (Progetto?Giovani), realizzati in collaborazione con Intesa Sanpaolo e ospitati alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari,
sono prenotabili fino ad esaurimento dei posti disponibili, telefonando al numero 800.578875.
Il biglietto d’ingresso alle esposizioni permanenti (intero € 4,00 - ridotto € 3,00), consente di assistere ad uno dei concerti programmati.

***

Al costo aggiuntivo di 15 euro a serata le Settimane Musicali al Teatro Olimpico in collaborazione con Ristoratori dell'Associazione Artigiani - Provincia di Vicenza hanno il piacere di offrire una degustazione di prodotti vicentini in compagnia degli artisti nel Giardino del Teatro Olimpico al termine delle serate d’opera dal 6 al 10 giugno e nelle serate dei concerti del 25 e del 28 maggio. Per accedere alle degustazioni è necessario il biglietto GUSTALOPERA da acquistate esclusivamente in prevendita.
Vi ricordiamo
il prossimo appuntamento con



Martha Argerich & Friends

Martha Argerich, Gabriele Baldocci, Walter Delahunt, pianoforti

Domenica 1 febbraio ore 17.00
Teatro Comunale Città di Vicenza

Biglietto 30 / 20 euro



in occasione della presentazione del programma delle

XVIII Settimane Musicali al Teatro Olimpico (maggio/giugno 2009)



Prevendita
BIGLIETTERIA DEL TEATRO COMUNALE CITTÀ DI VICENZA
dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00 tel. 0444 324442
CALL CENTER 899 500 055
ON-LINE www.greenticket.it



Programma

WOLFGANG AMADÉ MOZART

Sonata in Re maggiore KV 381 per pianoforte a quattro mani

Allegro, Andante, Allegro molto

(Martha Argerich, Walter Delahunt)



JOHANNES BRAHMS

Tre Danze ungheresi per pianoforte a quattro mani

(Gabriele Baldocci, Walter Delahunt)



DMITRIJ ?OSTAKOVIČ

Concertino op. 94 per due pianoforti

Adagio, Allegretto, Adagio, Allego, Adagio, Allegretto

(Martha Argerich, Walter Delahunt)



SERGEI RACHMANINOV

Suite n. 1 op. 5 “Fantasie-tableaux” per due pianoforti

Barcarolle, La nuit, L'amour, Larmes, Pasques russes

(Martha Argerich, Gabriele Baldocci)



ANTON ARENSKIJ

Suite n. 2 op. 23 “Silhouettes” per due pianoforti

Le Savant, La Coquette, Polichinelle, Le Rêveur, La Danseuse

(Gabriele Baldocci, Walter Delahunt)



MAURICE RAVEL

La Valse per due pianoforti

(Martha Argerich, Gabriele Baldocci)
Martha Argerich & Friends

Martha Argerich, Gabriele Baldocci, Walter Delahunt, pianoforti
musiche di Mozart, Arenskij, Sostakovic, Ravel

Domenica 1 febbraio ore 17.00
Teatro Comunale Città di Vicenza

Biglietto 30 / 20 euro

Prevendita
BIGLIETTERIA DEL TEATRO COMUNALE CITTÀ DI VICENZA
CALL CENTER 899 500 055
ON-LINE www.greenticket.it
membro EFA-European Festival Association



XVII edizione

Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma

(con un omaggio a Palladio)



Rassegna stampa

CONCERTI



IL GIORNALE DI VICENZA - Cesare Galla
SETTIMANE MUSICALI. ANTEPRIMA NELL'AMBITO DEL FESTIVAL BIBLICO
Misticismo sonoro tra violino e piano
03/06/2008
Prima di inoltrarsi sulle vie che portano a Roma, seconda tappa del "Viaggio in Italia" iniziato lo scorso anno, le Settimane Musicali al teatro Olimpico - quest'anno un mese tondo e fitto di appuntamenti - hanno proposto un'anteprima in sinergia con il Festival Biblico.
Nell'ambito della musica da camera strumentale - in questo caso violino e pianoforte: Sonig Tchakerian e Bruno Canino - i collegamenti con le Scritture sono forzatamente mediati e più o meno "nascosti". Ma naturalmente è decisivo l'atteggiamento spirituale di ogni autore, il suo personale rapporto con l'aspetto religioso dell'arte e dell'esistenza.
Da questo punto di vista era inevitabile la presenza di Bach nel programma della serata, anche se ormai è tramontata definitivamente l'idea che questo musicista sia stato una sorta di musicale prete luterano, tutto teso a pregare nascostamente anche quando si occupava di composizioni profane. In realtà, la sua Sonata per violino BWV 1016 è una squisita vetrina di stili e di soluzioni formali tutt'altro che vicine alla meditazione religiosa, anche se la cornice è in effetti quella della cosiddetta "Sonata da chiesa", grazie alla presenza di un movimento lento iniziale.
Più interessante era piuttosto l'idea di offrire una sorta di excursus interconfessionale nel quale a fianco di Bach e di Schumann (proposto a fine concerto) hanno trovato posto l'americano di origine armena Alan Hovhannes (1911 - 2000) e lo svizzero-americano di religione ebraica Ernest Bloch (1880 - 1959), due protagonisti appartati ma notevoli della musica del XX secolo.
Hovhannes è un autore sofisticato e di forte impronta mistica. Le sue "Tre visioni di Mesrob" sono collegate alla nascita della lingua armena, per la necessità di tradurre le Sacre Scritture nei primi secoli dopo Cristo. Vi domina una scrittura molto libera e molto caratterizzata strumentalmente, moderatamente d'avanguardia e di grande forza espressiva. Il senso melodico e il virtuosismo violinistico caratterizzano invece i tre "Quadri di vita chassidica" intitolati "Baal Schem" di Bloch: qualche allusione "etnica" nell'armonia, ma soprattutto una coinvolgente tensione espressiva di franca derivazione tardo-romantica.
In questi due brani, infrequenti nelle sale da concerto, Sonig Tchakerian ha fatto brillare la propria musicalità fervida e sofisticata, in magnifico equilibrio fra le ragioni della tecnica e del pensiero, entrambe mese a fuoco con naturalissima forza comunicativa. Ecco allora la ricchezza calda del suono, il fascino del colore messo a disposizione della melodia, la precisione e la nitidezza, l'evidenza di una complessa riflessione di stile.
Non così convincente, per un certo sospetto di freddezza pur elegante, era parso il Bach iniziale, ma poi la Sonata op. 121 di Schumann ha offerto prova della magnifica maturità di questa violinista, cui il repertorio fra Romanticismo e Novecento sembra particolarmente connaturale. Le complesse architetture schumanniane - che avrebbero forse richiesto maggiore incisività anche al pur attento pianoforte di Bruno Canino - sono state rese con febbrile evidenza ma senza mai abbandonare il necessario controllo.
Grandi applausi alla fine da parte di un pubblico che non riempiva tutto l'Olimpico. Per bis, una pensosa Siciliana di Bach e il trascinante Scherzo per violino e pianoforte di Brahms.



IL GIORNALE DI VICENZA-Eva Purelli
RASSEGNE. PER LE "SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO" UN RECITAL BRILLANTE E RAFFINATO
DAVANTI A UN PUBBLICO POCO NUMEROSO MA PRODIGO DI APPLAUSI
08/06/2008
Regazzo, la voce apre orizzonti d'amorosi sensi
Del crudo amor serve al basso-baritono veneziano per cavalcare ogni sorta di artifizio timbrico. Grande presenza scenica
Mozart, Mayr, Rossini, Bianchini, Händel... un programma intenso. Bravo Romano al piano


Il basso-baritono Lorenzo Regazzo è stato il protagonista al Teatro Olimpico di un recital brillante, insolito e raffinato per le "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" rassegna entrata nel vivo di uno dei suoi filoni portanti: quello vocale e operistico. Sul podio olimpico la sola voce di Regazzo, (accompagnato alla tastiera da Romano) ad aprirci orizzonti di 'amorosi sensi', scandagliati nelle implicazioni psicologiche, analizzati attraverso i tormenti e le pene dei palpiti, resi eterni grazie alle note di grandi geni ma anche di 'penne minori' sul pentagramma. Del crudo amor serve al musicista veneziano per cavalcare con prodezze ogni sorta di artifizio timbrico, sfoderando le sue arti di sapiente 'animale da palcoscenico': grande presenza scenica, movenze eleganti, salda tenuta vocale, armonici caldi ed avvolgenti, tecnica impeccabile.
S'inizia con la sofferenza amorosa... (Ah, delle pene d'amor son piene le battaglie e le pugne...). Come il barocco profilo di Händel : una impegnativa scena operistica, creata a Roma e che condensa nel titolo Dalla guerra amorosa, il paradigma che alla guerra si va come all'amore. Amore e pazzia sono il binomio indissolubile ed esagerato del settecentesco "Per la gloria d'adorarvi", di Bononcini, accompagnato con sonorità clavicembalistiche al pianoforte in modo puntuale e preciso.
Ancora pazzia cantata per amore nella Scena della follia di Orlando, una delle poche pagini superstiti dall'opera vivaldiana "Orlando Furioso", proposta in prima esecuzione assoluta proprio nella versione per basso che il prete rosso scrisse per il cantante e virtuoso veneziano Carli. Il lagunare Regazzo, (passati due secoli e passa) parimenti non sfigura e ci regala una chiusura della prima parte con il divino Mozart. Il pianista Romano fa precedere le due arie dal delicato Adagio kv 356/617 (in origine per l'insolito strumento dell'armonica a bicchieri) , preludio agli intimismi funesti di Amadeus. Regazzo affronta con accorta espressività dolente l'aria che il salisburghese dedica all'amico Von Jacquin, "Io ti lascio, o cara, addio"-un commiato d'amore scarno e mesto e il monito maschile sull'incostanza femminina: il recitativo e aria da Le Nozze; "aprite un po' quegli occhi..le donne son streghe che incantano, comete che brillano, rose spinose..".
Il tema dello struggimento amoroso caratterizza anche la proposta più 'leggera' e briosa della ripresa, con tre canzoni veneziane di Mayr, le tre versioni dell'aria 'Mi lagnerò tacendo' dai 'vecchi peccati parigini' di Rossini e cinque ariette gustose, fresche, ironiche e sapide di Hahn e Buzzolla. Un terreno privilegiato per il basso in cui egli si muove con eleganza, ironia, vivezza e sostenuto dal valido Romano.
Pubblico numericamente scarno ma prodigo e con calore di applausi. Tris fuoriprogramma con arie di Bianchini e Rossini.


IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
SETTIMANE MUSICALI. ALL'OLIMPICO SUCCESSO DEL TEATRO ARMONICO
15/06/2008
Quando Bach "celebrava" il potere civile
Radulescu esalta i fastosi colori della Cantata scritta per il solenne insediamento di un nuovo Consiglio a Lipsia

Una serata di grande musica con un Teatro Olimpico al gran completo.
La collaborazione nata lo scorso anno con un concerto nell'Oratorio dei Filippini fra l'associazione culturale Mousiké e le Settimane Musicali al Teatro Olimpico nell'edizione attuale si è ulteriormente consolidata e ha dato vita a un concerto all'Olimpico. L'impegno si realizza grazie al sostegno di importanti partner e sponsor e regala alla città di Vicenza un "Progetto Bach", giunto all'ottava edizione.
Nel nome di Johann Sebastian, il direttore Michael Radulescu coltiva un laboratorio vocale e strumentale, il "Teatro Armonico" (quest'anno le selezioni hanno pescato il meglio in un gruppo di ben 400 musicisti provenienti da 27 città italiane) capace oggi di raffinatezze e di una solida presenza espressiva.
La proposta bachiana di Radulescu, sempre assistitito da Margherita Dalla Vecchia, entusiasta e competente, si è orientata questa volta sulle due Cantate BWV 119 e BWV 21. La 119, "Preise, Jerusalem, den Herrn" venne composta per l'insediamento del Consiglio municipale di Lipsia. Un segno di buon auspicio interpretato anche dall'assessore alla Cultura Quero, che ha salutato il pubblico e ringraziato per il segno augurale: un concerto in onore del rinnovato Consiglio comunale.
Prima di otto Cantate destinate al servizio liturgico per l'insediamento consiliare cittadino fu proprio questa "Lode al Signore di Gerusalemme". Sopra un testo ignoto ma ispirato al Salmo 147, Bach cementa il suo pensiero di magnificenza e di gloria al Signore (non dimenticando di inneggiare alla prosperità di Lipsia) muovendo un organico strumentale di ampie dimensioni : orchestra d'archi, sezione di fiati composta da tre oboi, due flauti, quattro trombe, basso continuo con organo e cembalo, timpani.
Le evoluzioni vocali sono sostenute dagli interventi dei soli (in luce il contralto Lucia Napoli, il soprano Patrizia Vaccari, il tenore Raffaele Giordani , il basso Marco Scavazza) e dal coro di voci maschili (in aggiunta le voci soliste di Baltazar Zuniga e Aurelio Schiavone) e femminili. La musica è trionfale, marziale , con arie in stile concertante e un movimento fugato. Coesa e duttile la "macchina musicale" che Radulescu fa muovere con incisiva ma rigorosa brillantezza.
La Cantata BWV 21 , considerata una delle più belle di Bach, eseguita nel giugno 1723 si richiama a certi aspetti tipici oratoriali all'italiana , con all'interno un duetto- intimo e tenero- di incredibile soavità fra contralto e basso. Assieme ai soli nel coro qui in evidenza oltre a Napoli e Giordani il basso Walter Testolin. L'opera offre forti contrasti spirituali in cui mestizia, speranza si stemperano e dal lamento iniziale si passa alla gloria del Cristo creatore. L'organico si è mosso con precisione e rigore espressivo.
Pubblico entusiasta, applausi cordialissimi.
IL GIORNALE DI VICENZA - Cesare Galla
CLASSICA /1. ALLE SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO UN CONCERTO "ITALIANO"
Rarità cameristiche di italiani primo '900
17/06/2008

Il primo Novecento in Italia sul versante cameristico. L'altra sera all'Olimpico le Settimane Musicali hanno fatto il loro "dovere" di festival, impaginando un programma sicuramente insolito e probabilmente raro, se non altro perché interamente dedicato ad autori che al massimo, nelle nostre sale da concerto, vengono proposti a spizzico e con molta cautela.
Invece domenica la scena è stata tutta per Casella e Rota, Castelnuovo Tedesco e Respighi, raccontati attraverso "geometrie" cameristiche diverse, dal duo al quintetto con pianoforte passando per il quartetto d'archi.
Il pezzo forte ci è parso il Concerto op. 40 per quartetto d'archi di Alfredo Casella, sostanziosa composizione dei primi anni Venti nella quale emerge l'ampiezza dei riferimenti culturali e creativi di un autore che a lungo aveva frequentato l'ambiente parigino, cruciale nella formazione delle avanguardie all'inizio del secolo. Sulla soglia dell'affermazione generalizzata del Neoclassicismo nella musica europea, Casella scrive per quartetto una composizione che si nutre ugualmente di raffinate eleganze formali e di una scrittura ora spigolosa, ora consapevole della lezione di Debussy e di Ravel. Meno sofisticati, più pronti a un'immediatezza espressiva autonoma o mediata dalle citazioni celebri sono parsi l'Intermezzo per viola e pianoforte di Nino Rota (allievo di Casella), che lungi dalla distaccata ironia delle musiche da film che l'hanno reso celebre si propone con tesa espressività tardo-romantica, e "Figaro" di Mario Castelnuovo Tedesco, ironico "pastiche" sulla più celebre Romanza del Barbiere di Siviglia rossiniano, risolta in virtuosistica effervescenza pur nel rispetto della linea melodica.
La seconda parte del concerto era tutta dedicata a Ottorino Respighi, un autore che dimostra indubitabile "respiro" europeo quando maneggia la grande orchestra, ma che nell'ambito cameristico non esprime la stessa originalità, anche se gli va riconosciuto rigore formale e qualche interessante invenzione melodica.
Sia nell'Adagio con Variazioni per violoncello e pianoforte sia, soprattutto, nel giovanile Quintetto per pianoforte e archi, la cifra fondamentale è data dalla turgida e a tratti retorica dimensione espressiva di stampo tardo-romantico, temperata peraltro dalla nitida consapevolezza dei rapporti cameristici fra gli strumenti, specie nel Quintetto che fin dalla tonalità - Fa minore - appare come un omaggio a Brahms, autore di uno dei più celebri Quintetti con pianoforte dell'Ottocento.
Secondo tradizione, l'esecuzione è stata affrontata da un gruppo di ancora giovani ma già affermati specialisti, riunitisi nell'occasione del concerto per la "sfida" sempre nuova e sempre ardua del far musica da camera. I violini erano quello di Sonig Tchakerian - che coordina tutta la parte cameristica delle Settimane Musicali - e di Gabrielle Shek: impetuoso e affascinante per ricchezza di colori e sottigliezza incisiva di fraseggio, il primo; elegante e limpidamente equilibrato nella misura cameristica il secondo. Alla viola c'era Danilo Rossi, prima parte dell'orchestra della Scala, strumentista di irruenta e coinvolgente musicalità ma anche di sorvegliata consapevolezza espressiva. Il violoncello era quello di Enrico Dindo, oggi uno dei maggiori protagonisti del suo strumento non solo in Italia, ammirevole per il calore e la lucida consapevolezza stilistica nell'Adagio di Respighi, ma anche per la nitida ed efficacissima disposizione cameristica, tutta giocata su di un equilibrio mai rinunciatario, anzi in grado di sottolineare la ricchezza della linea melodica. Al pianoforte sedeva con accorta sensibilità Roberto Cominati, tocco elegante e fraseggio misurato per un suono di calda comunicativa.
Pubblico non da tutto esaurito ma prodigo di applausi, alla fine particolarmente calorosi e prolungati.
--------------------------------------------------------------------------------

Per informazioni

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro, 67

36100 Vicenza

0444 302425

347 4925005
--------------------------------------------------------------------------------

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico sono realizzate con il contributo di Ministero per i Beni e Attività Culturali, Regione del Veneto, Comune di Vicenza, Fondazione Cariverona, Camera di Commercio di Vicenza, Banca Popolare di Vicenza, Intesa San Paolo, Tde Macno e in collaborazione con Rai Radio3, Classica, Associazione Mousikè, Jacolino pianoforti, Accademia Olimpica, Il Giornale di Vicenza, Vicenza.com, Società Generale di Mutuo Soccorso-Cinema Odeon, Festival Biblico, L'Arte dell'Arco, Fondazione Teatro Fraschini, Istituo Italiano Antonio Vivaldi, Conservatorio di Musica di Vicenza, Forma srl.

XVII edizione

Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma

(con un omaggio a Palladio)



Rassegna stampa

OPERA



IL GIORNALE DI VICENZA - Eva Purelli
SETTIMANE MUSICALI. LA PARTE STRUMENTALE BEN SOSTENUTA DALL'ARTE DELL'ARCO CON FEDERICO GUGLIELMO
24/06/2008
Ecco il Vivaldi vicentino
trionfo di "affetti" barocchi

Si conosce il Vivaldi sacro, si apprezza il famoso e sfavillante Vivaldi delle Quattro Stagioni, si è riscoperto l'immenso patrimonio strumentale del 'prete-rosso' ma non è ancora adeguatamente esplorato il settore vocale che vide impegnato il veneziano nella composizione di quasi 100 opere. Quasi una ventina di queste hanno la parte musicale sufficientemente completa e Ottone in Villa è la prima del novero. Un debutto teatrale che avvenne nel maggio 1713 proprio a Vicenza e che grazie alle SETTIMANE MUSICALI al Teatro Olimpico a Vicenza si è replicato. Infatti se non consideriamo la prima storica del Settecento, l'opera è andata in scena a Treviso nel 1729 e in forma di concerto pochi anni fa in Inghilterra.
Quando Vivaldi venne a Vicenza per rappresentare la sua prima opera aveva 35 anni, era già famoso e le sue raccolte di musica strumentale circolavano ovunque in Europa. L'importanza perciò della città come luogo privilegiato per quella prima è indubbio. Furono scritturati due cantanti vicentini, Margherita Faccioli e Giovanni Benvenuti e i musicisti Antonio Meneghetti ("valoroso vicentino"), il suo allievo Bartoletti ("secondo violin dà Vicenza") e Domenico De Marchi, oboista vicentino. I violini "forestieri" erano invece quattro, fra cui compariva .. "il signor Antonio Vivaldi, maestro de' concerti delle figlie della Pietà di Venezia".
Il ruolo del violino principale e konzertmeister che fu di Vivaldi per questa ripresa in tempi moderni è stata affidata al valentissimo violinista Federico Guglielmo affiancato dall'orchestra barocca padovana "L'Arte dell'Arco". L'Ottone in Villa, tre atti di Benedetto Domenico Lalli dedicati a "Sua Eccellenza Enrico Lord Herbert, primogenito di Sua Eccellenza il Conte di Pembrooke Cavaliere dell'Ordine della Jarettiere"... raccoglie il meglio delle simulazioni, delle dissimulazioni e delle ambiguità anche sessuali , degli inganni, delle allusioni e dei vari "coup de theatre" tipici del teatro del Sei-Settecento. In primis i ruoli "en travesti", così intriganti e fuorvianti e capaci di coinvolgere le tensioni emotive dell'uditorio e poi quell'effluvio - a volte ridondante ma di grande effetto - che caratterizza le fioriture strumentali e vocali, squisitamente barocche.
La trama è costituita, come sottolinea il vicentino prof. Vittorio Bolcato (che ha curato con interessanti approfondimenti la trascrizione dal manoscritto originale) "da episodi di vizio non punito e di virtù non ricompensata" e il luogo dove si svolge il dramma musicale d'ambientazione storica è "una villa deliziosa vicino alle mura di Roma scelta per suo divertimento dall'imperatore Ottone". Cinque i personaggi: Cleonilla, in scena Maria Laura Martorana, Ottone, il mezzo tedesco Massimiliano Mauther Von Degerfeld, Caio Silio, il romeno Florin Cezar Ouatu, uno splendido sopranista e i due cantanti italiani Luca Dordolo, Decio, e Marina Bartoli, Tullia alias Ostilio.
Cantare in falsetto oggi è una assoluta rarità e il MUSICALIssimo Ouatu ne ha dato una dimostrazione di infallibile brillantezza: virtuosismi, fioriture, tensione espressiva, mobilità espressiva capaci di coinvolgere con grande abilità gli spettatori hanno ricreato il clima che molto sicuramente animava i teatri al tempo di Vivaldi. Arie con il da capo, arie con recitativi e in stile imitativo si sono alternate con le parti in continuo e in sostegno (Vivaldi fa parlare i soli strumenti solo in apertura con una briosa Sinfonia in tre movimenti) espresse dall'ensemble di Guglielmo con una lucentezza e una luminosità coinvolgenti.
Le altre voci del cast sono brillate con pari intensità e abilità, restituendoci l'essenza del canto vivaldiano intessuto di complessi virtuosismi ed abbellimenti ma in linea con la linea espressiva che riguarda gli "affetti".
Applausi di grande calore da parte di un pubblico attento, partecipe ma non numeroso, in parte intrnazionale.


LA STAMPA - Marco Vallora
Conflitto d'interessi secondo Vivaldi
29/06/2008
Una vera sorpresa, la prima ripresa in tempi moderni dell'Ottone in Villa di Vivaldi. E invece, al suo esordio di compositore per le scene, già trentacinquenne virtuoso di violino (lo si sente anche qui, negli impervi e briosi combattimenti tra il primo violino concertatore, Federico Guglielmo, "due violette, violone" e i radi fiati, due oboi a rafforzare l'organico e due flauti, in alternativa, perché due soli erano gli esecutori, a imitare tra le quinte il mormorare arcadico della villeggiatura regia) si rivela già (1713) espertissimo e catturante nell'uso delle voci. E l'opera (anni fa cancellata per motivi di costi alla Fenice, registrata da Hickox nel '95, dopo un assaggio al Royal College, alcune arie bellissime fatte conoscere dalla Bartoli) grazie anche al brio mai pedante dell'Arte dell'Arco e una compagine di voci ben amalgamate (straordinaria la norvegese Tuva Semmingsen come Cleonilla e l'elegantissimo falsettista rumeno Ouatu, che del castrato non ha nulla, nel ruolo del "giovane più bello di Roma", Cajo). A prescindere dall'ideale scenario dell'Olimpico palladiano, Vicenza ha un senso perché il giovane Vivaldi, terrorizzato da un insuccesso veneziano, preferì un cauto esordio in provincia: chiese il permesso di "portarsi fuori di Vinezia per un mese, al impiego delle sue vertuose applicazioni" e trionfò "con il miracoloso violino in un intermedio di cornamuse marnate". Forse non vi sarà molta vera drammaturgia nell'Ottone, ma l'elegante florilegio di metafore sonore di natura, anche psicologica, e di pittoresco musicale, conquista. Delizioso il complesso libretto semi-buffo, con l'Imperador di Roma che s'attarda negli ozii alle porte dell'Urbe e tutto trascura per amore di Cleonilla, altrove detta Messalina, che invece insegue il bel Cajo e il paggio Ostilio, in realtà Tullia travestita, per vendicarsi sul fdifrago Cajo. Roma protesta per conflitti d'interessi, Cleonilla ha un buon gioco nel fingere d'aver amoreggiato con una fanciulla e non un drudo. Ottone, anticipando La clemenza di Tito, simula di credervi e, nel giro d'un verso, tutto miracolosamente s'appiana.



OPERACLICK - Alessandro Cammarano
Antonio Vivaldi
Teatro Olimpico - Vicenza: Ottone in villa
prima rappresentazione a Vicenza, Teatro delle Grazie, maggio 1713
29/06/2008
Il 17 maggio 1713 un Vivaldi trentacinquenne, già celebrato autore di musica strumentale e con alle spalle diverse composizioni vocali di carattere sacro, esordì come operista lontano - ma non troppo - dalla sua Venezia, al Teatro delle Grazie di Vicenza, con l' "Ottone in villa". Ottone in villa, come ben sintetizza Vittorio Bolcato nel succoso saggio presente nel numero unico realizzato per le Settimane Musicali al Teatro Olimpico, è un¹opera semi-buffa nella quale il filo conduttore è costituito dal travisamento; nulla è in realtà come appare, la virtù non viene ricompensata e le colpe non trovano punizione. A questo si aggiunga un gusto sottilmente perverso per l'ambiguità sessuale: Ostilio, che fa innamorare di sé la volubilissima Cleonilla, assai incline alla promiscuità affettiva, in realtà è Tullia, innamorata di Caio Silio; l'imperatore Ottone, più propenso a godersi la tranquillità della vita in campagna piuttosto che ad occuparsi di Roma, subisce una serie di avvenimenti che dovrebbero riguardarlo, e della soluzione dei quali sarebbe tenuto a farsi carico, fino al punto di dover perdonare tutti benedicendo le nozze di Caio Silio con Tullia e tenendosi la sua infedele Cleonilla.La struttura musicale è assai interessante ed innovativa, pur nel rispetto dei canoni dell'epoca, soprattutto per quanto concerne l'uso dei fiati, due flauti e due oboi, e del violino solista che spesso raddoppiano o inseguono le voci, impegnate al massimo sia nelle arie di furore che in quelle più squisitamente elegiache. Vicenza riaccoglie il suo Ottone a quasi tre secoli dalla "prima" e lo fa nel migliore dei modi. Il Teatro Olimpico, la cui scena fissa ideata dallo Scamozzi è un omaggio all'architettura di Roma e soprattutto al Palladio, fa da cornice ideale ad un'esecuzione in forma di concerto che permette al pubblico di concentrarsi sulla musica e di godere appieno delle voci.
Federico Guglielmo, concertatore al violino, opta per una lettura rigorosa ed al contempo fantasiosa, assecondato con grande sensibilità da L'arte dell'arco, ensemble piccolo nei numeri ma meravigliosamente corposo e compatto nel suono, tanto da sembrare in più di un¹occasione un solo strumento capace di dialogare a più voci con i solisti: le arcate dei violini barocchi, intonatissimi, sono scattanti nella loro ricchezza cosi come morbidamente suadenti risultano i flauti a becco e, soprattutto, i due oboi. I tempi che Guglielmo stacca hanno la capacità di tenere desti l'attenzione e l'interesse dell'ascoltatore, suscitando aspettative via via nuove, unite a spunti di riflessione sulla straordinaria capacità compositiva di Vivaldi, il quale, già in questa sua prima opera dà ampia dimostrazione dei suoi talenti teatrali.
Equilibrata la compagnia di canto, chiamata ad un impegno tutt'altro che agevole.
Maria Laura Martorana, interprete raffinata, canta una Cleonilla dai mille volti ai quali si accompagnano altrettante sfumature della voce; la Martorana dà il meglio di sé in particolare nelle arie più spiccatamente virtuosistiche, nelle quali esibisce colorature brillanti ed agilità sicure. Convincente solo in parte l'Ottone di Tuva Semmingsen, precisa nell'intonazione e chiara nella dizione; la Semmingsen è in possesso di uno strumento pregevole nel registro acuto ma un po' vuoto in quello grave. Condivisibile comunque il suo approccio al personaggio, che oscilla tra deliri amorosi, rimorsi per il suo disinteresse per Roma e bonaria saggezza. Bravissimo il giovane controtenore rumeno Florin Cezar Ouatu nei panni di Caio Silio; Ouatu ha voce di un bel timbro caldo, bei centri e facilità di emissione in acuto, cui si accompagna la sicurezza nei passaggi di agilità. Non ci è poi spiaciuta la sua timidezza in scena, che lo ha portato, a tratti, ad essere più teso del dovuto, visto il personale successo tributatogli dal pubblico. Ci è particolarmente piaciuta la Tullia-Ostilio di Paola Bartoli, soprano di grande musicalità e dotato di un timbro dolcissimo; la sua linea di canto è impeccabile, la ricerca dell¹accento costante, il fraseggio sempre appropriato. Meno bene il Decio di Luca Dordoli, troppo spesso in affanno in arie che ci sono apparse un po' sovradimensionate per la sua vocalità, soprattutto per quanto attiene alle agilità, le quali sono risultate appiattite in più di un¹occasione. Successo pieno di pubblico all¹indirizzo di tutti gli interpreti, con particolare calore per Ouatu.




GIOVANNI BATTISTA RIGON
Settimane 2009 nel segno di Napoli e di Rossini comico
L'opera che proporrò all'Olimpico sarà "Il turco in Italia", ambientata nella città partenopea
03/07/2008
Il maestro Giovanni Battista Rigon, direttore artistico delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ha appena concluso la XVII edizione del Festival che si svolge nel più antico teatro coperto del mondo. Non è rimasto però a Vicenza a godersi i meritati allori.. ma ha fatto subito la valigia ed è ripartito alla volta di Martina Franca. La splendida città pugliese dal volto barocco ha un prestigioso Festival estivo di recente entrato a far parte dell'Association Européenne des Festivals des Musique. Qui negli anni scorsi sono nati allestimenti integrali di opere come "Capuleti e Montecchi", "Puritani", "La Favorita", la rappresentazione moderna di "Adelaide di Borgogna" di Rossini. Ogni volta la filologia critica ha messo in luce aspetti sconosciuti di opere magari sconosciute catalizzando così l'attenzione del mondo musicale.
Maestro Rigon, cosa fa a Martina Franca? Bagni di sole e mare?
Spero di non farmi mancare anche questi, fra una prova e l'altra! Il luogo è incantevole e il clima meraviglioso.. ma non sono in vacanza, bensì già al lavoro con l'allestimento e la messa in scena dell'opera di Niccolò Piccinni, "Re Pastore". La prima esecuzione assoluta in tempi moderni è il 17 luglio, con diretta su Radio 3".
Ci può fare qualche anticipazione ? Il cast da chi è composto?
Il cast segue l'indicazione del Festival: fare lavorare i giovani già in carriera: fra le voci già ascoltate a Vicenza ci sarà ad esempio Maria Laura Martorana (Cleonilla nell'Ottone in Villa), nel ruolo di Lisa e poi altre due voci assai interessanti di controtenori (nell'opera di Piccinni erano i castrati); la regia è di Alessio Pizzech.
Il Festival al Teatro Olimpico si è appena concluso. Ne possiamo trarre un bilancio positivo?
Direi di sì, senza alcuna presunzione. Ho sempre pensato che la peculiarità di un festival è di cercare dei punti caratterizzanti per distinguersi, ma anche creare percorsi nuovi. Il Festival delle Settimane al Teatro Olimpico anche questa volta ha offerto proposte particolari e di richiamo che hanno attirato l'attenzione della critica nazionale Parlo di composizioni come il Concerto op.40 del 1923 per quartetto d'archi di Alfredo Casella. A proposito del quale, un particolare curioso: le partiture non sono più edite da tempo e il materiale ci è stato gentilmente concesso dalla figlia del compositore, Fulvia Casella Nicolodi. E tante sono le musiche ascoltate che rischiavano di rimanere dimenticate ad opera di Respighi, Rota, Castelnuovo Tedesco.
Il Festival si è articolato nelle tradizionali quattro sezioni: opera, concerti, conferenze, film. Anche questi filoni verranno ripresi l'anno prossimo, in occasione del 'viaggio in Italia' musicale che arriverà nel 2009 a Napoli?
Certo: speriamo di avere ancora l'apporto qualificato di Radio3 con la presenza di approfondimenti tematici da parte di prestigiosi critici e musicologi e con la messa in onda del materiale registrato. Inoltre è nostra intenzione proseguire nell'allestimento di un titolo di opera di tradizione però 'aggiornato' con una versione particolare e moderna. Posso già anticipare che l'edizione 2009 porterà sulla scena olimpica l'opera di Rossini "Il Turco in Italia" e non mancherà un titolo di un'opera di musica antica. Continuerà anche la felice iniziativa del 'Progetto Giovani' con mentore il M° Giovanni Guglielmo e l'offerta filmica ricercata



Per informazioni

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro, 67

36100 Vicenza

0444 302425
XVII edizione

Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma

(con un omaggio a Palladio)





Sabato 31 maggio 2008


Teatro Olimpico di Vicenza, ore 21.00

Concerto-Anteprima

in collaborazione con il Festival Biblico



Sonig Tchakerian, violino
Bruno Canino, pianoforte






JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)

Sonata in Mi magg. BWV 1016 (1720 circa)

Adagio

Allegro

Adagio ma non tanto

Allegro



ALAN HOVHANNES (1911-2000)

Tre Visioni di S.Mesrob op. 198 (1962)

La montagna celeste

L’uccello celeste

L’alfabeto celeste



ERNEST BLOCH (1880-1959)

Baal Schem. Tre quadri di vita chassidica. (1923)

Nigun (melodia)

Vidui (confessione)

Simchas Torah (Gioia della Sacra Scrittura)



ROBERT SCHUMANN (1810-1856)

Sonata in re min. op. 121 “Grosse Sonate” (1851)

Ziemlich Langsam - Lebhaft

Sehr Lebhaft

Leise, einfach

Bewegt


Venerdì 6 giugno 2008



Teatro Olimpico di Vicenza, ore 21.00



Del crudo amor



Lorenzo Regazzo, basso
Dimitri Romano, pianoforte




GEORG FRIEDRICH HÄNDEL (1685-1759)

"Dalla guerra amorosa"



GIOVANNI MARIA BONONCINI (1642-1678)

"Per la gloria d'adorarvi"



ANTONIO VIVALDI (1678-1741)

Scena della follia di Orlando dall' Orlando furioso

(prima esecuzione assoluta della versione originale per basso del 1714)



WOLFGANG AMADÉ MOZART (1756-1791)

Adagio KV 356/617a (per pianoforte, dall'originale per glassarmonica)

"Io ti lascio, o cara, addio"Aria KV 621a

"Aprite un po' quegl'occhi"Recitativo ed aria da Le nozze di Figaro



GIOVANNI SIMONE MAYR (1763-1845)

Tre canzoni veneziane

A Bettina

La necessità

La stracavata

(arrangiamenti pianistici di Lorenzo Regazzo)



GIOACHINO ROSSINI (1792-1868)

da Musique Anodine (Péchés de vieillesse, vol. XIII) (Parigi, 1857)

Prelude(per pianoforte)

n. 3 "Mi lagnerò tacendo"

n. 6 "Mi lagnerò tacendo"

n. 7 "Mi lagnerò tacendo"



REYNALDO HAHN (1875-1947)

L'avertimento

Che pecà



ANTONIO BUZZOLLA (1815-1871)

El regalo

l'amante timido

El marìo a la moda
--------------------------------------------------------------------------------

Prevendire al Botteghino del Teatro Olimpico
ore 10/13 e 13.30/16 escluso il lunedì
Circuito greenticket:
www.greenticket.it  o call center 899 5000 55
EFA-European Festival Association



RAI-Radio3



Domenica 4, mercoledì 7 e venerdì 9 maggio Radiotre RAI inizia la trasmissione dei concerti registrati in occasione delle "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" di Vicenza, edizione 2007.

Di seguito i programmi dei tre concerti. Buon ascolto!


Contrariamente a quanto comunicato,

il primo concerto (Messiaen, Quartetto per la fine del tempo)

sarà trasmesso da RAI - Radio3


LUNEDI' 5 MAGGIO ORE 12.00


RADIOTRE RAI

I CONCERTI DEL MATTINO



“Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2007”




Sonig Tchakerian, violino
Alessandro Travaglini, clarinetto
Vittorio Ceccanti, violoncello
Roberto Prosseda, pianoforte

OLIVIER MESSIAEN
Quatuor pour la fin du Temps
Liturgie de Cristal
Vocalise, pour l'Ange qui annonce la fin du Temps
Abîme des oiseaux
Intermède
Louange à l'Éternité de Jésus
Danse de la fureur, pour les sept trompettes
Fouillis d'arcs-en-ciel, pour l'Ange qui annonce la fin du Temps
Louange à l'Immortalité de Jésus

(registrato il 1º giugno 2007 alla Chiesa dei Filippini di Vicenza)



________________________



MERCOLEDI' 7 MAGGIO 2008

ore 12.00

RADIOTRE RAI

I CONCERTI DEL MATTINO


“Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2007”


Ensemble Musagète
Fabio Pupillo, flauto
Remo Peronato, oboe
Luigi Marasca, clarinetto
Enrico Barchetta, corno
Laura Costa, fagotto

GIOACHINO ROSSINI
Sinfonia da "Il barbiere di Siviglia"
trascrizione per quintetto di fiati

GIUSEPPE CAMBINI
Quintetto in si bemolle maggiore n.1
Allegro maestoso
Larghetto cantabile
Rondò. Allegretto grazioso

GIULIO BRICCIALDI
Quintetto in re maggiore op.124

Allegro marziale
Andante
Allegro


(registrato il 3 giugno 2007 nell'Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza)

_____________________



VENERDI' 9 MAGGIO 2008

ORE 12.00

RADIOTRE RAI

I CONCERTI DEL MATTINO



“Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2007”


Sonig Tchakerian, violino
Filippo Gamba, pianoforte

LUIGI DALLAPICCOLA
Tartiniana seconda, su temi dalle Sonate di Giuseppe Tartini
"Versione sonatistica" per violino e pianoforte
Pastorale (molto calmo, ma senza trascinare)
Tempo di bourrée
Presto: leggerissimo
Variazioni

IGOR STRAVINSKIJ

Duo concertante
Cantilène
Eglogue I
Eglogue II
Gigue
Dithyrambe

FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sonata in fa maggiore per violino e pianoforte
Allegro vivace
Adagio
Allegro vivace

(registrato al Teatro Olimpico di Vicenza il 9 giugno 2007)

Membro dell'European Festival Association


SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO

Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione


Viaggio in Italia. Seconda tappa: Roma

(con un omaggio a Palladio)

Opera, concerti, conferenze e film

31maggio - 29 giugno 2008



PROGRAMMA



Sabato 31 maggio 2008

Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO-ANTEPRIMA

Sonig Tchakerian violino

Bruno Canino pianoforte

musiche di Bach, Hovhannes, Bloch, Schumann



Martedì 3 giugno 2008

Cinema Odeon ore 21

FILM

Il barbiere di Siviglia, M. Costa, 1947



Venerdì 6 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO

Lorenzo Regazzo basso

Dimitri Romano pianoforte

musiche di Händel, Bononcini, Vivaldi, Mozart, Mayr, Rossini, Hahn, Buzzolla



Sabato 7 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 20

Conferenza Michele Suozzo ore 19.00

OPERA (turno A)

Rossini Il barbiere di Siviglia

(Roma, Teatro Argentina, febbraio 1816)

ricostruzione della prima rappresentazione vicentina

(Vicenza, Teatro Eretenio, maggio 1825)

Il conte d'Almaviva Dionigi D'Ostuni

Bartolo Matteo Ferrara

Rosina Laura Polverelli / Concetta D'Alessandro

Figaro Giulio Mastrototaro / Cuneyt Unsal

Basilio Lorenzo Regazzo / Abramo Rosalen

Berta Natalizia Carone

Fiorello Yiannis Vassilakis

Giovanni Battista Rigon maestro concertatore e direttore

Roberto Recchia regista

Orchestra di Padova e del Veneto

Schola San Rocco

Francesco Erle maestro del coro



Lunedì 9 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 20

Conferenza Giovanni Carli Ballola ore 19.00

OPERA (turno B)

Rossini Il barbiere di Siviglia



Martedì 10 giugno 2008

Cinema Odeon ore 21

FILM

Figaro e la sua giornata, M. Camerini, 1931



Mercoledì 11 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 20

Conferenza Alberto Batisti ore 19.00

OPERA (turno C)

Rossini Il barbiere di Siviglia



Venerdì 13 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

Conferenza Michael Radulescu ore 20.00

CONCERTO

“Progetto Bach”

Orchestra Il teatro armonico

Michael Radulescu direttore

musiche di Bach



Domenica 15 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO

Conferenza Franco Piperno ore 20.00

“Novecento romano”

Roberto Cominati pianoforte

Sonig Tchakerian, Glauco Bertagnin violino

Danilo Rossi viola

Enrico Dindo violoncello

musiche di Casella, Rota, Castenuovo-Tedesco, Respighi



Martedì 17 giugno 2008

Cinema Odeon ore 21

FILM

Figaro qua… Figaro là, C.L. Bragaglia, 1950



Mercoledì 18 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

Conferenza Stefano Catucci ore 20.00

CONCERTO

“Prix de Rome: promossi e... bocciati”

Trio Matisse

Massimo Mercelli flauto

Darko Brlek clarinetto

musiche di Pierné, Debussy, Ibert, Saint-Saëns, Lalo



Venerdì 20 giugno 2008

Odeo del Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO

“Progetto giovani (I)”

David Trio

musiche di Schubert, Dall'Ongaro, Casella



Domenica 22 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 20

Conferenza ore 19.00

OPERA

“Omaggio a Palladio”

Vivaldi Ottone in villa

(Vicenza, Teatro delle Grazie, maggio 1713)

Cleonilla Maria Laura Martorana

Ottone Massimiliano Mauther von Degerfeld

Caio Silio Florin Cezar Ouatu

Decio Luca Dordolo

Tullia alias Ostilio Marina Bartoli

Federico Guglielmo maestro di concerto

Orchestra L'arte dell'arco



Martedì 24 giugno 2008

Cinema Odeon ore 21

FILM

Casa Ricordi, C. Gallone, 1954



Mercoledì 25 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

Conferenza Carla Moreni ore 20.00

CONCERTO
Orchestra I solisti di Pavia

Enrico Dindo direttore

Sonig Tchakerian violino

musiche di Corelli, Respighi, Mendelssohn



Venerdì 27 giugno 2008

Teatro Olimpico ore 21

CONCERTO

Sonig Tchakerian violino

Mario Brunello violoncello

musiche di Händel, Ravel, Mosca, Kodaly



Domenica 29 giugno 2008

Odeo del Teatro Olimpico ore 21

Conferenza Enzo Restagno ore 20.00

CONCERTO

“Progetto giovani (II)”

Ensemble Musagète

Giovanni Guglielmo primo violino e concertatore

musiche di Rota, Morricone


Da martedì 15 aprile sono aperte le prevendite di biglietti e abbonamenti al Botteghino del Teatro Olimpico con i seguenti orari:

Per i mesi di aprile e maggio ore 10.00/ 13.00, 13.30 / 16.00

A partire dal mese di giugno ore 10.00/ 13.00, 16.00 / 18.30

Lunedì sempre escluso.



I biglietti sono acquistabili anche on-line e in tutti i punti vendita del circuito www.greenticket.it o tramite call center 899 5000 55.

Informazioni sui costi disponibili sul sito www.olimpico.vicenza.it  o ai numeri 0444 302425 e 347 4925005
--------------------------------------------------------------------------------

Il Festival è realizzato con il contributo di

Ministero per i Beni Culturali - Dipartimento dello spettacolo

Regione del Veneto

Provincia di Vicenza

Comune di Vicenza

Fondazione Cariverona

Camera di Commercio

Banca Intesa

TDE MACNO



e con la collaborazione di

Festival Biblico

Associazione Mousikè

Orchestra L'arte dell'arco

Cineforum Odeon di Vicenza
membro dell'European Festival Association


SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO

Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione



Desideriamo comunicare che il Seminario Straordinario che Michele Suozzo terrà nell'ambito del Laboratorio per giovani cantanti sul Barbiere di Siviglia di Rossini (docenti Sherman Lowe e Lorenzo Regazzo) è stato fissato per DOMENICA 3 FEBBRAIO 2008 (ore 17-23) e LUNEDI' 4 FEBBRAIO 2008 (ore 10-16)

La tassa di iscrizione per il Seminario Straordinario di Michele Suozzo è di euro 100. La partecipazione è gratuita per coloro che sono già iscritti al Laboratorio, sia in qualità di effettivi che di uditori.

Il Laboratorio per giovani cantanti sul Barbiere di Siviglia di Rossini è finalizzato alla ricerca del cast per le tre recite del 7, 9 e 11 giugno presso il Teatro Olimpico di Vicenza, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali, maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio. Le iscrizioni al laboratorio scadono il 15 dicembre 2007. Alleghiamo di seguito il bando.



Cordialità.



Settimane Musicali al Teatro Olimpico

La segreteria



Il barbiere di Siviglia



Laboratorio per giovani cantanti con

SHERMAN LOWE

LORENZO REGAZZO

Seminario straordinario di

MICHELE SUOZZO



Laboratorio finalizzato alla scelta del cast per l'allestimento dell'opera al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali.

Maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon.

Con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio.



DATE E LUOGO DEL LABORATORIO

Il laboratorio si svolgerà nelle date:

¬ 28, 29, 30 dicembre 2007 (docente Sherman Lowe)

¬ 1, 2, 3 febbraio 2008 (docente Lorenzo Regazzo)

¬ 4, 5, 6 aprile 2008 (docente Lorenzo Regazzo)

¬ 2, 3, 4 maggio 2008 (docente Sherman Lowe)



SEMINARIO STRAORDINARIO. Nell’ambito del laboratorio, in una data vicina a quelle già previste, Michele Suozzo terrà un seminario sulla storia dell’interpretazione del Barbiere rossiniano. Il seminario è gratuito per gli iscritti al laboratorio.



AMMISSIONE

Il laboratorio è aperto a cantanti lirici (max 35 anni) di qualsiasi nazionalità. Il corso è a numero chiuso: saranno ammessi un massimo di 14 studenti effettivi. L'esame di ammissione avrà luogo il 27 dicembre 2007 alle ore 10.00. L'organizzazione metterà a disposizione un pianista accompagnatore. Programma: Il barbiere di Siviglia di Rossini. È possibile richiedere la frequenza anche in qualità di uditori.



COSTI

La tassa di iscrizione per sostenere l'esame di ammissione è di � 50,00.

La tassa di frequenza per la masterclass è di:

¬ � 600,00 per gli studenti effettivi;

¬ � 200,00 per gli uditori.

Sono previste agevolazioni per gli studenti iscritti nell'A. A. 2007/2008 al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.

Le tasse dovranno essere versate entro il:

¬ 15 dicembre 2007 (tassa di iscrizione)

¬ 31 dicembre 2007 (50 % della tassa di frequenza)

¬ 30 marzo 2008 (50 % della tassa di frequenza).

Il versamento delle tasse dovrà essere effettuato a mezzo bonifico bancario (Conto corrente n. 860043 intestato a Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ABI 03069, CAB 11806. Indicare la causale: MASTERCLASS LOWE¬REGAZZO 2007/2008).

Coloro i quali, superata l'audizione, iniziano a frequentare la masterclass, si impegnano al pagamento dell'intera tassa di frequenza.



OSPITALITÁ

Vitto e alloggio saranno a carico degli studenti. Saranno attivate apposite convenzioni con strutture di ospitalità di tipo universitario per coloro che ne faranno richiesta.



CASTING

Tra gli studenti effettivi del laboratorio verrà selezionato il cast per l'allestimento de Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico (maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio).

La partecipazione al laboratorio non dà automaticamente diritto all'inclusione nel cast. Il cast verrà selezionato dalla direzione artistica delle Settimane Musicali. Nel caso alcuni ruoli non risultino coperti con studenti del laboratorio si provvederà al completamento del cast ricorrendo a professionisti esterni. Per gli studenti che verranno selezionati ed inclusi nel cast sono previsti:

¬ una borsa di studio di � 1.500,00 (� 750 per ruoli minori) al lordo delle ritenute di legge;

¬ l'ospitalità a Vicenza per tutto il periodo della produzione dell'opera (16 maggio � 11 giugno 2008).



ISCRIZIONI

Le iscrizioni dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 dicembre 2007 (corredate dalla ricevuta del versamento) all'indirizzo: Settimane Musicali al Teatro Olimpico, contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza (VI); oppure: via fax al numero 0444-302425: oppure: via mail all'indirizzo info@olimpico.vicenza.it. Indicare: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, nazionalità, residenza, telefono fisso, telefono cellulare, email, tipo di voce. Allegare inoltre curriculum e fotografia.



www.olimpico.vicenza.it

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro 67 - 36100 Vicenza

tel /fax 0444 30 24 25

info@olimpico.vicenza.it 
SETTIMANE MUSICALI

AL TEATRO OLIMPICO

Vicenza, Teatro Olimpico - XVII edizione



Il barbiere di Siviglia



Laboratorio per giovani cantanti con

SHERMAN LOWE

LORENZO REGAZZO

Seminario straordinario di

MICHELE SUOZZO



Laboratorio finalizzato alla scelta del cast per l'allestimento dell'opera al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008

nell'ambito delle XVII Settimane Musicali.

Maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon.

Con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio.



DATE E LUOGO DEL LABORATORIO

Il laboratorio si svolgerà presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza (contrà San Domenico 33) nelle date:

¬ 28, 29, 30 dicembre 2007 (docente Sherman Lowe)

¬ 1, 2, 3 febbraio 2008 (docente Lorenzo Regazzo)

¬ 4, 5, 6 aprile 2008 (docente Lorenzo Regazzo)

¬ 2, 3, 4 maggio 2008 (docente Sherman Lowe)



SEMINARIO STRAORDINARIO. Nell’ambito del laboratorio, in una data vicina a quelle già previste, Michele Suozzo terrà un seminario sulla storia dell’interpretazione del Barbiere rossiniano. Il seminario è gratuito per gli iscritti al laboratorio.



AMMISSIONE

Il laboratorio è aperto a cantanti lirici (max 35 anni) di qualsiasi nazionalità. Il corso è a numero chiuso: saranno ammessi un massimo di 14 studenti effettivi. L'esame di ammissione avrà luogo presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza il 27 dicembre 2007 alle ore 10.00. L'organizzazione metterà a disposizione un pianista accompagnatore. Programma: Il barbiere di Siviglia di Rossini. È possibile richiedere la frequenza anche in qualità di uditori.



COSTI

La tassa di iscrizione per sostenere l'esame di ammissione è di � 50,00.

La tassa di frequenza per la masterclass è di:

¬ � 600,00 per gli studenti effettivi;

¬ � 200,00 per gli uditori.

Sono previste agevolazioni per gli studenti iscritti nell'A. A. 2007/2008 al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.

Le tasse dovranno essere versate entro il:

¬ 15 dicembre 2007 (tassa di iscrizione)

¬ 31 dicembre 2007 (50 % della tassa di frequenza)

¬ 30 marzo 2008 (50 % della tassa di frequenza).

Il versamento delle tasse dovrà essere effettuato a mezzo bonifico bancario (Conto corrente n. 860043 intestato a Settimane Musicali al Teatro Olimpico, ABI 03069, CAB 11806. Indicare la causale: MASTERCLASS LOWE¬REGAZZO 2007/2008).

Coloro i quali, superata l'audizione, iniziano a frequentare la masterclass, si impegnano al pagamento dell'intera tassa di frequenza.



OSPITALITÁ

Vitto e alloggio saranno a carico degli studenti. Saranno attivate apposite convenzioni con strutture di ospitalità di tipo universitario per coloro che ne faranno richiesta.



CASTING

Tra gli studenti effettivi del laboratorio verrà selezionato il cast per l'allestimento de Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Olimpico di Vicenza il 7, 9 e 11 giugno 2008, nell'ambito della XVII edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico (maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Regazzo nel ruolo di Don Basilio).

La partecipazione al laboratorio non dà automaticamente diritto all'inclusione nel cast. Il cast verrà selezionato dalla direzione artistica delle Settimane Musicali. Nel caso alcuni ruoli non risultino coperti con studenti del laboratorio si provvederà al completamento del cast ricorrendo a professionisti esterni. Per gli studenti che verranno selezionati ed inclusi nel cast sono previsti:

¬ una borsa di studio di � 1.500,00 (� 750 per ruoli minori) al lordo delle ritenute di legge;

¬ l'ospitalità a Vicenza per tutto il periodo della produzione dell'opera (16 maggio � 11 giugno 2008).



ISCRIZIONI

Le iscrizioni dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 dicembre 2007 (corredate dalla ricevuta del versamento) all'indirizzo: Settimane Musicali al Teatro Olimpico, contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza (VI); oppure: via fax al numero 0444-302425: oppure: via mail all'indirizzo info@olimpico.vicenza.it. Indicare: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, nazionalità, residenza, telefono fisso, telefono cellulare, email, tipo di voce. Allegare inoltre curriculum e fotografia.



www.olimpico.vicenza.it

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

contrà San Pietro 67 - 36100 Vicenza

tel /fax 0444 30 24 25

info@olimpico.vicenza.it
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO

La musica classica nel teatro più bello del mondo

Opera, concerti, conferenze e film





COMUNICATO FINALE della XVI EDIZIONE



Di fronte ad un Teatro Olimpico gremito e festoso si è chiusa ieri, venerdì 15 giugno, la XVI edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, prima tappa del progetto artistico triennale "Viaggio in Italia" dedicata quest'anno a Venezia.



Un concerto tutto vivaldiano, in memoria del grande violinista e didatta veneziano Luigi Enrico Ferro (1903-1975), con la presenza prestigiosa di due generazioni di violinisti suoi allievi, da Giovanni Guglielmo e Piero Toso fino a Sonig Tchakerian e Giovanni Angeleri.



In un breve intervento prima dell'inizio del concerto, il Maestro Giovanni Battista Rigon, direttore artistico del Festival, ha voluto annunciare personalmente al pubblico presente in sala l'accettazione della candidatura delle Settimane Musicali da parte dell'Associazione Europea dei Festival, di cui si è avuta notizia solo qualche giorno fa.

È con orgoglio e soddisfazione che le Settimane Musicali al Teatro Olimpico possono annunciare il loro ingresso nell'EFA - European Festival Association -, la più antica (dal 1952) e prestigiosa federazione internazionale dei festival d'Europa.

Dell'EFA fanno parte importanti istituzioni quali BBC Proms di Londra, Festival di Lucerna, Berliner Festspiele. Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico sono l'unico festival veneto ad esservi ammesso, a fianco di altre 9 realtà italiane quali Settembre Musica di Torino, Settimane Musicali di Stresa, Festival di Brescia e Bergamo, Settimane Musicali di Merano, Ravenna Festival, Emilia Romagna Festival, Rossini Opera Festival (ROF) di Pesaro, Montepulciano, Martina Franca. La candidatura delle Settimane Musicali è stata vagliata dall'assemblea generale dell'EFA riunitasi a Bruxelles pochi giorni fa ed accettata con il punteggio più alto tra le new entries 2007/2008.

Questo riconoscimento europeo premia il percorso pluriennale di qualità artistica del nostro festival ed inserisce a tutti gli effetti la città di Vicenza in un circuito internazionale di capitali della musica che porterà ad un significativo incremento del turismo culturale. Si aprono inoltre le porte ad importanti coproduzioni internazionali con altri partners dell'ambito EFA, alcuni dei quali hanno già manifestato interesse in tal senso.

Questo importante traguardo non sarebbe stato possibile senza il determinante, spesso generoso contributo degli enti e degli sponsor, degli artisti, di tutti i collaboratori dello staff, nonché del pubblico che ci ha seguito con affetto in tutto questo tempo. A tutti va il nostro grazie più sincero, nella certezza che continueremo ad averli al nostro fianco anche dopo questo ambìto riconoscimento, che per noi è anche un invito e uno stimolo a fare sempre meglio.
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO

La musica classica nel teatro più bello del mondo

Opera, concerti, conferenze e film





Ci permettiamo di inviarVi le recensioni de "L'italiana in Algeri" andata in scena al Teatro Olimpico l'1, 3 e 5 giugno scorsi.



Vi ricordiamo che la XVI edizione delle "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" di Vicenza prosegue con i concerti di lunedì 11, mercoledì 13 e venerdì 15 prossimi.



Saluti cordialissimi.



La segreteria



____________________



LA REPUBBLICA, lunedì 4 giugno 2007
L'altra "Italiana in Algeri" sa di cinema e di cartoon
di Angelo Foletto

Per la ripresa dell'Italiana in Algeri a Vicenza nell'agosto 1813, pochi
mesi dopo la prima veneziana, Rossini che forse fu presente al clavicembalo
mise mano alla partitura. Non si limitò a microinterventi strumentali e sui
recitativi: riscrisse una brillante scena e cavatina per la protagonista
("Cessò alfin la tempesta / Cimentando i venti e l'onde") e mantenne la
sontuosa introduzione col violoncello obbligato al "Per lui che adoro", in
seguito affidata al flauto. Per l'avvio delle 16esime Settimane Musicali
"Viaggio in Italia" al Teatro Olimpico, nel resto incentrate su prelibati
programmi cameristici, l'inedita versione dell'Italiana è stata riproposta
da Giovanni Battista Rigon, che ha firmato un'edizione teatralissima, vivida
nei colori e scalpitante, condivisa dall'agile Filarmonia Veneta. Negli
spazi minimi concessi dal vertiginoso frontespizio dell'Olimpico, la regia
di Damiano Michieletto, inscritta in un impianto minimalista ha costruito
uno spettacolo esuberante, gioiosamente caricaturale, moderno nei
riferimenti fumettistico-cinematografici e ritmato sull'estro zampillante
della musica. Il tutto consegnato a una compagnia di canto (Lorenzo Regazzo,
Enkelejda Shkosa, Andrea Zaupa, Nicola Amodio, Anna Laura Martorana, Luca
D'Amico, Chiara Fracasso) vivacemente padrona dello stile e della scena.

___________________


IL CORRIERE DELLA SERA, domenica 10 giugno 2007
"L'italiana in Algeri" sugli sgabelli rossi
di Enrico Girardi

Successo all'Olimpico di Vicenza.

Lo spettacolo inaugurale delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di
Vicenza è una lieta sorpresa: un'edizione de L'italiana in Algeri di Rossini
che mette di buon umore, prodotta con piccoli mezzi ma fresca, spigliata e
avvincente.
La ricetta è semplice. Scene e costumi ridotti all'osso, tanta regia e tanta
voglia di fare squadra, cast con un paio di voci affermate e un manipolo di
giovani ben selezionati, una buona orchestra e, a capo di tutto, un
direttore serio e affidabile. Se poi si considera il valore aggiunto che
tutto avviene all'Olimpico, forse il più bel teatro del mondo, si può dire
che le Settimane Musicali, ora in corso con un programma perlopiù
cameristico, sono partite col botto.
Scene e costumi ridotti all'osso, si diceva. Le scene sono 18 sgabelli rossi
a forma di cubo, che si montano e smontano come pezzi del lego, creando gli
spazi necessari. I costumi richiamano ora il tempo di Rossini ora
l'attualità. Ma quel che conta è il gioco di squadra, la voglia di sorridere
con poco, il brio di una recitazione giocata su frizzi e lazzi che divertono
senza oltrepassare il confine del farsesco. D'ironia, poi, ce n'è quanto
basta. E se la sceneggiata del pappataci ripercorre i risaputi tic italici
(mandolino, pizza, pasta e tricolore; ma c'è pure l'immancabile tv accesa
sulla tavola apparecchiata), poco male.
Lo spettacolo funziona perché è ben calibrato sui tempi della musica, che
Giovanni Battista Rigon detta spigliati ai limiti dello sbarazzino. Guida
una formazione di qualità, la Filarmonia Veneta, cui manca solo un poco di
convinzione nei propri mezzi per affiancarsi a ensemble più blasonati,
evitando le piccole sbavature. Ma Rigon è direttore adatto a guidarla a più
alti traguardi. Pecca solo di eccessivo senso di responsabilità e lo si vede
quando viene incontro al cantante che si fa "tirare" o che "corre", ovvero
quando adatta il proprio pensiero alla realtà concreta della scena. Un poco
d'autorevolezza in più e sarà il cantante a seguire lui, ma questa musica
(un capolavoro ineffabile, che nell'occasione è riproposto secondo le fonti
della "prima" vicentina dell'agosto 1813) la domina in lungo e in largo,
dimostrando di conoscerne i segreti.
Le voci "nobili" sono Lorenzo Regazzo (Mustafà) ed Enkelejda Shkosa
(Isabella), ottimi protagonisti, ma non sono da meno il Lindoro di Nicola
Amodio e il Taddeo del bravissimo Andrea Zaupa. Bene Maria Laura Martorana
(Elvira), Luca Dall'Amico (Haly) e Chiara Fracasso (Zulma). Consenso
entusiastico di pubblico.

___________________


IL GAZZETTINO, domenica 3 giugno 2007
Un' "Italiana" in... Vicenza
di Mario Messinis

Giovanni Battista Rigon all'Olimpico.

Giovanni Battista Rigon, nella sapiente impaginazione delle Settimane
musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, ama proporre versioni teatrali
inedite o comunque non ancora divulgate. Così presenta l'"Italiana in
Algeri", scritta da Rossini nel 1812 per il San Benedetto di Venezia, nella
versione proposta al Teatro Eretenio di Vicenza l'anno successivo. Le
varianti peraltro sono minime. In particolare figura un'aria nuova, ma molto
manierata, per la presentazione di Isabella, la protagonista, «Cimentando i
venti e l'onde», composta in sostituzione della cavatina memorabile «Cruda
sorte». Ma Rigon non ha rinunciato a questo brano celebre: così ci si è
trovati di fronte ad un superfluo duplicato drammatico.
Comunque queste sono marginali osservazioni che non incidono sulle scelte
interpretative di Rigon, che è un musicista completo di formazione
cameristica. Anche in Rossini si nota la sua conoscenza del classicismo
viennese nella profondità del fraseggio e nella disciplina formale. Eppure
il nostro interprete è ben consapevole che il "mozartiano" Rossini è
qualcosa di diverso da Mozart. Lo si nota nello stacco dei tempi molto
brillanti con punte dionisiache, come nelle sottigliezze ironiche e
burlesche. L'orchestra Filarmonia Veneta lo segue con sicurezza.
La pregevole Isabella dell'albanese Enkeljda Shkosa sfoggia una ineccepibile
tecnica di coloratura e una notevole estensione vocale. Ma presenta due
limiti: non approfondisce la grazia di un personaggio nobile e non conosce
il finto-patetico rossiniano, guardando al melodismo romantico.
Lorenzo Regazzo è il miglior Mustafà oggi reperibile. Emerge nella
straripante irruenza delle colorature e in una cantabilità costantemente in
bilico tra opera seria e opera buffa; anzi gli stilemi seri esaltano le
tensioni caricaturali, anche per la strepitosa recitazione. Il Lindoro di
Nicola Amodio possiede un timbro piacevole, ma affronta gli artifici
ornamentali con approssimazione. Magnifico il Taddeo di Andrea Zaupa per il
rigore del canto e la pienezza vocale. Completano il cast Maria Laura
Martorana, Chiara Fracasso, Luca Dall'Amico.
È sempre problematico realizzare uno spettacolo negli spazi palladiani.
Forse sarebbe preferibile pensare, in prospettiva, ad opere serie
prevalentemente sei-settecentesche - da Monteverdi a Haendel a Mozart a
Rossini - i cui soggetti riferiti all'antichità classica potrebbero
adeguarsi alle architetture tardo rinascimentali del teatro sublime. In caso
contrario è giocoforza prescindere dal monumento con azioni al proscenio,
magari pensate in senso semiscenico. Damiano Michieletto è un regista serio
e preparato. La sua idea di ricomporre la vicenda come un «puzzle»
ricorrendo per la scenografia soltanto a rossi sgabelli mobili, è
interessante. Ma il primo atto è gremito di episodi dissonanti (con costumi
di cattivo gusto) che non tengono conto della aulicità comica dell'opera. In
particolare è sacrificata la dignità scenica di Isabella, con risvolti
popolareschi e neo realistici. Lo spettacolo però cresce nel secondo atto,
là dove l'azione si semplifica con ritmo giocoso e chiarisce opportunamente
la drammaturgia.

____________________




IL GIORNALE DI VICENZA, domenica 3 giugno 2007
La vittoria dell'Italiana
di Cesare Galla

Rigon all'Olimpico si consacra direttore rossiniano. Proposto nella
"versione vicentina", con la Cavatina scritta appositamente per l'esecuzione
all'Eretenio dell'agosto 1813, il capolavoro del pesarese ha inaugurato fra
le ovazioni il festival. Regazzo maiuscolo protagonista vocale.

Nell'estate del 1813 Vicenza era attraversata da incessanti e rovinosi
movimenti di truppe, preludio alla disfatta napoleonica di Lipsia
dell'autunno.
Il tempo era infame: piogge continue e temperatura mai sopra i 20 gradi
almeno fino all'inizio di agosto, secondo le annotazioni del conte Arnaldo
Tornieri Arnaldi, il cui prezioso e spesso interessante Diario manoscritto,
conservato in Bertoliana, meriterebbe la pubblicazione in edizione critica.
In questa situazione, al nobile vicentino appassionato di archeologia e
poesia - che pure non disdegnava i fatti teatrali ed era attento seppur
critico nei confronti del divismo operistico imperante - sfuggì l'evento
accaduto poco prima della Fiera di settembre all'Eretenio, quando andò in
scena L'italiana in Algeri, l'ultimissima opera del geniale giovanotto di
Pesaro Gioachino Rossini (allora ventunenne), appena poche settimane dopo il
debutto assoluto di Venezia.
Forse le bizze del tempo, certo perniciose per l'ugola di una cantante, non
furono estranee alla decisione della primadonna Maria Marcolini di cantare
un'Aria di sortita diversa da quella originariamente creata dal compositore,
meno "dispendiosa" tecnicamente e soprattutto più "facile" per le sue
caratteristiche vocali, appositamente commissionata a Rossini. In ogni caso,
il successo fu clamoroso ugualmente, com'era stato del resto anche a
Venezia, ma quella Cavatina finì negli archivi e non entrò mai nella
consuetudine esecutiva, né allora né ai tempi nostri, in piena
Rossini-Renaissance, salvo finire in appendice all'edizione critica (e in
appendice all'ormai rara edizione discografica diretta più di vent'anni fa
da Claudio Scimone con Marilyn Horne).
L'altra sera all'Olimpico - per l'inaugurazione delle Settimane Musicali -
la versione vicentina del primo grande capolavoro buffo di Rossini è tornata
anche in scena grazie all'idea di Giovanni Battista Rigon, sempre attento a
cercare le rarità che sono l'indispensabile "sale" di un festival che
davvero voglia definirsi tale. Si è avuta così una edizione dell'Italiana
singolare ma ugualmente significativa, anche perché al di là della sua
particolarità storico-musicologica (che in fondo riguarda solo un passo del
primo atto e pochi altri passaggi) l'esecuzione si è rivelata di magnifico
risalto, limpida e accattivante, nell'insieme omogenea dal punto di vista
vocale. Un risultato che non è facile trovare neanche in produzioni ben più
titolate e. danarose.
Il debutto rossiniano del direttore Titta Rigon è anche una consacrazione:
la sua interpretazione, fin dalla Sinfonia, scandisce i tempi con strette
fulminee e una tensione incessante, incisiva, plastica. Il brillante domina,
ma la meditata musicalità del maestro vicentino impedisce ogni
superficialità come dimostra la sottile attenzione ai colori, l'articolata
espressività del fraseggio che Rigon ottiene dall'orchestra Filarmonia
Veneta trascinandola a pregevoli sottigliezze dinamiche d'insieme e
accattivanti nitidezze virtuosistiche nelle parti. L'estrema rapidità e
l'assenza
di enfasi di cui parlava Stendhal a proposito dell'Italiana divengono in
questa interpretazione sorridente e teatralissima evidenza, con asciuttezza
esemplare e analitica precisione. Un'elastica energia scorre dall'inizio
alla fine, si piega nella parti vocali "a solo" per illuminare i
particolari, esplode nei numeri d'insieme in cui l'incessante vitalità del
ritmo esalta le ragioni del comico e le fa diventare universali.
La compagnia di canto asseconda le intenzioni di Rigon con esemplare
attenzione. Lorenzo Regazzo è un Mustafà di gran classe, stilisticamente,
tecnicamente e vocalmente impeccabile, scenicamente sapiente nel delineare
il ruolo del bellimbusto destinato a finire scornato. Il belcanto non ha
segreti per questo basso-baritono che esalta con la precisione trascinante
della coloratura tutte le sfumature della comicità. Al suo fianco, Isabella
è Enkelejda Shkosa, voce corposa nella zona bassa della tessitura, con
passaggi di registro non sempre controllati al meglio (che si riflettono
nell'alterna uniformità della tinta) ma pure con brillante disposizione alla
coloratura in chiave di caratterizzazione scenica. Meno portato da questo
punto di vista il tenore Nicola Amodio, Lindoro, che ha bella voce svettante
e chiara ma non l'incisività dei particolari indispensabile per restituire
il quadro nella sua brillantezza d'insieme. Preciso, vocalmente assai ben
impostato Andrea Zaupa nel ruolo del buffo Taddeo, espressivo Luca
Dell'Amico,
peraltro fin troppo tonante nella parte di Haly; completano il cast, con
equilibrio e discreta musicalità, Maria Laura Martorana (Elvira) e Chiara
Fracasso (Zulma). Il coro è la vicentina Schola San Rocco di Francesco Erle:
partecipe, divertito, musicalmente duttile.
Resta da dire dello spettacolo. Portare un paradigma della comicità
operistica come L'italiana in Algeri all'interno di un paradigma
dell'aulicità
rivolta al tragico come il teatro Olimpico è impresa impossibile se non
nella logica festivaliera di un evento eccezionale, nel senso etimologico
del termine. E lo è ancora di più se, con tutta evidenza, le risorse sono
ridotte al minimo.
Di fronte al dilemma, il giovane regista Damiano Michieletto (che farà la
regia della Gazza ladra nel prossimo agosto al efstival rossiniano di
Pesaro) sceglie di astrarre lo spettacolo sia dal contesto palladiano sia
dalle connotazioni spaziali e temporali della vicenda. Non c'è più
turcheria, dunque, ma resta salvo il senso dei personaggi, la loro
ammiccante e grottesca tipicità (peccato che i costumi di Manuel Pedretti
non siano granché indovinati, tranne forse quelli di Mustafà). Per il resto,
le necessità a volte complesse del gioco scenico dettato dal libretto di
Angelo Anelli vengono risolte grazie a diciotto sgabelli-tavolinetti di
colore rosso variamente allineati, sovrapposti e ordinati come in una sorta
di Lego, a suggerire gli spazi e determinare i movimenti in scena. Un'idea
non nuova (altre volte le sedie hanno risolto problemi, all'Olimpico.) ma
condotta con garbo, senza stucchevoli insistenze e con qualche trovata
piacevole come nella scena finale, in cui il "rito primo e massimo /della
nostra società", cioè mangiare, viene corredato, come avviene oggi, anche da
una televisione accesa, che però, beninteso, trasmette solo. comics.
Alla prima, l'altra sera, accoglienze entusiastiche con ripetuti applausi a
scena aperta e ovazioni alla fine. Si replica stasera e il 5 giugno: da non
perdere, se si vuole scoprire la quintessenza della comicità di Rossini.



___________________


OPERACLICK, venerdì 1 giugno 2007
Vicenza, L'italiana in Algeri
di Alessandro Cammarano

A pochi mesi dalla prima rappresentazione veneziana, nella primavera del
1813, l'Italiana in Algeri vide al Teatro Eretenio di Vicenza, che si
accingeva a festeggiare il primo trentennio di attività, la sua prima
ripresa "autografa", autografa in quanto presentava varianti sostanziali
rispetto alla partitura di Venezia ad opera dello stesso Rossini. Per
l'Eretenio
fu scritta una nuova cavatina per l'entrata di Isabella, "Cimentando i venti
e l'onde", al posto di "Cruda sorte", e la sostituzione del flauto col
violoncello obbligato in "Per lui che adoro"; le due varianti sono
sostanziali e se la prima non convince del tutto, in quanto appare, pur
nella sua piacevolezza musicale, drammaturgicamente meno efficace di "Cruda
sorte", la scelta del violoncello al posto del flauto è di incredibile
fascino e di grande effetto.
La versione per Vicenza del capolavoro rossiniano ha felicemente rivisto la
luce in occasione dell'inaugurazione delle "Settimane musicali al Teatro
Olimpico" 2007 ad opera di una compagine di canto di assoluto rilievo, di un
direttore attento, di un'orchestra e di un coro ben preparati, di un regista
e di uno scenografo che hanno sfruttato con gusto l'ingrato spazio del
Teatro Olimpico.
Il giovanissimo Damiano Michieletto, in collaborazione con il non meno
giovane Manuel Perdetti, che firma i gradevoli costumi, ha confezionato uno
spettacolo assolutamente godibile, elegante e divertente, facendo sorridere
ed anche ridere, così come è d'uopo quando si abbia a che fare con l'opera
buffa, ma sempre con grande attenzione a non incappare mai nella "gag"
facilona od in cadute di gusto grevi. Ecco dunque un Mustafà un po'
"Spaghetti-gangster", smargiasso e bonaccione ad un tempo, un'Isabella
ironica e assai decisa a far rispettare i diritti delle donne, un Taddeo più
sciocco che pavido, un' Elvira pigolante, un Haly costantemente con un
minaccioso palo tra le mani. Lo spettacolo è fresco, corre leggero in un
contesto scenografico costituito da diciotto tavolini rossi che si
compongono e ricompongono a formare diverse idee di ambiente, e da
pochissimi altri elementi di arredo; il resto è fatto dalla recitazione, che
si fonde con la musica traendone spunti e motivi.
Come si accennava poco sopra l'allestimento di questa Italiana "vicentina"
si giova di una compagnia di canto nel complesso omogenea e partecipe, con
al suo interno alcuni elementi di assoluto rilievo.
Lorenzo Regazzo non canta Mustafà: semplicemente "è" Mustafà, e lo è con un
bagaglio vocale ed un'intelligenza interpretativa che lo pongono, a nostro
giudizio, alla vetta di un'ipotetica classifica degli attuali interpreti non
solo di questo ruolo, ma anche di tutti gli altri del Belcanto che
richiedono potenza, agilità e gusto fusi insieme. Regazzo varia in
continuazione, il fraseggio è ricco, i fiati sono lunghissimi, la linea di
canto sempre autorevole, l'intonazione sicura; se a questo si aggiungano
delle doti di attore assolutamente non comuni, la riuscita del personaggio
non può che essere assicurata. Per lui un meritato trionfo.
Assolutamente convincente l'Isabella di Enkelejda Shkosa, sicura negli acuti
e corposa nel registro grave, anche se non sempre a proprio agio nei centri.
Del mezzosoprano albanese abbiamo apprezzato soprattutto le agilità facili e
l'eleganza dell'accento, nonché la dirompente presenza scenica. Meritati
applausi anche per lei.
Una piacevole sorpresa è il Lindoro di Nicola Amodio, che risolve la sua non
facile parte con ottima tecnica, anche se con un mezzo vocale ancora "in
fieri" per quanto attiene alla tenuta, ma che ci da grandi speranze per un
prossimo futuro. Di Amodio è rimarchevole soprattutto la facilità di salita
all'estremo acuto, che risulta sempre ben timbrato e mai povero di armonici
e l'eleganza delle agilità.
Bene anche il vicentino Andrea Zaupa, Taddeo, a tratti ancora un po' acerbo
vocalmente, si tenga tuttavia conto che è davvero assai giovane, ma di
grande presenza scenica e padrone di un'ottima tecnica. Ci è davvero
piaciuto.
Più che positiva la prova di Luca Dall'Amico, un Haly autoironico e dotato
di una voce che si fa più interessante ad ogni ascolto.
Piacevole la Zulma di Chiara Fracasso il cui timbro tornito ha ben figurato,
e sostanzialmente a posto l'Elvira di Maria Laura Martorana, che in scena
strappa applausi e risate.
Giovan Battista Rigon ha offerto del capolavoro rossiniano una lettura
attenta alla ricerca del particolare ma senza incappare nel rischio di
divenire didascalico, o, peggio, pedante. La direzione del Maestro vicentino
è piacevolmente fresca, giustamente appassionata, ricca di soluzioni
dinamiche convincenti. Il suo successo è assolutamente meritato e da noi
totalmente condiviso.
Ottima la prova dell'Orchestra Filarmonica Veneta "G.F. Malipiero",
attentissima e precisa; da applaudire in particolare le prove della intera
sezione fiati e del violoncello solista.
Molto bene il coro "Schola San Rocco", preparato da Francesco Erle.
Al termine applausi, stavolta meritati, per tutti da parte di un pubblico,
una volta tanto, formato in gran parte da giovani.



___________________


Le XVI "Settimane Musicali al Teatro Olimpico"

proseguono ora con:





Lunedì 11 giugno 2007
CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Giacomo Fornari ore 19.00)

Gioachino Rossini, Sonata VI in re maggiore per due violini, violoncello, contrabbasso
Gian Francesco Malipiero, Quartetto “Rispetti e Strambotti”
Gioachino Rossini, Duetto per violoncello e contrabbasso
Giuseppe Verdi, Quartetto in Mi minore per due violini, viola e violoncello
Sonig Tchakerian, Gabrielle Shek violino
Antonello Farulli viola
Silvia Chiesa violoncello
Ubaldo Fioravanti contrabbasso


Mercoledì 13 giugno 2007
CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Massimo Contiero ore 19.00)

Antonio Vivaldi, Sonata in la minore (dal manoscritto di Napoli) per violoncello e basso
Antonio Vivaldi, Sonata in re maggiore F. XIII n° 6 per violino e basso
Gioachino Rossini, Un mot à Paganini dai Péchés de vieillesse per violino e pianoforte
Igor Stravinsky, Suite Italienne per violoncello e pianoforte
Gian Francesco Malipiero, Sonata a tre per violino, violoncello e pianoforte
Sonig Tchakerian violino
Mario Brunello violoncello
Stefania Redaelli pianoforte
Roberto Loreggian clavicembalo e organo
Ivano Zanenghi tiorba


Venerdì 15 giugno 2007
CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Marinevi Massaro ore 19.00)

Omaggio alla scuola violinistica veneta del maestro Luigi Ferro (1903-1977)
Antonio Vivaldi, 6 concerti da L'Estro Armonico
Concerto n. 2 in re minore
Concerto n. 3 in sol maggiore
Concerto n. 6 in la minore
Concerto n. 8 in la minore
Concerto n. 9 in re maggiore
Concerto n. 12 in mi maggiore
Concerto n. 10 in si minore
Giovanni Angeleri, Giovanni Guglielmo, Sonig Tchakerian, Piero Toso violino
Massimo Piva, Ivan Malaspina viola
Simone Tieppo, Giancarlo Trimboli violoncello
Ubaldo Fioravanti contrabbasso
Roberto Loreggian clavicembalo e organo
Ivano Zanenghi tiorba
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO
La musica classica nel teatro più bello del mondo
Opera, concerti, conferenze e film

Viaggio in Italia. Prima Tappa: Venezia
Vicenza, Teatro Olimpico 1-15 giugno 2007


PROGRAMMA

venerdì 1 giugno 2007

OPERA (turno A)
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Michele Suozzo ore 19.00)

Gioachino Rossini
L'italiana in Algeri
libretto di Angelo Anelli
secondo le fonti della prima ripresa autentica dell'opera
(Vicenza, Teatro Eretenio, agosto 1813)

maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon
Orchestra Filarmonia Veneta “G. F. Malipiero”
Schola San Rocco maestro del coro Francesco Erle
regista Damiano Michieletto
costumista Manuel Pedretti
Mustafà Lorenzo Regazzo
Elvira Anna Laura Martorana
Zulma Chiara Fracasso
Haly Luca Dall'Amico
Lindoro Nicola Amodio
Isabella Enkelejda Shkosa
Taddeo Andrea Zaupa

CONCERTO STRAORDINARIO
Chiesa dei Filippini ore 21.00
in collaborazione con FESTIVAL BIBLICO di VICENZA
Olivier Messiaen, Quartetto per la fine del tempo
Sonig Tchakerian violino
Alessandro Travaglini clarinetto
Vittorio Ceccanti violoncello
Roberto Prosseda pianoforte
Pierangelo Sequeri commento


Domenica 3 giugno 2007

CONCERTO
Odeo del Teatro Olimpico ore 17.30
Rossini e Dintorni
Gioachino Rossini, Sinfonia da Il barbiere di Siviglia trascrizione per quintetto a fiati
Giuseppe Cambini, Quintetto in si bemolle maggiore n. 1
Franz Danzi, Quintetto n. 1 op. 56
Giulio Briccialdi, Quintetto in re maggiore op. 124
Ensemble Musagète
Fabio Pupillo flauto
Remo Peronato oboe
Luigi Marasca clarinetto
Enrico Barchetta corno
Laura Costa fagotto

OPERA (turno B)
Teatro Olimpico ore 20.00
L'italiana in Algeri


Lunedì 4 giugno 2007

FILM
“Rossini! Rossini” di M. Monicelli, 1990
Cinema Odeon ore 20.00


Martedì 5 giugno 2007

CONCERTO
Chiesa dei Filippini ore 18.30
Padre Davide da Bergamo, Sinfonia per organo
Giovanni Morandi, Suonata per l’organo moderno per la Benedizione del Venerabile
Vincenzo Bellini, Sonata in sol
Giuseppe Dalla Vecchia, Ripieno e Versetti per organo
Vincenzo Petrali, Versetto per il Gloria in re maggiore
Gioachino Rossini, Pastorale in fa maggiore per due organi
Margherita Dalla Vecchia organo
In collaborazione con l’associazione Mousikè

OPERA (turno C)
Teatro Olimpico ore 20.00
L'italiana in Algeri
Mustafà Luca Dall’Amico
Elvira Anna Laura Martorana
Zulma Takako Horaguchi
Haly Alberto Zanetti
Lindoro Nicola Amodio
Isabella Chiara Fracasso
Taddeo Andrea Zaupa



Sabato 9 giugno 2007

CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Michele Dall'Ongaro ore 19.00)

Luigi Dallapiccola, Tartiniana seconda
Igor Stravinsky, Duo concertante
Felix Mendelssohn, Sonata in Fa maggiore
Michele Dall'Ongaro, Opus Felix
Sonig Tchakerian violino
Filippo Gamba pianoforte


Domenica 10 giugno 2007

FILM
Omaggio a Rossini, di G. Ganini ed E. Luzzati, 2001
Cinema Odeon ore 17.30


Lunedì 11 giugno 2007
CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Giacomo Fornari ore 19.00)

Gioachino Rossini, Sonata VI in re maggiore per due violini, violoncello, contrabbasso
Gian Francesco Malipiero, Quartetto “Rispetti e Strambotti”
Gioachino Rossini, Duetto per violoncello e contrabbasso
Giuseppe Verdi, Quartetto in Mi minore per due violini, viola e violoncello
Sonig Tchakerian, Gabrielle Shek violino
Antonello Farulli viola
Silvia Chiesa violoncello
Ubaldo Fioravanti contrabbasso


Mercoledì 13 giugno 2007

CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Massimo Contiero ore 19.00)

Antonio Vivaldi, Sonata in la minore (dal manoscritto di Napoli) per violoncello e basso
Antonio Vivaldi, Sonata in re maggiore F. XIII n° 6 per violino e basso
Gioachino Rossini, Un mot à Paganini dai Péchés de vieillesse per violino e pianoforte
Igor Stravinsky, Suite Italienne per violoncello e pianoforte
Gian Francesco Malipiero, Sonata a tre per violino, violoncello e pianoforte
Sonig Tchakerian violino
Mario Brunello violoncello
Stefania Redaelli pianoforte
Roberto Loreggian clavicembalo e organo
Ivano Zanenghi tiorba



Venerdì 15 giugno 2007

CONCERTO
Teatro Olimpico ore 20.00
(conferenza Marinevi Massaro ore 19.00)

Omaggio alla scuola violinistica veneta del maestro Luigi Ferro (1903-1977)
Antonio Vivaldi, 6 concerti da L'Estro Armonico
Concerto n. 2 in re minore
Concerto n. 3 in sol maggiore
Concerto n. 6 in la minore
Concerto n. 8 in la minore
Concerto n. 9 in re maggiore
Concerto n. 12 in mi maggiore
Concerto n. 10 in si minore
Giovanni Angeleri, Giovanni Guglielmo, Sonig Tchakerian, Piero Toso violino
Massimo Piva, Ivan Malaspina viola
Simone Tieppo, Giancarlo Triboli violoncello
Ubaldo Fioravanti contrabbasso
Roberto Loreggian clavicembalo e organo
Ivano Zanenghi tiorba



PRESENTAZIONE

Viaggio in Italia. Prima Tappa: Venezia

Dopo il lusinghiero successo di Aspettando Amadé, che ha caratterizzato le Settimane Musicali al Teatro Olimpico nel triennio 2004/2006, il Festival si appresta ora a rilanciare con un secondo progetto artistico pluriennale, questa volta tutto dedicato al grande patrimonio della tradizione musicale italiana.
La musica colta deve moltissimo all’Italia, e non solo per l’aspetto forse più noto, quello dell’opera lirica: italiani erano gli inventori del pianoforte e del violino, e in Italia sono stati coniati i termini musicali ancora oggi in uso in tutto il mondo (Allegro, Adagio, Andante, Concerto, Sonata...). Viaggio in Italia intende valorizzare un patrimonio culturale e musicale secolare, di cui gli stessi italiani per primi non sempre sono coscienti fino in fondo: percorreremo da nord a sud tutta la penisola, sulle tracce di celebri viaggiatori del passato (da Goethe, a Mendelssohn, ai Mozart padre e figlio) ed ogni singola edizione del festival sarà dedicata ad una importante città italiana. Di ognuna di queste “tappe” si esplorerà la tradizione musicale, la produzione dei musicisti che vi hanno vissuto ed operato nei secoli, l’ambiente culturale, con l’ausilio di diari e lettere di viaggiatori illustri.
Viaggio in Italia prende il via significativamente da Venezia, oltretutto in concomitanza con il centenario goldoniano del 2007. A partire da Vivaldi e Tartini, attraverso Rossini e Verdi (a Venezia ebbero luogo importanti “prime” come quella de L’italiana in Algeri o de La Traviata), fino a Malipiero e Stravinsky (che a Venezia volle essere sepolto), la Serenissima offre numerosi e stimolanti spunti di ispirazione e riflessione.
In apertura, come avviene ormai da qualche anno, l’opera lirica: tre rappresentazioni de L’italiana in Algeri, primo grande capolavoro comico del giovane Rossini, la cui prima esecuzione ebbe luogo a Venezia, al Teatro San Benedetto, il 22 maggio del 1813. Le Settimane Musicali si rifaranno però significativamente alla prima ripresa autentica dell’opera, probabilmente diretta dallo stesso Rossini, realizzata proprio al Teatro Eretenio di Vicenza nell’agosto dello stesso 1813. Per questa ripresa Rossini apportò alcune modifiche alla partitura e compose addirittura una nuova aria per la protagonista: riteniamo interessante riproporre l’ascolto di questa particolare versione, dopo quasi due secoli, nella stessa città che la vide nascere.
Per i tradizionali concerti di musica da camera, nucleo artistico antico e prestigioso del nostro Festival, Sonig Tchakerian � responsabile artistica di questa sezione � continua a raccogliere attorno a sè alcuni tra i più noti musicisti attualmente in attività. Protagonisti dei quattro programmi una serie di compositori che lavorarono o ebbero contatti diretti con Venezia ed il suo ambiente musicale. In conclusione, una selezione di concerti tratti dalla più celebre raccolta vivaldiana, quella de L’Estro armonico. Il concerto vuol essere un omaggio alla memoria del maestro Luigi Ferro (Murano 1903 � Grazzano Visconti, Piacenza 1977), insigne violinista e didatta veneziano, attraverso due generazioni di suoi allievi.
Nell’ambito del Festival sono previste anche le tradizionali conferenze introduttive (prima di ogni concerto) e le proiezioni cinematografiche. Continua la collaborazione con RAI Radiotre, che a partire dal 1996 trasmette ogni anno gli appuntamenti musicali del Festival.
Da segnalare l’avvio della collaborazione con il Festival Biblico, altro appuntamento vicentino di rilievo nazionale che si svolge quasi in contemporanea con le Settimane Musicali, e con altre associazioni musicali della città (Mousikè, Ensemble Musagète) che vorremmo sempre più coinvolgere con i loro apporti nella programmazione futura del Festival.
Un grazie sincero a tutti coloro, enti, istituzioni, sponsor, artisti, collaboratori che con la loro disponibilità spesso generosa hanno reso possibile la realizzazione di questa sedicesima edizione del Festival.

Giovanni Battista Rigon, direttore artistico



Le SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO ringraziano:

Ministero per i Beni e le Attività culturali
Regione Veneto
Provincia di Vicenza
Comune di Vicenza

Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona
Camera di Commercio di Vicenza
AMCPS
TDE Macno
Banca Intesa

RAI Radiotre
Fazioli pianoforti
Forma tecnologie web
Orchestra Filarmonia Veneta "Gian Francesco Malipiero"
Schola San Rocco
Conservatorio "Arrigo Pedrollo" di Vicenza
Festival Biblico
Ensemble Musagète
Associazione Mousikè
Il Giornale di Vicenza
Vicenza.com
Amadeus


Abbonamenti
Intero A - Opera turno A e 4 concerti: 96 euro
Intero B - Opera turno B o C e 4 concerti: 86 euro
Intero C - 4 concerti: 60 euro
Ridotto A - Opera turno A e 4 concerti: 66 euro
Ridotto B - Opera turno B o C e 4 concerti: 58 euro
Ridotto C - 4 concerti: 35 euro

Biglietti
Intero A - Opera turno A: 35 euro
Intero B - Opera turno B o C: 25 euro
Intero concerti: 18 euro
Ridotto A - Opera turno A: 30 euro
Ridotto B - Opera turno B o C: 20 euro
Ridotto C - concerti: 13 euro

Riduzioni: giovani fino ai 25 anni, carta 60, gruppi (min. 15 persone), soci Touring.
Riduzione studenti 5 euro solo per i concerti

Biglietti e abbonamenti disponibili in prevendita:
Botteghino del Teatro Olimpico (ore 9.00 � 16.30 escluso il lunedì)
Call center 899 666805
On line www.vivaticket.it

Settimane Musicali al Teatro Olimpico
Contra’ San Pietro 67 - 36100 Vicenza
tel /fax 0444 30 24 25
info@olimpico.vicenza.it
www.olimpico.vicenza.it