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| 08/10/2009 Amleto dirige Corrado d'Elia Shakespeare al Teatro Libero di Alberto Bassi In uno spazio claustrofobico e geometrico, in chiave contemporanea va in scena il dramma di Amleto immerso in un ritmo d’azione crescente e martellante. Un altro piccolo gioiello realizzato da Corrado d’Elia per il suo Teatro Libero di Milano. Amleto come regista-attore e D’Elia che si annulla nel personaggio shakespeariano: il protagonista spinto dalla sofferenza lacerante e dalla sete violenta di vendetta è il vero demiurgo di quello che avviene. Amleto induce chi gli sta attorno a sottomettersi involontariamente al suo gioco, calandolo in un ambiente simile a una scatola, privo di uscite, luogo della mente e della materia grigia, ma anche trappola da cui non si può uscire se non tramite la perdita della vita. La più alta forma di follia è qui l’intelligenza del protagonista, che si finge pazzo per rendere giustizia ai valori in cui crede e travolge i personaggi che gli stanno attorno e anche se stesso; sopraffatto da una spinta indomabile, non esita a sopprimere anche il suo infinito amore per Ofelia pur di vendicare il padre assassinato. Il tutto è trasposto in un presente più che mai attuale e riconoscibile per mezzo dei costumi; Amleto esprime la sua irriverenza e il suo senso di ribellione attraverso un look rock-punk, il cui segno più evidente è l’acconciatura verde con cresta d’obbligo. La coerenza del tempo presente è evidente anche nelle musiche utilizzate che sono prevalentemente rock e si ripetono scandendo la ciclicità degli eventi di morte nel senso di un climax ascendente, in un avvicendamento sempre più repentino che termina nella perdita di vita del protagonista. Solo alla fine si tira un sospiro (non di sollievo) e si ha il tempo riflettere e di ricordare, come puntualizzano le parole rivolte a Orazio. La regia si caratterizza per l’andamento quasi cinematografico, dove le scene iniziano e terminano grazie e stacchi di luci e di musiche: i personaggi non entrano e non escono mai dalla scena in modo tradizionale ma appaiono e scompaiono dall’alternanza buio-luce; questi bruschi passaggi permettono di osservare una stessa scena da prospettive diverse, in modo che sia visibile il punto di vista del personaggio che in quel momento sta agendo maggiormente. È come se vedessimo un film pre-montato, dove il montaggio è lasciato allo spettatore e le telecamere si limitano a riprendere i singoli eventi della storia. Un gioco interessante che rende l’allestimento dinamico e agile e che tiene incollato alle poltrone, ma che in alcuni (e trascurabili) momenti rischia di essere ridondante. Nel complesso la prosa non pecca di poesia e non si sente la mancanza della rima; bellissimo e vibrante è il monologo di Ofelia nella scena della sua follia. Ancora una volta un’ottima messa in scena di d’Elia, nonostante qualche fragilità nella recitazione degli interpreti. Da vedere. |
| Riccardo III al Teatro Libero, Milano fino al 31 dicembre Riccardo III Teatro libero MilanoNon andatelo a vedere pensando di ritrovare a teatro quella versione con Ian McKellen che avete visto al cinema. Se l'avete amata, meglio: vi aiuterà a entrare subito nello spirito e a capire il ruolo dei vari personaggi. Altrimenti, poco male. Il "Riccardo III" diretto da Corrado D'Elia è assolutamente imprevedibile e non tradizionale. E consente molte chiavi di visione. Dalla più semplice (perché luci psichedeliche, suoni, musica, voci, movimento degli attori incantano e affascinano) fino a una lettura più articolata, con più di una riflessione. Tutto ruota intorno a Riccardo (Corrado D'Elia). Che però, pur essendo sempre presente, come il vero motore di ogni azione, non è sul palcoscenico. E' la voce fuori campo, che domina su tutto e tutto muove, istrionica, con infinite variazioni, potente, insinuante, perchè Riccardo è l'emblema della sete di potere, a tutto pronto pur di conquistarlo. Sulla scena si muovono gli altri personaggi (Marco Brambilla, Alessandro Castellucci, Monica Faggiani, Valeria Perdonò, Bruno Viola). Storici, sì, ognuno con un dramma che Riccardo e la sua sete di potere hanno causato o causeranno. Ma anche degli stereotipi, perché la tragedia del potere è senza tempo e senza tempo è la lotta per conquistarlo. E luci e musica parlano dell'oggi. Sopra tutto domina un lampadario classico, a goccia, di quelli da salotto bene, perché stiamo parlando di potere e di sete di dominio e pare difficile immaginare il potere dove c'è disagio economico. Ma il lampadario segna anche un'epoca, perché questo è il "Riccardo III" e proprio Shakespeare ha dato al personaggio quella connotazione negativa, molto più negativa di quanto ci hanno tramandato i libri di storia. Così il "Riccardo III" diretto da Corrado D'Elia parla dell'oggi raccontando una storia di ieri. E, proprio così facendo, rende giustizia a Shakespeare, le cui storie sono universali e parlano di temi sempre attuali. A questo proposito val la pena ricordare che il Riccardo III si inserisce nel progetto del «ciclo shakespeariano» prodotto dalla Compagnia Teatri Possibili con la regia di Corrado d'Elia, che comprende anche Otello, Romeo e Giulietta, Macbeth, Amleto, già andati in scena. Chi si aspetta le due più celebri battute del "Riccardo III" rimarrà deluso solo parzialmente. Perché, se non si inizia con «L'inverno del nostro scontento...» c'è però «Un cavallo, il mio regno per un cavallo», che chiude l'opera. Shakespeare è in scena e parla con il linguaggio di ieri e le immagini e le luci di oggi, per raccontare una storia di sempre. |
| Ghiaccio al teatro Libero fino al 9 novembre ghiaccioFa freddo sul palcoscenico del Teatro Libero: Massimiliano Cividati riesce a rievocare il ghiaccio in cui si svolge la vicenda, che è una storia vera, quella di Shackleton, partito dall'Inghilterra per attraversare l'Antartide, un'impresa che ancora oggi apparirebbe ardita. Invece la spedizione avviene nel 1914, quando sta iniziando la prima guerra mondiale. Massimiliano Cividati ce la racconta mentre in scena Gennaro Scarpato suona le percussioni e Andrea Zani la tastiera. Lo spettatore, sull'onda del suo racconto, si perde tra i ghiacci, lungo le coste del Polo Sud, sulle alture all'interno del continente antartico. Quella raccontata non è tanto la storia di una esplorazione, quanto quella di un sogno e della necessità e della capacità di adattarsi alle situazioni, piuttosto che andare avanti imperterriti con tutte le conseguenze del caso, quando il sogno appare evidente che non è realizzabile. Perché l'impresa di Shackleton non si realizzò, ma lui, nonostante tutto, riuscì a riportare a casa salvi tutti i suoi uomini, inventandosi anche di tutto perché non si demoralizzassero, ma anche perché riuscissero a sopravvivere. E proprio nella scelta di raccontare questa storia sta uno dei meriti dello spettacolo. >> Valeria Prina 30/10/2008 ________Liberi amori possibili, rassegna al Teatro Libero di Milano, dal 2 al 17 maggio liberi amori possibili"Liberi amori possibili": con questo bel titolo, che gioca anche sulla doppia accezione di «libero» - aggettivo e nome del Teatro - prende il via la rassegna di teatro a tema omosessualità, a Milano, presso il Teatro Libero, che, sotto la direzione artistica di Corrado D'Elia e la gestione di Teatri Possibili, risulta per la terza stagione consecutiva il più frequentato in Italia tra le sale fino a 200 posti. «Il teatro gay passa con un altro nome» commenta Vittorio Sgarbi, quando si parla del patrocinio dato da comune e provincia alla rassegna. Fa anche notare che siamo in una città come Milano, che ha annoverato o annovera personaggi come Testori, Luchino Visconti, Dolce e Gabbana, per citarne solo alcuni: «quando è una quotidianità non è necessario alzare una bandiera» e suona una ghettizzazione parlare di teatro omosessuale. Del resto, qualcuno parlerebbe di teatro eterosessuale? Al di là del titolo sono da segnalare i contenuti, con un programma molto articolato, che occupa tre settimane, dal 2 al 17 maggio. I giorni dispari alle 19 sono previsti gli incontri, gratuiti e aperti al pubblico, che può così incontrare giornalisti, scrittori, musicisti, dibattendo temi come il teatro omosessuale in Italia (3 maggio) e i gay e la musica (9 maggio) o altri temi affrontati in alcuni libri. I giorni pari alle 21 debuttano invece gli spettacoli: otto, ognuno per due giorni, selezionati tra un centinaio presentati da compagnie di tutta Italia, come ricorda Francesco Di Rienzo, direttore organizzativo del Teatro Libero. «L'arte non regola le ingiustizie e le discriminazioni, ma ha il merito di denunciarle e mostrarle» si legge nel comunicato di presentazione. Questi i titoli delle pièce in programma. 2 e 3 maggio: Sempre così carine di Claire Dowie, regia di Giancarlo Nanni, con Sabrina Venezia e Alessandra Roca con due amiche d'infanzia che si rincontrano dopo vent'anni per la morte della madre di una. 4 e 5 maggio: Turbamenti notturni scritto e diretto da Riccardo Reim, con Manuele Morgese e Armando Pizzuti con due barboni, la notte. 6 e 7 maggio: Tu amore mio non mi riconoscerai di e con Maurizio Argàn, segnalato come «uno spettacolo per la libertà di essere felici». 8 e 9 maggio: Matrimoni diversi, liberamente tratto da "Matrimoni gay" di Piergiorgio Paterlini, regia di Simone Schinocca, conliberi amori possibili Valentina Aicardi, Silvia Freda, Mirko Martina, Simone Schiocca con 6 storie reali di coppie omosessuali che raccontano la loro quotidianità (nella foto). 10 e 11 maggio: Mi presti la cravatta? di Ennio Trinelli, regia di Fabrizio Lo Presti, con Fabrizio Lo Presti e Viola Villa con due ragazzi come tanti. 12 e 13 maggio: Comuni marziani di Stefano Botti e Aldo Torta, con S. Botti, Francesca Cinalli, Marco Mazza, Rebecca Rossetti, Aldo Torta, Francesca Brizzolara, che parla del passaggio dell'individuo da una fase di non accettazione a una fase di riconoscimento di se stessi. 14 e 15 maggio: Vestito piaccio, nudo convinco (prostituti con problemi e pappagallini) di Flavio Mazzini, con Stefano De Santis e Riccardo Bergo e con Angelo Curci, Paolo Ricchi, Fabrizio Foligno, storia di due giovani prostituti, in un susseguirsi di situazioni da vaudeville con personaggi che ricordano certa commedia all'italiana (nella foto). 16 e 17 maggio: La nuova tonaca di Dio di Jo Clifford, regia di Michele Panella, con Alessandro Baldinotti, che offre gli spunti per riflettere sul parallelismo tra la religione e i vari tipi di «diversità». >> Valeria Prina 30/04/2008 |
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Ecco in anteprima la
prossima stagione di prosa di Teatro Libero.
Stagione Teatrale 2005-06 26 settembre – 3 ottobre 5 – 17 ottobre 19 – 24 ottobre RASSEGNA 'Anni di piombo: La parola caduta' dal 25 al 31 ottobre 25 e 26 ottobre 27 e 28 ottobre 29-30-31 ottobre 2 – 14 novembre 15 – 21 novembre 30 novembre - 5 dicembre 7 – 30 dicembre 4 – 15 gennaio 18 – 30 gennaio 1 – 13 febbraio 15 – 20 febbraio 22 febbraio – 6 marzo 7 – 13 marzo 15 marzo – 2 aprile
4 – 15 aprile 18 – 24 aprile
2 – 20 maggio
22 – 27 maggio 5 -17 giugno
4 – 22 luglio
24 – 31 luglio
Teatro Libero, Via Savona, 10
Milano E' tornata CARTALIBERA
Cari Amici, la stagione 2005-06 di Teatro Libero
è oramai pronta a partire per un altro anno insieme, ricco di
tante iniziative ed importanti novità.Finalmente disponibile per
tutti, torna il noto, vantaggioso abbonamento 'Cartalibera' nelle
tre versioni BASIC, PLUS e GOLD, con un'imperdibile promozione
riservata agli affezionati di Teatro Libero:
Acquistando infatti 'Cartalibera' entro venerdì
16 settembre, si avrà diritto ad un ingresso OMAGGIO in più da
utilizzare a scelta per gli spettacoli in cartellone senza
limitazioni di giorni ed orari.
Affrettatevi, la promozione è valida anche per
gli abbonamenti acquistati on-line o attraverso il comodissimo
servizio a domicilio.L'abbonamento 'CARTALIBERA' dà diritto al
ritiro di 6 ingressi (10 nella versione PLUS, 15 nella versione
GOLD) per gli spettacoli in stagione al Teatro Libero di
Milano.L'abbonamento è assolutamente cedibile e non personale.
Potrai dunque utilizzare i biglietti di ingresso come, quando e
con chi vorrai, rivedere più volte lo stesso spettacolo o prestare
'CARTALIBERA' ad un amico o a chi vuoi tu.CARTALIBERA è sempre
valida. Nessuna restrizione di giorni e di orari.(N.B:Non è
possibile esaurire l'abbonamento in un'unica serata)
Inoltre, tra le novità della Stagione 2005 -
2006, l'esclusiva CARTA 'PRIMISSIMA', uno speciale abbonamento
dedicato ai giovani under 25 e agli allievi di tutte le scuole di
teatro, che consente di assistere alle prime degli spettacoli al
prezzo unico di € 30 per 6 ingressi!
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stagione 2005-06 inseriti in abbonamento
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'Cartalibera' 2005-2006.
Info e prenotazioni abbonamenti:Teatro Libero,
via Savona, 10 - Milano tel. : 02-8323126 mail :
biglietteria@teatrolibero.it Orari di Apertura della Biglietteria:
lun - ven 10 - 14 / 15 - 19
BUON TEATRO A TUTTI!!!
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