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  Teatro Dal Verme  
Sito: www.dalverme.org/
Via San Giovanni sul Muro, 2 - Milano
Telefono: 02.87905
CONCERTO DI CAPODANNO AL TEATRO DAL VERME e BRINDISI DI MEZZANOTTE CON L'ORCHESTRA!

Giovedì 31 dicembre alle ore 22.15

Veglione di capodanno a passo di valzer con l'Orchestra Lirica de I Pomeriggi Musicali diretta dal Maestro Alessandro Cadario.
Saranno eseguiti alcuni tra i più famosi valzer di Johann Strauss jr, Arie da La Traviata di G. Verdi, Arie da La Vedova Allegra di F. Lèhar, Arie da Il Paese del Sorriso di F. Lèhar.

Biglietti da 30,00 € a 40,00 € + prevendita
Per informazioni: Biglietteria TicketOne del Teatro Dal Verme - Tel. 02/87905201
C’ERA UNA VOLTA…IN MUSICA!

Mercoledì 16 dicembre alle ore 20.30

Il Teatro Dal Verme in collaborazione con l’associazione Sconfinarte propone un evento unico: C’era una volta in musica! Protagonista sarà l'Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali che ci condurrà attraverso un percorso di fiabe musicate e “contaminazioni” comico/acrobatiche. I testi saranno recitati ed interpretati da vari comici, tra gli altri si esibiranno: Enrico Bertolino, Marco Silvestri (Pali e Dispari), Max Pisu, Debora Villa, Angelo Pisani (Pali e Dispari), I Circontact.. e altri graditissimi ospiti a sorpresa!
Occasione per gli iscritti alla newsletter!!
Presentandosi presso la biglietteria TicketOne del Teatro Dal Verme (via San Giovenni Sul Muro, 2) si potrà acquistare un biglietto a 10 € anzichè 15 €

Per informazioni: 02.87905201
CONCERTO DI PAOLO FRESU & RALPH TOWNER
Martedì 8 dicembre ore 18.30

Il Teatro Dal Verme mette a disposizione per gli iscritti alla newsletter alcuni biglietti al prezzo speciale di 10 € da acquistare in prevendita presso la biglietteria TicketOne del Teatro Dal Verme

Via San Giovanni Sul Muro, 2 - Milano
Tel. 02.87905201

Orari: dal martedì al sabato dalle 10 alle 20
domenica dalle 10 alle 13
Teatro Dal Verme e Contemporanea

Martedì 17 novembre alle ore 21.30 Cameron Jamie presenta il suo film più recente: JO (60’, 2004) con live musicale di Keiji Haino a cura di Andrea Lissoni

Biglietto: intero 10.00 €, ridotto 7.00 €


Koiné 2010 è aperta la campagna abbonamenti !

SEI CONCERTI DI MUSICA CONTEMPORANEA DAL 29 GENNAIO AL 28 MAGGIO
La rassegna, ideata e diretta dal Maestro Ivan Fedele, propone concerti di musica d’oggi abbracciando un arco di tempo di poco più di vent'anni: da Explosante-fixe di Pierre Boulez a Iconica di Marco Momi, da Dialogues di Elliot Carter a Hyades di Lara Morciano, passando per Frank Zappa, Franco Donatoni (nel decennale della scomparsa), John Adams e Fausto Romitelli.

Il primo concerto, il 29 gennaio alle ore 21, sarà un omaggio a Pierre Boulez in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno.

Abbonamento a 6 concerti da 66.00 € a 42.00 €

Per informazioni
Biglietteria TicketOne - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni Sul Muro, 2 - Milano
Tel. 02.87905201
Lunedì 9 Novembre alle ore 21

In concerto al Teatro Dal Verme

IL TRIO STEFANO BOLLANI (pianoforte), JESPER BODILSEN (contrabbasso), MORTEN LUND (batteria) presenta, all’interno di un lungo tour in Italia e in Europa, “Stone in the Water”, l’incisione ECM registrata a New York lo scorso ottobre.
Per informazioni
Biglietteria TicketOne - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni Sul Muro, 2 - Milano
Tel. 02.87905201
Le novità di novembre:

ABBONAMENTO STRAORDINARIO
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

Da Martedì 3 novembre riparte la campagna abbonamenti ai giovedì straordinari!!
Abbonamento a 21 concerti del giovedì sera alle 21 - dal 12 novembre al 20 maggio
al costo di 94,50 € + 4.50 € (di prevendita)

Per maggiori informazioni:
Biglietteria TicketOne - Teatro Dal Verme, Via San Giovanni Sul Muro, 2 - Milano
Tel. 02.87905201

L'offerta è valida fino al 12 novembre

CONCERTO DI STEFANO BOLLANI

Il Teatro Dal Verme mette a disposizione dei biglietti straordinari a 5,00 € per il concerto del Trio composto da Stefano Bollani, Jesper Bodilsen, Morten Lund
Per prenotazioni scrivere all’indirizzo pomeriggi@ipomeriggi.it
COMUNICATO STAMPA

Lunedì 2 novembre 2009 ore 21.00
Teatro Dal Verme


PRIMA DATA ITALIANA

SONNY ROLLINS SEXTET

sassofono tenore
Sonny Rollins

trombone
Clifton Anderson

chitarra
Bobby Broom

basso
Bob Cranshaw

batteria
Kobie Watkins

percussioni
Sammy Figueroa
Lunedì 2 novembre, alle ore 21.00, eccezionalmente al Teatro Dal Verme di Milano (via San Giovanni sul Muro, 2), si inaugura con un grande evento la 25.ma edizione di “Aperitivo in Concerto”, la rassegna musicale promossa da Mediaset e Publitalia ’80, con la partecipazione di Martini Soda e 3 Italia, che si tiene abitualmente al Teatro Manzoni.
In tale occasione, si ripresenta a Milano, dopo un’assenza di oltre diciassette anni, una fra le ultime leggende viventi del jazz, il sassofonista Sonny Rollins, non a caso conosciuto come Saxophone Colossus, artista fra i più grandi del Novecento, innovatore e interprete impareggiabile di uno fra i più significativi linguaggi musicali della nostra contemporaneità.
Rollins si ripresenta al pubblico milanese a capo di un sestetto di altissimo livello, con musicisti che collaborano con lui da lungo tempo e che hanno perciò creato un gruppo di straordinaria coesione e di grande affiatamento: il trombonista Clifton Anderson (strumentista che vanta collaborazioni con musicisti del calibro di Frank Foster, McCoy Tyner, Clifford Jordan, Slide Hampton, Stevie Wonder, Dizzy Gillespie, Lester Bowie, Paul Simon, Muhal Richard Abrams, Dionne Warwick); il chitarrista Bobby Broom (già collaboratore di artisti di rilievo come Miles Davis, Max Roach, Al Haig, Kenny Garrett, Art Blakey, Jackie McLean); il bassista Bob Cranshaw (fra i più grandi contrabbassisti viventi, collaboratore di Rollins dal 1959, un protagonista della storia del jazz fin dagli anni Sessanta che ha lavorato e inciso con tutti i più affermati jazzisti degli ultimi quarant’anni: Ella Fitzgerald, Coleman Hawkins, Jimmy Heath, Johnny Hodges, Jackie McLean, Thelonious Monk, James Moody, Lee Morgan, Wes Montgomery, Oscar Peterson, Buddy Rich, George Shearing, Horace Silver, McCoy Tyner, Joe Williams, Dexter Gordon, J. J. Johnson, Wayne Shorter, Bobby Hutcherson); il batterista Kobie Watkins (giovane emergente ma già affermato sulla scena musicale statunitense, dove si è fatto notare per le sue collaborazioni con i migliori musicisti della nativa Chicago e con artisti quali Kurt Elling, Wynton Marsalis, Bobby Broom, Curtis Fuller, Arturo Sandoval, George Coleman, Ira Sullivan, Sonny Fortune); il percussionista Sammy Figueroa (un vero virtuoso, fra i più ricercati percussionisti nelle sale d’incisione newyorkesi, ha collaborato con Miles Davis, i fratelli Brecker, Michel Camilo , Chaka Khan, David Bowie, Mariah Carey).


SONNY ROLLINS

Affermava Miles Davis, a proposito di Rollins: Sonny era una leggenda, quasi un Dio per i musicisti più giovani. Molti pensavano che suonasse al livello di Bird. Quello che posso dire io è che ci andava molto vicino. Era un musicista aggressivo e innovativo con sempre nuove idee. Mi piaceva tantissimo come strumentista ed era anche un grande compositore. (Ma penso che più tardi Coltrane lo abbia influenzato e gli abbia fatto cambiare stile. Se avesse continuato quello che stava facendo quando lo conobbi, forse sarebbe oggi un musicista anche più grande di quello che è - ed è un grande musicista
Rollins ha i primi contatti con la musica a 11 anni, quando prende lezioni di pianoforte e di sassofono; dopo una breve esperienza con il sassofono contralto, passa permanentemente al sax tenore nel 1946, all’età di 16 anni. Entra negli Harlem Rollin’ dove suonano anche Jackie McLean, Arthur Taylor e Kenny Drew, con i quali costituirà una band alle scuole superiori. I suoi genitori provenivano dalle Isole Vergini ed egli amava molto la musica da ballo dei Caraibi: si avvicinò al sassofono nell’era della musica “jump” antecedente al rock and roll e, anche se la sua musica rivela quel passato, Rollins va molto al di là: una sua singola improvvisazione (ed alcune sono molto estese) può sembrare come un veloce cammino a ritroso attraverso la musica popolare dell’Ovest, costruita in modo così eccentrico da risultare quasi astratta.
Le sorelle ed i fratelli di Rollins erano tutti studenti di musica accademica, ma uno zio sassofonista, appassionato di blues, conquistò con la sua musica il giovane che assorbì gli stili degli idoli del sassofono degli anni ‘40: da Coleman Hawkins prese la sonorità intensa e l’abilità di muoversi tra gli accordi, da Lester Young la capacità di raccontare storie nel modo più originale, da Charlie Parker tutte le caratteristiche di Hawkins e Young messe insieme sintetizzate in un nuovo, rivoluzionario, linguaggio. Da questo crogiolo ribollente Rollins emerse con un bagaglio unico di sicurezza, velocità, swing e spontaneità inventiva. Anche il pianista Thelonious Monk influenzò molto Rollins, rendendo i suoi assoli più frammentari e melodicamente più imprevedibili, con un’inclinazione a spezzettare il materiale tradizionale e spesso a rovesciarlo.
Alla fine degli anni ‘40 aveva raggiunto un livello di bravura tale da poter cominciare a suonare con i musicisti suoi idoli, e con i suoi coetanei che stavano facendo la storia del jazz, tra cui Miles Davis, con cui si sarebbe ritrovato più volte nel corso degli anni. L’ascolto di Oleo, Doxy e Airegin sull’LP Bags’ groove (1954) e dell’album di Thelonius Monk Brilliant corners (1956) dimostra la statura raggiunta da Rollins come strumentista e come compositore: gli standard da lui composti in questi anni restano tra i più famosi e frequentati. Nel 1955 sostituì Harold Land nel quintetto di Clifford Brown e Max Roach. Negli anni successivi realizzò molte incisioni che lo proiettarono nel firmamento del jazz con la considerazione di miglior sassofonista dai tempi di Charlie Parker. Nella seconda metà degli anni ‘50 registrò, molto spesso insieme a Roach, alcuni dei suoi lavori più importanti: il fondamentale Saxophone Colossus, Tenor Madness (in cui lo si può ascoltare in una spettacolare chase - o gara - con John Coltrane appena approdato al quintetto di Miles Davis), The Freedom Suite.
La celebrità che accompagnò Rollins in questo periodo non spense mai il suo innato desiderio di apprendere ed evolversi, un impulso che egli stesso attribuisce alla volontà di competere con i suoi fratelli maggiori. Proprio quando l’avanguardia avanzava si prese due anni di riposo, dal 1959 al 1961, per approfondire i complessi problemi riguardo il rapporto tra improvvisazione e struttura. In quei due anni, egli riprese a studiare lo strumento come se dovesse ricominciare, e per evitare le proteste dei vicini prese ad andare a studiare su un ponte sull’East River, dove talvolta lo raggiungeva Steve Lacy anch’egli alle prese con periodo di riflessione sulla propria musica: Stavo diventando molto famoso a quei tempi, e sentivo di dover migliorare molti aspetti della mia arte. Mi pareva di star ricevendo troppo presto e troppo in fretta, e mi dissi, aspetta un momento, voglio farlo a modo mio. Non volevo lasciare che mi spingessero troppo allo scoperto per poi lasciarmi cadere; volevo prepararmi adeguatamente, e farlo da solo. In quel periodo andavo a studiare sul ponte, il Williamsburg Bridge che era vicino a casa mia perché in quegli anni vivevo nel Lower East Side.
Negli anni ‘50 Rollins aveva conosciuto il grande “architetto” del free jazz, Ornette Coleman, e al suo ritorno sotto i riflettori cominciò a lavorare con due importanti sideman di quest’ultimo: il trombettista Don Cherry ed il batterista Billy Higgins. Il risultato musicale fu più libero e avventuroso, ancora segnato, però, dall’energia instancabile con la quale Rollins riusciva ad incatenare, l’una all’altra, nuove idee nel corso di ogni furioso assolo. Rollins incise sei album negli anni successivi al 1961: The Bridge è uno dei più conosciuti ed è così intitolato a ricordo delle sue sedute di studio sul Williamsburg Bridge.
Si ritirò nuovamente tra il 1969 ed il 1971 per tornare nel 1972 alla guida di giovani band che, però, eseguivano un jazz più legato ai linguaggi della contemporaneità giovanile.
In tempi più recenti Sonny Rollins ha sempre più spesso lasciato emergere gli entusiasmi musicali dei suoi anni giovanili, e molte delle sue registrazioni dello scorso decennio comprendono un funk molto più rilassato e contagioso e ballad romantiche. Ma egli resta un improvvisatore senza pari. In qualsiasi momento, nelle performance dal vivo, Rollins è sempre in grado di lasciare che la sua creatività, ancora vivace e ostinata, attinga alla sua inesauribile riserva di melodia per elaborarla in maniera ammaliante ed imprevedibile. Al Ronnie Scott’s Club di Londra si ricorda ancora un finale di un suo concerto: mentre si accomiatava dal pubblico, di colpo affiorò nella sua memoria una serie di canzoni in stile Tin Pan Alley intitolate Goodnight: proseguì senza accompagnamento per oltre un’ora, quasi senza prendere fiato.
Dopo la perdita, due anni fa, della moglie Lucille che gli aveva fatto da agente per più di trent’anni, Rollins ha fondato una propria casa editrice, la Doxy Records, che, nel Gennaio 2007, ha pubblicato il suo primo album di studio da più di cinque anni, Sonny, Please, seguito recentemente da Road Shows, vol. 1.
La spinta continua ad elaborare nuova musica traendo ispirazione dalla tradizione fa parte dello spirito jazz, di cui Sonny Rollins è un portavoce folgorante. Tornato ai concerti dal vivo ed all’improvvisazione, ha dimostrato ampiamente negli ultimi anni, anche se ormai quasi ottantenne, di essere ancora il numero uno nello strumento principe del jazz.


INGRESSI:
biglietto intero €12/15 + prevendita
ridotto giovani €8/11 + prevendita

Biglietti concerto fuori abbonamento
2 novembre
Sonny Rollins – Teatro Dal Verme
€20/30 + prevendita
Circuito Ticketone + Call Center 892.101
Abbonamento n. 9 concerti €110,00
In vendita alla cassa del Teatro
Dal 18 giugno al 25 ottobre 2009
Tel. 02.7636901

Prevendita
Dal 27 ottobre 2009 alla cassa del Teatro
Tel. 02.7636901
Numero verde 800-914350
Circuito Ticketone + Call Center 892.101

Posti fissi e numerati

Info:
Teatro Manzoni
via Manzoni, 42
Tel. 02.7636901
info@teatromanzoni.it
www.aperitivoinconcerto.com
www.teatromanzoni.it/aperitivo

Come raggiungere il Teatro:
MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro
Bus 61 – 94 – Tram 1, 2
________COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 23 settembre 2009 ore 21 – Teatro Dal Verme, Milano
Posto unico numerato 10 euro

Nel Bicentenario della nascita di Abraham Lincoln un concerto con musiche di Ives, Copland e Daugherty

Programma:

Charles Ives (1874-1954)
The Unanswered Question

Aaron Copland (1900-1990)
Lincoln Portrait
Voce recitante Letizia Moratti, Sindaco di Milano

Michael Daugherty (1954)
Letters from Lincoln
Prima esecuzione europea

Igor Stravinsky (1882-1971)
The Star - Spangled Banner (versione 1944)

Stephan Genz, baritono

Filarmonica’900 del Teatro Regio di Torino
Jan Latham-Koenig, direttore

Continua, dopo la Tavola rotonda del pomeriggio, l’omaggio per il bicentenario della nascita di Abraham Lincoln, il presidente americano che pose fine alla schiavitù e che influenzò, insieme ad altri uomini, letterati e filosofi, lo sviluppo della nazione americana per tutto il Novecento fino ad oggi.
A questo valoroso uomo politico, artisti e compositori non di rado hanno rivolto la loro attenzione. Il concerto di mercoledì 23 settembre, alle ore 21 al Teatro Dal Verme, esemplifica il pensiero americano attraverso le musiche di Charles Ives, Aaron Copland e Micheal Daugherty.
Prima dell’esecuzione dei brani, Umberto Ceriani reciterà in lingua italiana i testi di Abraham Lincoln.

The Unanswered Question (La domanda senza risposta), il più famoso lavoro di Charles Ives, risale al 1906 e formava, assieme a Central Park in the Dark, un dittico intitolato Two Contemplations. Dopo una revisione della partitura nel 1908 ne nacque una versione per orchestra tra il 1930 e il 1935. Lo scopo di questa miniatura musicale, definita dall’autore un cosmic landscape (Paesaggio cosmico), mirava a esprimere il disagio dell’uomo moderno nei confronti del mondo. La tromba, che rappresenta in questo caso l’eroe, pone una domanda sull’esistenza destinata ad essere senza risposta nel silenzio degli archi.

Lincoln Portrait di Aaron Copland dello stesso anno di Credo in US di Cage eseguita il 21 settembre nella Basilica di San Marco di Milano, venne composta e commissionata nel 1942 durante lo sforzo patriottico della Seconda Guerra mondiale. La composizione utilizza estratti dei più importanti documenti su Lincoln e come materiale sonoro alcune canzoni folk del periodo della guerra di secessione. La recitazione dei testi è affidata alla voce di Letizia Moratti, Sindaco di Milano.

Commissionato quest’anno dall’Orchesta Sinfonica di Spokane, con i fondi del Bruce Ferden Fund for New Music in occasione del bicentenario della nascita di Abraham Lincoln, Letters from Lincoln di Michael Daugherty, prende spunto dalle lettere del 16esimo presidente americano, ma a differenza della composizione di Copland, quella che emerge in questo caso è una figura meno ufficiale e più sfaccettata in cui ampio spazio viene dedicato alla vita privata. I testi di Lincoln sono cantati dal baritono Stephan Genz.

The Star - Spangled Banner (La bandiera adorna di stelle) è l’inno nazionale americano, che venne rivisitato da Stravinsky nel 1944 come segno della sua appartenenza alla cultura americana. L’esecuzione venne però censurata dalla Filarmonica di Boston in ossequio ad una legge che impediva l’armonizzazione dell’inno.

Con il sostegno di AON
In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano –Teatro d’Europa
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Biografie

Filarmonica '900 del Teatro Regio di Torino
La Filarmonica '900 del Teatro Regio di Torino è un’associazione fondata nel 2003 su iniziativa dei professori d’orchestra del Teatro Regio, si compone degli elementi dell’intero corpo d’orchestra del teatro d’opera ed ha al suo attivo sei stagioni sinfoniche.
La Filarmonica '900 accoglie l’eredità dell’Orchestra del Teatro Regio la cui storia (lunga 270 anni) s’intreccia con quella di famosi artisti, a partire da Arturo Toscanini, Giacomo Puccini, Richard Strauss, Maria Callas, sino a Renata Tebaldi, Giuseppe Di Stefano, Placido Domingo e Luciano Pavarotti, solo per citarne alcuni.
Con originalità la Filarmonica '900 si propone di esplorare l’estrema varietà della musica del Novecento, inserendo nel proprio repertorio - accanto ai capolavori di sempre - i grandi lavori della musica sinfonica del ventesimo secolo, riservando una particolare attenzione ai punti d’incontro tra l’idea di musica “colta” e i nuovi linguaggi che ad essa si sono opposti (ma anche confrontati ed infine mescolati); il jazz, la musica per film e la musica popolare.
Nasce così un ricco repertorio formato, in buona parte, dalle opere dei grandi autori del novecento (Mahler, Strauss, Ravel, Prokof'ev, Berg, Copland, Respighi e Sostakovic), alternate a progetti originali, e talvolta inediti, scaturiti dall’incontro meno prevedibile tra i generi. Per fare qualche esempio ricodiamo il progetto Gershwin's World di Herbie Hancock, Poulenc con Stefano Bollani, la partecipazione al restauro di famose colonne sonore originali quali, da ultimo, Cabiria di Pastrone, eseguita dal vivo durante la proiezione del film.
Altra importante realizzazione è stato il Progetto Rota-Casella incentrato intorno alla figura di due compositori italiani del '900, per certi versi trascurati ma di altissimo profilo; progetto che ha dato esito - insieme ad una serie di concerti - ad un progetto discografico.
All’insegna dell’eclettismo sono le numerose collaborazioni con artisti di diversa estrazione musicale quali Herbie Hancock, Salvatore Accardo, Stefano Bollani, Hubert Soudant, Enrico Dindo, Jan Latham-Koenig, Leo Nucci, Dietfried Bernet, Uri Caine, Nicola Piovani, Steven Mercurio, Timothy Brock, Natalia Gutman, Julian Kovatchev, Richard Galliano e Ute Lemper.
Dal 2006 Jan Latham-Koenig ricopre l’incarico di primo Direttore ospite. Nel 2007 si segnala la prima uscita discografica della Filarmonica '900, con un CD dedicato a Francis Poulenc, realizzato da Jan Latham-Koenig e Stefano Bollani al pianoforte. Questa incisione è stata accolta favorevolmente dalla critica internazionale; il BBC Music Magazine le ha riconosciuto come punteggio il “5 Stars”.
La Filarmonica '900 è già stata gratificata da tre partecipazioni consecutive al Festival Internazionale Settembre Musica MITO ed ha al suo attivo importanti scritture internazionali: nell’estate 2004 al Festival Berlioz in Francia (con Laurent Petitgirard e il pianista Jean Philippe Collard); nell’agosto 2005 al noto Festival di Santander, in Spagna (tre concerti con Renée Fleming, Roberto Scandiuzzi e Jan Latham-Koenig); nel 2006 al Rumanian Atheneum di Bucarest-Romania e nell’agosto 2008 al Festival di Muerten-Svizzera (tre concerti diretti da Jan Latham-Koenig e Kaspar Zhender).
Un posto particolare nell’attività della Filarmonica '900 spetta alla registrazione di colonne sonore; collaborazione con il compositore Ezio Bosso che ha permesso la registrazione di musiche per due film di Andrea Porporati: Il dolce e l’amaro e Le ali.
Nel gennaio 2009 la Filarmonica '900 ha registrato la Prima Sinfonia di Ezio Bosso Oceans.


Stephan Genz, baritono
Il baritono tedesco Stephan Genz è nato a Erfurt e ha ricevuto la sua prima formazione musicale come corista nella chiesa di San Tommaso a Lipisa.
Ha proseguito gli studi vocali con Hans-Joachim Beyer al Conservatorio di Lipsia, con Mitsuko Shirai e Hartmut Hall al Conservatorio di Karlsruhe e con Dietrich Fischer-Dieskau ed Elisabeth Schwarzkopf.
Si è quadagnato l’attenzione internazionale ricevendo premi e partecipando a prestigiosi concorsi quali l’International Johannes Brahms Competition ad Amburgo e l’International Hugo Wolf Competition di Stoccarda.
Le compagnie d’opera con le quali Stephan Genz si è esibito includono: le Staatsoper di Berlino e di Amburgo, l’Opéra Bastille di Parigi, il Théatre des Champs-Elysées e il Théatre du Chatelet, il Teatro alla Scala, l’Opera di Losanna e quella di Strasburgo, la Semperoper di Dresda e il Festival di Aix-en-Provence.
Ha collaborato con molti direttori, quali Myung-Whun Chung, Marcus Creed, Gerd Albrecht, Daniel Harding, Philippe Herreweghe, Thomas Hengelbrock, Gustav Kuhn, Sigiswald Kuijken, Jesus Lopez-Cobos, Fabio Luisi, Georges Prêtre, René Jacobs, Giuseppe Sinopoli, Kurt Masur e Nikolaus Harnoncourt.
Ha tenuto, inoltre, concerti negli Stati Uniti, nel Sud America, in Canada, e in tutta Europa. Il suo repertorio include i Requiem di Brahms e di Fauré (entrambi anche incisi), i Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler e quasi tutta la letteratura concertistica per baritono lirico. Ha ottenuto un notevole successo interpretando il War Requiem di Britten con James Judd e l’Orchestre National de Lille di Parigi.
Nel 1999 gli è stato conferito il Premio Brahms a Schleswig-Holstein, e nel 2000 è stato nominato “Giovane Artista dell’anno” dalla critica musicale belga.
Nel 2006/2007 ha fatto il suo debutto orchestrale nel Nord con Ein deutsches Requiem di Brahms insieme alla Indianapolis Symphony Orchestra diretta da Mario Venzago.
Forse ancor più stimato come liederista di primo rango, Genz è stato ospitato alla London’s Wigmore Hall, al Concertgebouw di Amsterdam, alla New York’s Frick Collection e alla Alice Tully Hall, così come dalle maggiori rassegne liederistiche di Philadelphia, Berkeley, Ann Arbor, Washington, Cleveland, Montréal, Colonia, Bruxelles, Parigi, Firenze, Aix-en-Provence, Tokyo e Feldkirch.
Le sue registrazioni liederistiche hanno meritato alcuni fra i più alti riconoscimenti dell’industria discografica, fra i quail il Timbre de Platine, il Diapason d’or, e - per la sua incisione dei Lieder di Beethoven (Hyperion) - il Gramophone Award e il Preis der Deutschen Schallplattenkritik.



Jan Latham-Koenig, direttore
Nato in Inghilterra, Jan Latham-Koenig è un vero europeo, avendo origini francesi, danesi e polacche. Ha studiato al Royal College of Music di Londra ed ha iniziato la sua carriera come pianista. Ha vinto numerosi premi, sia pianistici che di direzione d’orchestra, quali il “Gulbenkian Fellowship”.
Nel 1976 fonda un versatile ensemble che porta il suo nome, con il quale esplorare originali sentieri musicali; ma nel 1982 decide di dedicarsi completamente alla direzione d’orchestra e debutta alla Radio Scandinava.
Contemporaneamente comincia ad esplorare il repertorio dell’opera italiana. Nel 1988 esordisce in modo sensazionale con Macbeth all’Opera di Stato di Vienna, e dal 1991 diviene suo Primo Direttore ospite, dirigendo qui circa cento spettacoli.
Dirige regolarmente nei più grandi teatri d’opera inclusi il Covent Garden, l’Opéra Nationale di Parigi e i teatri di Berlino, Amburgo, Roma, Lisbona e Santiago in Cile. Dal 1989 al 1992, è stato Direttore musicale dell’Orchestra di Porto, da lui fondata su richiesta del governo portoghese.
Jan Latham-Koenig è molto richiesto come Direttore ospite. Ha diretto le maggiori orchestre del mondo: in America (la Los Angeles Philharmonic e la St Paul Chamber Orchestra), in Giappone (l’Orchestra Sinfonica della città di Tokyo e l’Orchestra Sinfonica di Tokyo), in Francia (l’Orchestre Philharmonique de Radio France e l’Orchestre National Bordeaux Aquitaine), in Germania (la Filarmonica di Dresda, i Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino e le orchestre Westdeutscher Rundfunk, Mitteldeutscher Rundfunk e Sudwestfunk) e nell’Europa del Nord (la Filarmonica della Radio Olandese), la Filarmonica di Rotterdam, le orchestre delle Radio danesi e svedesi e la Filarmonica di Stoccolma).
Dirige regolarmente le migliori orchestre italiane. Nel 2001 è stato molte volte ospite dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma per una serie di concerti con l’esecuzione dei Concerti per Pianoforte e Orchestra di Beethoven con Evgeny Kissin. Altri importanti appuntamenti del 2001 hanno incluso un ritorno al Teatro Municipal in Santiago (dove ha diretto la première cilena di Peter Grimes) e al Teatro Colón di Buenos Aires.
Dal 1997 al 2002 Jan Latham-Koenig è stato Direttore Muiscale sia dell’Orchestre Philharmonique de Strasbourg che dell’Opéra National du Rhin.
Fra le produzioni più importanti di quel periodo ricordiamo Turandot, Elektra e il balletto Il Principe delle Pagode. La sua produzione di Les dialogues des carmélites ha vinto il premio Claude-Rostand come migliore produzione di Opera Regionale (1999), ed anche il Diapason d’or come migliore opera video (2001). Altre produzioni a Strasburgo includono il Macbeth, La bohème, Peter Grimes, Tristan und Isolde, Pelléas Mélisande, Die tote Stadt di Korngold e Carmen.
Nel 1999 ha portato l’Orchestre Philarmonique de Strasbourg al Barbican di Londra per un concerto di Gala in celebrazione del 50° anniversario del Consiglio dell’Europa; è in seguito ritornato a Londra con l’Opéra du Rhin per Les dialogues des carmélites al BBC Proms. Fra le alrtre produzioni operistiche ricordiamo Venus und Adonis di Henze (Genova), Tosca (Parigi), Les dialogues des carmélites e Jenufa (Copenaghen) e I Lombardi alla prima crociata (Santiago del Cile).
Dal gennaio 2004 Latham-Koenig è Direttore Artistico del Cantiere Inernazionale d’Arte di Montepulciano e della Young Janacek Philharmonic, e nel gennaio 2005 è stato nominato Direttore Musicale del Teatro Massimo a Palermo. È stato fra i pochi inglesi ad ottenere un simile incarico in un grande teatro italiano; nel 1990 ha anche ricoperto l’incarico Direttore Ospite Principale del Teatro dell’Opera di Roma.
Nel 2006 è stato nominato Direttore Ospite Principale della Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino ed è stato anche l’anno del suo ritorno al Tetaro La Fenice di Venezia; dal novembre è Direttore Musicale al Teatro Municipal di Santiago del Cile, dove la sua prima produzione è stata Tristan und Isolde, seguita da un’ acclamata Zauberflöte. Nel 2007 ha diretto una riuscita produzione di Beatrice et Benedicte al Chicago Opera Theater, La piccola volpe astuta alla Deutsche Oper di Berlino, Lohengrin a Mosca e una produzione di Pelléas et Mélisande all’Opera Society canadese.
Ha inciso un CD con la Filarmonica ’900 del Teatro Regio dedicato a Poulen, eletto “CD del mese” dal periodico BBC Music Magazine.



Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it
__________COMUNICATO STAMPA

Domenica 13 settembre 2009 ore 15/18/21 - Teatro Dal Verme, Milano

Grandi orchestre e grandi interpreti per la Maratona Classica: Catherine Spaak voce recitante nelle Chansons de Bilitis di Debussy


Posto unico numerato: un concerto euro 20 / due concerti euro 26 / tre concerti euro 33

La Maratona Classica del Festival MITO è diventato in questi anni uno degli appuntamenti imperdibili per gli appassionati della musica colta. Domenica 13, infatti, dal primo pomeriggio fino a sera, il meglio del repertorio classico da Beethoven a Hindemith, da Debussy fino all’omaggio a Marcello Abbado, si potrà ascoltare, durante i tre concerti consecutivi, nelle interpretazioni di tre preziose orchestre e ensemble che si alterneranno sul palco del Teatro Dal Verme.

Alle ore 15 Orchestra di Padova e del Veneto con Olli Mustonen direttore e pianoforte eseguirà il Tema con quattro variazioni per pianoforte e orchestra d’archi e “I quattro Temperamenti” per pianoforte e orchestra d’archi di Paul Hindemith, e il Concerto n. 3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37 di Ludwig van Beethoven.
In collaborazione con Serate Musicali – Milano

Alle ore 18 la Soirée parisienne sarà tutta dedicata al compositore francese Debussy, e vede la partecipazione di Catherine Spaak, voce recitante nelle, per voce recitante, due flauti, due arpe e celesta su testi di Pierre Louÿs con Andrea Ambrosini alla celesta. L’ensemble strumentale è composto da Fulvio Fiorio e Massimo Mercelli al flauto, Massimo Paris alla viola, Patrizia Tassini e Nicoletta Sanzin all’arpa nell’ Arabesque, per due arpe, in programma anche la Sonata per flauto, viola ed arpa e Syrinx, per flauto solo.

Alle ore 21 il terzo ed ultimo concerto è un omaggio alla carriera di Marcello Abbado. I quattro brani scelti dal maestro per sostanziare l’Omaggio resogli dalla terza edizione del Festival MITO Settembre Musica sono opere relativamente recenti, date alla luce fra il 1994 e il 2006, e vi traspare il profondo sorriso esistenziale di questo compositore.
La Sinfonia degli Arrivi, è una evocazione in sequenza invertita dell’arcinota Sinfonia degli Addii di Franz Joseph Haydn, quelle in cui gli orchestrali abbandonano il palcoscenico nel finale. Il Concerto per arpa e orchestra d’archi fu concepito nel 2003 per la solista Maria Gamboz che, per il pubblico del festival, torna a esibirsi come interprete protagonista. Il Concerto per flauto e orchestra è anche in questo caso affidato a un solista di indubbio valore:la flautista croata Dive Franetovich. L’Ostinato, sopra un ritmo della sinfonia del “Signor Bruschino” di Rossini, per pianoforte, archi e percussione è la più datata fra le composizioni in programma che della celebre pagina di Rossini utilizza la sequenza percussiva scandita sui leggii con gli archetti dei violini.
IL concerto è diretto da Vittorio Parisi con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali e Marcello Abbado al pianoforte.
In collaborazione con Fondazione I Pomeriggi Musicali

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Biografie

Orchestra di Padova e del Veneto
L’Orchestra di Padova e del Veneto si è costituita nell’ottobre 1966 e, nel corso di quarant’anni di attività, si è affermata come una delle principali orchestre da camera italiane nelle più prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero.
L’Orchestra è formata sulla base dell’organico del sinfonismo classico e, dalla data della sua fondazione, il suo primo violino è Piero Toso. Peter Maag, il grande interprete mozartiano, ne é stato il direttore principale dal 1983 al 2001.
Alla direzione artistica si sono succeduti Claudio Scimone (dalla fondazione al 1983), Bruno Giuranna (1983-1992), Guido Turchi (1992-1993) e, in veste di direttore musicale, Mario Brunello (2002-2003).
L’attuale programmatore artistico dell’Orchestra è Filippo Juvarra, che collabora con la stessa dal 1984 ed ha contribuito con decisione a dare continuità al profilo artistico e musicale definito (dopo il 1983) da Bruno Giuranna e Peter Maag.
Per questo suo lavoro Filippo Juvarra ha ricevuto nel 2002 il Premio della Critica Musicale Italiana “Franco Abbiati”.
Nella sua lunga vita artistica l’Orchestra annovera collaborazioni con i nomi più insigni del panorama internazionale, tra i quali ricordiamo: Accardo, Anderszewski, Argerich, Ashkenazy, Barbirolli, Bashmet, Bream, Buchbinder, Campanella, Carmignola, Chailly, Desderi, Gavazzeni, Goebel, Gutman, Hamar, Hewitt, Hogwood, Kavakos, Koopman, Lonquich, Lupu, Maisky, Melles, Mullova, Mutter, Nanut, Perahia, Perlman, Quarta, Rampal, Richter, Rostropovich, Santi, Shelley, Starker, Stoltzman, Szeryng, Ughi, Vegh, Zehetmair, Zimerman.
L’Orchestra ha dato, attraverso la propria produzione concertistica, un grande impulso alla vita musicale di Padova e del Veneto e, per questo impegno, è stata riconosciuta dallo Stato come l’unica Istituzione concertistico-orchestrale (ICO) operante nel Veneto, e le è stata riconosciuta nel 1994 la personalità giuridica da parte della Regione del Veneto.
L’Orchestra realizza circa 120 concerti l’anno. Anima una propria stagione a Padova e tiene concerti nella regione Veneto, in Italia (per le maggiori società di concerto e festival) e tournée all’estero.
A partire dal 1987 ha intrapreso una vastissima attività discografica; oltre cinquanta incisioni per le più importanti etichette.


Olli Mustonen, direttore
Olli Mustonen occupa un posto unico sulla scena musicale odierna.
Come pianista ha affascinato il pubblico per la tecnica strepitosa e per la genialità d’interprete. Come direttore ha fondato la Helsinki Festival Orchestra ed è Direttore Associato della Tapiola Sinfonietta. In qualità di compositore fa parte di una scuola di musicisti la cui visione è espressa con la medesima vivacità tanto nell’arte dell’interpretazione quanto in quella della composizione ex novo.
Nato a Helsinki, Mustonen ha intrapreso lo studio del pianoforte, del clavicembalo e della composizione all’età di cinque anni. Ha studiato con Ralf Gothoni e, in seguito, pianoforte con Eero Heinonen e composizione con Einojuhani Rautavaara.
Ha suonato in tutte le grandi capitali mondiali della musica, incluse Vienna, Berlino, Amsterdam, Londra, Parigi, Roma, New York e Tokyo.
Si è esibito con le principali orchestre, tra cui: Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, DSO Berlin, London Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Philharmonia Orchestra e la Royal Concertgebouw di Amsterdam.
Ha collaborato con direttori quali: Ashkenazy, Barenboim, Berglund, Boulez, Chung, Dutoit, Eschenbach, Harnoncourt, Masur, Nagano, Salonen e Saraste.
Tra gli impegni della prossima stagione spiccano i concerti con la New York Philharmonic, il Leipzig Gewandhaus, l’Orchestra Filarmonica di Varsavia e l’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”.
Numerosi anche i suoi impegni come direttore, che lo vedono impegnato in produzioni con l’Orchestra Filarmonica di Helsinki, la NHK Symphony Orchestra e la WDR Symphony Orchester di Colonia.
Attualmente sta compiendo una lunga tournée europea con Steven Isserlis e sarà ospite del Festival di Baden-Baden che gli ha dedicato la rassegna “Artist Portrait of the year”.
La sua attività di pianista e di direttore si basa sulla fondamentale esperienza di compositore.
Mustonen sostiene che ogni esecuzione debba sempre destare l’interesse di una prima assoluta e si pone di fronte all’autore trattandolo come un suo contemporaneo. Questa vocazione all’innovazione lo porta a esplorare molte aree del repertorio al di là dei canoni prestabiliti.


Catherine Spaak, voce recitante
Con un fascino quasi aristocratico, l'attrice francese vanta un indiscutibile appeal. Nata nel 1945 a Boulogne-Billancourt da un’illustre famiglia belga che annovera fra i suoi membri anche eminenti uomini politici e artisti, la Spaak, lascia molto presto la sua amata Francia per iniziare la carriera di attrice in Italia.
Suo padre era lo sceneggiatore Charles Spaak, e lei debutterà per il grande schermo a soli quindici anni nel 1960, in Dolci inganni, diretta da Alberto Lattuada; un ruolo rimasto memorabile che ha consacrato una giovanissima Catherine Spaak come “lolita” del cinema. Ha lavorato moltissimo tra gli anni sessanta e settanta e con i più importanti attori e registi del nostro cinema. Da Monicelli a Dino Risi, in molti l'hanno scelta per la sua sensualità ammiccante. Perchè è stata capace di essere sexy e provocante senza mai essere volgare.
Tra i suoi film più importanti dobbiamo citare L'armata Brancaleone, Adulterio all'italiana, La noia e La voglia matta.
La Spaak, sia come attrice e poi anche nelle vesti di conduttrice, ha dimostrato di sapere essere anche divertente. All’inizio degli anni ottanta ha condotto per quasi quindici anni, con un discreto successo di pubblico, il programma Harem in onda su Rai tre, ha curato alcune rubriche per il Corriere della Sera, Tv Sorrisi e Canzoni e, recentemente, ha condotto un programma su sogni e fenomeni extrasensoriali in onda su La 7.
Giovanissima la Spaak ha sposato Fabrizio Capucci e con lui ha avuto una figlia, Sabrina, che lavora in teatro. Poi c'è stato un matrimonio con il cantante Johnny Dorelli e con l’attore Orso Maria Guerrini. In tutta la sua vita l’ex lolita ha scritto quattro libri, tutti molto autobiografici e mai recensiti; di questo la Spaak non dice nulla, preferisce non lasciar mai trasparire cosa pensa davvero.
Qualcuno ha osato definirla fredda, lei dice che è solo molto riservata.


Orchestra I Pomeriggi Musicali

L’Orchestra I Pomeriggi Musicali nacque nell’immediato secondo dopoguerra in una Milano tutta presa dal fervore della ricostruzione. Fu il frutto dell’incontro tra due uomini d’eccezione: l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo. Il primo pensava ad una formazione da camera con la quale eseguire il repertorio classico, il secondo ad un’orchestra in grande stile che sviluppasse un repertorio di musica contemporanea e d’avanguardia. I due punti di vista trovarono una sintesi nell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che fin dal primo concerto, il 27 novembre 1945, accostando Mozart e Stravinskij, Beethoven e Prokofjev, inaugurò una formula coraggiosa che la portò al successo.
La lunga storia dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali non ha mai tradito le linee programmatiche e gli obiettivi ideali lanciati più di sessant’anni fa dai padri fondatori dell’istituzione, e oggi conta uno straordinario repertorio che include i più grandi capolavori del Barocco, del Classicismo, del primo Romanticismo e, allo stesso tempo, molta musica Moderna e Contemporanea. La diffusione popolare di quest’ultima fu avviata puntando sui grandi del Novecento, assenti dai cartelloni concertistici durante la dittatura fascista per motivi politici o di stolta autarchia culturale: andavano da Stravinskij a Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. Oltre naturalmente agli italiani, alcuni dei quali non solo poterono presentare le loro composizioni per la prima volta, ma ne scrissero su commissione dei Pomeriggi: Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi.
La tradizione continuò con quelli delle leve successive: Berio, Bussotti, Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, arrivando agli emergenti dei nostri giorni, Fedele, Francesconi, Vacchi, apparsi nelle ultime stagioni. Grandi compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e recentemente Penderecki, hanno diretto la loro musica sul podio dei Pomeriggi Musicali, un podio che è anche stato, per tanti giovani artisti, un trampolino di lancio verso la celebrità; fra questi Leonard Bernstein e Sergiu Celibidache.
Notevole è poi il numero delle future celebrità che sono state consacrate dai Pomeriggi: un albo d’oro che comprende Claudio Abbado, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi.
Ricordiamo inoltre le importanti presenze di Direttori stabili: Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Gianpiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti e Aldo Ceccato. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica: in questa veste Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino e Gianni Tangucci. Dal 2009 la direzione artistica è affidata a Ivan Fedele, mentre Antonello Manacorda continua a ricoprire il ruolo di Direttore musicale dell’orchestra.
L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia, e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra ha conquistato platee internazionali (recentemente in Spagna, Portogallo, Tunisia, Francia, Germania, Svizzera, Turchia e Austria).
Oggi I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale.

Vittorio Parisi, direttore
Nato a Milano ha studiato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” pianoforte, composizione e direzione d'orchestra con Mario Gusella e Gianluigi Gemetti e si è poi perfezionato in direzione in Olanda con Kirill Kondrashin.
Ha diretto le principali orchestre sinfoniche e da camera italiane e quelle di numerosi Enti Lirici fra i quali l’Opera di Roma, la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, i teatri di Cagliari, Genova, Catania e Treviso, collaborando con registi quali Luca Ronconi, Roberto De Simone, Quirino Conti, Walter Malosti, Giorgio Barberio Corsetti e molti altri. Ha tenuto concerti in Svizzera, Francia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Albania, Turchia, Australia e Nuova Zelanda. In particolare ha diretto la Sydney Symphony alla Sydney Opera House e la Auckland Philharmonia; la sua interpretazione della Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorák è stata scelta come primo podcasting sinfonico della Radio neozelandese.
Nel campo della musica contemporanea ha diretto prime esecuzioni assolute di moltissimi compositori, diverse delle quali a lui dedicate, e ha collaborato anche con Berio e Cage. Ha diretto la prima esecuzione pubblica del Don Perlimplin di Maderna e del Sogno di un tramonto d'autunno di Malpiero, la prima scenica del Barrabas di Togni, la prima in epoca moderna del pastiche di Da Ponte L'Ape Musicale e la prima ripresa di Marie Galante di Weill.
Primo direttore dell'Angelicum dal 1984 al 1988, è stato Direttore stabile del Gruppo Nuova Consonanza (Milano) e Direttore artistico e Stabile dei Solisti Aquilani dal 2003 al 2005. Dal 1995 è Direttore artistico e Stabile del Dèdalo Ensemble (Brescia).
Insegna Direzione d’orchestra al Conservatorio di Milano e dalla sua classe sono usciti giovani direttori attualmente impegnati in diversi teatri del mondo. Ha tenuto Master class di Direzione in Australia (Melbourne Symphony Orchestra) e in Albania.


Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it
_________COMUNICATO STAMPA

Sabato 12 settembre 2009 ore 17 – Teatro Dal Verme, Milano

La favola di Pierino e il lupo nello
spettacolo per bambini con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala

Programma
Franz Joseph Haydn
Sinfonia n.45 in fa diesis minore Hob. I:45 “Degli addii”

Sergej Prokof’ev
Pierino e il lupo, favola sinfonica per bambini op. 67

Ingresso 5 euro

Il terzo appuntamento del Festival MITO con i concerti dedicati ai più piccoli, sabato 12 settembre 2009 alle ore 17 al Teatro Dal Verme propone una delle opere più celebri della storia della musica tra quelle dedicate ai bambni: la favola di Pierino e il lupo di Prokof’ev. All’interno del progetto MITO Educational, che quest’anno ha proposto anche a giovani studenti delle scuole milanesi percorsi didattici di preparazione all’ascolto dei brani eseguiti nei concerti del Festival, la scelta di Pierino e il lupo, nell’interpretazione dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Pietro Mianiti, punta soprattutto all’interazione dialettica della parola e della musica, del racconto scritto dallo stesso Prokof’ev, recitato per l’occasione da Anna Nogara, e della narrazione attraverso i suoni, che permette di associare alcuni strumenti dell’orchestra a determinanti personaggi con l’obiettivo di farne assimilare il timbro, la voce, le potenzialità espressive e dinamiche, in maniera semplice e divertente.
Ai giovani ascoltatori sarà inoltre proposta la Sinfonia in fa diesis minore Hob. I:45 di Haydn per la sua teatralità e gestualità esecutiva. Essa infatti mette in scena una piccola questione che si era aperta alla corte di Esterhazy della cui orchestra Haydn era responsabile. Il principe Esterhazy da troppo tempo non concedeva ai musicisti l’autorizzazione di assentarsi dalla corte per far visita ai familiari e Haydn decise di lanciare al principe un messaggio: nel finale ognuno degli strumentisti, terminata la propria parte, adagia lo strumento, spegne la candela sul leggio ed esce dalla sala. Restano alla fine solo due violini, che escono a loro volta appena terminate le rispettive melodie.
In collaborazione con Accademia Teatro alla Scala

Il programma musicale :

La Sinfonia in fa diesis minore Hob. I:45 è tra le espressione più alte dello spirito “Sturm und Drang”, ossia di quel movimento preromantico che in opposizione all’Illuminismo cerca di rivalutare l’elemento passionale. La sinfonia è detta anche “Degli addi”; composta infatti nell’estate del 1722 quando il principe Nikolaus Esterházy volle trattenersi molto più a lungo presso la sua residenza estiva, gli artisti mal sopportarono la lontananza da casa e si rivolsero ad Haydn che come sottile protesta studiò un finale in cui gli strumentisti cessano di suonare uno alla volta e se ne vanno spegnendo la loro luce e lasciando la sala fino a che rimangono solamente due violini.

Pierino e il Lupo è una delle opere più note di Prokof’ev, che si inserisce in un ambito didattico particolarmente coltivato in Russia. La fiaba narrata dalla partitura racconta la storia di un bambino, Pierino, e di un uccellino che riescono a catturare un lupo feroce che viene consegnato ai cacciatori. Ogni personaggio è presentato con un tema musicale a cui corrisponde uno strumento musicale che nell’idea iniziale di Prokof’ev doveva essere mostrato ai bambini a scopi didattici.

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Biografie

Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala
L'Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala si è formata durante i Corsi di Perfezionamento per Professori d’Orchestra tenuti dall’Accademia stessa a partire dal 2000. Il programma formativo prevede lezioni individuali di strumento, musica da camera, sezioni d’orchestra ed esercitazioni orchestrali, per le quali ci si avvale del prezioso contributo delle Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, oltre a quello di musicisti di fama internazionale.
Dalla creazione, nel corso degli anni, alla sua guida si sono avvicendati direttori quali Riccardo Muti, Daniele Callegari, Stefano Ranzani, Corrado Rovaris, Nicola Luisotti, Antonino Fogliani, Fabrizio Maria Carminati, Marco Zuccarini, Christopher Franklin, Bruno Casoni,Tiziano Severini, David Garforth, Enrique Mazzola, Giovanni Antonini, Ottavio Dantone e Pietro Mianiti.
L’Orchestra e i gruppi cameristici dell’Accademia si sono esibiti al Teatro alla Scala, Piccolo Teatro, Festival MITO, Società del Giardino, Biennale di Venezia, Teatro Donizetti di Bergamo, Teatro Verdi di Brindisi e in numerose tournée, tra le quali si segnalano il progetto Enel (Stavolta noi portiamo la musica, voi portate la luce, 2003-2004) e la partecipazione al Al Ain Classical Music Festival di Abu Dhabi negli Emirati Arabi nel 2008.
L’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala partecipa ogni anno al "Progetto Accademia", titolo operistico interamente affidato agli allievi, inserito nel cartellone scaligero, cui si affiancano altre produzioni per la compagnia di ballo.
Nell’autunno 2006 è stata la volta del balletto Il pipistrello e di Ascanio in Alba di Mozart. Nel 2007 e nel 2008 ancora due titoli mozartiani: Così fan tutte e Le nozze di Figaro.
Nel 2009 l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala partecipa alla realizzazione del balletto Sogno di una notte di mezza estate e all’opera Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Donizetti, con la regia di Antonio Albanese e la direzione di Marco Guidarini.
Entrambe le produzioni, dopo il debutto sul palcoscenico del Piermarini, partiranno per una tourneé in Danimarca.

Pietro Mianiti, direttore
Nato a Parma, ha studiato viola, composizione e direzione d’orchestra. Dal 1999 al 2003 ha ricoperto, su invito di Luis Alva, il ruolo di Direttore Musicale dell’Associazione Prolirica del Perù, per la quale ha diretto al Teatro Segura di Lima: Turandot, Tosca, Falstaff, Il Barbiere di Siviglia, Aida, Rigoletto, la Messa di Gloria di Puccini, la Messa da Requiem di Verdi e la Nona Sinfonia di Beethoven.
Nel 1998 è stato Direttore Principale dell’Orchestra Das Beiras in Portogallo. Piero Bellugi, Donato Renzetti e Jaques Delacote l’hanno voluto come assistente in varie produzioni internazionali. Si dedica sia all’esecuzione di opere rare (La Passione di Gesù Cristo di Salieri, a Brno) che di musica contemporanea. Ha diretto prime esecuzioni assolute quali: Il Filo, Freddo e We Like Mozart di Michele Dall’Ongaro, L’Opera delle filastrocche di Virgilio Savona, Oratorio di Maurizio Fabrizio e la Missa Andina di Alejandro Nuñez Allauca. Nel 2003 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica del Perù per meriti artistici. Nel 2004 ricopre il ruolo di consulente artistico del Teatro Massimo di Palermo dove sostituisce Alain Lombard nella Carmen di Bizet, e dal 2005 è Direttore Musicale dell’Orchestra dell’Università di Roma Tre.
Per il circuito ASLICO ha diretto L’elisir d’amore nel 2004, nel 2005 I Capuleti e i Montecchi, nel 2007 Madama Butterfly e nel 2008 Turandot. Nel 2008 ha diretto l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala in una tournée negli Emirati Arabi.
Oltre alla sua attività di direttore collabora in qualità di prima viola con importanti orchestre liriche e sinfoniche italiane. È fondatore dell’Italian Piano Quartet, con il quale si è esibito al Festival dei Due Mondi di Spoleto, al Lygon Arts Festival di Melbourne, alla Carnegie Hall di New York, alla Kleine Musikhalle di Amburgo, alla Filarmonica di San Pietroburgo e alla Dixon Gallery di Memphis. È titolare della cattedra di viola presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Recentemente ha diretto il concerto per Ennio Morricone con musiche di D’Amico e Dall’Ongaro, alla guida dell’Orchestra Roma Sinfonietta, nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza.
Tra gli impegni futuri: La Traviata nei Teatri di Fidenza e Carpi e quattro Concerti al Teatro Palladium di Roma con “Roma Tre Orchestra” nel corso dei quali dirigerà, tra l’altro, L’indifferenza (opera per voce recitante e 12 archi di N. Sani), il Requiem per archi di T. Takemitsu e Sette pezzi per orchestra d’archi di A. Solbiati.

Anna Nogara, voce recitante
Attrice e cantante milanese, si é formata nella scuola del Piccolo Teatro di Milano. Ha recitato in Italia e in Francia testi di O’Neill, Goldoni, Seghers, Adamov, Goethe, Ariosto, von Kleist, Eschilo, Campanile, Isgrò, Wedekind, Cechov, Shakespeare, Tadini con registi quali Puecher, Strehler, Gruber, Ronconi, Crivelli, Bayen, Engel, Cecchi, Shammah e Maccarinelli.
Ha recitato e/o cantato in spettacoli musicali e concerti con musiche di Weill, Berio, Negri, Schumann, Strawinsky, Haydn, Debussy, Saint-Saëns, Battistelli, Fedele, Solbiati, Maderna e Di Bari.
Si é dedicata anche alla regia mettendo in scena ed interpretando: Medeamaterial di Müller, Not I di Beckett, Altrove di Jandl, Il racconto dell’incendio di via Keplero di Gadda, Piacere diVino di J. P. Coffe, I Segreti di Milano di Tesori.
Più recentemente ha privilegiato la lettura di testi letterari, curandone anche l’impaginazione scenica. Tra questi ricordiamo: Les chansons de Bilitis di Pierre Louys (Autunno Musicale Como), San Giorgio in casa Brocchi di Carlo Emilio Gadda (Collegio Borromeo Pavia), La canzone della Olga di D. Tessa (Piccolo Teatro Milano), La Ninetta del Verzé di Carlo Porta (Biblioteca Braidense), Fanny Hill, racconto erotico di Cleland (Cortina d’Ampezzo), I promessi sposi di Manzoni (Palazzo Reale Milano), Le parole sono la meraviglia del mondo (sei spettacoli sulla poesia italiana del ‘900, al Museo Diocesano Milano) e Il Romanzo a voce alta, affrontando la lettura di Anna Karenina, L’educazione sentimentale, I promessi sposi (Collegio Borromeo di Pavia) e Il mantello di Gogol (Classici in Festival, Corbella).

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it
Grazie a http://www.papido.it
Teatro Dal Verme

Sito: www.dalverme.org/
Via San Giovanni sul Muro, 2 - Milano
Telefono: 02.87905
Teatro Dal Verme, Milano - Prende il nome dall’antica famiglia dei Dal Verme che abitava gli edifici in via San Giovanni sul Muro e Puccini nel XIX secolo. Il progetto della sua costruzione venne affidato all’architetto Pestagalli che realizzò una struttura a forma di ferro di cavallo e della capienza di tremila posti all’incirca; aprì i battenti nel 1872. I bombardamenti del 1943 dovuti alla Seconda Guerra Mondiale distrussero gli interni e la cupola. Il restauro venne ultimato nel 1946.

Programmazione Spettacoli:



Sinfonia della Forma
Dove Teatro Dal Verme
Genere Mostra
Quando Dal 16/01/2009 al 08/02/2009
Orari Da martedì a domenica dalle ore 15.30 alle ore 20.00; nelle sere di spettacolo sino alle 21.00. Chiuso il lunedì
Prezzi: € 0.00
INFORMAZIONI SPETTACOLO: Teatro Dal Verme si apre alle opere del pittore Enzo Maio per la mostra intitolata Sinfonia della Forma.L'esposizione, che comprende 20 opere realizzate dopo il 1992, documenta la visione dell'artista novarese (classe 1953) sul mondo, che si esprime attraverso una rappresentazione del paesaggio evanescente ed informale, che si concentra sulla focalizzazione di alberi e particolari.
COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Lunedì 22 settembre ore 21 - Teatro Dal Verme, Milano

George Benjamin dirige l’orchestra giovanile tedesca Junge Deutsche Philharmonie

Lunedì 22 settembre alle 21, al Teatro Dal Verme MITO SettembreMusica ospita la Junge Deutsche Philharmonie, l’orchestra di studenti delle scuole musicali che dalla sua fondazione è divenuta uno dei complessi più importanti della scena tedesca. In questa occasione sarà diretta da George Benjamin, presente nel cartellone di MITO anche con una della sue opere, Into the Little Hill, rappresentata il 18 settembre a Milano.
La parte del soprano sarà interpretato da Elizabeth Connell. In programma il preludio al I atto del Parsifal a e la Marcia funebre di Sigfrido, da “Il crepuscolo degli Dei” di Wagner, Chronicromie di Messiaen e Palimpsests dello stesso Benjamin. Introduce il concerto Carlo Bertelli. Posto unico numerato € 10.

Richard Wagner
“Parsifal”, preludio al I atto
Da “Il crepuscolo degli Dei” Marcia funebre di Sigfrido, Finale
L’opera wagneriana prende forma nella subordinazione della musica al dramma e nello sviluppo attraverso l’elaborazione del Leitmotiv: “temi conduttori” individuati per ciascuna situazione. Parsifal, l’ultima opera di Wagner, fu terminato nell’ottobre 1878. Dal punto di vista compositivo già il Preludio anticipa le atmosfere mistiche che pervadono l’opera. Wagner aveva raggiunto l’apice della scrittura sinfonica già nella tetralogia L’anello del Nibelungo. Il Crepuscolo degli Dei, l’ultima giornata del ciclo, si conclude con la morte di Sigfrido, colpito a tradimento da Hagen. Il suo cadavere è trasportato, adagiato sullo scudo, nell’oscurità . La musica assume i toni di una Marcia Funebre fortemente espressiva riprendendo i motivi musicali collegati alle gesta dell’eroe.

Olivier Messiaen
Chronochromie. E’ la seconda opera commissionata dal Festival di Donaueschingen, per il quale Messiaen aveva già composto Réveil des oiseaux (1953). Scritta nel 1959, sfrutta tutte le possibilità degli strumenti a percussione. Il titolo fonde le parole greche Cronos e Croma - “tempo” e “colore” – sottolineando la doppia natura del materiale musicale, una ritmica, l’altro sonora.

George Benjamin
Palimpsests
“Palinsesto” in origine è un’antica pergamena, raschiata e riscritta, che conserva tracce di strati successivi di testi manoscritti. Ad ogni riscrittura, gli strati originari si fanno sempre più frammentari. La metafora del palinsesto ha suggerito a Benjamin un “gioco di prospettive generato dalla sovrapposizione e dal collegamento di più musiche.” In Palimpsest I (1998-1999), il “testo” fondamentale - un canto arcaizzante – è affidato a un quartetto di clarinetti. Al suo culmine, il brano sfocia inopinatamente in un tranquillo passaggio per le percussioni, dal quale il tema principale riemerge in delicati frammenti. Palimpsest II (2004-2005) evidenzia un procedimento analogo a quello del primo movimento: un massiccio crescendo implode ancora una volta in una conclusione ingannevolmente tranquilla; nella coda (Prestissimo), vengono giustapposti materiali di entrambi i movimenti in un abbagliante contrappunto timbrico che del linguaggio musicale di Benjamin costituisce la cifra più caratteristica.



Posto unico numerato € 10

Per informazioni
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it



Biografie:

Junge Deutsche Philharmonie
Fin dalla sua fondazione nel 1974 la Junge Deutsche Philharmonie appartiene ai più interessanti e popolari complessi sulla scena orchestrale tedesca. Responsabilità diretta, cambio di direttori, scelta libera dei solisti e un programma autonomamente composto sono i concetti base di questa orchestra di studenti democraticamente organizzata. Essendo composta dai più dotati studenti di tutte le scuole musicali tedesche, si riunisce tre volte all’anno per un intenso periodo di prove. Sotto la bacchetta di rinomati direttori d’orchestra vengono selezionati programmi di concerti che includono tanto musica contemporanea quanto opere dal repertorio classico romantico. Un livello eccezionale di interpretazione, esibizioni impegnate e programmi inusuali sono divenuti il segno di riconoscimento di questo gruppo ripetutamente premiato. Ha vinto il primo premio alla Herbert von Karajan Competition, il Deutscher Schallplattenpreis (premio del disco tedesco), è stata Artista dell’Anno nel 1978; ha ricevuto il Deutscher Kritikerpreis (Premio della critica tedesca), la Medaglia Mozart della città di Francoforte, il Grand Prix Année Européenne de la Musique, il Deutscher Kulturpreis (premio tedesco per la cultura), l’ Ernst von Siemens Musikpresi nel 1996, il Würth-Preis della Jeunesses Musicales e il Bruno Frey Preis dell’accademia musicale Ochsenhausen nel 1997. Nel 2000 la JDP ha ottenuto una borsa di studio dalla Fondazione Ernst von Siemens. Famosi direttori, compositori e solisti lavorano con l’orchestra: ad esempio, Eliahu Inbal, Gary Bertini, Kyrill Kondraschin, Charles Dutoit, Lorin Maazel, Witold Lutoslawski, Pierre Boulez, Heinz Holliger, Lothar Zagrosek, Seiji Ozawa, Rudolf Barshai, Mauricio Kagel, Karlheinz Stockhausen, Peter Eötvös, Gidon Kremer, Daniel Barenboim, Ingo Metzmacher, David Shallon, Andreas Delfs, Tabea Zimmermann, Christian Tetzlaff, Sabine Meyer.

George Benjamin
George Benjamin, nato nel 1960, ha iniziato a sette anni a suonare il pianoforte e a comporre.
Nel 1976 è entrato al Conservatorio di Parigi per studiare composizione con Olivier Messiaen e pianoforte con Yvonne Loriod. In seguito è stato allievo di Alexander Goehr al King’s College di Cambridge.
Benjamin ha conquistato l’interesse del pubblico con Ringed by the Flat Horizon, eseguito dalla BBC Symphony Orchestra diretta da Mark Elder ai PROMS del 1980.
I suoi due lavori successivi sono stati A Mind of Winter e At First Light, quest’ultimo commissionato dalla London Sinfonietta, con cui ha mantenuto una costante collaborazione ed ha aperto nel 2002 con Palimpsest una stagione intitolata By George e dedicata a una retrospettiva dei suoi lavori.
La composizione Antara è stata commissionata dall’IRCAM per Ensemble Intercontemporain in occasione del decimo anniversario del Centre Pompidou nel 1987.
In America la sua musica è molto eseguita, tanto da essere compositore residente al Tanglewood Festival fin dal 1999.
Benjamin è stato nominato Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres per i suoi contributi
alla vita musicale in Francia ed è membro dell’Accademia Bavarese delle Belle Arti. Nel 2001 ha vinto il Premio Schönberg per la composizione della Deutsche Symphonie Orchester.
Ha debuttato come direttore d’opera con Pelléas et Melisande al Teatro de la Monnaie di
Bruxelles e ha diretto numerose esecuzioni in prima mondiale, con alcuni importanti lavori di Rihm, Chin, Grisey e Ligeti.

Elisabeth Connell
Elisabeth Connell, soprano, è conosciuta come una delle migliori interpreti drammatiche del mondo. Dal suo debutto al Wexford Opera Festival nel 1972, ha cantato all’inaugurazione della Sydney Opera House nel War and Peace del 1973. Dopo una quinquennale collaborazione con la English National Opera, è diventata artista indipendente presso i maggiori teatri d’opera di Londra, Parigi, Vienna, Berlino, Monaco, Amburgo, New York (Metropolitan Opera), San Francisco, Milano (La Scala), Napoli e Genova esibendosi in un vasto repertorio che include Lohengrin, Tannhäuser, Der fliegende Holländer, Tristan und Isolde, the Ring, Elektra, Ariadne, Nabucco, Macbeth, Attila, Don Carlos, Fidelio, Jenufa and Peter Grimes
Ha avuto collaborazioni di successo con direttori come Abbado (con la Sinfonia n. 9 di Beethoven a Londra) Muti, Sinopoli (con la Sinfonia n. 8 di Mahler), Giulini (con la Missa Solemnis a Firenze), Sawallisch, Mackerras, Downes, Sir Colin Davis, Maazel (sempre con l’ottava Sinfonia di Mahler), Levine, Ozawa ed Elder. Ha cantato ai Festival di Bayreuth (Lohengrin, Tristan and Der fliegende Holländer), Salzburg (Idomeneo and Elektra), Orange (Elektra and Nabucco), Verona (Norma and Nabucco) and Glyndebourne (Idomeneo).
È apparsa in scena al fianco di Geoffrey Parsons, Graham Johnson, Eugene Asti and Lamar Crowsen in Milano, Genova, Sydney, Johannesburg e al Wigmore Hall. Di recente ha cantato i Vier Letze Lieder di Strass con la London Philarmonic Orchestra e il direttore Jonathan Nott e con con la West Australian Symphony Orchestra sotto la direzione di Matthias Bamert.
Le sue numerose registrazioni includono il Guglielmo Tell di Rossini (Decca/Chailly), l’ottava Sinfonia di Mahler (EMI/Tennstedt), la seconda Sinfonia di Mendelssohn (DG/Abbado), Die Gezeichneten di Franz Schreker (Decca/Zagrosek), Poliuto di Donizetti, I Due Foscari di Verdi (Philips/Gardelli), Gurrelieder Schönberg (Denon/Inbal), Lohengrindi Wagner (Philips/Friedrich) e Lieder di Schubert con Graham Johnson, come parte del Hyperion’s Complete Schubert Edition.
Recentemente ha assunto i ruoli di Brünnhilde, the Kostelnicka, Norma, Abigaille, Ortrud and Ariadne in Australia, the Färberin, Ortrud, Fidelio and Isolde in Berlin, Senta in Hamburg and Berlin, Elektra in Berlin, Madrid, Oviedo, Bordeaux, Tokyo and Montreal, Ortrud in Mannheim and the Färberin in Frankfurt.
Ha cantato nelle vesti di Isolde e Turandot in Amburgo, Elektra a Houston e Turandot in Australia, come anche Brünnhilde con Marek Janowski a Berlino.
Future esecuzioni prevedono Turandot per l’ Hamburg Opera, Elektra in Las Palmas, Gertrude (Hänsel und Gretel) per la Royal Opera e concerti di Jenufa con la London Symphony Orchestra e la Swedish Radio Symphony Orchestra e Daniel Harding.
COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Domenica 21 settembre 2008 - Teatro Dal Verme, Milano

Grandi orchestre e grandi interpreti nella Maratona Classica di Festival MITO


La Maratona Classica del Festival MITO è uno degli appuntamenti imperdibili per gli appassionati di musica colta. Domenica 21, infatti, dal primo pomeriggio fino a sera, il meglio del repertorio sinfonico, da Wolfgang Amadeus Mozart a Modest Musorgskij, da Nikolaj Rimskij-Korsakov a Kurt Weill, passando per Pëtr Il’ic Čajkovskij, sarà di scena, per tre concerti consecutivi, nelle interpretazioni di tre preziose orchestre che si alterneranno sul palco del Teatro Dal Verme.

Alle ore 15 la Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino, diretta da Jan Latham-Koenig si esibirà con un programma interamente dedicato al compositore tedesco Kurt Weill, allievo di Ferruccio Busoni, il cui incontro con Bertold Brecht ha dato origine a tante pagine di musica per il teatro del novecento. Un cast internazionale d’eccezione per questo primo concerto in cartellone, con il soprano Ute Lemper, i tenori Robert Anthony Gardiner e Richard Butler, il baritono Gavin Carr e il basso Jonathan Sells. Introduce Andrée Ruth Shammah.

Il programma musicale:
Kurt Weill
Kleine Dreigroschenmusik per orchestra
5 Songs: Seeräuberjenny, Bilbao-Song, Surabaya Johnny, J'attends un Navire, Saga of Jenny
Die sieben Todsünden (I sette peccati capitali, 1933), testo di B.Brecht



Alle ore 18 l’Orchestra I Pomeriggi Musicali con Maurizio Zanini alla direzione e al pianoforte, Marco Rizzi al violino e Danilo Rossi alla viola, affronterà alcune delle pagine musicali più intense della musica di Wolfgang Amadeus Mozart. In programma il Concerto n. 24 per pianoforte e orchestra in do minore K.491, unico concerto in minore di Mozart, insieme al K466. L’organico orchestrale, il più ampio mai utilizzato dall’autore, rende queste pagine grandiose e tragiche allo stesso tempo, in una perfetta integrazione tra pianoforte e orchestra. Nei tempi Allegro – Larghetto – Allegretto, il primo movimento si distingue per ricchezza di contrasti e sviluppi tematici tanto da porsi accanto ai primi tempi delle sinfonie di Mozart. Lento e disteso è il secondo movimento, mentre il finale è un tema con variazioni che supera ogni schema convenzionale.
Segue la Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per violino e viola K.364.
Composta nel 1779 a Salisburgo rappresenta il massimo risultato raggiunto da Mozart nelle composizioni con più solisti e orchestra. L’intensa scrittura sinfonica garantiscono il titolo di sinfonia a quello che è di fatto un concerto doppio, in cui i solisti sono sempre impegnati in sortite di rilievo.
La Sinfonia n 35 in re maggiore K385“Haffner”, che chiude il programma, appartiene ai lavori composti nel decennio della maturità, dopo il trasferimento a Vienna. Nata come serenata nel 1782, divenne una sinfonia l’anno successivo con la soppressione di due movimenti e l’aggiunta di flauti e clarinetti. I suoi movimenti sono tutti in forma di sonata, tranne il Minuetto, anche se lo sviluppo tematico e la densità dell’orchestra ne offuscano lo schema.

il programma:
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto n. 24 per pianoforte e orchestra in do minore K.491
Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per violino e viola K.364
Sinfonia n 35 in re maggiore K385“Haffner”


Alle ore 21, la Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij sarà impegnata in un programma interamente dedicato alla musica russa. Diretta da Vladimir Fedoseev, con la partecipazione del basso Pavel Daniluk, eseguirà musiche di Musorgskij e Rimskij-Korsakov. È il caso della Notte di San Giovanni, lasciata incompiuta dall’autore del Boris Godunov. Il quadro sinfonico venne successivamente elaborato da Rimskij-Korsakov per quanto riguarda l’orchestrazione, divenendo Una notte sul Monte Calvo, eseguito per la prima volta nel 1886. Il brano, dalla struttura formale libera, si apre con una evocazione degli spiriti del male di grande suggestione che culmina in una sorta di orgia infernale - utilizzato nel film Disney Fantasia. I rintocchi di campane poi, con i quali vengono messi in fuga gli spiriti del male, introducono alla descrizione finale del sorgere del sole.
Con il Boris Godunov siamo in presenza di un capolavoro assoluto di fine ’800. Andato in scena nel gennaio del ’74, è passato alla storia nella revisione, ancora una volta, di Rimskij- Korsakov. La ricchezza e la vastità di tale opera, possono essere apprezzate in tre brani in programma: la narrazione del monaco Pimen, che nella sua cella scrive la cronaca sanguinosa dei suoi tempi, ovvero dei disordini successivi alla morte di Ivan il Terribile (1584) e delinea il disperato tentativo di rivolta della Vecchia Russia, la vasta aria di Boris dal second’atto, e il canto del monaco Varlaam che, ubriaco, canta le gesta di Ivan.
In chiusura due pagine contrastanti di Čajkovskij, l’amabile Serenata per archi op. 48, lavoro delizioso, gioiello di ricercatezza timbrica e armonica, e l’ Ouverture 1812 in mi bemolle maggiore op. 49 che venne destinata alla consacrazione della Chiesa del Redentore, eretta a ricordo dell’incendio del 1812 e la vittoria delle armate russe su quelle napoleoniche.


il programma:
Modest Musorgskij - Nikolaj Rimskij-Korsakov
Una notte sul Monte Calvo
Tre scene da “Boris Godunov”: Fiaba di Pimen, Canto di Varlaam, Aria di Boris
Pëtr Il'ic Čajkovskij
Serenata per orchestra d'archi in do maggiore op. 48
Ouverture 1812 in mi bemolle maggiore op. 49


Posto unico numerato: un concerto Euro 20, due concerti Euro 26, tre concerti Euro 33
(solo se acquistati contestualmente)

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

www.mitosettembremusica.it
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Biografie:

Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino
La Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino è una associazione fondata nel 2003 su iniziativa dei professori d’orchestra del Teatro Regio e si compone di elementi dell’intero corpo d’orchestra del teatro d’opera.
Essa raccoglie l’eredità dell’Orchestra del Teatro Regio e, con un aspetto di originalità che la distingue, si propone di esplorare l’estrema varietà della musica del Novecento inserendo nel proprio repertorio, accanto ai capolavori di sempre, i grandi temi della musica sinfonica del XX secolo con un’attenzione particolare ai punti d’incontro tra la musica colta e i nuovi linguaggi come il jazz, la musica da film, la musica popolare.
Ne deriva un ricco repertorio formato in gran parte dalle opere dei grandi autori del Novecento quali Mahler, Strauss, Ravel, Prokof'ev, Berg, Copland, Respighi e Šostakovič, alternate a progetti originali e talvolta inediti, scaturiti dall’incontro meno prevedibile tra i generi, i cui principali esempi sono stati il progetto Gershwin’s World di Herbie Hancock, Rhapsody in Blue con Stefano Bollani, la partecipazione al restauro di famose colonne sonore originali quali, da ultimo, Cabiria di Pastrone eseguita dal vivo durante la proiezione del film.
All’insegna dell’eclettismo le numerose collaborazioni con artisti di diversa estrazione musicale come Salvatore Accardo, Hubert Soudant, Enrico Dindo, Jan Latham-Koenig, Leo Nucci, Dietfried Bernet, Steven Mercurio, Timothy Brock, Natalia Gutman, Julian Kovatchev, Richard Galliano.
Dal 2006 Jan Latham-Koenig ricopre l’incarico di primo direttore ospite.
Nonostante la recente fondazione la Filarmonica ‘900 ha al suo attivo due importanti scritture internazionali: nell’estate 2004 al Festival Berlioz in Francia (con Laurent Petitgirard e il pianista Jean Philippe Collard) e nell’agosto 2005 al noto Festival di Santander in Spagna (tre conceti con Renée Fleming, Roberto Scandiuzzi, Jan Latham-Koenig).

L’Orchestra I Pomeriggi Musicali
L’Orchestra nacque nell’immediato secondo dopoguerra in una Milano tutta presa dal fervore della ricostruzione: fu il frutto dell’incontro tra due uomini d’eccezione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo. Il primo pensava a una formazione da camera con cui eseguire il repertorio classico, il secondo a un’orchestra in grande stile che sviluppasse un repertorio di musica contemporanea e d’avanguardia, fino ad allora soffocato dalla dittatura fascista e dalla guerra. Le due intenzioni si realizzarono nell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che fin dal primo concerto, del 27 novembre 1945, accostando Mozart e Stravinsky, Beethoven e Prokof’ev, inaugura una formula coraggiosa che la porta al successo.
La lunga storia dell’Orchestra non ha mai tradito le linee programmatiche e gli obiettivi ideali lanciati più di sessant’anni fa dai padri fondatori dell’istituzione, e oggi conta uno straordinario repertorio che include i più grandi capolavori del Barocco, del Classicismo e, allo stesso tempo, molta musica moderna e contemporanea. La diffusione popolare di quest’ultima fu avviata puntando sui grandi del Novecento, assenti da tempo dai cartelloni concertistici italiani; eseguirono brani di compositori stranieri (come Stravinsky, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Ives), oltre a quelli di autori italiani (come Ghedini, Dallapiccola, Casella, Respighi, Pizzetti, Gian Francesco Malipiero), alcuni dei quali ebbero con I Pomeriggi occasione di presentare lavori per la prima volta e di scriverne altri su loro commissione; la tradizione continuò con i compositori della generazione successiva (Berio, Bettinelli, Bussotti, Luciano Chailly, Donatoni, Fedele, Ferrero, Francesconi, Galante, Maderna, Manzoni, Pennisi, Sollima, Testi, Tutino), arrivando agli emergenti dei nostri giorni, apparsi nelle ultime Stagioni. Grandi compositori come Honegger, Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e recentemente Penderecki, hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, un podio che è anche stato, per tanti giovani artisti, un trampolino di lancio per il successo: fra tutti, Leonard Bernstein e Sergiu Celibidache. Alto è poi il numero di celebrità che sono state consacrate da I Pomeriggi: un albo d’oro che comprende Vittorio Gui, Hermann Scherchen, Carlo Maria Giulini, Thomas Schippers, Igor Markevitch, Gianandrea Gavazzeni, Claudio Abbado, Pierre Boulez, Aldo Ceccato, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Christian Thielemann, Arturo Benedetti Michelangeli, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Severino Gazzelloni, Salvatore Accardo, Dino Ciani, Maurizio Pollini, Uto Ughi, Antonio Ballista, Bruno Canino. Ricordiamo inoltre le straordinarie presenze di direttori stabili: Nino Sanzogno il primo, Gianluigi Gelmetti negli anni ’70, Giampiero Taverna e Othmar Maga negli anni Ottanta, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti e Aldo Ceccato, l’uno all’avvio e l’altro al coronamento delle loro carriere internazionali. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica: in questa veste, Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino e oggi Gianni Tangucci hanno firmato stagioni particolarmente brillanti. L’Orchestra svolge la sua attività principalmente a Milano, partecipa a numerosissime stagioni sinfoniche, festival e rassegne nelle principali città lombarde, e in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane e in molti teatri e sale di concerto all’estero, l’Orchestra ha conquistato platee internazionali, riscuotendo recentemente lusinghieri successi in Spagna, Portogallo, Tunisia, Francia, Germania, Svizzera, Turchia e Austria. Nel 1967, I Pomeriggi sono stati riconosciuti con legge dello Stato come “Istituzione concertistico-orchestrale” e annoverati fra le strutture stabili di produzione musicale del nostro Paese. Analogamente ha fatto la Regione Lombardia con una legge del 1978. Attualmente I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e da enti privati.

Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij
Internazionalmente riconosciuta come una delle più prestigiose e versatili orchestre russe, la Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij è stata fondata nel 1930. Fino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, la TSO è stata l’orchestra ufficiale della Radio Sovietica.
Alexander Orlov è diventato il primo direttore dell’orchestra nel 1930 e a lui è dato il merito di aver sviluppato un repertorio vario e ampio. Dal 1937 a oggi, una serie di direttori eccezionali ha contribuito allo stile artistico e alla personalità dell’orchestra: Nikolay Glovanov (1937-1953), Alexander Gauk (1953-1961) e Gennady Rozhdestvensky (1961-1974). Nel 1974 Vladimir Fedoseyev ha assunto la direzione e ha trasformato l’orchestra in una delle formazioni musicali più apprezzate della Russia.
Nel corso degli anni, un gruppo di compositori, direttori ospiti e solisti hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della TSO: Stokowski, Mravinsky, Cluytens, Sebastian, Abendrot, Feitelberg, Zecchi e Sanderling sono fra gli artisti che hanno diretto l’ensemble. Emil Gilels, Yury Bashmet, Victor Tretjakov, Gidon Kremer, Misha Maisky, Oleg Meisenberg, Lisa Leonskaja e musicisti più coevi (fra cui Vengerov, Vadim Repin e Mikhail Pletnev) hanno sostenuto l’orchestra sin dall’inizio delle loro carriere come musicisti.
Nel 1993 l’orchestra ha cambiato nome assumendo l’attuale di Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij. Assegnare all’orchestra il nome di questo grande compositore russo è il riconoscimento del ruolo dell’orchestra nella promozione della gran parte della musica da lui scritta. La TSO partecipa tradizionalmente al prestigioso Concorso internazionale Čajkovskij e alle serate musicali che si svolgono nei musei Pëtr Il’ic Čajkovskij a Klin e a Votkinsk.
La Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij ha eseguito prime esecuzioni di Šostakovič, Khachaturian, Miaskovsky, Prokof’ev, Gliere, Sviridov, Čajkovskij e Gubaidulina. L’orchestra ha premiato inoltre i lavori dei migliori compositori dell’allora Unione Sovietica come Taktakishvili, Toradze, Oganesyan, Melikov, Barkauskas, Tormis ed altri.
Gli appuntamenti all’estero l’hanno vista impegnata a Londra, Tokyo, Vienna, Parigi, Milano, Monaco di Baviera, Francoforte, Ginevra, Stoccolma, Roma, Oslo, Praga e molte altre città importanti. È invitata abitualmente a numerosi festival tra i quali: Beethoven Festival (Bonn), Bruckner Festival (Linz), Mozart Festival (Salzburg), Menuhin Festival (Gstaad), Klang Bogen (Vienna), Russian Concerts (Paris, London), Rachmaninov Festivals (Los Angeles), Carinthian Summer (Villach), Millennium (Athens), Scriabin Festival (Graz), Festival of Modern Music (Paris), Festival of Prokofiev and Russian Modern Music (Germany), Jeunesse Festivals (Vienna), Grieg Festival (Bergen). Nell’ultima stagione ha partecipato al prestigioso Festival Šostakovič’s music (Zurigo) e al più grande festival dello spettacolo del mondo a Edinburgo. Inoltre è stata presente al Festival di Colmar di Gstaad, Rheingau e Baden-Baden. Nel 1990 la TSO è stata la prima orchestra russa invitata al Festival di Salisburgo per i settant’anni del festival.
Per quasi 30 anni è stata diretta da Vladimir Fedoseyev. Gli anni di questa alleanza fra la Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij e Fedoseyev si riflette nello stile. Fedoseyev e l’orchestra Čajkovskij hanno registrato per varie etichette, tra le quali: Ariola, JVC, Musica, Philips, Pony Canyon, Sony Classical e Relief. Fra le registrazioni dell’orchestra più celebri all’estero c’è il Boris Godunov di Mussorgsky, l’integrale delle sinfonie di Čajkovskij e di Šostakovič, Il Lago dei Cigni e Lo Schiaccianoci. L’orchestra inoltre ha registrato una quantità considerevole di opera e di balletti. La registrazione della Notte di Maggio di Rimsky-Korsakov ha ricevuto il premio Orpheus d’Oro dall’Accademia nazionale francese.
COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Venerdì 12 settembre 2008 ore 17 - Teatro Dal Verme
Sabato 13 settembre 2008 ore 21 – Cattedrale di Cremona

L’orchestra milanese I Pomeriggi Musicali
con il Mikaeli Kammerkör di Stoccolma

Antonello Manacorda, direttore
Anders Eby, maestro del coro

La storica orchestra meneghina I Pomeriggi Musicali si esibirà venerdì 12 alle 17 per MITO SettembreMusica nella sua sede ufficiale, il Teatro Dal Verme. L’orchestra guidata dal suo direttore stabile Antonello Manacorda sarà affiancata dal Mikaeli Kammerkör preparato dal suo fondatore Anders Eby.
Il programma, impaginato sull’idea dell’insieme di antico e nuovo, con tre autori accomunati dal loro sebbene diverso legame tra musica e religiosità, prevede in apertura la prima esecuzione assoluta della Passacaglia per violino, vibrafono e archi di Arvo Pärt con Francesco Manara al violino e Gianmaria Romanenghi al vibrafono.
In Trois Petites Liturgies de la Présence Divine di Olivier Messiaen Bruno Terrault sarà all’Onde Martenot, lo strumento elettrofono antenato dei moderni sintetizzatori, inventato agli inizi del novecento dal francese Martenot, in grado di produrre suoni fluttuanti, glissati e timbri molto particolari. Al pianoforte Elda Laro.
In chiusura si potrà ascoltare il Magnificat in re maggiore di Johann Sebastian Bach con le voci soliste dei soprani Caterina Di Tonno e Giovanna Elisa Mayol, del controtenore Nicola Marchesini, del tenore Juan Francisco Gatell Abre e del basso Ugo Guagliardo.
Il concerto sarà replicato sabato 13 settembre alle ore 21 nella Cattedrale di Cremona in occasione dei 900 anni della sua edificazione, in collaborazione con Provincia di Cremona, Fondazione Antonio Stradivari e con il sostegno di Regione Lombardia.

In collaborazione con Fondazione i Pomeriggi Musicali



Arvo Pärt (1935)
Passacaglia per violino, vibrafono e archi
Scritta per violino e pianoforte nel 2003, è stata poi rivista per violino, vibrafono e archi nel 2007. Una forma basata su un ostinato al basso si fonde a una ricerca profondamente personale sullo stile dell’antico contrappunto. L’ascolto del brano lascia trasparire tutto il carattere della musica di Pärt fatta di una scrittura musicale a cavallo tra fluidità e complessità: qualcosa che si può percepire con facilità, ma che nasconde complesse articolazioni costruttive.

Olivier Messiaen (1908-1992)
Trois petites liturgies de la Présence Divine
Scritte nel 1945, con le Trois petites liturgies de la Présence Divine, Messiaen torna alla melodia, destando stupore tra i contemporanei. L’uso del materiale richiama il Debussy del Martyre de Saint-Sébastien, ma con percorsi armonici sicuramente più innovativi. Le onde Martenot avvolgono il suono dell’intera orchestra con le loro vibrazioni ipnotiche, gli archi sono spesso trattati in maniera solistica, mentre il pianoforte mostra sonorità possenti e selvagge.

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Magnificat in re maggiore BWV 243 per soli, coro e orchestra
Il cantico cattolico del Magnificat nella liturgia luterana esisteva sia nella versione tedesca, eseguita nel corso dei Vespri del sabato e della domenica, sia in quella latina, per le ricorrenze di Natale, Pasqua e Pentecoste. Dei diversi lavori composti da Bach su questo testo se ne è conservato uno solo in due versioni: una in mi bemolle maggiore, del 1723, e una in re maggiore, definitiva, del 1728-31. Dodici brani di breve durata in cui si apprezzano sicuramente la forza del Fecit potentiam, la solennità del Suscepit Israel. Il coro nel Gloria conclusivo rende grazie al Padre e al Figlio, con un disegno melodico che evoca la discesa dello Spirito tra i mortali.

Ingresso gratuito - i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Informazioni
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it

www.mitosettembremusica.it


Biografie:
L’Orchestra I Pomeriggi Musicali nacque nell’immediato secondo dopoguerra a Milano dall’incontro tra l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo. Le loro intenzioni si realizzarono nell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che fin dal primo concerto, il 27 novembre 1945, accostando Mozart e Stravinsky, Beethoven e Prokof’ev, inaugura una formula coraggiosa che la porta al successo.
La lunga storia dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali non ha mai tradito le linee programmatiche e gli obiettivi ideali lanciati più di sessant’anni fa dai padri fondatori dell’istituzione, e oggi conta uno straordinario repertorio che include i più grandi capolavori del Barocco, del Classicismo, opere di Stravinsky, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Ives. L’orchestra ha eseguito, e commissionato, lavori di Ghedini, Dallapiccola, Casella, Respighi, Pizzetti, Gian Francesco Malipiero. La tradizione italiana è continuata con Berio, Bettinelli, Bussotti, Luciano Chailly, Donatoni, Fedele, Ferrero, Francesconi, Galante, Maderna, Manzoni, Pennisi, Sollima, Testi, Tutino, arrivando agli emergenti dei nostri giorni, apparsi nelle ultime Stagioni. L’orchestra è stata un vivaio di eccellenti strumentisti, basti ricordare i violini di spalla Franco Gulli e Giulio Franzetti. Grandi compositori come Honegger, Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e recentemente Penderecki, hanno diretto la loro musica sul podio dei Pomeriggi Musicali, trampolino di lancio anche di Leonard Bernstein e Sergiu Celibidache.
Numerose celebrità che sono state consacrate dai Pomeriggi: un albo d’oro che comprende Vittorio Gui, Hermann Scherchen, Carlo Maria Giulini, Thomas Schippers, Igor Markevitch, Gianandrea Gavazzeni, Claudio Abbado, Pierre Boulez, Aldo Ceccato, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Christian Thielemann, Arturo Benedetti Michelangeli, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Severino Gazzelloni, Salvatore Accardo, Dino Ciani, Maurizio Pollini, Uto Ughi, Antonio Ballista, Bruno Canino.
L’orchestra ha avuto direttori stabili Nino Sanzogno, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, i milanesi Daniele Gatti e Aldo Ceccato, l’uno all’avvio e l’altro al coronamento delle loro carriere internazionali. Nel tempo la direzione artistica è stata affidata a Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino e oggi Gianni Tangucci che hanno suggellato stagioni particolarmente brillanti.
L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano, partecipa a numerosissime stagioni sinfoniche, festival e rassegne nelle principali città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Ha conquistato platee internazionali riscuotendo lusinghieri successi in Spagna, Portogallo, Tunisia, Francia, Germania, Svizzera, Turchia e Austria. I Pomeriggi Musicali sono stati riconosciuti nel 1967, con legge dello stato, “Istituzione Concertistico Orchestrale”, e annoverati fra le strutture stabili di produzione musicale del Paese. Attualmente I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e da enti privati.
Da settembre 2001, le attività dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali si svolgono presso il Teatro Dal Verme, l’auditorium nel centro della città di Milano recentemente ristrutturato. Fra il 1999 e il 2004 Aldo Ceccato è stato direttore musicale dell’Orchestra; alla fine del suo mandato è stato insignito del titolo di direttore emerito.
Dal 2005 il consulente artistico è Gianni Tangucci, mentre dalla Stagione Sinfonica 2006-2007, Antonello Manacorda è direttore musicale.

Nato a Torino nel 1970, Antonello Manacorda studia violino con Sergio Lamberto al Conservatorio nella sua città, diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e menzione speciale. Grazie a una borsa di studio pluriennale della De Sono Associazione per la Musica, si perfeziona con Herman Krebbers ad Amsterdam, Eduard Shmider e Franco Gulli.
Nel 1997, insieme ad alcuni colleghi della Gustav Mahler Jugend Orchester e sostenuto da Claudio Abbado, fonda la Mahler Chamber Orchestra, della quale è concert master e vice presidente. Con la MCO partecipa a numerose tournée in Europa, Nord America ed Estremo Oriente, oltre ad essere presente nei festival più prestigiosi del mondo e avere delle “residencies” a Aix-en-Provence, Ferrara e Salisburgo.
Dopo il successo alla direzione della Clemenza di Tito per l’As.Li.Co nel novembre 2001, decide di dedicarsi alla carriera di direttore d’orchestra e, grazie ad una borsa di studio messa a disposizione dalla De Sono, studia per due anni con Jorma Panula. Dirige fortunati concerti con la Pärnu City Orchestra in Estonia, la Neue Kammerorchester Bamberg e l’Orchestra di Padova e del Veneto.
Nel 2003 viene nominato direttore artistico per la musica da camera all’Académie Européenne de Musique del Festival di Aix-en-Provence. Nel 2005 debutta con la Hensingborgs Symfoni Orkester, con la Gävle Symfoni Orkester e tiene concerti con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Per il Festival di Aix-en-Provence dirige un nuovo allestimento dell’Histoire du Soldat con la regia di Jean-Christophe Says, e assiste Mark Minkowski in una nuova produzione de Les Contes d’Hoffmann per l’Opera Nazionale di Lione. Collabora ancora con Claudio Abbado alla preparazione della Gustav Mahler Jugend Orchester per la tournée di Pasqua.


Mikaeli Kammarkör
Il Mikaeli Kammarkör è un coro misto, con sede nella congregazione della chiesa Adolf Fredrik a Stoccolma. L’amore per la musica in generale, e in particolare per la musica corale, costituisce la maggiore motivazione della sua loro attività. Sin dagli inizi nei primi anni ’70, fondamentale elemento di coesione è stato Anders Eby, fondatore, direttore e direttore artistico del coro. Il vasto repertorio del Mikaeli Kammarkör spazia da opere fondamentali della storia della musica a brani sperimentali e di avanguardia.

Anders Eby
Anders Eby si forma alla Royal Academy of Music di Stoccolma e si perfeziona nella direzione d’orchestra in Francia, Italia e Stati Uniti. Tra il ’72 e il 2001 suona nella formazione della chiesa di St Johannes a Stoccolma, e dal 2001 nella chiesa Adolf Fredrik. Negli anni è stato molto ricercato come insegnante di direzione di coro e ha tenuto corsi e conferenze presso numerose accademie musicali sia in Svezia che all’estero. E’ frequentemente membro di giuria di festival internazionali. Direttore ospite di diverse formazioni, Anders Eby è stato direttore del coro giovanile di St Johannes dal 1977 al 1987, dell’Uppsala Akademiska Kammarkör dal 1974 al 1983 e del Pro Coro Canada di Edmonton dal 1988 al 1992. Dal ’94 è professore di direzione di coro presso la Royal Academy of Music di Stoccolma. E’ inoltre responsabile del Royal University College of Music Chamber Choir. Dal ’69 lavora con l’ensemble che ha preso poi il nome di Mikaeli Kammarkör e che riceve sempre maggiori riconoscimenti.
Biografie

London Sinfonietta
Orchestra campione della musica d’avanguardia, la London Sinfonietta da quasi 38 anni interpreta con successo sulla scena internazionale le espressioni più avanzate della musica contemporanea. Formatasi nel 1968, forte di un repertorio che comprende i capolavori del Novecento, ha eseguito pagine di Xenakis, Messiaen, Reich, Adams, Kagel, Carter, Andriessen, Ligeti, Boulez, Birtwistle, Knussen, Takemitsu, Pärt e Gorecki, che ne hanno fatto conoscere in tutto il mondo le grandi doti di energia, creatività e virtuosismo.
Una delle attività fondamentali della London Sinfonietta è quella di fornire opportunità a giovani compositori e artisti: lo State of the Nation è un appuntamento annuale di performance e workshop di grande prestigio per nuovi talenti. Nel 1983 è stata la prima orchestra a inaugurare un programma di educazione musicale che ha prodotto, solo negli ultimi dieci anni, più di duecento progetti educativi, oltre a siti web dedicati a insegnanti e studenti.
L’apertura verso altre forme artistiche comprende i lavori con Steve Reich e la Akram Dance Company e una coproduzione con l’etichetta Warp.
London Sinfonietta è Artista Associato del South Bank Centre di Londra. Dal 2008 è anche in residenza al Kings Place in King’s Cross.

Gareth Hulse
Gareth Hulse è rettore all’Università di Cambridge, mentre continua gli studi di oboe con Janet Craxton e Heinz Holliger. È stato primo oboe della Northern Sinfonia, della English National Opera e della London Philharmonic: ora persegue i suoi interessi nella musica contemporanea con la London Sinfonietta, e nella musica da camera con i London Winds e il Nash Ensemble, con i quali ha effettuato tournée in tutto il mondo e ha registrato alcuni cd. Gareth Hulse ha tenuto numerosi concerti, con un repertorio che va da Bach e Vivaldi a Berio e Lutoslawski, ed è ospite assiduo di trasmissioni radiofoniche e televisive. Fra i suoi incarichi come docente, spicca quello presso l’Accademia Superiore di Musica di Biella.

Helen Tunstall
Nata a Londra, Helen Tunstall ha studiato al Royal College of Music con Fiona Hibbert e Marisa Robles. Ha un’intensa carriera come solista, in complessi da camera o con orchestre inglesi come la Royal Philharmonic. È apparsa ai Festival di Granada e Almeida ed è stata in tournèe in Europa e America con la Royal Philharmonic; è stata ospite dell’Orchestra della Radio Svedese e dell’Academy of St. Martin in the Fields. Dal 1988 è prima arpa della London Sinfonietta, con la quale ha spesso eseguito Introduction et Allegro di Ravel, la Sonata per flauto, viola e arpa e Danse sacrée et danse profane di Debussy; fra le sue numerose incisioni troviamo la parte dell’arpa nel cd Homogenic di Björk.

Andrew Watts
Andrew Watts è ormai una presenza costante nei più grandi teatri europei come Covent Garden, English National Opera, Deutsche Staatsoper di Berlino, Fenice di Venezia, Opera di Graz, De Vlaamse Opera di Anversa e ai festival internazionali di Glyndebourne, Almeida, Salisburgo, Lucerna, Perth e Batignano. Si è distinto in ruoli diversi in molte delle grandi opere del repertorio barocco (Orfeo ed Euridice, Serse, Semele, Tamerlano, L’incoronazione di Poppea, Dido and Aeneas) e ottocentesco (Sogno di una notte di mezza estate, Il pipistrello) fino ad arrivare al contemporaneo, con la partecipazione in prima mondiale a numerose opere che includono lavori di Harrison Birtwistle, Olga Neuwirth, Unsuk Chin, Emmanuel Nunez e Raymond Yiu. Gli impegni del 2008 comprendono la prima esecuzione assoluta di Märchen di Nunez a Lisbona, The Minotaur di Birtwistle al Covent Garden e The Navigator di Unsuk Chin a Brisbane, seguiti da L’incoronazione di Poppea a Klagenfurt, Agrippina a Lisbona, Le Grand Macabre per la English National Opera, riprese di The Navigator in tutto il mondo.

Nicolas Hodges
Il repertorio di Nicolas Hodges si estende dal XIX secolo a oggi. È molto stimato nel settore della musica contemporanea, in cui ha lavorato a stretto contatto con diversi compositori tra cui Adams, Birtwistle, Carter, Ferneyhough, Harvey, Kagel, Knussen, Lachenmann, Neuwirth, Nørgård e Stockhausen. Esegue regolarmente composizioni scritte appositamente per lui: nel 2004 Carter gli ha dedicato il brano Dialogues for him, eseguito dalla London Sinfonietta diretta da Knussen. Importanti esecuzioni successive sono state realizzate negli Stati Uniti con la Chicago Symphony Orchestra diretta
da Baremboim e a New York con il MET Chamber Ensemble sotto la direzione di Levine. Ha suonato in passato con la BBC Symphony Orchestra, la BBC Scottish Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Philharmonia Orchestra, le Filarmoniche di Helsinki e Stoccolma, i Bamberger Symphoniker, la Tokyo Philharmonic e l’Asko-Schoenberg Ensemble. La sua incisione integrale delle musiche per pianoforte di Birtwistle è stata recentemente nominata Disco dell’Anno dal «Sunday Times». Dal 2005 è docente di pianoforte alla Musikhochschule di Stoccarda.

Colin Currie
Colin Currie si è ormai costruito una solida reputazione di virtuoso grazie alle sue incisive interpretazioni di opere dei maggiori compositori contemporanei, e si è esibito con le orchestre più importanti – London Symphony Orchestra, Royal Concertgebouw, Philadelphia Orchestra, fra le altre. Nella recente stagione ha suonato con la London Philharmonic diretta da Marin Alsop nella prima europea del Percussion Concerto di Higdon, nella prima mondiale di un nuovo concerto di Simon Holt con la City of Birmingham Symphony Orchestra, nella prima esecuzione americana di Time Release di Steven Mackey alla Carnegie Hall con la Baltimore Symphony e Alsop e nella prima inglese del concerto per marimba gdm di Michael Nyman con la Royal Liverpool Philharmonic. Ha inoltre suonato con Los Angeles Philharmonic, Minnesota Orchestra, Bergen Philharmonic, Bornemouth Symphony e Orchestra da camera della Radio Olandese. Il suo ultimo cd Borrowed Time presenta opere del compositore inglese Dave Maric, con brani per percussioni sole e campionate ed elettronica, in collaborazione con Håkan Hardenberger e Clive Driskill Smith.
29 Aprile 2008 Katie Melua c/o Teatro dal Verme Ore 21,00 Euro 36,50 (Platea)
(In Vendita da Stradivarius 02 29400600)
Grazie a http://www.milanofilmfestival.it/
____Milano Film Festival - tredicesima edizione
dal 12 al 21 settembre, presso il Piccolo Teatro, il Teatro Dal Verme,
Parco Sempione



Concorso Internazionale Lungometraggi e Cortometraggi



Un'attività capillare di ricerca, di promozione e di scoperta. Un lavoro di contatto con le case di produzione, le scuole di cinema, i festival di tutto il mondo. Un Bando di Concorso che da tredici anni raccoglie il meglio della produzione giovane indipendente internazionale. Un percorso di visione attraverso oltre 3200 lungometraggi e cortometraggi (1000 in più rispetto all'anno scorso), iscritti ai due Concorsi Internazionali della tredicesima edizione del Milano Film Festival, a Milano dal 12 al 21 settembre. Fra sorprendenti scoperte e piacevoli conferme, la giuria selezionatrice comunica la selezione finale di 10 lungometraggi e 48 cortometraggi, in concorso quest'anno.

Fra i lungometraggi sette opere prime, due documentari, dieci anteprime italiane da nove paesi diversi. Registi giovani (il più "vecchio" ha 41 anni), alcuni già conosciuti dal pubblico del Milano Film Festival, altri già apprezzati nei festival internazionali di cinema, ora, per la prima volta, in Italia: dieci lungometraggi che rappresentano un viaggio alla scoperta del cinema giovane, d'autore, indipendente. A decretare il Premio Miglior Lungometraggio 2008 sarà una giuria composta da personaggi eterogenei, provenienti dal panorama culturale italiano: l'attore e scrittore Filippo Timi, la scrittrice Silvia Ballestra, la montatrice Carlotta Cristiani, il regista Alessandro Piva e il leader degli Afterhours Manuel Agnelli.

Dieci giovani autori fra cui Anna Melikyan, regista russa nata in Azerbaijan, che con il suo lungometraggio Mermaid, racconta la fiaba metropolitana della sirena Alisa, in un mondo sospeso, al confine tra immaginazione sfrenata e realismo metropolitano. Come i due documentari dalla Repubblica Ceca (Peace With Seals di Miloslav Novak e Lost Holiday di Lucie Králová), simbolo forse della nascita di una nuova poetica, una nuova generazione di autori, pieni di talento, provenienti da un paese poco conosciuto. O come il giovanissimo regista cinese (26 anni) Weng Shou-ming, che con Fujian Blue descrive gli eccessi e i vizi della Cina contemporanea, senza indugiare né spettacolarizzare, testimoniando come le lanterne rosse siano state sostituite ormai da luci al neon.


Per il Concorso Cortometraggi sono invece 48 le opere che si contendono il premio, assegnato quest'anno da una delegazione del BFI - British Film Institute, una della più prestigiosa istituzioni cinematografiche. Una selezione di opere di registi giovani, provenienti da paesi poco conosciuti, che rappresentano un cinema di qualità affrontando tematiche e generi diversi, rispecchiando la vivacità produttiva di una nuova generazione di autori.
Film da 23 paesi differenti (fra cui Canada, Finlandia, Taiwan, Islanda, Argentina e Lituania); solo 13 registe donne, fra cui una ventenne francese (la più giovane del festival); 8 registi al di sotto dei 25 anni; tematiche molto varie, come i supporti utilizzati e generi presentati (documentario, mockumentary, biografie, opere di videoarte, opere di videodanza, videoclip, film d'animazione); presenza massiccia di opere francesi (9 film) e inglesi (8 film), presenza importante per i paesi dell'est Europa (Ungheria, Polonia, Repubblica Slovacca), presenza quasi nulla di film italiani (2 film), nonostante sia stato il paese con più film iscritti.

_________CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI
Milano Film Festival - tredicesima edizione



8/9, by Marco Gernone, Italy, 2007, 13’, miniDV
The Announcer, by Pilvi Takala, Finland, 2007, 5’, miniDV
Bræðrabylta (Wrestling), by Grímur Hákonarson, Iceland, 2007, 20’, 16mm
La ceguera del bosque (The Blindness of the Woods), by Martin Jalfen and Javier Lourenço, Argentina, 2008, 11’, 16mm
Death by Scrabble, by Katie Steed, UK, 2007, 6’, DVD
Debajo (Under), by Dominga Sotomayor, Chile, 2007, 17’, HD
Entre chiens et loups (Between Dogs and Wolves), by Jean-Gabriel Périot, France, 2007, 29’, 16mm
Farkasember (Werewolf), by Márton Vécsei, Hungary, 2007, 13’, 35mm
The Girls, by Sebastian Godwin, UK, 2007, 10’, HD
Gralloch, by Henry Coombes, UK, 2007, 6’, HD
Gravity, by Nicolas Provost, Belgium, 2007, 6’, DVD
A hangya és a tücsök (The Ant and the Cicada), by László Csáki, Hungary, 2007, 10’, 35mm
Haze, by Anthony Chen, Singapore, 2008, 14’, Super16mm
Un hombre tranquilo (A Quiet Man), by Arantzazu Gomez Bayon, Spain, 2007, 12’, 35mm
Lauberhornrennen im Sommer (Downhill Skiing In Summer), by Daniel Zimmermann, Switzerland, 2007, 5’, Digital Beta
Le jour de gloire (The Day of Glory), by Bruno Collet, France, 2007, 7’, HD
Une leçon particulière (A private lesson), by Raphaël Chevènement, France, 2007, 10’, 35mm
La maison en petits cubes (The House of Small Cubes), by Kunio Kato, Japan, 2008, 12’, DVD
Monsieur Cok, by Franck Dion, France, 2008, 10’, HD
Motion Studies #97: Inertia, by Jake Mahaffy, USA, 2007, 1’, 35mm Netherland Dwarf, by David Michôd, Australia, 2008, 15’, 35mm Nous (Us), by Olivier Hems, France, 2008, 11’, 35mm Oh great, now look what happened, by Tijmen Hauer and Gerbrand Burger, Netherlands, 2007, 4’, 35mm
Operator, by Matthew Walker, UK, 2007, 2’, Beta Pour de Vrai (For Real), by Blandine Lenoir, France, 2007, 12’, 35mm Qualcosa di mai visto (Something never seen before), by Antonio Zucconi, Italy, 2008, 6’, DV



El reloj (The Watch), by Marco Berger, Argentina, 2008, 15’, 16mm
Ripple, by Paul Gowers, UK, 2008, 18’, 16mm
September, by Esther May Campbell, UK, 2008, 21’, HD
She Walkes Calmly Disappearing Into The Darkness, by Malik Hassan Sayeed, USA, 2008, 10’, 35mm
Sid, by Nolwenn Lemesle, France, 2007, 18’, Super16mm
Smáfuglar (Two Birds), by Rúnar Rúnarsson, Iceland, 2008, 15’, 35mm Socket, by Patricio García, Argentina, 2007, 10’, miniDV Solos (Alone), by David Cobo Díaz, Spain, 2007, 9’, DVD Styri (Four), by Ivana Sebestova, Slovak Republic, 2007, 16’, NEFF sequence Taxi Wala, by Lola Frederich, France, 2007, 16’, 16mm Terminus, by Trevor Cawood, Canada, 2007, 8’, DV The Unbearable Whiteness of Being, by Faisal Aziz, UK, 2007, 10’, DV La théorie des ensembles, by Juliette Hamon Damourettes, Jao Eka M'Changama and Marc Hericher, Francia, 2007, 4’, DVD Tomorrow, by Johanna Lecklin, Finland, 2007, 4’, miniDV Trip, by Harry Wootliff, UK, 2007, 15’, 16mm Vertigo Rush, by Johann Lurf, Austria, 2007, 19’, HD Vld-n11, Dovilë Sarutytë, Lithuania, 2008, 8’, DvCam Was übrig bleibt (Left Behind), by Fabian Daub and Andreas Gräfenstein, Poland, Germany, 2008, 16’, DvCam Was weiss der Tropfen davon (What Would the Drop Know About That?), by Jan Zabeil, Germany, 2007, 12’, 16mm Waterfront Villa Bonita, by Lou Yi-an, Taiwan, 2007, 24’, 35mm What´s next?, by Claudia Roethlin and Adrian Flueckiger, Switzerland, 2007, 4’, digital spiegelreflex Za horyzont (Beyond the Horizon), by Kuba Czekay, Poland, 2007, 32’, 16mm

_________CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI
Milano Film Festival - tredicesima edizione



Ainda orangotangos (Still Orangutans) di Gustavo Spolidoro, Brasile, 2007, 35mm, 81' Dal Brasile uno spericolato film girato in un unico piano sequenza. Otto storie che si scontrano, al limite del surreale.
El asesino entre nosotros (The Murderer Among Us) di Daniel Benavides, Cile, 2007, DV, 83' Un film cileno, scritto da una classe di ragazzi. Un omicidio, molti possibili colpevoli. Un noir freddo, secco, disilluso.
Ballast di Lance Hammer, USA, 2008, 35mm, 96' Un intenso dramma dai toni neri dal profondo sud degli States. Girato con attori non-professionisti, in concorso a Berlino.
De Ofrivilliga (Involuntary) di Ruben Östlund, Svezia, 2008, 35mm, 98' Dal Certain Regard di Cannes l'opera prima di un regista già in concorso al Milano Film Festival. Storie che si intrecciano nell'alienata estate svedese. Jin bi hui huang (Fujian Blue) di Weng Shou-ming, Cina, 2007, 35mm, 91' Opera prima di un ventiseienne regista cinese che si interroga sullo stato della Cina contemporanea. Lassú Tükör (Slow Mirror) di Igor e Ivan Buharov, Ungheria, 2007, 35mm, 86' I Ciprì e Maresco di Budapest al primo lungo di finzione. Stralunata e malinconica storia di un uomo a cui un'operazione alla lingua va molto, molto male…

Mír s tuleni (Peace With Seals) di Miloslav Novak, Repubblica Ceca/Italia, 2007, 16mm, 86' Il primo film al mondo sulla foca monaca. Un folle viaggio alla scoperta del perchè gli uomini hanno sostituito le foche nel loro stadio evolutivo.
Rusalka (Mermaid) di Anna Melikyan, Russia, 2007, 35mm, 115' La fiaba metropolitana della sirena Alisa, che a sei anni smette di parlare, e a 18 lascia il mare per andare a Mosca. Il nuovo film di Anna Melikian, che ha aperto Panorama a Berlino.
La sangre brota (Blood Appears) di Pablo Fendrik, Argentina/Francia/Germania, 2008, 35mm, 100' I soldi possono essere sporchi anche in famiglia. Il talento argentino di Pablo Fendrik, per la sua prima italiana.

Ztracená dovolená (Lost Holiday) di Lucie Králová, Repubblica Ceca/Cina/Svezia, 2007, 35mm, 84' Un detective documentary alla ricerca di sei uomini cinesi. Una valigia ritrovata in Svezia. Sospetti, ricostruzioni, televisioni.

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Teatro Dal Verme

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Teatro Dal Verme
Tipologia Sala a ferro di cavallo con due ordini di palchi e un loggione
Fossa Presente
Capienza Sala grande: 1436 posti
Periodo 1872
Progettista Giuseppe Pestagalli
Indirizzo Via San Giovanni sul Muro 2, Milano
Telefono 02 87 905
Sito www.dalverme.org

Il Teatro Dal Verme è uno storico teatro di Milano.

Un tempo era un prestigioso teatro lirico e vi si tenevano dibattiti politici.

Oggi è utilizzato per concerti di musica classica e proiezioni cinematografiche.

 

Storia [modifica]

Il progetto del teatro fu affidato dalla famiglia Dal Verme all'architetto Giuseppe Pestagalli, che ideò un teatro che avrebbe avuto tremila posti, la tipica forma a ferro di cavallo dei teatri lirici, e due ordini di palchi sormontati dal grandissimo loggione (che aveva, da solo, 1400 posti).

Il teatro fu inaugurato il 14 settembre 1872, dopo un anno e mezzo di lavori, con Gli Ugonotti di Giacomo Meyerbeer.

Al teatro debuttarono molti astri nascenti della lirica, tra cui Giacomo Puccini con Le Villi e Ruggero Leoncavallo con Pagliacci.
Sempre in questo teatro vi fu la prima italiana de La vedova allegra di Franz Lehar, il 27 aprile 1907.

Il teatro fu distrutto dai bombardamenti americani nel 1943 e restaurato nel 1946. Da allora il teatro ospitò solo concerti e raramente furono rappresentate opere.

 

La musica [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Domenica 16 settembre – ore 15/ 18/ 21
Teatro Dal Verme, Milano

Musica non-stop con la Maratona Classica di MITO

ore 15
Orchestra del Teatro Regio di Torino
Bertrand de Billy, direttore
Uto Ughi, violino

Richard Wagner Ouverture da Parsifal
Jean Sibelius Concerto in re minore per violino e orchestra op. 47
Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 “Pastoraleâ€

ore 18
Orchestra da camera di Padova e del Veneto
Giordano Bellincampi, direttore
Sarah Chang, violino

Wolfgang Amadeus Mozart, Ouverture da Le Nozze di Figaro K. 492
Felix Mendelssohn - Bartholdy, Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64
Franz Schubert, Sinfonia n. 3 in re maggiore D. 200

ore 21
Orchestra della Svizzera Italiana
Alexander Vedernikov, direttore
Nicolai Demidenko, pianoforte

Sergej Rachmaninov, Concerto n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra op. 18
Nikolaj Rimskij Korsakov, Shéhérazade, suite sinfonica op. 35



Non può mancare, nel ricco calendario del Festival MITO SettembreMusica, una Maratona Classica che unisce tre orchestre con altrettanti solisti di fama internazionale per una giornata di musica non-stop.

La Maratona, il 16 settembre al Teatro Dal Verme, prende il via alle ore 15, con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretto da Betrand de Billy, con un programma che spazia da Richard Wagner a Ludwig van Beethoven, con la partecipazione del violinista Uto Ughi che interpreta il Concerto in re minore di Jean Sibelius.

Alle ore 18, a seguire, l’Orchestra di Padova e del Veneto, che accompagnerà la violinista Sarah Chang nel romanticissimo Concerto in mi minore di Felix Mendelssohn. Sul programma inoltre l’Ouverture per Le nozze di Figaro di Mozart e la Sinfonia n. 3 di Franz Schubert. A guidare orchesta e solista è il direttore Giordano Bellincampi.

L’Orchestra della Svizzera Italiana guidata da Alexander Vedernikov conclude la serata con un popolarissimo programma dedicati a due grandi autori della musica russa, Sergej Rachmaninov e Rimskij Korsakov. Nella prima parte si ascolta il celeberrimo Concerto per pianoforte n. 2 di Rachmaninov interpretato da Nicolai Demidenko. A concludere poi la suite sinfonica Shéhérazade di Rimsky Korsakov.



MITO SettembreMusica

Teatro Dal Verme – dalle ore 15
Maratona Classica
Orchestra del Teatro Regio di Torino – ore 15
Orchestra di Padova e del Veneto – ore 18
Orchestra della Svizzera Italiana – ore 21

Posto unico numerato
un concerto € 20; due concerti € 26, tre concerti € 33

I biglietti possono essere acquistati presso la Biglietteria MITO oppure un’ora
prima dell’inizio presso la sede del concerto

Informazioni
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

www.mitosettembremusica.it

L’Orchestra del Teatro Regio è l’erede del complesso fondato alla fine dell’Ottocento da Arturo Toscanini. Dal 1967 è l’Orchestra stabile della Fondazione lirica torinese ed è il fulcro della stagione d’opera e di balletto. Negli ultimi anni il complesso è stato protagonista di spettacoli di grande successo, come La damnation de Faust di Berlioz nell’allestimento di Luca Ronconi, La bohème di Puccini, in occasione del centenario, con Luciano Pavarotti e Mirella Freni, Assassinio nella cattedrale di Pizzetti con Ruggero Raimondi, Fedora di Giordano con Mirella Freni e Placido
Domingo. Ha inoltre eseguito in prima assoluta Carmen 2, le retour di Jérôme Savary e in prima italiana le opere Lear di Aribert Reimann e A streetcar named desire di André Previn. Alla guida del complesso si sono alternati direttori di fama internazionale come Jeffrey Tate, Yuri Ahronovic, Daniel Oren, Peter Maag, Aldo Ceccato, Gianluigi Gelmetti, Bruno Campanella, Pinchas Steinberg, Semyon Bychkov, Roberto Abbado, Gianandrea Noseda. Nel 2000 ha rappresentato a Nizza Sly di Wolf-Ferrari con José Carreras all’Acropolis e Zazà di Leoncavallo con Leo Nucci all’Opéra. Nella primavera 2001 è stata protagonista di una grande tournée sinfonica in Francia. Nel 2004 i componenti dei complessi artistici del Teatro Regio hanno dato vita a due organismi autonomi, la Filarmonica ’900 e il Coro Filarmonico del Teatro Regio.


Bertrand de Billy è Direttore Artistico stabile dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna (VRSO) dall’autunno 2002. Nato e cresciuto a Parigi, ha iniziato il suo percorso formativo da musicista, per poi dedicarsi alla direzione d’orchestra prima di trasferirsi in Germania, dove si concentra sulla direzione d’opera. La sua carriera comincia come direttore alla Anhaltisches Theatre di Dessau per continuare a Berlino e a Vienna dove, nel 1994 alla Volksoper. Dal 1996 al 1998, Bertrand de Billy è stato primo Direttore a Vienna e le sue interpretazioni del Mozart e del Boris Godunow nella regia di Harry Kupfer rimangono ad oggi indimenticabili. Ha diretto alla Staatsoper di Berlino, Amburgo e Monaco, a Vienna, alla Royal Opera House Covent Garden, La Monnaie di Bruxelles e l’Opéra National di Parigi. Dall’autunno 1999 al giugno 2004, Betrand de Billy è stato Direttore stabile del recentemente rinnovato Teatro del Liceu di Barcellona. Bertrand de Billy ha inciso numerosi cd con l’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna. Dal 2002 si esibisce regolarmente ai Salzburger Festspiele.
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L’Orchestra di Padova e del Veneto, si è costituita nell’ottobre 1966 e, nel corso di quarant’anni di attività , si è affermata come una delle principali orchestre da camera italiane nelle più prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero. L’Orchestra è formata sulla base dell’organico del sinfonismo “classico†ed il suo primo violino dalla fondazione è Piero Toso. Peter Maag – il grande interprete mozartiano – ne é stato il dirrettore principale dal 1983 al 2001. Alla direzione artistica si sono succeduti Claudio Scimone (dalla fondazione al 1983), Bruno Giuranna (dal 1983 al 1992), Guido Turchi (1992-93) e più recentemente (2002-2003) Mario Brunello ne é stato il direttore musicale. L’attuale programmatore artistico dell’Orchestra è Filippo Juvarra, che collabora con la stessa dal 1984 ed ha contribuito decisivamente a dare continuità al profilo artistico e musicale definito, dopo il 1983, da Bruno Giuranna e Peter Maag. Per questo suo lavoro Filippo Juvarra ha ricevuto nel 2002 il Premio della Critica Musicale Italiana “Franco Abbiatiâ€.
L’Orchestra, realizza circa 130 concerti l’anno, con una propria stagione a Padova, nella Regione Veneto, concerti in Italia e all’estero e nelle maggiori Società di concerto e Festival.

Il Direttore italo-danese Giordano Bellincampi è nato a Roma nel 1965 e vive in Danimarca dal 1976. Ha studiato alla Royal Danish Music Academy di Copenhagen trombone, e direzione d’orchestra con il direttore Jorma Panula. Nell’agosto 1994 ha debuttato come direttore, con la Odense Symphony Orchestra, iniziando così la sua carriera in Danimarca dove, fra il 1997 – 2000 è diventato direttore princcipale della Athelas Sinfonietta Copenhagen. Ricopre la carica di Direttore musicale della Copenhagen Philharmonic dal 2000 al 2006 e nel settembre 2005 assume la guida della Danish National Opera con il titolo di Direttore musicale generale. Vincitore del “Gladsaxe Music Price†e del “Franco Price†per l'importante contributo alla musica danese, è insignito del prestigioso “Premio della Critica†dalla Federation of Danish Music Critics (1998).
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Con l’attuale denominazione, l’Orchestra della Svizzera Italiana esiste dal 1991. Precedentemente, in quanto Orchestra della Radiotelevisione della Svizzera Italiana, fu costituita ufficialmente a Lugano il 2 gennaio 1935. Si trattava allora di un complesso di una trentina di esecutori nato come potenziamento di un’orchestra più piccola che già collaborava con la Radio della Svizzera Italiana fin dalla sua nascita a Lugano, nel 1933. La diresse per primo Leopoldo Casella che vi rimase legato fino al 1968. Nel 1938 gli subentrò nella funzione di primo maestro Otmar Nussio che mantenne l’incarico fino al 1968. Dal 1969 al 1990 ne è stato direttore stabile Marc Andreae che vi ha promosso una produzione regolare di musica contemporanea con molte prime esecuzioni di compositori. E’ stata diretta inoltre da Ernest Ansermet, Leopold Stokowsky, Eugène Ormandy, Igor Markevitch, André Cluytens, Paul Paray, Pierre Monteux, Carl Schuricht, Sergiu Celibidache, Rafael Kubelik, Hermann Scherchen, Eliahu Inbal, Wolfgang Sawallisch, Paul Klecki, Riccardo Chailly, Yuri Ahronovitch, Frans Brüggen e tanti altri illustri direttori.
L’Orchestra della Svizzera Italiana ha partecipato in passato ai festival di Lucerna, Montreux, Stresa. Dal 1993 al 1996 è stato direttore stabile Nicholas Carthy mentre dal dal 1997 al 2000 Serge Baudo è stato primo maestro ospite. Alain Lombard ha assunto la carica di direttore stabile nel 1999. Dall’autunno 2006 è direttore onorario.

Alexander Vedernikov è Direttore musicale dell’Orchestra del Teatro Bolscioi e membro del collegio dei direttori dell’Orchestra Nazionale Russa, che ha portato in tournée in Europa e USA. Formatosi al Conservatorio di Mosca, è stato direttore della musica al Teatro Stanislavsij (1988-1990) e Direttore associato dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca (1988-1995), che ha portato in giri di concerti in patria e all’estero. Dal 1995 all’anno scorso è stato Direttore artistico e Direttore principale dell’Orchestra Filarmonica Russa. Vedernikov è stato sul podio di prestigiose formazioni internazionali quali la Filarmonica di Tokio, Staatskapelle Dresden, London Philharmonic, BBC Scottish Symphony, Royal Scottish National Orchestra, Montréal Symphony, Residentie Orchestra dell’Aia, Budapest Festival Orchestra, Orchestra Nazionale della Rai di Torino, Orchestra Filarmonica di Bergen, Sydney Symphony. E’ spesso invitato da importanti teatri lirici, tra cui Teatro alla Scala, Teatro Regio di Torino, La Fenice di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro dell’Opera di Roma, Covent Garden. Ha collaborato con solisti quali Mikhail Pletnev, Vadim Repin, Yuri Bashmet, Natalia Gutman, Mstislav Rostropovich. Molto attivo anche in campo discografico, nel 2003 ha firmato un accordo con Penta Tone Classics per una serie di Super Audio CD con il Bolscioi e l’Orchestra Nazionale Russa.
Quarta edizione
Giovane Europa in Musica
Primavera 2007


In collaborazione con
AICEM Associazione Istituti di Cultura Europei a Milano
e
Teatro Dal Verme

con il sostegno della
Fondazione Pro Musica Giancarlo ed Etta Rusconi


NUOVI INTERPRETI DELLA MUSICA EUROPEA AL TEATRO DAL VERME

Prende il via lunedì 19 febbraio la quarta edizione di Giovane Europa in Musica, il ciclo di concerti che offre l’opportunità a interpreti emergenti di debuttare in Italia. La rassegna, ideata dalla Società del Quartetto insieme con l’AICEM (Associazione Istituti di Cultura Europei a Milano), da quest’anno è ospitata al Teatro Dal Verme.

In questi primi tre anni si è formato un pubblico fedele che condivide le linee guida del breve ciclo, mostrando interesse per musicisti che, scelti da ciascun Istituto di Cultura, sono alla vigilia dell’affermazione internazionale. Apprezzata è stata l’accurata selezione degli esecutori e gradita la scelta dei programmi dei concerti che presentano pagine della cultura musicale del paese di ciascun interprete con un’attenzione particolare alla creatività dei compositori d’oggi, suggeriti dagli stessi esecutori.
Incuriosisce l’originalità del repertorio insieme alla preziosità delle combinazioni strumentali generalmente precluse alle grandi sale. E’ il caso del concerto che inaugura la rassegna: l’esecuzione eccentrica del Flauto magico mozartiano per tre corni da bassetto.

Giovane Europa in Musica si avvale, anche per questa edizione, della consolidata disponibilità della Fondazione Pro Musica Giancarlo ed Etta Rusconi, che da parecchi anni destina il suo generoso impegno a sostenere i giovani esecutori e ad avvicinare alla musica da camera nuovi ascoltatori.
Sponsor ufficiale è Banca Intermobiliare.




Tutti i concerti si tengono al Teatro Dal Verme, Sala piccola
Via S. Giovanni sul Muro 2, Milano alle ore 20
Biglietti:
Soci del Quartetto e abbonati dei Pomeriggi Musicali: € 2,00
altro pubblico: € 5
I soci dell’Istituto di cultura interessato al singolo concerto avranno accesso libero
esibendo la relativa tessera associativa




Lunedì 19 febbraio 2007, ore 20
In collaborazione con Forum austriaco di cultura


trio 21
Petra Stump, Heinz-Peter Linshalm, Reinhold Brunner corni di bassetto
Vincitori del Premio Erich Schenk 2006 dell´associazione “Mozartgemeinde Wien”


Il Flauto magico di Mozart per 3 corni di bassetto
L’intera opera in un’ora soltanto

Corno di bassetto: già il nome è eccentrico così come la sua forma originaria ricurva (“corno”). Inusuale è anche l’estensione, particolarmente ampia per uno strumento a fiato, che spazia dalla voce di baritono a quelle di contralto e soprano.
Ai tempi di Mozart il corno di bassetto godeva di grande popolarità e c’erano virtuosi di questo strumento che, come solisti o in duo e trio, giravano per le corti di tutta Europa. Straordinario era il trio residente alla corte del conte Clam Gallas con Friedland (Boemia) per il quale è stato scritto anche l’arrangiamento del Flauto magico. Alla fine del Diciottesimo secolo il corno di bassetto era lo strumento d’elezione della massoneria. Mozart imparò a conoscerlo e ad amarlo utilizzandolo spesso nelle sue composizioni. Nei successivi 150 anni cadde nell’oblio e fu riscoperto e recuperato solo nel Ventesimo secolo da numerosi compositori, da Igor Stravinskij a Luciano Berio, Heinz Holliger, Luigi Dallapiccola, Vinko Globokar, Elliott Carter, Klaus Huber, Hans Ulrich Lehmann. Diversamente dal periodo classico, però, nella musica contemporanea viene utilizzato il clarinetto in tutti i suoi registri: dal clarinetto in mi fino al clarinetto basso.

Circa vent’anni fa è stato rinvenuto nella Narodni Bibliothek di Praga un arrangiamento senza indicazione dell’autore di arie tratte del Flauto magico per 3 corni di bassetto. Questa trascrizione risale con ogni probabilità alla fine del Diciottesimo secolo, quindi poco dopo la composizione dell’opera e l’enorme successo delle prime esecuzioni.
Le arie del Flauto magico ritrovate a Praga sono soltanto una parte frammentaria dell’opera, ma sul piano puramente strumentale questo arrangiamento di singole parti, di tonalità maggiori e minori, si avvicina alla logica di un’azione drammatica.
Scopo del trio 21 è quello di rappresentare in un’ora di musica un versione dell’opera riassunta, ma integrale. Per fare questo ha inserito, in aggiunta al manoscritto di Praga, alcune elaborazioni di Rainer Schottstädt e dello stesso ensemble.
Qualche considerazione sul numero “tre”. È il numero chiave sia della musica che del testo del Flauto magico. Le numerosissime terzine sono determinanti nella costruzione dell’opera. Tre sono le dame al servizio della Regina della notte, un tuono ripetuto tre volte annuncia il loro arrivo; la Regina della notte e le tre dame fanno la loro apparizione tre volte; i tre esaminandi (Tamino, Pamina e Papageno) che si preparano a sostenere tre esami sono accompagnati da tre fanciulli che intervengono nell’azione tre volte; e questi sono solo alcuni degli esempi possibili sul numero “tre”. Cosa c’è allora di più ovvio del Flauto magico per tre corni di bassetto?

Petra Stump ha studiato all’Universität der Musik di Vienna con Johann Hindler alla Hochschule der Künste di Berna con Ernesto Molinari. Si è poi perfezionata in clarinetto basso con Harry Sparnaay al Conservatorio di Amsterdam diplomandosi con distinzione nel 1999. Ha inoltre seguito le master class di A. Brandhofer, S. Stephens e Ch. Leitherer per lo chalumeau. Nel 2001 ha vinto il primo premio al concorso di interpretazione di musica contemporanea di Chain in Svizzera e ha partecipato alla quarta edizione dell’Académie de musique du XXème siècle a Parigi con l’ Ensemble InterContemporain diretta da Jonathan Nott e Myung-Whun Chung.
Heinz-Peter Linshalm ha iniziato lo studio del clarinetto al Joseph-Haydn-Konservatorium di Eisenstadt con Ewald Ivanschitz specializzandosi poi nel repertorio concertistico con Johann Hindler alla Universität für Musik di Vienna. In seguito si è dedicato allo studio del clarinetto basso alla Hochschule der Künste di Berna con Ernesto Molinari e ha partecipato alle master class di Suzanne Stephens, Christian Leitherer (chalumeau e clarinetti antichi) e Francois Benda. È stato ospite in formazioni cameristiche di festival quali Wien Modern, Wiener Festwochen e Klangbogen a Vienna, Carinthischer Sommer, Musik Biennale a Berlino, Salisburgo, Rheingau, Davos e Humanities Festival a Chicago.Reinhold Brunner ha compiuto gli studi di clarinetto con Peter Schmidl e Johann Hindler alla Musikhochschule di Vienna e a Zurigo con Hans-Rudolf Stalder. Si dedica con particolare passione alla musica da camera e al repertorio contemporaneo in collaborazione con strumentisti quali Ernst Kovacic, Christian Altenburg, Thomas Demenga, Valentin Erben, e Thomas Larcher e ensemble e orchestre di primo piano, in particolare Klangforum di Vienna, l’ensemble Die Reihe e la Radio-Symphonieorchester di Vienna.


Venerdì 16 marzo 2007, ore 20
In collaborazione con Consolato Generale della Repubblica Polacca in Milano

Hubert Giziewski fisarmonica
Joanna Kaniewska violino
Vincitori del secondo premio al Concorso Internazionale “Città di Castelfidardo 2006”

Scintille del XX secolo
Fauré - Après un rêve op. 7
Prokof’ev - Sonata n. 2 in re maggiore per violino e pianoforte op. 94 bis
(arrangiamento per violino e fisarmonica)
Bartók - Danze popolari rumene
Šostakovič - Preludi op. 34
De Falla - Danza spagnola n. 2
- Suite popolare spagnola
Wieniawski - Légende op. 17
Barbara Kaszuba - Skrzyp-ak (2000)
Piazzolla - Le Grand Tango

L’originale duo polacco di fisarmonica e violino, Hubert Giziewski - Joanna Kaniowska, partecipa alla rassegna per essersi segnalato in Polonia tra i più meritevoli ensemble. L’originale abbinamento strumentale rappresenta un’interessante novità, consente di esplorare un repertorio inusuale, nuovi arrangiamenti, trascrizioni e soluzioni musicali. Il programma Scintille del XX secolo attinge a opere che rappresentano lo stile musicale caratteristico dei maggiori compositori del secolo appena passato. Eseguite per violino e fisarmonica suggeriscono un’esperienza d’ascolto inusuale che evidenzia i diversi colori e le diverse possibilità espressive di questi due strumenti.

Hubert Giziewski, fisarmonica e Joanna Kaniewska, violino si sono diplomati con il massimo dei voti e la lode presso l’Accademia di Musica Chopin di Varsavia e sono oggi considerati tra i migliori musicisti polacchi della loro generazione. Premiati nei maggiori concorsi del loro paese e in importanti concorsi internazionali quali Ibla Grand Prize Music Competition a Ragusa 2005 (I premio), Città Castelfidardo 2006 (II premio), hanno partecipato a festival internazionali di Belfort in Francia, Santa Fiora in Italia, Murcia in Spagna, Tokyo e Johannesburg. Hanno inoltre preso parte a master class con artisti qauli Emanuel Ax, Boris Belkin, Kaja Danczowska, Paul Gulda, Leonidas Kavakos, Fridrich Lips, Maja Nosowska, Igor Ozim, Wlodzimierz Puchnowski, Hagai Shaham, Yuri Shishkin, Roman Totenberg, Mika Väyrinen, Pavel Vernikov, Quartetto Artemis, Quartetto Artis, Quartetto Aron e Quartetto Silesian. Si sono esibiti sia come solisti sia in gruppi da camera in Europa (Germania, Austria, Francia, Inghilterra, Spagna, Italia, Svizzera, Paesi Bassi, Finlandia, Polonia, Bulgaria, Luxemburg, Lithuania), negli Stati Uniti, in Asia, Africa (Marocco e Sud Africa), Giappone, Singapore con concerti in prestigiose sale da concerto quali Carnegie Hall a New York, Musikverein a Vienna, Guildhall a Londra, Sibelius Hall a Lahti in Finlandia, Suntory Hall in Giappone, Esplanade Art Center a Singapore, Filharmonia a Varsavia. Joanna Kaniewska e Hubert Giziewski suonano strumenti italiani: il violino Guidantus Johannes Florenus del 1734 e l’eccellente fisarmonica Pigini Super Bajan Sirius.


Lunedì 26 marzo 2007, ore 20
In collaborazione con Instituto Cervantes Milano


José Enrique Bagaría Villazán pianoforte
Vincitore del 52° Concorso Internazionale Maria Canals

Una passeggiata attraverso la musica spagnola: da Albéniz a Brotons
Cervelló - Preludiando y Arabesca
Albéniz - El Corpus Christi en Sevilla da Iberia (I quaderno)
De Falla - Serenata andaluza
- Fantasia Baetica
Mompou - Canción y Danza, n. 6
Montsalvatge - Sonatine pour Ivette
Brotons - Impromptu Op. 37
Granados - Allegro de Concierto

Negli ultimi quarant’anni nessun pianista spagnolo era riuscito ad aggiudicarsi il prestigioso Concorso Internazionale Maria Canals. L’Instituto Cervantes offre ora l’opportunità di ascoltare il pianista spagnolo José Enrique Bagaría Villazán che è riuscito a conquistarlo nell’ultima edizione, vincendo anche il premio assegnato dal pubblico.
Così l’interprete spiega la scelta del programma: “Propongo un percorso attraverso la musica spagnola. Il programma presenta tre compositori tra i più celebri - Albéniz, Granados e De Falla - ma include anche autori più vicini ai giorni nostri, come l’ormai “classico” Montsalvatge, scomparso pochi anni fa, e due compositori contemporanei che ormai godono di grandi riconoscimenti e che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Mi sta particolarmente a cuore, come interprete spagnolo, promuovere la musica del mio paese perché credo che ci siano autori molto interessanti per lo più sconosciuti fuori dai confini. Il programma non segue un criterio strettamente cronologico ma “impulsi vitali”, con sorprese e contrasti che sollecitano l’attenzione degli ascoltatori e che culminerà con il celebre Allegro de Concierto”.

Nato a Barcellona nel 1978, José Enrique Bagaría Villazán ha iniziato gli studi musicali a sei anni. Dopo il diploma con il massimo dei voti al Conservatorio di Barcellona sotto la guida di Rosa Masferrer, si è perfezionato con Luiz de Moura Castro e con Aquiles delle Vigne all’Ecole Normale di Parigi. Diplomato al Liceo de Barcelona con Stanislav Pochekin, dal 1999 al 2003 ha completato la sua formazione alla Scuola Superiore di Musica Reina Sofía con Banco Santander, Dimitri Bashkirov, Claudio Martínez Mehner e Galina Eguiazarova. Ha inoltre seguito le master class di Alicia de Larrocha, Josep Mª Colom, Eliso Virsaladze, Leon Fleisher, Andrzej Jasinski, Ralph Gothoni, Bruno Canino, Vitaly Margulis, Andrew Watts, Edith Fischer e Boris Petrushansky. Attualmente studia al Conservatorio Richard Strauss di Monaco di Baviera con Vadim Suchanow.
Premiato in molti concorsi in Spagna, ha vinto la Word Piano Competition di Cincinnati e, nel 2006, il concorso “Maria Canals” di Barcellona aggiudicandosi anche il premio del pubblico.
Svolge un’intensa attività concertistica ospite delle maggiori istituzioni e festival musicali in Spagna (Palau de la Música Catalana, l’Auditorio di Barcellona, l’Auditorio di Madrid, lAuditorio Manuel de Falla di Granada, l’Accademia di Belle Arti di San Fernando di Madrid) e Francia (Sala Alfred Cortot di Parigi). Nel 1999/2000 ha partecipato al ciclo di concerti “Ricard Vinyes” a Barcellona, Granada, Siviglia e Minorca. In qualità di solista si è esibito con l’Orquesta sinfónica de Galicia, Sinfónica de Valencia, Orquesta de Castilla y León, Sinfónica del Vallés e la Salzburger Kammerphilarmonie. Appassionato camerista, ha fatto parte del Trio Mendelssohn, Trio Cassadó e Trio Solomon. Con il violinista Josep Colomé ha recentemente suonato in Costa Rica al “IX Festival Internazionale di Musica Contemporanea di El Salvador”.
Ha inoltre realizzato diverse registrazioni per la radio e la televisione.
Attualmente è docente al Conservatorio Superior de Aragón e prossimamente al Conservatorio del Liceo di Barcellona.
La sua attività è stata sostenuta da borse di studio di istituzioni e associazioni quali Associazione Sofia Puche per partecipare alla World Piano Competition (l990), Borsa di studio dell’Asociación Sofia Puche (l997), AIE (1999 e 2000), Caja Madrid (1999 e 2000), Borsa di studio della Escuela Superior de Música Reina Sofía (2001, 2002 e 2003), Fondazione Alexander von Humboldt (2003 e 2004).



Lunedì 16 aprile 2007, ore 20
In collaborazione con Centro Culturale Svizzero di Milano

Teo Gheorghiu pianoforte
Vincitore del Concorso Internazionale di San Marino (2004)
e del Concorso Internazionale Franz Liszt di Weimar (2005)

J.S. Bach - Fantasia cromatica e fuga in re minore BWV 903
Beethoven - Sonata n. 21 in do maggiore op. 53 “Waldstein”
Chopin - Barcarola in fa diesis maggiore op. 60
Mario Beretta - Chakra n. 5 da Die sieben Chakren
- Lichtstück n. 4 da Lichtscherben im Wasser
Ravel - Gaspard de la nuit


Teo Gheorghiu è un giovanissimo pianista di soli 14 anni. Nato nel 1992 a Männedorf, in Svizzera, da una famiglia di origine rumena, ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di cinque anni. Dal 2001 studia con William Fong alla Purcell-School di Londra e ha partecipato a master class in Gran Bretagna con Ronald Smith, John Thwaites, Arthur Pizzaro e in Francia con Dominique Merlot. Nel 2004, a soli 12 anni, ha meritato il primo premio e il premio per la migliore interpretazione di un brano romantico al concorso internazionale di San Marino e l’anno seguente il concorso internazionale Franz Liszt a Weimar. Già attivo in ambito concertistico, nel 2004 ha debuttato alla Tonhalle di Zurigo nel Concerto in la minore di Schumann con la Zürcher Kammer Orchester diretta da Howard Griffiths. Nel gennaio 2005 ha eseguito a Zurigo e a Basilea il Concerto BWV 1052 di Bach; nel 2003 ha partecipato a Parigi al Gala Royal “Jeunes et Talents” e ha suonato in recital alla Kissinger Klavier Olimpiade in Germania. Nel 2005 ha suonato in recital al Museum of Garden History e alla Steinway-Hall di Londra. Nel gennaio 2006 ha partecipato per la televisione britannica a una trasmissione su Mozart dal Mozarteum di Salisburgo.
Gli studi musicali di Teo Gheorghiu sono stati sostenuti dalla Fondazione Lyra e dalla Fondazione Fritz-Gerber di Zurigo. Attualmente la sua attività è sostenuta dalla signora Ruth Burkhalter e dalla David Morgan Trust.



Lunedì 7 maggio 2007, ore 20
In collaborazione con Centre culturel français de Milan
e con Fondazione Victor Salvi


Emmanuel Ceysson arpa
Vincitore del Concorso Internazionale per arpa di Bloomington (2004)

D. Scarlatti - Sonata in do maggiore K 200
- Sonata in fa minore K 466
C.P.E. Bach - Sonata in sol maggiore per arpa Wotq 139
Liszt - Le Rossignol (arrangiamento di Henriette Renié)
Fauré - Impromptu per arpa op. 86
Tournier - Sonatine op. 30
Caplet - Deux divertissements
Alabieff / Glinka - L’alouette
Renié - Ballade fantastique

Per l’edizione 2007 di Giovane Europa in Musica, il Centre culturel français de Milan ha nuovamente privilegiato la scelta di uno strumento che si ha raramente l’opportunità di ascoltare come voce solista: l’arpa. Nella rosa dei giovani musicisti selezionati dal programma 2006 Déclic di CULTURESFRANCE, spiccava il nome del giovane arpista Emmanuel Ceysson, il cui breve percorso di inizio carriera era segnato da numerosi premi e riconoscimenti. Al talento si aggiungevano proposte di programma di grande interesse e suscettibili di stimolare la curiosità del pubblico italiano, che condivide volentieri il piacere di uscire dai sentieri battuti.

Emmanuel Ceysson, arpa. Nato nel 1984, ha studiato al Conservatorio nazionale di Lione arpa e anche trombone, armonia e musica da camera. Nel 2000 ha meritato la medaglia d’oro per l’arpa ed è stato ammesso al Conservatoire National Supérieur di Parigi dove si è perfezionato per quattro anni con Isabelle Moretti, mentre segue gli insegnamenti di Germaine Lorenzini a Lione dove ottiene il primo premio per l’arpa e l’armonia nella classe di Cyrille Lehn.
Vincitore nella categoria giovani del concorso “Lily Laskine” a Parigi (1999), si è già esibito in recital per festival europei quali “Congrès mondial de la harpe” a Dublino (2005), “Journées de la harpe” ad Arles e il “Symposium européen de la harpe” a Lione (2004). Collabora con il Quartetto Rodin, Quartetto Parisii, l’Orchestre de Basse-Normandie, l’Orchestra filarmonica di Radio France (tournée nei Paesi Bassi e in Giappone) e l’Orchestra dell'Opéra di Parigi.
Nel 2004 ha vinto la medaglia d’oro e il premio speciale per l’esecuzione delle Danses sacrée et profane di Debussy al Sesto concorso internazionale per arpa a Bloomington negli Stati Uniti che gli è valso un’arpa di grande valore donata dalla Fondazione Victor Salvi, il debutto a Londra e New York oltre a numerosi ingaggi nei grandi centri musicali europei (Salle Gaveau a Parigi, Wigmore Hall a Londra) e negli Stati Uniti (Orchestra sinfonica di Indianapolis). Nella primavera 2005 è stato scelto per la registrazione di un disco con Xavier de Maistre, arpa solista dei Wiener Philharmoniker.
Nei prossimi mesi terrà alcune master class alla Royal Academy of Music di Londra invitato da Skaila Kanga come professore ospite.
Ha recentemente vinto il premio della Young Concert Artists di New York che gli offre l’opportunità di esibirsi in concerti negli Stati Uniti.


Si ringrazia
Banca Intermobiliare


Per prenotazioni e acquisto dei biglietti si prega di rivolgersi alla
Società del Quartetto di Milano
Via Durini 24 – 20122 Milano
Telefono: 02-795.393 – Fax: 02-7601.4281
www.quartettomilano.it
e-mail: info@quartettomilano.it
Comunicato Stampa



L’Agenzia Bravo Enterprises aderisce
all’ 11esima edizione del “MEGASHOW della Solidarietà“
per la Pace e della Buona Azione
organizzata dall’Associazione Poliziotti Italiani.



Venerdì 6 gennaio presso il Teatro dal Verme di via San Giovanni sul Muro a Milano, dalle ore 14.30 si terrà l’undicesima edizione del “Megashow della Solidarietà”.


Uno spettacolo organizzato dall' Associazione Poliziotti Italiani in collaborazione con la nota Agenzia delle Celebrità dello Spettacolo Bravo Enterprises, che ha richiamato negli anni testimonial di fama internazionale.



Oltre alle star i protagonisti di questa kermesse saranno gli appartenenti alle forze dell’ordine e i cittadini che nel corso del 2005 si sono contraddistinti per il loro impegno civile e sociale.



Tra gli Artisti che si esibiranno segnaliamo: Walter Nudo, Maria Teresa Ruta, Umberto Smaila (reduci dal grandioso successo, di critica e pubblico, avuto la scorsa estate alla celebre locale “La Capannina di Forte dei Marmi” di Gherardo Guidi) tutti accompagnati dall’Orchestra I BRAVO di Augusto Righetti (musicisti che vantano importanti collaborazioni con massimi esponenti della musica internazionale), la più prestigiosa orchestra italiana, che da più di vent’anni vanta innumerevoli partecipazioni a programmi televisivi RAI e Mediaset, esibizioni live nei clubs più alla moda e le discoteche più trendy, oltre alle produzioni discografiche che hanno scalato le classifiche nazionali ed internazionali.



Inoltre sono previste le esibizioni di DJ Francesco e Dj Lady Fxxx, presentano Cesare Cadeo e Simona Tagli.



Ingresso gratuito
il ricavato delle offerte sarà devoluto in beneficenza


BRAVO ENTERPRISES S.r.l.

ALEX INTERMITE Ufficio Stampa e Comunicazione

Tel. +39/02.40.45.625Fax. +39/02.700.55.39.44

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