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| SPETTACOLI DI MARZO-APRILE 2012 Opera Mercoledì 14 marzo 2012 - ore 20.30 Venerdì 16 marzo 2012 - ore 20.30 Domenica 18 marzo 2012 - ore 15.30 La Traviata Melodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave. Musica di GIUSEPPE VERDI Nuovo allestimento Interpreti Violetta Valéry Irina Lungu / Monica Tarone Flora Bervoix Milena Josipovic Annina Paola Santucci Alfredo Germont Giuseppe Varano / Alejandro Roy Giorgio Germont Carlos Bergasa / Simone Piazzola Gastone Stefano Consolini Il Barone Douphol Matteo Ferrara /Daniel Stefanov Il Marchese d’Obigny Valdis Jansons Il Dottor Grenvil Daniele Cusari Direttore Pietro Rizzo Regia Rosetta Cucchi Scene Tiziano Santi Costumi Claudia Pernigotti Luci Daniele Naldi Maestro del coro Stefano Colò Coreografia Monica Casadei Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna Coro Lirico Amadeus – Fondazione Teatro Comunale di Modena Artemis Danza Produzione della Fondazione Teatro Comunale di Modena in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale e Auditorium - Bolzano, Fondazione Teatri di Piacenza La traviata viene proposta in un allestimento completamente nuovo prodotto al Teatro Comunale di Modena e curato da Rosetta Cucchi, già apprezzata per la regia di Sweeney Todd nel 2009. L’impianto registico, partendo dalla pagine di Dumas, sarà concentrato sulla dimensione psicologica, sentimentale e sociale dei personaggi, riconoscendo in questa visione la novità con cui la musica e il teatro romantico di Verdi si imponeva a metà Ottocento con bruciante attualità. “Personaggi intrappolati in eleganti gabbie – racconta la regista - che sono le loro esistenze, fatte di solitudini infinite, convenienze sociali e fragili compromessi con il destino. Nella mia Traviata ho voluto inasprire il sentimento della solitudine di una donna che, come una bambola tirata dai fili di un destino da lei stessa scelto, sfiora continuamente nella vita una moltitudine di anime senza mai incontrarle veramente, fino a quando un uomo riesce a toccarla, a entrare nella sua scatola, a insinuare in lei il sospetto che da quel luogo dell’anima si possa uscire, con le proprie forze , beffando il destino, che tranquillo la attende mimetizzato tra le tante ombre.” Martedì 27 marzo 2012 - ore 20.30 Venerdì 30 marzo 2012 - ore 20.30 Domenica 1 aprile 2012 - ore 15.30 AIDA Opera in quattro atti. Libretto di Antonio Ghislanzoni. Musica di GIUSEPPE VERDI Interpreti Il re d’Egitto Carlo Malinverno Amneris Mariana Pentcheva Aida Susanna Branchini Radamès Hector Sandoval Ramfis Giovanni Battista Parodi Amonasro Alberto Gazale Una sacerdotessa Marcella Polidori Direttore Antonino Fogliani Regia Joseph Franconi Lee Scene e costumi Mauro Carosi Maestro del coro Martino Faggiani Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma Allestimento del Teatro Regio di Parma Coproduzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatro Comunale di Modena Questo allestimento di Aida è nato in occasione del Festival Verdi di Parma del 2005 e ha avuto successo internazionale anche grazie a una ripresa fatta al Palacio Euskalduna di Bilbao nel 2007. Lo spettacolo era nato da un'idea di Alberto Fassini, realizzato poi interamente da Joseph Franconi Lee in seguito alla sua scomparsa e a fianco di Mauro Carosi, che con Fassini aveva già impostato l’impianto scenico. Franconi Lee, assistente per quasi vent’anni di Fassini, uno dei maggiori registi in campo operistico e stretto collaboratore di Luchino Visconti, ha portato in scena l’allestimento di Norma al Comunale di Modena nel 2006. “Secondo una suggestione che ho posto ad Alberto – racconta Mauro Carosi - Sentivo questa Aida come una storia che, in realtà, racconta la morte. Il mondo egizio, come noi lo conosciamo, è un mondo di morte perché è la rappresentazione del percorso che, nella vita, conduce all’aldilà. Volevo proporre un luogo che, lungo tutta l’opera, fosse già una tomba, caratterizzata da geroglifici sparsi ovunque: sulle scale, sulle pareti, sugli oggetti. Una rappresentazione anche della grande cultura di questo popolo: l’astronomia, la matematica, le scienze.” Concerti Sabato 17 marzo 2012 - ore 21.00 I SOLISTI DI MOSCA Yuri Bashmet direttore e solista Igor Stravinsky Concerto in re n. 11 per orchestra d'archi Giovanni Sollima Contrafactus per flauto e archi (Solista Massimo Mercelli) Franz Schubert Sonata in la minore per arpeggione e pianoforte D 821 (trascrizione per archi di R. Balashov) Max Bruch “Kol Nidrei”, Adagio su melodie ebraiche op.47 (trascrizione per viola e orchestra d'archi dall'originale per violoncello e orchestra) Piotr Ilic Ciaikovskij Serenata per archi op.48 Questo concerto costituisce un ulteriore omaggio alla musica russa, presentato a Modena da un complesso che festeggia i venti anni di attività e che debuttò nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca e alla Salle Pleyel di Parigi a pochi giorni di distanza nel 1992. Oggi i Solisti di Mosca sono riconosciuti dalla stampa mondiale come una tra le migliori formazioni del panorama cameristico, per l'abilità dei musicisti e la scintillante direzione di Yuri Bashmet, violista di fama internazionale. Anche in questo programma si mettono a confronto due espressioni distanti nel tempo e nello stile, ma ugualmente rappresentative, della grande tradizione russa. II Concerto in re di Stravinsky, di stile neoclassico, appartiene al periodo americano del compositore e fu scritto a Hollywood nel 1946. Di tutt'altra natura la Serenata op.48 di Ciaikovskij, quasi un'icona del tardo romanticismo più accorato nonostante l'autore sia a tutt’oggi oggetto di una profonda riscoperta musicologica e interpretativa. Il brano di Max Bruch, in programma anche in gennaio con i virtuosi italiani, sarà eseguito qui con la viola in luogo del violoncello. Balletto Venerdì 9 marzo 2012 - ore 21.00 Sabato 10 marzo 2012 - ore 21.00 MDA COMPAGNIA PETRILLO DANZA One One=One oneplusonequalsone Prima assoluta Teatro delle Passioni FUORI ABBONAMENTO Coreografie e regia Loris Petrillo Musica ed elettronica live Pino Basile Disegno luci Loris Petrillo Costumi Pappalardo Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena MDA Produzioni Danza/Compagnia Petrillo Danza In collaborazione con Scenario Pubblico e Danzarte Sempre impegnato nello studio della relazione che lega la mente pensante al corpo danzante, dopo Il cece nel secchio, trattato sulla follia e la normalità, La pelle del popolo nudo, uno squarcio della eroica vicenda degli indipendentisti siciliani e M. carnedellamiacarne, intensa riflessione sul complesso personaggio di Medea, Loris Petrillo indirizza il suo nuovo lavoro sulla pura sperimentazione. Abbandona per un attimo il carattere più riflessivo della sua danza, finora impegnata come esigenza nella denuncia sociale, culturale e politica, e in forma di ricerca sperimentale fa convergere sulla medesima piattaforma suono, movimento e matematica nella loro più concreta relazione. Loris Petrillo è stato primo ballerino e solista del Balletto di Toscana e ha proseguito con una carriera svolta per molti anni tra la Svezia al Goteborgs Operan Ballet, il Belgio al Ballet Royale de Wallonie e la Svizzera allo Stadttheater di Berna. Come coreografo ha creato per Aterballetto, Teatro Regio di Torino e Teatro Sociale di Rovigo e nel 2000 ha fondato la propria Compagnia. Mercoledì 4 aprile 2012 - ore 21.00 BALLETTO TEATRO DI TORINO Paradiso I Prima assoluta Coreografia e scene Matteo Levaggi Musiche Antonio Vivaldi, Kaija Saariaho Costumi Kristian Guerra Luci Fabio Sajiz Elettronica interattiva e regia del suono Francesco Abbrescia Francesco D’Orazio violino Giorgio Tabacco clavicembalo Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena Balletto Teatro di Torino - Loredana Furno In collaborazione con Alkema Ambasciatori di Cultura Questo appuntamento rinnova una consolidata collaborazione con il Balletto Teatro di Torino, fondato dall’étoile Loredana Furno e attiva da oltre trent’anni, e presenta un nuovo spettacolo in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena. Il progetto costituisce un ulteriore passaggio nel percorso che Matteo Levaggi, coreografo residente della compagnia dal 2001, ha intrapreso da alcuni anni creando i propri lavori a partire da un’originale interpretazione della partitura musicale. Dopo Petrushka, da Igor Stravinsky, SolO da Arvo Pärt e Matteo Levaggi / In a landscape con musiche di John Cage, visti a Modena nel 2008, Paradiso I dedica la propria attenzione alla musica di Antonio Vivaldi (Sonate dall'Op.2 per violino e clavicembalo) e di Afred Schnittke (Suite in stile antico per violino e clavicembalo) eseguita dal vivo. Sulla pagina pulita di un tappeto di danza bianco, i ballerini animano forme e strutture inusuali, con candore ‘paradisiaco’, guidati da un’energia che partendo dalla musica viene di volta in volta lasciata al caso, costruita, ripensata e organizzata affrontando l’elemento istintivo e matematico del movimento. Domenica 15 aprile 2012 - ore 21.00 SYLVIE GUILLEM - Prima italiana 6000 miles away A Sadler's Wells / Sylvie Guillem Production Rearray Coreografia William Forsythe Musica David Morrow Costumi e luci William Forsythe Interpreti Sylvie Guillem e Massimo Murru 27’52” Coreografia Jiří Kylián Musica Dirk Haubrich Scene Jiří Kylián Costumi Joke Visser Luci Kees Tjebbes Interpreti Aurelie Cayla e Lukas Timulak Bye Coreografia Mats Ek Musica Ludwig van Beethoven Scene e Costumi Katrin Brännström Luci Erik Berglund Video Elias Benxon Interprete Sylvie Guillem Premio della Critica Inglese quale miglior interepte femminile 2011 in ambito contemporaneo Coprodotto da Dansens Hus Stockholm Coproduzione Holland Dance Festival, Les Nuits de Fourvière/Département du Rhône Athens Festival, e Esplanade – Theatres on the Bay Con il sostegno di Rolex Sublime interprete di tutti i ruoli principali del repertorio classico, Sylvie Guillem, indiscusso talento mondiale della danza, nominata étoile a soli 19 anni da Rudolf Nureyev, è stata, dai primi anni della sua carriera, musa ispiratrice per numerosi coreografi di grande fama quali William Forsythe, Mats Ek e Maurice Béjart. Parallelamente alle sue interpretazioni classiche, l’artista ha riscosso ampi riconoscimenti danzando coreografie contemporanee, oltre che con l’Opéra de Paris, presso la quale si è formata, con il Royal Ballet, l’American Ballet Theatre e il Kirov Ballet, mostrando la completezza delle proprie capacità artistiche. A partire dal 2003 la Guillem si è concentrata sulla danza contemporanea e dalle collaborazioni con gli artisti Russell Maliphant, Akram Khan e Robert Lepage sono nate le coreografie di Broken Fall, Push (rappresentato in prima nazionale durante la stagione 2006/2007 al Teatro Comunale di Modena), Sacred Monsters e Eonnagata. Lo spettacolo 6000 miles away vede Sylvie Guillem impegnata con alcuni lavori di coreografi fra i più importanti dei nostri tempi, William Forsythe, di cui interpreta un nuovo passo a due, e Mats Ek, che per lei ha creato il solo Bye. Sabato 21 aprile 2012 - ore 21.00 BALLET BLACK - Prima italiana A New Beginning - Pendulum - Da Gamba - Shift – Orpheus Direzione artistica Cassa Pancho A New Beginning Coreografia Denzil Bailey Musica Celloman Costumi Faith Barber Luci David Plater Pendulum Coreografia Martin Lawrance Musica Steve Reich Costumi Peter Todd Luci David Plater Da Gamba Coreografia Henri Oguike Musica Johann Sebastian Bach Costumi Peter Todd Luci David Plater Shift Coreografia Antonia Franceschi Musica Zoë Martlew Costumi Nicola Sacher Luci David Plater Orpheus Coreografia Will Tuckett Musica Igor Stravinsky (Orpheus) Luci Warren Letton Costumi Peter Todd Fondato nel 2001, Ballet Black è una compagnia di danza moderna sostenuta dalla Royal Opera House di Londra e dedicata a sviluppare le nuove forme del balletto classico. Il gruppo è composto da sei ballerini internazionali di discendenza africana e asiatica e ha ricevuto recentemente il premio della critica come una delle migliori compagnie europee. Per il debutto a Modena, la compagnia presenta un programma con i migliori brani degli ultimi dieci anni, fra cui Da Gamba del coreografo gallese-nigeriano Henri Oguike, Shift di Antonia Franceschi, ex danzatrice del New York City Ballet, e Orpheus su musica di Stravinsky, primo balletto narrativo danzato dalla compagnia e commissionato a Will Tuckett per festeggiare i dieci anni di attività. Tuckett è uno dei maggiori coreografi inglesi: entrato come ballerino nel Birmingham Royal Ballet negli anni Ottanta, ha creato coreografie per la stessa compagnia e per il Royal Ballet, la Royal Opera House, il National Ballet of China, Dance Umbrella e l’American Ballet Theatre’s Studio Company. |
| A Modena in prima e unica tappa
italiana il nuovo spettacolo di Sylvie Guillem dopo il debutto a Londra a
luglio 2011. I brani di Forsythe e Mats Ek sono nuove coreografie commissionate per lo spettacolo: Rearray di Forsythe, interpretato in coppia per primo da Nicolas Le Riche e che a Modena sarà danzato con Massimo Murru, è stato creato sulla partitura del compositore americano David Morrow. Bye di Mats Ek è un solo di Sylvie Guillem sulla partitura dell'ultimo movimento dell’ultima sonata per pianoforte di Beethoven, op.111. 27'52'' è stato creato da Jiri Kilian nel 2002 ed è danzato da Aurélie Cayla e Kenta Kojiri. Un video dello spettacolo su: http://www.teatrocomunalemodena.it/scheda_evento.php?idevento=6&id=balletti&sessione=primavera Domenica 15 aprile 2012 ore 21.00 Prima italiana SYLVIE GUILLEM 6000 miles away A Sadler's Wells / Sylvie Guillem Production Rearray Coreografia William Forsythe Musica David Morrow Costumi e luci William Forsythe 27’52” Coreografia Jiří Kylián Musica Dirk Haubrich Scene Jiří Kylián Costumi Joke Visser Luci Kees Tjebbes Ajö (Bye) Coreografia Mats Ek Musica Ludwig van Beethoven Scene e Costumi Katrin Brännström Luci Erik Berglund Video Elias Benxon Coprodotto da Dansens Hus Stockholm Coproduzione Holland Dance Festival, Les Nuits de Fourvière/Département du Rhône Athens Festival, e Esplanade – Theatres on the Bay Con il sostegno di Rolex Sublime interprete di tutti i ruoli principali del repertorio classico, Sylvie Guillem, indiscusso talento mondiale della danza, nominata étoile a soli 19 anni da Rudolf Nureyev, è stata, dai primi anni della sua carriera, musa ispiratrice per numerosi coreografi di grande fama quali William Forsythe, Mats Ek e Maurice Béjart. Parallelamente alle sue interpretazioni classiche, l’artista ha riscosso ampi riconoscimenti danzando coreografie contemporanee, oltre che con l’Opéra de Paris, presso la quale si è formata, con il Royal Ballet, l’American Ballet Theatre e il Kirov Ballet, mostrando la completezza delle proprie capacità artistiche. A partire dal 2003 la Guillem si è concentrata sulla danza contemporanea e dalle collaborazioni con gli artisti Russell Maliphant, Akram Khan e Robert Lepage sono nate le coreografie di Broken Fall, Push (rappresentato in prima nazionale durante la stagione 2006/2007 al Teatro Comunale di Modena), Sacred Monsters e Eonnagata. Lo spettacolo 6000 miles away presenta lavori di tre fra i coreografi più importanti del nostro tempo, William Forsythe, Jiří Kylián e Mats Ek. TOUR 2012 •26 & 27 January at the Holland Dance Festival, Den Haag, Holland: "•10 & 11 March in Blagnac / Toulouse, France: "•15 - 18, 21, 22 March at Theatre des Champs Elysées, Paris: "•5, 7, 8 April in Lincoln Center, New York, USA: To Be Confirmed •12 April in Geneva, Switzerland: •15 April in Modena, Italy: •19 & 20 April in Zurich, Switzerland: •19 May in St. Poelten, Austria: •12, 13, 15, 16 Juin in Lyon, France (Les Nuits de Fourviére): |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione VALERIJ GERGIEV AL COMUNALE CON L’ORCHESTRA SINFONICA DEL TEATRO MARIINSKIJ Ospite della Stagione concertistica del Teatro Comunale di Modena sarà giovedì 2 febbraio alle 21 l’Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinskij diretta da Valerij Gergiev. In programma la fantasia Romeo e Giulietta di Piotr Ilic Ciaikovskij, una suite di brani dal balletto Romeo e Giulietta di Sergej Prokofiev e la Sinfonia fantastica op. 14 di Hector Berlioz. Il concerto segna la presenza straordinaria di uno dei massimi interpreti dei nostri giorni alla guida dell’illustre compagine della quale è direttore stabile. Gergiev, anche direttore generale del Teatro Mariinskij dal 1996, è conosciuto come ambasciatore della cultura russa nel mondo e per aver contribuito a dare nuova vita alla tradizione sinfonica e operistica del suo Paese. Il programma presenta due aspetti contrapposti di questo repertorio sul terreno comune di uno stesso soggetto ispirato al dramma shakespeariano: il romanticismo sentimentale di Ciaikovskij, in una delle composizioni sinfoniche (1880) più amate dal grande pubblico, e il modernismo esuberante di Prokofiev in un capolavoro (1936) scritto per il balletto, dai temi altrettanto popolari. Conclude il concerto la famosissima Sinfonia fantastica, partitura emblematica delle possibilità virtuosistiche dell’orchestra ottocentesca, per colore e tecnica strumentale, sublime divagazione emotiva e intellettuale del sinfonismo romantico. Valerij Gergiev è uno dei più affermati direttori d’orchestra del nostro tempo e collabora con le maggiori orchestre al mondo. Dal 2007 è direttore principale della London Philharmonic Orchestra, inoltre ha creato collaborazioni artistiche tra il Teatro Mariinskij e i teatri d’opera più famosi del mondo quali il Metropolitan di New York, di cui è stato direttore ospite principale, il Covent Garden di Londra, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro dell’Opera di San Francisco, La Scala di Milano, il Teatro dell’Opera Israeliano ed il Théâtre du Châtelet di Parigi. Nel 1996 è stato nominato People’s Artists of Russia nonché Direttore dell’anno (International Classical Music Awards). È Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana e fa parte dell’Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia. Nel 2002 ha ricevuto il Premio Presidenziale Russo per il suo straordinario contributo allo sviluppo delle arti e delle scienze. Nel 2003 è stato Artist of the World per UNESCO ed è stato insignito dell’Ordine For Services for the Fatherland. L’Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinskij è una delle più antiche istituzioni musicali russe. Le sue origini risalgono agli inizi del XVIII secolo, ai tempi della Cappella Reale e il livello di eccellenza raggiunto è stato riconosciuto dai direttori che storicamente l’hanno guidata, quali Hector Berlioz, Richard Wagner, Hans von Bulow, Ciaikovskij, Gustav Mahler e Sergei Rachmaninoff. L’Orchestra esegue regolarmente programmi sinfonici in concerti in Europa, America, Giappone e Australia. Nel 2008, grazie anche alla guida di Valerij Gergiev, è stata inserita nell’elenco delle migliori venti orchestre del mondo dalla rivista Gramophone. |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione ARTIFICIAL LIGHT: L’OPERA POP DEL COMUNALE INTERPRETATA DAGLI ALLIEVI DELLA SCUOLA DI VOCI BIANCHE Per la rassegna MusicaSuMisura dedicata ai giovani e alle famiglie, va in scena domenica 4 dicembre alle ore 16 Artificial Light, una nuova opera pop da camera che associa gli stili della musica giovanile alle forme dell’opera lirica e del cinema. Lo spettacolo è realizzato con gli Allievi della Scuola di voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena, che dallo scorso anno ha attivato anche un corso ‘senior’ per ragazzi dai 12 ai 18 anni, e con la partecipazione degli Allievi del Centro di formazione Danza e Teatro STED di Modena. Testo e musica sono stati scritti a quattro mani da Marco Galarini, compositore di formazione classica che ha arrangiato musiche di scena per importanti istituzioni come la Fondazione Arturo Toscanini di Parma e Aterballetto di Reggio Emilia, e Claudio Silvestrelli, autore di musica leggera che ha lavorato a numerosi programmi televisivi Mediaset collaborando con Arisa, Cristina D’Avena e Augusto Martelli. Idea centrale della vicenda portata in scena da AL è una denuncia sul potere che i mass-media, attraverso le nuove tecnologie, la moda, gli status symbol e l’ossessione per il successo hanno sulla vita e sui valori dell’uomo, sui rapporti sociali e familiari. Il racconto affida ai giovani e ai più piccoli il ruolo di eroi. In un mondo ipnotizzato, dominato dal potere di una Luce Artificiale - allegoria estrema del potere e delle suggestioni tecnologiche -, gli unici a non essere stati contaminati sono alcuni ragazzi, sfuggiti a un fascio di luce contaminatrice, che riusciranno a salvare gli uomini attraverso il canto. Solo la loro purezza, temerarietà, onestà intellettuale e spirituale aiuteranno gli adulti a salvarsi da una società malata e corrotta che essi stessi hanno costruito. Sulla base delle forme musicali dell’opera e della tradizione classica, sono stati utilizzati i generi della musica di oggi, dal rock, al pop, dall’hard rock al blues, per realizzare le diverse parti del dramma mentre un ruolo fondamentale è stato dato alle proiezioni video. I numeri musicali seguono lo schema a canzoni caratteristico del musical. Veri protagonisti dello spettacolo saranno i giovani interpreti, che hanno messo il proprio talento di cantanti, attori e danzatori alla prova del palcoscenico attraverso un periodo intenso di prove al Teatro Comunale. Artificial Light è il prodotto più recente di un progetto che il Teatro ha dedicato agli allievi del Coro di Voci bianche, e che negli anni scorsi ha dato vita, oltre a numerosi concerti, a spettacoli quali Biancaneve e i sette nani di Roald Dahl con musica di Helen MacGregor e Stephen Cadwick e Il piccolo spazzacamino di Benjamin Britten. Marco Galarini è nato a Urbino e ha suonato già da giovanissimo come fagottista in diverse orchestre italiane. Ha lavorato come direttore di produzione al Teatro Sociale di Como/As.Li.Co (Associazione Lirico Concertistica di Milano) e dal 2007 è addetto responsabile alla produzione degli spettacoli e alla direzione di scena della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Claudio Silvestrelli è nato a Potenza e ha studiato al Conservatorio Tito Schipa di Lecce, alla scuola CET di Mogol e al DAMS di Bologna. |
| SPETTACOLI DI GENNAIO 2012 Concerti Sabato 14 gennaio 2012 - ore 21.00 I VIRTUOSI ITALIANI Alberto Martini primo violino concertatore - Pavel Vernikov violino solista - Mati Turi cantor Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" Per non dimenticare Max Bruch Kol Nidrei, Adagio su melodie ebraiche op.47 per violoncello e orchestra (Leonardo Sapere violoncello) Leonid Hoffmann Divertimento ebraico per violino solo, cantor e orchestra Dmitrij Sciostakovic Sinfonia da Camera op.110a (Dedicato alle vittime del fascismo e della guerra. Trascrizione per orchestra d’archi di Rudolf Barshai) Questo concerto, insieme al successivo, rende omaggio al giorno della memoria e alle vittime della Shoah attraverso un programma particolarmente significativo. La Sinfonia da Camera op.110a è un brano che il violinista e direttore Rudolf Barshai trascrisse dal Quartetto n.8 op.110 di Sciostakovic con il consenso dell'autore. La partitura era nata nel 1960, allorché Sciostakovic visitò Dresda per scrivere le musiche del film "Cinque giorni, cinque notti" dedicato al bombardamento che nel 1945 aveva devastato la città. Il compositore rimase così sconvolto che in pochissimi giorni scrisse uno dei suoi brani più tragici, dedicandolo alle vittime del nazifascismo. Professore all’accademia musicale di Berlino, direttore d’orchestra e compositore tedesco, Max Bruch è rimasto famoso per alcune opere entrate stabilmente in repertorio, fra le quali Kol Nidrei, appassionato Adagio con variazioni su melodie ebraiche. Commissionato al compositore russo Leonid Hoffmann dal Festival Estate Musicale a Portogruaro nel 2007, Divertimento Ebraico è un brano che rielabora melodie note del folklore ebraico e testi biblici, mescolando ispirazioni sacre e profane. Mercoledì 18 gennaio 2012 - ore 21.00 CONCERTO DELLA MEMORIA E DEL DIALOGO - Fuori abbonamento AdM ENSEMBLE Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" ADM ENSEMBLE Claudio Rastelli direzione artistica Andrea Barizza direttore Maurizio Leoni baritono Simone Maretti letture Musiche di Erik Satie, Paul Dukas Claude Debussy, Alessandro Solbiati Maurice Ravel , György Ligeti, Béla Bartók Gustav Mahler Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena Amici della Musica di Modena - Concerti d’Inverno Musica e letture intorno alla Memoria e al Dialogo In memoriam, hommàge, tombeau, sur le nom de… In questo concerto i compositori volgono lo sguardo al passato, ai loro maestri, ai loro amici, alle loro origini. La Memoria è anche eredità artistica e spirituale, patrimonio condiviso che attraversa tempo e spazio per mezzo di affetti, riconoscenza e nostalgia. Solbiati dedica una pagina alla memoria di Ligeti pochi giorni dopo la sua morte (2006); nella Musica Ricercata di Ligeti si trova il brano Béla Bartók in Memoriam (1951-53), nel 1920 Bartók scrive Pour le Tombeau de Claude Debussy… Anelli sottili che collegano e intrecciano vite ed epoche, musicisti e ascoltatori. Mahler e Debussy sono i principali destinatari dei tributi offerti dagli altri compositori in programma. La “composizione” di questo concerto è essa stessa un omaggio a Debussy, nel 150° della nascita, a Mahler, nel recente centenario della morte, e a tutti gli artisti che hanno saputo cogliere e conservare la Memoria dei maestri del passato. Giovedì 2 febbraio 2012 - ore 21.00 ORCHESTRA SINFONICA DEL TEATRO MARIINSKIJ Valerij Gergiev direttore Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" Piotr Ilic Ciaikovskij Romeo e Giulietta Fantasy ouverture Sergej Prokofiev Brani da Romeo e Giulietta Hector Berlioz Sinfonia fantastica op. 14 Il concerto segna la presenza straordinaria di uno dei massimi interpreti dei nostri giorni alla guida dell’illustre compagine della quale è direttore stabile. Gergiev, anche direttore generale del Teatro Mariinskij dal 1996, è conosciuto come ambasciatore della cultura russa nel mondo e per aver contribuito a dare nuova vita alla tradizione sinfonica e operistica del suo Paese. Il programma presenta due aspetti contrapposti di questo repertorio sul terreno comune di uno stesso soggetto ispirato al dramma shakespeariano: il romanticismo sentimentale di Ciaikovskij, in una delle composizioni sinfoniche (1880) più amate dal grande pubblico, e il modernismo esuberante di Prokofiev in un capolavoro (1936) scritto per il balletto, dai temi altrettanto popolari. Conclude il concerto una partitura emblematica delle possibilità virtuosistiche dell’orchestra ottocentesca, per colore e tecnica strumentale, sublime divagazione emotiva e intellettuale del sinfonismo romantico Opera Venerdì 27 gennaio 2012 - ore 20.30 Domenica 29 gennaio 2012 - ore 15.30 La Bohème - Fuori abbonamento Scene liriche in quattro quadri. Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa da Scénes de la vie de bohème di Henry Murger. Musica di GIACOMO PUCCINI Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" La Bohème - Giovani interpreti Musica di Giacomo Puccini Interpreti Mimì Maria Agresta Musetta Maria Radoeva Rodolfo Marco Frusoni Marcello Daniel Stefanov Schaunard Matteo Ferrara Colline Alexander Nossikoff Direttore Aldo Sisillo Regia Boyko Bogdanov ripresa da Vera Petrova Scene e costumi Svetoslav Kokanov Maestro del coro Violetta Dimitrova Orchestra e Coro del Teatro Nazionale d'Opera e Balletto di Sofia Produzione del Teatro Nazionale d’Opera e Balletto di Sofia in collaborazione con Nuova Università Bulgara Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Raina Kabaivanska Questa Bohème porta a Modena una coproduzione fra il Teatro Nazionale d’opera e balletto di Sofia, dove l’opera è andata in scena a dicembre 2010, e la Fondazione Teatro Comunale di Modena, realizzata in collaborazione con la Nuova Università Bulgara di Sofia e la Fondazione Raina Kabaivanska. I cantanti dell’opera si sono formati nelle classi e nei corsi di alta formazione tenuti dal soprano presso l’Isitituo Superiode di Studi Musicali “O. Vecchi- A. Tonelli” di Modena, l’Accademia Chigiana di Siena e la Nuova Università Bulgara. Lo spettacolo, di impianto tradizionale, propone un allestimento creato da Boyko Bogdanov - uno dei maggiori registi bulgari contemporanei, autore di numerosi spettacoli per il teatro, il cinema e la televisione - ripreso nella regia da Vera Petrova, dal 1996 prima collaboratore, poi regista stabile quindi vicedirettore del Teatro di Sofia. Vera Petrova ha curato allestimenti in Svizzera, Giappone, Romania e Cipro, ed è stata assistente di Jonathan Miller nella produzione di Cleopatra di Cimarosa e di Oedipus Rex di Stravinsky per il Teatro Mariinskij sotto la direzione di Valery Gergiev. MusicaSuMisura – spettacoli per ragazzi Mercoledì 18 gennaio 2012 - ore 09.00 Mercoledì 18 gennaio 2012 - ore 11.00 ORCHESTRA IN GIOCO Jupiter Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" Jupiter Sinfonia n. 41 in do maggiore KV 551 di Wolfgang Amadeus Mozart Orchestra 1813 Matthieu Mantanus direttore Produzione AsLiCo Con Orchestra in Gioco AsLiCo propone un’originale lettura dalla sinfonia Jupiter di Mozart in un nuovo progetto presentato in collaborazione con lo studio creativo internazionale Old Creative Farm, che ha curato la parte video. Nell’elaborazione del progetto AsLiCo ha coinvolto Matthieu Mantanus, giovane direttore d’orchestra che ha dato alla didattica musicale un contributo innovativo, particolarmente nell’ambito della musica sinfonica. Nella prima parte dello spettacolo la Sinfonia viene ‘smontata’ attraverso il dialogo tra la platea e il direttore d’orchestra per renderla più accessibile a un pubblico giovane o molto giovane, mentre nella seconda parte viene eseguita per intero, facendo scoprire attraverso la partecipazione attiva tutti i piccoli segreti appena svelati. Il concerto sarà preceduto da un breve percorso per insegnanti e alunni messo a punto da un team di esperti sulla base di una ricerca e di un censimento di progetti di didattica musicale già attivi in Europa e nel mondo. Per Orchestra in gioco si è scelto un modello di percorso didattico agile e innovativo, infatti tutto il materiale di introduzione alla Sinfonia sarà caricato su un sito internet dedicato al progetto; un metodo che asseconda l’uso più aggiornato dei mezzi di informazione ma soprattutto molto vicino ai ragazzi di tutte le età. |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione POPPEA POPPEA DELLA GAUTHIER DANCE APRE LA STAGIONE DI BALLETTO Prende il via giovedì 3 novembre 2011 alle ore 21.00 la stagione di Balletto 2011-2012 del Teatro Comunale di Modena che quest’anno, nella sua rassegna autunnale, presenta una proposta di due balletti e un musical dal titolo Scena d’Autunno. Il primo titolo sarà una novità del coreografo Christian Spuck ideato per la tedesca Gauthier Dance e ispirato a L'incoronazione di Poppea di Monteverdi. Lo spettacolo è frutto di una produzione internazionale curata dal teatro di Stoccarda e coprodotta da Les Théâtres de la Ville de Luxembourg in collaborazione con Theater Bonn e Schauburg München. Il lavoro di Christian Spuck - attuale coreografo residente del Balletto di Stoccarda che dal settembre 2012 sarà direttore del Balletto di Zurigo - è una coreografia che si ispira alla vicenda, alla musica e ai sentimenti che animano l’ultima opera composta da Claudio Monteverdi. Con assoluta libertà e spirito contemporaneo lo spettacolo trasferisce in danza l'esplosiva passione e il sovversivo desiderio di potere che dominano i protagonisti utilizzando diversi linguaggi artistici: un lavoro multimediale che alla partitura coreografica accosta testo e filmati. Giovane e dinamica compagnia fondata a Stoccarda nel 2007, la Gauthier Dance è residente alla Theaterhaus Stuttgart. Il repertorio del gruppo vanta titoli di Gauthier ma anche lavori di Mauro Bigonzetti, William Forsythe, Jiři Kylian, Itzik Galili, Paul Lightfoot/Sol León e Hans van Manen. Nei panni di Nerone danzerà lo stesso Eric Gauthier, ballerino, coreografo, musicista a capo di una band rock che porta il suo nome. Canadese, di Montréal, a metà degli anni Novanta si trasferì in Europa diventando presto solista del Balletto di Stoccarda, la compagnia diretta da Reid Anderson e fondata da John Cranko. Formatosi alla John Cranko School di Stoccarda, Christian Spuck entra a far parte dello Stuttgarter Ballett nel 1995 dopo aver lavorato con Anne Teresa de Keersmaeker e la Need Company di Jan Lauwers. La sua attività coreografica inizia nel 1996 e nel 2001 viene nominato coreografo residente del Balletto di Stoccarda. Scena d’Autunno proseguirà il 26 e 27 novembre con un’originale versione di Romeo e Giulietta su musica di Prokofiev danzata dal Balletto del Teatro di Lubiana e firmata da Youri Vàmos, e si concluderà a dicembre con il musical Happy Days, tratto dall’omonima serie televisiva e curato nella versione italiana dalla celebre Compagnia della Rancia. La tranche primaverile della rassegna di balletto si terrà invece da febbraio a maggio ospitando e producendo spettacoli di compagnie e artisti italiani e internazionali, fra cui la compagnia fondata da Antonio Gades, una nuova coproduzione con la compagnia di Loris Petrillo, una prima italiana di Sylvie Guillem, il Balletto Teatro di Torino con una novità firmata da Matteo Levaggi, il complesso inglese Ballet Black e la compagnia classica di Boris Eifman impegnata in Red Giselle. |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione UN BALLO IN MASCHERA APRE LA STAGIONE LIRICA 2011-2012 Si apre con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi la stagione lirica 2011-2012 della Fondazione Teatro Comunale di Modena. L’opera andrà in scena giovedì 27 ottobre alle ore 20.30 e, con stesso cast, domenica 30 alle 15.30, in un allestimento coprodotto da Modena e curato dal Festival Verdi di Parma, dove è già stato rappresentato con successo dal primo al 23 ottobre. Lo spettacolo è una ripresa di quello che il famoso scenografo e regista Pierluigi Samaritani creò nel 1989 per Parma, profondamente ripensato in questa occasione da Massimo Gasparon, fra i più attivi registi d’opera italiani in campo internazionale. La direzione musicale è affidata a Gianluigi Gelmetti, affermato direttore sia in campo operistico che sinfonico, già direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma e direttore principale e artistico della Sydney Symphony Orchestra, con la quale è stato ospite del Teatro Comunale a ottobre 2009. Il cast sarà affidato, nei ruoli principali, al tenore Hector Sandoval (Riccardo), al baritono Carlo Guelfi (Renato), al soprano Kristin Lewis (Amelia) e al contralto Nicole Piccolomini (Ulrica), entrambe statunitensi, e al soprano Serena Gamberoni nei panni en travesti del paggio Oscar. Un Ballo in Maschera, scritto da un Verdi quarantenne all’apice della carriera, proseguendo il cammino di capolavori come Rigoletto, Trovatore e Traviata, era destinato originariamente alle scene del San Carlo di Napoli ma debuttò invece nel febbraio 1859 al Teatro Apollo di Roma, segnando un brillante successo. Il libretto era firmato da Antonio Somma e tratto da Gustave III ou Le bal masqué di Eugène Scribe, la cui vicenda, per ragioni di censura, venne spostata dall’Europa all’America facendo del sovrano protagonista il governatore di una colonia inglese. “Ascoltando il Ballo – scriveva Samaritani a proposito del suo allestimento – non sento né nebbie svedesi, né folclori americani: in questo mi avvicino al grande tenore Mario che, due anni appena dopo la creazione dell’opera, obbligò ad ambientarla in Italia. Ma ho imbrogliato le carte anche oltre questa mediterraneità ricreata: la mia scena ed i miei costumi inventano un Seicento fantastico, senza connotazioni o collocazioni storiche o geografiche precise.” Sempre giovedì 27, alle ore 17, il regista Massimo Gasparon incontrerà il pubblico per parlare del suo spettacolo in occasione del primo degli incontri aperitivo “Invito all’Opera” organizzati in collaborazione con l’Associazione Amici dei Teatri Modenesi. Oltre che per i maggiori teatri italiani, Gasparon ha firmato regie all’estero per il Covent Garden di Londra, Tel Aviv, Città del Messico, Lima, Menorca, Palma de Maiorca, Tokyo e Praga, ed è impegnato in questi giorni in un allestimento di Norma all’Opéra di Losanna. Contenuti, informazioni e approfondimenti sul Ballo in Maschera, oltre ad un’anteprima video dell’allestimento, si posso trovare sul sito internet del Teatro Comunale. Personaggi e Interpreti Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena Giovedì 27 ottobre 2011 - ore 20.30 Domenica 30 ottobre 2011 - ore 15.30 Un ballo in maschera da Gustave III ou Le bal masqué di Eugène Scribe Musica di Giuseppe Verdi Edizione critica a cura di Ilaria Narici. The University of Chicago Press, Chicago e Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Riccardo Hector Sandoval Renato Carlo Guelfi Amelia Kristin Lewis Ulrica Nicole Piccolomini Oscar Serena Gamberoni Silvano Filippo Polinelli Samuel Antonio Barbagallo Tom Enrico Rinaldo Un giudice Cosimo Vassallo Un servo Enrico Paolillo Direttore Gianluigi Gelmetti Regia Massimo Gasparon da un’idea di Pierluigi Samaritani Scene e costumi Pierluigi Samaritani Luci Andrea Borelli Coreografie Roberto Maria Pizzuto Maestro del coro Martino Faggiani Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Modena Spettacolo con sopratitoli |
| SPETTACOLI DI DICEMBRE Concerti 2011-2012 Martedì 13 dicembre ore 21 VERBIER FESTIVAL CHAMBER ORCHESTRA Gábor Takács -Nagy direttore Martha Argerich pianoforte David Guerrier tromba LUDWIG VAN BEETHOVEN Quartetto n. 11 per archi in fa minore (trascrizione per orchestra d’archi di Gustav Mahler) DMITRIJ SCIOSTAKOVIC Concerto n.1 in do minore per pianoforte, tromba e archi op.35 ANTONÍIN DVOŘÁK Serenata per archi in mi maggiore op.22 A partire dagli anni Settanta Martha Argerich è stata un punto di riferimento per la storia e l’evoluzione dell’interpretazione del repertorio pianistico. Il Concerto op. 35 di Sciostakovic, che la Argerich ha inciso per l’etichetta EMI, si caratterizza per una scrittura nervosa e cristallina, che con piglio vivace e sarcastico si contrappone ai toni voluttuosi e lussureggianti del concerto romantico. Scritta nel 1933, quest’opera contribuì a trasformare un intero genere in qualcosa di profondamente nuovo e diverso rispetto alla tradizione russa, che con Rachmaninov e Ciaikovskij aveva toccato punte di gigantismo drammatico e sonoro. Gábor Takács-Nagy è dal 2007 direttore musicale dell’orchestra da camera del Festival di Verbier, una delle manifestazioni musicali più prestigiose a livello internazionale. Il complesso è formato da musicisti provenienti dall’orchestra sinfonica del Festival, cresciuti sotto la bacchetta di Charles Dutoit e sotto la guida di James Levine e dell’orchestra del Metropolitan di New York. Mercoledì 21 dicembre ore 21 ORCHESTRA FILARMONICA DI BELGRADO Mladen Tarbuk direttore Pavel Kašpar pianoforte RICHARD WAGNER L’olandese volante, ouverture CAMILLE SAINT-SAËNS Danse Macabre FRANZ LIZST Concerto per pianoforte n.1 in mi bemolle maggiore Franz Liszt Mephistowaltz per orchestra FRANZ LIZST Rapsodia Ungherese n.6 “Il Carnevale di Pest” MAURICE RAVEL Bolero Mladen Tarbuk è direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Zagabria e dal 2004 direttore ospite permanente della Deutsche Oper am Rhein di Dusseldorf. In questo programma sarà alla guida del complesso serbo nato nel 1923 che, dopo gli anni della guerra, nel 2003 si è finalmente riappropriato della sua sede nel centro di Belgrado, realizzando nel contempo concerti nei più importanti centri musicali di Slovenia, Austria, Italia e Svezia. Il Concerto che Liszt scrisse per mostrare le proprie virtù pianistiche, banco di prova per un virtuosismo grandioso e brillante, fu eseguito per la prima volta a Weimar nel 1855 dal compositore stesso con Hector Berlioz alla guida dell’orchestra. Originario di Ostrava (Repubblica Ceca), Pavel Kašpar si è esibito come solista in complessi cameristici e sinfonici in tutta Europa e in Cina, Messico, Israele, Sati Uniti e Canada. Incide per l'etichetta Tudor con la Bayerischer Rundfunk. Scena d’Autunno Sabato 10 dicembre ore 21 Domenica 11 dicembre ore 15,30 COMPAGNIA DELLA RANCIA Presenta Happy Days Opera originale di Garry Marshall Musica e libretto Paul Williams Arrangiamenti e supervisione alle musiche John McDaniel Traduzione Michele Renzullo Adattamento e regia Saverio Marconi Liriche italiane Franco Travaglio Scene e costumi Carla Ricotti Coreografie Gillian Bruce Direzione musicale Vincenzo Latorre Disegno luci Valerio Tiberi Disegno fonico Enrico Porcelli Torna a Modena, dopo il successo di Cats dello scorso anno, la Compagnia della Rancia, dal 1988 principale società di produzione di musical in Italia che oltre alla ripresa e traduzione di spettacoli americani come Grease e A chorus line ha prodotto successi originali come Dance! e Pinocchio, andato in scena a New York nel 2010. Happy Days è tratto come ovvio dalla fortunatissima serie televisiva firmata negli anni Settanta (255 episodi) da Garry Marshall (regista di Pretty Woman), che nel 2007 ha prodotto anche la versione teatrale con musiche e parole di Paul Williams, autore di colonne sonore e di numerosi successi pop-rock. La versione italiana si avvale del tocco registico di Saverio Marconi, direttore artistico della compagnia, e dei balletti di Gillian Bruce, coreografa di lungo corso della tv italiana. Lo spettacolo ha debuttato a Milano nel 2010 proseguendo a Napoli, Torino, Trieste e sta girando le principali città italiane. MusicaSuMisura – spettacoli per ragazzi Domenica 4 dicembre ore 16 Lunedì 5 dicembre ore 10* AL - Artificial Light Opera pop da camera su soggetto e libretto di Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Musica Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Arrangiamenti e produzione musicale Claudio Silvestrelli Regia, scene e costumi Marco Galarini Coreografie Alessandro Caroppo Movimenti mimici Tony Contartese Luci Andrea Ricci Programmazione audio Claudio Silvestrelli e Pierluigi Ugolotti Realizzazione contributi video Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Interpreti “Scuola voci bianche” della Fondazione Teatro Comunale di Modena Maestri preparatori Paolo Gattolin e Melitta Lintner Allievi dell’Associazione culturale STED Centro di formazione per la danza e il teatro Nuova produzione Fondazione Teatro comunale di Modena Artificial Light è un’opera pop, interamente cantata, che associa gli stili della musica giovanile alle forme dell’opera lirica e del cinema. L’opera rivela una denuncia sul potere che i mass-media, attraverso le nuove tecnologie, la moda, gli status symbol e l’ossessione per il successo hanno sulla vita e sui valori dell’uomo, sui rapporti sociali e familiari. in un mondo ipnotizzato, dominato dal potere di una luce artificiale (allegoria estrema del dominio e delle suggestioni tecnologiche), gli unici a non essere stati contaminati sono alcuni ragazzi, sfuggiti a un fascio di luce contaminatrice, che riusciranno a salvare gli uomini attraverso il canto. solo la loro purezza, temerarietà, onestà intellettuale e spirituale aiuteranno gli adulti a salvarsi da una società malata e corrotta che essi stessi hanno costruito. A fianco dei personaggi interpretati dalla Scuola voci bianche della Fondazione Teatro comunale di Modena si muoveranno in scena i giovani danzatori allievi dell’associazione STED, centro di formazione per la danza e il teatro di Modena. Giovedì 15 dicembre ore 10* L’isola dei pappagalli Con Bonaventura prigioniero degli antropofagi Commedia musicale di Sergio Tofano Regia Aldo Tarabella Musica Nino Rota Coreografia Cristina Molteni Arrangiamenti musicali Marcello Bufalini Interpreti Andrea De Luca nel ruolo di Bonaventura Rosario Campisi, Francesco Borelli, Loris Dogana, Silvia Frasson, Elisa Lucarelli, Simone Martini, Marta Meneghetti, Alessio Nieddu, Christian Quagli Produzione Regione Toscana e Teatro Metastasio di prato in coproduzione con Fondazione Teatro V.E. di Noto e Opera Bazar compagnia sperimentale A 100 anni dalla nascita del Corriere dei Piccoli, lo spettacolo ci riporta alle indimenticabili strisce dove passeggiava, con inesauribile positività, il signor Bonaventura, che in prima pagina per decenni divenne personaggio amato per più generazioni di lettori di ogni età. La commedia, sotto la regia di Sergio Tofano, fu rappresentata con un ensemble strumentale e con musiche originali di Nino Rota, per l’ultima volta, come scritta dagli autori, nella stagione 1952-53 del Teatro Valle a Roma. I materiali musicali originali di Nino Rota sono per questa edizione adattati da Aldo Tarabella e Marcello Bufalini, Con un organico più completo, sfruttando ogni nota del compositore per creare un equilibrio continuo tra versi e musica. la forma originaria, la commedia con musiche, in questa edizione viene esaltata, in una versione rinnovata, presentandosi in una veste nuova fra tradizione e contemporaneità che sta fra l’opera, il musical e la commedia musicale italiana del Teatro Sistina. il progetto, sviluppato con quattro laboratori da novembre 2009 ad aprile 2010, ha coinvolto 150 giovani allievi all’interno di un percorso formativo curato dagli stessi Tarabella e Bufalini. Fondazione Teatro Comunale di Modena Biglietteria Corso Canalgrande, 85 - 41121 Modena (Mo) Tel. 059 2033010 www.teatrocomunalemodena.it |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione INAUGURAZIONE STAGIONE CONCERTISTICA 2011-2012 Si inaugura domenica 23 ottobre alle 21 la stagione concertistica 2011-2012 della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il concerto di apertura ospiterà l’orchestra Der KlangVerwaltung, complesso sinfonico con sede a Monaco di Baviera e formato da una selezione di solisti affermati, giovani vincitori di concorsi, componenti di gruppi da camera e professori provenienti dalle migliori orchestre stabili e istituzioni tedesche, inclusi i Berliner Philharmoniker, la Deutsche Oper am Rhein e l’Orchestra della Radio di Colonia. Sotto la bacchetta di Enoch zu Guttenberg, suo direttore stabile, il complesso presenta un programma incentrato sulla Nona Sinfonia di Schubert, una delle pagine più importanti del repertorio romantico per orchestra, preceduta dalla breve Ouverture del Flauto magico di Mozart e dai Wesendonck-Lieder, ciclo di liriche che Wagner scrisse a margine e in preparazione dell’opera Tristano e Isotta. Ad eseguire i cinque Lieder sarà Christiane Iven, mezzosoprano formatasi sotto la guida di Dietrich Fischer-Dieskau con un’avviata carriera internazionale che nel repertorio cameristico vanta un prestigioso debutto a fianco di Thomas Quasthoff e Justus Zeyen alla Konzerthaus di Vienna e che questa stagione la vede impegnata anche alla Staatsoper di Stoccarda e alla Wigmore Hall di Londra. La stagione concertistica, che domenica si accinge a concludere con successo la campagna abbonamenti ma di cui resterà aperta la possibilità di acquistare biglietti ai singoli appuntamenti, proseguirà fino a maggio e ospiterà alcuni dei maggiori complessi e solisti a livello internazionale, quali Martha Argerich, Mario Brunello, Valerij Gergiev con l’Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinskij, Yuri Bashmet con i Solisti di Mosca e Tamás Vásáry. Il direttore tedesco Enoch zu Guttenberg, oltre ai suoi impegni come direttore ospite (MDR di Lipsia, NDR di Amburgo, Sinfonica della Radio di Saarbrücken, Nouvelle Orchestre Philharmonique di Parigi), è artefice della stretta collaborazione fra due formazioni volte a realizzare la sua visione artistica adottandone gli approcci filosofico-musicali: l’Orchester der KlangVerwaltung di cui è stato nominato direttore nel 1997 e il Neubeuern Chorgemeinschaft di cui ha assunto la direzione nel 1967. Per Enoch zu Guttenberg e i suoi ensemble la simbiosi tra una profonda conoscenza storica delle esecuzioni, l’assoluta attenzione al contenuto e all’emotività crescente che ne scaturisce diventano i pilastri centrali dell’interpretazione di opere che spaziano dal barocco al classicismo viennese, al romanticismo, fino alle composizioni dal XX secolo. Nel 2000 è stato nominato direttore artistico del Festival internazionale di Herrenchiemsee. Ha ricevuto importanti riconoscimenti, fra i quali il Premio Culturale Tedesco e l’Ordine al Merito della Repubblica federale di Germania. Per l’incisione della Quarta Sinfonia di Bruckner ha ricevuto, insieme all’Orchester der KlangVerwaltung, l’ambito premio Echo Klassik 2008. La sua attività musicale è stata documentata in numerose produzioni radiofoniche, televisive e incisioni discografiche. |
| Comunicato stampa Con cortese richiesta di pubblicazione UN TEATRO DA SCOPRIRE VISITE GUIDATE CON “SORPRESE MUSICALI” Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 15 ottobre 2011 ore 11 Avrà inizio sabato 15 ottobre alle ore 11 l’appuntamento con Un teatro da scoprire, percorso guidato con “sorprese musicali” all’interno del Teatro Comunale Luciano Pavarotti. La visita condurrà i partecipanti negli spazi normalmente aperti al pubblico ma anche nelle zone riservate alla produzione degli spettacoli, come sartoria, e sala scenografia. Durante il percorso guidato, della durata di circa due ore, il pubblico sarà “sorpreso” da un’esecuzione musicale affidata alla violinista Michaela Bilikova Bozzato, che eseguirà alcuni brani celebri del repertorio violinistico. Il costo della visita è di 5 euro a persona. Un teatro da scoprire si rinnoverà ogni terzo sabato del mese fino ad aprile. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio promozione del Comunale tel. 059 2033003, e-mail promozione@teatrocomunalemodena.it. |
| 2011-2012 Concerti Balletto scena d’autunno novembre-dicembre 2011 danza primavera febbraio-maggio 2012 Concerti 2011-2012 La stagione dei Concerti 2011-2012 della Fondazione Teatro Comunale di Modena avrà inizio il 23 ottobre con l’Orchestra Der KlangVerwaltung,, complesso fondato nel 1997 a Monaco di Baviera, diretta da Enoch zu Guttenberg, che si concentra particolarmente sullo studio storico della pratica strumentale e sulla riscoperta sonora ed espressiva del repertorio tradizionale. Solista ospite del concerto sarà il mezzosoprano Christiane Iven impegnata nei Wesendonck-Lieder di Wagner in un programma che si completerà con l’Ouverture dal Flauto magico di Mozart e la Nona Sinfonia di Schubert. Lunedì 7 novembre Alfonso Scarano, per oltre dieci anni direttore ospite principale dei Virtuosi di Praga con i quali ha eseguito concerti nei più importanti teatri italiani ed europei, sarà alla guida della Moravian Philharmonic in un programma che presenta, oltre all’Incantesimo del venerdì santo dal Parsifal di Wagner, la Nona Sinfonia di Mahler in continuità con la scorsa stagione in cui si sono ascoltate le Sinfonie n. 7 e n. 5 dello stesso autore. Il 13 dicembre è attesa la presenza della pianista Martha Argerich che eseguirà il Primo Concerto di Sciostakovic con l’orchestra da camera del Festival di Verbier - manifestazione musicale fra le più prestigiose a livello internazionale anche grazie allo stretto rapporto con James Levine e il Metropolitan di New York - e il suo direttore stabile Gábor Takács-Nagy. Un importante appuntamento col pianoforte si troverà anche al centro del programma in cartellone il 21 dicembre, con il Primo Concerto di Liszt eseguito da Pavel Kaspar e dall’Orchestra Filarmonica di Belgrado diretta da Mladen Tarbuk. Completeranno il concerto l’Ouverture da L’olandese volante di Wagner, la Danse Macabre di Saint-Saëns, il Mephistowaltz per orchestra e la Rapsodia Ungherese n. 6 di Liszt, e il celebre Boléro di Ravel. In gennaio si terranno due appuntamenti dedicati al Giorno della Memoria e alla commemorazione delle vittime della Shoah. Il 14, I Virtuosi Italiani e il violinista Pavel Vernikov eseguiranno la Sinfonia da Camera tratta dal Quartetto n. 8 di Sciostakovic, ispirato al bombardamento di Dresda del 1945 e dedicato alle vittime del nazifascismo, il famoso Adagio con variazioni su melodie ebraiche per violoncello e orchestra Kol Nidrei di Max Bruch e il Divertimento ebraico per violino solo, cantor (Mati Turi) e orchestra scritto nel 2007 su testi sacri e popolari dal compositore russo Leonid Hoffmann. Il 18 gennaio si terrà un appuntamento con musica da camera e letture curato dagli Amici della Musica di Modena che presenterà brani di Satie, Dukas, Debussy, Solbiati, Ravel, Ligeti, Bartók e Mahler. Il concerto del 2 febbraio vedrà il ritorno, dopo l’ottobre 2008, di Valerij Gergiev, uno dei massimi interpreti dei nostri giorni, alla guida dell’illustre Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinskij della quale è direttore stabile. Il programma presenterà due brani di autori russi molto diversi fra loro ma accomunati dallo stesso soggetto ispirato al Romeo e Giulietta di Shakespeare: la fantasia per orchestra di Ciaikovskij e la suite dal balletto di Prokofiev. In conclusione sarà eseguita la celebre Sinfonia fantastica di Belioz, una delle punte virtuosistiche e intellettuali del sinfonismo romantico. Il 18 febbraio, Roman Brogli-Sacher sarà alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini in un programma di musica russa che prevede l’Ouverture dall’opera Russlan e Ludmilla di Glinka, il Primo Concerto per violoncello di Dmitrij Kabalevskij con il solista Mario Brunello, e la Sinfonia n. 1 di Ciaikovskij. Di questo autore si ascolterà anche la Serenata per archi op. 48 il giorno 17 marzo nell’esecuzione dei Solisti di Mosca guidati da Yuri Bashmet, insieme al Concerto in re di Stravinsky, alla trascrizione della Sonata in la minore per arpeggione e pianoforte D 821 di Schubert e a Kol Nidrei di Bruch, questa volta nella trascrizione per viola. La Stagione si conclude il 3 maggio con la presenza di Tamás Vásáry, affermato pianista e direttore d’orchestra ungherese di fama internazionale, che con la Savaria Symphony Orchestra presenterà il Concerto n. 21 in do maggiore K. 467 di Mozart all’interno di un programma imperniato su brani popolari della tradizione del proprio Paese, da Franz Erkel, Liszt e Zoltán Kodály. Domenica 23 ottobre ore 21 ORCHESTER DER KLANGVERWALTUNG Enoch zu Guttenberg direttore Christiane Iven mezzosoprano RICHARD WAGNER Wesendonck-Lieder WOLFGANG AMADEUS MOZART Il flauto magico, ouverture K. 620 FRANZ SCHUBERT Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 “La Grande” Il complesso tedesco è stato fondato nel 1997 a Monaco di Baviera da due violinisti, Andreas Reiner e Josef Kröner, che lavorando con Enoch zu Guttenberg hanno deciso di formare un nuovo gruppo altamente selezionato per dedicarsi alla filosofia e alle idee musicali del direttore d’orchestra, orientando il loro lavoro particolarmente sullo studio storico della pratica strumentale e sulla riscoperta sonora ed espressiva del repertorio classico. Secondo il modello tipico di molte orchestre da camera, il grande complesso tedesco è formato da affermati solisti, giovani vincitori di concorsi, componenti di gruppi da camera e professori provenienti da prestigiose orchestre stabili, quali le filarmoniche di Berlino, Vienna e Monaco. Il mezzosoprano Christiane Iven è nata ad Amburgo e si è perfezionata nell’interpretazione liederistica con Dietrich Fischer-Dieskau. Recentemente ha inciso le Faust-Szenen di Robert Schumann con la Royal Concertgebouw Orchestra sotto la direzione di Nikolaus Harnoncourt. Lunedì 7 novembre ore 21 MORAVIAN PHILHARMONIC ORCHESTRA Alfonso Scarano direttore GUSTAV MAHLER Sinfonia n. 9 in re maggiore RICHARD WAGNER Parsifal Incantesimo del venerdì santo Selezionato nel 2003 da Daniele Gatti per partecipare al progetto per giovani direttori d'orchestra della Scuola di Musica di Fiesole, Alfonso Scarano è dal 2000 direttore ospite principale dei Virtuosi di Praga con i quali ha eseguito concerti nei più importanti teatri italiani ed europei. Fra il 2006 e il 2008 è stato direttore musicale del Toscana Opera Festival e dal gennaio 2012 sarà direttore ospite principale della Severočeská Filharmonie Teplice, nella Repubblica Ceca. La Moravian Philharmonic è stata fondata nel 1945 a Olomouc, antica città universitaria, e si è affermata rapidamente come uno dei maggiori complessi e animatori culturali del proprio Paese, tenendo regolari tournée europee e partecipando a numerosi festival fra i quali il Festival Primavera di Praga e il Festival di Reims. Il complesso vanta numerose registrazioni discografiche per etichette quali Naxos e Universe, e ha raccolto e inciso oltre duecentocinquanta opere di nuovi compositori da tutto il mondo. Martedì 13 dicembre ore 21 VERBIER FESTIVAL CHAMBER ORCHESTRA Gábor Takács -Nagy direttore Martha Argerich pianoforte David Guerrier tromba LUDWIG VAN BEETHOVEN Quartetto n. 11 per archi in fa minore (trascrizione per orchestra d’archi di Gustav Mahler) DMITRIJ SCIOSTAKOVIC Concerto n.1 in do minore per pianoforte, tromba e archi op.35 ANTONÍIN DVOŘÁK Serenata per archi in mi maggiore op.22 A partire dagli anni Settanta Martha Argerich è stata un punto di riferimento per la storia e l’evoluzione dell’interpretazione del repertorio pianistico. Il Concerto op. 35 di Sciostakovic, che la Argerich ha inciso per l’etichetta EMI, si caratterizza per una scrittura nervosa e cristallina, che con piglio vivace e sarcastico si contrappone ai toni voluttuosi e lussureggianti del concerto romantico. Scritta nel 1933, quest’opera contribuì a trasformare un intero genere in qualcosa di profondamente nuovo e diverso rispetto alla tradizione russa, che con Rachmaninov e Ciaikovskij aveva toccato punte di gigantismo drammatico e sonoro. Gábor Takács-Nagy è dal 2007 direttore musicale dell’orchestra da camera del Festival di Verbier, una delle manifestazioni musicali più prestigiose a livello internazionale. Il complesso è formato da musicisti provenienti dall’orchestra sinfonica del Festival, cresciuti sotto la bacchetta di Charles Dutoit e sotto la guida di James Levine e dell’orchestra del Metropolitan di New York. Mercoledì 21 dicembre ore 21 ORCHESTRA FILARMONICA DI BELGRADO Mladen Tarbuk direttore Pavel Kašpar pianoforte RICHARD WAGNER L’olandese volante, ouverture CAMILLE SAINT-SAËNS Danse Macabre FRANZ LIZST Concerto per pianoforte n.1 in mi bemolle maggiore Franz Liszt Mephistowaltz per orchestra FRANZ LIZST Rapsodia Ungherese n.6 “Il Carnevale di Pest” MAURICE RAVEL Bolero Mladen Tarbuk è direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Zagabria e dal 2004 direttore ospite permanente della Deutsche Oper am Rhein di Dusseldorf. In questo programma sarà alla guida del complesso serbo nato nel 1923 che, dopo gli anni della guerra, nel 2003 si è finalmente riappropriato della sua sede nel centro di Belgrado, realizzando nel contempo concerti nei più importanti centri musicali di Slovenia, Austria, Italia e Svezia. Il Concerto che Liszt scrisse per mostrare le proprie virtù pianistiche, banco di prova per un virtuosismo grandioso e brillante, fu eseguito per la prima volta a Weimar nel 1855 dal compositore stesso con Hector Berlioz alla guida dell’orchestra. Originario di Ostrava (Repubblica Ceca), Pavel Kašpar si è esibito come solista in complessi cameristici e sinfonici in tutta Europa e in Cina, Messico, Israele, Sati Uniti e Canada. Incide per l'etichetta Tudor con la Bayerischer Rundfunk. Sabato 14 gennaio ore 21 I VIRTUOSI ITALIANI Alberto Martini primo violino concertatore Pavel Vernikov violino solista Mati Turi cantor Per non dimenticare MAX BRUCH “Kol Nidrei”, Adagio su melodie ebraiche op.47 per violoncello e orchestra (Leonardo Sapere violoncello) LEONID HOFFMANN Divertimento ebraico per violino solo, cantor e orchestra DMITRIJ SCIOSTAKOVIC Sinfonia da Camera op.110a (Dedicato alle vittime del fascismo e della guerra. Trascrizione per orchestra d’archi di Rudolf Barshai) Questo concerto, insieme al successivo, rende omaggio al giorno della memoria e alle vittime della Shoah attraverso un programma particolarmente significativo. La Sinfonia da Camera op.110a è un brano che il violinista e direttore Rudolf Barshai trascrisse dal Quartetto n.8 op.110 di Sciostakovic con il consenso dell'autore. La partitura era nata nel 1960, allorché Sciostakovic visitò Dresda per scrivere le musiche del film "Cinque giorni, cinque notti" dedicato al bombardamento che nel 1945 aveva devastato la città. Il compositore rimase così sconvolto che in pochissimi giorni scrisse uno dei suoi brani più tragici, dedicandolo alle vittime del nazifascismo. Professore all’accademia musicale di Berlino, direttore d’orchestra e compositore tedesco, Max Bruch è rimasto famoso per alcune opere entrate stabilmente in repertorio, fra le quali Kol Nidrei, appassionato Adagio con variazioni su melodie ebraiche. Commissionato al compositore russo Leonid Hoffmann dal Festival Estate Musicale a Portogruaro nel 2007, Divertimento Ebraico è un brano che rielabora melodie note del folklore ebraico e testi biblici, mescolando ispirazioni sacre e profane. Mercoledì 18 gennaio ore 21 Fuori abbonamento CONCERTO DELLA MEMORIA E DEL DIALOGO AdM ENSEMBLE Claudio Rastelli direzione artistica Andrea Barizza direttore Maurizio Leoni baritono Simone Maretti letture Musiche di ERIK SATIE, PAUL DUKAS CLAUDE DEBUSSY, ALESSANDRO SOLBIATI MAURICE RAVEL , GYÖRGY LIGETI, BÉLA BARTÓK GUSTAV MAHLER Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena Amici della Musica di Modena - Concerti d’Inverno Musica e letture intorno alla Memoria e al Dialogo In memoriam, hommàge, tombeau, sur le nom de… In questo concerto i compositori volgono lo sguardo al passato, ai loro maestri, ai loro amici, alle loro origini. La Memoria è anche eredità artistica e spirituale, patrimonio condiviso che attraversa tempo e spazio per mezzo di affetti, riconoscenza e nostalgia. Solbiati dedica una pagina alla memoria di Ligeti pochi giorni dopo la sua morte (2006); nella Musica Ricercata di Ligeti si trova il brano Béla Bartók in Memoriam (1951-53), nel 1920 Bartók scrive Pour le Tombeau de Claude Debussy… Anelli sottili che collegano e intrecciano vite ed epoche, musicisti e ascoltatori. Mahler e Debussy sono i principali destinatari dei tributi offerti dagli altri compositori in programma. La “composizione” di questo concerto è essa stessa omaggio a Debussy, nel 150° della nascita, a Mahler, nel recente centenario della morte, e a tutti gli artisti che hanno saputo cogliere e conservare la Memoria dei maestri del passato. Giovedì 2 febbraio ore 21 ORCHESTRA SINFONICA DEL TEATRO MARIINSKIJ Valerij Gergiev direttore PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ Romeo e Giulietta fantasy ouverture SERGEJ PROKOFIEV Brani da Romeo e Giulietta HECTOR BERLIOZ Sinfonia fantastica op. 14 Il concerto segna la presenza straordinaria di uno dei massimi interpreti dei nostri giorni alla guida dell’illustre compagine della quale è direttore stabile. Gergiev, anche direttore generale del Teatro Mariinskij dal 1996, è conosciuto come ambasciatore della cultura russa nel mondo e per aver contribuito a dare nuova vita alla tradizione sinfonica e operistica del suo Paese. Il programma presenta due aspetti contrapposti di questo repertorio sul terreno comune di uno stesso soggetto ispirato al dramma shakespeariano: il romanticismo sentimentale di Ciaikovskij, in una delle composizioni sinfoniche (1880) più amate dal grande pubblico, e il modernismo esuberante di Prokofiev in un capolavoro (1936) scritto per il balletto, dai temi altrettanto popolari. Conclude il concerto una partitura emblematica delle possibilità virtuosistiche dell’orchestra ottocentesca, per colore e tecnica strumentale, sublime divagazione emotiva e intellettuale del sinfonismo romantico. Sabato 18 febbraio ore 21 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI Roman Brogli direttore Mario Brunello violoncello MICHAIL GLINKA Russlan e Ludmilla, Ouverture DMITRIJ KABALEVSKIJ Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in sol minore PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ Sinfonia n.1 in sol minore op.13 “Sogni d’inverno” La Filarmonica Toscanini guidata da Roman Brogli sarà interprete, insieme a uno dei più noti solisti e animatori della vita musicale italiana, di un programma interamente imperniato sul repertorio russo, presentato attraverso tre dei suoi punti cardine: Michail Glinka, considerato il fondatore, alle soglie dell’Ottocento, di una tradizione radicata nella cultura popolare del proprio Paese; Ciaikovskij, espressione della musica romantica di matrice occidentale e Kabalevskij, morto nel 1987 e intimamente legato alla sensibilità politica e sociale dell’Unione Sovietica nel secondo dopoguerra. Nato in Svizzera nel 1966, Roman Brogli-Sacher è direttore musicale del Teatro di Lubecca dal 2001 e dal 1997 al 2001 è stato primo Kapellmeister e direttore musicale sostituto al Teatro dell’Opera di Halle Saale. Ha collaborato con i Berliner Symphoniker, l’Orchestre de la Suisse Romande, l’Orchestra della Radio Bavarese e l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Sabato 17 marzo ore 21 I SOLISTI DI MOSCA Yuri Bashmet direttore e solista IGOR STRAVINSKY Concerto in re per orchestra d'archi FRANZ SCHUBERT Sonata in la minore per arpeggione e pianoforte D 821 (trascrizione per archi di R. Balashov) MAX BRUCH “Kol Nidrei”, Adagio su melodie ebraiche op.47 (trascrizione per viola e orchestra d'archi dall'originale per violoncello e orchestra) PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ Serenata per archi op.48 Questo concerto costituisce un ulteriore omaggio alla musica russa, presentato a Modena da un complesso che festeggia i venti anni di attività e che debuttò nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca e alla Salle Pleyel di Parigi a pochi giorni di distanza nel 1992. Oggi i Solisti di Mosca sono riconosciuti dalla stampa mondiale come una tra le migliori formazioni del panorama cameristico, per l'abilità dei musicisti e la scintillante direzione di Yuri Bashmet, violista di fama internazionale. Anche in questo programma si mettono a confronto due espressioni distanti nel tempo e nello stile, ma ugualmente rappresentative, della grande tradizione russa. II Concerto in re di Stravinsky, di stile neoclassico, appartiene al periodo americano del compositore e fu scritto a Hollywood nel 1946. Di tutt'altra natura la Serenata op.48 di Ciaikovskij, quasi un'icona del tardo romanticismo più accorato nonostante l'autore sia a tutt’oggi oggetto di una profonda riscoperta musicologica e interpretativa. Il brano di Max Bruch, in programma anche in gennaio con i virtuosi italiani, sarà eseguito qui con il violino in luogo del violoncello. Giovedì 3 maggio ore 21 SAVARIA SYMPHONY ORCHESTRA Tamás Vásáry direttore e solista FRANZ ERKEL Hunyadi László Ouverture WOLFGANG AMADEUS MOZART Concerto n. 21 in do maggiore K. 467 per pianoforte e orchestra FRANZ LISZT Rapsodia ungherese n. 2 ZOLTÁN KODÁLY Galanta dances FRANZ LISZT Les preludes Tamás Vásáry, nato a Debrecen, in Ungheria, ha studiato con due dei più noti compositori ungheresi del secolo scorso: Ernst von Dohnányi e Zoltán Kodály. Nel 1956 ha lasciato l'Ungheria e nel 1961 ha debuttato a Londra e New York iniziando una brillante carriera come pianista e direttore d’orchestra. Si è esibito in tutto il mondo come solista e con le maggiori orchestre, e le sue numerose registrazioni per Deutsche Grammophon comprendono musiche di Liszt, Chopin, Debussy e Rachmaninov, oltre a sette incisioni di musica di Brahms con i Berliner Philharmoniker. Nel 1991 ha diretto la London Symphony Orchestra in un'incisione per ASV di opere di Liszt ottenendo il Grand Prix du Disque. Fondata nell’Ottocento, la Savaria Symphony Orchestra è diventata una delle istituzioni musicali più rappresentative della cultura musicale ungherese, divenuta nota attraverso trasmissioni radio, televisive, incisioni discografiche e tournée nelle principali città europee. Balletto 2011 – 2012 Il quadro di diminuzione delle risorse di questi ultimi anni non ha consentito per questa Stagione la consueta programmazione della rassegna Danza Autunno. Il Teatro Comunale è in grado tuttavia, anche grazie a un impegno straordinario della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, di presentare una proposta autunnale di due balletti e un musical. Scena d’Autunno, questo il titolo del nuovo cartellone, avrà inizio il 3 novembre con l’ultima creazione di Christian Spuck - attuale coreografo residente del Balletto di Stoccarda e da settembre 2012 direttore del Balletto di Zurigo - ideato per la Gauthier Dance/Dance Company Theaterhaus Stuttgart. La coreografia è ispirata a L'incoronazione di Poppea di Monteverdi trasferita in danza con assoluta libertà e spirito contemporaneo utilizzando una varietà di linguaggi artistici. Il 26 e il 27 novembre andrà in scena un’originale versione di Romeo e Giulietta su musica di Prokofiev danzata dal Balletto del Teatro di Lubiana e firmata da Youri Vàmos, di cui a Modena si è vista Coppélia a Montmartre nel 2009. Il soggetto shakespeariano attraversa quest’anno le stagioni del Comunale mostrando una varietà di ispirazioni di cui è stato fonte inesauribile in modi e periodi diversi, dall’opera di Gounod, in programma il 18 e 20 novembre, alla fantasia orchestrale di Ciaikovskij, eseguita accanto alla suite dal balletto di Prokofiev dall’orchestra del Teatro Makiinskij diretta da Valerij Gergiev (2 febbraio). Youri Vàmos, ex primo ballerino del Balletto dell'Opera di Monaco di Baviera e direttore delle compagnie di Balletto di Dortmund, Bonn, Basilea e Düsseldorf, oggi è considerato uno fra i maggiori maestri europei del balletto narrativo di matrice classica, in modo particolare per l’originale rivisitazione di grandi titoli di repertorio. Happy Days, tratto dalla fortunatissima serie televisiva firmata negli anni Settanta da Garry Marshall, è il titolo del musical in programma il 10 e 11 dicembre. La produzione è firmata dalla Compagnia della Rancia, dal 1988 principale società di produzione di musical in Italia, che oltre alla ripresa e traduzione di spettacoli americani come Grease e A chorus line ha prodotto successi originali come Dance! e Pinocchio, andato in scena a New York nel 2010. Della stessa compagnia è stato presentato con successo al Teatro Comunale Cats, la stagione scorsa. Danza primavera avrà inizio il 17 febbraio e prevede una varietà di proposte nel panorama più aggiornato della danza italiana e internazionale, spaziando fra linguaggi diversi, dal classico al contemporaneo. Il primo appuntamento sarà con la compagnia fondata da Antonio Gades, già vista a Modena in Carmen nel 2008, che porterà due dei lavori più rappresentativi della tradizione coltivata dal grande ballerino e coreografo: Bodas de Sangre, del 1974, basato su un racconto di Federico García Lorca, e Suite Flamenca, otto danze tradizionali che rappresentano il fondamento della danza del maestro spagnolo. Il 9 e 10 marzo la rassegna prosegue con un nuovo lavoro in prima assoluta coprodotto dal Comunale di Modena per la compagnia di Loris Petrillo, coreografo di formazione internazionale i cui lavori sono stati interpretati, fra altri, da Aterballetto e dal Teatro Regio di Torino. Attesa per il 4 aprile è la prima rappresentazione italiana di uno spettacolo di Sylvie Guillem in collaborazione con il Sadler’s Wells di Londra, dal titolo 6000 miles away, in cui l’étoile danzerà da sola o in duo con Nicolas Le Riche brani di Forsythe, Kylián e Mats Ek. Il 13 aprile andrà in scena Paradiso I, una nuova produzione firmata da Matteo Levaggi in prima rappresentazione assoluta, sempre in coproduzione con Modena, ispirato alla musica di Vivaldi. L’appuntamento rinnova una consolidata collaborazione con il Balletto Teatro di Torino, ospite anche nel 2006 e 2008, e costituisce un ulteriore passaggio nel percorso che Levaggi, coreografo residente della compagnia dal 2001, ha intrapreso da alcuni anni creando a partire da un’originale interpretazione della partitura musicale. Sabato 21 aprile, in prima italiana, la compagnia inglese Ballet Black, festeggiando i dieci anni di attività, presenterà un programma con i brani più rappresentativi del suo repertorio, fra cui Da Gamba del coreografo gallese-nigeriano Henri Oguike, Shift di Antonia Franceschi, ex danzatrice del New York City Ballet, e Orpheus su musica di Stravinsky, primo balletto narrativo danzato dalla compagnia e commissionato per l’occasione a Will Tuckett, del Birmingham Royal Ballet. Il 6 maggio tornerà a Modena a distanza di due anni Boris Eifman, punto di riferimento della danza russa contemporanea e coreografo di fama internazionale, apprezzato sia dai cultori della danza classica che da quelli della contemporanea come uno dei maestri del balletto narrativo in chiave moderna. Dopo Anna Karenina, si vedrà così questa volta al Comunale Red Giselle, ispirato all’esistenza travagliata della ballerina russa Olga Spessivtseva. Concluderà la rassegna, il 12 e 13 maggio, un’altra coreografia in prima italiana creata dall’inglese Richard Wherlock per il Balletto di Basilea dal titolo Traviata - un balletto. Lo spettacolo, ispirato al personaggio femminile dell’opera e al testo originale di Alexandre Dumas figlio, non utilizza la musica di Verdi, ma ricorre ad altri compositori, come Saint-Saens, Poulenc, e Sciostakovic per ricreare un universo permeato di gusto francese attraverso uno sguardo di stampo contemporaneo lontano dalle direttrici romantiche ottocentesche. Il balletto è presentato in corrispondenza con La traviata di Giuseppe Verdi che va in scena a marzo per la Stagione lirica in un allestimento curato dal Teatro Comunale di Modena. Scena d’autunno due balletti e un musical Giovedì3 novembre ore 21 GAUTHIER DANCE Dance Company Theaterhaus Stuttgart Poppea//Poppea Coreografia Christian Spuck Musica Martin Donner, Claudio Monteverdi Drammaturgia Dunja Funke Scene e costumi Emma Ryott Luci Reinhard Traub Maître de ballet Renato Arismendi Assistente alla coreografia Alexandra Brenk Assistente palcoscenico David Fitzgerald Film Fabian Spuck Produzione Gauthier Dance /Dance Company Theaterhaus Stuttgart Coproduzione Théatre de la Ville de Luxembourg Coperazione con Theater Bonn, Schauburg München e Achtfeld GmbH Berlin Un ringraziamento al Balletto di Stoccarda per i costumi Il lavoro che Christian Spuck - attuale coreografo residente del Balletto di Stoccarda e da settembre 2012 direttore del Balletto di Zurigo - ha ideato per i nove danzatori della Gauthier Dance//Dance Company Theaterhaus Stuttgart è una coreografia che si ispira a L'incoronazione di Poppea, ultima opera composta da Claudio Monteverdi. Spuck riprende il libretto del celeberrimo melodramma compiendo un estrema sintesi. Con assoluta libertà e spirito contemporaneo trasferisce in danza l'esplosiva passione e il sovversivo desiderio di potere che dominano i protagonisti utilizzando diversi linguaggi artistici: un lavoro multimediale che alla partitura coreografica accosta testo e filmati. Giovane e dinamica compagnia fondata a Stoccarda nel 2007, la Gauthier Dance è compagnia residente alla Theaterhaus Stuttgart. Il repertorio del gruppo vanta titoli di Gauthier - direttore artistico, ballerino, coreografo e musicista - ma anche lavori di Mauro Bigonzetti, William Forsythe, Jiři Kylian, Itzik Galili, Paul Lightfoot/Sol León e Hans van Manen. Formatosi alla John Cranko School di Stoccarda, Spuck entra a far parte dello Stuttgarter Ballett nel 1995 dopo aver lavorato con Anne Teresa de Keersmaeker e la Need Company di Jan Lauwers. La sua attività coreografica inizia nel 1996. Nel 2001 viene nominato coreografo residente del Balletto di Stoccarda. Sabato 26 novembre ore 21 Domenica 27 novembre ore 15,30 BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE SLOVENO OPERA E BALLETTO LUBIANA Romeo e Giulietta Balletto in tre atti da William Shakespeare Coreografia: Youri Vàmos Musica: Sergej Prokofiev Scene e costumi: Michael Scott Ideazione luci: Klaus Gärditz Il soggetto shakespeariano attraversa quest’anno le stagioni del Comunale mostrando una varietà di ispirazioni di cui è stato fonte inesauribile in modi e periodi diversi, dall’opera di Gounod, in programma il 18 e 20 novembre, alla fantasia orchestrale di Ciaikovskij, eseguita accanto alla suite dal balletto di Prokofiev dall’Orchestra del Teatro Makiinskij diretta da Valerij Gergiev (2 febbraio). Youri Vàmos è stato per oltre dieci anni, a partire dal 1972, primo ballerino del Balletto dell'Opera di Monaco di Baviera, proseguendo la sua carriera come direttore delle compagnie di Balletto di Dortmund, Bonn, Basilea e della Deutschen Oper am Rhein di Düsseldorf. Oggi è considerato uno fra i maggiori maestri europei del balletto narrativo di matrice classica, specialmente per l’originale rivisitazione di grandi titoli di repertorio quali La bella addormentata, Lo schiaccianoci e Coppélia, presentata nel 2009 a Modena con il Balletto di Zagabria. Il coreografo ungherese ha ambientato la storia di Romeo e Giulietta negli anni Trenta, al tempo in cui fu scritta la musica da Prokofiev, mettendo in luce le passioni profonde e i violenti contrasti che animano la drammaturgia della fonte letteraria. Sabato 10 dicembre ore 21 Domenica 11 dicembre ore 15,30 COMPAGNIA DELLA RANCIA Presenta Happy Days Opera originale di Garry Marshall Musica e libretto Paul Williams Arrangiamenti e supervisione alle musiche John McDaniel Traduzione Michele Renzullo Adattamento e regia Saverio Marconi Liriche italiane Franco Travaglio Scene e costumi Carla Ricotti Coreografie Gillian Bruce Direzione musicale Vincenzo Latorre Disegno luci Valerio Tiberi Disegno fonico Enrico Porcelli Torna a Modena, dopo il successo di Cats dello scorso anno, la Compagnia della Rancia, dal 1988 principale società di produzione di musical in Italia che oltre alla ripresa e traduzione di spettacoli americani come Grease e A chorus line ha prodotto successi originali come Dance! e Pinocchio, andato in scena a New York nel 2010. Happy Days è tratto come ovvio dalla fortunatissima serie televisiva firmata negli anni Settanta (255 episodi) da Garry Marshall (regista di Pretty Woman), che nel 2007 ha prodotto anche la versione teatrale con musiche e parole di Paul Williams, autore di colonne sonore e di numerosi successi pop-rock. La versione italiana si avvale del tocco registico di Saverio Marconi, direttore artistico della compagnia, e dei balletti di Gillian Bruce, coreografa di lungo corso della tv italiana. Lo spettacolo ha debuttato a Milano nel 2010 proseguendo a Napoli, Torino, Trieste e sta girando le principali città italiane. Danza primavera Venerdì 17 febbraio ore 21 COMPAGNIA ANTONIO GADES Bodas de sangre Balletto in sei scene ispirato all’opera omonima di Federico García Lorca Coreografia Antonio Gades Adattamento Alfredo Mañas Musiche Emilio De Diego, Perelló y Monreal, Felipe Campuzano Scene e costumi Francisco Nieva Luci Antonio Gades Suite flamenca Coreografia Antonio Gades Coreografia Soleá per Bulerías e Tanguillos Cristina Hoyos Musiche Antonio Solera, Antonio Gades Luci Antonio Gades Nel 1974 Antonio Gades ha creato Bodas de Sangre basandosi sul racconto di Federico García Lorca, il quale a sua volta si era ispirato alla notizia di un omicidio avvenuto a Nijar nel 1928. “Ho voluto rendere omaggio al poeta – ha spiegato il coreografo di questo brano -. Sono nato nella cultura mediterranea che è fatta di gelosia, amore e morte, aspetti che si riflettono nella danza, nella letteratura, nella pittura e in altre forme d’arte. Anche il tragico fa parte della nostra cultura. Bodas de Sangre è una vera storia spagnola, una tragedia impregnata di folklore. Ho sempre amato molto le opere di García Lorca, perché descrivono la ricchezza e le attitudini del popolo andaluso in profondità.” I brani con cui Antonio Gades ha iniziato la sua carriera da solista all’inizio degli anni Sessanta sono confluiti gradualmente nella Suite Flamenca, otto danze tradizionali presentate alla maniera di Gades che conservano il fondamento della danza del maestro spagnolo. La Compagnia Antonio Gades, che a Modena ha presentato Carmen nel 2008, è nata dalla Fondazione che il ballerino creò prima della morte con lo scopo di tramandare l’eredità artistica raccolta nel corso della sua carriera e di sostenere la diffusione delle sue coreografie attraverso la promozione della danza spagnola nel mondo. Venerdì 9, sabato 10 marzo ore 21 Prima assoluta Teatro delle Passioni Fuori abbonamento MDA / COMPAGNIA PETRILLO DANZA One+One=One oneplusonequalsone Coreografie e regia Loris Petrillo Musica ed elettronica live Pino Basile Disegno luci Loris Petrillo Costumi Pappalardo Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena MDA Produzioni Danza/Compagnia Petrillo Danza In collaborazione con Scenario Pubblico e Danzarte Sempre impegnato nello studio della relazione che lega la mente pensante al corpo danzante, dopo Il cece nel secchio, trattato sulla follia e la normalità, La pelle del popolo nudo, uno squarcio della eroica vicenda degli indipendentisti siciliani e M. carnedellamiacarne, intensa riflessione sul complesso personaggio di Medea, Loris Petrillo indirizza il suo nuovo lavoro sulla pura sperimentazione. Abbandona per un attimo il carattere più riflessivo della sua danza, finora impegnata come esigenza nella denuncia sociale, culturale e politica, e in forma di ricerca sperimentale fa convergere sulla medesima piattaforma suono, movimento e matematica nella loro più concreta relazione. Loris Petrillo è stato primo ballerino e solista del Balletto di Toscana e ha proseguito con una carriera svolta per molti anni tra la Svezia al Goteborgs Operan Ballet, il Belgio al Ballet Royale de Wallonie e la Svizzera allo Stadttheater di Berna. Come coreografo ha creato per Aterballetto, Teatro Regio di Torino e Teatro Sociale di Rovigo e nel 2000 ha fondato la propria Compagnia. Mercoledì 4 aprile ore 21 Prima italiana SYLVIE GUILLEM Ek/Forsythe/Kylián 6000 miles away Una produzione Sadler’s Wells London / Sylvie Guillem Rearray Coreografia William Forsythe Musica David Morrow Costumi e luci William Forsythe 27’52” Coreografia Jiří Kylián Musica Dirk Haubrich Scene Jiří Kylián Costumi Joke Visser Luci Kees Tjebbes Ajö (Bye) Coreografia Mats Ek Musica Ludwig van Beethoven Scene e Costumi Katrin Brännström Luci Erik Berglund Video Elias Benxon Coprodotto da Dansens Hus Stockholm Coproduzione Holland Dance Festival, Les Nuits de Fourvière/Département du Rhône Athens Festival, e Esplanade – Theatres on the Bay Sublime interprete di tutti i ruoli principali del repertorio classico, Sylvie Guillem, indiscusso talento mondiale della danza, nominata étoile a soli 19 anni da Rudolf Nureyev, è stata, dai primi anni della sua carriera, musa ispiratrice per numerosi coreografi di grande fama quali William Forsythe, Mats Ek e Maurice Béjart. Parallelamente alle sue interpretazioni classiche, l’artista ha riscosso ampi riconoscimenti danzando coreografie contemporanee, oltre che con l’Opéra de Paris, presso la quale si è formata, con il Royal Ballet, l’American Ballet Theatre e il Kirov Ballet, mostrando la completezza delle proprie capacità artistiche. A partire dal 2003 la Guillem si è concentrata sulla danza contemporanea e dalle collaborazioni con gli artisti Russell Maliphant, Akram Khan e Robert Lepage sono nate le coreografie di Broken Fall, Push (rappresentato in prima nazionale durante la stagione 2006/2007 al Teatro Comunale di Modena), Sacred Monsters e Eonnagata. Lo spettacolo 6000 miles away vede Sylvie Guillem impegnata con alcuni lavori dei tre coreografi più importanti dei nostri tempi, William Forsythe, di cui interpreta un nuovo passo a due, Jiří Kylián e Mats Ek, che per lei ha creato il solo Ajö, sancendo inoltre una nuova collaborazione dell'artista con il Sadler’s Wells di Londra. Venerdì 13 aprile ore 21 Prima assoluta BALLETTO TEATRO DI TORINO Paradiso I Coreografia Matteo Levaggi Musiche Antonio Vivaldi Francesco D’Orazio violino Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena Balletto Teatro di Torino Questo appuntamento rinnova una consolidata collaborazione con il Balletto Teatro di Torino, fondato dall’étoile Loredana Furno e attiva da oltre trent’anni, e presenta un nuovo spettacolo in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena. Il progetto costituisce un ulteriore passaggio nel percorso che Matteo Levaggi, coreografo residente della compagnia dal 2001, ha intrapreso da alcuni anni creando i propri lavori a partire da un’originale interpretazione della partitura musicale. Dopo Petrushka, da Igor Stravinsky, Solo da Arvo Pärt e Matteo Levaggi / In a landscape con musiche di John Cage, coprodotti a Modena nel 2008, Paradiso I dedica la propria attenzione alla musica di Antonio Vivaldi riprodotta con la presenza dal vivo del violinista Francesco d’Orazio. Sulla pagina pulita di un tappeto di danza bianco, i ballerini animano forme e strutture inusuali, con candore ‘paradisiaco’, guidati da un’energia che partendo dalla musica viene di volta in volta lasciata al caso, costruita, ripensata e organizzata affrontando l’elemento istintivo e matematico del movimento. Sabato 21 aprile ore 21 Prima italiana BALLET BLACK Direzione artistica Cassa Pancho A New Beginning Coreografia Denzil Bailey Musica Celloman Costumi Faith Barber Luci David Plater Pendulum Coreografia Martin Lawrance Musica Steve Reich Costumi Peter Todd Luci David Plater Da Gamba Coreografia Henri Oguike Musica Johann Sebastian Bach Costumi Peter Todd Luci David Plater Shift Coreografia Antonia Franceschi Musica Zoë Martlew Costumi Nicola Sacher Luci David Plater Orpheus Coreografia Will Tuckett Musica Igor Stravinsky (Orpheus) Luci Warren Letton Costumi Peter Todd Fondato nel 2001, Ballet Black è una compagnia di danza moderna sostenuta dalla Royal Opera House di Londra e dedicata a sviluppare le nuove forme del balletto classico. Il gruppo è composto da sei ballerini internazionali di discendenza africana e asiatica e ha ricevuto recentemente il premio della critica come una delle migliori compagnie europee. Per il debutto a Modena, la compagnia presenta un programma con i migliori brani degli ultimi dieci anni, fra cui Da Gamba del coreografo gallese-nigeriano Henri Oguike, Shift di Antonia Franceschi, ex danzatrice del New York City Ballet, e Orpheus su musica di Stravinsky, primo balletto narrativo danzato dalla compagnia e commissionato a Will Tuckett per festeggiare i dieci anni di attività. Tuckett è uno dei maggiori coreografi inglesi: entrato come ballerino nel Birmingham Royal Ballet negli anni Ottanta, ha creato coreografie per la stessa compagnia e per il Royal Ballet, la Royal Opera House, il National Ballet of China, Dance Umbrella e l’American Ballet Theatre’s Studio Company. Domenica 6 maggio ore 21 EIFMAN BALLET THEATRE di SAN PIETROBURGO Red Giselle Balletto in due atti Tributo a Olga Spessivtseva Coreografia Boris Eifman Musiche Adolphe Adam, Georges Bizet Piotr Ilic Ciaikovskij, Alfred Schnittke Scene e costumi Vjaceslav Okunev Luci Boris Eifman A distanza di due anni Boris Eifman, punto di riferimento della danza russa contemporanea e coreografo di fama internazionale, torna a Modena dopo l’applaudita Anna Karenina. In questa occasione l’artista porta in scena un altro capolavoro estratto dal suo ampio repertorio di oltre quaranta balletti, che hanno contrassegnato un punto di rottura con il rigido accademismo russo. I ballerini della sua Compagnia, fondata nel 1977, rievocano in Red Giselle l’esistenza travagliata di un mito del Balletto classico: la ballerina russa Olga Spessivtseva, memorabile Giselle di tutti i tempi. Apprezzato sia dai cultori della danza classica che da quelli della contemporanea per la consueta capacità di Eifman nel coniugare l’estetica del movimento con un’intensa drammaticità, lo spettacolo ha aperto, nel 1997, le porte al riconoscimento in patria da parte del Teatro Bolshoi e al successo mondiale del coreografo russo, che ha portato le proprie creazioni coreutiche in numerosi Paesi, da quelli europei agli Stati Uniti, Canada, Cina. Sabato 12 maggio ore 21 Domenica 13 maggio ore 21 Prima italiana BALLETTO DI BASILEA Traviata - un balletto Coreografia Richard Wherlock Musiche Francis Poulenc, Camille Saint-Saëns Eric Satie, Dmitrij Sciostakovic, autori vari Coreografia/Messa in scena Richard Wherlock Drammaturgia / Condirettore Hans Kaspar Hort Scenografia Bruce French Costumi Helena Medeiros Luci Jordan Tuinman / Remco Zwinkels Partner del Balletto di Basilea BLKB Basellandschaftliche Kantonalbank Richard Wherlock ha creato una personale versione danzata di Traviata ispirandosi al personaggio femminile dell’opera di Verdi e al testo originale di Alexandre Dumas figlio. Il coreografo tuttavia non utilizza la musica di Verdi, ma ricorre ad altri compositori, come Camille Saint-Saëns, Francis Poulenc, e Sciostakovic per ricreare un universo permeato di gusto francese attraverso uno sguardo di stampo contemporaneo lontano dalle direttrici romantiche ottocentesche. Il Balletto di Basilea è una Compagnia di oltre venti danzatori di provenienza internazionale, con un repertorio che spazia dal neoclassico al contemporaneo con brani di William Forsythe, Martino Müller, Cathy Marston, Han van Manen, Jorma Elo, Nacho Duato, Patrick Delcroix e Jiří Kylián . Richard Wherlock dal 2001 è direttore artistico e coreografo principale della compagnia, con la quale ha presentato circa trenta nuovi titoli fra cui Peer Gynt, Le Sacre du Printemps, Romeo e Giulietta, Lo schiaccianoci, Il lago dei cigni, Carmen e, nel gennaio 2011, Giselle. Traviata ha debuttato a Basilea nel 2008. Lo spettacolo è presentato in corrispondenza con La traviata di Giuseppe Verdi che va in scena a marzo per la Stagione lirica in un allestimento curato dal Teatro Comunale di Modena. INFORMAZIONI Concerti ACQUISTO ABBONAMENTI AI NOVE CONCERTI Gli abbonamenti alla Stagione concertistica 2011-2012 sono in vendita da mercoledì 21 settembre a sabato 8 ottobre per gli abbonati alla Stagione precedente; da martedì 11 ottobre per i nuovi abbonati. ACQUISTO BIGLIETTI Da giovedì 13 ottobre sono in vendita i biglietti per tutti i concerti della Stagione. Balletto FORME DI ABBONAMENTO Abbonamento Scena d’autunno: 3 spettacoli Abbonamento Danza primavera: 6 spettacoli ACQUISTO ABBONAMENTI dal 4 ottobre - Acquisto abbonamenti Scena d’autunno per gli abbonati Danza autunno 2010-2011 (fino al 15 ottobre) - Acquisto abbonamenti Danza primavera per gli abbonati Danza primavera 2010-2011 (fino al 25 gennaio) Dal 4 al 15 ottobre gli abbonati a entrambe le rassegne 2010-2011 potranno rinnovare il proprio abbonamento. 19 e 20 ottobre - Acquisto abbonamenti Scena d’autunno per gli abbonati Danza primavera 2010-2011: che acquistano solo Scena d’autunno . che acquistano sia Scena d’autunno che Danza primavera dal 21 ottobre i nuovi abbonati potranno acquistare Scena d’autunno 26 e 27 gennaio Acquisto abbonamenti Danza primavera - per gli abbonati Danza autunno 2010-2011 che acquistano solo Danza primavera -per gli abbonati Scena d’autunno 2011-2012 che acquistano anche Danza primavera dal 28 gennaio i nuovi abbonati potranno acquistare Danza primavera ACQUISTO BIGLIETTI dal 22 ottobre Acquisto biglietti per gli spettacoli da novembre a dicembre dal 4 febbraio Acquisto biglietti per gli spettacoli da febbraio a maggio |
| 2011-2012 Opera Musica su Misura Nuove iniziative promozionali Opera 2011-2012 La Stagione d’Opera porta in scena quest’anno titoli del grande repertorio, rinnovando le fondamentali collaborazioni con i Teatri di Parma, Piacenza, Bolzano a cui si aggiungono coproduzioni a progetti internazionali che coinvolgono i Teatri d’Opera di Filadelfia e di Sofia. L’apertura sarà in ottobre con una nuova produzione di Un ballo in Maschera, coprodotta con il Teatro Regio di Parma nel contesto del Festival Verdi 2011. L’allestimento propone uno spettacolo che il famoso scenografo e regista Pierluigi Samaritani creò nel 1989 per Parma, ripreso e profondamente ripensato in questa occasione da Massimo Gasparon, fra i più attivi registi d’opera italiani in campo internazionale. In novembre andrà in scena un nuovo allestimento di Roméo et Juliette di Gounod, che ha già debuttato all’Opera Company of Philadelphia con la regia di Manfred Schweigkofler. Lo spettacolo, una vivace rilettura del testo shakespeariano, ambienta la vicenda tragica degli amanti veronesi al giorno d’oggi, in contrasto con il mondo arrogante e spietato dell’Alta Moda. Seguirà a gennaio (fuori abbonamento) La bohème, in una produzione andata in scena a dicembre 2010 al Teatro Nazionale d’opera e balletto di Sofia in coproduzione con Modena e in collaborazione con la Nuova Università Bulgara di Sofia e la Fondazione Raina Kabaivanska. I cantanti dell’opera si sono formati nelle classi e nei corsi di alta formazione tenuti dal soprano presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi- A. Tonelli” di Modena, l’Accademia Chigiana di Siena e la Nuova Università Bulgara. Manfred Schweigkofler presenterà, oltre a Roméo et Juliette, un nuovo allestimento di Salome di Richard Strauss, dando seguito a un progetto che il regista e il Teatro di Bolzano hanno portato a Modena lo scorso anno con Elektra, dello stesso compositore. Nella realizzazione di un testo che fu fra i grandi scandali del Novecento operistico, la nuova produzione sposterà l’ambientazione originaria in tempi moderni portando in scena un vecchio Erode sempre più assetato di potere e trascinato dai suoi appetiti sessuali, fino a compromettere col suo comportamento i principi fondanti dello Stato. La corposa partitura concepita da Strauss vede schierate sul palcoscenico due orchestre - la Haydn di Bolzano e Trento e l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna - per un organico complessivo di oltre cento elementi. In marzo, La traviata sarà proposta in uno spettacolo completamente nuovo allestito dal Teatro Comunale di Modena e curato da Rosetta Cucchi, già apprezzata per la regia di Sweeney Todd nel 2009. L’impianto registico, partendo dalle pagine di Dumas, sarà concentrato sull’universo tutto interiore dei personaggi, raccontati nella loro dimensione psicologica, sentimentale e sociale, riconoscendo in questa visione la novità con cui la musica e il teatro romantico di Verdi si imponeva a metà Ottocento con bruciante attualità. La stagione si concluderà a marzo con un terzo titolo verdiano, un’Aida nata in occasione del Festival Verdi di Parma del 2005, che ha avuto successo internazionale anche grazie a una ripresa fatta al Palacio Euskalduna di Bilbao nel 2007. Lo spettacolo era nato da un'idea di Alberto Fassini, realizzato poi interamente da Joseph Franconi Lee in seguito alla sua scomparsa e a fianco di Mauro Carosi, che con Fassini aveva già impostato l’impianto scenico. Di Fassini, uno dei maggiori registi in campo operistico, stretto collaboratore di Luchino Visconti, Franconi Lee era stato assistente per quasi vent’anni, e ha già portato in scena, a Modena nel 2010, anche l’allestimento di Norma creato per il Teatro Comunale. Si conferma l’appuntamento con Invito all’opera, rassegna di incontri sostenuta dagli Amici dei Teatri Modenesi, che darà la possibilità di approfondire i titoli in cartellone a contatto con studiosi e interpreti, fra i quali Raina Kabaivanska, i registi Massimo Gasparon, Manfred Schweigkofler e Rosetta Cucchi, il critico musicale e musicologo Carlo Vitali oltre a due progetti speciali curati da Attilia Lavagno per il Liceo classico “San Carlo” e da Carlida Steffan per l’Istituto “Vecchi - Tonelli”. Il progetto avviato con successo la scorsa stagione di “Lirica a Strisce. l’opera a fumetti”, collana editoriale dedicata al pubblico più giovane, quest’anno riguarderà due dei titoli in cartellone: Roméo at Juliette e La traviata. Giovedì 27 ottobre ore 20,30, turno A Domenica 30 ottobre ore 15,30, turno B Un ballo in maschera Melodramma in tre atti. Libretto di Antonio Somma Musica di GIUSEPPE VERDI Interpreti Riccardo Hector Sandoval Renato Carlo Guelfi Amelia Kristin Lewis Ulrica Nicole Piccolomini Oscar Serena Gamberoni Silvano Filippo Polinelli Samuel Antonio Barbagallo Tom Enrico Rinaldo Un giudice Cosimo Vassallo Un servo Enrico Paolillo Direttore Gianluigi Gelmetti Regia Massimo Gasparon Da un’idea di Pierluigi Samaritani Scene e costumi Pierluigi Samaritani Maestro del coro Martino Faggiani Coreografia Roberto Maria Pizzuto Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma Produzione del Teatro Regio di Parma in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Modena L’apertura della Stagione lirica della Fondazione Teatro Comunale di Modena sarà in ottobre con una nuova produzione del Ballo in Maschera coprodotta con il Teatro Regio di Parma nel contesto del Festival Verdi 2011. L’allestimento propone uno spettacolo che il famoso scenografo e regista Pierluigi Samaritani creò nel 1989 per Parma, ripreso e profondamente ripensato in questa occasione da Massimo Gasparon, fra i più attivi registi d’opera italiani in campo internazionale. Oltre che per i maggiori teatri italiani, Gasparon ha firmato regie all’estero per il Covent Garden di Londra, Tel Aviv, Città del Messico, Lima, Menorca, Palma de Maiorca e Praga. INVITO ALL’OPERA Giovedì 27 ottobre ore 17 Un ballo in maschera Incontro con Massimo Gasparon regista dell’opera Venerdì 18 novembre ore 20,30, turno A Domenica 20 novembre ore 15,30, turno B Roméo et Juliette Opera in cinque atti. Libretto di Jules Barbier e Michel Carrè da Shakespeare Musica di CHARLES GOUNOD Interpreti Juliette Monica Tarone / Maria Rosaria Lopalco Roméo Paolo Fanale / Ivan Momirov Frère Laurent Andrea Concetti Mercutio Massimiliano Gagliardo Stéphano Annalisa Stroppa Le Comte Capulet Enrico Turco Tybalt Gianluca Bocchino Gertrude Gabriella Sborgi Le Comte Pâris Alessandro Nuccio Grégorio Graziano Dallavalle Benvolio Stefano Consolini Le Duc de Vérone Ziyan Atfeh Direttore Yves Abel Regia Manfred Schweigkofler Scene Nora Veneri Costumi Richard St. Claire ripresi da Massimo Carlotto Luci Claudio Schmid Coreografa e prima ballerina Lindsay Browning Maestro d’armi Charles Conwell Maestro del Coro Corrado Casati Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna Coro del Teatro Municipale di Piacenza Produzione Fondazione Teatri di Piacenza in coproduzione con Teatro Comunale di Bolzano Fondazione Teatro Comunale di Modena, Opera Company of Philadelphia “Il mio allestimento di Roméo et Juliette – racconta il regista Manfred Schweigkofler - narra del fallimento di una piccola, sincera e intima relazione all’interno di una grande società pubblica gonfiata. È una lotta di due persone vulnerabili contro un macchinario strapotente. È il dramma di un amore fragile in mezzo a una società brutale. Roméo et Juliette si svolge nel glamour dell’Alta Moda. I Capulet e Montague sono due marchi di moda affermati, ma concorrenti nella conquista del mercato e Juliette non solo è una figlia viziata, ma anche la prima testimonial della casa. Dobbiamo rendere i personaggi riconoscibili e plausibili per gli spettatori moderni, affrancandoli intellettualmente dal tradizionale ‘ritmo di valzer’. E questo è possibile solamente se torniamo a Shakespeare. Nel lavoro con i cantanti si tratterà dunque soprattutto di coprire l’ossatura gounodiana con l’azione shakespeariana.” Si affida dunque a una vivace rilettura del drammaturgo inglese il nuovo allestimento andato in scena a Filadelfia la scorsa stagione - grazie a una proficua collaborazione internazionale con Bolzano, Modena e Piacenza - rinnovando quella verità drammatica che Gounod seppe mettere a nudo nel suo drame lyrique puntando al cuore della fonte letteraria. INVITO ALL’OPERA Giovedì 17 novembre ore 18 Roméo et Juliette Incontro con Attilia Lavagno docente di lingua e letteratura inglese al Liceo classico “San Carlo” e all’Università di Modena Presentazione del fumetto Roméo et Juliette pubblicato dalla Fondazione Teatro Comunale Venerdì 27 gennaio ore 20,30 Domenica 29 gennaio ore 15,30 Fuori abbonamento La Bohème Giovani interpreti Scene liriche in quattro quadri. Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa da Scénes de la vie de bohème di Henry Murger Musica di GIACOMO PUCCINI Interpreti Mimì Maria Agresta Musetta Maria Radoeva Rodolfo Marco Frusoni Marcello Daniel Stefanov Schaunard Matteo Ferrara Colline da definire. Direttore Aldo Sisillo Regia di Boyko Bogdanov Ripresa da Vera Petrova Scene e costumi Svetoslav Kokanov Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Sofia Produzione del Teatro Nazionale d’opera e balletto di Sofia in collaborazione con Nuova Università Bulgara Fondazione Teatro Comunale di Modena e Fondazione Raina Kabaivanska Questa Bohème porta a Modena una coproduzione fra il Teatro Nazionale d’opera e balletto di Sofia, dove l’opera è andata in scena a dicembre 2010, e la Fondazione Teatro Comunale di Modena, realizzata in collaborazione con la Nuova Università Bulgara di Sofia e la Fondazione Raina Kabaivanska. I cantanti dell’opera si sono formati nelle classi e nei corsi di alta formazione tenuti dal soprano presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi- A. Tonelli” di Modena, l’Accademia Chigiana di Siena e la Nuova Università Bulgara. Lo spettacolo, di impianto tradizionale, propone un allestimento creato da Boyko Bogdanov - uno dei maggiori registi bulgari contemporanei, autore di numerosi spettacoli per il teatro, il cinema e la televisione - ripreso nella regia da Vera Petrova, dal 1996 prima collaboratore, poi regista stabile quindi vicedirettore del Teatro di Sofia. Vera Petrova ha curato allestimenti in Svizzera, Giappone, Romania e Cipro, ed è stata assistente di Jonathan Miller nella produzione di Cleopatra di Cimarosa e di Oedipus Rex di Stravinsky per il Teatro Mariinskij sotto la direzione di Valery Gergiev. INVITO ALL’OPERA Giovedì 26 gennaio ore 18 La Bohème Incontro con Raina Kabaivanska Sabato 11 febbraio ore 20,30, turno A Domenica 12 febbraio ore 15,30, turno B Salome Opera in un atto. Libretto di Hedwig Lachmann da Oscar Wilde Musica di RICHARD STRAUSS Interpreti Herodes Scott MacAllister / Peter Svensson Herodias Anna Maria Chiuri Salome Cristina Baggio / Cassandra McConnell Jochanaan Samuel Youn /Joachim Seipp Narraboth Harrie van der Plas Paggio Jelena Bodrazic Direttore Niksa Bareza Regia Manfred Schweigkofler Scene Walter Schütze Costumi Kathrin Dorigo Luci Claudio Schmid Orchestra Haydn di Bolzano e Trento Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna Nuovo allestimento del Teatro Comunale di- Bolzano in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con Fondazione Orchestra Haydn, Fondazione Arturo Toscanini Il nuovo allestimento di Salome di Richard Strauss dà seguito a un progetto che il regista Manfred Schweigkofler e il Teatro di Bolzano hanno inaugurato lo scorso anno con Elektra, dello stesso compositore. Salome è considerata uno spartiacque fondamentale del teatro musicale, se non della cultura, del Novecento. L’opera, rifiutata dalla censura a Vienna e rappresentata a Dresda nel 1905, consacrava Strauss come il più grande operista tedesco del suo tempo, grazie a un successo che si costruì rapidamente sull’onda della curiosità e dello scandalo per un soggetto biblico elaborato da Oscar Wilde in cui si mescolavano libidine, incesto, decapitazione e necrofilia. “La storia di Salome conserva, in tutta la sua attualità, la forza descrittiva delle peggiori debolezze umane” – commenta Schweigkofler. Il nuovo allestimento sposta infatti l’ambientazione originaria (la reggia di Erode a Gerusalemme) al giorno d’oggi. Erode, sempre più assetato di potere, è circondato da ragazzine che soddisfano i suoi appetiti sessuali: il suo comportamento mina i principi fondanti dello Stato e di conseguenza giungono da più parti voci che invocano una nuova coscienza e chiedono un ristabilimento di più consoni atteggiamenti morali e politici. La corposa partitura concepita da Strauss vede schierate sul palcoscenico due orchestre - la Haydn di Bolzano e Trento e l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna – per un organico complessivo di oltre cento elementi. INVITO ALL’OPERA Sabato 11 febbraio ore 17 Salome Incontro con Manfred Schweigkofler regista dell’opera Mercoledì 14 marzo ore 20,30, turno A Venerdì 16 marzo ore 20,30, fuori abbonamento Domenica 18 marzo ore 15,30, turno B La Traviata Melodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave Musica di GIUSEPPE VERDI Interpreti Violetta Valéry Irina Lungu / Gladys Rossi Flora Bervoix Milena Josipovic Annina Paola Santucci Alfredo Germont Giuseppe Varano / Alejandro Roy Giorgio Germont Carlos Bergasa / Simone Piazzola Gastone Stefano Consolini Il Barone Douphol Alessandro Battiato Il Marchese d’Obigny Valdis Jansons Il Dottor Grenvil Daniele Cusari Direttore Pietro Rizzo Regia Rosetta Cucchi Scene Tiziano Santi Costumi Claudia Pernigotti Maestro del coro Stefano Colò Coreografia Monica Casadei Artemis Danza Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna Coro Lirico Amadeus – Fondazione Teatro Comunale di Modena Nuovo allestimento Produzione della Fondazione Teatro Comunale di Modena in coproduzione con Teatro Comunale di Bolzano, Fondazione Teatri di Piacenza La traviata viene proposta in un allestimento completamente nuovo prodotto al Teatro Comunale di Modena e curato da Rosetta Cucchi, già apprezzata per la regia di Sweeney Todd nel 2009. L’impianto registico, partendo dalla pagine di Dumas, sarà concentrato sulla dimensione psicologica, sentimentale e sociale dei personaggi, riconoscendo in questa visione la novità con cui la musica e il teatro romantico di Verdi si imponeva a metà Ottocento con bruciante attualità. “Personaggi intrappolati in eleganti gabbie – racconta la regista - che sono le loro esistenze, fatte di solitudini infinite, convenienze sociali e fragili compromessi con il destino. Nella mia Traviata ho voluto inasprire il sentimento della solitudine di una donna che, come una bambola tirata dai fili di un destino da lei stessa scelto, sfiora continuamente nella vita una moltitudine di anime senza mai incontrarle veramente, fino a quando un uomo riesce a toccarla, a entrare nella sua scatola, a insinuare in lei il sospetto che da quel luogo dell’anima si possa uscire, con le proprie forze , beffando il destino, che tranquillo la attende mimetizzato tra le tante ombre.” INVITO ALL’OPERA Martedì 6 marzo ore 18 La Traviata: Verdi nel salotto di Dumas A cura di Carlida Steffan Allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi - A. Tonelli” Martedì 13 marzo ore 18 La Traviata incontro con Rosetta Cucchi regista dell’opera Martedì 27 marzo ore 20,30, turno A Venerdì 30 marzo ore 20,30, fuori abbonamento Domenica 1 aprile ore 15,30, turno B Aida Opera in quattro atti. Libretto di Antonio Ghislanzoni Musica di GIUSEPPE VERDI Edizione Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Interpreti Il re d’Egitto Carlo Malinverno Amneris Mariana Pentcheva Aida Susanna Branchini Radamès Hector Sandoval Ramfis Giovanni Battista Parodi Amonasro Alberto Gazale Una sacerdotessa Marcella Polidori Direttore Antonino Fogliani Regia Joseph Franconi Lee Scene e costumi Mauro Carosi Maestro del coro Martino Faggiani Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma Allestimento del Teatro Regio di Parma Coproduzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatro Comunale di Modena Questo allestimento di Aida è nato in occasione del Festival Verdi di Parma del 2005 e ha avuto successo internazionale anche grazie a una ripresa fatta al Palacio Euskalduna di Bilbao nel 2007. Lo spettacolo era nato da un'idea di Alberto Fassini, realizzato poi interamente da Joseph Franconi Lee in seguito alla sua scomparsa e a fianco di Mauro Carosi, che con Fassini aveva già impostato l’impianto scenico. Franconi Lee, assistente per quasi vent’anni di Fassini, uno dei maggiori registi in campo operistico e stretto collaboratore di Luchino Visconti, ha portato in scena l’allestimento di Norma al Comunale di Modena nel 2006. “Secondo una suggestione che ho posto ad Alberto – racconta Mauro Carosi - Sentivo questa Aida come una storia che, in realtà, racconta la morte. Il mondo egizio, come noi lo conosciamo, è un mondo di morte perché è la rappresentazione del percorso che, nella vita, conduce all’aldilà. Volevo proporre un luogo che, lungo tutta l’opera, fosse già una tomba, caratterizzata da geroglifici sparsi ovunque: sulle scale, sulle pareti, sugli oggetti. Una rappresentazione anche della grande cultura di questo popolo: l’astronomia, la matematica, le scienze.” INVITO ALL’OPERA Sabato 24 marzo ore 17 Aida nella rete visioni, divagazioni e interpretazioni di un’opera nell’era di youtube Incontro con Carlo Vitali musicologo e critico musicale INFORMAZIONI ACQUISTO ABBONAMENTI Da martedì 13 settembre a venerdì 7 ottobre per gli abbonati alla Stagione precedente; da sabato 8 ottobre per i nuovi abbonati. ACQUISTO BIGLIETTI Da martedì 18 ottobre sono in vendita i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione. RIDUZIONI SU ABBONAMENTI E BIGLIETTI SPECIALE GIOVANI Abbonamenti: fino a 27 anni riduzione del 50% - Biglietti: da 19 a 27 anni riduzione del 50% - fino a 18 anni: riduzione del 70%. A Teatro con la studentcard Gli studenti universitari iscritti a Modena e Reggio Emilia, possono usufruire, grazie allo sconto del Teatro Comunale e al finanziamento dell’Università, di riduzioni superiori al 70% per l'acquisto di abbonamenti alla Stagione lirica 2011-2012. OVER 60 Abbonamenti e biglietti Da 65 anni in poi: riduzione del 30%. RIDUZIONE 10% Abbonamenti e biglietti Aderenti alle Associazioni ACLI, ACSI, AICS, ARCI, ENDAS, FAI - Fondo Ambiente Italiano, TOURING CLUB ITALIANO Biglietti . Abbonati Teatro Storchi e Teatro delle Passioni . La riduzione del 10% può essere applicata, tramite convenzione, a organizzazioni sindacali, scuole, istituti musicali, università, istituzioni ed enti culturali, associazioni, circoli musicali e gruppi organizzati di almeno dieci persone. Per informazioni: telefono 059 203 3003. BIGLIETTERIA DEL TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI corso Canalgrande 85, telefono 059 203 3010 – fax 059 203 3011 biglietteria@teatrocomunalemodena.it Orari: martedì e sabato 10 - 19; mercoledì, giovedì e venerdì 16 - 19. Acquisto telefonico abbonamenti e biglietti: 059 203 3010 Informazioni e biglietti online: www.teatrocomunalemodena.it - www.vivaticket.it MusicaSuMisura Rassegna di teatro musicale per ragazzi e famiglie Stagione 2011/2012 Fondazione cassa di Risparmio di Modena A partire dalla stagione 2007-2008 il Teatro Comunale promuove, con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, “MusicaSuMisura”, rassegna di teatro musicale che produce e presenta nuovi spettacoli creati per avvicinare nuove fasce di pubblico alla cultura musicale. La rassegna si muove su un cammino volto a recuperare, da un lato il rapporto con la grande tradizione lirica, dall’altro il dialogo con il nuovo pubblico, guardando alla musica sia come strumento di conoscenza che come straordinario fenomeno comunicativo. Accanto ai risultati della ricerca musicale accademica, “MusicaSuMisura” tiene conto dei molti stimoli che hanno ‘invaso’ il nostro universo sonoro durante il secolo scorso e che hanno reso le esperienze provenienti da altre culture, dal musical alla musica per film, dal jazz al rock, un patrimonio comune ormai irrinunciabile. Inoltre la rassegna tiene conto del grande sviluppo che i linguaggi visivo e gestuale hanno avuto grazie al cinema, alla televisione, alla video arte, che hanno rivoluzionato immancabilmente il nostro rapporto con lo spettacolo dal vivo. La convinzione sulla quale il Comunale si è mosso in questi anni è che il vero terreno di sperimentazione oggi non riguardi solo il linguaggio in sé, ma proprio la comunicazione con il pubblico e in particolare con quello più giovane. La programmazione per i giovani si impernia dunque non tanto sul dedicare recite del grande repertorio alle scuole, quanto sul produrre spettacoli che tengano conto di queste nuove esigenze. Domenica 6 novembre ore 16 Lunedì 7 novembre ore 10* Le mie Prime Quattro Stagioni per quartetto d’archi e voce recitante Musica Antonio Vivaldi Direzione musicale Ara Malikian Ara Malikian Ensemble Ara Malikian violino Michaela Bilikova Bozzato violino Andrea Maini viola Paolo Baldani violoncello Tony Contartese voce recitante Nuova produzione Ara Malikian Ensemble Fondazione Teatro comunale di Modena ATER Associazione Teatrale Emilia Romagna Le Mie Prime Quattro Stagioni è uno spettacolo nel quale prima di ogni movimento vengono spiegati e messi in scena i sonetti che Vivaldi scrisse in previsione della realizzazione musicale. I testi, che contengono una varietà di riferimenti a situazioni, fenomeni naturali, animali, personaggi e stati dell’animo, vengono utilizzati in questo spettacolo per dare forma teatrale al concerto. La parola introduce e facilita la comprensione della musica in modo che il pubblico entri in un’avventura e il concerto si trasformi in una fantastica esperienza musicale tanto per bambini, quanto per adulti. Ara Malikian vanta un’ampia discografia, che include Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, con più di 80.000 copie vendute per l’Unicef, le Sonate per violino e pianoforte di Robert Schumann, le Sonate e Partite per violino solo di Johann Sebastian Bach, le sei Sonate di Eugene Ysaÿe e i 24 Capricci di Niccolò Paganini. La sua presenza è stata richiesta da importanti compositori di musica per il cinema, quali Alberto Iglesias, Pascal Gainge, Lucio Godoy e Roque Baños; nei film Parla con lei di Pedro Almodovar, Lunedì al sole di Remando Leon de Aranoa, Otro barrio di Salvador Garcia Ruiz. Mercoledì 23 novembre ore 10* Novelle fatte al piano Da Novelle fatte a macchina di Gianni Rodari Allestimento e regia Giorgio Diritti Con Luciano Manzalini e Daniele Furlati Drammaturgia, adattamento teatrale e aiuto regia Federica Iacobelli Montaggio video Paolo Marzoni Illustrazioni Chiara Carrer Musiche originali Daniele Furlati Produzione Arancia Film In collaborazione con Genus Bononiae-Musei nella città, Fondazione cinema per Roma, Cineteca di Bologna, cooperativa culturale Giannino Stoppani e Daniele Furlati Sono così ricche e così dense, le “Novelle fatte a macchina” di Gianni Rodari, che la tentazione di raccontarle con linguaggi diversi è sempre forte. da questo stimolo sono nate le Novelle fatte al piano: testi riadattati in forma teatrale che sono ora detti ora suonati nella riscrittura di Daniele Furlati e Federica Iacobelli. Tre novelle che disegnano tre mondi, tre degli infiniti universi rodariani. Da questa tentazione è nato anche il nuovo allestimento di Giorgio Diritti, regista pluripremiato con le due opere cinematografiche Il vento fa il suo giro e L’uomo che verrà (David di Donatello 2010). Diritti porta nello spettacolo il linguaggio del cinema, associando, rimontando, giocando con immagini datate dagli anni Dieci agli anni Sessanta del Novecento per far rinascere le novelle rodariane sotto forma di una drammaturgia filmica e musicale creata a partire da fotogrammi di documentari e film muti con il contributo/prologo dell’artista Chiara Carrer. “Novelle fatte al piano vuole essere un omaggio alla poetica visionaria di Gianni Rodari”- afferma Giorgio Diritti - “e alla magia stessa del cinema, per far ritrovare allo spettatore quello stupore infantile che è dentro ognuno di noi”. Domenica 4 dicembre ore 16 Lunedì 5 dicembre ore 10* AL - Artificial Light Opera pop da camera su soggetto e libretto di Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Musica Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Arrangiamenti e produzione musicale Claudio Silvestrelli Regia, scene e costumi Marco Galarini Coreografie Alessandro Caroppo Movimenti mimici Tony Contartese Luci Andrea Ricci Programmazione audio Claudio Silvestrelli e Pierluigi Ugolotti Realizzazione contributi video Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Interpreti “Scuola voci bianche” della Fondazione Teatro Comunale di Modena Maestri preparatori Paolo Gattolin e Melitta Lintner Allievi dell’Associazione culturale STED Centro di formazione per la danza e il teatro Nuova produzione Fondazione Teatro comunale di Modena Artificial Light è un’opera pop, interamente cantata, che associa gli stili della musica giovanile alle forme dell’opera lirica e del cinema. L’opera rivela una denuncia sul potere che i mass-media, attraverso le nuove tecnologie, la moda, gli status symbol e l’ossessione per il successo hanno sulla vita e sui valori dell’uomo, sui rapporti sociali e familiari. in un mondo ipnotizzato, dominato dal potere di una luce artificiale (allegoria estrema del dominio e delle suggestioni tecnologiche), gli unici a non essere stati contaminati sono alcuni ragazzi, sfuggiti a un fascio di luce contaminatrice, che riusciranno a salvare gli uomini attraverso il canto. solo la loro purezza, temerarietà, onestà intellettuale e spirituale aiuteranno gli adulti a salvarsi da una società malata e corrotta che essi stessi hanno costruito. A fianco dei personaggi interpretati dalla Scuola voci bianche della Fondazione Teatro comunale di Modena si muoveranno in scena i giovani danzatori allievi dell’associazione STED, centro di formazione per la danza e il teatro di Modena. Giovedì 15 dicembre ore 10* L’isola dei pappagalli Con Bonaventura prigioniero degli antropofagi Commedia musicale di Sergio Tofano Regia Aldo Tarabella Musica Nino Rota Coreografia Cristina Molteni Arrangiamenti musicali Marcello Bufalini Interpreti Andrea De Luca nel ruolo di Bonaventura Rosario Campisi, Francesco Borelli, Loris Dogana, Silvia Frasson, Elisa Lucarelli, Simone Martini, Marta Meneghetti, Alessio Nieddu, Christian Quagli Produzione Regione Toscana e Teatro Metastasio di prato in coproduzione con Fondazione Teatro V.E. di Noto e Opera Bazar compagnia sperimentale A 100 anni dalla nascita del Corriere dei Piccoli, lo spettacolo ci riporta alle indimenticabili strisce dove passeggiava, con inesauribile positività, il signor Bonaventura, che in prima pagina per decenni divenne personaggio amato per più generazioni di lettori di ogni età. La commedia, sotto la regia di Sergio Tofano, fu rappresentata con un ensemble strumentale e con musiche originali di Nino Rota, per l’ultima volta, come scritta dagli autori, nella stagione 1952-53 del Teatro Valle a Roma. I materiali musicali originali di Nino Rota sono per questa edizione adattati da Aldo Tarabella e Marcello Bufalini, Con un organico più completo, sfruttando ogni nota del compositore per creare un equilibrio continuo tra versi e musica. la forma originaria, la commedia con musiche, in questa edizione viene esaltata, in una versione rinnovata, presentandosi in una veste nuova fra tradizione e contemporaneità che sta fra l’opera, il musical e la commedia musicale italiana del Teatro Sistina. il progetto, sviluppato con quattro laboratori da novembre 2009 ad aprile 2010, ha coinvolto 150 giovani allievi all’interno di un percorso formativo curato dagli stessi Tarabella e Bufalini. Mercoledì 18 gennaio ore 9 e ore 11* Orchestra in gioco Jupiter Sinfonia n. 41 in do maggiore KV 551 di Wolfgang Amadeus Mozart Orchestra 1813 Matthieu Mantanus direttore Produzione AsLiCo Con Orchestra in Gioco AsLiCo propone un’originale lettura dalla sinfonia Jupiter di Mozart in un nuovo progetto presentato in collaborazione con lo studio creativo internazionale Old Creative Farm, che ha curato la parte video. Nell’elaborazione del progetto AsLiCo ha coinvolto Matthieu Mantanus, giovane direttore d’orchestra che ha dato alla didattica musicale un contributo innovativo, particolarmente nell’ambito della musica sinfonica. Nella prima parte dello spettacolo la Sinfonia viene ‘smontata’ attraverso il dialogo tra la platea e il direttore d’orchestra per renderla più accessibile a un pubblico giovane o molto giovane, mentre nella seconda parte viene eseguita per intero, facendo scoprire attraverso la partecipazione attiva tutti i piccoli segreti appena svelati. Il concerto sarà preceduto da un breve percorso per insegnanti e alunni messo a punto da un team di esperti sulla base di una ricerca e di un censimento di progetti di didattica musicale già attivi in Europa e nel mondo. Per Orchestra in gioco si è scelto un modello di percorso didattico agile e innovativo, infatti tutto il materiale di introduzione alla Sinfonia sarà caricato su un sito internet dedicato al progetto; un metodo che asseconda l’uso più aggiornato dei mezzi di informazione ma soprattutto molto vicino ai ragazzi di tutte le età. *recite riservate alle scuole INFORMAZIONI RAPPRESENTAZIONI DOMENICALI Le Mie Prime Quattro Stagioni (domenica 6 novembre ore 16) AL Artificial Light (domenica 4 dicembre ore 16) Intero € 10,00 Ridotto giovani € 5,00 DAL 12 OTTOBRE ACQUISTO BIGLIETTI per le due recite domenicali Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti corso Canalgrande 85, telefono 059 2033010 - fax 059 2033011 Orari martedì e sabato 10 - 19; mercoledì, giovedì e venerdì 16 - 19. In coincidenza delle rappresentazioni domenicali: 11 – 16. NUOVE INIZIATIVE PROMOZIONALI Special Opera Attivando una nuova collaborazione con alcuni teatri della provincia (Vignola, Mirandola, Castelfranco, Pavullo e Carpi) la Fondazione Teatro Comunale di Modena propone al pubblico uno speciale pacchetto promozionale. Secondo l’accordo, che incoraggia uno scambio di pubblico fra le diverse istituzioni, gli abbonati ai cinque teatri potranno infatti acquistare i biglietti degli spettacoli inseriti dal Teatro Comunale di Modena nel pacchetto ad un prezzo agevolato. Note in viaggio È un’iniziativa di divulgazione e promozione (in italiano, inglese e tedesco) di quanto Modena offre al turismo internazionale con riferimento alle maggiori eccellenze della città e con particolare richiamo alla grande tradizione lirica. Nello specifico, in collaborazione con Modenatur, è stato realizzato un pacchetto turistico che per la prima volta inserisce tra le proposte di visita alla città una serata all’opera con un’offerta speciale dal titolo “La magia dell’Opera” che quest’anno interesserà La traviata e Aida. L’opera in rete È un pacchetto di proposte che il Teatro Comunale attiva per incentivare la frequentazione del nuovo pubblico e per avvicinarvisi attraverso le nuove forme di comunicazione in rete. In questa ottica è stato fortemente rinnovato e implementato il sito internet del Teatro www.teatrocomunalemodena.it (sul quale da oggi saranno disponibili le informazioni relative all’Opera 2011/2012 e a Musica su Misura) nel quale, da ottobre, sarà presente un nuovo, intrigante gioco quiz interattivo sull’opera lirica con particolare riferimento a titoli presenti nel cartellone dell’anno in corso. Il teatro e le sue attività sono anche presenti su Facebook, Youtube, e per l’intera stagione saranno promossi con speciali servizi sulla web-tv www.madeinitaly.tv dedicata alle eccellenze italiane nel mondo. Ora d’opera il melodramma entra nelle scuole la Fondazione Teatro comunale di Modena, che da molti anni propone percorsi didattici volti ad avvicinare i giovani al mondo dell’opera lirica, arricchisce il proprio lavoro formativo con un nuovo progetto che si integra con l’attività scolastica. “Ora d’opera - il melodramma entra nelle scuole” è un incontro, realizzato direttamente nelle scuole, che consentirà ai bambini e ai ragazzi di entrare in contatto con il melodramma, le sue storie, i suoi personaggi, le sue indimenticabili melodie. L’incontro, guidato dal compositore Claudio Rastelli, sarà un vero e proprio viaggio tra alcune delle più celebri opere liriche: dal libretto alla musica, dai personaggi alle fonti letterarie. Un itinerario fatto di parole, proiezioni, musica e canto dal vivo grazie alla collaborazione di giovani e promettenti voci che con il loro studio e passione portano avanti la grande tradizione operistica italiana. L’incontro è rivolto alle classi quarta e quinta della scuola primaria, e alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Lirica a strisce l’opera a fumetti L’iniziativa, avviata con successo la scorsa stagione in occasione della produzione di Macbeth, viene incentivata quest’anno in occasione di due titoli in cartellone: Roméo et Juliette e La traviata. “Lirica a Strisce, l’opera a fumetti” è una collana editoriale dedicata al pubblico più giovane del nostro Teatro e a quello, senza età, di chi ha da sempre nel cuore la passione per il fumetto. Si tratta infatti della rivisitazione fumettistica dei soggetti delle più importanti Opere Liriche prodotte e messe in scena dal Teatro Comunale di Modena. Il progetto si inserisce nel quadro di numerose attività volte ad avvicinare alla lirica i più giovani, usando un linguaggio, quello del fumetto, più familiare rispetto al libretto originale dell’Opera. Ad aggiungere valore al progetto è la lunga e felicissima tradizione modenese nell’arte del fumetto: modenesi infatti saranno anche il disegnatore e lo sceneggiatore di quest’opera, a cura dell’agenzia di comunicazione e design Labirinto. |
| 6 settembre
2011 - ore 21.15 PAVAROTTI NEL CUORE Modena ricorda il grande tenore Piazza Grande Concerto lirico sinfonico - ingresso libero Interpreti Cristina Baggio soprano Elisa Barbero mezzosoprano Olga Busuioc soprano Valeriu Caradja baritono Marco Frusoni tenore Yeo Ji Won soprano Ruzan Mantashyan soprano Daniel Stefanov baritono Lu Yuan tenore Orchestra del Teatro Regio di Parma Aldo Sisillo direttore Associazione Corale “Gioachino Rossini” di Modena Luca Saltini maestro del coro Musiche di Verdi, Rossini, Puccini, Donizetti, Boito, Massenet, Bizet e Delibes Martedì 6 settembre 2011 alle 21.15, nell’anniversario del giorno della scomparsa di Luciano Pavarotti avvenuta nel 2007, si rinnova a Modena l’appuntamento in ricordo del tenore con un concerto gratuito in Piazza Grande dal titolo ‘Pavarotti nel cuore’. L’iniziativa rende omaggio alla memoria del grande cantante con un progetto rivolto al futuro della tradizione musicale, che intende premiare e incoraggiare le eccellenze che nella città di Modena si sono raccolte attorno alla lirica e all’alta formazione dei cantanti. Modena, città natale di Luciano Pavarotti e Mirella Freni e patria adottiva di Nicolai Ghiaurov e Raina Kabaivanska, offre oggi ai giovani interpreti provenienti da tutto il mondo l’opportunità di crescere grazie al loro insegnamento, frutto di lunghi anni di esperienza artistica, e grazie al rapporto con istituzioni e un ambiente musicale di rilievo internazionale. A questo proposito è nato nel 2010 “Modena città del Belcanto”, protocollo di intesa frutto della collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, il Comune di Modena, l’Istituto “O. Vecchi – A. Tonelli”, la Fondazione Ghiaurov e la Fondazione Teatro Comunale di Modena. I cantanti protagonisti del concerto ‘Pavarotti nel cuore’ saranno tutti giovani professionisti del panorama operistico che si stanno perfezionando nelle due scuole di canto modenesi: il CUBEC Centro Universale del Bel Canto diretto da Mirella Freni, e l’Istituto Superiore di Studi Musicali “O.Vecchi – A. Tonelli” che ha come riferimento Raina Kabaivanska in qualità di insegnante principale di canto. ____________4 dicembre 2011 - ore 16.00 AL Artificial Light Una nuova opera pop del Teatro Comunale dedicata al pubblico dei ragazzi Teatro Comunale Luciano Pavarotti Domenica 4 dicembre ore 16 - All'opera in famiglia Lunedì 5 dicembre ore 10 - Teatro Ragazzi Soggetto e libretto Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Musiche Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Arrangiamenti e produzione musicale Claudio Silvestrelli Regia, scene e costumi Marco Galarini Coreografie Alessandro Caroppo Movimenti mimici Tony Contartese Luci Andrea Ricci Programmazione audio Claudio Silvestrelli e Pierluigi Ugolotti Realizzazione contributi video Marco Galarini e Claudio Silvestrelli Allievi della “Scuola Voci Bianche” della Fondazione Teatro Comunale di Modena Maestri preparatori Paolo Gattolin e Melitta Lintner Allievi della associazione culturale STED Centro di formazione per la danza e il teatro Produzione Fondazione Teatro Comunale di Modena Artificial Light è un’opera pop, interamente cantata, che associa gli stili della musica giovanile alle forme dell’opera lirica e del cinema. L’opera rivela una denuncia sul potere che i mass-media, attraverso le nuove tecnologie, la moda, gli status symbol e l’ossessione per il successo hanno sulla vita e sui valori dell’uomo, sui rapporti sociali e familiari. AL racconta tutto questo e affida ai giovani e ai più piccoli il ruolo di eroi. In un mondo ipnotizzato, dominato dal potere di una Luce Artificiale (allegoria estrema del dominio e delle suggestioni tecnologiche), gli unici a non essere stati contaminati sono solo alcuni ragazzi, sfuggiti a un fascio di luce contaminatrice, che riusciranno a salvare gli uomini attraverso il canto. Solo la loro purezza, temerarietà, onestà intellettuale e spirituale aiuteranno gli adulti a salvarsi da una società malata e corrotta che essi stessi hanno costruito. A fianco dei personaggi interpretati dalla Scuola Voci Bianche” della Fondazione Teatro Comunale di Modena si muoveranno in scena i giovani danzatori allievi dell’associazione STED, Centro di formazione per la danza e il teatro di Modena. Soggetto In un tempo futuro, non troppo lontano dal nostro, gli uomini della terra sono stati contaminati da AL (acronimo di Artificial Light), una Luce Artificiale alla quale nessuno può sottrarsi. Così, il pianeta ora è popolato da individui apatici, in continua adorazione di AL, illusi di aver creato il miglior mondo possibile. Solo un gruppo di ragazzi è scampato alla minaccia incombente della Luce Artificiale, tra i quali vi sono i tre protagonisti Sara, Antonio e Maria. Quando ogni speranza di trovare l’interruttore che potrebbe disattivare la Luce Artificiale, salvare i propri genitori e tornare a vivere una vita normale sembra svanita, una luce splendente compare alle spalle dei ragazzi: è l’alba. Maria, di fronte allo splendore di quella luce vera, si rende conto di essere finalmente salva e dedica una canzone al sole, alla quale si uniscono gli altri ragazzi. La forza del canto risveglia la coscienza di una delle donne contaminate che realizza così di essere stata vittima di un incantesimo e decide di aiutare i ragazzi nella loro missione. Antonio le chiede dove possa trovare l’interruttore della Luce Artificiale, ma la donna spiega che non esiste interruttore, e che gli uomini possono restare immuni da quella Luce maledetta solo se la luce del loro cuore è più forte. L’unica cosa che può risvegliare i contaminati dall’incantesimo invece è la musica. I ragazzi allora, unendo la loro voce a quella della donna riescono infine a liberare il mondo. |
| DENTRO LE NOTE INCONTRI MUSICALI ALL’UNIVERSITÀ GABRIELE COEN TRIO – JEWISH EXPERIENCE Facoltà di Lettere e Filosofia mercoledì 23 marzo ore 17 A inaugurare la rassegna Dentro le note, realizzata dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sarà il Gabriele Coen Trio mercoledì 23 marzo alle ore 17 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia a Modena (Largo Sant’Eufemia 19). L’incontro musicale, come tutti gli altri della rassegna, è a ingresso libero. Il trio, composto da Gabriele Coen al sax soprano e clarinetto, Lutte Berg alla chitarra e Marco Loddo al contrabbasso, presenta Jewish Experience, un progetto che, attraverso una delle formazioni più tipiche del jazz contemporaneo, reinterpreta in chiave jazzistica il repertorio popolare ebraico, attraverso composizioni originali, brani klezmer e sefarditi (ebraico-spagnoli). Jewish Experience, inoltre, è la prima band prodotta da John Zorn per la Tzadik, la prestigiosa etichetta discografica newyorchese in cui sono presenti artisti del calibro di Marc Ribot, Frank London, David Krakauer, Uri Caine, ma anche Steve Lacy, Lou Reed e Laurie Anderson. “Gabriele Coen è compositore e interprete di uno dei più entusiasmanti esempi di nuova musica ebraica – commenta John Zorn – capace di combinare una profonda conoscenza e un sincero rispetto per la tradizione, con un eccezionale intuito comunicativo e sensibilità immaginifica. All’avanguardia, eppure fermamente radicato nella tradizione, il progetto Jewish Experience esprime passione, integrità e un’impeccabile arte interpretativa”. Sassofonista, clarinettista, compositore, Gabriele Coen si dedica da oltre dodici anni all’incontro tra jazz e musica etnica, in particolare mediterranea e est-europea, svolgendo un’intensa attività a livello nazionale e internazionale. È fondatore dei KlezRoym – la più nota formazione italiana dedita alla ri-attualizzazione del patrimonio musicale ebraico – con cui ha inciso cinque dischi per l’etichetta Cni: Klezroym (1998), Scenì (2000), Yankele nel ghetto (2002), Klezroym (2003) e Venticinqueaprile (2007). Con il gruppo Atlante Sonoro, Coen ha inciso Duende (2004), accolto con grandissimo favore dal pubblico e dalla critica specializzata, e Alhambra (2006), entrambe per Cni-RaiTrade. Come compositore nonché interprete ha realizzato sigle televisive (Rai Educational) commenti musicali (Geo&Geo, Raitre), musiche per documentari (La grande Storia, Raitre), per balletti (Patino, Fuciarelli), e per il teatro (Mincer, Celestini, Scaparro, Natoli). Ha composto insieme ai Klezroym le musiche per il film di Emanuele Crialese Once we were strangers e A gennaio di Luca Calvanelli; insieme a Mario Rivera quelle per Notturno Bus (2007) di Davide Marengo, con Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea e Ennio Fantastichini. Sempre nel 2007 ha realizzato, ancora con Mario Rivera, le musiche per lo spettacolo teatrale Satyricon di Renato Giordano, con Giorgio Albertazzi e Michele Placido. Del 2009 è la colonna sonora per Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio (2009) di Isotta Toso. Sempre nel 2009 ha scritto insieme ad Isotta Toso il libro Musica errante. Tra folk e jazz: klezmer e canzone yiddish edito da Stampa Alternativa. A gennaio 2009 è uscito il primo disco del progetto Jewish Experience, intitolato Golem, pubblicato da Alfamusic. |
| l’Altro Suono festival 2011 CRISTINA ZAVALLONI voce I VIRTUOSI ITALIANI ALDO SISILLO direttore Beatles! Teatro Comunale Luciano Pavarotti domenica 22 maggio ore 21 L’Altro Suono festival prosegue il lungo viaggio attraverso i diversi generi musicali con una delle voci femminili più duttili e interessanti del panorama musicale odierno: Cristina Zavalloni si esibirà domenica 22 maggio, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, affiancata dai Virtuosi Italiani diretti da Aldo Sisillo. Il programma del concerto è un omaggio ai Beatles, che vedrà la Zavalloni interpretare i grandi classici dei Fab Four dai primi concerti fino allo scioglimento – da Yesterday a Ticket To Ride, passando per Eleanor Rigby, Lady Madonna, Let It Be – negli arrangiamenti firmati da Gian Antonio Mutto e Raffaele Tiseo. Cristina Zavalloni da sempre si contraddistingue per le sue performance caratterizzate da presenza scenica esuberante, da un’effervescente verve cabarettistica e da un’ironia costante, ora leggiadra ora dissacrante che può volgere, persino nelle umoristiche presentazioni dei brani, all’autoironia. La sua consapevole versatilità – è vocalist jazz, compositrice, oltre che mezzosoprano – l’ha portata a spaziare con estrema disinvoltura e con pari credibilità, tra generi musicali estremamente eterogenei. Aldo Sisillo si è dedicato intensamente alla musica contemporanea: ha diretto numerose prime assolute e partecipato a progetti che hanno spaziato in diversi generi musicali, collaborando con artisti come Ornette Coleman, Uri Caine, Mike Patton e Eving Kang. Tra gli impegni più recenti, nel giugno 2010 ha diretto Natura viva di Marco Betta al Maggio Musicale Fiorentino. L’Ensemble dei Virtuosi è uno dei più versatili e apprezzati del panorama colto contemporaneo, che lavora nel campo della musica antica e contemporanea, ma anche in collaborazione con artisti di altra provenienza, come Franco Battiato, Chick Corea, Uri Caine, Michael Nyman, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi, Giovanni Allevi. Il concerto sarà un’occasione per rievocare l’inquieto spirito degli anni ’60 e l’ingenuità del periodo, attraverso l’arte e la musica dei Beatles. È l’11 settembre 1962 quando quattro ragazzi di Liverpool, John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, entrano negli studi della Emi per registrare il loro primo 45 giri: Love me do sul lato A e P.S. I love you sul lato B. Nasce così la leggenda dei Beatles, un mito che, a oltre 30 anni dallo scioglimento del gruppo, non accenna ad attenuarsi, tanto è vero che ancora oggi musicologi, critici musicali, sociologi si interrogano sulle caratteristiche di un tale fenomeno. In effetti i Fab Four con la loro musica hanno caratterizzato quel mitico decennio degli anni ‘60 che tanto contribuì a svecchiare la società dell’epoca sostituendo, alla scala di valori scaturita dal secondo dopoguerra, un ideale di vita più conforme ai tempi che stavano rapidamente cambiando. Cristina Zavalloni nasce a Bologna. Di formazione jazzistica, intraprende a diciotto anni lo studio del belcanto e della composizione presso il conservatorio della sua città. Per molti anni si dedica alla pratica della danza classica e contemporanea. La sua attività concertistica la porta a esibirsi sia in festival jazz (Montreux Jazz Festival, North Sea Jazz Festival, Free Music Jazz Festival di Anversa, Moers Music, Bimhuis di Amsterdam, Umbria Jazz, Rumori Mediterranei di Roccella Jonica, London Jazz Festival, Suoni delle Dolomiti, Nouveau Theatre di Besançon, Sala Scarlatti di Napoli, Novara Jazz Festival, Sant’Elpidio Jazz Festival, Klara Festival di Bruxelles, International Jazz Festival di Rotterdam, Concertgebouw di Bruges, Metastasio Jazz di Prato, Blue Note di Milano, Casa del Jazz di Roma, Banlieues Bleues di Parigi) sia in stagioni classiche (Lincoln Center New York, Carnegie Hall New York, Concertgebouw Amsterdam, Teatro alla Scala Milano, Palau de la Musica Barcellona, Barbican Center Londra, New Palace of Arts Budapest, Auditorium Parco della Musica Roma, Walt Disney Hall Los Angeles, Teatro La Fenice Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Comunale di Bolzano). Si è esibita con orchestre quali la London Sinfonietta, BBC Symphony Orchestra, Schoenberg Ensemble, Sentieri Selvaggi, Musik Fabrik, Orkest De Volharding, Orchestra della Rai Torino, Los Angeles Philarmonic, ORT, Orchestra Toscanini, diretta da Martyn Brabbins, Stefan Asbury, Reinbert De Leeuw, Oliver Knussen, David Robertson, Jurjen Hempel, Georges-Elie Octor, Andrea Molino. Collabora con il compositore olandese Louis Andriessen che ha scritto per lei alcuni dei suoi più recenti capolavori, tra cui Passeggiata in tram per l’America e ritorno, La Passione, Inanna, Letter from Cathy, Racconto dall’Inferno e il ruolo di Dante nella Commedia (2008), il ruolo di Anais nel monodramma Anais Nin (2010), a giorni al suo debutto londinese al Queen Elizabeth Hall. E’ interprete di prime esecuzioni di Carlo Boccadoro, Luca Mosca, Emanuele Casale e interprete designata di composizioni di James McMillan (di cui ha recentemente interpretato la prima di Raising Sparks, al Carnegie Hall di New York), William Parker (prima mondiale live di Alphaville Suite – Bologna 2010). Sperimenta, più di recente, il repertorio barocco (Incoronazione di Poppea, Combattimento di Tancredi e Clorinda, una collaborazione con Alain Platel e Fabrizo Cassol (VSPRS e Pitié!), e coltiva la sua passione per la Musica Popolare Brasiliana, in duo, con il mandolinista brasiliano Hamilton de Holanda e, in quartetto, con Guinga, Gabriele Mirabassi, Roberto Taufic. È attualmente “on tour” con l’ensemble I Fiati Associati, con il progetto Weill and Porter Songs. Il 15 maggio debutterà nella parte di Sexilia nella prima assoluta di L’Italia del Destino di Luca Mosca, al Teatro Comunale di Firenze. Cristina Zavalloni collabora con l’etichetta EGEA, che ha pubblicato i suoi ultimi tre cd: IDEA (2006) e Tilim –Bom (2008), in duo con Andrea Rebaudengo, e SOLIDAGO (2009), in quartetto. Ha inciso per Winter&Winter, Felmay, Ishtar, Cantaloupe, MN Records, Deutsche Grammophon–DG Concerts Series. L’uscita del suo nuovo cd jazz è prevista per il 2011. Domenica 22 maggio ore 21 - Teatro Comunale Luciano Pavarotti CRISTINA ZAVALLONI voce I VIRTUOSI ITALIANI Aldo Sisillo direttore Gian Antonio Mutto pianista e arrangiatore Raffaele Tiseo arrangiatore Beatles! Here there and everywhere / Eleanor Rigby / Help / Black Bird / Yesterday / Lady Madonna / Pennylane /TheLong a Winding Road / Obladì Obladà / Good Night / Yellow Submarine / I Want to Hold Your Hand / Norwegian Wood / Ticket to Ride / Michelle / Lucy in the Sky/ Let it be |
| STAGIONE DI BALLETTO 2010 – 2011
Danza Primavera BALLET PRELJOCAJ in BIANCANEVE Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 14 maggio ore 21 domenica 15 maggio ore 21 La Stagione di Balletto – Danza primavera si conclude sabato 14 e domenica 15 maggio, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, con Biancaneve, coreografia di Angelin Preljocaj, nell’interpretazione del Ballet Preljocaj. Tra le personalità più originali della danza contemporanea, il coreografo franco-albanese torna al Comunale di Modena dopo il successo di Near Life Experience del 2004. Dopo le coreografie astratte di Empty Moves ed Eldorado, in questa occasione Preljocaj si misura con il racconto fiabesco e incantato di Biancaneve, presentando un balletto narrativo con una drammaturgia, fedele alla versione dei fratelli Grimm e al simbolismo di Bettelheim. La coreografia riunisce i 26 ballerini della compagnia, che danzano su un collage di pagine sinfoniche di Gustav Mahler, con i costumi sensuali e stravaganti firmati da Jean Paul Gaultier. La coreografia, che ha debuttato alla Biennale Danza di Lione nel 2008, è stata premiata al Globes de Cristal 2009 e ha vinto il premio Danza&Danza 2009 come spettacolo dell’anno. “Con Biancaneve affronto un tema che tutti conoscono – commenta Preljocaj in un’intervista a Agnès Freschel del 2008 – ciò mi permette di concentrarmi su quello che dicono i corpi, le energie, lo spazio e su ciò che i personaggi provano in modo da mostrare solo la trascendenza dei corpi. E poi, Biancaneve contiene degli argomenti meravigliosi per l’immaginario di un coreografo. Resto fedele alla versione dei fratelli Grimm, tranne per qualche variazione personale basata sulla mia analisi dei simboli del racconto. Bettelheim descrive Biancaneve come il luogo di un Edipo invertito. La matrigna è probabilmente il personaggio centrale del racconto. È proprio lei che interrogo attraverso il suo ego narcisista che non le permette di rinunciare alla seduzione e al suo ruolo di donna rendendola disponibile a sacrificare la figliastra. L’intelligenza dei simboli appartiene sia agli adulti sia ai bambini; parla a tutti, èd è per questo che adoro i racconti”. Nato in Francia nel 1957 da genitori albanesi, Angelin Preljocaj ha iniziato a studiare danza classica prima di rivolgere la propria attenzione alla danza contemporanea con Karin Waehner. Nel 1990 si è trasferito a New York per lavorare con Zena Rommett e Merce Cunningham; poi, ha continuato i suoi studi in Francia con la coreografa americana Viola Farber e Quentin Rouillier. Successivamente, ha lavorato con Dominique Bagouet fino alla creazione della sua Compagnia nel dicembre 1984. Da allora ha creato 38 coreografie, dal passo a due ai balletti su larga scala. Preljocaj ha lavorato spesso con altri artisti, tra i quali Enki Bilal (Romeo e Giulietta, 1990), Goran Vejvoda (Paysage après la bataille, 1997), Air (Near Life Experience, 2003), Granular Synthesis (N, 2004), Fabrice Hyber (Les 4 saisons…, 2005), Karlheinz Stockhausen (Eldorado – Sonntags Abschied, 2007). Le sue creazioni fanno parte dei repertori di prestigiose compagnie, per le quali crea appositamente delle coreografie; è il caso del Ballet de l’Opéra national de Paris, del Teatro alla Scala di Milano o del New York City Ballet. Ha realizzato dei cortometraggi e numerosi film, tra i quali Un Trait d’Union e Annonciation (1992 e 2003) che sono stati insigniti del Grand Prix du Film d’Art nel 2003, del Premier prix Vidéo-danse nel 1992 e di quello del Festival del Video di Praga nel 1993. Ha anche collaborato a diverse produzioni cinematografiche mettendo in scena le proprie coreografie: Les Raboteurs con Cyril Collard dall’opera di Gustave Caillebotte nel 1988, Pavillon Noir con Pierre Coulibeuf nel 2006 e nel 2007 Eldorado/Preljocaj con Olivier Assayas. Diverse opere sono incentrate sul suo lavoro: tra queste, Angelin Preljocaj nel 2003, Pavillon Noir nel 2006 e Angelin Preljocal, Topologie de l’invisible nel 2008. Nel corso della sua carriera Preljocaj ha ricevuto diversi premi, tra i quali il Grand Prix National de la Danse conferitogli in Francia dal Ministero della Cultura nel 1992, il Benois de la Danza per Le Parc nel 1995, il Bessie Award per Annonciation nel 1997 e il Victoires de la Musique per Romeo e Giulietta nel 1997. È Officier des Arts et des Lettres, Cavaliere della Legion d’Onore ed è stato nominato Officier de l’Ordre du Merite nel maggio 2006. STAGIONE DI BALLETTO – DANZA PRIMAVERA Sabato 14 maggio ore 21 Domenica 15 maggio ore 21 BALLET PRELJOCAJ Biancaneve Coreografia Angelin Preljocaj Musica Gustav Mahler Costumi Jean Paul Gaultier Effetti sonori 79 D Scene Thierry Leproust Luci Patrick Riou con Cécile Giovansili e Sébastien Dué Coproduzione Biennale de la Danse de Lyon / Conseil Général du Rhône, Théâtre National de Chaillot (Parigi), Grand Théâtre de Provence (Aix-en-Provence), Staatsballet Berlin (Germania) Coreografia premiata al Globes de Cristal 2009 Premio Danza&Danza 2009 |
| Comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE CONCERTISTICA 2010/2011 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI PHILIP WALSH direttore JEAN-YVES THIBAUDET pianoforte Teatro Comunale Luciano Pavarotti domenica 8 maggio 2011 ore 21 La Filarmonica Toscanini chiude la stagione concertistica del Comunale con una serata interamente dedicata a George Gershwin: a una settimana dall’esecuzione a Modena della Quinta Sinfonia di Mahler, domenica 8 maggio ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti l’orchestra torna protagonista con la direzione di Philip Walsh e la complicità di Jean-Yves Thibaudet, pianista francese all’apice del suo successo, recentemente entrato nella Hollywood Bowl Hall of Fame. Il programma ripercorre alcuni dei brani più amati del compositore americano, da Un americano a Parigi alla Rapsodia in blu nella versione originale per pianoforte e jazz band (1924), fino al Concerto in fa maggiore nella versione per pianoforte e jazz band arrangiata di Ferde Grofé (1925). L’americano Philip Walsh è direttore musicale del Festival di Belle Île in Francia dal 2001. Ha collaborato con Peter Brook ne La tragédie de Carmen all’Opéra de Bordoux, e diretto prestigiose orchestre tra le quali la London Sinfonietta, l’Orchestre National de Lorraine e la New Zealand Symphony Orchestra. Nel 2010 ha fatto il suo debutto in Italia, dirigendo al Lugo Opera Festival e al Comunale di Bologna Powder her face di Thomas Adès. Jean-Yves Thibaudet è nato a Lione e ha studiato a Parigi, giovanissimo, con Aldo Ciccolini e Lucette Descaves, un’amica e collaboratrice di Ravel. Oggi è considerato uno dei migliori pianisti e nel giugno 2010 è entrato nella Hollywood Bowl Hall of Fame. Nel 2010 ha inciso per Decca l’album Gershwin che propone le orchestrazioni per big jazz band di alcuni brani celeberrimi del compositore americano, registrati dal vivo con la Baltimore Symphony. Thibaudet incide esclusivamente per Decca Records, con la quale ha prodotto oltre 40 cd, ottenendo vari riconoscimenti tra i quali lo Schallplattenpreis, il Diapason d’Or, lo Choc de la Musique, un Gramophone Award, due Echo awards e l’Edison Prize. La Filarmonica Arturo Toscanini, costituita nel 2002, è il punto d’eccellenza dell’attività produttiva della Fondazione Arturo Toscanini, maturata sul piano artistico nella più che trentennale esperienza dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna e nell’antica tradizione musicale che affonda le radici storiche nell’Orchestra Ducale riordinata a Parma da Niccolò Paganini nel 1835/36. Oggi una delle più importanti orchestre sinfoniche italiane, la Filarmonica si è esibita sotto la guida di direttori del calibro di Charles Dutoit, Dmitrij Kitajenko, Lorin Maazel, Kurt Masur, Zubin Mehta, Krzysztof Penderecki, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich e Yuri Temirkanov. In Italia, unico per tutti, rimane nella memoria il concerto del gennaio 2008, che ha visto l’orchestra debuttare al Teatro alla Scala a chiusura delle Celebrazioni nazionali per il 50° anniversario della morte di Toscanini. È stata inoltre interprete del Concerto di Natale trasmesso in mondovisione dalla Basilica della Natività di Betlemme e del concerto commemorativo del primo anniversario della scomparsa di Papa Giovanni Paolo II, tenuto al Teatro Wielki di Varsavia il 2 aprile 2006. La costante innovazione delle strategie musicali, associata al rigore dell’approccio artistico, ha indotto al recente ampliamento del repertorio alla musica del Novecento e a quella di oggi. A questo passo è corrisposto l’invito rivolto a una nuova rosa di direttori, tutti appartenenti alla giovane generazione ma già pienamente affermati a livello internazionale: per citarne alcuni, Kazushi Ono, Vladimir Jurowski, Carlo Rizzi, Tugan Sokhiev, Juraj Valčuha, Tomas Netopil, Rinaldo Alessandrini, Michele Mariotti, Wayne Marshall, Tan Dun, Asher Fisch, Stéphane Dèneve e Pietari Inkinen. STAGIONE CONCERTISTICA Domenica 8 maggio ore 21 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI Philip Walsh direttore Jean-Yves Thibaudet pianoforte GEORGE GERSHWIN Un americano a Parigi poema sinfonico Rapsodia in blu (versione originale per pianoforte e jazz band, 1924) Concerto in fa (versione per pianoforte e jazz band, arr. Ferde Grofé, 1925) |
| comunicato stampa L’ALTRO SUONO festival 2011 TANYA TAGAQ Auk/Blood Teatro Comunale Luciano Pavarotti martedì 10 maggio ore 21 – PRIMA ITALIANA L’Altro Suono festival prosegue il viaggio attraverso i diversi generi musicali con una incursione nella musica etnica: Tanya Tagaq, cantante canadese della provincia del Nunavut, presenta in prima italiana martedì 10 maggio ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena il suo ultimo lavoro dal titolo Auk/Blood, con Jean Martin alla batteria e Jesse Zubot al violino. Nata a Cambridge Bay, Tanya Tagaq si è imposta all’attenzione internazionale nel 2005 con il suo album d’esordio Sinaa, che significa “bordo” nella lingua ancestrale Inuktitut. Le sue canzoni derivano dalla rielaborazione di una modalità canora tipica del popolo Inuit, detta Katajjaq, canto di gola, che viene solitamente eseguita da due ragazze: “un gioco fra due donne, un emulazione del suono della terra”, per citare le parole della stessa cantante. La Tagaq reinterpreta questo canto da solista, in uno stile del tutto originale, remixando la musica della tradizione con un potente infuso di stili contemporanei. A Modena la Tagaq presenta il suo ultimo lavoro Auk (che significa sangue nella lingua Inuit), nominato al Juno Award come Miglior album aborigeno e Miglior album strumentale, e vincitore in diverse categorie al Canadian Aboriginal Music Awards, tra le quali in particolare il premio per Miglior artista femminile. Auk è veramente il culmine della giovane ma già intensa carriera della Tagaq: il canto di gola era qualcosa di parallelo alla sua vita durante la sua crescita nelle incredibili ed estreme condizioni della Baia di Cambridge. Quando Tanya andò via di casa per frequentare la scuola ad Halifax in Nuova Scozia, si accorse di provare nostalgia per la sua famiglia e gli amici. In un pacchetto speditole dalla madre trovò delle cassette del canto di gola e ne rimase affascinata. Tanya racconta: “Mi chiedevo: come riescono a produrre questi suoni? Non riuscivo proprio a immaginarlo, ero assolutamente stupefatta! Perciò ci provai e scoprii che quei rumori mi venivano abbastanza facilmente. Cantavo sotto la doccia, tutti i giorni, insegnando a me stessa e giocando con i suoni. E pensare che prima d’allora non avevo mai cantato”. Eclettiche e numerose le sue collaborazioni: di recente è tornata a registrare con Björk, per la colonna sonora di Drawing Restraint 9, film di Matthew Barney, dopo essere apparsa nel suo album Medúlla nel 2004 e averla accompagnata nel Vespertine tour. Un’altra collaborazione ha dato i suoi frutti nel 2007, quando il Kronos Quartet ha invitato Tanya a partecipare, come coautrice e musicista, al progetto Nunavut, che dopo il debutto nel febbraio 2008 al Chan Centre di Vancouver è andato in scena in tutto il Nord America, fino alla Carnegie Hall di New York. Altro recente progetto di Tanya è lo sbalorditivo video Tungijuk nel quale ha collaborato con Jesse Zubot e i produttori cinematografici di Montreal, Felix Lajeunesse e Paul Raphael. Il filmato è stato selezionato per il Sundance, il Toronto International Film Festival, il Best Short e l’imagineNATIVE Film Fest 2009. Martedì 10 maggio ore 21 – PRIMA ITALIANA TANYA TAGAQ Auk/Blood Tanya Tagaq voce Jean Martin batteria Jesse Zubot violino |
| Comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE CONCERTISTICA 2010/2011 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI PHILIP WALSH direttore JEAN-YVES THIBAUDET pianoforte Teatro Comunale Luciano Pavarotti domenica 8 maggio 2011 ore 21 La Filarmonica Toscanini chiude la stagione concertistica del Comunale con una serata interamente dedicata a George Gershwin: a una settimana dall’esecuzione a Modena della Quinta Sinfonia di Mahler, domenica 8 maggio ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti l’orchestra torna protagonista con la direzione di Philip Walsh e la complicità di Jean-Yves Thibaudet, pianista francese all’apice del suo successo, recentemente entrato nella Hollywood Bowl Hall of Fame. Il programma ripercorre alcuni dei brani più amati del compositore americano, da Un americano a Parigi alla Rapsodia in blu nella versione originale per pianoforte e jazz band (1924), fino al Concerto in fa maggiore nella versione per pianoforte e jazz band arrangiata di Ferde Grofé (1925). L’americano Philip Walsh è direttore musicale del Festival di Belle Île in Francia dal 2001. Ha collaborato con Peter Brook ne La tragédie de Carmen all’Opéra de Bordoux, e diretto prestigiose orchestre tra le quali la London Sinfonietta, l’Orchestre National de Lorraine e la New Zealand Symphony Orchestra. Nel 2010 ha fatto il suo debutto in Italia, dirigendo al Lugo Opera Festival e al Comunale di Bologna Powder her face di Thomas Adès. Jean-Yves Thibaudet è nato a Lione e ha studiato a Parigi, giovanissimo, con Aldo Ciccolini e Lucette Descaves, un’amica e collaboratrice di Ravel. Oggi è considerato uno dei migliori pianisti e nel giugno 2010 è entrato nella Hollywood Bowl Hall of Fame. Nel 2010 ha inciso per Decca l’album Gershwin che propone le orchestrazioni per big jazz band di alcuni brani celeberrimi del compositore americano, registrati dal vivo con la Baltimore Symphony. Thibaudet incide esclusivamente per Decca Records, con la quale ha prodotto oltre 40 cd, ottenendo vari riconoscimenti tra i quali lo Schallplattenpreis, il Diapason d’Or, lo Choc de la Musique, un Gramophone Award, due Echo awards e l’Edison Prize. La Filarmonica Arturo Toscanini, costituita nel 2002, è il punto d’eccellenza dell’attività produttiva della Fondazione Arturo Toscanini, maturata sul piano artistico nella più che trentennale esperienza dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna e nell’antica tradizione musicale che affonda le radici storiche nell’Orchestra Ducale riordinata a Parma da Niccolò Paganini nel 1835/36. Oggi una delle più importanti orchestre sinfoniche italiane, la Filarmonica si è esibita sotto la guida di direttori del calibro di Charles Dutoit, Dmitrij Kitajenko, Lorin Maazel, Kurt Masur, Zubin Mehta, Krzysztof Penderecki, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich e Yuri Temirkanov. In Italia, unico per tutti, rimane nella memoria il concerto del gennaio 2008, che ha visto l’orchestra debuttare al Teatro alla Scala a chiusura delle Celebrazioni nazionali per il 50° anniversario della morte di Toscanini. È stata inoltre interprete del Concerto di Natale trasmesso in mondovisione dalla Basilica della Natività di Betlemme e del concerto commemorativo del primo anniversario della scomparsa di Papa Giovanni Paolo II, tenuto al Teatro Wielki di Varsavia il 2 aprile 2006. La costante innovazione delle strategie musicali, associata al rigore dell’approccio artistico, ha indotto al recente ampliamento del repertorio alla musica del Novecento e a quella di oggi. A questo passo è corrisposto l’invito rivolto a una nuova rosa di direttori, tutti appartenenti alla giovane generazione ma già pienamente affermati a livello internazionale: per citarne alcuni, Kazushi Ono, Vladimir Jurowski, Carlo Rizzi, Tugan Sokhiev, Juraj Valčuha, Tomas Netopil, Rinaldo Alessandrini, Michele Mariotti, Wayne Marshall, Tan Dun, Asher Fisch, Stéphane Dèneve e Pietari Inkinen. STAGIONE CONCERTISTICA Domenica 8 maggio ore 21 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI Philip Walsh direttore Jean-Yves Thibaudet pianoforte GEORGE GERSHWIN Un americano a Parigi poema sinfonico Rapsodia in blu (versione originale per pianoforte e jazz band, 1924) Concerto in fa (versione per pianoforte e jazz band, arr. Ferde Grofé, 1925) |
| Comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE CONCERTISTICA 2010/2011 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI JOHN AXELROD DIRETTORE Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 30 aprile 2011 ore 21 Dopo l’emozionante Settima Sinfonia eseguita dalla Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly, la Stagione concertistica del Comunale propone un nuovo concerto dedicato a Gustav Mahler, nell’anno in cui ricorre il centenario della morte. Sabato 30 aprile, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, la Filarmonica Arturo Toscanini, sotto la guida del giovane direttore texano John Axelrod, interpreta la Quinta Sinfonia, una delle composizioni più amate di Mahler, nota soprattutto per l’Adagietto che Luchino Visconti utilizzò per la colonna sonora di Morte a Venezia. Il percorso nella musica del compositore austriaco proposto dal Teatro Pavarotti proseguirà in autunno, nel cartellone della prossima stagione, con l’esecuzione della Nona Sinfonia. John Axelrod è stato nominato direttore dell’Orchestre National des Pays de la Loire a partire dalla stagione 2010-11, dopo un incarico quinquennale alla Luzerner Sinfonie Orchester. Ha raggiunto la notorietà internazionale per aver diretto il Candide di Bernstein con la regia di Robert Carsen al Théatre du Châtelet e alla Scala. Nel 2009 è stato nominato direttore musicale del Wien Film Music Gala Concert con la ORF Radio Symphony Orchestra. È inoltre Primo direttore ospite della Sinfonietta Cracovia dal 2000 e fondatore e direttore onorario dell’Orchestra X di Houston, sua città natale. Tra gli impegni più recenti, nella stagione 2010-11 ha effettuato una tournée europea con la Dresdner Philharmonie, ha debuttato con la Washington National Symphony Orchestra al Kennedy Center, e con Berliner Konzerthaus Orchester, National Philharmonic of Russia, Graz Philarmonic, Royal Danish Orchestra. Ha collaborato nuovamente con la Chicago Symphony al Ravinia Festival, e con Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Radio Symphonie Orchester di Vienna, Orchestra Verdi di Milano, Orchestra Sinfonica della RAI di Torino, Orchestra del Teatro la Fenice, NDR RadioPhilarmonie Hannover, Orchestre Philarmonique de Liége, Düsseldorfer Symphoniker e NHK Symphony Orchestra di Tokyo. Ha riproposto inoltre la tournée con Lang Lang e Herbie Hancock alla Salle Pleyel di Parigi e al Teatro alla Scala. La Filarmonica Arturo Toscanini, costituita nel 2002, è il punto d’eccellenza dell’attività produttiva della Fondazione Arturo Toscanini, maturata sul piano artistico nella più che trentennale esperienza dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna e nell’antica tradizione musicale che affonda le radici storiche nell’Orchestra Ducale riordinata a Parma da Niccolò Paganini nel 1835/36. Oggi una delle più importanti orchestre sinfoniche italiane, la Filarmonica si è esibita sotto la guida di direttori del calibro di Charles Dutoit, Dmitrij Kitajenko, Lorin Maazel, Kurt Masur, Zubin Mehta, Krzysztof Penderecki, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich e Yuri Temirkanov. In Italia, unico per tutti, rimane nella memoria il concerto del gennaio 2008, che ha visto l’orchestra debuttare al Teatro alla Scala a chiusura delle Celebrazioni nazionali per il 50° anniversario della morte di Toscanini. È stata inoltre interprete del Concerto di Natale trasmesso in mondovisione dalla Basilica della Natività di Betlemme e del concerto commemorativo del primo anniversario della scomparsa di Papa Giovanni Paolo II, tenuto al Teatro Wielki di Varsavia il 2 aprile 2006. La costante innovazione delle strategie musicali, associata al rigore dell’approccio artistico, ha indotto al recente ampliamento del repertorio alla musica del Novecento e a quella di oggi. A questo passo è corrisposto l’invito rivolto a una nuova rosa di direttori, tutti appartenenti alla giovane generazione ma già pienamente affermati a livello internazionale: per citarne alcuni, Kazushi Ono, Vladimir Jurowski, Carlo Rizzi, Tugan Sokhiev, Juraj Valcuha, Tomas Netopil, Rinaldo Alessandrini, Michele Mariotti, Wayne Marshall, Tan Dun, Asher Fisch, Stéphane Dèneve e Pietari Inkinen. STAGIONE CONCERTISTICA Sabato 30 aprile ore 21 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI John Axelrod direttore Gustav Mahler Sinfonia n. 5 in do diesis minore _______________________ Sogno di una notte di mezza estate per corpi e ombre da A Midsummer Night’s Dream di Félix Mendelssohn-Bartholdy Un progetto di Walter Matteini e Fabrizio Montecchi con Veronica Bracaccini, Mattia De Salve, Valentina Lo Giudice, Nunzio Perricone, Julio-Cesar Quintanilla regia e scene Fabrizio Montecchi coreografia Walter Matteini maschere e sagome Nicoletta Garioni costumi Corinne Lejeune luci Cesare Lavezzoli assistente alla coreografia Ina Broeckx macchinista Luca Berettoni realizzazione scene Sergio Bernasani realizzazione maschere e sagome Federica Ferrari, Nicoletta Garioni, Tove Boysen (assistente) realizzazione schermi Tania Fedeli Una coproduzione Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione Fondazione Teatro Comunale di Modena Fondazione Teatri di Piacenza Imperfect Dancers Prima assoluta: Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti venerdì 29 aprile 2011 ore 21 TEATRO GIOCO VITA Teatro Stabile di Innovazione Teatro Gioco Vita Imperfect Dancers “Se noi ombre vi abbiamo offeso, non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia… noi altro non vi offrimmo che un sogno” (William Shakespeare) Tutto quanto accade innanzi ai vostri occhi, cari spettatori, è un sogno. Un sogno che prende corpo grazie alle ombre - spesso le inquietanti ombre - della vostra immaginazione. Perché la rappresentazione teatrale, come la poesia, non è, e non può essere, una realtà, non può dare certezze, né rendere conoscibile l’inafferrabile realtà. Ma di tutto questo, dando corpo alle ombre della fantasia, può darvi l’illusione… Nel Sogno si intrecciano due mondi apparentemente contrapposti. Il mondo solare e corporeo della corte di Atene, delle due coppie di amanti e degli artigiani, e il mondo notturno e immateriale degli spiriti: di Oberon “il re delle ombre”, di Titania, di Puck e delle fate. Ma questa contrapposizione non è conflittuale, perché uomini ed ombre si dimostrano essere proiezione l’uno dell’altro: se le ombre dipendono dal mondo degli uomini, è pur vero che anche gli uomini non possono vivere senza ombre, l’ “altro da sé” misterioso che li abita e li inquieta. La materia di cui è fatto il Sogno rappresenta per Teatro Gioco Vita il terreno ideale per evolvere e maturare ulteriormente il proprio linguaggio artistico. Rappresenta un’occasione per esplorare nuove possibilità sceniche legate all’incontro tra corpi e ombre con l’idea, sempre presente, di fondere teatro d’ombre e danza attraverso l’alta mediazione della musica. Rappresenta inoltre un’occasione per esplorare nuove possibilità drammaturgiche e avvicinarsi, con discrezione, all’opera di William Shakespeare. Sinossi Nel nostro Sogno, a differenza dell’originale shakespeariano, non ci sono Teseo e Ippolita e nemmeno gli Artigiani. Abbiamo preferito seguire solo gli amanti nel loro perdersi nel bosco e intrecciare le loro storie con quelle di Puck, Oberon e Titania. Vedrete dunque i danzatori diventare gli Amanti e raccontarci dei sentimenti che li legano e li dividono… Elena ama Demetrio ma è rifiutata perché lui ama Ermia. Anche Lisandro ama Ermia riamato. Ma Ermia deve, per volere del padre, sposare Demetrio. Che fare? Fuggire da Atene, di notte, attraverso il bosco? A quel punto Puck ci condurrà nel bosco… • Dove Oberon pretende inutilmente da Titania la restituzione del Paggio. Per vendicarsi Oberon chiede a Puck di andare alla ricerca del fiore magico: il suo succo, spruzzato negli occhi di chiunque, lo farà innamorare della prima persona incontrata. • Dove Demetrio, alla ricerca di Ermia fuggita con Lisandro, rifiuta Elena che lo segue folle d’amore per lui. • Dove Puck trovato il fiore magico lo consegna a Oberon che gli dice di spremerlo negli occhi di un Ateniese, Demetrio, perso nel bosco mentre lui lo spremerà sulle palpebre di Titania. • Dove Lisandro e Ermia si addormentano e Puck, per errore, spreme il succo del fiore negli occhi di Lisandro. Elena, ancora rifiutata da Demetrio, sveglia Lisandro che, accecato dai poteri del fiore, la corteggia lasciando sola Ermia. • Dove il tecnico dello spettacolo entra in scena ed è trasformato da Puck in un Asino. Titania lo vede e accecata dai poteri del succo, si innamora follemente di lui. • Dove Ermia si risveglia e incontrato Demetrio lo rifiuta mentre Elena fa lo stesso con Lisandro. Demetrio si addormenta e Puck, per riparare all’errore, gli spruzza negli occhi il succo del fiore. Demetrio si risveglia e vedendo Elena si innamora di lei e la contende a Lisandro. Elena viene accusata da Ermia di avergli rubato il suo innamorato. • Dove Titania e l’Asino dormono e Oberon spreme di nuovo il succo negli occhi di lei. Titania si risveglia, lo vede e si riconcilia con lui. Puck rimuove la testa d’Asino al tecnico che esce di scena. Oberon e Titania si ricongiungono e il Paggio ritorna a Oberon. • Dove gli amanti completamente persi nella foresta sono addormentati da Puck che, sempre con il fiore, ricompone le coppie Ermia e Lisandro e Elena e Demetrio. E per chiudere sarà Puck e il mondo delle “ombre” ad accomiatarsi da voi. Musiche Ouverture, op.21 No. 1 Scherzo No. 2 “Over hill over dale” No. 4 Entr’acte (per pianoforte) No. 3 Song “You spotted snakes …” “The spells” No. 4 Entr’acte -“What hempen homes puns” “Fanfare and funeral march” (per pianoforte) The removal of the spell Nocturne The removal of the spell Wedding March Finale “Through this house give …” I perché di un Sogno NOTE DI REGIA di Fabrizio Montecchi Vi sono due esigenze artistiche, o potremmo meglio dire due desideri artistici, che sottostanno, per noi di Teatro Gioco Vita, a questo spettacolo. Il primo desiderio è di continuare quel percorso linguistico ed espressivo, iniziato ormai parecchi anni fa, mirante a fondere il teatro d’ombre con la danza attraverso l’alta mediazione della musica. Il secondo desiderio è invece quello di iniziare ad affrontare l’opera di William Shakespeare, ma avvicinandoci con discrezione, quasi “in punta di piedi”. L’idea di partire dalle Incidental Music di Mendelssohn per il Sogno rappresenta dunque la sintesi perfetta di queste due esigenze. Affrontare una delle opere più ricche di immaginazione, e potremmo anche dire di “ombre”, di Shakespeare e rappresentarla attraverso la visionaria e misteriosa musica di Mendelssohn, forse una delle più affascinanti “traduzioni” dell’opera shakespeariana che siano mai state realizzate. In altre parole il Sogno di Mendelssohn - Shakespeare ci consente di esplorare le possibilità espressive dei linguaggi che mettiamo in campo non solo in quanto tecniche della rappresentazione scenica ma come testo, parte integrante del discorso drammaturgico e del tessuto narrativo. Infatti nel Sogno si intrecciano il mondo fisico e corporeo, per noi incarnato dalle sole due coppie di amanti, e il mondo immateriale e incorporeo degli spiriti: di Oberon “il re delle ombre”, Titania, Puck e delle fate e dei folletti. Il mondo solare e terreno degli uomini a cui si contrappone il mondo notturno e “ombratile” degli spiriti. Ma questa contrapposizione non è conflittuale perché uomini ed ombre si dimostrano essere proiezione gli uni dalle altre. Se le ombre condizionano e determinano il mondo degli uomini è pur vero che gli uomini non possono vivere senza ombre, l’altro da sé misterioso che li abita e li inquieta. E così sulla scena: un mondo fatto di corpi e un altro fatto di ombre. Un mondo che si esprime con la danza e il movimento coreutico e l’altro che si esprime attraverso il gioco delle ombre e il teatro delle ombre. Per le tante e varie forme e declinazioni che possono assumere relazionandosi, questi due linguaggi ben traducono sulla scena la complessa realtà del Sogno. Più che in altri nostri spettacoli qui la danza trova uno spazio autonomo proprio per testimoniare della realtà degli uomini. Una realtà continuamente messa in discussione da quell’altra strana e meravigliosa realtà, quella delle ombre. Ombre come immagini, modelli, figure, archetipi della realtà degli uomini. Loro proiezioni. La realtà dunque non ha alcuna realtà, è soltanto un sogno, un capriccio degli spiriti, delle ombre, appunto. Tutto quanto accade innanzi agli occhi degli spettatori è dunque un sogno, un sogno che prende corpo grazie alle ombre, spesso le inquietanti ombre, dell’immaginazione. La rappresentazione teatrale non è, e non può essere, una realtà. Non può dare certezze, né rendere univoca e conoscibile una multiforme, mutevole, inafferrabile realtà. Di tutto questo però, dando corpo alle ombre della fantasia, può dare l’illusione. L’illusione teatrale è in qualche modo la sola realtà possibile e conoscibile. L’illusione teatrale, certo. Lo spettacolo teatrale come sogno ma non come fuga, evasione ludica dalla realtà. Ma come la sola possibilità che ci è data per conoscere un’indicibile, un’inafferrabile, un’inconoscibile realtà. Quella delle pulsioni profonde che ci muovono e ci portano a desiderare ed amare senza che mai riusciamo a scioglierne il mistero. Ci vuole un Sogno per penetrare il notturno bosco degli istinti. NOTE DI COREOGRAFICHE di Walter Matteini Quando Fabrizio Montecchi mi ha proposto di realizzare insieme un nuovo spettacolo ispirato al Sogno di una notte di mezza estate ne sono subito stato entusiasta e allo stesso tempo spaventato. L’equilibrio tra luce e ombre del lavoro teatrale di Montecchi si sposa perfettamente con quegli elementi tipici del mio linguaggio coreografico. La ricerca per il dettaglio e la sperimentazione di nuove forme di comunicazione date dalla fusione di diverse discipline, sono il motore principale del mio percorso artistico ed umano. La volontà che ci ha accompagnato durante la lavorazione è stata quella di creare uno spettacolo in cui la danza non facesse da sostegno al gioco delle ombre o viceversa, ma concepire e realizzare un’opera in cui l’una esaltasse l’altra. Il tratto contemporaneo della danza mira ad integrarsi al meglio nella visione, senza punti di riferimento temporali e logistici, dello spettacolo. Il tema, attuale perché eterno, quindi comune alle vite di ognuno di noi, fa sì che il linguaggio coreografico contemporaneo non ne ostacoli l’esplorazione e la veicolazione delle emozioni. La magia del bosco e degli esseri che lo popolano ha offerto a me e ai miei danzatori il modo e il pretesto per sperimentare, ricercare. Nello specifico alla base del lavoro coreografico, il motore che mi ha spinto è stata la necessità e il dovere di raccontare una storia, fare un lavoro narrativo restando coerente con il mio linguaggio ma fedele alle esigenze del raccontare. La speranza è quella di accompagnare lo spettatore per mano attraverso un mondo magico ricco di visioni nel quale perdersi e ritrovarsi. Dove guardare la realtà che ci circonda con gli occhi puri e ingenui che solo bimbi e folletti hanno. Teatro Gioco Vita Teatro Stabile di Innovazione direzione artistica Diego Maj Teatro Gioco Vita nasce nel 1971, tra le prime realtà in Italia ad essere protagonista del movimento dell’animazione teatrale, grazie alla quale ha saputo dare un contributo originale alla nascita del teatro ragazzi, con il suo modo peculiare di fare, di intendere e di vivere il teatro, i rapporti, la ricerca e la cultura che lo ha caratterizzato fin dalle prime esperienze. Teatro Gioco Vita incontra il teatro d’ombre alla fine degli anni Settanta. Dal suo operare con coerenza e coscienza professionale, e anche grazie al contributo di collaboratori esterni, ha maturato un’esperienza unica nel suo genere che gli è valsa riconoscimenti e prestigiose collaborazioni in ogni parte del mondo, con teatri stabili ed enti lirici come La Fenice di Venezia, il Covent Garden di Londra, il Teatro alla Scala di Milano, l’Arena di Verona, Ater, Ert, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Fondazione Teatro Comunale di Modena e Piccolo Teatro di Milano. Attualmente Teatro Gioco Vita è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Emilia Romagna come Teatro Stabile di Innovazione. Sotto la direzione artistica di Diego Maj, si compone di diverse realtà. La Compagnia, con Fabrizio Montecchi in qualità di responsabile artistico, impegnata oltre che nella produzione di spettacoli, anche in attività di laboratorio con le scuole e i giovani. Due atelier, l’Officina delle Ombre e il San Bartolomeo, luogo delle produzioni e della ricerca di Teatro Gioco Vita. I teatri (Teatro Comunale Filodrammatici e Teatro Municipale di Piacenza), una grande casa dove si sperimentano e si realizzano rassegne teatrali, ospitalità, scambi culturali, luoghi dove progettare percorsi artistici e culturali per la ricerca della Compagnia e il lavoro sul territorio. Teatro Gioco Vita affianca l’attività sul territorio di Piacenza e provincia (direzione artistica e organizzativa della Stagione di Prosa del Teatro Municipale di Piacenza, organizzazione di rassegne teatrali e altri eventi culturali, ospitalità, laboratori, formazione) ad una dimensione sempre più internazionale che ha portato i suoi spettacoli di teatro d’ombre ad essere rappresentati, oltre che in Europa, negli Stati Uniti, in Brasile, Messico, Canada, Giappone, Cina, Israele e Taiwan. Fondazione Teatro Comunale di Modena direzione artistica Aldo Sisillo Il Comunale di Modena si impegna da anni, e con continuità, a operare nel segno della flessibilità e della sperimentazione dei nuovi linguaggi: due linee guida che si riscontrano in tutte le varie forme espressive del teatro. Nell’ambito della lirica, se da una parte il Comunale ogni anno produce un’opera nuova, nello stesso tempo continua la ricerca e la sperimentazione sui titoli della tradizione, sempre confrontandosi nelle messe in scena con i nuovi linguaggi della contemporaneità. Basti ricordare, tra le esperienze più recenti, l’incursione nel mondo del reality-kabarett con La Bella e la Bestia di Marco Tutino, o in quello della video-opera con Le piccole storie di Lorenzo Ferrero, o del videogame con Cappuccetto Rosso di Carlo Boccadoro. Tra le esperienze dell’attuale stagione, la nascita di “Lirica a strisce. L’opera a fumetti”, la nuova collana editoriale nella quale le più importanti opere liriche prodotte e messe in scena dal Comunale vengono trasposte in fumetto. Flessibilità e sperimentazione sono le linee guida anche della programmazione della danza, aperta alle esperienze più diversificate del panorama coreografico contemporaneo. La danza è diventata, a partire dal Novecento e in misura crescente fino ai nostri giorni, uno dei territori prediletti sul quale si sono confrontati e hanno interagito di volta in volta tutti i differenti linguaggi della contemporaneità. Nel grande e multiforme contenitore della danza contemporanea hanno trovato posto, senza barriere, le più diverse espressioni della musica, dell’arte figurativa, del teatro, della letteratura. La programmazione del Teatro Comunale si impegna a offrire al pubblico una scelta di spettacoli il più possibile ampia e diversificata, su un territorio vasto e senza frontiere che va dai titoli dal balletto classico alle ultime novità della danza. Nelle scorse edizioni si sono visti lavori diversi e originali, da Eszter Salamon a Raffaella Giordano, dall’Anna Karenina dell’Eifman Ballet alla Butterfly di Laura Corradi, dal Lago dei Cigni nella versione classica del Kirov a quella con i pattini interpretata dal Balletto sul Ghiaccio di San Pietroburgo fino al capolavoro di Matthew Bourne. Imperfect Dancers Compagnia Balletto90 direzione artistica Paola Catalani, Walter Matteini La Compagnia Balletto90 nasce nel 1990 dalla fusione di due sigle: ArteDanza di Giancarlo Vantaggio e Lipika Danza di Anita Bucchi. Fin dalla fondazione la Compagnia si è espressa realizzando un’intensa collaborazione con pittori, scultori, coreografi e musicisti dalla multiforme esperienza professionale. Dopo la prematura scomparsa di Anita Bucchi, coreografa e direttore artistico, Paola Catalani, già prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma, ne assume la direzione e Franco Grasso la presidenza. Sotto la loro guida vengono realizzati “Progetto Contemporaneo”, “Progetto Interetnico”, “Progetto Ottavo Teatro”. Da Gennaio 2009 Paola Catalani condivide la direzione artistica con Walter Matteini che diventa coreografo principale. Nasce cosí la Imperfect Dancers. Questo porta a una nuova affermazione della Compagnia grazie anche all’esibizione all’interno di importanti appuntamenti, tra i quali il Festival de Danse de Cannes, AIDS Tanz-Gala di Regensburg, il cartellone del Teatro Petruzzelli di Bari. Nella stagione in corso, dopo la collaborazione Teatro Gioco Vita, la Compagnia sarà impegnata in una coproduzione con il Centre Corégraphique National di Nantes per la coreografia di Claude Brumachon che debutterà in luglio al Teatro Vascello di Roma. Nello stesso mese debutterà con una nuova creazione al Festival Invito alla danza di Roma. Tra ottobre e novembre i coreografi Olaf Schmidt e Vanessa Tamburi realizzeranno due creazioni per la Compagnia. Imperfect Dancers sarà inoltre impegnata in Francia, Germania, Stati Uniti, Uruguay, Messico e Tanzania. Da Gennaio 2011 la Compagnia è residente presso il Teatro Verdi di Pisa. Fabrizio Montecchi regista Nato a Reggio Emilia nel 1960, ha compiuto studi d’Arte e di Architettura. Dal 1978 è collaboratore stabile di Teatro Gioco Vita, con il quale ha lavorato alla crescita e allo sviluppo dell’espererienza, unica nel suo genere, di teatro d’ombre. Ha partecipato all’allestimento di tutti gli spettacoli di Teatro Gioco Vita ricoprendo vari ruoli, dall’animazione all’ideazione e alla regia. Sempre per conto di Teatro Gioco Vita, ha lavorato a collaborazioni con Enti lirici, di prosa e di balletto. Ha curato stage e seminari in Italia, Belgio, Brasile, Canada, Cuba, Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Scozia, Spagna, Scandinavia e diverse pubblicazioni sul teatro d’ombre. Ha insegnato all’École Nationale Supérieure des Arts de la Marionnette di Charleville-Mézières (Francia), alla Turku Arts Academy di Turku (Finlandia), all’ Akademia Teatralna di Bialystok ( Polonia) e alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Collabora, in qualità di regista, con il Dockteatern Tittut di Stoccolma. Come scenografo ha realizzato Serata Stravinskij, coreografie di Mauro Bigonzetti, produzione Aterballetto (2002); I Fratelli, coreografie di Mauro Bigozetti, produzione Stuttgart Ballet di Stoccarda (2006). In qualità di scenografo e creatore d’ombre ha realizzato La barca dei comici, regia di Stefano De Luca, produzione Piccolo Teatro di Milano e Teatro Gioco Vita (2007) e Peter Pan, regia di Dougie Irvine, produzione Children’s Theatre Company di Minneapolis e Visibile Fictions di Glasgow (2008). Nel 2009 ha curato la regia e le scene dell’opera lirica De l’ombre eterne. Rappresentazione per voci, corpi e ombre da L’Orfeo di Claudio Monteverdi, coprodotta da Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Scuola dell’opera italiana Teatro Comunale di Bologna nell’ambito di “Operafutura - Laboratori per un nuovo teatro musicale”. Walter Matteini coreografo Diplomato all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha lavorato per le più importanti Compagnie italiane e straniere quali l’Aterballetto, il Balletto di Roma, il Balletto Nazionale di Marsiglia, I Balletti di Monte-Carlo, l’Opera di Lione. Interpretare ruoli con Compagnie di tale rilievo gli ha consentito di lavorare con i più bei nomi della danza contemporanea: Jiri Kilián, William Forsythe, Mats Ek, Birgitte Cullberg, Maguy Marin, John Neumeir, Nacho Duato, Angelin Preljocaj, Jacopo Godani, Roland Petit, Jean-C.Maillot, Uwe Scholze, Frédéric Flammand, Abbondanza/Bertoni, Meryl Tankard, e altri ancora. Il suo interesse primario è tuttavia quello coreografico e le stesse Compagnie in cui é danzatore gli offrono l’opportunità di esprimersi. Nascono cosí La fleur cachée per I Balletti di Monte-Carlo, Fruscío per l’Opera di Lione e molte creazioni per l’Aterballetto: per il Festival R.E.D. di Reggio Emilia Fiori d’Irlanda, per il Festival R.E.C. di Reggio Emilia Tre parti di noi, per il Festival R.E.D. di Reggio Emilia Açucar, per il Festival delle Ville Vesuviane di Ercolano, con anteprima al Festival Invito alla Danza di Roma, Luce Bianca, e in occasione delle celebrazioni per i 150 anni del Teatro Valli di Reggio Emilia Parole Sospese. Per l’étoile Giuseppe Picone crea, per il Leuciana Festival di Caserta, Bolero, Adagetto e Solo…. Per il Balletto di Toscana Junior, in occasione dell’apertura della Stagione Teatrale dei Teatri di Reggio Emilia, crea Corsi&Ricorsi. Da alcuni anni collabora con il Festival Musica in Castello di Fontanellato, per cui crea Histoire du soldat, Solo4.30, Otello e Amleto, spettacolo in collaborazione con il regista Tony Contartese. Per il Festival Invito alla Danza di Roma crea Sahara che debutta nel luglio 2008. Dal gennaio 2009 Walter Matteini è alla direzione artistica della Imperfect Dancers Compagnia Balletto90. Nel corso dell’anno per la Compagnia riprende i balletti Luce Bianca e Parole Sospese e crea Suspended, Twin bed. Debutta al Festival di Cannes con una nuova versione di Bolero. Nel dicembre 2009 riceve il Premio Anita Bucchi per Luce Bianca quale migliore creazione della stagione 2008/2009. Collabora con Fabrizio Montecchi curando i movimenti coreografici dello spettacolo De l’ombre eterne. Nel maggio 2010 cura le coreografie del musical Mi chiamo Eva e, in collaborazione con la Compagnia Estemporada diretta da Livia Lepri, crea Feminas l’eco di una voce, spettacolo su Maria Carta. Successivamente su invito di Eleonora Abbagnato crea Allina, passo a due per la stessa Abbagnato e José Perez, presentato al Teatro Petruzzelli di Bari nella stessa serata del debutto di Sacre, nuova versione della Sagra della Primavera. TEATRO GIOCO VITA - Teatro Stabile di Innovazione Via San Siro 9 - 29121 Piacenza (Italia) Tel. 0523.332613 - Fax 0523.338428 www.teatrogiocovita.it - info@teatrogiocovita.it bozzetti di scena Fabrizio Montecchi - disegni e illustrazioni Nicoletta Garioni _____________________ comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE DI BALLETTO 2010-2011 Danza primavera TERATRO GIOCO VITA IMPERFECT DANCERS in SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena venerdì 29 aprile ore 21 - PRIMA ASSOLUTA La Stagione di Balletto - Danza Primavera prosegue con una nuova produzione in prima esecuzione assoluta: Sogno di una notte di mezza estate, per corpi e ombre da Midsummer Night’s Dream di Felix Mendelssohn Bartholdy, è la nuova produzione di Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione e Imperfect Dancers, coprodotta insieme alla Fondazione Teatro Comunale di Modena e alla Fondazione Teatri di Piacenza. Sarà in scena venerdì 29 aprile ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. Fabrizio Montecchi cura regia e scene, Walter Matteini firma le coreografie. Le maschere e le sagome sono opera di Nicoletta Garioni, i costumi di Corinne Lejeune e le luci di Cesare Lavezzoli. Gli interpreti sono Veronica Bracaccini, Mattia De Salve, Valentina Lo Giudice, Nunzio Perricone e Julio-Cesar Quintanilla. Dopo essersi confrontato con l’Orfeo di Claudio Monteverdi in De l’ombre eterne la scorsa stagione, Teatro Gioco Vita si avvicina all’opera di William Shakespeare: Sogno di una notte di mezza estate è una nuova occasione per l’ensemble di esplorare inedite possibilità sceniche legate all’incontro tra corpi e ombre. Il progetto di Montecchi e Matteini prosegue infatti quel percorso linguistico ed espressivo, iniziato parecchi anni fa con L’uccello di fuoco e con Orfeo ed Euridice e proseguito con la seconda versione de L’uccello di fuoco e altre storie, di fondere il teatro d’ombre con la danza attraverso l’alta mediazione della musica. Commenta Fabrizio Montecchi: “Affrontare una delle opere più ricche di immaginazione, e potremmo anche dire di ‘ombratilità’, di Shakespeare e rappresentarla attraverso la visionaria e misteriosa musica di Mendelssohn, forse una delle più affascinanti ‘traduzioni’ dell’opera shakespeariana che siano mai state realizzate. Nel Sogno si intrecciano due mondi apparentemente contrapposti. Il mondo solare e corporeo della corte di Atene, delle due coppie di amanti e degli artigiani, e il mondo notturno e immateriale degli spiriti: di Oberon ‘il re delle ombre’, di Titania, di Puck e delle fate. Ma questa contrapposizione non è conflittuale, perché uomini e ombre si dimostrano essere proiezione l’uno dell’altro: se le ombre dipendono dal mondo degli uomini, è pur vero che anche gli uomini non possono vivere senza ombre, l’‘altro da sé’ misterioso che li abita e li inquieta”. Teatro Gioco Vita nasce nel 1971, tra le prime realtà in Italia a essere protagonista del movimento dell’animazione teatrale, grazie alla quale ha saputo dare un contributo originale alla nascita del teatro ragazzi, con il suo modo peculiare di fare, di intendere e di vivere il teatro, i rapporti, la ricerca e la cultura che lo ha caratterizzato fin dalle prime esperienze. Teatro Gioco Vita incontra il teatro d’ombre alla fine degli anni Settanta. Dal suo operare con coerenza e coscienza professionale, e anche grazie al contributo di collaboratori esterni, ha maturato un’esperienza unica nel suo genere che gli è valsa riconoscimenti e prestigiose collaborazioni in ogni parte del mondo, con teatri stabili ed enti lirici come La Fenice di Venezia, il Covent Garden di Londra, il Teatro alla Scala di Milano, l’Arena di Verona, Ater, Ert, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Fondazione Teatro Comunale di Modena e Piccolo Teatro di Milano. Attualmente Teatro Gioco Vita è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Emilia Romagna come Teatro Stabile di Innovazione. Sotto la direzione artistica di Diego Maj, si compone di diverse realtà. La Compagnia, con Fabrizio Montecchi in qualità di responsabile artistico, impegnata oltre che nella produzione di spettacoli, anche in attività di laboratorio con le scuole e i giovani. Due atelier, l’Officina delle Ombre e il San Bartolomeo, luogo delle produzioni e della ricerca di Teatro Gioco Vita. I teatri (Teatro Comunale Filodrammatici e Teatro Municipale di Piacenza), una grande casa dove si sperimentano e si realizzano rassegne teatrali, ospitalità, scambi culturali, luoghi dove progettare percorsi artistici e culturali per la ricerca della Compagnia e il lavoro sul territorio. Teatro Gioco Vita affianca l’attività sul territorio di Piacenza e provincia (direzione artistica e organizzativa della Stagione di Prosa del Teatro Municipale di Piacenza, organizzazione di rassegne teatrali e altri eventi culturali, ospitalità, laboratori, formazione) ad una dimensione sempre più internazionale che ha portato i suoi spettacoli di teatro d’ombre ad essere rappresentati, oltre che in Europa, negli Stati Uniti, in Brasile, Messico, Canada, Giappone, Cina, Israele e Taiwan. Imperfect Dancers nasce nel 1990 dalla fusione di due sigle: ArteDanza di Giancarlo Vantaggio e Lipika Danza di Anita Bucchi. Fin dalla fondazione la Compagnia si è espressa in un ambito artistico variegato, realizzando una intensa collaborazione con pittori, scultori, coreografi e musicisti dalla multiforme formazione ed esperienza professionale. Ha al suo attivo oltre trenta produzioni che spaziano dalla danza contemporanea, al neoclassico, all’ambito etnico e ha realizzato vari progetti che promuovono registi e musicisti contemporanei e, in più occasioni, si avvalgono delle tecnologie multimediali più avanzate. In molti casi gli spettacoli sono stati accompagnati dal vivo da orchestre di fama, quali La Paranza di Nando Citarella o Meritmiri di Gianfranco Cantucci, o con esecuzioni dello stesso autore delle musiche, come nel caso di Samson Gazagines della Bpitch Control Berlino per lo spettacolo Giardino Segreto. Paola Catalani e Walter Matteini sono i direttori artistici della Compagnia. BALLETTO 2010-2011 DANZA PRIMAVERA Venerdì 29 aprile ore 21 Nuova produzione - Prima assoluta TEATRO GIOCO VITA Imperfect Dancers Sogno di una notte di mezz’estate per corpi ed ombre da A Midsummer Night’s Dream di Félix Mendelssohn-Bartholdy Un progetto di Walter Matteini e Fabrizio Montecchi con Veronica Bracaccini, Mattia De Salve, Valentina Lo Giudice, Nunzio Perricone, Julio-Cesar Quintanilla regia e scene Fabrizio Montecchi coreografia Walter Matteini maschere e sagome Nicoletta Garioni costumi Corinne Lejeune luci Cesare Lavezzoli Una coproduzione Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Imperfect Dancers |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE DI BALLETTO 2010 – 2011 Danza Primavera COMPAÑÍA NACIONAL DE DANZA in GNAWA REMANSOS prima italiana WHITE DARKNESS Teatro Comunale Luciano Pavarotti venerdì 6 maggio ore 21 Nacho Duato e la Compañía Nacional de Danza saranno per la prima volta in scena a Modena venerdì 6 maggio ore 21, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, nell’ambito della Stagione di Balletto – Danza primavera. Spagnolo di Valencia, formatosi alla Rambert School di Londra, con Béjart e Alvin Ailey, Duato ha danzato con il Cullberg Ballet e il Nederlands Dans Theater e per vent’anni ha diretto e creato numerose coreografie per la Compagnia spagnola. A Modena presenta una coreografia in prima italiana, Remansos, insieme a due tra i titoli più apprezzati del suo catalogo: Gnawa, un omaggio al Mediterraneo, e White Darkness, su musiche di Karl Jenkins. Con Gnawa, che ha debuttato alla Hubbard Street Dance Chicago nel 2005, il coreografo continua con il percorso avviato da Mediterrania (1992) alla ricerca profonda della sue radici e dei suoi antenati. In questo nuovo lavoro Nacho Duato, attraverso una sensuale eleganza del movimento e una suggestiva partitura musicale ricca di sonorità spagnole e nordafricane, vuole trasmettere la sensualità del paesaggio, la sensibilità degli abitanti, la spiritualità e il ritmo organico del Mediterraneo. “Gnawa” è il nome che viene dato in Marocco e in altre parti del Magreb ai membri di diverse confraternite mistiche musulmane caratterizzate dalla loro origine sub-sahariana e dall’uso della canzone, delle danze e di rituali per raggiungere l’estasi. Questo termine si riferisce anche a uno stile musicale con reminescenze sub-sahariane tipico di queste confraternite o di musicisti molto vicini a loro. È considerato uno dei generi principali del folklore marocchino. Remansos, in prima italiana, è una coreografia creata sulle musiche per pianoforte del compositore spagnolo Enrique Granados, e ispirata al mondo di Federico García Lorca. A partire dalla prima versione con il titolo Remanso su Valses Poéticos di Granados, presentata a New York dall’American Ballet Theater nel 1997, il coreografo ha ampliato l’opera per la Compañía Nacional de Danza nel 1998, coreografando per questa occasione tre tra le più belle danze popolari del compositore spagnolo. White Darkness, che ha debuttato a Madrid nel 2001, si iscrive nel filone creativo degli ultimi anni. Nacho Duato, attraverso il movimento e una profonda conoscenza della musica, investiga nuove forme che possano ampliare il suo vocabolario coreografico partendo sempre dalla potenziale espressività dei suoi ballerini. La coreografia è una riflessione aperta sul mondo delle droghe e degli effetti che possono avere sul nostro comportamento sociale, sulla nostra capacità di comunicare con gli altri e sulla nostra vita. Ancora una volta, la visione del coreografo è quella di puro testimone. Non ci sono giudizi di valore, piuttosto un invito a riflettere su una questione gravosa e controversa. Nato a Valencia, Nacho Duato ha firmato il suo primo contratto da professionista con il Cullberg Ballet di Stoccolma nel 1980 e un anno dopo Jirí Kylián lo ha assunto al Nederlands Dans Theater. Come ballerino ha vinto il Golden Dance Award a Schouwburgen (Olanda) nel 1987. Il suo talento naturale come danzatore lo ha portato a esplorare il mondo della coreografia e il suo primo tentativo nel 1983 si è rivelato un grande successo: si tratta di Jardí Tancat, sulla musica catalana di Mª del Mar Bonet che gli ha permesso di vincere il primo premio all’International Choreographic Workshop di Colonia. Nel 1988 Nacho Duato è stato nominato Coreografo in Residenza al Nederlands Dans Theater insieme a Hans van Manen e Jirí Kylián. Nel 1995 è stato insignito del titolo di Chevalier dans l'Ordre des Arts et des Lettres, conferito annualmente dall’Ambasciata di Francia in Spagna. Il governo spagnolo gli ha conferito la Golden Medal for Merit in the Fine Arts nel 1998. Ha vinto il Benois de la Danse alla Stuttgart Opera con Molteplicità. Forme del Silenzio e del Vuoto nell’aprile 2000. Nel 2003 è stato insignito del National Dance Award spagnolo. La Compañía Nacional de Danza è stata fondata nel 1979 con il nome di Ballet Nacional de España Clásico; il suo primo Direttore era Víctor Ullate. Nel 1983 la Direzione dei Ballets Nacionales Español y Clásico è stata affidata a María de Avila che ha commissionato diverse coreografie a Ray Barra, coreografo e ex-ballerino nordamericano residente in Spagna; successivamente Barra è stato nominato Assistente del Direttore, ruolo che ha ricoperto fino al 1990. Nel dicembre 1987 Maya Plisetskaya è stata nominata Direttore Artistico della Compagnia. Nel giugno 1990 la nomina a Direttore Artistico della Compañía Nacional de Danza di Nacho Duato, famoso ballerino e coreografo, ha rappresentato una grande innovazione nella storia della Compagnia. Duato è stato Direttore della CND per vent’anni (1990-2010). Nell’agosto 2010 Hervé Palito è stato nominato nuovo Direttore della Compañía Nacional de Danza per la stagione 2010-2011. STAGIONE DI BALLETTO – DANZA PRIMAVERA Venerdì 6 maggio ore 21 COMPAÑÍA NACIONAL DE DANZA Direttore artistico Hervé Palito Gnawa Coreografia Nacho Duato Musica Hassan Hakmoun/Adam Rudolph, Juan Alberto Arteche e Javier Paxariño, Rabih Abou-Khalil, Velez, Kusur y Sarkissian Costumi Luis Devota e Modesto Lomba Luci Nicolás Fischtel (A.A.I.) Remansos prima italiana Coreografia Nacho Duato Musica Enrique Granados Scene e costumi Nacho Duato Ideazione luci Nicolás Fischtel (A.A.I.), Brad Fields White Darkness Coreografia Nacho Duato Musica Karl Jenkins Scene Jaffar Chalabi Costumi Lourdes Frías Ideazione luci Joop Caboort |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione UMM KULTHŪM. LA VOCE DEGLI ARABI UNA CONVERSAZIONE CON FRANCESCA BIANCANI, MARCELLA EMILIANI E GIORDANO MONTECCHI Biblioteca Delfini mercoledì 20 aprile ore 19 In occasione del concerto dell’Altro Suono festival 2011 dedicato a Oum Kalthoum, si terrà alla Biblioteca Delfini un incontro dedicato alla stella d’Oriente, nel quale Francesca Biancani presenterà il suo ultimo libro dedicato alla cantante egiziana: Umm Kulthūm, La voce degli arabi (Odoya, 2010). Interverranno, oltre all’autrice, Marcella Emiliani, docente alla Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e autrice di numerosi saggi sul mondo arabo, e Giordano Montecchi, musicologo, critico musicale e docente al Conservatorio di Parma. Ingresso libero. Al termine, sarà offerta una piccola degustazione. Info Biblioteca Delfini, 059 2032940 _________ comunicato stampa l’Altro Suono festival 2011 SAKINA AL AZAMI ENSEMBLE JAMAL OUASSINI Omaggio a Oum Kalthoum, l’astre de l’Orient Teatro Comunale Luciano Pavarotti mercoledì 20 aprile ore 21 A Oum Kalthoum, la leggendaria cantante egiziana nota come l’astre de l’Orient”, è dedicato il prossimo concerto dell’Altro Suono festival 2011, in programma mercoledì 20 aprile ore 21, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti. Si tratta di un nuovo progetto diretto da Jamal Ouassini, interpretato da Sakina Al Azami con l’Ensemble Jamal Ouassini e prodotto da Ziryab. Verrà presentato un originale repertorio, con arrangiamenti che attingono dalle opere più significative scritte appositamente per Oum Kalthoum dai più importanti compositori e poeti arabi del novecento come Muhammad ‘abd Al wahhab, Baligh Hamdi, Riyad Al Sunbati, Ahmed Rami e molti altri. Oum Kalthoum, detta kawkab a’ sciark (stella d’oriente), è uno dei personaggi femminili che più rappresenta la vocalità araba nel mondo. La sua storia inizia intorno al 1910 in un piccolo villaggio sul Delta del Nilo, quando si diffuse la fama di un anziano signore e di una ragazzina. Diventarono famosi perché questa ragazzina, vestita da beduino, incantava le folle con la sua bellissima voce e la genialità nell’interpretare “al qasida”, la forma più alta ed elegante nel cantare la poesia. La ragazzina era Oum Kalthoum, pseudonimo di Fatima Ibrahim al-Sayyid al-Baltaji. Riconosciuta come la migliore cantante egiziana di tutti i tempi, Oum Kalthoum è nata nel 1904 a Tamay-az-Zahayra, e ha avuto come primo insegnante di canto il padre, Imam della moschea. Ha iniziato la sua carriera da bambina, cantando in occasione di avvenimenti religiosi. Dotata di un talento eccezionale, alla fine degli anni ‘40 è diventata il simbolo della canzone araba. Tra il ‘50 ed il ‘60, gli anni del trionfo venne soprannominata Ambasciatrice dell’arte araba, accolta con cerimoniali degni di capi di stato. All’inizio degli anni ‘70 con i primi problemi di salute, si registrò un rallentamento dell’attività artistica, fino a un malore che nel 1975 la portò alla morte. È stata definita anche la ‘venera egiziana’: ai suoi funerali parteciparono oltre tre milioni di persone: fans, ma anche intellettuali, politici, personaggi del cinema e dello spettacolo. Ancora oggi, alle dieci di sera di tutti i primi giovedì del mese, in Egitto si ripete il rito dell’ascolto di Oum, con immutata devozione e rispetto. A lei è stato dedicato un museo al Cairo inaugurato poco giorni prima della fine dell’anno 2001. Con la sua vocalità sublime, applaudita in tutto il mondo arabo e non solo nei paesi del Mediterraneo, ha cantato per celebrare l’unione tra Siria ed Egitto, per il crollo della monarchia irachena, per la sottratta Palestina e per le donne libiche; ha cantato per tutti, sia per i lavoratori nel deserto che per i contadini che arrivavano in città. Sakina Al Azami è tra le più raffinate voci femminili del Marocco, vincitrice di importanti premi a livello nazionale grazie all’originalità con la quale interpreta le musiche della tradizione arabo-andalusa, sefardita e delle scuole orientali. Vanta una ricca carriera concertistica in Marocco e in Europa, ed è apprezzata in modo particolare per le sue interpretazioni del repertorio di Oum Kalthoum. La sua voce sarà accompagnata da un gruppo di strumentisti composto da Jamal Ouassini (direzione e violino), Mohammed el Mortaji (violino), Abdesselam Naiti (kanoun), Bouchaib Amer (flauto e kawala), Youssef Mezgheldi (liuto) e Tarek Awad Alla (percussioni). L’ALTRO SUONO FESTIVAL 2011 Mercoledì 20 aprile ore 21 SAKINA AL AZAMI JAMAL OUASSINI ENSEMBLE Oum Kalthoum “l’astre de l’Orient” Musiche e arrangiamenti a cura di Jamal Ouassini Sakina Al Azami voce Jamal Ouassini direzione e violino Mohammed el Mortaji violino Abdesselam Naiti kanoun Bouchaib Amer flauto e kawala Youssef Mezgheldi liuto Tarek Awad Alla percussioni Produzione Ziryab |
| Comunicato stampa DENTRO LE NOTE INCONTRI MUSICALI ALL’UNIVERSITÀ MAFALDA ARNAUTH Ridotto del teatro Comunale Luciano Pavarotti mercoledì 13 aprile ore 17 L’ultimo dei quattro appuntamenti di Dentro le note, la rassegna realizzata dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, è dedicato al fado portoghese, grazie alla presenza a Modena di una delle sue migliori interpreti: Mafalda Arnauth sarà infatti protagonista dell’incontro musicale – come si consueto a ingresso libero – che si terrà mercoledì 13 aprile alle ore 17, stavolta al Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, e non nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia. La Arnauth, attraverso la sua musica e i suoi racconti, darà la possibilità al pubblico di conoscere più da vicino la canzone di Lisbona per antonomasia, con la complicità della sua band, composta da Eurico Machado (chitarra portoghese), Nelson Aleixo (chitarra acustica) e Daniel Pinto (basso acustico), e la collaborazione del giornalista Riccardo Jannello. Mafalda Arnauth, nata a Lisbona nel 1974, si trova da subito trasportata nel mondo dello spettacolo, dei viaggi, delle prove, delle case di fado. Con la freschezza caratteristica di una voce giovane e pulita, cattura il pubblico prima con la sua spontaneità, poi con i ricordi sempre presenti nelle voci che nascono con dei repertori di vecchi successi e, finalmente, dalla propria natura, dalle proprie composizioni, dalla sua personalità, rivelandosi in una forma più personale. Grazie allo stimolo del suo primo produttore, Joao Gil, pubblica il suo primo album, interamente di sue canzoni, con il quale vince il Premio Rivelazione del settimanale Blitz, e l’anno seguente la nomination ai Globes d’or come migliore interprete. Come risposta al successo del suo primo album, realizza il suo primo concerto nel luogo “dove il fado è chiamato fado”: nel settembre del 2000 riempie il Centro Culturale di Belem, a Lisbona. Nel marzo del 2001, la Arnauth pubblica il suo secondo lavoro discografico Esta Voz que me atravessa, uscito simultaneamente in Portogallo e in Olanda sotto l’etichetta EMI. Con questo successo Mafalda diviene la prima artista portoghese rappresentata internazionalmente dalla Virgin Records. Assumendo la produzione del suo terzo album, Encantamento, il fado di questa artista abbandona quasi completamente la fatalità, la cattiva sorte e l’ombra: la tristezza le serve come nutrimento per la speranza; le sofferenze come ispirazione; le difficoltà come forza e respiro. Il quarto album, Diario, uscito in Italia nel 2008, è probabilmente il più intimo e personale tra i cd finora realizzati: raccoglie ad ampio raggio le ispirazioni e relazioni della cantante; la magia d’incontri speciali, dei suoi riferimenti artistici; le sue collaborazioni e il cammino personale nella vita. Nel 2008 la giovane fadista ci ha regalato un nuovo lavoro, Flor de Fado. Dice la cantante: “Flor de Fado parla di amore puro, fraterno, universale, interiore. L’album precedente era più spirituale, mentre questo è più terreno, costruito come se le canzoni provenissero da una casa le cui porte sono sempre aperte. Non c’è la solita attitudine fatalista: c’è fado, senza ovvietà. Non scrivo di fantasia, mi attengo rigorosamente alla realtà. Credo che vi sia un universo ricco di esperienze vere e vissute di cui parlare. Parlo di me e delle cose che vedo, che mi colpiscono”. L’ultimo album, Fadas – un omaggio alle anime fadista che hanno ispirato la Arnauth – è appena uscito in Portogallo e sarà presentato in prima italiana al Teatro Comunale Luciano Pavarotti mercoledì 13 aprile alle ore 21, nell’ambito dell’Altro Suono festival 2011. |
| comunicato stampa l’Altro Suono festival 2011 MAFALDA ARNAUTH Fadas - prima italiana Teatro Comunale Luciano Pavarotti mercoledì 13 aprile ore 21 Il fado portoghese approda al Comunale con una delle sue voci più rappresentative, quella di Mafalda Arnauth, che si esibirà mercoledì 13 aprile alle ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti nell’ambito dell’Altro Suono festival 2011. La Arnauth presenta in prima italiana Fadas, il suo ultimo album, affiancata dalla sua band composta da Eurico Machado alla chitarra portoghese, Nelson Aleixo alla chitarra acustica e Daniel Pinto al basso acustico. Mafalda Arnauth è destinata a raccogliere da Amália Rodrigues il testimone di nuova stella del fado internazionale. Il suo nuovo album è un omaggio alle interpreti che l’hanno ispirata durante il suo percorso musicale, dalla Rodrigues a Hermínia Silva, da Fernanda Baptista a Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceição. Dodici brani dedicati alle donne e all’universo femminile: una raccolta di canzoni classiche del fado, anche poco conosciute, interpretate col suo inconfondibile stile. “In Fadas - spiega Mafalda - ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, magiche, che in alcuni casi ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto, ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita ed evoluzione come fadista. E con loro ci sono alcuni dei primi pezzi che ho cantato: Saudades da Júlia Mendes, Tendinha, Fado Madragoa, Hortelã Mourisca, Antigamente, senza sapere esattamente se è stato il Fado carico di Storia, Memoria e Saudade che mi ha portato alle loro voci, o se le voci cariche di Anima, di Vita e di Cuore al Fado”. L’album è anche un omaggio ai testi, alla musica e alla magia che hanno portato con sé e che hanno fatto del fado un luogo di espressione massima della cultura portoghese, dalla più popolare alla più erudita, dalla più semplice alla più complessa. Mafalda sottolinea ancora una volta la sua visione positiva dell’esistenza umana, come ad esempio in Vou dar a beber à alegria come lei stessa racconta: “Un grande classico come Vou dar a beber à dor, che Amalia ha lanciato universalmente, lo rendo più giocoso, come aveva fatto un’altra icona, Herminia Silva, e quel ‘dor’, dolore, diventa gioia”. Un disco che alla fine, con l’ultima traccia, ci conduce fino a Buenos Aires con la sorprendente rilettura di Invierno Porteño di Astor Piazzolla, con testo di Elàdia Blazquez, giusto epilogo al timbro di Fadas, senza dubbio uno degli album più appassionanti dell’anno. Mafalda Arnauth è una delle voci più note del fado moderno, interprete chiave di un rinnovamento che ha avvicinato la musica tradizionale portoghese a un vasto pubblico, anche quello dei più giovani, tanto da essere definita in patria la “nuova diva del fado”, grazie alla diversità di tematiche che affronta nelle sue canzoni. “Nella mia musica – ha dichiarato - non si avverte la solita attitudine fatalista. C’è fado, ma senza ovvietà. Perché io non scrivo di fantasia, mi ispiro alla vita di tutti giorni”. Fin da molto giovane Mafalda Arnauth si è trovata trasportata nel mondo delle case di fado, dove molto velocemente si è lasciata trascinare dall’apprezzamento del pubblico. A 24 anni ha pubblicato il suo primo album omonimo, con il quale ha ottenuto la nomination ai Globes d’or come migliore interprete. A partire da allora è stato un crescendo di concerti e successi in tutto il mondo a ogni sua nuova pubblicazione. Nel 2009 è diventata celebre definitivamente anche in Italia con il cd+dvd Flor De Fado grazie al suo linguaggio musicale universale. L’ALTRO SUONO FESTIVAL 2011 Mercoledì 13 aprile ore 21 prima italiana Fuori abbonamento MAFALDA ARNAUTH Fadas Mafalda Arnauth voce Eurico Machado chitarra portoghese Nelson Aleixo chitarra acustica Daniel Pinto basso acustico |
| Comunicato stampa DENTRO LE NOTE INCONTRI MUSICALI ALL’UNIVERSITÀ ENSEMBLE LULIAN Suoni dell’Iran Facoltà di Lettere e Filosofia (largo Sant’Eufemia, 19) mercoledì 6 aprile ore 17 La rassegna Dentro le note, realizzata dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, prosegue con l’Ensemble Lulian e i Suoni dell’Iran. L’incontro è fissato per mercoledì 6 aprile alle ore 17 alla Facoltà di Lettere e Filosofia a Modena (largo Sant’Eufemia 19). L’Ensemble Lulian – che significa “nomadi”, ed è un nome scelto in omaggio al poeta mistico persiano Moulana Jalal ad Din Rumi – è un gruppo fondato di recente da Darioush Madani, insieme ad altri musicisti persiani che vivono in Italia e in Germania. È composto da Madani (strumenti a corde tar e setar), Nazli (voce), Behnam Samani (strumenti percussivi tombak, daf, dayere, udu) e Amir Nazari (strumento ad arco kamanchè). Suoni dell’Iran sarà un’occasione preziosa per avvicinarsi alla musica persiana e alla sua tradizione millenaria. Oggi l’Iran presenta una situazione musicale particolarmente variegata, dove le manifestazioni etnico-popolari riscontrabili nelle varie regioni, la corrente religiosa e spirituale di ambiente samâ propria dei dervici, i repertori della moschea, fino alla più recente musica urbana, leggera e pop convivono accanto al filone della tradizione classica e colta. In particolare, il radif della musica iraniana, ossia l’intero ciclo del repertorio classico, per gli straordinari valori veicolati è entrato a far parte dei capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità segnalati dall’Unesco. Il Lulian Ensemble, con la sua musica ma anche con parole e racconti, guiderà il pubblico alla scoperta di questo mondo musicale e culturale straordinariamente ricco. Darioush Madani è nato a Teheran, e dal 1980 vive in Italia. Ha sviluppato la sua educazione musicale attraverso l’apprendimento di strumenti della tradizione persiana, i cordofoni tar e setar, liuti a 6 e 4 corde. Ha frequentato i corsi di tar e setar da Hossein Alizadeh, uno dei più importanti personaggi della musica persiana da 3 decenni. Darioush Madani studia anche le percussioni persiane tombak e daf: tra i suoi insegnanti Ali Tajabakhsh, G. Chemirani e Behnam Samani. Darioush Madani ha fondato diversi gruppi musicali tra i quali Radif Ensemble, Karevan, Ranghine Ensemble, Pantheon e ha collaborato con diversi gruppi musicali in Italia tra i quali Accordeon e Sharg Uldusù. Il percussionista Behnam Samani è nato nel 1967 a Chahar Mahal Bakhtiari, in Iran. Ha studiato con Jamshid Mohebbi e collaborato con noti musicisti persiani e artisti internazionali. Ha insegnato daf e tombak in tutta Europa, ed è autore di un manuale di insegnamento di udu e daf. È l’inventore dell’udu-zarbang, tamburo con la cassa in terracotta. Dal 2000 con l’Ensemble Dastan ha partecipato a diversi festival tra i quali il Persian Music Festival di Monaco, il Persian Music Festival in Svezia e Italia, il Rhythm Stick Festival a Londra e il Rhythm Festival DU Zurigo. L’incontro musicale è a ingresso libero. Al termine, nel cortile della Facoltà, sarà offerto un rinfresco, per continuare a chiacchierare informalmente con gli artisti. Mercoledì 6 aprile ore 17 Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia (largo Sant’Eufemia, 19) ENSEMBLE LULIAN Suoni dall’Iran Nazli voce Darioush Madani tar e setar (strumenti a corde) Behnam Samani tombak, daf, dayere, udu (strumenti percussivi) Amir Nazari kamanchè (strumento a arco) |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE LIRICA 2010/2011 GIULIO CESARE di Georg Friedrich Händel Teatro Comunale Luciano Pavarotti venerdì 8 aprile ore 20.30 domenica 10 aprile ore 15.30 La stagione lirica del Comunale si chiude con Giulio Cesare di Georg Friedrich Händel, in scena per la prima volta a Modena venerdì 8 e domenica 10 aprile al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, nell’allestimento coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara con le Fondazioni Teatro Comunale di Modena e Teatro Alighieri di Ravenna. Dopo Partenope visto nel 2009, prosegue il percorso nella riscoperta della produzione operistica di Händel. Fra le maggiori affermazioni del barocco musicale, Händel scrisse opere italiane per il pubblico inglese e trascorse a Londra quasi tutta la sua carriera a partire dal successo di Rinaldo nel 1711. Giulio Cesare – che narra l’episodio storico della campagna d’Egitto di Cesare nel ’48 -’47 a.C., all’inseguimento dello sconfitto Pompeo – debuttò al King’s Theatre nel 1724 ed ebbe un successo tale che Giovanni Bononcini, rivale del compositore alla Royal Academy of Music, si ritirò dal suo incarico, mentre l’opera fu replicata negli anni successivi anche a Parigi e in Germania. Il cast vede la presenza di Sonia Prina (Giulio Cesare), Eleonora Buratto (Cleopatra), Josè Maria Lo Monaco (Cornelia), Filippo Mineccia (Tolomeo), Paolo Lopez (Sesto), Riccardo Novaro (Achilla), Floriano D’Auria (Nireno), Andrea Mastroni (Curio), tra le migliori voci italiane specializzate nel repertorio antico. La regia è di Alessio Pizzech, le scene sono di Marco Ricciarini, i costumi di Cristina Aceti e le luci di Marco Cazzola. Ottavio Dantone dirigerà l’Accademia Bizantina, ensemble ravennate tra i massimi interpreti della musica barocca eseguita con strumenti originali. La lettura registica di Pizzech, incentrata sul fascino e la seduzione della terra d'Africa, sposta la vicenda in un periodo storico tra fine Ottocento e primi Novecento. Il rapporto tra occidente e cultura egiziana è infatti il punto focale da cui parte l’attualizzazione dell’opera in epoca coloniale; non si tratta di un semplice spostamento di epoca, ma della ricerca di quei nodi di attrazione che quel Sud del mondo esercita ancora oggi su di noi con tutto il suo portato emozionale e poetico. “Ho voluto immaginare – spiega Pizzech – un Giulio Cesare che si trova inaspettatamente imprigionato in una cultura che lo attrae e che lo tiene legato a quelle terre, un Giulio Cesare ammalato di mal d’Africa, che combatte ma che soprattutto è spinto da una sete di conoscenza”. Venerdì 8 aprile ore 20,30 Domenica 10 aprile ore 15,30 GIULIO CESARE Dramma per musica in tre atti. Libretto di Nicola Francesco Haym da Giulio Cesare in Egitto di Giacomo Francesco Bussani Musica di Georg Friedrich Händel Personaggi e interpreti Giulio Cesare Sonia Prina Cleopatra Eleonora Buratto Achilla Riccardo Novaro Cornelia José Maria Lo Monaco Tolomeo Filippo Mineccia Sesto Paolo Lopez Nireno Floriano D’Auria Curio Andrea Mastroni Direttore Ottavio Dantone Regia Alessio Pizzech Scene Michele Ricciarini Costumi Cristina Aceti Luci Marco Cazzola Accademia Bizantina Nuovo allestimento Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Comunale Alighieri di Ravenna, Fondazione Teatro Comunale di Modena |
| comunicato stampa PENSA ALLA PATRIA Parata da Piazza Roma al Teatro Comunale Luciano Pavarotti RINVIATA A DATA DA DESTINARSI Si comunica che l’iniziativa Pensa alla patria. Parata da Piazza Roma al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, organizzata dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e prevista per sabato 9 aprile alle18, è stata rinviata a data da destinarsi. |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione l’Altro Suono festival 2011 NOA Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 2 aprile 2011 ore 21 L’Altro Suono festival 2011 si apre sabato 2 aprile, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, con una delle voci femminili più eleganti della scena pop contemporanea: Noa, la cantante israeliana che torna a esibirsi a Modena a due anni dal successo di Genes and Jeans, presentato al Comunale nel 2008. Stavolta Achinoam Nini, questo il vero nome della cantante, presenta il progetto The Best of Noa, un’antologia di successi di 20 anni di carriera, che ripercorre le tappe del suo percorso musicale fino a oggi, con brani indimenticabili come la celebre Beautiful that way, colonna sonora del film di Roberto Benigni La vita è bella. Sul palco insieme a Noa suoneranno Gil Dor alle chitarre, Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello. Noa – un nome ebraico che, non a caso, significa “sorella di pace” – da anni incanta le platee di tutto il mondo facendosi portatrice di messaggi di pace e di amore. Nata a Tel Aviv da genitori yemeniti, è stata la prima artista di origine ebraica ad esibirsi in Piazza San Pietro davanti al Papa. Apprezzata sia dal pubblico del suo paese che dal pubblico palestinese, viene riconosciuta come simbolo del dialogo tra i popoli. Il suo canto travalica ogni frontiera culturale grazie a uno stile che nasce dall’incontro tra forti suggestioni americane degli anni Sessanta – da Paul Simon a Joni Mitchell e Leonard Cohen – le sue radici yemenite e l’influenza jazz, classica e rock di Gil Dor. Cresciuta negli Stati Uniti, Noa a 17 anni è partita per Israele, dove ha conosciuto il suo futuro marito, per amore del quale ha deciso di trasferirsi a Tel Aviv. Qui ha svolto per due anni il servizio di leva, obbligatorio in Israele: è sotto le armi che Noa ha iniziato a cantare in pubblico, per poi decidere di iscriversi alla Rimon School di Tel Aviv, fondata da Gil Dor. Sarà proprio il chitarrista a notare le sue straordinarie doti vocali e a proporle un concerto in duo nel 1991 al Festival Jazz di Eilat. Inoltre, Gil Dor ha presentato la sua giovane scoperta al suo maestro Pat Metheny, che ha prodotto il suo primo album internazionale nel 1994, dal titolo Noa. L’album ha proiettato la cantante sui palcoscenici di tutto il mondo: sempre nel 1994, Noa ha cantato in Piazza San Pietro alla presenza del Papa e di oltre centomila persone la sua Ave Maria, prima cantante ebrea a esibirsi per il Pontefice, testimonial del nuovo corso vaticano nei confronti di Israele. Nello stesso anno è stata la prima cantante israeliana a essere invitata al Festival palestinese di Nazareth. Nel 1996 ha pubblicato il secondo album Calling, cui seguirà nel 2000 Blue Touches Blue. Tra i due album, Noa ha partecipato a Orange and Blu di Al Di Meola, inciso l’album di Cocciante Notre Dame de Paris, nella veste di Esmeralda, e il tema del film Giovanna D’Arco di Luc Besson e di Babel di Pollicino. Nel 1997 è stata in tour in Francia con Sting e ha inciso un album con l’Israel Philarmonic, nel quale ha mostrato tutta la sua poliedricità, cimentandosi con Bach, Bernstein e classici del jazz. Recentemente ha collaborato all’ultimo album di Joan Manuel Serrat, prima di produrre il suo ultimo album Now dedicato al suo primo figlio Ayehli. La sua carriera artistica l’ha vista in questi anni collaborare con Santana, Stewie Wonder, Joan Baez, Johnny Clegg, Khaled. Nel 2003 ha iniziato una collaborazione con il gruppo italiano dei Solis String Quartet. Dal 2003 è ambasciatrice della FAO nel Mondo. Nel 2004 ha preso parte all’evento “We are the future” organizzato da Quincy Jones a Roma. Ha partecipato al Festival di Sanremo 2006 vincendo in coppia con Carlo Fava il Premio della Critica. Recentemente ha ricevuto il Premio Carosone per il lavoro che da anni conduce sui testi della canzone napoletana d’autore, che ha avuto il primo sbocco nell’album Napoli-Tel-Aviv uscito solo in Israele. Ha vinto il Premio Tenco 2006 per la sua carriera. Nella primavera del 2008 è uscito l’album Genes & Jeans per Mercury-Universal, un viaggio dalle sue radici yemenite alla sua adolescenza americana. Nel 2009 ha partecipato insieme alla palestinese Mira Awad all’Eurovisione di Mosca, per poter inviare il suo messaggio di convivenza e di pace culminato nella realizzazione di un disco comune There Must Be Another Way. Nel marzo del 2011 uscirà il suo nuovo album Noapolis, un omaggio alla canzone napoletana d’autore, dalle villanelle del ‘400 a Roberto Murolo. Sabato 2 aprile ore 21 NOA The Best of Noa Noa voce e percussioni Gil Dor chitarre Vincenzo Di Donna violino Luigi De Maio violino Gerardo Morrone viola Antonio Di Francia violoncello |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE DI BALLETTO 2010-2011 Danza primavera ST PETERSBURG BALLET THEATRE in LA BAYADERE Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena mercoledì 30 marzo ore 21 Danza Primavera prosegue con un grande classico: il St Petersburg Ballet Theatre presenta mercoledì 30 marzo al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21 La Bayadère, balletto in tre atti e quattro scene con la coreografia originale di Marius Petipa su musica di Ludwig Minkus. Il St. Petersburg Ballet Theatre, fondato nel 1994 da Kostantin Tatchkin, è una delle più importanti formazioni di balletto classico di tutta la Russia e continua a ottenere, oltre a grandi successi internazionali, ottimi riconoscimenti dalla critica di tutto il mondo, a conferma dell’indiscutibile livello professionale e artistico dei suoi interpreti. La Bayadère è considerata una delle produzioni più riuscite dell’ensemble per la capacità di interpretare magistralmente e nella versione tradizionale i grandi classici della danza. Rappresentata per la prima volta nel 1877 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, La Bayadère divenne subito il punto di svolta per la carriera del suo creatore Marius Petipa e per tutto il balletto russo. L’intricata trama narra di esotismo, promesse amorose tradite, sentimentalismo, romanticismo e gusto per il soprannaturale. Il guerriero Solor è innamorato della bayadera Nikiya, che lo costringe a un giuramento d’amore eterno. Ma quando gli viene offerta la mano di Gamzatti, la figlia del Rajah, egli accetta dimenticandosi la promessa fatta a Nikiya. Durante i festeggiamenti per il fidanzamento, Gamzatti dice a Nikiya il nome del suo fidanzato e lei si oppone inutilmente a questo fidanzamento. Una schiava, Aya, propone a Gamzatti di uccidere Nikiya. Segue la danza delle bayadere alla quale partecipa anche Nikiya. Aya le offre un cesto di fiori nel quale è nascosto un serpente velenoso che la morde. Il bramino le propone di salvarla, a patto che lei accetti di sposarlo. Nikiya rifiuta e danza fino a quando muore. Solor, per dimenticare il dolore della morte di Nikiya, fuma un veleno, si addormenta e si ritrova nel regno delle ombre e tra esse ritrova anche l’amata Nikiya, alla quale giurerà fedeltà eterna. Durante le nozze tra Solor e Gamzatti, il tempio crolla seppellendoli sotto le macerie. Il St Petersburg Ballet Theatre riunisce i più brillanti giovani talenti delle accademie di danza della città di San Pietroburgo. La loro prima tournée internazionale in Australia e Nuova Zelanda, alle quali sono seguite Giappone, Spagna, Germania, Istanbul, Corea, Sud Africa e Brasile, si è conclusa dopo oltre 200 repliche. All’ottobre 2007 risale il debutto al Théatre des Champs Elysees di Parigi con la produzione de Il lago dei Cigni. Il repertorio della compagnia prevede tutti i grandi classici: Giselle, La Bella Addormentata, Don Quixote, Lo Schiaccianoci, Chopiniana e Paquita. BALLETTO 2010-2011 DANZA PRIMAVERA Mercoledì 30 marzo ore 21 ST PETERSBURG BALLET THEATRE La Bayadère Balletto in tre atti e quattro scene Libretto Marius Petipa, Sergei Khudekov Musica Ludwig Minkus Coreografia originale Marius Petipa Scene Simon Pastukh Costumi Galina Solovieva Personaggi ed interpreti Nikiya Irina Kolesnikova Solor Dmitri Roudachenko Principessa Gamzatti Astkhik Ohannesyan Gran Brahmano Dimtchik Saikeev Rajia Andrey Stelmakhov |
| Comunicato stampa DENTRO LE NOTE INCONTRI MUSICALI ALL’UNIVERSITÀ CECCO SIGNA 3 Blues Notes. Appunti musicali a km zero Facoltà di Lettere e Filosofia (largo Sant’Eufemia, 19) mercoledì 30 marzo ore 17 La rassegna Dentro le note, realizzata dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, prosegue mercoledì 30 marzo alle ore 17 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia a Modena (largo Sant’Eufemia 19) con Cecco Signa, musicista, dj e cantautore modenese, che presenta 3 Blues Notes. Appunti musicali a km zero. L’incontro musicale, come tutti gli altri della rassegna, è a ingresso libero. Con Cecco Signa (voce, armonica a bocca e dischi) si esibiranno Carlo Alberto Moretti (chitarra dobro, acustica e elettrica), Paolo Zoboli (basso elettrico) e Emilio Mori (tastiere). “3 mi dicono essere il numero perfetto – così Cecco Signa spiega il titolo di questo progetto – 3 sono gli accordi fondamentali per fare un blues. Ecco le parole chiave di questo incontro sonoro / chiacchierata musicale. BLUES, ovvero il genere ‘nonno’ di tutta la musica di matrice afroamericana e che accomuna me e i miei amici da sempre e nel quale cadiamo, a volte anche senza volerlo, ogni volta che improvvisiamo qualcosa. NOTES nel senso di note, ma anche di blocco degli appunti su cui abbiamo sempre buttato gli spunti per i testi e i pezzi nuovi. Penso alla musica di base, ai ragazzi che decidono di dedicare gran parte del proprio tempo a fare rock, rap o altro, sottolineando la bellezza e l'importanza del condividere sensazioni che difficilmente si possono incontrare altrove. Faccio il dj per vivere, ma la musica é sempre stata la mia passione, attraverso la quale in maniera ‘casuale’ mi sono poi trovato a cantare e scrivere canzoni. Ecco qualche appunto…” Cecco (Francesco) Signa è dj, cantautore, suona l’armonica, la chitarra e compone tutti i testi e le musiche dei suoi brani. Ha iniziato il suo percorso artistico all’inizio degli anni ‘90 come dj in alcuni locali modenesi, per approdare nel ‘95 al Vox di Nonantola, dove è diventato ben presto punto di riferimento per le serate rock. Contemporaneamente ha mosso i primi passi sia come regista e dj radiofonico, collaborando con ModenaRadioCity, sia in ambito teatrale, partecipando come attore ad alcuni spettacoli della compagnia Edoardosecondo. In quel periodo ha frequentato un workshop di Lindsay Kemp. È stato il front-man del gruppo dei SadoWaso e successivamente negli Ateche, band con la quale ha realizzato due minialbum, ha vinto il Rock Targato Italia e ha pubblicato Il crogiuolo, EP prodotto da Piero Pelù, che li ha ospitati nel tour. Nel 2002 ha partecipato a Fronte del Palco con Gianni Maroccolo, con il quale cinque anni dopo ha coprodotto Togamagoga: canzoni che mescolano il ritmo lento del posto in cui vive, l’amore per la sua famiglia, la rabbia e l’ansia tecnologica che a volte finisce per sedurlo. Sempre nel 2007 Cecco con la sua band ha aperto alcuni concerti di Patti Smith in Italia. Nel 2005 Cecco ha firmato con la Sugar, etichetta discografica di Caterina Caselli. Nel 2008 ha collaborato, come autore delle musiche e come interprete, al film Tutta colpa di Giuda, scritto e diretto da Davide Ferrario. Mercoledì 30 marzo ore 17 Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia (largo Sant’Eufemia, 19) 3 BLUES NOTES appunti musicali a km zero Cecco Signa voce, armonica a bocca e dischi Carlo Alberto Moretti chitarra dobro, acustica ed elettrica Paolo Zoboli basso elettrico Emilio Mori tastiere |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione RISORGIMENTO! di Lorenzo Ferrero commissione del Teatro Comunale di Bologna PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA IL PRIGIONIERO di Luigi Dallapiccola Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena venerdì 25 marzo 2011 ore 20.30 domenica 27 marzo 2011 ore 15.30 In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la Fondazione Teatro Comunale di Modena e la Fondazione Teatro Comunale di Bologna presentano un dittico dedicato al valore della libertà, composto dalla prima esecuzione assoluta di Risorgimento! di Lorenzo Ferrero e da Il prigioniero di Luigi Dallapiccola, opera mai rappresentata a Modena. I due titoli saranno in scena venerdì 25 e domenica 27 marzo 2011 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna salirà Michele Mariotti, dal 2008 direttore principale della compagine felsinea. Giorgio Gallione cura la regia dello spettacolo, avvalendosi delle scene di Tiziano Santi e dei costumi di Claudia Pernigotti. Risorgimento! – a Modena in prima esecuzione assoluta – è stato commissionato dal Comunale di Bologna a Lorenzo Ferrero, compositore torinese che ha all’attivo numerose opere di teatro musicale, eseguite in Italia e all’estero. L’azione si svolge al tempo della composizione di Nabucco, o più precisamente, durante le prove alla Scala per la messa in scena dell’opera che consacrò Giuseppe Verdi. Sono gli anni cruciali, quelli nei quali il popolo italiano si preparava a insorgere per liberarsi dalla dominazione austriaca e affermare la propria identità. “Ho preferito fare un passo indietro – spiega il compositore Ferrero – e tornare al momento in cui il risorgimento era ancora un sogno, anzi diversi sogni, alcuni dei quali ancora vivono nelle polemiche di oggi. Un sogno e un luogo, il luogo del melodramma, che meglio di altre testimonianze artistiche ha incarnato quel momento, quello slancio, quegli incontri segreti, quei primi volantini, quelle morti eroiche, e per un certo periodo ha continuato a farlo, nonostante il fatto fosse compiuto, e l’Italia unita ci fosse”. Nel cast di Risorgimento! figurano Alessandro Luongo nel ruolo dell’impresario Bartolomeo Merelli e Valentina Corradetti in quello di Giuseppina Strepponi. Annunziata Vestri sarà Giovannina Bellinzaghi, Leonardo Cortellazzi Luigi Barbiano di Belgiojoso e Alessandro Spina il Maestro Sostituto. Non mancherà Giuseppe Verdi, interpretato dall’attore e doppiatore Umberto Bortolani. La nuova opera di Ferrero è accostata a uno dei capolavori del Novecento, Il prigioniero, che Luigi Dallapiccola compose tra il 1944 e il 1948. Sono gli anni della Resistenza, che non a caso viene considerata un Secondo Risorgimento proprio perché, come era accaduto un secolo prima, condusse gli italiani alla riconquista della libertà e della dignità morale, valori fondamentali che erano stati negati, stavolta, dalla dittatura fascista. Pur essendo ambientato nella seconda metà del Cinquecento in una Saragozza assediata dalla Santa Inquisizione, l’opera è una risposta agli eventi politici europei di quegli anni e in particolare alla proclamazione delle leggi razziali imposte dal regime fascista. L’ambientazione cinquecentesca fornisce un pretesto per testimoniare lo scandalo e l’inquietudine del compositore e del mondo dell’arte in generale contro i campi di concentramento: attraverso l’analisi della mente di un recluso, Dallapiccola propone una riflessione sul principio filosofico della prigionia, tra le più perverse istituzioni create dall’uomo e tema costante nella sua produzione. Il libretto del Prigioniero si presenta come sintesi originale di numerose fonti, variamente utilizzate nella struttura definitiva dell’opera costituita da un prologo e un atto unico. In essa è delineata l’ultima tortura inflitta a un prigioniero, condannato a morte dall’Inquisizione di Spagna e giustiziato dopo essere stato indotto a sperare nella riacquisizione della libertà e dopo averne assaporato l’illusione. È la trama del racconto La torture par l’esperance, tratto dai Nouveaux contes cruels di Villiers de l’Isle-Adam di Villiers, che Dallapiccola utilizza come fonte primaria e sulla quale innesta altre sollecitazioni letterarie, da Victor Hugo a Charles de Coster fino alle poesie per l’infanzia di Lisa Pevarello. Né mancano situazioni drammatiche dettate da alcune esperienze personali, riconducibili agli eventi del periodo bellico. Il cast del Prigioniero vede Chad Armstrong nel ruolo del protagonista, con Valentina Corradetti (La Madre), Armaz Darashvili (Il Carceriere / Grande Inquisitore), Dario Di Vietri (Primo Sacerdote) e Mattia Olivieri (Secondo Sacerdote). Il dittico Risorgimento! / Il prigioniero sarà in scena al Teatro Comunale di Bologna nei giorni 5, 7, 10, 12, 14 e 16 aprile 2011. A proposito di Risorgimento! di Lorenzo Ferrero Mai le opinioni sono state controverse come in questa ricorrenza dei 150 anni di vita di quella che ancora chiamiamo nazione (un concetto forse da aggiornare, visto che ormai viviamo in un solido contesto europeo). Il centenario, che ricordo come il grande son et lumière di una sfilata di padiglioni celebrativi a Torino, visitati in compagnia del nonno, che aveva fatto la prima guerra mondiale, era tutta un’altra cosa. Ma forse ero troppo piccolo per accorgermi di possibili dissensi. Ad ogni modo, l’opera non è certo la sede più adatta per mettere a confronto idee da talk show. Ho preferito fare un passo indietro, e tornare al momento in cui il risorgimento era ancora un sogno, anzi diversi sogni, alcuni dei quali ancora vivono nelle polemiche di oggi. Un sogno e un luogo, il luogo del melodramma, che meglio di altre testimonianze artistiche ha incarnato quel momento, quello slancio, quegli incontri segreti, quei primi volantini, quelle morti eroiche, e per un certo periodo ha continuato a farlo, nonostante il fatto fosse compiuto, e l’Italia unita ci fosse. Il luogo del melodramma che ho scelto sono le prove del Nabucco, che si tennero a Milano nel’42, in un momento in cui il sogno era solo un sogno, un’ipotesi segreta e sovversiva, a cui quel “Va pensiero” ha dato, in parte secondo verità e in parte leggenda, più sostanza e più corpo, in cui un autore in cerca di affermazione l’avrebbe finalmente trovata, legando il suo destino all’Italia futura, e dandole per molti versi una voce unitaria, anche grazie al melodramma stesso. I personaggi di Risorgimento! (il punto esclamativo richiama l’idea di un auspicio, di uno slancio verso l’avvenire), sono in parte i personaggi del Nabucco, e le stesse voci. Giovannina Bellinzaghi, interprete di Fenena, non ama né l’opera né la sua relativamente modesta parte. Provando e riprovando la sua preghiera col Maestro Sostituto (fervente patriota mazziniano, e qui abbiamo una prima idea di Risorgimento), fa continue rimostranze sulla parte e non crede al futuro dell’opera e del suo autore. Giuseppina Strepponi invece ci crede fermamente (presagio del futuro amore con l’autore?) e non le sfugge la novità di un personaggio forte e volitivo come Abigaille. Tantomeno le sfugge una particolare atmosfera di aspettativa fra i lavoratori del teatro, di solito indifferenti. L’impresario Merelli è preoccupato per la censura, che non ha ancora digerito il noto coro. Il suo patriottismo è moderato, e comunque viene dopo gli affari. Come un moderno produttore cinematografico, intuisce che anche il patriottismo può essere un nuovo filone di successo. Oltre alla censura lo preoccupa il fatto che l’entusiasmo della Strepponi (sua attuale compagna) non sia solo di natura musicale, ma si guarda bene dal farlo vedere. La notizia che il libretto ha passato la censura è portata da un patrizio milanese (Luigi Barbiano di Belgiojoso – ci dicono le cronache che parteciperà alle Cinque Giornate), anch’egli patriota, ma di idee opposte al Maestro Sostituto, che possono essere riassunte da questo scambio di battute: Maestro – Solo il popolo è sovrano; Barbiano – Il sovrano è Carlo Alberto. Dal punto di vista drammaturgico, l’apparente carattere di conversazione dell’opera è contraddetto da un preludio e due cori, in cui il futuro appare in forma di sogno, e in cui vengono evocati personaggi, battaglie, detti dell’epoca e posteriori. È in questo contesto che l’Autore fa la sua apparizione. Ma per lui, ormai vecchio, il Nabucco sarà un lontano ricordo, e l’Italia unita una realtà non priva di problemi irrisolti e di disillusioni. Il significato della memoria Intervista a Giorgio Gallione (Raccolta da Giovanni Gavazzeni) Con il regista Giorgio Gallione parliamo di due opere nate in occasioni molto differenti fra di loro. La novità di Lorenzo Ferrero e Dario Oliveri, Risorgimento!, commissionata dal Teatro Comunale di Bologna in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e Il prigioniero di Luigi Dallapiccola, scritto sul finire della Seconda guerra mondiale e rappresentato scenicamente nel 1950, durante la Guerra Fredda. È possibile un legame? Risorgimento! è suddivisa in tre grandi momenti: prologo, sogno della Strepponi e finale. Si comincia nel 1842. Vediamo tutto quello che ruota intorno alla prima di un’opera che rivoluzionò la vita della futura Italia unita, Nabucco. Nella conclusione si passa ai ricordi di Verdi anziano: si è voluto farlo passare per una bandiera, “ma io ho solo fatto musica di esuli e oppressi”. Però c’è un aggancio con la storia seguente, con il Novecento, quando nel monologo finale Verdi dice: “E adesso che sta per cominciare un nuovo secolo non so più come andranno a finire certe cose”. Ma noi sì. Due guerre mondiali, tirannidi, l’Olocausto, tutti temi molto sentiti da Dallapiccola quando scriveva Il prigioniero. Comunque da un punto di vista registico ho potuto, per entrambe le opere, lavorare su due “pedali”: sul tema della memoria attraverso la visualizzazione di immagini e sul gioco meta teatrale vero e proprio dell’allestimento di un’opera, Nabucco, appunto. Una storia più o meno verosimile che verte su temi storici e umani come la nascita della relazione fra Verdi e Giuseppina Strepponi. La scenografia rispetta l’indicazione 1842? Sì. Per la scena ho pensato a un metaforico teatro della memoria: ci sono una decina di pianoforti, ma non in buono stato, sono spaccati. Sembra piuttosto un magazzino teatrale con sedie e leggii naturalmente per dare il senso del tempo, del mezzo secolo che è passato fra la prima di Nabucco e quando Verdi anziano ripensa alla sua giovinezza. Lì, Verdi si aggira come in un transfert, segue i suoi fantasmi, le sue ombre. E nel Prigioniero, dove i riferimenti storici sono precisi, anche se a suo tempo furono letti, a seconda dell’ideologia politica, come satira della Chiesa Cattolica o dei gulag dell’Unione Sovietica? Nel Prigioniero il senso di questo spazio chiuso, claustrofobico, si accentua. Ci sarà una stanza metallica, è una prigione con botole, porte ecc. che incute un senso tragico, opprimente. I torturati fanno capolino dal basso, dalle segrete, dagli anditi oscuri. Il prigioniero è una metafora precisa degli anni in cui è stato scritto. Non volevo legarlo alla modernità con una trasposizione, e nemmeno ho voluto raccontarlo come una storia di inquisizione, storicamente precisa. Nei video però ho voluto alludere a quanto ha fatto seguito al Risorgimento, vale a dire alla Prima guerra mondiale. Passeranno immagini rapide, velate, bruciate della Grande guerra. L’atmosfera in Risorgimento! è completamente differente. I personaggi sono tutti giovani e condividono un tempo di speranza. Il Maestro Sostituto, per esempio, è un vero patriota militante, disposto a salire sulle barricate. “Metafora” azzeccata, perché spesso le “prove” possono diventare barricate autentiche. In scena ci sono personaggi come l’impresario Merelli, uomo molto attento allo spirito dei tempi, oggi si direbbe ai temi che possono fare cassetta, ma coinvolto alla creazione dell’opera con interesse reale. È molto curioso che la cantante che apre l’opera, la Bellinzaghi, decisa a non voler cantare la parte di Fenena, sia poi quella che diventa la più entusiasta della musica di Verdi, quella più partecipe degli accadimenti del libretto. Per quanto riguarda i figurini. In Risorgimento! non ci sono anacronismi nei costumi. Il video proporrà immagini che passano da una prima parte più aggressiva, emotiva, che racconta il Risorgimento come utopia, come speranza, come leggenda, così come la immaginò il Verdi degli anni Quaranta, a una seconda che mescola arte e politica, dove entrano in gioco anche le suggestioni personali, la soddisfazione e l’entusiasmo per il proprio lavoro: una specie di apologo del teatro; la terza parte dovrà mostrare la visione di un Verdi ormai maturo, che guarda indietro verso un Risorgimento che mostra le sue ferite, perciò meno idealizzato, più concreto. Quali aspetti particolari ha messo in rilievo nelle due opere? Nel Prigioniero, rispetto al libretto, ho sottolineato molto il carattere di allucinazione. Tutto verte sulla figura della Madre che è sconvolta dall’ipotesi che il figlio sia in preda agli aguzzini e ai torturatori. È la Madre che costruisce la propria memoria, il proprio dramma immaginandolo e rivedendolo attraverso lo specchio deformante delle allucinazioni. In Risorgimento! di tanto in tanto faccio entrare Verdi in scena. Svelo quello che nel libretto avviene solo alla fine, vale a dire che tutto è un flashback. Sarà Verdi ad aprire il sipario. Inizia lui la sua operazione di memoria. E così spero che sia ancora più chiaro il significato di memoria. Biografie Lorenzo Ferrero compositore Nato a Torino, ha studiato musica con Massimo Bruni ed Enore Zaffiri e filosofia con Gianni Vattimo all’Università di Torino. Parte preponderante della sua attività creativa è dedicata al teatro musicale: all’opera Rimbaud, sono seguite Marilyn (1980), l’opera per ragazzi La figlia del mago, l’opera buffa Mare Nostro, Night alla Bayerische Staatsoper di Monaco, Salvatore Giuliano (1986), Charlotte Corday (1989), l’opera per marionette Le Bleu-blanc-rouge et le Noir al Festival d’Automne di Parigi (1989), e Nascita di Orfeo (1996) su commissione dell’Arena di Verona. Le sue opere vengono continuamente riprese dai principali teatri in Italia, Germania, Francia, Finlandia e Stati Uniti. Ha collaborato con Carmelo Bene per musiche di scena e per la Biennale Teatro. Nel 1993 ha scritto insieme ad altri sei compositori il Requiem per le vittime della mafia, eseguito nella Cattedrale di Palermo e trasmesso da Rai Tre. Nel 1994 ha completato la strumentazione della terza versione dell’opera di Puccini La Rondine, prima assoluta al Teatro Regio di Torino. Nel 1997 ha scritto le musiche per la cerimonia inaugurale dei Mondiali di Sestrières. Si è dedicato anche all’organizzazione musicale: tra le cariche ricoperte, nel 1999 è stato Direttore generale del Salone della Musica di Torino, dal 1999 al 2003 della Festa della Musica di Milano, dal 2003 al 2004 Direttore generale del Ravello Festival. Dal 2004 è Presidente della commissione lirica della SIAE e recentemente è stato eletto all’unanimità Presidente del Comitato Esecutivo del CIAM International Council of Creators of Music. Michele Mariotti direttore d’orchestra Pesarese, nato nel 1979, si è diplomato in composizione al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro e in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese. Nel 2005 ha fatto il suo debutto operistico dirigendo Il barbiere di Siviglia di Rossini. Tra il 2006 e il 2007 ha diretto Gianni Schicchi al Teatro della Fortuna di Fano, Don Gregorio di Donizetti al Festival di Wexford, L’italiana in Algeri di Rossini al Comunale di Bologna e Comunale di Ferrara, Il barbiere di Siviglia al Regio di Torino. Nel 2007 ha aperto la stagione del Comunale di Bologna dirigendo Simon Boccanegra di Verdi e ricevuto la nomina a Direttore Principale dell’Orchestra del Comunale di Bologna. Nel 2008 ha debuttato nel Rigoletto di Verdi a Lima, nei Puritani di Bellini a Minorca e nel Nabucco per il Festival Verdi. Nel 2009 ha debuttato allo Sferisterio di Macerata nella Traviata e a Washington e a Los Angeles nel Barbiere di Siviglia. Nel 2010 ha debuttato alla Scala di Milano con Il barbiere di Siviglia e ha inaugurato il Rossini Opera Festival con Sigismondo. Ha iniziato il 2011 dirigendo un concerto a Reggio Emilia, alla presenza del Presidente Napolitano, con l’Orchestra RAI in apertura delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Tra i prossimi impegni: al Comunale di Bologna dirigerà Turandot, Cenerentola, Il barbiere di Siviglia; alla Semperoper di Dresda La gazza ladra; a Tokyo I puritani e la Carmen; al Liceu di Barcellona inaugurerà la stagione 2013/14 con La battaglia di Legnano che dirigerà anche al Festival Verdi di Parma 2011; al Rossini Opera Festival il Guillaume Tell; all’Opéra di Parigi dirigerà I puritani; alla Metropolitan Opera di New York la Carmen, I puritani e La donna del lago; a Chicago Il barbiere di Siviglia; a Zurigo Turandot; al Covent Garden di Londra La donna del lago e tornerà alla Scala con Le Comte Ory. Giorgio Gallione regista Dal 1986 è direttore artistico del Teatro dell’Archivolto di Genova. Ha collaborato, tra gli altri, con Otomar Krejca, Terry Hands, Elio Petri. La sua prima regia è Il matrimonio da Brecht e Valentin (1981); con Angeli e soli, ispirato all’opera di Italo Calvino, ha vinto il Biglietto d’oro AGIS 1990. Tra le sue regie dell’ultimo decennio si segnalano La Buona Novella di Fabrizio De André (2000), La Storia di Onehand Jack di Stefano Benni coprodotto dall’Archivolto con la Biennale Teatro di Venezia (2001), Corto Maltese da Hugo Pratt, opera balletto con Gioele Dix e le musiche originali di Paolo Conte (2002). Nel 2005 ha diretto La lunga notte del dottor Galvan di Pennac con Neri Marcoré. Nel 2007 ha iniziato l’esplorazione dell’universo gaberiano firmando la regia di due spettacoli, Il dio bambino con Eugenio Allegri e Un certo signor G con Neri Marcoré. Nel 2009 ha diretto Spoon river, spettacolo tratto da Edgar Lee Masters e Fabrizio De Andrè. Nella stagione 2009-10 ha debuttato con diverse nuove produzioni tra cui Italiani, italieni, italioti su testi di Michele Serra e La misteriosa scomparsa di W di Benni. Gallione ha messo in scena produzioni del Teatro Stabile di Genova, dei Filodrammatici di Milano, del Teatro Due di Parma; ha curato lo spettacolo/concerto Guarda che Luna!, omaggio a Fred Buscaglione. Per La7 è stato il curatore nel 2006 e 2007 di Crozza Italia. In campo lirico, particolarmente attento alla musica del Novecento, ha firmato la regia de I quattro rusteghi di Wolf-Ferrari, L’amico Fritz di Mascagni, La visita meravigliosa di Nino Rota, Candide di Bernstein, Don Procopio di Bizet, La rondine di Puccini, Street scene di Kurt Weill, Il gatto con gli stivali, Dylan Dog e Vita di Marco Tutino, Nella colonia penale di Philip Glass, Il barbiere di Siviglia di Rossini, Tamerlano di Händel, Dinorah di Meyerbeer, Un tram che si chiama desiderio di André Previn. Tiziano Santi scenografo Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e specializzato al Teatro alla Scala di Milano e all’Arena di Verona. Ha alternato fin dall’inizio la sua attività di scenografo a quella di Direttore di laboratori di realizzazione scenografica in vari teatri italiani ed europei. Ha collaborato con Ettore Rondelli e con registi e scenografi di fama internazionale. Ha realizzato le scenografie per i concerti della Y.T.L. a Kuala Lumpur (Malaysia) dal 1995 al 2001. Ha ideato le scene per gli spettacoli del Progetto Domani nell’ambito delle Olimpiadi della Cultura Torino 2006. Per la regia di Luca Ronconi ha realizzato Il silenzio dei comunisti, Lo specchio del diavolo, Troilo e Cressida, Drammi di guerra, Biblioteche. Con tre di questi titoli ha vinto il premio Ubu 2006. Nel 2009-10 ha progettato in ambito lirico le scenografie di Billy Budd per la regia di Davide Livermore, L’elisir d’amore per la regia di Rosetta Cucchi, e per il Teatro Regio di Parma il Sogno di una notte di mezza estate. Per l’edizione del 2010 del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca ha ideato le scene di Gianni di Parigi per la regia di Federico Grazzini e Rodelinda, regina dei Longobardi per la regia di Rosetta Cucchi. Insegna Progettazione scenografica alla Scuola dell’Opera di Bologna e allo IUAV di Venezia. Claudia Pernigotti costumista Diplomata all’Accademia di Brera, ha collaborato con Pasquale Grossi e William Orlandi in qualità di assistente alle scene e ai costumi. Nel 1998 ha firmato i costumi delle Nozze di Figaro al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nel ’99 le scene e i costumi per Il Barbiere di Siviglia al Teatro Verdi di Trieste. Dal 2000 è la Responsabile del Servizio Costume del Teatro Comunale di Bologna, per il quale ha firmato i costumi di Dido and Aeneas (regia di Roberto Recchia), di Jackie’O (regia di Damiano Michieletto), di Sweeney Todd e dell’Elisir d’amore (regia di Rosetta Cucchi) e Don Pasquale (Alfonso Antoniozzi). Parallelamente all’attività del Comunale ha collaborato con Nanni Garella firmando i costumi dei Giganti della Montagna (2002), Dinner Party (2003-04), Zio Vanja (2004-05), Vita di Galileo (2007-08), Edipo di Pasolini (2008) e Platonov di Čechov. Ha firmato inoltre i costumi di Tutti in maschera (regia di Rosetta Cucchi) in scena al Festival di Wexford del 2008, di Viaggio a Reims per il Comunale di Piacenza nel 2009 e di Rodelinda al Festival della Valle d’Itria 2010. Chad Armstrong baritono Nativo di Saskatchewan (Canada), ha interpretato Ping nella Turandot del 2008 al Dicapo Opera Theater ed è stato invitato a presentare una selezione del ruolo durante le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Puccini con l’Orchestra dell’Opera di New York diretta da Francisco Bonnin al Teatro Rose al Lincoln Center. In qualità di vincitore del Mezzo Tv Festival and Competition 2009 a Szeged in Ungheria, Armstrong ha debuttato con il National Moravian-Silesian Theatre, interpretando il ruolo di John Donn nell’opera Vita di Marco Tutino. Oltre alle recite a Ostrava (Repubblica Ceca), la produzione è stata trasmessa in oltre 40 paesi durante la finale del Concorso in Ungheria. A New York i suoi impegni hanno incluso John Proctor nel The Crucible, una interpretazione di Lescaut in Manon Lescaut, Tom Carter nella produzione del 2010 di Hotel Casablanca di Thomas Pasatieri e Papa Pio IX nella prima mondiale di Il caso Mortara di Francesco Ciluffo. Altre interpretazioni del 2009 sono state Mr. Fox nella prima newyorchese di Fantastic Mr. Fox di Tobias Picker, Silvio in Pagliacci, Taddeo nell’Italiana in Algeri, e Marcello nella Bohème all’Opera di Hampton. Armstrong è apparso in diverse occasioni alla Carnegie Hall, dove ha cantato nel 2008 come baritono solista nella Nona Sinfonia di Beethoven. Sempre nel 2008, per un concerto a New York ha preparato una selezione di brani raramente eseguiti, commissionati dalla Metropolitan Opera negli anni’20 e ’30, con la direzione di Stephen Osgood. Umberto Bortolani Si è diplomato all’Accademia Antoniana d’Arte Drammatica di Bologna e ha iniziato la carriera di attore nel 1972. Nel 1974, per due stagioni, ha lavorato al Teatro Stabile di Torino. Negli anni Ottanta e Novanta è stato protagonista di numerosissime pièce teatrali, ha collaborato con il Teatro Stabile dell’Aquila e con diversi artisti, fra gli altri Antonio Calenda, Elsa Merlini, Glauco Mauri, Walter Chiari. Ha collaborato con la RAI e per alcuni anni ha svolto un’intensa attività di doppiaggio a Roma. Dal 1994 al 2006 è stato impegnato con l’Arena del Sole di Bologna partecipando, tra le altre cose, a diverse produzioni goldoniane e collaborando spesso con Nanni Garella. Nel cinema ha lavorato in diversi film di Pupi Avati. Valentina Corradetti soprano Nata ad Ascoli Piceno, ha studiato con il soprano Rossella Marcantoni e si è diplomata nel 2007 al Conservatorio “U. Giordano” di Foggia. È allieva della Scuola dell’Opera di Bologna. Nel 2008 ha debuttato nella Traviata (Annina) al Teatro Sociale di Rovigo sotto la direzione di Tiziano Severini e in Aida (Gran Sacerdotessa) al Teatro Verdi di Padova sotto la direzione di Omer Wellber. Nel 2009 ha debuttato nella Bohème (Mimì) al Teatro Comunale di Bologna e ha cantato nella Voix Humaine di Poulenc, nella Krönungsmesse di Mozart e nel Der Bürger als Edelmann di Richard Strauss sotto la direzione di Roberto Abbado. Nel 2010 ha interpretato Micaela nella Carmen sotto la direzione di Francesco Rosa al Teatro Sociale di Rovigo ed Elettra nell’Idomeneo di Mozart al Teatro Comunale di Bologna diretta da Michele Mariotti. Ha cantato il ruolo di Maria Rosaria nella Napoli Milionaria di Nino Rota, in apertura del 36° Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Ha collaborato con la Filarmonica Toscanini di Parma e con l’Orchestra Verdi di Milano cantando in Rabelaisiana e La scuola di guida di Nino Rota. Si è esibita in diretta radiofonica con l’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino per il concerto “Festival delle voci nuove” diretto da Pietro Mianiti. Leonardo Cortellazzi tenore Nato a Mantova nel 1980, si è diplomato al Conservatorio “A. Boito” di Parma sotto la guida di Lelio Capilupi. Nel 2003 ha interpretato il ruolo di Schmidt nel Werther di Massenet al Teatro Magnani di Fidenza. Nel 2006 ha vinto il Concorso Primo palcoscenico del Conservatorio di Cesena per il ruolo di tenore nel Requiem di Mozart e il XIII Concorso internazionale “G. Di Stefano” per il ruolo di Ferrando in Così fan tutte di Mozart. Si è esibito al Teatro Municipale di Piacenza nella Finta semplice e al Luglio Musicale Trapanese nel Così fan tutte di Mozart. Nel 2008 ha interpretato il ruolo del protagonista nel Don Giovanni di Pacini al Rossini Festival di Wildbad ed è tornato al Teatro alla Scala per i Vesperae solennes de confessore di Mozart sotto la direzione di Chung. Tra gli impegni più recenti, Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Donizetti e L’occasione fa il ladro di Rossini al Teatro alla Scala; Don Giovanni di Mozart al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Comunale di Bologna e Rigoletto di Verdi nella produzione di Andrea Andermann, con Placido Domingo nel ruolo principale, sotto la direzione di Zubin Mehta. Tra i prossimi impegni, Lucia di Lammermoor al Teatro La Fenice e Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi e Manon Lescaut al Teatro alla Scala. Armaz Darashvili tenore Nato in Georgia nel 1982, nel 2010 è entrato a far parte della Scuola dell’Opera di Bologna. Ha partecipato nel 2003 all’International Music Festival “Autumn Tiblisi”; nel 2007 è stato vincitore del primo premio come miglior tenore al concorso internazionale “Bulbul” e nel 2008 ha vinto la borsa di studio al concorso “Julio Gaiarez” di Pamplona. Sempre nel 2008 ha interpretato Malkhaz nel Daisi di Zakharia Paliashvili al Tbilisi Opera and Ballet Theatre in Georgia. Nel 2009 ha debuttato nei ruoli di Don Ottavio nel Don Giovanni di Mozart e Alfredo nella Traviata di Verdi. Nello stesso anno e nello stesso teatro, ha debuttato nel ruolo di Kote nel Keto and Kote di Victor Dolidze. Dario Di Vietri tenore Nato a Bari nel 1984, ha iniziato lo studio del canto con Vittorio Terranova perfezionandosi con docenti quali Katia Ricciarelli, Jaume Aragall e Luciano Pavarotti. Nel 2007/08 si è classificato finalista al Concorso “F. Tagliavini” a Deutschlandsberg (Austria). Nel 2008 ha interpretato il ruolo di Cavaradossi nella Tosca al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Dal 2008 è allievo della Scuola dell’Opera di Bologna e frequenta l’ultimo anno di canto al Conservatorio di Milano. Nel 2009-10 è stato impegnato nel ruolo di Pinkerton nella Madama Butterfly in scena nei teatri del Circuito Lirico Lombardo in un calendario di nove recite (progetto Pocket Opera – Regione Lombardia, in collaborazione con l’As.Li.Co.). Alessandro Luongo baritono Nato a Pisa nel 1978, si è perfezionato sotto la guida di Alessandro Corbelli, Renato Bruson, Robert Kettelson e Mirella Freni. Ha debuttato nel 2002 al Teatro del Giglio di Lucca interpretando il ruolo di Beaupertuis ne Il Cappello di paglia di Firenze di Nino Rota. Si è affermato in diversi Concorsi come l’As.Li.Co (2005) e lo Spiros Argiris (2010). Ha interpretato ruoli con una particolare predilezione per le opere di Mozart, Rossini e Donizetti. Ha interpretato i ruoli di Marcello e Schaunard ne La bohème e di Lescaut in Manon Lescaut al Puccini Festival di Torre del Lago. Nel 2003 è stato Agamennon ne La Belle Héléne di Offenbach al Teatro Verdi di Pisa e Polypheme in Acis and Galatea di Händel rappresentato a Lucca, Pisa e Livorno con la direzione di Jonathan Webb. Ha cantato diretto da Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Bruno Campanella e Evelino Pidò, esibendosi al Teatro Regio di Torino (Haly ne L’italiana in Algeri e Dancairo in Carmen), al Teatro degli Champs-Elysées in Parigi (Masetto in Don Giovanni), al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in varie produzioni e nel Trovatore per la regia di Cristina Mazzavillani Muti a Ravenna. Mattia Olivieri baritono Nato a Sassuolo nel 1984, ha studiato al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e al Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo, perfezionandosi con Maurizio Leoni a Bologna. Ha cantato per il Festival lirico della Toscana nel ruolo del Commissario Imperiale in Madama Butterfly, e in quello di Fiorello nel Barbiere di Siviglia di Rossini. Si è confrontato con il repertorio contemporaneo cantando ne Il telefono (Ben) di Menotti al Teatro Comunale di Caserta e nel Frankenstain (Prima creatura) di Scotto-Duma. Nella stagione 2009/10 ha interpretato il ruolo di Giorgio nella Gazza ladra di Rossini al Comunale di Bologna; il Barone Douphol nella Traviata ed è tornato a cantare nel Barbiere di Siviglia al Teatro Pergolesi di Jesi. Ha interpretato Federico nella Napoli milionaria di Nino Rota al Festival della Valle d’Itria e Monsieur Choufleuri in Mr Choufleuri resterà chez lui di Offenbach per il Teatro Comunale di Bologna. Attualmente è allievo della Scuola dell’Opera di Bologna. Alessandro Spina basso Ha studiato canto al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Ha lavorato con registi come Daniele Abbado, Robert Carsen, Hugo De Ana, Roberto De Simone, Joseph Franconi Lee, Damiano Michieletto, Stefano Vizioli, e direttori d’orchestra quali Roberto Abbado, Giampaolo Bisanti, Daniele Gatti, Wolfgang Sawallisch. Ha interpretato i ruoli di Lunardo nei Quatro Rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari; Colline nella Bohème; Don Pasquale nel ruolo del protagonista; Simone in Gianni Schicchi inciso dalla Rai Tdk; Zuniga in Carmen. Nel 2009 ha inaugurato la Stagione del Teatro alla Scala nel Don Carlo, ed è stato poi Frate Lorenzo nel Roméo et Juliette di Gounod per il Teatro Filarmonico di Verona, Gualtiero in Edgar al Comunale di Bologna, Angelotti in Tosca al San Carlo di Napoli. Del repertorio sacro ha interpretato il Te Deum di Britten prodotto dal Teatro alla Scala, il Requiem di Faurè, l’Oratorio di Natale di Saint-Saëns, la Messa di Mercadante per il Teatro San Carlo di Napoli, la Messa KV 317 di Mozart al Teatro Manzoni di Bologna. Annunziata Vestri mezzosoprano Ha studiato al Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara e al Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara. È stata allieva, tra gli altri, di Regina Resnik, Bruno de Simone, Jorges Vas De Carvalho, Daniela Dessì, Renato Bruson, Renata Scotto, Mirella Freni. Ha vinto concorsi nazionali e internazionali. Ha interpretato Suzuky nella Madama Butterfly al Teatro Vespasiano di Rieti e allo Sferisterio di Macerata; la Sacerdotessa nell’Aida Teatro Regio di Parma in tournée in Corea del Sud; la Terza Dama nel Die Zauberflöte di Mozart e Mercedes nella Carmen di Bizet al Coliseu di Porto; Quickly nel Falstaff di Verdi al Teatro Comunale di Treviso e all’Opéra di Montecarlo; Berta nel Barbiere di Siviglia di Rossini per l’As.Li.Co.; il Musico nella Manon Lescaut al Teatro dell’Opera di Roma. È stata il Primo contralto in Jacob Lenz di Wolfgang Rihm al Teatro Lauro Rossi di Macerata; Tisbe nella Cenerentola di Rossini al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto in tournée in Giappone; Zita nel Gianni Schicchi di Puccini all’Accademia Chigiana di Siena; Neris nella Medea al Teatro Regio di Torino. Ha cantato in Tancredi al Teatro Regio di Torino, Suor Angelica all’Accademia Chigiana di Siena, nel Faust e nei Lombardi alla prima crociata di Verdi allo Sferisterio di Macerata, nella Traviata al Teatro dei Rinnovati di Siena, nel Rigoletto al Teatro Donizetti di Bergamo e nella Forza del Destino al Teatro Regio di Parma. Nel 2010 ha inciso La traviata con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma. |
| RINVIATA LA PRIMA DI RISORGIMENTO! / IL
PRIGIONIERO A CAUSA DELLO SCIOPERO NAZIONALE DELLO SPETTACOLO La recita sarà recuperata sabato 26 marzo ore 20,30 Si comunica che, a causa dello sciopero generale dei lavoratori di tutte le categorie dello spettacolo indetto dalle organizzazione sindacali Cgil, Cisl, Uil e Fials, la prima del dittico Risorgimento! di Lorenzo Ferrero / Il prigioniero di Luigi Dallapiccola, prevista per venerdì 25 marzo alle ore 20.30, è stata rinviata. La recita verrà recuperata sabato 26 marzo alle ore 20.30, grazie alla disponibilità dei lavoratori del Teatro Comunale di Bologna e del Teatro Comunale di Modena. Tra gli obiettivi della mobilitazione nazionale: il rifinanziamento del Fondo Unico per lo Spettacolo 2011, vere riforme con leggi di Sistema e reti protettive, l’apertura di un tavolo interministeriale per l’attuazione di tutti gli strumenti di protezione sociale applicabili ai nostri Settori, un Ministro nel pieno delle sue prerogative e un Dicastero in grado di tutelare gli interessi complessivi della categoria, rinnovi in tempi celeri dei contratti collettivi nazionali. Tali obiettivi dichiarati sono ampiamente condivisi dall’AGIS, dall’ANEC e da tutte le associazioni dello spettacolo. “A pochi giorni dal 150° anniversario dell’unità del nostro Paese – si legge nella dichiarazione di sciopero redatta dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Fials – viene assestato un colpo mortale a un settore che rappresenta l’identità del Paese e il prestigio dell’Italia nel mondo, costringendolo a una lenta agonia in una logica di disidratazione di tutto ciò che è arte, sapere, conoscenza, confronto e crescita”. Per informazioni, rivolgersi alla biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, tel. 059 2033010, biglietteria@teatrocomunalemodena.it. |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE DI BALLETTO 2010-2011 IL BALLET DE LORRAINE INAUGURA DANZA PRIMAVERA Teatro Comunale Luciano Pavarotti martedì 8 marzo ore 21 Danza Primavera si apre martedì 8 marzo, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, con il CCN – Ballet de Lorraine, che presenta una serata dedicata a William Forsythe, il coreografo newyorkese premiato nel 2010 con il Leone d’oro alla carriera alla Biennale Danza di Venezia. La compagnia francese interpreterà tre titoli di Forsythe, The vertiginous thrill of exactitude, Steptext e The Vile Parody of Address, ai quali seguirà, in chiusura di serata, Duets di Merce Cunningham, un’altra figura chiave della danza contemporanea. II Centre Chorègraphique National - Ballet de Lorraine festeggia in questa stagione i suoi quarant’anni di attività e il 30° anniversario di permanenza a Nancy. Composta da una trentina di ballerini di formazione classica, la compagnia dal 2000 è diretta da Didier Deschamps, che in questi anni si è impegnato a portare avanti un progetto mirato alla diversificazione della creazione coreografica e del suo repertorio, resa possibile grazie a un ensemble di ballerini permanenti particolarmente dotati ed eclettici. Sul movimento finale della Nona Sinfonia di Schubert, The vertiginous thrill of exactitude riprende gli elementi tradizionali della danza classica: il tutu, le punte, il virtuosismo, il lirismo e il rapporto amichevole tra i sessi. Il passo a cinque offre una dimostrazione straordinaria della tecnica classica e del modo in cui Forsythe intenda il balletto, elemento di una vasta gamma di possibilità coreografiche – qui distillato nella sua forma più rara e brillante. Pur essendo un omaggio affettuoso a Petipa e a Balanchine, in rapporto ai loro codici e strutture compositive (assoli tra passi a due, a tre e ensemble), al loro lavoro d’allegro vivace e preciso, The vertiginous thrill of exactitude appartiene al nostro tempo nella sua manifesta celebrazione del ballerino, capace di trasformare la difficoltà tecnica in trionfo dell’abilità fisica e nell’incarnazione di una tradizione intera della danza. Fuga dalla meccanica del rituale teatrale, Steptext sospende i meccanismi fondamentali e accessori di esecuzione della performance che hanno determinato la struttura della rappresentazione teatrale. Ne derivano una serie di suspens musicali, scenografiche e coreografiche dislocate creando un ambiente carico di narrazione. The Vile Parody of Address è un rigoroso esercizio contrappuntistico per piano, voce e ballerini. Il continuum di una fuga estratta dal Clavicembalo ben temperato di Bach assicura l’orientamento temporale di elementi strutturalmente compatibili, ma perfettamente discontinui, che ridistribuiscono la loro accentuazione associativa e organizzativa ad ogni ripresa della musica. Il Centre Chorégraphique National - Ballet de Lorraine è una delle Compagnie più famose in Francia. In origine, il Ballet Français Théâtre de Nancy diretto da Jean-Albert Cartier si dedica alla decentralizzazione coreografica. Nel 1988 Patrick Dupond viene nominato Direttore della Compagnia, che cambia il proprio nome in Ballet Français de Nancy. Ballerino formidabile, lascia un ricordo indelebile nella memoria del suo pubblico. Nel 1991 gli succede Pierre Lacotte. La Compagnia diventa Ballet National de Nancy et de Lorraine. La sua missione pone ora l’accento sulla produzione dei capolavori classici e romantici, repertorio per eccellenza di Pierre Lacotte. Nel 1999 la Compagnia assume il nome attuale, Centre Chorégraphique National – Ballet de Lorraine. Françoise Adret assume la direzione ad intérim durante la stagione 1999/2000. Questa signora della danza francese sarà a lungo ricordata per la sua eccezionale personalità. Didier Deschamps, nominato Direttore Generale del CCN - Ballet de Lorraine nel marzo 2000, subentra il 1° luglio 2000. Da allora porta avanti un progetto dedicato alla diversificazione della creazione coreografica e del suo repertorio grazie a una Compagnia di ballerini permanenti di alto livello. A Nancy dal 1978, il Ballet de Lorraine si trova all’incrocio tra il cuore storico della città, il nuovo quartiere Meurthe e il canale. Polo coreografico, il CCN porta avanti diversi progetti di partenariato con varie istituzioni artistiche e culturali della città, della regione e del Paese. Corsi di formazione, di sensibilizzazione del pubblico, spettacoli di compagnie indipendenti, mostre, proiezioni di film e conferenze scandiscono la stagione e propongono diverse forme di approccio alla cultura coreografica. Ogni stagione la Compagnia crea nuovi programmi presentati a Nancy e poi in tournée. Ogni anni vanno in scena mediamente 70 rappresentazioni. Opere del repertorio - classico e contemporaneo - e nuove creazioni offrono al pubblico un’ampia gamma di tecniche, linguaggi e percorsi creativi degli artisti di oggi e illustrano la straordinaria diversità e ricchezza della danza. Coreografi di fama internazionale e giovani talenti vengono a Nancy da ogni parte del mondo, accompagnati dal loro staff artistico e tecnico per creare con gli interpreti della Compagnia, tutti di formazione classica ma appassionati dei linguaggi e dei percorsi creativi odierni. BALLETTO 2010-2011 DANZA PRIMAVERA Martedì 8 marzo ore 21 CCN – BALLET DE LORRAINE The Vertiginous Thrill of Exactitude Coreografia, scenografia e luci William Forsythe Musica Franz Schubert (Sinfonia n. 9 in do maggiore La grande) Costumi Stephen Galloway Interpreti Jennifer Blasek, Agnès Boulanger, Nina Khokham, Mickäel Conte, Fabio Dolce The Vile Parody of Address Coreografia, scenografia, luci e testi William Forsythe Musica Johann Sebastian Bach (Fuga n. 22 in si minore estratto da Il Clavicembalo ben temperato, Libro I) Interpreti Sakiko Ouishi e Bulat Akhmejanov (Passo a due), Julien Ficely (Solo), Cyril Griset (Personaggio) Steptext Coreografia, scene, luci, costumi William Forsythe Musica Johann Sebastian Bach (Partita n.2 BWV 1004 in re minore, Chaconne) Interpreti Nina Khokham, Grégory Beaumont, Fabio Dolce, Mickäel Conte Duets Coreografia Merce Cunningham Musica John Cage Scene, costumi e luci Mark Lancaster Interpreti Jennifer Blasek e Dmitri Domojirov (I coppia), Laure Lescoffy e Phanuel Erdmann (II coppia), Agnès Boulanger e Bulat Akhmejanov (III coppia), Amandine Biancherin e Julien Ficely (IV coppia), Valérie Ferrando e Cyril Griset (V coppia), Sakiko Ouishi e Justin Cumine (VI coppia) In collaborazione con ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna e Les Artscéniques |
| CALENDARIO APRILE-MAGGIO 2011 L’ALTRO SUONO FESTIVAL 2011 Sabato 2 aprile ore 21 NOA The Best of Noa Noa voce e percussioni Gil Dor chitarre Vincenzo Di Donna violino Luigi De Maio violino Gerardo Morrone viola Antonio Di Francia violoncello Dopo il successo di Genes and Jeans, presentato al Comunale nel 2008, Achinoam Nini, ovvero Noa, torna a Modena con The Best of Noa, antologia dei successi dei suoi 20 anni di carriera, che ripercorre le tappe della sua carriera e del suo passato musicale fino a oggi, interpretando brani indimenticabili come la celebre Beautiful that way, colonna sonora del film di Roberto Benigni La vita è bella. Il suo stile unico nasce dall’incontro tra forti suggestioni americane degli anni Sessanta – da Paul Simon a Joni Mitchell e Leonard Cohen – le sue radici yemenite e l’influenza jazz, classica e rock di Gil Dor. Noa è stata la prima artista israeliana formalmente invitata a esibirsi in Marocco. Nel 1994 ha eseguito la sua versione dell’Ave Maria davanti a una platea di centomila persone e a un pubblico televisivo di milioni di spettatori alla presenza di Papa Giovanni Paolo II. Ha ricevuto il Premio Carosone per il lavoro che da anni conduce sui testi della canzone napoletana d’autore, e il Premio Luigi Tenco come riconoscimento dei risultati ottenuti durante la sua carriera. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha assegnato nel 2007 il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica Italiana. Nel marzo del 2011 è uscito per EGEA il suo nuovo album Noapolis, un omaggio alla canzone napoletana d’autore, dalle villanelle del ‘400 a Roberto Murolo. Mercoledì 13 aprile ore 21 prima italiana Fuori abbonamento MAFALDA ARNAUTH Fadas Mafalda Arnauth voce Eurico Machado chitarra portoghese Nelson Aleixo chitarra acustica Daniel Pinto basso acustico Il fado portoghese approda al Comunale di Modena con una delle sue voci più rappresentative, quella di Mafalda Arnauth, un’artista destinata a raccogliere da Amália Rodrigues il testimone di nuova stella del fado internazionale. A Modena presenterà in prima italiana Fadas, il suo quinto album, un omaggio alle interpreti che l’hanno ispirata durante il suo percorso musicale, dalla Rodrigues a Hermínia Silva, da Fernanda Baptista a Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceição. “È chiaramente un omaggio alle donne – spiega Mafalda – In Fadas ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, anche esse magiche, che ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita e evoluzione come fadista”. L’album è anche un omaggio ai testi, alla musica e alla magia che hanno fatto del fado un luogo di espressione massima della cultura portoghese, dalla più popolare alla più erudita, dalla più semplice alla più complessa. Mercoledì 20 aprile ore 21 SAKINA AL AZAMI JAMAL OUASSINI ENSEMBLE Oum Kalthoum “l’astre de l’Orient” Musiche e arrangiamenti a cura di Jamal Ouassini Sakina Al Azami voce Jamal Ouassini direzione e violino Mohammed el Mortaji violino Abdesselam Naiti kanoun Bouchaib Amer flauto e kawala Youssef Mezgheldi liuto Tarek Awad Alla percussioni Produzione Ziryab Intorno al 1910 in un piccolo villaggio sul Delta del Nilo, si diffuse la fama di un anziano signore e di una ragazzina. Diventarono famosi perché questa ragazzina, vestita da beduino, incantava le folle con la sua bellissima voce e la genialità nell’interpretare “al qasida”, la forma più alta ed elegante nel cantare la poesia. La ragazzina era Oum Kalthoum (stella dell’Oriente), pseudonimo di Fatima Ibrahim al-Sayyid al-Baltaji. Riconosciuta come la migliore cantante egiziana di tutti i tempi, Oum Kalthoum è nata nel 1904 a Tamay-az-Zahayra, e ha avuto come primo insegnante di canto il padre, Imam della moschea. Ha iniziato la sua carriera da bambina, cantando in occasione di avvenimenti religiosi. Dotata di un talento eccezionale, alla fine degli anni ‘40 è diventata il simbolo della canzone araba. Il concerto modenese, diretto da Jamal Ouassini e cantato da Sakina Al Azami, presenta un repertorio originale, con arrangiamenti che attingono dalle opere più significative scritte appositamente per Oum Kalthoum dai più importanti compositori e poeti arabi del Novecento come Muhammad ‘abd Al wahhab, Baligh Hamdi, Riyad Al Sunbati, Ahmed Rami. Martedì 10 maggio ore 21 TANYA TAGAQ Auk/Blood Tanya Tagaq voce Jean Martin batteria Jesse Zubot violino Nata a Cambridge Bay, nella provincia del Nunavat, Tanya Tagaq si è imposta all’attenzione internazionale nel 2005 con il suo album d’esordio Sinaa, che significa “bordo” nella lingua ancestrale Inuktitut. Le sue canzoni derivano dalla rielaborazione di una modalità canora tipica del popolo Inuit, detta Katajjaq, canto di gola, che viene solitamente eseguita da due donne. La Tagaq la reinterpreta, da solista, in uno stile del tutto originale, remixando la musica della tradizione con un potente infuso di stili contemporanei. Eclettiche e numerose le sue collaborazioni: di recente è tornata a registrare con Björk, per la colonna sonora di Drawing Restraint 9, film di Matthew Barney, dopo essere apparsa nel suo album Medúlla nel 2004 e averla accompagnata nel Vespertine tour. Un’altra collaborazione ha dato i suoi frutti nel 2007, quando il Kronos Quartet ha invitato Tanya a partecipare, come coautrice e musicista, al progetto Nunavut, che dopo il debutto nel febbraio 2008 al Chan Centre di Vancouver è andato in scena in tutto il Nord America, fino alla Carnegie Hall di New York. A Modena la Tagaq presenta il suo ultimo lavoro Auk/Blood (che significa sangue nella lingua Inuit), nominato al Juno Award come Miglior Album Aborigeno e Migliore Album Strumentale, e vincitore in diverse categorie al Canadian Aboriginal Music Awards, incluso il premio per Miglior Artista Femminile. Domenica 22 maggio ore 21 CRISTINA ZAVALLONI voce I VIRTUOSI ITALIANI ALDO SISILLO direttore Gian Antonio Mutto pianista e arrangiatore Raffaele Tiseo arrangiatore Beatles! Here there and everywhere / Eleanor Rigby / Help / Black Bird / Yesterday / Lady Madonna / Pennylane /TheLong a Winding Road / Obladì Obladà / Good Night / Yellow Submarine/ I Want to Hold Your Hand / Norwegian Wood / Ticket to Ride / Michelle / Lucy in the Sky/ Let it be Il tributo ai Beatles ripercorre attraverso i più importanti titoli - da Michelle a Let it be, da Yesterday fino a I Want to Hold Your Hand – il cammino del celebrato gruppo di Liverpool, dai primi concerti ai successi fino allo scioglimento. L’Ensemble dei Virtuosi, uno dei più versatili e apprezzati del panorama colto contemporaneo, lavora nel campo della musica antica e contemporanea, ma anche in collaborazione con artisti di altra provenienza, come Franco Battiato, Chick Corea, Uri Caine, Michael Nyman, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi. Gli arrangiamenti per voce femminile e orchestra sono stati commissionati a due musicisti molto esperti e conosciuti in quest’ambito quali Gian Antonio Mutto e Raffaele Tiseo. Cristina Zavalloni, cantante e compositrice, è una delle figure più interessanti del panorama musicale odierno. Le sue performance sono caratterizzate da una presenza scenica esuberante, da un’effervescente verve cabarettistica e da un’ironia costante, ora leggiadra ora dissacrante. Sul podio Aldo Sisillo, musicista che si dedica intensamente alla musica contemporanea, dirigendo numerose prime assolute e partecipando a progetti che spaziano in generi diversi. Tra gli impegni più recenti, nel giugno 2010 l’interpretazione di Natura viva di Marco Betta al Maggio Musicale Fiorentino. Mercoledì 25 maggio ore 21 prima italiana HEINER GOEBBELS (1952, Germania) Introduzione di Heiner Goebbels conduce Franco Fabbri Songs of Wars I Have Seen (2007) Musica Heiner Goebbels Testi Gertrude Stein Sian Edwards direzione London Sinfonietta Orchestra of The Age of Englightenment Sound Intermedia suono Songs of Wars I Have Seen è un’opera commissionata da Southbank Centre (London) per la London Sinfonietta e l’Orchestra of the Age of Enlightenment Il quotidiano inglese Times ha recensito Songs of Wars I Have Seen con queste parole: “un pensiero provocante, ossessivamente tenero per tempi problematici”. Si tratta di un ritratto teatrale di vita domestica durante la Seconda Guerra Mondiale, che combina testi di Gertrude Stein (recitati in alternanza dalle musiciste dell’orchestra), musica elettronica ed estratti di musica barocca del compositore Matthew Locke. Remixando musica barocca con il sapere e la musica di Heiner Goebbels si arriva a un risultato sorprendente: una sintesi musicale per il ventunesimo secolo che raccoglie il passato con un messaggio per il futuro pieno di speranza e possibilità inespresse, dove il testo di Gertrude Stein, in un paesaggio di guerra, parla del quotidiano tra profondità di pensiero e leggerezza. * * Luogo da definire 27 - 28 maggio 2011 ore 19 e ore 22 prima italiana HEINER GOEBBELS Stifters Dinge (2007) una installazione performativa di Heiner Goebbels Heiner Goebbels concezione, musica, regia Klaus Grünberg luci, scene, video Willi Bopp suono Hubert Machnik programmazione Coproduzione di Theatre Vidy Lausanne con T&M-Nanterre Paris, Schauspielfrankfurt, Berliner Festspiele - Spielzeit Europa, Grand Theatre Luxembourg; con il sostegno di Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la cultura. Co-commissionato da artangel, Londra I progetti di Heiner Goebbels sono una coproduzione di AngelicA, Fondazione Teatro Comunale di Modena - Festival l’Altro Suono con il sostegno di Regione Emilia Romagna - Assessorato alla Cultura In collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione - VIE Scena Contemporanea Festival, Galleria Civica di Modena Stifters Dinge è una installazione performativa fra teatro e musica, creata da Goebbels nel 2007. Si tratta di un lavoro, senza attori e musicisti, che fa parlare gli oggetti che vengono (letteralmente) animati in scena, scena che è a sua volta mobile, cambia costantemente. Un lavoro di alta tecnologia e innovazione, di architettura e di luci, al punto tale da rendere difficile capire come sia stato possibile realizzarlo. Un insieme di creatività a diversi livelli: dei tecnici, dei programmatori, ma soprattutto di Heiner Goebbels che ha vinto questa ennesima sfida, quella di un lavoro senza protagonisti viventi. Un’opera musicale che uscirà su disco per l’etichetta ECM nel 2011, dove la musica viene riprodotta da pianoforti che suonano da soli, da voci fantasma che fanno parlare la sabbia e l’acqua che accoglie la scena, e gli attori sono gli oggetti che si muovono. La costruzione della fama ormai internazionale di Heiner Goebbels parte a Francoforte negli anni dell'università, quando studia sociologia e musica; comincia poi a suonare le musiche di Hanns Eisler in un duo, e successivamente si farà conoscere come un compositore eclettico, che ama lavorare per il teatro, il cinema e il balletto, mischiando stili musicali differenti. A metà degli anni ‘80 inizia a comporre e dirigere opere sue, molte delle quali basate su testi di Heiner Muller. Il tratto che più lo contraddistingue è l’aver segnato la scena contemporanea con il suo “teatro musicale”, tanto che i suoi lavori sono in repertorio in alcuni tra i maggiori centri di produzione europei. Dal 1999 insegna all’Institute for Applied Theatre Studies of the Justus Liebig University di Giessen, in Germania, e dal 2006 è presidente del Theatre Academy di Hessen.Una carriera intensa, che lo porta a confrontarsi con diverse e prestigiose orchestre, così come a ricevere inviti e premi dai principali teatri di tutto il mondo. DENTRO LE NOTE 2011 Mercoledì 6 aprile ore 17 Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia ENSEMBLE LULIAN musiche folkloristiche dell’Altopiano Iranico Nazli voce Darioush Madani tar e setar (strumenti a corde) Behnam Samani tombak, daf, dayere, udu (strumenti percussivi) Amir Nazari kamanchè (strumento a arco) Lulian, che significa “nomadi”, è un nome scelto in omaggio al poeta mistico persiano Moulana Jalal ad Din Rumi. Il repertorio del gruppo è costituito principalmente da melodie e canzoni folkloristiche della tradizione iranica. È composto da musicisti iraniani che vivono in Italia e in Germania. Il percussionista Behnam Samani è nato nel 1967 a Chahar Mahal Bakhtiari, in Iran. Ha studiato con Jamshid Mohebbi e collaborato con noti musicisti persiani e artisti internazionali. Ha insegnato daf e tombak in tutta Europa, ed è autore di un manuale di insegnamento di udu e daf. È l’inventore dell’udu-zarbang, tamburo con la cassa in terracotta. Dal 2000 con l’Ensemble Dastan ha partecipato a diversi festival tra i quali il Persian Music Festival di Monaco, il Persian Music Festival in Svezia e Italia, il Rhythm Stick Festival a Londra e il Rhythm Festival DU Zurigo. Darioush Madani è nato a Teheran, e dal 1980 vive in Italia. Ha sviluppato la sua educazione musicale attraverso l’apprendimento di strumenti della tradizione persiana, i cordofoni tar e setar, liuti a 6 e 4 corde. Ha frequentato i corsi di tar e setar da Hossein Alizadeh, uno dei più importanti personaggi della musica persiana da 3 decenni. Darioush Madani studia anche le percussioni persiane tombak e daf: tra i suoi insegnanti Ali Tajabakhsh, G. Chemirani e lo stesso Behnam Samani. Darioush Madani ha fondato diversi gruppi musicali tra i quali Radif Ensemble, Karevan, Ranghine Ensemble, Pantheon e ha collaborato con diversi gruppi musicali in Italia tra i quali Accordeon e Sharg Uldusù. Mercoledì 13 aprile ore 17 Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti MAFALDA ARNAUTH Fado Mafalda Arnauth voce Eurico Machado chitarra portoghese Nelson Aleixo chitarra acustica Daniel Pinto basso acustico Mafalda Arnauth nasce a Lisbona nel 1974 e fin da molto giovane, guidata dalla sua passione per la musica, entra nel mondo dello spettacolo, dei viaggi, delle prove, delle case di fado. Con la freschezza caratteristica di una voce giovane e pulita, si lascia trascinare dall’entusiasmo e dall’apprezzamento del pubblico che viene catturato prima dalla sua spontaneità, poi dai ricordi presenti nei repertori di vecchi successi e, finalmente, dalla natura delle sue composizioni, dalla sua personalità, che si rivela in una forma più personale. Dice la cantante del suo ultimo album, Fadas: “È chiaramente un omaggio alle donne – spiega Mafalda – In Fadas ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, anche esse magiche, che ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita e evoluzione come fadista”. CONCERTI Lunedì 11 aprile ore 21 FILARMONICA DELLA SCALA Riccardo Chailly direttore GUSTAV MAHLER Sinfonia n. 7 in mi minore È il primo dei due concerti che nel 2011 il Comunale dedica a Gustav Mahler, in occasione del centenario della morte. Riccardo Chailly è direttore del Gewandhaus di Lipsia dal 2005. Dal 1986 al 1993 è stato direttore del Teatro Comunale di Bologna e dal 1988 al 2004 direttore del Concertgebouw di Amsterdam. Nel 2007 ha diretto la Filarmonica della Scala nel suo debutto negli Stati Uniti. Fondata da Claudio Abbado nel 1982, la Filarmonica della Scala è stata guidata dal 1987 al 2005 da Riccardo Muti. L’apertura della stagione in corso ha visto sul podio Valery Gergiev che festeggia vent’anni di collaborazione con l’orchestra. Tra gli impegni del 2010 il ritorno in Asia con Semyon Bychkov in occasione dell’Expo di Shangai e a Berlino con Diego Matheuz. Sabato 30 aprile ore 21 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI John Axelrod direttore GUSTAV MAHLER Sinfonia n. 5 in do diesis minore Il consueto appuntamento con la Filarmonica Toscanini e la grande musica sinfonica è il secondo degli omaggi che il Comunale dedica a Mahler: l’orchestra rilegge una delle sinfonie più amate del compositore austriaco, nota soprattutto per l’Adagietto che Luchino Visconti utilizzò per la colonna sonora di Morte a Venezia. John Axelrod, giovane direttore texano, è stato nominato direttore dell’Orchestre National des Pays de la Loire a partire dalla stagione 2010-11, dopo un incarico quinquennale alla Luzerner Sinfonie Orchester. Ha raggiunto la notorietà internazionale per aver diretto il Candide di Bernstein con la regia di Robert Carsen al Théatre du Châtelet e alla Scala. Nel 2009 è stato nominato direttore musicale del Wien Film Music Gala Concert con la ORF Radio Symphony Orchestra. È inoltre Primo direttore ospite della Sinfonietta Cracovia dal 2000 e fondatore e direttore onorario dell’Orchestra X di Houston, sua città natale. Domenica 8 maggio ore 21 FILARMONICA ARTURO TOSCANINI Philip Walsh direttore Jean-Yves Thibaudet pianoforte GEORGE GERSHWIN Un americano a Parigi, poema sinfonico Rapsodia in blu (versione per jazz band, 1924) Concerto in fa maggiore (arr. Ferde Grofé 1925) Thibaudet è nato a Lione e ha studiato a Parigi, giovanissimo, con Aldo Ciccolini e Lucette Descaves, un’amica e collaboratrice di Ravel. Oggi è considerato uno dei migliori pianisti al mondo e nel giugno 2010 è entrato nella Hollywood Bowl Hall of Fame. Nel 2010 ha inciso per Decca l’album Gershwin che propone le orchestrazioni per big jazz band di alcuni brani celeberrimi del compositore americano, registrati dal vivo con la Baltimore Symphony. L’americano Philip Walsh è direttore musicale del Festival di Belle Île in Francia dal 2001. Ha collaborato con Peter Brook ne La tragédie de Carmen all’Opéra de Bordoux, e diretto prestigiose orchestre tra le quali la London Sinfonietta, l’Orchestre National de Lorraine e la New Zealand Symphony Orchestra. Nel 2010 ha fatto il suo debutto in Italia, dirigendo al Lugo Opera Festival e al Comunale di Bologna Powder her face di Thomas Adès. DANZA Domenica 17 aprile ore 21 ATERBALLETTO Le Sacre du Printemps prima italiana Coreografia Mauro Bigonzetti Musica Igor Stravinskij Come un respiro Coreografia Mauro Bigonzetti Musica Georg Friedrich Händel Costumi Lucia Socci Luci Carlo Cerri Coproduzione Movimentos – Festwochen der Autostadt in Wolfsburg Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto “Avevo solo il mio orecchio per aiutarmi. Ascoltai e scrissi ciò che avevo ascoltato. Io sono il vascello attraverso il quale è passata la Sagra”: con queste parole Stravinskij indica la forza di un’idea che si insinua, si deposita e alla fine emerge, e da questa idea nasce la nuova coreografia di Bigonzetti, in scena a Modena pochi giorni dopo il debutto al Festspielhaus di Baden Baden. Accanto a Le Sacre du Printemps, un’altra coreografia ispirata a Händel. Dopo InCanto visto a novembre, Aterballetto presenta Come un respiro (2009), costruito da Bigonzetti sulla musica del compositore tedesco. È un balletto moderno, ma proprio per questo coreografato da Mauro Bigonzetti attingendo alle potenzialità espressive della cultura tradizionale. Nei 45 minuti di questa rappresentazione si realizza un riuscito congiungimento tra la danza classica e le forme moderne, tra la musica barocca e la sua interpretazione jazz fornita da Keith Jarrett. Venerdì 29 aprile ore 21 Nuova produzione - Prima assoluta TEATRO GIOCO VITA Sogno di una notte di mezz’estate Fantasia musicale per corpi e ombre da A Midsummer Night’s Dream Regia e scene Fabrizio Montecchi Coreografia Walter Matteini Musica Felix Mendelssohn-Bartholdy Maschere e sagome Nicoletta Garioni Costumi Corinne Lejeune Consulenza musicale Bruno Moretti Coproduzione Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione Fondazione Teatro Comunale di Modena I’mperfect Dancers Teatro Gioco Vita incontra il teatro d’ombre alla fine degli anni Settanta. L’Ensemble ha maturato un’esperienza unica nel suo genere, che gli è valsa riconoscimenti e prestigiose collaborazioni in ogni parte del mondo, con importanti teatri stabili ed enti lirici (Teatro La Fenice di Venezia, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Teatro alla Scala di Milano, Arena di Verona, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Piccolo Teatro di Milano). I suoi spettacoli di teatro d’ombre sono rappresentati, oltre che in Europa, negli Stati Uniti, Brasile, Messico, Canada, Giappone, Cina, Israele e Taiwan. La materia di cui è fatto il Sogno rappresenta per Teatro Gioco Vita un’occasione per esplorare nuove possibilità sceniche legate all'incontro tra corpi e ombre con l’idea, sempre presente, di fondere teatro d’ombre e danza attraverso l’alta mediazione della musica, avvicinandosi, con discrezione, all’opera di William Shakespeare. Venerdì 6 maggio ore 21 COMPAÑÍA NACIONAL DE DANZA Direttore artistico Hervé Palito Gnawa Coreografia Nacho Duato Musica Hassan Hakmoun/Adam Rudolph Juan Alberto Arteche e Javier Paxariño, Rabih Abou-Khalil, Velez, Kusur y Sarkissian Costumi Luis Devota e Modesto Lomba Luci Nicolás Fischtel (A.A.I.) Remansos prima italiana Coreografia Nacho Duato Musica Enrique Granados Scene e costumi Nacho Duato Ideazione luci Nicolás Fischtel (A.A.I.), Brad Fields White Darkness Coreografia Nacho Duato Musica Karl Jenkins Scene Jaffar Chalabi Costumi Lourdes Frías Ideazione luci Joop Caboort Spagnolo di Valencia, formatosi alla Rambert School di Londra, con Béjart e Alvin Ailey, Nacho Duato ha danzato con il Cullberg Ballet e il Nederlands Dans Theatre. Ha diretto per vent’anni la Compañía Nacional de Danza, per la quale ha creato numerose coreografie. In apertura Gnawa, che con una suggestiva partitura musicale ricca di sonorità spagnole e nordafricane, affascina con il suo potere fulminante e la sua sensuale eleganza, riunendo la spiritualità e il ritmo del Mediterraneo. Remansos, in prima italiana, è una coreografia creata sulle musiche del compositore spagnolo Enrique Granados, e ispirata al mondo di Lorca. White Darkness è un “balletto etico” sul potere distruttivo della droga e un invito a riflettere senza giudicare sugli effetti che può avere sul nostro comportamento sociale, sulla nostra capacità di comunicare e sulla nostra vita. Sabato 14 maggio ore 21 Domenica 15 maggio ore 21 BALLET PRELJOCAJ Biancaneve Coreografia Angelin Preljocaj Musica Gustav Mahler Costumi Jean Paul Gaultier Effetti sonori 79 D Scene Thierry Leproust Luci Patrick Riou con Cécile Giovansili e Sébastien Dué Coproduzione Biennale de la Danse de Lyon / Conseil Général du Rhône, Théâtre National de Chaillot (Parigi), Grand Théâtre de Provence (Aix-en-Provence), Staatsballet Berlin (Germania) Coreografia premiata al Globes de Cristal 2009 Preljocaj, una delle personalità più originali della danza contemporanea francese, torna al Comunale di Modena dopo il successo di Near Life Experience del 2004. Dopo le coreografie astratte di Empty Moves ed Eldorado, in questa occasione si misura con il racconto fiabesco e incantato di Biancaneve, presentando un balletto narrativo con una drammaturgia. I luoghi sono rappresentati dalle scene di Thierry Leproust. I ballerini interpretano i personaggi con i costumi disegnati da Jean Paul Gaultier. Restando fedele alla versione dei fratelli Grimm e al simbolismo di Bettelheim, il coreografo franco-albanese ha creato un balletto contemporaneo sulle magnifiche sinfonie romantiche di Mahler. |
| Comunicato stampa Con cortese richiesta di pubblicazione UN TEATRO DA SCOPRIRE VISITE GUIDATE CON “SORPRESE MUSICALI” Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 19 marzo ore 11 Si rinnova, sabato 19 marzo alle ore 11, l’appuntamento con Un teatro da scoprire, percorso guidato con “sorprese musicali” all’interno del Teatro Comunale Luciano Pavarotti. Il percorso condurrà i visitatori non solo negli spazi normalmente aperti al pubblico, ma anche in quelli accessibili solo al personale del teatro, quindi la zona riservata alla produzione degli spettacoli, la sartoria, la Sala di scenografia. Durante il percorso guidato, della durata di circa due ore, il pubblico sarà “sorpreso” da alcuni interventi musicali: nella visita del prossimo sabato, questi interventi saranno affidati a Clementina Savini, che eseguirà alcuni brani celebri del repertorio flautistico. Sarà possibile visitare la mostra di costumi e attrezzeria allestita nelle sale del Ridotto, dove il pubblico potrà ammirare elementi scenici di alcune delle produzioni del Teatro Comunale: dai costumi di Tosca, del Trittico pucciniano e di Madama Butterfly, all’attrezzeria del Principe Granchio, del Piccolo spazzacamino e del Fantasma di Canterville. Il pubblico potrà inoltre visitare, sempre nelle sale del Ridotto, la mostra documentaria Suonare, cantare, ballare… uno spaccato della società modenese all’epoca del Risorgimento, dalle carte dell’Archivio storico comunale. L’esposizione offre un panorama dell’attività operistica e concertistica a Modena nella prima metà dell’Ottocento, attraverso documenti eterogenei, dalle locandine ai manifesti, dai programmi di sala ai biglietti d’ingresso ai balli, dalle cantate in onore delle grandi cantanti ai documenti amministrativi della Società Filarmonica. Ne emerge, pur nella dovuta essenzialità espositiva, uno spaccato della società modenese in quel periodo storico che dalla Restaurazione conduce all’Unità d’Italia. Il costo della visita è di 5 euro a persona. Il prossimo appuntamento con Un teatro da scoprire, l’ultimo della stagione 2010/2011, è previsto per sabato 16 aprile. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio promozione del Comunale tel. 059 2033003, e-mail promozione@teatrocomunalemodena.it. ___________ comunicato stampa PENSA ALLA PATRIA Parole e note in salotto Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 19 marzo ore 18 In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il Comunale di Modena ha in programma diverse attività pensate appositamente per valorizzare il tema del Risorgimento e i valori legati all’Unità d’Italia. Il primo appuntamento, in programma sabato 19 marzo ore 18 al Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, è Pensa alla Patria. Parole e note in salotto, un progetto a cura di Carlida Steffan, realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli”. Al centro del progetto è il “salotto” borghese, luogo privilegiato della società italiana dell’Ottocento, nel quale si era soliti parlare di novità editoriali, eventi teatrali, avvenimenti politici e dove la musica aveva sempre uno spazio importante: la musica delle arie d’opera ridotte e adattate per uso domestico e la musica delle romanze da camera, molte delle quali composte nelle lingue regionali, soprattutto il siciliano, il napoletano e il veneziano. Il programma musicale, che vede le musiche di Gaetano Donizetti, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi accanto a quelle dei meno noti Giulio Briccialdi, Guglielmo Cottrau, Francesco Paolo Tosti e Antonio Buzzolla, si intreccia con la lettura di pagine politiche tratte dall’epistolario di Verdi, di Giuseppina Strepponi e di Claretta Maffei. Gli interpreti sono allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali «O. Vecchi-A. Tonelli»: il cast vocale, in particolare, è formato da giovani talenti del belcanto che si sono formati, o si stanno attualmente perfezionando, con Raina Kabaivanska. Il soprano Chiara Fiorani ha già al suo attivo performance teatrali in ruoli principali del repertorio. Attualmente si sta dedicando al repertorio vocale da camera dell’Ottocento italiano. Il soprano Yeo Ji Won ha perfezionato i suoi studi a Milano e Parma e ha vinto diversi premi in concorsi di canto. Il tenore Gianluca Bocchino recentemente ha vinto la 64° edizione del Concorso per giovani cantanti lirici del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, aggiudicandosi il premio speciale “Cesare Valletti”. Il baritono Daniel Stefanow ha studiato canto all’università di Sofia, dove nello scorso novembre ha debuttato nel ruolo di Marcello ne La bohème. Il basso Lorenzo Malagola Barbieri ha debuttato recentemente nel ruolo di Uberto ne La serva padrona e Masetto in Don Giovanni. Il flautista Mario Notaristefano si è perfezionato presso l’Accademia “Anton Rubinstein” di Roma. Numerose le esibizioni in rassegne musicali di prestigio. Sta concludendo il biennio di II livello presso l’Istituto Vecchi-Tonelli sotto la guida di Michele Marasco, Andrea Oliva e Gabriele Betti. Il pianista Paolo Andreoli si è specializzato al Corso biennale per Maestri Collaboratori e si dedica al teatro musicale in tutte le sue declinazioni, dal melodramma all’opera contemporanea. Ha al suo attivo numerosi concerti in varie formazioni cameristiche. Dal 2004 è pianista accompagnatore al pianoforte all’Istituto Vecchi-Tonelli. Sofia Ghizzoni, diplomata in tromba all’Istituto Vecchi-Tonelli, prende parte a gruppi cameristici e recentemente ha collaborato con il Comunale per Biancaneve e i sette nani di Roald Dahl. Carlida Steffan, che ha curato il programma del concerto e che guiderà il pubblico nel percorso letterario e musicale, è autrice di Rossiniana (1992) e Cantar per salotti (2007). Ha curato inoltre l’edizione critica delle liriche da camera di Vincenzo Bellini (Ricordi) e sta lavorando all’edizione delle Soirées musicales rossiniane (Bärenreiter). È docente di Storia della Musica per la Didattica presso l’Istituto Vecchi-Tonelli. Sabato 19 marzo 2011 ore 18 Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti PENSA ALLA PATRIA Parole e note in salotto in collaborazione con Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli” GIULIO BRICCIALDI Le attuali emozioni d'Italia per flauto e pianoforte GUILLAUME COTTRAU Fenesta che lucivi GIUSEPPE VERDI Brigidino ANTONIO BUZZOLLA La galante GAETANO DONIZETTI La conocchia Me voglio fa' na casa FRANCESCO PAOLO TOSTI A' vucchella Marechiaro Omaggio a Giuseppina Strepponi Verdi GAETANO DONIZETTI «Caro elisir sei mio... - Esulti pur la barbara» da L'elisir d'amore GIUSEPPE VERDI «Anch'io dischiuso un giorno» da Nabucco VINCENZO BELLINI «Riccardo! Riccardo... - Suoni la tromba e intrepido» da Puritani GIOACHINO ROSSINI La pastorella delle Alpi La danza La regata veneziana GIUSEPPE VERDI L'esule «Questo arcano... - Dio, che nell'alma infondere» da Don Carlo Va pensiero, sull'ali dorate Interpreti CHIARA FIORANI, JI WON YEO soprani GIANLUCA BOCCHINO tenore DANIEL STEFANOW baritono LORENZO MALAGOLA BARBIERI basso MARIO NOTARISTEFANO flauto PAOLO ANDREOLI pianoforte e SOFIA GHIZZONI tromba Programma a cura di Carlida Steffan |
| LIRICA A STRISCE. l’opera a fumetti Macbeth comunicato stampa La Fondazione Teatro Comunale di Modena presenta Macbeth, il primo fumetto che inaugura la collana editoriale LIRICA A STRISCE. l’opera a fumetti, un progetto dedicato al pubblico più giovane del Teatro e a quello, senza età, di chi ha nel cuore la passione per la “nona arte”. LIRICA A STRISCE è la trasposizione in fumetto delle più importanti opere liriche prodotte e messe in scena dal Teatro Comunale di Modena. L’iniziativa va ad arricchire il quadro delle attività che il Comunale produce nel segno della flessibilità e della sperimentazione dei nuovi linguaggi: due linee guida seguite da anni e con continuità dal Teatro di Modena, che si riscontrano nella programmazione della danza, aperta alle esperienze più diversificate del panorama coreografico contemporaneo, ma anche nell’ambito della lirica. Se da una parte il Comunale si impegna ogni anno nella produzione di un’opera nuova, nello stesso tempo continua la ricerca e la sperimentazione sui titoli della tradizione, sempre confrontandosi nelle messe in scena con i nuovi linguaggi della contemporaneità. Basti ricordare, tra le esperienze più recenti, l’incursione nel mondo del reality-kabarett con La Bella e la Bestia di Marco Tutino, o in quello della video-opera con Le piccole storie di Lorenzo Ferrero, o del videogame con Cappuccetto Rosso di Carlo Boccadoro. Con LIRICA A STRISCE il Comunale ha voluto tentare una nuovo tipo di esperienza, mettendo a confronto due linguaggi molto diversi fra loro: quello del libretto ottocentesco, in questo caso firmato da Francesco Maria Piave, con quello dei disegni di un giovane fumettista dei nostri giorni. Il primo numero è dedicato al Macbeth di Giuseppe Verdi, che sarà in scena, nell’ambito della Stagione Lirica, giovedì 3, venerdì 4 e domenica 6 marzo al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, nell’allestimento coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena con i Teatri di Bolzano e Piacenza. Lo spettacolo riprende la produzione del Comunale che andò in scena in coppia con la versione in prosa di William Shakespeare, entrambe per la regia di Giancarlo Cobelli, nell’anno delle celebrazioni verdiane. L’allestimento fu considerato da Elvio Giudici uno degli eventi clou del bicentenario, esempio di “teatro autentico”, insieme al Simon Boccanegra diretto da Abbado. Ad aggiungere valore al progetto è la lunga e felicissima tradizione modenese nell’arte del fumetto: modenesi infatti sono anche il disegnatore Cesare Buffagni, lo sceneggiatore Stefano Ascari, il colorista Luca Raimondi e Labirinto, l’agenzia di comunicazione e grafica che ha creduto e investito, insieme al Comunale, in questo progetto. Cesare Buffagni (in arte Buffo) ha esordito come professionista nel 1993 formandosi dall’amico e maestro Massimo Bonfatti, l’autore di Cattivik. Dal 1993 al 1995 ha scritto e disegnato trenta episodi del personaggio Jo il Volontario sulla rivista Modena Amica pubblicata dall’editore Zanfi di Modena. Dal 1994 al 2004 ha disegnato e scritto varie sceneggiature per il personaggio Cattivik edito da Macchia Nera. Nel ‘96-‘97 ha disegnato vari episodi del personaggio Darky, in collaborazione con lo sceneggiatore Mario Da Rin Zanco, per la rivista L’isola che non c’è edita da Comica. Dal 1994 è docente di numerosi corsi di fumetto in collaborazione con il Comune di Modena e l’ARCI di Modena, Roma e Reggio Emilia. Nel 2003 ha conseguito il diploma di sceneggiatore presso l’Accademia delle arti cinematografiche di Bologna. Fra il 2000 e il 2005 ha realizzato vignette umoristiche per importanti campagne di sensibilizzazione realizzate dai Comuni di Maranello, Formigine, Fiorano. Nel 2006 ha collaborato, con le sue vignette, con l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia nella produzione di materiale divulgativo. Nel 2005 è stato finalista del concorso di fumetto erotico indetto dall’editore Coniglio sulla rivista Xcomics. La sua storia Cloro è stata pubblicata sullo speciale Xcomics di ottobre 2005. Ancora nel 2005 ha illustrato il libro per ragazzi Cuoco me di Allan Bay edito da Feltrinelli, e nel 2006 Marlo l’investigatto e la torta esplosiva edito da Salani. Dal 2007 scrive e disegna Vipering, il primo fumetto di satira sul mondo del gossip. Dalle sue storie sono stati tratti cartoni animati online su vipering.it. Dal 1992 al 2006 è stato attore e regista in numerosi spettacoli teatrali in Italia e all’estero. Ha scritto e interpretato i cortometraggi La Biond@, vincitore del festival “030” di Argenta 2005, e Gli occhi del mare. Recentemente si è dedicato alla scrittura e messa in scena di cose buffe un originalissimo spettacolo di cabaret a fumetti. Stefano Ascari, modenese classe ’75, ha mosso i primi passi nel mondo del fumetto nello studio di Massimo Bonfatti collaborando alle strip di Cattivik. Lavora a tempo pieno come graphic designer presso l’agenzia Intersezione che ha fondato nel 2004. Dallo stesso anno collabora stabilmente con il DrowArt studio di Bologna in qualità di sceneggiatore. Ha pubblicato diverse graphic novel in Italia e all’estero tra le quali David (con Andrea Riccadonna, Edizioni BD, Milano, 2008) e Shutter Island (sempre con Andrea Riccadonna, Edizioni BD, Milano, 2010). A gennaio 2011 ha fatto il suo esordio sul mercato delle apps digitali con il primo fumetto tridimensionale interattivo realizzato dall’inglese DeepApps LTD. Il fumetto di Macbeth sarà in vendita al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena al costo di 7 euro. Gli abbonati del Comunale potranno acquistarlo al prezzo scontato di 5 euro. Prossimamente Macbeth sarà in vendita anche in alcune librerie di Modena e Bologna. |
| Comunicato stampa ATTIVITÀ IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI PER I 150 ANNI DELL’UNITÀ D’ITALIA In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il Teatro di Modena ha in programma numerose attività pensate appositamente per valorizzare il tema del Risorgimento e i valori legati all’Unità d’Italia. Sabato 19 marzo sarà in scena Pensa alla Patria. Parole e note in salotto, un progetto a cura di Carlida Steffan, realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli”. Al centro del progetto è il “salotto” borghese, luogo privilegiato della società italiana dell’Ottocento, nel quale si era soliti parlare di novità editoriali, eventi teatrali, avvenimenti politici e dove la musica aveva sempre uno spazio importante: la musica delle arie d’opera ridotte e adattate per uso domestico e la musica delle romanze da camera, molte delle quali composte nelle lingue regionali, soprattutto il siciliano, il napoletano e il veneziano. Il programma musicale, che vede musiche di Gaetano Donizetti, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi accanto a quelle dei meno noti Guglielmo Andreoli, Giulio Briccialdi e Antonio Buzzolla, si intreccia con la lettura di pagine politiche tratte dall’epistolario di Verdi, di Giuseppina Strepponi e di Claretta Maffei. Nell’ambito della Stagione Lirica, il Teatro Comunale di Modena, in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna, presenta un dittico dedicato al valore della libertà e al Risorgimento. Il 25 e il 27 marzo saranno in scena due atti unici: Risorgimento! di Lorenzo Ferrero in prima esecuzione assoluta e Il prigioniero di Luigi Dallapiccola, per la prima volta in scena a Modena. Risorgimento! di Lorenzo Ferrero – una commissione del Comunale di Bologna – è un esplicito omaggio al periodo storico che porta questo nome, un periodo cruciale, quello nel quale il popolo italiano si preparava a insorgere per liberarsi dalla dominazione austriaca e affermare la propria identità. L’opera è ambientata a Milano al tempo della composizione di Nabucco, o più precisamente, durante le prove alla Scala per la messa in scena dell’opera che consacrò Giuseppe Verdi. La nuova opera di Ferrero è accostata a uno dei capolavori del Novecento, Il prigioniero, che Luigi Dallapiccola compose tra il 1944 e il 1948. Sono gli anni della Resistenza, che non a caso viene considerata un Secondo Risorgimento proprio perché, come era accaduto un secolo prima, condusse gli italiani alla riconquista della libertà e della dignità morale, valori fondamentali che erano stati negati, stavolta, dalla dittatura nazifascista. Pur essendo ambientato nella seconda metà del Cinquecento in una Saragozza assediata dalla Santa Inquisizione, l’opera è una risposta agli eventi politici europei di quegli anni e in particolare alla proclamazione delle leggi razziali imposte dal regime fascista. L’ambientazione cinquecentesca fornisce un pretesto per testimoniare lo scandalo e l’inquietudine del compositore e del mondo dell’arte in generale contro i campi di concentramento. Attraverso l’analisi della mente di un recluso, Dallapiccola propone una riflessione sul principio filosofico della prigionia, tema costante nella sua produzione. Altro evento pensato per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, previsto per il mese di aprile, è Pensa alla Patria - parata e concerto. La Banda Cittadina “A. Ferri”, diretta da Andrea Pedrazzi, sfilerà eseguendo musiche d’epoca e d’occasione, in una breve parata che, partendo dal monumento a Ciro Menotti in piazza Roma, si soffermerà davanti alla casa di Corso Canalgrande dove fu arrestato in occasione dei moti rivoluzionari del 1831. Di qui, la Banda entrerà, sfilando insieme ai convenuti, nel Teatro Comunale Luciano Pavarotti dove l’Orchestra di fiati dell’Istituto Musicale, diretta da Massimo Bergamini, accompagnerà il soprano Chiara Fiorani nell’Inno delle Nazioni di Giuseppe Verdi. La Banda Cittadina e l’Orchestra di fiati dell’Istituto “Vecchi-Tonelli” si alterneranno nell’esecuzione di brani d’epoca per concludere insieme con alcune tra le composizioni più significative del Risorgimento italiano, affiancate dalle Corali Gioacchino Rossini, Giuseppe Savani di Carpi e Evaristo Pancaldi di Modena. Durante tutto il mese di marzo sarà inoltre allestita nel Ridotto del Teatro, una mostra documentaria dal titolo “Suonare, cantare, ballare… uno spaccato della società modenese all’epoca del Risorgimento, dalle carte dell’Archivio storco comunale”. La mostra offre un panorama dell’attività operistica e concertistica a Modena nella prima metà dell’Ottocento. Ne emerge, pur nella dovuta essenzialità espositiva, uno spaccato della società modenese in quel periodo storico che dalla Restaurazione conduce alla fine della dinastia austro-ungherese e all’Unità d’Italia. La mostra prende avvio dalla ricostituzione nel 1816 della Società Filarmonica e si chiude con il grande manifesto per i festeggiamenti del 23 giugno 1860, inneggianti alle grandiosi imprese per il processo di unificazione italiana. Sabato 19 marzo 2011 ore 18 - Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti PENSA ALLA PATRIA Parole e note in salotto in collaborazione con Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli” musiche di GUGLIELMO ANDREOLI, GIULIO BRICCIALDI, ANTONIO BUZZOLLA, GAETANO DONIZETTI, GIOACHINO ROSSINI, GIUSEPPE VERDI interpreti Chiara Fiorani, Ji Won Yeo soprano Davide Giusti tenore Massimiliano Beltrame baritono Lorenzo Malagola basso Mario Notaristefano flauto Paolo Andreoli pianoforte conduzione di Carlida Steffan Data da definire nel mese di aprile 2011 PENSA ALLA PATRIA Parata e concerto BANDA CITTADINA “ANDREA FERRI” ASSOCIAZIONE CORALE GIOACCHINO ROSSINI ASSOCIAZIONE CORALE GIUSEPPE SAVANI DI CARPI CORALE EVARISTO PANCALDI DI MODENA Andrea Pedrazzi direttore ORCHESTRA DI FIATI DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI MUSICALI “O.VECCHI – A.TONELLI” Massimo Bergamini direttore Chiara Fiorani soprano Dal 1 al 31 marzo 2011 - Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti SUONARE, CANTARE, BALLARE… Uno spaccato della società modenese all’epoca del risorgimento, dalle carte dell’archivio storco comunale Mostra documentaria |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione CONCERTI 2010-2011 BERLINER SYMPHONIKER Giovanni Landini direttore Teatro Comunale Luciano Pavarotti Martedì 8 febbraio ore 21 La Stagione concertistica prosegue martedì 8 febbraio, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, con il concerto dei Berliner Symphoniker diretti da Giovanni Landini, che saranno impegnati in un programma omaggio a Beethoven e alla sua grande musica sinfonica. Accanto alla brillante ouverture Le Creature di Prometeo, unico balletto musicato dal maestro di Bonn, Giovanni Landini dirige la compagine tedesca nella rilettura di due opere sinfoniche tra le meno eseguite del catalogo beethoveniano, la Seconda e l’Ottava Sinfonia. Giovane direttore, Giovanni Landini ha diretto importanti orchestra italiane e internazionali, e diversi ensemble specializzati in musica del Novecento e contemporanea, come Arcana Ensemble, Traiettorie Sonore e Icarus Ensemble. Nel 2010 è stato nominato direttore dell’Orchestra Europea Accademia d’Arti Discanto e principale direttore ospite della Moscow Symphony Orchestra. Nell’estate 2011 farà il suo debutto alla Philharmonie Berlin. Formatosi alla Scuola di Musica Santa Cecilia a Brescia, Landini ha studiato armonia e contrappunto con Giancarlo Facchinetti e composizione con Antonio Giacometti. Nel 1996 è stato selezionato al Berklee European Scholarship Tour vincendo il primo premio. Si è trasferito così negli Stati Uniti dove si è laureato in composizione con Vuk Kulenovich e Jack Jarrett presso il Berklee College of Music e con John Adams presso il Boston Conservatory of Music. Dopo la laurea ha frequentato masterclasses di composizione tenute da Karlheinz Stockhausen e Klaus Huber. Ha studiato inoltre pianoforte con Laszlo Gardòny e direzione d’orchestra con Julius Williams, direttore musicale della Washington Symphony Orchestra. Per approfondire lo studio della direzione di coro ha frequentato l’Institute de Musique Liturgique de Paris diventando assistente di Patrick Marco, direttore di coro presso il Conservatoire National de Paris, con cui ha curato l’esecuzione dei mottetti di Bruckner a Nôtre Dame de Paris. Successivamente ha frequentato Musica Corale e Direzione di Coro al Conservatorio Verdi di Milano dove ha conseguito il diploma. Sempre presso il Conservatorio Verdi ha ottenuto la laurea in direzione d’orchestra. In seguito si è perfezionato con Jorma Panula, Herbert Handt, Otto Werner-Müller e Piero Bellugi. Si è laureato inoltre in Polifonia Rinascimentale sotto la guida di Diego Fratelli presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. I Berliner Symphoniker sono una tra le più importanti orchestre sinfoniche in Berlino e di tutta la Germania. Grandi direttori musicali e direttori ospiti si sono alternati alla guida della compagine strumentale garantendo sempre altissimi livelli artistici. Dal 1977 Lior Shambadal è direttore principale dell’orchestra contribuendo così in modo determinante al mantenimento della grande tradizione e qualità musicale. L’orchestra è particolarmente rinomata per la realizzazione di progetti artistici sia alla Philharmonic Hall ed alla Concert Hall a Berlino eseguendo eterogenei repertori che vanno dai classici fino all’esecuzione in prima mondiale di numerosi compositori contemporanei. Mantengono, tra le proprie finalità istituzionali, un impegno costante in workshops, corsi di insegnamento professionale, progetti mirati all’educazione musicale per famiglie e a persone della terza età con particolare attenzione ai giovani, desiderosi di avvicinarsi al mondo della musica. Sin dalla propria fondazione nel 1966 l’orchestra realizza, con grande successo, importanti tournee in Germania, Austria, Svizzera, Francia, Spagna, Italia, Olanda e Gran Bretagna. Particolare riconoscimento in qualità di strumento strategico istituzionale in occasione di dialogo tra diverse culture, è stata la partecipazione al Musik Festival of Turkey, nella città di Istambul, in Egitto, e in seguito, al Festival di Lucerna, negli USA ed in Brasile. L’orchestra svolge inoltre intensa attività discografica con le più importanti etichette presenti nel mercato internazionale. Martedì 8 febbraio ore 21 BERLINER SYMPHONIKER Giovanni Landini direttore LUDWIG VAN BEETHOVEN Le creature di Prometeo ouverture op. 43 Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 |
| MUSICA SU MISURA BIANCANEVE E I SETTE NANI di Roald Dahl Teatro Comunale Luciano Pavarotti Domenica 6 febbraio ore 16 all’opera in famiglia Lunedì 7 febbraio ore 10 teatro ragazzi MusicaSuMisura, la rassegna che produce e presenta nuovi spettacoli per il pubblico dei ragazzi e delle famiglie, prosegue con Biancaneve e i sette nani (Snow-White and the seven dwarfs) di Roald Dahl, liberamente ispirato all’omonima fiaba, su musiche di Helen McGregor e Stephen Chadwick, nell’orchestrazione di Eleanor Alberga. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti domenica 6 febbraio alle ore 16 nell’ambito di all’opera in famiglia, e lunedì 7 febbraio alle ore 10 in replica per le scuole. La storia di Biancaneve reinventata da Roald Dahl ha decisamente poco a che fare con le suggestioni fiabesche dei fratelli Grimm. Per l’autore inglese, la “dolce fanciulla” è una ragazza che scappa dal bosco facendo l’autostop e che, raggiunta la città, trova lavoro come cuoca-cameriera per i Nani. I sette “piccoli omini” non lavorano in miniera, ma sono ex-fantini alti meno di un metro, sempre in bolletta e con il vizio delle scommesse. E, come lieto fine, lo Specchio Magico rivelerà il nome del cavallo vincente… Biancaneve e i sette nani nasce come spettacolo di fine anno del Coro di voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena: nella scorsa stagione, per la prima volta da quando è stato istituito, il corso dedicato ai ragazzi dai 6 ai 18 anni non si è concluso con un concerto ma con la produzione e l’allestimento scenico di un vero e proprio spettacolo, ossia un musical per bambini con solisti, parti corali e piccolo ensemble strumentale. Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con l’Istituto d’Arte “A. Venturi”, l’Istituto Professionale “G. Deledda”, l’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli” e il CUBEC Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici. L’idea della regia, delle scene e dei costumi è infatti di Vincenzo Dall’Anna, studente dell’Istituto Venturi il cui progetto è stato selezionato, tra i vari candidati, dalla Direzione del Teatro insieme con le coordinatrici didattiche dei vari istituti, dopo averne valutato l’originalità e la valenza artistica oltre che la fattibilità della realizzazione. Stefano Seghedoni dirige i ragazzi sul palcoscenico e l’Ensemble da camera composto da Sofia Ghizzoni (tromba) e Emanuele Raganato (sax) dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli” e Fiona Macleod (pianoforte) del CUBEC – Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici. Il Coro di voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena è stato preparato da Melitta Lintner e Paolo Gattolin. Marco Galarini è il responsabile del progetto. Con questo progetto si è realizzata un’importante sinergia e collaborazione tra vari soggetti operanti nei settori della Cultura, dell’Istruzione e dello Spettacolo della città di Modena, coinvolgendo in modo attivo non solo i ragazzi del Coro di voci bianche, ma anche studenti di due Istituti Superiori, dell’Istituto Musicale e del Cubec, rendendoli protagonisti di una produzione nelle sue varie componenti artistiche, grazie a un attento percorso intrapreso e sviluppato in sede didattica. Il Coro di voci bianche è un’iniziativa promossa nel 2004 dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena tesa alla diffusione della cultura musicale di base e alla formazione del pubblico. Il progetto è rivolto ai ragazzi dai 6 agli 11 anni (coro junior) e dai 12 ai 18 anni (coro senior). I partecipanti seguono un percorso didattico, mirato alla formazione musicale di base, finalizzato all’esecuzione corale e all’uso della voce quale strumento primario di sviluppo, comunicazione e socializzazione. Il Coro è coinvolto nell’attività del Teatro, e fra altre numerose occasioni ha partecipato alle produzioni del Piccolo Spazzacamino di Britten (stagioni 2005-2006 e 2007-2008), de Il principe granchio, opera per ragazzi di Paolo Furlani (produzione 2006-2007), del Trittico (Suor Angelica, febbraio 2007), di Tosca di Puccini (febbraio 2008) e di Carmen di Bizet (gennaio 2009). Biancaneve e i sette nani (Snow-White and the Seven Dwarfs) di Roald Dahl Musiche di Helen MacGregor e Stephen Chadwick Orchestrazione di Eleanor Alberga Edizione A&C Black in collaborazione con Roald Dahl Foundation & Music Link International Personaggi e interpreti Biancaneve Margherita Monelli (6/2) / Cecilia Preste (7/2) Regina Grimilde Isabella Gilli (6/2) / Silvia Beretta (7/2) Re Leonardo Zapparoli (6/2) / Gaia Camilla Sgarbi (7/2) Cacciatore Matteo Guerzè (6/2) / Gaia Camilla Sgarbi (7/2) Specchio Chiara Bergamini Nano vecchio Mario Renier Zen Nani Matilda Amadei, Matilde Arletti, Enrico Di Maria, Edoardo Bellei, Nadege Elisa Bruni, Elena Pellegrino Narratori Barbara Guerrieri, Julia Kelly, Pietro Leoni, Chiara Palmisano, Stefano Raccagni, Alessandro Sambati, Teodora Totolici Aspiranti Regine Chiara De Pasquale, Clarissa Festa, Elvira Månsson Aspiranti Regine/Alberi Margherita Benati, Alice Betti, Eleonora Bignardi, Anita Bonetti, Ilaria Caggìa, Catia Gallotta, Luisa Manzoni, Sofia Santarsiero, Chiara Staine Commentatori Giorgia Andreotti, Edoardo Baraldi, Chiara Beretta, Lisa Bonacini, Grigorij Filippo Calcagno, Mariam Faouzi, Arianna Giannone, Matteo Guerzè (7/2), Pierpaolo Punzi, Arianna Richeldi, Gaia Camilla Sgarbi (6/2) Allibratori Chiara Camilla Bosi, Silvia Beretta (6/2), Arianna Giannone, Isabella Gilli (7/2), Margherita Monelli (7/2), Cecilia Preste (6/2), Arianna Richeldi Cavalli Beatrice Bertoli, Bianca Gentili, Michelle Grillenzoni, Sophie Grillenzoni, Milena Magliuolo, Laura Radojcic, Maria Claudia Travaglio, Carolina Zen Ideazione regia, scene e costumi Vincenzo Dall’Anna Regia ripresa da Luca Degl’Antoni Movimenti mimici Sonia Serafini, Tony Contartese (Centro Formazione Danza e Teatro STED di Modena) Luci Andrea Ricci Ensemble da Camera Direttore Stefano Seghedoni Coro di Voci Bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena Maestri preparatori Melitta Lintner, Paolo Gattolin Coro di Voci Bianche Matilda Amadei, Giorgia Andreotti, Matilde Arletti, Edoardo Baraldi, Edoardo Bellei, Margherita Benati, Chiara Beretta, Silvia Beretta, Chiara Bergamini, Beatrice Bertoli, Alice Betti, Eleonora Bignardi, Lisa Bonacini, Anita Bonetti, Chiara Camilla Bosi, Nadege Elisa Bruni, Ilaria Caggìa, Grigorij Filippo Calcagno, Chiara De Pasquale, Enrico Di Maria, Mariam Faouzi, Clarissa Festa, Catia Gallotta, Bianca Gentili, Arianna Giannone, Isabella Gilli, Michelle Grillenzoni, Sophie Grillenzoni, Barbara Guerrieri, Matteo Guerzè, Julia Kelly, Pietro Leoni, Milena Magliuolo, Elvira Månsson, Luisa Manzoni, Margherita Monelli Chiara Palmisano, Elena Pellegrino, Cecilia Preste, Pierpaolo Punzi, Stefano Raccagni, Laura Radojcic, Arianna Richeldi, Alessandro Sambati, Sofia Santarsiero, Gaia Camilla Sgarbi, Chiara Staine, Teodora Totolici, Maria Claudia Travaglio, Leonardo Zapparoli, Carolina Zen, Mario Renier Zen. Ensemble da Camera Tromba Sofia Ghizzoni, sax Emanuele Raganato (Istituto Superiore di Studi Musicali “O.Vecchi – A.Tonelli”) Pianoforte Fiona Macleod (CUBEC Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici) Responsabile del progetto Marco Galarini Maestri collaboratori Melitta Lintner, Paolo Gattolin Maestro collaboratore alle luci e alla fonica Elisa Montipò Direzione di scena Marco Galarini Progettazione e realizzazione costumi e trucco Istituto “G. Deledda” (Indirizzo Abbigliamento e Moda) Scene e attrezzeria Fondazione Teatro Comunale di Modena Costumi Istituto Professionale “G. Deledda” / Fondazione Teatro Comunale di Modena Produzione Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con Istituto d’Arte “A. Venturi”, Istituto Professionale “G. Deledda”, Istituto Superiore di Studi Musicali “O.Vecchi – A.Tonelli”, CUBEC Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici |
| CALENDARIO MARZO 2011 RIDOTTO DEL TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI Mercoledì 2 marzo ore 18 Invito all’opera MACBETH Giancarlo Gagliardelli docente Università di Modena e Reggio Emilia Aldo Sisillo direttore Giancarlo Cobelli regista TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI Giovedì 3 marzo ore 20,30 Venerdì 4 marzo ore 20,30 Domenica 6 marzo ore 15,30 Opera MACBETH Musica di Giuseppe Verdi Lo spettacolo riprende un allestimento del Comunale che andò in scena in coppia con la versione in prosa di William Shakespeare, entrambe per la regia di Cobelli, nell’anno delle celebrazioni verdiane. “Cobelli ha costruito uno spettacolo bellissimo – così lo recensì Paolo Borgognone su Opera – duro, se vogliamo, scomodo – anche per i cantanti – ma di estrema intelligenza. Macbeth e Lady Macbeth non sono che strumenti del Male, un male che non ha epoca né confini. E in questa loro incapacità di reagire alle lusinghe infernali del potere non sono diversi dagli altri tiranni che hanno attraversato la storia. Cobelli si è servito del suo consueto supporto visivo: nudi, amplessi, macchie di sangue. Ma nel teatro del 2001 tutto ciò non dovrebbe scandalizzare più nessuno, quando non si tratti di un’esibizione fine a se stessa, e non lo era”. TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI Martedì 8 marzo ore 21 Danza primavera CCN – BALLET DE LORRAINE Serata Forsythe Duets Coreografia Merce Cunningham Musica John Cage Scene, costumi e luci Mark Lancaster The Vertiginous Thrill of Exactitude Coreografia, scene e luci William Forsythe Musica Franz Schubert (Sinfonia n. 9 in do maggiore La grande) Costumi Stephen Galloway The Vile Parody of Address Coreografia, scene, luci e testi William Forsythe Musica Johann Sebastian Bach (Fuga n. 22 in si minore estratto da “Il Clavicembalo ben temperato”, Libro I) Voce registrata Nick Champion Steptext Coreografia, scene, luci, costumi William Forsythe Musica Johann Sebastian Bach (Partita n.2 BWV 1004 in re minore, Chaconne) William Forsythe II Centre Chorègraphique National - Ballet de Lorraine festeggia in questa stagione i suoi quarant’anni di attività e il 30° anniversario di permanenza a Nancy. Composta da una trentina di ballerini di formazione classica, la compagnia dal 2000 è diretta da Didier Deschamps, che in questi anni si è impegnato a portare avanti un progetto mirato alla diversificazione della creazione coreografica e del suo repertorio, resa possibile grazie a un ensemble di ballerini permanenti particolarmente dotati ed eclettici. La serata è un omaggio al genio di William Forsythe, che nel 2010 è stato premiato con il Leone d’oro alla carriera alla Biennale Danza di Venezia. Il Ballet de Lorraine, oltre ai tre titoli del coreografo americano, presenta Duets di Merce Cunningham, una delle figure chiave della danza contemporanea. RIDOTTO DEL TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI Sabato 19 marzo Pensa alla Patria. Parole e note in salotto in collaborazione con Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli” musiche di GUGLIELMO ANDREOLI, GIULIO BRICCIALDI, ANTONIO BUZZOLLA, GAETANO DONIZETTI, GIOACHINO ROSSINI, GIUSEPPE VERDI interpreti Chiara Fiorani, Ji Won Yeo soprano Davide Giusti tenore Massimiliano Beltrame baritono Lorenzo Malagola basso Mario Notaristefano flauto Paolo Andreoli pianoforte conduzione di Carlida Steffan Pensa alla Patria. Parole e note in salotto è un progetto a cura di Carlida Steffan, realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli”. Al centro del progetto è il “salotto” borghese, luogo privilegiato della società italiana dell’Ottocento, nel quale si era soliti parlare di novità editoriali, eventi teatrali, avvenimenti politici. E dove la musica aveva sempre uno spazio importante: la musica delle arie d’opera ridotte e adattate per uso domestico e la musica delle romanze da camera, molte delle quali composte nelle lingue regionali, soprattutto il siciliano, il napoletano e il veneziano. Il programma musicale, che vede musiche di Gaetano Donizetti, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi accanto a quelle dei meno noti Guglielmo Andreoli, Giulio Briccialdi e Antonio Buzzolla, si intreccia con la lettura di pagine politiche tratte dall’epistolario di Verdi, di Giuseppina Strepponi e di Claretta Maffei. TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI Sabato 19 marzo ore 11 UN TEATRO DA SCOPRIRE Ogni terzo sabato del mese il Teatro Comunale Luciano Pavarotti apre le sue porte per una visita guidata con sorprese musicali. I partecipanti potranno visitare, oltre alla sala e agli spazi normalmente aperti al pubblico, anche i luoghi di produzione (sala scenografia, sartoria, palcoscenico) RIDOTTO DEL TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI Giovedì 24 marzo ore 18 Invito all’opera RISORGIMENTO! - IL PRIGIONIERO Enrico Girardi giornalista Lorenzo Ferrero compositore Michele Mariotti direttore TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI Venerdì 25 marzo ore 20,30 Domenica 27 marzo ore 15,30 Opera In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia RISORGIMENTO! prima assoluta Musica di Lorenzo Ferrero Opera in un atto su libretto di Dario Oliveri Musica di Lorenzo Ferrero Edizioni Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Personaggi e interpreti Bartolomeo Merelli Alessandro Luongo Giuseppina Strepponi Valentina Corradetti Giovannina Bellinzaghi Anna Malavasi Luigi Barbiano Gabriele Mangione Maestro sostituto Alessandro Spina Commissione del Teatro Comunale di Bologna IL PRIGIONIERO Opera in un prologo e un atto Libretto e musica di Luigi Dallapiccola Personaggi e interpreti La Madre Valentina Corradetti Il Prigioniero Chad Armstrong Il Carceriere Armaz Darashvili Due Sacerdoti Dario Di Vietri, Mattia Olivieri Direttore Michele Mariotti Regia Giorgio Gallione Scene Tiziano Santi Costumi Claudia Pernigotti Maestro del coro Lorenzo Fratini Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna Nuovo allestimento Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Fondazione Teatro Comunale di Modena In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, i Comunali di Modena e Bologna uniscono le loro forze per presentare un dittico dedicato al valore della libertà. Risorgimento – a Modena in prima assoluta – si svolge al tempo della composizione di Nabucco, o più precisamente, durante le prove alla Scala per la messa in scena dell’opera che consacrò Giuseppe Verdi. Sono gli anni cruciali, quelli nei quali il popolo italiano si preparava a insorgere per liberarsi dalla dominazione austriaca e affermare la propria identità. La musica è di Lorenzo Ferrero, compositore torinese che ha all’attivo numerose opere di teatro musicale, eseguite in Italia e all’estero. Il prigioniero, al debutto a Firenze nel 1950, è un’analisi della mente di un recluso e una riflessione sul principio filosofico della prigionia, tra le più perverse istituzioni create dall’uomo e tema portante dell’opera di Dallapiccola. TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI Mercoledì 30 marzo ore 21 Danza primavera ST PETERSBURG BALLET THEATRE La Bayadère Balletto in tre atti e quattro scene Libretto Marius Petipa, Sergei Khudekov Musica Ludwig Minkus Coreografia originale Marius Petipa Scene Simon Pastukh Costumi Galina Solovieva Il St. Petersburg Ballet Theatre, fondato nel 1994 da Kostantin Tatchkin, è una delle più importanti formazioni di balletto classico di tutta la Russia e continua a ottenere, oltre a grandi successi internazionali, ottimi riconoscimenti dalla critica di tutto il mondo, a conferma dell’indiscutibile livello professionale e artistico dei suoi interpreti. Il St. Petersburg Ballet presenta a Modena La Bayadère considerata una delle produzioni più riuscite dell’ensemble per la capacità di interpretare magistralmente e nella versione tradizionale i grandi classici della danza. Rappresentata per la prima volta nel 1877 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, La Bayadère divenne subito il punto di svolta per la carriera del suo creatore Marius Petipa e per tutto il balletto russo. L’intricata trama narra di esotismo, promesse amorose tradite, sentimentalismo, romanticismo e gusto per il soprannaturale. |
| CONCERTI 2010-2011 CIAIKOVSKIJ SYMPHONY ORCHESTRA Vladimir Fedoseyev direttore Teatro Comunale Luciano Pavarotti Venerdì 10 dicembre ore 21 Il percorso del Comunale dedicato alla musica di Ciaikovskij e ai suoi massimi interpreti prosegue quest’anno con la prestigiosa Ciaikovskij Symphony Orchestra diretta da Vladimir Fedoseyev, in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena venerdì 10 dicembre alle ore 21, nell’ambito della Stagione Concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena. In programma alcune delle pagine più intense e amate del compositore russo: Il lago dei cigni, suite dal balletto op. 20 nella versione di Vladimir Fedoseyev, e la Quinta Sinfonia in mi minore op. 64. L’Orchestra è impegnata nel 2010 in una tournée europea che festeggia gli 80 anni dalla sua fondazione e ha preso parte agli eventi artistici e culturali più importanti di Année France-Russie 2010, dedicato ai rapporti tra i due Paesi. Nata col nome di Moscow Radio Symphony Orchestra, in qualità di orchestra ufficiale della radio sovietica, nel 1993 ha assunto l’attuale denominazione, come riconoscimento del suo ruolo nella promozione della musica di Ciajkovskij. La Ciaikovskij Symphony Orchestra è stata la prima orchestra russa a partecipare al prestigioso Mozart Festival di Salisburgo ed è stabilmente invitata con un ciclo di concerti al famoso Musikverein Golden Hall di Vienna. Ha collaborato con alcuni fra i migliori solisti, quali i violinisti Viktor Tretyakov e Gidon Kremer, il violista Yuri Bashmet, i pianisti Oleg Maizenberg e Elisabeth Leonskaja, il violoncellista Alexander Knyazev. Alla sua direzione si sono avvicendati alcuni tra i più validi direttori russi: Alexander Orlov (1930-1937), Nikolai Golovanov (1937-1957), Alexander Gauk (1957-1961), Gennady Rozhdestvensky (1961-1974). Dal 1974 alla guida del Complesso è Vladimir Fedoseyev. Guidandola per oltre trent’anni – in Russia ma anche in importanti tournée in Europa, Stati Uniti, Asia e Australia – Fedoseyev ha stabilito con i suoi musicisti un rapporto speciale e dato vita a quel distintivo profilo musicale che ha reso l’Orchestra una delle più apprezzate compagini a livello internazionale. Fedoseyev ha collaborato con prestigiose orchestre come la Vienna Symphony Orchestra, la Tokyo Philharmonic Orchestra e la Zurich Opera. Ha sempre favorito e continua ad approfondire i suoi contatti con compositori contemporanei provenienti da vari paesi. Ha collaborato con musicisti come Dmitri Šostakovič, Georgy Sviridov, Boris Ciaikovskij, Didrik Soderlind (Norvegia), Katrina Rose (USA), R. Beeshof (Austria) e altri ancora. Le sue messe in scena delle opere di Ciaikovskij, Rimskij-Korsakov, Mussorgskij, Verdi, Berlioz, Janáček a Milano, Firenze, Vienna, Parigi, Zurigo e in altre città europee hanno sempre riscosso un gran successo di pubblico e di critica. L’ultima opera, in ordine di tempo, è stata Rusalka, di Dvořák alla Zurich Opera. L’ampia discografia di Fedoseyev comprende le Sinfonie di Brahms recentemente pubblicate da Warner Classical&Jazz Lontano, le Sinfonie di Šostakovič prodotte in Giappone da Pony Canyon, Sinfonie, Suite e opere di Beethoven e Ciaikovskij registrate per l’etichetta Relief. Venerdì 10 dicembre ore 21 Teatro Comunale Luciano Pavarotti CIAIKOVSKIJ SYMPHONY ORCHESTRA Vladimir Fedoseyev direttore Piotr Ilic Ciaikovskij Il lago dei cigni suite dal balletto op. 20 (versione di Vladimir Fedoseyev) Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 |
| CALENDARIO FEBBRAIO STAGIONE DI BALLETTO – DANZA AUTUNNO Mercoledì 2 febbraio ore 21 Teatro Comunale Luciano Pavarotti BALLETTO DI ROMA Ente Nazionale del Balletto - 50° anno di attività 1960 - 2010 Direzione artistica Walter Zappolini Luciano Carratoni presenta Otello Coreografia Fabrizio Monteverde Musiche Antonín Dvořák Scene Fabrizio Monteverde Costumi Santi Rinciari Light designer Emanuele De Maria Personaggi e interpreti Otello Vincenzo Carpino Desdemona Claudia Vecchi Cassio Placido Amante Jago Marco Bellone Emilia Azzurra Schena Danza Autunno si conclude con Otello, interpretato dal Balletto di Roma. Dopo il notevole successo di critica e pubblico riscosso nelle scorse stagioni dal suo Giulietta e Romeo, Fabrizio Monteverde torna con una nuova versione dell’Otello, in cui rivisita il testo shakespeariano lavorando soprattutto sugli snodi psicologici che determinano le dinamiche dei rapporti, quanto mai ambigui e complessi nel triangolo Otello-Desdemona-Cassio. Il Balletto di Roma, che quest’anno festeggia i suoi primi cinquant’anni di attività, ha visto il susseguirsi di prestigiose collaborazioni. Nuove e originali coreografie, firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea, segnano l’inizio di un rinnovato percorso a partire dalla stagione teatrale 2001/2002: in questi ultimi anni l’attività produttiva è cresciuta sia in termini di quantità e corposità delle opere allestite nel corso delle stagioni. Coreografo fra i più affermati in Italia, Fabrizio Monteverde collabora con importanti compagnie di danza quali MaggioDanza, Compagnia del San Carlo di Napoli, dell’Arena di Verona, del Teatro Regio di Torino, del Teatro dell’Opera di Roma, della Scala di Milano. N.B. La compagnia Les Danseurs Napolitains ha annullato la tournée. OTELLO del BALLETTO DI ROMA sostituisce Le Sacre du Printemps INVITO ALL’OPERA Rassegna in collaborazione con gli Amici dei Teatri Modenesi Venerdì 11 febbraio ore 18 Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti (entrata via Goldoni, 1) Cavalleria Rusticana | Pagliacci Alessio Pizzech regista Alberto Paloscia direttore artistico Fondazione Teatro della Città di Livorno “C.Goldoni” Incontro condotto da Giuseppe Gherpelli Aperitivo al termine. Ingresso libero, fino a esaurimento posti OPERA Sabato 12 febbraio ore 20,30 Domenica 13 febbraio ore 15,30 Teatro Comunale Luciano Pavarotti CAVALLERIA RUSTICANA Melodramma in un atto. Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci dall’omonima novella di Giovanni Verga Musica di Pietro Mascagni Personaggi e interpreti Santuzza Raffaella Angeletti (12 febbraio) / Elena Pankratova (13 febbraio) Turiddu Sergej Kunaev (12 febbraio)/Michael Spadaccini (13 febbraio) Alfio, carrettiere Anooshah Golesorkhi PAGLIACCI Dramma in un prologo e due atti Libretto e musica di Ruggero Leoncavallo Edizioni Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano Personaggi e interpreti Nedda Raffaella Angeletti (12 febbraio) / Esther Andaloro (13 febbraio) Canio Sergej Kunaev (12 febbraio) / Michael Spadaccini (13 febbraio) Tonio Anooshah Golesorkhi Silvio Alessandro Luongo Direttore Jonathan Webb Regia Alessio Pizzech Scene Michele Ricciarini Costumi Cristina Aceti Luci Valerio Alfieri Maestro del coro Marco Bargagna Orchestra e Coro della Toscana Coproduzione Fondazione Teatro della Città di Livorno C. Goldoni, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatro Verdi di Pisa, Azienda Teatro del Giglio di Lucca Il 1890 è l’anno della prima di Cavalleria Rusticana, cui seguì dopo due anni Pagliacci: è l’inizio di una nuova epoca per il melodramma. I due titoli, la coppia più popolare del repertorio lirico mondiale, sono il manifesto del verismo in musica. Essi portano in scena per la prima volta spaccati di vita quotidiana e un’espressività portata all’eccesso, basata su sentimenti elementari ma violenti. Storie di amore e gelosia, di tradimenti e omicidi passionali, drammi da cronaca nera ambientati nell’Italia del Sud, purtroppo nei suoi temi più ricorrenti. Cavalleria Rusticana sconvolse il pubblico di quegli anni offrendo una perfetta sintesi di effusione melodica e istintivo impeto drammatico. Di altrettanto impatto, Pagliacci si ispira a una storia di cronaca realmente accaduta a cui l’autore aveva assistito da bambino nel paesino calabro dove il padre era magistrato. L’ultima rappresentazione a Modena del dittico risale alla stagione 1963-1964. CONCERTI Martedì 8 febbraio ore 21 Teatro Comunale Luciano Pavarotti BERLINER SYMPHONIKER Martin Sieghart direttore LUDWIG VAN BEETHOVEN Le creature di Prometeo ouverture op. 43 Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 Nato a Vienna, Martin Sieghart è stato direttore principale dell’Orchestra da Camera di Stoccarda e della Linz Bruckner Orchester con la quale ha effettuato importanti registrazioni discografiche e tournée in tutta Europa e in Giappone. Dal 2003 al 2009 è stato direttore principale dell’Arnhem Philharmonic Orchestra. Ha diretto inoltre, in qualità di direttore ospite, la Vienna Symphony Orchestra, l’Orchestra della Rai di Roma, la Mozarteum Orchestra di Salisburgo, la Ciaikovskij Symphony Orchestra e la Tokio Symphony Orchestra. I Berliner Symphoniker sono una tra le più importanti orchestre sinfoniche tedesche. Fondata nel 1966, dal 1977 Lior Shambadal ne è direttore principale. Regolarmente attiva alla Philharmonic Hall e alla Concert Hall di Berlino, l’Orchestra si è esibita in Europa, Stati Uniti, Giappone, Cina e Corea del Sud. MUSICA SU MISURA Domenica 6 febbraio ore 16 Lunedì 7 febbraio ore 10 Teatro Comunale Luciano Pavarotti BIANCANEVE E I SETTE NANI Snow-White and the Seven Dwarfs di Roald Dahl Musiche di Helen MacGregor e Stephen Cadwick Orchestrazione di Eleonor Alberga Interpreti Coro di Voci Bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena Maestri preparatori Melitta Lintner e Paolo Gattolin Ensemble da Camera Direttore Stefano Seghedoni Ideazione regia, scene e costumi Vincenzo Dall’Anna Luci Andrea Ricci Responsabile del progetto Marco Galarini Produzione Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con Istituto d’Arte “A. Venturi”, Istituto Professionale “G. Deledda”, Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi - A. Tonelli”, CUBEC Centro Universale del Bel Canto Fascia d’età: dai 6 anni Tecnica utilizzata: teatro musicale Durata: un’ora Una moderna Biancaneve sfugge alla morte ordinata dalla perfida Regina. Esce dalla foresta in cui l’aveva condotta il cacciatore e, facendo l’autostop, raggiunge la città e lì trova un lavoro come cuoca e cameriera di sette divertenti omini, ciascuno non più alto di un metro. Questi sette Nani, tutti ex-fantini, anche se terribilmente simpatici hanno un tremendo vizio: sperperano tutti i loro averi scommettendo alle corse dei cavalli, tanto che non hanno più un soldo. Una notte Biancaneve si intrufola nel palazzo reale e preso lo specchio magico che esaudisce ogni desiderio corre verso casa. Preso coraggio il Nano vecchio chiede allo specchio quale cavallo vincerà la Coppa d’oro Ascot. Lo specchio sussurra il nome del cavallo che correrà più forte… I Nani e Biancaneve diventano milionari, facendo venire i capelli bianchi agli Allibratori. |
| Comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione SKY CLASSICA, RADIO TRE E MAGAZZINI SONORI per CAPPUCCETTO ROSSO di Carlo Boccadoro In occasione della prima assoluta di Cappuccetto Rosso di Carlo Boccadoro, la nuova opera dedicata al pubblico dei giovani e delle famiglie commissionata e prodotta dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena, il Comunale ospiterà le telecamere e i microfoni di Sky Classica, di Radio Tre e di Magazzini Sonori. Lo spettacolo, che sarà in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti in prima esecuzione assoluta domenica 28 novembre alle ore 16 e lunedì 29 novembre alle ore 10, sarà ripreso e trasmesso dai tre media. Sky Classica (canale 728, www.classica.tv) realizzerà un documentario dedicato al compositore e direttore d’orchestra Carlo Boccadoro per la serie “Classica: Al Presente. Incontri contemporanei”. I tecnici Sky saranno in teatro a partire da venerdì per documentare il backstage della produzione e intervistare i protagonisti. Inoltre domenica riprenderanno integralmente lo spettacolo. Radio Tre, che ha già presentato Cappuccetto Rosso sabato scorso all’interno della trasmissione “Momus” condotta da Sandro Cappelletto, trasmetterà integralmente in differita l’opera all’interno della trasmissione Radio Tre Suite a cura di Monica D’Onofrio e Stefano Roffi. Anche Magazzini Sonori (www.magazzini-sonori.it), il portale della Regione Emilia-Romagna, trasmetterà l’opera integralmente in differita e metterà in onda una selezione di brani dall’opera tramite la radio web RadioEmiliaRomagna (www.radioemiliaromagna.it) attraverso la tecnica del podcasting. I brani resteranno così a disposizione del pubblico degli ascoltatori. Primo titolo della stagione MusicaSuMisura – la rassegna di teatro musicale che produce e presenta nuovi spettacoli creati “su misura” per il pubblico di domani – Cappuccetto Rosso rientra in un progetto ormai affermato che fa del Teatro Comunale di Modena una realtà di primo piano nell’attenzione al nuovo teatro musicale e soprattutto al nuovo pubblico. Carlo Boccadoro è uno dei maggiori compositori della nuova generazione, autore di musica sinfonica e cameristica, che spazia dal romantico all’atonale alle musiche yiddish (collabora regolarmente con Moni Ovadia), seguendo i propri elettici gusti musicali. Dal 1990 la sua musica è eseguita in tutte le più importanti stagioni musicali italiane e internazionali. Cappuccetto Rosso Libretto di Lia e Dario Del Corno Musica di CARLO BOCCADORO Edizioni Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Personaggi e interpreti Cappuccetto Rosso Alice Borciani La mamma, la moglie del taglialegna, la nonna Karina Oganjan Il lupo, il taglialegna, la nonna mascherata Luca Gallo Direttore Carlo Boccadoro Regia e costumi Francesco Esposito Scene Franco Armieri Luci Andrea Ricci Ensemble da Camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena Nuova opera commissionata e prodotta dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE DI BALLETTO 2010-2011 – danza autunno BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE CROATO DI ZAGABRIA in Lo schiaccianoci Teatro Comunale Luciano Pavarotti Sabato 4 dicembre ore 21 Domenica 5 dicembre ore 15,30 La Stagione di Balletto – Danza Autunno presenta, in perfetta sintonia con l’avvicinarsi delle festività natalizie, un grande classico della danza, uno tra i titoli più amati del repertorio: sabato 4 dicembre alle ore 21 e domenica 5 dicembre alle ore 15,30 va in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti Lo schiaccianoci, su libretto di Marius Petipa e musiche di Ciaikovskij, con le coreografie di Waczlaw Orlikovsky. Ad interpretarlo sarà il Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria, già noto al pubblico modenese per la Coppélia a Montmartre, applaudita nella stagione 2008-09. La classica fiaba-balletto di Ciaikovskij è nel repertorio del Teatro Nazionale Croato di Zagabria dal dicembre del 1931. La messa in scena presentata è una ricostruzione dello spettacolo allestito nel 1970 dal famoso coreografo Waczlaw Orlykowski, il cui lavoro ha lasciato tracce profonde nella danza croata. L’impianto dello scenografo tedesco Günther Schneider-Siemssen è stato fedelmente ricostruito, e i costumi di Ika Škomrlj e Diana Kosec-Bourek rispettano perfettamente l’idea originale di Leo Bei. I solisti e il corpo di ballo del Teatro Nazionale Croato di Zagabria saranno affiancati dagli allievi del Centro Formazione Danza e Teatro STED di Modena, preparati da Božica Lisak e Sonia Serafini. Tratto dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A. Hoffmann da Alexandre Dumas figlio, Lo schiaccianoci è ambientato il giorno della vigilia di Natale, a casa del Signor Silberhaus. Racconta la storia di Clara, che riceve in dono da Drosselmeyer, esperto in trucchi, automi e magie, uno schiaccianoci, un buffo soldatino dalla grossa testa e dai forti denti per rompere i gusci delle noci. La bambina è felicissima del regalo, e quando il dispettoso fratello Fritz glielo rompe, Drosselmeyer interviene prontamente e lo riaggiusta. Nella notte, Clara comincia a sognare: dal buio escono il Re dei topi e i suoi soldati immondi, ma lo Schiaccianoci, divenuto un bellissimo Principe, riesce a sconfiggerlo insieme ai soldati. E allora Clara e il suo Principe-Schiaccianoci intraprendono insieme un magico viaggio che li condurrà tra balocchi e dolciumi, nel meraviglioso regno dei desideri. Al risveglio dal sogno la festa è finita e a rammentare a Clara la bella avventura non restano che i ricordi e un piccolo soldatino di legno in un angolo. La nascita della Compagnia di Balletto dell’Opera di Zagabria si fa risalire alla sera del 4 novembre 1876, quando va in scena in prima esecuzione assoluta l’opera croata più popolare di tutti i tempi, Nikola Šubić Zrinjski di Ivan Zajc: in quell’occasione per la prima volta vengono eseguiti veri e propri numeri di danza, con le coreografie di Ivana Freisinger. Nel 1894 la direzione del Teatro Nazionale viene affidata a Stjepan Miletić, che ingaggia nuovi solisti provenienti da altri paesi, viene istituita la prima Scuola di danza di Zagabria e va in scena il primo balletto, School Love and Debussy’s Coppelia di Bayer. Negli anni Venti la direzione passa a Julije Benešić e ha inizio la collaborazione con artisti russi come Margaret e Maximilian Froman. Grazie al loro contributo vanno in scena diverse opere nuove composte da coreografi croati. Un importante evento nello sviluppo del balletto croato è la messa in scena di Davo u selu (Devil in the village) di Fran Lhotka nel 1937, la più importante e rappresentata opera nazionale su coreografia e regia di Pia e Pino Mlakar. L’opera di Oskar Harmoš e Ana Roje negli anni Quaranta e all’inizio degli anni Cinquanta completa una fase di sviluppo del balletto croato, nel quale confluiscono le nuove moderne ispirazioni. Dalla fine degli anni Cinquanta giovani danzatori e diversi coreografi si uniscono alla Compagnia. Nel 1965 il Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria diventa un corpo autonomo con una propria sede. Lavora costantemente nel ridare vita alle opere della letteratura classica del balletto così come a opere coreografiche di autori contemporanei croati. Fra gli impegni più recenti figurano tre produzioni La Signora delle Camelie di Derek Deane, su musiche del compositore americano e Premio Oscar Carl Davis, Edward Clug Evening, balletto moderno di Edward Clug, coreografo sloveno di origini rumene che ha collaborato per la prima volta in qualità di autore per il Balletto croato e La Fille mal gardée di Vladimir Derevianko, sulle musiche di Ferdinand Hérold e Ludwig Hertel. Lo schiaccianoci del Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria è il primo dei tre spettacoli del “pacchetto natalizio” proposto dal Comunale come idea regalo, ad un prezzo fortemente agevolato. Per maggiori informazioni potete contattare l’ufficio promozione (059 2033003, promozione@teatrocomunalemodena.it) o consultare il sito www.teatrocomunalemodena.it. Omaggio a Waczlaw Orlikowsky BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE CROATO DI ZAGABRIA Lo schiaccianoci Balletto in due atti e quattro scene. Libretto di Marius Petipa (basato sul racconto di E. T. A. Hoffmann da Alexandre Dumas) Riallestimento della produzione del 1970 Direzione e coreografia Waczlaw Orlikowsky Riallestimento e adattamento scenografico Vesna Butorac-Blaće, Dinko Bogdanić Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij Scene Günther Schneider-Siemssen Costumi Ika Škomrlj, Diana Kosec-Bourek con riferimento a Leo Bei Disegno luci Deni Šesnić Direzione di produzione del riallestimento Žorž Draušnik Allievi del Centro Formazione Danza e Teatro STED di Modena preparati da Božica Lisak e Sonia Serafini Musica registrata eseguita dall’Orchestra del Teatro Nazionale Croato in Zagabria Direttore Dian Tchobanov |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE DI BALLETTO 2010-2011 – danza autunno IL BALLETTO DI ROMA in Otello Teatro Comunale Luciano Pavarotti Mercoledì 2 febbraio 2011 La Stagione di Balletto – Danza Autunno si conclude mercoledì 2 febbraio, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti alle ore 21, con Otello, coreografia di Fabrizio Monteverde, nell’interpretazione del Balletto di Roma. Un cambio di programma dunque, rispetto a quanto annunciato: la compagnia Le Danseurs Napolitains ha infatti annullato le date della tournée previste nel mese di febbraio, cancellando anche la data modenese di Le Sacre du Printemps. Coreografo fra i più affermati in Italia, Fabrizio Monteverde collabora con importanti compagnie di danza quali MaggioDanza, Compagnia del San Carlo di Napoli, dell’Arena di Verona, del Teatro Regio di Torino, del Teatro dell’Opera di Roma, della Scala di Milano. Dopo il notevole successo di critica e pubblico riscosso nelle scorse stagioni dal suo Giulietta e Romeo, Monteverde torna con una nuova versione dell’Otello, in cui rivisita il testo shakespeariano lavorando soprattutto sugli snodi psicologici che determinano le dinamiche dei rapporti, quanto mai, qui, ambigui e complessi nel triangolo Otello-Desdemona-Cassio. Il Balletto di Roma festeggia nel 2010 i suoi primi cinquant’anni di attività. Nata grazie al sodalizio artistico di due icone della danza italiana, Franca Bartolomei e l’étoile Walter Zappolini, la compagnia ha all’attivo oltre cento balletti allestiti e portati in scena sia in Italia che all’estero, opere di valore storico oltre che artistico, firmate da coreografi italiani e internazionali. Il Balletto di Roma ha visto il susseguirsi di prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative ma indubbiamente il suo profilo artistico attuale è il frutto dell’incontro con il prestigioso Balletto di Toscana e della sinergia dal 2001 al 2007 con Cristina Bozzolini. Nuove ed originali coreografie, firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea, segnano l’inizio di questo rinnovato percorso artistico a partire dalla stagione teatrale 2001/2002: in questi ultimi sei anni l’attività produttiva è cresciuta sia in termini di quantità e corposità delle opere allestite nel corso delle stagioni (Don Chisciotte di Milena Zullo, Cenerentola di Fabrizio Monteverde, ben due riallestimenti del celebre Romeo e Giulietta di Monteverde che fu creato per il Balletto di Toscana, Lo Schiaccianoci di Mario Piazza), sia per le prestigiose collaborazioni con artisti ospiti come Andre De La Roche, Raffaele Paganini, Monica Perego e dalla stagione 2007 al 2009 anche Kledi Kadiu. Non ultimo in termini di importanza è da rilevare come nel corso delle stagioni l’intensa attività abbia poggiato su un crescente consenso di pubblico: solo per citare un esempio Lo Schiaccianoci record di presenze al Teatro Quirino nella stagione 2006/2007 con oltre diecimila spettatori. Calcando più di un centinaio di palcoscenici da queste e altre considerazioni, esso muove ogni anno di più i passi verso un futuro fatto di tradizione e vocazione, storia ed espressione senza tempo, confermando la comprovata posizione leader nella danza italiana, festeggiando nel 2010 i suoi primi cinquant’anni di attività. Mercoledì 2 febbraio ore 21 BALLETTO DI ROMA Ente Nazionale del Balletto 50° anno di attività 1960 - 2010 Direzione artistica Walter Zappolini Luciano Carratoni presenta Otello Coreografia Fabrizio Monteverde Musiche Antonin Dvořák Scene Fabrizio Monteverde Costumi Santi Rinciari Light designer Emanuele De Maria Personaggi e interpreti Otello Vincenzo Carpino Desdemona Claudia Vecchi Cassio Placido Amante Jago Marco Bellone Emilia Azzurra Schena |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione STAGIONE LIRICA 2010-2011 A GRANDE RICHIESTA, UNA RECITA STRAORDINARIA DI CATS Teatro Comunale Luciano Pavarotti Sabato 18 dicembre ore 15,30 e ore 20,30 Domenica 19 dicembre ore 15,30 A grande richiesta, una recita straordinaria di Cats! Il musical presentato dalla Compagnia della Rancia sarà in scena anche sabato 18 dicembre alle ore 15.30, oltre alle due recite già in programma, previste per sabato 18 alle ore 20,30 e domenica 19 dicembre alle ore 15,30. I biglietti sono disponibili presso la Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti (corso Canalgrande 85, telefono 059 2033010). Cats, uno dei più grandi successi teatrali di tutti i tempi, approda al Comunale di Modena nell’edizione della Compagnia della Rancia, definita dalla stampa al suo debutto come il musical dell’anno. Proposto in italiano grazie alla traduzione di Michele Renzullo e Franco Travaglio, lo spettacolo è una rilettura dello storico musical a trent’anni dal debutto. Un allestimento moderno, innovativo e assolutamente originale in cui, complice la straordinaria partitura di Andrew Lloyd Webber, si spiega lo strano rapporto che esiste fra i gatti e gli esseri umani, descritto dal capolavoro di Eliot. Saverio Marconi, in collaborazione con Daniel Ezralow, firma la nuova regia che interpreta l’incontro dei 25 Jellicle - gatti dispettosi, golosi, raffinati, magici, sensuali - come una grande festa: nella notte più speciale dell’anno, infatti, essi si riuniscono per conoscere il gatto che avrà il privilegio di salire verso il “Dolce Aldilà” per rinascere a nuova vita. Sabato 18 dicembre ore 15,30 e 20,30 Domenica 19 dicembre ore 15,30 Compagnia della Rancia CATS di Andrew Lloyd Webber tratto dal libro di T.S. Eliot Old Possum’s Book Of Practical Cats prima versione originale inglese prodotta da Cameron Mackintosh e The Really Useful Company traduzione Michele Renzullo – adattamento Saverio Marconi – liriche italiane Franco Travaglio Con, in ordine alfabetico Azzurra Adinolfi Bombalaurina, Federica Baldi Jemima, Denise Brambillasca Demetra, Gianluca Ciatti Caligola/Gattigre, Roberto Colombo Sghemboexpress, Simone De Rose Alonzo, Tiziano Edini Parsifal, Stefania Fratepietro Jennytuttapois, Luca Giacomelli Macavity/Platone, Silvana Isolani Cassandra, Alessandro Lanzillotti Mr. Mistofeles/Quazo, Salvatore Marchione Mangojerry, Roberta Miolla Victoria, Fabio Monti Gus/Asparagus, Alessandro Neri Deuteronomio/Ciccio Gourmet, Maria Silvia Roli Zampalesta, Andrea Rossi Ram Tam Taggher, Laura Safina Exotica, Loredana Sartori Jellilora/Occhibui, Andrea Verzicco Munkostrap, Chiara Vinci Electra e con Giulia Ottonello Grisabella Coreografie e regia associata Daniel Ezralow Regia Saverio Marconi Direzione musicale Vincenzo La Torre Produttore esecutivo Michele Renzullo Scene Gabriele Moreschi Costumi Enrico Coveri Make-up design Zaira De Vincentiis Assistente coreografo Michael Peña Disegno luci Valerio Tiberi Disegno fonico Enrico Porcelli Orchestra dal vivo |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione OPERACAFÈ. SORSEGGIANDO IL MELODRAMMA Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 20 novembre ore 17 Avrà luogo sabato 20 novembre il terzo e ultimo appuntamento di Operacafè, l’iniziativa promossa con grande successo dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena per avvicinare “amichevolmente” il pubblico al melodramma, sorseggiando un buon caffè in compagnia. L’appuntamento è come al solito per le ore 17 al Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti (entrata via Goldoni 1). Il pubblico potrà accedere alla sala a partire dalle ore 16.30. Protagonisti dell’incontro musicale saranno due giovani promesse del belcanto: i soprani Yeo Ji Wan e Chiara Fiorani, allieve di Raina Kabaivanska al Biennio superiore di Canto dell’Istituto Superiore di Studi Musicale “O. Vecchi – A. Tonelli. In programma, alcuni dei brani più amati del teatro musicale di Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini e Wolfgang Amadeus Mozart. Claudio Rastelli come di consueto coordina l’incontro e accompagna i cantanti al pianoforte, guidando il pubblico di curiosi e appassionati in un ascolto-viaggio nelle opere degli autori più significativi della storia del teatro lirico mondiale. Al termine dell’incontro, come di consueto, il Teatro offrirà un buffet di caffè e dolci. Claudio Rastelli è pianista e compositore. Ha iniziato gli studi musicali nella classe di violino di Alessandro Materassi. Si è diplomato al Conservatorio di Parma. Camillo Togni è stato la figura più importante nella sua formazione di compositore. In seguito ha studiato all’Accademia Chigiana di Siena (con Franco Donatoni) e alla Scuola di Musica di Fiesole (con Camillo Togni). Allievo di Daniela Landuzzi per il pianoforte, si è perfezionato con Pier Narciso Masi. Le sue musiche sono state eseguite in Italia, Francia, Germania, Olanda, Svizzera, Spagna, Polonia, Serbia, Stati Uniti e Giappone. Partecipa a numerose attività musicali di divulgazione e approfondimento. Dal 2001 collabora col Comunale di Modena nell’ambito del progetto “Scuola-Città”, occupandosi della divulgazione e promozione dell’opera lirica per i giovani. È direttore artistico degli Amici della Musica di Modena. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Info Ufficio Promozione 059 2033003, promozione@teatrocomunalemodena.it. |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione CAPPUCCETTO ROSSO Libretto di Lia e Dario Del Corno Musica di Carlo Boccadoro Prima esecuzione assoluta Teatro Comunale Luciano Pavarotti Domenica 28 novembre ore 16 - Lunedì 29 novembre ore 10 Primo titolo della stagione MusicaSuMisura – la rassegna di teatro musicale che produce e presenta nuovi spettacoli creati “su misura” per il pubblico di domani – Cappuccetto Rosso è la nuova opera dedicata al pubblico dei giovani e delle famiglie, commissionata e prodotta dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena al compositore Carlo Boccadoro. Sarà in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti in prima esecuzione assoluta domenica 28 novembre alle ore 16 nell’ambito di All’opera in famiglia, e in replica lunedì 29 alle ore 10 per la stagione di teatro ragazzi. L’opera rientra in un progetto ormai affermato che fa del Teatro Comunale di Modena una realtà di primo piano nell’attenzione al nuovo teatro musicale e soprattutto al nuovo pubblico. Carlo Boccadoro è uno dei maggiori compositori della nuova generazione, autore di musica sinfonica e cameristica, che spazia dal romantico all’atonale alle musiche yiddish (collabora regolarmente con Moni Ovadia), seguendo i propri elettici gusti musicali. Dal 1990 la sua musica è eseguita in tutte le più importanti stagioni musicali italiane e internazionali. Il libretto dell’opera è di Lia e Dario Del Corno. La regia e i costumi sono di Francesco Esposito, regista anche della Maria Stuarda che ha aperto la stagione lirica; le scene sono di Franco Armieri e le luci di Andrea Ricci. Alice Borciani interpreta la protagonista dell’opera, Karina Oganjan i ruoli della Mamma, della Moglie del taglialegna e della Nonna mentre a Luca Gallo sono affidati i ruoli del Lupo, del Taglialegna e della Nonna mascherata. Carlo Boccadoro dirige l’Ensemble da Camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Cappuccetto Rosso è una tra le più note fiabe europee che, con il passare degli anni, ha avuto diverse varianti. La trascrizione di Charles Perrault (Le petit chaperon rouge del 1697) e quella dei fratelli Grimm (Rotkappchen, del 1812), così come molte altre, si rifanno alla tradizione orale diffusa in Francia già nel XIV secolo. In Italia, al momento della sua comparsa, divenne nota con il titolo La finta nonna. Lo spettacolo in scena al Comunale è una rivisitazione in chiave moderna della fiaba che, pur rispecchiando nello sviluppo della trama la storica versione di Charles Perrault e dei fratelli Grimm, è il riflesso delle mode e dei cambiamenti del nostro tempo. La protagonista ha poco a che fare con la bambina indifesa a cui eravamo abituati, ma si diletta a interpretare un ruolo, a giocare con la trama nella consapevolezza che tutto è finzione e che il lieto fine è indubbio come in tutte le fiabe che si rispettino. “Ma non è possibile oggi rappresentare una fiaba popolare – dice la librettista Lia Del Corno – nota a tutti sino dalla più tenera infanzia, utilizzando immagini, parole e situazioni obsolete. Quanti bambini nati dopo l’anno 2000 conoscono il significato delle parole: rosolio, mussola, ciambelle; e sono in grado di descrivere oggetti come schioppo, cuffietta da notte, scaldino? Pochi, anzi pochissimi. Tutti però sono incantati dai videogiochi, da hi-pod, e persino dalla CocaCola. Quante nonne, invece, scuotono la testa quando sentono nominare dvd, youtube e internet? Pure, per portare avanti il racconto più noto e più ripetuto del vasto repertorio favolistico internazionale era necessario trovare una via che si adattasse a entrambe le generazioni. Si rendeva necessario in primo luogo trovare un comune denominatore che unisse nonne e nipoti. A quel punto… abbiamo scoperto il cellulare! Lo usano tutti esprimendosi e ascoltando formule fisse e parole essenziali. Il libretto e la musica si sono adeguati a queste tre regole 1) attualità, 2) chiarezza, 3) concisione; e il regista Francesco Esposito (ovviamente interpellato tramite cellulare) ha aderito proponendo una regia anticonvenzionale e pure perfettamente adeguata ai nostri giorni, mantenendo inalterati nel contempo tutti gli ingredienti e gli sviluppi della originaria fiaba medievale. Questa idea ha offerto lo spunto a una soluzione bizzarra e geniale che assume una portata più generale nel progetto di suddividere equamente antico e moderno. Cappuccetto Rosso si è così attualizzato per essere meglio capito, e spero pure amato, da tutti i bambini che verranno a vederlo, magari anche con i loro genitori e i loro nonni”. “Quando il Maestro Sisillo – dice il regista Francesco Esposito – mi ha proposto di mettere in scena Cappuccetto rosso con Carlo, Lia e Dario (con i quali già ho collaborato per Racconto di natale), una coccola dal mio cuore è partita improvvisamente e tanti ricordi sono tornati alla mente. Con il mio amico e magico scenografo Frank (questo è il suo soprannome ma per l’anagrafe architetto e scultore Franco Armieri) ci siamo tuffati in questa avventura e ci è parso naturale che dovessero esistere un joystick, uno schermo e tanta tanta fantasia. Non siamo creatori di video giochi, amiamo ancora il monopoli ma ci è sembrato interessante immaginare parte della favola contemporanea all’interno di un videogioco, nessuna morale nessun attacco ai genitori troppo impegnati, ma la consapevolezza che forse il Lupo potesse essere lo schermo che stressa, inghiotte i bimbi in una realtà virtuale che alla fine credono vera e dalla quale si spera possano anche imparare qualcosa”. Cappuccetto Rosso Libretto di Lia e Dario Del Corno Musica di Carlo Boccadoro Edizioni Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Personaggi e interpreti Cappuccetto Rosso Alice Borciani La mamma, la moglie del taglialegna, la nonna Karina Oganjan Il lupo, il taglialegna, la nonna mascherata Luca Gallo Direttore Carlo Boccadoro Regia e costumi Francesco Esposito Scene Franco Armieri Luci Andrea Ricci Ensemble da Camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena Nuova opera commissionata e prodotta dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione OPERACAFÈ. SORSEGGIANDO IL MELODRAMMA Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 13 novembre ore 17 È in arrivo il secondo appuntamento con Operacafè, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena per avvicinare “amichevolmente” il pubblico al melodramma, sorseggiando un buon caffè in compagnia. Sabato 13 novembre ore 17 al Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti (apertura dalle ore 16.30, entrata via Goldoni 1), il pianista e compositore Claudio Rastelli guiderà il pubblico di curiosi e appassionati in un ascolto-viaggio nelle opere degli autori più significativi della storia del teatro lirico mondiale. Protagonisti di questo secondo incontro musicale saranno due giovani promesse del belcanto: il mezzosoprano Elisa Berbero, allieva di Raina Kabaivanska al Biennio superiore di Canto dell’Istituto Superiore di Studi Musicale “O. Vecchi – A. Tonelli”, e il tenore Jesus Leon, allievo di Mirella Freni al CUBEC – Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici. Claudio Rastelli coordina l’incontro e accompagna i cantanti al pianoforte. In programma, alcuni dei brani più amati del teatro musicale di Jules Massenet, Geroges Bizet, Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini e Charles Gounod. Al termine dell’incontro, come di consueto, il Teatro offrirà un buffet di caffè e dolci. Claudio Rastelli è pianista e compositore. Ha iniziato gli studi musicali nella classe di violino di Alessandro Materassi. Si è diplomato al Conservatorio di Parma. Camillo Togni è stato la figura più importante nella sua formazione di compositore. In seguito ha studiato all’Accademia Chigiana di Siena (con Franco Donatoni) e alla Scuola di Musica di Fiesole (con Camillo Togni). Allievo di Daniela Landuzzi per il pianoforte, si è perfezionato con Pier Narciso Masi. Le sue musiche sono state eseguite in Italia, Francia, Germania, Olanda, Svizzera, Spagna, Polonia, Serbia, Stati Uniti e Giappone. Partecipa a numerose attività musicali di divulgazione e approfondimento. Dal 2001 collabora col Comunale di Modena nell’ambito del progetto “Scuola-Città”, occupandosi della divulgazione e promozione dell’opera lirica per i giovani. È direttore artistico degli Amici della Musica di Modena. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Info Ufficio Promozione 059 2033003, promozione@teatrocomunalemodena.it. |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione IL TENORE TURCO BÜLENT BEZDÜZ SOSTITUISCE ADRIANO GRAZIANI NELLE DUE RECITE DI MARIA STUARDA A causa di una indisposizione, il tenore Adriano Graziani non canterà nella Maria Stuarda che sabato 6 novembre, in replica pomeridiana domenica 7, apre la Stagione Lirica 2010/2011 della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il ruolo di Roberto, conte di Leicester sarà sostenuto dal tenore turco Bülent Bezdüz. Nato in Turchia, il giovane Bülent Bezdüz si è diplomato presso l’Accademia della Gazi University di Ankara. Il suo debutto è stato con il ruolo di Lucio Silla nell’omonima opera di Mozart, in tournée nel Regno Unito, Irlanda e Danimarca con lo European Opera Centre. Membro dell’Opera di Stato di Mersin, Bezdüz è apparso nei ruoli di Cassio in Otello, Francesco in Benvenuto Cellini e Hellenius in Les Troyens in concerto con la London Symphony Orchestra diretta da Sir Colin Davis. Ha debuttato al Grand Théâtre de Tours come Rodolfo ne La Bohème, è stato Alfredo ne La Traviata per l’Opéra de Nancy e l’Opéra de Rennes, Pang in Turandot al Concertgebouw e con la De Nederlandse Opera, infine Fenton in Falstaff all’Opéra de Lausanne. Ha ricoperto il ruolo di Edgardo in Lucia di Lammermoor per l’Opéra de Montpellier, il Teatro Colon di Buenos Aires, il Teatro Pergolesi di Jesi, la Greek National Opera di Atene e per Scottish Opera. Tra i suoi più recenti e prossimi impegni, interpreterà Fenton in Falstaff al Glyndebourne Festival Opera, canterà in un’incisione dell’Ermione di Rossini per l’etichetta Opera Rara, sarà Nemorino ne L’elisir d’amore per l’Opéra de Lille e a Caen, Rodolfo ne La Bohème e Roberto, conte di Leicester in Maria Stuarda per l’inglese Opera North, nonché Edgardo nella Lucia di Lammermoor a Göteborg. |
| Comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione CONCERTI 2010-2011 ORCHESTRA DA CAMERA DI MANTOVA Pavel Berman direttore e violino Teatro Comunale Luciano Pavarotti Venerdì 29 ottobre ore 21 Prosegue l’omaggio del Comunale a Robert Schumann, in occasione del bicentenario della nascita. La Stagione Concertistica presenta venerdì 29 ottobre, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, l’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Pavel Berman: in programma il Concerto in re maggiore op. 77 per violino e orchestra di Johannes Brahms, nel quale Berman si esibirà anche come violino solista, e la Quarta Sinfonia in re minore op. 120 di Robert Schumann. |
| Nella scorsa stagione, l’Orchestra da
Camera di Mantova ha conquistato il pubblico modenese eseguendo la Seconda
Sinfonia del compositore tedesco, nell’interpretazione di Julian Kovacev,
mentre l’Orchestre des Champs-Èlisées, sotto la guida di Philippe Herreweghe,
ha eseguito la Terza. Quest’anno è in programma quella che è indicata nel
catalogo schumanniano come Quarta, ma che in realtà corrisponde alla Seconda
Sinfonia, eseguita per la prima volta nel 1841 e poi rivisitata e presentata
nella sua versione definitiva dodici anni dopo. Fondata nel 1981, l’Orchestra da Camera di Mantova ha sede al Teatro Bibiena di Mantova, gioiello di architettura e acustica. Nel 1997 i critici musicali italiani hanno assegnato all’OCM il Premio “Franco Abbiati”, come miglior complesso da camera. Nel corso della trentennale vita artistica l’Orchestra ha collaborato con direttori e solisti quali Gidon Kremer, Shlomo Mintz, Joshua Bell, Salvatore Accardo, Giuliano Carmignola, Uto Ughi, Mischa Maisky, Enrico Dindo, Mario Brunello, Miklos Perenyi, Sol Gabetta, Alexander Lonquich, Bruno Canino, Katia e Marielle Labeque, Andrea Lucchesini, Astor Piazzola e Severino Gazzelloni. Protagonista di concerti in Italia e all’estero, l’OCM si esibisce in teatri e sale da concerto della maggior parte dei Paesi europei, degli Stati Uniti, del Centro e Sud America e dell’Asia. Nell’ultimo decennio l’attività dell’Orchestra si è incentrata sull’ideazione e realizzazione di importanti cicli monografici, tra i quali il progetto dedicato a Beethoven e quello dedicato alla produzione sacra di Mozart, con la direzione di Umberto Benedetti Michelangeli, il progetto dedicato ai Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart con Alexander Lonquich e, in occasione del bicentenario della morte di Haydn, il progetto triennale, “Haydn l’europeo che amava l’Italia”, attraverso la produzione sinfonica, sacra e cameristica del genio di Rohrau. Nel 2010, bicentenario della nascita di Schumann, l’OCM sta affrontando l’integrale delle Sinfonie del musicista tedesco. Pavel Berman ha studiato con Igor Bezrodniy a Mosca, con Dorothy DeLay alla Juilliard School di New York e con Isaac Stern. Nel 1990 ha vinto il primo premio e la medaglia d’oro al Concorso violinistico internazionale di Indianapolis. Il premio speciale per la migliore interpretazione dei Capricci di Paganini e della Sonata di Ysaye gli ha permesso di fare il suo debutto discografico con l’etichetta Koch International. A soli diciassette anni ha vinto il secondo premio al Concorso violinistico internazionale ‘Paganini’ di Genova (1987). Pavel Berman si è esibito con prestigiose orchestre, tenendo concerti nelle più prestigiose sale. Nel 1997 è divenuto direttore musicale della Kaunas Chamber Orchestra in Lituania e ha aperto una nuova fase della sua parabola artistica dedicandosi parallelamente alla direzione d’orchestra. Nel maggio 2007 ha inaugurato il “David Oistrakh Festival” di Odessa. Da questo momento è apparso sempre più frequentemente nella duplice veste di direttore e solista con orchestre italiane e straniere. Nel novembre 2010 debutterà come direttore con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Ha intrapreso per la casa discografica Dynamic un progetto dedicato alle opere per violino di Prokofiev. Pavel Berman insegna presso l’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola e collabora con l’Accademia Perosi di Biella. Suona il violino Antonio Stradivari “Maréchal Berthier” 1716 appartenuto a Napoleone, affidatogli dalla Fondazione Pro Canale di Milano. Venerdì 29 ottobre ore 21 ORCHESTRA DA CAMERA DI MANTOVA Pavel Berman direttore e violino Johannes Brahms Concerto in re maggiore op. 77 per violino e orchestra Robert Schumann Sinfonia n. 4 in re minore op. 120 |
| _________CALENDARIO GENNAIO 2011 MUSICA SU MISURA Lunedì 17 gennaio ore 9 e ore 10,30 Alle prove del Rigoletto Percorso spettacolare per cento spettatori sul melodramma, con musiche di Giuseppe Verdi Testo e coordinamento registico Mario Bianchi Pupazzi Cristina Quadrio Regista Marco Continanza Giuseppe Verdi, Direttore d’orchestra Stefano Bresciani Rigoletto Gianpietro Liga Duca di Mantova, Edgardo Davide Marranchelli Gilda Elena Gaffuri Maddalena, Lucia Ivana Franceschini Donna delle pulizie, Macchinista Cristina Quadrio Tecnico luci e Tecnico audio Stefano Andreoli Fascia d’età: 6 anni Tecnica utilizzata: teatro musicale Durata: un’ora Per avvicinare in modo piacevole e coinvolgente i bambini al melodramma, il Teatro Città Murata ha immaginato un vero e proprio percorso nel teatro, all’interno del quale gli spettatori verranno accompagnati per assistere a una vera e propria rappresentazione teatrale itinerante, divisa in vari momenti spettacolari, tutti concernenti il melodramma. Lo spettacolo si rivolge sia a un pubblico di bambini e ragazzi che ancora sanno stupirsi e che quindi impareranno ad amare in modo semplice e coinvolgente le forme del melodramma, sia agli adulti che, conoscendo i meccanismi e le storie, potranno divertirsi a riconoscerle. Guidati da un cicerone di eccezione, il regista dell’opera Rigoletto, che dovrà essere rappresentata quella sera, il pubblico sarà invitato a compiere un viaggio all’interno dell’opera, dove potrà trovarsi nel centro e nel cuore di momenti tra i più rappresentativi del famoso melodramma verdiano, attraverso le indicazioni del direttore d’orchestra e di altri personaggi che via via incontrerà. Oltre al teatro d’attore, lo spettacolo fa affidamento al teatro di figura con l’uso di pupazzi che saranno i veri protagonisti del finale dell’opera. CONCERTI Giovedì 20 gennaio ore 21 SALEEM ABBOUD-ASHKAR Pianoforte In collaborazione con Gioventù Musicale d’Italia - Sede di Modena Festival Internazionale 2011 JOHANN SEBASTIAN BACH Suite Inglese n.2 in la minore BWV 807 FRANZ SCHUBERT Sonata n.16 in la minore D 784 FRYDERYK CHOPIN Polacca in fa diesis minore Due notturni: n.1 in si bemolle minore op. 9 n.1 in si maggiore op.32 Ballata n.3 e n.4 Palestinese classe ‘76, Saleem Abboud-Ashkar ha studiato alla Royal Academy of Music di Londra e alla Hochschule für Musik di Hannover. A soli diciassette anni è stato scelto da Zubin Mehta per debuttare con la Israel Philharmonic. Cinque anni dopo si è esibito alla Carnegie Hall di New York sotto la direzione di Daniel Barenboim e da allora ha suonato con le più prestigiose orchestre in tutto il mondo, quali il Gewandhaus di Lipsia diretto da Riccardo Chailly in occasione del centenario della morte di Mendelssohn, la Filarmonica della Scala diretto da Riccardo Muti, i Filarmonici di Vienna, l’Orchestra Sinfonica di Berlino, la Sinfonica di Chicago e l’Orchestra Sinfonica della città di Birmingham. MUSICA SU MISURA Martedì 25 gennaio ore 10 Zerogrammi Premio Miglior Spettacolo Festival Giocateatro 2009 Primo Premio di Coreografia Festival OrienteOccidente 2008 Musica Erik Satie Regia, coreografia e interpretazione Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea Una produzione Cie. Zerogrammi Fascia d’età: dai 6 anni Tecnica utilizzata: teatro danza Durata: 55 minuti La struttura del lavoro si inquadra perfettamente nel genere della buddy comedy, quella dei due protagonisti complementari e in eterno conflitto, da Stanlio e Ollio a Tom & Gerry. Il racconto si svolge senza bisogno di parole poiché sono la drammaturgia dei gesti maldestri, le espressioni di domanda e di risposta, i giochi dalle regole non dette a raccontare la storia di quei due goffi “Marcovaldo” alla scoperta del mondo. Ispirati al personaggio calviniano, i protagonisti di Zerogrammi, creature spaesate che, a volte, sembrano provenire da un altro pianeta, si ostinano a lasciarsi distrarre, ammaliare dai piccoli e insignificanti particolari della realtà. Allo stesso modo la scrittura coreografica predilige un vocabolario che attinge a giochi improvvisati, rincorse comiche e trovate dispettose, per concludersi con un monito: quello di non trascurare mai le più semplici, infantili abitudini. CONCERTI Mercoledì 26 gennaio ore 21 fuori abbonamento Concerto della Memoria e del Dialogo Con AdM ENSEMBLE a cura di Claudio Rastelli e Guido Barbieri Conduce Guido Barbieri Musiche da Bach ai nostri giorni con una nuova composizione commissionata a Riccardo Vaglini Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena Amici della Musica di Modena - Concerti d’Inverno In collaborazione con Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano Al centro una nuova composizione di Riccardo Vaglini nata da un diario e dalla voce di chi l’ha scritto. Ai lati le musiche scelte, organizzate, trascritte e collegate da Claudio Rastelli. All’interno la Memoria e il Dialogo. Il concerto, in coproduzione con gli Amici della Musica di Modena, intesse una fitta rete di relazioni musicali ed extra-musicali intorno ai temi della Giornata della Memoria. L’esecuzione musicale è affidata all’AdM Ensemble, formazione nata all’interno dei progetti degli Amici della Musica di Modena. Guido Barbieri, nota voce di RAI Radiotre, musicologo e giornalista, accompagna il pubblico in questo percorso ricco di musica e di contenuti. |
| STAGIONE DI BALLETTO 2010-2011 IL NEDERLANDS DANS THEATER II INAUGURA DANZA AUTUNNO Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 2 ottobre ore 21 Danza Autunno si apre sabato 2 ottobre con il debutto a Modena del Nederlands Dans Theater II, giovanissima compagnia, composta da 16 danzatori dai 17 ai 22 anni provenienti da tutto il mondo. Nata trent’anni fa per rifornire di forze giovani la compagnia principale e offrire un periodo-ponte per preparare alla carriera professionistica i ballerini appena diplomati nelle scuole di danza classica, oggi l’NDT II è un corpo di ballo di fama internazionale. Il vasto repertorio della compagnia è costituito da balletti nati dalla collaborazione non solo con famosi coreografi come Jirí Kylián, Hans van Manen, Ohad Naharin, Paul Lightfoot/Sol León e Johan Inger, ma anche con giovani coreografi emergenti. A Modena vedremo due coreografie di Jirí Kylián – direttore artistico dell’NDT dal 1975 al 1999 e oggi corografo residente e consulente artistico – create appositamente per la compagnia: Sleepless (2004) è una riflessione intensa sul rapporto tra movimento e moti dell’anima. “Muoversi ed essere mossi. Movimento ed emozione. Ho un interesse primario – dice Kylián – per il rapporto tra il movimento nello spazio, tra gli oggetti ed i moti dell’anima. La natura del movimento è tale che, se vai verso qualcosa, automaticamente ti allontani da qualcos’altro. Ne siamo consapevoli? Siamo veramente sicuri di voler andare verso qualcosa o di volercene allontanare…? Interrogativo ineludibile, che influisce inevitabilmente sulla nostra esistenza, sulle nostre decisioni e sul nostro modo di attraversare la vita. Questa apparentemente semplice filosofia è stata, è e sarà sempre la mia più stretta compagna”. A chi lo giudica un balletto astratto, l’autore, che rifiuta questa qualifica, replica: “ma cosa c’è di astratto in una persona che sta in piedi, e che suda davanti a te cercando di fare qualcosa di bello? Un corpo umano sul palcoscenico non ha nulla di astratto. Sleepless riguarda sentimenti reali ed intensi, che io voglio leggere negli occhi e nell’anima dei ballerini. E non intendo le loro emozioni del momento, che non mi interessano, ma le emozioni che scaturiscono dal nostro lavoro collettivo. I ballerini sbucano dallo schermo come all’inizio della vita umana. È banale, ma la nostra esistenza sulla terra, ci piaccia o no, ha inizio con l’espulsione dal corpo materno… Ci troviamo catapultati in un certo ambiente, in mezzo a determinate persone, ed è con quelle che dobbiamo vedercela”. Gods and dogs (2008), in prima italiana, indaga il sottile confine tra normalità e pazzia. “È quel confine tra salute e malattia che mi interessa – spiega Kylián – e le norme che definiscono entrambi. Può accadere in ogni momento della nostra vita. Ma quale sia l’istante esatto in cui uno è spinto irreparabilmente oltre il confine invisibile dentro il mondo oscuro della pazzia e della malattia è molto arduo da determinare. So naturalmente di non essere il primo né l’ultimo a porsi queste domande ma considero che ogni nuova generazione dovrebbe riesaminare e ridefinire tali confini e la loro zona di transizione. Comunque, ovunque venga confinata tale condizione umana, nessun progresso può venir effettuato senza l’apporto di un pizzico di sana follia”. In programma anche Minus 16 (2001) di Ohad Naharin: sensuale e divertente, è un lavoro straordinario che consente a tutti i ballerini del Nederlands Dans Theater II di mettere in scena un’entusiasmante compilation musicale di cha-cha, mambo e musica tradizionale israeliana. Questa coreografia è costituita da una sorta di patchwork di precedenti lavori di Naharin: Zachacha, Anaphase, Sabotage Baby and Moshe. BALLETTO 2010-2011 DANZA AUTUNNO Sabato 2 ottobre ore 21 NEDERLANDS DANS THEATER II Sleepless Coreografia Jirí Kylián Musica Dirk Haubrich (dall'Adagio in do minore KV 617 di W.A. Mozart) Scene Jirí Kylián Costumi Joke Visser Luci Kees Tjebbes Gods and Dogs - PRIMA ITALIANA Coreografia Jirí Kylián Musica Ludwig van Beethoven (Quartetto d’archi in fa maggiore op. 18), Dirch Haubrich (nuova composizione) Proiezione video Tatsuo Unemi, Daniel Bisig Costumi Joke Visser Scenografia Atsushi Kitagawara, Jirí Kylián Minus 16 Coreografia Ohad Naharin Musica Dean Martin, Laurindo Almeida & The Bossa Nova All-Stars, Rinky Dinks, Don Swan & His Orchestra, Luis Oliveira and his Bandodalua Boys, Jackie Davis, Dick Dale, The Tractor’s Revenge, Marusha Luci Bambi (adattate da Ohad Naharin) Durata dello spettacolo: 135 minuti compresi due intervalli. |
| BIGLIETTI PER BANDE E AVION TRAVEL da martedì 15 giugno in vendita presso la Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti Da domani, martedì 15 giugno, è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli della 19° edizione del Festival Internazionale delle Bande Militari e per il concerto degli Avion Travel con AssonanzA che chiude il calendario di appuntamenti di Rataplan. |
| Comunicato stampa Con cortese richiesta di pubblicazione UN TEATRO DA SCOPRIRE VISITE GUIDATE CON “SORPRESE MUSICALI” Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 16 ottobre ore 11 Si rinnova sabato 16 ottobre alle ore 11 l’appuntamento con Un teatro da scoprire, percorso guidato con “sorprese musicali” all’interno del Teatro Comunale Luciano Pavarotti. Il percorso condurrà i visitatori non solo negli spazi normalmente aperti al pubblico, ma anche in quelli accessibili solo al personale del teatro, quindi la zona riservata alla produzione degli spettacoli, la sartoria, la Sala di scenografia. Durante il percorso guidato, della durata di circa due ore, il pubblico sarà “sorpreso” da alcuni interventi musicali: nella visita del prossimo sabato, la prima della stagione, questi interventi saranno affidati alla violinista slovacca Michaela Bilikova D. Bozzato, che eseguirà alcuni brani celebri del repertorio violinistico. Sarà inoltre possibile visitare la mostra di costumi e attrezzeria che è stata allestita nelle sale del Ridotto, dove il pubblico potrà ammirare elementi scenici di alcune delle produzioni del Teatro Comunale: dai costumi di Tosca, del Trittico pucciniano e di Madama Butterfly, all’attrezzeria del Principe Granchio, del Piccolo spazzacamino e del Fantasma di Canterville. Il costo della visita è di 5 euro a persona. Un teatro da scoprire si rinnoverà ogni terzo sabato del mese fino ad aprile. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio promozione del Comunale tel. 059 2033003, e-mail promozione@teatrocomunalemodena.it. |
| CALENDARIO DICEMBRE BALLETTO – DANZA AUTUNNO Sabato 4 dicembre ore 21 Domenica 5 dicembre ore 15,30 BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE CROATO DI ZAGABRIA Lo schiaccianoci Balletto in due atti. Libretto di Marius Petipa (basato sul racconto di E. T. A. Hoffmann da Alexandre Dumas, figlio) Omaggio a Waczlaw Orlikowsky Coreografia e direzione Waczlaw Orlikowsky Riallestimento e adattamento coreografico Vesna Butorac –Blace, Dinko Bogdanic Musica Piotr Ilic Ciaikovskij Scene Günther Schneider-Siemssen Costumi Ika Škomrlj, Diana Kosec-Bourek con riferimento a Leo Bei Ricostruzione e direzione di produzione Žorž Draušnik Applaudito nella Coppélia à Montmartre nella stagione 2008-2009, il Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria torna a Modena con lo Schiaccianoci di Ciaikovskij, uno dei titoli di repertorio più amati dal pubblico e, da sempre, fra i capolavori più popolari legati al periodo natalizio. La classica fiaba-balletto di Ciaikovskij è nel repertorio del Teatro Nazionale Croato di Zagabria dal dicembre del 1931. La messa in scena presentata è una ricostruzione dello spettacolo allestito nel 1970 dal famoso coreografo Waczlaw Orlykowski, il cui lavoro ha lasciato tracce profonde nella danza croata. L’impianto dello scenografo tedesco Günther Schneider-Siemssen è stato fedelmente ricostruito, e i costumi di Ika Skomrlj e Diana Kosec-Bourek sono stati creati sulla base dell’idea originale di Leo Bei. CONCERTI Venerdì 10 dicembre ore 21 CIAIKOVSKIJ SYMPHONY ORCHESTRA Vladimir Fedoseyev direttore PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ Il lago dei cigni, suite dal balletto op.20 PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ Sinfonia n.5 in mi minore op.64 Il percorso del Comunale dedicato alla musica di Ciaikovskij e ai suoi massimi interpreti prosegue quest’anno con la prestigiosa Ciaikovskij Symphony Orchestra, che interpreta alcune delle pagine più intense del compositore russo. L’Orchestra è impegnata nel 2010 in una tournée europea che festeggia gli 80 anni dalla sua fondazione. Nata col nome di Moscow Radio Symphony Orchestra, in qualità di orchestra ufficiale della radio sovietica, nel 1933 ha assunto l’attuale denominazione, come riconoscimento del suo ruolo nella promozione della musica di Ciajkovskij. Fedoseyev è direttore dell’Orchestra dal 1974 e, guidandola per oltre trent’anni – in Russia ma anche in importanti tournée in Europa, Stati Uniti, Asia e Australia – ha stabilito con i suoi musicisti un rapporto speciale e dato vita a quel distintivo profilo musicale che ha reso l’Orchestra una delle più apprezzate compagini a livello internazionale. OPERA – FUORI ABBONAMENTO Sabato 18 dicembre ore 20,30 Domenica 19 dicembre ore 15,30 Compagnia della Rancia su licenza di Anfiteatro Musica per conto di The Really Useful Group Ltd. presenta CATS tratto dal libro di T.S. Eliot Old Possum’s Book Of Practical Cats prima versione originale inglese prodotta da Cameron Mackintosh e The Really Useful Company traduzione Michele Renzullo – adattamento Saverio Marconi – liriche italiane Franco Travaglio Musica di Andrew Lloyd Webber Coreografie e regia associata Daniel Ezralow Regia Saverio Marconi Direzione musicale Vincenzo La Torre Produttore esecutivo Michele Renzullo Scene Gabriele Moreschi Costumi Enrico Coveri Make-up design Zaira De Vincentiis Assistente coreografo Michael Peña Disegno luci Valerio Tiberi Disegno fonico Enrico Porcelli Orchestra dal vivo Cats, uno dei più grandi successi teatrali di tutti i tempi approda al Comunale di Modena nell’edizione della Compagnia della Rancia, definita dalla stampa, al suo debutto, come il musical dell’anno. Proposto in italiano grazie alla traduzione di Michele Renzullo e Franco Travaglio, Cats vede la regia di Saverio Marconi, la regia associata e le coreografie di Daniel Ezralow, i costumi della maison Coveri e le musiche affidate a un’orchestra dal vivo di 16 elementi diretta da Vincenzo Latorre. Non una pura traduzione dunque, bensì una rilettura dello storico musical a trent’anni dal debutto, che dà vita a un allestimento moderno e innovativo. Uno spettacolo assolutamente originale in cui, insieme alla straordinaria partitura scritta da Andrew Lloyd Webber, si spiega lo strano rapporto, descritto dal bellissimo libro di Eliot, che esiste fra i gatti e gli esseri umani. Saverio Marconi, in collaborazione con Daniel Ezralow, firma infatti la nuova regia che interpreta l’incontro dei 25 Jellicle - gatti dispettosi, golosi, raffinati, magici, sensuali - come una grande festa: nella notte più speciale dell’anno, infatti, essi si riuniscono per conoscere il gatto che avrà il privilegio di salire verso il “Dolce Aldilà” per rinascere a nuova vita. INIZIATIVE Sabato 18 dicembre ore 11 Un teatro da scoprire Ogni terzo sabato del mese il Teatro Comunale Luciano Pavarotti apre le sue porte per una visita guidata con sorprese musicali. I partecipanti potranno visitare, oltre alla sala e agli spazi normalmente aperti al pubblico, anche i luoghi di produzione (sala scenografia, sartoria, palcoscenico). Costo 5 euro |
| _____________CALENDARIO NOVEMBRE 2010 OPERA 2010 2011 Giovedì 4 novembre ore 18 Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti (entrata via Goldoni, 1) Invito all’opera: Maria Stuarda Incontro con Fiammetta Barbieri docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia Antonino Fogliani direttore Francesco Esposito regista Sabato 6 novembre ore 20,30 turno A Domenica 7 novembre ore 15,30 turno B MARIA STUARDA Tragedia lirica in tre atti. Libretto di Giuseppe Bardari da Maria Suart di Friedrich Schiller Musica di Gaetano Donizetti Edizione critica a cura di Anders Wiklund. Editore proprietario Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Maria Stuarda Mariella Devia (6 novembre) / Maria Costanza Nocentini (7 novembre) Elisabetta Nidia Palacios (6 novembre) / Veronica Simeoni (7 novembre) Roberto, conte di Leicester Adriano Graziani Anna Kennedy Caterina Di Tonno Giorgio Talbot Ugo Guagliardo Lord Guglielmo Cecil Gezim Myshketa Direttore Antonino Fogliani Regia e costumi Francesco Esposito Scene Italo Grassi Luci Fabio Rossi Maestro del coro Corrado Casati Assistente alla regia e ai costumi Françoise Raybaud Pace Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna Coro del Teatro Municipale di Piacenza Allestimento Opéra Royal de Wallonie di Liegi Coproduzione Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena Per la prima volta in scena a Modena, Maria Stuarda debuttò alla Scala nel 1835 in seguito a una genesi turbolenta. Tratta dall’omonima tragedia di Schiller, racconta la storia delle regine Elisabetta I e Maria Stuarda, rivali in amore e protagoniste di uno scontro epocale per il potere politico e religioso. L’opera venne proibita a Napoli a causa del soggetto tragico e violento, proprio della nuova sensibilità romantica, che aveva eliminato il tranquillizzante lieto fine. Ma anche a Milano ebbe problemi con la censura, perché Maria Malibran si ostinò a cantare il testo originale del diciassettenne studente di legge Bardari, con la celebre sequela di epiteti (da “Vil bastarda” a “Meretrice indegna oscena”), decretandone la cancellazione dalla stagione dopo solo sei repliche. L’opera fu eseguita raramente in Italia fino agli anni ’70, quando si tornò a riscoprirne tutto il fascino. Sabato 13 novembre ore 17 Sabato 20 novembre ore 17 Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti (entrata via Goldoni, 1) OPERACAFÈ sorseggiando il melodramma Gli incontri, finalizzati ad avvicinare amichevolmente il pubblico all’opera lirica, sono l’occasione per un percorso nel melodramma, guidato da Claudio Rastelli con l’ausilio dei giovani talenti della scuola di canto dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli” (docente Raina Kabaivanska) e CUBEC – Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici con Mirella Freni. Al termine caffè e dolci ricreano l’ambiente del salotto musicale Ingresso libero fino a esaurimento posti Per informazioni 059 2033003, promozione@teatrocomunalemodena.it Sabato 27 novembre ore 17 Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti (entrata via Goldoni, 1) Invito all’opera: Cappuccetto rosso Incontro con Carlo Boccadoro compositore e direttore Francesco Esposito regista Domenica 28 novembre ore 16 All’opera in famiglia! Lunedì 29 novembre ore 10 Teatro Ragazzi CAPPUCCETTO ROSSO prima esecuzione assoluta Libretto di Lia e Dario Del Corno Musica di Carlo Boccadoro Edizioni Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Cappuccetto Rosso Alice Borciani La mamma, la moglie del taglialegna, la nonna viva Karina Oganjan Il taglialegna, il lupo, la nonna morta Luca Gallo Direttore Carlo Boccadoro Regia e costumi Francesco Esposito Scene Franco Armieri Ensemble da Camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena Nuova opera commissionata e prodotta dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena I genitori di Cappuccetto Rosso fanno parte di quel nutrito gruppo di persone che per motivi di lavoro, o di involontaria disattenzione o nei casi più tristi di puro egoismo, “abbandonano” per ore i loro figli davanti a uno schermo (che sia televisione o videogioco non importa) dove i bimbi spesso confondono la realtà con la fantasia, ma non sempre in modo costruttivo. Questo è quanto accade a Cappuccetto Rosso che metaforicamente viene risucchiata nel videogioco con il quale si sta cimentando, diventandone uno dei personaggi. Il Lupo è il videogioco che stressa, che non fa socializzare, che inghiotte i bimbi in una realtà virtuale che credono vera, mentre uscire dalla pancia del Lupo significa uscire dal videogioco che divora il cervello. È tutto un sogno? È tutto frutto di semplice e pura immaginazione? È una risposta che volentieri lasciamo al pubblico di giovani e meno giovani. BALLETTO 2010 2011 – DANZA AUTUNNO Mercoledì 10 novembre ore 21 ATERBALLETTO InCanto dall’Orlando Furioso Balletto in un prologo e un atto liberamente ispirato all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto Coreografia Mauro Bigonzetti Musica Georg Friedrich Händel Scene e impianto visivo Angelo Davoli Ideazione costumi Guglielmo Capone Consulenza e interventi musicali Bruno Moretti Luci Carlo Cerri Coproduzione Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto Fondazione I Teatri di Reggio Emilia In collaborazione con Aterdanza Lontano da ogni finalità narrativa, InCanto è la trasposizione nel linguaggio della danza di quell’intreccio di sentimenti e passioni che animano l’Orlando Furioso, capolavoro dell’Ariosto: personaggi e storie di iperbolica immaginazione ma anche di universale umanità, con i conflitti, la precarietà della ragione, la follia, le contraddizioni nel proprio io e nella società, così come Ariosto li ha mirabilmente cantati. Questa sua straordinaria modernità non poteva non colpire un artista come Mauro Bigonzetti, coreografo principale di Aterballetto, per il quale “quei sentimenti che arrivano a coincidere con le passioni e quelle passioni che esercitano il loro potere sulla ragione sono lo stimolo a continuare sempre un lavoro di ricerca verso le possibilità che ha il corpo di esplorarli e ritrasmetterli, … immagini diverse di un’unica natura umana che rende le nostre infinite diversità una grande unità”. CONCERTI Lunedì 15 novembre ore 21 ORCHESTRA MOZART Pascal Rophé direttore Igor Stravinskij Concerto in mi bemolle Dumbarton Oaks Luis de Pablo En tono menor (2009) Nuova commissione della Regia Accademia Filarmonica di Bologna Luís de Pablo A la memoria de… (2007) Igor Stravinskij Danses concertantes Nato a Bilbao nel 1930, De Pablo è uno dei massimi compositori viventi. La sua musica – che spazia in tutti i generi, sempre in anticipo sugli sviluppi contemporanei e con uno stile assolutamente personale – offre un ampio panorama dei paesaggi musicali del Novecento. Il direttore francese Pascal Rophé è un vero specialista della musica contemporanea e dirige regolarmente i più importanti ensemble europei, quali l’Ensemble InterContemporain di Pierre Boulez, con cui ha collaborato numerose volte. Il concerto debutta il 14 novembre a Bologna all’interno del progetto “Musica contemporanea: prime esecuzioni assolute”, che prevede la commissione a compositori di levatura internazionale di partiture originali con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la conoscenza della musica d’oggi. |
| ________________Stagione lirica STAGIONE LIRICA 2010 - 2011 comunicato stampa La stagione lirica 2010-2011 della Fondazione Teatro Comunale di Modena si apre sabato 6 e domenica 7 novembre con Maria Stuarda di Gaetano Donizetti. L’opera va in scena quest’anno per la prima volta a Modena, ed è presentata nell’allestimento dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, coprodotto dalle Fondazioni Teatri di Piacenza e Teatro Comunale di Modena. L’edizione è firmata dal regista Francesco Esposito, che ne cura anche i costumi, e si avvale delle scene di Italo Grassi. A dirigere l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna sarà Antonino Fogliani, giovane messinese che ha debuttato al Rossini Opera Festival nel 2001 e che di recente ha diretto con successo Maria Stuarda al Teatro alla Scala e al Teatro Bellini di Catania. Sabato 12 e domenica 13 febbraio sarà la volta del dittico capolavoro del verismo in musica: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, la coppia più popolare del repertorio lirico mondiale assente dal palcoscenico modenese dalla stagione ‘63-‘64. La regia è affidata ad Alessio Pizzech: nato artisticamente come regista di prosa, il giovane artista livornese si dedica alla lirica dal 1997, affermandosi nei più importanti teatri e festival in Italia e all’estero. Jonathan Webb dirige l’Orchestra della Toscana, in una coproduzione della Fondazione Teatro della Città di Livorno “C. Goldoni” con la Fondazione Teatro Comunale di Modena, la Fondazione Teatro Verdi di Pisa e l’Azienda Teatro del Giglio di Lucca. Macbeth di Giuseppe Verdi va in scena giovedì 3, venerdì 4 (fuori abbonamento) e domenica 6 marzo, nell’allestimento coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena con i Teatri di Bolzano e Piacenza. Lo spettacolo riprende uno spettacolo del Comunale che andò in scena in coppia con la versione in prosa di William Shakespeare, entrambe per la regia di Giancarlo Cobelli, nell’anno delle celebrazioni verdiane. Cobelli rilegge l’opera di Verdi ponendo l’accento sulle potenzialità negative dell’anima, sulla passione, sul disgregamento morale e fisico, sulla solitudine, su quelle caratteristiche universali del Male, messe in luce con un linguaggio crudo e toccante non privo di nudi, amplessi e macchie di sangue. Sul podio dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna salirà Aldo Sisillo, recentemente applaudito in occasione del concerto del 6 settembre in memoria di Luciano Pavarotti. In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il Comunale presenta un dittico dedicato al valore della libertà, coprodotto dalle Fondazioni Teatro Comunale di Modena e Teatro Comunale di Bologna: venerdì 25 e domenica 27 marzo vanno in scena Risorgimento! di Lorenzo Ferrero, in prima esecuzione assoluta e Il prigioniero di Luigi Dallapiccola, per la prima volta a Modena. Alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sarà Michele Mariotti, giovane direttore principale del Comunale di Bologna, che ha diretto a Modena nella scorsa stagione Idomeneo, re di Creta di Mozart. La regia dei due titoli è affidata a Giorgio Gallione, regista, drammaturgo e direttore artistico del Teatro dell’Archivolto di Genova, particolarmente attento, nell’ambito delle regie liriche, alla musica del Novecento. La stagione si chiude con Giulio Cesare di Georg Friedrich Händel, in scena venerdì 8 e domenica 10 aprile nell’allestimento coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara con le Fondazioni Teatro Comunale di Modena e Teatro Alighieri di Ravenna. Dopo Partenope visto nel 2009, prosegue il percorso nella riscoperta della produzione operistica di Händel, con un titolo mai rappresentato a Modena. La regia è di Alessio Pizzech, mentre Ottavio Dantone dirigerà l’Accademia Bizantina, ensemble ravennate tra i massimi interpreti della musica barocca eseguita con strumenti originali. Accanto alle opere in abbonamento, il Comunale propone due titoli fuori abbonamento. Domenica 28 novembre, per la rassegna “All’opera in famiglia”, si vedrà in prima esecuzione assoluta Cappuccetto Rosso, una nuova opera prodotta dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena, commissionata al compositore Carlo Boccadoro su libretto di Lia e Dario Del Corno, per la regia di Francesco Esposito. L’opera rientra in un progetto ormai affermato che fa del Teatro Comunale di Modena una realtà di primo piano per quanto riguarda l’attenzione al nuovo teatro musicale e soprattutto al nuovo pubblico. Boccadoro è uno dei maggiori compositori della nuova generazione, autore di musica sinfonica e cameristica, che spazia dal romantico all’atonale alle musiche yiddish (collabora regolarmente con Moni Ovadia), seguendo i propri elettici gusti musicali. Dal 1990 la sua musica è eseguita in tutte le più importanti stagioni musicali italiane e internazionali. Cats, uno dei più grandi successi teatrali di tutti i tempi, approda sabato 18 e domenica 19 dicembre al Comunale di Modena, nell’edizione della Compagnia della Rancia, definita dalla stampa, al suo debutto, come il musical dell’anno. Proposto in italiano grazie alla traduzione di Michele Renzullo e Franco Travaglio, Cats vede la regia di Saverio Marconi, la regia associata e le coreografie di Daniel Ezralow, i costumi della maison Coveri e le musiche di Andrew Lloyd Webber affidate a un’orchestra dal vivo di 16 elementi diretta da Vincenzo Latorre. Si riconferma quest’anno il ciclo di incontri “Invito all’opera”, promosso insieme all’Associazione Amici dei Teatri Modenesi, che darà occasione al pubblico di approfondire la conoscenza dei titoli in cartellone, attraverso il contributo degli esperti e la testimonianza diretta degli interpreti. Sabato 6 novembre ore 20,30 turno A Domenica 7 novembre ore 15,30 turno B MARIA STUARDA Tragedia lirica in tre atti. Libretto di Giuseppe Bardari da Maria Suart di Friedrich Schiller Musica di Gaetano Donizetti Edizione critica a cura di Anders Wiklund. Editore proprietario Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Maria Stuarda Mariella Devia (6 novembre) / Maria Costanza Nocentini (7 novembre) Elisabetta Nidia Palacios (6 novembre) / Veronica Simeoni (7 novembre) Roberto, conte di Leicester Adriano Graziani Anna Kennedy Caterina Di Tonno Giorgio Talbot Ugo Guagliardo Lord Guglielmo Cecil Gezim Myshketa Direttore Antonino Fogliani Regia e costumi Francesco Esposito Scene Italo Grassi Luci Fabio Rossi Maestro del coro Corrado Casati Assistente alla regia e ai costumi Françoise Raybaud Pace Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna Coro del Teatro Municipale di Piacenza Allestimento Opéra Royal de Wallonie di Liegi Coproduzione Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena Per la prima volta in scena a Modena, Maria Stuarda debuttò alla Scala nel 1835 in seguito a una genesi turbolenta. Tratta dall’omonima tragedia di Schiller, racconta la storia delle regine Elisabetta I e Maria Stuarda, rivali in amore e protagoniste di uno scontro epocale per il potere politico e religioso. L’opera venne proibita a Napoli a causa del soggetto tragico e violento, proprio della nuova sensibilità romantica, che aveva eliminato il tranquillizzante lieto fine. Ma anche a Milano ebbe problemi con la censura, perché Maria Malibran si ostinò a cantare il testo originale del diciassettenne studente di legge Bardari, con la celebre sequela di epiteti (da “Vil bastarda” a “Meretrice indegna oscena”), decretandone la cancellazione dalla stagione dopo solo sei repliche. L’opera fu eseguita raramente in Italia fino agli anni ’70, quando si tornò a riscoprirne tutto il fascino. Sabato 12 febbraio ore 20,30 turno A Domenica 13 febbraio ore 15,30 turno B CAVALLERIA RUSTICANA Melodramma in un atto. Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci dall’omonima novella di Giovanni Verga Musica di Pietro Mascagni Santuzza Raffaella Angeletti (12 febbraio)/ Elena Pankratova (13 febbraio) Turiddu Sergej Kunaev (12 febbraio)/Michael Spadaccini (13 febbraio) Alfio, carrettiere Anooshah Golesorkhi PAGLIACCI Dramma in un prologo e due atti. Libretto e musica di Ruggero Leoncavallo Nedda Raffaella Angeletti (12 febbraio) / Esther Andaloro (13 febbraio) Canio Sergej Kunaev (12 febbraio) / Michael Spadaccini (13 febbraio) Tonio Anooshah Golesorkhi Silvio Alessandro Luongo Direttore Jonathan Webb Regia Alessio Pizzech Scene Michele Ricciarini Costumi Cristina Aceti Maestro del coro Marco Bargagna Orchestra e Coro della Toscana Produzione Fondazione Teatro della Città di Livorno “C. Goldoni” in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatro Verdi di Pisa, Azienda Teatro del Giglio di Lucca Il 1890 è l’anno della prima di Cavalleria Rusticana, cui seguì dopo due anni Pagliacci: è l’inizio di una nuova epoca per il melodramma. I due titoli, la coppia più popolare del repertorio lirico mondiale, sono il manifesto del verismo in musica. Essi portano in scena per la prima volta spaccati di vita quotidiana e un’espressività portata all’eccesso, basata su sentimenti elementari ma violenti. Storie di amore e gelosia, di tradimenti e omicidi passionali, drammi da cronaca nera ambientati nell’Italia del Sud, purtroppo nei suoi temi più ricorrenti. Cavalleria Rusticana sconvolse il pubblico di quegli anni offrendo una perfetta sintesi di effusione melodica e istintivo impeto drammatico. Di altrettanto impatto, Pagliacci si ispira a una storia di cronaca realmente accaduta a cui l’autore aveva assistito da bambino nel paesino calabro dove il padre era magistrato. L’ultima rappresentazione a Modena del dittico risale alla stagione 1963-1964. Giovedì 3 marzo ore 20,30 turno A Venerdì 4 marzo ore 20,30 fuori abbonamento Domenica 6 marzo ore 15,30 turno B MACBETH Melodramma in quattro parti di Francesco Maria Piave dall’omonimo dramma di William Shakespeare Musica di Giuseppe Verdi Edizione Edwin F. Kalmus&Co., Inc. Macbeth Dario Solari (3 e 6 marzo) / Devid Cecconi (4 marzo) Banco Pavel Kudinov Lady Macbeth Susanna Branchini (3 e 6 marzo) / Csilla Boross (4 marzo) Macduff Roberto Iuliano (3 e 6 marzo) / Lorenzo Decaro (4 marzo) Malcolm Antonello Ceron Direttore Aldo Sisillo Regia Giancarlo Cobelli Assistente alla regia Adriano Arrigo Scene e costumi Carlo Diappi Movimenti coreografici Lydia Biondi Maestro del coro Stefano Colò Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna Coro Lirico Amadeus – Fondazione Teatro Comunale di Modena Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Comunale di Bolzano, Teatri Comunali di Piacenza Lo spettacolo riprende un allestimento del Comunale che andò in scena in coppia con la versione in prosa di William Shakespeare, entrambe per la regia di Cobelli, nell’anno delle celebrazioni verdiane. L’allestimento fu considerato da Elvio Giudici uno degli eventi clou del bicentenario, esempio di “teatro autentico”, insieme al Simon Boccanegra diretto da Abbado. “Cobelli ha costruito uno spettacolo bellissimo – così lo recensì Paolo Borgognone su Opera – duro, se vogliamo, scomodo – anche per i cantanti – ma di estrema intelligenza. Macbeth e Lady Macbeth non sono che strumenti del Male, un male che non ha epoca né confini. E in questa loro incapacità di reagire alle lusinghe infernali del potere non sono diversi dagli altri tiranni che hanno attraversato la storia. Cobelli si è servito del suo consueto supporto visivo: nudi, amplessi, macchie di sangue. Ma nel teatro del 2001 tutto ciò non dovrebbe scandalizzare più nessuno, quando non si tratti di un’esibizione fine a se stessa, e non lo era”. Venerdì 25 marzo ore 20,30 turno A Domenica 27 marzo ore 15,30 turno B In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia RISORGIMENTO! prima esecuzione assoluta Opera in un atto su libretto di Dario Olivieri Musica di Lorenzo Ferrero Edizioni Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Bartolomeo Merelli Alessandro Luongo Giuseppina Strepponi Guanqun Yu Giovannina Bellinzaghi Anna Malavasi Luigi Barbiano Gabriele Mangione Maestro sostituto Alessandro Spina IL PRIGIONIERO Opera in un prologo e un atto da La torture par l’esperance di Villiers de l’Isle Adam e da La lègende d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak di Charles De Coster Libretto e musica di Luigi Dallapiccola La Madre Guanqun Yu Il Prigioniero Chad Armstrong Il Carceriere Gabriele Mangione Direttore Michele Mariotti Regia Giorgio Gallione Scene Tiziano Santi Costumi Claudia Pernigotti Maestro del coro Lorenzo Fratini Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna Nuovo allestimento Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Fondazione Teatro Comunale di Modena In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, i Comunali di Modena e Bologna presentano un dittico dedicato al valore della libertà. Risorgimento – a Modena in prima assoluta – si svolge al tempo della composizione di Nabucco, o più precisamente, durante le prove alla Scala per la messa in scena dell’opera che consacrò Giuseppe Verdi. Sono gli anni cruciali, quelli nei quali il popolo italiano si preparava a insorgere per liberarsi dalla dominazione austriaca e affermare la propria identità. La musica è di Lorenzo Ferrero, compositore torinese che ha all’attivo numerose opere di teatro musicale, eseguite in Italia e all’estero. Il prigioniero, al debutto a Firenze nel 1950, è un’analisi della mente di un recluso e una riflessione sul principio filosofico della prigionia, tra le più perverse istituzioni create dall’uomo e tema portante dell’opera di Dallapiccola. Venerdì 8 aprile ore 20,30 turno A Domenica 10 aprile ore 15,30 turno B GIULIO CESARE Dramma in tre atti. Libretto di Nicola Francesco Haym da Giulio Cesare in Egitto di Giacomo Francesco Bussani Musica di Georg Friedrich Händel Edizioni Bärenreiter Verlag - Kassel Giulio Cesare Sonia Prina Cleopatra Eleonora Buratto Achilla Riccardo Novaro Cornelia José Maria Lo Monaco Tolomeo Filippo Mineccia Sesto Paolo Lopez Nireno Floriano D’Auria Curio Andrea Mastroni Direttore Ottavio Dantone Regia Alessio Pizzech Scene Michele Ricciarini Costumi Cristina Aceti Luci Marco Cazzola Accademia Bizantina Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Alighieri di Ravenna, Fondazione Teatro Comunale di Modena Dopo Partenope, prosegue il percorso nella riscoperta della produzione operistica di Händel, con un titolo mai rappresentato a Modena. Fra le maggiori affermazioni del barocco musicale, Händel scrisse opere italiane per il pubblico inglese e trascorse a Londra quasi tutta la sua carriera a partire dal successo di Rinaldo nel 1711. Giulio Cesare – che narra l’episodio storico della campagna d’Egitto di Cesare nel ’48 -’47 a.C., all’inseguimento dello sconfitto Pompeo – debuttò al King’s Theatre nel 1724 ed ebbe un successo tale che Giovanni Bononcini, rivale del compositore alla Royal Academy of Music, si ritirò dal suo incarico, mentre l’opera fu replicata negli anni successivi anche a Parigi e in Germania. “Ho voluto immaginare – spiega il regista Pizzech – un Giulio Cesare che si trova inaspettatamente imprigionato in una cultura che lo attrae e che lo tiene legato a quelle terre, un Giulio Cesare ammalato di mal d’Africa, che combatte ma che soprattutto è spinto da una sete di conoscenza”. Spettacoli fuori abbonamento Domenica 28 novembre ore 16 All’opera in famiglia! Lunedì 29 novembre ore 10 Teatro Ragazzi CAPPUCCETTO ROSSO prima esecuzione assoluta Libretto di Lia e Dario Del Corno Musica di Carlo Boccadoro Edizioni Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano Cappuccetto Rosso Alice Borciani La mamma, la moglie del taglialegna, la nonna viva Karina Oganjan Il taglialegna, il lupo, la nonna morta Luca Gallo Direttore Carlo Boccadoro Regia e costumi Francesco Esposito Scene Franco Armieri Ensemble da Camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena Nuova opera commissionata e prodotta dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena I genitori di Cappuccetto Rosso fanno parte di quel nutrito gruppo di persone che per motivi di lavoro, o di involontaria disattenzione o nei casi più tristi di puro egoismo, “abbandonano” per ore i loro figli davanti a uno schermo (che sia televisione o videogioco non importa) dove i bimbi spesso confondono la realtà con la fantasia, ma non sempre in modo costruttivo. Questo è quanto accade a Cappuccetto Rosso che metaforicamente viene risucchiata nel videogioco con il quale si sta cimentando, diventandone uno dei personaggi. Il Lupo è il videogioco che stressa, che non fa socializzare, che inghiotte i bimbi in una realtà virtuale che credono vera, mentre uscire dalla pancia del Lupo significa uscire dal videogioco che divora il cervello. È tutto un sogno? È tutto frutto di semplice e pura immaginazione? È una risposta che volentieri lasciamo al pubblico di giovani e meno giovani. Sabato 18 dicembre ore 20,30 Domenica 19 dicembre ore 15,30 Compagnia della Rancia su licenza di Anfiteatro Musica per conto di The Really Useful Group Ltd. presenta CATS tratto dal libro di T.S. Eliot Old Possum’s Book Of Practical Cats prima versione originale inglese prodotta da Cameron Mackintosh e The Really Useful Company traduzione Michele Renzullo – adattamento Saverio Marconi – liriche italiane Franco Travaglio musica di Andrew Lloyd Webber Con, in ordine alfabetico Azzurra Adinolfi Bombalaurina Federica Baldi Jemima Denise Brambillasca Demetra Gianluca Ciatti Caligola/Gattigre Roberto Colombo Sghemboexpress Simone De Rose Alonzo Tiziano Edini Parsifal Stefania Fratepietro Jennytuttapois Luca Giacomelli Macavity/Platone Silvana Isolani Cassandra Alessandro Lanzillotti Mr. Mistofeles/Quazo Salvatore Marchione Mangojerry Roberta Miolla Victoria Fabio Monti Gus/Asparagus Alessandro Neri Deuteronomio/Ciccio Gourmet Maria Silvia Roli Zampalesta Andrea Rossi Ram Tam Taggher Laura Safina Exotica Loredana Sartori Jellilora/Occhibui Andrea Verzicco Munkostrap Chiara Vinci Electra e con Giulia Ottonello Grisabella Coreografie e regia associata Daniel Ezralow Regia Saverio Marconi Direzione musicale Vincenzo La Torre Produttore esecutivo Michele Renzullo Scene Gabriele Moreschi Costumi Enrico Coveri Make-up design Zaira De Vincentiis Assistente coreografo Michael Peña Disegno luci Valerio Tiberi Disegno fonico Enrico Porcelli Orchestra dal vivo Cats, uno dei più grandi successi teatrali di tutti i tempi, approda al Comunale di Modena nell’edizione della Compagnia della Rancia, definita dalla stampa, al suo debutto, come il musical dell’anno. Proposto in italiano grazie alla traduzione di Michele Renzullo e Franco Travaglio, Cats va in scena in un allestimento moderno e innovativo, grazie a una rilettura assolutamente originale in cui, insieme alla straordinaria partitura scritta da Andrew Lloyd Webber, si spiega lo strano rapporto, descritto dal bellissimo libro di Eliot, che esiste fra i gatti e gli esseri umani. Saverio Marconi, in collaborazione con Daniel Ezralow, firma la nuova regia che interpreta l’incontro dei 25 Jellicle – gatti dispettosi, golosi, raffinati, magici, sensuali – come una grande festa: nella notte più speciale dell’anno, si riuniscono per conoscere il gatto che avrà il privilegio di salire verso il “Dolce Aldilà” per rinascere a nuova vita. |
| comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione NUOVI ABBONAMENTI DANZA AUTUNNO 2010-2011 Mentre prosegue la prelazione per gli abbonati della scorsa stagione, si comunica che a partire da lunedì 20 settembre saranno in vendita, presso la Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, i nuovi abbonamenti alla Stagione di Balletto – Danza Autunno 2010-2011. La rassegna autunnale inizia il 2 ottobre con il Nederlands Dans Theater II impegnato in coreografie di Jirí Kylián e Ohad Naharin. Il 10 novembre sarà la volta dell’Aterballetto in scena con InCanto dall’Orlando Furioso di Mauro Bigonzetti mentre il 4 e 5 dicembre il Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria presenta un classico intramontabile, Lo schiaccianoci su musiche di Ciaikovskij. Danza Autunno si conclude il 2 febbraio con Le Danseurs Napolitains in Le Sacre du Printemps, coreografie di Ismael Ivo e musica di Igor Stravinskij. Come di consueto, gli studenti universitari iscritti a Modena e Reggio Emilia potranno usufruire, grazie allo sconto del Teatro Comunale e al finanziamento dell’Università, di riduzioni superiori al 70% per l’acquisto dell’abbonamento. I biglietti ai singoli spettacoli saranno in vendita da martedì 28 settembre. La Biglietteria del Teatro Comunale (corso Canalgrande 85) nel mese di settembre è aperta nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19; martedì e sabato dalle 10 alle 19. Per info www.teatrocomunalemodena.it. Per acquisto telefonico abbonamenti e biglietti 059 2033010. |
| ABBADO INAUGURA LA STAGIONE CONCERTISTICA
2010-2011 comunicato stampa Claudio Abbado inaugura la Stagione Concertistica 2010-2011 della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Martedì 21 settembre al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 20, dirigerà l’Orchestra Mozart, da lui fondata nel 2004, e alcuni solisti d’eccezione: il soprano Julia Kleiter, il contralto Sara Mingardo e il violinista Giuliano Carmignola. In programma alcune tra le più pregiate pagine di musica sacra, firmate da Bach e Pergolesi. Del primo verranno eseguite due arie dalla Passione secondo Matteo BWV 244: “Erbarme dich, mein Gott”, aria per contralto e “Ich will dir mein Herze schenken”, recitativo e aria per soprano. Seguirà “Es ist vollbracht”, aria per contralto dalla Passione secondo Giovanni BWV 245. Infine, il Concerto per violino in mi maggiore BWV 1042, nel quale spiccherà il talento del violino solista Giuliano Carmignola. Nella seconda parte della serata è in programma lo Stabat Mater di Pergolesi: al compositore marchigiano, in occasione del terzo centenario della nascita, l’Accademia Filarmonica di Bologna e la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi hanno dedicato un progetto triennale, fortemente voluto da Abbado, per valorizzare e diffondere la sua opera. Lo Stabat Mater, sequenza per soprano, contralto, archi e continuo, è l’ultima composizione di Pergolesi, terminata poco prima di morire a soli 26 anni. Fu commissionato per sostituire l’analoga composizione di Alessandro Scarlatti, considerata invecchiata e noiosa. Il capolavoro di Pergolesi spicca infatti per la modernità del linguaggio e del contenuto espressivo: non a caso ebbe un successo straordinario e fu considerato per tutto il Settecento l’ideale stilistico della musica sacra. Nata a Limburg in Germania, Julia Kleiter ha debuttato all’Opéra Bastille di Parigi nella produzione de Die Zauberflöte di Bob Wilson, diretta da Jiri Kout nel 2004. Tra il 2005 e il 2006 ha interpretato Die Zauberflöte, diretta da Abbado a Ferrara, Baden-Baden e Modena. Nel 2007 a Firenze si è esibita nell’Orfeo ed Euridice, diretta da Riccardo Muti. Con l’Orchestra Mozart ha interpretato il Salve Regina in Do minore di Pergolesi, sotto la direzione di Abbado. Nella stagione 2007/08, ha interpretato il Fidelio (Marzelline) a Ferrara, Baden–Baden e Madrid sotto la direzione di Abbado.Il 2009 l’ha vista interpretare Der Rosenkavalier a Dresda diretta da Luisi. Nel 2010 è impegnata in Idomeneo diretta da Harnoncourt a Zurigo e in Arabella diretta da Schirmer a Berlino. Nel 2012 debutterà a Chicago al Lyric Opera con Rinaldo. Regolare ospite di alcune fra le principali istituzioni musicali italiane ed internazionali, Sara Mingardo è una delle rarissime voci di autentico contralto della scena musicale odierna. L’Associazione dei Critici Musicali Italiani le ha appena conferito il Premio Abbiati 2009. Collabora stabilmente con direttori d’orchestra come Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Myung Whun-Chung, Colin Davis, John Eliot Gardiner, Riccardo Muti. Di particolare rilievo anche la sua collaborazione con Rinaldo Alessandrini e Concerto Italiano, che l’ha vista esibirsi nei più importanti teatri italiani ed esteri. Giuliano Carmignola è riconosciuto come uno dei massimi interpreti del violino, stimato per il suo ampio repertorio, che spazia dal Barocco al Classicismo, dal Romanticismo fino agli autori contemporanei. Recentemente ha tenuto numerosi concerti e tournée con l’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado, con Andrea Marcon e l’Orchestra Barocca di Venezia e con l’Academy of Ancient Music. In particolare si ricordano la tournée con la violinista Viktoria Mullova, il successo ottenuto in Giappone con la fortepianista Yasuyo Yano, i concerti di Mozart con la Royal Scottish National Orchestra e la lunga tournée negli Stati Uniti. L’Orchestra Mozart nasce da un’idea di Carlo Maria Badini come progetto speciale della Regia Accademia Filarmonica di Bologna, grazie all’apporto determinante della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Claudio Abbado, che ne ha assunto la direzione artistica, ha delineato il profilo dell’orchestra, invitando strumentisti di rilievo internazionale e, accanto a loro, una quarantina di giovani musicisti provenienti da tutta Europa oltre che dal Venezuela e da altri paesi del mondo. Dalla stagione 2010, Abbado ha voluto al suo fianco Diego Matheuz come Direttore ospite principale. Sono stati recentemente pubblicati i tre cd che Abbado ha voluto dedicare a Pergolesi: le registrazioni, effettuate tra il 2007 e il 2009, vedono la partecipazione di Giuliano Carmignola, delle cantanti Sara Mingardo, Rachel Harnisch, Julia Kleiter, Veronica Cangemi e del Coro della Radio Svizzera diretto da Diego Fasolis. Incontrare Claudio Abbado è come incontrare un’idea. È l’attimo di sospensione prima che l’orchestra cominci a suonare: è quel silenzio carico di significato e di talento pronto a esplodere. Si tende ad attribuire agli uomini geniali una mania, una qualche forma eccessiva di sensibilità, una misura di follia. Abbado molti lo descrivono come un uomo di poche parole. In realtà è un uomo in ascolto. (Roberto Saviano) Martedì 21 settembre ore 20 ORCHESTRA MOZART Claudio Abbado concertatore Julia Kleiter soprano Sara Mingardo contralto Giuliano Carmignola violino Johann Sebastian Bach “Erbarme dich, mein Gott” aria per contralto dalla Passione secondo Matteo BWV 244 “Ich will dir mein Herze schenken” recitativo e aria per soprano dalla Passione secondo Matteo BWV 244 “Es ist vollbracht, o Trost” aria per contralto dalla Passione secondo Giovanni BWV 245 Johann Sebastian Bach Concerto per violino in mi maggiore BWV 1042 Giovanni Battista Pergolesi Stabat Mater sequenza per soprano, contralto, archi e continuo Teatro Comunale Luciano Pavarotti Via del Teatro, 8 - 41121 Modena; tel. 059 203 3020 fax 059 203 3021 info@teatrocomunalemodena.it; www.teatrocomunalemodena.it |
| BALLETTO 2010-2011 - DANZA AUTUNNO Sabato 2 ottobre ore 21 NEDERLANDS DANS THEATER II Sleepless Coreografia Jiří Kylián Assistente coreografo Gerard Tibbs Musica Dirk Haubrich (dall'Adagio in do minore KV 617 di W.A. Mozart) Scene Jiří Kylián Costumi Joke Visser Luci Kees Tjebbes Gods and Dogs prima italiana Coreografia Jiří Kylián Musica Ludwig van Beethoven Proiezione video Tatsuo Unemi, Daniel Bisig Costumi Joke Visser Scenografia Atsushi Kitagawara, Jiri Kylian Minus 16 Coreografia Ohad Naharin Musiche Dean Martin, Laurindo Almeida & The Bossa Nova All-Stars Rinky Dinks, Don Swan & His Orchestra, Luis Oliveira and his Bandodalua Boys, Jackie Davis, Dick Dale, The Tractor’s Revenge, Marusha Luci Bambi (adattate da Ohad Naharin) Fondata nel 1978, la NDT II è una compagnia di 16 danzatori dai 17 ai 22 anni provenienti da tutto il mondo, che ha raggiunto, in oltre trent’anni di attività, fama internazionale. Il vasto repertorio della compagnia è costituito da balletti nati dalla collaborazione non solo con famosi coreografi come Jiří Kylián, Hans van Manen, Ohad Naharin, Paul Lightfoot/Sol León e Johan Inger, ma anche con giovani coreografi emergenti. Due coreografie in programma sono state create appositamente per l’NDT II: Sleepless (2004) è una riflessione intensa sul rapporto tra movimento e moti dell'anima; Gods and dogs (2008) indaga il sottile confine tra normalità e pazzia; Minus 16 (2001), sensuale e divertente, è una sorta di compilation al ritmo di cha-cha, mambo e musica tradizionale israeliana di precedenti creazioni di Ohad Naharin. CONCERTI 2010-2011 Martedì 21 settembre ore 20 ORCHESTRA MOZART Claudio Abbado concertatore Julia Kleiter soprano Sara Mingardo contralto Giuliano Carmignola violino JOHANN SEBASTIAN BACH “Erbarme dich, mein Gott” aria per contralto dalla Passione secondo Matteo BWV 244 “Ich will dir mein Herze schenken” recitativo e aria per soprano dalla Passione secondo Matteo BWV 244 “Es ist vollbracht, o Trost” aria per contralto dalla Passione secondo Giovanni BWV 245 JOHANN SEBASTIAN BACH Concerto per violino in mi maggiore BWV 1042 GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI Stabat Mater sequenza per soprano, contralto, archi e continuo A due anni dal Fidelio, Claudio Abbado torna a dirigere al Comunale, alla guida dell’Orchestra Mozart da lui fondata nel 2004. In programma alcune tra le più pregiate pagine di musica sacra, firmate da Bach e Pergolesi. Al compositore marchigiano, in occasione del terzo centenario della nascita, l’Accademia Filarmonica di Bologna e la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi hanno dedicato un progetto triennale, fortemente voluto da Abbado, teso alla valorizzazione e alla divulgazione della sua opera. Lo Stabat Mater è l’ultima composizione di Pergolesi, terminata poco prima di morire a soli 26 anni. Fu commissionato per sostituire l’analoga composizione di Alessandro Scarlatti, considerata invecchiata e noiosa. Il capolavoro di Pergolesi spicca infatti per la modernità del linguaggio e del contenuto espressivo: non a caso ebbe un successo straordinario e fu considerato per tutto il |