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Teatro Comunale di Modena

Via del Teatro 8, 41100 Modena

www.teatrocomunalemodena.it
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Comunicato stampa
Con cortese richiesta di pubblicazione

PUCCINI EXPERIENCE
Le musiche di Giacomo Puccini in uno spettacolo multimediale
con un filmato inedito del 1915

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Mercoledì 17 marzo ore 21

Va in scena mercoledì 17 marzo al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21 Puccini experience, spettacolo multimediale ideato da Riccardo J. Moretti, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna.
In palcoscenico si esibiranno Riccardo J. Moretti al pianoforte, Claudio Ferrarini al flauto, Christoph E. Langheim alla viola e Antonio Pollina al contrabbasso. Le musiche dello spettacolo sono di Moretti, alcune su accordi originali di Puccini.
Musicista, compositore e già Guest Director del Teatro Bolshoi di Mosca, Moretti recentemente ha interpretato il ruolo di Giacomo Puccini nel film Puccini e la fanciulla per la regia di Paolo Benvenuti, presentato alla 65° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
In Puccini experience Moretti racconta l’esperienza cinematografica che lo ha coinvolto come attore protagonista, mostrando frammenti del film di Benvenuti e soprattutto il filmato inedito Un giorno con Puccini, un video del 1915 restaurato che mostra Puccini in una giornata tipo nella sua amata Torre del Lago. Inoltre, lo spettacolo si conclude con una rarità: la voce registrata di Puccini.

“Durante la preparazione del film Puccini e la fanciulla – racconta Moretti – il regista Paolo Benvenuti ha ritrovato, all'interno di una vecchia e polverosa valigia, numerosi e preziosi documenti (foto, lettere...) tra cui due bobine di una vecchia, logora e appiccicosa pellicola (solo successivamente abbiamo saputo che risaliva al 1915) dentro due scatole di latta per biscotti. Con stupore e meraviglia il filmato riguardava Puccini ripreso in una sua tipica giornata mentre soggiornava nella sua amata Torre del Lago. Dopo un accurato restauro questo importante documento ha ripreso a vivere in tutto il suo splendore. Finite le riprese del film mi sono messo subito al lavoro per realizzare una colonna sonora che fosse la più adatta possibile ad un commento di quelle splendide immagini ma, soprattutto, per ricreare quelle atmosfere che quel luogo magico sa esprimere in modo quasi surreale e, allo stesso tempo, esprimesse il mio amorevole omaggio al musicista che da sempre amo in modo viscerale. Da ciò è nata l’idea del mio recital dal titolo Puccini experience all’interno del quale questo documentario riveste la parte più significativa ed emozionante. I temi, che questa edizione presenta, sono quelli della colonna sonora originale per i vari “track” che compongono l'intera durata del film (8' e 14'') posti secondo la relativa scansione delle varie sequenze cinematografiche. Infatti ogni tema è un momento a sé stante ed autonomo anche quando si tratta di un intervento di pochi secondi e ciò è stato indispensabile per sottolineare musicalmente i molteplici aspetti del racconto visivo”.
Anteprima L’ALTRO SUONO festival 2010


Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Lunedì 1 marzo ore 21 – Prima assoluta


COMICOPERANDO
A Tribute to the Music of Robert Wyatt


Lunedì 1° marzo, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, debutta in prima assoluta Comicoperando. A Tribute to the Music of Robert Wyatt, concerto tributo a uno dei più amati cantanti/cantautori nella storia della musica, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena e dal Comune di Modena, e prodotto da ExB. Il concerto fa da anteprima all’edizione 2010 dell’Altro Suono festival della Fondazione Teatro Comunale di Modena.



Il nonetto Comicoperando è composto da Dagmar Krause (voce), Richard Sinclair (voce e basso elettrico), Gilad Atzmon (ance), Annie Whitehead (trombone), Michel Delville (chitarra synth), Alex Maguire (pianoforte e tastiere), John Edwards (contrabbasso), Chris Cutler (batteria) e Cristiano Calcagnile (percussioni).



Fondatore dei Soft Machine e dei Matching Mole, collaboratore dei Caravan, poi solista con album geniali come “Rock Bottom”, Robert Wyatt è uno dei maestri della scena di Canterbury, uno dei padri nobili del jazz-rock e del progressive. Nato a Bristol 65 anni fa, Wyatt vive dal 1973 su una sedia a rotelle, a causa della caduta da una finestra durante un party.



Anche se non sarà fisicamente presente, Wyatt ha comunque dato la sua benedizione a questo progetto e ha comunicato la sua vicinanza e la sua gratitudine nei confronti dei musicisti coinvolti e della produzione di ExB:



“Che straordinario gruppo di musicisti hai invitato a partecipare a questo progetto Comicoperando (nome geniale!) – scrive Wyatt a Alberto Lofoco di ExB – Sono molto onorato e grato. Vi auguro tantissima fortuna sebbene con persone così speciali non ce ne sia bisogno! Salam! Robert”.



Biglietti da 7,50 a 15 euro. Acquisto telefonico: 059 203 3010 Informazioni e biglietti on line: www.teatrocomunalemodena.it e www.vivaticket.it. Biglietteria del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena, corso Canalgrande 85 Tel. 059 20 33 010.



Anteprima l’ALTRO SUONO festival 2010



Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena

Lunedì 1 marzo ore 21 Prima assoluta

Fuori abbonamento


COMICOPERANDO
A Tribute to the Music of Robert Wyatt



Dagmar Krause voce

Richard Sinclair voce e basso elettrico

Gilad Atzmon ance

Annie Whitehead trombone

Michel Delville chitarra synth

Alex Maguire pianoforte e tastiere

John Edwards contrabbasso

Chris Cutler batteria

Cristiano Calcagnile percussioni
STAGIONE DI BALLETTO – DANZA PRIMAVERA
COMPAGNIE NACERA BELAZA IN
LE CRI


Teatro delle Passioni di Modena

Sabato 27 febbraio ore 21 - Domenica 28 febbraio ore 17
Lunedì 1 marzo ore 21



Prima italiana



Danza Primavera inaugura con Le Cri della coreografa Nacera Belaza, in programma al Teatro delle Passioni di Modena sabato 27 febbraio alle ore 21, domenica 28 febbraio alle ore 17 e lunedì 1 marzo alle ore 21. Lo spettacolo, in scena grazie alla collaborazione della Fondazione Teatro Comunale di Modena e ERT Emilia Romagna Teatro, è già stato presentato con successo nel 2009 a Gerusalemme, Zurigo, Berlino, Il Cairo, al festival di Avignone e lo scorso settembre al Danspace Project di New York. A Modena debutta in prima italiana.



Algerina di nascita, Nacera Belaza vive in Francia dall’età di cinque anni, è autodidatta e ha trovato da sola la strada che coniuga la sua fede con il movimento. La sua solitudine creativa e spirituale, insieme al silenzio e ascolto del corpo, è la cifra distintiva dei suoi lavori, percepibile anche dallo spettatore come un incanto da non spezzare. “Coreografa rivelazione” del 2008 per la critica francese, apre la sua fede al rapporto col mondo e con la vita, lavora sul corpo per non trasformarlo in oggetto, lo indaga per scoprirne i recessi e preservarlo da ogni ammiccamento o seduzione. Nacera Belaza compie attraverso la danza un’esplorazione dell’essere umano e il divieto, l’haram, che caratterizza fortemente la sua religione e la sua cultura, ha in qualche modo accompagnato la ricerca conducendo a domande più profonde.



Le cri è uno spettacolo minimalista ed espressivo che sarà interpretato dalla stessa coreografa insieme a sua sorella Dalila Belaza. Nella coreografia convivono magicamente l’ascesi e il piacere, lo spiritualismo e una discreta forma di sensualità, lungo il dipanarsi di un grido interiore di libertà. Il balletto prende le mosse dal corpo femminile inerte che si anima gradualmente trasportato dai salmi di Larbi Bestam e dalle incantevoli voci di Maria Callas e Amy Winehouse.



La coreografa cerca da sempre con la sua compagnia nuovi modi per conciliare la fede con l’arte del movimento, scavando pazientemente il proprio cammino nell’universo della danza contemporanea. Un percorso iniziato oltre quindici anni fa con A ciascuno la sua chimera e che trova in Le cri un punto d’arrivo, la tappa importante di un viaggio interiore che si fa manifesto grazie all’arte del movimento, una ricerca spirituale che si compie col corpo.



Scrive Nacera Belaza “un vuoto inatteso che cambia tutte le nostre aspettative (…) ecco che cosa ho perseguito attraverso tutti miei lavori, scolpire questo vuoto, dargli un corpo e renderlo palpabile, condividerlo con gli altri e infine lasciarlo disperdersi nello spazio infinito dei nostri corpi”.



Prima italiana

COMPAGNIE NACERA BELAZA

Le Cri

Coreografia Nacera Belaza

Interpreti Dalila Belaza, Nacera Belaza

Luci Éric Soyer

Regia luci Christophe Renaud

Video e colonna sonora Nacera Belaza

Canto Larbi Bestam

Immagini Corinne Dardé

Montaggio suono Nicolas Perrin



Premio “Rivelazione Coreografia 2008” del comitato francese Critici di Teatro, Musica e Danza.
CONCERTI

Giovedì 29 aprile ore 21
ORCHESTRE DES CHAMPS-ÉLYSÉES
Philippe Herreweghe direttore
FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 Scozzese
ROBERT SCHUMANN
Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 Renana

Come fondatore, nel 1970, del Collegium Vocale Gent, Philippe Herreweghe è stato invitato da Nikolaus Harnoncourt e Gustav Leonhardt a partecipare all’incisione della prima edizione completa delle Cantate di Bach. Successivamente ha fondato numerosi ensemble, fra cui La Chapelle Royale a Parigi e l’Ensemble Vocal Européen. Nel contesto di una vita professionale dedicata alla riscoperta della prassi musicale del passato, ha quindi creato nel 1991 l’Orchestre des Champs-Élysées con l’ambizione di riportare in vita, con strumenti originali, il repertorio dell’era romantica e pre-romantica. Numerose registrazioni sono state effettuate per Harmonia Mundi, etichetta interessata da sempre ai criteri di esecuzione filologica, fra le quali Des Knaben Wunderhorn di Mahler e la Quarta Sinfonia di Bruckner.


OPERA

Mercoledì 14 aprile ore 20,30
Venerdì 16 aprile ore 20,30
Domenica 18 aprile ore 15,30
MANON LESCAUT
Dramma lirico in quattro atti.
Libretto di Ruggero Leoncavallo, Marco Praga,
Domenico Oliva, Luigi Illica, Giulio Ricordi
Musica di GIACOMO PUCCINI

Personaggi e interpreti
Manon Lescaut Amarilli Nizza / Elena Popovskaya
Lescaut Josè Fardilha / Elia Fabbian
Il cavaliere Renato des Grieux Walter Fraccaro / Lorenzo Decaro
Geronte di Ravoir Alessandro Spina / Ziyan Atfeh
Edmondo Andrea Giovannini / Adriano Graziani
Un musico Federica Carnevale

Direttore Gianluca Martinenghi
Regia Pier Francesco Maestrini
Scene Fiorella Mariani
Costumi David Walker
Maestro del coro Stefano Colò

ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA-ROMAGNA
CORO LIRICO AMADEUS – FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI MODENA

Allestimento del Teatro Massimo di Palermo
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
Teatro Municipale di Piacenza

Il Teatro Comunale prosegue con Manon il suo lungo percorso dedicato all’allestimento di opere di Puccini, condotto in collaborazione con altri teatri italiani e stranieri e che ha già prodotto negli anni scorsi capolavori come Tosca, Il trittico, Madama Butterfly, Turandot e Bohème.
In Manon, dramma tutto proiettato orami nel Novecento, si agitano le passioni della società borghese contemporanea, fra studenti, ricchi banchieri e una donna padrona del proprio destino ma combattuta fra le ragioni del cuore e le convenienze sociali. Il compositore mette a punto con questa sua terza opera, del 1893, un linguaggio musicale e un impianto sinfonico destinato a influenzare per sempre il corso di un genere musicale, con un successo che si diffuse immediatamente in Europa e negli Stati Uniti.
Lo spettacolo riprende un allestimento del Teatro Massimo di Palermo andato in scena a giugno 2008.


BALLETTO – DANZA PRIMAVERA

Sabato 24 aprile ore 21
PAUL TAYLOR DANCE COMPANY
Direttore artistico Paul Taylor
Changes
Coreografia Paul Taylor
Musica Mamas and Papas
Scene e costumi Gene Moore
Luci Jennifer Tipton
Beloved Renegade
Coreografia Paul Taylor
Musica Francis Poulenc
Costumi Santo Loquasto
Luci Jennifer Tipton
Brandenburgs
Coreografia Paul Taylor
Musica Johann Sebastian Bach
dai Concerti Brandeburghesi n.6 e n.3
Costumi Santo Loquasto
Luci Jennifer Tipton

Già danzatore nelle compagnie di Merce Cunningham, Martha Graham e George Balanchine, Paul Taylor è divenuto una delle icone della modern dance americana. Con la sua compagnia, fondata nel 1954 e fra le prime formazioni contemporanee a viaggiare su scala internazionale, si è esibito in oltre cinquecento città e in sessantadue diversi Paesi. La Paul Taylor Dance Company si esibisce in una stagione annuale al New York City Center, e in occasione del cinquantenario della compagnia è stata seguita da ventiseimila spettatori. Molti dei brani del coreografo americano, che ha contribuito ha creare un punto di incontro fra classico e contemporaneo, sono entrati nel repertorio di grandi compagnie come il Royal Danish Ballet, l’American Ballet Theatre, l’English National Ballet, il Joffrey Ballet, il New York City Ballet, il Ballet de l’Opéra de Paris, il San Francisco Ballet e il Corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano.


L’ALTRO SUONO

Martedì 20 aprile ore 21
NIYAZ (Iran, India, Usa)
Nine Heavens

Azam Alì voce
Loga Ramin Torkian chitarra, viola, saz turco
Jess Stroup programmazioni elettroniche, tastiere
Naser Musa Janini oud
Salar Nader tabla

Con Nine Heavens i Niyaz sono giunti al loro secondo album. In questo lavoro, si intrecciano i legami culturali e stilistici, ma anche i secoli. A partire da antiche canzoni popolari iraniane e turche, la cantante Azam Alì (già cofondatrice del celebrato duo Vas), il multistrumentista Loga Ramin Torkian insieme a Jess Stroup, Naser Musa Janini e Salar Nader danno vita ad una commistione di sonorità definibili come “folk transe del XXI secolo”. Azam Alì è un’artista iraniana innamorata del canto orientale, cresciuta in India e invaghita della Turchia, che oggi vive a Los Angeles. La musica dei Niyaz eccelle nell'attualizzare una tradizione molto antica, quella della poesia orientale cantata, con sonorità moderne, dosate con sapienza per non soffocare la tradizione, che si è sempre mantenuta in vita arricchendosi, nel tempo, di diversi apporti.


Martedì 27 aprile ore 21
L’ORCHESTRA
DI PIAZZA VITTORIO
Il flauto magico
Direzione artistica e musicale Mario Tronco
Rielaborazione musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni
Musiche originali L’Orchestra di Piazza Vittorio
Acquerelli, animazione e scene Lino Fiorito
Disegno luci Pasquale Mari
Costumi Ortensia De Francesco
Coro L’Orchestra di Piazza Vittorio

Musicisti ospiti
Petra Magoni voce, Leandro Piccioni pianoforte
Sylvie Lewis voce, Sanjay Kansa Banik tablas
Fausto Bottoni trombone, euphonium

L’Orchestra di Piazza Vittorio, nata da un’idea di Mario Tronco come primo grande esperimento di integrazione etnica attraverso la musica, è formata da musicisti di varie etnie che suonano gli strumenti propri della tradizione. Il flauto magico è un progetto del 2009 che ha già conquistato il pubblico europeo nelle tappe di Lione, Atene, Barcellona e Roma. L’Orchestra di Piazza Vittorio irrompe nel capolavoro di Mozart riorchestrando, cambiando funzione musicale e drammaturgica ai personaggi e inventandone di nuovi, usando le lingue più disparate, introducendo elementi sonori moderni e aggiungendo brani di sua creazione. Il direttore dell’Orchestra Mario Tronco ha voluto guardare alla partitura di Mozart come a un “racconto orale” ossia una cosa non ancora marmorizzata, ma soprattutto senza timore reverenziale. L’originale Singspiel risulta quindi radicalmente cambiato, in favore di magiche atmosfere fiabesche ed esotiche.


DENTRO LE NOTE

Mercoledì 14 aprile ore 18
VINCENZO VASI voce e theremin
GIORGIO PACORIG pianoforte, pianoforte elettrico e sintetizzatore
Perfavore Sing
Musiche di Bruno Lauzi, The Residents, Franco Battiato, Peter Ivers/David Lynch, Violeta Parra, Peter Gabriel, Claudio Lolli, Frank Zappa, Vincenzo Vasi.
Arrangiamenti di Vincenzo Vasi, Giorgio Pacorig.
Una produzione AngelicA in collaborazione con Assalti al Cuore, Festival di Musica e Letteratura

Perfavore Sing è un progetto che nasce nel 2009 su commissione di AngelicA Festival.
“Una proposta che non ho potuto rifiutare: sospendere momentaneamente le mille cose a cui lavoro per dare vita a una nuova entità, incentrata prevalentemente sulla mia voce, il mio primo strumento, purtroppo spesso penalizzato dal mio essere polistrumentista, a volte prigioniero dei miei tanti strumenti e delle mie tante, forse troppe, collaborazioni. È un progetto per piano e voce, apparentemente semplice, con un repertorio di canzoni che va da Bruno Lauzi a Frank Zappa passando per Franco Battiato, Anna Oxa, Peter Gabriel, The Residents, Violeta Parra, David Lynch, Ella Guru e mie composizioni. In realtà è uno studio sulla voce e sulla vocalità, sui vari modi di interpretare una canzone, riarrangiarla, stravolgerla, a volte smembrarla fino a renderla irriconoscibile. Quindi cantare e soprattutto cantare me stesso, semplicemente cantare, senza pregiudizi, qualsiasi genere, con un repertorio molto vario. Un incontro-scontro con la canzone, qualsiasi essa sia, in una sorta di piano bar postatomico. Un repertorio molto vario e sempre in movimento, che pesca nei meandri più reconditi, tenendo conto del mio bagaglio culturale e professionale, anche e soprattutto nel metodo di esecuzione scelto, cioè nella reinterpretazione, dissacrazione, rispetto, disincanto, leggerezza e improvvisazione. Così come un collaudato duo inglese che ha fatto storia, Phil Minton & Veryan Weston, io ho scelto come compagno d’avventura il pianista Giorgio Pacorig, partner perfetto e fondamentale, capace di strappare e ricucire melodie e strutture armoniche creando territori sonori unici, dove la voce può correre e saltare liberamente. Divide con me l’esperienza e il reciproco forte stimolo ad abbattere il muro di convenzioni che spesso circonda la canzone.” (Vincenzo Vasi)


Mercoledì 21 aprile ore 18
Violino e Racconti
JANOS HASUR violino

In questo concerto di violino solo, l’artista alterna la musica al parlato. Il programma si compone di brani della musica dell’Est Europa (ungherese, transilvanica, rumena, bulgara e kletzmer): un cammino violinistico nella tradizione dei popoli circondanti il Bacino dei Carpazi. Non è un concerto nel vero senso della parola, è una sorta di intrattenimento durante il quale l’artista parla al pubblico fra un brano e l’altro, racconta la sua vita, aneddoti della sua carriera di violinista, storielle, barzellette – spesso assurde, impressioniste ma sempre esplosive. Hasur incanta il pubblico non sono con la voce vellutata e inimitabilmente dolce del suo violino, ma anche con il suo particolare modo di raccontare e con il suo accento strano, tonico, tipico di Budapest.


Mercoledì 28 aprile ore 18
L’uomo che verrà
MARCO BISCARINI
Autore delle musiche del film di Giorgio Diritti

Musicista bolognese, Biscarini ha esordito come arrangiatore dirigendo l’Orchestra della RAI durante l’edizione 1994 del Festival di SanRemo per il cantautore Franz Campi. La sua esperienza spazia praticamente in ogni genere musicale. Nel 2003 ha realizzato gli arrangiamenti dei brani scritti dal clarinettista francese Michel Portal. In occasione del Concorso Internazionale di Composizione legato alla commemorazione del 2 agosto Marco Biscarini ha ottenuto il primo premio nell’edizione del 2000 (con il brano Solo per questa notte per sassofono e orchestra) e il secondo nel 2001 (con il brano Da lontano… adagio per fisarmonica e orchestra). Numerose sono le sue composizioni per organici da camera e i suoi lavori di musica elettroacustica, eseguiti in Italia e all’estero: la composizione Fonderia Merighi (2000) è stata trasmessa nel corso della trasmissione Paesaggi Sonori di RAIRadioTre. Ha lavorato alla colonna sonora di Viva San Isidro! di Alessandro Cappelletti (1995) con il compositore Daniele Furlati e de La tempesta di Gianvittorio Baldi (2002) con il compositore Gianluca Baldi. Nel 2003-04 ha realizzato l’opera lirica per ragazzi La famosa invasione degli orsi in Sicilia, regia di Francesco Esposito, una commissione della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Dopo due Diplomi d’onore (1994 e 1995) vinti nei corsi tenuti da Ennio Morricone all’Accademia Chigiana di Siena, ha scritto melologhi (Il pettine d’avorio, 2001; Il meraviglioso segreto del Biondo, 2002) e si è occupato dell’applicazione della musica in contesti diversi da quelli usuali. Del 2002 sono la realizzazione dei Segnali sonori per l’Aeroporto di Firenze e di Fresssh il barattolo, eseguito nella fabbrica di barattoli Zambelli (San Pietro in Casale) e la musica per la performance Speculum Life (progettata da Oscar Marchisio e andata a scena a Bologna e Genova). Del 2003 è l’installazione audiovisiva In vitro – Le Tune-Elle (Ancona). Nel 2004, infine, musiche di Biscarini sono state utilizzate per la rassegna Danzoom (con coreografie di Mauro Bigonzetti). Un ulteriore campo d’azione professionale di Biscarini è costituito dalla didattica, da quella tradizionale (Istituto Musicale Comunale di Faenza) fino all’insegnamento nei corsi professionali per music maker, dalle scuole elementari (nell’ambito del Progetto Muse) fino al Conservatorio di Bologna (Corso Sperimentale di Arrangiamento). Con la colonna sonora del film Il vento fa il suo giro del 2005, ha vinto il primo premio al Festival di Lagonegro. Nel 2009, insieme a Daniele Furlati, compone le musiche per la colonna sonora del film L’uomo che verrà di Giorgio Diritti.
comunicato stampa


l’AltroSuono festival2010

Nell’edizione 2010 l’Altro Suono festival prosegue il suo lungo viaggio attraverso i diversi generi musicali, dalle tradizioni popolari al jazz, dal rock alla musica d’avanguardia, attingendo a culture e repertori diversi, in linea con una tendenza ormai assodata nel panorama musicale che ha visto progressivamente dissolversi confini e barriere fra generi musicali.

A fare da anteprima al Festival lunedì 1 marzo sarà, in prima assoluta, Comicoperando. A Tribute to the Music of Robert Wyatt, un nonetto dedicato a uno dei più amati cantanti/cantautori nella storia musica. La formazione è composta da eminenti musicisti europei, cinque dei quali hanno collaborato con Robert Wyatt sia nel passato sia recentemente, che presenteranno, riarrangiandoli, una serie di brani fondamentali di Wyatt, dagli esordi con i Soft Machine fino al più recente “sperimentalismo popolare” dell’universalmente acclamata “Comicopera” (2007). La serata è fuori abbonamento.

Musica tradizionale turco-persiana e sonorità elettroniche convivono in perfetto equilibrio nel progetto Nine Heavens del gruppo Niyaz, nato dall’incontro della vocalist Azam Alì con il multistrumentista Loga Ramin Torkian e con Jess Stroup, Naser Musa Janini e Salar Nader. “Musica folk del XXI secolo”: questa è la migliore definizione della musica dei Niyaz, che eccelle nell’attualizzare una tradizione molto antica, quella della poesia orientale cantata, con sonorità moderne, in un affascinante connubio tra tradizione e contemporaneità. Niyaz ensemble si esibirà in prima nazionale sul palcoscenico del Teatro Comunale Pavarotti martedì 20 aprile.

Largo spazio anche quest’anno è dedicato ai gruppi multietnici che, pur rimanendo legati alle tradizioni musicali originarie, danno vita a nuovi progetti e nuove sonorità e ritmiche frutto dell’incontro con altre culture e del dialogo con gli altri linguaggi musicali. Ne è un esempio eclatante L’Orchestra di Piazza Vittorio, nata da un’idea del direttore Mario Tronco. L’Orchestra, formata da musicisti dalle varie etnie, che suoneranno gli strumenti propri della tradizione, metteranno in scena martedì 27 aprile Il flauto magico, un progetto del 2009 che ha già conquistato il pubblico europeo nelle tappe di Lione, Atene, Barcellona e Roma.

Sempre nell’ambito della fusione della musica tradizionale con le nuove tendenze della musica occidentale sarà l’appuntamento, fissato per sabato 8 maggio, con Khaled, il re della musica raï.
Il programma del concerto, che prende il nome dall’ultimo lavoro discografico “Liberté”, uscito nel maggio 2009, ripercorre la straordinaria carriera del musicista algerino classe 1960. Khaled è cresciuto con le canzoni ispaniche di Joselito, le ballate d’amore egiziane di Abdel Halim Hafez, le melodie di Kabylia Idir, ma anche la musica di Elvis Presley, Johnny Hallyday e Bob Marley. Premio Tenco nel 2005, Khaled può essere considerato uno dei più efficaci interpreti del sodalizio fra tradizione arabo-orientale e occidentale.

Altra incursione nella musica etnica, ma di tutt’altro genere, sarà con Auk/Blood di Tanya Tagaq, cantante canadese della provincia del Nunavut, che si esibirà con Michael Red (laptop e electronics) e Crystal Derksen (violoncello) giovedì 13 maggio in prima nazionale. La Tagaq si è imposta all’attenzione internazionale nel 2005 con il suo album di esordio “Sinaa”. Le sue canzoni derivano dalla rielaborazione di una modalità canora tipica del popolo Inuit, detta Katajjaq, “canto di gola”.

Si conferma la collaudata collaborazione fra l’Altro Suono festival e AngelicA in un progetto di stampo contemporaneo, in scena in prima assoluta, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, che ha come protagonista Arto Lindsay e la sua band, impegnati, sabato 22 maggio, nello spettacolo 4 Skies. Fra i promotori del tropicalismo brasiliano degli anni Sessanta e simbolo della no wave newyorkese degli Anni Settanta Lindsay ha collaborato con musicisti come Brian Eno, David Byrne e Laurie Anderson ed è uno dei protagonisti dell’avanguardia internazionale.

A fianco di Effetto Musica 2010, festival dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord, l’Altro Suono presenta come di consueto due appuntamenti dedicati alla musica popolare italiana, rappresentati quest’anno dal gruppo Antidotum Tarantulae (sabato 1 maggio) con un concerto dedicato alle pizziche salentine e tammurriate campane, tarantelle, saltarelli e nuove composizioni, e dall’ensemble Margarina Jazzswing Italiano (venerdì 21 maggio) con un repertorio che va da Fred Buscaglione a Paolo Conte, Nicola Arigliano, Vinicio Capossela.




PROGRAMMA

l’AltroSuono festival2010



Lunedì 1 marzo ore 21 Prima assoluta
Fuori abbonamento

COMICOPERANDO
A Tribute to the Music of Robert Wyatt

Dagmar Krause voce
Richard Sinclair voce e basso elettrico
Gilad Atzmon ance
Annie Whitehead trombone
Michel Delville chitarra synth
Alex Maguire pianoforte e tastiere
John Edwards contrabbasso
Chris Cutler batteria
Cristiano Calcagnile percussioni

Un progetto di
Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Comune di Modena

Produzione Ex B.



Comicoperando è un nonetto dedicato a uno dei più amati cantanti/cantautori nella storia della musica. La formazione è composta da eminenti musicisti europei, cinque dei quali hanno collaborato con Robert Wyatt sia nel passato che recentemente. Nato come “dream team” di artisti votati alla causa della musica popolare e tuttora impegnati nella sfida di ridefinire la “musica progressive”, Comicoperando si propone di rivisitare e reinventare il repertorio di Wyatt, pur rimanendo radicato alla tormentata inventiva del compositore e al suo spirito iconoclasta. Il gruppo crea una diversità di stili e registri (tutti i musicisti nella band sono coinvolti – collettivamente o individualmente – nella selezione dei brani e negli arrangiamenti) e presenta brani fondamentali, dagli esordi con i Soft Machine fino al più recente “sperimentalismo popolare” di “Comicopera” (2007), coprendo più di quarant’anni anni di storia musicale. Lo spettacolo è arricchito dal talento combinato di due cantanti unici, la cui presenza al fianco dei musicisti conferisce al progetto una dimensione lirica ed espressiva troppo spesso assente dagli “abituali” tributi musicali.





Martedì 20 aprile ore 21 Prima nazionale

NIYAZ (Iran, India, Usa)
Nine Heavens

Azam Alì voce
Loga Ramin Torkian chitarra, viola, saz turco
Jess Stroup programmazioni elettroniche, tastiere
Naser Musa Janini oud
Salar Nader tabla

Con “Nine Heavens” i Niyaz sono giunti al loro secondo album. In questo lavoro, si intrecciano i legami culturali e stilistici, ma anche i secoli. A partire da antiche canzoni popolari iraniane e turche, la cantante Azam Alì (già cofondatrice del celebrato duo Vas), il multistrumentista Loga Ramin Torkian insieme a Jess Stroup, Naser Musa Janini e Salar Nader danno vita ad una commistione di sonorità definibili come “folk transe del XXI secolo”. Azam Alì è un’artista iraniana innamorata del canto orientale, cresciuta in India e invaghita della Turchia, che oggi vive a Los Angeles. La musica dei Niyaz eccelle nell’attualizzare una tradizione molto antica, quella della poesia orientale cantata, con sonorità moderne, dosate con sapienza per non soffocare la tradizione, che si è sempre mantenuta in vita arricchendosi, nel tempo, di diversi apporti.


Martedì 27 aprile ore 21

L’ORCHESTRA
DI PIAZZA VITTORIO
Il flauto magico
Direzione artistica e musicale Mario Tronco
Rielaborazione musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni
Musiche originali L’Orchestra di Piazza Vittorio
Acquerelli, animazione e scene Lino Fiorito
Disegno luci Pasquale Mari
Costumi Ortensia De Francesco
Coro L’Orchestra di Piazza Vittorio

Musicisti ospiti
Petra Magoni voce, Leandro Piccioni pianoforte
Sylvie Lewis voce, Sanjay Kansa Banik tablas
Fausto Bottoni trombone, euphonium

L’Orchestra di Piazza Vittorio, nata da un’idea di Mario Tronco come primo grande esperimento di integrazione etnica attraverso la musica, è formata da musicisti di varie etnie che suonano gli strumenti propri della tradizione. Il flauto magico è un progetto del 2009 che ha già conquistato il pubblico europeo nelle tappe di Lione, Atene, Barcellona e Roma. L’Orchestra di Piazza Vittorio irrompe nel capolavoro di Mozart riorchestrando, cambiando funzione musicale e drammaturgica ai personaggi e inventandone di nuovi, usando le lingue più disparate, introducendo elementi sonori moderni e aggiungendo brani di sua creazione. Il direttore dell’Orchestra Mario Tronco ha voluto guardare alla partitura di Mozart come a un “racconto orale” ossia una cosa non ancora marmorizzata, ma soprattutto senza timore reverenziale. L’originale Singspiel risulta quindi radicalmente cambiato, in favore di magiche atmosfere fiabesche ed esotiche.

Sabato 8 maggio ore 21

KHALED
Liberté

Il programma del concerto ripercorre la straordinaria carriera di Khaled, musicista algerino classe 1960, originario di Sidi El Houari (antico quartiere ebreo-spagnolo di Orano), cresciuto con le canzoni ispaniche di Joselito, le ballate d’amore egiziane di Abdel Halim Hafez, le melodie di Kabylia Idir, ma anche le musiche di Elvis Presley, Johnny Hallyday e Bob Marley. Educato in Africa, si è poi trasferito a Parigi, dove ha debuttato su scala internazionale e raggiunto popolarità con Didi, inserita nell’album “Khaled” (1992), la prima hit di musica raï, seguita da dieci anni di successi. Premio Tenco nel 2005, Khaled può essere considerato uno dei più efficaci interpreti del sodalizio fra tradizione arabo-orientale e occidentale. Il suo stile maghrebino è al tempo stesso mediterraneo e orientaleggiante, ammiccante ai ritmi europei d’Occidente e saldamente fondato sulla metrica e la vocalità araba e mediorientale. Nel maggio 2009 è uscito il suo ultimo lavoro discografico “Liberté”, un disco di ritorno alle radici, che esprime l’anima musicale e culturale di questo artista.



Giovedì 13 maggio ore 21 Prima nazionale

TANYA TAGAQ
Auk/Blood

Tanya Tagaq voce
Michael Red laptop e electronics
Crystal Derksen violoncello

Nata a Cambridge Bay, Canada, nella provincia del Nunavut, Tanya Tagaq si è imposta all’attenzione internazionale nel 2005 con il suo album d’esordio “Sinaa”, che significa “bordo” nella lingua ancestrale Inuktitut. Le sue canzoni derivano dall’elaborazione di una modalità canora tipica del popolo Inuit, detta Katajjaq, canto di gola.
Eclettiche e numerose le sue collaborazioni: di recente è tornata a registrare con Björk, per la colonna sonora di Drawing Restraint 9, film di Matthew Barney, dopo essere apparsa nel suo album Medúlla nel 2004 e averla accompagnata nel Vespertine tour. Un’altra collaborazione ha dato i suoi frutti nel 2007, quando il Kronos Quartet ha invitato la Tagaq a partecipare, come coautrice e musicista, al progetto Nunavut, che dopo il debutto nel febbraio 2008 al Chan Centre di Vancouver, è andato in scena in tutto il Nord America, fino alla Carnegie Hall di New York. Il progetto più recente di Tanya è il video Tungajuk, nel quale ha collaborato con Jesse Zubot e i produttori cinematografici di Montreal, Felix Lajeunesse e Paul Raphael.
Con il nuovo album del 2008 “Auk” (che significa sangue nella lingua Inuit) Tanya Tagaq è partita dall’amore e dal rispetto per l’antica tradizione musicale del canto di gola e lo ha mixato con stili contemporanei.



Lugo, venerdì 21 maggio ore 21
Modena, sabato 22 maggio ore 21
Progetto in prima assoluta

ARTO LINDSAY
4 Skies
per voce, orchestra e band (Stati Uniti, Brasile, Italia)

Arto Lindsay voce, chitarra elettrica

Melvin Gibbs basso elettrico
James Hurt tastiere, pianoforte
Guillermo Brown batteria, voce
Marivaldo Paim percussioni

Musiche di Arto Lindsay, Al Green, Caetano Veloso…
Arrangiamenti di Steve Barber, Greg Cohen, Peter Scherer

Filarmonica Arturo Toscanini
Giovanni Di Stefano direttore

Progetto commissionato da AngelicA
Coprodotto con
Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura
Fondazione Teatro Rossini – Lugo Opera Festival
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Fondazione Arturo Toscanini


La collaborazione fra l’Altro Suono festival e AngelicA trova conferma in un progetto di stampo contemporaneo sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo le presenze di John Zorn, Eyvind Kang, Mike Patton e Butch Morris, quest’anno AngelicA porta in Italia il cantante e chitarrista Arto Lindsay. Fra i promotori del tropicalismo brasiliano degli anni Sessanta e simbolo della no wave newyorkese degli anni Settanta, Lindsay ha collaborato con musicisti quali Brian Eno, David Byrne e Laurie Anderson. Figura di spicco della canzone di ricerca, Arto Lindsay è per la prima volta a Modena impegnato con la sua band insieme a un’orchestra, e presenterà un repertorio di cover e di canzoni originali, arrangiate per il nuovo organico e commissionate per questo progetto.

È con grande piacere e sorpresa che ho accolto la richiesta inaspettata di cantare le mie canzoni accompagnato da un’orchestra. Devo ammettere che non era un mio sogno, cosa che peraltro non ho mai tenuto nascosta. Forse è per questo che l’idea mi è sembrata così esaltante. Ho scelto varie canzoni sia dal mio repertorio che dalla musica popolare brasiliana e americana. La mia band con Melvin Gibbs, James Hurt, Guillermo Brown e Marivaldo Paim si esibirà insieme all’orchestra, e l’incontro/scontro di timbri e ritmi costituirà un soggetto a sé stante.

Arto Lindsay, gennaio 2010






In collaborazione con Unione Comuni Modenesi Area Nord
rassegna Effetto Musica 2010

Sabato 1 maggio ore 17
San Possidonio, Piazza Andreoli
ANTIDOTUM TARANTULAE
Pizziche salentine e tammurriate campane, tarantelle, saltarelli e nuove composizioni. Canzoni di festa e ritmi meticci nel solco del grande cantastorie Matteo Salvatore
Irene Biancalani voce, percussioni
Davide Del Campo tamburelli, tammorre
Cristian Del Campo violino, mandolino
Alessandro Pinzani chitarra
Nicola Barbagli fisarmonica
Letizia Liguori voce, nacchere

Nel 2000, si ritrovano in Toscana due giovani immigrati di origine meridionale e due aretini. Da questo incontro parte l’esperienza di Antidotum Taratulae, concepita all’inizio come formazione di artisti di strada. La strada è senz’altro un vestito che calza a pennello agli AT e a testimoniarlo sono la vittoria della XIII edizione dell’“On The Road Festival – Premio Comune di Pelago” (Fi), e le numerose partecipazioni, negli anni, a manifestazioni buskers: Extrad’arte Festival, ArteMigrante, IV Festival Internazionale degli Artisti di Strada di Bassano del Grappa, Artisti in Piazza di Pennabilli. A partire dal 2001 il gruppo inizia ad esibirsi in concerto, con un repertorio che, fino al 2005, si basa su materiale di matrice popolare, brani tradizionali del sud Italia, spaziando fra tarantelle, pizziche, saltarelli e tammurriate. Nel 2005 esce il primo cd Venti dal Sud per l’etichetta milanese Sana Records. Nel 2006 iniziano i rapporti con l’etichetta storica toscana Materiali Sonori che porterà alla pubblicazione nel 2008 del secondo cd Popolo de lu paese, interamente dedicato a Matteo Salvatore, cantastorie di Apricena, paese d’origine di alcuni membri del gruppo.

Venerdì 21 maggio ore 21
Concordia sulla Secchia, Teatro del Popolo
MARGARINA JAZZSWING ITALIANO
Il jazz raffinato e divertente di Fred Buscaglione, Paolo Conte, Nicola Arigliano, Vinicio Capossela
Marco Versari voce e pianoforte
Marco Rossi contrabbasso
Daniele Sabatani batteria
Marco Preger chitarra jazz
Alessandro Fariselli sax

Il gruppo Margarina Jazzswing Italiano è nato nel 1999 con un repertorio di musica raffinata, ma allo stesso tempo divertente e scanzonata, di genere swing-jazz, composta prevalentemente da artisti italiani. Il repertorio dei Margarina comprende, in particolare, le canzoni di Fred Buscaglione, Vinicio Capossela, Paolo Conte e Nicola Arigliano. Marco Versari svolge attività di compositore e arrangiatore, collaborando tra gli altri con Corrado Abbati, Accademia Perduta-Romagna Teatri, Compagnia Bella, Claudio Chieffo e Stefano Bordiglioni, con il quale ha pubblicato i cd Pesci e giochi di parole e Noi cozze e altre canzoni. Ha vinto i premi Corto Lazio e Rai Cinema per le musiche del cortometraggio Che fine hanno fatto gli Etruschi e Stregagatto per le musiche degli spettacoli per ragazzi Il Pifferaio magico e I suonatori di Brema. Marco Rossi suona musica jazz e ha collaborato con Giorgio Baiocco, Andrea Benzoni, Gianluca Mattei, Franco Ranieri, Massimo Davola, Gaspare Tirincanti, Marco Vienna e Massimo Greco. Daniele Sabatani è professore di percussioni al Conservatorio di Cesena. Alterna all’attività didattica quella concertistica. Marco Preger suona con i più grandi jazzisti italiani tra i quali Patruno, Basso, Nanni e Fariselli. Alessandro Fariselli è considerato tra i migliori sassofonisti italiani.

INFORMAZIONI

ACQUISTO ABBONAMENTI
Gli abbonamenti ai cinque concerti del festival l’Altro Suono 2010 sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti: da martedì 9 a sabato 20 marzo per gli abbonati al festival l’Altro Suono 2009; da martedì 23 marzo anche per i nuovi abbonati.

PREZZI DELL’ABBONAMENTO
Platea e posto in palco di I e II fila € 75,00
Ridotto € 67,50
Ridotto fino a 27 anni € 37,50
Ridotto da 65 anni in poi € 52,50
Posto in palco di III e IV fila € 53,00
Ridotto € 48,00
Ridotto fino a 27 anni € 26,50
Ridotto da 65 anni in poi € 37,00
Loggione € 30,00

PREZZI DELL’ABBONAMENTO STUDENT CARD
Platea e posto in palco di I e II fila € 19,00
Posto in palco di III e IV fila € 13,00
ACQUISTO BIGLIETTI
Da venerdì 12 febbraio sono in vendita i biglietti per il concerto del 1° marzo
Da martedì 6 aprile sono in vendita i biglietti per tutti gli altri concerti del festival.

PREZZI DEI BIGLIETTI

L’Orchestra di Piazza Vittorio
Platea e posto in palco di I e II fila € 30,00
Ridotto € 27,00
Ridotto fino a 18 anni € 9,00
Ridotto da 19 a 27 anni € 15,00
Ridotto da 65 anni in poi € 21,00
Posto in palco di III e IV fila € 24,00
Ridotto € 21,50
Ridotto fino a 18 anni € 7,00
Ridotto da 19 a 27 anni € 12,00
Ridotto da 65 anni in poi € 17,00
Loggione € 15,00
Ingresso loggione € 12,00

Khaled
Platea e posto in palco di I e II fila € 25,00
Ridotto € 22,50
Ridotto fino a 18 anni € 7,50
Ridotto da 19 a 27 anni € 12,50
Ridotto da 65 anni in poi € 17,50
Posto in palco di III e IV fila € 20,00
Ridotto € 18,50
Ridotto fino a 18 anni € 6,00
Ridotto da 19 a 27 anni € 10,00
Ridotto da 65 anni in poi € 14,00
Loggione € 12,50
Ingresso loggione € 10,00


Arto Lindsay
Platea e posto in palco di I e II fila € 20,00
Ridotto € 18,00
Ridotto fino a 18 anni € 6,00
Ridotto da 19 a 27 anni € 10,00
Ridotto da 65 anni in poi € 14,00
Posto in palco di III e IV fila € 16,00
Ridotto € 14,50
Ridotto fino a 18 anni € 5,00
Ridotto da 19 a 27 anni € 8,00
Ridotto da 65 anni in poi € 11,00
Loggione € 10,00
Ingresso loggione € 8,00

Comicoperando, Niyaz, Tanya Tagaq
Platea e posto in palco di I e II fila € 15,00
Ridotto € 13,50
Ridotto fino a 18 anni € 4,50
Ridotto da 19 a 27 anni € 7,50
Ridotto da 65 anni in poi € 10,50
Posto in palco di III e IV fila € 12,00
Ridotto € 11,50
Ridotto fino a 18 anni € 3,50
Ridotto da 19 a 27 anni € 6,00
Ridotto da 65 anni in poi € 8,50
Loggione € 7,50
Ingresso loggione € 6,00


I due concerti della Rassegna Effetto Musica sono a ingresso libero.


RIDUZIONI SU ABBONAMENTI E BIGLIETTI
Abbonamenti e biglietti - da 19 a 27 anni: riduzione del 50%; da 65 anni in poi: riduzione del 30%.
Aderenti alle Associazioni ACLI, ACSI, AICS, ARCI, ENDAS,
FAI - Fondo Ambiente Italiano, TOURING CLUB ITALIANO: riduzione del 10%.
Biglietti - fino a 18 anni: riduzione del 70%.
Abbonati Teatro Storchi e Teatro delle Passioni: riduzione del 10%
La riduzione del 10% può essere applicata, tramite convenzione, a organizzazioni sindacali, scuole, istituti musicali, università, istituzioni ed enti culturali, associazioni, circoli musicali e gruppi organizzati di almeno dieci persone. Per informazioni: telefono 059 203 3003.
A TEATRO CON LA STUDENT CARD
Gli studenti universitari iscritti a Modena e Reggio Emilia potranno usufruire, grazie allo sconto del Teatro Comunale e al finanziamento dell’Università, di riduzioni superiori al 70% per l'acquisto di abbonamenti al festival l’Altro Suono 2010.

CARNET DELL’ABBONATO
Il carnet offre all’abbonato opportunità e agevolazioni relative alle attività del Teatro, sconti in librerie, negozi di strumenti musicali, negozi di apparecchiature audio, video e di informatica.
BIGLIETTERIA DEL TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI
corso Canalgrande 85, telefono 059 203 3010 – fax 059 203 3011
biglietteria@teatrocomunalemodena.it
Orari: martedì e sabato 10 - 19; mercoledì, giovedì e venerdì 16 - 19.
In coincidenza dei concerti la biglietteria protrae l’orario fino alle 21,30.

Acquisto telefonico abbonamenti e biglietti: 059 203 3010
Informazioni e biglietti online:
www.teatrocomunalemodena.it  - www.vivaticket.it
comunicato stampa

con cortese richiesta di pubblicazione

NUOVI ABBONAMENTI DANZA PRIMAVERA



A partire da domani, martedì 9 febbraio 2009, si possono acquistare i nuovi abbonamenti alla stagione di Balletto-Danza Primavera. Cinque gli spettacoli in programma, fra classico e contemporaneo, in scena dal 3 marzo al 25 maggio.



Il 3 marzo ritorna il cinese Shen Wei con la sua compagnia fondata a New York nel 2000 e ritenuta fra le più originali e raffinate nel contesto della danza pura. Del coreografo si vedranno RE (Part I), ispirato alla cultura tibetana e Map, commissionato dal Lincoln Center Festival nel 2005 su musica di Steve Reich.



Il 24 aprile andrà in scena la storica compagnia di Paul Taylor, una delle icone della modern dance americana. Il gruppo, da cinquant’anni punto di riferimento della scena newyorkese, presenta tre dei brani più amati del suo repertorio: Changes, che rivisita i conflitti sociali e l’energia degli anni Sessanta attraverso le canzoni di un gruppo rock storico dell’America di quegli anni, Beloved Renegade, ispirato alla vita e alle opere del poeta Walt Whitman, e Brandenburgs che interpreta i concerti di Bach mettendo in gioco il contrasto fra corpo maschile e femminile.



L’11 maggio il Balletto della Compagnia ANITA y Vale Tango presenta Tango Baile, un viaggio nel tempo attraverso il mutare delle musiche, dei costumi e delle coreografie di una delle tradizioni popolari più ricche al mondo. L’Accademia Nazionale Italiana Tango Argentino (ANITA), è l’unica istituzione europea associata dell’Academia Nacional de Tango di Buenos Aires.



Anna Karenina è una coreografia su musica di Ciaikovskij creata da Boris Eifman per la sua compagnia di San Pietroburgo, in scena mercoledì 19 maggio. Fra i protagonisti della danza moderna a partire dagli anni Settanta, Eifman ha preso le mosse dalla tradizione accademica per creare uno stile originale. Il coreografo si è spesso misurato con drammi psicologici e sentimentali affrontando personaggi storici e soggetti letterari, con balletti quali Red Giselle, Don Chisciotte, Il Maestro e Margherita, Ciaikovskij e Russian Hamlet.



La stagione si conclude con la presenza straordinaria del Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca impegnato in Giselle, titolo romantico per antonomasia. L’appuntamento prosegue la collaborazione con il Teatro Regio di Parma e la sua Orchestra nella presentazione di grandi compagnie classiche, che ha visto negli anni scorsi gli allestimenti del Lago dei cigni del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo e di Manon dell’English National Ballet.





Da martedì16 febbraio si potranno acquistare anche i biglietti ai singoli spettacoli.



Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, corso Canalgrande 85 Tel. 059 20 33 010. Informazioni e biglietti on line www.teatrocomunalemodena.it, www.vivaticket.it
“LIBRO: CHE SPETTACOLO!”
LA FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI MODENA
ADERISCE AL PROGETTO DELL’AGIS


La Fondazione Teatro Comunale di Modena è l’unico teatro del Nord Italia ad aderire alla terza edizione di “Libro: che spettacolo!”, un progetto promosso dalle Federazioni Musica e Danza dell’Agis, dalla Delegazione Agis Puglia & Basilicata e dall’Agiscuola, con la partecipazione di Armando Curcio Editore, la collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.



L’iniziativa, che vede coinvolti anche i teatri di Roma, Bari e Lecce, ha l’obiettivo di promuovere lo spettacolo dal vivo e il libro, favorire la lettura e valorizzare gli artisti e gli autori contemporanei.



Due gli appuntamenti previsti al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena: il 7 marzo alle ore 20.40, prima dell’inizio del Concerto di Europa Galante, Davide Rondoni presenta “Apocalisse amore” (Mondadori, 2008) mentre sabato 27 marzo, sempre alle 20.40, prima del concerto dell’Orchestra da Camera di Mantova, Emilia Costantini presenta “Tu dentro di me” (Aliberti Editore, 2009).

In occasione delle presentazioni in teatro, il pubblico potrà usufruire di agevolazioni sul prezzo dei libri messi in vendita.



All’iniziativa partecipano a livello nazionale nove teatri (Greco, Parioli, dell’Angelo, Argot Studio, India e Vittoria di Roma; Piccinni di Bari; Paisiello di Lecce e Comunale Luciano Pavarotti di Modena), diciassette autori (Folco Quilici, Maria Luisa Spaziani, Dacia Maraini, Davide Rondoni, Enzo Giannelli, Cinzia Tani, Giuseppe Goffredo, Emilia Costantini, Sergio Soldani, Alberto Bevilacqua, Walter Veltroni, Gina Guandalini, Maria Cruz Rodriguez Maccione, Nino Graziano Luca, Donato Carrisi, Edoardo Vianello, Marcello Teodonio), alcune compagnie, tra le quali il Teatro Dance Company, Attori & Tecnici, Orchestra da camera di Mantova, Compagnia Nuova Euroballetto, Astra Roma Ballet, Diablogues. Numerosi gli attori che, come Daniela Cavallini, Cosimo Cinieri, Stefano De Sando, Mita Medici, Maria Rosaria Omaggio insieme al cantautore Marco Tesoriero, si sono resi disponibili a dare voce e musica a brani di alcuni libri che verranno presentati.



Il programma di “Libro: che spettacolo!” può essere consultato sul sito www.giornaledellospettacolo.it
comunicato stampa

Anteprima L’ALTRO SUONO festival 2010


Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Lunedì 1 marzo ore 21 – prima assoluta


COMICOPERANDO
A Tribute to the Music of Robert Wyatt


Un grande evento farà da anteprima a L’Altro Suono festival 2010 della Fondazione Teatro Comunale di Modena: lunedì 1 marzo, in prima assoluta, sul palcoscenico del Comunale, debutta Comicoperando. A Tribute to the Music of Robert Wyatt, progetto di nove eccellenti musicisti che si sono riuniti, con la benedizione dello stesso Wyatt, per un omaggio dedicato a uno dei più amati cantanti/cantautori nella storia della musica. Il concerto è un progetto dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, della Fondazione Teatro Comunale di Modena e del Comune di Modena, prodotto da EXB.



Il gruppo è composto da Dagmar Krause (voce), Richard Sinclair (voce e basso elettrico), Gilad Atzmon (ance), Annie Whitehead (trombone), Michel Delville (chitarra synth), Alex Maguire (pianoforte e tastiere), John Edwards (contrabbasso), Chris Cutler (batteria) e Cristiano Calcagnile (percussioni).



Nato come un “dream team” d’incredibili artisti votati alla causa della musica popolare e tuttora impegnati nella sfida di ridefinire la “musica progressive”, Comicoperando, lungi da essere una band che suona un semplice tributo, si propone di rivisitare e reinventare il repertorio di Wyatt da un ampio spettro di prospettive, pur rimanendo radicata alla tormentata inventiva del compositore e al suo spirito iconoclasta.

I nove musicisti, ugualmente coinvolti – individualmente e collettivamente – nella scelta e nell’arrangiamento dei brani, presenteranno una selezione di pezzi dagli esordi con i Soft Machine fino al più recente “sperimentalismo popolare” dell’universalmente acclamata Comicopera (2007), per un percorso musicale che spazia in oltre 40 anni di storia musicale.



La formazione è composta da musicisti europei, cinque dei quali hanno collaborato con Robert Wyatt sia nel passato sia recentemente. Il nonetto è impreziosito inoltre dal talento combinato di due cantanti, la cui presenza al fianco dei musicisti conferirà al progetto una dimensione lirica ed espressiva troppo spesso assente dagli “abituali” tributi musicali.



Fondatore dei Soft Machine e dei Matching Mole, collaboratore dei Caravan, poi solista con album geniali come “Rock Bottom”, Robert Wyatt è uno dei maestri della scena di Canterbury, uno dei padri nobili del jazz-rock e del progressive. Nato a Bristol 65 anni fa, Wyatt vive dal 1973 su una sedia a rotelle, a causa della caduta da una finestra durante un party. Robert Wyatt è forse la figura più universalmente rispettata nel mondo della musica jazz-rock, a cui ancora oggi continua a dare lezioni di finezza espressiva e autenticità.


Dagmar Krause ha inciso con Robert Wyatt, insieme agli Slapp Happy e ad alcuni elementi degli Henry Cow, l’album “A little something”. “Nell’anima del lavoro di Robert – dice la cantante – io trovo tranquillità e compassione. Il suono malinconico della sua voce mi coinvolge. Visto, come se si fluttuasse, dall’alto, lui ti mostra un mondo meraviglioso ma ti mostra anche le sue ingiustizie e la sua sofferenza. Frequentarlo e lavorare con lui nel 1974/75 è stata per me un’esperienza di crescita come cantante. Dedicargli un tributo è un onore che mi ha anche permesso di uscire da un periodo solitario. È arrivato proprio nel momento giusto”.

Richard Sinclair, bassista, chitarrista e cantante inglese, ha suonato nel capolavoro “Rock Bottom” di Robert Wyatt. L’avvio di quella che sarà poi denominata “La scena di Canterbury” vede un quindicenne Richard fondare, con i fratelli Hugh e Brian Hopper, la prima band di Canterbury, i The Wilde Flowers, di cui ha fatto parte lo stesso Wyatt. Da questo primo nucleo sono poi derivati tutti i principali gruppi di Canterbury come Soft Machine, Caravan e Gong. “Sono molto felice – dice Sinclair – di essere stato invitato a prendere parte a Comicoperando. Che bello cantare con questi eccellenti musicisti, lasciarsi ispirare dalla musica di Robert Wyatt, è il caso di dire che abbiamo il pane e anche i denti!”

Michel Delville ha eseguito e composto musica alternativa dalla metà degli anni Ottanta. Tra i suoi più recenti progetti, The Wrong Object, un quintetto Nu-Jazz acclamato a livello internazionale che si rifà alla scuola di Canterbury. La band ha collaborato con il saxofonista degli ultimi Soft Machine Elton Dean, con Harry Beckett e con Annie Whitehead.

Annie Whitehead con Robert Wyatt ha suonato in “Shleep”, “Cuckooland” e “Comicopera”. Sempre nel 2003 ha suonato nel film sulla vita di Wyatt, Free Will & Testament - The Robert Wyatt Story. “Che dire di una persona così speciale? – commenta Annie – Io amo la musica di Robert Wyatt – e sicuramente come tante altre persone amo anche lui come persona. Sono stata fortunata ad essere stata invitata a suonare in tutte le sue incisioni recenti a partire da “Shleep” e, spinta da Robert, nel 2000 ho formato un gruppo, Soupsongs, a lui dedicato e attivo ancora oggi. Che mistero la vita – come avrei potuto sapere nel 1982 che lui sarebbe diventato una figura così importante nella mia vita – pensavo che lui fosse solo un tipo un po’ strano, con la barba – che grande travestimento! È inutile dire quanto è meraviglioso (nonostante lo sia) perché lui non mi crede comunque – voglio solo ribadire quanto sono felice di far parte di questo progetto”.

Alex Maguire sta lavorando con il suo trio douBt con Michel Delville e Tony Bianco, con i Mob di Sean Bergin, con il quintetto portoghese Wishful Thinking e con la band di culto della scuola di Canterbury Hatfield and The North.

Gilad Atzmon è un artista che alterna l’attività di musicista a quella di scrittore. Il suo album “Exile” ha vinto un premio dalla BBC come miglior album jazz del 2003. Ha collaborato con Robert Wyatt nel 2003 in “Cuckooland” e nel 2007 in “Comicopera”. I suoi due romanzi più noti sono Guide to the Perplexed (2001) e My One and Only Love (2005), riflessioni di taglio psicologico sull’ebraismo e sul sionismo.

Il contrabbassista John Edwards è uno dei più richiesti musicisti sulla scena londinese sia nella musica improvvisata che in quella scritta. Meglio conosciuto per i suoi lavori accanto a musicisti come Evan Parker, John Butcher, Peter Brötzmann, Sonny Murray, ha fatto parte di gruppi quali God and B-shops for the Poor continuando a collaborare con il compositore elettro-acustico John Wall.

Nato a Washington, ma inglese d’adozione, Chris Cutler è un percussionista, compositore, teorico musicale, creatore dell’etichetta ReR Recommended Records e autore del libro File Under Popular. Nella sua lunga carriera, di oltre tre decenni, ha collaborato in diverse occasioni con Robert Wyatt ed è stato batterista degli Henry Cow e dei Cassiber.

Cristiano Calcagnile ha studiato percussioni sinfoniche alla Scuola Civica di Milano con David Searcy, Jonathan Sculli e Mike Quinn e batteria jazz con Enrico Lucchini. Ha collaborato con Cristina Donà, Stefano Bollani, Anthony Braxton, Butch Morris, Eugenio Finardi, Paolo Fresu, Peppe Servillo e Cristina Zavalloni. Con il trio Chant, ha registrato Ma io ch’in questa lingua nel 2009.



Biglietti da 7,50 a 15 euro.

Acquisto telefonico: 059 203 3010

Informazioni e biglietti on line: www.teatrocomunalemodena.it e www.vivaticket.it.

Biglietteria del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena, corso Canalgrande 85

Tel. 059 20 33 010, fax 059 203 3011, biglietteria@teatrocomunalemodena.it.







L’ALTRO SUONO festival 2010



Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena

Lunedì 1 marzo ore 21 Prima assoluta

Fuori abbonamento


COMICOPERANDO
A Tribute to the Music of Robert Wyatt



Dagmar Krause voce

Richard Sinclair voce e basso elettrico

Gilad Atzmon ance

Annie Whitehead trombone

Michel Delville chitarra synth

Alex Maguire pianoforte e tastiere

John Edwards contrabbasso

Chris Cutler batteria

Cristiano Calcagnile percussioni
FESTA DI CARNEVALE A TEATRO!
ARLECCHINO FINTO MORTO



Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Domenica 14 febbraio ore 16



Saranno presenti anche la Famiglia Pavironica

e le maschere ospiti del Carnevale Modenese.

Bambini e pubblico sono invitati ad assistere allo spettacolo in maschera.



Festa di carnevale al Teatro Comunale Pavarotti di Modena: nell’ambito della rassegna “MusicaSuMisura” e in collaborazione con la Società del Sandrone, domenica 14 febbraio alle ore 16 andrà in scena Arlecchino finto morto, opera comica in due atti su libretto di Valerio Valoriani e musica di Aldo Tarabella.



A partire dalle ore 15.30 il pubblico potrà entrare in teatro, se lo si desidera in maschera, per essere accolto nel foyer dalla Famiglia Pavironica e dalle maschere ospiti del carnevale Modenese che nel corso della Settimana Grassa prevede numerose iniziative e manifestazioni. Per tutti un piccolo gadget carnevalesco. E al termine dello spettacolo, sarà offerto un piccolo rinfresco con frappe nelle sale del Ridotto.



Lo spettacolo nasce da una commissione data al compositore Aldo Tarabella dalla direzione artistica dell’Accademia Musicale Chigiana per un’opera che tenesse conto, nella sua drammaturgia, del mondo giocoso e ludico dei bambini.

Aldo Tarabella (già collaboratore, per il cinema e il teatro, di Nikita Mickalkov in Oci Ciornie, dei fratelli Taviani e del coreografo Micha van Hoekhe) ha rivolto una buona parte della sua vita artistica alla composizione e a regie dedicate al rapporto tra opera lirica e infanzia-adolescenza, con la piena convinzione dell’importanza formativa, di stimolo e crescita culturale che riveste la diffusione del linguaggio giocoso dell’opera alle nuove generazioni.

In tutte le sue opere traspare un’attenzione di matrice didattica, l’intenzione di incuriosire i ragazzi verso lo spettacolo di teatro e musica rappresentato dal vivo e non filtrato dagli schermi televisivi. Dello stesso compositore la stagione “MusicaSuMisura” ha presentato con successo nel 2007 Opera Bestiale, divertente parodia dei vizi, capricci e virtù dell’artista in palcoscenico con i pupazzi disegnati da Francesco Tullio Altan. La sua presenza, come compositore, al Piccolo Teatro di Milano, sotto la guida di Giorgio Strehler, ha fatto il resto per quanto riguarda la scelta del soggetto: Arlecchino, la maschera sicuramente più amata, ha stimolato l’autore e il librettista Valerio Valoriani, attento studioso di teatro e della commedia dell’arte, a creare una nuova commedia, o come un tempo, a scrivere uno “scenario” dedicato ad una ennesima avventura.



Sull’onda del gioco e del divertimento si assiste alla rocambolesca fuga di Arlecchino, burattino di legno inseguito da Mangiafuoco che lo ritiene oramai inutile e sorpassato per la vita del teatro moderno. Arlecchino si rifugia nel Gabinetto scientifico sperimentale del Professor Pirofago, un grande scienziato del nostro tempo. Qui trova la complicità del servo del professore, un certo Chino, segnato, come nella migliore comica, da una grossa gobba. In quanto servi, i due fraternizzano e Arlecchino viene nascosto sotto un lenzuolo, sopra un tavolo operatorio, da cui il titolo dell’opera. Attraverso imprevedibili vicissitudini Arlecchino subisce, suo malgrado, un intervento che nello stile dei canovacci della commedia dell'arte gli fa perdere la memoria. Pirofago e le sue assistenti, Colombina e Colombella, tenteranno in tutti i modi di fargliela tornare.







Arlecchino finto morto

Opera comica in due atti



Musica Aldo Tarabella

Edizione Casa Musicale Sonzogno, Milano



Libretto Valerio Valoriani

dalla sua commedia in tre atti Arlecchino morto per finta



Personaggi e interpreti

Arlecchino Marco Voleri

Colombina Maria Elena Lorenzini

Colombella Ida Maria Turri

Chino Oliviero Pari

Professor Pirofago Alessandro Calamai



Direttore Mauro Ceccanti

Regia Aldo Tarabella

Scene Patrizia Mugnai

Costumi Stefania Battaglia



Ensemble strumentale

Contempoartensemble



Produzione Compagnia Sperimentale ‘Opera Bazar’

e Associazione ‘Contempoartensemble’



In collaborazione con la Società del Sandrone
comunicato stampa

INVITO ALL’OPERA: NABUCCO

ALESSANDRO TAVERNA INCONTRA
DIMITRA THEODOSSIOU E CARLO GUELFI

In occasione del Nabucco, quarto titolo della Stagione d’opera in scena venerdì 5 e domenica 7 febbraio al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti”, giovedì 4 febbraio 2010 alle ore 18, presso il Ridotto del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” (ingresso via Goldoni 1), avrà luogo la consueta conferenza di presentazione di Invito all’Opera, rassegna organizzata in collaborazione con gli Amici dei Teatri Modenesi.

Alessandro Taverna dialogherà con due dei protagonisti di questa produzione del Festival Verdi, allestita nel 2008 al Teatro Valli di Reggio Emilia e ripresa a Parma nel 2009: il soprano Dimitra Theodossiou, che interpreterà il ruolo di Abigaille e il baritono Carlo Guelfi che canterà nel ruolo del titolo.

Alessandro Taverna, musicologo e critico musicale, da molti anni si occupa di cronache musicali su riviste e quotidiani, fra cui le pagine bolognesi del Corriere della Sera.

Aperitivo al termine dell’incontro. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

comunicato stampa

STAGIONE D’OPERA 2009-2010
NABUCCO DI GIUSEPPE VERDI

Teatro Comunale “Luciano Pavarotti”
Venerdì 5 febbraio ore 20.30 – Domenica 7 febbraio ore 15.30

Va in scena venerdì 5 febbraio alle ore 20.30 e domenica 7 febbraio in replica pomeridiana alle ore 15.30 Nabucco di Giuseppe Verdi, quarto titolo della Stagione d’opera della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Lo spettacolo è una produzione del Festival Verdi, allestito nel 2008 al Teatro Valli di Reggio Emilia e ripreso a Parma nel 2009.

La regia è di Daniele Abbado (ripresa da Caroline Lang), regista di prosa e di lirica di cui il pubblico del Comunale ha visto The Rape of Lucretia di Britten e Die Zauberflöte di Mozart. Abbado rilegge l’opera con occhio novecentesco e mette in scena la vicenda di Nabucodonosor immaginandola nella rievocazione storica avvenuta in un Ghetto ebraico. Le scene e i costumi sono di Luigi Perego, le luci di Andrea Borelli.

Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma, ci sarà Massimo Zanetti, giovane direttore che nella stagione 1998-99 ha debuttato al Teatro alla Scala con una nuova produzione dell’Elisir d’amore, già assistente di Claudio Abbado in produzioni con la Mahler Chamber Orchestra e ospite di teatri quali il Covent Garden di Londra e la Staatsoper di Berlino. Martino Faggiani dirigerà il Coro del Teatro Regio di Parma.

Nel cast figurano il baritono Carlo Guelfi nel ruolo del titolo; il soprano Dimitra Theodossiou nel ruolo di Abigaille; il tenore Roberto De Biasio, che il pubblico modenese ha applaudito quest’anno ne I due Foscari, nel ruolo di Ismaele; il basso Riccardo Zanellato nel ruolo di Zaccaria; il mezzosoprano Anna Maria Chiuri, Clitennestra nella recente Elektra, nel ruolo di Fenena; e poi Mauro Corna (Il gran sacerdote di Belo), Gregory Bonfatti (Abdallo) e Cristina Giannelli (Anna).

Nabucodonosor – questo il titolo presente nella partitura autografa di Verdi e nella prima edizione a stampa – debutta al Teatro alla Scala di Milano il 9 marzo 1842. Si tratta della sua terza opera, nonché del primo dei numerosi trionfi che segnarono la sua lunga carriera.

Questa la genesi di Nabucco: l’impresario della Scala, Bartolomeo Merelli, nel periodo successivo alla composizione di Oberto, conte di San Bonifacio, offrì a Verdi un contratto per tre opere da scrivere in otto mesi, tra cui un’opera buffa, Un giorno di regno, che cadde clamorosamente alla prima esecuzione. Merelli non diede peso a questo evento e confermò comunque la sua fiducia in Verdi, offrendogli di musicare un libretto – Nabucodonosor appunto – che era stato rifiutato dal giovane compositore prussiano Otto Nicolai. Prima fonte del libretto di Temistocle Solera è naturalmente la Bibbia, dove si raccontano il regno di Giuda e la sua invasione da parte del re babilonese Nabucodonosor nel 587-586 a.C., quando fu saccheggiato il tempio di Gerusalemme, cui seguì la deportazione dei vinti in Babilonia, dove circa mezzo secolo dopo furono liberati; nel racconto biblico non figurano però né Ismaele - nipote di Sedecia re di Gerusalemme - né Abigaille, e neppure Fenena. Altre fonti più vicine al libretto di Solera sono il dramma francese Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu, e il ballo storico Nabuccodonosor di Antonio Cortesi, rappresentato alla Scala nel 1836. Frutto della fantasia di Solera è invece l’amore non corrisposto di Abigaille per Ismaele, che non trova riscontro in alcuna delle fonti citate.

Verdi era certo del successo che Nabucco avrebbe riscosso e intraprese un braccio di ferro con Merelli al fine di vedere l’opera inserita nel cartellone della stagione di carnevale-quaresima 1842. Per l’impresario non era consigliabile figurare in un cartellone che contemplava nomi di compositori più illustri, quali Donizetti, Pacini, Bellini, e proponeva che si rimandasse l’opera a primavera. Ma Verdi insistette, anche perché il cast di quella stagione comprendeva il soprano Giuseppina Strepponi e il baritono Giorgio Ronconi. Nonostante le pessime condizioni vocali della Strepponi nel ruolo di Abigaille e le scene e i costumi raffazzonati alla meglio, l’opera andò in scena con un successo tale da venire ripresa settantacinque volte solo alla Scala entro la fine dell’anno.


Teatro Comunale “Luciano Pavarotti”
Venerdì 5 febbraio ore 20.30
Domenica 7 febbraio ore 15.30
Nabucco di GIUSEPPE VERDI
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera
dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu
e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi

Personaggi e interpreti
Nabucco Carlo Guelfi
Ismaele Roberto De Biasio
Zaccaria Riccardo Zanellato
Abigaille Dimitra Theodossiou
Fenena Anna Maria Chiuri
Il gran sacerdote di Belo Mauro Corna
Abdallo Gregory Bonfatti
Anna Cristina Giannelli

Direttore Massimo Zanetti
Regia Daniele Abbado
ripresa da Caroline Lang
Scene e costumi Luigi Perego
Luci Andrea Borelli
Maestro del coro Martino Faggiani

Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma

Allestimento del Teatro Regio di Parma
Comunicato stampa
Con cortese richiesta di pubblicazione

STAGIONE CONCERTISTICA 2009-2010
IAN BOSTRIDGE tenore
JULIUS DRAKE pianoforte

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Venerdì 29 gennaio ore 21



Dopo diversi anni di assenza, la liederistica torna nei programmi del Teatro Comunale Pavarotti con uno dei sodalizi artistici più stabili e di maggior successo del genere, quello formato dal tenore Ian Bostridge e dal pianista Julius Drake. Il concerto, che avrà luogo venerdì 29 gennaio alle ore 21, ha in programma alcuni dei brani più significativi di questo repertorio, una panoramica attraverso i lieder di Franz Schubert e Robert Schumann. Di Schubert verranno eseguiti diversi brani, molto vari e differenti per suggestioni evocate e temi toccati: ad esempio Das Heimweh è una sorta di inno alla natura, mentre Bei dir Allein assomiglia all’ingenua dichiarazione d’amore d’un ragazzo; in Im Freien si racconta di una fervente serenata amorosa, mentre Das Zugenglöcklein richiama il rintocco della campana del morente; Die Perle descrive le fasi di un rapporto amoroso mentre l’incontro con Walter Scott ispira a Schubert le atmosfere del romanticismo scozzese in Lied des gefangenen Jägers e Normans Gesang. Di Robert Schumann ascolteremo invece il ciclo Dichterliebe op.48, “Amor di poeta”, composto su poesie di Heinrich Heine.



Ian Bostridge e Julius Drake collaborano da oltre dieci anni. Le esecuzioni incise per l’etichetta EMI Classics hanno ricevuto i illustri premi internazionali e comprendono tre incisioni dedicate a Schubert (1998, 2001 e 2005), Schumann: (Liederkreis & Dichterliebe) e Henze (Songs e The English Songbook). I due musicisti si sono esibiti per le maggiori istituzioni concertistiche, dalla Carnegie Hall di New York alla Scala di Milano, dal Musikverein alla Suntory Hall, dal Maggio Musicale Fiorentino alla Berlin Philarmonie, dalla Wigmore Hall di Londra al Concertgebouw di Amsterdam.



Grazie al lungo e intenso lavoro dedicato alla letteratura liederistica, hanno raggiunto una maturità interpretativa a lungo decantata e meditata, divenendo un punto di riferimento per questo repertorio. I loro programmi propongono al pubblico un viaggio poetico e sentimentale attraverso l’universo dei grandi liederisti, da Schubert, Mahler e Schumann fino agli autori contemporanei. Il compositore Hans Werner Henze ha dedicato a loro il ciclo Sechs Gesänge aus dem Arabischen.



Ian Bostridge frequentava il post-dottorato in storia presso il Corpus Christi College di Oxford prima di dedicarsi a tempo pieno alla carriera di cantante. Si è esibito nelle più famose sale da concerto internazionali, al festival di Salisburgo, Edimburgo, Vienna, Aldeburgh e al festival Schubertiade. Nel 1999 ha eseguito in prima mondiale un ciclo di lieder scritto espressamente per lui da Hans Werner Henze. Ha debuttato nell’opera nel 1994. Con EMI Classics, con cui ha un contratto in esclusiva, ha registrato i lieder di Schubert e Schumann (Gramophone Award 1998), songs inglesi e i lieder di Henze con Julius Drake, Our Hunting Fathers con Daniel Harding, Idomeneo con Charles Mckerras, Janáček con Thomas Adès, Schubert con Lei Ove Andsnes, Mitsuko Uchida e Antonio Pappano, Noe Coward con Jeffrey Tate, i songs orchestrali di Britten con i Berliner Philharmoniker e Sir Simon Rattle, Wolf con Antonio Pappano, le cantate di Bach con Fabio Biondi, i Canticles e The Turn of the Screw di Britten (Gramophone Award 2003), e arie di Haendel con Harry Ticket.


Julius Drake è considerato uno dei massimi pianisti al mondo specializzati nella difficile arte di accompagnare il canto. Riprova ne sia l’elenco dei celeberrimi cantanti che desiderano lavorare con Drake e tra i quali ricordiamo Thomas Allen, Olaf Bär, Phillip Langridge, Angelika Kirchschlager, Sergei Leiferkus, Felicity Lott, Christopher Maltman, Mark Padmore, Christoph Pregardien, Amanda Roocroft, Jose Van Dam, Lorraine Hunt, Thomas Quasthoff, Willard White, Gerald Finley, Joyce Di Donato, Simon Keenlyside, Diana Damrau e Ian Bostridge.
Drake è stato direttore artistico del festival internazionale di musica da camera di Perth in Australia; da alcuni anni tiene una propria serie di concerti alla Wigmore Hall di Londra e viene invitato regolarmente a dirigere rassegne di Liederabend per il Concertgebouw di Amsterdam, la BBC di Londra ed altri importanti festival e teatri. È professore alla Royal Academy of Music di Londra e Visiting Professor al Royal Northern College of Music.



Venerdì 29 gennaio ore 21

Teatro Comunale Luciano Pavarotti



IAN BOSTRIDGE tenore

JULIUS DRAKE pianoforte



Franz Schubert (1797-1828)

Das Heimweh D456

Sehnsucht D879
Im Freien D880

Bei dir Allein D866
Der Wanderer an den Mond D870
Das Zügenglöcklein D871
Die Perle D466
Freiwilliges Versinken D700
Der zürnenden Diana D707
Lied des Gefangenen Jägers D843
Normans Gesang D846



Robert Schumann (1810-1856)

Dichterliebe op.48
comunicato stampa
con cortese richiesta di pubblicazione

PRELAZIONI, PRIORITÁ E NUOVI ABBONAMENTI
DANZA PRIMAVERA

Sono questi gli ultimi giorni per poter confermare gli abbonamenti alla Stagione di Danza Primavera: gli abbonati a Danza Primavera 2008-2009 potranno usufruire del diritto di prelazione, mantenendo lo stesso posto della passata stagione, fino a sabato 30 gennaio.

Martedì 2 e mercoledì 3 gennaio sono invece i giorni disponibili per gli abbonati a Danza Primavera 2008-2009 che vogliono rinnovare l’abbonamento cambiando il loro posto oppure per gli abbonati a Danza Autunno della stagione corrente e precedente che intendono passare a Danza Primavera o acquistare anche Danza Primavera. In tal modo, agli abbonati Danza Autunno della stagione corrente e di quella precedente viene data – in questi specifici due giorni – la priorità nell’acquisto rispetto ai nuovi abbonati.

A partire da martedì 9 febbraio 2009 saranno disponibili i nuovi abbonamenti alla stagione di Balletto-Danza Primavera. Cinque gli spettacoli in programma, fra classico e contemporaneo, in scena da marzo a maggio: Shei Wei Dance Arts (3 marzo), Paul Taylor Dance Company (24 aprile), Balletto della Compagnia A.N.I.T.A. y Vale Tango (11 maggio), Eifman Ballet Theatre di San Pietroburgo in Anna Karenina (19 maggio), e Balletto del Teatro Bolshoi in Giselle (25 maggio).

Da martedì16 febbraio si potranno acquistare anche i biglietti ai singoli spettacoli.

Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, corso Canalgrande 85 Tel. 059 20 33 010. Informazioni e biglietti on line www.teatrocomunalemodena.it, www.vivaticket.it
comunicato stampa

CONCERTO DELLA MEMORIA E DEL DIALOGO

SPIRA MIRABILIS

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Martedì 26 gennaio ore 21



In occasione della Giornata e della Memoria e del Dialogo, si rinnova la collaborazione ormai consolidata della Fondazione Teatro Comunale con l’Associazione Amici della Musica. Martedì 26 gennaio, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti ore 21, avrà luogo il concerto di Spira mirabilis, che eseguirà la Musica per archi, percussioni e celesta Sz. 106 di Béla Bartók.



Il gruppo Spira mirabilis è nato nel 2007 ed è cresciuto in gran parte nella provincia di Modena, raccogliendo giovanissimi musicisti affermati nelle migliori orchestre europee, uniti da una comune visione nuova e innovativa del repertorio colto. I musicisti, professionisti e di età media inferiore ai ventisei anni, vantano una carriera musicale internazionale che li ha portati a attraversare barriere geografiche e culturali per incontrarsi in nome della musica. Originari di Italia, Svizzera, Austria, Germania, Slovacchia, Lettonia, Israele e Spagna, attivi nelle migliori accademie e orchestre europee (Orchestra Mozart, Berliner Philharmoniker Akademie, Luzern Festival Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Chamber Orchestra of Europe), affrontano il repertorio classico senza direttore e con un approccio rivoluzionario che mette in discussione il rapporto con l’opera e il pubblico, creando un’esperienza dell’ascolto stimolante e innovativa.



La Musica per archi, percussioni e celesta è stata commissionata a Bartók per l’Orchestra da camera di Basilea e composta nel 1936. La sua prima esecuzione risale al 21 gennaio 1937. “Ci troviamo di fronte ad un'opera così complessa – commentano i musicisti di Spira mirabilis – misteriosa, il cui fascino ancora oggi sembra così impenetrabile, un'opera per la quale la parola “difficile” ci è sempre parsa così calzante; difficile da suonare, difficile da ascoltare, difficile da capire. E con tutto ciò è l'autore stesso a farci notare come i ritmi in essa contenuti, siano “insoliti” sì, “eppure tanto naturali”. Abbiamo allora provato a chiederci cosa ci sia poi di così naturale, in una composizione del genere, e la risposta è forse racchiusa proprio nel titolo: Musica. Nient'altro che musica. La musica popolare e rustica del movimento finale, ispirata a quella contadina “seria e superiore”, i cui ritmi così complessi per il musicista colto sono in realtà naturali, perché prodotti dalle campagne in modo spontaneo. La musica notturna dell'onirico terzo movimento, dove tratteniamo il respiro con un brivido ascoltando il timbro misterioso dello xilofono, i tremoli degli archi, i glissati dei timpani. La musica violenta e percussiva del secondo movimento, con il pianoforte inteso proprio come strumento a percussione, o quella del primo, una fuga che nasce dal nulla e dopo essersi espansa si ritrae nuovamente, e si spegne tra gli arpeggi della celesta. Semplicemente Musica. E che musica”.


Martedì 26 gennaio ore 21

Fuori abbonamento

Concerto della Memoria e del Dialogo

SPIRA MIRABILIS



Béla Bartók Musica per archi, percussioni e celesta Sz. 106



Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena

Amici della Musica di Modena - Concerti d’Inverno
Comunicato stampa
Con cortese richiesta di pubblicazione

STAGIONE CONCERTISTICA 2009-2010
FAZIL SAY pianoforte

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Martedì 19 gennaio ore 21

Il pianista turco Fazil Say sarà protagonista del prossimo appuntamento della stagione concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena, un concerto in collaborazione con la Gioventù Musicale d’Italia nell’ambito del Festival Internazionale 2010. Dopo le presenze di Rahmin Bahrami e Alexander Romanovskij degli ultimi anni, martedì 19 gennaio alle ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti sarà la volta del turco Fazil Say, che si esibirà in un ricco programma che prevede alcuni significativi brani della letteratura pianistica: apre il concerto la Ciaccona di Bach nella celeberrima trascrizione di Ferruccio Busoni; seguono l’Andante con variazioni in fa minore Hob XVII numero 6 di Haydn, le Dodici variazioni in do maggiore sulla canzone francese Ah, vous dirai-je Maman KV 265 (300e) di Mozart, le Variazioni Abegg di Schumann, opera prima del suo catalogo e, dopo l’intervallo, la Sonata in do minore op 111 di Beethoven.

Nato ad Ankara nel 1970, Fazil Say ha studiato pianoforte presso il conservatorio della sua città, dove si è diplomato in pianoforte e composizione nel 1987. A 17 anni, grazie a una borsa di studio, si è perfezionato con David Levine all'Istituto Robert Schumann di Düsseldorf, diplomandosi nel 1991 come “concertista solista”; l’anno successivo gli è stata assegnata la cattedra di pianoforte e musica da camera presso la Berlin Performing Art and Music Academy e nel 1994 ha vinto il Premio Young Concert Artists International Auditions di New York, riconoscimento che gli ha aperto immediatamente le porte della carriera internazionale.

All’attività di pianista, Fazil Say affianca quella di compositore: ha scritto oratori, concerti per pianoforte, musica da camera e opere orchestrali. Tra le opere principali, gli oratori Nazim e Requiem for Metin Altiok,quattro Concerti per pianoforte, “Albert Einstein” per orchestra commissionato dall’Orchestra di Zurigo. La città di Vienna gli ha commissionato un balletto per celebrare l’anniversario di Mozart: Patara è stato eseguito per la prima volta nel febbraio 2006.

Con i concerti tenuti in tutto il mondo e le straordinarie incisioni discografiche, Fazil Say, oggi pianista di chiara fama, si è guadagnato più di 20 premi internazionali. Suona regolarmente con la New York Philharmonic, la Israel Philharmonic Orchestra, la Baltimore Symphony, le Filarmoniche di San Pietroburgo e della BBC, l'Orchestre National de France e molte altre importanti compagini orchestrali. E' stato ospite dei Festival di Salisburgo, di Lucerna, di Verbier, di Montpellier, del Klavierfestival Ruhr, del Rheingau Music Festival, del Beethoven Festival Bonn, di Roque d’Anthéron, del Lincoln Center Festival New York. Ha dato récital in tutte le più importanti sale del mondo, tra le quali il Concertgebouw di Amsterdam, la Philharmonie di Berlino, la Suntory Hall di Tokyo, il Musikverein di Vienna, la Carnegie Hall e l’Avery Fisher Hall di New York, la Wigmore Hall di Londra, il Théâtre des Champs Elysées di Parigi. Ha suonato nel gala di chiusura del 70° Maggio Musicale Fiorentino, diretto da Zubin Mehta, davanti a più di venti mila spettatori. Nel 2007 è stato presidente della giuria per il Montreaux Jazz Festival; nel 2008 Fazil Say è stato scelto come “ambasciatore della cultura” dall’Unione Europea e mira a creare un ponte tra cultura orientale e occidentale.

Martedì 19 gennaio ore 21
FAZIL SAY pianoforte
In collaborazione con Gioventù Musicale d’Italia - Sede di Modena
Festival Internazionale 2010

JOHANN SEBASTIAN BACH – FERRUCCIO BUSONI Ciaccona
FRANZ JOSEPH HAYDN Variazioni in fa minore Hob XVII n. 6
WOLFGANG AMADEUS MOZART Ah vous dirais-je, Maman
ROBERT SCHUMANN Variazioni Abegg
LUDWIG VAN BEETHOVEN Sonata in do minore op.111
UN TEATRO DA SCOPRIRE
VISITE GUIDATE CON “SORPRESE MUSICALI”

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
sabato 16 gennaio ore 11



Dopo l’annullamento, causa neve, dell’appuntamento di dicembre con “Un teatro da scoprire”, sabato 16 gennaio alle ore 11 sarà di nuovo possibile effettuare una visita guidata al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, che apre le porte al pubblico in tutti i suoi spazi, compresi quelli della produzione degli spettacoli, della sartoria e della meravigliosa Sala di scenografia.

Durante il percorso guidato della durata di circa due ore, il pubblico sarà “sorpreso” da alcuni interventi musicali: nella prossima visita di sabato 16 gennaio, questi interventi saranno affidati alla violinista slovacca Michaela Bilikova D. Bozzato, che eseguirà alcuni brani celebri del repertorio violinistico.

Sarà inoltre possibile visitare la mostra di costumi e attrezzeria che è stata allestita nelle sale del Ridotto, dove il pubblico potrà ammirare elementi scenici di alcune delle produzioni del Teatro Comunale: dai costumi di Tosca, del Trittico pucciniano e di Madama Butterfly, all’attrezzeria del Principe Granchio, del Piccolo spazzacamino e del Fantasma di Canterville.



Le prossime visite sono in programma, come di consueto ogni terzo sabato del mese, alle ore 11 nei giorni 20 febbraio, 20 marzo e 17 aprile. Il costo della visita è di 5 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio promozione tel.059/2033003, e-mail promozione@teatrocomunalemodena.it.
L’ALTRO SUONO festival 2010

Lunedì 1 marzo ore 21 prima assoluta
Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti
COMICOPERANDO A Tribute to the Music of Robert Wyatt
Dagmar Krause canto
Richard Sinclair canto e basso elettrico
Gilad Atzmon ance e flauti
Annie Whitehead trombone
Michel Delville chitarra synth
Alex Maguire pianoforte e tastiere
John Edwards contrabbasso
Chris Cutler batteria
Cristiano Calcagnile percussioni

Comicoperando. La musica di Robert Wyatt è un progetto di nove eccellenti musicisti che si sono riuniti, con la benedizione dello stesso Wyatt, per un omaggio dedicato a uno dei più amati cantanti/cantautori al mondo nella storia della musica. I nove musicisti, ugualmente coinvolti – individualmente e collettivamente – nella scelta e nell’arrangiamento dei brani, presenteranno una selezione di pezzi dagli esordi con i Soft Machine fino al più recente “sperimentalismo popolare” dell’universalmente acclamata Comicopera (2007), per un percorso musicale che spazia in oltre 40 anni di storia musicale. Il concerto è promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena e dal Comune di Modena.



STAGIONE DI BALLETTO – DANZA PRIMAVERA

Sabato 27 febbraio ore 21 - Domenica 28 febbraio ore 17 - Lunedì 1 marzo ore 21
Modena, Teatro delle Passioni
Fuori abbonamento
In collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
Prima italiana
COMPAGNIE NACERA BELAZA
Le Cri
Coreografia Nacera Belaza
Interpreti Dalila Belaza, Nacera Belaza
Luci Éric Soyer
Regia luci Christophe Renaud
Video e colonna sonora Nacera Belaza
Canto Larbi Bestam
Immagini Corinne Dardé
Montaggio suono Nicolas Perrin

Premio “Rivelazione Coreografia 2008” del comitato francese Critici di Teatro, Musica e Danza.

Nello spettacolo minimalista ed espressivo di Nacera Belaza convivono magicamente l’ascesi e il piacere, lo spiritualismo e una discreta forma di sensualità, lungo il dipanarsi di un grido interiore di libertà. Il balletto prende le mosse dal corpo femminile inerte che si anima gradualmente trasportato dai salmi di Larbi Bestam e dalle incantevoli voci di Maria Callas e Amy Winehouse.
La coreografa, di cultura musulmana, cerca da sempre con la sua compagnia nuovi modi per conciliare la fede con l’arte del movimento, scavando pazientemente il proprio cammino nell’universo della danza contemporanea. Un percorso iniziato oltre quindici anni fa con A ciascuno la sua chimera fino a giungere, in piena maturità, a quest’ultimo lavoro nato nel 2008 e presentato con successo nel 2009 a Gerusalemme, Zurigo, Berlino, Il Cairo, al festival di Avignone e in programma al Danspace Projet di New York.


Mercoledì 3 marzo ore 21
Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti
SHEN WEI DANCE ARTS
Re - (Part I)
Direzione, coreografia, scene e costumi Shen Wei
Musica Canti tradizionali tibetani
Luci Jennifer Tipton
Map
Ideazione, direzione, coreografia, scene e costumi Shen Wei
Musica Steve Reich (The Desert Music)
Luci Scott Bolman

Artista e coreografo cinese formatosi nell’alveo della tradizione teatrale del suo paese, Shen Wei si è trasferito a New York dove ha fondato la sua compagnia e, a partire dal Duemila, si è affermato come una delle realtà più interessanti della danza contemporanea a livello internazionale. Il suo stile combina movimento puro e arte visiva, portando nel suo DNA la coesione di culture distanti, fra Oriente e Occidente. Il programma affianca due lavori molto diversi fra loro. Re - (Part I) è basato sui sentimenti suscitati dalla terra, dalla gente, dalla religione e dalla cultura tibetana che hanno caratterizzato i recenti viaggi del coreografo. Commissionato dal Lincoln Center Festival nel 2005, Map è costruito a partire dalla geografia melodica e ritmica del brano The Desert Music di Steve Reich, uno dei padri del minimalismo musicale.



STAGIONE DI CONCERTI

Domenica 7 marzo ore 21
Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti
EUROPA GALANTE
Fabio Biondi violino e direttore

GEORG PHILIPP TELEMANN, Suite “Burlesque de Quixotte” TWV55
JOHANN SEBASTIAN BACH, Concerto in sol minore BWV 1056 per violino e archi
ANTONIO VIVALDI, Concerto in si bemolle maggiore per violino, violoncello e archi RV 547
GEORG PHILIPP TELEMANN, Concerto in sol maggiore per due viole e archi TWV52:G3
JOHANN SEBASTIAN BACH, Concerto in re minore BWV 1043 per due violini e archi
GEORG PHILIPP TELEMANN, Ouverture à quatre in fa maggiore (Ms. de Schwering)

Nata negli anni Novanta presso il Teatro Stabile di Parma, Europa Galante è divenuta uno fra i primi e più celebri complessi italiani di musica antica nel mondo. Attiva sia in campo operistico che strumentale, l’orchestra vanta sin dai suoi esordi una nutrita attività discografica che gli è valsa numerosi riconoscimenti, fra cui cinque Diapason d’Or, le nomine ‘Disco dell’anno’ in Spagna, Canada, Svezia, Francia e Finlandia, e il Prix du disque. Nel 2002, Fabio Biondi e l’Europa Galante hanno ottenuto il premio Abbiati della critica musicale italiana. Il gruppo si è esibito nelle più importanti sale da concerto e teatri del mondo: dalla Scala di Milano alla Suntory Hall di Tokyo, dalla Royal Albert Hall di Londra al Lincoln Center di New York. Nella stagione 2009-2010 sono previsti concerti in Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Stati Uniti (Carnegie Hall, Los Angeles Disney Hall) e America Latina.


Sabato 27 marzo ore 21
Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti
ORCHESTRA DA CAMERA DI MANTOVA
Julian Kovacev direttore
Andrea Lucchesini pianoforte
FRYDERYK CHOPIN, Concerto n.1 in mi minore op.11 per pianoforte e orchestra
ROBERT SCHUMANN, Sinfonia n.2 in do maggiore op.61

L’OCM ha effettuato registrazioni televisive e radiofoniche per la RAI, la Bayerischer Rundfunk e la Rsti. All’Orchestra, a Carlo Fabiano, suo direttore artistico e primo violino, e a Umberto Benedetti Michelangeli è stato assegnato nel 1997 il Premio Abbiati della critica musicale italiana.
Il concerto è dedicato alla memoria di Chopin, nel centenario della nascita (marzo 1810), e prevede l’esecuzione di uno dei suoi brani più significativi con la partecipazione di Andrea Lucchesini, pianista e da oltre vent’anni uno dei protagonisti della vita musicale italiana. Direttore della Scuola di Musica di Fiesole, Accademico di Santa Cecilia, Lucchesini ha iniziato la sua carriera nel 1983 con la vittoria del Concorso ‘Dino Ciani’ al Teatro alla Scala di Milano. Da allora ha suonato con le più maggiori orchestre, collaborando con direttori quali Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Chailly, Daniel Harding e Giuseppe Sinopoli. Nel 1994 gli è stato conferito il Premio Accademia Chigiana, cui si è aggiunto nel 1995 il Premio Abbiati.



STAGIONE DI OPERA

Venerdì 12 marzo ore 20,30
Domenica 14 marzo ore 15,30
IDOMENEO, RE DI CRETA
Dramma per musica in tre atti
Libretto di Giambattista Varesco
Musica di WOLFGANG AMADEUS MOZART

Personaggi e interpreti
Idomeneo Jason Collins
Idamante Silvia Beltrami / Giuseppina Bridelli
Ilia Arianna Ballotta
Elettra Valentina Corradetti / Cristina Antoaneta Pasaroiu

Direttore Michele Mariotti
Regia Davide Livermore
Scene Santi Centineo
Costumi Giusi Giustino
Maestro del coro Paolo Vero

ORCHESTRA E CORO
DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Nuovo allestimento
Coproduzione Teatro Regio di Torino, Teatro Comunale di Bologna

Così come accadde per il concerto, la sinfonia, la sonata da camera, il Singspiel, e l’opera buffa, anche l’opera seria raggiunse i suoi risultati migliori nelle mani del genio salisburghese. E nonostante sia stato poco rappresentato fino a Novecento inoltrato, Idomeneo è entrato a pieno titolo nel grande repertorio a partire dagli anni Cinquanta sull’onda della riscoperta dell’opera seria settecentesca. Supremo esempio di teatro metastasiano, Idomeneo accoglie entro la cornice del soggetto storico la mirabile caratterizzazione musicale dei personaggi e la tensione drammatica tipiche del teatro mozartiano, realizzando sul piano stilistico la fusione dello stile italiano con elementi dell’opéra-lyrique francese.
Questa produzione, diretta da Michele Mariotti, direttore principale del Teatro Comunale di Bologna, si avvale della partecipazione della Scuola dell’Opera e sarà messa in scena da Davide Livermore che nel solo 2009 ha firmato regie liriche per i teatri di Trieste, Bergamo, Torino, Napoli e Bilbao.
comunicato stampa
con cortese richiesta di pubblicazione

EVERGREEN OVVERO SEMPRE VERDI
NUOVO APPUNTAMENTO DI “MUSICA SU MISURA”

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Mercoledì 13 gennaio ore 10

Dopo il successo di Fidelio Off della scorsa stagione, Francesco Micheli torna a Modena per presentare un nuovo progetto dentro e fuori l’opera lirica, questa volta dedicato ai capolavori di Giuseppe Verdi. Mercoledì 13 gennaio alle ore 10, andrà in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti Evergreen ovvero sempre Verdi, un nuovo appuntamento della rassegna “MusicaSuMisura” dedicato alle scuole ma aperto anche – a soli 5 euro – a tutti i curiosi e gli appassionati di opera.

Lo spettacolo riesce nel difficile intento di avvicinare un pubblico neofita all’opera verdiana attraverso un percorso che coinvolge la letteratura, la pop music, la storia, il cinema, la politica, il teatro. Il nostro lavoro – spiega l’ideatore del progetto e regista Francesco Micheli – assomiglia molto alla navigazione internet sia perché allo spettatore è richiesta quella stessa partecipazione attiva che deve porgere chi si pone di fronte a un computer, sia perché il processo narrativo dello spettacolo muove per nessi analogici, esattamente come quando si saltella da un sito a un altro dentro la grande grotta di Google. Partendo, per esempio, dal duetto Germont-Violetta dalla Traviata, grazie alla presenza viva e vera di canto e pianoforte, ci si imbatte nel romanzo di Dumas, da cui si passa a un video di Bjork, incrociato a una pagina de Il secondo sesso di Simone de Beauvoir che conduce a un frammento di Sussurri e grida di Ingmar Bergman. Un mosaico contemporaneo dell’antica arte lirica”.

Un mosaico strampalato fatto di tessere antiche e pixel, composto da Francesco Micheli, regista lirico che da più di dieci anni collabora con i più importanti teatri italiani ed esteri in progetti speciali intorno all’opera. Con lui Monica Colonna, soprano che dopo aver lavorato con artisti come Luciano Pavarotti e Peter Brook, si cimenta in questo salto spericolato ben oltre i confini della tradizione.



Evergreen
Ovvero Sempre Verdi
Progetto e regia Francesco Micheli
Soprano Monica Colonna
Conduzione Francesco Micheli
Pianoforte Debora Chiantella
Scene e costumi Federica Parolini
Luci Pietro Paroletti

Produzione A.T.I.R. Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca
in collaborazione con I TEATRI di Reggio Emilia e
Accademia di Belle Arti di Brera - Scuola di scenografia
Comunicato stampa
Con cortese richiesta di pubblicazione

UN TEATRO DA SCOPRIRE
VISITE GUIDATE CON “SORPRESE MUSICALI”

sabato 19 dicembre ore 11



Proseguono con grande successo le visite guidate con “sorprese musicali” al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. Sabato 19 dicembre alle ore 11 sarà di nuovo possibile esplorare gli spazi del Teatro ed entrare anche nei luoghi normalmente interdetti al pubblico, come ad esempio gli spazi della produzione degli spettacoli, della sartoria e della meravigliosa Sala di scenografia.



La visita, che avrà la durata di circa due ore, sarà impreziosita dalla mostra di costumi e attrezzeria che è stata allestita nelle sale del Ridotto, dove il pubblico potrà ammirare elementi scenici di alcune delle produzioni del Teatro Comunale: dai costumi di Tosca, del Trittico pucciniano e di Madama Butterfly, all’attrezzeria del Principe Granchio, del Piccolo spazzacamino e del Fantasma di Canterville.



Come di consueto, durante il percorso, il pubblico sarà “sorpreso” da alcuni interventi musicali, realizzati anche grazie alla collaborazione del Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli”.

Durante la visita di sabato prossimo, le “sorprese musicali” sono affidate alla flautista Clementina Savini, allieva dell’Istituto Superiore di Studi Musicali O. Vecchi - A. Tonelli di Modena.



Le visite proseguono ogni terzo sabato del mese fino ad aprile 2010, quindi il 16 gennaio, 20 febbraio, 20 marzo e 17 aprile. Il costo della visita è di 5 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio promozione tel. 059 20 33 003, e-mail promozione@teatrocomunalemodena.it.



Fondazione Teatro Comunale di Modena

Via del Teatro 8, 41100 Modena

www.teatrocomunalemodena.it
_____www.stradivariusconcerti.com/teatrocomunalemodena.htm
DE L�OMBRE ETERNE. RAPPRESENTAZIONE PER VOCI, CORPI E OMBRE DA L�ORFEO
DI
CLAUDIO MONTEVERDI

COPRODUZIONE
TEATRO GIOCO VITA � TEATRO STABILE DI INNOVAZIONE FONDAZIONE TEATRO
COMUNALE
DI MODENA E
SCUOLA DELL�OPERA ITALIANA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

NELL�AMBITO DEL PROGETTO OPERAFUTURA
DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Prima esecuzione assoluta
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
13 dicembre 2009 ore 16

De l�ombre eterne, rappresentazione per voci, corpi e ombre da L�Orfeo
di
Claudio Monteverdi sarà in scena in prima esecuzione assoluta domenica
13
dicembre ore 16 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti. Si tratta di una
coproduzione Teatro Gioco Vita � Teatro Stabile di Innovazione,
Fondazione
Teatro Comunale di Modena e Scuola dell�opera italiana del Teatro
Comunale
di Bologna, nell�ambito del Progetto Operafutura della Regione
Emilia-Romagna.

Inserito nella programmazione della rassegna MusicaSuMisura della
Fondazione
Teatro Comunale di Modena, De l�ombre eterne è il secondo dei tre
titoli di
All�opera in famiglia, marchio ormai consolidato per gli spettacoli
dedicati
al pubblico delle famiglie.

Regia e scena sono di Fabrizio Montecchi, adattamento e riscrittura
musicale
di Bruno Moretti (da L�Orfeo di Claudio Monteverdi), disegni e sagome di
Nicoletta Garioni, movimenti coreografici di Walter Matteini, costumi di
Corinne Lejeune e luci di Andrea Ricci.

In scena si esibiranno gli interpreti della Scuola dell�opera italiana
del
Teatro Comunale di Bologna: Silvia Beltrami, Giuseppina Bridelli, Paolo
Cauteruccio, William Corrò, Anna Maria Sarra, Andrea Zaupa. Il direttore
Federico Sardella sarà alla guida dell�Ensemble da Camera della
Fondazione
Teatro Comunale di Modena.

«Il canto come ombra sonora. L�ombra come canto visivo. � si legge nelle
note di Fabrizio Montecchi sul progetto � Perché il canto e l�ombra sono
generati dal corpo ma nello stesso tempo lo trascendono andando ad
abitare
un altro mondo, molto diverso dal corpo che lo ha prodotto. Soprattutto
il
canto lirico ha qualcosa di disumano, di oltre l�umano. E quei corpi,
che di
questo canto si fanno portatori, sembrano piccoli nella loro semplice
umanità. Come l�ombra, che deforma i lineamenti del nostro corpo e ne
altera
le dimensioni, anche il canto espande i confini del corporeo verso
l�incorporeo. Il canto lirico è anche parola come l�ombra è anche
figura.
Assumono forme per veicolare significati. Ma entrambi trascendono i
significati di cui si fanno tramite e ci comunicano sempre anche altro.
E
per questo, il più delle volte, ci conducono oltre il dicibile, nei
territori dell�indicibile. E il corpo? Affiancare all�altrove
poeticamente
irraggiungibile del canto e dell�ombra la testimonianza presente del
corpo.
Perché è dal corpo che tutto prende vita. Il corpo è il qui e ora
irrinunciabile del teatro».

Corpo, canto e ombra. A partire da questo, L�Orfeo di Claudio Monteverdi
diventa il cuore del progetto di Teatro Gioco Vita. Su questo testo è
stata
realizzata un�operazione drammaturgica e musicale di smontaggio e
rimontaggio, di sottrazione e depurazione, che permette di indagare
relazioni �possibili� tra corpo, canto e ombra. Relazioni che
permettono, a
loro volta, di ricercare una qualità scenica, non propria del teatro
d�opera, incentrata sul concetto di coralità e di non personificazione
interprete-personaggio, voce-personaggio. Il teatro d�ombre sarà il
linguaggio �in più�, attraverso il quale prenderanno vita queste diverse
soluzioni di messa in scena. Inoltre, l�esplorazione di queste relazioni
avrà come effetto l�esaltazione degli aspetti di contemporaneità
dell�idea,
musicale, vocale e scenica del teatro di Monteverdi.

Il Progetto Operafutura � Laboratori per un nuovo teatro musicale della
Regione Emilia-Romagna si propone di mettere in scena progetti
drammaturgici
concernenti l�opera lirica, pensati e proposti da compagnie teatrali di
ricerca, ma prodotti e realizzati da teatri d�opera che mettono a
disposizione le loro strutture e maestranze. Il progetto nasce
dall�intento
comune di quattro teatri d�opera (Bologna, Ferrara, Modena, Reggio) ed è
pensato per i giovani: giovani artisti e pubblico giovane, inclusi
studenti
di scuole e università. Ma la vera sfida di Operafutura sta nel
proposito di
lasciare massima libertà d�azione sul piano della progettazione
drammaturgica di uno spettacolo d�opera: lo sforzo innovativo si sposta
dal
piano del linguaggio musicale e della composizione a quello della
drammaturgia, scommettendo sulla maggiore ricchezza e fertilità di
questo
terreno che, rispetto al teatro di parola, è assai poco frequentato
dalla
sperimentazione.

La ricerca di Teatro Gioco Vita nel campo musicale (confronto tra ombre
e
musica) ben si adatta a questo tipo di progettualità. Le diverse
esperienze
che la Compagnia ha condotto nel tempo legate al repertorio musicale
classico sono nate principalmente dal bisogno di dare risposte
estetiche e
drammaturgiche alle nuove possibilità del teatro d�ombre contemporaneo.
La
rivoluzione tecnica, che ha trasformato questo linguaggio, negli ultimi
vent�anni ha dato origine ad un mondo d�ombre completamente nuovo ed
estremamente ricco di possibilità espressive. Questo ha posto il
problema di
ricercare drammaturgie non convenzionali, in grado di valorizzare la
forza
immaginifica e spettacolare di queste nuove ombre.

«Verificando nel tempo la grande facilità che ombra e musica hanno di
esaltarsi reciprocamente � spiega il regista Montecchi � la domanda alla
quale si è cercato di dare una risposta è stata: possono questi due
linguaggi proporsi autonomamente sulla scena? E soprattutto: in quali
modi?
Da queste riflessioni sono nati una serie di spettacoli su musiche di
Monteverdi, Gluck, Haydn, Debussy, Poulenc, De Falla, Stravinskij.
Anche in
questo caso, seppur attenti a farci interpreti delle intenzioni
programmatiche del progetto Operafutura, il nostro profondo interesse
rimane
lo stesso: approfondire le infinite possibilità di interazione tra
musica (e
in questo caso anche, e soprattutto, il canto) e teatro d�ombre. Per
questo,
in questa nostra proposta, abbiamo voluto operare una scelta di campo
chiara
e scevra da ambiguità: �filtrare� testi operistici attraverso un
linguaggio
del teatro d�ombre contemporaneo, nella convinzione che, anche se lo
spettacolo lirico nel complesso può sembrare anacronistico, gli
elementi che
lo compongono possiedono ancora notevoli capacità comunicative.
L�obiettivo
è quello di sperimentare nuove forme di messa in scena. Forme che
trovino
nel trinomio corpo, ombra, canto il loro centro».

De l�ombre eterne, dopo il debutto al Teatro Comunale Luciano Pavarotti
di
Modena, sarà in scena il 14 gennaio al Teatro Ariosto di Reggio Emilia,
il
20 gennaio al Comunale di Ferrara e il 2 febbraio al Teatro Comunale di
Bologna.
OPERA

Venerdì 5 febbraio ore 20,30
Domenica 7 febbraio ore 15,30
NABUCCO
Dramma lirico in quattro parti
Libretto di Temistocle Solera
Musica di GIUSEPPE VERDI

Personaggi e interpreti
Nabucco Carlo Guelfi
Ismaele Roberto De Biasio
Zaccaria Riccardo Zanellato
Abigaille Dimitra Theodossiou
Fenena Anna Maria Chiuri
Il gran sacerdote di Belo Mauro Corna
Abdallo Gregory Bonfatti
Anna Cristina Giannelli

Direttore Massimo Zanetti
Regia Daniele Abbado
Scene e costumi Luigi Perego
Luci Andrea Borelli
Maestro del coro Martino Faggiani

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Allestimento del Teatro Regio di Parma
Produzione realizzata per il Festival Verdi 2009

Il celebre titolo degli esordi verdiani va in scena in un allestimento del Festival Verdi di Parma prodotto nel 2008 a I Teatri di Reggio Emilia e ripreso a Parma nel 2009. Daniele Abbado, regista di prosa e di lirica di cui il pubblico del Comunale ha visto The Rape of Lucretia di Britten e Il Flauto Magico di Mozart, rilegge l’opera con occhio novecentesco e mette in scena la vicenda di Nabucodonosor immaginandola nella rievocazione storica avvenuta in un Ghetto ebraico. Un doppio registro narrativo che porta alla luce, nella ricezione moderna della vicenda degli Ebrei in Egitto, la memoria storica della Shoah.
Michele Mariotti, giovanissimo direttore principale del Teatro Comunale di Bologna dove nel 2007 ha aperto la stagione con Simon Boccanegra, ha già alle spalle una carriera internazionale che lo ha portato con produzioni liriche a Los Angeles, Monaco, Washington, Tokio, Parigi, San Francisco e Bilbao.





ALL’OPERA IN FAMIGLIA

14 Febbraio ore 16
ARLECCHINO FINTO MORTO
Opera comica in due atti
Musica di ALDO TARABELLA
Libretto di VALERIO VALORIANI
Edizione Casa Musicale Sonzogno, Milano

Personaggi e interpreti
Arlecchino tenore
Colombina soprano
Colombella mezzosoprano
Professar Pirofago baritono
Chino basso

direttore Mauro Ceccanti
regia Aldo Tarabella
scene Patrizia Mugnai

ENSEMBLE STRUMENTALE CONTEMPOARTENSEMBLE
Produzione Compagnia Sperimentale ‘Opera Bazar’ e Associazione ‘Contempoartensemble’



CONCERTI

Domenica 21 febbraio ore 21
FILARMONICA ARTURO TOSCANINI
Dmitrij Kitajenko direttore
WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sinfonia n.36 in do maggiore K.425 “Linz”
PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ
Sinfonia n.4 in fa minore op.36

Nelle ultime stagioni il Comunale ha dedicato un’attenzione particolare alla musica orchestrale di Ciaikovskij, proponendo, fra altri brani, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op.35, la Sinfonia n.1 ” Sogni d’inverno”, la Sinfonia n.5 e la Sinfonia “Patetica”, quest’ultima diretta da Vladimir Jurowsky con la Russian National Orchestra.
In questo programma si ascolta la Quarta Sinfonia nell’interpretazione del direttore russo Dmitrij Kitajenko, formato a San Pietroburgo, già direttore dell’Opera Stanislavskij e, per quindici anni, dell’Orchestra Filarmonica di Mosca. Lasciata l’Unione Sovietica negli anni Novanta, Kitajenko è stato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Francoforte, dell’Orchestra Filarmonica di Bergen, dell’Orchestra Sinfonica di Berna e dell’Orchestra Sinfonica KBS di Seoul dirigendo contemporaneamente come ospite i complessi prestigiosi quali i Berliner Philharmoniker, l’Orchestra di Santa Cecilia e la Filarmonica della Scala.



DANZA

Sabato 27 febbraio ore 21
Domenica 28 febbraio ore 17
Lunedì 1 marzo ore 21, nostra data
Teatro delle Passioni
Fuori abbonamento

In collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione

Prima italiana
COMPAGNIE NACERA BELAZA
Le Cri
Coreografia Nacera Belaza
Interpreti Dalila Belaza, Nacera Belaza
Luci Éric Soyer
Regia luci Christophe Renaud
Video e colonna sonora Nacera Belaza
Canto Larbi Bestam
Immagini Corinne Dardé
Montaggio suono Nicolas Perrin

Premio “Rivelazione Coreografia 2008” del comitato francese Critici di Teatro, Musica e Danza.

Nello spettacolo minimalista ed espressivo di Nacera Belaza convivono magicamente l’ascesi e il piacere, lo spiritualismo e una discreta forma di sensualità, lungo il dipanarsi di un grido interiore di libertà. Il balletto prende le mosse dal corpo femminile inerte che si anima gradualmente trasportato dai salmi di Larbi Bestam e dalle incantevoli voci di Maria Callas e Amy Winehouse.
La coreografa, di cultura musulmana, cerca da sempre con la sua compagnia nuovi modi per conciliare la fede con l’arte del movimento, scavando pazientemente il proprio cammino nell’universo della danza contemporanea. Un percorso iniziato oltre quindici anni fa con A ciascuno la sua chimera fino a giungere, in piena maturità, a quest’ultimo lavoro nato nel 2008 e presentato con successo nel 2009 a Gerusalemme, Zurigo, Berlino, Il Cairo, al festival di Avignone e in programma al Danspace Projet di New York.
STAGIONE CONCERTISTICA 2009-2010
ROYAL PHILHARMONIC ORCHESTRA
PINCHAS ZUKERMAN violino e direttore

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Sabato 5 dicembre ore 21



La stagione concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena prosegue sabato 5 dicembre alle ore 21 con il concerto della Royal Philharmonic Orchestra diretta da Pinchas Zukerman. In programma l’ouverture Oberon di Carl Maria von Weber, dall’ultima opera del compositore tedesco scritta tra il 1825 e il 1826; il Concerto in re maggiore op. 61 per violino e orchestra di Ludwig van Beethoven, nel quale il direttore Pinchas Zukerman si esibirà come violino solista; infine chiude la serata l’Ottava Sinfonia in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák, uno dei brani più amati del compositore, eseguita per la prima volta a Praga nel 1890.



Fra le più rinomate formazioni orchestrali al mondo, la Royal Philharmonic Orchestra ha sede a Londra, presso la Cadogan Hall di Sloane Square. È stata guidata in passato da direttori quali Rudolf Kempe, André Previn e Vladimir Ashkenazy. La sua attività odierna comprende una stagione annuale alla Royal Festival Hall di Londra, tournée internazionali e registrazioni discografiche. A partire dalla corrente stagione 2009-2010, direttore artistico e direttore stabile è Charles Dutoit, mentre Daniele Gatti, dal 1996 direttore musicale, ha assunto il ruolo di Conductor Laureate.



Dal 2009 Pinchas Zukerman è direttore ospite principale dell’orchestra, con la quale ha tenuto concerti in Russia, Italia e Spagna. Personalità di spicco nel mondo musicale da oltre quarant’anni, Zukerman ha diretto, fra molte altre formazioni, la New York Philharmonic e l’Orchestre Philharmonique de Radio France, intraprendendo nel frattempo un’intensa attività anche come solista e nella musica da camera. La sua discografia, che comprende più di 100 titoli, ga ottenuto due Grammy Award per la Migliore esecuzione da camera (1980) e la Migliore esecuzione classica come solista con l’orchestra (1981).



Sabato 5 dicembre ore 21

ROYAL PHILHARMONIC ORCHESTRA

Pinchas Zukerman violino e direttore

Carl Maria von Weber

Oberon, ouverture

Ludwig van Beethoven

Concerto in re maggiore op.61 per violino e orchestra

Antonin Dvořák

Sinfonia n.8 in sol maggiore op.88
STAGIONE DI BALLETTO – DANZA AUTUNNO


BALLETTO DEL TEATRO DELL’OPERA DI PRAGA in
LA SIGNORA DELLE CAMELIE

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Giovedì 3 dicembre ore 21



La Stagione di Balletto – Danza Autunno prosegue giovedì 3 dicembre alle ore 21 con il Balletto del Teatro dell’Opera di Praga che metterà in scena, sul palcoscenico del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, La signora delle camelie nell’interpretazione del coreografo Libor Vaculík, su musiche tratte dalla Traviata di Giuseppe Verdi, adattate per il balletto da Sergey Onsoff.



Il coreografo Libor Vaculík, fra i più importanti del suo Paese, basandosi sul romanzo di Alexander Dumas figlio racconta la storia della famosa dama parigina Marguerite: abituata a vivere nel lusso, a indossare abiti sontuosi, a essere circondata di gioielli e accessori preziosissimi, Marguerite è solita presentarsi in società adornata di un delicato fiore di camelia, per il quale viene soprannominata “La Signora delle camelie”. Marguerite è molto desiderata dagli uomini per la sua bellezza ed il suo fascino, ma decide di vivere la sua vita circondata da beni materiali e frivoli. Fino a quando non incontra Armand, per il quale scopre il vero sentimento d’amore, ma il destino, più forte della loro volontà, rende la storia del loro amore infelice e scandalosa agli occhi della società.

Il personaggio principale trae spunto da una figura femminile realmente esistita, amata dallo stesso Dumas, di cui pochi conoscono la storia, morta a causa di una grave malattia.



La Compagnia del Balletto del Teatro dell’Opera di Praga ha radici storiche ottocentesche ma nel 2003 è stata rifondata incorporando il Prague Chamber Ballet di Pavel Šmok e inserendo nuovi elementi provenenti da compagnie di danza europee e internazionali. Il risultato è una Compagnia di balletto di medio-grande dimensione che, grazie all’ampia gamma di tecniche e stili di danza e mezzi espressivi, si colloca a buon diritto tra le migliori formazioni di balletto della Repubblica Ceca e d’Europa. A partire dal 2003, la direzione della Compagnia è stata affidata a Pavel Ďumbala, che è stato un eccellente solista del Prague Chamber Ballet e del Balletto Nazionale di Praga e acclamato direttore, nel periodo 1997–2003, del J. K. Tyl Ballet Company a Pilsen. Il suo obiettivo è quello di fare del Balletto dell’Opera di Praga un ensemble capace di competere con le più prestigiose compagnie di danza internazionali, sia sul piano della qualità che per la varietà e ricchezza del repertorio, sia classico che contemporaneo.

Libor Vaculík ha debuttato nel 1984 e da allora ha dato vita a una intensa carriera che lo ha visto produrre spettacoli per i Teatri Nazionali di Praga, Brno e Bratislava, per il Josef Kajetán Tyl Theatre di Pilsen, per il Dancing Troupe a Györ, Ungheria, e più tardi anche per l’Opera di Stato di Praga. I suoi lavori principali includono Little Mr. Friedemann / Psycho, Notre Dame de Paris, Mary Stuart, Ivan Il Terrible, Lucrezia Borgia, Čachtická paní /The Čachtická Lady; produzioni ispirate alle vite di personaggi illustri (Ciaikovskij, Isadora Duncan – Story of a Dancer, Edith, Sparrow from the Suburbs, Total Eclipse) e ai drammi di William Shakespeare (Romeo e Giulietta, Macbeth). Ha firmato, inoltre, Snow White and the Seven Racers con la musica di Vašo Patejdl per il Teatro Nazionale Slovacco di Bratislava e Mowgli or Mother Jungle Tales con la musica di Milan Svoboda per il Teatro Nazionale di Praga.





BalletTO DEL TEATRO DELL’OPERA DI PRAGA

Direttore artistico Pavel Ďumbala



LA SIGNORA DELLE CAMELIE

Coreografia Libor Vaculík

dall’omonimo romanzo di Alexander Dumas, figlio

Musiche da La traviata di Giuseppe Verdi

adattate da Sergey Onsoff

Scenografia Jan Dušek

Costumi Roman Šolc



Personaggi ed interpreti

Marguerite Duplessis Rebecca King, Anna Ščekaleva

Armand Duval Richard Hlinka, Jevgenij Vrublevskij

Angelo della Morte Veaceslav Burlac, Yevgen Lisovyk

Olympia Chandebusy Zuzana Hvízdalová, Iva Povrazníková

Conte di Giray Milan Boček

George Duval, padre di Armand Pavel Ďumbala

Nichette, serva Ivana Blažková

Prete Libor Bernklau
 HANSEL E GRETEL INAUGURA LA RASSEGNA “MUSICA SU MISURA”



Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Domenica 29 novembre ore 16

Lunedì 30 novembre ore 10


La rassegna “MusicaSuMisura” si inaugura domenica 29 novembre alle ore 16 con Hansel e Gretel, ovvero, il farsi di un destino, commedia fiabesca in tre quadri, su libretto di Adelheid Wette e musica di Engelbert Humperdinck in un nuovo allestimento, concepito appositamente per il pubblico dei ragazzi e delle famiglie, a cura di As.Li.Co Associazione Lirica e Concertistica Italiana. Lo spettacolo sarà replicato per le scuole lunedì 30 novembre alle ore 10.



L’allestimento è frutto di Opera Domani, un progetto che intende mettere in moto l’interesse dei ragazzi nei confronti dell’opera lirica. Nato nel 1997, ad oggi il progetto coinvolge ogni anno circa 60.000 ragazzi e 2500 insegnanti di tutta Italia, ed è inoltre inserito nel network europeo R.E.S.E.O. Réseau Européen des Services Éducatifs des maisons d'Opéra, un’associazione che riunisce i progetti educativi dei teatri d’opera d’Europa. La caratteristica principale di Opera domani sta nella partecipazione attiva del pubblico alla rappresentazione, capace di coinvolgere bambini e ragazzi nell’esecuzione musicale a fronte di un’accurata preparazione.



Il compositore renano Engelbert Humperdinck arrivò per caso all’idea di scrivere Hansel e Gretel, la sua prima opera. Già nel 1888 la sorella Adelheid Wette gli chiese di comporre delle musiche per una fiaba da lei scritta sul soggetto di Biancaneve, per divertire i bambini durante un’occasione famigliare. Spinto dal successo caloroso ottenuto tra i parenti, Humperdinck giunse all’idea di scrivere un’opera teatrale su soggetto fiabesco. Propose dunque ad Adelheid di preparare una rielaborazione della celebre fiaba dei fratelli Grimm Kinder-und Hausmärchen. Rispetto al testo originale, la mano della sorella evitò il brutale realismo della storia dei Grimm a favore dell’elemento fantastico. Il lavoro fu accolto con eccezionale favore nell’ambiente musicale tedesco: basti dire che le tre prime esecuzioni, a Weimar, Monaco e Karlsruhe, furono dirette rispettivamente da Richard Strauss, Hermann Levi e Felix Mottl, ossia dai direttori più autorevoli dell’ambiente wagneriano. Dopo un battesimo del genere, l’opera ebbe una diffusione straordinaria non solo in Germania ma in tutto il mondo.



Federico Grazzini, regista dello spettacolo spiega che “questa fiaba, che ha radici antichissime, è sempre attuale, perché parla dei nostri desideri e delle nostre paure. Abbiamo deciso di ambientare la storia in un luogo incantato, come tutti i luoghi delle fiabe, pensando all'Italia contadina del dopoguerra, quando fame e povertà attanagliavano il nostro paese. Hansel e Gretel infatti sono due ragazzi molto poveri che riescono a fare della loro misera casa uno spazio meraviglioso per i loro giochi, guidati solamente dalla loro fantasia e creatività, qualità che saranno necessarie per uscire dai guai. È solo grazie al loro ingegno e fidandosi l'uno dell'altra che riescono a superare la paura dell'oscurità del bosco, a riconoscere le creature benevole che lo abitano. Ma le prove per i nostri ragazzi non finiscono qui: dovranno impegnarsi a fondo per non cadere nella trappola tentatrice della tremenda Knusperhexe che nasconde un cuore malvagio dietro a una maschera da gentile pasticciera”.



La rassegna prosegue domenica 13 dicembre ore 16 con De l’ombre eterne, una rappresentazione per voci, corpi e ombre da L’Orfeo di Claudio Monteverdi, coprodotto dal Teatro Comunale di Modena e da Teatro Gioco Vita nell’ambito di Operafutura.



HANSEL E GRETEL

Ovvero, il farsi di un destino

Commedia fiabesca in tre quadri

Libretto Adelheid Wette

Musica Engelbert Humperdinck

Prima rappresentazione: Weimar, 23 dicembre 1893



Adattamento musicale Alberto Cara

Adattamento drammaturgico Federico Grazzini, Riccardo Bani



Personaggi e interpreti

Hansel Chiara Brunello, Francesca Pierpaoli

Gretel Pervin Cakar, Simona di Capua, Mariangela Sicilia

Strega / Madre Sara Rossi, Debora Troja

Padre Stefano Cianci, Andrea Tabili

Sabbiolino Pervin Cakar, Simona di Capua, Mariangela Sicilia

Animatori Andrea Corsi, Marco Ferro, Ivan Taverniti



Direttore Giacomo Sagripanti

Regia e luci Federico Grazzini

Scene e costumi Francesco Givone
comunicato stampa
con cortese richiesta di pubblicazione

OPERA CAFÉ. ULTIMO APPUNTAMENTO
Venerdì 27 novembre al Caffè Concerto di Piazza Grande

Il terzo ed ultimo appuntamento con Operacafé è venerdì 27 novembre alle ore 17.30, come di consueto al Caffè Concerto di Piazza Grande. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena con l’obiettivo di avvicinare “amichevolmente” il pubblico al melodramma sorseggiando un buon caffè in compagnia, si rinnova con due nuovi interpreti, il soprano messicano Dolores Granados e il soprano giapponese Yasko Sato, che saranno accompagnate al pianoforte da Claudio Rastelli.
Protagonista di questo nuovo incontro sarà Verdi, di cui verranno eseguite arie tratte dal Trovatore, da Otello e da Un ballo in maschera. Il maestro Rastelli presenterà i brani e proporrà una guida all’ascolto.
Al termine del concerto, il Teatro offrirà al pubblico un buffet di caffè e dolci.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni e prenotazioni Ufficio promozione Teatro Comunale Luciano Pavarotti Tel. 059 2033003, promozione@teatrocomunalemodena.it

Il soprano messicano Dolores Granados ha iniziato la sua formazione presso il Conservatorio di Musica e Arti di Celaya (Guanajuato). Nel 2005 ottenne il titolo superiore di Diploma in Canto e Teatro Lírico presso la Scuola Superiore di Canto di Madrid.
Ha tenuto concerti in Messico, Spagna, Germania, Italia, Stati Uniti d'America e Germania. È stata solista in opere come la Messa dell'Incoronazione, la Messa brevis e il Requiem di Mozart, Requiem di Fauré, Messa in sol di Schubert, Gloria di Vivaldi, Magnificat di Bach e Carmina Burana, e ancora ruoli in La Bohème, Gianni Schicchi, Suor Angelica, Luisa Miller ed altri. Dal 2007 è iscritta al biennio Superiore dell’Istituto Musicale O. Vecchi-A. Tonelli di Modena (docente Raina Kabaivanska).


Il soprano Yasko Sato è nata a Chiba (Giappone). Ha studiato canto lirico presso la "Tokyo National University of Fine Arts and Music", dove si è laureata nel 2001. Sempre presso la "Tokyo National University of Fine Arts and Music" ha frequentato il Master triennale di specializzazione della Facoltà di Opera Lirica, diplomandosi nel 2004. Nel corso della sua specializzazione le è stata data l'opportunità di seguire un corso di perfezionamento a Tokyo col celebre soprano Raina Kabaivanska, con cui studia attualmente. Ha vinto numerosi primi premi in prestigiosi concorsi internazionali. Ha cantato Leonora in Oberto, Conte di San Bonifacio, Mimì in La Bohème e Leonora nel Trovatore; è stata invitata a cantare con Leo Nucci in occasione del concerto per il 40° anno dal suo debutto. Si è esibita in Don Giovanni di Mozart (Donna Elvira). Ha tenuto numerosi recital in vari paesi europei.

Claudio Rastelli è pianista e compositore. Dal 1991 ad oggi le sue musiche sono state eseguite in numerosi paesi europei, Stati Uniti e Giappone. Scrive musiche anche per il teatro: recentemente lo spettacolo per bambini Babar (TeatroGiocoVita) ha effettuato quasi 200 repliche tra Italia, Francia e Stati Uniti. Progetta e partecipa a numerose attività di divulgazione e di approfondimento per istituzioni musicali, università e scuole, tenendo incontri sulla storia e sull’ascolto della musica e lezioni-concerto. Dal 2001 collabora con il Teatro Comunale di Modena nell’ambito del progetto “Scuola – Città”, tenendo lezioni-concerto per i giovani. È direttore artistico degli Amici della Musica di Modena e dell’AdM Ensemble.
comunicato stampa

con cortese richiesta di pubblicazione

STAGIONE DI BALLETTO – DANZA AUTUNNO
EUROPA DANSE IN PICASSO E LA DANZA


Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Sabato 21 novembre ore 21



In occasione del 100° anniversario dei Ballets Russes di Diaghilev, va in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 21 novembre ore 21 la Compagnia di Giovani danzatori della Comunità Europea “Europa Danse” in Picasso e la Danza, secondo titolo della Stagione di Balletto - Danza Autunno.

Lo spettacolo presenta alcuni dei pezzi più noti della storica compagnia fondata dal geniale impresario russo Diaghilev nel 1909 a Parigi, aprendo la strada alla danza moderna e raccogliendo attorno a sé alcuni dei personaggi che avrebbero segnato la storia del Novecento, fra cui Picasso, Cocteau, Stravinskij, Matisse, Nijinskij e Balanchine.



Dopo aver proposto per 8 stagioni le creazioni dei più grandi coreografi contemporanei come Balanchine, Jiri Kylian, Mats Ek, Nacho Duato, Ohad Naharin e Willyam Forsythe, Europa Danse presenta un programma che comprende quattro brani: Parade, Pulcinella, Mercure e Cuadro Flamenco. I balletti sono presentati con scene e costumi realizzati secondo i bozzetti delle creazioni originali di Pablo Picasso, su gentile concessione della Fondazione Picasso. Le coreografie di Parade e Cuadro Flamenco sono presentate nel completo rispetto della versione originale, mentre Pulcinella e Mercure sono state ricreate da Ana Maria Stekelmann e da Thierry Malandain.



Concepito durante la prima Guerra Mondiale, Parade risponde alla volontà di Sergej Diaghilev di cambiare l’universo estetico, inaugurando quell’orientamento modernista che seguiranno i Ballets Russes. Per questo fa appello a Pablo Picasso, che si appassiona allora all’universo del balletto. Parade fu oggetto di una lunga preparazione tra Cocteu, Satie, Massine e Picasso, che ritrovarono nel tema del luna park, il mondo degli acrobati, clown e saltimbanchi a loro familiare. Questo balletto è anche il primo tentativo di Picasso d’introdurre il cubismo in teatro sia nelle scene che nei costumi dei personaggi, vere e proprie sculture viventi. La musica di Satie porta una modernità fatta di chiarezza, humour e concisione senza disdegnare anche incursioni nel jazz.



In origine Pulcinella fu immaginata da Sergej Diaghilev su un canovaccio della Commedia dell’Arte su temi musicali tratti da Pergolesi e trascritti da Stravinskij. Il balletto che presenta la compagnia Europa Danse utilizza la Suite che Stravinskij compose due anni più tardi, riprendendo i differenti temi di Pulcinella. Ana Maria Stekelmann, coreografa argentina ed ex allieva di Marta Graham, ha dato libero sfogo ad una coreografia contemporanea senza trascurare le allusioni alla Commedia dell’Arte.



Il conte Étienne de Beaumont commissiona nel maggio-giugno 1924, una stagione di balletti da titolo Soirées de Paris. Diaghilev mette a disposizione una parte della sua compagnia per il balletto Mercure. La presentazione di Mercure fu sicuramente uno degli spettacoli più attesi di queste Soirées. Il coinvolgimento di Picasso bastava, da solo, a giustificare tale attesa e ci si domandava quale sarebbe stata la natura delle sue invenzioni. La sorpresa fu totale. Innanzitutto, era difficile parlare di balletto nel senso tradizionale del termine; “pose plastiche” si leggeva nelle note del programma e, ad ogni quadro, l’attenzione dello spettatore veniva sollecitata dalle costruzioni che muovendosi occupavano la scena. Non esistendo più la coreografia originale di Leonide Massine, Thierry Malandain, facendo riferimento ai documenti iconografici conservati presso il Museo Picasso, ha potuto immaginare una nuova visione dell’opera, utilizzando tuttavia gli elementi scenici disegnati da Picasso.



Nel 1921, Sergej Diaghilev, Stravinskij e Boris Kochno fanno un viaggio a Siviglia con lo scopo di trovare idee da presentare alla stagione del Théâtre de la Gaîté-Lyrique di Parigi. È così che decidono di riunire alcuni ballerini di flamenco cui viene richiesto di realizzare un programma di danze andaluse tradizionali dal titolo Cuadro Flamenco. Per le scene, Diaghilev pensa in primo luogo a Juan Gris ma, visti i crescenti ritardi, chiede poi a Picasso di riprendere un progetto realizzato per Pulcinella e rimasto inutilizzato. Per questo balletto Europa Danse si avvale dei ballerini di flamenco del Real Conservatorio di Madrid.



Jean-Albert Cartier ha fondato Europa Danse nel 1999 prendendo spunto dal progetto dell’Orchestra Giovanile Europea ideato da Claudio Abbado. La compagnia accoglie i migliori ballerini usciti dalle accademie europee, di età compresa tra i 16 ed i 21: dalla sua istituzione la compagnia ha accolto oltre 250 giovani ballerini che hanno avuto modo di approfittare di una passerella tra la fine dei loro studi e l’inserimento nel mondo professionale. Ogni anno monta un nuovo spettacolo con una residenza a Chartres, seguito da una settimana di recite all’Opéra di Avignone e una tournée nei principali teatri d’Europa. Ad oggi circa il 90% di tutti coloro che hanno danzato con Europa Danse sono già entrati a far parte delle più importanti compagnie internazionali come San Francisco Ballet, American Ballet Theatre, Het National Ballet Amsterdam, English National Ballet, Opéra de Lyon, Les Ballets de Monte - Carlo, Hamburg Ballet /John Neumeier, NDT.





EUROPA DANSE

Giovani danzatori della Comunità Europea

Picasso e la danza

Nel 100° Anniversario dei Ballets Russes di Diaghilev



Parade

Coreografia originale Léonide Massine

rimontata da Susanna della Pietra

con la supervisione di Lorca Massine

Musica Erik Satie

Libretto Jean Cocteau

Creato dai Ballets Russes il 18 maggio 1917 al Théâtre du Châtelet

Pulcinella

Coreografia ricreata da Ana-Maria Stekelmann

Musica Giovanni Battista Pergolesi

arrangiamento Igor Stravinsky

Creato dai Ballets Russes il 15 maggio 1920 all’Opéra de Paris

Mercure

Coreografia ricreata da Thierry Malandain

Musica Erik Satie

Creato il 17 giugno 1924 al Théâtre de la Cigale

Cuadro Flamenco

Suite di danze andaluse

Coreografia rimontata da Béatrice Martin e Ricardo Franco

Musica tradizionale

Creato dai Ballets Russes il 17 maggio 1921 al Théâtre de la Gaîté-Lyrique



Il programma va in scena per gentile concessione della Fondazione Picasso

Con la collaborazione della Scuola di Flamenco del Real Conservatorio Superior de Musica di Madrid
STAGIONE CONCERTISTICA 2009-2010: L’ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA
DIRETTA DA MIKHAIL PLETNEV
SOLISTA LA VIOLONCELLISTA SOL GABETTA



Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Mercoledì 18 novembre ore 21



Il secondo appuntamento della Stagione concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena è mercoledì 18 novembre alle ore 21 con l’Orchestra della Svizzera Italiana diretta da Mikhail Pletnev, solista la violoncellista argentina Sol Gabetta. In programma Tre Danze slave per orchestra di Antonin Dvořák, la Danza n. 4 in fa maggiore, la n. 2 in mi minore e la n. 8 in sol minore, seguite da un altro brano del compositore boemo, il Concerto in si minore op. 104 per violoncello e orchestra, nel quale spiccheranno le doti virtuosistiche della carismatica violoncellista. Chiude il programma della serata la Quarta Sinfonia in mi minore op. 98 di Johannes Brahms, ultimo contributo del compositore al genere sinfonico.



Pianista, direttore d’orchestra e compositore, Mikhail Pletnev è uno dei musicisti più completi oggi in attività. Ha iniziato la sua carriera come pianista vincendo la medaglia d’oro al Concorso Čajkovskij nel 1978, ma ben presto si è dedicato alla direzione. Nel 1990 ha creato l’Orchestra Nazionale Russa, con la quale si è esibito in tutto il mondo. Contemporaneamente ha svolto la carriera di pianista e di direttore ospite delle più prestigiose orchestre, quali la London Symphony, la Los Angeles Philharmonic e i Wiener Symphoniker. La sua ampia discografia comprende diversi recital incisi per la EMI-Virgin Classics e la DGG e il grande repertorio sinfonico registrato con l’Orchestra Nazionale Russa.

Da settembre 2008 ha assunto il ruolo di Primo direttore ospite dell’Orchestra della Svizzera italiana.



Nata nel 1981 a Cordoba (Argentina) da genitori di origine franco-russa, la violoncellista Sol Gabetta è da qualche anno protagonista di una prodigiosa carriera internazionale: ha concluso un contratto con l’etichetta SonyBMG, gestisce la direzione artistica di un suo festival ed è regolarmente ospite delle più importanti orchestre al mondo. Nel 2004 ha ricevuto il prestigioso premio “Credit Suisse Young Artist Award”, celebrato con un concerto assieme ai Wiener Philharmoniker e a Valery Gergiev. Nel 2007, con un CD di vari autori per la RCA, si è aggiudicata l’“Echo Klassik Award” e una candidatura ai Grammy Award. Sol Gabetta è stata invitata come solista nei maggiori festival europei e nelle più prestigiose sale quali il Musikverein di Vienna, la Luxembourg Philharmonie e il Louvre di Parigi.



L’Orchestra della Svizzera Italiana (OSI) deve la sua prima formazione alla Radio della Svizzera Italiana, a Lugano nel 1933, e vanta nella sua storia collaborazioni illustri con direttori e compositori quali Mascagni, Stravinskij, Hindemith, Berio, Honegger e Richard Strauss.
comunicato stampa
con cortese richiesta di pubblicazione

OPERA CAFÉ. SORSEGGIANDO IL MELODRAMMA
Venerdì 20 novembre al Caffè Concerto di Piazza Grande

UN TEATRO DA SCOPRIRE
Aperte le iscrizioni alla seconda visita guidata con “sorprese musicali” Sabato 21 novembre ore 11



Si rinnova l’appuntamento con Operacafé, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena con l’obiettivo di avvicinare “amichevolmente” il pubblico al melodramma, sorseggiando un buon caffè in compagnia. Dopo il successo del primo appuntamento, venerdì 20 novembre alle ore 17.30 avrà luogo il secondo dei tre incontri al Caffè Concerto di Piazza Grande a Modena, condotti da Claudio Rastelli, pensati per avvicinare curiosi e appassionati in un ascolto-viaggio nelle opere dei compositori che hanno reso l’opera lirica patrimonio del mondo.

Stavolta, il pomeriggio musicale è dedicato alla musica di Puccini: il tenore bulgaro Kiril Sharbanov e il soprano Cristina Baggio eseguiranno, accompagnati al pianoforte dal maestro Rastelli, musiche tratte dalle opere più amate di Puccini come Bohème, Manon Lescaut e Turandot.

Al termine del concerto, il Teatro offrirà al pubblico un buffet di caffè e dolci.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.



L’attività promozionale della Fondazione teatro Comunale di Modena propone anche, questa settimana, la seconda visita guidata con “sorprese musicali”. Il Teatro Comunale Luciano Pavarotti sabato 21 novembre alle ore 11 apre le porte al suo pubblico che potrà ammirare non solo gli spazi normalmente adibiti al pubblico, ma anche quelli della produzione degli spettacoli, della sartoria e della meravigliosa Sala di scenografia.

La visita, che avrà la durata di circa due ore, sarà impreziosita dalla mostra di costumi e attrezzeria che è stata allestita nelle sale del Ridotto: in esposizione gli elementi scenici di alcune delle produzioni del Teatro Comunale, dai costumi di Tosca, del Trittico pucciniano e di Madama Butterfly, all’attrezzeria del Principe Granchio, del Piccolo spazzacamino e del Fantasma di Canterville.

Durante il percorso, il pubblico sarà inoltre “sorpreso” da alcuni interventi musicali: nella visita di sabato 21 novembre, le “sorprese musicali” sono affidate alla flautista Clementina Savini, allieva dell’Istituto Superiore di Studi Musicali O. Vecchi - A. Tonelli di Modena. La flautista eseguirà "La danse de la chevre" di Honnenger, "Syrinx" di Debussy, "Etudes de Salon" di Donjon, e le "Variazioni dell'aria La' ci darem la mano" di Mercadante.

Per informazioni e prenotazioni Ufficio promozione Teatro Comunale Luciano Pavarotti Tel. 059 2033003, promozione@teatrocomunalemodena.it
Concerti

Sabato 5 dicembre ore 21
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
ROYAL PHILHARMONIC ORCHESTRA
Pinchas Zukerman violino e direttore
CARL MARIA VON WEBER
Oberon, ouverture
LUDWIG VAN BEETHOVEN
Concerto in re maggiore op.61 per violino e orchestra
ANTONIN DVOŘÁK
Sinfonia n.8 in sol maggiore op.88

Fra le più rinomate formazioni orchestrali al mondo, la Royal Philharmonic Orchestra è stata guidata in passato da direttori quali Rudolf Kempe, André Previn e Vladimir Ashkenazy. La sua attività odierna comprende una stagione annuale alla Royal Festival Hall di Londra, tournée internazionali e registrazioni discografiche, e si svolge sotto la guida di Daniele Gatti che ne è direttore musicale dal 1996. Dal 2009 Pinchas Zukerman è direttore ospite principale dell’orchestra, con la quale ha tenuto concerti in Russia, Italia e Spagna. Personalità di spicco nel mondo musicale da oltre quarant’anni, Zukerman ha diretto, fra molte altre formazioni, la New York Philharmonic e l’Orchestre Philharmonique de Radio France, intraprendendo nel frattempo un’intensa attività anche come solista e nella musica da camera. La sua discografia, che comprende più di 100 titoli, ha ottenuto due Grammy Award per la Migliore esecuzione da camera (1980) e la Migliore esecuzione classica come solista con l’orchestra (1981).


Martedì 19 gennaio ore 21
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
FAZIL SAY pianoforte
In collaborazione con Gioventù Musicale d’Italia - Sede di Modena
Festival Internazionale 2010
JOHANN SEBASTIAN BACH – FERRUCCIO BUSONI
Ciaccona
FRANZ JOSEPH HAYDN
Variazioni in fa minore Hob XVII n.6
WOLFGANG AMADEUS MOZART
Ah vous dirais-je, Maman
ROBERT SCHUMANN
Variazioni Abegg
LUDWIG VAN BEETHOVEN
Sonata n.32 in do minore op.111

Nato ad Ankara nel 1970, Fazil Say ha raggiunto fama internazionale e si esibisce sia come solista che con l’orchestra, collaborando stabilmente con la New York Philharmonic, la Israel Philharmonic, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam e la Sinfonica di Vienna. È stato ospite dei festival di Lucerna, Salisburgo, Verbier, Montpellier, della Carnegie Hall di New York, del Musikverein di Vienna, e del Barbican Centre di Londra. La sua intensa attività di compositore e di musicista jazz lo ha portato ad affrontare il repertorio classico in modo originale, rileggendo pagine decantate della tradizione con rinnovato vigore e creatività sostenuti da innata musicalità e notevoli capacità virtuosistiche.
Il suo Concerto per violino e pianoforte è stato eseguito con i Berliner Simphoniker e il suo terzo Concerto per pianoforte e orchestra, commissionato da Kurt Masur, ha debuttato a Parigi con l’Orchestre National de France nel 2002. Fra le incisioni discografiche si segnala il Primo Concerto di Ciaikovskij con Yuri Temirkanov e l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo.


Martedì 26 gennaio ore 21
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Fuori abbonamento
Concerto della Memoria e del Dialogo
SPIRA MIRABILIS
BÉLA BARTÓK
Musica per archi, percussioni e celesta Sz. 106
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
Amici della Musica di Modena - Concerti d’Inverno

Spira mirabilis, nato nel 2007 e cresciuto in gran parte fra Modena e il comune di Formigine, è un gruppo di musicisti professionisti di età media inferiore ai ventisei anni i quali, grazie a una carriera musicale internazionale, hanno attraversato barriere geografiche e culturali incontrandosi in nome della musica. Originari di Italia, Svizzera, Austria, Germania, Slovacchia, Lettonia, Israele e Spagna, attivi nelle migliori accademie e orchestre europee (Orchestra Mozart, Berliner Philharmoniker Akademie, Luzern Festival Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Chamber Orchestra of Europe), affrontano il repertorio classico senza direttore e con un approccio rivoluzionario che mette in discussione il rapporto con l’opera e il pubblico, creando un’esperienza dell’ascolto stimolante e innovativa.


Venerdì 29 gennaio ore 21
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
IAN BOSTRIDGE tenore
JULIUS DRAKE pianoforte
FRANZ SCHUBERT
Das Heimweh D.456
Sehnsucht op.105 n.4, D.879
Bei dir Allein op.95 n.2, D.866
Im Freien op.80 n.3, D.880
Der Wanderer an den Mond op.80 n. 1, D.870
Das Zugenglöcklein D.871
Die Perle D.466
Freiwilliges Versinken D.700
Der zürnenden Diana op.36 n.1, D.707
Lied des gefangenen Jägers op.52 n.7, D.843
Normans Gesang op.52 n.5, D.846
ROBERT SCHUMANN
Dichterliebe op.48

Ian Bostridge e Julius Drake collaborano da oltre dieci anni e rappresentano uno dei sodalizi artistici più stabili e di maggior successo nel mondo della liederistica. I loro programmi propongono al pubblico un viaggio poetico e sentimentale attraverso l’universo dei grandi liederisti, da Schubert, Mahler e Schumann fino agli autori contemporanei.
Le esecuzioni incise per l’etichetta EMI Classics hanno ricevuto premi internazionali e comprendono tre LP dedicati a Schubert (1998, 2001 e 2005), i Liederkreis & Dichterliebe di Schumann (1998), i Songs di Hans Werner Henze (2001) e The English Songbook (1999). I due musicisti si sono esibiti per le maggiori istituzioni concertistiche, dalla Carnegie Hall di New York alla Scala di Milano, dal Musikverein alla Suntory Hall, dal Maggio Musicale Fiorentino alla Berlin Philharmonie, dalla Wigmore Hall di Londra al Concertgebouw di Amsterdam.





Balletto

Giovedì 3 dicembre ore 21
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
BALLETTO DEL TEATRO
DELL’OPERA DI PRAGA
Direttore artistico Pavel Ďumbala
La signora delle camelie
Coreografia Libor Vaculík
dall’omonimo romanzo di Alexander Dumas
Musiche da La traviata di Giuseppe Verdi
adattate da Sergey Onsoff
Scenografia Jan Dušek
Costumi Roman Šolc

La Compagnia del Balletto del Teatro dell’Opera di Praga ha radici storiche ottocentesche ma nel 2003 è stata rifondata incorporando il Prague Chamber Ballet e aprendo il suo repertorio sul versante della danza neoclassica e contemporanea. Nello stesso anno ha commissionato a Libor Vaculík un grande balletto tratto dal celebre romanzo di Alexander Dumas figlio e dalla versione musicale che ne diede Giuseppe Verdi.
Vaculík, fra i più importanti coreografi del suo paese, ha debuttato nel 1984 producendo poi spettacoli per i teatri di Brno, Bratislava e Pilsen. Ha dato vita a numerosi balletti di ambientazione storica (Notre Dame de Paris, Mary Stuart, Ivan il Terribile) e dedicati a personaggi popolari (Ciaikovskij, Isadora Duncan-Story of a Famous Dancer, Edith: Little Sparrow from the Suburbs e Full Eclipse, ispirato alla burrascosa relazione fra Arthur Rimbaud e Paul Verlaine).
La musica dello spettacolo è tratta interamente da La traviata ed è stata adattata per il balletto da Sergey Onsoff.



Domenica 17 gennaio ore 21
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
COMPAGNIA ATERBALLETTO
Certe notti
Coreografia Mauro Bigonzetti
Canzoni e poesie Luciano Ligabue
Scene e video installazioni Angelo Davoli
Costumi Kristopher Millar e Lois Swandale
in collaborazione con
Mariella Burani Fashion Group
Luci Carlo Cerri
Dialoghi tratti dal film Radiofreccia di Luciano Ligabue

Nuova produzione
Fondazione Nazionale della Danza ATERBALLETTO
Direttore artistico Cristina Bozzolini


Certe notti
Lo spettacolo raccoglie attorno al tema della notte le diverse voci di tre artisti con comuni radici emiliane, Angelo Davoli, Mauro Bigonzetti e Luciano Ligabue che ha prestato al progetto testi e musiche di sue canzoni.
Il lavoro di Angelo Davoli, artista di Reggio Emilia attivo dagli anni Ottanta, scava nel paesaggio contemporaneo e si esprime in luoghi dismessi e architetture industriali. Bigonzetti, nato a Roma, è noto al pubblico modenese per essere stato direttore artistico della Compagnia Aterballetto per oltre dieci anni, e della quale dal 2008 è divenuto coreografo principale. È stato il primo italiano a creare per il New York City Ballet, ed è ormai invitato dalle più importanti compagnie di danza in tutto il mondo fra cui l’English National Ballet di Londra, l’Opera di Parigi, lo Stuttgarter Ballett, la Deutsche Oper di Berlino, il Ballet Teatro Argentino, il Ballet Gulbenkian di Lisbona, l’Alvin Ailey American Dance Theater e il Balletto Teatro alla Scala di Milano.
Lo spettacolo ha debuttato nell’ottobre 2009 al Teatro degli Arcimboldi di Milano.




Opera

Sabato 23 gennaio ore 20,30
Domenica 24 gennaio ore 15,30
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
ELEKTRA
Opera in un atto
Libretto di Hugo von Hofmannsthal
Musica di RICHARD STRAUSS

Personaggi e interpreti
Elektra Anna Katharina Behnke / Elena Popovskaya
Chrysothemis Maida Hundeling / Michela Sburlati
Klytämnestra Mihaela Binder-Ungureanu / Anna Maria Chiuri
Aegisth Richard Decker
Orest Thomas Gazheli / Wieland Satter
Pfleger des Orest Igor Bakan
Vertraute Elisa Maffi
Die Schleppträgerin Charlotte Soumiere
Junger Diener Arnold Bezuyen
Alter Diener Vito Maria Brunetti
Aufseherin Martina Bortolotti
Fünf Mägde Jelena Bodrazic, Monika Wäckerle,
Anahita Ahsef, JaeHee Kim, Lara Martins

Direttore Gustav Kuhn
Regia Manfred Schweigkofler
Concetto scenografico e costumi Hans-Martin Scholder
Scene Michele Olcese
Luci Andrej Hajdinjak
Maestro del coro Corrado Casati

ORCHESTRA HAYDN DI BOLZANO E TRENTO
ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA-ROMAGNA
CORO DEL TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA

Nuovo allestimento
Coproduzione Teatro Comunale di Bolzano, Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Municipale di Piacenza

Elektra, capolavoro di Richard Strauss mai rappresentato a Modena, è inevitabile punto di riferimento del teatro musicale del primo Novecento. Messa in scena a Dresda nel 1909, l’opera fu la seconda scritta da Strauss, che con la sola Salome, quattro anni prima, si era imposto anche come protagonista di questo genere musicale. Il libretto fu tratto da un precedente testo teatrale di Hugo von Hofmannsthal che rivisitava in chiave espressionista la tragedia di Sofocle, e inaugurò uno storico sodalizio artistico destinato a dare alla luce capolavori come Il cavaliere della rosa, Arianna a Nasso e La donna senz’ombra.
La cultura psicoanalitica di Hofmannsthal ripropone con raffinatezza l’antico mito di Elettra sotto la lente deformante del teatro tedesco di quegli anni e ,sullo sfondo di una grecità demonica ed estatica, esplode la violenza barbarica delle passioni portando il frasario orchestrale di Strauss ad una delle sue conseguenze più moderne ed estreme.


Sabato 23 gennaio ore 17
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Sala del Ridotto
Elektra
Incontro con Manfred Schweigkofler
Regista e direttore del Teatro Comunale di Bolzano
A cura di Amici dei Teatri Modenesi
in collaborazione con
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Ingresso libero




Musica Su Misura
Rassegna di teatro musicale per ragazzi e famiglie

Domenica 13 dicembre ore 16
Prima assoluta
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
All’opera in famiglia!
DE L’OMBRE ETERNE
Rappresentazione per voci, corpi e ombre
da L’Orfeo di Claudio Monteverdi

Regia e scene Fabrizio Montecchi
Adattamento e riscrittura musicale Bruno Moretti
(da L’Orfeo di Claudio Monteverdi)
Disegni e sagome Nicoletta Garioni
Movimenti coreografici Walter Matteini
Costumi Corinne Lejeune
Interpreti Silvia Beltrami, Giuseppina Bridelli, Paolo Cauteruccio,
William Corrò, Anna Maria Sarra, Andrea Zaupa
Realizzazione scene e materiali scenici Anna Adorno, Sergio Bernasani
Realizzazione sagome Nicoletta Garioni, Federica Ferrari

Coproduzione Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Produzione nell’ambito del
Progetto Operafutura - Laboratori per un nuovo teatro musicale
In collaborazione con Scuola dell’opera italiana - Teatro Comunale di Bologna
comunicato stampa
con cortese richiesta di pubblicazione

OPERA CAFÉ. SORSEGGIANDO IL MELODRAMMA
Venerdì 13, 20 e 27 novembre al Caffè Concerto di Piazza Grande

Operacafè è una nuova iniziativa promossa dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena per avvicinare “amichevolmente” il pubblico al melodramma, sorseggiando un buon caffè in compagnia. Venerdì 13 novembre avrà luogo il primo dei tre incontri al Caffè Concerto di Piazza Grande a Modena, condotti da Claudio Rastelli, pensati per avvicinare curiosi e appassionati in un ascolto-viaggio nelle opere dei compositori che hanno reso l’opera lirica patrimonio del mondo.
Inoltre i pomeriggi musicali saranno un’occasione per ascoltare alcune giovani promesse del belcanto: venerdì 13 sarà la volta del soprano Chiara Fiorani, giovane cantante romana della classe di canto di Raina Kabaivanska, che eseguirà un programma di musiche dal Barocco a Mozart.
Durante l’incontro, così come nei successivi previsti per venerdì 20 e venerdì 27 novembre, il Teatro offrirà un buffet di caffè e dolci.

Claudio Rastelli è pianista e compositore. Ha iniziato gli studi musicali a otto anni nella classe di violino di Alessandro Materassi. Si è diplomato in pianoforte e in composizione al Conservatorio di Parma. Camillo Togni è stato la figura più importante nella sua formazione di compositore. In seguito ha studiato all'Accademia Chigiana di Siena (Franco Donatoni) e alla Scuola di Musica di Fiesole (ancora con Camillo Togni). Allievo di Daniela Landuzzi per il pianoforte, dopo il diploma si è perfezionato con Pier Narciso Masi. Le sue musiche sono state eseguite in Italia, Francia, Germania, Olanda, Svizzera, Spagna, Polonia, Serbia, Stati Uniti e Giappone. Partecipa a numerose attività musicali di divulgazione e approfondimento. Dal 2001 collabora col Teatro Comunale di Modena nell'ambito del progetto "Scuola-Città", occupandosi della divulgazione e promozione dell'opera lirica per i giovani. È direttore artistico degli Amici della Musica di Modena.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni Ufficio promozione Teatro Comunale Luciano Pavarotti Tel. 059 2033003, promozione@teatrocomunalemodena.it  
comunicato stampa

IL SEQUESTRO DI ALBERTO GARCÍA DEMESTRES
Libretto di Cristina Pavarotti e Alberto García Demestres

Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Domenica 15 novembre ore 15,30
Martedì 17 novembre 20,30

Prima esecuzione assoluta

Il sequestro. Rimirando le mille e una notte di Alberto García Demestres, nuova opera commissionata e prodotta dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena, va in scena – in prima assoluta – domenica 15 e martedì 17 novembre al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena.

Opera da camera in un atto su libretto di Cristina Pavarotti e Demestres, Il sequestro porta la firma, per la regia, di Alessandra Panzavolta; le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Andrea Ricci. Il Direttore Giovanni Di Stefano sarà alla guida dell’Ensemble da Camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Nel cast figurano Antoni Comas (Goldro), Alessandra Visentin (Mansure), Alice Molinari (Dara), Paola Santucci (Lola), Tiziana Lambo (Giornalista televisiva), Grigorj Filippo Calcagno e Mario Renier Zen (Mattia).

Questa produzione fa seguito a una consuetudine ormai consolidata del Teatro modenese, che vuole dare spazio al teatro musicale contemporaneo perseguendo con chiarezza la strada della comunicazione con il pubblico e dell’attenzione a temi e linguaggi attuali, ma evitando il terreno impervio dello sperimentalismo fine a se stesso.

Demestres è nato a Barcellona, dove ha iniziato gli studi musicali, proseguiti in seguito a Wuppertal, Parigi, Modena e Bologna. Durante la sua formazione ha studiato composizione e canto. Il suo catalogo comprende diverse opere liriche da camera come Joc de mans del 2007, la cui prima assoluta è stata presentata proprio a Modena dalla Gioventù Musicale, e alcune colonne sonore, tra cui Volaverunt per Bigas Luna.

“Qualcuno, fra i miei amici, - dice il compositore Alberto Garcia Demestres – mi ha detto che questa è l’opera della mia maturità. Visto che maturo non mi sento per niente, mi sono chiesto perché. E forse l’ho capito. Se guardo alla mia precedente produzione operistica mi rendo conto che c’è stato un percorso nel bisogno di parlare agli altri attraverso la mia musica. […] Questa esigenza è rimasta quando ho incominciato a sentire Il sequestro. Senza dubbio è la mia prima opera nata dal desiderio profondo di chiacchierare con te sul momento che ci tocca vivere. Il percorso di questi anni mi ha dunque portato ad un utilizzo del suono più chiaro e diretto che, senza rinnegare i miei riferimenti di sempre (il bel canto, Mahler, Berio, il Jazz, Bach, ecc.), non disdegna il recupero del lirismo o dell’armonia classica se necessaria drammaturgicamente. Insomma, mi sono liberato dal complesso di “contemporaneità” che affligge molti miei colleghi. So di avere una buona immaginazione timbrica e non ho mai smesso nella ricerca continua di contrasti sonori che possano sorprendermi e sorprenderti”.

Il soggetto dell’opera è fortemente improntato sulla realtà odierna e trae stimolo dal mondo dell’informazione, dal contesto televisivo e da una società attraversata dalle tensioni e dalle risorse create dall’immigrazione in tempo di globalizzazione. Tre donne molto diverse tra loro, Mansure, Lola e Dara, vengono sequestrate a Modena durante il convegno “Bio che più bio non si può”. Autore del sequestro è Goldro, un attivista membro del GAIST, Gruppo Armato Internazionale per il Soffocamento della Terra. Nel frattempo una Giornalista racconta il sequestro all’intenro di un TG. Goldro, senza rivelare la sua identità, svela loro i suoi intenti: due di loro moriranno, soltanto una si salverà, la vincitrice della Grande Prova. Mansure riesce a distrarre Goldro raccontando una novella delle Mille e una notte col fine di evitare la gara. Approfittando dello smarrimento di Goldro e della sua temporanea assenza, Lola, no global e mistica, coinvolge le compagne in una meditazione. Goldro torna ancora più inferocito e a questo punto lascia un pugnale perché le ragazze si uccidano tra loro. Spera soprattutto in Dara, la più operativa delle tre. Ma Dara ha un’altra idea: usare il pugnale contro Goldro, con l’aiuto delle compagne, in un disperato tentativo di evasione. Nel frattempo il sequestro ha suscitato parossistiche reazioni di solidarietà prima da parte del pubblico televisivo e virtuale, poi da parte dei governi dei paesi di appartenenza delle tre donne, Marocco, Spagna e Serbia ed infine in tutto il mondo.

Per Cristina Pavarotti, che ha all’attivo diverse collaborazioni con registi nell’ambito del teatro di prosa e in quello musicale, questa è la seconda collaborazione con Demestres, dopo la regia dell’opera A prima’t en 3 dies, rappresentata nel 1997 a Barcellona. La Pavarotti commenta così il soggetto e i personaggi del Sequestro: “Il libretto è nato da un’immagine che si presentava insistentemente ad Alberto García Demestres: tre donne legate e bendate. Da un senso d’angoscia e d’impotenza. E la domanda che ne è scaturita è stata: si può ancora opporre qualcosa alla logica pervasiva del cane mangia cane, logica antica ma ora tragicamente potenziata dai mezzi d’informazione? Sono nate così le nostre tre ragazze ed è nato Goldro, che questa logica propone. Dara, serba, figlia del socialismo reale, parla del bisogno di sopravvivenza del corpo, il suo modo di pensare è razionale e concreto; il suo strumento è l’azione, la sua forza il coraggio. Mansure, marocchina, rappresenta l’Islam, che riconosce alla solidarietà un valore altissimo. Il suo organo è il cuore, o l’anima, e per parlare all’anima il suo strumento è la parola o meglio, il racconto; la sua forza, la capacità di amare. La nascita di Lola è stata più sofferta. Si trattava di capire quali correnti di pensiero in questo momento siano, per noi due, portatrici di valori fondamentali. Nella difesa dell’ambiente e nella ricerca di una spiritualità che ponga in primo piano l’evoluzione della coscienza, ci è sembrato di individuarle. Lo strumento di Lola quindi è la meditazione; la sua forza, la fiducia in qualcosa che trascende questa vita. Di chi abbiamo più bisogno, per ripensare ad un mondo meno offensivo? Noi siamo molto affezionati a tutte e tre. Due parole sul nostro povero Goldro. Ci dispiace che sia così violento e volgare, ma non è colpa nostra. Dovevamo scrivere un’opera contemporanea”.


Opera 2009-2010

Domenica 15 novembre ore 15,30
Martedì 17 novembre ore 20,30
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
IL SEQUESTRO
Rimirando le mille e una notte
Opera da camera in un atto

Libretto di
Cristina Pavarotti
e Alberto García Demestres

Musica di
Alberto García Demestres
Edizione musicale D+3

Personaggi e interpreti
Goldro Antoni Comas
Mansure Alessandra Visentin
Dara Alice Molinari
Lola Paola Santucci
Giornalista televisiva Tiziana Lambo
Mattia Grigorij Filippo Calcagno / Mario Renier Zen

Direttore Giovanni Di Stefano
Regia Alessandra Panzavolta
Scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
Luci Andrea Ricci

Ensemble da Camera
della Fondazione Teatro Comunale di Modena

Nuova opera commissionata e prodotta dalla
Fondazione Teatro Comunale di Modena
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Alberto García Demestres
Demestres è nato a Barcellona. Ha iniziato gli studi musicali nella sua città natale, proseguendo in seguito a Wuppertal, Parigi, Modena e Bologna la sua eclettica formazione e le sue esperienze in composizione e canto, ma anche in poesia e arte.
Ha debuttato come compositore operistico nel 1987 con Para ti - soledades sin sombra (Per te - solitudini senza ombra, 1987), a cui è seguito nel 1997 Aprima’t en 3 dies (Dimagrisci in tre giorni, 1997). Con Mariana en sombras (Mariana nelle ombre, 2000) per la prima volta ha lavorato su un libretto altrui e su un tema storico. Nel 2007 è stata la volta di Joc de mans (Gioco di mani), la cui prima assoluta è stata presentata a Modena dalla Gioventù Musicale. Ha inoltre realizzato alcune colonne sonore per film, tra cui quella di Volaverunt (1999) di Bigas Luna. È stato insignito di vari riconoscimenti: la colonna sonora del documentario Alfabet Tapies ha vinto il Premio Malipiero all’Asolo Art Film Festival 2004; inoltre, la miniserie “23F El día más difícil del Rey” della regista Silvia Quer, con musica originale di Demestres, ha ottenuto il Premio Ondas 2009 per l’innovazione e la qualità televisiva.


Cristina Pavarotti
È laureata al DAMS Spettacolo con una tesi in Storia della Letteratura per l’Infanzia sul ruolo dell’infanzia nel libretto del Melodramma. Ha lavorato come assistente alla regia nel teatro musicale, nel teatro di prosa e per produzioni televisive di opere liriche.
Nel 1997 ha curato la regia di A prima’t en 3 dies, opera da camera di Alberto García Demestres realizzata per il Festival Grec di Barcellona.


Giovanni Di Stefano
Direttore artistico del Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, è impegnato attivamente nella ricerca e formazione di giovani cantanti.
Ha diretto in questo teatro: Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola e L’occasione fa il ladro di Rossini, Ecuba di Manfroce, La traviata, Rigoletto e Aida di Verdi, Madama Butterfly di Puccini, Socrate immaginario di Paisiello, la trilogia di Mozart (Don Giovanni, Nozze di Figaro e Così fan tutte), L’elisir d’amore di Donizetti, Werther di Massenet e Tutti in maschera di Pedrotti. È stato consulente artistico per l’Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino e per l’Orchestra della Società dei Concerti di Bari. Ha diretto, per la Fondazione Petruzzelli di Bari, L’elisir d’amore, Don Pasquale di Donizetti e Il Cappello di paglia di Firenze di Nino Rota; per il Teatro Municipale di Piacenza I due Foscari di Verdi (con Renato Bruson); per il Teatro Comunale di Modena e di Piacenza, Madama Butterfly di Puccini; per la Fondazione Teatro Verdi di Trieste, Il Barbiere di Siviglia di Paisiello e Il Signor Bruschino di Rossini; per il Teatro Sociale di Como, il Verdi di Pisa e il Teatro Sociale di Rovigo, Werther di Massenet; per il Teatro del Giglio di Lucca, il Teatro Goldoni di Livorno, Orfeo ed Euridice di Gluck e per il Teatro Valli di Reggio Emilia, Tosca di Puccini, Petite Messe Solennelle di Rossini e Messa di Gloria di Donizetti in una nuova versione critica; ha inoltre diretto La Cambiale di matrimonio e La Cenerentola di Rossini nella versione in napoletano, Lo Scoiattolo in gamba di Nino Rota, Manon Lescaut di Puccini, Cavalleria rusticana di Mascagni, L’Eroismo ridicolo di Spontini e La Clemenza di Tito di Mozart.
Ha diretto concerti sinfonici ad Ancona, Bari, Firenze, Lecce, Lucca, Macerata, Pesaro, Roma, San Remo, Vicenza e all’estero in Austria, Germania, Inghilterra, Lussemburgo, Slovenia, Svizzera (Festival di Lugano); nel 2002 ha debuttato in Giappone alla Suntory Hall di Tokyo con la Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra e nel 2003 in Bulgaria con la Filarmonica di Sofia dove è ritornato con l’Orchestra del Teatro dell’Opera e con la Sofia Festival Orchestra.
Ha studiato con i Maestri Marvulli, Ferrari, Couraud e Ferrara e ha partecipato come effettivo al Seminario di direzione d’orchestra tenuto da Leonard Bernstein all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; è stato assistente di Massimo de Bernart e di Gianandrea Gavazzeni con cui ha collaborato in varie produzioni e ha inciso per la Ricordi, Poliuto di Donizetti, come maestro del coro. Come direttore ha inciso per Bongiovanni Socrate immaginario, Il barbiere di Siviglia e Gli zingari in fiera di Paisiello, Werther di Massenet con Anna Caterina Antonacci e Dimitri Korchak, Tutti in maschera di Pedrotti; per l’Agorà, L’eroismo ridicolo di Spontini, per la Kicco un DVD con il soprano Denia Mazzola Gavazzeni e per la Rai un DVD con l’Oratorio La vita di Maria di Nino Rota.
È titolare della cattedra di Esercitazioni orchestrali presso il Conservatorio di Musica “G. Puccini” de La Spezia.


Alessandra Panzavolta
Inizia gli studi di danza classica e moderna al Teatro alla Scala di Milano. Con una borsa di studio continua e termina la sua formazione di danzatrice alla “Royal Academy of Dancing” di Londra, sotto la direzione artistica di Margot Fontayn. Nello stesso tempo inizia gli studi musicali. Danza come solista a 15 anni e debutta come prima ballerina nel Tavolo verde di Joss al Teatro Filarmonico di Verona dove rimane tre anni partecipando a tutti gli spettacoli e tournée estere della compagnia. A partire da questo momento lavora nei principali teatri italiani ed europei, e nel 1990 viene eletta dal Ministero della Cultura Italiano come rappresentante della danza italiana in una tournée che tocca oltre a Milano e Roma, Monaco, New York, Mosca e Tokyo.
Chiamata dal Teatro dell’Opera di Roma come assistente coreografa, inizia la sua carriera di coreografa e aiuto regista di balletti e opere, collaborando con artisti come Pistoni, North, Kokkos, Pier’Alli, Pizzi, Laganá.
Nel 1995 lavora a Reggio Emilia con Sagi, con il quale realizza gli spettacoli d’opera: El Retablo di Maese Pedro e Il Cordovano, e dove tornerà fino al 1999, riprendendo Werther di Fassini con Giuseppe Sabbatini e Sonia Ganassi.
Nel 1996 e 1997 è invitata al Festival Rossini di Pesaro e al Wexford Festival Opera dove torna come regista di Carmen. Nello stesso anno partecipa alla produzione di Macbeth, diretta da Riccardo Muti, con la regia di Graham Vick, per l’inaugurazione del Teatro alla Scala. Nel 1999 riprende per il Teatro Politeama di Lecce I Capuleti e i Montecchi e inizia la collaborazione con José Luis Castro e il Teatro della Maestranza di Siviglia per Il barbiere di Siviglia e Le nozze di Figaro; in questo Teatro dirige nel 2000 Il segreto di Susanna, prima assoluta in spagna. Nello stesso anno è al Teatro Regio di Torino come coreografa di Rigoletto e dell’Isola del tesoro per il Teatro Stabile del Veneto che inaugura la Biennale di Venezia. Torna al Rossini Opera Festival per La scala di seta e a Siviglia per La traviata diretta da Placido Domingo. Dal 1995 al 1999 è stata direttore artistico della S.P.I.D di Milano (Scuola professionale italiana danza) e insegnante di mimo e gestualitá teatrale all’Universitá Cattolica di Milano.
Nel 2001 è a Orvieto per Gianni Schicchi, al Bellini di Catania per Hansel e Gretel, a Madrid per il dittico Il segreto di Susanna e Chateau Margot. La collaborazione con Luca De Fusco continua ininterrotta dal 1999, creando con lui come coreografa gli spettacoli Il viaggio a Venezia, I venexiani, Il mercante di Venezia, I due Foscari.
Tra gli impegni più recenti figurano le coreografie di Peccato che sia una sgualdrina di J. Ford nell’ottobre 2008 all’Olimpico di Vicenza, la regia e coreografia del Laboratorio del Dottor Faust al Teatro Real di Madrid. Nel novembre dell’anno scorso al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena ha diretto Arcibaldo Sonivari e il misterioso caso della musica scomparsa di Mario Pagotto in prima esecuzione assoluta; infine al Teatro la Fenice di Venezia ha curato le coreografie della commedia musicale L’impresario delle Smirne.


Marta Crisolini Malatesta
Nata a Roma nel 1970, si è diplomata in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. Nel 1990 ha iniziato la carriera come assistente alle scene e ai costumi per numerosi spettacoli di prosa ed opera, tra cui Macbeth, Nostre ombre quotidiane, Il barbiere di Siviglia e La traviata (regia di Sandro Sequi), Il furioso all’isola di Santo Domingo e La scala di seta (regia di Luca De Fusco), Carmen (regia di Maurizio Di Mattia), La coscienza di Zeno (regia di Piero Maccarinelli), L’amica delle mogli (regia di Gigi Dall’Aglio) e Persiani ed Eumenidi (regia di Antonio Calenda).
Dal 1997 è docente di Scenotecnica e Costume per lo spettacolo sempre all’Accademia Pietro Vannucci di Perugia.
Ha firmato le sua prima scenografia nel 2001 per lo spettacolo Colpevole di innocenza, regia di Arnoldo Foà. Ha collaborato lungamente come assistente con il Teatro Stabile del Veneto per Cronache italiane, La Certosa di Parma, L’isola del tesoro, L’angelo e il fuoco, Il giuoco delle parti, Il viaggio a Venezia e La trilogia della villeggiatura, e ha firmato i costumi per Elettra e Lei, cinque donne per Casanova. Ha firmato scene e costumi de I fiori di cactus (regia di Tonino Pulci); Prova a farmi ridere (regia di Maurizio Micheli); le scene di A fil di spada (regia di Aldo Sarullo); i costumi de Il Giavellotto dalla punta d’Oro (regia di Giorgio Marini); i costumi di Fedra e Le Troiane (regia di Claudio Di Scanno). Nel 2008 ha firmato le scene e i costumi di Arcibaldo Sonivari, opera rappresentata in prima assoluta al Teatro Comunale Luciano Pavarotti.


Antoni Comas
Nato a Barcellona, fin dall’inizio della sua carriera ha dimostrato una grande agilità nel suo registro e una capacità notevole di adattarsi agli stili più disparati. Molto apprezzate sono le sue interpretazioni della musica contemporanea. Nella sua carriera figurano le prime assolute delle opere del compositore Carles Santos: Asdrúbila (1992), La Pantera Imperial (1997), Ricardo y Elena (2000), Sama samaruck suck suck (2002), El compositor, la cantante, el cocinero y la pecadora (2003), La meua filla sóc jo (2005), Brossalobrossotdebrossat (2008). Tra i compositori contemporanei con cui Comas collabora, debuttando le loro opere, si ricordano tra gli altri Metres Quadrenys (El Ganxo, 2006); Luís de Pablo (Un parque, 2005); Jesús Rueda (Fragmento de Orfeo, 2005); José Manuel López-López (La Noche y la Palabra, 2004); Pere Josep Puértolas (Josafat, 2004). In ambito discografico è da segnalare la collaborazione con il compositore cubano Jose Maria Vitier con il quale ha realizzato Salmo de las Américas, e inciso El caballero y su destino (2007), ispirato alla figura del Che, che ha debuttato il 13 giugno 2008 al Teatro Karl Marx dell’Avana. Ha partecipato inoltre all’incisione di Albéniz Integral (1998 Columna Música, pianoforte Mac MacClure); Pentesilea (2000 Pick-up, musica di Enric Ferrer); L´Adeu de Lucrécia (2001 Ars Harmonica, musica di Carles Santos); Una voce in off (2001 Columna Música, musica di Xavier Montsalvatge); El gato con botas (2002 Columna Música, musica di Xavier Montsalvatge); Montsalvatge (2003 Columna Música, pianoforte Mac MacClure) e Joc de mans, 2007 D+3, musica di Alberto García Demestres, in prima esecuzione assoluta a Modena nel 2008.

Tiziana Lambo
Nata a Milano nel 1975, si è diplomata nel 1997 presso la Scuola Professionale Italiana Danza e ha partecipato a diversi stage di approfondimento della danza jazz in Italia e all’estero. Ha studiato canto con Elisa Turlà e Loretta Martinez.
Nella stagione 2006/2007 ha partecipato alla commedia musicale Notting Hill con Anna Falchi e Marco Bonini. Nella stagione 2004-2005 ha fatto parte del cast dello spettacolo Cyrano con Massino Fini (regia di Edoardo Fiorillo). Nel 2004 ha interpretato il ruolo di Cameron nello spettacolo inedito scritto da Romy Padovano Tutte le donne di Bob, coreografie F. Varagnolo e regia Romy Padovano/Mauro Simone. Nella stagione 2003-2004 ha fatto parte del musical Promesse promesse (regia di Johnny Dorelli, coreografie di Stefano Bontempi). Nel 2002-2003 ha fatto parte del cast del musical Caruso. La Storia di un Mito (regia di Filippo Crivelli, coreografie di Silvie Mongeolle), con Katia Ricciarelli e Gianluca Terranova. Nel marzo 2001 con la compagnia del Teatro Stabile del Veneto ha interpretato il ruolo della Polena ne Nell’isola del tesoro (regia di Luca De Fusco, coreografia di Alessandra Panzavolta). Nello stesso anno è stata ballerina-corista nel musical Un americano a Parigi con Cristian De Sica, regia e coreografia Franco Miseria.
In ambito televisivo e cinematografico ha partecipato, nel ruolo di Sara Maini, alla serie RIS 2 per Tao 2 Film. Ha partecipato inoltre alla fiction Un ciclone in famiglia 2, per Video 80 (regia Carlo Vanzina). Ha inoltre partecipato alle riprese del film Pinocchio (regia di Roberto Benigni, coreografie Gino Landi).

Alice Molinari
Alice Molinari è stata ammessa a 16 anni all’Istituto superiore di studi musicali “O.Vecchi-A.Tonelli” di Modena, presso il quale si è diplomata nel 2004 sotto la guida di Tiziana Tramonti. Nel 2000 e 2001 ha partecipato ad iniziative musicali per le scuole eseguendo sotto forma di concerto Hansel und Grethel di Humperdinck nel ruolo di Grethel e interpretando Maria in West Side Story di Bernstein presso il Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara. Nel 2003 ha partecipato al Corso per cantanti lirici indetto dalla Comunità Europea a Rodi Garganico, frequentando le lezioni di importanti personalità del mondo musicale come L. Serra, A. Corbelli, E. Mei e R. Kettelson. Successivamente ha preso parte al Festival del Gargano, interpretando il personaggio di Clarina nella rivisitazione de La prova di un’opera seria di F. Gnecco.
Per due anni consecutivi ha collaborato con la Fondazione Teatro Comunale di Modena in un progetto di propedeutica musicale per le scuole. Nel dicembre 2006 presso il Duomo di Modena ha cantato la parte di Maria nel Natale del Redentore di Lorenzo Perosi, sotto la direzione di D. Bononcini. Nel 2007, nei Teatri di Modena, Ferrara e Piacenza, ha cantato nell’opera Suor Angelica di G. Puccini. Nello stesso anno si è laureata in Discipline musicali nel biennio superiore di II livello presso l’Istituto superiore di studi musicali “O.Vecchi-A.Tonelli” di Modena, sotto la guida di Leone Magiera. Presso il Teatro dei Concordi di Campiglia Marittima (Li), ha preso parte alla prima esecuzione in tempi moderni dell’intermezzo La finta schiava di Fajer interpretando il ruolo di Dorindo.
Nel 2009 ha interpretato il ruolo di Jenny nell’opera Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny di Kurt Weill al teatro “C. Goldoni” di Livorno per la regia di A. Pizzech e sotto la direzione di J. Webb. Ha recentemente preso parte all’esecuzione dell’opera Suor Angelica di G. Puccini presso l’Accademia Musicale Chigiana con la regia di Gelmetti.


Paola Santucci
Giovane soprano salernitano, sin da piccola si è dedicata allo studio della musica classica, iscrivendosi alla scuola di pianoforte. Ha iniziato nel 2000 lo studio del canto presso il Conservatorio di musica “G. Martucci” della sua città con Emma Innacoli, e si è diplomata nel 2005. Ha perfezionato gli studi con Luciana Serra, Elvira Spica, Carlo Tuand e Bernadette Manca di Nissa presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Ha curato la vocalità ed il repertorio sotto la guida di Raina Kabaivanska, presso l’Istituto superiore di studi musicali “O.Vecchi-A.Tonelli” di Modena. Attualmente continua il proprio percorso didattico con il maestro Mercaldo, nonché con il pianista Antonio Maione.
Ha vinto il I Premio al Concorso Nazionale Le Camene D’Oro; il II Premio al Concorso Nazionale I. Poggioli (2004); il I premio alla XII edizione del Concorso Francesco Albanese di Torre del Greco; il XII Concorso Lirico Internazionale Mattia Battistini di Rieti, debuttando a Roma il ruolo di Gilda nel Rigoletto di G. Verdi; la II edizione del concorso internazionale di canto lirico Ravello città della Musica (2006).
Fra i ruoli principali figurano: Serafina nel Campanello di Donizetti, Suor Dolcina, Suor Osmina e Suor Genovieffa in Suor Angelica di Puccini; Solvejg, nel Peer Gynt di Grieg, Serpina, ne La Serva Padrona di Pergolesi, Bastien und Bastienne di Mozart, Lola, in Cavalleria Rusticana di Mascagni. Nel 2008 ha debuttato nel ruolo di Musetta nella Bohème di Puccini presso il Cervinara Opera Festival e il Teatro Gesualdo di Avellino e ha eseguito, in prima assoluta, l’opera contemporanea Arcibaldo Sonivari di Mario Pagotto, nella quale ha interpretato il ruolo della Maga Batticuore per il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. La stagione 2009 si è aperta con il debutto nel ruolo di Frasquita nella Carmen di Bizet a Modena, Piacenza, Ferrara e Ravenna.
È stata diretta da Antonio Sinagra, Virginio Profeta, Luigi Petrozziello, Claudio Ciampa, Marzio Conti, Daniele Agiman, Sergio La Stella, Claudio Micheli, Federico Longo, Aldo Sisillo, Julian Reynolds, Janos Acs, Daniel Oren, Piero Bellugi, Dmitrij Kitajenko, Giampaolo Maria Bisanti, Juray Valchua.
Ha registrato per Scarlet Records, TDK, Naxons e RAITrade.

Alessandra Visentin
Nata a Treviso, dopo lo studio del pianoforte e dell’oboe si è dedicata al canto, diplomandosi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, alla Civica Scuola e all’Accademia Chigiana di Siena. Allieva di Bernadette Manca di Nissa, si è perfezionata nella prassi esecutiva barocca con Sara Mingardo e ha conseguito la specializzazione in canto barocco al Conservatorio Pedrollo di Vicenza sotto la guida di Gloria Banditelli e Patrizia Vaccari. Ha preparato il repertorio con i maestri Bob Kettelson e Luca Gorla e ha approfondito l’arte del belcanto con Michael Aspinall al Festival di Dordrecht nei Paesi Bassi. Nel 2004 ha vinto il concorso per l’Opera Studio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino che le ha permesso di esibirsi sulla scena fiorentina per due stagioni in Albert Herring di Britten ne Il Viaggio a Reims di Rossini, nella prima italiana di Where the wild things are di Knussen, nel Salmo Laudate Pueri di Boccherini a Lucca, nei Kindertotenlieder di Mahler e nelle Folksongs di Berio al Teatro Romano di Aosta. Infine è stata scelta da Zubin Mehta come solista nella Nona Sinfonia di Beethoven eseguita alla Sagra Musicale Umbra e al Festival Anima Mundi a Pisa. Lo scorso anno è stata premiata al Concorso internazionale Città di Bologna con il primo premio assoluto come migliore cantante barocca e con il premio speciale al Concorso Internazionale Città di Conegliano. Si è esibita sotto la direzione di Christopher Hogwood nel Dixit Dominus di Händel e di Vivaldi e al Theatre des Champs Elysèes nella Juditha Triumphans di Vivaldi con Andrea Marcon e la Venice Baroque Orchestra. Recente il suo debutto al Festival di Salisburgo 2009, Ravenna Festival e Festival del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Riccardo Muti nella Missa Defunctorum di Paisiello. I prossimi impegni la vedranno esibirsi con l’Orchestra Rossini a Loreto e a Pesaro, nel Dixit Dominus di Händel con l’Orchestra Barocca di Bologna alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia e ancora nella Missa Defunctorum di Paisiello al Teatro Comunale di Piacenza e al Teatro Nuovo di Udine.

Grigorij Filippo Calcagno, Mario Renier Zen
Grigorij Filippo Calcagno e Mario Renier Zen fanno parte del Coro di voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il progetto “Gioca con la musica - il Coro di voci bianche”, iniziativa rivolta ai ragazzi dai 6 agli 11 anni, è nato nell’autunno 2004 con l’obiettivo di diffondere la cultura musicale di base e la formazione del pubblico. I partecipanti seguono un percorso didattico, mirato alla formazione musicale di base, finalizzato all’esecuzione corale e all’uso della voce quale strumento primario di sviluppo, comunicazione e socializzazione. Il Coro prevede una regolare attività esecutiva e, ove opportuno, un coinvolgimento nella programmazione lirica del Teatro: fra altre numerose occasioni ha partecipato alle produzioni del Piccolo Spazzacamino di Britten (stagioni 2005-2006/2007-2008), de Il principe granchio, opera per ragazzi di Paolo Furlani (produzione 2006-2007), del Trittico (Suor Angelica, febbraio 2007), di Tosca di Puccini (febbraio 2008) e di Carmen di Bizet (gennaio 2009).
Coro over 11: a partire dalla stagione 2009-2010 la Fondazione Teatro Comunale di Modena promuove un corso sperimentale per ragazzi di età compresa fra i 12 e i 18 anni. Gli incontri si svolgeranno presso il Teatro Comunale Luciano Pavarotti sotto la guida di docenti altamente qualificati
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con cortese richiesta di pubblicazione

SI ALZA IL SIPARIO SULLA
STAGIONE DI BALLETTO – DANZA AUTUNNO

Giovedì 29 ottobre ore 21
va in scena il Ballet du Grand Théâtre de Genève in
ROMEO E GIULIETTA


Ha inizio giovedì 29 ottobre alle ore 21 la Stagione di Balletto – Danza Autunno con il Ballet du Grand Théâtre de Genève che metterà in scena, sul palcoscenico del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, Romeo e Giulietta nell’interpretazione della coreografa Joëlle Bouvier, protagonista ormai storica della nouvelle danse francese.

Il balletto, creato per Ginevra nel maggio 2009, è una libera interpretazione del capolavoro di Shakespeare e della musica di Prokofiev: in un’ora e venti minuti, la coreografia riassume le tappe essenziali della più popolare fra le storie d’amore e di rivalità, in una danza forte che punta sulla sobrietà e l’eleganza per proiettare il dramma fuori da ogni contesto spazio-temporale. “Ho scelto – spiega Joëlle Bouvier – di non collocare la mia storia in un’epoca precisa restando atemporale per scena e costumi, poiché questa storia ha luogo, ha avuto luogo ed avrà luogo ancora ed ovunque. Non ho neppure voluto seguire l’argomento della tragedia shakespeariana nei minimi dettagli, piuttosto concentrare la storia degli amanti di Verona sul canovaccio essenziale e sui momenti fondamentali”.

La partitura musicale è incentrata sulle tre Suite per orchestra estratte dal balletto nel 1936 e nel 1944 dallo stesso Prokofiev, inframmezzate da silenzi e fruscii di vento. La scenografia minimalista di Rémi Nicolas e Jacqueline Bosson si compone di un altipiano/scivolo che permette due livelli di azione e che all’occorrenza si trasforma in balcone.

La Bouvier, che si è identificata con un linguaggio emozionante, ironico ed energetico, ha diretto la compagnia L’Esquisse insieme a Régis Obadia dal 1980 al 1998. Ha poi creato coreografie in solitaria per la sua compagnia, realizzando una trentina di opere tra coreografie e cortometraggi: non aveva mai riletto prima un “classico” del repertorio.
Formatasi all’Istituto di Arti del movimento di Françoise e Dominique Dupuy e nella scuola del mimo Lecocq, Bouvier ha sempre prediletto una danza primitiva, epidermica, pienamente contemporanea scaturita da lunghe sessioni di improvvisazioni in studio con un ristretto e fedele nucleo di danzatori. Non esattamente ciò che richiede il lavoro di montaggio di un titolo a serata intera per una grande compagnia solitamente scandito da tempi strettissimi, da limitate sessioni di prova, dall’apparizione/sparizione del coreografo “ospite” in sala prove, dalla necessità di far danzare un numeroso corpo di ballo.
Dotata di un profondo senso del teatro e della messa in scena Joëlle Bouvier, che nella sua parabola artistica ha sempre sondato le leggi dell’attrazione/repulsione in cui all’armonia si sostituisce la lotta, è riuscita a coniugare perfettamente il metodo di lavoro consolidato negli anni con i ritmi e le abitudini della frizzante compagnia ginevrina e ad incontrare in modo appassionato il dramma shakespeariano, restituendoci una rilettura danzata ispirata, di grande afflato.

Compagnia di formazione classica con radici ottocentesche, il Balletto di Ginevra è cresciuto nel Novecento sotto l’egida di George Balanchine arricchendosi in anni recenti delle più diverse esperienze a contatto con coreografi quali Jiři Kylián, Mats Ek, Ohad Naharin e Nacho Duato.




BALLET DU GRAND THEATRE DE GENEVE
Direttore Generale: Tobias Richter
Direttore del Ballet: Philippe Cohen

ROMEO e GIULIETTA
Musica Sergej Prokof'ev
Coreografia Joëlle Bouvier
Scene Rémi Nicolas e Jacqueline Bosson
Luci Rémi Nicolas
Costumi Philippe Combeau

Personaggi ed interpreti
Giulietta Madeline Wong
Romeo Damiano Artale
Tebaldo Loris Bonani
Mercuzio Ilias Ziragachi
L’ombra funesta Grant Aris
Corpo di ballo del Ballet du Grand Théâtre de Genève
Comunicato stampa
Con cortese richiesta di pubblicazione

UN TEATRO DA SCOPRIRE
VISITE GUIDATE CON “SORPRESE MUSICALI”


Il Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena apre le porte al suo pubblico e si lascia visitare in ogni suo spazio. A partire da sabato 17 ottobre, e ogni terzo sabato del mese fino ad aprile, sarà possibile visitare i luoghi del teatro: non solo quelli normalmente adibiti al pubblico, ma anche gli spazi della produzione degli spettacoli, della sartoria e della meravigliosa Sala di scenografia.
La visita, che avrà la durata di circa due ore, sarà impreziosita dalla mostra di costumi e attrezzeria che è stata allestita nelle sale del Ridotto, dove il pubblico potrà ammirare elementi scenici di alcune delle produzioni del Teatro Comunale: dai costumi di Tosca, del Trittico pucciniano e di Madama Butterfly, all’attrezzeria del Principe Granchio, del Piccolo spazzacamino e del Fantasma di Canterville.
Durante il percorso, il pubblico sarà inoltre “sorpreso” da alcuni interventi musicali, realizzati anche grazie alla collaborazione del Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli”. Nella prima visita di sabato 17 ottobre, la violinista Michaela Bilikova D. Bozzato eseguirà musiche di Massenet, Kreisler, Smetana e Corelli.

Le visite avranno luogo alle ore 11 nei giorni 17 ottobre, 21 novembre, 19 dicembre, 16 gennaio, 20 febbraio, 20 marzo e 17 aprile. Il costo della visita è di 5 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio promozione tel.059/2033003, e-mail promozione@teatrocomunalemodena.it.
OPERA 2009-2010
ULTIMI GIORNI PER ABBONARSI




Sono questi gli ultimi giorni per abbonarsi all’Opera 2009-2010 del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti”. La forma di abbonamento a sei spettacoli, che consente di accedere a tutti gli spettacoli della Stagione, si potrà acquistare fino a venerdì 23 ottobre, quando andrà in scena I due Foscari di Giuseppe Verdi, primo titolo in programma nel cartellone lirico, in replica domenica 25.



Il costo dell’abbonamento va da 84 euro per il posto in loggione, ai 240 euro per il posto in platea. Sono previste significative riduzioni per i giovani dal 19 ai 27 anni (riduzione del 50%) e per gli over 65 (riduzione del 30.



Dopo I due Foscari, che va in scena per la prima volta a Modena in tempi moderni, in una produzione che ha appena debuttato a Parma in occasione del Festival Verdi 2009, la stagione prosegue il 15 e 17 novembre con l’opera in prima esecuzione assoluta Il sequestro, commissionata dal Comunale al compositore Alberto García Demestres, su libretto di Cristina Pavarotti e dello stesso Demestres. Il 23 e 25 gennaio sarà la volta di Elektra di Richard Strauss, mai rappresentato a Modena, che andrà in scena con la regia di Manfred Schweigkofler, con Gustav Kuhn alla guida dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna. Poi di nuovo un capolavoro verdiano il 5 e 7 febbraio con il Nabucco, un allestimento del Festival Verdi di Parma prodotto nel 2008 con la regia di Daniele Abbado. Il 12 e 14 marzo sarà in scena l’Idomeneo, re di Creta di Mozart, diretto dal giovanissimo ma già affermato Michele Mariotti, alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con la regia di Davide Livermore, in un nuovo allestimento del Teatro Regio di Torino e del Teatro Comunale di Bologna. La stagione si conclude infine il 14, 16 e 18 aprile con un capolavoro di Puccini, Manon Lescaut, che prosegue il percorso che da alcuni anni la Fondazione Teatro Comunale dedica all’allestimento delle opere del grande compositore lucchese.



La Fondazione Teatro Comunale propone inoltre al suo pubblico una forma di abbonamento a quattro spettacoli (tre spettacoli d’opera e uno di balletto): Elektra, Idomeneo, re di Creta, Manon Lescaut e Giselle. Prezzi da 63 a 180 euro.



Biglietteria del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” corso Canalgrande 85, tel. 059 2033010. Acquisto telefonico abbonamenti e biglietti: 059 203 3010. Informazioni e biglietti online: www.teatrocomunalemodena.it , www.vivaticket.it
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con cortese richiesta di pubblicazione

AL VIA LA VENDITA DEI NUOVI ABBONAMENTI
E DEI BIGLIETTI DELLA
STAGIONE DI BALLETTO – DANZA AUTUNNO

Si informa che da giovedì 15 ottobre 2009 saranno disponibili i nuovi abbonamenti per la rassegna Danza Autunno al Teatro Comunale Luciano Pavarotti.
La stagione di Balletto è suddivisa come lo scorso anno nelle due rassegne di Danza Autunno e Danza Primavera, offrendo nuove disponibilità di abbonamenti in ogni ordine di posto.
Danza Autunno, i cui biglietti ai singoli spettacoli si potranno acquistare dal 20 ottobre, inizierà il 29 ottobre con Romeo e Giulietta danzato dal Ballet du Grand Théâtre de Genève, una nuova produzione in cui Joëlle Bouvier, protagonista ormai storica della nouvelle danse francese, ha interpretato liberamente i testi di Shakespeare e di Prokofiev. La stagione prosegue il 21 novembre con Europa Danse, la compagnia fondata dal coreografo Jean-Albert Cartier nel 1999 sulla falsariga dell’Orchestra Giovanile Europea ideata da Claudio Abbado, che andrà in scena con un programma che festeggia i cento anni dei Ballets Russes di Diaghilev attraverso una ricostruzione storica di brani celebri con le scene e i costumi disegnati da Pablo Ricasso e musiche di Satie, Pergolesi e Stravinsky. Il 3 dicembre sarà la volta del Balletto del Teatro dell’Opera di Praga con La signora delle camelie, un nuovo balletto tratto dal romanzo di Dumas e danzato sulle musiche de La traviata di Giuseppe Verdi. Danza Autunno si conclude il 17 gennaio con Certe notti, una nuova creazione di Mauro Bigonzetti per Aterballetto su canzoni e poesie di Luciano Ligabue e con la partecipazione dell’artista Angelo Davoli, che firma scenografia e video installazioni.
Da febbraio saranno invece in vendita i nuovi abbonamenti e i biglietti di Danza Primavera, che si protrarrà da marzo a maggio.

La biglietteria del Teatro Comunale (C.so Canal Grande 85) è aperta martedì e sabato dalle 10 alle 19 e mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19. www.teatrocomunalemodena.it. Info e acquisto telefonico 059 2033010.
Balletto 2009 - 2010

Comunicato stampa
Suddivisa nelle due rassegne di autunno, da ottobre 2009 a gennaio 2010, e primavera, da marzo a maggio, la Stagione di Balletto della Fondazione Teatro Comunale di Modena attraversa il panorama della danza odierna in tutta la sua varietà, dai grandi titoli di repertorio alle tendenze contemporanee più aggiornate. Romeo e Giulietta, che apre il cartellone il 29 ottobre, è una nuova produzione in cui Joëlle Bouvier, protagonista ormai storica della nouvelle danse francese, ha interpretato liberamente i testi di Shakespeare e di Prokofiev per il Ballet du Grand Théâtre de Genève. Europa Danse, fondata dal coreografo Jean-Albert Cartier nel 1999 sulla falsariga dell’Orchestra Giovanile Europea ideata da Claudio Abbado, andrà in scena il 21 novembre con un programma che festeggia i cento anni dei Ballets Russes di Diaghilev attraverso una ricostruzione storica di brani celebri con le scene e i costumi disegnati da Pablo Ricasso e musiche di Satie, Pergolesi e Stravinsky.
Il Balletto del Teatro dell’Opera di Praga (3 dicembre), è una compagnia con radici ottocentesche, che nel 2003 è stata rifondata incorporando il Prague Chamber Ballet e aprendo il suo repertorio sul versante della danza neoclassica e contemporanea. A Modena porterà La signora delle camelie, un nuovo balletto narrativo di soggetto storico-romantico tratto dal romanzo di Dumas e danzato sulle musiche de La traviata di Giuseppe Verdi.
Danza Autunno si conclude il 17 gennaio con Certe notti, una nuova creazione di Mauro Bigonzetti per Aterballetto su canzoni e poesie di Luciano Ligabue e con la partecipazione dell’artista Angelo Davoli, che firma scenografia e video installazioni ispirandosi a paesaggi industriali emiliani.
Il 27, 28 febbraio e primo marzo, al Teatro della Passioni, il Comunale in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ospita il lavoro della compagnia francese di Nacera Belaza dal titolo Le Cri, ad apertura di Danza Primavera. Il brano è stato presentato con successo a Gerusalemme, Zurigo, Berlino, Il Cairo, all’ultimo festival di Avignone ed è in programma al Danspace Projet di New York.
Il 3 marzo ritorna il cinese Shen Wei con la sua compagnia fondata a New York nel 2000 e ritenuta fra le più originali e raffinate nel contesto della danza pura. Del coreografo si vedranno RE (Part I), ispirato alla cultura tibetana e Map, commissionato dal Lincoln Center Festival nel 2005 su musica di Steve Reich.
Anna Karenina è una coreografia su musica di Ciaikovskij creata da Boris Eifman per la sua compagnia di San Pietroburgo, in scena mercoledì 17 marzo. Fra i protagonisti della danza moderna a partire dagli anni Settanta, Eifman ha preso le mosse dalla tradizione accademica per creare uno stile originale. Il coreografo si è spesso misurato in drammi psicologici e sentimentali affrontando personaggi storici e soggetti letterari, con balletti quali Red Giselle, Don Chisciotte, Il Maestro e Margherita, Ciaikovskij e Russian Hamlet.
Il 24 aprile andrà in scena la storica compagnia di Paul Taylor, una delle icone della modern dance americana. Il gruppo, da cinquant’anni punto di riferimento della scena newyorkese, presenta tre dei brani più amati del suo repertorio: Changes, che rivisita i conflitti sociali e l’energia degli anni Sessanta attraverso le canzoni di un gruppo rock storico dell’America di quegli anni, Beloved Renegade, ispirato alla vita e alle opere del poeta Walt Whitman, e Brandenburgs che interpreta i concerti di Bach mettendo in gioco il contrasto fra corpo maschile e femminile.
Il 6 e 7 maggio, al Teatro delle Passioni va in scena in prima assoluta un nuovo spettacolo coprodotto dal Comunale e da Ersiliadanza dal titolo Butterfly. Dopo avere curato la regia lirica dell’opera di Puccini, al festival “Pergine Spettacolo Aperto” nel 2007, la coreografa Laura Corradi con la sua compagnia ritorna su questo soggetto per scavare nel personaggio e nella sua vicenda con gli strumenti propri della danza. Alla musica pucciniana si aggiungeranno nuove composizioni per una trasposizione contemporanea del dramma, in uno spettacolo che si concentra sul tema dell’attesa amorosa approfondendone gli aspetti umani e filosofici, con particolare riferimento alle riflessioni di Roland Barthes.
L’11 maggio il Balletto della Compagnia ANITA y Vale Tango presentano Tango Baile, un viaggio nel tempo attraverso il mutare delle musiche, dei costumi e delle coreografie di una delle tradizioni popolari più ricche al mondo. L’Accademia Nazionale Italiana Tango Argentino (ANITA), è l’unica istituzione europea associata dell’Academia Nacional de Tango di Buenos Aires.
La stagione si conclude con la presenza straordinaria del Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca impegnato in Giselle, titolo romantico per antonomasia. L’appuntamento prosegue la collaborazione con il Teatro Regio di Parma e la sua Orchestra nella presentazione di grandi compagnie classiche, che ha visto negli anni scorsi gli allestimenti del Lago dei cigni del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo e di Manon dell’English National Ballet.



































PROGRAMMA


DANZA AUTUNNO
ottobre 2009 / gennaio 2010

Giovedì 29 ottobre ore 21
BALLET DU GRAND THÉÂTRE DE GENÈVE
Romeo e Giulietta
Coreografia Joëlle Bouvier
Musica Sergej Prokofiev
Scene Rémi Nicolas e Jacqueline Bosson
Luci Rémi Nicolas
Costumi Philippe Combeau e Joëlle Bouvier

Direttore Generale della compagnia Tobias Richter
Direttore del Ballet Philippe Cohen

Joëlle Bouvier, protagonista ormai storica della Nouvelle danse francese, dona nuova vita agli amanti di Verona con una lettura che ripercorre liberamente i testi di Shakespeare e di Prokofiev. Il balletto, creato per Ginevra nel maggio 2009, riassume le tappe essenziali della più popolare fra le storie di amore e rivalità, in una danza forte che punta sulla sobrietà e l’eleganza per proiettare il dramma fuori di ogni contesto spazio-temporale.
La Bouvier, che si è identificata con un linguaggio emozionante, ironico ed energico, ha diretto con Régis Obadia il Centre Chorégraphique National di Le Havre e il Centre National de Danse Contemporaine d'Angers. Compagnia di formazione classica con radici ottocentesche, il Balletto di Ginevra è cresciuto nel Novecento sotto l’egida di George Balanchine arricchendosi in anni recenti delle più diverse esperienze a contatto con coreografi quali Jiři Kylián, Mats Ek, Ohad Naharin e Nacho Duato.


Sabato 21 novembre ore 21
EUROPA DANSE
Giovani danzatori della Comunità Europea
Picasso e la danza
Nel 100° Anniversario dei Ballets Russes di Diaghilev

Parade
Coreografia originale Léonide Massine
rimontata da Susanna della Pietra
Musica Erik Satie
Libretto Jean Cocteau
Creato dai Ballets Russes il 18 maggio 1917 al Théâtre du Châtelet
Pulcinella
Coreografia ricreata da Ana-Maria Stekelmann
Musica Giovanni Battista Pergolesi
arrangiamento Igor Stravinsky
Creato dai Ballets Russes il 15 maggio 1920 all’Opéra de Paris
Mercure
Coreografia ricreata da Thierry Malandain
Musica Erik Satie
Creato il 17 giugno 1924 al Théâtre de la Cigale
Cuadro Flamenco
Suite di danze andaluse
Coreografia e musica tradizionale
rimontata da Béatrice Martin e Ricardo Franco
Creato dai Ballets Russes il 17 maggio 1921 al Théâtre de la Gaîté-Lyrique

Il programma va in scena per gentile concessione della Fondazione Picasso
Con la collaborazione della Scuola di Flamenco del Real Conservatorio Superior de Musica di Madrid

Jean-Albert Cartier ha fondato Europa Danse nel 1999 prendendo spunto dal progetto dell’Orchestra Giovanile Europea ideato da Claudio Abbado. La compagnia accoglie i migliori ballerini usciti dalle accademie europee, di età compresa tra i 16 ed i 21, e ogni anno monta un nuovo spettacolo con una residenza a Chartres, seguito da una settimana di recite all’Opéra di Avignone e una tournée nei principali teatri d’Europa. Il programma di quest’anno è dedicato a uno dei fenomeni artistici più straordinari del secolo scorso. Nel 1909 il geniale impresario russo Serge Diaghilev fondava a Parigi i Ballets Russes, aprendo la strada alla danza moderna e raccogliendo attorno a sé alcuni dei personaggi che avrebbero segnato la storia del Novecento, fra cui Picasso, Cocteau, Stravinsky, Satie, Matisse, Debussy, Nijinskij e Balanchine.
Quelli presentati sono alcuni dei più noti pezzi della compagnia, dei quali è stata effettuata un’attenta ricostruzione storica con scene e costumi realizzati secondo i bozzetti delle creazioni originali.


Giovedì 3 dicembre ore 21
BALLETTO DEL TEATRO DELL’OPERA DI PRAGA
Direttore artistico Pavel Ďumbala
La signora delle camelie
Coreografia di Libor Vaculík
dall’omonimo romanzo di Alexander Dumas
Musiche da La traviata di Giuseppe Verdi
adattate da Sergey Onsoff
Scenografia Jan Dušek
Costumi Roman Šolc

La Compagnia del Balletto del Teatro dell’Opera di Praga ha radici storiche ottocentesche ma nel 2003 è stata rifondata incorporando il Prague Chamber Ballet e aprendo il suo repertorio sul versante della danza neoclassica e contemporanea. Nello stesso anno ha commissionato a Libor Vaculík un grande balletto tratto dal celebre romanzo di Alexander Dumas figlio e dalla versione musicale che ne diede Giuseppe Verdi.
Vaculík, fra i più importanti coreografi del suo paese, ha debuttato nel 1984 producendo poi spettacoli per i teatri di Brno, Bratislava e Pilsen. Ha dato vita a numerosi balletti di ambientazione storica (Notre Dame de Paris, Mary Stuart, Ivan il Terribile) e dedicati a personaggi popolari (Ciaikovskij, Isadora Duncan-Story of a Famous Dancer, Edith: Little Sparrow from the Suburbs e Full Eclipse, ispirato alla burrascosa relazione fra Arthur Rimbaud e Paul Verlaine).
La musica dello spettacolo è tratta interamente da La traviata ed è stata adattata per il balletto da Sergey Onsoff.


Domenica 17 gennaio ore 21
COMPAGNIA ATERBALLETTO
Certe notti
Coreografia Mauro Bigonzetti
Canzoni e poesie Luciano Ligabue
Scene e video installazioni Angelo Davoli
Costumi Kristopher Millar e Lois Swandale
in collaborazione con
Mariella Burani Fashion Group
Luci Carlo Cerri
Dialoghi tratti dal film Radiofreccia di Luciano Ligabue

Nuova produzione
Fondazione Nazionale della Danza ATERBALLETTO
Direttore artistico Cristina Bozzolini


Lo spettacolo raccoglie attorno al tema della notte le diverse voci di tre artisti con comuni radici emiliane, Angelo Davoli, Mauro Bigonzetti e Luciano Ligabue che ha prestato al progetto testi e musiche di sue canzoni.
Il lavoro di Angelo Davoli, artista di Reggio Emilia attivo dagli anni Ottanta, scava nel paesaggio contemporaneo e si esprime in luoghi dismessi e architetture industriali. Bigonzetti, nato a Roma, è noto al pubblico modenese per essere stato direttore artistico della Compagnia Aterballetto per oltre dieci anni, e della quale dal 2008 è divenuto coreografo principale. È stato il primo italiano a creare per il New York City Ballet, ed è ormai invitato dalle più importanti compagnie di danza in tutto il mondo fra cui l’English National Ballet di Londra, l’Opera di Parigi, lo Stuttgarter Ballett, la Deutsche Oper di Berlino, il Ballet Teatro Argentino, il Ballet Gulbenkian di Lisbona, l’Alvin Ailey American Dance Theater e il Balletto Teatro alla Scala di Milano.
Lo spettacolo debutta nell’ottobre di quest’anno al Teatro degli Arcimboldi di Milano.




DANZA PRIMAVERA
marzo / maggio 2010

Sabato 27 febbraio ore 21
Domenica 28 febbraio ore 17
Lunedì 1 marzo ore 21
Teatro delle Passioni

Fuori abbonamento
In collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione

Prima italiana
COMPAGNIE NACERA BELAZA
Le Cri
Coreografia Nacera Belaza
Interpreti Dalila Belaza, Nacera Belaza
Luci Éric Soyer
Regia luci Christophe Renaud
Video e colonna sonora Nacera Belaza
Canto Larbi Bestam

Immagini Corinne Dardé
Montaggio suono Nicolas Perrin

Premio “Rivelazione Coreografia 2008” del comitato francese Critici di Teatro, Musica e Danza.

Nello spettacolo minimalista ed espressivo di Nacera Belaza convivono magicamente l’ascesi e il piacere, lo spiritualismo e una discreta forma di sensualità, lungo il dipanarsi di un grido interiore di libertà. Il balletto prende le mosse dal corpo femminile inerte che si anima gradualmente trasportato dai salmi di Larbi Bestam e dalle incantevoli voci di Maria Callas e Amy Winehouse.
La coreografa, di cultura musulmana, cerca da sempre con la sua compagnia nuovi modi per conciliare la fede con l’arte del movimento, scavando pazientemente il proprio cammino nell’universo della danza contemporanea. Un percorso iniziato oltre quindici anni fa con A ciascuno la sua chimera fino a giungere, in piena maturità, a quest’ultimo lavoro nato nel 2008 e presentato con successo nel 2009 a Gerusalemme, Zurigo, Berlino, Il Cairo, al festival di Avignone e in programma al Danspace Projet di New York.


Mercoledì 3 marzo ore 21
SHEN WEI DANCE ARTS
Re - (Part I)
Coreografia, scene e costumi Shen Wei
Musica Canti tradizionali tibetani
Luci Jennifer Tipton
Map
Coreografia, scene e costumi Shen Wei
Musica Steve Reich
Luci Scott Bolman

Artista e coreografo cinese formatosi nell’alveo della tradizione teatrale del suo paese, Shen Wei si è trasferito a New York dove ha fondato la sua compagnia e, a partire dal Duemila, si è affermato come una delle realtà più interessanti della danza contemporanea a livello internazionale. Il suo stile combina movimento puro e arte visiva, portando nel suo DNA la coesione di culture distanti, fra Oriente e Occidente. Il programma affianca due lavori molto diversi fra loro. Re - (Part I) è basato sui sentimenti suscitati dalla terra, dalla gente, dalla religione e dalla cultura tibetana che hanno caratterizzato i recenti viaggi del coreografo. Commissionato dal Lincoln Center Festival nel 2005, Map è costruito a partire dalla geografia melodica e ritmica del brano The Desert Music di Steve Reich, uno dei padri del minimalismo musicale.


Mercoledì 17 marzo ore 21
EIFMAN BALLET THEATRE
DI SAN PIETROBURGO
Anna Karenina
Balletto in due atti
basato sull’omonimo romanzo di Lev Tolstoj
Coreografia Boris Eifman
Musica Piotr Ilic Ciaikovskij
Scene Zinovij Margolin
Costumi Vjačeslav Okunev
Luci Gleb Fil’štinskij

Boris Eifman ha creato la sua compagnia nel 1977 a San Pietroburgo ispirandosi alle compagnie moderne guidate da un unico artista, come nei casi di Maurice Béjart o Roland Petit, e dando vita a un modello coreografico originale. La sua danza ha preso le mosse dalla tradizione classica, rompendo con le regole dell’accademismo russo e forzando i confini del regime culturale sovietico a partire dal suo primo spettacolo andato in scena, nonostante la censura, con musiche dei Pink Floyd. Il suo stile si è formato intorno ai drammi sentimentali e all’energia emotiva che da sempre sono al centro delle sue opere. La tragedia psicologica espressa in forma narrativa di grandi personaggi della storia o della letteratura caratterizzano balletti quali Red Giselle, Don Chisciotte, Il Maestro e Margherita, con particolare interesse per le vicende di personaggi schiacciati dalla pressione e dal conformismo sociale, come nel caso di Ciaikovskij, Russian Hamlet o Anna Karenina.


Sabato 24 aprile ore 21
PAUL TAYLOR DANCE COMPANY
Direttore artistico Paul Taylor
Changes
Coreografia Paul Taylor
Musica Mamas and Papas
Scene e costumi Gene Moore
Luci Jennifer Tipton
Beloved Renegade
Coreografia Paul Taylor
Musica Francis Poulenc
Costumi Santo Loquasto
Luci Jennifer Tipton
Brandenburgs
Coreografia Paul Taylor
Musica Johann Sebastian Bach
dai Concerti Brandeburghesi n.6 e n.3
Costumi Santo Loquasto
Luci Jennifer Tipton

Già danzatore nelle compagnie di Merce Cunningham, Martha Graham e George Balanchine, Paul Taylor è divenuto una delle icone della modern dance americana. Con la sua compagnia, fondata nel 1954 e fra le prime formazioni contemporanee a viaggiare su scala internazionale, si è esibito in oltre cinquecento città e in sessantadue diversi Paesi. La Paul Taylor Dance Company si esibisce in una stagione annuale al New York City Center, e in occasione del cinquantenario della compagnia è stata seguita da ventiseimila spettatori. Molti dei brani del coreografo americano, che ha contribuito ha creare un punto di incontro fra classico e contemporaneo, sono entrati nel repertorio di grandi compagnie come il Royal Danish Ballet, l’American Ballet Theatre, l’English National Ballet, il Joffrey Ballet, il New York City Ballet, il Ballet de l’Opéra de Paris, il San Francisco Ballet e il Corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano.


Giovedì 6, venerdì 7 maggio ore 21
Prima assoluta
Teatro delle Passioni
COMPAGNIA ERSILIADANZA
Butterfly
Coreografia e regia Laura Corradi
Creato con Carlotta Plebs, Midori Watanabe
Cristina Surace, Roberto Costa Augusto,
Giuseppe La Regina
Musiche di Giacomo Puccini
Musiche originali Enrico Terragnoli, Fabio Basile
Disegno luci e allestimento scenico Alberta Finocchiaro
Costumi Transit par-such

Direzione organizzativa Augusto Radice
Relazioni con l'estero Claire Lusardi

Coproduzione Ersiliadanza, Fondazione Teatro Comunale di Modena
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

Con il sostegno di
Ministero per i beni e le attività culturali
Dipartimento dello spettacolo
Regione Veneto
Provincia di Verona

“Un cavaliere era innamorato di una nobildonna. Lei gli disse: ‘Sarò vostra solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su una sedia, nel mio giardino, sotto la mia finestra.’ Ma alla novantanovesima notte, il cavaliere si alzò, prese la sua sedia sotto il braccio e se n’andò” (Roland Barthes).
Dopo avere curato la regia dell’opera di Puccini, al festival “Pergine Spettacolo Aperto” nel 2007, Laura Corradi ritorna a Butterfly per scavare nel personaggio e nella sua vicenda con gli strumenti propri della danza. Alla musica pucciniana si aggiungono nuove composizioni che aiutano a compiere una trasposizione contemporanea del dramma, in uno spettacolo che si concentra sul tema dell’attesa amorosa della protagonista e di altre forme di attesa, approfondendone gli aspetti umani e filosofici.
Laura Corradi si è formata a Parigi a contatto con l’avanguardia francese degli anni ’80 e ’90, quindi con Carolyn Carlson e Pina Bausch. In Italia ha fondato Ersiliadanza, con cui si esibisce nei maggiori teatri e festival nazionali.

Martedì 11 maggio ore 21
BALLETTO DELLA COMPAGNIA
A.N.I.T.A. Y VALE TANGO PRODUCTION
Tango Baile
di Andrès Linetzky
Primi ballerini Adriano Mauriello y Lorena Ermocida
Coreografie Romina Levin
Luci Carlos Rivadeneira
Audio Marcelo Guerra
Direttore artistico Andrès Linetzky
Direttore generale Adriano Mauriello

Produzione Patricia Grinberg Pack
Produzione per l’Italia e l’Europa A.N.I.T.A.

L’Accademia Nazionale Italiana Tango Argentino (ANITA), unica istituzione europea associata dell’Academia Nacional de Tango di Buenos Aires, porta per la prima volta in Italia uno spettacolo accolto dalla critica del suo Paese nel 2007 fra le migliori produzioni nel suo genere dell’ultimo decennio. Ambientato in una tipica milonga porteña, Tango Baile ci conduce in un viaggio nel tempo attraverso il mutare delle musiche, dei costumi e delle coreografie di una delle tradizioni popolari più ricche al mondo. Una performance di musica e ballo che porta all’interno dello stesso spettacolo tutti gli stili del tango, da quello classico e popolare al più recente con contaminazioni jazzistiche.
Linetzky con Vale Tango e altre formazioni da lui fondate ha condotto importanti tournée in USA, Germania, Francia, Olanda, Svizzera, Israele, Italia, Spagna, Belgio, Grecia, Hong Kong, Giappone.




Martedì 25, mercoledì 26 maggio ore 21
BALLETTO DEL TEATRO BOLSHOI
Giselle
Balletto in due atti
Libretto di Théophile Gautier e Jules Henri Vernoy de Saint-Georges
Coreografia Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa,
Alexander Gorsky, Leonid Lavrovsky, Vladimir Vasiliev
Produzione Vladimir Vasiliev
Musica Adolphe Adam
Scene Sergei Barkhin
Costumi Hubert de Givenchy
con la partecipazione di Philippe Venet
Luci Mikhail Sokolov
Orchestra del Teatro Regio di Parma

Questo appuntamento prosegue la collaborazione con il Teatro Regio di Parma e la sua Orchestra nella presentazione di grandi compagnie classiche, e ha visto negli anni scorsi la presenza straordinaria del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo (Il lago dei Cigni) e dell’English National Ballet (Manon).
Il pathos pervasivo, le immagini di sogno, la trama intessuta di motivi e sentimenti contrastanti sono alcuni degli elementi che fanno di Giselle il balletto romantico per antonomasia, l’opera fra le più celebri e toccanti del repertorio accademico che continua a sedurre le platee di tutto il mondo, a più di un secolo e mezzo dal suo primo allestimento.
Nato in Francia da un'idea del romanziere Théophile Gautier, messo in musica da uno fra i compositori più celebri del suo genere, il balletto andò in scena con la coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot all'Opéra National di Parigi nel 1841 per poi essere adattato con mano indelebile dal grande Marius Petipa secondo i canoni della scuola russa.


FORME DI ABBONAMENTO
Abbonamento Danza autunno: 4 spettacoli
Abbonamento Danza primavera: 5 spettacoli

ACQUISTO ABBONAMENTI
Abbonamento Danza autunno: da sabato 3 a sabato 10 ottobre per gli abbonati a Danza autunno 2008-2009; martedì 13 e giovedì 14 ottobre per gli abbonati a Danza primavera 2008-2009 che desiderano spostarsi a Danza autunno; da giovedì 15 ottobre anche per i nuovi abbonati.

Abbonamento Danza primavera: da sabato 3 ottobre a sabato 30 gennaio per gli abbonati a Danza primavera 2008-2009; martedì 2 e mercoledì 3 febbraio per gli abbonati a Danza autunno 2008-2009 che desiderano spostarsi a Danza primavera; da martedì 9 febbraio anche per i nuovi abbonati.

ACQUISTO BIGLIETTI
Da martedì 20 ottobre sono in vendita i biglietti per gli spettacoli da ottobre a gennaio.
Da martedì 16 febbraio sono in vendita i biglietti per gli spettacoli da marzo a maggio.

Informazioni e acquisto telefonico: 059 203 3010
Informazioni e biglietti online:
www.teatrocomunalemodena.it
www.vivaticket.it
Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Via del Teatro, 8 - 41100 Modena
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Concerti 2009 - 2010


Comunicato stampa
La stagione concertistica 2009-2010 della Fondazione Teatro Comunale di Modena presenta un programma incentrato, come di consueto, su complessi sinfonici di fama internazionale con spazi dedicati a grandi solisti e a prestigiosi gruppi da camera.
Il 4 ottobre la rassegna si apre con la Filarmonica della Scala diretta da Myung-Whun Chung in un concerto che comprende due popolari titoli del repertorio ovvero la Sinfonia ‘Italiana’ di Mendelssohn (eseguita in commemorazione dei duecento anni dalla nascita del compositore) e i Quadri di un’esposizione di Mussorgskij nell’orchestrazione di Maurice Ravel.
Il 18 novembre Mikhail Pletnev alla guida dell’Orchestra della Svizzera Italiana dirigerà la Quarta Sinfonia di Brahms e musiche di Dvořák fra cui il Concerto in si minore op.104 eseguito dalla brillante violoncellista argentina Sol Gabetta. Sabato 5 dicembre, Pinchas Zukerman salirà sul podio della Royal Philharmonic Orchestra nella doppia veste di violino solista con un programma che comprende l’Ouverture ‘Oberon’ di Weber, il Concerto in re maggiore op.61 di Beethoven e l’Ottava Sinfonia di Dvořák. Il 19 gennaio si terrà il consueto appuntamento presentato in occasione del Festival Internazionale Pianistico della Gioventù Musicale d’Italia, dedicato a giovani e originali interpreti già all’attenzione del grande pubblico. Dopo le presenze di Rahmin Bahrami e Alexander Romanovskij degli ultimi anni, sarà la volta del turco Fazil Say che affronterà, fra altri brani, l’ultima Sonata di Beethoven e le Variazioni ‘Abegg’ di Schumann. Seguirà, il 26 gennaio, grazie a una collaborazione ormai consolidata con l’Associazione Amici della Musica, una nuova produzione per celebrare il Giorno della Memoria e del Dialogo. Il concerto prevede l’esecuzione della Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók a cura di Spira mirabilis, gruppo nato e cresciuto in gran parte nella provincia di Modena che raccoglie giovanissimi musicisti affermati nelle migliori orchestre europee, uniti da una comune visione nuova e innovativa del repertorio colto. Il tenore Ian Bostridge e il pianista Julius Drake si esibiranno il 29 gennaio in un programma con musiche di Schubert e con i noti Dichterliebe di Schumann. Il duo rappresenta uno dei sodalizi artistici più stabili e di maggior successo nel mondo della liederistica, genere assente da molti anni dai programmi del Comunale e che quest’anno occupa il prezioso spazio riservato di consueto al pianoforte di grandi e affermati solisti.
Nelle ultime stagioni, il Teatro ha dedicato un’attenzione particolare alla musica di Ciaikovskij, proponendo, fra altri brani, il Concerto per violino e orchestra op.35 e la Prima, Quinta e Sesta Sinfonia, quest’ultima diretta da Vladimir Jurowsky con la Russian National Orchestra. Il 21 febbraio di quest’anno sarà la volta della Sinfonia n.4 nell’interpretazione di un altro direttore russo, Dmitrij Kitajenko, sul podio della Filarmonica Toscanini. Completerà il programma la Sinfonia ‘Linz’ di Mozart.
Il 7 marzo il Teatro Comunale ha il piacere di ospitare un complesso nato nella nostra regione e divenuto famoso in tutto il mondo per essere stato fra i più precoci e originali interpreti del repertorio antico eseguito secondo la prassi storica. L’Europa Galante, insieme al suo direttore di sempre Fabio Biondi, farà ascoltare musiche di Telemann, Bach e Vivaldi nel contesto di una tournée che toccherà Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, la Carnegie Hall di New York e la Disney Hall di Los Angeles. Il 27 marzo l’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Julian Kovacev eseguirà, insieme alla Seconda Sinfonia di Schumann, il Primo Concerto di Chopin con Andrea Lucchesini al pianoforte, in omaggio al centenario della nascita del compositore.
La Terza Sinfonia di Schumann e la ‘Scozzese’ di Mendelssohn saranno eseguite il 29 aprile dall’Orchestre des Champs-Élysées diretta dal suo fondatore Philippe Herreweghe, mentre il 4 maggio la BBC National Orchestra of Wales guidata da Thierry Fischer con Nicholas Angelich al pianoforte presenteranno un programma insolito che corre sul filo rosso di pagine ispirate al tema del mare, dai celebri Four Sea Interludes di Britten all’Ouverture da concerto ‘Alassio’ di Elgar, dal Concerto ‘Egiziano’ di Saint-Saëns a Toward the Sea del giapponese Takemitsu.
Quest’anno si terrà per la prima volta, presso la Libreria Feltrinelli di via Cesare Battisti, con scadenza mensile da ottobre a maggio, una guida all’ascolto dedicata ai concerti della stagione e aperta a tutto i pubblico interessato.



Programma

Domenica 4 ottobre ore 21
FILARMONICA DELLA SCALA
Myung-Whun Chung direttore
FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sinfonia n.4 in la maggiore op.90 “Italiana”
MODEST MUSSORGSKIJ
Quadri di un’esposizione
(orchestrazione di Maurice Ravel)

Myung-Whun Chung è uno dei direttori di riferimento della Filarmonica della Scala, orchestra da lui diretta quasi ogni anno a partire dal 1989. Nel 2008 ha realizzato un ciclo di concerti a Tokyo, Osaka, Seoul, Shanghai e Pechino segnando il debutto della Filarmonica in Cina. Già direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, dal 2000 è direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France e vanta numerose registrazioni realizzate per l’etichetta Deutsche Grammophon.
La Filarmonica è stata fondata da Claudio Abbado e ha debuttato sotto la sua direzione nel 1982. È stata guidata in seguito da Riccardo Muti, nel ruolo di direttore principale, dal 1987 al 2005. Nel corso di questa stagione, l’Orchestra è al Musikverein di Vienna con Daniele Gatti, a Parigi con Pierre Boulez e Maurizio Pollini e a Berlino con Daniel Barenboim.

Mercoledì 18 novembre ore 21
ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA
Sol Gabetta violoncello
Mikhail Pletnev direttore
ANTONIN DVOŘÁK
Tre Danze Slave per orchestra
n.4 in fa maggiore op.46
n.2 in mi minore op.72
n.8 in sol minore op.46
Concerto in si minore op.104 per violoncello e orchestra
JOHANNES BRAHMS
Sinfonia n.4 in mi minore op.98

L’OSI deve la sua prima formazione alla Radio della Svizzera Italiana, a Lugano nel 1933, e vanta nella sua storia collaborazioni illustri con direttori e compositori quali Mascagni, Stravinsky, Hindemith, Berio, Honegger e Richard Strauss. A partire dal settembre 2008 Mikhail Pletnev ne è direttore ospite principale. Fondatore nel 1990 dell’Orchestra Nazionale Russa, con la quale si è esibito in tutto il mondo, Pletnev ha svolto la carriera di pianista e di direttore delle più prestigiose orchestre, quali la London Symphony, la Los Angeles Philharmonic e i Wiener Symphoniker incidendo un’ampia discografia per la EMI-Virgin Classics e la DGG.
Nata nel 1981 in Argentina, la carismatica violoncellista Sol Gabetta è da qualche anno protagonista di una prodigiosa carriera internazionale, nel cui contesto ha concluso un contratto con l’etichetta SonyBMG, gestisce la direzione artistica di un suo festival ed è regolarmente ospite delle più importanti orchestre al mondo.

Sabato 5 dicembre ore 21
ROYAL PHILHARMONIC ORCHESTRA
Pinchas Zukerman violino e direttore
CARL MARIA VON WEBER
Oberon, ouverture
LUDWIG VAN BEETHOVEN
Concerto in re maggiore op.61 per violino e orchestra
ANTONIN DVOŘÁK
Sinfonia n.8 in sol maggiore op.88

Fra le più rinomate formazioni orchestrali al mondo, la Royal Philharmonic Orchestra è stata guidata in passato da direttori quali Rudolf Kempe, André Previn e Vladimir Ashkenazy. La sua attività odierna comprende una stagione annuale alla Royal Festival Hall di Londra, tournée internazionali e registrazioni discografiche, e si svolge sotto la guida di Daniele Gatti che ne è direttore musicale dal 1996. Dal 2009 Pinchas Zukerman è direttore ospite principale dell’orchestra, con la quale ha tenuto concerti in Russia, Italia e Spagna. Personalità di spicco nel mondo musicale da oltre quarant’anni, Zukerman ha diretto, fra molte altre formazioni, la New York Philharmonic e l’Orchestre Philharmonique de Radio France, intraprendendo nel frattempo un’intensa attività anche come solista e nella musica da camera. La sua discografia, che comprende più di 100 titoli, ga ottenuto due Grammy Award per la Migliore esecuzione da camera (1980) e la Migliore esecuzione classica come solista con l’orchestra (1981).



Martedì 19 gennaio ore 21
FAZIL SAY pianoforte
In collaborazione con Gioventù Musicale d’Italia - Sede di Modena
Festival Internazionale 2010
FRANZ JOSEPH HAYDN
Variazioni in fa minore Hob XVII n. 6
JOHANN SEBASTIAN BACH – FERRUCCIO BUSONI
Ciaccona
ROBERT SCHUMANN
Variazioni Abegg
LUDWIG VAN BEETHOVEN
Sonata n.32 in do minore op.111

Nato ad Ankara nel 1970, Fazil Say ha raggiunto fama internazionale e si esibisce sia come solista che con l’orchestra, collaborando stabilmente con la New York Philharmonic, la Israel Philharmonic, l’orchestra del Concertgebouw di Amsterdam e la Sinfonica di Vienna. È stato ospite dei festival di Lucerna, Salisburgo, Verbier, Montpellier, della Carnegie Hall di New York, del Musikverein di Vienna, e del Barbican Centre di Londra. La sua intensa attività di compositore e di musicista jazz lo ha portato ad affrontare il repertorio classico in modo originale, rileggendo pagine decantate della tradizione con rinnovato vigore e creatività sostenuti da innata musicalità e notevoli capacità virtuosistiche.
Il suo Concerto per violino e pianoforte è stato eseguito con i Berliner Simphoniker e il suo terzo Concerto per pianoforte e orchestra, commissionato da Kurt Masur, ha debuttato a Parigi con l’Orchestre National de France nel 2002. Fra le incisioni discografiche si segnala il Primo Concerto di Ciaikovskij con Yuri Temirkanov e l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo.



Martedì 26 gennaio ore 21
Fuori abbonamento
Concerto della Memoria e del Dialogo
SPIRA MIRABILIS
BÉLA BARTÓK
Musica per archi, percussioni e celesta Sz. 106
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
Amici della Musica di Modena - Concerti d’Inverno

Spira mirabilis, nato nel 2007 e cresciuto in gran parte fra Modena e il comune di Formigine, è un gruppo di musicisti professionisti di età media inferiore ai ventisei anni i quali, grazie a una carriera musicale internazionale, hanno attraversato barriere geografiche e culturali incontrandosi in nome della musica. Originari di Italia, Svizzera, Austria, Germania, Slovacchia, Lettonia, Israele e Spagna, attivi nelle migliori accademie e orchestre europee (Orchestra Mozart, Berliner Philharmoniker Akademie, Luzern Festival Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Chamber Orchestra of Europe), affrontano il repertorio classico senza direttore e con un approccio rivoluzionario che mette in discussione il rapporto con l’opera e il pubblico, creando un’esperienza dell’ascolto stimolante e innovativa.

Venerdì 29 gennaio ore 21
IAN BOSTRIDGE tenore
JULIUS DRAKE pianoforte
FRANZ SCHUBERT
Das Heimweh D.456
Sehnsucht op.105 n.4, D.879
Bei dir Allein op.95 n.2, D.866
Im Freien op.80 n.3. D.880
Der Wanderer an den Mond op.80 n. 1, D.870
Das Zugenglöcklein D.871
Die Perle D.466
Freiwilliges Versinken D.700
Der zürnenden Diana op.36 n.1, D.707
Lied des gefangenen Jägers op.52 n.7, D.843
Normans Gesang op.52 n.5, D.846
ROBERT SCHUMANN
Dichterliebe op.48

Ian Bostridge e Julius Drake collaborano da oltre dieci anni e rappresentano uno dei sodalizi artistici più stabili e di maggior successo nel mondo della liederistica. I loro programmi propongono al pubblico un viaggio poetico e sentimentale attraverso l’universo dei grandi liederisti, da Schubert, Mahler e Schumann fino agli autori contemporanei.
Le esecuzioni incise per l’etichetta EMI Classics hanno ricevuto premi internazionali e comprendono tre LP dedicati a Schubert (1998, 2001 e 2005), i Liederkreis & Dichterliebe di Schumann (1998), i Songs di Hans Werner Henze (2001) e The English Songbook (1999). I due musicisti si sono esibiti per le maggiori istituzioni concertistiche, dalla Carnegie Hall di New York alla Scala di Milano, dal Musikverein alla Suntory Hall, dal Maggio Musicale Fiorentino alla Berlin Philharmonie, dalla Wigmore Hall di Londra al Concertgebouw di Amsterdam.



Domenica 21 febbraio ore 21
FILARMONICA ARTURO TOSCANINI
Dmitrij Kitajenko direttore
WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sinfonia n.36 in do maggiore K.425 “Linz”
PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ
Sinfonia n.4 in fa minore op.36

Nelle ultime stagioni il Comunale ha dedicato un’attenzione particolare alla musica orchestrale di Ciaikovskij, proponendo, fra altri brani, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op.35, la Sinfonia n.1 ” Sogni d’inverno”, la Sinfonia n.5 e la Sinfonia “Patetica”, quest’ultima diretta da Vladimir Jurowsky con la Russian National Orchestra.
In questo programma si ascolta la Quarta Sinfonia nell’interpretazione del direttore russo Dmitrij Kitajenko, formato a San Pietroburgo, già direttore dell’Opera Stanislavskij e, per quindici anni, dell’Orchestra Filarmonica di Mosca. Lasciata l’Unione Sovietica negli anni Novanta, Kitajenko è stato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Francoforte, dell’Orchestra Filarmonica di Bergen, dell’Orchestra Sinfonica di Berna e dell’Orchestra Sinfonica KBS di Seoul dirigendo contemporaneamente come ospite i complessi prestigiosi quali i Berliner Philharmoniker, l’Orchestra di Santa Cecilia e la Filarmonica della Scala.


Domenica 7 marzo ore 21
EUROPA GALANTE
Fabio Biondi violino e direttore
GEORG PHILIPP TELEMANN
Suite “Burlesque de Quixotte” TWV55
JOHANN SEBASTIAN BACH
Concerto in sol minore BWV 1056 per violino e archi
ANTONIO VIVALDI
Concerto in si bemolle maggiore per violino, violoncello e archi RV 547
GEORG PHILIPP TELEMANN
Concerto in sol maggiore per due viole e archi TWV52:G3
JOHANN SEBASTIAN BACH
Concerto in re minore BWV 1043 per due violini e archi
GEORG PHILIPP TELEMANN
Ouverture à quatre in fa maggiore (Ms. de Schwering)

Nata negli anni Novanta presso il Teatro Stabile di Parma, Europa Galante è divenuta uno fra i primi e più celebri complessi italiani di musica antica nel mondo. Attiva sia in campo operistico che strumentale, l’orchestra vanta sin dai suoi esordi una nutrita attività discografica che gli è valsa numerosi riconoscimenti, fra cui cinque Diapason d’Or, le nomine ‘Disco dell’anno’ in Spagna, Canada, Svezia, Francia e Finlandia, e il Prix du disque. Nel 2002, Fabio Biondi e l’Europa Galante hanno ottenuto il premio Abbiati della critica musicale italiana. Il gruppo si è esibito nelle più importanti sale da concerto e teatri del mondo: dalla Scala di Milano alla Suntory Hall di Tokyo, dalla Royal Albert Hall di Londra al Lincoln Center di New York. Nella stagione 2009-2010 sono previsti concerti in Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Stati Uniti (Carnegie Hall, Los Angeles Disney Hall) e America Latina.


Sabato 27 marzo ore 21
ORCHESTRA DA CAMERA DI MANTOVA
Julian Kovacev direttore
Andrea Lucchesini pianoforte
FRYDERYK CHOPIN
Concerto n.1 in mi minore op.11 per pianoforte e orchestra
ROBERT SCHUMANN
Sinfonia n.2 in do maggiore op.61

L’OCM ha effettuato registrazioni televisive e radiofoniche per la RAI, la Bayerischer Rundfunk e la Rsti. All’Orchestra, a Carlo Fabiano, suo direttore artistico e primo violino, e a Umberto Benedetti Michelangeli è stato assegnato nel 1997 il Premio Abbiati della critica musicale italiana.
Il concerto è dedicato alla memoria di Chopin, nel centenario della nascita (marzo 1810), e prevede l’esecuzione di uno dei suoi brani più significativi con la partecipazione di Andrea Lucchesini, pianista e da oltre vent’anni uno dei protagonisti della vita musicale italiana. Direttore della Scuola di Musica di Fiesole, Accademico di Santa Cecilia, Lucchesini ha iniziato la sua carriera nel 1983 con la vittoria del Concorso ‘Dino Ciani’ al Teatro alla Scala di Milano. Da allora ha suonato con le più maggiori orchestre, collaborando con direttori quali Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Chailly, Daniel Harding e Giuseppe Sinopoli. Nel 1994 gli è stato conferito il Premio Accademia Chigiana, cui si è aggiunto nel 1995 il Premio Abbiati.


Giovedì 29 aprile ore 21
ORCHESTRE DES CHAMPS-ÉLYSÉES
Philippe Herreweghe direttore
FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sinfonia n.3 in la minore op.56 “Scozzese”
ROBERT SCHUMANN
Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore op.97 “Renana”

Come fondatore, nel 1970, del Collegium Vocale Gent, Philippe Herreweghe è stato invitato da Nikolaus Harnoncourt e Gustav Leonhardt a partecipare all’incisione della prima edizione completa delle Cantate di Bach. Successivamente ha fondato numerosi ensemble, fra cui La Chapelle Royale a Parigi e l’Ensemble Vocal Européen. Nel contesto di una vita professionale dedicata alla riscoperta della prassi musicale del passato, ha quindi creato nel 1991 l’Orchestre des Champs-Élysées con l’ambizione di riportare in vita, con strumenti originali, il repertorio dell’era romantica e pre-romantica. Numerose registrazioni sono state effettuate per Harmonia Mundi, etichetta interessata da sempre ai criteri di esecuzione filologica, fra le quali Des Knaben Wunderhorn di Mahler e la Quarta Sinfonia di Bruckner.



Martedì 4 maggio ore 21
BBC NATIONAL ORCHESTRA OF WALES
Thierry Fischer direttore
Nicholas Angelich pianoforte
TORU TAKEMITSU
Toward the Sea
CAMILLE SAINT-SAËNS
Concerto n. 5 in fa maggiore op. 103 per pianoforte e orchestra "Egiziano"
BENJAMIN BRITTEN
Four Sea Interludes
EDWARD ELGAR
In the South (Alassio), Ouverture da concerto op.50

Thierry Fischer è dal 2006 direttore principale della BBC National Orchestra of Wales, con la quale ha effettuato tournée negli Stati Uniti e in Europa e ha iniziato una serie di incisioni per l’etichetta Hyperion. La sua attività con l’orchestra gallese prosegue sulla linea di una tradizione artistica che spazia trasversalmente dal repertorio tradizionale alla musica contemporanea, e che si svolge nel corso di una stagione annuale al nuovo auditorium del Wales Millennium Centre e con la partecipazione ai celebri BBC Proms di Londra.
Il programma del concerto corre sul filo rosso di pagine ispirate al tema del mare, dai celebri interludi di Britten a Elgar, fra i direttori storici di questa orchestra, alle riflessioni del giapponese Takemitsu (1981). Lo scintillante virtuosismo del concerto di Saint-Saëns è affidato a Nicholas Angelich, interprete americano che ha debuttato nel 2003 con la New York Philharmonic diretta da Kurt Masur ed è stato invitato a Mosca nel 2007 da Vladimir Jurowski ad aprire la stagione della Russian National Orchestra.

ACQUISTO ABBONAMENTI
Da sabato 12 a mercoledì 23 settembre per gli abbonati alla Stagione precedente;
da giovedì 24 settembre anche per i nuovi abbonati.
ACQUISTO BIGLIETTI
Da martedì 29 settembre sono in vendita i biglietti per tutti i concerti della Stagione.
Acquisto telefonico abbonamenti e biglietti: 059 203 3010
Informazioni e biglietti online:
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Teatro Comunale Luciano Pavarotti
Via del Teatro, 8 - 41121 Modena;
tel. 059 203 3020 fax 059 203 3021
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  Balletto  
Balletto 2009 - 2010
Comunicato stampa

Suddivisa nelle due rassegne di autunno, da ottobre 2009 a gennaio 2010, e primavera, da marzo a maggio, la Stagione di Balletto della Fondazione Teatro Comunale di Modena attraversa il panorama della danza odierna in tutta la sua varietà, dai grandi titoli di repertorio alle tendenze contemporanee più aggiornate. Romeo e Giulietta, che apre il cartellone il 29 ottobre, è una nuova produzione in cui Joëlle Bouvier, protagonista ormai storica della nouvelle danse francese, ha interpretato liberamente i testi di Shakespeare e di Prokofiev per il Ballet du Grand Théâtre de Genève. Europa Danse, fondata dal coreografo Jean-Albert Cartier nel 1999 sulla falsariga dell’Orchestra Giovanile Europea ideata da Claudio Abbado, andrà in scena il 21 novembre con un programma che festeggia i cento anni dei Ballets Russes di Diaghilev attraverso una ricostruzione storica di brani celebri con le scene e i costumi disegnati da Pablo Ricasso e musiche di Satie, Pergolesi e Stravinsky.
Il Balletto del Teatro dell’Opera di Praga (3 dicembre), è una compagnia con radici ottocentesche, che nel 2003 è stata rifondata incorporando il Prague Chamber Ballet e aprendo il suo repertorio sul versante della danza neoclassica e contemporanea. A Modena porterà La signora delle camelie, un nuovo balletto narrativo di soggetto storico-romantico tratto dal romanzo di Dumas e danzato sulle musiche de La traviata di Giuseppe Verdi.
Danza Autunno si conclude il 17 gennaio con Certe notti, una nuova creazione di Mauro Bigonzetti per Aterballetto su canzoni e poesie di Luciano Ligabue e con la partecipazione dell’artista Angelo Davoli, che firma scenografia e video installazioni ispirandosi a paesaggi industriali emiliani.
Il 27, 28 febbraio e primo marzo, al Teatro della Passioni, il Comunale in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ospita il lavoro della compagnia francese di Nacera Belaza dal titolo Le Cri, ad apertura di Danza Primavera. Il brano è stato presentato con successo a Gerusalemme, Zurigo, Berlino, Il Cairo, all’ultimo festival di Avignone ed è in programma al Danspace Projet di New York.
Il 3 marzo ritorna il cinese Shen Wei con la sua compagnia fondata a New York nel 2000 e ritenuta fra le più originali e raffinate nel contesto della danza pura. Del coreografo si vedranno RE (Part I), ispirato alla cultura tibetana e Map, commissionato dal Lincoln Center Festival nel 2005 su musica di Steve Reich.
Anna Karenina è una coreografia su musica di Ciaikovskij creata da Boris Eifman per la sua compagnia di San Pietroburgo, in scena mercoledì 17 marzo. Fra i protagonisti della danza moderna a partire dagli anni Settanta, Eifman ha preso le mosse dalla tradizione accademica per creare uno stile originale. Il coreografo si è spesso misurato in drammi psicologici e sentimentali affrontando personaggi storici e soggetti letterari, con balletti quali Red Giselle, Don Chisciotte, Il Maestro e Margherita, Ciaikovskij e Russian Hamlet.
Il 24 aprile andrà in scena la storica compagnia di Paul Taylor, una delle icone della modern dance americana. Il gruppo, da cinquant’anni punto di riferimento della scena newyorkese, presenta tre dei brani più amati del suo repertorio: Changes, che rivisita i conflitti sociali e l’energia degli anni Sessanta attraverso le canzoni di un gruppo rock storico dell’America di quegli anni, Beloved Renegade, ispirato alla vita e alle opere del poeta Walt Whitman, e Brandenburgs che interpreta i concerti di Bach mettendo in gioco il contrasto fra corpo maschile e femminile.
Il 6 e 7 maggio, al Teatro delle Passioni va in scena in prima assoluta un nuovo spettacolo coprodotto dal Comunale e da Ersiliadanza dal titolo Butterfly. Dopo avere curato la regia lirica dell’opera di Puccini, al festival “Pergine Spettacolo Aperto” nel 2007, la coreografa Laura Corradi con la sua compagnia ritorna su questo soggetto per scavare nel personaggio e nella sua vicenda con gli strumenti propri della danza. Alla musica pucciniana si aggiungeranno nuove composizioni per una trasposizione contemporanea del dramma, in uno spettacolo che si concentra sul tema dell’attesa amorosa approfondendone gli aspetti umani e filosofici, con particolare riferimento alle riflessioni di Roland Barthes.
L’11 maggio il Balletto della Compagnia ANITA y Vale Tango presentano Tango Baile, un viaggio nel tempo attraverso il mutare delle musiche, dei costumi e delle coreografie di una delle tradizioni popolari più ricche al mondo. L’Accademia Nazionale Italiana Tango Argentino (ANITA), è l’unica istituzione europea associata dell’Academia Nacional de Tango di Buenos Aires.
La stagione si conclude con la presenza straordinaria del Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca impegnato in Giselle, titolo romantico per antonomasia. L’appuntamento prosegue la collaborazione con il Teatro Regio di Parma e la sua Orchestra nella presentazione di grandi compagnie classiche, che ha visto negli anni scorsi gli allestimenti del Lago dei cigni del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo e di Manon dell’English National Ballet.
  Concerti  
Concerti 2009 - 2010
Comunicato stampa


La stagione concertistica 2009-2010 della Fondazione Teatro Comunale di Modena presenta un programma incentrato, come di consueto, su complessi sinfonici di fama internazionale con spazi dedicati a grandi solisti e a prestigiosi gruppi da camera.
Il 4 ottobre la rassegna si apre con la Filarmonica della Scala diretta da Myung-Whun Chung in un concerto che comprende due popolari titoli del repertorio ovvero la Sinfonia ‘Italiana’ di Mendelssohn (eseguita in commemorazione dei duecento anni dalla nascita del compositore) e i Quadri di un’esposizione di Mussorgskij nell’orchestrazione di Maurice Ravel.
Il 18 novembre Mikhail Pletnev alla guida dell’Orchestra della Svizzera Italiana dirigerà la Quarta Sinfonia di Brahms e musiche di Dvořák fra cui il Concerto in si minore op.104 eseguito dalla brillante violoncellista argentina Sol Gabetta. Sabato 5 dicembre, Pinchas Zukerman salirà sul podio della Royal Philharmonic Orchestra nella doppia veste di violino solista con un programma che comprende l’Ouverture ‘Oberon’ di Weber, il Concerto in re maggiore op.61 di Beethoven e l’Ottava Sinfonia di Dvořák. Il 19 gennaio si terrà il consueto appuntamento presentato in occasione del Festival Internazionale Pianistico della Gioventù Musicale d’Italia, dedicato a giovani e originali interpreti già all’attenzione del grande pubblico. Dopo le presenze di Rahmin Bahrami e Alexander Romanovskij degli ultimi anni, sarà la volta del turco Fazil Say che affronterà, fra altri brani, l’ultima Sonata di Beethoven e le Variazioni ‘Abegg’ di Schumann. Seguirà, il 26 gennaio, grazie a una collaborazione ormai consolidata con l’Associazione Amici della Musica, una nuova produzione per celebrare il Giorno della Memoria e del Dialogo. Il concerto prevede l’esecuzione della Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók a cura di Spira mirabilis, gruppo nato e cresciuto in gran parte nella provincia di Modena che raccoglie giovanissimi musicisti affermati nelle migliori orchestre europee, uniti da una comune visione nuova e innovativa del repertorio colto. Il tenore Ian Bostridge e il pianista Julius Drake si esibiranno il 29 gennaio in un programma con musiche di Schubert e con i noti Dichterliebe di Schumann. Il duo rappresenta uno dei sodalizi artistici più stabili e di maggior successo nel mondo della liederistica, genere assente da molti anni dai programmi del Comunale e che quest’anno occupa il prezioso spazio riservato di consueto al pianoforte di grandi e affermati solisti.
Nelle ultime stagioni, il Teatro ha dedicato un’attenzione particolare alla musica di Ciaikovskij, proponendo, fra altri brani, il Concerto per violino e orchestra op.35 e la Prima, Quinta e Sesta Sinfonia, quest’ultima diretta da Vladimir Jurowsky con la Russian National Orchestra. Il 21 febbraio di quest’anno sarà la volta della Sinfonia n.4 nell’interpretazione di un altro direttore russo, Dmitrij Kitajenko, sul podio della Filarmonica Toscanini. Completerà il programma la Sinfonia ‘Linz’ di Mozart.
Il 7 marzo il Teatro Comunale ha il piacere di ospitare un complesso nato nella nostra regione e divenuto famoso in tutto il mondo per essere stato fra i più precoci e originali interpreti del repertorio antico eseguito secondo la prassi storica. L’Europa Galante, insieme al suo direttore di sempre Fabio Biondi, farà ascoltare musiche di Telemann, Bach e Vivaldi nel contesto di una tournée che toccherà Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, la Carnegie Hall di New York e la Disney Hall di Los Angeles. Il 27 marzo l’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Julian Kovacev eseguirà, insieme alla Seconda Sinfonia di Schumann, il Primo Concerto di Chopin con Andrea Lucchesini al pianoforte, in omaggio al centenario della nascita del compositore.
La Terza Sinfonia di Schumann e la ‘Scozzese’ di Mendelssohn saranno eseguite il 29 aprile dall’Orchestre des Champs-Élysées diretta dal suo fondatore Philippe Herreweghe, mentre il 4 maggio la BBC National Orchestra of Wales guidata da Thierry Fischer con Nicholas Angelich al pianoforte presenteranno un programma insolito che corre sul filo rosso di pagine ispirate al tema del mare, dai celebri Four Sea Interludes di Britten all’Ouverture da concerto ‘Alassio’ di Elgar, dal Concerto ‘Egiziano’ di Saint-Saëns a Toward the Sea del giapponese Takemitsu.
Quest’anno si terrà per la prima volta, presso la Libreria Feltrinelli di via Cesare Battisti, con scadenza mensile da ottobre a maggio, una guida all’ascolto dedicata ai concerti della stagione e aperta a tutto i pubblico interessato.
Concerti 2009 - 2010

Domenica 4 ottobre ore 21
FILARMONICA DELLA SCALA
Myung-Whun Chung direttore
FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sinfonia n.4 in la maggiore op.90 “Italiana”
MODEST MUSSORGSKIJ
Quadri di un’esposizione
(orchestrazione di Maurice Ravel)

Myung-Whun Chung è uno dei direttori di riferimento della Filarmonica della Scala, orchestra da lui diretta quasi ogni anno a partire dal 1989. Nel 2008 ha realizzato un ciclo di concerti a Tokyo, Osaka, Seoul, Shanghai e Pechino segnando il debutto della Filarmonica in Cina. Già direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, dal 2000 è direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France e vanta numerose registrazioni realizzate per l’etichetta Deutsche Grammophon.
La Filarmonica è stata fondata da Claudio Abbado e ha debuttato sotto la sua direzione nel 1982. È stata guidata in seguito da Riccardo Muti, nel ruolo di direttore principale, dal 1987 al 2005. Nel corso della scorsa stagione, l’Orchestra si è esibita al Musikverein di Vienna con Daniele Gatti, a Parigi con Pierre Boulez e Maurizio Pollini e a Berlino con Daniel Barenboim.

Balletto 2009 - 2010

Giovedì 29 ottobre ore 21
BALLET DU GRAND THÉÂTRE DE GENÈVE
Romeo e Giulietta
Coreografia Joëlle Bouvier
Musica Sergej Prokofiev
Scene Rémi Nicolas e Jacqueline Bosson
Luci Rémi Nicolas
Costumi Philippe Combeau e Joëlle Bouvier

Direttore Generale della compagnia Tobias Richter
Direttore del Ballet Philippe Cohen

Joëlle Bouvier, protagonista ormai storica della Nouvelle danse francese, dona nuova vita agli amanti di Verona con una lettura che ripercorre liberamente i testi di Shakespeare e di Prokofiev. Il balletto, creato per Ginevra nel maggio 2009, riassume le tappe essenziali della più popolare fra le storie di amore e rivalità, in una danza forte che punta sulla sobrietà e l’eleganza per proiettare il dramma fuori di ogni contesto spazio-temporale.
La Bouvier, che si è identificata con un linguaggio emozionante, ironico ed energico, ha diretto con Régis Obadia il Centre Chorégraphique National di Le Havre e il Centre National de Danse Contemporaine d'Angers. Compagnia di formazione classica con radici ottocentesche, il Balletto di Ginevra è cresciuto nel Novecento sotto l’egida di George Balanchine arricchendosi in anni recenti delle più diverse esperienze a contatto con coreografi quali Jiři Kylián, Mats Ek, Ohad Naharin e Nacho Duato.



Opera 2009 - 2010

Venerdì 23 ottobre ore 20,30
Domenica 25 ottobre ore 15,30
I DUE FOSCARI
Tragedia lirica in tre atti Francesco Maria Piave
dal dramma di George Byron
Musica di GIUSEPPE VERDI

Francesco Foscari Leo Nucci
Jacopo Foscari Roberto De Biasio
Lucrezia Contarini Tatiana Serjan
Jacopo Loredano Roberto Tagliavini
Barbarigo Gregory Bonfatti
Pisana
Fante del Consiglio de’ Dieci Mauro Buffoli
Servo del Doge

Direttore Donato Renzetti
Regia Joseph Franconi Lee
Scene e costumi William Orlandi

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Coproduzione Festival Verdi di Parma,
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Comunicato stampa

MusicaSuMisura
e l’attività per i giovani del Teatro Comunale di Modena

È stata presentata in conferenza stampa oggi giovedì 23 luglio alle ore 11.30 l’attività dedicata ai giovani e alle famiglie della Fondazione Teatro Comunale di Modena, alla presenza del Presidente della Fondazione Teatro Comunale Giorgio Pighi, del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Andrea Landi e del Direttore del Teatro Comunale Aldo Sisillo.

Oltre settemila ragazzi e giovani hanno partecipato, ogni stagione, in questi ultimi anni, con un forte incremento rispetto al passato, al ricco programma di spettacoli e itinerari didattici che la Fondazione Teatro Comunale di Modena organizza per questa fascia di pubblico. A partire dalla stagione 2007-2008 il Teatro Comunale, nell’ambito del “Patto per le attività culturali di spettacolo” tra il Ministero per i beni e le attività culturali, le Regioni e le autonomie locali (finanziamento soppresso per il 2009 nel contesto dei recenti tagli alla cultura), con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, promuove “MusicaSuMisura”, rassegna di teatro musicale che produce e presenta nuovi spettacoli creati ‘su misura’ per il pubblico di domani. Il Comunale si impegna da anni, con continuità, a incoraggiare e seguire lo sviluppo della grande tradizione lirica e del teatro musicale italiano. Uno degli aspetti principali di questo progetto è lo sforzo volto a ricomporre il distacco fra pubblico e nuovi compositori. La rassegna si muove su un cammino volto a recuperare, da un lato il rapporto con la grande tradizione lirica, dall’altro il dialogo con il nuovo pubblico, guardando alla musica sia come strumento di conoscenza che come straordinario fenomeno comunicativo. Accanto ai risultati della ricerca musicale accademica, “MusicaSuMisura” tiene conto dei molti stimoli che hanno ‘invaso’ il nostro universo sonoro durante il secolo scorso e che hanno reso le esperienze provenienti da altre culture, dal musical alla musica per film, dal jazz al rock, un patrimonio comune ormai irrinunciabile. Inoltre, la rassegna si avvale dell’enorme sviluppo al quale i linguaggi visivi e gestuali sono stati sottoposti attraverso il cinema, il teatro, la videoarte e la televisione, e che hanno rivoluzionato immancabilmente il nostro rapporto con lo spettacolo dal vivo. La convinzione sulla quale il Comunale si è mosso in questi anni è che il vero terreno di sperimentazione, oggi, non riguardi solo il linguaggio in sé, ma proprio la comunicazione con il pubblico ed in particolare con quello più giovane. La programmazione per i giovani si impegna dunque non tanto nel dedicare recite del grande repertorio alle scuole, quanto a produrre spettacoli che tengano conto di tutte queste nuove esigenze.

Quest’anno la rassegna si svolge con maggiore attenzione al pubblico delle famiglie, oltre a quello scolastico, sia per il tipo di programmazione che attraverso l’orario degli spettacoli. Gli appuntamenti sono sempre previsti infatti, salvo quelli con finalità strettamente didattica, alla domenica pomeriggio con un costo promozionale di 10 euro e raggruppati sotto il marchio ormai consolidato ‘All’Opera in Famiglia’.
Il programma si apre in novembre con Hansel e Gretel di Engelbert Humperdinck, opera notoriamente dedicata al mondo dell’infanzia ma la cui fortuna l’ha collocata nel grande repertorio lirico. L’allestimento è un adattamento a cura di As.Li.Co (Associazione Lirica e Concertistica Italiana) nell’ambito di ‘Opera Domani’, l’istituzione italiana più consolidata nel settore della produzione di opere liriche affiancate da percorsi didattici.
Il 13 dicembre va in scena una produzione nuova di ‘Operafutura’, progetto triennale voluto dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione con i teatri di Ferrara, Reggio Emilia e Bologna, per promuovere la tradizione lirica presso le nuove generazioni attraverso l’incontro con il teatro di ricerca. In questo caso sarà il Teatro Gioco Vita, realtà nazionale fra le più prestigiose nell’ambito della produzione per ragazzi, a rileggere l’Orfeo di Monteverdi in De l’ombre eterne con la partecipazione della coreografa Simona Bucci.
Un approccio nuovo al repertorio storico è al centro anche di Evergreen, che riesce ad affrontare con disincanto e con la disinvoltura propria del regista Francesco Micheli alcuni capisaldi della produzione verdiana. Grazie a un linguaggio attuale, “che viaggia per nessi analogici come la navigazione libera della grande grotta di Google”, lo spettacolo si avvicina a Verdi attraverso un percorso che coinvolge la letteratura, la pop music, la storia, il cinema, la politica e il teatro.
Arlecchino finto morto, in scena il 14 febbraio, sposta l’attenzione sulla tradizione teatrale, prendendo a prestito un tema fra i più divertenti della commedia dell’arte per dare occasione al compositore Aldo Tarabella di organizzare una forma che alterna in modo dinamico parti cantate, recitate e brani musicali.
La lezione concerto dal titolo Mu-Roots è infine un viaggio musicale che perlustra la storia e il senso inafferrabile del jazz inteso come espressione della vasta cultura afroamericana. Condotto dal racconto di Marco Maria Tosolini, corredato da proiezioni e soprattutto da esecuzioni musicali dal vivo, lo spettacolo prende mossa dalla lettura di grandi poeti di origine africana fino ad arrivare nel cuore della Black Music, partendo dai primi bluesmen fino a Jimi Hendrix.

Nello contesto del programma per le scuole il Teatro Comunale ospiterà Non Mangiarmi, Please! concerto drammatizzato creato ed eseguito da giovani allievi dell’istituto musicale ‘Vecchi-Tonelli’ di Modena insieme al Conservatorio di musica di Brescia.
Oltre agli appuntamenti di “MusicaSuMisura”, la proposta per ragazzi sarà inoltre completata, come di consueto, dalla collaborazione di Emilia Romagna Teatro Fondazione con cui presenterà tre spettacoli.

Il Comunale prevede, come di consueto, anche una ricca proposta di attività didattiche, partecipando così attivamente agli Itinerari Scuola Città del Comune di Modena con un articolato percorso rivolto ai giovani delle scuole, dalle elementari alle medie superiori, di città e provincia. Fra le iniziative ricordiamo le Visite guidate al Teatro a cura di Elisa Pagliarini, gli incontri della serie Introduzione al linguaggio della musica e dell’opera curati dal compositore Claudio Rastelli, gli Incontri sulla danza, inaugurati quest’anno e guidati da Massimo Carosi e I Mangiamusica di Mousikè Progetti Educativi. Una particolare importanza ricoprono I Mestieri della lirica, percorso di conoscenza rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori che si sviluppa attorno a opere prodotte dal Teatro, e che si propone l’ambizioso obiettivo di avviare i giovani alla fruizione dell’opera lirica offrendo loro la conoscenza del lavoro del teatro dall’interno, seguito nelle diverse fasi di allestimento dello spettacolo. Grazie a questa iniziativa i partecipanti avranno accesso alle fasi di preparazione di Manon, titolo pucciniano in programma il prossimo anno, e soprattutto a quelle de Il Sequestro, una nuova opera pensata in particolare per i giovani e commissionata al compositore catalano Alberto García Demestres.
Programma

MUSICA SU MISURA

Domenica 29 novembre ore 16 e lunedì 30 novembre ore 10
HANSEL E GRETEL
Ovvero, il farsi di un destino
Commedia fiabesca in tre quadri
Musica di ENGELBERT HUMPERDINCK
Libretto di ADELHEID WETTE
Prima rappresentazione: Weimar, 23 dicembre 1893
adattamento musicale Alberto Cara
adattamento drammaturgico Federico Grazzini, Riccardo Bani

Nuovo allestimento a cura di As.Li.Co Associazione Lirica e Concertistica Italiana nell’ambito di ‘Opera Domani’ progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici
Domenica 13 dicembre ore 16
DE L’OMBRE ETERNE
Rappresentazione per voci, corpi e ombre
da l’Orfeo di CLAUDIO MONTEVERDI
Interpreti della Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna
Teatro Gioco Vita in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Modena
Produzione nell’ambito del Progetto Operafutura della Regione Emilia Romagna

Mercoledì 13 gennaio ore 10
EVERGREEN
Ovvero Sempre Verdi
Produzione A.T.I.R. Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca.
In collaborazione con I Teatri di Reggio Emilia, e Accademia di Belle Arti di Brera - scuola di scenografia.

Domenica 14 febbraio ore 16
ARLECCHINO FINTO MORTO
Opera comica in due atti
Musica di ALDO TARABELLA
Libretto di VALERIO VALORIANI
Edizione Casa Musicale Sonzogno, Milano
ENSEMBLE STRUMENTALE CONTEMPOARTENSEMBLE
Produzione Compagnia Sperimentale ‘Opera Bazar’ e Associazione ‘Contempoartensemble’

Mercoledì 24 febbraio ore 10
MU-ROOTS
Viaggio musicale nel cuore della musica afroamericana
Musiche di Chuck Berry, Fats Domino, Duke Ellington, George Gershwin, Herbie Hancock, Jimi Hendrix, John Lee Hooker, Mike Jagger-Keith Richards, Horace Silver, Bobby Troupe, Muddy Waters
Liriche di Amiri Baraka/LeRoi Jones, Jimi Hendrix, Martin Matz, Bob Kaufmann
a cura di Marco Maria Tosolini
Produzione Boogie Bite Corporation e AuraLexis


TEATRO RAGAZZI


Venerdì 5 marzo ore 10
NON MANGIARMI, PLEASE!
Concerto drammatizzato liberamente tratto dal racconto
“Big Friendly Giant” (1982) di Rohal Dahl
ENSEMBLE di allievi del Conservatorio di musica di Brescia e dei corsi di avviamento strumentale della sezione bresciana della SIEM
CORO di bambini dei corsi di propedeutica musicale dell’Istituto “Vecchi – Tonelli”, sezione di Carpi.

Martedì 13 aprile ore 15
MANON LESCAUT
Dramma lirico in quattro atti dal romanzo dell’abate Antoine Prévost.
Libretto di Domenico Oliva, Giulio Ricordi, Luigi Illica, Marco Praga, Ruggero Leoncavallo
Musica di GIACOMO PUCCINI
ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA
CORO LIRICO AMADEUS – FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI MODENA
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Municipale di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
Comunicato stampa

VIAGGIO NELL’IMPROVVISAZIONE PER L’ALTRO SUONO CON PAOLO ANGELI E ANTONELLO SALIS


Con il concerto di Paolo Angeli e Antonello Salis si concludono giovedì 28 maggio alle 21, al Teatro Massimo Troisi, gli appuntamenti 2009 de l’Altro Suono festival realizzati in collaborazione con il Comune di Nonantola.

Il ricco dialogo musicale fra Angeli e Salis si svolge sul terreno comune dell’improvvisazione jazzistica e attraversa senza barriere stimoli di varia provenienza e sonorità imprevedibili, dal free jazz ai Beatles, dalla musica popolare alle colonne sonore di Ennio Morricone. L’amore per la Sardegna, da dove provengono entrambi, e la passione per le sue tradizioni musicali sembra essere il legame inscindibile su cui si è costruita la lunga l’intesa fra i due musicisti.

Dall’incontro-scontro tra avanguardia extra-colta e tradizione popolare nasce la chitarra sarda preparata, strumento-orchestra ideato da Paolo Angeli a diciotto corde che unisce chitarra, violoncello e percussioni, dotato di martelletti e pedaliere. Un prototipo che, realizzato artigianalmente nella Liuteria Stanzani di Bologna, è stato adottato anche dal chitarrista americano Pat Metheny. Con questa singolare propaggine, Angeli rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, in equilibrio tra free jazz, folk noise e pop minimale. È del 1995 il suo primo album Dove dormono gli autobus, eseguito live dall’ottetto Fraìli. Nel 2003 ha pubblicato Bucato, CD live in solo prodotto dall’etichetta inglese ReR, sintesi di quattro anni di concerti in tutta Europa. Le sue tournée in Canada e negli Stati Uniti sono state immortalate nelle pubblicazioni live Mede e Drawing Circle e nel 2005 realizza per la ReR Nita, l’angelo sul trapezio, colonna sonora immaginaria che vede coinvolti gran parte dei musicisti della scena creativa bolognese.


Il pianista e fisarmonicista Antonello Salis è uno dei più noti esponenti del jazz italiano. Musicista eclettico, nel corso della sua carriera si è confrontato in progetti di teatro, danza e cinema, realizzando con Gérard Pansanel le musiche di Racconto d’autunno di Eric Romher. Spaziando in esperienze musicali diverse ha suonato fra altri con Pino Daniele, Ornella Vanoni e Vinicio Capossela. La sua carriera ormai trentennale è costellata di collaborazioni eccellenti con alcuni tra i migliori jazzisti del panorama europeo ed internazionale, quali Enrico Rava, Stefano Bollani, Lester Bowie e l'Art Ensemble of Chicago, Cecil Taylor e Joey Baron.
Ha formato il P.A.F. trio insieme a Paolo Fresu e Furio di Castri e, l’anno scorso, un quintetto a suo nome.
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SI CONCLUDE L’ALTRO SUONO CON IL NUOVO PROGETTO DI BUTCH MORRIS E LA FILARMONICA TOSCANINI


Il direttore e compositore afroamericano Lawrence D. “Butch” Morris sarà alla guida dell’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini per la prima assoluta del progetto Folding Space: Modette & Other Songs presentato domenica 31 maggio alle 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena in chiusura de l’Altro Suono festival e a Lugo di Romagna il giorno precedente.

L’appuntamento prosegue la collaborazione fra il Comunale e Angelica Festival di Bologna che ha portato a Modena negli ultimi anni un percorso innovativo dedicato alla canzone, con autori diversi come Eyvind Kang e Mike Patton. Folding Space è infatti una raccolta di canzoni, nate dai testi dei poeti Allan Graubard, Mevlana Rumi, Gregory Tate, Helga Davis, oltre che dello stesso Morris, interpretate da una delle voci più interessanti del panorama sperimentale statunitense, quella di Shelley Hirsch. All’impianto più tradizionale del testo vocale si assocerà la sperimentazione di Butch Morris, leader sulla scena del jazz d’avanguardia e ideatore della tecnica di direzione che egli stesso ha definito ‘Conduction’, con la quale guida l’orchestra con un forte grado di estemporaneità creando volumi e sonorità sorprendenti.
Sul palco saliranno anche un gruppo di ospiti internazionali, che includono Shelley Burgon all’arpa, Eri Yamamoto al pianoforte, Mary Halvorson alla chitarra elettrica, Kenny Wollesen al vibrafono e percussioni e J.A. Deane agli strumenti elettronici e campionamento dal vivo.

“Le composizioni, che ho scritto in precedenza per progetti teatrali e cinematografici, mettono a fuoco questioni d’amore, di desiderio e di conflitto, rivelate in maniera toccante – racconta Butch Morris. Eppure non esprimono una malinconia legata alla perdita o al dolore. Piuttosto, ogni canzone è un’entità a sé stante che rappresenta un’intenzione di chiarire e di resistere. I brani possono essere eseguiti in sequenze diverse, alterando così i significati specifici di ciascuna canzone o dell’insieme in un contesto teatrale. In qualità di direttore-compositore, ho cercato di infondere nell’opera la mia visione del mondo sia attraverso la musica che tramite la natura testuale dei versi e del libretto. In questo risiede sicuramente una sfida. Ma vi è anche piacere, e un dialogo critico con me stesso, l’esecuzione ed il contesto in cui essa avviene”.

Butch Morris, che ha iniziato la sua carriera in California negli anni Settanta come musicista free jazz, oggi è una delle figure di spicco della scena newyorkese. Famoso in tutto il mondo come bandleader, nelle sue opere mescola composizione e improvvisazione attraversando generi diversi che vanno dalla musica colta, all’ambient music, alla musica popolare.
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PREMIO ABBIATI 2008 A ‘FIDELIO’ CHE HA APERTO LA STAGIONE LIRICA

Avverrà domani 29 maggio presso il Teatro Sociale di Bergamo l’attesa consegna del Premio Abbiati 2008, conferito dalla Commissione dell'Associazione Nazionale Critici Musicali, che ha selezionato il Fidelio andato in scena lo scorso novembre in apertura della Stagione lirica della Fondazione Teatro Comunale di Modena quale migliore produzione lirica dell’anno.
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IL PIANISTA CUBANO OMAR SOSA OSPITE DE
L’ALTRO SUONO CON IL DISCO ‘AFREECANOS’

Il pianista cubano Omar Sosa sarà ospite de l’Altro Suono festival sabato 23 maggio 2009 alle 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti per presentare il disco Afreecanos uscito nel 2008. Il concerto vedrà la presenza di un gruppo composto da Childo Tomas al basso elettrico, dal percussionista Julio Barreto, già collaboratore di Chucho Valdes, Gonzalo Rubalcaba, Ron Carter e Charlie Haden, e dal cantante e polistrumentista senegalese Mola Sylla.

Cresciuto nella cultura cubana tradizionale, Sosa si è interessato da subito al jazz come linguaggio versatile attraverso il quale affrontare i diversi generi musicali. Alla fine degli anni Ottanta ha iniziato a collaborare con i cantautori cubani Vicente Feliu e Xiomara Laugart, per poi trasferirsi in Ecuador, nel 1993, dove ha maturato l’idea di una musica sincretica in grado di conciliare le diverse voci generate dalla diaspora africana. Lo swing, la danza, il rapporto con il corpo, la sensualità, diventano nel suo stile punti di contatto fra il jazz, la musica portoricana, caraibica e cubana, che al di là delle differenze nate dal metissage culturale, hanno un’origine comune: “l’Africa rubata agli schiavi”.
Il musicista si è trasferito a San Francisco nel 1995, dove si è imposto rapidamente come leader della scena latin jazz. Poco dopo è iniziata la sua produzione discografica con Otà Records, che con il successo di Spirits of the Roots e Bembon (2000), lo ha lanciato internazionalmente quale punto di riferimento di un jazz multiforme, permeato dai ritmi latini e afro-americani di tutto il Nuovo Mondo, ma anche da quelli dell’Africa del Nord, dai canti berberi e dal rap. Il sound afro-cubano si trasforma con Sosa in complesse pulsazioni di natura metropolitana, e le tradizioni orali originarie si sovrappongono all’hip hop.

“L’elemento interessante circa la varietà della musica attuale – dice il musicista – non è la fusione superficiale di elementi eterogenei, ma l’intuito che tutte queste tradizioni hanno qualcosa a che fare le une con le altre, e che è tempo di farle riconciliare, di farle cantare all’unisono.”
Per l’album Afreecanos, Omar Sosa ha collaborato con un’estesa formazione di musicisti, tutti provenienti da paesi che direttamente o indirettamente hanno un legame con il continente africano, da Cuba al Mali, dagli Stati Uniti al Marocco. Il senso di pace e di universalità dell’Africa sono il punto di forza dell’intero progetto. “In Afreecanos ho voluto continuare il mio lavoro di ritorno alle origini, di ricerca di punti in comune fra le varie tradizioni; come quella brasiliana, senegalese, guineana, maliana e mozambicana. Il mio lavoro vuole dimostrare che siamo figli della stessa Madre, e anche se siamo geograficamente separati, siamo vicini nell’essenza, nei concetti e nelle radici. Ho cercato di esprimere una piccola parte del volto dell’Africa e credo, attraverso il jazz, di essere stato in grado di combinare molteplici tradizioni attraverso una sonorità senza frontiere.”
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BALLETTO: MANON CON L’ENGLISH NATIONAL BALLET E
L’ ORCHESTRA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Si conclude mercoledì 13 e giovedì 14 maggio 2009 alle 21 la stagione di Balletto della Fondazione Teatro Comunale di Modena con la presenza straordinaria dell’English National Ballet interprete di Manon di Kenneth MacMillan a fianco dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma diretta da Gavin Sutherland.
MacMillan, uno dei protagonisti del balletto della seconda metà del Novecento, è stato dal 1970 fino alla morte, nel 1992, prima direttore artistico e poi coreografo principale del Royal Ballet di Londra. Manon (1974) è tra i capolavori creati per la compagnia e poi divenuti masterpiece del repertorio internazionale. Le musiche scelte e arrangiate per formare la partitura del balletto furono tutte tratte dalle composizioni di Jules Massenet, ma nessun brano proviene dall’opera Manon, di cui si riprende invece la vicenda, bensì dalle più belle pagine scelte fra oratori, opere, suite orchestrali e liriche da camera. Rappresentata per la prima volta nel 2003 dal Royal Danish Ballet, la produzione che va in scena a Modena è stata ripresa nel 2008 dall’English National Ballet, compagnia di tradizione classica fra le migliori al mondo.
Nella sua enorme fortuna, il titolo ha conosciuto produzioni illustri messe in scena con diverse caratteristiche dal Balletto dell’Opéra di Parigi, dall’American Ballet Theatre, dal Balletto Mariinskij di San Pietroburgo e dal Corpo di Ballo della Scala di Milano.

Discepolo di Frederick Ashton, coreografo simbolo della purezza e dell’eleganza del balletto inglese, MacMillan ha plasmato le proprie radici squisitamente classiche sotto la forza dei turbamenti culturali del suo tempo. Dopo un’infanzia proletaria in Scozia, segnata dalla morte della madre e dall’alcolismo del padre, il ballerino scampato grazie alla danza ad un ambiente di miseria materiale e spirituale, nel suo sguardo sul mondo contemporaneo riserverà sempre una particolare attenzione ai risvolti sociali. Fu lo stesso MacMillan a dichiarare pubblicamente nelle interviste le sue posizioni, soprattutto in quegli anni ’80 dominati dalla politica sociale tatcheriana: “Esiste un sistema di classi del quale mai ho fatto parte e mai farò parte. Mi interessano molto le persone, ritrarre la gente che vive e lavora accanto ad ognuno di noi.” E a ribadire qual era il suo campo d’indagine privilegiato affermava di essere “sempre stato attratto dalla narrazione, dalla gente reale e dai suoi sentimenti, anche se si tratta di persone ai margini della società.”
In Manon ritroviamo tutti i temi cari al coreografo: amorale senza ipocrisia, votata al denaro e all’agio piuttosto che all’amore e alla lealtà, la seducente fanciulla di Prevost perde se stessa e tutto ciò che possiede nel confronto con una società spietata e perbenista, rigidamente suddivisa in classi. Pur abbellito da una vezzosa cornice settecentesca, il balletto si muove ai margini dell’aristocrazia francese, in sordide taverne, ambigue case di appuntamenti, misere soffitte di nobili decaduti, tra avventurieri e cortigiane senza scrupoli disposti a tutto pur di restare ai margini di quell’universo dorato che li esclude senza appello.

Gavin Sutherland è stato nominato direttore musicale dell’English National Ballet Orchestra nel 2008. Ha collaborato con il Northern Ballet Theatre, New Adventures, Birmingham Royal Ballet, Atlanta Ballet, South African Ballet Theatre, Royal Ballet Sinfonia, Royal Philharmonic Orchestra, BBC Concert Orchestra, Bournemouth Symphony Orchestra e Münchner Rundfunkorchester e vanta oltre settanta registrazioni.
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PREMIO ABBIATI 2008 A ‘FIDELIO’ CHE HA APERTO LA STAGIONE LIRICA

Si comunica che l’opera Fidelio andata in scena il 28 e 30 novembre 2008 in apertura della Stagione lirica della Fondazione Teatro Comunale di Modena e coprodotta insieme a Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Teatro Comunale di Ferrara ha ricevuto il prestigioso Premio Abbiati 2008 conferito dalla Commissione dell'Associazione Nazionale Critici Musicali.
La produzione, diretta da Claudio Abbado con la regia di Chris Kraus, è stata apprezzata “per la determinata e coinvolgente lettura unitaria, che dava voce a ogni richiamo della stratificata partitura. Questo Fidelio, integrando pienamente le esigenze dello spettacolo, metteva in evidenza i temi corali portanti dell’opera - speranza e libertà - in una visione tutta al presente, venata di razionale e lucido pessimismo, traendo ispirazione da un’interpretazione letterale del libretto di immediata e forte comunicativa, e da pochi simboli carichi di forza espressiva”.

Il Teatro è altresì lieto di comunicare che fra i migliori cantanti è stato premiato Vito Priante, quale interprete "raffinato e versatile, che ha imposto la duttile voce di basso–baritono e gli accenti incisivi nel repertorio barocco segnalandosi nel ritrovato Motezuma di Vivaldi” visto a Modena a marzo 2008.

I premi saranno consegnati il 29 maggio presso il Teatro Sociale di Bergamo
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IL CANTANTE ISRAELIANO IDAN RAICHEL PRESENTA A L’ALTRO SUONO IL SUO ULTIMO ALBUM

Prosegue l’Altro Suono festival giovedì 7 maggio 2009 alle 21, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, con un concerto di Idan Raichel. La pop star israeliana presenta a Modena il suo ultimo disco, in una delle rare date italiane che si concluderanno in luglio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Il musicista terrà, lo stesso giorno alle 16.30, un incontro aperto al pubblico che conclude la serie di appuntamenti musicali organizzati in collaborazione con l’Università dal titolo Dentro Le Note.

Il cantante è fondatore dell’Idan Raichel Project, collettivo musicale nel quale confluiscono musicisti di nazionalità e con esperienze e tradizioni differenti. Una realtà nata affermando un esempio ispirato di comprensione e collaborazione interculturale, che accosta alla musica un forte messaggio di pace e tolleranza in un’area del mondo vessata da annosi conflitti. “La nostra capacità di vivere in pace l’uno con l’altro dipende dalla nostra capacità d’imparare ad apprezzare e rispettare le nostre differenze,” dice Idan Raichel. “La via del futuro non è cercare di cambiare il tuo vicino, ma accettarlo così com’è ed accettare l’idea che tutti cercano le stesse cose nella vita: pane, acqua, spirito, rispetto e amore.”

The Idan Raichel Project è entrato nella scena musicale nel 2002, rivoluzionando, fin dal suo esordio, il volto della musica popolare in Israele grazie alla contaminazione tra la pop music e una suggestiva miscela di musica etiope tradizionale, poesia araba, canti yemeniti, cantillazione ebraica e ritmi caraibici. Il primo album pubblicato in Israele ha venduto oltre centocinquantamila copie, diventando in breve tempo uno dei maggiori successi nel suo genere.

Sulla scia di questa eclatante ascesa di popolarità, accompagnata da concerti in tutto il mondo lungo il circuito della world music, il cantante è tornato a dirigere The Idan Raichel Project per il suo secondo album internazionale Within My Walls (‘fra le mie mura’), uscito negli USA e in Canada il 24 febbraio 2009 e nel resto del mondo e in Italia a fine marzo. Il nuovo album è incentrato sul tema del conflitto tra sogno e realtà, tra il desiderio di esplorare il mondo esterno e il bisogno di sicurezza rappresentato dalle mura della propria casa. Un punto di partenza dal quale l’autore prende le mosse per affrontare questioni di carattere più universale come la ricerca della soddisfazione personale e il senso dell’amore e della compassione in un mondo sempre più conflittuale e difficile da abitare.

“Ho immaginato un individuo che si sveglia al mattino senza sogni da realizzare” racconta il musicista. “Cosa succederebbe a questa persona? Rimarrebbe confinato tra i muri della sua stanza, sdraiato nel suo letto, sognando il mondo fuori? O cercherebbe una ragione per lasciare la sua stanza e scoprire cosa abbia da offrire la vita?” Molti brani di Within My Walls sono stati concepiti e registrati durante i recenti tour e portano il segno, da un lato dell’immediatezza e spontaneità delle situazioni, dall’altro delle tante collaborazioni musicali da cui sono scaturiti, fra le quali quelle con la cantante colombiana Marta Gómez, con Mayra Andrade, star di Capo Verde, e con Somi, che rappresenta la tradizione del Rwanda e dell’Uganda.
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CORO DI VOCI BIANCHE, CONCERTO DI FINE ANNO


Si terrà sabato 9 maggio alle 17 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti un concerto del Coro di voci bianche del Teatro diretto da Melitta Lintner e Paolo Gattolin.

Il programma, rivolto al pubblico dei piccoli e delle famiglie, è formato da un brano originale di Paolo Gattolin dal titolo Il topo di città e il topo di campagna, dalla nota favola musicale Jack e il fagiolo magico, di Roald Dahl, e da brani del repertorio pop internazionale quali All you need is love di Lennon – McCartney e Have you ever seen the rain dei Creedence Clearwater.
Il coro sarà affiancato dall’Ensemble Strumentale dell’Istituto “O. Vecchi-A. Tonelli” di Modena e da una voce recitante formata ai corsi di Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Il Coro di voci bianche è un’iniziativa nata nel 2004 che la Fondazione Teatro Comunale di Modena rivolge ai ragazzi dai sei agli unidici anni, ed è coinvolto attivamente nelle stagioni del Teatro. Fra altre numerose occasioni ha partecipato alle produzioni del Piccolo Spazzacamino di Britten (stagioni 2005-2006 / 2007-2008), de Il principe granchio (opera per ragazzi prodotta nella stagione 2006-2007), di Tosca di Puccini (febbraio 2007) e di Carmen di Bizet (gennaio 2009)
Ingresso libero
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con cortese richiesta di pubblicazione giovedì 16 aprile

SWEENEY TODD: FABRIZIO FESTA INCONTRA LA COMPAGNIA AMERICANA PER INVITO ALL’OPERA


Si terrà sabato 18 aprile alle 17, in luogo di giovedì 16 aprile come precedentemente annunciato, l’ultimo degli incontri-aperitivo per la serie Invito all’Opera organizzata in collaborazione con gli Amici dei Teatri Modenesi.
L’appuntamento, in occasione del musical Sweeney Todd, ospiterà la compagnia di cantanti di Broadway impegnata nell’opera e sarà condotto da Fabrizio Festa, compositore, critico musicale e musicologo che vanta una lunga esperienza negli Stati Uniti, ospite di festival internazionali e di istituzioni americane quali la Juilliard School of Music di New York.
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CONCERTO FUORI PROGRAMMA DEL CAST AMERICANO DI SWEENEY TODD A SOSTEGNO DEI TERREMOTATI



Sabato 18 aprile 2009 alle 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti il cast impegnato nel musical Sweeney Todd, in scena in questi giorni a Modena, affiancato dalla pianista Carmen Santoro sarà protagonista di un concerto straordinario fuori programma dedicato alla popolazione colpita dal terremoto in Abruzzo.

Gli artisti e la Fondazione Teatro Comunale di Modena desiderano così dare un contributo concreto a sostegno delle vittime del terremoto, promuovendo un’iniziativa che partecipa a quelle attivate dalla Provincia e dal Comune di Modena. I biglietti, del costo di 20 euro, potranno essere acquistati la sera stessa dello spettacolo o presso la biglietteria di Corso Canalgrande, aperta dalle ore 16 e sabato anche dalle 10 alle 13. L’incasso del concerto sarà versato sul conto corrente della Protezione civile aperto dalla IT 52 M 02008 12930 000003398693.

Il concerto si svolgerà secondo la tradizione del cabaret americano, e presenterà un programma vario che spazia dai più famosi musical americani a popolari arie d’opera e da camera, da Bizet a Thomas, da Rogers and Hammerstein a Sondheim e Bernstein.

Fra i cantanti il baritono John Packard, ruolo del titolo in Sweeney Todd e fra i maggiori interpreti del teatro musicale americano contemporaneo, impostosi internazionalmente nella parte principale dell’opera Dead Man Walking di Terrence McNally presentata al Semper Oper di Dresda, al Theater an der Wien di Vienna, alla Pittsburgh Opera, alla New York City Opera e all’opera di Baltimora.

Il mezzo soprano Melissa Parks, Mrs. Lovett nel titolo di Sondheim, ha cantato al Metropolitan Opera ne La Fille du Régiment e in The Rise And Fall of The City of Mahagonny di Kurt Weill. È stata anche Peachum nella Beggar's Opera di Britten diretta da Lorin Maazel al Castleton Foundation Festival e ha partecipato alle compagnie della New York City Opera e dell’Opera di Philadelphia.
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IL BOLERO E LA SECONDA DI BRAHMS SOTTO LA DIREZIONE DI GABRIELE FERRO

Si conclude lunedì 20 aprile 2009 alle 21 la stagione concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena con l’Orchestra della Toscana e l’Orchestra Giovanile Italiana impegnate sotto la direzione di Gabriele Ferro nell’esecuzione della Seconda Sinfonia di Brahms, del Boléro e della Pavane pour une infante défunte di Ravel.
L’Orchestra della Toscana è oggi considerata uno tra i migliori complessi da camera in Italia. È formata da quarantacinque musicisti che sono stati applauditi nei più importanti teatri italiani e nelle più prestigiose sale europee e americane. L’Orchestra Giovanile Italiana è la punta dell’iceberg di un percorso formativo teso alla preparazione di musicisti italiani di alto livello. Curata didatticamente dalla Scuola di Fiesole è stata insignita del Premio Abbiati della Critica Musicale nel 2004. Il concerto è parte di un lungo progetto che unisce le due orchestre toscane offrendo a giovani musicisti l’opportunità di arricchire la propria esperienza a stretto contatto con gli interpreti dell’Orchestra della Toscana. Gabriele Ferro vanta numerose registrazioni per Sony, Emi, Erato e Deutsche Grammophone e ha diretto alcune delle più note orchestre internazionali. Docente di direzione d’orchestra alla Scuola di Fiesole, nel 2004 ha diretto l’Orchestra Giovanile Italiana in una tournée in Sud America, dove è tornato recentemente alla guida dell’Orchestra della Toscana.

La prima unione tra gli studenti dell’Orchestra Giovanile Italiana e i professori dell’Orchestra della Toscana si è realizzata con successo nel 2000 in occasione della Nona Sinfonia di Mahler diretta da Eliahu Inbal e si è rinnovata annualmente ospitando direttori quali Gianandrea Noseda e Roberto Abbado.
L’Orchestra della Toscana è stata formata a Firenze nel 1980 ed è ospite delle più importanti società di concerti italiane. Si è esibita al Teatro alla Scala di Milano, al Maggio Musicale Fiorentino, al Comunale di Bologna, al Carlo Felice di Genova, all’Auditorium Lingotto di Torino, all’Accademia di S.Cecilia di Roma e numerose volte all’estero a partire dal 1992.
La sua ricca discografia include esperienze diverse come Il Barbiere di Siviglia con Gianluigi Gelmetti (EMI Classics), e Concertone con Stefano Bollani (Blue Label).
L’Orchestra Giovanile Italiana è stata invitata in alcuni fra i più prestigiosi luoghi della musica europei, da Montpellier a Edimburgo, Lubiana, Madrid, Francoforte, Praga, Budapest, con unanimi consensi di critica e di pubblico. Sotto la direzione di Daniele Gatti è stata invitata a tenere il concerto per la Festa della Repubblica al Quirinale.

Gabriele Ferro ha vinto nel 1970 il concorso per giovani direttori d’orchestra della Rai, collaborando da allora con le orchestre della Rai, di Santa Cecilia e della Scala di Milano. Ha collaborato stabilmente con l’Orchestre National de France ed stato direttore principale dell’Orchestra della Rai di Roma e direttore artistico dello Stuttgart Staatstheater.
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DAVID BYRNE A L'ALTRO SUONO PER L'USCITA DELL'ULTIMO ALBUM



L'Altro suono festival ospita mercoledì 22 aprile 2009 alle 21 il
cantante
David Byrne impegnato in un tour internazionale per presentare il nuovo
disco scritto e prodotto insieme a Brian Eno. Con lui un gruppo formato
da
Mauro Refosco alle percussioni, Paul Frazier al basso, Graham Hawthorne
alla
batteria, Mark Degliantoni alle tastiere, Kaissa Doumbe Moulongo, Ray
Frazier e Jenni Muldaur alle voci e i danzatori Lily Baldwin, Steven
Reker e
Natalie Kuhn.



David Byrne e Brian Eno debuttarono come co-autori del loro primo album
a
quattro mani nel 1981, con la pubblicazione di My Life in the Bush of
Ghosts. Pubblicato nell'agosto del 2008, il nuovo album dal titolo
Everything That Happens Will Happen Today (tutto ciò che accade, accadrà
oggi) è il coronamento di un anno di lavoro di composizione,
registrazione e
viaggi tra New York e Londra. Rispetto al precedente lavoro di quasi
trent'anni fa, il disco rappresenta non tanto un collage quanto
piuttosto
una raccolta di canzoni. Se Bush of Ghosts riuniva i contributi di
undici
musicisti di supporto accanto ad una serie di voci 'casuali'-
da estratti di
talk-show radiofonici a canti di montagna libanesi - quest'ultimo
album
presenta invece quasi esclusivamente voce e testi di Byrne a
completamento
delle tracce elettroniche di Eno. "All'avvio di questo
progetto abbiamo
subito capito che ci stavamo cimentando in un genere definibile
'gospel
elettronico', una musica dove il canto diventa l'elemento
centrale, ma i cui
orizzonti sonori normalmente non sono associati a questo genere"
riferisce
Brian Eno. "L'idea è nata dal mio amore di lunga data per la
musica gospel,
che, curiosamente, è stata involontariamente avviata da David e dai
Talking
Heads."

Il progetto di Everything That Happens... nacque durante una visita di
Byrne
allo studio di Brian Eno in occasione della riedizione di Bush of
Ghosts per
Nonesuch Records. "Ricordo che Brian mi disse di aver accumulato
un gran
numero di brani strumentali - spiega lo stesso Byrne. Dal momento che
Brian,
come lui stesso afferma, 'odia scrivere testi' mi proposi come
autore delle
parole e della melodia per qualche brano, dopodiché ne avremmo
riparlato".
Così i due artisti iniziarono un reciproco scambio di registrazioni di
voci
e pezzi strumentali in una vivace collaborazione transatlantica.



Il tour di David Byrne, che affianca l'uscita del disco ed è
iniziato
nell'autunno dell'anno scorso, attraversa Europa, Stati Uniti e
Australia,
ed è incentrato sulle nuove composizioni, ma rilegge anche alcune
precedenti
collaborazioni con Brian Eno, tra cui alcuni brani tratti dagli album
storici dei Talking Heads (molti dei quali prodotti dallo stesso Eno).
"I
concerti dal vivo - spiega Byrne - si propongono in parte di
ricollegare il
nuovo materiale a quello elaborato trent'anni anni fa".



Noto come mente creativa dei Talking Heads e in seguito come fondatore
della
prestigiosa etichetta Luaka Bop, David Byrne è attivo anche come
fotografo,
regista, compositore e artista solista; inoltre si dedica alla
produzione e
allestimento di opere d'arte visuale da oltre dieci anni. Tra i
suoi lavori
più recenti si ricordano Grown Backwards, il suo debutto per Nonesuch
Records, EEEI-Envisioning Emotional Epistemological Information (Steidl
Publishing & Pace/McGill Gallery), il CD Lead Us Not into
Temptation tratto
dal film Young Adam, il confanetto dei Talking Heads, Arboretum, il
libro
vincitore della Publisher Book Award Gold Medal (edito da
McSweeney's), il
CD/DVD Live From Austin, TX, il CD the Knee Plays tratto dall'opera
teatrale
di Robert Wilson del 1984 the CIVIL warS, e Playing the Building,
un'installazione allestita presso il Battery Maritime Building a
New York
City.



Pioniere dell'ambient music, glam-rocker, artista multimediale,
innovatore
tecnologico, Brian Eno è, a partire dagli anni Settanta, un punto di
riferimento per un'avanguardia musicale che non conosce confini,
produttore
per gli U2 (The Joshua Tree, Unforgettable Fire, Zooropa e Achtung
Baby),
per David Bowie e per i Coldplay (Viva La Vida Or Death And All His
Friends).
comunicato stampa

L’OPERA TRADIZIONALE CINESE IN SCENA PER LA STAGIONE DI BALLETTO


Martedì 14 aprile 2009 alle 21 per Danza primavera al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena l’Opera di Pechino presenta uno spettacolo di teatro, danza e musica con quattro fra i titoli più famosi del repertorio tradizionale.
Musica dal vivo, arti marziali, acrobazia, pantomima e un impianto scenico spettacolare sono gli altri ingredienti di una disciplina antichissima assente dall’Italia da oltre trent’anni, che la compagnia Cinese sta portando in tour Europeo diffondendo un genere quasi sconosciuto al nostro pubblico.

Il racconto dei generali della Famiglia Yang è parte di una saga risalente al tempo della dinastia Song, di quasi mille anni fa, che racconta i combattimenti di una famiglia di generali contro le invasioni dei barbari. Altro titolo in programma è La leggenda del serpente bianco, favola riadattata nell’Ottocento dal drammaturgo Tian Han che vedrà Yan Hongyu, artista virtuosa nel canto e nel recitativo, eccellere anche nella molteplicità delle tecniche utilizzate, dimostrando che il combattimento d’arti marziali non è altro che gestualità danzata. Il braccialetto di giada è invece una breve commedia di due giovani amanti, scelta dalla compagnia perché concentra alcune convenzioni tipiche della disciplina dell’Opera di Pechino, come quella del ruolo della giovane fanciulla dallo spirito vitale, realizzato con i piedi ‘fasciati’ che la obbligano a muoversi rapidamente a piccoli passi. Chiude la serata Il re delle scimmie, antichissimo racconto che vedrà l’attore Wang Ping impegnato nell’interpretazione considerata come la migliore in tutta la Cina.

Frutto di una tradizione millenaria, l’Opera cinese realizza una totale fusione delle diverse arti spettacolari, inclusi i costumi, il trucco e la complessa e affascinante recitazione, in cui ogni gesto o movimento è funzionale alla narrazione della storia. Tutto ciò forma uno spazio dove i ruoli rispondono a codici ben precisi, unendo armoniosamente la raffinatezza alla tradizione, l’acrobazia alle arti marziali, la letteratura alle epopee guerriere.
Arte popolare in Cina, l’opera cinese resta ancora misteriosa all’Occidente. Ogni regione della Cina ha elaborato un modello peculiare basato sul proprio dialetto e le proprie tradizioni musicali.

Si contano almeno trecento differenti forme di teatro a seconda delle regioni. In questo variegato panorama l’Opera di Pechino, e l’annessa Accademia Nazionale di Tianjin, è uno dei più importanti patrimoni culturali della Cina, oltre che la più recente (1790) e la più rinomata, con un repertorio di oltre duemila opere.
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L’ALTRO SUONO FESTIVAL SI INAUGURA CON
L’ULTIMO DISCO DI UTE LEMPER


Si apre giovedì 9 aprile alle 21, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, l’edizione 2009 de l’Altro Suono festival. Inaugura la manifestazione la prima tappa italiana del tour della cantante Ute Lemper che presenta il nuovo disco Between Yesterday and Tomorrow con il gruppo formato da Vana Gierig al pianoforte, Todd Turkisher alle percussioni, Mark Lambert alla chitarra e Don Falzone al contrabbasso.

Il Festival, che si articola trasversalmente fra musiche di tradizione, confine e sperimentazione, si concentrerà anche quest’anno sulle realtà più aggiornate del panorama internazionale con un programma che include David Byrne con il disco uscito nel 2008 e firmato a fianco di Brian Eno, l’ultimo album di Idan Raichel, giovane pop star israeliana di fama mondiale, Teho Teardo, ultimo premio Morricone per le musiche de Il Divo di Paolo Sorrentino, il pianista cubano Omar Sosa con l’ultimo disco Afreecanos, Paolo Angeli e Antonello Salis e il progetto del poliedrico bandleader newyorkese Butch Morris commissionato da AngelicA e realizzato in Emilia Romagna in prima assoluta con la Filarmonica Arturo Toscanini.

Ute Lemper torna a Modena dopo il successo di Voyage, applaudito nel 2005. Nata a Munster, in Germania, e formata nell’ambito del teatro musicale e della danza, la cantante si è affermata dapprima come interprete d’eccellenza del cabaret berlinese. Ha recitato nel ruolo di Lola nel musical berlinese l’Angelo Azzurro e Maurice Béjart ha creato per lei il balletto La mort subite. I suoi concerti da solista, che includono il recital di Kurt Weill, Illusions, City of Strangers e Berlin Cabaret Evening, sono stati presentati in tutto il mondo presso teatri prestigiosi come La Scala e il Piccolo Teatro di Milano, il Théatre de La Ville di Parigi, il Palau de la Musica di Barcellona, la Sydney Opera House, il Barbican Centre di Londra, il Lincoln Center di New York, l’Herbst Theatre di San Francisco e la Westwood Playhouse di Los Angeles.
Le sue versatili doti vocali e di interprete l’hanno portata a estendere il suo interesse per la canzone d’autore in direzioni diverse, dalla chanson tradizionale francese al song americano, dal jazz al pop, per approdare a creazioni proprie e di autori contemporanei, come nel disco Punishing Kiss (Decca Universal Music 2000), che include canzoni composte per lei da Elvis Costello, Tom Waits, Philip Glass e Nick Cave. L’ultimo progetto rappresenta un nuovo percorso condotto all’interno del vastissimo repertorio costruito da Ute Lemper negli anni, e diventato oggi un mondo musicale da esplorare secondo direttrici personali.

“Questo viaggio attraverso il tempo e i luoghi del mondo, è anche un viaggio attraverso me stessa – racconta la cantante. È una raccolta di ricordi, impressioni, momenti di gioia, ma anche di fragili momenti di dubbio e di sdegno. Si colloca tra chiarezza e dolorosa confusione, speranza e disperazione pur rimanendo sempre poetica nel pensiero e nel linguaggio. Perché racconto queste storie e non altre… Avrei potuto raccontare un centinaio di storie diverse; eppure, in quel momento ho preso la decisione impulsiva ed intuitiva di concentrarmi su questa raccolta di storie. Le canzoni sono come una medicazione che cerca e trova i diversi malesseri del corpo del mondo e del corpo della vita, tentando di guarirli in modo positivo e poetico. Ma il ciclo delle nostre storie continua ininterrottamente; alcuni eventi ci rendono più forti e altri ci indeboliscono, nei nostri viaggi ‘tra ieri e domani’”.
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CONCERTO DI SOLIDARIETÀ PER LE
VITTIME DEL TERREMOTO


Sabato 18 aprile 2009 alle 21 si terrà al Teatro Comunale Luciano Pavarotti un concerto di solidarietà organizzato nel contesto delle iniziative attivate dal Comune e dalla Provincia di Modena a favore della popolazione colpita dal terremoto in Abruzzo.

Gli artisti della compagnia di canto del musical Sweeney Todd e la Fondazione Teatro Comunale di Modena desiderano dare un contributo concreto a sostegno delle vittime del terremoto organizzando un concerto il cui ricavato verrà devoluto a favore dei terremotati. Il programma comprenderà musiche di Bizet, Thomas, Rogers and Hammerstein, Sondheim, Bernstein, arie e songs dai più famosi musical americani.
I biglietti saranno in vendita, a 20 euro, a partire da mercoledì 15 aprile presso la biglietteria di Corso Canalgrande (16-19 e la sera stessa dello spettacolo).
L’incasso sarà versato sul conto corrente della Protezione civile aperto dalla Provincia e dal Comune di Modena IT 52 M 02008 12930 000003398693
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CONCERTISTICA: UN’ANTICA ‘PASSIONE’ SUD AMERICANA
NELLA CHIESA DI S. AGOSTINO

Si terrà martedì 7 aprile 2009 alle 21 nella Chiesa di S.Agostino l’appuntamento dal titolo Pasión come annunciato dalla stagione concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Al centro del programma un brano musicale sacro di autore anonimo scoperto nell’Archivio Musicale di Moxos, in Bolivia, ed eseguito dall’ensemble strumentale Elyma, dal Coro Schola Cantorum Cantate Domino e dai solisti vocali Betsabée Haas, Fabian Schofrin, Stephan Van Dyck, Valerio Contaldo e Furio Zanasi per la direzione di Gabriel Garrido.

L’opera è un raro esempio della musica che i gesuiti diffusero nelle colonie spagnole del Sud America nel secolo XVIII, in particolare nella regione del Guaranì, dove furono fondate numerose ‘reduciones’, comunità autonome di indios caratterizzate da un’organizzazione sociale che oggi definiremmo collettivista, in cui la musica acquistò un ruolo importante nella vita quotidiana. Questi tentativi di stato utopico, in cui per la prima volta si realizzava un contatto diretto fra le popolazioni indigene e la Chiesa, senza alcuna mediazione delle armi spagnole e senza l’introduzione del commercio e dello sfruttamento economico, ebbero fine con la cacciata dei gesuiti dalla Spagna e dalle colonie. Gabriel Garrido con l’Ensemble Elyma si è intensamente dedicato al recupero e alle esecuzioni di autori, quali Bergers, Vaisseau e Domenico Zipoli, che operarono in questi territori.

La vita del sacrificio di Cristo, che culmina con la crocifissione, è stato un tema privilegiato di riflessione e fonte di ispirazione per diversi artisti durante l’epoca delle colonie in America.
Da un lato la memoria della Passione e della Morte di Cristo e, dall’altro l’identificazione e l’unione della sofferenza dei popoli con quella del suo Salvatore, hanno generato un’ondata creativa di opere musicali, liturgiche e popolari, che riguardano questo tema. I tormenti di Cristo, la sua umiliazione, l’abbandono, il tradimento, le sofferenze e la morte in croce, non significavano solamente l’accadimento del passato, ma esperienze reali e vive nel presente.

Uscito dagli studi compiuti a Zurigo e alla Schola Cantorum di Basilea, roccaforte accademica della musica antica, Gabriel Garrido dopo aver svolto attività di esecutore ha creato, nel 1981 a Ginevra, l’Ensemble Elyma, gruppo di ricerca nell’interpretazione della musica barocca. Nel corso di un decennio è stato una presenza consueta nel cartellone del Teatro Massimo di Palermo con l’Orfeo di Monteverdi, La Gerusalemme liberata, il Combattimento di Tancredi e Clorinda, Il Ritorno di Ulisse in Patria. l’Ensemble Elyma ha ricevuto numerosi premi discografici fra cui il Diapason D’Or, lo Choc de la Musique e il Grand Prix de l’Académie du Disque.
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ERNANI: INVITO ALL’OPERA CON EMILIO SALA


Giovedì 2 aprile 2009 alle ore 18, in occasione della produzione lirica di Ernani di Giuseppe Verdi, si terrà presso il Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti l’incontro-aperitivo per la serie Invito all’Opera organizzata in collaborazione con gli Amici dei Teatri Modenesi.

Emilio Sala, docente di drammaturgia musicale all’Università Statale di Milano e studioso dei rapporti tra la musica e le varie forme di spettacolo, dall’opera al cinema, sarà protagonista di un appuntamento che prevede anche la presentazione del suo ultimo libro “Il valzer delle camelie. Echi di Parigi nella Traviata” (Torino, EDT, 2008).

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“DENTRO LE NOTE”, AFRICA. LA GRANDE MADRE CANTA



Prosegue mercoledì 1 aprile 2009 alle 18 alla Sala Rum di via Campi 309 la rassegna di incontri musicali Dentro le note con il musicista senegalese Kaw Dialy Mady Sissoko in un appuntamento dal titolo Africa. La grande madre canta condotto come di consueto da Giordano Montecchi.

Diaspora africana è il nome con cui oggi chiamiamo i tre secoli di storia dolorosa attraverso la quale il popolo di un intero continente è stato costretto a rompere le proprie radici trasferendosi altrove. La musica è stato uno fra i semi più fertili di questo fenomeno, gettando le basi di gran parte dei generi occidentali, dal blues, al rock, per non dire delle tradizioni latino americane. La world music è storia recente, e in tempi di globalizzazione è sbocciato l’interesse per le tradizioni etnografiche. Sissoko è nato a Dakar, in una famiglia dove ha appreso l’arte del canto epico senegalese e della ‘kora’, crescendo professionalmente fino a esibirsi in tutto il mondo e, in Italia, con Tony Esposito, Paolo Fresu e l’Orchestra di Piazza Vittorio.

Ingresso libero.
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STAGIONE LIRICA:
NUOVO ALLESTIMENTO DI ERNANI DI GIUSEPPE VERDI

Va in scena venerdì 3 aprile 2009 alle 20.30 e domenica 5 aprile alle 15.30 per la stagione lirica della Fondazione Teatro Comunale di Modena Ernani di Giuseppe Verdi, in un nuovo allestimento presentato in coproduzione con il Teatro Municipale di Piacenza e il Teatro Alighieri di Ravenna.
La direzione è affidata a Giampaolo Bisanti mentre regia, scene e costumi dello spettacolo sono firmate da Massimo Gasparon.
A fianco dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna e del Coro del Teatro Municipale di Piacenza, l’interpretazione è affidata a un cast che conta, nei ruoli principali, Luca Salsi, Giacomo Prestia, Amarilli Nizza e Renzo Zulian.

Ispirata al dramma contemporaneo Hernani di Victor Hugo, già celebre al suo tempo come uno dei manifesti del teatro romantico, l’opera di Verdi debuttò il 9 marzo del 1844 al Teatro La Fenice di Venezia con un successo quasi trionfale, tanto da essere rappresentata in altre quattordici città italiane e rimanere a lungo il titolo più eseguito del compositore. Solo alla Scala di Milano e al San Carlo di Napoli Ernani andò in scena per ben otto stagioni per un totale di oltre duecento rappresentazioni.

La partitura segna un punto di svolta importante nel percorso artistico dell’autore, spostando l’attenzione dai soggetti corali di ambientazione storica di Nabucco e dei Lombardi alla prima crociata all’espressione della dimensione umana dei personaggi. Verdi si tuffa così in pieno romanticismo popolare, e fa della violenza dei sentimenti la materia e l’interesse della sua musica. È una strada, quella del dramma psicologico individuale, che lo porterà di lì a pochi anni a un risultato definitivo con Rigoletto, La traviata e Il trovatore.

Nato nel 1972, Giampaolo Bisanti si è perfezionato con Donato Renzetti debuttando negli anni Novanta ne La Lettera Anonima di Donizetti al Teatro Litta di Milano. Vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, dal 1995 è direttore principale dell’Orchestra Mozart di Milano e viene regolarmente ospitato da prestigiose orchestre internazionali dirigendo in Italia, Stati Uniti, Giappone, Francia, Ungheria, Svizzera, Sudamerica e Grecia. Recentemente ha diretto con successo Madama Butterfly al Teatro Valli di Reggio Emilia per la regia di Daniele Abbado, Manon Lescaut al Teatro Massimo di Palermo, Orphée et Euridice al Comunale di Bologna e Macbeth a Trento, Rovigo e Pisa.
Nato a Venezia nel 1969, Massimo Gasparon è stato, a partire dal 1989, assistente di Pier Luigi Pizzi, partecipando a importanti produzioni internazionali. Ha curato, in qualità di regista, scenografo e costumista, Die Konigin von Saba di Goldmark e Giovanna d’Arco di Caikovskij al Royal Theatre del Wexford Opera Festival, Artaserse di Hasse al Teatro Rossini di Lugo, Amadigi di Haendel al San Carlo di Napoli, Tancredi al Teatro Verdi di Trieste e in tourunée a Osaka e Tokyo, Maometto II di Rossini a Bilbao e di nuovo Tancredi a Toulon.
(segue locandina dello spettacolo)


Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena
Venerdì 3 aprile ore 20,30 . turno A
Domenica 5 aprile ore 15,30 . turno B
Ernani
Dramma lirico in quattro parti di Francesco Maria Piave
da Hernani di Victor Hugo
Musica di Giuseppe Verdi



Personaggi e interpreti
Don Carlo Luca Salsi
Don Riccardo Enzo Peroni
Don Ruy Gomez de Silva Giacomo Prestia
Elvira Amarilli Nizza
Ernani Renzo Zulian
Giovanna Maria Cioppi
Jago Romano Franci


Direttore Giampaolo Bisanti
Regia, scene e costumi Massimo Gasparon
Luci Fiammetta Baldiserri

Maestro del coro Corrado Casati
Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna
Coro del Teatro Municipale di Piacenza

Nuovo allestimento
Coproduzione Teatro Municipale di Piacenza
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Teatro Alighieri di Ravenna
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IN PRIMA ITALIANA AIDE MEMOIRE CON LA
KIBBUTZ CONTEMPORARY DANCE COMPANY

Va in scena giovedì 26 marzo 2009 alle ore 21 in prima italiana per Danza primavera al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, Aide Memoire interpretato dalla Kibbutz Contemporary Dance Company per la coreografia di Rami Be’er.
La compagnia israeliana torna in Italia dopo Ekodrom presentato a maggio 2005 a Milano, Reggio Emilia e Padova con il titolo considerato il capolavoro del coreografo per maturità espressiva e ricchezza stilistica. Un’opera che ci parla di memoria, in particolare di quella che riporta alla tragedia dell’Olocausto.

Filtrata da una magistrale arte del movimento, da una messa in scena astratta e al tempo stesso evocativa, la Shoah non viene descritta dal coreografo israeliano, ma trascritta, richiamata alla mente attraverso la memoria dalle generazioni successive. Uno spettacolo-memorandum, un monito a ricordare gli orrori e gli errori del passato affinché non si ripetano. Tra evocazione e rabbia, commozione e poesia, Rami Be’er vede la danza come un terreno d’azione potente dove esprimere con verità le emozioni per arrivare dritto alla coscienza degli spettatori.

Nato in una famiglia di musicisti nel kibbutz di Ga’aton nella Galilea occidentale, vicino al confine settentrionale di Israele, Be’er ha iniziato giovanissimo a studiare violoncello e più tardi la danza con Yehudit Arnon, cecoslovacca sopravvissuta ai campi di concentramento, fondatrice nel 1970 della Kibbutz Contemporary Dance Company. Con la compagnia della Arnon Rami Be’er muove i primi passi come danzatore al termine del servizio militare nel 1980, e subito avvia parallelamente l’attività coreografica. Per la Kibbutz Contemporary Dance Company, che dirige ormai da tredici anni, ha dato alla luce un’impressionante lista di lavori, molti dei quali affrontano con coraggio temi storici o contemporanei di scottante attualità sociale.
«Nei miei lavori – spiega il coreografo - non descrivo la mia realtà, ma parlo di soggetti e argomenti connessi con la mia realtà». Come in Aide Memoire, lavoro del 1994, considerato all’unanimità il suo capolavoro e punto di svolta nel raggiungimento della maturità artistica, per il quale racconta: «Ho trascorso la mia infanzia con un gruppo di persone che aveva deciso di costruire una nuova vita in Israele per voltare pagina. Persone che volevano a tutti i costi lasciarsi alle spalle il passato e che preferivano non parlare del loro passato. Poi quando sono diventato adolescente ho cominciato a porre molte domande. E loro mi hanno raccontato molte cose, sempre più cose… Come artista e coreografo, quando mi sono sentito finalmente abbastanza maturo, ho affrontato l’argomento. È nato Aide Memoire».
Con illimitata immaginazione Be’er crea un inflessibile ritratto di quel ripugnante periodo storico attraverso fantasmagoriche immagini di paura, disperazione, coercizione, potenti quadri visivi e sonori che trasmettono con prepotenza l’indelebile sofferenza, lo spirito di sopportazione, la resistenza, la tensione alla sopravvivenza del genere umano. Lo fa incarnando tutto nella forza della danza e nel collage musicale del fedele Alex Claude che incorpora brani di Dowland, Laibach, Stockhausen e Kronos Quartet.

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HISTOIRE DU SOLDAT A “DENTRO LE NOTE”


Prosegue mercoledì 25 marzo alle 18 alla Sala Rum di via Campi 309 la rassegna di incontri musicali Dentro le note, con un programma che prevede l’esecuzione de l’Histoire du soldat di Stravinsky.

Andato in scena la prima volta a Losanna il 28 settembre 1918, il brano è uno dei più popolari capolavori del Novecento, destinato a scrivere un capitolo decisivo per il teatro musicale a venire, dal punto di vista sia artistico che produttivo.
Un teatro musicale dove non si canta una sola nota, ma semplicemente si parla, si recita: un modo tanto antico quanto atipico di combinare musica e parola, forse mai abbastanza esplorato nelle sue straordinarie potenzialità, schiacciato per così dire dallo strapotere che il belcanto ha sempre esercitato nel teatro per musica. Una favola dove si racconta di un soldato, una truffa molto particolare, dove il diavolo ci mette lo zampino e dove alla fine si scopre che le ricchezze e il potere non valgono niente. Ma anche la storia vera di come un compositore geniale si è inventato una sua privata rivoluzione, trovando il modo per mettere in scena uno spettacolo di teatro tascabile, che si può fare in una stanza, spendendo due soldi, anziché quella valanga di quattrini che il teatro e l'opera sempre esigono da quando esistono.

L’esecuzione sarà a cura dell’Ensemble da camera del Conservatorio di Parma diretto da Pierpaolo Maurizzi con la voce recitante di Giordano Montecchi.
Ingresso libero.
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DEBUTTA A MODENA IL NUOVO SPETTACOLO DI MONICA CASADEI

Va in scena sabato 21 alle 21 e domenica 22 marzo 2009 alle 17 in prima assoluta per la rassegna ‘Danza primavera’ al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, Turkish Bazaar, nuovo spettacolo di Monica Casadei realizzato per la sua compagnia Artemis Danza. Il titolo è coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena e rappresenta l’ultima tappa del progetto Artemis incontra culture altre costituito da una serie di residenze artistiche della Compagnia all’estero, iniziato nel 2005 e che ha già prodotto spettacoli ispirati al Brasile, a Cuba e al Messico.

Secondo la modalità ormai assodata del progetto, i danzatori della compagnia Artemis si recano nei diversi luoghi per abitarli ed esplorarli mettendo in gioco se stessi alla ricerca delle differenze che arricchiscono. L’atteggiamento è quello che sin dagli esordi, negli anni Novanta, ha caratterizzato la coreografa ferrarese attiva a Parma: privilegiare l’incontro con l’altro, assimilare e comprendere la diversità, cogliere negli interstizi di una cultura e di un popolo la realtà, superando le evidenze. «Viaggiare – spiega Monica Casadei –, scoprire l’anima di un popolo attraverso i suoi luoghi, i suoi profumi, i suoi sapori, i suoi volti, è un desiderio divenuto realtà. Incontrare un’altra famiglia, un’altra danza e condividere quest’esperienza umana e artistica con chi mi è più vicino, i danzatori e tutte le persone che rendono possibile e visibile questo miracolo, è per me un nutrimento nuovo». In bilico tra Oriente e Occidente, tra propensione alla laicità e conferma delle proprie radici musulmane, la Turchia oggi oscilla tra tradizione e modernità, tra nazionalismo e spirito europeo. Contraddizioni interne che si stampano indelebilmente nella memoria del visitatore, tanto da far pensare a un paese bifronte. «La Turchia - racconta ancora Casadei - ha lasciato in noi la percezione di due volti differenti, oserei dire opposti. Simbolicamente li associo al maschile e al femminile e a due suggestioni scenografiche giustapposte: un hamam, il ventre caldo e sensuale di una femminilità arcaica, tutta nascosta negli interni, e una sorta di campo sportivo, aperto, maschile, dove ci si allena per una futura competizione, ci si prepara all’Occidente, coltivando al tempo stesso uno spiccato orgoglio nazionale».

Premio della critica Danza&Danza nel 2000 come miglior coreografa della nuova generazione, premio ‘Anita Bucchi’ 2007 per Cuba 2006, La rivoluzione energetica come miglior coreografia dell’anno, Monica Casadei inizia nel 1994 in Francia la sua avventura di coreografa fondando la Compagnia Artemis Danza. Nel 1997 si trasferisce in Italia, maturando ad oggi ventidue creazioni per un’équipe stabile di dieci elementi, che sono state presentate oltre che nei principali teatri e festival italiani, in prestigiose manifestazioni internazionali in Francia, Belgio, Svizzera, Albania e Colombia. Monica Casadei ha inoltre curato le coreografie di numerosi spettacoli teatrali e d’opera, quali Jenufa per il San Carlo di Napoli a Traviata nel 2001 per la regia di Giuseppe Bertolucci. Dal 2002 è direttrice artistica della rassegna di Parma La Danza del III Millennio, dal 2002 al 2005 del Festival Corpi Multipli e dal 2004 al 2006 della rassegna La Danza Altrove al Teatro H.O.P. Altrove di Genova.
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IL CANTANTE JON DE LEO OSPITE DI “DENTRO LE NOTE”


Prosegue mercoledì 18 marzo alle ore 18 presso la Sala Rum di via Campi 309 la rassegna “Dentro le note” con la presenza straordinaria del cantante John De Leo, ex leader dei Quintorigo, con i quali ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1999 e nel 2001 e ha vinto il Premio Tenco nel ’99. Accanto a lui la consueta presenza di Giordano Montecchi per un viaggio musicale al quale parteciperanno il chitarrista Franco Ranieri e il pianista Guido Facchini.
John De Leo è un musicista naturale, creativo, usa un linguaggio in cui convivono attraverso sofisticatissimi equilibri le istanze d’immediatezza del rock e della pop music con l’ansia di ricerca dei generi più sperimentali. Il suo strumento è la voce, o meglio, la sua voce diventa strumento capace di inventare e improvvisare le mille declinazioni dal rumore al canto spiegato, fino al jazz.
Vanta collaborazioni eccellenti, da Roberto Gatto ad Alessandro Bergonzoni, da Stefano Benni ad Enrico Rava. Il cd come solista Vago Svanendo ha vinto il Premio della Critica di Musica&Dischi 2008.
“Dentro le note” attraverserà l’esperienza artistica del cantante considerando le tappe rilevanti del suo percorso, nonché gli elementi e gli incontri che hanno contribuito a formare il suo originale linguaggio. Alcune parole-chiave per definire la sua estetica: defunzionalizzare, arrangiamento, blues, sperimentazione, suono, parola, polisemia, curiosità.
Ingresso libero.
 
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SINFONICA TARDO ROMANTICA CON SIBELIUS
E CIAIKOVSKIJ


Prosegue sabato 14 marzo 2009 alle 21 la stagione sinfonica della Fondazione Teatro Comunale di Modena con la Filarmonica Arturo Toscanini e il violinista Sergej Krylov diretti da Yoel Levi.
In programma due capolavori del tardo romanticismo, quali il Concerto in re minore op. 47 per violino e orchestra di Jean Sibelius e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Piotr Ilic Ciaikovskij.

Il Concerto per violino fu eseguito la prima volta l’8 febbraio 1904 a Helsinki, con l’orchestra diretta dall’autore e Viktor Novácek come solista, e, dopo un’importante revisione, fu ripresentato a Berlino il 19 ottobre 1905 con i Philharmoniker diretti da Richard Strauss. Jean Sibelius rappresentava già a quell’epoca l’indiscusso campione del movimento di rinascita musicale di un paese che aspirava all’indipendenza dall’Impero, e la sua musica si era già affermata quale espressione originale di un autentico spirito nazionale.
La Quinta Sinfonia venne scritta nel 1888 a San Pietroburgo, poco del balletto La bella addormentata, uno dei lavori più felici del teatro di Ciaikovskij. Il brano ha conquistato il favore del grande pubblico per le magnifiche idee musicali, la forza espressiva dei momenti lirici e la squisita eleganza dei dettagli.

Nato in Romania e cresciuto in Israele, Yoel Levi ha ricevuto il primo premio al concorso internazionale di direzione d’orchestra a Besancon ed è stato assistente di Lorin Maazel alla Cleveland Orchestra dal 1980 al 1984. È direttore principale dell’Orchestre National d’Ile de France, con cui ha appena concluso una serie di concerti a Praga e Budapest. Dal 1988 al 2000 è stato direttore musicale dell’Atlanta Symphony Orchestra, e ha diretto a Londra, Parigi, Berlino, Praga, Budapest, Roma, Francoforte, Monaco, Copenaghen, Stoccolma, Israele, Corea e Giappone. Negli Stati Uniti ha diretto la New York Philharmonic, le orchestre di Boston, Filadelfia, Chicago, Los Angeles, Pittsburgh, San Francisco e Washington.

Sergej Krylov ha debuttato a dieci anni e giovanissimo ha conquistato il primo premio al concorso internazionale Lipizer di Gorizia. Dopo un periodo di perfezionamento con Salvatore Accardo, ha raggiunto fama internazionale vincendo il concorso Stradivari di Cremona e il concorso Kreisler di Vienna. Da quel momento ha intrapreso una carriera concertistica che lo ha portato a esibirsi nelle sale più prestigiose, dal Musikverein e Konzerthaus di Vienna, al Teatro Colon di Buenos Aires alla Scala di Milano. Tra i principali impegni di questa stagione, oltre ai concerti con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Yuri Temirkanov, figurano quelli con la Russian National Orchestra e Mikhail Pletnev, con l’Orchestra del Teatro Mariinskij diretta da Valery Gergiev, e la tournée con la English Chamber Orchestra. Krylov sta completando l’integrale dei Capricci di Paganini, avviato la stagione scorsa nelle maggiori città europee tra cui Bruxelles, San Pietroburgo, Roma, Milano, Torino e Cremona. La sua discografia include registrazioni per EMI, Melodya e Agorà.
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“DENTRO LE NOTE”: viaggio alle origini della musica occidentale


Prosegue mercoledì 11 marzo alle ore 18 presso la Sala Rum di via Campi 309 la rassegna “Dentro le note” con un appuntamento dal titolo Il canto degli immortali. A illustrare la musica eseguita e la propria esperienza saranno questa volta i cantanti del quartetto vocale ‘Odhecaton’, fra gli ensemble più accreditati nell’esecuzione del raffinato repertorio rinascimentale.

“Non sappiamo esattamente quando, come e chi abbia scoperto la strepitosa magia del cantare insieme e del combinare fra loro melodie differenti” ci dice Giordano Montecchi, che condurrà l’incontro come di consueto. “Ma è proprio da lì che la musica occidentale, così diversa da tutte le altre musiche del mondo, ha cominciato la sua avventura”. Attraversando quattro secoli di storia, fra parole e musica la lezione-concerto passerà dalle cattedrali gotiche alle corti italiane, dalle arcaiche polifonie dell’ars antiqua medievale alla polifonia ‘classica’ tardorinascimentale. Un percorso riassunto attraverso alcune pagine mozzafiato, frutto dell’arte di magister Perotinus, Guillaume Dufay, Josquin Desprez, Heinrich Isaac, Philippe Verdelot, Giovanni Pierluigi da Palestrina, la cui esecuzione è affidata alla più classica formazione vocale del Rinascimento, un quartetto maschile costituito da cantus, altus, tenor e bassus.

L’ensemble Odhecaton, sin dal suo esordio nel 1998, ha ottenuto alcuni dei più prestigiosi premi discografici e il riconoscimento, da parte della critica, di aver inaugurato nel campo dell’esecuzione polifonica un nuovo atteggiamento interpretativo, che fonda sulla declamazione della parola la sua lettura mobile ed espressiva della polifonia.
Il suo repertorio d’elezione è rappresentato dalla produzione musicale di compositori italiani e fiamminghi attivi in Italia tra Quattro e Cinquecento. Odhecaton riunisce alcune delle migliori voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione della musica rinascimentale e preclassica sotto la direzione di Paolo Da Col. L’ensemble è ospite nelle principali rassegne di tutta Europa e ha ottenuto i maggiori riconoscimenti discografici: Diapason D’or, Choc (Diapason e Le Monde de la Musique), Disco del mese (Amadeus e CD Classics), Cd of the Year (Goldberg).
PROGRAMMAZIONE
APRILE-MAGGIO 2009

BALLETTO

Mercoledì 1, giovedì 2, venerdì 3, sabato 4 aprile ore 21
Prima italiana
Teatro delle Passioni
Fuori abbonamento
In collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione

Nabih Amaraoui, Matthieu Burner
One to One

Coreografia Nabih Amaraoui, Matthieu Burner
Scenografia Massimo Furlan
Suono Olivier Heinry
Luci Nicolas Fandard
Interpreti Nabih Amaraoui, Matthieu Burner
Produzione Maison de la Culture de Bourges
Produzione della tournée Maison de la Culture d’Amiens

Lo spettacolo nasce dal rapporto fra Nabih, di origini algerine, e Matthieu, di provenienza alsaziana, e dall’incontro-scontro fra due modi di rapportarsi alla società radicalmente diversi.
La coreografia non sviluppa una storia, ma ha un fondamento autobiografico in una relazione professionale e personale nata fra due studenti e proseguita lungo una carriera che ha portato gli autori attraverso l’Europa, da Losanna a Berlino, crescendo negli ambienti più creativi della nuova danza contemporanea. “La questione di Me e l’Altro è al centro delle nostre considerazioni. Chi è l’Altro che ci accompagna e che noi accompagniamo?”.
Creato e sviluppato a partire dal 2004,‘Uno a uno’è stato presentato nel 2007 alla Maison de la Danse de Lyon e al Festival DanceKiosk di Amburgo.





Martedì 14 aprile ore 21

OPERA DI PECHINO
BEIJING OPERA

Accademia Nazionale di Tianjin
Direzione artistica Liu Yi Min
Estratti dalle quattro opere più famose del repertorio:

Il serpente bianco
Sanchaku
Combattimento alla montagna di Yangdan
Il re delle scimmie
Il serpente bianco
Combattimento della montagna di Yangdan

L’opera cinese è un genere di spettacolo totale che unisce musica, mimo, canto, teatro parlato, acrobazia, letteratura, arti marziali e soprattutto danza, intesa come espressione corporea che regola armoniosamente ogni azione sulla scena. Ancora largamente sconosciuto in occidente, questo genere originale di teatro musicale è la forma spettacolare più antica e popolare nel proprio paese.
Fondata duecento anni fa, l’Opera di Pechino è un patrimonio nazionale sostenuto dal Ministero della Cultura e, insieme a quella di Shangai, l’Accademia più accreditata per la difficile formazione dei suoi artisti. In occasione del tour occidentale di questa stagione, rivolgendosi a un pubblico nuovo, la compagnia ha prodotto uno spettacolo vario e suggestivo che combina quattro diversi titoli del repertorio




Mercoledì 13, giovedì 14 maggio ore 21

ENGLISH NATIONAL BALLET
Manon

Un drammatico racconto di innocenza corrotta
Coreografia Kenneth MacMillan
Musica Jules Massenet
Arrangiamenti Leighton Lucas e Hilda Gaunt
Scene Mia Stensgaard
Luci Mikki Kunttu
Messa in scena Monica Parker
Orchestra del Teatro Regio di Parma
Direttore Gavin Sutherland

Kenneth MacMillan, uno dei protagonisti del balletto della seconda metà del Novecento, è stato dal 1970 fino alla morte, nel 1992, prima direttore artistico e poi coreografo principale del Royal Ballet di Londra. Manon (1974) è tra i capolavori creati per la compagnia e poi divenuti masterpieces del repertorio internazionale. Le musiche scelte e arrangiate per formare la partitura del balletto furono tutte tratte da Massenet, ma nessun brano proviene dall’opera Manon, di cui si riprende invece la vicenda, bensì da oratori, opere, suite orchestrali e liriche da camera.
Rappresentata per la prima volta nel 2003 dal Royal Danish Ballet, questa produzione viene ripresa nel 2008 dall’English National Ballet, compagnia di tradizione classica fra le migliori al mondo















































OPERA

Venerdì 3 aprile ore 20,30 - turno A
Domenica 5 aprile ore 15,30 - turno B

Ernani

Dramma lirico in quattro parti di Francesco Maria Piave
dal dramma Hernani di Victor Hugo

Musica di Giuseppe Verdi

Personaggi e interpreti
Don Carlo Luca Salsi
Don Riccardo Enzo Peroni
Don Ruy Gomez de Silva Giacomo Prestia
Elvira Amarilli Nizza
Ernani Renzo Zulian
Giovanna Maria Cioppi
Jago Romano Franci

Direttore Giampaolo Bisanti
Regia, scene e costumi Massimo Gasparon
Luci Fiammetta Baldiserri
Maestro del coro Corrado Casati
Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna
Coro del Teatro Municipale di Piacenza

Nuovo allestimento
Coproduzione Teatro Municipale di Piacenza,
Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Teatro Alighieri di Ravenna

Ernani segna una svolta importante nel teatro verdiano. L’attenzione del compositore si sposta dai soggetti corali di ambientazione storica all’espressione della dimensione umana dei personaggi. Verdi si tuffa così in pieno romanticismo popolare, e fa della violenza delle passioni la materia e l’interesse della sua musica. È una strada, quella del dramma psicologico individuale, che lo porterà di lì a pochi anni a un risultato definitivo con Rigoletto, La traviata e Il trovatore.
Nel tentativo di rendere in musica il turbine straordinario delle passioni romantiche, Verdi trova una vena musicale eccezionale, e crea una serie di brani che fanno di quest’opera la più memorabile e di maggior successo fra quelle dei giovanili ‘anni di galera’. La musica precipita lungo un flusso melodico inarrestabile e irresistibile, dove la forza dei sentimenti trova nel canto la sua piena realizzazione.









Venerdì 17 aprile ore 20,30 - turno A
Domenica 19 aprile ore 15,30 - turno B

Sweeney Todd

A Musical Thriller
Libretto di Hugh Wheeler
Musica e liriche di Stephen Sondheim

Personaggi e interpreti
Sweeney Todd John Packard
Mrs Lovett Melissa Parks
Johanna Amanda Forbes
Anthony Hope Mark T. Panuccio
Judge Turpin Ethan Herschenfeld
Pirelli Darren Abrahams
Toby Asia D’Arcangelo
The Beadle Jason Ferrante
Beggar Woman Laura Leo

Direttore William Boughton
Regia Rosetta Cucchi
Scene Paolo Cavinato
Costumi Claudia Pernigotti
Coreografie Roberto Pizzuto
Maestro del coro Gianluigi Giacomoni

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Coro Ensemble del Teatro Rossini di Lugo

Nuovo allestimento
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna,
Teatro Rossini di Lugo,
Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Teatro Municipale di Piacenza

Newyorkese, classe 1930, Stephen Sondheim è un autore fra i più amati di Broadway a del teatro musicale americano. Alcuni dei suoi titoli, grazie alla elevata dignità artistica e alla ricchezza della scrittura musicale, hanno travalicato i confini del musical per approdare con successo anche nel repertorio operistico. A parte West Side Story, di cui è autore del testo letterario, è il caso di Sweeney Todd, di cui si ricordano produzioni del Covent Garden di Londra, della New York City Opera, della Lyric Opera di Chicago e interpreti quali Bryn Terfel e Thomas Allen.
A riaffermare la fama di questo musical presso il grande pubblico ha contribuito in tempi recenti la trasposizione cinematografica del regista Tim Burton (2007), interpretata da Johnny Depp ed Helena Bonham Carter.





CONCERTI

Chiesa di S.Agostino

Anonimo (sec. XVIII )
Pasión - Archivio Musicale di Moxos

Betsabée Haas soprano
Fabian Schofrin controtenore
Stephan Van Dyck tenore
Valerio Contaldo tenore
Furio Zanasi baritono
Ensemble Elyma

Coro Schola Cantorum Cantate Domino

Gabriel Garrido direttore

Coro Schola Cantorum Cantate Domino

La moderna musicologia e l’affermarsi dello studio sistematico delle prassi esecutive della musica antica, su strumenti originali, continua a portare alla luce aree del repertorio ancora sconosciute che riscuotono sempre più l’entusiasmo e l’interesse del pubblico.
Composto da cantanti e da strumentisti specializzati nelle musiche latine del Rinascimento e dell’epoca barocca, l’ensemble Elyma è stato costituito a Ginevra nel 1981 ed è diretto dal suo fondatore Gabriel Garrido. Il gruppo partecipa da diversi anni alla riscoperta di musiche antiche dell’America latina, come nel caso di questo brano di natura prettamente liturgica risalente all’epoca coloniale. Nello stile drammatico, ma non rappresentativo, dei Misteri sacri, il brano celebra momenti della vita e della passione di Cristo su testi latini.




Sabato 14 marzo ore 21

Filarmonica Arturo Toscanini

Sergej Krylov violino
Yoel Levi direttore
Jean Sibelius
Concerto in re minore op. 47 per violino e orchestra
Piotr Ilic Ciaikovskij
Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64

Filarmonica Arturo Toscanini

La Filarmonica Toscanini con il suo ampio organico rinnova il consueto appuntamento con la stagione del Teatro Comunale nell’esecuzione di grandi opere sinfoniche, portando a Modena interpreti e solisti di esperienza internazionale.
Nato in Romania e cresciuto in Israele, Yoel Levi è stato dal 1980 all’84 assistente di Lorin Maazel a Cleveland e dal 1988 al 2000 direttore Musicale dell’Atlanta Symphony Orchestra, portando il complesso a livello delle migliori orchestre americane e realizzando oltre trenta registrazioni per l’etichetta Telarc. Attualmente è direttore principale de l’Orchestre National d’Ile de France e direttore Ospite Principale dell’Israel Philharmonic Orchestra.
La presenza di Sergej Krylov si inscrive nel progetto che il Teatro Comunale ha dedicato nelle ultime stagioni al violino, al suo repertorio, e ai suoi interpreti, sia giovani, come il cinese Feng Ning (in programma con l’orchestra della radio di Mosca) che già ampiamente affermati. Raggiunta fama internazionale con il primo premio ai Concorsi Stradivari di Cremona e Kreisler di Vienna, Krylov ha intrapreso una carriera concertistica che lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo.




Lunedì 20 aprile ore 21

Orchestra della Toscana
Orchestra Giovanile Italiana
Gabriele Ferro direttore

Johannes Brahms
Sinfonian. 2 in re maggiore op. 73
Maurice Ravel
Pavane pour une infante défunte
Maurice Ravel
Boléro
Gabriele Ferro

L’Orchestra della Toscana è oggi considerata una tra le migliori orchestre da camera in Italia. È formata da 45 musicisti che sono stati applauditi nei più importanti teatri italiani e nelle più prestigiose sale europee e americane. L’Orchestra Giovanile Italiana è la punta dell’iceberg di un percorso formativo teso alla preparazione di musicisti italiani di alto livello. Curata didatticamente dalla Scuola di Fiesole è stata insignita del Premio Abbiati della Critica Musicale nel 2004. Il concerto è parte di un lungo progetto che unisce le due orchestre toscane offrendo a giovani musicisti l’opportunità di arricchire la propria esperienza a stretto contatto con gli interpreti dell’Orchestra della Toscana Gabriele Ferro vanta numerose registrazioni per Sony, Emi, Erato e Deutsche Grammophone e ha diretto alcune delle più note orchestre internazionali. Docente di direzione d’orchestra alla Scuola di Fiesole, nel 2004 ha diretto l’Orchestra Giovanile Italiana in una tournée in Sud America, dove è tornato recentemente alla guida dell’Orchestra della Toscana















ALTRO SUONO

Giovedì 9 aprile ore 21

Ute Lemper
Between yesterday and Tomorrow

Ute Lemper voce
Vana Gierig pianoforte
Todd Turkisher tamburi, percussioni
Mark Lambert chitarra
Don Falzone basso, contrabbasso

Nata a Munster, in Germania, e formata nell’ambito del teatro musicale e della danza, Ute Lemper si è affermata dapprima come interprete d’eccellenza del cabaret berlinese. Le sue versatili doti vocali e di interprete l’hanno portata presto a estendere il suo interesse per la canzone d’autore in direzioni diverse, dalla chanson tradizionale francese al song americano, dal jazz al pop, per approdare a creazioni proprie e di autori contemporanei, come nel disco Punishing Kiss (Decca Universal Music 2000), che include canzoni composte per lei da Elvis Costello, Tom Waits, Philip Glass e Nick Cave.
Il vastissimo repertorio costruito da Ute Lemper negli anni, è diventato oggi per la cantante un mondo musicale da esplorare, guidata secondo direttrici personali, così in Voyage, presentato a Modena nel 2005, come nel recentissimo Fra ieri e domani




Mercoledì 22 aprile ore 21

David Byrne
Songs of David Byrne and Brian Eno

David Byrne voce e chitarra
Mauro Refosco percussioni
Paul Frazier basso
Graham Hawthorne batteria
Mark Degliantoni tastiere
Kaissa Doumbe Moulongo, Ray Frazier, Jenni Muldaur voci
Lily Baldwin, Steven Reker, Natalie Kuhn ballerini
Cantante e leader dei Talking Heads (1974-1988), gruppo di avanguardia-pop con forti sperimentazioni nel punk rock, post-punk e funk, David Byrne è stato fra i primi promotori della world music, fondando l’etichetta discografica Luaka Bop.
Pioniere dell’ambient music, glam-rocker, artista multimediale, innovatore tecnologico, Brian Eno è, a partire dagli anni Settanta, un punto di riferimento per un’avanguardia musicale che non conosce confini, produttore per gli U2 (The Joshua Tree, Unforgettable Fire, Zooropa e Achtung Baby), per David Bowie e per i Coldplay (Viva La Vida Or Death And All His Friends).
I due autori, collaboratori musicali di vecchia data, si sono ritrovati per un progetto a quattro mani dedicato a un’inedita esplorazione del gospel americano attraverso l’elettronica, lanciato nel 2008 e in tour internazionale fra Stati Uniti, Australia e Europa.
Il repertorio del concerto presenta anche brani storici dei Talking Heads.
Giovedì 7 maggio ore 21

Idan Raichel Project
Within my walls

Idan Raichel voce, pianoforte, Fender Rhodes
Ravid Kahalani, Cabra Casay,
Maya Avraham voci
Rony Iwryn percussioni
Itai Nitzan batteria
Mark Kakon chitarre
Ziv Rahav basso
Shalom Mor tar, oud, chitarre
Eyal Sela flauto, sassofono

Tastierista, compositore, produttore e arrangiatore israeliano, Idan Raichel ha presentato il suo ambizioso progetto musicale nel 2002 guadagnando una posizione di rilievo sulla scena della musica popolare del suo paese, grazie alla suggestiva contaminazione con la musica etiope tradizionale, la poesia araba, canti yemeniti, cantillazione ebraica e ritmi caraibici.
In bilico tra sogno e realtà, tra la spinta a esplorare il mondo e il desiderio di sicurezza fra le mura domestiche, il suo secondo album Within my Walls (Fra le mie mura, in uscita nel 2009) contiene canzoni in israeliano, spagnolo, arabo e swahili che riflettono le atmosfere contemplative dei viaggi e le collaborazioni musicali dei tour durante i quali sono state concepite.
Ma Idan Raichel Project è anche un esempio ispirato di comprensione e collaborazione interculturale, che trasforma la musica in un forte messaggio di pace e tolleranza in un'area del mondo vessata da annosi conflitti.




Domenica 17 maggio ore 21
Prima assoluta
Teatro Massimo Troisi di Nonantola

Teho Teardo electronics, chitarra
Alexander Balanescu violino
Music for chambers

Concerto per chitarra, electronics e violino

In collaborazione con
Comune di Nonantola

Compositore, musicista e sound designer interessato alla fusione della musica elettronica con gli strumenti della tradizione, Teho Teardo è noto per le numerose colonne sonore scritte per Salvatores, Molaioli, Chiesa, Vicari, ma soprattutto per il più recente Il Divo di Paolo Sorrentino con cui ha vinto nel 2008 il Premio Ennio Morricone.
Violinista rumeno di formazione classica, con esperienze in ambito contemporaneo che lo hanno visto membro del celebre Quartetto Arditti, Alexander Balanescu è stato per quindici anni leader del Michael Nyman Ensemble, e ha collaborato con Philip Glass, John Lurie, David Byrne e Carla Bley.
Sabato 23 maggio ore 21

Omar Sosa
Afreecanos

Omar Sosa pianoforte, Fender Rhodes, electronics
Childo Tomas basso elettrico, voce, m’bira
Julio Barreto batteria
Mola Sylla voce, m’bira, xalam, kongoman

Pianista cubano, nato sotto l’influenza combinata di musica tradizionale e afroamericana, Omar Sosa utilizza il jazz come linguaggio attraverso cui combinare le tante voci e culture della diaspora africana. Dal 1995 si è imposto come leader sulla scena latin jazz di San Francisco, dove ha pubblicato Omar (Otà Records) seguito nel 1997 da Free Roots. Con Spirits of the Roots (nel 1998) e Bembon (nel 2000), il suo stile si è esteso ai ritmi latini e afro di tutto il Nuovo Mondo, ma anche a quelli dell’Africa del Nord, ai canti berberi e al rap, trasformando il groove afro-cubano in una musica urbana unita allo slam e all’hip hop, fino a raggiungere il mondo arabo con i successivi album Prietos (2001) e Sentir (2002).
L'ultimo cd (2008), che da il titolo al concerto, riunisce un gruppo di musicisti dalle diverse radici africane.




Giovedì 28 maggio ore 21
Teatro Massimo Troisi di Nonantola

Paolo Angeli chitarra sarda preparata
Antonello Salis pianoforte, fisarmonica

... A braccio
Un viaggio senza steccati nell’improvvisazione libera

In collaborazione con
Comune di Nonantola

Il ricco dialogo musicale fra Paolo Angeli e Antonello Salis si svolge sul terreno comune dell’improvvisazione jazzistica e attraversa senza barriere stimoli di varia provenienza e sonorità imprevedibili, dal free jazz ai Beatles, dalla musica popolare alle colonne sonore di Ennio Morricone. L’amore per la Sardegna, da dove provengono entrambi, e la passione per le sue tradizioni musicali sembra essere il legame inscindibile su cui si è costruita l’intesa dei due musicisti.
Paolo Angeli si muove tra avanguardia extra-colta e tradizione popolare, in un genere inclassificabile sospeso tra free jazz, folk noise, pop minimale, che lo ha portato a collaborare con Pat Metheny, Fred Frith, Hamid Drake e la violinista giapponese Takumi Fukushima.
Antonello Salis è uno dei punti di riferimento del jazz italiano, a fronte di una carriera ormai trentennale che lo ha visto collaborare con Enrico Rava, Paolo Fresu, Furio di Castri, Stefano Bollani, Cecil Taylor, Pat Metheny e Joey Baron.



Domenica 31 maggio ore 21
Progetto in prima assoluta

Lawrence D. “Butch” Morris
Folding space: Modette & other songs

Canzoni e ambienti per voce, ospiti e orchestra
(Stati Uniti, Giappone, Italia)

Shelley Hirsch voce
Lawrence D. “Butch” Morris direttore
Ospiti
Shelley Burgon arpa
Eri Yamamoto pianoforte
Mary Halvorson chitarra elettrica
Kenny Wollesen vibrafono, percussioni
J. A. Deane electronics, campionamento dal vivo

Filarmonica Arturo Toscanini

Musica e arrangiamenti Lawrence D. “Butch” Morris
Testi Allan Graubard, Mevlana Rumi, Gregory Tate, Helga Davis, Butch Morris

Progetto commissionato da
AngelicA
Coproduzione
Regione Emilia Romagna - Assessorato alla Cultura, AngelicA, Fondazione Teatro Rossini di Lugo, Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Fondazione Arturo Toscanini
Butch Morris, che ha iniziato la sua carriera in California negli anni Settanta come musicista free jazz, oggi è una delle figure di spicco della scena newyorkese. Famoso in tutto il mondo come bandleader, nelle sue opere mescola composizione e improvvisazione attraversando generi diversi che vanno dalla musica colta, all’ambient music, alla musica popolare.

Folding Space è un progetto di teatro musicale (Modette) che associa composizione, improvvisazione e narrazione teatrale, associato a un ciclo di brani vocali scritti per Shelley Hirsch, cantante ‘di confine’ fra le più interessanti.





BIGLIETTERIE
Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti
corso Canalgrande 85, telefono 059 203 3010 - fax 059 203 3011
Orario
dal 9 settembre al 15 novembre: dal martedì al sabato: 10 - 13 e 16 – 19
dal 18 novembre: dal martedì al sabato 16 - 19;
in coincidenza delle rappresentazioni: 16-21,30

Biglietteria dei Teatri
via Scudari 28, telefono 059 203 2993
Orario
martedì 10 - 19, mercoledì e giovedì 10 - 13
venerdì 15 - 19, sabato 10 - 19

Informazioni e acquisto telefonico: 059 203 3010
Informazioni e biglietti online: www.teatrocomunalemodena.it, www.vivaticket.it
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COPPÉLIA IN VERSIONE MONTMARTRE PER IL BALLETTO DI ZAGABRIA


Va in scena per in prima italiana per Danza Primavera della Fondazione Teatro Comunale di Modena sabato 7 marzo 2009 alle 21 e domenica alle 17 il Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria con Coppélia à Montmartre. Lo spettacolo riprende uno dei titoli più celebri della tradizione romantica ambientato con linguaggio tradizionale dal coreografo Youri Vàmos nella Montmartre di fine Ottocento, in un alternarsi di scene liriche e comiche che vede protagonista il quartiere bohémien per antonomasia, fra i dipinti di Toulouse Lautrec e le esibizioni di can can al Moulin Rouge.
Dalla nascita, il 25 maggio 1870 sul palcoscenico del Théâtre Impérial de l'Opéra di Parigi, Coppélia, caposaldo della letteratura ballettistica, porta i segni del momento storico e culturale al cui interno è stato generato, e le impronte professionali dei suoi tre primi creatori. La partitura, deliziosamente musicata da Clément Philibert Léo Delibes (1836-1891), è un campionario di professionalità adattate al mezzo. Nessuna novità clamorosa, niente eccessi, ma padronanza assoluta dei mezzi e del linguaggio in uso nell’epoca. Un solido spartito, la cui struttura resterà quasi immutata, nel tempo e negli infiniti allestimenti seguiti e una musica tanto orecchiabile e deliziosa da essere immancabilmente saccheggiata da cinema e televisione in tempi moderni. La coreografia originale di Arthur Saint-Léon venne subito copiata e rimaneggiata in lungo e in largo per l’Europa mentre il libretto di Charles Nuitter, la cui arte si era esercitata in tutti i generi, dalla prosa all’opera, dal vaudeville alle operette, mitigava di molto, edulcorandola al servizio del palcoscenico parigino, l’ispirazione macabra e goticheggiante derivata dal racconto del 1815 de L’uomo della sabbia di E.T.A. Hoffmann.
Coppélia, perfetto balletto classico per il vivace colorismo che anima l’ensemble del corpo di ballo, le scene e i costumi, segna un punto cruciale per la storia di questo genere spettacolare, e un ritorno, dopo le nebbie romantiche, al ballet d’action, per la sua sinfonia di umori, la vivace collana di danze, il brillìo che ne smalta le pagine, fra musica e coreografia. Il titolo affonda le mani nel folklore musicale e coreografico dell’Europa Centrale, prendendo a prestito per il piacere del pubblico fior di temi: refrain slavi, gighe, mazurche e czarde.
Per il saldo legame che unisce ogni suo componente, e la presenza di tocchi folklorici, virtuosismo tecnico, divertissements e l’ampio successo internazionale che il tutto ha riscosso, Coppélia proietta idealmente in avanti quella piattaforma, stilistica e strutturale, sulla quale si innalzeranno i capolavori classici e tardoromantici dello stesso Petipa: da Bayadère, Raymonda e Don Chisciotte a La Bella Addormentata, Schiaccianoci e Lago dei cigni.

Nato a Budapest nel 1946 Youri Vàmos è stato direttore del Balletto di Dortmund (1985-1988), del Balletto di Bonn (1988-1992), del Balletto di Basilea (1991-1997), e dal 1997 è al Balletto della Deutschen Oper am Rhein di Düsseldorf dove svolge un'intensa attività creativa, incentrata prevalentemente sulla realizzazione di nuovi balletti drammatici e sulla revisione dei classici .
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PRIMO APPUNTAMENTO CON OPERA FUTURA


Va in scena martedì 3 marzo ore 20,30 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena Fidelio Off, Quaderni dal carcere. Lo spettacolo costituisce il primo appuntamento di Opera Futura, progetto sperimentale della Regione Emilia Romagna dedicato al nuovo teatro musicale che prende le mosse dalla rilettura in chiave contemporanea di capolavori del passato, e che coinvolge i teatri e gli studenti di Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna.
I cantanti, nei ruoli di Fidelio, Florestano, Marzelline, Jaquino, Rocco e Pizarro sono giovani allievi della Scuola dell’Opera Italiana, un centro di alta formazione del Teatro Comunale di Bologna. L'Ensemble Icarus, che eseguirà le musiche originali e su trascrizione di Mauro Montalbetti, sarà diretto dal giovanissimo Salvatore Percacciolo.
L’opera è frutto di un vero e proprio processo creativo che parte dal Fidelio di Ludwig van Beethoven, andato in scena con la direzione da Claudio Abbado nel 2008 a Reggio Emilia, Modena e Ferrara. Francesco Micheli, regista, attore e ideatore dello spettacolo, si immagina che sempre dal carcere la storia di Fidelio venga raccontata, trent’anni dopo, da uno dei protagonisti: l'allora feroce, oggi ormai innocuo e anziano Pizarro, condannato all'ergastolo proprio per le malvagità compiute contro Florestano e le molte altre sue vittime. Grazie ad alcuni laboratori realizzati al Teatro Valli, hanno partecipato al progetto anche i detenuti della Casa Circondariale di Reggio Emilia, che hanno dato la loro testimonianza, ripresi nel carcere della Pulce da una troupe di Sky Classica. Alcuni dei video sono divenuti parte dello spettacolo, altro materiale sarà utilizzato per un documentario a cura dello stesso canale satellitare, con la regia di Maria Mauti.
L’opera, che prova a raccogliere il testimone lasciato da Beethoven, è un cammino pensato apposta per i giovani, fatto di incontri preparatori con gli studenti e di prove aperte, fino allo spettacolo vero e proprio, possibile grazie all’intensa collaborazione di istituzioni e sponsor regionali.

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INIZIA “DENTRO LE NOTE” CON IL GRUPPO DI MUSICA BRASILIANA JACARÉ


Ritorna “Dentro le note”, il ciclo di lezioni-concerto realizzate in collaborazione fra Fondazione Teatro Comunale di Modena, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ed ER.GO (Azienda Regionale per il diritto agli studi superiori).
Gli incontri, come ormai d’abitudine, consistono in un viaggio alla ricerca di musiche e di esperienze musicali particolari. Al centro degli incontri, curati e condotti da Giordano Montecchi, viene collocata sempre la figura dell’interprete o dell’autore, trasformandolo in testimone e narratore del suo percorso artistico di scoperta e di assimilazione di un determinato repertorio o cultura musicale. La rassegna quest’anno sarà dedicata alla vocalità, strumento naturale attraverso il quale sono passati più di mille anni di storia della musica. Il primo incontro, martedì 3 marzo alle ore 18 in Sala Rum (Via Campi 309, Modena), dal titolo Brasile, Il cuore oltre l'oceano vedrà protagonisti la cantante Cristina Renzetti e il chitarrista Rocco Casino Papia del gruppo Jacaré.
Il piccolo alligatore italo-portoghese che da nome al complesso, nasce nel 2003 dall’incontro dei due musicisti, per attraversare e immergersi famelico nelle acque inquiete del samba, del choro, del funk, riaffiorare nelle placide atmosfere del jazz e riposarsi sulle sponde della canzone d’autore. Cristina Renzetti ha coltivato la sua voce con singolare eclettismo, appropriandosi del virtuosismo della musica barocca e delle diverse tecniche contemporanee e popolari, incluso il canto classico indiano Dhrupad. L’elemento centrale del gruppo rimane però l’amore per il Brasile e per la stimolante ricchezza musicale di questa terra, dove nel 2008 Jacaré è stato in tournée con lo spettacolo Il Primo Passo presentato nei teatri e club di Rio de Janeiro, Sao Paulo e Belo Horizonte.
Ingresso libero.
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ENRICO DINDO E I SOLISTI DI PAVIA PER LA CONCERTISTICA AL COMUNALE

Prosegue mercoledì 25 febbraio alle 21 la stagione concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena con il violoncellista Enrico Dindo alla guida dell’orchestra d’archi I Solisti di Pavia.
Dindo si esibirà in qualità di solista, oltre che di direttore, in due brani al centro del programma. Il primo è il concerto per violoncello in do maggiore di Haydn, ritenuto perduto per due secoli e ritrovato negli anni Sessanta del Novecento. La partitura risale agli anni intorno al 1761, quando il compositore era maestro di cappella dei principi Esterházy, e fu scritta per l’amico violoncellista Joseph Franz Weigl che Haydn aveva chiamato nel complesso delle piccola corte. Il secondo brano solista è l’Andante cantabile per violoncello e archi di Ciaikovskij, in una trascrizione che l’autore stesso trasse dal secondo movimento del Quartetto n. 1 op. 11, sfruttando il fascino della melodia popolare e l’effetto toccante che ha garantito al lavoro una grande popolarità fin dalle prime esecuzioni ottocentesche, e che incantarono fra gli altri Lev Tolstoj.
Di Ciaikovskij si ascolterà anche la Serenata in do maggiore op. 48 per archi, mentre il concerto si aprirà con la Sinfonia n. 2 in re maggiore per archi di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

L’orchestra da camera I Solisti di Pavia è stata fondata nel 2001 da Enrico Dindo con la Presidenza onoraria di Mstislav Rostropovich. A partire dal 2002, all’attività internazionale il complesso ha affiancato l’impegno regolare nella stagione del Teatro Fraschini, dove ricopre il ruolo di orchestra residente. Ha inciso per l’etichetta Velut Luna pagine di Ciaikovskij e Bartók, Rota, Respighi, Martucci, Puccini, Sciostakovic e Stravinsky.

Già primo violoncello nell’Orchestra del Teatro alla Scala, Dindo ha vinto nel 1997 il primo premio al Concorso ‘Rostropovich’ di Parigi iniziando un’attività da solista che lo ha portato a esibirsi in numerosi paesi con orchestre quali BBC Philharmonic Orchestra, Orchestre Nationale de France, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Filarmonica di San Pietroburgo e Chicago Symphony Orchestra, al fianco di direttori quali Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev e Riccardo Muti. Nel 2000 gli è stato conferito dall’Associazione Nazionale Italiana Critici Musicali il Premio Abbiati come miglior solista nella Stagione 1998 - 1999 e nel 2005 gli è stato consegnato dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi il Premio “Vittorio De Sica” per la musica. È ospite in numerosi festival prestigiosi e sale da concerto di tutto il mondo e incide per la casa discografica Decca.
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con cortese richiesta di pubblicazione

NUOVI ABBONAMENTI A DANZA PRIMAVERA


A partire da sabato 14 febbraio 2009 saranno disponibili alle biglietterie di via Scudari e del Teatro Comunale Luciano Pavarotti i nuovi abbonamenti alla stagione di Balletto-Danza Primavera. Cinque gli spettacoli in programma, fra classico e contemporaneo, che andrà da marzo a maggio con Coppélia à Montmartre del Balletto di Zagabria, Turkish Bazaar di Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei, la Kibbutz Contemporary Dance Company, l’Opera di Pechino e per finire Manon, capolavoro di Kenneth MacMillan interpretato dall’ English National Ballet con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma. Dal 21 febbraio di potranno acquistare anche i biglietti ai singoli spettacoli.
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ROMANOSVSKI OSPITE DEL COMUNALE E DELLA GIOVENTÙ MUSICALE DI MODENA



Si esibirà giovedì 12 febbraio 2009 alle ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti il pianista Alexander Romanovski in un appuntamento presentato in collaborazione fra Stagione concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena e Festival Internazionale Pianistico 2009 della Gioventù Musicale d’Italia.

Il programma propone un viaggio nei diversi volti del pieno romanticismo, intimo, esoterico e virtuosistico, con la terza Sonata eseguita a fianco dei primi due Notturni e delle quattro Mazurche opera 30 di Chopin, con il visionario Vers la Flamme op.72 e la Sonata Messe noire di Alexander Skrjabin e con il celeberrimo Méphisto-Valse di Franz Liszt.

Nato in Ucraina nel 1984, Romanovski ha debuttato giovanissimo e ha iniziato a undici anni la sua attività concertistica suonando a fianco di Vladimir Spivakov e dei Virtuosi di Mosca. A tredici anni si è trasferito in Italia per studiare con Leonid Margarius alla rinomata Accademia Pianistica di Imola e nel 1999 è stato nominato honoris causa Accademico della Regia Accademia Filarmonica di Bologna per la sua interpretazione delle Variazioni Goldberg. Dopo una lunga tournée in Giappone nel 2000, l’anno successivo si è definitivamente imposto sulla scena internazionale vincendo, a soli diciassette anni, il prestigioso concorso Ferruccio Busoni di Bolzano. Gli anni successivi lo hanno visto apparire in decine di concerti nelle più importanti sale italiane ed europee. È già stato ospite di importanti festival internazionali come La Roque d’Anthéron in Francia, Klavier Festival Ruhr in Germania, Chopin Piano Festival in Duzhniki in Polonia, Festival Pianistico Internazionale Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo. Nel settembre 2007 è stato invitato a suonare a Castel Gandolfo alla presenza di Papa Benedetto XVI. Ha firmato un contratto esclusivo con la casa discografica Decca per la quale, nel novembre 2007, è uscito il primo CD dedicato a Schumann e Brahms. Nel 2008 ha ottenuto l’Artist Diploma al Royal College of Music di Londra. La stagione 2008-2009 lo vede impegnato nel debutto negli Stati Uniti e in concerti a Londra, Amburgo e Milano. Romanovski è uno degli oltre quaranta musicisti che la Gmi modenese ha presentato nelle stagioni immediatamente successive alla loro vittoria in concorsi internazionali, come è documentato dal recente “Almanacco dei vent’anni”, disponibile presso la sede dell’Associazione e pubblicato sul sito www.gmimo.it. Oltre al concerto come vincitore del Busoni, il 2 febbraio 2002, Romanovski è stato ospite della Gmi modenese anche il 25 maggio 2004, nell’ambito del Festival pianistico “Chopiniamo”.
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A MODENA PARTENOPE NEI 250 ANNI
DALLA MORTE DI HAENDEL

Va inscena domenica 8 febbraio 2009 alle 15.30 e martedì 10 febbraio alle 20.30 Partenope di Georg Friedrich Haendel su libretto di Silvio Stampiglia. Lo spettacolo è in coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara, dove ha debuttato in gennaio, il Teatro San Carlo di Napoli e l’Opéra National de Montpellier Languedoc-Roussillon, e costituisce la prima rappresentazione italiana in epoca moderna, presentata in occasione del 250° anniversario della morte del compositore.
L’interpretazione musicale è affidata all'Accademia Bizantina di Ravenna, diretta da Ottavio Dantone, uno dei più raffinati e vivaci ensemble di musica antica presenti oggi sulla scena internazionale, mentre l’allestimento è firmato dal regista Giuseppe Frigeni con i costumi disegnati da Regina Martino. Il cast, formato da Elena Monti, Marina De Liso, Sonia Prina, Valentina Varriale, Cyril Auvity e Gianpiero Ruggeri, porta in scena alcuni dei migliori specialisti del repertorio antico.

Il nuovo allestimento di Partenope rappresenta un passo avanti nella riscoperta dell’ampia produzione haendeliana, rivalutata e sempre più eseguita a partire dagli anni Venti del Novecento e divenuta oggi un punto di riferimento irrinunciabile del grande repertorio operistico. Fra i titoli più familiari al pubblico moderno si ricordano Rinaldo, Serse, Giulio Cesare, Orlando e Rodelinda, ma il lavoro di studio e di riscoperta degli oltre quaranta titoli del suo catalogo restano attivissimi, banco di prova di una tradizione esecutiva sempre più viva e specializzata nel campo della musica antica. Partenope, che ha già conosciuto illustri edizioni, fra cui quella del festival di Glimmerglass e del New York City Opera, è considerata il primo titolo del suo autore a uscire dai canoni dell’opera seria, verso un genere che raccoglierà di lì a poco i suoi esiti migliori con la produzione di Mozart-Da Ponte. L’opera fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1730, e ha per oggetto la regina fondatrice della città di Napoli e le peripezie guerresche e amorose che la porteranno alle nozze con uno fra i principi suoi pretendenti.

Nato a Halle nel 1685, lo stesso anno in cui vengono alla luce Johann Sebastian Bach e Domenico Scarlatti, e trascorsa in Italia una fase decisiva della sua formazione, Haendel si trasferisce a Londra nel 1711 divenendo vero e proprio ambasciatore dell'opera italiana oltremanica. Compositore tedesco, Haendel scriverà poi sempre opere in italiano per un pubblico inglese, con un successo tale da meritare negli anni venti del Settecento la direzione del King’s Theatre da parte della Royal Academy of Music.

“Le caratteristiche musicali di quest’opera sono tipicamente haendeliane e rappresentano al meglio sia la magistrale capacità di questo compositore nell’affrontare i libretti, sia il suo istinto spiccato per la musica vocale, legato anche all’esperienza da lui fatta in Italia” racconta il direttore Ottavio Dantone, vero protagonista a partire dagli anni Ottanta del repertorio barocco e del suo crescente successo in Italia e all’estero.

Giuseppe Frigeni, autore della regia di Turandot a Modena nel 2003, è stato coregista e coreografo di Robert Wilson e ha lavorato per il Festival di Salisburgo, l’Opéra-Bastille, il Thêátre du Châtelet, il Théâtre de la Monnaie di Parigi, la Schaubühne di Berlino, il Grand Opéra di Ginevra, il Teatro Comunale di Firenze, il Metropolitan di New York e la Houston Opera.
Per il Festival di Aix-En-Provence 2008 ha firmato la regia e le scene di Passion, opera contemporanea di Pascal Dusapin e la prossima stagione sarà impegnato alla Scala di Milano come regista collaboratore con Bob Wilson per la nuova produzione di Orfeo.

“Mi sono posto l’obbiettivo di non attualizzare l’opera aggiornandola in un contesto scenografico e drammaturgico naturalistico, o di adattarla con costumi contemporanei – racconta Frigeni di Partenope - ma di esasperare l’aspetto formalistico e artificiale della tradizione barocca, più incline alla stilizzazione che al realismo psicologico, all’effetto che al contenuto. Ho voluto insistere sull’aspetto ornamentale del Barocco, su certe attitudini o posture coreografiche che possono anche apparire desuete ma che costituiscono un codice figurativo comune a molte tradizioni teatrali, mi riferisco alla Commedia dell’Arte, al teatro dei Pupi ma anche al teatro orientale, come il No o il Katakali, in cui i personaggi sono figure allegoriche, talvolta archetipiche.”
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CONCERTISTICA: GIDON KREMER E LA KREMERATA BALTICA

Proseguono gli appuntamenti concertistici della Fondazione Teatro Comunale di Modena martedì 3 febbraio 2009 alle ore 21 con un concerto del violinista Gidon Kremer alla guida della Kremerata Baltica. Kremer e l’ensemble d’archi da lui fondato, già ospiti del Teatro Comunale nel 2003, si distinguono per l’impegno verso un repertorio vario e originale, che alla personale rilettura della tradizione classica affianca l’esecuzione di nuovi autori, spesso vicini al contesto romantico e popolare.
Il programma a Modena è in gran parte costituito da compositori attuali dell’Est europeo. Di Giya Kancheli, musicista georgiano di fama mondiale nato a Tbilisi nel 1935 e famoso per le sue creazioni di natura fortemente spirituale, si ascolterà Silent Prayer, brano per archi, violino e violoncello dedicato al sessantesimo compleanno di Gidon Kremer e all’ottantesimo di Mstislav Rostropovich. Ancora a Gidon Kremer e alla sua natura eclettica è dedicato Wie der alte Leiermann di Leonid Desyatnikov, autore russo nato nel 1955 e noto, oltre che per la produzione operistica e sinfonica, per le numerose colonne sonore in campo cinematografico. Della giovanissima Raminta Serksnyte, nata in Lituania e sensibile al contesto neoromantico con influenze minimaliste, jazz e popolari, sarà eseguito il De Profundis mentre di Reinhold Glière, compositore ucraino attivo nella prima metà del Novecento e interessato al folklore transcaucasico, sarà presentato l’Ottetto op. 5. Chiuderà il concerto la Serenata notturna K. 239 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Nato a Riga e allievo di David Oistrakh al Conservatorio di Mosca, Gidon Kremer si è affermato giovanissimo a livello internazionale come uno dei più originali e ambiziosi artisti della sua generazione. È apparso sui maggiori palcoscenici e con le più grandi orchestre d’Europa e d’America. Il suo interesse per la nuova musica lo ha portato a collaborare con compositori quali Alfred Schnittke, Arvo Pärt, Sofia Gubaidulina, Valentin Silvestrov, Luigi Nono, Aribert Reimann, Peteris Vasks, John Adams e Astor Piazzolla. Kremer ha registrato più di cento album, molti dei quali hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui il “Grand prix du Disque”e il “Premio Unesco”nel 2001. Nel 1997 ha fondato la Kremerata Baltica con lo scopo di promuovere giovani musicisti provenienti dalla penisola baltica, effettuando tournée internazionali e apparendo come ospite nell’ambito dei festival più prestigiosi, da Salisburgo ai BBC Proms di Londra.
Nell’ambito della proficua collaborazione con la casa discografica Nonesuch, l’orchestra ha prodotto due registrazioni con musiche di Piazzolla, Eight Seasons e Tracing Astor, un omaggio al grande compositore argentino, seguite da Silencio, affascinante accostamento di opere contemporanee di Pärt, Glass e Martynov, e da After Mozart, retrospettiva del compositore considerato dal punto di vista del ventunesimo secolo e vincitrice del Grammy Award nel febbraio 2002. Nel 2005 è uscito per l’etichetta ECM il Quartetto in sol maggiore di Schubert orchestrato dalla Kremerata.
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DANZA: IL FLAMENCO PIÙ PURO NELL’ULTIMO SPETTACOLO DI MERCEDES RUIZ


Va in scena domenica primo febbraio 2009 alle ore 21, per la stagione di Balletto al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, Juncá, spettacolo di flamenco della Compañía Mercedes Ruiz vincitore del Premio della critica Festival de Jerez 2007. A fianco dei danzatori Mercedes Ruiz, Vanesa Reyes e Carmen Herrera, si esibiranno i cantaores David Palomar, Londro e Francisco Javier Munoz, i chitarristi Santiago Lara (autore anche delle musiche originali) e Javier Ibáñez, Miguel Angel López al pianoforte e Perico Navarro alle percussioni.

Juncá è il titolo scelto da Mercedes Ruiz per uno spettacolo con cui esplora le sue radici culturali, che sono quelle del flamenco più puro, attraverso una personalissima fusione di immagini della tradizione e nuove invenzioni. “Lo spettacolo è dedicato alla città di Jerez - racconta la ballerina -, ed al Barrio di San Miguel, il quartiere in cui sono nata, nonché il luogo natale di grandi artisti del flamenco. Da questo quartiere arrivano cantanti del calibro di Manuel Torre ed Antonio Chacón, la travolgente ‘Faraona’, ‘La Paquera’, con la sua ritmica voce. Il mio intento è stato di offrire un sincero tributo alla Città, fonte inesauribile per il flamenco e per tutte le sue declinazioni artistiche”

Il recupero della memoria e delle tradizioni flamenche si sposa, in Juncá, a un minimalismo scenografico e stilistico che punta sul temperamento emotivo di musica e danza. Mercedes Ruiz attraversa diverse danze tradizionali, dalla seguidilla alla bulería, dalla zambra di Recuerdos en mi Soledad, omaggio personale a Lola Flores, alla soleá di Herencia de la tierra, più articolato affondo nella tradizione e nell’eredità flamenca legata a Jerez. Considerata a livello internazionale una delle maggiori personalità del teatro flamenco, con Juncá, presentato in prima mondiale alla Biennale dell’Arte Flamenca di Siviglia nell’ottobre 2006, Mercedes Ruiz ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico, che l’ha portata ad essere invitata nella stagione del Théâtre de la Ville di Parigi. Nata nel 1980, iniziata ancora bambina la carriera professionista con lo spettacolo Semilla Flamenca diretto da Ana Maria López, alcuni anni più tardi la Ruiz è entrata a far parte della compagnia Manuel Morao y los Gitanos de Jerez. Dal 1992 al 2002 si è esibita sui palcoscenici internazionali più importanti, collaborando con prestigiose compagnie di flamenco, tra le quali la Compañia de Antonio El Pipa e la Compañia de Eva Yerbabuena. Nel 2001 ha vinto il Premio Antonio Gades al XVI Concorso Nazionale di Córdoba, e nel 2002 il premio come Artista rivelazione dell’anno. Nel settembre dello stesso anno ha deciso di intraprendere la carriera da solista formando una compagnia propria. Nel gennaio 2005 ha debuttato al Festival Flamenco di Nîmes il suo secondo lavoro, Gestos de Mujer, con il quale è stato in tournée in Europa per oltre un anno.
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CONCERTO DELLA MEMORIA E DEL DIALOGO

Musicisti palestinesi, israeliani e italiani insieme
sul palcoscenico del Teatro Comunale


Si terrà lunedì 26 gennaio alle ore 21 presso il Teatro Comunale Luciano Pavarotti il Concerto della Memoria e del Dialogo. L’appuntamento, a ingresso libero, è presentato in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Modena ed è frutto del progetto Modena/Gerusalemme, promosso e realizzato dall’associazione Amici della Musica di Modena con il contributo del Comune di Modena, della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Gruppo Hera, Unicredit Banca, Gruppo Martinelli S.p.A. Sassuolo/Scandiano, CIR Food Cooperativa Italiana di Ristorazione, Moving Autoservizi e Studio d’Arte La Darsena.
Modena/Gerusalemme ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Parlamento Europeo, del Ministero degli Esteri, dell’ Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Modena e della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia.
Sul palcoscenico saliranno musicisti palestinesi, israeliani e italiani: Avi Avital al mandolino, Yael Zamir all’oboe, Wisam Gibran all’oud, l’AdM Ensemble (Gabriele Betti – flauto, Pacalin Zef Pavaci – violino, Luca Bacelli – violoncello, Paolo Vergari – pianoforte) e il Yasmeen Choir, coro della Scuola di Musica “Magnificat” di Gerusalemme, diretto da Hania Soudah Sabbara. Parte delle musiche in programma sono state appositamente commissionate ai compositori Erel Paz (Tel Aviv), Wisam Gibran (Nazareth) e Claudio Rastelli (Modena). Completano il programma musiche di Ben-Haim (Israele) e Nino Rota (Italia).
Il progetto Modena-Gerusalemme è nato dall’incontro dell’Associazione Amici della Musica con la Scuola di Musica “Magnificat” di Gerusalemme, retta dal padre francescano Armando Pierucci. La scuola è sorta nel 1995 con decisione del Capitolo della Custodia Francescana di Terra Santa, con una duplice funzione: luogo di dialogo, di pacifica convivenza, di promozione umana e sociale; luogo di orientamento e di preparazione professionale. In seguito il progetto si è sviluppato come esperienza di incontro e di conoscenza tra artisti italiani, israeliani e palestinesi. Tutti i musicisti che hanno preso parte al progetto si sono incontrati in gennaio a Modena per le ultime prove e per il concerto in programma al Teatro Pavarotti. In un secondo tempo, lo stesso spettacolo sarà presentato a Gerusalemme, Tel Aviv ed altre città israeliane.
In occasione del concerto modenese saranno presentate le immagini realizzate dal fotografo Giancarlo Pradelli durante lo svolgimento del progetto






PROGRAMMA
lunedì 26 gennaio 2009 - ore 21
Modena - Teatro Luciano Pavarotti
Concerto della Memoria e del Dialogo
AVI AVITAL - mandolino
YAEL ZAMIR - oboe
WISAM GIBRAN - oud
AdM ENSEMBLE
Gabriele Betti - flauto
Paçalin Zef Pavaci - violino
Luca Bacelli - violoncello
Paolo Vergari - pianoforte
YASMEEN CHOIR della Scuola Magnificat di Gerusalemme
diretto da Hania Soudah Sabbara

musiche di Wisam Gibran, Paul Ben-Haim, Erel Paz
Nino Rota, Claudio Rastelli


Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena e Associazione Amici della Musica di Modena – Concerti d’Inverno.
Patrocinio: Presidente del Parlamento Europeo, Ministero degli Esteri, Assemblea Legislativa Regione Emilia Romagna e Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia.

Ritiro del biglietto segna posto in occasione dei concerti o presso la sede della Associazione.
Per info 059 372467; mail@amicidellamusica.info 
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CARMEN: INVITO ALL’OPERA CON GLI INTERPRETI


Giovedì 22 gennaio 2009 alle ore 18.30, presso il Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, si terrà un incontro con il pubblico per la serie Invito all’Opera organizzata in collaborazione con gli Amici dei Teatri Modenesi.
All’incontro, che entrerà nel vivo della produzione lirica di Carmen, parteciperanno il direttore d’orchestra Juraj Valcuha, il regista Micha van Hoecke e Julia Gertseva, interprete del ruolo del titolo. L’appuntamento sarà moderato da Alessandro Taverna, giornalista che da molti anni si occupa di cronache musicali su riviste e quotidiani, fra cui le pagine bolognesi del Corriere della Sera, e vedrà la partecipazione di Carmela Piccione, studiosa e critico di danza e autrice di una recente biografia su Micha van Hoecke.
Ingresso libero, aperitivo al termine.
MERCOLEDI’ 21 GENNAIO ALLA ORE 18.00

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MUSICA



Manuel Aspidi incontra il pubblico e presenta alcuni brani del suo nuovo album Qualcosa è cambiato” (SonikRecords)



Dopo il successo del singolo “Soli a metà”, Manuel Aspidi presenta il suo album di esordio “Qualcosa è cambiato”. Il CD si compone di otto brani di forte impatto emotivo, realizzati seguendo una melodia di stampo americano. Il desiderio di Manuel era poter cantare in italiano su una musica e con uno stile statunitense: la sua voce si caratterizza, infatti, per spiccate intonazioni black; proprio per questo motivo uno dei brani è in inglese.

Il relatore dell’incontro sarà Marco Carmassi, responsabile dell’etichetta discografica SonikRecords.
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CARMEN: UNA COPRODUZIONE CHE UNISCE MODENA, PIACENZA, FERRARA e RAVENNA

Va in scena per la stagione lirica della Fondazione Teatro Comunale di Modena venerdì 23 gennaio 2009 alle ore 20,30, con replica domenica 25 alle 15,30 e il 28 alle 20,30, Carmen di Georges Bizet. L’opera è una nuova coproduzione messa in scena a Modena che proseguirà al Teatro Municipale di Piacenza, al Teatro Comunale di Ferrara e al Teatro Alighieri di Ravenna dove terminerà le recite il primo marzo.
Lo spettacolo, con regia e coreografia di Micha van Hoecke, è un riallestimento di una produzione di Ravenna Festival 2000 ripresa alle Terme di Baia per il San Carlo di Napoli nell’estate 2007.
La direzione è affidata a Juraj Valčuha, giovane musicista slovacco agli esordi di un’importante carriera internazionale, qui alla guida dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna.
Il ruolo del titolo sarà interpretato a Modena da Julia Gertseva, che in queste vesti ha già cantato alla Scala di Milano e alla Staatsoper di Amburgo nella stagione 2003-2004, alla Semperoper di Dresda e all´Accademia di Santa Cecilia, sotto la direzione di Georges Prêtre, e al Teatro Regio di Torino l’anno successivo, a Valencia sotto la direzione di Lorin Maazel e al Teatro Comunale di Firenze la scorsa stagione. Negli altri ruoli principali si ascolteranno il don José dei tenori Arnold Rutkowski (23, 25 gen.) e José Balestrini (28 gen.), la Micaela di Polina Pasztircsák (23, 25 gen.) e Francesca Sassu (28 gen.) e Dario Solari nelle vesti del torero Escamillo.

L’OPERA
Il soldato Don José rompe ogni barriera sociale per seguire la zingara Carmen alla deriva in un’esistenza estrema e fuori legge. Quando la focosa sigaraia lo abbandonerà per il torero Escamillo, José, rimasto solo, non troverà se non la vendetta e il delitto come unica via di uscita.
La sensualità è il motore principale dell’opera che, a partire dal suo successo, ha immortalato presso il grande pubblico l’ambiente gitano andaluso come uno dei luoghi tipici della più accesa passione romantica. La Spagna di Bizet, dipinta dai mille colori di un’ambientazione musicale che prende spunto dalle danze e dalle melodie popolari, è il luogo della passionalità, dell’istinto e dei conflitti primari. Ma al di là dei luoghi comuni, di Carmen si è andata sempre più svelando, anche grazie a interpreti come Maria Callas, una complessità psicologica e una dimensione teatrale che ne spiegano il successo intramontato anche nell’accezione più moderna.

L’ALLESTIMENTO
Carmen - spiega Micha van Hoecke - è per me una specie di destino a cui non si può sfuggire e una tappa determinante della mia esperienza artistica. Allestire l’opera al Pala De André di Ravenna significò rendere presente la sua profonda modernità, in linea anche col carattere rivoluzionario della protagonista, del suo profondissimo senso della libertà che la sospinge oltre la dimensione del teatro in altri luoghi, in altri spazi, in altri tempi. Mi interessa tutto il mondo di Carmen, che è anche il mondo culturalmente variegato del mio Ensemble di danzatori, come ad esempio il contatto fra etnie e culture diverse, con i relativi atteggiamenti di diffidenza, che è una delle caratteristiche determinanti del nostro tempo.

IL REGISTA
Micha van Hoecke si è affermato sulla scena internazionale come danzatore e coreografo, entrato a far parte della Compagnia di Roland Petit nel 1960, ha curato le coreografie del film Bolero per Claude Lelouch ed è stato direttore artistico del Centro Mudra di Maurice Béjart.
Nel 1991 ha debuttato come regista di opera al Ravenna Festival ne La Muette de Portici di Auber, trovando poi in Carmen, dove la danza ha un ruolo drammatico di primo piano, uno luogo ideale di incontro fra le sue competenze registiche e coreografiche. Nel 2004 ha firmato sia la regia che la coreografia del Macbeth di Verdi per la direzione di Daniele Gatti.

IL DIRETTORE D’ORCHESTRA
Nato nel 1976, Juraj Valčuha ha studiato a Bratislava, a San Pietroburgo e al Conservatoire National Supérieur di Parigi. La sua carriera è iniziata nel 2003 e lo ha visto dirigere fra le altre l’Orchestre National de France, l’Orchestre Philharmonique de Radio-France e l´Orchestre National du Capitole de Toulouse. Nella stagione 2006-2007 ha diretto la Filarmonica Toscanini a Parma, l´Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, Le nozze di Figaro all’Opéra di Nancy, La bohème al Teatro Comunale di Bologna, Il castello di Barbablù e La Voix Humaine all’Opéra di Lione. La scorsa stagione ha debuttato con l´Orchestra Sinfonica della RAI di Torino, con la Philharmonia Orchestra di Londra, la Münchner Philharmoniker, la Oslo Philharmonic, e la Deutsches Sinfonieorchester di Berlino mentre nel 2009 è atteso il suo debutto con la Los Angeles Philharmonic.
 

Venerdì 23 gennaio ore 20,30 . turno A
Domenica 25 gennaio ore 15,30 . turno B
Mercoledì 28 gennaio ore 20,30 . Fuori abbonamento
CARMEN
Dramma lirico in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy
dall’omonima novella di Prosper Mérimée

Musica di GEORGES BIZET
Editions Choudens, Paris - Rappr. per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano

Personaggi e interpreti
Carmen Julia Gertseva (23, 25, 28 gen.) / Geraldine Chauvet (22 gen.)
Micaela Polina Pasztircsák (23, 25 gen.) / Francesca Sassu (22, 28 gen.)
Don José Arnold Rutkowski (23, 25 gen.) / José Balestrini (22, 28 gen.)
Escamillo Dario Solari
Frasquita Paola Santucci
Mercedes Katarina Nikolič
Il Dancairo Gabriele Nani
Il Remendado Roberto Carli
Zuniga Alessandro Spina (23, 25 gen.) / Ziyan Atfeh (22, 28 gen.)
Morales Alessandro Battiato

Direttore Juraj Valčuha, regia e coreografia Micha van Hoecke
Scene Nicola Rubertelli, costumi Alessandro Lai, luci Daniele Naldi
Maestro del coro Stefano Colò

ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA-ROMAGNA
CORO LIRICO AMADEUS - FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI MODENA
ENSEMBLE DI MICHA VAN HOECKE
CORO DI VOCI BIANCHE DELLA FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI MODENA
Maestro preparatore Melitta Lintner

Produzione Ravenna Festival 2000
Riallestimento Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Municipale di Piacenza
Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Alighieri di Ravenna

In lingua originale con sopratitoli

PROGRAMMAZIONE
FEBBRAIO-MARZO 2009


CONCERTI

Martedì 3 febbraio ore 21
KREMERATA BALTICA
Gidon Kremer maestro concertatore e violino
Musiche di
Reinhold Glière
Giya Kancheli
Raminta Šerkšnytė
Leonid Desyatnikov
Wolfgang Amadeus Mozart

Giovedì 12 febbraio ore 21
ALEXANDER ROMANOVSKI pianoforte
In collaborazione con Gioventù Musicale d’Italia - Sede di Modena
Festival Internazionale Pianistico 2009
Musiche di
Fryderyk Chopin
Alexander Skrjabin
Franz Liszt

Mercoledì 25 febbraio ore 21
I SOLISTI DI PAVIA
Enrico Dindo violoncello e direttore
Musiche di
Felix Mendelssohn-Bartholdy
Franz Joseph Haydn
Piotr Ilic Ciaikovskij

Sabato 14 marzo ore 21
FILARMONICA ARTURO TOSCANINI
Sergej Krylov violino
Yoel Levi direttore
Musiche di
Jean Sibelius
Piotr Ilic Ciaikovskij



BALLETTO

Danza Primavera Marzo - Maggio 2009

Sabato 7 marzo ore 21 Prima italiana
Domenica 8 marzo ore 17
BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE CROATO DI ZAGABRIA
Coppélia à Montmartre
Libretto, coreografia e direzione Youri Vàmos
Musica Léo Delibes
Coppelia á Montmartre

Coppélia a Montmartre è uno spettacolo creato da Youri Vàmos ispirandosi liberamente a uno dei titoli più celebri della tradizione romantica. Il compositore Léo Delibes scrisse la partitura del balletto Coppélia che andò in scena all’Opéra di Parigi nel 1870, mettendo in musica la vicenda tratta dal racconto L’uomo della sabbia di E.T.A. Hoffmann.
Vàmos ha ambientato in chiave moderna la vicenda nella Montmartre della fine dell’Ottocento, in un alternarsi di scene liriche e comiche che vede protagonista il quartiere bohémien per antonomasia, fra i dipinti di Toulouse Lautrec e le esibizioni di can can al Moulin Rouge.


Sabato 21 marzo ore 21 prima italiana
Domenica 22 marzo ore 17
COMPAGNIA ARTEMIS DANZA
MONICA CASADEI
Turkish Bazaar
Nuova produzione
Creazione 2009 per 5 danzatori
Ideazione, coreografia e regia Monica Casadei

Produzione Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei
in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Modena
In collaborazione con CID-Centro Internazionale Danza di Parma, METU - Middle East Technical University di Ankara, Consolato d’Italia di Izmir, Istituto Italiano di Cultura di Istanbul
Con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
Regione Emilia Romagna-Assessorato alla Cultura e Cultura d’Europa, Provincia e Comune di Parma

Turkish Bazaar nasce dalla residenza artistica di Artemis Danza in Turchia, ulteriore tappa del progetto speciale ‘Artemis incontra culture altre’. Un viaggio che ha attraversato Ankara, Smirne e Istanbul e che ha portato Monica Casadei la sua Compagnia a contatto con la complessità e la ricchezza del mondo turco.
“Questa residenza, come le precedenti in Brasile, Cuba, Messico e poi in India, sono la risposta a un mio desiderio, condiviso dai miei danzatori, di vivere un incontro a stretto contatto con le comunità locali, in uno scambio di esperienze e di sensibilità che ha come minimo comun denominatore la danza. Quello che ho sentito e che vorrei far rivivere è il profondo senso di appartenenza del popolo turco, un popolo al confine tra due mondi, vitale e pieno di voglia di aprirsi e insieme profondamente misterioso ed arcaico, orgoglioso e dalla forte identità, di cui colpiscono la generosità, la capacità di accoglienza e l’umanità.” (Monica Casadei)


Giovedì 26 marzo ore 21
KIBBUTZ CONTEMPORARY DANCE COMPANY
Aide Memoire
by Rami Be’er
Coreografia, ideazione scenografia e luci Rami Be’er
Musiche John Dowland, Laibach, Stockhausen, Kronos Quartet
Disegno audio Alex Claude
Disegno luci Rami Be’er, Yossi Revach
Costumi Lilach Hazbani, Efrat Roded

La compagnia israeliana torna in Italia dopo Ekodrom presentato a maggio 2005 a Milano, Reggio Emilia e Padova.
‘Aide Memoire’ (1994) è considerato unanimemente il capolavoro di Rami Be’er, per maturità espressiva e ricchezza stilistica. Quest’opera ci parla di memoria, in particolare di quella che riporta all’Olocausto, riuscendo nel delicato compito di evocarlo in modo emotivamente forte senza rappresentarlo direttamente.
Fondata nel 1970 da Yehudit Arnon, coreografa cecoslovacca sopravvissuta all’olocausto, la compagnia è diretta dagli anni Ottanta dal suo allievo Rami Be’er e si è affermata come una delle maggiori istituzioni per la danza del suo Paese.

Mercoledì 1, giovedì 2, venerdì 3, sabato 4 aprile ore 21
Prima italiana
Teatro delle Passioni
Fuori abbonamento
In collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
NABIH AMARAOUI, MATTHIEU BURNER
One to One
Coreografia Nabih Amaraoui, Matthieu Burner
Scenografia Massimo Furlan
Suono Olivier Heinry
Luci Nicolas Fandard
Interpreti Nabih Amaraoui, Matthieu Burner
Produzione Maison de la Culture de Bourges
Produzione della tournée Maison de la Culture d’Amiens

Lo spettacolo nasce dal rapporto fra Nabih, di origini algerine, e Matthieu, di provenienza alsaziana, e dall’incontro-scontro fra due modi di rapportarsi alla società radicalmente diversi.
La coreografia non sviluppa una storia, ma ha un fondamento autobiografico in una relazione professionale e personale nata fra due studenti e proseguita lungo una carriera che ha portato gli autori attraverso l’Europa, da Losanna a Berlino, crescendo negli ambienti più creativi della nuova danza contemporanea. “La questione di Me e l’Altro è al centro delle nostre considerazioni. Chi è l’Altro che ci accompagna e che noi accompagniamo?”.
Creato e sviluppato a partire dal 2004,‘Uno a uno’è stato presentato nel 2007 alla Maison de la Danse de Lyon e al Festival DanceKiosk di Amburgo.




OPERA

Domenica 8 febbraio ore 15,30 - turno B
Martedì 10 febbraio ore 20,30 - turno A
PARTENOPE
Opera in tre atti di Silvio Stampiglia
Musica di Georg Friedrich Händel
Coproduzione Teatro Comunale di Ferrara,
Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Teatro San Carlo di Napoli,
Opéra de Montpellier


Venerdì 3 aprile ore 20,30
Domenica 5 aprile ore 15,30
ERNANI
Dramma lirico in quattro parti di Francesco Maria Piave
dal dramma Hernani di Victor Hugo
Musica di Giuseppe Verdi
Nuovo allestimento
Coproduzione Teatro Municipale di Piacenza,
Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Teatro Alighieri di Ravenna
Comunicato stampa

LO SCHIACCIANOCI, BALLETTO NATALIZIO IN SCENA AL COMUNALE

Va in scena giovedì 18 e venerdì 19 dicembre 2008 alle ore 21 per la stagione di balletto della Fondazione Teatro Comunale di Modena Lo schiaccianoci. Lo spettacolo sarà danzato, nella versione tradizionale adattata da Valerij Kovtun, dalla compagnia dell’Opera di Kiev, una delle istituzioni più antiche nel balletto dell’ex Unione Sovietica. La fondazione del Teatro e del corpo di ballo risale infatti alla seconda metà dell’Ottocento e coincide con la presenza assidua di Ciaikovskij, sia come compositore operistico e di balletto, sia come direttore d’orchestra. Insieme al Lago dei Cigni, presentato a Modena la scorsa Stagione nell’interpretazione del Balletto Kirov, Lo schiaccianoci è uno dei titoli di repertorio più amati dal pubblico e fra i capolavori più eseguiti del musicista in collaborazione con il coreografo Marius Petipa. La storia è tratta dai racconti del maestro della letteratura romantica tedesca E.T.A. Hoffmann (1816) e il balletto fu commissionato dal direttore del Teatro di Mosca per la casa reale. Andato in scena il 18 dicembre 1892, è divenuta da allora la più popolare fra le opere legate al periodo natalizio.

Una festa organizzata in una ricca casa borghese la sera della vigilia di Natale, la maestosa bellezza di un grande albero, il luccichio dei suoi addobbi, il fervore dei preparativi, il sopraggiungere di numerosi ospiti nell’ampio salone, ben presto gremito d’invitati e animato dalle danze, l’atmosfera accogliente, l’incontenibile entusiasmo e la vivacità dei più piccoli, il folto gruppo di bambini che si rincorrono e giocano fra i ‘grandi’. Si apre così infatti questo grande classico della danza tardo-ottocentesca reso prezioso dall’incanto dei suoi valzer, oltre che dalla suggestiva bellezza delle legazioni coreografiche.
Pur alleggerito dalla lettura favolistica che Petipa effettuò dell’opera di Hoffmann, maestro delle atmosfere oniriche e dei tormenti romantici più cupi, il balletto trascorre però dal giocondo clima della festa a una meno rasserenante dimensione surreale. Finito il ricevimento e congedati gli ospiti, la piccola Clara si addormenta e, in sogno, vede il salone e l’albero di Natale assumere proporzioni gigantesche, quindi assiste al sopraggiungere di ratti enormi e minacciosi e al prodigioso animarsi del giocattolo ricevuto in dono. Lo spettatore è trasportato dall’immaginazione che la bambina libera nel sonno dando forma ai propri timori e desideri. Nel buio la casa si ammanta di mistero e la protagonista si avventura in un universo ignoto e affascinante così, in chiusura del primo atto, nella stanza, tramutatasi in un bosco, i fiocchi di neve non cadono semplicemente, bensì danzano a tempo di valzer.
Il piccolo, incantevole tassello coreografico del ‘valzer dei fiocchi di neve’ – in origine affidato all’interpretazione di sessantaquattro ballerine in tutù, col capo incorniciato da una raggiera di pompon – è fra i divertissement dello spettacolo divenuti immortali, insieme al brillante ‘valzer dei fiori’, e al ‘valzer finale e apoteosi’, in cui, tradizionalmente, tutti i personaggi si uniscono in una spettacolare coreografia d’assieme.

Insignito dell’“Etoile d’ôr” dell’Accademia della danza francese al Festival Internazionale di Danza Classica di Parigi nel 1964, il Balletto dell’Opera di Kiev è diventata una compagnia di portata internazionale, famosa in Germania, Svizzera, Danimarca, Giappone, Ungheria, Spagna, Italia, Stati Uniti, Canada, Messico, America Latina e Australia. La sua messa in scena del Romeo e Giulietta è stata rappresentata in tutto il mondo per oltre trent’anni e ha ricevuto la medaglia dell’UNESCO.
Comunicato stampa

SINFONICA: ROMANTICISMO POPOLARE CON LA MOSCOW RADIO & TV SYMPHONY ORCHESTRA


Prosegue domenica 14 dicembre 2008 alle 21 la stagione sinfonica al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena con la Moscow Radio & Tv Symphony Orchestra diretta da Nicola Giuliani. Aprirà il programma Kamarinskaja di Michail Glinka. Il compositore, nato nei pressi di Smolensk nel 1804 e scomparso a Berlino nel 1857, fu fra i primi a svincolarsi dalla tradizione occidentale; esercitò una profonda influenza su Balakirev e sui musicisti della sua cerchia, compreso Ciaikovskij, il quale sosteneva che Kamarinskaja fosse il principio della scuola sinfonica russa. Seguirà il Concerto n. 1 in re maggiore op. 6 per violino e orchestra di Niccolò Paganini eseguito da Feng Ning, giovane musicista cinese impostosi all’attenzione internazionale dopo la vittoria del prestigioso concorso Paganini nel 2006. La partitura del concerto fu scritta dal compositore al culmine della maturità musicale e tecnica, con l’intento di dare vita a un lavoro di gran lunga superiore per difficoltà e concezione musicale a quelli scritti in precedenza. Il livello di virtuosismo del Primo Concerto è pari a quello dei Capricci e delle grandi serie di Variazioni, con un ampio repertorio di innovazioni tecniche sbalorditive per l’epoca che da spazio all’esplosiva presenza del solista. A conclusione della serata una delle pagine sinfoniche più celebri del repertorio, ovvero la Sinfonia dal Nuovo Mondo, scritta da Antonín Dvořák durante il soggiorno negli Stati Uniti, dove tra il 1892 e il 1895 fu direttore del Conservatorio Nazionale di New York. Il brano, salutato come un evento storico, debuttò in prima esecuzione il 16 dicembre 1893 alla Carnegie Hall con la New York Philharmonic Orchestra diretta da Anton Seidl.

L’Orchestra Sinfonica della Radio e Televisione di Mosca è stata costituita nel 1978 con l’obiettivo di trasmettere attraverso tutta la Russia il grande repertorio sinfonico classico e romantico. Oltre all’attività per la televisione, la radio e il cinema, l’Orchestra è stata impegnata in una intensa attività internazionale di tournée e registrazioni, e ha tenuto concerti a Monaco, Stoccarda, Roma, Napoli, Milano, Firenze, Madrid, Barcellona, Saragozza, Seoul, Pechino, Shanghai, Hong-Kong, New York, Chicago, Atlanta, Dallas e Los Angeles. Nicola Giuliani, che con questo programma sta effettuando una tournée in Italia e Germania, è stato direttore ospite principale del Teatro dell’Opera di Odessa dal 1992 al 1996 e collabora con numerose orchestre fra cui l’Orchestra Sinfonica della RadioTv di San Pietroburgo, la Filarmonica “G. Enescu” di Bucarest e l’Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina di Kiev.
Feng Ning, nato nel 1981 a Chengdu, ha vinto nel 2005 il primo premio al concorso violinistico internazionale Michael Hill in Nuova Zelanda. Nel 2000 ha vinto il Premio Emily Anderson della Royal Philharmonic Society a Londra e nel 2001 ha debuttato alla Wigmore Hall. Durante gli studi presso la Royal Academy of Music ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Ha effettuato registrazioni con la JVC Records e la Triton Records in Giappone, la Cypres Records in Belgio e la Channel Classics nei Paesi Bassi, e si è esibito in Cina, Canada, Regno Unito, Belgio, Francia, Italia, Giappone, Stati Uniti e Germania, con l'Orchestra Sinfonica Nazionale Cinese, la Philharmonia Hungarica, la Winnipeg Symphony Orchestra, i London Mozart Players, l'Orchestra Sinfonica Nazionale Belga, la Symphonia di Vienna, la NDR Radiophilharmonie Hannover, i Musici di Montreal e la Auckland Philharmonia.
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AL TENORE SALVATORE LICITRA LA “GHIRLANDINA D’ORO 2008” DEL LIRICA CLUB DI MODENA


Martedì 9 dicembre 2008 alle ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena si terrà un concerto lirico-vocale a ingresso libero in onore di Salvatore Licitra. Il Lirica Club di Modena, organizzatore della manifestazione con il patrocinio della Circoscrizione n. 2 del Comune di Modena, consegnerà al tenore in questa occasione la “Ghirlandina d’oro 2008”, simbolo che l’associazione assegna tradizionalmente ai grandi interpreti del teatro lirico internazionale.

Al concerto parteciperanno il soprano Raffaella Battistini, il baritono Vittorio Prato, il basso Daniele Macciantelli e il clarinettista Davide Braco in un programma con musiche di Mozart, Arrigo Boito, Vincenzo Bellini, Charles Gounod, Giacomo Puccini Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Francesco Paolo Tosti e Ruggero Leoncavallo. Al pianoforte siederà invece Leone Magiera, musicista che vanta fra i suoi allievi numerosi cantanti di fama internazionale e noto per la sua lunga collaborazione con Luciano Pavarotti, nonché per le performance a fianco di cantanti quali Mirella Freni, Raina Kabaivanska, Renata Scotto e Ruggero Raimondi.

Nato a Berna, in Svizzera, Salvatore Licitra ha studiato a Parma dove, nel 1998, ha debuttato al Teatro Regio in Un Ballo in Maschera di Verdi, opera ripresa durante l’estate all’Arena di Verona dove il tenore ha raccolto un’attenzione a livello internazionale. L’anno successivo, Riccardo Muti lo ha scelto per una nuova produzione della Forza del Destino al Teatro alla Scala. Nel maggio 2002, nell’addio al Metropolitan Opera di New York di Luciano Pavarotti, Salvatore Licita è stato chiamato a sostituire il grande tenore con un immediato preavviso, e a interpretare il ruolo di Cavaradossi con grandioso successo davanti a tremila spettatori.
Da allora Licitra è ospite frequente dei più grandi palcoscenici operistici e concertistici in Europa, Stati Uniti e Giappone. Nel corso della scorsa stagione ha cantato in una produzione di Andrea Chenier all’Opera di Zurigo, in Tosca di Puccini all’Opera di Amburgo e al Teatro Bellini di Catania, in Aida a Bilbao e in Un Ballo in Maschera al Metropolitan per la direzione di Gianandrea Noseda. Nel 2008 è stato ospite dell’Opera di Stato di Vienna per una nuova produzione de La Forza del Destino con la direzione musicale di Zubin Mehta.
L’inizio della presente stagione ha visto il tenore impegnato in una nuova produzione all’Opera di Los Angeles del Tabarro, e, nel ruolo del titolo, in una nuova produzione del Trovatore al Metropolitan di New York.

La serata sarà inaugurata da una prolusione al Premio di Alberto Mattioli. Ingresso libero
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FIDELIO:
BIGLIETTI DISPONIBILI PER DOMENICA 30

Si comunica che per la seconda recita del Fidelio di Beethoven diretto da Claudio Abbado, prevista per domenica 30 novembre 2008 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, si potranno ancora trovare posti disponibili alla biglietteria di via Scudari sabato 29 dalle 10 alle 19, e in corso Canal Grande 85 sabato dalle 16 alle 19 e domenica dalle ore 16. Si precisa inoltre che lo spettacolo inizierà alle ore 20.
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FIDELIO: L’OPERA DI BEETHOVEN DIRETTA DA CLAUDIO ABBADO AL COMUNALE

In apertura della Stagione lirica al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena va in scena venerdì 28 e domenica 30 novembre 2008 alle ore 20 il Fidelio di Ludwig van Beethoven in un allestimento nato nel 2007 e coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena insieme a Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Real di Madrid, Festspielhaus Baden Baden e Teatro Comunale di Ferrara.
L’opera è diretta da Claudio Abbado che ritorna a Modena in anni recenti per la terza volta con una produzione lirica dopo Così fan tutte e Il flauto magico di Mozart, rappresentate rispettivamente nel 2004 e nel 2005. La musica sarà eseguita dalla Mahler Chamber Orchestra, compagine fondata da Abbado e di fama internazionale, da un coro che unisce il rinomato Arnold Schönberg Chor al Coro de la Comunidad de Madrid e da un cast che prevede Anja Kampe nel ruolo del titolo, Christian Franz in quello di Florestan, Albert Dohmen nei panni di Don Pizarro, il Rocco di Giorgio Surjan e Marzelline interpretata da Rachel Harnisch.

L’allestimento è firmato dal giovane regista cinematografico Chris Kraus, noto al grande pubblico per 4 minuti, film del 2006 di argomento musicale ed espressione del nuovo cinema tedesco, e si avvarrà delle scene di Maurizio Balò, già ospite in teatri quali la Scala di Milano, il Metropolitan di New York, l’Opéra Bastille di Parigi e l’Opernhaus di Zurigo.

Se l’azione del Fidelio si svolge in una prigione di Stato spagnola nel milleseicento, l’opera mette in scena lo spettacolo senza tempo di una vittima della tirannia, Florestan, in nome della verità, salvata in extremis dall’amore della sua donna, Leonore, nei panni maschili di Fidelio. Lo spettatore rivive con quest’opera il sopruso del potere sulla libertà, moralmente e politicamente intollerabile, oggi come ieri. Misurandosi quest’unica volta con il teatro musicale, un Singspiel che alterna musica, canto e testo parlato, Beethoven si ispirò a un genere cresciuto in Francia negli anni della rivoluzione denominato pièce à sauvetage in cui gli eroi positivi, rappresentanti delle forze del bene trionfano dopo aver subito ingiuste persecuzioni e dopo romanzesche peripezie, secondo un’affermazione ottimistica della fiducia nei valori della giustizia e della ragione.

“Le differenze fra linguaggio cinematografico e operistico sono, ovviamente, tantissime” dichiara il regista in merito alla sua prima esperienza operistica, “in fin dei conti però tutto ha a che fare con le emozioni, l'obiettivo è quello di comunicare emozioni”. Ambientato ai tempi della Rivoluzione Francese, Fidelio ha messo il regista di fronte a una questione di forte attualità. “Le idee di allora non sono morte, il raggiungimento della libertà, il riconoscimento dei diritti civili sono temi scottanti, anche e soprattutto oggi. Quello che è profondamente cambiato è la speranza in un mondo migliore. Una speranza che non muore mai, ma che con gli anni si è andata affievolendo. L'oggi è molto differente dai tempi della Rivoluzione Francese e questo mi ha portato fra l’altro a pormi alcune domande sul mio lavoro nell'affrontare il finale dell'opera”.
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FIDELIO: ORESTE BOSSINI INCONTRA LO
SCENOGRAFO MAURIZIO BALÒ


Inizia giovedì 27 novembre 2008 alle ore 18 presso il Ridotto del Teatro Comunale il ciclo di incontri per il pubblico Invito all’Opera organizzato in collaborazione con gli Amici dei Teatri Modenesi.
La prima opera della rassegna è Fidelio, in scena il giorno seguente e domenica 30, di cui parleranno Oreste Bossini con Maurizio Balò, che ha realizzato le scene per il regista Chris Kraus.
Bossini è uno dei giornalisti più noti a occuparsi di comunicazione in ambito musicale a livello nazionale, sia come giornalista, per il Manifesto e il supplemento del Corriere della Sera Io donna, sia come conduttore radiofonico per Radio Rai Tre.
Maurizio Balò è uno degli scenografi italiani più importanti a livello internazionale, e ha realizzato scene per il Teatro alla Scala, la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, il Maggio Musicale Fiorentino, l’Opéra Bastille di Parigi, l’Arena di Verona, l’Opernhaus di Zurigo, il Metropolitan di New York e il Teatro de la Maestranza di Siviglia. Recentemente ha realizzato le scenografie per Parsifal di Wagner allestito al Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia.
Ingresso libero, aperitivo al termine
PROGRAMMAZIONE
GENNAIO-FEBBRAIO 2009


CONCERTI

Lunedì 26 gennaio ore 21
Fuori abbonamento
MODENA - GERUSALEMME
Concerto della memoria e del dialogo
AdM ENSEMBLE
Gabriele Betti flauto, Paçalin Zef Pavaci violino, Luca Bacelli violoncello
AVI AVITAL mandolino
YAEL ZAMIR oboe
Wisam Gibran oud
Jasemine Choir della Scuola Magnificat di Gerusalemme
diretto da Hanja Soudah Sabbara
Musiche di EREL PAZ (Tel Aviv), BISHARA KHELL (Nazareth), CLAUDIO RASTELLI (Modena)
commissionate appositamente per Modena - Gerusalemme
e di altri compositori europei, israeliani e arabi

Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
Amici della Musica di Modena - Concerti d’Inverno
Con il patrocinio del Presidente del Consiglio Europeo,
del Ministero degli Esteri e della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia

Prosegue, dopo l’appuntamento della scorsa stagione con Avi Avital e il Meitar Ensemble, la collaborazione del Teatro Comunale con il progetto sviluppato in occasione del Giorno della Memoria dall’Associazione Amici della Musica di Modena. L’iniziativa è nata da un’esperienza di incontro e dialogo interculturale che coinvolge musicisti e compositori italiani, israeliani e palestinesi ai quali l’associazione ha commissionato nuove composizioni da presentare nel 2009. A Modena, i solisti mediorientali e i giovani del Jasemine Choir si uniscono all’AdM Ensemble per dare vita a un programma originale da presentare prima al Teatro Comunale Luciano Pavarotti quindi, in novembre, a Gerusalemme e in altre città israeliane e palestinesi. Accanto ai nuovi brani per coro e ensemble di Claudio Rastelli, Erel Paz e Bishara Khell, sono in programma musiche di compositori europei, arabi e israeliani. In occasione del concerto saranno presentate le immagini del fotografo Giancarlo Pradelli realizzate nel corso di questo progetto in Israele e in Palestina.




Martedì 3 febbraio ore 21
KREMERATA BALTICA
Gidon Kremer maestro concertatore e solista

REINHOLD GLIÈRE
Octet op. 5
GIYA KANCHELI
Silent Prayer per violino, violoncello e archi
Gidon Kremer violino
Giedre Dirvanauskaite violoncello
RAMINTA ŠERKŠNYTĖ
De Profundis per archi
LEONID DESYATNIKOV
Wie der alte Leiermann per violino e archi
Gidon Kremer violino
WOLFGANG AMADEUS MOZART
Serenata notturna n. 6 in re maggiore K. 239
Gidon Kremer violino


Gidon Kremer e l’ensemble da lui fondato, già ospiti del Teatro Comunale nel 2003, si distinguono per l’impegno verso un repertorio vario e originale, che affonda le proprie radici nella tradizione classica ma che si spinge con gusto e raffinatezza ai confini di generi musicali diversi. Oltre alle prime esecuzioni e alle commissioni di autori quali Kancheli, Vasks, Desyatnikov e Raskatov, si ricorda la collaborazione del gruppo con la casa discografica Nonesuch, che ha prodotto due registrazioni con musiche di Piazzolla (Eight Seasons, che contiene le Stagioni di Vivaldi e di Piazzola e Tracing Astor), Silencio, affascinante accostamento di opere contemporanee di Pärt, Glass e Martynow e After Mozart, retrospettiva del compositore rivisitato dal punto di vista del ventunesimo secolo (Grammy Award nel febbraio 2002). Nel 2005 la rinomata etichetta ECM ha pubblicato una registrazione del Quartetto in sol maggiore di Schubert orchestrato dalla Kremerata Baltica.


Giovedì 12 febbraio ore 21
ALEXANDER ROMANOVSKI pianoforte
In collaborazione con Gioventù Musicale d’Italia - Sede di Modena
Festival Internazionale Pianistico 2009
FRYDERYK CHOPIN
Notturno n.1 in si bemolle minore op. 9
Notturno n.1 in do minore op. 48
Sonata n. 3 in si minore op. 58
Quattro mazurche op. 30
ALEXANDER SKRJABIN
Vers la Flamme op.72
ALEXANDER SKRJABIN
Sonata n. 9 op. 68 Messe noire
FRANZ LISZT
Méphisto-Valse

Alexander Romanovski è senza dubbio una delle maggiori rivelazioni pianistiche dei nostri giorni. Nominato honoris causa Accademico della Regia Accademia Filarmonica di Bologna nel 1999 per la sua interpretazione delle Variazioni Goldberg, nel 2001 ha vinto a soli diciassette anni il concorso Busoni di Bolzano, uno dei premi più prestigiosi al mondo. Incide in esclusiva per l’etichetta DECCA che nel novembre 2007 ha pubblicato il primo disco dedicato a Schumann e Brahms. Nel 2008 ha ottenuto l’Artist Diploma al Royal College of Music di Londra. La stagione 2008-09 prevede, fra i molti appuntamenti, il debutto negli Stati Uniti e concerti a Londra, Amburgo e Milano. Il pianista è stato ospite a Modena della Gioventù Musicale Italiana nel febbraio 2002 e nel maggio 2004.


Mercoledì 25 febbraio ore 21
I SOLISTI DI PAVIA
Enrico Dindo violoncello e direttore
FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore op. 52 per archi Lobgesang
FRANZ JOSEPH HAYDN
Concerto per violoncello in do maggiore Hob. VIIb/1
PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ
Notturno n. 4 op. 19 per violoncello e archi
PIOTR ILIC CIAIKOVSKIJ
Serenata in do maggiore op. 48 per archi


Il concerto rende omaggio a uno dei più importanti virtuosi italiani. Diplomandosi presso il Conservatorio Verdi di Torino, Enrico Dindo ha ricoperto per oltre dieci anni il ruolo di primo violoncello solista nell’Orchestra del Teatro alla Scala. Nel 1997 ha vinto il Primo Premio al Concorso Rostropovich di Parigi intraprendendo da quel momento un’attività che lo ha portato ad esibirsi come solista in moltissimi paesi e con le orchestre più prestigiose.
Nel 2000 l’Associazione Nazionale Italiana Critici Musicali gli ha conferito il Premio Abbiati come miglior solista dell’anno e nel 2005 gli è stato consegnato dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi il Premio Vittorio De Sica per la musica.
Ha fondato a Pavia l’Associazione Culturale ‘I Quattro Cavalieri’ di cui è direttore artistico e della quale fanno parte l’ensemble ‘I Solisti di Pavia’, di cui è direttore musicale.
Enrico Dindo incide in esclusiva per la casa discografica Decca.



BALLETTO


Domenica 1 febbraio ore 21
COMPAÑÍA MERCEDES RUIZ
Juncá
Premio della critica Festival de Jerez 2007
Direzione artistica e coreografia Mercedes Ruiz
Musica originale Santiago Lara
Testi Santiago Lara, David Lagos e della
tradizione popolare
Danzatori Mercedes Ruiz
Antonio Lopez, Vanessa Rodriguez
Cantaores David Palomar,
David Lagos, Londro
Chitarra Santiago Lara, Javier Ibáñez
Pianoforte Miguel Angel López
Percussioni Perico Navarro
Luci Manu Llorens
Fonico Mario Garcia
Costumi Fernando Ligero

Juncá è il titolo scelto da Mercedes Ruiz per il suo nuovo spettacolo. Con questo lavoro l’artista di Jerez esplora le sue radici culturali, che sono quelle del flamenco più puro, attraverso una personalissima fusione di immagini della tradizione e nuove invenzioni. Con la sua peculiare inventiva e personalità, la coreografa-danzatrice reinterpreta questa forma d’arte e ci offre una singolare visione degli stili del canto e del ballo flamenco, nati proprio nella sua città. E così la seguidilla, la soleá e la bulería, le cui origini storiche affondano nella comunità di Jerez, diventano parti fondamentali dello spettacolo. Considerata a livello internazionale come una delle maggiori personalità del teatro flamenco di oggi, con Juncá, presentato in prima mondiale alla Biennale dell’Arte Flamenca di Siviglia nell’ottobre 2006, Mercedes Ruiz ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico, che l’ha portata ad essere presente nella stagione del Théâtre de la Ville di Parigi, fino a vincere nel 2007 il premio della critica al Festival di Jerez.

Sabato 7 marzo ore 21 Prima italiana
Domenica 8 marzo ore 17
BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE CROATO DI ZAGABRIA
Coppélia à Montmartre
Libretto, coreografia e direzione Youri Vàmos
Musica Léo Delibes

Coppélia à Montmartre è uno spettacolo creato da Youri Vàmos ispirandosi liberamente a uno dei titoli più celebri della tradizione romantica. Il compositore Léo Delibes scrisse la partitura del balletto Coppélia che andò in scena all’Opéra di Parigi nel 1870, mettendo in musica la vicenda tratta dal racconto L’uomo della sabbia di E.T.A. Hoffmann. Vàmos ha ambientato in chiave moderna la vicenda nella Montmartre della fine dell’Ottocento, in un alternarsi di scene liriche e comiche che vede protagonista il quartiere bohémien per antonomasia, fra i dipinti di Toulouse Lautrec e le esibizioni di can can al Moulin Rouge.



OPERA

Venerdì 23 gennaio ore 20,30 . turno A
Domenica 25 gennaio ore 15,30 . turno B
Mercoledì 28 gennaio ore 20,30 . Fuori abbonamento
CARMEN
DRAMMA LIRICO IN QUATTRO ATTI DI HENRI MEILHAC E LUDOVIC HALÉVY
DALL’OMONIMA NOVELLA DI PROSPER MÉRIMÉE
MUSICA DI GEORGES BIZET
Personaggi e interpreti
Carmen Julia Gertseva
Micaela Polina Pasztircsak / Francesca Sassu
Don José Andrea Carè
Escamillo Dario Solari
Frasquita Paola Santucci
Mercedes Katarina Nikolič
Il Dancairo Gabriele Nani
Il Remendado Roberto Carli
Zuniga Alessandro Spina / Ziyan Atfek
Morales Alessandro Battiato

Direttore Juraj Valcuha
Regia Micha van Hoecke
Scene Nicola Rubertelli
Costumi Alessandro Lai
Luci Daniele Naldi
Maestro del coro Stefano Colò

ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA-ROMAGNA
CORO LIRICO AMADEUS - FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI MODENA
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Municipale di Piacenza
Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Alighieri di Ravenna

Il soldato Don José rompe ogni barriera sociale per seguire la zingara Carmen alla deriva in un’esistenza estrema e fuori legge. Quando la focosa sigaraia lo abbandonerà per il torero Escamillo, José, rimasto solo, non troverà se non il delitto, la vendetta e il suicidio come unica via di uscita.
La sensualità è il motore principale dell’opera che, a partire dal suo successo, ha immortalato presso il grande pubblico l’ambiente gitano andaluso come uno dei luoghi tipici della più accesa passione romantica. La Spagna di Bizet, dipinta dai mille colori di un’ambientazione musicale che prende spunto dalle danze e dalle melodie popolari, è il luogo della passionalità, dell’istinto e dei conflitti primari. Ma al di là dei luoghi comuni, di Carmen si è andata sempre più svelando, anche grazie a interpreti come Maria Callas, una complessità psicologica e una dimensione teatrale che ne spiegano il successo intramontato anche nell’accezione più moderna.


Domenica 8 febbraio ore 15,30 . turno B
Martedì 10 febbraio ore 20,30 . turno A
PARTENOPE
Opera in tre atti di Silvio Stampiglia
Musica di GEORG FRIEDRICH HÄNDEL
Personaggi e interpreti
Partenope Elena Monti
Arsace Ambra Mancuso
Rosmira Sonia Prina
Armindo Valentina Varriale
Emilio Cyril Auvity
Ormonte Gianpiero Ruggeri

Direttore Antonio Florio
Regia, scene, luci Giuseppe Frigeni
Costumi Regina Martino
CAPPELLA DELLA PIETA’ DE’ TURCHINI
Coproduzione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Teatro San Carlo di Napoli, Opéra de Montpellier

Le opere di Händel, rivalutate e sempre più eseguite a partire dagli anni Venti del Novecento, sono diventate oggi un punto di riferimento irrinunciabile del grande repertorio operistico. Fra le maggiori affermazioni del barocco musicale europeo, vero contraltare a Johann Sebastian Bach, che non si addentrò mai nel teatro musicale, Händel scrisse opere Italiane per il pubblico inglese e trascorse a Londra quasi tutta la sua carriera, iniziata con il successo di Rinaldo nel 1711.
Fra i titoli più familiari al pubblico moderno si ricordano Serse, Giulio Cesare, Orlando e Rodelinda, ma il lavoro di studio e di riscoperta degli oltre quaranta titoli del suo catalogo restano attivissimi, banco di prova di una tradizione esecutiva sempre più viva e specializzata nel campo della musica antica.
Partenope, che ha già conosciuto illustri produzioni, fra cui quella del festival di Glimmerglass e del New York City Opera (1998), è considerata la prima opera ‘comica’ del suo autore, ovvero il primo titolo a uscire dai canoni dell’Opera Seria.
L’azione si svolge a Napoli, dove i principi di Corinto e di Rodi cercano di ottenere in sposa Partenope, fondatrice della città.
La Cappella della Pieta’ de’ Turchini è un’ensemble fondato nel 1987 da Antonio Florio, costituito da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano del Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari. L’originalità dei programmi ed il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca, fanno della Cappella una delle espressione più raffinate della vita musicale italiana ed europea.


BIGLIETTERIE
Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti
corso Canalgrande 85, telefono 059 203 3010 - fax 059 203 3011
Orario
dal 9 settembre al 15 novembre: dal martedì al sabato: 10 - 13 e 16 – 19
dal 18 novembre: dal martedì al sabato 16 - 19;
in coincidenza delle rappresentazioni: 16-21,30

Biglietteria dei Teatri
via Scudari 28, telefono 059 203 2993
Orario
martedì 10 - 19, mercoledì e giovedì 10 - 13
venerdì 15 - 19, sabato 10 - 19

Informazioni e acquisto telefonico: 059 203 3010
Informazioni e biglietti online: www.teatrocomunalemodena.it, www.vivaticket.it
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ALL’OPERA IN FAMIGLIA!
‘ARCIBALDO SONIVARI’ IN SCENA DOMENICA POMERIGGIO AL COMUNALE

Va in scena in prima esecuzione assoluta domenica 16 novembre alle ore 16 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti la nuova opera dal titolo Arcibaldo Sonivari e il misterioso caso della musica scomparsa commissionata al compositore Mario Pagotto. L’opera, destinata al pubblico dei bambini e delle famiglie, è prodotta dal Teatro nel contesto del cartellone di “MusicaSuMisura” e prosegue un progetto creato da quasi dieci anni con l’intento, da un lato di dare spazio ad autori del nostro tempo, e dall’altro di avvicinare i giovani al teatro musicale e all’opera lirica attraverso un linguaggio attento a questo delicato tipo di pubblico. In questo contesto sono stati ospitati nelle scorse edizioni alcuni dei maggiori compositori italiani, fra i quali Marco Tutino e Lorenzo Ferrero.

Il testo dell’opera è stato tratto da un racconto di Anna Valentini, che firma il libretto e che oltre che musicista e autrice di testi teatrali per l’infanzia è insegnante nella scuola primaria.
La vicenda si svolge nel ‘laborioso regno di Roccasilente’, dove sono tutti così impegnati a produrre beni materiali da dimenticare il valore della musica e delle arti, capaci invece di offrire nutrimento alle emozioni. Così, solo quando gli strumenti smettono di suonare e i suoni scompaiono per magia, ognuno si accorge di aver trascurato la musica, che per entrare nel cuore ha bisogno di attenzione, silenzio e capacità di ascolto. Sarà solo con l’aiuto di Arcibaldo Sonivari, un eroe musicale del tutto speciale, che i cittadini riusciranno a capire cosa è accaduto e a sciogliere l’incantesimo.

“La cosa fondamentale, scrivendo per i bambini, è stata per me l’idea di non annoiarli” racconta il compositore. “In questo mi ha aiutato molto il modo in cui è strutturato il libretto, con i tocchi ironici e divertenti che loro sicuramente coglieranno. Il dosaggio che abbiamo cercato con la librettista per la lunghezza delle arie e delle scene è sempre studiato per non avere sproporzioni in termini di lunghezza, bensì di creare una situazione di movimento costante e di interesse che non lasci spazio a distrazioni e a perdere interesse per quello che sta accadendo in scena. Devo davvero ringraziare Anna Valentini, che conosce bene le strategie comunicative per questo tipo di pubblico e le utilizza in modo assolutamente naturale. Da parte mia ho cercato di mantenermi entro i termini di una struttura musicale basata principalmente sull’aspetto melodico e sulla vivacità ritmica, con lo sforzo di non lasciar cadere mai la tensione dell’ascoltatore”.

La regia dello spettacolo è affidata ad Alessandra Panzavolta che è attiva in campo operistico dal 1995 e che ha firmato El Retablo di Maese Pedro e Il Cordovano per i Teatri di Reggio Emilia, invitata poi al Festival Rossini di Pesaro e al Wexford Opera Festival come regista e scenografa di Carmen. Ha collaborato inoltre alla produzione di Macbeth con la regia di Vick diretto da Riccardo Muti per il Teatro alla Scala e dal 2001 è direttore di produzione al Teatro de la Maestranza di Siviglia.

Attivo sia in Italia che all’estero, Mario Pagotto ha ricevuto commissioni dall’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano, dall’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino, dall’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto e dall’Orchestra Milano Classica. Le sue opere sono edite dalle case editrici Rai-Trade di Roma e Pizzicato Verlag di Basilea.

A dirigere sarà Federico Longo, alla guida dell’Ensemble da Camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena.

Info 059 2033010, ore 16-19.
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DA DOMANI I BIGLIETTI PER LA NUOVA OPERA DI MARIO PAGOTTO


Sono disponibili a partire da domani (venerdì 7 novembre 2008) presso la biglietteria del Teatro Comunale di Corso Canalgrande 85, i biglietti per la nuova opera commissionata al compositore Mario Pagotto e destinata al pubblico delle famiglie. Lo spettacolo, dal titolo Arcibaldo Sonivari e il misterioso caso della musica scomparsa, in produzione in questi giorni, andrà in scena in prima esecuzione assoluta domenica 16 novembre alle ore 16.
Attivo sia in Italia che all’estero, Mario Pagotto ha ricevuto commissioni dall’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano, dall’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino, dall’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto e dall’Orchestra Milano Classica. Le sue opere sono edite dalle case editrici Rai-Trade di Roma e Pizzicato Verlag di Basilea.
Info 059 2033010, ore 16-19.
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SINFONICA: MUSICA FRANCESE CON LE SORELLE LABÈQUE E L’ORCHESTRE NATIONAL DU
CAPITOLE DE TOULOUSE

Prosegue mercoledì 5 novembre 2008 alle 21 la stagione sinfonica della Fondazione Teatro Comunale di Modena con un concerto di Katia e Marielle Labèque e dell’Orchestre National du Capitole de Toulouse diretta da Tugan Sokhiev.
L’appuntamento porta a Modena un duo pianistico che ha da tempo raggiunto fama mondiale e i massimi riconoscimenti musicali. Le sorelle Labèque si sono imposte all’attenzione del grande pubblico non solo per il valore delle loro interpretazioni ma anche grazie all’originalità di un’attività artistica che le ha portate ad espandere i propri confini oltre la tradizione classica, e a istituire una casa discografica e una fondazione a loro nome dedicate allo sviluppo e alla diffusione del repertorio per due pianoforti attraverso l’incontro con musicisti, artisti e scrittori.
A Modena eseguiranno il Concerto in re minore per due pianoforti e orchestra di Francis Poulenc, una delle composizioni più riuscite e più amate di questo autore, scritta nel 1932 per il Festival di Venezia. Un’opera “gioiosa e diretta”, a detta dello stesso compositore che la eseguì in prima assoluta a fianco dell’amico Jacques Février con l’orchestra della Scala diretta da Désiré Defauw. Il Concerto è ricco di riferimenti a Mozart, che Poulenc aveva sempre guardato come esempio supremo, e risente degli influssi del pianoforte di Ravel, che aveva appena presentato a Parigi il suo Concerto in sol maggiore.

Completano il programma, interamente dedicato alla musica francese, due partiture di Hector Berlioz, ovvero Le Corsaire, splendida ouverture del 1844 che evoca per mezzo della musica lo spirito avventuroso dei fuorilegge del mare, e la celeberrima Sinfonia Fantastica, uno dei più importanti lavori sinfonici apparsi dopo la Nona Sinfonia di Beethoven. L’imponente affresco musicale, dal carattere bizzarro, anticonformista e visionario, si nutre di un mondo sonoro ricco di fantasia e della sensibilità straordinaria di Berlioz per la percezione fisica del suono degli strumenti. Nell’orchestra di Berlioz trovano posto reminiscenze sonore del teatro d’opera, delle bande militari, persino delle chiese parigine dov’era ancora viva la tradizione del canto gregoriano.

Tugan Sokhiev è direttore ospite principale e consigliere artistico dell’Orchestre National de Toulouse, con la quale ha diretto concerti a Vienna, Lubiana, Zagabria e Parigi, dove è stato proclamato «Révélation musicale de l’année» dalla critica francese nel 2007 per le sue esibizioni al Théâtre des Champs-Élysées. È nato a Vladikavkaz, in Ossezia, nel 1977, e ha studiato al conservatorio di San Pietroburgo. Allievo di Ilya Musin, poi di Yuri Temirkanov, nel 2001 si è diplomato in direzione d’orchestra. Vincitore nel 2000 del Concorso Prokofiev, ha assunto le cariche di direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Statale Russa e di direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica dell’Ossezia Settentrionale. Nel dicembre 2001 ha debuttato all’Opera Kirov di San Pietroburgo e nel luglio 2003 al Metropolitan di New York. Fra il 2004 e il 2006 ha diretto la Philharmonia di Londra, l’Orchestra della Radio Svedese, la Royal Concertgebouw di Amsterdam, l’Orchestra Sinfonica di Radio Francoforte e la Filarmonica di Monaco di Baviera. Nell’agosto del 2005 ha sostituito Lorin Maazel alla testa della Sydney Symphony Orchestra e nella stessa stagione ha debuttato alla Houston Grand Opera e con l’Orchestre Philharmonique de Radio-France.
Comunicato stampa

VIRGILIO SIENI A DANZA AUTUNNO CON LA MUSICA DI BACH ESEGUITA DA
ROCCO FILIPPINI E ANDREA BACCHETTI


Va in scena venerdì 31 ottobre 2008 alle ore 21 per la rassegna Danza Autunno della Fondazione Teatro Comunale di Modena “Sonate Bach, di fronte al dolore degli altri”, spettacolo creato nel 2007 da Vrgilio Sieni per la sua compagnia che vedrà impegnati i danzatori Simona Bertozzi, Ramona Caia, Massimiliano Barachini e Pierangelo Preziosa. Il coreografo questa volta mette la sua lunga esperienza di ricerca sul movimento e sulla composizione scenica al servizio di un tema delicato come il dolore della guerra rivissuto attraverso undici avvenimenti tragici che hanno segnato la nostra storia recente. Undici sono anche le coreografie, quanti sono i tempi delle tre Sonate di Bach che a Modena verranno eseguite da Rocco Filippini, fra i migliori violoncellisti italiani, e da Andrea Bacchetti, giovane pianista affermato a livello internazionale.
“La danza qui afferma lo sforzo di evocare da queste macerie di esistenza una bellezza impossibile e paradossale, da cesellare con lo strumento etico e politico per eccellenza: il gesto” afferma il coreografo. “L’attenzione torna quindi alla questione del corpo, al suo significato, alla sua complessità e attualità. La sola risposta che si offre è ancora quella rivolta allo sguardo del pittore del ’300: la sublimazione della tragedia nella trasfigurazione artistica senza commento, che coinvolge insieme l’umano e il sacro, il singolare e l’universale”.
Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, è divenuto uno dei protagonisti della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni ’80. La sua Compagnia, nata nel 1992, lavora regolarmente in Italia e in Europa; ha presentato spettacoli a New York e compiuto tournée in America Latina ed Estremo Oriente. Ha ricevuto per due volte il premio Ubu (il più importante premio italiano per le arti sceniche): nel 2000 per la sperimentazione sulla fiaba e nel 2003 per lo spettacolo Empty Space Requiem. Oltre al lavoro con la Compagnia, Sieni è stato coreografo ospite per il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Comunale di Firenze, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo.

Rocco Filippini ha fondato nel 1968 il Trio di Milano, e più recentemente il Quartetto Accardo. È accademico di Santa Cecilia e docente di violoncello al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano da venticinque anni. Alcuni tra i massimi compositori contemporanei, quali Luciano Berio, Franco Donatoni e Salvatore Sciarrino, gli hanno dedicato loro opere.

Nato a Genova nel 1977, Andrea Bacchetti ha debuttato a undici anni e in Italia suona regolarmente con le maggiori orchestre e per le principali associazioni concertistiche. È ospite regolare dal 1998 delle Serate Musicali di Milano, dove ha in corso di esecuzione un programma pluriennale con l’integrale dell’opera per tastiera di Bach. Le sue incisioni delle Suite Inglesi di Bach (DECCA) hanno ricevuto il premio dalla rivista americana “Classics Today”. Il CD Berio Piano Works (DECCA) ha avuto la “nomination” al Premio Amadeus 2005 ed è stato segnalato tra le migliori incisioni dell’anno dalle più autorevoli riviste musicali italiane. Il DVD Arthaus con le Variazioni Goldberg di Bach è stato segnalato tra i migliori dell’anno dalla stampa specializzata europea e americana.
Comunicato stampa

GERGIEV E L’ORCHESTRA SINFONICA

DEL TEATRO MARIINSKIJ



Prosegue la stagione concertistica al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, mercoledì 22 ottobre 2008 alle ore 21, con uno dei suoi appuntamenti sinfonici più attesi. A Modena si ascolterà infatti l’Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinskij diretta da Valerij Gergiev, direttore stabile del complesso di San Pietroburgo da oltre dieci anni.

Il programma sarà interamente dedicato alla musica russa, e percorrerà quasi un secolo di repertorio attraverso alcuni dei suoi autori più rappresentativi. Il concerto si aprirà infatti con l’ouverture Russlan e Ludmilla (1842), la celebre pagina di Michail Glinka su soggetto fantastico e popolare e tutt’oggi cavallo di battaglia delle grandi orchestre, per proseguire con la Sinfonia Eroica (1880) di Aleksandr Borodin e l’ouverture da La sposa dello Zar (1899) di Nikolaj Rimskij-Korsakov, uno dei maestri della scrittura orchestrale del secondo Ottocento. La serata si concluderà con La sagra della primavera di Stravinskij (1913), partitura nata come balletto per la compagnia di Diaghilev ma divenuta la pagina forse più emblematica della nascita del nuovo secolo.



L’Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinskij è nata nella seconda metà del XIX secolo e vanta collaborazioni storiche con Berlioz, Wagner, Ciaikovskij, Mahler, Rachmaninov e Sibelius. Il complesso è diventato il punto di riferimento di una scuola di grandi direttori d’orchestra tramandata attraverso nomi quali Vladimir Dranishnikov, Ariij Pazovskij e Boris Khaikin e, negli ultimi decenni, Eduard Grikurov, Konstantin Simeonov e Yuri Temirkanov. Grazie a Valerij Gergiev il complesso si è imposto come una delle orchestre filarmoniche, di opera e di balletto più rinomate al mondo. Sotto la sua direzione il repertorio è divenuto più ampio e più vario, accogliendo progetti sinfonici e vocali di interesse rilevante, con opere di autori contemporanei e l’esecuzione di tutte le sinfonie di Beethoven durante la tredicesima edizione del Festival Stelle delle Notti Bianche. Nel dicembre 2006 Gergiev ha completato con l’Orchestra la serie delle sinfonie di Sciostakovic, celebrando il centenario della nascita del compositore ed esibendosi nelle principali capitali del mondo e nelle università russe ed americane. All’attività concertistica l’Orchestra affianca registrazioni per Philips Classics, molte delle quali hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti.

Nato a Mosca, Valerij Gergiev si è diplomato al Conservatorio “Rimskij-Korsakov” di Leningrado e ha vinto il Concorso di direzione “Herbert von Karajan”. È fondatore e direttore artistico di molti festival internazionali di musica tra cui il Festival di Mikkeli (Finlandia), il Festival Filarmonico Kirov di Londra, il Festival Filarmonico Gergiev di Rotterdam (Olanda) e il Festival di Pasqua di Mosca.

Collabora con le maggiori orchestre al mondo ed è stato direttore ospite principale al Metropolitan Opera House di New York dal 1997 al 2002. Il primo gennaio 2007 è stato nominato direttore principale della London Symphony Orchestra. È ufficiale al Merito della Repubblica Italiana e fa parte dell’Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia. Nel 2003 è stato nominato Artist of the World per l’UNESCO. Nel 2006 è stato premiato dalla Fondazione per la Cooperazione Culturale America-Russia per il suo straordinario contributo allo sviluppo delle relazioni culturali tra i due paesi. Nell’aprile 2007 è stato nominato Ufficiale onorario della Legione d’onore, il più alto riconoscimento statale francese, e nel maggio 2007 ha ricevuto il premio dell’Accademia del Disco Lirico per la miglior registrazione di un’opera russa.
PROGRAMMAZIONE
DICEMBRE 2008-GENNAIO 2009


CONCERTI

Domenica 14 dicembre ore 21
MOSCOW RADIO & TV SYMPHONY ORCHESTRA
Nicola Giuliani direttore
MICHAIL GLINKA
Kamarinskaja, fantasia su due canzoni russe per orchestra
NICCOLÒ PAGANINI
Concerto n. 1 in re maggiore op. 6 per violino e orchestra
Feng Ning violino
ANTONÍN DVOŘÁK
Sinfonia n. 5 in mi minore op. 95 Dal nuovo mondo

Questa compagine, nata nel 1978 e divenuta parte integrante e presenza costante della vita musicale della sua città, è ospite del Teatro Comunale nel contesto del ciclo di concerti dedicati alla musica dell’est europeo. Apre il programma il breve brano di gusto popolare di Michail Glinka, capostipite della scuola nazionale russa che vide fra i suoi discepoli Borodin e Mussorgskij. Il Concerto op. 6 per violino e orchestra è presentato nell’esecuzione di Feng Ning, giovane musicista cinese che dopo la vittoria del prestigioso concorso Paganini nel 2006 si è imposto all’attenzione internazionale esibendosi a Boston, New York, Tokyo, Roma, Berlino, Pechino e all’International Performing Arts Center di Mosca. L’orchestra, diretta da Nicola Giuliani, già alla guida dell’Orchestra Sinfonica della RadioTv di San Pietroburgo, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina di Kiev e direttore ospite principale del Teatro dell’Opera di Odessa, conclude il programma con una delle pagine più amate e rappresentative del grande repertorio romantico.

Lunedì 26 gennaio ore 21
Fuori abbonamento
MODENA - GERUSALEMME
Concerto della memoria e del dialogo
AdM ENSEMBLE
Gabriele Betti flauto, Paçalin Zef Pavaci violino, Luca Bacelli violoncello
AVI AVITAL mandolino
YAEL ZAMIR oboe
Wisam Gibran oud
Jasemine Choir della Scuola Magnificat di Gerusalemme
diretto da Hanja Soudah Sabbara
Musiche di EREL PAZ (Tel Aviv), BISHARA KHELL (Nazareth), CLAUDIO RASTELLI (Modena)
commissionate appositamente per Modena - Gerusalemme
e di altri compositori europei, israeliani e arabi

Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
Amici della Musica di Modena - Concerti d’Inverno
Con il patrocinio del Presidente del Consiglio Europeo,
del Ministero degli Esteri e della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia

Prosegue, dopo l’appuntamento della scorsa stagione con Avi Avital e il Meitar Ensemble, la collaborazione del Teatro Comunale con il progetto sviluppato in occasione del Giorno della Memoria dall’Associazione Amici della Musica di Modena. L’iniziativa è nata da un’esperienza di incontro e dialogo interculturale che coinvolge musicisti e compositori italiani, israeliani e palestinesi ai quali l’associazione ha commissionato nuove composizioni da presentare nel 2009. A Modena, i solisti mediorientali e i giovani del Jasemine Choir si uniscono all’AdM Ensemble per dare vita a un programma originale da presentare prima al Teatro Comunale Luciano Pavarotti quindi, in novembre, a Gerusalemme e in altre città israeliane e palestinesi. Accanto ai nuovi brani per coro e ensemble di Claudio Rastelli, Erel Paz e Bishara Khell, sono in programma musiche di compositori europei, arabi e israeliani. In occasione del concerto saranno presentate le immagini del fotografo Giancarlo Pradelli realizzate nel corso di questo progetto in Israele e in Palestina.


Martedì 3 febbraio ore 21
KREMERATA BALTICA
Gidon Kremer violino e direttore
REINHOLD GLIÈRE
Oktett
CARL VINE
Smith’s Alchemy
CHICK COREA
La Fiesta
ASTOR PIAZZOLLA
Suite Punta del Este per violino e vibrafono
(arr. Andrei Pushkarev)
Gidon Kremer violino
Andrei Pushkarev vibrafono

Gidon Kremer e l’ensemble da lui fondato, già ospiti del Teatro Comunale nel 2003, si distinguono per l’impegno verso un repertorio vario e originale, che affonda le proprie radici nella tradizione classica ma che si spinge con gusto e raffinatezza ai confini di generi musicali diversi. Oltre alle prime esecuzioni e alle commissioni di autori quali Kancheli, Vasks, Desyatnikov e Raskatov, si ricorda la collaborazione del gruppo con la casa discografica Nonesuch, che ha prodotto due registrazioni con musiche di Piazzolla (Eight Seasons, che contiene le Stagioni di Vivaldi e di Piazzolla e Tracing Astor), Silencio, affascinante accostamento di opere contemporanee di Pärt, Glass e Martynow e After Mozart, retrospettiva del compositore rivisitato dal punto di vista del ventunesimo secolo (Grammy Award nel febbraio 2002). Nel 2005 la rinomata etichetta ECM ha pubblicato una registrazione del Quartetto in sol maggiore di Schubert orchestrato dalla Kremerata Baltica.



BALLETTO

Giovedì 18, venerdì 19 dicembre ore 21
BALLETTO DELL’OPERA DI KIEV
Lo schiaccianoci
Balletto - fiaba in due atti
Coreografia Valerij Kovtun da Marius Petipa
Musica Piotr Ilic Ciaikovskij
Libretto Marius Petipa basato su un racconto di E.T.A. Hoffmann
Scene e costumi Maria Levitzkaia
Luci Igor Samarets, Alexander Lazebnikov

La compagnia del Teatro dell’Opera di Kiev rappresenta una delle tradizioni più antiche nel balletto dell’ex Unione Sovietica. La fondazione del Teatro e del corpo di ballo risale alla seconda metà dell’Ottocento e coincide con la presenza assidua di Ciaikovskij, sia come compositore operistico e di balletto, che come direttore d’orchestra. Insieme al Lago dei Cigni, presentato a Modena la scorsa Stagione nell’interpretazione del Balletto Kirov, Lo schiaccianoci è uno dei titoli di repertorio più amati dal pubblico e fra i capolavori più eseguiti del musicista in collaborazione con il coreografo Marius Petipa. La storia è tratta dai racconti del maestro della letteratura romantica tedesca E.T.A. Hoffmann (1816) e il balletto fu commissionato dal direttore del Teatro di Mosca per la casa reale. Andato in scena il 18 dicembre 1892, è divenuta da allora la più popolare opera messa in scena nel periodo natalizio.


Domenica 1 febbraio ore 21
COMPAÑÍA MERCEDES RUIZ
Juncá
Premio della critica Festival de Jerez 2007
Direzione artistica e coreografia Mercedes Ruiz
Musica originale Santiago Lara
Testi Santiago Lara, David Lagos e della
tradizione popolare
Danzatori Mercedes Ruiz
Antonio Lopez, Vanessa Rodriguez
Cantaores David Palomar,
David Lagos, Londro
Chitarra Santiago Lara, Javier Ibáñez
Pianoforte Miguel Angel López
Percussioni Perico Navarro
Luci Manu Llorens
Fonico Mario Garcia
Costumi Fernando Ligero

Juncá è il titolo scelto da Mercedes Ruiz per il suo nuovo spettacolo. Con questo lavoro l’artista di Jerez esplora le sue radici culturali, che sono quelle del flamenco più puro, attraverso una personalissima fusione di immagini della tradizione e nuove invenzioni. Con la sua peculiare inventiva e personalità, la coreografa-danzatrice reinterpreta questa forma d’arte e ci offre una singolare visione degli stili del canto e del ballo flamenco, nati proprio nella sua città. E così la seguidilla, la soleá e la bulería, le cui origini storiche affondano nella comunità di Jerez, diventano parti fondamentali dello spettacolo. Considerata a livello internazionale come una delle maggiori personalità del teatro flamenco di oggi, con Juncá, presentato in prima mondiale alla Biennale dell’Arte Flamenca di Siviglia nell’ottobre 2006, Mercedes Ruiz ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico, che l’ha portata ad essere presente nella stagione del Théâtre de la Ville di Parigi, fino a vincere nel 2007 il premio della critica al Festival di Jerez.



OPERA

Venerdì 23 gennaio ore 20,30 . turno A
Domenica 25 gennaio ore 15,30 . turno B
Mercoledì 28 gennaio ore 20,30 . Fuori abbonamento
CARMEN
DRAMMA LIRICO IN QUATTRO ATTI DI HENRI MEILHAC E LUDOVIC HALÉVY
DALL’OMONIMA NOVELLA DI PROSPER MÉRIMÉE
MUSICA DI GEORGES BIZET
Personaggi e interpreti
Carmen Julia Gertseva
Micaela Polina Pasztircsak / Francesca Sassu
Don José Andrea Carè
Escamillo Dario Solari
Frasquita Paola Santucci
Mercedes Katarina Nikolič
Il Dancairo Gabriele Nani
Il Remendado Roberto Carli
Zuniga Alessandro Spina / Ziyan Atfek
Morales Alessandro Battiato

Direttore Juraj Valcuha
Regia Micha van Hoecke
Scene Nicola Rubertelli
Costumi Alessandro Lai
Luci Daniele Naldi
Maestro del coro Stefano Colò

ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA-ROMAGNA
CORO LIRICO AMADEUS - FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI MODENA
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Municipale di Piacenza
Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Alighieri di Ravenna

Il soldato Don José rompe ogni barriera sociale per seguire la zingara Carmen alla deriva in un’esistenza estrema e fuori legge. Quando la focosa sigaraia lo abbandonerà per il torero Escamillo, José, rimasto solo, non troverà se non il delitto, la vendetta e il suicidio come unica via di uscita.
La sensualità è il motore principale dell’opera che, a partire dal suo successo, ha immortalato presso il grande pubblico l’ambiente gitano andaluso come uno dei luoghi tipici della più accesa passione romantica. La Spagna di Bizet, dipinta dai mille colori di un’ambientazione musicale che prende spunto dalle danze e dalle melodie popolari, è il luogo della passionalità, dell’istinto e dei conflitti primari. Ma al di là dei luoghi comuni, di Carmen si è andata sempre più svelando, anche grazie a interpreti come Maria Callas, una complessità psicologica e una dimensione teatrale che ne spiegano il successo intramontato anche nell’accezione più moderna.


Domenica 8 febbraio ore 15,30 . turno B
Martedì 10 febbraio ore 20,30 . turno A
PARTENOPE
Opera in tre atti di Silvio Stampiglia
Musica di GEORG FRIEDRICH HÄNDEL
Personaggi e interpreti
Partenope Elena Monti
Arsace Ambra Mancuso
Rosmira Sonia Prina
Armindo Valentina Varriale
Emilio Cyril Auvity
Ormonte Gianpiero Ruggeri

Direttore Antonio Florio
Regia, scene, luci Giuseppe Frigeni
Costumi Regina Martino
CAPPELLA DELLA PIETA’ DE’ TURCHINI
Coproduzione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Teatro San Carlo di Napoli, Opéra de Montpellier

Le opere di Händel, rivalutate e sempre più eseguite a partire dagli anni Venti del Novecento, sono diventate oggi un punto di riferimento irrinunciabile del grande repertorio operistico. Fra le maggiori affermazioni del barocco musicale europeo, vero contraltare a Johann Sebastian Bach, che non si addentrò mai nel teatro musicale, Händel scrisse opere Italiane per il pubblico inglese e trascorse a Londra quasi tutta la sua carriera, iniziata con il successo di Rinaldo nel 1711.
Fra i titoli più familiari al pubblico moderno si ricordano Serse, Giulio Cesare, Orlando e Rodelinda, ma il lavoro di studio e di riscoperta degli oltre quaranta titoli del suo catalogo restano attivissimi, banco di prova di una tradizione esecutiva sempre più viva e specializzata nel campo della musica antica.
Partenope, che ha già conosciuto illustri produzioni, fra cui quella del festival di Glimmerglass e del New York City Opera (1998), è considerata la prima opera ‘comica’ del suo autore, ovvero il primo titolo a uscire dai canoni dell’Opera Seria.
L’azione si svolge a Napoli, dove i principi di Corinto e di Rodi cercano di ottenere in sposa Partenope, fondatrice della città.
La Cappella della Pieta’ de’ Turchini è un’ensemble fondato nel 1987 da Antonio Florio, costituito da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano del Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari. L’originalità dei programmi ed il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca, fanno della Cappella una delle espressione più raffinate della vita musicale italiana ed europea.



BIGLIETTERIE
Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti
corso Canalgrande 85, telefono 059 203 3010 - fax 059 203 3011
Orario
dal 9 settembre al 15 novembre: dal martedì al sabato: 10 - 13 e 16 – 19
dal 18 novembre: dal martedì al sabato 16 - 19;
in coincidenza delle rappresentazioni: 16-21,30

Biglietteria dei Teatri
via Scudari 28, telefono 059 203 2993
Orario
martedì 10 - 19, mercoledì e giovedì 10 - 13
venerdì 15 - 19, sabato 10 - 19

Informazioni e acquisto telefonico: 059 203 3010
Informazioni e biglietti online: www.teatrocomunalemodena.it, www.vivaticket.it
Comunicato stampa

INAUGURAZIONE DANZA AUTUNNO

Sia apre sabato 11 ottobre alle ore 21 la rassegna Danza Autunno al Teatro Comunale Luciano Pavarotti con il nuovo spettacolo pitié! di Alain Platel.
Secondo l’impostazione già inaugurata la scorsa edizione, la Stagione di Balletto alternerà anche quest’anno spettacoli di natura e genere diverso, dal classico al contemporaneo, in un unico cartellone diviso in due periodi dell’anno: Danza autunno, da ottobre a febbraio, e Danza primavera, da marzo a maggio.
La rassegna autunnale comprende altri tre spettacoli fra cui la Compagnia Virgilio Sieni (31 ottobre), un titolo dal grande repertorio russo romantico, ovvero Lo schiaccianoci (giovedì 18, venerdì 19 dicembre) nell’interpretazione del Balletto dell’Opera di Kiev, e Juncá (primo febbraio), una produzione di flamenco danzata dalla compagnia di Mercedes Ruiz.
Il pubblico potrà abbonarsi fino a domani sera (sabato 11) prima dell’inizio dello spettacolo.
Comunicato stampa

ALAIN PLATEL APRE LA STAGIONE DI BALLETTO AL COMUNALE IN COLLABORAZIONE CON IL FESTIVAL VIE

Va in scena venerdì 10 ottobre 2008 alle ore 20.30 e sabato 11 alle 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti lo spettacolo pitié!, coreografia di Alain Platel creata per la compagnia Les Ballets C. de la B. insieme al compositore Fabrizio Cassol.
Lo spettacolo inaugura la Stagione di Balletto della Fondazione Teatro Comunale (in abbonamento sabato 11) ed è presentato in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione nel contesto di VIE Scena contemporanea festival.

Genio teatrale a tutto tondo, fra mimo, arte circense, pedagogia e impegno sociale, figura di spicco del teatro danza di fine secolo, Platel mette in scena storie personali elaborate attraverso la lettura profonda e originale della partitura musicale. L’autore ritorna con quest’opera all’ispirazione bachiana dopo Iets op Bach del 1998, e si affida alla rivisitazione originale della Passione secondo Matteo operata da Fabrizio Cassol. L’esecuzione musicale dal vivo, alla quale partecipa la cantante bolognese Cristina Zavalloni nel ruolo di Maddalena, è parte integrante dello spettacolo, secondo il modello già affinato sulle musiche di Monteverdi in Vsprs, visto al Comunale nell’autunno 2006.

Insieme, Platel e Cassol, danno vita a una sorta di opera lirica contemporanea sospesa tra sacro e profano nella quale il canto e la danza si compenetrano, scambiandosi persino i ruoli. La formula compositiva ricalca quella del precedente lavoro sul Vespro della beata Vergine di Monteverdi di cui pitié! può sembrare il seguito: stessa scenografia imponente, musicisti e cantanti lirici che condividono la scena con la consueta plebe di ‘sradicati’ in cerca di una qualche salvezza personale o di gruppo, partitura sacra-barocca riscritta in chiave jazz. Un’ora e quaranta minuti dove la Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach (1727) viene reinventata e trascesa in un laicismo contemporaneo dal sapore liturgico. Di quadro in quadro, legati dal tema della compassione, gli interpreti danno voce e corpo al bisogno di sentire l’altro per rinascere.

Danzatore-performer, regista-coreografo fiammingo, Alain Platel ha fondato nel 1984 i Ballets C. de la B., i Balletti contemporanei del Belgio, un nome ironico che richiama le compagnie storiche del Novecento, come i Ballets Russes. Questo gruppo di artisti –dilettanti (ma anche di registi come Hans Van den Broeck o Christine De Smedt) per molti anni si è identificato completamente con la poetica di Platel che resta fedele al principio che sulla scena non vi debba essere alcun tipo di interpretazione, ma piuttosto la vita di persone che vogliono raccontare liberamente la propria storia, senza sottomettersi ai dettami estetici di un regista o di un coreografo. Oggi Les Ballets C. de la B. è una delle più prestigiose ed interessanti compagnia di danza contemporanea, e la sua amalgama di cultura popolare, tratta direttamente dalla strada e di cultura artistica alta, ha dato nuova vita alla tradizione del teatro-danza. Emma del 1988 segna la nascita di Platel come autore, mentre i successivi lavori Bonjour Madame (1993) e La Tristeza Complice (1995), lo consacrano, da pubblico e critica, straordinario autore di respiro internazionale. Alla ricerca di un linguaggio scenico capace di raccontare realtà dure e crudeli, ma sempre quotidiane, Platel incontra la scrittura fortemente fisica di Arne Sierens con il quale realizza alcuni spettacoli significativi quali Moederen Kind (1995), Bernadetje (1996) e Allemaal indiaan (1999). Nel 2003 l’artista crea Wolf dove, accanto ai ballerini, in perfetta interazione, sono presenti quattordici cani addestrati. Molti premi e riconoscimenti hanno sancito il valore della sua ricerca e attività artistica, tra cui il Time Out Award per Iets op Bach come Best International Dance Performance a Londra nel 1998.
Comunicato stampa

INAUGURAZIONE DELLA STAGIONE CONCERTISTICA AL COMUNALE

Si apre martedì 7 ottobre 2008 alle ore 21 la Stagione Concertistica della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il primo appuntamento in cartellone sarà con la Sydney Symphony Orchestra diretta da Gianluigi Gelmetti. L’Orchestra è in Italia per la prima volta nei suoi settantasei anni di vita, e celebra i cinque anni durante i quali Gelmetti ne è stato direttore principale e direttore artistico. Il complesso intraprende infatti un tour che coinvolge in questi giorni alcune fra le più importanti istituzioni musicali italiane, fra cui il Teatro dell’Opera di Roma, l’Auditorium di Milano e l’Auditorium Lingotto di Torino.
Fondata nel 1932, la Sydney Symphony ha sede nella splendida Sydney Opera House e gode oggi di un prestigio internazionale. A partire dal 2009 Vladimir Ashkenazy inizierà un periodo di tre anni come primo direttore ospite e consulente artistico dell’orchestra. La nomina, nel 2004, di Gianluigi Gelmetti come direttore principale e direttore artistico ha fatto seguito a un rapporto decennale come direttore ospite. Al prediletto repertorio francese e tedesco Gelmetti ha affiancato una programmazione innovativa e lavori di compositori australiani contemporanei. In programma si ascolteranno infatti due fra i maggiori capolavori del repertorio sinfonico, ovvero La Valse di Maurice Ravel e la Sinfonia n. 7 di Ludwig van Beethoven, intercalati da The Compass, un nuovo brano commissionato alla compositrice Liza Lim e scritto per orchestra, flauto e didgeridoo. A suonare lo strumento antico di oltre duemila anni tipico degli aborigeni australiani, costituito tradizionalmente da un grosso ramo scavato dall’azione naturale del fuoco e delle termiti, sarà William Barton, nato a Mount Isa, nel Queensland nord-occidentale, e conosciuto come uno dei suoi maggiori virtuosi. Al flauto si esibirà invece Rosamund Plummer.
Liza Lim, nata in Australia ma residente a Berlino, esplora spesso con la sua musica forme rituali e connotazioni estetiche derivate da sorgenti sia asiatiche sia aborigene australiane. Le sue opere sono state eseguite dalla Los Angeles Philharmonic, che le ha commissionato un brano in occasione dell’inaugurazione della Walt Disney Concert Hall nel 2004, e dall’Ensemble Intercontemporain, e so