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| Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155
Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 21 settembre 2011 Comunicato Stampa Al Teatro Out Off 27 settembre > 16 ottobre (Prima Nazionale) Teatro Popolare Italiano e Teatro Out Off IL SOGNO di August Strindberg regia, Scene e Costumi John Alexander Petricich con Valeria Perdonò, Fabio Sarti, Fabio Zulli, Jacopo Zerbo, Francesca Picozza, Federica Toti, Simone Luglio, Leonardo Gazzola, Emilio Zanetti, Laura Locatelli assistente alla regia Barbara Alesse musiche di Ludwig van Beethoven In occasione del centenario della morte di August Strindberg, il Teatro Popolare Italiano e il Teatro Out Off presentano, con il patrocinio dell’Ambasciata svedese in Italia, un ciclo di spettacoli composto dalla messa in scena di alcune tra le sue opere più importanti:“Il Sogno” debutterà il 27 settembre all’Out Off. Il progetto è iniziato il 5 giugno scorso con la presentazione dello spettacolo “Il Legame” per la regia di J.A. Petricich. “La danza della morte” per la regia di Alberto Oliva, è previsto il 12 giugno 2012 e “La sonata degli spettri”, nella prossima stagione. Gli spettacoli saranno interpretati dalla “Famiglia Strindberg”, una compagnia nata espressamente per questo progetto e che raccoglie giovani attori diplomati nelle principali scuole d’Italia e attori di affermata professionalità. L’allestimento di questi spettacoli è affiancato da un approfondito studio critico portato avanti dal regista e dagli attori stessi, guidati dalla preziosa collaborazione del Prof. Franco Perrelli, il più importante scandinavista italiano, professore ordinario alla cattedra di Storia del Teatro Scandinavo dell’Università di Torino. Il ciclo Strindberg si allargherà poi l’anno prossimo ad alcuni testi di Ibsen, diretti da Alberto Oliva. Note su “Il sogno” Il Sogno è il dramma per eccellenza, perché nel suo cerchio magico vi è una fervente, spaventata preghiera che richiede salvezza; anche se è quasi del tutto cancellata la linea di demarcazione che separa le cose dagli uomini, i morti dai vivi. E' la consapevolezza dell'impossibilità di vivere la vita come dovrebbe essere vissuta, cioè pienamente. La storia del ventesimo secolo, così pretenziosamente vittorioso, ci ha offerto la testimonianza storica di veri e propri cimiteri dei viventi, l'irruzione di milioni di fantasmi. L'angoscia non può che produrre violenza – autodistruttiva, nel migliore dei casi - , e in questa vicenda, non chiara e conseguente, normalmente chiamiamo silenzio le grida di terrore più atroci. Strindberg fa sì che l'attore stesso si consegni - preda inerme - allo spettatore. I veri testimoni – martiri – sono dunque gli attori, in questo gioco di diabolico umorismo. L'originaria protesta della musica era: Vivere Senza Paura. “Il Sogno” la condivide. Riconciliazione: ecco uno stato d'animo, e non soltanto una parola, che mi sembra giusto utilizzare. J.A. Petricich Il testo “Il Sogno” è scritto da August Strindberg tra l’Agosto e il Novembre del 1901, anno del suo terzo matrimonio, celebrato con l’attrice Harriet Bosse, seguito a distanza di pochi mesi dal suo terzo divorzio, avvenimento che lo porterà a riversare nel suo lavoro teatrale tutta la sua disperazione, fino a definirlo “il figlio del dolore più grande”. La trama è apparentemente semplice: la figlia del dio Indra decide di scendere sulla Terra per osservare come vivono gli umani e diviene ella stessa umana. Scoprirà a sue spese che la vita sul nostro pianeta è dura e infelice: il dolore più grande è causato dalla vita stessa che impone all’uomo di arrecare sofferenze al suo prossimo, sebbene ciò non riesca comunque a procurargli la felicità. Il viaggio della figlia di Indra segue “l’incoerente ma apparentemente logica forma del sogno” e così la giovane si ritrova, senza soluzione di continuità, in un castello in cui è imprigionato un ufficiale, nella casa di due anziani coniugi, all’esterno di un teatro, in una grotta, su un’isola e così via. Tempo e spazio non esistono, ci avvisa Strindberg nella nota che precede il testo, “i personaggi si fendono, si sdoppiano, si moltiplicano, svaporano, si condensano, si sciolgono, si raccolgono. Ma una coscienza sta sopra ogni cosa, quella del sognatore.” John Alexander Petricich Novarese classe 1976 è un nome molto noto nella realtà culturale e artistica della città di Novara e non solo. Appassionato esperto di musica, di filosofia, cinema e poesia, da circa vent’anni interpreta – in qualità di attore e regista - testi teatrali classici e moderni, accanto a grandi opere della letteratura di ogni tempo. Fondatore della compagnia del Teatro Popolare Italiano, ha calcato più volte il palcoscenico del prestigioso Teatro Coccia di Novara, oltre ad altri teatri della città. Il suo repertorio spazia da Puskin a Dostoevskij, da Cechov a Pirandello, da Brecht a Majakowsky, da Osborne a Pinter. Ha interpretato inoltre il Faust di Marlowe e diverse opere shakespeariane – Enrico V, Macbeth, Re Lear, Le allegre comari di Windsor, - e varie volte l’Amleto. Ha offerto alla città di Novara diverse letture dantesche, specialmente l’Inferno, e si è segnalato ai media nazionali ed internazionali per aver letto tutta la Divina Commedia senza soluzione di continuità e in una sola giornata nella piazza del Duomo cittadino. Ha interpretato il personaggio di Adolf Hitler nella riduzione teatrale del film di Ennio De Concini Gli ultimi 10 giorni di Hitler e recitato in due film realizzati dal regista novarese Vanni Vallino (Senza la parola fine, Carlo Alberto: un principe, una città) ed è stato membro della consulta per la cultura durante l’amministrazione del sindaco Massimo Giordano. Ha inoltre già avuto in calendario altre rappresentazioni a Milano: “Il padre” di Strindberg e “Quando noi morti ci destiamo” di Ibsen. Attualmente è responsabile della stagione teatrale dell’Auditorium Lux di Gattinara, per la quale ha curato tutta la programmazione degli spettacoli dell’annata 2010-2011. • Spettacolo in abbonamento: outoff Card Informazioni Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti: Uffici via Principe Eugenio 22 - lunedì > venerdì ore 11> 13 ; botteghino del teatro - via Mac Mahon 16 - nei giorni di spettacolo, un’ora prima dell’inizio; il sabato ore 11 > 13 e 16 > 22 (solo spettacoli in abbonamento “Invito a teatro”); per tutti gli altri spettacoli 17 > 22. Domenica un’ora prima dello spettacolo. Prevendita: Biglietti: 18,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Riduzioni: 12 Euro (under 25); 9 Euro (over 60) - Convenzione con il Comune di Milano OutOffcard 70 € (under 25: 45 €; over 60: 35 €) abbonamento a 5 spettacoli a scelta tra i 9 indicati: Il sogno; Mitigare il buio; Quel che volete; Mia figlia vuole portare il velo; Il guardiano; Notizie del mondo; Le serve; L’Adalgisa; La danza della morte Per gli abbonati sconto del 30% su tutti gli spettacoli in cartellone, tranne i Progetti Speciali Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro per bambini: spettacoli sabato ore 16:00 per le famiglie; Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 15 settembre 2011 ore 22.00 – Teatro Out Off (via Mac Mahon, 16) - Milano Dall’Islanda sul palco dell’Out Off la fusione di pop e classica di Ólafur Arnalds Posto unico numerato € 10 BIGLIETTI ESAURITI Arriva dall’Islanda la fusione di pop e classica di Ólafur Arnalds, giovedì 15 settembre al Teatro Out Off alle ore 22.00, per MITO SettembreMusica. Il giovane artista, impostosi sulla scena mondiale già a partire dal suo esordio nel 2007 con “Eulogy for Evolution”, porta a fondersi la sua classica delicata, commovente, unica e ispirata, con il pop, mescolando chitarre e piano, con una spruzzata di elettronica. È un mondo fatato e magico quello dipinto da Ólafur Arnalds, un mondo fatto di lievi tocchi di pianoforte su leggere basi elettroniche e suoni di archi avvolgenti e glaciali. L’universo sonoro di Ólafur è quello che ha fatto conoscere l’Islanda musicale in tutto il pianeta, dalle suite senza fine di Sigur Ros e Mùm, alle raffinatissime ricerche di suono costruite dagli archi e da flebili echi elettronici che rimandano alla scuola di Johann Johannsson e Peter Broderick, fino al puro classicismo del pianoforte, che poi è il vero protagonista della musica di questo toccante e straordinario compositore. Nato nel 1986, Ólafur proviene dalle periferie di una città islandese, Mosfellsbær, appena qualche chilometro fuori da Reykjavík. Egli ha immerso se stesso completamente in un mondo di delicate composizioni sinfoniche simili a leggiadri pezzi orchestrali. Attraverso un incessante tour e grazie alla sua determinazione, questo giovane artista si è progressivamente guadagnato riconoscimenti mondiali sin dal suo debutto nel 2007 con “Eulogy for Evolution”, venduto nelle più rinomate venue mondiali. L'EP che seguì nel 2008 “Variations of Static” e l' Album “Found Songs” fanno ottenere a Ólafur acclamazioni provenienti sia dal campo classico che contemporaneo, trascendendo una tradizionale divisione e unendo i loro ideali. Nello stesso anno, in tour con la famosa band islandese Sigur Ròs, si registra un tutto esaurito alla Barbican Hall di Londra. Il suo ultimo album “...And They Have Escaped the Weight of Darkness”, prima uscita italiana della Erased Tapes, etichetta nata tra Berlino e Londra, è un gioiello magnifico da scoprire ed amare ad ogni nuovo ascolto. In collaborazione con Uovo PER INFORMAZIONI E VENDITA BIGLIETTI: Biglietteria MITO Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12 telefono 02.88464725 / 02.88464748 c.mitoinformazioni@comune.milano.it www.mitosettembremusica.it App MITO SettembreMusica a Milano per iPhone e iPod-Touch disponibile su http://itunes.apple.com/it/app/id438402161 |
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Cartellone 2011-2012 Teatro Out Off di Milano 1 XXXVI STAGIONE 2011-2012 Dedicata a Franco Quadri e ai 25 anni di regie all’Out Off di Lorenzo Loris 15 settembre, ore 22 Festival MITO SettembreMusica ÓLAFUR ARNALDS Concerto in collaborazione con Uovo 16 settembre, ore 20.45 (ingresso libero) SCHERZARE COL FUOCO Studio critico e drammatico in divenire su August Strindberg August Strinberg alla luce della nostra esperienza Interventi: Prof. Franco Perrelli - Cattedra in Storia del Teatro Scandinavo - Università di Torino; Alberto Oliva – regista; John Alexander Petricich - regista Scene interpretate da: Barbara Alesse, Marta Lucini, Valeria Perdonò, Silvia Pernarella, Francesca Picozza, Jacopo Zerbo 27 settembre > 16 ottobre (Prima Nazionale) Teatro Popolare Italiano e Teatro Out Off IL SOGNO di August Strindberg regia, Scene e Costumi John Alexander Petricich con Valeria Perdonò, Fabio Sarti, Fabio Zulli, Jacopo Zerbo, Francesca Picozza, Federica Toti, Simone Luglio, Leonardo Gazzola, Emilio Zanetti, Laura Locatelli assistente alla regia Barbara Alesse musiche di Ludwig van Beethoven • Spettacolo in abbonamento: outoff Card 18>30 ottobre Associazione Giovio 15 MITIGARE IL BUIO testo e regia di Francesca Sangalli con Paola Campaner, Serena Di Gregorio, Stefania Ugomari di Blas produzione Giovio15, in coproduzione con FeDerSerD in collaborazione con ECATE, con il contributo di Fondazione Cariplo Testo vincitore del premio Europeo Enrico Maria Salerno Borsa di Scrittura premio Solinas, Menzione Speciale premio Dante Cappelletti • Spettacolo in abbonamento: outoff Card 5 novembre, ore 21 (Prima Nazionale) DANAE FESTIVAL XIII ed. (2a parte) a cura di Teatro delle Moire THE CRADLE OF HUMANKIND 2 di e con Steven Cohen 17 novembre > 22 dicembre (Prima Nazionale) Teatro Out Off in collaborazione con Accademia dei Filodrammatici * QUEL CHE VOLETE (La dodicesima notte) di William Shakespeare regia di Lorenzo Loris con Riccardo Buffonini, Sonia Burgarello, Luigi Mattia Celotti, Sara Drago, Giancarlo Latina, Michele Mariniello, Marta Ossoli, Luigi Rausa, Giuseppe Salmetti, Carla Stara scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini coreografie a cura di Franco Reffo luci Luca Siola, fonica e video Fabio Cinicola progetto a cura di Alberica Archinto • Spettacolo in abbonamento: outoff Card e Carnet Invito a Teatro lunedì 5, 12, 19 dicembre MILANO PERCHE’ Piero Mazzarella e Renato Dibì 13 > 15 gennaio Compagnia Teatrodanza Tiziana Arnaboldi in coproduzione con Teatro San Materno Ascona ATTESA NI NA NA liberamente tratto da Aspettando Godot di Samuel Beckett regia e coreografia Tiziana Arnaboldi con Giuseppe Asaro, Pierre-Yves Diacon, David Labanca, Françoise Parlanti, Nuria Prazak 18 gennaio > 5 febbraio Fondazione Teatro Fraschini di Pavia e Teatro Out Off MIA FIGLIA VUOLE PORTARE IL VELO di Sabina Negri regia Lorenzo Loris con Caterina Vertova partecipazione video di Alessandro Haber musiche a cura di Didier de Cottignies scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini progetto visivo Dimitris Statiris, luci e fonica Alessandro Canali • Spettacolo in abbonamento: outoff Card e Carnet Invito a Teatro 9 febbraio > 4 marzo Teatro Out Off, progetto NEXT 2009 – Regione Lombardia * IL GUARDIANO di Harold Pinter traduzione Alessandra Serra regia Lorenzo Loris con Gigio Alberti, Mario Sala, Alessandro Tedeschi scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini progetto visivo Dimitris Statiris, luci Luca Siola, fonica e video Fabio Cinicola 3 • Spettacolo in abbonamento: outoff Card e Carnet Invito a Teatro 6 > 18 marzo (Prima Nazionale) Teatro Out Off NOTIZIE DEL MONDO di Luigi Pirandello regia e interpretazione di Roberto Trifirò • Spettacolo in abbonamento: outoff Card e Carnet Invito a Teatro Lunedì 12 marzo ore 20.45 Letture da testi teatrali tradotti da Franco Quadri a cura di Roberto Trifirò 20 > 25 marzo Carrozzeria Orfeo / Centro RAT-Teatro dell’Acquario co-prodotto da Kilowatt Festival IDOLI drammaturgia Gabriele Di Luca regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi con Gabriele Di Luca, Giulia Maulucci, Valentina Picello, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi scene Claire Pasquier, musiche originali Massimiliano Setti, luci Diego Sacchi, organizzazione Luisa Supino, disegni e grafica Giacomo Trivellini 27 marzo > 1 aprile DANAE FESTIVAL XIV edizione a cura di Teatro delle Moire 10 > 29 aprile (nuova edizione 2011 – Prima Nazionale) * LE SERVE di Jean Genet traduzione Franco Quadri regia Lorenzo Loris con Elena Callegari, Elena Ghiaurov, Lorenzo Loris scene Daniela Gardinazzi luci Luca Siola, fonica Fabio Cinicola consulenza musicale Andrea Mormina • Spettacolo in abbonamento: outoff Card e Carnet Invito a Teatro Lunedì 16 e 23 aprile ore 20.45 Letture da testi teatrali tradotti da Franco Quadri a cura di Lorenzo Loris 1 > 6 maggio Fondazione Art of Living, Associazione Teatro Mama in collaborazione con Teatro Out Off BHAGAVAD GITA Festival Teatro e Spiritualità, 3a edizione a cura di Giorgio Minneci 10 maggio > 3 giugno 4 Teatro Out Off * L’ADALGISA di Carlo Emilio Gadda regia di Lorenzo Loris con Elena Callegari, Mario Sala, Stefania Ugomari di Blas scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini interventi pittorici Giovanni Franzi, musiche originali Matteo Pennese progetto visivo Dimitris Statiris e Fabio Cinicola luci Luca Siola, foto di scena Agneza Dorkin consulenza artistica Alberica Archinto, Mariagiovanna Frigerio • Spettacolo in abbonamento: outoff Card e Carnet Invito a Teatro 5 > 10 giugno PhoebeZeitgeistTeatro LA GIORNATA DI UNA SOGNATRICE di Copi regia di Giuseppe Isgrò con Cinzia Spanò, Nicola Stravalaci, Francesca Frigoli, Giacomo Marettelli Priorelli Scena, costumi, pupazzi Giovanni De Francesco, Gianni Giacummo Musiche, suono Giovanni Isgrò Dramaturg Francesca Marianna Consonni Luci Giacomo Marettelli Priorelli, Immagine Giovanni De Francesco 12 giugno > 1 luglio (Prima Nazionale) Teatro Popolare Italiano e Teatro Out Off LA DANZA DELLA MORTE di August Strindberg regia, Alberto Oliva. con John - Alexander Petricich, Marta Lucini, Andrea Fazzari, Chiara Zerlini. • Spettacolo in abbonamento: outoff Card TEATRO "dei" bambini di e con Luca Uslenghi, immagini e video : Stefano Reboli 29 ottobre, ore 16 Uccello di Fuoco musiche : Igor Stravinsky ideazione , movimenti mimici e voce recitante : Luca Uslenghi età consigliata : 4/6 anni Ma Mère l'Oye ( Mamma Oca ) Musica : Maurice Ravel età consigliata : 4/6 anni 26 novembre, ore 16 Pictures at an Exhibition ( Quadri di una Esposizione ) Musica : Modest Musorgskij età 4 - 5 / 8 anni 10 dicembre, ore 16 I Colori del Natale musiche : Bollani , Montand, Ravel , Sakamoto età consigliata: 3 /5 anni 14 gennaio, ore 16 5 Pierino e il Lupo musiche S. Prokofiev età consigliata: 3 / 6 anni 4 febbraio, ore 16 Il Carnevale degli Animali musiche Camille Saint Saéns età consigliata: 3 / 6 anni http://www.lucauslenghi.com; info@lucauslenghi.com 6 Informazioni Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti: Uffici via Principe Eugenio 22 - lunedì > venerdì ore 11> 13 ; botteghino del teatro - via Mac Mahon 16 - nei giorni di spettacolo, un’ora prima dell’inizio; il sabato ore 11 > 13 e 16 > 22 (solo spettacoli in abbonamento “Invito a teatro”); per tutti gli altri spettacoli 17 > 22. Domenica un’ora prima dello spettacolo. Prevendita: Biglietti: 18,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Riduzioni: 12 Euro (under 25); 9 Euro (over 60) - Convenzione con il Comune di Milano OutOffcard 70 € (under 25: 45 €; over 60: 35 €) abbonamento a 5 spettacoli a scelta tra i 9 indicati: Il sogno; Mitigare il buio; Quel che volete; Mia figlia vuole portare il velo; Il guardiano; Notizie del Mondo; Le serve; L’Adalgisa; La danza della morte Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone, tranne i Progetti Speciali Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro per bambini: spettacoli sabato ore 16:00 per le famiglie; Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 27 giugno 2011 COMUNICATO STAMPA Al Teatro Out Off 29 Giugno, ore 20.30 MATTANZE di Alma Baldini e Artèdanza con Francesca Abbiati, Giorgia Brusemini, Alessandra Dell’Orto, Michela Dell’Orto, Maddalena Giovannelli, Marta Moiraghi, Chiara Trifiletti. coreografie Alma Baldini audio Guido Tattoni video Vincenzo Cuccia luci Marialaura De Franceschi La mattanza è una pratica di uccisione codificata, ritualizzata, condivisa. La strage accade sotto gli occhi della comunità secondo le regole di una tecnica precisa, consolidata dagli anni e dall’esperienza. Partendo da questo contrasto – tra una violenza barbarica e la presenza di un rito ripetitivo che la rende accettabile e la normalizza – raccontiamo, attraverso la danza contemporanea, un'altra mattanza. Una mattanza bianca, che si consuma tra le mura domestiche senza spargimenti di sangue ma non con meno violenza. Una mattanza famigliare fatta di abitudini dolorose ma refrattarie a scomparire, di coazioni a ripetere, di meccanismi che non riusciamo a disinnescare e che contribuiamo ad alimentare. Di epiloghi che conosciamo a memoria ma che non siamo capaci di cambiare. Di bagagli che ci portiamo dietro, anche quando pensiamo di essercene liberati. Di fardelli e di pesi che ci intralciano i movimenti e la fuga, che ci legano le gambe. Di ruoli che pensiamo di aver scelto e invece ci sono stati imposti. Di identità – di bambine e poi donne e poi madri – che si rivelano tutto a un tratto emulazioni anche quando sono rovesciamenti. Di personalità ingombranti che vorremmo improvvisamente poter cancellare, per il desiderio di avere davanti, anche per un istante, una pagina tutta bianca da riempire solo di contraddizioni, capricci. Mattane. Un viaggio tra lenzuola tirate da una parte all’altra del letto, tovaglie trascinate giù dal tavolo, pane spezzato, maschere che scivolano d’improvviso dal volto, notti insonni, ginocchia sbucciate, cresime e merletti. Un viaggio che è fuga, ricordo, sosta, ripartenza, ritorno. Un viaggio che si fa alleggerimento, liberazione, bagno lustrale in un un’acqua che lava, lenisce, purifica. INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30 Prevendita: Biglietti: 10,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Orari spettacoli: ore 20.30 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| COMUNICATO STAMPA dal 21 al 26 giugno 2011 L'esperienza della spiritualità al Teatro Out Off di Milano Festival Teatro e Spiritualità La leggerezza della spiritualità a teatro II edizione a cura di Giorgio Minneci Prodotto da Fondazione Art of Living, Ass. Teatro MaMa. In collaborazione con Teatro Out Off dal 21 al 25 giugno, ore 20.45 – domenica 26 ore 16- ingresso Euro 10 Il canto di un uomo felice - Ashtavakra Gita di Sri Sri Ravi Shankar edito De Agostini, adattamento drammaturgico di Giorgio Minneci e Cristina Tuscano, regia di Giorgio Minneci, con Emanuele Arrigazzi, Giorgio Minneci, Stefania Pepe, Nicola Stravalaci, Marc Citroen (flauto). sabato 25 giugno, ore 16.30 per i più piccoli – ingresso Euro 3 I racconti di Madre Natura – giochiamo con i Valori Umani, a cura di Giorgio Minneci e Cristina Tuscano, con Stefania Pepe, Marc Citroen (flauto). sabato 25 giugno, ore 19 - ingresso Euro 3 Yoga Vasishtha in musica, a cura di Giorgio Minneci, con Diego Bernazzoli (mandolino), Marc Citroen (flauto), Giorgio Minneci (chitarra e voce). domenica 26 giugno, ore 18.30 - ingresso Euro 3 Sulle orme del Maestro. Sri Sri Ravi Shankar di Alberto Simone, film documentario. Al Teatro Out Off di Milano, dal 21 al 26 giugno 2011, il Festival Teatro e Spiritualità, alla sua II edizione, propone sei giornate in cui teatro, musica e danza si incontrano per riflettere con leggerezza sul senso della vita. Prima di ogni spettacolo: Yoga in Poltrona e aperitivo vegetariano. E per il dopo teatro: Assaggi di Saggezza, musica e danza Bharatanatyam a cura di Nuria Sala Grau con cena vegetariana. Yoga e meditazione entrano in teatro per allontanare lo stress e ritrovare il silenzio. Un primo passo verso una disciplina antica che mantiene giovani. Il Festival Teatro e Spiritualità è l'ultima tappa italiana di una serie di appuntamenti prima del Festival Mondiale delle Culture per celebrare la pace nel mondo: 2-3 luglio 2011, presso lo Stadio Olimpico di Berlino. www.worldculturefestival.org Gli appuntamenti nelle 6 giornate del Festival: NEL DETTAGLIO dal 21 al 25 giugno, ore 20.45 – domenica 26 ore 16 Il canto di un uomo felice - Ashtavakra Gita di Sri Sri Ravi Shankar edito De Agostini, regia di Giorgio Minneci, adattamento drammaturgico Giorgio Minneci e Cristina Tuscano, con Emanuele Arrigazzi, Giorgio Minneci, Stefania Pepe, Nicola Stravalaci, Marc Citroen (flauto). Uno spettacolo ispirato all'antico testo della tradizione vedica, nella versione moderna di Sri Sri Ravi Shankar, arricchito da storie buffe e da suggestioni musicali. Re Jeneka cerca di dare un senso alla sua vita, cerca la libertà, cerca la felicità. Come ognuno di noi. Ha la fortuna di incontrare uno storpio di nome Ashtavakra, grazie a cui ritroverà se stesso. sabato 25 giugno, ore 16.30 per i più piccoli I racconti di Madre Natura – giochiamo con i Valori Umani, a cura di Giorgio Minneci e Cristina Tuscano, con Stefania Pepe, Marc Citroen (flauto). Un'insolita e buffa Madre Natura accompagnerà i piccoli spettatori tra fiabe, musica e giochi per divertirsi con i valori umani. sabato 25 giugno, ore 19 Yoga Vasishtha in musica, a cura di Giorgio Minneci, con Diego Bernazzoli (mandolino), Marc Citroen (flauto), Giorgio Minneci (chitarra e voce). Suggestioni musicali e racconti tratti dalla più antica opera in sanscrito appartenente alla tradizione vedica. domenica 26 giugno, ore 18.30 Sulle orme del Maestro. Sri Sri Ravi Shankar, un film documentario di Alberto Simone, regista italiano che ha seguito il Maestro per alcuni mesi in India e in Europa, tessendo il racconto di una vita perennemente in viaggio e dedicata alla risoluzione dei conflitti. Prima dello spettacolo… Yoga in Poltrona & Aperitivo Vegetariano a cura della Ristoreria MaMì del teatro. Per il dopo teatro… Assaggi di Saggezza, musica e danza Bharatanatyam a cura di Nuria Sala Grau, con cena vegetariana a cura della Ristoreria MaMì del teatro. E in più... Sarà possibile prenotare il viaggio a Berlino 2-3 luglio con promozioni last minute, per partecipare al Festival Mondiale delle Culture, evento internazionale presso lo Stadio Olimpico di Berlino che ospiterà 70.000 persone di 150 Paesi riunite per la pace con danza, musica, yoga e cibi tradizionali da tutto il mondo. “Non aspettare di stare bene per iniziare a prenderti cura degli altri. Questa è la vera rivoluzione. Mettiti a disposizione anche quando sei triste o disperato. Non aspettare che arrivi la gioia, per poi condividerla. La gioia è già qui. E tu dove sei?” Sri Sri Ravi Shankar Sri Sri Ravi Shankar, leader spirituale tutt'ora vivente, non predica una religione: attraverso il suo esempio e la sua vita, porta un messaggio di pace universale e insegna tecniche scientificamente dimostrate per ridurre il livello di stress e imparare a gestire le proprie emozioni. La sua saggezza e la sua ironia hanno cambiato la vita di milioni di persone in tutto il mondo, dall'India alla Bosnia, dall'Olanda al Sud Africa, dal Tamil Nadu a New York. Giorgio Minneci, insegnante di yoga e meditazione, è un allievo diretto di Sri Sri Ravi Shankar che si dedica al volontariato sia nelle carceri milanesi che nelle zone rurali dell'India; apprezzato attore milanese, ha lavorato in numerose produzioni teatrali, tra cui al Piccolo Teatro di Milano. Ha lavorato tra gli altri con Roberto Herlizka, Franco Branciaroli, Stephane Braunschweig e ha partecipato a molte delle produzioni del Teatro Out Off con Lorenzo Loris. Alberto Simone, soggettista, sceneggiatore e regista pluripremiato, nel 2007 avvia la produzione di documentari dedicati ai grandi maestri spirituali del nostro tempo. Per informazioni e prenotazioni Teatro Out Off, via Mac Mahon 16, Milano - 02.34532140 – www.teatrooutoff.it Ingresso 10euro. Riduzioni per scuole e associazioni. |
| Milano, 01.06.2011 Comunicato Stampa Teatro Out Off 7 > 12 giugno 2011 L'Albero Teatro Canzone in collaborazione con Il Mulino di Amleto – Teatro degli Appesi presenta DOVEVATE RIMANERE A CASA, COGLIONI di Rodrigo Garcia regia: Giuseppe Roselli con Fabrizio Bordignon, Yuri D’Agostino, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Maddalena Monti Traduzione di Daniele Aluigi Adattamento di Giuseppe Roselli Scene: Maurizio Moretti, Federica De Marco Aiuto regia: Maria Giulia Colace Luci: Giuseppe Tancorre Costumi: Francesca Sassi Foto: Manuela Giusto Dopo il successo del debutto nazionale tenutosi a Roma lo scorso ottobre, arriva a Milano “Dovevate rimanere a casa, coglioni”. In questo testo di Rodrigo Garcia cinque attori distruggono a turno il proprio sipario, per vomitare pensieri e svelare la mancanza di speranze di questo mondo, del mondo in cui ognuno di noi si ritrova a vivere. Cinque monologhi uniti l’uno all’altro dall’esile speranza della rivalsa morale e della vendetta . Si scopre che la bastonata può essere una nuova forma di dialogo, che ci si può esercitare a pensare con la testa di un altro, perdersi nei ricordi d’infanzia, osservare incubi quotidiani mentre si materializzano “in un acquario”, aspirare a un nuovo stile di vita rinnegando i propri ideali. E alla fine ci sarà una redenzione, o forse no. Oppure anche questa è una finzione? “Dovevate rimanere a casa, coglioni” più che una provocazione rivolta al pubblico è, una frase che gli stessi attori si ripetono come un mantra. Coglione è forse, citando Garcia “chi si dimentica di tutto e sa con certezza che domani non troverà la forza di cambiare niente. E questa fiacchezza è bastarda…Bisogna scegliere se restare per cambiare tutto o andarsene definitivamente sparandosi un colpo in testa”. “Lavorando con gli attori – spiega il regista Giuseppe Roselli – mi sono accorto che questi cinque monologhi hanno in comune il filo rosso del dubbio esistenziale, sono disseminati di cadaveri, brillano di forza catartica, inscenano piccole farse per liberare l'ascoltatore dall'orrida realtà. I monologhi contengono esempi ed insegnamenti per un pubblico disposto a guardare la parodia del vivere. Gli interpreti quindi diventano spesso agenti, agiti, attori e testimoni di un discorso meta-teatrale. Niente di più facile quindi che evocare il testo che per eccellenza espone queste dinamiche: l'Amleto. Infatti a inizio spettacolo sta per andare in scena la celebre tragedia shakesperiana, ma in questa replica qualcosa andrà storto…” I monologhi: I LOVE BASEBALL VORREI PROPRIO SAPERE CHE CAZZO C'E' DA RIDERE ANCH'IO HO AVUTO UN' INFANZIA DI MERDA, EPPURE NON MI LAMENTO COGLIONE TU, COGLIONE IO CREDO CHE MI ABBIATE FRAINTESO Stralci di testo Dare bastonate. Sì. La bastonata è un dialogo. Quando dico che le bastonate si danno ai giudici, voglio dire che li si sceglie per la difficoltà di arrivare a bastonare il presidente o il primo ministro. Solo un presidente e un primo ministro dovrebbero essere oggetto di bastonate. Dai, andiamo a preparare la bastonata per… I love baseball - I love baseball Nessuno di noi è invecchiato degnamente-penso- perché non ci siamo visti invecchiare faccia a faccia. Quando penso che mia madre sta quasi per morire e abbiamo parlato così poco, mi cade il morale a terra. Se avessimo parlato e parlato, ci odieremmo. Qualsiasi strada che scegli è una strada sbagliata… Yo también tuve un infancia de mierda y no diga nada – Anch’io ho avuto un’infanzia di merda eppure non mi lamento INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it Una scatola bianca e tre oggetti (una corda, una palla rossa e un vaso |
| Milano, 18 maggio 2011 COMUNICATO STAMPA Al Teatro Out Off 24 > 29 maggio Mixò, Kunsthaus Tacheles, in collaborazione con MTM Maria Mendizabal è PENELOPE IN GROZNYJ di Marco Calvani con Alberto Alemanno (Anfinomo), Elisa Alessandro (Attoride), Luca Celso (Telemaco) Karen Di Porto (Elena), Filippo Gattuso (Pireo), Giovanni Izzo (Antinoo), Letizia Letza (Ippodamia), Nicola Mancini (Leocrito), Roberta Mastromichele (Afrosine), Marta Pilato (Animone), Gianluca Soli (Teoclimeno), Emilia Verginelli (Melanto) e Francesca De Sapio nel ruolo di Euriclea Nicolà Hendrik nel ruolo di Cassandra Bing Taylor nel ruolo di Laerte Luci Emiliano Pona, costumi Beatrice Zamponi, musiche originali Diego Buongiorno, scenotecnica Francesco Bottai, aiuto regia Michael Schermi,foto di scena Andrea Camuffo, progetto grafico Carlo Trentin Cecenia. Penelope è una donna sola. Il marito Ulisse è un ex ministro in esilio di un governo mai riconosciuto. Da tempo non arrivano più sue notizie. Telemaco è un giovane uomo inquieto, che vive nel rancore e nell’odio. Pireo e Teoclimeno, i suoi unici amici. Euriclea, la vecchia nutrice. Laerte, il suocero ritiratosi nel silenzio. Melanto, una giovane studentessa. Elena, la bella cugina. Siamo a Groznyj, capitale fantasma di un paese fantasma. Siamo in una scuola abbandonata, distrutta dai bombardamenti, adesso occupata dai Russi/Proci, capitanati da Antinoo, che ne hanno fatto il loro quartier generale, covo di piani crudeli e tana di giochi perversi. Il mito omerico di Penelope e della sua controversa solitudine si trasferisce nella Cecenia di oggi, un paese dove la tortura è la norma, le esecuzioni senza processo sono routine e le razzie e i saccheggi un luogo comune. Una terra battuta da un gelido inverno e dalla guerra, minacciata dal fuoco di sanguinarie milizie indipendentiste e messa ancor più in pericolo da un esercito corrotto, complice e profittatore di uno spietato disegno politico. Un paese in cui si è perso il diritto alla dignità. Con la riscrittura del mito greco e dei suoi personaggi epici, e con uno sguardo a Pasolini, si cerca di ricostruire la vita quotidiana in tempo di guerra, dando così origine a una metafora violenta di cosa il potere fa ai corpi e alla parola. Un’analisi feroce di una terra distrutta, di un olimpo senza dei e di una popolazione inerme, ormai privata della speranza e della solidarietà. Penelope in Groznyj diventa così una parabola sprezzante di qualsiasi regime totalitario, sia esso lontano o vicino, storicamente superato o attualmente invisibile, dove il terrore e l’orrore sono all’ordine del giorno e dove la situazione di emergenza altera brutalmente le convenzioni formali, inverte e modifica ogni rapporto, intellettuale, affettivo, di potere, e stravolge il senso intimo di ogni gesto e di ogni abitudine. Debutto Berlino dic. 2009 Presentato a giugno 2010 al festival di Napoli - sez Fring Marco Calvani (1980), giovane attore formatosi alla scuola del Teatro della Limonaia e al Duse Studio di Roma, debutta come drammaturgo nel 2002 con Quasi, commissionato dal Social Forum Europeo dei Teatri. Altri lavori includono: Teloleggonegliocchi! (2003), Prima che tu dorma, commissionato dal Todi Arte Festival 2004, la vita bassa (2005) commissionato dal Phoenix Theatre di Londra, Le mani forti (2006), pièce liberamente ispirata alla tragedia di Novi Ligure e Olio (2008). Nel 2009 scrive e dirige La città sotto/The city beneath presentato in anteprima mondiale al LaMaMa Theatre di New York, e Penelope in Groznyj che debutta al Kunsthaus Tacheles di Berlino. È stato inoltre ospite dell’Ubud Writers and Readers International Festival di Bali. Nel luglio 2010 parteciperà all’Obrador d’Estiu presso la Sala Beckett di Barcellona. Nel 2011 dirigerà a Madrid e a Parigi due sue opere in prima assoluta e nelle rispettive lingue. I suoi testi sono tradotti e rappresentati in sette lingue. Lo spettacolo ha debuttato in anteprima mondiale al Kunsthaus Tacheles di Berlino il 5 dicembre 2009 è stato poi presentato l’8 e il 9 giugno 2010 al Napoli Teatro Festival Italia nella sezione Fringe. The play had its World Premiere preview at Berlin’s Kunsthaus Tacheles on December 5th 2009 and it will be presented on June 8th and 9th 2010 at the Napoli Teatro Festival Italia, as part of the Fringe section. Mercoledì 25 maggio, Teatro Out Off, ore 18 Conferenza CECENIA. L’ORRORE DIMENTICATO Intervengono: MASSIMO BONFATTI Associazione Mondo in cammino LIVIO SENIGALLIESI Fotoreporter ARKADY BABCHENKO veterano delle guerre cecene e giornalista della Novaya Gazeta ELENA MURDACA Osservatorio Caucaso (e traduttrice di Babchenko) ANDREA NICASTRO Corriere della Sera MARCO CALVANI INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 3 maggio 2011 COMUNICATO STAMPA domenica 15 maggio 2011 ore 21 al Teatro Out Off QUEI BRAVI RAGAZZI Breve storia della canzone, raccontata a memoria di e con Gianni Pettenati e con Delia Rimoldi, Massimo Caroldi, Maurizio Dosi, Raffaele Kohler, Luca Macciachini regia Gianni Pettenati aiuto regia Maurizio Dosi Festa grande per i nostalgici al Teatro Out Off con Gianni Pettenati L’autore di Bandiera gialla rievoca con nostalgia i vecchi tempi della canzone italiana, ripercorrendo 50 anni di storia del nostro Paese. La passione di Gianni Pettenati per questo show, del quale è autore, interprete e regista, traspare da ogni gesto e sguardo: segue la musica e i compagni sulla scena con l’attenzione di un direttore d’orchestra. Dice lui stesso: «L’idea dello spettacolo è nata da un libro che ho scritto circa vent’anni fa: Quelli eran giorni, trent’anni di canzone italiana, e del prossimo, che pubblicherò sempre con la Ricordi, e che avrà lo stesso titolo dello spettacolo». Lo spazio scenico è molto semplice, delimitato da un quadrato di luce, che avvolge gli attori-cantanti. Unico elemento che stona leggermente è il fondale, assolutamente superfluo: un muro di mattoni rossi e due colonne, dalle quali Maurizio Dosi e Delia Rimoldi raccontano storie d’amore, anzi: di non-amore, perché – come dicono loro stessi – l’amore molto spesso è a senso unico. Ma la canzone italiana non parla solo di questo. Il calcio da sempre occupa le mente di molti uomini – chi non ricorda La Leva Calcistica della Classe ‘68 di Francesco De Gregori e la risposta a tutte quelle fidanzate e mogli che si chiedevano: «Perché la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita?». Ma nelle cosiddette canzonette ritroviamo anche il tema della ricerca sempre più difficile di un lavoro, e del licenziamento – descritto in un gustoso siparietto in dialetto dal chitarrista Luca Machiacchini. I nostalgici di quegli anni apprezzeranno di sicuro lo spettacolo, mentre per chi è più giovane lo show risulta discontinuo. I testi che intervallano i monologhi sono slegati tra loro e non tessono quel fil rouge che darebbe continuità a un’esibizione, il cui senso si rintraccia solo nel titolo. Il disegno luci è pulito e preciso, perfettamente in linea con la drammaturgia – purtroppo si sono verificati piccoli errori nella tempistica che hanno causato la proiezione di coni di luce al momento sbagliato, immediatamente corretti. Lo spettacolo si conclude dando modo agli spettatori di partecipare attivamente, intonando la canzone più famosa di Pettenati. A questo punto il pubblico si sente più che mai chiamato in causa: siamo noi la vera bandiera gialla. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it |
| Milano, 4 maggio 2011 COMUNICATO STAMPA 9 maggio 2011, ore 21 Al Teatro Out Off L’armeno di rue de la Paix Postumi di un genocidio di Sabrina Dionisio Rossi Interpreti della lettura Francesco Paolo Cosenza Claudio Lobbia Tommaso Pusant Pagliarini, Stefano Grignani Marco Pezza, Serena Galante con la partecipazione di Caroline Tallone (violino) e Anna Armenante (flauto) regia di Alberto Oliva Dopo la mirabile lettura di Moni Ovadia e Massimo de Vita, “L’armeno di rue de la Paix” torna in scena con le vesti di due attori esperti e misurati come Francesco Paolo Cosenza e Claudio Lobbia. Nato da un’antica affinità dell’autrice nei confronti del popolo armeno, originata dalla voce familiare del grande cantautore francese Charles Aznavour, “L’armeno di rue de la Paix”, partendo dall’assunto che la negazione di un dolore è il torto più grande che si possa fare ad un uomo che ha sofferto, affronta una tematica irrisolta legata al dramma esistenziale di sentire come una colpa l’essere sopravvissuto ad un’immane tragedia. Un armeno, che nega di essere armeno, perché indegno per aver preferito la propria vita all’opposizione ferma nei confronti di un aggressore, si scontra con la prepotenza e con un’inconcludenza premeditata del potere volta esclusivamente al proprio tornaconto. E’ una tragedia nella tragedia, che continua tuttora con la negazione di fatti veramente accaduti ed il conseguente mancato riconoscimento di un’ingiustizia subita. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30 Prevendita: Biglietti: 10.00 Euro Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it |
| Milano, 26.04.2010 Comunicato Stampa 3 > 22 maggio LA GILDA DEL MAC MAHON di Giovanni Testori con Elena Callegari, Matteo Pennese regia di Lorenzo Loris scena Daniela Gardinazzi costumi Nicoletta Ceccolini interventi visivi Dimitris Statiris e Fabio Cinicola musiche originali Matteo Pennese consulenza musicale Andrea Mormina luci Luca Siola consulenza artistica, Mariagiovanna Frigerio, Alberica Archinto produzione Teatro Out Off Lo spettacolo ha debuttato a Milano, al Teatro Out Off, il 4 maggio 2010 Testori è l’inventore di una straordinaria saga "neorealista", sulla storia intima e privata della Milano degli operai e proletari degli anni cinquanta. La Gilda del Mac Mahon è uno dei suoi racconti più significativi, scritto nel 1959 e poi pubblicato in una raccolta di racconti dal titolo “I segreti di Milano”. Una donna dalle fattezze provocanti che somiglia vagamente alla famosa diva americana Rita Hayworth e vive vicino al Ponte della Ghisolfa (quella che una volta era l’estrema periferia a nord di Milano) si innamora di un balordo, Gino Bonfanti e lo “ mantiene come un signore “ vendendo il proprio corpo. “Ci siamo avvicinati a questo lavoro con un certo timore reverenziale nei confronti di Giovanni Testori. Rispetto alla sua bibliografia, infatti, “La Gilda del Mac Mahon” si distacca un po’ dalla poetica di molti suoi scritti, soprattutto i più recenti. Siamo nel 1959. Gilda è una prostituta milanese che, “lavora” in via Mac Mahon, alla periferia nord di una Milano che cerca a fatica di riprendersi dopo la guerra. E, come vogliono le storie delle prostitute di quei tempi, ben lontane dalle “escort” corazzate di silicone e carrierismo che oggi si infilano nei Palazzi del Potere, Gilda diventa il simbolo di un mondo dove i “dannati” vengono salvati dal loro stesso sforzo di sopravvivere al destino: “omnia munda mundis” diceva Sant’Agostino, ovvero tutto è puro per i puri. Gilda ha un cuore grande come una casa, si innamora di Gino, un balordo, e per lui si spende davvero con amore e devozione. Al punto che quando lui viene condannato per ricettazione di refurtiva, Gilda si prostituisce per farlo uscire dal carcere. Ma Gino non ricambia con lo stesso amore e la stessa devozione perché i “buoni costumi” lo vogliono accanto a una donna “onesta”. Da qui la ribellione di Gilda, che decide di confessare alla moglie la loro storia d’amore, scoprendo però che la donna ha in grembo il figlio del suo amato: una rivelazione folgorante per la prostituta e per il suo istintivo senso materno. La storia potrebbe amaramente concludersi qui ma Testori affonda il coltello nella piaga. Gilda, infatti, nella sua disperata ricerca d’amore, incontra un altro uomo di nome Gino: un “transfert” evidente e straziante. Gilda: che con il suo nome – ispirato al film interpretato dall’ “atomica” Rita Hayworth – cerca di allontanare da sé l’amarezza di una condizione atroce. Gilda: che attraverso il cinematografo lenisce la sua sofferenza quotidiana, abbandonandosi a un mondo di sogno. Gilda: che è una prostituta ma potrebbe essere qualunque donna annientata dall’amore per un uomo che la sfrutta. Gino, come mille altri uomini, non afferra la grandezza d’animo di un essere umano in cerca di riscatto e redenzione. La precisione con cui l’autore ci descrive i passaggi psicologici, le emozioni, le sensazioni della protagonista ci permettono di immergerci totalmente nella storia. A Testori non sfugge nulla della natura femminile. E questo sentirsi compenetrato nel proprio personaggio ci è rivelato soprattutto dal progressivo percorso che l’autore fa durante il racconto in cui dall’uso della terza persona, come se volesse solo narrare la storia di Gilda, passa piano piano (attraverso la sua parte femminile) a quello della prima persona per arrivare invece a diventare la Gilda stessa. Tutti i personaggi di Testori rappresentano una parte di lui ma in questo caso c’è una vera e propria fusione tra autore e personaggio che finiscono per diventare la stessa persona. Questo viaggio è stato per noi particolarmente significativo. Il Teatro Out Off, infatti, è situato proprio in via Mac Mahon. In precedenza, quando si trovava ancora vicino al Ponte della Ghisolfa, aveva ospitato Giovanni Testori per alcuni incontri con il pubblico sul significato della parola nel teatro. Le considerazioni e le riflessioni nate in quella circostanza sono state trascritte e possono considerarsi un vero e proprio manifesto teatrale. Passeggiando per le vie di Mac Mahon meditando i pensieri dell’autore, ci è successo di rielaborare la memoria storica di una Milano e di un paesaggio umano che, attraverso il suo racconto, Testori stesso ci sollecita a non dimenticare.” Lorenzo Loris, dalle note di regia Così la critica Il commovente spettacolo di Lorenzo Loris ha il sapore amaro di una storia senza luce vissuta da una donna generosa, pronta a illudersi. Una donna che vive nel sogno di se stessa, che si trasforma sotto i nostri occhi da ragazza del nostro tempo in una citazione alla madame Tussaud della fulgente Hayworth. Maria Grazia Gregori “Lorenzo Loris sceglie questa scheggia di quotidianità dimessa, quasi esemplare per farne una sorta di partitura di stati d’animo, di lacerante percorso interiore. Renato Palazzi Bravissima Elena Callegari, dapprima un “narratore” in giacca e camicia e poi una Gilda imbruttita dalla vita, dalla fatica, dalle disillusioni, ma sempre con la voglia di darsi solo per amore. ” Magda Poli Si avverte il fremito di un tempo maledetto ma non avaro di leggende, uscito da una guerra e in cerca di ritrovare un senso alla vita, a far ammirare questo spettacolo, a un tempo popolare e carico di citazioni raffinate di arti che si incrociano con le difficoltà di sopravvivere, in cui risate e brividi si rincorrono conquistando lo spettatore.” Franco Quadri Elena Callegari, intensa e monologante Gilda, perfetta sia nei momenti di ingenuità adolescenziale mista a tenerezza che in quelli di passione carnale o di ribellione a una condizione subalterna che sente diventarle troppo stretta. Mario Cervio Gualersi Giovanni Testori (1923-1993), scrittore, drammaturgo, pittore, critico d'arte, poeta, regista, attore. Esordisce come drammaturgo con La Maria Brasca (1960 regia di Mario Missiroli). Gli anni '60 sono segnati dal sodalizio con Luchino Visconti: tre racconti de “Il ponte della Ghisolfa” costituiscono l'ossatura della sceneggiatura di Rocco e i suoi Fratelli. E’ degli anni '70 la “Trilogia degli Scarrozzanti” (Ambleto, Macbetto ed Edipus) e i Promessi sposi alla prova con la regia di Andrée Ruth Shammah. Negli anni '80 insieme a Franco Branciaroli e al regista Emanuele Banterle Testori fonda la Compagnia degli Incamminati. Massima risonanza ebbe In exitu (1988) con la memorabile rappresentazione alla Stazione Centrale di Milano e poi all’Out Off per un mese di repliche, nello stesso anno, sempre all’Out Off Testori volle tenere tre indimenticabili lezioni sulla scrittura “la parola come”. Lorenzo Loris, regista storico della compagnia, dopo essersi diplomato alla “Scuola del Piccolo teatro” e aver frequentato un periodo di apprendistato con maestri quali Carlo Cecchi e Luca Ronconi, ha realizzato un originale percorso attraverso la drammaturgia contemporanea e del Novecento:: da Boris Vian a Tennessee Williams, a Joe Orton e Lars Noren, da Thomas Bernhard a Bertolt Brecht per arrivare ai contemporanei, tra i quali, Peter Asmussen, scrittore danese e sceneggiatore di Lars Von Trier, Edward Bond (Premio Ubu 2005), Roberto Traverso (Premio Teatro di Roma - Per un nuovo Teatro italiano del 2000); Raffaello Baldini, uno tra i massimi poeti italiani del ‘900, Massimo Bavastro, autore, di Naufragi di Don Chisciotte, (Premio Nazionale della Critica 2002), Rodrigo Garcia, Jean-Luc Lagarce, l’autore contemporaneo più rappresentato in Francia. Negli ultimi anni Lorenzo Loris ha sviluppato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter, Giovanni Testori). Questo confronto lo ha portato anche ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) avendo sempre come obiettivo quello di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità. INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16 - domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: OutOffcard 48 euro - 4 spettacoli a scelta sui 5 di produzione (*); (under 25) 32 euro; (over 60) 24 euro - Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 19.04.2011 Comunicato Stampa 26 > 28 aprile Scimmie nude, presentano PAURAEDESIDERIO Testo e regia Gaddo Bagnoli con Claudia Franceschetti, Andrea Magnelli, Marco Olivieri Musiche originali Sebastiano Bon e Francesco Canavese Produzione Federica Maria Bianchi Organizzazione Francesca Audisio PAURAEDESIDERIO PER LA PRIMA VOLTA A MILANO LA VERSIONE INTEGRALE Milano, aprile 2011 – Le Scimmie Nude tornano a Milano con lo spettacolo che ha dichiarato la loro svolta artistica e organizzativa, PAURAEDESIDERIO. In scena alla Stagione Sperimentale Europea del Teatro della Contraddizione, acclamato al Napoli Teatro Festival e dopo aver girato l’Italia, lo spettacolo torna nella sua città natale per la prima volta in versione integrale. Dal 26 al 28 aprile 2011, presso il Teatro Out Off, in via Mac Mahon 16. Primo capitolo della Trilogia d’Indagine sull’uomo delle Scimmie Nude, appena conclusa a febbraio con PERVERSIONI, PAURAEDESIDERIO è uno spettacolo profondamente diverso, che è impossibile da raccontare. L’obiettivo di Gaddo Bagnoli, autore e regista, è infatti quello di creare un potente intreccio di immagini, collegate tra loro da un fil rouge, che permettono a chi assiste di creare la sua storia personale. Grazie alle proiezioni della sua sensibilità e all’affiorare dei suoi archetipi inconsci ogni spettatore crea la sua storia. Il “polisenso”, dove chiunque può vedere se stesso. Ogni elemento che abbia un riferimento narrativo o psicologico è stato eliminato dalla scena: una scatola bianca racchiude tutti i contenuti del lavoro. In questo spazio astratto i tre attori, identificati con i tre colori primari, si muovono intrecciando situazioni e accadimenti. Ogni colore ha un preciso significato legato all’interiorità dell’attore: rosso di carne, di sangue e di passione; giallo occhio della mente, pensiero di pensiero; blu profondo mare, intima paura di amare. Gli unici oggetti di scena che legano e collegano le azioni degli attori sono una corda, una palla rossa e un vaso da notte. Un caos organizzato dominato da istinti perversi e morbosi e da una razionalità deviata a causa dell’esperienza umana: illusoria, virtuale, continuamente avvinta dal giudizio e dal pensiero castrante di dover prevalere, di farsi “vedere”, in qualunque modo, dagli altri. “Le figure che appaiono sono figure “cangianti” che grazie alla logica incoerente del sogno e della proiezione inconscia, sfumano l’una nell’altra, si trasformano in continuazione cambiando età, ruolo, e carattere. – racconta Gaddo Bagnoli - Queste figure sfumate, che solo a tratti si possono riconoscere chiaramente, rappresentano l’informe umanità, piena d’amore e di canti soffocati, ma immersa nella violenza, fisica e psicologica, che noi tutti accettiamo perché normalizzata dalla quotidiana globalizzazione del modo in cui la subiamo.” Un teatro d’indagine sull’uomo, che attraverso immagini crude e reali, ci porta a riflettere su cosa siamo diventati. “Come un abile psicologo, il regista Gaddo Bagnoli si addentra negli scomparti più sordidi, e per questo più sinceri, della psiche umana, stillandone con crudeltà degna di Artaud le paure e i desideri che la governano e mostrandone l'atroce alternanza dei due. La spietata coesistenza dei due.” Aprile; Francesca Sacco - 30 agosto 2009 “Improvvisamente si prende consapevolezza di un mondo teatralsotterraneo che palpita vita. E arte.” Epolis; Diego Vincenti - 27 febbraio 2009 “Uno spettacolo senza sbavature dove sono evidenti le notevoli capacità artistiche degli attori, che restituiscono un ragguardevole lavoro sul training fisico e vocale, in modo che non esista mai un’azione vocale che non sia anche azione fisica ma neppure un’azione fisica che non sia anche mentale. teatro.org - 17 giugno 2009 “Un finale inquietante..senza scampo” Corriere della sera; Livia Grossi - 29 febbraio 2009 Francesca Audisio Associazione Culturale Scimmie Nude Sede organizzativa - Piazza Perego 11, 20100, Milano Sede legale - Via D'Annunzio 22, 20016, Pero (MI) tel. 333-5223569 www.scimmienude.com info@scimmienude.com INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it Una scatola bianca e tre oggetti (una corda, una palla rossa e un vaso |
| Milano, 21 marzo 2011 COMUNICATO STAMPA 5 > 17 aprile Fattore K in collaborazione con Psicopompo Teatro Rialto Santambrogio presenta LA MODESTIA di Rafael Spregelburd traduzione e regia Manuela Cherubini con Hervé Guerrisi, Alessandro Quattro, Gaia Saitta, Simona Senzacqua scene e costumi, Francesco Esposito luce, Igor Renzetti musica originale, Grazieno Lella, Fabrizio Spera grafica, Ale Sordi produzione e organizzazione, Francesca Mancini La modestia debutta in prima nazionale al teatro Out Off di Milano. L'opera è pubblicata da Ubulibri nel primo dei due volumi intitolati "Eptalogia di Hieronymus Bosch", di Rafael Spregelburd. Luca Ronconi presenterà al Festival di Spoleto la sua versione de La modestia. Rafael Spregelburd è autore di Bizarra, opera che ha ricevuto il premio Ubu 2010 come miglior novità straniera, nella messinscena di Manuela Cherubini. la modestia La modestia è il terzo capitolo dell’ “Eptalogia di Hieronymus Bosch”, di Rafael Spregelburd. L’Eptalogia è un insieme di sette opere teatrali, autonome l’una dall’altra, concepite intorno all’idea del peccato, della morale e della deviazione. Bosch, mentre si dissolve il Medioevo, dipinge su un tavolo la sua criptica minaccia moralizzatrice; secoli più tardi è la Modernità ad agonizzare e le domande sono molto simili: non è la legge stessa a creare il desiderio d’infrangerla? Dov’è la deviazione laddove ormai non c’è più un centro? La cosa più difficile in un periodo tormentato non è fare il proprio dovere, ma conoscerlo. P. Rivarol Nessuna etica al mondo può dirci in quale momento e in che misura un fine moralmente buono giustifichi i mezzi e le conseguenze moralmente pericolose. M. Weber La modestia è una commedia degli equivoci che racchiude al suo interno due storie, due tempi, due spazi che si mescolano. Gli attori sulla scena interpretano tutti un doppio ruolo, uno per ogni storia: le identità si fondono e il gioco si mostra, lasciandoli allo scoperto, in un luogo instabile fra interpretazione e offerta di sé, perché quello che vogliamo è rappresentare la vita, e la vita è una fotografia imperfetta, un disequilibrio costante. La modestia è un’opera sulla dialettica, sia da un punto di vista strutturale e interpretativo, che da un punto di vista morale. Oscilla sui confini e sull’incertezza del male, e della modestia, naturalmente, intesa come peccato: il piacere superbo e colpevole che nasce dal gesto disperato di cercare di essere un po’ di meno di ciò che si è, con il segreto obiettivo, forse, di pagare in comode rate un dubbio infinito. La modestia è l’affresco vivente di un’umanità dolorosa, commovente e divertente, più umana dell’umano, alla disperata ricerca del senso della vita, mentre dalle mani le sfugge anche il significato delle parole. Manuela Cherubini Rafael Spregelburd drammaturgo, regista, attore, traduttore, uomo di teatro a tutto tondo, a soli 40 anni è tradotto in undici lingue e rappresentato in più di quindici paesi fra America e Europa. Un Pinter tropicale, debordante, ostico e ammaliatore che si affaccia sull’abisso degli interrogativi più profondi dell’umanità contemporanea attraverso la complessità, il riso, la dissonanza, l’irriverenza e l’eccitazione dell’irregolarità. In Italia è pubblicato da Ubulibri (dicembre 2009) in due volumi che contengono tutte le opere dell’Eptalogia di Hieronymus Bosch, a cura di Manuela Cherubini. Manuela Cherubini regista, 1973. Collabora con il C.R.M. (Centro Ricerche Musicali) di Roma, approfondendo l’indagine sulla relazione fra Arte e Scienza, realizza la regia di opere musicali, performance, istallazioni, in collaborazione con Michelangelo Lupone. Collabora con Marco Baliani, Maria Maglietta e José Sanchis Sinisterra. Nel 2001 fonda PsicopompoTeatro, con Luisa Merloni e Patrizia Romeo. Dirige diversi spettacoli, fra cui: Hamelin, di Juan Mayorga (premio Ubu 2008 come migliore novità straniera); La stravaganza, L’inappetenza, Il panico e La modestia, di Rafael Spregelburd; Musica Rotta, di Daniel Veronese. È curatrice dello speciale del "Patalogo 2008", Nueva hispanidad. Nel 2010 realizza per il Napoli Teatro Festival la trasposizione e messinscena di Bizarra, la teatronovela di Rafael Spregelburd; nello stesso anno, realizza una seconda messinscena di Bizarra, a Roma. Bizarra vince il premio Ubu 2010 come miglior novità straniera. INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 2 marzo 2011 Dall’ 8 al 27 marzo (prima nazionale) Teatro Out Off, presenta ORGIA di Pier Paolo Pasolini regia di Fabio Sonzogni con Sara Bertelà (donna), Silvia Pernarella (ragazza), Fabio Sonzogni (uomo) Orgia è un testo pericoloso. Pasolini fa male, colpisce a fondo, perché dice ciò che non si vorrebbe mai sentire. Orgia sbigottisce perché parla davvero di noi. Orgia, o del sacrificio profano È da anni che affronto la tragedia greca (Edipo re, Medea, Baccanti, Antigone), ora avverto la necessità di confrontarmi con una tragedia moderna. Scritta nel 1966 Orgia è la prima di sei tragedie, unica incursione di Pasolini nella drammaturgia. Nel suo Manifesto per un nuovo Teatro (1969) teorizzò il Teatro di Parola insieme antico e innovatore, dichiaratamente élitario e proprio per questo paradossalmente democratico. Opposto alla cultura di massa questa forma d’arte “democratica”, affonda le sue radici nella tradizione e in particolare nel teatro greco. La notte che precede una desolata Pasqua padana, due coniugi piccolo borghesi vorrebbero vivere l’Orgia, il delirio preparatorio al sacrificio. La cerimonia, però, non ha nulla di sacro perché è priva del simulacro divino. E’ il tempo del silenzio di Dio. La verbosità del testo sembra alludere all’impossibilità del compiersi dell’azione, come se la parola fosse mascheramento, estensione, nascondimento. I protagonisti parlano per non agire, è come se fossero impotenti. Evocano il passato con nostalgia, ne parlano come di un Eden irrecuperabile, un luogo dove si comunicava solo “facendo qualcosa” e dove “quel silenzio era pieno di voci”. La struttura sintattica del testo disegna gorghi, vortici. La parola detta, declamata, costruisce architetture complesse, una sarabanda che stordisce, appassionata e vitale. I protagonisti sono immersi, aggrovigliati dentro un tripudio di suoni, d’immagini evocate, di pulsioni tese all’invocazione di un rimedio all’angoscia della loro esistenza. Parlano di sé come di “due vermi infelici” che decidono di passare dall’Inferno e parlare la lingua della carne perché, ormai, le loro parole sono “poveri suoni che non dicono niente”. Quindi sarà il corpo – metafora del corpo sociale – ad essere offeso, lacerato, straziato, immolato, nella speranza che questo sacrificio divenga “linciaggio fondatore” di una nuova società o almeno atto, azione di condanna dell’”atroce innaturalezza del mondo”. Ma nulla di Sacro, di liberatorio, di salvifico e fondante sarà accaduto perché i personaggi pare siano convinti, leopardianamente, che gli dei se ne siano andati per sempre. Mettere in scena questo testo, questa Passione senza Pasqua, senza resurrezione, senza liberazione, questo “Agnus Dei” senza redenzione, significa chiedere (sperare o forse illudersi di chiedere) allo spettatore una partecipazione, uno sguardo che Pasolini così suggerisce: “Vi prego, siate come quei soldati, i più giovani di quei soldati, che sono entrati per primi oltre il reticolato di un lager… E lì i loro occhi… Ah, vi prego, siate giovani come loro! ... Ecco tutto. E, ora, divertitevi.” Fabio Sonzogni, gennaio 2011 Fabio Sonzogni Regie Teatrali 2010, estate Antigone di Sofocle, con Teresa Saponangelo, Andrea Soffiantini 2008, estate Le Baccanti di Euripide, con Giovanni Franzoni, Gabriele Parrillo, Teresa Saponangelo 2008, C’era una Nave …, autori vari, con Franco Branciaroli 2008, Ogni cosa era più antica dell’uomo, da La Strada di C. Mc Carthy, con Laura Marinoni 2007, Medea di Euripide, con Caterina Deregibus 2006, Edipo Re di Sofocle, con Franco Pistoni 2005, Misura per Misura di W. Shakespeare, con Gabriele Parrillo, Giovanni Franzoni, Cristina Spina 2000, Doppio Sogno di Arthur Schnitzler, con Gabriele Parrillo, Camilla Frontini Regie Cinematografiche 2002, Foglie di Cemento, cortometraggio; ha partecipato a 35 festival internazionali vincendone 7: Rotterdam Film Fest, Dresda Film Festival, Cork Film Festival e Genova Film Festival, Cinecittà Roma Festival, tra gli altri. E’ stato proiettato nelle sale di New York, Parigi, Londra, Madrid e Roma. Attore Ha lavorato in teatro per quindici anni con i registi: Luca Ronconi, Glauco Mauri, Dario Fo, Gabriele Lavia, Mario Martone, Antonio Syxty, Antonio Latella. • Spettacolo inserito in INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: OutOffcard 48 euro - 4 spettacoli a scelta sui 5 di produzione (*); (under 25) 32 euro; (over 60) 24 euro - Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it ; |
| Milano, 22 febbraio 2011 COMUNICATO STAMPA Al Teatro Out Off Dall 1 al 6 marzo 2011 LORETTA STRONG di Copi con Paolo Oricco e Maria Luisa Abate, Alessandra Deffacis, Valentina Battistone, Stefano Re "Astronave" di Daniela Dal Cin Regia di Marco Isidori Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa va a presentare Paolo Oricco in una straordinaria edizione di Loretta Strong di Copi. Manovreranno l’Astronave Maria Luisa Abate e Stefano Re. Saranno "Topi", "Granchi", "Pappagalli", "Serpenti" ed altro vociante ciarpame celeste Valentina Battistone e Alessandra Deffacis. Sovraintendenza alla "Base Console" Sabina Abate. Astronave di Daniela Dal Cin in viaggio con propellente marca Isi. Un Disco Volante Marcido... Decenza... Demenza... Violenza...ed altra Semenza teatrale assortita, vortica in metafora e in opera nella nostra "visita" a Copi, rivelato qui, in arte, come Loretta, mademoiselle veramente, veramente Strong! "Strong" si chiama l’eroina di Copi, quindi forte, energica, anzi letteralmente "smisurata" in tutti i sensi, sarà la rappresentazione scenica della Loretta Strong approntata dai Marcido. Siamo partiti dal "nome", facendo ingigantire la figura della protagonista, fino a portarla scenograficamente, a proporzioni abnormi, fino a farne un’icona esplosiva/esplodente della più sfrenata, disaggettivata teatralità; e le abbiamo fornito una "vera" Astronave! Loretta vorticherà realmente nello spazio profondo! Loretta percepirà la realtà dalla lontananza siderale della sua "posizione" nell’etere infinito, e da questa tal posizione stabilirà le coordinate fantastiche del suo delirio sapientemente e squisitamente teatrale. I MARCIDO, COPI E LORETTA STRONG: OGGI SI VOLA! Che incontro fortunato quello dei Marcido con la scrittura di Copi! Siamo stati subito arruolati dal dèmone che sovraintende al cerimoniale affabulatorio di questo autore, la cui apparente disinvolta stravaganza, altro non cela, secondo noi, che un imperioso "furor matematicus"; il buon genio appunto dell'arte di Copi, l'inflessibile manovratore che ne determina tutta la stupefacente qualità semantica. Ci siamo quindi messi semplicemente al suo servizio per sviluppare, trasferita sul palcoscenico, la ferocia sostanziale dei teoremi drammaturgici del Nostro! La tentazione di mettere in scena qualche lavoro del poeta franco-argentino, non è recente dalle parti della Marcido; ma soltanto quando una folgorazione scenografica alla quale non si poteva disubbidire, ci ha fatto ritener possibile la "costruzione" di un'"Astronave" (parto di Daniela Dal Cin!) veramente e potentemente adeguata alla folle parabola del "discorso" che Copi ha inventato per esprimere il personaggio della Strong, soltanto allora abbiamo sciolto gli ormeggi e ci siamo imbarcati per far diventar Teatro il testo in questione. Paolo Oricco "è" Loretta! Non si può definir meno perentoriamente il carattere fondamentale della sua prestazione; l'adesione mimetica alla dismisura spasmodica che dà nerbo al flusso verbale dal quale emerge, come frutto di una sonante conchiglia, questa Venere Delle Parole, che così noi abbiamo immaginato e nominiamo la Signorina Strong, è un'adesione perfetta, e il grado di credibilità scenica molto alto che la performance dell'attore raggiunge, giustifica in pieno un'asserzione così "forte", così effettivamente "strong". L'attore fa/è corpo unico con la macchina dell'Astronave: ne determina la rotta con il ritmo frenetico dei suoi movimenti di danza, ne suscita il moto effettivo con l'incidenza musicale della sua dizione; insomma non si darà più in questo spettacolo una separazione di fatto fra l'organicità umanissima (dolorante nell'ineludibile sforzo di sostenere i "capricci" del disegno registico!) del performer, e l'inorganicità del meccanismo scenografico (un Disco Volante!) che lo contiene abbracciandolo. I Marcido, d'altronde, hanno sempre solo corso per raggiungere un risultato del genere, e con la testualità iperbolica di Loretta, stavolta, sono andati a nozze, perché c'è un evidente comunione tra il loro "spinato" campo di sensibilità, e l'uso sapiente dell'arbitrarietà dei nessi, che governa, imponendo una sua specifica legge, la struttura fantastica del mondo di Copi. Ci è piaciuto non lasciar tutta sola Loretta, e quindi, in questa nostra edizione della pièce di cui si parla, la nominata Strong verrà spalleggiata da un coro invisibile (Maria Luisa Abate, Stefano Re, Alessandra Deffacis, Valentina Battistone); il totem sonoro dei sui animaletti-fantasma, i servi di una Scena, dove il grottesco deve farsi carico di tutta la pazienza che occorre ad una decifrazione almeno minima della prospettiva tragica dell'immagine del reale, per deturparlo, questo quadro pitturato dalla Storia, o meglio, per conservare una speranza di rigettarne in beffa le orrende figurazioni, ché tale è la funzione di sacro smascheramento che noi attribuiamo (forse troppo ingenuamente) al Teatro e alla potenza ancora non del tutto scaduta delle sue "mascherature". Loretta è Clitennestra, Fedra, Lady Macbeth, Solange, Winnie, Maria Maddalena de' Pazzi. Loretta Strong è il nostro reiterato (com)pianto sulla miseria intrinseca alla concezione individuale di soggetto. "Lei" e le Altre, sono state fatte comparire dalla Marcido sull'evanescente schermata teatrale, soprattutto per dimostrare l'insufficienza "clamorosa/clamante" della loro pretesa di portare su di sé il segreto di una rappresentazione coerente dell'individualità psicologica; noi tentammo sempre e comunque di svergognare questo "segreto", evocando in scena un altrove plurale dell'essere, lo "Stato" che c'interessò davvero: quel paradiso orgiastico che la nostra personale ossessione scenica ha voluto indagare con cura inesausta, andando alla ricerca della probabile verità della sua esistenza, col formulare negli anni un'ipotesi artistica plausibile, ipotesi che d'un siffatto corso di pensieri fosse l'evidente, per quanto parzialissima, concrezione spettacolare. Questo è stato lo scopo dell'azione mondana della M.M.F.M. Per questo soltanto è (storicamente) valsa la non piccola pena di "fare teatro"! Marco Isidori Il calendario di LORETTA STRONG per la stagione 2010/11: debutto: TORINO, TEATRO STABILE dal 1° al 13 febbraio; MILANO, TEATRO OUT OFF 1-6 marzo; ROMA, TEATRO ARVALIA 28 marzo/2aprile La Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, fondata dal regista Marco Isidori, dalla scenografa Daniela Dal Cin e dall’attrice Maria Luisa Abate, esordisce nel 1985 con uno studio su Les bonnes di Jean Genet (Le serve, una danza di guerra) imponendosi subito all’attenzione della critica. Dal 1987 la compagnia si dedica a un lavoro sulla tragedia che porta a elaborazioni e riscritture di testi classici: Una giostra: l’Agamennone (premi Opera d'Attore 1988 e Drammaturgia In-finita 1990); Canzonetta (1990); Musica per una Fedra moderna (1992) e Spettacolo (1993). Con Palcoscenico ed Inno da La sirenetta di Andersen, nel 1991 i Marcido vincono il premio Speciale Ubu. Produzioni successive sono state Il cielo in una stanza (1994), L’Isi fa Pinocchio, ma sfar lo mondo desierebbe in ver (1996) e Happy Days in Marcido’s Field (1997). Cardini della ricerca dei Marcido sono il lavoro sulla vocalità e la re-invenzione dello spazio, con la creazione di macchine sceniche e strutture architettoniche autonome. Tra le altre produzioni della compagnia si ricordano Vortice del Macbeth (2002), Facciamo nostri questi giganti! (2006) e Bersaglio su Molly Bloom (Premio Ubu 2003 per la scenografia). LA PACE di Antonio Tarantino, ha debuttato nel giugno 2007 (Festival delle Colline Torinesi). Il loro ultimo spettacolo … Ma bisogna che il discorso si faccia! con la drammaturgia e la direzione di Marco Isidori ha vinto il Premio Nazionale della Critica nel 2009 per la ricerca, mentre Daniela Dal Cin, per la scenografia dello stesso spettacolo ha vinto il Premio Ubu 2009. INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 16 febbraio 2011 COMUNICATO STAMPA Al Teatro Out Off 22 > 27 febbraio Porto Venere ArcipelagoTeatro – Il Mulino di Amleto – PPP TRITTICO Lavoro teatrale composto da tre brevi testi Torino-Bacau-Roma Cara Medea Una casa razzista di Antonio Tarantino regia di Cristina Pezzoli con Gilda Postiglione, Antonio Tarantino, Oreste Valente scene e costumi Elena Bianchini e Federica Francolini luci Francesco Dell’Elba direzione tecnica Gennaro Cerlino Torino-Bacau-Roma: due derelitti, un anziano ex operaio torinese e una giovane migrante romena priva del permesso di soggiorno. Questi poveracci si ritrovano a Roma, a dormire sui cartoni fuori dalla stazione Ostiense. Tra di loro nasce un rapporto reso indispensabile dall’isolamento. Vi sono tentativi di sfruttamento della giovane messi in opera dall’anziano, reso cinico dalle dure esperienze, cui si contrappongono inascoltate richieste di aiuto e, forse, d’amore della giovane romena. Entrambi sconfitti dall’esistenza, sospinti sempre più ai margini della “vita civile”, concluderanno la loro breve comune avventura nel gorgo di una estrema emarginazione. Cara Medea: una madre assassina reduce dalla galera e dai lager nazisti, percorre l’Europa sconvolta dalla guerra, alla ricerca di un passato dove il mito è stato annientato dalla forza brutale del tempo. In un panorama di macerie questa Medea ritrova il suo Giasone a Pola, dove da sempre egli è il solitario custode di un deposito di siluri. Preceduto da Tele Sogni, dove un improbabile presentatore di una scalcinata Tv locale ci svela involontariamente i segreti della manipolazione mediatica - ormai inutile dato che dal mezzo si è stabilmente insediata nello spettatore- il microdramma Una Casa Razzista, ci mostra un anziano che vive solo in una misera soffitta. L’ascensore di questa casa, abitata perlopiù da stranieri, è quasi sempre fuori uso. Nel ripercorrere le stazioni della sua quotidiana via crucis, fatte di pregiudizi e di vuoti stereotipi, quest’uomo, a contatto col “diverso”, giunge a pensare a un gesto estremo. Ma, posto di fronte a una situazione umanamente significativa egli piange, e il pianto libera dalla volgarità di certe passioni un sentimento purificato. Se il nostro mondo è una prigione lo è perché la prigione è in noi. Antonio Tarantino INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 25.11.2010 Al Teatro Out Off Lunedì 13 dicembre 2010 ore 20.45 MODAMORE Fantasia teatrale: moda, spettacolo, musica e danza di e con Renato Dibì, Alfredo Nocera alla fisarmonica Gian Piero Marazza arrangiamenti di Sante Palumbo e Roberto Negri coreografia di Salvatore Guglielmo con la partecipazione di C.D.C. City dance Company Modamore è una fusione tra diversi generi di spettacolo che vede alternarsi in scena la canzone d’autore con Renato Dibi’, chansonnier milanese, l’originalità di Alfredo Nocera attraverso la creazione istantanea di eleganti abiti da sera e i danzatori della City Dance Company . Un viaggio dedicato alla donna, alla fantasia della moda e alla grande canzone d’amore. “.. è Milano a teatro con le strade affollate dalle pubblicità ... la borsa, la moda milano da bere il futuro che dà .… il progresso che avanza coi suoi passi di danza è Milano l’expo … è sapere che oggi avrà sempre un domani e sarà qui con te … (da Milano Città di Renato Dibì, la canzone che apre lo spettacolo) RENATO DIBI’, elegante cantautore-poeta, è ormai da tempo considerato il migliore interprete italiano della grande tradizione dei Chansonniers. Ha cominciato da giovanissimo la sua carriera nei cabaret milanesi. Dibì non interpreta i grandi, li rilancia; trae dall’ombra ciò che era luce, riporta nei cuori sentimenti che forse pensavamo non esistessero più e lo fa senza nulla perdere dello spirito della tradizione. Con la sua passione, la sua vocalità e quel suo modo di stare sul palcoscenico è da tempo considerato l’unico Chansonnier capace di dare alla canzone francese anche una veste, per così dire, italiana. ALFREDO NOCERA inventore dell’instant Fashion incanta il pubblico attraverso la sua originalità nel creare incredibili abiti da sera in pochi secondi con tessuti, preziosi o semplici, senza tagliare o cucire, modellandoli sul corpo delle indossatrici. Raggiunge la notorietà partecipando a numerose trasmissioni televisive nazionali (Domenica in e Buona Domenica) ed è presente in qualità di special-guest in alcuni show di tv internazionali. Fantasia, gusto, eleganza, simpatia, intelligenza e grande manualità sono gli elementi principali della sua arte in cui riesce, come un autentico giocoliere, a fondere moda e spettacolo. GIAN PIETRO MARAZZA, musicista di grande eclettismo; diplomato in fisarmonica e chitarra classica, ha studiato composizione con il M° Corradini, il M° Soresina e il pianoforte con il M° Aldo Rossi. fisarmonicista e arrangiatore in diversi spettacoli di Moni Ovadia ed esecutore per diversi Films, tra i quali “Pane e tulipani”. Ha pubblicato innumerevoli brani per fisarmonica e chitarra. Col suo trio musicale Rhapsodija ha tenuto concerti in Europa, Africa e Americhe. Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orario spettacolo: ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 26 novembre 2010 COMUNICATO STAMPA Al Teatro OUTOFF Domenica 21 e 28 novembre, domenica 5 dicembre 2010 Maledetti Francesi Chansons & Cuisine rassegna musicale francofona prima edizione direzione artistica Giangilberto Monti con il sostegno del Comune di Milano e il patrocinio del Centre Culturel Français Tre appuntamenti domenicali al Teatro Out Off Un viaggio nel mondo musicale e innovativo dei più acclamati chansonniers francofoni Un secolo da chansonnier, dedicato all’incrocio tra musica, poesia e teatralità domenica 21 NOVEMBRE – il classico dello chansonnier da Jacques Brel a Georges Brassens con Alberto Patrucco e Franco Visentin domenica 28 NOVEMBRE – la poetica ribelle da Jacques Prévert e Léo Ferré a Renaud con Mario Cei e Alessio Lega domenica 5 DICEMBRE – la chanson al femminile da Édith Piaf, a Juliette Gréco e Barbara con Benedetta Laurà e Carola Caruso ore 20.00 chansons & cuisine al ristoteatro LeQuinte ore 22.00 spettacolo in sala teatrale LO SPETTACOLO Una serie di serate a tema in luoghi teatrali che mescolino ristorazione e spettacolo. Una rassegna di artisti italiani dedicata a quell’incrocio tra musica, poesia e teatralità che ha fatto la fortuna di molta discografia e la gioia di chi, tra Italia e Francia, ha condiviso i percorsi di questi cantanti d’assalto. Riservato ad appassionati, semplici curiosi, artisti o aspiranti tali, e sognatori di ogni età e generazione. L’IDEA Un viaggio letterario e musicale nel mondo anarcoide e innovativo dei più acclamati chansonnniers francofoni del Novecento. Dal genio anticipatore di Boris Vian alla provocante attualità di Serge Gainbsourg, passando per l’ironia di Georges Brassens, la disperata poesia di Jacques Brel e le note sulfuree di Léo Ferrè, il tutto preceduto dalle origini della chanson française e chiuso dall’ultimo ribellismo dell’arrabbiato Renaud, forse l’ultimo dei maudits, al cui confronto i nostri rocker sembrano pallide controfigure. IL LIBRO A firma Giangilberto Monti, un saggio romanzato sui più noti, ma anche meno noti, esponenti di questa corrente musicale di qualità, attraverso il racconto delle loro vite e l’analisi dei canti di questi caustici e poetici cronisti in musica della seconda metà del Novecento – che hanno ispirato in Francia interpreti di razza come Juliette Gréco ed Edith Piaf o animali da palcoscenico come Jacques Higelin o Johnny Hallyday - e le immagini dei luoghi che molti viaggiatori cercano ancora oggi tra le strade di una “Parigi Canaglia” che non esiste più, ma che sotto il pavé coltiva ancora quelle anarchiche utopie che la loro arte ha reso possibile. GIANGILBERTO MONTI dall’editoria allo spettacolo e alla musica Il progetto “Maledetti Francesi” non comprende solo la rassegna teatrale da lui ideata e il libro omonimo, stampato dalla NdA Press di Massimo Roccaforte, ma anche la pubblicazione sul web, nei siti digitali dedicati alla musica – primo fra tutti iTunes – dei suoi lavori discografici in tema, a cura della Carosello Records. Dopo l’uscita in digitale di “Boris Vian-Le Canzoni”, suo primo CD dedicato a questo mondo musicale - con una ventina di brani del geniale artista francese adattati in italiano da G.G.Monti – e dell’album “Maledette Canzoni”, che comprende versioni italiane di canzoni a firma Vian, Ferré e Gainsbourg, è da poco disponibile anche “La Belle Époque della Banda Bonnot”, ispirato alla vita del bandito anarchico Jules Bonnot, raccontata in musica da Boris Vian nel 1954 e sulla quale Monti ha realizzato cinquant’anni dopo un radiodramma musicale, prodotto dalla Radio Svizzera Italiana, adattando in italiano i brani di Vian, nell'ordine originale voluto dall'autore. Questa pubblicazione, resa possibile dopo una lunga trattativa tra Carosello Records e RSI, riporta alla luce questo lavoro - che a suo tempo conseguì il Prix Suisse 2004, l’Oscar della radiofonia elvetica – e che vede accanto al suo ideatore-interprete, la voce e la chitarra di Renata Mezenov Sa, la fisarmonica di Roberto Carlotti, il contrabasso di Marco Mistrangelo e la ghironda di Caroline Tallone, oltre a un nutrito cast di attori italiani e svizzeri, che hanno interpretato ai microfoni i vari personaggi dell’opera, coordinati dalla regia radiofonica di Claudio Laiso. Tra loro Mario Cei, che partecipa anche in veste di attore-cantante alla rassegna che si terrà al Teatro Out Off di Milano. Link: www.giangilbertomonti.it Bio GIANGILBERTO MONTI Chansonnier e autore di origini milanesi, Giangilberto Monti ha all’attivo oltre dieci album, dall’esordio con L’ordine è pubblico? (1977) al recente Comicanti (2010). laureato in Ingegneria Chimica e poi diplomato in mimo e teatro, nei primi anni Ottanta studia interpretazione vocale con Cathy Berberian e recita con Franca Rame e Dario Fo, del quale metterà in scena l’intero repertorio musicale con la jazzista Laura Fedele (IL Ballista e La Pianista, 1999). Tra il 1986 e il 1996 collabora a lungo con l’ambiente dello Zelig di Milano, scrivendo per diversi comici (Aldo Baglio e Giovanni Storti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, Marco Della Noce, Cesare Gallarini, i Fichi d’India). Dopo una lunga ricerca sulla canzone d’autore italiana (Dizionario dei cantautori, Garzanti 2003, firmata con Veronica Di Pietro) e quella francese (traduce brani di Léo Ferré, Serge Gainsbourg e Boris Vian, che escono anche su CD) scrive radiodrammi, come La Belle Époque della Banda Bonnot (Prix Suisse, 2004) e mette in scena ironici recital, sempre in bilico fra musica e teatro. Firma poi il Dizionario dei Comici e del Cabaret (Garzanti, 2008), prima enciclopedia della comicità italiana, dove raccoglie biografie e carriere di oltre cinquecento artisti. Anche grazie a questa ricerca, pubblica l’album Comicanti (Carosello Records), dove duetta con una quindicina di artisti comici, interpretando i migliori brani della storia comica-musicale italiana, da Ettore Petrolini a Dario Fo. Dal marzo 2011 sarà in tour con Stefano Nosei e Flavio Oreglio, in una versione teatrale di Comicanti. FRANCO VISENTIN Nasce artisticamente sulla pedana del “Derby Club” di Milano , il più significativo tra i locali di cabaret della scena milanese. Con i primi recital, agli inizi degli anni Settanta, avviene l’incontro con il M° Roberto Negri. Nasce così un sodalizio che porterà il recital nei teatri e nei locali di tutta Italia, primo fra tutti “La Bussola” di Viareggio, dove Visentin si esibisce in uno spettacolo con Juliette Gréco. Dopo essere stato ospite di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, tra cui “VIALE MONTEROSA 84” (RaiDue), “MAURIZIO COSTANZO SHOW” (Canale 5) “CI VEDIAMO ALLE DIECI” (RaiUno), approda all’esperienza di “RADIO ANCH’IO”, il famoso programma di Bisiach e condotto da Nantas Salvalaggio, dove Visentin commenta dal vivo con la sua chitarra i principali avvenimenti della giornata. La sua collocazione preferita rimane sempre il teatro, dove può meglio raccontare in musica episodi di vita quotidiana, mentre le sue creazioni rappresentano un affascinante connubio tra cabaret e canzone d’autore. ALBERTO PATRUCCO Alberto Patrucco si avvicina al mondo artistico attraverso la musica. Debutta ufficialmente nel 1976 al “Teatro Cabaret La Bullona” in Corso Sempione a Milano. Alla corte di Ferruccio Silvano, il direttore artistico del locale, Patrucco entra in contatto con il mondo del cabaret e assimila l’etica e il modo di intendere e fare spettacolo di quegli anni. Il “battesimo” avviene in una serata con Gianni Magni, il mitico Gufo scomparso nel 1992. Tra i suoi compagni di viaggio di quegli anni ricordiamo il cararettista napoletano Gianni Cajafa, gli autori e cabarettisti Roberto Brivio e Walter Valdi e l’allora giovanissimo Maurizio Micheli. Patrucco si esprimeva in monologhi e ballate, eseguite al pianoforte o alla chitarra, raccontando storie umoristiche e originali. Abbandonata la musica, per un decennio sperimenta e approfondisce il monologo satirico puro, sviluppando uno stile personale e inconfondibile, riprendendo le canzoni solo in qualche occasione. A partire dal 2000, Patrucco inizia un rapporto costante con la televisione passando, prima attraverso “ZELIG” (2000 – 2003), per approdare poi alla trasmissione “COLORADO CAFÉ” (2004 – 2006) e diventando un personaggio di punta richiesto come ospite anche in altre trasmissioni nazionali (“FUNARI NEWS”, “BALLARÒ”…) Nel 2005, gli viene assegnato il “PREMIO CHARLOT”. E, nel 2007, il “PREMIO WALTER CHIARI”, il “PREMIO SATIROFFIDA” e il “DELFINO D’ORO”. Tutta l’opera di Alberto Patrucco si può considerare come un gigantesco work in progress che ruota attorno alla spiazzante tematica del “pessimismo comico”. Sul palcoscenico e nei suoi libri Patrucco sviscera la realtà rivoltandola e trovandone gli amari ed esilaranti lati comici. ALESSIO LEGA Alessio Lega, classe 1972, inizia a scrivere canzoni nel 1985 esordendo in pubblico nel 1988. E' un cantautore impenitente che si esibisce nei centri sociali climaticamente freddi e moralmente caldissimi, nei bei teatri comodi, nelle rassegne all’aperto, in piazza, davanti alle fabbriche occupate, e… insomma, dovunque ce lo vogliano. Ha spesso collaborato con la cantautrice Isa – nome d’arte della sanremese Isabella Maria Zoppi - e con la band dei Mariposa, con i quali ha inciso un intero disco “Resistenza e amore”, (2004), Premio Tenco come miglior album d’esordio. In seguito pubblica saggi sulla canzone antagonista e apprezzati dischi d’autore. Si definisce un caparbio militante dell’anarchia, della poesia e dell’assurda fede nella possibilità di cambiare questo mondo. Anche con la musica. MARIO CEI Attore e artista versatile, oltre che pittore e scultore, nasce a Vicenza da famiglia toscana. Avviato da bambino allo studio di pianoforte e recitazione, si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 1980 sotto la guida di Ernesto Calindri, ottenendo il Premio Accademia. Mario Cei - diretto, tra gli altri, da Sandro Sequi, Nanni Loy, Federico Fellini, Guido De Monticelli, Lamberto Puggelli, Gigi Proietti e Luca Ronconi – è da sempre un appassionato della canzone francese d’autore. Scrive e interpreta con successo, diretto da Filippo Crivelli, «Boum! Je chante Trenet!», un omaggio al grande artista francese, del quale ripropone in lingua originale alcune tra le più celebri canzoni raccolte anche in un CD (Map) e in un libro (Nicolodi. 2003). E’ ideatore e interprete di «Prévert mon ami, mosaico di canzoni poesie collages cinema pensieri» uno spettacolo di Filippo Crivelli, creato al Teatro di Verdura, con Alessandro Sironi al pianoforte, poi pubblicato su CD (Stradivarius 2008). CAROLA CARUSO Cantante, attrice e ricercatrice vocale, diplomata alla Scuola Civica “Paolo Grassi” di Milano, vince la terza edizione del Premio Città di Recanati (1992) con il brano “Carolina” (BMG), in coppia con il chitarrista-cantautore Stefano Covri. In seguito si esibisce come jazz vocalist, specializzandosi poi nella didattica musicale e nella sperimentazione vocale, tra Italia e Germania. Negli anni Novanta collabora spesso con il pianista jazz Umberto Petrin in récital canori in Italia e all’estero, e affianca Stefano Benni durante stages di scrittura creativa. Attualmente alterna l’insegnamento a performances jazzistiche e spettacoli di teatro-cabaret. BENEDETTA LAURA’ Attrice e cantante, da anni calca le scene teatrali italiane e giapponesi, passando dal repertorio teatrale classico a quello musicale. Diplomata all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, studia alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, e in carriera lavora come cantante con Moni Ovadia e Daniele Abbado, Arturo Annecchino, l’Orchestra Toscanini di Parma, Gianpietro Marazza, Michele Fedrigotti, Filippo Crivelli, Theodorus Therzopoulos, la Ticinum Jazz Band e Paolo Alderighi. E’ una delle prime interpreti di brani di Boris Vian in italiano, nella scena off dello Spazio Sipario di Mario Mattia Giorgetti, nel 1989. Nella rassegna “Maledetti Francesi” canterà Vian e Juliette Gréco con un quartetto composto da Gianpietro Marazza (fisarmonica), Alberto Leone (piano), Fabio Luciano Amodio (batteria) e Daniele Petrosillo ( contrabbasso). Ufficio Stampa: Alessandra Paoli – Oltre@Parole Tel. 393.5984428– 331.4554966 e-mail: alessandra.paoli@alice.it Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 19.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro (ristorazione musicale) + 16.00 Euro (spettacolo) + costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni ingresso allo spettacolo: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari : chanson & cuisine ore 20.00; spettacolo ore 22.00 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 30 novembre 2010 COMUNICATO STAMPA Al Teatro Out Off 14 > 19 dicembre 2010 LA STANZA di Harold Pinter interpretato e diretto da Teatrino Giullare traduzione di Alessandra Serra scene e maschere Cikuska Una produzione Teatrino Giullare, CSS- Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia " Non esiste una distinzione netta tra ciò che è reale e ciò che è irreale né tra ciò che è vero e ciò che è falso. Una cosa non è necessariamente vera o falsa, può essere sia vera che falsa allo stesso tempo.” Harold Pinter All'interno della finestra di un palazzo di periferia, macchiato dall'ombra di una presenza misteriosa, si svolgono vicende umane di solitudine, insicurezza, pericolo incombente dai risvolti comici ed inquietanti. Un testo prototipo di molti dei temi che dominano l'opera migliore di Pinter: una donna chiusa in un appartamento di un oscuro caseggiato e il suo silenzioso marito sentono la loro casa misteriosamente minacciata da presenze enigmatiche, da sospetti e preoccupanti personaggi in stato di guerra psicologico. L'aria della stanza si addensa, si carica di incertezza, di ansia, di violenza. In bilico tra realtà e finzione, tra falso e vero, 2 attori danno vita a 6 personaggi dando modo ai protagonisti di manifestare la propria ambiguità attraverso maschere iperrealistiche in grado di deformarsi e sorprendere, in un vortice di apparizioni che amplifica l'enigma e l'attualità del testo. Teatrino Giullare dopo i progetti su Beckett e Bernhard che hanno riscosso grandi consensi di pubblico e ottenuto numerosi riconoscimenti (Premio Nazionale della Critica, Premio Speciale Ubu, Premio della Giuria Mess Festival di Sarajevo) rivolge lo sguardo al quotidiano, con un lavoro tragicomico sul senso di “sicurezza” e di “minaccia”, sulla paura di chi si rinchiude in casa per proteggersi dagli altri e dalle ombre degli stranieri. Teatrino Giullare, fondato e diretto da Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti, ha come costante della propria ricerca teatrale l'idea di attore artificiale, di esplorazione dell’espressività tramite il limite fisico ed una originalità che l’ha portato, dal 1995 ad oggi, a realizzare allestimenti teatrali, mostre e laboratori in tutta Italia e in molti paesi del mondo. Dal 2005 la compagnia è impegnata nel progetto di sperimentazione L’ARTIFICIO IN SCENA che fino ad oggi ha prodotto gli allestimenti di FINALE DI PARTITA di Samuel Beckett, ALLA META di Thomas Bernhard, LOTTA DI NEGRO E CANI di Bernard-Marie Koltès e LA STANZA di Harold Pinter. L’indirizzo è l’indagine contemporanea di alcune importanti opere del Novecento tramite una visione inedita che sperimenti l’uso di artifici e filtri per ricercare ed esaltare la natura più intima dei testi. La prima parte del progetto ha vinto il Premio Speciale UBU 2006 per la profondità d’interpretazione dei classici contemporanei ed ha riscosso un grande interesse di pubblico e critica. Tra i vari riconoscimenti ricevuti il Premio per la Migliore Attrice al World Art Festival di Praga (2003), il Premio Nazionale della Critica (2006), il Premio Speciale Ubu 2006, il Premio Speciale della Giuria e Premio Brave New World per la regia al 47^ Festival Internazionale di Teatro MESS di Sarajevo (2007). Così la critica: Con grande fedeltà al testo i due interpreti ne fanno una sorta di favola dei Grimm, crudele certo, ma giustamente ovattata e leggibile da tante prospettive diverse. Gianfranco Capitta, Il Manifesto I due interpreti, fedeli alla loro poetica e all'uso di oggetti di un originalissimo teatro, spingono su uno straniamento capace di rendere tutto "fuori misura", grazie all'uso di bellissime maschere inquietanti che celano i volti e creano sottili distorsioni sensoriali nello spettatore. Andrea Porcheddu, Delteatro.it Uno spettacolo affascinante. Magda Poli, Corriere della Sera Un universo terremotato per raccontarci la violenza quotidiana di esseri mostruosi, resa reale paradossalmente da gesti astratti, da una recitazione straniata che lascia il segno. Maria Grazia Gregori, Delteatro.it Imperdibile e assai stimolante Marco Brandolin, Messaggero veneto Una maturità espressiva intensa e virtuosistica insieme, in una lingua teatrale capace di evocare, inquietare, sorprendere. Massimo Marino, Controscene/Corriere.it Ottima prova che esalta con maestria la densità di contraddizioni, tensioni e allusioni attraverso una raffinata messinscena. Alberto Rochira, Il Piccolo Ancora una grande prova attoriale, rigorosa, leggera pastello, complice, anche divertente, seppur nel dramma. Tommaso Chimenti, Scanner Uno spettacolo prezioso e potente. Marianna Sassano, NonSoloCinema Un vento di novità. Sara Passi, Radiogas Abilissimi. Sergio Lo Gatto, Klp Un lavoro così originale da non avere simili […] perfetto e suggestivo. Francesca Sacco, Paneacqua. INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 26 novembre 2010 COMUNICATO STAMPA Al Teatro OUTOFF Domenica 21 e 28 novembre, domenica 5 dicembre 2010 Maledetti Francesi Chansons & Cuisine rassegna musicale francofona prima edizione direzione artistica Giangilberto Monti con il sostegno del Comune di Milano e il patrocinio del Centre Culturel Français Tre appuntamenti domenicali al Teatro Out Off Un viaggio nel mondo musicale e innovativo dei più acclamati chansonniers francofoni Un secolo da chansonnier, dedicato all’incrocio tra musica, poesia e teatralità domenica 21 NOVEMBRE – il classico dello chansonnier da Jacques Brel a Georges Brassens con Alberto Patrucco e Franco Visentin domenica 28 NOVEMBRE – la poetica ribelle da Jacques Prévert e Léo Ferré a Renaud con Mario Cei e Alessio Lega domenica 5 DICEMBRE – la chanson al femminile da Édith Piaf, a Juliette Gréco e Barbara con Benedetta Laurà e Carola Caruso ore 20.00 chansons & cuisine al ristoteatro LeQuinte ore 22.00 spettacolo in sala teatrale LO SPETTACOLO Una serie di serate a tema in luoghi teatrali che mescolino ristorazione e spettacolo. Una rassegna di artisti italiani dedicata a quell’incrocio tra musica, poesia e teatralità che ha fatto la fortuna di molta discografia e la gioia di chi, tra Italia e Francia, ha condiviso i percorsi di questi cantanti d’assalto. Riservato ad appassionati, semplici curiosi, artisti o aspiranti tali, e sognatori di ogni età e generazione. L’IDEA Un viaggio letterario e musicale nel mondo anarcoide e innovativo dei più acclamati chansonnniers francofoni del Novecento. Dal genio anticipatore di Boris Vian alla provocante attualità di Serge Gainbsourg, passando per l’ironia di Georges Brassens, la disperata poesia di Jacques Brel e le note sulfuree di Léo Ferrè, il tutto preceduto dalle origini della chanson française e chiuso dall’ultimo ribellismo dell’arrabbiato Renaud, forse l’ultimo dei maudits, al cui confronto i nostri rocker sembrano pallide controfigure. IL LIBRO A firma Giangilberto Monti, un saggio romanzato sui più noti, ma anche meno noti, esponenti di questa corrente musicale di qualità, attraverso il racconto delle loro vite e l’analisi dei canti di questi caustici e poetici cronisti in musica della seconda metà del Novecento – che hanno ispirato in Francia interpreti di razza come Juliette Gréco ed Edith Piaf o animali da palcoscenico come Jacques Higelin o Johnny Hallyday - e le immagini dei luoghi che molti viaggiatori cercano ancora oggi tra le strade di una “Parigi Canaglia” che non esiste più, ma che sotto il pavé coltiva ancora quelle anarchiche utopie che la loro arte ha reso possibile. GIANGILBERTO MONTI dall’editoria allo spettacolo e alla musica Il progetto “Maledetti Francesi” non comprende solo la rassegna teatrale da lui ideata e il libro omonimo, stampato dalla NdA Press di Massimo Roccaforte, ma anche la pubblicazione sul web, nei siti digitali dedicati alla musica – primo fra tutti iTunes – dei suoi lavori discografici in tema, a cura della Carosello Records. Dopo l’uscita in digitale di “Boris Vian-Le Canzoni”, suo primo CD dedicato a questo mondo musicale - con una ventina di brani del geniale artista francese adattati in italiano da G.G.Monti – e dell’album “Maledette Canzoni”, che comprende versioni italiane di canzoni a firma Vian, Ferré e Gainsbourg, è da poco disponibile anche “La Belle Époque della Banda Bonnot”, ispirato alla vita del bandito anarchico Jules Bonnot, raccontata in musica da Boris Vian nel 1954 e sulla quale Monti ha realizzato cinquant’anni dopo un radiodramma musicale, prodotto dalla Radio Svizzera Italiana, adattando in italiano i brani di Vian, nell'ordine originale voluto dall'autore. Questa pubblicazione, resa possibile dopo una lunga trattativa tra Carosello Records e RSI, riporta alla luce questo lavoro - che a suo tempo conseguì il Prix Suisse 2004, l’Oscar della radiofonia elvetica – e che vede accanto al suo ideatore-interprete, la voce e la chitarra di Renata Mezenov Sa, la fisarmonica di Roberto Carlotti, il contrabasso di Marco Mistrangelo e la ghironda di Caroline Tallone, oltre a un nutrito cast di attori italiani e svizzeri, che hanno interpretato ai microfoni i vari personaggi dell’opera, coordinati dalla regia radiofonica di Claudio Laiso. Tra loro Mario Cei, che partecipa anche in veste di attore-cantante alla rassegna che si terrà al Teatro Out Off di Milano. Link: www.giangilbertomonti.it Bio GIANGILBERTO MONTI Chansonnier e autore di origini milanesi, Giangilberto Monti ha all’attivo oltre dieci album, dall’esordio con L’ordine è pubblico? (1977) al recente Comicanti (2010). laureato in Ingegneria Chimica e poi diplomato in mimo e teatro, nei primi anni Ottanta studia interpretazione vocale con Cathy Berberian e recita con Franca Rame e Dario Fo, del quale metterà in scena l’intero repertorio musicale con la jazzista Laura Fedele (IL Ballista e La Pianista, 1999). Tra il 1986 e il 1996 collabora a lungo con l’ambiente dello Zelig di Milano, scrivendo per diversi comici (Aldo Baglio e Giovanni Storti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, Marco Della Noce, Cesare Gallarini, i Fichi d’India). Dopo una lunga ricerca sulla canzone d’autore italiana (Dizionario dei cantautori, Garzanti 2003, firmata con Veronica Di Pietro) e quella francese (traduce brani di Léo Ferré, Serge Gainsbourg e Boris Vian, che escono anche su CD) scrive radiodrammi, come La Belle Époque della Banda Bonnot (Prix Suisse, 2004) e mette in scena ironici recital, sempre in bilico fra musica e teatro. Firma poi il Dizionario dei Comici e del Cabaret (Garzanti, 2008), prima enciclopedia della comicità italiana, dove raccoglie biografie e carriere di oltre cinquecento artisti. Anche grazie a questa ricerca, pubblica l’album Comicanti (Carosello Records), dove duetta con una quindicina di artisti comici, interpretando i migliori brani della storia comica-musicale italiana, da Ettore Petrolini a Dario Fo. Dal marzo 2011 sarà in tour con Stefano Nosei e Flavio Oreglio, in una versione teatrale di Comicanti. FRANCO VISENTIN Nasce artisticamente sulla pedana del “Derby Club” di Milano , il più significativo tra i locali di cabaret della scena milanese. Con i primi recital, agli inizi degli anni Settanta, avviene l’incontro con il M° Roberto Negri. Nasce così un sodalizio che porterà il recital nei teatri e nei locali di tutta Italia, primo fra tutti “La Bussola” di Viareggio, dove Visentin si esibisce in uno spettacolo con Juliette Gréco. Dopo essere stato ospite di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, tra cui “VIALE MONTEROSA 84” (RaiDue), “MAURIZIO COSTANZO SHOW” (Canale 5) “CI VEDIAMO ALLE DIECI” (RaiUno), approda all’esperienza di “RADIO ANCH’IO”, il famoso programma di Bisiach e condotto da Nantas Salvalaggio, dove Visentin commenta dal vivo con la sua chitarra i principali avvenimenti della giornata. La sua collocazione preferita rimane sempre il teatro, dove può meglio raccontare in musica episodi di vita quotidiana, mentre le sue creazioni rappresentano un affascinante connubio tra cabaret e canzone d’autore. ALBERTO PATRUCCO Alberto Patrucco si avvicina al mondo artistico attraverso la musica. Debutta ufficialmente nel 1976 al “Teatro Cabaret La Bullona” in Corso Sempione a Milano. Alla corte di Ferruccio Silvano, il direttore artistico del locale, Patrucco entra in contatto con il mondo del cabaret e assimila l’etica e il modo di intendere e fare spettacolo di quegli anni. Il “battesimo” avviene in una serata con Gianni Magni, il mitico Gufo scomparso nel 1992. Tra i suoi compagni di viaggio di quegli anni ricordiamo il cararettista napoletano Gianni Cajafa, gli autori e cabarettisti Roberto Brivio e Walter Valdi e l’allora giovanissimo Maurizio Micheli. Patrucco si esprimeva in monologhi e ballate, eseguite al pianoforte o alla chitarra, raccontando storie umoristiche e originali. Abbandonata la musica, per un decennio sperimenta e approfondisce il monologo satirico puro, sviluppando uno stile personale e inconfondibile, riprendendo le canzoni solo in qualche occasione. A partire dal 2000, Patrucco inizia un rapporto costante con la televisione passando, prima attraverso “ZELIG” (2000 – 2003), per approdare poi alla trasmissione “COLORADO CAFÉ” (2004 – 2006) e diventando un personaggio di punta richiesto come ospite anche in altre trasmissioni nazionali (“FUNARI NEWS”, “BALLARÒ”…) Nel 2005, gli viene assegnato il “PREMIO CHARLOT”. E, nel 2007, il “PREMIO WALTER CHIARI”, il “PREMIO SATIROFFIDA” e il “DELFINO D’ORO”. Tutta l’opera di Alberto Patrucco si può considerare come un gigantesco work in progress che ruota attorno alla spiazzante tematica del “pessimismo comico”. Sul palcoscenico e nei suoi libri Patrucco sviscera la realtà rivoltandola e trovandone gli amari ed esilaranti lati comici. ALESSIO LEGA Alessio Lega, classe 1972, inizia a scrivere canzoni nel 1985 esordendo in pubblico nel 1988. E' un cantautore impenitente che si esibisce nei centri sociali climaticamente freddi e moralmente caldissimi, nei bei teatri comodi, nelle rassegne all’aperto, in piazza, davanti alle fabbriche occupate, e… insomma, dovunque ce lo vogliano. Ha spesso collaborato con la cantautrice Isa – nome d’arte della sanremese Isabella Maria Zoppi - e con la band dei Mariposa, con i quali ha inciso un intero disco “Resistenza e amore”, (2004), Premio Tenco come miglior album d’esordio. In seguito pubblica saggi sulla canzone antagonista e apprezzati dischi d’autore. Si definisce un caparbio militante dell’anarchia, della poesia e dell’assurda fede nella possibilità di cambiare questo mondo. Anche con la musica. MARIO CEI Attore e artista versatile, oltre che pittore e scultore, nasce a Vicenza da famiglia toscana. Avviato da bambino allo studio di pianoforte e recitazione, si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 1980 sotto la guida di Ernesto Calindri, ottenendo il Premio Accademia. Mario Cei - diretto, tra gli altri, da Sandro Sequi, Nanni Loy, Federico Fellini, Guido De Monticelli, Lamberto Puggelli, Gigi Proietti e Luca Ronconi – è da sempre un appassionato della canzone francese d’autore. Scrive e interpreta con successo, diretto da Filippo Crivelli, «Boum! Je chante Trenet!», un omaggio al grande artista francese, del quale ripropone in lingua originale alcune tra le più celebri canzoni raccolte anche in un CD (Map) e in un libro (Nicolodi. 2003). E’ ideatore e interprete di «Prévert mon ami, mosaico di canzoni poesie collages cinema pensieri» uno spettacolo di Filippo Crivelli, creato al Teatro di Verdura, con Alessandro Sironi al pianoforte, poi pubblicato su CD (Stradivarius 2008). CAROLA CARUSO Cantante, attrice e ricercatrice vocale, diplomata alla Scuola Civica “Paolo Grassi” di Milano, vince la terza edizione del Premio Città di Recanati (1992) con il brano “Carolina” (BMG), in coppia con il chitarrista-cantautore Stefano Covri. In seguito si esibisce come jazz vocalist, specializzandosi poi nella didattica musicale e nella sperimentazione vocale, tra Italia e Germania. Negli anni Novanta collabora spesso con il pianista jazz Umberto Petrin in récital canori in Italia e all’estero, e affianca Stefano Benni durante stages di scrittura creativa. Attualmente alterna l’insegnamento a performances jazzistiche e spettacoli di teatro-cabaret. BENEDETTA LAURA’ Attrice e cantante, da anni calca le scene teatrali italiane e giapponesi, passando dal repertorio teatrale classico a quello musicale. Diplomata all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, studia alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, e in carriera lavora come cantante con Moni Ovadia e Daniele Abbado, Arturo Annecchino, l’Orchestra Toscanini di Parma, Gianpietro Marazza, Michele Fedrigotti, Filippo Crivelli, Theodorus Therzopoulos, la Ticinum Jazz Band e Paolo Alderighi. E’ una delle prime interpreti di brani di Boris Vian in italiano, nella scena off dello Spazio Sipario di Mario Mattia Giorgetti, nel 1989. Nella rassegna “Maledetti Francesi” canterà Vian e Juliette Gréco con un quartetto composto da Gianpietro Marazza (fisarmonica), Alberto Leone (piano), Fabio Luciano Amodio (batteria) e Daniele Petrosillo ( contrabbasso). Ufficio Stampa: Alessandra Paoli – Oltre@Parole Tel. 393.5984428– 331.4554966 e-mail: alessandra.paoli@alice.it Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 19.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro (ristorazione musicale) + 16.00 Euro (spettacolo) + costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni ingresso allo spettacolo: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari : chanson & cuisine ore 20.00; spettacolo ore 22.00 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 27 ottobre 2010 COMUNICATO STAMPA Al teatro Out Off 16 novembre > 12 dicembre 2010 Prima Nazionale IL GUARDIANO di Harold Pinter traduzione Alessandra Serra regia Lorenzo Loris con Gigio Alberti, Mario Sala, Alessandro Tedeschi scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini disegno visivo Dimitris Statiris e Fabio Cinicola luci Luca Siola foto di scena Agneza Dorkin produzione Teatro Out Off Scritto nel 1959 e andato in scena nel 1960, “II guardiano” segna il primo vero successo di Pinter che con questo testo riesce a toccare nel vivo la società inglese dell’epoca. La pièce si svolge, come in altri testi del Premio Nobel, in una “stanza”, ma lo spazio ingombro dei più svariati oggetti non suggerisce altro che un mondo senza più ordine e armonia. In questo ambiente inquietante e minaccioso assistiamo all’arrivo di un giovanotto, Aston, e di un barbone, Davies, che viene assunto da Aston a fare il guardiano. Quando irrompe in scena Mick, il fratello di Aston, gridando “A che gioco giochiamo!” la partita a tre avrà regole brutali, e non conoscerà limiti di campo. Quello che è veramente in gioco tra Aston, Davies e Mick è come conquistare il dominio sull’altro e con quali strumenti. Pinter parla di qualcosa di oscuro che travalica la quotidianità, qualcosa che ci riguarda profondamente e che è strettamente legato alla natura dell’uomo. I suoi personaggi finiscono per essere degli archetipi e divengono universali perché parlano al cuore degli uomini. Questo dice Pinter riferendosi a loro: Penso che non si tratti di un'incapacità a comunicare ma, anzi, di un deliberato voler evadere la comunicazione. Parlarsi mette paura alle persone che allora preferiscono divagare: chiacchieriamo continuamente di altre cose, piuttosto che affrontare ciò che c'è alla base del nostro rapporto. Anche quando assomiglia a un rebus la scrittura di Pinter non perde mai di vista la realtà e la politica. Le sue commedie, anche quelle più misteriose (e ai primi posti sta sicuramente Il guardiano), indagano il senso politico del quotidiano, la forza del linguaggio che il più delle volte è uno strumento di coercizione. Pinter ci sprona a dare un calcio all’ignoranza ed evitare la paura, ci esorta a costruire dei punti di riferimento e a non accettare che qualcuno dei nostri simili venga tagliato fuori e viva nel vuoto. Uno dei problemi centrali del nostro tempo è trovare il senso di un’appartenenza. Questa pièce è illuminante nel restituirci la necessità di costruire nelle società del nostro tempo, un senso di comunità, di condivisione fra le persone, in modo da favorire una sintesi viva di vita politica e vita privata dove la coscienza politica non è una cosa teorica o astratta ma diventa parte della vita, parte integrante del tessuto sociale. Harold Pinter , Londra, 10 ottobre 1930 – Londra, 24 dicembre 2008, drammaturgo e sceneggiatore cinematografico. Il suo primo lavoro per il teatro è "Il compleanno" del 1958 a cui segue il Guardiano nel 1960. Il suo teatro segue le linee fondative di Kafka e Beckett, con il quale ha avuto l'opportunità di stringere un'amicizia. Il tema di fondo è la nevrosi dell'uomo contemporaneo, l'inadeguatezza di qualsiasi comunicazione. Nel 2005 Harold Pinter riceve il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: " A colui che nelle sue commedie discopre il precipizio sotto le chiacchiere quotidiane e costringe a entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione ". Lorenzo Loris, regista storico della compagnia, dopo essersi diplomato alla “Scuola del Piccolo teatro” e aver frequentato un periodo di apprendistato con maestri quali Carlo Cecchi e Luca Ronconi, ha realizzato un originale percorso attraverso la drammaturgia contemporanea e del Novecento:: da Boris Vian a Tennessee Williams, a Joe Orton e Lars Noren, da Thomas Bernhard a Bertolt Brecht per arrivare ai contemporanei, tra i quali, Peter Asmussen, scrittore danese e sceneggiatore di Lars Von Trier, Edward Bond (Premio Ubu 2005), Roberto Traverso (Premio Teatro di Roma - Per un nuovo Teatro italiano del 2000); Raffaello Baldini, uno tra i massimi poeti italiani del ‘900, Massimo Bavastro, autore, di Naufragi di Don Chisciotte, (Premio Nazionale della Critica 2002), Rodrigo Garcia, Jean-Luc Lagarce, l’autore contemporaneo più rappresentato in Francia. Negli ultimi anni Lorenzo Loris ha sviluppato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter, Giovanni Testori). Questo confronto lo ha portato anche ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) avendo sempre come obiettivo quello di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità. Spettacolo in abbonamento: OutOff Card e carnet Invito a Teatro Invito a Teatro è un’iniziativa promossa da INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16.00; domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: OutOffcard 48 euro - 4 spettacoli a scelta sui 5 di produzione; (under 25) 32 euro; (over 60) 24 euro - Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16.00 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 19 novembre 2010 COMUNICATO STAMPA Al Teatro OUTOFF Domenica 21 e 28 novembre, domenica 5 dicembre 2010 Maledetti Francesi Chansons & Cuisine rassegna musicale francofona prima edizione direzione artistica Giangilberto Monti con il sostegno del Comune di Milano e il patrocinio del Centre Culturel Français Tre appuntamenti domenicali al Teatro Out Off Un viaggio nel mondo musicale e innovativo dei più acclamati chansonniers francofoni Un secolo da chansonnier, dedicato all’incrocio tra musica, poesia e teatralità domenica 21 NOVEMBRE – il classico dello chansonnier da Jacques Brel a Georges Brassens con Alberto Patrucco e Franco Visentin domenica 28 NOVEMBRE – la poetica ribelle da Jacques Prévert e Léo Ferré a Renaud con Mario Cei e Alessio Lega domenica 5 DICEMBRE – la chanson al femminile da Édith Piaf, a Juliette Gréco e Barbara con Benedetta Laurà e Carola Caruso ore 20.00 chansons & cuisine al ristoteatro LeQuinte ore 22.00 spettacolo in sala teatrale LO SPETTACOLO Una serie di serate a tema in luoghi teatrali che mescolino ristorazione e spettacolo. Una rassegna di artisti italiani dedicata a quell’incrocio tra musica, poesia e teatralità che ha fatto la fortuna di molta discografia e la gioia di chi, tra Italia e Francia, ha condiviso i percorsi di questi cantanti d’assalto. Riservato ad appassionati, semplici curiosi, artisti o aspiranti tali, e sognatori di ogni età e generazione. L’IDEA Un viaggio letterario e musicale nel mondo anarcoide e innovativo dei più acclamati chansonnniers francofoni del Novecento. Dal genio anticipatore di Boris Vian alla provocante attualità di Serge Gainbsourg, passando per l’ironia di Georges Brassens, la disperata poesia di Jacques Brel e le note sulfuree di Léo Ferrè, il tutto preceduto dalle origini della chanson française e chiuso dall’ultimo ribellismo dell’arrabbiato Renaud, forse l’ultimo dei maudits, al cui confronto i nostri rocker sembrano pallide controfigure. IL LIBRO A firma Giangilberto Monti, un saggio romanzato sui più noti, ma anche meno noti, esponenti di questa corrente musicale di qualità, attraverso il racconto delle loro vite e l’analisi dei canti di questi caustici e poetici cronisti in musica della seconda metà del Novecento – che hanno ispirato in Francia interpreti di razza come Juliette Gréco ed Edith Piaf o animali da palcoscenico come Jacques Higelin o Johnny Hallyday - e le immagini dei luoghi che molti viaggiatori cercano ancora oggi tra le strade di una “Parigi Canaglia” che non esiste più, ma che sotto il pavé coltiva ancora quelle anarchiche utopie che la loro arte ha reso possibile. GIANGILBERTO MONTI dall’editoria allo spettacolo e alla musica Il progetto “Maledetti Francesi” non comprende solo la rassegna teatrale da lui ideata e il libro omonimo, stampato dalla NdA Press di Massimo Roccaforte, ma anche la pubblicazione sul web, nei siti digitali dedicati alla musica – primo fra tutti iTunes – dei suoi lavori discografici in tema, a cura della Carosello Records. Dopo l’uscita in digitale di “Boris Vian-Le Canzoni”, suo primo CD dedicato a questo mondo musicale - con una ventina di brani del geniale artista francese adattati in italiano da G.G.Monti – e dell’album “Maledette Canzoni”, che comprende versioni italiane di canzoni a firma Vian, Ferré e Gainsbourg, è da poco disponibile anche “La Belle Époque della Banda Bonnot”, ispirato alla vita del bandito anarchico Jules Bonnot, raccontata in musica da Boris Vian nel 1954 e sulla quale Monti ha realizzato cinquant’anni dopo un radiodramma musicale, prodotto dalla Radio Svizzera Italiana, adattando in italiano i brani di Vian, nell'ordine originale voluto dall'autore. Questa pubblicazione, resa possibile dopo una lunga trattativa tra Carosello Records e RSI, riporta alla luce questo lavoro - che a suo tempo conseguì il Prix Suisse 2004, l’Oscar della radiofonia elvetica – e che vede accanto al suo ideatore-interprete, la voce e la chitarra di Renata Mezenov Sa, la fisarmonica di Roberto Carlotti, il contrabasso di Marco Mistrangelo e la ghironda di Caroline Tallone, oltre a un nutrito cast di attori italiani e svizzeri, che hanno interpretato ai microfoni i vari personaggi dell’opera, coordinati dalla regia radiofonica di Claudio Laiso. Tra loro Mario Cei, che partecipa anche in veste di attore-cantante alla rassegna che si terrà al Teatro Out Off di Milano. Link: www.giangilbertomonti.it Bio GIANGILBERTO MONTI Chansonnier e autore di origini milanesi, Giangilberto Monti ha all’attivo oltre dieci album, dall’esordio con L’ordine è pubblico? (1977) al recente Comicanti (2010). laureato in Ingegneria Chimica e poi diplomato in mimo e teatro, nei primi anni Ottanta studia interpretazione vocale con Cathy Berberian e recita con Franca Rame e Dario Fo, del quale metterà in scena l’intero repertorio musicale con la jazzista Laura Fedele (IL Ballista e La Pianista, 1999). Tra il 1986 e il 1996 collabora a lungo con l’ambiente dello Zelig di Milano, scrivendo per diversi comici (Aldo Baglio e Giovanni Storti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, Marco Della Noce, Cesare Gallarini, i Fichi d’India). Dopo una lunga ricerca sulla canzone d’autore italiana (Dizionario dei cantautori, Garzanti 2003, firmata con Veronica Di Pietro) e quella francese (traduce brani di Léo Ferré, Serge Gainsbourg e Boris Vian, che escono anche su CD) scrive radiodrammi, come La Belle Époque della Banda Bonnot (Prix Suisse, 2004) e mette in scena ironici recital, sempre in bilico fra musica e teatro. Firma poi il Dizionario dei Comici e del Cabaret (Garzanti, 2008), prima enciclopedia della comicità italiana, dove raccoglie biografie e carriere di oltre cinquecento artisti. Anche grazie a questa ricerca, pubblica l’album Comicanti (Carosello Records), dove duetta con una quindicina di artisti comici, interpretando i migliori brani della storia comica-musicale italiana, da Ettore Petrolini a Dario Fo. Dal marzo 2011 sarà in tour con Stefano Nosei e Flavio Oreglio, in una versione teatrale di Comicanti. FRANCO VISENTIN Nasce artisticamente sulla pedana del “Derby Club” di Milano , il più significativo tra i locali di cabaret della scena milanese. Con i primi recital, agli inizi degli anni Settanta, avviene l’incontro con il M° Roberto Negri. Nasce così un sodalizio che porterà il recital nei teatri e nei locali di tutta Italia, primo fra tutti “La Bussola” di Viareggio, dove Visentin si esibisce in uno spettacolo con Juliette Gréco. Dopo essere stato ospite di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, tra cui “VIALE MONTEROSA 84” (RaiDue), “MAURIZIO COSTANZO SHOW” (Canale 5) “CI VEDIAMO ALLE DIECI” (RaiUno), approda all’esperienza di “RADIO ANCH’IO”, il famoso programma di Bisiach e condotto da Nantas Salvalaggio, dove Visentin commenta dal vivo con la sua chitarra i principali avvenimenti della giornata. La sua collocazione preferita rimane sempre il teatro, dove può meglio raccontare in musica episodi di vita quotidiana, mentre le sue creazioni rappresentano un affascinante connubio tra cabaret e canzone d’autore. ALBERTO PATRUCCO Alberto Patrucco si avvicina al mondo artistico attraverso la musica. Debutta ufficialmente nel 1976 al “Teatro Cabaret La Bullona” in Corso Sempione a Milano. Alla corte di Ferruccio Silvano, il direttore artistico del locale, Patrucco entra in contatto con il mondo del cabaret e assimila l’etica e il modo di intendere e fare spettacolo di quegli anni. Il “battesimo” avviene in una serata con Gianni Magni, il mitico Gufo scomparso nel 1992. Tra i suoi compagni di viaggio di quegli anni ricordiamo il cararettista napoletano Gianni Cajafa, gli autori e cabarettisti Roberto Brivio e Walter Valdi e l’allora giovanissimo Maurizio Micheli. Patrucco si esprimeva in monologhi e ballate, eseguite al pianoforte o alla chitarra, raccontando storie umoristiche e originali. Abbandonata la musica, per un decennio sperimenta e approfondisce il monologo satirico puro, sviluppando uno stile personale e inconfondibile, riprendendo le canzoni solo in qualche occasione. A partire dal 2000, Patrucco inizia un rapporto costante con la televisione passando, prima attraverso “ZELIG” (2000 – 2003), per approdare poi alla trasmissione “COLORADO CAFÉ” (2004 – 2006) e diventando un personaggio di punta richiesto come ospite anche in altre trasmissioni nazionali (“FUNARI NEWS”, “BALLARÒ”…) Nel 2005, gli viene assegnato il “PREMIO CHARLOT”. E, nel 2007, il “PREMIO WALTER CHIARI”, il “PREMIO SATIROFFIDA” e il “DELFINO D’ORO”. Tutta l’opera di Alberto Patrucco si può considerare come un gigantesco work in progress che ruota attorno alla spiazzante tematica del “pessimismo comico”. Sul palcoscenico e nei suoi libri Patrucco sviscera la realtà rivoltandola e trovandone gli amari ed esilaranti lati comici. ALESSIO LEGA Alessio Lega, classe 1972, inizia a scrivere canzoni nel 1985 esordendo in pubblico nel 1988. E' un cantautore impenitente che si esibisce nei centri sociali climaticamente freddi e moralmente caldissimi, nei bei teatri comodi, nelle rassegne all’aperto, in piazza, davanti alle fabbriche occupate, e… insomma, dovunque ce lo vogliano. Ha spesso collaborato con la cantautrice Isa – nome d’arte della sanremese Isabella Maria Zoppi - e con la band dei Mariposa, con i quali ha inciso un intero disco “Resistenza e amore”, (2004), Premio Tenco come miglior album d’esordio. In seguito pubblica saggi sulla canzone antagonista e apprezzati dischi d’autore. Si definisce un caparbio militante dell’anarchia, della poesia e dell’assurda fede nella possibilità di cambiare questo mondo. Anche con la musica. MARIO CEI Attore e artista versatile, oltre che pittore e scultore, nasce a Vicenza da famiglia toscana. Avviato da bambino allo studio di pianoforte e recitazione, si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 1980 sotto la guida di Ernesto Calindri, ottenendo il Premio Accademia. Mario Cei - diretto, tra gli altri, da Sandro Sequi, Nanni Loy, Federico Fellini, Guido De Monticelli, Lamberto Puggelli, Gigi Proietti e Luca Ronconi – è da sempre un appassionato della canzone francese d’autore. Scrive e interpreta con successo, diretto da Filippo Crivelli, «Boum! Je chante Trenet!», un omaggio al grande artista francese, del quale ripropone in lingua originale alcune tra le più celebri canzoni raccolte anche in un CD (Map) e in un libro (Nicolodi. 2003). E’ ideatore e interprete di «Prévert mon ami, mosaico di canzoni poesie collages cinema pensieri» uno spettacolo di Filippo Crivelli, creato al Teatro di Verdura, con Alessandro Sironi al pianoforte, poi pubblicato su CD (Stradivarius 2008). CAROLA CARUSO Cantante, attrice e ricercatrice vocale, diplomata alla Scuola Civica “Paolo Grassi” di Milano, vince la terza edizione del Premio Città di Recanati (1992) con il brano “Carolina” (BMG), in coppia con il chitarrista-cantautore Stefano Covri. In seguito si esibisce come jazz vocalist, specializzandosi poi nella didattica musicale e nella sperimentazione vocale, tra Italia e Germania. Negli anni Novanta collabora spesso con il pianista jazz Umberto Petrin in récital canori in Italia e all’estero, e affianca Stefano Benni durante stages di scrittura creativa. Attualmente alterna l’insegnamento a performances jazzistiche e spettacoli di teatro-cabaret. BENEDETTA LAURA’ Attrice e cantante, da anni calca le scene teatrali italiane e giapponesi, passando dal repertorio teatrale classico a quello musicale. Diplomata all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, studia alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, e in carriera lavora come cantante con Moni Ovadia e Daniele Abbado, Arturo Annecchino, l’Orchestra Toscanini di Parma, Gianpietro Marazza, Michele Fedrigotti, Filippo Crivelli, Theodorus Therzopoulos, la Ticinum Jazz Band e Paolo Alderighi. E’ una delle prime interpreti di brani di Boris Vian in italiano, nella scena off dello Spazio Sipario di Mario Mattia Giorgetti, nel 1989. Nella rassegna “Maledetti Francesi” canterà Vian e Juliette Gréco con un quartetto composto da Gianpietro Marazza (fisarmonica), Alberto Leone (piano), Fabio Luciano Amodio (batteria) e Daniele Petrosillo ( contrabbasso). Ufficio Stampa: Alessandra Paoli – Oltre@Parole Tel. 393.5984428– 331.4554966 e-mail: alessandra.paoli@alice.it Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 19.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro (ristorazione musicale) + 16.00 Euro (spettacolo) + costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni ingresso allo spettacolo: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari : chanson & cuisine ore 20.00; spettacolo ore 22.00 Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 20 ottobre 2010 COMUNICATO STAMPA 26 ottobre > 7 novembre una produzione Teatro 91 - Fondazione Teatro Piemonte Europa – RezzaMastrella 7 14 21 28 di Flavia Mastrella Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista (mai) scritto da Antonio Rezza un Habitat di Flavia Mastrella assistente alla creazione Massimo Camilli disegno luci Maria Pastore Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato. Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire. Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo. Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto. Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole. Inizio della danza macabra. La storia In un paese allo sbando un Uomo è affascinato dallo spazio che diventa numero. La particella catastale dell’ingegno porta l’essere animato a fondersi con la civiltà numerica al declino. Una donna bianca, vestita di rete e di illusione, rimpiange il tempo degli inizi, quando l’amore è solo affanno e poco ancora. Il non senso civico sfugge a chi governa come bestie questo ammasso di carne alla malora. Si vota con la gola gonfia delle urla di chi ha votato prima, ci si lascia sovrastare dall’istituzione che detta convenzione e cancella dignità. Il sollevatore di pesi solleva se stesso e la famiglia organizzata che sputa fiato su ogni collo alla deriva. Intanto la cultura si finanzia con i soldi del padrone: il servilismo non ha dote. Seduti nell’alto dei cieli ad aspettare il Dio mozzo che ci a fatto a pezzi. E finalmente i numeri a rendere lo spazio fallace, in balia della cifra che lo schiaccia. Costretto a ragionare non per logica ma per sottrazione, l’uomo è improvvisamente migliore: sotto di lui non c’è la terra che lo seppellirà ma la tabella di uno spazio mai così confuso. Che poi si ride è un problema legato alla mercificazione della pelle macellata. In questo gioco macabro e perverso si affaccia la fiaba allucinata: altro che felici e contenti, qui la nevrosi insegue il capriolo: uno che scappa e l’altro che corre con due gambe che non ne fanno una. Fossimo zoppi faremmo più paura. Escalation e Tentennamento Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo. Il rosso sanguigno della seta brillante rende inquieta l’atmosfera e accoglie l’uomo urlante e stremato che incede, comico suo malgrado, verso le trappole di un ordine precostituito. L’ideogramma, di ispirazione cinese, è scritto con oggetti a noi familiari durante l’infanzia…… la scultura sprigiona metafora.........ed è proprio la metafora a tenere insieme anche la storia. Il compagno di gioco affianca l’inconsapevole eterno bambino che è costretto a cedere a una realtà biologica e numerica che lo spinge inevitabilmente dove il vigore del suo tempo vuole. Il Salto in gola Salti in lato e sui contorni: perdita del significato residuo e parola alle cifre dello sterminio. Inutile pensare a chi moriva ieri quando lo sterminio è in pieno corso. Lo spazio è come un numero, per chi si vuole perdere, per chi rinuncia al filo del discorso che è lo stesso filo che ti impicca. Il corpo si è dato alla gola che raschia ormai nell’intimo. Il fianco duole ancora per una nuova ed eterna alleanza. Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto. Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole. Inizio della danza macabra. A.R. Così la critica: Rezza non cessa di stupire, di prendere il pubblico contromano, di immergerti in un imbuto brulicante di nonsense, un buco nero di cui non vedi il fondo che ti scatena il riso ma anche l’angoscia. Maria Grazia Gregori L’autore ci parla di sconfitta del significato e di un universo ridotto alle oscillazioni e ai tentennamenti di un ideogramma mobile , ma lo spettatore, che non smette di ridere, applaudire, gridare con lui in una serata di raro, travolgente entusiasmo, sa trovare in questa figura tormentata e urlante che lo spinge a un ridere frenetico vicino anche alle lacrime, un proprio auspicabile doppio che si abbandona alla protesta contro una società allo sfacelo e il clima autoritario che a questo conduce. Franco Quadri “Uno spettacolo di Antonio Rezza non si può raccontare. Rezza va visto e vissuto nell’istante della sua follia comica, che non ha padri e non ha fratelli, pur svelando, in trasparenza, una genealogia che può risalire a Chaplin, Tatì, Totò.” Osvaldo Guerrieri Biografia di Flavia Mastrella e Antonio Rezza Flavia Mastrella e Antonio Rezza dal 1987 hanno realizzato otto opere teatrali interpretate da Rezza in questione all’interno degli spazi ideati da Mastrella: “Nuove parabole” 1988, “Barba e cravatta” 1990, “I vichinghi elettronici” 1991, “Seppellitemi ai fornetti” 1992, “Pitecus” 1995, “Io” 1998, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche, “Fotofinish” 2003, “Bahamut” 2006, prodotto dal CRT Artificio. Nel 1991 hanno partecipato al Festival di Avignone con “Barbe et cravate”. Hanno realizzato una serie sterminata di cortometraggi e tre film “Escoriandoli” presentato a Venezia nel 1996 “Delitto sul Po” del 2001 e “Fotofinish2” 2006. Per la televisione hanno scritto e diretto tra il 1999 e il 2000 il programma “Troppolitani” trasmesso da RAI 3. Tra il 1990 e il 2006 Flavia Mastrella espone sculture, videosculture e foto a Roma, Zurigo e nella Certosa di San Lorenzo a Padula all’interno della mostra “Le opere e i giorni” curata da Achille Bonito Oliva. Nel 1998 Antonio Rezza scrive il suo primo romanzo “Non cogito ergo digito” edito da Bompiani cui seguono, per lo stesso editore “Ti squamo” del 1999, “Son(n)o” del 2005, e a settembre 2007 “Credo in un solo oblio”. Nel 2004 Flavia e Antonio realizzano lo spettacolo jazz “Fusion” insieme a The Fringe. Nel 2006 la GAM di Bologna dedica ai due un mese di installazione e spettacolo. Nel 2007 Flavia Mastrella espone al PAN a Napoli l’istallazione Boe alla deriva. Insieme vincono il Premio Francesca Alinovi 2007. Nel 2008 realizzano il cortometraggio “Nell’Aldilà”. Antonio Rezza presenta alla Milanesiana “Ipotesi di film su Cristo Morto” (progetto per un film da realizzare). Sempre nel 2008 presentano al Festival del Cinema di Venezia “Il passato è il mio bastone”, documentario analitico sul metodo di lavoro MastrellaRezza. Per la letteratura Antonio Rezza vince il Premio Feronia con “Credo in un solo oblio”. Flavia Mastrella espone l’habitat di “Autopatia” a Roma. Alla fine dell’anno esce con la casa editrice Kiwido la prima raccolta antologica dei cortometraggi in bianco e nero “Ottimismo Democratico”. Nel 2009 a Biella, all’interno della Fondazione Pistoletto, presentano il corto “Nell’aldilà” con l’esposizione dell’abito di scena relativo. Nonostante siano vivi ci si accanisce dal 1998 infliggendo loro prestigiose retrospettive. INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 (solo produzioni) e dalle 16 (ospitalità dalle 17); domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: OutOffcard 48 euro - 4 spettacoli a scelta sui 5 di produzione (*); (under 25) 32 euro; (over 60) 24 euro - Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Tel. 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| 5>17 ottobre Quellicherestano in collaborazione con Teatro Out Off VARIAZIONI SUL MODELLO DI KRAEPELIN (o IL CAMPO SEMANTICO DEL CONIGLIO IN UMIDO) di Davide Carnevali regia di Fabrizio Parenti con Walter Leonardi, Alberto Astorri, Fabrizio Parenti aiuto regia Katiuscia Magliarisi scene e costumi Paola Tintinelli disegno luci Germano Comina Lunedì 4 ottobre, ore 18 al Teatro Out Off, incontro con l’autore Davide Carnevali presentato da Franco Quadri Il testo vincitore del Premio Riccione "Marisa Fabbri" e del Deutschlandradio Kultur, rifuggendo da pietismi e arrendevoli metafore, parla di un grande dramma, quello di un uomo malato di Alzheimer e, guardandosi bene dal conclamarlo, lo racconta escludendo ogni indizio e immergendo i personaggi in un'annebbiata atmosfera beckettiana, in cui tutte le possibilità di rapporto fra tre uomini - il malato, il figlio, il medico - si computano in infinite variazioni pinteriane. Un Finale di partita giocato con carte diverse che portano sempre stesso seme. Attraverso una scrittura densa e lieve si finisce in un luogo senza tempo dove con ironia dolorosa i giorni del lunario scorrono sovrapponendosi, dove ogni cosa potrebbe e non potrebbe essere come appare. La memoria è un luogo pieno di crocevia, in cui si mescolano fatti reali e falsi ricordi che riguardano tanto noi quanto altri, dove può accadere che frammenti di vita altrui lascino una traccia così profonda da diventare nostri. Come la memoria singola è quella collettiva, di un paese, di un popolo, di città a cui il nome è cambiato infinitesime volte. Dentro Il campo semantico del coniglio in umido la "Sentinella" browniana può essere il primo come il terzo uomo, e non fa nessuna differenza. Uno spettaccolo fatto di possibilità e di ricordi, ovvero teatro, quello che porta gli spettatori a vedere ogni cosa sotto una soggettiva offuscata. |
| Al Teatro Out Off 23 settembre > 3 ottobre (incluso lunedì 27 settembre) Associazione culturale Rudin 04, compagnia Figli di Nessuno in collaborazione con Teatro Out Off LE FURBERIE DI SCAPINO di Molière regia di Roberto Trifirò con Claudio Migliavacca, Giovanni Battaglia, Andrea Brancone, Donato Mazzarella, Sonia Bonacina, Giulia Viana, Roberto Trifirò, Marco Graffeo scene Isabella Spinelli, costumi Sonia Bonacina Lo spettacolo verrà ripreso sempre all’Out Off in questa stagione dal 15 al 20 febbraio 2011 in sostituzione dello spettacolo THOM PAIN di Will Eno per subentrati impegni cinematografici del regista e interprete Elio Germano. “Dopo aver messo in scena e recitato autori dalle complesse psicologie, fra gli altri Pirandello, Cechov, Beckett, Shakespeare, e aver sperimentato la drammaturgia del 900 con i suoi pessimismi, nevrosi, patologie sempre cercando da un lato di tendere la mano alla grande tradizione a cui sono strettamente legato e dall'altro di reinterpretarla con il respiro necessariamente mutato del mio tempo, è nato in me il forte desiderio di confrontarmi e far vivere una pièce ricca di aneliti e di forza corporea in cui l'azione è divorante e c'è un continuo movimento che tende ad una comicità brutale, una pièce in cui trionfa, grazie al genio di Molière, il meccanismo puro del teatro: Le furberie di Scapino.” R. Trifirò |
| 1 Milano, 06.09.2010 TEATRO OUT OFF Programma XXXV STAGIONE 2010-2011 19 e 20 settembre, ore 22 MITO SettembreMusica CHEVAL Una pièce ludico-musicale e tecnico-sportiva di Antoine Defoort e Julien Fournet Prima esecuzione italiana Ideazione e realizzazione Antoine Defoort e Julien Fournet regia François Philips e Joëlle Reyns suono François Breux in collaborazione con Gender Bender posto unico 10 € 23 settembre > 3 ottobre (incluso lunedì 27 settembre) Rudin 04 LE FURBERIE DI SCAPINO di Molière regia di Roberto Trifirò con Lorenzo Anelli, Sonia Bonacina, Andrea Brancone,Marco Graffeo, Donato Mazzarella, Claudio Migliavacca, Roberto Trifirò, Giulia Viana scene e costumi Isabella Spinelli 5 > 17 ottobre Quellicherestano in collaborazione con Teatro Out Off VARIAZIONI SUL MODELLO DI KRAEPELIN* (o IL CAMPO SEMANTICO DEL CONIGLIO IN UMIDO) di Davide Carnevali regia di Fabrizio Parenti con Walter Leonardi, Alberto Astorri, Fabrizio Parenti aiuto regia Katiuscia Magliarisi scene e costumi Paola Tintinelli disegno luci Germano Comina 19 > 21 ottobre NUDO ULTRAS in progress testo e regia di Giuseppe Massa con Emiliano Brioschi, Simona Malato, Giovanni Prisco, Giuseppe Provinzano scena e costumi Mela Dell’Erba produzione A.C. Sutta Scupa in collaborazione con Teatri Uniti Napoli, A.T.S. Spazio Zero, Santi Teatri Primitivi |
| 2 22 > 23 ottobre RINTRA ‘U CUORI testo e regia di Giuseppe Massa con Emiliano Brioschi, Simona Malato, Giovanni Prisco aiuto regia Valentina Lupica, scene Mela Dell’Erba, luci Cristian Zucaro traduzione dal siciliano Emiliano Brioschi, Giovanni Prisco produzione Teatro Garibaldi alla Kalsa, Teatri Uniti d’Europa, Festival delle Colline Torinesi in collaborazione con A.C. Sutta Scupa, C.S.O.A. Ex Karcere 24 ottobre TRILOGIA Sutta Scupa ore 16.00 Rintra ‘U Cuori ore 18.00 Nudo Ultras ore 20.00 di Giuseppe Massa regia di Giuseppe Massa, Giuseppe Provinzano, Fabrizio Ferracane con Giuseppe Massa, Giuseppe Provinzano voce Elena Amato luci Cristian Zucaro, organizzazione Paolo Cinquemani produzione A.C. Sutta Scupa, Teatro Garibaldi alla Kalsa in collaborazione con C.S.O.A. Ex Karcere 26 ottobre > 7 novembre Teatro 91, Fondazione TPE, RezzaMastrella 7 14 21 28 di Flavia Mastrella Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista (mai) scritto da Antonio Rezza un Habitat di Flavia Mastrella assistente alla creazione Massimo Camilli disegno luci Maria Pastore 16 novembre > 12 dicembre Teatro Out Off, progetto NEXT 2009 – Regione Lombardia prima nazionale IL GUARDIANO* di Harold Pinter regia Lorenzo Loris con Gigio Alberti, Mario Sala, Alessandro Tedeschi scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini progetto visivo Dimitris Statiris luci Luca Siola, fonica e video Fabio Cinicola 21, 28 novembre e 5 dicembre, ore 22.00 Associazione Culturale Fort Alamo MALEDETTI FRANCESI rassegna musicale sul mondo degli chansonniers a cura di Giangilberto Monti 3 29 novembre, ore 20.45 TICKET spettacolo di teatro-canzone di e con Andrea Mazzacavallo 14 > 19 dicembre Teatrino Giullare LA STANZA di Harold Pinter intepretato, diretto e costruito da Teatrino Giullare traduzione di Alessandra Serra produzione di Teatrino Giullare e CSS- Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia 11 gennaio > 13 febbraio Teatro Out Off prima nazionale L’ADALGISA * di Carlo Emilio Gadda regia di Lorenzo Loris con Elena Callegari, Mario Sala, Stefania Ugomari di Blas 15 > 20 febbraio BAM teatro – Pierfrancesco Pisani In collaborazione con MITTELFEST 2010 E con il contributo dei Festival “La notte dei poeti” – Settembre al Borgo- THOM PAIN (BASATO SUL NIENTE) di Will Eno traduzione di Noemi Abe con Elio Germano regia di Elio Germano in collaborazione con Silvio Peroni Edinburgh International Festival, Fringe Award 2005 Finalista Premio Pulitzer per la sezione Teatro 2005 22 > 27 febbraio Porto Venere ArcipelagoTeatro – Il Mulino di Amleto – PPP TRITTICO Torino-Bacau-Roma Cara Medea Una casa razzista di Antonio Tarantino regia di Cristina Pezzoli con Gilda Postiglione, Antonio Tarantino, Oreste Valente scene e costumi Elena Bianchini e Federica Francolini luci Francesco Dell’Elba direzione tecnica Gennaro Cerlino 4 1 > 6 marzo Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa presenta LORETTA STRONG di Copi con Paolo Oricco manovrano l'Astronave Maria Luisa Abate e Stefano Re saranno Topi, Granchi, Pappagalli, Serpenti e altro celeste vociante ciarpame, Alessandra Maggiora e Alessandra Deffacis sovraintendenza Base Console di Sabina Abate "Astronave" di Daniela Dal Cin 8 > 27 marzo Teatro Out Off, prima nazionale ORGIA* di Pier Paolo Pasolini regia di Fabio Sonzogni con Sara Bertelà, Silvia Pernarella, Fabio Sonzogni 29 marzo > 3 aprile DANAE FESTIVAL XIII edizione A cura del Teatro delle Moire 5 > 17 aprile Psicopompo Teatro. Rialto Santambrogio LA MODESTIA di Rafael Spregelburd traduzione e regia di Manuela Cherubini con Hervé Guerrisi, Alessandro Quattro, Gaia Saitta, Simona Senzacqua luce Gianni Staropoli musica Grazieno Lella, Fabrizo Spera con il contributo della Regione Lazio 3 > 22 maggio Teatro Out Off LA GILDA DEL MAC MAHON * di Giovanni Testori regia di Lorenzo Loris con Elena Callegari, Matteo Pennese scena Daniela Gardinazzi costumi Nicoletta Ceccolini interventi visivi Dimitris Statiris e Fabio Cinicola musiche originali Matteo Pennese consulenza musicale Andrea Mormina luci Luca Siola consulenza artistica Mariagiovanna Frigerio, Alberica Archinto 24 maggio > 5 giungo Mixò, Kunsthaus Tacheles, in collaborazione con MTM PENELOPE IN GROZNYJ 5 scritto e diretto da Marco Calvani con Alberto Alemanno, Elisa Alessandro, Luca Celso, Karen Di Porto, Filippo Gattuso, Giovanni Izzo, Letizia Letza, Nicola Mancini, Roberta Mastromichele, Marta Pilato, Enzo Saponara, Emilia Verginelli e con Lydia Biondi, Nicolà Hendrik e Bing Taylor luci Emiliano Pona costumi Beatrice Zamponi musiche originali Diego Buongiorno aiuto regia Michael Schermi 7 > 12 giugno L’Albero Teatro Canzone, in collaborazione con Il Mulino di Amleto DOVEVATE RIMANERE A CASA, COGLIONI di Rodrigo Garcia regia di Giuseppe Roselli con Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Maddalena Monti, e cast in via di definizione 14 > 19 giugno Il Mulino di Amleto SORVEGLIATI un progetto su Jean Genet regia di Marco Lorenzi con Yuri D’Agostino, Pablo Gaston Franchini, Marco Lorenzi, Andrea Redavid 21 > 26 giugno Art of Living Foundation, Associazione Teatro Mama in collaborazione con Teatro Out Off FESTIVAL TEATRO E SPIRITUALITA’ a cura di Giorgio Minneci --------------------------------------------- TEATRO "dei" bambini di e con Luca Uslenghi immagini e video : Stefano Reboli e con Marialaura Tropea Sabato a Teatro ore 16,00 23.10.10 Speciale Igor Stravinsky Uccello di Fuoco /Petrouska 20.11.10 Romeo & Giulietta musiche Prokofiev età 5 /10 anni 11.12.10 I Colori del Natale musiche : Bollani , Montand, Ravel , Sakamoto età 3 /5 anni 15.01.10 Pierino e il Lupo musiche S. Prokofiev età 3 / 6 anni 05.02.10 6 Il Carnevale degli Animali musiche Camille Saint Saéns età 3 / 6 anni Scuole a teatro ore 10,00 22.11.10;18.04.11; 16.05.11 Romeo & Giulietta musiche Prokofiev Scuola Primaria - Scuola media 17.01.11 Pierino e il Lupo musiche Prokofiev Scuola Infanzia - Primo Ciclo della Scuola Primaria 7.02.11 Il Carnevale degli Animali musiche di Camille Saint Saéns Scuola Infanzia -Primo Ciclo della Scuola Primaria www.lucauslenghi.com INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 (solo produzioni) e dalle 16 (ospitalità dalle 17); domenica dalle 15.30 Prevendita: Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: OutOffcard 48 euro - 4 spettacoli a scelta sui 5 di produzione (*); (under 25) 32 euro; (over 60) 24 euro - Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Trasporti pubblici: tram 12/14 bus 78 Accesso disabili: con aiuto Teatro per bambini: spettacoli sabato ore 16:00 per le famiglie; lunedì ore 10:00 per le scuole www.lucauslenghi.com Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| L'8 luglio 2010 prende il via la III
Edizione del MILANOFLAMENCO FESTIVAL, la prestigiosa rassegna che ospita il
meglio del flamenco mondiale Dall’8 al 14 luglio 2010 Associazione Punto Flamenco con il Patrocinio e contributo del Comune di Milano e Consolato Generale di Spagna presenta la III edizione del MILANOFLAMENCOFESTIVAL Teatro Out Off, Via Mac Mahon, 16 Sala Punto Flamenco, Via Carlo Farini, 55 |
| Dall’8 al 14 luglio è in arrivo la terza edizione del MilanoFlamencoFestival
, esclusiva vetrina del flamenco mondiale. L’appuntamento più atteso
dell’estate milanese è inserito nell’ambito della manifestazione ”La bella
estate di Milano”. Anche quest’anno Maria Rosaria Mottola, direttrice del
Festival e dell’Associazione Punto Flamenco, punta sulla qualità e su tre
nomi di indiscutibile richiamo, che presenteranno un'anteprima e una prima
mondiali e una prima internazionale. La rassegna gode del patrocinio e
contributo del Comune di Milano, del Consolato Generale di Spagna e di Punto
Flamenco. Le esibizioni di tre stelle del flamenco, tra tradizione e modernità, seminari, conferenze, esposizioni e molto altro in questa ricchissima terza edizione del MilanoFlamencoFestival , che continua a essere un’occasione per conoscere più a fondo la storia di questo splendido ballo. Presso la Sala Punto Flamenco, la nuova ampia sede dell’Associazione diretta da Maria Rosaria Mottola, l’8 luglio si susseguiranno infatti una conferenza introduttiva, un’esposizione fotografica e pittorica e la presentazione del DVD “Bailaores”, vincitore del Premio DocumentaMadrid 2005. E dal 9 all’11 luglio lo stage di flamenco tenuto da una docente d’eccezione, Rafaela Carrasco . Il cuore pulsante del festival saranno i tre imperdibili spettacoli in scena al Teatro Out Off dal 12 al 14 luglio. Il 12 luglio la geniale ballerina sivigliana Rafaela Carrasco, porterà a Milano, in anteprima mondiale , “150 GRAMOS DE PENSAMIENTOS” , una provocatoria ricetta flamenca, che stupirà il pubblico italiano. Il 13 luglio sarà la volta dell’affascinante Carlos Carbonell, che propone, in prima mondiale, “8 CÓDIGOS”, un viaggio dalle origini del flamenco alle evoluzioni coreografiche attuali. Chiuderà il festival, il 14 luglio, Pepa Molina con “NI AQUÍ NI ALLÍ”, uno spettacolo in prima internazionale , in cui affronta, con carisma e intensità, il tema dell’emigrazione, in un emozionante gioco tra passato e presente. Da notare che, nelle giornate di spettacolo, presso il Bistrot Le Quinte del Teatro Out Off non mancherà il consueto appuntamento con “Tapas&Tapas” , da quest’anno anche “sala rociera” per gli “aficionados” che vorranno cimentarsi in “sevillanas” e “rumbas”, in un dopo spettacolo dove potranno essere protagonisti. In allegato il comunicato stampa del MilanoFlamencoFestival 2010 e tre foto in bassa risoluzione degli artisti. Invio i link delle foto in alta risoluzione degli artisti del MilanoFlamencoFestival 2010 http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Carlos_Carbonbell_1.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Carlos_Carbonell_2.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Carlos_Carbonell__3.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Pepa_Molina_01.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Pepa_Molina_1.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Pepa_Molina_02.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Pepa_M 2.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Pepa_Molina_3.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Pepa_Molina_4.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Pepa_Molina_5.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Rafaela_Carrasco.jpg http://dl.dropbox.com/u/8303666/isabella/Rafaela_Carrasco_2.jpg |
| COMUNICATO STAMPA 29, 30 giugno e 1 luglio al Teatro Out Off Midia l'uomo medio attraverso i media. di Francesca Sangalli regia: Collettiva con: Eliseo Cannone, Alex Cendron, Serena Di Gregorio un sentito ringraziamento a Filippo Gessi, Paola Bigatto e Massimiliano Speziani produzione, Associazione Giovio15 Vincitore del Premio Nazionale Giovani realtà del teatro 2009 assegnato dalla giuria dei giornalisti. Vincitore del Premio per il Teatro indipendente – ART 2009 Una commedia composta da veloci e pungenti sketch di feroce e scottante attualità dai risvolti a tratti esilaranti a tratti crudeli e fastidiosi. Midia procede sistematico smascherando una società superficiale e intrisa di ipocrisia, una fotografia stereotipata e grottesca: consumismo, veline, chirurgia plastica ad ogni costo e politici approssimativi dai tratti bestiali. Uno spettacolo provocatorio che mette in luce proprio la stupidità della società civile, dalla società elegante delle persone serie a famiglie intontite davanti ad uno schermo, cercando di prendere la moltitudine degli italiani così come li percepiamo attraverso televisione, giornali, gossip e politica. LO SPETTACOLO La regia collettiva si è concentrata attorno a un testo modificato e definito durante il lavoro stesso per mano di autore e artisti. Tre uomini (Due maschi e una femmina) in giacca e cravatta, entrano ed escono da differenti ruoli della società civile, con ipocrisia, cinismo e facendosi gioco della giustizia, del perbenismo e del potere. NOTE DELL'AUTORE Negli sketch di “Midia”, si studia l'effetto caustico, senza veli e senza pudori, nella descrizione di una quotidianità in sfacelo e frammentazione. Si ricerca una realtà graffiante, che rappresenti l'uomo italiano e le proprie illusioni/ambizioni, ma anche le esasperazioni cui siamo portati nell'affannosa ricerca di qualcosa che non troviamo mai. Il tipo di trasformazione di questo modulo inglese vuole restare crudo, carico di simbolismo e di riferimenti satirici più o meno evidenti. Il pubblico resta sconcertato dal fatto di non trovarsi la ricerca della battuta, ma anzi, al contrario, i caratteri-personaggi di queste scene risultano drammatici, fastidiosi, brutali e, infine tragicamente ridicoli. Importante in questo nostro piccolo assaggio di varietà demodé, la teatralizzazione, che si propone di approfondire il senso del lavoro uscendo ed entrando in differenti dimensioni e acquistando forte simbolicità. Esentandoci dalla patina del perbenismo italiano ne cogliamo le contraddizioni cercando di catturarne il lato comico e drammatico allo stesso tempo. Il progetto “Midia” è altamente diseducativo. Buona visione. Francesca Sangalli Nata nel 1980, Francesca Sangalli, autrice e attrice diplomata presso l’accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine. Dal 2007 ottiene numerosi riconoscimenti nell’ambito della scrittura per il teatro, radio e fiction. Tra i più importanti: Borsa di scrittura del premio Solinas 2008 con la storia per il cinema “Mitigare il buio”, vincitrice del premio Europeo Enrico Maria Salerno, menzione speciale al premio Dante Cappelletti, vince per due anni consecutivi il premio Giovani realtà giuria dei giornalisti, primo premio Lama e Trama al radiodramma con produzione Rai. Terza classificata al premio Angelo Musco per il teatro. Tra i suoi testi messi in scena: “Macchia nera”, “Midia”, “A come Arianna”. Sviluppa per MTV la serie tv "Magic Bus". Attualmente è copywriter per Diesel e consulente di progetti per Current tv. Scrive sceneggiature per L'Italian International Film di Fulvio Lucisano. Motivazione della Giuria giornalisti – Premio Nazionale Giovani realtà del teatro 2009: L’assunzione dei cliché e degli stilemi desunti dai codici televisivi sono utilizzati con atteggiamento consapevole e critico, così da costituire una divertente ed efficace smitizzazione dei luoghi comuni. Il gioco di realtà e finzione che investe la stessa presenza degli attori al concorso ha la forza di trasformare il fallimento in successo, così come il linguaggio televisivo è impiegato in modo da trasformarsi nel suo contrario. Il premio, pertanto, viene conferito al Progetto Midia della Compagnia Francesca Sangalli, Filippo Gessi, Serena Di Gregorio, Alex Cendron. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Mercoledì 23 e giovedì 24 giugno la compagnia "i Cantastorie" presenta : AMICO FRAGILE, piccolo viaggio nella poesia attraverso le canzoni di Fabrizio De Andrè, cantate da Umberto Bernasconi. Alla fisarmonica: Gianpietro Marazza Alla chitarra: Alberto Gramolini Voci recitanti di: Ambra Gariboldi, Barbara Bernasconi, Corrado Bega Una voce , una chitarra, una fisarmonica e tre voci recitani per raccontare De Andre’ : la sua musica , ma , soprattutto , la sua visione poetica del mondo, un mondo in cui l’attenzione è principalmente rivolta agli emar- ginati, ai quali le sue canzoni restituiscono quella dignità irrimediabilmen- te perdute nel momento in cui, per le più svariate ragion i, hanno voltato le spalle alla cosiddetta “società civile”. Inizia così un viaggio immaginario attraverso le ballate che denunciano l’orrore di tutte le guerre, le cupe atmosfere ispirate dalla poesia di Villon, uno dei poeti prediletti da De Andrè, passando da Via del Campo fino alla collina di Spoon River, attraversando il Maggio francese, il Fiume Sand Creek per scendere poi lungo quella spiaggia dove “all’ombra dell’ultimo sole si era assopito un pescatore”. Gianpietro Marazza ha scritto commenti musicali per la Rai Tv,colonne sonore per cinema e teatro e composto per diversi strumenti,svolgendo attività concertistica con l'orchestra del Teatro della Scala di Milano. Dal 1991 collabora con Moni Ovadia in quasi tutti i suoi spettacoli più importanti. Alberto Gramolini è un chitarrista di formazione classica e jazzistica che fa parte di un trio ("Diàrio Carioca") che propone, oltre alla bossa nova e al samba, brani che ripercorrono generi musicali come i chòros,il samba-cançào, la capoeira e la musica popolare brasiliana anche attraverso l'uso di particolari strumenti tra- dizionali Umberto Bernasconi con il suo gruppo (i Cantastorie). Da anni propone un tipo di spettacolo teatrale che si pone come obbiettivo quello di unire la poesia alla grande canzone d'autore. Il loro fine è quello di raccontare una musica o, come recita il loro nome, di cantare una storia. Recentemente hanno partecipato con successo alla ras- segna "Eventi teatrali" a Caserta. Per l'occasione, il gruppo si avvale della collaborazione di Corrado Bega, attore e doppiatore lunedì 17 e 24 maggio ore 20.45 Al Teatro Out Off e al ristorante Le Quinte (nel foyer del Teatro) Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Biglietti: 15 € - speciale studenti 12 €; giovedì 24 spettacolo con cena ligure - 35 € (prenotazione obbligatoria) Orari spettacoli: ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Lunedì 28 giugno torna all’Out Off dopo
l’esordio a novembre scorso Allusioni di e con Walter Maffei, spettacolo ai
confini tra il cabaret, la performance e la magia. Allusioni è uno show originale, moderno e altamente spettacolare, scritto, diretto ed interpretato dall’artista milanese Walter Maffei , una sorta di coreografo della magia e dell’illusionismo, in cui fonde musica, mimo, recitazione, destrezza, fisicità; lo spettacolo si snoda attraverso una serie di quadri teatrali di forte impatto visivo, in un teatro onirico e sensoriale capace di toccare l’inconscio del pubblico, un susseguirsi di emozioni che vanno dall’ilarità alla sorpresa, dall’inquietudine alla poesia più profonda.. Questo show recupera una tradizione di spettacolo “antica” e internazionale (per dar vita alle “illusioni”) che va a pescare nel vaudeville, nel varietà, nel music-hall e nel night club, in una sorta di cabaret visivo con una sottile satira tra le righe (le “allusioni”). Maffei è da anni impegnato nella ricerca e nella sperimentazione di nuovi linguaggi teatrali; collabora con danzatori, attori, musicisti, poeti, scrittori, pittori, in diverse formule di contaminazione artistica. In questa speciale versione di Allusioni, presenterà una sorta di best-of del suo repertorio, con le incursioni di vari artisti con i quali Maffei ha lavorato nell'ultimo anno. Puoi scaricare un’immagine in alta definizione all’indirizzo: http://www.teatrooutoff.it/content/photopages/2009-2010/Ospiti/walter_gala_07_sig_lunga2_L.jpg TEATRO OUT-OFF - MILANO – via Mac Mahon 16 – 02 3453 2140 28 giugno, ore 21.00 – INGRESSO da 8 a 15 EURO (posto unico) Prenotazioni gratuita con sms al numero 340.7448097 |
| 26 GIUGNO 2010 – ORE 20:30 al Teatro Out
Off FINALISSIMA UNPLUGGED FESTIVAL 2° EDIZIONE Sabato 26 giugno 2010 al Teatro Out Off di Milano, si svolgerà la tanto attesa “Finalissima” del concorso musicale “Unplugged Festival 2° Edizione”. L’evento, organizzato dall’agenzia Freeskymusic, è il risultato di una serie di tante piccole tappe, svoltesi in diversi ristoranti e location in Milano e hinterland che porterà i primi 3 classificati sul prestigioso palco del Teatro Out Off. L’avventura iniziata nel mese di marzo 2010 ha visto numerosi artisti in chiave live-acustico contendersi a suon di note l’accesso e l’esibizione di diritto al Teatro Out Off per la Finalissima del 26 giugno 2010. Infatti solo i primi classificati e quindi i vincitori delle 3 finali locali, accederanno al grande evento finale e verrà quindi decretato il vincitore assoluto di Unplugged Festival 2° Edizione A fare da cornice all’emozione dei concorrenti e ad accendere lo spirito del pubblico del Teatro Out Off, saranno anche la presenza e l’esibizione di grandi ospiti d’eccezione, noti nel panorama musicale italiano, e più precisamente: Daniele Groff, autore di brani storici come Daisy, Io sono io, Adesso, Sei un miracolo. Protagonista di tante edizioni del Festival di Sanremo, del Festivalbar e come apertura ai grandi concerti di Vasco Rossi, Renato Zero e tantissimi altri. Alberto Bertoli, figlio d’arte del famoso cantautore emiliano Pierangelo Bertoli, presenta il singolo ”Le cose cambiano”, scritto da Luciano Ligabue per il padre, che anticipa la pubblicazione del suo primo album, prevista per maggio 2010. Si esibiranno inoltre sul palco del Teatro Out Off: RomeoKilledJuliet (vincitori della prima edizione di Unplugged Festival all’Alcatraz di Milano); Alea (talentuosa cantautrice nota nel panorama milanese che presenta il suo nuovo singolo) Le coreografie dell’intero evento saranno a cura del corpo di ballo della Scuola di Danza Arabesque diretto da Silvia Bonomi. Presenta la serata Red Porati, grande show-man nonché storico tastierista delle leggendarie Teste Sciroppate Ospiti d’eccezione, ottima musica e grande spettacolo sono gli ingredienti per la Finalissima della seconda edizione di Unplugged Festival, una notte ricca di emozioni in uno dei più suggestivi teatri di Milano. Ingresso € 15,00 + prevendita Organizzazione: Freeskymusic - Tel. 0243119742 - info@freeskymusic.com - www.freeskymusic.com Prenotazioni e prevendita: Teatro Out Off - Via Mac Mahon , 16 - Milano - Tel. 0234532140 |
| 25 giugno ore 21 CHANSONNIER quando la canzone diventa poesia Renato Dibì in concerto orchestrazione e arrangiamenti di Roberto Negri alla fisarmonica e chitarra Gian Pietro Marazza RENATO DIBI’, è ormai da tempo considerato il migliore interprete italiano della grande tradizione dei Chansonniers. Dibì non interpreta i grandi, li rilancia con un metodo che è poi quello stesso di Lè Ferrè e degli altri: appropriarsi delle parole dei poeti per costringere i distratti a riscoprirli, ad amarli. Dibì trae dall’ombra ciò che era luce, riporta nei cuori sentimenti che forse pensavamo non esistessero più e lo fa senza nulla perdere dello spirito della tradizione; capace di dare alla canzone francese anche una veste, per così dire, italiana. Le sue, più che traduzioni dei testi francesi, sono autentiche versioni poetiche, sono il risultato di letture meditate e di diretta conoscenza degli autori e della loro storia. (Vittorio Franchini) |
| Il gruppo Piccola Compagnia della
Magnolia che debutta domani all’Out Off (in scena fino al 20 giugno) con lo
spettacolo Hamm-Let dopo l’Out Off sarà il 22 giugno alla Corte Ospitale di
Rubiera (Re) e dal 20 al 31 luglio al Festival di Avignone: Avignone OFF –
Théâtre Buffon 15 > 20 giugno HAMM-LET/Studio sulla Voracità da Shakespeare, Laforgue, Muller, Pasi, Moscato con Agla Germanà (Ofelia), Davide Giglio (Hamm-Let), Giorgia Cerruti (Gertrude) elaborazione testo e regia Giorgia Cerruti realizzazione scene e costumi Claudia Martore, Alessandro di Blasi – Atelier PCM Disegno Luci Riccardo Polignieri, Effetti sonori G.u.p. Produzione Piccolo Compagnia della Magnolia con il sostegno del Sistema Teatro Torino www.teatrooutoff.it |
| Milano, 31 maggio 2010 COMUNICATO STAMPA Dal 15 al 20 giugno 2010 HAMM-LET/Studio sulla Voracità da Shakespeare, Laforgue, Muller, Pasi, Moscato con Agla Germanà (Ofelia), Davide Giglio (Hamm-Let), Giorgia Cerruti (Gertrude) elaborazione testo e regia Giorgia Cerruti realizzazione scene e costumi Claudia Martore, Alessandro di Blasi – Atelier PCM Disegno Luci Riccardo Polignieri, Effetti sonori G.u.p. Produzione Piccolo Compagnia della Magnolia con il sostegno del Sistema Teatro Torino Da tempo la PCM sentiva la necessità di lavorare sul mondo di Amleto per indagarne due aspetti precisi: da un lato - quello più strettamente tecnico – c’era l’urgenza di misurarsi con il verso shakespeariano, cercando di capire come “dirlo” in scena rispettandone la metrica e la musicalità e attraversando la lingua inglese per poi tornare al nostro italiano. Una ricerca tesa a veicolare la plasticità, l’intelligibilità e la potenza evocativa dei versi del drammaturgo con una modalità che potesse gettare un ponte tra l’antico e la nostra contemporaneità così inquieta e poetica. Dall’altro lato l’interesse per Shakespeare si è focalizzato sulla storia personale di Hamlet che si insinua tra le più trionfali vicende del regno di Danimarca. L’uomo Hamlet e il sentimento dell’Amore quando oscilla tra le pulsazioni dell’innamoramento e il vizio della possessione. Hamm-Let/Studio sulla Voracità diventa così uno spettacolo sull’ Amore quando l’Amore è cortese, spietato, vorace, quando è agli inizi e sembra per tutta la vita ma poi un tradimento arriva a negarne l’esistenza, quando l’Amore diventa sfrenata ed incestuosa lussuria, quando si ride d’amore e ci si sente immortali, quando Amleto è il frutto della Donna e dalla donna è divorato, quando non si dovrebbe mai parlare d’amore perché le parole tradiscono e l’intelletto cristallizza il nostro umano sentire in maniera ineluttabile. Partendo dall’inesauribile capolavoro di Shakespeare e attraversando il linguaggio cruento di Muller, Hamm-Let/Studio sulla Voracità racconta di Amleto-Gertrude-Ofelia, tre nature che per amore si annullano a vicenda eliminando il proprio doppio, quella parte malagevole di sé che ha contagiato l’altro e che ora si ritorce sui protagonisti come una macchina infernale che divora i rapporti tra una madre ed un figlio e tra due amanti. La ricerca su Hamlet ci ha mostrato - dietro alla tragedia di vendetta - un nodo non risolto nell’animo di Amleto rispetto alla femmina da lui ingigantita quasi a divenirne il fantoccio e immediatamente negata sino a causarne la morte. Solo così Amleto “digerisce” la donna e può finalmente morire da intellettuale, dando voce e nome al silenzio che lo ricopre. Il lavoro nelle prove è devoto alla parola e cerca le possibilità per contenere il verso shakespeariano e allo stesso tempo cogliere una modalità estetizzante che avvolga il freddo testo di Muller. Sono dunque le parole a plasmare i volti e i corpi degli attori, a governarli secondo la loro musica, a renderli poetici. E la partitura musicale può diventare un’ossessione elettronica che informa l’agire degli attori in scena oppure un’aria straziante che accompagna Ofelia verso l’acqua o ancora Gertrude che - bulimica – consuma il suo lauto pranzo sul corpo senza vita di Hamm-Let sulle note di Mia Martini. Le suggestioni rispetto all’ambiente, ai costumi e all’ “aria che si respira” arrivano dal teatro giapponese, dall’opera barocca ma anche da un mondo sacro, quasi che il regno di Hamm-Let fosse una cattedrale in rovina tra macerie di busti di Madonne. Proseguendo il lavoro della compagnia sull’antinaturalismo e sull’artificio come devianza dal verosimile, ecco che i corpi tesi, le voci deformate, la scomposizione gestuale si sposano alla ricerca sui costumi e sul trucco fornendo l’accesso ad uno spettacolo poetico e crudele, dove si affonda nella carne viva, dove ancora e sempre sia l’emozione a veicolare il senso. In un’intervista del 1989 Müller dice: "Tra il bene e il male ci deve essere uno spartiacque, magari anche un muro. Ma quando il muro è assediato da una parte e dall’altra da una marea indistinguibile, quando niente è limpido nelle idee, quando la pressione cieca delle cose è troppo forte, il muro e la morale si rompono: rimane qualcosa che bisogna per forza definire estetico, una conoscenza oscura delle percezioni primarie che riguardano la vita e la morte, la cocciuta speranza di strappare forme all’informe. Questo sentimento è forse l’unico barlume di speranza che possa illuminare la storia di questi anni e renderla comprensibile". Durata dello spettacolo 1 h e 5 min. c.a. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16.00 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Dall’8 al 14 luglio 2010 Associazione Punto Flamenco con il Patrocinio e contributo del Comune di Milano e Consolato Generale di Spagna presenta la III edizione del MILANOFLAMENCOFESTIVAL Teatro Out Off, Via Mac Mahon, 16 Sala Punto Flamenco, Via Carlo Farini, 55 Dall’8 al 14 luglio è in arrivo la terza edizione del MilanoFlamencoFestival, esclusiva vetrina del flamenco mondiale. L’appuntamento più atteso dell’estate milanese è inserito nell’ambito della manifestazione ”La bella estate di Milano”. Anche quest’anno Maria Rosaria Mottola, direttrice del Festival e dell’Associazione Punto Flamenco, punta sulla qualità e su tre nomi di indiscutibile richiamo. Sul palco del Teatro Out Off si alterneranno Rafaela Carrasco, che presenterà un’eccezionale anteprima mondiale, Carlos Carbonell con una prima mondiale e Pepa Molina con una prima internazionale. La rassegna gode del patrocinio e contributo del Comune di Milano, del Consolato Generale di Spagna e di Punto Flamenco. Le esibizioni di tre stelle del flamenco mondiale, tra tradizione e modernità, seminari, conferenze, esposizioni e molto altro in questa ricchissima terza edizione del MilanoFlamencoFestival, che continua a essere un’occasione per conoscere più a fondo la storia di questo splendido ballo. Presso la Sala Punto Flamenco, la nuova ampia sede dell’Associazione diretta da Maria Rosaria Mottola, l’8 luglio si susseguiranno infatti una conferenza introduttiva, un’esposizione fotografica e pittorica e la presentazione del DVD “Bailaores”, vincitore del Premio DocumentaMadrid 2005. E dal 9 all’11 luglio lo stage di flamenco tenuto da una docente d’eccezione, Rafaela Carrasco. Il cuore pulsante del festival saranno i tre imperdibili spettacoli in scena al Teatro Out Off dal 12 al 14 luglio. Il 12 luglio la geniale ballerina sivigliana Rafaela Carrasco, porterà a Milano, in anteprima mondiale, “150 GRAMOS DE PENSAMIENTOS”, una provocatoria ricetta flamenca, che stupirà il pubblico italiano. Rafaela Carrasco, diplomatasi presso l'accademia di flamenco di Matilde Coral, ha affinato la sua arte nelle migliori compagnie spagnole ed è stata prima ballerina nella compagnia del grande Mario Maya e nella Compañía Andaluza de Danza. Unica artista ad accaparrarsi tutti i premi dell’XI edizione del prestigioso Certamen Coreográfico de Madrid. Dal 2002, con la sua compagnia, ha realizzato ben cinque produzioni, ottenendo, nella XV edizione della Biennale di Flamenco di Siviglia, il Premio alla Migliore Coreografia e il Premio della Critica. Il 13 luglio sarà la volta dell’affascinante Carlos Carbonell, che propone, in prima mondiale, “8 CÓDIGOS”, un viaggio dalle origini del flamenco alle evoluzioni coreografiche attuali. Grande ballerino e coreografo di fama internazionale, oltre che modello per Agatha Ruiz de la Prada e attore, Carlos Carbonell proviene da un famiglia di Cádiz di tradizione flamenca. E’ un artista dall’anima classica, ma anche dalla forte carica innovatrice. Chiuderà il festival, il 14 luglio, Pepa Molina, ballerina formatasi nelle “cuevas” e nei “tablaos” di Granada e soprattutto in seno alla compagnia di Rafael Amargo, con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Con “NI AQUÍ NI ALLÍ”, uno spettacolo in prima internazionale, affronta, con carisma e intensità, il tema dell’emigrazione, in un emozionante gioco tra passato e presente. Da notare che, nelle giornate di spettacolo, presso il Bistrot Le Quinte del Teatro Out Off non mancherà il consueto appuntamento con “Tapas&Tapas”, da quest’anno anche “sala rociera” per gli “aficionados” che vorranno cimentarsi in “sevillanas” e “rumbas”, in un dopo spettacolo dove potranno essere protagonisti. PUNTO FLAMENCO Punto Flamenco è un’associazione culturale, unica nel suo genere in Italia, che si occupa della promozione, organizzazione e realizzazione di attività e iniziative culturali e artistiche relative al flamenco, come corsi, stages, esposizioni, conferenze, spettacoli e rassegne. Vanta il patrocinio della massima istituzione del flamenco in Spagna, El Centro de Arte Flamenco Amor de Dios di Madrid oltre all’appoggio del Consolato generale di Spagna. Punto Flamenco nasce grazie alla dedizione e al talento di Maria Rosaria Mottola, ballerina e insegnante italiana con un curriculum artistico di altissimo livello, maturato nell’arco di un’esperienza decennale in Spagna al fianco delle più note figure del flamenco. Dopo anni di formazione ed esperienze artistiche in Spagna, finalmente, nel 2003, Maria Rosaria realizza il suo sogno: l’associazione culturale Punto Flamenco, un autentico Circolo Flamenco nel cuore di Milano. Nella nuovissima sede di Via Carlo Farini 55, si respira aria di Andalusia, in un contesto caldo e accogliente, dove il flamenco sembra non avere più segreti grazie a un metodo di insegnamento appassionato e rigoroso, accompagnato da lezioni teoriche con ausilio di proiezioni didattiche, piccola biblioteca ed emeroteca. Nell'arco dell’anno è possibile partecipare ai corsi sul “baile flamenco” o ai seminari di approfondimento con ospiti stranieri, oltre agli spettacoli che l'Associazione puntualmente offre ai suoi soci. Da notare che Maria Rosaria Mottola ha partecipato, tra l’altro, a un divertentissimo sketch flamenco di Antonio Albanese, all’interno della trasmissione “Che tempo che fa” e recentemente è stata intervistata da Radio Nacional de España nel programma "El Callejón del cante". Un vero attestato di talento e professionalità, mai riservato finora in ambito flamenco a un’artista italiana. Programma MilanoFlamencoFestival III edizione 8 luglio 2010 - CONFERENZA INTRODUTTIVA: “Musica e intercultura: il flamenco, un caso emblematico di incroci e pluralità” a cura di TULLIA GIANONCELLI ore 18,30 Ingresso libero Sala Punto Flamenco – Via Carlo Farini, 55 - PRESENTAZIONE del DVD ”Bailaores” di Albertina Pisano, con Belén Maya, Rafaela Carrasco, Israel Galvan, Andres Marin. Vincitore del premio DocumentaMadrid 2005. - ESPOSIZIONE fotografica “MIRADAFLAMENCA” (Sguardo flamenco) a cura di Lucia Orsi, Simona Boccedi, Gabriele Zucca. - ESPOSIZIONE PITTORICA “MUNDOFLAMENCO” di JOSE’ MOLINA - Aperitivo e SALA ROCIERA dalle 20,30 alle 22,00 Sala Punto Flamenco – Via Carlo Farini, 55 - Ingresso Libero 9/10/11 luglio - WORKSHOP INTENSIVO: RAFAELACARRASCO STAGE Sala Punto Flamenco – Via Carlo Farini , 55 SPETTACOLI 12/13/14 LUGLIO 2010 Spettacoli di musica e danza flamenca, a cura di tre compagnie spagnole, tra tradizione e modernità: · 12 luglio 2010, ore 21.30 Compagnia Rafaela Carrasco in "150 GRAMOS DE PENSAMIENTOS" Con: Rafaela Carrasco (baile), Ricardo López (baile), Antonio Campos (cante), Jesús Torres (guitarra), Juan Antonio Suárez “Cano” (guitarra), José Luis López (chelo). Una vera e propria ricetta flamenca, con tutti gli ingredienti necessari, quella che, provocatoriamente, la geniale Rafaela Carrasco propone in questa sua ultima produzione. Uno spettacolo che il MilanoFlamencoFestival ha l’onore di presentare in ANTEPRIMA MONDIALE. · 13 luglio 2010, ore 21.30 Compagnia Carlos Carbonell in "8 CÓDIGOS" Carlos Carbonell (baile), Inma la Carbonera (cante), Moi de Morón (cante), Jesús Guerrero (guitarra), Sergio Monroy (piano), Manuel Cabrales (percusión). Partendo dalle origini, il “Flamenco Madre”, Carbonell individua otto codici indipendenti per le diverse manifestazioni del flamenco attuale, illustrando la loro evoluzione nel tempo. Attraverso il riscatto di sequenze dimenticate, apporta un notevole contributo alla conservazione del grande patrimonio artistico che il flamenco rappresenta, mostrando allo stesso tempo le enormi possibilità di espansione di quest’arte. PRIMA MONDIALE · 14 luglio 2010, ore 21.30 Compagnia Pepa Molina in "NI AQUÍ NI ALLÍ" Pepa Molina (baile), Jesús Fernández (baile), David Vázquez (cante), Pedro Obregón (cante), Luis Manzano (guitarra). La cultura come ineguagliabile segno di identità, il flamenco come espressione del sentimento, della necessità o del destino che ci allontana dal nostro modo di vivere. Lo status dell’emigrante, che molti spagnoli e italiani hanno vissuto in prima persona, in uno spettacolo in cui molti potranno riconoscersi. Un gioco tra passato e presente attualissimo, emozionante, che Pepa Molina affronta con enorme personalità e carisma. PRIMA INTERNAZIONALE Dal 12 luglio al 14 luglio 2010 Teatro OUT OFF Via Mac Mahon, 16 – 20155 – Milano Tram 12/14 Accesso minusvalidi con aiuto Biglietti: € 25 Prenotazioni: 02 34.53.21.40 orario ufficio oppure 339/89.55.996 Prevendita fino al 18 giugno 2010, dal lunedì al venerdì, 17:00 / 20:00 presso Punto Flamenco – Via Farini 55 Tram 3/4 Autobus 70/90/91/82 MM2 Garibaldi – MM3 Maciachini TAPAS & TAPAS: APERITIVO, CENA FLAMENCA e Sala Rociera Dal 12 al 14 luglio 2010 Presso il BISTROT LE QUINTE del Teatro OUT OFF Prenotazioni: 366 1888681 www.puntoflamenco.it info@puntoflamenco.it Dalla rassegna stampa del MilanoFlamencoFestival 2009: Per Belén c'è già la lista d'attesa [...] Sarà lei, Belén Maya, la star della seconda edizione del MilanoFlamencoFestival, fiorito l’anno scorso, gradita sorpresa della programmazione milanese, per volontà di Maria Rosaria Mottola, instancabile direttrice di Punto Flamenco. (Valeria Crippa – Corriere della Sera) “Il flamenco riscalda Milano. Il meglio del flamenco mondiale arriva in Italia con FlamencoFestival”. (Oggi) “Tre giorni a tutto flamenco”. (Vivimilano – Corriere della Sera) “La Maya [...] con “Solos”, spettacolo di punta della rassegna dedicata al “baile spagnolo” che conquista per la sua passionalità”. (Laura Magnetti - La Repubblica) “L’abbraccio caliente con l’arte andalusa si rinnova con la seconda edizione del Flamencofestival”. (Lucia Galli - Il Giornale) “Le stelle del baile spagnolo per eccellenza sfilano, fiere e appassionate, all’Out Off per questa seconda edizione di un festival fatto di spettacoli, seminari, video e tapas”. (Sara Chiappori - TuttoMilano – La Repubblica) “Workshop e video a tutto flamenco”. (Il Giorno) “E' la febbre del flamenco che prenderà alcuni dei suoi più importanti interpreti per la seconda edizione di "MilanoFlamencoFestival””. (Antonio Garbisa - Metro) “[...] il flamenco domina incontrastato la scena. Lo dimostra la seconda edizione del MilanoFlamencoFestival [...]”. (Leggo) “Grande attesa per la stella Belén Maya, definita da Saura come la danzatrice che ha rivoluzionato il flamenco”. (D-news) “Dopo lo straordinario successo riscosso l’anno scorso, torna al teatro Out Off il Milano Flamenco Festival”. (Affaritaliani.it) “[...] ritorna la kermesse milanese che è ormai diventata un punto di riferimento a livello nazionale per tutti gli amanti del baile flamenco”. (Quotidiano.net) |
| COMUNICATO STAMPA 8 – 13 giugno Teatro Out Off Festival Arte e Spiritualità 6 giornate per sperimentare la leggerezza della spiritualità martedì 8 giugno ore 20.00-20.30 Sri Sri Yoga, lezione gratuita ore 20.45 Micheal Ende: la mia Ofelia, spettacolo musicale di Giorgio Minneci con Raffaella Boscolo, Emilio Zanetti, Magdalena Aparta (mezzo soprano) e Michele Brescia (piano). mercoledì 9 giugno ore 20.00-20.30 Sri Sri Yoga, lezione gratuita ore 20.45 Oscar Wilde: le mie fiabe, le mie prigioni, spettacolo musicale di Giorgio Minneci, con Francesco Cordella, Sergio Leone, Giorgia Senesi e Andrea Cavuoto (violoncello), Elisabetta Pasquinelli (flauto) giovedì 10 giugno ore 20.00-20.30 Sri Sri Yoga, lezione gratuita ore 20.45 Pinin Carpi: la mia Regina delle Fate, spettacolo musicale di Giorgio Minneci, con Ida Marinelli, Nicola Stravalaci, Elena Spotti (arpa) e Elisabetta Pasquinelli (flauto). venerdì 11, sabato 12, domenica 13 giugno ore 20.00/20.30 (domenica 13 ore 15.00/15.30) Sri Sri Yoga, lezione gratuita ore 20.45 (domenica 13 ore 16.00) dalla Testa al Cuore, spettacolo teatrale di e con Giorgio Minneci, Andrea Cavuoto (violoncello), Maurizio Murdocca (tabla) Al Teatro Out Off di Milano, dall'8 al 13 giugno 2010, il Festival Arte e Spiritualità propone spettacoli teatrali e musicali per sperimentare la leggerezza della spiritualità. Prima di ogni spettacolo, lezioni gratuite di Sri Sri Yoga e Laughing Club a cura dei bambini dell'Art of Living Youth. Un viaggio a ritroso nelle età dell'uomo: la vittoria sulla solitudine della terza età con Micheal Ende; il dolore e la ritrovata speranza nell'età adulta con Oscar Wilde; la magia dell'infanzia con Pinin Carpi. E poi l'ultima tappa del viaggio: dalla Testa al Cuore, già in scena all'Out Off la scorsa stagione, lo spettacolo che rappresenta il viaggio dell'uomo verso se stesso; yoga, meditazione, musica, suggestioni e storie buffe, tratte dai testi sacri delle tradizioni spirituali di tutti i tempi (dal Mahabarata alla Bibbia, dagli Yoga Sutra di Patanjali a Buddha), nella versione moderna di Sri Sri Ravi Shankar. «Bisogna conservare la freschezza e il candore dell'infanzia verso le cose. Bisogna rimanere bambini tutta la vita, pur essendo uomini. Questo è il privilegio dell'artista.» Henri Matisse «Spiritualità è la ricerca della sorgente della vita, è sapere che siamo tutti parte del Divino. Spiritualità è ciò che ti rende semplice, umile, naturale, spontaneo come un bambino. Crescendo diventiamo intelligenti e rischiamo di perdere la nostra innocenza. Se riesci a sviluppare l'intelligenza mantenendo l'innocenza, arrivando alla testa e poi tornando al cuore... ecco questa è la vera salute.» Sri Sri Ravi Shankar «Ogni bambino è un artista. Il difficile è poi come rimanere un artista quando si cresce.» Pablo Picasso Gli appuntamenti nelle 6 giornate del Festival martedì 8 giugno ore 20.00-20.30 Sri Sri Yoga, lezione gratuita ore 20.45 Micheal Ende: la mia Ofelia, spettacolo musicale di Giorgio Minneci con Raffaella Boscolo, Emilio Zanetti, Magdalena Aparta (mezzo soprano) e Michele Brescia (piano). Micheal Ende, reso celebre dalla versione cinematografica del suo romanzo La Storia Infinita, racconta la fiaba inedita del Rospo e del Millepiedi per spiegare la necessità di purezza ed innocenza nella creazione di un'opera artistica. Nel mondo della sua Ofelia, la solitudine della terza età viene sconfitta grazie alla fantasia e alla spiritualità. Lo spettacolo è adatto anche ai bambini mercoledì 9 giugno ore 20.00-20.30 Sri Sri Yoga, lezione gratuita ore 20.45 Oscar Wilde: le mie fiabe, le mie prigioni, spettacolo musicale di Giorgio Minneci, con Francesco Cordella, Sergio Leone, Giorgia Senesi e Andrea Cavuoto (violoncello), Elisabetta Pasquinelli (flauto) Nelle fiabe di Oscar Wilde c'è ancora la speranza di un riscatto dopo la morte: l'altruismo e l'amore incondizionato del Principe Felice e della Rondinella sicuramente non vengono apprezzati, né tanto meno capiti, dagli uomini, ma Dio saprà comprendere e saprà ricompensare l'autentica bontà. E per i più fortunati la felicità può arrivare anche prima della morte: la gioia dei bambini -del bambin Gesù, in particolare- e la generosità della Natura sanno contagiare il cuore indurito dai rigori dell'inverno di tutti noi, Giganti Egoisti. E poi, durante gli anni del carcere di Oscar Wilde, nel De Profundis, dal dolore alla riscoperta della spiritualità attraverso la figura di Cristo e una rinnovata sintonia con la Natura, «le cui sottili piogge cadono dolcemente sui giusti e sugli ingiusti». giovedì 10 giugno ore 20.00-20.30 Sri Sri Yoga, lezione gratuita ore 20.45 Pinin Carpi: la mia Regina delle Fate, spettacolo musicale di Giorgio Minneci, con Ida Marinelli, Nicola Stravalaci, Elena Spotti (arpa) e Elisabetta Pasquinelli (flauto). Pinin Carpi, artista milanese, introduce la sua storia, una delle tante che ha inventato per i suoi bambini. Non una fiaba, ma una storia, «perchè i bambini le chiamano così». Per ricordarci che ogni bambina è la Regina delle Fate: prima di diventare donna, ognuna di noi è stata la Regina di tutte le Fate. Lo spettacolo è adatto anche ai bambini venerdì 11, sabato 12, domenica 13 giugno ore 20.00/20.30 (domenica 13 ore 15.00/15.30) Sri Sri Yoga, lezione gratuita ore 20.45 (domenica 13 ore 16.00) dalla Testa al Cuore, spettacolo teatrale di e con Giorgio Minneci, Andrea Cavuoto (violoncello), Maurizio Murdocca (tabla) Lo spettacolo rappresenta il viaggio che compie ogni uomo verso se stesso. Yoga, meditazione, musica, suggestioni e storie buffe, tratte dai testi sacri delle tradizioni spirituali di tutti i tempi (dal Mahabarata alla Bibbia, dagli Yoga Sutra di Patanjali a Buddha), nella versione moderna di Sri Sri Ravi Shankar. Sri Sri Ravi Shankar, leader spirituale tutt'ora vivente, non predica una religione: attraverso il suo esempio e la sua vita, porta un messaggio di pace universale e insegna tecniche scientificamente dimostrate. La sua saggezza e la sua ironia hanno cambiato la vita di milioni di persone in tutto il mondo, dall'India alla Bosnia, dall'Olanda al Sud Africa, dal Tamil Nadu a New York. Giorgio Minneci, insegnante di yoga e meditazione, è un allievo diretto di Sri Sri Ravi Shankar, oltre che un apprezzato attore milanese, che ha lavorato in diverse produzioni, tra cui il Piccolo Teatro e il Teatro Out Off. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Biglietti: 7,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni per scuole e associazioni. Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16.00 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 18 maggio 2010 Comunicato Stampa Al Teatro Out Off Dal 25 al 30 maggio Nuovo Teatro Nuovo in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi presenta Chinese Coffee di Ira Lewis, traduzione Letizia Russo personaggi e interpreti Harry, Max Malatesta Jake, Paolo Sassanelli scene Francesco Ghisu costumi Annapaola Brancia D’Apricena musiche Francesco Forni disegno luci Carmine Pierri aiuto regia Francesca Manieri regia Pierpaolo Sepe durata della rappresentazione 80’ circa, senza intervallo Di una sconfitta non bisogna vergognarsi. Una sconfitta ha la stessa dignità di una vittoria. Non bisogna aver paura di perdere. E’ pericoloso invece cercare di vincere comunque. Rinunciare al motivo stesso per cui si gioca. Pur di vincere. Inseguire il consenso. Per poi affermare un sé stesso che non c’è più. Che è sparito nel compiacere pensieri altrui. Che è sparito nell’affanno della rincorsa. Smarrire il proprio sguardo. Il proprio modo di osservare e di sentire. E' molto peggio che perdere. Non possiamo vincere tutti. Alcuni di noi sono destinati a perdere. Va bene così. L’importante è giocare con lealtà e correttezza. Moralità è un sostantivo dal sapore sovversivo. La sola rivoluzione possibile. Questo spettacolo vuole raccontare di un tempo in cui gli uomini vendevano loro stessi, i propri sogni, i valori più sacri e inviolabili, in nome del mercato. Un tempo di oscurità e dolore. Ma anche di riscossa e speranza. Il nostro tempo. Pierpaolo Sepe SINOSSI Harry e il suo migliore amico Jake, due uomini, due amici, uno scrittore e un fotografo, o forse due scrittori, giocano la partita della sopravvivenza sul tavolo amaro della sconfitta. In una stanza in affitto, dalle finestre sigillate, contano i debiti e i crediti della vita e dell’arte. Come due ladri incalliti, derubati dall’esistenza, inscenano comicamente il furto permanente, spasmo dell’arte sulla vita, lo sclerotizzarsi dell’uomo in un ratto invidioso o in un topo alacre e famelico. Quanto ognuno di noi è disposto a sacrificare sull’altare del riconoscimento? Quale è il valore di una tazza di caffè in un quartiere cinese? Quale è il valore della fedeltà a se stessi e a ciò che si ama, quando tutto ciò che ci si può permettere è una tazza di caffè in un quartiere cinese? Due atteggiamenti opposti incarnano senza soluzione la miseria dell’enigma stesso. CHINESE COFFEE (Alcune considerazioni) di Ira Lewis, traduzione Letizia Russo Chinese Coffe parla solo tangenzialmente dei cinesi e ancora meno del caffè. Ma all'indigente scrittore Harry Levine, il quartiere di Chinatown a New York (nonostante disti solo un miglio e mezzo dal suo piccolo appartamento di Greenwich Village) sembra un enclave del tutto distaccato dal resto del mondo; un luogo in cui sfuggire, per una tazza di caffè in una delle miriadi di caffè cinesi, al senso di fallimento che pervade ogni suo momento di veglia nella sua cultura originaria. Quindi l'argomento qual è? Almeno per me, è se esista ancora, specialmente qui, specialmente ora, un valore reale nella propria attività, nel proprio lavoro, che non abbia a che vedere col successo commerciale. L'argomento – per me almeno – è anche la vergogna che ai nostri giorni assale chi non indossa, chi probabilmente non indosserà mai il distintivo riconoscibile di ciò che sempre più consideriamo essere l'unica realizzazione degna di rispetto. Motivo per cui sembriamo vergognarci sempre più di vivere senza ricchezza. Ma allora qual è il valore intrinseco alla creatività, quando tutta la creatività trova una quantificazione monetaria? Diventiamo, almeno secondo me, dozzinali e aggressivamente, orgogliosamente, irragionevolmente volgari. Harry Levine ha seguito la sua natura – è possibile seguirne un'altra? – ma adesso, erroneamente, se ne sente tradito. Il suo migliore amico, Jake Manheim, dall'altro lato, ha cercato di vivere contro la propria natura, ha cercato di vivere il sogno americano del materialismo di successo – che in verità non è qualcosa a cui lui sia intimamente portato o destinato – e finisce comunque per non avere nulla. Tutto ciò significa che Harry ha usato gli eventi della sua vita per farne qualcosa di redditizio: un nuovo romanzo; mentre Jake è stato usato dalla sua vita vivendo contro la sua stessa natura, e in ogni caso finisce, davvero, senza nulla. Quindi, almeno secondo me, Chinese Coffee parla del fatto che nessuno di noi può mai davvero fuggire dalla propria natura sostanziale: anche se la fuga è verso Chinatown, Parigi, Roma, Napoli, o il vino, o l'oppio (il sogno irrealizzabile). Perché se in qualche modo, invece, riusciamo a realizzare questo inganno, alla fine probabilmente non c'è salvazione possibile PIERPAOLO SEPE Nasce a Napoli il 18 Aprile 1967. Nel 1991 inizia a Roma la sua intensa attività di regista teatrale. Nel 1997 inizia a collaborare con il Nuovo Teatro Nuovo con il quale ha messo in scena nel 2000 FINALE DI PARTITA di Samuel Beckett e EDOARDO II di Christopher Marlowe, nel 2001 4.48 PSYCHOSIS di Sarah Kane, nel 2002 PER UN PEZZO DI PANE di Rainer Werner Fassbinder, nel 2003 IL SOLDATO AMERICANO di Rainer Werner Fassbinder e LA FINE DEL TITANIC di Hans Magnus Enzensberger, nel 2006 IL CUSTODE di Harold Pinter e L’UOMO PIEGATO di Toni Negri, nel 2007 IL FEUDATARIO di Goldoni, riscrittura di Letizia Russo e nel 2009 ATTO SENZA PAROLE E ALTRI TESTI di S.Beckett coprodotto con il Teatro Stabile di Napoli. Nel 2005 vince il premio Flaiano come miglior regista teatrale. LETIZIA RUSSO Nasce a Roma il 22 Dicembre 1980. Comincia a scrivere nel 1998 e non smette di ottenere riconoscimenti: DIALOGO DI PULCINELLA E GESU’ vince il Premio Grinzanescrittura, nel 2001 TOMBA DI CANI vince il Premio Tondelli e nel 2003 il Premio Ubu come miglior novità italiana. Nel 2002 partecipa alla Royal Court International Residency, scrive su commissione del National Theatre di Londra BINARIO MORTO - DEAD END e su commissione del Premio Candoni Arta Terme, ASFISSIA. Fra 2004 e 2005 è autrice in residenza nella compagnia Artistas Unidos di Lisbona. I suoi testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo e messi in scena in Germania, Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Cile, Brasile, Francia. NUOVO TEATRO NUOVO Centro di produzione e di ospitalità situato nei Quartieri Spagnoli di Napoli in un complesso che dal 1722 vive una dinamica storia di splendore e di crisi. Dal 1980 l’attuale gestione di Igina Di Napoli e Angelo Montella lo ha reso uno dei luoghi più importanti nell’articolato territorio del teatro di ricerca in Italia, grazie al lavoro di artisti come Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Leo De Berardinis, Antonio Neiwiller, Mario Martone, Toni Servillo fino ai più recenti Pippo Delbono, Antonio Latella, Arturo Cirillo, Pierpaolo Sepe e Emma Dante. Sensibile tanto alle istanze del contemporaneo quanto alla libertà di confronto con la tradizione, il Nuovo ha avviato una intensa attività di produzione e di coproduzione che oltre a seguire le esigenze espressive di artisti già affermati, cerca di fornire strumenti necessari anche a giovani registi, come testimonia il largo impegno investito nel progetto Nuove Sensibilità. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16.00 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| 31 maggio, ore 21.00 (ingresso 12 euro) Compagnia Sonia Belforte, presenta EVITA, AY CHE VITA Storia di un’argentina di Sonia Belforte e Giovanna Santarsiero con Sonia Belforte regia Fabio Battistini musiche di Alejandro Duca (eseguite dal vivo al pianoforte) video Leonardo Schiavone con il Patrocinio Dell’Ambasciata della Repubblica Argentina nell’ambito degli eventi nell’anno del Bicentenario Argentino durata 90 minuti “Evita, ay che vita” è uno spettacolo di teatro canzone che ha dentro di sé le passioni, positive e negative di un intero popolo, interpretato da una donna che in Argentina è nata e che dell’Argentina porta con sé il calore. La piéce, scritta da Sonia Belforte e Giovanna Santarsiero, è musicata dal vivo da Alejandro Duca al pianoforte. Lo spettacolo segue quella che è stata l’esistenza di Evita Peròn. La voce forte e intensa di Sonia Belforte porta in scena istanti fortemente drammatici contrapposti ad altri momenti ironici e malinconici. Sonia è la voce del suo Paese così come la passione di una donna che fa rivivere, tra le note e le parole, la storia di un’altra donna. Perché, secondo Sonia, di Evita si può dire di tutto ma è comunque stata un esempio, pur nelle sue contraddizioni e limiti, e ha dimostrato una forza incredibile nel perseguire l’intento di dare ai suoi “descamisados” un posto nel mondo. Dalla terra del tango, Sonia porta anche quell’’innata capacità di saper far arrivare a destinazione le parole anche nell’uditore disattento. In un continuo crescendo, Sonia porta il pubblico a partecipare interamente a tutte le emozioni che rievoca, lasciando alla fine quello spunto, quella voglia di capire, approfondire e conoscere una realtà che a noi può apparire lontana. Anche attraverso la musica e quel “Non piangere per me Argentina” che è stato un vero e proprio simbolo del suo tempo. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 12,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Spettacolo: ore 21.00 - Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Per informazioni Anna Maria Del Monte Morosini cell. 3355486113 02.6597286 |
| FLAN DI CAROTE lunedì 17 e 24 maggio ore 20.30 Al Teatro Out Off e al ristorante Le Quinte (nel foyer del Teatro) Ingresso spettacolo 17 euro + cena a buffet 17 euro Uno spettacolo multisensoriale visto e mangiato tratto dal libro “Non è vero che tutto fa brodo” Premio selezione Bancarella della cucina 2007 FLAN DI CAROTE è lo spettacolo più gustoso dell’anno, commedia brillante che mette in scena l’amore come una ricetta in cui gli ingredienti si amalgamano in un funambolico equilibrio di sentimenti, tra risate saporite e battute cotte a puntino. La serata prevede un vero e proprio coinvolgimento multisensoriale da parte del pubblico che assapora il primo atto in teatro, immedesimandosi nelle vicende della commedia e vive il secondo al ristorante, godendo dei sapori proposti da un menu degustazione preparato dallo chef del ristorante “Le Quinte”, nel foyer dell’Out Off. Sulla scena, Alessandra Sarno, Marco Ghirlandi, Pia Engleberth, attori già noti nell’ambiente teatrale milanese e volti conosciuti sul piccolo schermo grazie alla partecipazione in alcune produzioni televisive Rai e Mediaset. La regia è di Giorgio Centamore, attore, regista, autore di spettacoli teatrali e di trasmissioni televisive a fianco di Enzo Jachetti e Aldo Giovanni e Giacomo. “On Air” la partecipazione straordinaria di Federico l’Olandese Volante e di Cristina Borra dai microfoni di RTL 102.5. PRIMO ATTO – A TEATRO Mario, reduce da un corso di alta cucina, chiede alla moglie di eseguire per lui un piatto, seguendo le istruzioni per telefono. Lui non può essere ai fornelli per tempo, perché imbottigliato nel traffico. La donna non sa cucinare, non le piace, non vorrebbe farlo, ma la richiesta prende i toni della prova d’amore …. E della sfida all’ultimo mestolo! Doce, amaro e piccante: gli ingredienti per un ora di divertimento ci sono tutti e alla fine il flan di carote risulterà un piatto insolito e … inaspettato! SECONDO ATTO – AL RISTORANTE Mario, Lei, Elena . Flan di carote . Orecchiette pinoli, rosmarino e riccioli di raspadura . Polpettone alla milanese con verdure grigliate . Dolce Moka . Acqua e vino Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Biglietti: (spettacolo con cena) 17,00 + 17,00 Euro Orari spettacoli: ore 20.30 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it Info www.flandicarote.it |
| Milano, 27aprile 2010 Comunicato Stampa Prima per la stampa giovedì 6 maggio ore 20.45 repliche dal 4 al 23 maggio 2010 al Teatro Out Off LA GILDA DEL MAC MAHON di Giovanni Testori con Elena Callegari, Matteo Pennese regia di Lorenzo Loris scena Daniela Gardinazzi costumi Nicoletta Ceccolini interventi visivi Dimitris Statiris e Fabio Cinicola musiche originali Matteo Pennese consulenza musicale Andrea Mormina luci Luca Siola consulenza artistica, Mariagiovanna Frigerio, Alberica Archinto produzione Teatro Out Off Testori è l’inventore di una straordinaria saga "neorealista", sulla storia intima e privata della Milano degli operai e proletari degli anni cinquanta. La Gilda del Mac Mahon è uno dei suoi racconti più significativi, scritto nel 1959 e poi pubblicato in una raccolta di racconti dal titolo “I segreti di Milano”. Una donna dalle fattezze provocanti che somiglia vagamente alla famosa diva americana Rita Hayworth e vive vicino al Ponte della Ghisolfa (quella che una volta era l’estrema periferia a nord di Milano) si innamora di un balordo, Gino Bonfanti e lo “ mantiene come un signore “ vendendo il proprio corpo. “Ci siamo avvicinati a questo lavoro con un certo timore reverenziale nei confronti di Giovanni Testori. Rispetto alla sua bibliografia, infatti, “La Gilda del Mac Mahon” si distacca un po’ dalla poetica di molti suoi scritti, soprattutto i più recenti. Siamo nel 1959. Gilda è una prostituta milanese che, “lavora” in via Mac Mahon, alla periferia nord di una Milano che cerca a fatica di riprendersi dopo la guerra. E, come vogliono le storie delle prostitute di quei tempi, ben lontane dalle “escort” corazzate di silicone e carrierismo che oggi si infilano nei Palazzi del Potere, Gilda diventa il simbolo di un mondo dove i “dannati” vengono salvati dal loro stesso sforzo di sopravvivere al destino: “omnia munda mundis” diceva Sant’Agostino, ovvero tutto è puro per i puri. Gilda ha un cuore grande come una casa, si innamora di Gino, un balordo, e per lui si spende davvero con amore e devozione. Al punto che quando lui viene condannato per ricettazione di refurtiva, Gilda si prostituisce per farlo uscire dal carcere. Ma Gino non ricambia con lo stesso amore e la stessa devozione perché i “buoni costumi” lo vogliono accanto a una donna “onesta”. Da qui la ribellione di Gilda, che decide di confessare alla moglie la loro storia d’amore, scoprendo però che la donna ha in grembo il figlio del suo amato: una rivelazione folgorante per la prostituta e per il suo istintivo senso materno. La storia potrebbe amaramente concludersi qui ma Testori affonda il coltello nella piaga. Gilda, infatti, nella sua disperata ricerca d’amore, incontra un altro uomo di nome Gino: un “transfert” evidente e straziante. Gilda: che con il suo nome – ispirato al film interpretato dall’ “atomica” Rita Hayworth – cerca di allontanare da sé l’amarezza di una condizione atroce. Gilda: che attraverso il cinematografo lenisce la sua sofferenza quotidiana, abbandonandosi a un mondo di sogno. Gilda: che è una prostituta ma potrebbe essere qualunque donna annientata dall’amore per un uomo che la sfrutta. Gino, come mille altri uomini, non afferra la grandezza d’animo di un essere umano in cerca di riscatto e redenzione. La precisione con cui l’autore ci descrive i passaggi psicologici, le emozioni, le sensazioni della protagonista ci permettono di immergerci totalmente nella storia. A Testori non sfugge nulla della natura femminile. E questo sentirsi compenetrato nel proprio personaggio ci è rivelato soprattutto dal progressivo percorso che l’autore fa durante il racconto in cui dall’uso della terza persona, come se volesse solo narrare la storia di Gilda, passa piano piano (attraverso la sua parte femminile) a quello della prima persona per arrivare invece a diventare la Gilda stessa. Tutti i personaggi di Testori rappresentano una parte di lui ma in questo caso c’è una vera e propria fusione tra autore e personaggio che finiscono per diventare la stessa persona. Questo viaggio è stato per noi particolarmente significativo. Il Teatro Out Off, infatti, è situato proprio in via Mac Mahon. In precedenza, quando si trovava ancora vicino al Ponte della Ghisolfa, aveva ospitato Giovanni Testori per alcuni incontri con il pubblico sul significato della parola nel teatro. Le considerazioni e le riflessioni nate in quella circostanza sono state trascritte e possono considerarsi un vero e proprio manifesto teatrale. Passeggiando per le vie di Mac Mahon meditando i pensieri dell’autore, ci è successo di rielaborare la memoria storica di una Milano e di un paesaggio umano che, attraverso il suo racconto, Testori stesso ci sollecita a non dimenticare.” Lorenzo Loris, dalle note di regia Giovanni Testori (1923-1993), scrittore, drammaturgo, pittore, critico d'arte, poeta, regista, attore. Esordisce come drammaturgo con La Maria Brasca (1960 regia di Mario Missiroli). Gli anni '60 sono segnati dal sodalizio con Luchino Visconti: tre racconti de “Il ponte della Ghisolfa” costituiscono l'ossatura della sceneggiatura di Rocco e i suoi Fratelli. E’ degli anni '70 la “Trilogia degli Scarrozzanti” (Ambleto, Macbetto ed Edipus) e i Promessi sposi alla prova con la regia di Andrée Ruth Shammah. Negli anni '80 insieme a Franco Branciaroli e al regista Emanuele Banterle Testori fonda la Compagnia degli Incamminati. Massima risonanza ebbe In exitu (1988) con la memorabile rappresentazione alla Stazione Centrale di Milano e poi all’Out Off per un mese di repliche, nello stesso anno, sempre all’Out Off Testori volle tenere tre indimenticabili lezioni sulla scrittura “la parola come”. Il Teatro Out Off, in collaborazione con il Consiglio di Zona 8, in occasione dello spettacolo “LA GILDA DEL MAC MAHON”, organizza due incontri/conferenza con la scrittrice e giornalista Giovanna Ferrante dedicati a Giovanni Testori e al suo racconto La Gilda del Mac Mahon. Giovedì 6 maggio ore 18.30, ingresso libero GIOVANNI TESTORI – L’UOMO E L’AUTORE (seguirà aperitivo nel ristorante Le Quinte, all’interno del teatro) Giovedì 13 maggio, ore 18.30, ingresso libero LA GILDA DEL MAC MAHON – I SOGNI ARDENTI NELL’OSCURO GRIGIORE DI UNA PERIFERIA MILANESE Il consiglio di Zona 8 , il Presidente Comm. Spettacoli Roberto D’Augusta, il Presidente del Consiglio di Zona Claudio Consolini, per promuovere il Teatro invitano tutti i residenti allo spettacolo La Gilda del Mac Mahon (replica del 13 maggio, ore 20.45) ingresso gratuito – prenotazione obbligatoria allo 0234532140 Giovanna Ferrante, scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica, da molti anni è la voce di Radio Meneghina con interviste, rubriche settimanali soprattutto dedicate alla storia di Milano e alle persone che l’hanno resa grande. Per dieci anni ha condotto “I salotti della domenica” incontri conferenze sulla storia di Milano. Fa parte della giuria del Premio Carlo Porta che ogni anno viene conferito a personalità milanesi nel campo dell’arte, della scienza e dell’imprenditoria, è direttore del periodico ADSINT (Istituto dei Tumori di Milano). Per la casa editrice Άncora ha pubblicato “La dama di ferro. Il romanzo di Teodolinda” (2007); Piazza del Verzaro. La Milano di Carlo Porta (2008); “El risott del Carlo Porta”, viaggio gastronomico nella Milano del Poeta (2009). Nel 2007 le è stato conferito l’Ambrogino d’oro. Prenotazioni tel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30 sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 euro - prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione Comune di Milano) Abbonamenti Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 di produzione; (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro (Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 31 marzo 2010 Comunicato Stampa ArtedanzaE20 presenta Exister_10 CREAZIONI Terza Edizione 20-26 aprile 2010 Teatro Out Off / Teatro Elfo Puccini MILANO Cambia veste la terza tappa del progetto Exister. Dopo due edizioni presentate come vere e proprie ‘stagioni di danza’ itineranti nel territorio cittadino milanese (Exister_08 Danzare nel silenzio, nata dall’urgenza di dare voce ad una disciplina troppo spesso silenziosa; Exister 08_09 Contaminazioni, volta a creare interconnessioni fra spazi, artisti e pubblico, fra i generi della danza contemporanea e le altre arti), per il 2010 la manifestazione si propone rinnovata. Tema fondante la creazione. Protagonisti i danz’autori. Fil rouge l’intenzione di creare il raccoglimento necessario a tutelare le creazioni proposte, nel delicato momento, per alcune, del primo confronto col pubblico, dando loro il maggior risalto possibile, grazie ad iniziative di comunicazione che renderanno quella del 2010 un’edizione speciale. Diversa la struttura del progetto che veste i panni non solo di un festival, ma anche di una piattaforma di comunicazione che vuole connettere più canali contemporaneamente (social network, web tv, stampa…). Diversa la scelta di prediligere due sole location (Out Off ed Elfo Puccini) e un periodo di tempo più ridotto, (5 giornate tra il 20 e il 26 aprile), ritenendo questa cornice raccolta la più adatta a presentare i progetti scelti quest’anno ed esprimere il senso di questa edizione. Exister_10 Creazioni rinnova anche quest’anno lo spirito d’indagine sulla danza contemporanea, puntando i riflettori sulla giovane creatività, su quanto di meglio il panorama italiano può offrire in questo momento nel campo della danza d’autore, dando spazio alle creazioni di compagnie emergenti e a spettacoli creati ad hoc per la manifestazione. Ecco allora in prima assoluta il lavoro di Alessandro Sciarroni e quello della compagnia Schuko (produzione Exister), due delle realtà più interessanti del panorama attuale; Ambra Senatore, con il progetto vincitore del premio Equilibrio 2009; Simona Bertozzi, vincitrice del Gd’A – Giovane Danza d’Autore nel 2007; Silvia Gribaudi vincitrice del Gd’A Veneto – Giovane Danza d’Autore nel 2009, oltre ad artisti e compagnie ancora poco noti al grande pubblico. Tra questi i cinque finalisti del premio Gd’A Lombardia cui è dedicata la serata conclusiva di Exister_10, il 26 aprile sul palco dell’Elfo Puccini. Ancora una volta sostenuto dal Comune di Milano e organizzato d ArtedanzaE20 in collaborazione con Noura Produzioni, Exister_10 Creazioni, vuole confermare l’impegno ad essere territorio d’incontro e confronto tra artisti, operatori e pubblico, rinnovando inoltre il desiderio di contribuire a fare di Milano una capitale della cultura che riconosca nella danza un patrimonio da cui non si può prescindere. ufficio stampa e comunicazione Sara Prandoni, sara.prandoni@gmail.com; +39 328 7060717 Credits Ideazione e coordinamento Annamaria Onetti e Mario Nuzzo direzione artistica Annamaria Onetti ufficio stampa e comunicazione Sara Prandoni, sara.prandoni@gmail.com; +39 328 7060717 Con il sostegno di Fondazione Cariplo, Comune di Milano. In collaborazione con Anticorpi XL, Aerowaves, Accademia di Brera Informazioni www.exister.it prenotazioni@exister.it Tel. +39 02 890 71 618 Cercaci anche su: Facebook / Myspace / Twitter / YouTube Teatro Out Off Via Mac Mahon 16 Milano 0234532140 www.teatrooutoff.it info@teatrooutoff.it Ingresso: 15/10/8 euro. Sconti e promozioni speciali sui nostri canali web Exister_10 Creazioni III EDIZIONE PROGRAMMA al teatro OUT OFF MARTEDI 20 APRILE ore 21.00 TEATRO OUT OFF Ambra Senatore (Italia) - Passo – duo Schuko (Italia) – Coso - PRIMA ASSOLUTA MERCOLEDI 21 APRILE ore 21.00 TEATRO OUT OFF Simona Bertozzi (Italia) - Ilynx. Assolo in ritornello – ANTEPRIMA Ivana Petito (Italia) – Dialogo per una zebra VENERDI 23 APRILE ore 21.00 TEATRO OUT OFF Pietro Pireddu (Italia) - Soul Movement Silvia Gribaudi (Italia) - A corpo libero Valentina Benedetti (Italia) - C’era questa volta Schuko (Italia) – Coso SABATO 24 APRILE ore 21.00 TEATRO OUT OFF Alessandro Sciarroni (Italia) - Cowboys. I found out I am really no one PRIMA REGIONALE Alessandro Sciarroni (Italia) - Lucky star. Performance per gemelli monozigoti PRIMA ASSOLUTA MARTEDI 20 APRILE ORE 21.00 TEATRO OUT OFF Ambra Senatore (Italia) Passo-duo Forma breve dello spettacolo Passo, progetto vincitore del Premio Equilibrio 2009 della Fondazione Musica per Roma. Progetto e coreografia: Ambra Senatore. Interpretazione: Ambra Senatore e Caterina Basso Musiche: Brian Bellott Luci: Fausto Bonvini Produzione: Fondazione Musica per Roma, Chateau Rouge-Annemasse, Espace Malraux scène nationale de Chambéry et de la Savoie – CARTA BIANCA programme ALCOTRA – coopération France/Italie, Le Polaris de Corbas, EDA, Festival Delle Colline Torinesi, S.P.A.M!, Festival Interplay - Torino. Con il sostegno di Indisciplinarte, Fondazione Teatro Piemonte Europa, Reiss Arti Performative, Teatro Cucinelli, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino Durata 20’ La performance è giocata da un lato sulla continua confusione tra realtà e finzione, tra partitura fissata e imprevisto, dall’altro sulla relazione tra individuo e collettività. Giocando con i meccanismi teatrali, affermazioni apparentemente chiare e ovvie sono costantemente messe in discussione e, così come nella vita si è spesso costretti a cambiare idea e a dubitare, anche in scena si nega la possibilità di un’univoca interpretazione. I danzatori, allo stesso tempo disarmati e costruiti, esposti agli sguardi del pubblico, creano con lo spettatore un legame di complicità e compartecipazione, grazie ad una sottile e giocosa ironia squarciata a tratti da pennellate di esistenza dai toni più cupi.
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| Milano, 6 aprile 2010 COMUNICATO STAMPA Dal 13 al 18 aprile Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, presenta NEL LAGO DEI LEONI, dalle estasi di Maria Maddalena de'Pazzi, nella traduzione drammaturgica di Marco Isidori. Interpreti: Maria Luisa Abate, Paolo Oricco, Anna Fantozzi, Stefano Re. Scena e costumi: Daniela Dal Cin Regia: Marco Isidori Lo spettacolo è stato realizzato con il sostegno del Sistema Teatro/Teatro Stabile di Torino NEL LAGO DEI LEONI dalle estasi di Maria Maddalena de'Pazzi Una vicenda affascinante quella di Santa Maria Maddalena, per il secolo Caterina Lucrezia, la suora carmelitana appartenente all'autorevole famiglia de'Pazzi, che, alla fine del Cinquecento, nella clausura del convento di Santa Maria degli Angeli, in San Frediano, a Firenze, sorprese e spaventò le consorelle con un'infilata di estasi di natura sconvolgente per l'intensità emozionale che ne caratterizzò sia la forma esteriore che la profondità inconsueta raggiunta dal dettato teologico. Ciò che soprattutto risultava anormale nella pur già scontata eccezionalità del fenomeno estatico, era la dilagante verbalità con la quale Maddalena esprimeva il suo contatto con il divino. La sua "uscita dal mondo" assumeva contorni decisamente barocchi, quasi il rilievo sconcertante di una rappresentazione teatrale. NEL LAGO DEI LEONI: le estasi di Maria Maddalena de'Pazzi, messe in scena dai Marcido nella "trascrittura" spiritualmente adelfica, fattane da Marco Isidori. "Tu dici che vedrai un giorno Dio e la sua luce? Stolto, non lo vedrai mai, se non lo vedi già ora!" Angelus Silesius Una vicenda affascinante quella di Santa Maria Maddalena, per il secolo Lucrezia Caterina, la mistica carmelitana appartenente all'autorevole famiglia de'Pazzi, che, alla fine del Cinquecento, nella clausura del convento di Santa Maria degli Angeli, in San Frediano, a Firenze, sorprese e spaventò le consorelle con un'infilata di estasi sconvolgenti per la natura ambigua del fenomeno, e per l'intensità emozionale che ne caratterizzò sia la forma esteriore che la profondità davvero inconsueta raggiunta in esse dalla struggente amplificazione poetica del dettato teologico. Ciò che soprattutto risultava anormale, nella pur già scontata eccezionalità del fenomeno estatico, era la dilagante verbalità con la quale Maddalena esprimeva il suo corposo "contatto" con la divinità. La sua "uscita dal mondo" assumeva contorni decisamente barocchi, quasi il rilievo sconcertante di una rappresentazione teatrale. A questo proposito citiamo qui la testimonianza di Padre Giovanni Pozzi, uno studioso che sulla carmelitana fiorentina ha detto parole decisive "Sentiamo che le morte sillabe inchiodate sulla pagina, stanno alla parola pronunciata, come il fiore appiattito e stinto dell'erbario, sta a quello succoso e colorito del campo. Le suore osservano come nelle parti dialogiche la veggente imitasse il timbro vocale degli interlocutori: voce grave e maestosa quando parlava in nome di Dio Padre, dolce e piana quando in nome di Cristo; anche la sua "recita" variava passando dal parlare sommesso allo strillo spasmodico. Tutto si è scollato per sempre dal corpo primitivo. Non lente e macchinose trascrizioni (si dice qui della scrittura semistenografica che le consorelle della santa andavano componendo in "presa diretta", fermando sulla carta quanto proponeva la sua vivacissima dizione) voleva quell'empito torrenziale, bensì le meraviglie elettriche di oggi: il cinema sonoro, il magnetofono, la videocassetta. E per l'esegesi, strumenti non ancora apprestati dalla pratica, che congiungessero alle forme fisse della grammatica e della retorica le variabili del tono, del ritmo, delle accelerazioni e delle pause; la ricostituzione sensibile di un Teatro, insomma! E' un sogno!" Così Giovanni Pozzi. Ebbene, i Marcido hanno cercato di dare a questo sogno la palpabilità tangibile del reale! Maria Maddalena de'Pazzi rivive incarnata in un'attrice, che per restituire il soffio "straniero" di quell'esperienza mentale estrema: si sta parlando adesso di uno "stato" dell'essere dove l'angelo poteva andare quasi in copula col demonio e dove la sensualità sboccava volentieri in una proposizione di felice orgiasmo creaturale, che diremmo matematico, per intrinseca, lampeggiante logica filosofica; ha dovuto (quest'attrice), spogliarsi di ogni ritegnosità interpretativa, per accedere ad un piano "operativo" che bisogna di necessità definir come "altro". Maria Luisa Abate, l'attrice in questione, sfodera una gamma impressionante di tonalità che sostengono con mimesi stupefacente, sia il demoniaco più sfrontato, che l'intelligenza accecante della rivelazione divina. La "Scena", come sempre pensata da Daniela Dal Cin, ha il suo centro focale in un "sedile" disegnato per aprirsi ad una pluralità di suggestioni che vanno dalla classicità linguisticamente inevitabile di un "trono", all'inquietante sagomatura di una macchina di contenzione fisica, fino ad alludere visivamente allo strumento di morte in cui consiste una moderna "sedia elettrica". Naturalmente, questo buio, nefasto apparato iconico, carico di espliciti riferimenti all'immobilizzazione/imbalsamazione del pensiero, che tutti patiamo a causa dell'imposizione inevitabile d'un ordine sociale umano (qualsivoglia Ordine!), viene presentato dentro un più ampio scenario, nel quale si è cercato di parafrasare un "Luogo" storicamente anfibio: set cinematografico, teatro di posa, baraccone da fiera, e quant'altro potesse fungere da contraltare ironico, atto a "sdrammatizzare" (un paradosso questo, che illumina a sufficienza la nostra idea di Teatro!) il cuore tragico della rappresentazione. Il "Coro delle Monacelle": Paolo Oricco, Stefano Re e Anna Fantozzi, ciascuno fornito di una maschera d'acciaio, commenta in controcanto l'accavallarsi fitto, implacabile nel fervore religioso della sua indiscussa "maniacalità", del folle rosario estatico, situandone il clima psicologico e quello "storico", con elegante proprietà drammatica, sostenuta però sempre, dalla chiara consapevolezza di partecipare ad un momento concelebrativo. Il testo originale è stato "corretto/assai/corrotto" da Marco Isidori affinché le parole dell'estasi pronunciate oltre quattrocento anni addietro nella clausura di un convento fiorentino, potessero, per insistita/insistente virtù teatrale, diventar corpo scenico significativo per la sensibilità e per l'occorrenza dell'oggi. Quanto al titolo dello spettacolo NEL LAGO DEI LEONI, esso sta ad indicare un periodo di grave penitenza, la più severa delle penitenze, l'afflizione acuta che l'assenza presso di sé del divino provoca: una condizione terribile, angosciante, che Maddalena ebbe a sperimentare costantemente e malgrado tutte le risorse della sua santità, nel corso dell'avventura terrena che le toccò in sorte; trovandosi Ella, più volte e non per poco tempo, in uno stato di totale aridità dello spirito, di completa disaffezione dal reale, di tenace volontà nello sprofondar freddo nel peccato di calcolo; tanto da farle dimenticare che il centro radiante di tutta la sua esperienza mistica fu sempre il riconoscimento dell'"Amore", la cui potenza di connessione tra i viventi, Lei ritenne rimedio sommo, salvifico a oltranza e funzionante persino contro la presunta inesorabilità della dannazione infernale. Chiamava questo suo limbo di sperduta negligenza esistenziale, di davvero "tragica" distrazione del proprio volto psichico dal bacio di Dio: "Il lago dei leoni". Marco Isidori La Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, fondata dal regista Marco Isidori, dalla scenografa Daniela Dal Cin e dall’attrice Maria Luisa Abate, esordisce nel 1985 con uno studio su Les bonnes di Jean Genet (Le serve, una danza di guerra) imponendosi subito all’attenzione della critica. Dal 1987 la compagnia si dedica a un lavoro sulla tragedia che porta a elaborazioni e riscritture di testi classici: Una giostra: l’Agamennone (premi Opera d'Attore 1988 e Drammaturgia In-finita 1990); Canzonetta (1990); Musica per una Fedra moderna (1992) e Spettacolo (1993). Con Palcoscenico ed Inno da La sirenetta di Andersen, nel 1991 i Marcido vincono il premio Speciale Ubu. Produzioni successive sono state Il cielo in una stanza (1994), L’Isi fa Pinocchio, ma sfar lo mondo desierebbe in ver (1996) e Happy Days in Marcido’s Field (1997). Cardini della ricerca dei Marcido sono il lavoro sulla vocalità e la re-invenzione dello spazio, con la creazione di macchine sceniche e strutture architettoniche autonome. Tra le altre produzioni della compagnia si ricordano Vortice del Macbeth (2002), Facciamo nostri questi giganti! (2006) e Bersaglio su Molly Bloom (Premio Ubu 2003 per la scenografia). LA PACE di Antonio Tarantino, ha debuttato nel giugno 2007 (Festival delle Colline Torinesi). Il loro ultimo spettacolo … Ma bisogna che il discorso si faccia! con la drammaturgia e la direzione di Marco Isidori ha vinto il Premio Nazionale della Critica nel 2009 per la ricerca, mentre Daniela Dal Cin, per la scenografia dello stesso spettacolo ha vinto il Premio Ubu 2009. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a domenica ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 29 marzo 2010 Comunicato Stampa 6 > 11 aprile ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett laLut/Egumteatro di Samuel Beckett copyright Editions de Minuit traduzione Carlo Fruttero regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti con Martino Biagi, Sergio Licatalosi, Francesco Pennacchia, Massimiliano Poli, Angelo Romagnoli regista assistente Amandio Pinheiro (Stagista della borsa di studio "Inov–Art" promossa dal Ministero della Cultura/DGartes portoghese) produzione Egumteatro, laLut Centro di Ricerca e Produzione Teatrale, Festival Voci di Fonte con il sostegno di Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo Aspettando Godot di Samuel Beckett è un'icona della storia del teatro. Un testo di rottura, di rischio artistico, di alto valore morale, con un immaginario che negli anni 50 ha indicato la strada da seguire e molti l’hanno percorsa. Ma quella strada non è più percorribile. Sono passati 60 anni da quando è stato scritto il dramma di Vladimiro, Estragone, Pozzo, Lucky e quelle parole hanno perso la loro dirompente forza, la loro iniziale freschezza. Tutto è stato gravato dalla monotonia di messe in scena, anno dopo anno, sempre uguali, a causa della decisione dell’autore e dei suoi eredi di controllare non soltanto l’integrità delle frasi ma anche le ormai vetuste idee registiche presenti nelle didascalie. Questa comprensibile autodifesa contro i registi disubbidienti, incuranti dell’autentico spirito beckettiano, ha trasformato la novità in una noia sempre uguale e la vitalità di un tempo in morte museale. Ecco la beckettiana rottura con la tradizione diventata negli anni una tradizione della rottura e a volte un’autentica rottura tradizionale… Aspettando Godot si è trasformato in una mummia artistica, da conservare in un teca a temperatura costante, lontana dagli odori e dai turbamenti della vita. E se diciamo tutto questo è per dichiarare apertamente la nostra profonda tristezza per un grande testo teatrale diventato un mediocre testo letterario che si agita sul plateaux, ridicolo come quelle persone che non accettando lo scorrere del tempo vogliono restare sempre uguali. Il nostro Aspettando Godot nasce da queste considerazioni. Non è detto che riusciremo a realizzare un buono spettacolo ma faremo del nostro meglio, nel rispetto delle norme contrattuali, per diminuire lo stato vegetativo in cui si trova da anni. E ci guideranno le parole di Beckett quando in una poesia scrive: morte nel mezzo/delle sue morte mosche/l’alito di uno spiffero/dondola il ragno L’incontro tra i registi Annalisa Bianco e Virginio Liberti e laLut risale al 1999, quando Egumteatro si trasferisce in Toscana. La collaborazione tra le due compagnie inizia con un progetto in ambito psichiatrico. Un ciclo di laboratori per gli utenti dei servizi psichiatrici di Siena e Abbadia San Salvatore e prosegue fino alla realizzazione di Silenzio!, spettacolo che vince il Debutto di Amleto nel 2000. Aspettando Godot costituisce un nuovo prezioso incontro di lavoro sulla messa in scena del celebre testo di Beckett. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a domenica ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 22 marzo 2010 Comunicato Stampa DANAE FESTIVAL MILANO 25 MARZO - 30 APRILE 2010 XII EDIZIONE Danae Festival dopo aver ricevuto il Premio Hystrio Provincia di Milano 2009, riparte per la XXII edizione con rinnovata energia presentando progetti italiani e stranieri che vogliono regalare visioni inconsuete alla città di Milano. La sezione di progetti che verrà presentata presso il Teatro Out Off vedrà una massiccia presenza di artisti/e stranieri/e. Ci saranno dei ritorni, come la giovane portoghese Marcia Lança che, dopo averci regalato due anni fa una poetica città di carta, continua il suo scandagliare la scena in modo poetico e surreale confrontandosi con un altro materiale, il legno, con cui crea immagini, oggetti e stupore. Altro ritorno è quello di MK, una delle più interessanti compagnie della scena contemporanea italiana che proporrà un nuovo lavoro che colleziona un un gruppo di danze locali, come viste dal tavolino di un ristorante per turisti in un luogo qualsiasi. Siamo orgogliosi di presentare per la prima volta in Italia l’artista di origine sudafricana e di adozione francese Steven Cohen, un performer straordinario il cui lavoro si fonde con la propria autobiografia di ebreo ed omosessuale e sfiora l’impossibile realizzando performance dove la propria potente immagine squarcia gli scenari in cui si muove con deflagrante poesia. Sarà poi la volta di David Wampach, un astro nascente della danza francese. Con Auto David Wampach gioca intelligentemente con la costruzione e la decostruzione delle illusioni, con le possibilità di incontro tra un danzatore e un pianista e con la rappresentazione di caratteri femminili che trasgrediscono i confini di ciò che è generalmente considerato “normale”. GIOVEDÌ 25 MARZO ore 21.00 – Teatro Out Off MK– [ROMA] SPEAK SPANISH (2009) PRIMA MILANESE coreografia: Michele Di Stefano con: Philippe Barbut, Biagio Caravano e Michele Di Stefano produzione: m k09 durata: 40 minuti MK, una delle compagnie più interessanti della scena contemporanea, è stata spesso ospite di Danae che ne ha seguito sempre con interesse le diverse evoluzioni. Questo nuovo lavoro colleziona un gruppo di danze locali, come viste dal tavolino di un ristorante per turisti in un luogo qualsiasi. Esse introducono sistemi coreografici “propri”, ma anche una maniera grossolana di infierire su di essi in termini di presenza corporea. Una sorta di sonoro stordimento, familiare a chi si lancia nel parlare una lingua straniera per un tempo considerevole. Dinamiche binarie, folklore hawaiano o attitudini da concerto rock contribuiscono a inventare la mappa di un viaggio anonimo, dal quale è bandita ogni avventura, se si eccettua il brivido della prenotazione. Idealmente ispirato a Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne. SABATO 27 MARZO ore 21.00 – Teatro Out Off STEVEN COHEN – [FRANCIA] CLEANING TIME + MAID IN SOUTH AFRICA + CHANDELIER (PRIMA NAZIONALE) CLEANING TIME (video) durata: 20 minuti ideazione e produzione: Steven Cohen creazione: Vienna 2007 MAID IN SOUTH AFRICA (video) durata: 35 minuti ideazione e realizzazione: Steven Cohen interprete: Nomsa Dhlamini produzione: Steven Cohen coproduction: Ballet Atlantique - Régine Chopinot (La Rochelle, France), Les Subsistances (Lyon, France) - Riprese realizzate in Sudafrica creazione: 2005 CHANDELIER durata: 45 minuti ideazione e produzione: Steven Cohen film: Fiona Mc Pherson, Coco Van Oppens, Elu Keiser creazione: Johannesburg 2002 Steven Cohen, per la prima volta in Italia, è un performer di origine sudafricana straordinario il cui lavoro si fonde con la propria autobiografia di ebreo ed omosessuale. Il suo primo riferimento è sicuramente la cultura drag queen, che però Cohen mette al servizio di una poetica estrema che non appartiene che a lui. Nessuna parrucca né silicone né seni posticci. Muovendosi su delle scarpe dai tacchi altissimi, pressoché nudo, con il busto stretto in corsetti retrò, ornato di fiori in tessuto, delicate ali di farfalla e altre citazioni rituali, che richiedono ore di preparazione, emana da questo performer, anche al culmine delle sue azioni più temerarie, una commovente costanza nella fragilità, che oltrepassa ogni citazione riduttiva di femminilità. Cleaning Time è la ripresa di una performance realizzata da Cohen ispirata ad un episodio in cui nel 1939 a Vienna i nazisti ordinarono agli ebrei di pulire le strade con delle spazzole; Maid in South Africa è un ritratto dell’Apartheid, uno strip-tease naïf di Nomsa Dhlamini una donna sud africana di 84 anni, che per 58 anni ha pulito le case dei bianchi e accudito i loro bambini. Infine Chandelier si compone di una performance live e di un video creato nel 2002 a Johannesburg durante la distruzione delle bidonville da parte degli impiegati municipali. Senza mai esprimere un giudizio in Chandelier Cohen cerca di fare luce lì dove le nostre coscienze non vengono mai condotte creando una pittura digitale della vita sociale, a metà immaginaria e a metà orribilmente vera. LUNEDÌ 29 MARZO ore 21.00 – Teatro Out Off DAVID WAMPACH – association achles [FRANCIA] AUTO PRIMA NAZIONALE Ideazione e interpretazione: David Wampach Composizione e interpretazione al piano: Aurélien Richard Elaborazione sonora: Felix Perdreau Regia, trucco e costumi: Rachel Garcia Luci: Caty Olive Production: Association Achles – coproduction: Les Rencontres Chorégraphiques Internationales de Seine-Saint-Denis, Uzès Danse Centre de Développement Chorégraphique de l'Uzège, du Gard et du Languedoc-Roussillon, dans le cadre de l’accueil studio, le Centre Chorégraphique National de Montpellier Languedoc-Roussillon David Wampach è un astro nascente della danza francese. Si avvicina al teatro e poi alla danza formandosi al Centre Chorégraphique National di Montpellier e successivamente presso la scuola P.A.R.T.S. diretta da Anne Teresa De Keersmaeker. Dopo una serie di collaborazioni con diversi artisti tra cui Anne Lopez, Thierry Baë, Christian Bourigault, Mitia Fedotenko, Mathilde Monnier, Julie Brochen, Odile Duboc, João Fiadeiro, Christian Rizzo, nel 2001 Wampach comincia un proprio percorso di creazione vincendo con Circon c is il concorso Solo mio e la Biennale dei Giovani artisti d'Europa e del Mediterraneo. Con Auto David Wampach gioca intelligentemente con la costruzione e la decostruzione delle illusioni, con le possibilità di incontro tra un danzatore e un pianista e con la rappresentazione di caratteri femminili che trasgrediscono i confini di ciò che è generalmente considerato “normale”. La classica relazione tra danza e musica viene ridefinita e sullo sfondo il rifacimento di alcune sequenze dei film: Carrie di Brian De Palma e Desperate living di John Waters mostrano Wampach come interprete in più parti, creando un ulteriore elemento di ambiguità. Una performance come un B movie, giovane e ruvida. MERCOLEDÌ 31 MARZO ore 21.00 – Teatro Out Off MARCIA LANÇA– [PORTOGALLO] MORNING SUN PRIMA NAZIONALE Ideazione e regia: Márcia Lança Creazione e interpretazione: Márcia Lança e João Calixto Collaborazione alla creazione: Tiago Hespanha Disegno luci: Alexandre Coelho Direzione di produzione: Sérgio Parreira Produzione: Vagar co-produzione: Tempo – Teatro Municipal de Portimão Ritorna a Danae Márcia Lança, giovane artista portoghese che abbiamo già visto come interprete di Claudia Dias lo scorso anno e che già aveva incantato il pubblico di Danae costruendo la sua città di carta nel suo poetico Dos joelhos para baixo. È il legno questa volta il materiale usato da Marcia che, insieme a João Calixto, abita e costruisce in scena spazi, oggetti, luoghi. Morning Sun esplora la tensione che si genera nel rapporto tra il concreto e il simbolico, un gioco permanente tra la materialità di una situazione e le sue possibilità evocative. 1800 chiodi, 30 tavole di legno, un compressore, una spara chiodi, una bolla, supporti, e molto altro. Assemblare e smontare. Desiderio e stupore rispetto a ciò che si rivela. Attendere. Lasciare aperta la possibilità di cambiare percorso. Il potere della suggestione che permette l’impeto, la riflessione, la scelta. Oltre al sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Danae gode di contributi da parte della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, della Fondazione Cariplo e degli Istituti di Cultura della Francia, della Spagna e della Svizzera. Il festival è programmato al Teatro Out Off, Teatro i, LachesiLab e alle Colonne di San Lorenzo. Danae è un progetto del Teatro delle Moire BIGLIETTI Intero 13 € Ridotto (under 26; over 60) 10 € Spettacoli Limite, Gold, Elogio del disagio, Striptease Intero 10 € Ridotto (under 26; over 60) 7 € Danae card (3 ingressi) 30 € Danae card XL (6 ingressi) 50 € Informazioni e prenotazioni da lunedì a venerdì dalle 14.30 alle 18.30 tel +39 345 35 85 033 - +39 02 83 58 581 Prenotazione consigliata www.danaefestival.com www.teatrodellemoire.it Orari spettacoli: ore 21 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 26 gennaio 2010 COMUNICATO STAMPA 9 > 21 febbraio RezzaMastrella 7 14 21 28 di Flavia Mastrella Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista aiuto regia Massimo Camilli disegno luci Maria Pastore produzione, Teatro 91, Fondazione Teatro Piemonte Europa, RezzaMastrella Il nuovo spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza dopo il debutto torinese a novembre e quello romano a dicembre, dal 9 al 21 febbraio 2010 verrà presentato a Milano al Teatro Out Off. Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato. Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire. Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo. Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto. Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole. Inizio della danza macabra. Così la stampa: “L’autore ci parla di sconfitta del significato e di un universo ridotto alle oscillazioni e ai tentennamenti di un ideogramma mobile, ma lo spettatore che non smette di ridere, applaudire, gridare con lui in una serata di raro travolgente entusiasmo, sa trovare in questa figura tormentata e urlante che lo spinge a un ridere frenetico vicino anche alle lacrime, un proprio auspicabile doppio che si abbandona alla protesta contro una società allo sfacelo”. Franco Quadri La repubblica “Uno spettacolo di Antonio Rezza non si può raccontare. Rezza va visto e vissuto nell’istante della sua follia comica, che non ha padri e non ha fratelli, pur svelando, in trasparenza, una genealogia che può risalire a Chaplin, Tatì, Totò.” Osvaldo Guerrieri La Stampa Flavia Mastrella e Antonio Rezza dal 1987 hanno realizzato otto opere teatrali interpretate da Rezza all’interno degli spazi ideati da Mastrella: “Nuove parabole” 1988, “Barba e cravatta” 1990, “I vichinghi elettronici” 1991, “Seppellitemi ai fornetti” 1992, “Pitecus” 1995, “Io” 1998, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche, “Fotofinish” 2003, “Bahamut” 2006, prodotto dal CRT Artificio. Nel 1991 hanno partecipato al Festival di Avignone con “Barbe et cravate”. Hanno realizzato una serie sterminata di cortometraggi e tre film “Escoriandoli” presentato a Venezia nel 1996 “Delitto sul Po” del 2001 e “Fotofinish2” 2006. Per la televisione hanno scritto e diretto tra il 1999 e il 2000 il programma “Troppolitani” trasmesso da RAI 3. Tra il 1990 e il 2006 Flavia Mastrella espone sculture, videosculture e foto a Roma, Zurigo e nella Certosa di San Lorenzo a Padula all’interno della mostra “Le opere e i giorni” curata da Achille Bonito Oliva. Nel 1998 Antonio Rezza scrive il suo primo romanzo “Non cogito ergo digito” edito da Bompiani cui seguono, per lo stesso editore “Ti squamo” del 1999, “Son(n)o” del 2005, e a settembre 2007 “Credo in un solo oblio”. Nel 2004 Flavia e Antonio realizzano lo spettacolo jazz “Fusion” insieme a The Fringe. Nel 2006 la GAM di Bologna dedica ai due un mese di installazione e spettacolo. Nel 2007 Flavia Mastrella espone al PAN a Napoli l’istallazione Boe alla deriva. Insieme vincono il Premio Francesca Alinovi 2007. Nel 2008 realizzano il cortometraggio “Nell’Aldilà”. Antonio Rezza presenta alla Milanesiana “Ipotesi di film su Cristo Morto” (progetto per un film da realizzare). Sempre nel 2008 presentano al Festival del Cinema di Venezia “Il passato è il mio bastone”, documentario analitico sul metodo di lavoro MastrellaRezza. Per la letteratura Antonio Rezza vince il Premio Feronia con “Credo in un solo oblio”. Flavia Mastrella espone l’habitat di “Autopatia” a Roma. Alla fine dell’anno esce con la casa editrice Kiwido la prima raccolta antologica dei cortometraggi in bianco e nero “Ottimismo Democratico”. Nel 2009 a Biella, all’interno della Fondazione Pistoletto, presentano il corto “Nell’aldilà” con l’esposizione dell’abito di scena relativo. Nonostante siano vivi ci si accanisce dal 1998 infliggendo loro prestigiose retrospettive. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a domenica ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 5 gennaio 2010 COMUNICATO STAMPA Teatro Out Off, 7 gennaio > 7 febbraio 2010 ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett traduzione Carlo Fruttero regia Lorenzo Loris con Gigio Alberti (Vladimiro), Mario Sala (Estragone), Giorgio Minneci (Pozzo), Alessandro Tedeschi (Lucky) , Davide Giacometti (Ragazzo) scene Daniela Gardinazzi costumi Nicoletta Ceccolini consulenza musicale Andrea Mormina disegno video Dimitris Statiris e Fabio Cinicola, luci Luca Siola produzione, Teatro Out Off - “Aspettando Godot” ha debuttato a Milano al Teatro Out Off il 13 gennaio 2009. In trentatrè anni di attività dell’Out Off è stato lo spettacolo che ha avuto il maggior successo di pubblico e critica e, in questa stagione, è tra le produzioni dei teatri milanesi che svolgerà il maggior numero di repliche in tournèe. Dopo l’apprezzata messa in scena di “Finale di partita” nel 2003, Lorenzo Loris si misura con il capolavoro beckettiano attrezzandosi come sempre, ma forse in questo caso con maggior consapevolezza e attenzione, a restituire il testo nella sua potente e devastante forza teatrale, cercando, come il regista stesso afferma “dentro le regole che Beckett impone” la libertà della propria interpretazione. E’ indubbio che attenendosi in modo ferreo alle regole che Beckett ci segnala si pensi di avere poca libertà di interpretazione, ma se si segue la sua gabbia di indicazioni si finisce per immagazzinare un tale bagaglio di informazioni che diventa quasi naturale costruire una regia senza dover rinunciare alla propria libertà creativa. Quando abbiamo messo in scena “Finale di Partita” nel 2003, abbiamo cercato di tenere conto delle indicazioni introduttive al testo ma anche dell’ interesse che Beckett aveva nei confronti dei ritratti dipinti da Giorgione. Lo studio di questi quadri ci ha permesso di illuminare la scena in un modo singolare, restituendo la sensazione di trovarci di fronte a uomini immersi nell’ antro nero e buio della loro coscienza. Questo era in linea con quello che Beckett raccontava nel testo, ma nello stesso tempo ci offriva anche un ampio margine di intervento dal punto di vista creativo. Nel rapporto tra Pozzo e Lucky la critica del primo dopoguerra aveva individuato il kapò aguzzino che infieriva contro l’ebreo indifeso, mentre Estragone e Vladimiro sembravano i testimoni attoniti di un orrore incommensurabile. E in quello spazio desertificato i due “clochard” erano diventati il simbolo di un’umanità sterminata dove all’uomo non restava che attendere un domani migliore. Dopo mezzo secolo da allora, nelle nostre metropoli multietniche “Aspettando Godot” può rappresentare l’emblema di una società in cui l’uomo vive una dimensione spersonalizzante e raggiunge il paradosso di sentirsi solo in mezzo alla moltitudine. Lorenzo Loris, dalle note di regia Sinossi Due uomini vestiti come vagabondi, Estragone e Vladimiro, si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Un certo Godot ha dato loro appuntamento ma senza precisare Il luogo e l'orario. I due non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, ma credono di poter rimediare qualcosa di caldo da mangiare e un letto dove dormire all'asciutto. Mentre attendono passa sulla stessa strada una strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servitore, Lucky, tenuto al guinzaglio dal primo. Estragone e Vladimiro sono incuriositi dall'istrionismo del padrone e spaventati dalla miseria della condizione del servo. Pozzo e Lucky riprendono il loro cammino. Intanto è calata la sera e Godot non si è fatto vivo. Arriva però un ragazzo che riferisce loro che il signor Godot non può venire. Arriverà sicuramente domani. I due prendono in considerazione l'idea di suicidarsi, ma rinunciano. Poi pensano di andarsene, ma restano. Vladimiro ed Estragone attendono pazientemente sotto l'albero l'arrivo di Godot. Vedono passare Lucky e Pozzo, che nel frattempo è diventato cieco. Sull'albero notano che sono spuntate due o tre foglie. Pozzo e Lucky se ne vanno. Arriva il messaggero a dire che Godot anche stasera non potrà venire ma verrà sicuramente domani. Samuel Beckett è considerato l’autore che più ha innovato il teatro del Novecento sia per quanto riguarda la forma del dramma che i suoi contenuti divenendo un riferimento imprescindibile per tutto il teatro contemporaneo. Il punto di unione fra le diverse opere di Beckett è la solitudine dell'uomo moderno che si trova ad affrontare la perdita di Dio in una condizione di rassegnazione, potenza e ignoranza incolmabili, e senza avere assolutamente modo di comunicare con qualcuno. Waiting for Godot, il suo capolavoro, è stato rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1953 e nel ‘69 gli valse il Premio Nobel per la letteratura . Andate a vedere “Aspettando Godot”. Nel peggiore dei casi scoprirete una curiosità, un quadrifoglio, un tulipano nero; nella migliore, qualcosa che sicuramente si fisserà in un angolo della vostra mente per tutta la vostra vita. H. Hobson, Sunday Times, 7 agosto 1955 Lorenzo Loris, regista storico della compagnia Out Off, nel suo lavoro ha realizzato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter, Jean-Luc Lagarce). Questo confronto lo ha portato ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Henrik Ibsen, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità. Così la stampa: Gigio Alberti e Mario Sala, bravissimi nell’attenersi a comportamenti realistici nel denunciare l’assurdo della loro insensata resistenza e in perenne attesa dell’appuntamento sempre rimandato con l’ignoto Godot. (…) Uno spettacolo importante per lo svariare di prospettive che suggerisce. Franco Quadri, La repubblica Loris, nel rispetto del testo e grazie all’interpretazione di bella verità di Gigio Alberti e Mario Sala, infantili e lucidi ma con momenti di rabbia e di abissale smarrimento, riesce a mettere in risalto la compassione profonda dell’autore per la condizione umana. Magda Poli, Corriere della Sera Al loro apparire Didi e Gogo sono come ci aspettiamo: un po’ clown, un po’ barboni, un po’ allucinati, un po’ svaniti, lì a parlarsi addosso. Ma la loro cadenza quotidiana, nell’intercalare di parole in libertà, è una sorta di sottotesto personale dei due bravi protagonisti (Gigio Alberti e Mario Sala) che rende assai simile alla parlata di oggi la lingua beckettiana. Maria Grazia Gregori, www.del teatro.it INFORMAZIONI Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: OutOffcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 di produzione; (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro (Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 9 dicembre 2009 COMUNICATO STAMPA Teatro Out Off, 14 e 20 dicembre 2009, h. 21 Breve storia della canzone italiana raccontata a memoria di e con Gianni Pettenati e con Delia Rimoldi, Massimo Caroldi, Maurizio Dosi, Raffaele Kohler, Luca Maciacchini aiuto regia Maurizio Dosi regia Gianni Pettenati Questo è il titolo di uno spettacolo teatrale e musicale sulla canzone italiana, e sulla vita quotidiana di molti italiani durante alcuni decenni, a partire dall’ultimo dopoguerra che sarà rappresentato al teatro Out Off trentennale teatro dell’avanguardia milanese premiato con l’ambrogino d’oro per la sue attività teatrale. I personaggi in scena saranno cinque: Gianni Pettenati in qualità di cantante e narratore, poi Delia Rimoldi attrice e cantante, nonché Raffaele Koheler trombettista geniale della banda Osiris e degli Ottavo Ricther, Maurizio Dosi, attore del teatro Franco Parenti di Milano e validissimo fisarmonicista, e infine un chitarrista di particolare talento. I monologhi che fanno parte dello spettacolo parlano sì, della canzone, ripeto, ma soprattutto raccontano della solitudine, della felicità, della speranza e delle sconfitte, le rinascite che ogni cittadino di questo paese rivede e risente attraverso le canzoni che sono state sempre la colonna sonora della nostra vita. Una canzone di Mogol-Battisti: perché no? Ci sta ,ci sta dopo un monologo semiserio ma realistico di un pomeriggio passato al supermercato, o in solitudine “Io lavoro e penso a te”…. C’è la ragazza single non più giovanissima che si prepara a uscire il sabato sera con la speranza che finalmente l’uomo che l’ha invitata sia quello giusto. Lo sarà? Lo scopriremo vivendo se “è l’uomo per me” e se domani…. Ci saranno le canzoni di Paoli, De Andrè e di Tenco, poiché “un giorno dopo l’altro”o “domani è un altro giorno” è il capitale che noi tutti scialacquiamo più del denaro, a volte senza dare troppa importanza all’attimo fuggente (carpe diem). Poi ci saranno momenti molto divertenti dove un monologo tratterà l’argomento della TV e del fatto che tutti, ma proprio tutti vogliono andare in televisione, e ci ritroviamo sessanta milioni di ospiti stipati in un talk show, e io solo, “Viva la Rai” sono L’utente, l’unico spettatore rimasto in Italia a cui tutti vogliono ricorrere per lo share, il pik time gli autografi e quant’altro, “Mi vendo”. L’idea è nata da un libro che ho scritto circa vent’anni fa per le edizioni Ricordi di Milano, dal titolo “quelli eran giorni, trent’anni di canzone italiana e del prossimo che pubblicherò sempre con la Ricordi che avrà il appunto il titolo che abbiamo dato allo spettacolo. Le canzoni spesse volte interromperanno i monologhi come la radio interrompeva le nostre conversazioni casalinghe: “Aspetta aspetta questa canzone è un Lucio Dalla d’annata, io dico che è sulla rotta di Cristoforo Colombo no è il cielo…forse”. Racconteremo la storia di un uomo lasciato dalla moglie. “Mi vedo con un altro” gli dice lei, e lui straziato dall’amore accetterà disarmato il disamore…”Ti lascio una canzone” e anche “E penso a te”. Insomma ci saranno gli ingredienti perché si possa o no rivelare a noi stessi se siamo cambiati “Come si cambia”, nel corso degli anni o siamo rimasti immobili e sempre uguali, pregi & difetti, malizie & sospetti, “gioie & dolori” premiata ditta dai forti ricavi. La canzone raccontata a memoria è la nostra vita che abita da oggi fino a ieri e all’altro ieri nella nostra mente. Scriveva il grande filosofo tedesco Hegel che basta non pensare a una cosa perché cessi di esistere. Ebbene, invece a noi piace pensare alle cose e rappresentarle in musica e parole, sono l’unica prova per dirla col poeta Neruda di confessare che abbiamo vissuto. Penso che un sogno così non ritorni mai più…mi dipingevo le mani e la faccia di blu…Dunque tutto questo per noi insieme a voi “La compagnia”, ci sembra…”Meraviglioso”. Gianni Pettenati Gianni Pettenati, cantautore piacentino di origine, ma vive a Milano, nei primi anni Sessanta ha fatto conoscere in Italia le canzoni di Bob Dylan e Donovan con le cover di brani come “Like e Rollin’ Stone” e “Sunshine superman”, ha partecipato a Sanremo, Un disco per l’estate, il Cantagiro, nel 1968 è finalista insieme ad Antoine con una sua canzone, “la Tramontana”. Ha scritto canzoni entrate nel mito della musica italiana quale “Bandiera gialla”. Critico musicale, è autore di numerosi libri sulla storia della musica leggera italiana tra cui: Quelli eran giorni - 30 anni di canzoni italiane, insieme con Red Ronnie edito da Ricordi; Gli anni '60 in America (Edizioni Virgilio); Mina come sono (Edizioni Virgilio); Io Renato Zero (Edizioni Virgilio); Alice se ne va (Edizioni Asefi). Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 15,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Orari spettacoli: ore 21.00 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 2 dicembre 2009 COMUNICATO STAMPA Al Teatro Out Off Lunedì 7 dicembre ore 21.30 MARCO CONIDI – Live Concerto chitarra e voce Marco Conidi, presenta al Teatro Out Off di Milano una serata Live caratterizzata dai pezzi più significativi della sua carriera eseguiti nel modo più diretto e da sempre più gradito ai suoi fans. Non mancheranno i pezzi presentati in passato al Festival di San Remo e i più recenti successi. La voce di emozioni autentiche. Interprete di ciò che scrive. Passione, grinta e sensibilità. Queste le parole d'ordine di Marco Conidi, cantautore romano che ha saputo esprimere i pensieri e le emozioni di una generazione trasformandoli in canzoni con cui ha fatto breccia nel cuore di migliaia di fan, che non lo hanno mai abbandonato, anche nei frequenti periodi di silenzio. L' esordio discografico arriva prestissimo, a poco più di vent'anni, nel 1989 con "Ferragosto '66", che raccoglie brani in buona misura autobiografici. Nello stesso anno inizia la collaborazione con Paola Turci, per la quale scrive "Paura Di Vivere (La Lettera)". Nel 1990, Marco si fa notare dal pubblico del Cantagiro, e l'anno successivo partecipa al Festival di Sanremo con il brano "E Noi Qui". Nello stesso anno pubblica il suo secondo album "Marco Conta Uno Due Tre". Nel 1992 esce "C'è In Giro Un'Altra Razza", ristampato poco dopo con l'aggiunta di "Non È tardi", la track proposta a Sanremo, e "La Rivoluzione Del '93". "Stella Di Città", cover di "Runaway Train" dei Soul Asylum, è protagonista di un mini-CD pubblicato nel 1994, dopo il quale le uscite discografiche si diradano. Forte del sostegno di un pubblico affezionato, Marco non abbandona mai l'attività live, ma bisogna attendere il 1998 per ascoltare un suo nuovo lavoro. "Marco Conidi" (1998) contiene "Un Passo Via Da Te", adattamento italiano di "One Step Up" di Bruce Springsteen, apprezzato dal Boss in persona che ne autorizza la pubblicazione sul tribute album "For You". Negli anni il suo rock sa addolcirsi ed incontra collaborazioni importanti. Nel 2005, l’album della maturità, “Nuvole e Regole”, dove il pianoforte di Cammariere lo accompagna ne “ L’amore che viene” e Gianmarco Tognazzi sceglie di interpretare il brano-poesia “La stagione delle assenze”. Nel 2006 Marco si fa promotore di una serie di iniziative di beneficenza che culminano in una serie di spettacoli e nella pubblicazione, nel 2007 del disco "Mai Soli Mai", il cui ricavato viene devoluto ai centri anziani della città di Roma. Il 26 luglio dello stesso anno, si esibisce allo Stadio Olimpico di Roma per la celebrazione degli 80 anni AS Roma cantando "Mai Sola Mai", una canzone d'amore dedicata alla Roma. Due suoi brani inediti fanno parte del disco di esordio di Arisa, giovane cantante vincitrice di Sanremo nella categoria giovani al Festival 2009. “Miracoli non se ne fanno” , l'ultimo album, è uscito nel Novembre 2007. Un nuovo esordio, per un rinnovato successo. L'uso in registrazione di strumenti "veri" raccoglie i consensi di chi la musica la fa. Una composizione strumentale che non osa dimenticare le corde elettriche. Suono, testi e contenuti emozionanti, per un artista che non conosce banalità. Amato da chi lo aspetta, atteso da chi ancora non lo conosce. www.marcoconidi.com http://www.myspace.com/marcoconidi Prenotel. 02.34532140 - martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì 7 dicembre dalle 19.30 Biglietti: 15,00 Euro Orario concerto: ore 21.30 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 3 novembre 2009 COMUNICATO STAMPA dal 19 novembre al 20 dicembre 2009 al Teatro Out Off Teatro Out Off LA SERVA AMOROSA di Carlo Goldoni regia Lorenzo Loris con Elena Callegari (Corallina), Giovanni Franzoni (Ottavio), Giorgio Minneci (Pantalone, Notaio), Paola Campaner (Rosaura), Stefania Ugomari Di Blas (Beatrice), Alessandro Tedeschi (Florindo), Nicola Ciammarughi (Arlecchino), Emilio Zanetti (Brighella), Davide Giacometti (Lelio) scene Daniela Gardinazzi costumi Nicoletta Ceccolini consulenza musicale e musiche di Andrea Mormina luci Luca Siola; fonica e video Fabio Cinicola; foto Agneza Dorkin Torna in programmazione uno tra gli spettacoli prodotti dal Teatro Out Off negli ultimi anni con la regia di Lorenzo Loris che più ha avuto successo di pubblico e critica. Lo spettacolo debuttò il 3 giugno 2008 e viene ripreso in questa stagione con repliche dal 19 novembre al 20 dicembre con lo stesso cast della scorsa edizione. “La nostra intenzione è quella di affrontare questo testo senza pregiudizi, scevri da tutti gli orpelli dell’iconografia settecentesca proponendoci di affidare solo alla parola la forza che può sostenere la nostra avventura, con l’obbiettivo di darne una lettura forse anche non convenzionale ma consapevoli che per quanto rischiosa possa essere questa operazione crediamo sia necessaria per afferrare la potenza dirompente della “parola goldoniana” nascosta dietro un’apparente superficie”. Lorenzo Loris, dalle note di regia “La serva amorosa” è il secondo testo di Goldoni che Loris mette in scena, il primo fu nel 2006 “L’ultima sera di carnevale”, e sicuramente l’attrazione del regista per questo autore sta nel fascino moderno dei suoi personaggi, in quelle memorabili figure femminili che racchiudono una complessità umana straordinariamente attuale ancora oggi a duecentocinquanta anni di distanza. In questa commedia Goldoni fa di Corallina, la serva amorosa, quasi un’eroina per intelligenza, capacità di relazioni e psicologia nel capire gli uomini e le loro debolezze e nell’agire con malizia e ingegno tutte femminili. Un divertito omaggio a tutte le donne e alla loro, a volte, spregiudicata concretezza. Ma Loris non manca di notare nella sua rilettura come la superficie leggera dell’intreccio nasconda un affresco lucido e impietoso di una società avida e venale, dove i rapporti tra le persone sono determinati solo dal denaro e dall’interesse, uno spaccato esemplare in perfetto equilibrio tra leggerezza e disincanto che rendono quest'opera veramente innovativa e affascinante. Lorenzo Loris, regista storico della compagnia, in vent’anni di collaborazione con l’Out Off ha realizzato un originale percorso attraverso la drammaturgia contemporanea e del Novecento. Negli ultimi anni Lorenzo Loris ha sviluppato questo interesse allargandolo a un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter, Jean-Luc Lagarce). Questa direzione di lavoro lo ha portato ad affrontare parallelamente anche i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia le parole dell’autore con la nostra contemporaneità. Così la critica: Che testo terribile si rivela “La serva amorosa” nell’aguzza messinscena di Lorenzo Loris. Che meccanismo feroce, che spietato strumento di osservazione della realtà diventa questa commedia di Goldoni se la si sfronda del Settecento di maniera, se la si affronta con uno sguardo ai costumi dell’epoca e un altro alla nostra società odierna. Renato Palazzi, www.delteatro.it Lorenzo Loris ha gioco facile a far emergere dietro la leggerezza di superficie le sabbie mobili dell’avidità e della grettezza morale che dominano un mondo mosso solo dalla legge dell’interesse, dove il dio Denaro domina su tutto. (…) Uno spettacolo che vale la pena di vedere. Roberto Barbolini, Panorama Un autore di belle speranze riceve nutritissimi applausi all’Out off. E’ Carlo Goldoni, di cui Lorenzo Loris mette in scena senza i cascami della tradizione, “La serva amorosa”. (…) Dopo la “Serva amorosa di Ronconi (1986), continua la scoperta di un Goldoni ombroso e disilluso, che sapeva scrutare negli abissi della natura umana. Ugo Ronfani , Il Giorno Informazioni Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sab. ore 11 > 13 (solo produzioni) e dalle 16 (ospitalità dalle 17); dom. dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: OutOffcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro (Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro bambini: spettacoli sabato ore 16 per le famiglie; lunedì ore 10 per le scuole. Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 3 novembre 2009 COMUNICATO STAMPA 10 > 15 novembre HAMM-LET/Studio sulla Voracità da Shakespeare, Laforgue, Muller, Pasi, Moscato con Giorgia Cerruti, Valentina Tullio, Davide Giglio elaborazione testo e regia Giorgia Cerruti realizzazione scene e costumi Claudia Martore, Alessandro di Blasi – Atelier PCM Disegno Luci Riccardo Polignieri, Effetti sonori G.u.p. Produzione Piccolo Compagnia della Magnolia con il sostegno del Sistema Teatro Torino Da tempo la PCM sentiva la necessità di lavorare sul mondo di Amleto per indagarne due aspetti precisi: da un lato - quello più strettamente tecnico – c’era l’urgenza di misurarsi con il verso shakespeariano, cercando di capire come “dirlo” in scena rispettandone la metrica e la musicalità e attraversando la lingua inglese per poi tornare al nostro italiano. Una ricerca tesa a veicolare la plasticità, l’intelligibilità e la potenza evocativa dei versi del drammaturgo con una modalità che potesse gettare un ponte tra l’antico e la nostra contemporaneità così inquieta e poetica. Dall’altro lato l’interesse per Shakespeare si è focalizzato sulla storia personale di Hamlet che si insinua tra le più trionfali vicende del regno di Danimarca. L’uomo Hamlet e il sentimento dell’Amore quando oscilla tra le pulsazioni dell’innamoramento e il vizio della possessione. Hamm-Let/Studio sulla Voracità diventa così uno spettacolo sull’ Amore quando l’Amore è cortese, spietato, vorace, quando è agli inizi e sembra per tutta la vita ma poi un tradimento arriva a negarne l’esistenza, quando l’Amore diventa sfrenata ed incestuosa lussuria, quando si ride d’amore e ci si sente immortali, quando Amleto è il frutto della Donna e dalla donna è divorato, quando non si dovrebbe mai parlare d’amore perché le parole tradiscono e l’intelletto cristallizza il nostro umano sentire in maniera ineluttabile. Partendo dall’inesauribile capolavoro di Shakespeare e attraversando il linguaggio cruento di Muller, Hamm-Let/Studio sulla Voracità racconta di Amleto-Gertrude-Ofelia, tre nature che per amore si annullano a vicenda eliminando il proprio doppio, quella parte malagevole di sé che ha contagiato l’altro e che ora si ritorce sui protagonisti come una macchina infernale che divora i rapporti tra una madre ed un figlio e tra due amanti. La ricerca su Hamlet ci ha mostrato - dietro alla tragedia di vendetta - un nodo non risolto nell’animo di Amleto rispetto alla femmina da lui ingigantita quasi a divenirne il fantoccio e immediatamente negata sino a causarne la morte. Solo così Amleto “digerisce” la donna e può finalmente morire da intellettuale, dando voce e nome al silenzio che lo ricopre. Il lavoro nelle prove è devoto alla parola e cerca le possibilità per contenere il verso shakespeariano e allo stesso tempo cogliere una modalità estetizzante che avvolga il freddo testo di Muller. Sono dunque le parole a plasmare i volti e i corpi degli attori, a governarli secondo la loro musica, a renderli poetici. E la partitura musicale può diventare un’ossessione elettronica che informa l’agire degli attori in scena oppure un’aria straziante che accompagna Ofelia verso l’acqua o ancora Gertrude che - bulimica – consuma il suo lauto pranzo sul corpo senza vita di Hamm-Let sulle note di Mia Martini. Le suggestioni rispetto all’ambiente, ai costumi e all’ “aria che si respira” arrivano dal teatro giapponese, dall’opera barocca ma anche da un mondo sacro, quasi che il regno di Hamm-Let fosse una cattedrale in rovina tra macerie di busti di Madonne. Proseguendo il lavoro della compagnia sull’antinaturalismo e sull’artificio come devianza dal verosimile, ecco che i corpi tesi, le voci deformate, la scomposizione gestuale si sposano alla ricerca sui costumi e sul trucco fornendo l’accesso ad uno spettacolo poetico e crudele, dove si affonda nella carne viva, dove ancora e sempre sia l’emozione a veicolare il senso. In un’intervista del 1989 Müller dice: "Tra il bene e il male ci deve essere uno spartiacque, magari anche un muro. Ma quando il muro è assediato da una parte e dall’altra da una marea indistinguibile, quando niente è limpido nelle idee, quando la pressione cieca delle cose è troppo forte, il muro e la morale si rompono: rimane qualcosa che bisogna per forza definire estetico, una conoscenza oscura delle percezioni primarie che riguardano la vita e la morte, la cocciuta speranza di strappare forme all’informe. Questo sentimento è forse l’unico barlume di speranza che possa illuminare la storia di questi anni e renderla comprensibile". Durata dello spettacolo 1 h e 5 min. c.a. Valentina Tullio UFFICIO STAMPA PCM Tel. 333 2069167 Mail info@piccolamagnolia.it Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato dalle 17 e domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a domenica ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 29.09.09 Comunicato Stampa 23 ottobre, ore 18.00 Prologo per la”Festa del teatro” Valentina Cortese in MAGNIFICAT di Alda Merini regia e drammaturgia, Fabio Battistini abito di scena, Maurizio Galante viola da gamba, Roberto Gini arpa barocca, Elena Spotti Sola in scena, su un tappeto di note d’arpa barocca e viola da gamba l’Attrice restituisce al pubblico tutte le emozioni contenute nelle parole di una donna autentica, capace di fare pieno dono di sé, si svela smarrita dinanzi a un destino sconvolgente, che la vuole al contempo vergine e madre, creatura umana eppure così vicina a Dio. Nel 2001 Alda Merini è stata candidata dal Pen Club Italiano al Premio Nobel per la Poesia. Per il suo libro Magnificat, nel 2002 Alda Merini ha ricevuto il premio Dessì. Così illustra il suo lavoro: “Magnificat è il mio grazie al Signore. E’ la poesia di tutte le madri. Sono convinta che ogni bambino viene mandato da Dio ed ogni madre dovrebbe viverlo come un miracolo”. 26 ottobre ore 20.00 Epilogo per la”Festa del teatro” Valentina Cortese in L’AMORE poesie di Giovanni Testori regia di Fabio Battistini violoncello, Marcella Moretti Arpa, Donata Mattei Nel 1969, per Valentina Cortese, Testori aveva composto «L' Erodiade», che sarà realizzata anni dopo. «L' amore» è una raccolta di cento poesie scritte tra il 1966 e il 1967, pubblicata da Feltrinelli nel marzo 1968. Come già «I Trionfi» e il successivo «Per sempre», i versi de «L' amore» raccontano un itinerario interiore, segnato e ammaliato dalla presenza di Alain nella vita dello scrittore. «Sono versi talmente belli quelli della raccolta "L' amore" - afferma Battistini - da poter essere paragonati ai sonetti di Shakespeare». Valentina Cortese debutta a 17 anni nel cinema e interpreta numerosi film, mettendo in evidenza le sue doti di interprete sensibile e di rara intelligenza. Nel ’46, Grassi e Strehler la indicano come l’attrice del momento per la sua interpretazione di Amarsi male di Mauriac (regia O. Costa). Nel 1956 vince la Grolla d’oro a Saint Vincent per la sua interpretazione in Le amiche di Antonioni, tratto da un racconto di Pavese. Si lega a Giorgi O Strehler e al Piccolo in un rapporto privilegiato che sfocia in una serie di interpretazioni di altissimo livello. La sua recitazione si fa fortemente drammatica per la regina Margherita in Il gioco dei potenti (trilogia dell’Enrico VI di Strehler da Shakespeare). Sono di questi anni le interpretazioni più mature; dalla Ilse de I giganti della montagna nella memorabile edizione del ’66 portata dal Piccolo in tournée in Italia e all’estero a Santa Giovanna dei Macelli di Brecht (1970), alla straordinaria Lulu di Wedekind diretta da Chéreau (1971) e dal ’74 al ’77 alla personale zingaresca Rawneskaja de Il giardino dei ciliegi di Cecov. Fuori dal Piccolo è l’Anna vivace, leziosa e spettrale di Old Times (con A. Asti e U. Orsini, regia Visconti, nel 1973) e la Maria Stuarda del dramma omonimo di Schiller diretto da Franco Zeffirelli, (con R. Falk nel ruolo di Elisabetta). Dei numerosissimi film basterà ricordare Giulietta degli spiriti di Fellini, Fratello sole e sorella Luna e Gesù di Zeffirelli, ed Effetto notte di Truffaut per il quale riceve la nomination per l’Oscar. Biglietti Vendita online al sito www.lombardiaspettacolo.com dal 16 al 21 ottobre Euro 4 + 1 Vendita presso “Spazio Oberdan” dal 16 al 22 ottobre ore 11 >20 e il 23 ottobre ore 11 > 14 Euro 4 Info: Spazio Oberdan tel.334.9855794 Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 29.09.09 Comunicato Stampa 23 ottobre, ore 18.00 Prologo per la”Festa del teatro” Valentina Cortese in MAGNIFICAT di Alda Merini regia e drammaturgia, Fabio Battistini abito di scena, Maurizio Galante viola da gamba, Roberto Gini arpa barocca, Elena Spotti Sola in scena, su un tappeto di note d’arpa barocca e viola da gamba l’Attrice restituisce al pubblico tutte le emozioni contenute nelle parole di una donna autentica, capace di fare pieno dono di sé, si svela smarrita dinanzi a un destino sconvolgente, che la vuole al contempo vergine e madre, creatura umana eppure così vicina a Dio. Nel 2001 Alda Merini è stata candidata dal Pen Club Italiano al Premio Nobel per la Poesia. Per il suo libro Magnificat, nel 2002 Alda Merini ha ricevuto il premio Dessì. Così illustra il suo lavoro: “Magnificat è il mio grazie al Signore. E’ la poesia di tutte le madri. Sono convinta che ogni bambino viene mandato da Dio ed ogni madre dovrebbe viverlo come un miracolo”. 26 ottobre ore 20.00 Epilogo per la”Festa del teatro” Valentina Cortese in L’AMORE poesie di Giovanni Testori regia di Fabio Battistini violoncello, Marcella Moretti Arpa, Donata Mattei Nel 1969, per Valentina Cortese, Testori aveva composto «L' Erodiade», che sarà realizzata anni dopo. «L' amore» è una raccolta di cento poesie scritte tra il 1966 e il 1967, pubblicata da Feltrinelli nel marzo 1968. Come già «I Trionfi» e il successivo «Per sempre», i versi de «L' amore» raccontano un itinerario interiore, segnato e ammaliato dalla presenza di Alain nella vita dello scrittore. «Sono versi talmente belli quelli della raccolta "L' amore" - afferma Battistini - da poter essere paragonati ai sonetti di Shakespeare». Valentina Cortese debutta a 17 anni nel cinema e interpreta numerosi film, mettendo in evidenza le sue doti di interprete sensibile e di rara intelligenza. Nel ’46, Grassi e Strehler la indicano come l’attrice del momento per la sua interpretazione di Amarsi male di Mauriac (regia O. Costa). Nel 1956 vince la Grolla d’oro a Saint Vincent per la sua interpretazione in Le amiche di Antonioni, tratto da un racconto di Pavese. Si lega a Giorgi O Strehler e al Piccolo in un rapporto privilegiato che sfocia in una serie di interpretazioni di altissimo livello. La sua recitazione si fa fortemente drammatica per la regina Margherita in Il gioco dei potenti (trilogia dell’Enrico VI di Strehler da Shakespeare). Sono di questi anni le interpretazioni più mature; dalla Ilse de I giganti della montagna nella memorabile edizione del ’66 portata dal Piccolo in tournée in Italia e all’estero a Santa Giovanna dei Macelli di Brecht (1970), alla straordinaria Lulu di Wedekind diretta da Chéreau (1971) e dal ’74 al ’77 alla personale zingaresca Rawneskaja de Il giardino dei ciliegi di Cecov. Fuori dal Piccolo è l’Anna vivace, leziosa e spettrale di Old Times (con A. Asti e U. Orsini, regia Visconti, nel 1973) e la Maria Stuarda del dramma omonimo di Schiller diretto da Franco Zeffirelli, (con R. Falk nel ruolo di Elisabetta). Dei numerosissimi film basterà ricordare Giulietta degli spiriti di Fellini, Fratello sole e sorella Luna e Gesù di Zeffirelli, ed Effetto notte di Truffaut per il quale riceve la nomination per l’Oscar. Biglietti Vendita online al sito www.lombardiaspettacolo.com dal 16 al 21 ottobre Euro 4 + 1 Vendita presso “Spazio Oberdan” dal 16 al 22 ottobre ore 11 >20 e il 23 ottobre ore 11 > 14 Euro 4 Info: Spazio Oberdan tel.334.9855794 Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it ___________ 29.09.2009 COMUNICATO STAMPA Al Teatro Out Off 20 > 25 ottobre 2009 Compagnia Biancofango 20 > 23 ottobre, ore 20.45 FRAGILE SHOW drammaturgia e regia Francesca Macrì e Andrea Trapani con Andrea Trapani disegno luci Mirco Maria Coletti produzione Biancofango 24 e 25 ottobre – Festa del Teatro TRILOGIA Nei dintorni dell’inettitudine – linea bianca + panchina In punta di piedi - La spallata - Fragile Show drammaturgia e regia Francesca Macrì e Andrea Trapani con Andrea Trapani e Lorenzo Acquaviva (La spallata) disegno luci Mirco Maria Coletti produzione Biancofango sabato 24: In punta di piedi, h. 20.45; La spallata, h.22.00; Fragile show, h.23.15 domenica 25: In punta di piedi, h. 16.00; La spallata, h.17.30; Fragile show, h.19.00 Sabato 24 e domenica 25 spettacoli a 4 € per Festa del Teatro - Teatri aperti Un lavoro che si è delineato sempre più non come un percorso alla ricerca di domande e di conclusioni, ma come il tentativo di scovare, imparare e sostenere il ritmo di un respiro, il respiro di chi si sente sempre al di qua, di chi non riesce a trovare la propria strada eppure la desidera disperatamente. Il ritratto di tre uomini alle prese con la propria in-attitudine a vivere. Tre spettacoli, tre personaggi, tre maschere spogliate di una vera identità e accomunate da un identico soprannome, Mastino, che in fasi diverse della loro vita, sono costrette in qualche modo a ri-guardare e affrontare una perdita d’identità generata e alimentata da un confronto, quasi sempre esasperato e claustrofobico, con un altro diverso da sé e inevitabilmente percepito come migliore. Una linea bianca, di volta in volta confine da attraversare o muro invalicabile, e una panchina, luogo di tormentata inazione e di sola apparente staticità, sono gli unici elementi scenici a far compagnia a dei corpi in lotta con la scena per non cedere al lirismo. Fino all’ultimo respiro. FRAGILE SHOW con debiti e gratitudine a ‘Il soccombente’ di T. Bernhard Una festa, una festa d’artisti, si direbbe. Organizzata da un uomo che mai avrebbe consentito ad un ospite di trattenersi in casa sua per più di due ore, da un pianista bravo, ma non il più bravo. Straziato dall’eco assordante di quel Glenn Gould, genio del pianoforte, conosciuto vent’anni prima a un corso di perfezionamento a Salisburgo, Mastino, nuovo Werthaimer, seduto su una panchina, ai bordi della festa come ai bordi della vita, osserva, ragiona, si dilania. Due atmosfere, quasi due tempi s’incrociano in questa notte: d’un lato il tempo rapido, eccitante e frivolo della festa, dall’altro quello lento, quasi immobile, della panchina da cui Mastino guarda lo spettacolo. Se fosse per lui, questi due tempi non s’incontrerebbero mai. Se fosse per lui si dovrebbe solo attendere la fine di questa lunga, lunghissima, notte. Qualcuno però, improvvisamente, inavvertitamente, decide per lui e lo obbliga a entrare dentro la festa. Mastino tentenna, vorrebbe fuggire. Di più, vorrebbe sparire. Invece no, d’un tratto, decide di parlare, di urlare il suo fragile show IN PUNTA DI PIEDI In punta di piedi è insieme un ritorno e un addio. Un adolescente e la sua città. Firenze. Bella di una bellezza rara, ma refrattaria al gioco e schiava della competizione per natura. Firenze che ama farsi guardare, ma mai che riguardi, se potesse, colpirebbe alle spalle tutti quelli che vorrebbero possederla. Là, dove gli sguardi sono schiaffi, le parole non sono da meno. Ci si fa a botte. Ogni parola è una frustata, usata per far male, ogni discorso un combattimento in cui conta vincere e alla fine non importa darsi la mano. Un adolescente e il calcio. Il calcio che qui non ha il profumo degli album di figurine, dello stringersi tutti insieme davanti alla tv quando gioca la nazionale, delle prodezze dei Maradona di turno che alleviano la fatica del vivere quotidiano. Ha l’odore delle partite nei piazzali sotto casa, con palloni sgonfi o lattine vuote, con i giubbetti a far da pali e le mamme che all’imbrunire si affacciano dai balconi per dire che la cena é pronta e che la partita l’avremmo finita l’indomani. Come spiegare loro che la partita non sarebbe mai finita e che saremmo stati in piedi tutta la notte pur di giocare? LA SPALLATA liberamente ispirato a uno solo fra ‘i Ricordi del sottosuolo’ di F. Dostoevskij Due uomini s’incrociano. Si guardano, si notano. Uno di loro sarà ossessionato da quello sguardo e con estrema difficoltà se ne libererà. L’altro ci passerà sopra. Come un’inezia. Una nullità. I due non si parlano. Eppure comunicano. Non si conoscono. Eppure coi gesti parlano fra loro. Forniscono nomi e cognomi. Non dovrebbero vedersi più. Non avrebbero dovuto vedersi mai. Invece, scatta l’ossessione, l’incubo, lo squilibrio mentale, forse. Uno cammina e l’altro insegue, col desiderio catartico e mai realizzato, d’essere anche lui, per una volta, inseguito, invidiato e stimato. Non abita nessun posto. Non è sulla strada. Non è fuori dalla strada. Le luci dei lampioni ci sembra che di notte lo illuminino come un’anomalia, la più grottesca, indecente e bizzarra anomalia. La compagnia Biancofango nasce a Roma nel 2005 dall’incontro fra Andrea Trapani (attore e video maker) e Francesca Macrì (drammaturga). Da un comune lavoro di due anni sulla scena matura l’idea di realizzare la trilogia ‘Nei dintorni dell’inettitudine. Linea bianca + panchina’, di cui In punta di piedi, è il monologo finalista per la drammaturgia al festival VesuvioSportOpera. Con questo spettacolo tradotto in spagnolo la compagnia si appresta a una lunga tourné (da ottobre a dicembre 2009) in Uruguay, Argentina, Cile e poi successivamente Spagna. Solo per le repliche dal 20 al 23 di “Fragile Show” Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Per la Festa del teatro 24 e 25 ottobre: Vendita online al sito www.lombardiaspettacolo.com dal 16 al 21 ottobre Euro 4 + 1 Vendita presso “Spazio Oberdan” dal 16 al 22 ottobre ore 11 >20 e il 23 ottobre ore 11 > 14 tel.334.9855794 Euro 4 Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 6 ottobre 2009 COMUNICATO STAMPA 13 > 18 ottobre Dionisi SERATE BASTARDE di Renata Ciaravino e Carmen Pellegrinelli e con la collaborazione di Silvia Gallerano con Renata Ciaravino, Silvia Gallerano e Carmen Pellegrinelli. Aiuto regia di Carlo Compare Film-making di Elvio Longato Produzione di Marina Belli Dopo il successo di quest'estate al Fringe Festival di Edimburgo, la Compagnia Dionisi sarà all'Out Off dal 13 al 18 ottobre con "Serate Bastarde". Esiste une versione ufficiale della storia ed esiste anche una versione ufficiale del nostro presente. In genere è raccontato dalla televisione (e dall’informazione). La televisione diventa la verità e nella vita cerchiamo di riprodurla. Per riuscirci occorre essere tendenzialmente belli, tendenzialmente ricchi, tendenzialmente di successo, tendenzialmente arditi, tendenzialmente veloci, tendenzialmente sfrontati, tendenzialmente erotomani e insieme probi, tendenzialmente produttivi, tendenzialmente solari, tendenzialmente in una maggioranza, tendenzialmente automuniti. Ma c’è un problema: nella realtà siamo storti. Inadeguati. Tendenzialmente brutti, tendenzialmente senza soldi, recentemente senza futuro, tendenzialmente bugiardi. Non siamo ottimi figli, spesso neanche buoni genitori. Siamo umani. E, attualmente, nella crisi: ovvero nel momento terrificante e straordinario della separazione, nel momento della decisione. Un momento che separa ciò che è stato da ciò che potrebbe essere. Il passo dalla finanza alla filosofia è breve. Serate Bastarde nasce dal desiderio di parlare delle nostre paure: paura di diventare poveri, paura che i vicini di casa ci sparino, paura degli arabi, paura delle malattie, paura di non essere amate per le ustioni che portiamo sul corpo, paura di rimanere fregate, paura di aprire la bocca e paura di morire senza aver aperto la bocca. E nasce dal desiderio di parlare delle nostre spinte rigeneratrici: le parole che rompono le convenzioni del linguaggio. E si sa che la rottura del linguaggio porta con sé la rottura dei complessi. Raccontare tutto ciò senza la mediazione della metafora ma attraverso la corporalità suicidale dell’incontro diretto con lo spettatore. Per questo, dentro al racconto, ci siamo messe dentro noi per prime, e il nostro corpo: un’ustionata di 4° grado, le nostre esperienze famigliari, i nostri lutti. Gli argomenti che affrontiamo son quelli delle grandi occasioni: sesso, morte e politica. Il linguaggio è quello del Satiro, quell’essere a membro eretto che aveva il compito di purificare la terra dagli spiriti maligni ostentando riso e linguaggio scurrile come affermazioni della potenza rigeneratrice della natura. Che ha il compito di attaccare i territori di premesse e pregiudizi in cui siamo incappate. E di contro il linguaggio della poesia che solleva il mondano e lo lancia nello spazio. La vita è breve e la necessità della liberazione un dovere. Il dovere di conoscere la verità dei fatti, di conoscere chi si è veramente al di là di quello che qualcuno ci richiede di essere. In genere il mondo lo vediamo tratteggiato in maniera lungamente più grossolana della nostra intima consapevolezza del mondo stesso. Ma la società si è strutturata per sottrarci il fuoco dell’indagine, la Sorpresa, e ancora peggio: l’ Entusiasmo. Ci siamo strutturati per perdere l’uso della parola, la capacità di raccontare ciò che esattamente siamo, ciò che esattamente vorremmo essere. Serate Bastarde è uno spettacolo che cerca innanzitutto uno spiazzamento, una sorpresa in noi che lo facciamo. La sorpresa di scoprire cosa c’è, attualmente, dietro alla guerra, dietro a un corpo martoriato dal fuoco, dentro alla casa di una pensionata costretta a lavorare a settant’ anni, dietro alla morale della religione, dentro al lutto, dietro alla bandiera. Serate Bastarde è un intreccio di quadri eseguiti sottoforma di Stand Up, esibizioni fisiche, prosa, video, satira e tragedia. La compagnia Dionisi ha lavorato dalla sua fondazione sui testi di Renata Ciaravino. (Renata Ciaravino ha scritto per la Compagnia Dionisi, e ha lavorato poi con Serena Sinigaglia, Veronica Cruciani, Gianna Nannini. Ha scritto per radio e televisione. I suoi testi sono tradotti e rappresentati in francese, tedesco, turco, polacco, inglese. Ha insegnato all’Università di Pristina in Kosovo. Ha lavorato al laboratorio internazionale di drammaturgia al Teatro de Roind Point di Parigi e al Centre d’Art Scenique di Bruxelles. Alla fine del 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo “Potevo essere io”). Serate Bastarde inaugura una nuova stagione di lavoro aprendo anche all’autoralità di Carmen Pellegrinelli, abbandonando temporaneamente la metafora della prosa, ricercando un rapporto col pubblico più diretto e indagando nell’attualità dell’Italia Contemporanea. Serate Bastarde ha debuttato al Festival Mix alla Scatola Magica del Piccolo Teatro ed è poi stato ospite al Fringe Festival di Edimburgo. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, sabato e domenica dalle 17 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a domenica ore 20.45 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 30 settembre 2009 Comunicato Stampa 6 > 10 ottobre “Previsioni - giovani proposte per la scena milanese” Container LATRATI Liberamente ispirato al romanzo “Vedova scalza” di Salvatore Niffoi drammaturgia e regia Giulia Abbate e Fabio Cherstich con Vincenza Pastore, Filippo Farina, Alessio Calciolari, Andrea Pinna, Paolo Civati, scena e costumi, Maria Adele Porro musiche, Marcello Gori produzione Teatro Club Udine, in collaborazione con Container e Civica Accademia D’Arte Drammatica “Nico Pepe” Udine La rassegna “Previsioni” è realizzata in collaborazione con Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi e Comune di Milano Settore Spettacolo Intero 10 Euro, ridotto 5 Euro; abbonamento ai 6 spettacoli 18 Euro (sabato 10 ottobre spettacolo ore 22.00) Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti. Primo Levi Latrati racconta una perdita: una donna perde il suo uomo ucciso da una squadra fascista. Nel sovvertimento della realtà portato dal crescere del potere fascista la donna arriva a compiere una vendetta per ristabilire l’ordine e la dignità dell’umano a cui essa fa fede. Immaginiamo sempre il palcoscenico come un non luogo, uno spazio mentale che possa contenere le nostre contraddizioni. Il teatro è un po’ come un container. L'immagine che ne abbiamo è di uno spazio aperto a ogni genere di intromissione e contaminazione, che possa contenere accostamenti di immagini che impongono, a chi le osserva, di creare una propria strada simbolica. Ejzenstejin parlava di montaggio che si fa nella testa dello spettatore. Lavoriamo sull’alterazione della realtà, sul ribaltamento delle prospettive della scena, sui salti temporali, sugli accostamenti emotivi delle immagini, più che sul loro valore narrativo. Una lampadina che oscilla, figure mute che pregano, bestemmiano o ridono, incubi, pioggia che cade, uomini come pesci in un acquario, pistole puntate alle tempie. Cerchiamo di fare un lavoro che restituisca il più possibile la dimensione contraddittoria della realtà che ogni giorno viviamo e saccheggiamo. Giulia Abbate e Fabio Cherstich Container nasce nel 2006 dall’incontro tra Giulia Abbate e Fabio Cherstich, diplomati rispettivamente in drammaturgia e regia alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. Il primo studio del progetto dello spettacolo ha vinto nel 2008 il Primo Premio al concorso “Giovani realtà del Teatro” dell’Accademia “Nico Pepe” di Udine. Informazioni Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sab. dalle 18 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it Biglietti: 10,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 5,00 Euro Abbonamenti: 18 Euro per i sei spettacoli della rassegna “Previsioni” Orari spettacoli: da martedì a venerdì ore 20.45, sabato ore 22 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 16 settembre 2009 Comunicato Stampa 23 settembre > 4 ottobre 2009 CORTE SCONTA , presenta L’ACQUA TREMA di Laura Balis Calvetti e Antonio Calvetti coreografie Laura Balis Calvetti, Antonio Calvetti con Antonio Fesce e Daniele Longo direzione artistica Kiko Stella contributi visivi Giuseppe Baresi contributi sonori Franco Maurina direttore di scena Saverio Cona produzione Corte Sconta Corte Sconta torna ospite del Teatro Out Off con la sua ultima produzione, L’acqua trema, che ha debuttato in prima assoluta dal 3 al 5 giugno scorso al Piccolo Teatro Studio di Milano. In napoletano quando si dice che l’acqua trema, s’intende “quel momento in cui l’acqua per fare la pasta inizia a bollire e si deve alzare il fuoco prima di mettere il sale…” Sulla scena una cassa, un piccolo fornello, un tavolino, uno specchio. Per fondale uno schermo che diventa mare, luogo, ambiente, proiezione di desideri, racconto. Protagonisti due danzatori-attori, diversi nelle origini e nell’aspetto. Devono far passare il tempo che si dilata, si condensa, s’inganna. Aspettano. Nemici e complici, violenti e teneri.Giocano come cuccioli, si aggrediscono come fiere. Imprevedibili. Tutto ha senso, ma tutto è al di qua della ragione o al di là. Messi a nudo nei loro bisogni primari e privati di ogni finalità costruiscono la trama della loro relazione, si lanciano parole il cui significato si dissolve in ritmo, nessi non più logici, ma sonori, puri stimoli che si traducono in movimenti. Tra danza e teatro fisico i due attori-danzatori, Antonio Fesce e Daniele Longo, agiscono lo spazio sulle azioni coreografiche di Laura Balis Calvetti e Antonio Calvetti, accompagnati dalle irruzioni visive di Giuseppe Baresi e Kiko Stella, dalle ambientazioni sonore di Franco Maurina, dalla musica di Bach, Tom Waits, degli Knack. L’acqua sul fuoco trema e facciamo che sia mare in tempesta! Corte Sconta. Fondata nel 1990 a Milano dalle danzatrici e coreografe Laura Balis e Cinzia Romiti, la compagnia, fin dall'inizio, si caratterizza per la ricerca coreografica influenzata dal teatrodanza e le creazioni di videodanza. Debutta con Tuffo nell'acqua tonfi del cuore (1990), il cui video, realizzato da Kiko Stella, vince il concorso Coreografo elettronico; invitata poi al Théâtre de la Danse e de l'Image di Chateauvallon per una residenza coreografica, crea Il guardiano dei coccodrilli (1993), opera vincitrice del Premio Speciale della Giuria al GrandPrix de Videodance a Parigi. In seguito, con Strapiombo (1995) e Spargimento (1997), prosegue nella definizione di una danza di grande fisicità e di potente impatto visivo. Corte Sconta ha calcato i più importanti palcoscenici della danza nazionale ed internazionale, tra cui la Biennale di Venezia, Roma Europa, il Festival Novecento a Palermo, Il Piccolo Teatro di Milano, Il Festival Cervantino (Messico), La Biennale Danza di Bogotà, Il Festival di Edinburgo. Ha inoltre ottenuto premi e riconoscimenti internazionali con Strapiombo, Dimmi che sono bella, La scala del fuoco, Maggio (2004), presentato in prima nazionale al Piccolo Teatro di Milano. Del 2005 è la seconda tappa dello spettacolo Dimmi che sono bella 2, l’adolescenza. Nel 2006 Corte Sconta organizza al Teatro Out Off il Festival Opplà Solo Danza 2006, dedicato alla danza e alle performing arts e porta a termine la creazione Kol. Ultima produzione della compagnia nel 2009 L’acqua trema. TEATRO OUT OFF Via Mac Mahon 16 – 20155 Milano Uffici: Via Principe Eugenio 22 – 20155 Milano Tel. 02.34532140 - fax 02.34532105 e.mail: info@teatrooutoff.it <mailto:info@teatrooutoff.it> - www.teatrooutoff.it <http://www.teatrooutoff.it> Prenotel. 02.34532140 - lunedì dalle 10 alle 18 - da martedì a venerdì dalle ore 10 alle 20 Ritiro biglietti: - da lunedì a venerdì dalle 11 alle 13 e nei giorni dello spettacolo anche dalle 19.30 - sabato dalle 17 - domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261 - www.ticketone.it <http://www.ticketone.it/> – www.happyticket.it <http://www.happyticket.it> Biglietti: € 16,00 – costo prevendita e prenotazione € 1.50 - € 1.00 Riduzioni: 30% under 25 - 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: - da martedì a sabato ore 20.45 - domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 - Accesso disabili: con aiuto |
| TEATRO OUT OFF XXXIVa STAGIONE 2009-2010 Programma OUT OFF MUSICA 6 settembre, ore 23.00 MITO SettembreMusica Concerto di Rafael Anton Irisarri in collaborazione con Uovo Performing Arts posto unico numerato euro 10 biglietteria MITO - Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12 OUT OFF TEATRO 15 > 20 settembre Compagnia Kor ANIMELLE 1 EURO AL CHILO davvero oggi tutto è in vendita? scritto e diretto da Rocco Ricciardulli con Man-Lò Zhang, Giada Barbieri, Natalia Liubchenko, Rocco Ricciardulli aiuto regia Elena Parretti produzione Compagnia Kor, Camera del Lavoro di Milano, CGIL Lombardia OUT OFF DANZA 23 settembre > 4 ottobre Corte Sconta L’ACQUA TREMA di Laura Balis Calvetti e Antonio Calvetti coreografie Laura Balis Calvetti, Antonio Calvetti con Antonio Fesce e Daniele Longo direzione artistica Kiko Stella contributi visivi Giuseppe Baresi contributi sonori Franco Maurina produzione Corte Sconta OUT OFF TEATRO 6 > 10 ottobre Container LATRATI Liberamente ispirato al romanzo “Vedova scalza” di Salvatore Niffoi drammaturgia e regia Giulia Abbate e Fabio Cherstich con Vincenza Pastore, Filippo Farina, Alessio Calciolari, Andrea Pinna, Paolo Civati, scena e costumi, Maria Adele Porro; musiche, Marcello Gori all’interno della rassegna “Previsioni - giovani proposte per la scena milanese” in collaborazione con Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi e Comune di Milano Settore Spettacolo Intero 10 Euro, ridotto 5 Euro; abbonamento ai 6 spettacolo 18 Euro (sabato 10 ottobre spettacolo ore 22.00) OUT OFF TEATRO 13 > 18 ottobre Dionisi SERATE BASTARDE Renata Ciaravino, Silvia Gallerano, Carmen Pellegrinelli aiuto regia di Carlo Compare film-making di Elvio Longato costumi di Titti Crotti produzione compagnia DIONISI OUT OFF TEATRO 20 > 23 ottobre Biancofango FRAGILE SHOW 24, 25 ottobre TRILOGIA Nei dintorni dell’inettitudine – linea bianca + panchina In punta di piedi - La spallata - Fragile Show In punta di piedi, h. 20.45 (domenica 25 ore 16.00); La spallata, h.22.00 (domenica ore 17.30); Fragile show, h.23.15 (domenica ore 19.00) drammaturgia e regia Francesca Macrì e Andrea Trapani con Andrea Trapani e Lorenzo Acquaviva (La spallata) disegno luci Mirco Maria Coletti produzione, Biancofango Sabato 24 e domenica 25 spettacoli a 4 € per Festa del Teatro OUT OFF PROGETTI SPECIALI 23 ottobre, ore 18.00 Prologo per la”Festa del teatro” Valentina Cortese in MAGNIFICAT di Alda Merini regia e drammaturgia, Fabio Battistini abito di scena, Maurizio Galante viola da gamba, Roberto Gini arpa barocca, Elena Spotti 26 ottobre, ore 20.00 Epilogo per la”Festa del teatro” Valentina Cortese in L’AMORE poesie di Giovanni Testori regia di Fabio Battistini violoncello, Marcella Moretti Arpa, Donata Mattei spettacoli a 4 € per Festa del Teatro OUT OFF TEATRO 27 ottobre > 8 novembre Teatri abitati, residenze teatrali in Puglia Teatro Minimo, presentano SEQUESTRO ALL’ITALIANA di Michele Santeramo regia Michele Sinisi con Vittorio Continelli e Michele Sinisi scene e luci e costumi Michelangelo Campanale cura del progetto Antonella Papeo in coproduzione con il Comune di Andria, in collaborazione con il Festival Castel dei Mondi OUT OFF TEATRO 10 > 15 novembre Piccola Compagnia della Magnolia HAMM-LET Studio sulla Voracità Rielaborazione drammaturgica da Shakespeare, Laforgue, Pasi, Moscato con Valentina Tullio, Davide Giglio, Giorgia Cerruti elaborazione testo e regia Giorgia Cerruti Produzione, Piccola Compagnia della Magnolia con il sostegno del Sistema Teatro Torino OUT OFF TEATRO 19 novembre > 20 dicembre Teatro Out Off LA SERVA AMOROSA (*) di Carlo Goldoni regia Lorenzo Loris con Elena Callegari, Giovanni Franzoni, Giorgio Minneci, Paola Campaner, Stefania Ugomari Di Blas, Alessandro Tedeschi, Nicola Ciammarughi, Emilio Zanetti, Davide Giacometti scene Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini consulenza musicale e musiche di Andrea Mormina luci Luca Siola; fonica e video Fabio Cinicola produzione, Teatro Out Off OUT OFF TEATRO 7 gennaio > 7 febbraio 2010 Teatro Out Off ASPETTANDO GODOT (*) di Samuel Beckett traduzione Carlo Fruttero regia Lorenzo Loris con Gigio Alberti, Mario Sala, Giorgio Minneci, Alessandro Tedeschi, Davide Giacometti scene Daniela Gardinazzi costumi Nicoletta Ceccolini consulenza musicale Andrea Mormina disegno video Dimitris Statiris e Fabio Cinicola, luci Luca Siola produzione, Teatro Out Off OUT OFF TEATRO 9 > 21 febbraio RezzaMastrella 7 14 21 28 di Flavia Mastrella Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista aiuto regia Massimo Camilli disegno luci Maria Pastore produzione, Teatro 91, Fondazione Teatro Piemonte Europa, RezzaMastrella OUT OFF TEATRO 2 > 21 marzo Teatro Out Off KING RICHARD II (*) studio per autoritratto da William Shakespeare drammaturgia e traduzione di Roberto Trifirò interpretazione e regia di Roberto Trifirò scene Gianni Carluccio produzione, Teatro Out Off DANZA e TEATRO 23 marzo > 2 aprile DANAE FESTIVAL XII edizione A cura di Teatro delle Moire OUT OFF TEATRO 6 > 11 aprile laLut/Egumteatro ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett traduzione Carlo Fruttero regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti con Sergio Licatalosi, Francesco Pennacchia, Massimiliano Poli, Angelo Romagnoli regista assistente Amandio Pinheiro (Stagista della borsa di studio "Inov-Art" promossa dal Ministero della Cultura/DGartes portoghese) produzione Egumteatro, laLut Centro di Ricerca e Produzione Teatrale, Festival Voci di Fonte, con il sostegno di Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo OUT OFF TEATRO 13 > 18 aprile Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa NEL LAGO DEI LEONI da “Le parole dell’estasi” di Maria Maddalena de’ Pazzi drammaturgia Marco Isidori con Maria Luisa Abate (Maria Maddalena), Paolo Oricco, Anna Fantozzi, Stefano Re scene e costumi Daniela Dal Cin regia Marco Isidori produzione, Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa con il sostegno di Sistema Teatro / Teatro Stabile di Torino OUT OFF DANZA 20 > 25 aprile EXISTER 09/10 Creazioni OUT OFF TEATRO 4 > 23 maggio Teatro Out Off LA GILDA DEL MAC MAHON (*) di Giovanni Testori regia di Lorenzo Loris con Elena Callegari produzione Teatro Out Off OUT OFF TEATRO 25 > 30 maggio Nuovo Teatro Nuovo CHINESE COFFEE di Ira Lewis traduzione di Letizia Russo con Max Malatesta, Paolo Sassanelli scene Francesco Ghisu, costumi Annapaola Brancia D’apricena regia di Pierpaolo Sepe produzione, Nuovo Teatro Nuovo in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi OUT OFF PROGETTI SPECIALI 8>13 giugno 2009 Art of Living Foundation, Associazione Teatro MaMa in collaborazione con Teatro Out Off, presentano ARTE E SPIRITUALITA’ L’esperienza della spiritualità a teatro a cura di Giorgio Minneci 8, 9, 10 Musica e Spiritualità, gospel, musica celtica e canti gregoriani 11,12,13 dalla Testa al Cuore, spettacolo di e con Giorgio Minneci. OUT OFF PROGETTI SPECIALI Luogo e data da definire SENTIMENTO: PAURA Drammaturgia contemporanea Ideazione Teatro Out Off e Teatro Franco Parenti Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 (solo produzioni) e dalle 16 (ospitalità dalle 17); domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: OutOffcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro (Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli) Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it www.teatrooutoff.it – info@animamente.it |
| Milano, 24.06.2009 Comunicato Stampa Al Teatro Out Off, 29 giugno, ore 21.30 ILLUSIONE E MAGIA Lettura spettacolo di Enrico Groppali letto da Enrico Groppali e Giancarlo Condè a cura di Paolo Castagna Il testo di Groppali ripercorre la vita e la carriera di Daniel Dunglas Home, il più celebre medium europeo dell’Ottocento, attraverso una galleria di personaggi, che vanno dallo stesso Home ai suoi più celebri clienti, in una cavalcata tragicomica ai confini tra il nostro mondo e ciò che presumibilmente ci attende nell’aldilà! Daniel Dunglas Home (1833-1886), unanimemente considerato il più grande medium di tutti i tempi, era di origine scozzese. Resosi conto fin dall'infanzia di capacità paranormali, rimasto orfano si trasferì presso alcuni parenti negli Stati Uniti. Dove le visioni da cui era colto, i fenomeni medianici che si manifestavano in pieno giorno e le sorprendenti levitazioni che lo coglievano addirittura in chiesa durante la messa impressionarono sia teologi che scienziati. Che più tardi finanziarono al medium, appena uscito dall'adolescenza, un viaggio a Londra dove le sue eccezionali qualità furono a lungo dibattute in esperimenti pubblici. Costretto da queste doti psichiche di cui non fu mai accertata l'origine ad esercitare la professione di evocatore di spiriti, Home nel corso della sua breve esistenza, diede spettacolo in tutta Europa- Russia compresa - in più di 1.500 sedute. Tra i suoi clienti più celebri figurarono Napoleone III e l'imperatrice Eugenia, Elizabeth Barrett Browning e Charles Baudelaire. Sepolto al cimitero di Saint Germain--en-Laye a Parigi è tuttora oggetto di culto da parte degli studiosi di parapsicologia. Enrico Groppali, drammaturgo e critico teatrale, ha di recente pubblicato da Mondadori "Leonardo mago", un romanzo che rivela le sorprendenti attitudini paranormali del sommo scienziato. Tra le sue opere, oltre alla narrativa esemplata in "Viaggio al paese dei visi", "La chiamavano Lamon" ed "Hermann Resse nei ricordi del suo medico" figurano numerosi saggi sulla scena contemporanea come "L'ossessione e il fantasma", "Cinema e Teatro, tra le quinte dello schermo", "Pabst" e "Abel Gance". Tra i suoi testi teatrali si ricorda "Don Sand Don Juan" che rappresentò l'Italia all'Expo di Siviglia nell'interpretazione di Valerla Moriconi. Giancarlo Condè, attore, ha lavorato con i registi più importanti da Giorgio Strehler (La Grande magia), a Luca Ronconi (Venezia salva), fino ad Aldo Trionfo (Il diavolo e il buon Dio) e a Giancarlo Cobelli (Il matrimonio di Figaro). Nella scorsa stagione è stato Tiburzio nella messa inscena di Gabriele Lavia dell’Avaro di Molière. Ha recitato poi con Tullio Solenghi nella “Bisbetica domata” e nel “Matrimonio di Figaro” con la regia di Matteo Tarasco. Nel 2005 ha vinto il Premio Olimpico per il miglior monologo della stagione con “Rigoletto o il buffone del re”. Ingresso libero Orario spettacolo: ore 21.30 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| ULTIMI RIMORSI PRIMA DELL’OBLIO di Jean-Luc Lagarce regia Lorenzo Loris Teatro Out Off fino a venerdì 3 luglio Informiamo che le repliche dello spettacolo “Ultimi rimorsi prima dell’oblio” di Jean-Luc Lagarce – regia Lorenzo Loris - annunciate al Teatro Out Off fino al 5 luglio termineranno invece venerdì 3 luglio. |
| Milano, 9 giugno 2009 Comunicato Stampa 3 giugno > 5 luglio Teatro Out Off, in collaborazione con Face à Face - Parole di Francia per scene d’Italia, presenta ULTIMI RIMORSI PRIMA DELL’OBLIO di Jean Luc Lagarce traduzione Franco Quadri regia Lorenzo Loris con Gigio Alberti (Antoine) Giovanni Franzoni (Pierre) Sara Bertelà (Hélène) Sabrina Colle (Anne) Alessandro Quattro (Paul) Paola Campaner (Lise) Scena Daniela Gardinazzi Costumi Nicoletta Ceccolini Interventi visivi Dimitris Statiris e Fabio Cinicola Consulenza musicale Andrea Mormina Luci Luca Siola Foto Agneza Dorkin Filmati di Show Biz (Milano) a cura di Alberica Archinto Foto di Roby Schirer – dal suo archivio personale Due uomini, Pierre e Paul, e una donna, Hélène hanno vissuto per molto tempo insieme nella stessa casa di campagna, legati da un rapporto sentimentale molto intenso. Poi, in quella casa, è rimasto soltanto Pierre, professore di liceo di mezza età: il tempo ha diviso inesorabilmente i tre amici-amanti. Ora si ritrovano dopo molti anni per concordare la cessione della proprietà. Al termine della giornata, però, nulla è stato deciso: Pierre continuerà a vivere da solo nella casa, Paul e Hélène torneranno alle rispettive famiglie. Quello potrebbe essere stato l’ultimo e definitivo incontro dei tre. In “Ultimi rimorsi prima dell’oblio”, Jean-Luc Lagarce esprime il mistero del legame famigliare e il bisogno di appartenenza, spesso insoddisfatto, che pulsa in ogni essere umano. Allo stesso tempo la pièce – con il suo susseguirsi di parole non finalizzate alla comunicazione ma proferite per la pura ansia di affermare la propria presenza - restituisce il clima, la temperie socio-culturale degli anni ’80. In una scena solo apparentemente statica, idealmente assediata da un’epoca in cui tutto si brucia, il testo di Lagarce ferma l’attimo e si stampa nella mente così come un istante di vita si imprime sul frame di una pellicola fotografica: il teatro, dunque, come la fotografia, risponde al bisogno di arrestare l’istante, per farlo proprio, perché non si perda nel caos Ma, pur se la pièce cattura frammenti di vita, utilizzando molto la tecnica cinematografica del contrasto fra primo piano e background, lo spettatore avverte un disagio: assistiamo da parte degli attori alla totale mancanza di ascolto, alla loro assoluta incapacità di comunicare, all’assenza continua di risposte. La casa è un pretesto per parlare, è un contenitore del nulla che contamina i personaggi. Essi non sciolgono nessun nodo, né riescono a sfogare le loro frustrazioni personali o a risolvere le dinamiche dei loro rapporti. Così entrano in relazione tra loro solo prefigurando un prossimo incontro che forse non vogliono. Tuttavia lasciano qualcosa in sospeso: il problema della casa non è stato risolto. La casa - oggetto del desiderio, fulcro delle loro esistenze, simbolo di tutte le rimozioni possibili - è l’utero materno, è ciò che dà calore, che testimonia l’appartenenza. I muri dividono ma proteggono e, soprattutto qui, non si abbattono: né quelli della casa, né quelli che ogni personaggio ha costruito dentro di sé. Nessuno dei tre ha il coraggio di chiudere col passato perché i ricordi li tengono ancora vicini, nonostante che lo scorrere del tempo sciolga progressivamente il legame. E, come un cordone ombelicale che tutto sommato li tiene imprigionati e che loro non riescono a tagliare, la casa rimarrà ancora lì, realtà tangibile la cui esistenza minaccia o promette di rimettere in gioco le loro vite. E che in futuro, forse, a dispetto di ciò che dicono, li convincerà a un altro incontro, più reale e più vero di quest’ ultimo. Lorenzo Loris (dalle note di regia) Sinossi Due uomini, Pierre e Paul e una donna, Hélène hanno vissuto per molto tempo insieme nella stessa casa di campagna. La loro convivenza è stata molto intensa e li ha portati a condividere una storia sentimentale molto forte. Poi, in quella casa, è rimasto soltanto Pierre, un professore di liceo di mezza età e il tempo ha diviso inesorabilmente i 3 amici-amanti. Paul e Hélène si sono in seguito rispettivamente uniti a Anne ed Antoine. Hélène e Antoine hanno avuto anche due figli. La relazione sentimentale che aveva visto i tre amici-amanti sempre vicini e molto uniti, dopo tanti anni, si è risolta in qualche scambio occasionale di formali saluti e tra loro sembra ormai sceso un velo di inesorabile silenzio. Pierre ha continuato a vivere nella casa che aveva comprato insieme a Paul e Hélène. Da giovani erano saliti verso la grande città con gli stessi interessi per la letteratura tedesca e il cinema del terzo mondo e poi erano fuggiti dalla metropoli per andare a vivere in campagna, in quella stessa casa, alla ricerca dell’aria pura, la “vera vita”, con una curiosità particolare per le attività artigianali alternative, credendo di raggiungere la tranquillità e il paradiso; ma alla fine l’esplosione dei loro rapporti e poi ciascuno per sé, ciascuno per la propria strada. Ora i tre si ritrovano dopo molti anni con le loro nuove famiglie per accordarsi sulla cessione della loro proprietà. Fanno difficoltà a venirne a capo, si parlano, si sfidano e nelle loro parole affiorano segreti del passato. Le loro nuove vite, così diverse, sembrano aver seppellito e trasformato tutto. E al termine di quella giornata si salutano senza riuscire ad accordarsi su niente, Pierre continuerà a vivere da solo in quella casa e Paul e Hélène a condurre le loro vite con le proprie nuove e improbabili famiglie. Si ha la sensazione profonda che quello possa essere stato il loro ultimo e definitivo incontro. Che cosa rimane oltre le parole? Che cosa resta di tanto amore? Jan-Luc Lagarce è l’autore più rappresentato in Francia dopo Shakespeare e Moliere. La semplicità delle sue parole, la profondità del suo pensiero e l’originalità della sua sintassi fanno di lui l’ultimo classico del teatro contemporaneo francese. I suoi testi sono stati tradotti in molte lingue e rappresentati in tutto il mondo. Falciato dall’AIDS nel 1995 all’età di 38 anni, Lagarce lascia un’eredità ricca di decine di opere teatrali, un saggio “Teatro e potere in occidente” e molti racconti. “Ultimi rimorsi prima dell’oblio” è del 1987. Lorenzo Loris, regista storico della compagnia Out Off nel suo lavoro ha sviluppato un originale confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter) e parallelamente anche con i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità. Il 12 giugno alle ore 18.00 presso il Mondadori Multicenter, Piazza Duomo, 1 (3° Piano Spazio eventi) per il ciclo “Gli incontri di Milano per lo Spettacolo” il regista Lorenzo Loris, insieme agli attori Gigio Alberti, Giovanni Franzoni, Sara Bertelà, Sabrina Colle, Alessandro Quattro, Paola Campaner Presentano “Ultimi rimorsi prima dell’oblio” di Jean-Luc Lagarce Conduce l’incontro Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo del Comune di Milano. Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia giunge nel 2009 alla sua terza edizione. Il progetto, promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia, si iscrive nel programma Teri (Traduction, Edition, Représentation en Italie) e ha avuto due edizioni di grande successo nel 2007 e nel 2008. Face à face ha come obiettivo primario quello di promuovere gli autori di teatro francesi in Italia e di interessare alla drammaturgia contemporanea francese il sistema teatrale italiano. A partire dal 2009 il progetto si arricchisce di un’edizione in Francia, che si svolgerà in contemporanea all’edizione italiana e sarà promossa dall’Ente Teatrale Italiano e dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi attraverso la presentazione a Parigi e in altre città della Francia di dieci autori della drammaturgia italiana contemporanea, in collaborazione con i teatri e gli operatori francesi. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 di produzione; (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info: www.teatroi.org Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 25 giugno 2009 Comunicato Stampa PRIMA NAZIONALE PER LA STAMPA GIOVEDI’ 4 GIUGNO ORE 20.45 3 giugno > 5 luglio Teatro Out Off, in collaborazione con Face à Face - Parole di Francia per scene d’Italia, presenta ULTIMI RIMORSI PRIMA DELL’OBLIO di Jean Luc Lagarce traduzione Franco Quadri regia Lorenzo Loris con Gigio Alberti (Antoine) Giovanni Franzoni (Pierre) Sara Bertelà (Hélène) Sabrina Colle (Anne) Alessandro Quattro (Paul) Paola Campaner (Lise) Scena Daniela Gardinazzi Costumi Nicoletta Ceccolini Interventi visivi Dimitris Statiris e Fabio Cinicola Consulenza musicale Andrea Mormina Luci Luca Siola Foto Agneza Dorkin Filmati di Show Biz (Milano) a cura di Alberica Archinto Due uomini, Pierre e Paul, e una donna, Hélène hanno vissuto per molto tempo insieme nella stessa casa di campagna, legati da un rapporto sentimentale molto intenso. Poi, in quella casa, è rimasto soltanto Pierre, professore di liceo di mezza età: il tempo ha diviso inesorabilmente i tre amici-amanti. Ora si ritrovano dopo molti anni per concordare la cessione della proprietà. Al termine della giornata, però, nulla è stato deciso: Pierre continuerà a vivere da solo nella casa, Paul e Hélène torneranno alle rispettive famiglie. Quello potrebbe essere stato l’ultimo e definitivo incontro dei tre. In “Ultimi rimorsi prima dell’oblio”, Jean-Luc Lagarce esprime il mistero del legame famigliare e il bisogno di appartenenza, spesso insoddisfatto, che pulsa in ogni essere umano. Allo stesso tempo la pièce – con il suo susseguirsi di parole non finalizzate alla comunicazione ma proferite per la pura ansia di affermare la propria presenza - restituisce il clima, la temperie socio-culturale degli anni ’80. In una scena solo apparentemente statica, idealmente assediata da un’epoca in cui tutto si brucia, il testo di Lagarce ferma l’attimo e si stampa nella mente così come un istante di vita si imprime sul frame di una pellicola fotografica: il teatro, dunque, come la fotografia, risponde al bisogno di arrestare l’istante, per farlo proprio, perché non si perda nel caos Ma, pur se la pièce cattura frammenti di vita, utilizzando molto la tecnica cinematografica del contrasto fra primo piano e background, lo spettatore avverte un disagio: assistiamo da parte degli attori alla totale mancanza di ascolto, alla loro assoluta incapacità di comunicare, all’assenza continua di risposte. La casa è un pretesto per parlare, è un contenitore del nulla che contamina i personaggi. Essi non sciolgono nessun nodo, né riescono a sfogare le loro frustrazioni personali o a risolvere le dinamiche dei loro rapporti. Così entrano in relazione tra loro solo prefigurando un prossimo incontro che forse non vogliono. Tuttavia lasciano qualcosa in sospeso: il problema della casa non è stato risolto. La casa - oggetto del desiderio, fulcro delle loro esistenze, simbolo di tutte le rimozioni possibili - è l’utero materno, è ciò che dà calore, che testimonia l’appartenenza. I muri dividono ma proteggono e, soprattutto qui, non si abbattono: né quelli della casa, né quelli che ogni personaggio ha costruito dentro di sé. Nessuno dei tre ha il coraggio di chiudere col passato perché i ricordi li tengono ancora vicini, nonostante che lo scorrere del tempo sciolga progressivamente il legame. E, come un cordone ombelicale che tutto sommato li tiene imprigionati e che loro non riescono a tagliare, la casa rimarrà ancora lì, realtà tangibile la cui esistenza minaccia o promette di rimettere in gioco le loro vite. E che in futuro, forse, a dispetto di ciò che dicono, li convincerà a un altro incontro, più reale e più vero di quest’ ultimo. Lorenzo Loris (dalle note di regia) Sinossi Due uomini, Pierre e Paul e una donna, Hélène hanno vissuto per molto tempo insieme nella stessa casa di campagna. La loro convivenza è stata molto intensa e li ha portati a condividere una storia sentimentale molto forte. Poi, in quella casa, è rimasto soltanto Pierre, un professore di liceo di mezza età e il tempo ha diviso inesorabilmente i 3 amici-amanti. Paul e Hélène si sono in seguito rispettivamente uniti a Anne ed Antoine. Hélène e Antoine hanno avuto anche due figli. La relazione sentimentale che aveva visto i tre amici-amanti sempre vicini e molto uniti, dopo tanti anni, si è risolta in qualche scambio occasionale di formali saluti e tra loro sembra ormai sceso un velo di inesorabile silenzio. Pierre ha continuato a vivere nella casa che aveva comprato insieme a Paul e Hélène. Da giovani erano saliti verso la grande città con gli stessi interessi per la letteratura tedesca e il cinema del terzo mondo e poi erano fuggiti dalla metropoli per andare a vivere in campagna, in quella stessa casa, alla ricerca dell’aria pura, la “vera vita”, con una curiosità particolare per le attività artigianali alternative, credendo di raggiungere la tranquillità e il paradiso; ma alla fine l’esplosione dei loro rapporti e poi ciascuno per sé, ciascuno per la propria strada. Ora i tre si ritrovano dopo molti anni con le loro nuove famiglie per accordarsi sulla cessione della loro proprietà. Fanno difficoltà a venirne a capo, si parlano, si sfidano e nelle loro parole affiorano segreti del passato. Le loro nuove vite, così diverse, sembrano aver seppellito e trasformato tutto. E al termine di quella giornata si salutano senza riuscire ad accordarsi su niente, Pierre continuerà a vivere da solo in quella casa e Paul e Hélène a condurre le loro vite con le proprie nuove e improbabili famiglie. Si ha la sensazione profonda che quello possa essere stato il loro ultimo e definitivo incontro. Che cosa rimane oltre le parole? Che cosa resta di tanto amore? Jan-Luc Lagarce è l’autore più rappresentato in Francia dopo Shakespeare e Moliere. La semplicità delle sue parole, la profondità del suo pensiero e l’originalità della sua sintassi fanno di lui l’ultimo classico del teatro contemporaneo francese. I suoi testi sono stati tradotti in molte lingue e rappresentati in tutto il mondo. Falciato dall’AIDS nel 1995 all’età di 38 anni, Lagarce lascia un’eredità ricca di decine di opere teatrali, un saggio “Teatro e potere in occidente” e molti racconti. “Ultimi rimorsi prima dell’oblio” è del 1987. Lorenzo Loris, regista storico della compagnia Out Off nel suo lavoro ha sviluppato un originale confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter) e parallelamente anche con i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità. Il 12 giugno alle ore 18: Incontro con i protagonisti - Mondadori Multicenter, Piazza Duomo, 1 (3° Piano Spazio eventi) Intervengono: il regista Lorenzo Loris, gli attori Gigio Alberti, Giovanni Franzoni, Sara Bertelà, Sabrina Colle. Presenta Antonio Calbi, Direttore Settore Spettacolo Comune di Milano Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 di produzione; (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info: www.teatroi.org Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 28 aprile 2009 Comunicato Stampa 19 > 24 maggio Nuovo Teatro Nuovo, in collaborazione con Festival Castel dei Mondi di Andria e PIM Spazio Scenico, presenta IL SENTIERO DEI PASSI PERICOLOSI una tragedia stradale di Michel Marc Bouchard Traduzione di Francesca Moccagatta con Andrea Capaldi, Andrea Manzalini, Silvio Laviano disegno luci Simone De Angelis suono Franco Visioli trainer Sabrina Jorio personal boxing trainer Lino Silvestri (Napoli Boxe/Mediterranea) foto di scena Brunella Giolivo progetto video Paco Capaldi assistente alla regia Luisa Tuzzoli regia Tommaso Tuzzoli Tre fratelli hanno un incidente stradale e si trovano bloccati nella foresta dove il loro padre era morto esattamente lo stesso giorno di quindici anni prima. Ambroise, Carl e Victor sono così costretti a confrontarsi con il passato che avevano tentato di cancellare. Abituati a dimenticare e a non guardare in faccia la vita, i loro pezzi di verità emergono a fatica. I tre fratelli si confrontano come se facessero a pugni, con la violenza liberatoria di chi muore e si rigenera ad ogni colpo inferto o incassato. Attraversarsi, scavarsi dentro, spingersi fino alla soglia dei propri silenzi e così ridar vita ai ricordi alle immagini ai suoni, a volte lontani, a volte dimenticati, che ci compongono nel corpo e nei sentimenti. A questo compito duro e violento il testo di Michel Marc Bouchard ci rimanda indiscutibilmente per ottenere verso se stessi e gli altri quella franchezza a cui ci siamo disabituati. Una tragedia che vede il ricongiungimento di tre fratelli da anni lontani, il giorno del matrimonio del più piccolo che involontariamente coincide con quello della scomparsa del padre, avvenuta quindici anni prima. Un luogo, la foresta, spettro del ricordo per queste vite bloccate. Una spirale fatta di continui deja vù: ripercorrere freneticamente le proprie vite costruite negli anni sulla colpa, credendo di essere ancora vivi. Corpi in continuo movimento che sudano, si abbracciano, si liberano, diventano con la luce sagome ed ombre. Uno spazio riempito dalla presenza dei corpi, che per mezzo della luce si sospendono in un luogo sconosciuto, in bilico tra l’essere e il non essere. Un’immagine in bianco e nero di un fiume che appare come da una memoria sfocata non del tutto decifrabile, un continuo movimento di acqua che vivendo sui corpi li tramuta in tele. Un suono che è ripetizione di tre temi, ossessione che non vuole essere udita e solo alla fine diviene liberazione, aria. Tommaso Tuzzoli L’impianto drammaturgico (sono tutti già morti ma rivedono per un istante tutta la loro vita) spiazza lo spettatore e lo costringe mentalmente a ricostruire l’equilibrio dei fatti mano a mano che si dipana il dialogo che sferra colpi allo stomaco e lascia l’amaro in bocca. La sensazione di camminare su una strada dritta ma di ritrovarsi sempre allo stesso punto, il continuo déjà-vu, il meravigliarsi dell’assenza delle zanzare in un luogo dove ci sono sempre state sono alcuni espedienti per rappresentare il loro drammatico “essere già morti”. Geniale e poetico essere vivi ma morti sul palcoscenico, sorprendente il tempo circolare, quasi metafisico in cui è immersa la vicenda familiare. Teresa Terranova, www.connessomagazine.it Ricco di sorprese, il testo viene gratificato dall’incontro con un regista giovanissimo, Tommaso Tuzzoli, che ci presenta i suoi personaggi a torso nudo, pronti a gettarsi addosso fiumi di parole coi gesti e la forza di lottatori capaci anche di qualche tenerezza nel penetrare storie di vita dai contrastanti ideali … Franco Quadri Michel Marc Bouchard (1958) è uno degli autori canadesi più noti al mondo e docente universitario. Inizia la sua attività nei primissimi anni Ottanta, segnalandosi al National Arts Centre con La Contre-nature de Chrysippe Tanguy, écologiste (1983), ma il successo arriva alcuni anni più tardi con Le feluettes, in italiano Le mammole, prova o ripetizione di un dramma romantico (1988), tradotto in inglese (Lilies), e trasposto in film per la regia di John Greyson, presentato in Italia al festival a tematiche omosessuali Da Sodoma a Gomorra di Torino. Nello stesso anno compone Le muse orfane, testo rappresentato in vari paesi, Il viaggio dell'incoronazione (1995), Pierre et Marie... et le Demon (1997), Il sentiero dei passi pericolosi. Tragedia stradale (1998), Sous le regard des mouches (2000), I manoscritti del diluvio (2003). Ha scritto appositamente per Intercity Festival Il pittore di madonne. Nascita di un quadro (2003), durante una sua permanenza in Italia. Ha ricevuto molti riconoscimenti fra i quali il Premio Chalmer, il Dora Moore, il premio dell'Associazione Critici Teatrali del Québec, il premio del Journal de Montréal. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 05.05.2009 Comunicato Stampa 12 > 17 maggio Compagniaeleonoradanco in collaborazione con Luigi Tortato, presenta: ME VOJO SARVA’ - NESSUNO CI GUARDA di e con Eleonora Danco Musiche scelte da Marco Tecce Disegno luci Narda Costumi MdM Aiuto regista Kathrin Gramsdorff Assistenza tecnica Luca Siola, Fabio Cinicola Regia Eleonora Danco “Me Vojo Sarvà”, atto unico sulla Città in slang romano. Personaggi di strada, intesa sia come marciapiede che come luogo interiore. Storie che fanno ridere e fanno male. L'uso del Romano è di Astrazione Poetica. Il dialetto è utilizzato come suono dell'anima, una scrittura di immagini e ritmi. Un flusso continuo tra parola e corpo. Una ragazza matta alla fermata dell'autobus; un uomo imbottigliato nel traffico; l'addio di una coppia; una poesia sull'ottusità, dai ritmi travolgenti. “Nessuno ci guarda” atto unico sull'infanzia ispirato alla pittura di Jackson Pollock. Una donna si sveglia da un sogno incubo, non riesce ad uscire di casa; oscilla tra la vita reale e quella del ricordo, la memoria; torna bambina, adolescente, obblighi e rifiuti, attrazione inconscia per il padre, desiderio di morte per la madre. Una scrittura tragicomica, vitale, dove il corpo come colore scivola precipitando in diagonale, sul pavimento, contro le pareti. Slancio verso la vita e impulso a distruggerla. Eleonora Danco, è autrice, regista, attrice. Fra i suoi testi messi in scena: “Sabbia”, “Nessuno ci guarda”, “Ero purissima”, “Me vojo sarvà”, “Ragazze al muro”. Ha scritto per diversi teatri, fra cui lo Stabile di Parma e lo Stabile di Napoli. Ha realizzato per RadioRai 3 il documentario “Il vuoto” e l’atto unico “Non parlo di me”. Per Mario Martone ha scritto “Mignotta56”, tratto da un soggetto di Sergio Citti. Ha inoltre collaborato come editorialista per il Messaggero. Come attrice ha lavorato tra gli altri con Nanni Moretti, Michele Placido, Ettore Scola. E’ in preparazione un film-documentario da lei scritto e diretto, “Il collo e la collana”. E’ stato appena edito dalla casa editrice Minimumfax una raccolta dei suoi testi dal titolo “Ero purissima”. Così la critica: “..Un vero talento, i suoi monologhi fanno ridere e fanno male, sono crudi e struggenti,un'artista capace di raccontare con rabbia e poesia tutta l'infelicità delle nostre periferie” Marco Lodoli La Repubblica “Ho visto per la prima volta uno spettacolo di Eleonora Danco e ne fui impressionato... Le sue parole sono getti di colore, getti umani, sofferti e vitali.” Mario Martone “Eleonora Danco è un fenomeno di culto, come scrittrice e interprete di testi corsari, una performer in grado di alimentare un fluxus joycian-romanesco di slang romanesco...Ma il colpo al cuore lo assesta con l'infanzia, fra coltelli della Upim,la voglia di fare l'amore con il papà, la paura di sbagliare...Bravissima ”Rodolfo di Giammarco La Repubblica “Riuscita prova d'autore...Scatenata energia, profonda palpabile disperazione, contagiosa euforia, un raro e mai comune senso dell'umorismo” Nico Garrone ETInforma “ Un flusso di ricordi infantili...Il corpo corre, sbatte...accoglie in se tutti i motivi del teatro... Sarebbe bello vedere questo spettacolo nei musei d'arte contemporanea” Renato Nicolini Tuttoteatro Quasi come Pasolini. Un linguaggio crudo e diretto...si abbatte sullo spettatore con folate tempestose” Osvaldo Guerrieri La Stampa “...Personaggi in bilico sulla follia quotidiana...poesia sboccata e feroce... Una tigre da palcoscenico,non mancatela.”Rossella Battisti L’Unità “...Eversiva, folgorante,fa ridere,sorridere, ma scortica il cuore “ Giuseppe Di Stefano Prima Fila “La sua poesia cruda e commovente è una boccata d'aria pura nel teatro italiano.” Andrea Monti Teatro.Teatro Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato dalle 17; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 11,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 8,00 Euro Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Vi informiamo che la rassegna Up To Date
annunciata e prevista al Teatro Out Off dal 20 al 30 aprile non avrà luogo. Per ogni altra informazione potete rivolgervi ai responsabili del progetto Crt Artificio e Change Performing Arts. |
| Milano, 24 marzo 2009 Comunicato Stampa 1 > 8 aprile MarcidoMarcidorjs e FamosaMimosa, presenta in Prima Nazionale … MA BISOGNA CHE IL DISCORSO SI FACCIA! Quadro per un’esposizione spettacolare da “L’innominabile” di Samuel Beckett, un "Concerto Grosso" drammaturgia e direzione Marco Isidori scene e costumi Daniela Dal Cin con Maria Luisa Abate, Marco Isidori, Paolo Oricco, Anna Fantozzi, Stefano Re Note di Marco Isidori «...Si tratta di un romanzo con un carattere spiccatamente sperimentale, dove una "Prima Persona" di indecifrabile aspetto e dagli altrettanto indecifrabili scopi, monologa sui temi della sua ipotetica prigionia e della sua indesiderata prossima libertà, delle sue felicità passate e dell'attuale suo stato nefasto, del suo ardere per una volontà feroce d'appartenenza al genere umano e del suo gelido constatare di essere invece nient'altro che un'epifania burattinesca, esilarante perfino, del puro diabolico; insomma Beckett ci istruisce come al solito sulla geografia esatta della nostra valle di lacrime, e lo fa con ironia e dispetto aristocratico, con una cruenza e una lucidità strabilianti. ...Poiché il tema dell'Innominabile ci è sembrato l'esempio di una grandiosa costruzione poetica tutta piegata nel mettere in evidenza già nei suoi potentissimi gangli letterari, quanto di "mancante", di "mostruosamente sgangherato" competa e pertenga indissolubilmente alla condizione dell'esistenzialità umana, l'abbiamo scelto convinti che ci possa condurre verso quella dimensione (storica) di Teatro Totale che la Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa ha eletto quale suo bersaglio.» La Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, fondata dal regista Marco Isidori, dalla scenografa Daniela Dal Cin e dall’attrice Maria Luisa Abate, esordisce nel 1985 con uno studio su Les bonnes di Jean Genet (Le serve, una danza di guerra) imponendosi subito all’attenzione della critica. Dal 1987 la compagnia si dedica a un lavoro sulla tragedia che porta a elaborazioni e riscritture di testi classici: Una giostra: l’Agamennone (premi Opera d'Attore 1988 e Drammaturgia In-finita 1990); Canzonetta (1990); Musica per una Fedra moderna (1992) e Spettacolo (1993). Con Palcoscenico ed Inno da La sirenetta di Andersen, nel 1991 i Marcido vincono il premio Speciale Ubu. Produzioni successive sono state Il cielo in una stanza (1994), L’Isi fa Pinocchio, ma sfar lo mondo desierebbe in ver (1996) e Happy Days in Marcido’s Field (1997). Cardini della ricerca dei Marcido sono il lavoro sulla vocalità e la re-invenzione dello spazio, con la creazione di macchine sceniche e strutture architettoniche autonome. Tra le altre produzioni della compagnia si ricordano Vortice del Macbeth (2002), Facciamo nostri questi giganti! (2006) e Bersaglio su Molly Bloom (Premio Ubu 2003 per la scenografia). L'ultimo spettacolo, LA PACE di Antonio Tarantino, ha debuttato nel giugno 2007 (Festival delle Colline Torinesi). Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon , 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Dopo “Un anno con tredici lune” di
Fassbinder (proposto all’Out Off nel 2008), viene presentato sempre all’Out
Off un’altra regia importante di Annalisa Bianco e Virginio Liberti
“L’apparenza inganna” di Thomas Bernhard con l’interpretazione di Michele Di
Mauro e Riccardo Lombardo. Comunicato Stampa 17 > 22 marzo Fondazione Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con Egumteatro presentano L’APPARENZA INGANNA di Thomas Bernhard traduzione di Roberto Menin regia Annalisa Bianco, Virginio Liberti con Michele di Mauro, Riccardo Lombardo scene e costumi Rita Bucchi - luci Marco Burgher Due uomini legati da un vincolo familiare, la morte di una donna che è stata importante per entrambi. Riempiono ed elaborano un lutto. Danno sembianze ai fantasmi del tempo e disegnano una varietà di intrighi che l’età suggerisce. “L’apparenza inganna” ci indica la finzione come un’unica alternativa credibile. Come vita parallela. Come luogo in cui vita e morte sono intercambiabili. Dopo il successo di “Un anno con 13 lune” la fondazione Teatro Piemonte Europa propone un altro spettacolo con Michele di Mauro e la collaborazione di Egumteatro. EGUMTEATRO Annalisa Bianco e Virginio Liberti danno vita alla compagnia Egumteatro nel 1994 a Milano. Nel 1998 si trasferiscono nella provincia di Siena dove iniziano un'intensa attività sul territorio. Egumteatro crea un premio di drammaturgia, tiene seminari per attori professionisti, realizza spettacoli con gruppi dialettali, con gli allievi delle scuole elementari e con gli ex lungo-degenti dei servizi psichiatrici. Nella serie editoriale intitolata I Quaderni di Teatro raccoglie interviste inedite ad importanti registi europei. Dal 2002 cura la direzione artistica di Amiata Festival, festival di arti popolari che si svolge in agosto nei Comuni dell'Amiata senese. La compagnia ha vinto il Premio Speciale UBU Giuseppe Bartolucci nel 1998. Tra gli spettacoli più recenti realizzati dal gruppo ricordiamo: Quartett da “Le relazioni pericolose di Laclos” (2002) e Hamletmachine di Heiner Muller (2004), Loretta Strong (2004) e L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi (2006) di Copi. Hamletmachine e Loretta Strong sono stati presentati al Festival delle Colline Torinesi rispettivamente nel 2004 e nel 2005. Un anno con 13 lune tratto dall’omonimo film di Fassbinder ha debuttato nel 2007 proprio al Festival delle Colline, è ancora in tournée in Italia ed è valso al protagonista, l’attore torinese Michele Di Mauro, la candidatura a miglior attore ai Premi Ubu 2007. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info: www.teatroi.org Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 2 febbraio 2009 Comunicato Stampa 19 febbraio > 15 marzo Produzione Teatro Out Off UNA SPECIE DI STORIA D’AMORE di Arthur Miller traduzione Masolino D’Amico regia di Lorenzo Loris con Elena Callegari e Mario Sala progetto visivo Dimitris Statiris, Stefano Bruscolini scenografia Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini luci Luca Siola, audio e video Fabio Cinicola consulenza musicale Andrea Mormina, Ariel Bertoldo foto Dorkin “Una specie di storia d’amore” è stato presentato per la prima volta all’Out Off nel 2006 e ripreso poi nel 2007 riscuotendo anche in tournèe un notevole successo. Lo spettacolo comprende due atti unici con al centro due coppie particolari. Nella prima, dal titolo “una specie di storia d’amore” , un investigatore privato in una città di provincia si trova a occuparsi di un caso in cui è implicata una donna che a volte sembra voler disinteressatamente scagionare un uomo condannato a torto, e a volte sembra essere lei la responsabile di quella condanna. Questa donna, in parte puttana e in parte esempio di impegno morale a favore della giustizia, eccita la moribonda sessualità di lui. L’ambientazione guarda con decisione ai classici film noir hollywoodiani degli anni ’40 con la claustrofobica camera d’albergo e un’insegna luminosa che si accende a intermittenza mentre i poliziotti sostano all’esterno sull’asfalto bagnato. Ma l’ambientazione è pretestuosa e il conflitto è tutto mentale e avviene nella testa dell’investigatore, un uomo onesto ma privo di fantasia e irresistibilmente attratto da una donna che è fonte continua di provocazione sensuale, inafferrabile dietro le sue mille metamorfosi, eppure allo stesso tempo corredata di una sua fondamentale innocenza che la rende dispensatrice di morale. Nella seconda dal titolo “Non mi ricordo più niente” , due anziani, amici di vecchia data vivono da soli in case vicine e si ritrovano spesso a farsi compagnia durante la cena. Vittime della sclerosi, vivono in una vaghezza che rende la loro amicizia comicamente precaria e non gli impedisce di avere delle certezze o di ricevere delle illuminazioni; visitati come sono da brandelli di passato, essi si trovano addirittura, talvolta, in grado di comprendere cose che in precedenza erano rimaste loro oscure. Senza ignorare gli inconvenienti della terza età , Miller, in questo breve capolavoro, riesce serenamente e quasi con ottimismo a mostrare i lati positivi e la ricchezza che certi esseri umani possono contenere sotto una superficie che appare poco invidiabile. Così la critica: Uno degli spettacoli più interessanti di questa ripresa di stagione. Ugo Ronfani Per una volta anche l’autore si diverte. Franco Quadri Uno spettacolo intrigante che strizza l’occhio al cinema noir, nel caso del primo atto, che fa leva sul minimalismo nel secondo. E che trova due eccellenti interpreti in Elena Callegari e Mario Sala. Domenico Rigotti Loris nel suo raffinato allestimento accentua l’ironia già presente nell’autore. Renato Palazzi Una regia impostata su un antinaturalismo che ben riesce a far lievitare I significati Magda Poli Un’intensa e multiforme Elena Callegari ai vertici della bravura e della simpatia (…) Un Mario Sala di istupidita felicità espressiva. Paolo Paganini Arthur Miller nasce a Manhattan (New York) il 17 ottobre 1915 da famiglia ebrea benestante. Esordisce a soli ventuno anni a Broadway con “L’uomo che ebbe tutte le fortune”, seguito nel ’47 da “Erano tutti miei figli” e nel ’49 con "Morte di un commesso viaggiatore", capolavoro assoluto, a cui è stato riconosciuto il prestigioso premio Pulizer. Nel ’53 è la volta de “Il crogiuolo” testo che ripercorrendo una vicenda di “caccia alle streghe” avvenuto nel 1692 allude al clima di persecuzione nel periodo maccartista. Nel ’55 va in scena “Uno sguardo dal ponte” tragedia dai risvolti incestuosi in un ambiente di emigranti italiani. Trascorrono poi anni di silenzio creativo in cui Miller vive la sua breve esperienza matrimoniale con Marilyn Monroe. Seguono negli anni ‘70/’80 molti altri titolo tra cui ,”Una specie di storia d’amore” che è del 1982 e “Non mi ricordo più niente” (Pericolo: memoria) del 1986. Malato di cancro da tempo, il grande commediografo Arthur Miller si è spento all'età di 89 anni l'11 febbraio 2005. Lorenzo Loris, regista storico della compagnia Out Off, nel suo lavoro ha realizzato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter). Questo confronto lo ha portato ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Henrik Ibsen, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 di produzione; (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info: www.teatroi.org Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 16 dicembre 2008 Comunicato Stampa PRIMA NAZIONALE PER STAMPA E CRITICA VENERDI’ 16 GENNAIO 2009 - ore 20.45 Repliche dal 13 gennaio al 15 febbraio 2009 Produzione Teatro Out Off ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett traduzione Carlo Fruttero regia Lorenzo Loris con Gigio Alberti (Estragone), Mario Sala (Vladimiro), Giorgio Minneci (Pozzo), Alessandro Tedeschi (Lucky) , Davide Giacometti (Ragazzo) scene Daniela Gardinazzi costumi Nicoletta Ceccolini consulenza musicale Andrea Mormina luci Luca Siola fonica e video Fabio Cinicola foto Agneza Dorkin Dopo l’apprezzata messa in scena di “Finale di partita” nel 2003, Lorenzo Loris si misura con il capolavoro beckettiano attrezzandosi come sempre, ma forse in questo caso con maggior consapevolezza e attenzione, a restituire il testo nella sua potente e devastante forza teatrale, cercando, come il regista stesso afferma “dentro le regole che Beckett impone” la libertà della propria interpretazione. E’ indubbio che attenendosi in modo ferreo alle regole che Beckett ci segnala si pensi di avere poca libertà di interpretazione, ma se si segue la sua gabbia di indicazioni si finisce per immagazzinare un tale bagaglio di informazioni che diventa quasi naturale costruire una regia senza dover rinunciare alla propria libertà creativa. Quando abbiamo messo in scena “Finale di Partita” nel 2003, abbiamo cercato di tenere conto delle indicazioni introduttive al testo ma anche dell’ interesse che Beckett aveva nei confronti dei ritratti dipinti da Giorgione. Lo studio di questi quadri ci ha permesso di illuminare la scena in un modo singolare, restituendo la sensazione di trovarci di fronte a uomini immersi nell’ antro nero e buio della loro coscienza. Questo era in linea con quello che Beckett raccontava nel testo, ma nello stesso tempo ci offriva anche un ampio margine di intervento dal punto di vista creativo. Nel rapporto tra Pozzo e Lucky la critica del primo dopoguerra aveva individuato il kapò aguzzino che infieriva contro l’ebreo indifeso, mentre Estragone e Vladimiro sembravano i testimoni attoniti di un orrore incommensurabile. E in quello spazio desertificato i due “clochard” erano diventati il simbolo di un’umanità sterminata dove all’uomo non restava che attendere un domani migliore. Dopo mezzo secolo da allora, nelle nostre metropoli multietniche “Aspettando Godot” può rappresentare l’emblema di una società in cui l’uomo vive una dimensione spersonalizzante e raggiunge il paradosso di sentirsi solo in mezzo alla moltitudine. Lorenzo Loris, dalle note di regia Sinossi Due uomini vestiti come vagabondi, Estragone e Vladimiro, si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Un certo Godot ha dato loro appuntamento ma senza precisare Il luogo e l'orario. I due non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, ma credono di poter rimediare qualcosa di caldo da mangiare e un letto dove dormire all'asciutto. Mentre attendono passa sulla stessa strada una strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servitore, Lucky, tenuto al guinzaglio dal primo. Estragone e Vladimiro sono incuriositi dall'istrionismo del padrone e spaventati dalla miseria della condizione del servo. Pozzo e Lucky riprendono il loro cammino. Intanto è calata la sera e Godot non si è fatto vivo. Arriva però un ragazzo che riferisce loro che il signor Godot non può venire. Arriverà sicuramente domani. I due prendono in considerazione l'idea di suicidarsi, ma rinunciano. Poi pensano di andarsene, ma restano. Vladimiro ed Estragone attendono pazientemente sotto l'albero l'arrivo di Godot. Vedono passare Lucky e Pozzo, che nel frattempo è diventato cieco. Sull'albero notano che sono spuntate due o tre foglie. Pozzo e Lucky se ne vanno. Arriva il messaggero a dire che Godot anche stasera non potrà venire ma verrà sicuramente domani. Samuel Beckett è considerato l’autore che più ha innovato il teatro del Novecento sia per quanto riguarda la forma del dramma che i suoi contenuti divenendo un riferimento imprescindibile per tutto il teatro contemporaneo. Il punto di unione fra le diverse opere di Beckett è la solitudine dell'uomo moderno che si trova ad affrontare la perdita di dio in una condizione di rassegnazione, potenza e ignoranza incolmabili, e senza avere assolutamente modo di comunicare con qualcuno. Waiting for Godot, il suo capolavoro, è stato rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1953 e nel ‘69 gli valse il Premio Nobel per la letteratura . Andate a vedere “Aspettando Godot”. Nel peggiore dei casi scoprirete una curiosità, un quadrifoglio, un tulipano nero; nella migliore, qualcosa che sicuramente si fisserà in un angolo della vostra mente per tutta la vostra vita. H. Hobson, Sunday Times, 7 agosto 1955 Lorenzo Loris, regista storico della compagnia Out Off, nel suo lavoro ha realizzato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter). Questo confronto lo ha portato ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Henrik Ibsen, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 € - 3 spett. a scelta tra quelli prodotti; (under 25) 25 euro; (over 60) 20 € Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info: www.teatroi.org Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano; Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Comunicato Stampa Milano, 15.12.2008 Continua il progetto proposto all’Out Off dal giovane Lorenzo Gleijeses con lo spettacolo “Che tragedia!” di cui Gleijeses è ideatore insieme a Egumteatro nonchè interprete. La regia è invece di Annalisa Bianco e Virginio Liberti. Lo spettacolo vede anche un’interessante iniziativa della Zona 8 volta a promuovere il teatro tra i residenti per i quali la replica di venerdì 19 sarà completamente gratuita (previa prenotazione allo 02.34532140). info: roberto.daugusta@comune.milano.it (Pres. Comm. Spettacoli Roberto D’Augusta); info@teatrooutoff.it CHE TRAGEDIA! (dal 18 al 21 dicembre) Un progetto di Lorenzo Gleijeses ed Egumteatro tratto dai testi greci tradotti da Edoardo Sanguineti con Lorenzo Gleijeses , Andrea Capaldi, Armando Iovino, Davide Pini Carenzi regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti Prodotto dal Teatro Stabile di Calabria in collaborazione con Festival Della Magnagrecia Appunti per uno spettacolo La Tragedia Greca è morta e seppellita con la cultura greca. Quando Aristotele scrive la sua Arte Poetica, scrive il primo libro sulla storia del teatro. Gli autori citati dal filosofo sono morti e i testi studiati già da tempo sono diventati memoria storica. Aristotele non ha mai visto i debutti dei testi di Eschilo, di Sofocle o di Euripide. Ne ha sentito parlare. Si fida delle descrizioni di altri, coglie il senso di quel gesto artistico e dà vita al primo libro di semiotica teatrale. Nei secoli successivi molti grandi autori teatrali, innumerevoli scrittori, filosofi e pittori, si sono lasciati influenzare dall’antico “canto del capro” e hanno coltivato il desiderio, l’ambizione e l’utopia di ridare vita allo spettacolo della tragedia greca. Per noi, le parole scritte più di duemila anni fa restano lontane e incomprensibili. Non abbiamo l’illusione di poter fare un viaggio nel tempo a ritroso e nemmeno vogliamo cercare una forzata attualità. Le parole tragiche scelte sono quelle nella traduzione del poeta Edoardo Sanguineti. L’arte poetica tragica di Sanguineti si presenta ai nostri occhi come emozione musicale, come ineffabile umanità e come stravolgente appello ai sensi del corpo umano. Detto così tutto può sembrare teoria, invece per noi, esiste una violenta concretezza nelle frasi del poeta Sanguineti. Emozione, Ineffabile, Stravolgimento e Concretezza sono per noi le linee guida per una nostra futura riflessione pratica sulle possibilità del Tragico ai nostri giorni. Non ci interessa tanto il racconto delle disgrazie di Antigone o di Edipo. Ci interessa la discesa negli abissi della sofferenza umana senza nome, senza storia come i quotidiani morti del Darfur, delle strade in Iraq o nei massacri successi in Rwanda. La violenza dei nostri giorni è anonima e le vittime sono corpi senza nome, senza passato, quasi sempre senza una identificazione. Ci accorgiamo della loro esistenza solo quando una bomba li ha uccisi e ha fatto a pezzi i loro corpi. Insomma, i testi tragici non sono un fatto culturale ma un preciso racconto di orrori. Vogliamo entrare nel labirinto dei testi greci per restarci, per perderci senza cercare una illusoria via d’uscita. Il Tragico come un conflitto senza soluzione. Il Tragico come una macchina di sterminio per l’astuzia della ragione. Il Tragico come antidoto all’indifferenza del dolore altrui. Gli attori La nostra avventura nel labirinto tragico è vissuta da giovani attori. Nessun pregiudizio anagrafico. Sappiamo che l’aspettativa di vita nell’antica Grecia era di 40 anni. Aldilà della filologia anagrafica, quello che ci interessava era formare un piccolo gruppo di lavoro composto da giovani e realizzare una formazione attoriale come si faceva un tempo, cioè, attraverso la realizzazione di spettacoli. Noi abbiamo avuto una formazione nelle scuole di teatro italiane ma crediamo che un attore debba studiare e contemporaneamente dormire, mangiare, bere, respirare e sognare e soffrire su un palcoscenico, come un pilota che ha bisogno di ore di volo o di un marinaio tanto bisognoso di tempeste e forti venti. Detestiamo le immagini retoriche per parlare di cose concrete e la poetica dell’attore è l’arte concreta di far apparire (poiesis) i morti mai dimenticati perché eternamente ricordarti nelle e dalle parole di un vivo per altri vivi. Ecco, forse questo è il principio che ci ha guidato nel labirinto tragico: resuscitare i morti per scoprirci vivi. Mah…come vedete non è così originale, questo era il canto del capro. Annalisa Bianco e Virginio Liberti (EGUMTEATRO) Estratti dalle critiche: … un gruppo guida come EGUMTEATRO da sempre dedito al teatro moderno decide di misurarsi con l’antichità e lo fa in modo del tutto insolito, titolando con ironia Che tragedia! una serie di traduzioni classiche firmate da Edoardo Sanguineti, puntando esclusivamente su brani dei cori e dei messaggeri. A esprimerli con occhi sbarrati e precisi movimenti corporei, precisi fino alle vibrazioni, ci sono quattro ragazzi tra il 24 e i 30 anni… e anche se si sussurra del Dioniso, delle Baccanti, o si grida di Andromaca divenuta schiava, non si smette di parlare di noi, di questa umanità che galleggia nei secoli, grazie ad una comunicazione che scavalca il suono per trasmetterci vibrazioni sensitive. Gran serata con prove da brivido di Lorenzo Gleijeses , Armando Iovino, Andrea Capaldi, Davide Pini Carenzi. Franco Quadri – La Repubblica … lode ai due intrepidi registi e, in specie, ai loro quattro attori, tutti bravissimi nella scansione ritmica del testo. Essi sono Lorenzo Gleijeses , Armando Iovino, Andrea Capaldi, Davide Pini Carenzi. Franco Cordelli – Corriere della Sera … in Che tragedia! di EGUMTEATRO (in collaborazione con lo Stabile di Calabria), c’è un sottotesto non dichiarato che arriva dall’antica Grecia al Romanticismo… la fisicità dell’attore ( Lorenzo Gleijeses per primo), il linguaggio del suo corpo, è il vero linguaggio del teatro… la bellissima scena dell’acqua con due attori che vi si agitano fino ad immergervisi completamente, mentre Gleijeses/Dioniso rievoca compiaciuto il modo in cui ha “violentemente confuso” Penteo (Baccanti). Renato Nicolini – L’Unità … Davvero una gran bella prova artistica questa, e coraggiosa, da parte di un gruppo giovane e agguerrito come Egumteatro…. I quattro attori corrono, , si affannano, declamano in una prova che a momenti si fa atletica (Fino all’apnea, con momenti di brivido, con risalite dove lo sforzo del raccontare è commovente, appassionante). Come la scena del coro che, in una corsa simultanea, da fermi, restituisce un crescendo ritmico e sonoro dove non conta più tanto la narrazione quanto lo spasmo nervoso, febbrile, parossistico dei coreuti, la corporeità al servizio della parola a dilatarne il senso, a spostare , come a teatro si deve fare, il limite tra senso e suono. E’ raro godere di un tale e assoluto livello di spettacolarità teatrale, che unisce raffinatezza di traduzione, novità di ideazione della regia competenza e generosità attoriale. Renzia D’inca - Hystrio Lorenzo Gleijeses debutta in Teatro nel ’91 con il padre Geppy e con Regina Bianchi , lavora con Squarzina, Pugliese, Guicciardini, Nekrosius, Eugenio Barba, è allievo di Julia Varley dell’Odin Teatret. Con lo spettacolo “Il figlio di Gertrude” vince il Premio Ubu 2006 come Nuovo attore. Nel 2004 è Romeo nel “Romeo e Giulietta” di Shakespeare diretto da Nikolaj Karpov (del GITIS di Mosca). Nel 2007 è Enrico V nel “Falstaff” di Mario Martone e inizia la collaborazione con Egumteatro. Gleijeses ha diretto vari seminari e dimostrazioni di lavoro in diverse Università e centri teatrali come il Dams di Bologna, il Dams di Torino, il Teatro di Roma-Teatro India, il Teatro Stabile di Torino, Il Teatro Mercadante di Napoli, Il Teatro Stabile di Calabria. Egumteatro Annalisa Bianco e Virginio Liberti danno vita alla compagnia Egumteatro nel 1994 a Milano. Nel 1998 si trasferiscono nella provincia di Siena dove iniziano un'intensa attività sul territorio. Egumteatro crea un premio di drammaturgia, tiene seminari per attori professionisti, realizza spettacoli con gruppi dialettali, con gli allievi delle scuole elementari e con gli ex lungo-degenti dei servizi psichiatrici. Nella serie editoriale intitolata I Quaderni di Teatro raccoglie interviste inedite ad importanti registi europei. Dal 2002 cura la direzione artistica di Amiata Festival, festival di arti popolari che si svolge in agosto nei Comuni dell'Amiata senese. La compagnia ha vinto il Premio Speciale UBU Giuseppe Bartolucci nel 1998. Tra gli spettacoli più recenti realizzati dal gruppo ricordiamo: Quartett da “Le relazioni pericolose di Laclos” (2002) e Hamletmachine di Heiner Muller (2004), Loretta Strong (2004) e L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi (2006) di Copi. Hamletmachine e Loretta Strong sono stati presentati al Festival delle Colline Torinesi rispettivamente nel 2004 e nel 2005. Un anno con 13 lune tratto dall’omonimo film di Fassbinder ha debuttato nel 2007 proprio al Festival delle Colline, è ancora in tournée in Italia ed è valso al protagonista, l’attore torinese Michele Di Mauro, la candidatura a miglior attore ai Premi Ubu 2007. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano; Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Stabile di Innovazione Milano, 17 settembre 2008 Comunicato Stampa 2 > 21 dicembre Progetto Lorenzo Gleijeses L’ESAUSTO O IL PROFONDO AZZURRO (2 > 14 dicembre) CHE TRAGEDIA! (18 > 21 dicembre) L’ESAUSTO O IL PROFONDO AZZURRO (2 > 14 dicembre) di Lorenzo Gleijeses con Lorenzo Gleijeses e Manolo Muoio regia Julia Varley Produzione Teatro Stabile di Calabria in collaborazione con Mercadante Teatro Stabile di Napoli “Quello che bisogna evitare, non ne so il perché, è lo spirito di sistema” (L’innominabile, S. Beckett). Nello spettacolo L’esausto o il profondo azzurro volevo esplorare l’ “universo” di Beckett senza doverne per forza mettere in scena un testo unico, né dovendo usare unicamente le sue parole. Le sue immagini mi bastano. Nella scrittura di Beckett vedo dileguarsi il confine che separa il soggetto dall’ esterno e “le situazioni dell’interiorità diventano contemporaneamente situazioni della natura fisica”, così la mia aspirazione era che lo spazio scenico diventasse spazio dell’interiorità, ma, allo stesso tempo, rappresentazione di un semplice interno. Queste sono alcune delle idee che hanno portato alla nascita de L’esausto o il profondo azzurro al cui centro ci vivono l’esausto e la sua ombra che sono, come Vladimiro ed Estragone , parte dello stesso ego: percepisco nelle figure che Manolo Muoio ed io presentiamo in scena lo stesso annullamento di identità, e la stessa dissociazione dell’unità di coscienza in elementi diversi che caratterizza molti dei personaggi di Beckett. Ho sentito spesso parlare dell’astrazione che caratterizza l’Opera di Beckett. Io in essa vedo grande concretezza. Adorno dice che i personaggi ed i prototipi di Beckett sono storici nel senso che “egli presenta come elemento umano tipico solo le deformazioni recate agli uomini dalla forma della loro società”. Così se i protagonisti di Finale di partita sono dei “superstiti della guerra mondiale”, se “Willie e Winnie (Giorni felici) sono vittime di un panico tecnologico, di immagini radicate nell’incubo dei missili V-2” ( L’estetica del disfacimento di S.E. Gontarski), l’esausto e la sua ombra sono figli di un’era post-moderna in cui tutto è superfluo, persino la comunicazione… talmente superflua da non riuscire più a reperirne le chiavi e le necessità: figli di un’epoca e di una società di individui monologanti, in cui aprirsi all’altro, al giovane, al disoccupato, al diverso, allo straniero è superfluo. L’isolamento diviene volontario, una sorta di Arcadia in cui sfuggire dalle difficoltà ed agli orrori giornalieri. Perché un giovane nemmeno trentenne come me vuole mettere in scena dei personaggi così vecchi e rassegnati? Forse perché sento che chi conduce i giochi, chi ci dice oggi come vivere, i nostri uomini di potere reputano del tutto non necessario ascoltarmi e aprirsi a me giovane, a me in quanto altro, portatore di idee e valori diversi dai loro. Questo mi dà un senso di impotenza che ritrovo nei personaggi di Beckett. Scopro in me una impotenza molto simile alla loro e sento che questo avere le mani legate si traduce in una tendenza a chiudermi in me stesso e ad isolarmi: posso parlare quanto voglio, ma non vedo persone interessate a ciò che dico, né le mie parole cambiano qualcosa… Le colpe dei padri ricadono sui figli: inizio a sentirmi e ad essere anche io un individuo monologante, anche per me la comunicazione inizia a sembrare qualcosa di inutile… Vedo di fronte a me una società di migliaia di Lucky giovani ma già invecchiati, tutti uguali, tutti al guinzaglio, tutti pronti per essere svenduti al mercato, oramai sfruttati negli anfratti più reconditi del proprio essere, nutriti dagli ossicini scartati dal vecchio e potente Pozzo. Clov: “…Sono talmente curvo che vedo solo i miei piedi, se apro gli occhi, e tra le gambe un po’ di polvere nerastra. Mi dico che la terra si è spenta benché io non l’abbia mai vista accesa.” (da Finale di Partita di S. Beckett). Lorenzo Gleijeses Gleijeses e Beckett, nuovo ed antico (…) uno spettacolo non di Beckett ma su Beckett, che non puntasse sulla vita e sulle parole del grande Samuel, quanto sul suo modo estremo di vedere e rappresentare l’umanità, a cominciare da se stesso (…) Con pochissimi oggetti - dei cappelli, un ombrellino, un pesce, una moneta, una pistola -, in una scena vuota, con o senza specchio, in perenne rinnovamento, “lo spazio si fa tempo”: i settanta minuti di spettacolo sono tutti da guardare e, pure da sentire con quelle fughe nostrane che incorporano la nuttata da passare di Eduardo e un ritornante canto popolare siciliano a sorreggere due personaggi intenti a chiedersi se loro abbiano un senso. Pubblico giovanissimo e grande successo. Franco Quadri, La Repubblica (…) Chi è l’ombra? La spia, il poliziotto, la minaccia, l’amico, quello uguale eppure diverso, il terrorista, l’extracomunitario, il carceriere, la vittima, l’assassino? Mi sono fatta questa domanda fin dai primi giorni di prova, dopo aver visto le scene che gli attori mi hanno presentato in cui un’ombra accompagnava ogni passo compiuto nella luce e nel buio,. Lorenzo Gleijeses e Manolo Muoio hanno introdotto il tema del suicidio, con atteggiamenti di stanchezza e insensatezza della vita, con testi distaccati, indifferenti, sprezzanti e disaffezionati che stanno bene in bocca a un vecchio senza illusioni. Come accettare queste parole in bocca a giovani che dovrebbero immaginare di avere tutta la vita davanti a sé? (…) Mentre leggevo questi testi (Il saggio di Gilles Deleuze “L’esausto”; “L’altro” di Ryszard Kapucinski e “L’ospite inquietante”di Umberto Galimberti n.d.r) alla ricerca di un filo da seguire nel montaggio dello spettacolo, mi tornava alla mente il libro "Professeurs du désespoir" di Nancy Huston. Da lei ho capito che un’infanzia in cui ci si è sentiti voluti ed amati e la prospettiva di avere figli annulla l’atteggiamento nichilista; che in una donna la necessità di proteggere la vita è più forte. Sempre sono alla ricerca del mio motivo per fare una regia in quanto donna, per non accontentarmi solo della trappola in cui il lavoro mi fa cadere mettendomi davanti un enigma che devo inseguire. (…) Il senso della vita è restare in vita; questo me lo spiega la scienza e il mestiere. Come attrice non mi concentro ad esprimere ma ad essere presente. Come regista lo stesso. Ma in Italia tra i giovani sotto i 25 anni il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti automobilistici... Mi rifiutavo di accettare che le giovani generazioni siano già stanche di vivere. Da dove viene questa spossatezza che li pervade, questa mancanza di speranza, questo preferire di volere il nulla, piuttosto che non volere, come dice Fiedrich Nietzsche? La mia risposta è il teatro. Quel piccolo santuario in cui costruire relazioni, prendere cura delle emozioni, costruire legami affettivi e di solidarietà, un’alternativa al mondo senza bussola in cui i giovani pensano di appartenere solo se parte di una banda o bandija, come dicono in alcuni barrio dell’America Latina. (…) Julia Varley, dalle note sullo spettacolo Lorenzo Gleijeses debutta in Teatro nel ’91 con il padre Geppy e con Regina Bianchi, lavora con Squarzina, Pugliese, Guicciardini, Nekrosius, Eugenio Barba, è allievo di Julia Varley dell’Odin Teatret. Con lo spettacolo “Il figlio di Gertrude” vince il Premio Ubu 2006 come Nuovo attore. Nel 2004 è Romeo nel “Romeo e Giulietta” di Shakespeare diretto da Nikolaj Karpov (del GITIS di Mosca). Nel 2007 è Enrico V nel “Falstaff” di Mario Martone e inizia la collaborazione con Egumteatro. Gleijeses ha diretto vari seminari e dimostrazioni di lavoro in diverse Università e centri teatrali come il Dams di Bologna, il Dams di Torino, il Teatro di Roma-Teatro India, il Teatro Stabile di Torino, Il Teatro Mercadante di Napoli, Il Teatro Stabile di Calabria. Julia Varley, attrice e regista, (come attrice ha partecipato diversi spettacoli dell’Odin Teatret). Dal 1980 partecipa alla concezione e organizzazione dell’ ISTA (International School of Theatre Anthropology) diretta da Eugenio Barba e, dal 1986, è ideatrice e organizzatrice del Magdalena Project, un progetto di donne nel teatro contemporaneo. Pubblica la rivista di teatro The Open Page ed è direttrice artistica del festival Transit, in Danimarca. Ha curato varie regie, tra cui, due spettacoli in Germania con Pumpenhaus Theater, uno sulle Madri di Plaza de Mayo e i desaparecidos con la sua allieva argentina Ana Woolf, e uno spettacolo per bambini con l’attrice giapponese Hisako Miura. Manolo Muoio, nel '92-'93 segue il Living Theater in una tournée italiana, partecipando a diverse performance di strada. Continua a perfezionarsi negli anni, con artisti di varia estrazione tra cui: Yves LeBreton, Clive Barker, Nikolaj Karpov, Eimuntas Nekrosius, Marylin Fried (Actor’s Studio, NY). Nel 1998, è tra i fondatori di Teatro Rossosimona. E' attore in numerosi spettacoli, tra i quali: Casa di vento (semifinalista al Premio Scenario '95), Sida e l'uomo dal fiore (vincitore del Premio ETI-Vetrine '96), E' il momento dell'amore (vincitore del Premio Scenario 2001); Catastrofe di S.Beckett (per il quale cura anche la regia e le scene). E' autore e interprete di una serie di solo performance ispirate alla letteratura di W.S.Burroughs e J.G.Ballard. Nel 2004 lavora nel Romeo e Giulietta di Shakespeare, diretto da Nikolaj Karpov. CHE TRAGEDIA! (18 > 21 dicembre) Un progetto di Lorenzo Gleijeses ed Egumteatro tratto dai testi greci tradotti da Edoardo Sanguineti con Lorenzo Gleijeses, Andrea Capaldi, Armando Iovino, Davide Pini Carenzi regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti Prodotto dal Teatro Stabile di Calabria in collaborazione con Festival Della Magnagrecia Appunti per uno spettacolo Premessa La Tragedia Greca è morta e seppellita con la cultura greca. Quando Aristotele scrive la sua Arte Poetica, scrive il primo libro sulla storia del teatro. Gli autori citati dal filosofo sono morti e i testi studiati già da tempo sono diventati memoria storica. Aristotele non ha mai visto i debutti dei testi di Eschilo, di Sofocle o di Euripide. Ne ha sentito parlare. Si fida delle descrizioni di altri, coglie il senso di quel gesto artistico e dà vita al primo libro di semiotica teatrale. Nei secoli successivi molti grandi autori teatrali, innumerevoli scrittori, filosofi e pittori, si sono lasciati influenzare dall’antico “canto del capro” e hanno coltivato il desiderio, l’ambizione e l’utopia di ridare vita allo spettacolo della tragedia greca. Per noi, le parole scritte più di duemila anni fa restano lontane e incomprensibili. Non abbiamo l’illusione di poter fare un viaggio nel tempo a ritroso e nemmeno vogliamo cercare una forzata attualità. Le parole tragiche scelte sono quelle nella traduzione del poeta Edoardo Sanguineti. L’arte poetica tragica di Sanguineti si presenta ai nostri occhi come emozione musicale, come ineffabile umanità e come stravolgente appello ai sensi del corpo umano. Detto così tutto può sembrare teoria, invece per noi, esiste una violenta concretezza nelle frasi del poeta Sanguineti. Emozione, Ineffabile, Stravolgimento e Concretezza sono per noi le linee guida per una nostra futura riflessione pratica sulle possibilità del Tragico ai nostri giorni. Non ci interessa tanto il racconto delle disgrazie di Antigone o di Edipo. Ci interessa la discesa negli abissi della sofferenza umana senza nome, senza storia come i quotidiani morti del Darfur, delle strade in Iraq o nei massacri successi in Rwanda. La violenza dei nostri giorni è anonima e le vittime sono corpi senza nome, senza passato, quasi sempre senza una identificazione. Ci accorgiamo della loro esistenza solo quando una bomba li ha uccisi e ha fatto a pezzi i loro corpi. Insomma, i testi tragici non sono un fatto culturale ma un preciso racconto di orrori. Vogliamo entrare nel labirinto dei testi greci per restarci, per perderci senza cercare una illusoria via d’uscita. Il Tragico come un conflitto senza soluzione. Il Tragico come una macchina di sterminio per l’astuzia della ragione. Il Tragico come antidoto all’indifferenza del dolore altrui. Gli attori La nostra avventura nel labirinto tragico è vissuta da giovani attori. Nessun pregiudizio anagrafico. Sappiamo che l’aspettativa di vita nell’antica Grecia era di 40 anni. Aldilà della filologia anagrafica, quello che ci interessava era formare un piccolo gruppo di lavoro composto da giovani e realizzare una formazione attoriale come si faceva un tempo, cioè, attraverso la realizzazione di spettacoli. Noi abbiamo avuto una formazione nelle scuole di teatro italiane ma crediamo che un attore debba studiare e contemporaneamente dormire, mangiare, bere, respirare e sognare e soffrire su un palcoscenico, come un pilota che ha bisogno di ore di volo o di un marinaio tanto bisognoso di tempeste e forti venti. Detestiamo le immagini retoriche per parlare di cose concrete e la poetica dell’attore è l’arte concreta di far apparire (poiesis) i morti mai dimenticati perché eternamente ricordarti nelle e dalle parole di un vivo per altri vivi. Ecco, forse questo è il principio che ci ha guidato nel labirinto tragico: resuscitare i morti per scoprirci vivi. Mah…come vedete non è così originale, questo era il canto del capro. Annalisa Bianco e Virginio Liberti (EGUMTEATRO) Estratti dalle critiche: … un gruppo guida come EGUMTEATRO da sempre dedito al teatro moderno decide di misurarsi con l’antichità e lo fa in modo del tutto insolito, titolando con ironia Che tragedia! una serie di traduzioni classiche firmate da Edoardo Sanguineti, puntando esclusivamente su brani dei cori e dei messaggeri. A esprimerli con occhi sbarrati e precisi movimenti corporei, precisi fino alle vibrazioni, ci sono quattro ragazzi tra il 24 e i 30 anni… e anche se si sussurra del Dioniso, delle Baccanti, o si grida di Andromaca divenuta schiava, non si smette di parlare di noi, di questa umanità che galleggia nei secoli, grazie ad una comunicazione che scavalca il suono per trasmetterci vibrazioni sensitive. Gran serata con prove da brivido di Lorenzo Gleijeses, Armando Iovino, Andrea Capaldi, Davide Pini Carenzi. Franco Quadri – La Repubblica … lode ai due intrepidi registi e, in specie, ai loro quattro attori, tutti bravissimi nella scansione ritmica del testo. Essi sono Lorenzo Gleijeses, Armando Iovino, Andrea Capaldi, Davide Pini Carenzi. Franco Cordelli – Corriere della Sera … in Che tragedia! di EGUMTEATRO (in collaborazione con lo Stabile di Calabria), c’è un sottotesto non dichiarato che arriva dall’antica Grecia al Romanticismo… la fisicità dell’attore (Lorenzo Gleijeses per primo), il linguaggio del suo corpo, è il vero linguaggio del teatro… la bellissima scena dell’acqua con due attori che vi si agitano fino ad immergervisi completamente, mentre Gleijeses/Dioniso rievoca compiaciuto il modo in cui ha “violentemente confuso” Penteo (Baccanti). Renato Nicolini – L’Unità … Davvero una gran bella prova artistica questa, e coraggiosa, da parte di un gruppo giovane e agguerrito come Egumteatro…. I quattro attori corrono, , si affannano, declamano in una prova che a momenti si fa atletica (Fino all’apnea, con momenti di brivido, con risalite dove lo sforzo del raccontare è commovente, appassionante). Come la scena del coro che, in una corsa simultanea, da fermi, restituisce un crescendo ritmico e sonoro dove non conta più tanto la narrazione quanto lo spasmo nervoso, febbrile, parossistico dei coreuti, la corporeità al servizio della parola a dilatarne il senso, a spostare , come a teatro si deve fare, il limite tra senso e suono. E’ raro godere di un tale e assoluto livello di spettacolarità teatrale, che unisce raffinatezza di traduzione, novità di ideazione della regia competenza e generosità attoriale. Renzia D’inca - Hystrio EGUMTEATRO Annalisa Bianco e Virginio Liberti danno vita alla compagnia Egumteatro nel 1994 a Milano. Nel 1998 si trasferiscono nella provincia di Siena dove iniziano un'intensa attività sul territorio. Egumteatro crea un premio di drammaturgia, tiene seminari per attori professionisti, realizza spettacoli con gruppi dialettali, con gli allievi delle scuole elementari e con gli ex lungo-degenti dei servizi psichiatrici. Nella serie editoriale intitolata I Quaderni di Teatro raccoglie interviste inedite ad importanti registi europei. Dal 2002 cura la direzione artistica di Amiata Festival, festival di arti popolari che si svolge in agosto nei Comuni dell'Amiata senese. La compagnia ha vinto il Premio Speciale UBU Giuseppe Bartolucci nel 1998. Tra gli spettacoli più recenti realizzati dal gruppo ricordiamo: Quartett da “Le relazioni pericolose di Laclos” (2002) e Hamletmachine di Heiner Muller (2004), Loretta Strong (2004) e L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi (2006) di Copi. Hamletmachine e Loretta Strong sono stati presentati al Festival delle Colline Torinesi rispettivamente nel 2004 e nel 2005. Un anno con 13 lune tratto dall’omonimo film di Fassbinder ha debuttato nel 2007 proprio al Festival delle Colline, è ancora in tournée in Italia ed è valso al protagonista, l’attore torinese Michele Di Mauro, la candidatura a miglior attore ai Premi Ubu 2007. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Stabile di Innovazione Milano, 10 novembre 2008 Comunicato Stampa 18 > 30 novembre Politecnico Teatro, presenta LA SONATA A KREUTZER di Leone Tolstoj Versione teatrale, interpretazione e regia, Alvaro Piccardi Scene e costumi, Lorenzo Ghiglia Assistente alla regia Luigi Campi Assistente di palcoscenico Giovanni Piccardi Collaboratori Lapo Bini, Valerio di Filippo, Fabio Vincenzi “La sonata a Kreutzer” è certamente una delle più sofferte e drammatiche opere di Tolstoj. Un uomo ha ucciso la moglie. Viene processato e assolto in base a una legge che riconosce ampie attenuanti per il delitto di gelosia. Ora è libero. Racconta la sua storia, l’incontro con la moglie, il matrimonio, le sue ragioni del delitto. E’ destinato a raccontare, a rivivere, a ripercorrere il tragitto. La storia di un’ossessione … l’ossessione della donna, l’incapacità di riconoscere la donna come essere umano, ma solo come oggetto di desiderio. Solo dopo morta il protagonista ammette “Guardai il viso di lei, livido e gonfio, e per la prima volta mi dimenticai di me, dei miei diritti, del mio orgoglio, e per la prima volta vidi in lei una creatura umana.” Uno spettacolo forte, violento, emotivo. Il viaggio di un attore nella zona di confine fra realtà e allucinazione, fra l’esplosione dei sentimenti e il freddo e delirante argomentare. Una ricerca delle vibrazioni più intime e interiori dell’animo umano al servizio delle necessità del personaggio e di un grande testo di un grande autore del passato: un testo ancora oggi vivo e palpitante in grado di illuminare in modo potente zone inquietanti e scomode della nostra esistenza. Alvaro Piccardi è stato attore dello storico «Gruppo della Rocca», poi attore e regista di importanti allestimenti, in anni recenti si è dedicato all'attività pedagogica: e oggi, firmando anche adattamento e regia, ritorna felicemente al palcoscenico. Piccardi si misura con un monologo impegnativo, tratto dalla Sonata a Kreutzer che Tolstoj scrisse nel 1889 ispirandosi alla celebre opera di Beethoven, uno dei racconti più caustici e amari del maestro russo. Così la critica: “Quel che gratifica lo spettatore è concentrarsi sulla prova d'attore, su quella piccola-grande dimostrazione di capacità interpretative che Piccardi concede. Il pubblico lo trova già in scena, elegante in tight grigio scuro, seduto su una delle sette sedie che costituiscono la scarna scena pensata da Lorenzo Ghiglia. Poi un boffonchiamento, un soffiarsi il naso, un bere qualcosa, assaporandone bene il sapore, facendo girare il liquore tra i denti, muovendo la bocca da intenditore. Ancora il naso, con un fazzoletto rosso. Poi, come uno scoppio naturale, come un discorso che si riallaccia dopo una lunga pausa, inizia il monologo che è dialogo con il pubblico, ancora illuminata la sala. La narrazione è sospesa, quasi leggera, disinvolta, salvo poi accendersi in fiammate o in esagerazioni di perplessità.” Andrea Porcheddu, www.delteatro.it “La sona a Kreutzer” è una vera sorpresa, un piccolo gioiello nel desolato panorama del teatro romano. Dico di più: è uno spettacolo imperdibile. Non capita mai, in ispecie nei teatri di minor capienza, che il pubblico chiami agli applausi gli interpreti (in questo caso l’unico interprete) un così nutrito numero di volte, quante ne ho registrate alla fine della replica cui ho assistito. In un crescendo di intensità, Piccardi si identifica nell’assassino. Ma la sua arte è tutta nel mostrarne, con sottigliezza sempre più insinuante, la falsa coscienza o, forse l’ipocrisia. Franco Cordelli, Il Corriere della sera Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info: www.teatroi.org Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it |
| Stabile di innovazione COMUNICATO STAMPA 28 ottobre 2008 “Pasqua” di Strindberg: fiaba nera a lieto fine in prima nazionale al Teatro Out Off di Milano dal 4 al 16 novembre 2008 Sacra rappresentazione, fiaba nera a lieto fine, dramma visionario e mistico, Pasqua, uno dei testi teatrali meno noti di Strindberg è di certo una sfida interessante per Monica Conti che ne cura la regia e la drammaturgia, presentandolo in prima nazionale al Teatro Out Off di Milano da martedì 4 a domenica 16 novembre 2008. Coproduzione L’ART e Teatro Out Off, lo spettacolo vede in scena Michela Martini, Federico Manfredi, Silvia Ajelli, Greta Zamparini, Alessandro Lussiana e Nicola Stravalaci, protagonisti di una storia tutta borghese dalla trama semplice: la famiglia di Heyst, uomo inetto e orgoglioso che si trova in carcere, è assillata da un creditore senza scrupoli, Lindkvist. Ciascuno reagisce a seconda della propria indole, come ad esempio la giovane figlia di Heyst, Eleonora, figura che assurge al ruolo di capro espiatorio. Ma a sorpresa, il creditore cancella i debiti in nome di un’antica gentilezza ricevuta anni addietro dal capofamiglia. Scritto nel 1900, poco tempo dopo una profonda crisi che avvicinò il drammaturgo svedese al misticismo visionario, Pasqua concentra nelle tre giornate del rito, venerdì, sabato e domenica, un percorso morale che mette in campo colpa, pentimento e redenzione, e la figura di un Dio buono che perdona e di un’umanità infantile, pronta a spaventarsi profondamente di fronte al pericolo ma poi altrettanto rapida a scordarsene una volta che torna la serenità. Amato da Kafka, Pasqua è una forma di teatro dell’assurdo in cui il sublime e il banale si scontrano di continuo, l’angoscia stringente e la disperazione si stemperano nei toni della favola. Infatti “Strindberg - dichiara la regista Monica Conti - chiama questo suo lavoro “mistero”. I misteri e le sacre rappresentazioni si recitavano per imparare una cosa buona ed erano scritti in una forma semplice e quasi ingenua accessibile a tutti. Esattamente come le favole”. “Di questo geniale infelice che fu Strindberg – prosegue Monica Conti nelle note di regia - “Pasqua” è il tentativo di un momento di pace. Pieno di buona volontà Strindberg scrive un finale di Redenzione, quasi totalmente luminoso, con una lezione morale: è l’occhio “nero” e nevrotico che ingigantisce il negativo e le paure, che ci fa temere l’incontro con l’estraneo, col “mostro”. Basta cambiare occhio e le stesse cose appaiono diverse. Si può arrivare anche ad essere nuovamente bambini e credere nella Fiaba – Mistero di una Pasqua che libera dall’angoscia. O, più semplicemente, la Pasqua è proprio l’incontro con “l’altro” che, forse, ha qualcosa di nuovo da raccontarci”. 4 > 16 novembre - PRIMA NAZIONALE Coproduzione L’ART e Teatro Out Off PASQUA di August Strindberg drammaturgia e regia Monica Conti Michela Martini (La Signora Heyst) Federico Manfredi (Elis, suo figlio, laureando in filosofia, maestro) Silvia Ajelli (Eleonora, sua figlia) Greta Zamparini (Cristina, fidanzata di Elis) Alessandro Lussiana (Beniamino, studente) Nicola Stravalaci (Lindkvist) Scene Claudia Calvaresi Costumi Roberta Vacchetta Luci Marcello Jazzetti Suono Alessandro Saviozzi Direzione Allestimento Gennaro Cerlino Assistenti alla regia: Sonia Bonacina, Camilla Fraschini Trucco: Maria Bojkowa consolle: Franco Lupi Macchinista: Vittorio Giuliana Foto di scena:Tommaso Le Pera Direzione organizzativa Oreste Valente Scene Laboratorio Ostorero- Noleggio materiale luci: White lights- Parrucche: Audello Torino Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Dopo HIM che debutta stasera all’Out Off,
domani 22 ottobre è la volta di K313 (repliche il 24 e 25 ottobre ore 20.45;
26 ottobre ore 16.00) da “Breve canzoniere” di Tommaso Landolfi. Recital letterario. riduzione a cura di Chiara Lagani con: Marco Cavalcoli e Chiara Lagani regia: Luigi de Angelis produzione Fanny & Alexander, in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova Con preghiera di segnalazione: Iniziative collaterali agli spettacoli di Fanny & Alexander: IL RUMORE DELLE IMMAGINI. Presentazioni di libri presso il Ristorante LE QUINTE, all'interno del teatro: 22 ott. ore 21.45 “La foto di Moro”, di Marco Belpoliti (ed. Nottetempo, 2008). Partecipano l’autore e Fanny & Alexander. 25 ott. ore 21.45 “All’ordine del giorno è il terrore” di Daniele Giglioli (ed. Bompiani, 2007). Partecipano l’autore e Fanny & Alexander. 26 ott. ore 17.00 “6 SETT.2007” di Fanny & Alexander e Monica Bolzoni (ed. Il Vicolo, 2008). Partecipano gli autori e l’editrice Marisa Zattini. |
| Stabile di Innovazione Milano, 13 ottobre 2008 Comunicato Stampa Al Teatro Out Off dal 21 al 26 ottobre due creazioni di Fanny & Alexander, uno dei gruppi più interessanti della nuova scena italiana. Fanny & Alexander , presenta HIM (21e 23 ottobre ore 20.45; 25 ottobre ore 22.30; 26 ottobre ore 17.45) if the wizard is a wizard you will see... produzione Fanny & Alexander con Marco Cavalcoli drammaturgia Chiara Lagani regia Luigi de Angelis promozione Valentina Ciampi e Marco Molduzzi ufficio stampa Marco Molduzzi logistica Sergio Carioli amministrazione Marco Cavalcoli «E la voce?». Chiese la bambina. «Oh, io sono ventriloquo», disse l’omino, «e posso fare uscire il suono della mia voce da dove voglio; per questo hai creduto che venisse fuori dalla testa. E adesso vi mostrerò le altre cose che ho adoperato per ingannarvi...» F. L. Baum, Il Meraviglioso Mago di Oz Malgrado la durezza e la crudeltà che mi è sembrato di vedere nel suo viso, ho avuto l’impressione che davanti a me ci fosse un uomo di cui ci si poteva fidare, una volta che avesse dato la sua parola. Dal discorso di N. Chamberlain alla Camera dei Comuni, 28 settembre 1938 Forse delle immagini mi affascina proprio la possibilità di non controllarle mai fino in fondo. Non so esattamente perché, ma mi sembra sempre che le immagini non appartengano mai a nessuno e che invece siano lì, a disposizione di tutti. Maurizio Cattelan, Lectio magistralis Al termine della sua famosa storia Dorothy giunge a Oz e, in procinto di essere esaudita, scopre che il suo mago è un falso mago e un vero artista: un ventriloquo, esperto d’aria e mongolfiere, di illusioni e altre cose inesistenti. Le alterne sembianze del mago - la grande testa, la bella dama, la bestia feroce - si rivelano fittizie e mendaci. Ma erano davvero un inganno? Se si volesse dar un volto a questo mago, concedere un’apparenza istantanea al suo smascheramento, forse più che un’immagine occorrerebbe una lacuna, una traccia, un lembo del suo possibile e misterioso aspetto. Quest’istantanea, però, sarebbe lunga quanto la storia che l’ha prodotta, o che dall’immagine si è generata, lunga quanto il racconto intero che le è sigillo e che lei sigilla. Il Mago, protagonista indiscusso della storia, artefice dell’inganno e della realtà dell’opera, ne è forse il primo e solo committente: inginocchiato, crudele e devoto, esile figurina desunta dalle pale di un altare barocco, spettro tridimensionale rubato alla storia o alla storia dell’arte, statuetta ambigua sottratta a un più maestoso, ma invisibile, monumento civile. Sinossi Su un grande schermo approntato su palco è proiettato un film su Il Mago di Oz. Al di sotto, al centro della scena, la figura di un piccolo dittatore-direttore d’orchestra, ossessionato dal film, del quale esegue senza tregua il doppiaggio, arrogandosi tutti i ruoli e, di più, l’intera parte audio: voci, musiche, suoni e rumori. La comicità scaturisce proprio dall’impossibilità di poter doppiare effettivamente tutto e quindi dalla necessità di selezionare, volta a volta, le parti e i punti a cui dare voce. E’ come se il piccolo dittatore-direttore fosse „parlato“ dal film. Egli adatta ai propri toni una differente modalità per ognuno dei personaggi e degli eventi del film, in un’esilarante miscela performativa che da un lato esalta il susseguirsi della narrazione del film, dei colpi di scena, delle battute, mentre dall’altro vi aggiunge la vitalità che è caratteristica dei modi e dei ritmi propri del teatro. K313 (22, 24 e 25 ottobre ore 20.45; 26 ottobre ore 16.00) da “Breve canzoniere” di Tommaso Landolfi. Recital letterario. riduzione a cura di Chiara Lagani con: Marco Cavalcoli e Chiara Lagani abiti: Bianca e Blu, Monica Bolzoni, Moda Designer regia: Luigi de Angelis produzione Fanny & Alexander, in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova promozione Valentina Ciampi e Marco Molduzzi ufficio stampa Marco Molduzzi logistica Sergio Carioli amministrazione Marco Cavalcoli si ringraziano Idolina Landolfi, Paula Noah de Angelis, Rodolfo Sacchettini, Sofia Vannini Se delle parole potessimo fare a meno, se avessimo in cambio qualcosa di più sostanzioso e di più sciocco, diretto, immemore, stupito, allora... T. Landolfi Lascio uscire da me i segni che ho ricevuto. A. Warburg Non è dato oggi di amare se non si ritiene preliminarmente che l’amore sia ormai impossibile o almeno condannato. E. Zolla Due attori. Due amanti. Della loro vita umana nulla trapela, perfino i nomi non si ritrovano nel testo. Una storia d’amore per il linguaggio, per le forme. Una possibile riflessione sul dialogo d’amore come lingua disintegrata e disintegrante, lingua impossibile, lingua oltre l’utopia. Breve canzoniere è un prosimetrum che inserisce in un breve romanzo 14 sonetti dedicati alla protagonista e sottoposti al suo giudizio feroce. È un dialogo utopico fra due esseri fatti parola, due catene di montaggio di significazioni. Cosa accadrà quando ogni parola si esaurirà? Che ne sarà, nel pieno silenzio, di quest’AMORE? Sarà questa sopravvivenza una luce, un colore, un odore? Potranno le parole più “cupe trite e polverose”, le parole ordigno restare inesplose? Potrà il dialogo più violento e crudo farsi soffio fantasmatico, cinguettio degli angeli, musica, come nella sonata per flauto e orchestra K.313 di Mozart, nume, vate, modello retorico sempre evocato? Sinossi K.313 è associato ad un’immagine-icona ispirata a un fatto di cronaca: l’attentato del 2002 al Teatro Dubrovka di Mosca in cui un gruppo di terroristi ceceni presero in ostaggio gli spettatori. Qui, in effetti, il pubblico non è in ostaggio di nessun terrorista, ma è uno dei più feroci testi di Tommaso Landolfi a tener prigionieri pubblico e artisti in una situazione che è ai limiti del surreale. In scena ci sono due attori, di fronte a ciascuno un tavolino con due microfoni a filo, due registratori, un quaderno di poesie, delle lettere d’amore, un’abat-jour, un porta cipria, un pacchetto di sigarette, dei dadi. I due, in eleganti costumi di alta moda allusivi all’immagine terroristica (eleganti passamontagna, una scintillante borsetta-esplosivo...), posizionano una telecamera a raggi infrarossi che li riprende per tutta la durata del loro dialogo. Il filmato è proiettato live su un grande schermo alle loro spalle, e quell’immagine sgranata ricorda i ben noti messaggi video registrati dai terroristi e inviati alle emittenti televisive. Il recital ha un andamento duplice: da una parte il nudo testo, rarefatto, intimissimo, dall’altra le musiche di Mozart, richiamate dalle parole di Landolfi (il Concerto per Flauto e Orchestra K.313) e contenute nei registratori e amplificate mediante gli stessi microfoni. Al termine una batteria di flash luminosi interrompe il dialogo illuminando a tratti le due figure, riverse sulle sedie. * il 25 e 26 ottobre ingresso € 3 per: Festa del Teatro - Teatri aperti Fanny & Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da Luigi de Angelis e Chiara Lagani. Ha finora prodotto una cinquantina di eventi, tra spettacoli teatrali e produzioni video e cinematografiche, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, convegni e seminari di studi, festival e rassegne. Nel 2006 ha portato a termine un progetto triennale legato al romanzo Ada di Nabokov svoltosi per tappe in una copiosa germinazione di spettacoli, eventi installativi e cinematografici, percorsi d’indagine letteraria culminati con la pubblicazione nel 2006 del libro Ada - romanzo teatrale per enigmi in sette dimore liberamente tratto da Vladimir Nabokov edito da Ubulibri e del dvd Rebus per Ada di Fanny & Alexander e Zapruder Filmmakersgroup per Luca Sossella editore nel 2007. Luigi de Angelis, regista, scenografo, grafico, filmmaker, light e sound designer, assemblatore musicale e performer. Ha studiato canto gregoriano e pianoforte. Le sue ideazioni partono da una interrelazione tra musica, spazio sonoro e spazio scenico che coniuga gli sviluppi più interessanti delle arti figurative e del repertorio musicale contemporaneo. Chiara Lagani è drammaturga, scrittrice, studiosa del linguaggio, costumista e attrice. Da anni compie un complesso lavoro di tessitura culturale e di indagine tematica assieme a studiosi e ricercatori quali Stefano Bartezzaghi, Margherita Crepax, Florence de Mèredieu, Alan Jay Edelnant, Elisabetta Gulli Grigioni, Jean Jacques Lecercle, Idolina Landolfi, Caterina Marrone, Antonella Sbrilli, Luca Scarlini, Maria Sebregondi, Rodolfo Sacchettini, Cristina Terrile. Ha condotto diversi laboratori per attori in Europa, ma anche conferenze in centri culturali e teatrali. Marco Cavalcoli, attore. Dal 1997 è parte integrante della compagnia. Il suo percorso si intreccia a quello della compagnia Teatrino Clandestino negli spettacoli: Mondo Mondo (1995), Sinfonia Majakovskiana (1997) e Ossigeno (2006). Iniziative collaterali agli spettacoli di Fanny & Alexander: IL RUMORE DELLE IMMAGINI. Presentazioni di libri presso il Ristorante LE QUINTE, all'interno del teatro: 22 ott. ore 21.45 “La foto di Moro”, di Marco Belpoliti (ed. Nottetempo, 2008). Partecipano l’autore e Fanny & Alexander. 25 ott. ore 21.45 “All’ordine del giorno è il terrore” di Daniele Giglioli (ed. Bompiani, 2007). Partecipano l’autore e Fanny & Alexander. 26 ott. ore 17.00 “6 SETT.2007” di Fanny & Alexander e Monica Bolzoni (ed. Il Vicolo, 2008). Partecipano gli autori e l’editrice Marisa Zattini. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info: www.teatroi.org Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Milano, 22 settembre 2008 Comunicato Stampa 14 > 19 ottobre Mixò, in collaborazione con Associazione Teatrale Pistoiese, presentano in anteprima nazionale OLIO di Marco Calvani con Monica Scattini, Mauro Marino e Michael Schermi regia Marco Calvani Dopo il successo ottenuto con Le Mani forti, la pièce teatrale ispirata alle vicende di Erika e Omar, rappresentata anche in Spagna, Inghilterra ed Argentina, Marco Calvani debutta alla regia con Olio, una commedia nera interpretata da Monica Scattini, Mauro Marino e Michael Schermi, in scena in anteprima nazionale dal 14 al 19 ottobre 2008 al Teatro Out Off di Milano. Attingendo ancora all’attualità, Calvani in OLIO racconta in forma di monologo tre storie. Quella di Leo, un ambizioso attore di teatro che firmando un contratto per un reality show inizia una scalata verso il successo ma anche una vera discesa agli inferi, del suo compagno Miky un brillante avvocato ossessionato dall’idea di ridare un ordine al mondo, e di Giò, un agente di spettacolo arrivista, una macchina da lavoro e da soldi, vittima della propria ambizione e della propria solitudine. La parabola discendente di un attore che inseguendo il successo finisce per bruciare non solo la sua carriera ma la sua stessa identità, si intreccia con quella di altri personaggi che lottano, più o meno consapevoli, per mantenere quella piccola umanità che è loro ancora concessa, che si ingegnano per accaparrarsi l’amore, un pezzo d’eternità, e si ritrovano costretti ad una drammatica ed inevitabile presa di coscienza. I tre monologhi si sviluppano in un veloce e vorticoso susseguirsi di quadri in cui i singoli personaggi pur parlandosi rimangono separati fra di loro, senza toccarsi o guardarsi mai, isolati nel loro universo come nel loro destino. Un viaggio nelle coscienze dei tre protagonisti vuole essere così spunto per una lucida riflessione sullo sfarinamento morale dei nostri tempi, in cui come l’Olio o il petrolio tutto e tutti hanno un prezzo e in cui la televisione diventa il simbolo, la superficie patinata di un malessere ben più diffuso. Una favola ironica e cattiva sull’eterno conflitto fra la ragione e la passione, e sulla fragilità di un’identità al cospetto dell’autorità. Una commedia nera sulla paura della fine e della morte, e sulla umana folle rincorsa al possesso e all’affermazione di se stessi. Marco Calvani (1980), giovane attore formatosi alla scuola del Teatro della Limonaia debutta come drammaturgo nel 2002 con Quasi, scritto con Federica Santi. Dopo Teloleggonegliocchi! (2003) e un terzo lavoro per il Festival di Todi scrive nel 2005 per il Phoenix Theatre di Londra La vita bassa (Low Life) che girerà in Italia, Germania e Olanda. Le Mani Forti (2006), pièce liberamente ispirata alla tragedia di Novi Ligure, è attualmente in produzione in Europa e in Argentina. Mixò (www.mixonline.eu) nasce nel dicembre 2005 e riunisce giovani attori e autori italiani nello scopo di promuovere opere originali di teatro e di cinema. Ha sede a Roma e sta sviluppando progetti sia a livello nazionale, sia in ambito internazionale. Collabora tra gli altri con il Teatro Metastasio Stabile della Toscana di Prato e con il Duse Studio di Roma, centro internazionale di cinema e teatro. A livello internazionale sono collegati al Phoenix Theatre, al National Theatre e al Bush Theatre di Londra, agli Artistas Unidos di Lisbona, alla Platea Social di Barcellona e al Théatre des Celestins di Lione, con i quali sono in via di realizzazione progetti sulla nuova drammaturgia e sulla mescolanza dei diversi linguaggi teatrali. Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Stabile di Innovazione Milano, 9 settembre 2008 Comunicato Stampa 30 settembre > 12 ottobre PsicopompoTeatro Con il contributo di: IMAIE, Regione Lazio, Rialto Santambrogio, Banca IntesaSan Paolo Presenta HAMELIN di Juan Mayorga traduzione e regia: Manuela Cherubini luce: Gianni Staropoli suono: Grazieano Lella assistente alla regia: Claudia Gaviglia lettering di scena: Ale Sordi con Raimondo Brandi (Gianmaria); Luisa Merloni (Giulia e Licia - le madri); Mariano Nieddu (Giudice Montero); Alessandro Quattro (Alessio e Luca - il padre ed il fratello); Patrizia Romeo (Rachele - la psicopedagogista); Roberto Rustioni (Didascalista); Marco Vergani (Alessandro Riva) HAMELIN E’ una parabola contemporanea della fiaba “Il pifferaio di Hamelin”, che lo stesso Mayorga richiama spesso nel testo. Hamelin è l’inchiesta di un giudice istruttore intorno ad un caso di presunte molestie sessuali subite da un bambino. In scena agiscono il giudice e la sua famiglia, l’accusato, la vittima e la sua famiglia, una psicopedagogista e il didascalista, voce dentro e fuori dalla storia, che la racconta, la osserva, vi agisce e quindi, a volte, la modifica. In scena è anche la città, gli spettatori, che sono chiamati in causa a giudicare, ad interrogarsi sulla validità del proprio sguardo e sulla natura stessa del mezzo, del teatro. In Hamelin le incertezze dominano il gioco investigativo, alla ricerca non di un territorio franco, ma dello sguardo dello spettatore, guidandolo ad osservare le perversioni suscitate dall’anonimato urbano e quelle che alimentiamo noi stessi, protetti da un’idea puramente formale di ordine sociale. Sono un uomo, niente di ciò che è proprio dell’uomo mi è estraneo. Terenzio E all’improvviso un mormorio d’ombre, un rumore sinistro ai nostri piedi ci fa temere che i topi siano già qui, fra di noi. E mentre corriamo in cerca dei bambini, temiamo che il “c’era una volta” ci raggiunga come una lingua nera. E che, come una profezia, si compia per noi la fiaba. Juan Mayorga Hamelin è un’opera sul linguaggio. “Su come si forma e su come ammala il linguaggio”, perché il linguaggio è un corpo vivo, può ammalarsi ed ammalare la realtà. Una cosa è il nome che decidiamo di darle. La Verità è questo: ciò che noi desideriamo sia, ciò che noi temiamo sia. A perdere in questo gioco, sono coloro che non possiedono gli strumenti per dominare il linguaggio: i più poveri, i più piccoli. Manuela Cherubini Juan Mayorga è nato a Madrid nel 1965. Potrà sembrare strano, ma il suo curriculum accademico conta una laurea in Matematica e un dottorato in Filosofia. Teatralmente si è formato con il drammaturgo cileno Marco Antonio de la Parra, con Sarah Kane, e con José Sanchis Sinisterra. Dal 1998 insegna Drammaturgia e Filosofia presso la Real Escuela Superior de Arte Dramático de Madrid; è membro fondatore del collettivo teatrale “El Astillero”, e membro del consiglio di redazione delle riviste “Primer Acto” e “Acotaciones”. Come autore si è rivelato all’attenzione del pubblico nel 1998 con Cartas de amor a Stalin, ma la consacrazione è avvenuta nel 2003 con Alejandro y Ana. Lo que España no pudo ver del banquete de la boda de la hija del presidente (scritta a quattro mani con Juan Cavestany), seguito l’anno successivo da Últimas palabras de Copito de Nieve, entrambe portate in scena dalla compagnia Animalario. Mayorga è oggi probabilmente l’autore in castigliano più rappresentativo e importante della sua generazione. Hamelin, la sua ultima opera, ha fatto incetta di Premi Max, il più prestigioso riconoscimento del teatro spagnolo. Il 9 ottobre al Salón de Actos • Instituto Cervantes • via Dante, 12 • Milano, ore 18.00 Presentazione della monografia: Juan Mayorga. Teatro - edizioni Ubulibri Himmelweg, Animali notturni, Hamelin, Il ragazzo dell’ultimo banco Insieme al drammaturgo Juan Mayorga, saranno presenti Franco Quadri (editore Ubulibri di Milano), Davide Carnevali (curatore del volume), Antonella Caron (traduttrice) e Manuela Cherubini (regista) Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20 Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30 Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano) Abbonamenti: Offcard 35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro; (over 60) 20 euro Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105 E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it |
| Stabile di Innovazione 30 luglio 2008, ore 21 FOTOFINISH con Antonio Rezza allestimento scenico Flavia Mastrella mai scritto da Antonio Rezza regia di Flavia Mastrella e Antonio Rezza E’ la storia di un uomo che si fotografa per sentirsi meno solo. E grazie alla moltiplicazione della sua immagine arriva a credersi una moltitudine che non c’è. Alla fine capisce che nulla è mai esistito. L’unica cosa che esisteva era la sua solitudine. Che non può essere fotografata perché la solitudine è l’assenza di chi non ti è vicino. Flavia Mastrella e Antonio Rezza dal 1987 hanno realizzato otto opere teatrali interpretate da Antonio Rezza all’interno degli spazi ideati dall’artista e scultrice Flavia Mastrella. Oltre al teatro e all’arte il loro interesse si è rivolto anche al cinema, alla televisione e alla narrativa. Insieme hanno prodotto e realizzato numerosi cortometraggi e tre film: “Escoriandoli”, presentato a Venezia nel 1996, ”Delitto sul Po”, antifilm a corpo morto del 2001 e “Fotofinish 2” del 2007. Per la televisione hanno scritto e diretto tra il 1999 e il 2000 il programma “Troppolitani”, interviste a corpo libero condotte da Rezza e trasmesse su RAI 3. Tra il 1990 e il 2000 Flavia Mastrella espone sculture, video-sculture e foto a Roma e Zurigo. Antonio Rezza è anche autore di quattro romanzi , il suo ultimo lavoro s’intitola “Credo in un solo oblio” edito da Bompiani (2007). Orario spettacolo: ore 21 Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto Ingresso libero fino ad esaurimento posti (Posti già esauriti) Informazioni e prenotazioni 02.34532140 (lun./ven. dalle 10 alle 20) Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano info@teatrooutoff.it ; www.teatrooutoff.it ; www.rezzamastrella.it |
| ____Grazie a
www.puntoflamenco.it
Dal 7 al 9 luglio 2008 |