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13/lug/2011 , ore 21:30 Sting Estadio de Gran Canaria, Las Palmas  Tickets 

15/lug/2011 , ore 22:00 Sting Plaza de Toros de Granada, Granada  Tickets 

16/lug/2011 , ore 22:00 Sting Festival Jardins de Cap Roig, Cap Roig  Tickets 

25/lug/2011 , ore 20:30 Sting Sporting Summer Festival, Monte-Carlo  Tickets 

30/lug/2011 , ore 21:00 Sting Cavea Auditorium Parco della Musica, Roma  Tickets 

31/lug/2011 , ore 21:30 Sting Piazza Loggia, Brescia  Tickets 

 Luglio Suona Bene 2011


STING

Ensemble Symphony Orchestra
diretta da Sarah Hicks

Symphonicity tour 2011

I suoi più grandi successi eseguiti con orchestra sinfonica e band

“Un’esibizione eccezionale.” Bild Hamburg (Germania)
“Sting con l’orchestra è magia rock.” La Stampa (Italia)
“…assolutamente perfetto in ogni dettaglio…la performance ideale.”
Komsomolskaya Pravda (Russia)
“Si può dire che ogni piccola cosa che ha fatto fosse magica .”
Rzeczpospolita (Polonia)
“Di prima classe, in ogni senso.” A-Listed (Gran Bretagna)

SABATO 30 LUGLIO CAVEA ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

BIGLIETTI: PARTERRE €220,00 PARTERRE LATERALE €220,00
TRIBUNA CENTRALE €200,00 TRIBUNA MEDIANA €150,00
TRIBUNA LATERALE I SETTORE €80,00; TRIBUNA LATERALE II SETTORE €50,00

Il tour mondiale Symphonicity di Sting farà tappa al Parco della Musica. A sette mesi di distanza dall’ultimo concerto in Auditorium, Sting eseguirà i suoi più grandi successi riproposti con arrangiamento sinfonico. I suoi brani più famosi, scelti all’interno di una lunga e illustre carriera (numerosi dischi di platino, un incredibile numero di canzoni che hanno raggiunto il top delle classifiche mondiali, innumerevoli premi e riconoscimenti, la sbalorditiva cifra di quasi 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo) sono stati reinterpretati in chiave sinfonica con gli strumenti orchestrali di Jorge Calandrelli, David Hartley, Michel Legrand, Rob Mathes, Vince Mendoza, Steven Mercurio, Bill Ross, Robert Sadin, e Nicola Tescari.
La scaletta comprenderà pezzi storici dei Police tra cui “Every Little Thing She Does Is Magic”, “Roxanne”, “Next To You” e “Every Breath You Take,” oltre naturalmente ai brani più famosi della sua carriera da solista, come “Englishman in New York,” “Fragile,” “Russians,” “If I Ever Lose My Faith in You,” “Fields Of Gold,” e “Desert Rose.”

Sting sarà inoltre accompagnato da un gruppo di grandi musicisti, tra cui Dominic Miller (chitarrista di Sting da lungo tempo), Rhani Krija (percussionista multi-genere di Sting da diverso tempo), Jo Lawry (alla voce) e Ira Coleman (al basso).

La prima avventura discografica di Sting nel mondo della musica classica è stata con l’album di successo “Songs from the Labyrinth”, un’interpretazione con liuto della musica del compositore del Sedicesimo secolo John Dowland, pubblicato dalla Deutsche Grammophon nel 2006 e presentato al Parco della Musica. Dopo aver terminato il tour mondiale che ha segnato l’attesissima reunion dei Police, STING è tornato a dedicarsi alla sua grande passione per la mescolanza di generi musicali con la pubblicazione nel 2009 di “If… On A Winter's Night...”, debuttato al numero 1 della classifica classica di Billboard.
Come solista e membro dei Police, Sting ha ricevuto sedici Grammy, due Brit, un Golden Globe, un Emmy, tre nomination agli Oscar, il Century Award assegnato dalla rivista Billboard, e la nomina di Person of the Year da MusiCares nel 2004. E’ inoltre incluso sia nella Rock and Roll Hall of Fame che nella Songwriters Hall of Fame.
In occasione del tour mondiale è stato recentemente pubblicato il CD/DVD dal vivo, Live in Berlin, featuring the Royal Philharmonic Concert Orchestra, conducted by Steven Mercurio. Questa raccolta esclusiva contiene materiale inedito e molti dei suoi brani più famosi, come “Roxanne,” “Every Little Thing She Does Is Magic,” “King Of Pain,” “Fields Of Gold,” e molti altri, tutti riproposti in chiave sinfonica. Con la partecipazione speciale di Branford Marsalis in alcuni dei pezzi contenuti dell’album, questo live è la quintessenza di Symphonicity.
Nel luglio 2010 è stato pubblicato l’album Symphonicities, che comprende alcune delle canzoni più apprezzate del repertorio dei Police, come “Every Little Thing She Does Is Magic”, “Roxanne” e “Next To You,” e brani della carriera solista di STING, tra cui “Englishman In New York,” “I Burn for You,” “Why Should I Cry for You” e “She’s Too Good For Me”.



Info: 06.80241281 www.auditorium.com
Ufficio stampa Musica per Roma tel. 06.80241228 - 261 ufficiostampa@musicaperroma.it
Grazie a www.spettacolinews.it
 17/05/2011
Sting il 30 luglio nella Capitale
All'Auditorium Parco della Musica
di Carmen Guadalaxara
Video
Foto


Il tour mondiale Symphonicity di Sting farà tappa al Parco della Musica. A sette mesi di distanza dall’ultimo concerto in Auditorium, Sting eseguirà i suoi più grandi successi riproposti con arrangiamento sinfonico. I suoi brani più famosi, scelti all’interno di una lunga e illustre carriera (numerosi dischi di platino, un incredibile numero di canzoni che hanno raggiunto il top delle classifiche mondiali, innumerevoli premi e riconoscimenti, la sbalorditiva cifra di quasi 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo) sono stati reinterpretati in chiave sinfonica con gli strumenti orchestrali di Jorge Calandrelli, David Hartley, Michel Legrand, Rob Mathes, Vince Mendoza, Steven Mercurio, Bill Ross, Robert Sadin, e Nicola Tescari.
"Ho sempre avuto un interesse particolare per la musica senza confini - racconta Sting - e per le persone che riescono a suonare indifferentemente musica classica, rock and roll o jazz. Perché è proprio questo che mi piace, mi piacciono queste forme ibride. Non è più come i vecchi tempi, quando i musicisti classici non si sarebbero mai abbassati ad ascoltare musica pop, perché banale e sciocca. Probabilmente il primo brano di musica classica che io abbia ascoltato è stata la Sonata Al chiaro di luna. Sono riuscito ad imparare a eseguirne un pezzetto alla chitarra. Mia madre la suonava e io sapevo che era Beethoven. La melodia è meravigliosa. Poi sono arrivati i Beatles - avevo circa 10 anni – che hanno cominciato ad utilizzare piccoli pezzi di classica negli accordi, nel modo in cui strutturavano i brani. E pensavo: “Qui c’è un legame”.
Sull'orchestra aggiunge : "Quello che mi colpisce maggiormente dell’orchestra è che c’è un’ampia scelta di colori nella tavolozza. Si può fare quasi tutto, perciò ho scavato meglio nel mio repertorio e ho detto: “Proviamo questo, proviamo quello…” e ora abbiamo circa 40 canzoni arrangiate, e mi piacerebbe farne altre perché è come se le riportassi in vita. E’ come mettere un nuovo vestito a qualcosa”.
A volte le nuove armonie suggeriscono una melodia leggermente diversa. Io improvviso ogni sera. Non canto mai allo stesso modo. Sto imparando ad abbandonarmi di più alla melodia dell’orchestra, che è diversa da quel martellamento del gruppo rock, che ti fa sentire un treno a vapore legato in testa. E’ tutto molto più languido, come una nave sul mare. "Ogni sera imparo qualcosa di nuovo sulla canzone che canto. Avrò cantato Roxanne milioni di volte, ma c’è ancora qualcosa, una piccola inflessione da dare qua e là, e…oh, questo non l’ho mai fatto prima! La melodia può andare così. Ho libertà totale, e questo è proprio ciò che mi piace. Cantare è come volare. Puoi decollare o andare in picchiata, accelerare o rallentare, la libertà è totale e questo è esattamente quello che mi piace.

A proposito di “Every Little Thing She Does is Magic” spiega : E’ come se le avessi cucito addosso un nuovo vestito. Lo scheletro della canzone resta lo stesso, con la stessa struttura di base. Ma mi sono detto: “divertiti! Quello che voglio veramente è che pure i musicisti dell’orchestra si sentano sollecitati, piuttosto che stare seduti ad eseguire passivamente note dietro ad una ballata pop, perché fare così è come incollare carta da parati. Questo annoia loro, me e il pubblico. Mi sono detto: “scrivi qualcosa che assomigli a una sfida, voglio che gli esca il fumo dalle orecchie, che l’orchestra sia usata come uno strumento ritmico”.

E per "When we dance"?
Ho fatto una premessa dicendo che esistono due tipi di canzoni d’amore: uno è “ti amo, mi ami”, e questo è il tipo bidimensionale, noioso e circolare. Non va da nessuna parte. Ma “ti amo ma tu ami un altro…oppure stai con un altro” beh, questo è interessante. Così assume quell’aspetto tridimensionale intorno al quale puoi girare e raccontare una storia. Come sempre, da un punto di vista lirico, la religione mi interessa quando si interfaccia con l’amore romantico. Spesso penso all’amore romantico come analogo al desiderio spirituale, opposto a quello fisico… e alla frustrazione che dà. Per cui non separo mai il sacro dal secolare o dal profano.

"We Work The Black Seam”: Da un lato della mia città (Newcastle) c’era il cantiere navale Swan Hunter, dall’altro c’era la miniera di carbone Rising Sun - entrambe non più in funzione. Ma ricordo ancora le bande di minatori da un lato e gli operai del cantiere dall’altro. La canzone l’ho scritta in occasione dello sciopero dei minatori, e per loro è stata una vera e propria richiesta di aiuto per la loro comunità che stava per essere distrutta. Il discorso del carbone contro il nucleare, l’inquinamento o quant’altro…è completamente un’altra cosa. Si è trattato solo di un appello da parte di una comunità che diceva: “Le teorie economiche stanno distruggendo la nostra comunità, le nostre abilità, storia e cultura” ecco di cosa parla la canzone. Non si parla di ecologia.

“You Will Be My Ain True Love” (scritta per il film di Anthony Minghella Cold Mountain):

Da adolescente suonavo nei club folk e nei pub di Newcastle, e lì ho succhiato il folk come latte materno dai cantanti locali. E questo tipo di melodia folk è parte del mio vocabolario. Sono molto orgoglioso delle mie radici popolari.

“I Hung My Head”: Ho scritto molte canzoni in stile country. Mi piace il country ma bisogna che sia autentico. Io sono di Newcastle e questo cappello non mi sta bene addosso. Quindi, quando un vero artista country prende una mia canzone e la rende autentica – come Toby Keith quando ha registrato la mia “I’m So Happy I Can’t Stop Trying”, e poi quando Johnny Cash ha preso “I Hung My Head” - è un vero riscatto. Negli ultimi dieci anni o giù di lì il mio metodo è stato quello di scrivere prima le musiche e poi di chiedere loro di raccontarmi una storia. La canzone è scritta, si può dire, in 9/8. Si può integrare in molti modi ma il tempo resta strano. Mi ha dato l’impressione di un cavallo al galoppo. ma zoppicante. Poi ho immaginato qualcuno a cavallo attraverso una prateria, come in un vecchio western, qualcuno che prende la mira con una pistola e poi spara. Penso che le pistole abbiano una magia totemica in coloro che sentono il bisogno di usarle – questo fa parte della mia battaglia contro le pistole. Non vuoi nessuno intorno. Qualcosa succede sempre. Questa storia parla di un assassinio accidentale, ma chi lo commette paga per ciò che ha fatto.