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__________________Indian Trail sulle tracce degli Indiani d'America Viaggio negli Stati Umiti: Indian Trail Vi è mai capitato di fantasticare su come sarebbe attraversare gli Stati Uniti alla guida di un Fuoristrada dalle dimensioni "Americane"? Oggi, se lo desiderate, potete avere l’occasione di vivere dal vivo questa esperienza. Atacama vi propone un indimenticabile viaggio sulle tracce degli Indiano d'America a bordo del fuoristrada Explorer della Ford, per conoscere questo paese e viverlo "on the road". Un'esperienza unica che vi permetterà di cimentarvi con strade senza fine e paesaggi mozzafiato; sarà certamente un viaggio "adventure" fuori dal comune. I FUORISTRADA Per il viaggio attraverso il West,abbiamo selezionato il modello "Explorer", della Ford: Interior Engine & Transmission Manual Air Conditioning w/Rotary Controls 4.0L SOHC V6 FFV Engine AM/FM Stereo/Clock/CD Automatic 5-Speed Transmission Cloth Low Back Bucket Seats Control Trac 4x4 w/2-Speed Transfer Case 60/40 2nd Row Split Folding Seat w/Head Restraints Suspension, Wheels & Tires SecuriLock™ Passive Anti-Theft System Rear Independent Suspension Speed Control 16" Full Face Steel Wheels Tilt Steering Wheel P235/70R16 All-Season BSW Tires IL PERCORSO Il percorso del viaggio INFORMAZIONI GENERALI Gradisci ulteriori informazioni sugli Stati Uniti? Gradisci ulteriori informazioni sulle località degli Stati Uniti? IL PROGRAMMA 1° giorno ITALIA – LOS ANGELES Partenza dall’Italia con volo di linea. Arrivo all’aeroporto di Los Angeles, ritiro dei mezzi fuoristrada e trasferimento in hotel. Pernottamento. 2° giorno LOS ANGELES Los Angeles conserva ancora lo smalto dei mitici anni '50 quando imperavano Clark Gable e Marylin Monroe e attrae turisti da tutto il mondo in una sorta di reverenziale pellegrinaggio sulle tracce dei luoghi sacri del cinema. Il Teatro Cinese è il cinematografo più famoso del mondo e custodisce gelosamente nel cemento le impronte delle mani e dei piedi dei divi. Uno dei quartieri più famosi di Los Angeles è sicuramente Beverly Hills, residenza prediletta dei grandi attori e dei personaggi più in vista della città. A Beverly Hills impera il lusso sfrenato e lungo “Rodeo Drive" ci sono boutiques che recapitano i pacchi a domicilio in Rolls Royce, altre che ricevono i clienti soltanto su appuntamento, gioiellerie cui si accede unicamente se in possesso di una chiave speciale e così via. Altro famosissimo quartiere di Los Angeles è Hollywood che fu scelto nel lontano 1913 dai cineasti, che lo preferirono a New York per ragioni economiche, e che divenne ben presto la mecca mondiale dei sogni di celluloide. L'Hollywood Boulevard, il più eloquente esempio di un'architettura cinematografica che spesso sconfina nel kitsch, e il Sunset Boulevard, forse il viale più lungo del mondo che vanta ben 20.000 numeri civici, sono tappe d'obbligo per qualunque turista. Ma la nuova Los Angeles si rispecchia soprattutto nel quartiere di Downtown, vivace centro inanziario e culturale, e in quello di West Hollywood ricco di locali, ristoranti alla moda e night club frequentati dalle più famose star. Possibilita’ di andare a visitare la prima rappresentazione di Disneyland, ad Anaheim, poco distante dalla città. "Questo è il luogo in cui si rivivono le memorie del passato, e dove i giovani assaporano le sfide e le promesse del futuro". Con queste parole Walt Disney aprì i battenti di Disneyland ad Anaheim (fuori Los Angeles) la calda mattina del 17 luglio del 1955. Sono iniziate le celebrazioni (dureranno un anno e mezzo) del cinquantenario di quello che è diventato un parco di attrazioni mitico ed ha lanciato numerose imitazioni nel mondo. Il giorno dell'inaugurazione c'erano 30 mila ospiti, tra cui i divi dei divi del tempo come Frank Sinatra, Charles Heston, Ronald Reagan e Debbie Reynolds. Non tutto andò per il verso giusto: la radura di Anaheim dov'era sorto il parco (un'area di 160 acri dove prima c'era polvere e qualche aranceto), scottava sotto una temperatura di 40 gradi. L'asfalto di Main Street cominciava a squagliarsi, le fontane si seccarono da lì a poco per via di uno sciopero degli idraulici, i ristoranti finirono presto le provvigioni. Poco importava: fu un successo senza precedenti. Disneyland aprì i battenti con 23 attrazioni, tra cui La bella addormentata e la Wild Ride di Mr. Toad, che allora era considerata vertiginosa (oggi fa tenerezza). Altre attrazioni, come la corsa sul bob del finto Cervino, It's a small world e i Pirati dei Caribi, erano ancora allo stato germinale. Ma il coefficiente spettacolo fu assicurato dal primo palpito. Le attrazioni oggi sono 60 (ultima, debutta in questi giorni, è Buzz Lightyear Astro Blasters, una corsa frenetica e high-tech sul tema di Toy Story). Nel 1955 vi lavoravano mille persone, oggi sono 20 mila. Il parco può ospitare circa 60 mile persone al giorno. Oltre 500 milioni di persone hanno visitato Disneyland dal 1955. La nuova attrazione Buzz Lightyear Astro Blasters, costata 65 milioni di dollari e tre anni di lavoro, è una corsa interattiva ispirata al film in cui i partecipanti si uniscono a Buzz per combattere contro il cattivo Imperatore Zorg a colpi di laser. A partire da giugno, dai loro computer a casa, ragazzini di tutto il mondo potranno entrare in rete e unirsi ai partecipanti dell'attrazione a Disneyland. Fuochi d'artificio, parate, spettacoli guidati da Steve Martin (che aveva cominciato al sua carriera proprio come giocoliere sulla Main Street a Disneyland) e Andrews di fronte al restaurato Castello della Bella Addormentata: tutto per lanciare la "più grande celebrazione sulla terra" di quella che ancora viene sventolata - con inguaribile ottimismo - "il luogo più felice del mondo". 3° giorno LOS ANGELES - LAS VEGAS Ritrovo alle 09:00 per la partenza. Attraverseremo il Mojave Desert in direzione Las Vegas, la capitale del divertimento. Mojave Desert. La sua brezza arsa e’ citata con disapputno da Arturo Bandini, alias John Fante in “Chiedilo alla polvere”. Chi legge Bukowsky passa per Fante e quindi per il Mojave Desert. Nascoste sotto pietrame e frasche, se si ha una guida esperta del luogo si scoprono le tracce di dinosauro lasciato nella sabbia calda, che ora e’ la roccia rosa a strati dei Navaho. Pare che sia solo li’ e in Idaho se non ricordo male. E’ deserto ma non c’e’ la sabbia del Sahara. Ci sono radi cespugli e cactus. Joshua Tree ovunque. Quei matti di Rangers hanno tracciato strade sterrade ovunque per le loro ispezioni del nulla. Abbiamo visto serpenti e rettili di strana forma e dimensioni, la nostra guida era un formidabile acchiappanimali, e il fondo del suo fuoristrada era corazzato: niente paura per i colpi sotto al pianale. Si possono fare foto panoramiche a 360 gradi, ma il paesaggio, malgrado le frequenti ondulazioni e’ pressoche’ uniforme ed uguale a stesso per ogni dove. E’ meglio non staccarsi troppo dall’I5, Los Angeles, San Diego, Las Vegas, puoi andare ad un sacco di posti da li’, ma, soprattutto, puoi salvarti la vita. Il deserto e’ traditore, l’orientamento e’ difficile, il paesaggio e’ uniforme e non da’ punti di riferimento. I serpenti strisciano tra le rocce, non c’e’ anima viva ne’ sorgenti d’acqua. L’unica ombra che ricordi e’ quella di due stupefacenti cedri, ma e’ ben poca cosa per uno che si disperda nel deserto Arriviamo a Las Vegas, la città dove non si dorme mai. Il profilo di Las Vegas appare da lontano sulla superficie assolutamente piatta del deserto che la circonda: un paesaggio arido di rocce gialle e rosse dove la strada sembra sospesa nell'atmosfera desolata e rovente. Vistosi cartelli, annunciano la città del divertimento e della spensieratezza: un miraggio nel deserto, un'oasi di luci al neon, di casinò, di faraonici hotel e spettacoli scintillanti. Las Vegas è una striscia asfaltata lunga 5 km, alle cui estremità c'è il deserto. Ai lati, un susseguirsi di hotel dalle più maestose e bizzarre architetture, case da gioco, ristoranti, locali, bar e piccole cappelle dove ci celebrano i matrimoni-lampo tra un via vai incessante di enormi automobili. E ancora grandi aree verdi, giardini, piscine, club esclusivi e campi da golf per questa città che non dorme mai e dove il consumo d'energia elettrica è il più alto del mondo. A Las Vegas, ogni hall di albergo è un'immensa sala giochi piena di slot machines che in questa città si trovano dappertutto. Tutto a Las Vegas è spettacolo, è una specie di città fantastica dove arrivano turisti da tutto il mondo. Negli ultimi anni Las Vegas non è più solo il paradiso dell’azzardo, ma la città è diventata una destinazione anche per famiglie e coppie, grazie alla creazione di veri e propri parchi a tema in ogni hotel e la nascita di stupefacenti e costosissimi spettacoli in stile Broadway. 4° giorno LAS VEGAS - GRAND CANYON Questa mattina partiamo alla volta del Grand Canyon. Ci fermeremo per ammirare una delle strutture artificiali più belle del mondo, Hoover Dam. La diga di Hoover e il Lago Mead. Poche dighe possono essere considerate delle opere d'arte, ma quella di Hoover (Hoover Dam) è un vero gioiello architettonico. Vista dal basso, la sensuale geometria della sua liscia parete di cemento alta 220 m contrasta drasticamente con gli irregolari profili di pietra rossa dei fianchi rocciosi del canyon. Dopo l'11 settembre, solo il personale autorizzato può accedere alla struttura. I visitatori esterni possono solo vedere un film sulla storia della diga e sulla sua costruzione. A nord e a est della diga si stende il bacino artificiale da essa creato: il Lago Mead, 180 km di lunghezza, un luogo ideale per una gita in barca, per dedicarsi allo sci d'acqua o perfino all'immersione subacquea. Proseguiamo poi verso sud e poi verso est attraversando Kingman e Williams lungo la strada che conduce al fantastico Grand Canyon. 5° giorno GRAND CANYON Ci fermiamo un intero giorno in questo scenario naturale assolutamente unico. Il Grand Canyon, autentica meraviglia della superba natura americana. A perdita d'occhio migliaia di gole, il nastro color argento del fiume Colorado e le pareti rocciose dalle tonalità rossastre con faglie e stratificazioni più chiare. Divenuto parco nazionale nel 1913, il Grand Canyon è in grado di offrire uno dei più spettacolari fenomeni geologici del mondo, in uno scenario unico e grandioso. Il canyon è visitabile durante tutto l'anno nei modi più svariati: voli panoramici che regalano emozioni uniche, mentre chi ama l'avventura non può sottrarsi ad un’eccitante discesa lungo il Colorado. Ma è attraversandolo con l’auto che si può godere lo spettacolo migliore: si entra nel parco dalla Desert View, uno stupendo belvedere che si affaccia sulla parte più ampia della gola; si prosegue al Grandview Point con i suoi panorami che spaziano da Cape Royal sino al Granite Gorge; si può sostare al Yavapai Point dove ha sede il museo che illustra le trasformazioni del canyon e, da qui, proseguire a piedi fino al Grand Canyon Village. 6° giorno GRAND CANYON - MONUMENT VALLEY Ripartiamo, e costeggiando il South Rim continuiamo attraverso la riserva indiana dei Navajo. Arriviamo poi al confine tra Utah e Arizona, dove si trova la Monument Valley, a lungo considerata l’ottava meraviglia del mondo, che è lo scenario immancabile di numerosi film Western. In mezzo ad un altipiano spoglio, battuto dai venti del deserto e abitato soltanto da indiani Navajo e coyote, si innalzano vere e proprie “torri di pietra”, grandi formazioni rocciose dalle pareti verticali con la cima piatta, imponenti picchi, gole intagliate e incredibili monoliti di arenaria che sembrano vegliare, come antiche fortezze, sulla regione circostante. 7° giorno MONUMENT VALLEY - CANYON DE CHELLY Puntiamo stamattina di nuovo verso sud, per incontrare l’incredibile Canyon de Chelly, terra sacra dei Navajos fin dall’antichità, rappresenta un’altra “perla” della superba natura americana con vertiginose pareti di arenaria rossastra che raggiungono i 300 m d’altezza. Un canyon lungo oltre 30 miglia e profondo quasi 400 m, diventato monumento nazionale dal 1931, che conserva numerose rovine di villaggi abitati, un tempo, dagli Indiani Pueblo. 8° giorno CANYON DE CHELLY - MESA VERDE Al di sopra dell'altopiano desertico Dolores, nel Colorado, si innalza un ampio tavolato intersecato da profondi canyon: è il Mesa Verde National Park. Si trova a 2613 metri di attitudine ed è ciò che rimane di un'antica montagna erosa. Si chiama «tavola verde» perché è ricoperto da abbondante vegetazione, favorita dalla presenza di acque sorgive. Dista 61 chilometri da Durango, 16 da Cortez, 11 da Mancos: c'è un'unica entrata e una strada che serpeggia lungo la montagna porta al Visitor Center preso il quale si oprenotano le visite guidate ad alcuni luoghi del parco raggiungibili solo con i Rangers. La sera è molto fresca anche in piena estate. Il grande fascino di Mesa Verde risiede soprattutto nel mistero che ha circondato i primi abitanti della zona, gli Anasazi, o Indiani preistorici. I fondovalle della zona furono abitati da popolazioni nomadi di cacciatori già nel I secolo d.C., ma solo nel VI secolo gli Anasazi raggiunsero il tavolato e diedero vita ai primi insediamenti caratterizzati dalle pithouse, abitazioni semi sotterranee. Gli Anasazi sono poi improvvisamente scomparsi a partire dal 1400, e il mistero sulla fine di questa civiltà è ancora fittissimo. Nel 1859, alcuni esploratori scoprirono la zona e, nel 1874, il famoso fotografo William H. Jackson cominciò a farla conoscere al mondo. Nel 1891, il barone Gustavo di Svezia, guidato da Wetherill, un allevatore di bestiame che aveva la sua fattoria ai piedi dell'altopiano, effettuò molti scavi e trovò ventidue centri abitativi costruiti nelle rocce. Seguì un periodo di vandalismi e di ruberie prima che il Congresso istituisse il parco. Al fine di proteggere questo ambiente precario, non sono stati predisposti molti sentieri, e alcune abitazioni possono essere visitate anche nell'interno. Interessante è il museo che si trova nella parte centrale del parco e che illustra la storia, il sistema di vita, le attività degli Anasazi. Dal museo, un sentiero di circa tre chilometri conduce a Spruce Tree House («Casa degli Abeti») che è il complesso archeologico meglio conservato, formato da 114 stanze di cui otto kivas,cioè locali cerimoniali costruiti sotto terra. Tutte le «dwelling», gli insediamenti delle rocce, sono orientate verso ovest e restano suggestivamente illuminate e fiammeggianti sotto gli ultimi raggi del sole al tramonto. Cliff Palace («Palazzo sulle Rocce»), il più grande centro abitativo con 217 stanze e 23 kivas, scoperto nel 1888 dal Wetherill (visitabile solo con i Rangers su prenotazione al Visitor Center). 9° giorno MESA VERDE – SANTA FE Attraversando le Riserve Apache del Colorado viaggiamo nuovamente verso sud alla volta di Santa Fe, che vanta con orgoglio il titolo di “capitale più vecchia degli Stati Uniti”, essendo stata fondata dagli spagnoli nel 1610, cioè dieci anni prima dello storico approdo dei Padri Pellegrini in Massachusetts. Che l’America soffrisse del complesso di essere una nazione giovane è un fatto ormai scontato. Tutto quello che può essere considerato storico (o anche semplicemente vecchio) viene messo in evidenza ed esibito con grande fierezza, anche se non sempre a buon diritto. Valga per tutti l’esempio della cappella di San Miguel nei pressi della piazza centrale di Santa Fe, segnalata da un vistoso cartello come la chiesa cattolica “più antica” degli Stati Uniti. In realtà la struttura originale del 1626 fu bruciata dagli indiani alla fine del XVII secolo e completamente ricostruita nel 1710, una data che di fatto le precluderebbe il primato di anzianità... ma le autorità comunali devono aver pensato che non fosse il caso di sottilizzare troppo e hanno esposto ugualmente il cartello. Del resto, questa smania tutta americana di esibire i record più insoliti riappare negli slogan delle agenzie turistiche locali, pronte a ricordare in continuazione che Santa Fe è la città “più elevata” degli Stati Uniti (2.118 m), che qui si trovano la “casa più vecchia dell’America del Nord” e il “più vecchio edificio pubblico” (il Palazzo dei Governatori), e persino che vi si insediò la “prima comunità europea a ovest del Mississippi”. Più sommessamente, nel centro della Plaza un modesto monumento ricorda tutti “gli eroi morti combattendo contro i selvaggi indiani”. Durante qualche notte senza luna una mano ignota ha cancellato a colpi di scalpello la parola selvaggi dalla lapide di marmo. 10° giorno SANTA FE Già avvicinandosi in auto da Santa Fe a Chama lungo la “U. S.Highway 85” e la “Route 68” (ma qui tutti dicono semplicemente eidifai e sixtiei), la sensazione di compiere il classico tuffo nel passato è pienamente confermata. Nei pressi dell’antico villaggio indiano di Taos Pueblo la “68” incontra la mitica “Highway 64”, che dopo un viaggio di 3.000 chilometri iniziato nel North Carolina (sulla costa atlantica) rallenta pigramente la sua corsa per affrontare i monti delle grandi riserve indiane. Da qui in poi l’autostrada si distende nell’altopiano che precede i Monti Tulas, affiancata da picchi silenziosi che accrescono la dimensione irreale del paesaggio, ammantato di neve in inverno e punteggiato dal giallo dorato di miliardi di foglie di aspen (Populus tremula) sul finire dell’estate. Località come Tres Piedras, Los Ojos, Tierra Amarilla, Blanco non lasciano dubbi sulle origini spagnole dei colonizzatori della zona. Dopo aver superato la spettacolare Gola del Rio Grande con un ponte alto duecento metri e attraversato il Continental Divide, lo spartiacque che separa i bacini idrografici dell’Atlantico e del Pacifico, ci si lascia alle spalle Dulce, il maggior centro della riserva Apache Jicarilla (si pronuncia “apàci hica-rìha”), per entrare nel vasto territorio dei Navajo, vale a dire la più estesa riserva indiana di tutti gli States. Decine di cartelli propongono l’acquisto di “pecore ben pasciute” e ovunque si incontrano empori che vendono vecchie coperte e monili indiani. A chi non si accontenta e desidera immergersi ancora più profondamente nella cultura indiana, non resta che sintonizzare l’autoradio sulla KTNN-660 AM, un’emittente locale che trasmette esclusivamente in lingua navajo. 11° giorno SANTA FE – GALLUP Partiamo oggi puntando i nostri fuoristrada verso ovest. La regione nordoccidentale del New Mexico costituisce l’ingresso alla Four Corners Area in cui gli stati del New Mexico, dell’Arizona, dello Utah e del Colorado si incrociano. In questa zona la Nazione Navajo pratica la lavorazione dell'argento, la tessitura a mano e la pittura in sabbia tutto di eccellente fattura e raffinatezza. Tali prodotti distribuiti mediante i negozi al dettaglio di Gallup e gli avamposti e rivendite commerciali vicine. Molte attrazioni interessanti sono ubicate a Window Rock, Arizona, a circa 50 chilometri da Gallup. È assolutamente necessario visitare lo stupendo Acoma Pueblo, chiamato anche “Sky City” nonché lo Zuni Pueblo. Molte comunità degli Indiani d’America sorgono accanto alla storica Route 66, conosciuta anche come autostrada I-40. Queste località sono collegate dal Native Heritage Trail, uno degli itinerari secondari panoramici più spettacolari del New Mexico. Questo percorso è costellato di formazioni rocciose e luoghi culturali unici. 12° giorno GALLUP – FLAGSTAFF Proseguendo verso ovesto, andiamo a visitare il parco nazionale della Foresta Pietrificata, che si estende in un arido altopiano che si trova a 314 Km a est del Grand Canyon. Quest'area circa 225 milioni di anni fa (Tardo Triassico) era una vasta pianura intersecata da numerosi fiumi, dove rettili, antenati degli attuali coccodrilli, giganteschi anfibi e piccoli dinosauri vivevano in una foresta lussureggiante. Tra le felci e le cicadacee spuntavano alberi altissimi - Araucarioxylon, Woodworthia e Schilderia. Gli sconvolgimenti climatici e geologici portarono i fiumi a ingrossarsi e a sommergere i tronchi, che vennero quindi ricoperti di fango, ceneri e sedimenti trasportati dall'acqua. La mancanza di ossigeno impedì il rapido deterioramento del materiale organico, mentre le acque sature di silicio si infiltravano all'interno dei tronchi rimpiazzando lentamente i tessuti lignei con depositi di silicio. La successiva cristallizzazione del silicio, divenuto quarzo, ha dato origine ai tronchi pietrificati che si rinvengono in questa zona desertica. L'antica pianura si è quindi sollevata nel corso delle ere geologiche e il vento e qualche rara pioggia hanno riportato alla luce la foresta pietrificata. Sono state trovate tracce di insediamenti umani che sembrano risalire a circa 10 000 anni fa, anche se i resti più consistenti di insediamenti di popolazioni precolombiane sono quelli degli indiani Anasazi, misteriosamente scomparsi attorno al 1400 d.C. Attualmente tutta la zona è protetta rigorosamente dal Parco Nazionale; nondimeno nella seconda metà dell'800 ci furono dei tentativi di "valorizzare" il legno pietrificato, che venne venduto come souvenir o comunque rimosso alla ricerca di improbabili usi industriali o commerciali. Ora rimuovere qualsiasi frammento di roccia dal parco viene considerato crimine federale. Proseguiamo per andare poi ad ammirare il Meteor Crater. Attenzione, il Meteor Crater NON è un parco o un monumento nazionale, ma è operato e gestito da un associazione privata. Dall'uscita dell'autostrada fino al cratere potremo seguire i cartelloni stradali che abbondano.Dovremo percorrere comunque ancora diverse miglia prima di raggiungere il cratere. Il paesaggio che costeggia la strada è il classico Arizoniano di prateria, strada e qualche animaletto selvatico che ogni tanto corre attraversando la strada facendovi rischiare il cappottamento con la macchina. Una volta giunti al cratere, vi renderete subito conto di una cosa: il cratere stesso non è visibile dall'esterno del centro visitatori, in quanto l'impatto ha provocato l'innalzamento del terreno circostante, creando una sorta di collinetta, che impedisce la vista sul cratere stesso. Ora qualche dato storico - tecnico: 50.000 anni fà, una meteorite formata da ferro e nichel, precipitò sulla terra alla velocità di 60.000 chilometri all'ora, colpendo il deserto dell'Arizona con una forza paragonabile a quella di 20 milioni di tonnellate di TNT. Largo 50 metri e del peso di diverse centinaia di migliaia di tonnellate, in qualche secondo provocò un cratere profondo 230 metri e largo 1'300... provate ad immaginare di scavare un buco largo altrettanto. Anche utilizzando una ruspa, impieghereste anni. L'impatto scagliò nel cielo blocchi di terreno grandi anche come una casetta monofamiliare, e sollevò permanentemente la crosta terreste circostante di 50 metri! Oggi il cratere è profondo solo 180 metri, e la sua larghezza si è allargata a quasi tre chilometri e mezzo. 20 partite di Football americano potrebbero essere giocate contemporaneamente sulk fondo del cratere, mentre due milioni di persone troverebbero posto a sedere lungo la parabola del cratere per assistere allo spettacolo. Il meteorite che provocò il cratere andò distrutto nell'istante stesso dell'impatto, a causa della fusione e della frammentazione causate dalle alte temperature provocate dall'ingresso nell'atmosfera terrestre e dall'impatto stesso. Oggi ne restano solo alcuni piccoli frammenti ritrovati nella zona circostante. Il suolo del Cratere ricorda talmente tanto quello dei crateri lunari, che la Nasa, nel 1968, lo utilizzò per allenare gli astronauti della missione Apollo al muoversi in una zona, appunto, di crateri. La discesa nel cratere non è permessa, ma comunque, compreso nella tariffa d'ingresso vi è anche un giro guidato intorno al bordo esterno - tempo permettendo - che offre comunque una buona prospettiva utile a farsi un idea dettagliata di quello che avvenne in zona. Proseguiamo poi per Flagstaff. Se temete che le cittadine dell'Arizona vi possano abbruttire, fate un salto a Flagstaff, un'oasi culturale in un paesaggio desertico. Il centro storico, che risale ai giorni in cui Flagstaff era una stazione ferroviaria di passaggio, vi solleverà dopo i motel polverosi e gli squallidi ristoranti per camionisti disseminati in tutto lo stato. In questa cittadina, invece, vecchie locande si alternano a ristorantini vegetariani e i rumori più comuni non sono i clacson, ma piuttosto le note di qualche musicista jazz. Se non vi basta questo centro storico non turistico, andate a visitare il Lowell Observatory, dal quale nel 1930 fu avvistato per la prima volta il pianeta Plutone, oppure passeggiate nel quieto arboreto. Flagstaff è un'ottima base per gite di un giorno. In un'ora si raggiungono i villaggi indiani di Anasazi e di Sinagua; oppure potete farvi riallineare i chakra nella mecca New Age di Sedona. 13° giorno FLAGSTAFF – YUMA Yuma: l’ultima frontiera, la guerra tra i ricchi del mondo che hanno bisogno dei poveri per restare ricchi, e i poveri che hanno bisogno dei ricchi per sfuggire alla condanna della nascita. Sì, c’è anche il treno per Yuma, processioni di container trascinati dai muli diesel della Union Pacific, lentissimi perché nulla può muoversi in fretta in questo forno, neanche un treno. «Mexico: Last Exit Before the Border», mi avverte un cartello sull’autostrada numero 8, ultima uscita prima del confine. Commedia divina alla rovescia: lasciate ogni speranza, o voi che uscite, perché per rientrare, se la vostra mamma non ha avuto il buon gusto di partorirvi nel mondo giusto, sarete condannati a vivere affacciati sull’abisso e a consumare la vita a decidere se buttarvi giù. In undici milioni, se le cifre sono vere e ne dubito, sono saltati giù e sono sopravvissuti. In cinquecentomila ci provano ogni anno, tenendosi per mano, chiudendo gli occhi, portandosi solo quello che hanno sulla schiena, una maglietta sudata, un paio di jeans, prima che costruiscano «the Wall», il muro di seicento chilometri che ora dovrebbero innalzare per sigillare l’Arizona dallo stato di Sonora, il Norte che ammicca nel buio oltre i cespugli e il Sur, l’America che non è America. Arriviamo a San Diego: la bellissima linea costiera, il clima quasi perfetto e l'architettura mediterranea fanno di San Diego la località balneare per eccellenza della California meridionale. Scordatevi i ritmi e l'inquinamento di Los Angeles: se volete immergervi nell'atmosfera della vita di spiaggia del sud della California indossate i bermuda per unirvi ai surfisti, oppure andate al confine con il Messico a comperare tappeti. 14° giorno YUMA – SAN DIEGO Ultima tappa oggi verso ovest per giungere in riva all’Oceano Pacifico, a San Diego. Sebbene le prime presenze umane nella zona di San Diego risalgano a molto tempo fa, sono pochi i luoghi di interesse della regione possano vantare più di un secolo di storia. Il lungo periodo in cui la zona fu abitata dai nativi americani ha lasciato pochi segni tangibili e, nonostante un gran numero di località dai nomi spagnoli e di edifici costruiti con lo stile tipico delle missioni, ci sono in realtà solo una mezza dozzina di strutture che risalgono al periodo in cui la regione si trovava sotto l'amministrazione spagnola e messicana. 15° e 16° giorno SAN DIEGO Giornate a disposizione per attività e visite individuali. Possibilità di relax al mare o della visita dei quartieri di San Diego: Gaslamp Quarter Nel passato, questo colorato quartiere del centro ospitava le attività commerciali più redditizie, ossia saloon, locali per il gioco d'azzardo, bordelli e fumerie d'oppio. Embarcadero Il porto vecchio di San Diego, appena a ovest del centro, è una zona notevolmente pulita e gradevole. Non ha mai svolto un ruolo di rilievo come porto commerciale, ma ha comunque un'atmosfera marittima, grazie alle vecchie imbarcazioni ormeggiate al Maritime Museum, agli edifici del Seaport Village che sono stati ricostruiti in stile primo '900 e al San Diego Convention Center, che si dice sia stato progettato prendendo spunto da un transatlantico. Balboa Park Questo grandissimo parco, situato all'estremità nord-orientale del centro, è uno dei principali beni cittadini. Al suo interno ci sono grandi spazi verdi, musei, teatri, uno zoo e diverse strutture sportive, tra cui campi da tennis, una piscina e campi da golf. Old Town Questa zona fu il luogo in cui sorse il primo insediamento civile spagnolo in California, conosciuto con il nome di Pueblo de San Diego. Intorno al 1820 venne creata una piazza che, nel giro di 10 anni, fu circondata da capanne e da abitazioni in muratura. SeaWorld Una delle più famose e più popolari attrazioni di San Diego è sicuramente il SeaWorld, aperto a Mission Bay nel 1964, e la cui orca, Shamu, è diventata un simbolo non ufficiale della città. SeaWorld è un luogo molto commerciale, molto divertente e leggermente educativo. La Jolla Questa ricca zona residenziale, situata sulla costa, 20 km a nord-ovest del centro di San Diego, è conosciuta per i ristoranti, per i tappeti e per i beni immobili. 17° giorno SAN DIEGO – LOS ANGELES Giornata di trasferimento verso nord, seguendo la strada Panamericana identificata con il nr. 1 e per raggiungere Los Angeles. Resto della giornata a disposizione. Pernottamento in Hotel. 18° giorno LOS ANGELES – ITALIA Trasferimento all'aereoporto di Los Angeles, rilascio delle auto a noleggio ed imbarco sul volo di ritorno in Italia. 19° giorno ARRIVO IN ITALIA Arrivo in Italia Gli hotel e le sistemazioni di questo viaggio: Location Hotel Los Angeles Westin Hotel Las Vegas Bellagio Grand Canyon Yavapai Lodge East Monument Valley Hampton Inn Kayenta Canyon de Chelly Holiday Inn Chinle Mesa Verde Holiday Inn Cortez Santa Fe Homewood Suite Hotel Gallup Best Western Flagstaff Best Western Yuma Best Western San Diego Loews Hotel Los Angeles Westin Hotel Per ragioni operative gli hotel potranno essere sostituiti con altri similari e di pari categoria Esempio operativo voli British Airways 571 Milano - Londra 07.55 - 09.00 British Airways 279 Londra - Los Angeles 10.05 - 13.10 British Airways 268 Los Angeles - Londra 21.20 - 15.30+1 British Airways 574 Londra - Milano 19.25 - 22.20 Quote Attenzione: i prezzi si riferiscono alla stagione estiva 2007 da aggiornare per la prossima stagione estiva 2008 Partenza speciale del 13 agosto 2007 Pacchetto Fly & Drive con fuoristrada 4WD Camera Doppia Camera Tripla € 3.190 per persona € per persona Partenze giornaliere fino al 30 ottobre 2007 Pacchetto Fly & Drive con fuoristrada 4WD Camera Doppia Camera Tripla € 3.390 per persona € per persona Il prezzo del viaggio potrà essere variato fino a 20 giorni precedenti la partenza e soltanto in conseguenza alle variazioni di: costi di trasporto (inclusi il carburante), diritti e tasse su alcune tipologie di servizi, quali imposte, tasse di atterraggio o di imbarco negli aeroporti, tassi di cambio applicati. Incluso ed escluso Sono inclusi: - I voli da e per l'Italia - tutte le notti prenotate per un tot. di 17 con sistemazione in camera doppia solo pernottamento, - noleggio mezzo fuoristrada 4 WD/ADW tipo Ford Explorer o similare, con presa e rilascio a Los Angeles, assicurazione full inclusive, copertura LDW, PAI/PEC e LIS.( base 4 persone per auto ) - iscrizione, assicurazione assistenza e spese mediche base. - Assicurazione per annullamento viaggio Sono esclusi : - Tasse aeroportuali ( circa 220 € ) - Polizze assicurative facoltative - Assicurazione per assistenza e spese mediche illimitate - Drop Off da regolarsi in loco ( circa 100 € a persona ) - tutto quanto non specificato alla voce "sono inclusi" VARIANTE CON LE HARLEY DAVIDSON Per chi sceglie di viaggiare in Harley Davidson, abbiamo selezionato i modelli "Fat Boy" e "Heritage": "Fat Boy" Clicca sulla foto per ingrandire Quando vedete una moto come questa, capite che è così che dovrebbe essere una moto. Grossa, compatta e massiccia. Con i parafanghi avvolgenti in metallo. I tubi della forcella che sembrano dei tronchi d'albero. Il faro cromato dalle dimensioni massicce. E il corposo V-Twin che aspetta solo di essere liberato per la strada, a richiamare l'attenzione ad ogni suo slancio. Ecco che cosa vi può dare una Fat Boy. E probabilmente è per questo motivo che, fin dal primo giorno in cui hanno calcato le strade con le loro ruote gigantesche, sono diventate un punto di riferimento irrinunciabile. E' quindi facile capire che, di questa moto, troverete una quantità enorme di particolari da apprezzare. Cerchi lenticolari pieni. Pneumatico posteriore maggiorato da 150mm. Pedane grandi abbastanza per piedi di tutte le misure. E un generoso motore Twin Cam 88B dotato di sistema EFI e controalberi di bilanciamento, il cuore che pulsa al centro di questa moto. Per una vita in grande stile. Caratteristiche tecniche "Heritage" Clicca sulla foto per ingrandire Non vi stupireste di trovare, nascosta sotto un telo impolverato nel granaio dei nonni, una bellezza come la Heritage Softail Classic. Con le borse laterali in cuoio con le borchie, i grossi parafanghi, il gigantesco faro cromato e le passing lamp. Per il motociclista che sogna uno stile classico, non potrebbe esservi nulla di meglio. Ma anche coloro che sono alla ricerca di un mezzo moderno troveranno in questa moto una compagna ideale. Ne volete una prova? Guardate il motore Twin Cam 88B. Con i suoi 1450 cc e il sistema di iniezione EFI. Installato su supporti rigidi, ma due ingegnosi controalberi di bilanciamento provvedono ad annullare tutte le vibrazioni, tranne quelle che si avvertono quando si vive una leggenda. La sospensione posteriore è nascosta. I pneumatici Blackwall sono montati su cerchi a raggi. E la sella è ribassata. Pertanto, qualunque sia il genere di moto che preferiate, non troverete alcuna difficoltà a saltare in sella a questa. Caratteristiche tecniche Quote su richiesta __________STATI UNITI Informazioni INTRODUZIONE Gli USA vantano la storia più fortunata del mondo moderno: sono una nazione formata da un alto numero di gruppi umani incredibilmente diversi fra loro, che poco hanno in comune se non il desiderio di conquistarsi ricchezza, sposando i nobili ideali della Costituzione e della dichiarazione d'Indipendenza, e che hanno creato così la nazione più ricca, più potente e più creativa del mondo. Nonostante molti sottolineino giustamente gli imperdonabili errori, come la distruzione degli indiani, il razzismo, l'imperialismo o le oscure trame della CIA, mezzo mondo continua ad amare follemente l'America. In fondo, questo è il paese in cui sono nati i principi di diritto alla felicità e alla libertà di parola, in cui sono stati inventati l'aeroplano, il frigorifero, la luce elettrica, le navi spaziali, i computer, il blues, il jazz e il rock and roll. Tuttavia, c'è una parte del mondo che percepisce gli Stati Uniti come un paese spietatamente capitalista, una forza egemonica da considerare come una minaccia. L'11 settembre 2001, un attacco terroristico a New York e a Washington, DC, ha rivelato rancore e ostilità crescenti nei confronti degli Stati Uniti. Se trascorrete negli USA un breve periodo, non riuscirete facilmente a liberarvi dai pregiudizi, anche perché gli americani tendono ad autoesaltarsi e mitizzarsi. Conosciamo talmente tanto da film, libri, canzoni, fotografie che è impossibile, almeno all'inizio, non sentirsi parte di uno spettacolo. Vi sembrerà di conoscere già perfettamente anche le cose che non avete mai vissuto in prima persona, come i negozi aperti giorno e notte, le cameriere che vi riempiono continuamente la tazza di caffè, i drive in, gli evangelisti televisivi, la benzina a prezzi stracciati e i giornali lanciati davanti alla porta delle casette di legno. Ma ovviamente questa è solamente la superficie; volendo andare più a fondo si scopre che la realtà è molto più complessa e che la vita americana è più affascinante e disorientante che in qualsiasi altro posto distante da noi. Vi consigliamo di arrivare pronti ad esplorare le stranezze e i luoghi insoliti, piuttosto che di fermarvi nei posti che già credete di conoscere; scoprirete così che qui ci sono alcune delle città più belle del mondo, paesaggi mozzafiato, un forte regionalismo, una peculiare mitologia, più storia di quanto gli americani stessi credano e, probabilmente, la gente più disponibile del mondo. ATTIVITA' Qualunque cosa vogliate fare in America, dal bungee jumping alla mongolfiera, troverete sempre un posto in cui farlo e qualcuno che lo faccia con voi. E ovviamente ogni attività è più grande, più veloce, più ardua, più divertente e in genere migliore, che in ogni altro posto al mondo. Prendete il surf, per esempio. Forse non l'hanno inventato alle Hawaii, ma Oahu ne è sicuramente la patria spirituale; le leggendarie onde invernali di Waimea, di Sunset Beach e del Banzai Pipeline sono una delle esperienze più entusiasmanti che si possano fare. Ci sono ottimi luoghi in cui fare surf: Malibù, Rincon, Trestles e Mavericks sono solo i più famosi. Altri sport d'acqua che gli americani prediligono sono la vela, il windsurf, il kayak e il pericoloso e frastornante jetski. Sulle Montagne Rocciose, in particolare in Colorado, ci sono le località più famose per lo sci. Se evitate Aspen, Vail, Jackson Hole e Big Sky, trovate impianti di risalita a prezzi più convenienti e piste altrettanto belle. Il Lake Tahoe, sulla Sierra Nevada, è una stazione sciistica d'inverno e una località ideale per sport acquatici d'estate. In altri stati ci sono ottime possibilità di praticare cross-county. Negli ultimi anni lo snowboard ha rivoluzionato la tradizione degli sport sulla neve. Gli USA sono il paese più industrializzato del mondo, ma anche uno di quelli che offrono le migliori possibilità di escursioni a piedi, fra prati alpini della High Sierra o sentieri nella foresta degli Appalachi. I sentieri sono di norma ben tenuti, ben segnalati e ben controllati. Ma non è difficile perdersi se ci si inoltra nel bosco, dove potreste trovarvi in compagnia di inquietanti rumori e di un immenso cielo nero. Alpinismo e climbing si praticano soprattutto nella Sierra Nevada e sulle Montagne Rocciose. El Captain e Half Dome sono luoghi leggendari per le scalate, sulle pareti granitiche dello Yosemite National Park. La cima più alta dei 48 stati continentali è il Mount Whitney (4350 m), che si trova in California all'interno del Sequoia and Kings Canyon National Park. I ciclisti non si facciano scoraggiare dal primato incontrastato delle automobili; sono molte le città in cui i diritti dei ciclisti vengono rispettati e non è raro vederli mentre si godono il paesaggio proprio quando gli automobilisti soffrono nelle loro scatole di lamiera. Noleggiare biciclette, anche di buona qualità, è piuttosto facile in tutti gli USA, e normalmente nello stesso posto vi possono anche dare informazioni su quali strade seguire. Le mountain bike hanno negli USA una lunga e gloriosa storia, soprattutto in California dove sono state inventate. Se vi rimane ancora un po' di energia, provate ad andare a cavallo al Central Park di New York, o a fare rafting nel Fiume Snake in Idaho, o ancora a esplorare le grotte delle belle Carlsbad Caverns in New Mexico. FORMALITA' DI'INGRESSO A partire da Ottobre 2003 per entrare negli USA occorre un passaporto A LETTURA OTTICA (provvisti di codice a barre) con validità che copra l’intera durata del soggiorno. Non è necessario il visto d’ingresso solo per un soggiorno che non superi i tre mesi e purchè si possieda il biglietto di ritorno o di prosecuzione verso altri paesi. Dovrà essere compilato un modulo che viene consegnato al check-in dell’aeroporto di partenza o in aereo e che va restituito debitamente compilato alla dogana all’arrivo. Chi non possiede un passaporto a lettura ottica (normalmente quelli rilasciati prima dell’aprile 98), dovrà ottenere in Italia un visto di ingresso turistico presso le autorità competenti. Attenzione: per l’ingresso e/o il transito negli USA (Stati Uniti d’America) è assolutamente necessario che ogni passeggero, bambini inclusi, disponga di proprio PASSAPORTO a LETTURA OTTICA. Desideriamo ricordarvi che, a partire dal 26 ottobre 2005, coloro che visiteranno gli Stati Uniti d’America con un passaporto emesso a partire da questa data, dovranno accertarsi che lo stesso abbia la fotografia identificativa in formato digitale. Chi dovesse ottenere un passaporto a lettura ottica senza fotografia digitale dopo il 26 Ottobre 2005, dovrà richiedere e munirsi di regolare visto di ingresso prima di partire per gli U.S.A.Per tutti coloro il cui passaporto a lettura ottica è stato emesso prima del 26 ottobre 2005, potranno continuare ad entrare negli USA senza dover richiedere un visto di ingresso come previsto dal Visa Waiver Program. DISPOSIZIONI SANITARIE Non è richiesta alcuna vaccinazione. LINGUA La lingua ufficiale è l’inglese, la lingua spagnola è molto diffusa, in particolare in Florida e California. FUSO ORARIO La differenza di orario rispetto all’Italia varia secondo le zone con 5 diversi fusi orari: “Eastern Time” (-6 ore rispetto all’Italia) per New York e la Costa Atlantica; “Central Time” (-7 ore) per Chicago e la zona centrale del Paese; “Mountain Time” (-8 ore) Denver ed il Mid-West; “Pacific Time” (-9 ore) San Francisco, Los Angeles e tutta la costa del Pacifico; Alaska ed Hawaii hanno 11 ore di differenza rispetto all’Italia. Dalla prima domenica di Aprile fino all’ultima di Ottobre è in vigore l’ora legale chiamata “Daylight Saving Time (DST). VALUTA L’unità monetaria è il Dollaro statunitense ($) e si divide in 100 Cents con monete (“coins”) da 1 Cent (“penny”) di rame, 5 Cents (“nickel”), 10 Cents (“dime”) e 25 Cents (“quarter”). Le banconote sono tutte di colore verde e della medesima taglia e sono del valore di 1, 2, 5, 10, 20, 50 e 100 $. Controlla il cambio attuale CORRENTE ELETTRICA La corrente elettrica è alternata a 110 Volt e la frequenza, diversamente dall’Italia (50 Hz.), è di 60 Hz. Gli apparecchi portati dall’Europa devono di conseguenza essere commutati: è facile reperire adattatori (“adapters”) a due lamelle piatte sia in Italia sia direttamente in loco. Infine, nel caso si intenda comprare materiale elettrico o elettronico è bene specificare al momento dell’acquisto “for Europe”. MANCE Il personale di ristoranti e hotel ha un salario minimo e la mancia ne è parte integrante, risultando praticamente un obbligo. Nei ristoranti la mancia (in inglese “tip”) è pari circa al 15% del conto e generalmente si lascia sul tavolo. Negli hotel al facchino viene solitamente dato $ 1 per ogni valigia portata all’arrivo o alla partenza, mentre alla cameriera si lasciano almeno $ 2 per ogni giorno di permanenza. Ai tassisti infine la mancia è pari al 15% della somma indicata dal tassametro, ma per tragitti brevi si lascia eventualmente qualcosa in più. ACQUISTI La convenienza negli acquisti varia in rapporto al cambio del Dollaro. Molti prodotti sono soggetti a una tassa di vendita regionale (“Sales Tax”) da sommare al prezzo indicato, che a seconda degli stati può variare dal 4 al 15% anche se in alcuni non viene applicata. La maggior parte dei negozi è generalmente aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (alcuni addirittura 24 ore su 24). I grandi centri commerciali sono aperti da lunedì a sabato dalle 10.00 alle 20.00. Le banche sono aperte da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 15.00 e, il giovedì o il venerdì, fino alle 18.00. Infine, ricordiamo che l’acquisto di articoli di notevole valore può causare inconvenienti con le autorità doganali italiane. CARTE DI CREDITO Il mezzo di pagamento più diffuso è la carta di credito, molto utile quando vengono richiesti depositi cauzionali, come per noleggi auto o soggiorni alberghieri. ____________STATI UNITI Le località NEW YORK - La grande mela Tour degli Stati UnitiNell'immaginario collettivo gli States significano soprattutto New York: immensa, divertente, piena di gente di tutte le razze, un po' pazza e frenetica, la "Big Apple" ha sempre qualcosa da offrire in tutte le stagioni. Il cuore della città è l’isola di Manhattan con i suoi celebri grattacieli - l’Empire State, il Flatiron, il Chrysler – il Theater District con Broadway e i suoi 40 teatri, Times Square, “l’ombelico del mondo”, i famosi quartieri di Chinatown e Little Italy, dove vivono stili di vita e tradizioni cinesi e italiane, il Greenwich Village e Soho, i pittoreschi quartieri degli artisti. Girando a piedi lungo le Avenue e le Street tra i taxi gialli e le carrozze a cavallo si scoprono le numerose gallerie d’arte, i prestigiosi musei come il Guggenheim e il Metropolitan, la signorilità degli edifici di Park Avenue, i numerosi ponti che di notte si illuminano. All’altezza di Chinatown si trova il famoso ponte che conduce al popoloso distretto di Brooklin, utilizzato spesso come set di celebri film e che offre una splendida panoramica sui grattacieli della Grande Mela. In battello intorno all'isola di Manhattan si può godere di un suggestivo sguardo d’insieme sulla baia di New York e costeggiare la celebre Statua della Libertà, emblema della città e simbolo dello spirito americano. Central Park è una grande oasi nella frenesia del traffico cittadino e il giardino dei newyorkesi: si prende il sole sulle rive dei suoi laghi, si imbandiscono pic-nic, si fa jogging lungo i viali alberati e, d’inverno, si pattina sul ghiaccio. New York è davvero una città seducente che regala sempre grandi emozioni, soprattutto quando i colori dell’autunno la rendono particolarmente romantica o quando, durante il periodo natalizio, esibisce il massimo del suo splendore e si trasforma in un gigantesco presepe. FLORIDA - The Sunshine State Tour degli Stati UnitiLa Florida è un mito per tutti coloro che amano il sole tutto l'anno: quasi 2.000 chilometri di spiagge bianchissime, intensa vita notturna, bellezze naturali e vivacissime città immerse in una natura lussureggiante e tropicale. In Florida si respira un’atmosfera divertente, rilassata e fortemente influenzata dallo spirito del vicino Messico. I luoghi di maggior attrazione per i turisti sono sicuramente Miami e Orlando, ma lo stato è ricco di altre splendide località, tra cui l’esclusiva Palm Beach, Daytona, famosa per il connubio tra spiagge e motori, Tampa, dove si respira l’aroma dei sigari cubani, Saint Augustin, la più spagnoleggiante e antica città degli Stati Uniti. A sud di Miami, si trova il Parco di Everglades, una vastissima area paludosa dichiarata Parco Nazionale nel 1947, dove vivono più di 400 specie di uccelli tra cui aironi, cicogne, fenicotteri, oltre a pesci e alligatori, questi ultimi sovrani incontrastati della zona. Da non perdere il giro del parco attraverso un labirinto di canali nella fitta vegetazione di liane e mangrovie. Da visitare anche le leggendarie Florida Keys, una catena di piccoli isolotti incantati, alla cui estremità c'è la splendida Key West, isoletta dalla natura incontaminata e dalle lunghe spiagge deserte e celebre perché Ernest Hemingway vi abitò diversi anni. Altra meta interessante è il centro spaziale di Cape Canaveral, sede della Nasa dal 1958, punto di partenza di tutti i lanci americani nel cosmo. Qui si possono vedere "Saturno V", la navicella che ha portato gli astronauti americani sulla luna, e gli Shuttle delle ultime missioni americane. MIAMI - La città del sole e della moda Miami, tappa d’obbligo per chi si reca in Florida, è una città dinamica e vivace, con moderni grattacieli e splendide ville immerse nel verde di lussureggianti parchi e giardini tropicali, un paradiso dorato dove l'estate e il divertimento sembrano non finire mai. Miami fonde i colori, la vivacità, la musica, la cucina, lo stile e la cultura dei vicini paesi latini con la tipica atmosfera delle grandi città degli States. Grazie alla dolcezza del suo clima, è diventata il paradiso di intellettuali e artisti di tutto il mondo che si rifugiano nelle lussuosissime ville situate nell'elegante quartiere di Coconut Grove. Miami, da alcuni anni, non è più solo sinonimo di sole e mare, attrae molti turisti anche perché frequentata da famosi stilisti, bellissime modelle e in generale dallo stravagante e mondano ambiente della moda. La città deve questa sua recente immagine all’influenza positiva di alcuni guru della moda italiana che, nella metà degli anni ‘80, l’hanno consacrata come meta “alla moda”, favorendo il recupero delle sue numerose bellezze e di alcuni dei quartieri più caratteristici. Il coloratissimo Art Déco District, situato nella parte meridionale di Miami Beach, propone infatti un differente volto della città con i suoi edifici dalle tinte pastello con oblò e decorazioni eccentriche e vistose che riportano alla mente gli Anni Venti e i ricordi legati alla società e le atmosfere dell'epoca. Altre zone frequentatissime sono il quartiere di Little Havana, dove si respira l’atmosfera e si ascolta la musica di Cuba, Coral Gables, nota per la sua raffinata architettura spagnola e poi le eccellenti Gallerie d’Arte, le boutiques e i tanti ristoranti. Da visitare il Vizcaya Museum and Gardens, una villa in stile rinascimentale italiano, il Lowe Art Museum, con oggetti di arte barocca e rinascimentale, il Parrot Jungle and Gardens con numerosi uccelli tropicali. ORLANDO - Il favoloso mondo di Disneyworld Tour degli Stati UnitiOrlando, città fondata alla metà del secolo scorso da una piccola comunità di pionieri provenienti dalla Georgia, è il regno del divertimento e dell'allegria con i famosissimi Parchi di Divertimento di Disneyworld ed Epcot che offrono castelli incantati, sottomarini e montagne russe, navi dei pirati e Padiglioni del Futuro. Disneyworld, il regno di Topolino, è in continua evoluzione e propone sempre nuove attrazioni: il più recente dei parchi a tema è il Disney’s Animal Kingdom, per una giornata ricca di incontri con animali selvaggi, feroci creature preistoriche e adorabili personaggi Disney; il Downtown Disney, il nuovo complesso di divertimenti, ristoranti, shopping e offerte per il tempo libero; e ancora Mission Space, la più recente attrazione interattiva che richiama le avventure degli astronauti nello spazio. Epcot anticipa in modo spettacolare il mondo del futuro. Sull'intero complesso svetta il grande globo, simile ad una gigantesca palla da golf, che di giorno brilla al sole e s'illumina di notte. Nei nuovissimi Disney MGM-Studios e Universal Studios si può invece rivivere la storia del cinema di animazione, cara alla fantasia di Disney. Tra gli altri, gli intramontabili film "Fantasia", "Pinocchio", "Peter Pan" e "Cenerentola" che hanno fatto sognare generazioni di bambini. Per i "nottambuli", infine, ecco l'Isola del Piacere, Pleasure Island: 6 night-clubs, ristoranti, giochi, musica ed allegria. Ma Orlando è anche Seaworld, il più grande parco marino del mondo, dove i protagonisti sono delfini, pinguini, leoni marini, orche e squali. CALIFORNIA - Il sogno americano La California è da sempre la meta preferita da coloro che cercano sole tutto l'anno: spiagge a perdita d'occhio, tanto divertimento, splendide città, meravigliosi e celebri parchi quali lo Yosemite, la Valle della Morte e il Sequoia, valli che si estendono a prateria, poderose cascate, deserti infuocati e alberi con grossi frutti dorati dal sole. Oltre a Los Angeles e San Francisco, le destinazioni più amate sono le famose spiagge di Santa Monica, Venice e Malibu, località privilegiate dai surfisti di tutto il mondo, e Santa Barbara, paradiso frequentato dai più noti attori americani, che unisce ai colori del Sudamerica il lusso e la mondanità. Una città dal fascino particolare è San Diego, la più meridionale di tutti gli Stati Uniti. Caratterizzata da un’atmosfera tranquilla e raffinata di impronta spagnola, qui i grattacieli si sposano perfettamente con il blu dell'oceano e il verde dei grandi parchi cittadini. A San Diego lo stile di vita è piacevole e rilassante, la città vanta oltre 30 bellissime spiagge, tutte sabbiose e mai affollate. Un modo particolarmente suggestivo per conoscere le mille magie della California è percorrere la Cabrillo Highway che corre da San Francisco a San Diego. 850 km di coste rocciose dall'incredibile bellezza e lunghissime spiagge bianche dalla sabbia fine, foreste di pini marittimi, vertiginose scogliere a picco sul mare e vecchie missioni spagnole. Percorrendo la costa californiana si incontrano paesaggi stupendi tra cui il porticciolo di Monterey, uno dei borghi marinari più esclusivi della California, il villaggio di pescatori di Carmel, dove l'aria profuma di eucalipti e salsedine, e Big Sur, una spiaggia deserta con una foresta di pini sul mare. Da Monterey inizia anche una delle più belle strade panoramiche americane, la 17 Mile Drive, che si snoda su un promontorio tra lo stridere dei gabbiani e i richiami dei leoni marini, tra campi da golf, ville e scogliere battute dall'oceano. LOS ANGELES - mecca mondiale del cinema Tour degli Stati UnitiLos Angeles conserva ancora lo smalto dei mitici anni '50 quando imperavano Clark Gable e Marylin Monroe e attrae turisti da tutto il mondo in una sorta di reverenziale pellegrinaggio sulle tracce dei luoghi sacri del cinema. Il Teatro Cinese è il cinematografo più famoso del mondo e custodisce gelosamente nel cemento le impronte delle mani e dei piedi dei divi. Uno dei quartieri più famosi di Los Angeles è sicuramente Beverly Hills, residenza prediletta dei grandi attori e dei personaggi più in vista della città. A Beverly Hills impera il lusso sfrenato e lungo “Rodeo Drive" ci sono boutiques che recapitano i pacchi a domicilio in Rolls Royce, altre che ricevono i clienti soltanto su appuntamento, gioiellerie cui si accede unicamente se in possesso di una chiave speciale e così via. Altro famosissimo quartiere di Los Angeles è Hollywood che fu scelto nel lontano 1913 dai cineasti, che lo preferirono a New York per ragioni economiche, e che divenne ben presto la mecca mondiale dei sogni di celluloide. L'Hollywood Boulevard, il più eloquente esempio di un'architettura cinematografica che spesso sconfina nel kitsch, e il Sunset Boulevard, forse il viale più lungo del mondo che vanta ben 20.000 numeri civici, sono tappe d'obbligo per qualunque turista. Ma la nuova Los Angeles si rispecchia soprattutto nel quartiere di Downtown, vivace centro finanziario e culturale, e in quello di West Hollywood ricco di locali, ristoranti alla moda e night club frequentati dalle più famose star. SAN FRANCISCO - Eleganza e stravaganza San Francisco è una città raffinata, ma allo stesso tempo anticonvenzionale e innovativa, popolata da gente di diverse culture e razze, vivace, affascinante, accarezzata dalle fresche brezze del Pacifico. Costruita su 29 ripide colline e affacciata su una delle baie più belle del mondo, San Francisco è ricca di scorci suggestivi: il famoso ponte Golden Gate che unisce la città all'incantevole contea di Marin, il Fisherman's Wharf, il molo dei pescatori con numerosi ristoranti e negozi, le case vittoriane disposte ordinatamente lungo i viali alberati, Lombard Street, la "strada più tortuosa del mondo", i "cable cars", i caratteristici tram a cremagliera che si arrampicano su per le colline, il profilo dei grattacieli di downtown. Tra i quartieri più famosi vi sono la coloratissima Chinatown, dove “svettano” costruzioni con il tetto a pagoda, SoMa, in cui si concentrano le discoteche più alla moda, Mission il quartiere latino, Castro, il centro gay della città, gli eleganti Marina e Pacific Heights, il quartiere hippy di Haight-Ashbury ed infine North Beach, abitato soprattutto da italiani che negli anni '50 diedero origine alla Beat Generation e oggi affollato da nights-club, bar e ristoranti di tutte le etnie. A poco più di un’ora di auto dalla città, in direzione nord, si trovano i vigneti della Sonoma County e della Napa Valley dove si trova la più grande concentrazione di aziende vinicole degli Stati Uniti. LAS VEGAS - la città del divertimento Tour degli Stati UnitiIl profilo di Las Vegas appare da lontano sulla superficie assolutamente piatta del deserto che la circonda: un paesaggio arido di rocce gialle e rosse dove la strada sembra sospesa nell'atmosfera desolata e rovente. Vistosi cartelli, annunciano la città del divertimento e della spensieratezza: un miraggio nel deserto, un'oasi di luci al neon, di casinò, di faraonici hotel e spettacoli scintillanti. Las Vegas è una striscia asfaltata lunga 5 km, alle cui estremità c'è il deserto. Ai lati, un susseguirsi di hotel dalle più maestose e bizzarre architetture, case da gioco, ristoranti, locali, bar e piccole cappelle dove ci celebrano i matrimoni-lampo tra un via vai incessante di enormi automobili. E ancora grandi aree verdi, giardini, piscine, club esclusivi e campi da golf per questa città che non dorme mai e dove il consumo d'energia elettrica è il più alto del mondo. A Las Vegas, ogni hall di albergo è un'immensa sala giochi piena di slot machines che in questa città si trovano dappertutto. Tutto a Las Vegas è spettacolo, è una specie di città fantastica dove arrivano turisti da tutto il mondo. Negli ultimi anni Las Vegas non è più solo il paradiso dell’azzardo, ma la città è diventata una destinazione anche per famiglie e coppie, grazie alla creazione di veri e propri parchi a tema in ogni hotel e la nascita di stupefacenti e costosissimi spettacoli in stile Broadway. SAN DIEGO - la città del divertimento Fu la spedizione di Juan Rodríguez Cabrillo del 1542 a portare i primi europei in California. Le navi dell'esploratore, durante questa visita, furono colte da una tempesta nella Baia di San Diego. Sebastián Vizcaíno fu il secondo europeo a posare gli occhi su San Diego. Egli entrò nella baia nel 1602, nel giorno della festa di San Diego de Alcalà e battezzò la città con il nome del santo. Quando gli spagnoli finalmente decisero di occupare l'Alta California, padre Junípero Serra fondò la prima missione della California sulla collina oggi nota con il nome di Presidio. Più tardi vennero fondate altre missioni nella zona di San Diego, tra cui San Luis Rey Francia nel 1798 e le asistencias (missioni satelliti) di San Antonio de Pala (1815) e Santa Ysabel (1818). Dopo la chiusura delle missioni del 1833, San Diego divenne un villaggio cadente, con poche centinaia di abitanti. La Febbre dell'Oro del 1849 non coinvolse San Diego e il primo collegamento ferroviario della California meridionale non passava per la città. In seguito alcuni imprenditori lungimiranti riconobbero il potenziale di San Diego come porto e nel 1867 Alonzo E. Horton, uomo d'affari e speculatore di San Diego, acquistò 385 ettari di terreno lungo la costa per costruirvi la 'città nuova'. Altri tentativi di questo genere erano già stati fatti, ma questa volta l'iniziativa ebbe un notevole successo, soprattutto dopo che, nel 1872, il fuoco ebbe distrutto buona parte dell'insediamento originale. Quando si scoprì l'oro nelle colline a est di San Diego, ci fu un'esplosione delle attività minerarie, che però ebbe luogo solo nel 1874 (la città di Julian è uno dei pochi insediamenti minerari sopravvissuti fino a oggi). Negli anni che seguirono il boom dell'oro, la popolazione si dimezzò, arrivando a 2000 abitanti e, nonostante gli sforzi dei promotori della città, nel XIX secolo San Diego non riuscì a svilupparsi come centro industriale. L'economia della città si basava principalmente sulle speculazioni edilizie, che videro fasi alterne di successi e fallimenti. Dopo che, nel 1914, San Francisco ospitò l'Esposizione Internazionale di Panama e del Pacifico (che ebbe un certo successo), a San Diego si tenne l'Esposizione di Panama e della California, che durò per buona parte del 1915 e del 1916. Nello sforzo di creare un'immagine caratterizzante, gli edifici dell'esposizione vennero appositamente progettati in stile ispano-messicano. I costruttori, gli architetti e il pubblico accolsero questa moda con entusiasmo e oggi lo stile architettonico ispirato alle missioni e i nomi spagnoli delle strade derivano più da questo avvenimento piuttosto che dal suo passato di piccolo e sperduto avamposto coloniale. Con l'arrivo delle industrie aeree e navali negli anni '20 e '30 del XX secolo, l'economia di San Diego finalmente decollò. Le entrate sicure che derivavano dalle basi navali e militari aiutarono San Diego durante la Grande Depressione, insieme ai progetti di opere pubbliche come l'Università Statale di San Diego e la pista automobilistica a Del Mar. Nel 1935, quando la depressione finì, San Diego ospitò il secondo grande evento, l'Esposizione della California e del Pacifico, per cui vennero costruiti altri edifici in stile ispanico nel Balboa Park. In seguito al bombardamento di Pearl Harbour, il quartier generale della US Pacific Fleet venne trasferito a San Diego. Il boom delle attività legate alla guerra trasformò la città: apparvero all'improvviso diverse zone residenziali, gli spazi pubblici vennero adibiti a campi di addestramento, a depositi e a ospedali e la popolazione raddoppiò nel giro di pochi anni. Il ruolo che la città svolse durante la guerra e, più di ogni altra cosa la propaganda ad essa associata, diedero a San Diego un'importanza e una fama nazionale. Nel dopoguerra, la presenza delle forze armate e della marina resero prospere alcune attività ad esse collegate, che impiegarono fino a un quarto della forza lavoro della città. Il clima e la posizione costiera sono stati altri fattori importanti che hanno contribuito alla crescita della città. La ristrutturazione del centro e la creazione di strutture come Mission Bay hanno contribuito ad attirare i visitatori, che oggi forniscono una buona parte delle entrate della regione. L'educazione e la ricerca (soprattutto nel campo della biotecnologia) sono altre attività di rilievo, mentre la squadra di baseball San Diego Padres e la squadra di calcio San Diego Charges hanno entrambe partecipato al campionato negli ultimi anni. Oggi, San Diego non ha soltanto la base aeronavale più grande della Costa occidentale e uno dei giardini zoologici più belli del mondo ma è anche il centro artistico e culturale più importante della California meridionale. Basta scorrere il cartellone della San Diego Performing Arts League, che unisce 130 teatri, ensemble musicali, compagnie di danza, per esserne conquistati. Gaslamp Quarter Nel passato, questo colorato quartiere del centro ospitava le attività commerciali più redditizie, ossia saloon, locali per il gioco d'azzardo, bordelli e fumerie d'oppio. Negli anni '60 il quartiere era notevolmente degenerato, infatti gli alberghetti cadenti e i bar erano frequentati solo più da persone indigenti e alcolizzati. Questo ambiente squallido rendeva la zona poco interessante per gli investitori dell'epoca ed è anche per questo motivo che molti dei suoi vecchi edifici sono sopravvissuti fino a oggi. Quando le imprese edili finalmente si fecero avanti, gli abitanti della zona e il consiglio di quartiere impedirono che gli edifici venissero demoliti e la zona, che comprende 16 isolati, venne dichiarata quartiere storico nazionale. Oggi gli edifici ristrutturati, che risalgono agli anni intorno al 1870, sono occupati da bar, ristoranti e gallerie e i lampioni in ferro battuto, che imitano le lampade a gas del XIX secolo, contribuiscono a dare al quartiere quella particolare atmosfera storica. Le serate tiepide sono i momenti migliori per visitare la zona, quando la gente si riversa nelle strade e affolla i tavoli dei bar situati sui marciapiedi. Il consiglio di quartiere organizza visite guidate a piedi. Embarcadero Il porto vecchio di San Diego, appena a ovest del centro, è una zona notevolmente pulita e gradevole. Non ha mai svolto un ruolo di rilievo come porto commerciale, ma ha comunque un'atmosfera marittima, grazie alle vecchie imbarcazioni ormeggiate al Maritime Museum, agli edifici del Seaport Village che sono stati ricostruiti in stile primo '900 e al San Diego Convention Center, che si dice sia stato progettato prendendo spunto da un transatlantico. All'Embarcadero Marina Park ci sono un pontile pubblico per la pesca e un anfiteatro all'aperto in cui, durante l'estate, si tengono concerti gratuiti. Balboa Park Questo grandissimo parco, situato all'estremità nord-orientale del centro, è uno dei principali beni cittadini. Al suo interno ci sono grandi spazi verdi, musei, teatri, uno zoo e diverse strutture sportive, tra cui campi da tennis, una piscina e campi da golf. Molti degli edifici del parco sono ispirati a temi coloniali spagnoli che ricordano soprattutto l'Esposizione di Panama e California tenutasi nel 1915-16. Gli edifici provvisori in stucco che vennero costruiti per l'esposizione seguivano di proposito una linea romantica ispano-messicana e al tempo ebbero un tale successo che dopo l'esposizione vennero conservati o ricostruiti in cemento e materiali più duraturi. Il parco è sede del San Diego Museum of Art, un ricco edificio che ospita una modesta collezione di dipinti europei, di paesaggi americani e di manufatti artistici asiatici. Il piccolo ma pregevole Timkin Museum of Art ha una collezione più interessante in cui compaiono opere famose di artisti europei e stupende icone russe. Il Centro Cultural de la Raza, situato all'interno di un serbatoio dell'acqua ristrutturato, ha una valida esposizione dedicata all'arte messicana e nativa americana. Lo Spanish Village, un ambiente più tradizionale dove si tengono mostre artistiche, ospita una collezione di piccoli cottage rivestiti di piastrelle che si dice siano 'un'autentica riproduzione di un antico villaggio spagnolo'. I cottage vengono affittati come studi artistici ed è possibile osservare gli artisti al lavoro nella produzione di vasellame, gioielli, dipinti e sculture: opere kitsch che poi vengono vendute a prezzi piuttosto alti. La Casa de Balboa ospita quattro musei, rispettivamente dedicati alla storia di San Diego, ai campioni locali dello sport, ai modellini ferroviari e alle arti fotografiche. Il Rueben H Fleet Space Theater & Science Center, una delle strutture più pubblicizzate del parco, è un museo delle scienze con il grande schermo della sala Omnimax. Il Museum of Man è specializzato in manufatti artistici amerindi provenienti dall'America sud-occidentale ed espone una bella collezione di cestini e vasellame provenienti dall'area di San Diego. Se volete battere il record della visita ai musei ci sono anche il San Diego Automotive Museum, la vasta esposizione dell'Aerospace Museum e il Natural History Museum. Old Town Questa zona fu il luogo in cui sorse il primo insediamento civile spagnolo in California, conosciuto con il nome di Pueblo de San Diego. Intorno al 1820 venne creata una piazza che, nel giro di 10 anni, fu circondata da capanne e da abitazioni in muratura. La piazza fu il centro di San Diego fino al 1872, quando il fulcro della città si spostò nel centro attuale. Nel 1968 la Città Vecchia diventò un parco storico statale in cui si eseguirono scavi archeologici, si ristrutturarono i pochi edifici originali e si ricostruirono quelli cadenti. Oggi è una zona commerciale rivolta al turismo, ma la piazza aperta, con i suoi alberi ombrosi, è un buon luogo in cui fare una passeggiata, anche se non bisogna prendere troppo sul serio la sua importanza storica. Visitando la Casa de Carrillo, la più vecchia casa di San Diego, riuscirete a farvi un'idea delle trasformazioni che sono avvenute nella città. Situata appena a nord della Città Vecchia, questa casa è diventata il negozio del Campo da Golf Presidio Hills. La Città Vecchia si trova 4 km a nord-ovest del centro. SeaWorld Una delle più famose e più popolari attrazioni di San Diego è sicuramente il SeaWorld, aperto a Mission Bay nel 1964, e la cui orca, Shamu, è diventata un simbolo non ufficiale della città. SeaWorld è un luogo molto commerciale, molto divertente e leggermente educativo. Ci sono molte balene, squali, delfini e pinguini in mostra e, se vi piacciono le coreografie acquatiche, potrete assistere a diversi interessanti spettacoli interpretati dagli stessi animali. Ricordatevi che per alcuni spettacoli il prezzo del biglietto può essere molto caro e le code per entrare molto lunghe. Il parco marino si trova 8 km a nord-est dal centro. La Jolla Questa ricca zona residenziale, situata sulla costa, 20 km a nord-ovest del centro di San Diego, è conosciuta per i ristoranti, per i tappeti e per i beni immobili. Il suo nome si pronuncia 'la hoya', è un luogo caratterizzato da una diffusa architettura di stile mediterraneo, con archi, colonnati, tegole rosse e intonaci color pastello. La costa è frastagliata, l'aria è tonificante, le piccole insenature sono graziose e le spiagge sono ottime per il surf. I luoghi di principale interesse di questo vistoso quartiere comprendono il Museum of Contemporary Art, le belle mostre del Stephen Birch Aquarium-Museum e la vicina Torrey Pines State Reserve, che ospita le ultime foreste di pini Torrey del continente e offre stupendi panorami sull'oceano. Per una bellissima veduta a 360° sul quartiere salite in automobile sul piccolo Monte Soledad, a est di La Jolla. I PARCHI: ARIZONA Lo stato dell’Arizona, al confine con la California, è una terra di contrasti che regala forti emozioni. Qui si trova il famosissimo Grand Canyon, autentica meraviglia della superba natura americana. A perdita d'occhio migliaia di gole, il nastro color argento del fiume Colorado e le pareti rocciose dalle tonalità rossastre con faglie e stratificazioni più chiare. Divenuto parco nazionale nel 1913, il Grand Canyon è in grado di offrire uno dei più spettacolari fenomeni geologici del mondo, in uno scenario unico e grandioso. Il canyon è visitabile durante tutto l'anno nei modi più svariati: voli panoramici che regalano emozioni uniche, mentre chi ama l'avventura non può sottrarsi ad un’eccitante discesa lungo il Colorado. Ma è attraversandolo con l’auto che si può godere lo spettacolo migliore: si entra nel parco dalla Desert View, uno stupendo belvedere che si affaccia sulla parte più ampia della gola; si prosegue al Grandview Point con i suoi panorami che spaziano da Cape Royal sino al Granite Gorge; si può sostare al Yavapai Point dove ha sede il museo che illustra le trasformazioni del canyon e, da qui, proseguire a piedi fino al Grand Canyon Village. Altra tappa da prevedere in Arizona è senz’altro la Foresta Pietrificata, una vasta area desertica che custodisce la più alta concentrazione di legno “pietrificato” e dove sono stati rinvenuti anche fossili animali e vegetali. Sempre in Arizona, l’incredibile Canyon de Chelly, terra sacra dei Navajos fin dall’antichità, rappresenta un’altra “perla” della superba natura americana con vertiginose pareti di arenaria rossastra che raggiungono i 300 m d’altezza. Un canyon lungo oltre 30 miglia e profondo quasi 400 m, diventato monumento nazionale dal 1931, che conserva numerose rovine di villaggi abitati, un tempo, dagli Indiani Pueblo. Ai margini della regione dei Canyonlands si trova Lake Powell, nato dall’omonima diga che produce energia elettrica sufficiente ad una città di un milione e mezzo di abitanti. Il grande specchio d’acqua è dedicato all’esploratore John Wesley Powell, pioniere, nel 1869, della prima discesa lungo il fiume Colorado. I PARCHI: CALIFORNIA La misteriosa Valle della Morte è un’impressionante area desertica che si estende, per 225 km, tra 2 catene montuose: grandi dune di sabbia in continuo movimento, 2 milioni di acri di terra bruciata e il deserto più torrido del globo dove, in estate, la temperatura sale a 50 °C. Ma, a dispetto del suo nome, la Valle della Morte ospita diversi tipi di piante, uccelli, volpi, coyote, asini selvatici che vivono tra distese infuocate, voragini di crateri, dune e canyon e persino alcuni pesci, tra i quali l'incredibile preistorico “pupfish”, lungo non più di 3 cm. Situato al centro della West California, a 336 km da San Francisco, Yosemite National Park è il parco delle cascate, delle nevi eterne e dei paesaggi alpini. Il parco conserva alcune tra le meraviglie geologiche esistenti al mondo: primo fra tutti El Capitan, il più grande monolito di granito, alto 2.308 m, che presenta, su tutte le pareti, una sola frattura; una sfida per gli scalatori più esperti. E ancora superbe montagne, cascate spettacolari, tra cui le Yosemite Falls, alte 740 m, e le Bridalveil Falls (cascate del velo della sposa), canyon scavati dai ghiacciai e una vegetazione ricchissima di querce, cedri, pioppi e sequoie giganti. Per questa sorprendente varietà del paesaggio, Yosemite è definito “la Valle incomparabile” mentre il nome, di origine indiana, indica il Grizzly Bear, il famoso orso grigio di queste montagne. A metà strada tra San Francisco e Los Angeles, custodito nel cuore della California, ecco invece il Sequoia National Park, che ospita monumentali sequoie giganti vecchie anche 2.500 anni e alte quasi fino a 90 m. Il parco conserva splendidi paesaggi di cime granitiche, profonde gole e fitte foreste dove trovano rifugio i falchi pellegrini e altre specie di animali in via d’estinzione. Le sequoie portano i nomi dei più noti personaggi della storia americana: il più grande esemplare esistente nel parco è il “General Sherman Tree”, alto 84 m e con un circonferenza di oltre 31 m. Al confine con il Nevada, si trova il Lago Tahoe, considerato uno dei più profondi del mondo e situato ad un'altitudine di quasi 2.000 m. I PARCHI: COLORADO I parchi e le foreste del Colorado offrono meravigliosi paesaggi e scorci mozzafiato, da praterie senza fine a verdeggianti boschi di conifere, da montagne innevate a dune di sabbia. Il Mesa Verde National Park, istituito nel 1906 per preservare la più grande area archeologica pre-colombiana degli interi Stati Uniti, è uno dei principali siti archeologici del mondo. Qui, circa 1.400 anni fa, gli Anasazi costruirono le loro abitazioni sia sugli altipiani sia utilizzando gli anfratti naturali disposti a valle. Oltre al valore archeologico il parco offre alcuni degli spettacoli naturali più belli del SudOvest degli Stati Uniti. I PARCHI: MONTANA Adagiato tra le montagne del Montana, il Glacier National Park abbraccia un paesaggio di una bellezza travolgente. La visita di questo parco inizia con una gita al Logan Pass sulla "Going to the sun Road": un percorso stupendo che collega due delle vallate più belle del parco e costeggia il Lago St. Mary per poi immergersi nella foresta e salire verso il Logan Pass a più di 2.000 metri. I PARCHI: SOUTH DAKOTA La prateria che regna in questa zona degli USA assume un aspetto del tutto diverso: siamo nelle Badlands un territorio fatto di rocce scanalate, un inestricabile dedalo di canyon, guglie nodose e profondi burroni, frutto dell'erosione del suolo nelle pianure del South Dakota. Vero e proprio luogo di culto per gli americani, il Mount Rushmore National Memorial, attira ogni giorno migliaia di persone che affollano il Viale delle Bandiere dei 50 stati dell'Unione. Qui i celebri e colossali ritratti dei presidenti Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln sono stati scolpiti con la dinamite nel granito della montagna. I PARCHI: UTAH Al confine tra Utah e Arizona, la Monument Valley, a lungo considerata l’ottava meraviglia del mondo, è lo scenario immancabile di numerosi film Western. In mezzo ad un altipiano spoglio, battuto dai venti del deserto e abitato soltanto da indiani Navajo e coyote, si innalzano vere e proprie “torri di pietra”, grandi formazioni rocciose dalle pareti verticali con la cima piatta, imponenti picchi, gole intagliate e incredibili monoliti di arenaria che sembrano vegliare, come antiche fortezze, sulla regione circostante. Nello Utah, si trova l’incredibile Arches National Park con gigantesche teste di pietra, ponti e archi naturali, finestre nella roccia e pinnacoli di pietre rosse e arancioni, dalle forme fantastiche. Il vicino Canyonlands National Park, in parte ancora inesplorato, si visita in jeep tra picchi altissimi, città indiane fantasma, strapiombi, gole impervie e vasti altipiani. La località più sorprendente è senz’altro Death Horse Point, a circa 1.830 m di altitudine, dove si ammira una grande ansa del Colorado a forma di ferro di cavallo. Sempre nello Utah, si trova Zion National Park, dalle colossali pareti di arenaria rossa; lo scenario del parco è costituito da un profondo canyon dove l’erosione ha modellato rocce dalle forme inconsuete. Le acque del Virgin River, che attraversa il parco, e altri agenti atmosferici hanno intaccato l’altopiano provocando delle ferite nella roccia calcarea, che, nei millenni, hanno generato le scoscese falesie oggi chiamate “templi”. Una delle meraviglie della natura americana è, senza alcun dubbio, il Bryce Canyon National Park. La grande attrazione del parco sono le enormi fratture della terra che creano suggestivi anfiteatri di calcare rosa e bianco, profondi anche 300 m. Qui si ammira l’erosione delle cosiddette Pink Cliffs, rocce rosa formatesi 50-60 milioni di anni fa, un misto di pietra arenaria e scisti che si mischiano con strati di solido calcare. Questa mistura di rocce, sfaldandosi, ha provocato le formazioni dai colori rosso-rosa, chiamati “hoodoos”, simili ad enormi pinnacoli, colonne, torri e gradini. Anche Capitol Reef National Park preserva, per ben 160 km di lunghezza, il Waterpocket Fold, una piega della crosta terreste con sedimenti dai magnifici colori. Percorrendo la strada al suo interno si costeggia il tortuoso fiume Fremont, sotto alte rupi di arenaria note agli indiani Paiute come “l’Arcobaleno assopito”. I PARCHI: WYOMING Lo stato del Wyoming ospita il più antico, il più grande e il più famoso parco nazionale degli Stati Uniti: il parco di Yellowstone, istituito nel 1872 e conosciuto in tutto il mondo per gli orsi Yoghi e Bubu, celebri personaggi dei cartoon. Il parco si estende su tre stati, Wyoming, Montana e Idaho, e la sua morfologia è costituita da fanghi vulcanici bollenti, cascate e picchi rocciosi, laghi, foreste di conifere e oltre 3.000 geyser. Il più famoso di questi è l’Old Faithful, il “Grande Vecchio” che, ogni ora, emette un potente getto d'acqua calda fino ad un'altezza di 50 m ed è attivo da più di 100 anni. Tra i geyser e lungo le gole dei fiumi si possono facilmente incontrare, gli “abitanti” del parco: cervi, grizzly, alci, puma, bisonti, daini, leoni di montagna, mufloni, marmotte, orsi, lupi e bellissimi esemplari di aquila nord-americana, simbolo degli Stati Uniti. Superbe cime di granito color acciaio emergono improvvisamente dalla pianura per raggiungere i 2.400 m: questo è il Grand Teton National Park dove nevai e ghiacciai appaiono in distanza, laghi glaciali ne adornano le basi e antilopi, bisonti e cervi pascolano nella pianura mentre, in inverno, le alci migrano negli altipiani circostanti. Molto amato dai free-climber e dagli appassionati di arrampicata, Devils Tower National Monument è una grande roccia vulcanica, di quasi 300 m, che sorge non lontano dalla cittadina di Sundance. _____________U.S.A. on the road da East a West in Harley Davidson Viaggio Usa on The Road: da East a West in Harley Davidson Vi è mai capitato di fantasticare su come sarebbe attraversare gli Stati Uniti alla guida di una mitica Harley Davidson o di un Fuoristrada dalle dimensioni "Americane"? Oggi, se lo desiderate, potete avere l’occasione di vivere dal vivo questa esperienza. Atacama vi propone un indimenticabile viaggio dall'Est all'Ovest degli U.S.A., a bordo della Harley Davidson Fat Boy oppure del fuoristrada Explorer della Ford per conoscere questo paese e viverlo da ”easy rider”. Un'esperienza unica che vi permetterà di cimentarvi con strade senza fine e paesaggi mozzafiato; sarà certamente un viaggio "adventure" fuori dal comune. LE HARLEY DAVIDSON Per chi sceglie di viaggiare in Harley Davidson, abbiamo selezionato i modelli "Fat Boy" e "Heritage": "Fat Boy" Clicca sulla foto per ingrandire Quando vedete una moto come questa, capite che è così che dovrebbe essere una moto. Grossa, compatta e massiccia. Con i parafanghi avvolgenti in metallo. I tubi della forcella che sembrano dei tronchi d'albero. Il faro cromato dalle dimensioni massicce. E il corposo V-Twin che aspetta solo di essere liberato per la strada, a richiamare l'attenzione ad ogni suo slancio. Ecco che cosa vi può dare una Fat Boy. E probabilmente è per questo motivo che, fin dal primo giorno in cui hanno calcato le strade con le loro ruote gigantesche, sono diventate un punto di riferimento irrinunciabile. E' quindi facile capire che, di questa moto, troverete una quantità enorme di particolari da apprezzare. Cerchi lenticolari pieni. Pneumatico posteriore maggiorato da 150mm. Pedane grandi abbastanza per piedi di tutte le misure. E un generoso motore Twin Cam 88B dotato di sistema EFI e controalberi di bilanciamento, il cuore che pulsa al centro di questa moto. Per una vita in grande stile. Caratteristiche tecniche "Heritage" Clicca sulla foto per ingrandire Non vi stupireste di trovare, nascosta sotto un telo impolverato nel granaio dei nonni, una bellezza come la Heritage Softail Classic. Con le borse laterali in cuoio con le borchie, i grossi parafanghi, il gigantesco faro cromato e le passing lamp. Per il motociclista che sogna uno stile classico, non potrebbe esservi nulla di meglio. Ma anche coloro che sono alla ricerca di un mezzo moderno troveranno in questa moto una compagna ideale. Ne volete una prova? Guardate il motore Twin Cam 88B. Con i suoi 1450 cc e il sistema di iniezione EFI. Installato su supporti rigidi, ma due ingegnosi controalberi di bilanciamento provvedono ad annullare tutte le vibrazioni, tranne quelle che si avvertono quando si vive una leggenda. La sospensione posteriore è nascosta. I pneumatici Blackwall sono montati su cerchi a raggi. E la sella è ribassata. Pertanto, qualunque sia il genere di moto che preferiate, non troverete alcuna difficoltà a saltare in sella a questa. Caratteristiche tecniche I FUORISTRADA Per chi sceglie di viaggiare in fuoristrada, abbiamo selezionato il modello "Explorer", della Ford: Interior Engine & Transmission Manual Air Conditioning w/Rotary Controls 4.0L SOHC V6 FFV Engine AM/FM Stereo/Clock/CD Automatic 5-Speed Transmission Cloth Low Back Bucket Seats Control Trac 4x4 w/2-Speed Transfer Case 60/40 2nd Row Split Folding Seat w/Head Restraints Suspension, Wheels & Tires SecuriLock™ Passive Anti-Theft System Rear Independent Suspension Speed Control 16" Full Face Steel Wheels Tilt Steering Wheel P235/70R16 All-Season BSW Tires HANNO SCRITTO DEL NOSTRO VIAGGIO Giugno 2006 Viaggi in moto: Due ruote all'avventura Aprile 2006 Scusi è quì il West? Gulliver Luglio 2005 Stati Uniti: le montagne scintillanti Del 24 giugno 2004 Fuga in moto Del 22 aprile 2004 Da Est al West su una Harley IL PERCORSO INFORMAZIONI GENERALI Gradisci ulteriori informazioni sugli Stati Uniti? Gradisci ulteriori informazioni sulle località degli Stati Uniti? IL PROGRAMMA 1° giorno ITALIA-CHICAGO Partenza da Milano con volo via scalo Europeo verso Chicago. All’arrivo ritiro dei mezzi in aeroporto e sistemazione per una notte in hotel. Pernottamento. 2° giorno CHICAGO – MINNEAPOLIS Inizia l’avventura, lasciamo Chicago e l’Illinois e puntiamo a nord verso Milwaukee, culla delle Harley-Davidson; proseguiamo attraversando tutto il Wisconsin, superiamo il fiume Mississippi ed entriamo nel Minnesota dopo circa 650 Km. Pernottamento a Minneapolis. 3° giorno MINNEAPOLIS – SIOUX FALLS Dopo la prima colazione, costeggiando il lago Minnetonka, lasciamo Minneapolis e proseguiamo verso sud-ovest diretti nel South-Dakota, a Sioux Falls, antica patria degli indiani d’america. Arriviamo dopo circa 4 ore di guida. 4° giorno SIOUX FALLS – RAPID CITY Lasciamo Sioux Falls rimanendo nel South-Dakota dirigendoci verso Rapid City. Attraversiamo le pianure e il lago Francis Case, il Badlands National Park e il fiume Cheyenne. Le formazioni frastagliate del Badlands National Park si ergono a picco sul territorio circostante; offrono forti scenari che a seconda delle stagioni, affascinano in maniera sempre differente. Le rocce di questo parco hanno subito 37 milioni di anni di erosione creando pinnacoli, canyon profondi e intricate formazioni. 5° giorno RAPID CITY Ci dedichiamo oggi alla visita dei dintorni di Rapid City, da Black Hills a Mount Rushmore, da Crazy Horse al Canyon Spearfish. Praterie infinite coperte di verde a di fiori selvatici, conducono ai picchi di granito delle Black Hills, oppure "paha sapa" come venivano chiamate dagli Indiani Lakota. Situato proprio in questa zona vi è Il Mt. Rushmore National Monument, con le facce dei quattro Presidenti Americani (Washington, Jefferson, Lincoln e Roosvelt) scavate nella roccia e che è stato scolpito da Cutzon Borglun il quale vi impiego 14 anni della sua vita. Wind Cave National Park e Jewel Cave National Park si trovano a pochi chilometri dalle Black Hills del South Dakota. 6° giorno RAPID CITY – BILLINGS Lasciamo il South Dakota, ci addentriamo nel Wyoming e saliamo nel Montana. Costeggiamo da Buffalo le Big Horse Mountains, e più a nord la riserva indiana dei Cheyenne. Prima di giungere a Billings superiamo Little Bighorn Battlefield National Monument, che è il luogo dove Toro Seduto e Cavallo Pazzo hanno annientato l'esercito americano capitanato dal generale Custer. Nei dintorni di Billings, il Pictograph Caves Historical Site conserva resti della civiltà preistorica di 5.000 anni fa. 7° giorno BILLINGS – YELLOWSTONE Siamo nel cuore delle montagne rocciose, rientriamo da nord nel Wyoming e ci aspetta il Yellowstone National Park, patria degli indiani Shoshone. Yellowstone è il primo Parco Nazionale del mondo che si estende per la maggior parte nello Stato del Wyoming, ma sfora anche in Idaho ad est e a nord nel Montana. Annovera oltre 10.000 fonti termali; comprende geyser, fanghi, piscine d'acqua calda naturali e crateri dai quali fuoriesce vapore incandescente. E' sicuramente uno dei posti più spettacolari della terra. Pernottamento sulle rive dell’omonimo lago Yellowstone. 8° giorno YELLOWSTONE Giornata dedicata alla visita del parco di Yellowstone (info su Yellowstone). Il Parco Nazionale di Yellowstone (Wyoming), il primo parco nazionale del mondo, è per molti versi il gioiello dei parchi americani. Più grande di Porto Rico, disseminato di oltre 10.000 sorgenti termali (compresi circa 250 geyser attivi, il più conosciuto dei quali è l'Old Faithful) in uno dei crateri vulcanici più grandi del mondo, Yellowstone offre anche lo splendido spettacolo del Grand Canyon e contiene la più alta concentrazione di mammiferi dei 48 stati continentali. I residenti più numerosi sono i grizzly, gli orsi bruni, i bisonti, gli alci delle Montagne Rocciose, i lupi e le pecore bighorn. Le caratteristiche più pubblicizzate di Yellowstone sono le sorgenti calde, i geyser, le pozze di fango e le fumarole, che probabilmente si trovano qui perché si tratta di uno dei punti più vicini al centro della Terra. Il fascino dei geyser è dovuto anche alla puntualità con la quale eruttano a ribollono, come se fosse uno spettacolo a orari prestabiliti. Sfortunatamente, la bellezza e la popolarità del parco rischiano di diventare la causa della sua stessa distruzione. A comprometterne la bellezza contribuiscono i 30.000 visitatori giornalieri, gli oltre duemila edifici, le 930 stanze d'albergo e i 430 km di strade che lo percorrono. A Yellowstone si può fare di tutto: camminare, andare in barca o in bici, pescare, sciare, tutte attività che riusciranno forse a tenervi lontani dalla folla. 9° giorno YELLOWSTONE – IDAHO FALLS Lasciamo il parco di Yellowstone, puntando a sud costeggiando il lago Jackson, nel Grand Teton National Park. La tappa di oggi termina nello stato dell’Idaho, a Idaho Falls. L'Idaho giace a metà strada tra l'Equatore ed il Polo Nord nel versante occidentale delle Rocky Mountains, originando così un clima temperato con sole splendente e cieli blu, anche in pieno inverno. Ad ovest di questo Stato si trova l'Hells Canyon National Recreation Area, la gola più profonda del Nord America, molto più profonda del Grand Canyon, nella quale scorre lo Snake River. II Craters of the Moon National Monument, nel centro dell'Idaho, è stato soggetto a recenti eruzioni vulcaniche che hanno fatto sì che la zona assomigli alla superficie lunare tanto da essere usato nelle esercitazioni degli astronauti americani. Contiene 40 percorsi diversi tracciati dalla lava, alcuni formatisi solo 250 anni fa. L'Idaho possiede scenari selvaggi di incontrastato splendore e un numero elevatissimo di corsi d'acqua, oltre 5.000 chilometri, che nessun altro Stato può antare. E' in assoluto il paradiso per gli amanti di River- Rafting. 10° giorno IDAHO FALLS – SALT LAKE CITY Da Idaho Falls proseguiamo verso sud superando Pocatello, prima di attraversare il confine con lo Utah, lo stato dei parchi nazionali. Costeggiamo il gran lago salato e arriviamo a Salt Lake City per il pernottamento. La storia di questa città è indissolubilmente legata ai mormoni e a Joseph Smith, fondatore del movimento religioso negli anni '20 del 1800 e perfino l'uccello simbolo dello Stato, il gabbiano, rappresenta la salvezza per i mormoni salvati, intorno al 1850 dalla distruzione dei raccolti ad opera di una gelata e di una invasione di cavallette sterminate, appunto, da uno stormo di gabbiani. Attualmente i mormoni rappresentano il 40 per cento della popolazione. Proprio una delle caratteristiche di questa religione, la poligamia, ritardò notevolmente l'annessione dello Stato dello Utah all'Unione, concessa soltanto dopo l'abolizione di questa pratica solo nel 1896 con Salt Lake City che ne divenne la capitale. Il grandioso edificio del Campidoglio, che a vederlo sembra sempre di essere sul set di Capitol – per chi non se lo ricordi è stato il progenitore di Beautiful - venne finito nel 1915. La storia moderna è invece del tutto simile alle altre città americane, depressione degli anni Trenta compresa ma, attualmente, questa città è rinomata come centro escursionistico e trova nell'industria turistica una delle maggiori risorse dello Stato. 11° giorno SALT LAKE CITY – MOAB Lasciamo Salt lake City costeggiando il lago Utah e ci prepariamo ad ammirare gli altopiani che caratterizzane questa zona del West America. Prima di raggiungere Moab visitiamo l’Arches National Park., l'altra delle meraviglie create in questa regione dall' azione erosiva degli agenti climatici, con risultati ogni volta diversi e sorprendenti. In questo caso si tratta di oltre 1500 archi di pietra, dalle forme piu' diverse, alcuni imponenti e monumentali, altri delicati e dall' apparenza talmente fragile da dare a ciascun visitatore l' impressione che potrebbe essere l' ultimo a vederli in piedi (in effetti, questo sara' il destino di tutti gli archi... tra qualche millennio). Una trentina di questi sono abbastanza famosi e suggestivi da essere stati battezzati con un nome, come il Double Arch, il Landscape Arch, e il più famoso di tutti, il Delicate Arch, reso noto tra l' altro da alcune campagne pubblicitarie. Del resto Arches N.P. e' un set celebre per i films western e le loro varianti moderne. Qui sono state girate alcune scene di Thelma e Louise. 12° giorno MOAB Dedichiamo la giornata alla visita dei dintorni di Moab, con possibilità di escursione al Canyonlands National Park oppure scendere il Colorado River in gommone. Quando passeremo da queste parti facilmente incontreremo sulla nostra strada ciclisti, escursionisti o maniaci del fuoristrada. Tutti sono qui a cimentarsi con le asperità rocciose di Moab. Questa località è stata incoronata capitale mondiale dello “slick rock”, ovvero della roccia scivolosa, due gocce di pioggia bastano per rendere l’esperienza della mountain bike o del trekking molto più difficoltosa e talora irresistibile per i più spericolati. Moab, nata come colonia di Mormoni, difficilmente ci si sarebbe aspettata una evoluzione così poco in linea con le sue origini; oggi da qui passano migliaia di persone che si dedicano sia a sport estremi che alla semplice contemplazione della natura. Nuovo pernottamento a Moab. 13° giorno MOAB – BRYCE CANYON Partiamo all’alba per questa bellissima tappa, e riprendendo la strada verso Nord-Ovest, attraversiamo Capitol Reef. Sono circa 220 miglia tra scenari mozzafiato in cui il tema dominante saranno spazi pressoché infiniti ed un susseguirsi di colori ai limiti del reale. Arrivo al Bryce Canyon in serata. Pernottamento. 14° giorno BRYCE CANYON - MONUMENT VALLEY In mattinata visitiamo lo spettacolare anfiteatro naturale del Bryce Canyon e proseguiamo il viaggio. Costeggiamo il Lake Powell, piccola escursione in Arizona, attraversiamo la cittadina di Page, per giungere al tramonto alla Monument Valley. La Monument Valley è un'icona degli Stati Uniti occidentali. Il pianoro desertico è in realtà di origine fluviale e si trova al confine tra Utah e Arizona in un'area abbastanza isolata quanto estesa che dista più di 70 km dalla cittadina più vicina: Kayenta. La strada che conduce alla Monument Valley nella parte terminale è altrettanto famosa: essa segue un percorso rettilineo in leggera discesa che dà al viaggiatore l'impressione di calarsi all'interno della valle. Pernottamento a Kayenta. 15° giorno MONUMENT VALLEY - GRAND CANYON Tempo a disposizione per un'altra visita della Monument Valley, e ripartenza alla volta del Grand Canyon. Il Grand Canyon, in Arizona, è sicuramente lo spettacolo naturale più famoso degli USA che con i suoi 443 km di lunghezza, 16 km di larghezza e 1,6 km di profondità, ha sicuramente tutti i numeri per esserlo. Ma qui non si tratta di sola quantità: i picchi, le stratificazioni colorate della roccia, la vista terribile e sublime hanno fatto conquistare al Grand Canyon un posto nell'elenco del Patrimonio Universale. Pernottamento all'interno del parco. 16° giorno GRAND CANYON – LAS VEGAS In mattinata si prosegue con la visita del Grand Canyon e prima del tramonto puntiamo diretti su Las Vegas, la città più originale d’America. Una volta era “solo” la capitale mondiale del gioco d’azzardo. Oggi Las Vegas è in grado di offrire una nuova serie di attrazioni davvero incredibili: è sufficiente passeggiare lungo la “Strip”, la lunghissima via che attraversa la città, per ammirare stravaganti hotel dove vengono riproposti ambientazioni storiche e spettacoli di ogni genere. Questo universo di luci e suoni è un susseguirsi di hotel-casinò, ristoranti, bar e “Wedding Chapels”, le chiesette dei matrimoni-lampo e dei divorzi fulminei. Mentre i grandi tentano la fortuna alle slot-machines, i piccoli hanno a disposizione infinite occasioni di svago. E ancora giardini, piscine, club esclusivi per questo universo che non dorme mai, dove la parola d’ordine è una soltanto: divertimento. Ma non fermatevi tutto il tempo a giocare... con un veloce balzo è infatti possibile ammirare le meraviglie naturalistiche dei grandi parchi dell’Ovest – su tutti il Grand Canyon – grazie a straordinari voli panoramici in partenza proprio da “Vegas”. 17° giorno LAS VEGAS – SEQUOIA NATIONAL PARK Lasciamo Las Vegas ed entriamo in California attraversando la Death Valley, una delle depressioni più basse della Terra, sotto il livello del mare. Questa vasta area desertica, alle porte di Las Vegas, è stata nominata in modo particolarmente tetro dai primi pionieri che nel 1849 la attraversarono per raggiungere la California. Proprio in quest’anno si vide la più consistente migrazione da est verso l’oro che, di recente, era stato scoperto nell’ovest. Molti furono quanti si smarrirono e, non riuscendo a trovare il valico attraverso la Sierra Nevada, vagarono per mesi nella Death Valley (Valle della Morte). Questa veniva attraversata durante il periodo autunnale, ad evitare le alte temperature che avrebbero certamente sfinito sia gli animali da traino sia i loro guidatori; la scelta del momento in cui lasciare Salt Lake City (importante punto di rifornimento sulla via dell’oro), era fondamentale, il caldo del deserto poteva essere letale quanto il gelo invernale delle montagne. Dopo mesi e mesi di cammino, un piccolo gruppo di pionieri dovette, al fine di sopravvivere, bruciare parte dei carri ed uccidere alcuni buoi, una tempesta di neve li salvò da morte sicura fornendogli l’acqua per proseguire. Uscendo dalla Valle una delle donne, sfinita dal viaggio, voltandosi verso l’inospitale paesaggio disse: “Addio valle della nostra morte” e da allora ne decretò inconsapevolmente il nome. Oggi la Death Valley offre esclusivamente i vantaggi di un paesaggio veramente spettacolare senza i pericoli che condizionavano il cammino dei primi pionieri. Proseguiamo poi verso il Sequoia National Park. Questo bellissimo parco sorge, insieme al confinante Kings Canyon National Park, nella parte Est della California, tra la catena montuosa della Sierra Nevada e l'ampia valle del San Joaquin. La natura si offre allo sguardo del visitatore: imponenti vette, canyons, fiumi, laghi e soprattutto la foresta con le sue gigantesche sequoie. Il nome di questa pianta deriva da un indiano del luogo -Sequoia (1770-1843) - che è considerato il padre dell'alfabeto cherokee. La famiglia delle sequoie cresce solamente in California e si suddivide in due tipi con caratteristiche decisamente diverse: la sequoia gigante o wellintoniana cresce naturalmente solo in questa zona della Sierra Nevada, può vivere fino a 3200 anni e superare gli 80 metri di altezza ; è caratterizzata da un tronco grande e tozzo ricoperto da una corteccia rossa ed ha grossi rami posti ad una notevole altezza. la sequoia sempervirens o redwood invece cresce sul Pacifico a Nord di San Francisco ed ha un tronco più snello ricoperto nella parte superiore da una chioma di foglie molto fitta. Questo albero - dal portamento piramidale - può raggiungere i 100 metri di altezza e vivere fino a 2000 anni. Entrati nel parco, diamo la precedenza al "General Sherman Tree", l'organismo vivente più vecchio del mondo ; ovviamente si tratta di una sequoia alta 84 metri che ha 2700 anni ed una circonferenza di 31 metri! Camminare tra questi colossi della natura è un'esperienza difficile da descrivere, bisogna provarla: c'è un silenzio meraviglioso e i nostri sensi vengono colpiti anche dal profumo intenso di resina che c'è nell'aria : è il profumo della natura. 18° giorno SEQUOIA NATIONAL PARK – YOSEMITE NATIONAL PARK Risaliamo la California e da Sequoia National Park ci dirigiamo verso il Parco Nazionale di Yosemite, il secondo in ordine di estensione dopo Yellostone. Visitato ogni anno da oltre tre milioni di persone, lo Yosemite National Park, in California, è uno dei posti più belli degli USA. Ci sono cascate che scrosciano lungo pareti di 900 m e si gettano su una valle coperta di prati e boschetti, attraversati dal Fiume Merced. A est della valle svettano isolate cime di granito, alte fino a 3900 m, su laghetti trasparenti. I tre milioni di turisti tendono a concentrarsi nella Yosemite Valley, perciò vi basta allontanarvi di pochissimo per vivere un'esperienza solitaria. Il parco è percorso da 1300 km di sentieri, che vi porteranno a sequoie giganti, a prati coperti di fiori mai visti e a straordinari monoliti. Le attrattive più note del parco sono la Cascata Yosemite, il cui doppio salto si vede in tutta la valle, l'El Captain, il più grande monolito granitico del mondo e la Half Dome, immortalata dal fotografo Ansel Adams, che ha trascorso buona parte della sua vita all'interno del parco. Pernottamento all’interno del parco 19° giorno YOSEMITE NATIONAL PARK – SAN FRANCISCO Lasciamo il parco scendendo dalla Sierra Nevada nella fertile Central Valley arrivando in fretta a San Francisco. Entriamo in città percorrendo il celebre Bay Bridge, costruito nel 1936 e lungo ben 13,6 km. Rilascio dei mezzi e trasferimento in hotel per il pernottamento. 20° giorno SAN FRANCISCO Giornata dedicata alla visita della città e dei suoi tanti quartieri, come quello italiano di North Beach, quello latino-americano di Mission District oppure Chinatown la più grande comunità asiatica fuori dall’Asia, costituitasi nel 1847 con l’arrivo di minatori cinesi. Molto caratteristico Fisherman’s Wharf (il Molo Dei Pescatori) oggi ricco di negozietti, gallerie e ristoranti di pesce. E perché non fare una fotografia alla vecchia fabbrica di cioccolato in Ghirardelli Square, oggi grande centro commerciale e di divertimenti. Dalla vicina banchina di Pier 41 si può partire per un escursione ad Alcatraz Island, dove sorge l’ex penitenziario. Tappa certa del nostro tour è il Golden Gate Bridge alto 67 m sopra l’oceano e lungo 2,7 km, dall’altra parte del quale troviamo i quartieri artistici di Sausalito e Tiburon. Questa indomita metropoli nel corso della sua storia ne ha viste proprio tante! Terremoti e incendi non hanno però piegato lo spirito dei suoi abitanti. San Francisco viene considerata una delle città più accoglienti e vivaci della costa occidentale degli Stati Uniti. Qui è nata la famosa "Beat Generation", una corrente di pensiero che, coinvolgendo indiscriminatamente letteratura, pittura e musica, ha saputo raccogliere sotto di se i sogni e le aspirazioni di milioni di giovani in tutto il mondo. Un nuovo concetto di profonda libertà da vincoli sociali trova la sua maggiore espressione nelle opere lasciateci dai suoi massimi rappresentanti: Jack Kerouac, Charles Bukowski, Allen Ginsberg, Joanne Kyger. Questi i precursori di tanti movimenti che solo a San Francisco avrebbero potuto ottenere lo spazio necessario per crescere ed evolversi. Una realtà lontana da preconcetti e libertaria per propria natura. Una San Francisco dove, ancora oggi, le minoranze trovano lo spazio per potersi esprimere come maggioranze. 21° giorno SAN FRANCISCO – ITALIA Trasferimento in aeroporto e partenza per il rientro in Italia con scalo in Europa. 22° giorno ARRIVO IN ITALIA Arrivo a Milano previsto in serata. Incluso ed escluso Sono inclusi: - tutte le notti prenotate per un tot. di 20 con sistemazione in camera doppia solo pernottamento, - noleggio mezzo fuoristrada 4 WD/ADW tipo Nissan Xterra o similare oppure noleggio moto tipo Harley Davidson, con presa a Chicago e rilascio a San Francisco, assicurazione full inclusive, copertura LDW, PAI/PEC e LIS, - iscrizione, assicurazione assistenza e spese mediche base. Sono esclusi : - Tutti i voli da e per l'Italia - Tasse aeroportuali, - Drop Off da regolarsi in loco - Polizze assicurative facoltative - Assicurazione per assistenza e spese mediche illimitate - Assicurazione per annullamento viaggio - Assicurazione per spese mediche annullamento e bagaglio - tutto quanto non specificato alla voce "sono inclusi" Quote Partenze giornaliere fino al 30 ottobre 2008 hotel categoria standard Pacchetto Fly & Drive con fuoristrada 4WD hotel categoria standard Camera Doppia Camera Tripla Camera Quadrupla € 1.595 per persona € 1.200 per persona € 1.000 per persona Pacchetto Fly & Drive con Harley Davidson hotel categoria standard Camera Doppia 1 moto in 2 persone Camera Doppia 1 moto per persona € 2.450 per persona € 3.720 per persona Partenze giornaliere fino al 30 ottobre 2008 hotel categoria SUPERIOR Pacchetto Fly & Drive con fuoristrada 4WD hotel categoria SUPERIOR Camera Doppia Camera Tripla Camera Quadrupla € 1.910 per persona € 1.440 per persona € 1.200 per persona Pacchetto Fly & Drive con Harley Davidson hotel categoria SUPERIOR Camera Doppia 1 moto in 2 persone Camera Doppia 1 moto per persona € 2.750 per persona € 3.990 per persona Le quote sono calcolate con 4 persone per fuoristrada Sono escluse le tasse aeroportuali, i voli e l'assicurazione annullamento Quote soggette a riconferma in base a disponibilità al momento della prenotazione Il prezzo del viaggio potrà essere variato fino a 20 giorni precedenti la partenza e soltanto in conseguenza alle variazioni di: costi di trasporto (inclusi il carburante), diritti e tasse su alcune tipologie di servizi, quali imposte, tasse di atterraggio o di imbarco negli aeroporti, tassi di cambio applicati. |