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ACF Fiorentina - A.S.Cittadella - 21/08/2011 18:00 - Stadio Artemio Franchi (Firenze)


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ACF Fiorentina - A.S.Cittadella
21/08/2011 18:00
Stadio Artemio Franchi (Firenze)
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Informazioni sul luogo:
Stadio Artemio Franchi
Viale Manfredo Fanti, 4
50137 - Firenze (FI)
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_Artemio_Franchi
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Stadio_Artemio_Franchi&action=history

Stadio Artemio Franchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 Nota disambigua – Se stai cercando lo stadio di Siena, vedi Stadio Artemio Franchi - Montepaschi Arena.

Coordinate: 43°46′50.96″N 11°16′56.13″E / 43.7808222, 11.2822583

Artemio Franchi
Informazioni
Ubicazione Viale Manfredo Fanti, 4
50137 Firenze (FI)
Tel. 055/2625536
Italia
Inizio costruzione  
Inaugurazione 13 settembre 1931
Struttura Pianta a D
Copertura Tribuna centrale
Pista d'atletica Rimossa nel 1990
Costo  
Ristrutturazione {{{ristrutturazione}}}
Costi di ricostruzione {{{costi di ricostruzione}}}
Superficie terreno Erba
Dimensioni del terreno 105 x 68 m
Superficie edificio {{{superficie edificio}}}
Superficie totale {{{superficie totale}}}
Proprietario Comune di Firenze
Progetto Pier Luigi Nervi
Beneficiari
Calcio Fiorentina
Capacità
Posti a sedere 47.282
Ranking UEFA  

Lo Stadio comunale "Artemio Franchi" è il principale impianto calcistico di Firenze, tradizionale stadio delle partite casalinghe della Fiorentina.

Indice

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Storia [modifica]

Felice risultato di un appalto-concorso indetto dal Comune di Firenze, l'opera fu progettata dall'ingegner Pier Luigi Nervi nel 1929 e realizzata in due lotti successivi tra il 1930 e il 1932 dalle imprese Nervi & Nebbiosi e Nervi & Bartoli. La realizzazione risolveva un annoso problema della città, che già da tempo necessitava di un complesso sportivo polifunzionale. Nel 1920 il Collegio toscano degli Architetti e degli Ingegneri aveva proposto la costruzione di uno stadio alle Cascine; dietro richiesta del gruppo rionale fascista G. Berta tale stadio sarebbe poi dovuto sorgere nella zona delle Cure e nel 1929, quando il Comune operò il primo stanziamento, era stata ipotizzata una struttura molto più ridotta di quella successivamente realizzata. In seguito all'acquisizione, da parte del Comune, di una porzione della piazza d'Armi dal ministero della Guerra, le proporzioni del progetto cambiarono radicalmente.

La pista fu omologata alle norme stabilite dalla Federazione Italiana Atletica Leggera e il progetto delle tribune, già approvato, venne modificato estendendo la copertura fino a 110 m; contemporaneamente il ripiano del parterre previsto ad un'altezza di m. 8,60 venne elevato a m. 2,65 per permettere la circolazione e l'accesso del pubblico sotto le gradinate e si pensò infine alla costruzione della tribuna d'onore. L'ingresso principale fu progettato dall'ing. Alessandro Giuntoli; all'Ufficio Tecnico del Comune diretto dall'ing. Pelleschi, ed in particolare all'ing. De Reggi, spettò la cura della disposizione generale del campo da gioco, delle sistemazioni interne e della distribuzione dei locali. Il progetto presentato dalla società Nervi & Nebbiosi riguardava la costruzione di 110 m. di tribune in cemento armato completamente coperte. Il contratto di appalto fu firmato nel dicembre 1930 e di esso erano parte integrante il Disciplinare redatto dalla Direzione dei Servizi Tecnici del Comune, l'estratto dei Calcoli di Stabilità e cinque tavole di elaborati grafici.

L'entrata principale

Secondo quanto stabilito dal Disciplinare, i lavori comprendevano: a) gli scavi di fondazione per i pilastri portanti e la struttura in cemento armato fino alla profondità di m. 2,50 dal piano di campagna; b) le opere di fondazione, pilastri, gradinate, mensoloni e solette laterizi della copertura; c) un solaio per tutta la lunghezza delle tribune delle dimensioni stabilite nei disegni; d) i solettoni delle rampe delle scale di accesso sia alle gradinate che alla tribuna reale; e) gli intonaci di cemento ai gradoni [1]. Il Giornale dei Lavori di tale primo lotto, intestato alle imprese Nervi & Nebbiosi e Pelagatti & Vignoli, riporta al 25 luglio 1930 i saggi di fondazione e dal 3 dicembre 1930 al 1 giugno 1931 i lavori per la costruzione della tribuna, mentre in contemporanea si poneva mano alle strutture delle scale di accesso. In particolare, il getto della scala elicoidale della tribuna d'onore viene registrato nel febbraio 1931; tra marzo e aprile sono eseguiti il getto dei pilastri della copertura della tribuna, il disarmo del solaio della tribuna stessa, la posa in opera delle mensole di copertura e l'armatura del solaio di copertura. Il 26 giugno 1931 fu affidata a Pier Luigi Nervi la costruzione della Torre di Maratona, mentre nel maggio erano iniziate le operazioni di disarmo delle strutture e il 4 settembre successivo vengono registrati vari interventi di completamento della tribuna coperta. Nel giugno 1932 l'Ufficio Tecnico comunale trasmise al Podestà una richiesta per l'ultimazione dei lavori relativi alla costruzione delle curve e alla sistemazione dei locali sotto i parterre.

I lavori ripresero nel luglio 1932 e si conclusero entro lo stesso anno. Secondo Nuti, "nella vita del cantiere (...) non si registrano eventi particolari, tali da interrompere o pregiudicare l'andamento dei lavori. Si percepisce invece con chiarezza l'ordine ripetitivo delle lavorazioni in cemento armato delle tribune e della stessa pensilina, dovuto al particolare carattere "modulare" dell'opera, così come la volontà di impegnare la mano d'opera in una serie di lavorazioni parallele alla esecuzione della struttura (...) per ottimizzare la resa complessiva del cantiere" [2]. Tra l'11 settembre e il 24 ottobre 1931 si svolsero i collaudi delle strutture di alcuni tratti delle gradinate scoperte, alla presenza dell'ing. Fiorenzo De Reggi dell'Ufficio Tecnico in qualità di Direttore dei Lavori e dell'ing. Nervi, con un carico di prova elevato a 500 kg/mq su richiesta dell'impresa (rispetto ai 400 kg/mq richiesti). Le prove di collaudo delle tribune scoperte proseguono l'11 giugno 1932 mentre il Certificato di collaudo definitivo delle strutture della tribuna coperta lato Ovest fu redatto dall'ing. Tognetti l'11 luglio successivo. Fra il 22 ottobre e il 19 novembre 1932, alla presenza del collaudatore incaricato ing. Tognetti, dell'ing. De Reggi e dell'ing. Piero Melucci rappresentante della Ditta Nervi & Bartoli si svolsero i collaudi su alcuni tratti delle tribune scoperte e sulla scala elicoidale Sud. I collaudi sulle restanti parti delle gradinate, sulla scala elicoidale centrale e sul ripiano a sbalzo prospiciente la torre di Maratona si effettuarono tra il 20 novembre e il 24 dicembre 1932, proseguendo dal 3 al 7 gennaio 1933.

Ancora secondo Nuti, "dalla lettura dei verbali (...) si ricava come la procedura di collaudo delle tribune rientrasse in schemi sufficientemente noti da non creare particolari difficoltà ai tecnici collaudatori; al contrario il collaudo delle scale elicoidali richiese un vero e proprio "progetto" delle modalità di prova, per rendere congruente il tipo di prova da eseguirsi (...) con le caratteristiche assai inconsuete della struttura in esame" [3]. Il costo complessivo dell'opera, il cui progetto prevedeva una capienza di 36.000 posti, fu di 9.000.000 di lire.

In occasione dei Mondiali di Calcio del 1990, lo stadio è stato oggetto di un pesante intervento di riordinamento, di ampliamento e di restauro delle strutture.Il progetto, affidato nel 1984 all'arch. Italo Gamberini con la collaborazione degli architetti Loris Macci, Enrico Novelli e Giovanna Slocovich, è stato messo in opera nel 1988, perseguendo tre obiettivi principali: la razionalizzazione dei servizi generali, la razionalizzazione degli accessi e della sicurezza e l'aumento della ricettività. I lavori sono stati appaltati ad un consorzio di imprese sotto la direzione tecnica degli ingg. Raffaello Bertelletti, Roberto Innocenti, Alessandro Serafini Sauli e sotto la direzione artistica degli architetti I. Gamberini. L. Macci, E. Novelli, G. Slocovich. E' stato effettuato il restauro delle strutture in cemento armato e l'eliminazione delle superfetazioni degli ultimi quarant'anni, riportando l'edificio al suo stato originale. Eliminando le piste di atletica preesistenti e abbassando il livello del campo da gioco è stato realizzato un nuovo anfiteatro interno, ampliando la capienza dei posti a sedere senza aggiungere nuovi volumi fino a 49.000 posti. Il nuovo parterre erboso, costruito ad una quota di circa 2,20 m. sotto la quota preesistente, è stato dotato di sofisticati accorgimenti tecnici. Sono stati riprogettati i locali di servizio oltre a prevedere un nuovo "blocco sportivo" con palestre e piscine per il quartiere. Sono state compiute diverse integrazioni funzionali e tecnologiche ritenute necessarie, ma certo non esteticamente apprezzabili nel risultato finale, anche al di sopra del livello stradale: scale integrative esterne ed interne, accessori degli impianti tecnici, nuove pensiline a sbalzo.

E' stato inoltre eliminato il muro di cinta che chiudeva la vista delle strutture e sostituito con una recinzione metallica e compiuta una generale risistemazione della zona circostante, con nuovi parcheggi, riordino della viabilità, incremento del verde, per una spesa complessiva di circa 80 miliardi. Conclusi nel 1990, i lavori di ammodernamento dello stadio sono stati valutati come un "cinico massacro perpetrato da Italo Gamberini in dispregio alla cultura, nella completa indifferenza degli intellettuali fiorentini e italiani, e con il compiacente assenso della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici" [4].

 

La critica [modifica]

L'originalità, il carattere innovativo, la pregevolezza dell'opera per il suo coniugare la raffinatezza estetica ed il rigore strutturale con le eleganti e ardite strutture in cemento armato furono subito comprese dagli addetti ai lavori più sensibili e avvertiti, determinando una fortuna critica dell'opera che è rimasta costante fino ai nostri giorni. Nella prolusione all'Anno Accademico 1931/32, Raffaello Brizzi, Direttore della Scuola Superiore di Architettura di Firenze, lodava la "nuova fabbrica dello stadio che intesa nel suo carattere, ha pregi notevoli di volumi ritmicamente disposti e composti in un ardito e solenne organismo costruttivo" [5]. Alla "bellezza" della costruzione rimandava anche la "Rassegna del Comune" [6], mentre dalle pagine di "Architettura" Giovanni Michelucci ne esaltava lo "schietto carattere moderno" [7] Unanimemente ritenuto un capolavoro dell'architettura italiana degli anni Trenta, ne è stato anche sottolineato il carattere di assoluta eccezionalità nel panorama della produzione architettonica fiorentina dell'epoca [8], [9].

 

Architettura [modifica]

La curva ferrovia

 

Ubicazione [modifica]

Esteso su un'area di circa 50.000 mq. compresa tra i viale M. Fanti, E. Paoli e Maratona, lo stadio comunale "Artemio Franchi" caratterizza il quartiere del Campo di Marte proponendosi come grande spazio aperto all'interno della ordinata maglia delle costruzioni residenziali realizzate negli anni tra le due guerre. Rappresenta il primo ed il principale episodio di una serie di attrezzature sportive a servizio del quartiere e della città (piscine, palazzetto dello Sport, Campo polisportivo Militare ecc.) che sorgono nelle immediate vicinanze e che costituiscono il "polo" sportivo fiorentino. In occasione dei Mondiali di Calcio del 1990, accanto agli interventi di riordinamento estetico-funzionale dello stadio, grande attenzione è stata rivolta alla sistemazione delle zone interne limitrofe per quanto riguarda l'arredo, la viabilità e il verde pubblico.

 

Esterno [modifica]

Di sapore monumentale, l'ingresso principale è costituito da un corpo di fabbrica allungato sviluppato per l'intera lunghezza della tribuna coperta rivolta all'interno. Il settore centrale della facciata è ripartito da quattro setti murari in cinque settori all'interno dei quali si aprono le alte cancellate, attualmente non più utilizzate come accessi. Le ali sono scandite da nove finestre ciascuna, separate da paraste lisce impostate al di sopra di una zoccolatura in pietra forte. Il fabbricato, attualmente di servizio esclusivo della Società Calcistica Fiorentina, è stato di recente collegato, tramite passaggi aerei metallici a sezione circolare, a due nuovi fabbricati laterali a struttura prefabbricata, destinati a servizi vari e a spogliatoi.

 

Interno [modifica]

All'interno, lo stadio presenta una planimetria asimmetrica, a forma di grande "D" risultante da due elementi rettilinei affrontati, raccordati da due quarti di cerchio agli angoli. Nella composizione planimetrica si distinguono le emergenze strutturali delle gradinate - sostenute da una successione ininterrotta di telai posti ad un interasse di circa 6 m, in modo da formare una suggestiva galleria coperta e percorribile -, della slanciata pensilina di copertura della tribuna d'onore - sostenuta da mensoloni di cemento armato il cui sbalzo di 22 m. si realizza senza appoggi intermedi -, dei nodi plastici delle scale elicoidali esterne di accesso alle gradinate ed infine, sul lato opposto alla tribuna, dell'altissima, esile torre di Maratona, elevata per 60 m dalla sommità della gradinata, la cui verticalità si contrappone alla orizzontalità volumetrica della tribuna stessa.

Caratterizzata da un "uso creativo e plastico del cemento armato" [10], l'intera struttura rappresenta la concretizzazione di quello che lo stesso Nervi considerava "l'aspetto più difficile e nello stesso tempo più elevato dell'architettura", e cioè "la sintesi tra fattori discordi quali l'armonia formale e le esigenze tecniche, il calore dell'ispirazione e la freddezza del ragionamento scientifico, la ricchezza della fantasia e le ferree leggi dell'economia" [11]. Particolarmente affascinanti sono in questo senso la pensilina a sbalzo e le scale elicoidali - poste rispettivamente al centro e alle estremità del rettifilo delle gradinate scoperte - la cui eleganza si affida ad una struttura intelaiata spaziale "ottenuta con l'incrocio di due travi elicoidali, incastrate entrambe, alle estremità, ad altre strutture' [12] Su una delle due travi elicoidali è incastrata, a sbalzo, la rampa vera e propria delle scale, larghe 3 m., che porta gli spettatori alla sommità della gradinata, da cui ridiscendere grazie alle scalinate di distribuzione.

Recentemente, alle tre scale elicoidali realizzate da Nervi sono state aggiunti altri due corpi scala in metallo, per una maggiore razionalizzazione degli accessi, ed è stato aggiunto un nuovo anfiteatro interno al posto delle preesistenti piste di atletica. La pensilina della tribuna d'onore è stata inoltre ampliata con due nuove tettoie in metallo.

 

Settori [modifica]

I settori sono rispettivamente la Tribuna centrale, la Tribuna Maratona sovrastata dalla già citata torre, la Curva Fiesole, che riunisce la parte principale e più vecchia del tifo organizzato fiorentino, e la Curva Ferrovia.

I nomi delle curve sono dovuti alla direzione cui sono poste, dato che Fiesole è un centro vicino Firenze e la ferrovia, invece, è quella nazionale che passa molto vicino allo stadio. La Curva Ferrovia, dopo la scomparsa di Mario Cecchi Gori, ha anche preso per alcuni anni il nome di Curva Marione, in onore dell'ex presidente della Fiorentina.

Il settore ospite, una porzione tra la Curva Ferrovia e la Tribuna Maratona, viene chiamato dai locali il formaggino, a causa della sua forma a spicchio.

Dal 1990, a seguito dell'ampliamento di capienza, sono presenti anche i Parterre al posto della pista d'atletica.
 

 

Problemi [modifica]

Lato della tribuna centrale vista dal formaggino

Se lo stadio Franchi mantiene da sempre un certo fascino per la sua notevole bellezza architettonica, non da poco tempo riserva comunque problemi di efficienza e funzionalità, soprattutto con le esigenze del calcio moderno.

La pianta a D, se non crea grossi problemi dalle tribune, riduce nettamente la visibilità in curva, specialmente nelle parti vicino alla tribuna centrale, molto distanti dal campo; gli stessi parterre, inseriti successivamente, rendono difficoltosa la visuale degli angoli lontani dello stesso lato di gioco. Inoltre anche le scale a chiocciola, seppur architettonicamente gradevoli, non favoriscono l'afflusso e il deflusso degli spettatori.

Per questi motivi da tempo, almeno per le partite di calcio, si parla di una ristrutturazione o, addirittura, della costruzione di un nuovo stadio a Firenze. A tal proposito, il Comune di Firenze ha atteso la decisione dell'UEFA in merito all'assegnazione degli Europei 2012; nel caso in cui l'Italia si fosse vista assegnare la competizione ci sarebbe stata la possibilità di usufruire di fondi aggiuntivi per la ristrutturazione di stadi italiani. L'UEFA ha invece scelto Polonia ed Ucraina.

A seguito dell'approvazione del decreto anti-violenza del 7 febbraio 2007, lo stadio di Firenze viene giudicato non idoneo secondo le nuove norme di sicurezza, mancando ancora i tornelli presso gli accessi di vari settori e l'area di prefiltraggio all'esterno dell'impianto. Tutto ciò costringe la locale squadra di calcio ad affrontare una partita casalinga di campionato senza l'apporto del proprio pubblico, mentre, grazie all'avanzare dei lavori, le due successive vengono giocate in presenza degli abbonati. A partire dal giorno 8 aprile 2007, con la partita Fiorentina - Ascoli (4-0) è stato ripristinato l'accesso a tutti i settori anche per i non abbonati. Tutti i tornelli sono funzionanti e la recinzione di "prefiltraggio" mobile è stata conclusa per tutti i settori.

 

Curiosità [modifica]

  • La nazionale di calcio italiana, non avendo uno stadio nazionale fisso, ha giocato varie volte a Firenze. Tuttavia questo non è avvenuto in un lungo periodo dal 1993 al 2006, a seguito di una poco felice partita fra l'Italia e il Messico, dove i tifosi fiorentini contestarono la nazionale italiana per protestare contro la FIGC in seguito a lotte di potere all'interno del palazzo della Federcalcio che videro pagare la squadra viola per episodi poco corretti. A causa dell'episodio, Firenze fu spesso tenuta fuori dagli impegni della squadra azzurra, fino al 1 marzo 2006, quando è stata disputata un'amichevole fra Italia e Germania, terminata in una grande vittoria per 4-1 particolarmente umiliante per i teutonici, in un clima decisamente più disteso.
  • Il record di spettatori si è registrato il 25 novembre 1984, nella partita Fiorentina-Inter, con 58.271 spettatori, quando ancora in gran parte dello stadio non vi erano i posti numerati.

 

L'avvistamento UFO di Firenze [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Avvistamento UFO di Firenze.

Nel 1954, sullo stadio si svolgeva la gara tra i viola e la Pistoiese, quando ci fu una comparsa di presunti UFO seguita da un inspiegabile pioggia di materiale volatile strano (detto bambagia silicea) mai visto prima. La partita venne rinviata, e l'arbitro parlò dell'evento nel referto della gara. Ciò si collega a uno degli avvistamenti UFO storici dell'era moderna, che coinvolse tutta la città toscana.

 

Collegamenti esterni [modifica]

 

Note [modifica]

  1. ^ in NUTI 1994, pp. 159-160
  2. ^ NUTI 1994, p. 157
  3. ^ NUTI 1994, p.158
  4. ^ CRESTI 1995, p. 375
  5. ^ rip. in COZZI 1994
  6. ^ "Firenze. Rassegna del Comune" 1932, n. 9/10
  7. ^ "Architettura", 1932, n. 3
  8. ^ cfr. KOENIG 1968
  9. ^ CRESTI 1986 e 1995
  10. ^ VERCELLONI 1990
  11. ^ rip. in NUTI 1994, p. 156
  12. ^ NUTI 1994, p. 156.

 

Bibliografia [modifica]

Stadi dei Mondiali di calcio Italia 1990
Bari - San Nicola  |  Bologna - Renato Dall'Ara  |  Cagliari - Sant'Elia  |  Firenze - Artemio Franchi  |  Genova - Luigi Ferraris
Milano - Giuseppe Meazza  |  Napoli - San Paolo  |  Palermo - Renzo Barbera  |  Roma - Olimpico  |  Torino - Stadio delle Alpi
Udine - Friuli  | 
Verona - Marcantonio Bentegodi