****
Discoteche/
Google
 
Web stradivariusconcerti.com
Opere Teatrali William Shakespeare Scrittori/Writers
Shakespeare Whitman Stendhal Manzoni Luzi
Leopardi Goethe Dikinson Carducci Austen
Amleto (1599-1600) Romeo e Giulietta  "
(1594-95)
Enrico IV" (1597-98) Macbeth (1605-06) Il Mercante di Venezia
"La bisbetica domata" (1593-94) "Molto rumore per nulla" (1598-99) "Le allegre comari di Windsor" (1600-01). Otello La Tempesta
Sogno di una notte di mezza estate Re Lear Pene d'amor perdute    
 

Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA

Pene d’amor perdute in prima nazionale
dal 28 gennaio al 7 febbraio 2010

Il Piccolo Teatro Grassi restaurato
inaugura la stagione con Lev Dodin


Uno Shakespeare fresco e divertente firmato
da un grande maestro del teatro, amico del Piccolo

Il grande regista russo Lev Dodin torna a Milano con la più fresca e divertente tra le commedie di Shakespeare, Pene d’amor perdute, in scena, in prima assoluta fuori dalla Russia, al Piccolo Teatro Grassi, dal 28 gennaio al 7 febbraio 2010. La sede storica di via Rovello 2, completamente rinnovata, era stata aperta alla cittadinanza il 12 dicembre 2009, quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana. Con Lev Dodin, direttore del Maly Drama Teatr di San Pietroburgo - teatro ‘gemello’ - e affezionato amico e ospite ininterrotto del Piccolo da quasi vent’anni (nella sala di via Rovello presentò Re Lear nel 2006), il Grassi riprende una programmazione artistica di respiro internazionale, interpretazione concreta del suo ruolo di Teatro d’Europa.
Il maestro russo sceglie un titolo che rivela uno Shakespeare prorompente di vita, abile a giocare con le parole per descrivere l’amore nell’età della giovinezza, un sentimento pieno di freschezza e passione, di intemperanze e malinconie, un teatro “ubriaco” di giovinezza, come lo definisce lo stesso Dodin. Per non tradire il senso dell’opera, ha scelto come protagonisti i giovani attori del Maly Teatr (gli stessi che recitarono in Vita e destino nel 2008 quando ancora erano allievi), così vicini all’età dei personaggi shakespeariani da poter ritrovare dentro di sé le stesse emozioni: vitalità, energia, passione, quel gettarsi a capofitto nella vita, quella ricerca di “assoluto” che sono tipici della giovinezza.
Il testo racconta la storia del Re di Navarra e dei suoi amici, Biron e Longueville; hanno giurato di dedicare tre anni allo studio, dimenticando il “gentil sesso”. Sopraggiungono però, per importanti questioni diplomatiche, la Principessa di Francia e le sue dame...


Incontro con il pubblico
Venerdì 29 gennaio, alle ore 18, al Piccolo Teatro Grassi di via Rovello si terrà un incontro dal titolo “Shakespeare secondo Dodin con un saluto a Cechov”. Intervengono Valery Galendeev, vice direttore artistico del Maly Drama Teatr
e Fausto Malcovati.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

L’amore, il dolore, la giovinezza


Alla prima riunione con i futuri protagonisti della commedia, Lev Dodin, presentava con queste parole il lavoro che li attendeva per interpretare Shakespeare.

“Pene d’amor perdute è un titolo meraviglioso: solo la fantasia di un grande poeta ha potuto concepirlo. Spesso ho la percezione che gran parte del mio desiderio di dirigere questa commedia nasca dal suo titolo. Un titolo pieno di amore e tristezza, della consapevolezza che di molte cose della vita, persino dell’amore, non esiste certezza. Pene d’amor perdute è un testo spesso considerato lontano dallo Shakespeare migliore, tutt’altro che un capolavoro.
Ancora meglio per noi, perché ci consente di accostarci alla commedia con tutta
la libertà che riteniamo opportuna. Potrebbe essere un aiuto per liberarci, rilassarci, aiutarci ad allontanare la tensione che spesso si prova nel momento in cui si affrontano i grandi testi della storia dell’umanità.
Ciò nondimeno, questo ‘non capolavoro’ è ubriaco di giovinezza, follia, arguzia, naïveté, stupidità, disperazione, sfacciataggine, felicità, scoperte, fallimenti e trionfi, energia e potrei andare avanti all’infinito. Questo ‘non capolavoro’ è saturo di tutto ciò che state sperimentando ora nelle vostre vite, senza che necessariamente ve ne stiate accorgendo, poiché è assai difficile percepire uno stato d’animo nel momento stesso in cui lo si prova.
Credo che questa commedia non solo darà alla maggior parte di voi l’opportunità
di recitare Shakespeare per la prima volta nella vita, ma potrà aiutarvi a capire alcuni lati di voi stessi, a raccontare al pubblico qualcosa di voi. Può aiutare voi, che siete giovani, a scoprire la giovinezza che custodite in voi stessi.
Se lo desiderate, può concedervi il lusso di catturare questa sensazione per lungo tempo, se non per sempre. Nonostante la maggioranza dei giovani ritenga di vivere una giovinezza senza fine, essa ha, come tutto quanto, il brutto vizio di passare.
La commedia è zeppa di amore giovane e di una giovane sventatezza, bella perché giovane. E tutti questi tesori si trovano incastonati nella prosa meravigliosa e negli affascinanti versi di Shakespeare.
Così, nel nostro spettacolo, dovremo non solo raccontare una storia che parla di noi, ma far sì che essa risuoni con la musica e il ritmo di Shakespeare.
Perciò, oltre a esprimere una ‘verità’ intorno alla vostra giovinezza presente, dobbiamo andare in cerca di alcuni significati del teatro che sono nuovi per noi, un teatro giovane e formalmente raffinato. Le sfide che ci attendono sono decisamente intriganti.”


Lev Dodin













Lev Dodin

Classe 1944, nasce in Siberia, dove sua madre era sfollata durante la guerra. Inizia a occuparsi di teatro fin da giovanissimo, presso il Teatro dei giovani di Leningrado e dopo la laurea entra all’Istituto Teatrale di Leningrado, dove studia con Boris Zon, allievo di Stanislavsky.
Il debutto di Dodin come regista avviene nel 1966 con un allestimento per la tv, Primo amore, basato su una storia di Ivan Turgenev. Dopo si susseguono decine di spettacoli, rappresentati nei teatri di San Pietroburgo, Mosca e all’estero. Fra questi, Con i propri ci si arrangia di Ostrovskij, Il minorenne di Fonzivin, Rosa Berndt di Hauptmann, La mite di Dostoevskij, I signori Golovlev di Saltykov-Shedrin. Il suo primo lavoro per il Teatro Maly è Il ladro di Karel Chapek, nel 1975, cui segue, nel 1980, La casa di Abramov. Ne diventa direttore artistico nel 1983 e da quel momento i lavori per il Maly includono Fratelli e sorelle sempre di Abramov, Il signore delle mosche di Golding, Stelle nel cielo del mattino di Galin, Gaudeamus di Kaledin, I demoni da Dostoevskij, Desiderio sotto gli olmi di O’Neill, Claustrophobia da lui anche scritto, Il giardino dei ciliegi, Commedia senza titolo (Platonov), Zio Vanja di Cehov, Chevengur di Platonov, Re Lear e Pene d’amor perdute di Shakespeare, Vita e destino da Grossman e Lungo viaggio verso la notte di O’Neill. Fra le sue regie liriche, Elektra di Strauss per il Festival di Salisburgo, Una Lady Macbeth del distretto di Mtsenk di Shostakovic, per il Maggio di Firenze, Mazeppa di Ciaikovskij per la Scala di Milano e allo Châtelet di Parigi, e La regina di spade di Ciaikovskij ad Amsterdam, Firenze e Parigi.
Si è accostato all’insegnamento di recitazione e regia nel 1967 e oggi è professore presso l’Accademia di Arti Teatrali di San Pietroburgo, nonché direttore del Dipartimento di regia.
Ha formato diverse generazioni di attori e registi, molti dei quali collaborano regolarmente con il Maly Teatr. Molte delle rappresentazioni di Lev Dodin hanno vinto premi e riconoscimenti internazionali, compresi premi di Stato della Russia e dell’URSS, il Premio Indipendente “Trionfo”, riconoscimento russo per risultati eccezionali conseguiti nelle Arti e nelle Lettere, la “Maschera d’Oro”, il “Laurence Olivier”. Nel 2000 ha ricevuto il Premio Europa per il Teatro e nel 2001 si è aggiudicato Premio Nazionale Russo.

Lev Dodin e il Piccolo: un lungo sodalizio

Gaudeamus, Teatro Lirico / 6-8 novembre 1992
Claustrophobia/Fratelli e sorelle, Teatro Lirico / 13-18 dicembre 1994
Stars in the morning sky, Teatro Lirico / 20-21 giugno 1997
Il giardino dei ciliegi, Teatro Strehler / 7-10 luglio 1998
Commedia senza titolo (Platonov)/Chevengur, Teatro Studio / 9-20 dicembre 1999
Gaudeamus, Teatro dell’Arte / 12-15 dicembre 1999
Gaudeamus, Teatro Strehler / 18-30 ottobre 2000
I demoni, Teatro Studio / 2-5 novembre 2000
Claustrophobia, Teatro Strehler / 10-16 ottobre 2001
Fratelli e sorelle, Teatro Strehler / 25 novembre-1 dicembre 2002
Coro di Mosca, Teatro Strehler / 28 ottobre-2 novembre 2003
Zio Vanja, Teatro Studio – 5-9 novembre 2003
Re Lear, Teatro Grassi / 8-14 maggio 2006
Vita e destino, Teatro Studio / 13-16 febbraio 2008


La stampa

È la commedia con cui i giovani allievi di Dodin sono entrati a far parte della compagnia del Maly Teatr. L’interpretazione del regista dimostra come amore e giovinezza siano realtà in effetti aliene l’una all’altra.
Elena Kovalskaya, “Nezavisimaia Gazeta”

Una colomba vola sul palcoscenico ad annunciare la morte del Re di Francia: le ragazze devono partire, ai ragazzi non resta che abbracciare alberi inerti... Prima o poi, il dolore della vita si manifesta in tutta la sua durezza, ed è difficile rassegnarsi.
Roman Dolzhansky, “Kommersant”

Dodin, il regista più serio di Russia, forse il più serio del mondo, sceglie una commedia come questa... davvero un gesto eccentrico! Nelle sue mani, il testo di Shakespeare si trasforma in una malinconica riflessione sull’incertezza dei sentimenti, sul tradimento e sulla delusione dell’amore, che lascia chi si affida al sentimento alle prese con il dolore della propria perdita.
Alyona Karas, “Rossyskaya Newspaper”

Uno spettacolo lieve, etereo e ritmato. Tutto è divertimento e gioco, una prova insolita nel repertorio di Dodin, ma un esercizio cui ogni regista dovrebbe sottoporsi: prendere un lungo, profondo respiro e quindi lasciar uscire l’aria, senza pensare al significato di ogni cosa... ma è anche vero che Dodin è Dodin e Shakespeare non è così semplice: gli eventi cambiano in un istante, i giochi si interrompono brutalmente, ciascuno si risveglia più vecchio, ogni cosa non è più come prima.
John Freedman, “The Moscow Times”

LA SCHEDA

Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2 (M1 Cordusio) – dal 28 gennaio al 7 febbraio 2010
Pene d’amor perdute
di William Shakespeare
adattamento e regia Lev Dodin, traduzione Korney Chukovskiy
scene Alexander Borovsky, luci Gleb Filshtinskiy,
collaborazione artistica Valery Galendeev, direzione musicale Mikhail Alexandrov
con (in ordine alfabetico) Vitia Antonov, Elizaveta Boyarskaya, Oleg Dmitriev, Pavel Gryaznov, Igor Ivanov, Urszula Malka, Alexey Morozov, Maxim Pavlenko, Oleg Ryazantsev, Daria Rumyantseva,Vladimir Seleznev, Elena Solomonova, Alexander Zavialov
e i musicisti Evgeny Davydov, Elena Lapina, Nikolai Lvov, Maxim Pavlenko, Olga Shevtsova, Stanislav Tkachenko, Anastasia Zabirova
produzione Maly Drama Teatr – Teatro d’Europa, San Pietroburgo

In lingua russa con sovratitoli in italiano

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.
Lunedì riposo. Durata: 2 ore senza intervallo

Prezzi: platea 38 euro, balconata 29,50 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Info e prenotazioni 848.800.304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv



Gli altri spettacoli in cartellone al Teatro Grassi

“Riaperto” da Lev Dodin e dai suoi attori, il Grassi ospita in febbraio la ripresa de La bellezza e l’inferno, spettacolo teatrale con Roberto Saviano. Diretto da Serena Sinigaglia, il giornalista e scrittore napoletano racconta le vite di uomini e donne in lotta con l’inferno per far trionfare la bellezza, da Miriam Makeba a Michel Petrucciani, da Lionel Messi a Ken Saro Wiwa.
Arlecchino servitore di due padroni, storica regia di Giorgio Strehler del classico di Carlo Goldoni, torna in marzo nella sua casa di via Rovello. In scena Ferruccio Soleri, dal 1960 titolare del ruolo del “batocio”, con la compagnia applaudita in tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda alla Bielorussia.
Alla fine di marzo è di scena Giusto la fine del mondo, spettacolo con cui Luca Ronconi ha fatto conoscere in Italia il talento contemporaneo di Jean-Luc Lagarce. In un interno borghese degli anni ottanta, si svolge la storia di Louis e del difficile rapporto con gli altri componenti della sua famiglia.
Legami familiari di ben altro colore sono quelli di Macbeth, nella rilettura forte e violenta di Declan Donnellan, del cui talento nella regia di Shakespeare il pubblico del Piccolo aveva già avuto prova con Cymbeline.
Un altro Macbeth di tutt’altri toni è quello allestito dalla Carlo Colla e Figli con il teatro delle marionette.
Il 14 maggio 2010, il Piccolo festeggia il 63° anniversario della fondazione con il debutto di una nuova produzione: Donna Rosita nubile di García Lorca, con cui Lluís Pasqual torna a dirigere uno spettacolo dello Stabile milanese.
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it

COMUNICATO STAMPA

Il Festival del Teatro d’Europa apre la stagione del Piccolo
con il Balletto di Maribor, al Teatro Strehler, il 23 e 24 settembre

Radio & Juliet: Shakespeare
sulle punte, a ritmo di rock


E’ il Festival del Teatro d’Europa ad aprire la stagione 2008/2009 del Piccolo, martedì 23 e mercoledì 24 settembre. Il Balletto di Maribor - una delle realtà più vivaci e degne di nota del panorama teatrale sloveno e dell’est europeo - con il suo Radio & Juliet, intrigante alchimia di sacro e profano, porta nella cornice del Piccolo Teatro Strehler un inedito Shakespeare sulle punte, ma a ritmo rock.
Il gioco di parole del titolo lega l’opera del Bardo, la più famosa storia d’amore di tutti i tempi, alla musica dei Radiohead, una della band di maggior successo della scena rock inglese contemporanea e alternativa, sulle cui note Edward Clug, ballerino e direttore della Compagnia, ha creato la sua coreografia.
Un accostamento spregiudicato ma “autorizzato” dal precedente cinematografico del Romeo + Juliet di Baz Luhrmann che nel 1996 lanciò i giovanissimi Leonardo Di Caprio e Claire Danes e per il quale i Radiohead composero parte della colonna sonora.
Radio & Juliet racconta l’immortale storia da una nuova angolazione visuale, come in un flashback cinematografico, partendo dalla tragica fine. Spiega Edward Clug: “Il punto di partenza è il momento in cui Giulietta vede Romeo morto al suo fianco; ad essere precisi, la storia evolve a ritroso, come una sorta di retrospettiva di un amore non realizzato. In ogni caso”, aggiunge scherzosamente, “tutti i personaggi e le situazioni nel nostro spettacolo sono fittizi e qualsiasi somiglianza con il Romeo e Giulietta di Shakespeare è… intenzionale, non una coincidenza”.
Il ritmo dello spettacolo è quello della contemporaneità, incalzante e meccanico, aggressivo ed essenziale; così i gesti, i movimenti dei ballerini sul palcoscenico, così la musica che racconta di disperazione e solitudine.


LA SCHEDA

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza) – 23 e 24 settembre 2008
Radio & Juliet
Balletto di Maribor
ideazione e coreografia Edward Clug, musica Radiohead
scene Marko Japelj, costumi Leo Kulas, luci Andrei Hajdinjak
ballerini: Tijuana Krizman, Sergiu Moga, Gaj Zmavc
Edward Clug, Tiberiu Marta, Matjaz Marin, Demetrius King
in collaborazione con ATER e 6-prime



Orari: martedì 23 settembre, ore 19.30 e mercoledì 24 settembre ore 20.30

Prezzi: platea euro 38,00, balconata euro 29,50
Durata 1 ora senza intervallo

Biglietteria telefonica 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)
www.piccoloteatro.org

Milano, 18 settembre 2008
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Shakespeare
Cronologia/Autori:  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=William_Shakespeare&action=history

William Shakespeare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Shakespeare)
Il ritratto di William Shakespeare (National Portrait Gallery) ritenuto più attendibile dagli studiosi

William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1564 - Warwickshire, 23 aprile 1616) è considerato il più grande drammaturgo in lingua inglese di sempre e, in assoluto, fra i maggiori scrittori di ogni tempo e provenienza. È stato attore egli stesso. Scrisse non solo alcune delle più formidabili tragedie, entrate nella storia della letteratura, ma anche molte delle più divertenti commedie mai apparse sulle scene inglesi.

Shakespeare fu anche autore di 154 sonetti e di diversi poemi, alcuni dei quali sono considerati i più brillanti esempi di letteratura inglese mai scritti. La sua abilità consisteva nell'andare oltre la narrativa per descrivere gli aspetti interiori e profondi della natura umana.

Si ritiene che abbia scritto la maggior parte dei suoi lavori tra il 1585 e il 1611, anche se le date esatte e la cronologia delle opere a lui attribuite non sono note con precisione, mancando sulla figura di questo autorevole letterato una biografia approfondita e completamente attendibile.

Indice

[nascondi]

 

[modifica] Biografia

La firma del bardo

Le notizie sulla vita di Shakespeare sono poche e frammentarie, ciò ha provocato una notevole discussione sulla sua persona ed alcuni hanno messo addirittura in dubbio la sua stessa esistenza. Un William Shakespeare è citato tra gli attori della The Lord Chamberlain's Men; la gran parte degli storici concorda che l'attore e lo scrittore siano la stessa persona. Shakespeare nacque a Stratford-upon-Avon, in Inghilterra, nell'Aprile del 1564, figlio di John Shakespeare, un fabbricante di guanti, e di Mary Arden.

Il battesimo di Shakespeare venne registrato il 26 aprile dello stesso anno, il 23 aprile viene tradizionalmente considerato il giorno del suo compleanno (forse perché coincide con la data della sua morte). Suo padre, persona di discreta importanza nel suo paese, venne indagato per aver partecipato al mercato nero della lana, ed in seguito perse la sua posizione come consigliere comunale. Esistono alcuni indizi che entrambi i rami della famiglia avessero delle simpatie per la Chiesa Cattolica Romana.

Dopo il suo matrimonio con Anne Hathaway, il 28 novembre 1582, a Stratford-upon-Avon (testimoniato da Fulk Sandalls e John Richardson), che, considerata la data di nascita della prima figlia, è probabile che sia stato affrettato dalla gravidanza della sposa, poco si sa sulle attività di William Shakespeare, fino alla sua comparsa sulla scena letteraria inglese.

Il 26 maggio 1583 la prima figlia di Shakespeare, Susannah, venne battezzata a Stratford. Due anni dopo, il 2 febbraio 1585, vennero battezzati due gemelli, un maschio, Hamnet, e una femmina, Judith.

Nel 1592, la fama di Shakespeare era in ascesa vertiginosa, tanto d'attirarsi le gelosie dei colleghi più anziani. Robert Greene lo definisce come "an upstart Crow, beautified with our feathers, that with his Tygers hart wrapt in a Players hyde, supposes he is as well able to bombast out a blanke verse as the best of you: and beeing an absolute Johannes factotum, is in his owne conceit the onely Shake-scene in a countrey." ("Un corvo parvenu, abbellito dalle nostre piume, che con la sua "Arte di tigre nascosta da un corpo d'attore" ritiene d'essere capace quanto il migliore di voi di tuonare in pentametri giambici; ed essendo un faccendiere affaccendatissimo, è secondo il suo giudizio l'unico 'scuoti-scene' del paese") (La frase in corsivo è una parodia della frase di Shakespeare "Oh, cuore di tigre nascosto da un corpo di donna!" (Enrico VI, parte Terza)

Nel 1596 muore il figlio maschio, Hamnet; che fu sepolto l'11 agosto 1596. A causa della somiglianza fra i nomi, alcuni sospettano che la sua morte abbia ispirato l'Amleto. Benché in verità questa tragedia sia stata scritta probabilmente quattro anni dopo e, d'altra parte, il nome Hamnet o Hamlet fosse a quei tempi piuttosto comune. Shakespeare lo aveva infatti imposto al figlio come segno di rispetto per il padrino di battesimo, che appunto si chiamava Hamnet, come risulta dai registri parrocchiali.

Nel 1597 William comprò una casa con "two barns, two gardens, two orchards, with appurtenances, in Stradford-upon-Avon" ("due granai, due giardini, due frutteti, con annessi, in Stradford-upon-Avon") da William Underhill per sessanta sterline. La casa, la più grande di Stratford a quei tempi, era stata stata infatti costruita da un eminente cittadino della generazione precedente Sir Hugh Clopton. Quest'acquisto testimonia il notevole guadagno che Shakespeare aveva ottenuto con la sua attività teatrale.

Per il 1598 Shakespeare si era trasferito nella diocesi di St. Helen's Bishopgate, ed appariva in cima ad una lista di attori (Every man in his Humor) prodotta da Ben Jonson.

Una statua rappresentate Shakespeare a Londra

Shakespeare divenne azionista (circa del 10%) della compagnia teatrale di cui faceva parte, conosciuta come The Lord Chamberlain's Men - la compagnia prendeva il nome, come altre di quel periodo, dal suo sponsor aristocratico. Essa, soprattutto grazie all'opera di Shakespeare, era talmente popolare da far si che, dopo la morte di Elisabetta I e l'incoronazione di Giacomo I (1603), il nuovo monarca adottasse la compagnia che si fregiò così del titolo di King's Men (Uomini del re). Vari documenti che registrano affari legali e transazioni economiche mostrano che la ricchezza di Shakespeare si accrebbe di molto nei suoi anni londinesi. Le cose andarono abbastanza bene da permettergli di comprare una proprietà a Blackfriars, Londra, così come un palazzo più grande a Stratford.

Intorno al 1611 si ritirò nella sua città natale, Stratford, dove morì il 23 aprile del 1616. Rimase sposato ad Anne fino alla morte. A proposito della sua morte Richard Davies scrisse: "He died a papist" (morì da cattolico), la frase potrebbe confermare la circostanza che egli fosse cattolico o indicare una sua successiva conversione al cattolicesimo.

 

[modifica] Identità e paternità

La maggior parte degli accademici accetta che lo Shakespeare attore e lo Shakespeare scrittore vissuto in Stratford on Avon siano la stessa persona. Tuttavia, a causa della scarsità di notizie certe sulla sua vita, sono stati avanzati diversi dubbi sulla vera identità di William Shakespeare, o sul fatto che sia stato effettivamente l'autore delle opere che gli furono attribuite, che sono stati ampiamente e accanitamente dibattuti negli studi a partire dal XVIII secolo; persino i dipinti che appaiono con il nome "William Shakespeare" nella National Gallery di Londra potrebbero non rappresentarlo veramente.

In particolare come autori delle opere sono state avanzate le candidature di:

  • Edward de Vere, 17° conte di Oxford, colto nobiluomo della corte elisabettiana che avrebbe potuto continuare la propria giovanile attività poetica sotto uno pseudonimo per motivi di decoro.
  • Bacone, celebre filosofo e scrittore, che avrebbe scritto le opere teatrali sotto uno pseudonimo.
  • Christopher Marlowe, altro autore teatrale che non sarebbe morto nel 1593 come si ritiene, ma avrebbe svolto attività di spionaggio per la corona e avrebbe continuato la propria attività letteraria con un falso nome.

Sono stati fatti anche i nomi di William Stanley, conte di Derby, Ben Johnson, Thomas Middleton, sir Walter Raleigh, forse in collaborazione con Bacone, e persino della stessa regina Elisabetta I.

Recentemente un professore in pensione di Ragusa, Martino Iuvara, ha proposto l'identificazione di Shakespeare con un certo Michelangelo Florio, nato a Messina nello stesso anno (1564), figlio di Giovanni Florio e Guglielma Crollalanza. Costretto a fuggire per la sua fede calvinista, si sarebbe rifugiato in Inghilterra, presso parenti della madre che avevano tradotto il proprio cognome, in Shake- (scrolla) -speare (lanza). La teoria ha trovato vasta eco giornalistica ma sostanzialmente poco credito accademico.

 

[modifica] Opere

Fatta eccezione per due poemetti giovanili (Venere ed Adone e Lo stupro di Lucrezia), Shakespeare non si è mai curato di dare alle stampe le proprie opere; d’altra parte a quel tempo non vi era interesse a farlo: le opere teatrali erano di proprietà della compagnia e pubblicarle avrebbe significato mettere nelle mani di compagnie rivali i propri copioni. Le opere di Shakespeare oggi in nostro possesso si basano quindi su copie illegali (e spesso malandate) dell’epoca e soprattutto sulle edizioni in-folio pubblicate dopo la sua morte. La prima e la più importante di queste è quella stampata nel 1623 dai suoi amici John Heminge e Henry Condell (Mr. William Shakespeare’s Comedies, Histories & Tragedies). L’in-folio comprende trentasei opere teatrali suddivise per categoria: commedie, drammi storici, tragedie.

 

[modifica] Sonetti

Nel 1609 l'editore Thomas Thorpe stampa senza il consenso dell'autore Sonnets, una raccolta di 154 sonetti di William Shakespeare. Scritti presumibilmente tra il 1593 e il 1595, i sonetti sono di una validità artistica tale che da soli basterebbero per assicurare a Shakespeare un posto rilevante nella storia della letteratura inglese.
La raccolta si divide sommariamente in due grossi tronconi: la prima parte è dedicata a un non meglio specificato "fair friend" (bell'amico, sonetti 1-126), la seconda ad una "dark lady" (donna bruna, sonetti 127-154); tra questi possiamo poi individuare la sequenza del "poeta rivale" (sonetti 76-86).
Thorpe appose una dedica nell'opera in cui ringraziava l'autore e un fantomatico "begetter" (l'ispiratore dei versi, ma per alcuni il "procacciatore"). Molto si è dibattuto e indagato per scoprire l'identità di questa persona; la critica storicamente si è divisa principalmente su due candidati: il Conte di Southampton Henry Wriothesly e William Herbert.

 

[modifica] Opere teatrali

Le opere teatrali di Shakespeare costituiscono una parte fondamentale della letteratura occidentale, sono continuamente studiate e rappresentate in ogni parte del globo.

Possiamo sommariamente così catalogarle:

 

[modifica] Tragedie

 

[modifica] Commedie

 

[modifica] Drammi storici

La suddivisione in "tragedie" o "commedie" è comunque parzialmente inesatta. Questa distribuzione nasce dall'ordine dato alle opere nel primo in-folio. Oggi, gli studiosi aggiungono a queste categorie quella di "tragicommedie" o "commedie romantiche" (Cimbelino, Il racconto d'inverno, Pericle Principe di Tiro, La tempesta), esse racchiudono un atmosfera fiabesca e romanzesca tipica delle ultime opere scespiriane.

 

[modifica] Collaborazioni teatrali

  • I due nobili cugini - pubblicato nel 1634, Shakespeare collaborò con il drammaturgo John Fletcher per la composizione di questo dramma.
  • Tommaso Moro - Shakespeare ha scritto parte della scena VI di questo dramma, frutto della mano di almeno cinque diversi autori, mai rappresentato e stampato soltanto nel 1814.
  • Probabilmente anche l'Enrico VIII è stato scritto in collaborazione con John Fletcher.

 

[modifica] Altre opere

 

[modifica] Opere di incerta attribuzione

  • Edoardo III L'opera non è presente nell'in-folio del 1623, ma almeno la seconda scena del primo atto e l'intero atto II sono di Shakespeare. Scritta entro il 1595 e pubblicata l'anno seguente.
  • Love's Labour's Won (Pene d'amor conquistato) Un documento del tardo sedicesimo secolo elenca quest'opera tra quelle recenti di Shakespeare, ma non si ha traccia di alcuna commedia con questo titolo. Potrebbe trattarsi del titolo alternativo di una delle commedie sopra elencate, come "Pene d'amor perduto"; è invece improbabile che si tratti di "Tutto è bene quel che finisce bene".
  • Elegia Funebre di W.S. Alcuni studiosi hanno valutato recentemente questa elegia opera di Shakespeare, altri invece pensano che lo stile dell'elegia sia incompatibile con quello scespiriano.
  • Lamento di un'innamorata Poemetto probabilmente apocrifo pubblicato in appendice ai Sonetti.
  • Per un periodo fu pensato sulla base dell'evidenza ricercata da Don Foster che Shakespeare scrisse una elegia funebre per William Peter. Ad ogni modo la maggior parte degli studiosi adesso accettano che questo pezzo non fu scritto da Shakespeare.
  • Cardenio - Pare che Shakespeare abbia collaborato con Fletcher anche per un'altra opera, Cardenio, basata su un episodio di Don Chisciotte.


[modifica]
Bibliografia

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Altri progetti

 

[modifica] Collegamenti esterni

Le opere di Shakespeare
Romeo e Giulietta | Macbeth | Re Lear | Amleto | Otello | Tito Andronico | Giulio Cesare | Antonio e Cleopatra | Coriolano | Troilo e Cressida | Timone d'Atene
Sogno di una notte di mezza estate | Tutto è bene quel che finisce bene | Come vi piace | Cardenio (persa) | Cimbelino | Pene d'amor Perdute | Pene d'amor conquistato (persa) | Misura per Misura | Il mercante di Venezia | Le allegre comari di Windsor | Molto rumore per nulla | Pericle, principe di Tiro | La bisbetica domata | La commedia degli errori | La tempesta | La dodicesima notte | I due gentiluomini di Verona | I due nobili cugini | Il racconto d'inverno
Re Giovanni | Edoardo III (attribuita) | Riccardo II | Enrico IV, parte 1 | Enrico IV, parte 2 | Enrico V | Enrico VI, parte 1 | Enrico VI, parte 2 | Enrico VI, parte 3 | Riccardo III | Enrico VIII
Sonetti | Venere e Adone | Il ratto di Lucrezia | Il pellegrino appassionato | La fenice e la tartaruga
Cronologia delle opere di Shakespeare | Personaggi scespiriani | Shakespeare nella cinematografia | Teatro elisabettiano | Età elisabettiana
Grazie a http://biografieonline.it
William Shakespeare 23 aprile 1564
23 aprile 1616
Più moderno dei moderni
William Shakespeare nelle opere letterarie


William Shakespeare


Poeta e drammaturgo inglese, nasce a Stratford-upon-Avon nel 1564. E' considerato dalla critica come una delle più grandi personalità della letteratura di ogni tempo e di ogni paese. Ad uno sguardo storico più ravvicinato, invece, viene catalogato come uno degli esponenti principali del rinascimento inglese.

Dal punto di vista strettamente biografico, di Shakespeare si sa ben poco. Oltre a mancare dati certi sulla sua vita, innumerevoli fatti ed aneddoti circolano, com'era facile prevedere, intorno alla sua figura. Aneddoti perlopiù destituiti da ogni fondamento,. In questa selva di informazioni, da tempo gli studiosi hanno cercato di fare chiarezza, giungendo a poche ma quasi certe notizie fondate. Per quanto riguarda la nascita, si parla del 23 Aprile ma anche questa data è passibile di contestazione, essendo basata più che altro su di un affidamento alla tradizione.



La sua famiglia apparteneva alla classe benestante inglese. Il padre era una un facoltoso mercante mentre la madre si fregiava del blasone di un casato della piccola nobiltà terriera. Nel 1582 lo scrittore sposa Anne Hathaway, bella ragazza di umili origini, proveniente da una famiglia contadina. Anne darà al drammaturgo ben tre figli di cui gli ultimi due gemelli. Purtroppo uno di essi a soli undici anni, decede. Intanto, William ha già intrapreso con decisione la scelta di vivere per il teatro. Non solo si dedica anima a corpo all'attività di attore, ma spesso scrive da solo i testi, tanto che dopo qualche anno può già vantare una cospicua produzione. Trasferitosi a Londra, nel giro di qualche tempo si conquista una discreta fama. La pubblicazione di due poemetti d'amore, "Venere e Adone" (1593) e "Lucrezia violentata" (1594), nonché dei "Sonetti" (editi nel 1609 ma in circolazione già da tempo) lo consacrarono poeta rinascimentale versatile e piacevole.

Dal punto di vista della diffusione delle sue opere teatrali, invece, il pubblico si dimostra inizialmente meno sensibile. Egli è appunto considerato dalla cerchia degli intenditori e dal pubblico colto un maestro della lirica e del verso più che del dramma. I testi teatrali, pur accolti con favore, non godevano di grande considerazione, anche se Shakespeare, con buon intuito e notevole fiuto (quasi fosse sintonizzato sui percorsi artistici della storia), investì i suoi guadagni proprio in questo settore, al momento apparentemente meno redditizio. Aveva infatti una partecipazione nei profitti della compagnia teatrale dei Chamberlain's Men, successivamente chiamatisi King's Men, che metteva in scena suoi e altrui spettacoli. In seguito, i considerevoli guadagni provenienti da queste rappresentazioni gli consentirono fra l'altro di essere comproprietario dei due teatri più importanti di Londra: il "Globe Theatre" e il "Blackfriars". Ed è inutile ribadire che la sua fama è oggi legata soprattutto alle 38 opere teatrali da lui composte nell'arco della sua fulgida carriera....

Difficile inquadrare la sua notevole produzione artistica, che annovera drammi storici, commedie e tragedie, anche a causa della rilettura successiva dei suoi lavori ad opera dei letterati romantici che videro profonde assonanze tra la loro ricerca estetica e i lavori di Shakespeare. Per lungo tempo, infatti, questa rilettura ha influenzato sia la critica che gli allestimenti delle sue opere, esasperando le affinità poetiche con il romanticismo. Indubbiamente sono presenti, soprattutto nelle grandi tragedie, temi e personaggi che preludono all'esperienza romantica, ma l'originalità del grande artista inglese va cercata maggiormente nella grande capacità di sintesi delle diverse forme teatrali del suo tempo in opere di grande respiro ed equilibrio dove il tragico, il comico, l'amaro, il gusto per il dialogo serrato e per l'arguzia, sono spesso presenti in un'unica miscela di grande efficacia.

Una fatica notevole sarebbe anche rappresentata dall'enumerazione dell'enorme quantità di musica che è stata tratta dai suoi testi. L'opera lirica ha letteralmente saccheggiato i drammi o le commedie scespiriane che, con le loro ricchissime tematiche si prestano particolarmente bene alla rappresentazione in note. Un culto per Shakespeare aveva Wagner (anche se non musicò mai alcun libretto del bardo), ma bisognerebbe almeno citare Verdi ("Otello", "Falstaff" "Macbeth", ecc.), Mendelssohn (che scrisse le fantastiche musiche di scena per "Sogno di una notte di mezza estate"), Caikovskji e, nel Novecento, Prokovief, Bernstein (non dimentichiamo che "West side story" non è altro che una riproposizione di "Romeo e Gulietta") e Britten. Inoltre, la sua straordinaria modernità è testimoniata dalle decine di film ispirati ai suoi drammi.

Conquistato un certo benessere, a partire dal 1608 Shakespeare diminuì dunque il suo impegno teatrale; sembra che trascorresse periodi sempre più lunghi a Stratford, dove acquistò un'imponente casa, New Place, e divenne un cittadino rispettato della comunità. Morì il 23 aprile 1616 e fu sepolto nella chiesa di Stratford. Problematica è anche l'iconografia relativa al grande bardo. Finora di Shakespeare si conoscevano solo due immagini "post mortem": il busto di marmo sulla tomba, e l'incisione usata nel frontespizio di una delle prime edizioni delle opere che da allora è stata riprodotta innumerevoli volte fino a oggi su libri, poster e magliette. Ma lo Shakespeare canadese ha scarsa somiglianza con l'effige"ufficiale" per via della folta chioma ricciuta castano-ramata.


Alcune delle tragedie più famose:

"Amleto" (1599-1600)
"Romeo e Giulietta" (1594-95)
"Enrico IV" (1597-98)
"Macbeth" (1605-06)

Commedie
"La bisbetica domata" (1593-94)
"Molto rumore per nulla" (1598-99)
"Le allegre comari di Windsor" (1600-01).

Una menzione speciale meritano due opere "fantastiche" nelle quali sogno e realtà si mescolano in maniera talmente suggestiva da essere dei veri e propri capostipiti del genere "Fantastico": si tratta di "Sogno di una notte di mezza estate" (1595-96) e "La tempesta" (1611-12).

ultimo aggiornamento: 07/01/2003
«Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce.»
William Shakespeare
«Sappiamo chi noi siamo, ma non sappiamo cosa potremmo essere.»
William Shakespeare
«Un amore crollato, ricostruito, cresce forte, leggiadro, grande più di prima.»
William Shakespeare
«Chi sta in alto è soggetto a molti fulmini, e quando infine cade si sfracella.»
William Shakespeare
«Sii fedele a te stesso da che deve seguire, come la notte al giorno, che tu non potrai essere falso con nessuno.»
William Shakespeare

William Shakespeare nelle opere letterarie

Tesi di laurea correlate
In collaborazione con www.tesionline.it
Tesi Romeo and Juliet : l'utilizzo delle fonti
Tesi Leo-Lear: King Lear secondo Leo de Berardinis
Tesi Elementi fantastici e gotici nella produzione breve di jose' maria eça de queiroz
Tesi La commedia degli equivoci ovvero dell'identità scambiata. Plauto, Shakespeare e Goldoni.
Tesi Shakespeare dalla pagina allo schermo. I film di Kenneth Branagh
Tesi Shakespeare e la musica: la funzione drammatica delle canzoni, dei brani strumentali e delle allusioni musicali in 'Twelfth Night'
Tesi AMLETO: so tell him the rest is silence
Tesi Peter Brook: appunti di regia
Tesi Amleto e la figura del melanconico nella drammaturgia elisabettiana
Tesi Le immagini dell'acqua nel teatro di William Shakespeare
Tesi Antiche e moderne idee di destino nella tragedia elisabettiana e giacomiana con particolare riferimento all’opera di John Webster
Tesi Profili dell'usura e della polemica antiebraica nel Rinascimento. Il ''mercante di Venezia''di Shakespeare
Tesi John Webster, The Devil's Law-case, 1623 (in lingua inglese)
Tesi Il Desiderio Triangolare. Uno studio girardiano delle tragedie di John Webster
Tesi La figura dell'ebreo nel Mercante di Venezia di W. Shakespeare e nei racconti di Odessa di I. Babel'
Tesi Valutazione delle risorse internet: il caso di William Shakespeare
Tesi 'Love's such stuff as Dreams are made on', Il rapporto tra Amore e Sogno in 'Romeo and Juliet' e in 'A Midsummer Night's Dream'
Tesi Il romanzo fantastico - Breve saggio da William Shakespeare ai giorni nostri