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La Provincia di Arezzo è una
provincia della
Toscana
di 349.082 abitanti[1].
Confina con l'Emilia-Romagna
(provincia
di Forlì-Cesena e
provincia di Rimini) a nord-est, con la
provincia di Firenze a nord-ovest, con le
Marche (provincia
di Pesaro e Urbino) e con l'Umbria
(provincia
di Perugia) a est e con la
provincia di Siena a sud-ovest.
La provincia amministra anche una piccola enclave
situata all'interno dei confini della
Provincia di Rimini, le cui località sono frazioni del comune di
Badia Tedalda.
La provincia di Arezzo deriva dal vecchio
Compartimento Aretino del
Granducato di Toscana, nato nel
1826 con
l'unione di
comuni già parte dei Compartimenti Fiorentino e Senese. Con
l'annessione al
Regno d'Italia, nel
1860, vennero
ceduti alla
provincia di Siena i comuni di
Cetona,
Chianciano Terme,
Chiusi,
Montepulciano,
Sarteano,
Sinalunga e
Torrita di Siena.
Nel
1927 vennero
invece ceduti alla
provincia di Perugia, in
Umbria, i
comuni di
Monte Santa Maria Tiberina e
Monterchi, quest'ultimo tornato nel
1939 alla
provincia di Arezzo in seguito alle proteste della popolazione.
È attraversata dal fiume
Arno dalla
sorgente fino a
San Giovanni Valdarno. Il rilievo più elevato è il
Monte Falco (1658 m s.l.m.), situato nell'estremità settentrionale
della provincia nella valle del
Casentino.
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Comuni principali
I Comuni di
Arezzo,
Castiglion Fiorentino,
Cortona,
Monte San Savino,
Montevarchi e
Sansepolcro possiedono il titolo di
città.
La Provincia di Arezzo è tra le istituzioni (vedere:
Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione)
insignite della
Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta
partigiana durante la
seconda guerra mondiale[1]
 |
Medaglia d'oro al valor militare |
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«Territorio
ove intensa si svolse la Resistenza antinazifascista, la Provincia di
Arezzo, nel corso di 12 mesi, fu teatro di irriducibili opposizione al
nemico occupante, da parte di agguerrite formazioni armate e delle
patriottiche popolazioni di città e campagne, sui monti e nelle valli.
Le operazioni di dura guerriglia partigiana, alimentate e sorrette da
coraggiosa e spesso cruenta ostilità popolare, comportarono l'impiego
di ingenti forze nemiche, a controllo di una vasta zona delle retrovie
e a protezione di importanti comunicazioni, sul tergo degli
schieramenti germanici. Le gravi perdite umane e di beni, inflitte e
subite, testimoniano di sacrifici, distruzioni e sofferenze immani di
combattenti e popolazioni, di generoso sangue versato nell'"Aratino",
con eminente valore, in un periodo tragico per le sorti della Patria.»
— Arezzo, 9 settembre 1943 - 3 ottobre 1944 |
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Personalità nate in provincia di Arezzo
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Dato Istat al 31 luglio 2010
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Voci
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