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****Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Valle_d%27Aosta Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Valle_d%27Aosta&action=history Valle d'Aosta
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Coordinate: 45°44′49″N 7°26′21″E
Carta fisica della regione in
lingua francese
La Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (nome ufficiale; Vallée d'Aoste in francese, Vâl d'Aoûta in patois valdostano, Ougschtaland in lingua walser) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale con capoluogo Aosta. La Valle d'Aosta fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo. Confina a nord con la Svizzera (Distretti di Entremont, di Hérens e di Visp nel Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia, nella regione Rodano-Alpi), a sud e ad est col Piemonte (provincie di Torino, Biella e Vercelli). È la regione più piccola d'Italia con 3.263 km² di superficie e anche quella meno popolata con 127.836 abitanti.[4] Con un PIL pro capite pari a 26.756 € è la regione più ricca d'Italia[5]. [modifica] Simboli della RegioneLa Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata da: [modifica] StemmaLo stemma della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: Di nero, al leone d'argento armato e linguato di rosso. Timbrato da una corona di regione[6]. È stato aggiunto, forse per un'errata interpretazione delle cuciture di tenuta, un bordino dorato. Dal 1947 lo stemma caratterizza anche tutte le targhe automobilistiche dei veicoli immatricolati in Valle d'Aosta. [modifica] GonfaloneIl gonfalone della Valle d'Aosta è un drappo di forma rettangolare, partito di nero e di rosso. [modifica] Bandiera
Essa è un drappo di tessuto spesso (anche se non si sa di preciso il perché) e di lana (una ragione plausibile è la maggiore resistenza della lana al freddo valdostano). E' di forma rettangolare con due colonne di ugual misura, colorate di nero quella a sinistra e di rosso quella a destra. [modifica] Geografia
Veduta della plaine aostoise (la piana di Aosta),
alla confluenza della
Dora Baltea e del
Buthier
La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova nel bel mezzo delle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso) ed attraversata dalla Dora Baltea, l'affluente di sinistra più importante del fiume Po. I valichi più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il tunnel omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime più elevate. [modifica] Suddivisione amministrativaLa regione autonoma Valle d'Aosta non è suddivisa in province. Essa è suddivisa in 74 comuni, tra i quali Aosta è il più popolato. [modifica] ComuniCompongono la Valle d'Aosta i seguenti 74 comuni: [modifica] Comuni più popolosiI comuni valdostani più popolosi sono:
[modifica] Clima
Il
clima della
Valle d'Aosta è tipicamente
alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle centrale
percorsa dalla
Dora Baltea gode di condizioni climatiche più miti. Durante l'inverno
cadono abbondanti nevicate, ma le precipitazioni nel resto dell'anno sono
generalmente scarse. Per ovviare a questo fatto sono state costruite, fin
dall'alto Medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs
(pron. "rü", anche al plurale) tuttora utilizzate. [modifica] Storia
Dopo la conquista da parte delle truppe romane ai danni dei Salassi, la popolazione celtica che abitava la Valle d'Aosta in epoca antica,fu fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. Aosta è la città al mondo in cui è stato ritrovato il maggior numero di reperti di epoca romana dopo Roma e Pompei, il che le vale il titolo di "Roma delle Alpi". La regione fece in seguito parte del regno dei Franchi, dell'impero carolingio, e del regno di Borgogna. Dal 1032 entrò nell'orbita dei Savoia prima come parte della Contea di Savoia, poi Ducato di Savoia e dal 1720 parte del Regno di Sardegna fino alla nascita del Regno d'Italia, nel 1861. Ha fatto parte del primo Impero francese, dal 1800 al 1814, costituendo l'"Arrondissement d'Aoste". Situata all'intersezione dei maggiori assi militari e commerciali tra la Francia, la Svizzera e l'Italia, la Valle d'Aosta conserva delle tracce del suo passato, quali:
La Valle d'Aosta si trova anche sulla via Francigena, percorso di pellegrinaggio, attraverso il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta e Pont-Saint-Martin sono tre delle tappe menzionate da Sigerico dei Visigoti nel 990. [modifica] Economia
L'economia della Valle d'Aosta si basa soprattutto su tre attività principali:l'agricoltura, l'allevamento e il turismo.
La nuova sede della Finaosta S.p.A., tra via René
Ribitel e via Boniface Festaz
In particolare, l'autonomia conferita dallo statuto speciale ha ripercussioni rilevanti sulla gestione dell'economia locale e delle finanze, che sono controllate a livello regionale, con una partecipazione pressoché nulla da parte del governo centrale italiano. Riguardo l'agricoltura si coltivano mele, pere, segale, uva e patate. Sviluppato è l'allevamento di bovini con ottimi risultati quindi sui formaggi e sui salumi. [modifica] Politica
La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale. I suoi organi amministrativi godono di una particolare autonomia dal governo centrale italiano, non soltanto per quanto riguarda la politica e il governo regionale, ma anche in altri ambiti strettamente legati alla vita e all'economia di questa regione montana. In particolare, la gestione delle risorse idriche, dell'energia idroelettrica, delle risorse naturali e dell'agricoltura. [modifica] Popolazione
Casa tipica valdostana a Crétaz (pron. Créta),
frazione di
Valtournenche.
La Valle D'Aosta ha una popolazione di circa 125.000 abitanti. Vista la natura montuosa del territorio, risulta essere non solo la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. Infatti ci sono solo 38 abitanti per km2. La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra nella piana di Aosta ("Plaine aostoise") e nei comuni limitrofi. Buona parte della popolazione abita nei maggiori centri della media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali. Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata storicamente terra di emigrazione verso la Francia, specialmente a Parigi (il comune parigino di Levallois-Perret conta ancora oggi una nutrita comunità di emigrati valdostani) e la Svizzera romanda (soprattutto a Ginevra). Questo flusso, dapprima stagionale, divenne stabile a partire dagli anni Venti, quando a questo fenomeno si affiancò l'immigrazione dal resto d'Italia, legato all'installazione dell'industria siderurgica Cogne ad Aosta, e all'aumentato sfruttamento delle miniere di ferro a Cogne e di carbone a La Thuile. La politica di italianizzazione voluta dal governo fascista spinse in particolare numerosi piemontesi, veneti e calabresi, dal secondo dopoguerra sino agli anni Settanta. I valdostani, sentendosi privati della loro terra, emigrarono in massa verso le destinazioni sopra citate, e questo doppio flusso interconnesso ha lasciato tracce ancora oggi: da notare, ad esempio, che il 4% dell'attuale popolazione è originaria del comune di San Giorgio Morgeto (RC), e che la popolazione autoctona (di origine valdostana) nella regione è stimata intorno al 50%, scendendo a percentuali assai basse a Aosta e nei maggiori centri abitati. Attualmente, il flusso in uscita si è fermato, con la
comunità degli emigrati di
Levallois-Perret in continuo contatto con la regione di origine, la
creazione di un ente regionale di rappresentanza a Parigi (la "Maison du
Val d'Aoste", che ha recentemente sostituito[7]
l'"Espace Vallée d'Aoste"[8]),
la "Rencontre des émigrés" (= Incontro degli emigrati), organizzato ogni
anno da un comune valdostano diverso, e l'albero di Natale della comunità
valdostana a
Levallois-Perret. Alla fine del 2006 si contavano 124.812 abitanti, di cui 5.534 stranieri (4,4%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso. Abitanti censiti [modifica] Cittadini stranieriAl 31 dicembre 2009 i cittadini stranieri residenti in regione sono 8207. I gruppi più numerosi in rapporto percentuale su tutta la popolazione residente sono quelli di: fonte Istat [modifica] Religione
La maggioranza della popolazione, sia italofona che francofona, è di religione cattolica romana. La messa viene celebrata in lingua italiana o francese (la liturgia in dialetto valdostano non è nota), come effetto del separatismo linguistico. La comunità giudaica più importante è quella di Aosta (falcidiata negli ultimi anni della seconda Guerra Mondiale dai nazisti,) dove è presente una sinagoga e alla quale fanno capo tutte le famiglie giudaiche della regione. Ad Aosta si trova invece il più grande cimitero giudaico della regione. Con l'immigrazione sono giunte anche persone di fedi orientali e cristiano-ortodosse (una comunità russo-ortodossa storica è presente ad Aosta), ma la parte più rilevante è costituita dagli islamici magrebini che probabilmente superano le 500 unità rendendo la comunità islamica la più numerosa tra le fedi minoritarie. Non sono ancora presenti luoghi di culto stabili per musulmani. [modifica] Lingue in Valle d'Aosta
Il
patois valdostano nella carta dei dialetti della
lingua francese
Le lingue
autoctone della Valle d'Aosta sono il
francese, il
francoprovenzale valdostano, l'italiano,
inoltre nella bassa valle (soprattutto a
Pont-Saint-Martin) è conosciuto il
piemontese e a
Issime,
Gressoney-La-Trinité e
Gressoney-Saint-Jean si parla il
dialetto walser. Le lingue ufficiali sono l'italiano
dal 1861 e il
francese, unica lingua ufficiale dal
1561 fino al
1861 e lingua
co-ufficiale assieme all'italiano dal
1946. Nel
1921 parlava
il
francese (insieme al
francoprovenzale) il 91% della popolazione[10].
Il
francoprovenzale è in stragrande maggioranza usato e diffuso nei paesi
e nelle valli laterali ove gode di una grande vivacità (ed è parlato e
capito dalla stragrande maggioranza delle persone) mentre ad
Aosta e nei
centri più grandi prevale l'italiano anche per via della forte
immigrazione da altre regioni italiane avvenuta a partire dal periodo
fascista. Il francese è usato prevalentemente nelle attività culturali e
nell'ambito politico. Dopo la seconda guerra mondiale le cose cambiarono in
maniera sensibile. Il
26
febbraio 1948
la Valle d'Aosta, già "Circoscrizione autonoma" dal
7
settembre
1945, fu costituita in Regione Autonoma a Statuto Speciale, ottenendo
il riconoscimento del diritto di espressione nella propria lingua con
l'ufficializzazione del bilinguismo Italiano-francese e la soppressione
dei toponimi in italiano.
[modifica] Uso della lingua francese
Carta d'identità bilingue italiano-francese
La politica di bilinguismo totale applicata in Valle d'Aosta prevede l'insegnamento parificato delle due lingue a tutti i livelli, il che ha per conseguenza la conoscenza delle due lingue da parte dell'intera popolazione, almeno a un livello medio-alto nella lingua non materna. La popolazione autoctona ha per lingua madre il patois valdostano, che è parlato spesso e volentieri da Valdostani di adozione a causa del ruolo basilare svolto dalla lingua francoprovenzale nel processo di integrazione. Il piemontese è capito e parlato attivamente nella bassa valle, grossomodo tra Châtillon e Pont-Saint-Martin in virtù dei rapporti commerciali storici con il Canavese, oltre che per la vicinanza geografica. Il francese è utilizzato in tutti gli ambiti della pubblica amministrazione; i nomi dei comuni e delle frazioni sono unicamente in francese ad eccezione di Aosta, che ha il nome ufficiale in doppia lingua (Aosta/Aoste). La segnaletica stradale, autostradale e cittadina è espressa sia in lingua italiana sia francese. Secondo la legge regionale n. 53 del 1994 l'istruzione scolastica viene impartita in italiano e francese. Le carte d'identità per i residenti in Valle d'Aosta sono emesse con doppia dicitura in italiano e in francese. Tutti i partiti politici regionali hanno un nome in francese (il più importante è l'Union Valdôtaine) e pubblicano i loro periodici in francese. Il telegiornale regionale della RAI va in onda in italiano e francese senza sottotitoli, e si ricevono dalla Svizzera romanda e dalla Francia due canali televisivi (TSR1 e France 2 rispettivamente) gratuitamente in base ad accordi internazionali siglati all'indomani del secondo conflitto mondiale.
Diffusione del francese in Europa.
Segnaletica bilingue italo-francese sull'autostrada
A5.
[modifica] Uso della lingua francoprovenzaleIl francoprovenzale costituisce uno strumento di
comunicazione attiva solamente in Valle d'Aosta, dov'è conosciuto e
parlato dalla maggior parte della popolazione e gode di tutela. Il francoprovenzale è riconosciuto lingua minoritaria dallo stato italiano secondo la legge 482 del 1999. La regione ha istituito il Bureau Régional pour l'Ethnologie et la Linguistique (BREL) per la protezione e lo studio del francoprovenzale.
La scuola elementare di Variney, nel comune di
Gignod
Diffusione del francoprovenzale,
Colore blu: Protetto, Colore azzurro: Zona storica,
Colore azzurro chiaro zona di transizione
[modifica] Uso della lingua walser (titsch e töitschu)I
walser
che abitano l'alta
Valle del Lys provengono dal
Vallese (Svizzera),
da dove sono arrivati nel XII e il XIII secolo chiamati a colonizzare
terre dai feudatari valdostani della bassa valle, la famiglia Vallaise. I
contatti con la terra di origine non si interuppero mai, inoltre
casa Savoia, con
Margherita di Savoia si interessò alla cultura della
Valle del Lys
walser,
dato che la dinastia sabauda aveva anche
un castello a Gressoney-Saint-Jean. [modifica] CulturaIl nome Valle d'Aosta (o Val d'Aosta) ha una derivazione storico-geografica. Valle come il territorio che caratterizza la regione e Aosta che deriva dal nome dell'accampamento romano Augusta Praetoria, chiamato così in onore dell'imperatore Ottaviano Augusto. Anche se il francese ha uno statuto ufficiale nella
regione, il dialetto parlato quotidianamente è da considerarsi
francoprovenzale, con alcune influenze celtiche nel lessico, derivate
dalla lingua di ceppo celtico dei
Salassi. [modifica] Personalità legate alla Valle d'Aosta
[modifica] Luoghi di interesse[modifica] Castelli
I castelli in Valle d'Aosta sono particolarmente numerosi ed importanti. Quasi ogni paese aveva il suo castello. Di alcuni restano solo rovine; altri invece sono ben conservati e sono meta di grande attrattiva turistica. Il castello più conosciuto è forse quello di Fénis. Il primo che si incontra risalendo la valle è quello di Bard. Superata la città di Aosta, per ultimo, si incontra quello di Saint-Pierre. Storicamente i castelli hanno subito un'evoluzione. All'inizio avevano prettamente uno scopo difensivo (così si presentano le Torri dell'inizio del secondo millennio). In epoche successive, essi concorsero per lo più a dimostrare la potenza e ricchezza del proprietario: con queste caratteristiche si presentano il castello di Fénis e quello di Issogne. Nel XIX secolo, il castello diventa un ricordare glorie antiche (così si presenta il Castello Savoia). [modifica] SantuariI santuari sparsi per la valle testimoniano la fede dei valdostani trasmessa per secoli:
[modifica] Trasporti
[modifica] Sport
[modifica] OnorificenzeL'allora Provincia di Aosta[11] è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale[2]
[modifica] Organi di informazione[modifica] PeriodiciSono quattro i settimanali presenti sul territorio regionale. La Vallée Notizie, diretto da Walter Barbero ed esce in edicola ogni sabato. Il Corsivo è un settimanale che esce in edicola il lunedì; è diretto da Simeone Piffari, il quale ricopre anche il ruolo di editore. La Gazzetta Matin, diretta da Luca Mercanti, esce anch'essa in edicola il lunedì. Infine vi è il settimanale diocesano Il Corriere della Valle, che ogni giovedì arriva nelle case dei suoi abbonati e il venerdì esce in edicola; è diretto da Fabrizio Favre. Oltre ai settimanali regionali va ricordato che il quotidiano La Stampa ha una sua redazione locale, guidata da Stefano Sergi, che produce quotidianamente undici pagine di informazione. Inoltre Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito oltre che in Valle anche in Piemonte e Liguria, una volta alla settimana, propone ai suoi lettori mezza pagina dedicata alla regione autonoma. Oltre ai periodici sopra elencati ve ne sono altri,
organi di movimenti politici e/o culturali. Le peuple valdôtain,
esclusivamente in lingua francese, è un settimanale politico che esce il
venerdì. È l'organo del movimento di maggioranza
Union Valdôtaine. È disponibile gratuitamente anche on-line[12]. Per quanto riguarda Internet esistono diverse testate on line, a partire da 12vda.it che gestisce anche la prima radio on line della Valle d'Aosta, ascoltabile all'indirizzo 12vda.eu. Operano anche i siti aostasera.it ed aostaoggi.it. [modifica] Televisioni e radioEsiste una sede regionale della RAI (Siège régional pour la Vallée d'Aoste) che diffonde un TG regionale unico con notizie in italiano, francese (spesso con servizi dalla redazione di France 3 della regione Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e talvolta in patois valdostano. Il TGR va in onda senza sottotitoli, in virtù del bilinguismo totale vigente in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Successivamente al TGR, prevalentemente in italiano, viene diffusa la trasmissione "RAI Vd'A - Programmes", largamente in francese e talvolta anche in patois valdostano, anche in questo caso senza sottotitoli per lo stesso motivo. Sul territorio sono presenti anche due TV private con programmazione bilingue, Studionord Tv (Sediv SpA) e Rete Saint-Vincent (Video Record SpA). Quest'ultima ha creato un nuovo canale di sola informazione denominato "Aujourd'hui Vallée", diffuso in tutta la Valle e ricevibile all'interno del "MUX1" irradiato sul canale 28 UHF in tecnica SFN. Attraverso una apposita convenzione con la Presidenza del Consiglio Regionale, Aujourd'hui Vallée trasmette in diretta anche le sedute del Consiglio Regionale. Alcune radio locali (Radio 101, Radio 2) assicurano la diffusione di programmi in francese e di musica francofona. La Valle d'Aosta è passata al digitale terrestre nel settembre del 2009. [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
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