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****Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Valle_d%27Aosta
Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Valle_d%27Aosta&action=history

Valle d'Aosta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 
bussola Disambiguazione – "Valdostano" rimanda qui. Se stai cercando l'omonimo dialetto, vedi Dialetto valdostano.
(FR)
« Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont fait pour éclairer le monde; en général ils ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir. »
(IT)
« Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per illuminare il mondo; in generale non sono grandi popoli per numero, ma perché portano in essi la verità e il futuro. »
(Émile Chanoux, 1944, frase adottata come motto dal Consiglio della Valle, riportata sulla parete principale dell'aula[1].)

Coordinate: 45°44′49″N 7°26′21″E

Regione Autonoma Valle d'Aosta

Région Autonome Vallée d'Aoste
regione autonoma a statuto speciale

Stato: bandiera Italia
Zona: Italia nord-occidentale, Italia settentrionale 
Capoluogo: Aosta
Superficie: 3.263 km²
Abitanti: 127991  (1-1-2011)
Densità: 39,18 ab./km²
Province: 0[2]
Comuni: Elenco dei 74 comuni
Politica
Presidente: Augusto Rollandin (Union Valdôtaine)
(dal 01/07/2008)
Giunta: Union Valdôtaine - Stella Alpina - Fédération Autonomiste
Ultime elezioni: 25 maggio 2008
Prossime: 2013
Economia
PIL (PPA): 3.421,1 milioni di
PIL procapite (PPA): 26.756 (1°)
Turismo
Arrivi (italiani): 562.843
Arrivi (stranieri): 278.245[3]
Note: Sigla auto: AO
 

CAP: 11100, 11010-11029
Prefisso tel.0165-0166-0125
Codice ISTAT: 007

Sito istituzionale
Carta fisica della regione in lingua francese

La Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (nome ufficiale; Vallée d'Aoste in francese, Vâl d'Aoûta in patois valdostano, Ougschtaland in lingua walser) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale con capoluogo Aosta. La Valle d'Aosta fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Confina a nord con la Svizzera (Distretti di Entremont, di Hérens e di Visp nel Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia, nella regione Rodano-Alpi), a sud e ad est col Piemonte (provincie di Torino, Biella e Vercelli).

È la regione più piccola d'Italia con 3.263 km² di superficie e anche quella meno popolata con 127.836 abitanti.[4]

Con un PIL pro capite pari a 26.756 € è la regione più ricca d'Italia[5].

Indice

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[modifica] Simboli della Regione

La Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata da:

  1. Uno stemma araldico
  2. Un gonfalone
  3. Una bandiera
  4. Un inno (Montagnes Valdôtaines)

[modifica] Stemma

Lo stemma della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: Di nero, al leone d'argento armato e linguato di rosso. Timbrato da una corona di regione[6]. È stato aggiunto, forse per un'errata interpretazione delle cuciture di tenuta, un bordino dorato. Dal 1947 lo stemma caratterizza anche tutte le targhe automobilistiche dei veicoli immatricolati in Valle d'Aosta.

[modifica] Gonfalone

Il gonfalone della Valle d'Aosta è un drappo di forma rettangolare, partito di nero e di rosso.

[modifica] Bandiera

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bandiera della Valle d'Aosta.

Essa è un drappo di tessuto spesso (anche se non si sa di preciso il perché) e di lana (una ragione plausibile è la maggiore resistenza della lana al freddo valdostano). E' di forma rettangolare con due colonne di ugual misura, colorate di nero quella a sinistra e di rosso quella a destra.

[modifica] Geografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Valle d'Aosta.
Veduta della plaine aostoise (la piana di Aosta), alla confluenza della Dora Baltea e del Buthier

La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova nel bel mezzo delle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso) ed attraversata dalla Dora Baltea, l'affluente di sinistra più importante del fiume Po.

I valichi più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il tunnel omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini.

Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime più elevate.

[modifica] Suddivisione amministrativa

La regione autonoma Valle d'Aosta non è suddivisa in province. Essa è suddivisa in 74 comuni, tra i quali Aosta è il più popolato.

[modifica] Comuni

Compongono la Valle d'Aosta i seguenti 74 comuni:

[modifica] Comuni più popolosi

I comuni valdostani più popolosi sono:

Posizione Stemma Città Popolazione
(ab)
Altitudine
(m.s.l.m.)
Superficie
(km²)
Aosta-Stemma.png Aosta 35.010 583 21,37
Saint-Vincent-Stemma.png Saint-Vincent 4.846 575 20,81
Châtillon (Italia)-Stemma.png Châtillon 4.831 549 39,77
Sarre-Stemma.png Sarre 4.622 631 28
Pont-Saint-Martin-Stemma.png Pont-Saint-Martin 3.945 345 6,88
Quart-Stemma.png Quart 3.456 535 62

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Il clima in Valle d'Aosta.

Il clima della Valle d'Aosta è tipicamente alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle centrale percorsa dalla Dora Baltea gode di condizioni climatiche più miti. Durante l'inverno cadono abbondanti nevicate, ma le precipitazioni nel resto dell'anno sono generalmente scarse. Per ovviare a questo fatto sono state costruite, fin dall'alto Medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. "rü", anche al plurale) tuttora utilizzate.
La Valle d'Aosta gode di un alpino uniformemente: essa risente infatti della morfologia del suo territorio interamente montuoso, con valli ricche di boschi, utili a umidificare e rinfrescare il clima.
I fattori morfologici principali sono infatti due: la catena montuosa che si sviluppa in tutta la regione e la grande quantità di ghiacciai e foreste, che rinfrescano il clima.
Quando d'inverno si forma un'area di bassa pressione su Aosta, la zona intorno a Courmayeur viene investita da un freddo intenso, portatrice di pioggia e neve a quote basse, che scende fino a valle, specialmente in alcune aree interne.
L'estate è fresca e piuttosto ventosa.
Nell'entroterra il clima è più rigido, con valori medi invernali decisamente bassi, specie in alcune valli del versante nord-ovest della regione (media giornaliera di gennaio di -11,9 °C a Courmayeur, -12,9 °C al Breuil, -10.9 °C ad Aosta). Le minime medie di queste località sono comprese tra -10 e -12 °C, i valori minimi stagionali attesi, durante l'inverno, sono attorno ai -15 °C anche se le temperature notturne possono scendere ben al di sotto di questo valore durante i periodi di gelo più intenso; le giornate estive sono molto fresche, e le medie giornaliere durante il trimestre estivo sono condizionate dai ghiacciai e dal vento termica giornaliera e dalle temperature notturne piuttosto fredde.

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle d'Aosta.
La torre dei signori di Quart, ad Aosta

Dopo la conquista da parte delle truppe romane ai danni dei Salassi, la popolazione celtica che abitava la Valle d'Aosta in epoca antica,fu fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. Aosta è la città al mondo in cui è stato ritrovato il maggior numero di reperti di epoca romana dopo Roma e Pompei, il che le vale il titolo di "Roma delle Alpi".

La regione fece in seguito parte del regno dei Franchi, dell'impero carolingio, e del regno di Borgogna.

Dal 1032 entrò nell'orbita dei Savoia prima come parte della Contea di Savoia, poi Ducato di Savoia e dal 1720 parte del Regno di Sardegna fino alla nascita del Regno d'Italia, nel 1861. Ha fatto parte del primo Impero francese, dal 1800 al 1814, costituendo l'"Arrondissement d'Aoste".

Situata all'intersezione dei maggiori assi militari e commerciali tra la Francia, la Svizzera e l'Italia, la Valle d'Aosta conserva delle tracce del suo passato, quali:

La Valle d'Aosta si trova anche sulla via Francigena, percorso di pellegrinaggio, attraverso il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta e Pont-Saint-Martin sono tre delle tappe menzionate da Sigerico dei Visigoti nel 990.

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia della Valle d'Aosta.

L'economia della Valle d'Aosta si basa soprattutto su tre attività principali:l'agricoltura, l'allevamento e il turismo.

La nuova sede della Finaosta S.p.A., tra via René Ribitel e via Boniface Festaz

In particolare, l'autonomia conferita dallo statuto speciale ha ripercussioni rilevanti sulla gestione dell'economia locale e delle finanze, che sono controllate a livello regionale, con una partecipazione pressoché nulla da parte del governo centrale italiano. Riguardo l'agricoltura si coltivano mele, pere, segale, uva e patate. Sviluppato è l'allevamento di bovini con ottimi risultati quindi sui formaggi e sui salumi.

[modifica] Politica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sistema politico della Valle d'Aosta.

La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale. I suoi organi amministrativi godono di una particolare autonomia dal governo centrale italiano, non soltanto per quanto riguarda la politica e il governo regionale, ma anche in altri ambiti strettamente legati alla vita e all'economia di questa regione montana. In particolare, la gestione delle risorse idriche, dell'energia idroelettrica, delle risorse naturali e dell'agricoltura.

[modifica] Popolazione

Casa tipica valdostana a Crétaz (pron. Créta), frazione di Valtournenche.

La Valle D'Aosta ha una popolazione di circa 125.000 abitanti. Vista la natura montuosa del territorio, risulta essere non solo la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. Infatti ci sono solo 38 abitanti per km2. La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra nella piana di Aosta ("Plaine aostoise") e nei comuni limitrofi. Buona parte della popolazione abita nei maggiori centri della media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali.

Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata storicamente terra di emigrazione verso la Francia, specialmente a Parigi (il comune parigino di Levallois-Perret conta ancora oggi una nutrita comunità di emigrati valdostani) e la Svizzera romanda (soprattutto a Ginevra). Questo flusso, dapprima stagionale, divenne stabile a partire dagli anni Venti, quando a questo fenomeno si affiancò l'immigrazione dal resto d'Italia, legato all'installazione dell'industria siderurgica Cogne ad Aosta, e all'aumentato sfruttamento delle miniere di ferro a Cogne e di carbone a La Thuile. La politica di italianizzazione voluta dal governo fascista spinse in particolare numerosi piemontesi, veneti e calabresi, dal secondo dopoguerra sino agli anni Settanta. I valdostani, sentendosi privati della loro terra, emigrarono in massa verso le destinazioni sopra citate, e questo doppio flusso interconnesso ha lasciato tracce ancora oggi: da notare, ad esempio, che il 4% dell'attuale popolazione è originaria del comune di San Giorgio Morgeto (RC), e che la popolazione autoctona (di origine valdostana) nella regione è stimata intorno al 50%, scendendo a percentuali assai basse a Aosta e nei maggiori centri abitati.

Attualmente, il flusso in uscita si è fermato, con la comunità degli emigrati di Levallois-Perret in continuo contatto con la regione di origine, la creazione di un ente regionale di rappresentanza a Parigi (la "Maison du Val d'Aoste", che ha recentemente sostituito[7] l'"Espace Vallée d'Aoste"[8]), la "Rencontre des émigrés" (= Incontro degli emigrati), organizzato ogni anno da un comune valdostano diverso, e l'albero di Natale della comunità valdostana a Levallois-Perret.
La Valle d'Aosta attrae oggi un consistente flusso di extracomunitari, specialmente Maghrebini, favoriti dalla conoscenza del francese, impiegati soprattutto nella pastorizia[9].

Alla fine del 2006 si contavano 124.812 abitanti, di cui 5.534 stranieri (4,4%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso.

Abitanti censiti

[modifica] Cittadini stranieri

Al 31 dicembre 2009 i cittadini stranieri residenti in regione sono 8207. I gruppi più numerosi in rapporto percentuale su tutta la popolazione residente sono quelli di:

fonte Istat

[modifica] Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Aosta.

La maggioranza della popolazione, sia italofona che francofona, è di religione cattolica romana. La messa viene celebrata in lingua italiana o francese (la liturgia in dialetto valdostano non è nota), come effetto del separatismo linguistico. La comunità giudaica più importante è quella di Aosta (falcidiata negli ultimi anni della seconda Guerra Mondiale dai nazisti,) dove è presente una sinagoga e alla quale fanno capo tutte le famiglie giudaiche della regione. Ad Aosta si trova invece il più grande cimitero giudaico della regione.

Con l'immigrazione sono giunte anche persone di fedi orientali e cristiano-ortodosse (una comunità russo-ortodossa storica è presente ad Aosta), ma la parte più rilevante è costituita dagli islamici magrebini che probabilmente superano le 500 unità rendendo la comunità islamica la più numerosa tra le fedi minoritarie. Non sono ancora presenti luoghi di culto stabili per musulmani.

[modifica] Lingue in Valle d'Aosta

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lingue della Valle d'Aosta.
Il patois valdostano nella carta dei dialetti della lingua francese

Le lingue autoctone della Valle d'Aosta sono il francese, il francoprovenzale valdostano, l'italiano, inoltre nella bassa valle (soprattutto a Pont-Saint-Martin) è conosciuto il piemontese e a Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean si parla il dialetto walser. Le lingue ufficiali sono l'italiano dal 1861 e il francese, unica lingua ufficiale dal 1561 fino al 1861 e lingua co-ufficiale assieme all'italiano dal 1946. Nel 1921 parlava il francese (insieme al francoprovenzale) il 91% della popolazione[10]. Il francoprovenzale è in stragrande maggioranza usato e diffuso nei paesi e nelle valli laterali ove gode di una grande vivacità (ed è parlato e capito dalla stragrande maggioranza delle persone) mentre ad Aosta e nei centri più grandi prevale l'italiano anche per via della forte immigrazione da altre regioni italiane avvenuta a partire dal periodo fascista. Il francese è usato prevalentemente nelle attività culturali e nell'ambito politico.
Il francese divenne lingua ufficiale nel 1561. È a seguito di questo atto che in Valle d'Aosta si sviluppa il bilinguismo francese-francoprovenzale; essendo la prima lingua quella ufficiale e la seconda quella del popolo, seppur frammentata in una moltitudine di dialetti. Questo fenomeno si riscontra anche nei territori d'oltralpe che insieme alla Valle d'Aosta costituirono il Regno di Borgogna, (Savoia, Svizzera francofona ed altri territori a nord-ovest).
Il bilinguismo francese e francoprovenzale continuò immutato fino al 1861 quando, con l'Unità d'Italia e l'annessione del territorio di Nizza e della Savoia alla Francia, la Valle d'Aosta si ritrovò a essere l'unica regione francofona di un regno interamente italofono.
Durante il periodo fascista fu proibito l'uso del francese ed avviato un processo forzato di italianizzazione, che incoraggiava l'immigrazione in massa di forza lavoro da tutte le regioni italiane e l'emigrazione di parte degli abitanti francofoni autoctoni verso la Francia e la Svizzera.

Dopo la seconda guerra mondiale le cose cambiarono in maniera sensibile. Il 26 febbraio 1948 la Valle d'Aosta, già "Circoscrizione autonoma" dal 7 settembre 1945, fu costituita in Regione Autonoma a Statuto Speciale, ottenendo il riconoscimento del diritto di espressione nella propria lingua con l'ufficializzazione del bilinguismo Italiano-francese e la soppressione dei toponimi in italiano.
Oltre all'adozione ufficiale del bilinguismo, lo Statuto Speciale riconosce, dopo le ultime modifiche, anche i diritti di una minoranza di lingua tedesca, i Walser, i cui antenati giunsero intorno al 1200 nelle zone dei tre comuni di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime, l'articolo 40 bis dello Statuto Speciale della valle d'Aosta del 31 gennaio 2001 recita:

  « Le popolazioni di lingua tedesca dei comuni della Valle del Lys individuati con legge regionale hanno diritto alla salvaguardia delle proprie caratteristiche e tradizioni linguistiche. Alle popolazioni di cui al primo comma è garantito l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole attraverso opportuni insegnamenti alle necessità locali. »

[modifica] Uso della lingua francese

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce francese in Valle d'Aosta.
Carta d'identità bilingue italiano-francese

La politica di bilinguismo totale applicata in Valle d'Aosta prevede l'insegnamento parificato delle due lingue a tutti i livelli, il che ha per conseguenza la conoscenza delle due lingue da parte dell'intera popolazione, almeno a un livello medio-alto nella lingua non materna.

La popolazione autoctona ha per lingua madre il patois valdostano, che è parlato spesso e volentieri da Valdostani di adozione a causa del ruolo basilare svolto dalla lingua francoprovenzale nel processo di integrazione. Il piemontese è capito e parlato attivamente nella bassa valle, grossomodo tra Châtillon e Pont-Saint-Martin in virtù dei rapporti commerciali storici con il Canavese, oltre che per la vicinanza geografica.

Il francese è utilizzato in tutti gli ambiti della pubblica amministrazione; i nomi dei comuni e delle frazioni sono unicamente in francese ad eccezione di Aosta, che ha il nome ufficiale in doppia lingua (Aosta/Aoste). La segnaletica stradale, autostradale e cittadina è espressa sia in lingua italiana sia francese. Secondo la legge regionale n. 53 del 1994 l'istruzione scolastica viene impartita in italiano e francese. Le carte d'identità per i residenti in Valle d'Aosta sono emesse con doppia dicitura in italiano e in francese.

Tutti i partiti politici regionali hanno un nome in francese (il più importante è l'Union Valdôtaine) e pubblicano i loro periodici in francese.

Il telegiornale regionale della RAI va in onda in italiano e francese senza sottotitoli, e si ricevono dalla Svizzera romanda e dalla Francia due canali televisivi (TSR1 e France 2 rispettivamente) gratuitamente in base ad accordi internazionali siglati all'indomani del secondo conflitto mondiale.

Diffusione del francese in Europa.
Segnaletica bilingue italo-francese sull'autostrada A5.

[modifica] Uso della lingua francoprovenzale

Il francoprovenzale costituisce uno strumento di comunicazione attiva solamente in Valle d'Aosta, dov'è conosciuto e parlato dalla maggior parte della popolazione e gode di tutela.
Le altre aree in cui storicamente questo idioma si è sviluppato, denominate "arpitane", sono le valli arpitane piemontesi, quasi tutta la Svizzera romanda, la Savoia e l'Alta Savoia, e una piccola parte della Francia sud-orientale (Forez, Delfinato e regione di Lione). In Italia è presente storicamente anche a a Faeto e a Celle San Vito, in Puglia.

Il francoprovenzale è riconosciuto lingua minoritaria dallo stato italiano secondo la legge 482 del 1999. La regione ha istituito il Bureau Régional pour l'Ethnologie et la Linguistique (BREL) per la protezione e lo studio del francoprovenzale.

La scuola elementare di Variney, nel comune di Gignod
Diffusione del francoprovenzale, Colore blu: Protetto, Colore azzurro: Zona storica, Colore azzurro chiaro zona di transizione

[modifica] Uso della lingua walser (titsch e töitschu)

I walser che abitano l'alta Valle del Lys provengono dal Vallese (Svizzera), da dove sono arrivati nel XII e il XIII secolo chiamati a colonizzare terre dai feudatari valdostani della bassa valle, la famiglia Vallaise. I contatti con la terra di origine non si interuppero mai, inoltre casa Savoia, con Margherita di Savoia si interessò alla cultura della Valle del Lys walser, dato che la dinastia sabauda aveva anche un castello a Gressoney-Saint-Jean.
Il dialetto walser è parlato in 3 comuni della Valle del Lys (Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité), negli anni settanta era utilizzato dal 54% della popolazione complessiva dei due Gressoney.
È protetto dalla legge 482 del 1999 e dalla legge regionale n.47 del 1998.
Il dialetto walser, nelle due varianti Titsch (di Gressoney) e Töitschu (Issime), viene insegnato nelle scuole dei 3 comuni accanto al tedesco, al francese e all'italiano, inoltre la Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys salvaguarda la cultura walser e il Walser Kulturzentrum (Centro culturale walser) di Gressoney-Saint-Jean organizza corsi per l'insegnamento del titsch.

[modifica] Cultura

Il nome Valle d'Aosta (o Val d'Aosta) ha una derivazione storico-geografica. Valle come il territorio che caratterizza la regione e Aosta che deriva dal nome dell'accampamento romano Augusta Praetoria, chiamato così in onore dell'imperatore Ottaviano Augusto.

Anche se il francese ha uno statuto ufficiale nella regione, il dialetto parlato quotidianamente è da considerarsi francoprovenzale, con alcune influenze celtiche nel lessico, derivate dalla lingua di ceppo celtico dei Salassi.
L'alta valle del Lys rappresenta un'eccezione, con il suo dialetto di origine tedesca alemanna (Walser) di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime.

[modifica] Personalità legate alla Valle d'Aosta

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Nativi della Valle d'Aosta e Elenco delle personalità legate alla Valle d'Aosta.

[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Castelli

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Castelli in Valle d'Aosta.

I castelli in Valle d'Aosta sono particolarmente numerosi ed importanti.

Quasi ogni paese aveva il suo castello. Di alcuni restano solo rovine; altri invece sono ben conservati e sono meta di grande attrattiva turistica. Il castello più conosciuto è forse quello di Fénis. Il primo che si incontra risalendo la valle è quello di Bard. Superata la città di Aosta, per ultimo, si incontra quello di Saint-Pierre.

Storicamente i castelli hanno subito un'evoluzione. All'inizio avevano prettamente uno scopo difensivo (così si presentano le Torri dell'inizio del secondo millennio). In epoche successive, essi concorsero per lo più a dimostrare la potenza e ricchezza del proprietario: con queste caratteristiche si presentano il castello di Fénis e quello di Issogne. Nel XIX secolo, il castello diventa un ricordare glorie antiche (così si presenta il Castello Savoia).

[modifica] Santuari

I santuari sparsi per la valle testimoniano la fede dei valdostani trasmessa per secoli:

[modifica] Trasporti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Trasporti della Valle d'Aosta.

[modifica] Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Valle d'Aosta.

[modifica] Onorificenze

L'allora Provincia di Aosta[11] è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale[2]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
  «Fiera di tradizioni guerriere e di libertà, la Valle d'Aosta, con perizia di Capi, valore di combattenti, passione e sacrificio del suo popolo prode, combatteva per venti mesi la dura guerra partigiana contro l'occupazione nazifascista. Migliaia di partigiani e patrioti di agguerrite formazioni, compagine cospicua in rapporto alla popolazione, a interdizione ed insidia di importanti comunicazioni operative dell'occupante, rinnovava ai valichi di frontiera, sulle crinali e nelle convalli nell'epopea del Risorgimento, infliggendo al nemico ingenti perdite e oneroso logorio di forze. Olocausto di martiri; sacrificio di centinaia di caduti in armi in Patria e all'estero e di trucidati, di migliaia di internati e deportati; sanguinoso travaglio di centinaia di combattenti e innumere altre azioni di guerra; lutti e distruzioni riconsegnano più fulgidi alla Storia d'Italia l'antico valore alpino e le congiunte virtù militari e civili, con cui la gente valdostana conquistava, con le patrie libertà, la premessa a nuove libere istituzioni della sua vita pubblica e difendeva, per la Patria comune, il diritto ai sacri italici confini.»
— Valle d'Aosta, settembre 1943 - aprile 1945

[modifica] Organi di informazione

[modifica] Periodici

Sono quattro i settimanali presenti sul territorio regionale. La Vallée Notizie, diretto da Walter Barbero ed esce in edicola ogni sabato. Il Corsivo è un settimanale che esce in edicola il lunedì; è diretto da Simeone Piffari, il quale ricopre anche il ruolo di editore. La Gazzetta Matin, diretta da Luca Mercanti, esce anch'essa in edicola il lunedì. Infine vi è il settimanale diocesano Il Corriere della Valle, che ogni giovedì arriva nelle case dei suoi abbonati e il venerdì esce in edicola; è diretto da Fabrizio Favre.

Oltre ai settimanali regionali va ricordato che il quotidiano La Stampa ha una sua redazione locale, guidata da Stefano Sergi, che produce quotidianamente undici pagine di informazione. Inoltre Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito oltre che in Valle anche in Piemonte e Liguria, una volta alla settimana, propone ai suoi lettori mezza pagina dedicata alla regione autonoma.

Oltre ai periodici sopra elencati ve ne sono altri, organi di movimenti politici e/o culturali. Le peuple valdôtain, esclusivamente in lingua francese, è un settimanale politico che esce il venerdì. È l'organo del movimento di maggioranza Union Valdôtaine. È disponibile gratuitamente anche on-line[12].
Renouveau Valdôtain[13] è un periodico mensile in lingua francese, organo dell'omonimo movimento politico.
Lo Flambò - Le Flambeau è un periodico quadrimestrale in lingua francese ed in patois valdostano (dialetto francoprovenzale), organo del Comité des traditions valdôtaines.

Per quanto riguarda Internet esistono diverse testate on line, a partire da 12vda.it che gestisce anche la prima radio on line della Valle d'Aosta, ascoltabile all'indirizzo 12vda.eu. Operano anche i siti aostasera.it ed aostaoggi.it.

[modifica] Televisioni e radio

Esiste una sede regionale della RAI (Siège régional pour la Vallée d'Aoste) che diffonde un TG regionale unico con notizie in italiano, francese (spesso con servizi dalla redazione di France 3 della regione Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e talvolta in patois valdostano. Il TGR va in onda senza sottotitoli, in virtù del bilinguismo totale vigente in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Successivamente al TGR, prevalentemente in italiano, viene diffusa la trasmissione "RAI Vd'A - Programmes", largamente in francese e talvolta anche in patois valdostano, anche in questo caso senza sottotitoli per lo stesso motivo.

Sul territorio sono presenti anche due TV private con programmazione bilingue, Studionord Tv (Sediv SpA) e Rete Saint-Vincent (Video Record SpA). Quest'ultima ha creato un nuovo canale di sola informazione denominato "Aujourd'hui Vallée", diffuso in tutta la Valle e ricevibile all'interno del "MUX1" irradiato sul canale 28 UHF in tecnica SFN. Attraverso una apposita convenzione con la Presidenza del Consiglio Regionale, Aujourd'hui Vallée trasmette in diretta anche le sedute del Consiglio Regionale.

Alcune radio locali (Radio 101, Radio 2) assicurano la diffusione di programmi in francese e di musica francofona.

La Valle d'Aosta è passata al digitale terrestre nel settembre del 2009.

[modifica] Note

  1. ^ Video iniziale sulla home page del sito del Consiglio della Valle d'Aosta / Conseil de la Vallée d'Aoste.
  2. ^ La Valle d'Aosta non ha province. Aosta, che fu capoluogo dell'omonima provincia dal 1927 al 1945, è dal 1948 solo capoluogo di regione.
  3. ^ [1] Dati Istat 2007
  4. ^ Bilancio demografico mensile aggiornato al 31-03-2010 (DATI ISTAT)
  5. ^ Pil pro capite regioni italiane, dati Istat 2009
  6. ^ Bollettino ufficiale della regione Valle d'Aosta, n° 2 del 9 gennaio 1989.
  7. ^ Sito dell'agenzia di stampa regionale - ANSA Presse Vallée d'Aoste
  8. ^ Sito ufficiale dell'ex Espace Vallée d'Aoste a Parigi
  9. ^ Valle d'Aosta in L'Enciclopedia Geografica - vol. 1, Milano, Corriere della Sera, pp. 270-271. ISSN 1824-9280.
  10. ^ Sondaggio della fondazione Émile Chanoux
  11. ^ Prima del 1º gennaio 1946 esisteva la Provincia di Aosta. Fino alla Liberazione, vi si svolsero le vicende che portarono al conferimento della medaglia d'oro al valor militare. La soppressione della Provincia di Aosta fu prevista con decreto legge luogotenenziale (D.l.lgt.) 7 settembre 1945 n.545, che stabilì anche la sua successione da parte del Consiglio della Valle.
  12. ^ Le Peuple valdôtain en ligne
  13. ^ Renouveauvaldotain.eu

[modifica] Bibliografia

  • Bernard Janin, Le Val d'Aoste: Tradition et Renouveau (in lingua francese), Musumeci Editore. ISBN 88-7032-308-0
  • Augusta Vittoria Cerutti, Le Pays de la Doire et son peuple (in lingua francese), Musumeci Editore. ISBN 88-7032-746-9
  • Federico Chabod, La Valle d'Aosta, l'Italia e la Francia (in lingua italiana).
  • Robert Louvin, La Valle d'Aosta. Genesi, attualità e prospettive di un ordinamento autonomo (in lingua italiana), 1998, Musumeci editore, Quart.
  • Lin Colliard, La culture valdôtaine au cours des siècles (in lingua francese), 1976, Aosta.
  • Joseph-Marie Henry, Histoire de la Vallée d'Aoste (in lingua francese), 1929, Imprimerie Marguerettaz, Aosta.
  • Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1919-1945) (in lingua italiana), 2000, Stylos, Aosta.
  • Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1946-1981) (in lingua italiana), 2004, Stylos, Aosta.
  • Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1981-2009) (in lingua italiana), 2010, Stylos, Aosta.

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