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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Agrigento Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Provincia_di_Agrigento&action=history Provincia di Agrigento
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La Provincia di Agrigento (Pruvincia di Girgenti in siciliano) è una provincia regionale italiana di 454.063 abitanti[2] della Sicilia, con capoluogo ad Agrigento. Confina ad ovest con la provincia di Trapani, a nord con la provincia di Palermo e ad est con la provincia di Caltanissetta; a sud si affaccia sul Canale di Sicilia. Il suo capoluogo da Girgenti mutò il nome nell'attuale Agrigento, nel 1929, in pieno periodo fascista. È per eccellenza la terra simbolo della colonizzazione greca in Italia, e la maggiore per testimonianze dell'epoca sul suo territorio attualmente visitabili. Inoltre la sua valle può essere definita come una delle maggiori attrazioni turistiche della Sicilia[3].
[modifica] Geografia fisica[modifica] Territorio
Un
mandorlo della
Valle dei Templi
Il territorio provinciale, situato nella parte centro-meridionale della Sicilia, si divide nettamente tra la costa, bassa e sabbiosa, e l'entroterra, composto di rilievi principalmente collinari, un tempo prodighi di zolfo, rilievi arrotondati e aridi. A nord, infatti si incontrano i monti Sicani, ad est ed a ovest dai fiumi Salso e Belice, mentre a sud si estende il litorale. La pianura, invece, si estende prevalentemente nel territorio del comune di Licata, anticamente descritta come i Campi Geloi per i rodio-cretesi. Quella agrigentina, come altre province siciliane (Messina, Palermo, Trapani), comprende anche alcune isole minori: l'arcipelago delle Pelagie, infatti, appartiene alla provincia di Agrigento, anche se legato geograficamente all'Africa, sia per le caratteristiche climatiche che per la vicinanza al "continente nero". Dell'arcipelago fanno parte l'Isola di Lampedusa, l'Isola di Linosa e la piccola e disabitata Isola di Lampione, comprese nel territorio comunale di Lampedusa e Linosa. Tra Sambuca di Sicilia e Caltabellotta si trova un'enclave della provincia di Palermo: San Biagio, frazione di Bisacquino. [modifica] Orografia
Il
Monte delle Rose (Bivona)
La provincia di Agrigento è prevalentemente collinare; la parte settentrionale, tuttavia, ricade nel territorio del sistema montuoso dei Monti Sicani, che presenta alcune cime di oltre 1000 m di altezza: il Monte delle Rose, situato al confine delle province di Agrigento e Palermo (nei territori comunali di Bivona dentro la provincia e Palazzo Adriano nel palermitano), e il Monte Cammarata (1578 m), la cima più elevata della provincia. [modifica] Idrografia
Il percorso tra il trapanese e l'agrigentino del
fiume
Belice
La provincia comprende tre laghi artificiali: la Diga Castello (o Lago di Magazzolo), presso Bivona, il Lago Arancio, presso Sambuca di Sicilia, ai piedi dei monti Arancio (403 m) e Cirami (516 m) e la Diga San Giovanni sul fiume Naro, presso la città omonima al fiume. Nonostante la presenza di codesti bacini, la provincia risulta alquanto povera di risorse idriche ed è spesso soggetta a mancanza d'acqua potabile, per via del regime semi-torrentizio dei corsi d'acqua che l'attraversano, che durante la stagione estiva diventano completamente secchi. Tuttavia sono più di uno i fiumi di rilevanza che interessano la provincia:
[modifica] Clima
A nord nell'entroterra il clima è differente dal resto della provincia, rispecchiando in più mesi quello della Sicilia centrale. Quella di Agrigento è però una tra le province più calde della Sicilia, anche se meno esposta alle condizioni estreme che si verificano in altre aree dell'isola, durante le più intense onde di calore estive. Lungo la fascia costiera e le pianure litoranee in inverno difficilmente si scende al di sotto dei 7/8 °C, mentre d'estate le temperature medie si mantengono piuttosto elevate (medie giornaliere attorno ai +26/+27 °C in luglio e agosto). Anche durante le maggiori ondate di calore il clima della provincia di Agrigento si contraddistingue principalmente per l'umidità elevata, per il tempo intensamente afoso, ma non per punte di calore estremo. Frequente è la presenza di nebbie e foschie come d'altronde l'intero versante sud-occidentale dell'isola. Ecco come le temperature medie registrate sono state messe in ordine in mesi e nelle varie stagioni dell'anno dal principale centro di informazioni climatiche della provincia, la stazione meteorologica di Agrigento:
Altre stazioni meteorologiche della provincia sono presenti a Bivona, Lampedusa, Licata, Racalmuto e Sciacca. [modifica] Storia
Una delle tante testimonianze della storia
Agrigentina: tempio di Hera
405 a.C.
[modifica] Dalla preistoria alla distruzione di Akragas
Il territorio agrigentino è stato abitato fin dalla preistoria, come dimostrano le testimonianze riferibili all'età del rame e del bronzo, individuate nelle immediate vicinanze della città attuale. La nascita della polis Ἀκράγας (Akragas) è legata allo sviluppo di Gela: infatti la città agrigentina fu fondata nel 581 a.C. da coloni di Gela, originari delle isole di Rodi e di Creta. Altre testimonianze di insediamenti umani sono presenti sul Monte Sant'Angelo che sovrasta la città di Licata, ricca di insediamenti ellenici e pre-ellenici, tanto da far presumere che si trattasse proprio dell'antica Gela, dati i tantissimi riferimenti geografici e storici scorsi. La scelta del sito dell'antica Akragas fu dovuta alla presenza di campi coltivabili e di alture su cui arroccare l'acropoli, la Rupe Atenea. Prima della distruzione da parte dei cartaginesi, la città di Akragas era la massima potenza del Mediterraneo: era infatti divenuta grande potenza militare proprio grazie alle ripetute vittorie su Cartagine nelle guerre per il controllo del Canale di Sicilia. Agrigento e cittadine limitrofe furono assediate ed incendiate definitivamente nel 406 a.C. dai Cartaginesi, di cui successivamente Agrigento ne divenne alleata. [modifica] Il periodo romanoI Romani penetrarono nel 210 a.C., ribattezzando Agrigentum l'attuale capoluogo, sino ad allora fulcro degli insediamenti umani in provincia. Nella lotta tra cartaginesi e romani da evidenziare la più grande battaglia navale di tutti i tempi, ovvero la prima guerra punica (battaglia di Monte Ecnomo) vinta dalla flotta romana guidata da Attilio Regolo proprio sul mare antistante la città di Licata. [modifica] La dominazione arabo-normannaSuccessiva dominazione fu quella degli Arabi[4], che presero il capoluogo nell'828; essi furono promotori di una nuova crescita demografica. I normanni arrivarono nel 1087, regalando periodi di massimo benessere, e di grandi crescite economiche e non solo al territorio della provincia. La più fortunata in mano ai Normanni fu Licata che ne prese il titolo di città reale e demaniale e che per diversi secoli rappresentò il porto commerciale più importante del Mediterraneo per via degli scambi con tutti i paesi del bacino, grazie al suo caricatore di grano. [modifica] Il Medioevo e l'età moderna
Naro, chiesa di San
Francesco
Testimonianze del periodo medievale nel territorio della provincia agrigentina sono i numerosi castelli della zona, ad esempio quello di Palma di Montechiaro[5], realizzato nel 1353, che, per la sua posizione strategica, ricoprì un ruolo di grande importanza nella storia della lotta contro i pirati e gli invasori della fascia costiera; attualmente è ben conservato in tutta la sua imponenza. Il castello inoltre tra i tanti castelli chiaramontani presenti in Sicilia, è il solo edificato su un costone roccioso a picco sul mare. Altri ruderi di rocche medievali sono attualmente visitabili anche nel resto della provincia, come a Bivona, prima città siciliana ad essere stata elevata a dignità di ducato (nel 1554 ad opera di Carlo V)[6]. Da non dimenticare il Castel San Giacomo a Licata, che rappresentava un'isola fortificata di fronte l'attuale porto. Per secoli era il baluardo di un'intera costa per le sue difese e tamponò gli attacchi dei vari turchi, francesi, inglesi che volevano attaccare la città licatese nei secoli della dominazione spagnola-aragonese. Altro castello d'importanza rilevante in provincia è il castello Chiaramontano di Naro, esso sorge sulla sommità della collina sulla quale si sviluppa la città e risale al Trecento, ad opera della famiglia Chiaramonte. Fu ingrandito nel 1330 per volere di Federico II d'Aragona il quale fece costruire l'imponente torre quadrata. Dal 1912 è monumento nazionale. [modifica] L'età contemporaneaLa città di Agrigento prende le sembianze attuali, e dunque di moderna città, con nuovi edifici e le attuali strade fra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento: la città nuova si stende ai piedi della vecchia acropoli, determinando due parti di divisione: Agrigento alta (il nucleo storico della Magna Grecia, e quella bassa (la parte nuova della città). Nel 1968 la parte occidentale della provincia viene colpita dal terremoto del Belice che provoca la distruzione degli abitati di Montevago e Santa Margherita di Belice. [modifica] Simboli
Lo stemma della provincia di Agrigento è suddiviso in tre sezioni che rappresentano gli stemmi comunali di Agrigento (il rettangolo a sinistra), Sciacca (il quadrato in alto a destra) e Bivona (il quadrato in basso a destra), cioè le sedi della prefettura e delle due sottoprefetture da essa dipendenti negli anni in cui fu approvato lo stemma provinciale; lo stemma venne ufficialmente riconosciuto come proprio simbolo provinciale dall'allora Regno d'Italia nel 1938. Da allora nessun cambiamento è stato apportato.[7]. In tutte e tre le parti è predominante l'acceso azzurro del cielo limpido. Nella prima sezione, quella di sinistra - la più grande, sono raffigurati tre giganti con i piedi su una pianura; essi sorreggono una struttura con tre torri medievali; in cima alla torre centrale spicca un'Ostia simbolo della fede in Cristo. Alla base della struttura sorretta dalle tre figure si legge una frase latina: Signat Agrigentum mirabilis aula gigantum. Nel riquadro in alto a destra, si vede un cavaliere con armatura a cavallo, in fase di scalata di una pendenza, o forse una collina, dove in cima vi è una fortezza medievale da conquistare; nel cielo è raffigurato un piccolo sole colmo di raggi. Infine in basso a destra, su un prato verde, vi è un granchio di fiume, Potamon fluvitile; nel cielo vi è la Luna. [modifica] Monumenti e luoghi d'interesse[modifica] Monumenti e siti di interesse
Il ben conservato Tempio della Concordia
La casa natale di
Luigi Pirandello, contrada
Kaos
Oltre ai patrimoni dell'umanità UNESCO, vi sono in provincia parecchi monumenti e siti culturali di grande rilievo, nominati monumenti nazionali. Si va dai resti archeologici della Magna Grecia, alle case natali di alcuni personaggi illustri, della politica e letteratura italiana. I monumenti nazionali nell'agrigentino sono:
[modifica] Aree naturali
La tartaruga
Caretta caretta
L'Isola
dei Conigli a Lampedusa
Nell'agrigentino si estende gran parte del Parco dei Monti Sicani, quinto parco regionale della Sicilia; vi sono inoltre alcune aree naturali protette, tra cui quella della Montagnola, nella cui grotta si possono ammirare stalattiti e stalagmiti, quella del Monte Cammarata, la cui cima è ammantata da una interessante vegetazione, e la foce del fiume Belice, che sbocca tra ampie spiagge dorate. Dal punto di vista naturalistico sono notevoli anche le acque che circondano Lampedusa e Linosa, isole geograficamente africane, che offrono interessanti paesaggi propri del continente nero, come l'interno desertico e le spiagge rocciose che si raggruppano nelle cosiddette cale. L'arcipelago è noto inoltre per la numerosa presenza delle tartarughe Caretta caretta, che apprezzano queste isole per la cova delle loro uova. Le principali riserve naturali riconosciute della provincia sono:
[modifica] Società[modifica] Religione
Festa di San Calogero, Agrigento
Gli archi di Pasqua a San Biagio Platani
Le tradizioni delle celebrazioni cristiane sono molto sentite, in particolar modo nei paesi. L'agrigentino conta parecchie feste in onore di Santi e di Gesù, vissute tutte con grande partecipazione e fede. Ciò attira anche il turismo, che viene colpito da questo antico folklore di Sicilia. Tra le feste più note si ricordano:
[modifica] Qualità della vita
[modifica] Gli sbarchi a Lampedusa
Arrivo di clandestini dopo una delle traversate,
nei pressi di
Lampedusa
La porta d'Europa: è questa la definizione del piccolo lembo di terra più a sud d'Europa: Lampedusa. L'isola, facente parte della provincia di Agrigento, è facilmente raggiungibile dall'Africa per la vicinanza, (infatti è più vicina all'Africa e ne fa parte geograficamente). A partire dal 1990 circa, numerose persone provenienti dall'Africa Mediterranea, maggiormente da Tunisia, Algeria, e Marocco e dalla nazione dove hanno inizio le traversate cioè la Libia, hanno attraversato il mare per raggiungere l'isola italiana. Infatti, l'avanzare della desertificazione, e altri motivi, in gran parte socio-economici e politici, hanno interessato l'impoverimento di queste aree, provocandone una successiva migrazione della popolazione in cerca di sviluppo economico. Il fenomeno è andato avanti, e continua ad espandersi sempre più, dilagando, come nel gennaio 2009, in rivolte da parte dei clandestini, ma anche dei Lampedusani stessi[13], che non vogliono che la loro isola venga trasformata in un enorme centro di raccolta per clandestini. Oggi l'isola si ritrova essere la più trafficata delle Rotte dei migranti africani nel Mediterraneo, insieme alla città spagnola di Ceuta, territorio circondato dal Marocco, e dunque obbligato a respingere sempre più gente che vuole per speranza varcare la frontiera. [modifica] Cultura[modifica] Istruzione[modifica] UniversitàLa sede distaccata dell'Università di Palermo, il polo universitario della provincia,[14], possiede più sedi nel centro città di Agrigento, tra cui una delle principali nell'Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio, principale struttura sanitaria provinciale. Un'altra sede decentrata dell'ateneo palermitano presente in provincia di Agrigento è quella di Bivona, attivata all'inizio degli anni novanta. [modifica] Musei
Il
telamone di Agrigento
L'Efebo, museo archeologico
Il Museo archeologico regionale di Agrigento raccoglie le collezioni statali, civiche e diocesane di materiali archeologici e costituisce un insieme organico e di particolare importanza per la comprensione della storia della città di Agrigento e del suo territorio; è uno dei principali e più completi musei regionali, ed è tutto interamente dedicato alla Magna Grecia; è situato nel cuore della Valle dei Templi. Il museo è suddiviso in 20 sale, ogni sala corrisponde ad oggetti di quotidiano uso del popolo greco. Tra le più suggestive vi è la sala IX, interamente dedicata alle migliaia di monete greche ritrovate con gli scavi della valle e di tutto l'agrigentino. Attraverso le stanze, è possibile rivivere la vita contadina, i culti religiosi, la vita privata del popolo greco. La sala X ospita invece un pezzo simbolo dei rinvenimenti archeologici, l'Efebo di Agrigento, scultura in stile severo. Sono inoltre visibili tantissimi vasi tra cui il cratere di Gela.
[modifica] Media[modifica] Radio
[modifica] StampaL'informazione della provincia è legata ai numerosi telegiornali messi in onda dalle emittenti provinciali, tra le quali il video giornale di Tele Acras. Il Giornale di Sicilia e La Sicilia hanno un'edizione dedicata alla provincia di Agrigento. [modifica] Televisione
[modifica] Cucina
La cassata di Sicilia, uno dei prodotti
gastronomici più famosi.
I piatti della cucina della provincia di Agrigento si basano sui prodotti che l'ambiente del Mediterraneo offre. I dolci vengono prodotti in particolare durante le feste di paese. La mandorla, principale prodotto simbolo della provincia[16], viene spesso usata in molti dolci per il suo delicato ed intenso profumo, come ad esempio per i dolcetti Cucchiateddi, preparati in Menfi, dove alla mandorla viene unito l'aroma dei limoni di Sicilia. Altro dolce caratteristico, molto noto anche fuori dai confini provinciali grazie ad una sagra organizzata durante la Settimana Santa, è l'Agnello Pasquale di Favara, preparato secondo tradizione con pasta di mandorle e ripieno di pistacchio ed infine ricoperto da una glassa di zucchero. La cassata, che si presenta con varianti da comune a comune, ed infine gli immancabili ed cannoli siciliani sono altri classici dessert. La cucina agrigentina d'altra parte, è rappresentata anche dall'ottimo pesce. Le alose in camicia ad esempio, sono un ottimo piatto nutriente e delicato, in cui il pesce viene avvolto in pasta sfoglia e tostato al forno, o ancora la pasta con sarde e piselli - quella di Agrigento è l'unica provincia che in questo tipico piatto di Sicilia aggiunge anche i piselli. In generale la più totale sicilianità della provincia è rappresentata dalla Caponata. Tra i piatti detti "della povertà", cucinati dai contadini durante i periodi di carestia o di guerra, vi è l'u pani frittu cioè il pane fritto, creato anche nella variante in cui vine fritto con l'uovo. Una ricetta "umile", che "si accontentava" delle interiora degli animali nell'agrigentino è stata trasformata in un gustoso piatto: i budelli grassi di vittello e maiale[17]. Nel capoluogo una ricetta tipica è la pasta con fave e ricotta[18].
Luigi Pirandello
[modifica] Personalità legate alla provincia di Agrigento
[modifica] Geografia antropica[modifica] Comuni
Gonfalone provinciale
[modifica] EconomiaCon un PIL pro capite nominale pari a 14.605 € nel 2009 è risultata essere la penultima provincia più povera d'Italia[19]. L'economia è prevalentemente basata sull'agricoltura e sul turismo. Dalla viticoltura si ottengono produzioni raffinate di vino, tra cui l'Inzolia ed il Marsala, e di spumante, tutte produzioni peculiari e trainanti per un'economia piuttosto depressa. È inoltre discreto il traffico portuale, che si basa su Porto Empedocle, che fu un tempo fiorente scalo per lo smercio dello zolfo della miniera di Pasquasia, ad Enna, e dei giacimenti minori. Oggi la siccità e l'iniquità della rete idrica rende frequenti le crisi idriche.
Uva da Tavola di Canicattì
[modifica] Agricoltura
La
pesca bianca di
Bivona
Anche se non bene agevolata economicamente, l'agricoltura, e le coltivazioni nell'agrigentino restano sempre tra le più vive della Sicilia. Tanti sono i prodotti qui coltivati sotto protezione dai Presidii ed Arca del Gusto di Slow Food. Tra i più noti ci sono le Mandorle di Agrigento da cui nasce la tradizione contadina della Sagra del Mandorlo in Fiore. La pesca bianca di Bivona è una vera e propria rarità, che si differenzia per la sua polpa e il suo sapore. Altro fiore all'occhiello sono le arance di Ribera della qualità Washington Navel, oggi conosciute con il nuovo marchio Riberella D.O.P.[20]. L'agricoltura della Provincia soffre parecchio nelle stagioni estive e più calde, poiché l'agrigentino è tra le terre più a rischio idrico, e le risorse d'acqua sono poco sufficienti per una omogenea irrigazione dei campi. La siccità dunque è la principale nemica dell'agricoltura agrigentina. L'agrigentino dimostra essere, una delle provincie più interessanti dal punto di vista vitivinicolo. E la conferma arriva anche dal numero di "etichette" che conquistano le Cinque Stelle: circa 4. Certo, Agrigento è anche la provincia di alcuni marchi celebri come Planeta che in questa provincia della Sicilia ha due grandi cantine, la più famosa presso Menfi. Insomma una provincia con mille volti enologici: dai rossi ai bianchi e rosati, agli Spumanti quest'ultimi ben noti per il particolare gusto. Tante sono le etichette DOC ma nessuna molto celebre ancora a livello nazionale. Altre cantine di rilevanza sono situate presso Campobello di Licata. Una grande uva bianca che dal 1997 giova all'economia provinciale è un'uva da tavola coltivata nel comune di Canicattì, la famosa Uva da tavola di Canicattì. Un altro vanto sono le produzioni di primizie e prodotti in coltivati in serra nella piana di Licata. La ricchezza prodotta nel territorio licatese rappresenta una fonte di guadagno per migliaia di agricoltori e per i mercati della zona che velocizzano i prodotti di questa terra verso i grandi supermercati del nord. Sono presenti impianti industriali per la lavorazione dei prodotti agricoli destinati al mercato nazionale. [modifica] ArtigianatoUna lavorazione artigianale che si è magnificamente sviluppata nella città di Sciacca è quella della produzione di ceramica. Dopo la famosa Caltagirone, Sciacca è la seconda per la bellezza delle sue ceramiche presenti anche sulle facciate dei monumenti cittadini. La città è entrata a far parte della categoria dei centri di produzione di ceramiche più importanti d'Italia. Piatti, vasi, anfore, statue, piastrelle e oggetti artistici vari fanno bella mostra nei numerosi negozi del centro storico. I forni antichi, recentemente scoperti, fanno pensare che l'arte della ceramica a Sciacca abbia avuto inizio dal Trecento, se non prima. Tale attività fu continuata ed ampliata nei secoli successivi. Le sue numerose fornaci sono anche la testimonianza che la sua ceramica dominava i mercati della Sicilia occidentale e veniva esportata altrove. Nel XVI secolo come già in precedenza si è detto per ordine dei nobili locali, parecchie mattonelle, e tessere colorate furono destinate ad abbellire tanti monumenti. Quasi sempre la produzione allestite in mostre sfocia in attrazioni turistiche molto apprezzate da tutta Europa. [modifica] IndustriaL'energia si sta sviluppando specie nel settore delle "fonti pulite": grazie soprattutto al clima soleggiato della provincia ed ai venti delle sue colline, sulle colline dell'entroterra sono stati negli ultimi anni installati parecchi aerogeneratori, e molti impianti fotovoltaici. Tuttavia la produzione d'energia in provincia non fa ancora parte di una principale fonte di guadagno; lo sarà in futuro secondo i progetti provinciali. Grazie anche ad alcune società specializzate in costruzioni tecniche, si stanno realizzando importantissimi parchi eolici, alcuni di questi saranno in breve tra i più grandi e produttivi d'Europa[21]. A Porto Empedocle, sono già stati montati alcuni pannelli solari, per alcune sperimentazioni, primo passo verso la costruzione di una grande centrale solare. Sarà realizzato ad Agrigento uno dei più grandi impianti fotovoltaici di Europa. Il Comune di Agrigento e la società IESS (Impianti Energia Solare Sicilia) hanno sottoscritto, infatti, un protocollo d'intesa per la realizzazione di una tra le più grandi centrali fotovoltaiche d'Europa, con una potenza installata di 40 MW ed una capacità di produzione di 55 milioni di kWh/anno, la cui realizzazione permetterà una riduzione di anidride carbonica nell'atmosfera di circa 35 mila tonnellate su base annua. [modifica] Turismo
Senza alcun dubbio turismo e archeologia nella provincia di Agrigento si fondono in una sola cosa, infatti principali attrazioni turistiche della zona sono quasi tutte resti e testimonianze dell'età della Magna Grecia e sono tra le maggiori in Italia. La più rinomata è la Valle dei templi, un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato nei pressi di Agrigento; nel 1997 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità, redatta dall'UNESCO. È considerata un'ambita meta turistica, oltre alla più importante fonte di turismo per l'intera città di Agrigento e una delle principali di tutta la Sicilia. Rappresenta anche uno dei principali monumenti nazionali. Il principale dei templi è il Tempio della Concordia, paragonabile per splendore a quelli oggi presenti in Grecia. Costruito come quello di Giunone su di un massiccio basamento destinato a superare i dislivelli del terreno roccioso, per lo stato di conservazione è considerato uno degli edifici sacri d'epoca classica più notevoli del mondo greco (440 a.C.-430 a.C.). Al centro della Valle dei Templi, nella zona ad ovest della chiesa di San Nicola (oggi Museo Nazionale), si ergono i resti dell'ekklesiastérion e del cosiddetto Oratorio di Falaride. I lavori per la costruzione del museo hanno messo in luce un interessantissimo complesso di carattere pubblico. Nella parte nord, non più visibile perché barbaramente sepolto dall'edificio del museo, era un santuario di Demetra e Kore del VI-V secolo a.C., da collegare con ogni probabilità, come presidio sacro, con le attività pubbliche svolte immediatamente in basso a sud: dal santuario provengono i consueti ex-voto fittili e ceramici.
L'imponente castello su un costone di roccia a
Marina di Palma.
La Valle dei Templi non è l'unica attrazione storico-turistica. Anche i centri storici di molti paesi, come quello di Licata con si suoi antichi palazzi le sue ville liberty, le sue chiese, ed i suoi caratteristici borghi come la "marina" antico polo commerciale, e poi i borghi superiori come San Paolo e Santa Maria a Canicattì, o le cattedrali delle città della provincia come il duomo di Sciacca, sono rilevantissimi centri culturali per tutto l'agrigentino. Altra fonte di turismo sono i castelli[22]: in epoca medievale furono costruiti nell'entroterra molte fortezze, mura, castelli e palazzi fortificati. La maggior parte di essi, essendo appartenenti all'Alto Medioevo e dunque tra il 900 ed il 1000 a.C., è ormai quasi distrutta, o ne sono totalmente scomparse le tracce rimanendo solamente documenti e/o testi che parlano di queste antiche fortezze. I castelli attualmente visitabili oggi sono comunque parecchi, alcuni levigati dal tempo, altri ancora ben tenuti e imponenti. Tra questi spicca per importanza il castello di Palma di Montechiaro, che realizzato nel 1353 fu, per la sua posizione strategica, di grande importanza nella storia della lotta contro i pirati provenienti dal mediterraneo. Il castello di Bivona, fortezza anche essa eretta intorno al 1300, è stato dichiarato monumento nazionale. Il castello di Favara costruito intorno al 1270 restaurato di recente, viene utilizzato come sede di rappresentanza del comune e scenario di mostre e convegni anche a carattere nazionale. Il Castel Sant'Angelo di Licata, che durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, fu bombardato dalle truppe alleate, è stato successivamente restaurato ed è oggi adibito a museo.
Il teatro greco di Eraclea Minoa
Tra le località legate al turismo balneare, vi è Eraclea Minoa, con le coste sabbiose bianche perla e le sue pinete a ridosso del mare ed altre nel licatese, dalla spiaggia di Rocca San Nicola (l'antica Inico, reggia di Cocalo) alla Baia di Mollarella, ai faraglioni situati sotto il monte Sant'Angelo, fino alle sabbiose spiagge della riviera di levante di Licata, fino ai confini con il castello di Falconara. L'isola di Lampedusa è un'altra nota meta turistica. [modifica] Infrastrutture e trasporti[modifica] StradeLa provincia non è toccata da alcuna autostrada, possedendo solamente alcune strade a scorrimento veloce. Di particolare rilievo quella per Palermo che risulta comunque essere una arteria parecchio trafficata. Infatti le infrastrutture risultano essere largamente insufficienti, poiché vi sono solo 4 strade statali, di cui solo due di rilievo. Questo rappresenta un grave deficit per una provincia che ricopre una notevole importanza turistica e che richiederebbe un adeguato collegamento autostradale. Le due strade statali di maggior rilevanza sono:
[modifica] Progetti per il futuroIn campo autostradale vi sono vari progetti. A partire dal 2000 si è discusso a lungo su di alcune idee venute per autostrade che tra qualche anno potrebbero collegare anche questa provincia. La prima ipotesi era la realizzazione di un'autostrada Agrigento-Palermo, che sembrava un'idea morta ma che ha riacquistato nel 2009 grande interesse da parte dell'ANAS e della Regione Siciliana[23]. Sempre più viva rimane invece l'ipotesi di un'autostrada che colleghi Agrigento a Caltanissetta[24]; quest'ultima città essendo già interessata dalla A19 Palermo-Catania. Nulla sembra però certo e tutte queste opere restano un po' remote. [modifica] Ferrovie
L'elegante edificio della stazione centrale di
Agrigento, e Piazza Marconi
Nella provincia di Agrigento si incontrano, nella zona tra il capoluogo e Aragona, la linea ferroviaria Palermo-Agrigento, proveniente da Nord, che arriva fino a Porto Empedocle e la linea Caltanissetta Xirbi-Agrigento, che collega anche Racalmuto e Canicattì. Canicattì è anche estremità della linea ferroviaria per Gela e Siracusa, che passa anche per Licata. La principale stazione della provincia è Agrigento Centrale, da dove partiva il famoso treno Freccia del Sud, che arrivava alla Stazione di Milano Centrale. La Stazione di Licata, un tempo molto frequentata e di interscambio, ha rilievo perlopiù ormai storico: oggi vede ridotto il suo traffico per l'agguerrita concorrenza del trasporto pubblico ed individuale su strada cui non fa riscontro alcuna iniziativa di ricupero dell'utenza; nonostante sia ben ubicata nel tessuto urbano della città offre pochi servizi anche qua non favorevoli. È comunque di fermata per tutti i treni per e da Caltanissetta. Tutte le linee sono monobinario e in gran parte non elettrificate. Le carenze maggiori si evidenziano soprattutto nelle zone interne della provincia e lungo la costa, dove esistono importanti centri balneari, archeologici e portuali, poiché non vi sono linee ferroviarie attive (la vecchia linea per Castelvestrano è stata chiusa nel 1986). Altre ferrovie ora dismesse presente in provincia erano la Agrigento-Naro-Licata e la Lercara-Filaga-Magazzolo. [modifica] Porti
Scorcio dell'area portuale di Licata
Principale per le quantità del pescato e per l'arrivo di altri generi alimentari e non solo, Sciacca vanta il porto più attivo della provincia, porto moderno ed ospita circa cinquecento natanti tra pescherecci e piccole imbarcazioni, che quasi ogni anno scaricano oltre cinquemila tonnellate di pesce. La sua flotta peschereccia comprende circa duecento barche ed è la seconda in Sicilia dopo quella di Mazara del Vallo (TP). Tale attività impegna, comprese le strutture a terra, quasi duemila persone con un fatturato annuo che supera i trenta milioni di euro.[25] I tipi di pesca più note sono lo strascico, la sottocosta e il palangresi. La pesca più praticata è quella del pesce azzurro a cianciolo che, attraverso la lavorazione nelle sue industrie conserviere, viene esportato in tutto il mondo, facendo di Sciacca il primo produttore europeo. Tra i porti più importanti vi è anche quello di Licata di origine antichissime: fu polo commerciale del Mediterraneo dal periodo greco al periodo romano e normanno ed enormi erano gli scambi commerciali con gli approdi europei ed extraeuropei, fino agli inizi del secolo scorso; il commercio riguardava soprattutto lo zolfo, prodotto nell'entroterra licatese, che vantava il giacimento più grande d'Europa di questo elemento zolfo. Tanti erano i consolari di paesi europei che aprivano le proprie sedi in città; successivamente divenne uno dei primi porti intermodali dell'isola per via della ferrovia che attraverso un collegamento permetteva il carico delle merci. Il porto licatese per via degli attacchi stranieri col passare dei secoli divenne anche un approdo militare e difesa del territorio. La cantieristica licatese rappresenta un vanto dell'economia locale: antichi maestri d'ascia sono il fulcro artigianale dell'attività di costruzione delle numerosissime barche prodotte ed esportate anche fuori Sicilia; la marineria licatese rappresenta il fiore all'occhiello dell'economia locale, con il suo freschissimo pescato richiesto dai maggiori mercati dell'isola. Un piccolo cantiere navale provvede alla realizzazione delle piccole e medie imbarcazioni. Le principali partenze di traghetti per Lampedusa, e Linosa gestite dalla "Ustica lines" sono garantite dal porto del comune di Porto Empedocle[26], che si può definire un po' anche porto di Agrigento per la vicinanza in città. [modifica] AeroportiIn provincia non sono presenti aeroporti, fatta eccezione per l'Aeroporto di Lampedusa che si trova all'interno della provincia politicamente ma non geograficamente. L'aeroporto serve solamente l'arcipelago delle Isole Pelagie e sorge a poche centinaia di metri dal centro abitato di Lampedusa; possiede una sola pista di 1800 mt[27]. Futuristici progetti, parlano della realizzazione di un grande scalo aereo che servirà la città di Agrigento. Attualmente gli scali aerei in Sicilia più vicini (escludendo quello di Lampedusa), sono quello di Trapani-Birgi, e il maggiore cioè l'Aeroporto di Palermo-Punta Raisi. [modifica] Amministrazione
L'amministrazione provinciale ha sede ad Agrigento in Piazza Aldo Moro, 1. La giunta provinciale è attualmente governata da una coalizione di centro-destra, eletta nelle elezioni provinciali 2008, dove Eugenio D'Orsi è stato eletto al primo turno con il 67,9%, sostenuto da Pdl, Udc, Mpa, Sicilia Forte e Libera, Democratici Autonomisti ed Alleanza Azzurra. [modifica] SportLo sport non è un campo molto sviluppato nell'agrigentino. Un motivo che forse causa questa scarsa conoscenza a livello nazionale è forse dovuta anche alle poche società sportive e squadre che non sono ancora a livelli competitivi nazionali, ma limitati a campionati regionali. Tuttavia le città più popolate possiedono proprie squadre riconosciute dalle leghe sportive. [modifica] CalcioNel calcio le principali squadre provinciali sono l'Akragas Calcio, con le maglie bianche-blu, il Licata Calcio 1931, che visse un periodo di massimo successo negli anni 80 quando disputò in Serie B, o attualmente in promozione l'Associazione Sportiva Canicattì la società calcistica della cittadina, ed infine in Eccellenza regionale il Pro Favara. [modifica] PallacanestroLa squadra di pallacanestro femminile più rappresentativa per la provincia di Agrigento è stata la Pallacanestro Ribera che dal 2003 al 2009 ha militato per 6 stagioni consecutive nel massimo Campionato di serie A1 con partecipazioni anche in FIBA Europe Cup[28], al termine della stagione 2008-09 è retrocessa ed ha rinunciato ad iscriversi per il campionato successivo di serie A2[29]. Nel 2006 la squadra era arrivata ad aggiudicarsi la Coppa Italia di Basket Femminile[30]. Per la pallacanestro maschile la squadra più rappresentativa è attualmente la Fortitudo Agrigento che milita in Serie A Dilettanti, in passato è arrivata a giocare nella stessa serie anche l'Ares Ribera. Per un periodo l'Ares Ribera è stata l'unica società italiana di basket a gestire una squadra maschile e una femminile di livello così alto (B maschile e A1 femminile)[31][32]. [modifica] RallyDal 1990 si svolge a Favara il Fabaria Rally. Dall'edizione del 2006 il Fabaria Rally è stato abbinato al Trofeo Rally Asfalto (TRA) diventando così il secondo Rally per importanza della Sicilia dopo la Targa Florio. [modifica] Impianti sportiviLe strutture che ospitano eventi calcistici o di altro vario genere, sono non molto note, tuttavia le maggiori per capienza sono:
Più altre strutture comunali calcistiche adibite anche ad altri sport che raramente superano la capienza di 4000 posti. [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni |
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