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****Questo articolo Ŕ rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Province_italiane
Cronologia
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Province d'Italia

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Corona per il titolo di provincia.
Istituzioni in Italia
 
 






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Categorie: Politica, Diritto e Stato
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La provincia, in Italia, Ŕ un ente locale territoriale il cui territorio Ŕ per estensione inferiore a quello della regione (della quale, a sua volta, fa parte) e comprende il territorio di pi¨ comuni. La disciplina delle Province Ŕ contenuta nel titolo V della parte II della Costituzione (artt. 114 ss.) e, ovviamente, in fonti primarie e secondarie che attuano il disposto costituzionale. Tranne quelle autonome, tutte le province fanno parte dell'Unione delle Province d'Italia (Upi).

Indice

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[modifica] Informazioni generali

Attualmente le province italiane sono territorialmente 110, cui corrispondono 107 Amministrazioni Provinciali membri dell'UPI, suddivise in 20 regioni.

  • Per la Valle d'Aosta le competenze provinciali vengono espletate dalla regione, per cui non esiste l'Amministrazione Provinciale.
  • Le province autonome di Bolzano e Trento hanno competenze di tipo provinciale, regionale e statale, e vengono usualmente trattate come vere e proprie regioni.
  • Le quattro nuove province sarde di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio non avranno necessariamente uffici statali provinciali (Prefettura-UTG, Banca d'Italia, Questura etc.) in quanto la loro istituzione Ŕ facoltativa, ma sono sede degli organi provinciali e di uffici regionali decentrati.
  • Le nove circoscrizioni provinciali della Sicilia sono state soppresse dallo Statuto regionale e tecnicamente sostituite con LR n. 9/1986 da un pari numero di "Province regionali" formate come liberi consorzi comunali.
  • A causa della presenza di 5 province con 2 capoluoghi (Pesaro e Urbino, Olbia-Tempio, Medio Campidano, Ogliastra e Carbonia-Iglesias) e di 1 provincia con 3 capoluoghi (Barletta-Andria-Trani), i capoluoghi provinciali italiani sono 117 a fronte di sole 110 province (Aosta Ŕ un capoluogo regionale, ma Ŕ considerata nelle statistiche anche come capoluogo provinciale in quanto la regione vi svolge anche tali funzioni).

[modifica] Denominazione delle province

La denominazione delle province in Italia Ŕ per la maggior parte quella del capoluogo, con alcune eccezioni.

[modifica] Storia dell'istituto provinciale

Lapide commemorativa del congresso delle province italiane del 1898 presente presso il Palazzo Reale di Torino

Nello Stato sabaudo preunitario l'ordinamento provinciale era stato definito dal Regio Decreto 3702 del 23.10.1859 (cosiddetto Decreto Rattazzi) che, sul modello francese, aveva stabilito l'organizzazione del territorio in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni. La provincia nasceva cosý come Ente locale dotato di propria rappresentanza elettiva e di un'amministrazione autonoma: un collegio deliberante (il Consiglio provinciale) e di un organo esecutivo-amministrativo (la Deputazione Provinciale) presieduta dal Governatore, poi Prefetto, di nomina regia.

Nel 1865 la legge Lanza segn˛ una tendenza accentratrice. La legge stabiliva che il governo della provincia - la Deputazione - era costituito da 10 membri, eletti dal Consiglio provinciale, e dal Prefetto che "la presiede e la convoca".

Nel 1889, con il primo di una serie di testi unici, venne introdotto il principio elettivo nella nomina del presidente della Deputazione provinciale (giÓ di diritto il Prefetto); gli organi della Provincia venivano cosý ad essere: il Consiglio, la Deputazione, il presidente della Deputazione. Veniva inoltre fissata in cinque anni la durata del Consiglio, con un rinnovo annuale di un quinto dei Consiglieri, determinati per sorteggio (il suffragio amministrativo per censo era infatti ancora molto ristretto); la Deputazione si rinnovava invece di metÓ ogni anno.

Nel 1898 la durata del Consiglio veniva portata a sei anni, con rinnovo triennale di metÓ dei Consiglieri, scelti per sorteggio. La Deputazione si rinnovava invece per intero ogni tre anni.

La principale riforma dell'istituto della Provincia venne con il testo unico della legge comunale e provinciale del 1915. Consiglio e Deputazione venivano da allora eletti integralmente ogni quattro anni. Con l'art. 14, inoltre, il suffragio universale (giÓ esteso dal 1914 alle elezioni politiche) venne esteso alle elezioni amministrative. L'elettorato attivo venne concesso a tutti i cittadini maschi maggiori di 30 anni (inclusi gli analfabeti), mentre per i 21-30enni permanevano le condizioni di censo, istruzione e servizio militare per l'accesso al voto. Il testo unico del 1915 raccoglieva cosý un'evoluzione trentennale, che vedeva il sistema amministrativo italiano distaccarsi dallo schema francese napoleonico. La configurazione dell'istituzione provinciale veniva cosý regolata nei suoi organi costitutivi, nei suoi compiti, nei proventi e nelle spese ad essa attribuite.

Il regime fascista, con la sua tendenza accentratrice ed antidemocratica, abolý il criterio elettivo nella formazione degli organi provinciali. Consiglio e Deputazione vennero cosý sostituiti dal Rettorato (di 4, 6 o 8 rettori in base alla popolazione della provinciale) e dal Preside, di nomina regia, che accentrava le competenze della Deputazione e del suo Presidente.

Il dopoguerra porta il voto alle donne anche a livello provinciale, grazie al Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1║ febbraio 1945. Le Province vennero ricostituite lentamente in senso democratico: prima con il ripristino delle delegazioni (1945), quindi con la ricomparsa dei Consigli Provinciali (1951). La Legge 122/1951 fissava a 45 il numero dei consiglieri provinciali, e ad 8 (+2 supplenti) i membri della Giunta provinciale, che sostituiva la Delegazione come organo esecutivo. Il Presidente della Provincia, eletto dal Consiglio tra i suoi componenti, ricopriva sia la carica di presidente del Consiglio provinciale che quella di presidente della Giunta.

Un importante intervento legislativo di riforma venne con la Legge n. 142/1990: per la prima volta i Comuni e le Province potevano adottare un proprio Statuto ed istituire regolamenti. Nello Statuto vengono stabilite le norme fondamentali di organizzazione dell'ente e le attribuzioni degli organi, l'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme di collaborazione tra comuni e province, di partecipazione popolare, di decentramento, di accesso dei cittadini alle informazioni ed ai provvedimenti amministrativi, oltre alla nuova figura del Difensore civico. Infine, la legge prevedeva un nuovo istituto, la cittÓ metropolitana, per le aree urbane pi¨ dense; tuttavia non vi sono ancora seguite leggi regionali di attuazione.

La legge n. 81 del 25 marzo 1993 stabilý l'elezione diretta a suffragio universale dei presidenti di provincia e dei sindaci.

L'ultima compilazione ed evoluzione delle norme amministrative degli enti locali Ŕ venuta con il Testo unico sull'ordinamento delle autonomie locali (Legge 267/2000).

[modifica] Evoluzione delle province italiane

Nel 1861 all'istituzione del Regno d'Italia le province erano solamente 59 e il territorio nazionale non comprendeva le attuali regioni del Veneto (pi¨ la parte della provincia di Mantova a sinistra del fiume Oglio), del Friuli-Venezia Giulia, del Trentino-Alto Adige (che erano ancora sotto il dominio dello stato asburgico) e del Lazio (che era rimasto allo Stato Pontificio). Invece furono riordinate nelle nuove province dello stato italiano il circondario di Rieti, allora in provincia di Perugia (giÓ parte dello Stato Pontificio, che fu annesso al nuovo stato italiano dopo l'invasione sabauda), e i circondari di Cittaducale in provincia dell'Aquila e di Gaeta e Sora in provincia di Terra di Lavoro) che facevano parte del Regno delle Due Sicilie (anch'essi annessi a seguito dell'invasione delle truppe savoiarde e dei Mille di Garibaldi).

Nel 1866, a seguito della guerra tra Regno d'Italia ed impero austriaco sono stati annessi i territori del Veneto (incluso il Friuli) e del mantovano, precedentemente appartenenti all'Impero Austriaco, con l'inglobamento delle previgenti 8 province asburgiche (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Udine), cui segue nel 1868 la provincia di Mantova e nel 1870, a seguito dell'annessione della futura capitale, Roma, portando il numero complessivo di province nel Regno a 69.

Nel 1920, a seguito della prima guerra mondiale conclusasi con l'annessione della Venezia Tridentina (fino al Brennero) e della Venezia Giulia (da Trieste a Zara esclusa Fiume) viene istituita la provincia di Trento e nel 1923 le tre province di Spezia, di Trieste e dello Ionio, mentre la provincia di Porto Maurizio viene ridenominata provincia di Imperia. GiÓ nel 1921, la provincia di Terra di Lavoro viene ridenominata provincia di Caserta. Nel 1924 vengono inoltre istituite le province di Fiume, di Pola e di Zara, portando il numero delle province a 76.

[modifica] Riordino delle circoscrizioni provinciali

Nel 1927 ad effetto del Regio Decreto Legislativo n. 1/1927 del 3 gennaio 1927 "Riordinamento delle circoscrizioni provinciali" si ha l'istituzione di ben 17 province (Aosta, Vercelli, Varese, Savona, Bolzano, Gorizia, Pistoia, Pescara, Rieti, Terni, Viterbo, Frosinone, Brindisi, Matera, Ragusa, Castrogiovanni, Nuoro) e la soppressione della provincia di Caserta. Nello stesso anno vengono soppressi i circondari che costituivano circoscrizioni subprovinciali sedi di sottoprefettura e tribunale.

Nello stesso anno Castrogiovanni viene ridenominata Enna e Girgenti Agrigento. Nel 1930 Spezia diviene La Spezia e la provincia di Fiume rinominata in provincia del Carnaro, mentre nel 1931 Bari delle Puglie diviene Bari.
Altre integrazioni si hanno nel 1934 con la provincia di Littoria e, nel 1935 con la provincia di Asti.
Nel 1939 la provincia di Aquila degli Abruzzi diviene provincia dell'Aquila e nel 1940 la provincia del Friuli viene rinominata provincia di Udine. Nel 1941, a seguito dell'aggressione alla Jugoslavia, la provincia di Zara entra a far parte del Governatorato della Dalmazia (comprendente le province di Zara, Spalato e Cattaro), mentre nell'odierna parte centrale della Slovenia occupata dall'Esercito Italiano viene istituita la Provincia di Lubiana. Queste modifiche portano le province del regime a 95 (escluse le zone di occupazione, i governatorati e le colonie).

[modifica] Secondo dopoguerra

Alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, la provincia di Aosta viene rinominata Valle d'Aosta, Littoria cambia nome in Latina e viene reistituita la provincia, giÓ soppressa, di Caserta. Nel 1946, alla Provincia di Massa e Carrara (rinominata Apuania nel 1938) viene dato, durante la luogotenenza di Umberto II di Savoia, il nuovo nome di Provincia di Massa - Carrara, fissandone il capoluogo in Massa. Nel 1947 l'Italia perde, con il Trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, le province dell'Istria, del Carnaro e la Dalmazia, nonchÚ parte del territorio di quelle di Trieste e Gorizia, mentre la stessa provincia di Trieste (zona A) viene occupata in Territorio Libero dalle forze statunitensi e britanniche e di fatto esclusa dall'Italia. Alla nascita della Repubblica l'Italia ha un totale di 91 province effettive. Nel 1948 la provincia della Valle d'Aosta viene soppressa e ne vengono trasferite le competenze alla neonata Regione a statuto speciale, mentre con lo Statuto della Regione Siciliana (1946) le circoscrizioni provinciali siciliane vengono soppresse e sostituite da liberi consorzi comunali, denominati "province regionali" con successiva L.R. n. 9 del 1986.

La situazione rimane immutata per oltre 30 anni, fatte salve la ridenominazione, nel 1951, della provincia dello Ionio in provincia di Taranto e il rientro in Italia, nel 1954, della provincia di Trieste.

[modifica] Storia recente

Nel 1968 viene istituita la provincia di Pordenone, cui seguono nel 1970 quella di Isernia e nel 1974 quella di Oristano, per un totale di 95 province (inclusa la Regione Valle d'Aosta).

L'incremento diviene pi¨ sostanziale nel 1992 con la creazione di ben 8 province: Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Lecco, Lodi, Rimini, Prato, Crotone, Vibo Valentia, mentre Forlý viene rinominata Forlý-Cesena.

Nel 2001 la Regione a statuto speciale della Sardegna istituisce 4 province, divenute operative nel 2005, Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias; mentre nel 2004 il Parlamento ha istituito le 3 province di Monza e della Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani, che sono divenute operative nel 2009, portando il numero complessivo delle province geografiche a 110.

Nel 2009 il ministro Roberto Calderoli, annullando sia il Regio decreto del 1938, sia il decreto Luogotenenziale del 1946, ha fatto sý che la provincia di Massa - Carrara riassumesse l'originaria denominazione di provincia di Massa e Carrara.[1][2]

La variazione del numero di province in Italia.
Anno Numero
province
1861 59
1866 67
1868 68
1870 69
1920 70
1923 73
1924 76
1927 93
1934 94
1935 95
1941 98
1945 96
1947 91
1954 92
1968 93
1970 94
1974 95
1992 103
2001 107
2004 110

[modifica] Elenco delle province

Di seguito una tabella contenente i dati di popolazione[3], superficie e densitÓ abitativa, numero di comuni e regione di appartenenza delle 110 province (inclusa la Valle d'Aosta, il Trentino e l'Alto Adige). Gli enti sono ordinati alfabeticamente con la possibilitÓ di ordinarli per le altre colonne.

Provincia↓ Sigla↓ Regione
amministrativa
↓
Popolazione
(ab.)
↓
Superficie
(km▓)
↓
DensitÓ
(ab./km▓)
↓
Comuni
(N░)
↓
Presidente
stemma Agrigento AG Sicilia 454.120 3.042 149 43 Eugenio d'Orsi (MpA)
stemma Alessandria AL Piemonte 440.226 3.559 124 190 Paolo Filippi (PD)
stemma Ancona AN Marche 480.389 1.940 248 49 Patrizia Casagrande (PD)
stemma Aosta (Regione a statuto speciale) AO Valle d'Aosta 127.991 3.263 39 74 Augusto Rollandin (UV)
stemma Arezzo AR Toscana 349.497 3.236 108 39 Roberto Vasai (PD)
stemma Ascoli Piceno AP Marche 214.014 1.228 174 33 Piero Celani (PdL)
stemma Asti AT Piemonte 221.785 1.515 146 118 Maria Teresa Armosino (PdL)
stemma Avellino AV Campania 439.188 2.792 157 119 Cosimo Sibilia (PdL)
stemma Bari BA Puglia 1.258.177 3.821 329 41 Francesco Schittulli (PdL)
stemma Barletta-Andria-Trani BT Puglia 392.640 1.538 255 10 Francesco Ventola (PdL)
stemma Belluno BL Veneto 213.521 3.676 58 69 Gianpaolo Bottacin (LN)
stemma Benevento BN Campania 288.124 2.071 139 78 Aniello Cimitile (PD)
stemma Bergamo BG Lombardia 1.096.780 2.723 403 244 Ettore Pirovano (LN)
stemma Biella BI Piemonte 185.977 914 203 82 Roberto Simonetti (LN)
stemma Bologna BO Emilia-Romagna 990.654 3.702 268 60 Beatrice Draghetti (PD)
stemma Bolzano (Autonoma) BZ Trentino-Alto Adige 506.936 7.400 69 116 Luis Durnwalder (SVP)
stemma Brescia BS Lombardia 1.255.088 4.783 262 206 Daniele Molgora (LN)
stemma Brindisi BR Puglia 403.178 1.839 219 20 Massimo Ferrarese (PD)
stemma Cagliari CA Sardegna 562.637 4.570 123 71 Graziano Milia (PD)
Provincia di Caltanissetta-Stemma.png Caltanissetta CL Sicilia 271.604 2.124 128 22 Giuseppe Federico (MpA)
stemma Campobasso CB Molise 231.153 2.910 79 84 Rosario De Matteis (PdL)
Carbonia-Iglesias CI Sardegna 129.931 1.495 87 23 Salvatore Cherchi (PD)
stemma Caserta CE Campania 915.154 2.640 347 104 Domenico Zinzi (UdC)
Provincia di Catania-Stemma.png Catania CT Sicilia 1.089.856 3.553 307 58 Giuseppe Castiglione (PdL)
stemma Catanzaro CZ Calabria 368.747 2.392 154 80 Wanda Ferro (PdL)
stemma Chieti CH Abruzzo 396.922 2.588 153 104 Enrico Di Giuseppantonio (UdC)
stemma Como CO Lombardia 594.256 1.288 461 160 Leonardo Carioni (LN)
stemma Cosenza CS Calabria 734.757 6.650 110 155 Mario Oliverio (PD)
stemma Cremona CR Lombardia 363.373 1.771 205 115 Massimiliano Salini (PdL)
stemma Crotone KR Calabria 174.430 1.716 102 27 Stanislao Zurlo (PdL)
stemma Cuneo CN Piemonte 591.793 6.902 86 250 Gianna Gancia (LN)
Provincia di Enna-Stemma.png Enna EN Sicilia 172.631 2.561 67 20 Giuseppe Monaco (PdL)
stemma Fermo FM Marche 177.802 860 207 40 Fabrizio Cesetti (SEL)
stemma Ferrara FE Emilia-Romagna 359.696 2.630 137 26 Marcella Zappaterra (PD)
stemma Firenze FI Toscana 997.530 3.515 284 44 Andrea Barducci (PD)
stemma Foggia FG Puglia 641.111 6.966 92 64 Antonio Pepe (PdL)
stemma Forlý-Cesena FC Emilia-Romagna 394.805 2.376 166 30 Massimo Bulbi (PD)
stemma Frosinone FR Lazio 498.097 3.243 154 91 Antonello Iannarilli (PdL)
stemma Genova GE Liguria 882.489 1.839 480 67 Alessandro Repetto (PD)
stemma Gorizia GO Friuli-Venezia Giulia 142.441 466 306 25 Enrico Gherghetta (PD)
stemma Grosseto GR Toscana 228.111 4.501 51 28 Leonardo Marras (PD)
stemma Imperia IM Liguria 222.559 1.156 193 67 Luigi Sappa (PdL)
stemma Isernia IS Molise 88.732 1.528 58 52 Luigi Mazzuto (PdL)
stemma La Spezia SP Liguria 223.535 881 254 32 Marino Fiasella (PD)
stemma L'Aquila AQ Abruzzo 309.737 5.035 62 108 Antonio Del Corvo (PdL)
stemma Latina LT Lazio 554.819 2.250 247 33 Armando Cusani (PdL)
stemma Lecce LE Puglia 814.936 2.759 295 97 Antonio Maria Gabellone (PdL)
stemma Lecco LC Lombardia 339.905 816 417 90 Daniele Nava (PdL)
stemma Livorno LI Toscana 342.772 1.211 283 20 Giorgio KutufÓ (PD)
stemma Lodi LO Lombardia 227.516 782 291 61 Pietro Foroni (LN)
stemma Lucca LU Toscana 393.567 1.773 222 35 Stefano Baccelli (PD)
stemma Macerata MC Marche 325.212 2.774 117 57 Sandro Calvosa (Commissario prefettizio)
stemma Mantova MN Lombardia 415.002 2.339 177 70 Maurizio Fontanili (PD)
stemma Massa e Carrara MS Toscana 203.978 1.157 176 17 Osvaldo Angeli (PD)
stemma Matera MT Basilicata 203.779 3.447 59 31 Francesco Stella (PD)
Medio Campidano VS Sardegna 102.418 1.516 68 28 Fulvio Tocco (PD)
stemma Messina ME Sicilia 653.891 3.247 201 108 Nanni Ricevuto (PdL)
stemma Milano MI Lombardia 3.146.335 1.575 1.998 134 Guido PodestÓ (PdL)
stemma Modena MO Emilia-Romagna 699.678 2.689 260 47 Emilio Sabattini (PD)
Provincia di Monza e della Brianza-Stemma.png Monza e Brianza MB Lombardia 847.504 405 2.093 55 Dario Allevi (PdL)
stemma Napoli NA Campania 3.079.466 1.171 2.630 92 Luigi Cesaro (PdL)
stemma Novara NO Piemonte 371.520 1.339 277 88 Diego Sozzani (PdL)
stemma Nuoro NU Sardegna 160.765 3.934 41 52 Roberto Deriu (PD)
stemma Ogliastra OG Sardegna 57.986 1.854 31 23 Bruno Pilia (PD)
stemma Olbia-Tempio OT Sardegna 157.614 3.399 46 26 Fedele Sanciu (PdL)
stemma Oristano OR Sardegna 166.394 3.040 55 88 Massimiliano De Seneen (PdL)
stemma Padova PD Veneto 933.143 2.143 435 104 Barbara Degani (PdL)
stemma Palermo PA Sicilia 1.249.340 4.992 250 82 Giovanni Avanti (UdC)
stemma Parma PR Emilia-Romagna 441.204 3.450 128 47 Vincenzo Bernazzoli (PD)
stemma Pavia PV Lombardia 547.980 2.965 185 190 Vittorio Poma (PdL)
stemma Perugia PG Umbria 671.551 6.332 106 59 Marco Vinicio Guasticchi (PD)
stemma Pesaro e Urbino[4] PU Marche 366.934 2.564 143 60 Matteo Ricci (PD)
stemma Pescara PE Abruzzo 322.972 1.225 264 46 Guerino Testa (PdL)
stemma Piacenza PC Emilia-Romagna 289.699 2.590 112 48 Massimo Trespidi (PdL)
stemma Pisa PI Toscana 417.162 2.445 171 39 Andrea Pieroni (PD)
stemma Pistoia PT Toscana 292.916 965 304 22 Federica Fratoni (PD)
stemma Pordenone PN Friuli-Venezia Giulia 315.223 2.130 148 51 Alessandro Ciriani (PdL)
stemma Potenza PZ Basilicata 384.249 6.549 59 100 Piero Lacorazza (PD)
stemma Prato PO Toscana 249.790 365 684 7 Lamberto Gestri (PD)
stemma Ragusa RG Sicilia 318.159 1.614 197 12 Giovanni Francesco Antoci (UdC)
stemma Ravenna RA Emilia-Romagna 392.289 1.858 211 18 Claudio Casadio (PD)
stemma Reggio Calabria RC Calabria 566.841 3.184 178 97 Giuseppe Morabito (PD)
Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia RE Emilia-Romagna 529.309 2.292 231 45 Sonia Masini (PD)
Provincia di Rieti-Stemma.png Rieti RI Lazio 160.390 2.750 58 73 Fabio Melilli (PD)
stemma Rimini[4] RN Emilia-Romagna 328.470 863 381 27 Stefano Vitali (PD)
stemma Roma RM Lazio 4.186.972 5.352 782 121 Nicola Zingaretti (PD)
stemma Rovigo RO Veneto 247.897 1.790 138 50 Tiziana Virgili (PD)
Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno SA Campania 1.109.412 4.918 226 158 Edmondo Cirielli (PdL)
stemma Sassari SS Sardegna 337.097 4.281 79 66 Alessandra Giudici (PD)
stemma Savona SV Liguria 287.852 1.545 186 69 Angelo Vaccarezza (PdL)
stemmaSiena SI Toscana 272.321 3.823 71 36 Simone Bezzini (PD)
stemma Siracusa SR Sicilia 403.772 2.108 192 21 Nicola Bono (PdL)
stemma Sondrio SO Lombardia 183.096 3.210 57 78 Massimo Sertori (LN)
stemma Taranto TA Puglia 580.168 2.436 238 29 Giovanni Florido (PD)
stemma Teramo TE Abruzzo 312.080 1.948 160 47 Valter Catarra (PdL)
stemma Terni TR Umbria 234.611 2.122 111 33 Feliciano Polli (PD)
stemma Torino TO Piemonte 2.300.156 6.829 337 315 Antonio Saitta (PD)
Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani TP Sicilia 436.571 2.460 177 24 Girolamo Turano (UdC)
stemma Trento (Autonoma)[5] TN Trentino-Alto Adige 528.925 6.203 85 211 Lorenzo Dellai (UpT)
stemma Treviso TV Veneto 887.476 2.477 358 95 Leonardo Muraro (LN)
stemma Trieste TS Friuli-Venezia Giulia 236.635 212 1.116 6 Maria Teresa Bassa Poropat (PD)
stemma Udine[6] UD Friuli-Venezia Giulia 541.487 4.904 110 136 Pietro Fontanini (LN)
stemma Varese VA Lombardia 882.403 1.199 736 141 Dario Galli (LN)
stemma Venezia VE Veneto 862.497 2.461 350 44 Francesca Zaccariotto (LN)
stemma Verbano-Cusio-Ossola VB Piemonte 163.237 2.256 72 77 Massimo Nobili (PdL)
stemma Vercelli VC Piemonte 179.635 2.088 86 86 Leonardo Cerenzia (commissario)
stemma Verona VR Veneto 919.276 3.120 295 98 Giovanni Miozzi (PdL)
stemma Vibo Valentia VV Calabria 166.845 1.139 146 50 Francesco De Nisi (PD)
stemma Vicenza VI Veneto 870.311 2.723 320 121 Attilio Schneck (LN)
Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo VT Lazio 320.003 3.614 89 60 Marcello Meroi (PdL)
  Popolazione
(ab.)
Superficie
(km▓)
DensitÓ
(ab./km▓)
Comuni
(N░)
Totale Italia 60.574.609 301.338 201 8.092

[modifica] Statistiche

Province pi¨ ricche e meno ricche (Pil pro capite nominale province italiane, dati Unioncamere 2009)
Pos. Provincia Pil procapite
(Ç)
1 stemma Milano 36.530
2 stemma Bolzano 34.122
3 stemma Bologna 33.276
4 stemma Aosta 33.037
5 stemma Roma 32.568
     
103 Provincia di Enna-Stemma.png Enna 15.575
104 stemma Caserta 15.536
105 stemma Crotone 15.009
106 stemma Agrigento 14.605
107 Carbonia-Iglesias 14.346

[modifica] Assetto istituzionale

Colore politico dei presidenti delle 110 province italiane(dopo le elezioni del 2010).

██ Partito Democratico

██ Il Popolo della LibertÓ

██ Lega Nord

██ Unione di Centro

██ Movimento per le Autonomie

██ Italia dei Valori

██ Sinistra Ecologia LibertÓ

██ SŘdtiroler Volkspartei

██ Unione per il Trentino

██ Union Vald˘taine

La legge n░ 81 del 25 marzo 1993 ha stabilito l'elezione popolare diretta dei presidenti delle province italiane, ricorrendo ad un eventuale turno di ballottaggio qualora nessun candidato raggiungesse la maggioranza assoluta dei consensi. La durata in carica del presidente, originariamente fissata in quattro anni, fu prolungata a cinque, e l'intero sistema normativo venne consolidato nel Testo unico sull'Ordinamento degli Enti Locali, il D.Lg. n░267 del 2000. In qualunque caso di morte, dimissioni, sospensione, sfiducia o decadenza del presidente, si procede all'indizione di nuove elezioni provinciali e, nel caso di crisi politica, alla gestione provvisoria dell'ente da parte di un commissario nominato dal prefetto.

Contestualmente alla scelta del presidente, si tengono le elezioni del Consiglio Provinciale, sul principio del governo di legislatura. I consiglieri, in numero variabile da 24 a 45 secondo l'entitÓ della popolazione, sono eletti con un particolare sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza. L'elettore pu˛ tracciare sulla scheda elettorale, di colore giallo, un segno su un candidato presidente e su un candidato consigliere che lo sostiene. Alla coalizione collegata al presidente eletto vengono comunque garantiti almeno il 60% dei seggi consiliari; tenuta presente questa clausola, i seggi vengono ripartiti in maniera proporzionale con metodo D'Hont sulla base dei voti conseguiti dalle varie coalizioni, e in seconda istanza dalle singole liste, nella circoscrizione unica provinciale. I candidati si presentano per˛ in collegi uninominali e, determinato il numero di seggi assegnati a ciascuna lista, vengono dichiarati eletti coloro che, all'interno della stessa, abbiano ottenuto le maggiori percentuali di voto nel proprio collegio.

Norme del tutto diverse regolano invece la vita istituzionale nelle comunitÓ autonome: Aosta, Bolzano e Trento.

[modifica] Consistenza numerica dei consigli e delle giunte provinciali

Secondo gli articoli 37 e 47 del Decreto Legislativo 267/2000[7] (Testo unico degli enti locali) modificato da art. 2, comma 23, L. 244/2007[8] la consistenza numerica dei consigli provinciali Ŕ definita in base al numero di abitanti.

Leggi costituzionali specifiche regolano invece le due entitÓ sui generis del Trentino, dell'Alto Adige e della Valle d'Aosta.

Abitanti Membri Consiglio
(
numero massimo di)
Assessori
(numero massimo di)
pi¨ di 3.000.000 45 12
tra 700.000 e 3.000.000 36 12 [9]
tra 300.000 e 700.000 30 10 [10]
meno di 300.000 abitanti 24 8 [11]

[modifica] Progetti di riforma

Il Parlamento italiano ha approvato la legge 5 maggio 2009, n. 42, legge delega sul federalismo fiscale che mira a garantire alle province autonomia di entrata e di spesa, attraverso tributi propri, compartecipazioni e fondi perequativi, in attuazione dell'art. 119 della Costituzione. I decreti attuativi della legge delega approvati o in corso di approvazione sono disponibili al seguente indirizzo: http://www.riformeistituzionali.it/primo-piano.aspx

Il 30 giugno 2010, Ŕ stato approvato dalla Camera dei Deputati il disegno di legge di riforma degli enti locali "Carta delle Autonomie locali" che individua le funzioni fondamentali delle Province. Il DDL AS 2259 Ŕ ora all'esame della Commissione affari costituzionali del Senato della Repubblica.

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ Restituita la e a Massa Carrara
  2. ^ Si torna all'antica denominazione
  3. ^ Bilancio Demografico 31-10-2010, dati ISTAT
  4. ^ a b Nel corso del 2009 sette comuni della provincia di Pesaro e Urbino sono stati aggregati a quella di Rimini, determinando un'importante variazione territoriale e demografica.
  5. ^ Nel corso del 2009 i Comuni della provincia di Trento Concei, Molina di Ledro, Pieve di Ledro, Tiarno di sopra e Tiarno di sotto sono confluiti nell'unico Comune di Ledro mentre i comuni di Lomaso e Bleggio inferiore hanno dato vita al comune di Comano Terme, portando a 211 i comuni della provincia ed a 8.094 il totale dei Comuni italiani (http://www.istat.it/strumenti/definizioni/comuni/).
  6. ^ Nel corso del 2009 i Comuni della provincia di Udine Campolongo al Torre e Tapogliano sono confluiti nell'unico Comune di Campolongo Tapogliano portando a 136 i comuni della provincia ed a 8.094 il totale dei Comuni italiani (http://www.istat.it/strumenti/definizioni/comuni/).
  7. ^ http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/00267dl.htm
  8. ^ http://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf
  9. ^ Fanno eccezione le due province regionali siciliane di Palermo e Catania per le quali la Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha reputato di aumentare la consistenza del Consiglio a 45 membri e quella della Giunta a 15 assessori.
  10. ^ Fanno eccezione le province regionali siciliane di Agrigento, Trapani, Siracusa e Ragusa per le quali la Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha reputato di aumentare la consistenza del Consiglio a 35 membri e quella della Giunta a 12 assessori; per la provincia di Messina l'aumento Ŕ stato a 45 consiglieri e 15 assessori.
  11. ^ La Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha arrotondato a 25 il numero dei consiglieri delle sue province regionali afferenti a questa classe.

[modifica] Bibliografia

  • Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 1996. ISBN 88-348-6210-4.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni