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8/10/2009
Corsa all'Oscar per Baaria
Tornatore "grande soddisfazione"
di Carmen Guadalaxara
Video
Foto

È "Baarìa" il candidato italiano all'Oscar 2009 per il miglior film straniero. Il film di Giuseppe Tornatore è stato designato dalla commissione istituita all'Anica per la corsa all'Oscar per il miglior film in lingua non inglese. A contendersi la designazione con Baarìa sono stati «Fortapasc» di Marco Risi, «Il Grande Sogno» di Michele Placido, «Si può fare» di Giulio Manfredonia e «Vincere» di Marco Bellocchio.
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La Commissione di Selezione per il film italiano da candidare all'Oscar istituita dall'Anica, su invito della «Academy of Motion Picture Arts and Sciences», e composta dai registi Lina Wertmuller e Paolo Sorrentino, dai giornalisti e critici Alberto Barbera, Fulvia Caprara e Piera Detassis, dai produttori Pio Angeletti, Aurelio De Laurentiis, Valerio De Paolis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano, Andrea Occhipinti, Domenico Procacci e Riccardo Tozzi, e dal Direttore Generale per il Cinema, Gaetano Blandini, «dopo un lungo e approfondito dibattito - si legge nel comunicato d'annuncio - vista l'importanza dei film presentati», ha designato «Baarìa» di Giuseppe Tornatore, prodotto da Medusa Film, in collaborazione con Quinta Communications, a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera.
Le nominations saranno rese note dall'Academy il prossimo 2 febbraio 2010, mentre la premiazione degli 82esimi Academy Awards si svolgerà il 7 marzo 2010. "Mi riempe di gioia e di un grande senso di responsabilità". Così Giuseppe Tornatore ha voluto ringraziare tutti i componenti della commissione dell'Anica sottolineato come "la gratitudine si aggiunga alla soddisfazione di Baarìa al botteghino. Un risultato forte e incoraggiante". "Adesso però - aggiunge Tornatore - comincia la fase del duro lavoro, fase delicata in cui non ci risparmieremo. Cercheremo di ripagare questo atto di fiducia. Ce la metteremo tutta". L'obiettivo è ovviamente entrare nella cinquina dei film candidati all'Oscar per la migliore pellicola in lingua non inglese, e Tornatore promette "tutto l'impegno necessario".
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Oscar

Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Premio_Oscar&action=history

Premio Oscar

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
La sagoma della statuetta
Particolare della statuetta degli Oscar

Il Premio Oscar, nome con il quale sono meglio noti gli Academy Awards, è il più importante riconoscimento cinematografico statunitense e, probabilmente, mondiale.

Indice

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Caratteristiche [modifica]

I premi vengono conferiti dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences, un'organizzazione professionale onoraria costituita da personalità che hanno portato avanti la loro carriera nel mondo della celluloide, attori, registi, produttori, etc., e che al 2003 contava oltre 5.816 membri.

Il nome ufficiale della statuetta dorata è Academy Award of Merit, mentre il nomignolo Oscar venne conferito alla statuetta che costituisce il premio, sembra, da Margaret Herrick, la quale, vedendo la statuetta su un tavolo, esclamò: "Somiglia proprio a mio zio Oscar!". Il nome Oscar è, inoltre, un marchio registrato della stessa Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

I premi vennero consegnati per la prima volta nella Blossom Room dell'Hollywood Roosevelt Hotel di Los Angeles il 16 maggio 1929, ma i nomi dei vincitori erano già stati annunciati tre mesi prima. Per qualificarsi, un film doveva uscire nella città californiana nei dodici mesi terminanti il 31 luglio dell'anno precedente. Dal 1934 la candidatura è valida se il film è uscito nell'anno solare precedente.

La Notte degli Oscar è una cerimonia molto elaborata, nella quale gli invitati fanno sfoggio delle creazioni dei più celebri stilisti, e viene trasmessa dalle televisioni di tutto il mondo.

Il procedimento con cui vengono assegnati i premi è soggetto a varie critiche. I giurati vengono spesso considerati "anziani e, dal punto di vista estetico, conservatori". È inoltre largamente diffusa l'idea che i premi vengano assegnati per ragioni "politiche", ad esempio premiando un artista più per il suo lavoro complessivo che per la performance nello specifico film. Le stesse case cinematografiche investono molti soldi in campagne promozionali miranti a favorire i propri film nella conquista del premio.

 

Categorie [modifica]

Bob Hope con in mano un Oscar

Nella prima edizione vennero assegnati due distinti Oscar, uno per la migliore regia di una commedia (Academy Award for Comedy Direction) e uno per la migliore regia di un film drammatico (Academy Award for Dramatic Direction). Dalla seconda edizione non fu più fatta alcuna distinzione.

 

Premi speciali [modifica]

 

Dettagli delle varie edizioni [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Cerimonie dei premi Oscar.

Voci correlate [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

Premi Oscar
  Luogo dove si celebra la Cerimonia...  
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Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Hollywood_%28California%29

Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Hollywood_%28California%29&action=history

Hollywood (California)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
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La famosa scritta Hollywood, sulle colline di Los Angeles.

Hollywood è un distretto della città di Los Angeles, in California, situato a nord-ovest del centro cittadino. La popolazione è stimata sulle 300.000 unità (i distretti di Los angeles non hanno confini ufficiali).

Data la sua fama come centro storico del mondo del cinema e del divismo,anche se non riveste più l'importanza degli anni tra il 1920 e il 1940, il termine Hollywood è spesso utilizzato metaforicamente per intendere l'industria cinematografica americana.

Ai visitatori si presenta come una zona piuttosto squallida, costruita senza una precisa connotazione urbana, formata da bassi edifici e da larghe strade e viali posti ai margini delle due celebri vie Sunset Boulevard e Wiltshire Boulevard; all'interno raccoglie i grandi teatri di posa (21 nel periodo di massima prosperità) e le abitazioni degli attori, dei registi e dei produttori, situate in genere sulle pendici della vicina collina di Beverly Hills. Sia in questo quartiere della città losangelina che nei non lontani centri di Burbank, Glendale, Culver City e Santa Monica sorgono inoltre stabilimenti di sviluppo e stampa dei film, di sincronizzazione e così via.

A partire dagli anni venti la storia di Hollywood venne ad intrecciarsi con la storia stessa del cinema americano: alla fine del XIX secolo Hollywood doveva essere ancora un ranch, divenuto un villaggio soltanto agli inizi del secolo successivo.

L'incremento demografico e la fama di "mecca del cinema" arrivarono non molto più tardi, nel 1910, più o meno grazie alla lotta per i brevetti cinematografici, scatenatasi negli Stati Uniti proprio in quegli anni (con esattezza nel 1907) :quella che allora rappresentava la più potente compagnia, la Motion Picture Patents Company, monopolizzava tutti i brevetti, impedendo ai concorrenti di realizzare film; da New York e maggiormente da Chicago (che era allora il centro della produzione cinematografica)i produttori indipendenti inziarono a trasferirsi con le loro troupes in California, Stato in cui il monopolio della MMPC non era legalmente valido, e fu così che giunsero ad Hollywood. Il villaggio venne scelto sia per le favorevoli condizioni climatiche sia per la vicinanza al mare, alle montagne e al deserto (quello di Mojave), ambienti che si prestavano chiaramente come ottimi sfondi naturali per girare gli "esterni" per i vari filoni cinematografici.

Il celebre Chinese Theater, uno dei simboli di Hollywood

Già nel 1920 Hollywood (il cui nome significa letteralmente "bosco di agrifogli"), era divenuta il centro dell'industria cinematografica americana per eccellenza, e qui nacque e si sviluppò su vasta scala il fenomeno del divismo, non senza tuttavia alcune conseguenze negative. Benché fosse ricercata per il lusso e la popolarità che la più grande macchina di produzione per il grande schermo poteva offrire, il tutto alimentato dalle cronache mondane e dagli uffici stampa pubblicitari, non va dimenticata l'immensa folla di questuanti che, provenienti da ogni parte dell'America ma anche dell'Europa, attendevano invano l'occasione proprizia per inserirsi nel mondo del cinema: anche scrittori famosi, chiamati a Hollywood,si adattarono alla vita di soggettisti e sceneggiatori e spesso il lavoro non venne neppure utilizzato (è il caso di Scott Fitzgerald). Su tutto regnavano i produttori per i quali, più che le ragioni artistiche, valevano le qualità commerciali di un'opera. La storia di Hollywood è segnata da un graduale ma quasi inarrestabile declino della sua fortuna nel secondo dopoguerra. Moltelplici foruno i motivi di questa decadenza, tra cui: una legge che, impedendo la concentrazione di numerose attività economiche legate al cinema nelle mani di poche industrie, causò una crisi delle grandi compagnie cinematografiche; la concorrenza della televisione; il distacco del pubblico giovanile. Di conseguenza furono inevitabili la riduzione del numero di film prodotti, lo spostamento di numerose produzioni a New York o in Europa (per es. a Cinecittà), la chiusura di numerosi studi. Negli anni settanta si registrò un miglioramento della situazione; i produttori cinematografici, infatti, riuscirono a superare la crisi a tutti i diversi livelli elencati. Le produzioni si attennero a politiche di decentramento delle attività, con ampi ricorsi a produzioni televisive (molti telefilm che vediamo ancora oggi sui nostri teleschermi sono prodotti delle grandi case hollywoodiane). Hollywood resta, comunque, a tutto merito il sogno di centinaia tra coloro che desiderano far carriera "sul grande schermo", il più grande centro di produzione filmica passata e presente, la casa del film per antonomasia.

 

Curiosità [modifica]

  • Una volta la scritta "Hollywood" era "HollywoodLand", ma in seguito a un violento temporale l'ultima parte è stata spazzata via da un frana.