Comune di Sordevolo
Provincia di Biella
Atl di Biella
Eurovillage
presentano
in collaborazione con Lele Ghisio
L’ANTEPRIMA DEL TOUR ESTIVO DEI 40 ANNI DEI POOH
IN PIEMONTE DAL 2 AL 7 LUGLIO
VILLA CERNIGLIARO – EUROVILLAGE – ANFITEATRO
SORDEVOLO (BIELLA)
Dopo la prima parte de “La Grande Festa”, il tour celebrativo del
quarantennale del più noto complesso italiano che si è svolta nei palasport
delle maggiori città italiane (14 concerti per un totale di 80.000
spettatori), i Pooh approdano a Sordevolo ((in allegato una scheda
dettagliata della location piemontese) per preparare la sessione estiva dei
concerti. L’Anfiteatro Giovanni Paolo II, ospiterà le prove tecniche del
tour che partirà il prossimo 10 luglio da Brescia per concludersi all’Arena
di Verona il 9 di settembre.
La suggestiva struttura, di cui recentemente è stata realizzata la copertura
per un’intera settimana, all’inizio di luglio, vedrà protagonisti i POOH e
il loro staff, impegnati nel mettere a punto i meccanismi dei concerti che
infiammeranno i fans di tutta Italia.
Al termine dei lavori, venerdì 7 luglio, i POOH offriranno al pubblico
piemontese la possibilità di assistere all’assoluta anteprima della lunga
serie di concerti.
I POOH hanno scelto Sordevolo per una settimana di lavoro e tranquillità,
per rodare il loro ingranaggio della musica in una location unica nel suo
genere in regione e saranno ospiti della storica Villa Cernigliaro gli
artisti e del nuovissimo Eurovillage l’intero staff. I primi tir di
materiali arriveranno domenica 2 luglio in paese per cominciare il montaggio
del palco e delle infrastrutture necessarie. Prove tecniche fino alla sera
del 7 luglio per chiudere alla grande con il concerto anteprima del tour
estivo “La Grande Festa”.
PREVENDITE, BIOGRAFIA DEI POOH, NOTIZIE SUL TOUR POOH 2006, L’INNO DEI POOH
PER LA NAZIONALE AZZURRA, I POOH E I FANS E UNA SCHEDA SULLA LOCATION
PIEMONTESE.
Infoline per il pubblico: info@rockoco.it
______________POOH in concerto
Venerdì 7 luglio 2006
ore 21,30
apertura cancelli 19,30
ANFITEATRO GIOVANNI PAOLO II
SORDEVOLO - BIELLA
BIGLIETTI
TRIBUNA NUMERATA
Euro 26 + 4 di diritto di prevendita
SEDIE NUMERATE
Euro 30 + 5 di diritto di prevendita
In prevendita:
Biella
CIGNA DISCHI
via Italia, 39 - 015/21802
PAPER MOON
via Galimberti, 37 - 015/405395
Sordevolo
TABACCHERIA MOSCA
via E. Bona, 9 - 015/2562670
Cossato
RAGGIO VERDE (Bottega Commercio Equosolidale)
via Mazzini, 12 - 015/925584
Borgosesia
RAGGIO VERDE (Bottega Commercio Equosolidale)
via Giordano, 18 - 0163/26908
Borgomanero
RAGGIO VERDE (Bottega Commercio Equosolidale)
via Rosmini, 11 - 0322/82974
Novara
TUNE DISCHI
via F.lli Rosselli, 23 - 0321/612361
Vercelli
RAGGIO VERDE (Bottega Commercio Equosolidale)
c.so Fiume, 24 - 0161/502916
Ivrea
DISCOCCASIONE
via IV Martiri, 44 - 0125/48415
Santhià
AGATHA VIAGGI
corso Nuova Italia, 82 - 0161/935188
Aosta
MUSICA & RICORDI
via S. Anselmo, 7 - 0165/40086
www.ticketone.it
POOH
Biografia 40 anni
1966-2006
QUARANT’ANNI DI POOH
Sono passati ormai 40 anni da quell’inverno del ’66 quando, in un cascinale
di Bologna, Valerio Negrini fondava quello che sarebbe diventato il
“complesso” più importante della musica italiana.
Si, all’epoca, queste compagini rumorose e variopinte, si chiamavano
“complessi” e rappresentavano una specie di movimento involontario che,
sulle orme del beat inglese, rincorrevano un modo diverso di fare musica e
di raccontare storie, inventando una maniera nuova di fare canzoni.
Erano tanti i complessi che nascevano e sparivano nelle cantine dei
quartieri italiani, ognuno voleva essere qualcuno, ognuno sognava, qualcuno
cresceva, moltissimi rinunciavano perché al di la della facciata fatta di
cappelli lunghi, pantaloni a tubo e chitarre luccicanti, fare “il complesso”
era difficile e faticoso, spesso poco gratificante, sempre dispendioso e
quasi mai remunerativo.
Chi resisteva era di certo perché pervaso da una sorta di vocazione, una
tenacia che andava al di la della passione e che metteva la musica al di
sopra degli amici, della partita di pallone, del cinema alla domenica, della
scuola e spesso anche della fidanzata che puntualmente, e in qualunque
latitudine, minacciava, prima o poi, il fatidico: ”O me, o la musica!” … e
solo qualche volta vinceva la musica.
I POOH sono nati così, in quel tempo di cambiamenti e di curiosità, in
quegli anni che qualcuno ha definito “formidabili” e che forse lo sono stati
davvero, e si sono trovati, anno dopo anno, canzone dopo canzone, a fare la
storia della musica italiana, sono nati come tanti altri, ma loro, dopo 40
anni, sono ancora qui.
Dalla prima compagine del ‘66 a tutto il ’72 i POOH hanno rimescolato la
loro formazione alla ricerca di una identità musicale e soprattutto di una
dimensione umana che gli consentisse di abbracciare un progetto che
valicasse i confini del protagonismo individuale, che anteponesse “I POOH”
agli stessi Pooh.
All’alba del ’73 Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red
Canzian diventavano i definitivi componenti di quello che non sarà più un
“complesso”, ma un vero e proprio “Gruppo”.
Il Gruppo per eccellenza che oltre a fare musica, diventa team lavorativo
compatto e variegato, composto da peculiarità diverse e complementari, dove
ognuno gestisce i propri spazi in completa autonomia e comunque in grande
complicità.
Ed eccoli allora alle prese con tutte le loro innumerevoli “prime volte”:
Da sempre AUTORI, COMPOSITORI ed INTERPRETI delle loro canzoni, diventano,
già nel ’76, PRODUTTORI dei loro dischi uscendo, con questa scelta, dagli
ingranaggi spesso troppo prudenti e poco innovativi della discografia
ufficiale. I risultati sono esaltanti e di li a poco allargano la loro
autonomia diventando anche EDITORI dei loro brani gestendo in proprio il
loro patrimonio musicale.
Con una iniziativa ritenuta all’epoca “spericolata” diventano MANAGER di
loro stessi e trasferiscono le loro performance live dalle tradizionali
balere e discoteche ai Teatri, trasformando, quelle che all’ora si
chiamavano “serate”, in veri e propri Concerti dove suoni ed immagini si
fondono ai virtuosismi e alle invenzioni sceniche che i quattro propongono
con puntuale rinnovamento in ogni loro tournee.
Il veloce passaggio dai Teatri ai Palasport ed infine agli Stadi, segna il
successo crescente del gruppo e si fa strada anche tra gli addetti ai lavori
la certezza che nei POOH c’è qualcosa di speciale.
Ed ecco i fumi, le luci, i laser, gli impianti audio sempre più sofisticati
e gli effetti speciali che li rendono in breve i caposcuola di quella che
poi sarà “la musica da vedere” inseguita e imitata da chiunque, da li in
poi, avrà modo di salire su un palcoscenico importante.
Sempre alla ricerca di innovazioni, viaggiano puntualmente negli Stati Uniti
ed in Giappone alla curiosa “caccia alla novità” e rinnovano in
continuazione strutture e strumentazioni investendo buona parte dei loro
guadagni in tecnologia.
Già alla fine degli Anni ’70 i loro tour viaggiano su più di 10 TIR portando
al seguito delle loro carovane più di 100 tecnici per movimentare e
allestire palcoscenici, strumenti, luci, gruppi elettrogeni e nel loro
backstage appare perfino un ristorante itinerante.
Anche nelle produzioni discografiche I POOH inseguono il meglio e a partire
dagli Anni ’80 per non sentirsi più vincolati da budget e scadenze decidono
di rischiare in proprio diventando DISCOGRAFICI e affidando alle strutture
tradizionali soltanto la distribuzione dei loro prodotti.
Incidono i loro album negli Studios più prestigiosi del mondo trasferendosi,
a ogni nuovo lavoro, per diversi mesi, dai Caraibi alle Hawai dall’America
all’Asia e, liberi da “tetti di spesa”, scommettono nei nuovi supporti che
si affacciano sul mercato.
È dei POOH, nel 1983, il primo CD pubblicato in Italia, così come il primo
Laser Disc nell’84 e sempre loro è il primo Video Clip ad alta definizione
realizzato in Europa nel 1990 così come è loro la prima traccia multimediale
inserita gratuitamente nel CD del ’96. Sono i primi nel ‘95 ad allestire un
loro sito internet interattivo e giornalmente aggiornato con tanto di aree
dedicate alla stampa con foto ed informazioni scaricabili e nel 2001 si
aggiudicano il “Premio www” de “Il Sole 24 Ore” come miglior sito nella
sezione arte e cultura.
I riconoscimenti al loro successo vanno di pari passo con il loro lavoro.
La loro carriera scorre anno dopo anno con costante successo e le loro
scelte artistiche e manageriali riescono costantemente a sorprendere.
“Niente in casa POOH viene lasciato al caso tranne la musica”, dicono gli
stretti collaboratori del gruppo, ed è proprio questo connubio tra fantasia
e realtà abbinato ad una buona dose di intraprendenza, che ha fatto e
continua a fare la differenza.
C’è un episodio che risale al 1990 e che rappresenta bene la “filosofia
Pooh” che non crede nei luoghi comuni, non sottovaluta l’intelligenza della
gente e soprattutto non si ferma dove il prudente comune buon senso
suggerisce.
Capitò ai POOH di comporre una brano come “Uomini soli” che parlava di
disagio e solitudine e di pensare di proporsi con questa canzone, per la
prima ed unica volta, su un palcoscenico come quello del Festival di Sanremo
dove imperava l’orecchiabile e l’effimero e contro il parere di tutti
andarono e vinsero.
Strategia? Ispirazione? Talento? Forse di tutto un po’ e forse di tutto un
po’ sono fatti i POOH con di più, una buona dose di sensibilità e di
generosità.
Non è infatti casuale che parallelamente alla loro attività artistica
abbiano sempre sentito il bisogno di accompagnare alla musica iniziative a
volte più importanti della musica stessa, ne è prova il loro costante
impegno sociale che risale ad epoche non sospette e che ha visto con
l’andare del tempo concretizzarsi in risultati importanti.
Ma quanto del loro successo può essere accreditato alla fortuna e quanto
invece è frutto di quel talento e di quel lavoro puntiglioso ed instancabile
che chi conosce i POOH racconta come fosse leggenda?
Di certo quella che loro chiamano “La nostra buona stella a 4 punte” li ha
accompagnati da sempre, ma è nella loro unione, nella costanza,
nell’oculatezza manageriale e nella qualità delle proposte sia a livello
discografico che live che va ricercato il motivo vero della loro unicità.
Altri gruppi nati negli anni sessanta sono ad oggi ancora in attività, ma la
loro storia e stata sempre interrotta da cambiamenti di organico,
frastagliata da litigi e riappacificazioni, da abbandoni e ritorni, spesso
il loro successo si è fermato molti anni fa e vivono oggi di memoria e
revival.
I POOH sono invece una realtà unica e probabilmente irripetibile sia a
livello italiano che internazionale tanto da essere annoverati, nel Guiness
dei primati, come il gruppo più longevo e continuo del mondo, infatti in 40
anni di attività non hanno mai subito flessioni di popolarità o di successo,
hanno prodotto quasi un album inedito all’anno e tutti i loro album sono
sempre stati nelle hit entro i primi 3 posti. Una curiosità vuole che
sommando i giorni di permanenza nelle classifiche di vendita dei dischi dei
POOH dal ’66 ad oggi, i quattro risultano gli unici artisti italiani ad aver
raggiunto un totale di presenze di oltre 5 anni per i brani singoli e oltre
11 anni nelle classifiche degli album.
Oggi i POOH rappresentano la più consolidata ed importante realtà dello show
business italiano e a testimoniare la loro inossidabile attualità bastano le
vendite della loro ultimo CD “Ascolta” che per la cronaca è balzato al primo
posto delle classifiche sin dalla prima settimana di uscita e analizzare la
continua crescita di presenze ai loro Live Show che solo nell’ultima
stagione 2004\2005 ha toccato le 500.000 unità in 40 concerti estivi negli
stadi e in 120 repliche nei teatri (anche questo è un record) per un
costante “tutto esaurito”.
La loro sede milanese si sviluppa su oltre 4.000 mq ed è il cuore delle
attività dei POOH. Coadiuvati da un team di fedelissimi in quello che è
ormai definito “Il Palazzo Della Musica” nascono e si concretizzano tutte le
idee della band. Li sono concentrati gli uffici operativi, gli studi di
registrazione muniti di tecnologia digitale avanzata oltre ai magazzini per
gli strumenti, le scenografie, i palchi, i TIR e tutte le strutture live.
Negli archivi storici sono custoditi tutti i loro copyright : dai nastri
degli album ai provini, dai supporti video e alle registrazioni live, dagli
Special TV realizzati nel tempo alle pubblicazioni editoriali, dagli
spartiti delle loro composizioni alle foto e a quant’altro in questi 40 anni
di attività sono riusciti a produrre e a conservare.
Talento, amicizia, creatività, continuità ed impegno sono stati e continuano
ad essere i punti di forza di questa Band che ancora si diverte a fare
musica e a stupire.
Ed è proprio su questo patrimonio che i POOH puntano per festeggiare il loro
quarantennale che a partire da novembre 2005 e per tutto il 2006 li vedrà
impegnati in una serie di eventi importanti ed attesissimi che ancora una
volta faranno la differenza.
TOUR 2006
rande festa - tour estate 2006
Dopo il grande successo tributato da oltre 80mila persone ai 14 concerti nei
più importanti Palasport italiani, il tour estivo dei Pooh sta scaldando i
motori per la seconda parte della "Grande Festa ".
Il prossimo 10 luglio 2006, infatti, partirà da Piazza del Duomo di Brescia
"La Grande Festa - Tour Estate 2006", la seconda parte dei festeggiamenti
per i 40 anni di carriera dei POOH, che stanno celebrando questo
straordinario traguardo assieme al loro vastissimo pubblico.
La carovana dei POOH girerà tutta l'Italia con 30 concerti negli stadi,
nelle piazze e nei luoghi storici più suggestivi della nostra penisola,
coinvolgendo i fan in una "Grande Festa" di suoni, immagini, luci, musica ed
emozioni. Per un evento così straordinario come il "quarantennale di
carriera", i POOH si sono regalati una location di grande prestigio per
ambientare l'ultimo spettacolo della loro "Grande Festa".
Il gran finale del tour andrà in scena sabato 9 settembre 2006 all'Arena di
Verona, che farà da degna cornice all'ultimo concerto dei "fab four" della
musica italiana.
Anche durante le date estive de "La Grande Festa - Tour Estate 2006"
proseguirà la raccolta fondi a favore del progetto "Laboratori per le
vittime della violenza in Sierra Leone", al quale il gruppo dei POOH ha
destinato anche tutti i proventi derivanti dalla vendita del cd-singolo
"Cuore Azzurro", inno della Nazionale Italiana di Calcio.
Altro gradito ritorno, dopo i consensi ricevuti sia dal pubblico che dalle
radio, saranno le gemelle Ferrini, attualmente impegnate in studio di
registrazione, che presenteranno per l'occasione il loro nuovo singolo. In
seguito all'immane tragedia dello tsunami che ha colpito l'Asia il 26
Dicembre 2004 Rock No War sta realizzando a Negombo, in Sri Lanka, una
scuola che ospiterà bambini sordomuti (ma anche bambini normodotati
provenienti da famiglie disagiate). Un bambino normodotato impara
velocemente, mentre i bambini sordomuti hanno bisogno di continua assistenza
per diventare autonomi e imparare a convivere con questo handicap. I lavori
della scuola procedono alacremente, ma oltre ai muri bisogna contribuire ad
attrezzarla.
Raccolti oltre 61mila euro per lo Sri Lanka! Grazie a tutti.
"La Grande Festa in Tour 2006" è stato anche un grande successo di
solidarietà: la raccolta fondi a sostegno di un progetto per la costruzione
di una scuola per bambini sordomuti nello Sri Lanka, è andata oltre ogni
aspettativa considerando anche il poco tempo a disposizione.
Nel corso delle tre settimane di tour, infatti, i Pooh hanno raccolto oltre
50mila euro attraverso le donazioni dello straordinario pubblico che ogni
sera ha affollato i loro concerti. Altri 11mila euro sono stati invece
raccolti attraverso le migliaia di sms che tutti voi avete inviato ai numeri
Tim, Telecom e 3.
Complessivamente la somma raccolta per il progetto è stata di 61.074 euro!
I Pooh vogliono ringraziare di cuore tutti coloro che hanno contribuito a
sostenere questo progetto. Nelle prossime settimane non mancheremo di
documentare l'andamento dei lavori per mostrarvi i risultati concreti del
progetto, ottenuti grazie alla vostra generosità.
Grazie a tutti! Per tutte le informazioni visita il sito:
www.rocknowar.it
I POOH CANTANO L'INNO DELLA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO.
I POOH sono gli autori dell’Inno della Nazionale Italiana di Calcio. “Cuore
Azzurro” è il titolo della canzone che Roby, Dodi, Stefano e Red hanno
scritto e cantato per accompagnare l’Italia ai Mondiali che dal 9 giugno si
disputeranno in Germania.
Il Progetto nasce dalla collaborazione tra F.I.G.C. e Radio Italia
solomusicaitaliana (Fornitore Ufficiale degli Azzurri) ed è stata proprio
Radio Italia ad individuare nei Pooh, gruppo che proprio quest’anno
festeggia i 40 anni di carriera, gli artisti ideali per la realizzazione di
un Inno che vuole esprimere passione, concetto di squadra, italianità e
desiderio di fissare in musica immagini ed emozioni.
“E’ stato emozionante – conferma Mario Volanti, editore di Radio Italia –
ascoltare nel mio ufficio insieme ai Pooh il primo provino dell’inno e
immaginare milioni di persone entusiaste cantarlo tutte insieme negli stadi,
nelle piazze, nelle loro case, in tutto il mondo”.
Oltre alla versione dei Pooh, l’Inno vede una versione cantata dai giocatori
che hanno contribuito alla qualificazione della Nazionale: Mauro Esposito
(Cagliari), Marco Materazzi (Inter), Gennaro Gattuso - Andrea Pirlo –
Alberto Gilardino (Milan) Alessandro Del Piero - Fabio Cannavaro - Gianluigi
Buffon - Manuele Blasi - Gianluca Zambrotta (Juventus), Luca Toni
(Fiorentina), Morgan De Sanctis - Vincenzo Iaquinta (Udinese), Fabio Grosso
- Cristian Zaccardo - Simone Barone (Palermo), Francesco Totti - Simone
Perrotta - Daniele De Rossi (Roma), Angelo Peruzzi - Massimo Oddo (Lazio),
Aimo Diana (Sampdoria).
“Lo spirito di gruppo, l’importanza del lavoro di squadra, l’impegno e la
passione sono valori che hanno sempre guidato i Pooh nella loro
quarantennale carriera – ricorda Franco Cusolito, manager del gruppo e
coordinatore per Cose di Musica del progetto – e questi valori li
riconosciamo nella Nazionale e nei tanti giocatori che hanno il privilegio
di vestire la maglia azzurra”.
Registrato tra Roma, Milano, Palermo, Firenze, Torino e Udine, il cd-singolo
“Cuore Azzurro”, (prodotto e realizzato da Tamata S.p.A.) in programmazione
radiofonica dal 26 maggio, sarà in vendita nei negozi di dischi dal 9 giugno
(etichetta Warner), in tutte le edicole in abbinamento a Gazzetta dello
Sport e disponibile in versione download per cellulari e nei migliori music
store. Il singolo conterrà tre versioni del brano: quella cantata dai Pooh,
quella cantata dai calciatori e la versione Karaoke.
Tutti i ricavi della vendita del cd, al netto dei soli costi industriali e
di produzione, saranno destinati all’associazione Rock No War per Fondazione
Don Carlo Gnocchi che li impiegherà a favore del progetto “Laboratori per le
vittime della violenza in Sierra Leone” ovvero nella costituzione di una
cooperativa sociale integrata per l’insegnamento, lo sviluppo e la ripresa
di attività artigianali a favore delle vittime della violenza della guerra
in Sierra Leone (l’Associazione Rock No War Onlus, sarà garante della
consegna dei fondi alla Diocesi di Makeni e alla Fondazione Don Gnocchi,
esecutori materiali dell’opera).
Il progetto “Inno”, in considerazione delle nobili finalità solidali cui è
abbinato, ha ottenuto il sostegno e la promozione gratuita, attraverso una
campagna di comunicazione, da Rai, Mediaset, Sky, Telesia.
I POOH RACCONTANO "CUORE AZZURRO"
"La Nazionale di Calcio va al di là della passione per il pallone, si spinge
oltre il tifo e il campanilismo, ci fa dimenticare latitudini e ideologie.
E' forse l'unica occasione dove riusciamo ad accomunarci in un unico
sentimento.
E allora puntualmente ci troviamo a soffrire, a esultare, a trattenere il
fiato e a emozionarci per quello che la Nazionale ci sa regalare.
Seduti davanti al televisore di casa, in viaggio attaccati alla radio,
accalcati nella sala di un bar, spintonati in una piazza davanti a un
maxischermo o testimoni oculari allo stadio, quando la Nazionale chiama
siamo tutti presenti.
Per chi come noi fa musica, raccontare le suggestioni che tutto questo
riesce a suscitare è sicuramente una tentazione ricorrente: in tanti hanno
cantato il prima, il durante e il dopo di una qualche partita e spesso
l'hanno cantato bene.
A noi mancava questa esperienza e così, quando ci è stato proposto di
scrivere "l'Inno della Nazionale", ci siamo sentiti onoratissimi ma anche
investiti di una grande responsabilità, quella di farci portavoce di quel
sentimento trasversale che accomuna spettatori e giocatori ogni volta che la
palla comincia a girare e che, dal campo agli spalti, fa riscoprire tutti
improvvisamente italiani.
E allora abbiamo voluto puntare su questo scambio di ruoli tra pubblico e
calciatori: "Noi con voi, voi con noi", dove il fine comune non si
identifichi necessariamente ed esclusivamente nella "vittoria" ma anche e
soprattutto nella sportività e nella partecipazione.
Il nostro "Cuore Azzurro" vuole essere l'Inno da cantare insieme comunque
vada, una sorta di atto di aggregazione che abbia modo di rinnovarsi al di
là dei risultati e degli eventi, magari ricordandoci che su quel prato verde
si corre ancora per giocare e che affacciarsi a uno stadio può ancora essere
un bel modo per emozionarsi e magari sentirsi parte della stessa storia".
DOPO IL GRANDE SUCCESSO OTTENUTO,
TORNA L'INIZIATIVA DEDICATA A TUTTI I FANS!
Per sottolineare lo spirito di grande aggregazione che ha contraddistinto la
"Grande Festa in Tour", il tour per i 40 anni di carriera del gruppo, i Pooh
hanno voluto che anche il loro pubblico partecipasse allo spettacolo, e che
lo facesse salendo, metaforicamente, sul palco insieme a loro.
Oltre 1.000 fans hanno inviato un videoclip con una propria interpretazione
audio/video di un brano scelto dal vasto repertorio dei Pooh. Divertenti,
passionali, ironici… abbiamo trovato di tutto e di piu' nelle oltre 1.000
"interpretazioni" inviate.
Fra tutte le "videocanzoni" pervenute, le migliori, le più divertenti, sono
state montate in uno splendido videoclip, della durata di 20 minuti, che è
stato proiettato prima dell'inizio dello show (intorno alle 20.30) in ogni
data del tour.
Visto il grande successo ottenuto, in concomitanza con la seconda parte del
tour in partenza il 10 luglio, riprende anche, a grande richiesta, "Sali sul
Palco con i Pooh": per partecipare basta inviare la propria interpretazione
di un brano dei Pooh entro il 23 giugno: cantate in spiaggia, suonate sotto
l'ombrellone, da soli o in compagnia, con un ghiacciolo o su una tavola da
surf, esibitevi nelle situazioni più strane, originali e divertenti. Date
libero sfogo alla vostra fantasia!
Fra tutte le "videocanzoni" pervenute, infatti, saranno selezionate solo le
migliori considerando soprattutto l'originalità e la simpatia del videoclip.
Per la registrazione del video e dell'audio della canzone è sufficiente
effettuare le riprese con una comune videocamera non professionale, purchè
abbia una buona qualità audio.
Il video clip dovrà avere una durata "standard" non superiore ai 20 secondi.
Il materiale dovrà essere spedito in formato VHS, DVD, H8, AVI o MPEG e
dovrà essere accompagnato da una lettera liberatoria (vedi documento sul
sito www.pooh.it) debitamente compilata e firmata che autorizza alla
diffusione in pubblico delle immagini contenute.
Il tutto dovrà pervenire al seguente indirizzo:
SUL PALCO CON I POOH - c/o Cose di Musica Srl, via Plinio 15, 20129 Milano
Cosa aspettate? Spedite subito la vostra "performance" e salite anche voi
sul palco de "La Grande Festa Tour 2006" dei Pooh.
SORDEVOLO
Sordevolo, il paese ormai famoso per la sua rappresentazione della Passione
di Cristo, è situato nella splendida valle dell’Elvo e meno di dieci
chilometri lo dividono dal capoluogo Biella.
Il suo territorio si estende dai 590 metri di altitudine della frazione
Rubiola alla vetta del monte Mucrone a quota 2.335. A Nord-Ovest confina con
la Valle d’Aosta. Conta 1.300 abitanti. Passato ai Savoia nel 1379, si
governò con propri statuti fino all’occupazione napoleonica. L’economia
industriale sordevolese si sviluppò fin dal Seicento con la produzione
d’avanguardia di panni fini. Celebre località di villeggiatura, ospitò per
più stagioni il drammaturgo Giuseppe Giacosa, cui fece visita Giosuè
Carducci. Negli anni ’30 e ’40 ebbe dimora stabile Franco Antonicelli, al
quale facevano capo illustri intellettuali piemontesi e il filosofo
Benedetto Croce soggiornante nel limitrofo paese di Pollone. Di particolare
pregio paesaggistico la strada per Pollone, le località alpestri ove sorge
la Trappa, antico poderoso fabbricato risalente al Settecento che ospitò per
alcuni anni dei frati trappisti rifugiatisi dalla rivoluzione francese. Di
pregio artistico tutte e sette la chiese, costruite tra il Cinquecento e il
Seicento; in particolare Santa Marta, ricca di dipinti e di arredi in legno,
nel cui coro è ospitato il Museo della Passione Sordevolese.
Villaggi d’Europa Valle Elvo
L’albergo diffuso della Valle Elvo è una forma di accoglienza per chi cerca
un’alternativa alle strutture alberghiere classiche. Si tratta di una serie
di appartamenti situati in edifici di pregio nei centri storici dei comuni
di Sordevolo, Graglia e Muzzano che vengono offerti esclusivamente ai
turisti. Trentuno appartamenti per un totale di centoventi posti letto.
La passione di Cristo
È una rappresentazione sacra - su versi arcaici accompagnati da musica
solenne, e recitata in forma di teatro popolare - che da quasi duecento anni
viene allestita, con cadenza quinquennale, dalla popolazione del comune
piemontese di Sordevolo (BI).
Narra quello che può essere considerato come il momento centrale della
cristianità - quello della Passione di Gesù Cristo - ed è sicuramente uno
fra i più articolati spettacoli corali allestiti in Italia. Ad interpretarlo
sono attori dilettanti di ogni età.
La rappresentazione ha fatto guadagnare alla località collinare il
soprannome di Città della Passione, richiamando spettatori da ogni dove.
Viene organizzata ed allestita da una associazione appositamente costituita,
l'Associazione Teatro Popolare di Sordevolo, che ha ereditato dal 1991
l'impegno assunto nel 1816 da quello che fu l'antico Teatro Popolare
Comitato Passione di Sordevolo.
È da sottolineare il carattere profondamente libero e autonomo di questa
originale cultura locale e l’impegno che essa suscita ancora oggi negli
eredi moderni di questa tradizione, per la quale ogni aspetto dello
spettacolo è affrontato con le sole risorse umane e tecniche locali:
l’assetto organizzativo generale, la confezione dei costumi e degli
apparati, il progetto scenografico, la regia, la scuola di recitazione,
l’allestimento delle scene.
Si tratta certamente del più grande spettacolo corale in Italia interpretato
da attori dilettanti.
La Passione di Cristo viene replicata ogni fine settimana da luglio a
settembre.
In una ampia arena naturale all'aperto di circa quattromila metri quadri, un
anfiteatro dotato di tutte le più moderne tecnologie in cui è riprodotta la
Palestina del tempo di Gesú.
Origine del testo
Il testo in versi messo in scena con accompagnamento musicale è basato su
quello di una rappresentazione analoga risalente alla fine del XV secolo e
che viene attribuita allo scrittore fiorentino messer Giuliano Dati,
cappellano della Chiesa dei Santi Martiri in Trastevere, a Roma, e autore
nel 1493 di quella che forse può essere considerata la prima opera
letteraria sulla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo: il
poemetto La scoperta di Colombo - La lettera dell'isole che ha trouato
nuovamente el Re di Spagna.
Dal 1490 circa al 1539, cioè all'epoca della riforma luterana, l'azione
scenica veniva rappresentata il Venerdì Santo al Colosseo dalla Compagnia
della Confraternita del Gonfalone con la partecipazione del popolo, di
pellegrini e viaggiatori che si recavano appositamente nella città culla del
cristianesimo.
La rappresentazione venne sospesa su ordine di Papa Paolo III, appunto in
coincidenza con il grande scisma.
Per molti versi misteriose rimangono le strade che hanno portato il testo da
Roma a Sordevolo, dove nei primi anni del XIX secolo, la Passione di Cristo
ha trovato nuova vita. Secondo alcune fonti il testo potrebbe essere giunto
nella cittadina piemontese grazie ai rapporti che la locale Confraternita di
Santa Lucia teneva con la Confraternita del Gonfalone, a cui era affiliata;
altre sostengono che semplici contatti commerciali tra clienti romani e la
famiglia di mercanti Ambrosetti di Sordevolo (tessitori di "panni fini",
secondo la nomenclatura ottocentesca) sarebbero stati il tramite di questo
recupero testuale, che si pone - a giusta ragione - a metà strada fra
drammatizzazione teatrale e momento di raccolta e intima spiritualità.
VILLA CERNIGLIARO
Villa Cernigliaro è una dimora storica che si trova a Sordevolo, in
provincia di Biella, nella valle del torrente Elvo, in collina, al riparo
dai venti freddi del Nord dalle montagne e dal rilievo della Serra morenica
a Ovest. Questo paesino, un centro abitato a 600 metri d’altitudine
circondato da boschi, gode di una natura integra e una panoramica veduta
sulla pianura.
Villa Cernigliaro, fu buon ritiro per i maggiori intellettuali italiani del
primo ‘900.
Fu infatti per merito di Franco Antonicelli che il “collettivo spirituale e
morale”, composto nel ’28 da Augusto Monti, Umberto Cosmo, Leone Ginzburg,
Norberto Bobbio, Cesare Pavese, Massimo Mila, Sturani e lo stesso
Antonicelli con altri amici tra cui Benedetto Croce, Mario Fubini, Luigi
Einaudi, Delio Tessa, Massimo Bontempelli, Francesco Menzio, Gustavo
Colonnetti si poté ricostituire qui ogni estate.
La Villa conserva ancora i suoi arredi originali e gli ambienti eclettici
disegnati dall’architetto Chevalley. Una romantica scala doppia conduce alla
terrazza, ingresso principale della Villa. Si entra in un ampio salone
decorato a stucco francese e da qui nelle quattro sale a tema: sala giochi,
sala da tè, sala biliardo e sala da pranzo. Il salone da ballo si trova
nella parte centrale, gode della vista di una preziosa vetrata e comunica
con una larga scala in marmo che conduce ai piani superiori dove si trovano
le camere e le sale da bagno.
La passeggiata nel parco storico consente di ammirare esemplari secolari di
cedri del libano e deodara, cipressi, magnolie grandiflora, camelie,
rododendri a fioritura ciclica, ligustri giganti, tigli, faggi nelle
differenti varietà e infine un boschetto di canfora, la più alta del Nord
Italia. Il parco accoglie un incantevole giardino all’italiana di siepi di
bosso e roselline antiche che si affaccia sulla splendida vista della Valle
dell’Elvo.
Sempre nel parco, il padiglione, egregiamente restaurato, offre uno
splendido scenario: da un lato la riserva naturale speciale Parco della
Burcina e il paesaggio che la circonda, dall’altro il panorama del giardino
storico, la Valle Elvo e la Villa.
Villa Cernigliaro è vincolata dal Ministero della Pubblica Istruzione ed è
tutelata dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Ambientali del
Piemonte come una delle più belle ville della regione.
Gode della vicinanza di piccole e grandi città: Biella, Vercelli, Ivrea,
Novara, Aosta, Torino, Milano; parchi naturali, santuari, stazioni
sciistiche, noti spacci tessili e siti di notevole bellezza: il Ricetto di
Candelo, la Valsesia, i laghi d’Orta e Maggiore, la Valle d’Aosta sono mete
giornaliere facilmente raggiungibili.
CENNI STORICI SU STORICI PERSONAGGI
Il “buen retiro” di Villa Cernigliaro a Sordevolo negli anni del fascismo
“La rabbia impotente per le condizioni, soprattutto morali, in cui il
Mussolini teneva gli italiani, cresceva e mi spinse verso un gruppo di
giovani che a codeste condizioni cercavano di reagire. Essendo di
temperamento riflessivo e tutt’altro che entusiasta - soffrivo anzi allora
di una timidezza patologica - mi rendevo ben conto che i nostri sforzi di
smuovere l’atmosfera plumbea in cui si stagnava erano destinati a fallire
nell’apatia generale, ma mi pareva di dover agire così per non dover
vergognarmi di me stesso”.
Così si esprimeva in una memoria autobiografica Luigi Grosso, ricordando gli
anni milanesi dal 1930 al 1940, e la sua vicenda, analoga a quella di altri
scultori, può illuminare la condizione di tutti quegli intellettuali che non
intesero accettare, nell’Italia degli anni Venti e Trenta, la dittatura del
fascismo; è una testimonianza interessante in quanto coglie un aspetto
importante della lotta antifascista e trova corrispondenza in alcune
notazioni di Franco Antonicelli.
“L’antifascismo non fu soltanto una serie di azioni politiche o di colpi di
mano; per lungo tempo fu un poco visibile ma esistente baluardo di
coscienze, che rendeva difficile al regime affondare ed estendere le sue
radici”, un “- collettivo - spirituale e morale che teneva viva - un’altra
Italia - accanto a quella ufficiale”.
A Torino quest’”altra Italia”, come - collettivo spirituale e morale - che
tende a costituirsi come - baluardo di coscienze -, ha come centri attivi di
resistenza e opposizione le fabbriche e l’università frequentata da quei
giovani che sui banchi di scuola erano stati educati da insegnanti come
Umberto Cosmo e Augusto Monti, ed ora attingevano alla parola e all’esempio
di docenti come Gioele Solari, Francesco Ruffini, Lionello Venturi.
Antonicelli fu allievo di Umberto Cosmo e frequentò Augusto Monti, entrambi
professori al liceo d’Azeglio a Torino, e proprio attorno al Monti si
compose a partire dal 1928 un “collettivo spirituale e morale”, un gruppo
cui presero parte Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, Massimo
Mila, Sturani e lo stesso Antonicelli; luogo d’incontro era il caffè
Rattazzi e come ricorda Bobbio: “Monti... muoveva i fili della
conversazione, che non era necessariamente politica... La lezione del
Rattazzi consistette, almeno per me, nel farmi toccare con mano il distacco
tra la cultura accademica che si fucina nelle scuole, e quella milititante,
che si forma tra compagni e maestri scesi dalla cattedra... nel premunirci
tutti quanti dalla malattia del sussiego”.
Ecco la lezione del Monti: la pratica della libertà di contro alla “malattia
del sussiego”, e analoga fu la lezione di Cosmo, “uomo cresciuto nella
libertà”, il quale, destituito nel 1926 dalla cattedra di Lettere italiane
al d’Azeglio per una generica incompatibilità fra il suo pensiero e quello
del regime, così si espresse: “... auguro all’uomo che salirà sulla cattedra
dalla quale io sono costretto a discendere di portare su di essa la libertà
e la dignità con le quali io l’ho per tanti anni occupata”.
Nella galleria dei personaggi fotografati da Antonicelli compaiono tutti
questi nomi e fu per merito di Antonicelli che questo “collettivo spirituale
e morale” si poté ricostituire ogni estate, a partire dal 1935, a Sordevolo
nella villa di Annibale Germano, suocero di Antonicelli: “Ci fu un tempo,
difficile da dimenticare, in cui un piccolo gruppo di amici fidati si
ritrovava con il più spontaneo piacere per liberare l’animo dall’odioso peso
del sospetto,del silenzio prudente, delle preoccupazioni e dei pericoli
improvvisi. ... Il tempo cui alludo fu quello del fascismo.”
Il gruppo... era quello che di solito si ricostruiva ogni estate nel
biellese, a Sordevolo e a Pollone. ... Due erano i ritrovi principali: la
villetta abitata, credo dal 1934, da Benedetto Croce a Pollone e la villa da
molto più tempo di proprietà di Annibale Germano a Sordevolo. La prima...era
meta di illustri visite... la seconda non meno, in parte come riflesso o
appendice della prima. Della seconda posso dire che... ognuno... poteva
parlare
in libertà, anche se legato con qualche vincolo al regime; tuttavia la vera
confidenza in fatto di politica era ristretta a pochi frequentatori
abituali.
I tutti: Simoni, Pastonchi, Bontempelli, Linati, Tessa, Gadda, Conti, Della
Corte, Bernardelli, Quadrone, Cosmo, Falco, Salvatorelli; i pochi: spiccava
Gustavo Colonnetti.
Compaiono altri nomi, ricompare quello di Cosmo, personaggi fra loro legati
da una “comunione di coscienze”, legame che Antonicelli vede in qualche modo
simboleggiato dalla strada che unisce Pollone a Sordevolo: “Topograficamente
la panoramica strada serpeggiante fra i due paesi può segnare il legame fra
i componenti del gruppo”. |