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23/giu/2011 , ore 21:00 Pooh Teatro Romano, Verona   Tickets
_________Pooh - Biglietti a breve in vendita - Viareggio
In programma al Teatro Pucciniano il 9 agosto

Sordevolo


Settore Prezzo (*)
Platea Numerata Intero 46,00 € Tribuna Numerata Intero 34,50 €

nformazioni sul luogo:
Anfiteatro Giovanni Paolo II

- Sordevolo (BI)
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Uomini_soli_%28brano_musicale%29
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomini_soli_%28brano_musicale%29&action=history

Uomini soli (brano musicale)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Uomini soli
 
 
Artista Pooh
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1990
Durata 4 min : 03 s
Album di provenienza Uomini soli
Dischi {{{numero di dischi}}}
Tracce {{{numero di tracce}}}
Genere Pop
Etichetta  
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore  
Arrangiamenti {{{arrangiamenti}}}
Regista {{{regista}}}
Registrazione 1990
Formati CD
Note  
Premi
Dischi d'oro  
Dischi di platino  
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
Pooh - cronologia
Singolo precedente
Donne italiane/Davanti al mare
Singolo successivo
Concerto per un'oasi
{{{seconda discografia}}} - cronologia
Singolo precedente
 
Singolo successivo
 
{{{terza discografia}}} - cronologia
Singolo precedente
 
Singolo successivo
 
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica

Uomini soli è il titolo di una canzone dei Pooh, scritta da Roby Facchinetti e Valerio Negrini, eseguita al Festival di Sanremo 1990 e vincitrice della manifestazione canora.

In quell'edizione venne anche interpretata in inglese da Dee Dee Bridgewater (il regolamento prevedeva la versione inglese di tutti i 20 motivi) con il titolo Angel Of the Night, vincendo la categoria "Canzoni e cantanti - Star internazionali".

  « Dio delle città e delle immensità,
se è vero che ci sei e hai viaggiato più di noi,
vediamo se si può imparare questa vita,
e magari un po' cambiarla prima che ci cambi lei.

Vediamo se si può farci amare come siamo,
senza violentarci più con nevrosi e gelosie,
perché questa vita stende e chi è steso dorme o muore,
oppure fa l'amore »
 
(Primo ritornello)

 

Formazione [modifica]

 

Nuovo successo [modifica]

Dal 2006 la canzone ha riavuto successo, soprattutto tra i giovani, grazie all'interpretazione di Paolo Bitta (Paolo Kessisoglu) nella sit-com Camera Café.

Predecessore: Canzone vincitrice del Festival di Sanremo Successore:
Ti lascerò 1990 Se stiamo insieme I
  con    
      II
  con    
      III
  con    
      IV
  con    
      V
  con    
      VI
  con    
      VII
  con    
      VIII
  con    
      IX
  con    
      X
  con    
      XI
  con    
      XII
  con    
      XIII
  con    
  con    
Ti lascerò {{{data}}} Se stiamo insieme  
Comune di Sordevolo

Provincia di Biella

Atl di Biella

Eurovillage



presentano



in collaborazione con Lele Ghisio



L’ANTEPRIMA DEL TOUR ESTIVO DEI 40 ANNI DEI POOH

IN PIEMONTE DAL 2 AL 7 LUGLIO



VILLA CERNIGLIARO – EUROVILLAGE – ANFITEATRO
SORDEVOLO (BIELLA)


Dopo la prima parte de “La Grande Festa”, il tour celebrativo del quarantennale del più noto complesso italiano che si è svolta nei palasport delle maggiori città italiane (14 concerti per un totale di 80.000 spettatori), i Pooh approdano a Sordevolo ((in allegato una scheda dettagliata della location piemontese) per preparare la sessione estiva dei concerti. L’Anfiteatro Giovanni Paolo II, ospiterà le prove tecniche del tour che partirà il prossimo 10 luglio da Brescia per concludersi all’Arena di Verona il 9 di settembre.

La suggestiva struttura, di cui recentemente è stata realizzata la copertura per un’intera settimana, all’inizio di luglio, vedrà protagonisti i POOH e il loro staff, impegnati nel mettere a punto i meccanismi dei concerti che infiammeranno i fans di tutta Italia.

Al termine dei lavori, venerdì 7 luglio, i POOH offriranno al pubblico piemontese la possibilità di assistere all’assoluta anteprima della lunga serie di concerti.

I POOH hanno scelto Sordevolo per una settimana di lavoro e tranquillità, per rodare il loro ingranaggio della musica in una location unica nel suo genere in regione e saranno ospiti della storica Villa Cernigliaro gli artisti e del nuovissimo Eurovillage l’intero staff. I primi tir di materiali arriveranno domenica 2 luglio in paese per cominciare il montaggio del palco e delle infrastrutture necessarie. Prove tecniche fino alla sera del 7 luglio per chiudere alla grande con il concerto anteprima del tour estivo “La Grande Festa”.

PREVENDITE, BIOGRAFIA DEI POOH, NOTIZIE SUL TOUR POOH 2006, L’INNO DEI POOH PER LA NAZIONALE AZZURRA, I POOH E I FANS E UNA SCHEDA SULLA LOCATION PIEMONTESE.

Infoline per il pubblico: info@rockoco.it

______________POOH in concerto

Venerdì 7 luglio 2006
ore 21,30

apertura cancelli 19,30


ANFITEATRO GIOVANNI PAOLO II
SORDEVOLO - BIELLA




BIGLIETTI


TRIBUNA NUMERATA
Euro 26 + 4 di diritto di prevendita



SEDIE NUMERATE
Euro 30 + 5 di diritto di prevendita



In prevendita:


Biella

CIGNA DISCHI

via Italia, 39 - 015/21802

PAPER MOON

via Galimberti, 37 - 015/405395



Sordevolo

TABACCHERIA MOSCA

via E. Bona, 9 - 015/2562670



Cossato

RAGGIO VERDE (Bottega Commercio Equosolidale)

via Mazzini, 12 - 015/925584



Borgosesia

RAGGIO VERDE (Bottega Commercio Equosolidale)

via Giordano, 18 - 0163/26908



Borgomanero

RAGGIO VERDE (Bottega Commercio Equosolidale)

via Rosmini, 11 - 0322/82974



Novara

TUNE DISCHI

via F.lli Rosselli, 23 - 0321/612361



Vercelli

RAGGIO VERDE (Bottega Commercio Equosolidale)

c.so Fiume, 24 - 0161/502916



Ivrea

DISCOCCASIONE

via IV Martiri, 44 - 0125/48415



Santhià

AGATHA VIAGGI

corso Nuova Italia, 82 - 0161/935188



Aosta

MUSICA & RICORDI

via S. Anselmo, 7 - 0165/40086



www.ticketone.it
 
POOH



Biografia 40 anni
1966-2006

QUARANT’ANNI DI POOH

Sono passati ormai 40 anni da quell’inverno del ’66 quando, in un cascinale di Bologna, Valerio Negrini fondava quello che sarebbe diventato il “complesso” più importante della musica italiana.

Si, all’epoca, queste compagini rumorose e variopinte, si chiamavano “complessi” e rappresentavano una specie di movimento involontario che, sulle orme del beat inglese, rincorrevano un modo diverso di fare musica e di raccontare storie, inventando una maniera nuova di fare canzoni.

Erano tanti i complessi che nascevano e sparivano nelle cantine dei quartieri italiani, ognuno voleva essere qualcuno, ognuno sognava, qualcuno cresceva, moltissimi rinunciavano perché al di la della facciata fatta di cappelli lunghi, pantaloni a tubo e chitarre luccicanti, fare “il complesso” era difficile e faticoso, spesso poco gratificante, sempre dispendioso e quasi mai remunerativo.

Chi resisteva era di certo perché pervaso da una sorta di vocazione, una tenacia che andava al di la della passione e che metteva la musica al di sopra degli amici, della partita di pallone, del cinema alla domenica, della scuola e spesso anche della fidanzata che puntualmente, e in qualunque latitudine, minacciava, prima o poi, il fatidico: ”O me, o la musica!” … e solo qualche volta vinceva la musica.

I POOH sono nati così, in quel tempo di cambiamenti e di curiosità, in quegli anni che qualcuno ha definito “formidabili” e che forse lo sono stati davvero, e si sono trovati, anno dopo anno, canzone dopo canzone, a fare la storia della musica italiana, sono nati come tanti altri, ma loro, dopo 40 anni, sono ancora qui.

Dalla prima compagine del ‘66 a tutto il ’72 i POOH hanno rimescolato la loro formazione alla ricerca di una identità musicale e soprattutto di una dimensione umana che gli consentisse di abbracciare un progetto che valicasse i confini del protagonismo individuale, che anteponesse “I POOH” agli stessi Pooh.

All’alba del ’73 Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red Canzian diventavano i definitivi componenti di quello che non sarà più un “complesso”, ma un vero e proprio “Gruppo”.

Il Gruppo per eccellenza che oltre a fare musica, diventa team lavorativo compatto e variegato, composto da peculiarità diverse e complementari, dove ognuno gestisce i propri spazi in completa autonomia e comunque in grande complicità.

Ed eccoli allora alle prese con tutte le loro innumerevoli “prime volte”:

Da sempre AUTORI, COMPOSITORI ed INTERPRETI delle loro canzoni, diventano, già nel ’76, PRODUTTORI dei loro dischi uscendo, con questa scelta, dagli ingranaggi spesso troppo prudenti e poco innovativi della discografia ufficiale. I risultati sono esaltanti e di li a poco allargano la loro autonomia diventando anche EDITORI dei loro brani gestendo in proprio il loro patrimonio musicale.

Con una iniziativa ritenuta all’epoca “spericolata” diventano MANAGER di loro stessi e trasferiscono le loro performance live dalle tradizionali balere e discoteche ai Teatri, trasformando, quelle che all’ora si chiamavano “serate”, in veri e propri Concerti dove suoni ed immagini si fondono ai virtuosismi e alle invenzioni sceniche che i quattro propongono con puntuale rinnovamento in ogni loro tournee.

Il veloce passaggio dai Teatri ai Palasport ed infine agli Stadi, segna il successo crescente del gruppo e si fa strada anche tra gli addetti ai lavori la certezza che nei POOH c’è qualcosa di speciale.

Ed ecco i fumi, le luci, i laser, gli impianti audio sempre più sofisticati e gli effetti speciali che li rendono in breve i caposcuola di quella che poi sarà “la musica da vedere” inseguita e imitata da chiunque, da li in poi, avrà modo di salire su un palcoscenico importante.

Sempre alla ricerca di innovazioni, viaggiano puntualmente negli Stati Uniti ed in Giappone alla curiosa “caccia alla novità” e rinnovano in continuazione strutture e strumentazioni investendo buona parte dei loro guadagni in tecnologia.

Già alla fine degli Anni ’70 i loro tour viaggiano su più di 10 TIR portando al seguito delle loro carovane più di 100 tecnici per movimentare e allestire palcoscenici, strumenti, luci, gruppi elettrogeni e nel loro backstage appare perfino un ristorante itinerante.

Anche nelle produzioni discografiche I POOH inseguono il meglio e a partire dagli Anni ’80 per non sentirsi più vincolati da budget e scadenze decidono di rischiare in proprio diventando DISCOGRAFICI e affidando alle strutture tradizionali soltanto la distribuzione dei loro prodotti.

Incidono i loro album negli Studios più prestigiosi del mondo trasferendosi, a ogni nuovo lavoro, per diversi mesi, dai Caraibi alle Hawai dall’America all’Asia e, liberi da “tetti di spesa”, scommettono nei nuovi supporti che si affacciano sul mercato.

È dei POOH, nel 1983, il primo CD pubblicato in Italia, così come il primo Laser Disc nell’84 e sempre loro è il primo Video Clip ad alta definizione realizzato in Europa nel 1990 così come è loro la prima traccia multimediale inserita gratuitamente nel CD del ’96. Sono i primi nel ‘95 ad allestire un loro sito internet interattivo e giornalmente aggiornato con tanto di aree dedicate alla stampa con foto ed informazioni scaricabili e nel 2001 si aggiudicano il “Premio www” de “Il Sole 24 Ore” come miglior sito nella sezione arte e cultura.

I riconoscimenti al loro successo vanno di pari passo con il loro lavoro.

La loro carriera scorre anno dopo anno con costante successo e le loro scelte artistiche e manageriali riescono costantemente a sorprendere. “Niente in casa POOH viene lasciato al caso tranne la musica”, dicono gli stretti collaboratori del gruppo, ed è proprio questo connubio tra fantasia e realtà abbinato ad una buona dose di intraprendenza, che ha fatto e continua a fare la differenza.

C’è un episodio che risale al 1990 e che rappresenta bene la “filosofia Pooh” che non crede nei luoghi comuni, non sottovaluta l’intelligenza della gente e soprattutto non si ferma dove il prudente comune buon senso suggerisce.

Capitò ai POOH di comporre una brano come “Uomini soli” che parlava di disagio e solitudine e di pensare di proporsi con questa canzone, per la prima ed unica volta, su un palcoscenico come quello del Festival di Sanremo dove imperava l’orecchiabile e l’effimero e contro il parere di tutti andarono e vinsero.

Strategia? Ispirazione? Talento? Forse di tutto un po’ e forse di tutto un po’ sono fatti i POOH con di più, una buona dose di sensibilità e di generosità.

Non è infatti casuale che parallelamente alla loro attività artistica abbiano sempre sentito il bisogno di accompagnare alla musica iniziative a volte più importanti della musica stessa, ne è prova il loro costante impegno sociale che risale ad epoche non sospette e che ha visto con l’andare del tempo concretizzarsi in risultati importanti.

Ma quanto del loro successo può essere accreditato alla fortuna e quanto invece è frutto di quel talento e di quel lavoro puntiglioso ed instancabile che chi conosce i POOH racconta come fosse leggenda?

Di certo quella che loro chiamano “La nostra buona stella a 4 punte” li ha accompagnati da sempre, ma è nella loro unione, nella costanza, nell’oculatezza manageriale e nella qualità delle proposte sia a livello discografico che live che va ricercato il motivo vero della loro unicità.

Altri gruppi nati negli anni sessanta sono ad oggi ancora in attività, ma la loro storia e stata sempre interrotta da cambiamenti di organico, frastagliata da litigi e riappacificazioni, da abbandoni e ritorni, spesso il loro successo si è fermato molti anni fa e vivono oggi di memoria e revival.

I POOH sono invece una realtà unica e probabilmente irripetibile sia a livello italiano che internazionale tanto da essere annoverati, nel Guiness dei primati, come il gruppo più longevo e continuo del mondo, infatti in 40 anni di attività non hanno mai subito flessioni di popolarità o di successo, hanno prodotto quasi un album inedito all’anno e tutti i loro album sono sempre stati nelle hit entro i primi 3 posti. Una curiosità vuole che sommando i giorni di permanenza nelle classifiche di vendita dei dischi dei POOH dal ’66 ad oggi, i quattro risultano gli unici artisti italiani ad aver raggiunto un totale di presenze di oltre 5 anni per i brani singoli e oltre 11 anni nelle classifiche degli album.

Oggi i POOH rappresentano la più consolidata ed importante realtà dello show business italiano e a testimoniare la loro inossidabile attualità bastano le vendite della loro ultimo CD “Ascolta” che per la cronaca è balzato al primo posto delle classifiche sin dalla prima settimana di uscita e analizzare la continua crescita di presenze ai loro Live Show che solo nell’ultima stagione 2004\2005 ha toccato le 500.000 unità in 40 concerti estivi negli stadi e in 120 repliche nei teatri (anche questo è un record) per un costante “tutto esaurito”.

La loro sede milanese si sviluppa su oltre 4.000 mq ed è il cuore delle attività dei POOH. Coadiuvati da un team di fedelissimi in quello che è ormai definito “Il Palazzo Della Musica” nascono e si concretizzano tutte le idee della band. Li sono concentrati gli uffici operativi, gli studi di registrazione muniti di tecnologia digitale avanzata oltre ai magazzini per gli strumenti, le scenografie, i palchi, i TIR e tutte le strutture live. Negli archivi storici sono custoditi tutti i loro copyright : dai nastri degli album ai provini, dai supporti video e alle registrazioni live, dagli Special TV realizzati nel tempo alle pubblicazioni editoriali, dagli spartiti delle loro composizioni alle foto e a quant’altro in questi 40 anni di attività sono riusciti a produrre e a conservare.

Talento, amicizia, creatività, continuità ed impegno sono stati e continuano ad essere i punti di forza di questa Band che ancora si diverte a fare musica e a stupire.

Ed è proprio su questo patrimonio che i POOH puntano per festeggiare il loro quarantennale che a partire da novembre 2005 e per tutto il 2006 li vedrà impegnati in una serie di eventi importanti ed attesissimi che ancora una volta faranno la differenza.



TOUR 2006
rande festa - tour estate 2006

Dopo il grande successo tributato da oltre 80mila persone ai 14 concerti nei più importanti Palasport italiani, il tour estivo dei Pooh sta scaldando i motori per la seconda parte della "Grande Festa ".

Il prossimo 10 luglio 2006, infatti, partirà da Piazza del Duomo di Brescia "La Grande Festa - Tour Estate 2006", la seconda parte dei festeggiamenti per i 40 anni di carriera dei POOH, che stanno celebrando questo straordinario traguardo assieme al loro vastissimo pubblico.



La carovana dei POOH girerà tutta l'Italia con 30 concerti negli stadi, nelle piazze e nei luoghi storici più suggestivi della nostra penisola, coinvolgendo i fan in una "Grande Festa" di suoni, immagini, luci, musica ed emozioni. Per un evento così straordinario come il "quarantennale di carriera", i POOH si sono regalati una location di grande prestigio per ambientare l'ultimo spettacolo della loro "Grande Festa".

Il gran finale del tour andrà in scena sabato 9 settembre 2006 all'Arena di Verona, che farà da degna cornice all'ultimo concerto dei "fab four" della musica italiana.

Anche durante le date estive de "La Grande Festa - Tour Estate 2006" proseguirà la raccolta fondi a favore del progetto "Laboratori per le vittime della violenza in Sierra Leone", al quale il gruppo dei POOH ha destinato anche tutti i proventi derivanti dalla vendita del cd-singolo "Cuore Azzurro", inno della Nazionale Italiana di Calcio.

Altro gradito ritorno, dopo i consensi ricevuti sia dal pubblico che dalle radio, saranno le gemelle Ferrini, attualmente impegnate in studio di registrazione, che presenteranno per l'occasione il loro nuovo singolo. In seguito all'immane tragedia dello tsunami che ha colpito l'Asia il 26 Dicembre 2004 Rock No War sta realizzando a Negombo, in Sri Lanka, una scuola che ospiterà bambini sordomuti (ma anche bambini normodotati provenienti da famiglie disagiate). Un bambino normodotato impara velocemente, mentre i bambini sordomuti hanno bisogno di continua assistenza per diventare autonomi e imparare a convivere con questo handicap. I lavori della scuola procedono alacremente, ma oltre ai muri bisogna contribuire ad attrezzarla.

Raccolti oltre 61mila euro per lo Sri Lanka! Grazie a tutti.

"La Grande Festa in Tour 2006" è stato anche un grande successo di solidarietà: la raccolta fondi a sostegno di un progetto per la costruzione di una scuola per bambini sordomuti nello Sri Lanka, è andata oltre ogni aspettativa considerando anche il poco tempo a disposizione.

Nel corso delle tre settimane di tour, infatti, i Pooh hanno raccolto oltre 50mila euro attraverso le donazioni dello straordinario pubblico che ogni sera ha affollato i loro concerti. Altri 11mila euro sono stati invece raccolti attraverso le migliaia di sms che tutti voi avete inviato ai numeri Tim, Telecom e 3.

Complessivamente la somma raccolta per il progetto è stata di 61.074 euro!

I Pooh vogliono ringraziare di cuore tutti coloro che hanno contribuito a sostenere questo progetto. Nelle prossime settimane non mancheremo di documentare l'andamento dei lavori per mostrarvi i risultati concreti del progetto, ottenuti grazie alla vostra generosità.

Grazie a tutti! Per tutte le informazioni visita il sito: www.rocknowar.it



I POOH CANTANO L'INNO DELLA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO.

I POOH sono gli autori dell’Inno della Nazionale Italiana di Calcio. “Cuore Azzurro” è il titolo della canzone che Roby, Dodi, Stefano e Red hanno scritto e cantato per accompagnare l’Italia ai Mondiali che dal 9 giugno si disputeranno in Germania.

Il Progetto nasce dalla collaborazione tra F.I.G.C. e Radio Italia solomusicaitaliana (Fornitore Ufficiale degli Azzurri) ed è stata proprio Radio Italia ad individuare nei Pooh, gruppo che proprio quest’anno festeggia i 40 anni di carriera, gli artisti ideali per la realizzazione di un Inno che vuole esprimere passione, concetto di squadra, italianità e desiderio di fissare in musica immagini ed emozioni.

“E’ stato emozionante – conferma Mario Volanti, editore di Radio Italia – ascoltare nel mio ufficio insieme ai Pooh il primo provino dell’inno e immaginare milioni di persone entusiaste cantarlo tutte insieme negli stadi, nelle piazze, nelle loro case, in tutto il mondo”.

Oltre alla versione dei Pooh, l’Inno vede una versione cantata dai giocatori che hanno contribuito alla qualificazione della Nazionale: Mauro Esposito (Cagliari), Marco Materazzi (Inter), Gennaro Gattuso - Andrea Pirlo – Alberto Gilardino (Milan) Alessandro Del Piero - Fabio Cannavaro - Gianluigi Buffon - Manuele Blasi - Gianluca Zambrotta (Juventus), Luca Toni (Fiorentina), Morgan De Sanctis - Vincenzo Iaquinta (Udinese), Fabio Grosso - Cristian Zaccardo - Simone Barone (Palermo), Francesco Totti - Simone Perrotta - Daniele De Rossi (Roma), Angelo Peruzzi - Massimo Oddo (Lazio), Aimo Diana (Sampdoria).

“Lo spirito di gruppo, l’importanza del lavoro di squadra, l’impegno e la passione sono valori che hanno sempre guidato i Pooh nella loro quarantennale carriera – ricorda Franco Cusolito, manager del gruppo e coordinatore per Cose di Musica del progetto – e questi valori li riconosciamo nella Nazionale e nei tanti giocatori che hanno il privilegio di vestire la maglia azzurra”.

Registrato tra Roma, Milano, Palermo, Firenze, Torino e Udine, il cd-singolo “Cuore Azzurro”, (prodotto e realizzato da Tamata S.p.A.) in programmazione radiofonica dal 26 maggio, sarà in vendita nei negozi di dischi dal 9 giugno (etichetta Warner), in tutte le edicole in abbinamento a Gazzetta dello Sport e disponibile in versione download per cellulari e nei migliori music store. Il singolo conterrà tre versioni del brano: quella cantata dai Pooh, quella cantata dai calciatori e la versione Karaoke.

Tutti i ricavi della vendita del cd, al netto dei soli costi industriali e di produzione, saranno destinati all’associazione Rock No War per Fondazione Don Carlo Gnocchi che li impiegherà a favore del progetto “Laboratori per le vittime della violenza in Sierra Leone” ovvero nella costituzione di una cooperativa sociale integrata per l’insegnamento, lo sviluppo e la ripresa di attività artigianali a favore delle vittime della violenza della guerra in Sierra Leone (l’Associazione Rock No War Onlus, sarà garante della consegna dei fondi alla Diocesi di Makeni e alla Fondazione Don Gnocchi, esecutori materiali dell’opera).

Il progetto “Inno”, in considerazione delle nobili finalità solidali cui è abbinato, ha ottenuto il sostegno e la promozione gratuita, attraverso una campagna di comunicazione, da Rai, Mediaset, Sky, Telesia.

I POOH RACCONTANO "CUORE AZZURRO"

"La Nazionale di Calcio va al di là della passione per il pallone, si spinge oltre il tifo e il campanilismo, ci fa dimenticare latitudini e ideologie. E' forse l'unica occasione dove riusciamo ad accomunarci in un unico sentimento.

E allora puntualmente ci troviamo a soffrire, a esultare, a trattenere il fiato e a emozionarci per quello che la Nazionale ci sa regalare.

Seduti davanti al televisore di casa, in viaggio attaccati alla radio, accalcati nella sala di un bar, spintonati in una piazza davanti a un maxischermo o testimoni oculari allo stadio, quando la Nazionale chiama siamo tutti presenti.

Per chi come noi fa musica, raccontare le suggestioni che tutto questo riesce a suscitare è sicuramente una tentazione ricorrente: in tanti hanno cantato il prima, il durante e il dopo di una qualche partita e spesso l'hanno cantato bene.

A noi mancava questa esperienza e così, quando ci è stato proposto di scrivere "l'Inno della Nazionale", ci siamo sentiti onoratissimi ma anche investiti di una grande responsabilità, quella di farci portavoce di quel sentimento trasversale che accomuna spettatori e giocatori ogni volta che la palla comincia a girare e che, dal campo agli spalti, fa riscoprire tutti improvvisamente italiani.

E allora abbiamo voluto puntare su questo scambio di ruoli tra pubblico e calciatori: "Noi con voi, voi con noi", dove il fine comune non si identifichi necessariamente ed esclusivamente nella "vittoria" ma anche e soprattutto nella sportività e nella partecipazione.

Il nostro "Cuore Azzurro" vuole essere l'Inno da cantare insieme comunque vada, una sorta di atto di aggregazione che abbia modo di rinnovarsi al di là dei risultati e degli eventi, magari ricordandoci che su quel prato verde si corre ancora per giocare e che affacciarsi a uno stadio può ancora essere un bel modo per emozionarsi e magari sentirsi parte della stessa storia".


DOPO IL GRANDE SUCCESSO OTTENUTO,

TORNA L'INIZIATIVA DEDICATA A TUTTI I FANS!

Per sottolineare lo spirito di grande aggregazione che ha contraddistinto la "Grande Festa in Tour", il tour per i 40 anni di carriera del gruppo, i Pooh hanno voluto che anche il loro pubblico partecipasse allo spettacolo, e che lo facesse salendo, metaforicamente, sul palco insieme a loro.

Oltre 1.000 fans hanno inviato un videoclip con una propria interpretazione audio/video di un brano scelto dal vasto repertorio dei Pooh. Divertenti, passionali, ironici… abbiamo trovato di tutto e di piu' nelle oltre 1.000 "interpretazioni" inviate.

Fra tutte le "videocanzoni" pervenute, le migliori, le più divertenti, sono state montate in uno splendido videoclip, della durata di 20 minuti, che è stato proiettato prima dell'inizio dello show (intorno alle 20.30) in ogni data del tour.

Visto il grande successo ottenuto, in concomitanza con la seconda parte del tour in partenza il 10 luglio, riprende anche, a grande richiesta, "Sali sul Palco con i Pooh": per partecipare basta inviare la propria interpretazione di un brano dei Pooh entro il 23 giugno: cantate in spiaggia, suonate sotto l'ombrellone, da soli o in compagnia, con un ghiacciolo o su una tavola da surf, esibitevi nelle situazioni più strane, originali e divertenti. Date libero sfogo alla vostra fantasia!

Fra tutte le "videocanzoni" pervenute, infatti, saranno selezionate solo le migliori considerando soprattutto l'originalità e la simpatia del videoclip.

Per la registrazione del video e dell'audio della canzone è sufficiente effettuare le riprese con una comune videocamera non professionale, purchè abbia una buona qualità audio.

Il video clip dovrà avere una durata "standard" non superiore ai 20 secondi.

Il materiale dovrà essere spedito in formato VHS, DVD, H8, AVI o MPEG e dovrà essere accompagnato da una lettera liberatoria (vedi documento sul sito www.pooh.it) debitamente compilata e firmata che autorizza alla diffusione in pubblico delle immagini contenute.

Il tutto dovrà pervenire al seguente indirizzo:

SUL PALCO CON I POOH - c/o Cose di Musica Srl, via Plinio 15, 20129 Milano



Cosa aspettate? Spedite subito la vostra "performance" e salite anche voi sul palco de "La Grande Festa Tour 2006" dei Pooh.

SORDEVOLO


Sordevolo, il paese ormai famoso per la sua rappresentazione della Passione di Cristo, è situato nella splendida valle dell’Elvo e meno di dieci chilometri lo dividono dal capoluogo Biella.

Il suo territorio si estende dai 590 metri di altitudine della frazione Rubiola alla vetta del monte Mucrone a quota 2.335. A Nord-Ovest confina con la Valle d’Aosta. Conta 1.300 abitanti. Passato ai Savoia nel 1379, si governò con propri statuti fino all’occupazione napoleonica. L’economia industriale sordevolese si sviluppò fin dal Seicento con la produzione d’avanguardia di panni fini. Celebre località di villeggiatura, ospitò per più stagioni il drammaturgo Giuseppe Giacosa, cui fece visita Giosuè Carducci. Negli anni ’30 e ’40 ebbe dimora stabile Franco Antonicelli, al quale facevano capo illustri intellettuali piemontesi e il filosofo Benedetto Croce soggiornante nel limitrofo paese di Pollone. Di particolare pregio paesaggistico la strada per Pollone, le località alpestri ove sorge la Trappa, antico poderoso fabbricato risalente al Settecento che ospitò per alcuni anni dei frati trappisti rifugiatisi dalla rivoluzione francese. Di pregio artistico tutte e sette la chiese, costruite tra il Cinquecento e il Seicento; in particolare Santa Marta, ricca di dipinti e di arredi in legno, nel cui coro è ospitato il Museo della Passione Sordevolese.

Villaggi d’Europa Valle Elvo
L’albergo diffuso della Valle Elvo è una forma di accoglienza per chi cerca un’alternativa alle strutture alberghiere classiche. Si tratta di una serie di appartamenti situati in edifici di pregio nei centri storici dei comuni di Sordevolo, Graglia e Muzzano che vengono offerti esclusivamente ai turisti. Trentuno appartamenti per un totale di centoventi posti letto.

La passione di Cristo

È una rappresentazione sacra - su versi arcaici accompagnati da musica solenne, e recitata in forma di teatro popolare - che da quasi duecento anni viene allestita, con cadenza quinquennale, dalla popolazione del comune piemontese di Sordevolo (BI).

Narra quello che può essere considerato come il momento centrale della cristianità - quello della Passione di Gesù Cristo - ed è sicuramente uno fra i più articolati spettacoli corali allestiti in Italia. Ad interpretarlo sono attori dilettanti di ogni età.

La rappresentazione ha fatto guadagnare alla località collinare il soprannome di Città della Passione, richiamando spettatori da ogni dove. Viene organizzata ed allestita da una associazione appositamente costituita, l'Associazione Teatro Popolare di Sordevolo, che ha ereditato dal 1991 l'impegno assunto nel 1816 da quello che fu l'antico Teatro Popolare Comitato Passione di Sordevolo.

È da sottolineare il carattere profondamente libero e autonomo di questa originale cultura locale e l’impegno che essa suscita ancora oggi negli eredi moderni di questa tradizione, per la quale ogni aspetto dello spettacolo è affrontato con le sole risorse umane e tecniche locali: l’assetto organizzativo generale, la confezione dei costumi e degli apparati, il progetto scenografico, la regia, la scuola di recitazione, l’allestimento delle scene.

Si tratta certamente del più grande spettacolo corale in Italia interpretato da attori dilettanti.

La Passione di Cristo viene replicata ogni fine settimana da luglio a settembre.

In una ampia arena naturale all'aperto di circa quattromila metri quadri, un anfiteatro dotato di tutte le più moderne tecnologie in cui è riprodotta la Palestina del tempo di Gesú.

Origine del testo
Il testo in versi messo in scena con accompagnamento musicale è basato su quello di una rappresentazione analoga risalente alla fine del XV secolo e che viene attribuita allo scrittore fiorentino messer Giuliano Dati, cappellano della Chiesa dei Santi Martiri in Trastevere, a Roma, e autore nel 1493 di quella che forse può essere considerata la prima opera letteraria sulla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo: il poemetto La scoperta di Colombo - La lettera dell'isole che ha trouato nuovamente el Re di Spagna.

Dal 1490 circa al 1539, cioè all'epoca della riforma luterana, l'azione scenica veniva rappresentata il Venerdì Santo al Colosseo dalla Compagnia della Confraternita del Gonfalone con la partecipazione del popolo, di pellegrini e viaggiatori che si recavano appositamente nella città culla del cristianesimo.

La rappresentazione venne sospesa su ordine di Papa Paolo III, appunto in coincidenza con il grande scisma.

Per molti versi misteriose rimangono le strade che hanno portato il testo da Roma a Sordevolo, dove nei primi anni del XIX secolo, la Passione di Cristo ha trovato nuova vita. Secondo alcune fonti il testo potrebbe essere giunto nella cittadina piemontese grazie ai rapporti che la locale Confraternita di Santa Lucia teneva con la Confraternita del Gonfalone, a cui era affiliata; altre sostengono che semplici contatti commerciali tra clienti romani e la famiglia di mercanti Ambrosetti di Sordevolo (tessitori di "panni fini", secondo la nomenclatura ottocentesca) sarebbero stati il tramite di questo recupero testuale, che si pone - a giusta ragione - a metà strada fra drammatizzazione teatrale e momento di raccolta e intima spiritualità.



VILLA CERNIGLIARO


Villa Cernigliaro è una dimora storica che si trova a Sordevolo, in provincia di Biella, nella valle del torrente Elvo, in collina, al riparo dai venti freddi del Nord dalle montagne e dal rilievo della Serra morenica a Ovest. Questo paesino, un centro abitato a 600 metri d’altitudine circondato da boschi, gode di una natura integra e una panoramica veduta sulla pianura.

Villa Cernigliaro, fu buon ritiro per i maggiori intellettuali italiani del primo ‘900.

Fu infatti per merito di Franco Antonicelli che il “collettivo spirituale e morale”, composto nel ’28 da Augusto Monti, Umberto Cosmo, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, Massimo Mila, Sturani e lo stesso Antonicelli con altri amici tra cui Benedetto Croce, Mario Fubini, Luigi Einaudi, Delio Tessa, Massimo Bontempelli, Francesco Menzio, Gustavo Colonnetti si poté ricostituire qui ogni estate.

La Villa conserva ancora i suoi arredi originali e gli ambienti eclettici disegnati dall’architetto Chevalley. Una romantica scala doppia conduce alla terrazza, ingresso principale della Villa. Si entra in un ampio salone decorato a stucco francese e da qui nelle quattro sale a tema: sala giochi, sala da tè, sala biliardo e sala da pranzo. Il salone da ballo si trova nella parte centrale, gode della vista di una preziosa vetrata e comunica con una larga scala in marmo che conduce ai piani superiori dove si trovano le camere e le sale da bagno.

La passeggiata nel parco storico consente di ammirare esemplari secolari di cedri del libano e deodara, cipressi, magnolie grandiflora, camelie, rododendri a fioritura ciclica, ligustri giganti, tigli, faggi nelle differenti varietà e infine un boschetto di canfora, la più alta del Nord Italia. Il parco accoglie un incantevole giardino all’italiana di siepi di bosso e roselline antiche che si affaccia sulla splendida vista della Valle dell’Elvo.

Sempre nel parco, il padiglione, egregiamente restaurato, offre uno splendido scenario: da un lato la riserva naturale speciale Parco della Burcina e il paesaggio che la circonda, dall’altro il panorama del giardino storico, la Valle Elvo e la Villa.

Villa Cernigliaro è vincolata dal Ministero della Pubblica Istruzione ed è tutelata dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Ambientali del Piemonte come una delle più belle ville della regione.

Gode della vicinanza di piccole e grandi città: Biella, Vercelli, Ivrea, Novara, Aosta, Torino, Milano; parchi naturali, santuari, stazioni sciistiche, noti spacci tessili e siti di notevole bellezza: il Ricetto di Candelo, la Valsesia, i laghi d’Orta e Maggiore, la Valle d’Aosta sono mete giornaliere facilmente raggiungibili.



CENNI STORICI SU STORICI PERSONAGGI
Il “buen retiro” di Villa Cernigliaro a Sordevolo negli anni del fascismo
“La rabbia impotente per le condizioni, soprattutto morali, in cui il Mussolini teneva gli italiani, cresceva e mi spinse verso un gruppo di giovani che a codeste condizioni cercavano di reagire. Essendo di temperamento riflessivo e tutt’altro che entusiasta - soffrivo anzi allora di una timidezza patologica - mi rendevo ben conto che i nostri sforzi di smuovere l’atmosfera plumbea in cui si stagnava erano destinati a fallire nell’apatia generale, ma mi pareva di dover agire così per non dover vergognarmi di me stesso”.

Così si esprimeva in una memoria autobiografica Luigi Grosso, ricordando gli anni milanesi dal 1930 al 1940, e la sua vicenda, analoga a quella di altri scultori, può illuminare la condizione di tutti quegli intellettuali che non intesero accettare, nell’Italia degli anni Venti e Trenta, la dittatura del fascismo; è una testimonianza interessante in quanto coglie un aspetto importante della lotta antifascista e trova corrispondenza in alcune notazioni di Franco Antonicelli.

“L’antifascismo non fu soltanto una serie di azioni politiche o di colpi di mano; per lungo tempo fu un poco visibile ma esistente baluardo di coscienze, che rendeva difficile al regime affondare ed estendere le sue radici”, un “- collettivo - spirituale e morale che teneva viva - un’altra Italia - accanto a quella ufficiale”.

A Torino quest’”altra Italia”, come - collettivo spirituale e morale - che tende a costituirsi come - baluardo di coscienze -, ha come centri attivi di resistenza e opposizione le fabbriche e l’università frequentata da quei giovani che sui banchi di scuola erano stati educati da insegnanti come Umberto Cosmo e Augusto Monti, ed ora attingevano alla parola e all’esempio di docenti come Gioele Solari, Francesco Ruffini, Lionello Venturi.

Antonicelli fu allievo di Umberto Cosmo e frequentò Augusto Monti, entrambi professori al liceo d’Azeglio a Torino, e proprio attorno al Monti si compose a partire dal 1928 un “collettivo spirituale e morale”, un gruppo cui presero parte Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, Massimo Mila, Sturani e lo stesso Antonicelli; luogo d’incontro era il caffè Rattazzi e come ricorda Bobbio: “Monti... muoveva i fili della conversazione, che non era necessariamente politica... La lezione del Rattazzi consistette, almeno per me, nel farmi toccare con mano il distacco tra la cultura accademica che si fucina nelle scuole, e quella milititante, che si forma tra compagni e maestri scesi dalla cattedra... nel premunirci tutti quanti dalla malattia del sussiego”.

Ecco la lezione del Monti: la pratica della libertà di contro alla “malattia del sussiego”, e analoga fu la lezione di Cosmo, “uomo cresciuto nella libertà”, il quale, destituito nel 1926 dalla cattedra di Lettere italiane al d’Azeglio per una generica incompatibilità fra il suo pensiero e quello del regime, così si espresse: “... auguro all’uomo che salirà sulla cattedra dalla quale io sono costretto a discendere di portare su di essa la libertà e la dignità con le quali io l’ho per tanti anni occupata”.

Nella galleria dei personaggi fotografati da Antonicelli compaiono tutti questi nomi e fu per merito di Antonicelli che questo “collettivo spirituale e morale” si poté ricostituire ogni estate, a partire dal 1935, a Sordevolo nella villa di Annibale Germano, suocero di Antonicelli: “Ci fu un tempo, difficile da dimenticare, in cui un piccolo gruppo di amici fidati si ritrovava con il più spontaneo piacere per liberare l’animo dall’odioso peso del sospetto,del silenzio prudente, delle preoccupazioni e dei pericoli improvvisi. ... Il tempo cui alludo fu quello del fascismo.”

Il gruppo... era quello che di solito si ricostruiva ogni estate nel biellese, a Sordevolo e a Pollone. ... Due erano i ritrovi principali: la villetta abitata, credo dal 1934, da Benedetto Croce a Pollone e la villa da molto più tempo di proprietà di Annibale Germano a Sordevolo. La prima...era meta di illustri visite... la seconda non meno, in parte come riflesso o appendice della prima. Della seconda posso dire che... ognuno... poteva parlare

in libertà, anche se legato con qualche vincolo al regime; tuttavia la vera confidenza in fatto di politica era ristretta a pochi frequentatori abituali.

I tutti: Simoni, Pastonchi, Bontempelli, Linati, Tessa, Gadda, Conti, Della Corte, Bernardelli, Quadrone, Cosmo, Falco, Salvatorelli; i pochi: spiccava Gustavo Colonnetti.

Compaiono altri nomi, ricompare quello di Cosmo, personaggi fra loro legati da una “comunione di coscienze”, legame che Antonicelli vede in qualche modo simboleggiato dalla strada che unisce Pollone a Sordevolo: “Topograficamente la panoramica strada serpeggiante fra i due paesi può segnare il legame fra i componenti del gruppo”.