Nato il 21 gennaio 1940, figlio di
cantanti, recita e canta (da autodidatta) nella compagnia
dei genitori. Dopo aver studiato pianoforte, direzione
d'orchestra e composizione in Messico, fra il 1956 e il
1959 canta e dirige "zarzuelas" (ossia il
tipico genere di teatro spagnolo, in parte cantato e in
parte parlato, in questo affine al Singspiel tedesco e
all'opera comica francese, caratterizzato da melodie
spontanee e argomenti buffi o divertenti), e operette,
interpretando sia ruoli di tenore che di baritono (ad
esempio Danilo e Coutançon nella "Vedova allegra").
Il vero e proprio esordio operistico avvenne a Monterrey
come Alfredo in "La traviata " e a Dallas nel
1961 con "Lucia di Lammermoor" di Gaetano
Donizetti, imponendosi in breve come uno dei migliori
tenori lirici del suo tempo. In seguito, passò due anni
all'opera nazionale di Israele, dove ha avuto modo di
interpretare dodici ruoli differenti in più di 280
esecuzioni operistiche. Mano a mano che la sua carriera
prendeva una sostanza sempre più importante, si
delineava di conseguenza anche il suo repertorio, uno dei
più vasti ed eclettici che si siano potuti constatare
nell'intero arco del Novecento, comprendente nel suo
nucleo fondamentale, tutti gli imprescindibili capolavori
ottocenteschi siano essi francesi, italiani e tedeschi.
L'ampio ventaglio degli approcci linguistici che ciò
comporta non ha spaventato più di tanto il grande
tenore, dotato invero di una pronuncia e di una
conoscenza della lingua, in tutti gli idiomi sopra
elencati, non meno che impressionante (e basterebbe
sentirlo cantare Gounod, Wagner o Rossini per rendersene
conto).
Placido Domingo, infatti, è senz'altro uno dei
rappresentanti più colti e consapevoli della stirpe
tenorile, grazie alla sua vasta preparazione (non solo
musicale) e della sua fenomenale capacità di
apprendimento fenomenale (a sentirlo parlare italiano,
tanto per fare un esempio, si rimane stupiti che sia di
un'altra nazione). Egli ha sempre operato scelte oculate
e di alto livello, anche quando si è trattato di
scendere su terreni più propriamente "popolari".
Accanto alle celebri esibizioni con i "Tre Tenori"
(gli altri due sono Josè Carreras e Luciano Pavarotti),
in cui viene proposto un repertorio di accattivante e di
facile presa, non bisogna dimenticare che il tenore
spagnolo è anche un grande interprete di Wagner (Lohengrin
a Vienna e Amburgo, Parsifal al MET di New
York), di cui ha inciso, fra l'altro, una pregevole
edizione del "Tannhauser" sotto al direzione
del compianto Giuseppe Sinopoli.
Nel 1959, a Città del Messico, canta Alfredo (Traviata)
e Cavaradossi, (Tosca) nel 1961.Quindi, si
accosta ai ruoli di Rodolfo (Bohème),
Edgardo (Lucia di Lammermoor). A Tel Aviv (fra
il dicembre 1962 e il giugno 1965) interpreta, spesso in
ebraico, ruoli diversissimi tra loro: da Sansone (Saint-Saëns)
a Nadir (Pescatori di perle di Bizet). Al New
York City Opera., nel 1965, canta Pinkerton (Madama
Butterfly) e sempre nello stresso teatro, nel 1966,
partecipa alla prima rappresentazione, negli USA di
Don Rodrigo di Ginastera. Nel 1968, al Met,.
debutta in Adriana Lecouvreur di Cilea. A
Verona nel 1969 interpreta Don Carlo. Nel 1969 alla Scala
di Milano, canta in Ernani e alla Scala canterà
regolarmente.
Ricapitolando le date fondamentali della sua attività,
troviamo che nel 1971 ha cantato al Covent Garden di
Londra e poi in tutti i maggiori teatri del mondo. Nel
1974 a Parigi (Vespri siciliani), a New York
(Roméo et Juliette), a Torino (Fanciulla
del West). Nel 1975 debutta a Salisburgo (Don
Carlo con la direzione di Karajan). Quindi, debutta
in Otello ad Amburgo. È il primo
protagonista di due opere a lui dedicate: El poeta
di Torroba (Madrid, 1980) e Goya di Menotti (Washington,
1986).
Voce brunita, musicalità aggueritissima, eccellente
attore, egli gode, grazie anche ad un sapiente battage
pubblicitario, di una vastissima popolarità. Ha
interpretato vari film d'opera (tra cui Carmen
di Francesco. Rosi e Traviata di Franco
Zeffirelli). A partire dal '73 ha anche iniziato
un'apprezzabile attività di direttore d'orchestra,
mettendo in scena opere come Attila di Verdi,
i Pagliacci (con la regia di Zeffirelli) e
Carmen (regia di Francesco Rosi). |