|
|
| Link Sponsorizzati |
| Piste Ciclabili |
|
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Bike_sharing Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bike_sharing&action=history Bike sharing
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Una stazione di biciclette condivise a Barcellona.
Vélo'v a
Lione.
Bike sharing a
Londra.
Un parcheggio di biciclette condivise a Milano.
Un parcheggio di biciclette condivise a Roma.
Il bike sharing (traducibile come "condivisione della bicicletta", talvolta indicato come servizio di biciclette pubbliche) è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni pubbliche che intendono aumentare l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici (autobus, tram e metropolitane), integrandoli tra loro (trasporto intermodale) e integrandoli dall'utilizzo delle biciclette condivise per i viaggi di prossimità dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare. È quindi una possibile soluzione al problema dell'"ultimo chilometro", cioè quel tratto di percorso che separa la fermata del mezzo pubblico alla destinazione finale dell'utente.[1]
[modifica] CaratteristicheIl bike sharing prevede che siano installate delle stazioni in diversi punti della città dove collocare le biciclette. Le biciclette sono bloccate e sono utilizzabili dopo averle sbloccate o con una chiave o con una tessera contactless (RFID). Il servizio non è quindi generalmente usufruibile da tutti ma richiede una registrazione per la consegna delle chiavi o della tessera: in questo modo si scoraggiano i furti poiché si è a conoscenza di chi ha utilizzato la bicicletta in quel momento. Alla fine dell'utilizzo la bicicletta può essere riportata in un'altra stazione o obbligatoriamente nella medesima stazione di partenza (in base al sistema). Generalmente la prima mezz'ora o ora è gratuita, poi il servizio è a pagamento e più usi la bicicletta (e quindi non la condividi) più il costo aumenta; questi sistemi possono prevedere anche abbonamenti mensili o annuali. Esistono anche sistemi, installati soprattutto nelle città più piccole, completamente gratuiti (salvo il pagamento di una cauzione per la tessera o la chiave). Il servizio è generalmente attivo 24 ore su 24 anche se ci sono sistemi vincolati ad un orario. [modifica] FinanziamentiMolti dei servizi su abbonamento funzionano grazie a delle partenrship tra pubblico e privato. Parecchie città europee, tra le quali Lione, Parigi, Londra, Barcellona e Stoccolma, hanno preso accordi con compagnie pubblicitarie che forniscono il comune con migliaia di biciclette a titolo gratuito (o sottocosto). In cambio alle agenzie pubblicitarie viene permesso di apporre della pubblicità sia sulle biciclette che in altri punti della città. [modifica] Il bike sharing nel mondoNel resto dell'Europa, tra le iniziative di questo tipo di maggior successo vi è il Vélib', la rete di bike sharing a Parigi e il Bicing di Barcellona. Dal luglio 2010 è attiva anche a Londra una rete di bici condivise. [modifica] Il bike sharing in ItaliaLe città dotate di bike sharing in Italia sono 132[2]. Il servizio è attivo sia nelle grandi aree metropolitane (Milano, Roma, Torino), sia nelle grandi città (Brescia), sia in paesi piccoli (ad esempio Marcon). Nella zona centro-occidentale della Provincia di Torino dal 20 settembre 2008 è attivo il sistema BiciinComune, coordinato dal Patto Territoriale Zona Ovest di Torino e con all'attivo 22 stazioni di distribuzione sul territorio [3] tra Collegno, Grugliasco, Rivoli, Venaria Reale, Alpignano e Druento, che raggiungono un bacino di utenza di quasi 200.000 residenti[4]. È possibile prelevare e riconsegnare le biciclette in uno qualunque dei comuni aderenti e in una qualsiasi stazione, anche se diversa dal comune di partenza[5], ed è attivo un portale web con informazioni sul servizio[6]. Oltre che per le caratteristiche e la grandezza dei territori serviti i servizi di bike sharing si differenziano tra loro per vari aspetti quali la capillarità delle stazioni, i piani tariffari, le modalità di utilizzo e di restituzione dei mezzi forniti e la loro tipologia. È particolarmente interessante in questo senso il servizio di Genova, effettuato a mezzo di biciclette elettriche che aiutano a superare i numerosi dislivelli della città[7]. Le maggiori aziende che hanno installato le reti bike sharing in Italia sono C'entro in bici (sistema a chiave) e Bicincittà (sistema a tessera contactless). Fa eccezione Milano che si è affidata alla multinazionale americana della pubblicità Clear Channel (presente anche in altri paesi europei[8]. Il bike-sharing di Milano, con 116 stazioni attive al 28 Giugno 2011, è il sistema più esteso ed utilizzato d'Italia e l'8° nell'Unione Europea per numero di biciclette disponibili; ai primi posti anche per numero di biciclette per abitante (circa 1 ogni 563 abitanti, considerando quest'ultimo parametro batte Londra che dispone di una bicicletta ogni 1.250 abitanti). In termini di estensione del servizio di bike-sharing è superato rispettivamente da Parigi, Londra, Barcellona, Lione, Bruxelles, Siviglia e Tolosa. La fase 2, che dovrebbe terminare verso la fine del 2011, estenderà il servizio sino a 200 stazioni e 3.650 biciclette, all'interno di un progetto che prevede almeno 300 stazioni e 5.000 biciclette nel capoluogo lombardo. [9] L'utilizzo medio del sistema di Milano è di 3.500-5.000 biciclette al giorno.[10] [modifica] Note
[modifica] Voci correlate[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Altri progetti
|