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TravelPuppy.com The densely populated Upper Po Basin, a vast area dotted with gargantuan factories and crisscrossed by motorways, is the site of Italy’s most important heavy industries. By contrast, the mountains to the west, on the border with France, are sparsely populated and have an economy based on agriculture and winter tourism and where the main ski resorts are including, Bardonecchia, Sansicario and Sestriere. The wine region of Le Langhe offers a landscape of terraced vineyards, old hilltop towns and, owing to the small number of visitors, is nice and quiet as well as being a peaceful region to stay. The region produces several noted wines, the best known being the sweet, sparkling white, Asti Spumante, from Asti, and the bold red, Barolo, from Alba. Turin Turin (Torino) is the largest city in the region and the 4th largest in the country. During the early years of the 20th century, it was the automobile capital of the world. It was here that the Futurists became so excited with the potential of mechanised transport that they declared Time dead and henceforth, they naïvely declared, everything would be measured in terms of speed alone. The city still remains the focus of Italy’s automobile industry. Fiat offer guided tours of their headquarters, where a full-scale test track may be found on the roof, while the Museo dell’Automobile (Automobile Museum), traces the history of the car on an international level. Turin does, of course, add up to far more than an infatuation with the motor car. The inhabitants boast that, with its broad, tree-lined avenues flanked by tall, handsome townhouses, it is La Parigi d’Italia (the Italian Paris). Uptown Turin is centred on the main shopping street, Via Roma, which links the city’s favourite square, the Piazza San Carlo, with its most dramatic building, the Baroque Palazzo Madama, which houses the Museum of Ancient Art, one of several nationally important museums in the city, and the Egyptian Museum, the second largest in the world after Cairo. The famous Turin Shroud may be viewed at the 15th-century white marble Cathedral. |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Piemonte
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Piemonte" PiemonteDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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StoriaAbitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C. fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero, la regione, la regione divenne sede d'incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Amministrativamente divisa in contee e marche, fu in parte riunificata nell'XI secolo da Olderico Manfredi, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oldone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano.Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti e Alessandria (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento della regione nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione, ultimato nel 1748 con la pace di Aquisgrana. Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1796-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo,in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni Venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni Cinquanta),la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e delll'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare,all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano. Non mancarono, nel rapido sviluppo, gli squilibri, soprattutto territoriali, tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto proponderante la FIAT, attrasse negli anni Cinquanta e Sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali; si dimostrò, invece, piuttosto fragile di fronte alle sfide della mondializzazione di fine secolo, che pagò con un certo declino industriale e un alto tasso di disoccupazione
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Luoghi di interesse storico e culturale
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Galleria immagini
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GeografiaIl Piemonte per zone altimetriche Il territorio della regione è prevalentemente montuoso, 43,3%, ma estese sono anche le zone collinari, che ne rappresentano il 30,3% del territorio, e quelle di pianura (26,4%).
A ovest e a nord il Piemonte è circondato dalle Alpi, a sud dall'Appennino, a est dalla pianura padana. È attraversato dal fiume Po. A ovest il Piemonte confina con la Francia, a nord con la Valle d'Aosta, e con la Svizzera (in corrispondenza delle province di Vercelli e di Verbania), a est con Lombardia ed Emilia Romagna, a sud con la Liguria. Il Piemonte è la seconda regione italiana per estensione, dopo la Sicilia. Altri importanti fiumi sono:
Il Piemonte, seconda regione per estensione dopo la Sicilia, è costituito schematicamente dalla parte superiore del bacino idrografico del Po, il più grande fiume italiano che nasce dal Monviso. Il Po raccoglie tutte le acque provenienti dal semicerchio di Montagne (Alpi e Appennino) che circonda la regione su tre lati. Dalle vette più alte il paesaggio digrada nelle colline, e infine nell'alta e poi bassa Pianura Padana. Il confine tra la prima e la seconda è caratterizzato dalle risorgive, fonti che arricchiscono d'acqua i fiumi e alimentano una fitta rete di canali d'irrigazione. Il Lago Maggiore e la linea dei fiumi Ticino-Sesia separano il Piemonte dalla Lombardia. Il paesaggio ha quindi aspetti contrastanti: si passa dalle aspre vette del massiccio del Monte Rosa e del Gran Paradiso (Parco Nazionale), alle umide risaie del Vercellese; dai dolci pendii collinari delle Langhe e del Monferrato, alla pianura, spesso inquinata, costellata di aziende agricole e industriali.
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NaturaNella regione ci sono 193.000 ettari di aree protette, pari al 7,6% della superficie totale, per un totale di 56 parchi e riserve regionali, due parchi nazionali Gran Paradiso e Val Grande, il Parco Regionale dei Laghi di Avigliana ed un parco provinciale del lago di Candia. Particolarmente rilevante l'impegno ambientale profuso nella tutela della fascia fluviale del Po che è stato il primo ad essere realizzato.
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DemografiaBanca dati regionale (pubblico accesso)
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EconomiaLa Regione Piemonte è uno dei membri del consorzio TOP-IX. La Regione Piemonte è una regione a bassa natalità con antica tradizione industriale.La sua manodopera è composta prevalentemente da immigrati veneti e meridionali e per molto tempo l'industria è stata il motore economico regionale.I prodotti agricoli coltivati sono cereali,patate,ortaggi,barbabietole da zucchero,frutta ,pioppi e foraggio; nelle zone collinari è molto accentuata la coltivazione della vite.L'allevamento è concentrato su bovini e suini,trainante il settore meccanico,seguono quello automobilistico dominato dalla FIAT,il tessile e il turismo alpino.
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Cultura
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AmministrazioniLe province piemontesi
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Scheda RegioneSuperficie: 25.399 Km² Abitanti: 4.231.000 Densità: 167 ab/Km² Capoluogo: Torino (862.000 ab.) Capoluoghi di provincia: Alessandria 85.200 ab., Asti 71.500 ab., Biella 46.400 ab., Cuneo 54.600 ab., Novara 101.200 ab., Verbania 30.100 ab., Vercelli 44.900 ab. Altri comuni: Moncalieri 53.600 ab., Rivoli 49.900 ab., Nichelino 48.000 ab., Collegno 47.200 ab., Settimo Torinese 47.000 ab., Grugliasco 38.600 ab., Venaria 35.600 ab., Casale Monferrato 35.100 ab., Pinerolo 33.900 ab., Chieri 33.100 ab., Alba 29.800 ab., Bra 28.300 ab., Novi Ligure 27.300 ab., Carmagnola 25.200 ab., Tortona 25.200 ab. Confini: Svizzera e Valle d'Aosta a NORD, Francia a OVEST, Liguria a SUD, Emilia-Romagna e Lombardia a EST Monti principali: Monte Rosa 4634 m, Gran Paradiso 4061 m Fiumi principali: Po 652 Km, Tanaro 276 Km, Ticino 248 Km, Dora Baltea 160 Km, Agogna 140 Km, Sesia 138 Km, Dora Riparia 125 Km, Stura di Demonte 111 Km Laghi principali: Lago Maggiore 212 Km² (superficie totale), Lago d'Orta 18,2 Km², Lago di Viverone 5,8 Km², Lago di Mergozzo 1,85 Km²
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Voci correlate
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Collegamenti esterniSito Ufficiale della Regione Piemonte
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://es.wikipedia.org/wiki/Piamonte Cronologia/Autori: http://es.wikipedia.org/w/index.php?title=Piamonte&action=history PiamonteDe Wikipedia, la enciclopedia libre
El Piamonte (en italiano Piemonte) es una región nordoccidental de Italia, que limita con Suiza al norte, y al oeste con Francia. Su vegetación es de monte bajo y arbusto. La tierra del Barolo, de la trufa, el Vittel Thonnè y la Bagna Cauda. Región natal de Cavour, Umberto Eco. El reino de Piamonte-Cerdeña fue el que lideró la reunificación italiana, convirtiéndose su rey Vittorio Emmanuele II en rey de Italia en 1862. La región es, junto a la Lombardía, la zona más industrializada de Italia, y es sede de grandes empresas de ese país, entre las que destaca el Gruppo FIAT (propietario de Ferrari, Maserati, Alfa Romeo, Lancia y Fiat).
Geografía [editar]El Piamonte, situado en la parte más occidental de Italia continental, está rodeado de montañas por tres de sus lados y al oeste la región se abre en la gran llanura padana, constituida por el sistema hidrográfico del Po y de sus numerosos afluentes. El Po es el mayor río italiano (652 km).
Historia [editar]Este territorio, cuyo nombre proviene del latín ad pedem montium (al pie de los montes), estuvo poblado por celtas, ligures y salasios. Después de la caída del Imperio Romano, el territorio fue conquistado por los lombardos y más tarde por los francos. En el siglo X y el siglo XI crecíó la importancia de Turín e Ivrea, de sus gobernantes los condes de Saboya y paralelamente la de los marqueses del Monferrato. En el siglo XIV los Saboya, capitaneados por Amadeo VI (llamado el Conde Verde), consiguieron contener los deseos expansionistas de los Visconti, señores de Milán y comenzaron la unificación del territorio regional. En 1559 Manuel Filiberto consiguió devolver la independencia de Francia. En 1631 los franceses ocupan el Piamonte. En 1706 los Saboya con ayuda austríaca recuperan la independencia, lo que les permitió aumentar sus territorios y comprar Sicilia, que más tarde cambiaron por Cerdeña. En 1796 Saboya y Niza pasaron a los republicanos (la Revolución Francesa había abolido la monarquía) del otro lado de los Alpes. En 1798 el rey Carlos Manuel IV tuvo que refugiarse en Cerdeña, donde permaneció hasta 1814, año de la Restauración Europea. 1860 El Piamonte participa en las Guerras de Independencia contra Austria consiguiendo constituir un Reino de Italia. La capital del nuevo estado fue Torino 1861 - 1865. El piamontés (piemontèis en piamontés, "piemontese" en italiano) es una lengua con más de 2 millones de hablantes en Piamonte, en el noroeste de Italia. El piamontés era la lengua primaria de los emigrantes que dejaron el Piamonte, en el período 1850-1950, para países como Francia, Argentina, Paraguay y Uruguay.
Ciudades hermanadas [editar]
Enlaces externos [editar]
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://de.wikipedia.org/wiki/Piemont Cronologia/Autori: http://de.wikipedia.org/w/index.php?title=Piemont&action=history Piemontaus Wikipedia, der freien Enzyklopädie
Das Piemont (ital: Piemonte: „am Fuß der Berge“) ist nach Sizilien die flächenmäßig größte Region in Italien.
Geografie [Bearbeiten]
Das Arnas-Tal bei
Usseglio
Das Piemont umfasst eine Fläche von 25.399 Quadratkilometern und hat rund 4,33 Millionen Einwohner. Das Aostatal im Nordwesten der Region zählt historisch und naturgeografisch zum Piemont, bildet aber als autonome Region mit Sonderstatut eine eigene Verwaltungseinheit. Im Aostatal leben etwa 120.000 Menschen auf einer Fläche von 3.263 Quadratkilometern. Im Norden grenzt das Piemont an die Schweiz (Kantone Wallis und Tessin), im Westen an Frankreich (Rhône-Alpes/ Provence-Alpes-Côte d’Azur), italienische Binnengrenzen finden sich im Süden an die Region Ligurien, im Südosten an die Region Emilia-Romagna, im Osten an die Region Lombardei und im Nordwesten an die Region Aostatal. Naturgeografisch gliedert sich die Region in drei
Teile: Die Alpenregion zieht sich am Rande der
Alpen
entlang der West- und Nordgrenze des Piemont. Hier liegen die
okzitanischen Täler (Valle Stura,
Valle Maira, Valle Varaita, Valle del Po, Valle del Chisone, Val
Pellice,
Valle di Susa,
Valle d'Aosta) und die Gegend rund um das Westufer des
Lago Maggiore. Der höchste Berg des Piemont ist der im hintersten
Aostatal
gelegene
Mont Blanc. Höchster Berg der politischen Region Piemont ist der
Monte
Rosa, gefolgt von
Gran Paradiso mit 4.061 Metern und
Monviso mit 3.841 Metern.
Provinzen des Piemonts
Als Verwaltungseinheit teilt sich das Piemont in 8 Provinzen: Hauptstadt und zugleich größte und bedeutendste Stadt des Piemont ist Turin. Novara, Alessandria, Asti und Cuneo sind weitere Zentren.
Sprache [Bearbeiten]Haupt- und Verwaltungssprache ist italienisch. Weiterhin wird von vielen Einwohnern der piemontesische Dialekt gesprochen und in den abgelegeneren Winkeln der Westalpentäler pflegt man noch Okzitan und franko-provenzalisch. Im angrenzenden autonomen Aostatal wird auch französisch gesprochen, das dort auch als zweite Amtssprache gebraucht wird. Im oberen Tal der Sesia wird noch der Dialekt der Walser gesprochen.
Geschichte [Bearbeiten]Die eigenständige Geschichte des Piemont beginnt mit dem Rückzug der Römer beim Zerfall des römischen Reiches. Während der Völkerwanderung wurde die fruchtbare Gegend mehrfach von marodierenden Völkern durchzogen. Im 10. Jahrhundert z.B. wurde die Region von Arabern aus Fraxinetum überfallen. Heute ist Turin ein Zentrum des Islam in Norditalien. Im Laufe der Zeit unterwarf das Haus Savoyen die Markgrafschaften des Piemont. In wechselnden Bündnissen wurde das Piemont zum Zankapfel zwischen Frankreich und Habsburg. Im Frieden von Utrecht, der 1713 den Spanischen Erbfolgekrieg beendete, musste Spanien u. a. das Königreich Sizilien an das Haus Savoyen abtreten, woraufhin der Herzog den sizilischen Königstitel annahm. Schon 1720 tauschten die Savoyer Sizilien gegen Sardinien und nannten sich hinfort Könige von Sardinien. Kurz nach der napoleonischen Besetzung 1798 (nach der ebenso furiosen wie überraschenden Winterüberquerung des St.-Bernhard-Passes durch Napoleon Bonaparte) zog sich das Haus Savoyen auf seine Besitzung Sardinien zurück. 1815 stellte der Wiener Kongress die volle Herrschaft des Hauses Savoyen über das Piemont, Savoyen und Nizza wieder her und schloss das Gebiet der ehemals unabhängigen Republik Genua (Ligurien) an. Das Königreich Sardinien war zunächst eng mit der Habsburgermonarchie unter Fürst Metternich verbündet. Piemont-Sardinien, welches im Gegensatz zu anderen italienischen Staaten von einer angestammten Dynastie regiert wurde, wurde aber bald als Führungsmacht im Kampf für nationale Einheit und Unabhängigkeit angesehen und stellte sich an die Spitze der Einigungsbewegung. Ab 1847 begannen zunehmend Aufstände gegen die Österreicher, die 1859 in der Schlacht von Solferino gipfelten: die vereinten Piemonteser und Franzosen schlugen die österreichischen Truppen vernichtend. 1861 wurde der Savoyer Viktor Emanuel II. zum König von Italien erhoben und das zentralistisch organisierte Verwaltungssystem des Königreichs Sardinien auf ganz Italien ausgedehnt. Das Piemont verschwand als Verwaltungseinheit, denn ganz Italien wurde nach napoleonischem Muster in 60 Provinzen eingeteilt, in denen Präfekte im Auftrag der Zentralregierung die Herrschaft ausübten. Bis heute ist der italienische Nationalstaat in seinen Institutionen zutiefst piemontesisch geprägt. Da sich das zentralistische piemontesische System nicht für alle Landesteile Italiens eignete, entstanden zu dieser Zeit auch zahlreiche Probleme im wirtschaftlich rückständigen Süden Italiens. Mit der Ausrufung der italienischen Republik im Jahre 1946 wurde das Haus Savoyen abgesetzt. Die italienische Verfassung von 1948 führte in Italien erstmals eine umfassende Dezentralisierung ein, die jedoch in den Jahren danach nur zögerlich umgesetzt wurde. 1948 wurde das Aostatal autonom und schied aus dem Piemont aus. Erst in den 70er Jahren wurde die neue Region Piemont geschaffen. Die 60er und 70er Jahre waren durch vielfältige politische und soziale Spannungen gekennzeichnet. 1969 kam es in Turin zu blutigen Arbeiteraufständen, in deren Folge die Terror-Gruppe Rote Brigaden (Brigate Rosse) entstand. Die wirtschaftliche Entwicklung verlief besonders in den 80er Jahren recht gut. Das Jahrzehnt danach war gekennzeichnet durch z.T. schmerzhafte wirtschaftliche Restrukturierungen und Neuorientierungen, die das von der Industrie geprägte Piemont mehr und mehr zu einem Wirtschaftsstandort für Dienstleistungsunternehmen machte. Auch der Tourismus hat in den letzten Jahren eine immer wichtigere Rolle eingenommen. Aus einer angestrebten weiteren Dezentralisierung Italiens könnte die Region Piemont in den nächsten Jahren politisch gestärkt hervorgehen. Im Gegensatz zur Lombardei und zu Venetien hat die zeitweise separatistische Lega Nord im Piemont nie eine besonders große Rolle gespielt. Das heutige Italien ist ein piemontesischer Abkömmling und dessen ist man sich im Piemont größtenteils bewusst.
Politik [Bearbeiten]Aus der Regionalwahl am 3./4. April 2005 ging die Präsidentschaftskandidatin des Mitte-Links-Bündnisses Mercedes Bresso als Siegerin hervor und löste den bisherigen Präsidenten Enzo Ghigo (Forza Italia) ab. Das Regionalparlament Consiglio Regionale del Piemonte hat 60 Sitze.
Wirtschaft [Bearbeiten]Das Piemont zählt zu den reichsten Gegenden Italiens. Im Vergleich mit dem BIP der EU ausgedrückt in Kaufkraftstandards erreicht die Region einen Index von 122.0 (EU-25:100) (2003). [1] Die Arbeitslosenquote liegt mit etwa 3% deutlich unter dem italienischen Durchschnitt (11%). Einige der wichtigsten italienischen Unternehmen haben hier ihren Sitz, darunter die Automobilhersteller Fiat und Lancia (beide in Turin), daneben der Nahrungsmittelhersteller Ferrero in Alba und das Elektronikunternehmen Olivetti in Ivrea. Neben moderner Industrie in und um Turin, der Wollverarbeitung in Biella und den Dienstleistungsunternehmen hat auch die Landwirtschaft eine große Bedeutung: in der Po-Ebene wird neben Reis (ein Drittel der europäischen Reisproduktion stammt von hier, Piemont ist das größte europäische Reisanbaugebiet), Obst und Gemüse angebaut, die Hügelgebiete liefern Wein (siehe hierzu auch den Artikel Weinbau in Italien) und Haselnüsse, im Aosta-Tal gedeiht die Rinderzucht.
Tourismus [Bearbeiten]Im Vergleich zu anderen Gegenden Italiens ist das Piemont touristisch noch nicht sehr erschlossen. Schwerpunkte des Tourismus liegen im Norden am Lago Maggiore und in den Langhe, wo gastronomisch Begeisterte Wein (insb. Barolo und Barbaresco) und Trüffel genießen. Die Hauptsaison beginnt mit der Trüffelernte im Oktober.
Wandern [Bearbeiten]Der gesamte Alpenbogen des Piemont kann auf dem 55-tägigen Weitwanderweg Grande Traversata delle Alpi (GTA) und der Via Alpina begangen werden. Daneben existieren in der Region viele Rundwege um bekannte Gipfel, wie der ‚Giro di Viso‘ und der ‚Giro del Marguareis‘, und Wanderwege, die bestimmte Talregionen erschließen wie die ‚Percorsi Occitani‘ im Mairatal und die Alta Via im Susatal.
Wintersport [Bearbeiten]Die bedeutendsten Wintersportorte des Piemonts sind Limone Piemonte, Sestriere und Bardonecchia.
Kultur [Bearbeiten]
Palazzo Madama an der Piazza Castello in
Turin
Das Piemont ist reich an Kunst- und Kulturschätzen. Zu den berühmtesten Bauten zählen die barocken Repräsentationsgebäude von Turin (Palazzo Reale, Palazzo Madama, die Kirche San Lorenzo). In Stupinigi befindet sich das Lustschloss Palazzina di Caccia. In der späten Renaissance entstand der Sacro Monte (dt: heiliger Berg) von Varallo. Aus dem Mittelalter erhalten ist die Abtei von Staffarda und die Burg von Manta. Aus romanischer Zeit blieb das Kloster San Giulio auf der Insel San Giulio im Ortasee erhalten. Am Lago Maggiore zählen die Borromäischen Inseln zu den größten Attraktionen, hier vor allem die Isola Bella – ein barocker Inselpalast mit mehrstöckigen Gartenanlagen, der die Reisenden von jeher in Erstaunen versetzt. Berühmte Piemonteser sind etwa Prinz Eugen von Savoyen, die Familie Agnelli (Fiat) und der Autor Umberto Eco aus Alessandria.
Quellen [Bearbeiten]
Siehe auch [Bearbeiten]
Weblinks [Bearbeiten]
Wiktionary:
Piemont – Bedeutungserklärungen, Wortherkunft, Synonyme,
Übersetzungen und Grammatik
Commons: Piemont –
Bilder, Videos und Audiodateien
Koordinaten: 45° 15′ N, 7° 55′ O |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://fr.wikipedia.org/wiki/Pi%C3%A9mont Cronologia/Autori: http://fr.wikipedia.org/w/index.php?title=Pi%C3%A9mont&action=history PiémontUn article de Wikipédia, l'encyclopédie libre.
Pour les articles
homonymes, voir
Piémont (homonymie).
La Région du Piémont (en piémontais Region Piemont et en italien Regione Piemonte) est une région d'Italie du nord ouest. Le Piémont tire son nom de sa situation, au pied des Alpes. Il est traversé par le Pô. Il est limitrophe des régions françaises ( Rhône-Alpes et Provence-Alpes-Côte d'Azur), italiennes (Val d'Aoste, Lombardie, Ligurie et Émilie-Romagne) et des cantons suisses du Valais et du Tessin. Sa capitale est Turin.
Géographie politique [modifier]Le Piémont fait partie de l'ensemble des régions de la plaine du Pô, appelé Gaule cisalpine ou Cisalpine dans l'Antiquité et également appelé aujourd'hui Padanie par le parti régionaliste La Ligue du Nord, dont le territoire s'étend d'ouest en est sur tout le nord de la péninsule italienne. Ce vaste territoire comprend - outre le Piémont - plusieurs régions : la Lombardie, le Val d'Aoste, la Vénétie, l'Émilie-Romagne, le Trentin-Haut-Adige et le Frioul-Vénétie julienne.
Histoire [modifier]
Article détaillé :
Histoire du Piémont.
Le territoire qui correspond au Piémont d'aujourd'hui fut habité par des populations d’origine celte-ligure, qui ont été soumises à la culture romaine, depuis le II siècle avant notre ère. De nombreuse villes piémontaises conservent d'importantes traces de l’époque romaine. Le Piémont a été à plusieurs reprises ravagé lors d'incursions des tribus germaniques et, pendant le haut moyen-âge, a été une liaison entre le royaume des Lombards et celui des Francs. En 1418 la Principauté du Piémont naît pour être annexée l'année suivante par le duc de Savoie, lequel a la faveur de l'empereur et représente pour celui ci une opposition fiable au parti guelfe. Dès 1494, le Piémont est embrasé par les guerres d'Italie. Dans la première moitié du XVIe siècle le Pays devient le lieu de batailles entre des armées étrangères, ce qui bloque la vie culturelle. Avec le retour du Duché de Savoie et le déplacement de la capitale de Chambéry à Turin en 1563 commence une nouvelle époque, quand le sentiment national Piémontais devient toujours plus fort. Le Piémont est occupé par la France en 1796. Après le retour du roi, l’élite culturelle piémontaise combat pour l’unité de l’Italie, qui est réalisée en 1861. Après la formation du royaume d’Italie, le Piémont perd beaucoup de son importance ; la langue piémontaise subit la concurrence de l’italien et la littérature piémontaise devient provinciale. En 1864, Turin perd son rôle de capitale et la langue et la culture italiennes prennent définitivement le pas sur la langue et la culture piémontaises. Au XXe siècle, le Piémont devient une région industrielle, caractérisée par une forte immigration du Sud de l'Italie.
Nature [modifier]La région du Piémont présente des milieux naturels variés dus aux différences de relief. 1 930 km² sont zones protégées, soit un peu moins de 8 % de la superficie totale. Le parc national du Grand Paradis, à cheval entre Val d'Aoste et Piémont est le plus connu. Ses paysages de haute montagne et sa faune riche en bouquetin sont évocateurs. Le Val Grande est aussi un parc national. En outre on dénombre pas moins de 56 parcs ou réserves régionales. Les zones marécageuses de la plaine du Pô ont fait l'objet de soins particuliers. La haute vallée de Suse est aussi un espace montagnard avec des zones protégées (Rochemelon).
Démographie [modifier]
Outre les chefs lieux de provinces, les villes importantes sont Moncalieri et Rivoli.
Économie [modifier]Le Piémont est une région riche, tant au point de vue agricole (riz, maïs, betterave à sucre, pomme de terre) qu'industriel, avec notamment le constructeur automobile Fiat.
Culture [modifier]Le Piémont a développé au cours des siècles une culture originale, avec une langue latine, le piémontais, qui a produit une littérature très riche, dont les premiers textes remontent au XIIe siècle. Ayant été partie d'un état plurinational comme le Duché de Savoie, puis le Royaume de Sardaigne (Savoie, Piémont, Nice, Sardaigne, Ligurie), le Piémont a toujours été un pays plurilingue, dans lequel le français, le piémontais, l'occitan, le franco-provençal et plus tard l'italien se sont cotoyés sans problème. Aujourd'hui l'italien est la langue universelle, le piémontais est parlé par la moitié de la population (et appris dans certaines écoles à titre facultatif), et le français reste une langue relativement bien connue. Au-delà du piémontais et de l'italien, certaines vallées du Piémont possèdent également une langue locale : Au Piémont occidental, les vallées arpitanes du Piémont (la Vallée de l'Orco, la Vallée Soana, les trois vallées de Lanzo, la Vallée Cenischia, la moyenne et la basse Vallée de Susa et la Vallée Sangone) sont des régions dont l'influence est francoprovençal. Toutes les autres vallées du Piémont occidental sont influencées par la culture langue occitane (dialecte vivaro-alpin), c'est pourquoi on les appelle les Vallées Occitanes. Protégées par la loi italienne (loi 482/1999), plusieurs municipalités ont installé des panneaux de signalisation routière bilingue en italien et en occitan provençal (Par exemple : Roccaforte Mondovì/Rucafuart, Caraglio/Caralh (prononcé Caraï) et Valdieri/Vaudier), même s'il existe encore des discussions sur la normalisation orthographique des versions locales d'occitan et sur la transcription italianisée des prononciations locales. Quelques vallées autour du Mont Rosa sont de langue walser, qui dérive d'un dialecte allemand médieval du Valais. L'est du Piémont au long du Tessin parle un dialecte lombard.
Politique [modifier]Réputé fief de la droite, le Piémont a basculé lors des élections régionales d'avril 2005. Le président sortant Enzo Ghigo a été battu par Mercedes Bresso.
Tourisme [modifier]
Administration [modifier]Le Piémont est divisé en 8 provinces (portant le nom de leur chef-lieu):
Voir aussi [modifier]
Lien interne [modifier]
Lien externe [modifier]
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