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Pavia Travel Guide
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Pavia is in the southern-west corner of Lombardy and also the capital of the province which is devoded to agricolture (rice and wine). Is seat of one of the most important and ancient University of the country.

Pavia has been the Capital Regni Italici during the 12th century under the Longobards.

The city is in the plain known as "Pianura Padana" dominated by the Po river. One of its branch, the river Ticino divides the city into two parts connected by few bridges: the most famous are the "Ponte Coperto" (covered bridge) built during the Roman Empire and destroyed during the II world war but reconstructed in the following years, trying to preserve the style of the original manufact, and the "Ponte dell' Impero" (Empire Bridge).
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Ristorante Ai Colli di Mairano Casteggio località Mairano km 2, Via Bernini
Ristorante AL CASSININO Pavia loc. Cassinino km 4
Ristorante AL PINO Montescano via Pianazza
Ristorante ANTICA TRATTORIA LOMBARDA VOGHERA corso XXVII Marzo
Ristorante CA VEGIA BY MUSONI Salice Terme via E. Diviani
Ristorante Chierico Carbonara Al Ticino Via Roma
Ristorante DA FRANCO Mortara strada per Cerreto
Ristorante DA MAIUCCIA Vigevano Via sacchetti
Ristorante I CASTAGNI Vigevano via Ottaviano
Ristorante IL CAMINETTO Salice Terme via C. Battisti
Ristorante IL CIGNO Pavia via P. Massacra
Ristorante ITALIA Montalto pavese p.zza Vittorio Veneto 22
Ristorante LA LOCANDA DEI BECCARIA Montu Beccaria via Marconi
Ristorante LOCANDA DEI FRATI Belgioso viale DAnte
Ristorante LOCANDA VECCHIA PAVIA AL MULINO Certosa di Pavia Via Monumento

Ristorante Osteria del Naviglio **
Via Alzaia, 39b
0382460392
***
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Discoteca Club House Salice Terme PV 0383.91230
Discoteca Fonti di Recoaro Broni PV 
Discoteca Le Rotonde Garlasco PV
www.lerotonde.com 0382.822590
Discoteca Oliver Discotrend Stradella PV 0385.43379
Discoteca Piscine di Battuda Bereguardo PV
Discoteca Y Nada Mas S. Genesio PV
www.ynadamas.it 0382.580433

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Cronologia/Autori:  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Certosa_di_Pavia&action=history

Certosa di Pavia

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 Nota disambigua - Se stai cercando il comune, vedi Certosa di Pavia (PV).
 
Questo è un monumento nazionale italiano. Per maggiori informazioni, consulta l'elenco specifico.
veduta laterale della chiesa

La Certosa di Pavia è un monastero, situato a circa 8 km a Nord di Pavia, risalente al XIV secolo. Rappresenta uno dei più importanti monumenti tardo-gotici italiani. La posizione originale del monastero era al margine del parco visconteo a nord del castello di Pavia; del parco sono oggi rimaste soltanto alcune parti (il Parco della Vernavola, a nord di Pavia) non più collegate al castello e alla Certosa.

Indice

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[modifica] Storia

L'interno della Certosa
L'interno della Certosa
Il portale della Certosa
 
Bergognone, Pala di Sant'Ambrogio

La costruzione della Certosa di Pavia fu voluta da Gian Galeazzo Visconti, che inaugurò i lavori il 27 agosto 1396, ponendo la prima pietra del cantiere. La posizione era strategica: a metà strada tra Milano, capitale del ducato, e Pavia, la seconda città per importanza, dove il duca era cresciuto e dove aveva sede la corte, nello splendido castello visconteo. Il luogo scelto per la fondazione era un bosco all'estremo nord dell'antico parco visconteo, una vastissima area recintata che collegava il castello pavese con un'ampia area boschiva adibita alle cacce dei signori della Lombardia.

Inizialmente, durante la prima fase dei lavori, i monaci risiedettero nell'antico castello di Torre del Mangano, per poi occupare gli ambienti conventuali, i primi ad essere edificati. Secondo l'ipotesi di Luca Beltrami i primi sostegni dei chiostri, in attesa di più dignitose soluzioni architettoniche, furono dei piloni quadrati in laterizio. Le funzioni religiose venivano provvisoriamente celebrate nel refettorio, l'unico ambiente dalle dimensioni adatte per accogliere l'intera comunità dei Certosini, fatta di monaci e fratelli conversi.

La chiesa, destinata a divenire mausoleo dinastico dei Duchi di Milano, era stata pensata in dimensioni grandiose, con una struttura a tre navate inusuale per l'ordine certosino e fu edificata per ultima. La navata fu progettata in stile gotico e la sua costruzione fu completata solo nel 1465. Tuttavia nel frattempo l'influenza del primo Rinascimento era divenuta importante in Italia e il resto della chiesa, con le sue gallerie ad archi e i pennacoli (inclusa la piccola cupola), e i chiostri furono riprogettati da Guiniforte Solari, che guidò i lavori tra il 1453 e il 1481, con dettagli in terracotta di rara bellezza e ricchezza. In seguito Giovanni Antonio Amadeo fu capo dei lavori, tra il 1481 e il 1499. Il 3 maggio 1497 la Chiesa venne consacrata. La parte inferiore della facciata fu completata nel 1507.

I monaci certosini, ai quali il monastero era stato lasciato dal fondatore, erano legati ad una clausola che prevedeva l'uso di una parte di loro ricchissimi proventi (campi, terreni, rendite ecc.) per continuare la costruzione del monastero. Anche quando la costruzione si sarebbe potuta definire completa, i monaci continuarono a elargire grandi somme di denaro per decorazioni aggiuntive: perciò la Certosa di Pavia contiene opere d'arte risalenti ad almeno quattro secoli (XV, XVI, XVII, XVIII secolo).

I monaci certosini furono espulsi nel 1782 dall'imperatore Giuseppe II, che incamerò i beni di tutti gli ordini contemplativi dei suoi possedimenti. Il monastero passò quindi nel 1784 ai monaci cistercensi e nel 1789 ai monaci carmelitani. Nel 1810 venne infine chiuso. Nel 1843 i monaci certosini rientrarono nel monastero. Il monastero fu dichiarato dal 1866 monumento nazionale e sequestrato dallo stato, insieme agli altri beni ecclesiastici per risanare il deficit pubblico. Fino al 1880 alcuni monaci certosini continuarono ad abitare il monastero. I monaci che abitano oggi nel monastero sono cistercensi, arrivati negli anni '60 del XX secolo.

 

[modifica] La Chiesa

un dettaglio della facciata
 
l'interno e il coro

La facciata, realizzata sovrapponendo semplici rettangoli, è rivestita da un'esuberante decorazione, tipico procedimento dell'architettura lombarda. Fra gli scultori attivi sulla facciata Cristoforo Mantegazza e Giovanni Antonio Amadeo. Il portale, una sorta di pausa classicistica nell'ornatissima superficie marmorea, è opera di Benedetto Briosco (1501) ed è caratterizzato da colonne binate e bassorilievi con Storie della Certosa. La prima soluzione della facciata, più sobria e di forme genuinamente gotiche, progettata da Boniforte Solari, è visibile in un affresco di Bergognone (Gian Galeazzo Visconti offre alla Vergine il modello della certosa).

La chiesa ha pianta a croce latina divisa in tre navate con abside e transetto, coperta da volte a crociera su archi a sesto acuto, ispirata, seppure in scala ridotta, alle proporzioni del Duomo di Milano. Le volte esapartite sono dipinte alternativamente con motivi geometrici e con un cielo stellato.

Singolari sono le terminazioni dei transetti e della cappella maggiore, costituiti da cappelle a pianta quadrata chiuse su tre lati da absidi semicircolari, secondo una soluzione triconca di probabile ispirazione classica.

All'interno si segnalano alcuni capolavori della pittura dello stesso Bergognone, come la pala di Sant'Ambrogio (1490), quella di San Siro (1491) e la meravigliosa Crocifissione (1490). Altre pale dello stesso artista sono ora disperse tra musei e collezioni private: si segnalano qui il trittico con i Santi Cristoforo e Giorgio, ora a Budapest, la pala delle due Ss. Caterine (1490) circa; Londra, National Gallery) e il Cristo portacroce e certosini della Pinacoteca Malaspina di Pavia (1493circa). La chiesa contiene numerose altre opere d'arte, tra cui il Padre Eterno, unico pannello rimasto in Certosa del polittico di Perugino, pale del Cerano, del Morazzone, del Guercino, di Francesco Cairo e un ciclo di affreschi, nel coro, di Daniele Crespi. Il presbiterio accoglie anche i bellissimi stalli lignei dei monaci, intagliati ed intarsiati. Nel transetto a sud si trova la tomba del fondatore, Gian Galeazzo Visconti; la figura di Galeazzo, sorvegliato da angeli si trova sotto una canapa di marmo, con la Madonna in una nicchia al di sopra; fu iniziata nel 1494-1497 da Giovanni Cristoforo Romano e Benedetto Briosco, ma non fu finita fino al 1562. Nell'abside del transetto destro è collocato un bellissimo affresco di Bergognone con Gian Galeazzo Visconti presenta alla vergine il modello della Certosa tra Filippo Maria Visconti, Galeazzo Maria Sforza e Gian Galeazzo Sforza, eseguito tra il 1490-1495. Altri affreschi (oculi con santi e profeti) si devono ad un gruppo di ignoti maestri di ascendenza bramantesca, tra cui il giovanissimo Bernardo Zenale.

Nel transetto a Nord si trova la tomba di Ludovico il Moro e di sua moglie; le sculture sulle tombe furono portate qui da Santa Maria delle Grazie nel 1564, quando il monumento al principe in quella chiesa fu rotto e i pezzi venduti singolarmente. Queste statue sono considerate tra i capolavori di Cristoforo Solari. Nell'abside un altro affresco di Bergognone con l'Incoronazione di Maria tra Francesco Sforza e Ludovico il Moro, con cui quest'ultimo voleva celebrare la propria successione dinastica, ottenuta non senza polemiche dopo la morte del nipote Gian Galeazzo Sforza.

 

[modifica] Vetrate, oreficerie, arti minori

La certosa possiede anche un importante (e poco studiato) corpus di vetrate, realizzate su cartoni di importantissimi maestri attivi nel XV secolo in Lombardia, quali Zanetto Bugatto, Vincenzo Foppa, Bergognone e il savoiardo Hans Witz. Numerosissime sono anche le opere di intaglio, intarsio di legni (il bellissimo coro dei monaci) e marmi (i paliotti di numerosi altari). Un capolavoro di marmi, bronzi e pietre dure è il bellissimo altar maggiore, risalentea l tardo XVI secolo. Nella sacrestia vecchia è conservato lo splendido trittico in avorio e dente di ippopotamo, opera di Baldassarre degli Embriachi, donato alla Certosa da Gian Galeazzo Visconti. Non mancano neppure i capolavori di scultura bronzea, come i bellissimi candelabri di Annibale Fontana e la cancellata che divide la chiesa dei monaci da quella dei fedeli (XVII secolo).

 

[modifica] Il Chiostro piccolo

La chiesa vista dal chiostro piccolo

Un portale elegante, con sculture sia all'esterno dei fratelli Cristoforo e Tommaso Mantegazza e all'esterno di (Giovanni Antonio Amadeo) conduce dalla chiesa al chiostro piccolo, uno degli ambienti più spettacolari della Certosa, al cui centro si trova un elegante giardino. Il chiostro piccolo era il fulcro della vita comunitaria dei padri, collegando con portici ambienti come la chiesa, la sala capitolare, la biblioteca ed il refettorio. Da esso si gode di una stupenda vista del fianco e del transettto della chiesa, con guglie, loggette quasi dal sapore neoromanico e lo spettacolare tiburio. Un tempo tutti i tetti erano ricoperti di rame, sequestrato durante le guerre napoleoniche per costruire cannoni. Gli ornamenti in terracotta sormontanti i sottili pilastri di marmo sono stati eseguiti da Rinaldo de Stauris tra il 1463 e il 1478; alcune delle arcate sono decorate da begli affreschi di Daniele Crespi, oggi in parte illeggibili. Sempre appartenente al complesso è il bellissimo lavabo in pietra e terracotta, con la rappresentazione della scena della Samaritana al Pozzo (terzo quarto del XV secolo).

 

[modifica] Il Chiostro grande

le celle e il chiostro grande

Decorazioni simili, opera degli stessi scultori, sono presenti anche nel chiostro grande, lungo circa 125 metri e largo circa 100. Si affiaccino sul chiostro grande le elegantissime celle o casette, abitazioni di 24 monaci, ognuna costituita da tre stanze e un giardino. Di fianco all'ingresso delle celle, siglate da lettere dell'alfabeto, è collocata una piccola apertura entro cui il monaco riceveva il suo pasto giornaliero nei giorni feriali, in cui era prescritta la solitudine. Per i pasti comunitari, ammessi solo nei giorni festivi, ci si riuniva nel refettorio. Le colonne delle arcate, decorate da elegantissime ghiere in cotto, con tondi e statue di santi, profeti ed angeli, sono alternativamente in marmo bianco e marmo rosa di Verona. Sono purtroppo scomparsi i dipinti con profetis [...] et certis altris figuris, che ornavano un tempo il chiostro, per cui il grande Vincenzo Foppa fu pagato nel 1463.

 

[modifica] Altri ambienti

La biblioteca ed il refettorio visti dal chiostro piccolo

La cosiddetta Sagrestia Nuova, l'antica sala capitolare, contiene un ciclo di vivaci affreschi dei fratelli Sorri, tardi esponenti del manierismo senese. Alle pareti sono appesi dipinti di artisti di alta qualità, come Francesco Cairo, Camillo Procaccini, il Passignano e Giulio Cesare Procaccini. Da ricordare anche, sempre nella Sacrestia Nuova, la splendida pala d'altare di Andrea Solario (1524), terminata cinquant'anni dopo da Bernardino Campi. Va ricordato anche il grandioso refettorio, che nei primi anni del cantiere fu utilizzato come chiesa, e che conserva un affresco con l'Ultima Cena (1567), opera di Ottavio Semino e, nella volta una Madonna con Bambino (completata da Profeti nelle lunette) di Bergognone. Negli ambienti dell'antica Foresteria, nota anche come Palazzo Ducale, opera del XVII secolo di Francesco Maria Richino, oltre alla presenza di calchi e frammenti scultorei provenienti dalla Certosa, si segnalano alcuni ambienti affrescati (come lo Studiolo e l'Oratorio del Priore) e dipinti di Vincenzo Campi (lo splendido Cristo inchiodato alla croce), Bernardino Campi, Bartolomeo Montagna, il Bergognone, Bernardino Luini.

 

[modifica] Referenze

 

[modifica] Fonti

  • La fonte documentaria più usata per la ricostruzione dello sviluppo artistico della Certosa sono le cosiddette "memorie" del priore Matteo Valerio, con una serie di annotazioni sparse sugli artisti che lavorarono in Certosa tra il XIV e il XVII secolo, trascritte in un manoscritto oggi alla Biblioteca Braidense di Milano.

 

[modifica] Bibliografia

  • L. Beltrami, La Certosa di Pavia, Milano 1911
  • La Certosa di Pavia, a cura di R. Bossaglia, M. G. Albertini Ottolenghi, F. R. Pesenti, Milano, Cariplo, 1968
  • R. V. Schofield, J. Shell, G. Sironi, Giovanni Antonio Amadeo/ I documenti, Edizioni New Press, Como 1989
  • R. Battaglia Le "memorie" della Certosa di Pavia, in "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia", 3.Ser. 22.1992 No. 1, p. 85-198
  • La Certosa di Pavia tra devozione e prestigio dinastico: fondazione, patrimonio, produzione culturale atti del convegno a cura di A. A. Settia, in "Annali di Storia Pavese", 1997
  • Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, un pittore per la Certosa, catalogo della mostra a cura di Gianni Carlo Sciolla, M. G. Albertini Ottolenghi, Milano, Skira, 1998
  • La Certosa di Pavia e il suo Museo. Ultimi restauri e nuovi studi, atti del convegno (Certosa di Pavia, Maggio 2005), in corso di stampa
  • Certosa di Pavia, atlante fotografico, Parma, CaRiParma e Piacenza, 2006

 

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Collegamenti esterni

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