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Pantelleria questa pantelleria
Si dice: andare al cuore delle cose.
Perché il cuore è il centro delle cose, il come, il motivo, l’inizio, e
quant’altro si voglia definire.
Così è Pantelleria, il Cuore del Mediterraneo, il luogo-centro in cui
convergono venti e pensieri.
Quel particolare punto in mezzo al mare, a metà strada tra Italia ed
Africa, in cui si respira, più di ogni altra parte, l’idea del contatto.
E se Pantelleria è una delle più suggestive isole del Mediterraneo lo si
deve a quest’anima capace di accogliere e di dare come nessun’altra.
Già dalla fisicità dell’isola emerge il suo carattere che accosta con
facilità contrasti altrimenti inavvicinabili.
Accanto al nero della lava che ha creato le suggestive discese a mare,
troviamo il verde della sommità del vulcano dal quale l’orizzonte sembra
irrimediabilmente irraggiungibile e il bianco dei caratteristici
“dammusi”, le tradizionali case pantesche che rimandano immediatamente
al di là del mare, verso sud.
Visitare Pantelleria, oggi, è come immergersi in un mondo a parte nel
quale ritrovare radici, ricordi, sensazioni, riassunti nell’idea stessa
dell’isola, immutabile ed aperta al tempo stesso.
Oggi, “Cuore Mediterraneo” è - ovviamente - anche il simbolo che
identifica tutte le aziende turistiche di Pantelleria in quanto riassume
più di ogni altro concetto, l’idea insita in Pantelleria.
Il CLIMA DELL'ISOLA DI PANTELLERIA
Il clima è tipicamente mediterraneo con estati calde ed inverni miti.
La temperatura media annua è di 18 gradi. Scarsa la pioggia, appena 350
mm annui, per il vento costante che tiene il cielo libero dalle nuvole.
LA GEOLOGIA
L'isola di Pantelleria è situata a 70 Km dalla costa africana e ad 85 Km
dalla Sicilia.
La sua superficie è di circa 83 Kmq e la sua altezza massima è
rappresentata dagli 836 m. della Montagna Grande.
Essa costituisce la parte emersa di un edificio vulcanico che si eleva
di circa 2000 mt. al di sopra di una crosta di tipo oceanico dello
spessore di circa 20 Km.
La forma dell'isola, allungata secondo una direzione NW-SE, segue
l'andamento generale del rift tettonico che interessa il canale di
Sicilia.
L'isola è costituita esclusivamente da rocce vulcaniche che possono
essere divise in due gruppi.
Si possono infatti distinguere vulcaniti acide ( ricche in silice) e
vulcaniti basiche (povere in silice), senza termini intermedi. Le prime
rappresentano il 98% delle rocce affioranti e consistono nelle trachiti
e rioliti a forte contenuto alcalino (sodio e potassio).
A causa di questa peculiarità queste ultime vengono dette anche
pantelleriti. Tali rocce sono state messe in posto sia come lave ad alta
viscosità con forte percentuale di vetro che come prodotti piroclastici
( ignimbriti ) derivanti da attività esplosiva.
Le seconde costituiscono il 2% delle rocce affioranti e consistono nei
basalti olivinici e nelle hawaiti.
Si tratta di lave molto fluide e dall'aspetto scuro. Sono stati
individuali 30-40 centri eruttivi: i coni e i domi sono caratteristici
delle lave acide, i coni allineati delle lave basiche.
La morfologia generale dell'isola è dovuta a quattro principali fattori:
1. La presenza di due caldere di età differente nella parte centrale
dell'isola;
2. Il sollevamento della Montagna Grande;
3. La presenza di faglie che rendono la costa alta a sud e ad est
dell'isola;
4. Le colate basaltiche a NW dell'isola;
PRINCIPALI FENOMENI DI VULCANESIMO SECONDARIO
Khazen, la Grotta del Freddo, Il BAgno Asciutto, Bagno dell'Acqua,
Gadir, Favare, Nicà, Sateria
LA GROTTA DEL FREDDO (in collaborazione con il dr. Pietro Belvisi)
In contrada Bukkuram, da una fenditura, incorniciata da una finestrella
esce una corrente di aria fredda ed il freddo si fa più intenso quando
spira vento di scirocco.
Probabilmente il fenomeno è dovuto alla circolazione di correnti d'aria
che fanno evaporare l'umidità provocando un abbassamento della
temperatura di 10\15°C.
All'entrata della piccola grotta si trova un sedile (dukkena) in
cocciopesto, che ci fa pensare che questo luogo era frequentato fin dal
periodo punico-romano.
KHAZEN
In località Khazen (in arabo contrada dei magazzini) si trova
un'interessante costruzione, probabilmente risalente al periodo
fenicio-punico, facente parte di un più grande ed importante
stabilimento termale ormai distrutto dal tempo: la stufa di Khazen.
Questa viene riscaldata dal calore che fuoriesce dal sottosuolo sotto
forma di vapore che viene immagazzinato in un apposito locale
sotterraneo somigliante ad una cupola. La radiottività nella zona è di
0,07xl\a.
La temperatura un tempo più elevata , attualmente non supera i 37°C.
Balata dei Turchi:
E' una delle zone più belle e incontaminate di Pantelleria.
Si tratta di un grande e levigato lastrone di roccia lavica che degrada
sul mare, circondato da imponenti scogliere a strapiombo, alte fino a
300 metri.
Le recenti ricognizioni archeologiche hanno dimostrato che la zona fosse
frequentata dall'uomo già 7000 anni fa per l'estrazione dell' ossidiana
per le numerose vene d'ossidiana.
Inoltre, per chi navigava per il mediterraneo, era (e rimane tuttora) un
ottimo punto riparato dalle improvvise tempeste.
Il toponimo, secondo Angelo D'Aietti, deriva da un atto d'arme
verificatosi verso la seconda metà del 1700, quando tre galee piratesche
tentarono, in una calma notte primaverile, di attraccare per occupare
l'isola e per "far de' schiavi".
L'attacco fu sventato dalla popolazione e i pirati catturati "restarono
in schiavitù".
Alla Balata dei Turchi, la tradizione vuole che sia sbarcata, dopo un
naufragio, l'icona della Madonna della Margana.
Gadir:
Queste sorgenti termali sono conosciute ed apprezzate fin
dall'antichità.
Infatti la località dove sorgono, Gadir, è un nome di origine semitica
che significa "luogo protetto". Furono proprio i Fenicio-Punici che per
primi cominciarono ad apprezzare le qualità terapeutiche di queste
acque.
Recenti studi inoltre hanno stabilito che il probabile stabilimento
termale sia stato coperto da un crollo di origine vulcanica.
Le piccole vasche esistenti scavate nella roccia, si dice che siano il
resti dell'antico impianto. Le sorgenti seguono un percorso che
dall'alto scende verso il mare e le acque vengono catturate in queste
piccole vasche.
Le acque delle sorgenti, particolarmente dolci ma ricche di sali
minerali, servono per curare soprattutto artrosi e reumatismi in genere
ed hanno una temperatura non costante che va dai 39°C fino a raggiungere
i 50°C. Curiosità: sulle pareti delle vasche nasce una particolare
qualità di alga che viene usata con molta efficacia per curare sinusiti,
raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Gadir -
NICÁ':
Le sorgenti termali di Nicà sgorgano fra gli scogli della riva
mischiandosi subito con l'acqua mare.
Hanno una modesta radioattività, come quelle di Gadir, Sateria e Scauri,
quindi con indubbie virtù terapeutiche. Nelle vicinanze si trovano
piccoli depositi di zolfo, incrostazione di silice idrata e di allume.
La temperatura dell'acqua si aggrira tra gli 85 e i 100°C.
Il toponimo di Nicà, secondo Angelo D'aietti, deriva dall'arabo e
significa stagno d'acqua per farvi macerare la canapa.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Nicà -
LA GROTTA DI SATERIA:
La grotta di Sateria è conosciuta fin dall'antichità per la qualità
delle sue acque termali.
Recenti studi la fanno identificare con la omerica grotta di Calipso,
nell'isola di Ogigia.
Al suo interno sgorgano sorgenti d'acqua calda ad una temperatura di
circa 40°che confluiscono in tre vasche.
il nome Sateria deriva dal greco "Soterìa"e significa grotta della
salute.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Sateria -
LE FAVARE:
Le Favare sono getti di vapore d'acqua che possono raggiungere anche i
100°C e che fuoriescono da fessure della roccia ad intermittenza,
accompagnati qualche volta da emissione di anidride solforosa e da acido
solfidrico.
Le rocce alterate dai gas acidi e dal vapor d'acqua caldo hanno assunto
nelle vicinanze delle bocche un color rosasstro-mattone, visibile già da
lontano.
Il vapore a contatto con l'aria più fredda si condensa in goccioline
d'acqua che, con un primitivo sistema di canalizzazione, viene raccolta
in piccole vasche scavate nella roccia ed utilizzata per abbeverare gli
animali da allevamento.
Alla Favara Grande, i contadini, per favorire ed aumentare la
condensazione del vapore, hanno ricoperto le bocche terminali con canne
e rami secchi di alberi.
LA SAUNA:
Nella contrada Sibà, in località di Benikulà, lungo il costone di
Montagna Grande si trova questa grotta naturale aperta in una grande
faglia e divisa, fin dall'età antica, da muretti artificiali in due
vani.
Quello esterno il frigidarium, con la vista sulla grande piana di
Monastero, circondato da sedili di pietra e quello interno più piccolo,
in cui da una spaccatura profonda, ad intermittenza arriva vapore
d'acqua intorno ai 38°C. Questa emissione è utilizzata come una vera e
propria sauna naturale dai panteschi e dai turisti per curare i dolori
reumatici.
MARGANA:
In località Margana sorge l'omonimo santuario, dov' è custodita
l'immagine della Madonna della Margana, protettrice dell'isola di
Pantelleria e dei suoi abitanti.
Il dipinto risale all'857 e pare che sia arrivato a Pantelleria per
mezzo dei monaci del cenobio del Patirion , con i quali i basiliani di
Pantelleria erano in contatto, per nasconderlo dalle numerose scorrerie
piratesche che alll'epoca infestavano le coste calabresi.
________________________________Balata dei Turchi:
E' una delle zone più belle e incontaminate di Pantelleria.
Si tratta di un grande e levigato lastrone di roccia lavica che degrada
sul mare, circondato da imponenti scogliere a strapiombo, alte fino a
300 metri.
Le recenti ricognizioni archeologiche hanno dimostrato che la zona fosse
frequentata dall'uomo già 7000 anni fa per l'estrazione dell' ossidiana
per le numerose vene d'ossidiana.
Inoltre, per chi navigava per il mediterraneo, era (e rimane tuttora) un
ottimo punto riparato dalle improvvise tempeste.
Il toponimo, secondo Angelo D'Aietti, deriva da un atto d'arme
verificatosi verso la seconda metà del 1700, quando tre galee piratesche
tentarono, in una calma notte primaverile, di attraccare per occupare
l'isola e per "far de' schiavi".
L'attacco fu sventato dalla popolazione e i pirati catturati "restarono
in schiavitù".
Alla Balata dei Turchi, la tradizione vuole che sia sbarcata, dopo un
naufragio, l'icona della Madonna della Margana.
Gadir:
Queste sorgenti termali sono conosciute ed apprezzate fin
dall'antichità.
Infatti la località dove sorgono, Gadir, è un nome di origine semitica
che significa "luogo protetto". Furono proprio i Fenicio-Punici che per
primi cominciarono ad apprezzare le qualità terapeutiche di queste
acque.
Recenti studi inoltre hanno stabilito che il probabile stabilimento
termale sia stato coperto da un crollo di origine vulcanica.
Le piccole vasche esistenti scavate nella roccia, si dice che siano il
resti dell'antico impianto. Le sorgenti seguono un percorso che
dall'alto scende verso il mare e le acque vengono catturate in queste
piccole vasche.
Le acque delle sorgenti, particolarmente dolci ma ricche di sali
minerali, servono per curare soprattutto artrosi e reumatismi in genere
ed hanno una temperatura non costante che va dai 39°C fino a raggiungere
i 50°C. Curiosità: sulle pareti delle vasche nasce una particolare
qualità di alga che viene usata con molta efficacia per curare sinusiti,
raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Gadir -
NICÁ':
Le sorgenti termali di Nicà sgorgano fra gli scogli della riva
mischiandosi subito con l'acqua mare.
Hanno una modesta radioattività, come quelle di Gadir, Sateria e Scauri,
quindi con indubbie virtù terapeutiche. Nelle vicinanze si trovano
piccoli depositi di zolfo, incrostazione di silice idrata e di allume.
La temperatura dell'acqua si aggrira tra gli 85 e i 100°C.
Il toponimo di Nicà, secondo Angelo D'aietti, deriva dall'arabo e
significa stagno d'acqua per farvi macerare la canapa.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Nicà -
LA GROTTA DI SATERIA:
La grotta di Sateria è conosciuta fin dall'antichità per la qualità
delle sue acque termali.
Recenti studi la fanno identificare con la omerica grotta di Calipso,
nell'isola di Ogigia.
Al suo interno sgorgano sorgenti d'acqua calda ad una temperatura di
circa 40°che confluiscono in tre vasche.
il nome Sateria deriva dal greco "Soterìa"e significa grotta della
salute.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Sateria -
LE FAVARE:
Le Favare sono getti di vapore d'acqua che possono raggiungere anche i
100°C e che fuoriescono da fessure della roccia ad intermittenza,
accompagnati qualche volta da emissione di anidride solforosa e da acido
solfidrico.
Le rocce alterate dai gas acidi e dal vapor d'acqua caldo hanno assunto
nelle vicinanze delle bocche un color rosasstro-mattone, visibile già da
lontano.
Il vapore a contatto con l'aria più fredda si condensa in goccioline
d'acqua che, con un primitivo sistema di canalizzazione, viene raccolta
in piccole vasche scavate nella roccia ed utilizzata per abbeverare gli
animali da allevamento.
Alla Favara Grande, i contadini, per favorire ed aumentare la
condensazione del vapore, hanno ricoperto le bocche terminali con canne
e rami secchi di alberi.
LA SAUNA:
Nella contrada Sibà, in località di Benikulà, lungo il costone di
Montagna Grande si trova questa grotta naturale aperta in una grande
faglia e divisa, fin dall'età antica, da muretti artificiali in due
vani.
Quello esterno il frigidarium, con la vista sulla grande piana di
Monastero, circondato da sedili di pietra e quello interno più piccolo,
in cui da una spaccatura profonda, ad intermittenza arriva vapore
d'acqua intorno ai 38°C. Questa emissione è utilizzata come una vera e
propria sauna naturale dai panteschi e dai turisti per curare i dolori
reumatici.
MARGANA:
In località Margana sorge l'omonimo santuario, dov' è custodita
l'immagine della Madonna della Margana, protettrice dell'isola di
Pantelleria e dei suoi abitanti.
Il dipinto risale all'857 e pare che sia arrivato a Pantelleria per
mezzo dei monaci del cenobio del Patirion , con i quali i basiliani di
Pantelleria erano in contatto, per nasconderlo dalle numerose scorrerie
piratesche che alll'epoca infestavano le coste calabresi.
___________________Nella categoria
sono presenti 2 link
CALALEVANTE DIVING
Posizionato nella parte est dell’isola tra il Faraglione e l’Arco
dell’Elefante. Centro ITF e Archaeology NASE, aperto da aprile a
novembre. Partner CEE per il Progetto Preventive IST 2001 riguardante
test di strumenti medici subacquei. Si effettuano immersioni guidate,
corsi ad ogni livello con didattiche PADI e NASE, archeologia, biologia,
foto sub, full-day e noleggio gommoni. Immersioni NITR
***SopraVVento
- Scuola di Vela, di Vento, di Mare
Le attività e i corsi di SopraVVento sono rivolte a chi, attratto dal
mare, vuole avvicinarsi e conoscerlo attraverso il mezzo più naturale e
antico per solcarlo: la barca a vela. Obbiettivo della Scuola è dare una
preparazione alla conduzione di una barca a vela, e, a seconda dei
livelli, il perfezionamento delle tecniche.
Mursia e Cossyra Hotel
Gli hotel Mursia & Cossyra, in stile mediterraneo, sorgono direttamente
sul mare, in una posizione isolata e tranquilla, sul lato nord-ovest
dell'isola diPantelleria, in località Mursia, punto geografico italiano
più vicino all'Africa.
BUEMARINO RESIDENCE
HOTEL TURISTICO RESIDENZIALE: Ubicato sul mare, dista dal centro abitato
di Pantelleria circa 1 Chilometro. Le camere sono 28, complete tutte di
servizi igenici e frigorifero.
Ristorante La Risacca - 0923.912975
A Pantelleria Centro. Ottime pennette al pesto pantesco (mandorle,
capperi, basilico), oppure alla cernia, o anche con pomodori e
melanzane. Per non parlare dei mitici Spaghetti con Gambero e conza.
Stuzzicanti gli involtini di pesce spada. Non male la ricciola in
agrodolce (olive, cipolle, capperi). Molto apprezzati l'aragosta e i
crostacei. Buona scelta di vini, prezzi. 20/30 Euro.
Ristorante Trattoria - La Favarotta 0923.915347
Offre un discreto antipasto misto di pomodori, melanzane, capperi,
olive, formaggio, ottime mezze penne con zucchine, capperi, melanzane e
peperoni, o gli spaghetti al polpo, cotto insieme ad una pietra lavica
che si fonde insieme al sugo
NUMERI UTILI A PANTELLERIA
___________________Soccorso
Stradale:
Consolo Battista, via P. Croce, 23 - Tel. 0923/911488
Farmacie:
Farmacia Dr. Ganci (Centro)
- Tel. 0923/911157
Farmacia Dr. Greco (Centro)
- Tel. 0923/911310
Farmacia Dr. Oddo (Tracino)
- Tel. 0923/915500
Farmacia Dr. Salerno (Scauri)
- Tel. 0923/916344
Ufficio Postale Pantelleria Centro
- Tel. 0923/911112 0923/912533
Ufficio Postale di Khamma
- Tel. 0923/915005
Chiese Principali:
Pantelleria Centro - Chiesa Matrice S. S.
- Tel. 0923/911130
Tracino - Chiesa della Madonna della Pace
- Tel. 0923/915105
Aereoporto:
Guardia Costiera:
- Tel. 0923/911027
Ospedale "Bernardo Nagar":
- Tel. 0923/911844
Pronto Soccorso:
- Tel. 0923/910233 091/911110
Camera Iperbarica:
- Tel. 0923/910265
Guardia Medica:
Tel. 0923/910255 0923/910421
Carabinieri:
- Tel. 0923/912883 0923/911109
Vigili del Fuoco:
- Tel. 0923/911831 0923/912548
Guardia di Finanza:
- Tel. 0923/911028
Corpo Forestale della Regione Siciliana:
- Tel. 0923/695011 0923/695014
Dogana:
- Tel. 0923/911023
___________________________________LE REGATE
Gli antichi viaggiatori arabi chiamarono l'isola di Pantelleria con il
nome di Bent el Riah: Figlia del Vento.
Ogni commento è superfluo.
Pantelleria è il paradiso della vela.
Campo ideale sia per chi comincia, che per chi pratica la vela più
estrema.
Gli abitanti dell'isola, i Panteschi, isolani-contadini, confinati dalle
acque, da secoli hanno commercializzato i prodotti della loro terra
(moscato, passito e capperi) in tutto il Mediterraneo trasportati sulle
ali del vento dai loro velieri.
Essi risalivano il Tirreno passando da Napoli, loro capitale di
riferimento, fino al Golfo di Genova dove scambiavano l'uva passa con
tessuti e vestiti; ad est, nell'isola di Malta, i profumati vini con
zucchero e caffè e a sud in Tunisia (spingendosi fino in Tripolitania,
nel Golfo della Sirte) con maioliche e porcellane francesi.
Perciò le radici marinare sono profonde e spiegano la loro passione per
la vela e le regate.
L'Isola conserva ancora viva e vitale una classe di barche in legno con
un armo molto speciale con le quali, durante la buona stagione, si
sfidano in accanite competizione favoriti dalle brezze sempre presenti
lungo le coste durante i fine settimana e nei giorni di ferragosto nelle
acque del Porto Vecchio, sulle banchine, dominate dalla mole del
Castello Medievale, è interessante osservare lo spettacolo degli
equipaggi che armano le barche con le smisurate vele, preparandosi, per
le regate.
Da alcuni anni l'abbinamento di queste tradizionali regate, ad una
lotteria nazionale (la Lotteria delle Lance Pantesche) ha dato un
ulteriore impulso allo sviluppo di questo sport.
I turisti potranno assistere dal mare e da terra a queste prove e chi
s'intende di vela verrà facilmente coinvolto dagli armatori sempre a
caccia di equipaggi le lance pantesche.
Unico maestro d'ascia dell'isola, Chicco Valenza, è figlio d'arte.
Tiene corsi di formazione navale e ogni anno realizza oltre a barche da
pesca e da diporto, diversi esemplari di lance a vela in gelso, rovere e
pino dalle belle linee che è possibile apprezzare in questo disegno che
mostra anche il piano velico e le appendici.
L'Associazione Armatori Barche Pantesche è un'associazione senza scopo
di lucro che da tanti anni promuove lo sviluppo dello sport velico
abbinato alla tradizione locale delle “Lance Pantesche”.
_______________
http://www.pantelleriairport.it/
La GAP non assume responsabilità per eventuali modifiche o cancellazioni
degli orari dei voli da parte delle compagnie
18 voli
località vettore tipo volo data di validità partenza arrivo volo
frequenza
Trapani Air One linea arrivo 31/10/2004 - 26/03/2005 08.15 08.55 AP 5530
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea partenza 01/06/2004 - 26/03/2005 09.15 09.55 AP
5531
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea arrivo 31/10/2004 - 05/11/2004 10.40 11.20 AP 5538
L Me V D
Trapani Air One linea arrivo 21/12/2004 - 07/01/2005 11.15 11.55 AP 5538
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea arrivo 05/11/2004 - 20/12/2004 11.15 11.55 AP 5538
L Me V D
Trapani Air One linea arrivo 07/01/2005 - 26/03/2005 11.15 11.55 AP 5538
L Me V D
Trapani Air One linea partenza 21/12/2004 - 07/01/2005 12.20 13.00 AP
5539
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea partenza 07/11/2004 - 20/12/2004 16.00 16.40 AP
5539
L Me V D
Trapani Air One linea partenza 08/01/2005 - 26/03/2005 16.00 16.40 AP
5539
L Me V D
Trapani Air One linea partenza 31/10/2004 - 05/10/2004 16.35 17.15 AP
5539
L Me V D
Trapani Air One linea arrivo 06/11/2004 - 26/03/2005 18.25 19.05 AP 5540
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea arrivo 31/10/2004 - 05/11/2004 18.40 19.20 AP 5540
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea partenza 06/11/2004 - 26/03/2005 19.30 20.10 AP
5541
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea partenza 31/10/2004 - 05/11/2004 19.45 20.25 AP
5541
L Ma Me G V S D
Palermo Meridiana linea arrivo 15/05/2004 - 26/03/2005 08.35 09.25 IG
1321
L Ma Me G V S D
Palermo Meridiana linea partenza 15/05/2004 - 26/03/2005 09.55 10.45 IG
1322
L Ma Me G V S D
Palermo Meridiana linea arrivo 30/05/2004 - 26/03/2005 18.00 18.55 IG
1323
L Ma Me G V S D
Palermo Meridiana linea partenza 15/05/2004 - 26/03/2005 19.25 20.15 IG
1324
L Ma Me G V S D
________RISERVA NATURALE "ISOLA DI
PANTELLERIA"
E' la Riserva Naturale Protetta "Isola di Pantelleria" al tempo stesso
l'ospite e l'oggetto del seminario che si è tenuta il 9 e il 10 giugno
2001 nella magica cornice pantesca.
Il sindaco, Alberto Di Marzo, l'On. S. Cuffaro e l'On. S.Martino hanno
illustrato ai presenti il nuovo progetto della Riserva Naturale
dell'isola e sarà inaugurata la rete di antichi sentieri, ripristinata
grazie all'opera della Forestale.
La manifestazione che si è articolata in diversi momenti, è promossa
dalla Direzione Azienda Foreste Demaniali, dall'Ispettorato Rip.le delle
Foreste di Trapani e dal Corpo Forestale della Regione Sicilia, i cui
rappresentanti sono intervenuti nel corso delle due giornate con
interventi specifici sulle problematiche di relativa competenza.
Perchè i presenti potessero recepire a pieno l'importanza e la portata
di tale progetto, tutti gli ospiti sono stati accompagnati all'interno
della Riserva con una visita guidata alla bellissima Montagna Grande,
alta 836 metri sul livello del mare, coperta di pini marittimi, ma anche
di lecci, pini d'Aleppo e sottobosco di Macchia Mediterranea, cresciuti
dentro e tutt'intorno al cratere vulcanico principale dell'isola.
Sono stati quindi presentate le relazioni sui temi più rilevanti, quali
la presentazione delle linee guida della riserva, la normativa e
l'esperienza di gestione delle aree protette nelle isole minori, il
sistema dell'agricoltura pantesca ed è stato inoltre illustrato il
progetto di recupero della fauna stanziale (ripopolamento dell'Asino
Pantesco) nonché illustrata l'importanza della fauna migratoria, sono
infatti 250 le specie d'uccelli che fanno sosta sull'isola nel loro
viaggio da e per l'Africa.
Altro argomento di grande interesse è stata la presentazione delle
emergenze archeologiche dell'isola di Pantelleria, nel contesto degli
aspetti paesaggistici di Pantelleria che sarà presentato dalla
Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Trapani.
Importante evidenza ha avuto l'aspetto ambientale: dal Piano Regionale
dei Parchi e delle Riserve alla Rete Ecologica Siciliana.
___________________________da
vedere a Pantelleria
Le cose da vedere a pantelleria
Il Parco Naturale della Montagna Grande:
È il cuore verde dell'isola, qui sono presenti quasi 600 entità
botaniche delle quali alcune endemiche come il Limonium Cosyrese, l'
Helichrysum Errerae e la Mattiola Incana.
Inoltre questo parco naturale è l'unico in Europa dove nidificano due
graziosi e coloratissimi uccelli: la Cinciarella Algerina e il
Beccamoschino.
Notevole il panorama sul Canale di Sicilia e al tramonto spettacolare la
vista della costa africana.
Gli antichi Sentieri che, come una ragnatela, attraversano letteralmente
tutta l'isola per decine di chilometri.
Le Contrade Contadine:
agglomerati di dammusi con annesso giardino d'agrumi protetto da
particolari costruzioni circolari in pietra chiamati Jardini, le undici
contrade disseminate su tutto il territorio, conservano ancora il nome
originale arabo come Khamma, Rekhale, Gadir, Bukkuram, Bugeber.
Il Lago Specchio di Venere:
bacino di origine vulcanica dai colori incredibili ed alimentato in
parte da sorgenti termali che sgorgano dalle rive sabbiose, possibilità
d' effettuare attività sportive, in primavera e in autunno il lago
diventa osservatorio naturale della passa di numerose varietà d'uccelli.
La Macchia Mediterranea del Khagiar:
un antica colata lavica lunga 3 km, ricoperta da una rigogliosa
vegetazione di mirto, corbezzolo, lentisco ed erica, che cresce fitta e
bassa, forgiata dal vento; sono presenti numerose colonie di conigli
selvatici e diversi esemplari della rara tartaruga greca.
Dietro l'Isola:
nella parte sud dell' isola una pineta (pini d'Aleppo, pini marittimi e
querce) che sfida la roccia a strapiombo fino al mare; un esplosione di
profumi aromatici. E' la continuazione del bosco della Montagna Grande.
Il Salto della Vecchia:
un panorama indimenticabile, uno strapiombo alto 300mt. sulla cui parete
nidificano numerose varietà d'uccelli marini.
La Piana di Ghirlanda:
considerata il giardino dell'isola, è una pianura fertilissima riparata
dai venti e circondata da vulcani, in un boschetto di lecci una
necropoli bizantina scavata nella roccia. L'architettura rurale dei
muretti a secco che disegnano, a gradoni, i declivi dei vulcani.
Le cantine dove si producono il Passito e il Moscato,
vini tipici dell'isola.
Il Capperificio dove si confezionano i saporitissimi capperi.
Le soste balneari lungo la costa:
Karuscia, Campobello, Kattibuali, la riparata cala Cinque Denti, il
Laghetto delle Ondine,le sorgenti termali della Cala Gadir e poi, cala
Tramontana, il Faraglione e cala Levante.
Un cenno a parte per l'incredibile Arco dell' Elefante, che è il
monumento naturale dell'isola.
Si continua con cala Rotonda, la Balata dei Turchi, dove è ubicata
l'antichissima cava di ossidiana, Nicà, dove le sorgenti termali
arrivano quasi a 100 gradi e ancora, Scauri, l'antico approdo romano e
la grotta termale di Sateria. Suvaki, Punta Fram, dove le colate laviche
hanno plasmato fantastiche sculture naturali, Mursia e cala del Bue
Marino.
Da non perdere assolutamente il giro dell'isola in barca con visita alle
numerose grotte marine, qualche volta maestose come cattedrali, dove
all'interno l'acqua riflette colori che vanno dal blu intenso al verde
smeraldo.
Balata dei Turchi:
E' una delle zone più belle e incontaminate di Pantelleria.
Si tratta di un grande e levigato lastrone di roccia lavica che degrada
sul mare, circondato da imponenti scogliere a strapiombo, alte fino a
300 metri.
Le recenti ricognizioni archeologiche hanno dimostrato che la zona fosse
frequentata dall'uomo già 7000 anni fa per l'estrazione dell' ossidiana
per le numerose vene d'ossidiana.
Inoltre, per chi navigava per il mediterraneo, era (e rimane tuttora) un
ottimo punto riparato dalle improvvise tempeste.
Il toponimo, secondo Angelo D'Aietti, deriva da un atto d'arme
verificatosi verso la seconda metà del 1700, quando tre galee piratesche
tentarono, in una calma notte primaverile, di attraccare per occupare
l'isola e per "far de' schiavi".
L'attacco fu sventato dalla popolazione e i pirati catturati "restarono
in schiavitù".
Alla Balata dei Turchi, la tradizione vuole che sia sbarcata, dopo un
naufragio, l'icona della Madonna della Margana.
Gadir:
Queste sorgenti termali sono conosciute ed apprezzate fin
dall'antichità.
Infatti la località dove sorgono, Gadir, è un nome di origine semitica
che significa "luogo protetto". Furono proprio i Fenicio-Punici che per
primi cominciarono ad apprezzare le qualità terapeutiche di queste
acque.
Recenti studi inoltre hanno stabilito che il probabile stabilimento
termale sia stato coperto da un crollo di origine vulcanica.
Le piccole vasche esistenti scavate nella roccia, si dice che siano il
resti dell'antico impianto. Le sorgenti seguono un percorso che
dall'alto scende verso il mare e le acque vengono catturate in queste
piccole vasche.
Le acque delle sorgenti, particolarmente dolci ma ricche di sali
minerali, servono per curare soprattutto artrosi e reumatismi in genere
ed hanno una temperatura non costante che va dai 39°C fino a raggiungere
i 50°C. Curiosità: sulle pareti delle vasche nasce una particolare
qualità di alga che viene usata con molta efficacia per curare sinusiti,
raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Gadir -
NICÁ':
Le sorgenti termali di Nicà sgorgano fra gli scogli della riva
mischiandosi subito con l'acqua mare.
Hanno una modesta radioattività, come quelle di Gadir, Sateria e Scauri,
quindi con indubbie virtù terapeutiche. Nelle vicinanze si trovano
piccoli depositi di zolfo, incrostazione di silice idrata e di allume.
La temperatura dell'acqua si aggrira tra gli 85 e i 100°C.
Il toponimo di Nicà, secondo Angelo D'aietti, deriva dall'arabo e
significa stagno d'acqua per farvi macerare la canapa.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Nicà -
LA GROTTA DI SATERIA:
La grotta di Sateria è conosciuta fin dall'antichità per la qualità
delle sue acque termali.
Recenti studi la fanno identificare con la omerica grotta di Calipso,
nell'isola di Ogigia.
Al suo interno sgorgano sorgenti d'acqua calda ad una temperatura di
circa 40°che confluiscono in tre vasche.
il nome Sateria deriva dal greco "Soterìa"e significa grotta della
salute.
- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Sateria -
LE FAVARE:
Le Favare sono getti di vapore d'acqua che possono raggiungere anche i
100°C e che fuoriescono da fessure della roccia ad intermittenza,
accompagnati qualche volta da emissione di anidride solforosa e da acido
solfidrico.
Le rocce alterate dai gas acidi e dal vapor d'acqua caldo hanno assunto
nelle vicinanze delle bocche un color rosasstro-mattone, visibile già da
lontano.
Il vapore a contatto con l'aria più fredda si condensa in goccioline
d'acqua che, con un primitivo sistema di canalizzazione, viene raccolta
in piccole vasche scavate nella roccia ed utilizzata per abbeverare gli
animali da allevamento.
Alla Favara Grande, i contadini, per favorire ed aumentare la
condensazione del vapore, hanno ricoperto le bocche terminali con canne
e rami secchi di alberi.
LA SAUNA:
Nella contrada Sibà, in località di Benikulà, lungo il costone di
Montagna Grande si trova questa grotta naturale aperta in una grande
faglia e divisa, fin dall'età antica, da muretti artificiali in due
vani.
Quello esterno il frigidarium, con la vista sulla grande piana di
Monastero, circondato da sedili di pietra e quello interno più piccolo,
in cui da una spaccatura profonda, ad intermittenza arriva vapore
d'acqua intorno ai 38°C. Questa emissione è utilizzata come una vera e
propria sauna naturale dai panteschi e dai turisti per curare i dolori
reumatici.
MARGANA:
In località Margana sorge l'omonimo santuario, dov' è custodita
l'immagine della Madonna della Margana, protettrice dell'isola di
Pantelleria e dei suoi abitanti.
Il dipinto risale all'857 e pare che sia arrivato a Pantelleria per
mezzo dei monaci del cenobio del Patirion , con i quali i basiliani di
Pantelleria erano in contatto, per nasconderlo dalle numerose scorrerie
piratesche che alll'epoca infestavano le coste calabresi.
_________________La montagna
La Montagna Grande, con i suoi 836 metri, è per decine di chilometri, il
punto più alto del Mediterraneo Centrale.
Questa caratteristica l'ha resa strategicamente importante: dalla sua
cima si poteva control-
lare tutto il movimento che avveniva nel tratto di mare che collega l'
Africa all' Europa.
E' per questo motivo che Pantelleria fu probabilmente abitata fin dal
mesolitico.
Gli Arabi ne riconoscevano la possibilità per meglio innalzarsi verso
Allah, così essa viene considerata Montagna Sacra e chiamata Sciaghibir:
grandiosa, eccezionale, meravigliosa.
Alla montagna è legata la leggenda della Tempesta di W. Shakespeare:
"... In un isola, tra Tunisi e Napoli...."
Ricoperta da boschi e foreste di lecci e di pini (marittimo, d'Aleppo),
con specie botaniche singolari ed uniche, la Montagna Grande è il cuore
della Riserva Naturale Orientata dell' Isola di Pantelleria.
Si può considerare uno degli ultimi paradisi naturali mediterranei.
La Montagna Grande si forma circa 35.000 fa, per
innalzamento del blocco trachitico circondante il cratere del Gibele
_________________________Una
missione archeologica scientifica non ha come
scopo principale quello di trovare oggetti eclatanti, anche se il
rinvenirne certo non costituisce un inconveniente. Ciò che invece conta
è comprendere, per quanto possibile, la storia di coloro che hanno
abitato nell'antichità il territorio oggetto di ricerca. La campagna di
quest'anno, sotto questo punto di vista, è stata forse la più fruttuosa
dall'inizio della missione.
A dimostrarlo basterebbero due fatti: il successo nella ricerca della
prima stratigrafia protostorica sicuramente attestata al difuori
dell'area monumentale di Mursia, e l'identificazione, nei materiali
anforari, di un fossile-guida sicuro per l'identificazione dei siti di
epoca tardo punica. Ma i risultati non si limitano a questo:
· Il sito protostorico di Kuddìe Bruciate.
In questa località, situata nell'immediata periferia del centro di
Pantelleria, si è deciso di effettuare una serie di saggi mirati su di
un'area nella quale, durante le ricognizioni del 99, era stata rinvenuta
una grande quantità di frammenti di ossidiana lavorata. Il risultato è
stata l'identificazione di una superficie, principalmente di roccia in
posto regolarizzata, riferibile ad un'area di abitato protostorica. Su
di essa, e sui lembi di probabile battuto pavimentale rinvenutivi, si
trovavano alcune macine e parecchia ceramica probabilmente neolitica. Si
tratta di un risultato importante, sia perché conferma per questo
periodo la correlazione tra materiali rinvenuti in superficie e depositi
sepolti, sia perché attesta per la prima volta con certezza l'esistenza
di abitati, la cui presenza era per altro già ampiamente ipotizzata, al
difuori del villaggio fortificato di Mursìa. Grazie a questi dati si
compie un passo in avanti nella comprensione della diffusione
insediamentale e nello studio della gerarchia tra siti, e quindi del
modello sociale, dell'isola nella pre-protostoria. · Un discorso simile
si può per la prima volta fare anche per la fase "punica": grazie
all'identificazione di alcune forme di anfore appartenenti ad un periodo
sicuramente precedente alla conquista romana di Cartagine, le squadre da
ricognizione sono state in grado di rinvenire varie concentrazioni di
materiali di questa fase.
Si tratta appunto dei primi siti sicuramente "punici", databili ad un
periodo tra il IV ed il II a.C., identificati al difuori dell'Acropoli.
In seguito a questi rinvenimenti è iniziata anche l'opera di analisi
delle correlazioni tra essi ed il territorio nel quale si inseriscono.
In tutti i casi si tratta di stazioni ubicate in posizioni a ridosso di
aree favorevoli dal punto di vista agricolo, nelle quali si trovano in
associazione anche almeno altre due classi di ceramica ricorrenti, che
aiuteranno in seguito ad identificare altri siti coevi nei quali le
anfore fossero assenti. In correlazione con tutto ciò stanno i progressi
fatti per quanto riguarda l'identificazione delle caratteristiche
dell'edilizia di epoca classica sull'isola: anche se non si è potuto
ancora effettuare, come si sarebbe voluto, alcun saggio su siti di
questo periodo siamo sempre più convinti che le strutture antiche
giacciano sotto ai dammusi ancora oggi utilizzati. · Alto buon risultato
è venuto dalla squadra che si è occupata del censimento, documentazione
e scavo delle necropoli "bizantine". Oltre a rinvenire una cinquantina
di sepolture sconosciute, suddivise in tre nuove necropoli, per la prima
volta nell'ambito della missione sono stati trovati oggetti di corredo,
tra i quali un vasetto in vetro in buone condizioni.
Il rinvenimento è importante perché l'oggetto si data al III-IV secolo
d.C., prima cioè del periodo propriamente bizantino al quale la
tradizione dell'isola attribuisce le sepolture di questo tipo. · Le
ricerche nella zona di Scauri scalo hanno portato invece alla luce
un'area di parecchi metri quadrati di pavimentazione in cocciopesto,
partendo dalla quale si potrà ampliare l'area di scavo. Questo con lo
scopo di indagare caratteristiche planimetriche e costruttive di quella
che sempre più probabilmente pare essere una villa marittima, forse in
connessione con il porto. Nuove tombe, aree nelle quali affiorano
tessere musive, e strutture scavate nel banco roccioso completano il
panorama di rinvenimenti.
· Le ricerche sui materiali anforari e sullo sfruttamento e diffusione
dell'ossidiana sull'isola hanno finalmente trovato il loro naturale
sbocco, nella discussione di due tesi di laurea entrambe coronate da
lode.
· La revisione dei frammenti ceramici in laboratorio ha consentito, come
già detto, di identificare materiali indicativi della fase punica, che
ora si estende con certezza dal VII al II secolo a.C..
· Dati di grande interesse vengono anche dal censimento delle cisterne
di epoca punica. Su di un'isola del tutto priva di fonti idriche di
rilievo, prima dell'introduzione dei dissalatori moderni, la
sopravvivenza della popolazione è sempre dipesa dall'immagazzinamento
dell'acqua piovana appunto mediante la costruzione di invasi
artificiali. La distribuzione sul territorio delle oltre 500 cisterne
ormai censite è quindi la traccia più attendibile per definire le
modalità insediative per l'epoca preromana.
Campagna scavi archeologici al villaggio di Mursia · Anche le ricerche
sull'area del villaggio di Mursìa e della necropoli dei Sesi hanno
segnato un deciso passo avanti, con la costruzione di un Sistema
Informativo Territoriale autonomo. In esso trovano collocazione, oltre
alla planimetria delle evidenze archeologiche, anche alcuni livelli di
analisi sulle correlazioni tra abitato, necropoli e territorio
circostante.
· Infine anche il GIS dell'isola è stato implementato, sia con nuovi
livelli riguardanti dati toponomastici ed ambientali, sia con la
costruzione di un nuovo modello 3d con curve di livello a 10 m di
equidistanza. Questo apre nuove ampie possibilità di raffinate analisi
sulle correlazioni tra paesaggio ed insediamento antichi.
Alberto Monti
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