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Pantelleria Travel Guide
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Lago di Venere

Lago di Venere

Laura
If you're looking for a beautiful island in Italy where you can relax, enjoy the sun, sea, and natural mineral hot springs, then consider a trip to Pantelleria. Most visitors are vacationers from Europe, but I also had the rare treat a few years back, when an Italian friend who owns a hotel here insisted I come to stay a few days with a traveling companion.

Pantelleria, part of the province of Trapani, is one of the southernmost spots in Europe, just thirty miles from Africa. Like so many Sicilian islands, it was formed by two volcanic eruptions. You get there either by plane from Palermo or by boat from Trapani (about four hours). When arriving by boat, you come into the port where the town of Pantelleria is located. Most of the buildings are not very old, having been re-built after World War II bombings. The castle of Barbacane is probably the only pre-World War II building left. There are eleven villages and many scattered houses - most of them sporting the thick square walls and domed roofs left behind by the Moors who ruled here for 400 years and gave the island its name. But few people come here to admire art and architecture.

It is the wild beauty, the dramatic coastline, the incredibly pristine water, the abundance of caves, coves, grottos and inlets, that draw a small but intensely loyal group of visitors to this quiet outpost.

Although this is the largest of Sicily's islands, its circumference can be driven in an hour. On our tour we started at the Lago di Venere, a lake of volcanic origin with thermal springs draining into it. Next we stopped at another area where the spring water flowed into the sea. There was a small grotto with a place for people to sit and enjoy the thermal springs and look out to sea. We also thrilled to a natural sauna inside a partially enclosed cleft in the hill.

Continuing on our drive we paused near the town of Mursia to visit a group of sesi. These tombs, actually mounds made from evenly sized stone blocks, were left by a mysterious tribe of hunters, fishermen and gatherers who came here during the Neolithic age, probably from Sicily. The sesi are similar to Sardinia's nuraghe, and their location on a windswept deserted hillside makes them all the more haunting.

The best views are from the 2743-foot summit of Montagna Grande, the highest point on the island. On clear days you can easily see Africa (which is, after all, closer than Sicily!). The mountain is a natural forest with all kinds of different plants and species. The rock formation that leads from the town of Tracino towards the sea looks like an elephant's trunk, and they call it "elephant trunk arch."

There are many other things to see and do on Pantelleria, like take a boat ride around the island, or visit the natural marine caves, sun on the calm beaches, snorkel or dive in the coves, or take a walk through the fields of zibibbo grapes. Along the way, most of the houses you'll see blend in with the colors of the island, but there are some buildings that are whitewashed, similar to what you might see in Greece.

If you do plan to go to Pantelleria, I have two suggestions. First, don't plan to leave the day before your flight home. The wind can often be strong here (indeed, the name means "daughter of the wind"), and you should be prepared to be "grounded" for a day or two. Second, I recommend you stay at the Mursia Hotel. It is less than two miles from the port at Pantelleria, right on the shore. They have swimming pools, a tennis court, a bar and lounge, and a wonderful dining room where you can enjoy the views of the sea while tasting the local catch of the day. Each room has a terrace where you can watch the sun set over the island.
Grazie a www.pantelleriatravel.com

Pantelleria questa pantelleria
Si dice: andare al cuore delle cose.
Perché il cuore è il centro delle cose, il come, il motivo, l’inizio, e quant’altro si voglia definire.
Così è Pantelleria, il Cuore del Mediterraneo, il luogo-centro in cui convergono venti e pensieri.
Quel particolare punto in mezzo al mare, a metà strada tra Italia ed Africa, in cui si respira, più di ogni altra parte, l’idea del contatto.
E se Pantelleria è una delle più suggestive isole del Mediterraneo lo si deve a quest’anima capace di accogliere e di dare come nessun’altra.
Già dalla fisicità dell’isola emerge il suo carattere che accosta con facilità contrasti altrimenti inavvicinabili.

Accanto al nero della lava che ha creato le suggestive discese a mare, troviamo il verde della sommità del vulcano dal quale l’orizzonte sembra irrimediabilmente irraggiungibile e il bianco dei caratteristici “dammusi”, le tradizionali case pantesche che rimandano immediatamente al di là del mare, verso sud.
Visitare Pantelleria, oggi, è come immergersi in un mondo a parte nel quale ritrovare radici, ricordi, sensazioni, riassunti nell’idea stessa dell’isola, immutabile ed aperta al tempo stesso.
Oggi, “Cuore Mediterraneo” è - ovviamente - anche il simbolo che identifica tutte le aziende turistiche di Pantelleria in quanto riassume più di ogni altro concetto, l’idea insita in Pantelleria.

Il CLIMA DELL'ISOLA DI PANTELLERIA
Il clima è tipicamente mediterraneo con estati calde ed inverni miti.
La temperatura media annua è di 18 gradi. Scarsa la pioggia, appena 350 mm annui, per il vento costante che tiene il cielo libero dalle nuvole.

LA GEOLOGIA
L'isola di Pantelleria è situata a 70 Km dalla costa africana e ad 85 Km dalla Sicilia.
La sua superficie è di circa 83 Kmq e la sua altezza massima è rappresentata dagli 836 m. della Montagna Grande.
Essa costituisce la parte emersa di un edificio vulcanico che si eleva di circa 2000 mt. al di sopra di una crosta di tipo oceanico dello spessore di circa 20 Km.
La forma dell'isola, allungata secondo una direzione NW-SE, segue l'andamento generale del rift tettonico che interessa il canale di Sicilia.
L'isola è costituita esclusivamente da rocce vulcaniche che possono essere divise in due gruppi.

Si possono infatti distinguere vulcaniti acide ( ricche in silice) e vulcaniti basiche (povere in silice), senza termini intermedi. Le prime rappresentano il 98% delle rocce affioranti e consistono nelle trachiti e rioliti a forte contenuto alcalino (sodio e potassio).
A causa di questa peculiarità queste ultime vengono dette anche pantelleriti. Tali rocce sono state messe in posto sia come lave ad alta viscosità con forte percentuale di vetro che come prodotti piroclastici ( ignimbriti ) derivanti da attività esplosiva.
Le seconde costituiscono il 2% delle rocce affioranti e consistono nei basalti olivinici e nelle hawaiti.
Si tratta di lave molto fluide e dall'aspetto scuro. Sono stati individuali 30-40 centri eruttivi: i coni e i domi sono caratteristici delle lave acide, i coni allineati delle lave basiche.

La morfologia generale dell'isola è dovuta a quattro principali fattori:
1. La presenza di due caldere di età differente nella parte centrale dell'isola;
2. Il sollevamento della Montagna Grande;
3. La presenza di faglie che rendono la costa alta a sud e ad est dell'isola;

4. Le colate basaltiche a NW dell'isola;

PRINCIPALI FENOMENI DI VULCANESIMO SECONDARIO
Khazen, la Grotta del Freddo, Il BAgno Asciutto, Bagno dell'Acqua, Gadir, Favare, Nicà, Sateria

LA GROTTA DEL FREDDO (in collaborazione con il dr. Pietro Belvisi)
In contrada Bukkuram, da una fenditura, incorniciata da una finestrella esce una corrente di aria fredda ed il freddo si fa più intenso quando spira vento di scirocco.
Probabilmente il fenomeno è dovuto alla circolazione di correnti d'aria che fanno evaporare l'umidità provocando un abbassamento della temperatura di 10\15°C.
All'entrata della piccola grotta si trova un sedile (dukkena) in cocciopesto, che ci fa pensare che questo luogo era frequentato fin dal periodo punico-romano.

KHAZEN
In località Khazen (in arabo contrada dei magazzini) si trova un'interessante costruzione, probabilmente risalente al periodo fenicio-punico, facente parte di un più grande ed importante stabilimento termale ormai distrutto dal tempo: la stufa di Khazen. Questa viene riscaldata dal calore che fuoriesce dal sottosuolo sotto forma di vapore che viene immagazzinato in un apposito locale sotterraneo somigliante ad una cupola. La radiottività nella zona è di 0,07xl\a.
La temperatura un tempo più elevata , attualmente non supera i 37°C.
Balata dei Turchi:
E' una delle zone più belle e incontaminate di Pantelleria.
Si tratta di un grande e levigato lastrone di roccia lavica che degrada sul mare, circondato da imponenti scogliere a strapiombo, alte fino a 300 metri.
Le recenti ricognizioni archeologiche hanno dimostrato che la zona fosse frequentata dall'uomo già 7000 anni fa per l'estrazione dell' ossidiana per le numerose vene d'ossidiana.
Inoltre, per chi navigava per il mediterraneo, era (e rimane tuttora) un ottimo punto riparato dalle improvvise tempeste.
Il toponimo, secondo Angelo D'Aietti, deriva da un atto d'arme verificatosi verso la seconda metà del 1700, quando tre galee piratesche tentarono, in una calma notte primaverile, di attraccare per occupare l'isola e per "far de' schiavi".
L'attacco fu sventato dalla popolazione e i pirati catturati "restarono in schiavitù".
Alla Balata dei Turchi, la tradizione vuole che sia sbarcata, dopo un naufragio, l'icona della Madonna della Margana.

Gadir:
Queste sorgenti termali sono conosciute ed apprezzate fin dall'antichità.
Infatti la località dove sorgono, Gadir, è un nome di origine semitica che significa "luogo protetto". Furono proprio i Fenicio-Punici che per primi cominciarono ad apprezzare le qualità terapeutiche di queste acque.
Recenti studi inoltre hanno stabilito che il probabile stabilimento termale sia stato coperto da un crollo di origine vulcanica.
Le piccole vasche esistenti scavate nella roccia, si dice che siano il resti dell'antico impianto. Le sorgenti seguono un percorso che dall'alto scende verso il mare e le acque vengono catturate in queste piccole vasche.
Le acque delle sorgenti, particolarmente dolci ma ricche di sali minerali, servono per curare soprattutto artrosi e reumatismi in genere ed hanno una temperatura non costante che va dai 39°C fino a raggiungere i 50°C. Curiosità: sulle pareti delle vasche nasce una particolare qualità di alga che viene usata con molta efficacia per curare sinusiti, raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Gadir -

NICÁ':
Le sorgenti termali di Nicà sgorgano fra gli scogli della riva mischiandosi subito con l'acqua mare.
Hanno una modesta radioattività, come quelle di Gadir, Sateria e Scauri, quindi con indubbie virtù terapeutiche. Nelle vicinanze si trovano piccoli depositi di zolfo, incrostazione di silice idrata e di allume.
La temperatura dell'acqua si aggrira tra gli 85 e i 100°C.
Il toponimo di Nicà, secondo Angelo D'aietti, deriva dall'arabo e significa stagno d'acqua per farvi macerare la canapa.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Nicà -

LA GROTTA DI SATERIA:
La grotta di Sateria è conosciuta fin dall'antichità per la qualità delle sue acque termali.
Recenti studi la fanno identificare con la omerica grotta di Calipso, nell'isola di Ogigia.
Al suo interno sgorgano sorgenti d'acqua calda ad una temperatura di circa 40°che confluiscono in tre vasche.
il nome Sateria deriva dal greco "Soterìa"e significa grotta della salute.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Sateria -

LE FAVARE:
Le Favare sono getti di vapore d'acqua che possono raggiungere anche i 100°C e che fuoriescono da fessure della roccia ad intermittenza, accompagnati qualche volta da emissione di anidride solforosa e da acido solfidrico.
Le rocce alterate dai gas acidi e dal vapor d'acqua caldo hanno assunto nelle vicinanze delle bocche un color rosasstro-mattone, visibile già da lontano.
Il vapore a contatto con l'aria più fredda si condensa in goccioline d'acqua che, con un primitivo sistema di canalizzazione, viene raccolta in piccole vasche scavate nella roccia ed utilizzata per abbeverare gli animali da allevamento.
Alla Favara Grande, i contadini, per favorire ed aumentare la condensazione del vapore, hanno ricoperto le bocche terminali con canne e rami secchi di alberi.


LA SAUNA:
Nella contrada Sibà, in località di Benikulà, lungo il costone di Montagna Grande si trova questa grotta naturale aperta in una grande faglia e divisa, fin dall'età antica, da muretti artificiali in due vani.
Quello esterno il frigidarium, con la vista sulla grande piana di Monastero, circondato da sedili di pietra e quello interno più piccolo, in cui da una spaccatura profonda, ad intermittenza arriva vapore d'acqua intorno ai 38°C. Questa emissione è utilizzata come una vera e propria sauna naturale dai panteschi e dai turisti per curare i dolori reumatici.

MARGANA:
In località Margana sorge l'omonimo santuario, dov' è custodita l'immagine della Madonna della Margana, protettrice dell'isola di Pantelleria e dei suoi abitanti.
Il dipinto risale all'857 e pare che sia arrivato a Pantelleria per mezzo dei monaci del cenobio del Patirion , con i quali i basiliani di Pantelleria erano in contatto, per nasconderlo dalle numerose scorrerie piratesche che alll'epoca infestavano le coste calabresi.
________________________________Balata dei Turchi:
E' una delle zone più belle e incontaminate di Pantelleria.
Si tratta di un grande e levigato lastrone di roccia lavica che degrada sul mare, circondato da imponenti scogliere a strapiombo, alte fino a 300 metri.
Le recenti ricognizioni archeologiche hanno dimostrato che la zona fosse frequentata dall'uomo già 7000 anni fa per l'estrazione dell' ossidiana per le numerose vene d'ossidiana.
Inoltre, per chi navigava per il mediterraneo, era (e rimane tuttora) un ottimo punto riparato dalle improvvise tempeste.
Il toponimo, secondo Angelo D'Aietti, deriva da un atto d'arme verificatosi verso la seconda metà del 1700, quando tre galee piratesche tentarono, in una calma notte primaverile, di attraccare per occupare l'isola e per "far de' schiavi".
L'attacco fu sventato dalla popolazione e i pirati catturati "restarono in schiavitù".
Alla Balata dei Turchi, la tradizione vuole che sia sbarcata, dopo un naufragio, l'icona della Madonna della Margana.

Gadir:
Queste sorgenti termali sono conosciute ed apprezzate fin dall'antichità.
Infatti la località dove sorgono, Gadir, è un nome di origine semitica che significa "luogo protetto". Furono proprio i Fenicio-Punici che per primi cominciarono ad apprezzare le qualità terapeutiche di queste acque.
Recenti studi inoltre hanno stabilito che il probabile stabilimento termale sia stato coperto da un crollo di origine vulcanica.
Le piccole vasche esistenti scavate nella roccia, si dice che siano il resti dell'antico impianto. Le sorgenti seguono un percorso che dall'alto scende verso il mare e le acque vengono catturate in queste piccole vasche.
Le acque delle sorgenti, particolarmente dolci ma ricche di sali minerali, servono per curare soprattutto artrosi e reumatismi in genere ed hanno una temperatura non costante che va dai 39°C fino a raggiungere i 50°C. Curiosità: sulle pareti delle vasche nasce una particolare qualità di alga che viene usata con molta efficacia per curare sinusiti, raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Gadir -

NICÁ':
Le sorgenti termali di Nicà sgorgano fra gli scogli della riva mischiandosi subito con l'acqua mare.
Hanno una modesta radioattività, come quelle di Gadir, Sateria e Scauri, quindi con indubbie virtù terapeutiche. Nelle vicinanze si trovano piccoli depositi di zolfo, incrostazione di silice idrata e di allume.
La temperatura dell'acqua si aggrira tra gli 85 e i 100°C.
Il toponimo di Nicà, secondo Angelo D'aietti, deriva dall'arabo e significa stagno d'acqua per farvi macerare la canapa.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Nicà -

LA GROTTA DI SATERIA:
La grotta di Sateria è conosciuta fin dall'antichità per la qualità delle sue acque termali.
Recenti studi la fanno identificare con la omerica grotta di Calipso, nell'isola di Ogigia.
Al suo interno sgorgano sorgenti d'acqua calda ad una temperatura di circa 40°che confluiscono in tre vasche.
il nome Sateria deriva dal greco "Soterìa"e significa grotta della salute.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Sateria -

LE FAVARE:
Le Favare sono getti di vapore d'acqua che possono raggiungere anche i 100°C e che fuoriescono da fessure della roccia ad intermittenza, accompagnati qualche volta da emissione di anidride solforosa e da acido solfidrico.
Le rocce alterate dai gas acidi e dal vapor d'acqua caldo hanno assunto nelle vicinanze delle bocche un color rosasstro-mattone, visibile già da lontano.
Il vapore a contatto con l'aria più fredda si condensa in goccioline d'acqua che, con un primitivo sistema di canalizzazione, viene raccolta in piccole vasche scavate nella roccia ed utilizzata per abbeverare gli animali da allevamento.
Alla Favara Grande, i contadini, per favorire ed aumentare la condensazione del vapore, hanno ricoperto le bocche terminali con canne e rami secchi di alberi.

LA SAUNA:
Nella contrada Sibà, in località di Benikulà, lungo il costone di Montagna Grande si trova questa grotta naturale aperta in una grande faglia e divisa, fin dall'età antica, da muretti artificiali in due vani.
Quello esterno il frigidarium, con la vista sulla grande piana di Monastero, circondato da sedili di pietra e quello interno più piccolo, in cui da una spaccatura profonda, ad intermittenza arriva vapore d'acqua intorno ai 38°C. Questa emissione è utilizzata come una vera e propria sauna naturale dai panteschi e dai turisti per curare i dolori reumatici.

MARGANA:
In località Margana sorge l'omonimo santuario, dov' è custodita l'immagine della Madonna della Margana, protettrice dell'isola di Pantelleria e dei suoi abitanti.
Il dipinto risale all'857 e pare che sia arrivato a Pantelleria per mezzo dei monaci del cenobio del Patirion , con i quali i basiliani di Pantelleria erano in contatto, per nasconderlo dalle numerose scorrerie piratesche che alll'epoca infestavano le coste calabresi.

___________________Nella categoria sono presenti 2 link
CALALEVANTE DIVING
Posizionato nella parte est dell’isola tra il Faraglione e l’Arco dell’Elefante. Centro ITF e Archaeology NASE, aperto da aprile a novembre. Partner CEE per il Progetto Preventive IST 2001 riguardante test di strumenti medici subacquei. Si effettuano immersioni guidate, corsi ad ogni livello con didattiche PADI e NASE, archeologia, biologia, foto sub, full-day e noleggio gommoni. Immersioni NITR
***SopraVVento - Scuola di Vela, di Vento, di Mare
Le attività e i corsi di SopraVVento sono rivolte a chi, attratto dal mare, vuole avvicinarsi e conoscerlo attraverso il mezzo più naturale e antico per solcarlo: la barca a vela. Obbiettivo della Scuola è dare una preparazione alla conduzione di una barca a vela, e, a seconda dei livelli, il perfezionamento delle tecniche.

Mursia e Cossyra Hotel
Gli hotel Mursia & Cossyra, in stile mediterraneo, sorgono direttamente sul mare, in una posizione isolata e tranquilla, sul lato nord-ovest dell'isola diPantelleria, in località Mursia, punto geografico italiano più vicino all'Africa.
BUEMARINO RESIDENCE
HOTEL TURISTICO RESIDENZIALE: Ubicato sul mare, dista dal centro abitato di Pantelleria circa 1 Chilometro. Le camere sono 28, complete tutte di servizi igenici e frigorifero.

Ristorante La Risacca - 0923.912975
A Pantelleria Centro. Ottime pennette al pesto pantesco (mandorle, capperi, basilico), oppure alla cernia, o anche con pomodori e melanzane. Per non parlare dei mitici Spaghetti con Gambero e conza. Stuzzicanti gli involtini di pesce spada. Non male la ricciola in agrodolce (olive, cipolle, capperi). Molto apprezzati l'aragosta e i crostacei. Buona scelta di vini, prezzi. 20/30 Euro.
Ristorante Trattoria - La Favarotta 0923.915347
Offre un discreto antipasto misto di pomodori, melanzane, capperi, olive, formaggio, ottime mezze penne con zucchine, capperi, melanzane e peperoni, o gli spaghetti al polpo, cotto insieme ad una pietra lavica che si fonde insieme al sugo

NUMERI UTILI A PANTELLERIA
___________________Soccorso Stradale:
Consolo Battista, via P. Croce, 23 - Tel. 0923/911488

Farmacie:
Farmacia Dr. Ganci (Centro)
- Tel. 0923/911157

Farmacia Dr. Greco (Centro)
- Tel. 0923/911310

Farmacia Dr. Oddo (Tracino)
- Tel. 0923/915500

Farmacia Dr. Salerno (Scauri)
- Tel. 0923/916344

Ufficio Postale Pantelleria Centro
- Tel. 0923/911112 0923/912533

Ufficio Postale di Khamma
- Tel. 0923/915005

Chiese Principali:
Pantelleria Centro - Chiesa Matrice S. S.
- Tel. 0923/911130

Tracino - Chiesa della Madonna della Pace
- Tel. 0923/915105

Aereoporto:

Guardia Costiera:
- Tel. 0923/911027

Ospedale "Bernardo Nagar":
- Tel. 0923/911844

Pronto Soccorso:
- Tel. 0923/910233 091/911110

Camera Iperbarica:
- Tel. 0923/910265

Guardia Medica:
Tel. 0923/910255 0923/910421

Carabinieri:
- Tel. 0923/912883 0923/911109

Vigili del Fuoco:
- Tel. 0923/911831 0923/912548

Guardia di Finanza:
- Tel. 0923/911028

Corpo Forestale della Regione Siciliana:
- Tel. 0923/695011 0923/695014

Dogana:
- Tel. 0923/911023
___________________________________LE REGATE

Gli antichi viaggiatori arabi chiamarono l'isola di Pantelleria con il nome di Bent el Riah: Figlia del Vento.

Ogni commento è superfluo.
Pantelleria è il paradiso della vela.
Campo ideale sia per chi comincia, che per chi pratica la vela più estrema.

Gli abitanti dell'isola, i Panteschi, isolani-contadini, confinati dalle acque, da secoli hanno commercializzato i prodotti della loro terra (moscato, passito e capperi) in tutto il Mediterraneo trasportati sulle ali del vento dai loro velieri.

Essi risalivano il Tirreno passando da Napoli, loro capitale di riferimento, fino al Golfo di Genova dove scambiavano l'uva passa con tessuti e vestiti; ad est, nell'isola di Malta, i profumati vini con zucchero e caffè e a sud in Tunisia (spingendosi fino in Tripolitania, nel Golfo della Sirte) con maioliche e porcellane francesi.
Perciò le radici marinare sono profonde e spiegano la loro passione per la vela e le regate.

L'Isola conserva ancora viva e vitale una classe di barche in legno con un armo molto speciale con le quali, durante la buona stagione, si sfidano in accanite competizione favoriti dalle brezze sempre presenti lungo le coste durante i fine settimana e nei giorni di ferragosto nelle acque del Porto Vecchio, sulle banchine, dominate dalla mole del Castello Medievale, è interessante osservare lo spettacolo degli equipaggi che armano le barche con le smisurate vele, preparandosi, per le regate.

Da alcuni anni l'abbinamento di queste tradizionali regate, ad una lotteria nazionale (la Lotteria delle Lance Pantesche) ha dato un ulteriore impulso allo sviluppo di questo sport.

I turisti potranno assistere dal mare e da terra a queste prove e chi s'intende di vela verrà facilmente coinvolto dagli armatori sempre a caccia di equipaggi le lance pantesche.

Unico maestro d'ascia dell'isola, Chicco Valenza, è figlio d'arte.
Tiene corsi di formazione navale e ogni anno realizza oltre a barche da pesca e da diporto, diversi esemplari di lance a vela in gelso, rovere e pino dalle belle linee che è possibile apprezzare in questo disegno che mostra anche il piano velico e le appendici.

L'Associazione Armatori Barche Pantesche è un'associazione senza scopo di lucro che da tanti anni promuove lo sviluppo dello sport velico abbinato alla tradizione locale delle “Lance Pantesche”.

_______________ http://www.pantelleriairport.it/ 

La GAP non assume responsabilità per eventuali modifiche o cancellazioni degli orari dei voli da parte delle compagnie
18 voli
località vettore tipo volo data di validità partenza arrivo volo frequenza
Trapani Air One linea arrivo 31/10/2004 - 26/03/2005 08.15 08.55 AP 5530
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea partenza 01/06/2004 - 26/03/2005 09.15 09.55 AP 5531
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea arrivo 31/10/2004 - 05/11/2004 10.40 11.20 AP 5538
L Me V D
Trapani Air One linea arrivo 21/12/2004 - 07/01/2005 11.15 11.55 AP 5538
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea arrivo 05/11/2004 - 20/12/2004 11.15 11.55 AP 5538
L Me V D
Trapani Air One linea arrivo 07/01/2005 - 26/03/2005 11.15 11.55 AP 5538
L Me V D
Trapani Air One linea partenza 21/12/2004 - 07/01/2005 12.20 13.00 AP 5539
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea partenza 07/11/2004 - 20/12/2004 16.00 16.40 AP 5539
L Me V D
Trapani Air One linea partenza 08/01/2005 - 26/03/2005 16.00 16.40 AP 5539
L Me V D
Trapani Air One linea partenza 31/10/2004 - 05/10/2004 16.35 17.15 AP 5539
L Me V D
Trapani Air One linea arrivo 06/11/2004 - 26/03/2005 18.25 19.05 AP 5540
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea arrivo 31/10/2004 - 05/11/2004 18.40 19.20 AP 5540
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea partenza 06/11/2004 - 26/03/2005 19.30 20.10 AP 5541
L Ma Me G V S D
Trapani Air One linea partenza 31/10/2004 - 05/11/2004 19.45 20.25 AP 5541
L Ma Me G V S D
Palermo Meridiana linea arrivo 15/05/2004 - 26/03/2005 08.35 09.25 IG 1321
L Ma Me G V S D
Palermo Meridiana linea partenza 15/05/2004 - 26/03/2005 09.55 10.45 IG 1322
L Ma Me G V S D
Palermo Meridiana linea arrivo 30/05/2004 - 26/03/2005 18.00 18.55 IG 1323
L Ma Me G V S D
Palermo Meridiana linea partenza 15/05/2004 - 26/03/2005 19.25 20.15 IG 1324
L Ma Me G V S D

________RISERVA NATURALE "ISOLA DI PANTELLERIA"
E' la Riserva Naturale Protetta "Isola di Pantelleria" al tempo stesso l'ospite e l'oggetto del seminario che si è tenuta il 9 e il 10 giugno 2001 nella magica cornice pantesca.
Il sindaco, Alberto Di Marzo, l'On. S. Cuffaro e l'On. S.Martino hanno illustrato ai presenti il nuovo progetto della Riserva Naturale dell'isola e sarà inaugurata la rete di antichi sentieri, ripristinata grazie all'opera della Forestale.

La manifestazione che si è articolata in diversi momenti, è promossa dalla Direzione Azienda Foreste Demaniali, dall'Ispettorato Rip.le delle Foreste di Trapani e dal Corpo Forestale della Regione Sicilia, i cui rappresentanti sono intervenuti nel corso delle due giornate con interventi specifici sulle problematiche di relativa competenza.

Perchè i presenti potessero recepire a pieno l'importanza e la portata di tale progetto, tutti gli ospiti sono stati accompagnati all'interno della Riserva con una visita guidata alla bellissima Montagna Grande, alta 836 metri sul livello del mare, coperta di pini marittimi, ma anche di lecci, pini d'Aleppo e sottobosco di Macchia Mediterranea, cresciuti dentro e tutt'intorno al cratere vulcanico principale dell'isola.

Sono stati quindi presentate le relazioni sui temi più rilevanti, quali la presentazione delle linee guida della riserva, la normativa e l'esperienza di gestione delle aree protette nelle isole minori, il sistema dell'agricoltura pantesca ed è stato inoltre illustrato il progetto di recupero della fauna stanziale (ripopolamento dell'Asino Pantesco) nonché illustrata l'importanza della fauna migratoria, sono infatti 250 le specie d'uccelli che fanno sosta sull'isola nel loro viaggio da e per l'Africa.

Altro argomento di grande interesse è stata la presentazione delle emergenze archeologiche dell'isola di Pantelleria, nel contesto degli aspetti paesaggistici di Pantelleria che sarà presentato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Trapani.

Importante evidenza ha avuto l'aspetto ambientale: dal Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve alla Rete Ecologica Siciliana.
___________________________da vedere a Pantelleria
Le cose da vedere a pantelleria

Il Parco Naturale della Montagna Grande:
È il cuore verde dell'isola, qui sono presenti quasi 600 entità botaniche delle quali alcune endemiche come il Limonium Cosyrese, l' Helichrysum Errerae e la Mattiola Incana.
Inoltre questo parco naturale è l'unico in Europa dove nidificano due graziosi e coloratissimi uccelli: la Cinciarella Algerina e il Beccamoschino.
Notevole il panorama sul Canale di Sicilia e al tramonto spettacolare la vista della costa africana.

Gli antichi Sentieri che, come una ragnatela, attraversano letteralmente tutta l'isola per decine di chilometri.

Le Contrade Contadine:
agglomerati di dammusi con annesso giardino d'agrumi protetto da particolari costruzioni circolari in pietra chiamati Jardini, le undici contrade disseminate su tutto il territorio, conservano ancora il nome originale arabo come Khamma, Rekhale, Gadir, Bukkuram, Bugeber.

Il Lago Specchio di Venere:
bacino di origine vulcanica dai colori incredibili ed alimentato in parte da sorgenti termali che sgorgano dalle rive sabbiose, possibilità d' effettuare attività sportive, in primavera e in autunno il lago diventa osservatorio naturale della passa di numerose varietà d'uccelli.

La Macchia Mediterranea del Khagiar:
un antica colata lavica lunga 3 km, ricoperta da una rigogliosa vegetazione di mirto, corbezzolo, lentisco ed erica, che cresce fitta e bassa, forgiata dal vento; sono presenti numerose colonie di conigli selvatici e diversi esemplari della rara tartaruga greca.

Dietro l'Isola:
nella parte sud dell' isola una pineta (pini d'Aleppo, pini marittimi e querce) che sfida la roccia a strapiombo fino al mare; un esplosione di profumi aromatici. E' la continuazione del bosco della Montagna Grande.

Il Salto della Vecchia:
un panorama indimenticabile, uno strapiombo alto 300mt. sulla cui parete nidificano numerose varietà d'uccelli marini.

La Piana di Ghirlanda:
considerata il giardino dell'isola, è una pianura fertilissima riparata dai venti e circondata da vulcani, in un boschetto di lecci una necropoli bizantina scavata nella roccia. L'architettura rurale dei muretti a secco che disegnano, a gradoni, i declivi dei vulcani.

Le cantine dove si producono il Passito e il Moscato,
vini tipici dell'isola.

Il Capperificio dove si confezionano i saporitissimi capperi.

Le soste balneari lungo la costa:
Karuscia, Campobello, Kattibuali, la riparata cala Cinque Denti, il Laghetto delle Ondine,le sorgenti termali della Cala Gadir e poi, cala Tramontana, il Faraglione e cala Levante.
Un cenno a parte per l'incredibile Arco dell' Elefante, che è il monumento naturale dell'isola.
Si continua con cala Rotonda, la Balata dei Turchi, dove è ubicata l'antichissima cava di ossidiana, Nicà, dove le sorgenti termali arrivano quasi a 100 gradi e ancora, Scauri, l'antico approdo romano e la grotta termale di Sateria. Suvaki, Punta Fram, dove le colate laviche hanno plasmato fantastiche sculture naturali, Mursia e cala del Bue Marino.

Da non perdere assolutamente il giro dell'isola in barca con visita alle numerose grotte marine, qualche volta maestose come cattedrali, dove all'interno l'acqua riflette colori che vanno dal blu intenso al verde smeraldo.
Balata dei Turchi:
E' una delle zone più belle e incontaminate di Pantelleria.
Si tratta di un grande e levigato lastrone di roccia lavica che degrada sul mare, circondato da imponenti scogliere a strapiombo, alte fino a 300 metri.
Le recenti ricognizioni archeologiche hanno dimostrato che la zona fosse frequentata dall'uomo già 7000 anni fa per l'estrazione dell' ossidiana per le numerose vene d'ossidiana.
Inoltre, per chi navigava per il mediterraneo, era (e rimane tuttora) un ottimo punto riparato dalle improvvise tempeste.
Il toponimo, secondo Angelo D'Aietti, deriva da un atto d'arme verificatosi verso la seconda metà del 1700, quando tre galee piratesche tentarono, in una calma notte primaverile, di attraccare per occupare l'isola e per "far de' schiavi".
L'attacco fu sventato dalla popolazione e i pirati catturati "restarono in schiavitù".
Alla Balata dei Turchi, la tradizione vuole che sia sbarcata, dopo un naufragio, l'icona della Madonna della Margana.

Gadir:
Queste sorgenti termali sono conosciute ed apprezzate fin dall'antichità.
Infatti la località dove sorgono, Gadir, è un nome di origine semitica che significa "luogo protetto". Furono proprio i Fenicio-Punici che per primi cominciarono ad apprezzare le qualità terapeutiche di queste acque.
Recenti studi inoltre hanno stabilito che il probabile stabilimento termale sia stato coperto da un crollo di origine vulcanica.
Le piccole vasche esistenti scavate nella roccia, si dice che siano il resti dell'antico impianto. Le sorgenti seguono un percorso che dall'alto scende verso il mare e le acque vengono catturate in queste piccole vasche.
Le acque delle sorgenti, particolarmente dolci ma ricche di sali minerali, servono per curare soprattutto artrosi e reumatismi in genere ed hanno una temperatura non costante che va dai 39°C fino a raggiungere i 50°C. Curiosità: sulle pareti delle vasche nasce una particolare qualità di alga che viene usata con molta efficacia per curare sinusiti, raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Gadir -

NICÁ':
Le sorgenti termali di Nicà sgorgano fra gli scogli della riva mischiandosi subito con l'acqua mare.
Hanno una modesta radioattività, come quelle di Gadir, Sateria e Scauri, quindi con indubbie virtù terapeutiche. Nelle vicinanze si trovano piccoli depositi di zolfo, incrostazione di silice idrata e di allume.
La temperatura dell'acqua si aggrira tra gli 85 e i 100°C.
Il toponimo di Nicà, secondo Angelo D'aietti, deriva dall'arabo e significa stagno d'acqua per farvi macerare la canapa.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Nicà -

LA GROTTA DI SATERIA:
La grotta di Sateria è conosciuta fin dall'antichità per la qualità delle sue acque termali.
Recenti studi la fanno identificare con la omerica grotta di Calipso, nell'isola di Ogigia.
Al suo interno sgorgano sorgenti d'acqua calda ad una temperatura di circa 40°che confluiscono in tre vasche.
il nome Sateria deriva dal greco "Soterìa"e significa grotta della salute.

- Determinazioni Chimico-Fisiche delle acque di Sateria -

LE FAVARE:
Le Favare sono getti di vapore d'acqua che possono raggiungere anche i 100°C e che fuoriescono da fessure della roccia ad intermittenza, accompagnati qualche volta da emissione di anidride solforosa e da acido solfidrico.
Le rocce alterate dai gas acidi e dal vapor d'acqua caldo hanno assunto nelle vicinanze delle bocche un color rosasstro-mattone, visibile già da lontano.
Il vapore a contatto con l'aria più fredda si condensa in goccioline d'acqua che, con un primitivo sistema di canalizzazione, viene raccolta in piccole vasche scavate nella roccia ed utilizzata per abbeverare gli animali da allevamento.
Alla Favara Grande, i contadini, per favorire ed aumentare la condensazione del vapore, hanno ricoperto le bocche terminali con canne e rami secchi di alberi.

LA SAUNA:
Nella contrada Sibà, in località di Benikulà, lungo il costone di Montagna Grande si trova questa grotta naturale aperta in una grande faglia e divisa, fin dall'età antica, da muretti artificiali in due vani.
Quello esterno il frigidarium, con la vista sulla grande piana di Monastero, circondato da sedili di pietra e quello interno più piccolo, in cui da una spaccatura profonda, ad intermittenza arriva vapore d'acqua intorno ai 38°C. Questa emissione è utilizzata come una vera e propria sauna naturale dai panteschi e dai turisti per curare i dolori reumatici.

MARGANA:
In località Margana sorge l'omonimo santuario, dov' è custodita l'immagine della Madonna della Margana, protettrice dell'isola di Pantelleria e dei suoi abitanti.
Il dipinto risale all'857 e pare che sia arrivato a Pantelleria per mezzo dei monaci del cenobio del Patirion , con i quali i basiliani di Pantelleria erano in contatto, per nasconderlo dalle numerose scorrerie piratesche che alll'epoca infestavano le coste calabresi.
_________________La montagna

La Montagna Grande, con i suoi 836 metri, è per decine di chilometri, il punto più alto del Mediterraneo Centrale.
Questa caratteristica l'ha resa strategicamente importante: dalla sua cima si poteva control-
lare tutto il movimento che avveniva nel tratto di mare che collega l' Africa all' Europa.
E' per questo motivo che Pantelleria fu probabilmente abitata fin dal mesolitico.

Gli Arabi ne riconoscevano la possibilità per meglio innalzarsi verso Allah, così essa viene considerata Montagna Sacra e chiamata Sciaghibir: grandiosa, eccezionale, meravigliosa.

Alla montagna è legata la leggenda della Tempesta di W. Shakespeare:
"... In un isola, tra Tunisi e Napoli...."
Ricoperta da boschi e foreste di lecci e di pini (marittimo, d'Aleppo),
con specie botaniche singolari ed uniche, la Montagna Grande è il cuore della Riserva Naturale Orientata dell' Isola di Pantelleria.

Si può considerare uno degli ultimi paradisi naturali mediterranei.
La Montagna Grande si forma circa 35.000 fa, per
innalzamento del blocco trachitico circondante il cratere del Gibele
_________________________Una missione archeologica scientifica non ha come scopo principale quello di trovare oggetti eclatanti, anche se il rinvenirne certo non costituisce un inconveniente. Ciò che invece conta è comprendere, per quanto possibile, la storia di coloro che hanno abitato nell'antichità il territorio oggetto di ricerca. La campagna di quest'anno, sotto questo punto di vista, è stata forse la più fruttuosa dall'inizio della missione.
A dimostrarlo basterebbero due fatti: il successo nella ricerca della prima stratigrafia protostorica sicuramente attestata al difuori dell'area monumentale di Mursia, e l'identificazione, nei materiali anforari, di un fossile-guida sicuro per l'identificazione dei siti di epoca tardo punica. Ma i risultati non si limitano a questo:

· Il sito protostorico di Kuddìe Bruciate.

In questa località, situata nell'immediata periferia del centro di Pantelleria, si è deciso di effettuare una serie di saggi mirati su di un'area nella quale, durante le ricognizioni del 99, era stata rinvenuta una grande quantità di frammenti di ossidiana lavorata. Il risultato è stata l'identificazione di una superficie, principalmente di roccia in posto regolarizzata, riferibile ad un'area di abitato protostorica. Su di essa, e sui lembi di probabile battuto pavimentale rinvenutivi, si trovavano alcune macine e parecchia ceramica probabilmente neolitica. Si tratta di un risultato importante, sia perché conferma per questo periodo la correlazione tra materiali rinvenuti in superficie e depositi sepolti, sia perché attesta per la prima volta con certezza l'esistenza di abitati, la cui presenza era per altro già ampiamente ipotizzata, al difuori del villaggio fortificato di Mursìa. Grazie a questi dati si compie un passo in avanti nella comprensione della diffusione insediamentale e nello studio della gerarchia tra siti, e quindi del modello sociale, dell'isola nella pre-protostoria. · Un discorso simile si può per la prima volta fare anche per la fase "punica": grazie all'identificazione di alcune forme di anfore appartenenti ad un periodo sicuramente precedente alla conquista romana di Cartagine, le squadre da ricognizione sono state in grado di rinvenire varie concentrazioni di materiali di questa fase.


Si tratta appunto dei primi siti sicuramente "punici", databili ad un periodo tra il IV ed il II a.C., identificati al difuori dell'Acropoli. In seguito a questi rinvenimenti è iniziata anche l'opera di analisi delle correlazioni tra essi ed il territorio nel quale si inseriscono. In tutti i casi si tratta di stazioni ubicate in posizioni a ridosso di aree favorevoli dal punto di vista agricolo, nelle quali si trovano in associazione anche almeno altre due classi di ceramica ricorrenti, che aiuteranno in seguito ad identificare altri siti coevi nei quali le anfore fossero assenti. In correlazione con tutto ciò stanno i progressi fatti per quanto riguarda l'identificazione delle caratteristiche dell'edilizia di epoca classica sull'isola: anche se non si è potuto ancora effettuare, come si sarebbe voluto, alcun saggio su siti di questo periodo siamo sempre più convinti che le strutture antiche giacciano sotto ai dammusi ancora oggi utilizzati. · Alto buon risultato è venuto dalla squadra che si è occupata del censimento, documentazione e scavo delle necropoli "bizantine". Oltre a rinvenire una cinquantina di sepolture sconosciute, suddivise in tre nuove necropoli, per la prima volta nell'ambito della missione sono stati trovati oggetti di corredo, tra i quali un vasetto in vetro in buone condizioni.
Il rinvenimento è importante perché l'oggetto si data al III-IV secolo d.C., prima cioè del periodo propriamente bizantino al quale la tradizione dell'isola attribuisce le sepolture di questo tipo. · Le ricerche nella zona di Scauri scalo hanno portato invece alla luce un'area di parecchi metri quadrati di pavimentazione in cocciopesto, partendo dalla quale si potrà ampliare l'area di scavo. Questo con lo scopo di indagare caratteristiche planimetriche e costruttive di quella che sempre più probabilmente pare essere una villa marittima, forse in connessione con il porto. Nuove tombe, aree nelle quali affiorano tessere musive, e strutture scavate nel banco roccioso completano il panorama di rinvenimenti.
· Le ricerche sui materiali anforari e sullo sfruttamento e diffusione dell'ossidiana sull'isola hanno finalmente trovato il loro naturale sbocco, nella discussione di due tesi di laurea entrambe coronate da lode.

· La revisione dei frammenti ceramici in laboratorio ha consentito, come già detto, di identificare materiali indicativi della fase punica, che ora si estende con certezza dal VII al II secolo a.C..

· Dati di grande interesse vengono anche dal censimento delle cisterne di epoca punica. Su di un'isola del tutto priva di fonti idriche di rilievo, prima dell'introduzione dei dissalatori moderni, la sopravvivenza della popolazione è sempre dipesa dall'immagazzinamento dell'acqua piovana appunto mediante la costruzione di invasi artificiali. La distribuzione sul territorio delle oltre 500 cisterne ormai censite è quindi la traccia più attendibile per definire le modalità insediative per l'epoca preromana.

Campagna scavi archeologici al villaggio di Mursia · Anche le ricerche sull'area del villaggio di Mursìa e della necropoli dei Sesi hanno segnato un deciso passo avanti, con la costruzione di un Sistema Informativo Territoriale autonomo. In esso trovano collocazione, oltre alla planimetria delle evidenze archeologiche, anche alcuni livelli di analisi sulle correlazioni tra abitato, necropoli e territorio circostante.

· Infine anche il GIS dell'isola è stato implementato, sia con nuovi livelli riguardanti dati toponomastici ed ambientali, sia con la costruzione di un nuovo modello 3d con curve di livello a 10 m di equidistanza. Questo apre nuove ampie possibilità di raffinate analisi sulle correlazioni tra paesaggio ed insediamento antichi.


Alberto Monti

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