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Palio di Siena

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Coordinate: 43°19′06″N 11°19′53″E / 43.31833, 11.33139


 

Bandierine delle contrade davanti ad un negozio di souvenir

Il Palio di Siena è una competizione fra le contrade di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale che si svolge due volte l'anno: il 2 luglio si corre il Palio di Provenzano (in onore della Madonna di Provenzano) e il 16 agosto il Palio dell'Assunta (in onore della Madonna Assunta). In occasione di avvenimenti eccezionali (ad es. la conquista della Luna da parte dell'uomo) o di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti (ad es. il centenario dell'Unità d'Italia) la comunità senese può decidere di effettuare un Palio straordinario, tra maggio e settembre.

Indice

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La storia del Palio [modifica]

Secondo alcune fonti, fu in ricordo della memorabile battaglia di Montaperti (1260) e dello scampato pericolo che i senesi decisero di indire il famoso Palio[1], oggi, probabilmente, la festa storica più importante d'Italia.[2].

La storia del Palio di Siena è però più articolata e complessa, e affonda le proprie radici in un'epoca ancor più remota.

Nelle città italiane del XII e XIII secolo era usanza organizzare corse di cavalli, sia come spettacolo pubblico, sia come competizione tra i diversi allevamenti equini posseduti dai nobili cittadini e non. A queste origini si ricongiungono idealmente le diverse rievocazioni storiche che ancora si svolgono in Italia. Ma questo tipo di Palio non è ancora il diretto progenitore della competizione senese attuale.

Parallelamente ai palii dei nobili, i cittadini di Siena cominciarono ad organizzare, più o meno spontaneamente, altre competizioni nei modi più disparati. Si ricordano, a partire dal XV secolo, Palii rionali, Bufalate, Cacce ai tori, Giochi delle pugna, gioco dell'Elmora, giochi di San Giorgio, Asinate, Pallonate. Molte di queste competizioni erano precedute da cortei, rappresentazioni allegoriche, carri trionfali a tema mitologico greco. Notizie di palii si hanno attraverso tutto il XV e il XVI secolo, ma in alcuni casi è difficile capire se le cronache si riferiscano a palii dei nobili (Palio alla lunga) o già a palii alla tonda. L'organizzazione su base rionale della Festa e delle comunità trova la sua origine, probabilmente, nel tipo di organizzazione territoriale delle compagnie militari che caratterizzava l'esercito senese medievale. Quando non c'era la guerra, questa organizzazione si riversava nella competizione nei giochi già citati. Su questa organizzazione interclassista sono state fatte anche interpretazioni di tipo antropologico, relative al carattere territoriale dell'organizzazione sociale senese opposto a quello classista o per censo più diffuso, ad esempio, nei paesi anglosassoni.

Il manifesto che convoca il Palio

La corsa del Palio prende il nome, e non solo a Siena, dal premio: il Palio, dal latino pallium (mantello di lana), era in genere un drappo di stoffa molto pregiata che veniva utilizzato per gli scopi più svariati. A Siena, in genere, era destinato alla chiesa del rione vincitore. Poteva essere utilizzato sia come arredo per la chiesa stessa, o per altri scopi analoghi. Un pallium cinquecentesco sembra abbia decorato fino a non moltissimi anni fa l'altare della Chiesa di San Giuseppe, della Contrada Capitana dell'Onda. Questo avveniva perché, ai loro albori, le Contrade si appoggiavano per le loro riunioni alle Parrocchie o alle compagnie laicali che sostenevano e supportavano gli ordini monastici. È comprensibile come, in caso di vittoria, il premio venisse regalato alla Chiesa del rione, sia per riconoscenza sia per devozione. Un'altra possibilità era la restituzione del premio alla Comunità civica in cambio del suo valore in denaro. In questo caso l'importo poteva essere usato, ad esempio, per fornire di dote le giovani più indigenti della contrada o per altre spese di utilità comune. È dal Settecento che si afferma l’idea del Palio-dipinto (il più antico conservato a Siena, presente nel museo della contrada dell’Aquila, risalente al 2 luglio 1719) e solo dopo la Seconda guerra mondiale che a dipingerlo vengono chiamati non più i bravissimi artigiani senesi (vedi Federico Joni e i falsari senesi di inizio Novecento) ma pittori di fama nazionale e internazionale.

Tra i vari spettacoli e competizioni, nel XVI secolo si va lentamente affermando il Palio alla tonda, quello che conosciamo anche oggi. Questo si accentua dopo il 1555, anno in cui termina la guerra di Siena e la città, sconfitta, si richiude in sé stessa sfogando il peso della perdita della libertà nei giochi e nelle celebrazioni al suo interno.

Il vero elemento ‘scatenante’ del Palio moderno sta probabilmente in un episodio avvenuto durante l'occupazione fiorentina e spagnola della città. Verso la fine del Cinquecento una famosa Pietà conservata in un tabernacolo nel rione dove aveva abitato Provenzano Salvani, che si diceva essere stata posta nella sua collocazione da Santa Caterina tre secoli prima, fu oltraggiata da un soldato spagnolo. Forse in preda all'alcool, egli sparò alla statua, rimanendo ucciso dall'esplosione del suo stesso archibugio. Era il 2 luglio e, per commemorare il miracolo fatto dalla Vergine protettrice di Siena contro gli occupanti, i cittadini cominciarono di anno in anno a celebrare con sempre maggiore sfarzo l'anniversario. Tra le varie celebrazioni, fu naturale inserire una corsa del Palio. Nel 1611 fu anche innalzata la Basilica di Provenzano che custodisce ancora oggi quello che resta dell'immagine sacra oltraggiata, la Madonna di Provenzano.

Questa corsa differiva dalle altre organizzate spontaneamente in altre occasioni: vi partecipavano le contrade (quindi il popolo) e non i nobili; si correva in Piazza del Campo alla tonda e non attraverso le strade della città alla lunga (organizzato dalla nobiltà) o in uno specifico rione. Bisogna presupporre che esperimenti di questo tipo di corsa fossero già stati fatti in precedenza, ma è solo all'inizio del Seicento che il Palio moderno si afferma nel gusto ludico dei senesi.

Dal 1656 il Comune di Siena (allora denominato Balìa) si prende in carico l'organizzazione del Palio, consolidando una festa che sappiamo essere precedente. Era nato il Palio di Provenzano come lo conosciamo oggi. I costi del Palio saranno presi in carico dall'aristocrazia fino al 1836. I verbali della comunità senese relativi all'effettuazione del Palio esistono dal 1659 ed è quindi da questo anno che si conteggiano le vittorie "ufficiali" delle Contrade da parte del Comune. Le registrazioni delle vittorie antecedenti a questo anno sono da considerarsi attendibili solo se suffragate da documenti conservati presso le singole Contrade o da ricerche storiche approfondite.

Nel 1701 si comincia a correre, in maniera intermittente perché ancora spontanea, anche il Palio dell'Assunta. La data del 16 agosto sembra in questo caso ‘anomala’ in quanto successiva al giorno di festa della Madonna Assunta. Venne scelta questa data perché gli altri giorni canonici delle feste d'agosto, il 14 e il 15, a Siena erano già ‘occupati’, rispettivamente, dal Corteo dei Ceri e dei Censi e dalla festa dell'Assunta che culminava nel Palio alla lunga. Quest'ultimo andrà pian piano a perdere di importanza, fino ad essere abolito all'inizio dell'Ottocento, in concomitanza col propagarsi delle idee della Rivoluzione Francese e la conseguente perdita di centralità del ceto nobiliare.

Questo nuovo Palio d'agosto era all'inizio un prolungamento dei festeggiamenti della Contrada vincitrice del Palio di luglio, che lo organizzava a proprie spese (quando economicamente possibile, di qui la sua saltuarietà). Dal 1802 segue la stessa sorte di quello di luglio, cominciando ad essere organizzato dall'ormai costituito Comune di Siena moderno.

Nel 1729, la governatrice di Siena Violante di Baviera stabilisce i confini delle Contrade. A causa di incidenti occorsi negli anni precedenti, decreta inoltre che non possano partecipare più di 10 Contrade alla volta.

Queste sono ancora oggi le date in cui si corre il Palio, la cui caratteristica principale è appunto quella di non costituire una rievocazione storica, in quanto a differenza di altre manifestazioni simili si disputa ininterrottamente[3]da alcune centinaia di anni[4]

È il Comune di Siena a organizzare il Palio, a gestirne l'aspetto economico (tranne, naturalmente, per quanto riguarda le somme elargite dalle singole contrade ai fantini ingaggiati o per i patti con altre contrade) e quello della giustizia paliesca (eventuali sanzioni a fantini e/o contrade in caso di violazioni del regolamento paliesco): il Palio si autofinanzia dalla comunità senese e non prevede (né accetterebbe[5]) alcun tipo di sponsorizzazione, come si può vedere dalle immagini della Carriera in cui non compaiono mai cartelloni né scritte pubblicitarie.

Il Regolamento completo e altri documenti storici su cui si basa lo svolgimento del Palio sono disponibili sul sito ufficiale.

 

Il Palio è tutto l'anno [modifica]

Una tipica immagine dei quattro giorni di festa: gruppi di contradaiole sui palchi che cantano.

Nonostante siano numerose le attività che si svolgono all'interno di ogni Contrada, l'organizzazione del Palio resta la principale, in quanto quest'ultimo non consiste semplicemente in due corse annuali: ogni volta la Festa vera e propria si snoda in quattro giorni intensi, ricchi di vari appuntamenti, la cui preparazione dura tutto l'anno.

Le dirigenze, sin dall'inverno, curano le strategie tenendo i contatti con i fantini e i proprietari di cavalli. Questi ultimi preparano i soggetti che correranno in Piazza sia facendo correr loro altri Palii minori (la cosiddetta provincia) sia portandoli alle corse di addestramento organizzate dal Comune in primavera.

Si entra pienamente nel clima paliesco a fine maggio, con l'estrazione a sorte delle 3 contrade che affiancheranno le 7 che corrono di diritto: con il quadro delle contrade delineato per intero si può iniziare a parlare davvero di "monte" (ingaggio dei fantini) e di "partiti" (patti segreti per la vittoria), nonostante l'incognita del cavallo che toccherà in sorte.

Circa una settimana prima del Palio viene presentato il Drappellone che il Comune ha commissionato ad un artista locale o di fama internazionale. Sempre in queste ore avvengono le visite preliminari dei cavalli che si intende presentare alla tratta.

Nel primo dei quattro giorni di Festa si tiene la tratta, l'estrazione a sorte e successivo abbinamento dei barberi alle contrade in gara. Sull'anello di pietra serena intorno alla Piazza, ricoperto da uno strato di tufo, si corrono in tutto sei prove, durante le quali i fantini hanno la possibilità di conoscere meglio il comportamento del cavallo che monteranno e di farlo abituare alla Piazza, ai suoi rumori e ai ritmi propri della corsa. Anche le prove vengono seguite da numerosi contradaioli e turisti, sia in Piazza che sui palchi montati all'esterno della pista.

Tra gli appuntamenti che segnano l'avvicinarsi della Carriera vi sono la cena della prova generale, la "messa del fantino" e la benedizione di cavallo e fantino.

Per approfondire, vedi la voce Palio di Siena (i quattro giorni).

La Carriera [modifica]

La corsa, una delle più antiche al mondo[6], si svolge nella piazza centrale di Siena, Piazza del Campo.[7]

Ad ogni Palio partecipano solo dieci Contrade tra le diciassette totali, scelte a sorte e secondo un turno che va di luglio in luglio e di agosto in agosto. Il meccanismo è il seguente:

  • corrono di diritto le sette Contrade che non hanno corso il Palio corrispondente dell'anno precedente;
  • un mese prima del Palio (l'ultima domenica di maggio per il Palio di luglio e la prima domenica dopo il Palio di luglio per il Palio d'agosto) vengono estratte a sorte tre Contrade che vanno a completare il lotto di dieci;
  • le altre sette vengono estratte per stabilire l'ordine di sfilata nel Corteo storico e parteciperanno di diritto al corrispondente Palio dell'anno successivo (mantenendo questo ordine di estrazione).
 
La tensione prima della gara nell'affollata Piazza del Campo

Il Palio viene vinto dal cavallo, con o senza fantino, dopo che per primo abbia compiuto tre giri della piazza in senso orario (la 'vulgata' dice "a condizione che questo porti sulla fronte la spennacchiera, cioè la coccarda con i colori della Contrada per la quale sta correndo"; in realtà essa ha solo valore decorativo e di aiuto visuale[8]). La partenza, o mossa, si trova all'altezza del vicolo della Costarella dei Barbieri. La linea d'arrivo, segnalata da un bandierino, è nella stessa zona, pur non coincidendo esattamente con la linea di partenza. Il premio per la Contrada è il palio, o drappellone o cencio, stendardo rettangolare di seta dipinto.

Per approfondire, vedi la voce Drappellone.

Nel pomeriggio, prima della corsa, dal Duomo alla piazza si snoda la passeggiata storica durante la quale sfilano sia i mazzieri, i figuranti e i cavalieri rappresentanti il Comune e le istituzioni storiche cittadine sia le comparse delle Contrade i cui figuranti indossando le monture (costumi) con i colori della propria Contrada, la Patria dei senesi.

Per approfondire, vedi la voce Corteo storico (Palio di Siena).

Dopo il corteo storico (alle diciannove e trenta a luglio, alle diciannove ad agosto), i fantini si avvicinano alla mossa uscendo dall'Entrone, l'ingresso del cortile del Palazzo comunale, e si portano nella zona della partenza. A questo punto, il Mossiere, giudice unico della validità della partenza e situato su un palco detto verrocchio, riceve una busta contenente l'ordine di allineamento ai canapi, due lunghe corde che delimitano la zona di partenza. Per accedere alla zona tra i due canapi, la corda posteriore è più corta ed è sorretta da un meccanismo chiamato verrocchino; in questo modo viene lasciato uno spazio attraverso il quale i cavalli fino al nono possono entrare e quello sorteggiato di rincorsa può determinare il momento di partenza (vedi sotto). L'ordine è segreto fino all'ultimo momento e viene determinato con un meccanismo automatico: l'ordine della mossa viene conosciuto solo pochi minuti prima di queste operazioni dai tre Deputati della Festa, i fiduciari del Comune nominati di Palio in Palio, garanti e responsabili del corretto svolgimento della Festa.

 
Il carroccio che trasporta il palio dell'Assunta (2006)

La corsa, a quel punto, potrà prendere il via solo quando i primi nove cavalli risulteranno allineati di fronte al canape: solo a quel punto la rincorsa (il fantino che cavalca l'ultimo cavallo estratto) potrà entrare tra i canapi già al galoppo e dare il via alla corsa. La capacità del mossiere sta nel riuscire a percepire questa intenzione e sganciare con un pedale il canape anteriore con il giusto tempismo. È comune che strategie, veti incrociati, tentativi di raggiungere accordi rendano le fasi della mossa assolutamente incomprensibili ai profani del Palio. Di rado la partenza avviene in pochi minuti.

Queste complicate operazioni di partenza spesso risultano molto lunghe e si possono protrarre anche fino al calare della sera, aumentando così la difficoltà di una corsa che si corre a pelo, cioè senza l'ausilio di alcuna sella.

Appena il fantino giunge al traguardo (il bandierino), centinaia di contradaioli festanti si precipitano sotto il palco dei Capitani a ritirare il Palio, che sarà dapprima portato in chiesa, poi conservato per sempre nel museo di contrada.

Il fantino viene portato in trionfo: la contrada festeggerà a partire dalla sera stessa e per settimane con una serie di cortei e cenini. Ancor di più viene festeggiato il cavallo, in special modo nel caso di una vittoria da scosso, cioè senza fantino. L'animale è comunque l'ospite d'onore alla cena della vittoria che si svolge nelle ultime settimane di settembre nelle strade e nelle piazze del rione vincitore del palio di luglio, la prima settimana di ottobre per il rione vincitore del palio di agosto.

La vittoria, tra festeggiamenti e ricompense, ha un notevole costo economico per una contrada, ma chi ha perso non si consola affatto con le cifre ricevute per aver agevolato il vincitore; arrivare secondi rappresenta invece l'autentica sconfitta. Chi ha vinto festeggia anche la sconfitta della rivale; per chi non ha vinto, vedere perdere la propria rivale rappresenta comunque un successo.[9]

 

Vincitori delle ultime carriere [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Elenco delle vittorie del Palio di Siena.

 

Polemiche e misure per la sicurezza equina [modifica]

Da diversi anni il Palio è al centro di numerose controversie alimentate dalle associazioni animaliste, tra cui la LAV, che riguardano soprattutto gli incidenti di gara che provocano rovinose cadute e in alcuni casi la morte dell'animale[10]. I calcoli sulla percentuale di incidenti causati dal Palio variano a seconda di chi li effettua. Entrambi i dati tengono in conto le edizioni corse dal 2 luglio 1970 sino al 2004. Gli animalisti danno una frequenza degli incidenti pari al 64,86%. Per contro, i calcoli eseguiti dai sostenitori del Palio danno una percentuale del 2,05%[11] in quanto, tra batterie di selezione e prove del Palio, oltre al Palio stesso si svolgono non meno di una decina di corse. I dati che fornisce la Lega Anti Vivisezione dicono che dal 1970 al 2005 sono morti complessivamente 47 cavalli, considerando sia quelli feriti durante la gara e abbattuti successivamente lontano dalle telecamere, sia quelli morti durante gli interventi. La statistica include però anche dati errati: ad esempio viene citato un certo Eugenio, ma non è mai esistito un barbero con questo nome che abbia corso il Palio[12] . I dati forniti invece dai sostenitori del Palio considerano solo gli infortuni effettivamente connessi alla corsa del Palio o alle prove.

Un altro dato da considerare è che molte norme che regolano la salvaguardia degli animali sono state sviluppate ed attuate soltanto a partire dagli anni novanta: i dati, sia degli animalisti che dei sostenitori del palio, sottolineano come la casistica si sia drasticamente ridotta dopo questa data.

Negli ultimi decenni perciò il Comune di Siena ha adottato una serie di misure per garantire la salvaguardia dei cavalli (e dei fantini) prima, durante e dopo la corsa, ma tali misure vengono giudicate comunque insufficienti dagli animalisti, che continuano a chiedere l'abolizione della gara. Tra i provvedimenti presi vi sono:

  • una previsita sanitaria obbligatoria, tenuta da una commissione nominata dalla Giunta comunale e formata da due veterinari (tra cui quello comunale)[13];
  • analisi ematochimiche, introdotte nel maggio del 1999, al fine di ribadire e verificare quanto da sempre previsto dal Regolamento, ovvero il divieto di somministrazione di sostanze ad attività stimolanti e depressanti ed anestetici locali[14];
  • approvazione nel 1999 del "Protocollo per l'erogazione di incentivi per il mantenimento dei cavalli da Palio" ed istituzione dell'Albo dei cavalli continuamente e appositamente addestrati per correre sul Campo. Nel 2004 sono stati introdotti invece un Albo degli allevatori dei cavalli mezzo sangue a fondo arabo (ritenuti fisicamente più adatti alla corsa) ed un Albo delle fattrici;[15]
  • costruzione di una pista in località Mociano, identica per forma e pendenza a Piazza del Campo. Da marzo a giugno si tengono qui, oltre che a Monticiano e a Monteroni d'Arbia, i lavori e le corse di addestramento obbligatori per i cavalli che s'intende portare al Palio[16];
  • protezioni (un tempo note come materassoni) presenti alla curva di San Martino, dal giugno del 1999 allestita con una barriera di protezione ad alto assorbimento in PVC, innalzamento del parapetto alla Curva del Casato e introduzione di camicie di sicurezza per il pronto intervento del personale del 118[17] ;
  • intervento sulla composizione, metodologia di applicazione e monitoraggio dello strato di tufo[18];
  • mantenimento dei cavalli non più in condizioni di correre il Palio (per l'età avanzata o per infortunio) presso il Centro ippico del Corpo Forestale dello Stato "Il Caggio" del comune di Radicondoli.[19]

 

Curiosità [modifica]

  • Piazza del Campo durante lo svolgimento del palio arriva a contenere fino a 70.000 spettatori, vale a dire, il 130% dell'intera popolazione senese.
  • La contrada del Valdimontone, nonostante i suoi colori siano giallo, rosso e bianco, ha l'abitudine di correre il palio col giubbetto del fantino di colore giallo e rosa. Questa usanza, riportata fin dal XVIII secolo, fu formalizzata nel 1833, al fine di evitare confusione con la contrada della Chiocciola, i cui colori (giallo, rosso e blu) sono quasi identici.

Terminologia [modifica]

Nel Palio è in uso da tempo immemorabile una terminologia specifica per definire i diversi protagonisti o momenti della corsa.

  • Alfiere: lo sbandieratore di una contrada;
  • Bandierino: il punto d'arrivo della carriera;
  • Barbaresco: il contradaiolo addetto alla cura del cavallo;
  • Barbero: il cavallo da corsa, ma anche le tradizionali biglie di legno colorate con le insegne delle contrade, caratteristico gioco senese;
  • Bombolone: cavallo molto forte;
  • Brenna: cavallo considerato scarso;
  • Canapi: indica le grosse funi che delimitano la zona della mossa, ma anche il periodo di attesa della partenza della corsa, proverbialmente piuttosto lungo e carico di tensione (stare "fra i canapi");
  • Capitano: il contradaiolo che, durante il periodo del Palio, è plenipotenziario della gestione della contrada;
  • Cappotto: quando una contrada riesce a vincere, nello stesso anno, entrambi i Palii (l'ultimo nel 1997 da parte della Giraffa);
  • Carriera: la corsa;
  • Carroccio: il carro tirato da buoi che durante il corteo storico trasporta il palio;
  • Cencio: il palio (il drappo che viene assegnato al vincitore);
  • Comparse: i rappresentanti in costume di una contrada che partecipano al corteo storico;
  • Cuffia: il simbolo metaforico della contrada nonna;
  • Drappellone: il palio (drappo che viene assegnato al vincitore);
  • Duce: figura rievocata nel corteo storico, rappresenta il comandante delle compagnie militari delle antiche contrade medioevali. Attualmente è solo una figura rappresentativa, senza alcun potere;
  • Mangino: il braccio destro del Capitano di contrada, che, assieme a questo organizza i partiti per la contrada durante il palio;
  • Masgalano: piatto in metallo prezioso che viene assegnato alla contrada che abbia effettuato la migliore figura nel corteo storico. In pratica consiste in un premio ai figuranti, in special modo gli alfieri ed il tamburino, più abili;
  • Montura: indica gli abiti, ispirati all'epoca rinascimentale, utilizzati dalle comparse (o monturati) delle diverse contrade durante il corteo storico che precede la corsa;
  • Mossa: indica l'inizio della corsa vera e propria, ma anche il punto della piazza da dove la corsa parte;
  • Mossiere: il personaggio designato a regolamentare la partenza (mossa) della corsa;
  • Nerbata: l'utilizzo del nerbo contro un fantino avversario;
  • Nerbo: il tendine essiccato di bue utilizzato dai fantini quale frusta;
  • Nonna: la contrada che non vince il palio da più tempo (attualmente la Civetta, che non vince dal 1979);
  • Palio: il termine può essere utilizzato per indicare la corsa dei cavalli, ma anche il drappo assegnato al vincitore della corsa;
  • Partiti: gli accordi, più o meno segreti, fra le diverse contrade per la vittoria del Palio;
  • Passeggiata: il corteo storico;
  • Priore: in quasi tutte le contrade, con questo titolo è designato il contradaiolo eletto a capo della contrada per tutto l'anno (periodo del Palio escluso). Nel Bruco si chiama Rettore mentre nell'Oca è detto Governatore;
  • Rincorsa: la posizione di partenza del decimo cavallo, situato al di fuori dello spazio delimitato dai canapi. Poiché è proprio l'entrata del decimo cavallo nei canapi a determinare la partenza della corsa, questa posizione è considerata particolarmente favorevole, sia per la vittoria, sia per, eventualmente, favorire (o sfavorire) un'altra contrada;
  • Scosso: il cavallo che ha disarcionato il fantino;
  • Soprallasso: il cavallo, di scarso valore, che il fantino monta durante il corteo storico;
  • Spennacchiera: indica la coccarda coi colori della contrada di appartenenza, applicata sulla fronte del cavallo;
  • Steccato: le barriere di legno che delimitano internamente la pista. La posizione di partenza "allo steccato" indica le posizioni più interne, considerate comunemente fra le più favorevoli per la vittoria della corsa;
  • Tratta: la scelta e l'assegnazione alle contrade (per estrazione) dei cavalli per la corsa; ha luogo il 29 giugno per il Palio di Provenzano e il 13 agosto per quello dell'Assunta;
  • Verrocchio: palco situato appena sopra la zona della mossa, da dove il mossiere gestisce le operazioni relative alla partenza.
Per approfondire, vedi la voce Palio di Siena (glossario).

 

Galleria fotografica [modifica]

 

Note [modifica]

  1. ^ Perciò, quale che sia il significato del Palio, esso ci fornisce una rappresentazione della storia militare, politica e religiosa di Siena al suo apice, cioè della Siena dal 1260 al 1555, da Montaperti alla caduta della Repubblica. da Alan Dundes, Alessandro Falassi, La terra in Piazza. Antropologia del Palio, trad. italiana. Siena, Nuova Immagine Editrice, 2005, pag.20.
  2. ^ [...] il palio, infatti, è una miniera inesauribile di simboli, metafore, e modelli relazionali sociologicamente rilevanti. Dundes-Falassi, cit., pag.8.
  3. ^ Le uniche eccezioni per i palii regolari sono state: luglio 1798 (per il terremoto a maggio), 1799 (per i moti rivoluzionari), 1800 (proibiti dai francesi, che occupavano la città), agosto 1855 (colera), agosto 1900 (lutto per la morte di Umberto I), nonché il periodo delle 2 guerre mondiali (1915-18 e 1940-44). Cfr. Dundes-Falassi, cit., pag.21.
  4. ^ Nel 1935 Benito Mussolini decretò che il termine "Palio" dovesse riservarsi esclusivamente a quello di Siena (Dundes-Falassi, cit., pag.17).
  5. ^ cfr. il Regolamento del Palio (Cap. I, Disposizioni fondamentali) all'art.8: In considerazione delle finalità del Palio come celebrazione cittadina e dello spirito che lo anima, è vietato di promuovere pubblici concorsi, lotterie, od altre iniziative che possano far sorgere interessi economici aventi qualsiasi riferimento al Palio, o alle sue fasi ed alle operazioni inerenti.
  6. ^ La prima allusione al Palio come tradizione consolidata si ha in documenti del 1238 anche se pare si corresse un Palio di San Bonifacio prima del XII secolo, cfr. Dundes-Falassi (cit.), pag.15 e 17.
  7. ^ Risale al 1583 la prima Carriera con cavalli corsa qui, come riportano Dundes e Falassi (cit., pag.19).
  8. ^ Non è infatti menzionata nel Regolamento del Palio come condizione per la vittoria, cfr. Cap. 5 (- Delle corse di prova e dei fantini) all'art. 70: La vittoria è conseguita dalla Contrada il cui cavallo, data validamente la mossa, dopo aver compiuti tre giri della pista, giunga, anche scavezzato, per primo al bandierino di traguardo posto dinanzi al Palco dei Giudici, e ciò ancorché il Fantino, durante la corsa, fosse caduto.
  9. ^ Queste sono alcune tra le particolarità più evidenti del Palio, cfr. prefazione de La terra in Piazza (cit).
  10. ^ Scheda sul sito della LAV
  11. ^ Sergio Profeti, Le vere cifre degli infortuni sul tufo, Ed.Sunto, 2004
  12. ^ cfr. l'elenco su ilpalio.org o quello in Daccelo! Cronache, personaggi e numeri di un secolo di palio, di Roberto Filiani (Computer Copy, Siena, 2000), a pag.500.
  13. ^ cfr. il Regolamento del Palio (Cap. IV - Della presentazione, scelta ed assegnazione a sorte dei cavalli) all'art.37: I cavalli per poter essere presentati, debbono essere stati sottoposti nei giorni immediatamente precedenti la tratta, su richiesta scritta dei proprietari, a visita da parte di una Commissione Veterinaria, che deve esprimere parere sull'idoneità sanitaria alle corse nel "Campo".
  14. ^ cfr. il Regolamento del Palio (Cap.V, Delle corse di prova e dei fantini) all'art.57: È dei pari vietato somministrar loro, in qualsiasi modo, sostanze eccitanti, praticare frizioni di ogni genere, od applicar "perette".
  15. ^ Questo progetto è teso ad ottenere: l'accreditamento dei proprietari, previa verifica di adeguati requisiti; la selezione dei cavalli con caratteristiche rispondenti ai parametrici biometrici considerati ottimali per l'impegno da affrontare; l'allenamento dei soggetti in gare e corse di addestramento al fine di ottimizzare la preparazione e l'adattabilità al percorso del Palio; l'implementazione di un sistema di incentivazione economica per indirizzare i proprietari verso l'acquisto e l'allevamento di cavalli con caratteristiche condivise; il costante monitoraggio degli animali da parte dei veterinari facenti parte dell'apposita Commissione Tecnica Comunale. Cfr. anche Rendiconto Giunta Cenni 2001-2006, pag.275
  16. ^ cfr. Rendiconto Giunta Cenni, cit.
  17. ^ cfr. Rendiconto Giunta Cenni, cit.
  18. ^ cfr. Rendiconto Giunta Cenni, cit.
  19. ^ Vedi Campioni al pascolo, di Gianni Perotti - Famiglia Cristiana n.33 del 14/08/2005 o questo reportage su un sito paliesco amatoriale.

 

Filmografia [modifica]

 

Bibliografia [modifica]

  • AAVV. Visioni di Palio. Siena, Protagon Editori Toscani-Edizioni Alsaba, 2004. ISBN 9788880241300
  • AAVV. Immagine del Palio. Firenze, Editore Nardini, 2003. ISBN 9788840411712
  • Luca Betti, Alessandro Falassi. Il Palio - La festa della città. Siena, Betti Editrice, 2003. ISBN 9788886417990
  • Mauro Civai, Enrico Toti. Palio, la corsa dell'anima. Siena, Edizioni Alsaba, 1995. ISBN 9788885331235
  • Piero Colle, Aceto. Fino all'ultimo Palio. Firenze, Giunti Editrice, 1996. ISBN 9788809209343
  • Wolfgang Drechsler. The Contrade , the Palio and the Ben Comune: Lessons from Siena". Trames 10(2), 2006, 99-125.
  • Alan Dundes, Alessandro Falassi. La terra in Piazza: an interpretation of the Palio of Siena. Berkeley, University of California Press, 1975.
  • Alan Dundes, Alessandro Falassi, foto di Gigi Lusini. La terra in Piazza. Antropologia del Palio, trad. italiana. Siena, Nuova Immagine Editrice, 2005. ISBN 9788871450193
  • Alessandro Falassi, Per forza e per amore. Milano, Bompiani, 1980.
  • Roberto Filiani, Natale Zaffaroni. Con la Rivale in Campo 2, 1960-1989: le rivalità di contrada nelle carriere, nei numeri unici, nei racconti dei personaggi e le squalifiche negli atti dell'autorità comunale. Monteriggioni, Il Leccio, 2003. ISBN 9788886507875
  • Roberto Filiani, Natale Zaffaroni. Con la Rivale in Campo, 1990-1999: le rivalità di contrada nelle carriere, nei numeri unici, nei racconti dei personaggi e le squalifiche negli atti dell'autorità comunale. Monteriggioni, Il Leccio, 2002. ISBN 888650778X
  • Carlo Fruttero, Franco Lucentini. Il Palio delle contrade morte. Milano, Mondadori, 1985. ISBN 9788804273752
  • Virgilio Grassi. Le Contrade di Siena e le loro feste - Il Palio attuale (vol. II: Il Palio sotto il Regno d'Italia 1859-1937: dal 1859 al 1900, dal 1901 al 1935, anni 1936-1937, più Cronistoria del Palio dal 1938 al 1972, di Alberto Tailetti). Siena, Edizioni U.Periccioli, 1972.
  • William Heywood, Nostra donna d'agosto e il Palio di Siena. Siena, Protagon Editori Toscani, 1993. ISBN 9788880240020
  • Aldous Huxley, The Palio at Siena, Cornhill Magazine, 58 (1925), pp.573-580, trad. it. G. Cillario, Il Palio di Siena, Roma, Messaggerie, 1990.
  • Senio Sensi, Armando Santini. Guida al Palio, Siena, Betti Editrice, 1995-2002. ISBN 9788886417167
  • Sydel Silverman. On the Use of History in Anthropology: The Palio of Siena. American Ethnologist 6(3) (413-436), 1979.
  • Per una bibliografia più completa (più di 150 titoli) vedi queste schede.
  • La Corsa è inoltre al centro di tre storie a fumetti della Disney: Messer Papero e la Grotta di Eolo e Ser Paperone e Lorenzo il Magnifico, di Guido Martina e Giovan Battista Carpi, e Topolino al Palio di Siena.

 

La pianta di Siena di Francesco Vanni [modifica]

  • Virgilio Grassi, I confini delle contrade secondo il Bando di Violante Beatrice di Baviera, Siena 1950
  • Ettore Pellegrini, La pianta di Siena rilevata da Francesco Vanni e i luoghi dello Studio senese, in Università di Siena. 750 anni di storia, Siena 1991, pp. 575-84
  • Le due città. Le vedute e le piante di Siena nelle collezioni cittadine (dal XVI al XIX secolo), Catalogo della mostra, Siena, Palazzo Pubblico, 25 marzo – 9 maggio 1999, Siena 1999, pp. 46–47
Contrade di Siena
Aquila  | Bruco  | Chiocciola | Civetta| Drago| Giraffa | Istrice | Leocorno | Lupa | Nicchio | Oca | Onda  | Pantera  | Selva  | Tartuca  | Torre  | Valdimontone

 

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