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Il primo processo ad Oscar Wilde Un progetto di Roberto Azzurro di Cristian Pedrazzini Video Foto Il Primo Processo di Oscar Wilde, è un progetto di Roberto Azzurro, con la drammaturgia di Massimiliano Palmese tratta dall’omonimo libro edito da Ubulibri, diretta da Franco Quadri a cura di Paolo Orlandelli e Paolo Iorio In tempi in cui accuse, tabù sociali e violenze non cedono ancora il passo ai valori “dell’accettazione, dell’inclusione e del rispetto reciproci”, l’ironia dissacrante e lo spirito caustico di Wilde rimarcano l’importanza della libertà e della salvaguardia dei diritti civili. Oscar Wilde fu protagonista di ben tre processi, che lo portarono alla rovina. Il primo di questi fu intentato da lui stesso ai danni del Marchese di Queensberry che, scoperta la relazione tra suo figlio Alfred e lo scrittore, l’aveva accusato di “posare a sodomita”. A causa delle notizie sulla sua vita privata emerse in questo primo processo, Oscar Wilde verrà in seguito giudicato colpevole del reato di “sodomia” e di “gravi indecenze”, e condannato a due anni di lavori forzati. I verbali dei processi non vennero mai resi pubblici, perché ritenuti scabrosi e compromettenti. Solo nel 2000, l’eccezionale ritrovamento di un manoscritto presso la British Library ci consente oggi di rivivere parola per parola quel l’interrogatorio in cui Wilde diede prova del suo famigerato acume. Roberto Azzurro (Oscar Wilde) e Pietro Pignatelli (l’avvocato Edward Carson) ripercorrono i momenti salienti di un interrogatorio, in cui Wilde è costretto a rispondere dei suoi rapporti con omosessuali e ragazzi di vita, e lo fa di volta in volta negando, mentendo, scherzandoci sopra. E’ quasi un miracolo poter assistere al genio del suo umorismo, nelle vere risposte date al suo inquisitore, in quel primo – ma già fatale – processo riadattato da Massimiliano Palmese in una chiave di grande ironia che renda giustizia all’umorismo di un “gigante” della letteratura mondiale, di cui il 30 novembre 2010 sono ricorsi i 110 anni dalla morte. In scena anche Walter Cerrotta, Carlo Caracciolo, Marco Sgamato Il primo processo di Oscar Wilde Real Orto Botanico – Napoli Lunedi 18 – ore 22.30 Lunedi 25 – ore 21.00 Per informazioni e prenotazioni info e prenotazioni: info@ilpozzoeilpendolo.it |
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rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Oscar_Wilde Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Oscar_Wilde&action=history Oscar WildeDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Oscar Wilde
Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900) è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese.
Biografia [modifica]Controverso come letterato e artista, Oscar Wilde
nacque al n. 21 di Westland Row a Dublino il 16 ottobre 1854. il padre Sir
William Wilde, era un celebre oculista inglese e fra i suoi illustri
pazienti v’era pure il re
Oscar I di Svezia, padrino per procura, del giovinetto Wilde. Scrisse
libri sull'archeologia e il folklore e fu un filantropo. La madre,
Jane Francesca Elgee, aveva fondato un salotto letterario a
Dublino
impegnandosi a favore dell'emancipazione
femminile, dopo essere stata in gioventù un'accesa sostenitrice
dell'indipendentismo irlandese e una poetessa di successo. Da ragazzo visse l'esperienza del salotto letterario tenuto dalla madre. Frequentò il Magdalen College di Oxford, e si distinse brillantemente nello studio dei classici, iniziando a scrivere poesie. Wilde all'inizio s’avvicinò alla religione cattolica ed all'arte della bellezza secondo i canoni che John Ruskin andava via via pubblicando. A Oxford Wilde scandalizzò i bigotti professori con il suo atteggiamento irriverente nei confronti della religione, e venne deriso per il suo abbigliamento eccentrico. Daltro canto, però, è proprio là che inizia a svillupparsi il suo istinto "estetico", grazie all'ispirazione e all'influenza del professore, e scrittore, Pater e di Ruskin. In seguito ricorderà, lucidamente, l'esperienza a Oxford, insieme a quella del carcere, come le esperienze che più caratterizzarono e sconvolsero la sua esistenza. Attirarono l'attenzione in modo particolare la sua collezione di piume e i suoi pantaloni alla zuava di velluto. Nel 1878 Wilde ottenne la laurea e nello stesso anno si trasferì a Londra. Divenne presto un esponente dell'Estetismo, il movimento inglese di fine '800 che sosteneva un'arte fine a sé stessa. Lavorò come critico d'arte (1881), tenne conferenze negli Stati Uniti e in Canada (1882), e visse a Parigi (1883). Tra il 1883 e il 1884 tenne delle conferenze in Gran Bretagna. Dalla metà degli anni '80 divenne collaboratore fisso per il Pall Mall Gazette e il Dramatic View. Ormai adulto decise di trasferirsi a Londra, ove si dedicò ad un'intensa ed affascinante vita mondana, conquistando la società conformista del tempo vittoriano con le sue stravaganze, i suoi eccessi, i suoi scandali.
Wilde nel 1882
Nel 1881 pubblicò il volume intitolato Poems (Poesie) che in un anno ebbe cinque edizioni, successo dovuto anche alla curiosità che destava l'autore i cui atteggiamenti sregolati e dissoluti erano criticati, ammirati ed anche presi di mira dalla satira, soprattutto da Sullivan nell'operetta Patience, ove si beffeggiava il movimento estetico. Nel 1884 Wilde sposò Constance Lloyd (morta nel 1898) e per mantenere la propria famiglia negli anni 1887-1889 pubblicò il Woman's World magazine. Nel 1888 pubblicò Il principe felice e altri racconti, una raccolta di fiabe scritte per i suoi due figli (Cyril e Vyvyan). Il ritratto di Dorian Gray, simbologia estetistica, fu pubblicato nel 1890 e l'anno successivo Oscar Wilde scrisse ulteriori fiabe. Il matrimonio finì nel 1893. Pochi anni prima (1891) Wilde aveva conosciuto Lord Alfred Douglas (Bosie), un aristocratico, poeta non mediocre, che divenne allo stesso tempo il grande amore dello scrittore e la causa della sua rovina. L'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedere ad essa, aveva detto una volta Wilde. Altrettanto importante come libro da citare è The Canterville Ghost, il fantasma di Canterville, (1887) che ha per protagonista una famiglia americana trasferitasi in Inghilterra, dove fa i conti con lo spirito di un uomo malvagio che si aggira per la loro nuova casa; il fantasma vorrebbe a tutti i costi spaventarli, ma non ci riesce. Wilde divenne celebre nel mondo del teatro negli anni tra il 1892 e il 1895 con una serie di opere di grande successo. Il ventaglio di Lady Windermere (1892) tratta di una divorziata ricattatrice che arriva a sacrificare se stessa per l'amore materno. In Una donna senza importanza (1893) un figlio illegittimo è diviso tra suo padre e sua madre. Un marito ideale (1895) parla di ricatti, corruzione politica ed onore pubblico e privato. L'importanza di chiamarsi Ernesto (1895) è una commedia che vuole essere una satira nei confronti del mondo delle classi alte. Il titolo in Inglese si basa sul gioco di parole fra la parola "Ernest", Ernesto, e l'aggettivo "Earnest" che significa onesto, sincero. Affascinato dall'"Erodiade" di Mallarmé e dalla descrizione di due dipinti di Gustave Moreau, tra il 1891 e il 1892 Wilde scrive (in francese) per Sarah Bernhardt la 'tragedia in un atto' "Salomé", che sarà pubblicata nel'93 a Parigi e nel '94 a Londra, nella traduzione di Alfred Douglas e con le illustrazioni di Aubrey Beardsley. Il testo, che potrà essere rappresentato in pubblico soltanto nel 1935, fungerà da base all'opera omonima di Richard Strauss (1905) e al film omonimo di Carmelo Bene (1972). Restano incompiute le tragedie "A Florentine Tragedy" e "La Sainte Courtisane" pubblicate entrambe nel 1908. Prima del successo teatrale Wilde produsse diversi saggi, molti dei quali furono scritti in maniera anonima. Chiunque può scrivere un romanzo in tre volumi. Richiede soltanto una completa ignoranza sia della vita che della letteratura, disse una volta. I suoi maggiori lavori furono i dialoghi The Decay of Lying (1889) e The Critic as Artist (1890). In quest'ultima Wilde fa affermare al suo personaggio che la critica è la parte più alta della creazione, e che il critico non deve essere equo, razionale e sincero, ma deve avere un temperamento squisitamente predisposto alla bellezza. Nel saggio più tradizionale L'anima dell'uomo sotto il socialismo (1891) Wilde esprime le proprie riflessioni politiche, ispirate a un anarchismo idealizzato. Egli respinge l'ideale cristiano del sacrificio di sé necessario per ottenere la felicità.
Il processo Wilde [modifica]
Oscar Wilde e Lord
Alfred Douglas al tempo della loro relazione
Benché fosse sposato e padre di due bambini, Wilde aveva segretamente (come tutti gli omosessuali dell'epoca, del resto) un'intensa vita omosessuale extraconiugale, che si suppone durasse sin da quando frequentava Oxford. Fino a quando si limitò ad avventure con ragazzi proletari, la società chiuse un occhio, ma la situazione precipitò quando Wilde iniziò una relazione con il figlio di un Lord, Alfred Douglas, detto "Bosie". Il padre di Alfred (John Sholto Douglas, nono marchese di Queensberry), contrario alla storia del figlio, insultò pubblicamente Wilde come sodomita. Wilde, spinto da "Bosie", che voleva vendicarsi del padre, lo querelò per diffamazione, ma gli avvocati del marchese riuscirono rapidamente a rovesciare la situazione, chiamando a testimoniare prostituti con cui Wilde aveva avuto rapporti sessuali. Lo scrittore divenne così, da querelante, imputato di gross indecency ("grave immoralità", eufemismo per indicare l'omosessualità, che era illegale). Il processo si concluse con la condanna di Wilde a due anni di lavori forzati, la bancarotta, e la rovina definitiva della sua carriera. Durante il processo fu letta una poesia di Alfred Douglas, intitolata "Two Loves", "Due amori", che si conclude con il celebre verso in cui l'"Altro Amore" dichiara: Io sono l'Amore che non osa dire il suo nome. A Wilde fu rinfacciato di aver appoggiato "The chamaleon", la rivista che aveva pubblicato "Two Loves". Wilde si difese affermando che: l'Amore, che non osa dire il suo nome in questo secolo, è il grande affetto di un uomo anziano nei confronti di un giovane, lo stesso che esisteva tra Davide e Gionata, e che Platone mise alla base stessa della sua filosofia, lo stesso che si può trovare nei sonetti di Michelangelo e di Shakespeare... Non c'è nulla di innaturale in ciò. Il Giudice Wills pronunciando la sentenza (il massimo della pena prevista dalla legge), per nulla impressionato da tale difesa dell'amore omosessuale, affermò però che le persone che fanno cose di questo genere devono essere immuni da ogni senso della vergogna, e non si può produrre alcun cambiamento su di loro. In carcere lo scrittore decise di scrivere a Bosie una lettera di vero e proprio sfogo, il celebre De profundis che a "Bosie" non fu mai data. Tuttavia, dopo la liberazione i due si riappacificarono e vissero assieme per qualche tempo a Napoli. Quindi anche questa nuova vita venne troncata sia dalla famiglia di Wilde che da quella di Douglas, poiché minacciarono ambedue di togliere loro la rendita che li faceva andare avanti. Wilde fu portato prima alla prigione di Wandsworth, a Londra, e poi al Reading Gaol (il carcere di Reading). Quando alla fine, dopo 19 mesi di detenzione, gli fu consentito di avere carta e penna, Wilde era ormai diventato incline a opinioni opposte riguardo alle possibilità dell'uomo di raggiungere la perfezione. Fu in questo periodo che egli scrisse il citato De Profundis (1900). In esso confessò: Tutto nella mia tragedia è stato orribile, mediocre, repellente, senza stile. Il nostro stesso abito ci rende grotteschi. Noi siamo i pagliacci del dolore. Siamo i clown dal cuore spezzato. (De Profundis). Successivamente Wilde scrisse anche La ballata del carcere di Reading, che esprimeva la sua preoccupazione per le disumane condizioni di prigionia. Anche in quest'opera, Wilde, fa sfoggio involontario di buon gusto "lamentando", e dando voce, NON ai propri patimenti carcerari, ma alla preoccupazione per i figli dei prigionieri, costretti a subire tanto passivamente quanto fisicamente, la loro stessa prigionia. Allora infatti, quando veniva incarcerata una donna, di riflesso, i suoi bambini venivano incarcercati con essa. L'opera, considerata una delle migliori di Wilde, ebbe un enorme successo, ma i proventi furono assorbiti in gran parte dai debiti derivanti dal fallimento, e giovarono poco a Wilde.
La fine [modifica]
La tomba di Oscar Wilde, scolpita da Jacob Epstein
Particolare dei "baci" impressi sulla tomba di
Wilde.
Wilde non riuscì mai più a riprendersi dalle conseguenze dello scandalo e dell'arresto, dopo i quali era diventato un paria, rifiutato da gran parte della "buona società" che lo aveva fin lì vezzeggiato. Dopo il rilascio avvenuto nel 1897 Wilde visse con il nome di Sebastian Melmoth a Berneval, vicino a Dieppe, poi a Parigi. Un tentativo di vivere assieme a Douglas, prima a Napoli, poi nel piccolo hotel "Vittoria "della "trasgressiva" Taormina se non altro in modo finalmente aperto, fu stroncato dalle famiglie di entrambi, con l'efficace minaccia di cessare l'erogazione del piccolo sussidio di cui i due (privi di altre rendite) vivevano. Fu allora aiutato economicamente dalla nobildonna inglese Florence Trevelyan che anche ottenne per lui un vitalizio governativo di 70 sterline che Wilde non riuscì a godersi. Sul letto di morte Wilde si convertì al Cattolicesimo, prendendo una decisione che aveva rimandato a lungo. Morì di meningite il 30 novembre 1900, povero, con problemi di salute derivati dall'abuso di alcol, in un hotel economico di Parigi, "L'Hotel" in Rue des Beaux-Arts 13, all'età di 46 anni. Le sue spoglie riposano al cimitero di Père Lachaise, dopo essere state qui traslate dal cimitero di Bagneaux. Nel cimitero di Bagneaux, sulla sua tomba, gli amici avevano fatto costruire un monumento modesto su cui avevano fatto incidere la frase (tratta dal libro di Giobbe) "nulla osavano aggiungere alle mie parole, e su di loro stillava goccia a goccia il mio discorso". Nonostante tutto gli erano rimasti fedeli anche negli ultimi, difficilissimi, anni. Nel cimitero di Père Lachainse, invece, riposa sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein raffigurante una sfinge. Negli anni numerose estimatrici di Oscar Wilde si sono succedute dinnanzi a questo monumento lasciandovi, come traccia del loro passaggio, impronte di baci.
Opere [modifica]
Poesia [modifica]
Opere teatrali [modifica]
Prosa [modifica]
Il Fantasma di Canterville [modifica]Fra le migliori e più riuscite opere del genio inglese Oscar Wilde ricordiamo The Canterville Ghost. Si tratta dell'interessante storia di una ricca famiglia americana che compra una villa a Canterville che tutti considerano "stregata". Sarà proprio questo l'ambiente che farà da sfondo agli strani e buffi avvenimenti di cui il libro è costellato [1].
Film su Oscar Wilde [modifica]
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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