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COMUNICATO STAMPA



Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto"



10 concerti dell’Orchestra Verdi per il centenario della nascita del compositore

(Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979)



- quarto appuntamento, domenica 2 gennaio 2011 ore 11.00 -



A Nino Rota è dedicato un ciclo di dieci concerti domenicali, realizzati da laVerdi in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La sfida del Direttore Giuseppe Grazioli, che lo ha organizzato, è stata quella di “ricordare uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del Novecento senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l'etichetta di 'cinematografaro', come lo chiamavano all'epoca i colleghi 'seri'”.

Il ciclo, che prevede molti brani in prima esecuzione, cercherà di comunicare al pubblico “il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà”.

Per Grazioli, infatti, “È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi…

In un'epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il "crossover", Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità.”





Programma concerto

Domenica 2 gennaio 2011 ore 11.00

Amarcord (1974), Suite dal film

Piccolo mondo antico, Concerto in Mi per pianoforte e orchestra (1978)

Concerto festivo per orchestra (1958-62) [prima esecuzione a Milano]

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Pianoforte Simone Pedroni

Direttore Giuseppe Grazioli





Di tutta la filmografia felliniana, Amarcord è il titolo più personale e intimo del regista romagnolo, che mette in scena forti elementi autobiografici. In questa pellicola l’ultra trentennale sodalizio fra regista e compositore si cimenta nella costruzione di una serie di pastelli sonori che, accanto alla consueta prassi di missare musiche tipicamente rotiane con le melodie di cui il regista si è servito per anni sul set per accompagnare gli attori, tratta e riprocessa una serie di altri elementi tipici della poetica Fellini-Rota fino a farli diventare esercizi memonici, filastrocche musicali. Memorabilia, soprattutto infantili, come per esempio la banda de La fogaraccia che, alla fine, ci lascia in testa quei frullini musicali ripetuti-ripetibili fino all’infinito. Ma quello che più stupisce è, alla fine, la grazia, la leggerezza e la fluidità di tutte queste ‘musichette’ che sono invece frutto di un sapientissimo e complicato lavoro compositivo. E’ un materiale musicale questo che ancora oggi ispira musicisti e compositori in tutto il mondo. Come i ricordi dotati di sostanza poetica, è una musica sospesa nel tempo i cui riferimenti storici sono secondari rispetto alla sostanza dell’emozione che evocano.



Quattro anni dopo Amarcord, nelle frange estreme della propria vita, Nino Rota ha voluto sottotitolare il suo ultimo Concerto per piano e orchestra ‘Piccolo mondo antico’. Sin dalla introduzione, affidata al piano solo, il tema del commiato da una memoria, da un incarnato musicale sembra emergere con una certa evidenza. Eppure ci accorgiamo subito che l’intento, come sempre in Rota, non è mai didascalico né esplicativo ma funzionale alla costruzione di un clima dove elementi, che pochi avrebbero avuto il coraggio o l’incoscienza di utilizzare in quell’epoca, servono alla costruzione di un brano di grandi proporzioni che suona così antico da parere del tutto disgiunto dal dato anagrafico. Verrebbe facile dire che, data la collocazione temporale del brano e le precarie condizioni di salute del Maestro all’epoca della sua composizione, il Concerto in Mi per pianoforte e orchestra suoni come un passo di addio. I forti contrasti emotivi che animano il Concerto e la sapiente costruzione di un brano di così ampio respiro con un materiale tematico così ridotto, sono semplicemente un richiamo a quelle doti di altissimo artigianato e di rispetto verso gli strumenti della tradizione compositiva, considerata all’epoca definitivamente fuori dal corso della storia.



Il Concerto festivo per Orchestra (1958-61) è un esempio tipico dell’infinito work in progress che animava la prassi compositiva del Maestro. Nato originariamente per un concorso di composizione e sviluppatosi nel corso degli anni secondo una sequela di revisioni, parziali riscritture e sostituzioni di singoli brani, fu presentato per la prima volta a Roma nel novembre del 1962, presso l’Accademia di S. Cecilia. La forma del concerto, che ha una struttura più libera della sinfonia, è costruita in questo caso come una sorta di conchiglia musicale nella quale l’Ouverture e il Finale svolgono la funzione di valve e ne costituiscono quindi il solido guscio attraverso cui l’orchestra presenta e conclude la propria esibizione. All’interno della conchiglia troviamo poi tre oggetti, manufatti sonori che sono costituiti dall’Aria, dalla Cabaletta e dall’Elegia.

Si tratta di tre immagini dove Rota, in un esercizio di sintesi estrema, crea delle poderose miniature musicali. E’ un lavoro di cesello, fatto in punta di penna, dove a risaltare non è tanto una visione complessiva della forma, quanto una piccola serie di ‘Quadri da un’esposizione’ dai quali emerge una capacità di trattare l’orchestra veramente notevole.

Il Concerto festivo per orchestra, pur essendo stato composto mezzo secolo fa, è in prima esecuzione a Milano. Il brano ebbe recensioni poco lusinghiere nel nostro paese e rimase inedito. Solo negli ultimi anni ha ricominciato a circolare, soprattutto nel Nord Europa, grazie alla pubblicazione da parte dell’editore tedesco Schott.



Biografie

Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein.

Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell'Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano.

Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d'Ys, Don Carlo, L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, La traviata, L'heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L'Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l'Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées.

Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l'opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha registrato per l'etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l'Orchestra Haydn di Bolzano.

Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all'Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. È stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell'Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L'elisir d'amore), all'Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night's Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all'Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet.

Recentemente ha eseguito il “Concerto Pucciniano” a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor e Falstaff in Canada, Don Giovanni alla Yale University.

Ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Nel 2011 dirigerà Wonderful Town con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.



Simone Pedroni, novarese di nascita, si è diplomato nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, sotto la guida del M° Piero Rattalino. Ha studiato inoltre con Lazar Berman e Franco Scala all'Accademia pianistica "Incontri col Maestro" di Imola, dove nel 1995 ha conseguito il "Master Degree".

Dopo aver ottenuto nel 1992 il Secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il Primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio (Gold Medal) e il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas.

È stato solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin, I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, l'Orchestra Nazionale della RAI a Torino diretta da Eliahu Inbal, l’Orchestra Filarmonica di Oslo diretta da Pinchas Steinberg, l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Roberto Abbado (tournée in Sud America col Concerto n.1 di Brahms), l’Orchestra Sinfonica de I Pomeriggi Musicali diretta da Aldo Ceccato, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra da Camera di Praga (con cui ha realizzato una tournée di 29 concerti negli Stati Uniti), I Musici di Montreal diretti da Yuli Turovsky, la National Polish Radio Symphony Orchestra a Katowice diretta dal leggendario M° Stanislav Skrowaczewski (Concerto di Schumann), la Filarmonica di Mosca, l'Orchestra Nazionale del Belgio, la Israel Chamber Orchestra, la Wiener Kammerorchester, la Dallas Symphony Orchestra, l'Orchestra da Camera di Losanna, l’Orquesta de Valencia, l’Orquesta Nacional de España, .

È pianista “in residence” all’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi” con la quale ha eseguito il Concerto n. 2 di Brahms con Leonard Slatkin, la Fantasia op. 80 Beethoven e il raro Concerto in Re minore di Martucci con Riccardo Chailly (anche in tournée in Spagna e nell’ambito del Festival de Música de Canarias), i 5 Concerti di Beethoven con Gianandrea Noseda, il Concerto n. 1 di Tchaikovsky con Louis Langrée, il Concerto di Schumann con Lu Jia e alcuni programmi di musica da camera.

Tra i recital si ricordano quelli al Teatro alla Scala di Milano, Carnegie Hall di New York, Herkulessaal di Monaco, Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, Quirinale in Roma, Filharmonia Narodowa a Varsavia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova, Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, le Settimane Musicali di Stresa, la Società del Quartetto di Milano, Serate Musicali di Milano, Salle Gaveau di Parigi, Festival della Primavera di Praga, Festival de Menton, Montecarlo, Lisbona, Bonn, Berlino, Hannover, Atene, Istanbul, oltre a numerosi concerti solistici negli Stati Uniti d’America e in Giappone.

Nell’estate 2005 debutta in Olanda nell’ambito del Festival di musica da camera di Delft ed è invitato per l’anno successivo. In occasione del 250° anniversario della morte di Bach ha eseguito con grande successo le Variazioni Goldberg di Bach al teatro della Maestranza di Siviglia e all’Auditorium di Milano.

Tra gli ultimi impegni il debutto a Pechino (Recital e Masterclasse), il ritorno in Giappone con le Variazioni Goldberg di Bach, il Concerto di Martucci con l’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana a Lugano con James Gaffigan ed in tournée in Spagna con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Oleg Caetani, il Concerto n. 2 di Rachmaninov in Norvegia (Trondheim) e il Concerto n.1 di Brahms a Milano con Aldo Ceccato. Nel giugno 2009 ha debuttato con grande successo al Parco della Musica di Roma con l’Orchestra ed il Coro di Santa Cecilia, diretta da Vladimir Ashkenazy. Nel Marzo 2010 con l’Orchestra Verdi di Milano, direttore Juanjo Mena ha ottenuto un successo personale nel Turangalila di Messiaen.

Per Philips-Classics ha inciso, dal vivo, un Cd con opere di Mussorgski, Rachmaninoff ed Hindemith, per U.I.O.G.D. “Simone Pedroni Live in Concert”, per La Bottega Discantica le Variazioni Goldberg di Bach, e per LOL-Records i Quadri di una esposizione di Mussorgsky e opere di Arvo Pärt. Per la stessa etichetta sono in commercio due CD: uno interamente dedicato a Schubert (Sonata D. 960 e sei Lieder trascritti da Liszt) e l’altro a Liszt.

Riconfermato dall’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana di Lugano per il 2010 eseguirà il Concerto in La minore di Respighi del quale verrà realizzato un CD con la stessa Orchestra.





Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

Largo Gustav Mahler

tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00)

Data concerto

Domenica 2 gennaio 2011 ore 11.00

Biglietto

Euro 20,00 (ridotto euro 15,00/7,50)
COMUNICATO STAMPA



Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto"



10 concerti dell’Orchestra Verdi per il centenario della nascita del compositore

(Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979)



- secondo appuntamento, domenica 21 novembre ore 11.00 -



A Nino Rota è dedicato un ciclo di dieci concerti domenicali, realizzati in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La sfida del Direttore Giuseppe Grazioli, che lo ha organizzato, è stata quella di “ricordare uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del Novecento senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l'etichetta di 'cinematografaro', come lo chiamavano all'epoca i colleghi 'seri'”.

Il ciclo, che prevede molti brani in prima esecuzione, cercherà di comunicare al pubblico “il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà”.

Per Grazioli, infatti, “È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi…

In un'epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il "crossover", Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità.”





Programma concerto

Domenica 21 novembre 2010 ore 11.00

Concerto per archi (1964-65) rev. 1977

Concerto per violoncello (1925) [prima esecuzione assoluta]

Violoncello Mario Shirai Grigolato

Le notti di Cabiria (1957), Suite dal film

La dolce vita (1959-60), Suite dal film



La prima opera in programma, il Concerto per archi (1964-65), appartiene alla stagione della piena maturità creativa di Rota. Considerato nel campo cinematografico il più importante compositore italiano - Rocco e i suoi fratelli (1960) e Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti; La dolce vita (1959-60) e Otto e mezzo (1963) di Federico Fellini tanto per citare qualche titolo - il Maestro, dopo anni di ‘galera’ cinematografica, decise che era venuto il momento di dedicare più tempo alle sue cose e accettò di buon grado la commissione del gruppo ‘I Musici’, una delle orchestre cameristiche più titolate dell’epoca. Dovette però aspettare quasi due anni per vedere finalmente eseguito il suo lavoro (Napoli, Orchestra Scarlatti, 5 gennaio 1967), che evidentemente non doveva aver convinto coloro i quali lo avevano commissionato. Oggi a tanti anni dal debutto il Concerto per archi è uno dei lavori più eseguiti e incisi del catalogo rotiano. La partitura è suddivisa in quattro movimenti con un impianto rispettoso della tradizione del concerto strumentale non solistico; tutta la famiglia degli strumenti ad arco è chiamata ad esprimere le proprie doti melodiche.



Agli opposti confini del catalogo extra cinematografico troviamo in prima esecuzione assoluta il Concerto per violoncello e orchestra (1925). Alcuni anni orsono a Bolzano fu messa in atto una esecuzione parziale di questo lavoro, basata su un’unica fonte largamente incompleta ed ottenuta fraudolentemente. Questa, dell’Orchestra Verdi, è da ritenersi a tutti gli effetti come la prima ‘vera’ esecuzione. Il Concerto per violoncello e orchestra ci introduce al fenomeno Rota, il prodigio di un ragazzino che passa le vacanze estive del 1925, quando ancora doveva compiere i quattordici anni alle prese con una partitura musicale di proporzioni e ambizioni apparentemente fuori dalla sua taglia. Il concerto si svolge in una sola arcata, piuttosto breve, per la durata complessiva di circa dieci minuti.



Senza Le notti di Cabiria (1957), La dolce vita (1959-60) uno dei grandi capolavori del cinema italiano, forse il più grande in assoluto, non sarebbe potuto nascere. E senza le musiche di Nino Rota per entrambi i film, forse, quella grandezza e quell’universalità della potenza espressiva felliniana non sarebbero stati così come ormai, a cinquant’anni di distanza, la storia comincia a segnalarci.

Nella vicenda drammatica della candida prostituta, Fellini mette in campo tutte le discrasie della società italiana del dopoguerra, utilizzando come protagonista una figura drammatica in grado di navigare fra i quadri che si giustappongono nel corso del film. Non c’è più l’unitarietà drammaturgica de La strada e non siamo ancora all’affresco-mosaico de La dolce vita. Ma molti elementi del successivo capolavoro fanno qui capolino: Via Veneto e la sua vita notturna, la processione religiosa. Così la musica, da una parte prelude a quei ‘ritmi moderni’ che successivamente riappariranno ne La dolce vita ma non manca di offrire anche canzoni più tradizionali che cercano di sintetizzare in modo unitario i diversi paesaggi nei quali si muove Cabiria. Non mancano, infine, quelle melodie intrise di un patetismo mai corrivo e sempre teso a sottolineare lo slancio umano dei personaggi che, piccoli piccoli si avventurano fra gli abissi della drammaturgia felliniana. Da segnalare, fra le gemme di questa colonna sonora, la canzone napoletana Lla Ri’ Lli Ra’.



Biografie

Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein.

Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell'Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano.

Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d'Ys, Don Carlo, L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, La traviata, L'heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L'Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l'Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées.

Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l'opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha registrato per l'etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l'Orchestra Haydn di Bolzano.

Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all'Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. È stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell'Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L'elisir d'amore), all'Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night's Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all'Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet.

Recentemente ha eseguito il “Concerto Pucciniano” a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor e Falstaff in Canada, Don Giovanni alla Yale University.

Ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Nel 2011 dirigerà Wonderful Town con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

Mario Shirai Grigolato ha iniziato gli studi di violoncello con il maestro Franco Zecchino ed ha continuato con Antonio Sanarica, conseguendo il diploma di violoncello presso il Conservatorio Statale di Lecce “Tito Schipa” con il massimo dei voti. Si è poi prodigato nello studio del violoncello, seguito da Christian Bellisario, docente del Conservatorio Statale di Riva del Garda, e attualmente studia con Marco Scano, docente del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Ha fatto parte, come violoncellista, del quartetto “Herbert”, del gruppo barocco “Musica Antiqua” e del gruppo “Astor Piazzolla” con i quali si è esibito in Puglia, Basilicata e Calabria.

Ha collaborato con l’Orchestra Lirico Sinfonica Salentina di Lecce e l'Associazione “Eur Pesaro” nel ruolo di primo violoncello. Si è esibito nelle alle stagioni liriche del Teatro Verdi di Sassari e del Teatro Coccia di Novara in questa occasione nel ruolo di secondo violoncello.

Nel 1996 ha superato le audizioni del corso di formazione dell’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole e dell'Orchestra Laboratorio Urbano di Bari. Nel 1997 ha partecipato alla tournée svoltasi ad Altenburger (Lipsia, Germania) con l'orchestra “Est‑West Internationale Musik‑Akademie & V”. Nel 1998 ha superato le audizioni di “Spoleto Festival” e dell’“Accademia Filarmonica della Scala”, seguendo regolarmente i corsi di perfezionamento indetti da quest'ultima e superando l'esame finale con il massimo dei voti.

Dal 1999 suona nell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.





Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

Largo Gustav Mahler

tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00)

Data concerto

Domenica 21 novembre 2010 ore 11.00

Biglietto

Euro 20,00 (ridotto euro 15,00/7,50)
__________Uno dei Cd con molto successo di Nino Rota
per la casa discografica di Cologno Monzese Stradivarius.

***Numero di catalogo: STR 33790

CROLA GIOVANNI (flauto)
LUISE ALESSIA (arpa)
MARANGONI ALESSANDRO (piano)
PARRINO STEFANO (flauto)
PARRINO FRANCESCO (violino)
TRIO ALBATROS ENSEMBLE (trio)

Titolo: Improvviso per violino e piano 'Un diavolo sentime
Autore: ROTA Nino

Titolo: Trio per flauto violino e piano (1958)
Autore: ROTA Nino

Titolo: Tre pezzi per due flauti (1972-73)
Autore: ROTA Nino

Titolo: Cinque pezzi facili per flauto e piano (1971-72)
Autore: ROTA Nino

Titolo: Allegro veloce (1971)
Autore: ROTA Nino

Titolo: Sonata per violino e piano (1936) in SOL
Autore: ROTA Nino

Titolo: Rotafantasy (2002)
Autore: ABATE Rocco
Ufficio Stampa tel. 02 72333 212 – fax 02 72333 311 – piccolo.stampa@piccoloteatromilano.it


COMUNICATO STAMPA


Ultimo appuntamento con la rassegna “Jazz al Piccolo”,
lunedì 16 giugno al Teatro Studio

La Civica Jazz Band diretta da Enrico Intra rende omaggio alle musiche di Nino Rota


Si conclude l’edizione del decennale di una rassegna unica nel panorama nazionale quale Orchestra Senza Confini, che presenta l’ennesima produzione originale di questa stagione: il concerto dedicato a Nino Rota, centrato sull’esecuzione, in chiave jazzistica e per big band, di pagine non solo entrate nella storia musicale del ‘900, ma anche nella memoria collettiva. La musica scritta dal grande compositore italiano per i film di Federico Fellini e per tanti altri autori di cinema ha infatti caratterizzato le stesse pellicole a cui doveva dare un suono musicale, diventandone parte integrante e rafforzandone anche il contenuto poetico. Una musica che ha ispirato più volte i musicisti di tutto il mondo, rivelandosi particolarmente congeniale al pensiero jazzistico, con in più il pregio di essere duttile senza perdere mai la propria identità e riconoscibilità. La Civica Jazz Band porta dunque la musica di Rota all’interno del proprio mondo espressivo, aperto alle sollecitazioni di un vasto e molteplice universo sonoro, attraverso gli arrangiamenti e gli adattamenti di pezzi arcinoti realizzati da musicisti italiani contemporanei, in primo luogo da Roberto Rossi. Primo trombone della Civica Jazz band, il quarantacinquenne jazzista di Rimini è uno degli attuali punti di riferimento del trombone jazz europeo, uno strumentista di livello assoluto a cui nulla sembra precluso sul piano tecnico e che ha collaborato in una miriade di contesti musicali, affiancando i migliori musicisti italiani e molti grandi esponenti del jazz americano ed europeo. Il suo modo di suonare rivela una duttilità sorprendente, che lo porta a suonare con personalità in qualsiasi contesto stilistico, ivi compresa la musica di tradizione accademica. Maestro nell’uso delle sordine, Rossi è uno di quei musicisti capaci di affrontare il linguaggio del jazz con una visione a 360°, anche se predilige la dimensione espressiva del modern mainstream.

NINO ROTA SOUND
1a esecuzione assoluta

Programma
Amarcord
Parla più piano
La strada
Maramao perché sei morto
La dolce vita
Valzer del commiato
La passerella

Arrangiamenti di Roberto Rossi, Gigi Grata, Francesca Petrolo, Fabio Petretti
Adattamenti e Orchestrazione Roberto Rossi


CIVICA JAZZ BAND
Emilio Soana tromba
Roberto Rossi trombone
Giulio Visibelli sassofoni
Lucio Terzano contrabbasso
Tony Arco batteria
e gli studenti dei Civici Corsi di jazz dell’Accademia Internazionale della Musica di Milano

direttore ENRICO INTRA

Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

Ingresso 15 euro
Per informazioni e prenotazioni tel. 848800304
(chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)

Main sponsor della manifestazione