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Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nabucco&action=history

Nabucco

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Nabucodonosor
Titolo originale:  
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Genere: {{{genere}}}
Musica: Giuseppe Verdi
Libretto: Temistocle Solera
(libretto online)
Fonti letterarie: Nabuchodonosor, dramma di Auguste Anicet-Bourgeois
Atti: quattro (denominati "parti")
Epoca di composizione: estate 1841 - 1842
Prima rappresentazione: 9 marzo 1842
Teatro: Teatro alla Scala, Milano
Prima rappresentazione italiana:  
Teatro:  
Versioni successive:
Personaggi:
Autografo: Archivio Ricordi, Milano
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  « Non son più re Son Dio! »
 
( Nabucco, parte II)

Nabucco è la terza opera (il titolo originale completo è Nabucodonosor) di Giuseppe Verdi e quella che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, Nabucco fece il suo debutto il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano. Questi gli interpreti di quella prima: Nabucodonosor, Giorgio Ronconi, baritono; Ismaele, Corrado Miraglia, tenore; Zaccaria, Prospero Derivis, basso; Abigaille, Giuseppina Strepponi, soprano; Fenena, Giovannina Bellinzaghi, soprano; Il Gran Sacerdote, Gaetano Rossi, basso.

È stata spesso letta come l'opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell'epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese.

Questo tipo di lettura è tuttavia incentrata soprattutto sul famosissimo coro Va', pensiero, sull'ali dorate, intonato appunto dal popolo ebreo. Il resto del dramma è invece incentrato sulle figure drammatiche del re di Babilonia Nabucodonosor e della sua presunta figlia Abigaille.

Occorre inoltre ricordare che il librettista Solera aderì alla battaglia risorgimentale da posizioni neoguelfe, circostanza che giustificherebbe la collocazione di un'autorità di tipo religioso, l'inflessibile pontefice Zaccaria, a capo della fazione ebrea. Una prospettiva non condivisa da Verdi, la cui simpatia e il cui interesse di drammaturgo vanno soprattutto verso le figure più complesse e tormentate del tiranno babilonese e di Abigaille.

Indice

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Trama [modifica]

 

Parte I - Gerusalemme [modifica]

Gli Ebrei riuniti nel tempio di Gerusalemme piangono la loro sconfitta nella guerra contro i babilonesi. Zaccaria, il Gran Sacerdote, li invita a non disperare perché il Dio di Israele ha dato un segno del suo potere: Fenena, la figlia del re babilonese, è loro prigioniera. Il giovane Ismaele, nipote di Sedecia re di giuda, reca la notizia dell'imminente arrivo di Nabucco e del suo esercito. Quando Zaccaria gli affida la custodia di Fenena, egli riconosce la fanciulla che l'ha salvato dalla prigione al tempo della sua missione di ambasciatore a Babilonia. Ismaele, che ama riamato la figlia del suo nemico, intende ora ricambiare tanta generosità ma, mentre sta per trarre in salvo la fanciulla, viene fermato da Abigaille - una schiava ambiziosa ritenuta la seconda figlia di Nabucco - che irrompe nel tempio alla testa di un manipolo di guerrieri assiri travestiti da ebrei. La donna propone al giovane, di cui è anch'essa innamorata, uno scambio: il suo amore contro la salvezza del popolo ebraico. Ma Ismaele la respinge. Una folla di ebrei in fuga cerca invano rifugio nel tempio invaso dai nemici. Nabucco giunge con i suoi fino alla sacra soglia e Zaccaria lo sfida avvertendolo che se tenterà di profanarla Fenena sarà uccisa. Il re dapprima finge di esitare ma poi, deciso a distruggere ad ogni costo il regno di Giuda, sfida il Sacerdote ed ordina agli ebrei di prostrarsi davanti a lui. Zaccaria reagisce alzando il pugnale su Fenena ma Ismaele ferma la sua mano e libera la fanciulla attirando su di sé l'ira del suo popolo, che lo accusa di tradimento. Nabucco ordina di saccheggiare il tempio, mentre Abigaille si ripromette di cancellare dalla faccia della terra il popolo maledetto cui appartiene l'uomo che l'ha respinta.

 

Parte II - L'empio [modifica]

Abigaille, sola negli appartamenti reali, tiene fra le mani una pergamena sottratta a Nabucco, che attesta le sue umili origini di schiava. La sua rabbia esplode in una furia incontenibile alla notizia che Fenena, nominata Reggente dal padre, ha dato ordine di liberare tutti gli ebrei. Ormai Abigaille è decisa a tutto pur di impossessarsi del trono.
Zaccaria, prigioniero degli assiri, entra in una sala della reggia seguito da un Levita che reca le Tavole della Legge e, dopo aver sollecitato Iddio a parlare attraverso il suo labbro, si ritira.
Ismaele, convocato dal Pontefice per rispondere del suo tradimento, è maledetto dai Leviti, ma Anna, sorella di Zaccaria, lo difende; il giovane infatti non ha salvato la vita ad un'infedele bensì ad un'ebrea, giacché la figlia del re nemico si è nel frattempo convertita alla Legge.
La situazione precipita: in un rapidissimo susseguirsi di eventi Abigaille irrompe in scena con il suo seguito e pretende da Fenena la corona, ma Nabucco, creduto morto in battaglia, giunge e richiede per sé la corona. Poi comincia a deridere il Dio Belo, che avrebbe spinto i prigionieri a tradirlo, e dopo anche il Dio degli ebrei. Esige di essere adorato come l'unico Dio, minacciando di morte Zaccaria e gli ebrei se non si piegheranno al suo volere. Subito dopo il Dio degli Ebrei scaglia un fulmine sul suo capo, la corona cade al suolo e il re comincia a manifestare segni di follia. La corona viene prontamente raccolta da Abigaille.

 

Parte III – La profezia [modifica]

Abigaille, seduta sul trono accanto alla statua d'oro di Belo, nei giardini pensili di Babilonia, riceve l'omaggio dei suoi sudditi. Quando il Gran Sacerdote le consegna la sentenza di condanna a morte degli ebrei, la regina si finge ipocritamente incerta sul da farsi. All'arrivo del re spodestato – in vesti dimesse e con lo sguardo smarrito – l'usurpatrice cambia atteggiamento e gli si rivolge con ironica arroganza, dando ordine di ricondurlo nelle sue stanze. Quindi lo avverte di essere divenuta la custode del suo seggio e lo invita perentoriamente a porre il regale suggello sulla sentenza di morte degli ebrei. Il vecchio re esita, Abigaille lo incalza accusandolo di viltà e alla fine Nabucco cede. Ma lo coglie un dubbio: che ne sarà di Fenena? Abigaille, implacabile, afferma che nessuno potrà salvare la fanciulla e gli ricorda che anch'essa è sua figlia. Ma il re la sconfessa: ella è solo una schiava. La donna trae dal seno la pergamena che attesta la sua origine e la fa a pezzi. Il re, ormai tradito e detronizzato, nell'udire il suono delle trombe che annunciano l'imminente supplizio degli ebrei chiama le sue guardie, ma esse giungono per arrestarlo obbedendo agli ordini della nuova regina. Confuso e impotente, Nabucco chiede invano ad Abigaille un gesto di perdono e di pietà per la povera Fenena.
Sulle sponde dell'Eufrate gli ebrei, sconfitti e prigionieri, ricordano con nostalgia e dolore la cara patria perduta (coro: Va', pensiero, sull' ali dorate). Il Pontefice Zaccaria li incita a non piangere come femmine imbelli e profetizza una dura punizione per il loro nemico: il Leone di Giuda sconfiggerà gli assiri e distruggerà Babilonia.

 

Parte IV – L'idolo infranto [modifica]

Nabucco, solo in una stanza della reggia, si sveglia da un incubo udendo alcune grida e, credendole segnali di guerra, chiama i suoi prodi a raccolta per marciare contro Gerusalemme. Tornato in sé all'udire altre voci che ripetono il nome di Fenena, egli si affaccia alla loggia e vede con orrore la figlia in catene. Disperato, corre alla porta, tenta invano di aprirla e infine, rendendosi conto di essere prigioniero, cade in ginocchio e si rivolge al dio di Giuda invocando il suo aiuto e chiedendogli perdono. Come in risposta alla sua preghiera, sopraggiunge il fedele ufficiale Abdallo con un manipolo di soldati, restituendogli la spada e offrendosi di aiutarlo a riconquistare il trono.
Nei giardini pensili di Babilonia passa il triste corteo degli ebrei condotti al supplizio. Zaccaria conforta Fenena incitandola a conquistare la palma del martirio; la fanciulla si prepara a godere delle gioie celesti. L'atmosfera mistica è interrotta dall'arrivo di Nabucco che, alla testa delle sue truppe, ordina di infrangere la statua di Belo. Miracolosamente, «l'idolo cade infranto da sé». Tutti gridano al «divino prodigio», Nabucco concede la libertà agli ebrei, annunzia che la perfida Abigaille si è avvelenata e ordina al popolo d'Israele di costruire un tempio per il suo Dio grande e forte, il solo degno di essere adorato. Mentre tutti, ebrei ed assiri, s'inginocchiano invocando l'«immenso Jehova», entra Abigaille sorretta da due guerrieri: la donna confessa la sua colpa e invoca il perdono degli uomini e di Dio prima di cadere esanime. Zaccaria rivolge a Nabucco l'ultima profezia: «Servendo a Jehova sarai de' regi il re!».

 

Vocalità [modifica]

La parte di Abigaille, una delle più impervie che Verdi abbia composto per la voce di soprano, richiede un soprano drammatico d'agilità di inusitata potenza e flessibilità. Il ruolo impone anche difficoltà tecniche onerose (con la ricorrenza frequente di crescendo al do sopracuto da eseguire a voce spiegata), funzionali a mettere in luce il carattere iracondo della principessa.

Tra le più celebri Abigaille spiccano Maria Callas (1949) e Ghena Dimitrova.

Il ruolo di Fenena, figlia legittima di Nabucco, richiede una voce morbida e ben calibrata di timbro brunito ed è stato interpretato finora da vari mezzosoprani celebri italiani ed esteri quali Giulietta Simionato, Fiorenza Cossotto e Caterina Novak.

 

Brani celebri [modifica]

  • Sinfonia (parte I)
  • Mio furor, non più costretto, (finale parte I)
  • Ben io t'invenni, o fatal scritto!... Anch'io dischiuso un giorno, recitativo e aria di Abigaille (parte II)
  • Vieni, o Levita, preghiera di Zaccaria (parte II)
  • S'appressan gli istanti!, concertato (parte II)
  • È l'Assiria una regina, introduzione (parte III)
  • Va', pensiero, sull'ali dorate, coro degli ebrei (parte III)
  • Dio di Giuda, perdono! preghiera di Nabucco (parte IV)

 

Collegamenti esterni [modifica]

Opere di Giuseppe Verdi
 

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In Arena tredicesima e ultima rappresentazione di Nabucco

Domani, venerdì 26 agosto alle ore 21, all’Arena di Verona, nell’ambito dell’83° Festival lirico, ultima rappresentazione di Nabucco di Giuseppe Verdi.
Nel ruolo del titolo il baritono Ambrogio Maestri; il basso Orlin Anastassov sarà Zaccaria e il tenore Walter Borin interpreterà la parte di Ismaele; il soprano Alessandra Rezza sarà Abigaille e Tiziana Carraro Fenena.
Completano il cast Carlo Di Cristoforo (Gran Sacerdote di Belo), Luca Casalin (Abdallo), Elena Borin (Anna).
La regia e le scene sono di Graziano Gregori con i costumi di Carla Teti.
Sul podio il direttore Vjekoslav Sutej; Maestro del Coro, Marco Faelli.




Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 – www.arena.it
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In Arena dodicesima rappresentazione di Nabucco



Domani, martedì 23 agosto alle ore 21, all’Arena di Verona, nell’ambito dell’83° Festival lirico, dodicesima e penultima rappresentazione di Nabucco di Giuseppe Verdi.

Nel ruolo del titolo il baritono Ambrogio Maestri; il basso Giorgio Surian sarà Zaccaria e il tenore Walter Borin interpreterà la parte di Ismaele; il soprano Alessandra Rezza sarà Abigaille e Tiziana Carraro Fenena.

Completano il cast Carlo Di Cristoforo (Gran Sacerdote di Belo), Luca Casalin (Abdallo), Elena Borin (Anna).

La regia e le scene sono di Graziano Gregori con i costumi di Carla Teti.

Sul podio il direttore Vjekoslav Sutej; Maestro del Coro, Marco Faelli.

Nabucco verrà replicato ancora il 26 agosto.
 
Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 –
www.arena.it
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In Arena undicesima rappresentazione di Nabucco



Domani, venerdì 19 agosto alle ore 21, all’Arena di Verona, nell’ambito dell’83° Festival lirico, undicesima rappresentazione di Nabucco di Giuseppe Verdi.

Il grande baritono Ambrogio Maestri debutterà nel ruolo di Nabucco, il basso Orlin Anastassov in quello di Zaccaria e il tenore Walter Borin interpreterà la parte di Ismaele; il soprano Andrea Gruber sarà Abigaille e Tiziana Carraro Fenena.

Completano il cast Carlo Di Cristoforo (Gran Sacerdote di Belo), Luca Casalin (Abdallo), Elena Borin (Anna).

La regia e le scene sono di Graziano Gregori con i costumi di Carla Teti.

Sul podio il direttore Vjekoslav Sutej; Maestro del Coro, Marco Faelli.

Nabucco verrà replicato ancora due volte il 23 e 26 agosto.
 
Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 – www.arena.it

 

________________In Arena nona rappresentazione di Nabucco



Domani, venerdì 5 agosto alle ore 21, all’Arena di Verona, nell’ambito dell’83° Festival lirico, nona rappresentazione di Nabucco di Giuseppe Verdi.

E’ l’ultima recita per i tre ruoli maschili principali: il baritono Leo Nucci (Nabucco), il basso Vitalij Kowaliow (Zaccaria) e il tenore Cesare Catani (Ismaele); il soprano Andrea Gruber sarà Abigaille; Tiziana Carraro sarà Fenena.

Completano il cast Carlo Di Cristoforo (Gran Sacerdote di Belo), Antonio Feltracco (Abdallo), Cristina Pastorello (Anna).

La regia e le scene sono di Graziano Gregori con i costumi di Carla Teti.

Sul podio il direttore Vjekoslav Sutej; Maestro del Coro, Marco Faelli.

Nabucco verrà replicato 16, 19, 23 e 26 agosto.
 

Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 – www.arena.it


___________________In Arena ottava rappresentazione di Nabucco



Domani, venerdì 29 luglio alle ore 21.15, all’Arena di Verona, nell’ambito dell’83° Festival lirico, ottava rappresentazione di Nabucco di Giuseppe Verdi.

Interpreti principali: nel ruolo del titolo il baritono Leo Nucci, mentre il soprano Alessandra Rezza sarà Abigaille; nella parte di Zaccaria il basso Vitalij Kowaliow; Tiziana Carraro sarà Fenena mentre il tenore Cesare Catani sarà Ismaele.

Completano il cast Carlo Di Cristoforo (Gran Sacerdote di Belo), Antonio Feltracco (Abdallo), Cristina Pastorello (Anna).

La regia e le scene sono di Graziano Gregori con i costumi di Carla Teti.

Sul podio il direttore Vjekoslav Sutej; Maestro del Coro, Marco Faelli.

Nabucco verrà replicato il 29 luglio, e il 5, 16, 19, 23 e 26 agosto.

Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 – www.arena.it

_______________________In Arena Nabucco alla settima rappresentazione



Domani, venerdì 22 luglio alle ore 21.15, all’Arena di Verona, nell’ambito dell’83° Festival lirico, settima rappresentazione di Nabucco di Giuseppe Verdi.

Interpreti principali: nel ruolo del titolo il baritono Leo Nucci, mentre il soprano Alessandra Rezza debutta come Abigaille; è previsto un avvicendamento nella parte di Zaccaria che vedrà impegnato Vitalij Kowaliow; Tiziana Carraro sarà Fenena mentre il tenore Cesare Catani sarà Ismaele.

Completano il cast Francesco Palmieri (Gran Sacerdote di Belo), Antonio Feltracco (Abdallo), Cristina Pastorello (Anna).

La regia e le scene sono di Graziano Gregori con i costumi di Carla Teti.

Sul podio il direttore Vjekoslav Sutej; Maestro del Coro, Marco Faelli.

Nabucco verrà replicato il 29 luglio, e il 5, 16, 19, 23 e 26 agosto.
 

Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 – www.arena.it