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| 16/lug/2011 , ore 22:00 Nabucco de Verdi Jardins Castell de Peralda, Peralda Tickets |
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| APPLAUSI PER IL NABUCCO IN SCENA A SUSA
(TO) SUSA – Giove Pluvio ci ha messo lo zampino compromettendo, fortunatamente soltanto dal punto di vista dello scenario, la rappresentazione del Nabucco di Giuseppe Verdi tenutasi nella serata di sabato 3 settembre a Susa (TO). Purtroppo la pioggia ha costretto gli organizzatori dell'Associazione Floria Tosca a correre ai ripari (nel vero senso della parola) spostando, a poche ore dall’inizio, la rappresentazione presso il Teatro Cenisio di Susa. Un vero peccato rinunciare alla fantastica cornice dell’Anfiteatro Romano, a maggior ragione dopo le prove di venerdì sera tra giochi di luce, immagini suggestive ed una splendida coreografia. E così il Nabucco è andato comunque in scena, con Orchestra e Coro G. Puccini diretti dal Maestro Gianluca Fasano per la regia firmata da Sergio Beano, in un teatro gremito sia in platea che in galleria, alla presenza del Sindaco di Susa Gemma Amprino Giorio. L’apertura con l’Inno di Mameli cantato, in piedi, anche dal pubblico ha rotto il ghiaccio. La professionalità e il talento della compagnia in scena ha fatto dimenticare subito il contesto dell’Anfiteatro conquistando gli spettatori attraverso un’opera lirica inserita a pieno titolo tra le manifestazione celebrative dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Alla fine lunghi applausi per gli artisti e per l’opera di Giuseppe Verdi. Ezio Romano giornalista e fotoreporter |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Nabucco Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nabucco&action=history NabuccoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nabucco è la terza opera (il titolo originale completo è Nabucodonosor) di Giuseppe Verdi e quella che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, Nabucco fece il suo debutto il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano. Questi gli interpreti di quella prima: Nabucodonosor, Giorgio Ronconi, baritono; Ismaele, Corrado Miraglia, tenore; Zaccaria, Prospero Derivis, basso; Abigaille, Giuseppina Strepponi, soprano; Fenena, Giovannina Bellinzaghi, soprano; Il Gran Sacerdote, Gaetano Rossi, basso. È stata spesso letta come l'opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell'epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese. Questo tipo di lettura è tuttavia incentrata soprattutto sul famosissimo coro Va', pensiero, sull'ali dorate, intonato appunto dal popolo ebreo. Il resto del dramma è invece incentrato sulle figure drammatiche del re di Babilonia Nabucodonosor e della sua presunta figlia Abigaille. Occorre inoltre ricordare che il librettista Solera aderì alla battaglia risorgimentale da posizioni neoguelfe, circostanza che giustificherebbe la collocazione di un'autorità di tipo religioso, l'inflessibile pontefice Zaccaria, a capo della fazione ebrea. Una prospettiva non condivisa da Verdi, la cui simpatia e il cui interesse di drammaturgo vanno soprattutto verso le figure più complesse e tormentate del tiranno babilonese e di Abigaille.
Trama [modifica]
Parte I - Gerusalemme [modifica]Gli Ebrei riuniti nel tempio di Gerusalemme piangono la loro sconfitta nella guerra contro i babilonesi. Zaccaria, il Gran Sacerdote, li invita a non disperare perché il Dio di Israele ha dato un segno del suo potere: Fenena, la figlia del re babilonese, è loro prigioniera. Il giovane Ismaele, nipote di Sedecia re di giuda, reca la notizia dell'imminente arrivo di Nabucco e del suo esercito. Quando Zaccaria gli affida la custodia di Fenena, egli riconosce la fanciulla che l'ha salvato dalla prigione al tempo della sua missione di ambasciatore a Babilonia. Ismaele, che ama riamato la figlia del suo nemico, intende ora ricambiare tanta generosità ma, mentre sta per trarre in salvo la fanciulla, viene fermato da Abigaille - una schiava ambiziosa ritenuta la seconda figlia di Nabucco - che irrompe nel tempio alla testa di un manipolo di guerrieri assiri travestiti da ebrei. La donna propone al giovane, di cui è anch'essa innamorata, uno scambio: il suo amore contro la salvezza del popolo ebraico. Ma Ismaele la respinge. Una folla di ebrei in fuga cerca invano rifugio nel tempio invaso dai nemici. Nabucco giunge con i suoi fino alla sacra soglia e Zaccaria lo sfida avvertendolo che se tenterà di profanarla Fenena sarà uccisa. Il re dapprima finge di esitare ma poi, deciso a distruggere ad ogni costo il regno di Giuda, sfida il Sacerdote ed ordina agli ebrei di prostrarsi davanti a lui. Zaccaria reagisce alzando il pugnale su Fenena ma Ismaele ferma la sua mano e libera la fanciulla attirando su di sé l'ira del suo popolo, che lo accusa di tradimento. Nabucco ordina di saccheggiare il tempio, mentre Abigaille si ripromette di cancellare dalla faccia della terra il popolo maledetto cui appartiene l'uomo che l'ha respinta.
Parte II - L'empio [modifica]Abigaille, sola negli appartamenti reali, tiene fra
le mani una pergamena sottratta a Nabucco, che attesta le sue umili
origini di schiava. La sua rabbia esplode in una furia incontenibile alla
notizia che Fenena, nominata Reggente dal padre, ha dato ordine di
liberare tutti gli ebrei. Ormai Abigaille è decisa a tutto pur di
impossessarsi del trono.
Parte III – La profezia [modifica]Abigaille, seduta sul trono accanto alla statua d'oro
di Belo, nei giardini pensili di Babilonia, riceve l'omaggio dei suoi
sudditi. Quando il Gran Sacerdote le consegna la sentenza di condanna a
morte degli ebrei, la regina si finge ipocritamente incerta sul da farsi.
All'arrivo del re spodestato – in vesti dimesse e con lo sguardo smarrito
– l'usurpatrice cambia atteggiamento e gli si rivolge con ironica
arroganza, dando ordine di ricondurlo nelle sue stanze. Quindi lo avverte
di essere divenuta la custode del suo seggio e lo invita perentoriamente a
porre il regale suggello sulla sentenza di morte degli ebrei. Il vecchio
re esita, Abigaille lo incalza accusandolo di viltà e alla fine Nabucco
cede. Ma lo coglie un dubbio: che ne sarà di Fenena? Abigaille,
implacabile, afferma che nessuno potrà salvare la fanciulla e gli ricorda
che anch'essa è sua figlia. Ma il re la sconfessa: ella è solo una
schiava. La donna trae dal seno la pergamena che attesta la sua origine e
la fa a pezzi. Il re, ormai tradito e detronizzato, nell'udire il suono
delle trombe che annunciano l'imminente supplizio degli ebrei chiama le
sue guardie, ma esse giungono per arrestarlo obbedendo agli ordini della
nuova regina. Confuso e impotente, Nabucco chiede invano ad Abigaille un
gesto di perdono e di pietà per la povera Fenena.
Parte IV – L'idolo infranto [modifica]Nabucco, solo in una stanza della reggia, si sveglia
da un incubo udendo alcune grida e, credendole segnali di guerra, chiama i
suoi prodi a raccolta per marciare contro Gerusalemme. Tornato in sé
all'udire altre voci che ripetono il nome di Fenena, egli si affaccia alla
loggia e vede con orrore la figlia in catene. Disperato, corre alla porta,
tenta invano di aprirla e infine, rendendosi conto di essere prigioniero,
cade in ginocchio e si rivolge al dio di Giuda invocando il suo aiuto e
chiedendogli perdono. Come in risposta alla sua preghiera, sopraggiunge il
fedele ufficiale Abdallo con un manipolo di soldati, restituendogli la
spada e offrendosi di aiutarlo a riconquistare il trono.
Vocalità [modifica]La parte di Abigaille, una delle più impervie che Verdi abbia composto per la voce di soprano, richiede un soprano drammatico d'agilità di inusitata potenza e flessibilità. Il ruolo impone anche difficoltà tecniche onerose (con la ricorrenza frequente di crescendo al do sopracuto da eseguire a voce spiegata), funzionali a mettere in luce il carattere iracondo della principessa. Tra le più celebri Abigaille spiccano Maria Callas (1949) e Ghena Dimitrova. Il ruolo di Fenena, figlia legittima di Nabucco, richiede una voce morbida e ben calibrata di timbro brunito ed è stato interpretato finora da vari mezzosoprani celebri italiani ed esteri quali Giulietta Simionato, Fiorenza Cossotto e Caterina Novak.
Brani celebri [modifica]
Collegamenti esterni [modifica] |
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| In Arena tredicesima e ultima
rappresentazione di Nabucco Domani, venerdì 26 agosto alle ore 21, all’Arena di Verona, nell’ambito dell’83° Festival lirico, ultima rappresentazione di Nabucco di Giuseppe Verdi. Nel ruolo del titolo il baritono Ambrogio Maestri; il basso Orlin Anastassov sarà Zaccaria e il tenore Walter Borin interpreterà la parte di Ismaele; il soprano Alessandra Rezza sarà Abigaille e Tiziana Carraro Fenena. Completano il cast Carlo Di Cristoforo (Gran Sacerdote di Belo), Luca Casalin (Abdallo), Elena Borin (Anna). La regia e le scene sono di Graziano Gregori con i costumi di Carla Teti. Sul podio il direttore Vjekoslav Sutej; Maestro del Coro, Marco Faelli. Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 – www.arena.it ________________ In Arena dodicesima
rappresentazione di Nabucco
In Arena undicesima rappresentazione di Nabucco
________________In Arena nona rappresentazione di Nabucco |