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(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

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 Venerdì 7 settembre 2012 ore 17.00 – Teatro Elfo Puccini, Sala Shakespeare (corso Buenos Aires, 33) – Milano

Rigore e bellezza: le Variazioni Goldberg di Bach

Angela Hewitt, pianoforte

Johann Sebastian Bach
Variazioni Goldberg BWV 988

posto unico numerato € 5

Una delle composizioni più impegnative di Bach per la tastiera deve il suo titolo popolare, Le Variazioni Goldberg, a un episodio - non verificato - raccontato da Johann Nikolaus Forkel nella sua grande monografia su Bach del 1802: secondo Forkel, il brano era stato voluto dall’ambasciatore della Russia alla corte di Dresda Keyserlingk, che aveva chiesto una musica - da suonare dal cembalista Johann Gottlieb Goldberg - per alleggerire le ore di insonnia che spesso lo affliggevano di notte.
Le Variazioni Goldberg hanno conosciuto una grande popolarità, tanto da essere citate nelle opere di numerosi poeti e scrittori. Tuttavia la possibilità di ascoltarle dal vivo nelle sale da concerto non è frequente. Per il Festival MITO le esegue Angela Hewitt, considerata una delle migliori interpreti del repertorio bachiano, venerdì 7 settembre, alle ore 17 al Teatro Elfo Puccini.
La composizione consiste in un’Aria cui seguono 30 variazioni (nel titolo originale Veränderungen). Seguendo la prassi barocca in cui la melodia originale viene esposta nuovamente in modo esplicito alla fine, si conclude poi con la ripresa dell’Aria. Tenuta saldamente dal tema del basso dell’Aria, ogni singola variazione presenta un suo carattere unico e inconfondibile. La organizzazione simmetrica e rigoroso forma così la struttura sulle quale si innestano differenti espressioni musicali. A dimostrazione del fatto che rigore compositivo e la bellezza naturale non si escludono a vicenda.

In collaborazione con Serate musicali

Angela Hewitt negli ultimi anni si è distinta sulla scena internazionale grazie alle sue superbe registrazioni per la casa discografica Hyperion. Oltre a tutte le principali opere per tastiera di Bach, la sua discografia comprende incisioni di musiche di Beethoven, Schumann, Messiaen, Ravel, Chopin, Couperin, Rameau e Chabrier.
Angela Hewitt si esibisce, in recital o come solista, nelle principali sale da concerto e dei festival del mondo, come il Lucerne Festival e l’Edinburgh International Festival, a Praga, Osaka, Hong Kong, Schleswig-Holstein e Oslo. Appare regolarmente alla Wigmore Hall e alla Royal Festival Hall di Londra.
Nata da una famiglia di musicisti, Angela Hewitt ha iniziato gli studi del pianoforte a tre anni e già a quattro anni si esibiva in pubblico; ha proseguito gli studi con il pianista francese Jean-Paul Sévilla. Nel 1985 ha vinto l’International Bach Piano Competition di Toronto. È stata nominata ‘Artista dell’Anno’ ai Gramophone Awards del 2006, Ufficiale dell’Ordine del Canada nel 2000 e, nel 2006, ha ricevuto l’OBE (Order of the British Empire) in occasione dei festeggiamenti per il compleanno della Regina. Angela Hewitt risiede a Londra, in Canada e in Umbria, dove ogni estate invita musicisti di fama internazionale a prendere parte al suo Trasimeno Music Festival. È ospite di Serate Musicali dal 2003.
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COMUNICATO STAMPA

Venerdì 7 settembre 2012 ore 22.00 – Teatro di Verdura Fondazione Biblioteca di via Senato ( via Senato, 14) – Milano

BJBU: un insolito sestetto ripercorre la storia del cinema e delle serie tv sulle note delle più popolari colonne sonore in chiave jazz

BJBU, Bocconi Jazz Business Unite
Marco Mariani, tromba e harmonizer
Franco Bagnoli, sax alto
Nicola Pecchiari, sax tenore, clarinetto e EWI
Luca Dell'Anna, pianoforte e tastiere
Eugenio Mugno, contrabbasso e basso elettrico
Sergio De Masi, batteria

Jazz & Movies

Kojak
Eli’s coming, da “Eli Stone”
Mash
Ironside
Cantina band, da “Star Wars”
The saint, da “Simon Templar”
Love boat
Ultimo tango a Parigi
Magnum P.I.

Ingressi € 10

In collaborazione con
Fondazione Biblioteca di Via Senato

BJBU (Bocconi Jazz Business Unit) è una band che vede coinvolti docenti e manager, la maggior parte dell’Università Bocconi, con curricula artistici di tutto rispetto. Il nome della band vuole sottolineare, ironicamente, l’abbinamento tra economia e jazz.
La formazione è un classico sestetto jazz, con il professore di strategia aziendale alla tromba, il manager della grande distribuzione al sax alto e il professore di contabilità al sax tenore a formare la front line; il project manager al pianoforte, il meditativo professore di matematica e fisica al contrabbasso e l’ingegnere napoletano responsabile tecnico di una multinazionale alla batteria, a dar corpo ad un’insolita più che solida ritmica.
La formazione propone diversi repertori che ripercorrono la storia del jazz dalle origini al jazz elettrico, passando per lo swing, il bebop, l'hard bop e le principali forme di contaminazione che hanno rinnovato questa musica, con sonorità afro, latine e beat.
In questo concerto, venerdì 7 settembre 2012 ore 22.00 al Teatro di Verdura Fondazione Biblioteca di via Senato, BJBU presenta brani inerenti al suo primo progetto musicale originale costituito dal repertorio "Jazz & Movies", con arrangiamenti jazz originali di colonne sonore dei telefilm cult degli anni ‘60-’70 - Kojak, Ironside, Magnum P.I., M.A.S.H. e altre - oltre ad alcune “prime assolute”, contenute nel nuovo cd, non ancora edito, che il sestetto ha deciso di registrare sulla scia del buon successo di pubblico.

Nel novembre 2006 la BJBU aveva inciso, nell'Aula P02 dell'Università Bocconi, il suo primo disco, edito dalla prestigiosa casa discografica Soul Note con l'etichetta "DDQ - Italian Jazz Series"; i brani che faranno parte del disco sono stati tratti dal repertorio "Jazz & Movies" e includono colonne sonore quali Spider Man, Charlie’s Angels, Star Trek, Batman ecc.. Ospiti prestigiosi di questa incisione sono stati Franco Cerri (chitarra), Franco Ambrosetti (tromba) e Carlo Bagnoli (sax baritono).


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COMUNICATO STAMPA

Venerdì 7 settembre 2012 ore 21.00 – Teatro Dal Verme (via San Giovanni sul Muro, 2) – Milano

Si inaugura il focus dedicato alla musica contemporanea: la Filarmonica del ’900 esegue in prima italiana i brani di Luis De Pablo e Kaija Saariaho

Filarmonica del ’900
José Ramon Encinar, direttore
János Bándi, tenore
Frédérique Cambreling, arpa

Luis De Pablo
Relámpagos, per tenore e orchestra su testi di José-Miguel Ullán
Danzas secretas, per arpa e orchestra

Filippo Del Corno
La gaia scienza, per orchestra

Kaija Saariaho
Terra Memoria, per archi
Laterna magica, per orchestra

Tutte le opere di Kaija Saariaho e di Luis De Pablo in programma sono eseguite in prima italiana.

Concerto trasmesso in live streaming su www.mitosettembremusica.it

Ingresso gratuito

Speciale appuntamento con la musica contemporanea: venerdì 7 settembre si inaugura il Focus dedicato ai compositori contemporanei Luis De Pablo e Kaija Saariaho. Al Teatro Dal Verme alle ore 21 la bacchetta dello spagnolo José Ramón Encinar dirigerà la Filarmonica del ’900 in un concerto “in prima italiana”.
Verranno eseguite Relámpagos e Danzas secretas di De Pablo. Di quest’ultima, commissionata nel 2007 da dell’Orquesta Sinfónica de Euskadi e terminata il 2 settembre 2011, il compositore spagnolo dice “L’elemento ritmico è chiaramente onnipresente, e tuttavia, come sempre nella mia musica, elusivo, oscillante, scontroso. L’arpa, strumento adatto tanto a danze sacre quanto profane come anche estatiche è il veicolo ideale per questo gioco di chiaroscuro”. All’eclettismo dell’arpista Frédérique Cambreling è affidato il compito di rendere concrete le suggestioni proposte da De Pablo.
Dalle fredde terre del Nord-Europa giungono invece le ispirazioni di Kaija Saariaho che propone Terra Memoria e Laterna Magica. Il primo brano, composto per archi, esplora una incessante varietà di suoni, severi, distorti, glissati, e prende il nome da “due parole che sono ricche di associazioni – dichiara Saariaho – la terra e la memoria. Qui terra si riferisce al mio materiale, e memoria al modo in cui ci sto lavorando”.
Laterna Magica, invece, è ispirata alla omonima biografia di Ingmar Bergam, che prende il nome da uno dei primi macchinari per il cinema; una suggestione di immagini e colori si trasforma in suoni e tempi nella mente della compositrice finlandese.


In collaborazione con
Filarmonica '900

La Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino, associazione fondata e gestita direttamente dai professori dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino, nasce nel 2003 e sin dai primi anni della sua fondazione si impone all’attenzione del pubblico e della critica internazionale come un’orchestra di grande qualità e originalità di programmazione. L’aspetto di peculiarità che la distingue deriva dal proposito di esplorare l’estrema varietà della musica del Novecento inserendo nella programmazione, accanto ai capolavori di sempre, i grandi temi della musica sinfonica del XX Secolo con un’attenzione particolare per i punti d’incontro tra l’idea di musica ‘colta’ e i nuovi linguaggi che ad essa si sono opposti ma anche confrontati e infine mescolati, come il jazz, la musica per film, la musica popolare.
Ne deriva un ricco repertorio formato per una parte consistente dalle opere dei grandi autori del Novecento quali Mahler, Strauss, Ravel, Prokof’ev, Berg, Copland, Respighi e Šostakovič, alternate a progetti originali, e talvolta inediti, scaturiti dall’incontro meno prevedibile tra i generi, i cui principali esempi sono stati il progetto Gershwin’s World di Herbie Hancock, la partecipazione al restauro di famose colonne sonore originali quali Cabiria di Pastrone eseguita dal vivo durante la proiezione del film: un repertorio di ricerca che nel contempo si propone di divulgare la musica del nostro tempo presso un pubblico sempre più ampio.
All’insegna dell’eclettismo le numerose collaborazioni con artisti di diversa estrazione musicale come Herbie Hancock, Salvatore Accardo, Natalia Gutman, Jan Latham-Koenig, Richard Galliano, Hubert Soudant, Gianandrea Noseda, Enrico Dindo, Uri Caine, Nicola Piovani, Stefano Bollani, Ute Lemper, Andrea Lucchesini, Krzysztof Penderecki, Yutaka Sado. Dal 2006 al 2009 Jan Latham-Koenig ha ricoperto l’incarico di primo direttore ospite.
Significativa la stretta collaborazione instaurata in campo jazzistico con la Torino Jazz Orchestra diretta da Gianni Basso cui di recente è subentrato Fulvio Albano. Degni di nota i concerti che hanno visto le due formazioni unirsi in una spettacolare big band per accompagnare artisti del calibro di Dee Dee Bridgewater, Uri Caine, New York Voices e Roberta Gambarini. Molti compositori contemporanei di fama internazionale hanno affidato alla Filarmonica ’900 l’esecuzione di prime assolute: Francesco Antonioni, Pascal Dusapin, Toshio Hosokawa, Fabio Nieder, Michael Daugherty, Carlo Boccadoro, James Hartway, Ezio Bosso.
In particolare con quest’ultimo autore si è stabilito un intenso rapporto che ha prodotto importanti risultati tra cui la registrazione delle colonne sonore scritte da Ezio Bosso per i film di Andrea Porporati Il dolce e l’amaro e Le ali, l’esecuzione in prima assoluta di due sinfonie: la Prima Sinfonia Oceans nel maggio 2010 a Torino e la Seconda Sinfonia Under the tree’s voices nel mese di luglio 2010 presso il festival trentino I Suoni delle Dolomiti. Inoltre sotto la direzione di Ezio Bosso, nel mese di ottobre 2010, la Filarmonica ’900 ha portato al Festival della Scienza di Genova la prima italiana dell’opera multimediale di Philip Glass Icarus at the edge of time.
Inoltre da alcuni anni, in cooperazione con Unimanagement, si sperimenta una progettualità innovativa che inserisce i linguaggi musicali nei processi di interpretazione e apprendimento organizzativo, attraverso seminari per il management dedicati all’approfondimento delle dinamiche presenti nell’ambito dell’orchestra, tra il direttore e i musicisti, tra le differenti sezioni di cui il corpus orchestrale si compone e tra i professori d’orchestra.

José Ramón Encinar è stato Direttore principale dell’Orquesta Filarmónica de Gran Canaria (1982-1984), Direttore principale dell’Orquesta Sinfónica Portuguesa (1999-2001) e attualmente è Direttore principale e Artistico dell’Orquesta e Coro della Comunidad de Madrid (a partire dalla stagione 2000/2001).
Come direttore, ha diretto alcune delle maggiori orchestre spagnole e le orchestre più rappresentative del panorama internazionale, come la London Symphony Orchestra, l’Orquesta Filarmónica de México, l‘English Bach Festival, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e l‘Orchestra Arturo Toscanini di Parma.
Ha diretto il recupero di opere insolite del repertorio orchestrale, come La Clementina di Luigi Boccherini o Los amantes de Teruel di Tomás Bretón, così come un gran numero di prime assolute, tra le quali ci sono tre opere di Luis de Pablo.
È Premio Nacional de Música, Académico Correspondiente de la Academia de Bellas Artes de Granada e Académico Electo de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando. Ha ricevuto numerose onorificenze sia per il suo lavoro come direttore che come compositore: Premio Ícaro, Premio Larios e premio di Composizione Polifonica e Composizione di Musica da Camera. Ha inoltre ricevuto il premio dell’Associazione dei compositori madrileni e il premio di Musica della comunità di Madrid.

János Bándi compie i suoi studi presso la Liszt Ferenc Academy of Music e nel 1981 entra a far parte dell’Hungarian State Opera House. Nel 1983 è stato premiato col primo premio alla Singing Competition of the Belgian Radio and Television. All’inizio della sua carriera ha interpretato soprattutto ruoli lirici, ma più tardi, gradualmente, si è misurato in ruoli da tenore eroico.

Frédérique Cambreling attualmente divide la sua carriera tra l’attività di solista e l’Ensemble InterContemporain di cui è membro dal 1993; è anche membro del Trio Salzedo. Appassionata dei diversi modi di espressione legati al suo strumento, il suo eccletismo le permette di partecipare a numerose manifestazioni musicali in Francia e all’estero.

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COMUNICATO STAMPA

Venerdì 7 settembre 2012 ore 15.00 – Istituto dei Ciechi di Milano, Sala Barozzi (via Vivaio, 7) - Milano

Luis De Pablo e Kaija Saariaho incontrano il pubblico di MITO SettembreMusica

Coordina Enzo Restagno
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

In collaborazione con
Istituto dei Ciechi di Milano

Con il Festival MITO il pubblico può scoprire la musica del nostro tempo. Nella grande tradizione del Settembre Musica torinese, ogni anno il Festival presenta attraverso una serie di concerti i maggiori compositori viventi. In questa edizione due giganti: lo spagnolo Luis De Pablo e la finlandese Kaija Saariaho, vincitrice del Prix Italia 1989. A loro due sono dedicati tre grandi concerti sinfonici con le orchestre London Sinfonietta, Filarmonica ’900 e Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il 7, 8 e 9 settembre, tutti a ingresso gratuito.
Prima dell’avvio dei concerti, Luis De Pablo e Kaija Saariaho incontrano il pubblico di MITO SettembreMusica per raccontare il proprio approccio alla musica e introdurre alle composizioni che verranno eseguite.

Luis De Pablo ha vissuto tutte le avventure musicali del nostro tempo, dai rigori strutturalisti di Darmstadt ai raddolcimenti che negli anni successivi hanno portato a una concezione più varia e flessibile del linguaggio musicale. Il grande compositore spagnolo ha scritto per il teatro, messo in musica liriche di grandi poeti della sua terra e affrontato ogni genere di formazione strumentale, dai gruppi da camera alla grande orchestra. La celebrità del personaggio, fondata sull’eleganza e la fantasia della scrittura, sulla simpatia umana e sulla vastissima cultura (parla tra l’altro benissimo la nostra lingua), raggiunge in Italia uno dei suoi vertici massimi. Italiano è l’editore che pubblica la sua musica e i suoi amici sono da noi così numerosi che ci sentiamo di considerarlo un po’ nostro.

La finlandese Kaija Saariaho dopo gli studi compiuti nel suo paese, si è trasferita a Parigi per sviluppare i suoi interessi legati ai suoni di sintesi e più in genere all’elettronica. Berio diceva che solo i musicisti più sensibili studiano anche l’elettronica e tutta l’opera della Saariaho ne è brillante conferma. La produzione di questa signora della musica fa un ricorso molto moderato agli apparati tecnicoscientifici, trasformatisi più che altro in un background culturale, e ha i suoi fondamenti in una squisita musicalità strumentale e vocale che l’ha portata a impegnarsi con grande successo anche nel teatro musicale. Ascoltare finalmente in Italia una vasta rassegna a lei dedicata sarà per molti una meravigliosa scoperta.

MITO SettembreMusica

COMUNICATO STAMPA

Sabato 18 settembre 2010 ore 22 – Officina Teodosio ATM, Reparto Verniciatura

Le Mosche elettriche di Falzone rileggono in chiave jazz la musica di Jimi Hendrix nel giorno del quarantesimo anniversario dalla scomparsa


Mosche elettriche “Around Jimi”

Giovanni Falzone, tromba, elettronica

Valerio Scrignoli, chitarra elettrica

Michele Tacchi, basso elettrico

Riccardo Tosi, batteria

Ingresso € 15

In collaborazione con ATM

Sabato 18 settembre alle 22, tra le vetture storiche dell'Atm nel Reparto Verniciatura dell’Officina Teodosio, MITO SettembreMusica ospita il trombettista Giovanni Falzone con il suo progetto Mosche elettriche “Around Jimi”, il concerto che vede il quartetto con Valerio Scrignoli alla chitarra elettrica, Michele Tacchi al basso e Riccardo Tosi alla batteria, impegnato nella rivisitazione in chiave jazz-contemporanea di brani storici di Jimi Hendrix.

Il progetto “Around Jimi” nasce infatti come tributo al grande chitarrista rock nel giorno esatto della sua scomparsa avvenuta tragicamente quaranta anni fa, il 18 settembre 1970. Falzone parte da questa fatidica data per immaginare l’incontro di Hendrix con un altro genio musicale dell’epoca, quello di Miles Davis, incontro che a causa della prematura scomparsa del chitarrista non avvenne mai.

Il concerto rilegge il repertorio dei due grandi e rivoluzionari artisti alternati a brani dello stesso Falzone, che cura degli arrangiamenti come se quell’incontro fosse avvenuto davvero, immaginando tutto quello che sarebbe potuto scaturirne. Contamina allora gli stili in un confronto ideale con l’obiettivo di creare un suono omogeneo e di ripercorrere generi musicali differenti - jazz, rock, contemporanea.

Momenti esecutivi con strutture definite si alternano a momenti di puro interplay, di complicità e intesa, grazie a musicisti capaci e attenti, che uniscono alla ampia conoscenza del repertorio, la sensibilità e la creatività nel trovare strade nuove.


Per informazioni:

Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.88464725 / 02.88464748

c.mitoinformazioni@comune.milano.it

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Biografie:

Giovanni Falzone
Trombettista e compositore comincia lo studio della tromba, presso la scuola di musica della banda del paese di Aragona (AG), all’età di 17 anni. Subito dopo si iscrive al Conservatorio di musica “V. Bellini” di Palermo dove si diploma in soli quattro anni sotto la guida del maestro G. Ciavarello. Si diploma inoltre, con il massimo dei voti, al corso di jazz del Conservatorio "G. Verdi" di Milano.

Dal 1996 al 2004 ha collaborato stabilmente con l’Orchestra Sinfonica di Milano ed ha avuto occasione di suonare con direttori e solisti di fama internazionale come: Giuseppe Sinopoli, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Chailly, Yutaka Sado, Luciano Berio, Vladimir Jurowski, Valere Giergev.

Dal 2004 si è dedicato definitivamente alla musica jazz e alla composizione.

Vincitore di molti premi tra cui BEST TALENT Umbria Jazz Clinics 2000, “DJANGO D’OR 2004” Miglior Nuovo Talento, Accademie Du Jazz 2009 (2° classificato Categoria Musicista Europeo).

Ha pubblicato i diversi album come compositore, arrangiatore e band-leader, come Music For Five (2002), R-Evolutin Suite (2007) e Around Jimi (2010).

In qualità di Band-Leader ha suonato in vari Festival Jazz Nazionali ed Internazionali fra cui Umbria Jazz Winter, Copenaghen Jazz Festival, Bolzano Jazz, Edinburgo Jazz Festival, Odessa Jazz Festival (Ucraina) Bordeaux Jazz Festival, Auditorium Parco della Musica (Roma), Nantes Jazz Festival etc.

Attualmente è docente di ottoni jazz presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano e New York University (Florence), alternando l’attività solistica a quella compositiva.

Valerio Scrignoli

Nato a Milano il 10 aprile 1960 inizia a suonare la chitarra a dodici anni come autodidatta. Ha studiato chitarra jazz con il maestro Gherardo Scarpellini e al CDM di Milano con il maestro Filippo Daccò nel 1986 e 1987. Negli anni ’90 fino ad oggi ha collaborato con numerosi musicisti italiani tra i quali: Tommaso Scannapieco, Stefano Tatafiore, Marco Vaggi, Claudio Bolli, Marco Detto, Cristian Calcagnile, Pepe e Pancho Ragonese, Tonino De Sensi, Giovanni Giorgi, Daniele De Santis, Michele Benvenuti, Beatrice Bellabarba, Marco Ferrara, Elmar Schäfer, Giammarco Polini, Roberto Gazzani, Roberto Eusebi, Michele Salgarello e molti altri. Attualmente ha un trio con Giulio Martino e Alfredo Laviano con i quali ha inciso nel 2006 il cd, sulle composizioni di John Coltrane,Changing Trane. Suona in diversi gruppi ed in particolare nell’ Orange trio con Carlo Nicita e Tito Mangialajo, nel quartetto Cosmophonia Rudimentale con Roberto Zanisi, Daniele longo e Carlo Nicita, con il Bea's Group di Beatrice Bellabarba, con il gruppo Nuance jazz manouche con Giammarco Polini, Roberto Gazzani e Roberto Eusebi e con il quartetto elettrico di Giovanni Falzone. Ha partecipato ad alcuni festival del jazz tra i quali il festival jazz di Varese edizione 2004 e 2005, Ah-Um jazz festival 2005, Pomigliano jazz festival 2006, Clusone jazz festival 2006, Prishtina jazz festival 2006, Piacenza jazz fest 2007, Nick La Rocca Jazz Festival 2007. Collabora come musicista con Teresa Pomodoro nell’ambito del teatro con la direzione di Giovanni Falzone e con la Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”.

Michele Tacchi

Nato il 25 giugno 1982 a Busto Arsizio (VA), ha iniziato a suonare il basso elettrico all’età di 12 anni. Per quanto riguarda l’esperienza live ha suonato in diverse formazioni nei contesti più disparati, dal jazz al rock, dal blues alla musica brasiliana e cantautorale. In ambito jazzistico ha collaborato con Antonio Faraò, Giovanni Falzone, Walter Calloni, Dado Moroni, Marco Detto, Mario Zara, Stefano Bagnoli, Paolo e Marco Brioschi, Giorgio Di Tullio, Luca Pasqua, Gigi Cifarelli, Marco Zanoli, Massimo Vescovi, Alex Battini e con la cantante brasiliana Adi Souza. Ha suonato con il gruppo blues Dockery Farms dal 1997 al 1999 coprendo tutti i maggiori locali della regione. Nel 2001 registra per la Abeat Records l’esordio discografico del cantautore Antonio Turconi, intitolato “Lettere dal bagnasciuga”, progetto nel quale ha suonato il basso elettrico e ha seguito personalmente il lavoro di co-produzione artistica e di arrangiamento. Nel giugno 2003 è finalista al Premio Nazionale Massimo Urbani per musicisti jazz sotto i trent’anni, dove vince una borsa di studio per partecipare ai Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics. Nel settembre dello stesso anno entra in studio con la sua formazione jazz, il MAG trio, per la registrazione del loro primo disco, Pensieri Circolari, pubblicato a marzo 2004 e realizzato con la partecipazione speciale del sassofonista Javier Girotto. Con questa formazione si è esibito in vari festivals e manifestazioni, nonché nel prestigioso club Blue Note di Milano e ha registrato il primo disco della cantante Veronica Vismara Soul Mates, con la partecipazione di illustri ospiti quali Dado Moroni, Giovanni Falzone e Gianni Cazzola. Attualmente è anche il bassista dei cori gospel “Joyful Singers” e “Gospel for Joy” diretti dal M° Fabio Gallazzi e del trio del pianista francese Xavier Harry. Ha lavorato in studio ad alcune produzioni discografiche ed è docente di basso elettrico, teoria e armonia. Riccardo TosiBatterista milanese, studia pianoforte con L. Mascherpa, batteria con G. Prina e T. Arco. Dal 2002 frequenta l'Accademia Internazionale della Musica, dove si diploma nel 2004 e prosegue gli studi fino al 2006. Nel 2007/2008 frequenta i Laboratori Permanenti di Ricerca Musicale di S. Battaglia.

Ha seguito seminari con C. Palmer, D. Weckl, T. Campbell, B. DeFranco, D. Liebman, B. McFerrin, E. Jones, R. Savage e lo staff della Berklee School agli Umbria Jazz Clinics, J. Cammack, J. Cobb, B. Williams, M. Miller, J. Kinnison, E. Fioravanti e M. Manzi ai Seminari di Siena Jazz dove viene scelto per la MasterClass di E. Rava.

Collabora stabilmente con F. Cerri Quartet e Guitar Ensemble, P. Conte Quartet, G. Falzone Electric Quartet, Le Sorelle Marinetti, oltre ad aver fatto parte dei gruppi di G. Bedori, S. Palumbo, R. Sportiello Dixieland Band, Time Percussion di T. Arco ed aver suonato nell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali diretta da M. Rossi.

Ha avuto occasione di suonare al fianco di F. Bearzatti, F. Bernasconi, M. Brioschi, B. De Filippi, E. Intra, L. Meneghello, G. Partipilo, M. Ricci, R. Rossi, M. Rusca, E. Soana, e, nel Time Percussion di T.Arco, con F. Boltro, B.Casini, B. Cobham, F. D'Andrea, e altri.

Ha suonato in diversi festival nazionali, tra cui MITO SettembreMusica 2007, Iseo Jazz Festival 2005, Liberty Jazz 2005, Bollate Jazz Meeting 2005, Jammin’ in the Garden 2003, Brianza Open Jazz Spring 2003, 2007 e 2008.
COMUNICATO STAMPA

Sabato 23 giugno, alle ore 8, aprono le vendite dei biglietti per tutti i concerti della sesta edizione del Festival MITO SettembreMusica

Dopo la vendita dei carnet, con una risposta molto positiva da parte del pubblico più affezionato di entrambe le città, inizia a Milano e Torino la vendita dei biglietti singoli. Un’occasione imperdibile per aggiudicarsi i migliori posti per i più attesi concerti del Festival: dalle ore 8.00 di sabato 23 giugno 2012 sarà possibile acquistare i biglietti per tutti i concerti del Festival MITO, a Milano, presso la nuova Biglietteria MITO in via Dogana 2 e a Torino, in via San Francesco di Paola 6. Le biglietterie, solo per sabato 23 giugno, restano aperte fino alle ore 18.00.

In concomitanza con le aperture delle due biglietterie sarà possibile effettuare l’acquisto anche comodamente online su www.mitosettembremusica.it e www.vivaticket.it.

Anche quest’anno torna la particolare agevolazione per tutti gli under 14: i nati dal 1998 avranno accesso a ogni concerto in programma al prezzo speciale di 5 euro.

Tutti gli orari delle biglietterie di Torino e Milano sulle relative pagine del sito del festival.

I dettagli di tutti i concerti del Festival si trovano sul sito mitosettembremusica.it e possono essere scaricate tramite l’applicazione gratuita, disponibile per iPhone, iPod Touch e Android.

Per informazioni:

MITO SettembreMusica a Milano - Tel. 02/88464725

MITO SettembreMusica a Torino - Tel. 011.4424787

www.mitosettembremusica.it
www.mitosettembremusica.it
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La musica è ovunque: MITO multimediale
L’indispensabile identità virtuale e multimediale del Festival si declina sotto diverse forme: dal classico sito www.mitosettembremusica.it alla presenza attiva sui social network (facebook, twitter, youtube, flickr e pinterest). Di fianco alla campagna di comunicazione online, il Festival offre al suo pubblico varie possibilità di seguire l’evento sotto molteplici forme:
L’applicazione MITO SettembreMusica è disponibile gratuitamente per tutti gli smartphone con sistemi iOS e Android. Offre informazioni aggiornate su tutti gli appuntamenti del Festival attraverso una guida digitale interattiva. La mappa geolocalizzata permette di scoprire tutti gli eventi più vicini alla propria posizione e di orientarsi meglio tra le tante offerte e location del Festival.
Video e foto costituiscono la sezione Multimedia del sito, raccogliendo le impressioni del concerto e del pubblico e a volte brevi interviste agli artisti. Tante foto documentano tutti i momenti salienti del Festival, dal backstage al concerto.
MITO Tg nel periodo del Festival e Podcast che presentano le singole giornate di MITO guidano il pubblico nella scelta dei concerti da non perdere nelle due città, grazie anche ai preziosi suggerimenti del direttore artistico Enzo Restagno.
La Gazzetta Musicale è una novità assoluta del 2012, una nuova formula di partecipazione dei cittadini alle proposte del Festival nata da una collaborazione tra il ramo milanese del Festival ed Edizioni Zero: un progetto editoriale online dedicato alla musica classica, alla musica antica, alla contemporanea, ai progetti cameristici e di musica sinfonica. L’iniziativa consentirà ad alcuni appassionati di musica e scrittura di diventare redattori e seguire da vicino una selezione di eventi del Festival. Le recensioni e presentazioni insieme a biografie, novità musicali, aneddoti e pensieri saranno pubblicate su www.lagazzettamusicale.it.
Live streaming di concerti e incontri permettono al pubblico di seguire anche da casa alcuni appuntamenti del Festival, trasmessi dal vivo sul sito www.mitosettembremusica.it. Saranno fruibili online 8 appuntamenti a Milano, tra cui concerti e incontri con gli artisti del Festival, e 7 concerti pianistici torinesi dedicati al 150esimo anniversario dalla nascita di Debussy.
Concerti ed eventi trasmessi in live streaming sul sito del Festival
Giovedì 6.IX /
MILANO - Casa Cardinal Schuster, Salone Pio XII ore 15
Incontro con Daniele Gatti
Partecipano Francesca Colombo
e Francesco Micheli
Coordina Carla Moreni
Giovedì 6.IX
TORINO - Teatro Vittoria ore 18
150°Debussy
Shizuka Susanna Salvemini, pianoforte
Giovedì 6.IX
MILANO - Teatro alla Scala ore 21
Concerto di inaugurazione
Orchestre National de France
Daniele Gatti, direttore
Venerdì 7.IX
MILANO - Teatro Dal Verme ore 21
Focus DePablo/Saariaho
Filarmonica ’900
Josè Ramon Encinar, direttore
János Bándi, tenore
Frédérique Cambreling, arpa
Domenica 9.IX
MILANO - Teatro Filodrammatici ore 22
Hace 20 Años
Ricordando Astor Piazzolla
Daniele di Bonaventura, bandoneon
Vertere String Quartet
Lunedì 10.IX
TORINO - Teatro Vittoria ore 18
150°Debussy
Juliana Steinbach, pianoforte
Mercoledì 12.IX
TORINO - Teatro Vittoria ore 18
150°Debussy
Pietro Beltrani, pianoforte
Venerdì 14.IX
TORINO - Teatro Vittoria ore 18
150°Debussy
Alessandro Tardino, pianoforte
Lunedì 17.IX
MILANO - Politecnico di Milano-Campus Leonardo, Aula De Donato ore 15
Incontro con Paolo Fresu
partecipano Francesco Micheli,
Claudio Sessa
Coordina Francesca Colombo
Lunedì 17.IX
TORINO - Teatro Vittoria ore 18
150°Debussy
Piero Gatto, pianoforte
Martedì 18.IX
MILANO - Palazzo Visconti ore 15
Incontro con Jordi Savall
Partecipa Francesco Micheli
Coordina Oreste Bossini
Mercoledì 19.IX
TORINO - Teatro Vittoria ore 18
150°Debussy
Giovanni Doria Miglietta, pianoforte
Giovedì 20.IX
MILANO - Teatro Elfo Puccini, Sala Shake-speare ore 19
Omaggio a George Enescu
Kotková Ensemble Venerdì 21.IX
TORINO - Teatro Vittoria ore 18
150°Debussy
Antonio Di Dedda, pianoforte
Sabato 22.IX
MILANO - Sede GRUPPO 24 ORE, Auditorium, ore 17
Et manchi pietà - Spettacolo dedicato
ad Artemisia Gentileschi
Silvia Frigato, soprano
Accademia d’Arcadia
Alessandra Rossi Lürig,
cembalo e concertazione

Via San Francesco da Paola, 3
10123 Torino
+ 39 011 4424703
+ 39 0114433657
Via Dogana, 2
20123 Milano
+ 39 02 88464725
+ 39 02 88464749
www.mitosettembremusica.it
11
Il Festival MITO suona green
L’impegno ecologico del Festival MITO SettembreMusica si rinnova ogni edizione attraverso la compensazione delle emissioni di CO2 prodotte dall’evento. L’impegno etico si traduce anche nel coinvolgimento di partner e fornitori, nel risparmio energetico e nella sensibilizzazione di pubblico e istituzioni a favore di un mondo più pulito e una migliore qualità della vita.
MITO SettembreMusica compensa le emissioni di CO2
A Milano: aderisce al progetto di Impatto Zero® di LifeGate contribuendo alla riforestazione e tutela di foreste in Bolivia, nel dipartimento di Beni, in provincia di José Ballivián, nel comune di Rurrenabaque. Il progetto complessivo, premiato con riconoscimenti internazionali, si estende dai piedi delle Ande ai margini del bacino dell’Amazzonia. Comprende 6000 ettari di terreni di proprietà di piccoli coltivatori incentivati al mantenimento della biodiversità locale e alla riqualificazione.
partecipa attivamente alla riqualificazione dell’Alzaia del Naviglio Grande di Milano, aderendo al progetto promosso da LifeGate in collaborazione con il Consorzio Est Ticino Villoresi e adottando 18 piante, una per ogni giorno di Festival, confermando l’impegno dello scorso anno. Il progetto si propone di realizzare un percorso verde che colleghi la città di Milano ai Parchi Regionali della Valle del Ticino e dell'Adda. L'intervento riguarda un tratto di circa 1 chilometro, l'area è stata riqualificata con la rimozione di rifiuti e di specie infestanti presenti e la piantumazione di essenze arbustive autoctone per la definizione del nuovo fronte urbano.
A Torino: attraverso il sistema Clean Planet-CO2 di Asja
Il ricavato della vendita dei crediti verrà destinato al “Autosufficienza Energetica di Mapiripán”, una piccola cittadina della Colombia. Il progetto è promosso dalla Fondazione Poligrow, ente senza fini di lucro che ha come obiettivo lo sviluppo economico e sociale di comunità disagiate.
Mapiripán si trova in una zona della Colombia isolata e di difficile accesso e il suo territorio non è inserito nel Sistema di Interconnessione Nazionale dell’Energia. Gli abitanti hanno a disposizione elettricità solo per 8 ore al giorno ad un costo molto elevato. Il progetto che CleanPlanet-CO2 sosterrà consiste nella sostituzione di vecchi generatori diesel con motori alimentati a olio vegetale, capaci di fornire alla popolazione energia per 24 ore al giorno. L’olio prodotto sul territorio porterà un doppio beneficio: da un lato la promozione della piccola imprenditorialità legata alla creazione di una filiera agricola basata su colture energetiche gestita dagli stessi contadini locali, e dall’altra l’autoproduzione di energia elettrica.

______________MITOEducational

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MITOEducational
Lo slancio predominante del Festival MITO è proporre un’offerta musicale di alta qualità e
accessibile a tutti, non solo in termini di prezzo. Oltre agli spettacoli per bambini e ragazzi ogni
sabato e domenica, fondamentale è la proposta educativa che ogni anno si rinnova nel programma
settembrino ricco di iniziative che avvicinano il pubblico all’ascolto.
A Milano - Impariamo ad ascoltare
Incontri con gli artisti del Festival a settembre
A settembre cinque incontri con grandi artisti che partecipano al Festival offrono l’affascinante
occasione per scoprire aspetti inediti sia della musica che dei musicisti, un momento per
conoscere da vicino alcuni artisti: Daniele Gatti, che inaugurerà la rassegna dirigendo l’Orchestre
National de France al Teatro alla Scala, Andrea Battistoni e Louis Lortie punte di diamante del
concerto al Mediolanum Forum Assago insieme alla Filarmonica della Scala, Paolo Fresu per il
jazz e Jordi Savall, eccezionale figura nel panorama musicale attuale. Il direttore Timothy Brock
parlerà del restauro e della ricostruzione delle colonne sonore originali dei film di Charlie
Chaplin, al quale quest’anno viene dedicato un mini focus.
Le guide all’ascolto di MITOFringe
Per prepararsi ai concerti di settembre già a partire dal mese di giugno, il Festival offre per la
prima volta cinque incontri tenuti nell’ambito di MITOFringe: giovani musicologi svilupperanno
cinque diverse tematiche, inerenti ai grandi filoni del Festival: partendo dalla tradizione musicale
della messa si toccheranno argomenti come la musica russa della scuola di Rimskij-Korsakov, la
figura di Claude Debussy, la canzone d’autore italiana e una breve storia del jazz, creando un fil
rouge nel palinsesto di MITO SettembreMusica.
“Educational – progetto scuole”
Il progetto scuole è una sezione del progetto Educational del Festival dedicata esclusivamente alle
scuole secondarie di primo e secondo grado. Un percorso sviluppato ad hoc, che offre l’ingresso a
prezzo agevolato a una selezione di concerti del cartellone di MITO. I giovani possono
avvicinarsi alla musica con l’ausilio di materiale didattico specifico, ma il progetto prevede anche
incontri propedeutici con musicologi direttamente nelle classi. Sarà, inoltre, realizzato un
magazine dedicato, con una impostazione e contenuti grafici e testuali sviluppati ad hoc, adatti
alla specifica fascia d’età.
Informazioni e prenotazioni 02.88464720 ; c.mitopromozione@comune.milano.it
A Torino - Non solo a settembre
Le esperienze percorse negli scorsi anni dal Festival, in un contesto cittadino già estremamente
fertile di proposte, proseguono in collaborazione con altri soggetti impegnati nella diffusione
dell’educazione musicale. Nel cartellone sono inoltre presenti incontri con alcuni tra gli artisti che
ne sono protagonisti e i tradizionali spettacoli rivolti ai più giovani.
La grande musica comincia dai piccoli esercizi:
il Centro di Formazione Musicale
Corsi di pratica strumentale a costi accessibili e con docenti qualificati proposti a bambini e
ragazzi che desiderano impegnarsi nello studio della musica.
Iscrizioni solo online da giugno a settembre 2012
tel. +39.011.44297.60/53/51
corsi.musica@comune.torino.it
www.comune.torino.it/corsimusica
Dentrolamusica
Dentrolamusica è un’iniziativa a cura della Redazione web della Città di Torino, in
collaborazione con Schott Music International Mainz, per avvicinare il pubblico alla musica
classica attraverso percorsi online di preparazione, guida all’ascolto e lettura della partitura. Una
lettura semplificata, accessibile con poche nozioni scolastiche di teoria musicale; la possibilità di
scoprire dettagli che spesso sfuggono al solo ascolto.
In questa edizione del Festival il brano individuato è Quadri da un’esposizione di Modest
Musorgskij nella trascrizione per orchestra di Maurice Ravel, eseguito dalla Filarmonica della
Scala lunedì 17 settembre.
www.comune.torino.it/dentrolamusica
Musica con la voce
Paesaggio sonoro con canto
Laboratorio per bambini di Alessandra Patrucco
a cura della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani
Tre incontri per scoprire come la voce, con tutto il corpo di cui ha bisogno per suonare, possa
essere uno strumento capace di produrre suoni e rumori sorprendenti ed espressivi. Con un
approccio divertente e creativo alla musica i partecipanti avranno la possibilità di scoprire di
essere piccoli compositori dando voce ai loro suoni, sviluppando micro partiture e infine
inventando un canto. L’ultimo quarto d’ora di ogni incontro sarà aperto alle famiglie e verranno
eseguite “in prima assoluta” le Musiche del Mare, del Bosco e del Sottosuolo, con partecipazione
del pubblico.
Informazioni e iscrizioni da lunedì 27 agosto: tel. 011.19740280
martedì/domenica: 15-19
mail@fondazionetrg.it
Concerti e spettacoli per bambini e ragazzi
Ogni sabato e domenica
Sabato 8.IX
TORINO – Casa Teatro Ragazzi e Giovani ore 15.30 e 18
Pinocchio in musica
MILANO – Piccolo Teatro Expo ore 17
Concerto in Si be-bolle
Domenica 9.IX
MILANO – Rotonda di Via Besana ore 11
Lo scoiattolo Gillo direttore d’orchestra
TORINO – Casa Teatro Ragazzi e Giovani ore 15.30 e 18
Concerto in Si be-bolle
MILANO – Teatro San Babila ore 17
VERSI X VERSI
Sabato 15.IX
TORINO – Casa Teatro Ragazzi e Giovani ore 15.30 e 18
Schiaccianoci e il re dei topi
MILANO – Teatro Sala Fontana ore 17
La mirabolante historia de li cavalieri del pentagramma
Domenica 16.IX
TORINO – Casa Teatro Ragazzi e Giovani ore 15.30 e 18
Radio Armeniac
MILANO – Teatro Leonardo da Vinci ore 17
Delitto allo zoo
Sabato 22.IX
TORINO – Casa Teatro Ragazzi e Giovani ore 15.30 e 18
Delitto allo zoo
MILANO – Tieffe Teatro Menotti ore 17
Tra acqua e fuoco, déi ed eroi.
Il suono degli elementi nel Ring di Richard Wagner
Domenica 23.IX
MILANO – Teatro Martinitt ore 17
In viaggio con Rossini. Da Parigi alla Turchia

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Luis De Pablo ha vissuto tutte le avventure musicali del nostro tempo, dai rigori
strutturalisti di Darmstadt ai raddolcimenti che negli anni successivi hanno portato a una
concezione più varia e flessibile del linguaggio musicale. Il grande compositore spagnolo
ha scritto per il teatro, messo in musica liriche di grandi poeti della sua terra e affrontato
ogni genere di formazione strumentale, dai gruppi da camera alla grande orchestra. La
celebrità del personaggio, fondata sull’eleganza e la fantasia della scrittura, sulla simpatia
umana e sulla vastissima cultura (parla tra l’altro benissimo la nostra lingua), raggiunge in
Italia uno dei suoi vertici massimi. Italiano è l’editore che pubblica la sua musica e i suoi
amici sono da noi così numerosi che ci sentiamo di considerarlo un po’ nostro.
La finlandese Kaija Saariaho dopo gli studi compiuti nel suo paese, si è trasferita a Parigi
per sviluppare i suoi interessi legati ai suoni di sintesi e più in genere all’elettronica. Berio
diceva che solo i musicisti più sensibili studiano anche l’elettronica e tutta l’opera della
Saariaho ne è brillante conferma. La produzione di questa signora della musica fa un
ricorso molto moderato agli apparati tecnicoscientifici, trasformatisi più che altro in un
background culturale, e ha i suoi fondamenti in una squisita musicalità strumentale e
vocale che l’ha portata a impegnarsi con grande successo anche nel teatro musicale.
Ascoltare finalmente in Italia una vasta rassegna a lei dedicata sarà per molti una
meravigliosa scoperta.
In programma nelle due città
I concerti sono tutti a ingresso gratuito
Gli appuntamenti
Torino - giovedì 6 settembre, Circolo dei Lettori, ore 15
Milano - venerdì 7 settembre, Istituto dei Ciechi di Milano Sala Barozzi, ore 15
Incontro con
Luis De Pablo
Kaija Saariaho
Coordina Enzo Restagno
Torino - giovedì 6 settembre, Auditorium Rai Arturo Toscanini, ore 21
Milano - venerdì 7 settembre, Teatro Dal Verme, ore 21
Luis De Pablo
Relámpagos, per tenore e orchestra
Su testi di José-Miguel Ullán
Prima italiana
Danzas secretas, per arpa e orchestra
Prima italiana
Filippo Del Corno
La gaia scienza, per orchestra
Kaija Saariaho
Terra Memoria, per archi
Prima italiana
Laterna magica, per orchestra
Prima italiana
Filarmonica ’900
José Ramon Encinar, direttore
János Bándi, tenore
Frédérique Cambreling, arpa
Torino - venerdì 7 settembre Piccolo Regio Giacomo Puccini. ore 17
Milano - sabato 8 settembre Teatro Franco Parenti, ore 17
Kaija Saariaho
Terrestre,
per flauto, percussioni, arpa, violino e violoncello
Prima italiana
Notes on light, per violoncello e orchestra
Prima italiana
Luis De Pablo
Circe de España, per voce e sei strumenti
Su testo di José-Miguel Ullán
Kaija Saariaho
Serenatas,
per pianoforte, violoncello e percussioni
Prima italiana
Luis De Pablo
Vértigo, per sedici musicisti
Prima assoluta
London Sinfonietta
David Atherton, direttore
Katalin Károlyi, mezzosoprano
Tim Gill, violoncello
Torino - sabato 8 settembre, Auditorium Rai Arturo Toscanini, ore 21
Milano - domenica 9 settembre, Conservatorio di Milano Sala Verdi, ore 21
Luis De Pablo
Natura, per orchestra
Prima italiana
Concerto per violino e orchestra
Giacomo Manzoni
Scene sinfoniche per il Doktor Faustus, per orchestra con coro
ad libitum su nastro
Su testo di Giacomo Manzoni da Thomas Mann
Kaija Saariaho
Orion, per orchestra
Prima italiana
Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai
Daniel Kawka, direttore
Francesco D’Orazio, violino
Comunicato stampa

Mercoledì 6 giugno inaugura MITOFringe con due concerti in centro a Milano in occasione dell’apertura della biglietteria di MITO SettembreMusica

Con la conferenza stampa di presentazione del Festival MITO SettembreMusica 2012 parte la quarta edizione di MITOFringe, la rassegna off del festival. Apre anche la biglietteria per il Festival di settembre.

MITOFringe, la rassegna di concerti gratuiti in attesa del grande MITO di settembre, invaderà – fino al 7 luglio 2012 – i luoghi meno convenzionali di Milano. È una vetrina che il Festival offre a musicisti emergenti di tutti i generi musicali, rivolgendo particolare attenzione ai giovani, alle periferie e al coinvolgimento delle realtà formative del territorio.

La prima giornata di MITOFringe prevede due appuntamenti. Il primo è alle ore 11, in piazza della Scala: l’ensemble di sassofoni, ThymoSax Quartet, precede la conferenza stampa di presentazione del Festival MITO SettembreMusica 2012, a Palazzo Marino. Il secondo concerto, al termine della conferenza, alle 13: la Dirty Dixie Jazz Band parte da piazza San Babila e condurrà il pubblico fino in Piazza Duomo, proprio vicino alla nuova sede della biglietteria MITO in via Dogana 2, coinvolgendo i passanti con le sue musiche dixieland e hot jazz.

mercoledì 6 giugno

Piazza della Scala, ore 11

classica

ThymoSax Quartet

Livia Ferrara, sax soprano

Isabella Fabbri,sax contralto

Marina Noto, sax tenore

Mattia Fiore, sax baritono

Concerto in collaborazione con il Conservatorio di Musica “G.Verdi” di Milano, dal quale il ThymoSax Quartet nasce sotto la guida del maestro Alessandro Bombonati. Il repertorio spazia dalle composizioni del Novecento – con particolare attenzione alla produzione francese di Jean Françaix, Alfred Desenclos ed Eugène Bozza – fino a quelle della contemporaneità. I membri dell’ensemble partecipano a corsi di perfezionamento e concorsi, nazionali e internazionali (fra gli altri l’International Music Competition Città di Cortemilia e il Concorso Nazionale Città di Camerino), si esibiscono con diverse formazioni in sedi di grande prestigio.

Da Piazza San Babila a Piazza del Duomo, ore 13
marching band

Dirty Dixie Jazz Band

Lorenzo Poletti, trombone e voce

Alberto Capello, tromba e cornetta

Matteo Erigoni, percussioni e batteria

Max Montagna, tuba

Daniele Radaelli, banjo


La Dirty Dixie Jazz Band è attiva da quasi dieci anni e si è rinnovata a fine 2011 con l'obiettivo di riportare la musica Jazz sul palcoscenico che l'ha vista nascere: la strada. Già noti come Deipetos Dixieland Disaster, hanno portato la musica Dixieland e Hot Jazz nelle vie di tutta Italia, proponendosi al pubblico in modo dirompente. La loro esibizione, di grande impatto sonoro/visivo, si adatta a qualsiasi situazione: da fermi o in movimento, sotto il sole o sotto la pioggia, suonando fortissimo o sottovoce. Non servono luci, amplificazione e palco: bastano cinque minuti e via alla ricerca di un sorriso da parte del pubblico …


INFORMAZIONI AL PUBBLICO:

Biglietteria MITO

via Dogana 2

Tel. +39.02.88464725 – +39.02.88464748

c.mitoinformazioni@comune.milano.it 

www.mitofringe.it
Il programma di MITOFringe dal 6 giugno al 7 luglio


mercoledì 6 giugno

Piazza della Scala, ore 11
Thymosax Quartet - classica
Livia Ferrara, sax soprano
Isabella Fabbri, sax contralto
Marina Noto, sax tenore
Mattia Fiore, sax baritono
Musiche di Eugène Bozza, Alfred Desenclos, Jean Françaix, George Gershwin, Micheal Nyman, Michael Torke

Da Piazza San Babila a Piazza del Duomo, ore 13
Dirty Dixie Jazz Band - marching band
Lorenzo Poletti, trombone e voce
Alberto Capello, tromba e cornetta
Matteo Erigoni, percussioni e batteria
Max Montagna, tuba
Daniele Radaelli, banjo

giovedì 7 giugno

Politecnico / Sede di Bovisa Via Durando Spazio Ovale, ore 13
Dixie Serenade - dixieland
Antonio Galmozzi, clarinetto e voce
Franco Braghi, banjo
Marco Nozza, bidofono e kazoo
Dino Boracchi, asse da lavare
Maurizio Signorino, sassofono

Università Bocconi – Piazza Sraffa, ore 13
Florentia Saxophone Quartet - classica
Milo Vannelli , sassofono soprano
Matteo Tamburlin , sassofono contralto
Tommaso Fognani, sassofono tenore
Marco Caverni, sassofono baritono

venerdì 8 giugno

Stazione M1 Duomo, ore 16
Cluster Musica Euphonia Ensemble - jazz
Mary Gautschi, soprano
Alessandra Bordiga, mezzosoprano
Yama Kapidani_ Luberti, contralto
Tommaso Ferrandina, tenore
Alberto Favaro, baritono
Marco Gallo, basso
Markelian Kapidani, arrangiatore, compositore
Con il sostegno di ATM

Stazione M1 Duomo, ore 17
Nico Maraja - pop
Con il sostegno di ATM


Stazione M1 Duomo, ore 18
Priscilla Bei - pop
Con il sostegno di ATM

Colonne di San Lorenzo, ore 18.30
Quintetto Hermes - classica
Chiara Daneo, flauto
Cecilia Lodigiani, oboe
Valeria Gariboldi, corno
Elena Bizzotto, fagotto
Genny Latino, clarinetto
Musiche di Beatles, Paul Dukas, Wolfgang Amadeus Mozart, Frank Sinatra

sabato 9 giugno

Piazza Mercanti, ore 15
Ateneo Musicale
Gruppi ed ensemble da sei atenei milanesi

Stazione M1 Duomo, ore 16
Catalina Swing - swing-rock
Ugo Busatto, voce
Alessia Turcato, coro
Francesca Fontana, coro
Michele Boni, chitarra
Lorenzo Buffa, contrabbasso
Giovanni Martella, batteria
Musiche di Fred Buscaglione, Paolo Conte, Elvis Presley, Stray Cats
Con il sostegno di ATM

Parco Sempione, ore 16
Nema Problema - marching band
Carlo Coppadoro, tromba, sassofono contralto
Fabio Marconi, chitarra, bombardino tenore
Davide Marzagalli, sassofono contralto
Michele Obizzi, sassofono tenore
Luca Jacopo Rosso Grazioli, tromba
Edoardo Tomaselli, tromba
Lucio Sagone, batteria e percussioni
Maurizio Paniccià, tromba
Ivan Rosas, basso
Musiche balcaniche e klezmer

Stazione M1 Duomo, ore 17
Chromatic Escape Quartet - jazz
Federico Donadoni, contrabbasso e percussioni
Gabriele Batia, chitarra elettrica
Andrea Ciceri, sassofono alto
Marco Leone, batteria e percussioni
Con il sostegno di ATM


domenica 10 giugno

Piazza Mercanti, ore 15
Musica in famiglia - ragazzi

martedì 12 giugno

Stazione M2 Cadorna - Music Corner, ore 13
B4 - classica/country
Filippo Palermo, violino
Gianmaria Bellisario, violino
Leoluca Di Miceli, viola
Diego Palermo, violoncello
Musiche di Quartetto "Americano" di Dvorak, Turtle Island Quartet, Xronos Quartett
Con il sostegno di ATM

Stazione M1 Loreto - Music Corner, ore 13
Dixie Serenade - dixieland
Antonio Galmozzi, clarinetto e voce
Franco Braghi, banjo
Marco Nozza, bidofono e kazoo
Dino Boracchi, asse da lavare
Maurizio Signorino, sassofono
Con il sostegno di ATM

Biblioteca Chiesa Rossa, ore 18
Django Percussion Ensemble, jazz
Paolo Airoldi, Mattia Basi, Martino Faedi,
Maria Zamparino, percussioni
Musiche di Anthony Cirone, Pietro Domenico Paradisi, Eric Sammut, Philidor, Johann Strauss, Ruud Wiener

mercoledì 13 giugno

Pinacoteca di Brera – Cortile d’Onore, ore 13
Quartetto Kurt Weill - classica

Sede Amici del Loggione del Teatro alla Scala, ore 17.30
La tradizione musicale della Messa, a cura di Giuditta Comerci, educational

Feltrinelli – Piazza Piemonte, ore 18.30
Luca Lavuri, pianoforte - classica
Musiche di Johann Sebastian Bach, Ferruccio Busoni, Niccolò Castiglioni , Aleksandr Skrjabin

giovedì 14 giugno

Università degli Studi di Milano
Cortile del '700, ore 13
Djangomania - gipsy jazz
Andrea Rotoli, chitarra
Claudio Pietrucci, chitarra
Daniele Petrosillo, contrabbasso
Musiche di Angelo Debarre, Bireli Lagrene, Django Reinhardt, Rosemberg, Dorado Smith, Stochelo

Università degli Studi Bicocca – Piazzale Edificio U6, ore 13
B4 - classica/country
Filippo Palermo, violino
Gianmaria Bellisario, violino
Leoluca Di Miceli, viola
Diego Palermo, violoncello
Musiche di Quartetto "Americano" di Dvorak, Turtle Island Quartet, Xronos Quartett

Sede Amici del Loggione del Teatro alla Scala, ore 17.30
educational
La grande musica russa secondo la scuola di Rimskij-Korsakov, a cura di Giulia Accornero

venerdì 15 giugno

Stazione M1 Duomo, ore 17
Filippo Rinaldo Jazz Trio - jazz
Con il sostegno di ATM

Colonne di San Lorenzo, ore 18.30
For Four Sax - jazz/pop
Alessandro Prà, sassofono alto e soprano
Massimo Izar, sassofono alto e soprano
Pino Sormani, sassofono tenore
Federico De Zottis, sassofono baritono
Musiche di Duke Ellington, George Gershiwin, William Christopher Handy, Loren Niehaus

sabato 16 giugno

Da Piazza San Babila a Piazza del Duomo, ore 16
Contrabbanda - marching band
Donato Biscione, sassofono soprano, arrangiamenti
Francesco Piras , tromba
Onsky , sassofono “punk”contralto
Massimo Sciancalepore, sassofono contralto
Mauro Cozzi , sassofono tenore
Fabio Codarri , basso tuba
Guido Baldoni, fisarmonica
Tarkievitz, rullante e percussioni
Sergeij , grancassa, voce
Musiche di Beck, Casino Royale, Miles Davis, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Nirvana, Nino Rota, Stevie Wonder





sabato 16 giugno

Stazione M1 Duomo, ore 16
Cluster Black Music Ensemble - soul
Musiche di Ray Charles, Whitney Houston, Michael Jackson, Etta James, Stevie Wonder, Amy Winehouse
Con il sostegno di ATM

Stazione M1 Duomo, ore 17
Back to the stage - musica da film
Francesca Cacia, voce
Roberto Pucci, contrabbasso
Claudio Benvenuto, chitarra
Matteo Iannacone, tastiere
Musiche di Harold Arlen, Michael Legrand, Mancini, Landeman&Wolf, Ennio Morricone, Nicola Piovani
Con il sostegno di ATM

Parco Lambro, ore 17.30
Contrabbanda - marching band
Donato Biscione, sassofono soprano, arrangiamenti
Francesco Piras , tromba
Onsky , sassofono “punk”contralto
Massimo Sciancalepore, sassofono contralto
Mauro Cozzi , sassofono tenore
Fabio Codarri , basso tuba
Guido Baldoni, fisarmonica
Tarkievitz, rullante e percussioni
Sergeij , grancassa, voce
Musiche di Beck, Casino Royale, Miles Davis, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Nirvana, Nino Rota, Stevie Wonder

domenica 17 giugno

Gazebo dei Giardini Pubblici "I. Montanelli"
Palestro, ore 11
Civica Orchestra Di Fiati - Banda

Centro Commerciale Piazza Portello, ore 16
Dirty Dixie Jazz Band - Marching band
Lorenzo Poletti, trombone e voce
Alberto Capello, tromba e cornetta
Matteo Erigoni, percussioni e batteria
Max Montagna, tuba
Daniele Radaelli, banjo

martedì 19 giugno

Stazione M2 Cadorna - Music Corner, ore 13
Trio Clarinetti - classica
Con il sostegno di ATM
Stazione M2 Garibaldi - Music Corner, ore 13
Maurizio Signorino Trio - jazz
Maurizio Signorino, sassofono
Alessandro Giulini, fisarmonica
Valerio Della Fonte, basso

Biblioteca Baggio - Sala Narrativa, ore 18
Eufonè Trio - classica
Laura Faoro, flauto traverso
Marcello Salvioni, viola
Dora Scapolatempore, arpa
Sonia Colombo, voce recitante
Musiche di Moreno Buendia e Claude Debussy

mercoledì 20 giugno

Pinacoteca di Brera - Cortile d’Onore, ore 13
Freecanvas - visual-sonoro
Ambra Rinaldo, pennelli, tergivetri, saggina, spatole
Nicola Guazzaloca, pianoforte
Timothy Trevor-Briscoe, sassofono alto, clarinetto

Sede Amici del Loggione del Teatro alla Scala, ore 17.30
educational
La figura di Claude Debussy nel 150° dalla nascita, a cura di Bianca De Mario

Feltrinelli Express - Stazione Centrale, ore 18.30
Monk's Dream - jazz
Gabriele Orsi, chitarra
Riccardo Di Paola, pianoforte
Daniele Petrosillo, contrabbasso
Francesco Di Lenge, batteria
Musiche di Thelonius Monk

giovedì 21 giugno

Stazione Centrale, ore 17.30
Nema Problema - marching band
Carlo Coppadoro, tromba, sassofono contralto
Fabio Marconi, chitarra, bombardino tenore
Davide Marzagalli, sassofono contralto
Michele Obizzi, sassofono tenore
Luca Jacopo Rosso Grazioli, tromba
Edoardo Tomaselli, tromba
Lucio Sagone, batteria e percussioni
Maurizio Paniccià, tromba
Ivan Rosas, basso
Musiche balcaniche e klezmer

Stazione Centrale – Atrio, ore 18
Pulp Project - rock funk
Ermanno Fabbri, chitarra e voce
Dario Bucca, basso elettrico e voce
Sergio Ricci , batteria
Con il sostegno di Grandi Stazioni

venerdì 22 giugno

Stazione Centrale – Atrio, ore 17.30
Sybilla - rock
*JAN*, chitarra e voce
ReI, voce
RoB*StaR, basso
WidiuS, batteria
Con il sostegno di Grandi Stazioni

Colonne di San Lorenzo, ore 18.30
Trio Klezmer - folk
Eloisa Manera, violino
Daniela Fiorentivo, clarinetto
Sara Calvanelli, fisarmonica

sabato 23 giugno

Da Piazza San Babila a Piazza del Duomo, ore 11
Contrabbanda - marching band
Donato Biscione, sassofono soprano, arrangiamenti
Francesco Piras , tromba
Onsky , sassofono 'punk' contralto
Massimo Sciancalepore, sassofono contralto
Mauro Cozzi , sassofono tenore
Fabio Codarri , basso tuba
Guido Baldoni, fisarmonica
Tarkievitz, rullante e percussioni
Sergeij , grancassa, voce
Musiche di Beck, Miles Davis, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Nirvana, Nino Rota, Casino Royale, Stevie Wonder

Stazione Centrale – Atrio, ore 17.30
Legshakers - rock
Alessandro Matera, voce
Edoardo Ferragamo, chitarra
Tommaso Sorrentino, batteria
Andrea Cagnola, chitarra
Niccolò Pani, basso
Con il sostegno di Grandi Stazioni

domenica 24 giugno

Mercatone dell’Antiquariato - Naviglio Grande, ore 17.30
Dirty Dixie Jazz Band - marching band
Lorenzo Poletti, trombone e voce
Alberto Capello, tromba e cornetta
Matteo Erigoni, percussioni e batteria
Max Montagna, tuba
Daniele Radaelli, banjo





martedì 26 giugno

Stazione M2 Garibaldi – Music Corner, ore 13
Quintetto di violoncelli Fu(A)N - classica/rock
Fausto Solci , arrangiatore
Greta Parrini, violoncello
Baucken Serafina, violoncello
Gemma Pedrini, violoncello
Leonardo Schiavetti, violoncello
Alessandro Tersalvi, violoncello
Musiche di Apocalyptica, Jimi Hendrix Wolfgang Amadeus Mozart, Diego Ortiz
Con il sostegno di ATM

Stazione M1 Loreto – Music Corner, ore 13
KlezTiket Bublitschki Band - etno-folk
Eloisa Manera, violino
Luca Rampinini,sassofono soprano
Fabio Marconi, chitarra
Davide Tedesco, contrabbasso
Davide Marzagalli, percussioni
Con il sostegno di ATM

Biblioteca Affori, ore 18
Duo Mariani - Cavedon - classica
Elia Leon Mariani, violino
Pietro Cavedon, pianoforte
Musiche di Felice Lattuada, Ildebrando Pizzetti,
Nino Rota

mercoledì 27 giugno

Sede Amici del Loggione del Teatro alla Scala, ore 17.30
educational
La canzone d’autore italiana
a cura di Maurizio Corbella

giovedì 28 giugno

Sede amici del Loggione del Teatro alla Scala, ore 17.30
educational
Breve storia del Jazz, a cura di Luca Civelli

venerdì 29 giugno

Via Dante - angolo Via Rovello, ore 17
Elise Hall Saxophone Quartet - jazz
Alessia Balia, sassofono soprano
Chiara Lucchini, sassofono contralto
Anna Paola de Biase, sassofono tenore
Alessia Berta, sassofono baritono

Colonne San Lorenzo, ore 18.30
Orchestra Carisch - Raduno Libero - classica
Carlo de Martini, direttore

sabato 30 giugno

Giardini Pubblici “Indro Montanelli” – Palestro, ore 17.30
Dirty Dixie Jazz Band - marching band
Lorenzo Poletti, trombone e voce
Alberto Capello, tromba e cornetta
Matteo Erigoni, percussioni e batteria
Max Montagna, tuba
Daniele Radaelli, banjo

domenica 1 luglio

MITOFringe a bordo treno
Concerto a sorpresa
Con il sostegno di Trenord

Bosco in Città, Cascina San Romano
Pontile Laghetto, ore 17.30
Quartetto Kurt Weill - classica

lunedì 2 luglio

MITOFringe a bordo treno
Concerto a sorpresa
Con il sostegno di Trenord

martedì 3 luglio

MITOFringe a bordo treno
Concerto a sorpresa
Con il sostegno di Trenord

Università IULM, ore 12
Florentia Saxophone Quartet - classica
Milo Vannelli , sassofono soprano
Matteo Tamburlin , sassofono contralto
Tommaso Fognani, sassofono tenore
Marco Caverni, sassofono baritono

Stazione M1 Loreto - Music Corner, ore 13
Laboule - folk
Paolo Novellino, chitarra e voce
Con il sostegno di ATM

Stazione M2 Garibaldi - Music Corner, ore 13
KlezTiket Bublitschki Band - etno/folk
Eloisa Manera, violino
Luca Rampinini,sax soprano
Fabio Marconi, chitarra
Davide Tedesco, contrabbasso
Davide Marzagalli, percussioni
Con il sostegno di ATM

Biblioteca Quarto Oggiaro, ore 18
MIcelli - classica/pop
Musiche di Scott Joplin, Metallica,Georg Philipp Telemann , Jules de Swert, Josef Werner, Georg Christoph Wagenseil

mercoledì 4 luglio

MITOFringe a bordo treno
Concerto a sorpresa
Con il sostegno di Trenord

Università Cattolica del Sacro Cuore, ore 13
Virgo Vox - classica/antica
Valentina Ghirardani “Virgovale”, soprano
Paola Bianchi, soprano
Gabriella Mascadri “Virgolella”, soprano
Marcella Moroni , soprano
Nancy Garcia Siurob “Virgonancy”, contralto
Katarzyna Gladysz “Virgokate”, contralto
Maria Massimin “Virgomaria”, contralto
Isabella Di Pietro “Virgois”, contralto
Musiche di Jacques Arcadelt, Bruno Coulais, Zoltán Kodaly, Claudio Monteverdi, Wolfgang Amadeus Mozart, Francis Poulenc, Antonio Salieri, Domenico Scarlatti, Orazio Vecchi

Feltrinelli Piazza Piemonte, ore 18.30
Trio Felix - classica
Cesare Zanfini, violino
Chiara Burattini, violoncello
Giuliano Guidone, pianoforte
Musiche di Claude Debussy,
Felix Mendelssohn - Bartholdy

giovedì 5 luglio

MITOFringe a bordo treno
Concerto a sorpresa
Con il sostegno di Trenord

venerdì 6 luglio

MITOFringe a bordo treno
Concerto a sorpresa
Con il sostegno di Trenord

Colonne di San Lorenzo, ore 18.30
Bluelephant Saxophone Quartet - jazz
Giorgio Robustellini, sassofono soprano
Davide Feo, sassofono contralto
Andrea Ciceri, sassofono tenore
Luca Guerrini , sassofono baritono

sabato 7 luglio

Biglietteria MITO – via Dogana, 2 e vie del centro, ore 15
TAO Love Bus - rock itinerante
COMUNICATO STAMPA



Aperte le selezioni per suonare all’edizione milanese di MITOFringe!



Milano, 7 marzo 2012 - MITOFringe a Milano, la rassegna di concerti fuori cartellone del Festival MITO SettembreMusica, torna per la quarta volta nelle strade e piazze di Milano. Dopo il successo della scorsa edizione, anche nel 2012 si svolgerà nel mese di giugno, anticipando così il cartellone ufficiale del Festival MITO a settembre.



MITOFringe è una vetrina che il Festival MITO offre a giovani e musicisti emergenti di tutti i generi musicali, dalla classica al jazz, rock e pop, dalla musica etnica a quella antica. Una possibilità di mettere in gioco il proprio talento esibendosi nei luoghi più diversi della città, dalle piazze ai parchi, alle stazioni ferroviarie e della metropolitana, nelle periferie e in centro.



Per partecipare come artista a MITOFringe a Milano, basta inviare entro e non oltre lunedì 2 aprile 2012 il proprio cv insieme a una dettagliata proposta artistica a c.mitoperlacitta@comune.milano.it
COMUNICATO STAMPA

Giovedì 22 settembre 2011 ore 17.00 – Sede GRUPPO SOLE 24 ORE Auditorium (via Monte Rosa, 91) – Milano

Songs e Folk Songs: da Purcell ai Beatles

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore
Alda Caiello, soprano
Maurizio Leoni, baritono

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
In collaborazione con Divertimento Ensemble e GRUPPO SOLE 24 ORE
In live streaming sul sito www.mitosettembremusica.it

Il Divertimento Ensemble propone, giovedì 22 settembre presso l’auditorium della sede del GRUPPO SOLE 24 ORE alle ore 17.00, per MITO SettembreMusica, un concerto tutto incentrato sul tema della canzone. Nel programma vengono infatti accostate alle canzoni barocche per soprano e clavicembalo dell’inglese Henry Purcell le rielaborazioni di autori dell’avanguardia, in particolare Luciano Berio e Peter Maxwell Davies. Il concerto mette in scena da una parte, nelle Eight Songs for a Mad King di Maxwell Davies, la figura di un re impazzito che pensa di poter insegnare il canto ai pettirossi, dall’altra, i canti popolari delle Folk Songs scritte da Berio per la moglie Cathy Berberian, fino a spingersi alle trascrizioni del compositore ligure, scritte a partire dalle più celebri canzoni dei Beatles, tra cui Michelle e Yesterday.
Eight Songs for a Mad King è un’azione musical-teatrale del 1969, ispirata alla figura di Giorgio III. Il re impazzito delle Eight Songs, oscillando tra sentimenti di leggera esuberanza e di amara ironia, non riuscendo a insegnare il canto ai pettirossi, rivolge tutta la sua rabbia verso di loro. Strumenti quali flauto, clarinetto, violino e violoncello rappresentano i pettirossi ai quali il Re tenta di insegnare a cantare e con cui il re tesse ampi dialoghi. Il culmine dell’opera si ha nelle ultime due canzoni dove il re dopo aver ucciso il pettirosso annuncia la propria morte. In questo brano oltre agli strumenti tradizionali gli esecutori dispongono anche di apparecchi meccanici ad orologeria che riproducono canti di uccelli e di un didgeridoo.
Folk Songs invece, una delle composizioni più note di Luciano Berio, consiste in arrangiamenti di melodie popolari appartenenti alle più svariate aree geografiche dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Francia all’Azerbaijan. Due delle Folk Songs, Donna ideale e Ballo , sono state composte da Berio nel 1947, mentre studiava al Conservatorio di Milano, come parte del ciclo Tre canzoni popolari.
Berio, che nutriva un grande interesse per il folclore, riesce a fondere nei suoi lavori due mondi musicali apparentemente antitetici tra loro, da una parte l’interesse per la musica elettronica e dall’altra quello per la musica d’intrattenimento e di consumo ben rappresentato dalla rielaborazione che Berio fa di alcune delle più famose canzoni del gruppo di Liverpool.

Programma

Peter Maxwell Davies, Eight Songs for a Mad King
Henry Purcell, Songs per soprano e clavicembalo
Luciano Berio, Beatles Song (Michelle)
Henry Purcell, Songs per soprano e clavicembalo
Luciano Berio, Beatles Song (Yesterday)
Luciano Berio, Folk Songs

Biografie

Il Divertimento Ensemble, fondato nel 1977 da alcuni solisti di fama internazionale e da alcune fra le prime parti delle due più importanti orchestre milanesi, sotto la direzione di Sandro Gorli, si è rapidamente affermato in Italia e all'estero realizzando fino ad oggi più di 1000 concerti e 10 CD. Nel 1978, secondo anno di attività, è entrato nei prestigiosi cartelloni della Società del Quartetto di Milano e del Festival milanese Musica nel Nostro Tempo. Oltre ottanta compositori hanno dedicato nuove composizioni all'ensemble che hanno contribuito a creare un repertorio cameristico fra i più rappresentativi della nuova musica, non solo italiana. Nel 1981 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano con l'opera Il Sosia di Flavio Testi e con un concerto monografico dedicato ad Aldo Clementi. E’ tornato nel cartellone del Teatro alla Scala nel 1998 con un concerto dedicato a Frank Zappa. Presente nei maggiori festival di musica contemporanea in Europa, è stato invitato dalla Biennale di Venezia 11 volte tra il 1979 e il 2008. Ha effettuato concerti in Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Inghilterra, Iugoslavia, Polonia, Messico, Stati Uniti, Argentina, Giappone e Russia, oltre che nelle più importanti città italiane. Fra le sue incisioni: l'opera Solo di Sandro Gorli (Ricordi), tre CD dedicati a Bruno Maderna: Satyricon (Salabert-Harmonia Mundi), Don Perlimplin (Stradivarius), Venetian Journal, Juilliard Serenade, Vier Briefe, Konzert für Oboe und Kammerensemble (Stradivarius), un'antologia di giovani compositori italiani (Fonit Cetra) e tre CD monografici dedicati a Giulio Castagnoli, Alessandro Solbiati e Franco Donatoni (Stradivarius). Da molti anni affianca all’attività concertistica un forte impegno in campo didattico, collaborando al Corso di Direzione d’Orchestra per la musica dal Novecento ad oggi, tenuto da Sandro Gorli. Nel 2009 ha dato vita agli Incontri Internazionali per giovani compositori “Franco Donatoni”, che comprendono masterclass, tavole rotonde, concerti e prime esecuzioni di opere commissionate a tre giovani compositori selezionati attraverso un concorso internazionale.

Sandro Gorli, ha studiato composizione con Franco Donatoni frequentando contemporaneamente la facoltà di Architettura di Milano e diplomandosi in pianoforte. Ha svolto attività di ricerca presso lo studio di Fonologia della RAI di Milano e ha seguito i corsi di direzione d'orchestra di Hans Swarowsky a Vienna. Nel 1977 ha fondato il Divertimento Ensemble, che ancora oggi dirige, svolgendo un'intensa attività concertistica per la diffusione della musica contemporanea. Dal 1990 al 1998 è stato direttore principale dell'ensemble Elision di Melbourne. Con le due formazioni ha realizzato negli ultimi anni di attività quattordici CD. Molte delle sue composizioni sono regolarmente eseguite nelle più importanti manifestazioni italiane e straniere. Fra gli enti che hanno commissionato sue partiture vi sono tra gli altri: la RAI di Milano, I Solisti Veneti, la Fondazione Gulbenkian, il Ministero della Cultura francese, il Ministero degli Esteri italiano, Radio France e la Fondazione I Pomeriggi Musicali. Nel 1985 ha vinto il premio Europa per il teatro musicale con l'opera Solo, mentre la sua seconda opera, Le mal de lune, è andata in scena nel marzo 1994 a Colmar e a Strasburgo.

Alda Caiello è una delle più importanti interpreti vocali per il ruoli di soprano, nota per versatilità, raffinatezza e capacità espressive. Diplomata in pianoforte e in canto al Conservatorio di Perugia ha cantato sotto la direzione di Frans Brüggen, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Arturo Tamayo, Peter Keuschnig, Massimo de Bernart, Pascal Rophè, Waine Marshall, Christopher Franklin, Stephen Ausbury, Peter Rundel, Lucas Vis, Pietro Borgonovo, Renato Rivolta, Marcello Panni, Fabio Maestri, Marco Angius, Emilio Pomarico. Scelta da Luciano Berio per Folk Songs che ha cantato anche sotto la direzione del compositore a Milano. Adriano Guarnieri l'ha voluta interprete della prima mondiale di Medea per il Teatro La Fenice di Venezia e di La Passione secondo Matteo a Milano per Il Teatro alla Scala, nonché di Quare Tristis. Con l'Icarus Ensemble è stata protagonista della prima mondiale di Tenebraedi Adriano Guarnieri, a Rovigo è stata "La cantante wagneriana" dell'opera Anton di Flavio Emilio Scogna diretta dall'autore. All'Holland Festival ha cantato la prima mondiale di Gesualdo, considered as a murderer di Luca Francesconi, ripreso poi a Milano per MITO SettembreMusica 2008. Invitata alla Biennale Musica di Venezia nel 2007 ha cantato la prima esecuzione assoluta di La Legge di Manzoni, in presenza dell'autore. Ha inciso per BMG/Ricordi, CAM, Stradivarius, Rai Trade, Col Legno, Zig Zag Territoires. E’ prossima la pubblicazione di due Cd su Casella, Respighi, Pizzetti e Ghedini, editi da Bottega Discantica.

Maurizio Leoni si è diplomato con lode all’Accademia Filarmonica Bolognese e al Conservatorio “G. B. Martini” della stessa città. Finalista al Concorso As.Li.Co. e Menzione Speciale alla finale del Concorso Internazionale di Adria, è stato vincitore della Sesta edizione del Concorso “A. Lazzari” di Genova e primo premio assoluto alla rassegna di musica da camera “D. Carovita”. Artista eclettico ha al suo attivo anche esperienze nell’operetta, nella musica contemporanea, con la prima assoluta de La Victoire de Notre Dame di Angius, la prima italiana di Gesualdo, considered as a murder di Francesconi e 8 songs for a mad King di Peter Maxwell Davis, nella prosa e nella regia. È componente stabile del Divertimento Ensemble di Milano, del Notschibikitschi Ensemble e del Gruppo Erlebnis col quale ha eseguito, tra l’altro, Das Lied von der Erde di Mahler e inciso per la Radio Svizzera Italiana la Serenata op. 24 di Schönberg. Nelle ultime stagioni si è esibito a Torino, al Teatro Comunale di Bologna, all’Opéra Comique a Parigi e al Teatro Valli di Reggio Emilia, al Teatro dell’Opera di Roma.Tra gli impegni più recenti ricordiamo: L’equivoco stravagante di Rossini al Festival di Strasburgo (diretto da Alberto Zedda), il Barbiere di Siviglia con la direzione di Giuliano Carella, La bohème a Catania e Tokyo (diretta da Donato Renzetti) e, sempre a Catania, Il Prigioniero di Dallapiccola (diretto da Zoltán Peskó).


PER INFORMAZIONI:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725 / 02.88464748
c.mitoinformazioni@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it
App MITO SettembreMusica a Milano per iPhone e iPod-Touch disponibile su http://itunes.apple.com/it/app/id438402161
Comunicato Stampa

La quinta edizione di

MITO SettembreMusica a Milano



· Dal 3 al 22 settembre il Festival torna a Milano e Torino

· Oltre 30.000 i biglietti già venduti a Milano

· Concerto di inaugurazione a Torino il 3 settembre, all’Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto e a Milano il 4 settembre al Teatro alla Scala



Gli appuntamenti dei primi giorni a Milano

Milano, 30 agosto 2011 - La quinta edizione del Festival MITO SettembreMusica inaugura a Milano domenica 4 settembre (dopo l’inaugurazione di Torino il 3 settembre) con un grande concerto al Teatro alla Scala che ha registrato fin dall’apertura delle vendite il tutto esaurito e che vede protagonisti la Filarmonica della Scala e Daniel Barenboim nella duplice veste di direttore e pianista. In programma, la Sinfonia dall’opera "Semiramide" di Gioachino Rossini, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 26 in re maggiore K. 537 "Incoronazione" di Wolfgang Amadeus Mozart e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica” di Ludwig van Beethoven. Attorno al concerto di apertura, MITO propone quest’anno un ampio progetto Educational: Per la prima volta, il Festival riserva esclusivamente ai giovani fino a 26 anni l’opportunità di assistere alle prove del concerto, il 4 settembre alle ore 11 al Teatro alla Scala, mettendo a disposizione biglietti per tutti i settori al prezzo simbolico di 3 euro. Un’occasione unica per vedere al lavoro il grande maestro, da sempre impegnato nella divulgazione della cultura musicale. Il giorno precedente, sabato 3 settembre alle ore 18, il pubblico ha la possibilità di conoscere il maestro e di conversare con lui, in occasione dell’incontro Impariamo ad ascoltare nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, a ingresso gratuito. Incontro e concerto serale di inaugurazione possono essere seguiti anche in live streaming sul sito www.mitosettembremusica.it.



Ampio spazio nel cartellone è riservato alla ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, celebrati dal Festival MITO con un vasto progetto di concerti, dalla musica popolare a quella contemporanea. Con la London Sinfonietta, il 5 settembre al Teatro Dal Verme, parte un ciclo di tre appuntamenti che vede protagonisti 13 compositori italiani e stranieri, cui il Festival MITO ha commissionato altrettante composizioni ispirate all’Italia. Il programma del concerto prevede l’esecuzione in prima assoluta dei brani di Louis Andriessen, Harrison Birtwistle, Matteo Franceschini e Fabio Vacchi.

Il Festival prosegue poi fino al 22 settembre con una vasta offerta di musica classica, jazz, pop, rock ed etnica, secondo il programma disponibile sul sito www.mitosettembremusica.it. Anche quest’anno MITO SettembreMusica pone grande attenzione alla diffusione della musica nei luoghi più diversi, con 69 sedi distribuite su tutto il territorio milanese, dal centro alle periferie, a testimonianza della politica di valorizzazione degli spazi urbani, anche al di fuori delle canoniche sedi da concerto.

Non mancano gli appuntamenti tematici, come il ciclo di concerti pianistici, interpretati da giovani talenti, dedicati a Franz Liszt nel bicentenario della nascita, che prende il via il 5 settembre al Teatro Filodrammatici (e non al Teatro Litta come inizialmente previsto). Il primo concerto è affidato a Gianluca Cascioli, affermato pianista di fama internazionale, seguito da André Gallo e Chiara Opalio, il 6 e 7 settembre, e da Roberto Cominati, Roberto Giordano e Alberto Nosè il 12, 13 e 14 settembre, grandi vincitori di concorsi internazionali.

Il 6 e 7 settembre al Conservatorio di Milano un grande ritorno dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov. Dalla Russia con amore è il titolo del programma che raccoglie in quattro concerti, due a Milano e due a Torino, i capolavori che Čaikovskij, Rachmaninov, Prokof’ev e Stravinsky hanno scritto ispirandosi all’Italia. Sempre il 7 settembre, al Piccolo Teatro Grassi alle ore 17.00, le influenze italiane nella musica degli autori russi risuonano nelle note del pianista Boris Petrushansky e dello Xenia Ensemble.

Il 5 settembre vede il ritorno sul palco del Piccolo Teatro Strehler di una grande artista: Ornella Vanoni, assieme a Peppe Servillo, interpreta Le canzoni della mala. Un doppio percorso musicale inedito, che vede protagoniste da un lato le canzoni della mala “inventate” da Giorgio Strehler per Ornella Vanoni stessa, tra cui la celeberrima Ma Mi, dall’altro le canzoni della mala napoletana interpretate da Peppe Servillo. Due lingue a confronto, due mondi che si intrecciano in un percorso parallelo alla scoperta della canzone dialettale e di un’epoca passata sempre attuale.

Conoscere la musica italiana significa anche riscoprire le sue radici e l’importante patrimonio culturale, ricco di storia e di contaminazioni. In questa prospettiva MITO SettembreMusica, per il particolare anniversario tricolore, propone una serie di concerti di musica popolare. Spetta a Franca Masu, la “voce catalana di Sardegna”, l’apertura di un ciclo di appuntamenti che esplorano la tradizione italiana, soffermandosi sulla cultura regionale. Nello spettacolo Azulejos, il 6 settembre al Teatro Martinitt, la Masu guida alla scoperta della musica di Alghero, fortemente influenzata dal suo dialetto di origine catalana, con un nuovo approccio jazz e una forte sensibilità femminile. Seguono, il 13 e il 20 settembre, i concerti del Canzoniere Grecanico Salentino e degli Yo Yo Mundi.

Il gruppo neozelandese The Naked And Famous, per la prima volta in Italia, il 7 settembre al Circolo Magnolia, inaugura i concerti pop-rock del Festival MITO SettembreMusica. Dalla pubblicazione dell’album d’esordio Passive me, Aggressive You, la band di Auckland si è imposta come una delle più interessanti realtà indie-rock internazionali. Per venire incontro alle numerose richieste del pubblico, il concerto, che ha riscosso grande interesse subito dopo l’apertura delle vendite dei biglietti, è stato spostato in una sede con una capienza maggiore rispetto a quella prevista inizialmente.

Numerosi sono gli appuntamenti del Festival con le grandi orchestre internazionali. L’8 settembre alle ore 21.00 al Conservatorio di Milano, Sala Verdi, la Baltic Youth Philharmonic diretta da Kristjan Jarvi avvicina con The Baltic Voyage le due coste opposte del Mar Baltico, unendo stili ed epoche musicali diversi sotto il proprio motto “musica senza confini”. L’orchestra, per la prima volta a Milano, esplora le composizioni di autori originari dei dieci paesi da cui provengono i suoi giovani musicisti: 100 esecutori di età compresa tra i 19 e i 30 anni, selezionati dai Conservatori di Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Russia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Germania.

A seguire, il 9 settembre al Teatro degli Arcimboldi, il pianista turco Fazil Say si esibisce in quattro concerti per pianoforte accompagnato dalla Prague Philharmonia diretta da Jan Latham-Koenig. Gustav Mahler, nel centenario della morte, e Franz Liszt, nel bicentenario della nascita, sono invece i protagonisti dei programmi eseguiti dalla Israel Philharmonic Orchestra diretta da Zubin Mehta, il 13 settembre al Teatro degli Arcimboldi, e dalla Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer, il 19 settembre al Conservatorio di Milano.

Anche quest’anno la musica torna in fabbrica. Venerdì 9 settembre alle ore 21.00 Luca Pfaff dirige l’Orchestra I Pomeriggi Musicali in un grande concerto all’interno del Polo Industriale Pirelli a Settimo Torinese. Per poter assistere al concerto e vivere l’insolita esperienza di vedere una fabbrica a ciclo continuo trasformarsi in un suggestivo palcoscenico, il Festival MITO offre la possibilità di raggiungere il Polo Industriale Pirelli di Settimo Torinese con una navetta gratuita, prenotabile in Biglietteria al numero 02.88464748.

Giovedì 8 settembre, MITO SettembeMusica anima Vogue Fashion’s Night Out, con quattro concerti in piazza Cadorna e in piazza San Fedele, realizzati col contributo di Trenord. Ancora una volta il mondo della moda incontra la musica, un connubio perfetto che vede protagoniste la fantasia e la creatività, per una trascinante serata all’insegna dello stile e della qualità.





Per i più piccoli

Nei due weekend del Festival, sabato e domenica pomeriggio, MITO SettembreMusica propone concerti e spettacoli per bambini e ragazzi, nell’ambito del progetto Educational. Il 10 settembre al Teatro San Babila di Milano va in scena Musikanten, una fiaba musicale ispirata a I musicanti di Brema. Il ciclo pensato per i più piccoli prosegue l’11 settembre nella Sala Puccini del Conservatorio di Milano con Ninnenanne e Tarantelle. Nel weekend successivo, il 17 settembre al Teatro Sala Fontana, il piccolo Mozart è alle prese con una nonna poco amante della musica in La nonna di Mozart. Domenica 18 settembre al Teatro Leonardo da Vinci i piccoli spettatori possono assistere alla divertente commedia musicale Cuoche alla riscossa!. Tutti gli spettacoli sono ideati per bambini a partire da 5 anni.

MITO incontra l’Africa in Galleria

Mercoledì 31 agosto, dalle ore 16.30 in Galleria presso la Biglietteria MITO di Milano all’Urban Center, MITO SettembreMusica, anticipando i tre concerti dell’African Day, in programma il 14 settembre al Teatro Manzoni, organizza Incontro con l’Africa, con musiche, danze e percussioni dal continente nero che accompagnano la degustazione gratuita di prodotti equosolidali tipici.



La Grande Festa di Chiusura di Milano, 22 settembre all’Hangar Bicocca

MITO SettembreMusica chiude la sua quinta edizione e saluta il pubblico con la Grande Festa di Chiusura, giovedì 22 settembre alle ore 22. Per l’ultima notte di MITO, Soul Kanaval in Haiti porta nell’Hangar Bicocca lo spirito e l’atmosfera del carnevale di strada di Haiti, paese cui il Festival quest’anno dedica il ciclo di appuntamenti tematici con il suo Focus Sentire Haiti. Una serata che farà rivivere in chiave moderna l’antico spirito afro-caraibico, con i dj set di Jazzanova e J-Wow dei Buraka Som Sistema e con le incursioni di dieci performer che coinvolgeranno il pubblico in danze e coreografie dai ritmi trascinanti.



PER INFORMAZIONI E VENDITA BIGLIETTI:

Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.88464725 / 02.88464748

c.mitoinformazioni@comune.milano.it

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10123 Torino
+ 39 011 4424703
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+ 39 02 88464725
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Concerti già esauriti a Milano
4 settembre, ore 21.00, Teatro alla Scala
Concerto di inaugurazione
Filarmonica della Scala
Daniel Barenboim, direttore
6 settembre, ore 21.00, Conservatorio di Milano, Sala Verdi
Dalla Russia con amore.
Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo
Yuri Temirkanov, direttore
Nikolai Lugansky, pianoforte
(sono ancora disponibili biglietti per il concerto
dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo il 7 settembre)
9 settembre, ore 22.00, Blue Note di Milano
Michele Di Toro, Solo, Duet & Trio
Michele Di Toro, pianoforte
Davide Laura, violino
Attilio Zanchi, contrabbasso
12 settembre, ore 21.00, Piccolo Teatro Studio
Hamid Drake & Bindu “Reggaeology”, Reggaeology
15 settembre, ore 22.00, Teatro Out Off
Ólafur Arnalds
16 settembre, ore 21.00, Basilica di Santa Maria delle Grazie
Orchestra da Camera Italiana
Salvatore Accardo, violino e direttore
21 settembre, ore 21.00, Blue Note
Stacey Kent
(sono ancora disponibili biglietti per il secondo spettacolo delle 23.00)
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MITO multimediale
La multimedialità nella comunicazione è una delle caratteristiche sulla quale il
Festival MITO SettembreMusica investe fin dalla prima edizione. Attraverso una
piattaforma integrata di supporti offre al pubblico molteplici possibilità di
raggiungere il Festival e di condividere i suoi appuntamenti in diverse forme.
Quest’anno, grazie al supporto tecnologico di Telecom Italia, sarà ancora più
intenso il contatto di MITO SettembreMusica con il pubblico, con aggiornamenti
continui e caricamenti di immagini live in esclusiva dai backstage e dalle diverse
sedi dei concerti.
Live streaming
Per la prima volta il Festival MITO sarà presente con un live streaming dal
concerto di inaugurazione di Milano e trasmetterà l’incontro Educational con
Daniel Barenboim del giorno precedente, ad esso collegato. Nei giorni del Festival
saranno poi tanti gli eventi trasmessi sul sito www.mitosettembremusica.it, dagli
appuntamenti di musica da camera del ciclo Liszt a quelli della contemporanea e
della rassegna dedicata a Haiti, fino al grande concerto della Filarmonica ‘900 con
le prime assolute di brani commissionati dal Festival MITO.
Video e foto gallery sul sito del Festival
Nella sezione Multimedia del sito saranno a disposizione del pubblico clip video
con le impressioni raccolte durante i concerti e brevi interviste agli artisti. Una
galleria fotografica documenterà tutti gli eventi, dalla mattina alla sera, dal concerto
al backstage, e farà rivivere i momenti più intensi di tre settimane di musica.
MITO Tg
La web tv del Festival trasmetterà il MITO Tg, in collegamento da Torino o
Milano, sempre alle ore 14.30, per accompagnare il pubblico attraverso l’intenso
cartellone di MITO SettembreMusica, con news dai concerti, approfondimenti e
suggerimenti, aggiornamenti sul programma e filmati dagli eventi.
Podcast
Nella sezione podcast del sito sarà possibile ascoltare quotidianamente la
presentazione dei concerti di Milano e Torino, con il direttore artistico Enzo
Restagno che approfondisce giorno per giorno il programma del Festival e
suggerisce al pubblico gli appuntamenti da non perdere nelle due città. Grazie alla
collaborazione con i media partner del Festival, sarà possibile ascoltare inoltre le
interviste radiofoniche ad artisti e musicisti presenti a MITO SettembreMusica.
Dirette radiofoniche
All’interno del programma Radio 3 Suite, su Rai Radio 3, saranno trasmessi in
diretta radiofonica alcuni degli appuntamenti più importanti del Festival. Si inizia il
4 settembre, con una presenza durante il concerto di inaugurazione con la
Filarmonica della Scala guidata da Daniel Barenboim. Il 12 settembre, Radio 3
Suite si collegherà con il Festival alle ore 20, per il colloquio con i compositori cui
sono state commissionate importanti opere in occasione dei 150 anni dell’Unità
d’Italia e la successiva trasmissione del concerto in diretta dall’Auditorium
Fondazione Cariplo di Milano. Il 13 settembre Radio 3 sarà nuovamente a Milano,
per il concerto della Israel Philharmonic Orchestra diretta da Zubin Mehta, che
eseguirà un programma dedicato a Gustav Mahler e Franz Liszt.
Applicazione MITO per iPhone e iPodTouch
Per il primo anno il Festival MITO SettembreMusica mette a disposizione
un’applicazione gratuita scaricabile dall’Apple Store e utilizzabile su iPhone e
iPod-Touch. L’applicazione permette di avere informazioni sugli eventi del Festival
MITO SettembreMusica che si svolgono a Milano, attraverso una guida digitale
interattiva. È quindi ancora più facile restare sempre in contatto con il Festival a
Milano, rimanere aggiornati in tempo reale con news, esplorare gli appuntamenti,
creare il proprio calendario personalizzato registrando gli appuntamenti preferiti,
consultare le informazioni di servizio e scoprire i concerti vicini alla propria
postazione grazie alla mappa geolocalizzata e interattiva, ricevere aggiornamenti
automatici e visualizzare i contenuti testuali anche in assenza di rete.
L’applicazione MITO SettembreMusica è disponibile in italiano e in inglese ed è
scaricabile dal link http://itunes.apple.com/it/app/id438402161
Concerti ed eventi trasmessi in live streaming sul sito del Festival
3 settembre Università degli Studi di Milano, Aula Magna, ore 18.00
Incontro Educational con Daniel Barenboim
4 settembre, Teatro alla Scala, ore 21.00
Concerto di inaugurazione
Filarmonica della Scala
Daniel Barenboim, direttore
6 settembre Teatro Elfo Puccini – Sala Shakespeare, ore 17
Viaggio in Italia. Nuovo Canzoniere Popolare
Alda Caiello, soprano
Maria Grazia Bellocchio, pianoforte
8 settembre Auditorium San Fedele, ore 21.00
Lorna Windsor, soprano Alfonso Alberti, pianoforte, Quartetto di Cremona
12 settembre Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, ore 21.00
Filarmonica ‘900, Daniel Kawka, direttore
Trio Vocale dell’Ensemble L’arsenale
Bernhard Gärtner, tenore, Francesco Antonioni, presentatore, Tadashi Tajima,
shakuhachi
14 settembre Teatro Manzoni, ore 21.00
African Day. Orchestra National de Barbès
15 settembre Teatro Franco Parenti, ore 21.00
L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi.
La Venexiana, Claudio Cavina, direttore al clavicembalo
19 settembre Teatro Litta, ore 17.00
Sentire Haiti
I bardi nativi
20 settembre Politecnico di Milano, Campus Leonardo, Aula De Donato, ore 16.00
Incontro Educational con Stefano Bollani ed Enrico Rava
22 settembre Sede GRUPPO 24 ORE, Auditorium, ore 17.00
Songs e Folk Songs: da Purcell ai Beatles.
Divertimento Ensemble, Sandro Gorli, direttore
Alda Caiello, soprano
Maurizio Leoni, baritono

MITO SettembreMusica apre ai giovani la prova

del concerto inaugurale al Teatro alla Scala

al prezzo simbolico di 3 euro

Biglietti in vendita dal 25 agosto presso la biglietteria MITO

 

Domenica 4 settembre 2011 ore 11.00 – Teatro alla Scala (via Filodrammatici, 2) – Milano

 

Esclusivamente per giovani fino a 26 anni posti numerati 3 €

 

MITO SettembreMusica è Educational: per la prima volta il Festival apre esclusivamente ai giovani fino a 26 anni, al prezzo simbolico di 3 euro, la prova del concerto di inaugurazione al Teatro alla Scala, il giorno 4 alle ore 11, con la Filarmonica della Scala e Daniel Barenboim nella duplice veste di pianista e direttore. Sempre i giovani, il giorno prima, sabato 3 settembre, avranno la possibilità di conversare con il maestro Daniel Barenboim nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, alle ore 18, ingresso gratuito.

 

Il concerto milanese di inaugurazione ha registrato il tutto esaurito subito dopo l’apertura delle vendite. Grazie alla disponibilità del maestro e dell’orchestra, MITO SettembreMusica ha deciso di aprire anche la prova, solitamente a porte chiuse, dedicandola ai tanti giovani che non hanno trovato posto per il concerto serale o che non hanno mai avuto modo di entrare al Teatro alla Scala.

La prova aperta, con inizio alle ore 11, offre quindi l’opportunità di assistere a una vera sessione di lavoro di una grande orchestra sinfonica. Un’occasione unica per seguire e conoscere da vicino un musicista di fama internazionale come Daniel Barenboim, da sempre impegnato nella divulgazione al vasto pubblico della musica classica, e seguire il lavoro dei musicisti sotto la sua guida. Per favorire la partecipazione dei giovani, nell’ambito del progetto Educational, il Festival MITO offre ai ragazzi fino ai 26 anni di età l’ingresso a soli 3 Euro in tutti i settori.

Il programma del concerto inaugurale - lo stesso della prova aperta - prevede di Gioachino Rossini la Sinfonia dall’opera "Semiramide", di Wolfgang Amadeus Mozart il Concerto per pianoforte e orchestra n. 26 in re maggiore K. 537 "Incoronazione" e di Ludwig van Beethoven la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”.

L’iniziativa della prova aperta per gli under 26 si inserisce nel vasto progetto di divulgazione musicale che si sviluppa intorno al concerto inaugurale e che rispecchia la vocazione che il Festival MITO ha da sempre nel favorire l’approccio dei giovani alla musica classica. Si inizia già sabato 3 settembre con l’incontro Educational con Daniel Barenboim, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano (ore 18, ingresso gratuito, in live streaming sul sito di MITO). Dopo la prova aperta del mattino, inoltre, tutti potranno seguire il concerto serale in diretta video - www.mitosettembremusica.it - o in diretta radiofonica su Rai Radio3, all’interno del programma Radio Tre Suite.

 

I biglietti per assistere alla prova saranno in vendita da giovedì 25 agosto, a partire dalle dalle 10.30, presso la biglietteria MITO all’Urban Center (Galleria Vittorio Emanuele 11/12, tel. 02.88464725), sul sito del Festival www.mitosettembremusica.it, nel circuito Vivaticket (www.vivaticket.it; tel. 899.666.805 - servizio a pagamento) e un’ora prima dell’inizio della prova, nella biglietteria del Teatro alla Scala in via Filodrammatici.

 

 

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App MITO SettembreMusica a Milano per iPhone e iPod-Touch disponibile su http://itunes.apple.com/it/app/id438402161

ComStampa MITO SettembreMusica - cambio sede del ciclo pianistico dedicato a Franz Liszt

COMUNICATO STAMPA



Il ciclo di concerti pianistici di MITO Caro Liszt, altri 200 di questi anni cambia sede: dal Teatro Litta al Teatro Filodrammatici di Milano

Il ciclo di concerti pianistici Caro Liszt, altri 200 di questi anni, per motivi tecnici indipendenti dal Festival MITO SettembreMusica, cambia sede: non si svolgerà più al Teatro Litta di Milano, come previsto, ma al Teatro Filodrammatici, in via Filodrammatici 1 - Milano. I programmi dei concerti del 5, 6, 7, 12, 13 e 14 settembre, rispettivamente con Gianluca Cascioli, André Gallo, Chiara Opalio, Roberto Cominati, Roberto Giordano e Alberto Nosè, restano invariati e si svolgeranno sempre alle ore 18.00, al Teatro Filodrammatici.


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orario: 10.30-18.30 lunedì - venerdì
MITOFringe – il programma di mercoledì 29 giugno 2011

Aperitivo a ritmo gipsy sui Navigli: al vicolo dei Lavandai MITOFringe porta le chitarre dei Djangomania

MITOFringe prosegue con i suoi concerti gratuiti in giro per la città. Alle 19.00, sull’Alzaia Naviglio Grande – angolo vicolo privato Lavandai, i Djangomania propongono uno spettacolo vivace ed energico, con i suoni gipsy dei brani più conosciuti del grande chitarrista di origine tzigana Django Reinhardt e del suo quintetto ‘Hot Club De France’. Il gruppo si distingue per le caratteristiche chitarre impiegate, copie della famosa Selmer-Maccaferri che ha reso celebre il grande chitarrista manouche.



Mercoledì 29 giugno



ore 19.00 Alzaia Naviglio Grande – angolo vicolo privato Lavandai

Djangomania (Gipsy jazz)

Il trio, formato da Andrea Rotoli e Claudio Pietrucci alle chitarre e Daniele Petrosillo al contrabbasso, ripropone - oltre ai brani più conosciuti del grande chitarrista di origine tzigana Django Reinhardt e del suo quintetto ‘Hot Club De France’ - anche i classici del repertorio manouche, portati al successo da chitarristi quali Bireli Lagrene, Stochelo Rosemberg, Angelo Debarre e Dorado Smith. Particolare attenzione è data agli strumenti, rigorosamente acustici, che vengono utilizzati dai Djangomania. Le chitarre impiegate dai musicisti, infatti, sono copie della famosa Selmer-Maccaferri che Django Reinhardt portò alla ribalta e che contribuì al successo del chitarrista manouche. Il trio propone uno spettacolo originale, con un sound preciso, vivo ed energico, nel rispetto della tradizione.

In collaborazione con Associazione Amici dei Navigli e Navigli Lombardi s.c.a.r.l.
Comunicato Stampa

MITOFringe – il programma di sabato 25 giugno 2011

MITOFringe trasforma la metro in un set di Tarantino con la musica dei Pulp Project. Intanto, apre la vendita dei Pass per il Festival MITO SettembreMusica

Continuano gli appuntamenti di MITOFringe, con concerti gratuiti in giro per la città. Alle 16.00, alla Stazione MM Duomo, è protagonista la musica dei Pulp Project, power trio che porta all’attenzione del pubblico le scelte musicali del regista Quentin Tarantino. L’esibizione del gruppo, dinamica e immediata, si basa sul genere rock-blues/surf rock e comprende brani originali e cover, con numerosi spunti improvvisativi. In occasione dell’inizio della vendita dei Pass per il Festival MITO SettembreMusica – i miniabbonamenti legati a diversi filoni tematici del Festival, disponibili in diverse formule e acquistabili anche online su www.mitosettembremusica.it  e www.vivaticket.it  – la biglietteria MITO (Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele 11/12) resta aperta straordinariamente dalle 10.30 alle 18.30.

Sabato 25 giugno



ore 16.00 Stazione MM Duomo

Pulp Project (Rock funk)

Il power trio, composto da Ermanno Fabbri alla chitarra e alla voce, Dario Bucca al basso elettrico e alla voce e da Riccardo Preda alla batteria, nasce con l'obiettivo di portare all'attenzione del pubblico le scelte musicali del regista Quentin Tarantino. La selezione dei brani è a 360 gradi, mantenendo come minimo comun denominatore il genere rock-blues/surf rock. I Pulp Project propongono nel loro programma anche composizioni non presenti nelle colonne sonore del regista, in accordo con il concetto ‘pulp’, leitmotiv dello spettacolo. La band alterna brani originali a cover, amalgamando l'esecuzione con numerosi spunti improvvisativi che rendono l’esibizione dinamica e immediata.

In collaborazione con ATM.

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MITOFringe – il programma di giovedì 23 giugno 2011

Quando la fotografia incontra la musica: MITOFringe porta allo Spazio Forma il Nahim Duo per un omaggio al grande Nino Rota

MITOFringe prosegue la sua avventura portando concerti gratuiti di artisti emergenti ed ensemble già affermati in giro per la città. Oggi la musica è in scena alla Fondazione Forma per la Fotografia, dove si esibisce il Nahim Duo, in un omaggio a Nino Rota. A partire dalle 19.00 – in concomitanza con l’inaugurazione della mostra Milano. Un minuto prima - il gruppo esegue musiche da film, in occasione del centenario della nascita del grande compositore di colonne sonore.


Giovedì 23 giugno



ore 19.00 Fondazione Forma per la Fotografia

Nahim Duo (Musica da film)

Inaugurazione della mostra Milano. Un minuto prima

Il duo è costituito da Dora Scapolatempore all’arpa e da Alessio Migliorati al flauto. Propongono un repertorio di Nino Rota, in occasione del centenario della nascita del grande compositore di celebri colonne sonore.

In collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia.

Comunicato Stampa

MITOFringe – il programma di venerdì 24 giugno 2011

Dai Beatles ai Led Zeppelin: a MITOFringe la metro suona rock con i Mojo Filter. Alle Colonne di San Lorenzo classica a tutto fiato con SaXTet!

Continuano gli appuntamenti gratuiti di MITOFringe in giro per la città, con un pomeriggio tra rock e classica. Alle 16.00, alla Stazione MM Duomo, si esibisce la rock band Mojo Filter, proponendo un suono dall’evidente matrice anni ‘60 e ‘70, con musiche in bilico fra psichedelia e rimandi a Beatles, Rolling Stones e Led Zeppelin. Alle 18.30, alle Colonne di San Lorenzo, appuntamento con ‘SaXTeT! Sestetto di Fiati di Milano’, vincitore del ‘Premio Ferrero’ come miglior ensemble di fiati. Si esibisce in un percorso musicale fra tradizione e futuro delle composizioni per sax.


Venerdì 24 giugno



ore 16.00 MM Duomo

Mojo Filter (Rock)

Dopo una serie di più di cinquanta concerti dalla pubblicazione del disco The Spell nel 2010 la band capitanata da Alessandro Battistini, voce e chitarra solista, con Daniele Togni al basso, Jennifer Longo alla batteria e Carlo Lancini alle chitarre, propone a MITOFringe il proprio suono rock dall’evidente matrice 60s e 70s. Le canzoni autografe - tutte rigorosamente in inglese - sono in bilico fra psichedelia e rimandi a Beatles, Rolling Stones e Led Zeppelin, ma anche affini ai più recenti Beady Eye e Black Crowes. Il gruppo propone anche - in versione unplugged - alcuni estratti del disco attualmente in lavorazione Mrs Love Revolution. In collaborazione con ATM



ore 18.30 Colonne di San Lorenzo

SaXTeT! Sestetto di fiati (Classica)

‘Premio Ferrero’ come miglior ensemble di fiati, il sestetto è composto da Sergio Bonetti al flauto, Elisabetta Ruffo all’oboe, Alba Circosta Garcia al clarinetto, Federico Mauri al corno, Lorenzo Contaldo al fagotto e da Andrea Mocci al saxofono. Recentemente costituito, il ‘SaXTeT! Sestetto di Fiati di Milano’, si propone di esplorare la tradizione di questo tipo di formazione, che vede la luce per la prima volta al Conservatoire de Dijon nel 1962, quando il sassofonista Jean-Marie Londeix e i suoi colleghi di flauto, oboe, clarinetto, corno e fagotto decidono di sposare il saxofono con una delle più tradizionali formazioni cameristiche, ovvero il quintetto di fiati. Al sestetto non manca uno sguardo verso il futuro, attraverso la commissione di nuove composizioni per ensemble di fiati. In collaborazione con Conservatorio di Milano

Comunicato Stampa

MITOFringe – il programma di giovedì 16 giugno 2011

Dai ritmi gipsy dei Train de Vie allo IULM al duo Colardo-Conte in Feltrinelli, passando per il jazz della Flight Band in piazza Santa Giustina ad Affori: a MITOFringe la musica risuona dove non te lo aspetti

Una giornata intensa per MITOFringe. La rassegna prosegue portando gratuitamente il suono di giovani artisti ed ensemble già affermati in giro per la città. Tre diverse location sono coinvolte nella programmazione odierna. Alle 18.30, al Caffè Letterario dell’Università IULM, in scena il quartetto Train de vie con il suo gipsy jazz, che trae ispirazione dall’omonimo film di Radu Mihăileanu. Sempre alle 18.30, alla Feltrinelli di piazza Piemonte l’appuntamento è con la classica del duo Luca Colardo – Sandra Conte, violoncello e pianoforte. Alle 21.00, in piazza Santa Giustina ad Affori, è protagonista il jazz della Flight Band ispirato a Charles Mingus.



Giovedì 16 giugno

ore 18.30 Università IULM - Caffè Letterario

Train de Vie (Gipsy jazz)

Il quintetto è composto Stefano Montaldo al violino, Maurizio Signorino al sax, Alessandro Giulini alla fisarmonica, Manuel Consigli alla chitarra e da Valerio Della Fonte al contrabbasso. Col proprio nome omaggia l’omonimo film di Radu Mihăileanu sulla possibilità della convivenza pacifica e l’assurdità delle guerre e delle intolleranze. Nato da un’idea del chitarrista Manuel Consigli per approfondire il repertorio di Django Reinhardt e della tradizione zingara, rivela straordinarie potenzialità timbriche e una grande forza comunicativa. Il gypsy jazz è solo il punto di partenza: nel repertorio del gruppo si affacciano anche numerose composizioni originali ispirate dalle suggestioni del Waltz Musette parigino, del Choro brasiliano, della dirompente spiritualità di John Coltrane, della fluidità melodica di Scott La Faro e della passione di Astor Piazzolla. Melodie affascinanti e ritmi coinvolgenti che catturano l’ascoltatore. I musicisti che formano l’ensemble, con lunga esperienza professionale nella musica jazz, classica e leggera, sono tutti docenti della scuola dell’associazione culturale Musica Aperta. In collaborazione con Associazione Culturale Musicaperta, Università IULM



ore 18.30 Feltrinelli Libri e Musica - piazza Piemonte

Luca Colardo, violoncello / Sandra Conte, pianoforte (Classica)

Nel 2010 hanno vinto il “Premio Roncati” per duo cameristico organizzato dal Conservatorio di Milano. Insieme hanno partecipato a numerose rassegne concertistiche come “Bicentenario, Sala Verdi” e “La Triennale”. Sandra Conte si è diplomata a pieni voti presso il conservatorio “Tartini” di Trieste nel 1990 sotto la guida di Luciano Gante e nel 2007 ha conseguito il diploma di secondo livello in pianoforte a indirizzo concertistico presso il Conservatorio "G.Verdi” di Milano. Ha preso parte a diversi concorsi internazionali, tra cui il “Ginette Gaubert” di Parigi, dove si è aggiudicata il secondo premio. Ha suonato per enti prestigiosi quali Gli Amici del Loggione del Teatro alla Scala e la Scuola Normale di Pisa. Luca Colardo ha studiato con il M° Marco Scano presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano, diplomandosi nel 2009 con il massimo dei voti. Nel 2004 ha vinto il primo premio al Concorso Nazionale di Vittorio Veneto e, a marzo 2011, il “Premio Nazionale delle Arti” per la sezione strumenti ad arco. Eseguono la Sonata in la maggiore di C. Franck, la Sonata per pf e vc in fa maggiore Op.99 di J. Brahms. In collaborazione con Conservatorio di Milano e Feltrinelli.



ore 21.00 Affori / piazza Santa Giustina

Universo Mingus – Flight Band (Jazz)

Una realtà musicale e culturale attiva a San Donato Milanese che si propone di suonare e diffondere il jazz, oltre alla musica e alla cultura afro-americana. Il concerto è dedicato a uno dei più grandi jazzisti di sempre, Charles Mingus. L’esecuzione delle sue musiche si alterna a brevi letture di episodi liberamente tratti dalla sua autobiografia intitolata “Peggio di un bastardo” e dal libro della sua ultima moglie, dal titolo “Tonight at noon”. L’organico dell’orchestra è di 15 musicisti diretti da Biagio Coppa, e l’esecuzione si basa sulla tecnica della “Painting Conduction”, cioè una sorta di conduzione con le mani e col corpo in cui a un gesto del maestro corrispondono precisi comandi che creano un flusso di musica in continuo fluire.

Le tematiche affrontate sono quelle tipiche degli anni Cinquanta e Sessanta: razzismo, lotta ai diritti civili, rapporto tra discografici e artisti, alcool e droga, pazzia, mentre l’orchestra cerca di illustrare musicalmente il modo di esecuzione di Mingus attraverso le riproduzione in forma attuale dei suoi “Workshop”. Il progetto “Mingus” ha portato alla realizzazione del CD “Mingus Uni & Versus”, per l’etichetta Philology. Si tratta di una rivisitazione di celebri brani del grande contrabbassista e compositore americano che, partendo dallo spunto melodico dei temi originali, propone riorchestrazioni e sovrapposizioni ritmiche che intersecano - anche con l’utilizzo del dinamismo del sound painting - i colori della musica afro-americana con i generi funky, latin jazz e rock. In collaborazione con Unione Confcommercio Milano.



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MITOFringe – il programma di sabato 11 giugno 2011

MITOFringe suona pop con i Chordaria , r’n’b con il Preaching Mama Quintet e rock con i Legshakers

La programmazione di MITOFringe prosegue con un’esplorazione di generi musicali. Concerti rigorosamente gratuiti anche oggi, a partire dalle 13.00 in piazza Mercanti, dove suonano i Chordaria, per un vero e proprio fusion acustico. Alle 16.00, alla Stazione MM Duomo, i successi r’n’b degli anni Duemila sono proposti dal Preaching Mama Quintet, con brani da Alicia Keys a Amy Winehouse, da Rihanna a Mary J Blide. Alle 18.00, in piazza Mercanti, chiudono i Legshakers con un’energica esibizione rock.



Sabato 11 giugno



ore 13.00 piazza Mercanti

Chordaria (Pop)

Da un'iniziativa di Gaetano Di Caprio, chitarrista solista e autore della quasi totalità delle musiche, il progetto nasce nel 2007 e raccoglie dentro di sé diversi linguaggi. La musica dei Chordaria attraversa diverse sonorità provenienti da più ambiti, con contaminazioni dalla classica, dal jazz, dalla musica latina e dalla fusion, mantenendo come tratto distintivo la melodia mediterranea. Oltre a Gaetano Di Caprio alla chitarra classica, nella formazione Ruslan Pashynskyi al sax e ai flauti, Daniele Camera alla chitarra acustica, Umberto Cariota al basso e Cesare Patrelli alla batteria. In collaborazione con Unione Confcommercio Milano



La formazione Chordaria nasce nel 2007 da un'iniziativa di Gaetano Di Caprio, chitarrista solista e autore della quasi totalità delle musiche che costituiscono il repertorio del gruppo.
L'impronta musicale di questo progetto è molto originale: raccogliendo dentro di sè svariati linguaggi, attraversa sonorità provenienti dalla musica classica, dal jazz, dalla musica latina e dalla fusion mantenendo come caratteristica tipica la cantabilità melodica mediterranea e il suo affascinante profumo di... (visualizza altro)ore 16.00 Stazione MM Duomo

Preaching Mama Quintet (R’n’b)

Forti di un background jazz, da Duke Ellington a Count Basie e Fats Waller, propongono musica soul e r’n’b degli anni Duemila, suonata con strumenti acustici e con l’ausilio dell’elettronica. Nelle loro performance, le doti vocali dell’interprete sono valorizzate al massimo. Propongono brani di Alicia Keys, Amy Winehouse, Rihanna e Mary J Blide. I Preaching Mama Quintet sono Elena Bozzon, voce e kaoss pad, Francesco Tolomio alla chitarra, Federico Donadoni al contrabbasso, Angelo Brezza alla batteria e Ugo De Crescenzo, elettronica e alle tastiere. In collaborazione con ATM e CEMM - Scuola di Musica

ore 18.00 piazza Mercanti

Legshakers (Rock)

Grinta e puro rock per questa band fiorentina che sul palco trasmette un’esplosione di energia. Nata nel 2009, è formata da Tommaso Sorrentino alla batteria, Edoardo Ferragamo e Andrea Cagnola alle chitarre e Nicolò Pani al basso. I Legshakers suonano musica che va dal rock più duro al funk, con voci graffianti e chitarre spesso distorte. Finalisti all’Emergenza Rock Festival 2011. In collaborazione con Unione Confcommercio Milano

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MITOFringe – il programma di giovedì 9 giugno 2011

A MITOFringe il jazz come non lo avete mai sentito. Dai suoni washboard dei Dixie Serenade all’Università Statale a quelli contemporanei del Black Hole Quartet in piazza Mercanti

MITOFringe continua a portare gratuitamente la musica di giovani artisti ed ensemble affermati in giro per la città. Protagonista indiscusso della giornata è il jazz in tutte le sue sfaccettature. Dai suoni anni Venti in stile “washboard bands” dei Dixie Serenade, in concerto alle 13.00 nel Cortile del ‘700 dell’Università degli Studi di Milano, agli energici arrangiamenti contemporanei del Black Hole Quartet, in programma alle 18.00 in piazza Mercanti.

Giovedì 9 giugno


ore 13.00 Università degli Studi di Milano – via Festa del Perdono 7 - Cortile del ‘700

Dixie Serenade (Jazz)

È un gruppo fondato da alcuni musicisti milanesi che alla fine degli anni Quaranta, ancora adolescenti, si appassionarono al jazz di New Orleans. Al gruppo originario si è aggiunto successivamente Maurizio Signorino, un più giovane e quotato saxofonista jazz che ha apportato un pizzico di modernità pur senza stravolgere il sound originale della formazione, che continua a ispirarsi alle “washboard bands” di un centinaio di anni fa, ovvero a quelle orchestrine che nei primi decenni del Novecento, nel Sud degli Stati Uniti, avevano nel loro organico degli strumenti costruiti dagli stessi musicisti utilizzando oggetti casalinghi come giare, assi da lavare, mastelli capovolti, cucchiai e pettini ricoperti con carta velina. Tali strumenti - assieme a un banjo o a una chitarra - costituivano la sezione ritmica, mentre l’esecuzione della melodia era affidata a un paio di strumenti tradizionali come un clarinetto, una tromba, un violino e, spesso, al canto solista o corale. Dopo circa un secolo, i Dixie Serenade ripropongono i suoni e le atmosfere di queste formazioni “povere” di inizio Novecento. Il loro repertorio, racchiuso nell’album Songs and Sounds of the 1910’s and 20’s, è costituito principalmente da brani di jazz tradizionale in stile dixieland e da canzoni popolari in voga nei primi decenni del Ventesimo secolo in America. La formazione è costituita da Antonio Galmozzi al clarinetto e alla voce, Franco Braghi al banjo, Marco Nozza al basso e al kazoo, Dino Boracchi al washboard e Maurizio Signorino al sax tenore. Nelle esibizioni live il gruppo esegue anche numerosi pezzi di jazz e canzoni composte negli anni Trenta e Quaranta, senza rinunciare allo stile di esecuzione proprio delle “washboard bands” americane. La band ha già suonato per MITOFringe, nell’ambito dell’edizione 2009. In collaborazione con Università degli Studi di Milano



ore 18.00 piazza Mercanti

Black Hole Quartet (Jazz)

Una nuova formazione milanese orientata alla scena più attuale del jazz contemporaneo, costituita da Daniele Cavallanti al sax tenore, Walter Donatiello alla chitarra elettrica, Michelangelo Flammia al basso elettrico e da Tiziano Tononi alla batteria. La loro musica è caratterizzata da un costante interplay circolare tra i musicisti e l’improvvisazione collettiva, mantenuti in una logica di costruzione e decostruzione formale mai completamente predeterminata. La presenza simbiotica di chitarra e basso elettrici, assieme all’ampio set up espressivo nel drumming, conferiscono alla performance live un impulso sonoro di sicura presa e particolare potenza. In collaborazione con CEMM - Scuola di Musica e Unione Confcommercio Milano.

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 MITOFringe – il programma di mercoledì 8 giugno 2011

A MITOFringe la musica è fuori dagli schemi. Dal duo classico Budišová Colombo-Marasco all’originale suono contaminato degli eclettici Mala Hierba. Passando per il pop acustico di La Naia

MITOFringe promette un mercoledì da leoni con un programma ricco di concerti gratuiti in giro per la città. L’onda musicale parte da piazza Mercanti alle 13.00 con il duo Hana Budišová Colombo al flauto traverso e Marco Marasco al pianoforte, travolge via Dante – angolo via Rovello alle 16.00 con il pop di Stefano La Naia per un’esibizione acustica a suon di chitarra, torna in piazza Mercanti alle 18.00 con il coinvolgente folk dei Mala Hierba, un eclettico viaggio sonoro all’insegna dell’originalità e della contaminazione, tra jazz, rock e tango.


Mercoledì 8 giugno

ore 13.00 piazza Mercanti
Hana Budišová Colombo, flauto traverso / Marco Marasco, pianoforte (Classica)
Hana Budišová Colombo si è diplomata brillantemente in flauto presso il Conservatorio di Brno e ha completato i suoi studi presso “The Music Faculty at the Academy of Performing Arts” di Praga. È vincitrice di numerosi concorsi nazionali e nel 1990 ha ricevuto un prestigioso premio dalla fondazione ceca “The Czech Music Fund Fundation” per la migliore interpretazione della Sonata di Bohuslav Martinů. Nel 1996 si è trasferita in Italia e da allora svolge attività concertistica come solista in diverse formazioni da camera e collabora con varie orchestre. Il suo repertorio va dal barocco alla musica contemporanea, con particolare interesse per J.S. Bach, i compositori romantici italiani e i compositori cechi del XX secolo. Si è esibita in diverse rassegne musicali in Italia e ha tenuto numerosi concerti in Repubblica Ceca. È impegnata nel promuovere la musica italiana per flauto in Repubblica Ceca e quella ceca in Italia e collabora con diverse case editrici e testate, tra cui la Radio Nazionale Ceca. In prima assoluta, ha eseguito brani di Arnoldi, Cattaneo, Bárta, Varriale, Matys e Casarini. Fa parte del comitato scientifico del “Laboratorio Jan Novák” presso la Civica Scuola Musicale “Zandonai” di Rovereto e del comitato artistico dell’Associazione “Progetto Mozart” di Fara Gera d’Adda (Bg). Nel 2005 è stata invitata a far parte della prestigiosa Czechoslovak Society of Arts and Sciences, Inc. (Washington – Brno). Da più di vent’anni insegna flauto e musica da camera. Assieme al pianista Marco Marasco esegue una Fantasia su Rigoletto Op. 106 di Giulio Briccialdi, Le Carnaval Russe di Cesare Ciardi, la Sérénade Melancolique Op. 26 di Piotr Ilic Cajkovskij, Variazioni di Otmar Mácha e la Sonata Latino di Mike Mower. In collaborazione con Unione Confcommercio Milano.



ore 16.00 via Dante – angolo via Rovello
Stefano La Naia, chitarra (Pop)
Inizia a suonare la chitarra a soli sei anni e si diploma presso la Scuola Civica di Musica di Sesto San Giovanni, dove studia con il maestro Massimo Encidi. Nel 2003 vince il secondo premio al concorso nazionale per giovani strumentisti organizzato dalla Scuola Civica di Sesto San Giovanni e, dal 2008, si avvicina alla chitarra acustica fingerstyle, sperimentando nuovi ritmi e sonorità. Frequenta master con numerosi artisti della scena nazionale e internazionale come Antoine Dufour, Petteri Sariola e Paolo Sereno, che segue tuttora. Partecipa ad alcuni festival, tra cui il San Benedetto Po Festival nel 2009 e nel 2010 e a MitoFringe nel settembre 2010. In collaborazione con Civica Scuola di Musica “G. Donizetti” di Sesto San Giovanni.


ore 18.00 piazza Mercanti
Mala Hierba (Folk)
Un progetto musicale del chitarrista e compositore Walter Marocchi, accompagnato da Fabrizio Mocata al piano, Carlo Ferrara al basso e da Stefano Lazzari alla batteria. Impollinazioni, il primo album del quartetto, ha riscosso un grande successo di critica, tanto da aggiudicarsi nel 2009 il Premio come Miglior album strumentale italiano al M.E.I. – Meeting delle Etichette Indipendenti. Lo stile dei Mala Hierba non si può definire in una sola accezione: i quattro musicisti provengono dalle più disparate esperienze musicali e propongono un suono originale, all’insegna della contaminazione, con declinazioni dal jazz al rock, dal tango all’etnica. Si vocifera che la loro musica sia in grado di offrire viaggi dalle sponde del Naviglio a quelle del Rio della Plata con fermate in postriboli parigini, bagni turchi, favelas e fumosi jazz-club newyorchesi. Al di là della geografia, Mala Hierba è un esperimento decisamente fuori dagli schemi, che fa della libertà espressiva la propria cifra. In collaborazione con unione Confcommercio Milano.
Comunicato Stampa

MITOFringe – il programma di domenica 12 giugno 2011

In piazza Mercanti MITOFringe lascia il palco agli under 12 per Musica in famiglia, mentre ai Giardini Pubblici di Palestro porta il suono della Civica Orchestra di Fiati

MITOFringe prosegue con i suoi appuntamenti musicali gratuiti in giro per la città. Alle 11.00, al Gazebo dei Giardini Pubblici “Indro Montanelli” – Palestro, è in programma il concerto della storica Civica Orchestra di Fiati, per una mattinata all’insegna del verde e della musica. Il pomeriggio vedrà protagonisti gli under 12 che si sono candidati per suonare assieme ai propri familiari nell’ambito di Musica in famiglia: in piazza Mercanti, a partire dalle 16.00, MITOFringe mette a disposizione palco e strumenti per i più piccoli.

Domenica 12 giugno

ore 11.00 Gazebo dei Giardini Pubblici “Indro Montanelli” – Palestro

Civica Orchestra di Fiati (Banda)

Nata più di 150 anni fa, la Civica Orchestra Fiati del Comune di Milano è legata non solo alla storia e alla tradizione meneghina, ma anche alla cultura musicale italiana. Alla sua direzione si sono avvicendati prestigiosi direttori che hanno contribuito a farla crescere e a portarla a un livello artistico di primo piano in Italia e all’estero. Torna a MITOFringe per il terzo anno consecutivo.



La formazione Chordaria nasce nel 2007 da un'iniziativa di Gaetano Di Caprio, chitarrista solista e autore della quasi totalità delle musiche che costituiscono il repertorio del gruppo.
L'impronta musicale di questo progetto è molto originale: raccogliendo dentro di sè svariati linguaggi, attraversa sonorità provenienti dalla musica classica, dal jazz, dalla musica latina e dalla fusion mantenendo come caratteristica tipica la cantabilità melodica mediterranea e il suo affascinante profumo di... (visualizza altro)ore 16.00 piazza Mercanti

Musica in famiglia (Ragazzi)

Evento dedicato ai musicisti più piccoli: gli under 12 che si sono proposti inviando la loro candidatura hanno la possibilità di esibirsi su un vero palco nel centro di Milano assieme ai propri familiari. Un’occasione per suonare con cugini, genitori, sorelle e fratelli. A partire dalle 16.00 e per tutto il pomeriggio, si esibiscono coppie di piano e violino, piano e flauto, arpa, ma anche set di chitarre acustiche. Un modo per valorizzare il ruolo della musica nella vita e nelle dinamiche familiari, come momento di coesione. L’iniziativa torna a MITOFringe per il secondo anno, dopo il successo della scorsa edizione. In collaborazione con Unione Confcommercio Milano

INFORMAZIONI AL PUBBLICO:

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MITOFringe – il programma di sabato 4 giugno 2011

MITOFringe porta in metro la carica evocativa e la gioia degli spirituals. Una suggestiva pausa musicale con le Cluster Gospel Girls Quintet

MITOFringe, al suo settimo giorno, porta gratuitamente il suono di giovani artisti ed ensemble affermati in giro per la città. Nello spazio della MM Duomo, in una pausa dallo shopping pomeridiano, da non perdere le Cluster Gospel Girls Quintet. A partire dalle 16.00, per un’ora, il gruppo propone un trascinante viaggio sonoro, alla scoperta dei ritmi gioiosi del gospel e dei colori della musica afro-americana.

Sabato 4 giugno

ore 16.00 Stazione MM Duomo
Cluster Gospel Girls Quintet (Gospel)

Le voci di Neith Pincetti, Francesca Confortini e Martina Ibrahim ci trasmettono la gioia e la carica evocativa del gospel. Con Greta Malerba al piano elettrico e Vittoria Cappè al piano Rhodes&Hammond, il gruppo propone un repertorio in ampia parte dedicato al gospel contemporaneo di matrice europea e agli spirituals di cultura afro-americana. Gli arrangiamenti e le parti vocali sono curati da Gianluca Sambataro. In collaborazione con ATM e Scuola di Musica Cluster
 MITOFringe – il programma di venerdì 3 giugno 2011

MITOFringe e Break in Jazz. Per una pausa pranzo a tutto sax in piazza Mercanti

MITOFringe, per il quarto giorno, porta gratuitamente il suono di giovani artisti ed ensemble affermati in giro per la città. In piazza Mercanti, alle ore 13.00, l’appuntamento è con Break in Jazz - Sax Ensemble, a cura di Giulio Visibelli e Mauro Negri.


Jazz
ore 13.00 piazza Mercanti
Break in Jazz - Sax Ensemble
A cura di Giulio Visibelli e Mauro Negri

Il concerto è firmato Break in Jazz, inserito nel cartellone dell’omonima rassegna jazzistica ideata dall’Associazione Culturale Musica Oggi – Milano Civica Scuola di Musica, che quest’anno per la prima volta vede la collaborazione di MITOFringe per alcuni appuntamenti. Due eccellenze meneghine che si incontrano per proporre il suono dei musicisti emergenti. Nella città dei grandi del jazz come Intra, Cerri, Cecchetto e Tomelleri, le due kermesse si intrecciano in un connubio perfetto che ha per protagonista il talento di giovani jazzisti. In collaborazione con Associazione Culturale Musica Oggi e Unione Confcommercio Milano.
 Comunicato Stampa



MITOFringe – il programma di giovedì 2 giugno 2011



Elmetti gialli e megafoni al Parco Sempione: tornano le eccentriche esibizioni dei Deipetos Dixie Disaster per MITOFringe



Per il sesto giorno di MITOFringe, tornano i Deipetos Dixie Disaster, già protagonisti della parata inaugurale di MITOFringe avvenuta lo scorso 28 maggio e del concerto del giorno successivo ai Giardini Pubblici “Indro Montanelli”. A partire dalle 16.00, la marching band si esibisce in ritmi dixieland al Parco Sempione: l’ultima occasione per assistere, nell’ambito di MITOFringe, alle eccentriche performance del gruppo, tra elmetti gialli e megafoni.




ore 16.00 Parco Sempione

Deipetos Dixie Disaster (Dixieland)

I Deipetos Dixie Disaster sono una marching band che di certo non passa inosservata. L'uniforme in linea con le normative di sicurezza, gli strumenti non in linea con le norme: si esibiscono muniti di elmetti gialli e megafoni. I rumori e i movimenti incontrollati pongono l’eccentrico gruppo all'attenzione del pubblico, che volente o nolente, li deve stare a sentire. La band, che propone musica dixieland, è costituita da sei elementi. Fabio Ceresa al clarinetto e al sassofono, Matteo Erigoni al rullante e alle percussioni, Giulio Piola alla tromba, Alberto Zanetti al banjo, Lorenzo Poletti al trombone e Massimiliano Montagna al basso tuba. Coinvolgenti e mai noiosi, i sei ragazzi esplorano il genere dixieland – tra acustica, commedia, jazz e swing - in una esibizione degna di New Orleans.
COMUNICATO STAMPA

MITOFringe: Musica in famiglia

Per diventare protagonisti di MITOFringe basta avere non più di 12 anni e inviare la propria candidatura entro il 16 maggio.



Milano 9 maggio 2011

Tra poco scade il termine per presentare la candidatura per Musica in famiglia, un’iniziativa di MITOFringe.

Anche quest’anno MITOFringe riserva uno spazio ai ragazzi e alle loro famiglie, che potranno diventare protagonisti del Festival per un giorno, inviando la propria candidatura con una proposta artistica entro lunedì 16 maggio a c.mitoperlacittà@comune.milano.it.

Domenica 12 giugno, sul palco allestito in centro a Milano, i ragazzi con non più di 12 anni, selezionati da MITOFringe grazie all’invio della loro candidatura, si potranno esibire con un programma scelto da loro e un pianoforte messo a disposizione dagli organizzatori.

MITOFringe, il Festival off con tanti eventi gratuiti nelle strade, piazze, parchi e nelle stazioni ferroviarie e della metropolitana, torna a Milano per la terza volta, dal 28 maggio al 6 luglio, anticipando il cartellone ufficiale del Festival MITO SettembreMusica.
3
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150° dell’Unità d’Italia: essere “eredi intelligenti”
In questo 2011 di meditazioni talora amare sull’unità del paese, dobbiamo alla musica
alcuni bei momenti. Quando davanti alla bacchetta di Riccardo Muti – tra il pubblico il
Presidente Napolitano – sono scattate le note dell’Inno nazionale, ma anche in tante
occasioni meno solenni, ascoltando adagi verdiani o crescendo rossiniani, il sentimento
italiano si è fatto strada in modo chiaro e genuino, quasi una domanda di serenità. Mai
celebrazioni hanno conquistato autentica attenzione come questo 150esimo dell’Unità, e
non perché questo fosse il desiderio di qualche regia: era semplicemente un sentimento in
atto. È bastato sollecitarlo. È accaduto per contrasto con la melassa rissosa della nostra
routine, ma in questo caso sia benvenuto il contrasto. E siano benvenute le note che aiutano
a pensare l’Italia in spirito di concordia. Risuoneranno anche durante il nostro ormai
“mitico” Settembre. Ci sarà anche l’Italia, ospite (e ospitante) d’onore, insieme ad Haiti e
agli altri paesi rappresentati. Ci sarà con Monteverdi, con un Requiem risorgimentale, ci
sarà con Temirkanov e la musica ispirata dai grands tours italiens ai compositori russi e ci
sarà con Pierre Boulez, Daniel Barenboim, Zubin Mehta fino a Stefano Bollani. Ma pure
con Ornella Vanoni, Peppe Servillo, Enrico Rava, John Scofield, Stacey Kent, grandi DJ,
fino alle musiche delle minoranze linguistiche nazionali. È l’«Italia dei desideri» di tanti
stranieri, il Bel Paese, quella dell’italian way of life alla quale dobbiamo dedicare più cure,
le cure che sono indispensabili se vogliamo di questo patrimonio diventare finalmente
«eredi intelligenti», capaci di provvedere al bene della «vecchiaia» nostra e delle
generazioni a venire, nei secoli a venire.
Sono certo che la serenità e il senso di una possibile coesione che abbiamo sperimentato
diverranno l’umore dominante di questa edizione di MITO. Ci abbiamo pensato costruendo
il programma con uno sguardo rivolto ai giovani: il progetto formativo che si articola in
direzione delle scuole, con schede didattiche per i concerti sinfonici, incontri e lezioniconcerto
con la presenza di grandi artisti del Festival; per la prima volta andremo al Forum
di Assago a Milano con la grande musica classica, con i Carmina Burana e Le Sacre du
printemps per 9.000 persone, un concerto simbolo che negli anni ha conquistato un
pubblico diverso, variegato, sempre nuovo e a Torino con 10.000 persone al Palasport
Olimpico; il ciclo Liszt con giovani pianisti in collaborazione con quella fucina di talenti
che è “Incontri col maestro” di Imola, l’Accademia che detiene il record di primi premi nei
più grandi concorsi internazionali. E con MITOFringe, che quest’anno comincia a fine
maggio, anticiperemo in tutta la città, nelle metropolitane e nei luoghi più diversi della
periferia eventi aperti a giovani artisti che precedono il cartellone di settembre. Sarà più
facile trovare le informazioni sul nostro sito web rinnovato e potenziato: sarà più facile
programmare le proprie scelte, trovare i biglietti, ascoltare in streaming, tenersi in contatto
con i social network. Anche dall’estero sarà più facile entrare in contatto con MITO,
scegliere i programmi da seguire e il modo di soggiornare nelle due città.
E giovane sarà ancora lo staff (età media attorno ai ventotto) che consente di realizzare un
programma così vasto e dispiegato sul territorio cittadino a costi, come sempre e più di
sempre, contenutissimi: sono gli stagisti e i volontari reclutati in collaborazione con le
università cittadine, che possono lavorando a questi eventi completare o iniziare la loro
formazione professionale, vivendo momenti di passione per la cultura, per la musica, in
una realtà fortemente internazionale: accanto alle proposte sagge e intriganti di Enzo
Restagno, alle intuizioni felici e alla gestione efficiente di Francesca Colombo a Milano e
alla pluriennale esperienza e determinazione di Claudio Merlo a Torino. La scelta di offrire
la gran parte del programma gratuitamente e il resto a prezzi molto bassi, secondo la
lungimirante tradizione torinese, conferma una deliberata strategia di apertura alla
conquista di un pubblico nuovo, che sfonda le alte barriere rappresentate dal costo del
biglietto. Ci conforta in questa linea, che abbiamo difeso con le unghie e con i denti
nonostante i ben noti pessimi momenti per tutti i budget della cultura, l’opinione dei
cittadini, consultati dall’Ispo di Renato Mannheimer, che non solo apprezzano il nostro
programma per varietà e qualità (sopra l’80%), e il livello dei prezzi che fa di MITO un
festival davvero per tutti (83%), ma manifestano anche la convinzione che l’iniziativa
porti vantaggi economici (84%) e aumenti il prestigio della città (83%). Ben il 45% dei
cittadini conosce MITO: è il successo di una comunicazione molto serrata e innovativa.
Un grazie sincero alle Istituzioni pubbliche che consentono questa edizione, in particolare
ai Comuni di Torino e di Milano che, insieme alle Regioni Lombardia e Piemonte, la
Provincia di Milano e i Partner Istituzionali Camera di Commercio di Milano e di Torino,
malgrado le ben note difficoltà, hanno voluto mantenere quel sostegno indispensabile alla
realizzazione di un festival così amato dai cittadini, che svolge anche una indispensabile
attività formativa per il pubblico di domani. Speriamo che l’esempio incoraggi anche altri a
uscire dalle trincee della paura per fare più vive e più belle le nostre strade e piazze. Ne
avrà beneficio anche l’economia. Lo hanno capito i nostri straordinari Partner e Sponsor
privati, che tutti voglio ringraziare e salutare: da Intesa Sanpaolo a Allianz, Eni,
Compagnia di San Paolo, da Enel a Pirelli, Mediaset, Trenitalia-LeNord, Milano
Serravalle; e i media partner Corriere della Sera, la Stampa, Rai Radio 3, Telelombardia,
Radio Number One e con gli sponsor tecnici ATM, GTT, Ferrovie dello Stato, FAI,
Ferrovie Nord Milano, Acqua Panna San Pellegrino. Più che sostenitori sono nostri
compagni di viaggio, di un lungo viaggio che è anche il loro.
Francesco Micheli
Presidente
__________6
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10123 Torino
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I numeri del Festival
200 appuntamenti
84 a ingresso gratuito
46 a Milano
38 a Torino
116 con biglietteria a prezzi popolari
50 a Milano
66 a Torino
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158 concerti
77 a Milano
81a Torino
79 di musica classica
37 a Milano
42 a Torino
15 di musica contemporanea
6 a Milano
9 a Torino
16 di world music
7 a Milano
9 a Torino
30 di musica popolare, jazz, blues, pop, rock, canzone d’autore
17 a Milano
13 a Torino
10 di crossover, performance, elettronica
6 a Milano
4 a Torino
8 concerti-spettacolo per bambini e ragazzi
4 a Milano
4 a Torino
27 tavole rotonde, conferenze, proiezioni
19 a Milano di cui:
10 incontri – tavole rotonde – presentazioni libri, educational
9 proiezioni cinematografiche
8 a Torino di cui
4 incontri – presentazioni libri
2 proiezioni cinematografiche con musica dal vivo
2 proiezioni cinematografiche con sonorizzazione dal vivo
3 spettacoli di danza a Torino
20 prime esecuzioni
16 assolute
3 nazionali
1 moderna (Novara)
99 sedi
69 sedi a Milano di cui 4 in Regione Lombardia e 1 in Regione Piemonte
29 sedi a Torino di cui 3 in Regione Piemonte
1 sede a Novara
121 collaborazioni con istituzioni culturali
80 a Milano
41 a Torino
48 nazioni coinvolte
Albania, Algeria, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada
Cina, Congo, Corea, Cuba, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania,
Giappone, Gran Bretagna, Grecia, India, Islanda, Israele, Italia, Haiti, Lettonia,
Lituania, Mali, Messico, Nigeria, Norvegia, Nuova Zelanda, Polonia, Olanda,
Panama, Repubblica Ceca, Repubblica del Benin, Romania, Russia, Spagna,
Svezia, Stati Uniti, Svizzera, Turchia, Tunisia, Ungheria, Venezuela
Oltre 3500 artisti presenti
265 solisti – direttori italiani e stranieri
136 ensemble – orchestre italiani e stranieri
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I numeri di MITOFringe a Milano
71 appuntamenti musicali gratuiti
21 sedi
370 artisti coinvolti
I numeri di MITO per la città a Torino
75 appuntamenti musicali gratuiti
30 sedi
130 artisti coinvolti
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La musica sinfonica e le grandi orchestre
Milano
INAUGURAZIONE
domenica 4 settembre
Teatro alla Scala ore 21
Gioachino Rossini
Sinfonia dall’opera “Semiramide”
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto per pianoforte e orchestra n. 26 in
re maggiore K 537 “Incoronazione”
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55
“Eroica”
Filarmonica della Scala
Daniel Barenboim, pianoforte e direttore
In collaborazione con
Filarmonica della Scala
biglietti € 20, 30, 40
Presenting Partner Allianz
Torino
INAUGURAZIONE
sabato 3 settembre
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto
ore 21
Gustav Mahler
Ottava Sinfonia in mi bemolle maggiore
in due parti
per otto soli, due cori misti, coro di
fanciulli e grande orchestra
(Sinfonia dei mille)
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Orchestra e Coro del Teatro Regio di
Torino
Coro di voci bianche del Teatro Regio e
del Conservatorio Giuseppe Verdi
di Torino
Claudio Fenoglio, maestro dei cori
Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Piero Monti, maestro del coro
Gianandrea Noseda, direttore
Violeta Urmana (Magna Peccatrix),
primo soprano
Elena Pankratova (Una poenitentium),
secondo soprano
Julia Kleiter (Mater gloriosa),
terzo soprano
Yvonne Naef (Mulier Samaritana),
primo contralto
Maria Radner(Maria Aegyptiaca),
secondo contralto
Stephen Gould (Doctor Marianus), tenore
Detlef Roth (Pater ecstaticus), baritono
Christof Fischesser (Pater profundus),
basso
biglietti € 25, 35
Main Partner INTESASANPAOLO
lunedì 6 settembre
Conservatorio di Milano Sala Verdi ore 21
Dalla Russia con amore
Sergej Prokof ’ev
Suite dall'opera “L'amore
delle tre melarance”
Sergej Rachmaninov
Rapsodia su un tema di Paganini
per pianoforte e orchestra
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36
Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo
Nikolai Lugansky, pianoforte
Yuri Temirkanov, direttore
biglietti € 25, 35
mercoledì 7 settembre
Conservatorio di Milano Sala Verdi ore 21
Dalla Russia con amore
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Ouverture fantasie dal balletto
“Romeo e Giulietta”
Francesca da Rimini
Grande suite dal balletto
“Romeo e Giulietta”
Orchestra Filarmonica
di San Pietroburgo
Yuri Temirkanov, direttore
Presenting Partner Intesa Sanpaolo
biglietti € 25, 35
domenica 4 settembre
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto
ore 21
Gustav Mahler
Sesta Sinfonia in la minore “Tragica”
Philharmonia Orchestra
Lorin Maazel, direttore
biglietti € 30, 40
lunedì 5 settembre
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto
ore 21
Dalla Russia con amore
Pëtr Il'ič Čajkovskij
Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia
in si minore
Sergej Rachmaninov
Rapsodia su un tema di Paganini
per pianoforte e orchestra op. 43
Pëtr Il'ič Čajkovskij
Sesta Sinfonia in si minore op. 74
“Patetica”
Orchestra Filarmonica
di San Pietroburgo
Yuri Temirkanov, direttore
Nikolai Lugansky, pianoforte
biglietti € 25, 35
giovedì 8 settembre
Conservatorio di Milano Sala Verdi ore 21
The Baltic Voyage
Musiche di Brahms, Nielsen, Grieg, Bull,
Stenhammar, Alfvén, Sibelius, Järnefelt,
Glinka, Tubin, Kalnins, Ciurlonis, Kilar
Baltic Youth Philharmonic
Kristjan Jarvi, direttore
Con il sostegno di SAIPEM
venerdì 9 settembre
Teatro degli Arcimboldi, ore 21
Maurice Ravel
Concerto per pianoforte e orchestra
in sol maggiore
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto n. 21 per pianoforte
e orchestra in do maggiore K 467
Fazil Say
Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra da
camera “Silk Road”
George Gershwin
Rhapsody in Blue
Orchestra Filarmonica di Praga
Jan Latham-Koenig, direttore
Fazil Say, pianoforte
biglietti € 15, 25, 35
giovedì 8 settembre
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto
ore 21
Dalla Russia con amore
Sergej Prokof’ev
Suite da L’amore delle tre melarance
op. 33 bis
Igor Stravinsky
Pulcinella, suite per orchestra
Petruška, burlesque in quattro scene
Orchestra Filarmonica
di San Pietroburgo
Yuri Temirkanov, direttore
biglietti € 25, 35
sabato 10 settembre
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto
ore 21
Maurice Ravel
Concerto in sol per pianoforte e orchestra
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto in do maggiore per pianoforte
e orchestra K. 467
Silk Road, concerto per pianoforte
e orchestra n. 2
George Gershwin
Rhapsody in Blue
Prague Philharmonia
Jan Latham-Koenig, direttore
Fazil Say, pianoforte
biglietti € 25, 35
martedì 13 settembre
Teatro degli Arcimboldi, ore 21
Franz Liszt
Les Prèludes, poema sinfonico
Gustav Mahler
Sinfonia n. 5 in do diesis minore
Israel Philharmonic Orchestra
Zubin Mehta, direttore
biglietti € 20, 30, 40
sabato 17 settembre
Mediolanum Forum Assago ore 21
Igor Stravinsky
Le Sacre du Printemps,
quadri della Russia pagana in due parti
Carl Orff
Carmina Burana, “Cantiones profanae”
per soli, coro e orchestra
Südwestdeutsche
Philharmonie Konstanz
Chor der Bamberger Symphoniker
Vassilis Christopoulos, direttore
Rolf Beck, maestro del coro
Marisol Montalvo, soprano
Hans-Werner Bunz, tenore
Daniel Schmutzhard, baritono
Educational- Progetto Scuole
In collaborazione con
Fondazione Società dei Concerti
biglietti € 5
lunedì 19 settembre
martedì 13 settembre
Palasport Olimpico Isozaki ore 21
Giuseppe Verdi
Da Nabucodonosor
Sinfonia
Gli arredi festivi, coro
Da Macbeth
Preludio
Patria oppressa, coro
Da I vespri siciliani
Preludio
Da I Lombardi alla prima Crociata
O Signore dal tetto natio, coro
Da Ernani
Si ridesti il Leon di Castiglia, coro
Da La traviata
Preludio atto primo
Noi siamo zingarelle – Di Madride
noi siam mattatori, coro
Da Attila
Preludio
Da Il trovatore
Vedi le fosche notturne spoglie –
Chi del gitano i giorni abbella, coro
Da Luisa Miller
Preludio
Da Don Carlos
Spuntato ecco il dì d’esultanza,coro
Orchestra e Coro
del Maggio Musicale Fiorentino
Roberto Abbado, direttore
Piero Monti, maestro del coro
biglietti € 5, 10
In collaborazione con Maggio Musicale
Fiorentino
Conservatorio di Milano Sala Verdi ore 21
George Enescu
Prélude à l’unisson
Franz Liszt
Totentanz, parafrasi sul “Dies Irae” R. 457
Gustav Mahler
Sinfonia n. 1 in re maggiore “Il titano”
Budapest Festival Orchestra
Iván Fischer, direttore
Dejan Lazić, pianoforte
Educational - Progetto Scuole
biglietti € 25, 35
preceduto alle ore 19.30 dalla
Presentazione della miglior vetrina musicale
per MITO SettembreMusica 2010
In collaborazione con Unione del Commercio
mercoledì 14 settembre
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto
ore 21
Isaac Albéniz
Ibéria, trascrizione
Enrique Fernández Arbós
Nikolaj Rimskij-Korsakov
Capriccio spagnolo op. 34
Claude Debussy
Ibéria, da Images per orchestra
Maurice Ravel
Boléro
Israel Philharmonic Orchestra
Zubin Mehta, direttore
biglietti € 30, 40
venerdì 16 settembre
Palasport Olimpico Isozaki ore 21
Igor Stravinsky
Le Sacre du Printemps
quadri della Russia pagana in due parti
Carl Orff
Carmina Burana, “Cantiones profanae”per
soli, coro e orchestra
Südwestdeutsche
Philharmonie Konstanz
Chor der Bamberger Symphoniker
Vassilis Christopoulos, direttore
Rolf Beck, maestro del coro
Marisol Montalvo, soprano
Hans-Werner Bunz, tenore
Daniel Schmutzhard, baritono
biglietti € 5, 10
In collaborazione con Fondazione La Società
dei Concerti

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FocusHaiti – Sentire Haiti
L’haitiano sembra trovare nella musica e nella danza il modo di andare a sondare al di là
della propria immagine esteriore. L’invito a Sentire Haiti sarà anche per il pubblico lo
specchio attraverso cui vedere uomini e donne che vengono da una terra e da una storia
eccezionali.
Prima colonia bianca in America, Haiti, la parte occidentale della antica Hispaniola teatro
del genocidio spagnolo degli indios, la “terra delle grandi montagne” dei primi abitatori
taïno, ha avuto l’audacia di liberarsi dalla schiavitù mezzo secolo prima dei suoi vicini e di
diventare la prima repubblica nera al mondo. Dopo il sisma del 12 gennaio 2010, lo
scrittore haitiano Dany Laferrière ha detto «Quanto tutto cade, quando tutto sfugge di
mano, resta la cultura»; gli haitiani ne sanno qualcosa se nonostante 29 anni di dittatura,
otto colpi di stato e le catastrofi naturali hanno sviluppato un linguaggio musicale solido,
autonomo e originale. Cultura di resistenza, meticciato e sovrapposizione, le musiche
haitiane sono il mosaico esploso dall’incontro del colonialismo con l’Africa, fatto di
sincretismo e migrazioni improbabili. Che si chiami merengue, quadrille, menuet, kwazé le
wit, che nasca da un tempio vudù o che prenda forma nel tessuto urbano come il celebre
zouk, il canto di Haiti resta legato alla racine-guinin, ninnananna ancestrale
dell’immaginario, e rappresenta qualcosa di vivo e attuale ma organicamente ancorato alla
Storia.
TORINO venerdì 16 settembre / Museo Regionale di Scienze Naturali, ore 17
MILANO domenica 18 settembre/ Sede Amici del Loggione del Teatro alla Scala, ore 15
Sentire Haiti
Incontro con Emmanuelle Honorin, Giovanni De Zorzi
Coordina Enzo Restagno
Con la partecipazione di musicisti haitiani
In collaborazione con
Universal Music MGB Publications
Associazione Amici del Loggione del Teatro alla Scala
Ingresso gratuito
TORINO sabato 17 settembre / Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto, ore 21
MILANO domenica 18 settembre / Teatro della Luna, ore 21
Sentire Haiti
Il richiamo del vudù
Racine Mapou de Azor
Azor, voce guida, direzione
L’eredità tradizionale
Ensemble Erol Josué, voce
L’evoluzione moderna
In collaborazione con Teatro della Luna Milano
biglietti € 15
La musica tradizionale haitiana, fondata in gran parte sull’eredità africana, è soprattutto presente
nelle zone rurali, dove è interpretata da musicisti dilettanti che si raccolgono intorno ai templi vudù.
Da qualche anno, sostenuta dal movimento rasin (radici) che propone un ritorno alle origini africane,
è presente anche sulla scena professionale, sulla quale si affaccia il popolarissimo Racine Mapou de
Azor, gruppo guidato dalla voce possente e sacrale di Lénord Fortuné detto Azor e costituito da voci
femminili, tamburi, sonagli e congas. Vuduisti praticanti che si ispirano al mapou, albero sacro degli
spiriti loa, cantano l’attaccamento alle radici e commentano l’attualità artistica e politica della nuova
Haiti. Erol Josué è autore, coreografo, danzatore, cantante e sacerdote vudù. Si divide tra Port-au-
Prince e New York celebrando riti e tenendo concerti; getta un ponte tra tradizione e modernità,
mixando gli incantesimi rituali in una sua personale elaborazione di “elettro-vudù” in cui voce,
percussioni, sintetizzatore, basso, ottoni e ritmi sincopati, infrangendo gli stereotipi, si trasfigurano
in una presenza elettroacustica che però rinvia alla terra, agli elementi e alla gestualità degli antichi
templi del popolo di Haiti.
TORINO sabato 17 settembre / Hiroshima Mon Amour, dalle ore 23
Soul Kanaval in Haiti
Lo spirito e le musiche del carnevale di strada ad Haiti
Jazzanova, DJ set
support dj Giorgio Valletta, DJ set
visuals dedicati a Haiti con contributi dal film di Maya Deren “Divine Horsemen: The
Living Gods of Haiti” e dal libro Kanaval
biglietti € 3
TORINO domenica 18 settembre Basic Village – Tetto ore 21
Up (stairs): una notte sui tetti
Ouverture musicale con Beken, voce e chitarra
Proiezione del film The Agronomist di Jonathan Demme, Usa, 2003, 90’
biglietti € 10
MILANO lunedì 19 settembre / Teatro Litta, ore 17 e 22
TORINO martedì 20 settembre Teatro Vittoria, ore 18 e ore 21
Sentire Haiti
I bardi nativi
Beken, voce, chitarra, percussioni
Moonlight Benjamin, voce e il suo gruppo
biglietti € 5
Con la voce graffiante e le melodie nostalgiche è la storica gloria musicale di Port-au-Prince. Le sue
canzoni Tribilasyon (tribolazione) e Mizè (miseria) fluttuano dagli anni Ottanta nell’aria di Haiti.
Falciato da un’auto quando aveva dodici anni, appoggiato sull’unica gamba e su una stampella,
traduce da allora in parole e musica la propria sofferenza. Portato recentemente alla fama
internazionale da Radio France e dal festival di Saint-Malo, sta vivendo una seconda giovinezza.
Rivelazione della world music al festival di Bourges nel 2008, la cantante Moonlight Benjamin si
rivolge alle proprie radici. Ispirata dal suo vévé, spirito guida che la accompagna in scena, sensuale
e coinvolgente come la danza del serpente Damballah in una cerimonia vudù, Moonlight canta
emozioni, con la memoria della sua cultura.
TORINO martedì 20 settembre Conservatorio Giuseppe Verdi ore 21
MILANO mercoledì 21 settembre / Teatro Nuovo ore 21
Sentire Haiti
Il Merengue
Ti-Coca, voce e direzione
Wanga-Neges Ensemble
biglietti € 10
Caratterizzato dall’aspetto minuto e da un carattere spumeggiante che inevitabilmente rinvia alla
piccola bottiglia di una celebre bevanda, il cantante David Mettelus detto “Ti-Coca” interpreta
merengue lenti costruiti su melodie popolari del repertorio vudù. Canta di Agoué, governatore dei
flutti marini, di Erzulie, dea dell’amore, di Simbi, lo spirito del serpente. Nella sua musica c’è il
ricordo delle danze cubane, dei coloni e degli schiavi di Santo Domingo. Ti-Coca e i Wanga-Neges,
fedeli alla tradizione dei trovatori haitiani, non indulgono ad alcun compromesso commerciale.
MILANO - Rassegna cinematografica FocusHaiti
La terra trema - cinema da Haiti e verso Haiti
ingresso gratuito
Ventisettemila metri quadrati culturalmente autarchici e, al tempo stesso, riflesso di
contaminazioni moderne e multiculturali. Una serie di sguardi affascinanti che ne
raccontano la cultura, la ritualità, l’anima meticcia che combina memorie ancestrali e
urgenze contemporanee. Ma anche lungometraggi d’autore che portano il segno di una
storia spezzata, lacerata dalle tante (dis)avventure dittatoriali. Il cinema di Haiti è un
cinema che riflette su se stesso, un cinema che, anche quando giunge da lontano, arriva a
scavare e riportare in superficie con estrema lucidità la cultura di un paese che mai come
altri sembra destinato a diventare Patria. Una patria culturale, acquisita, fatta voracemente
propria.
In collaborazione con Milano Film Festival
venerdì 16 settembre / Auditorium San Fedele (da confermare), ore 19
Chère Catherine di Raoul Peck
Germania/Haiti, 1997, 19’
Moloch Tropical di Raoul Peck
Haiti/Francia, 2009, 107’
sabato 17 settembre / Piccolo Teatro Studio ore 15
Chronique d’une catastrophe annoncée (Haiti Apocalypse Now) di Arnold Antonin
Haiti, 2010, 20’
Inside Disaster di Nadine Pequeneza
Canada, 2010, 87’
Domenica 18 settembre /Teatro Strehler, ore 15
L’evangile du cochon creole (The Gospel of the Creole Pig) di Michelange Quay
Haiti/Francia/USA, 2004, 15’
Pardino d’Oro al Festival Internazionale del Cinema di Locarno 2004
Miglior Cortometraggio al Festival Internazionale di Stoccolma 2004
Mange, ceci est mon corp (Eat, for This Is My Body) di Michelange Quay
Francia/Haiti, 2007, 105’
Gran Premio Ibero American Competition al Miami International Film Festival 2008
Lunedì 19 settembre / Spazio Oberdan, ore 19
L’homme sur le quais (The Man on the Shores) di Raoul Peck
Francia/Canada, 1993, 106’
Miglior Film Drammatico – NBPC Columbus 1994
In collaborazione con Provincia di Milano
martedì 20 settembre / Centre Culturel Français, ore 20.30
Royal Bonbon di Charles Najman
Francia/Canada/Haiti, 2002, 85’
Premio Jean-Vigo 2002
In collaborazione con Centre Culturel Français de Milan
mercoledì 21 settembre / Cinema Gnomo, ore 20.30
Des hommes et dieux (Of Men and Gods) di Anne Lescot, Laurence Magloire
Haiti/Francia, 2002, 57’

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13 per 150
Grazie al sostegno del Comitato per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la
quinta edizione del Festival MITO SettembreMusica ospita, nell’ambito di Esperienza
Italia, le prime assolute dei brani commissionati a 13 celebri compositori italiani e stranieri,
che ci propongono il loro sguardo sull’Italia.
Milano lunedì 5 settembre Teatro Dal Verme ore 21
Torino martedì 6 settembre Conservatorio Giuseppe Verdi ore 21
Louis Andriessen
La Girò, per violino e ensemble
Harrison Birtwistle
Divisions and Toccatas, per ensemble
Matteo Franceschini
Archaeology, per ensemble
Fabio Vacchi
Notte italiana, per ensemble
London Sinfonietta
David Atherton, direttore
Monica Germino, violino
Torino venerdì 9 settembre Auditorium RAI Arturo Toscanini ore 21
Milano sabato 10 settembre Conservatorio di Milano - Sala Verdi ore 21
Arvo Pärt
Salve Regina
Beatus Petronius
Statuit ei Dominus, per coro e orchestra
Ivan Fedele
Lexicon, per orchestra
Salvatore Sciarrino
SENZA SALE D’ASPETTO verso l’inverno d’Italia, per orchestra con speaker femminile
Guo Wenjing
Concerto per zheng e orchestra
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Tito Ceccherini, direttore
Sonia Turchetta, voce
Qi Yao, zheng
In collaborazione con Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Torino domenica 11 settembre Auditorium RAI Arturo Toscanini ore 21
Milano lunedì 12 settembre Auditorium di Milano – Fondazione Cariplo ore 21
Francesco Antonioni
“Benché ’l parlar sia indarno”,
per voci, presentatore e orchestra
Pascal Dusapin
Morning in Long Island, per orchestra
Toshio Hosokawa
Concerto per shakuhachi e orchestra
Fabio Nieder
DER BILDERSETZER
(Sogno meraviglioso Teatro musiche strane perfette
ore 210:24 lunedi luglio 1944),
per Heldentenor in pensione e orchestra
Michael Daugherty
Radio City, per orchestra
Filarmonica 900
Daniel Kawka, direttore
Trio Vocale dell'ensembe “L’arsenale”
Livia Rado, Ombretta Macchi, soprani
Francesca Poropat, contralto
Francesco Antonioni, presentatore
Tadashi Tajima, shakuhachi
In collaborazione con Filarmonica 900

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Concerti di musica contemporanea
MILANO
martedì 6 settembre
Teatro Elfo Puccini
Sala Shakespeare ore 17
Viaggio in Italia
Nuovo canzoniere italiano
Tarantelle, pizziche, villanelle, tamurriate, saltarelli:
venti canti popolari italiani, uno per regione,
elaborati da venti importanti compositori
italiani.
Alda Caiello, soprano
Maria Grazie Bellocchio, pianoforte
ingresso gratuito fino a esaurimento posti
giovedì 8 settembre
Museo del Novecento, dalle ore 15 alle 19
Concerto Promenade
Musiche di Luciano Berio, Niccolò Castiglioni,
Goffredo Petrassi, Bruno Maderna,
Franco Donatoni, Giacomo Manzoni
Roberto Giaccaglia, fagotto
Floriano Rosini, trombone
Sentieri selvaggi
Paola Fré, flauto
Mirco Ghirardini, clarinetto
Piercarlo Sacco, violino
Elena Gorna, arpa
Musiche di J.S. Bach, Franco Donatoni,
Luciano Berio, Henry Purcell, György Ligeti
Ruggero Laganà, clavicembalo
TORINO
lunedì 5 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 17
Viaggio in Italia
Nuovo canzoniere italiano
Alda Caiello, soprano
Maria Grazia Bellocchio, pianoforte
Tarantelle, pizziche, villanelle, tamurriate,
saltarelli, venti canti popolari italiani, uno per
regione, elaborati da altrettanti compositori
italiani.
ingresso gratuito
domenica 11 settembre
Teatro Vittoria dalle ore 15,30
Intorno a/insieme a/con
Sergio Liberovici, vent'anni dopo
Un pomeriggio di parole (dette e cantate),
di musiche e di immagini
Sergio Liberovici
Il cavallo arcobaleno, operina didattica
Opera dei Ragazzi di Casale Monferrato
diretta da Erika Patrucco
Dialoghi, racconti e interventi…
ore 19
Sergio Liberovici
Bandiere,
relazione da concerto su frammenti di
canti, documenti e testimonianze popolari
ingresso gratuito
In collaborazione con
Sentieri selvaggi
Museo del Novecento
Auditorium San Fedele ore 21
Arnold Schoenberg
Quartetto per archi n. 1 in re minore op. 7
Quartetto per archi n. 2 op. 10
3 Klavierstücke op. 11
Lieder n. 3, 4, 6 e 8 da “8 Lieder” op. 6
Lied n. 1 da “4 Lieder” op. 2
Lorna Windsor, soprano
Alfonso Alberti, pianoforte
Quartetto di Cremona
Cristiano Gualco, Paolo Andreoli, violini
Simone Gramaglia, viola
Giovanni Scaglione, violoncello
Il Quartetto di Cremona è in residence
presso la Società del Quartetto di Milano
In collaborazione con
Associazione Gli Amici di Musica/Realtà
Fondazione Culturale San Fedele
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
giovedì 22 settembre
Conservatorio di Milano, Sala Verdi
ore 21
Pierre Boulez
Pli selon pli (Portrait de Mallarmé),
per soprano e orchestra
Ensemble Intercontemporain
Pierre Boulez, direttore
Barbara Hannigan, soprano
biglietti € 20
sabato 17 settembre
Teatro Valdocco ore 21
Enrico Correggia
Solaris
Opera da camera in un atto e diciassette
scene per cinque voci, undici strumenti e
nastro magnetico su testo liberamente tratto
dal romanzo di Stanislaw Lem
Ensemble Antidogma
Claudia Sasso,
Fadime Deniz Uyar, soprano
Marco Ricagno, baritono
Gabriele Barilotto,
Mario Vicari, tenore
Guido Maria Guida, direttore
Allestimento e regia di
Paolo Ciaffi Ricagno
Ingresso gratuito
In collaborazione con Antidogma Musica
martedì 20 settembre
Teatro Carignano ore 21
Leggenda
Opera in un atto
(un prologo e cinque scene)
Libretto di Alessandro Solbiati
da I fratelli Karamazov
di Fëdor Dostoevskij
In memoria di Roberto Bosio
Musica di Alessandro Solbiati
Prima esecuzione assoluta
Nuova commissione del Teatro Regio
Mark Milhofer (Ivan Karamazov), tenore
Alda Caiello (Alëša Karamazov), soprano
Orchestra e Coro del Teatro Regio
Gianandrea Noseda, direttore
Stefano Poda, regia, scene, costumi e luci
biglietti da € 28 a € 146
In collaborazione con Teatro Regio di Torino
mercoledì 21 settembre
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto
ore 21
Pierre Boulez
Pli selon pli (Portrait de Mallarmé),
per soprano e orchestra
Ensemble Intercontemporain
Pierre Boulez, direttore
Barbara Hannigan, soprano
Biglietti € 20
In collaborazione con
Accademia del festival di Lucerna
Prix Italia 2011
_________11
Concerti per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità
d’Italia
domenica 18 settembre concerto straordinario a Novara
Basilica di San Gaudenzio
ore 21
Carlo Coccia
Messa di Requiem in memoria del Re Carlo Alberto (1849)
per soli coro e grande orchestra
Prima esecuzione in tempi moderni
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia e Cameristi del Teatro alla Scala
Ars Cantica Choir
Solisti dell’Accademia di Perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala
In collaborazione con
Associazione Musica del Risorgimento
Accademia del Teatro alla Scala
Comune di Novara
Provincia di Novara
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia
Università degli Studi di Milano – Sezione Musica del Dipartimento delle Arti, della Musica e dello
Spettacolo
Ingresso gratuito
Milano
martedì 6 settembre
Teatro Martinitt ore 22
Franca Masu
AZULEJOS come il mare negli occhi
Franca Masu, voce
Mark Harris, pianoforte
Salvatore Maltana, contrabbasso
Roger Soler, percussioni
In collaborazione con
Ponderosa Music & Art
Teatro Martinitt
Biglietti € 5
Torino
domenica 4 settembre
Venaria Reale Cortile delle Carrozze ore
18
L’Italia chiamò!
Musiche di Giuseppe Verdi,
Amilcare Ponchielli, Paolo Giorza,
Michele Novaro...
Civica Orchestra di Fiati di Milano
Carlo Balmelli, direttore
Ingresso libero
Con il sostegno di Regione Piemonte
In collaborazione con Civica Orchestra di Fiati
di Milano
sabato 10 settembre
Palazzo Reale, Cortile ore 16
1861 e dintorni
Musiche di Marco Calandri, Fulvio Creux,
Paolo Giorza, Paolo Mazza, Davide Boario,
Percy Aldrige Grainger, Gustav Holst,
Michele Novaro
Fanfara della Brigata Alpina Taurinense
Maresciallo Capo Marco Calandri,
direttore
In collaborazione con
Palazzo Reale
Ingresso gratuito
Teatro Carcano ore 17
Cori del Risorgimento Italiano
e le Cinque giornate di Milano
Associazione Corale «Sette Torri»
Città di Settimo Torinese
Giovanni Cucci, direttore
Elena Camerlo, pianoforte
Introduce Giorgio Galli
Ingresso gratuito
martedì 13 settembre
Tieffe Teatro Menotti
ore 22
Focu d’amore
Canti, pizzichi e tarante del Salento
Canzoniere Grecanico Salentino
In collaborazione con
Ponderosa Music & Art
biglietti € 5
domenica 4 settembre
Borgo Medievale ore 21.30
GONG 150 suonati (dalle bande)
... e l'italiano ride
Banda di Avola
con la partecipazione straordinaria
di Mirco Menna
Ingresso gratuito
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
lunedì 5 settembre
Palazzo Madama Aula del Senato ore 18 e 21.30
Il linguaggio dell’amor
Arie e romanze di Vincenzo Bellini,
Stanislao Gastaldon, Giacomo Puccini,
Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi
Karin Selva, soprano
Marilena Solavagione, pianoforte
Biglietti € 5
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
Borgo Medievale ore 21.30
GONG 150 suonati (dalle bande)
Unione Musicale Condovese
Ingresso gratuito
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
venerdì 9 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 17
Cori del Risorgimento Italiano
e le Cinque giornate di Milano
Associazione Corale «Sette Torri»
Città di Settimo Torinese
Giovanni Cucci, direttore
Elena Camerlo, pianoforte
Ingresso gratuito
sabato 17 settembre
Palazzo Reale, Cortile ore 16
L'Italia chiamò!
Musiche di Giuseppe Verdi,
Amilcare Ponchielli, Paolo Giorza,
Michele Novaro...
Civica Orchestra di Fiati di Milano
Carlo Balmelli, direttore
In collaborazione con
Civica Orchestra di Fiati
Palazzo Reale
Ingresso gratuito
martedì 20 settembre
Alcatraz ore 22
Munfrâ
Musica “Selvatica”, Suono-Memoria e
Racconti di Monferrato
Yo Yo Mundi
In collaborazione con
Felmay
Biglietti € 5
domenica 11 settembre
Venaria Reale Cortile delle Carrozze ore 18
1861 e dintorni
Musiche di Marco Calandri, Fulvio Creux,
Paolo Giorza, Paolo Mazza, Davide Boario,
Percy Aldrige Grainger, Gustav Holst,
Michele Novaro
Fanfara della Brigata Alpina Taurinense
Maresciallo Capo
Marco Calandri, direttore
Ingresso libero
Con il sostegno di Regione Piemonte
lunedì 12 settembre
Palazzo Madama Aula del Senato ore 18 e 21.30
Musiche di Gaetano Donizetti, Gioachino
Rossini, Giuseppe Verdi
Quartetto d’Archi di Torino
Paolo Borsarelli, contrabbasso
Biglietti € 5
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
lunedì 19 settembre
Palazzo Madama Aula del Senato ore 18 e 21.30
Musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij, Gioachino
Rossini, Giulio Baldassarre Briccialdi, Nino
Rota
Quintetto di fiati Prestige
del Teatro Regio di Torino
Biglietti € 5
In collaborazione con Fondazione Torino Musei

__________12
Caro Liszt, altri 200 di questi anni!
A Franz Liszt, compositore, pianista, organista, bambino prodigio e poi conosciuto come
concertista in tutta Europa, il Festival MITO SettembreMusica dedica un ampio percorso di
concerti nel bicentenario della nascita. Per primo il ciclo pianistico con giovani pianisti, sei
concerti a Milano e sei a Torino, in collaborazione con l’Accademia Pianistica Internazionale
“Incontri col Maestro” - Imola. A Milano inoltre un concerto organistico, un incontroconcerto
e la poco eseguita Messa solenne per la consacrazione della Basilica di Gran.
Milano
Ciclo di concerti pianistici
Società Umanitaria
Salone degli Affreschi
ore 18
Biglietti € 5
In collaborazione con
Accademia Pianistica Internazionale
“Incontri col Maestro” - Imola
Società Umanitaria
Con il sostegno di Mediaset
lunedì 5 settembre
Fryderyk Chopin
Polonaise-Fantaisie op. 61
Franz Liszt
Sonetto 104 del Petrarca da “Années de
pèlerinage”. Deuxième année. Italie
R[ichard] W[agner] Venezia
Nuages gris
Legénde n. 2, “San Francesco di Paola che
cammina sulle onde”
Robert Schumann
Fantasia op. 17 (dedicata a Franz Liszt)
Gianluca Cascioli, pianoforte
Torino
Ciclo di concerti pianistici
Teatro Vittoria
ore 18
Biglietti € 5
In collaborazione con
Accademia Pianistica Internazionale
“Incontro col Maestro” - Imola
martedì 6 settembre
Franz Liszt
Sonata in si minore
Franz Liszt - Franz Schubert
Sérénade
Der Müller und der Bach
Ständchen
Liebesbotschaft
Franz Schubert
Quattro improvvisi op. 90
Franz Liszt
Rapsodia ungherese n. 12
in do diesis minore
Anna Kravtchenko, pianoforte
martedì 6 settembre
Franz Liszt
6 Studi d’esecuzione trascendentale
da Paganini
Robert Schumann
Phantasiestücke op.12
André Gallo, pianoforte
mercoledì 7 settembre
Franz Liszt
3 Sonetti del Petrarca da “Années de
pèlerinage”. Deuxième année. Italie
Franz Liszt – Robert Schumann
Liebeslied (Widmung)
Franz Liszt
Liebestraum n. 3
Franz Liszt – Franz Schubert
Soirées de Vienne.
Valses caprices d’après Schubert
Franz Schubert
Sonata in La minore D 784
Chiara Opalio, pianoforte
lunedì 12 settembre
Franz Liszt
Vallée d'Obermann, in “Années de
pèlerinage”. Première année, Suisse,
Sarabanda e Ciaccona dall'"Almira"
di Händel
Franz Liszt - Richard Wagner
Walhalla da “L’Anello del Nibelungo”
Am stillen Herd da “I Maestri Cantori
di Norimberga”
Ouverture dal “Tannhäuser”
Roberto Cominati, pianoforte
mercoledì 7 settembre
Camille Saint-Saëns/Franz Liszt
Danse macabre
Franz Liszt
Toccata
Un sospiro da Trois Études de concert
Carousel de Madame Pelet-Narbonne
Bagatelle sans tonalité
Rapsodia ungherese n. 14 in fa minore
Charles-Valentin Alkan
Sinfonia per pianoforte solo
Tre arie a cinque tempi
Alessandro Marino, pianoforte
giovedì 8 settembre
Ludwig van Beethoven
Sonata in do diesis minore op. 27 n. 2
“Al chiaro di luna”
Sergej Rachmaninov
Tre Preludi
Sergej Rachmaninov - Zoltán Kocsis
Vocalise op. 34 n. 14
Maurice Ravel
Jeux d’eaux
Fryderyk Chopin
Due Notturni
Studio in do minore op. 10 n. 12
Scherzo in si minore op. 20
Franz Liszt
Nuages gris
Consolation n. 3
Rhapsodmuaie espagnole.
Folies d’Espagne et Jota aragonesa
Igor Roma, pianoforte
martedì 13 settembre
Franz Liszt – Giuseppe Verdi
“Rigoletto” Parafrasi da concerto
Franz Liszt – Franz Schubert
Der Müller und der Bach da Müllerlieder
Franz Liszt
Reminiscences de Don Juan de Mozart
Roberto Giordano, pianoforte
mercoledì 14 settembre
Franz Liszt
Rapsodia ungherese n. 11
Les cloches de Genève: Nocturne,
da “Années de Pèlerinage”. Première année,
Suisse
Valse-Impromptu in la bemolle
Mephisto Walzer n. 1
Funérailles,
da “Harmonies poétiques et réligieuses”
En rêve (Nocturne)
Schlaflos, Frage und Antwort
(notturno da un poema di T. Raab)
Nuages Gris
Après une Lecture de Dante: fantasia
quasi Sonata, da “Années de Pèlerinage”.
Deuxième année, Italie
Alberto Nosé, pianoforte
______________________
venerdì 9 settembre
Duomo di Milano
ore 17
Franz Liszt organista e trascrittore di
J.S. Bach, Richard Wagner, Giuseppe Verdi,
Otto Nicolai
Emanuele Carlo Vianelli, organo
In collaborazione con
Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Ingresso gratuito
martedì 13 settembre
Franz Liszt
Rigoletto, paraphrase de concert
Réminiscences de Lucia di Lammermor
Franz Schubert - Franz Liszt
Valse-caprice n. 6 da Soirées de Vienne,
valses caprices
Franz Liszt
Ernani, paraphrase de concert
Miserere du Trovatore
Franz Schubert/Franz Liszt
Erlkönig da 12 Lieder
Pëtr Il'ič Čajkovskij/Franz Liszt
Polonaise da Eugene Onegin
Franz Liszt
Ouverture da Tannhäuser
Pietro Beltrani, pianoforte
mercoledì 14 settembre
Franz Liszt
Totentanz
Franz Liszt - Richard Wagner
Isoldens Liebestod da Tristan und Isolde
Franz Liszt
La lugubre gondola
Am Grabe Richard Wagners
Sunt lacrymae rerum da
Années de pèlerinage
Alessandro Taverna, pianoforte
mercoledì 14 settembre
Università Bocconi di Milano
Aula Magna di via Roentgen
ore 21
Franz Liszt
Fantasia su temi popolari ungheresi
per pianoforte e orchestra
Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra
in mi bemolle maggiore
Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra
in la maggiore
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Michele Campanella, direttore e pianoforte
In collaborazione con Università Bocconi
Biglietti € 15
sabato 17 settembre
Teatro Arsenale ore 17
Note di viaggio: Franz Liszt in Italia
Un racconto-concerto di Luca Scarlini
e Emanuele Torquati
Musiche di Franz Liszt
da “Années de Pèlerinage” Deuxième Année
e Troisième Année
Luca Scarlini, voce recitante
Emanuele Torquati, pianoforte
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
giovedì 15 settembre
Franz Liszt
Années de pèlerinage
Au bord d’une source
Les jeux d’eaux à la Villa d’Este
St. François de Paule marchant
sur les flots, da Légendes
Karol Tausig
Déux études de concert op. 1
Hector Berlioz - Franz Liszt
Danses des Sylphes da
La damnation de Faust
Franz Liszt
Réminiscences de Norma
Giuseppe Albanese, pianoforte
domenica 18 settembre
Basilica di San Marco ore 12
Franz Liszt
Messa solenne per la consacrazione della
Basilica di Gran per soli, coro e orchestra
Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di
Milano Giuseppe Verdi
Jader Bignamini, direttore
Erina Gambarini, maestro del coro
Solisti dell’Accademia di Perfezionamento
per cantanti lirici del Teatro alla Scala
Celebra Don Luigi Garbini
In collaborazione con
Accademia Teatro alla Scala
Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico
di Milano Giuseppe Verdi
ingresso libero fino a esaurimento posti
__________14
Musica da camera, barocca, sacra, antica…
Milano
lunedì 5 settembre
Chiesa di San Francesco di Paola ore 16
Italia Mia – Petrarca, il madrigale
e l'identità culturale italiana
Musiche di Philippe Verdelot, Cipriano de
Rore, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Jacob
Arcadelt, Luca Marenzio, Philippe de
Monte, Giaches de Wert, Orlando di Lasso,
Orazio Vecchi, Giaches de Wert
La compagnia del madrigale
Rossana Bertini, soprano
Giuseppe Maletto, Raffaele Giordani,
Gianluca Ferrarini, tenori
Matteo Bellotto, basso
Ingresso gratuito
mercoledì 7 settembre
Piccolo Teatro Grassi ore 17
Dalla Russia con Amore
Musiche di Glinka, Grečaninov, Prokof’ev,
Ščedrin, Ginzburg, Stravinsky
Boris Petrushansky, pianoforte
Chiara Amarù, mezzosoprano
Anton Dressler, clarinetto
Diego Chenna, fagotto
Francesco Senese, violino
Xenia Ensemble
In collaborazione con Serate Musicali
Biglietti € 5
Torino
domenica 4 settembre
Chiesa di San Filippo ore 16
Francesco Cavalli
Messa Concertata (1644)
Academia Montis Regalis
Coro Filarmonico Ruggero Maghini
Alessandro De Marchi, direttore
Claudio Chiavazza, maestro del coro
Ingresso gratuito
In collaborazione con Academia Montis Regalis
mercoledì 7 settembre
Tempio Valdese ore 17
Jean-Jacques Printemps
Sérénade op.12
Ferdinando Carulli
Notturno in sol maggiore
Joseph Kreutzer
Trio in la maggiore op. 9 n. 1
Gioachino Rossini
Il Barbiere di Siviglia, ouverture
Classico Terzetto Italiano
Ingresso gratuito
venerdì 9 settembre
SETTIMO TORINESE
Stabilimento Pirelli ore 21
Darius Milhaud
Suite dal balletto “Le boeuf sur le toit”
Artur Honegger
Pastoral d’été
Manuel De Falla
Suite dal balletto “El Amor Brujo”
Igor Stravinsky
Suite per piccola orchestra n. 1 e n. 2
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Luca Pfaff, direttore
Con un’introduzione di Antonio Calabrò,
Direttore Fondazione Pirelli
Main sponsor PIRELLI
In collaborazione con
Fondazione I Pomeriggi Musicali
Fondazione Pirelli
Ingresso gratuito
domenica 11 settembre
Basilica di Sant’Ambrogio ore 11
Claudio Monteverdi
Missa "In illo tempore"
Odhecaton Ensemble
Paolo da Col, direttore
Celebra Monsignor Erminio De Scalzi
Ingresso libero
mercoledì 7 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 21
Georg Friedrich Händel
Ariodante HWV 33
da Ginevra, principessa di Scozia
di Antonio Salvi
Esecuzione in forma di concerto
Il Complesso Barocco
Alan Curtis, direttore
Ann Hallenberg (Ariodante),
mezzosoprano
Karina Gauvin (Ginevre), soprano
Vardhui Abrahamyan, (Polinesso),
contralto
Sabina Puertolas (Dalinda), soprano
Nicholas Phan (Lurcanio), tenore
Gianluca Buratto (Re di Scozia), basso
Biglietti € 20
giovedì 8 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 17
Dalla Russia con amore
Musiche di Glinka, Grečaninov, Prokof’ev,
Ščedrin, Ginzburg, Stravinsky
Boris Petrushansky, pianoforte
Chiara Amarù, mezzosoprano
Anton Dressler, clarinetto
Diego Chenna, fagotto
Francesco Senese, violino
Xenia Ensemble
ingresso gratuito
domenica 11 settembre
Chiesa di Sant’Angelo ore 21
Musiche di Corelli, Strozzi, Geminiani,
Monteverdi, Purcell, Martini, Händel
Accademia degli Astrusi
Federico Ferri, direttore
Anna Caterina Antonacci, soprano
Biglietti € 10
giovedì 15 settembre
sede da definire - ore 17
Alfred Brendel
Il "carattere" musicale: un itinerario nelle
Sonate per pianoforte di Beethoven
In collaborazione con
Società del Quartetto di Milano
Ingresso gratuito
venerdì 9 settembre
Teatro Vittoria ore 18
Jean-Baptiste Lully figlio
Musique pour le sopers du Roy
Johann Hermann Schein
I frutti musicali, Suite in cinque parti
Fortunato Chelleri
Sinfonia a cinque
Johann Christian Schickhard
Concerto a quattro flauti e basso
Les Hautbois
Biglietti € 5
sabato 10 settembre
Chiesa di San Filippo ore 16
Marc-Antoine Charpentier
Concert pour quatre parties de violes
André Campra
Messe de Requiem
Orchestra e Coro
dell’Accademia del Santo Spirito
Sergio Balestracci, direttore
Pietro Mussino, maestro del coro
Paola Roggero, soprano
Laura Lanfranchi, soprano
Gianluigi Ghiringhelli, controtenore
Zoltán Megyesi, tenore
László Jekl, basso
Ingresso gratuito
In collaborazione con Accademia
del Santo Spirito
giovedì 15 settembre
Sede da definire ore 21
Claudio Monteverdi
L’incoronazione di Poppea
Opera in un prologo e tre atti
Libretto di Giovanni Francesco Busenello
Giulia Peri, La Fortuna
Francesca Cassinari, La Virtù
Francesca Lombardi, Amore
Alessandro Giangrande, Ottone,
Cavaliere Principalissimo
Valentina Coladonato, Poppea,
Dama Nobilissima favorita di Nerone
Martina Belli, Nerone Imperatore
Alberto Allegrezza, Arnalta,
Vecchia Nutrice
Marta Fumagalli, Ottavia,
Imperatrice Regnante
Alessio Tosi, Nutrice di Ottavia
Raffaele Costantini ,Seneca,
filosofo maestro di Nerone
Francesca Cassinari, Drusilla,
dama di corte
Mauro Borgioni, Mercurio
Francesca Lombardi, Venere/Pallade
La Venexiana
Claudio Cavina, direttore al clavicembalo
Educational - Progetto Scuole
sabato 10 settembre
Teatro Vittoria ore 18
Robert Schumann
Kreisleriana op. 16
Isaac Albeniz
El Puerto, dal primo libro di Iberia
Claude Debussy
Images prima serie
Fryderyk Chopin
Ballata in sol minore op. 23
Maria Bisi, pianoforte
Biglietti € 5
Venaria Reale, Cortile delle Carrozze
ore 18
Musiche di Wyckhuys, de Haan,
Kander, Kernen, Hirose, Vinson, Joplin,
Porter, Gershwin, Jones, Brahms, Dvorak,
Strauss, Anderson
Piccola Orchestra Fiati
del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino
Edgardo Egaddi,
Pietro Marchetti, direttore
Ilenia Gallo, soprano e voce recitante
Ingresso gratuito
Con il sostegno di Regione Piemonte
In collaborazione con
Conservatorio Giuseppe Verdi
venerdì 16 settembre
Chiesa di Sant’Alessandro ore 16
Georg Friedrich Händel
Concerto n. 2 in si bemolle maggiore op. 4
Concerto n. 1 in si bemolle maggiore op. 7
Franz Joseph Haydn
Sinfonia n. 49 in fa minore “La passione”
Orchestra dell’Università degli Studi di
Milano
Alessandro Crudele, direttore
Antonio Frigé, organo
In collaborazione con
Orchestra dell’Università degli Studi di Milano
Ingresso gratuito
Basilica di Santa Maria delle Grazie
ore 21
Fritz Kreisler
Cinque pezzi
(orchestrazione di Francesco Fiore)
Niccolò Paganini
Variazioni sulla canzone veneziana “Oh
mamma, mamma cara”
(Il carnevale di Venezia)
Concerto per violino e orchestra n. 2
in si minore “La Campanella”
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Serenata per archi in do maggiore op. 48
Orchestra da Camera Italiana
Salvatore Accardo, direttore e violino
Biglietti € 15
domenica 11 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 11
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart,
Niccolò Paganini
Orchestra Filarmonica di Torino
Sergio Lamberto, maestro concertatore
Massimo Quarta, violino
Biglietti € 5
Chiesa di San Filippo ore 16
Musiche di Palestrina, de Victoria,
Gabrieli, Schütz
Dario Tabbia, direttore
Musiche di Pizzetti, Penderecki, Stravinsky,
Pedini, Martin, Campogrande,
Barber
Lorenzo Donati, direttore
Coro Giovanile Italiano
Ingresso gratuito
lunedì 12 settembre
Palazzo di Giustizia Bruno Caccia
Aula Magna Fulvio Croce ore 17
Musiche di Corelli, Vivaldi, Somis,
Pugnani, Viotti, Polledro
Ensemble Somis
Ingresso gratuito
mercoledì 21 settembre
Chiesa di Sant’Antonio ore 17
Musica alla Corte di Federico II
Wilhelm Friedmann Bach
Adagio und Fuge in re minore, Falck 65
per 2 flauti traversi, 2 violini, viola e basso
Johann Joachim Quantz
Concerto in sol maggiore per flauto
traverso, 2 violini, viola e basso
in sol maggiore
Georg Philipp Telemann
Concerto a 2 flauti traversi, 2 violini, viola,
colascione e cembalo in re maggiore
Franz Benda
Concerto per flauto traverso, due violini,
viola e basso in mi minore
Orchestra Barocca di Milano Civica Scuola
di Musica – Fondazione Milano
Marcello Gatti, direttore
Ingresso gratuito
lunedì 12 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 21
Johannes Brahms
Sestetto per archi
in si bemolle maggiore op. 18
Ernest Chausson
Concerto in re maggiore per pianoforte,
violino e quartetto d’archi op. 21
Salvatore Accardo,
Laura Gorna, Laura Marzadori, violini
Francesco Fiore, Simonide Braconi, viole
Rocco Filippini, Cecilia Radic, violoncelli
Laura Mancini, pianoforte
Biglietti € 20
In collaborazione con Pro Cultura femminile per
il Centenario della Fondazione
martedì 13 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 17
Bach: sintesi di Italia e Francia
Musiche di Antonio Vivaldi,
Johann Sebastian Bach, François Couperin
Corrado Cavalli, organo
Ingresso gratuito
mercoledì 14 settembre
Tempio Valdese ore 17
Musica Concertata
Musiche di Cima, Fasolo, Merula,
Monteverdi
DolciAure Consort
Accademia dei Solinghi
Rita Peiretti, maestro organo e cembalo
Ingresso gratuito
giovedì 22 settembre
Sede GRUPPO 24 ORE, Auditorium
ore 17
Songs e Folk Songs: da Purcell ai Beatles
Peter Maxwell Davies
Eight songs for a Mad king
Henry Purcell
Songs per controtenore e liuto
Luciano Berio
Beatles Song (Michelle)
Henry Purcell
Songs per controtenore e liuto
Luciano Berio
Beatles Song (Yesterday)
Folk songs
Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore
Alda Caiello, soprano
Charles Maxwell, controtenore
Maurizio Leoni, baritono
In collaborazione con
Divertimento Ensemble
GRUPPO 24 ORE
Ingresso gratuito
sabato 17 settembre
Auditorium RAI Arturo Toscanini ore 17
Musiche di Shi Wanchun, Liu Yuan,
Antonín Dvořák
Orchestra Sinfonica di Zhejiang
Muhai Tang, direttore
Jiang Guoji, flauto di bambù
Biglietti € 5
domenica 18 settembre
Chiesa di San Filippo ore 16
Musiche di César Franck, Franz Liszt, Gabriel
Fauré, Franz Schubert, Anton Bruckner
Coro dell’Accademia Stefano Tempia
Michele Frezza, maestro del coro
Coro Polifonico di Lanzo
Arcangelo Popolani, maestro del coro
Josef Böck, direttore
Ingresso gratuito
lunedì 19 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 17
Johann Sebastian Bach
Variazioni Goldberg BWV 988
Onofrio Della Rosa, clavicembalo
Ingresso gratuito
lunedì 19 settembre
Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto ore 21
Johann Christian Bach
Sinfonia in mi bemolle maggiore op. 9 n. 2
Tomaso Antonio Vitali
Ciaccona in sol minore
per violino e basso continuo
Wolfgang Amadeus Mozart
Adagio in mi maggiore K. 261
per violino e orchestra
Rondò in do maggiore K. 373
per violino e orchestra
Gioachino Rossini
Sonata a quattro n. 3
in si bemolle maggiore per orchestra
Niccolò Paganini
Concerto n. 1 in re maggiore
per violino e orchestra op. 6
I Filarmonici di Roma
Uto Ughi, direttore e violino
Biglietti € 20 e € 30
martedì 20 settembre
Politecnico di Torino Aula Magna ore 17
Musiche di Ludwig van Beethoven,
George Enescu, Béla Bartók
Edoardo Zosi, violino
Saskia Giorgini, pianoforte
Ingresso gratuito
mercoledì 21 settembre
Teatro Vittoria ore 18
Musiche di Bach, Singelée, Pierné,
Naulais, Iturralde, Wiberny
Quartetto di Sassofoni Crazy 4 Sax
Biglietti € 5
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 17
Zappa's Revenge
Musiche di Francesco (ca. 1745-1788?) e
Frank (1940-1993) Zappa
Atalanta Fugiens
Vanni Moretto, direttore
Ingresso gratuito
___________15
Concerti e spettacoli per bambini e ragazzi
Milano
sabato 10 settembre
Teatro San Babila ore 17
Musikanten. Una fiaba musicale
Musiche di Gershwin, Weill, Lee, Rollins,
La Rocca, da Vico, Zeni
di e con Camilla da Vico,
Vlastimil Viktora, Giacomo Anderle, attori
Paolo Trettel, tromba, flicorno
Fiorenzo Zeni, sassofono soprano/tenore
Stefano Menato, sassofono baritono
Hannes Petermair, trombone
Giacomo Anderle, testo e regia
Mariano De Tassis, luci
Nadezhda Simeonova, Plamen
Solomonski, scene
Tiziana Mosna, costumi
In collaborazione con Fondazione Gioventù
Musicale d’Italia
Biglietti € 5
domenica 11 settembre
Conservatorio di Milano, Sala Puccini
ore 17
Ninnenanne e tarantelle. Un viaggio musicale
attraverso paesi e culture
Musiche di Mozart, Mendelssohn, Donizetti,
Rossini, Brahms, Stravinsky, Bartók, Bietti
Open Trios
Giovanni Bietti, pianoforte
Pasquale Laino, Matteo Agostini, sassofoni
Luca Caponi, percussioni
Biglietti € 5
Torino
Casa Teatro Ragazzi e Giovani
ore 16 e ore 18.30
In collaborazione con Fondazione Teatro Ragazzi
e Giovani
domenica 4 settembre
Ninnenanne e tarantelle
Open Trios
Giovanni Bietti, pianoforte
Pasquale Laino, Matteo Agostini, sassofoni
Luca Caponi, percussioni
Biglietti € 5
sabato 10 settembre
“la musica racconta che……”
Tre fiabe di Laura Muscarà
Musiche di Carlo Galante,
Gabriele Bonolis, Antonio D’Antò
Laboratorio Ensemble
Maurizio Croci, clarinetto piccolo
Edoardo Mancini,
Simona Mariani, clarinetto
Antonio Amanti, corno di bassetto
Alessia Centofanti, clarinetto basso
Federico Paci, direttore
Vanessa Gravina, voce recitante
Biglietti € 5
sabato 17 settembre
Teatro Sala Fontana ore 17
La nonna di Mozart
Favola musicale di Saul Beretta,
Andrea Taddei e Massimiliano Fratter
Musica originale di Wolfgang Amadeus
Mozart trascritta e arrangiata da Nadio
Marenco e Adalberto Ferrari
Massimiliano Zanellati, nonna di Mozart
Debora Mancini, Wolfgang Amadeus Mozart
Nadio Marenco, fisarmonica
Adalberto Ferrar, sassofono e clarinetti
Andrea Taddei, regia, scene, costumi
In collaborazione con Elsinor Teatro Stabile di
Innovazione / Musicamorfosi
Biglietti € 5
domenica 18 settembre
Teatro Leonardo da Vinci ore 17
Cuoche Alla Riscossa!
Opera da camera in un atto
Musiche e testi di Giorgio Spriano
Oliviero Giorgiutti, baritono (Il padrone)
Stefano Sartore, Giulia Nervi,
Luigi Orfeo, attori (cuoche / ristoratori)
Ensemble Micron
Alessandro Molinaro, flauto
Sandro Tognatti, clarinetto
Margherita Monnet, violoncello
Carlo Lo Presti, chitarra
Davide Spriano, ukulele
Regia di Roberta Faroldi
Scene di Enrica Campi
e Massimo Voghera
In collaborazione con
Quelli di Grock - Teatro Leonardo da Vinci
Biglietti € 5
sabato 17 settembre
Cuoche Alla Riscossa!
Opera da camera in un atto
Musiche e testi di Giorgio Spriano
Oliviero Giorgiutti, baritono (Il padrone)
Stefano Sartore, Giulia Nervi,
Luigi Orfeo, attori (cuoche / ristoratori)
Ensemble Micron
Alessandro Molinaro, flauto
Sandro Tognatti, clarinetto
Margherita Monnet, violoncello
Carlo Lo Presti, chitarra
Davide Spriano, ukulele
Regia di Roberta Faroldi
Scene di Enrica Campi
e Massimo Voghera
Biglietti € 5
domenica 18 settembre
DoReMiFaSolLaSiZù
Di e con Luca Domenicali
e Danilo Maggio
Microband
Luca Domenicali
Danilo Maggio
Biglietti € 5
___________16
Incontri
Milano
sabato 10 settembre
Palazzo Moriggia
Museo del Risorgimento
ore 15
Presentazione del libro
Edizioni distrutte.
Cori del Risorgimento Italiano
a cura di Plilip Gossett
Partecipano
Philip Gossett, Licia Sirch,
Claudio Toscani
Coordina Enzo Restagno
In collaborazione con Museo del Risorgimento
Ingresso gratuito
Visita gratuita al Museo del Risorgimento
riservata a coloro che assistono all’incontro
lunedì 12 settembre
sede da definire ore 15
Presentazione del libro “Il canto dei poeti”
La grande poesia italiana in musica.
Un omaggio della Svizzera in occasione del
150° dell’Unità d’Italia
a cura di Sabine Frantellizzi
Partecipano
Piero Boitani, Sabine Frantellizzi
Carlo Piccardi, Guido Salvetti
Coordina Enzo Restagno
In collaborazione con
Giampiero Casagrande Editore
in Lugano e Milano
Ingresso gratuito
Torino
venerdì 9 settembre
Fondazione Fulvio Croce
ore 11
Presentazione del volume
Edizioni distrutte.
Cori del Risorgimento Italiano
a cura di Philip Gossett
Incontro con Philip Gossett,
Enzo Restagno, Giancarlo Zedde
Ingresso gratuito
sabato 17 settembre
Teatro Vittoria
ore 18
Presentazione del volume
Poetica del foto-suono.
I suoni delle cose tra Filosofia,
E(ste)tica e Musica
di Riccardo Piacentini
Dialogano con l'autore
Enzo Restagno e Marco Revelli
Musiche di Riccardo Piacentini per
pianoforte e foto-suoni eseguite dall’autore
Ingresso gratuito
martedì 20 settembre
Piccolo Teatro Grassi, Chiostro
ore 17
Presentazione del libro
La Milano musicale di Gino Negri
di Marco Moiraghi
Partecipano
Marco Moiraghi, Filippo Crivelli
Nicola Scaldaferri, Ornella Vanoni
Coordina Enzo Restagno
In collaborazione con
Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
Ingresso gratuito
______________17
Concerti nel territorio della Regione Lombardia
e della Regione Piemonte
Lombardia
MANTOVA
lunedì 5 settembre
Teatro Bibiena ore 21
D’Amore & di Guerra
Madrigali dal VII e VIII libro
di Claudio Monteverdi
Accademia d’Arcadia
Alessandra Rossi Lürig, direttore e cembalo
Con il sostegno di Regione Lombardia
In collaborazione con
Accademia d’Arcadia / Comune di Mantova
ingresso gratuito fino a esaurimento posti
LECCO
martedì 13 settembre
Teatro della Società ore 21
Astor Piazzolla
Adios nonino, per violoncello e archi
(arrangiamento di Roberto Molinelli)
Roberto Molinelli
Twin legends per violoncello e archi
Astor Piazzolla
Le Gran Tango per violoncello e archi
(arrangiamento di Enrico Dindo)
4 stagioni per violoncello e archi
(arrangiamento di Bosso)
I Solisti di Pavia
Enrico Dindo, direttore e violoncello
Con il sostegno di Regione Lombardia
In collaborazione con Comune di Lecco
Camera di Commercio di Lecco
Ingresso gratuito
Piemonte
MAGNANO
domenica 18 settembre
Monastero di Bose
Chiesa Monastica Ecumenica ore 17
Thomas Luis da Victoria
Missa pro defunctis a sei voci
Vox Libera
Dario Tabbia, direttore
Ingresso gratuito
Con il sostegno di Regione Piemonte
In collaborazione con Comunità Monastica di
Bose
VENARIA REALE
3 concerti domenica 4, sabato 10 e domenica
11 settembre
I programmi in schede Italia 150 e musica
da camera
CREMONA
giovedì 15 settembre
Teatro Amilcare Ponchielli ore 21
Gaetano Donizetti
Quartetto n. 5 in mi minore
Gioachino Rossini
Sonata I in sol maggiore per 2 violini,
violoncello e contrabbasso
Giuseppe Verdi
Quartetto in mi minore
Quartetto di Torino
Gianluca Turconi, Umberto Fantini, violini
Andrea Repetto, viola
Manuel Zigante, violoncello
Paolo Borsarelli, contrabasso
Con il sostegno di Regione Lombardia
In collaborazione con
Provincia di Cremona
Distretto Culturale della Provincia di Cremona
Fondazione Antonio Stradivari di Cremona
Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona
Ingresso gratuito
PAVIA
lunedì 19 settembre
Teatro Fraschini ore 21
Luigi Cherubini
Quartetto n.1 in mi bemolle maggiore
Ludwig van Beethoven
Quartetto op. 18 n.6 in si bemolle maggiore
Fabio Vacchi
Movimento di Quartetto
Quartetto di Venezia
Andrea Vio, Alberto Battiston, violini
Giancarlo di Vacri, viola
Angelo Zanin, violoncello
Con il sostegno di Regione Lombardia
In collaborazione con
Fondazione Teatro Fraschini
Ingresso gratuito
______________18
Partecipare a MITO è facile
Le biglietterie di Milano e Torino
saranno aperte al pubblico dal 28 maggio 2011.
Milano
Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
Tel. +39.02.884.64725
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
Torino
via San Francesco da Paola 6
Tel. +39.011.4424777
smtickets@comune.torino.it
Carnet
Formule di abbonamento con scelta di posto fisso
Rinnovi Carnet 2010 dal 28 maggio – Nuove sottoscrizioni da sabato 4 giugno
Milano e sabato 11 giugno Torino
- Carnet oro
- Carnet argento
- Carnet argento più (solo Torino)
- Carnet mini week end (solo Milano)
Pass
Permettono di scegliere una selezione di concerti
In vendita da sabato 25 giugno
- Pass à la Carte
- Pass FocusHaiti
- Pass Jazz (solo Milano)
Biglietti
I biglietti saranno in vendita da sabato 18 giugno
Biglietterie serali
I biglietti saranno in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti presso la biglietteria
della relativa sede, se ancora disponibili.
Riduzione giovani: per i nati dal 1997 tutti i concerti a 5 €
Concerti gratuiti: i biglietti di ingresso saranno distribuiti, a partire da un’ora prima
dello spettacolo, direttamente presso le sedi fino ad esaurimento dei posti.
La prenotazione dei posti non è consentita e ogni spettatore avrà diritto a un solo biglietto.

___________19
Dal 15 aprile in vendita online
i tre grandi concerti di musica classica
Da venerdì 15 aprile apre in anteprima la vendita dei biglietti per i tre grandi
concerti di musica classica al Mediolanum Forum di Assago e al Palasport
Olimpico Isozaki.
ESCLUSIVAMENTE ONLINE
Torino martedì 13 settembre
Palasport Olimpico Isozaki ore 21
Musiche di Giuseppe Verdi
Orchestra e Coro
del Maggio Musicale Fiorentino
Roberto Abbado, direttore
biglietti € 5
Torino venerdì 16 settembre
Palasport Olimpico Isozaki ore 21
Milano sabato 17 settembre
Mediolanum Forum Assago ore 21
Igor Stravinsky
Le Sacre du Printemps,
quadri della Russia pagana in due parti
Carl Orff
Carmina Burana, “Cantiones profanae”
per soli, coro e orchestra
Südwestdeutsche
Philharmonie Konstanz
Chor der Bamberger Symphoniker
Vassilis Christopoulos, direttore
Rolf Beck, maestro del coro
Marisol Montalvo, soprano
Hans-Werner Bunz, tenore
Daniel Schmutzhard, baritono
biglietti € 5
www.mitosettembremusica.it
11
Concerti per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità
d’Italia

domenica 18 settembre concerto straordinario a Novara
Basilica di San Gaudenzio
ore 21
Carlo Coccia
Messa di Requiem in memoria del Re Carlo Alberto (1849)
per soli coro e grande orchestra
Prima esecuzione in tempi moderni
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia e Cameristi del Teatro alla Scala
Ars Cantica Choir
Solisti dell’Accademia di Perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala
In collaborazione con
Associazione Musica del Risorgimento
Accademia del Teatro alla Scala
Comune di Novara
Provincia di Novara
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia
Università degli Studi di Milano – Sezione Musica del Dipartimento delle Arti, della Musica e dello
Spettacolo
Ingresso gratuito
Milano
martedì 6 settembre
Teatro Martinitt ore 22
Franca Masu
AZULEJOS come il mare negli occhi
Franca Masu, voce
Mark Harris, pianoforte
Salvatore Maltana, contrabbasso
Roger Soler, percussioni
In collaborazione con
Ponderosa Music & Art
Teatro Martinitt
Biglietti € 5
Torino
domenica 4 settembre
Venaria Reale Cortile delle Carrozze ore
18
L’Italia chiamò!
Musiche di Giuseppe Verdi,
Amilcare Ponchielli, Paolo Giorza,
Michele Novaro...
Civica Orchestra di Fiati di Milano
Carlo Balmelli, direttore
Ingresso libero
Con il sostegno di Regione Piemonte
In collaborazione con Civica Orchestra di Fiati
di Milano
sabato 10 settembre
Palazzo Reale, Cortile ore 16
1861 e dintorni
Musiche di Marco Calandri, Fulvio Creux,
Paolo Giorza, Paolo Mazza, Davide Boario,
Percy Aldrige Grainger, Gustav Holst,
Michele Novaro
Fanfara della Brigata Alpina Taurinense
Maresciallo Capo Marco Calandri,
direttore
In collaborazione con
Palazzo Reale
Ingresso gratuito
Teatro Carcano ore 17
Cori del Risorgimento Italiano
e le Cinque giornate di Milano
Associazione Corale «Sette Torri»
Città di Settimo Torinese
Giovanni Cucci, direttore
Elena Camerlo, pianoforte
Introduce Giorgio Galli
Ingresso gratuito
martedì 13 settembre
Tieffe Teatro Menotti
ore 22
Focu d’amore
Canti, pizzichi e tarante del Salento
Canzoniere Grecanico Salentino
In collaborazione con
Ponderosa Music & Art
biglietti € 5
domenica 4 settembre
Borgo Medievale ore 21.30
GONG 150 suonati (dalle bande)
... e l'italiano ride
Banda di Avola
con la partecipazione straordinaria
di Mirco Menna
Ingresso gratuito
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
lunedì 5 settembre
Palazzo Madama Aula del Senato ore 18 e 21.30
Il linguaggio dell’amor
Arie e romanze di Vincenzo Bellini,
Stanislao Gastaldon, Giacomo Puccini,
Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi
Karin Selva, soprano
Marilena Solavagione, pianoforte
Biglietti € 5
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
Borgo Medievale ore 21.30
GONG 150 suonati (dalle bande)
Unione Musicale Condovese
Ingresso gratuito
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
venerdì 9 settembre
Conservatorio Giuseppe Verdi ore 17
Cori del Risorgimento Italiano
e le Cinque giornate di Milano
Associazione Corale «Sette Torri»
Città di Settimo Torinese
Giovanni Cucci, direttore
Elena Camerlo, pianoforte
Ingresso gratuito
sabato 17 settembre
Palazzo Reale, Cortile ore 16
L'Italia chiamò!
Musiche di Giuseppe Verdi,
Amilcare Ponchielli, Paolo Giorza,
Michele Novaro...
Civica Orchestra di Fiati di Milano
Carlo Balmelli, direttore
In collaborazione con
Civica Orchestra di Fiati
Palazzo Reale
Ingresso gratuito
martedì 20 settembre
Alcatraz ore 22
Munfrâ
Musica “Selvatica”, Suono-Memoria e
Racconti di Monferrato
Yo Yo Mundi
In collaborazione con
Felmay
Biglietti € 5
domenica 11 settembre
Venaria Reale Cortile delle Carrozze ore 18
1861 e dintorni
Musiche di Marco Calandri, Fulvio Creux,
Paolo Giorza, Paolo Mazza, Davide Boario,
Percy Aldrige Grainger, Gustav Holst,
Michele Novaro
Fanfara della Brigata Alpina Taurinense
Maresciallo Capo
Marco Calandri, direttore
Ingresso libero
Con il sostegno di Regione Piemonte
lunedì 12 settembre
Palazzo Madama Aula del Senato ore 18 e 21.30
Musiche di Gaetano Donizetti, Gioachino
Rossini, Giuseppe Verdi
Quartetto d’Archi di Torino
Paolo Borsarelli, contrabbasso
Biglietti € 5
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
lunedì 19 settembre
Palazzo Madama Aula del Senato ore 18 e 21.30
Musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij, Gioachino
Rossini, Giulio Baldassarre Briccialdi, Nino
Rota
Quintetto di fiati Prestige
del Teatro Regio di Torino
Biglietti € 5
In collaborazione con Fondazione Torino Musei
Comunicato stampa



Milano, Piazza della Scala, giovedì 14 Aprile 2011



Suoni dalle Regioni d’Italia,

un grande concerto in piazza per il Festival MITO



In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia MITO SettembreMusica propone al pubblico, il giorno dopo la conferenza stampa di presentazione del Festival e come anteprima della V edizione, un grande concerto gratuito dedicato alle tradizioni della musica popolare italiana. Giovedì 14 aprile dalle ore 16 alle 21, in Piazza della Scala a Milano, si esibiranno i migliori musicisti del repertorio folklorico italiano provenienti da otto regioni. Un susseguirsi di stili e sonorità fortemente legati alla cultura e alla storia del nostro Paese.

Dalle ore 16 la storica Banda di Avola, dalla Sicilia, sfilerà da San Babila per il centro della città quasi a convogliare il pubblico verso Piazza della Scala dove gli otto gruppi si daranno il cambio ogni 30 minuti. Dall’Emilia Romagna I Violini di Santa Vittoria animeranno il palco a suon di valzer, mazurche, polke e tango, seguiti dai Calicanto che attraverso cornamuse e corde popolari faranno rivivere le tradizioni musicali venete.

Il Gruppo Spontaneo Trallalero rappresenterà la Liguria attraverso il repertorio del trallalero, stile polifonico vocale nato tra i camalli del porto di Genova, mentre la Napoli MandolinOrchestra svelerà l’anima più profonda della migliore musica napoletana. Riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità, il canto polifonico “a tenore” tipico della Sardegna sarà presente al concerto grazie ai Tenores di Bitti. A seguire il mondo contadino delle Puglie che rivivrà grazie a suoni e voce de I Malicanti e Anna Invidia.

Ambrogio Sparagna & Orchestra Popolare Italiana, dalla regione Lazio, faranno “ballare” il pubblico a suon di tarantelle tipiche del centro-sud, mentre tornerà sul palco a chiudere il concerto la Banda di Avola, nata con l’intento di ricostruire la gloriosa banda omonima di epoca Borbonica.
MITO SettembreMusica

Torino Milano

Festival Internazionale

della Musica





Letizia Moratti Sergio Chiamparino

Sindaco della Città di Milano Sindaco della Città di Torino



Massimiliano Finazzer Flory Fiorenzo Alfieri

Assessore alla Cultura Assessore alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia





sono lieti di invitare la S.V.

alla conferenza stampa di presentazione

della quinta edizione

del Festival MITO SettembreMusica



mercoledì 13 aprile 2011



alle ore 12.00 a Milano

Palazzo Marino, sala Alessi, Piazza della Scala 2



alle ore 17.30 a Torino

Teatro Vittoria, Via Gramsci 4



intervengono

Francesco Micheli, Presidente

Angelo Chianale, Vicepresidente

Enzo Restagno, Direttore artistico



saranno presenti a Milano

Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano

Massimo Buscemi, Assessore alla Cultura

della Regione Lombardia

Bruno Ermolli, membro di Giunta

della Camera di Commercio di Milano

e Presidente Promos



saranno presenti a Torino

l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte

Guido Bolatto, Segretario Generale

della Camera di Commercio di Torino

Vittorio Meloni, Direttore Relazioni Esterne

di Intesa Sanpaolo
MITO SettembreMusica

Torino Milano – Festival Internazionale della Musica / 3-22 settembre 2011



COMUNICATO STAMPA



Milano, 21 marzo 2011



Aperte le selezioni per partecipare all’edizione milanese di MITOFringe!

MITOFringe cerca giovani musicisti emergenti e giovani fotografi

per diventare reporter ufficiali dell’evento



MITOFringe a Milano, la rassegna di concerti fuori cartellone organizzato per il terzo anno dal Festival MITO SettembreMusica, invita giovani musicisti ed ensemble di tutti i generi musicali, dalla classica al jazz, rock e pop, dalla musica etnica a quella antica, a inviare curriculum e proposta artistica per partecipare alle selezioni dei musicisti e dei programmi in cartellone.



Per il 201 MITOFringe a Milano presenta una grande novità: i concerti si svolgeranno tra fine maggio e inizio luglio 2011, anticipando così il cartellone ufficiale del Festival MITO. MITOFringe assume così un’identità ancora più forte, offrendo concerti in tante sedi diverse della città, per regalare ai cittadini una pausa inaspettata dagli impegni quotidiani con musica classica, jazz, rock, pop, folk.



Per partecipare come artista a MITOFringe a Milano, basta inviare entro e non oltre lunedì 11 aprile 2011 il proprio cv insieme a una dettagliata proposta artistica a c.mitoperlacitta@comune.milano.it.



Ma anche per la copertura fotografica di MITOFringe a Milano il Festival si affida ai giovani: MITOFringe infatti offre a giovani studenti e fotografi professionisti la possibilità di diventare reporter ufficiale della manifestazione: i fotografi selezionati potranno seguire gli eventi di MITOFringe in tutte le sue fasi, conoscere dall’interno l’organizzazione di un Festival e vedere pubblicate le proprie foto sul sito e sui canali social media del Festival.

Gli interessati possono inviare la propria candidatura con annesso portfolio (max. cinque immagini, in bassa risoluzione, in formato .jpg) all’indirizzo c.mitoinformazioni@comune.milano.it entro e non oltre il 18 aprile 2011, indicando nell’oggetto della mail: Rif: fotoreporter MITOFringe
COMUNICATO STAMPA, Milano, Torino 16 febbraio 2011

Il Festival MITO SettembreMusica invita i bambini a raccontare

con un disegno la loro passione per la musica



Disegniamo…la musica!

“Qual è la fiaba musicale che vi piace di più? Avete visto un bel concerto o spettacolo, suonate uno strumento o cantate in un coro? Raccontateci le vostre esperienze con tutta la vostra fantasia e creatività.”


MITO SettembreMusica, quest’anno alla quinta edizione, dal 3 al 22 settembre 2011 a Milano e Torino, invita tutti i bambini a realizzare un disegno sulla musica ispirandosi ai tanti modi in cui la musica entra a far parte della nostra vita: dalle fiabe musicali che ascoltiamo ai concerti e spettacoli che vediamo, dalla personale esperienza con strumenti musicali, con il canto al far musica in famiglia e a scuola.

La partecipazione è aperta ai bambini fino alla 5° elementare.

I disegni verranno valutati all’interno dell’organizzazione di MITO e i più belli potranno essere selezionati per la campagna di comunicazione del Festival.

I disegni, a tema libero, possono essere inviati entro il 30 aprile a

MILANO, MITO SettembreMusica, Ufficio Comunicazione, via Dogana 2 (Scala E II piano), 20123 Milano o per mail a c.mitoinformazioni@comune.milano.it

TORINO, MITO SettembreMusica, via San Francesco da Paola 3, 10123 Torino, oppure per mail a settembre.musica@comune.torino.it



Da maggio su www.mitosettembremusica.it sarà online il programma dei concerti e spettacoli dedicati a bambini e ragazzi del Festival MITO 2011.
Comunicato stampa

Milano, 8 novembre 2010



A MITO SettembreMusica e a Pirelli assegnato “The Cultural Business Award 2010” del Festival of Festivals


E il Festival MITO vince anche il premio per la migliore interazione con il territorio



Il Festival MITO SettembreMusica e il suo partner Pirelli, sponsor del Festival MITO fin dal 2007, si sono aggiudicati quest’anno due dei riconoscimenti più importanti del Festival of Festivals, iniziativa che ogni anno premia i Festival che si distinguono per l’impegno nei diversi ambiti di attività. Nel caso di Pirelli, tale impegno è avvenuto attraverso la Fondazione Pirelli, che ha lo scopo di promuovere all’interno del sistema paese, il ruolo dell’azienda non solo come motore economico, ma anche culturale.

The Cultural Business Award 2010, che premia l’impegno culturale delle aziende in sintonia con la proposta del Festival, è stato assegnato a Pirelli e al Festival MITO per il progetto “Il ritorno della musica in fabbrica”, il concerto dei Fiati di Torino tenutosi per il Festival MITO il 13 settembre 2010, nell’ex stabilimento per pneumatici vettura di Settimo Torinese, oggi in fase di trasferimento nell’innovativo Polo Tecnologico per pneumatici vettura e industriali che Pirelli sta costruendo nello stesso.



Il concerto, realizzato dal Festival in collaborazione con la Fondazione Pirelli, è stato pensato quale testimonianza del rapporto profondo tra musica e mondo del lavoro, sulla scia dei concerti per i lavoratori nelle fabbriche a cavallo tra Ottocento e Novecento e delle opere eseguite dai più grandi Maestri contemporanei a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso. I suoni dei macchinari industriali per una volta sono stati sostituiti e al contempo evocati dagli strumenti a fiato - gli ottoni, appunto - in una cornice che ad ogni elemento dell’ambientazione industriale assegna un nuovo e più profondo significato culturale e musicale.

“La fabbrica ha una sua musica. L’industria ha una sua cultura. E la cultura può, anzi deve ritrovarsi negli spazi dell’industria”, sostiene Antonio Calabrò, Direttore della Fondazione e della Direzione Corporate Culture di Pirelli. In linea con la volontà di portare la musica a un pubblico ampio e diversificato è stata anche la comunicazione, curata congiuntamente dal Festival e da Pirelli.

“Portare la musica fuori dai luoghi canonici per progetti creati ad hoc è da sempre una delle caratteristiche del Festival MITO,” dice Francesca Colombo, segretario generale e coordinatore artistico di MITO SettembreMusica, “ed è del tutto particolare l’emozione che accompagna l’ascolto di un programma musicale in una fabbrica, tra copertoni, profumo di gomma e operai che vedono il loro luogo di lavoro trasformato in una sala da concerto.”



Del costante impegno del Festival MITO è testimonianza anche l’assegnazione del Best Territory Improvement Award 2010, premio per il profondo e continuo effetto di valorizzazione del territorio, parte integrante della filosofia di MITO SettembreMusica, che ogni settembre unisce le città di Milano e Torino e i territori delle relative Regioni in un fitto cartellone che invade tante sedi diverse, dai teatri e auditorium a chiese, piazze, periferie, parchi, metropolitane. Anche il calendario del MITOFringe - tanti appuntamenti musicali gratuiti che si aggiungono al cartellone ufficiale del Festival - contribuisce, da ormai due anni, al sempre maggior coinvolgimento della città, dal centro alle periferie.

Grazie al sostegno delle Regioni Lombardia e Piemonte, il Festival, dal 2007 ad oggi, ha portato concerti anche in altre 21 città delle due Regioni, valorizzando la macroarea, creando indotto economico e turistico e raggiungendo nuovi target di pubblico. Proprio questa attenzione verso il pubblico e per le dinamiche sociali ha spinto la giuria ad assegnare l’importante premio a MITO.

L’attenzione al territorio è testimoniato anche dalla compensazione delle emissioni di gas nocivi generati dagli eventi del Festival (in collaborazione con Lifegate – Impatto Zero, Environment Park e Clean Planet) con la creazione di boschi e foreste nei territori regionali (Parco del Ticino, Parco Rio Vallone).
Seeds in the Wind, il concerto live della sacerdotessa rock Patti Smith con La Casa Del Vento

è l’annunciato spettacolo a sorpresa di MITO SettembreMusica in occasione della mostra It’s Not Only Rock ‘n’ Roll, Baby!

Domenica 12 settembre 2010 ore 22 - Triennale Bovisa, Milano

Seeds in the Wind
Patti Smith
live con Lenny Kaye e La Casa Del Vento

Posti in piedi €15 (il biglietto comprende la visita alla mostra)

In collaborazione con
La Triennale di Milano
2roads
MITO SettembreMusica

Lunedì 20 settembre 2010 ore 21 – Piccolo Teatro Strehler, Milano

Istanbul 1710: Jordi Savall riscopre la musica classica ottomana attraverso il Libro della Scienza e della Musica di Cantemir

Istanbul 1710

Dmitrie Cantemir
“Le Livre de la Science de la Musique” e le tradizioni musicali sefardite e armene

Hespérion XXI
Jordi Savall, direttore
con
Kudsi Erguner, flauto ney

Ingresso posti numerati € 15, € 25

In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa


Lunedì 20 settembre alle 21 al Teatro Strehler, MITO SettembreMusica presenta Istanbul 1710 il nuovo progetto musicale ideato da Jordi Savall. Si tratta di un concerto risultato dell’intenso lavoro di ricerca sulle fonti musicali ottomane che il direttore ha condotto attraverso Il Libro della Scienza della Musica, opera del principe moldavo Dimitrie Cantemir. Il libro, scritto da Cantemir durante i suoi viaggi a Istanbul nel 1700, raccoglie infatti le musiche strumentali “colte” della corte ottomana del XVII secolo, ed è fonte fondamentale di conoscenza della teoria, dello stile e delle forme musicali ottomane del XVIII secolo, oltre che una delle più interessanti testimonianze sulla vita musicale in uno dei più importanti paesi orientali. Questa raccolta di 355 composizioni (di cui 9 dello stesso Cantemir), scritte con un sistema di notazione musicale inventato dall’autore stesso, rappresenta la più importante collezione, provenienti da una fonte scritta dell’epoca, di musica strumentale ottomana dei secoli XVI e XVII che sia giunta fino ai nostri giorni.
In questo concerto Savall prosegue il percorso di dialogo tra oriente e occidente che caratterizza i suoi progetti musicali e riunisce un magnifico gruppo di musicisti della Turchia che utilizzano strumenti tradizionali, oud, ney, kanun, tanbur, lira e percussioni, e insieme a musicisti dell’Armenia (duduk, kemancha e ney), di Israele e Marocco (oud), della Grecia (santur e morisca) ai principali solisti di Hespèrion XXI. Il programma presenta una selezione di magnifici makam estratti dal libro di Cantemir, in dialogo e alternanza con le musiche “tradizionali” del popolo, rappresentate qui da materiale di tradizione orale di musicisti armeni e delle comunità sefardite accolte, in seguito alla loro espulsione dal regno di Spagna, nelle città dell’impero ottomano come Istanbul o Smirne.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725 / 02.88464748
c.mitoinformazioni@comune .milano.it
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Interpreti :

dalla Turchia:
Kudsi Erguner, ney
Derya Türkan, kemençe
Yurdal Tokcan, oud
Fahrettin Yarkin, percussioni
Murat Salim Tokaç, tamburo
Hakan Güngör, kanun
dall’Armenia:
Gaguik Mouradian, kemancha
Haïg Sarikouyoumdjian, ney duduk
dalla Grecia:
Dimitri Psonis, santur, sas
da Israele:
Yair Dalal, oud
dal Marocco:
Driss El Maloumi, oud
dalla Spagna:
Pedro Estevan, percussioni
Jordi Savall, lira a 6 corde, viella a 5 corde, direzione
Biografie

Hespèrion XXI
Nell’antichità erano chiamate HESPERIA le due penisole più occidentali dell’Europa: l’Iberica e l’Italica (in greco, Hesperio significa originario di una di queste penisole). Espero era anche il nome dato al pianeta Venere quando la sera appariva a Occidente. Riuniti da un intento comune, lo studio e l’esecuzione della musica antica basandosi su premesse nuove e moderne, e affascinati dall’immensa ricchezza del repertorio musicale ispanico ed europeo prima del 1800, Jordi Savall (archi), Montserrat Figueras (voce), Lorenzo Alpert (fiati e percussioni) e Hopkinson Smith (strumenti a corde pizzicate) fondarono nel 1974 l’ensemble HESPÈRION XX, dedicato all’esecuzione e rivalutazione di alcuni aspetti essenziali di questo repertorio. Con il nuovo millennio, HESPÈRION continua a essere un valido strumento di ricerca e, come tale, ha aggiunto al proprio nome il numero romano corrispondente al nuovo secolo appena iniziato. Il Gruppo pertanto si chiama ora HESPÈRION XXI. Il suo repertorio, così esteso, richiede una formazione varia e ha bisogno d’interpreti dall’eccezionale virtuosismo e dalla profonda conoscenza delle diverse epoche stilistiche. Per questo Hespèrion XXI è diventato un ensemble internazionale, formato dai migliori solisti di ogni specialità, capaci di cambiare il loro stile in funzione del repertorio da interpretare. Tenendo conto delle diverse possibilità che circondano l’esecuzione della musica antica oggi, l’originalità di Hespèrion XXI è l’audacia delle sue scelte: la creatività individuale nel lavoro di gruppo e nella ricerca di una sintesi dinamica tra l’espressione musicale, lo studio stilistico - storico e l’immaginazione creativa dei musicisti del XX secolo . Il suo ultimo lavoro pubblicato da Alia Vox è Istambul Dimitrie Cantemir 1673 - 1723.
Hespèrion XXI è sostenuto dall’INAEM.


Jordi Savall
Jordi Savall è uno dei personaggi musicali più poliedrici della sua generazione. Da oltre trenta anni, la sua attività di violista, direttore, pedagogo, ricercatore e creatore di nuovi progetti, sia musicali sia culturali, fa di lui uno dei principali artefici dell’attuale rivalutazione della musica antica, dimostrando che non deve essere necessariamente un repertorio per pochi e può invece interessare tutti, compreso un pubblico sempre più giovane e numeroso.
È il fondatore e direttore dei gruppi musicali Hespèrion XXI (1974), la Capella Reial de Catalunya (1987), e Le Concert des Nations (1989). Ha registrato più di 170 Cds, gli ultimi dieci anni sotto il suo francobollo discografico Alia Vox. Tra le numerose distinzioni ricevute emergono: "Officier de l'Ordre des Arts et Lettres" (1988), la "Creu de Sant Jordi” (1990), “Membro di Onore della Konzerthaus" di Vienna (1999), Dottore Honoris Causa per l'Université Catholique di Louvain (2000), l’Universitat de Barcelona (2006), e l'Universidade di Evora (2007). Le sue pubblicazioni discografiche hanno ricevuto diversi "Midem Classical Awards" (1999, 2000, 2003, 2004, 2005, 2006 e 2008), e diverse nomine ai Grammy Awards. Tra i suoi ultimi lavori si trovano i Libri- Cd Le Royaume Oublié. La Tragédie Cathare et la Croisade contre les Albigeois e Dinastia Borja: Església i poder al Renaixement. Il libro-CD Jerusalem. La Ville des deux Paix: La Paix céleste et la Paix terrestre, a ricevuto nel 2009 i premi Orphée d'Or de l'académie du disque lyrique 2008, il Caecilia 2008 come migliore disco dell'anno scelto per la stampa ed il Midem Classical Award 2010. Da poco è stato premiato col Händelpreis der Stadt Halle 2009 in Germania e il premio Nacional de la Música Catalana per il Consell Nacional de la Cultura i de les Arts.Nel 2008 è stato nominato dall’Unione Europea “Ambasciatore per il dialogo interculturale” e “Artista per la pace” all’interno del programma Ambasciatori di buona volontà dell’UNESCO. Nel 2009 è stato nuovamente nominato “Ambasciatore del 2009 della creatività e dell’innovazione” dall’Unione Europea.
 
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Giovedì 16 settembre 2010 ore 22 –Hangar Biccocca, Milano

La musica di Phill Niblock con le immagini del documentario The Movement of People Working

The Movement of People Working

Phill Niblock
Concerto - Live Sound Track dell’artista
con la partecipazione del Nelly Boyd Ensemble

A cura di Andrea Lissoni

Ingresso posti in piedi € 15

In collaborazione con Hangar Bicocca


Il lavoro sperimentale del compositore e regista Phill Niblock arriva all’Hangar Bicocca giovedì 16 settembre alle 22 all’interno del Festival MITO, sotto forma di istallazione audio-video. L’artista di base a New York è ospite del Festival con un concerto Live Sound Track in cui il Nelly Boyd Ensemble accompagna dal vivo le immagini del progetto filmico The Movement of People Working.
Si tratta di particolarissimi documentari girati in ambienti rurali di vari paesi del mondo, Cina, Brasile, Portogallo, Lesotho, Portorico, Hong Kong, Messico, Ungheria, Peru, montati a secco e con un trattamento impeccabile del colore, che riprendono scene, dinamiche e movimenti ripetitivi di persone impegnate nel lavoro manuale raccontando le contraddizioni e i paradossi del mondo globalizzato. Le immagini trovano corrispondenza nel personale approccio minimalista di Niblock alla colonna sonora, eseguita dal vivo con la partecipazione del Nelly Boyd Ensemble, e focalizzano in particolare sul lavoro delle mani dell’uomo impegnate nella tessitura, o nelle attività agricole. Nella sequenza girata in Ungheria un uomo miete in un campo utilizzando una falce: i movimenti ritmici torsionali del lavoratore sono ben rispecchiati dalla musica di Niblock, che replica il ciclo visivo di ininterrotta ripetizione.
Durante la performance saranno visibili nell’Hangar l’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer e la mostra Personnes di Christian Boltanski.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
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COMUNICATO STAMPA

Lunedì 20 settembre 2010 ore 17 – Piccolo Teatro Studio, Milano

La musica contemporanea di Lachenmann e Rihm con i testi di Leonardo da Vinci

Ensemble Modern
Helmut Lachenmann, voce recitante

Il programma musicale:

Wolfgang Rihm
Will Sound, per ensemble

Helmut Lachenmann
Mouvement (vor der Erstarrung),per ensemble

Wolfgang Rihm
Gejagte Form, per orchestra
Prima esecuzione italiana

Helmut Lachenmann
…Zwei Gefühle…
Musik mit Leonardo, per voce recitante e ensemble

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti, a partire da un’ora prima dello spettacolo, direttamente presso le sedi fino a esaurimento dei posti.
La prenotazione dei posti non è consentita e ogni spettatore avrà diritto a un solo biglietto.

In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa


Nuovo appuntamento con la musica contemporanea di Lachenmann e Rihm, i due autori dedicatari della rassegna monografica del Festival MITO, lunedì 20 settembre alle 17 al Piccolo Teatro Studio. Sul palcoscenico l’Ensemble Modern, una delle formazioni più accreditate a livello internazionale per le performance di musica colta moderna. Sul programma quattro brani orchestrali dei due compositori tedeschi che sintetizzano la visione musicale e i principi alla base della loro produzione.
Il primo brano di Rihm è dedicato a Alarm will sound, un’orchestra da camera statunitense nata per proporre musica contemporanea, che integra nei suoi concerti le più diverse tendenze, dalla musica di Frank Zappa alle provocazioni di John Cage, i film di Andy Warhol o la musica di John Cale. A questa originale orchestra/band Wolfgang Rihm ha dedicato il pezzo che porta il loro nome e che cerca di interpretare le caratteristiche del gruppo in cinque minuti di alta concentrazione energetica.
Nel secondo, dal titolo Gejagte Form, si percepisce il linguaggio dell’autore: niente schemi, serie, formule, strutture, coerenza, logica, materiale, ma atmosfera, immaginazione, strati sonori. Per Rihm, infatti, non ha nessun senso progettare una forma. Ogni musica ha una sua forma, che coincide col suo svolgimento nel tempo, con ciò che diviene.
Di Lachenmann, oltre a Mouvement (vor der Erstarrung), l’Ensemble esegue …Zwei Gefühle… Musik mit Leonardo, per voce recitante e ensemble: su una parete di una tipografia Lachenmann vede, incorniciata come un quadro, una citazione dai quaderni di Leonardo da Vinci, tradotta in tedesco da Kurt Gerstenberg. Trent’anni più tardi, decide di scrivere una ‘musica con Leonardo’, con il testo del genio italiano: si tratta di due frammenti che accostano il terrificante spettacolo delle forze scatenate da un’eruzione vulcanica al desiderio dello scienziato di conoscere nel profondo le ragioni della natura.
La lettura del testo in tedesco in questo concerto è affidata allo stesso Lachenmann, che lo definisce come la mano di un non vedente che «si muove sul testo toccandolo come fosse una preziosa iscrizione e cerca di comporlo nella propria memoria».

Per informazioni:
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Biografie

Helmut Lachenmann
Helmut Lachenmann nasce il 27 novembre 1935 a Stoccarda. Dal 1955 al 1958 studia pianoforte con Jürgen Uhde e teoria e contrappunto con Johann Nepomuk David al Conservatorio di Stoccarda. Dal 1958 al 1960 studia composizione a Venezia con Luigi Nono. Al 1962 risale la sua prima apparizione come compositore alla Biennale di Venezia e agli Internationalen Ferienkurse für Neuen Musik di Darmstadt, per i quali diventerà, nel 1972, coordinatore dei corsi di composizione. Al Conservatorio di Stoccarda ha insegnato teoria musicale dal 1966 al 1976; dal 1972 al 1973 ha tenuto masterclass in composizione presso l’Università di Basilea e dal 1976 al 1981 è stato professore di composizione al Conservatorio di Hannover, stesso incarico ricoperto, dal 1981 al 1999, al Conservatorio di Stoccarda. Negli anni successivi ha tenuto seminari e workshop di composizione a Toronto, Buenos Aires, Santiago del Cile, Tokyo, Oslo, Parigi, Vienna, Chicago e a New York presso la Columbia e la Princeton University. Nel 2004 ha ricevuto il premio della Royal Philharmonic Society di Londra per il suo terzo quartetto d’archi Grido. È stato compositore ‘in residenza’ al Festival di Lucerna nel 2005, e nel 2007 al Festival di Nuova Musica a Brücken. Nel 2008 è stato visiting professor all’Università di Harvard, e nello stesso anno ha ricevuto il Berliner Kunstpreis e il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2009 tiene conferenze in Cina, nei conservatori di Beijing e Shenyang. Dal 2010 è professore ospite al Conservatorio di Basilea. La sua musica trova massima risonanza, in Germania e all’estero, in festival importanti ad Amsterdam (Holland Festival), Anversa, Brema, Bruxelles (Ars Musica), Chicago, Francoforte, Graz (Steirischer Herbst), Colonia (Musik der Zeit), Londra, Oslo, Parigi (Festival d’Automne), Saarbrücken (Musik im 20. Jahrhundert), Stoccarda (Tage für Neue Musik), Vienna (Wien modern), Witten (Tage für neue Kammermusik) e Zurigo (Tage für Neue Musik). Lachenmann è membro di numerose accademie artistiche, tra le quali la prestigiosa Akademie der Kunst di Berlino e quelle di Amburgo, Lipsia, Mannheim e Monaco, e ancora, l’Académie Royale des Sciences, des Lettres et des Beaux-arts de Belgique.



Ensemble Modern
Fondato nel 1980 e con sede a Francoforte dal 1985, l’Ensemble Modern è uno dei massimi ensemble a livello mondiale di musica contemporanea. Attualmente è composto da 18 solisti provenienti da diverse parti del mondo come Argentina, Bulgaria, Germania, India, Israele, Giappone, Polonia e Svizzera, ciascuno dei quali contribuisce con il proprio bagaglio culturale. L’Ensemble Modern è famoso per il suo speciale lavoro e un’organizzazione che non ha eguali in tutto il mondo: tutti i membri sono responsabili della selezione e si occupano di progetti, co-produzioni e questioni finanziarie. Il suo programma, unico e di alto livello, consiste in musica per teatro, danza e progetti video, musica da camera e concerti orchestrali. Negli anni passati l’Ensemble ha fatto tournée in Russia, Sud America, Giappone, Australia, India, Korea, Taiwan e Stati Uniti. Si esibisce regolarmente in rinomati festivals e in sedi prestigiose, come Lincoln Center Festival a New York, Festival d’Automne a Parigi, Holland Festival ad Amsterdam, Lucerne Festival, Klangspuren in Schwaz, Festival di Salisburgo, Alte Oper Frankfurt, Oper Frankfurt, Konzerthaus Berlin e MaerzMusik Berliner Festspiele, Philharmonic Orchestra di Essen e il Festspielhaus Baden-Baden. L’Ensemble Modern tiene circa cento concerti l’anno e cerca sempre di mantenere un alto grado qualitativo e di autenticità, lavorando a stretto contatto con i compositori stessi. I musicisti preparano in media settanta nuovi lavori ogni anno, venti dei quali sono prime mondiali. Nel 2003, la Kulturstiftung des Bundes ha nominato l’Ensemble Modern uno dei massimi ‘fari’ tedeschi della cultura contemporanea. Grazie a questo importante riconoscimento, ha ricevuto nel 2004 un importante finanziamento quinquennale dalla stessa Kulturstiftung des Bundes a sostegno di tre importanti ‘pilastri’ dell’Ensemble Modern – l’Ensemble Modern Orchestra, l’International Ensemble Modern Academy e i progetti più significativi dell’Ensemble. L’Ensemble Modern è finanziato dalla Kulturstiftung des Bundes, dalla Città di Francoforte, dalla Deutsche Ensemble Akademie, dallo Stato federale dell’Assia, dalla GEMA Foundation e da GVL.hr2-kultur – partner culturale dell’Ensemble Modern
www.ensemble-modern.com


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MITO SettembreMusica

COMUNICATO STAMPA

Lunedì 20 settembre 2010 ore 15 – Centro Congressi Fondazione Cariplo Milano

L’impatto economico e sociale di un investimento culturale sulla città: la ricaduta di MITO su Milano, alla luce delle tre edizioni precedenti

Il 2009, per il terzo anno, il centro ASK dell’Università Bocconi è stato incaricato di condurre un’indagine sull’impatto economico generato dal Festival sulla città di Milano. Investire sulla cultura e sull’intrattenimento è infatti una precondizione per lo sviluppo sociale ed economico del territorio. L’analisi approfondita mette in luce la fertile relazione che esiste tra il Festival e il divenire di una città che sta lavorando per mantenere e rafforzare una posizione di prestigio sulla scena internazionale.
L’analisi si articola in tre indagini complementari: l’analisi del profilo del pubblico, l’analisi del sistema musicale locale e l’analisi dell’impatto economico della terza edizione del Festival 2009, cioè la stima degli effetti prodotti da MITO nell’economia milanese. Oltre a presentare quindi dati interessanti che riguardano il profilo del pubblico di MITO sotto vari aspetti, approfondisce il ruolo che il Festival ricopre nel sistema musicale milanese, ne esamina la rilevanza economica e valuta le linee di sviluppo del Festival.

Per informazioni:
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COMUNICATO STAMPA

Martedì 14 settembre 2010 ore 18 - Galleria d’Arte Moderna
Villa Reale, Sala da Ballo

Un’ora con Chopin e Schumann
Alessandro Tardino, pianoforte

Il progetto dedicato al Bicentenario della nascita di Robert Schumann e Fryderyk Chopin propone, oltre al concerto quotidiano delle ore 18, annunciato sul programma generale del Festival MITO, alle ore 17.00 la presentazione di un quadro della collezione permanente della Galleria d’Arte Moderna: 20 giovani pianisti interpretano la Sehnsucht, il mal du siècle, l’anelito verso l’infinito che ha animato la generazione romantica dei grandi compositori sullo sfondo di quadri di autori del’Ottocento che costituiscono il patrimonio unico del Museo, da Cézanne a Hayez a Van Gogh. Una serie di lezioni, conversazioni storiche, artistiche, musicali e letterarie realizzate in collaborazione con gli AmiciGam, sveleranno i tratti salienti delle opere pittoriche presentate al pubblico e introdurranno l’ascolto delle pagine musicali in programma.

Con il sostegno di MEDIASET
In collaborazione con Accademia Pianistica Internazionale
“ Incontri col Maestro” – Imola
Galleria d’Arte Moderna – Villa Reale
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Il programma musicale:

Robert Schumann
Davidsbündlertänze (da Florestan und Eusebius) op. 6

Fryderyk Chopin
Quattro mazurche op. 6
Andante spianato e Grande polacca brillante op. 22

Ingresso € 5

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Biografie

Alessandro Tardino
Figlio d’arte, inizia gli studi musicali al conservatorio di Frosinone con Pietro Romano, flautista, e con Cecilia De Dominicis, pianista. A quindici anni consegue il diploma inferiore nei due strumenti, con il massimo dei voti. Ha debuttato in orchestra, sia come pianista solista eseguendo l’Andante Spianato e la Grande Polacca Brillante di Chopin, sia come flautista. Dal 2003 è allievo dell’accademia pianistica internazionale Incontri col Maestro di Imola dove studia con Franco Scala e Michel Dalberto. Ha inoltre frequentato master classes con Gianluca Cascioli, Joaquin Soriano, Oleg Marshev, Andrea Lucchesini, Zoltan Kocsis, Yang Jun e Robert Levin. Nel 2006 consegue il diploma di pianoforte con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Riceve dall’Associazione Concertistica Romana il premio Regione Lazio come miglior diplomato dell’anno. Nello stesso anno partecipa alla stagione concertistica a Crans-Montana in Svizzera. Si è recentemente esibito al festival Bologna in occasione dell’evento Aimez vous Cage? con la partecipazione di Bruno Canino, Antonio Ballista e Philippe Daverio. Nel 2009 si esibisce al teatro Manzoni di Milano in occasione del festival MITO SettembreMusica e nel 2010 suona con l’orchestra nell’Auditorium Orchestra Verdi di Milano all’interno della rassegna sull’opera integrale di Chopin. Il concerto è stato registrato e mandato in onda da Mediaset.

Per informazioni:

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Martedì 14 settembre 2010 ore 22 – Alcatraz

Dai club di Istanbul gli Orient Expressions mescolano sonorità elettroniche e repertorio popolare

Orient Expressions
Richard Hamer, fiati
Dj Yakuza, elettronica
Cem Yildiz, baglama
Murat Uncuoglu, regia del suono

In collaborazione con Musica90

Ingresso € 10


Popolarissimi nei club di Istanbul e della diaspora turca in Europa, gli Orient Expressions, ospiti del Festival MITO all’Alcatraz di Milano martedì 14 settembre alle 22 per il FocusTurchia, rappresentano la nuova frontiera della musica turca che combina sensibilità elettroniche e repertorio popolare ottenendo affascinanti sonorità. Il trio formato da Hamer, Yildiz e Dj Yakuza si muove attraverso strumenti a fiato, darbuka e percussioni tradizionali cariche di groove. Dj Yakuza fornisce le idee e le dorsali ritmiche attraverso cui si insinua una nuova prospettiva per gli strumenti della famiglia baglama, l'ud, cumbus e sazbus. Richard Hamer mescola fiati e armonia jazz rendendo particolarmente originale questo progetto elettro-etnico. Il beat non è mai banale e statico, ma sempre in movimento, ed il sound è accuratamente sviluppato dal tecnico del suono Murat Uncuoglu, il quale è una parte essenziale del gruppo e figura infatti come autore di diversi brani. Tra le tracce più celebri di Orient Expressions, presenti in numerose compilation, si trovano Istanbul 1:26 AM e il brano tradizionale curdo Dera Sor. Con sede a Istanbul, sempre più capitale europea, sempre più all’avanguardia nella scena culturale internazionale, questa formazione cerca di accelerare la propria immersione nei suoni della Città e della Turchia facendo confluire il flusso creativo in questa sintesi electro ancora inesplorata.
Orient Expressions non è solo un gruppo di sampling perché tutti i brani presentano l'uso di strumenti dal vivo e i suoi componenti partecipano ad altri progetti o a carriere solistiche, come Cem Yildiz le cui colonne sonore per show televisivi come Hirsiz Polis (Guardia e Ladro) sono diventate popolarissime in tutto il paese. Da Istanbul questo triumvirato porta avanti la sua esplorazione di una originale sintesi elettro-anatolica.

Per informazioni:
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Lunedì 13 settembre 2010 ore 17 – Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” Auditorium, Milano

La musica da camera di Beethoven e Schumann nelle interpretazioni del Trio Magritte

Ludwig van Beethoven
Trio in re maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 70 n. 1 “degli spettri”

Robert Schumann
Trio in sol minore per violino, violoncello e pianoforte op. 110

Trio Magritte
Francesco Senese, violino
Luca Franzetti, violoncello
Emanuela Piemonti, pianoforte

In collaborazione con Museo Nazionale della Scienza e delle Tecnologia “Leonardo da Vinci”

Lunedì 13 settembre alle 17 al Museo Nazionale nell’Auditorium del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” MITO SettembreMusica ospita il concerto del Trio Magritte, nato dall’incontro di tre illustri cameristi e solisti, apprezzati interpreti nel panorama musicale internazionale, sul cui curriculum spiccano collaborazioni con direttori come Claudio Abbado e Riccardo Chailly. In programma il Trio in re maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 70 n. 1 “degli spettri” di Beethoven, così chiamato per la portata evocativa del movimento centrale, percorso da fremiti evocati da tremolii misteriosi, cromatismi inquietanti e impetuosi contrasti dinamici, e il Trio in sol minore per violino, violoncello e pianoforte op. 110 di Schumann, ultimo capolavoro del genere per il compositore per l’equilibrio nella distribuzione dei pesi espressivi fra gli strumenti.

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti, a partire da un’ora prima dello spettacolo, direttamente presso le sedi fino a esaurimento dei posti.
La prenotazione dei posti non è consentita e ogni spettatore avrà diritto a un solo biglietto.


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Biografie
Trio Magritte
Dall'incontro di tre musicisti nel pieno dell'attività solistica e cameristica nasce il Trio Magritte.
Emanuela Piemonti è stata per venticinque anni la pianista del Trio Matisse con il quale, dopo aver vinto nel 1983 il Premio Vittorio Gui, ha sostenuto circa cinquecento concerti nelle più importanti stagioni e sale italiane, effettuando tournées in molti paesi europei ed extra-europei, registrando per la Rai l'integrale dei Trii di Beethoven, incidendo per l'etichetta Aura e la rivista Amadeus, ed eseguendo in prima assoluta composizioni dedicate al Trio da Mauricio Kagel, Luis de Pablo, Luca Francesconi ed Alessandro Solbiati.
Il violinista Francesco Senese, su invito di Claudio Abbado, è membro stabile della Luzern Festival Orchestra e dell'Orchestra Mozart di Bologna.In ambito cameristico, ha collaborato con musicisti quali Laura De Fusco, Giuseppe Andaloro, Enrico Pace, Itamar Golan, Pavel Vernikov, Serghiei Krylov, Danilo Rossi, Alessio Allegrini etc.
Il violoncellista Luca Franzetti, esordisce all'età di vent'anni come primo violoncello sotto la direzione di Riccardo Chailly, ricoprendo successivamente lo stesso ruolo presso la Scottish Chamber Orchestra di Edimburgo e la Royal Philarmonic of Flanders di Anversa. Dall'incontro con Claudio Abbado nascono le collaborazioni stabili con la Luzern Festival Orchestra, l'Orchestra Mozart di Bologna e Progetto Venezuela. Come solista, ha recentemente eseguito i concerti di Schumann e di Dvorák. Nel 2010, in occasione del Bicentenario della nascita di Robert Schumann, il Trio Magritte ne registrerà ed eseguirà più volte l'integrale dei Trii .

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MITO SettembreMusica

COMUNICATO STAMPA

Lunedì 13 settembre 2010 ore 16, 18 e 21 – Teatro Elfo Puccini, Milano

African Day, tre concerti dedicati alla musica africana con l’Anouar Brahem Quartet, Tony Allen e Idir all’Elfo Puccini

African Day

Sala Fassbinder ore 16
TUNISIA
Anouar Brahem Quartet
Ingresso gratuito

Sala Shakespeare ore 18
NIGERIA
Tony Allen & Band
Ingresso € 5


Sala Shakespeare ore 21
ALGERIA
Idir
Ingresso € 10

Partner principale eni
In collaborazione con Elfo Puccini Teatro d’Arte Contemporanea

Lunedì 13 settembre 2010 dalle ore 16 alle 21, al Teatro Elfo Puccini, il Festival MITO dedica una intera giornata di musica all’Africa, con tre concerti di grandi artisti originari del continente africano, che hanno saputo fondere le tradizioni musicali dei paesi d’origine alla forme occidentali. Partner principale di questo evento è eni, che da tempo sostiene e valorizza numerosi eventi culturali e artistici dagli ampi risvolti sociali, in Italia e nel mondo. In Africa, in particolare, l’impegno di eni è rappresentato da una lunga storia di relazioni e accordi di cooperazione costruiti in più di cinquant’anni di presenza nel continente.
Sarà il tunisino Anouar Brahem, ad aprire il concerto alle 16 nella sala Fassbinder del Teatro, l’artista è testimone delle profonde quanto complesse trasformazioni della cultura araba, l’originalità delle sue musiche sfugge completamente alle etichette. Specialista di ‘oud’, il liuto del mondo arabo, formatosi al Conservatorio nazionale di Musica di Tunisi, dove dall’età 15 anni Brahem è membro regolare delle orchestre locali, divenendo un ampio conoscitore dei modi, delle sottigliezze e dei segreti della musica classica araba. Oggi Brahem ha allargato il campo delle sue conoscenze includendo altre espressioni musicali, dal mediterraneo all’Iran, all’India. Il suo percorso artistico dal jazz alla world music mostra totale libertà di espressione e di pensiero.
Alle 18 nella sala Shakespeare sarà il turno di Tony Allen che è considerato il padre dell’afrobeat, midollo ritmico degli Africa ’70. Con una sonorità funky-jazz è uno tra i più geniali assemblatori di ritmi africani tribali e ipnotici.
A concludere l’African Day alle 21 ci penserà il cantante cabilo più conosciuto all’estero, Idir, noto per la sua grande qualità in quanto riesce a tener viva la propria lingua e le tradizioni della Cabilia anche nella contaminazione con altre culture, grazie ai suoi numerosi progetti e collaborazioni internazionali. Dal 1974, anno in cui il partito berbero viene destituito, i più affermati cantanti cabili hanno visto revocate le autorizzazioni per i loro spettacoli. Idir si è trasferito in Francia, dove registra diversi dischi. Lontano dalla terra natale, questo forte sostenitore della cultura berbera continua la sua splendida battaglia con le sole armi della musica e della poesia. La sua fama nasce soprattutto al suo pezzo d’esordio, A vava inouva, tradotto in numerose lingue.



Per informazioni:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725 / 02.88464748
c.mitoinformazioni@comune .milano.it
www.mitosettembremusica.it
MITO SettembreMusica



COMUNICATO STAMPA



Sabato 4 settembre 2010 dalle ore 11 alle 15 – Bosco in città, Cascina San Romano



Un brunch in cascina... con la musica di Chopin



Albertina Dalla Chiara, Saskia Giorgini, Patrizia Salvini, pianoforte

Zoltan Szolt Szabò, violoncello



Ingressi € 15

Prezzo ridotto per chi arriva in bicicletta € 10



In collaborazione con Italia Nostra onlus – Centro forestazione urbana



Dopo il grande concerto di inaugurazione al Teatro alla Scala il 3 settembre, il Festival MITO invita tutti per sabato 4 settembre, dalle ore 11, alla Cascina San Romano, per una giornata all’aria aperta, tra buona musica, break gastronomici e una colazione sul prato, prima di tuffarsi di nuovo nei grandi concerti serali offerti in varie sedi milanesi.



Nella primavera del 1834 Berlioz invitava Chopin scrivendo “Caro chopinetto mio, si fa una villeggiatura da noi, a Montmartre. Spero che vorrai essere con noi…”. Il luogo al quale Berlioz faceva riferimento è la collina di Montmartre, all’epoca ancora campagna, intendendo col termine “villeggiatura” una festa musicale non in villa, ma nella cascina che abitava.

Sulla scia di questa suggestione, e con lo sguardo rivolto a Expo 2015, che ha tra gli obiettivi principali la valorizzazione delle cascine milanesi, il Festival MITO presenta l’appuntamento Un brunch in cascina…, una giornata alla Cascina San Romano del parco pubblico Bosco in città. Durante la giornata si potrà ascoltare la musica del celebrato Chopin, di cui ricorre quest’anno il bicentenario della nascita, assaggiare prodotti biologici e passeggiare tra boschi, radure, corsi d'acqua, un laghetto e un'antica cascina a due passi dalla città.

L’appuntamento è realizzato grazie alla collaborazione con la onlus Italia Nostra, che dal 1974 gestisce i 110 ettari di bosco, e vi ha avviato il primo progetto italiano di riforestazione urbana coinvolgendo scuole, associazioni cittadine ed enti di volontariato. Nel tempo il progetto si è ampliato e ora comprende, oltre al parco, un'area di orti urbani, la cascina che ospita gli uffici del parco, una biblioteca e delle aree coperte messe a disposizione gratuitamente.

Il programma della giornata prevede l’arrivo alle 11 per un primo concerto con Patrizia Salvini, la giovane pianista vincitrice del Concorso Società Umanitaria di Milano, che presenta diverse pagine di Chopin, dalla Berceuse all’Andante spianato. Nel coffee break del dopo concerto si potranno gustare strudel di mele, spremute di frutta, latte biologico, frutta fresca, tutti prodotti localmente.

Il secondo concerto vede impegnati Albertina Dalla Chiara al pianoforte e Zoltan Szolt Szabò al violoncello con la Sonata op.65 per violoncello e pianoforte. Al termine del secondo intervento musicale sarà distribuito a tutti un cestino con quiche, crostate artigianali, orzo perlato al pesto e tanti prodotti tipici da consumare per pranzo all’aria aperta.

La giornata si conclude con il concerto di Saskia Giorgini, che dopo il brunch esegue i Preludi op.28 e il Bolero, sempre di Fryderyk Chopin.

Con attenzione alla sostenibilità ambientale infine, per chi arriva in bicicletta il prezzo del biglietto sarà di € 10 anziché € 15.

Per informazioni:



Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.88464725 / 02.88464748

c.mitoinformazioni@comune .milano.it

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Il programma musicale:



Fryderyk Chopin (1810-1849)



Berceuse in re bemolle Maggiore op. 57

Andante spianato e Grande Polacca brillante op. 22

Dagli “Studi” op. 25:

n. 6 in sol diesis minore,

n. 7 in do diesis minore,

n.12 in do minore

Scherzo in si minore op. 20

Patrizia Salvini, pianoforte

Vincitrice del concorso Società Umanitaria di Milano





Sonata op.65 per violoncello e pianoforte

Albertina Dalla Chiara, pianoforte

Zoltan Szolt Szabò, violoncello





Ventiquattro preludi op. 28

Bolero op. 19

Saskia Giorgini, pianoforte



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Biografie



Albertina Dalla Chiara

La personalità artistica di Albertina Dalla Chiara si è formata grazie all’incontro delle insigni scuole pianistiche russa e austriaca. Nel 1978 conosce a Vienna il noto pianista e didatta russo Stanislav Neuhaus, che la invita a frequentare in Italia i suoi corsi di perfezionamento. In seguito Neuhaus scrive al Ministero degli Affari Esteri Italiano, definendola ‘pianista di grande talento, capace di ottenere grandi successi’, e la invita a studiare al Conservatorio “Cajkovskij” di Mosca. Ottiene dal Ministero Italiano la borsa di studio nel 1982 e frequenta per due anni fino al 1984 il corso superiore di perfezionamento del Conservatorio di Mosca con Lev Nikolaevic Naumov, erede e continuatore della scuola di Heinrich e Stanislav Neuhaus.

Rientrata in Italia segue, nell’estate del 1985, i corsi di perfezionamento del pianista austriaco Rudolf Buchbinder all’Accademia Chigiana di Siena e, dal 1985 al 1989, frequenta la classe di Buchbinder all’Accademia Superiore di Musica di Basilea.

Contemporaneamente ai suoi studi musicali, Albertina Dalla Chiara intraprende giovanissima una carriera concertistica che la porta ad esibirsi in Italia e all’estero. Ha effettuato tournées in Germania (a Berlino, Amburgo e altre città) e come solista con le orchestre dei Teatri dell’Opera di Saarbruecken, di Halle, di Jena ed altri; ha suonato in Austria per gli Schlosskonzerte di Salisburgo, per l’Ost-West Musikfest, in Spagna a Madrid ed altre città, in Francia a Parigi, in Jugoslavia come solista con la Beograd Strings Orchestra, in Inghilterra per l’Università di Oxford, in Belgio a Bruxelles e per diversi festivals musicali, a Malta come solista del Teatro dell’Opera e in Cile, a Santiago, per la Fondazione Beethoven. In Italia è stata invitata dalla Fondazione “Arena di Verona” al Teatro Filarmonico come solista con l’orchestra, dall’Accademia Filarmonica di Verona e di Bologna, dalla Sagra Malatestiana di Rimini, dal Festival Internazionale di Musica da Camera di Ravello, dalla Gioventù Musicale Italiana, dalla Rai al Foro Italico di Roma e da altre istituzioni musicali.

Albertina Dalla Chiara si dedica inoltre alla musica da camera – ha suonato con i violinisti Carlo Chiarappa, Luz Leskowitz, Gernot Winischhofer, Peter Szanto, con il violoncellista Zoltan Szolt-Szabo, con la cantante Cristina Miatello, con i Solisti della Scala e con i Solisti di Salisburgo. Con Luz Leskowitz e Barbara Lubke ha fondato il Trio di Salisburgo, che si è esibito con successo ai concerti del Politecnico di Torino, per l’Associazione Concertante di Torino, per il Circolo Filarmonico Astigiano, per l’Accademia Filarmonica di Verona e nella stessa città di Salisburgo. Fa parte inoltre del Trio di Verona con il violinista Peter Szanto e il violoncellista Zoltan Szolt-Szabo e collabora con il noto musicologo italiano Quirino Principe in spettacoli dedicati a Satie, a Wagner e al periodo impressionista.

Albertina Dalla Chiara ha tenuto numerose conferenze-concerto dedicate ai compositori Fryderyc Chopin, Robert Schumann, Alexander Skrjabin, Claude Debussy, nonché seminari e conferenze dedicati alla didattica e alla tradizione musicale russa di Heinrich e Stanislav Neuhaus.



Saskia Giorgini

Nata nel 1985, si è avvicinata allo studio del pianoforte all’età di quattro anni con Lorena Sancin e in seguito con il M° Paolo Prever, a Torino.

Dal 2000 al 2005 ha frequentato l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola: suoi maestri sono stati Riccardo Risaliti, Franco Scala, Anna Kravchenko, Louis Lortie. Grazie a una borsa di studio dell’associazione “De Sono” di Torino e una borsa di studio del Lion’s Club di Torino, dal 2005 al 2008 ha frequentato il corso triennale di perfezionamento presso l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola con i maestri Leonid Margarius e Michel Dalberto.

Attualmente studia presso l’Accademia di Pinerolo con il Maestro Enrico Pace.

Nel Giugno 2003 si è diplomata, privatista, con il massimo dei voti al conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e, finalista al concorso internazionale Concerti in Villa 2003 di Vicenza, ha eseguito il Concerto op. 21 di Chopin con orchestra. Ottenuta nel 2004 la maturità scientifica con il massimo dei voti, ha frequentato il biennio di post-diploma presso il conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, con il M° Claudio Voghera, laureandosi con la votazione 110 e lode e ricevendo una menzione speciale “per particolari capacità strumentali e straordinarie doti artistiche”.

Nel Novembre 2005 ha debuttato a Torino con un recital solistico nella “Sala 500” del Lingotto e con il Concerto n. 2 di Franz Liszt presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.

E’ stata ospite di importanti festivals, tra i quali Unione Musicale (Festival Schumann, 2006), Mito Settembre Musica (Settembre 2007 e 2008), Polincontri (2005, 2006, 2007), Amici della Musica di Padova. Ha inoltre partecipato alla trasmissione “Il Pianista” di Radio Classica.

Nell'Agosto 2006 è stata invitata a eseguire il Concerto in Do di Nino Rota con la CBC Radio Orchestra, diretta da M. Bernardi al Festival di Vancouver, ottenendo un grande successo di pubblico e critica. Il concerto è stato diffuso dalla CBC Radio, e in seguito riproposto più volte. Recentemente ha eseguito il primo concerto di Dmitri Sostakovic, per pianoforte tromba e orchestra con l’orchestra “Archi” della De Sono suscitando nel pubblico grande interesse ed entusiasmo.

E' attiva dal 2009 anche nell'ambito della musica da camera con il Trio Maurice.

Suona e si esibisce in duo con la violinista Dora Schwarzberg e con il violinista Adrian Pinzaru. Ha collaborato con musicisti quali Alessandro Milani, Massimo Macrì, Natalino Ricciardo.. E’ stata collaboratrice pianistica di master classes tenute dai violinisti Dora Schwarzberg, Thomas Füri, Shlomo Mintz, Ithzak Rashkovsky e dalla violoncellista Marianne Chen.

Nel 2009 è stata invitata a partecipare all’Accademia del Kammermusikfest Lockenhaus. Tra i prossimi impegni è previsto un recital per Holland International Music Sessions, alcuni concerti con il violinista Gilles Apap, una tournée in Italia con il violoncellista Thomas Demenga , un recital solistico per la Società dei Concerti di Milano e per MITO SettembreMusica e alcuni concerti per il 200esimo anniversario della nascita di Chopin e Schumann (2010).



Patrizia Salvini

Patrizia Salvini si è diplomata giovanissima in pianoforte sotto la guida di Massimo Neri all’Istituto Musicale Pareggiato di Gallarate. Si è perfezionata presso l’Accademia di alto perfezionamento musicale della Fondazione “Romano Romanini” di Brescia con Sergio Marengoni e si è diplomata con il massimo dei voti e la lode presso l'Accademia di Santa Cecilia sotto la guida di Sergio Perticaroli. Ha inoltre seguito master classes tenute da Aldo Ciccolini, Leonid Margarius, Konstantin Bogino, Cyprian Katsaris, Paul Badura-Skoda e Alfredo Speranza.

Vanta numerosi riconoscimenti in concorsi pianistici nazionali e internazionali, riportando il primo premio in una ventina di competizioni, tra cui i premi Città di Stresa, International Music Competition Città di Cortemilia, Terzo Musica di Valle Bormida (conseguendo anche il Premio Speciale Angelo Tavella assegnato «al miglior talento tra i concorrenti più giovani»), Città di Racconigi, Città di Bologna, Città di Sestri Levante, Coppa Pianisti d’Italia di Osimo. È stata inoltre premiata al Concorso Pianistico Internazionale di Gussago nel 2007 e al VI International Grand Prix Lions Club di Rijeka, all’età di soli quindici anni. Ha suonato come solista e in varie formazioni di musica da camera in numerose città italiane ed estere e in importanti festivals, tra cui MITO SettembreMusica, Festival Aosta Classica, Festival Pianistico di Spoleto, Festival di St. Martin in the Fields, riscontrando sempre grande successo di pubblico e di critica. Recentemente è stata solista con l’Orchestra del Conservatorio di Brescia, l’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra Sinfonietta Italiana e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano.

Suona stabilmente con la flautista inglese Katrina Penman, dedicandosi anche allo studio di brani di compositori italiani contemporanei; in formazione di duo pianistico ha presentato in prima esecuzione assoluta il brano …quasi un enigma… del compositore Paolo Rimoldi. Collabora, in qualità di pianista accompagnatrice, a master classes tenute da Yulia Berinskaya, Bruno Cavallo, Marco Zoni, Marco Scano.

Nel 2007 ha vinto il concorso indetto dalla Società Umanitaria di Milano riservato ai migliori studenti dei conservatori italiani.



Zoltan Szolt Szabò

Inizia gli studi musicali a sette anni, le prime apparizioni in pubblico ad undici, il primo con la Filarmonica di Tirgu Mures a quattordici anni. Vince numerosi premi nazionali ed internazionali per giovani interpreti, nonché premi e riconoscimenti a concorsi internazionali quali “Casals” di Budapest, Markneukirchen (Germania) e nel 1990 il primo premio al concorso “S.Mercadante” d’Altamura (Italia). Laureatosi col massimo dei voti all’Accademia “C.Porumbescu” di Bucarest continua l’attività concertistica in Romania e all’estero. Dal 1977-1979 fa parte della Filarmonica di Tirgu Mures, dal 1979-1983 come primo violoncello della Filarmonica “G.Dima” di Brasov, quindi dal 1984 è primo violoncello dell’orchestra della Fondazione ”Arena di Verona”. Dal 1986 è membro del “Quartetto Amati” e del Trio di Verona. Ha inciso per le case discografiche Rivo Alto, Tactus, Naxos, Arts. Ha registrato per la Radiotelevisione Romena, Italiana, Svizzera. Ha effettuato concerti in Europa, Giappone, Messico.

Ha effettuato concerti in gruppi cameristici (con Bruno Canino, Mario Rossi, Enrico Dindo, Alirio Diaz, Alessandro Carbonare, Andrea Dindo, Olaf Laneri, Corrado Ruzza, ecc…) e come solista nei maggiori teatri di Europa, Giappone e Messico.

E' membro del gruppo da camera Athesis e collabora stabilmente con Accademia delle Muse di Verona.
Domenica 12 settembre alle 22, in Triennale Bovisa, MITO SettembreMusica presenta il concerto di Patti Smith, la sacerdotessa rock che si esibisce insieme al suo storico chitarrista Lenny Kaye. Ad accompagnare l’artista sul palco di MITO ci sarà la band aretina La Casa del Vento, formazione con la quale Patti Smith ha instaurato una collaborazione inedita e toccante dopo il primo incontro avvenuto nel 2009 a Firenze. L’impegno per la difesa dei diritti umani, contro la guerra e la povertà rappresenta il terreno fertile di questa inedita collaborazione musicale. Le affinità artistica e di ideali prendono forma nel progetto acustico Seeds in the Wind, in cui brani storici della rocker assumono nuove sfumature grazie allo “gypsy-style” del gruppo toscano, e vengono proposti accanto a pezzi inediti scritti insieme.
In occasione del concerto, con lo stesso biglietto, sarà possibile visitare la mostra It’s Not Only Rock ‘n’ Roll, Baby! allestita dalla Triennale di Milano che espone le opere d’arte realizzate da alcuni dei musicisti più importanti della scena rock degli ultimi decenni, tra le quali emergono alcuni scatti realizzati dalla storica cantante americana.
I biglietti del concerto sono in vendita alla biglietteria MITO all’Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele 11/12, sul sito www.mitosettembremusica.it <http://www.mitosettembremusica.it> o sul circuito www.vivaticket.it.


Per informazioni:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725 / 02.88464748
c.mitoinformazioni@comune .milano.it
www.mitosettembremusica.it  <http://www.mitosettembremusica.it>


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Biografie

Patti Smith

Patti Smith, la prima di quattro figli, nasce a Chicago nel 1946. Si appassiona sin da adolescente all’arte e alla causa dei diritti umani. Si trasferisce a New York City nel 1967 e comincia a lavorare con Robert Mapplethorpe, studente d’arte, con cui condivide lo studio della pittura e del disegno. Scrive poesie e nel febbraio del 1971 Patti Smith tiene il primo public reading, accompagnata da Lenny Kaye alla chitarra; nel 1974 Richard Sohl, al piano, si aggiunge ai due. Come trio si esibiscono regolarmente nell’area newyorkese, persino nello storico locale Max’s Kansas City, con spettacoli imperniati sulle loro condivise radici musicali, oltre che sull’abilità poetica dell’improvvisazione. Si aggiungerà poi il batterista Jay Dee Daugherty. Patti Smith descrive il loro genere come basato su “tre accordi uniti dal potere della parola.” Firma un contratto con l’etichetta di Clive, la Arista Records, e registra quattro album: Horses (prodotto da John Cale), Radio Ethiopia (prodotto da Jack Douglas), Easter (prodotto da Jimmy Iovine), che include l’intramontabile “Because the Night”, entrata nella Top 20, scritta insieme a Bruce Springsteen, e Wave (prodotto da Todd Rundgren).
Nell’ottobre del 1979 si ritira dalla scena pubblica e si trasferisce a Detroit. Nel 1980 sposa Fred “Sonic” Smith dal quale avrà due figli. Nel 1988 registrano Dream of Life, che include il classico People Have the Power. Il tour per la promozione dell’album la vedrà come opening act di Bob Dylan. Con Gung Ho (2000), il suo ottavo album per la Arista Records, Patti Smith continua la fusione della componente tradizionale con il gusto del nuovo, trovando ispirazione nei leader spirituali e politici, oltre che negli eventi della storia, senza rinunciare a raffigurare l’impegno e i sacrifici dell’uomo comune. Patti è l’autrice di Witt, Babel, Wool Gathering, The Coral Sea, Complete, un catalogo di composizioni poetiche, fotografie, illustrazioni, materiale grafico originale e meditazioni. I disegni di Patti Smith saranno esposti al Museum Eki di Kyoto, al Pompidou Center di Paris, al Museum of Modern Art e al Metropolitan Museum di New York, al Guggenheim Museum, alla Tate Gallery di Londra. A settembre 2002 risale l’inaugurazione al Warhol Museum di Pittsburgh di “Strange Messenger”, un’esposizione di disegni, pannelli che ricreano immagini raffiguranti ciò che resta del World Trade Center 9.11.01. Patti è costantemente impegnata in attività di carattere sociale e condivide attivamente l’impegno di molte organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Il 12 marzo 2007 Patti Smith è stata annoverata tra le celebrità della Rock and Roll Hall of Fame. Nel gennaio 2008 viene registrato il film documentario di Steven Sebring “Patti Smith: Dream of Life”, una retrospettiva sulla storia di Patti Smith, capace di svelare la parte più intima della vita di Patti Smith: la sua realizzazione attraverso la musica, le sue sconfitte, i suoi ideali e la lotta per la pace. Il lungometraggio raccoglie brani, parole, interviste, video di concerti assieme a immagini tratte dalla collezione privata dell’artista americana che la ritraggono in raduni politici, insieme alla classe operaia cui appartenevano i suoi genitori, o con figli e amici.


La Casa del Vento

La band di Arezzo nel Novembre 2009 ha dato alle stampe il suo decimo progetto, intitolato “Articolo Uno”(Nescal/Emi).
Se nei vari percorsi artistici che si sono snodati in questi 12 anni di carriera, la band toscana si è avvalsa di tanto in tanto di ospiti prestigiosi con i quali condividere ideologie, intenti e passioni, nell’ultimo capitolo uno sfolgorio di personaggi sono sfociati in una serie di collaborazioni spontanee, che rende bene l’idea su quale e di quanta stima goda la Casa Del Vento.
Importante la presenza di svariati musicisti come David Rhodes, il mitico chitarrista da 25 anni a fianco di Peter Gabriel; è presente il l’attore (e musicista) Ascanio Celestini con il suo acume ed i suoi significati e partecipano al progetto anche l’amico di sempre Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblers e Andrea “Pupillo” De Rocco dei Negramaro. Sono inoltre utilizzati i dialoghi tratti dal film “Tutta la vita davanti”, gentilmente concessi dal regista Paolo Virzì.
Non mancano le voci degli uomini e delle donne veri, reali, che lavorano e che hanno lavorato: sono gli operai di oggi e di ieri, i protagonisti del nostro recente passato, come Ciro Argentino - Thyssenkrupp di Torino, Adriana Sensi – Lebole di Arezzo, Mario Giusti – Fabbricone di Arezzo, Mohamed Chafferdine Mahoud - migrante dalla Tunisia.
“Articolo uno” è un cd dedicato al mondo del lavoro e dei lavoratori, passati, presenti e futuri.
L’argomento lavoro, con tutto ciò che lo circonda, da sempre caro alla Casa Del Vento, è stato portato di palco in palco, attraverso un lungo tour, che ha incrociato spesso il suo cammino con varie iniziative promosse da Emergency e CGIL, alle quali la band ha sempre aderito con entusiasmo, perorando la difesa dell’Articolo Uno della nostra Carta Costituzionale ed i suoi protagonisti!
Un’onestà d’intenti che è valsa al gruppo una soddisfazione difficilmente eguagliabile: la Sacerdotessa del rock, Patti Smith, conosciuta nella serata dedicata ai 15 di Emergency Italia, ha raggiunto la Casa Del Vento in terra Toscana e con loro ha registrato un paio di brani che verranno inseriti nel suo prossimo album!

La Casa del Vento

Luca Lanzi, voce, chitarra acustica, banjo
Sauro Lanzi, fisarmonica, tromba, trombone, thin whistle
Fabrizio Morganti, batteria, percussioni
Massimiliano Gregorio, basso
Andreas Petermann, violino
Riccardo Dellocchio, chitarra elettrica
Mercoledì 23 giugno 2010 ore 18.30 – Università Bocconi, via Roentgen Milano

Stefano Boeri per l’appuntamento Musica e Architettura del ciclo Educational al Festival MITO SettembreMusica



Ultimo appuntamento di giugno con Musica che incontra… la serie di incontri-concerto proposti dal Festival MITO in collaborazione con l’Università Bocconi e Sentieri selvaggi, con programmi di musica contemporanei, analizzati e discussi grazie alla partecipazione di ospiti illustri, con particolare riguardo circa l’influenza esercitata sulla musica e sugli autori da diverse discipline umane.

Mercoledì 23 giugno alle ore 18.30 nella sede dell’Università Bocconi di via Roentgen, con l’architetto Stefano Boeri si parlerà di Musica e Architettura.

La selezione di musiche a cura dell’Ensemble Sentieri selvaggi, eseguite da Piercarlo Sacco al violino, Aya Shimura al violoncello e Andrea Rebaudengo al pianoforte, faranno da spunto per la discussione che metterà in luce le analogie tra principi costruttivi di alcune composizioni del Novecento e criteri architettonici: la figura del Quadrato Magico ad esempio, che nella storia ha influenzato tanto la costruzione di edifici quanto di brani musicali, trova corrispondenza musicale ne L'isola dei quadrati magici di Giovanni Mancuso. La progettazione architettonica può diventare fonte di ispirazione diretta per la creazione musicale, come nel caso del compositore Carlo Boccadoro, di cui si potrà ascoltare Dark was the night. Nella serie dei Counterpoint di Steve Reich si produce un interessante effetto di illusione acustica che allude evidentemente agli analoghi casi di illusione ottica nella percezione delle prospettive architettoniche, e le leggi rigorose cui si attiene Filippo Del Corno in Dogma#3 assumono il profilo di un autentico progetto architettonico. Ne parlano Filippo del Corno, Carlo Boccadoro e l’architetto Stefano Boeri, guidati da Francesca Colombo, segretario artistico e coordinatore artistico del Festival. L’incontro-concerto si terrà all’aperto, sulla scalinata centrale della nuova sede dell’Università Bocconi in via Roentgen 1.



Il ciclo Musica che incontra … torna a settembre, durante il Festival, con gli appuntamenti di Musica e Letteratura, Musica e Teatro.



Tutti i dettagli sui concerti del Festival MITO e sul programma Educational sono disponibili sul sito www.mitosettembremusica.it

mercoledì 23 giugno 2010 ore 18.30

Università Bocconi, via Roentgen



Musica e Architettura

con la testimonianza di Stefano Boeri

Piercarlo Sacco, violino

Aya Shimura, violoncello

Andrea Rebaudengo, pianoforte
__________MODIFICA: L’incontro-concerto sarà introdotto da Francesco Micheli, presidente del Festival MITO, e non da Francesca Colombo, come originariamente previsto.

In caso di pioggia l’incontro si terrà in una sala interna dell’Università Bocconi, in via Roentgen.

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COMUNICATO STAMPA



Mercoledì 16 giugno 2010 ore 18.30 – Università Bocconi, via Roentgen 1, Milano

Musica e Matematica, Giulio Giorello per il secondo appuntamento degli incontri Educational del Festival MITO



Continua Musica che incontra… la serie di appuntamenti Educational del Festival, nata dalla collaborazione di MITO con l’Università Bocconi e Sentieri selvaggi: accanto ad interessanti programmi musicali di autori contemporanei, viene proposto un momento di analisi e discussione, con ospiti illustri, sulle influenze che altre discipline umane, dalla politica all’architettura, possano avere sul pensiero di alcuni compositori nella realizzazione delle loro opere.

Dopo l’incontro su Musica Politica che ha visto la partecipazione dell’onorevole Enrico Letta, mercoledì 16 giugno alle ore 18.30 nella sede dell’Università Bocconi di via Roentgen, sarà la volta di Musica e Matematica, con la partecipazione del filosofo e matematico Giulio Giorello. Con le musiche eseguite da Andrea Rebaudengo, pianista dell’ensemble Sentieri selvaggi, si discuterà delle analogie tra procedimenti compositivi e matematici. Evidenti fin dall'antichità, le influenze del pensiero matematico sulla musica sono tanto più evidenti nel nostro tempo e generano risultati artistici eccezionali. Si svelerà allora come lo studio dei frattali abbia condotto György Ligeti alle complesse strutture ritmiche dei suoi Études, o come i fondamenti della legge di gravitazione abbiano generato il mondo sonoro di Gravity e After Gravity di David Lang. La distorsione di una corretta percezione del metronomo ispira Maurizio Kagel nel brano MM51 e il controllo matematico delle altezze musicali porta alla vertigine di Logica in fiamme composto da Silvia Colasanti. Aridità dei numeri e fascino delle teorie matematiche si riconciliano in Scale di Paolo Castaldi, che trasforma il gesto noioso e meccanico della tecnica pianistica in un universo in cui brillano inaspettati mondi lontanissimi. Coordina Francesca Colombo, segretario artistico e coordinatore artistico del Festival. L’incontro-concerto si terrà all’aperto, sulla scalinata centrale della nuova sede dell’Università Bocconi in via Roentgen 1.



Mercoledì 23 giugno alle 18.30 è in programma l’incontro Musica e Architettura, con la partecipazione di Stefano Boeri, per discutere delle relazioni tra principi musicali e architettonici, e i musicisti di Sentieri selvaggi proporranno musiche di Steve Reich, Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno, le cui strutture compositive mostrano una diretta relazione con l’architettura.



Il ciclo Musica che incontra … continua anche a settembre, durante il Festival, con gli appuntamenti di Musica e Letteratura, Musica e Teatro.



Tutti i dettagli sui concerti del Festival MITO e sul programma Educational sono disponibili sul sito www.mitosettembremusica.it





mercoledì 16 giugno 2010 ore 18.30

Università Bocconi, via Roentgen



Musica e Matematica

con la testimonianza di Giulio Giorello

Andrea Rebaudengo, pianoforte

con la partecipazione

di Carlo Boccadoro



Ingresso gratuito



mercoledì 23 giugno 2010 ore 18.30

Università Bocconi, via Roentgen



Musica e Architettura

con la testimonianza di Stefano Boeri

Piercarlo Sacco, violino

Aya Shimura, violoncello

Andrea Rebaudengo, pianoforte



Ingresso gratuito
MITO SettembreMusica – 3-24 settembre 2010 – Quarta edizione

Lunghe code già dalle ore 6.30 per l’apertura della biglietteria del Festival MITO a Milano



Sabato 19 giugno 2010, Milano - La vendita dei biglietti per i concerti del Festival MITO è iniziata oggi, dalle ore 8.00 del mattino, ma le prime persone si erano presentate davanti alle porte ancora chiuse della biglietteria all’Urban Center già dalle ore 6.30, per assicurarsi i posti migliori per i concerti del Festival, che tornerà a Milano e Torino dal 3 al 24 settembre con oltre 250 appuntamenti.

Lunghe code quindi e grande interesse per tutti i concerti in cartellone fin dal primo mattino, non solo per il concerto dell’inaugurazione, il 3 settembre al Teatro alla Scala, ma per tutti i grandi concerti della musica classica e sinfonica, da Pollini a Lang Lang, dalla San Francsico Symphony all’Orchestra de la Comunidad de Madrid, così come per il jazz e per la rassegna dedicata alla Turchia con la suggestiva cerimonia dei dervisci rotanti.

Tanti anche i giovani, che hanno dimostrato non solo interesse per i generi più “giovanili” come il rock e il pop, ma soprattutto per il concerto del pianista Lang Lang con la Filarmonica della Scala il 6 settembre al Palasharp (al prezzo di solo 5 Euro) e per il concerto di Maurizio Pollini al Conservatorio di Milano.



I biglietti per il Festival possono essere acquistati alla Biglietteria MITO, all’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele 11/12, tel. 02.88464725/748, o sul sito www.mitosettembremusica.it e sul circuito www.vivaticket.it.



Dal sabato 29 giugno sarà aperta anche la vendita dei PASS, mini-abbonamenti dedicati ai vari filoni tematici all’interno del Festival, come il Jazz o la Turchia.
Giovedì 10 giugno 2010 ore 18.30 – Università Bocconi, via Roentgen Milano



Musica che incontra … al via il ciclo di incontri Educational

in giugno del Festival MITO SettembreMusica

con Enrico Letta e Sentieri selvaggi



Musica che incontra… è il titolo della serie di appuntamenti Educational del Festival che si svolgono in giugno a Milano. Nati da un progetto di MITO e Università Bocconi in collaborazione con Sentieri selvaggi, gli incontri-concerto, ad ingresso gratuito, esplorano, con analisi, riflessioni ed esempi, le relazioni che intercorrono tra musica e politica, musica e matematica, musica e architettura, con particolare attenzione alle influenze, dichiarate o nascoste, che queste ultime hanno avuto su opere musicali di importanti compositori. Ad ogni appuntamento ci sarà la testimonianza di un’ospite d’eccezione.

Si comincia da Musica e Politica, giovedì 10 giugno 2010 alle ore 18.30 nella sede dell’Università Bocconi di via Roentgen, con la partecipazione di Enrico Letta. I musicisti dell’ensemble Sentieri selvaggi sveleranno, con l’esecuzione dal vivo dei brani discussi, i riflessi sulla musica di Michael Daugherty della situazione politica americana durante la guerra fredda, o di come l’intolleranza al di là della cortina di ferro abbia costretto il grande compositore Arvo Pärt a occultare l'origine religiosa dei suoi brani. Sarà possibile ascoltare e comprendere come la rivolta della Romania contro Ceausescu dell’89, abbia ispirato la composizione del Terzo Quartetto di Michael Nyman. La discussione sarà moderata da Francesca Colombo, segretario generale e coordinatore artistico del Festival MITO.



Nei giorni successivi, sempre presso la sede dell’Università Bocconi, seguiranno altri due incontri:



il 16 giugno alle 18.30 per l’incontro Musica e Matematica sarà presente Giulio Giorello a discutere delle analogie tra procedimenti compositivi e matematici evidenti nella musica di compositori come György Ligeti, David Lang, Mauricio Kagel.



il 23 giugno alle 18.30 è in programma l’incontro Musica e Architettura, con la partecipazione di Stefano Boeri, per discutere delle relazioni tra principi musicali e architettonici, e i musicisti di Sentieri selvaggi proporranno l’ascolto di brani come Counterpoint di Steve Reich, Dark was the night di Carlo Boccadoro, o Dogma#3 di Filippo Del Corno, la cui struttura compositiva mostra una diretta relazione con l’architettura.



Il ciclo Musica che incontra … continua anche a settembre, durante il Festival, con gli appuntamenti di Musica e Letteratura, Musica e Teatro.



Tutti i dettagli sui concerti del Festival MITO e sul programma Educational sono disponibili sul sito www.mitosettembremusica.it





Giovedì 10 giugno 2010 ore 18.30

Università Bocconi, via Roentgen



Musica e Politica

con la testimonianza di Enrico Letta

Piercarlo Sacco, violino

Enrica Meloni, violino

Svetlana Fomina, viola

Aya Shimura, violoncello

Coordinati da Francesca Colombo, Segretario generale del Festival

Coordinatore artistico



Ingresso gratuito



mercoledì 16 giugno 2010 ore 18.30

Università Bocconi, via Roentgen



Musica e Matematica

con la testimonianza di Giulio Giorello

Andrea Rebaudengo, pianoforte

con la partecipazione

di Carlo Boccadoro



Ingresso gratuito



mercoledì 23 giugno 2010 ore 18.30

Università Bocconi, via Roentgen



Musica e Architettura

con la testimonianza di Stefano Boeri

Piercarlo Sacco, violino

Aya Shimura, violoncello

Andrea Rebaudengo, pianoforte



Ingresso gratuito
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

www.mitosettembremusica.it
MITO SettembreMusica
COMUNICATO STAMPA FINALE
Milano, Torino - 25 settembre 2009


Si è chiusa con grande successo ieri la terza edizione di MITO SettembreMusica, il Festival che da tre anni unisce Milano e Torino con un ricco calendario di appuntamenti musicali: gran finale a Milano con una festa a ritmo di swing organizzata nell’hangar dell’aeroporto di Linate, per la prima volta aperto a un evento musicale, mentre a Torino il Festival si è concluso il 23 settembre sulle note della Nona Sinfonia di Beethoven al Palaisozaki, gremito da oltre 9000 persone. E oggi, a Genova il Festival presenta l’Orchestra Imperiale Reigakusha, che replica il concerto dedicato alla tradizione del Gagaku, una delle più antiche forme di arte musicale del Giappone: MITO supera i confini lombardi e piemontesi nello spirito di diffondere e ampliare il “contagio musicale” e di sperimentare più ampie forme di collaborazione.

“La grande partecipazione di pubblico, che ha saturato in media oltre il 90 per cento degli spazi disponibili,” dichiara Francesco Micheli, Presidente del Festival, “rappresenta il miglior riconoscimento al sostegno concreto e all’attenzione preziosa che i Sindaci, gli Assessori alla Cultura e le Amministrazioni dei Comuni di Milano e Torino, pur in questo momento di difficoltà e di crisi, hanno riservato a MITO SettembreMusica attraverso l’Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano e la Fondazione per le Attività Musicali di Torino, da loro promosse e istituite.”

Un totale di oltre 213 eventi distribuiti in quattro o cinque appuntamenti al giorno, oltre la metà gratuiti, hanno animato Torino e Milano per 21 giorni. 107 location diverse sono state invase da un pubblico sempre più interessato e appassionato a tutte le forme d’arte che MITO ha scelto di proporre nel suo ricco cartellone: musica classica, d’autore, contemporanea, jazz, pop, d’avanguardia e ancora rassegne cinematografiche, incontri di “arte e musica”, convegni, presentazioni di libri. Un Festival che ha realizzato al proprio interno una serie di minifestival, dal ciclo dedicato a Prokof’ev a quello sul mondo lontano del Giappone, dai concerti nelle chiese alle maratone jazz, classica e pianistica, fino agli spettacoli per i bambini. Il pubblico ha imparato a scegliere un proprio percorso, a costruirsi un itinerario personale, stimolato dalla quantità e qualità di spettacoli e dai generi diversi offerti dal Festival. Quest’anno al cartellone ufficiale si sono aggiunti, per la prima volta, altri 240 spettacoli musicali fringe gratuiti fuori programma - MITOfringe a Milano e MITO per la città a Torino - che hanno coinvolto i luoghi più diversi delle due città, piazze, carceri, ospedali, le metropolitane e i parchi.

Nonostante la riduzione della programmazione – 21 giorni rispetto ai 24 dello scorso anno –MITO ha registrato quest’anno 200.000 presenze, tra programma ufficiale e MITOfringe e MITO per la città: 165.000 sono state le persone che hanno seguito gli appuntamenti del cartellone ufficiale di MITO (di cui 95.000 a Milano e 70.000 a Torino), mentre per i 240 concerti fringe si è registrata la presenza di 35.000 persone (20.000 a Milano e 15.000) a Torino.

I due concerti di grande musica sinfonica del Palasharp e del Palaolimpico Isozaki, caratterizzati da prezzi contenuti per un’offerta di alto valore musicale, hanno registrato il tutto esaurito già settimane prima. 9.000 spettatori per la Nona Sinfonia di Beethoven a Torino con la conduzione di Ralf Weikert e 8.000 per il programma al Palasharp di Milano con le grandi ouverture di Rossini e Verdi e con Musorgskij e la direzione di Myung-Whun Chung. Un totale di 17.000 persone unite nell’ascolto della musica, un pubblico caldo e attento che ha manifestato il proprio trasporto con numerose standing ovation in entrambe le città e che in gran parte si è avvicinato per la prima volta alla musica classica.
Il focus riservato al Giappone ha riscosso uno straordinario risultato sia sul versante della musica contemporanea, con i concerti dedicati a Toshio Hosokawa, sia su quello della musica tradizionale, registrando ottime risposte di pubblico sia a Torino che a Milano con gli affascinanti spettacoli del Teatro Nō, dei Tamburi taiko, delle danze del Gagaku e della Cerimonia del tè.
I concerti a pagamento delle grandi orchestre internazionali sono stati particolarmente seguiti nelle due città, sia per le quattro esibizioni della Filarmonica di San Pietroburgo condotta da Yuri Temirkanov - che ha inaugurato il Festival - sia per la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Charles Dutoit, con Salvatore Accardo al violino; e ancora sold out per l’Academy of Saint Martin in The Fields con il pianoforte di Murray Perahia e per Daniel Harding che ha condotto l’Orchestra della Radio Svedese. L’improvvisa indisponibilità di Antonio Pappano, dovuta a causa di forza maggiore, ha portato sul palco a sostituirlo il nuovo talento venezuelano Diego Matheuz, applauditissimo in entrambe le città. Un altro punto di forza di MITO sono stati i concerti nelle chiese, sovraffollati in tutte le occasioni – come nel Duomo di Milano al concerto dedicato a Matteo da Perugia – con le ormai consuete file di un pubblico paziente e ordinato.

Il doppio appuntamento con Paolo Conte e il concerto di Enrico Rava con Stefano Bollani a Torino, entrambi esauriti, e la calorosa risposta tributata a Gino Paoli a Milano hanno confermato tutte le attese della vigilia, ma anche la musica crossover e d’avanguardia ha raccolto consensi e sentita partecipazione in entrambe le città. Dalla prima italiana di Versus di Carl Craig, guru dell’elettronica a livello internazionale che con il suo concerto insieme all’orchestra Les Siècles ha incantato il pubblico milanese, allo spettacolo di musica elettronica e videoproiezioni del giapponese Ryoji Ikeda, che ha registrato il tutto esaurito nelle due città. Con grande curiosità e partecipazione è stata accolta a Milano Mixed Reality Performance, progetto ideato dal Festival MITO in collaborazione con l’Università di Stanford: un esperimento di avanguardia tecnologica per unire attraverso la rete esecutori collocati in luoghi diversi - tra cui un’orchestra di lap-top - con l’utilizzo del nuovo software open source Sirikata. Ottimo successo anche a Torino per le due serate del Canto del vuoto tagliente, spettacolo rivelazione di musica sperimentale e per il concerto, tutto esaurito, dell’Orchestra del Teatro Regio, con la proiezione del video “I pianeti” di Holst del Planetarium di Chicago.

La programmazione dedicata ai più piccoli è stata altrettanto apprezzata: gli spettacoli molto diversi tra loro che hanno proposto piccoli ensemble e orchestre, alcuni con danzatori e allestimenti scenici originali, hanno rappresentato una preziosa e rara occasione per i giovanissimi di avvicinarsi alla musica.
Sale gremite anche per il nuovo progetto educational del Festival, con sei appuntamenti per gli adulti - 3 a Milano e 3 a Torino - e un programma dedicato ai ragazzi delle scuole, che hanno aderito numerosi: a Milano 4000 ragazzi hanno assistito a 6 concerti sinfonici milanesi previsti dal progetto.

Anche gli incontri e le tavole rotonde sono stati molto seguiti: dal convegno Pensiero e Musica, Brain and Music alla milanese Università Bocconi con il successivo concerto con musiche di Ravel - pubblico in piedi a seguire gli interventi - agli approfondimenti dedicati al mondo del Giappone e alle presentazioni di libri.

E a teatro doppio sold out per la prima assoluta di Io Hitler di Filippo Del Corno, una coproduzione di MITO con il Franco Parenti di Milano, e tutto esaurito per la prima assoluta di Andrea Liberovici a Torino con il suo La trasparenza della parola su libretto di Emilio Jona, tratto dai testi di Primo Levi.

I Navigli si sono trasformati per una sera in una location d’eccezione che ha visto il pubblico milanese rapito da Musica sull’acqua, travolgenti tanghi eseguiti dall’Ensemble Strumentale Scaligero su una barca in movimento in uno dei luoghi più belli della città, con il pubblico che ballava sulle rive. E a Torino il giardino Zen del Museo D’Arte Orientale è stato teatro della suggestiva Cerimonia del tè. A sottolineare la volontà di MITO di spingersi al di fuori dei canonici spazi che ospitano la musica di qualità, il Festival ha proposto per il gran finale una serata di puro divertimento in un luogo davvero inusuale: un hangar dell’aeroporto di Linate, trasformato per l’occasione in una gigantesca sala da ballo allestita nel mood degli anni ’30 e ‘40, ha accolto una gremitissima festa, condotta dagli irresistibili ritmi della Swing Dance Orchestra e da un gruppo di ballerini professionisti che hanno aperto le danze coinvolgendo da subito il pubblico.

Il nuovo sito internet, completamente ristrutturato per questa terza edizione, ha permesso lo streaming live di 12 concerti del Festival, 9 a Milano e 3 a Torino e la trasmissione di 3 concerti in differita a Milano. L’attenzione che il Festival ha riservato e continua a riservare alle nuove tecnologie si esprime anche nell’aumentata comunicazione online, con la trasmissione di un Tg quotidiano, un blog attento e aggiornato e l’utilizzo dei social network per incrementare la partecipazione di un pubblico nuovo e giovane.

La grande musica a prezzi popolari e l’alta qualità degli eventi in cartellone, proposti da 3.400 artisti provenienti da 27 paesi del mondo, hanno confermato la formula vincente del Festival MITO. Grazie a una gestione oculata, a un team di lavoro giovane e professionale, alla stretta collaborazione tra le Istituzioni comunali e a molti soggetti privati, MITO SettembreMusica ha raggiunto anche quel grande pubblico occasionale, soprattutto di giovani non abituati alle manifestazioni della musica più colta, che si riesce a coinvolgere solo con eventi di altissima qualità, originali e di forte impatto.


www.mitosettembremusica.it
MITO SettembreMusica

Mercoledì 23 Settembre 2009, MILANO



In allegato i comunicati stampa:



ore 17 / Teatro Franco Parenti, Foyer

Tradizioni del Giappone
La cerimonia del tè
Hajime Takasugi, maestro del tè
Argia Coppola, letture
Ingressi € 5





ore 18 / Circolo Filologico Milanese, Sala Liberty

Tavola rotonda
Quale eredità da Abraham Lincoln?
Con Luigi Marco Bassani,
Massimiliano Finazzer Flory,
Raimondo Luraghi, Alberto Martinelli
Coordina Alberto Mingardi
Ingresso gratuito



ore 21 / Teatro Dal Verme

Nel bicentenario della nascita di Abraham Lincoln

Filarmonica’900 del Teatro Regio di Torino
Jan Latham-Koenig, direttore
Letizia Moratti, voce recitante
Umberto Ceriani, voce recitante
Stephan Genz, baritono
Musiche di Ives, Copland, Daugherty, Stravinsky
Posto unico numerato € 10





ore 21:00

Teatro degli Arcimboldi

Gagaku, lo spirito del Giappone
Orchestra Imperiale Reigakusha
Sukeyasu Shiba, direttore
Posti numerati € 10 / 15
Bus navetta Duomo/Arcimboldi A/R





ore 21 / Cinema Gnomo

Yureru (Sway)
regia di Miwa Nishikawa
Japan, 2006, 35mm, 120'
Ingresso gratuito





ore 21 / Teatro della Società

Quartetto Accardo
Estrio
Musiche di Mendelssohn-Bartholdy
Con il sostegno di Regione Lombardia
Ingresso gratuito

____COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 23 settembre 2009 ore 21 – Teatro degli Arcimboldi, Milano

Gagaku, lo spirito del Giappone
Orchestra Imperiale Reigakusha
Sukeyasu Shiba, direttore

Posti numerati 10 / 15 euro

Continuano gli appuntamenti di MITO con la musica e le tradizioni del Giappone: mercoledì 23 settembre alle ore 21 al Teatro Arcimboldi l’Orchestra Imperiale Reigakusha, depositaria del sapere musicale presso la Casa imperiale giapponese, con il suo direttore Sukeyasu Shiba, conduce alla scoperta del gagaku, l’antica forma d’arte giapponese che unisce musica, danza e canto, espressione raffinata di una tradizione cristallizzata, giunta praticamente intatta fino a noi grazie al sopravvivere della corte imperiale.
La musica del gagaku (termine d’origine cinese che significa “musica elegante”), comparso in Giappone più di 1500 anni fa, è innanzitutto musica cerimoniale, riservata al Palazzo Imperiale e ai templi buddisti e shintô. Il ritmo, in sintonia con la natura, non segue la rigida scansione metronomica della musica occidentale ma è paragonabile piuttosto alle pulsazioni di un respiro. Non solo il ritmo, ma anche le scale musicali, gli strumenti e le sonorità accrescono l’idea di una distanza con il nostro sistema musicale.
Esistono diversi generi di gagaku: il kangen o gagaku esclusivamente strumentale, il bugaku, che associa la danza alla musica, e l’utaimono, che offre un egregio supporto a canti poetici altamente sofisticati. L’orchestra è composta di percussioni e di strumenti a corda e a fiato. Gli strumenti principali sono i flauti, gli oboi, l’organo a bocca shō, strumenti a corda come il liuto biwa e la cetra koto, tamburi, piccoli gong e talvolta una “frusta” (claquette di legno).
Musica antichissima il Gagaku è stata nel Novecento una fonte inesauribile di ispirazione per molti compositori occidentali, così Sept haïkaï (1962) di Olivier Messiaen, Curlew River (1964) di Benjamin Britten, Ongaku (1957) di Henry Cowell trovano nel materiale sonoro della musica tradizionale giapponese una sfida ed un invito a ad ampliare i canoni musicali occidentali.

Il concerto è suddiviso in due parti. La prima parte è riservata al gagaku tradizionale, con un programma di musica strumentale tradizionale, cui fa seguito una parte dedicata alla danza tradizionale Bugaku e Genjoraku, che vede sul palco la danzatrice Kahoru Nakamura. Dopo l’intervallo segue Rodai Ranbu, una composizione del 1988 per i tradizionali strumenti del gagaku, adattata e suddivisa in parti da Sukeyasu Shiba.

Orchestra Imperiale Reigakusha
L’Orchestra Imperiale Reigakusha, fondata nel 1985 dal direttore artistico Sukeyasu Shiba, membro anziano del Dipartimento di Musica della Casa imperiale, interpreta le diverse forme di gagaku, dai brani classici alle composizioni più recenti, come l’opera del compositore contemporaneo Toru Takemitsu (1930-1996), In un giardino d’autunno. Sotto l’impulso del suo fondatore, compositore, specialista di ryu- teki e di biwa, Reikagusha riscopre partiture antiche allo scopo di conservare e sviluppare le rappresentazioni di gagaku. Il nome dell’Ensemble fa riferimento a Reirinn Gakuyuusha, uno dei fondatori dell’antica musica cinese, e - pur rivolgendosi alla creazione – esprime in questo modo la propria dedizione ai valori originali del gagaku. Fin dal debutto, questa rinomata formazione ha presentato numerosi spettacoli in Giappone ed è stata invitata ad esibirsi in prestigiose manifestazioni internazionali. Nel 2002 il gruppo ha ricevuto il Premio speciale della giuria dalla Kenzo Nakajima Music Prize e ha vinto il Grand Prix del Festival dell’Arte del Giappone.
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Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it

____________COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 23 settembre 2009 ore 21 - Teatro della Società, Lecco
Giovedì 24 settembre 2009 ore 17 – Basilica di San Simpliciano, Milano

Il Quartetto del violinista Salvatore Accardo e l’Estrio in un doppio appuntamento a Lecco e a Milano

Quartetto Accardo
Salvatore Accardo, violino
Laura Gorna, violino
Francesco Fiore, viola
Cecilia Radic, violoncello
Con la partecipazione di
Giuseppe Russo Rossi, viola
Franco Petracchi, contrabbasso

Estrio
Laura Gorna, violino
Cecilia Radic, violoncello
Laura Manzini, pianoforte

Programma

Felix Mendelssohn-Bartholdy
Trio n. 1 in re minore op. 49
Sestetto in re maggiore op. 110
Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore op. 87

Con il sostegno di Regione Lombardia
In collaborazione con Comune di Lecco

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il concerto del Quartetto Accardo e dell’Estrio, mercoledì 23 settembre 2009 alle ore 21 al Teatro della Società di Lecco e in replica giovedì 24 settembre 2009 alle ore 17 nella Basilica di San Simpliciano a Milano, conclude l’omaggio che il Festival MITO dedica a Felix Mendelssohn-Bartholdy nel bicentenario della sua nascita.
La doppia formazione eseguirà per preziose pagine cameristiche dell’autore romantico, con brani che appartengono a diverse fasi della sua evoluzione artistica.

I primi abbozzi del Trio n. 1 in re minore op. 49 risalgono al febbraio del 1839. La parte per pianoforte venne poi aggiornata su suggerimento dell’amico Ferdinand Hiller, che viveva a Parigi e fu un grande sostenitore di Chopin e Liszt. Hiller vi aveva trovato alcune parti leggermente fuori moda. Schumann, che eseguì il Trio nel 1840, lo trovò entusiasmante. In esso traspare un pathos che predilige le tinte fosche, ma senza il tono caratteristico di tanta musica romantica.
Il Sestetto in re maggiore op.110 del 1824 fu scritto da un Mendelssohn appena quindicenne, è costruito utilizzando un’ampia varietà di vocaboli e stili musicali, non ancora riformulati in uno stile del tutto nuovo e personale. Qui l’autore prende spunto da Haydn e da Mozart, ma anche dalle saghe nordiche e dall’intrattenimento brillante tipico del gusto Biedermeier.
Infine il Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore op. 87 è una composizione della maturità del compositore, scritta nel 1845, due anni prima della sua prematura morte. Si tratta di un pezzo saldamente architettonico, che riprende la lezione dell’ultimo Schubert.

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Biografie

Salvatore Accardo, violino
Salvatore Accardo esordisce all’età di tredici anni eseguendo in pubblico i Capricci di Paganini, e a quindici vince il primo premio al Concorso di Ginevra; due anni dopo, nel 1958, è primo vincitore assoluto (dall’epoca della sua istituzione) del Concorso Paganini di Genova.
Il suo vastissimo repertorio spazia dalla musica barocca a quella contemporanea. Compositori quali Sciarrino, Donatoni, Piston, Piazzolla, Xenakis gli hanno dedicato loro opere. Suona regolarmente con le maggiori orchestre e i più importanti direttori, affiancando all’attività di solista quella di direttore d’orchestra. In questa veste ha lavorato con le più importanti orchestre europee ed americane, effettuando incisioni con la Philharmonia di Londra.
La passione per la musica da camera e l’interesse per i giovani l’hanno portato alla creazione del Quartetto Accardo (1992) e, nel 1986, all’istituzione dei corsi di perfezionamento per strumenti ad arco della Fondazione Walter Stauffer di Cremona, insieme a Giuranna, Filippini e Petracchi. Ha inoltre dato vita nel 1971 al Festival “Le settimane Musicali Internazionali” di Napoli e al Festival di Cremona, interamente dedicato agli strumenti ad arco.
Nel 1992, in occasione dei 200 anni della nascita di Rossini, ha diretto a Pesaro e a Roma la prima moderna della Messa di Gloria nella revisione critica curata dalla Fondazione Rossini di Pesaro, incisa dal vivo dalla Ricordi/Fonit Cetra, poi riproposta a Vienna nel 1995 con i Wiener Symphoniker.
Oltre alle incisioni dei Capricci e dei Concerti per violino di Paganini per la DGG e alle numerose registrazioni per la Philips (tra le quali ricordiamo le Sonate e le Partite di Bach per violino solo e l’integrale dell’opera per violino e orchestra di Max Bruch) Accardo ha inciso per ASV, Dynamic, EMI, Sony Classical, Collins Classic e FONE'.
Tra le sue registrazioni segnaliamo: il Concerto in re maggiore e le due Romanze per violino e orchestra di Beethoven, con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Carlo Maria Giulini (Sony Classical); Omaggio a Heifetz e Omaggio a Kreisler (FONE'), nelle quali Accardo suona i leggendari violini della collezione del Palazzo Comunale di Cremona; l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Brahms, i Quartetti di Schubert e i Capricci di Paganini (FONE'); Accardo suona il violino di Paganini (Dynamic). Sempre FONE' ha rimasterizzato con la tecnologia valvolare di alta qualità l’integrale delle opere per violino di Mozart in 13 cd.
Nel corso della sua prestigiosa carriera Salvatore Accardo ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Premio Abbiati della critica italiana per le sue eccezionali interpretazioni. Nel 1982 il Presidente della Repubblica Pertini lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza della Repubblica Italiana. In occasione della tournée effettuata in Estremo Oriente nel novembre 1996, il Conservatorio di Pechino lo ha nominato “Most Honorable Professor”. Nel 1999 è stato insignito dell’ordine “Commandeur dans l’ordre du mérit culturel”, la più alta onorificenza del Principato di Monaco. Nel 2002 gli è stato conferito il prestigioso premio “Una vita per la Musica”.
Alla fine del 1996 Accardo ha ridato vita all’Orchestra da Camera Italiana formata dai migliori allievi dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Walter Stauffer di Cremona. Con loro ha inciso per la Warner Fonit Il violino virtuoso in Italia e I Capolavori per violino e archi (1997). Nel corso del 1999 Accardo ha realizzato, in collaborazione con EMI Classics e l’Orchestra da Camera Italiana, la registrazione dell'integrale dei Concerti per violino e orchestra di Paganini; per FONE' il Concerto per la Costituzione e nel 2003 l’Integrale delle opere per violino di Astor Piazzolla in tre super audio CD.
Possiede due violini Stradivari: l’Hart ex Francescatti (1727) e l’Uccello di Fuoco ex Saint-Exupéry (1718).

Laura Gorna, violino
Nata in una famiglia di musicisti, Laura Gorna si diploma con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Milano sotto la guida di Gigino Maestri, e si perfeziona in seguito con Salvatore Accardo.
Vincitrice del 22° Concorso “Città di Vittorio Veneto”, debutta giovanissima alla Sala Verdi di Milano, suonando il Concerto di Khachaturian con l’Orchestra della RAI.
Le sue tournée l’hanno vista esibirsi nelle principali istituzioni musicali italiane e del mondo: Sala Verdi di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Teatro San Carlo e Settimane Musicali Internazionali di Napoli, Accademia Chigiana di Siena, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro della Pergola di Firenze, Teatro Olimpico di Vicenza, Auditorium Parco della Musica di Roma, Cité de la Musique di Parigi, Lincoln Center di New York, Opera House di Tokyo, Festival di Verbier e Mentone.
In Italia e all’estero è ospite come solista di numerose orchestre, quali l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, I Solisti Aquilani, l’Orchestra da Camera Italiana e la Sudwestdeutsche Philarmonie (sotto la direzione di Stewart Robinson, Baldur Bronniman, Christopher Franklin, Salvatore Accardo e Piero Bellugi).
La grande passione per la musica da camera la porta a diventare membro del Quartetto Accardo e a suonare in diverse formazioni con Patrice Fontanarosa, Bruno Giuranna, Toby Hoffmann, Bruno e Regis Pasquier, Rocco Filippini, Franco Petracchi, Bruno Canino, Giovanni Bellucci, Filippo Faes e Stefania Santangelo. Nel 2005 fonda Estrio con la violoncellista Cecilia Radic e la pianista Laura Manzini. Ha peraltro eseguito e registrato l’opera completa da camera di Johannes Brahms (Vicenza, 2002-2004) e quella di Robert Schumann (Milano, Torino, Bologna, Palermo, 2005-2008).
Laura Gorna è fra gli ideatori del Festival “Notti Trasfigurate” che, dal 2003, si svolge al Teatro Olimpico di Vicenza e di “Lieber Schumann”, viaggio introspettivo intorno alla musica da camera del grande compositore. La caratteristica principale di questi progetti è la partecipazione diretta da parte del pubblico (specialmente di giovanissimi) durante lo svolgimento delle prove.
Laura Gorna incide per la casa discografica Foné; le sue più recenti registrazioni comprendono alcuni CD monografici con musiche di Astor Piazzolla, un recital (Ravel, Schumann, Paganini-Szimanowsky), con il pianista Filippo Faes e un CD con Estrio (Schumann/Sostakovic). Ha, inoltre, al suo attivo numerose registrazioni radiotelevisive, tra le quali un documentario musicale per Art'é e i Concerti di Bruch, il Secondo Concerto di Prokofiev e quello di Khachaturian, per Rai Radio 3.
Titolare della cattedra di violino all’Istituto Pareggiato “Claudio Monteverdi” di Cremona, Laura Gorna suona lo splendido violino “Giorgio III” di Giovanni Paolo Maggini (Brescia 1620).




Francesco Fiore, viola
Francesco Fiore, nato a Roma, ha compiuto gli studi presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, sotto la guida di Lina Lama e Massimo Paris. Si è successivamente perfezionato con Bruno Giuranna presso la fondazione Walter Stauffer di Cremona.
Vincitore di numerosi premi, si è presto imposto come uno dei musicisti più interessanti dell’ultima generazione, intraprendendo un’intensa attività concertistica quale ospite regolare delle più prestigiose associazioni e festival italiani: a Roma (Accademia Nazionale di S. Cecilia, Istituzione Universitaria dei Concerti, Accademia Filarmonica; Milano, Serate Musicali), a Torino (Unione Musicale) all’Accademia Chigiana di Siena, a Spoleto (Festival dei Due Mondi) al Festival di Brescia e Bergamo, alle Settimane Musicali di Stresa, a Bologna (Musica Insieme), a Firenze, Venezia, Verona, Palermo, Padova e Perugia (Amici della Musica), al GOG di Genova, a Vicenza e Vercelli, (Società del Quartetto), al Festival delle Nazioni di Città di Castello, a Vicenza (Settimana musicale del Teatro Olimpico), a Napoli (Settimane Internazionali di Villa Pignatelli, Teatro S. Carlo e Associazione Scarlatti), al Festival Pontino di Sermoneta, ad Estate Musicale sul Garda e al Bemus di Belgrado.
La sua attività solistica e cameristica lo ha portato a collaborare con artisti quali Salvatore Accardo, Boris Belkin (con i quali ha eseguito, numerose volte, la Sinfonia Concertante di Mozart), Uto Ughi, Pierre Amoyal, Renata Scotto, Bruno Canino, Alfons Kontarskj, Alexander Mazdar, Michele Campanella, Rocco Filippini, Alain Meunier, Bruno Giuranna, Franco Petracchi, Gabriele Pieranunzi, Rainer Kussmaul, Pavel Vernikov e David Lively.
Ha inciso numerosi CD per RCA, ASV, Fonit Cetra, Foné e Musikstrasse. Per quest’ultima ha realizzato la prima incisione mondiale del quartetto di Mercadante per viola solista ed archi, brano del quale aveva effettuato la prima esecuzione moderna al San Carlo di Napoli. Nel febbraio 2006 e nell’aprile 2007 sono stati pubblicati dalla rivista Amadeus due CD con l’integrale dei Quartetti con pianoforte di Fauré e con i Quintetti con clarinetto di Mozart e Brahms.
Insieme a Salvatore Accardo ha partecipato alla registrazione televisiva di due Quartetti di Boccherini assieme, suonando la celebre viola Stradivari custodita presso il Palazzo Reale di Madrid, per un programma realizzato dalla NHK di Tokio, dedicato all’unico quartetto di strumenti Stradivari esistente al mondo.
Dal 1991 è prima viola dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma: ha coperto il medesimo ruolo anche presso l’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, presso l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e, invitato da Salvatore Accardo, nell’Orchestra da Camera Italiana.
È docente presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma nel quadro dei Corsi Superiori Biennali.
Suona una viola Joseph Hill (Londra 1774) ed una viola d’amore Raffaele Fiorini (Bologna 1894).


Rocco Filippini, violoncello
Nato a Lugano in una famiglia di artisti, Rocco Filippini ha compiuto gli studi musicali sotto la guida di Pierre Fournier. Nel 1964 ha vinto il Concorso Internazionale di Ginevra, iniziando subito dopo la sua carriera. Ha dato centinaia di concerti nei principali centri musicali d’Europa, delle due Americhe, del Giappone e dell’Australia: Teatro alla Scala di Milano, Albert Hall e Festival Hall di Londra, Théâtre des Champs Elysées di Parigi, Philharmonie di Berlino, Musikverein e Konzerthaus di Vienna, Herkules Saal di Monaco, Concertgebouw di Amsterdam, Lincoln Center di New York, Opera House di Sydney, Suntory Hall di Toky e Teatro Colón di Buenos Aires. Ha partecipato, fra gli altri, ai festival di Lucerna, Spoleto, Salisburgo, Marlboro (dove è stato ripetutamente invitato da Rudolf Serkin), Edimburgo, Stresa, Pesaro, Newport, Gerusalemme, Ravenna ed Helsinki.
Nel 1968 ha fondato il Trio di Milano e, più recentemente, il Quartetto Accardo.
Suona in duo col pianista Michele Campanella, collaborando da anni con alcuni fra i più grandi concertisti del nostro tempo. In tempi recenti, ha intensificato l’attività di direttore d'orchestra, alla testa di complessi quali: l’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, l’Orchestra da Camera di Mantova, quella di Santa Cecilia, l’Orchestra Verdi e quella dei Pomeriggi Musicali di Milano, la Scarlatti di Napoli, la Filarmonica di Torino ed altre.
Accademico di Santa Cecilia, per venticinque anni docente di violoncello presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, nel 2003 Rocco Filippini è stato nominato da Luciano Berio docente di musica d’insieme ai Corsi di perfezionamento dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma.
Nel 1985 ha dato vita ai corsi dell’Accademia Walter Stauffer di Cremona insieme a Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Franco Petracchi. Già membro della facoltà dell’Academy of the European Mozart Foundation, diretta allora da Sandor Vegh, tiene numerosissimi corsi di perfezionamento, anche alla Scuola di Fiesole.
Nel 1997 è stato insignito del Premio della Fondazione del Centenario della Banca Svizzera Italiana per il contributo allo sviluppo dei rapporti culturali tra Svizzera e Italia.
Alcuni tra i massimi compositori contemporanei, quali Luciano Berio, Franco Donatoni e Salvatore Sciarrino, gli hanno dedicato loro opere.
Il suo violoncello è il “Gore Booth”, ex-Baron Rothschild di Antonio Stradivari (1710).


Giuseppe Russo Rossi, viola
Nato a Bari nel 1983, si è diplomato all’età di diciassette anni in violino e in viola col massimo dei voti, lode e menzione d’onore sotto la guida di Scarpati e Lomartire presso il Conservatorio Piccinni di Bari, ed in musica d’insieme col massimo dei voti e la lode presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma sotto la guida Rocco Filippini, ricevendo la borsa di studio riservata ai migliori diplomati dell’Accademia e vincendo il Premio Sinopoli patrocinato dalla Presidenza della Repubblica.
In tale occasione ha ricevuto il premio dal Presidente della Repubblica; in commissione figuravano Perticaroli, Pappano, Balash e Cagli.
Ha frequentato la facoltà di Lettere moderne e ha tenuto lezioni in qualità di docente per la Cattedra di Letteratura Latina sul parallelismo tra Miles Gloriosus di Plauto e Il ratto dal serraglio di Mozart.
Frequenta le Accademie di Portogruaro e Fiesole (Vernikov e Vinnitski per il violino, Mendelssohn per la viola), la “Perosi” di Biella, la Scuola Musicale di Milano (Braconi), la Chigiana di Siena, la “Walter Stauffer” di Cremona (Giuranna, Bashmet), l’Accademia Internazionale “Trio di Trieste” (De Rosa, Zanettovich e Bronzi), l’Accademia Internazionale di Imola (Masi, Altenberg Trio e Trio Caikovsky) e il Conservatorio russo “Sergej Rachmaninoff” di Parigi.
Ha vinto numerosi concorsi internazionali tra i quali: Vittorio Veneto, Premio Nazionale delle Arti (in giuria Uto Ughi: “Per la raffinatezza, bellezza di suono e musicalità”), Società Umanitaria di Milano, Castrocaro Classica - Migliori Diplomati d’Italia, Concorso EUYO (Orchestra Comunità Europea) come unico violista italiano, Premio “Franco Gulli” per “la maturità interpretativa,il fascino strumentale, il talento comunicativo”, Premio “Geminiani” di Verona, Diploma di “Distinguished Artist” all’International Ibla Grand Prize e Concorso di Palmi.
Collabora con l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e recentemente ha debuttato come solista con l’ORT sotto la direzione di Gabriele Ferro eseguendo la Sinfonia Concertante di Mozart affiancato dal violino di Marco Rizzi, ha tenuto un importante recital trasmesso in diretta Rai Radio 3 Suite ed ha preso parte in concerti di musica da camera con celebri artisti quali Salvatore Accardo, Bruno Giuranna, Antonio Meneses, Laura De Fusco, Mariana Sirbu, il Quartetto di Cremona e le prime parti dei Berliner Philarmoniker.
Ha, inoltre, eseguito la Sinfonia Concertante di Mozart al fianco di Salvatore Accardo con l’Orchestra di Padova e del Veneto, il Concerto per viola e orchestra “Der Schwanendreher” di Paul Hindemith con l’Orchestra Filarmonica di Roma e recital trasmessi in diretta per la Radio Nazionale di Praga e la Radio Nazionale Irlandese.
È membro del quartetto d’archi Mirus.



Franco Petracchi, contrabbasso
Franco Petracchi nasce a Pistoia nel 1937 e compie i suoi studi musicali presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, dove si diploma nel 1958 con il massimo dei voti.
La sua straordinaria carriera di contrabbassista inizia nel 1960 a Venezia, al Festival di Musica Contemporanea, con l’esecuzione della Prima Assoluta del Concerto per contrabbasso e orchestra di Firmino Sifonia.
La critica è unanime nel definirlo “astro nascente del concertismo di questo strumento”.
La sua curiosità e il suo eclettismo lo inducono a studiare, nel contempo, composizione con Di Donato e Margola, e direzione d’orchestra sotto la straordinaria guida di Franco Ferrara.
Nello stesso anno vince il Concorso di Primo Contrabbasso alla RAI di Torino e l’anno dopo (1961) si trasferisce presso l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma; in qualità di Primo Contrabbasso vi rimarrà fino al 1980.
La sua attività di virtuoso lo porta a suonare con le più importanti orchestre ed i più importanti direttori. La critica è unanime nel considerarlo non solo uno dei massimi concertisti dei nostri giorni, ma anche caposcuola del suo strumento.
Petracchi dedica molto del suo tempo all’insegnamento. Attualmente la sua attività di docente è concentrata a Ginevra, dove gli è affidata la classe di perfezionamento e “virtuosité”, a Cremona presso la Fondazione “Walter Stauffer” dove, insieme agli amici e colleghi Accardo, Giuranna e Filippini, ha fondato la Scuola per Strumenti ad Arco e a Fiesole, dove insegna presso la Scuola di Musica.
Ha tenuto master class in tutte le parti del mondo, da Londra (Guild School of Music, Royal Academy of Music) a Madrid (Reina Sofia), da Salisburgo (Mozarteum), agli Stati Uniti (Cincinnati University, Atlanta University, Chicago University).
Importanti compositori gli hanno dedicato loro opere, e tra essi hanno avuto particolare successo i lavori di Rota, Mortari, Donatoni, Berio e Trovajoli.
Alla direzione d’orchestra, ulteriore aspetto del suo essere musicista completo, Petracchi dedica molta energia e lavoro. In questa veste è sempre più interessato ad un repertorio classico-romantico, non convenzionale e dai particolari contenuti musicali. Questa sua curiosità lo ha portato ad essere autore di revisioni e rielaborazioni di importanti opere di Mozart, Rossini e Rousseau.
Ha diretto anche opere liriche e sinfoniche meno conosciute nei maggiori teatri italiani: Firenze (Maggio Musicale), Napoli (Teatro San Carlo), Pesaro (Rossini Opera Festival), Roma (Accademia di Santa Cecilia e Teatro dell’Opera) e all’estero con orchestre quali - solo per citarne alcune - la London Symphony, la Filarmonica di Tokyo e l’Orchestre de la Suisse Romande.
Franco Petracchi ama svolgere intensa attività di camerista, e in questa veste ha suonato con i più prestigiosi nomi del concertismo internazionale quali Rostropovich, Accardo, Giuranna, Harrel, Vegh, Canino, Ricci, il Quartetto Amadeus e in duo con Filippini.
Tra i riconoscimenti ai quali Petracchi tiene di più vi è quello di Accademico di Santa Cecilia, Accademico della Filarmonica Romana e Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.
Numerosi sono i Premi conferitigli nel corso della sua lunga carriera, tra i quali ricordiamo il “Prix Italia”, per la parte musicale del lavoro radiofonico Un contrabbasso in cerca d’amore.
Ha inciso per le più importanti case discografiche: Sony Classical, Philips, Dynamic e Columbia.
Suona un contrabbasso Gaetano Rossi del 1847 ex Bottesini e possiede un Gambusera del 1847 atelier G. Rossi.

Cecilia Radic, violoncello
Violoncellista italiana di origine croata, Cecilia Radic è uno dei più apprezzati interpreti della sua generazione. La sua versatilità le permette di alternare con successo ruoli differenti quali quelli di solista, camerista e primo violoncello, affrontando un repertorio estremamente ampio, da Bach a Berio, a Dutilleux.
Diplomatasi al Conservatorio di Milano, ha avuto tra i suoi insegnanti Rocco Filippini, David Geringas e William Pleeth. Dopo aver conquistato numerosi premi giovanili internazionali, debutta giovanissima come solista nel 1992 con l’Orchestra della Rai di Milano in Sala Verdi, con il concerto di Dvorak.
Sempre come solista ha suonato con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, I Filarmonici di Verona, l’Ensemble Strumentale della Scala e l’Orchestra da Camera Italiana (con Salvatore Accardo).
Affermatasi definitivamente nel 1996 con la vittoria del concorso internazionale Premio Stradivari-Roberto Caruana, da allora si è esibita per le maggiori stagioni musicali italiane, al Teatro alla Scala, al San Carlo di Napoli, all’Accademia Chigiana di Siena, alla Filarmonica Romana, a Settembre Musica Torino, al Carlo Felice di Genova, al Festival di Ravello e alle Settimane Internazionali di Stresa.
La sua intensa attività internazionale si estende oltre i confini europei, con numerose tournée in Giappone, Sud America e negli Stati Uniti, dove da diversi anni è peraltro ospite dell’International Chamber Music Festival di Sarasota.
Collabora regolarmente con musicisti quali Salvatore Accardo, Bruno Giuranna, Laura De Fusco, Antonio Ballista. Ha suonato, tra gli altri, con Rainer Kussmaul, Isabelle Faust, Jennifer Koh, Derek Han, David Finckel, Massimo Quarta, Ingo Goritzki, Wu Han, Roberto Cominati, Alessandro Carbonare, Rocco Filippini e Franco Petracchi.
Ha all’attivo numerose registrazioni discografiche (per etichette quali Chandos, Stradivarius e Sipario), radiofoniche (RAI e Radio della Svizzera Italiana), televisive (Art’è, in quartetto con Salvatore Accardo).
Suona un violoncello Bernardel del 1837.




Laura Manzini, pianoforte
«Non credo esista oggi un altro pianista che come Laura Manzini sappia da un momento all’altro adattarsi a tutti i generi di musica, con una facilità e una tecnica eccezionali». Lo ha affermato Salvatore Accardo in una recente intervista a CD Classics.
Rivelatasi giovanissima al grande pubblico, Laura Manzini si diploma con lode e
menzione d’onore presso il Conservatorio di Santa Cecilia, sotto la guida di Sergio Cafaro.
Si perfeziona con Bruno Canino e frequenta i corsi di Alexander Lonquich e Gyorgy Sandor; per la musica da camera è allieva di Riccardo Brengola all’Accademia Chigiana di Siena e del Trio di Trieste alla Scuola di Musica di Fiesole.
All’età di otto anni vince il suo primo concorso. Seguono quindi altri importanti premi e riconoscimenti che la conducono presto ad un’intensa attività concertistica in tutta Europa, Asia, America: Sala Verdi di Milano, Teatro La Pergola di Firenze, Accademia Chigiana di Siena, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Petruzzelli di Bari, Musikhalle di Amburgo, Cité della Musique di Parigi, Suntory Hall di Tokyo, Beijing Century Theater e il Teatro Coliseum di Buenos Aires.
Ha suonato anche con prestigiose orchestre quali i Virtuosi di Santa Cecilia, l’Orchestra da Camera Italiana e i Virtuosi della Filarmonica di Berlino.
Durante un concerto viene ascoltata da Salvatore Accardo, che la invita ad esibirsi in duo al Palazzo del Quirinale in un’occasione molto particolare: un concerto in onore di Mikhail Gorbaciov, durante la prima visita ufficiale del premier russo in Italia. Da allora inizia un’intensa collaborazione che la porta ad effettuare con il celebre violinista tournée in tutto il mondo, incidendo anche numerosi CD.
Il grande interesse per la musica da camera la porta a collaborare anche con altri noti interpreti quali Gary Hoffman, Pamela Frank, Teresa Tunnicliff, Mariusz Patyra, Sergio Cafaro, esibendosi in importanti festival cameristici: le Settimane Musicali Internazionali di Napoli, il Festival di Cremona, il Festival de la Musique en Mer ed il Festival Internazionale di Musica da Camera di Brema dove viene invitata da Bruno Canino a suonare con lui in duo pianistico.
Dal 1994 è titolare della cattedra di Musica da Camera del Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina, avendo ottenuto il primo posto al Concorso Nazionale a cattedre; è, inoltre, spesso invitata a far parte di giurie di concorsi.
Ha registrato vari programmi televisivi per la Rai e numerosi programmi radiofonici per la Rai, la Radio Vaticana e la Radio tedesca. Ha inciso per Fonè, Fonit Cetra e Dynamic.


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________COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 23 settembre 2009 ore 21 – Teatro Dal Verme, Milano
Posto unico numerato 10 euro

Nel Bicentenario della nascita di Abraham Lincoln un concerto con musiche di Ives, Copland e Daugherty

Programma:

Charles Ives (1874-1954)
The Unanswered Question

Aaron Copland (1900-1990)
Lincoln Portrait
Voce recitante Letizia Moratti, Sindaco di Milano

Michael Daugherty (1954)
Letters from Lincoln
Prima esecuzione europea

Igor Stravinsky (1882-1971)
The Star - Spangled Banner (versione 1944)

Stephan Genz, baritono

Filarmonica’900 del Teatro Regio di Torino
Jan Latham-Koenig, direttore

Continua, dopo la Tavola rotonda del pomeriggio, l’omaggio per il bicentenario della nascita di Abraham Lincoln, il presidente americano che pose fine alla schiavitù e che influenzò, insieme ad altri uomini, letterati e filosofi, lo sviluppo della nazione americana per tutto il Novecento fino ad oggi.
A questo valoroso uomo politico, artisti e compositori non di rado hanno rivolto la loro attenzione. Il concerto di mercoledì 23 settembre, alle ore 21 al Teatro Dal Verme, esemplifica il pensiero americano attraverso le musiche di Charles Ives, Aaron Copland e Micheal Daugherty.
Prima dell’esecuzione dei brani, Umberto Ceriani reciterà in lingua italiana i testi di Abraham Lincoln.

The Unanswered Question (La domanda senza risposta), il più famoso lavoro di Charles Ives, risale al 1906 e formava, assieme a Central Park in the Dark, un dittico intitolato Two Contemplations. Dopo una revisione della partitura nel 1908 ne nacque una versione per orchestra tra il 1930 e il 1935. Lo scopo di questa miniatura musicale, definita dall’autore un cosmic landscape (Paesaggio cosmico), mirava a esprimere il disagio dell’uomo moderno nei confronti del mondo. La tromba, che rappresenta in questo caso l’eroe, pone una domanda sull’esistenza destinata ad essere senza risposta nel silenzio degli archi.

Lincoln Portrait di Aaron Copland dello stesso anno di Credo in US di Cage eseguita il 21 settembre nella Basilica di San Marco di Milano, venne composta e commissionata nel 1942 durante lo sforzo patriottico della Seconda Guerra mondiale. La composizione utilizza estratti dei più importanti documenti su Lincoln e come materiale sonoro alcune canzoni folk del periodo della guerra di secessione. La recitazione dei testi è affidata alla voce di Letizia Moratti, Sindaco di Milano.

Commissionato quest’anno dall’Orchesta Sinfonica di Spokane, con i fondi del Bruce Ferden Fund for New Music in occasione del bicentenario della nascita di Abraham Lincoln, Letters from Lincoln di Michael Daugherty, prende spunto dalle lettere del 16esimo presidente americano, ma a differenza della composizione di Copland, quella che emerge in questo caso è una figura meno ufficiale e più sfaccettata in cui ampio spazio viene dedicato alla vita privata. I testi di Lincoln sono cantati dal baritono Stephan Genz.

The Star - Spangled Banner (La bandiera adorna di stelle) è l’inno nazionale americano, che venne rivisitato da Stravinsky nel 1944 come segno della sua appartenenza alla cultura americana. L’esecuzione venne però censurata dalla Filarmonica di Boston in ossequio ad una legge che impediva l’armonizzazione dell’inno.

Con il sostegno di AON
In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano –Teatro d’Europa
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Biografie

Filarmonica '900 del Teatro Regio di Torino
La Filarmonica '900 del Teatro Regio di Torino è un’associazione fondata nel 2003 su iniziativa dei professori d’orchestra del Teatro Regio, si compone degli elementi dell’intero corpo d’orchestra del teatro d’opera ed ha al suo attivo sei stagioni sinfoniche.
La Filarmonica '900 accoglie l’eredità dell’Orchestra del Teatro Regio la cui storia (lunga 270 anni) s’intreccia con quella di famosi artisti, a partire da Arturo Toscanini, Giacomo Puccini, Richard Strauss, Maria Callas, sino a Renata Tebaldi, Giuseppe Di Stefano, Placido Domingo e Luciano Pavarotti, solo per citarne alcuni.
Con originalità la Filarmonica '900 si propone di esplorare l’estrema varietà della musica del Novecento, inserendo nel proprio repertorio - accanto ai capolavori di sempre - i grandi lavori della musica sinfonica del ventesimo secolo, riservando una particolare attenzione ai punti d’incontro tra l’idea di musica “colta” e i nuovi linguaggi che ad essa si sono opposti (ma anche confrontati ed infine mescolati); il jazz, la musica per film e la musica popolare.
Nasce così un ricco repertorio formato, in buona parte, dalle opere dei grandi autori del novecento (Mahler, Strauss, Ravel, Prokof'ev, Berg, Copland, Respighi e Sostakovic), alternate a progetti originali, e talvolta inediti, scaturiti dall’incontro meno prevedibile tra i generi. Per fare qualche esempio ricodiamo il progetto Gershwin's World di Herbie Hancock, Poulenc con Stefano Bollani, la partecipazione al restauro di famose colonne sonore originali quali, da ultimo, Cabiria di Pastrone, eseguita dal vivo durante la proiezione del film.
Altra importante realizzazione è stato il Progetto Rota-Casella incentrato intorno alla figura di due compositori italiani del '900, per certi versi trascurati ma di altissimo profilo; progetto che ha dato esito - insieme ad una serie di concerti - ad un progetto discografico.
All’insegna dell’eclettismo sono le numerose collaborazioni con artisti di diversa estrazione musicale quali Herbie Hancock, Salvatore Accardo, Stefano Bollani, Hubert Soudant, Enrico Dindo, Jan Latham-Koenig, Leo Nucci, Dietfried Bernet, Uri Caine, Nicola Piovani, Steven Mercurio, Timothy Brock, Natalia Gutman, Julian Kovatchev, Richard Galliano e Ute Lemper.
Dal 2006 Jan Latham-Koenig ricopre l’incarico di primo Direttore ospite. Nel 2007 si segnala la prima uscita discografica della Filarmonica '900, con un CD dedicato a Francis Poulenc, realizzato da Jan Latham-Koenig e Stefano Bollani al pianoforte. Questa incisione è stata accolta favorevolmente dalla critica internazionale; il BBC Music Magazine le ha riconosciuto come punteggio il “5 Stars”.
La Filarmonica '900 è già stata gratificata da tre partecipazioni consecutive al Festival Internazionale Settembre Musica MITO ed ha al suo attivo importanti scritture internazionali: nell’estate 2004 al Festival Berlioz in Francia (con Laurent Petitgirard e il pianista Jean Philippe Collard); nell’agosto 2005 al noto Festival di Santander, in Spagna (tre concerti con Renée Fleming, Roberto Scandiuzzi e Jan Latham-Koenig); nel 2006 al Rumanian Atheneum di Bucarest-Romania e nell’agosto 2008 al Festival di Muerten-Svizzera (tre concerti diretti da Jan Latham-Koenig e Kaspar Zhender).
Un posto particolare nell’attività della Filarmonica '900 spetta alla registrazione di colonne sonore; collaborazione con il compositore Ezio Bosso che ha permesso la registrazione di musiche per due film di Andrea Porporati: Il dolce e l’amaro e Le ali.
Nel gennaio 2009 la Filarmonica '900 ha registrato la Prima Sinfonia di Ezio Bosso Oceans.


Stephan Genz, baritono
Il baritono tedesco Stephan Genz è nato a Erfurt e ha ricevuto la sua prima formazione musicale come corista nella chiesa di San Tommaso a Lipisa.
Ha proseguito gli studi vocali con Hans-Joachim Beyer al Conservatorio di Lipsia, con Mitsuko Shirai e Hartmut Hall al Conservatorio di Karlsruhe e con Dietrich Fischer-Dieskau ed Elisabeth Schwarzkopf.
Si è quadagnato l’attenzione internazionale ricevendo premi e partecipando a prestigiosi concorsi quali l’International Johannes Brahms Competition ad Amburgo e l’International Hugo Wolf Competition di Stoccarda.
Le compagnie d’opera con le quali Stephan Genz si è esibito includono: le Staatsoper di Berlino e di Amburgo, l’Opéra Bastille di Parigi, il Théatre des Champs-Elysées e il Théatre du Chatelet, il Teatro alla Scala, l’Opera di Losanna e quella di Strasburgo, la Semperoper di Dresda e il Festival di Aix-en-Provence.
Ha collaborato con molti direttori, quali Myung-Whun Chung, Marcus Creed, Gerd Albrecht, Daniel Harding, Philippe Herreweghe, Thomas Hengelbrock, Gustav Kuhn, Sigiswald Kuijken, Jesus Lopez-Cobos, Fabio Luisi, Georges Prêtre, René Jacobs, Giuseppe Sinopoli, Kurt Masur e Nikolaus Harnoncourt.
Ha tenuto, inoltre, concerti negli Stati Uniti, nel Sud America, in Canada, e in tutta Europa. Il suo repertorio include i Requiem di Brahms e di Fauré (entrambi anche incisi), i Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler e quasi tutta la letteratura concertistica per baritono lirico. Ha ottenuto un notevole successo interpretando il War Requiem di Britten con James Judd e l’Orchestre National de Lille di Parigi.
Nel 1999 gli è stato conferito il Premio Brahms a Schleswig-Holstein, e nel 2000 è stato nominato “Giovane Artista dell’anno” dalla critica musicale belga.
Nel 2006/2007 ha fatto il suo debutto orchestrale nel Nord con Ein deutsches Requiem di Brahms insieme alla Indianapolis Symphony Orchestra diretta da Mario Venzago.
Forse ancor più stimato come liederista di primo rango, Genz è stato ospitato alla London’s Wigmore Hall, al Concertgebouw di Amsterdam, alla New York’s Frick Collection e alla Alice Tully Hall, così come dalle maggiori rassegne liederistiche di Philadelphia, Berkeley, Ann Arbor, Washington, Cleveland, Montréal, Colonia, Bruxelles, Parigi, Firenze, Aix-en-Provence, Tokyo e Feldkirch.
Le sue registrazioni liederistiche hanno meritato alcuni fra i più alti riconoscimenti dell’industria discografica, fra i quail il Timbre de Platine, il Diapason d’or, e - per la sua incisione dei Lieder di Beethoven (Hyperion) - il Gramophone Award e il Preis der Deutschen Schallplattenkritik.



Jan Latham-Koenig, direttore
Nato in Inghilterra, Jan Latham-Koenig è un vero europeo, avendo origini francesi, danesi e polacche. Ha studiato al Royal College of Music di Londra ed ha iniziato la sua carriera come pianista. Ha vinto numerosi premi, sia pianistici che di direzione d’orchestra, quali il “Gulbenkian Fellowship”.
Nel 1976 fonda un versatile ensemble che porta il suo nome, con il quale esplorare originali sentieri musicali; ma nel 1982 decide di dedicarsi completamente alla direzione d’orchestra e debutta alla Radio Scandinava.
Contemporaneamente comincia ad esplorare il repertorio dell’opera italiana. Nel 1988 esordisce in modo sensazionale con Macbeth all’Opera di Stato di Vienna, e dal 1991 diviene suo Primo Direttore ospite, dirigendo qui circa cento spettacoli.
Dirige regolarmente nei più grandi teatri d’opera inclusi il Covent Garden, l’Opéra Nationale di Parigi e i teatri di Berlino, Amburgo, Roma, Lisbona e Santiago in Cile. Dal 1989 al 1992, è stato Direttore musicale dell’Orchestra di Porto, da lui fondata su richiesta del governo portoghese.
Jan Latham-Koenig è molto richiesto come Direttore ospite. Ha diretto le maggiori orchestre del mondo: in America (la Los Angeles Philharmonic e la St Paul Chamber Orchestra), in Giappone (l’Orchestra Sinfonica della città di Tokyo e l’Orchestra Sinfonica di Tokyo), in Francia (l’Orchestre Philharmonique de Radio France e l’Orchestre National Bordeaux Aquitaine), in Germania (la Filarmonica di Dresda, i Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino e le orchestre Westdeutscher Rundfunk, Mitteldeutscher Rundfunk e Sudwestfunk) e nell’Europa del Nord (la Filarmonica della Radio Olandese), la Filarmonica di Rotterdam, le orchestre delle Radio danesi e svedesi e la Filarmonica di Stoccolma).
Dirige regolarmente le migliori orchestre italiane. Nel 2001 è stato molte volte ospite dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma per una serie di concerti con l’esecuzione dei Concerti per Pianoforte e Orchestra di Beethoven con Evgeny Kissin. Altri importanti appuntamenti del 2001 hanno incluso un ritorno al Teatro Municipal in Santiago (dove ha diretto la première cilena di Peter Grimes) e al Teatro Colón di Buenos Aires.
Dal 1997 al 2002 Jan Latham-Koenig è stato Direttore Muiscale sia dell’Orchestre Philharmonique de Strasbourg che dell’Opéra National du Rhin.
Fra le produzioni più importanti di quel periodo ricordiamo Turandot, Elektra e il balletto Il Principe delle Pagode. La sua produzione di Les dialogues des carmélites ha vinto il premio Claude-Rostand come migliore produzione di Opera Regionale (1999), ed anche il Diapason d’or come migliore opera video (2001). Altre produzioni a Strasburgo includono il Macbeth, La bohème, Peter Grimes, Tristan und Isolde, Pelléas Mélisande, Die tote Stadt di Korngold e Carmen.
Nel 1999 ha portato l’Orchestre Philarmonique de Strasbourg al Barbican di Londra per un concerto di Gala in celebrazione del 50° anniversario del Consiglio dell’Europa; è in seguito ritornato a Londra con l’Opéra du Rhin per Les dialogues des carmélites al BBC Proms. Fra le alrtre produzioni operistiche ricordiamo Venus und Adonis di Henze (Genova), Tosca (Parigi), Les dialogues des carmélites e Jenufa (Copenaghen) e I Lombardi alla prima crociata (Santiago del Cile).
Dal gennaio 2004 Latham-Koenig è Direttore Artistico del Cantiere Inernazionale d’Arte di Montepulciano e della Young Janacek Philharmonic, e nel gennaio 2005 è stato nominato Direttore Musicale del Teatro Massimo a Palermo. È stato fra i pochi inglesi ad ottenere un simile incarico in un grande teatro italiano; nel 1990 ha anche ricoperto l’incarico Direttore Ospite Principale del Teatro dell’Opera di Roma.
Nel 2006 è stato nominato Direttore Ospite Principale della Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino ed è stato anche l’anno del suo ritorno al Tetaro La Fenice di Venezia; dal novembre è Direttore Musicale al Teatro Municipal di Santiago del Cile, dove la sua prima produzione è stata Tristan und Isolde, seguita da un’ acclamata Zauberflöte. Nel 2007 ha diretto una riuscita produzione di Beatrice et Benedicte al Chicago Opera Theater, La piccola volpe astuta alla Deutsche Oper di Berlino, Lohengrin a Mosca e una produzione di Pelléas et Mélisande all’Opera Society canadese.
Ha inciso un CD con la Filarmonica ’900 del Teatro Regio dedicato a Poulen, eletto “CD del mese” dal periodico BBC Music Magazine.



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Mercoledì 23 settembre 2009 ore 17– Teatro Franco Parenti, Milano

La cerimonia del tè, antico rituale della tradizione zen

La cerimonia del tè
Hajime Takasugi, maestro del tè
Argia Coppola, letture

Ingresso 5 euro

In collaborazione con Teatro Franco Parenti

In una rassegna dedicata alle tradizioni e alla cultura del Giappone come quella del FocusGiapone del Festival MITO non poteva mancare uno dei più antichi rituali del buddismo zen, la Cerimonia de tè, in programma mercoledì 23 settembre alle ore 17.00 al Teatro Franco Parenti.
La nascita di questo rituale di accoglienza, elevato al grado di arte, risale al XII e XIII secolo, quando alcuni monaci giapponesi soggiornarono in Cina e scoprirono quella che sarebbe divenuta nell’arcipelago la Via del tè.
In Giappone la cerimonia del tè, chiamata anche chanoyu sado, o chado, è un rituale influenzato dal buddismo zen nel quale il tè verde in polvere, o matcha, è preparato in forma cerimoniale da un maestro esperto, ed è servito a un piccolo gruppo di invitati in un’atmosfera di quiete. Chanoyu, letteralmente “acqua calda per il tè”, si riferisce abitualmente alla sola cerimonia rituale, mentre sado o chado (“il cammino del tè”), rappresenta lo studio o la dottrina della cerimonia del tè. Colui - o colei - che pratica al livello più elevato la cerimonia del tè deve avere familiarità con la produzione e i diversi tipi di tè, con i kimono, la calligrafia, la disposizione dei fiori, le ceramiche, l’incenso, e un vasto complesso di altre discipline e arti tradizionali, in aggiunta alle pratiche del tè insegnate nella sua scuola. Per questo motivo lo studio della cerimonia del tè impegna lunghi anni, e spesso un’intera vita.

La cerimonia è guidata dal maestro Hajime Takasugi che fin dall’età di sei anni si è dedicata all’apprendimento di quest’antica arte presso la scuola di Omotesenke.
La cerimonia del tè preparata per il Festival MITO SettembreMusica è preceduta dalla lettura di testi e da vari brani musicali tradizionali.

Ai possessori dei primi 100 biglietti venduti sarà data inoltre la possibilità di partecipare all’assaggio del tè dopo l’evento.

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MITO SettembreMusica

Sabato 19 Settembre 2009, MILANO

AVVISO PER LA MARATONA JAZZ DEL 20 SETTEMBRE:

LA MARATONA (ore 15/17.30/19.30/22) SI TERRA’ AL TEATRO VENTAGLIO SMERALDO E NON, COME PREVISTO INIZIALMENTE SUL PROGRAMMA, AL TEATRO CIAK WEBANK.IT



ore 11 / Galleria d’Arte Moderna presso Villa Reale, Sala da Ballo

Tradizioni del Giappone
Presentazione del volume
Musica in Giappone. Un percorso tra Oriente e Occidente

di Bonnie C. Wade

Coordina Enzo Restagno
Ingresso gratuito





ore 15 / Teatro Dal Verme

Vital
regia di Shinya Tsukamoto
Japan, 2004, 35mm, 86'
Ingresso gratuito





ore 15 e 18 / Teatro Carcano

La sposa del sole
Fiaba giapponese di Carlo II Colla
Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli
Eugenio Monti Colla, regia
LaRiS Opera Ensemble
Danilo Lorenzini, direttore
Concerto-spettacolo per bambini e ragazzi
Ingressi € 5





ore 17 / Basilica di Sant’Ambrogio

Vesperæ in Festo Dedicationis Ecclesiæ
S. Michaelis Archangeli iuxta ritum Sanctæ
Ecclesiæ Mediolanensis
Solisti della Cappella Musicale
della Basilica di Sant’Ambrogio
Cappella Musicale Rhaudenses Cantores
Giovanni Scomparin, direttore
Ingresso gratuito





ore 21 / CRT - Teatro dell’Arte

Tradizioni del Giappone
Teatro Nō, la misura del gesto
Compagnia Sankyokai
Tadao Kamei, direzione artistica
Posto unico numerato € 15





ore 21 / Teatro Dal Verme

Tokyo Sonata
regia di Kiyoshi Kurosawa
Japan, 2008, 35mm, 119’
Ingresso gratuito





ore 21 / VARESE, Palazzo Comunale, Salone Estense

Ensemble Strumentale Scaligero
Musiche di Rossini, Cherubini, Verdi, Morlacchi
Presenting Partner A2A
Con il sostegno di Regione Lombardia
Ingressi € 5





ore 22 / Basilica di San Marco, Sagrestia Monumentale

Cage in cage
Works for voice, piano, percussion
Lorna Windsor, voce
Amy Briggs, pianoforte
Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi, percussioni
Ingresso gratuito

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_________COMUNICATO STAMPA
Sabato 19 settembre 2009 ore 22 - Basilica di San Marco
Sagrestia Monumentale, Milano
Cage in cage
La musica per voce, piano e percussioni di John Cage
nella Basilica di San Marco
Lorna Windsor, soprano
Amy Briggs pianoforte
Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi, percussioni
Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo
direttamente presso la sede del concerto.
Sabato 19 settembre 2009 alle ore 22 MITO SettembreMusica ospita nella
Basilica di San Marco Cage in cage, il concerto dedicato al compositore
americano che ha scardinato i principi costruttivi della musica occidentale del
Novecento, mostrando l’altra faccia di una certa idea di musica colta. In
programma numerose composizioni dell’autore per voce, piano preparato e
percussioni, affidate al soprano Lorna Windsor, alla pianista Amy Briggs e ai
percussionisti Antonio Caggiano e Rodolfo Rossi. Tra queste Child of tree, che
sfrutta esclusivamente strumenti vegetali come rami e foglie, Credo in US, uno dei
capolavori di Cage che tra gli strumenti in organico prevede anche una radio, o The
wonderful widow of 18 springs, una delle sue opere più famose ispirata al romanzo
di James Joyce Finnegans Wake.
Programma:
John Cage
Five songs, voice and piano
Forever and Sunsmell, voice and two percussions
Four dances, voice, piano, two percussions
3 Songs, voice and piano
One', for solo drummer
Child of tree, percussion solo
She is asleep, duet, voice and prepared piano
A flower, voice and struck piano
The wonderful widow of 18 springs, voice and struck piano
Nowth upon Nacht, voice and struck piano
Credo in US, piano, two percussions and radio
Five songs, composte nel 1938, segnano un punto fondamentale nell’evoluzione e nello
stile del compositore, ponendosi a metà strada tra la ricerca di Schoenberg e di Satie,
presentano uno dei temi preferiti del grande compositore americano: l’infanzia.
Forever and Sunsmell del 1942 è basata anch’essa come Five Songs su testi di E.E.
Cummings, uno dei più importanti poeti dell’avanguardia americana, famoso per le sue
innovazioni sintattiche e per la sua gioiosa anarchia linguistica.
Four Dances risalgono invece al 1943 e furono pensate per coreografie di Hanya Holm,
considerata tra i “Big Four”, i quattro grandi innovatori della danza americana
contemporanea.
Three songs del 1933 fanno parte del tentativo di Cage di rivedere i rigidi schemi di un
testo e si fa aiutare in questo contesto dalla poetessa Gertrude Stein, madrina dal cubismo e
grande amica di Picasso.
One per sole percussioni è invece un brano più recente del 1990, che ricalca
sperimentazioni del 1975 come Child of tree, che sfrutta esclusivamente strumenti vegetali
come rami e foglie.
She is asleep, del 1943 che originariamente comprendeva una terza parte, per quel che
riguarda le indicazioni esecutive invece il pezzo rappresenta uno dei tipici laissez-faire di
Cage: il brano può infatti essere suonato sia su un pianoforte standard che su un pianoforte
preparato (con oggetti consciamente inseriti nello strumento) senza tener conto della
sequenza delle parti.
A flower è invece una danza composta nel 1950 che contiene in maniera ironica suggerisce
al cantante di cantare “come un piccione” , “come un’anatra selvatica”...
The wonderful widow of 18 springs, una delle opere più famose di Cage del 1942 è ispirato
al romanzo di James Joyce Finnegans Wake, uscito pochi anni prima e come A flower è un
altro pezzo compost per voce e piano. Cage tornerà sulla stessa pagina del romanzo di
Joyce nel 1984 con Nowth upon Nacht.
Credo in US, scritto nel 1942 dopo Pearl Harbor, il brano prende in giro nel titolo la
tendenza dei compositori americani che cercavano di richiamare in quei giorni all’unità
nazionale. Il pezzo, accompagnato da una coreografia di Merce Cunnigham, è forse uno dei
capolavori di Cage. Tra gli strumenti usati in organico figura anche una radio.
_______________________________________
Biografie
Lorna Windsor, soprano
Lorna Windsor, dopo pianoforte e viola, ha studiato canto e pianoforte al Guildhall School of Music
and Drama di Londra, proseguendo poi gli studi a Vienna con Hans Hotter e a Parigi con Gérard
Souzay. Ha vinto numerosi concorsi, specialmente di musica da camera.
A suo agio nel repertorio barocco, in Mozart e nel belcanto, si è esibita nei più importanti teatri
d’Europa, Cina e Russia, lavorando con direttori d’orchestra quali Abbado, Gelmetti, Sir Andrew
Davis, Richard Hickox, Brüggen, Meltzer, Davis, Reck, Guidarini, Leonhardt, Previn, Campanella,
Martin, Sugiyama.
Ha debuttato sul palcoscenico come Rosalinde (Die Fledermaus) a Londra, interpretando poi ruoli
mozartiani: Donna Anna a Glyndebourne; Venere in Ascanio in Alba, inciso per la Naxos; Despina,
a Parigi, Pechino, Ferrara; Euridice di Peri al TMP Châtelet, Parigi; Oscar (Un ballo in maschera) a
Reims; Sophie (Der Rosenkavalier); Norina (Don Pasquale a Verona); Anita (West Side Story,
Théâtre des Champs Elysées, Parigi); Marie Laurencin (The Banquet) a Genova, Roma, Firenze; La
voce della Storia (Garibaldi en Sicile di Panni) al San Carlo di Napoli.
Si esprime con disinvoltura in otto lingue e altri dialetti, e possiede un’esperienza musicale in
repertori tra loro contrastanti: dal repertorio dei trovatori (cantando Bernart de Ventadorn in
occitano con the Oxford Trobadors), ai canti sefarditi dei Balcani e della Turchia (eseguiti con la
Klezmerata Fiorentina); dalla musica antica su strumenti originali (con tournée monteverdiane in
tutta Europa) al Lied a alla mélodie francese, fino alla musica borghese dell’otto e novecento; dai
suoi studi strumentali sullo zarb iraniano (compiuti seguendo il metodo del ‘700), fino ai suoi
concerti con musiche di Cage (suonando il cactus amplificato!).
Si può così intuire quanto la sua arte sia fatta di una continua voglia di esplorazione di ogni
particolare tipo di espressione poetica e stilistica.
Lorna Windsor è ospite dei maggior festival nei cinque continenti, interprete ririconosciuta di
Schubert ma anche di Weill, Ives, Berio, Cage, Denissov, Kurtág, Dallapiccola, Schönberg, Boulez,
Messiaen e di un grande numero di compositori contemporanei, senza trascurare i grandi americani
del jazz e del blues, come Porter, Gershwin ed Ellington.
Amy Briggs, pianoforte
Amy Briggs è affermata interprete di musica contemporanea e sensibile frequentatrice
del repertorio classico.
Ha studiato con Ursula Oppens alla Northwestern University stabilendosi poi a
Chicago, dove si è distinta sia come solista che come musicista da camera presso
la Chicago Symphony Orchestra, lavorando con compositori quali Simon Bainbridge,
Pierre Boulez, Oliver Knussen, David Lang, Tania Leon, Esa-Pekka Salonen
e Augusta Read Thomas. Ha registrato Piano Etudes di David Rakowski (Bridge
Records) ottenendo un notevole riconoscimento da parte della critica e durante la
stagione 2005/2006 ha eseguito per la prima volta A fragment from Ophelia’s Last
Dance di Knussen. È apparsa come solista e musicista da camera negli Stati Uniti
e in Europa e, nel 1993, è stata selezionata dalla United States Information Agency
per un Tour in Africa e nel sud dell’Asia come ambasciatrice artistica degli Stati
Uniti. I suoi concerti combinano repertorio tradizionale con musica americana
contemporanea, mettendo in relazione fra loro compositori di ogni epoca e nazionalità.
Si è esibita con: Callisto Ensemble, Chicago Contemporary Players, Chicago Pro
Musica, Chicago Chamber Musicians, Klang e Empyrean Ensemble. È anche stata
premiata al Joannna Hodges International Piano Competition e al Frinna Awerbuch
International Piano Competition.
In veste di solista Amy Briggs si è esibita con la New Hampshire Philharmonic e
l’orchestra Sinfonica dello Sri Lanka. Le sue apparizioni più recenti comprendono
il Rock Hotel Piano Festival a New York, la prima mondiale del nuovo Quintetto
per pianoforte di Jeffrey Mumford con il Pacifica Quartet, una performance
all’Atlantic Center for the Arts, al Wittener Tage für neue Kammermusik e recital
solistici presso la Repubblica Popolare Cinese. Di prossima uscita un CD dedicato
al tango per pianoforte solo (con musiche del XX e XI secolo), un concerto per
pianoforte solista e ensemble di fiati di George Flynn per la Southport Records e
musica da camera di Conlon Nancarrow e Erika Oña per la Wergo.
Gli impegni futuri includono un’esibizione con Ursula Oppens e con la Mark Morris Dance
Company al Ravinia Festival, così come alcuni recital presso la Symphony Space a New York City.
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COMUNICATO STAMPA
Sabato 19 settembre ore 11 – Galleria d’Arte Moderna, Villa Reale, Milano
Incontro Le Tradizioni del Giappone
Sabato 19 e domenica 20 settembre ore 21 – CRT Teatro dell’Arte, Milano
Fantasmi, tradimenti e vendette nel Teatro Nō
giapponese
Teatro Nō, la misura del gesto
Compagnia Sankyokai
Tadao Kamei, direzione artistica
Posto unico numerato 15 euro
L’incontro sulle Tradizioni del Giappone coordinato da Enzo Restagno, con la
presentazione del libro Musica in Giappone. Un percorso tra Oriente e Occidente (Ricordi
in collaborazione con il Festival MITO), sabato 19 settembre alle ore 11, nella Sala da
Ballo della Galleria d’Arte Moderna di Villa Reale, dà il via alla rassegna che il Festival
MITO dedica alle tradizioni musicali del Giappone.
Il primo appuntamento è quello con il Teatro Nō, sabato 19 e domenica 20 settembre al
CRT – Teatro dell’Arte, alle 21.00. Protagonista la Compagnia Sankyokai di Tadao
Kamei, che presenta uno spettacolo articolato in tre parti, dedicato alle forme nō e kyôgen.
Dopo una parte introduttiva, che permette la presentazione dei diversi caratteri del teatro
Nō, va in scena un intermezzo di kyôgen intitolato Kakiyamabushi. La serata si chiude con
un brano del repertorio intitolato Nonomiya.
Il Nō costituisce la forma più rappresentativa, oltre che una tra le più antiche, del teatro
classico giapponese. Spettacolo completo, rappresenta un momento poetico, un dramma
sottile che associa, ad un testo lirico, canto, danza, mimo e musica. Il teatro Nō, dichiarato
dall’UNESCO Patrimonio immateriale dell’umanità, è forse una delle tradizioni più antiche
del Giappone, che affonda le sue radici nel XIV secolo, mantenendosi però vivo fino ad
oggi. Il gesto è portato all’essenza, la danza, il mimo ed il canto conducono ad una
lontananza quasi metafisica in cui il mondo dei vivi ed il soprannaturale si incontrano.
Spesso considerato come Opera tradizionale, la sua musica riprende l’accompagnamento di
antichi riti sciamanici in cui il ritmo dei tamburi serve ad indurre uno stato di trance, il
flauto evoca la discesa degli spiriti ed il kakegoe (lo strano suono gutturale emesso dai
percussionisti) invita gli dei a manifestarsi nel mondo.
Tradizionalmente, i drammi sono inframmezzati da intermezzi comici detti kyôgen
(letteralmente “parole senza senso”). Quale contrappunto alla tensione tragica del Nō,
queste burle ispirate alla vita quotidiana mettono in scena personaggi buffoneschi
generalmente ripresi dal popolo. Situazioni strampalate, dialoghi truculenti caratterizzano
queste farse medievali. La forza di quest’arte del riso scaturisce essenzialmente
dall’interpretazione dei commedianti e dalla prassi di cui sono detentori: quella di un teatro
vetero-contemporaneo che denuncia gaiamente la vanità e le piccolezze dell’umanità.
Inoltre Tadao Kamei, direttore artistico e capo di una famiglia di musicisti di nō e kyôgen,
aiuta il pubblico, prima dello spettacolo, a scoprire i segreti di quest’antica forma teatrale.
Durata 90 min.
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Compagnia Sankyokai
Denjiro Tanaka, suonatore di tamburo del Nō e amministratore della Compagnia
Sankyokai
Fumiyuki Takeda, attore principale del Nō (Scuola Kanze)
Tomoyuki Takeda, attore principale del Nō (Scuola Kanze)
Munenori Takeda, attore principale del Nō (Scuola Kanze)
Kazuyuki Haraoka, suonatore di tamburo del Nō (Scuola Kanze)
Naoya Toriyama, suonatore di tamburo in pelle del Nō (Scuola Kanze)
Yusuke Kuribayashi, suonatore di flauto del Nō (Scuola Morita)
Yuichiro Hayashi, suonatore di tamburo del Nō (Scuola Kanze)
Sukenori Miyake, attore del Nō (Scuola Izumi), attore di Kyôgen
Chikanari Miyake, attore del Nō (Scuola Izumi), attore di Kyôgen
Ayako Hoshino, assistente e interprete
Tadao Kamei, direttore artistico
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COMUNICATO STAMPA
Sabato dal 19 settembre 2009 ore 11– Galleria d’Arte Moderna Villa Reale,
Sala da Ballo, Milano
La presentazione del volume Musica in Giappone, un
percorso tra oriente e occidente, nell’incontro alla Galleria
d’Arte Moderna
MITO edizioni:
presentazione del volume
Musica in Giappone. Un percorso tra oriente e occidente
di Bonnie C. Wade
Edizione italiana a cura di Enzo Restagno
Universal Music
MGB Publications
Incontro con Luciana Galliano, Giovanni De Zorzi, Ilaria Narici
Con la partecipazione di musicisti giapponesi
Coordina Enzo Restagno
In collaborazione con Universal Music MGB Publications
Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo
direttamente presso la sede del concerto.
Sabato dal 19 settembre 2009 alle ore 11 alla Galleria d’Arte Moderna di Villa
Reale sarà presentato al pubblico Musica in Giappone. Un percorso tra Oriente e
Occidente, il volume scritto da Bonnie C. Wade, e pubblicato per MITO
SettembreMusica da Universal Music MGB Publications, curato nell’edizione
italiana dal direttore artistico di MITO Enzo Restagno.
La musica al Festival non passa solo attraverso le sale da concerto, le chiese e le
piazze, ma lascia una traccia scientifica destinata ad arricchire il panorama della
cultura musicale del nostro paese, attraverso la divulgazione, lo studio scientifico,
la formazione.
Forte della tradizione di Settembre Musica, MITO infatti continua a promuovere
ogni anno la pubblicazione di monografie e raccolte di scritti e interviste dedicate ai
maggiori compositori del nostro tempo: Henze, Nono, Donatoni, Berio e le opere di
tanti altri protagonisti sono stati approfondite durante le passate edizioni. Alla
musica colta occidentale si è aggiunto negli anni l’interesse per la etnomusicologia,
così in occasione delle rassegne che hanno portato a Torino e Milano musicisti e
danzatori dalla Cina, dal Tibet, dalla Corea, i più grandi etnomusicologi hanno
scritto di volta in volta opere dedicate alla cultura musica dei popoli ospitati.
In occasione del Focus Giappone, il libro arricchisce il catalogo della collana
“Musiche dal mondo” di MITO approfondendo gli aspetti musicologici della
cultura musicale giapponese che è oggetto di un’ampia rassegna di concerti e
spettacoli ospitata all’interno del cartellone.
All’incontro di presentazione di Sabato 19 partecipano Luciana Galliano, docente
di Storia della Musica Asiatica all’Università di Venezia, Giovanni De Zorzi,
docente di Etnomusicologia all’Università di Padova, Ilaria Narici, direttore
editoriale di Universal Music. Coordina Enzo Restagno.
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_____COMUNICATO STAMPA
Sabato 19 settembre 2009 ore 15 e 18 - Teatro Carcano, Milano
La sposa del sole
Fiaba giapponese di Carlo II Colla
Musica di Carlo Durando
Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli
LaRiS Opera Ensemble
Danilo Lorenzini, direttore
Francesco Bosso scene
Carlo III Colladirezionedell’allestimento
Franco Citterio luci
Tiziano Marcolegio direzione tecnica
Eugenio Monti Colla regia
In collaborazione con Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli
Ingresso 5 euro
Nell’anno in cui il Festival MITO SettembreMusica dedica al Giappone una intera rassegna
monografica e mentre Milano si appresta a ospitare l’EXPO, lo spettacolo dedicato ai più
piccoli di sabato 19 settembre alle ore 15 e in replica alle ore 18 al Teatro Carcano,
riporta indietro nel tempo fino al 1906, anno in cui la città celebrava la sua prima
Esposizione Universale.
In quella occasione infatti la Compagnia Carlo Colla e Figli acquistò presso il padiglione
del Giappone teste di lacca, marionette, tessuti e armature per realizzare, con materiali
originali, l’allestimento de La sposa del sole, lo spettacolo di marionette tratto dalla fiaba
giapponese La geisha dei topi.
Inserito nel più ampio programma pensato e realizzato per i bambini, La sposa del sole
racconta, in forma di operetta, la storia di una bellissima fanciulla, vezzosa danzatrice, che
viene data in sposa, dagli abitanti del suo villaggio, all’essere più potente dell’universo: il
Sole. Presto però la bella topolina scoprirà che il più forte è un semplice topino che l’ha
sempre amata con tutto il cuore.
Le musiche di Carlo Durando, affidate al LaRiS Opera Ensemble diretto da Danilo
Lorenzini, sottolineano i momenti significativi della messa in scena e contribuiscono a
rendere unica l’atmosfera da fiaba.
Sulla scia di una tradizione bicentenaria, le produzioni nuove e vecchie della Compagnia
Marionettistica Carlo Colla e Figli sono sempre acclamate ed osannate dal pubblico
italiano ed internazionale.
________________________________________
Biografie
Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli
A qualche passo dal Duomo, fra la Corsia dei Servi e la Piazza Beccaria, sorgeva a Milano il palazzo di
Giovanbattista Colla, un ricco commerciante il quale, secondo l’uso del tempo, aveva adibito una delle
sale del palazzo per darvi spettacolo facendo costruire un teatro di marionette.
A causa di un rovescio di fortuna dovuto ai tempi assai burrascosi, la famiglia Colla fu costretta ad
abbandonare Milano e a cercare rifugio altrove.
Soltanto dal 6 marzo 1835 furono annotati su di un libro mastro gli spostamenti della formazione nei vari
paesi e nelle varie cittadine del Piemonte, le opere rappresentate, gli incassi e le spese sostenute. È questa
la data con la quale, ufficialmente, si indica l’inizio dell'attività professionale della famiglia Colla.
Nel 1861, con la morte del fondatore la struttura della Compagnia mutò, poiché i figli Antonio, Carlo e
Giovanni, decisero di dividersi l’edificio marionettistico e diedero vita a tre diverse Compagnie.
Carlo diede vita alla formazione Carlo Colla e Figli e prese ad annotare la storia della sua Compagnia a
Broni il 22 agosto del 1863. Nel 1889 una grave malattia alla gola colpì Carlo Colla.
Il sedicenne Carlo jr., maggiore dei figli maschi, si trovò improvvisamente a sostituire il padre negli
impegni e nelle scadenze relative all’attività marionettistica, affiancato dai fratelli Rosina, Giovanni e
Michele.
Gli anni seguenti vedono l’allestimento e la messinscena di spettacoli di grande presa sul pubblico.
Il successo fu immediato e gli spostamenti della Compagnia incominciarono a comprendere anche grandi
città, fra le quali Parma, dove i Colla approdarono nel 1899 al Teatro San Giovanni. Qui gli spettacoli
dovettero soddisfare il palato piuttosto difficile dei Parmensi, che accolsero per sei anni consecutivi i
Colla (divenuti estremamente popolari) con stagioni teatrali della durata di circa otto mesi.
Nel 1906 la Compagnia approdò al Teatro Gerolamo di Milano, prestigiosa sede costruita per le
marionette nel 1868.
Al Gerolamo la Compagnia ritornerà nella stagione teatrale seguente, e poi ancora e ancora sino al 1911,
anno in cui i Colla diventeranno Teatro stabile delle marionette (l’unico in Milano, dopo il Teatro alla
Scala!) assumendo anche la gestione della sala.
Insieme al pubblico di sempre, negli anni, assistono agli spettacoli della Carlo Colla e Figli spettatori
illustri del mondo dell’arte e della cultura come Gordon Craig, Strawinsky, Simon Weil, Luchino
Visconti, Erminio Macario, Paolo Poli, Lila De Nobili, Filippo Crivelli, Giancarlo Menotti, a testimoniare
con il loro interesse ed i loro scritti come il teatro delle marionette, con la sua popolarità, fosse momento
indimenticabile per contenuti e per emozioni, ma soprattutto per la grande sapienza nel fare spettacolo.
Un grande della musica, Manuel De Falla, per la prima mondiale del suo Retablo a Venezia, nel 1932,
volle i Colla di Milano per animare i personaggi creati da Otto Morach.
Persino il cinema scelse queste marionette e questi marionettisti in più occasioni: nel 1916 con Il sogno
folle, nel 1935 con I quattro moschettieri di Nizza e Morbelli (tratto dalla rivista radiofonica che
spopolava all’epoca), nel 1946 con Cristoforo Colombo, Il gatto dagli stivali, Cenerentola e L'orfanella
delle stelle interpretato da Gandusio e dagli stessi Colla. Costretti a lasciare la sede del Gerolamo
minacciato dalle ristrutturazioni urbanistiche, i Colla restano inattivi per alcuni anni; decidono, poi, di
riprendere l’attività marionettistica.
Nel 1965 si inaugurò una mostra a loro dedicata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
La Scala offrì ai Colla di riprendere per due stagioni consecutive il celebre ballo Excelsior nella
incantevole sede della Piccola Scala. Nello stesso anno, il regista Filippo Crivelli, affezionato spettatore
del Teatro Gerolamo, allestì sul palcoscenico del Maggio Musicale Fiorentino il ballo Excelsior con Carla
Fracci, Ludmilla Tcherina ed altre étoiles della danza; chiese che nel foyer del Teatro fossero ricostruiti
alcuni piccoli palcoscenici con scene, costumi e personaggi dell’edizione marionettistica dei Colla.
Nel 1970, Giancarlo Menotti “Duca” di Spoleto (che già nel 1957, quando i Colla erano stati costretti ad
abbandonare dopo cinquant’anni il Teatro Gerolamo, aveva offerto ai Colla di trasferirsi nella cittadina
umbra per partecipare al nascituro Festival dei Due Mondi), inviò la Compagnia Carlo Colla e Figli a
rappresentare Excelsior. La presenza dei marionettisti milanesi si ripeterà a Spoleto nel 1971 e dal 1990
ad ogni edizione del Festival con nuove e vecchie produzioni, sempre acclamate ed osannate dal pubblico
italiano ed internazionale.
Oggi Carlo III Colla ed Eugenio Monti Colla sono gli ultimi marionettisti ancora attivi fra quelli che
agirono al Teatro Gerolamo.
L’Associazione Grupporiani, nata dal desiderio dei giovani marionettisti di esplorare culturalmente tutto
il teatro di animazione, sotto la direzione artistica di Eugenio Monti Colla ha messo a punto e
perfezionato una serie di laboratori artigiani per la manutenzione dell'edificio marionettistico della Carlo
Colla e Figli e per la creazione di nuovi spettacoli.
LaRiS Opera Ensemble
Il LaRiS - Progetti Musicali è una realtà artistica che da diversi anni si dedica alla divulgazione musicale
a livello internazionale.
Nell’ultimo biennio le attività hanno avuto un notevole incremento soprattutto nel ramo del concertismo.
I positivi risultati ottenuti dalle recenti esibizioni hanno spinto i fondatori del LaRiS a dare vita ad un
ensemble costituito da giovani musicisti, denominato LaRiS Ensemble.
Tra le molteplici attività svolte dall’Ensemble negli ultimi anni si segnala la collaborazione con la
Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli. Il LaRiS Opera Ensemble nasce a fianco del gruppo
strumentale con l’obiettivo primario di contribuire alla diffusione del teatro musicale da camera e del
grande repertorio lirico in raffinate rielaborazioni cameristiche.
I primi titoli entrati nel repertorio dell’Ensemble sono La serva padrona di Pergolesi, Il telefono di
Menotti e la commedia musicale Playboy, ovvero: Ma che cosa è questo amore di Danilo Lorenzini.
Danilo Lorenzini
Danilo Lorenzini è docente di composizione al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano.
Attivo come concertista e compositore, è stato ospite di alcune tra le più prestigiose istituzioni musicali
italiane ed estere. Collabora dal 1992 come compositore, pianista e direttore con la Compagnia
Marionettistica Carlo Colla & Figli ed è stato per cinque anni responsabile musicale della Compagnia
stabile del Teatro Filodrammatici di Milano realizzandone le musiche di scena per tutti gli spettacoli.
Forma stabilmente duo pianistico con Alessandro Palumbo col quale svolge un’intensa attività
concertistica. È autore di musica sinfonica, da camera, vocale e di due opere liriche: Quattro per cinque
(1970) e Playboy (2009). Le sue composizioni sono pubblicate dalla Casa Musicale Sonzogno, dalle
Edizioni Suvini Zerboni e dalle edizioni Preludio.
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Sabato 19 settembre 2009 ore 17 – Basilica di Sant’Ambrogio, Milano
I Vespri ambrosiani in onore di
San Michele dai codici dell’Archivio
Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio
Solisti della Cappella Musicale della Basilica di
Sant’Ambrogio
Cappella Musicale Rhaudenses Cantores
Giovanni Scomparin, direttore
Programma
Vesperae in Festo Dedicationis Ecclesiae S. Michaelis Archangeli iuxta ritum Sanctæ Ecclesiæ
Mediolanensis
Consulenza musicale a cura di Giacomo Baroffio
Trascrizioni delle melodie ambrosiane dai manoscritti dell’Archivio Capitolare della Basilica di
Sant’Ambrogio a cura di Angelo Rusconi
Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo
direttamente presso la sede del concerto.
Il concerto di sabato 19 settembre 2009 alle ore 17 nella Basilica di Sant’Ambrogio
propone l’esecuzione dei Vespri ambrosiani della Dedicazione di San Michele
Arcangelo, la festa liturgica, fissata al 29 settembre, che ricorda la dedicazione della
chiesa, risalente all’anno 493, edificata sul luogo dell’apparizione del Santo cui i
Longobardi tributarono onori speciali, e divenne tappa obbligata dei pellegrini diretti in
Terra Santa.
Il programma, di rara bellezza, prevede l’intonazione dei testi e delle melodie ambrosiane
dei Vespri di San Michele che sono stati trascritti, ad opera di Angelo Rusconi, dai
manoscritti conservati nell’Archivio Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano,
rispettando l’esecuzione originale in ritmo mensurale, come prescritto nella notazione del
manoscritto utilizzato.
I Vespri sono una delle celebrazioni più caratteristiche del rito ambrosiano, una preziosa
testimonianza di forme rituali e musicali antiche, che rimandano ai primi secoli della
preghiera cristiana.
L’esecuzione dei canti è affidata alla schola femminile, con i Solisti della Cappella
Musicale della Basilica di Sant’Ambrogio e la Cappella Musicale Rhaudenses
Cantores, diretta da Giovanni Scomparin, a testimonianza dell’esistenza a Milano di
numerose comunità, nelle quali le monache cantavano l’Ufficio e la Messa al modo
ambrosiano.
________________________________________
Biografie
Cappella Musicale della Basilica di Sant’Ambrogio
La cappella musicale ambrosiana della Basilica di Sant’Ambrogio ha fatto conoscere ed apprezzare a
Milano e al mondo la bellezza, la particolarità del canto ambrosiano.
Fu costituita nel 1978 per sostenere l’ufficio liturgico domenicale della Basilica, su impulso di Papa
Paolo VI, profondo conoscitore dell’antico rito. Il canto ambrosiano, che nel nome stesso si richiama alle
radici più profonde e autentiche dell’identità cittadina, è l’unico al mondo ad essere sopravvissuto fra gli
antichi repertori liturgico-musicali non romani.
La cappella musicale contribuisce tutt’ora a mantenere viva questa tradizione, tesoro tra i più preziosi
della città di Milano, impegnandosi costantemente a presenziare la messa Capitolare in latino, e la messa
Pontificale (quando il Cardinale Arcivescovo o l’Abate Vescovo presiedono in S. Ambrogio).
Dopo le recenti indicazioni nel Motu proprio di Papa Benedetto XVI sull’uso della lingua latina nelle
funzioni liturgiche, si può cogliere una felice sintonia tra quanto auspicato dal Sommo Pontefice e la
pratica odierna della Cappella Ambrosiana.
La Cappella ha avuto modo di esibirsi in diversi contesti e luoghi prestigiosi: si citano, tra i più recenti, la
prestigiosa trasferta negli Stati Uniti nell’ottobre 2007 su invito dell’Università di Harvard a Boston alla
presenza del Console d’Italia Liborio Stellino e di numerose personalità del mondo scientifico provenienti
dall’Università della Columbia di New York, dall’Università di Baltimora, dall’Università di Toronto. Il
10 ottobre, alla presenza di oltre 700 persone, veniva eseguito per la prima volta negli Stati Uniti, il
Vespro di San Luca in canto ambrosiano.
Nel 2006 la Cappella è stata invitata dallo Stato del Vaticano nella Patriarcale Basilica di San Pietro a
sostenere i Vespri di apertura del XXVII Congresso Nazionale dell’AISC (Associazione Italiana Santa
Cecilia, che raccoglie oltre 60.000 cantori in tutta Italia), esibendosi poi in San Paolo fuori le Mura
(Roma). Più recentemente si è esibita nella Basilica di San Michele al Bosco (Bologna), alla Badia di San
Gemolo (Varese), e nel ciclo Vox Ambrosii (“Concerti in cascina” organizzati dal comune di Milano.
Il canto ambrosiano è stato anche eseguito nella Repubblica di San Marino, in Svizzera Francese, per
prestigiosi Festival a Milano, Pavia, Treviso, riscuotendo sempre consensi di critica e pubblico.
Il 7 Dicembre 2008 è stata conferita alla Cappella Musicale Ambrosiana la Civica Benemerenza per alti
meriti culturali ed artistici.
Cappella Musicale Rhaudenses Cantores
La Cappella Musicale Rhaudenses Cantores, nata per volontà del suo attuale direttore artistico e musicale
Giovanni Scomparin, si è costituita in associazione culturale nel 2001, aderendo all’Unione Società
Corali Italiane (U.S.C.I.) ed alla Federazione Nazionale della Associazioni Corali (FE.NI.AR.CO). È
formata da un ensemble vocale e da un complesso strumentale di musicisti che hanno collaborato con le
più importanti orchestre italiane (Orchestra del Teatro alla Scala, Orchestra Sinfonica Nazionale della
RAI, I pomeriggi Musicali, Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole, Orchestra della Radio e Televisione
della Svizzera Italiana). La Cappella Musicale Strumentale ha realizzato numerosi concerti con
programma di musica barocca italiana e tedesca, di autori quali J. S. Bach, G. B. Pergolesi, A. Vivaldi, B.
Marcello, G. F. Handel avvalendosi in alcune occasioni della collaborazione di artisti del Coro del Teatro
alla Scala di Milano. L’ensemble vocale Rhaudenses Cantores si è distinto sin dall’inizio della sua
attività per il rigore estetico e filologico delle esecuzioni e per la scelta dei repertori ma anche per l’ampio
respiro dei numerosi eventi culturali organizzati, promuovendo e realizzando programmi artistici, di
ricerca, di sviluppo e divulgazione del patrimonio culturale locale e nazionale, diffondendo la cultura
attraverso le arti quali letteratura, musica, cinema, teatro e danza. Ha avuto la possibilità di collaborare
infatti con prestigiose istituzioni culturali milanesi come l’Istituto di Cultura Francese, l’Università
Cattolica del Sacro Cuore, l’Accademia delle Belle Arti, la Biblioteca Ambrosiana, l’Istituto di Musica
Antica del Politecnico della Arti. Nel 2002 la cappella ha partecipato al MITTELFEST 02 di Cividale del
Friuli e alla Rassegna Festival di Brè (Lugano); si è aggiudicata la Medaglia d’Argento al Concorso
Polifonico Nazionale “F. Gaffurio” nel 2005 e si è classificata al secondo posto nella Rassegna dei
Complessi Corali organizzata dall ‘U.S.C.I. Lombardia sezione di Milano sia nel 2005 che nel 2007. Nel
novembre del 2006 i Rhaudenses Cantores sono stati invitati dall’Associazione Italiana Santa Cecilia a
realizzare presso la Basilica Patriarcale di San Pietro (Stato del Vaticano) i solenni vespri d’apertura in
occasione del XXVIII raduno nazione delle Scholae Cantorum, alla presenza di S.E. Mons. Piero Marini
(già maestro alle celebrazioni liturgiche di S.S. Papa Benedetto XVI). Con quasi un centinaio di concerti
al suo attivo, la Cappella si è esibita in numerose città italiane ed estere, quali Pistoia, Brescia, Varese,
Bergamo, Roma, Milano, Lugano, Biel/Bienne e in luoghi prestigiosi quali l’Abbazia di Morimondo, la
Sacrestia delle Monache presso il Museo di Santa Giulia (Brescia), il Duomo di Milano, la Basilica di S.
Ambrogio, la Sacrestia del Bramante, la chiesa di Santa Maria del Suffragio, la chiesa dell’Incoronata, la
Cappella dei Portinari, San Pietro in Gessate, il Teatro Dal Verme (Milano), Basilica San Paolo fuori le
Mura e Basilica di S. Pietro (Roma). All’inizio di giugno del 2008 sono previsti due concerti in Svizzera.
Giovanni Scomparin, direttore
Giovanni Scomparin dal 2004 è stato nominato maestro di Cappella della Basilica S. Ambrogio di
Milano, dal Capitolo Ambrosiano, svolge un’intensa attività musicale, legata alla liturgia e al millenario
canto ambrosiano. Si è diplomato in direzione di coro, musica corale e composizione polifonica con il
Prof. Sebastian Korn e parallelamente ha studiato musica antica, notazione medievale e rinascimentale,
filologia musicale, contrappunto, storia della musica medievale e rinascimentale, con Diego Fratelli
basso continuo con Amaya Fernandez e violone antico con Paolo Rizzi, presso la sezione di Musica
Antica della Scuola Civica di Milano (Villa Simonetta) perfezionandosi poi presso la Schola Cantorum di
Basilea. Ha frequentato seminari di perfezionamento in direzione di coro e corsi di musica vocale
rinascimentale con Peter Phlipps, Erik Ven Hevel, Gary Graden, pratica strumentale, con Trevor
Pinnock, e Enrico Onofri, e di Paleografia e Semiologia musicale presso l’Università Cattolica del Sacro
Cuore di Milano sotto la guida del Prof. Giacomo Baroffio. Ha collaborato come contrabbassista con
l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, dell’Opera Festival
Puccini di Torre del Lago.
Nel 2004 è stato il primo strumentista Italiano a suonare nella casa natale di J. S. Bach su invito del
“Festival Bach della Turingia” ad Eisenach, e Lipsia (Germania).
Ha avuto l’onore del podio presso la Patriarcale Basilica di San Pietro in terra Vaticana. In occasione del
XXVIII Congresso Nazionale di Musica Sacra dell’Associazione Italiana Santa Cecilia che si è svolto a
Roma tra il 23-26 Novembre 06 è stato chiamato dirigere i Vespri del 24 novembre celebrati da S.E.
Mons. Piero Marini Maestro Cerimoniere delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, accompagnati dalla
Cappella Musicale Ambrosiana della Basilica di S. Ambrogio di Milano.
Nel 2007 è stato invitato dal capo del dipartimento di musica dell’ Università di Harvard Cambridge a
Boston (U.S.A.) il Prof. T.F. Kelly per realizzare in prima assoluta il vespro di San Luca, presso la Sant
Paul Church di Boston, ed esibirsi con i solisti ambrosiani presso la prestigiosa biblioteca dell’Università
nell’ambito del convegno sul canto ambrosiano.
Nel 2008 è stato insignito della Civica Benemerenza dal Comune di Milano. con la Cappella Musicale
Ambrosiana, per alti meriti artistici e culturali nel diffondere il canto ambrosiano nel mondo.
E’ il fondatore della Cappella Musicale RHAVDENSES CANTORES, specializzata in musica
medioevale, rinascimentale e barocca che svolge regolare attività concertistica, ha al suo attivo numerosi
concerti. Si è costruito un inusuale reputazione nel dedicare il lavoro della sua vita alla ricerca ed
all’esecuzione della musica sacra medioevale e rinascimentale, e nel canto ambrosiano.
Ideatore de “LA CARTELLA DEI CANTORI” Rassegna Internazionale Biennale di Musica, Cultura e
Arte Sacra, con la quale ha realizzato due edizioni nel 2004 e 2006.
in collaborazione con MIBAC, Presidenza della Regione Lombardia, Presidenza della Provincia di
Milano, Accademia delle Belle Arti di Brera, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Ha pubblicato un libro dal titolo “Concerto Straordinario” edt. Abelardo Pescia (PT). Ha fatto parte della
commissione artistica e del consiglio direttivo dell ‘U.S.C.I di Milano (Unione società corali italiane).
Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
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__________Via San Francesco da Paola, 3
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_______COMUNICATO STAMPA
Sabato 19 settembre 2009 ore 21 – Palazzo Comunale
Salone Estense, Varese
Le più belle pagine operistiche italiane nelle
trascrizioni dell’Ensemble Strumentale Scaligero
a Varese
Presenting Partner A2A
Con il sostegno di Regione Lombardia
In collaborazione con Comune di Varese
Ingressi 5 euro
Sabato 19 settembre 2009 alle ore 21 MITO SettembreMusica ospita a Varese, nel
Salone Estense di Palazzo Comunale il concerto dell’Ensemble Strumentale Scaligero.
La formazione nata da musicisti del massimo Teatro milanese, che ha riscosso numerosi
successi internazionali, si esibisce con i brani famosi del repertorio operistico italiano, per
il quale il XIX secolo ha mostrato un entusiasmo tale da non riuscire ad essere soddisfatto
dalle esecuzioni dal vivo. In assenza di grammofono e radio le trascrizioni si
moltiplicavano, cosi come le variazioni e le fantasie, composte spesso da virtuosi. Su
questa scia si inseriscono i lavori di Bottesini e di Lovreglio che compaiono nel programma
dell’Ensemble insieme a musiche Rossini e di Verdi.
Programma
Gioachino Rossini,
Sinfonia da “Il barbiere di Siviglia”
(trascrizione per l’Ensemble Scaligero)
Concerto per fagotto ed archi
Sinfonia da “L’Italiana in Algeri”
(trascrizione per l’Ensemble Scaligero)
Sinfonia da “La gazza ladra”
(trascrizione per l’Ensemble Scaligero)
Giovanni Bottesini
Tema e Variazioni da “I puritani”, per contrabbasso e archi
Giuseppe Verdi
Ave Maria, da “Otello”
(trascrizione per quartetto d’archi)
Donato Lovreglio
Tema e variazioni da “La Traviata” e “Rigoletto”, per clarinetto ed ensemble
(adattamento di Paolo Zannini)
Francesco Morlacchi
Il pastore svizzero, per ottavino ed ensemble
(adattamento di Paolo Tannini, revisione di Maurizio Simboli
________________________________________
Biografie
Ensemble Strumentale Scaligero
L’Associazione Ensemble Strumentale Scaligero è un gruppo strumentale costituitosi nel 1989 per volere
di dieci musicisti del Teatro alla Scala. Il nucleo base è il doppio quintetto (cinque archi e cinque fiati)
composto da musicisti stabili del Teatro e della Filarmonica della Scala, al quale, dal 1998, si sono
aggiunti sassofono, pianoforte, fisarmonica e percussioni.
L’Ensemble è stato ospite delle più importanti istituzioni musicali italiane (Teatro alla Scala, Teatro
Manzoni di Milano, Teatro del Bibiena a Mantova, Teatro Rendano di Cosenza, Teatro Municipale di
Piacenza, Festival di Stresa, Ravenna Festival 2000, Festival MITO 2007), europee (in Germania al
Festival di Worlitz, Festival del Reno, Deutsche Kammerorchester di Berlino; in Francia al Festival di
Nimes; in Svizzera al Festival di Crans-Montana e alla Primavera Musicale di Lugano) e al Verdi Opera
Theater of Michigan a Detroit (USA).
Nel 1998 ha compiuto un’importante tournée in Libano.
Nel 2002, presso il Teatro dal Verme di Milano, presenta e gestisce autonomamente una stagione di tre
concerti. Nello stesso anno ha tenuto, col contributo del Teatro Lirico di Cagliari, una tournée di sei
concerti in Sardegna, ripetuta anche nel 2003.
Nel settembre 2003 l’Ensemble Strumentale Scaligero ha ottenuto grandissimi riconoscimenti nel corso
di una lunga tournée in Giappone, tanto da essere nuovamente invitato per le stagioni concertistiche del
settembre 2005, del luglio 2007 e dell’agosto 2009.
Nel 2004 è stato ospite del Festival Internazionale di Tirana/Scùtari, del Premio Letterario Bancarella in
Toscana e del Festival Dankmall a Lipsia. Nel 2005 ha tenuto due concerti a Mosca per il Ministero degli
Esteri italiano, in occasione dell’inaugurazione del Festival collegato alla Mostra “Da Giotto a Malevic”;
il successo è stato tale da imporre agli Organizzatori di invitare l’Ensemble anche per il concerto di
chiusura delle manifestazioni concertistiche.
Nel gennaio 2006 l’Ensemble Strumentale Scaligero ha partecipato alle celebrazioni commemorative del
decimo anniversario della morte del Gianandrea Gavazzeni, ottenendo amplissimo consenso da parte
della critica e il totale gradimento del pubblico. Nello stesso anno ha avuto l’onore di inaugurare il Teatro
Condominio “Vittorio Gassman” di Gallarate, il Teatro Civico di Stradella ed il Teatro Verdi di
Fiorenzuola. Sempre nel 2006 è stato ospite della Philarmonia di Varsavia, città nella quale ha riscosso un
eccellente successo.
Nel febbraio 2007 l’Ensemble Strumentale Scaligero è stato invitato a tenere due concerti a Sibiu
(Romania), capitale europea della cultura, per i quali ha ottenuto un successo tale da indurre gli
organizzatori ad invitare nuovamente la compagine milanese per un concerto a Bucarest. L’Ensemble ha
al suo attivo due cd con musiche di Bottesini, Rossini, Cavallini, Gershwin, Corea, Piazzolla e Iturralde;
ha inoltre pubblicato il cd Il Principe Felice (Ricordi/Feltrinelli), con musiche di Silvio Amato e Gabriele
Lavia in veste di voce recitante.
Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
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__________MITO SettembreMusica



AVVISO PER LA MARATONA CLASSICA DEL 20 SETTEMBRE:

LA MARATONA SI TERRA’ AL TEATRO VENTAGLIO SMERALDO E NON, COME PREVISTO INIZIALMENTE SUL PROGRAMMA, AL TEATRO CIAK WEBANK.



Venerdì 18 Settembre 2009, MILANO



ore 15 / Museo Poldi Pezzoli, Salone dell'affresco

Musica e arti nel Giappone contemporaneo
Ne discutono Toshio Hosokawa, Gae Aulenti,

Enzo Restagno, Dario Tomasi
Ingresso gratuito





ore 15 / Piccolo Teatro Strehler

Yamagata Sukurîmu
(Yamagata scream)
regia di Naoto Takenaka
Japan, 2009, 35mm, 116’
Anteprima italiana
Ingresso gratuito





ore 21 / Teatro Ventaglio Smeraldo

Storie
Gino Paoli Live 2009
In occasione dei 50 anni di carriera
Posti numerati € 15, 20





ore 21 / Conservatorio “G. Verdi” di Milano, Sala Verdi

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Jonathan Stockhammer, direttore
Isao Nakamura, percussioni
Mayumi Miyata, shō
Musiche di Hosokawa
Ingresso gratuito



Per informazioni:

Biglietteria MITO

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COMUNICATO STAMPA

Venerdì 18 settembre 2009 ore 21 - Teatro Ventaglio
Smeraldo, Milano

Storie. Gino Paoli Live 2009
In occasione dei 50 anni di carriera

In collaborazione con Officine Smeraldo

Posti numerati €15 e €20

Il 18 settembre alle ore 21, Gino Paoli sarà in concerto al Teatro Ventaglio Smeraldo di Milano con il suo nuovo tour.
Nel 2009, che segna il cinquantennale della sua carriera, sono numerosi i progetti e gli appuntamenti per questo artista sempre pronto a mettersi in gioco e ad aprire le porte a nuove iniziative. Gino Paoli arriva sul palcoscenico del Festival MITO, dopo l’uscita del suo nuovo album “Storie”, un disco, come nella miglior tradizione della canzone d’autore italiana, ricco di interrogativi, proposti senza alcuna pretesa di risolverli. Un album allegorico, fiabesco e narrativo, da cui appunto il titolo, che racconta, come in dodici cortometraggi, piccole e grandi storie della vita quotidiana, attraverso l’espressività e la voce di uno dei protagonisti principali della scena pop italiana.
Il concerto prevede una prima parte dedicata ai nuovi brani e una seconda ai successi di sempre. Sul palco è accompagnato da Vittorio Riva alla batteria, Marco Caudai al basso, Carlo Fimiani alle chitarre, Dario Picone al piano e tastiere, e dal GnuQuartet, quartetto formato da Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino, Raffaele Rebaudengo alla viola, Stefano Cabrera al violoncello.

Per informazioni:
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___________COMUNICATO STAMPA

Venerdì 18 settembre 2009 ore 21 – Conservatorio di Milano
Sala Verdi, Milano

La concezione della natura nella musica di Hosokawa con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Jonathan Stockhammer, direttore
Isao Nakamura percussioni
Mayumi Miyata shō
In collaborazione con Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

La rassegna monografica sul compositore Toshio Hosokawa si arricchisce di un nuovo appuntamento venerdì 18 settembre 2009 alle ore 21 nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano. All’Orchestra Sinfonica della Rai diretta da Jonathan Stockhammer, è affidato un programma con due prime esecuzioni italiane:
Tabi-bito Wanderer, per percussioni e orchestra e Cloud and Light, per shō e orchestra da camera che affrontano una delle tematiche fondamentali della poetica musicale dell’autore: il rapporto tra l’uomo e la natura. Le percussioni soliste in Tabi-bito, affidate a Isao Nakamura, creano una metafora della totalità, un senso cosmico della contrapposizione fra individuo e cosmo. Le lente trame dell’orchestra, la struttura formale, la disposizione degli strumenti, l’elaborazione del materiale contribuiscono a creare la dimensione di un viaggio interiore.
La dimensione mistica appartiene all’altro brano in programma Cloud and Light per shō e orchestra, nel quale lo strumento tradizionale giapponese, un organo a bocca risalente al 700, assume il ruolo di solista, suonato dalla famosa interprete Mayumi Miyata, in un brano ispirato all’iconografia classica del Buddha.
L’elemento naturale infine pervade anche la concezione dell’ultimo brano in programma Circulating Ocean, per orchestra e traduce in suoni la concezione di Hosokawa di “acqua” come sostanza creatrice: in particolare, il suo ciclo naturale dal momento in cui evapora in nuvola, diventa pioggia che cade nell’oceano sotto forma di tempesta.


Programma

Toshio Hosokawa

Tabi-bito Wanderer, per percussioni e orchestra
Prima esecuzione italiana

Cloud and Light, per sho– e orchestra da camera
Prima esecuzione italiana

Circulating Ocean, per orchestra

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Biografie

Isao Nakamura, percussioni
Isao Nakamura è nato a Osaka e si è diplomato all’Università di Tokyo e alla Musik-Akademie di Friburgo. Ha vinto il Kranichstein Preis a Darmstadt nel 1986 e un premio speciale dell’Aoyama Musica Festival nel 1993. Si è esibito in numerose performance con un vasto repertorio e ha collaborato con musicisti di fama internazionale in festival, concerti, incisioni discografiche, trasmissioni televisive e radiofoniche. Ha partecipato a numerosi festival internazionali, come Salisburgo e Lucerna, è stato invitato alle Berliner Festwochen e ha tenuto un recital alla Berliner Philharmonie. Insegna ai corsi estivi di Darmstadt e all’Akiyoshidai International 20th Century Music Seminary and Festival: inoltre, dal 1992 è docente presso la Musikakademie di Karlsruhe. Attualmente vive in Germania e suona in tutta Europa, conosciuto e apprezzato come uno dei migliori percussionisti del panorama odierno.

Mayumi Miyata, shō
Mayumi Miyata è stata tra i primi a introdurre nel mondo occidentale lo sho-, che ha fatto conoscere grazie alle sue numerose partecipazioni a festival e manifestazioni internazionali. Diplomata presso il Kunitachi College of Music, ha studiato gagaku (antica musica giapponese di corte) e ha iniziato la sua carriera al Teatro Nazionale Giapponese nel 1979. Si è esibita in recital di sho- fin dal 1983, fra cui ricordiamo quelli al Brooklyn Museum, alla Scala e al Piccolo Teatro di Milano, alla Konzerthaus di Vienna, a Parigi e Amsterdam, ed è stata invitata da numerosi festival di rilievo, come Donaueschinger Musiktage, Wien Modern, Festival d’Automne di Parigi, Internationale Ferienkurse di Darmstadt, Musica Viva di Monaco di Baviera, Pacific Music Festival di Sapporo e Akiyoshidai International 20th Century Music Seminary and Festival. Ha eseguito prime assolute di lavori di Cage, Takemitsu, Méfano, Huber, Artaud, Szathmáry, Ichiyanagi, Ishii, Yuasa e Hosokawa. Nel 1998 ha eseguito l’inno nazionale giapponese alla cerimonia d’apertura dei XVIII Giochi Olimpici Invernali di Nagano. Si è esibita come solista nella tournée europea della NHK Symphony diretta da Charles Dutoit e nel tour giapponese della Czech Philharmonic Orchestra diretta da Vladimir Ashkenazy. Mayumi Miyata sta incidendo tutte le composizioni per shō di John Cage.


Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è nata nel 1994. I suoi primi concerti furono diretti da Georges Prêtre e da Giuseppe Sinopoli. Jeffrey Tate è stato il Primo Direttore ospite dell’orchestra (dal 1998 al 2002), assumendo poi il titolo di Direttore onorario. Dal 2001 al 2007 Rafael Frühbeck de Burgos ne è stato il Direttore principale, e nel triennio 2003-2006 Gianandrea Noseda il suo Primo Direttore ospite.
Dal 1996 al 2001 la carica di Direttore onorario dell’Orchestra è stata ricoperta da Eliahu Inbal.
Altre presenze significative sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sono state quelle di Carlo Maria Giulini, Wolfgang Sawallisch, Mstislav Rostropovič, Myung-Whun Chung, Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Yuri Ahronovitch, Marek Janowski, Dmitrij Kitaenko, Aleksandr Lazarev, Valery Gergiev, Gerd Albrecht, Yutaka Sado, Mikko Franck.
L’Orchestra propone regolari stagioni sinfoniche a Torino, a queste spesso affiancando cicli primaverili o speciali, fra i quali quello, fortunatissimo, dedicato alle sinfonie di Beethoven dirette da Rafael Frühbeck de Burgos nel giugno 2004.
Dal febbraio 2004 si svolge a Torino il ciclo Rai NuovaMusica: una rassegna dedicata alla produzione contemporanea che in concerti sinfonici e da camera propone prime esecuzioni assolute, molte delle quali opere composte su commissione. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si esibisce molto spesso in concerti sinfonici e da camera nelle principali città e nei festival più importanti d’Italia.
Abituali ormai le sue presenze a Torino Settembre Musica, alla Biennale di Venezia e alle Settimane Musicali Internazionali di Stresa.
Numerosi e prestigiosi anche gli impegni all’estero: fra questi le tournée in Giappone, Germania, Inghilterra, Irlanda, Francia, Spagna, Canarie, Sud America, Svizzera, Austria, Grecia, e l’invito a suonare il 26 agosto 2006 nel concerto conclusivo del Festival di Salisburgo.
L’Orchestra esprime e organizza anche numerose formazioni da camera con organici variabili, che svolgono un’intensa attività concertistica, incrementata dal ciclo Domenica Musica, dal circuito regionale Piemonte in Musica e da molte presenze in Italia e all’estero.
L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha inoltre preso parte a eventi particolarmente significativi, quali la Conferenza Intergovernativa dell’Unione Europea svoltasi a Torino, l’omaggio per il Giubileo Sacerdotale di Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma, il Concerto di Solidarietà con la Città di Torino per la ricostruzione della Cappella del Guarini, i concerti per la Festa della Repubblica (in molte edizioni dal 1997 a oggi) e il Capodanno 2000 nella piazza del Quirinale, tutte manifestazioni trasmesse in diretta televisiva. Altro tradizionale appuntamento è il Concerto di Natale ad Assisi nella Basilica Superiore di San Francesco. Il 3 e 4 giugno del 2000, in diretta su RaiUno e in mondovisione, l’Orchestra è stata protagonista dell’evento televisivo Traviata à Paris, con la direzione di Zubin Mehta. Questa produzione della Rai ha conseguito nel 2001 l’Emmy Award per il miglior spettacolo musicale dell’anno e il Prix Italia come miglior programma televisivo nella categoria dello spettacolo.
Il 27 gennaio 2001 l’Orchestra ha aperto ufficialmente (in diretta televisiva su RaiTre) le celebrazioni per il centenario della morte di Giuseppe Verdi, eseguendo nella Cattedrale di Parma la Messa da Requiem sotto la direzione di Valery Gergiev.
Tutti i concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sono trasmessi su Radio3; molti sono registrati e mandati in onda su RaiTre. L’Orchestra svolge una ricca attività discografica, specialmente in campo contemporaneo, con la realizzazione di CD e DVD dei concerti dal vivo.

Jonathan Stockhammer, direttore
Jonathan Stockhammer è uno dei più versatili direttori d’orchestra dell’ultima generazione e unisce una vasta esperienza nel campo della musica contemporanea a un approccio appassionato con il repertorio classico. Dopo aver completato gli studi di composizione e direzione d’orchestra a Los Angeles, si è nuovamente stabilito in Germania dove ha diretto l’Ensemble Modern, musikFabrik e l’Ensemble Recherche, fra gli altri. Ha lavorato con compagini prestigiose come Los Angeles Philharmonic, Opéra di Lione, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Orchestre Philharmonique de Radio France, Sydney Symphony Orchestra. Nella scorsa stagione ha diretto l’Orchestra dell’Opéra di Lione a Essen, con la versione in forma di concerto di Faustus, the last night di Dusapin, ed è tornato alla testa della SWR Sinfonieorchester Stuttgart e della MDR Sinfonieorchester Leipzig; al New Zealand International Arts Festival, con la New Zealand Symphony Orchestra, ha diretto i Sette peccati capitali e il Volo di Lindbergh di Kurt Weill.
L’opera lirica costituisce una parte importante della sua attività musicale: fin dal 1998 è stato ospite regolare dell’Opéra di Lione e dal 1994 torna ogni anno alla Norway Opera Vest, che la scorsa estate ha diretto in L’uomo che scambiò sua moglie con un cappello di Nyman. In passato ha diretto grandi produzioni di successo, come Carmen a Friburgo, Die Dreigroschenoper di Weill a Wiesbaden, Interzone di Enno Poppe a Berlino, Lorca e Child of the Moon di Ian Krause a Los Angeles, Twice Through the Heart di Mark-Anthony Turnage a Oslo.
Le sue esplorazioni nel genere pop/rock includono il cd Greggery Peccary & Other Persuasions con musiche di Frank Zappa, che ha vinto il premio Echo Klassik, e l’incisione di una nuova colonna sonora per il film di Ejzenštejn La corazzata Pot’emkin, composta ed eseguita con i Pet Shop Boys e i Dresdner Sinfoniker.


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_____COMUNICATO STAMPA

Venerdì 18 settembre 2009 ore 15 - Museo Poldi Pezzoli
Salone dell’affresco, Milano

Tavola rotonda Musica e arti
nel Giappone contemporaneo

Ne discutono Toshio Hosokawa, Gae Aulenti, Enzo Restagno, Dario Tomasi

Ingresso gratuito – i tagliandi di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il Focus Giappone di MITO si arricchisce di un nuovo evento con l’incontro in programma al Museo Poldi Pezzoli, venerdì 18 settembre 2009 alle ore 15, dal titolo Musica e arti nel Giappone contemporaneo. L’obiettivo della conferenza è quello di far luce sul complesso universo artistico del moderno Giappone, ampio e multiforme, dove convivono tradizioni millenarie e nuove avanguardie, ora autonomamente, ora contaminandosi con risultati altissimi. Il pensiero artistico trova espressione in vari campi d’applicazione, non solo nella arti figurative, nella musica o nel teatro, ma nell’architettura, nel cinema, nel design, nella moda. Per questo ne discutono il compositore Toshio Hosokawa e Enzo Restagno, l’architetto Gae Aulenti e Dario Tomasi, docente di Storia del cinema all’Università di Torino.
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Biografie

Toshio Hosokawa
Toshio Hosokawa è nato nel 1955 a Hiroshima; nel 1976 si è trasferito a Berlino per studiare con Isang Yun alla Hochschule, dal 1983 al 1986 ha studiato con Klaus Huber alla Staatliche Hochschule für Musik di Friburgo. Nel 1980 ha partecipato per la prima volta all’Internationale Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt, dove sono stati eseguiti suoi lavori. Da allora, Hosokawa ha presentato le sue composizioni in tutta Europa e in Giappone, conquistandosi una reputazione internazionale e vincendo numerosi premi, fra cui il primo premio al concorso di composizione indetto nel 1982 in occasione del centesimo anniversario dei Berliner Philharmoniker, il Rheingau Musikpreis e il Duisburg Musikpreis nel 1998, il Musica Viva Preis ARD & BMW AG nel 2001. È membro dell’Accademia delle Arti e del Wissenschaftskolleg di Berlino. È stato invitato da quasi tutti i maggiori festival internazionali di musica contemporanea in Europa come compositore in residenza, compresi Ferienkurse di Darmstadt, Biennale di Venezia, Sommerakademie del Mozarteum di Salisburgo, Internationale Musikfestwochen Luzern, Musica Nova Helsinki. Alla Münchener Biennale del 1998 è stata rappresentata in prima mondiale la sua prima opera, Vision of Lear, acclamata dalla critica come «un lavoro ispirato dall’incontro fra est e ovest che ha aperto un nuovo mondo musicale». Nel 2004 la sua seconda opera, Hanjo, commissionata e rappresentata dal Festival di Aix-en-Provence, ha riscosso un grande successo.
Nel 2005 il suo lavoro orchestrale Circulating Ocean, commissionato dal Festival di Salisburgo, è stato eseguito in prima assoluta dai Wiener Philharmoniker diretti da Valery Gergiev e ripreso poi nel 2006 ai BBC Proms. Lotus under the moonlight per pianoforte e orchestra, commissionato nel 2006 per le celebrazioni mozartiane dalla NDR Sinfonieorchester, è stato replicato più volte sotto la bacchetta di Jun Märkl, solista Momo Kodama: nel 2007 è stato eseguito a Berlino dalla Deutsches Symphonieorchester Berlin diretta da Kent Nagano.
Dal 1998 Toshio Hosokawa è compositore in residenza presso la Tokyo Symphony Orchestra. Dal 2001 è direttore musicale del Takefu International Music Festival e dal 2004 insegna al Tokyo College of Music.

Gae Aulenti
Gae Aulenti esercita l’attività professionale a Milano occupandosi di progettazione architettonica, urbanistica, interior e industrial design, scenografia teatrale.
Dopo la realizzazione del Museé d’Orsay di Parigi ha curato la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia. I progetti più recenti comprendono: l’insieme della Città degli Studi di Biella, il campus universitario distaccato del Politecnico di Torino, la riqualificazione di piazzale Cadorna a Milano e le stazioni “Museo” e “Dante” della Metropolitana a Napoli. Sono suoi il nuovo Asian Art Museum di San Francisco, inaugurato nel 2003, ed il Museo d’Arte Catalana a Barcellona, completato nel 2004; nel 2005 è stato inaugurato l’Istituto Italiano di Cultura a Tokio e il Palavela di Torino per i Giochi Olimpici. Sono in corso di realizzazione il lungolago di Meina (Novara), due centrali di termoutilizzazione a Rimini e Forlì, il progetto dell’Aeroporto di Perugia (ora in costruzione), l’aeroporto di Aosta, la Biblioteca e il Centro Culturale di Paderno Dugnano (MI) e la ristrutturazione di Palazzo Branciforte a Palermo.
Fra i principali riconoscimenti: Chevalier de la Légion d’honneur (Parigi), Membro Onorario dell’American Institute of Architects - Hon. FAIA, il titolo di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, il Praemium Imperiale dalla Japan Art Association (Tokyo) e la laurea ad honorem dalla Rhode Island School of Design (Providence, USA).

Dario Tomasi
Dario Tomasi insegna Storia del cinema all’Università di Torino. Fra il 1988 e il 1990 è vissuto in Giappone dove ha svolto attività di ricerca presso la Nihon University.
È autore o curatore di diversi volumi sul cinema giapponese tra i quali ricordiamo: Ozu Yasujiro, Mizoguchi Kenji, Il cerchio e la spada. I sette samurai di Kurosawa Akira, Viaggio a Tokyo, Racconti crudeli di gioventù. Il nuovo cinema giapponese degli anni Sessanta (con Marco Muller), Bellezza e tristezza. Il cinema di Mizoguchi Kenji, Anime ferite. Il cinema di Miike Takashi, con Stefano Boni e neo(N)eiga.

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Giovedì 17 Settembre 2009, MILANO



ore 13 / Piazza Mercanti

Break in Jazz
New X Quintet - Sound Shearing
Con Alice Ricciardi, voce
Introduce Maurizio Franco
Con il sostegno di Lottomatica - Gioco del Lotto
Ingresso gratuito





ore 16 / Basilica di Sant’Eufemia

Quartetto Diotima
Musiche di Nishimura, Hosokawa, Miura
Ingresso gratuito





ore 17 / Anteo spazioCinema, Sala 400

Rassegna cinematografica Invisibile Japan

Takeshis’
regia di Takeshi Kitano
Japan, 2005, 35mm, 108’
Ingresso gratuito





ore 21 / Duomo di Milano

Matteo da Perugia e la prima Cappella musicale
del Duomo di Milano
Musica sacra del Quattrocento
Clemencic Consort
René Clemencic, direttore
Presenting Partner
Camera di Commercio di Milano
Ingresso gratuito





ore 22.30 / Parco Sempione

Rassegna cinematografica Invisible Japan

Kantoku Banzai!
(Glory to the Filmmaker!)
regia di Takeshi Kitano
Japan, 2007, 35mm, 108’
Ingresso gratuito



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____________COMUNICATO STAMPA
Giovedì 17 settembre 2009 ore 13 – Piazza Mercanti, Milano


Proseguono i Break in Jazz in Piazza Mercanti

New X Quintet - Sound Shearing
Introduce Maurizio Franco

Con il sostegno di LOTTOMATICA- GIOCO DEL LOTTO
In collaborazione con Associazione Culturale Musica Oggi

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Ecco il secondo appuntamento dei Break in Jazz del Festival MITO, il momento musicale festoso e coinvolgente che ogni giovedì alle ore 13.00 chiama il pubblico in piazza Mercanti, per una pausa dal lavoro, o per una colazione all’insegna della buona musica.
Il New X-Quintet, al suo esordio ufficiale, è un quintetto composto da studenti e diplomati dei Civici Corsi di Jazz, si ispira nel nome e nel sound allo storico X-quintet di Enrico Intra, fondato alla metà degli anni ‘50. Dello storico complesso milanese lo New X-Quintet riprende i suoni e l’organico e propone per questo secondo appuntamento di Break in Jazz alcuni brani storici del jazz e della musica di Broadway.
I Break in Jazz si concluderanno giovedì 24 settembre con l’esibizione di due nomi storici del Jazz milanese Enrico Intra e Franco Cerri.

Prossimo appuntamento con Break in Jazz in Piazza Mercanti:

giovedì 24 settembre – ore 13

Cerri-Intra, doppio trio
Franco Cerri, chitarra
Enrico Intra, pianoforte
Marco Vaggi, contrabbasso
Tony Arco, batteria
Con la partecipazione di Mauro Negri, clarinetto

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Biografie

New X Quintet – Sound Shearing
Antonio Vivenzio, pianoforte
Denis Alessio, chitarra
Giulio Patara, vibrafono
Vito Zerbino, contrabbasso
Francesco Meles, batteria
Con la partecipazione
di Alice Ricciardi, voce

Questo nuovo gruppo, che fa il suo esordio ufficiale a MITO, è costituito da diplomati e diplomandi dei Civici Corsi di Jazz di Milano e si ispira sia alla musica del pianista inglese George Shearing (che influenzò la scena jazzistica dei primi anni ’50) sia a quella maturata intorno alla metà di quel decennio, nell’X Quintet di un Enrico Intra nemmeno ventenne. Ed è a quell’esperienza - così legata a una nuova idea di jazz che stava nascendo nel panorama italiano ed europeo – che guarda soprattutto questo quintetto, riprendendo l’organico e il repertorio della formazione originale per proiettarlo nella contemporaneità. Diversamente dallo storico X Quintet, il nuovo quintetto ospita anche la voce, riprendendo gli arrangiamenti originali di Shearing nei quali, molto spesso, figuravano importanti vocalist dell’epoca. I musicisti coinvolti nel progetto svolgono già da qualche anno un’articolata attività musicale, che spazia dal jazz legato alla tradizione anni ’60 (Vivenzio, Alessio, Zerbino, Meles) alla musica classica e contemporanea (Patara) e agli ensemble di percussioni (Patara e Meles).



Alice Ricciardi, voce
Tra le nuove protagoniste della vocalità jazzistica italiana, Alice Ricciardi si è diplomata nel 1999 ai Civici Corsi di Jazz, dove ha studiato canto con Francesca Oliveri e Roberta Gambarini, e ha successivamente ottenuto il diploma europeo della F.N.E.I.J. Si è poi messa in luce anche a livello internazionale, classificandosi seconda alla Montreux Jazz Festival Voice Competition del 2005 e partecipando in qualità di Performer alla IAJE Conference di New York nel 2006. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Fabrizio Bosso, Lucio Terzano, Tony Arco, Roberto Tarenzi, Luca Meneghello, Guido Manusardi, Rossano Sportiello, Anthony Pinciotti, James Cammack (il contrabbassista di Ahmad Jamal), Giorgio Gaslini, Riccardo Brazzale e, nel campo della musica leggera, con Ornella Vanoni. All’attività di interprete affianca da tempo anche quella di didatta.



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Giovedì 17 settembre 2009 ore 16 – Basilica di Sant’Eufemia, Milano

Il Quartetto Diotima con musiche di Nishimura, Miura, Hosokawa

Programma:
Akira Nishimura
Quartetto n. 3 Avian
Noriko Miura
Quartetto n. 1 I listen to...
Toshio Hosokawa
Silent Flowers
Blossoming

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il concerto di giovedì 17 settembre alle ore 16 nella Basilica di Sant’Eufemia è affidato al Quartetto Diotima, che nell’ambito del FocusGiappone del Festival MITO affronta alcune delle pagine più significative dei tre principali autori contemporanei giapponesi: Akira Nishimura, Noriko Miura, Toshio Hosokawa.

Il Quartetto n.3 di Akira Nishimura, del 1997, è stato composto per il Quartetto Arditti, e da questo eseguito per la prima volta a Le Havre. La composizione rispecchia la poetica musicale di Nishimura, insignito nel 2007 del premio Toru Takemitsu, per il quale l’evento musicale è l’occasione per immedesimarsi nel suono, un’esperienza percettiva sin estetica che passa attraverso i cinque sensi, che libera e muove una comprensione interiore.
La musica di Noriko Miura, è la prova della affermazione della creatività musicale femminile in Giappone, la sua arte si è largamente affermata negli ultimi anni in Europa. Miura, nel suo primo quartetto I listen to..., prova un nuovo approccio alle relazioni fra suono-calligrafia, esplorate da Hosokawa, suo compagno di vita.
Anche Silent Flowers di Toshio Hosokawa, del 1998, venne eseguito per la prima volta dal quartetto Arditti, ispirato nel titolo alla tradizione giapponese dell’“ikebana” del “nô” influenzato al tempo stesso dalle Sei Bagattelle di AntonWebern e dal quartetto di Luigi Nono Fragmente Stille an Diotima, Hosokawa cerca di creare suoni che rendano udibili i gesti fisici che li creano.
Blossoming si inserisce nelle composizioni di Hosokawa sul tema dei fiori ispirandosi anche all’attività del nonno, maestro di ikebana. Il fiore immaginato è un loto, già presente in altre recenti composizioni. Scrive lo stesso Hosokawa: “Un si bemolle tenuto dall’inizio del brano rappresenta le vibrazioni sulla superficie dell’acqua; il registro più basso rappresenta il mondo nell’acqua; il registro ulteriormente abbassato rappresenta il mondo nella melma sul fondo dello stagno; il si bemolle più acuto (della nota tenuta) rappresenta il mondo nel cielo. Sbucando dalla superficie dello stagno il fiore canta il suo desiderio di sbocciare e si crogiola nel sole del mattino.”

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Biografie

Quartetto Diotima
Quatuor Diotima, founded by graduates of the Paris and Lyon Conservatoires, was awarded first prize at the FNAPEC Competition, Paris in 1999, and the Contemporary Music Prize at the London String Quartet Competition in 2000, in which year, at the invitation of ProQuartet, they began a two-year residency at the Centre Européen de Musique de Chambre, Fontainebleau.
From the outset Diotima have been performing internationally; they have appeared at many of the major concert venues and music festivals across Europe including Berlin Philharmonie, Konzerthaus Berlin, Festival ECLAT Stuttgart, Ars Musica Brussels, Musica Nova Helsinki, Stockholm New Music, Huddersfield Festival, Archipel Geneva, Klangspuren Schwaz, MITO Settembre Musica, Casa da Musica Porto, CDMC Madrid and the Athens Festival. Concert tours have taken them further afield, to Japan, USA, Mexico, Central and South America, China and Korea.
Quatuor Diotima’s repertoire ranges from Haydn to the composers of our time, with particular focus on the Classical period, French Romanticism, the early Twentieth Century, and a selection of major works from the last 50 years. An equally significant part of their activity is the performance and dissemination of newly commissioned works.
Diotima’s first CD of works by Lachenmann and Nono received the Young Talents prize at the award ceremony ‘Diapason d’or de l’année’. Their recent CD of Janacek comprises the two quartets played from new critical editions and the première recording of the composer’s viola d'amore version of Intimate Letters. Their discography also includes quartets by Lucien Durosoir (1878-1955) and Schoenberg’s virtuosic concerto (after Handel) for quartet and orchestra, to which they will soon add quartets from the Second Viennese School and Liturgia Fractal by Alberto Posadas.
Highlights of the current season and beyond include appearances at the Amphithéâtre Bastille Paris, Musica Strasbourg, Festival d’Automne Paris, Kasseler Musiktage, Ultraschall Berlin, L’Auditori Barcelona, La Casa Encendida Madrid, Mozarteum Salzburg, the Aldeburgh and Cheltenham festivals, Weimar Kunstfest, Palazzetto Bru-Zane Venice, Cité de la Musique Paris and Gulbenkian Foundation Lisbon.

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Giovedì 17 settembre 2009 ore 21 - Duomo, Milano

La musica di Matteo da Perugia e la prima Cappella musicale del Duomo di Milano

Clemencic Consort
René Clemencic, direttore
Coro Clairière del Conservatorio della Svizzera Italiana, puellae cantantes
Brunella Clerici, direttore
Lorenza Donadini, coordinamento artistico coro

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il concerto di giovedì 17 settembre 2009 alle ore 21 nel Duomo di Milano, affidato al Clemencic Consort diretto da René Clemencic, è uno degli eventi più significativi della terza edizione del Festival MITO a Milano. Per questa occasione infatti sono state riscoperte alcune delle pagine musicali sacre e profane del 1400 che appartengono al periodo di costruzione della cattedrale di Milano, opera che vede convergere sul monumento la volontà della Chiesa e del popolo milanese e l’interesse del potere politico personificato da Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano.
Il programma del concerto è frutto di un particolare lavoro di ricerca, attraverso i manoscritti originali, sulle composizioni di Matteo da Perugia, il musicus che arriva a Milano nel 1402 per prendere servizio come maestro di Cappella. Le sue composizioni sono tramandate da un codice conservato a Modena, che raccoglie brani di altri autori famosi come Antonello da Caserta, Machaut, Bartolino Ciconia, Grenon, Landini, e di numerosi meno noti.
Prima dell’inizio, il concerto ha un prologo profano sul sagrato del Duomo dove vengono proposte una sequela di danze tratte da un manoscritto italiano databile agli anni 1390-1405; tra queste per esempio Principio di Virtù, probabilmente composta in occasione delle nozze di Isabella di Francia e Gian Galeazzo nel 1368.
Con l’ingresso in cattedrale la musica profana cede il passo alle composizioni sacre. Si potranno ascoltare brani del compositore perugino come il secondo Gloria contenuto nel codice estense, eseguito strumentalmente sull’organo. Un altro Gloria, questa volta cantato a quattro voci, il mottetto a tre voci Ave sancta mundi salus/Agnus Dei e poi la composizione Andray soulet, esempio semplice cantabile di canone enigmatico.
I pezzi cantati, testimoni della sublime arte compositiva arsnovistica, sono intercalati da brani realizzati con i soli strumenti, a conferma della nascente letteratura organistica del tempo. Alla musica di Matteo e dei suoi contemporanei fanno da contraltare alcuni esempi di canto ambrosiano, testimonianza della tradizione musicale liturgica propria della Chiesa milanese.

Presenting Partner Camera di Commercio di Milano


Programma

Matteo da Perugia e la prima Cappella musicale del Duomo di Milano


Ut Mediolanensis ecclesia debite et tam mirabiliter honoretur mellifluis vocibus, dulcibus amoenisque cantibus, quam organorum sonitu


Corale Ambrosiano
Kyrie

Matteo da Perugia (ca. 1418)
Gloria in excelsis Deo

Anonimo Codice Estense (ca. 1400)
Credo in unum Deum

Corale Ambrosiano
Sanctus
Agnus Dei

Anonimo Codice Estense (ca. 1400)
Gratiosus, fervidus

Matteo da Perugia (ca.1418)
Ave sancta mundi salus
Laurea martiri

Anonimo (ca. 1400)
Instanpitta “Principio di Virtù”

Inni Ambrosiani
Deus creator omnium
Conditor alme siderum
Aeterna Christi munera

Antiphonae Beatae Mariae Virginis (iuxta ritum Sanctae Ecclesiae Mediolanensis)
Regina caeli
Salve Regina

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Clemencic Consort

4 contratenori, 3 tenori, 2 baritoni, 3 pifferi, 2 busine (trombonisti), 2 trombe, 3 percussionisti (campane, tamburi ecc.), 2 cornetti, 2 fidule, 2 organi positivi





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Martedì 15 Settembre 2009, MILANO



ATTENZIONE! CAMBIO PROGRAMMA PER DANIEL HARDING!





ore 17 / Società Umanitaria

Joo Cho, soprano
Marino Nahon, pianoforte
Musiche di Mendelssohn-Bartholdy, Schubert
Ingresso gratuito



ATTENZIONE! CAMBIO PROGRAMMA PER DANIEL HARDING!

ore 21 / Conservatorio “G. Verdi” di Milano, Sala Verdi

Orchestra Sinfonica della Radio Svedese
Daniel Harding, direttore
Michelle DeYoung , mezzosoprano
Musiche di Wagner, Berlioz, Mahler
Posto unico numerato € 30

Bus navetta Torino/Milano € 10 A/R





ore 21 / Piccolo Teatro Studio

musikFabrik
Johannes Debus, direttore
Musiche di Toshio Hosokawa
Ingresso gratuito





ore 22 / Collegio di Milano, Parco

Incontri con il jazz
Italian Way
Lydian Sound Orchestra
Riccardo Brazzale, direttore
Ingresso gratuito



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Martedì 15 settembre 2009 ore 21 – Piccolo Teatro Studio, Milano

Toshio Hosokawa
Hanjo
opera in un atto
Libretto di Toshio Hosokawa
basato su Hanjo di Yukio Mishima

musikFabrik
Johannes Debus, direttore
Miwako Handa, soprano (Hanako)
Fredrika Brillembourg, mezzosoprano (Jitsuko)
Teruhiko Komori, baritono (Yoshio)
Regia, dispositivo scenico e costumi di Luca Veggetti
Creazione pittorica di Moe Yoshida
Luci di Luca Veggetti e Giuseppe Baldari

In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.


Giovedì 4 settembre alle 21, MITO presenta in prima italiana Hanjo, opera in un atto di Toshio Hosokawa su testo di Yukio Mishima, in programma al Piccolo Teatro Studio, allestita in forma semiscenica. Un cast d’eccezione per questa prima rappresentazione, che vede il soprano Miwako Handa nel ruolo di Hanako, il mezzosoprano Fredrika Brillembourg come Jitsuko, il baritono Teruhiko Komori come Yoshio. L’esecuzione musicale è affidata a un ensemble che fa della musica d’avanguardia, in particolare delle opere sconosciute o appositamente commissionate, gran parte del suo repertorio: musikFabrik, diretto da Johannes Debus.
Hanjo è stata commissionata nel 2004 dal Festival di Aix-en-Provence ed è basata su un testo per il teatro Nô del celebre poeta giapponese Yukio Mishima, che si tolse la vita nel 1970. Il testo del libretto è tratto da Hanjo, ultimo dei Cinque Nô moderni di Yukio Mishima (1925-1970). L’adattamento, compiuto dal compositore Toshio Hosokawa e basato sulla traduzione inglese di Donald Keene, conserva i tre personaggi dell’opera e rispetta la trama ma concentra il testo.
Hanjo è la seconda opera del compositore giapponese. Il suo progetto nasce dalla volontà di dar luce a una composizione radicata nelle tradizioni giapponesi Nô e Kabuki, capace però di trascendere i limiti di queste forme di teatro.
Si tratta di un dramma onirico in cui Hanako, la protagonista, attende a lungo il ritorno dell’uomo amato, per poi rendersi conto nel momento in cui torna che non è più colui che amava e che la fantasia ha superato la realtà stessa dell’uomo.
Hanjo, il personaggio che dà il titolo all’opera ma non vi compare, era una famosa geisha. Il ventaglio di Hanjo è quello che Hanako afferma di possedere.
Hosokawa non ha usato in quest’opera né le tecniche né gli strumenti tipici del Nô, il suo obiettivo è stato infatti quello di far rivivere, attraverso gli stilemi della musica occidentale, l’essenza stessa del Nô, cioè una musica che genera silenzio.
La regia e i costumi sono di Luca Veggetti, che insieme a Giuseppe Baldari ha curato anche le luci, le creazioni pittoriche sono di Moe Yoshida.

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Biografie

musikFabrik
Sin dalla sua formazione a Colonia nel 1990, musikFabrik è conosciuto come uno dei principali ensemble di musica contemporanea. Come suggerisce il significato letterale del suo nome, musikFabrik si dedica specificamente all’innovazione artistica.
Opere nuove, inedite, spesso commissionate personalmente in un’inusuale forma mediatica, sono tipiche della loro produzione. I risultati del loro impegnativo lavoro, svolto solitamente in stretta collaborazione con i compositori, sono presentati da questo ensemble internazionale di solisti in oltre cento concerti annui, sia in Germania sia all’estero, nei festival, nella serie di concerti “musikFabrik im WDR”, nelle registrazioni per la radio e nella pubblicazione di cd. Punto focale della loro ricerca artistica è l’esplorazione delle potenzialità delle moderne forme di comunicazione e di espressione in campo musicale e teatrale. Progetti interdisciplinari che possono includere live electronics, danza, teatro, cinema, letteratura e arti figurative, insieme con la musica da camera e il confronto con l’uso di strutture aperte e improvvisative, ampliano la forma tradizionale dei concerti dell’ensemble.
In questa prospettiva si inseriscono anche i “Gesprächskonzerte”, la sperimentazione di forme di concerto alternative che presuppongono la partecipazione del pubblico. Grazie al suo straordinario profilo e alla sua eccellente qualità artistica, l’ensemble musikFabrik (sovvenzionato dal Nord Reno-Westfalia) è ricercato in tutto il mondo ed è il partner fidato di rinomati compositori e direttori. La sua lista di collaborazioni è tanto lunga quanto illustre: include Louis Andriessen, Stefan Asbury, Harrison Birtwistle, Mauricio Kagel, Helmut Lachenmann, Zsolt Nagy, Emmanuel Nunes, Peter Rundel, Rebecca Saunders, Wolfgang Rihm e Hans Zender.

Johannes Debus

Johannes Debus è nato in Germania nel 1974 e ha studiato alla Musikhochschule
di Amburgo. Dopo il debutto come direttore d’orchestra nel 1996 con il Ratto dal
serraglio di Mozart a Minden, è stato a lungo legato all’Oper Frankfurt, dove è stato assistente dell’allora direttore musicale Paolo Carignani e Kapellmeister fino alla scorsa stagione. Molto attivo nel repertorio contemporaneo alla testa di complessi quali l’Ensemble Modern e l’Ensemble Intercontemporain, Debus ha diretto produzioni operistiche nei maggiori teatri tedeschi e festival europei. A Schwetzingen nel 2002 ha diretto la prima mondiale del Macbeth di Salvatore Sciarrino nella produzione firmata da Achim Freyer. A Francoforte ha diretto L’heure espagnole di Ravel e La vida breve di Falla. A partire dalla stagione 2009/2010 sarà il nuovo direttore della Canadian Opera Company di Toronto, dove nell’autunno del 2008 ha diretto Guerra e pace di Prokof’ev. Nella sua prima stagione a Toronto come direttore musicale, Debus dirigerà un concerto con Ben Heppner e una nuova produzione del wagneriano Olandese volante nell’aprile del 2010.
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Martedì 15 settembre 2009 ore 22 – Collegio di Milano, Parco, Milano

L’Italian Way del Jazz rivisitato dalla Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale

Incontri con il jazz: Italian Way
Lydian Sound Orchestra
Riccardo Brazzale, direttore

In collaborazione con Fondazione Collegio delle Università milanesi e Associazione culturale Musica Oggi

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il concerto di martedì 15 settembre 2009 alle ore 22 nel Parco del Collegio di Milano, della Lydian Sound Orchestra diretta da Riccardo Brazzale riunisce per la prima volta gli arrangiamenti che il musicista veneto ha realizzato su pagine dei più importanti jazzisti italiani: dai pianisti Franco D’Andrea e Enrico Intra ai trombettisti Enrico Rava e Paolo Fresu, dal sassofonista Claudio Fasoli al fisarmonicista Antonello Salis. Riprendendo una pratica largamente diffusa in varie epoche della storia del jazz, famosi gli arrangiamenti scritti da Gil Evans per i pezzi di Miles Davis, Riccardo Brazzale si concentra sulla tradizione jazzistica italiana, che guarda all’Europa senza mai tradire la radice americana del jazz. Dialoga con gli artisti Maurizio Franco.


Lydian Sound Orchestra
Kyle Gregory tromba
Roberto Rossi trombone
Dario Duso tuba
Pietro Tonolo, Roberto Bonisolo, Rossano Emili, sassofoni
Paolo Birro, pianoforte
Marc Abrams, contrabbasso
Mauro Beggio, batteria


Biografie:

Lydian Sound Orchestra
Nata nel 1989 su iniziativa di Riccardo Brazzale, l’orchestra (che festeggia il suo ventennale) si configura come una small band che riunisce musicisti italiani e stranieri di alto livello in un progetto musicale articolato e decisamente progettuale.
Inizialmente ispirata alla storica Tuba Band di Miles Davis, la Lydian propone un approccio jazzistico contemporaneo nel quale filtrano anche elementi tratti dalla scrittura euro colta, oltre che uno spirito interpretativo nel quale prevale l’idea dello work in progress cara a Charles Mingus.
L’orchestra si è esibita in Italia e all’estero all’interno dei più diversi contesti (festival, meeting letterari, stagioni di musica classica) ed è stata più volte registrata da Radio Rai e da altre emittenti europee. L’orchestra ha numerosi album al suo attivo, tra i quali arrangiamenti di pagine di importanti jazzisti, la rielaborazione di un’inedita suite ellingtoniana (Timon of Athens) e personalissimi viaggi nei repertori delle musiche di tradizione africana americana, nei quali figurano nuove visioni di grandi capolavori del passato.


Riccardo Brazzale
Nato nel 1960, Riccardo Brazzale ha compiuto studi classici e musicologici, e affianca all’attività di musicista quella di studioso, pubblicando saggi su periodici specializzati e cronache musicali su quotidiani. È direttore della collana editoriale “Quaderni del Teatro Olimpico” e ha curato le edizioni italiane di libri, quali la serie di racconti di Geoff Dyer (Natura morta con custodia di sax) e il manuale storico Jazz di John Fordhman, mentre con Franco Fayenz ha firmato un volume su Lennie Tristano. Insegna, inoltre, al Conservatorio di Vicenza, dirige l’Istituto Musicale Veneto “Città di Thiene” e per il Comune di Vicenza è responsabile della programmazione artistica, in seno alla quale ha creato il Festival New Conversations-Vicenza Jazz.
Oltre a guidare la Lydian Sound Orchestra, è da anni Direttore ospite della Civica Jazz Band di Enrico Intra. Ha vinto il referendum della rivista Musica jazz quale miglior compositore e arrangiatore italiano del 2008.


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Martedì 15 settembre 2009 ore 21 - Conservatorio di Milano
Sala Verdi, Milano

Cambio programma per il concerto di
Daniel Harding alla guida dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese
Con Michelle DeYoung, mezzo-soprano
che sostituisce la indisposta Lisa Milne

Programma
Richard Wagner
Preludio e Morte di Isotta da “Tristano e Isotta” (versione orchestrale)
Hector Berlioz
La morte di Cleopatra
Gustav Mahler
Sinfonia n. 1 ”Titano”


Posto unico numerato euro 30

Daniel Harding arriva al Festival MITO, martedì 15 settembre 2009 alle ore 21 nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, alla testa della Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, di cui è direttore principale. Il programma, cambiato rispetto a quello annunciato precedentemente su catalogo del Festival, presenta programma pagine sinfoniche di grande intensità, dal Preludio e Morte di Isotta da “Tristano e Isotta” di Richard Wagner, eseguito nella versione per orchestra, alla cantata La morte di Cleopatra di Hector Berlioz nell’interpretazione del mezzosoprano Michelle DeYoung, per concludersi con la Sinfonia n. 1 ”Titano”di Gustav Mahler.


Il programma musicale:
Preludio e Morte di Isotta da “Tristano e Isotta” è una pagina che lo stesso Wagner immaginò come una sinfonia separata formata dall’inizio e dalla fine dell’opera. Il culto della notte e della morte per amore evocati in questo pezzo contageranno intere generazioni di compositori tardoromantici. Composto tra il 1857 e il 1859 Preludio e Morte di Isotta viene eseguito per la prima volta a Praga nel 1859, mente l’opera completa andò in scena a Monaco nel 1865.

La morte di Cleopatra è una cantata scritta da Berlioz nel 1829 appositamente per il Prix de Rome. Il compositore francese traendo ispirazione dal testo di Shakespeare, volle musicare i sentimenti della regina d’Egitto prima di darsi la morte dopo la sconfitta delle truppe di Antonio nella battaglia di Azio. Scritto nello stesso anno della Sinfonia Fantastica rivela un uguale e fervida immaginazione compositiva, che però non giovò a Berlioz che ottenne al concorso indetto dal Académie des Beaux-Arts solamente il quinto posto.

La Sinfonia n. 1, composta da Mahler tra il 1884 e il 1888, col sottotitolo Titano con allusione all’omonimo racconto romantico del poeta Jean Paul, fu eseguita per la prima volta a Budapest il 20 novembre 1889, sotto la direzione dell’autore, nella versione in cinque tempi comprendente l’Andante Allegretto, indicato come Blumine.
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Biografie

Orchestra Sinfonica della Radio Svedese
«È sempre una gioia lavorare con questa orchestra. Possiedono quest’atmosfera distesa e allo stesso tempo altamente produttiva, che è il sogno di ogni direttore!». Sono parole di Gianandrea Noseda che, come i direttori onorari Valery Gergiev e Herbert Blomstedt, assieme a Myung-Whun Chung, Jukka-Pekka Saraste e molti altri, ha sviluppato un rapporto personale e speciale con l’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese (SRSO).
Fondata nel 1965, l’Orchestra si è sviluppata sotto la guida di Sergiu Celibidache (1965-1971) che l’ha portata a compiere numerose tournée internazionali di grande successo. Celibidache è stato poi sostituito da Herbert Blomstedt, che ha diretto l’orchestra fra il 1977 e il 1982. Nel 1984 è stata la volta di un venticinquenne Esa-Pekka Salonen, che ha portato con sé, insieme ad un nuovo repertorio, una ventata d’aria fresca. Dieci anni dopo ha assunto la direzione il russo Evgeny Svetlanov; gli autori romantici sono stati il suo primo amore, ma in seguito Svetlanov ha maturato una forte predilezione per la musica svedese.
Fra il 2000 e il 2006 l’austriaco Manfred Honeck ha fatto esercitare l’orchestra sulle opere della tradizione viennese e del periodo classico. Oggi il direttore musicale è l’inglese Daniel Harding e la sua programmazione riflette un atteggiamento libero, che lo porta a far convergere il nuovo con la tradizione.
Harding ha continuato ad eseguire e commissionare musica nuova svedese, dichiarando: «Sono molto fiero di essere il nuovo direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese e di poter sviluppare un rapporto solido e duraturo con questa meravigliosa orchestra». La cura dei tesori della musica svedese, e la loro promozione attraverso l’esecuzione musicale di queste nuove opere, sono un’operazione che rende l’Orchestra orgogliosa del suo operato.
A questo proposito, una figura importante è quella di Stig Westerberg, che ha diretto, fra 1958 e 1983, oltre cento première svedesi.
Nel 2003 l’Orchestra ha partecipato ai BBC Proms a Londra, e nel 2004 si è esibita al Musikverein di Vienna, al Festival di Pasqua. Nel 2005 ha partecipato al Festival delle Notti Bianche di San Pietroburgo, ed ha effettuato un’importante tournée in Spagna.
La SRSO è stata la prima orchestra svedese a visitare Abu Dhabi e, sotto la bacchetta di Daniel Harding, ha ottenuto un grande successo al Festival di Musica delle Canarie.
Il Festival del Mar Baltico è un festival internazionale, che cerca di unire i paesi baltici in nome della musica classica, e di puntare un riflettore sulle questioni ambientali; viene organizzato ogni anno dal Berwaldhallen e la sua prima edizione risale al 2003. I suoi direttori artistici sono due: Esa-Pekka Salonen e Valery Gergiev. In questa rassegna l’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese è accompagnata da orchestre e musicisti ospiti provienienti da tutto il Baltico.
L’Orchestra è ben rappresentata anche dal punto di vista discografico. Un recente accordo con la Deutsche Grammophon ha già prodotto diverse registrazioni, realzizzate con Esa-Pekka Salonen, Hélène Grimaud, Hilary Hahn e altri.
Dal 1979 la sede dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese si trova presso la Berwaldhallen di Stoccolma. La SRSO è inoltre “l’orchestra di tutta la Svezia”, grazie ad un accordo stipulato con la radio svedese P2; la maggior parte dei suoi concerti è infatti diffusa nel mondo grazie all’Unione Europea di Radiodiffusione, che li porta ad un pubblico di circa 80 milioni di ascoltatori.

Michelle DeYoung, mezzosoprano
Cresciuta tra Colorado e California, Michelle DeYoung ha frequentato l’American Metropolitan Opera Young Artist Programme, cimentandosi successivamente nel suo primo ruolo importante (Fricka) alla Metropolitan Opera sotto la direzione di James Levine.
Si è esibita a New York (Alice Tully Hall e Weill Recital Hall), San Francisco, Toronto, Vancouver, Bruxelles, Lisbona, Parigi, Londra e all’Edinburgh Festival.
In America ha cantato con: New York Philharmonic Orchestra, San Francisco Symphony Orchestra, Chicago Symphony Orchestra, Cleveland Orchestra, Pittsburgh Symphony Orchestra, Los Angeles Philharmonic. In Europa si è esibita con: Staatskapelle di Berlino, Chamber Orchestra of Europe, BBC Symphony Orchestra, Concertgebouworkest, Norddeutscher Rundfunk Orchestra, Orchestra Filarmonica di Rotterdam, Philharmonia Orchestra, Orchestra del Théâtre de La Monnaie, Orchestre de Paris, Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, collaborando con direttori quali Colin Davis, Thomas, Barenboim, Levine, Slatkin, Boulez, Jansons, Salonen, Haitink, Andrew Davis, Chailly, Eschenbach, Runnicles, Flor, Pappano e Harding.
Ha debuttato al Festival di Salisburgo in La mort de Cléopâtre, con l’Orchestra Filarmonica di Oslo. È stata Didone (Les Troyens) con la London Symphony Orchestra diretta da Colin Davis (anche ai BBC Proms del 2003).
Si è esibita alla Seattle Opera, alla Chicago Lyric Opera, al Teatro alla Scala e alla Bayerische Staatsoper di Monaco nei ruoli di Giocasta (Edipo Re), Marguerite (La Damnation de Faust), Brangäne (Tristan und Isolde). È stata protagonista, nel ruolo del titolo, di The Rape of Lucretia alla Glimmerglass Opera e in quello di Venus (Tannhäuser) alla Houston Grand Opera. Al Festival di Salisburgo ha debuttato come Judit (Il castello di Barbablù).
I prossimi impegni includono: la Nona Sinfonia di Beethoven a Los Angeles (direttore Gustavo Dudamel), i ruoli di Fricka e Waltraute alla Los Angeles Opera, quello di Eboli alla Cincinatti Opera e quello di Brangäne alla Deutsche Staatsoper di Berlino. Tra le sue incisioni segnaliamo: Das Klagende Lied di Mahler con Tilson Thomas e la San Francisco Symphony Orchestra (CD vincitore di un Grammy nel 2004); Terza Sinfonia di Mahler con la Cincinnati Symphony Orchestra; Seconda Sinfonia di Mahler con i Wiener Philharmoniker e Ottava Sinfonia con la Staatskapelle di Berlino (entrambe esecuzioni dirette da Pierre Boulez).

Daniel Harding, direttore
Assistente di Sir Simon Rattle alla City of Birmingham Symphony Orchestra, ha debuttato con questa formazione nel 1994 ottenendo il premio come “Best Debut” della Royal Philharmonic Society. Nel corso della stagione 1995/1996 è stato assistente di Claudio Abbado, e nel 1996 ha tenuto il suo primo concerto a capo dei Berliner Philharmoniker al Festival di Berlino. Nel 1996 è stato il più giovane direttore d’orchestra a salire sul podio dei BBC Porms, tornandovi nel 1998 con l’Ensemble Scharoun e nel 2000 in veste di Direttore musicale della Deutsche Kammerphilharmonie di Brema. Nella stagione 2003/2004 è stato nominato Direttore principale della Mahler Chamber Orchestra.
In precedenza è stato Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica di Trondheim in Norvegia (1997/2000) e Direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica di Norrköping in Svezia (1997/2003).
Più di recente è stato nominato principale Direttore ospite della London Symphony Orchestra - impegno assunto a partire dalla stagione 2006/2007 - e Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, a partire dal gennaio del 2007.
È regolarmente invitato a dirigere la Staatskappelle di Dresda (che nel 2003 ha diretto al Festival di Salisburgo), l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, la Filarmonica di Rotterdam e l’Orchestra della Radio di Francoforte. Ha inoltre diretto i i Münchner Philharmoniker, l’Orchestre National de Lyon, la Filarmonica di Oslo, la London Philharmonic, la Filarmonica Reale di Stoccolma, l’Orchestra di Santa Cecilia, l’Orchestra of the Age of Enlightenment e l’Orchestre des Champs- Elysées.
Negli Stati Uniti e in Canada si è esibito a capo della Philadelphia Orchestra, della Los Angeles Philharmonic e delle orchestre sinfoniche di Atlanta, Baltimora, Houston e Toronto. Nella scorsa stagione ha debuttato con i Wiener Philharmoniker dirigendo la Decima Sinfonia di Mahler, per poi dirigerli nella Passione secondo Matteo.
Il suo repertorio operistico comprende nuove produzioni di Così fan tutte (con la regia di Patrice Chéreau), Don Giovanni (con la regia di Peter Brook), The Turn of the Screw (con la regia di Luc Bondy), La traviata (con la regia di Peter Mussbach) ed Evgenij Onegin (con la regia di Irina Brook), tutte produzioni messe in scena al festival di Aix-en-Provence. Ha debuttato al Covent Garden con The Turn of the Screw, regia di Deborah Warner, e all’Opera di Stato Bavarese con Il ratto dal serraglio. Nel 2005/2006 ha inaugurato la stagione operistica milanese debuttando alla Scala con Idomeneo, ha diretto Il flauto magico al Theater an der Wien di Vienna ed è stato alla guida dei Wiener Philharmoniker al Festival di Salisburgo (Don Giovanni). È tornato al Covent Garden con Wozzeck e ad Aix-en-Provence con Il flauto magico.
Daniel Harding incide in esclusiva per Virgin Classics. Molte sue registrazioni hanno ottenuto riconoscimenti e premi prestigiosi (Choc de l’Année, Grand Prix de l'Académie Charles Cros), ed includono: le Ouvertures di Beethoven e la Terza e Quarta Sinfonia di Brahms con la Deutsche Kammerphilharmonie di Brema; il Don Giovanni e The Turn of the Screw con la Mahler Chamber Orchestra; opere di Lutoslawski con Solveig Kringelborn e l’Orchestra da Camera Norvegese e opere di Britten con Ian Bostridge e la Britten Sinfonia.
Nel 2002 il Governo francese gli ha conferito il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres.



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Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
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MITO SettembreMusica

Mercoledì 16 Settembre 2009, MILANO





Università Bocconi di Milano

ore 15.30 / Aula Magna di Via Gobbi

Pensiero e Musica
La formazione del pensiero musicale nel cervello: il caso Ravel
Si ringrazia Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta

ore 21 / Aula Magna di Via Roentgen
Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna
Alberto Veronesi, direttore
Jeffrey Swann, pianoforte
Musiche di Ravel
Ingressi € 10





ore 17 / Chiesa Vecchia di Sant’Apollinare in Baggio

Quartetto di Cremona
Musiche di Haydn
Ingresso gratuito





ore 21 / MONZA, Duomo

Orchestra I Pomeriggi Musicali
Antonello Manacorda, direttore
Musiche di Haydn
Con il sostegno di Regione Lombardia
Ingresso gratuito





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_________COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 16 settembre 2009 ore 21 - Duomo, Monza

Le ultime parole di Gesù sulla Croce nella musica di Haydn al Duomo di Monza

Orchestra I Pomeriggi Musicali
Antonello Manacorda, direttore
Con il sostegno di Regione Lombardia
In collaborazione con Comune di Monza – Assessorato al Turismo e Spettacolo
Fondazione I Pomeriggi Musicali


Programma

Franz Joseph Haydn
Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce Hob. XX:1°

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

La musica sacra di Haydn, di cui ricorre quest’anno il bicentenario della scomparsa, trova la massima espressione nel concerto in programma nel Duomo di Monza, mercoledì 16 settembre 2009 alle ore 21, con l’esecuzione de Le ultime sette parole del nostro Redentore sulla Croce affidata all’ Orchestra I Pomeriggi Musicali, diretta da Antonello Manacorda. L’opera, destinata ai riti della Settimana Santa, è composta da sette Adagi strumentali che rappresentano una meditazione musicale su ciascuna delle ultime parole pronunciate da Gesù in croce. In una lettera al suo editore inglese Forster, Haydn dichiarava che il suo intento compositivo: commuovere anche l’ascoltatore più inesperto nella profondità della sua anima.

Le ultime sette parole del nostro Redentore sulla Croce fu commissionata nel 1785 ad Haydn dalla città spagnola di Cadice per i riti della Settimana Santa. Alle sette parole che secondo i Vangeli vennero pronunziate da Gesù: “Pater dimitte illis”, “Hodie mecum eris in Paradiso”, “Mulier ecce filius tuus”, “Deus meus, Deus meus”, “Sitio”, “Consumatum est”, “In manus tuas Domine”, Oltre alle sette sonate, come egli le definiva, Haydn scrisse un’Introduzione e, per concludere, una rappresentazione sonora del terremoto successivo alla morte di Cristo. _______________________________________

Biografie

Orchestra I Pomeriggi Musicali
L’Orchestra I Pomeriggi Musicali nacque nell’immediato secondo dopoguerra in una Milano tutta presa dal fervore della ricostruzione. Fu il frutto dell’incontro tra due uomini d’eccezione: l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo. Il primo pensava ad una formazione da camera con la quale eseguire il repertorio classico, il secondo ad un’orchestra in grande stile che sviluppasse un repertorio di musica contemporanea e d’avanguardia. I due punti di vista trovarono una sintesi nell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che fin dal primo concerto, il 27 novembre 1945, accostando Mozart e Stravinskij, Beethoven e Prokofjev, inaugurò una formula coraggiosa che la portò al successo.
La lunga storia dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali non ha mai tradito le linee programmatiche e gli obiettivi ideali lanciati più di sessant’anni fa dai padri fondatori dell’istituzione, e oggi conta uno straordinario repertorio che include i più grandi capolavori del Barocco, del Classicismo, del primo Romanticismo e, allo stesso tempo, molta musica Moderna e Contemporanea. La diffusione popolare di quest’ultima fu avviata puntando sui grandi del Novecento, assenti dai cartelloni concertistici durante la dittatura fascista per motivi politici o di stolta autarchia culturale: andavano da Stravinskij a Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. Oltre naturalmente agli italiani, alcuni dei quali non solo poterono presentare le loro composizioni per la prima volta, ma ne scrissero su commissione dei Pomeriggi: Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi.
La tradizione continuò con quelli delle leve successive: Berio, Bussotti, Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, arrivando agli emergenti dei nostri giorni, Fedele, Francesconi, Vacchi, apparsi nelle ultime stagioni. Grandi compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e recentemente Penderecki, hanno diretto la loro musica sul podio dei Pomeriggi Musicali, un podio che è anche stato, per tanti giovani artisti, un trampolino di lancio verso la celebrità; fra questi Leonard Bernstein e Sergiu Celibidache.
Notevole è poi il numero delle future celebrità che sono state consacrate dai Pomeriggi: un albo d’oro che comprende Claudio Abbado, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi.
Ricordiamo inoltre le importanti presenze di Direttori stabili: Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Gianpiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti e Aldo Ceccato. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica: in questa veste Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino e Gianni Tangucci. Dal 2009 la direzione artistica è affidata a Ivan Fedele, mentre Antonello Manacorda continua a ricoprire il ruolo di Direttore musicale dell’orchestra.
L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia, e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra ha conquistato platee internazionali (recentemente in Spagna, Portogallo, Tunisia, Francia, Germania, Svizzera, Turchia e Austria).
Oggi I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale.

Antonello Manacorda, direttore
Antonello Manacorda è nato a Torino e ha studiato violino con Sergio Lamberto al Conservatorio “Giuseppe Verdi”, diplomandosi con lode. Ha vinto una borsa di studio della De Sono Associazione per la Musica, che gli ha permesso di studiare con Herman Krebbers ad Amsterdam, Eduard Schmider e Franco Gulli.
Nel 1997, insieme ad alcuni colleghi della Gustav Mahler Jugend Orchester e sotto la spinta di Claudio Abbado, Antonello Manacorda ha fondato la Mahler Chamber Orchestra, della quale è stato Concert Master e Vicepresidente per cinque anni finché non ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla carriera di direttore d’orchestra. Grazie ad una borsa di studio messa a disposizione dalla De Sono di Torino, ha studiato per due anni con Jorma Panula a Helsinki.
Nel periodo 2003/2006 Antonello Manacorda è stato Direttore Artistico per la musica da camera presso l’Académie Européenne de Musique del Festival d’Aix-en-Provence.
Direttore Musicale dei Pomeriggi Musicali di Milano dalla stagione 2006-2007, Antonello Manacorda ha impostato la sua collaborazione con l’Orchestra proponendo un repertorio che spazia dagli Oratori di Mozart (La Betulia Liberata e Davidde Penitente) agli autori contemporanei (Dialogues di Elliot Carter), riscuotendo fin dall’inizio un grande successo di critica.
I più recenti impegni di Antonello Manacorda lo hanno visto collaborare con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, dirigere Il barbiere di Siviglia di Paisiello all’Arcimboldi di Milano, Così fan tutte al Teatro Comunale di Treviso e Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro San Carlo di Napoli.
Il suo debutto nell’opera è stato con La clemenza di Tito nel circuito dell’As.Li.Co. nella stagione 2005/2006.
In ambito sinfonico è stato Direttore Ospite di: Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra da Camera di Zurigo, Scottish Chamber Orchestra, Ensemble Orchestral de Paris, I Virtuosi di Kuhmo a Helsinki, Västerås Sinfonietta, Helsingborg Symfoniorkester, Gävle Symphony Orchestra e altre formazioni orchestrali. Ha debuttato con successo al prestigioso Festival di Aldeburgh alla testa della Britten-Pears Orchestra e ha tenuto il corso estivo Jeunesses Musicales a Ginevra.
La scorsa stagione ha diretto per la prima volta due concerti con la Mahler Chamber Orchestra per festeggiare il 10° anniversario dell’orchestra, che lo ha invitato di nuovo per il concerto di inaugurazione del Festival di Brema nell’agosto 2008.
Nella stagione 2008/2009 ha diretto Falstaff per il Circuito Lirico Lomardo e ha debuttato con l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo e la Stavanger Symfoniorkester.





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___________COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 16 settembre 2009 ore 15.30/19/21 - Università Bocconi di Milano

Musica e emozioni, aspetti neurologici nella formazione del pensiero musicale nel convegno all’Università Bocconi con il concerto della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna.

Ingresso al convegno ore 15/19: gratuito
Ingresso al concerto ore 21: euro 10

Mercoledì 16 settembre 2009 Il Festival MITO SettembreMusica dedica una giornata di studi sui rapporti tra pensiero e musica:
Alle ore 15.30 nell’Aula Magna di via Gobbi, grazie al supporto della Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta e dell’Università Bocconi, studiosi e ricercatori di diversi Atenei e centri di ricerca si interrogano e si relazionano su una serie di argomenti per analizzarne le dinamiche: negli ultimi anni, in seguito allo sviluppo delle conoscenze e delle tecnologie, le neuroscienze hanno investigato le dinamiche tra la nascita del pensiero musicale e le funzioni cerebrali. Il musicista si esprime con un linguaggio i cui simboli non sono parole, ma suoni, che variano in infinite composizioni realizzando musica, che viene ricodificata dal cervello di chi ascolta.
L’incontro, a carattere divulgativo, analizza inoltre il caso del musicista Ravel, attraverso la sua biografia, e della composizione di uno dei suoi capolavori, il Boléro, con riferimento alle relazioni intercorse tra la genesi dell’opera e la malattia che lo colpì in quella fase della sua esistenza.
Alle 19.00, terminati i lavori, sarà avviato un dibattito col pubblico presente in sala.

Alle ore 21, nell’Aula Magna di via Roentgen, la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna diretta da Alberto Veronesi eseguirà il Boléro di Maurice Ravel. In programma altre due opere del compositore francese: Alborada del gracioso e il Concerto per la mano sinistra in re maggiore per pianoforte e orchestra. Al pianoforte Jeffrey Swann.
In collaborazione con Università Bocconi di Milano


PROGRAMMA DEL CONVEGNO
(ore 15.30, Aula Magna di via Gobbi)

Introducono Francesco Micheli e Giovanni Broggi

Emozioni e Musica
Robert J. Zatorre, Montreal Neurological Institute, Canada

Musica e linguaggio
Giuliano Avanzini, Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta, Milano

Musica e Imaging dell’encefalo
Ludovico Minati, Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta, Milano

ore 17.00 Coffee Break

Mito e realtà? Musicoterapia?
Luisa Lopez, Università di Roma “Tor Vergata”

La musica di Ravel attraverso la biografia
Enzo Restagno

La malattia di Ravel
Roberto Mutani, Università di Torino

ore 19
Dibattito con il pubblico
Partecipano
Giuliano Avanzini, Giovanni Broggi, Ivano Dones, Leo Nahon


CONCERTO
ore 21 (Aula Magna di via Roentgen)
Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna
Alberto Veronesi, direttore
Jeffrey Swann, pianoforte
Musiche di Ravel
________________________________________

Biografie


Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna
Nata nel 2008 per volontà dei professori dell'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, la Filarmonica fonda le sue radici nell’Orchestra dello stesso Teatro.
Divenuta stabile il 4 febbraio del 1956, ma già attiva a partire dalla fine del secolo precedente, l’Orchestra del Teatro Comunale deve la propria crescita tecnico-interpretativa al magistero di Sergiu Celibidache. In quegli anni, il maestro rumeno dirigeva con la compagine bolognese autori quali Dvorák, Caikovskji, Bizet, Brahms, Beethoven, Haydn e gli amatissimi Ravel e Debussy, intensificando le collaborazioni con grandi interpreti internazionali quali Arturo Benedetti Michelangeli, Nathan Milstein e Arthur Rubinstein. Sempre il quel periodo, con le prime tournée internazionali, l’Orchestra ha modo di esibirsi in Francia, Jugoslavia, Bulgaria, Germania e Svizzera; nell’ottobre del 1959, l’Orchestra ha l’onore di essere diretta dal grande compositore russo Igor Stravinsky durante una delle sue rare esibizioni in Italia.
Negli anni successivi, la presenza di grandi direttori quali Eugen Jochum, Wolfgang Sawallisch, Hermann Scherchen, Bruno Maderna, un debuttante Claudio Abbado e un giovane Eliahu Inbal (con il quale prenderà corpo un felice connubio che dura tutt’oggi) fa sì che si vada sempre più delineando la marcata impronta sinfonica dell’Orchestra.
Dopo il ventennio di Celibidache, la presenza più assidua fra i direttori d’orchestra risulta essere quella di Zoltán Peskó: Direttore principale dal 1974 al 1976 e presente poi a Bologna a più riprese fino a metà degli anni Ottanta. In quegli anni si sviluppano collaborazioni con grandi direttori quali Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli e Kurt Masur.
Dalla fine degli anni Settanta (e fino al 1983), Vladimir Delman diventa direttore stabile dell’Orchestra imprimendo nuovi slanci alla vita musicale della compagine bolognese; il suo ciclo integrale delle sinfonie di Caikowskji svela al pubblico una sensibilità musicale di notevole finezza ed estrosità che viene apprezzata compiutamente nelle sofferte letture delle sinfonie mahleriane e nei titoli russi.
A partire dal 1984, la presenza di Riccardo Chailly quale Direttore principale dell’Orchestra ripropone una situazione quasi analoga a quella che diede vita alla compagine orchestrale nel 1956. In quegli anni, l’Orchestra è presente all’Holland Festival di Amsterdam, al Rossini Opera Festival di Pesaro e vengono realizzate anche numerose incisioni per la Decca: un periodo denso di soddisfazioni che culmina con la prima tournée in Giappone del 1993.
Gli anni Ottanta, sono anche caratterizzati da collaborazioni con importanti direttori internazionali come Myung-Wun Chung, Esa Pekka-Salonen, Sir Simon Rattle e Sir Georg Solti.
Nel 1993, al termine dell’incarico di Chailly, viene nominato primo Direttore ospite Christian Thielemann. Oltre a Thieleman, in quegl’anni, sono saliti sul podio dell’Orchestra direttori quali Valerij Gergiev e Gary Bertini (Premio Abbiati della critica musicale italiana per una memorabile edizione del Wozzeck di Berg).
Dal 1997, e per ben dieci anni, Daniele Gatti ricopre il ruolo di Direttore musicale. Sotto la sua guida, l’Orchestra torna in tournée in Giappone (nel 1998 e nel 2002) e il Maestro ottiene il Premio Abbiati della critica musicale italiana per l’edizione del Don Sebastien di Donizetti. Più recenti le ollaborazioni con altri grandi direttori come Antonio Pappano, Christopher Hogwood, Charles Dutoit, Sir Neville Marriner, James Conlon e Georges Prêtre, e con grandi solisti che a più riprese prendono parte a concerti e incisioni con l’Orchestra; tra questi Maurizio Pollini, Luciano Pavarotti, Viktoria Mullova, Shlomo Mintz, Misha Maisky, Marta Argerich, Placido Domingo e Lang Lang.
Nel 2008 inizia una preziosa collaborazione con la prestigiosa Deutsche Grammphon con la quale l’Orchestra incide La nuit de mai con Placido Domingo e Lang Lang (direttore Alberto Veronesi) e una serie di arie d’opera con il mezzo-soprano Elīna Garanča (direttore Roberto Abbado) e la Konzertvereinigung Wiener Staatsopern Choir.
Oggi, dopo oltre cinquant’anni di storia, la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna viene accompagnata in questa sua nuova avventura internazionale da Alberto Veronesi, suo attuale Direttore Artistico.

Alberto Veronesi, direttore
Alberto Veronesi è nato a Milano ed ha studiato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” diplomandosi a pieni voti in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra, e cominciando a dirigere concerti di musica contemporanea quando era ancora studente.
Nominato nel 1999 Direttore Artistico e Musicale della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago, vi ha diretto il ciclo completo delle opere di Giacomo Puccini, contribuendo a rilanciare la Fondazione nel novero dei maggiori Festival lirici nazionali; nel 2003, l’allestimento La bohème, con le scene di Jean Michel Folon, ha vinto il Premio Abbiati della critica italiana. Nell’agosto 2008 è stato nominato Direttore Musicale Stabile.
Nel 2001 è stato nominato Direttore Musicale della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana con la quale ha affrontato il ciclo completo delle Sinfonie di Mahler, Beethoven, Bruckner e Shostakovich. Contemporaneamente sta approfondendo la musica sinfonica del ‘900 italiano sperimentando anche giovani autori contemporanei.
Dal 1992 al 2000 è stato direttore Artistico e Musicale dell’Orchestra Guido Cantelli di Milano (orchestra sinfonica residente al Conservatorio di Milano), con la quale ha affrontato in particolare Beethoven, Brahms, Mendelssohn, Berg. Con questa orchestra nell’aprile 1996 ha debuttato - su invito di Claudio Abbado - al Festival di Pasqua di Salisburgo, al Teatro alla Scala nel 1999 e, nel 2000, al Maggio Musicale Fiorentino.
In campo operistico Veronesi ha debuttato allo Spring Festival del BAM di New York nel 1998 con il Falstaff di Antonio Salieri, nel 2000 al Teatro Nazionale di Tokyo con Tosca, nel 2002 al Teatro d’Opera di Tel Aviv con Andrea Chénier, nel 2004 all’NHK di Tokyo con Madama Butterfly, nel 2007 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con I Medici, nel 2008 al Teatro La Monnaie di Bruxelles con Fedora e alla Deutsche Oper di Berlino con L’Amico Fritz.
Nel 1998 ha inciso Falstaff di Antonio Salieri (Chandos Records) aggiudicandosi il secondo Premio al Festival Discografico di Cannes 1999 nella categoria “Opera preromantica” e il Premio Koch 1999 di Monaco per la migliore incisione operistica dell’anno.
Nel maggio 2006 è uscita la sua prima incisione per Deutsche Grammophon: Edgar di Giacomo Puccini, con l’Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Placido Domingo nel ruolo di protagonista. Le prossime incisioni con Deutsche Grammophon (casa discografica della quale Alberto Veronesi è artista ufficiale), comprendono La Nuit de Mai di Ruggero Leoncavallo, con Placido Domingo, Lang Lang e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, e Arie Perdute e abbandonate di Giacomo Puccini, con i Wiener Philarmoniker, Violeta Urmana e Placido Domingo. Successivamente è previsto un ciclo di opere di Giacomo Puccini e di suoi contemporanei, fra i quali La bohème di Leoncavallo e Resurrezione di Franco Alfano.
Dal novembre 2008 è Direttore Artistico della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna.

Jeffrey Swann, pianoforte
Nato nel 1951 a Williams, in Arizona, Jeffrey Swann ha iniziato lo studio del pianoforte all'età di quattro anni ed è stato allievo di Alexander Uninsky alla Southern Methodist University di Dallas. Ha conseguito il Bachelor, il Master ed il Doctor of Music presso la Juilliard School, sotto la guida di Beveridge Webster e Adele Marcus.
Numerosi sono i riconoscimenti ottenuti da Jeffrey Swann in campo internazionale, tra i quali sono da ricordare il primo Premio alla prima edizione del Dino Ciani al Teatro alla Scala di Milano, la medaglia d'oro al Concorso Reine Elisabeth di Bruxelles ed il massimo dei riconoscimenti ai Concorsi Chopin di Varsavia, Van Cliburn, Vianna da Motta e Montreal. Da allora la sua carriera si è affermata con successo non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa: più volte ospite del Festival di Berlino, della serie "Grands Interpretes / Quatre étoiles" di Parigi, Swann ha suonato in tutte le principali città europee.
Jeffrey Swann possiede un vasto repertorio che comprende più di 50 tra concerti e opere solistiche, che vanno da Bach a Boulez, dall'integrale delle Sonate di Beethoven alle trascrizioni del tardo Ottocento. È inoltre un appassionato di letteratura e di arti visive, alla ricerca costante di nuove strade per conferire ai suoi programmi un più profondo significato culturale. A questo scopo egli spesso propone programmi a tema e, quando ne ha l'opportunità, completa le sue esecuzioni con commenti e illustrazioni.
Jeffrey Swann è anche apprezzato compositore: ha infatti studiato composizione con Darius Milhaud all’Aspen Music Festival, dove ha vinto il primo premio.
Particolarmente interessato alla musica contemporanea, ha eseguito in prima mondiale la Seconda Sonata per pianoforte di Charles Wuorinen al Kennedy Center di Washington, ed ha registrato per la Music & Arts varie composizioni contemporanee, tra le quali la Sonata n. 3 di Boulez. Jeffrey Swann ha registrato per Ars Polona, Deutsche-Grammophon, RCA-Italia, Replica, Fonit-Cetra, Music & Arts, Arkadia e Agorá. Il suo cd The Virtuoso Liszt (per Music & Arts) ha vinto il Gran Premio della Liszt Society e il primo volume dell'integrale delle Sonate di Beethoven (per Arkadia/Agorá) è stato giudicato uno dei migliori dell’anno dal giornale Fanfare.
Tra le sue registrazioni, ricordiamo il quinto volume delle Sonate di Beethoven e l’integrale dei Concerti con orchestra di Liszt e Chopin.
Da alcuni anni, Jeffrey Swann ottiene particolare successo in Italia con i programmi di conversazione/concerto dedicati al rapporto tra musica e letteratura; in questo modo il pubblico rimane colpito non solo dal suo perfetto italiano ma, soprattutto, dalla sua vastissima cultura che abbraccia tutte le espressioni artistiche.
Dal 2007 Jeffrey Swann è Direttore artistico del Festival e dell’accademia dedicata a Dino Ciani a Cortina d’Ampezzo.



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Mercoledì 16 settembre 2009 ore 17 - Chiesa Vecchia di Sant’Apollinare in Baggio, Milano


La musica di Haydn nella Chiesa
Vecchia di Sant’Apollinare in Baggio con il Quartetto di Cremona

Quartetto di Cremona

In collaborazione con Società del Quartetto - Milano

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il Quartetto di Cremona è una delle formazioni musicali italiane più interessanti del panorama quartettistico italiano, che fa della passione e del rigore assoluto la chiave di lettura di tante pagine musicali. Reduce da numerosi successi internazionali dall’Europa fino all’Australia, acclamato come la “gloria del Perth Festival”, mercoledì 16 settembre 2009 alle ore 17 il Quartetto di Cremona si esibisce per MITO SettembreMusica nella Chiesa Vecchia di Sant’Apollinare in Baggio. Il programma è dedicato ad Haydn, a duecento anni dalla scomparsa, grazie al quale infatti la musica scritta per quartetto dal ruolo di puro intrattenimento divenne forma classica per antonomasia.

Il programma musicale:

Franz Joseph Haydn
Quartetto in si minore op. 33 n. 1 Hob. III:37
Quartetto in do maggiore op. 54 n. 2 Hob. III:57
Quartetto in sol maggiore op. 77 n. 1 Hob. III:81

I quartetti per archi subiscono grazie ad Haydn una trasformazione radicale

Il quartetto n.1 in si minore Hob. III: 37 appartiene ai sei quartetti op. 33. Si tratta di una serie di lavori composti nel 1781 e detti anche “Quartetti russi”, in onore del granduca Paolo di Russia, il futuro zar Paolo I. Presentati dallo stesso Haydn come "scritti secondo principi completamente nuovi" diedero una spinta decisiva alla produzione di questo genere musicale nei paesi di lingua tedesca influenzando lo stesso Mozart.

Il Quartetto in do maggiore op. 54 n. 2 Hob. III:57 appartiene ai “quartetti Tost”, composti nel 1785 e così intitolati dal nome del violinista Johann Tost, secondo violino dell’orchestra Esyerhazy, che li fece pubblicare a Parigi nel 1789 e a cui probabilmente Haydn si ispirò per creare alcune parti di violino particolarmente virtuosi.

I due quartetti op.77,Hob. III: 81-82, a cui appartiene il Quartetto in sol maggiore op. 77 n. 1 Hob. III:81, avrebbero dovuto far parte di una serie di sei composizioni scritte per il principe ungherese Lobkowitz che però non venne mai completata per l’impegno che comportava la composizione dell’oratorio Le Stagioni.

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Biografie

Quartetto di Cremona
Cristiano Gualco, violino
Paolo Andreoli, violino
Simone Gramaglia, viola
Giovanni Scaglione, violoncello

Dalla data della sua formazione, nel 2000, il Quartetto di Cremona esprime - attraverso la precisa volontà di dedicarsi alla musica da camera - la propria inclinazione interpretativa.
Nato artisticamente sotto la guida di Salvatore Accardo, è insieme a Piero Farulli (Quartetto Italiano) e Hatto Beyerle (Alban Berg Quartett) che l’ensemble, nell’attuale formazione dal 2002, si perfeziona affermandosi in breve come una delle giovani realtà europee più interessanti e dinamiche grazie ad un continuo approfondimento della retorica e della poetica musicale, integrato da una comunicativa spontanea e di grande impatto sul pubblico.
La rivista inglese The Strad, in seguito a un concerto del quartetto alla Wigmore Hall di Londra, ne descrive “il fraseggio classico che cuce Mozart come fosse un abito di Armani”. Gli eccellenti risultati conseguiti presso importanti concorsi internazionali per formazioni cameristiche – Vittorio Gui di Firenze, Vittorio Veneto, Cremona e l’International Melbourne Competition – imprimono un grande impulso al lavoro del quartetto che intraprende una serrata attività concertistica internazionale e, in breve, viene invitato ad esibirsi nell’ambito dei principali festival e rassegne, dall’intera Europa al Sudamerica, fino in Australia, dove la stampa li acclama come la “gloria del Perth Festival”.
Il repertorio del gruppo spazia dalle prime opere di Haydn fino alla musica contemporanea; in questo ambito il Quartetto nutre un particolare interesse per il lavoro dei compositori italiani.
Dopo il debutto nel 2008 alla Kammermusik-Gemeinde di Hannover, il 2009/2010 prevede, oltre all’esordio discografico con Decca (i Quintetti di Boccherini con il flautista Andrea Griminelli, progetto sostenuto da Shinelco), l’incisione dell’integrale dei Quartetti di Fabio Vacchi, il ritorno – per la terza volta – al Quirinale e sul palcoscenico della londinese Wigmore Hall.
Unico, per scelta, resta invece l’impegno con la didattica, che si concentrerà nella master class in programma durante la 10° edizione della rassegna “Pietre che cantano”, mentre a settembre il Quartetto di Cremona firmerà un proprio progetto artistico per la Fondazione Stradivari di Cremona nell’ambito di “Liuteria in Festival”.
Bruno Giuranna, lo stesso Beyerle, Bella Davidovich, Enrico Bronzi, Andrea Griminelli, Cédric Tiberghien e il Brodsky Quartet sono alcuni tra i colleghi con i quali il Quartetto di Cremona ha collaborato in questi anni.

Per informazioni:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it

COMUNICATO STAMPA
Lunedì 14 settembre 2009 ore 21 - Teatro degli Arcimboldi, Milano

La Royal Philharmonic Orchestra diretta da Charles Dutoit con Salvatore Accardo al violino

Programma
Felix Mendelssohn-Bartholdy
Le Ebridi, ouverture op. 26
Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64
Claude Debussy
La Mer, tre schizzi sinfonici
Maurice Ravel
La Valse, poème chorégraphique

Posti numerati euro 15/20/25

Con il concerto della Royal Philharmonic Orchestra, in programma lunedì 14 settembre al Teatro degli Arcimboldi, arriva a Milano una delle più acclamate orchestre del Regno Unito, affermatasi in tutto il mondo per gli elevati standard di esecuzione musicale. Fondata nel 1946, l’orchestra continua a prosperare, impegnata in una fitta agenda di concerti sia nella sua residenza a Londra, sia nei tour all’estero. Diretta da Charles Dutoit, divenuto di recente direttore artistico e direttore principale sostituendo Daniele Gatti, si esibisce per il Festival MITO con un repertorio di particolare fascino.
Sul programma Le Ebridi, ouverture op. 26 di Mendelssohn, densa di suggestioni romantiche, e il Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64 dello stesso compositore, affidato al solista Salvatore Accardo. Seguono due opere fondamentali della musica sinfonica, largamente conosciute e apprezzate dal pubblico: La Mer di Debussy, che riprende e amplifica le sensazioni marine già presenti ne Le Ebridi con il gusto pienamente impressionista dell’autore francese, e La Valse, autentico capolavoro del connazionale Maurice Ravel.

Il programma musicale:

Le Ebridi, uno dei lavori più celebri di Mendelssohn, è un’ouverture composta durante un viaggio in Scozia ed ispirata alla grotta di Fingal, padre di Ossian, mitico bardo ed emblema del romanticismo. Composta tra il 1829 e il 1833, ricalca le pitture marine care a Mendelssohn suggerendo il mormorio delle onde dentro una grotta.

Il Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64 del 1838, sempre di Mendelssohn, composto per il violinista Ferdinand David che ne fu il primo esecutore, deve il suo successo proprio al grande rilievo che viene dato alla parte solista e al fascino dell’invenzione tematica.

La Mer di Claude Debussy, è un tributo del compositore francese al mare, sua grande passione fin da ragazzo. L’opera composta tra il 1903 e il 1905 e suddivisa in tre schizzi sinfonici: 1. De l’aube à midi sur la mer (Dall’alba a mezzogiorno sul mare), 2. Jeux de vagues (Giochi di onde), 3. Dialogue du vent et de la mer (Dialogo del vento e del mare), quando fu eseguita suscitò entusiasmo e scandalo per la tavolozza espressiva utilizzata.

La Valse di Ravel, poema coreografico composto nel 1920, è una delle opere più conosciute ed eseguite del compositore francese. L’intento è quello di esaltare un emblema musicale, nel quadro di una corte imperiale nel 1855, in cui le coppie si lanciano in un ballo vorticoso che lascia presagire la tragedia di un mondo passato. Ravel, che definì la composizione “un tourbillon fantastique et fatale”, la propose in versione concertistica a Parigi nel 1920, ottenendo un successo enorme. Infatti, la grande popolarità della composizione dura fino ad oggi, e la troviamo inserita con grande successo di pubblico in molte stagioni sinfoniche.


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Biografie

ROYAL PHILHARMONIC ORCHESTRA
Fondata nel 1946 da Sir Thomas Beecham, con il suo progetto di portare in tutto il paese esecuzioni di classe internazionale della più grande musica, la Royal Philharmonic Orchestra continua nell’eredità di Beecham offrendo al pubblico nel Regno Unito e all’estero i più alti standard di esecuzione musicale, accompagnati da alcuni degli artisti più acclamati del momento. Dalla sua formazione l’orchestra è stata diretta da alcuni dei migliori direttori del mondo, tra cui si devono ricordare soprattutto Rudolf Kempe, Antal Doráti, André Previn e Vladimir Ashkenazy. La RPO continua a prosperare, impegnata in una fitta agenda di concerti, tour e incisioni, sotto la brillante guida del Maestro Daniele Gatti (direttore musicale dal 1996) e a ottenere unanime successo di pubblico e di critica: “La RPO suona come un sogno, con i fiati solisti dotati di gran carattere e il timbro degli archi argentino e assai aristocratico” (The Times). L’orchestra è lieta di annunciare che dall’inizio della stagione 2009-2010, Charles Dutoit diverrà direttore artistico e direttore principale, mentre Daniele Gatti continuerà con il ruolo di Conductor Laureate.
L’Orchestra ha residenza a Londra nella sede concerti più nuova della città, Cadogan Hall, Sloane Square. Tra le esibizioni più recenti sono da annoverare quelle con acclamati artisti di livello internazionale, tra i quali Sir Andrew Davis, Tasmin Little, Leonard Slatkin e la Joyful Company of Singers. La RPO si esibisce regolarmente anche nella splendida Royal Albert Hall, presentando opere di grande imponenza in una serie variegata e concepita in modo che risulti adatta alla vastità del luogo. I momenti culminanti dell’ultima stagione vanno dai classici popolari come The Wasps Overture di Vaughan Williams, le ‘Enigma’ Variations di Elgar e Belshazzar’s Feast di Walton a Symphonic Rock e Filmharmonic. Nel 2008 la Royal Philharmonic Orchestra è stata felice di tornare alla Royal Festival Hall, recentemente rinnovata, dove l’Orchestra è stata protagonista di una serie di concerti del più alto calibro.
La Royal Philharmonic Orchestra utilizza il proprio impegno nella capitale come trampolino di lancio per un vasto tour regionale che include sedi quali Northampton, Croydon, Lowestoft, Wimbledon, Catford e Crawley. Durante i mesi estivi di ogni anno l’Orchestra suona anche in concerti all’aperto per decine di migliaia di persone in tutto il paese.
In qualità di orchestra internazionale, negli ultimi cinque anni la RPO ha compiuto tournée in più di trenta paesi, incluse le esibizioni per papa Giovanni Paolo II in Vaticano e per il presidente della Cina in piazza Tiananmen. Tra i tours più recenti sono da menzionare quello di un mese negli Stati Uniti con Pinchas Zukerman, il primo della RPO in Egitto, con le esibizioni nei teatri del Cairo e di Alessandria dirette da Leonard Slatkin e le performance in Spagna, Italia e Germania.
Molte le incisioni della RPO, per tutte le maggiori case discografiche commerciali: non meno di otto dei suoi CD lo scorso anno hanno ricevuto riconoscimenti. L’Orchestra possiede anche una propria etichetta, che include la popolare serie Here Come The Classics™. Queste registrazioni riflettono la versatilità del repertorio della RPO, che spazia dalle più celebri opere orchestrali e corali ai film classici e ai musical.

CHARLES DUTOIT, direttore
Charles Dutoit è nato a Losanna, in Svizzera, e la sua ampia formazione musicale include gli studi di storia della musica, di composizione, di violino, viola, pianoforte e percussioni ai conservatori di Ginevra, Siena, Venezia e Boston.
Recentemente designato Direttore d’orchestra principale e Consulente musicale della Philadelphia Orchestra, nonché Direttore artistico e Direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra, Charles Dutoit collabora regolarmente con i migliori solisti e le migliori orchestre del mondo. Rinomato per le sue raffinate interpretazioni di un ampio ed eclettico repertorio di stili musicali, Charles Dutoit, dal suo debutto con la Philadelphia Orchestra nel 1980, è stato invitato ogni stagione a dirigere anche le altre principali orchestre degli Stati Uniti; quelle di Boston, New York, Los Angeles, Chicago, San Francisco e Pittsburgh. Si è esibito regolarmente con le più importanti orchestre d’Europa, inclusi i Berliner Philharmoniker e la Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, oltre che con le orchestre londinesi e quelle principali di Giappone, Sud America e Australia.
Sono molte sono le incisioni che ha effettuato con orchestre americane, europee e giapponesi per varie case discografiche (Decca, Deutsche Grammophon, EMI, Philips, CBS, Erato). Le sue oltre centosettanta registrazioni, metà delle quali con la Montreal Symphony Orchestra, hanno ottenuto più di quaranta premi e onorificenze in tutto il mondo. Per venticinque anni, dal 1977 al 2002, Charles Dutoit è stato Direttore artistico della Montreal Symphony Orchestra, una vivace collaborazione musicale riconosciuta a livello mondiale. Dal 1990 ha anche collaborato con la Philadelphia Orchestra in qualità di Direttore artistico e Direttore d’orchestra principale del festival estivo dell’orchestra, che si tiene al Saratoga Performing Arts Center (Stato di New York).
Dal 1991 al 2001 Dutoit è stato direttore musicale dell’Orchestre National de France con la quale ha effettuato numerose registrazioni lodate dalla critica, e con la quale ha compiuto numerose tournée in tutti e cinque i continenti. Nel 1998 è stato nominato Direttore musicale della NHK Symphony Orchestra (Tokyo), con la quale si è esibito in Europa, negli Stati Uniti, in Cina e nel Sud Est asiatico, diventandone oggi Direttore musicale emerito.
Ancora ventenne, Charles Dutoit è stato invitato da Karajan a dirigere alla Wiener Staatsoper. Da allora è regolarmente salito sul podio della Royal Opera House, del Convent Garden, della Metropolitan Opera di New York e della Deutsche Oper di Berlino. Al Music Center Opera di Los Angeles ha diretto una nuova produzione, molto acclamata, del capolavoro di Berlioz, Les Troyens.
Nel 2003 ha cominciato a dirigere opere di Wagner (Der fliegende Holländer e il ciclo del Ring) al Teatro Colón di Buenos Aires. L’interesse di Dutoit nei confronti delle orchestre di studenti lo ha portato a frequenti collaborazioni con i maggiori istituti musicali e festival giovanili di America, Europa e Asia. È stato per tre stagioni Direttore artistico del Sapporo Pacific Music Festival ed è attualmente Direttore musicale del Miyazaki International Festival in Giappone, oltre che Direttore artistico della Canton International Summer Music Academy (CISMA) a Guangzhou (Canton), in Cina. Ha partecipato a una serie di documentari educativi (Cities of Music), prodotta dalla NHK Television di Tokyo e dedicata a dieci capitali musicali del mondo. Nel 1991 è diventato cittadino onorario della città di Philadelphia. Nel 1995 il governo del Québec lo ha nominato Grand Officier de l’Ordre national del Québec e, nel 1996, è stato investito dal governo francese del titolo di Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres. Ha inoltre ricevuto due premi della Canadian Conference of the Arts e nel 1998 gli è stata assegnata la qualifica di Honorary Officer of the Order of Canada, il più alto riconoscimento del paese.

SALVATORE ACCARDO, violino
Salvatore Accardo esordisce all’età di tredici anni eseguendo in pubblico i Capricci di Paganini, e a quindici vince il primo premio al Concorso di Ginevra; due anni dopo, nel 1958, è primo vincitore assoluto (dall’epoca della sua istituzione) del Concorso Paganini di Genova.
Il suo vastissimo repertorio spazia dalla musica barocca a quella contemporanea. Compositori quali Sciarrino, Donatoni, Piston, Piazzolla, Xenakis gli hanno dedicato loro opere. Suona regolarmente con le maggiori orchestre e i più importanti direttori, affiancando all’attività di solista quella di direttore d’orchestra. In questa veste ha lavorato con le più importanti orchestre europee ed americane, effettuando incisioni con la Philharmonia di Londra.
La passione per la musica da camera e l’interesse per i giovani l’hanno portato alla creazione del Quartetto Accardo (1992) e, nel 1986, all’istituzione dei corsi di perfezionamento per strumenti ad arco della Fondazione Walter Stauffer di Cremona, insieme a Giuranna, Filippini e Petracchi. Ha inoltre dato vita nel 1971 al Festival “Le settimane Musicali Internazionali” di Napoli e al Festival di Cremona, interamente dedicato agli strumenti ad arco.
Nel 1992, in occasione dei 200 anni della nascita di Rossini, ha diretto a Pesaro e a Roma la prima moderna della Messa di Gloria nella revisione critica curata dalla Fondazione Rossini di Pesaro, incisa dal vivo dalla Ricordi/Fonit Cetra, poi riproposta a Vienna nel 1995 con i Wiener Symphoniker.
Oltre alle incisioni dei Capricci e dei Concerti per violino di Paganini per la DGG e alle numerose registrazioni per la Philips (tra le quali ricordiamo le Sonate e le Partite di Bach per violino solo e l’integrale dell’opera per violino e orchestra di Max Bruch) Accardo ha inciso per ASV, Dynamic, EMI, Sony Classical, Collins Classic e FONE'.
Tra le sue registrazioni segnaliamo: il Concerto in re maggiore e le due Romanze per violino e orchestra di Beethoven, con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Carlo Maria Giulini (Sony Classical); Omaggio a Heifetz e Omaggio a Kreisler (FONE'), nelle quali Accardo suona i leggendari violini della collezione del Palazzo Comunale di Cremona; l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Brahms, i Quartetti di Schubert e i Capricci di Paganini (FONE'); Accardo suona il violino di Paganini (Dynamic). Sempre FONE' ha rimasterizzato con la tecnologia valvolare di alta qualità l’integrale delle opere per violino di Mozart in 13 cd.
Nel corso della sua prestigiosa carriera Salvatore Accardo ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Premio Abbiati della critica italiana per le sue eccezionali interpretazioni. Nel 1982 il Presidente della Repubblica Pertini lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza della Repubblica Italiana. In occasione della tournée effettuata in Estremo Oriente nel novembre 1996, il Conservatorio di Pechino lo ha nominato “Most Honorable Professor”. Nel 1999 è stato insignito dell’ordine “Commandeur dans l’ordre du mérit culturel”, la più alta onorificenza del Principato di Monaco. Nel 2002 gli è stato conferito il prestigioso premio “Una vita per la Musica”.
Alla fine del 1996 Accardo ha ridato vita all’Orchestra da Camera Italiana formata dai migliori allievi dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Walter Stauffer di Cremona. Con loro ha inciso per la Warner Fonit Il violino virtuoso in Italia e I Capolavori per violino e archi (1997). Nel corso del 1999 Accardo ha realizzato, in collaborazione con EMI Classics e l’Orchestra da Camera Italiana, la registrazione dell'integrale dei Concerti per violino e orchestra di Paganini; per FONE' il Concerto per la Costituzione e nel 2003 l’Integrale delle opere per violino di Astor Piazzolla in tre super audio cd.
Possiede due violini Stradivari: l’Hart ex Francescatti (1727) e l’Uccello di Fuoco ex Saint-Exupéry (1718).


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___________COMUNICATO STAMPA

Lunedì 14 settembre 2009 ore 17 - Museo Diocesano di Milano
Sala dell’Arciconfraternita, Milano

La musica per violoncello da Brahms a Sciarrino con Francesco Dillon e Emanuele Torquati

In collaborazione con Museo Diocesano di Milano

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il concerto di Lunedì 14 settembre 2009 alle ore 17 nella Sala dell’Arciconfraternita del Museo Diocesano di Milano vede impegnato il duo Francesco Dillon al violoncello e Emanuele Torquati al pianoforte, con un programma in cui emergono alcune pagine particolarmente significative del repertorio, da Brahms a Zemlinsky, Webern fino a Sciarrino. Il filo conduttore è indubbiamente il lirismo che sottende a questi lavori e che trova le sue radici nella musica di Brahms.
Il brano di apertura è la Sonata per violoncello e pianoforte di Alexander von Zemlinsky, dalla forte ascendenza brahmsiana, ancora poco conosciuta, composta nel 1891 ma eseguita in tempi recenti solo nel 1984. L’essenziale è l’elemento fondante del secondo brano: Melancolia I, per violoncello e pianoforte di Sciarrino, di cui Dillon è stato allievo, composizione del 1980, che deve il suo titolo a una incisione di Albrecht Dürer. Lirismo e sinteticità, svincolati dalla tecnica tonale sono la cifra stilistica dei Tre piccoli pezzi per violoncello e pianoforte op. 11 di Webern, certamente influenzati dalle idee di Schönberg sulla musica come mezzo di comunicazione della dimensione interiore, in cui emergono sottili sfumature in grado di esprimere l’interiorità in una assorta contemplazione.
Il concerto si conclude con la Sonata in fa maggiore per violoncello e pianoforte op. 99 di Brahms, forse una delle opere più alte più alte del compositore, la cui cantabilità emerge fin dai registri più gravi del violoncello.

Il programma musicale:

Alexander von Zemlinsky
Sonata per violoncello e pianoforte

Salvatore Sciarrino
Melancolia I, per violoncello e pianoforte

Anton Webern
Tre piccoli pezzi per violoncello e pianoforte op. 11

Johannes Brahms
Sonata in fa maggiore per violoncello e pianoforte op. 99



Il lavoro di von Zemlinsky, erede ideale di Malher, grande amico di Schoenberg e direttore dell’Opera di stato di Praga, è ancora poco conosciuto e lo dimostra la Sonata per violoncello e pianoforte, composta nel 1891 ma eseguita in tempi recenti solo nel 1984, successivamente scomparsa e data per dispersa fino al 2000. Nonostante l’ammirazione di Brahms per il lavoro del giovane von Zemlinsky, il suo lavoro ha iniziato ad essere rivalutato solo a partire dalla fine degli anni Sessanta.

Melancolia I di Salvatore Sciarrino è invece una breve sonata per violoncello composta tra il 1980 e il 1982, prima della decisione del compositore di ritirarsi a Città di Castello al fine di dedicarsi completamente alla composizione e continuare la sua importante attività di pedagogo.

Regalo di compleanno per il padre Tre piccoli pezzi per violoncello e pianoforte op. 11 di Anton Webern del 1914, fu concepito inizialmente come una sola sonata. Sebbene non ancora dodecafonica la composizione, fortemente frammentata, è rappresentativa dello stile del grande musicista austriaco, che Boulez paragonava alla poesia giapponese

La Sonata n.2 in fa maggiore per violoncello e pianoforte op. 99 di Brahms composta nel 1886 durante un soggiorno estivo presso il lago di Thun , dal punto di vista musicale forse una delle estati più propizie per l’anziano compositore, è forse una delle sue opere più alte. L’opera venne eseguita a Vienna nel novembre dello stesso anno con Brahms stesso al pianoforte.

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Biografie

Francesco Dillon, violoncello
Francesco Dillon è nato a Torino nel 1973. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida di Andrea Nannoni.
Per tre anni è stato prima parte dell’Orchestra Giovanile Italiana e si è in seguito perfezionato con David Geringas, Mario Brunello e Amedeo Baldovino. Ha frequentato master class con Mstislav Rostropovich e Anner Bylsma ed è stato allievo, per la composizione, di Salvatore Sciarrino. Accanto all’attività solistica (ha suonato, fra le altre, con l’Orchestra nazionale della RAI, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l’Accademia i Filarmonici di Verona) svolge un’intensa attività cameristica con il Quartetto Prometeo in Italia e all’estero (tournée in Giappone, Polonia, Germania, Irlanda, Francia, Inghilterra, Belgio, Austria, Sudamerica, Albania) e, nel campo della musica contemporanea, si esibisce con l’Ensemble Alter-Ego suonando moltissime opere in prima esecuzione nei più importanti festival d’Europa e del mondo (Stockholm New Music, MaerzMusik, Festival Archipel, Ircam, Holland Festival, Romaeuropa Festival, Ultima Festival di Oslo, Wien Modern, Gaida Festival, Huddersfield Festival, Nous Sons a Barcellona, Taktlos a Berna, Biennale Musica a Venezia, Musica Electronica Nova a Wroclaw, Takefu, Ilkhoom a Tashkent e al Teatro S. Martin di Buenos Aires) e collaborando strettamente con compositori tra i quali Gavin Bryars, Luca Francesconi, Philip Glass, Vinko Globokar, Jonathan Harvey, Giya Kancheli, David Lang, Henri Pousseur, Steve Reich, Kaja Saariaho, Salvatore Sciarrino, John Zorn e con celebri musicisti elettronici quali Matmos, Pansonic, Scanner e Alva Noto.
Nel 1995 viene scelto da Giuseppe Sinopoli come violoncellista dei Solisti dell’ Accademia Filarmonica Romana.
Collabora abitualmente in formazioni di musica da camera con musicisti quali Arditti, Brunello, Carmignola, Campanella, Farulli, Geringas, Hagen, Lonquich, Lucchesini, Pace, Schmidt (quartetto Hagen) e Vernikov.
Ha vinto la Rassegna di violoncello di Vittorio Veneto (1994) e, col quartetto, premi alla “Primavera” di Praga, ARD Munich e Bordeaux.
Ha inciso per Aulos, Dynamic, Kairos, Ricordi, Sonoris, Stradivarius e Touch. Tra gli ultimi impegni discografici le prime incisioni della Ballata di Giacinto Scelsi e delle Variazioni di Salvatore Sciarrino con l’Orchestra nazionale della Rai, registrazione premiata con il prestigioso “Diapason d’Or” e il debutto del progetto di improvvisazione BOWLINE in duo col musicista portoghese David Maranha. Insegna alla Scuola di musica di Fiesole.

Emanuele Torquati, pianoforte
Emanuele Torquati è nato a Milano nel 1978 e ha portato a termine i suoi studi col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida di Giancarlo Cardini.
Si è specializzato in musica da camera con Franco Rossi prima, con il Trio di Trieste poi, presso la Scuola Superiore Internazionale di Duino, conseguendovi il Diploma di merito. Parallelamente ha approfondito il repertorio solistico con Konstantin Bogino e Ian Pace, lavorando inoltre con Alexander Lonquich, Yvonne Loriod-Messiaen, Nicholas Hodges, Michael Wendeberg.
Vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero, suona regolarmente in Europa, Canada e Stati Uniti, in centri musicali quali Vancouver, New York, Boston, Chicago, Lione, Lipsia, Monaco, Praga, Graz, Milano e Roma, per festival e rassegne quali MITO Settembre Musica, i Concerti del Quirinale, Estate Fiesolana, Festival Pontino, Klangspuren, Ferienkurse Darmstadt e Acanthes Paris.
La sua attività artistica è stata sostenuta da prestigiose istituzioni, quali Accademia Musicale Chigiana, Federazione CEMAT, DAAD Bonn, Ambassade de France en Italie, Universität für Musik und Darstellende Kunst Graz, New England Conservatore e International Ensemble Modern Academy.
Già artist in residence presso The Banff Centre nel 2008 con Voyage Messiaen (interamente dedicato al compositore nel centenario dalla nascita) vi tornerà nuovamente nel 2010 con “Intimate Sketches - Leos Janácek”, basato su quattro nuove commissioni (Brett Dean, Emanuele Casale, Miroslav Srnka e Inouk Demers).
La sua passione per la musica contemporanea lo ha portato ad eseguire in prima assoluta svariate opere cameristiche e per pianoforte solo e a lavorare intensamente con compositori di primo piano; ricordiamo, tra gli altri, Alessandro Solbiati, Sylvano Bussotti, Wolfgang Rihm, Kaija Saariaho, Beat Furrer, Jonathan Harvey, Brett Dean, e artisti quali Michael Gielen, Roberto Fabbriciani, Liliana Poli, Francesco Dillon, Susanne Linke, il Krater Ensemble e FontanaMIX.



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________COMUNICATO STAMPA

Lunedì 14 settembre 2009 ore 21 – Teatro Versace, Milano

13 Most Beautiful…
Songs for Andy Warhol’s Screen Tests

In prima esecuzione italiana gli Screen Tests di Andy Warhol con la colonna sonora di Dean & Britta

Dean Wareham, voce e chitarra
Britta Phillips, voce e basso
Matt Sumrow, tastiere e chitarra
Lee Waters, percussioni

Peter Arsenault, ingegnere del suono
Scott Nelson, ingegnere del video
Clear Story Creative, production design

Ingresso euro 20

Lunedì 14 settembre al Teatro Versace viene presentato in prima italiana 13 Most Beautiful… Songs for Andy Warhol’s Screen Tests, un omaggio al genio di Andy Warhol attraverso le note del pop rock languido di Dean Wareham e Britta Phillips.
Tra il ‘64 e il ‘66 Warhol gira in 16 mm i video ritratti (Screen Tests) di un centinaio di visitatori, celebri e sconosciuti, della sua Factory. Warhol chiede loro di mettersi in posa e lasciarsi filmare in silenzio da una camera fissa. Il risultato è un’affascinante collezione di opere cinematografiche originali, girate in slow-motion, ognuna della durata di circa quattro minuti.
13 Most Beautiful... è una selezione di tredici ritratti muti – silent film portraits – in bianco e nero. Questi straordinari documenti dell’indimenticabile scena artistica newyorkese degli anni Sessanta vengono presentati per la prima volta con una colonna sonora dedicata, commissionata dal The Andy Warhol Museum e dal Pittsburgh Cultural Trust ai due musicisti Dean & Britta (Dean Warehem e Britta Phillips).
I volti di Edie Sedgwick, Baby Jane Holzer, Lou Reed, Nico, Dennis Hopper si susseguono accompagnati dalla musica live della band di Dean & Britta, duo statunitense che si è fatto conoscere nel circuito dell’indie pop nel 2003 con l’album L’Avventura.
La colonna sonora di 13 Most Beautiful... comprende brani originali ispirati alle storie dei protagonisti degli Screen Tests e due note cover, I’ll Keep It With Mine di Bob Dylan e Not A Young Man Anymore dei Velvet Underground.

In collaborazione con Uovo performing arts e Teatro Versace
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Biografie

Dean & Britta
Nel 2003 Dean e Britta hanno pubblicato L’Avventura, un album di cover e duetti prodotto da Tony Visconti (Bowie, T. Rex). Segue un EP di remix dei Sonic Boom, intitolato Sonic Souvenirs. Nell’ottobre 2006 è uscito l’EP di D&B Words You Used To Say e nel febbraio 2007 l’album Back Numbers, prodotto ancora da Visconti per l’etichetta Zoe/Rounder Records. Dean & Britta lavorano anche nel mondo della musica da film (nel 2004 hanno composto la partitura de Il Calamaro e la Balena di Noah Baumbach).

Cantante e chitarrista, Dean Wareham è nato a Wellington, in Nuova Zelanda, ma si è trasferito a New York nel 1977. Ha frequentato l’università di Harvard dove ha conseguito la laurea in studi sociali. Dopo aver trascorso un anno in Germania, Wareham è tornato a Boston nel 1987 e ha fondato i Galaxie 500 con i suoi compagni di liceo e di college Damon Krukowski (batteria) e Naomi Yang (basso). I Galaxie 500 pubblicano il loro primo album, Today nel 1988 e vengono quindi ingaggiati a livello internazionale dalla Rough Trade Records. Benché i Galaxie 500 abbiano ricevuto un piccolo apprezzamento da parte della corrente principale, i ritmi languidi e soporiferi della band – che richiamano i Velvet Underground e i Joy Division – hanno un impatto significativo nella formazione di sottogeneri alternativi come shoegazer e slowcore. Wareham ha inciso tre album con i Galaxie 500 prima di lasciare il gruppo nel 1991.
Tornato di nuovo a New York, ha realizzato l’EP Anesthesia e ha dato, come voce, il proprio contributo a Car Wash Hair dei Mercury Rev. L’anno successivo crea i Luna con Justin Harwood (basso) dei Chills e Stanley Demeski (batteria), proveniente dai Feelies. I Luna, il cui nome è ispirato al personaggio di Diane Keaton nel film Sleeper di Woody Allen, ha registrato nel corso degli anni novantacinque album per Elektra Records che hanno ricevuto un’ottima accoglienza.

Britta Phillips, ex membro della band inglese shoegazer Belltower, sostituisce Harwood al basso nel 1999 e i Luna registrano altri due album per l’etichetta indipendente Jetset. Il concerto finale dei Luna risale al 2004 risale; adesso Wareham e Phillips si esibiscono come Dean & Britta.
Insieme hanno inciso due brillanti album di cover e brani originali, entrambi prodotti da Tony Visconti. Dean & Britta sono attivi anche nell’ambito della musica da film: molto apprezzata la loro colonna sonora del film di Noah Baumbach Il calamaro e la balena.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
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Domenica 13 settembre 2009 ore 22 - Teatro di Verdura
Fondazione Biblioteca di via Senato, Milano

“Nessun Canti”, le più belle arie di Giacomo Puccini in chiave jazz nel concerto del Max De Aloe Quartet

Posto unico numerato 10 Euro

L’armonicista italiano Max De Aloe si presenta per la prima volta al Festival MITO con un concerto pensato esclusivamente per questa occasione: domenica 13 settembre alle ore 22 sarà al Teatro di Verdura, Fondazione Biblioteca di via Senato, con il suo quartetto omonimo per “Nessun Canti” Giacomo Puccini tra lirica e jazz. Sulla scia del successo del cd Lirico Incanto pubblicato nel 2008, il concerto propone la rivisitazione di celebri arie d’opera di Giacomo Puccini rilette in chiave jazzistica dal musicista recensito tra i venticinque armonicisti jazz più significativi a livello mondiale.
Brani come Sono Andati? Fingevo di Dormire o Sì, mi chiamano Mimì da La Bohème, E lucevan le stelle da Tosca, vengono riletti con una miscela di modernità e passione grazie anche all’originale stile dell’ensemble che vede insieme a De Aloe Roberto Olzer al pianoforte, Marco Mistrangelo al contrabbasso e Nicola Stranieri alla batteria, e che riesce ad avvicinare al repertorio operistico e sorprendere anche un pubblico di non appassionati.

In collaborazione con Fondazione Biblioteca di Via Senato

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Biografie

Max De Aloe, armonica cromatica
Max De Aloe annovera nel suo curriculum prestigiose collaborazioni in sala di registrazione e/o dal vivo con musicisti del calibro di Adam Nussbaum, Bill Carrothers, Eliot Zigmund, Mike Melillo, Thilo Wagner, Don Friedman, Garrison Fewell, Shirley Bunnie Foy, Bibi Rover, Greg Burk, Franco Cerri, Renato Sellani, Gianni Coscia, Gianni Basso, Dado Moroni, Bebo Ferra, Barbara Casini, Umberto Petrin e molti altri.
Ha all’attivo sei album come leader e una quindicina come ospite, ma anche spettacoli in solo, realizzazioni di colonne sonore per spettacoli teatrali e documentari, oltre a collaborazioni con poeti e scrittori.
Di Max De Aloe il direttore di All Music Guide di New York, Thom Jurek, ha scritto: "C’è un mistero nel cuore del sound di Max De Aloe e nelle profonde radici del suo approccio armonico al jazz che è impenetrabile. Il suo è un disco importante in ogni sua parte e quasi certamente farà sì che ognuno ascoltandolo ridarà all’armonica un ruolo di primo piano nella storia del jazz”.
Molta considerazione gli hanno riservato, negli ultimi anni, giornalisti e critici italiani nel referendum Top Jazz che il mensile Musica Jazz realizza ogni anno tra sessantacinque giornalisti di jazz di tutte le testate specializzate e dei più noti quotidiani italiani.
Divide la sua attività professionale tra quella concertistica e quella didattica. È fondatore e direttore del Centro Espressione Musicale di Gallarate, dove insegna teoria musicale, pianoforte moderno e armonica cromatica, ed è stato docente dell’Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo del Teatro alla Scala di Milano per i corsi finanziati dal fondo sociale europeo.


Nicola Stranieri, batteria
Allievo di Enrico Lucchini e di Tullio De Piscopo, ha completato la propria formazione partecipando a diversi seminari tenuti da importanti musicisti quali Peter Erskine, Enrico Rava e John Riley. Dagli anni ‘80 si esibisce in storici locali, importanti jazz club e partecipa a diverse rassegne e festival in varie città italiane e straniere.
Ha suonato con importanti musicisti jazz tra i quali: Ralph Alessi, Gianni Basso, Enrico Rava, Gianni Coscia, Ares Tavolazzi, Paolo Paliaga, Giulio Visibelli, Claudio Fasoli, Bebo Ferra, Luis Agudo, Franco Cerri, Garrison Fewell, Andrea Pozza, Rosario Bonaccorso, Andrea Dulbecco, Mauro Negri, Bob Mover, Johannes Faber, Arrigo Cappelletti, Michael Rosen, Paolo Dalla Porta, Max De Aloe, Carlo Actis Dato, Riccardo Fioravanti, Bruno De Filippi, Barbara Casini, Ada Montellanico, Simone Guiducci, Fausto Beccalossi, Frédéric Viale, Michele Franzini, Alberto Mandarini, Adi Sousa e Yuri Goloubev.
Ha inciso in questi anni oltre 15 cd con varie formazioni e pubblicati da varie etichette.
Tra le attività più recenti segnaliamo la realizzazione, nel 2007, del cd Hard Lights (Cappelletti, Alessi, Stranieri) per l’etichetta Music Center e la registrazione con il Michele Gori Quartet del cd My Jazz Flutes pubblicato per l’etichetta Splasc(h) Records. Nel 2008 è stato pubblicato per l’etichetta Videoradio il cd Meu Silencio dell’Antonella Montrasio Mudança Quintet e per l’etichetta CMC Records il cd di Fiorenzo Bodrato ACT NO STRANGE.
Nicola Stranieri collabora a diversi progetti e formazioni, tra le quali: Max De Aloe Quartet, Cappelletti/Alessi/Stranieri Trio, Arrigo Cappelletti Quartet, Michele Gori Quartet, Alberto Barattini Trio, Fiorenzo Bodrato Trio (featuring Carlo Actis Dato). Svolge attività didattica; attualmente è docente presso la Scuola di Musica Dedalo di Novara dove coordina la sezione di jazz e musica moderna.
Roberto Olzer, pianoforte

Roberto Olzer ha iniziato i propri studi musicali presso la Scuola Organistica dell’Alto Novarese sotto la guida di Giancarlo Parodi; li ha proseguiti poi, con lo stesso docente, al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, dove si è diplomato nel 1994 in Organo e Composizione organistica.
Dal 1998 ha approfondito lo studio del pianoforte classico con Alberto Magagni, diplomandosi a pieni voti nel 2003 presso il Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova. Nel 1997 ha conseguito a pieni voti la laurea in Filosofia presso l’Università Cattolica di Milano.
Dal 1994 si è dedicato, con Ramberto Ciammarughi, all’apprendimento della tecnica improvvisativa nel repertorio jazzistico. Attualmente affianca all’attività didattica l’attività compositiva (editi sino ad ora Sciccareddu, Ed. Wicky, e Tetragono per clarinetto e pianoforte, Editions BIM) e quella concertistica, sia in ambito organistico che jazzistico.
Nell’agosto 2002 gli è stato conferito a Quarna (VB) il Premio “Brusoni” per la multiforme attività di promozione musicale.
In ambito jazz ha inciso il cd Folk songs in duo con il chitarrista Fabrizio Spadea, ed il cd Eveline per la Splasc(h) con un sestetto che porta il suo nome ed è formato da Alberto Mandarini, Wally Allifranchini, Rudi Migliardi, Roberto Mattei e Luca Gianninone.
Nel 2006 ha composto, su commissione del comitato italo-svizzero per la commemorazione del centenario dell’inaugurazione del traforo del Sempione, il brano Per Geometrico Destino, per soli, coro ed orchestra, su testo del poeta M. Botti.


Marco Mistrangelo, contrabbasso
Bassista e contrabbassista, diplomato al conservatorio di Piacenza, dal 1996 Marco Mistrangelo si dedica principalmente al jazz e alla musica moderna.
Ha collaborato con importanti jazzisti italiani e stranieri tra i quali: Paolo Tomelleri, Bruno De Filippi, Laura Fedele, Emilio Soana, Carlo Bagnoli, Rossano Sportiello, Piero Bassini, Sandro Gibellini, Emanuele Cisi, Sergio Rigon, Mario Rusca, Luciano Zadro, Lino Patruno, Giovanni Falzone, Tony Arco, Paolo Alderighi, Massimo Pintori, Michele Franzini, Max De Aloe e con gli americani Lee Konitz, Dave Liebman, Tom Kirkpatrick, Paul Jeffrey, Carol Sudhalter e Hengelbert Wrobel.
Ha inciso in questi anni oltre 15 cd spaziando tra jazz, musica latina, canzone d’autore e musiche per il teatro.
Ha inciso due dischi di musica brasiliana (Canta Brasil, 1994) e da dieci anni è collaboratore stabile della cantante brasiliana Adi Souza (già con Toquinho e Vinicius De Moraes) con la quale ha registrato nel 2004 il cd Dança da vida.
Dalla data della sua fondazione (settembre 2006) fa parte dell’Officina Sonora, ensemble di venti musicisti coordinato dal pianista e compositore Alessandro Sironi, la cui musica è indirizzata principalmente al mondo del teatro e a quello del cinema.
Svolge parallelamente attività didattica e, attualmente, collabora con diverse scuole in qualità di insegnante di basso elettrico e contrabbasso.
Svolge parallelamente attività didattica e, attualmente, collabora con diverse scuole in qualità di insegnante di basso elettrico e contrabbasso.

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Domenica 13 settembre 2009 ore 11 – Basilica di Sant’Ambrogio, Milano

La Missa Papae Marcelli di Palestrina all’interno della celebrazione liturgica nella Basilica di Sant’Ambrogio

Ingresso libero - – i tagliandi di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Anche quest’anno MITO SettembreMusica ha inserito nel cartellone milanese l’esecuzione di messe musicali scritte da grandi compositori della storia della musica, eseguite nelle principali basiliche di Milano all’interno della celebrazione eucaristica, ricreando l’atmosfera mistica e emotiva originaria del periodo storico della loro creazione.
Domenica 13 settembre 2009 alle ore 11 nella Basilica di Sant’Ambrogio sarà eseguita la Missa Papae Marcelli, una delle composizioni più famose e più alte di Giovanni Pierluigi da Palestrina. La composizione, polifonica a sei voci, comprende i brani dell’ordinarium – Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei - ed è un capolavoro della polifonia rinascimentale, nonché l'ultimo ed il più elevato approdo dell'elaborazione musicale proveniente dall'esperienza medievale del canto gregoriano.
Oltre alla qualità della composizione, essa ebbe il merito di salvare la musica polifonica dalle disposizioni del Concilio di Trento che nel 1563 auspicavano un ritorno alla melodia gregoriana, con l’utilizzo unicamente di testi sacri e soprattutto a favore dell’intellegibilità dei versi, e quindi a discapito della polifonia fiamminga.

Si narra che nel 1555 il neoeletto Papa Marcello II, che regnò solo per tre settimane, a conclusione della Messa di incoronazione avesse rimproverato i cantori, tra cui era presente anche Palestrina, sulla necessità di comprendere il testo di quanto veniva cantato. Il titolo di quest’opera andrebbe quindi letto come Messa cantata secondo le disposizioni di Papa Marcello. Negli anni successivi la Messa è stata eseguita nelle cerimonie di incoronazione pontificia fino al 1963, anno dell’ultima incoronazione, quella di Paolo VI.
L’esecuzione musicale è affidata all’ Odhecaton Ensemble sotto la direzione di Paolo Da Col, formazione che ha ottenuto alcuni fra i più prestigiosi premi discografici per l’interpretazione di musica rinascimentale e che dal 2008 dedica grande parte del proprio lavoro alla musica di Palestrina. Celebra Monsignor Erminio De Scalzi.

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Biografie

Odhecaton Ensemble
Secondo la rivista francese Diapason, quella dell’Odhecaton Ensemble è stata un’”entrée fracassante” nel mondo della polifonia rinascimentale.
L’Ensemble Odhecaton, sin dal suo esordio nel 1998, ha ottenuto alcuni fra i più prestigiosi premi discografici e il riconoscimento, da parte della critica, di aver inaugurato nel campo dell’esecuzione polifonica un nuovo atteggiamento interpretativo, che fonda sulla declamazione della parola la lettura mobile ed espressiva della polifonia. L’ensemble vocale deriva il suo nome da Harmonice Musices Odhecaton, il primo libro a stampa di musica polifonica, pubblicato a Venezia da Ottaviano Petrucci nel 1501.
Il suo repertorio d’elezione è rappresentato dalla produzione musicale di compositori italiani, francesi, fiamminghi e spagnoli attivi tra Quattro e Seicento.
Odhecaton, sotto la direzione di Paolo Da Col, riunisce alcune delle migliori voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione della musica rinascimentale e preclassica. L’ensemble ha registrato in cd sette programmi, dedicati rispettivamente a musiche di Gombert, Isaac, Josquin, Peñalosa, Compère, dei maestri della Picardie e alla riscoperta del repertorio dei compositori spagnoli e portoghesi attivi durante il Seicento nelle isole Canarie. Con questi programmi Odhecaton è ospite nelle principali rassegne di tutta Europa e ha ottenuto i maggiori riconoscimenti discografici: Diapason d’or de l’année, 5 Diapason, Choc (Diapason e Le Monde de la Musique), Disco del mese (Amadeus e CD Classics), Cd of the Year (Goldberg).
Odhecaton ha nel suo repertorio l’Amfiparnaso di Orazio Vecchi, con la partecipazione dell’attore Enrico Bonavera e le scene di Lele Luzzati (estremo lavoro del grande illustratore e scenografo genovese).
Dal 2008 Odhecaton ha rivolto grande parte del proprio impegno interpretativo alla musica di Palestrina.
L’ensemble vocale si avvale occasionalmente della collaborazione di alcuni dei migliori strumentisti specializzati in questo repertorio, tra i quali Bruce Dickey e il Concerto Palatino, Gabriele Cassone, Liuwe Tamminga, Paolo Pandolfo, Jakob Lindberg e l’Ensemble La Reverdie.

Paolo Da Col, direttore
Cantante, organista, direttore e musicologo, Paolo Da Col ha compiuto studi musicali e musicologici a Bologna, rivolgendo sin da giovanissimo i propri interessi al repertorio della musica rinascimentale e barocca.
Per oltre vent’anni ha fatto parte di numerose formazioni vocali italiane, tra le quali la Cappella di S. Petronio di Bologna e l’Ensemble Istitutioni Harmoniche.
Dal 1998 dirige l’Ensemble Odhecaton, e guida altre formazioni vocali e strumentali nel repertorio barocco.
È docente del Conservatorio di Trieste. Da Col dirige con Luigi Ferdinando Tagliavini la rivista L’Organo, collabora in qualità di critico musicale con il Giornale della Musica e con altre riviste specializzate. Dirige il catalogo di musica dell’editore Arnaldo Forni di Bologna, ed è curatore di edizioni di musica strumentale, autore di cataloghi di fondi musicali e di saggi sulla storia della vocalità rinascimentale e preclassica.

Per informazioni:
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Domenica 13 settembre 2009 ore 15/18/21 - Teatro Dal Verme, Milano

Grandi orchestre e grandi interpreti per la Maratona Classica: Catherine Spaak voce recitante nelle Chansons de Bilitis di Debussy


Posto unico numerato: un concerto euro 20 / due concerti euro 26 / tre concerti euro 33

La Maratona Classica del Festival MITO è diventato in questi anni uno degli appuntamenti imperdibili per gli appassionati della musica colta. Domenica 13, infatti, dal primo pomeriggio fino a sera, il meglio del repertorio classico da Beethoven a Hindemith, da Debussy fino all’omaggio a Marcello Abbado, si potrà ascoltare, durante i tre concerti consecutivi, nelle interpretazioni di tre preziose orchestre e ensemble che si alterneranno sul palco del Teatro Dal Verme.

Alle ore 15 Orchestra di Padova e del Veneto con Olli Mustonen direttore e pianoforte eseguirà il Tema con quattro variazioni per pianoforte e orchestra d’archi e “I quattro Temperamenti” per pianoforte e orchestra d’archi di Paul Hindemith, e il Concerto n. 3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37 di Ludwig van Beethoven.
In collaborazione con Serate Musicali – Milano

Alle ore 18 la Soirée parisienne sarà tutta dedicata al compositore francese Debussy, e vede la partecipazione di Catherine Spaak, voce recitante nelle, per voce recitante, due flauti, due arpe e celesta su testi di Pierre Louÿs con Andrea Ambrosini alla celesta. L’ensemble strumentale è composto da Fulvio Fiorio e Massimo Mercelli al flauto, Massimo Paris alla viola, Patrizia Tassini e Nicoletta Sanzin all’arpa nell’ Arabesque, per due arpe, in programma anche la Sonata per flauto, viola ed arpa e Syrinx, per flauto solo.

Alle ore 21 il terzo ed ultimo concerto è un omaggio alla carriera di Marcello Abbado. I quattro brani scelti dal maestro per sostanziare l’Omaggio resogli dalla terza edizione del Festival MITO Settembre Musica sono opere relativamente recenti, date alla luce fra il 1994 e il 2006, e vi traspare il profondo sorriso esistenziale di questo compositore.
La Sinfonia degli Arrivi, è una evocazione in sequenza invertita dell’arcinota Sinfonia degli Addii di Franz Joseph Haydn, quelle in cui gli orchestrali abbandonano il palcoscenico nel finale. Il Concerto per arpa e orchestra d’archi fu concepito nel 2003 per la solista Maria Gamboz che, per il pubblico del festival, torna a esibirsi come interprete protagonista. Il Concerto per flauto e orchestra è anche in questo caso affidato a un solista di indubbio valore:la flautista croata Dive Franetovich. L’Ostinato, sopra un ritmo della sinfonia del “Signor Bruschino” di Rossini, per pianoforte, archi e percussione è la più datata fra le composizioni in programma che della celebre pagina di Rossini utilizza la sequenza percussiva scandita sui leggii con gli archetti dei violini.
IL concerto è diretto da Vittorio Parisi con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali e Marcello Abbado al pianoforte.
In collaborazione con Fondazione I Pomeriggi Musicali

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Biografie

Orchestra di Padova e del Veneto
L’Orchestra di Padova e del Veneto si è costituita nell’ottobre 1966 e, nel corso di quarant’anni di attività, si è affermata come una delle principali orchestre da camera italiane nelle più prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero.
L’Orchestra è formata sulla base dell’organico del sinfonismo classico e, dalla data della sua fondazione, il suo primo violino è Piero Toso. Peter Maag, il grande interprete mozartiano, ne é stato il direttore principale dal 1983 al 2001.
Alla direzione artistica si sono succeduti Claudio Scimone (dalla fondazione al 1983), Bruno Giuranna (1983-1992), Guido Turchi (1992-1993) e, in veste di direttore musicale, Mario Brunello (2002-2003).
L’attuale programmatore artistico dell’Orchestra è Filippo Juvarra, che collabora con la stessa dal 1984 ed ha contribuito con decisione a dare continuità al profilo artistico e musicale definito (dopo il 1983) da Bruno Giuranna e Peter Maag.
Per questo suo lavoro Filippo Juvarra ha ricevuto nel 2002 il Premio della Critica Musicale Italiana “Franco Abbiati”.
Nella sua lunga vita artistica l’Orchestra annovera collaborazioni con i nomi più insigni del panorama internazionale, tra i quali ricordiamo: Accardo, Anderszewski, Argerich, Ashkenazy, Barbirolli, Bashmet, Bream, Buchbinder, Campanella, Carmignola, Chailly, Desderi, Gavazzeni, Goebel, Gutman, Hamar, Hewitt, Hogwood, Kavakos, Koopman, Lonquich, Lupu, Maisky, Melles, Mullova, Mutter, Nanut, Perahia, Perlman, Quarta, Rampal, Richter, Rostropovich, Santi, Shelley, Starker, Stoltzman, Szeryng, Ughi, Vegh, Zehetmair, Zimerman.
L’Orchestra ha dato, attraverso la propria produzione concertistica, un grande impulso alla vita musicale di Padova e del Veneto e, per questo impegno, è stata riconosciuta dallo Stato come l’unica Istituzione concertistico-orchestrale (ICO) operante nel Veneto, e le è stata riconosciuta nel 1994 la personalità giuridica da parte della Regione del Veneto.
L’Orchestra realizza circa 120 concerti l’anno. Anima una propria stagione a Padova e tiene concerti nella regione Veneto, in Italia (per le maggiori società di concerto e festival) e tournée all’estero.
A partire dal 1987 ha intrapreso una vastissima attività discografica; oltre cinquanta incisioni per le più importanti etichette.


Olli Mustonen, direttore
Olli Mustonen occupa un posto unico sulla scena musicale odierna.
Come pianista ha affascinato il pubblico per la tecnica strepitosa e per la genialità d’interprete. Come direttore ha fondato la Helsinki Festival Orchestra ed è Direttore Associato della Tapiola Sinfonietta. In qualità di compositore fa parte di una scuola di musicisti la cui visione è espressa con la medesima vivacità tanto nell’arte dell’interpretazione quanto in quella della composizione ex novo.
Nato a Helsinki, Mustonen ha intrapreso lo studio del pianoforte, del clavicembalo e della composizione all’età di cinque anni. Ha studiato con Ralf Gothoni e, in seguito, pianoforte con Eero Heinonen e composizione con Einojuhani Rautavaara.
Ha suonato in tutte le grandi capitali mondiali della musica, incluse Vienna, Berlino, Amsterdam, Londra, Parigi, Roma, New York e Tokyo.
Si è esibito con le principali orchestre, tra cui: Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, DSO Berlin, London Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Philharmonia Orchestra e la Royal Concertgebouw di Amsterdam.
Ha collaborato con direttori quali: Ashkenazy, Barenboim, Berglund, Boulez, Chung, Dutoit, Eschenbach, Harnoncourt, Masur, Nagano, Salonen e Saraste.
Tra gli impegni della prossima stagione spiccano i concerti con la New York Philharmonic, il Leipzig Gewandhaus, l’Orchestra Filarmonica di Varsavia e l’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”.
Numerosi anche i suoi impegni come direttore, che lo vedono impegnato in produzioni con l’Orchestra Filarmonica di Helsinki, la NHK Symphony Orchestra e la WDR Symphony Orchester di Colonia.
Attualmente sta compiendo una lunga tournée europea con Steven Isserlis e sarà ospite del Festival di Baden-Baden che gli ha dedicato la rassegna “Artist Portrait of the year”.
La sua attività di pianista e di direttore si basa sulla fondamentale esperienza di compositore.
Mustonen sostiene che ogni esecuzione debba sempre destare l’interesse di una prima assoluta e si pone di fronte all’autore trattandolo come un suo contemporaneo. Questa vocazione all’innovazione lo porta a esplorare molte aree del repertorio al di là dei canoni prestabiliti.


Catherine Spaak, voce recitante
Con un fascino quasi aristocratico, l'attrice francese vanta un indiscutibile appeal. Nata nel 1945 a Boulogne-Billancourt da un’illustre famiglia belga che annovera fra i suoi membri anche eminenti uomini politici e artisti, la Spaak, lascia molto presto la sua amata Francia per iniziare la carriera di attrice in Italia.
Suo padre era lo sceneggiatore Charles Spaak, e lei debutterà per il grande schermo a soli quindici anni nel 1960, in Dolci inganni, diretta da Alberto Lattuada; un ruolo rimasto memorabile che ha consacrato una giovanissima Catherine Spaak come “lolita” del cinema. Ha lavorato moltissimo tra gli anni sessanta e settanta e con i più importanti attori e registi del nostro cinema. Da Monicelli a Dino Risi, in molti l'hanno scelta per la sua sensualità ammiccante. Perchè è stata capace di essere sexy e provocante senza mai essere volgare.
Tra i suoi film più importanti dobbiamo citare L'armata Brancaleone, Adulterio all'italiana, La noia e La voglia matta.
La Spaak, sia come attrice e poi anche nelle vesti di conduttrice, ha dimostrato di sapere essere anche divertente. All’inizio degli anni ottanta ha condotto per quasi quindici anni, con un discreto successo di pubblico, il programma Harem in onda su Rai tre, ha curato alcune rubriche per il Corriere della Sera, Tv Sorrisi e Canzoni e, recentemente, ha condotto un programma su sogni e fenomeni extrasensoriali in onda su La 7.
Giovanissima la Spaak ha sposato Fabrizio Capucci e con lui ha avuto una figlia, Sabrina, che lavora in teatro. Poi c'è stato un matrimonio con il cantante Johnny Dorelli e con l’attore Orso Maria Guerrini. In tutta la sua vita l’ex lolita ha scritto quattro libri, tutti molto autobiografici e mai recensiti; di questo la Spaak non dice nulla, preferisce non lasciar mai trasparire cosa pensa davvero.
Qualcuno ha osato definirla fredda, lei dice che è solo molto riservata.


Orchestra I Pomeriggi Musicali

L’Orchestra I Pomeriggi Musicali nacque nell’immediato secondo dopoguerra in una Milano tutta presa dal fervore della ricostruzione. Fu il frutto dell’incontro tra due uomini d’eccezione: l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo. Il primo pensava ad una formazione da camera con la quale eseguire il repertorio classico, il secondo ad un’orchestra in grande stile che sviluppasse un repertorio di musica contemporanea e d’avanguardia. I due punti di vista trovarono una sintesi nell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che fin dal primo concerto, il 27 novembre 1945, accostando Mozart e Stravinskij, Beethoven e Prokofjev, inaugurò una formula coraggiosa che la portò al successo.
La lunga storia dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali non ha mai tradito le linee programmatiche e gli obiettivi ideali lanciati più di sessant’anni fa dai padri fondatori dell’istituzione, e oggi conta uno straordinario repertorio che include i più grandi capolavori del Barocco, del Classicismo, del primo Romanticismo e, allo stesso tempo, molta musica Moderna e Contemporanea. La diffusione popolare di quest’ultima fu avviata puntando sui grandi del Novecento, assenti dai cartelloni concertistici durante la dittatura fascista per motivi politici o di stolta autarchia culturale: andavano da Stravinskij a Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. Oltre naturalmente agli italiani, alcuni dei quali non solo poterono presentare le loro composizioni per la prima volta, ma ne scrissero su commissione dei Pomeriggi: Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi.
La tradizione continuò con quelli delle leve successive: Berio, Bussotti, Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, arrivando agli emergenti dei nostri giorni, Fedele, Francesconi, Vacchi, apparsi nelle ultime stagioni. Grandi compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e recentemente Penderecki, hanno diretto la loro musica sul podio dei Pomeriggi Musicali, un podio che è anche stato, per tanti giovani artisti, un trampolino di lancio verso la celebrità; fra questi Leonard Bernstein e Sergiu Celibidache.
Notevole è poi il numero delle future celebrità che sono state consacrate dai Pomeriggi: un albo d’oro che comprende Claudio Abbado, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi.
Ricordiamo inoltre le importanti presenze di Direttori stabili: Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Gianpiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti e Aldo Ceccato. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica: in questa veste Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino e Gianni Tangucci. Dal 2009 la direzione artistica è affidata a Ivan Fedele, mentre Antonello Manacorda continua a ricoprire il ruolo di Direttore musicale dell’orchestra.
L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia, e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra ha conquistato platee internazionali (recentemente in Spagna, Portogallo, Tunisia, Francia, Germania, Svizzera, Turchia e Austria).
Oggi I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale.

Vittorio Parisi, direttore
Nato a Milano ha studiato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” pianoforte, composizione e direzione d'orchestra con Mario Gusella e Gianluigi Gemetti e si è poi perfezionato in direzione in Olanda con Kirill Kondrashin.
Ha diretto le principali orchestre sinfoniche e da camera italiane e quelle di numerosi Enti Lirici fra i quali l’Opera di Roma, la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, i teatri di Cagliari, Genova, Catania e Treviso, collaborando con registi quali Luca Ronconi, Roberto De Simone, Quirino Conti, Walter Malosti, Giorgio Barberio Corsetti e molti altri. Ha tenuto concerti in Svizzera, Francia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Albania, Turchia, Australia e Nuova Zelanda. In particolare ha diretto la Sydney Symphony alla Sydney Opera House e la Auckland Philharmonia; la sua interpretazione della Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorák è stata scelta come primo podcasting sinfonico della Radio neozelandese.
Nel campo della musica contemporanea ha diretto prime esecuzioni assolute di moltissimi compositori, diverse delle quali a lui dedicate, e ha collaborato anche con Berio e Cage. Ha diretto la prima esecuzione pubblica del Don Perlimplin di Maderna e del Sogno di un tramonto d'autunno di Malpiero, la prima scenica del Barrabas di Togni, la prima in epoca moderna del pastiche di Da Ponte L'Ape Musicale e la prima ripresa di Marie Galante di Weill.
Primo direttore dell'Angelicum dal 1984 al 1988, è stato Direttore stabile del Gruppo Nuova Consonanza (Milano) e Direttore artistico e Stabile dei Solisti Aquilani dal 2003 al 2005. Dal 1995 è Direttore artistico e Stabile del Dèdalo Ensemble (Brescia).
Insegna Direzione d’orchestra al Conservatorio di Milano e dalla sua classe sono usciti giovani direttori attualmente impegnati in diversi teatri del mondo. Ha tenuto Master class di Direzione in Australia (Melbourne Symphony Orchestra) e in Albania.


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Domenica 13 settembre 2009 ore 17 - Castello Sforzesco,
Cortile della Rocchetta, Milano

Alla scoperta del mondo degli animali con La fattoria dei musicisti nello spettacolo per bambini al Castello

Discovery Ensemble
Luigi Di Fronzo, direttore
Clio Cipolletta, voce recitante
Scene e costumi a cura di Paola Giorgi
Coreografie e movimenti mimici, Eleonora e Silvana Burtulla (Professione
danza e balletto)
Progetto, Paola Giorgi e Biagio Iudica
Scene e costumi realizzati da Stefania Coretti, Maria Barbara De Marco,
Consuelo Olivares, Serena Maria Pinto, Elena Rossi, Lucrezia Tagliavini
(Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera)
Regia audio e registrazione interventi, Attilio Panizzini

Ingresso 5 Euro

Si chiama la fattoria dei musicisti il nuovo spettacolo del Festival dedicato ai bambini con il Discovery Ensemble, diretto da Luigi Di Fronzo. Nel programma di domenica 13 settembre 2009 alle ore 17 al Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, la musica farà da guida a storie di cani, gatti, topolini, ricci e scoiattoli della foresta, pesci e musicisti, attraverso capolavori di grandi autori del Novecento e con i commenti registrati di celebri etologi. Uno spettacolo accattivante che propone diverse situazioni del mondo degli animali, sul filo del divertimento leggero, dell’ironia e del sorriso. La finalità è chiaramente educativa: permettere ai più piccoli di conoscere alcune pagine della storia della musica con nuove formule di intrattenimento musicale, uscendo dal rito del concerto.
Il programma musicale coinvolge quattro grandi autori Gershwin, Berio, Janácek e Saint-Saëns con una delle più ironiche partiture di fine secolo.
È di Gershwin Walking the dog, un brano di grande efficacia nonostante la brevità. Fu scritto nel 1937 per il film Shall we dance e interpretato dalla celebre coppia Fred Astaire & Ginger Rogers: in poco più di due minuti la musica accompagna la sequenza in scena di un cane a bordo di una nave di lusso.
Opus number Zoo, per quintetto di fiati è un’opera giovanile di Luciano Berio in cui quattro storielle sono raccontate a turno da tutti i cinque musicisti, con meccanismi ripetuti come carillons e piccole fanfare: storie di un pulcino ed una volpe; di un cavallo, di un topino, di un duello di gatti vanesi per le strade di Firenze.


Il programma musicale:

George Gershwin
Promenade - Walking the dog (trascrizione per piccola orchestra di Daniele Sacchi)
Walking the dog è un brano umoristico composto da Gershwin nel 1937 per il film Shall we dance con Fred Astaire e Ginger Rogers. La musica accompagna la scena della promenade di un cane su una lussosa nave da crociera.

Luciano Berio
Opus number Zoo, per quintetto di fiati
Opus number Zoo, per quintetto di fiati è un’opera giovanile di Luciano Berio, costruita su un testo di tipo dadaista e composto da quattro storie, raccontate dai musicisti stessi: Ballo campestre, Il cavallo, Il topo, I gattacci. Sebbene differente dalle profondità di opere più mature di Berio come il Notturno o la radicalità di Passaggio questo lavoro del 1952 contiene già molte delle innovazioni del grande compositore italiano.

Leos Janácek
Concertino per pianoforte e orchestra da camera
Concertino per pianoforte e orchestra da camera del 1925 è un divertente e scherzoso lavoro di Leos Janácek in cui gli animali del bosco si muovono in un contesto carico di allusioni e doppi sensi.

Camille Saint-Saëns
Le Carnaval des animaux, grande fantasia zoologica per due pianoforti e piccola orchestra
Il Carnevale degli animali di Saint-Saëns, composto nel 1886, ma eseguito pubblicamente solo nel 1922 dopo la morte dell’autore è forse l’opera più importante del compositore francese. I suoi 14 brani, ognuno dedicato ad un animale sono ricchi di riferimenti satirici al mondo musicale.

In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera – Scuola di Scenografia
Professione Danza e Balletto

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Biografie

Clio Cipolletta, voce recitante
Classe 1985, nata a Napoli, dopo gli studi nella sua città e le prime esperienze di teatro per la regia di Carlo Cerciello, si iscrive alla Scuola di Teatro del Piccolo diplomandosi nel 2008. Al Piccolo ha recitato nel Gabbiano e nel Giardino dei ciliegi di Cechov (regia di Enrico D’Amato), nella Betìa di Ruzante (regia di Gianfranco de Bosio), in Futur…azione a crepapelle (regia di Emanuele De Checchi), Gl’Innamorati di Goldoni (regia di Massimo De Francovich).
Diretta da Luca Ronconi ha preso parte a Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Nella stagione appena conclusa, ha recitato anche in Darwin… tra le nuvole, di Boschi/de Luca/Giorello (regia di Stefano de Luca), Il gatto con gli stivali-Una recita continuamente interrotta di Tieck/Tessitore (regia di Carmelo Rifici) e La cimice di Majakovskij (regia di Serena Sinigaglia).
Nell’estate 2009 ha inoltre recitato in Un altro gabbiano da Checov, per la regia di Luca Ronconi, una produzione del Centro Teatrale Santa Cristina per il Festival dei 2 Mondi di Spoleto.

Discovery Ensemble
Pochi rammentano che il termine Discovery che dà il nome all’ensemble fondato a Milano nel 2009 ha una chiara e autentica radice letteraria. Nel racconto The Sentinel (La sentinella, 1948) il superbo scrittore inglese di fantascienza Arthur C. Clarke usò questo termine per indicare l’astronave diretta verso Giove, poi celebrata nel 1969 dal celebre film-cult: 2001 Odissea nello spazio di Kubrick.
Da allora Discovery è rimasta un sinonimo di avventurosa scoperta dell’ignoto, riciclato più tardi nelle prime spedizioni spaziali della Nasa. Ma nel nostro caso Discovery, il gruppo musicale in bilico fra camerismo e situazioni da piccola orchestra, è la premessa ovvia per la riscoperta di pagine musicali desuete, oltre che di un modo diverso di proporre l’intrattenimento musicale: uscendo dal rito del concerto per costruire volta per volta incroci e segmenti di stampo letterario, teatrale e cinematografico.
Un mix di suggestioni culturali che vuol segnare il destino di questo gruppo nato all’interno della Fondazione Amadeus, ma privo in realtà di ruoli fissi e stabili. Si tratta infatti di un ensemble “aperto” - come la dotta e semiologica Opera aperta del volume di Eco - che si compone e scompone a seconda di necessità e ruoli, cercando sempre di chiamare a raccolta i migliori giovani esecutori di area italiana.
Per questo battesimo si allineano sulla scena strepitose prime parti di illustri compagini milanesi (Scala, Orchestra Verdi, Pomeriggi Musicali, Orchestra Cantelli) ma anche magnifici solisti usciti dal Conservatorio di Milano, appssionati cultori di musica da camera e jazzisti di rango.
L’idea è di continuare su questa strada carica di avventurose scoperte e modi (anche) trasgressivi di offerta al pubblico della grande musica; esplorando gli spazi siderali, lavorando nel teatro musicale da camera, incrociando suggestioni, segni, modi e linguaggi con entusiasmo e tenacia.

Luigi Di Fronzo, direttore
Nato a Milano, studi classici e musicali di pianoforte, composizione, analisi musicale, musicologia e direzione d’orchestra in Italia (Conservatorio di Milano, Accademia Musicale Pescarese) e Francia (Nizza, Académie Internationale), Luigi Di Fronzo si laurea con lode in Discipline della Musica all’Università di Bologna. È professore di Storia della Musica al Conservatorio di Milano, critico musicale per La Repubblica e Amadeus, scrittore di saggi e pubblicazioni per teatri e collane editoriali, già coordinatore artistico alla Triennale di Milano per cicli di concerti legati a mostre sul design.
Nel 2009 ha fondato il Discovery Ensemble (legato alla Fondazione Amadeus) al quale hanno aderito prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, dell’Orchestra Verdi, dei Pomeriggi Musicali, dell’Orchestra Cantelli, giovani componenti di gruppi da camera, jazzisti e brillanti diplomati musicisti del Conservatorio.
Fra i progetti futuri, segnaliamo la versione originale dell’Appalachian Spring di Copland, la riscoperta di titoli del teatro da camera novecentesco e un nuovo Carnevale degli animali di Saint-Säens nel maggio 2010 con l’Orchestra da Camera Slesiana, in Polonia.


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telefono 02.88464725
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Domenica 13 settembre 2009 ore 18 – Palazzo Clerici, Sala Leopoldo Pirelli, Milano

Il critico del New Yorker Alex Ross
presenta il suo nuovo libro nel convegno Attorno alla contemporaneità

Ingresso gratuito

Arriva finalmente in Italia, presentato a MITO SettembreMusica direttamente dall’autore, Il resto è rumore, il libro di Alex Ross, critico musicale del New Yorker, pubblicato da Bompiani. Il lavoro traccia la storia della musica classica del Novecento, dall’età di Mahler e Strauss a Šostakovič, dall’ascesa dell’atonalità alla dodecafonia fino a Messiaen, Ligeti e al minimalismo, attraverso il racconto di momenti cruciali e opere-simbolo.

Al libro di Alex Ross è dedicato l’incontro Attorno alla contemporaneità, domenica 13 settembre 2009 alle ore 18 nella Sala Leopoldo Pirelli di Palazzo Clerici, cui partecipano alcuni esponenti del mondo culturale italiano: Umberto Angelini, il compositore Filippo Del Corno, Guido Guerzoni, ricercatore in storia della cultura dell’università Bocconi, lo scrittore Antonio Scurati, e Elisabetta Sgarbi. Coordina Francesca Colombo, segretario generale del Festival MITO.
L’incontro affronta e sviluppa alcuni degli argomenti trattati dal critico newyorkese. Nel libro di Ross, infatti, la visione storica della musica classica si inserisce nel quadro più ampio degli sviluppi politici, socioeconomici e intellettuali del secolo. Il volume, una lettura accessibile a tutti, non descrive solo gli artisti, ma anche i dittatori, i mecenati miliardari e i dirigenti che tentarono di esercitare il proprio controllo sulla musica, gli intellettuali che si sforzarono di porsi come giudici in fatto di stile; gli scrittori, il pubblico che osannò, vituperò e ignorò ciò che i compositori stavano facendo; le tecnologie, le rivoluzioni, le guerre calde e fredde, i flussi dell'immigrazione e le profonde trasformazioni sociali che rimodellarono lo scenario in cui lavoravano i compositori.
Una visione globale che si interroga sulle ragioni dello sviluppo della contemporaneità.
Col titolo originale, The Rest Is Noise è stato vincitore nel 2007 del National Book Critics Circle Award e del Guardian First Book Award nel 2008; finalista nel 2008 del premio Pulitzer Prize, salutato dal New York Times tra i 10 migliori libri del 2007 e largamente apprezzato dal Washington Post, il LA Times, il New York, il Time, The Economist, e Newsweek.,

Durante l’incontro il pianista Alfonso Alberti eseguirà al pianoforte musiche di Boulez, Stockhausen, Ligeti.

In collaborazione con La Milanesiana
ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale)

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MITO SettembreMusica

Sabato, 12 Settembre 2009, MILANO





ore 16 / Basilica di San Calimero

Allievi dell’Istituto di Musica Antica dell’Accademia Internazionale della Musica
Antonio Frigé, direttore e organo
Tomoko Nakahara, soprano
Musiche di Bach, Händel, Vivaldi
Ingresso gratuito





ore 21 / Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

Giacomo Manzoni: Omaggio a un protagonista della musica contemporanea
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Arturo Tamayo, direttore
Alda Caiello, soprano
Sandro Lombardi, lettore
Ingresso gratuito
ore 22 / Politecnico Sede di Milano Bovisa, Aula De Carli

Mixed Reality Performance: una serata in Sirikata
Musicisti live e remote si incontrano nella realtà virtuale della rete
Ingresso gratuito





ore 22 / Superstudio Più Central Point

datamatics [ver.2.0] Ryoji Ikeda
Ingressi € 5



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 COMUNICATO STAMPA

Sabato 12 e domenica 13 settembre 2009 ore 22
Politecnico di Milano - Bovisa

Mixed Reality Performance: realtà parallele si incontrano per una nuova esperienza d’ascolto al Politecnico di Milano

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto, fino ad esaurimento dei posti disponibili.


MITO SettembreMusica apre alle nuove tecnologie e al loro utilizzo nella musica con Mixed Reality Performance, un esperimento in cui musicisti di diversi continenti creano nuovi spazi performativi attraverso la realtà virtuale della rete.
In prima assoluta a Milano sabato 12, e in replica domenica 13 settembre 2009, alle ore 22 nell’aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano Bovisa, il concerto è uno degli esempi più innovativi della cosiddetta musica neurale o “ rizomatica”, un esperimento d’interazione tra musicisti, collocati in spazi diversi e lontani, che invita mette in gioco il tradizionale concetto del concerto nell’era di Internet, per proporne una forma nuova che trascende dagli spazi fisici sfruttando la tecnologia.

Ogni brano eseguito prevede la partecipazioni di musicisti live e remote: a Milano un pianista suona al centro della sala, i suoni prodotti vengono trasmessi via rete e manipolati al computer dagli altri musicisti dell’ensemble, collegati dalla California, e restituiti in tempo reale dai diffusori sonori installati nella sala a Milano. Schermi giganti proiettano scenari virtuali realizzati in Sirikata, la recente piattaforma informatica open source che crea spazi, orizzonti e paesaggi visuali digitali.
Sirikata, sviluppata appositamente per progetti pedagogici, artistici e culturali, è uno spazio virtuale in cui i performer producono il suono attraverso i loro spostamenti e le loro azioni. Le informazioni su dove ci si sta muovendo o cosa si sta facendo vengono inviate ad un “sound server”, un software creato per spazializzare il suono in modo da attribuirgli una posizione percettiva nello spazio della sala. A Milano un sistema sonoro surround verrà posizionato tra il pubblico, i suoni generati nel mondo virtuale sembreranno così nascere dallo spazio fisico della performance. Lo spettatore è immerso in un mondo sinestetico ricreato, attraverso la spazializzazione degli stimoli uditivi e visivi, in un unica esperienza tridimensionale. Su un altro monitor un pubblico di avatar assiste al concerto in diretta attraverso il mondo virtuale di Second Life.
Il programma del concerto prevede, oltre a brani Juan-Pablo Caceres e Robert Hamilton anche l’evocativo “In C” per orchestra di Laptop e strumenti acustici di Terry Riley, un brano basato su sfumature sonore che si sviluppano su un modello musicale minimale.

Con la partecipazione di Jeffrey T. Schnapp, fondatore e direttore del Stanford Humanities Lab e Juan-Pablo Caceres, Robert Hamilton, Chryssie Nanou del Center for Computer Research in Music and Acoustics.

Mixed Reality Performance è un progetto commissionato dal Festival MITO, in collaborazione con lo Stanford Humanities Lab, lo Stanford Center for Computer Research in Music and Acoustic della Stanford University e il Politecnico di Milano.


Programma
Terry Riley
"In C”, per Orchestra di Laptop e strumenti acustici

Juan-Pablo Caceres e Robert Hamilton
Canned Bits Mechanics, per tre remoti disklavier al CCRMA, piano e visualizzazioni in Sirikata

Robert Hamilton e Juan-Pablo Caceres
Dei Due Mondi, per esecutori interattivi in Sirikata
Dialoghi, improvvisazioni in rete

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Sabato 12 settembre 2009 ore 22 - Superstudio Più Central Point, Milano

Il suono dei numeri in Datamatics [2.0] di Ryoji Ikeda

Prodotto da Forma
Co–commissionato da AV Festival 06, ZeroOne San Jose & ISEA 2006
Co–prodotto da les Spectacles Vivants, Centre Pompidou, and YCAM
con il sostegno di Recombinant Media Labs

Ingresso 5 euro

Datamatics [2.0] è un progetto artistico che esplora il potenziale sensoriale del flusso invisibile di dati numerici che ogni giorno scorre nelle nostre azioni quotidiane. La performance audio-video di Ryoji Ikeda al Festival MITO, in programma sabato 12 settembre 2009 alle ore 22 al Superstudio Più Central Point, materializza questi dati focalizzando l’attenzione sulla relazione tra il suono dei dati, e i dati del suono.
Un flusso continuo di particelle puntiformi, modellato sul moto dei corpi celesti e avvolto da impulsi sonori intermittenti, diventa un gioco architettonico fatto di mappe stellari proiettate su uno schermo gigante che si susseguono in simbiosi con i suoni. La musica e le soundscapes di Ikeda, con una forza ipnotica davvero unica, esplorano confini estremi quasi a significare che la materia che ci circonda sia sottomessa alle leggi dal regno virtuale dei numeri. L'evento fa parte di "FocusGiappone".

Il concerto prevede l’utilizzo di luci stroboscopiche e di musica a volume molto alto, all’inizio del concerto verranno quindi distribuiti per il pubblico tappi per le orecchie. Non è possibile effettuare nessun tipo di registrazione, né audio né video.

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Sabato 12 settembre 2009 ore 18 – Palazzo Marino, Cortile d’onore, Milano

Trumpet voluntary con la Civica Orchestra di Fiati
Gabriele Cassone, direttore e tromba solista

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Nella splendida cornice del Cortile d’Onore di Palazzo Marino, MITO SettembreMusica presenta, sabato 12 settembre alle 18, la Civica Orchestra di Fiati diretta da Gabriele Cassone, storica formazione bandistica milanese fondata nel 1859 col nome di Corpo di Musica Municipale, poi divenuta Civica Banda Musicale.
Il programma da concerto di domenica 21 presenta l’orchestra di fiati da molteplici inquadrature con pagine di Claudio Monteverdi, Gioachino Rossini, Almilcare Ponchielli e Jean-Baptiste Arban: la banda ha avuto, per lungo tempo, un importante funzione culturale, facendo conoscere brani celebri della letteratura orchestrale anche fuori dalle sale da concerto, ha avvicinato molte persone allo studio di uno strumento, ed è per questo che oggi, matura ed evoluta grazie al costante impegno di eccellenti strumentisti, continua ad esercitare tutto il suo fascino.

In collaborazione con Civica Orchestra di Fiati in occasione del 150° anniversario

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Biografia

Civica Orchestra di Fiati
Fonti storiche fanno risalire al lontano 1859 la nascita del Corpo di Musica della Guardia Nazionale, nucleo da cui trae origine l’attuale Civica Orchestra di Fiati giunta quest’anno a celebrare i 150 anni della propria storia.
Tra alterne vicende, nel corso del tempo, la continuità della tradizione bandistica milanese è comunque garantita da diverse formazioni. Nel 1876, infatti, il complesso cittadino assume la denominazione di Corpo di Musica Municipale, fino a quando, nel 1921, il testimone viene raccolto da alcune formazioni aziendali tra le quali spicca quella dell’Azienda Tranviaria Milanese.
Nel 1972 la Giunta del Comune di Milano delibera la costituzione della Civica Banda Musicale, che solo in seguito assumerà la denominazione di Civica Orchestra di Fiati non trascurando mai la vocazione istituzionale, ma sottolineando con un preciso taglio concertistico le scelte programmatiche.
Dal 1991 la banda elegge a sede della propria attività la Palazzina Liberty, lo storico edificio di Largo Marinai d’Italia.
In virtù di un rinnovato smalto, accompagnato da un costante interesse di pubblico, la Civica Orchestra di Fiati, prima compagine italiana, riceve l’invito a partecipare, nel 1996, al Mid–West International Band and Orchestra Clinic di Chicago. Nell’agosto del 2007, in occasione di una breve tournée in Umbria, l’orchestra inaugura, sotto la direzione del Maestro Andrea Franceschelli, il Festival Internazionale di Corciano (PG).
L’Amministrazione Comunale continua a sostenerne l’attività al servizio della città. Nel corso di quest’anno si alterneranno alla direzione musicale, o si esibiranno come solisti, alcuni tra gli artisti più affermati in campo nazionale ed internazionale: Fabrizio Dorsi, Mario Marzi e Gabriele Cassone.

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Sabato 12 settembre 2009 ore 21 – Basilica di San Calimero, Milano
Mottetti e Cantate nel Settecento nella Basilica di San Calimero

Allievi dell’Istituto di Musica Antica
dell’Accademia Internazionale della Musica
Antonio Frigé, direttore e organo
Tomoko Nakahara, soprano

In collaborazione con Fondazione Orchestra Scuole Civiche di Milano

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.


Il programma del concerto di Sabato12 settembre 2009 alle ore 21nella Basilica di San Calimero è dedicato al fascino dalla voce femminile nella musica del Settecento
Alla voce del soprano Tomoko Nakahara, con gli Allievi dell’Istituto di Musica Antica dell’Accademia Internazionale della Musica e la direzione di Antonio Frigé, sono affidate alcune delle pagine vocali più preziose del barocco musicale, in grado di esprimere con particolare enfasi, lo spettro delle passioni umane, incluse quelle sacre: La cantata Jauchzet Gott in allen Landen! di Bach, il Salve Regina di Händel e il mottetto vivaldiano In furore justissimae irae. Al di la dei titoli, protagonista assoluto di questo concerto è il mottetto cattolico per voce sola e strumenti che, sviluppatosi assiduamente in ambienti veneziani, si impose nel primo Settecento come vero e proprio pendant della scena operistica e della cantata, valicando presto i confini nazionali e confessionali. Completa il programma la Suite per tromba ed archi di Händel, lavoro strumentale di grande virtuosismo e ricercatezza melodica.



Il programma musicale:

Johann Sebastian Bach
Cantata “Jauchzet Gott in allen Landen!” BWV 51

Georg Friedrich Händel
Salve Regina per soprano, 2 violini, organo e basso continuo
Suite per tromba e archi

Antonio Vivaldi
Mottetto “In furore justissimae irae“ in do minore per soprano e archi RV 626

La cantata Jauchzet Gott in allen Landen! , una delle quattro cantate sacre di Bach, è forse uno dei brani più celebri del grande compositore tedesco. Scritta a Lipsia nel 1730 rimane incertezza sulla sua destinazione, impiegata per scopi liturgici, pare plausibile che un ruolo vocale tanto virtuosistico, che tra l’altro raggiunge per tre volte e per salto il Do sovracuto, sia stato pensato non per una voce bianca del coro di Lipsia, ma per una ambito di corte con l’impiego di una cantante donna o un castrato.

Il Salve Regina di Händel, risale al primo decennio del Settecento ed in particolare ad un soggiorno italiano. Venne probabilemente composta nel 1707 ed eseguita a Roma presso la Chiesa di Santa Maria in Montesanto in Piazza del Popolo. Emerge lo spirito virtuosistico che porta all’esposizione della voce, sempre sopranile, al di sopra dell’accompagnamento strumentale, qui ridotto, secondo la consuetudine italiana, ai soli violini e al basso.

La Suite per tromba ed archi, è una pagina strumentale di grande vitalità e ricercatezza melodica. Si tratta di un lavoro apocrifo, comparso a Londra nel 1733e debitore in gran parte della Water Music Suite.

Il mottetto vivaldiano In furore justissimae irae risale agli Venti del Settecento, composto nella più pura tradizione veneziana in occasione del Carnevale romano, ed è forse uno dei brani più rappresentativi della spiritualità barocca, che alterna energia e suadente cantabilità incantatoria a rappresentare rispettivamente l’ira divina e il pianto del penitente, passioni opportunamente amplificate dall’accompagnamento strumentale.

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Biografie

Ensemble dell’Istituto di Musica Antica
Accademia Internazionale della Musica

L’Ensemble dell’Istituto di Musica Antica dell’Accademia Internazionale della Musica di Milano è il frutto dell’attività didattica dell'Istituto, noto per la lunga tradizione e l'alto valore internazionale dei suoi insegnanti. Strutturato come le più importanti scuole di musica antica europee, unico in Italia, attrae studenti da ogni parte del mondo.

Matteo Frigé, tromba naturale
Giorgio Tosi, violino I
Isotta Grazzi, violino II
Maria Antonietta Lo Sito, viola
Nicola Brovelli, violoncello
Carlo Sgarro, contrabbasso
Grasiela Setra Dantas, clavicembalo

Antonio Frigé, direttore e organo
Diplomato in organo, composizione organistica e clavicembalo presso il Conservatorio di Milano, ha intrapreso un'intensa attività concertistica che lo ha portato a suonare per le più prestigiose società concertistiche, in tutta Europa e negli Stati Uniti.
Particolarmente interessanto alla letteratura del Sei-Settecento eseguita su strumenti storici, ha pubblicato una trentina di CD e collabora con l'Istituto Vivaldi per le edizioni critiche delle opere del compositore. Dal 1982 suona in Duo con Gabriele Cassone e, nel 1989, ha fondato l'Ensemble Pian & Forte.
Ha registrato per la RAI, RTSI, ORF, Radio Classica (España); attualmente è docente di Basso continuo e Musica da Camera presso l'Istituto di Musica Antica dell'Accademia Internazionale di Musica di Milano, ed è organista presso la chiesa di S.Francesco di Paola e la Basilica di S. Simpliciano.

Tomoko Nakahara, soprano
Nata in Giappone, si è laureata in canto presso l’Università di Mukogawa sotto la guida Andrea Barandoni, conseguendo poi un master presso la medesima università. In Italia dal 1997, si è perfezionata in canto rinascimentale e barocco con Claudine Ansermet. Si è specializzata poi all’Accademia Internazionale della Musica di Milano, conseguendo il diploma in Polifonia Rinascimentale sotto la guida di Diego Fratelli. Ha ottenuto presso l’Accademia di Musica e Danza “F. Gaffurio” di Lodi il diploma del “Laboratorio permanente di Musica Italiana del Seicento”, diretto da Roberto Gini.
Nel 2000 ha conseguito il primo premio nel concorso indetto dal Rotary Club, per la sezione di musica antica. Da molti anni svolge intensa attività concertistica in Giappone e in Italia come solista e come membro di vari gruppi di musica antica.



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Sabato 12 settembre 2009 ore 17 – Teatro Dal Verme, Milano

La favola di Pierino e il lupo nello
spettacolo per bambini con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala

Programma
Franz Joseph Haydn
Sinfonia n.45 in fa diesis minore Hob. I:45 “Degli addii”

Sergej Prokof’ev
Pierino e il lupo, favola sinfonica per bambini op. 67

Ingresso 5 euro

Il terzo appuntamento del Festival MITO con i concerti dedicati ai più piccoli, sabato 12 settembre 2009 alle ore 17 al Teatro Dal Verme propone una delle opere più celebri della storia della musica tra quelle dedicate ai bambni: la favola di Pierino e il lupo di Prokof’ev. All’interno del progetto MITO Educational, che quest’anno ha proposto anche a giovani studenti delle scuole milanesi percorsi didattici di preparazione all’ascolto dei brani eseguiti nei concerti del Festival, la scelta di Pierino e il lupo, nell’interpretazione dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Pietro Mianiti, punta soprattutto all’interazione dialettica della parola e della musica, del racconto scritto dallo stesso Prokof’ev, recitato per l’occasione da Anna Nogara, e della narrazione attraverso i suoni, che permette di associare alcuni strumenti dell’orchestra a determinanti personaggi con l’obiettivo di farne assimilare il timbro, la voce, le potenzialità espressive e dinamiche, in maniera semplice e divertente.
Ai giovani ascoltatori sarà inoltre proposta la Sinfonia in fa diesis minore Hob. I:45 di Haydn per la sua teatralità e gestualità esecutiva. Essa infatti mette in scena una piccola questione che si era aperta alla corte di Esterhazy della cui orchestra Haydn era responsabile. Il principe Esterhazy da troppo tempo non concedeva ai musicisti l’autorizzazione di assentarsi dalla corte per far visita ai familiari e Haydn decise di lanciare al principe un messaggio: nel finale ognuno degli strumentisti, terminata la propria parte, adagia lo strumento, spegne la candela sul leggio ed esce dalla sala. Restano alla fine solo due violini, che escono a loro volta appena terminate le rispettive melodie.
In collaborazione con Accademia Teatro alla Scala

Il programma musicale :

La Sinfonia in fa diesis minore Hob. I:45 è tra le espressione più alte dello spirito “Sturm und Drang”, ossia di quel movimento preromantico che in opposizione all’Illuminismo cerca di rivalutare l’elemento passionale. La sinfonia è detta anche “Degli addi”; composta infatti nell’estate del 1722 quando il principe Nikolaus Esterházy volle trattenersi molto più a lungo presso la sua residenza estiva, gli artisti mal sopportarono la lontananza da casa e si rivolsero ad Haydn che come sottile protesta studiò un finale in cui gli strumentisti cessano di suonare uno alla volta e se ne vanno spegnendo la loro luce e lasciando la sala fino a che rimangono solamente due violini.

Pierino e il Lupo è una delle opere più note di Prokof’ev, che si inserisce in un ambito didattico particolarmente coltivato in Russia. La fiaba narrata dalla partitura racconta la storia di un bambino, Pierino, e di un uccellino che riescono a catturare un lupo feroce che viene consegnato ai cacciatori. Ogni personaggio è presentato con un tema musicale a cui corrisponde uno strumento musicale che nell’idea iniziale di Prokof’ev doveva essere mostrato ai bambini a scopi didattici.

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Biografie

Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala
L'Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala si è formata durante i Corsi di Perfezionamento per Professori d’Orchestra tenuti dall’Accademia stessa a partire dal 2000. Il programma formativo prevede lezioni individuali di strumento, musica da camera, sezioni d’orchestra ed esercitazioni orchestrali, per le quali ci si avvale del prezioso contributo delle Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, oltre a quello di musicisti di fama internazionale.
Dalla creazione, nel corso degli anni, alla sua guida si sono avvicendati direttori quali Riccardo Muti, Daniele Callegari, Stefano Ranzani, Corrado Rovaris, Nicola Luisotti, Antonino Fogliani, Fabrizio Maria Carminati, Marco Zuccarini, Christopher Franklin, Bruno Casoni,Tiziano Severini, David Garforth, Enrique Mazzola, Giovanni Antonini, Ottavio Dantone e Pietro Mianiti.
L’Orchestra e i gruppi cameristici dell’Accademia si sono esibiti al Teatro alla Scala, Piccolo Teatro, Festival MITO, Società del Giardino, Biennale di Venezia, Teatro Donizetti di Bergamo, Teatro Verdi di Brindisi e in numerose tournée, tra le quali si segnalano il progetto Enel (Stavolta noi portiamo la musica, voi portate la luce, 2003-2004) e la partecipazione al Al Ain Classical Music Festival di Abu Dhabi negli Emirati Arabi nel 2008.
L’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala partecipa ogni anno al "Progetto Accademia", titolo operistico interamente affidato agli allievi, inserito nel cartellone scaligero, cui si affiancano altre produzioni per la compagnia di ballo.
Nell’autunno 2006 è stata la volta del balletto Il pipistrello e di Ascanio in Alba di Mozart. Nel 2007 e nel 2008 ancora due titoli mozartiani: Così fan tutte e Le nozze di Figaro.
Nel 2009 l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala partecipa alla realizzazione del balletto Sogno di una notte di mezza estate e all’opera Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Donizetti, con la regia di Antonio Albanese e la direzione di Marco Guidarini.
Entrambe le produzioni, dopo il debutto sul palcoscenico del Piermarini, partiranno per una tourneé in Danimarca.

Pietro Mianiti, direttore
Nato a Parma, ha studiato viola, composizione e direzione d’orchestra. Dal 1999 al 2003 ha ricoperto, su invito di Luis Alva, il ruolo di Direttore Musicale dell’Associazione Prolirica del Perù, per la quale ha diretto al Teatro Segura di Lima: Turandot, Tosca, Falstaff, Il Barbiere di Siviglia, Aida, Rigoletto, la Messa di Gloria di Puccini, la Messa da Requiem di Verdi e la Nona Sinfonia di Beethoven.
Nel 1998 è stato Direttore Principale dell’Orchestra Das Beiras in Portogallo. Piero Bellugi, Donato Renzetti e Jaques Delacote l’hanno voluto come assistente in varie produzioni internazionali. Si dedica sia all’esecuzione di opere rare (La Passione di Gesù Cristo di Salieri, a Brno) che di musica contemporanea. Ha diretto prime esecuzioni assolute quali: Il Filo, Freddo e We Like Mozart di Michele Dall’Ongaro, L’Opera delle filastrocche di Virgilio Savona, Oratorio di Maurizio Fabrizio e la Missa Andina di Alejandro Nuñez Allauca. Nel 2003 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica del Perù per meriti artistici. Nel 2004 ricopre il ruolo di consulente artistico del Teatro Massimo di Palermo dove sostituisce Alain Lombard nella Carmen di Bizet, e dal 2005 è Direttore Musicale dell’Orchestra dell’Università di Roma Tre.
Per il circuito ASLICO ha diretto L’elisir d’amore nel 2004, nel 2005 I Capuleti e i Montecchi, nel 2007 Madama Butterfly e nel 2008 Turandot. Nel 2008 ha diretto l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala in una tournée negli Emirati Arabi.
Oltre alla sua attività di direttore collabora in qualità di prima viola con importanti orchestre liriche e sinfoniche italiane. È fondatore dell’Italian Piano Quartet, con il quale si è esibito al Festival dei Due Mondi di Spoleto, al Lygon Arts Festival di Melbourne, alla Carnegie Hall di New York, alla Kleine Musikhalle di Amburgo, alla Filarmonica di San Pietroburgo e alla Dixon Gallery di Memphis. È titolare della cattedra di viola presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Recentemente ha diretto il concerto per Ennio Morricone con musiche di D’Amico e Dall’Ongaro, alla guida dell’Orchestra Roma Sinfonietta, nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza.
Tra gli impegni futuri: La Traviata nei Teatri di Fidenza e Carpi e quattro Concerti al Teatro Palladium di Roma con “Roma Tre Orchestra” nel corso dei quali dirigerà, tra l’altro, L’indifferenza (opera per voce recitante e 12 archi di N. Sani), il Requiem per archi di T. Takemitsu e Sette pezzi per orchestra d’archi di A. Solbiati.

Anna Nogara, voce recitante
Attrice e cantante milanese, si é formata nella scuola del Piccolo Teatro di Milano. Ha recitato in Italia e in Francia testi di O’Neill, Goldoni, Seghers, Adamov, Goethe, Ariosto, von Kleist, Eschilo, Campanile, Isgrò, Wedekind, Cechov, Shakespeare, Tadini con registi quali Puecher, Strehler, Gruber, Ronconi, Crivelli, Bayen, Engel, Cecchi, Shammah e Maccarinelli.
Ha recitato e/o cantato in spettacoli musicali e concerti con musiche di Weill, Berio, Negri, Schumann, Strawinsky, Haydn, Debussy, Saint-Saëns, Battistelli, Fedele, Solbiati, Maderna e Di Bari.
Si é dedicata anche alla regia mettendo in scena ed interpretando: Medeamaterial di Müller, Not I di Beckett, Altrove di Jandl, Il racconto dell’incendio di via Keplero di Gadda, Piacere diVino di J. P. Coffe, I Segreti di Milano di Tesori.
Più recentemente ha privilegiato la lettura di testi letterari, curandone anche l’impaginazione scenica. Tra questi ricordiamo: Les chansons de Bilitis di Pierre Louys (Autunno Musicale Como), San Giorgio in casa Brocchi di Carlo Emilio Gadda (Collegio Borromeo Pavia), La canzone della Olga di D. Tessa (Piccolo Teatro Milano), La Ninetta del Verzé di Carlo Porta (Biblioteca Braidense), Fanny Hill, racconto erotico di Cleland (Cortina d’Ampezzo), I promessi sposi di Manzoni (Palazzo Reale Milano), Le parole sono la meraviglia del mondo (sei spettacoli sulla poesia italiana del ‘900, al Museo Diocesano Milano) e Il Romanzo a voce alta, affrontando la lettura di Anna Karenina, L’educazione sentimentale, I promessi sposi (Collegio Borromeo di Pavia) e Il mantello di Gogol (Classici in Festival, Corbella).

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
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Sabato 12 settembre 2009 ore 21 – Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Milano

Omaggio a Giacomo Manzoni, ricordando il poeta milanese Giovanni Raboni

Giacomo Manzoni
“Insiemi” per orchestra
Moi, Antonin A., per soprano leggero, lettore e orchestra
Progetto Eliogabalo, per orchestra con interventi parlati

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Arturo Tamayo, direttore
Alda Caiello, soprano
Sandro Lombardi, lettore


Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia del 2007, Giacomo Manzoni è sicuramente uno dei compositori italiani più significativi dal secondo dopoguerra. Si prefisse, negli anni Sessanta, il compito di avvicinare il pubblico italiano alla musica d’avanguardia, combinando tecniche diverse per aumentare la partecipazione dell’ascoltatore. Per queste ragioni MITO SettembreMusica, con sempre rinnovata attenzione alla divulgazione della musica contemporanea, dedica al compositore il concerto in programma sabato 12 settembre 2009 alle ore 21 all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo. Il programma, eseguito dalla Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, attraversa i momenti più significativi dello stile del compositore.

Insiemi è un lavoro per grande orchestra del 1967 dove le regole della composizione musicale sono dettate dalla connessione con la matematica che allora tanto interessava l’autore.
Il secondo brano, Moi, Antonin A., per soprano leggero, lettore e orchestra su testi del grande commediografo francese Artaud, fu eseguito per la prima volta a Firenze nel 1997. L’esecuzione è dedicata al poeta Giovanni Raboni, amico e collaboratore del compositore, scomparso nel settembre del 2004. Versi del poeta insieme a pensieri di Cesare Beccaria infatti erano stati utilizzati nel lavoro Al di qua dell' improvvisa barricata, un’opera sul tema della pena di morte, scritta da Manzoni nel 2002 su commissione di Luciano Berio.
La figura di Antonin Artaud, le cui teorie furono di fondamentale importanza per il rinnovamento del teatro moderno, torna anche nell’ultimo brano in programma Progetto Eliogabolo, per orchestra con interventi parlanti, alla cui realizzazione il compositore si è dedicato tra il 2007 e il 2009 è viene proposto in prima esecuzione assoluta. Entrambi i lavori presentano un’interazione tra parlato e cantato che genera un percorso coerente attraverso suggestioni, intuizioni e contrasti.
L’Orchestra è diretta da Arturo Tamayo con il soprano Alda Caiello e Sandro Lombardi lettore.

In collaborazione con Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi


Programma

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Biografie

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, fondata nel 1993 da Vladimir Delman, si è imposta da alcuni anni come una delle più rilevanti realtà sinfoniche nazionali, in grado di affrontare un repertorio che spazia da Bach ai capisaldi del sinfonismo ottocentesco fino alla musica del Novecento.
Il cartellone dell’Orchestra prevede ogni anno più di trenta programmi sinfonici, con un’impaginazione in cui i classici sono affiancati da pagine meno consuete, oltre ad alcune stagioni attigue, come il ciclo “Crescendo in Musica”, un’importante rassegna per bambini e ragazzi.
Dal 1999 al 2005 Riccardo Chailly, oggi Direttore Onorario, ha ricoperto la carica di Direttore Musicale. Vladimir Fedoseyev, dalla stagione 2008/2009, è Direttore Principale, mentre Wayne Marshall e Helmuth Rilling rivestono, dalla stagione 2008/2009, il ruolo di Direttori Principali Ospiti e il Maestro Rudolf Barshai, da molti anni legato all’Orchestra, è Direttore Emerito dalla stagione 2006-2007, carica che fino alla sua scomparsa ricopriva Carlo Maria Giulini. Dalla stagione 2009/2010 Xian Zhang copre il ruolo di Direttore Musicale.
Oltre alla ricca Stagione sinfonica nella propria sede a Milano, l’Orchestra è invitata spesso in sale prestigiose in Italia e all’estero. Nel 2002 l’Orchestra è stata orchestra residente al Festival dei due Mondi di Spoleto e ha suonato in Francia, Spagna, Portogallo e Svizzera nella sua prima tournée europea. In giugno 2003 l’Orchestra diretta da Oleg Caetani si è esibita in Cile, Argentina e Brasile e in ottobre ha suonato nelle principali sale da concerto giapponesi in una tournée diretta da Riccardo Chailly con la partecipazione di Martha Argerich e del Coro Verdi diretto da Romano Gandolfi. Nel gennaio 2004 la Verdi, diretta da Riccardo Chailly, ha debuttato al Festival delle Canarie, e nell’estate dello stesso anno è stata impegnata come orchestra residente al Festival delle Nazioni di Città di Castello.
Nel gennaio 2005 l’Orchestra, guidata da Eiji Oue (con la partecipazione della violinista Hilary Hahn), ha effettuato una tournée in Germania e Francia, mentre nel maggio dello stesso anno, sotto la guida di Riccardo Chailly, è stata ospite in alcune delle maggiori città europee, quali Francoforte, Vienna e Budapest. Da ricordare, infine, l’importante debutto alla 68esima edizione del Maggio Musicale Fiorentino nel maggio 2005.
Nel novembre 2006 l’Orchestra Verdi ha effettuato, per la prima volta nella storia italiana, una tournée su tutto il territorio nazionale, toccando ben undici città in circa venti giorni, sotto la guida del Maestro Marko Letonja e con la partecipazione del pianista Benedetto Lupo.
Il 12 e 13 dicembre 2008 l'Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi sono stati invitati a Baku, Azerbaijan, nell'ambito del Secondo Mstislav Rostropovich International Festival. Diretti dal Maestro Eugene Kohn, hanno eseguito la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi e hanno preso parte all'Opera Gala "World Stars" eseguendo pagine da opere di Verdi, Puccini, Mascagni e Bizet.
L’Orchestra ha sviluppato un’intensa attività discografica, incidendo più di 25 cd, per le etichette – tra le altre - Decca, Emi, RCA, DG, Arts, Universal.


Arturo Tamayo, direttore
Nato a Madrid, compie gli studi universitari presso la facoltà di Giurisprudenza e quelli musicali al Conservatorio Reale di Madrid, dove si diplomerà nel 1970 con nota di merito. Nello stesso anno partecipa al corso di direzione d’orchestra tenuto da Pierre Boulez a Basilea. Dal 1971 studia direzione d’orchestra con Francis Travis, composizione in Germania con Wolfgang Fortner e Klaus Huber presso la Staatliche Hochschule di Friburgo, diplomandosi nel 1976. Nello stesso anno si perfeziona a Vienna sotto la guida di Witold Rowicki e, tra il 1979 e il 1998, è Professore d’interpretazione della musica del XX secolo alla Musikhochschule di Friburgo.
Dal 1977 intraprende un’intensa attività che lo vede impegnato in diverse produzione radiofoniche e televisive, sul podio dei più importanti complessi sinfonici europei. Viene, inoltre, invitato da numerosi festival internazionali: Donaueschinger Musiktage, Festival di Salisburgo, Luzerner Festwochen, Biennale di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Autunno di Varsavia, Berliner Musikbiennale, Wien Modern, SettembreMusica di Torino e Proms di Londra, dove dirige in prima assoluta composizioni di John Cage, Iannis Xenakis, Franco Donatoni, Niccolò Castiglioni, Sylvano Bussotti, Wolfgang Rihm, Brian Ferneyhough e Giacomo Manzoni.
Dirige anche diverse produzioni operistiche e di balletto in numerosi teatri, proponendo un repertorio che include autori quali Berg, Bellini, Busoni, Bussotti, Cage, Donizetti, Henze, Honegger, Mozart, Puccini, Schönberg, Stravinsky, Verdi e von Weber.
Ha diretto le più importanti orchestre europee e collaborato con solisti importanti quali Dietrich Fischer Dieskau, Plácido Domingo, Pilar Lorengar, Teresa Berganza, Carlos Álvarez, Jessye Norman, Vadim Repin, Jean Yves Thibaudet e Aldo Ciccolini.
Ha inciso un CD con opere di Goffredo Petrassi insieme al Coro e all’Orchestra del Maggio Musicale Florentino, e due CD con opere di Franco Donatoni insieme al Coro e all’Orchestra della WDR di Colonia e all’Orchestra Sinfonica della Radio di Hilversum. La sua incisione dei Concerti per Orchestra di Goffredo Petrassi, ha vinto il Premio Amadeus 2005. Insieme all’Orchestra della Radio di Francoforte ha realizzato un’incisione integrale delle opere per Orchestra di Bruno Maderna.


Alda Caiello, soprano
Diplomata in pianoforte e in canto al Conservatorio di Perugia, Alda Caiello ha cantato sotto la direzione di Frans Brüggen, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Arturo Tamayo, Peter Keuschnig, Massimo de Bernart, Donato Renzetti, Pascal Rophé, Waine Marshall, Christopher Franklin, Stephen Ausbury, Peter Rundel, Lucas Vis, Renato Rivolta, Marcello Panni, Fabio Maestri, Marco Angius, Emilio Pomarico e lavorato con registi quali Daniele Abbado, Yoshi Oida, Giorgio Barberio Corsetti, Davide Livermoore, Cristina Mazzavillani Muti, Giorgio Pressburger, Piero Maccarinelli.
È stata invitata dalla Biennale Musica e dal Teatro La Fenice di Venezia, dal Teatro alla Scala, da Bologna Festival, Salzburger Festspiele, Maggio Musicale Fiorentino, Milano Musica, Teatro Carlo Felice di Genova, Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, Festival di Orvieto, Festival di Musica Contemporanea di Barcelona, Festival d’Automne di Parigi, Festival Wien Modern, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, ORT Orchestra della Toscana, Rotterdams Philharmonisch Orkest, Biennale di Monaco, Festival di Ravenna.
Ha inciso le musiche di Fabio Vacchi per la colonna sonora del film di Ermanno Olmi Cantando dietro i paraventi. All'Holland Festival ha cantato la prima mondiale di Gesualdo, considered as a murderer di Luca Francesconi con l' Hilliard Ensemble e la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Nel 2005 ha interpretato a Milano America di Thomas Adés, in prima italiana. È stata invitata per concerti a Strasburgo e a Dresden dal Dresdner Musikfestspiele in un programma comprendente musiche di Kurtág, Francesconi e Solbiati. tra gli impegni più recenti, nel 2009 è stata Euridice nell’opera di Luca Mosca Freud, Freud I love you, commissionata dall’Accademia Filarmonica Romana e nuovamente ospite del Musikverein di Vienna con una monografia su Berio e della Fenice di Venezia con i Poemes pour Me di Messiaen. Al Teatro Verdi di Trieste interpreta Mary per la prima mondiale de Il carro e i canti di Solbiati.
Ha inciso per BMG/Ricordi, CAM ( Fabio Vacchi, musiche per il film di Olmi Cantando dietro i Paraventi), Stradivarius, Rai Trade, Col Legno, Zig Zag Territoires; è prossima la pubblicazione di due cd su Casella, Respighi, Pizzetti e Ghedini (Bottega Discantica).


Sandro Lombardi, lettore
La vicenda teatrale di Sandro Lombardi (attore, drammaturgo, scrittore) si identifica con quella della compagnia da lui fondata insieme a Federico Tiezzi e Marion D'Amburgo nei primi anni settanta a Firenze. Riuniti sotto il nome “Il Carrozzone”, Lombardi e i suoi compagni debuttano nel 1972 a Firenze con La donna stanca incontra il sole. Invitato a Salerno per il Primo Festival delle Nuove Tendenze (1973), quello spettacolo dalla forte matrice figurativa, permette al gruppo di affermarsi come una delle esperienze di punta dell’allora nascente “teatro-immagine”. Attraverso i decenni, la compagnia ha attraversato fasi stilistiche assai differenziate, restando sempre fedele a se stessa e in primo piano nel panorama italiano ed europeo. Sempre diretto da Tiezzi, Sandro Lombardi ha interpretato testi di Samuel Beckett, Heiner Müller, Mario Luzi, Alessandro Manzoni, Pier Paolo Pasolini, Bertolt Brecht, Goffredo Parise, Anton Cechov, Thomas Bernhard. Di grande rilievo i suoi spettacoli da Giovanni Testori, che hanno rivoluzionato l'immagine dello scrittore lombardo.
Per quattro volte, tra 1988 e 2002, Lombardi ha ricevuto il Premio Ubu per la migliore interpretazione maschile dell'anno.
Ha inciso su cd le poesie di Pasolini e l’Inferno di Dante (Garzanti), quattro monologhi testoriani (Il teatro di Giovanni Testori negli spettacoli di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, Edizioni Eri), e Destinatario sconosciuto di Kathrine Kressmann Taylor (Edizioni Full Color Sound).
Le sue più recenti interpretazioni, unanimemente apprezzate, sono Gli Uccelli di Aristofane, 2005 (Premio Ubu come miglior spettacolo), il Sogno di un mattino di primavera di Gabriele D'Annunzio, 2007, nel ruolo che fu di Eleonora Duse, I giganti della montagna di Luigi Pirandello, 2007, Passaggio in India da Edward M. Forster, 2008. Ha pubblicato presso Garzanti Gli anni felici, un saggio narrativo in cui racconta la sua scoperta del teatro e della musica, vincitore del Premio Bagutta Opera prima 2004. Ha fatto parte della giuria del Premio Napoli. È membro dell'Associazione Giovanni Testori (Milano) e della Società Dantesca (Firenze). Nel febbraio 2009 Feltrinelli ha pubblicato il suo primo romanzo, Le mani sull'amore.




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MITO SettembreMusica

Venerdì 11 Settembre 2009, MILANO





ore 16 / Chiesa di San Francesco di Paola

Quartetto di Cremona
Musiche di Haydn
Ingresso gratuito





ore 21 / Conservatorio “G. Verdi” di Milano, Sala Verdi

Academy of St. Martin in the Fields
Murray Perahia, direttore e pianoforte
Musiche di J. C. Bach, J. S. Bach, Mozart
Con il sostegno di Poste Italiane
Posto unico numerato € 30





ore 22:30

Circolo Magnolia, Segrate

“Curiosity Killed the Cat” Night
Performance disco/indie/pop/rock con
Patrick Wolf, live
Todd Terje, Metro Area, dj set
Posti in piedi € 10



ore 21

Teatro degli Arcimboldi

SongAcross. Canzoni in Prestito
MusicAcross è un progetto di Regione Lombardia
Posti numerati € 10 e € 15; pass blu
Bus navetta Duomo/Arcimboldi A/R





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COMUNICATO STAMPA

Venerdì 11 settembre 2009 ore 22.30 – Circolo Magnolia, Milano

Il concerto di Patrick Wolf al Magnolia con il dj set di Todd Terje e Metro Area

“Curiosity Killed the Cat” Night
Performance disco/indie/pop/rock con
Patrick Wolf, live
Todd Terje, Metro Area, dj set

In collaborazione con Circolo Magnolia

Posti in piedi €10

Un grande evento al Festival MITO venerdì 11 settembre per gli appassionati della scena underground e alternativa: in collaborazione col Circolo Magnolia il Festival promuove nuovi artisti di fama internazionale in una one night di musica live e dj set. Sul grande palco all’aperto del Magnolia a partire dalle 22.30 il concerto live dell’artista britannico Patrick Wolf, enfant prodige delle tensioni pop della nuova generazione. Wolf, lupo è il soprannome affibbiatogli dai suoi compagni di classe per la sua introspettività, ha sempre vissuto la musica come un rifugio segreto per i sui sentimenti: dopo i primi studi di violino e di canto, all’età di sei anni, a 11 inizia a interessarsi alle registrazioni fatta in casa e a 14 alla musica elettronica, con l’intento di creare qualcosa di nuovo “capace di parlare direttamente al cuore”.
Attraverso le tappe di un adolescenza turbolenta, arriva alla pubblicazione di Lycantrophy, il suo fulminante album d’esordio che riassume le sue esperienze precedenti e la sua urgenza comunicativa, nel solco di maestri come Scott Walker, David Bowie e Marc Almond. Tutte le metamorfosi del giovane Patrick, un (ex) licantropo dal cuore in frantumi, lo hanno portato a realizzare altri tre album:
Wind in the wires, The Magic Position, The Bachelor, passando da una scrittura classica e essenziale a pulsioni neoromantiche, microtechno, folk, elettroniche. Un dandy moderno Wolf, ebbro di letture classiche, che riserva sempre nuove sorprese (nel 2010 è prevista l’uscita di The Conqueror, il seguito di The Bachelor), e si conferma come un genio della musica pop contemporanea, capace ancora una volta di superarsi come compositore, autore di testi e strumentista che scrive, suona e arrangia ogni melodia della sua musica.
Dopo il concerto la serata continua per tutta la notte con due dj set: alla consolle si alterneranno il dj norvegese Todd Terje e i newyorkesi Metro Area, Morgan Geist and Darshan Jesrani, con sonorità deep house ed elettroniche.
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Venerdì 11 settembre 2009 ore 16
Chiesa di San Francesco di Paola, Milano

La musica di Haydn nel
concerto del Quartetto di Cremona

Quartetto di Cremona
Cristiano Gualco, violino
Paolo Andreoli, violino
Simone Gramaglia, viola
Giovanni Scaglione, violoncello

Programma

Franz Joseph Haydn
Quartetto in si minore op. 33 n. 1 Hob. III:37
Quartetto in do maggiore op. 54 n. 2 Hob. III:57
Quartetto in sol maggiore op. 77 n. 1 Hob. III:81

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il Quartetto di Cremona è una delle formazioni musicali italiane più interessanti del panorama quartettistico italiano, che fa della passione e del rigore assoluto la chiave di lettura di tante pagine musicali. Reduce da numerosi successi internazionali dall’Europa fino all’Australia, acclamato come la “gloria del Perth Festival”, venerdì 11 settembre 2009, alle ore 16, il Quartetto di Cremona si esibisce per MITO SettembreMusica nella Chiesa di San Francesco di Paola. Il programma è dedicato a Franz Joseph Haydn e fa parte di un ciclo più ampio che il Festival MITO dedica al compositore nel bicentenario della sua morte. Haydn può essere considerato l’autore che nella storia della musica ha cambiato in modo fondamentale l’importanza la musica per quartetto d’archi: da un ruolo di puro intrattenimento divenne forma classica per antonomasia.

In collaborazione con Società del Quartetto - Milano


Il programma musicale:

I quartetti per archi subiscono grazie ad Haydn una trasformazione radicale. Il quartetto n.1 in si minore Hob. III: 37 appartiene ai sei quartetti op. 33. Si tratta di una serie di lavori composti nel 1781 detti anche “Quartetti russi”, in onore del granduca Paolo di Russia, il futuro zar Paolo I. Presentati dallo stesso Haydn come "scritti secondo principi completamente nuovi" diedero una spinta decisiva alla produzione di questo genere musicale nei paesi di lingua tedesca influenzando lo stesso Mozart.

Il Quartetto in do maggiore op. 54 n. 2 Hob. III:57 appartiene ai “quartetti Tost”, composti nel 1785 e così intitolati dal nome del violinista Johann Tost, secondo violino dell’orchestra Esyerhazy, che li fece pubblicare a Parigi nel 1789 e a cui probabilmente Haydn si ispirò per creare alcune parti di violino particolarmente virtuosi.

I due quartetti op.77 Hob. III: 81-82, a cui appartiene il Quartetto in sol maggiore op. 77 n. 1 Hob. III:81, avrebbero dovuto far parte di una serie di sei composizioni scritte per il principe ungherese Lobkowitz che però non venne mai completata per l’impegno che comportava la composizione dell’oratorio Le Stagioni.
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Biografia

Quartetto di Cremona
Dalla data della sua formazione, nel 2000, il Quartetto di Cremona esprime - attraverso la precisa volontà di dedicarsi alla musica da camera - la propria inclinazione interpretativa.
Nato artisticamente sotto la guida di Salvatore Accardo, è insieme a Piero Farulli (Quartetto Italiano) e Hatto Beyerle (Alban Berg Quartett) che l’ensemble, nell’attuale formazione dal 2002, si perfeziona affermandosi in breve come una delle giovani realtà europee più interessanti e dinamiche grazie ad un continuo approfondimento della retorica e della poetica musicale, integrato da una comunicativa spontanea e di grande impatto sul pubblico.
La rivista inglese The Strad, in seguito a un concerto del quartetto alla Wigmore Hall di Londra, ne descrive “il fraseggio classico che cuce Mozart come fosse un abito di Armani”. Gli eccellenti risultati conseguiti presso importanti concorsi internazionali per formazioni cameristiche – Vittorio Gui di Firenze, Vittorio Veneto, Cremona e l’International Melbourne Competition – imprimono un grande impulso al lavoro del quartetto che intraprende una serrata attività concertistica internazionale e, in breve, viene invitato ad esibirsi nell’ambito dei principali festival e rassegne, dall’intera Europa al Sudamerica, fino in Australia, dove la stampa li acclama come la “gloria del Perth Festival”.
Il repertorio del gruppo spazia dalle prime opere di Haydn fino alla musica contemporanea; in questo ambito il Quartetto nutre un particolare interesse per il lavoro dei compositori italiani.
Dopo il debutto nel 2008 alla Kammermusik-Gemeinde di Hannover, il 2009/2010 prevede, oltre all’esordio discografico con Decca (i Quintetti di Boccherini con il flautista Andrea Griminelli, progetto sostenuto da Shinelco), l’incisione dell’integrale dei Quartetti di Fabio Vacchi, il ritorno – per la terza volta – al Quirinale e sul palcoscenico della londinese Wigmore Hall.
Unico, per scelta, resta invece l’impegno con la didattica, che si concentrerà nella master class in programma durante la 10° edizione della rassegna “Pietre che cantano”, mentre a settembre il Quartetto di Cremona firmerà un proprio progetto artistico per la Fondazione Stradivari di Cremona nell’ambito di “Liuteria in Festival”.
Bruno Giuranna, lo stesso Beyerle, Bella Davidovich, Enrico Bronzi, Andrea Griminelli, Cédric Tiberghien e il Brodsky Quartet sono alcuni tra i colleghi con i quali il Quartetto di Cremona ha collaborato in questi anni.


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Venerdì 11 settembre 2009 ore 21 - Teatro degli Arcimboldi, Milano

9 artisti si sfidano sulla “nuova” canzone d’autore italiana al Teatro degli Arcimboldi

SONGACROSS. Canzoni in Prestito
Una prestigiosa Band per una notte di fine estate
Con Giuliano Sangiorgi, Manuel Agnelli, Samuele Bersani, Malika Ayane, Paola Cortellesi, Cesare Picco, Ferruccio Spinetti, Daniele Di Gregorio, Flavio Boltro, Gnu Quartet.
Produzione Artistica: Pacifico
Regia: Marco Amato
Arrangiamenti: Daniele Di Gregorio

Posti numerati 10/ 15 euro
L’incasso della serata sarà devoluto all’Orchestra Sinfonica Abruzzese

Dopo il successo delle edizioni predenti anche quest’anno continua la collaborazione tra MITO SettembreMusica e il Festival MusicAcross, evento incentrato sulle contaminazioni musicali, fortemente voluto dall’Assessore alle Culture della Regione Lombardia Massimo Zanello, sotto la direzione artistica di Caterina Caselli Sugar.

Venerdì 11 settembre alle ore 21 al Teatro degli Arcimboldi, MITO SettembreMusica ospita SONGACROSS/Canzoni in prestito, un concerto che vede sul palcoscenico una vera band d’eccezione con artisti del calibro di Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negroamaro, Manuel Agnelli degli Afterhours, il cantautore Samuele Bersani, la giovane voce di Malika Ayane, Paola Cortellesi, Cesare Picco, Ferruccio Spinetti, Daniele Di Gregorio, Flavio Boltro e gli Gnu Quartet.
Song Across lanica una sfida alla “nuova” canzone d’autore italiana: presentare su un unico palcoscenico interpreti di diverso background musicale (provenienti dal jazz, dal pop, da rock…) e creare una trama e un dialogo musicale inedito.
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Venerdì 11 settembre 2009 ore 21 – Conservatorio, Sala Verdi, Milano

Il Settecento musicale da Bach a Mozart

Academy of St. Martin in the Fields
Murray Perahia, direttore e pianoforte

Posto unico numerato euro 30

Una figura leggendaria del concertismo internazionale torna in città per il Festival MITO SettembreMusica. Venerdì 11 settembre 2009 ore 21 il pianista Murray Perahia, insieme alla Academy of St. Martin in the Fields, si esibirà alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, nel duplice ruolo di pianista e direttore d’orchestra. Il programma musicale di grande intensità è costruito intorno alle opere di autori che hanno caratterizzato la musica strumentale del ‘700: dal rigore strumentale del Concerto per clavicembalo e archi di Bach padre, eseguito al pianoforte dallo stesso Perahia, alla galante Sinfonia concertante in mi bemolle del figlio Johann Christian, legato da una breve parentesi a Milano dove ottenne nel 1760 il posto di organista del Duomo, fino alla Sinfonia “Praga” del maturo Mozart.

Con il sostegno di Posteitaliane

Il programma musicale:

Johann Christian Bach
Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per due violini, violoncello e orchestra T288/7

Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto n. 17 in sol maggiore per pianoforte ed orchestra K. 453

Johann Sebastian Bach
Concerto in re maggiore per pianoforte e archi BWV 1054

Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia n. 38 in re maggiore K. 504 “Praga”


Di Johann Christian Bach, il “Bach inglese”, undicesimo figlio di Johann Sebastian Bach, influente compositore di musica galante, maestro di cappella per il Duomo di Milano, musicista alla corte di Inghilterra, viene presentata la Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per due violini, violoncello e orchestra T288/7, una forma compositiva di gran moda a Mannheim e Parigi a cui il compositore si dedicò a partire dal 1770.

Il Concerto n. 17 in sol maggiore per pianoforte ed orchestra K. 453 è il lavoro conclusivo della serie di concerti per pianoforte scritti nella prima metà del 1784, il pezzo di grande virtuosismo, fu scritto da Mozart per l’allieva Barbara von Ployer, che lo eseguì il 10 giugno nella sua residenza estiva di Döbling.

Sebbene Johann Sebastian Bach non sia l’inventore dei concerti, rimane uno dei primi ad aver consacrato questo genere al clavicembalo. Il Concerto in re maggiore per clavicembalo e archi BWV 1054 è in realtà una trascrizione del Concerto per violino in mi maggiore BVW 1042, scritto probabilmente a Köthen intorno al 1720.

La Sinfonia n. 38 in re maggiore K. 504 detta “Praga”, dal nome della città in cui venne eseguita la prima volta nel 1787, negli stessi giorni in cui nella città boema trionfavano Le Nozze di Figaro, è una sinfonia matura che segna uno dei vertici più alti del pensiero mozartiano.

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Biografie

Academy of St. Martin in the Fields
L’Academy of St Martin in the Fields è stata fondata nel 1958 da Sir Neville Marriner e Jona Brown, come orchestra da camera. Originariamente l’orchestra si è concentrata sul repertorio dell’epoca barocca, sviluppando uno stile che ha introdotto negli anni '60 il revival barocco in Gran Bretagna ed ha aperto la strada a numerosi ensemble. L’Academy ha tenuto il suo primo concerto a St. Martin-in-the -Fields il 13 Novembre 1959. Ha poi iniziato la propria attività discografica presso importanti etichette e, due anni dopo, si è assicurata il primo contratto di registrazione con l’Oiseau-Lyre, fondata dalla facoltosa australiana Louise Hanson Dyer. Si può considerare questo come l’inizio di una produzione discografica che ora oggi vanta più di 500 registrazioni, facendo dell’Academy l’orchestra più registrata al mondo. Grazie a questa enorme e variegata quantità di registrazioni ed emissioni radiofoniche, sia il nome dell’Academy che quello della chiesa dove cominciò la sua vita, sono divenuti famosi in tutto il mondo. Anche se da più di trent’anni si è stabilita in modo permanente presso St. Martin-in-the-Fields, il pubblico si reca ancora oggi nella Chiesa situata sul lato destro di Trafalgar Square per chiedere quando si terrà il prossimo concerto dell’Academy. con maggior frequenza l’Academy si é esibita in occasione di eventi prettamente laici, per esempio presso il Barbican Center e alla Wigmor Hall.
Impegnata in numerose tournée, l’Academy ha debuttato in Europa nel 1967, in occasione del Flanders Festival. In seguito ha svolto tournée in Francia, Olanda e Germania, stabilendo con il pubblico tedesco un particolare rapporto che, dal 1973, riporta l’orchestra nel paese almeno una volta l’anno. Nel 1975, proprio in occasione di un tour in Germania, fu fondato l’Academy Chorus, diretto da Laslo Heltay. Subito dopo il loro rientro in Inghilterra, Coro e Orchestra si sono dedicati ad una delle registrazioni di maggior successo: il Messiah di Händel.
Oggi, l’Academy è presente nei più importanti teatri e festival del mondo. Nel 1997 è stata invitata per suonare ad una cerimonia ufficiale ad Hong Kong, e in seguito alla Walt Disney Hall di Los Angeles.
I suoi direttori sono Sir Neville Marriner, Kenneth Sillito e Murray Perahia.
Nonostante le incursioni nel nuovo repertorio sinfonico, l’Academy è rimasta fedele alla sue origini ed ora si divide tra numerosi impegni: tournée, attività di formazione, registrazioni e concerti in Gran Bretagna. A differenza delle principali orchestre inglesi, l’Academy non riceve alcun sussidio dal Governo, ma si basa unicamente sulla propria attività artistica e iniziativa commerciale; tuttavia, negli ultimi anni, ha ricevuto contributi da fondazioni e centri educativi.


Murray Perahia
Più di trent’anni di carriera e innumerevoli concerti hanno reso il pianista americano Murray Perahia uno dei musicisti più apprezzati, richiesti ed amati del nostro tempo. Ospite regolare nei centri più prestigiosi della vita musicale internazionale, suona con alcune fra le orchestre più famose del mondo (Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony Orchestra, New York Philharmionic Orchestra, Concertgebouworkest) ed è anche Direttore ospite principale dell’Academy of St. Martin in the Fields, con la quale realizza numerose tournée nella doppia veste di direttore e di solista.
La stagione 2008/2009 è iniziata con concerti negli Stati Uniti e in Europa insieme alla Chicago Symphony Orchestra diretta da Bernard Haitink. Hanno fatto seguito una serie di recital a Londra, Milano, Firenze e subito dopo una lunga tournée nel Sud-Est asiatico: Beijing, Shangai, Taipei, Singapore e Seoul.
Nel gennaio 2009 Perahia ha suonato a Berlino con i Berliner Philharmoniker diretto da Zubin Mehta; in programma, il quarto concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven e, poco dopo, un recital (sempre alla Philharmonie di Berlino).
Nei primi giorni del marzo 2009 ha eseguito il concerto per pianoforte ed orchestra di Robert Schumann ad Amsterdam, con l’Orchestra del Concertgebouw diretta da Haitink. Perahia è tornato negli Stati Uniti nella seconda metà del marzo 2009 con una serie di recital, anche all’Avery Fisher Hall di New York. Si è esibito poi in recital anche a Londra, Parigi, Madrid e Copenhagen.
Vincitore di numerosi premi, per commemorare il 250° anniversario della morte di Johann Sebastian Bach, ha inciso nel 2000 le Variazioni Goldberg, CD pluripremiato e che (per ben 15 settimane) è rimasto in testa alle classifiche delle vendite stilata dalla “Top 10 Billboard Classical Chart”. Per questa interpretazione Perahia ha ottenuto la sua seconda nomination al Grammy 2000 e, nel 2001, il Gramophone Award quale “miglior incisione strumentale”. Nel 1999 aveva vinto un Grammy per la registrazione delle Suites inglesi di Bach (n. 1, 3 e 6) e, nel 1995 e 1997, aveva ricevuto il Gramophone Magazine Awards per un album che include ballate di Chopin e musiche di Händel e Scarlatti.
Nel 1998 Sony Classical ha realizzato quattro CD per commemorare i 25 anni della sua collaborazione con Murray Perahia.
Nato a New York, Perahia inizia lo studio del pianoforte all’età di quattro anni, e a diciassette entra al Mannes College dove si diploma in direzione d’orchestra e composizione. In questo periodo studia con Mieczyslaw Horzowski e lavora a Marlboro con Rudolf Serkin, Pablo Casals e i membri del Quartetto di Budapest.
Nel 1972 Murray Perahia vince il Concorso Internazionale di Leeds e nel 1973 debutta al Festival di Aldeburgh dove conosce Benjamin Britten e Peter Pears che, successivamente, accompagna al pianoforte in alcuni recital liederistici. Dal 1981 al 1989 è consulente artistico del Festival di Aldeburgh.
Negli anni novanta, la profonda amicizia che lo lega a Vladimir Horowitz segna una tappa importante nella sua crescita artistica.
L’8 marzo 2004 Perahia è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Impero Britannico dalla Regina d’Inghilterra, in segno di riconoscimento per il suo straordinario contributo alla vita musicale del Regno Unito. Ha inoltre ricevuto l’Honorary Doctorate dell’Università di Leeds, ed è socio onorario del Royal College of Music e della Royal Academy of Music. Nel 2008 ha ricevuto dal Centro Culturale Ebraico di Londra il Lifetime Achievement Award.


Per informazioni:
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telefono 02.88464725
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MITO SettembreMusica

Martedì 8 Settembre 2009, MILANO

(in allegato i comunicati stampa)



ore 12 / Castello Sforzesco, Museo degli Strumenti Musicali - Sala Balla

Presentazione del volume
Lo Studio di Fonologia. Un diario musicale 1954 -1983
a cura di Maddalena Novati
Ingresso gratuito





ore 17 / Teatro dell’Elfo

Ensemble Orchestral Contemporain
Daniel Kawka, direttore
Vincent David, sassofono
Musiche di Mantovani
Ingresso gratuito





ore 21 / Conservatorio “G. Verdi” di Milano, Sala Verdi

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Diego Matheuz, direttore
Musiche di Rossini, Mendelssohn-Bartholdy, Cajkovskij
Posto unico numerato € 30



ore 22 / Blue Note

Jazz Recital
Piano Inside Me
Michele Di Toro, pianoforte solo
Ingressi € 15
 COMUNICATO STAMPA

Martedì 8 settembre 2009 ore 17 - Teatro dell’Elfo, Milano

L’Ensemble Orchestral Contemporain all’Elfo con musiche di Bruno Mantovani

Ensemble Orchestral Contemporain
Daniel Kawka, direttore
Vincent David, sassofono

Programma

Bruno Mantovani
Troisième Round, per sassofono e ensemble
Streets, per ensemble di 10 musicisti
Si près si loin (d'une fantaisie), per ensemble di 16 musicisti
Turbulences, per ensemble di 12 musicisti

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Martedì 8 settembre 2009 alle ore 17 al Teatro dell’Elfo, il Festival MITO ospita l’Ensemble Orchestral Contemporain, sotto la guida del suo direttore Daniel Kawka con Vincent David al sassofono. L’orchestra, con organico strumentale supportato dell’elettronica, è tra le formazioni più interessanti nel panorama della musica contemporanea, un punto di riferimento per autori, interpreti o centri di ricerca musicale, e si dedica alla esecuzioni di opere del XXI secolo con un approccio originale, prediligendo programmazioni tematiche al fine di trasmettere cifre stilistiche esaustive di autori contemporanei.
Nel concerto di martedì 8 si presenta con un programma interamente dedicato a Bruno Mantovani, giovane compositore francese classe 1974, formatosi all’Ircam di Parigi, le cui composizioni sono state accolte con grande entusiasmo da alcuni tra i direttori e le orchestre più celebri a livello internazionale. Reduce da numerosi riconoscimenti, il compositore si serve di materiali sonori molto differenti tra loro che convivono in unità formale grazie a un sapiente montaggio e al ricorso alla spazializzazione, che ne mette in luce analogie e contrasti, in un’ottica decisamente teatrale.

Il programma musicale:

Troisième Round per sassofono e ensemble, scritto nel 2002 è ispirato e composto per il sassofonista Vincent David. L’opera si basa su cambiamenti continui di pulsazione e di tempo, in cui l’ensemble accompagna il sassofono solista amplificandolo in una logica tipica dell’universo elettroacustico, attraverso l’uso di risonanze ed eco.

Dietro Streets, composta nel 2005, sta un viaggio a New York in cui il compositore francese rimase colpito dal gran numero di attività umane che avvenivano in maniera simultanea, tanto da “essere incapace di isolare il movimento di una singola persona presa a casa in mezzo alla collettività. “Questo mondo paradossalmente composto da strati infiniti, poteva essere riassunto in una sorta di globalità che tendeva alla staticità”. Il lavoro segna anche un cambio significativo nel linguaggio di Mantovani che si dedica a composizioni per ensemble di piccole dimensioni.

Si près, si loin (d'une fantaisie), un lavoro dedicato alla memoria di György Ligeti, commissionato nel 2007 dalla tedesca WDR Sinfonieorchestre di Colonia e dall’Ensemble Modern di Francoforte, entrambi conosciuti per le loro performance di musica contemporanea e dei più importanti compositori del XX secolo.

Sempre a Colonia è stata creata nel 1998 Turbulences, il primo lavoro in cui Mantovani cerca di sostituire allo sviluppo lineare il meccanismo della giustapposizione di due materiali opposti: un contrappunto melodico (l’attuale inizio) e una ripetizione ossessiva di un accordo(che è poi diventato la coda). Nella sezione centrale elementi tra loro contrastanti, creano così delle turbolenze musicali”. Turbolences ha vinto il primo premio al concorso musicale della città di Stoccarda nel 1999.

In collaborazione con Teatridithalia
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Biografie

Ensemble Orchestral Contemporain
Fondato nel 1992 in qualità di associazione da Daniel Kawka, l’Ensemble Orchestral Contemporain è una formazione musicale di alto livello. La sua compagine (archi, legni, ottoni, percussioni, pianoforte) si declina in formazioni variabili, dalla più ristretta a quella di dimensioni orchestrali. Nel 2009-2010, l’Ensemble comincia la sua diciassettesima stagione e prosegue il suo progetto artistico di difusione del repertorio musicale del XX e XXI secolo in Francia e all’estero, con al suo attivo più di 170 compositori, quasi 250 opere e 60 appuntamenti programmati. L’Ensemble Orchestral Contemporain sviluppa con pertinenza e passione un approccio diverso e originale alla musica dei secoli XX e XXI. Le collaborazioni con i compositori, i solisti, i direttori ospiti e alcuni registi costellano il percorso dei musicisti per sfociare in avventure musicali viventi continuamente rinnovate.
Sotto la guida di un direttore ligeriano, l’epicento delle attività dell’Ensemble Orchestral Contemporain si colloca naturalmente nella Rhône-Alpes. Dalla sua sede centrale a Andrézieux-Bouthéon e dal suo ufficio amministrativo a Lione, l’Ensemble Orchestral Contemporain gira sull’insieme del territorio francese e all’estero. È regolarmente invitato nei festival di musica contemporanea, o di altri generi, (Festival Automne in Normandia, Festival Radio France e Montpellier Languedoc-Roussillon, Musica a Strasburgo, Why Note a Digione, Les Musiques a Marsiglia, 38e Rugissants a Grenoble, L’Estate musicale nella Loira, Musiques en scène a Lione, Musica Nova a Brésil, Music Today a Seoul, Festival d’Autunno a Varsavia)
L’Ensemble offre ad ogni sorta di pubblico l’occasione di scoprire i capolavori e le creazioni del repertorio contemporaneo. Al di là della nozione “d’epoca”, l’Ensemble privilegia l’apertura e l’approfondimento degli stili, confondendo tutti i periodi. Promuove l’espressione sonora incarnata tramite la musica assoluta, la misticanza delle fonti strumentali ed elettroacustiche, testimoniando anche della creatività dei compositori e degli interpreti d’oggi.
Proponendo programmi originali, rinnovati e costruiti attorno a tematiche particolari, l’Ensemble considera anche molto importante l’evento stesso del concerto, momento unico di scambio tra il pubblico, gli interpreti e gli autori.
I concerti possono essere accompagnati da azioni di sensibilizzazione del pubblico: master class, laboratori di iniziazione alla creazione musicale, prove aperte al pubblico, incontri con il direttore e i musicisti, conferenze e conferenze-concerto.


Daniel Kawka, direttore
Invitato dalle più grandi orchestre sinfoniche europee, Daniel Kawka, Direttore musicale dell’Ensemble Orchestral Contemporain, s’impone oggi come uno dei grandi interpreti della musica del XX secolo così cme del repertorio romantico, da Beethoven a Strauss.
Dopo un’intensa attvità consacrata ll’interpretazione dei repertori del nostro tempo, avendo diretto circa 400 tra opere e produzioni, oggi s’interessa particolarmente alla diffusione e all’interpretazione dei capolavori del XX secolo, soprattutto alle opere inglesi e nord-americane recenti.
Il suo vastissimo repertorio si allarga al dominio dell’opera tanto quanto alle grandi forme sinfoniche con coro nelle quali Kawka eccelle. Dirige i grandi affreschi romantici (La Messa da Requiem di Verdi, Ein deutsches Requiem di Brahms, la Sinfonia “Resurrezione” di Mahler, Roméo et Juliette di Berlioz) e ha tenuto a battesimo opere di J. Evangelista, J. Lenot, Le vase de parfum di S. Giraud (libretto et regia di O. Py) e la prima assoluta di Giorgio Battistelli, Divorzio all’italiana. Ha diretto Tristan und Isolde a Ginevra nel giugno 2009 (regia di O. Py) e Tannhaüser a Roma nell’autunno dello stesso anno (regia di Robert Carsen).
S’inscrive in quella generazione di direttori per i quali l’idea di “specializzazione” è il tramite per l’apertura a tutto il repertorio, confondendo tutti i periodi, mantenendo comunque una predilezione marcata per la musica francese (Dutilleux, Boulez), italiana, tedesca (Beethoven, Wagner, Strauss, Bruckner, Mahler) e russa (Sostakovic, Prokofiev, Stravinsky).

Per informazioni:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
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_________COMUNICATO STAMPA

Martedì 8 settembre 2009 ore 21 - Conservatorio, Sala Verdi, Milano

Il giovane Diego Matheuz al suo debutto con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Programma

Gioachino Rossini, Ouverture da “Guglielmo Tell”
Felix Mendelssohn-Bartholdy, Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 “Italiana”
Pëtr Il'ič Čajkovskij, Sinfonia n.5 in mi minore op. 64

Posto unico numerato 30 Euro

Martedì 8 settembre 2009 alle ore 21 MITO SettembreMusica presenta, alla Sala Verdi del Conservatorio, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Diego Matheuz. Il giovane direttore sostituisce il Maestro Antonio Pappano costretto a rinunciare, per motivi di salute, ai due appuntamenti di Milano e Torino previsti nel cartellone. Il concerto sarà occasione per il debutto al Festival di Diego Matheuz alla guida dell’Orchestra di Santa Cecilia, che da gennaio dirigerà nella Stagione Sinfonica del Parco della Musica di Roma. L’orchestra ha da poco concluso i festeggiamenti per il suo primo centenario che l’hanno vista impegnata in tournée in Italia e all’estero con tappe prestigiose al Musikverein di Vienna, in Russia e in Giappone. Il giovane Matheuz, uscito dall’Orchestra Giovanile “Simon Bolivar”, ha debuttato in Italia lo scorso marzo a Bologna con l’Orchestra Mozart su invito di Claudio Abbado, destando immediatamente l’interesse del pubblico e della critica internazionale. Sul programma l’Ouverture da Guglielmo Tell di Rossini, la Sinfonia Italiana di Mendelssohn, e la Sinfonia n.5 in mi minore op. 64 di Čajkovskij.

Il programma musicale:

Il Guglielmo Tell, l’ultima delle 39 opere di Rossini è conosciuta quasi esclusivamente per la sua celeberrima ouverture, strutturata come un piccolo poema sinfonico, ripresa da Šostakovič nella sua Sinfonia n.15. L’opera tratta da un testo di Friedrich Schiller, celebra l’eroe svizzero, simbolo rivoluzionario nella lotta contro il potere.

La Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 è il segno del viaggio compiuto in Italia da Mendelssohn nel 1830-1831, dove subì come molti altri artisti tedeschi del suo tempo il fascino della terra dei limoni, dove strinse amicizia con Berlioz. La sinfonia detta “Italiana”, che venne pubblicata postuma è ricca di allusioni al folclore italiano, in cui si passa dal canto di una processione (nel secondo tempo), alle danze, agli omaggi orgiastici di una latinità solare.

La Sinfonia n.5 in mi minore op. 64 di Čajkovskij fu eseguita la prima volta nel 1888 a Pietroburgo. Non si sa con certezza se Cˇajkovskij avesse in mente un vero e proprio “programma” per questa sinfonia. Gli schizzi del primo movimento contengono alcune annotazioni in questo senso: «Introduzione. Sottomissione totale al Fato – oppure, che è poi la stessa cosa, all’imperscrutabile disegno della Provvidenza. Durante la Seconda Guerra Mondiale le autorità cittadine di Leningrado chiesero all’orchestra Sinfonica della Radio di eseguirla quasi giornalmente per tenere alto il morale della città assediata.
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Biografie

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
L'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è stata la prima compagine in Italia a dedicarsi esclusivamente al repertorio sinfonico, promuovendo prime esecuzioni di importanti capolavori del Novecento.
Dai primi del '900 a oggi l'Orchestra ha tenuto circa 14.000 concerti collaborando con i maggiori musicisti del secolo: è stata diretta, tra gli altri, da Mahler, Debussy, Strauss, Stravinsky, Hindemith, Toscanini, Furtwängler, De Sabata e Karajan. I suoi direttori stabili sono stati Bernardino Molinari, Franco Ferrara, Fernando Previtali, Igor Markevitch, Thomas Schippers, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung. Dal 1983 al 1990 Leonard Bernstein ne è stato il Presidente Onorario, e dal 2005 Antonio Pappano è il nuovo Direttore Musicale.
Fra i più prestigiosi impegni dell'Orchestra è da segnalare la presenza alle manifestazioni per i 100 anni dei Proms di Londra (1995, prima orchestra italiana ospite del prestigioso festival londinese), città nella quale è tornata nel 2007 insieme ad Antonio Pappano. Con Myung-Whun Chung (Direttore principale dal 1997 al 2005) l'Orchestra ha tenuto concerti in Spagna, Portogallo, Belgio, e ha affrontato numerose tournée in Estremo Oriente. Oltre agli appuntamenti annuali con i più importanti festival musicali italiani, nel 2001 è stata la prima orchestra italiana ospite della Philharmonie di Berlino, la storica sede dei Berliner Philharmoniker.
Nel 2003 l’Orchestra ha partecipato alle celebrazioni per la riapertura del Teatro La Fenice di Venezia, nel 2004 ha trionfato alla Triennale di Colonia e nel 2005 è tornata al Festival delle Notti Bianche di San Pietroburgo.
Durante la stagione 2005-2006 si è esibita a Madrid (con Rostropovich), a Budapest, al Palau de la Musica di Barcellona e alla Semperoper di Dresda (Stabat Mater di Rossini, diretto da Pappano). La stagione 2006-2007 è iniziata con il grande successo ottenuto dall’Orchestra e da Antonio Pappano al Teatro La Fenice e (dopo cinquant’anni di assenza) al Teatro alla Scala.
Nel marzo 2007 l’Orchestra ha effettuato, sempre con Pappano, una tournée in Germania, Svizzera e Austria, con tappe prestigiose come il debutto al Musikverein di Vienna, dove il pubblico ha tributato alla compagine ceciliana calorosi applausi e critiche entusiastiche. Nell’estate 2007, l’Orchestra ha riscosso altri successi nel corso di una tournée in Giappone e a Mosca. Nel febbraio 2008, in occasione del suo primo centenario, l’Orchestra ha effettuato una tournée in Italia (Perugia, Parma, Ferrara, Torino) eseguendo lo stesso programma proposto nel 1908.
Dopo una lunga collaborazione con la Decca che ha prodotto memorabili testimonianze ormai storiche, l’attività discografica dell’Orchestra è stata in questi ultimi anni molto intensa: fra le incisioni più recenti, premiate con prestigiosi riconoscimenti (Diapason d’Or, Nomination per il Grammy Award), segnaliamo una serie di CD, diretti da Myung-Whun Chung e dedicati alla musica sacra in occasione dell’anno giubilare.
Nel 2007 sono stati pubblicati per l’etichetta EMI due CD dedicati a Čajkovskij (Ouvertures & Fantasies e le ultime tre Sinfonie del compositore), un CD realizzato insieme alla violoncellista Han-Na Chang dal titolo Romance e un altro dedicato alla Trilogia Romana di Ottorino Respighi; tutte produzioni discografiche con la direzione di Antonio Pappano. Nel 2008, in occasione del 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini, l’Orchestra ha registrato Madama Butterfly (pubblicata nel m marzo 2009), e - più di recente - la Messa da Requiem di Verdi.

Antonio Pappano, direttore
Nato a Londra nel 1959 da genitori italiani, studia piano, composizione e direzione d’orchestra negli Stati Uniti; la sua attività di pianista e di assistente direttore lo proiettano in breve tempo sulla scena internazionale. Nel 1987 Pappano debutta come direttore d’opera con La Bohème alla Norske Opera di Oslo, istituzione nella quale viene nominato Direttore Musicale (1990). A soli 32 anni è nominato Direttore Musicale del Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, dove, oltre a dirigere numerose produzioni d’opera, continua la sua attività di pianista accompagnando molti cantanti in varie serie di recital. Nel 1993 Pappano è protagonista di uno straordinario debutto alla Staatsoper di Vienna, quando, sostituendo all’ultimo minuto Cristoph von Dohnànyi in una nuova produzione del Siegfried di Wagner, ottenne unanimi consensi. Il debutto al Metropolitan di New York risale al 1997, e quello al Festival di Bayreuth al 1999.
Pappano ha diretto molte fra le maggiori orchestre del mondo, tra le quali ricordiamo: Boston Symphony, Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, Los Angeles Philharmonic, New York Philharmonic, Berliner Philharmoniker, Concertgebouw, Bayerische Rundfunk, London Symphony, Orchestre de Paris e Münchner Philharmoniker. Nel 1997 è stato inoltre nominato Direttore Ospite Principale della Israel Philharmonic Orchestra.
Nel settembre 2002 diventa Music Director del Covent Garden di Londra e dal 1° ottobre 2005 è Direttore Musicale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Antonio Pappano registra in esclusiva per la EMI Classics: ha inciso, tra l’altro, La Bohème, Don Carlos, La rondine, il Trittico pucciniano, Werther, Manon e Il trovatore. Ha inoltre registrato Wintermärchen (DG) e The Turn of the Screw (Accord). Con l’Orchestra del Covent Garden ha inciso, fra l’altro, Tosca, Tristan und Isolde (con Placido Domingo) e un CD dedicato a Strauss (con Natalie Dessay). Numerosi i riconoscimenti ottenuti per le sue incisioni: due Gramophone Awards, due Diapason d’or, il Deutsche Schallplattenpreis e molti altri premi della critica internazionale. Nel 2000 è stato eletto “Artista dell’anno” dalla rivista Gramophone e, nel 2005, è stato nominato “Direttore dell’anno” dalla Royal Philharmonic Society. Antonio Pappano è stato insignito del Premio Abbiati della Critica Musicale Italiana 2005 per l’esecuzione dei Requiem di Brahms, Britten e Verdi realizzati con i Complessi Artistici all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Con l'Orchestra di Santa Cecilia ha inciso diversi CD per l'etichetta EMI: due dedicati a Čajkovskij (Ouvertures & Fantasies e le ultime tre Sinfonie del compositore), uno con la violoncellista Han Na Chang (Romances) con musiche di Lalo, Dvorák, Glazunov e Saint-Saëns e un altro dedicato alle musiche di Respighi. Nel 2008, in occasione del 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccin, ha registrato Madama Butterfly, pubblicata nel marzo 2009 e - più di recente - la Messa da Requiem di Verdi. Il 16 Aprile 2007 Antonio Pappano è stato nominato Accademico Effettivo di Santa Cecilia, e nel dicembre 2008 è stato insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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Martedì 8 settembre 2009 ore 12
Castello Sforzesco, Museo degli Strumenti Musicali, Sala della Balla, Milano

Presentazione del volume Lo Studio di Fonologia. Un diario musicale 1954 – 1983 al Museo degli Strumenti Musicali

Dopo la ricostruzione dello storico Studio di Fonologia della Rai, promosso da MITO SettembreMusica nel 2008 e restituito al pubblico all’interno del Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco, quest’anno MITO presenta, martedì 8 settembre 2009 alle ore nella Sala della Balla del Museo, il volume Lo Studio di Fonologia.Un diario musicale 1954 – 1983 (Ricordi) a cura di Maddalena Novati, che restituisce una immagine completa della vita dello studio grazie al recupero di materiali musicali, nastri e partiture, il catalogo delle opere realizzate e i personaggi che l’hanno vissuto.
Intervengono Francesco Micheli, Presidente del Festival, Enzo Restagno, direttore artistico, Maddalena Novati, Claudio Salsi, direttore settore musei di Castello Sforzesco, e il compositore Salvatore Sciarrino.

In collaborazione con Universal Music MGB Publications e Civico Museo degli Strumenti Musicali di Milano

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

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invita il pubblico e la stampa all’incontro

Nonostante Hitler
Il viaggio nell’arca

lunedì 7 settembre 2009, ore 11.30
Teatro Franco Parenti, Sala Anima

in occasione della prima esecuzione assoluta di

Io Hitler di Filippo Del Corno
Azione di teatro musicale
Testo di Giuseppe Genna
In coproduzione con Teatro Franco Parenti

con la partecipazione di
Haim Baharier, maestro di ermeneutica biblica e di pensiero ebraico
Filippo Del Corno, compositore
Francesco Frongia, regista
Giuseppe Genna, librettista
Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti

Coordina Francesca Colombo

Nell’incontro coordinato da Francesca Colombo, il compositore Filippo Del Corno, il regista Francesco Frongia e lo scrittore Giuseppe Genna dialogano sul nuovo lavoro teatrale di Del Corno Io Hitler, che sarà presentato in prima esecuzione assoluta mercoledì 9 settembre al Teatro Franco Parenti (con replica giovedì 10 settembre). Chiude l’incontro il maestro di ermeneutica biblica e di pensiero ebraico Haim Baharier con un intervento che nel contempo è testimonianza e interpretazione: una testimonianza che nasce dall’eredità del vissuto e che si fa interprete della propria tradizione, cioè della tradizione ebraica, rivisitando gli avvenimenti della memoria recente con uno sguardo che arriva da lontano.

Ingresso gratuito
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____________La Maratona Jazz cambia sede:
al Teatro Ventaglio Smeraldo anziché
al Teatro Ciak WeBank.it

L’improvvisa indisponibilità del Teatro Ciak Webank.it, dovuta a fattori estranei al Festival, ha determinato lo spostamento dello spettacolo della Maratona Jazz del 20 settembre. La nuova sede è il Teatro Ventaglio Smeraldo. Il programma e gli orari dei concerti rimangono invariati.


ore 15 Le fiabe del jazz
Lo spettacolo con Roberto Piumini e Claudio Comini avvicina i bambini alla musica jazz attraverso l’ascolto di fiabe. Ogni racconto, facilitato dalla musica e dalle immagini, è ispirato ad un grande musicista della storia del jazz. Ingresso 5 Euro


ore 17.30 The Swallow Quartet
Il nuovo quartetto del bassista newyorkese Steve Swallow è la sintesi della sua vasta carriera artistica, con la presenza di Carla Bley all'organo Hammond, Chris Cheek al sassofono e Steve Cardenas alla chitarra.

ore 19.30 il Trio Salis-Angeli-Drake
Antonello Salis, Paolo Angeli e Hamid Drake mescolano forme della tradizione sarda popolare a quelle più audaci dell’improvvisazione jazz, grazie anche alla presenza di Drake, uno dei batteristi più richiesti e innovativi del jazz contemporaneo.

ore 22 Ben Allison & Man Size Safe
La coinvolgente formazione del contrabbassista americano, con Michael Blake al sax, Steve Cardenas alla chitarra e Rudy Royston alla batteria è capace di donare agli spazi improvvisativi una dimensione sempre stimolante e ricca di spunti sempre nuovi.

Tre vincitori del 2009 Jazz Awards tra i musicisti della Maratona Jazz di MITO:
La Jazz Journalists Association di New York ha incoronato Appearing Nightly di Carla Bley, disco dell’anno. Steve Swallow, è stato premiato come miglior bassista elettrico, Hamid Drake è stato nominato percussionista dell’anno.

Posto unico numerato €15, due concerti €20, tre concerti €30

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COMUNICATO STAMPA

Il Maestro Antonio Pappano non potrà dirigere, per motivi di salute, i due concerti previsti nel cartellone di MITO SettembreMusica
I due concerti non sono annullati e saranno diretti da Diego Matheuz


A seguito di un lieve intervento chirurgico – necessario e non rinviabile – il Maestro Antonio Pappano dovrà osservare un periodo di convalescenza che non gli consentirà, con suo vivo rammarico, di dirigere i concerti con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia annunciati nel cartellone del Festival MITO previsti all’Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto di Torino il 7 settembre e alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano l’8 settembre.
“MITO è un Festival capace di trasportare su un’onda di identico entusiasmo pubblici tra loro anche molto diversi Un intervento chirurgico ha impedito all’ultimo momento la mia partecipazione. Mi dispiace tantissimo, ma conto di prendere parte quanto prima con l’Orchestra di Santa Cecilia a questa formidabile festa della musica alla quale vanno i miei più affettuosi auguri”, ha dichiarato il Maestro.
L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e MITO SettembreMusica, nell’augurare al Maestro Pappano una pronta guarigione, comunicano che i concerti non sono annullati e saranno diretti da Diego Matheuz con un programma leggermente modificato rispetto a quello annunciato:

Gioachino Rossini
Ouverture da “Guglielmo Tell”

Felix Mendelssohn-Bartholdy
Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 “Italiana”

Pëtr Il'ič Čajkovskij
Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64


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c.mitoinformazioni@comune.milano.it

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MITO SettembreMusica – 3-24 settembre 2009 –Terza edizione



Sabato 20 giugno alle ore 8.00 inizia la vendita dei biglietti per il Festival MITO



Dalle ore 8.00 di sabato 20 giugno sarà possibile acquistare i biglietti per i concerti del Festival MITO SettembreMusica, a Milano dal 4 al 24 settembre. Dopo la vendita degli abbonamenti avviata il 6 giugno scorso, saranno messi in vendita i biglietti dei singoli appuntamenti in cartellone. Dalle grandi orchestre sinfoniche ai concerti da camera, al jazz, al rock, al pop, i prezzi vanno da un minimo di 5 a un massimo di 35 euro anche per gli concerti più importanti, per soddisfare le esigenze di un pubblico molto vasto con una proposta ampia e di grande qualità.



I biglietti possono essere acquistati alla Biglietteria MITO, all’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele 11/12, tel. 02.88464725, o sul sito www.mitosettembremusica.it e sul circuito www.vivaticket.it.



5 euro è il miniprezzo per il biglietto del concerto della Filarmonica della Scala diretta da Myung-Whung Chung al Palasharp il 21 settembre, ma decisamente popolari sono gli ingressi per tutta la grande musica sinfonica in programma nelle migliori sale da concerto cittadine, dai 15 fino ad un massimo di 35 euro anche per il concerto inaugurale al Teatro alla Scala Scala dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov, in programma il 4 settembre, o per la Royal Philarmonic Orchestra diretta da Charles Dutoit con Salvatore Accardo violino solista, agli Arcimboldi il 14 settembre.

Prezzi contenuti per i concerti di musica da camera: 15 euro per il concerto della violoncellista Natalia Gutman nella Basilica di Santa Maria delle Grazie il 10 settembre e 10 euro per la violinista Viktoria Mullova con Ottavio Dantone al clavicembalo al Conservatorio di Milano il 24.

Gli spettacoli del Focus Giappone saranno in vendita con prezzi a partire da 5 euro fino ai 15, per il concerto dell’Orchestra Imperiale Reigakusha. Stessi prezzi anche per i concerti di musica avanguardia: Versus di Carl Craig / Les Siècles, in prima esecuzione italiana, sarà all’Alcatraz il 5 settembre al prezzo di 15 euro.

Tutti a 5 euro infine i concerti/spettacoli per bambini e ragazzi, mentre va da 10 a 15 euro il costo dei biglietti per i concerti Jazz.
MITO SettembreMusica / 3-24 settembre 2009 -Terza edizione

MITO educational:
il 25 giugno parte il ciclo di incontri
“Impariamo ad ascoltare la musica”

Ingresso gratuito

Al via, giovedì 25 giugno alle ore 18 in Villa Necchi Campiglio, il ciclo di incontri “Impariamo ad ascoltare la musica”, proposto dal Festival MITO all’interno del nuovo progetto educational. “Impariamo ad ascoltare la musica” è un percorso di 3 appuntamenti (replicati a Torino) a cura di rinomati musicologi, ad ingresso gratuito, che permettono a un pubblico anche inesperto di avvicinarsi alla musica classica attraverso la comprensione dei suoi linguaggi, dei suoi simboli e dei suoi significati, e di prepararsi in questo modo all’ascolto di alcune delle pagine musicali eseguite durante il Festival a settembre.
L’appuntamento di giovedì 25 giugno, a cura del musicologo Franco Pulcini e realizzato in collaborazione con FAI - Fondo Ambiente Italiano, porta il titolo La musica: un viaggio tra le emozioni … e guida il pubblico alla scoperta del complesso rapporto tra musica classica, memoria ed emozioni, con l’aiuto dell’ascolto di una selezione di brani musicali.
“La grande musica presuppone concentrazione. Ascoltare la musica è distinguere forme riconoscibili nei suoni. E l’articolazione di questi profili sonori è l’essenza della grande forma musicale, quella specie di architettura disegnata da onde nello spazio chiamata “musica classica”. Ma essa diviene anche una sorta di “narrativa astratta” se scopriamo nel suo dipanarsi le regole seguite dal genio dei musicisti per catturare la nostra attenzione fino a penetrare in profondità nel nostro mondo emotivo”.
Franco Pulcini, critico, pubblicista e storico, dal 2005 è Coordinatore scientifico e responsabile editoriale nella Direzione Artistica del Teatro alla Scala. Ha pubblicato monografie su Šostakovič (EDT 1988), Janáček (Passigli 1993) e il volume di conversazioni con Franco Battiato "Tecnica mista su tappeto" (EDT 1992). Per la “De Sono Musica” di Torino ha scritto una serie di dieci biografie per immagini di grandi musicisti.

Oltre al ciclo di incontri rivolto ad adulti “Impariamo ad ascoltare la musica”, l’articolato progetto MITO educational prevede concerti e spettacoli per bambini e ragazzi, con finalità educative e didattiche, e, in collaborazione con le scuole, l’invito a studenti di tutte le età a partecipare a una selezione di concerti del Festival, per i quali sarà messo a disposizione di insegnanti e alunni del materiale didattico introduttivo preparato precedentemente.

Prossimi appuntamenti con “Impariamo ad ascoltare la musica”:

2 luglio ore 18
Sala Assemblee Intesa Sanpaolo
Carla Moreni
Ascolto ma non me ne intendo:
alfabeto minimo per raccontare la musica

3 settembre ore 18
Sede Camera di Commercio di Milano, Palazzo Turati
Giovanni Bietti
Come si ascolta l’orchestra

Per informazioni:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
c.mitoinformazioni@comune.milano.it
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MITO SettembreMusica - 3-24 settembre 2009 -Terza edizione



Sabato 6 giugno inizia la vendita degli abbonamenti

per il Festival MITO



Da sabato 6 giugno la vendita degli abbonamenti per il Festival MITO si estende anche alle nuove sottoscrizioni dei carnet (finora riservati solo agli abbonati delle scorse edizioni).

Per la terza edizione del Festival, a Milano dal 4 al 24 settembre 2009 (a Torino dal 3 al 23), sono state pensate 4 tipologie di carnet diversi, con formule di grandi e mini abbonamenti a prezzi popolari, che toccano tutti i generi musicali del Festival.

Gli abbonamenti possono essere acquistati alla Biglietteria MITO, all’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele 11/12, tel. 02.88464725, o tramite Internet, sul sito www.mitosettembremusica.it e www.vivaticket.it.



GRANDI ABBONAMENTI


Carnet Oro € 288

18 grandi concerti del Festival: dalla musica classica al jazz, dall’opera contemporanea alle tradizioni musicali del Giappone



Carnet Argento € 207

9 concerti con le più importanti orchestre sinfoniche internazionali (tra cui Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Temirkanov, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia con Antonio Pappano, Academy of St. Martin in the Fields con Murray Perahia, Royal Philharmonic Orchestra con Charles Dutoit, Filarmonica della Scala diretta da Myung-Whun Chung)



MINI CARNET



Mini Classica € 96

Un percorso attraverso la musica sinfonica, con 4 concerti di grandi orchestre e ensemble internazionali (Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo/Temirkanov; Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia/Pappano; Royal Philharmonic Orchestra/Dutoit; Jordi Savall/Gerusalemme)





Mini Weekend € 68

Classica, etnica, rock e pop in un percorso di 4 concerti nei weekend del Festival (Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo; Orchestra di Padova e del Veneto; Teatro Nō; Penguin Cafè Orchestra)



Con l’acquisto di tutti i carnet a Milano si ha diritto a una serie di benefit, tra cui lo sconto del 20 percento sull’acquisto di un biglietto a Torino, il 50 percento di sconto sui biglietti per le mostre in tutte le sedi espositive del Comune di Milano, il programma di sala dei relativi concerti in omaggio e altro ancora.



Da sabato 20 giugno sarà inoltre possibile acquistare i biglietti per i singoli concerti, mentre i pass, mini abbonamenti a 3-5 concerti, con prezzi a partire da 30 Euro, saranno in vendita dal 28 giugno.



Informazioni dettagliate su tutti gli abbonamenti si trovano sul sito www.mitosettembremusica.it
COMUNICATO STAMPA FINALE


Milano, Torino 25 settembre 2008 - Si spengono le luci sulla seconda edizione di MITO SettembreMusica che in 25 intensissime giornate di spettacoli ha proposto a Torino e Milano oltre 230 eventi di musica - classica, contemporanea, jazz, pop, rock, etnica - e rassegne cinematografiche, incontri di “arte e musica”, cicli monografici dedicati come il Viaggio musicale dei Gitani o, per la musica contemporanea, la rassegna che ha presentato al pubblico italiano uno dei maggiori compositori inglesi del nostro tempo, Harrison Birtwistle. Ampio spazio è stato dedicato ai compositori Olivier Messiaen e a Karlheinz Stockhausen, recentemente scomparso.

Più di 170.000 persone hanno assistito con passione ed entusiasmo agli spettacoli del Festival, realizzati da oltre 4.000 artisti provenienti da 33 nazioni del mondo. Dai concerti delle grandi orchestre internazionali – hanno suonato per il Festival, tra le altre, l’Orchestra del Concertgebouw, la Cleveland Orchestra (per la prima volta a Milano e Torino), la Filarmonica di Helsinki, la London Symphony e l’Orchestre National de France – agli spettacoli dedicati ai bambini e ragazzi, fino ai concerti nelle chiese e alle proposte cameristiche più raffinate: ovunque si è registrato consenso e una sentita partecipazione di pubblico. Le presenze sono state 98.400 persone a Milano e 71.600 a Torino. Rispetto alla prima edizione si è registrata una crescita di pubblico del 16% a Milano e il mantenimento delle presenze dell’anno scorso a Torino (dove l’indisponibilità del Palaolimpico Isozaki non ha permesso di accogliere fino alle 10.000 persone presenti l’anno scorso).

Uno degli obiettivi del Festival, quello di portare la musica nelle sedi più disparate della città e di coinvolgere il maggior numero di Istituzioni musicali locali, è stato ampiamente raggiunto. In particolare le sedi sono cresciute da 80 nel 2007 a 102 quest’anno, nelle due città. Le Istituzioni musicali cittadine sono state 97 quest’anno rispetto alle 63 dell’anno scorso. A fronte della partecipazione di 3.300 artisti provenienti da 19 Paesi dell’anno scorso, l’edizione 2008 del Festival si è conclusa con 4.000 artisti provenienti da 33 Paesi nel mondo. Il costo complessivo del Festival è cresciuto del 9% a euro 11mln (euro 6,3mln a Milano e euro 4,7mln a Torino) rispetto a euro 10,1mln del 2007 (euro 6mln a Milano e euro 4,1mln a Torino).

Lo spirito del Festival si è espresso anche nella grande adesione delle persone, nelle immagini della folla in paziente attesa davanti alle sale da concerto, alle chiese, nelle piazze: momenti di altissimo ascolto, condivisi da migliaia di giovani che rimarranno impressi nella memoria di tutti. In queste immagini si identifica MITO SettembreMusica, che è oggi una delle espressioni culturali più vivaci a livello europeo, realizzato nella macroarea che unisce Torino a Milano.

La grande musica a prezzi popolari e l’alta qualità degli eventi proposti - oltre il 50 percento dei quali gratuiti - hanno rappresentato la formula vincente del Festival MITO. Grazie a un’attenta gestione e alla stretta collaborazione tra le Istituzioni comunali locali e molti soggetti privati, MITO SettembreMusica ha potuto raggiungere anche e soprattutto quel grande pubblico occasionale che si riesce a coinvolgere solo con eventi non usuali e di forte impatto, sollecitandone la curiosità intellettuale.

“Il Festival è riuscito a intercettare una fascia più aperta e movimentata di consumatori occasionali di cultura, di giovani”, dicono il Presidente Francesco Micheli e il Vicepresidente Angelo Chianale, “che contribuirà a rinnovare il pubblico più tradizionale che tende ad assottigliarsi non solo in Italia, ma in tutto il mondo.”

I risultati della seconda edizione di MITO SettembreMusica in questo senso sono davvero incoraggianti e l’obiettivo per il futuro è il consolidamento della strada intrapresa dalle due città nello sforzo di contribuire all’allargamento e al rinnovamento del pubblico.
MITO SETTEMBREMUSICA



programma del 24 settembre



GIORNO DI CHIUSURA DEL FESTIVAL A MILANO



ore 17 / Teatro alla Scala

Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini

Un coup de théâtre di Anna Nogara

Ensemble dell’Accademia del Teatro

alla Scala

Giorgio Bernasconi, direttore

Musiche di Satie, Auric, Milhaud, Poulenc,

Tailleferre, Honegger

Ingresso gratuito a esaurimento posti



ore 18 / Auditorium San Fedele

Veronika Hajnova, mezzosoprano

Josef Zednik, tenore

Eliska Udatna,soprano

Sylva Cmugrova, mezzosoprano

Eliska Weissova, contralto

Martin Kasik, pianoforte

Musiche di Leó? Janáček



ore 19

Incontro Janáček, parola canto

Ingresso gratuito





ore 21/Teatro degli Arcimboldi

Shir-haShirim, il Cantico dei Cantici

di e con John Zorn

con la partecipazione straordinaria di Lou Reed e Laurie Anderson

In coproduzione con Aperitivo in Concerto ? Teatro Manzoni<

Posti numerati euro 25 e euro 35



ATTENZIONE: CAMBIO SEDE

ore 22 / Studio 90

MITO Electronic Night Party

Dj Set di Alioscia e Villari (Casino Royale), Stefano Fonata (Stylophonic), Saturnino, Nicola Guiducci (Plastic Club); Visuals di Claudio Sinatti

Ingressi euro 5







In allegato i comunicati dettagliati per la giornata

del 24 settembre.



Le foto degli eventi del Festival MITO possono essere scaricate ogni giorno liberamente dal sito internet nei formati desiderati:

http://www.flickr.com/photos/mitosettembremusica





Ogni giorno, dalle 13 alle 19, www.c6.tv trasmette in diretta i momenti più interessanti del Festival. Alle 14, in replica alle 18, andrà in onda Mito tg con interviste ai personaggi e anticipazioni sugli eventi della giornata.



Per informazioni al pubblico:

Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.36508343

c.mitobiglietteria@comune.milano.it

(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)



Biglietteria al Palasharp:

fino al 21 settembre, aperta tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00



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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
In collaborazione con Associazione Gli Amici di Musica / Realtà

Mercoledì 24 settembre ore 18 - Auditorium San Fedele
Omaggio a Leós Janáček

Programma:
Sonata 1.X.1905,
per pianoforte

Il Diario di uno scomparso,
per mezzosoprano, tenore, tre voci femminili e pianoforte

Sul sentiero dei rovi,
sezione 1.10, Parte I per pianoforte

Veronika Hajnova, mezzosoprano
Josef Zednik, tenore
Eliska Udatna, soprano
Sylva Cmugrova, mezzosoprano
Eliska Weissova, contralto

Martin Kasik, pianoforte

A ottant’anni dalla scomparsa, il Festival MITO, in collaborazione con l’Associazione Gli Amici di Musica / Realtà, dedica un concerto a Leós Janáček, autorevolissima voce del panorama musicale ceco a fine Ottocento e inizio Novecento.
Al centro del programma è il ciclo per tenore, contralto e tre voci femminili Diario di uno scomparso, composto di 22 liriche musicate da Leoš Janáček a partire da alcune poesie lette su un giornale praghese.
Nel maggio 1916 nel giornale Lidové noviny comparvero alcune poesie anonime, che raccontano la storia del ragazzo che si innamora di una ragazza gitana e lascia la sua famiglia per seguirla. Ma il motivo vero per la composizione di questo ciclo tocca la sfera più personale del compositore, che qui fa riferimento al suo amore per una donna sposata molto più giovane di lui, Kamila Stösslova, figura fondamentale negli ultimi dieci anni della sua vita.
Accanto al Diario di uno scomparso saranno presentate due composizioni per pianoforte, la Sonata 1.X.1905, sonata in due parti composta nel 1905, che originariamente doveva portare il titolo “Dalla Strada”, e il ciclo di 13 brani per pianoforte Sul sentiero dei rovi, organizzato in due parti.


Ingresso gratuito - i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.


Per informazioni:
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in collaborazione con Accademia Teatro alla Scala

Mercoledì 24 settembre ore 17 - Teatro alla Scala
Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini
Ingresso gratuito

Parigi 1920: Erik Satie e il Gruppo dei Sei
Con Anna Nogara e L’Ensemble
dell’Accademia del Teatro alla Scala

Giorgio Bernasconi, direttore
Claudio Moneta, voce recitante
Federico Caprara, voce recitante

Programma:

Un coup de théâtre
Anna Nogara recita la Conferenza sui “Sei” di Erik Satie

Erik Satie
Parade, Balletto in un atto su un tema di Jean Cocteau
Versione per orchestra da camera di Mathias Steinauer

George Auric, Darius Milhaud, Francis Poulenc
Germaine Tailleferre, Arthur Honegger
Les Mariés de la Tour Eiffel su testi di Jean Cocteau
Versione per orchestra da camera e due voci recitanti di Marius Constant

MITO ritorna alla Scala – nel Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini – per la giornata di chiusura del Festival a Milano, mercoledì 24 settembre, con un programma che può essere considerato un fotogramma della vita musicale parigina attorno al 1920, fornito dall’attrice e cantante Anna Nogara e dall’Ensemble dell’Accademia del Teatro alla Scala diretto da Giorgio Bernasconi: il concerto-spettacolo da loro proposto si sviluppa attorno al Gruppo dei Sei – formato dai compositori George Auric, Darius Milhaud, Francis Poulenc Germaine Tailleferre, Arthur Honegger e Louis Durey e al loro legame con Erik Satie e Jean Cocteau.
Erik Satie, nato a Honfleur, diceva di sé: “Miope dalla nascita, sentimentalmente sono presbite”, e agli amici: “Fuggite l’orgoglio: di tutti i mali è quello che rende più stitici”, e anche: “Tutti diranno che non sono un musicista. È vero, sono un fonometrografo”. Eccentrico, irriverente, infantile, sarcastico, delicato, bizzarro, è stato uno dei cardini dell’arte moderna, il centro immobile di quegli anni straordinari nei quali l’Arte intreccia ai nomi di Auric, Milhaud, Tailleferre, Durey, Honegger, Poulenc quelli di Cocteau, Diaghilev, Picasso, Radiguet e altri ancora.
Di Erik Satie l’attrice Anna Nogara recita la Conferenza sui Sei, scritta dal compositore e da lui pronunciato a Bruxelles nell’aprile 1921 come presentazione di un concerto del gruppo.

Il programma musicale:

Erik Satie, Parade
La collaborazione più fruttuosa tra Satie e Cocteau fu quella per Parade, “balletto realista” che debuttò al Théâtre du Châtelet il 18 maggio 1917, con Picasso scenografo e costumista e Massine coreografo.
La vicenda non è altro che la rappresentazione di un equivoco, di un fallimento: in una fiera tre manager pubblicizzano uno spettacolo di teatro, ma la parata pubblicitaria, imperniata su tre numeri di music-hall, viene scambiata dagli astanti per il vero spettacolo. A nulla serve il tentativo disperato dei manager di salvare la situazione. Nessuno entra.

George Auric, Darius Milhaud, Francis Poulenc
Germaine Tailleferre, Arthur Honegger
Les Mariés de la Tour Eiffel su testi di Jean Cocteau
Cocteau, nella stesura del testo di Les Mariés de la Tour Eiffel, si era ispirato a Parade, per quanto riguarda a disposizione delle voci recitanti, indicati come Phono un e Phono deux nel testo, travestiti da fonografi e situati ai due lati del palcoscenico. Le due voci assolvono le funzioni di narratori, attori e commentatori della trama coreografata. Le musiche, realizzate dal Gruppo dei Sei, ad eccezione di Durey si distinguono per l’ironia parodistica e la grande estroversione.


Ingresso gratuito fino a esaurimento posti - i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni al pubblico:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
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BIOGRAFIE:

Anna Nogara
Attrice e cantante milanese, si é formata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Ha recitato in Italia e in Francia in spettacoli di O’Neill, Goldoni, Seghers, Adamov Goethe, Ariosto, Kleist, Eschilo, Campanile, Isgrò, Wedekind, Cečov, Shakespeare e Tadini; e con i seguenti registi: Puecher, Strehler, Grueber, Ronconi, Crivelli, Bayen, Engel, Cecchi, Shammah, Maccarinelli. Si é dedicata anche alla regia mettendo in scena e interpretando: Medea Material di H. Mueller, Not I di Beckett, Altrove di E. Jandl, Il racconto dell’incendio di via Keplero di Gadda, Piacere di Vino di J. P. Coffe e I segreti di Milano di G. Testori.
Più recentemente ha privilegiato la lettura di testi letterari, curandone anche l’impaginazione scenica: Les chansons de Bilitis di P. Louys (Autunno Musicale, Como), San Giorgio in casa Brocchi di C. E. Gadda (Collegio Borromeo, Pavia), La canzone della Olga di D. Tessa (Piccolo Teatro, Milano), La Ninetta del Verzé di C. Porta (Biblioteca Braidense, Milano), Fanny Hill, racconto erotico di G. Cleland (Cortina d’Ampezzo), I promessi Sposi di Manzoni (Palazzo Reale, Milano), Le parole sono la meraviglia del mondo: 6 spettacoli sulla poesia italiana del ’900 (Museo Diocesano, Milano). Ha letto inoltre i seguenti romanzi: Anna Karenina di L. Tolstoj, L’educazione sentimentale di Flaubert e I promessi sposi di Manzoni (Collegio Borromeo di Pavia) e Il mantello di Gogol (Classici in festival, Corbetta)

Ensemble dell’Accademia Teatro alla Scala
Si è formato nel Corso di perfezionamento per ensemble da camera promosso dall’Accademia Teatro alla Scala grazie al sostegno del Fondo Sociale Europeo, del Ministero del Lavoro e della Regione Lombardia. Il progetto didattico nasce in collaborazione con Piergiorgio Bernasconi, che ha inteso proporre una lettura diversificata del repertorio del XX secolo, un patrimonio culturale estremamente ricco e articolato, sebbene ancora poco esplorato. L’ensemble si compone di quindici giovani musicisti, preparati dalle prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala e da noti direttori che hanno realizzato un accurato e approfondito lavoro d’insieme.
Sotto la guida di Renato Rivolta, Olivier Cuendet, George-Elie Octors oltre allo stesso Bernasconi, l’ensemble si è esibito in una serie di concerti, dal Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala al Teatro alle Tese di Venezia, interpretando brani di Copland, Henze, Martinu, Torke, Britten, Francaix, Ibert, Benjamin, Webern, Hindemith, Debussy, Francesconi, De Falla, Gervasoni, Milhaud, Schönberg, Eisler, Dessau.
L’organico è costituito principalmente da: Lorenzo Gentili-Tedeschi, Catalina Spataru, Elisa Schack, Marco Capotosto, violini; Nazarena Catelli, viola; Antonio Mariangel Pradenas, violoncello; Davide Milito, Alberto Fichera Venerando, clarinetti; Nicola Barbagli, oboe; Giacomo Cella, fagotto; Aldo Spreafico, corno; Lucia Magolati, flavio/ottavino; Alessandro Presta, tromba; Federico Nicoletta, Fulvio Raduano, pianoforte.

Piergiorgio Bernasconi, direttore
Nato a Lugano, si è diplomato in Corno al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Ha proseguito gli studi presso la Hochschule für Musik di Friburgo in Germania, dove ha studiato composizione con Klaus Huber e direzione d’orchestra con Francis Travis, diplomandosi nel 1976. Nello stesso anno diventa direttore del Gruppo Musica Insieme di Cremona, un ensemble specializzato nel repertorio moderno e contemporaneo. Dal 1982, e per quasi vent’anni, è stato direttore principale dell’Ensemble Contrechamps di Ginevra, con il quale, oltre a essere costantemente presente nelle più importanti sedi concertistiche europee, ha effettuato tournée in Sudamerica, India, Giappone, Russia. Ha diretto prime esecuzioni di Berio, Donatoni, Bussotti, Castiglioni, Huber, Denisov, Fedele, Gervasoni, Jarrell, Vacchi ed altri.
Parallelamente a queste attività, inizia nel 1985 una collaborazione come direttore musicale e artistico con l’Accademia Strumentale Italiana di Parma, un’orchestra da camera prevalentemente impegnata nel repertorio del secondo Settecento. Ha diretto come direttore ospite, diverse orchestre italiane e straniere quali l’Orchestra della Svizzera italiana, l’Orchestra Nazionale Belga, la Tokyo Symphony Orchestra, l’Orchestra Filarmonica di Radio France. L’Orchestra Rai di Torino, l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. Con l’Orchestra Sinfonica Arturo Toscanini dell’Emilia Romagna ha instaurato un lungo rapporto di collaborazione quale responsabile per il repertorio contemporaneo, e ha compiuto tournée in Giappone, Russia, Cina e America del Nord.
Dal 1999, presso il Conservatorio della Svizzera italiana, è responsabile artistico e musicale della rassegna “Novecento e presente”, di sua ideazione, e titolare dell’insegnamento di Direzione d’orchestra per il repertorio contemporaneo.

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Mercoledì 24 settembre 2008, ore 21.00
Teatro degli Arcimboldi

JOHN ZORN

Shir haShirim
(Il Cantico dei Cantici)
con la partecipazione straordinaria di
LOU REED & LAURIE ANDERSON
prima e unica data europea

MITO-SettembreMusica, in coproduzione con “Aperitivo in Concerto – Teatro Manzoni”, presenta, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, il 24 settembre 2008, alle ore 21.00, in prima e unica data europea, uno dei lavori più recenti e appassionanti di John Zorn, la versione musicale di Shir haShirim, il Cantico dei Cantici attribuito a Salomone. L’esecuzione, affidata alla direzione dello stesso Zorn, prevede la partecipazione di solisti di altissimo rango e la presenza di due icone della contemporaneità come Lou Reed e Laurie Anderson. Lo spettacolo, che ha registrato da tempo il tutto esaurito, è dedicato ai 60 anni dello Stato di Israele. Il Cantico dei Cantici (in ebraico Shir haShirim), detto anche Cantico di Salomone, è un libro presente sia nell'Antico Testamento della Bibbia cristiana che nella Bibbia ebraica. Il nome del libro, con la ripetizione della parola cantico, secondo il modo di costruire le frasi degli antichi ebrei, è da considerarsi come un superlativo e andrebbe reso come Il più sublime tra i cantici. Viene conosciuto anche come Cantico di Salomone, poiché se ne attribuisce la paternità all'antico re di Israele del X secolo a.C.: la tradizione ebraica vuole sia stato scritto all’epoca della costruzione del Tempio di Gerusalemme. In realtà si ritiene sia opera di uno scrittore anonimo del IV secolo a.C. che ha fatto confluire nel testo diversi poemi antecedenti originari dell'area mesopotamica. Il libro, non seguendo un ordine prestabilito, ha sempre presentato delle difficoltà nel momento in cui si è voluto suddividerlo per uno studio più approfondito. Alcuni lo hanno considerato divisibile in cinque cantici, oppure in sei scene, oppure in sette poemi o più, e fino ad arrivare al caso estremo di considerarlo formato di ventitre cantici. È uno dei testi più lirici e inusuali delle Sacre scritture. Racconta in versi l'amore tra due innamorati, con tenerezza ma anche con un ardire di toni ricco di sfumature sensuali e immagini erotiche. Ciò non pregiudica affatto il carattere sacro del testo, in quanto l'amore erotico dei due amanti - interpretati da Lou Reed e Laurie Anderson - per l'autore del testo, ha origine divina, come si può ricavare da Ct 8,6: "Una fiamma di Dio/del Signore". È questo forse il messaggio principale del Cantico: l'amore tra uomo e donna, in tutte le sue dimensioni, quando è capace di recuperare l'originaria relazione col Creatore, ha una forza superiore a quella della morte, e libera l'essere umano dalla sua paura; i due amanti ripristinano quindi la condizione edenica di Adamo ed Eva, che prima del peccato originale vivevano una relazione perfetta tra loro e con Dio.
Numerosi sono inoltre i richiami, impliciti ed espliciti, a passi di altri libri della Bibbia. Il testo ha un altissimo valore nell'ebraismo, essendo il Cantico uno dei "Meghillot", ovvero dei "rotoli" letti in occasione delle principali feste: il Cantico, proprio per la sua importanza, è assegnato alla Pasqua. Nei secoli, molteplici sono state le interpretazioni del testo, sia da parte della dottrina canonica ebraica che cristiana, a riprova della grande considerazione che il Cantico ha sempre avuto nelle due religioni. Tra le interpretazioni allegoriche più diffuse abbiamo, nel primo caso, quella dell'amore del creatore per il suo popolo (Israele), nel secondo caso dell’amore tra Cristo e la Chiesa. Per la santità del contesto e del suo significato simbolico, il testo viene paragonato al luogo più santo ed interno del Tempio di Gerusalemme, il Kodesh haKodashim: il Cantico dei Cantici infatti include metaforicamente tutta la Torah.

John Zorn è uno dei musicisti più estremi degli ultimi anni, esponente dell’avanguardia downtown di New York, si è ispirato, nella sua produzione musicale, ai compositori americani Charles Ives, John Cage, Harry Patch e a jazzisti come Anthony Braxton, Ornette Coleman, Jimmy Giuffre e Roscoe Mitchell. Amante dell’interpretazione libera e dell’improvvisazione, la sua tecnica al sax contralto è unica e impressionante. La sua musica attraversa diversi generi ma alla base di ogni suo imprevedibile concerto c’è soprattutto violazione dei confini e potente creatività.
Nato a New York nel 1953, dal 1974 è musicista attivo del lower east side di New York e diviene presto un esponente rappresentativo dell’avanguardia della “downtown” applicando la “teoria del gioco” alla struttura dell’interpretazione libera, una tecnica parallela a quella della “conduzione” di Butch Morris. Lo studio appassionato del bebop e la sua tecnica al sax contralto “affilata come un rasoio” gli procurano ampia considerazione da parte dei musicisti jazz. Naked City (Frisell alla chitarra, Horvitz alla tastiera, Fred Frith al basso, Joey Baron alla batteria) diviene il veicolo con cui John Zorn riesce a passare attraverso lo Sleaze – Jazz, il surf rock e l’hardcore: il loro emozionante debutto nel 1990 per la Elektra Records è l’avvio di un periodo, che durerà per tutti gli anni ‘90, di altre registrazioni impegnative e provocatorie (con la collaborazione a tempo pieno di Yamatsuka Eye cantante dei Boredoms). Nel 1991 crea “Pain Killer” con il bassista e produttore Bill Laswelle e con Mick Harris (batterista dei Napalm Death). Dello stesso anno è “Guts of a Virgin” per la Earache Records, etichetta dell’ hardcore di Nottingham. Alla metà degli anni 90 dà vita a Masada per esplorare la cultura e la musica ebraica. La violazione dei confini dei diversi generi che Zorn crea con la sua musica sembra pronta a diventare il senso comune della musica creativa.

In coproduzione con Aperitivo in Concerto - Teatro Manzoni

John Zorn, direzione
Shir haShirim, Il Cantico dei Cantici

Parte I
Da Sefer Shirim Shel
Shir haShirim

Marc Ribot, chitarre
Carol Emanuel, arpa
Greg Cohen, contrabbasso
Kenny Wollesen, vibrafono e percussioni

Parte II
Shir ha-Shirim

gli amanti
Laurie Anderson, Lou Reed, voci

le figlie di Gerusalemme
Lisa Bielawa
Martha Cluver
Abby Fischer
Kathryn Mulvihill
Kirsten Sollek, voci
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Mercoledì 24 settembre ore 22
Studio 90 - Via Mecenate, 90 Milano

MITO ELECTRONIC NIGHT
LA FESTA FINALE

Una lunga consolle, oltre 70 mq di proiezioni, le incursioni di Saturnino: è la gran festa finale di MITO SettembreMusica, evento unico e imperdibile. Per la prima volta saranno tutti insieme i principali esponenti della scena elettronica milanese: Stefano Fontana (Stylophonic), Nicola Guiducci, Alioscia e Villari (Casino Royale) e le più innovative organizzazioni indipendenti come esterni e Uovo.
Una piattaforma musicale, un hub sonoro sul quale dj set singoli si incroceranno e alterneranno con vere e proprie dj session: diversi dj 'suonaranno' insieme, dando vita a crossover sperimentali e freestyle per scatenare le danze.
Una lunga notte elettronica 'disegnata' dai visuals di Claudio Sinatti che irromperanno live su grandi schermi con grafiche e colori legati anche alle frequenze della consolle in uno scambio artistico totale. Sonorità elettroniche con le quali giocherà il basso di Saturnino, contrappunto elettrico, amplificatore di emozioni e di energia.

In collaborazione con
Assessorato al Tempo Libero del Comune di Milano
esterni
Uovo Performing Arts

Ingresso Euro 5

Biglietterie:
Milano - Galleria Vittorio Emanuele 11/12 - 02.36508343
www.mitosettembremusica.it
MITO SETTEMBREMUSICA



programma del 23 settembre





ore 13 / Cortile di Palazzo Sormani

Break in Classica

Anna Bazueva, flauto

Miriam Conti, pianoforte

Ingresso gratuito





ore 17 / Sesto San Giovanni, Spazio MIL

Sentieri selvaggi

Carlo Boccadoro, direttore

Fabrizio Meloni, clarinetto

Musiche di Mellits, Athinodorou, Gosfield,

Tinoco, Zebeljan, Clyne, Boccadoro

Ingresso gratuito



CRT - Teatro dell’Arte

ore 20 / Introduce Eva Cantarella

ore 21

Georg Friedrich Händel

Aci, Galatea e Polifemo

Cappella della Pietà de’ Turchini

Antonio Florio, direttore

Presenting Partner AUTOGRILL

Posto unico numerato euro 15





ore 21 / Alcatraz

Lou Reed, John Zorn, Marc Ribot

in trio per la prima volta in Europa

Ingresso 40 Euro





ore 22 / Teatro Manzoni

Giorgio Gaslini compositore e pianista

Giorgio Gaslini, pianoforte

Paola Biondi, Debora Brunialti, pianoforte

Maurizio Ben Omar, percussioni

Posto unico numerato euro 10



In allegato i comunicati dettagliati per la giornata

del 23 settembre.



Le foto degli eventi del Festival MITO possono essere scaricate ogni giorno liberamente dal sito internet nei formati desiderati:

http://www.flickr.com/photos/mitosettembremusica





Ogni giorno, dalle 13 alle 19, www.c6.tv trasmette in diretta i momenti più interessanti del Festival. Alle 14, in replica alle 18, andrà in onda Mito tg con interviste ai personaggi e anticipazioni sugli eventi della giornata.



Per informazioni al pubblico:

Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.36508343

c.mitobiglietteria@comune.milano.it

(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)



Biglietteria al Palasharp:

fino al 21 settembre, aperta tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00



www.mitosettembremusica.it

___________ COMUNICATO STAMPA



MITO SettembreMusica presenta



Martedì 23 e mercoledì 24 settembre

CRT - Teatro dell’Arte



alle ore 20

Quando l’amore vince la morte

Introduce Eva Cantarella





alle ore 21

Georg Friedrich Haendel

Aci, Galatea e Polifemo



Cappella della Pietà de’ Turchini

Antonio Florio, direttore

Roberta Invernizzi, soprano (Aci)

Romina Basso, mezzosoprano (Galatea)

Raffaele Costantini, basso (Polifemo)







Due repliche, martedì 23 e mercoledì 24 settembre al CRT - Teatro dell’Arte di Milano, per la bellissima Serenata ? nnella terminologia seicentesca una cantata celebrativa di ampie dimensioni ? Aci, Galatea e Polifemo di Georg Friedrich Haendel, ampio lavoro per complesso strumentale e tre solisti composto in occasione del matrimonio di Tolomeo Saverio Gallio, duca d’Alvito, con Beatrice Tocco Sanseverino, da non confondere con la quasi omonima opera in lingua inglese.



Aci, Galatea e Polifemo, cantata profana ma per la lunghezza di circa 100 minuti da considerare quasi un dramma musicale su soggetto mitologico, attinge a un soggetto molto presente nella letteratura: la storia della bella ninfa Galatea, innamorata di Aci, e insidiata da Polifemo. Galatea gli resiste, ma quando il ciclope si rende conto che vi è un rivale e scopre i due amanti in intimità, la sua collera non ha più freni: dall’alto scaglia un masso che colpisce Aci e lo uccide. Galatea, disperata, chiede al padre Nereo di trasformare il sangue dell’amato in un fiume, per poterlo accogliere tra le sue braccia nel suo incessante riversarsi in mare. A Polifemo non resta che commentare, esterrefatto, il ritorno di Galatea fra le acque e l’eterna dichiarazione d’amore mormorata dal fiume. La serenata si chiude con un elogio della fedeltà e della costanza in amore, degno suggello per una festa di nozze.

L’esecuzione è affidata alla Cappella della Pietà dei Turchini, complesso di strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari, specialista anche del repertorio barocco. Guidata dal suo fondatore Antonio Florio, la Cappella affianca un cast di cantanti specialisti del repertorio barocco, Roberta Invernizzi, soprano, nel ruolo di Aci; Romina Basso, mezzosoprano, è Galatea e Raffaele Costantini, basso, interpreterà Polifemo.



Posto unico numerato ? 15



Per informazioni

Biglietteria MITO Urban Center

Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.36508343

(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

c.mitobiglietteria@comune.milano.it

www.mitosettembremusica.it







BIOGRAFIE



Cappella della Pietà de’ Turchini

Fondata nel 1987 da Antonio Florio, è costituita da strumentisti e cantan­ti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari. L’originalità dei programmi e il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca, fanno della Cappella una delle punte di diamante della vita musicale italiana ed europea.

L’ensemble è stato invitato a esibirsi su palcoscenici importanti (Accademia di Santa Cecilia di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Palau de la Música di Barcellona, Berliner Philharmonie, Wiener Konzerthaus, Teatro Lope de Vega di Siviglia, Teatro La Monnaie) e ha preso parte ai maggiori festival di musica antica europei: Festival Monteverdi di Cremona, Festival di Versailles, Nancy, Nantes, Metz, Caen, Ambronay, Festival de Otoño di Madrid, Festival di Musica Antica di Tel Aviv, Barcellona, Potsdam, BBC Early Music Festival, Cité de la Musique di Parigi, Saison Musicale de la Fondation Royamount, Festival Mozart di La Coruña.

Attualmente la Cappella è ensemble in residenza al Centre Lyrique d’Auver­gne di Clermont Ferrand, che programma due allestimenti nuovi ogni anno. Nel mese di novembre inaugurerà la stagione concertistica dell’Accademia Chigiana a Siena e, successivamente, sarà ospite del ciclo “Musica e Poesia a San Maurizio” di Milano.

Tra gli impegni recenti della Cappella citiamo Il disperato innocente di Boerio, Dido and Aeneas e The Fairy Queen di Purcell, Festa napoletana, Statira, principessa di Persia (per il San Carlo), quindi Motezuma di Ciccio De Majo, La Partenope di Vinci in prima moderna, infine La finta giardiniera di Anfossi, già eseguita in forma di concerto per la Fondation Royaumont.

L’ensemble ha registrato per Radio France, per la BBC di Londra, per le Radio belga, spagnola, tedesca e austriaca. Nel 1998 la Cappella della Pietà de’ Turchini è stata impegnata nella realizzazione di un documentario per la televisione belga e di un film dedicato all’opera buffa per l’emittente franco-tedesca ARTE (vincitore del premio UNESCO). Particolarmente intensa è l’at­tività discografica, con la realizzazione di sette CD per l’etichetta Symphonia dedicati a inediti del repertorio napoletano barocco e in più occasioni pre­miati dalla critica internazionale. Dal 1996 la Cappella ha inciso per la presti­giosa etichetta Opus 111-Naïve di Parigi, pubblicando 15 titoli per la collana “Tesori di Napoli”. Tra i numerosi riconoscimenti si segnalano il Premio 1996 del quotidiano francese Le Monde, il premio “Vivaldi” della Fondazione Cini di Venezia, il premio “Abbiati” dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, il Diapason d’Or per Li Zite’n galera (1999) e per il Pulcinella vendicato (2002), il Premio “Charles Cros” dell’Accademie du Disque (1999), il Timbre de Platine per La Statira di Francesco Cavalli. Nel 2005, infine, ha registrato lo Stabat Mater di Pergolesi per la casa discografica Eloquentia.

Nel corso del 2006 la Cappella ha svolto un intenso periodo di lavoro in Francia, presentando La Partenope di Händel alla Cité de la Musique di Parigi e La finta giardiniera di Pasquale Anfossi, in collaborazione con la Fondation Royaumont. Quindi si è esibita a Pisa, nell’ambito del Festival “Anima Mundi”, e ancora in Cina e in Portogallo. Oltre ai numerosi progetti esteri e tournée che la vedono coinvolta nel 2007, l’Orchestra sarà “complesso in residenza” presso la Stagione lirico sinfonica del Petruzzelli di Bari.15



Antonio Florio, direttore

Nato a Bari, riceve una formazione classica, diplomandosi in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota. Approfondisce, in seguito, lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.

Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble Cappella della Pietà de’ Turchini, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e a un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori operistici inediti, infine curandone la proposta per i più prestigiosi teatri europei e ita­liani. Tra i molti titoli riscoperti da Florio si segnalano: La colomba ferita (1670), Lo schiavo di sua moglie (1671) e la Stellidaura vendicante (1674) di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco Boerio (1673); La finta cameriera di Gaetano Latilla (1673); Li Zite’n galera di Leonardo Vinci (1722); il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello (1767); La Statira di Francesco Cavalli (nell’edizione napoletana del 1666); Motezuma di Francesco De Majo (1765).

Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra Reale della Galizia di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.

Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e master­class sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse.

È, inoltre, titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Tra i suoi impegni più recenti citiamo l’opera di recupero e revisione della Partenope di Leonardo Vinci, la cui edizione è stata realizzata nel 2004. Nel 2005 si è dedicato alla riscoperta e revisione dell’ope­ra La finta giardiniera di Pasquale Anfossi, già proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano alla Fondation Royaumont, in forma di concerto e succes­sivamente in forma teatrale. Nel 2006 ha diretto la Cappella della Pietà de’ Turchini nell’ambito del prestigioso festival “Anima Mundi” di Pisa, prima di portare in Cina, attraverso quattro tappe, lo spettacolo Festa Napoletana. Nello stesso anno, nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo “Mousiké” di Bari, ha ricevuto il primo premio per la diffusione della musica mediterranea. Nel corso della stagione concertistica del 2007, oltre alla messa in scena dell’Ottavia di Scarlatti in Spagna, è stato ospite dell’Accademia Chigiana di Siena e del Ravenna Festival, del Centre Lyrique D’Auvergne di Clermont Ferrand in Francia e di una tournée in Sud America.


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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Martedì 23 settembre ore 22 - Teatro Manzoni di Milano

Giorgio Gaslini compositore e pianista

Programma:
Giorgio Gaslini
Ritual, per due pianoforti
Prima esecuzione assoluta
1. La nascita di Lucy
2. Eva nera dance I
3. Lucy scopre le stelle
4. Eva nera dance II
5. Il cacciatore
6. La grande madre
7. Eva nera dance III (Lucy estrema futura)

Interludio – Piano Improvisations

Peintres au café sonnant, per due pianoforti e un percussionista
Prima esecuzione a Milano
(Africa libera, Cristalli, Around about Miles)
Giorgio Gaslini, pianoforte
Paola Biondi, Debora Brunialti, duo pianisitco
Maurizio Ben Omar, percussioni

Curatore dei video da concerto Francesco Leprino

Giorgio Gaslini, pianista, compositore, direttore d’orchestra milanese, musicista jazz di fama internazionale e attivo anche nella musica contemporanea – è autore di vari lavori sinfonici, opere e balletti – si presenta in questo concerto, martedì 23 settembre ore 22 al Teatro Manzoni di Milano, con una prima esecuzione assoluta del lavoro per due pianoforti Ritual.
Ispirato al ritrovamento, nel 1974, dei più antichi resti della “prima donna della storia umana”, battezzata Lucy – con riferimento alla canzone Lucy in the sky with diamonds dei Beatles, Ritual racconta la nascita di Lucy, una leggenda che è divenuta storia dell’evoluzione femminile sino ai nostri giorni. È un percorso articolato in sette movimenti consequenziali, nei quali la musica evoca i suoi primi passi alla scoperta di una natura incontaminata come lei.
Nell’Interludio sarà prorio Giorgio Gaslini ad essere al pianoforte per le Piano Improvisations, quasi una composizione istantanea che richiede al solista possesso pieno delle conoscenze culturali e tecniche del nostro tempo, oltre a una perfetta padronanza dello strumento.

Il concerto si chiude con Peintres au café sonnant : “In un caffè immaginario si riuniscono per brindare otto pittori famosi che forse non si sono mai incontrati prima, o forse sì, mentre l’orchestrina del locale, un po’ in lontananza, suona spensieratamente. La nona sedia è per il pittore che verrà. A lui è dedicato il brindisi finale”. Appassionato da sempre di pittura, Gaslini ha cercato di interpretare nella forma musicale l’essenza più intima di otto pittori - Giacomo Balla, Antonio Ligabue, Lucio Fontana, Henri Matisse, Edward Munch, Joan Mirò, Francis Bacon, Jean Michel Basquiat - il loro profondo “suono poetico”. In questa composizione tutto è lieve e gioioso, in un clima brindante e sonante, deliziosamente surreale, che si riflette nelle preziose immagini video-filmiche di Francesco Leprino.


Posto unico numerato € 10

Per informazioni:
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it



Biografie:

Giorgio Gaslini, pianista, compositore, direttore d’orchestra milanese, musicista jazz di fama internazionale, ha al suo attivo più di tremila concerti e cento dischi, per i quali ha vinto dieci volte il premio della critica. Iniziatore di correnti musicali e portatore della musica ai giovani in scuole, università, fabbriche e ospedali psichiatrici ha tenuto concerti e partecipato a festival in oltre 60 nazioni. Attivo anche nella musica contemporanea, dopo aver conseguito sei diplomi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ha composto lavori sinfonici, opere e balletti rappresentati al Teatro alla Scala e nei maggiori teatri italiani. Le sue opere sono stampate da Universal Edition di Vienna e da Suvini & Zerboni – Classica di Milano.
È stato titolare dei primi corsi di jazz nei Conservatori di “Santa Cecilia” di Roma (1972-1973) e “G. Verdi” di Milano (1979-1980), facendo conoscere una nuova generazione di talenti musicali e aprendo la strada all’ingresso ufficiale del jazz come materia di studio in tutti i conservatori italiani.
Ha collaborato per le musiche di scena con i più prestigiosi registi di teatro e per la televisione. Per il cinema ha composto numerose colonne sonore: celebri le sue musiche per La Notte di Michelangelo Antonioni, premiata con il Nastro d’Argento, e per Profondo Rosso di Dario Argento. Grande successo europeo hanno ottenuto nel 1991 e 1995 le suite Pierrot Solaire e Skies of Europe con l’Italian Instabile Orchestra. Nel 1996 ha composto per il Teatro Romano di Verona Mister O, prima opera jazz della storia.
Dal 1997 la casa discografia Soul Note sta pubblicando su CD la sua opera omnia. Nello stesso anno, con la sua donazione al Comune di Lecco di migliaia di dischi, libri, partiture originali, ha creato presso Villa Gomes il Fondo Musicale Gaslini inaugurato nel 2001, a disposizione di giovani musicisti e studiosi. Nel 2000 ha fondato la Proxima Centauri Orchestra, forte di 15 tra i migliori solisti italiani. Nel 2002 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il premio alla carriera: diploma e medaglia d’oro, riconoscimento riservato ai benemeriti della cultura e dell’arte. Nell’estate 2003 ha avuto grande successo con il progetto U (Ulisse) realizzato nel sito archeologico di Carsulae (Terni) con il suo quintetto, il trio del jazzista americano Uri Caine, il testo e l’interpretazione di Marco Paolini e la scenografia di Arnaldo Pomodoro. Nel 2006 l’etichetta olandese Mirasound ha pubblicato il CD della sua Sinfonia delle Valli per due orchestre e coro (150 esecutori) diretta da Lorenzo della Fonte. La Velut Luna ha realizzato il cofanetto di 5 CD con il suo Song Book, 100 canzoni con testi dell’autore.
È autore dei libri Musica totale (Feltrinelli, 1975), Tecnica e arte del Jazz (Ricordi, 1982), Il tempo del musicista totale (Baldini e Castoldi, 2002).

Paola Biondi e Debora Brunialti, duo pianistico
Il loro legame artistico nasce sotto la guida di Lidia Baldecchi Arcuri con la quale si diplomano a Genova. Ottengono primi premi assoluti in diversi concorsi internazionali: “Città di Stresa”, “Rovere d’oro”, “Concorso Europeo di Moncalieri”. Decisivi nel loro percorso formativo sono stati l’incontro e lo studio con Massimiliano Damerini, Alfons Kontarsky al Mozarteum di Salisburgo, Dario de Rosa e Maureen Jones alla Scuola di Musica di Fiesole, Katia Labeque all’Accademia Chigiana di Siena. Il loro repertorio originale e innovativo propone, accanto ad autori classici, romantici e del primo Novecento, opere di G. Allevi, L. Berio, A. Corghi, H. Dufourt, G. Gaslini, G. Kurtág, G. Ligeti, G. Sollima, T. Takemitsu e F. Vacchi. Nel corso del 2005 hanno suonato a Mosca, nella storica sala Rachmaninov del Conservatorio Cˇajkovskij, e per i “Concerti del Quirinale” in diretta Euroradio 6 dalla Cappella Paolina di Roma, dove hanno presentato in prima assoluta la composizione It’s bis di Azio Corghi. Hanno inoltre eseguito in prima esecuzione assoluta Soleil de Proie di H. Dufourt alla palazzina Liberty di Milano. Hanno suonato a Parigi, Bruxelles, Birmingham, Sydney, Madrid, Buenos Aires, Santiago del Cile, Stavanger (Norvegia) e per importanti istituzioni italiane quali Accademia Chigiana, Amici della Musica di Firenze, Festival di Montepulciano, I Pomeriggi Musicali di Milano, Torino SettembreMusica, Associazione Alessandro Scarlatti, GOG, CIDIM.
Collaborano con il compositore Azio Corghi insieme all’attore Sergio Bini (Bustric) e all’ensemble di percussioni Naqqâra di Maurizio Ben Omar nella realizzazione dello spettacolo Un Petit Train de Plaisir, che ha debuttato all’Accademia Chigiana. Con questa produzione hanno effettuato una tournée in Sud America ed in Albania organizzata dal Cidim, e sempre con questo spettacolo hanno inaugurato la stagione 2005 del Festival Pergolesi Spontini.
Ancora con l’attore e interprete Sergio Bini hanno creato lo spettacolo Nuvolo e musica, che ha debuttato al Parco della Musica di Roma. Insieme alla coreografa Antonella Agati e alla compagnia di danza moderna Linea realizzano lo spettacolo @Aforismi. Hanno inciso per la Dynamic ed effettuato registrazioni per la Rai.

Maurizio Ben Omar, percussioni
Si é diplomato col massimo dei voti e la lode interessandosi contemporaneamente allo studio del pianoforte e della composizione. È stato timpanista e percussionista delle più importanti orchestre italiane, ha svolto intensa attività solistica e cameristica collaborando con prestigiosi ensemble, solisti e direttori: Claudio Abbado, Quartetto Arditti, P. Y. Artaud, Kees Boeke, Mario Brunello, Bruno Canino, Ensemble intercontemporain, Jill Feldmann, Andrea Lucchesini, Giuseppe Sinopoli, esibendosi in Europa, America, Africa e Oceania. Gli sono state dedicate composizioni da: Bussotti, Clementi, Corghi, Donatoni, Einaudi, Gorli, Manca, Melchiorre, Mosca, Sciarrino, Pisati, Solbiati, Taglietti; ha inoltre collaborato con Giacinto Scelsi. È titolare della cattedra di Percussione al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, nel quale ha formato allievi che hanno vinto concorsi nazionali e internazionali. Ha tenuto workshop e masterclass in Italia, Brasile, California e Australia. Ha inciso come solista per Ricordi, Bmg Ariola e Salabert. Nel 1984 ha fondato il gruppo di percussionisti Naqqâra.

Francesco Leprino, curatore dei video da concerto
Musicista, musicologo, organizzatore musicale, ha pubblicato dischi, volumi e saggi musicologici. Dal 1995 si occupa di audiovisione, tenendo corsi universitari (Università Bicocca di Milano), seminari, conferenze e soprattutto realizzando video antologici e sperimentali, documentari e film fra i quali segnaliamo: L’ascolto dell’immagine (1995, 120’), Clips und Klang (1998, 60’); …In cento ben pugnate battaglie… Verdi nel cinema! (2001, 100’); On Smoking! (2004, 12’); In casa mia v’aspetto! Mozart a Vienna (2005, 90’); Un gioco ardito. Dodici variazioni tematiche su Domenico Scarlatti (2006, 98’), Un secolo con Gillo Dorfles (2007, 55’). I due film su Mozart e Scarlatti sono stati presentati in prima milanese proprio al Teatro Dal Verme. Queste opere hanno avuto lusinghieri riscontri di critica e sono state selezionate in autorevoli festival, trasmesse da RaiUno, Raisat Cinema, Sky Classica e proiettate in prestigiose istituzioni in Italia, Germania, Danimarca, Spagna, Portogallo, Svezia, Canada e Stati Uniti.
Recentemente, ha curato la scelta e il montaggio dei filmati del progetto Per 7 Michelangelo Antonioni – Giorgio Gaslini e le sue musiche per il film “La Notte” andato in scena al Teatro Dal Verme di Milano lo scorso 29 febbraio 2008. Sta lavorando al film Sul nome B.A.C.H. Contrappunti con l’Arte della Fuga e a un documentario su Enzo Jannacci.


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COMUNICATO STAMPA

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Martedì 23 e mercoledì 24 settembre
CRT - Teatro dell’Arte

alle ore 20
Quando l’amore vince la morte
Introduce Eva Cantarella


alle ore 21
Georg Friedrich Haendel
Aci, Galatea e Polifemo

Cappella della Pietà de’ Turchini
Antonio Florio, direttore
Maria Ercolano, soprano (Aci)
Romina Basso, mezzosoprano (Galatea)
Raffaele Costantini, basso (Polifemo)



Due repliche, martedì 23 e mercoledì 24 settembre al CRT - Teatro dell’Arte di Milano, per la bellissima Serenata – nella terminologia seicentesca una cantata celebrativa di ampie dimensioni – Aci, Galatea e Polifemo di Georg Friedrich Haendel, ampio lavoro per complesso strumentale e tre solisti composto in occasione del matrimonio di Tolomeo Saverio Gallio, duca d’Alvito, con Beatrice Tocco Sanseverino, da non confondere con la quasi omonima opera in lingua inglese.

Aci, Galatea e Polifemo, cantata profana ma per la lunghezza di circa 100 minuti da considerare quasi un dramma musicale su soggetto mitologico, attinge a un soggetto molto presente nella letteratura: la storia della bella ninfa Galatea, innamorata di Aci, e insidiata da Polifemo. Galatea gli resiste, ma quando il ciclope si rende conto che vi è un rivale e scopre i due amanti in intimità, la sua collera non ha più freni: dall’alto scaglia un masso che colpisce Aci e lo uccide. Galatea, disperata, chiede al padre Nereo di trasformare il sangue dell’amato in un fiume, per poterlo accogliere tra le sue braccia nel suo incessante riversarsi in mare. A Polifemo non resta che commentare, esterrefatto, il ritorno di Galatea fra le acque e l’eterna dichiarazione d’amore mormorata dal fiume. La serenata si chiude con un elogio della fedeltà e della costanza in amore, degno suggello per una festa di nozze.
L’esecuzione è affidata alla Cappella della Pietà dei Turchini, complesso di strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari, specialista anche del repertorio barocco. Guidata dal suo fondatore Antonio Florio, la Cappella affianca un cast di cantanti specialisti del repertorio barocco, Maria Ercolano, soprano, nel ruolo di Aci; Romina Basso, mezzosoprano, è Galatea e Raffaele Costantini, basso, interpreterà Polifemo.

Posto unico numerato € 15

Per informazioni
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it



BIOGRAFIE

Cappella della Pietà de’ Turchini
Fondata nel 1987 da Antonio Florio, è costituita da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari. L’originalità dei programmi e il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca, fanno della Cappella una delle punte di diamante della vita musicale italiana ed europea.
L’ensemble è stato invitato a esibirsi su palcoscenici importanti (Accademia di Santa Cecilia di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Palau de la Música di Barcellona, Berliner Philharmonie, Wiener Konzerthaus, Teatro Lope de Vega di Siviglia, Teatro La Monnaie) e ha preso parte ai maggiori festival di musica antica europei: Festival Monteverdi di Cremona, Festival di Versailles, Nancy, Nantes, Metz, Caen, Ambronay, Festival de Otoño di Madrid, Festival di Musica Antica di Tel Aviv, Barcellona, Potsdam, BBC Early Music Festival, Cité de la Musique di Parigi, Saison Musicale de la Fondation Royamount, Festival Mozart di La Coruña.
Attualmente la Cappella è ensemble in residenza al Centre Lyrique d’Auvergne di Clermont Ferrand, che programma due allestimenti nuovi ogni anno. Nel mese di novembre inaugurerà la stagione concertistica dell’Accademia Chigiana a Siena e, successivamente, sarà ospite del ciclo “Musica e Poesia a San Maurizio” di Milano.
Tra gli impegni recenti della Cappella citiamo Il disperato innocente di Boerio, Dido and Aeneas e The Fairy Queen di Purcell, Festa napoletana, Statira, principessa di Persia (per il San Carlo), quindi Motezuma di Ciccio De Majo, La Partenope di Vinci in prima moderna, infine La finta giardiniera di Anfossi, già eseguita in forma di concerto per la Fondation Royaumont.
L’ensemble ha registrato per Radio France, per la BBC di Londra, per le Radio belga, spagnola, tedesca e austriaca. Nel 1998 la Cappella della Pietà de’ Turchini è stata impegnata nella realizzazione di un documentario per la televisione belga e di un film dedicato all’opera buffa per l’emittente franco-tedesca ARTE (vincitore del premio UNESCO). Particolarmente intensa è l’attività discografica, con la realizzazione di sette CD per l’etichetta Symphonia dedicati a inediti del repertorio napoletano barocco e in più occasioni premiati dalla critica internazionale. Dal 1996 la Cappella ha inciso per la prestigiosa etichetta Opus 111-Naïve di Parigi, pubblicando 15 titoli per la collana “Tesori di Napoli”. Tra i numerosi riconoscimenti si segnalano il Premio 1996 del quotidiano francese Le Monde, il premio “Vivaldi” della Fondazione Cini di Venezia, il premio “Abbiati” dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, il Diapason d’Or per Li Zite’n galera (1999) e per il Pulcinella vendicato (2002), il Premio “Charles Cros” dell’Accademie du Disque (1999), il Timbre de Platine per La Statira di Francesco Cavalli. Nel 2005, infine, ha registrato lo Stabat Mater di Pergolesi per la casa discografica Eloquentia.
Nel corso del 2006 la Cappella ha svolto un intenso periodo di lavoro in Francia, presentando La Partenope di Händel alla Cité de la Musique di Parigi e La finta giardiniera di Pasquale Anfossi, in collaborazione con la Fondation Royaumont. Quindi si è esibita a Pisa, nell’ambito del Festival “Anima Mundi”, e ancora in Cina e in Portogallo. Oltre ai numerosi progetti esteri e tournée che la vedono coinvolta nel 2007, l’Orchestra sarà “complesso in residenza” presso la Stagione lirico sinfonica del Petruzzelli di Bari.15

Antonio Florio, direttore
Nato a Bari, riceve una formazione classica, diplomandosi in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota. Approfondisce, in seguito, lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble Cappella della Pietà de’ Turchini, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e a un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori operistici inediti, infine curandone la proposta per i più prestigiosi teatri europei e italiani. Tra i molti titoli riscoperti da Florio si segnalano: La colomba ferita (1670), Lo schiavo di sua moglie (1671) e la Stellidaura vendicante (1674) di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco Boerio (1673); La finta cameriera di Gaetano Latilla (1673); Li Zite’n galera di Leonardo Vinci (1722); il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello (1767); La Statira di Francesco Cavalli (nell’edizione napoletana del 1666); Motezuma di Francesco De Majo (1765).
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra Reale della Galizia di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse.
È, inoltre, titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Tra i suoi impegni più recenti citiamo l’opera di recupero e revisione della Partenope di Leonardo Vinci, la cui edizione è stata realizzata nel 2004. Nel 2005 si è dedicato alla riscoperta e revisione dell’opera La finta giardiniera di Pasquale Anfossi, già proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano alla Fondation Royaumont, in forma di concerto e successivamente in forma teatrale. Nel 2006 ha diretto la Cappella della Pietà de’ Turchini nell’ambito del prestigioso festival “Anima Mundi” di Pisa, prima di portare in Cina, attraverso quattro tappe, lo spettacolo Festa Napoletana. Nello stesso anno, nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo “Mousiké” di Bari, ha ricevuto il primo premio per la diffusione della musica mediterranea. Nel corso della stagione concertistica del 2007, oltre alla messa in scena dell’Ottavia di Scarlatti in Spagna, è stato ospite dell’Accademia Chigiana di Siena e del Ravenna Festival, del Centre Lyrique D’Auvergne di Clermont Ferrand in Francia e di una tournée in Sud America.

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Martedì 23 settembre ore 13
Biblioteca Comunale Centrale, Cortile di Palazzo Sormani
Ingresso gratuito

Break in Classica

Anna Bazueva, flauto
Miriam Conti, pianoforte

Musiche di
Franz Schubert, Vladimir Rotaru, Maurice Ravel, Claude Debussy, Francis Poulenc

Per l’ultimo appuntamento con la piccola rassegna Break in Classica, martedì 23 settembre nel Cortile di Palazzo Sormani, il duo femminile composto da Anna Bazueva al flauto e Miriam Conti al pianoforte ha impaginato un programma denso di immagini, di evocazioni e tracce narrative. Le cinque composizioni sono infatti attraversate da vari riferimenti extra-musicali, talora solo indiretti, talora a quanto pare anche pretestuosi (nel caso della Pavane di Ravel), ma talora, altresì, essenziali e illuminanti l’origine e il significato della musica.

Programma:

Franz Schubert
Introduzione e sette variazioni in mi minore sul tema di “Trockne Blumen”, op. 160 (D 802), per flauto e pianoforte
Vladimir Rotaru (1931)
Quadri di campagna, per flauto e pianoforte
Maurice Ravel (1875-1937)
Pavane pour une infante defunte, per pianoforte
Claude Debussy (1862-1918)
Syrinx, per flauto
Francis Poulenc (1899-1963)
Sonata, per flauto e pianoforte

In collaborazione con
Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano in occasione del Bicentenario
Biblioteca Comunale Centrale


BIOGRAFIE

Anna Bazueva, flauto
Inizia gli studi musicali al Liceo musicale-repubblicano “S. Rachmaninov” di Chišinau, in Moldavia, nella classe di pianoforte di M. Neaga e partecipa a concerti e festival musicali organizzati nella medesima città. Nel 1999 è ammessa al Corso d’interpretazione musicale di flauto tenuto da Enrico Cannata a Timisoara, in Romania e poi prosegue lo studio del flauto con Grigorij Mosejko, iniziando nel 2001 l’attività concertistica. Vince il terzo premio all’ottava edizione del Concorso internazionale per giovani interpreti “Eugen Coca” a Chišinau. Partecipa al festival internazionale degli strumenti a fiato a Isny, in Germania, come primo flauto dell’orchestra “Giovani d’Europa”. È solista nel Concerto in sol maggiore per flauto ed orchestra di Mozart con l’Orchestra Sinfonica di Stato della Transnistria a Tiraspol, in Moldavia. Si esibisce inoltre in concerti e spettacoli con gruppi musicali di vario genere (rock, gothic, ethno, jazz, ecc.).
Nel 2004 si trasferisce in Italia, viene ammessa al Conservatorio di musica “L. Cherubini” di Firenze nella classe di Flauto traverso con Maria Di Sabatino, e si diploma nel 2007 con il massimo dei voti e la lode. Nello stesso anno si trasferisce a Milano per proseguire gli studi musicali presso il Conservatorio “G. Verdi” con Diego Collino e frequenta il Biennio di secondo livello di flauto.
Ha tenuto numerosi concerti con l’Orchestra italiana di flauti di Marlaena Kessick, nel 2008 si è esibita come primo flauto in Pierino e Lupo di Prokof'ev con l’Orchestra sinfonica H. Swarowsky di Maurizio Tambara e con l’Orchestra Microkosmos di Fabio Gallazzi. È secondo flauto e ottavino dell’Orchestra Sinfonica degli allievi del Conservatorio di Milano.
Il duo con la pianista Miriam Conti si è formato nella classe di musica da camera di Luigi Zanardi presso il Conservatorio di Milano ed è stato “segnalato” nell’edizione 2008 del Concorso-premio “Il clavicembalo verde” per gruppi da camera.

Miriam Conti, piano
È nata nel 1984 e ha iniziato lo studio del pianoforte con Magdalena Lutka. Nel 2004 è entrata al Conservatorio “G. Verdi” di Milano dove ha proseguito gli studi con Cristina Carini e Vincenzo Balzani, diplomandosi nel 2007 col massimo dei voti. Attualmente frequenta il Biennio superiore con Vincenzo Balzani. Ha partecipato a masterclass tenute da Elisso Virsaladze, Aldo Ciccolini, Oxana Yablonskaya, Oei-Ong, Luigi Mostacci, Thomas Boeckler e Marcello Abbado.
È stata premiata in diversi concorsi nazionali e internazionali (tra gli altri: Concorso nazionale della riviera etrusca, International Music Competition, Premio “Vittoria Caffa Rigetti”, Coppa pianisti d’Italia di Osimo).
Negli ultimi anni si è dedicata molto alla musica da camera, frequentando le classi di Luigi Zanardi ed Emanuela Piemonti e suonando in varie formazioni cameristiche, dal duo al sestetto.
Si è esibita come solista e in formazioni cameristiche in numerose sale italiane (Teatro Sala Fontana, Palazzo Cusani, Circolo Volta, Sala Puccini, Triennale di Milano, Teatro comunale di Jesi, Auditorium San Rocco di Senigallia) ed estere (Pro Sinfonika di Pozna´n in Polonia, Auditorium du Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Nizza, e a Friburgo in Germania).
Per l’estate 2009 ha in programma una serie di concerti in Germania. Nel Settembre 2008 inizierà un Master of Music negli Stati Uniti alla Hart University di Hartford (Connecticut).


Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in collaborazione con Sentieri selvaggi

Martedì 23 settembre ore 17 - SESTO SAN GIOVANNI, Spazio MIL

Nuove generazioni di compositori
nel concerto di Sentieri selvaggi al MIL

Carlo Boccadoro, direttore
Fabrizio Meloni, clarinetto

L’attenzione che MITO riserva alla musica contemporanea, e ai giovani compositori, prende forma, ancora una volta, nel concerto di martedì 23 alle ore 17 dell’ensemble Sentieri selvaggi, la solida formazione milanese diretta da Carlo Boccadoro. Nel nuovo Spazio MIL di Sesto San Giovanni, ex-magazzini Breda trasformati in un modernissimo edificio in mattoni, travi d’acciaio e vetro grazie a un riuscito recupero architettonico, l’ensemble proporrà musiche di autori tutti nati tra il 1960 ed il 1981, con una significativa presenza femminile.
In programma anche l’ esecuzione, in prima assoluta, di Bibì & Bibò di Carlo Boccadoro. La composizione, di estremo virtuosismo, per clarinetto e clarinetto basso ed ensemble, è pensata proprio per i due esecutori protagonisti: Fabrizio Meloni e Mirco Ghirardini.
Dopo il concerto, alle 18, sarà presentato il Libro Bianco sulla diffusione della musica contemporanea in Italia, realizzato da Federazione Cemat R.It.M.O. – Rete Italiana Musicisti Organizzati. Ingresso gratuito.

Canonada di Marc Mellits, compositore statunitense del 1966, assistente di Steve Reich il cui linguaggio si basa sulla fascinazione ritmica.
Aktaí in prima esecuzione assoluta di Christina Athinodorou, nata a Cipro nel 1981, studi in Inghilterra ma con uno stile musicale mediterraneo.
Cranks and Cactus needles di Annie Gosfield nata a Philadelphia nel 1960, oggi vive e lavora a New York, con un linguaggio che elimina ogni confine tra musica e rumore
End Meets di Luis Tinoco. Nato a Lisbona nel 1969, e diventato presto uno degli autori più rappresentativi del proprio paese.
Song of a Traveller in the Night di Isidora Žebeljan nata a Belgrado nel 1967, finalista al concorso internazionale per nuove opere promosso dalla Genesis Foundation di Londra. L’aspetto popolare balcanico appartiene con inevitabile naturalezza al vocabolario della Žebeljan che ha collaborato alla stesura delle prime colonne sonore di Goran Bregovic.
Roulette di Anna Clyne, nata a Londra nel 1980, si è trasferita a New York nel 2002, dove la sua personalissima ‘voce’ compositiva ha trovato un ambiente ideale di formazione ed espressione.

Ingresso gratuito - i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Biglietteria Mito
Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
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BIOGRAFIE

Sentieri selvaggi
Paola Fre, flauto
Mirco Ghirardini, clarinetto
Andrea Dulbecco, vibrafono e percussioni
Andrea Rebaudengo, pianoforte
Piercarlo Sacco, violino
Enrica Meloni, violino
Laura Riccardi, viola
Aya Shimura, violoncello
È un gruppo formato da alcuni fra i migliori musicisti italiani, che sono uniti da un progetto: avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. Fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno, Angelo Miotto, nell’arco di nove anni Sentieri selvaggi raggiunge risultati rilevanti.
Il gruppo instaura un rapporto di stretta collaborazione con compositori, quali Philip Glass, Michael Nyman, David Lang, James MacMillan e Louis Andriessen, che scelgono l’ensemble di Sentieri selvaggi per l’esecuzione della loro musica in Italia e come gruppo ispiratore e destinatario di nuove partiture.
Sentieri selvaggi è regolarmente ospite delle più prestigiose stagioni musicali italiane (Teatro alla Scala, Teatro Regio di Torino, Biennale di Venezia, Amici della Musica di Palermo, Accademia Filarmonica Romana), di importanti eventi culturali del nostro paese (Notte Bianca di Roma, FestivaLetteratura di Mantova, Festival della Scienza di Genova, e MITO SettembreMusica) e festival internazionali (Bang On A Can Marathon di New York, SKIF Festival di San Pietroburgo, International Review of Composers di Belgrado, International Festival of Contemporary Music di Tashkent in Uzbekistan).
Il gruppo realizza per sei anni un proprio Festival di Musica Contemporanea promosso dalla Provincia di Milano; nel 2005 – novità assoluta per la città e per l’Italia – Sentieri selvaggi produce una stagione di musica contemporanea di cui il festival è diventato parte integrante e che si articola attorno al tema Parole. Il progetto continua nel 2006 con Il Femminile, una stagione interamente dedicata alla creatività musicale contemporanea declinata al femminile. La rassegna del 2007, dal titolo Diritto di..., è invece dedicata al tema dei diritti dimenticati, vilipesi, combattuti, perduti: ogni serata è un vero e proprio viaggio in uno specifico diritto, il cui cammino è tracciato con musiche e parole. Nella stagione 2008, intitolata Conflitti, l'ensemble esplora diverse forme di conflitti che caratterizzano il mondo contemporaneo e come i medesimi si riflettono sull’attività creativa dei compositori di oggi.
L’ensemble è regolarmente impegnato in produzioni editoriali e discografiche con lo scopo di diffondere la conoscenza della musica del nostro tempo. Ha prodotto i CD La Formula del fiore, Bad blood, Musica Coelestis, Child. Nel 2006 pubblica, per la prestigiosa etichetta americana Cantaloupe Music AC/DC, un’antologia che raccoglie le tappe più significative del repertorio di Sentieri selvaggi. È dello stesso anno l’uscita dell’incisione di Acts of beauty con Sentieri selvaggi e Cristina Zavalloni, prodotti da Michael Nyman per la MN Records. Nel 2007 è uscito il nuovo disco di Filippo Del Corno, Hotel Occidental, diario di bordo dei dieci anni di lavoro del compositore con l’ensemble, sotto la direzione di Carlo Boccadoro. Nel marzo 2008 è uscito il cd Il cantante al microfono (canzoni tradotte da Sergio Secondiano Sacchi, strumentate da Filippo Del Corno e interpretate da Eugenio Finardi), omaggio alla figura di Vladimir Vysotsky (1938-1980), grande attore poeta e cantautore russo dissidente, duramente osteggiato dall’autorità sovietica negli anni ’60 e ’70.
La realizzazione di spettacoli ed eventi di teatro musicale è un altro settore importante e riconosciuto dell’attività di Sentieri selvaggi: le produzioni teatrali (tra cui Orfeo a fumetti di Filippo Del Corno, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Michael Nyman, The Sound of a Voice di Philip Glass), grazie al forte impatto che le caratterizza, riscuotono un ampio consenso di pubblico e critica.
L’esperienza di Sentieri selvaggi si contraddistingue inoltre per il singolare impianto comunicativo del concerto: il tradizionale programma di sala è sostituito da una mappa di orientamento con brevi introduzioni parlate, in stile radiofonico, prima dell’esecuzione di ogni brano.

Carlo Boccadoro
Ha studiato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, dove si è diplomato in Pianoforte e Strumenti a Percussione. Nello stesso istituto ha studiato Composizione con diversi insegnanti, tra i quali Paolo Arata, Bruno Cerchio, Ivan Fedele e Marco Tutino.
Dal 1990 la sua musica è presente in tutte le più importanti stagioni musicali italiane (Teatro alla Scala, Accademia di Santa Cecilia, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Biennale di Venezia, Teatro Filarmonico di Verona, Teatro Regio di Torino, MITO Settembre Musica, Teatro Carlo Felice di Genova, Mittelfest, Teatro Comunale di Bologna, Ferrara Musica, Aterforum, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra della Toscana, Cantiere Internazionale D’Arte di Montepulciano, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Massimo di Palermo e molte altre).
La sua musica è stata inoltre eseguita in molti altri paesi, tra i cui la Francia, la Spagna, la Germania, l’Olanda (Concertgebouw di Amsterdam), l’Inghilterra, la Scozia (Royal Academy di Glasgow) gli Stati Uniti (Bang on A Can Marathon, Aspen Music Festival, Monday Evening Concerts di Los Angeles), e il Giappone.
Luciano Berio, nel 2001, gli ha commissionato per l’Accademia di Santa Cecilia un’opera per ragazzi, La Nave a Tre Piani, andata in scena nella stagione 2005-2006 e successivamente ripresa dal Teatro Regio di Torino. Per il teatro ha inoltre composto il balletto Games (Teatro alla Scala, coreografia di Fabrizio Monteverde) e quattro opere di teatro musicale.
Nel 1998 il progetto europeo “Il suono dei parch”, coordinato da Enzo Restagno, Roman Vlad, Gerard Grisey, George Benjamin e Louis Andriessen, gli ha commissionato il brano Über allen Gipfeln per 10 strumenti. Nel 2003 il suo brano Bad Blood, per pianoforte e 5 strumenti, è stato selezionato dalla Rai per partecipare alla “Tribuna internazionale dei Compositori dell’UNESCO”. È tra i fondatori del progetto culturale “Sentieri selvaggi”.

Fabrizio Meloni
Primo clarinetto solista dell’Orchestra del Teatro e della Filarmonica della Scala dal 1984, ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Vincitore di concorsi nazionali e internazionali, ha collaborato con solisti di fama internazionale quali Bruno Canino, Alexander Lonquich, Michele Campanella, Heinrich Schiff, Friederich Gulda, Editha Gruberova, il Quartetto Hagen, Myung-Whun Chung, Philip Moll, Nazzareno Carusi e Riccardo Muti nella veste straordinaria di pianista.
Ha tenuto tournée negli Stati Uniti e in Israele con il Quintetto a Fiati Italiano, eseguendo brani dedicati a questa formazione da Berio e Sciarrino. Con il Nuovo Quintetto Italiano, nato nel 2003, ha già all’attivo tournée in Sud America e nel Sud Est Asiatico. La sua tournée d concerti in Giappone con Philipp Moll e I Solisti della Scala (Tokyo e Osaka) è stata accolta da entusiastici consensi di pubblico e critica: il programma di musiche italiane è stato raccolto nel CD “I fiati all’Opera” (DAD Records). Ha all’attivo diverse incisioni discografiche: il Concerto K622 e la Sinfonia Concertante di Mozart per clarinetto e orchestra con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti; “Pulcherrima Ignota” (con l’E. Bairav Ensemble, tributo alle musiche zingare nel mondo), il Duo-Obliquo (con Carlo Boccadoro, compositore, pianista e percussionista), l’Histoire du Soldat di Stavinskij nella doppia versione per trio e settimino e i Quintetti per clarinetto e archi di Mozart e Brahms.
Nell’aprile 2006 è uscita per AMADEUS la registrazione dei concerti per clarinetto di Mercadante, Donizetti e Rossini. Nel giugno dello stesso anno è stata pubblicata dalla stessa rivista l’incisione delle due Sonate op. 120 per pianoforte e clarinetto di Brahms con Nazzareno Carusi.
Cord Garben, direttore artistico di tutte le registrazioni discografiche di Arturo Benedetti Michelangeli per oltre quindici anni, ha così recensito il suo debutto in duo con Nazzareno Carusi, alla Brahms-Gesellschaft di Amburgo nel novembre 2007: ““I musicisti hanno brillato d’un livello tecnico incredibile e spericolato. Un insieme praticamente perfetto e una scala completa di espedienti espressivi hanno fatto dell’ascolto un’avventura indimenticabile”.
È stato invitato a tenere master classes dal Conservatorio Superiore di Musica di Parigi, dal Conservatorio della Svizzera Italiana, dalla Manhattan School of Music, dalla Northeastern Illinois University di Chicago, dalla Music Academy of the West di Los Angeles e dalle Università di Tokyo e Osaka; tiene i corsi di alto perfezionamento all’Accademia Cà Zenobio di Treviso, all’Accademia delle Arti e dei Mestieri del Teatro alla Scala, al Conservatorio di Udine e al Conservatorio Superiore di Musica di Saragozza.
Fra i prossimi impegni, il DVD “Il clarinetto nel Jazz e nel 900 italiano” edito da Limen e distribuito in tutto il mondo dalla Warner; l’incisione dei concerti di Jean Françaix, Carl Nielsen e Aaron Copland, mai realizzata da un musicista italiano, per la rivista Amadeus; e la pubblicazione per Mondadori delle musiche scritte ed eseguite con Roberto Prosseda per “Ol ari Nyiro Diary” della scrittrice Kuki Gallman.
Dal Gennaio 2008 ha un contratto discografico esclusivo con la EMI.
È autore del libro “Il Clarinetto”, pubblicato da Zecchini Editore.
________RETTIFICA: il concerto di Lou Reed, John Zorn e Marc Ribot, 23 settembre all’Alcatraz di Milano, ha luogo alle ore 21.00 e non alle ore 23.


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MITO SettembreMusica presenta

una grande sorpresa fuori programma



Martedì 23 settembre ore 23.30 - Alcatraz, Milano



S U R P R I S E!



LOU REED, JOHN ZORN, MARC RIBOT

in trio per la prima volta in Europa





MITO SettembreMusica annuncia un avvenimento inatteso, una sorpresa al di fuori del già ricchissimo cartellone: Lou Reed, John Zorn e Marc Ribot saranno insieme, per la prima volta in Europa, sul palco dell’Alcatraz di Milano, per dare vita ad una jam session unica.



Questo concerto straordinario precede lo spettacolo, già tutto esaurito, presentato da MITO in prima - e unica data europea - di John Zorn del 24 settembre al Teatro degli Arcimboldi, Il Cantico dei Cantici (in ebraico Shir haShirim), che prevede la partecipazione sul palco di Lou Reed e Laurie Anderson, voci recitanti del lavoro più appassionante di John Zorn.



John Zorn e Lou Reed si conoscono da tempo, ma solo recentemente hanno iniziato a collaborare. Il 31 aprile dello scorso anno, Zorn compariva a fianco del gruppo di Reed all’inaugurazione dello HighLine di New York, dando inizio ad una fitta trama di prove, incontri ed esibizioni, che culminavano il 10 gennaio 2008 in due concerti allo Stone (locale newyorkese animato dallo stesso Zorn) di un inedito trio: Lou Reed, Laurie Anderson e John Zorn. Facevano seguito altre jam session di Reed e Zorn con alcuni fra i più significativi improvvisatori della scena di New York, fra cui Marc Ribot, Milford Graves, Mike Patton, Bill Laswell, Zeena Parkins.



Il 23 settembre, proprio una di queste jam-session avrà luogo a Milano, e per la prima volta in Europa, in esclusiva per MITO SettembreMusica: l’inedito trio, composto da Lou Reed, John Zorn e dal celebre chitarrista Marc Ribot (che molti ricordano come prediletto accompagnatore di Tom Waits) si esibirà in uno scambio musicale all’insegna della ricerca di nuove sonorità. Sia Reed che Zorn e Ribot, icone dell’ebraismo newyorkese più avanzato ed impegnato, hanno contraddistinto il loro lavoro con un atteggiamento costantemente innovativo, fra l’orlo del precipizio di un’avanguardia senza compromessi e improvvisi squarci di ineffabile lirismo.



Un trio d’eccezione, dunque, una vibrante jam-session e un’autentica sorpresa alla città di Milano da parte di MITO SettembreMusica, che ci fa conoscere la nuova improvvisazione newyorkese dimostrando come tre storici artisti possano essere sempre in prima linea, al comando della creatività più pura.



Ingresso Euro 40

Biglietti in vendita da lunedì 22 settembre, ore 10.30 - 18.30

Biglietteria MITO Urban Center

Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.36508343

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Biografie





LOU REED



Lou Reed è una delle figure leggendarie del rock'n'roll, prima come leader del gruppo rivoluzionario dei Velvet Underground, e poi come artista solista. A differenze della maggior parte degli artisti provenienti dalla cultura musicale di fine anni '60, Reed è riuscito a rinnovare costantemente il suo sound rimanendo, però, fedele alla sua visione musicale.

Lewis Allen Reed nasce il 2 Marzo 1942 in una famiglia di religione e cultura ebraica nella cittadina di Freeport, Long Island. Già dalla nascita, Reed vuole essere un musicista, ispirato in particolar modo dal rock'n'roll che scopre da giovanissimo. Impara a suonare la chitarra e incide un singolo stile "doo-woop" con una band chiamata "The Shades". In questo periodo accade una delle cose che sconvolgerà totalmente l'esistenza di Lewis; i genitori, preoccupati dal suo atteggiamento ribelle, dalle sue pose effeminate e provocatorie, dal suo parlare apertamente di omosessualità e dal suo sempre maggiore interesse verso la "musica del diavolo" (il rock'n'roll), decidono di rivolgersi ad un centro psichiatrico specialistico per farlo curare.

Il giovane Lewis accetta la volontà dei genitori e si reca alla clinica tra il divertito e il curioso: non sa che la "cura" scelta e molto in voga all'epoca era l'elettroshock. Per due settimane viene sottoposto a scariche elettriche intensive che, come lui ha più volte ricordato, gli facevano perdere completamente senso dell'orientamento e memoria. Per parecchi mesi Lewis non sarà neanche più in grado di leggere.

Il trattamento dell'elettroshock cambierà profondamente Lewis che non solo non "guarirà", come speravano i genitori, ma anzi esaspererà i suoi comportamenti giocando, spesso, sulla pazzia. Ma ,soprattutto, cambierà per sempre il già complicato rapporto di amore-odio verso i genitori: da questo momento in poi Lewis farà di tutto per far loro del male, vendicandosi della loro decisione, e parlerà di loro in parecchie canzoni durissime ("Kill your sons" parla proprio del trattamento di elettroshock).

In definitiva, comunque, i genitori si rivelano come una tipica famiglia ebrea della medio borghesia anni '50, con tutto il loro carico di preconcetti e di convenzioni puritane, e il giovane Lewis è, invece, già proiettato nel nuovo fermento culturale degli anni '60 e '70.

Agli inizi degli anni '60 Reed si iscrive alla Syracuse University, cogliendo l'occasione per allontanarsi da casa e dalla puritana cittadina di Freeport. Il periodo alla Syracuse sarà fondamentale per la crescita personale e artistica, permettendogli di entrare in contatto con artisti e con le nuove tendenze musicali. È al college che conosce alcune delle persone che avranno un'influenza enorme: il suo professore, nonché poeta alcolista, Delmore Schwartz, e Sterling Morrison. Conoscerà inoltre Shelley, suo primo vero amore.

Lewis Reed viene visto come un essere strano e misterioso; i suoi atteggiamenti bizzarri e scostanti, la sua passione per i poeti maledetti, i suoi dialoghi cinici e corrosivi, coadiuvano a formare un'immagine forte e stimolante che parecchie persone trovano "irresistibile". Tra queste persone c'è, appunto, Shelley, una delle ragazze più belle del college. La storia con lei durerà quasi 4 anni, tra alti e bassi, fino alla divisione a causa degli esasperanti giochi psicologici ai quali Reed, già da allora, sottoponeva lei e tutte le persone che incontrava. È a lei che dedica i primi brani che scrive, tra cui "I'll be your mirror". Il loro legame continuerà fino alla metà degli anni '70.

È un periodo di vita sregolata, di musica, di droghe, di esperienze omosessuali. Dopo la laurea, Reed si sposta a New York e diventa un compositore pop professionista per la Pickwick Records: l'accordo prevedeva che scrivesse un numero di pezzi al giorno che la casa discografica poi avrebbe fatto incidere e pubblicare sotto falsi nomi. Ben presto comincia a provare una forte insoddisfazione verso questo lavoro e verso le sue limitazioni artistiche; è in questo periodo che conosce un musicista pagato dalla Pickwick per una session: John Cale.

Reed lascia il lavoro e comincia a mettere in piedi un progetto di una rock band d'avanguardia con il suo nuovo amico. Il duo recluta altri due componenti: Sterling Morrison e Maureen Tucker. Il nome della band viene preso dal titolo di un libro giallo trovato nella spazzatura: Velvet Underground. I VU diventano un gruppo cult nel panorama artistico-musicale non convenzionale del Greenwich Village tanto che verranno in seguito patrocinati dall'artista pop Andy Warhol che gli farà da manager, promotore, e finanziatore del primo album: "The Velvet Underground and Nico", il famoso album con la banana in copertina, uscito nel 1967.

L'influenza dei Velvet Underground verso gli artisti e i gruppi successivi è dovuta in parte alle pennellate liriche di Lou, vere e proprie poesie "beat" che raccontano della vita di strada, delle droghe, di sadomasochismo e altri soggetti che, all'epoca, erano ancora taboo.

La partecipazione della cantante tedesca Nico all'album, che canterà in alcuni brani del primo LP, è una mossa studiata e voluta da Warhol che, alla ricercata "crudezza" della musica del gruppo voleva anteporre un'immagine limpida, bella, statuaria come punto stridente.

Nel 1968 Lou "licenzia" Warhol per sostituirlo con un manager più esperto del settore musicale e nello stesso anno esce il secondo album "White light/white heat" più "sporco", più distorto del precedente. Alla fine dell'anno Reed esclude dal gruppo anche l'altra colonna portante musicale: John Cale. La decisione è sofferta e deriva da forti tensioni interne derivanti dallo stress dei tour e dalla fortissima insoddisfazione commerciale e frustrazione di entrambi.

L'album successivo, "Velvet Underground", trova Doug Youle come sostituto di Cale. Nel frattempo i problemi manageriali, i fiaschi commerciali portano forti tensioni tra i membri del gruppo. Nel 1970 esce "Loaded", nel quale la maggior parte dei brani viene cantata da Youle (prima delle sessioni di registrazione Reed contrae l'epatite perdendo la voce).

Profondamente insoddisfatto, prima ancora che l'album uscisse sul mercato, Reed abbandona definitivamente il gruppo e torna dai suoi genitori a Freeport, proprio quando stavano conquistando un minimo di notorietà grazie al singolo "Sweet Jane".

A Freeport Lou, colto da una profonda depressione e dalla disintegrazione di tutti i suoi sogni, lavorerà per qualche mese come dattilografo nella società del padre, ma continuerà a comporre canzoni che vedranno la luce nei suoi album solisti successivi.

Un vecchio dirigente della casa discografica dei Velvet lo ricontatta e lo convince a tornare nella musica. Reed, poco convinto, accetta e parte per Londra, dove la sua notorietà è molto più forte che in patria e dove il clima artistico è più stimolante. È proprio a Londra che incide il suo omonimo album di debutto solista che include nuovi pezzi e parecchi brani che non erano stati inclusi negli album dei Velvet Underground. Il disco "Lou Reed" non avrà molto riscontro, ma gli permetterà comunque di tornare nella mischia e di conoscere altri grandi artisti.

In questo periodo conosce David Bowie, incontro fondamentale per la sua carriera. Spinti dalla RCA, etichetta discografica di entrambi, i due decidono di collaborare. Bowie, all'epoca quasi una divinità musicale che tutto poteva, e il suo chitarrista Mick Ronson prendono Lou e lo ricostruiscono; nuovo look "glam" e arrangiamenti accattivanti per il nuovo album che vedrà la luce nel 1972: "Transformer".

"Transformer" diventa un successo clamoroso, raggiungendo i vertici di tutte le classifiche e sfornando due singoli che diventano classici della musica rock: "Walk on the wild side" e "Perfect day". Lou Reed diventa un idolo e un artista ricercatissimo.

Ma Reed ha sempre avuto un rapporto contraddittorio verso il successo: lo ha sempre desiderato e, nello stesso tempo, lo terrorizza, lo detesta. Il successo di "Transformer" e la sua orecchiabilità non rappresentavano il "vero" Reed e così, nel 1973, pubblica il suo capolavoro maledetto: "Berlin", un album tematico dai contorni scuri, che racconta di una coppia di tossicodipendenti americani trasferiti a Berlino. Stupendo e intenso vertice della creatività di Reed, prodotto da Bob Ezrin, l'album avrà molto successo in Gran Bretagna ma, in patria, non riuscirà ad entrare in classifica.

Per cercare di conquistare il pubblico americano e rassicurare la sua casa discografica, nel 1974 Reed realizza "Sally can't dance", un album iper-prodotto che, in effetti, entrerà nella top 10 statunitense. Subito dopo vede la luce il primo album live "Rock'n'roll animal", uno squarcio nitido e eccezionale sulle coinvolgenti performances del periodo.

Nel 1975 decide di mettere in atto la mossa più azzardata, irriverente, sconvolgente verso tutti coloro che lo accusano di sfornare dischi commerciali e verso la RCA, che preme perché ne realizzi. La mossa si chiama "Metal Machine Music", un doppio album senza testi né melodia, un lunghissimo feedback di chitarra, distorto e riverberato diviso in quattro sezioni. Un vero colpo allo stomaco e alle orecchie anche per l'ascoltatore più stoico e curioso. Per ciò che Lou Reed si ripropone, l'album è un autentico successo: riesce ad alienarsi in un colpo solo la simpatia del pubblico e dei critici musicali.

Malgrado tutto, "Metal Machine Music" acquisterà, con il tempo, un valore fondamentale: da qui partiranno alcune correnti sperimentali e punk.

Otto mesi dopo, decide di tornare ad uno stile di scrittura classico con "Coney Island Baby", fortemente influenzato dall' R&B e acclamato dalla critica e nel 1976, con il successivo "Rock'n'roll heart", Lou Reed batte un terreno leggermente più commerciale. Ma la vena dura e cinica di Reed ha bisogno di tornare allo scoperto e nel 1978 pubblica "Street Hassle", seguito l'anno successivo da "The Bells", più sperimentale e con forti influenze jazz.

Nello stesso anno esce un doppio live, "Take no prisoners". Ma l'album tutto è meno che un live nel senso convenzionale del termine; Reed stravolge le canzoni. Anzi, fa di più: non le canta quasi. Il concerto non è altro che una specie di "brain storming" che si avvicina ad un reading poetico beat, un "blues di strada" nel quale Reed improvvisa il testo, si rivolge al pubblico, inventa storie e parla a ruota libera. Un documento eccezionale di un artista eccezionalmente originale.

Reed inizia gli anni '80 con uno dei suoi album più sottovalutati, "Growing up in public", tutto incentrato sulle sensazioni dell'ormai raggiunta mezza età. Ma le progressioni vocali di "So Alone" o il cinico e spietato abbozzo di "Standing On Ceremony" sono dei gioielli. L'album risente anche del nuovo amore di Reed: Sylvia, che sposerà poco tempo dopo.

Nel 1982 mette a segno un altro colpo artistico e commerciale perfetto: "The Blue Mask", registrato con il chitarrista Robert Quine e il bassista Fernando Saunders. È un nuovo Lou Reed quello che si presenta, più positivo, più disponibile e soprattutto profondamente innamorato della moglie, alla quale dedica più di una canzone.

"Legendary Heart" e "News Sensations", del 1983 e del 1984, segnano una curva in discesa nell'ispirazione, regalandoci solo occasionalmente qualche tocco di talento. In generale i due album, ricchi di sintetizzatori, di batterie elettroniche e della iper produzione tipica della musica degli anni '80, sono abbastanza insignificanti. Anche il successivo "Mistrial", album politico, non riesce a risollevare le sorti di una carriera e di un talento che, sembra, si sia ripiegato su se stesso.

Reed ha abituato il suo pubblico ai colpi di coda e nel 1989 pubblica "New York", album che segna il suo ritorno come artista di primo piano. L'album è acclamato dalla critica e osannato dai fan, e contiene canzoni che diventeranno i "nuovi classici" di Reed: "Dirty Boulevard", "Romeo and Juliette" e "Hold On".

Negli anni successivi si dedica ad altri progetti e la situazione del matrimonio, già in crisi, si aggrava. Reed prega Sylvia di lasciare l'appartamento. La morte di Andy Warhol è un altro duro colpo, ma anche l'opportunità di incidere un disco, nel 1990, in suo onore con l'altro fondatore dei Velvet Underground: John Cale. L'album si intitola "Songs for Drella" (Drella era lo pseudonimo di Warhol, sunto di "Dracula" e "Cinderella").

In questo periodo perde due carissimi amici, morti di cancro. Il profondo dolore per questa perdita lo porta a comporre l'album più introspettivo e cupo della sua carriera: "Magic and Loss", del 1992. Accolto con favore dalla critica e un po' meno dal pubblico abituato al rocker, il nuovo album è crudo, lineare, sofferto totalmente incentrato sul testo e su melodie quanto più semplici possibili. Ma, in realtà, è uno dei lavori più maturi e complessi di Reed che, negli anni '90, dimostra ancora una volta di saper sbalordire.

La collaborazione con John Cale di qualche anno prima sfocia in un altro colpo di scena nella carriera di Lou Reed: la reunion dei Velvet Underground del 1993 e il successivo tour mondiale. Testimonianza del tour è un bellissimo doppio album live. Sebbene siano passati quasi trent'anni, le tensioni tra i membri del gruppo riaffiorano e Reed, ancora una volta, decide di sciogliere il gruppo. La morte di Sterling Morrison, l'anno seguente, porrà per sempre la parola fine alla loro storia.

Subito dopo lo scioglimento del gruppo, si separa legalmente dalla moglie e comincia a frequentare la cantante Laurie Anderson.

Nel 1996 esce "Set the twilight reeling", album dai toni perlopiù pacati e splendidamente arrangiato: un lavoro maturo e solido del "nuovo" Lou Reed.

Nel 1998 un nuovo live, testimonianza di un concerto semi-acustico tenutosi l'anno precedente: "Perfect Night: Live in London".

Nel 2000 Lou Reed decide di tornare a suoni un po' più duri e pubblica "Ecstasy", un grande ritorno e un buon auspicio per il nuovo millennio. Originale, con testi che ricordano quelli del Reed anni '70, musicalmente ineccepibile e omogeneo, "Ecstasy" viene apprezzato dalla critica e dal pubblico che riconosce nella sessantenne icona del rock, ancora un'alta levatura e un grande talento.

Dopo una breve collaborazione con la moglie Laurie Anderson, con la quale nei concerti recita i testi con un accompagnamento musicale minimale, esce l'ultimo lavoro di Lou Reed: "The Raven", doppio CD tratto dalle poesie e dai racconti di Edgar Allan Poe, che contiene recitativi e canzoni.


JOHN ZORN



Nato a New York nel 1953, John Zorn studia composizione nella città natale, ma la frequentazione del trombettista francese Jacques Coursil lo spinge verso l’improvvisazione jazzistica, facendosi influenzare dall’opera di Jimmy Giuffre, Roscoe Mitchell, Ornette Coleman. Inizia lo studio intensivo dell’improvvisazione a St. Louis, dove conosce Joseph Bowie e altri sperimentatori, influenzato da fonti tanto diverse quali Stravinskij, Braxton, il contrappunto, Varèse, Harry Partch, il chitarrista inglese Derek Bailey. I suoi primi lavori sono, in effetti, assai vicini alla musica gestuale europea, ma l'influenza della musica creativa lo spinge ad abbracciare strutture sempre piu' improvvisate, e a suonare sempre piu' il sassofono.

Le opere, espressivamente violente e sperimentali al limite della cacofonia, che lo rivelano sono, fra le altre, Lacross (1977), Hockey (1978), Fencing (1978), Jai Alai (1980), Croquet (1981), Track And Field (1982), nelle quali e' spesso coadiuvato da artisti di grande valore e creatività come Arto Lindsay, David Moss, Tom Cora, Eugene Chadbourne, Fred Frith. Sono lavori ispirati dalla rapidita' di cambiamento delle colonne sonore dei cartoni animati: analogamente le sue pièce sono zeppe di discontinuita' apparentemente paradossali, in vivo contrasto con le prassi estetiche dominanti nell'ambiente della libera improvvisazione.

All’ombra dell’esempio di John Cage, Zorn rifiuta lo spartito e compone stabilendo le relazioni fra le varie parti musicali, lasciando poi liberi gli esecutori di muoversi all'interno dei varii livelli strutturali ad essi consentiti da quelle stesse relazioni. Lavori come School, Pool e Archery raccolgono alcune di queste perfomance, che costituiscono di fatto un'estensione degli assoli creativi del jazz degli anni Settanta: invece che far improvvisare un musicista alla volta (o un duo o un trio), Zorn fa improvvisare una decina di essi contemporaneamente fissando le regole secondo cui devono interagire.

Reso celebre anche dai ripetuti tentativi di suonare pezzi di Charlie Parker all'indietro, dall'ambizione di unificare musica accademica, improvvisazione jazzistica e cultura rock (si pensi ad un’opera monumentale come Sebastopol), da un trio con Derek Bailey e George Lewis (da cui le glaciali e cerebrali geometrie di Yankees) e dal vocabolario inusitato di fonemi musicali che estrae dagli strumenti a fiato piu' svariati (Classic Guide To Strategy), nel 1984 Zorn registra il suo ottavo disco, il doppio Locus Solus, che raccoglie DJ votati alla sperimentazione (Christian Marclay), esponenti della no wave come Arto Lindsay, Peter Blegvad, Anton Fier e Ikue Mori, e musicisti jazz (fra cui Wayne Horvitz), e propone una forma di improvvisazione "negativa" in cui jazz, jazz-rock e sonorità hard-core si fondono e si scontrano in un caos volontario ma controllato.

Dopo tale opera di rottura la sua carriera prende una direzione completamente opposta. Cobra -con Elliot Sharp, Arto Lindsay e Bill Frisell alle chitarre, Bobby Previte alla batteria, Zeena Parkins all'arpa, Wayne Horvitz al piano, Christian Marclay ai turntables, Anthony Coleman al pianoforte, piu' nastri-collage, celeste, fisarmonica, trombone e sintetizzatore- e' un altro vertice del suo caos dissociato, che ricorda i dipinti di Pollock ma che possiede l’ironia tutta ebraica dei fratelli Marx..

Negli anni successivi Zorn compie il salto dal mondo delle piccole etichette indipendenti a quello delle major attraverso una serie di opere di imitazione e demistificazione in cui si esprime al meglio il suo genio di arrangiatore: Big Gundown e' un tributo surreale e sofisticato a Ennio Morricone (la suite omonima e' costruita su motivi di spaghetti-western, chitarrismi surf, jam improvvisate e musica sinfonica), mentre Spillane e' un omaggio surreale alle atmosfere dei film noir (la title-track e' una fantasia costruita cucendo una dietro l'altra sessanta miniature da colonna sonora che vanno dallo strumentale alla Telstar al cocktail jazz piu' languido con ogni sorta di intermezzi cacofonici e brani conversazione, e Two-lane Highway e' una serie di variazioni blues per Albert Collins). In News For Lulu, in trio con il trombone di George Lewis e la chitarra di Bill Frisell, interpreta classici del post-bop con l'immaginazione della musica creativa, e in Spy Vs Spy rielabora l’estetica di Ornette Coleman attraverso l'enfasi teppista del punk-rock.

Naked City, con Frisell, Frith, Horvitz e il batterista Joey Baron, e' un summa delle sue ossessioni (colonne sonore, free-jazz, be bop, country & western). Assolutamente folli, i mille camuffamenti in forma di slapstick come Latin Quarter e Saigon Pickup rimandano a una forma moderna e schizoide del music-hall. Gli sconquassi armonici di Zorn e Frisell in microcacofonie come Snagglepuss sono volutamente gratuiti e infantili. Altre pagine (ciascuna spesso di trenta secondi o meno) sono suonate con ferocia da thrash-punk e alterando la velocita' di registrazione; risultano totalmente anonime, vivendo soltanto di improvvise scariche epilettiche: Zorn sembra godere del caos piu' assoluto. Al tempo stesso le sue incursioni al sassofono contralto, che esasperano la tradizione dei break di yakety-sax del Rhythm & Blues, non hanno eguali negli annali del jazz e del rock per sfrontatezza e smodatezza.

Zorn è forse l'ultimo dei grandi sperimentatori dadaisti, erede dei programmi aleatori di Cage e della gestualita' europea. Negli ultimi hanno ha rivisitato sia le influenze da lui subite attraverso il jazz, rendendo omaggio ad autori come Sonny Clark, Hank Mobley, Freddy Redd, Kenny Dorham, sia, soprattutto, la sua eredità culturale ebraica, che oggi appare l’asse portante di un corpus compositivo di eccezionale rilevanza: gruppi come Masada e Electric Masada hanno offerto straordinari contributi al rinnovamento della musica ebraica, inserendola di fatto fra gli elementi più significativi della nostra contemporaneità culturale.

Non meno apprezzabile è l’attività di Zorn come compositore di affascinanti colonne sonore e come organizzatore di suoni, nonché come squisito e sofisticato autore di incantatorie pagine cameristiche: molteplici aspetti della complessa e poliedrica personalità di una fra le maggiori figure della musica contemporanea tout court.



MARC RIBOT



Quando nel 1985 Tom Waits pubblica “Rain Dogs”, anche le orecchie più pigre non possono rimanere indifferenti ai suoni nuovi riservati alla chitarra elettrica.

Il timbro ruvido, tremolante, ebbro, è opera di Marc Ribot, all’epoca elemento dei Lounge Lizards, dunque già in pista sulla scena torrida della New York di allora. Il sodalizio con Waits garantisce a Ribot una visibilità che non lo distrae comunque da una impressionante pluralità di impegni. Nato nel 1954 a Newark, nel New Jersey, allievo del chitarrista accademico Frantz Casseus, si esibisce inizialmente con alcune garage band, prima di trasferirsi a New York nel 1978, dove collabora con il grande organista Jack McDuff e con il celebre cantante soul Wilson Pickett. Nel 1979 entra a far parte dei Realtones e della Uptown Horns Band, che accompagna artisti popolari come Carla Thomas, Rufus Thomas o Solomon Burke. Nel 1984 entra a far parte del ben noto gruppo Lounge Lizards, guidato dal sassofonista e compositore John Lurie: il suo approccio strumentale, imbevuto di blues ma capace anche di farsi dissacrantemente sperimentale attrae artisti come Elvis Costello (con cui incide lavori quali Spike, Mighty Like A Rose, Kojak Variety), Marianne Faithfull (Blazing Away), Tom Waits (Rain Dogs, Big Time, Frank’s Wild Years, Mule Variations, Real Gone). Caetano Veloso. Partecipa a innumerevoli eventi musicali accanto ad Arto Lindsay, Anthony Coleman, John Zorn. La sua prima band si chiama “Rootless Cosmopolitans”, cui segue il gruppo “Shrek”.

Nel 1996 Ribot incide “Don’t Blame Me”, dove per la prima volta propone una sua personale visione degli standard americani, per chitarra sola. Il lavoro accanto a John Zorn si intensifica: i due fondano il movimento della “Radical Jewish Culture”, che tanto influenza la musica odierna a New York. Ribot suona regolarmente nei gruppi zorniani “Bar Kokhba” e “Electric Masada”. Un interesse parallelo è quello per la musica cubana, concretizzato nel gruppo “Los Cubanos Postizos”, in cui Ribot traduce molti pezzi del compositore Arsenio Rodriguez. (“Marc Ribot Y Los Cubanos Postizos”, “Muy Divertido”)

Di recente, il chitarrista ha pubblicato sue composizioni cameristiche (“Scelsi Morning”) e per colonne sonore (“Soundtracks II”), mentre continua a guidare un trio di rock estremo. Ribot ha anche collaborato con solisti quali il chitarrista Trey Anastasio, la cantante Patty Scialfa, il poeta Allen Ginsberg e molti fra i più apprezzati coreografi contemporanei. In Italia, ha lavorato in diverse occasioni con Vinicio Capossela.
MITO SETTEMBREMUSICA



programma del 22 settembre



ore 11 / Biblioteca Comunale Centrale, Palazzo Sormani

Sala del Grecchetto

La scuola sinfonica milanese: un nuovo progetto editoriale

Tavola Rotonda con Davide Daolmi, Cesare Fertonani,

Vanni Moretto, Cristiano Ostinelli, Luciano Rebeggiani, Emilio Sala

Ingresso gratuito



ore 17 / Basilica di San Simpliciano

Antonio Brioschi e la scuola sinfonica

milanese del primo periodo

Atalanta Fugiens

Vanni Moretto, direttore

Musiche di Brioschi, Zani, Chelleri,

Sammartini

Ingresso gratuito



ore 21 / Teatro Dal Verme

Junge Deutsche Philharmonie

George Benjamin, direttore

Elizabeth Connell, soprano

Musiche di Wagner, Messiaen, Benjamin

Introduce Carlo Bertelli

Posto unico numerato euro 10



Omaggio a Gérard Grisey (1946/1998)

in occasione del Decennale della

Università degli Studi di Milano Bicocca



ore 17 / Aula Magna

Hugues Dufourt ricorda Gérard Grisey

ensemble risonanze

Tito Checcherini, direttore

Esther Flückiger, Maura Capuzzo

Con un saluto di Marcello Fontanesi

Ingresso gratuito



ore 21 / Hangar Bicocca

Ensemble RepertorioZero

Musiche di Agostini, Cendo, Maresz,

Alien Productions, Vassena, Verrando

Introduce Guido Martinotti

Ingressi euro 10





In allegato i comunicati dettagliati per la giornata

del 22 settembre.



Le foto degli eventi del Festival MITO possono essere scaricate ogni giorno liberamente dal sito internet nei formati desiderati:

http://www.flickr.com/photos/mitosettembremusica





Ogni giorno, dalle 13 alle 19, www.c6.tv trasmette in diretta i momenti più interessanti del Festival. Alle 14, in replica alle 18, andrà in onda Mito tg con interviste ai personaggi e anticipazioni sugli eventi della giornata.



Per informazioni al pubblico:

Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.36508343

c.mitobiglietteria@comune.milano.it

(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)



Biglietteria al Palasharp:

fino al 21 settembre, aperta tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00



www.mitosettembremusica.it
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Lunedì 22 settembre ore 21 - Teatro Dal Verme, Milano

George Benjamin dirige l’orchestra giovanile tedesca Junge Deutsche Philharmonie

Lunedì 22 settembre alle 21, al Teatro Dal Verme MITO SettembreMusica ospita la Junge Deutsche Philharmonie, l’orchestra di studenti delle scuole musicali che dalla sua fondazione è divenuta uno dei complessi più importanti della scena tedesca. In questa occasione sarà diretta da George Benjamin, presente nel cartellone di MITO anche con una della sue opere, Into the Little Hill, rappresentata il 18 settembre a Milano.
La parte del soprano sarà interpretato da Elizabeth Connell. In programma il preludio al I atto del Parsifal a e la Marcia funebre di Sigfrido, da “Il crepuscolo degli Dei” di Wagner, Chronicromie di Messiaen e Palimpsests dello stesso Benjamin. Introduce il concerto Carlo Bertelli. Posto unico numerato € 10.

Richard Wagner
“Parsifal”, preludio al I atto
Da “Il crepuscolo degli Dei” Marcia funebre di Sigfrido, Finale
L’opera wagneriana prende forma nella subordinazione della musica al dramma e nello sviluppo attraverso l’elaborazione del Leitmotiv: “temi conduttori” individuati per ciascuna situazione. Parsifal, l’ultima opera di Wagner, fu terminato nell’ottobre 1878. Dal punto di vista compositivo già il Preludio anticipa le atmosfere mistiche che pervadono l’opera. Wagner aveva raggiunto l’apice della scrittura sinfonica già nella tetralogia L’anello del Nibelungo. Il Crepuscolo degli Dei, l’ultima giornata del ciclo, si conclude con la morte di Sigfrido, colpito a tradimento da Hagen. Il suo cadavere è trasportato, adagiato sullo scudo, nell’oscurità . La musica assume i toni di una Marcia Funebre fortemente espressiva riprendendo i motivi musicali collegati alle gesta dell’eroe.

Olivier Messiaen
Chronochromie. E’ la seconda opera commissionata dal Festival di Donaueschingen, per il quale Messiaen aveva già composto Réveil des oiseaux (1953). Scritta nel 1959, sfrutta tutte le possibilità degli strumenti a percussione. Il titolo fonde le parole greche Cronos e Croma - “tempo” e “colore” – sottolineando la doppia natura del materiale musicale, una ritmica, l’altro sonora.

George Benjamin
Palimpsests
“Palinsesto” in origine è un’antica pergamena, raschiata e riscritta, che conserva tracce di strati successivi di testi manoscritti. Ad ogni riscrittura, gli strati originari si fanno sempre più frammentari. La metafora del palinsesto ha suggerito a Benjamin un “gioco di prospettive generato dalla sovrapposizione e dal collegamento di più musiche.” In Palimpsest I (1998-1999), il “testo” fondamentale - un canto arcaizzante – è affidato a un quartetto di clarinetti. Al suo culmine, il brano sfocia inopinatamente in un tranquillo passaggio per le percussioni, dal quale il tema principale riemerge in delicati frammenti. Palimpsest II (2004-2005) evidenzia un procedimento analogo a quello del primo movimento: un massiccio crescendo implode ancora una volta in una conclusione ingannevolmente tranquilla; nella coda (Prestissimo), vengono giustapposti materiali di entrambi i movimenti in un abbagliante contrappunto timbrico che del linguaggio musicale di Benjamin costituisce la cifra più caratteristica.



Posto unico numerato € 10

Per informazioni
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
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Biografie:

Junge Deutsche Philharmonie
Fin dalla sua fondazione nel 1974 la Junge Deutsche Philharmonie appartiene ai più interessanti e popolari complessi sulla scena orchestrale tedesca. Responsabilità diretta, cambio di direttori, scelta libera dei solisti e un programma autonomamente composto sono i concetti base di questa orchestra di studenti democraticamente organizzata. Essendo composta dai più dotati studenti di tutte le scuole musicali tedesche, si riunisce tre volte all’anno per un intenso periodo di prove. Sotto la bacchetta di rinomati direttori d’orchestra vengono selezionati programmi di concerti che includono tanto musica contemporanea quanto opere dal repertorio classico romantico. Un livello eccezionale di interpretazione, esibizioni impegnate e programmi inusuali sono divenuti il segno di riconoscimento di questo gruppo ripetutamente premiato. Ha vinto il primo premio alla Herbert von Karajan Competition, il Deutscher Schallplattenpreis (premio del disco tedesco), è stata Artista dell’Anno nel 1978; ha ricevuto il Deutscher Kritikerpreis (Premio della critica tedesca), la Medaglia Mozart della città di Francoforte, il Grand Prix Année Européenne de la Musique, il Deutscher Kulturpreis (premio tedesco per la cultura), l’ Ernst von Siemens Musikpresi nel 1996, il Würth-Preis della Jeunesses Musicales e il Bruno Frey Preis dell’accademia musicale Ochsenhausen nel 1997. Nel 2000 la JDP ha ottenuto una borsa di studio dalla Fondazione Ernst von Siemens. Famosi direttori, compositori e solisti lavorano con l’orchestra: ad esempio, Eliahu Inbal, Gary Bertini, Kyrill Kondraschin, Charles Dutoit, Lorin Maazel, Witold Lutoslawski, Pierre Boulez, Heinz Holliger, Lothar Zagrosek, Seiji Ozawa, Rudolf Barshai, Mauricio Kagel, Karlheinz Stockhausen, Peter Eötvös, Gidon Kremer, Daniel Barenboim, Ingo Metzmacher, David Shallon, Andreas Delfs, Tabea Zimmermann, Christian Tetzlaff, Sabine Meyer.

George Benjamin
George Benjamin, nato nel 1960, ha iniziato a sette anni a suonare il pianoforte e a comporre.
Nel 1976 è entrato al Conservatorio di Parigi per studiare composizione con Olivier Messiaen e pianoforte con Yvonne Loriod. In seguito è stato allievo di Alexander Goehr al King’s College di Cambridge.
Benjamin ha conquistato l’interesse del pubblico con Ringed by the Flat Horizon, eseguito dalla BBC Symphony Orchestra diretta da Mark Elder ai PROMS del 1980.
I suoi due lavori successivi sono stati A Mind of Winter e At First Light, quest’ultimo commissionato dalla London Sinfonietta, con cui ha mantenuto una costante collaborazione ed ha aperto nel 2002 con Palimpsest una stagione intitolata By George e dedicata a una retrospettiva dei suoi lavori.
La composizione Antara è stata commissionata dall’IRCAM per Ensemble Intercontemporain in occasione del decimo anniversario del Centre Pompidou nel 1987.
In America la sua musica è molto eseguita, tanto da essere compositore residente al Tanglewood Festival fin dal 1999.
Benjamin è stato nominato Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres per i suoi contributi
alla vita musicale in Francia ed è membro dell’Accademia Bavarese delle Belle Arti. Nel 2001 ha vinto il Premio Schönberg per la composizione della Deutsche Symphonie Orchester.
Ha debuttato come direttore d’opera con Pelléas et Melisande al Teatro de la Monnaie di
Bruxelles e ha diretto numerose esecuzioni in prima mondiale, con alcuni importanti lavori di Rihm, Chin, Grisey e Ligeti.

Elisabeth Connell
Elisabeth Connell, soprano, è conosciuta come una delle migliori interpreti drammatiche del mondo. Dal suo debutto al Wexford Opera Festival nel 1972, ha cantato all’inaugurazione della Sydney Opera House nel War and Peace del 1973. Dopo una quinquennale collaborazione con la English National Opera, è diventata artista indipendente presso i maggiori teatri d’opera di Londra, Parigi, Vienna, Berlino, Monaco, Amburgo, New York (Metropolitan Opera), San Francisco, Milano (La Scala), Napoli e Genova esibendosi in un vasto repertorio che include Lohengrin, Tannhäuser, Der fliegende Holländer, Tristan und Isolde, the Ring, Elektra, Ariadne, Nabucco, Macbeth, Attila, Don Carlos, Fidelio, Jenufa and Peter Grimes
Ha avuto collaborazioni di successo con direttori come Abbado (con la Sinfonia n. 9 di Beethoven a Londra) Muti, Sinopoli (con la Sinfonia n. 8 di Mahler), Giulini (con la Missa Solemnis a Firenze), Sawallisch, Mackerras, Downes, Sir Colin Davis, Maazel (sempre con l’ottava Sinfonia di Mahler), Levine, Ozawa ed Elder. Ha cantato ai Festival di Bayreuth (Lohengrin, Tristan and Der fliegende Holländer), Salzburg (Idomeneo and Elektra), Orange (Elektra and Nabucco), Verona (Norma and Nabucco) and Glyndebourne (Idomeneo).
È apparsa in scena al fianco di Geoffrey Parsons, Graham Johnson, Eugene Asti and Lamar Crowsen in Milano, Genova, Sydney, Johannesburg e al Wigmore Hall. Di recente ha cantato i Vier Letze Lieder di Strass con la London Philarmonic Orchestra e il direttore Jonathan Nott e con con la West Australian Symphony Orchestra sotto la direzione di Matthias Bamert.
Le sue numerose registrazioni includono il Guglielmo Tell di Rossini (Decca/Chailly), l’ottava Sinfonia di Mahler (EMI/Tennstedt), la seconda Sinfonia di Mendelssohn (DG/Abbado), Die Gezeichneten di Franz Schreker (Decca/Zagrosek), Poliuto di Donizetti, I Due Foscari di Verdi (Philips/Gardelli), Gurrelieder Schönberg (Denon/Inbal), Lohengrindi Wagner (Philips/Friedrich) e Lieder di Schubert con Graham Johnson, come parte del Hyperion’s Complete Schubert Edition.
Recentemente ha assunto i ruoli di Brünnhilde, the Kostelnicka, Norma, Abigaille, Ortrud and Ariadne in Australia, the Färberin, Ortrud, Fidelio and Isolde in Berlin, Senta in Hamburg and Berlin, Elektra in Berlin, Madrid, Oviedo, Bordeaux, Tokyo and Montreal, Ortrud in Mannheim and the Färberin in Frankfurt.
Ha cantato nelle vesti di Isolde e Turandot in Amburgo, Elektra a Houston e Turandot in Australia, come anche Brünnhilde con Marek Janowski a Berlino.
Future esecuzioni prevedono Turandot per l’ Hamburg Opera, Elektra in Las Palmas, Gertrude (Hänsel und Gretel) per la Royal Opera e concerti di Jenufa con la London Symphony Orchestra e la Swedish Radio Symphony Orchestra e Daniel Harding.

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in collaborazione con Università degli Studi di Milano - Bicocca

Lunedì 22 settembre
Università degli Studi di Milano – Bicocca, ore 17, ingresso gratuito
Hangar Bicocca – ore 21, ingresso € 10.

Omaggio al compositore Gérard Grisey
in occasione del Decennale
dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca

MITO SettembreMusica celebra la memoria del compositore francese Gérard Grisey, scomparso 10 anni fa, l’11 novembre 1998, con una giornata interamente dedicata, realizzata in collaborazione con l’Università di Milano Bicocca, nel decennale della sua istituzione.
Lunedì 22 settembre alle 17 nell’Aula Magna dell’Università, dopo il saluto del Magnifico Rettore Marcello Fontanesi, il compositore e filosofo francese Hugues Dufourt consegna al pubblico il suo personale ricordo di Gérard Grisey: Dufourt, assieme a Grisey, Michaël Lévinas e Tristan Murail fu negli anni ’70 tra i fondatori del gruppo di compositori che sviluppò la musica spettrale, ovvero le tecniche compositive basate sull’analisi del suono singolo, le cui componenti venivano amplificate, schematizzate e riprodotte su larga scala.
Subito dopo l’Ensemble risognanze guidato da Tito Ceccherini eseguirà una delle composizioni più interessanti di Grisey: Vortex temporum I, II, III. L’omaggio al compositore continua con Spazier_klang aves creaturas di Esther Flückiger e Maura Capuzzo, con Esther Flückiger al pianoforte preparato, percussioni e cetra, Maura Capuzzo all’elettronica, Massimo Marchi alla regia del suono e ai live electronics, una commissione e produzione AGON acustica informatica musica.
Ingresso gratuito.

Segue, alle ore 21 all’Hangar Bicocca la performance-concerto di RepertorioZero che presenta un progetto rinnovando in modo radicale la storica impostazione del concerto. Repertorio Zero presenterà brani - tutti in prima esecuzione assoluta e commissionati da RepertorioZero stesso - di giovani autori della scena musicale contemporanea. Sul programma quindi composizioni di Andrea Agostini, Raphael Cendo, Nadir Vassena, Jean-François Laporte, Aliens Productions e Giovanni Verrando, con titoli come Degonflement per esecutori di palloncini gonfiabili (Laporte) oppure Homogenisator per cinque esecutori e cinque elettrodomestici (Aliens productions). La scenografia sarà di Paolo Calanchini, la scenografia digitale a cura di Digital Environment Design NABA, la regia del suono di Fabrizio Rosso con Paolo Brandi ingegnere del suono. Introduce Alberto Maffi. Ingresso € 10.

In coproduzione con RepertorioZero
In collaborazione con Pirelli Re


Per informazioni
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it



Biografie:

ensemble risognanze
Da più di dieci anni è uno dei punti di riferimento per la musica contemporanea in Italia e all’estero.
Formatosi nel 1996, l'ensemble volle da subito impegnarsi nello studio e nella valorizzazione dell’opera di Niccolò Castiglioni, appena scomparso: a questa vocazione si ispira anche la scelta del nome, una parola nata dalla fantasia del compositore milanese. Il contributo dell'ensemble, che ha eseguito e continua a proporre sue composizioni in tutto il mondo, è valso a sorprendere critica e pubblico con la riscoperta di partiture singolari e intense, vivaci e sconcertanti.
Intenso e caratterizzante è naturalmente anche il rapporto del gruppo con i compositori viventi. La frequentazione stretta dei compositori e un lavoro congiunto per l’approfondimento della loro poetica fanno parte da sempre degli interessi dell’ensemble. Un caso degno di nota è il rapporto di «risognanze» con la musica di Salvatore Sciarrino, di cui l’ensemble ha portato in scena l’opera Luci mie traditrici, riscuotendo grande successo di pubblico e di critica. La registrazione dal vivo di questo spettacolo, pubblicata in cd dall’etichetta Stradivarius, è stata insignita del premio Choc dalla rivista «Le monde de la musique». Oltre a numerose esecuzioni di diverse altre composizioni di Sciarrino, l’ensemble ha offerto la prima esecuzione assoluta di Lohengrin 2 per il Ravello Festival nel 2004. Un analogo rapporto di fiducia lega Risognanze ad Alessandro Solbiati, Stefano Gervasoni, Emanuele Casale e a numerosi altri compositori le cui musiche figurano regolarmente nei programmi dei concerti dell’ensemble. Una particolare attenzione, inoltre, si è voluta da sempre dedicare al lavoro di compositori esordienti: numerose opere sono state scritte su sollecitazione dell’ensemble, che ne ha offerto la prima esecuzione.
Ospite di prestigiosi festival, quali Milano Musica, Torino Settembre Musica, i Tiroler Festspiele Erl (Austria), il festival Borealis di Bergen (Norvegia), l'ensemble ha al suo attivo numerosi concerti in Italia e all’estero. È stato ospite delle stagioni dei Pomeriggi Musicali, di Musica/Realtà, di Novurgia e delle Serate Musicali, e ha realizzato dirette radiofoniche. Fra gli artisti che hanno collaborato con l’ensemble si annoverano Luisa Castellani, Giulia Lazzarini, Ruggero Laganà, Marianne Pousseur, Ottavia Piccolo e Omar Zoboli.
L'attività discografica è un'occasione in più per concretizzare le diverse vocazioni dell'ensemble. L'attenzione alla musica di Niccolò Castiglioni si è tradotta in un primo cd monografico ("Quilisma") per l'etichetta col legno, cui nell'anno in corso farà seguito un secondo dedicato specificamente alla musica pianistica. Della collaborazione con Salvatore Sciarrino, oltre al già citato "Luci mie traditrici", è espressione anche l'imminente pubblicazione da parte di col legno di un cd con "Lohengrin" (solista vocale Marianne Pousseur). L'interesse per i grandi classici del Novecento, perenne sfida per gli interpreti, si manifesta invece nell'incisione dell'arduo Vortex Temporum I-II-III di Gérard Grisey.
Il gruppo è diretto, dalla fondazione, da Tito Ceccherini.

Esther Flückiger
È nata a Berna. Si è diplomata giovanissima con il massimo dei voti al Conservatorio di Berna, sua città natale. Si è perfezionata al Mozarteum di Salisburgo seguendo i corsi del M° Sergio Perticaroli, a Roma con il M° Carlo Bruno e a New York con il M° György Sandor presso la Juilliard School. Svolge un’intensa attività concertistica in Europa e negli Stati Uniti, Asia e ha suonato a Kiev (Ucraina) con l’Orchestra Filarmonica di Kiev. Si esibisce sia come solista che accompagnatrice di Lieder, collabora in formazioni cameristiche sia in Italia che in Svizzera, si dedica all’interpretazione di musica contemporanea e all’improvvisazione, è interessata a progetti multimediali e a collaborazioni con gruppi con vari indirizzi stilistici.
Ha inciso i CD Novecento (musiche di Frank Martin e Bohuslav Martinu), Volo libero (musiche di compositori svizzeri e italiani), Al valico dei secoli (con il gruppo Jazz Roots of Communication), Piangere la Pietra (con il sassofonista Massimo Mazzoni, musiche di compositori italiani) e Le musiche delle donne nel duemila. Ha collaborato inoltre all'incisione di diversi CD relativi al repertorio cameristico ed ha effettuato registrazioni per la Radio Svizzera.
Nel 1994 ha fondato l’Associazione Suonodonne Italia che si dedica alla divulgazione di musiche composte da donne.
L’Associazione collabora con il Foro Musica Donna Svizzera e con IAWM USA. Nel 1995 ha organizzato con successo il Festival Fra Nord e Sud (Compositrici italiane e svizzere) a Roma e a Berna. Nel 1997, nel 1998 e nel 2000 ha organizzato tre altri Festival a Milano. Nel 1997 ha pubblicato un catalogo del suo archivio con musiche di compositrici.
È ideatrice e organizzatrice di numerosi progetti multimediali come: Adolf Wölfli in Mostra e Musica del 1998, realizzatosi a Roma e a Milano, ed ha collaborato a diversi progetti multimediali. Nel 2003 ha realizzato Sogni – Più belli della realtà svelata, un teatro musicale liberamente tratto dal romanzo La donna dalle ali di cera di Eveline Hasler su progetto suo che si è svolto in gennaio del 2003 a Roma e in febbraio del 2003 a Milano. Il teatro musicale si è replicato in Svizzera nel 2005. Nel 2006 ha presentato a Milano Microfantasticheria e due mesi dopo negli Stati Uniti Flying freely.
Dall’aprile 2002 è la rappresentante europea del comitato della IAWM (International Alliance for Women in Music) USA.
Attualmente sta creando un nuovo progetto con il famoso percussionista svizzero Marco Käppeli.
E’ docente di pianoforte alla Alte Kantonschule Aarau (Svizzera).

Maura Capuzzo
Nata a Padova, ha studiato composizione con Chiara Benati e con Giovanni Bonato con il quale si è diplomata. Diplomata in Musica Corale e Direzione di Coro. Diplomata in Musica Elettronica con Nicola Bernardini.
Ha seguito corsi di perfezionamento con Salvatore Sciarrino e Gérard Grisey.
Ha partecipato a seminari con H. Lachenmann A. Vidolin M. Stroppa, F. Valdambrini e Mauro Bonifacio
Ha studiato Canto e Pianoforte.
Sue composizioni di musica da camera e per coro sono state eseguite in Italia ed all’estero (Roma, Milano, Bologna, Ancona, Pisa, Verona, Firenze, Modena, Parma. Bari, New York, New Jersery, Maastricht, Bochum, Aachen, Smirne, Ankara, Karachi...).
Vincitrice nel 1997 dell’European Women Composers Contest (Nymegen-Holland), sponsorizzato dal “Kaleidoscope Programm of European Union”, con un brano per coro e percussioni.
Vincitrice nel 2000 della Borsa di Studio realtiva al Corso di Composizione tenuto dal M° Salvatore Sciarrino alla XXVIII edizione dei Corsi di Perfezionamento di Città di Castello.
Nel 2001 ha vinto il terzo premio alla terza edizione del Concorso Internazionale di Composizione Corale“ A Cappella” indetto dalla Ruhr-Universitat Bochum Musisches Zentrum di Bochum.
Autrice di musiche elettroniche per lavori teatrali (Vicenza, Firenze)
Una sua composizione è stata scelta per l’ISCM 2007 che si terrà ad Hong Kong nel prossimo mese di Novembre 2007.
Ha pubblicato per la casa editrice musicale Ferrimontana di Francoforte sul Meno.
Ha svolto attività concertistica con il Coro da Camera Italiano Athestis Chorus diretto dal M° F. Maria Bressan, collaborando con le più importanti orchestre sinfoniche e da camera italiane (Orch.Nazionale della Rai, ORT, Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, Orch. dell’Emilia Romagna “A. Toscanini”, Virtuosi Italiani, Orchestra la Fenice, Orch. da Camera di Mantova…) lavorando con direttori d’orchestra quali: G. Tate, E. Inbal, A. Ballista, N. Jarvi, U. Michelangeli, M. Abbado, P. Maag, I. Karabtchevsky. Con l’Athestis Chorus ha inciso per Emi, Fonit Cetra, Velut Luna, Cactus.
Docente dal 1999 di Teoria Solfeggio e Dettato Musicale presso il Conservatorio di Musica di Vicenza, attualmente in servizio presso il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia ove tiene anche la cattedra di “Elementi di Acustica e Psicoacustica”.

Massimo Marchi
Nato a Venezia; studia Pianoforte al Conservatorio Benedetto Marcello dove si diploma con il massimo dei voti con Anna Colonna Romano. Contemporaneamente studia Clavicembalo. Successivamente si sposta a Roma dove si perfeziona in esecuzione pianistica con Rodolfo Caporali.
Si è diplomato in Musica Elettronica al Conservatorio di Venezia con Alvise Vidolin. Alla Biennale di Venezia 1993 - Festival Internazionale di Musica Contemporanea frequenta un seminario sulle prassi esecutive dell'ultimo Nono avendo come insegnanti gli ultimi suoi collaboratori dello studio H.Strobel della S.W.F. di Friburgo. In seguito si trasferisce a Milano dove nel 1999 ottiene il Master in Management artistico presso l’Università Cattolica.
Dal 2000 è socio di AGON, centro di ricerca e produzione musicale con l’ausilio delle tecnologie informatiche ed elettroniche di Milano, partecipando ai concerti del centro, con incarichi di direzione di produzione, programmazione degli ambienti esecutivi ed esecuzione al live electronics.
Dal 2001 è insegnante ad incarico al Conservatorio C. Pollini di Padova nei corsi triennali di Tecnico del Suono. Dal 2002 è insegnante presso l'Accademia Internazionale della Musica di Milano per il corso di Tecnico del Suono e Musica Elettronica. Dal 2004 è insegnante ad incarico al Conservatorio G. Verdi di Milano nei corsi triennali e biennali di Tecnologia del Suono.

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Lunedì 22 settembre
ore 11 - Sala del Grechetto, Biblioteca Comunale Centrale Palazzo Sormani
ore 17 - Basilica di San Simpliciano

la scuola sinfonica milanese del primo 700
nel concerto dell’ensemble Atalanta Fugiens

Vanni Moretto, direttore

Agli inizi del ‘700, l’influenza austro-ungarica e la nuova situazione economica e culturale in pianura padana, favorirono la nascita di un nuovo stile strumentale che vide nella Sinfonia, nel senso “classico” del termine, la forma più diffusa di espressione musicale.
Giovani compositori milanesi come Brioschi, Sammartini, Galimberti, furono liberi di sperimentare nuovi generi. Partendo da una solida tradizione strumentale raggiunsero uno stile assolutamente nuovo.
Lunedì 22 alle 17, nella Basilica di San Simpliciano, l’ensemble Atalanta Fugens, formazione impegnata da tempo nella ricerca ed esecuzione filologica di musica su strumenti originali, diretta da Vanni Moretto, permetterà di ascoltare e comprendere l’assoluta novità dello stile strumentale milanese della prima metà del XVIII secolo in contrasto con la variegata e matura tradizione “barocca” che dominava su tutta l’Europa.
Nello stesso giorno, alle ore 11, nella Sala del Grechetto della Biblioteca Comunale Centrale Palazzo Sormani, si terrà una tavola rotonda sul tema La scuola sinfonica milanese: un nuovo progetto editoriale cui prenderanno parte Vanni Moretto, Davide Daolmi, Cesare Fertonani e Emilio Sala, Cristiano Ostinelli, Luciano Rebeggiani durante la quale sarà presentata e discussa la collana «Archivio della sinfonia milanese», progetto editoriale che si propone di raccogliere il repertorio sinfonico del Settecento lombardo al fine di promuoverne lo studio, l’esecuzione e la diffusione, a cura di Casa Ricordi – Universal Music Publishing Ricordi srl, che ne pubblicherà l’edizione critica; l’Università degli Studi di Milano - Sezione Musica del Dipartimento di Storia delle arti, della musica e dello spettacolo; la Sony BMG Music Entertainment Italy spa e l’Associazione Culturale Atalanta Fugiens.


Programma musicale:

Antonio Brioschi
Sinfonia in sol maggiore
Sinfonia in si bemolle maggiore
Sinfonia in re maggiore
Andrea Zani
Sinfonia n. 1 in do maggiore
Fortunato Chelleri
Sinfonia n. 3 in si bemolle maggiore
Giovanni Battista Sammartini
Sinfonia in sol magg. J-C 39

In collaborazione con Associazione Culturale Atalanta Fugiens


Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
www.mitosettembremusica.it


Biografie:

Atalanta Fugiens
L’ensemble nasce dall’incontro di un gruppo di musicisti accomunati dallo stesso entusiasmo per l’esecuzione su strumenti originali del repertorio barocco, classico e romantico, alla luce dello studio filologico delle partiture, della trattatistica musicale e della storia dell’epoca. I musicisti di Atalanta Fugiens sono ripetutamente ospiti delle più importanti associazioni concertistiche europee (Concertgebouw di Amsterdam, Philharmonie di Colonia e Monaco, Musikhalle di Amburgo, Die Alte Oper Frankfurt, Festival di Innsbruck, Festival di Lucerna, di Brema, di Lubjana, di Bruxelles, di Feldkirch, Auditorium di Roma, Lingotto di Torino, Musica e Poesia a San Maurizio di Milano) e collaborano regolarmente con artisti di fama internazionale della musica antica, incidendo per le case discografiche Dynamic, Tactus, Teldec. Atalanta Fugiens registra per Amadeus (2002 e 2007) e dal 2006 per Sony BMG (etichetta Deutsche Harmonia Mundi). Il suo repertorio spazia dalla prima metà del Settecento a tutto l’Ottocento e comprende inediti, nuove scoperte e trascrizioni d’autore, senza tralasciare lavori di autori meno noti (Hummel, Ries, Farrenc, Onslow, Brioschi ). Ha suonato recentemente ai Festival Este di Cremona, Musicantiqua di Martinengo, Musica a Villa Palestro di Milano e alle Settimane Musicali di Stresa.

Organico
Stefano Barneschi*, Luca Giardini,Fabio Ravasi, violini I
Alberto Stevanin*, Carlo Lazzaroni, Daniela Beltraminelli, violini II
Gianni Maraldi, viola
Marco Testori*, Giuseppina Runza, violoncelli
Nicola Barbieri, contrabbasso
Riccardo Doni, clavicembalo
* prime parti


Vanni Moretto
Direttore d’orchestra, compositore e violonista, Moretto ha tenuto concerti nelle più importanti sale di tutti i continenti (tra cui Carnegie Hall, Suntori Hall Tokyo, Opera House di Sydney, Philharmonie Berlin, Scala di Milano, Opéra di Parigi, Colòn di Buenos Aires, Santa Cecilia di Roma).
Le sue composizioni, edite da Ricordi, Sonzogno e Bèrben, si sono qualificate in diversi concorsi nazionali e internazionali e sono state eseguite da importanti istituzioni, come l’Orchestra della Rai di Milano, l’Orchestra Sinfonica della Fenice di Venezia, l’Orchestra dell’Accademia Chigiana, l’Ensemble Sonar Parlante di Vittorio Ghielmi. Specializzatosi in composizioni per l’infanzia, ha vinto per due volte consecutive il primo premio al Concorso di Composizione “Il bambino e il suo strumento” di Grugliasco e il secondo premio nel Concorso di Composizione per l’Infanzia di Sàrmede e nel concorso “Johannes Brahms”.
L’attività di direttore lo ha portato a collaborare con Orchestra dell’Angelicum, Pomeriggi Musicali, Musica Rara, I Solisti Aquilani, Il Giardino Armonico e Orchestra Litta. Da sei anni è direttore ospite dell’orchestra Milano Classica con cui ha realizzato due incisioni discografiche.
Si è dedicato allo studio delle problematiche relative alle accordature storiche e alle scale modali, estendendo le sue ricerche alla trattatistica ellenica, medioevale e rinascimentale. Dopo aver studiato gli scritti di Alfred Tomatis, dal 1993 al 1996 ha collaborato con la dottoressa Laura Bertelè alla stesura di un progetto che, a partire dall’esperienza del celebre audiologo francese, ritrovasse nella musica il fulcro centrale del cammino verso la guarigione. Da tale collaborazione è nato un testo che l’autore ha esposto nel corso di due conferenze al centro culturale “Testaccio” di Roma. Nel 1995 ha fondato l’ensemble Atalanta Fugiens, con cui dal 2006 è impegnato nella realizzazione di una collana discografica dedicata alla sinfonia milanese.
Grazie alla collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria nel triennio 2007-2009 l’Associazione Culturale Atalanta Fugiens, di cui Vanni Moretto è Presidente, è impegnata nella realizzazione del progetto di diffusione della musica e della figura di “Antonio Brioschi”, uno dei più prolifici autori del sinfonismo lombardo-piemontese, attraverso concerti, cd, un film documentario, un seminario e un convegno internazionale.
MITO SETTEMBREMUSICA



programma del 21 settembre

ore 11 / Parco Marinai d’Italia

Palazzina Liberty

Musique en plein air

Civica Orchestra di Fiati

Fabrizio Dorsi, direttore

Ingresso gratuito





ore 12 / Basilica di San Marco di Milano

Franz Joseph Haydn

Missa in si bemolle maggiore, “Harmoniemesse”

Coro Filarmonico della Scala

Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi

Bruno Casoni, direttore

Celebra Don Luigi Garbini

Introduce Vittorio Sgarbi

Ingresso libero





ore 17 / Teatro Derby

Allegro confuso? ma non troppo

di Dosto & Yevski

Concerto ? spettacolo per bambini e ragazzi>

Introduce Giuseppe Scotti

Ingresso gratuito





Teatro Dal Verme

Maratona Classica



ore 15

Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino

Jan Latham-Koenig, direttore

Ute Lemper, soprano

Musiche di Kurt Weill

Introduce Andrée Ruth Shammah



ore 18

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Maurizio Zanini, direttore e pianoforte

Marco Rizzi, violino,

Danilo Rossi, viola

Musiche di Mozart



ore 21

Grande Orchestra Sinfonica P.I. Čaijkovsij

Vladimir Fedoseev, direttore

Alexey Tikhomirov, basso

Musiche di Musorgskij, Čajkovskij

Posto unico numerato: un concerto euro 20,

due concerti euro 26, tre concerti euro 33



ore 22 / Alcatraz

Uomini in frac: omaggio a Domenico Modugno

Di Peppe Servillo e Furio Di Castri

Special Guest: Vincent Gallo

Ingressi euro 25

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Domenica 21 settembre 2008 ore 17 - Teatro Derby

Allegro confuso… ma non troppo
di Dosto & Yevski

Concerto-spettacolo per bambini e ragazzi

Dosto, pianoforte
Yevsky, contrabbasso
Donna Olimpia, sarta?!?
Blek, elettricista?!?
N’Deker, macchinista?!?

Maurizio Castè, regia

Introduce Giuseppe Scotti
Ma anche Tomo & Grafia assieme a Riso & Nanza

Dosto & Yevski sono musicisti dediti alla comicità. La loro scommessa sta nel sorprendere il pubblico con un uso della musica e degli strumenti tanto imprevedibile quanto virtuosistico, creando incidenti e gag, da cui sembra impossibile che riescano a uscire indenni (tanto loro che i loro poveri strumenti!). Tutto ciò senza mai ricorrere alla parola!senza mai ricorrere alla parola.
Questa volta i Nostri sono alle prese con un palcoscenico che sembra vivere di vita propria e vuole rendere impossibile la loro performance (riflettori che saltano, quinte che crollano, strumenti che si ribellano, spartiti che scompaiono, panini che appaiono …).
In questo catastrofico scenario si inseriscono altri personaggi, quelli che in teatro stanno abitualmente dietro le quinte e non si vedono mai, ovvero tecnici e affini. Il problema è che quelli di Dosto & Yevski sono decisamente quanto di peggio si potesse trovare.
Prima della lista una sarta, Donna Olimpia (ben nota a chi conosce il duo), che non sopporta lo stress del suo lavoro, il suo sogno è cantare ma non riuscendoci si rifugia nella bottiglia, creando un sacco di problemi e dando luogo a numeri ad “alta gradazione”.
Ma non finisce qua: ad aiutare (per così dire) i malcapitati musicisti ecco spuntare due improbabili tecnici, Blek e N’Deker, un macchinista e un elettricista che più strani non si può. Blek è una specie di ‘coso’ dotato di voce gutturale e idioma incomprensibile, e N’Deker è afflitto da bulimia molesta e galoppante (non c’è modo di vederlo senza cibo!).
Ma chi sono questi tre? Un vero macchinista? una sarta? un elettricista? attori? mimi? o sono stati mandati dalla concorrenza a boicottare il nuovo spettacolo di Dosto & Yevski?
Lo scopriremo solo alla fine, dopo 80 minuti di martellanti follie, di elettrizzante divertimento e di continui taglia & cuci musicali.



Ingresso gratuito - i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
www.mitosettembremusica.it

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Domenica 21 settembre 2008 - Teatro Dal Verme, Milano

Grandi orchestre e grandi interpreti nella Maratona Classica di Festival MITO


La Maratona Classica del Festival MITO è uno degli appuntamenti imperdibili per gli appassionati di musica colta. Domenica 21, infatti, dal primo pomeriggio fino a sera, il meglio del repertorio sinfonico, da Wolfgang Amadeus Mozart a Modest Musorgskij, da Nikolaj Rimskij-Korsakov a Kurt Weill, passando per Pëtr Il’ic Čajkovskij, sarà di scena, per tre concerti consecutivi, nelle interpretazioni di tre preziose orchestre che si alterneranno sul palco del Teatro Dal Verme.

Alle ore 15 la Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino, diretta da Jan Latham-Koenig si esibirà con un programma interamente dedicato al compositore tedesco Kurt Weill, allievo di Ferruccio Busoni, il cui incontro con Bertold Brecht ha dato origine a tante pagine di musica per il teatro del novecento. Un cast internazionale d’eccezione per questo primo concerto in cartellone, con il soprano Ute Lemper, i tenori Robert Anthony Gardiner e Richard Butler, il baritono Gavin Carr e il basso Jonathan Sells. Introduce Andrée Ruth Shammah.

Il programma musicale:
Kurt Weill
Kleine Dreigroschenmusik per orchestra
5 Songs: Seeräuberjenny, Bilbao-Song, Surabaya Johnny, J'attends un Navire, Saga of Jenny
Die sieben Todsünden (I sette peccati capitali, 1933), testo di B.Brecht



Alle ore 18 l’Orchestra I Pomeriggi Musicali con Maurizio Zanini alla direzione e al pianoforte, Marco Rizzi al violino e Danilo Rossi alla viola, affronterà alcune delle pagine musicali più intense della musica di Wolfgang Amadeus Mozart. In programma il Concerto n. 24 per pianoforte e orchestra in do minore K.491, unico concerto in minore di Mozart, insieme al K466. L’organico orchestrale, il più ampio mai utilizzato dall’autore, rende queste pagine grandiose e tragiche allo stesso tempo, in una perfetta integrazione tra pianoforte e orchestra. Nei tempi Allegro – Larghetto – Allegretto, il primo movimento si distingue per ricchezza di contrasti e sviluppi tematici tanto da porsi accanto ai primi tempi delle sinfonie di Mozart. Lento e disteso è il secondo movimento, mentre il finale è un tema con variazioni che supera ogni schema convenzionale.
Segue la Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per violino e viola K.364.
Composta nel 1779 a Salisburgo rappresenta il massimo risultato raggiunto da Mozart nelle composizioni con più solisti e orchestra. L’intensa scrittura sinfonica garantiscono il titolo di sinfonia a quello che è di fatto un concerto doppio, in cui i solisti sono sempre impegnati in sortite di rilievo.
La Sinfonia n 35 in re maggiore K385“Haffner”, che chiude il programma, appartiene ai lavori composti nel decennio della maturità, dopo il trasferimento a Vienna. Nata come serenata nel 1782, divenne una sinfonia l’anno successivo con la soppressione di due movimenti e l’aggiunta di flauti e clarinetti. I suoi movimenti sono tutti in forma di sonata, tranne il Minuetto, anche se lo sviluppo tematico e la densità dell’orchestra ne offuscano lo schema.

il programma:
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto n. 24 per pianoforte e orchestra in do minore K.491
Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per violino e viola K.364
Sinfonia n 35 in re maggiore K385“Haffner”


Alle ore 21, la Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij sarà impegnata in un programma interamente dedicato alla musica russa. Diretta da Vladimir Fedoseev, con la partecipazione del basso Pavel Daniluk, eseguirà musiche di Musorgskij e Rimskij-Korsakov. È il caso della Notte di San Giovanni, lasciata incompiuta dall’autore del Boris Godunov. Il quadro sinfonico venne successivamente elaborato da Rimskij-Korsakov per quanto riguarda l’orchestrazione, divenendo Una notte sul Monte Calvo, eseguito per la prima volta nel 1886. Il brano, dalla struttura formale libera, si apre con una evocazione degli spiriti del male di grande suggestione che culmina in una sorta di orgia infernale - utilizzato nel film Disney Fantasia. I rintocchi di campane poi, con i quali vengono messi in fuga gli spiriti del male, introducono alla descrizione finale del sorgere del sole.
Con il Boris Godunov siamo in presenza di un capolavoro assoluto di fine ’800. Andato in scena nel gennaio del ’74, è passato alla storia nella revisione, ancora una volta, di Rimskij- Korsakov. La ricchezza e la vastità di tale opera, possono essere apprezzate in tre brani in programma: la narrazione del monaco Pimen, che nella sua cella scrive la cronaca sanguinosa dei suoi tempi, ovvero dei disordini successivi alla morte di Ivan il Terribile (1584) e delinea il disperato tentativo di rivolta della Vecchia Russia, la vasta aria di Boris dal second’atto, e il canto del monaco Varlaam che, ubriaco, canta le gesta di Ivan.
In chiusura due pagine contrastanti di Čajkovskij, l’amabile Serenata per archi op. 48, lavoro delizioso, gioiello di ricercatezza timbrica e armonica, e l’ Ouverture 1812 in mi bemolle maggiore op. 49 che venne destinata alla consacrazione della Chiesa del Redentore, eretta a ricordo dell’incendio del 1812 e la vittoria delle armate russe su quelle napoleoniche.


il programma:
Modest Musorgskij - Nikolaj Rimskij-Korsakov
Una notte sul Monte Calvo
Tre scene da “Boris Godunov”: Fiaba di Pimen, Canto di Varlaam, Aria di Boris
Pëtr Il'ic Čajkovskij
Serenata per orchestra d'archi in do maggiore op. 48
Ouverture 1812 in mi bemolle maggiore op. 49


Posto unico numerato: un concerto Euro 20, due concerti Euro 26, tre concerti Euro 33
(solo se acquistati contestualmente)

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

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Biografie:

Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino
La Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino è una associazione fondata nel 2003 su iniziativa dei professori d’orchestra del Teatro Regio e si compone di elementi dell’intero corpo d’orchestra del teatro d’opera.
Essa raccoglie l’eredità dell’Orchestra del Teatro Regio e, con un aspetto di originalità che la distingue, si propone di esplorare l’estrema varietà della musica del Novecento inserendo nel proprio repertorio, accanto ai capolavori di sempre, i grandi temi della musica sinfonica del XX secolo con un’attenzione particolare ai punti d’incontro tra la musica colta e i nuovi linguaggi come il jazz, la musica da film, la musica popolare.
Ne deriva un ricco repertorio formato in gran parte dalle opere dei grandi autori del Novecento quali Mahler, Strauss, Ravel, Prokof'ev, Berg, Copland, Respighi e Šostakovič, alternate a progetti originali e talvolta inediti, scaturiti dall’incontro meno prevedibile tra i generi, i cui principali esempi sono stati il progetto Gershwin’s World di Herbie Hancock, Rhapsody in Blue con Stefano Bollani, la partecipazione al restauro di famose colonne sonore originali quali, da ultimo, Cabiria di Pastrone eseguita dal vivo durante la proiezione del film.
All’insegna dell’eclettismo le numerose collaborazioni con artisti di diversa estrazione musicale come Salvatore Accardo, Hubert Soudant, Enrico Dindo, Jan Latham-Koenig, Leo Nucci, Dietfried Bernet, Steven Mercurio, Timothy Brock, Natalia Gutman, Julian Kovatchev, Richard Galliano.
Dal 2006 Jan Latham-Koenig ricopre l’incarico di primo direttore ospite.
Nonostante la recente fondazione la Filarmonica ‘900 ha al suo attivo due importanti scritture internazionali: nell’estate 2004 al Festival Berlioz in Francia (con Laurent Petitgirard e il pianista Jean Philippe Collard) e nell’agosto 2005 al noto Festival di Santander in Spagna (tre conceti con Renée Fleming, Roberto Scandiuzzi, Jan Latham-Koenig).

L’Orchestra I Pomeriggi Musicali
L’Orchestra nacque nell’immediato secondo dopoguerra in una Milano tutta presa dal fervore della ricostruzione: fu il frutto dell’incontro tra due uomini d’eccezione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo. Il primo pensava a una formazione da camera con cui eseguire il repertorio classico, il secondo a un’orchestra in grande stile che sviluppasse un repertorio di musica contemporanea e d’avanguardia, fino ad allora soffocato dalla dittatura fascista e dalla guerra. Le due intenzioni si realizzarono nell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che fin dal primo concerto, del 27 novembre 1945, accostando Mozart e Stravinsky, Beethoven e Prokof’ev, inaugura una formula coraggiosa che la porta al successo.
La lunga storia dell’Orchestra non ha mai tradito le linee programmatiche e gli obiettivi ideali lanciati più di sessant’anni fa dai padri fondatori dell’istituzione, e oggi conta uno straordinario repertorio che include i più grandi capolavori del Barocco, del Classicismo e, allo stesso tempo, molta musica moderna e contemporanea. La diffusione popolare di quest’ultima fu avviata puntando sui grandi del Novecento, assenti da tempo dai cartelloni concertistici italiani; eseguirono brani di compositori stranieri (come Stravinsky, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Ives), oltre a quelli di autori italiani (come Ghedini, Dallapiccola, Casella, Respighi, Pizzetti, Gian Francesco Malipiero), alcuni dei quali ebbero con I Pomeriggi occasione di presentare lavori per la prima volta e di scriverne altri su loro commissione; la tradizione continuò con i compositori della generazione successiva (Berio, Bettinelli, Bussotti, Luciano Chailly, Donatoni, Fedele, Ferrero, Francesconi, Galante, Maderna, Manzoni, Pennisi, Sollima, Testi, Tutino), arrivando agli emergenti dei nostri giorni, apparsi nelle ultime Stagioni. Grandi compositori come Honegger, Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e recentemente Penderecki, hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, un podio che è anche stato, per tanti giovani artisti, un trampolino di lancio per il successo: fra tutti, Leonard Bernstein e Sergiu Celibidache. Alto è poi il numero di celebrità che sono state consacrate da I Pomeriggi: un albo d’oro che comprende Vittorio Gui, Hermann Scherchen, Carlo Maria Giulini, Thomas Schippers, Igor Markevitch, Gianandrea Gavazzeni, Claudio Abbado, Pierre Boulez, Aldo Ceccato, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Christian Thielemann, Arturo Benedetti Michelangeli, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Severino Gazzelloni, Salvatore Accardo, Dino Ciani, Maurizio Pollini, Uto Ughi, Antonio Ballista, Bruno Canino. Ricordiamo inoltre le straordinarie presenze di direttori stabili: Nino Sanzogno il primo, Gianluigi Gelmetti negli anni ’70, Giampiero Taverna e Othmar Maga negli anni Ottanta, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti e Aldo Ceccato, l’uno all’avvio e l’altro al coronamento delle loro carriere internazionali. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica: in questa veste, Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino e oggi Gianni Tangucci hanno firmato stagioni particolarmente brillanti. L’Orchestra svolge la sua attività principalmente a Milano, partecipa a numerosissime stagioni sinfoniche, festival e rassegne nelle principali città lombarde, e in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane e in molti teatri e sale di concerto all’estero, l’Orchestra ha conquistato platee internazionali, riscuotendo recentemente lusinghieri successi in Spagna, Portogallo, Tunisia, Francia, Germania, Svizzera, Turchia e Austria. Nel 1967, I Pomeriggi sono stati riconosciuti con legge dello Stato come “Istituzione concertistico-orchestrale” e annoverati fra le strutture stabili di produzione musicale del nostro Paese. Analogamente ha fatto la Regione Lombardia con una legge del 1978. Attualmente I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e da enti privati.

Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij
Internazionalmente riconosciuta come una delle più prestigiose e versatili orchestre russe, la Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij è stata fondata nel 1930. Fino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, la TSO è stata l’orchestra ufficiale della Radio Sovietica.
Alexander Orlov è diventato il primo direttore dell’orchestra nel 1930 e a lui è dato il merito di aver sviluppato un repertorio vario e ampio. Dal 1937 a oggi, una serie di direttori eccezionali ha contribuito allo stile artistico e alla personalità dell’orchestra: Nikolay Glovanov (1937-1953), Alexander Gauk (1953-1961) e Gennady Rozhdestvensky (1961-1974). Nel 1974 Vladimir Fedoseyev ha assunto la direzione e ha trasformato l’orchestra in una delle formazioni musicali più apprezzate della Russia.
Nel corso degli anni, un gruppo di compositori, direttori ospiti e solisti hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della TSO: Stokowski, Mravinsky, Cluytens, Sebastian, Abendrot, Feitelberg, Zecchi e Sanderling sono fra gli artisti che hanno diretto l’ensemble. Emil Gilels, Yury Bashmet, Victor Tretjakov, Gidon Kremer, Misha Maisky, Oleg Meisenberg, Lisa Leonskaja e musicisti più coevi (fra cui Vengerov, Vadim Repin e Mikhail Pletnev) hanno sostenuto l’orchestra sin dall’inizio delle loro carriere come musicisti.
Nel 1993 l’orchestra ha cambiato nome assumendo l’attuale di Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij. Assegnare all’orchestra il nome di questo grande compositore russo è il riconoscimento del ruolo dell’orchestra nella promozione della gran parte della musica da lui scritta. La TSO partecipa tradizionalmente al prestigioso Concorso internazionale Čajkovskij e alle serate musicali che si svolgono nei musei Pëtr Il’ic Čajkovskij a Klin e a Votkinsk.
La Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij ha eseguito prime esecuzioni di Šostakovič, Khachaturian, Miaskovsky, Prokof’ev, Gliere, Sviridov, Čajkovskij e Gubaidulina. L’orchestra ha premiato inoltre i lavori dei migliori compositori dell’allora Unione Sovietica come Taktakishvili, Toradze, Oganesyan, Melikov, Barkauskas, Tormis ed altri.
Gli appuntamenti all’estero l’hanno vista impegnata a Londra, Tokyo, Vienna, Parigi, Milano, Monaco di Baviera, Francoforte, Ginevra, Stoccolma, Roma, Oslo, Praga e molte altre città importanti. È invitata abitualmente a numerosi festival tra i quali: Beethoven Festival (Bonn), Bruckner Festival (Linz), Mozart Festival (Salzburg), Menuhin Festival (Gstaad), Klang Bogen (Vienna), Russian Concerts (Paris, London), Rachmaninov Festivals (Los Angeles), Carinthian Summer (Villach), Millennium (Athens), Scriabin Festival (Graz), Festival of Modern Music (Paris), Festival of Prokofiev and Russian Modern Music (Germany), Jeunesse Festivals (Vienna), Grieg Festival (Bergen). Nell’ultima stagione ha partecipato al prestigioso Festival Šostakovič’s music (Zurigo) e al più grande festival dello spettacolo del mondo a Edinburgo. Inoltre è stata presente al Festival di Colmar di Gstaad, Rheingau e Baden-Baden. Nel 1990 la TSO è stata la prima orchestra russa invitata al Festival di Salisburgo per i settant’anni del festival.
Per quasi 30 anni è stata diretta da Vladimir Fedoseyev. Gli anni di questa alleanza fra la Grande Orchestra Sinfonica Čajkovskij e Fedoseyev si riflette nello stile. Fedoseyev e l’orchestra Čajkovskij hanno registrato per varie etichette, tra le quali: Ariola, JVC, Musica, Philips, Pony Canyon, Sony Classical e Relief. Fra le registrazioni dell’orchestra più celebri all’estero c’è il Boris Godunov di Mussorgsky, l’integrale delle sinfonie di Čajkovskij e di Šostakovič, Il Lago dei Cigni e Lo Schiaccianoci. L’orchestra inoltre ha registrato una quantità considerevole di opera e di balletti. La registrazione della Notte di Maggio di Rimsky-Korsakov ha ricevuto il premio Orpheus d’Oro dall’Accademia nazionale francese.
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in collaborazione con Civica Orchestra di Fiati

Domenica 21 settembre 2008 ore 11
Parco Marinai d’Italia, Palazzina Liberty

La Civica Orchestra di Fiati in
Musique en plein air

Nella splendida cornice della Palazzina Liberty di Largo Marinai d’Italia, MITO SettembreMusica presenta, domenica 21 alle 11, la Civica Orchestra di Fiati diretta da Fabrizio Dorsi, storica formazione bandistica milanese fondata nel 1859 col nome di Corpo di Musica Municipale, poi divenuta Civica Banda Musicale.
Il programma da concerto di domenica 21 presenta l’orchestra di fiati da molteplici inquadrature: la banda ha avuto, per lungo tempo, un importante funzione culturale, facendo conoscere brani celebri della letteratura orchestrale e avvicinando le persone allo studio di uno strumento. A questo periodo si guarda con l’esecuzione di due rossiniane ‘sinfonie avanti l’opera’: La Cenerentola e L’italiana in Algeri.
Ma l’orchestra di fiati è anche una delle formazioni per cui grandi musicisti hanno scritto musiche originali e specifiche. È il caso dell’ Overture for winds op. 24 di Felix Mendelssohn, “March” dalla Second Suite in F op. 28 n. 2 di Gustav Holst, la Marcia in si bemolle maggiore op. 99 di Sergej Prokof’ev.
Infine, si può ritenere la banda un mezzo d’intrattenimento e divertimento sia per chi suona sia per chi ascolta. Ecco, allora, brani di comtemporanei come Second Century dell’americano Alfred Reed, recentemente scomparso, e Band Overture dell’italiano Roberto Di Marino.


Civica Orchestra di Fiati
Musique en plein air
Musiche di Rossini, Mendelssohn, Holst, Prokof’ev, Reed, Di Marino
Fabrizio Dorsi, direttore

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Informazioni
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
www.mitosettembremusica.it



Biografie:
Civica Orchestra di Fiati
È al Corpo di Musica della Guardia Nazionale, fondato nel 1859, che si fanno risalire le origini della prima formazione di fiati in Milano. Nel 1876 il neonato complesso assume la denominazione di Corpo di Musica Municipale, finché, nel 1921, la continuità della tradizione bandistica cittadina viene rilevata da formazioni aziendali, tra cui spicca quella dell’Azienda Tranviaria Milanese. Nel 1972 la Giunta del Comune di Milano delibera la costituzione della Civica Banda Musicale, che poi assumerà la denominazione di Civica Orchestra di Fiati, non trascurando mai la vocazione istituzionale, ma sottolineando con un preciso taglio concertistico le scelte programmatiche. Dal 1991 la banda elegge a sede della propria attività la Palazzina Liberty, lo storico edificio di Largo Marinai d’Italia. In virtù di un rinnovato smalto, accompagnato da un costante interesse di pubblico, la Civica Orchestra di Fiati, prima compagine italiana, riceve l’invito a partecipare, nel 1996, al Mid-West International Band and Orchestra Clinic di Chicago. Nell’agosto del 2007, in occasione di una breve tournée in Umbria, l’orchestra ha inaugurato, sotto la direzione del maestro Andrea Franceschelli, il Festival Internazionale di Corciano (PG).
L’Amministrazione Comunale continua a sostenerne l’attività, al servizio della città. Alla direzione musicale di quest’anno si alternano alcuni tra i maestri più affermati in campo nazionale ed internazionale: Fabrizio Tallachini, Marco Bazzoli, Fabrizio Dorsi e Laszlo Marosi.

Fabrizio Dorsi,
Diplomato in Composizione, Direzione d’Orchestra, Musica Corale e Direzione di Coro, e laureato in Lettere, si è perfezionato in Italia con Vladimir Delman, Franco Ferrara e Piero Bellugi, a Vienna con Karl Österreicher e Julius Kalmar. Nel 1989 ha partecipato come allievo effettivo al Seminario di Direzione d’Orchestra tenuto da Leonard Bernstein all’Accademia di Santa Cecilia in Roma. Dopo l’esordio nella stagione lirica 1983-1984 del Teatro Comunale di Bologna, ha proseguito la sua attività sia in ambito operistico che in quello sinfonico, ricevendo l’invito a dirigere, fra le altre, le orchestre sinfoniche di Sanremo, di Bari, di Bolzano (la Sinfonica Haydn), di Firenze (l’Orchestra Regionale della Toscana), di Milano (l’Angelicum, la Cantelli e la Verdi), di Liberec (Repubblica Ceca), di Kishinev (la Filarmonica Nazionale Moldava), di Losanna (la Sinfonietta, con i solisti di canto dell`Accademia del Teatro alla Scala), nonché diversi prestigiosi ensemble (Orchestra da Camera di Mantova, Divertimento Ensemble, Banda Civica di Soncino).
Registrazioni di musiche da lui dirette sono state trasmesse in diverse occasioni dalla RAI, mentre tra le sue incisioni si segnalano Il Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns per la rivista Amadeus e Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev con la voce recitante di Massimo Boldi (anche in DVD).
Ha diretto in prima ripresa moderna e registrato per la casa discografica Bongiovanni diverse importanti partiture operistiche preromantiche: Clotilde e Arrighetto di Carlo Coccia, Il geloso sincerato e L’amor mugnaio di Giuseppe Nicolini, Don Falcone di Niccolò Jommelli, La finta semplice di Mozart.
Prossimamente uscirà, per La Bottega Discantica, il CD La storia di Tuttifäntchen, con la voce recitante di Quirino Principe e l’Orchestra Verdi di Milano sotto la sua direzione.
Attualmente è direttore del Conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza


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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in collaborazione con Teatro alla Scala
Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Domenica 21 settembre 2008 ore 12 - Basilica di San Marco

La “Harmoniemesse”di Haydn celebrata da Don Luigi Garbini con l’introduzione di Vittorio Sgarbi

Franz Joseph Haydn
Missa in si bemolle maggiore Hob. XXII: 14

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Coro Filarmonico della Scala
Bruno Casoni, direttore
Ye Won Joo, soprano
Jurgita Adamunyite, mezzosoprano
Leonardo Caimi, tenore
Christian Senn, baritono

Celebra Don Luigi Garbini

Introduce Vittorio Sgarbi
Il conforto della fede nella luce della ragione

Questa è l’ultima delle tre Messe celebrate che il Festival MITO ha inserito nel cartellone milanese, unendo la musica a un momento di elevazione spirituale. La Messa, domenica 21 settembre, alle ore 12 nella bellissima Basilica di San Marco, vede impegnate due formazioni milanesi di grande prestigio, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e il Coro Filarmonico della Scala, dirette da Bruno Casoni, Direttore del Coro del Teatro alla Scala.
La Messa, celebrata da Don Luigi Garbini, è accompagnata dalle musiche dell’ultima opera compiuta di Franz Joseph Haydn, la Missa in si bemolle maggiore Hob. XXII: 14 “Harmoniemesse”. La Harmoniemesse è un’imponente composizione sinfonico-corale, una grande messa concertata in stile viennese. L’autore si era cimentato nel campo fin dai primi lavori, ma proprio agli ultimi sei anni della sua vita risalgono sei grandi messe monumentali e due importanti oratori. Tutte le sei messe, incluso anche quella in si bemolle maggiore, vennero composte per la stessa ricorrenza, l’onomastico della consorte del principe Esterhazy, Maria Josepha Hermenegilde. Nel 1802 quindi, la Messa venne eseguita alla presenza della coppia principesca e della nobiltà viennese nella residenza degli Esterhazy a Eisenstadt, seguito da un grande banchetto in onore di Maria Josepha.

MITO e il Comitato Nazionale Celebrazioni Pucciniane dedicano questa Messa a Giacomo Puccini nel 150º anniversario della sua nascita

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

www.mitosettembremusica.it


Biografie:
L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, fondata nel 1993 da Vladimir Delman, si è imposta da alcuni anni come una delle più rilevanti realtà sinfoniche nazionali, in grado di affrontare un repertorio che spazia da Bach ai capisaldi del sinfonismo ottocentesco fino alla musica del Novecento. Il cartellone dell’Orchestra prevede ogni anno più di trenta programmi sinfonici, oltre ad alcune stagioni attigue, come il ciclo “Crescendo in Musica”, un’importante rassegna per bambini e ragazzi. Dal 1999 al 2005 Riccardo Chailly, oggi direttore onorario, ha ricoperto la carica di direttore musicale. Vladimir Fedoseyev sarà direttore principale dalla stagione 2008/2009; Wayne Marshall e Helmuth Rilling rivestiranno il ruolo di direttori principali ospiti; Rudolf Barshai, da molti anni legato all’Orchestra Verdi, è direttore emerito già dalla stagione 2006/2007, carica che fino alla sua scomparsa ricopriva Carlo Maria Giulini. Il cornista Radovan Vlatkovic e il pianista Simone Pedroni, invece, sono presenti dalla stagione 2007/2008 come artisti in residenza. Alcuni appuntamenti ricorrenti scandiscono il percorso musicale della Verdi: l’esecuzione del ciclo integrale delle Sinfonie di Mahler, l’annuale appuntamento con una delle grandi Passioni di Bach in prossimità delle festività pasquali e il concerto di capodanno con la Nona Sinfonia di Beethoven. La stagione 2008/2009 prevede, accanto ai concerti della tradizionale stagione sinfonica, un ciclo di musiche del Novecento a cura di Francesco Maria Colombo. L’Orchestra è stata diretta tra gli altri da Georges Prêtre, Riccardo Muti, Valery Gergiev, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Peter Maag, Marko Letonja, Daniele Gatti, Roberto Abbado, Ivor Bolton, Kazushi Ono, Vladimir Jurowski, Yakov Kreizberg, Ulf Schirmer, Eiji Oue, Herbert Blomstedt, Krzysztof Penderecki, Leonard Slatkin e Sir Neville Marriner. L’orchestra ha collaborato inoltre con solisti come Martha Argerich, Mstislav Rostropovicˇ, Vadim Repin, Lynn Harrell, Viktoria Mullova, Han-Na Chang, Sarah Chang, Midori, Alexander Kobrin, Jean-Yves Thibaudet, Nelson Freire, Salvatore Accardo, Mario Brunello, Alexander Toradze, Hilary Hahn, Enrico Dindo, Domenico Nordio, Yefim Bronfman, Massimo Quarta. Oltre alla ricca stagione sinfonica nella propria sede a Milano, l’Orchestra è invitata spesso in sale prestigiose in Italia e all’estero. Il 24 aprile 2008 l’Orchestra e il Coro della Verdi, diretti da Oleg Caetani, si sono esibiti nella Sala Nervi in Vaticano alla presenza del Papa e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un concerto offerto dal Presidente per celebrare il terzo anniversario del Pontificato di Benedetto XVI.

Coro Filarmonico della Scala
Nata nell’aprile 1997 per volontà ed esigenza degli stessi artisti del Coro del Teatro alla Scala, con lo scopo di promuovere e divulgare il repertorio corale al di fuori degli spazi della programmazione del Teatro e di poter rappresentare, al di fuori dello stesso, la loro vasta produzione musicale. In questo senso il Coro non affronta unicamente il repertorio operistico, ma si dedica anche ad altri repertori vocali, compresi nel periodo che va dal Rinascimento ai giorni nostri. L’imponente organico viene utilizzato con risultati di omogeneità e fusione, all’altezza di quelli ottenuti da una formazione di piccola struttura. L’Associazione del Coro Filarmonico della Scala, costituita dagli stessi componenti della Scala, ha riscosso sia in Italia che all’estero innumerevoli importanti successi, lavorando con i più grandi direttori.
Nel 1998 l’Associazione è stata presente con un piccolo organico al Festival Kurtág, presso il Teatro alla Scala, in una prima esecuzione assoluta (dir. R. Muti) e nel dicembre dello stesso anno ha inaugurato la serata per l’illuminazione della Basilica di Sant’Ambrogio in Milano, con un programma di Coro femminile. Sempre nel 1998, l’esecuzione della Messa in sol maggiore di Cherubini e della Nona sinfonia di Beethoven, esecuzioni in discografia e DVD.
Dal 1997 al 2004 presente agli appuntamenti del Ravenna Festival per “Le Vie dell’amicizia” nelle città di Ravenna, Sarajevo, Beyrut, Mosca, Istanbul, Erevan, New York e Damasco.
Nel 2006 è stato invitato al Festival internazionale del Verismo a Miskolč, Ungheria (direttore artistico il soprano Eva Marton), dove ha riscosso unanime successo di pubblico e critica, è stato impegnato a Verona e Taormina con un progetto interamente dedicato a Ennio Morricone e alla sue musiche sotto la guida dello stesso (prima mondiale). È stato presente all’inaugurazione di SettembreMusica con la Nona Sinfonia di Beethoven diretta dal M. Chung e l’orchestra Filarmonica della Scala. All’attività sinfonica del Coro si è affiancata una produzione di repertorio corale dal Cinquecento alla musica contemporanea. Il Coro dell’Associazione sta realizzando il progetto di incisione discografica delle Cantate di Gioacchino Rossini per Decca, con l’Orchestra Filarmonica della Scala e la direzione di Riccardo Chailly.

Bruno Casoni, nato a Milano, dopo aver conseguito i diplomi di Pianoforte, Composizione, Musica corale e direzione di coro al Conservatorio “G. Verdi” della sua città, è stato direttore del Coro del Teatro Pierluigi da Palestrina di Cagliari e successivamente, dal 1983, del Coro del Teatro alla Scala di Milano, incarico mantenuto fino al 1994. Sempre nel 1994 è diventato direttore del coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala. Nel 1984 ha fondato il Coro dei Pomeriggi Musicali di Milano, che ha diretto fino al 1992. Parallelamente ha collaborato con numerose istituzioni e festival musicali italiani e stranieri, sia come direttore di coro sia dirigendo varie formazioni orchestrali. Ha effettuato diverse tournée in vari continenti ed inciso diversi dischi. Nel 1994 è stato nominato direttore del coro presso al Teatro Regio di Torino, alla guida del quale ha ottenuto unanimi consensi di critica e di pubblico nel repertorio lirico e svolgendo un intenso lavoro volto ad ampliare il repertorio concertistico e intensificare la collaborazione con altre istituzioni musicali. Particolarmente significativo il rapporto consolidato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Nel 2002 è stato nominato direttore del coro del Teatro alla Scala di Milano. Nel luglio dello stesso anno ha iniziato la collaborazione con l’Associazione del Coro Filarmonico della Scala, del quale è direttore principale. Con il Coro Filarmonico ha realizzato la preparazione di importanti appuntamenti musicali fra i quali le tournée a New York e Damasco per il progetto del Ravenna Festival “Le Vie dell’amicizia” (2002 e 2004), Lobgesange di Mendelsshon Bartholdy per la stagione sinfonica della Fondazione Teatro alla Scala (direttore Marriner), lo Stabat Mater di Dvoˇrák per la stagione sinfonica della Filarmonica della Scala sotto la direzione di Sawallisch (2003) e Le stanze (2005) di Luciano Berio (direzione R. Abbado). Presente anche alle celebrazioni del Festival Pucciniano (2004-2008) agli appuntamenti di Lucca, Torre del Lago e Milano. Nel giugno 2006 è stato invitato, con il Coro Filarmonico della Scala, al Festival Internazionale del Verismo a Miskolˇc (Ungheria) dove ha eseguito la Messa di Gloria di Mascagni con l’Orchestra del Festival, concerto che è stato teletrasmesso dalla TV ungherese riscuotendo unanimi consensi di pubblico e di critica. Sempre nel 2006 e con il Coro Filarmonico della Scala, impegnato a Verona e Taormina in un progetto dedicato alle musiche di Ennio Morricone, diretto dallo stesso compositore e all’inaugurazione di SettembreMusica sotto la direzione di M.W. Chung con la Nona sinfonia di Beethoven. Ha inciso per la rivista Amadeus la Petite Messe Solemnelle di Rossini, brano che ha diretto per la commemorazione delle vittime di Linate nel 2006 al Teatro alla Scala. Per la stessa ricorrenza, nel 2007, e sempre con il Coro Filarmonico della Scala, ha diretto il Deutsches Requiem di Brahms nella versione per coro e due pianoforti presso il Teatro alla Scala. Dal 2005 collabora con il Coro di Radio France realizzando importanti produzioni artistiche tra cui la direzione dei Carmina Burana (incisi in DVD). Dal 1979 è docente di Esercitazioni corali al Conservatorio “G. Verdi” di Milano.

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Domenica 21 settembre ore 22.00
Alcatraz, Milano

UOMINI IN FRAC
Omaggio a Domenico Modugno
Un Progetto di Peppe Servillo e Furio di Castri
SPECIAL GUEST: Vincent Gallo

MITO SettembreMusica presenta uno spettacolo dedicato alla figura di Domenico Modugno, esplorata musicalmente e teatralmente da Peppe Servillo, accompagnato sul palco da musicisti di grande spessore: dall'America si aggiunge all'omaggio il poliedrico attore, regista e cantante Vincent Gallo, vera e propria figura di culto della scena alternativa statunitense che per l’occasione speciale canterà due canzoni di Domenico Modugno. Molti anni fa, per caso, l’attore americano passeggiando per New York si è ritrovato di fronte ad un teatro tutto esaurito che metteva in scena quello che sarebbe stato l’ultimo concerto di Domenico Modugno: naturalmente Gallo è riuscito ad entrare e pur conoscendo già la voce italiana più famosa del mondo è rimasto molto colpito dalla performance e questo è uno tra i motivi che lo hanno spinto ad aderire a questo progetto.

Ci si chiede: cos’è il jazz? Un tema, una serie di improvvisazioni soliste, poi ancora il tema? Ci si chiede: cos’è un classico? Un immutabile brano, irrimediabilmente figlio del suo tempo, scolpito per sempre a chiare note nella storia e nella memoria di tutti? Si possono mescolare classicità e jazz, cristallizzazione eterna della forma e improvvisazione?

Qualche tempo fa Furio Di Castri e altri noti jazzmen (Bollani, Petrella, Negri), assieme al meglio del rock italiano (Ferretti, Servillo, Canali, Maroccolo...), hanno deciso che classicità e jazz potevano essere un bell’esempio di coppia mista; hanno tirato fuori dalle loro discoteche un “classico” del rock da loro amato (Frank Zappa), lo hanno ben metabolizzato e ripresentato al pubblico alla loro maniera: nasce Zapping. Tutti entusiasti, musicisti e pubblico.

Aperta una strada, perché non osare di più? Ecco Modugno e il jazz.

Modugno è un monumento della canzone italiana, il suo urlo a braccia aperte, “volare”, proietta l’Italia dentro il boom economico, dentro la modernità e nel mondo, rivoluziona la canzone, da allora in avanti non più figlia solo del “belcanto”; Modugno trasforma le melodie e il linguaggio, ma resta saldamente radicato nella tradizione popolare, ha un cuore antico e un linguaggio nuovo, se ne infischia delle mode, è un classico. Ma, si diceva, il jazz non ha paura dei classici; le sue modificazioni e trasformazioni di un repertorio vengono dalla conoscenza, dalla riflessione, dall’empatia: la poesia, il gioco, il paradosso dell’interpretazione jazz sono il risultato di una frequentazione affettuosa, non un tradimento. Non si può chiedere al jazz di essere filologico, di mantenere una distanza snob dall’originale. Che del resto qui non potrebbe esistere, visto l’elenco degli Uomini in frac: un cantante che più “teatrale” non si può, Peppe Servillo. Furio Di Castri che invita a seguire le piste inesplorate del continente Modugno, i colori esotici, gli echi delle bande, gli accenti folk; la solida chitarra di Fausto Mesolella; la tromba moderna e geniale di Fabrizio Bosso; il clarinetto di Mauro Negri; il pianoforte di Rita Marcotulli, intensa indagatrice dei meandri melodici e armonici del repertorio italiano; la ritmica ricca e up-to-date di Calcagnile; il mandolino antico di Mimmo Epifani; la voce e le percussioni di Mimì Ciaramella. Pasqualino maraja si mischia con l’Art Ensemble of Chicago; Lu minatori con Duke Ellington; Vecchio frac con Leonard Cohen...

Che dire di più? Gli Uomini in frac presentano il loro Modugno.

Line-Up:
Peppe Servillo: voce
Mauro Negri: clarinetto
Fabrizio Bosso: tromba
Fausto Mesolella: chitarra
Mimmo Epifani: voce, mandola, mandolino
Rita Marcotulli: pianoforte
Furio Di Castri: contrabbasso
Cristiano Calcagnile: batteria
Mimì Ciaramella: voce, percussioni

In collaborazione con Ponderosa Music & Art

Biglietti: posti numerati 25 euro - i biglietti saranno in vendita presso la sede dello spettacolo 45 minuti primo dell’inizio

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.3
MITO SETTEMBREMUSICA



programma del 16 settembre



ore 13 / Cortile di Palazzo Sormani

Break in Classica

Quartetto AFEA

Ingresso gratuito



Basilica di San Lorenzo Maggiore

ore 16

Introduce Quirino Principe

ore 17

Désir d’aymer, Liriche d’amore del XVI secolo

Dalle Fiandre all’Italia

Capilla Flamenca

Ingresso gratuito



ore 21 / Teatro degli Arcimboldi

London Symphony Orchestra

Valerij Gergiev, direttore

Vadim Repin, violino

Musiche di Prokof’ev

Posti numerati euro 15 / 30 / 40



ore 21 / Teatro Franco Parenti

Luca Francesconi

Gesualdo Considered as a Murderer

su testo di Vittorio Sermonti

Divertimento Ensemble

Sandro Gorli, direttore

Ensemble Vox ’Altera

Francesco Micheli, regia

Andrée Ruth Shammah, direzione artistica

Prima esecuzione italiana

Posto unico numerato euro 10





In allegato i comunicati dettagliati per la giornata

del 16 settembre.



Le foto degli eventi del Festival MITO possono essere scaricate ogni giorno liberamente dal sito internet nei formati desiderati:

http://www.flickr.com/photos/mitosettembremusica





Ogni giorno, dalle 13 alle 19, www.c6.tv trasmette in diretta i momenti più interessanti del Festival. Alle 14, in replica alle 18, andrà in onda Mito tg con interviste ai personaggi e anticipazioni sugli eventi della giornata.



Per informazioni al pubblico:

Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.36508343

c.mitobiglietteria@comune.milano.it

(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)



Biglietteria al Palasharp:

fino al 21 settembre, aperta tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00



www.mitosettembremusica.it


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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Martedì 16 settembre ore 13
Biblioteca Comunale Centrale, Cortile di Palazzo Sormani, Milano
Ingresso gratuito

Break in Classica
con il Quartetto di clarinetti AFEA

Quartetto AFEA
Edoardo Lega, clarinetto
Arturo Garra, clarinetto
Adriano Sangineto, clarinetto
Francesca Gelfi, clarinetto e corno di bassetto

Musiche di Franz Tischhauser, Astor Piazzolla,
Kurt Weill, Vincenzo Monti, Pedro Iturralde, Dave Brubeck, Mike Curtis

“Rinfrescarsi” la mente con la musica nella pausa di pranzo: una bella occasione quella offerta dai Break in classica del Festival MITO SettembreMusica, che ogni martedì, nel Cortile di Palazzo Sormani, presenta un programma di musica da camera con giovani musicisti emergenti della scena milanese.
Martedì 16 settembre, alle ore 13, il Quartetto AFEA, quartetto di clarinetti nato in seno al Clarinet Choir del Conservatorio di Milano, presenta un programma tutto dedicato ad autori del Novecento. “Migrazioni musicali” potrebbe essere il titolo del concerto, perché si tratta di un Novecento dove le definizioni della musica occidentale non bastano più per definire i momenti musicali proposti, lontani uno dall’altro non solo per il contesto culturale in cui sono nati. Esperienze musicali di confine, quindi, intesto come geografico, culturale, sociale.
Così, accanto allo svizzero Franz Tischhauser (1921) con Das Vierklaklavier, ispirato alla raccolta di poesie di Christian Morgenstern Canti patibolari, possiamo ascoltare musiche di Astor Piazzolla (Tema di Maria e Tango Suite) e del tedesco Kurt Weill, del quale saranno proposti alcune trascrizioni dall’Opera da tra soldi.
Un altro brano che rivela quanto sia difficile parlare di identità musicale è la Czardás di Vittorio Monti, che prende nome dall’omonima danza ungherese in due tempi (lento-veloce). E’ uno dei brani più diffusi del repertorio gitano, ma opera di un napoletano.
Segue di Pedro Iturralde (1929) Suite Hellénique che lavora sulla stilizzazione dei moduli ritmici tradizionali greci, afro-americani e mitteleuropei. Il suo brano conduce alla Tango Suite di Piazzolla (già citata) e, in chiusura, a Dave Brubeck (che usa una forma classica per il suo brano Blue Rondo à la Turk) e Klezmer Wedding di Mike Curtis.

Quartetto AFEA
Edoardo Lega – clarinetto in si bemolle e piccolo in mi bemolle
Arturo Garra – clarinetto in si bemolle
Francesca Gelfi – clarinetto in si bemolle e corno di bassetto
Adriano Sangineto – clarinetto in si bemolle e basso
Il quartetto di clarinetti “AFEA” nasce all’interno del Clarinet Choir del Conservatorio “G.Verdi” di Milano, sotto la guida del Maestro Sergio Del Mastro. Spinti da un comune entusiasmo per la musica e dall’amore per il clarinetto i quattro giovani musicisti, non ancora diplomati, iniziano la loro esperienza nel 2004. Nonostante si sia formato da poco, il quartetto ha già partecipato ad importanti manifestazioni, quali il concorso “Alessandro Ferrero” indetto dal Conservatorio di Milano nel 2004 e nel 2005, distinguendosi brillantemente in entrambe le edizioni. Inoltre collabora con l’Associazione Amici del Conservatorio G. Verdi di Milano per la VII edizione 2004 del Valsassina Festival a Barzio. Nell’aprile 2006 aderisce al progetto del Conservatorio per un ciclo di incontri musicali nelle scuole Medie Superiori di Milano. Ha recentemente partecipato al “Meeting Internazionale per Quartetto di Clarinetti” presso la località di Reggiolo prendendo parte a masterclass tenute da importanti quartetti di livello internazionale, quali gli italiani “Quartetto Martesana” ed “Emiliano Clarinet Quartet”, e gli sloveni “ClariFour”. Inoltre, hanno avuto l’occasione di incontrare il famoso clarinettista Giora Feidman al quale hanno dedicato una breve composizione scritta da Arturo Garra. Il Quartetto AFEA ha recentemente vinto la borsa di studio "Gaetano Cantarone" 2007 tenutosi presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.

In collaborazione con
Conservatorio di Musica “G. Verdi” in occasione del Bicentenario
Biblioteca Comunale Centrale


Ingresso gratuito - i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dei concerti direttamente presso la sede.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
www.mitosettembremusica.it

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Martedì 16 settembre 2008 h 21 - Teatro degli Arcimboldi

Il violino di Vadim Repin e la London Symphony Orchestra diretta da Valerij Gergiev


Con un programma interamente dedicato a Sergej Prokof’ev, MITO SettembreMusica ospita una delle formazione più famose al mondo: la London Symphony Orchestra diretta da Valerij Gergiev. Il concerto di martedì 16 alle ore 21 al Teatro degli Arcimboldi vedrà la partecipazione del violinista Vadim Repin, definito dall’autorevole Tagesspiegel di Berlino il più grande violinista vivente, che eseguirà il Concerto n. 2 in sol minore del compositore russo.

Sinfonia n. 3 in do minore op. 44
Sinfonia n. 4 in do maggiore op. 112 (revisione dell’op. 47, 1947)

La Sinfonia n. 3 di Sergej Prokof’ev nasce da materiale già utilizzato nel balletto Angelo di fuoco, opera a cui l’autore si dedicò tra il 1919 e il 1927, senza però riuscire ad arrivare in palcoscenico. La prima esecuzione della sinfonia avvenne a Parigi nel 1929, diretta da Pierre Monteux, e l’opera fu definita dal direttore d’orchestra Sergej Kusevickij “la più bella sinfonia dopo la Sesta di Čajkovskij”.
Fu proprio Kusevickij, direttore musicale della Boston Symphony, a commissionare a Prokof’ev una nuova sinfonia, per il cinquantesimo anniversario dell’orchestra. Anche in questo caso il compositore utilizzò materiale preesistente, quello di nuovo balletto appena terminato per Djaghilev, Il figliol prodigo, che aveva ottenuto un clamoroso successo. Nacque così la Quarta Sinfonia.
La prima esecuzione americana, che ebbe luogo il 14 novembre del 1930, e quella successiva a Parigi, ricevettero una fredda accoglienza, dal pubblico e da Kusevickij che l’aveva diretta a Boston. Il musicista abbandonò il genere sinfonico per alcuni anni e, nel 1947 rimaneggiò la Quarta, allungandone la durata, senza però modificare la sostanza della versione originale.

Concerto n. 2 in sol minore per violino e orchestra op. 63

Scritto nel 1935 su invito del violinista francese Soetens, l’autore realizzò i movimenti che lo compongono in luoghi diversi. Rispetto al Primo Concerto, questo Secondo si distingue per un maggior lirismo e una scrittura più fluida. La prima esecuzione fu un successo clamoroso, fu poi eseguito nel 1937 da Jascha Heifetz - allora considerato il maggior violinista vivente - e inciso con la direzione di Kusevickij, diventando un punto di riferimento fondamentale nel genere.

posti numerati Euro 15/ 30 / 40
Per informazioni:
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
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Biografie:
London Symphony Orchestra
La London Symphony Orchestra è considerata una delle orchestre più famose al mondo e non solo per la qualità delle sue performances, c’è molto di più della mera attività concertistica: le loro svariate attività includono energici e innovativi programmi di istruzione musicale per la comunità, una società di registrazione, un centro di educazione musicale e un intenso lavoro nel campo della tecnologia informatica. Visto che la loro sede è situata in Barbican Street all’interno della City (Londra), la LSO promuove più concerti che qualsiasi altra organizzazione musicale a Londra e le registrazioni fatte con la LSO Live rendono possibile l’ascolto della loro musica a milioni di persone. E’ possibile ascoltare la LSO nelle colonne sonore dei film, come ad esempio nella saga di Star Wars, nella radio, nei giochi per computer, negli aerei, on-line e in qualsiasi luogo in cui sia apprezzata la musica. La LSO Live è l’etichetta più famosa tra quelle di proprietà di un’orchestra ed è regolarmente al numero 1 nella musica classica scaricata con iTunes. A cinque minuti dal Barbicane, la LSO St Luke’s, la UBS e il centro di educazione musicale della LSO, stanno espandendo i loro programmi artistici includendo la loro musica nella programmazione della TV BBC, concerti all’ora di pranzo sulla BBC Radio 3 e nei Paesaggi Sonori UBS: concerti con famosi artisti provenienti da varie culture musicali. La LSO Discovery sta facilitando l’insegnamento musicale attraverso l’apporto di musicisti e di nuove tecnologie per costruire legami più forti con la popolazione locale e le scuole situate a est di Londra. A più di un secolo dalla sua formazione, la LSO attrae ancora eccellenti musicisti, molti dei quali coniugano la loro attività ad una fiorente carriera come solisti, in formazioni da camera o insegnanti.
La LSO vanta una lista di collaborazioni con solisti e direttori di orchestra seconda a nessuno. A partire dal Direttore Principale Valery Gergiev, il Presidente Sir Colin Davis e i Direttori Principali Associati Daniel Harding e Michael Tilson Thomas. Un perfetto connubio tra risorse internazionali e del luogo.

Vadim Repin
Indomabile passione, impeccabile tecnica, poesia e sensibilità si sublimano nel genio artistico di Vadim Repin. Yehudi Menuhin ha esclamato: “Semplicemente il più perfetto violinista che io abbia mai ascoltato” e il Berlin Tagesspiegel l’anno scorso l’ha proclamato “Il più grande violinista vivente”.
Nato in Siberia, dove ha studiato con Zakhar Bron, Vadim Repin a 17 anni è stato il più giovane vincitore del Concours Reine Elisabeth - uno dei più prestigiosi e selettivi concorsi internazionali del mondo - dando così il via ad una strepitosa carriera internazionale. Da allora si è esibito con le più importanti orchestre del mondo, tra cui Berliner Philharmoniker, Boston Symphony, Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, Orchestra Filarmonica della Scala, le Filarmoniche di Los Angeles e New York, Orchestre de Paris, Royal Concertgebouw, San Francisco Symphony, Orchestre de la Suisse Romande e la Filarmonica di San Pietroburgo. Ha suonato con grandi direttori quali Boulez, Bychkov, Chailly, Dutoit, Eschenbach, Gergiev, Jansons, Krivine, Levine, Luisi, Marriner, Masur, Mehta, Nagano, Rattle, Rostropovich, Rozhdestvensky, Temirkanov e Zinman.
Convinto sostenitore della musica contemporanea, Vadim Repin ha raccolto ovazioni per la sua interpretazione del Violin Concert di John Adams, eseguito con la Chicago Symphony e la San Francisco Symphony dirette dal compositore, e dell'Offertorium di Sofia Gubaidulina, eseguito prima con la Boston Symphony e successivamente con la City of Birmingham Symphony.
Vadim Repin è regolarmente ospite di prestigiosi festival internazionali: Hollywood Bowl, Tanglewood, Ravinia, Gstaad, Rheingau, Verbier e BBC Proms. La sua partecipazione alla serie cameristica "Carte Blanche" del Louvre di Parigi è documentata da una registrazione live del concerto da lui tenuto insieme a giovani musicisti (tra cui il violinista tzigano Roby Lakatos), incisione che ha vinto un premio. Tra i suoi partner per la musica da camera artisti famosi come Martha Argerich, Yuri Bashmet, Mischa Maisky e Mikhail Pletnev. Per le prossime stagioni sono in programma importanti progetti cameristici che si svolgeranno a Londra, Parigi, Bruxelles, Vienna e Tokyo.
Le sue registrazioni vincitrici di premi, pubblicate dall’etichetta Erato/Warner Classics, comprendono il Concerto per violino n. 1 di Shostakovich e il Concerto per violino n. 2 con la Hallé Orchestra diretta da Kent Nagano; i Concerti di Cajkovskij
Recentemente Repin ha partecipato con Placido Domingo ad un gala per il 50° anniversario della National Opera di Washington; ha suonato alla Carnegie Hall con la Orpheus Chamber Orchestra e ha collaborato con la Montreal Symphony e la National Arts Centre Orchestra. Nel corso di questa stagione suona con la New York Philharmonic e Riccardo Muti, e ritornerà negli Stati Uniti a marzo per concerti alla Carnegie Hall con la NDR Symphony diretta da Christoph von Dohnanyi. La sua agenda così fitta d’impegni prevede inoltre concerti in Asia, Australia, Nuova Zelanda e una tournée europea con la Melbourne Symphony.
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Martedì 16 settembre 2008 - Basilica di San Lorenzo Maggiore

Désir d’aymer – Liriche d’amore del XVI secolo,
dalle Fiandre all’Italia

ore 16
Sotterranee miniere dell’amore, ovvero: tra Eros e Thanatos Orfeo
Quirino Principe introduce il concerto

ore 17
Capilla Flamenca
Marnix De Cat, controtenore
Tore Denys, tenore
Lieven Termont, baritono
Dirk Snellings, basso e concertazione
Liam Fennelly, viola da gamba
Thomas Baeté, viola da gamba
Piet Stryckers, viola da gamba
Wim Maeseele, liuto
Patrick Denecker. flauto

Musiche di Vincenzo Capirola, Josquin Desprez, Heinric Heinrich Isaac, Hayne van Ghizeghem, Johannes Martini, Alexander Agricola, Joan Ambrosio Dalza, Loyset Compère, Jean Mouton, Jacob Obrecht.

Martedì 16 settembre 2008, alle ore 17, si esibisce nella Basilica di San Lorenzo Maggiore il celebre ensemble di musicisti fiamminghi Capilla Flamenca, con un programma dedicato alle espressioni dell’amore nelle musiche di autori del XV e XVI secolo. Il programma sarà introdotto da Quirino Principe alle ore 16.

L’amore è stato celebrato in tutti i modi e nelle canzoni di ogni epoca. Con questo programma l’ensemble fiammingo Capilla Flamenca propone una sua visione, con poesie d’amore di corte messe in musica dai compositori più famosi della polifonia del tardo XV secolo, come Ockeghem, Agricola, Compère, Isaac, Josquin e Obrecht, ma anche dai loro successori del XVI secolo.
Il programma musicale si basa su una delle prime raccolte a stampa della storia musicale, Harmonice Musices Odhecaton di Ottaviano Petrucci, che comprende una selezione significante di composizioni di musica polifonica dal tardo XV al primo XVI secolo.
Le prime stampe musicali nel XVI secolo resero la musica accessibile non solo alla nobiltà in tutta Europa, ma anche a una parte della Borghesia. Ciò ha determinato cambiamenti significativi nel repertorio durante tutto il XVI secolo, con l’evolvere dello stile cortese in uno stile più accessibile e dal volto umano.
In queste prime raccolte a stampa, l’amore è rappresentato in molti modi, rivelando tutti i suoi aspetti, da quelli spirituali a quelli carnali.

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it

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Biografie:
CAPILLA FLAMENCA
Il nome dell’ensemble trae origine dalla Cappella di Corte dell’Imperatore Carlo V che, lasciato il suo paese nel 1517, portò con sé in Spagna i suoi migliori musicisti. L’attuale Capilla Flamenca è costituita da musicisti fiamminghi con l’obiettivo di ridare vita, nella piena fedeltà interpretativa, al repertorio musicale del XV e XVI secolo.
Raffinate ricerche condotte con i più importanti musicologi, sono alla base dei programmi musicali proposti che spesso coniugano il repertorio musicale con l’espressività teatrale e coreutica.
Il personale contributo dei musicisti ad elementi di interazione, genera una prassi esecutiva di vivace autenticità e spontaneità.
L’organico base dell’ensemble è costituito da quattro voci maschili e, in relazione all’organico specifico richiesto dal programma, il quartetto vocale si può ampliare con altre voci , con una "alta capella" (strumenti a fiato), con una "bassa capella" (strumenti ad arco) o con un organo.
Recentemente è stato attribuito a Capilla Flamenca il pretigioso Premio Internazionale Filarmonico (fra l’altro già assegnato ad artisti del calibro di Messiaen, Gardiner, Mehta, Boulez, Leonhardt) per l’alto livello raggiunto dal gruppo nel campo della interpretazione musicale e della ricerca.
Numerosissimi i concerti tenuti in Belgio, Olanda, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia, Finlandia, Canada, e oltreoceano negli Stati Uniti, Hong Kong, Sud Corea, Nuova Zelanda.
Più che lusinghiere le critiche raccolte dalla stampa e degni di rilievo i numerosi premi attribuiti tra i quali: 5 stelle di Diapason D’Or per il cd Missa pro Defunctis (Eufoda 1349) di Johannes Prioris; Diapason D’Or, Répertoire 10, 5 stelle del Goldberg Magazine, Premio Caecilia della stampa belga per il cd Missa de Septem Doloribus di Pierre de la Rue (Eufoda 1232); Diapason D’Or per Viva l’amore, Bassano (OPS 30-239).
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in coproduzione con Teatro Franco Parenti
in collaborazione con Divertimento Ensemble

Martedì 16 e Mercoledì 17 settembre 2008 ore 21
Teatro Franco Parenti

Gesualdo Considered as a Murderer
di Luca Francesconi
su testo di Vittorio Sermonti
in prima esecuzione italiana

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

"per ordine del Viceré, stante la notorietà della causa giusta dalla quale fu mosso don Carlo Gesualdo Principe di Venosa ad ammazzare sua moglie e il duca d'Andria". Con questa sentenza fu archiviato il processo al raffinato madrigalista napoletano che nella notte del 17 ottobre 1590 uccise i due amanti, colti in flagrante nella sua camera da letto, vendicando col sangue l’offesa fatta al suo nome e troppo a lungo tollerata. Con un nuovo allestimento, martedì 16 e mercoledì 17 alle 21 al Teatro Franco Parenti, MITO SettembreMusica presenta la prima esecuzione italiana di Gesualdo Considered as a Murderer di Luca Francesconi su testo di Vittorio Sermonti.
Commissionata nel 2004 dall’Holland Festival, e realizzata a Milano in coproduzione con il Teatro Franco Parenti e, per il live electronics, con Art Zoyd Studios di Valencienne, Francia, l’opera di Luca Francesconi, tra i più apprezzati compositori contemporanei italiani, mette in scena la storia forte e vera del principe Gesualdo da Venosa.
L'intero spettacolo consiste nella preparazione della famosa scena dell’omidicio, che in realtà non vedremo. I personaggi sono solamente tre, Gesualdo stesso, interpretato dal baritono Maurizio Leoni, Silvia (il soprano Alda Caiello), fedele serva della moglie di Gesualdo e addetta al guardaroba della signora, e Prevetuccio (il tenore Leonardo De Lisi), descritto da Francesconi stesso come “una sorta di mostruoso Jago”.
La narrazione, in terza persona come in una sorta di madrigale o di oratorio, si svolge sullo sfondo di uno spazio sonoro generato dai frammenti di "Respondit", elaborazione elettronica di musiche gesualdiane.

La direzione artistica è di Andrée Ruth Shammah. La regia è di Francesco Micheli, le scene di Matteo Martini, i costumi di Lubna Balazova, le luci di Marcello Jazzetti. L’esecuzione musicale è affidata al Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli e all’Ensemble Vox ‘Altera. Al live electronics è Carl Faia, con Alessandro Raggi come assistente informatico. Per questa prima italiana, saranno presenti in sala gli autori Luca Francesconi e Vittorio Sermonti, che introduce al concerto.

Personaggi e interpreti:
SILVIA - Alda Caiello, soprano
PREVETUCCIO - Leonardo De Lisi, tenore
GESUALDO Maurizio Leoni, baritono
CORO (Controtenore, 2 Tenori, Basso) Ensemble Vox ‘Altera


Posto unico numerato € 10

Per Informazioni:
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
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MITO SettembreMusica presenta
in coproduzione con Teatro Franco Parenti
in collaborazione con Divertimento Ensemble

Martedì 16 e Mercoledì 17 settembre 2008 ore 21
Teatro Franco Parenti

Gesualdo Considered as a Murderer
di Luca Francesconi
su testo di Vittorio Sermonti
in prima esecuzione italiana

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

"per ordine del Viceré, stante la notorietà della causa giusta dalla quale fu mosso don Carlo Gesualdo Principe di Venosa ad ammazzare sua moglie e il duca d'Andria". Con questa sentenza fu archiviato il processo al raffinato madrigalista napoletano che nella notte del 17 ottobre 1590 uccise i due amanti, colti in flagrante nella sua camera da letto, vendicando col sangue l’offesa fatta al suo nome e troppo a lungo tollerata. Con un nuovo allestimento, martedì 16 e mercoledì 17 alle 21 al Teatro Franco Parenti, MITO SettembreMusica presenta la prima esecuzione italiana di Gesualdo Considered as a Murderer di Luca Francesconi su testo di Vittorio Sermonti.
Commissionata nel 2004 dall’Holland Festival, e realizzata a Milano in coproduzione con il Teatro Franco Parenti e, per il live electronics, con Art Zoyd Studios di Valencienne, Francia, l’opera di Luca Francesconi, tra i più apprezzati compositori contemporanei italiani, mette in scena la storia forte e vera del principe Gesualdo da Venosa.
L'intero spettacolo consiste nella preparazione della famosa scena dell’omidicio, che in realtà non vedremo. I personaggi sono solamente tre, Gesualdo stesso, interpretato dal baritono Maurizio Leoni, Silvia (il soprano Alda Caiello), fedele serva della moglie di Gesualdo e addetta al guardaroba della signora, e Prevetuccio (il tenore Leonardo De Lisi), descritto da Francesconi stesso come “una sorta di mostruoso Jago”.
La narrazione, in terza persona come in una sorta di madrigale o di oratorio, si svolge sullo sfondo di uno spazio sonoro generato dai frammenti di "Respondit", elaborazione elettronica di musiche gesualdiane.

La direzione artistica è di Andrée Ruth Shammah. La regia è di Francesco Micheli, le scene di Matteo Martini, i costumi di Lubna Balazova, le luci di Marcello Jazzetti. L’esecuzione musicale è affidata al Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli e all’Ensemble Vox ‘Altera. Al live electronics è Carl Faia, con Alessandro Raggi come assistente informatico. Per questa prima italiana, saranno presenti in sala gli autori Luca Francesconi e Vittorio Sermonti, che introduce al concerto.

Personaggi e interpreti:
SILVIA - Alda Caiello, soprano
PREVETUCCIO - Leonardo De Lisi, tenore
GESUALDO Maurizio Leoni, baritono
CORO (Controtenore, 2 Tenori, Basso) Ensemble Vox ‘Altera


Posto unico numerato € 10

Per Informazioni:
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UFFICIO STAMPA


Carmen Ohlmes – Responsabile comunicazione (Milano)
carmen.ohlmes@comune.milano.it
02.88464722
339.4118058

Coordinamento Ufficio Stampa
Mara Vitali Comunicazione
stampa@mavico.it
02.70108230


Marco Ferullo - Assistente
marco.ferullo@comune.milano.it
02.88464728
347.1932762

Ufficio Stampa Teatro Franco Parenti
Francesca Bodini
Borsani Comunicazine
francesca.bodini@borsani.it
02 4985125



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Gesualdo Considered as a Murderer
di Luca Francesconi
su testo di Vittorio Sermonti
in prima esecuzione italiana

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

"per ordine del Viceré, stante la notorietà della causa giusta dalla quale fu mosso don Carlo Gesualdo Principe di Venosa ad ammazzare sua moglie e il duca d'Andria". Con questa sentenza fu archiviato il processo al raffinato madrigalista napoletano che nella notte del 17 ottobre 1590 uccise i due amanti, colti in flagrante nella sua camera da letto, vendicando col sangue l’offesa fatta al suo nome e troppo a lungo tollerata. Con un nuovo allestimento, martedì 16 e mercoledì 17 alle 21 al Teatro Franco Parenti, MITO SettembreMusica presenta la prima esecuzione italiana di Gesualdo Considered as a Murderer di Luca Francesconi su testo di Vittorio Sermonti.
Commissionata nel 2004 dall’Holland Festival, e realizzata a Milano in coproduzione con il Teatro Franco Parenti e, per il live electronics, con Art Zoyd Studios di Valencienne, Francia, l’opera di Luca Francesconi, tra i più apprezzati compositori contemporanei italiani, mette in scena la storia forte e vera del principe Gesualdo da Venosa.
L'intero spettacolo consiste nella preparazione della famosa scena dell’omidicio, che in realtà non vedremo. I personaggi sono solamente tre, Gesualdo stesso, interpretato dal baritono Maurizio Leoni, Silvia (il soprano Alda Caiello), fedele serva della moglie di Gesualdo e addetta al guardaroba della signora, e Prevetuccio (il tenore Leonardo De Lisi), descritto da Francesconi stesso come “una sorta di mostruoso Jago”.
La narrazione, in terza persona come in una sorta di madrigale o di oratorio, si svolge sullo sfondo di uno spazio sonoro generato dai frammenti di "Respondit", elaborazione elettronica di musiche gesualdiane.

La direzione artistica è di Andrée Ruth Shammah. La regia è di Francesco Micheli, le scene di Matteo Martini, i costumi di Lubna Balazova, le luci di Marcello Jazzetti. L’esecuzione musicale è affidata al Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli e all’Ensemble Vox ‘Altera. Al live electronics è Carl Faia, con Alessandro Raggi come assistente informatico. Per questa prima italiana, saranno presenti in sala gli autori Luca Francesconi e Vittorio Sermonti, che introduce al concerto.

Personaggi e interpreti:
SILVIA - Alda Caiello, soprano
PREVETUCCIO - Leonardo De Lisi, tenore
GESUALDO Maurizio Leoni, baritono
CORO (Controtenore, 2 Tenori, Basso) Ensemble Vox ‘Altera


Posto unico numerato € 10

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Martedì 16 e Mercoledì 17 settembre 2008 ore 21
Teatro Franco Parenti

Gesualdo Considered as a Murderer
di Luca Francesconi
su testo di Vittorio Sermonti
in prima esecuzione italiana

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

"per ordine del Viceré, stante la notorietà della causa giusta dalla quale fu mosso don Carlo Gesualdo Principe di Venosa ad ammazzare sua moglie e il duca d'Andria". Con questa sentenza fu archiviato il processo al raffinato madrigalista napoletano che nella notte del 17 ottobre 1590 uccise i due amanti, colti in flagrante nella sua camera da letto, vendicando col sangue l’offesa fatta al suo nome e troppo a lungo tollerata. Con un nuovo allestimento, martedì 16 e mercoledì 17 alle 21 al Teatro Franco Parenti, MITO SettembreMusica presenta la prima esecuzione italiana di Gesualdo Considered as a Murderer di Luca Francesconi su testo di Vittorio Sermonti.
Commissionata nel 2004 dall’Holland Festival, e realizzata a Milano in coproduzione con il Teatro Franco Parenti e, per il live electronics, con Art Zoyd Studios di Valencienne, Francia, l’opera di Luca Francesconi, tra i più apprezzati compositori contemporanei italiani, mette in scena la storia forte e vera del principe Gesualdo da Venosa.
L'intero spettacolo consiste nella preparazione della famosa scena dell’omidicio, che in realtà non vedremo. I personaggi sono solamente tre, Gesualdo stesso, interpretato dal baritono Maurizio Leoni, Silvia (il soprano Alda Caiello), fedele serva della moglie di Gesualdo e addetta al guardaroba della signora, e Prevetuccio (il tenore Leonardo De Lisi), descritto da Francesconi stesso come “una sorta di mostruoso Jago”.
La narrazione, in terza persona come in una sorta di madrigale o di oratorio, si svolge sullo sfondo di uno spazio sonoro generato dai frammenti di "Respondit", elaborazione elettronica di musiche gesualdiane.

La direzione artistica è di Andrée Ruth Shammah. La regia è di Francesco Micheli, le scene di Matteo Martini, i costumi di Lubna Balazova, le luci di Marcello Jazzetti. L’esecuzione musicale è affidata al Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli e all’Ensemble Vox ‘Altera. Al live electronics è Carl Faia, con Alessandro Raggi come assistente informatico. Per questa prima italiana, saranno presenti in sala gli autori Luca Francesconi e Vittorio Sermonti, che introduce al concerto.

Personaggi e interpreti:
SILVIA - Alda Caiello, soprano
PREVETUCCIO - Leonardo De Lisi, tenore
GESUALDO Maurizio Leoni, baritono
CORO (Controtenore, 2 Tenori, Basso) Ensemble Vox ‘Altera


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Biografie:

Luca Francesconi ha studiato pianoforte al Conservatorio di Milano e composizione con Azio Corghi, Karlheinz Stockhausen (a Roma), Luciano Berio (a Tanglewood) e jazz a Boston.
E’ anche stato assistente di Berio tra il 1981 e il 1984. Nel 1990 ha fondato a Milano Agon Acustica Informatica Musica, un centro di produzione e ricerca musicale con le nuove tecnologie.
Tra i molti premi e i riconoscimenti internazionali ricevuti, sono da annoverare il Kranichsteiner Musikpreis (Darmstadt 1990), il Premio per giovani talenti della Ernst-von-Siemens-Musikstiftung (Monaco 1994) e il Prix Italia per la Ballata del rovescio del mondo, un’opera radiofonica con testi di Umberto Fiori (1994).
Ha scritto cinque Opere Radiofoniche per la RAI e diverse opere teatrali, usando frequentemente tecnologie multimediali, come la video-opera Striàz (con i produttori di Studio Azzurro) e Lips, Eyes…Bang per esecutore ed ensemble con trasformazioni realtime audio e video, commissionata dal Nieuw Ensemble e STEIM Amsterdam.
La sua musica vocale ed elettronica include Etymo per soprano, orchestra da camera ed elettronica (da Baudelaire); tre soli con live electronics (Animus I per trombone, Animus II per viola - commissionati dall’ Ircam - e Animus III per tuba, commissionato da ZKM e musikFabrik); Sirene/Gespenster: un oratorio pagano per quattro cori femminili, percussioni, ottoni ed elettronica prodotto da WDR, ASKO Ensemble e Ircam. La musica per fiati comprende due quintetti (Attesa e Accordo), un ottetto (Aria), una trascrizione da Gabrieli, una suite strumentale dall’Orfeo di Monteverdi commissionata dal Nederlandse Blazers Ensemble e due grandi pezzi per cinque bande in movimento (Mittel e Fresco). Ha anche scritto diverse opere per grande orchestra, tra cui: Wanderer per l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti e Cobalt, Scarlet, eseguita per la prima volta dalla Oslo Philharmonic con la direzione di Marek Janowsky (entrambe regolarmente eseguite da importanti orchestre internazionali come la Los Angeles Philharmonic, la Gewandhaus di Lipsia, la Israel Philharmonic, la San Francisco Symphony, i Gothenborg Symphoniker, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la BBC Symphony, l’Orchestra Sinfonica della RAI, la Swedish Radio Symphony e altre).
Ha composto quattro Quartetti per archi regolarmente eseguiti dal Quartetto Arditti e due concerti per violino per Irvine Arditti: Riti Neurali e Body Electric (con live electronics).
La musica corale include Terre del rimorso per solisti, coro e orchestra, composta per il Festival Musica di Strasburgo 2001 ed eseguita per la prima volta con l’ Orchestra Sinfonica della SWR e la Vokalensemble Stuttgart dirette da Eötvös, e Let me Bleed per il New London Chamber Choir.
I lavori premiati nel 2002 sono Buffa Opera con la direzione del compositore stesso, commissionata e prodotta dal Piccolo Teatro di Milano, e l’opera Ballata (‘96-’99) su libretto di Umberto Fiori (da The Rime of the Ancient Mariner di Coleridge), commissionata dal Théâtre de la Monnaie di Bruxelles e diretta da Kazushi Ono per la regia di Achim Freyer.
Nel 2004 l’ Holland Festival gli ha commissionato l’opera Gesualdo Considered as a Murderer, su testo di Vittorio Sermonti per la regia di Giorgio Barberio Corsetti.
Sempre nel 2004 è stata eseguita la prima di Rest (2003), “Luciano Berio in memoriam”, per violoncello e orchestra commissionata dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, scritta per il solista Anssi Karttunen e diretta da Jukka-Pekka Saraste.
I lavori più recenti includono Kubrick’s Bone per cimbalom ed ensemble per Luigi Gaggero, un concerto per tromba, Hard Pace, eseguito a Roma in aprile 2008 da Håkan Hardenberger e l’Orchestra di S. Cecilia, sotto la direzione di Antonio Pappano, commissionato dall’Accademia di S. Cecilia in collaborazione con Zaterdag Matinée al Concertgebouw, la Gothenburg Symphoniker, la Bergen Philharmonic Orchestra e il Festival MITO.
Una nuova opera è in programma per il Festival di Aix-en-Provence del 2009, concepita per la voce di Magdalena Kozena. Un altro lavoro teatrale, basato su Quartet, di Heiner Muller, verrà eseguito per la prima volta nel 2012 con l’ASKO Ensemble e Barbara Hannigan.
Luca Francesconi collabora regolarmente con i più importanti interpreti e le più prestigiose orchestre internazionali. Svolge anche attività di direttore d'orchestra.
Insegna da 25 anni sia nei conservatori italiani che in corsi di perfezionamento in tutto il mondo. È docente e capo del dipartimento di composizione alla Musikhögskolan di Malmö in Svezia.
Da febbraio 2008 è Direttore del Settore Musica della Biennale di Venezia.

Divertimento Ensemble
Fondato nel 1977 da alcuni solisti di fama internazionale e da alcune fra le prime parti delle due più importanti orchestre milanesi e sotto la direzione di Sandro Gorli, il Divertimento Ensemble si è rapidamente affermato in Italia e all'estero realizzando fino ad oggi più di 1000 concerti e 10 CD. Nel 1978, secondo anno di attività, è entrato nei prestigiosi cartelloni della Società del Quartetto di Milano e del Festival milanese Musica nel Nostro Tempo.
Oltre settanta compositori hanno dedicato nuove composizioni all'ensemble: questi e numerosi altri hanno contribuito a creare per il complesso un repertorio cameristico fra i più rappresentativi della nuova musica, non solo italiana. Ha effettuato concerti in Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Inghilterra, Iugoslavia, Polonia, Messico, Stati Uniti, Argentina, Giappone e Russia, oltre che nelle più importanti città italiane.
Nel 1981 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano con l’opera Il Sosia di Flavio Testi e con un concerto monografico dedicato ad Aldo Clementi. E’ tornato nel cartellone del Teatro alla Scala nel 1996, 1997 e nel 1998 con un concerto dedicato a Frank Zappa.
Presente nei maggiori festival di musica contemporanea in Europa, è stato numerose volte ospite della Biennale di Venezia. Fra le sue incisioni più recenti: l'opera Solo di Sandro Gorli (Ricordi); tre CD dedicati a Bruno Maderna: Satyricon (Salabert - Harmonia Mundi), Don Perlimplin (Stradivarius), Venetian Journal, Juilliard Serenade, Vier Briefe, Konzert für Oboe und Kammerensemble (Stradivarius); un'antologia di giovani compositori italiani (Fonit Cetra); due CD monografici dedicati a Giulio Castagnoli e ad Alessandro Solbiati (Stradivarius). Sono in preparazione due CD dedicati a Stefano Gervasoni e a Franco Donatoni.
Da alcuni anni affianca all’attività concertistica un forte impegno in campo didattico, collaborando al Corso di Direzione d’Orchestra per la musica dal Novecento ad oggi tenuto da Sandro Gorli.

Sandro Gorli
Ha studiato composizione con Franco Donatoni frequentando contemporaneamente la facoltà di Architettura di Milano e diplomandosi in pianoforte. Ha svolto attività di ricerca presso lo studio di Fonologia della RAI di Milano e ha seguito i corsi di direzione d'orchestra di Hans Swarowsky a Vienna.
Nel 1977 ha fondato il Divertimento Ensemble, che ancor oggi dirige, svolgendo un'intensa attività concertistica per la diffusione della musica contemporanea. Dal 1990 al 1998 è stato direttore principale dell'ensemble Elision di Melbourne. Con le due formazioni ha realizzato negli ultimi anni di attività sedici CD. Ha realizzato, con l'Orchestra Sinfonica Siciliana la prima esecuzione italiana della Low Simphony di Philip Glass e, alla guida dell'Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, ha inciso due CD dedicati a Bruno Maderna.
Fra le sue composizioni ricordiamo: Me-Ti, per orchestra, richiesta all'autore da Bruno Maderna per l'orchestra RAI di Milano (premio SIMC '75), Chimera la luce, per sestetto vocale, pianoforte, coro e orchestra, che ha avuto la sua prima esecuzione al Festival di Royan del '76 sotto la direzione di Giuseppe Sinopoli, On a Delphic reed, per oboe e 17 esecutori (premio SIMC '80), Il bambino perduto, per orchestra, Le due Sorgenti, per orchestra da camera, Super flumina, per oboe, viola e orchestra, scritta per il Festival di Babilonia del 1987 (premio Città di Trieste del '89) e Requiem, per coro misto a cappella, scritto per La Chapelle Royale diretta da Philippe Herrewege (CD Harmonia Mundi). Fra gli enti che hanno commissionato sue partiture: la RAI di Milano (1973), I Solisti Veneti (1975), la Fondazione Gulbenkian (1976), il Ministero della Cultura francese (1979, 1983, 1984, 1989 e 1993), il Ministero degli Esteri italiano (1987), Radio France (1981 e 1988), l'Orchestra Regionale Toscana (1990), l'Ensemble Elision di Melbourne (1990 e 1994), il Festival di Ginevra (1991), l'Atelier du Rhin (1993), il festival giapponese Theatre Winter (1997), Agon (1997), La Curia Arcivescovile di Milano (1999), L'Orchestra Sinfonica di Lisbona (2000), Milano Musica (2006). Ha vinto, nel 1985, il premio Europa per il teatro musicale con l'opera Solo e la sua seconda opera, Le mal de lune, è andata in scena nel marzo 1994 a Colmar e a Strasburgo. Insegna composizione presso il Conservatorio G.Verdi di Milano.


Ensemble Vox Àltera
Massimiliano Pascucci, controtenore /Nicolò Pasello, tenore/Daniele Maniscalchi, tenore/Matteo Bellotto, baritono
Ensemble vocale 'a cappella' leader in Italia nel repertorio della musica contemporanea, fondato alla fine del 1999 da Massimiliano Pascucci in occasione della Terza edizione del Concorso Internazionale “Luca Marenzio”, dedicato a formazioni madrigalistiche vocali a cappella, vincendone il 1° Premio (9/9/’999) nella formazione base del quintetto come “gruppo-rivelazione per l'unione di musica del repertorio storico e coreografia contemporanea” - commissione presieduta da Claudio Gallico e formata da Anthony Rooley, Evelyn Tubb (Consort of Musicke), James Haar e Duilio Courir.
Il nome “Vox Àltera” vuole alludere ai numerosi e complessi significati di ‘altro’, di ‘alternativo’ e di ‘alterazione’ connessi sia alle contaminazioni fra i generi musicali, proprie del repertorio contemporaneo, sia alle reazioni emotive e psicologiche legate alla fruizione della musica, le cui proprietà sono riconosciute sin dalle più antiche civiltà.


Francesco Micheli: regista, autore, didatta.
Nato a Bergamo nel 1972, si laurea in Lettere e si diploma alla Civica Scuola d'Arte Drammatica "Paolo Grassi" di Milano. Nella regia d'opera debutta nel 1997 con La Cantarina di Niccolò Piccinni, per il Museo del Teatro alla Scala e da allora ad oggi cura diverse regie di spettacoli di repertorio e non in diversissime realtà liriche italiane e straniere: As.Li.Co. (con i quali inaugura il progetto Opera Domani), i Pomeriggi Musicali di Milano, il Circuito Lirico Lombardo, il festival Verdi al Teatro Regio di Parma, il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival Opera Barga, la Fenice di Venezia, il Luglio Musicale di Trapani, i Teatri di Reggio Emilia, il Festival di Montepulciano, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, il Teatro Massimo di Palermo, il Festival Pergolesi-Spontini e il Festival Mi-To Settembre Musica, i teatri di Avignone, Liegi, St. Etienne, Reims e Massy.
Dagli esordi molte sono le opere messe in scena, fra le quali si ricordano: L'Isola di Merlino di Gluck, Il Flauto Magico, Le Nozze di Figaro e Don Giovanni di Mozart, Don Chisciotte di Massenet, La Bohème e Il Trittico di Puccini, Il Trovatore e Nabucco di Verdi, Mozart e Salieri di Rinsky-Korsakov, Silvano Sylvano di Bussotti, West Side Story di Bernstein, I Puntigli delle Donne di Spontini e Gesualdo Considered as a Murdered di Francesconi.
Dal 1997 collabora con i Pomeriggi Musicali di Milano scrivendo e portando in scena diversi spettacoli in spazi teatrali e non, fra i quali si segnalano Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn-Shakespeare, l’Opera da Tre Soldi di Brecht-Weill, Il Piccolo Mozart (ripreso nel 2007 dal Teatro Massimo di Palermo), i Musicanti di Brema, la Sirenetta e partendo da queste esperienze ha preso avvio una collaborazione con enti non teatrali in cui il repertorio classico si trovi a dialogare con i linguaggi del contemporaneo.
Dal 2003 cura per I Teatri di Reggio Emilia il progetto speciale Off Opera, vera e propria area di ricerca sperimentale sul linguaggio lirico che ha portato alla messa in scena, dal 2003 ad oggi, di una decina di spettacoli dedicati a singoli autori od opere e alla realizzazione della notte Bianca 2007 di Reggio Emilia dedicata interamente al Flauto Magico di strada.
Insegna Regia presso il biennio di specializzazione in Scenografia all’Accademia di Brera e collabora con la tv satellitare Sky Classica.
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Mercoledì 17 settembre ore 17 - Teatro Manzoni di Milano

Dowland Project in Romaria

John Potter, tenore
John Surman, sassofono, clarinetto basso, flauto dolce
Milos Valent, violino e viola
Jacob Heringman, liuto e chitarra

Il Progetto Dowland nasce come tentativo di riscoprire l’essenza del canto rinascimentale partendo dalla percezione che un esecutore moderno ha di un repertorio lontano. L’idea di accostare interpreti di musica antica a musicisti jazz nell’esecuzione delle musiche di John Dowland venne al tenore John Potter e a Manfred Eicher della ECM Records: il primo risultato di questa ricerca fu il CD John Dowland: In Darkness Let Me Dwell uscito nel 1999. Nel concerto di mercoledì 17 alle ore 17 al Teatro Manzoni di Milano l’ensemble Dowland Project presenta Romaria – che in lingua portoghese significa Pellegrinaggio – terzo CD del gruppo, uscito a gennaio: a canzoni di trovatori e Minnelieder, da Got schepfer aller dingen, dello sconosciuto “Der Kanzler” e Der oben swebt, di Oswald von Wolkenstein, si affiancano brani come Veris dulcis e Dulce solum, contenuti nel manoscritto medievale noto con il titolo di Carmina Burana, canzoni popolari portoghesi e composizioni fiamminghe come Tu solus qui facis di Josquin Desprez, e il bellissimo Credo Laudate dominum di Orlando di Lasso. Questi brani, riletti con la sensibilità di musicisti come John Potter, John Surman, Milos Valent, Jacob Heringman, acquistano una veste musicale nuova, tanto da far apparire autori così lontani, nostri contemporanei.

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
www.mitosettembremusica.it


Biografie:

John Potter, tenore
Ha iniziato la sua carriera di cantante con diversi ensemble come Swingle II, New London Consort ed Electric Phoenix. Dal 1984 al 1991 è stato membro dell’Hilliard Ensemble, con cui ha eseguito registrazioni per ECM Records (più di 150 registrazioni). Red Byrd, il gruppo che ha coodiretto col basso Richard Wistreich, ha inciso musica polifonica di Leonino per Hyperion e ha commissionato nuovi lavori a Nigel Osborne, Ivan Moody, John Surman e Jonathan Owen Clark. Il suo primo libro, Vocal Authority, è stato pubblicato dalla Cambridge University Press, per la quale ha successivamente licenziato il Cambridge Companion to Singing. I suoi insegnamenti alla York University riguardano tanto le musiche di Arvo Pärt e Veljo Tormis quanto la musica operistica del XIX secolo e il progressive rock. Con la soprano Anna Maria Friman ha eseguito e inciso musiche di Gavin Bryars e tenuto concerti di musica del Quattrocento con il Ciconia Ensemble.

John Surman, sassofono, clarinetto basso, flauto dolce
È una figura chiave di una generazione europea di musicisti che hanno espanso gli orizzonti del jazz a partire dagli anni ’60. La sua fama da multi strumentista – sassofono, clarinetto e pianoforte – è riflessa in Bluesand,
registrato con la cantante jazz norvegese Karin Krog. Negli anni ’70 era attivo come compositore e alla fine del decennio avviò una collaborazione fertile e continuativa con ECM Records. Attualmente risiede a Oslo, lavora in tutta Europa, compone per organici classici convenzionali e corali: Proverbs and Songs, brano ampiamente eseguito, a partire dalla prima nella Cattedrale di Salisbury; una versione per orchestra da camera del fortunato Road to St Ives; due CD con quintetto d’archi, Coruscating e The Spaces in Between.

Milos Valent, violino e viola
È fondatore dell’orchestra Solamente Naturali, con sede a Bratislava. Dopo aver studiato con Bohdan Warchal all’Academy of Music and Dramatic Arts nella capitale slovacca, dal 1982 al 1998 ha suonato musica antica con il Musica Aeterna ensemble, spesso come solista. Incontrato Stephen Stubbs – con il quale si è esibito nel poco conosciuto repertorio per duo con liuto e chitarra – e il suonatore di viola da gamba e lirone Erin Headley, nel 1992 si è presentato ai maggiori festival, ha registrato con gli ensemble Tragicomedia, Teatro Lirico e Tiramisu. Solamente Naturali suonano musica che spazia dal XVII al XVIII secolo e del nostro tempo. Ha ridato vita a composizioni ormai dimenticate, incluse collezioni di musica da danza slovacca e una prima registrazione dei concerti di Joseph Umstatt. Come ospite principale del Musica
Florea, di Praga, ha registrato le sinfonie di Dvoˇrák su strumenti originali dell’epoca.

Jacob Heringman, liuto e chitarra
Nato negli USA, ha studiato prima con Jakob Lindberg al Royal College of Music di Londra e successivamente con Pat O’Brien a New York. Stabilitosi in Inghilterra dal 1987, è suonato in tutto il mondo sia come liutista solo, sia con ensemble, inclusi The Rose Consort of Viols, Fretwork, Musicians of the Globe, The Kings Singers, The New London Consort, Virelai e The Dufay Collective. I suoi più recenti CD da solista sono The Siena Lute Book e la collezione Blame not My Lute; le sue esecuzioni si possono pure ascoltare in alcune colonne sonore di film hollywoodiani (i più recenti, Harry Potter III and Kingdom of Heaven), e occasionalmente in album di musica pop, come Travelogue di Joni Mitchell.

______________MITO SETTEMBREMUSICA



programma del 17 settembre



ore 17 / Teatro Manzoni

Dowland Project, Romaria

John Potter, John Surman,

Milos Valent, Jacob Heringman

Ingresso gratuito



ore 21 / Auditorium di Milano

Orchestra Mozart

Oliver Knussen, direttore

Frank Gutschmidt, pianoforte

Musiche di Karlheinz Stockhausen

Posto unico numerato euro 10



ore 21 / Teatro Franco Parenti

Luca Francesconi

Gesualdo Considered as a Murderer

Divertimento Ensemble

Sandro Gorli, direttore

Ensemble Vox ’Altera

Francesco Micheli, regia

Andrée Ruth Shammah, direzione artistica

Posto unico numerato euro 10



ore 22 / Teatro Carcano

Renato Sellani e Danilo Rea in concerto

Introduce Santo Versace

Posto unico numerato euro 10



In allegato i comunicati dettagliati per la giornata

del 17 settembre.



Le foto degli eventi del Festival MITO possono essere scaricate ogni giorno liberamente dal sito internet nei formati desiderati:

http://www.flickr.com/photos/mitosettembremusica





Ogni giorno, dalle 13 alle 19, www.c6.tv trasmette in diretta i momenti più interessanti del Festival. Alle 14, in replica alle 18, andrà in onda Mito tg con interviste ai personaggi e anticipazioni sugli eventi della giornata.



Per informazioni al pubblico:

Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.36508343

c.mitobiglietteria@comune.milano.it

(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)



Biglietteria al Palasharp:

fino al 21 settembre, aperta tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00



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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Mercoledì 17 settembre ore 22 - Teatro Carcano

Renato Sellani e Danilo Rea
in concerto

Due pianoforti per interpretare il grande jazz secondo due generazioni diverse: Renato Sellani, classe 1927 e Danilo Rea, classe 1957, due pianisti molto popolari, con storie differenti. Il primo passato da una lunga gavetta fatta di occasioni straordinarie: Billie Holiday a Milano, Chet Beker, con cui incide il suo primo disco italiano, le partecipazioni a gruppi storici del jazz nazionale. L’altro comincia con gli studi classici, un modo tradizionale di affrontare la tastiera e una straordinaria dose di fantasia. È con Mina, con Celentano, con Baglioni, ma il virus del jazz continua a lavorare, si insinua in lui, gli apre nuovi spazi. Un giorno, casualmente, ascolta in televisione Renato Sellani e si innamora del suo modo di suonare. Da quel momento una carriera folgorante che lo porterà a suonare con Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano. Durante una edizione di Umbria jazz Carlo Pagnotta, direttore artistico della manifestazione, gli chiede di provare un duo pianistico, anche se non sa con chi Danilo potrebbe legare. La risposta di Rea è scontata.
Tra armonia, tecnica e improvvisazione sarà possibile ascoltarli insieme mercoledì 17 alle ore 22, al Teatro Carcano.

Introduce Santo Versace


Posto unico numerato € 10

Per informazioni
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
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Biografie:

Renato Sellani
Nato a Senigallia, entra giovanissimo in contatto con musicisti come Piero Piccioni e Umberto Cesari. Il suo primo incontro con musicisti di jazz americani avviene suonando per lungo tempo con il trombettista Bill Coleman. Nel 1954 approda a Milano dove prosegue la sua attività con il chitarrista Franco Cerri e successivamente entra a far parte del mitico quintetto Basso-Valdambini. Molti musicisti d'oltre oceano lo cercano per suonare insieme a lui. Si ricordano le tournè con Lee Konitz nel '58 (con il quale ha fatto una serie di concerti nel febbraio '95), con Chet Baker (la più famosa tromba bianca del jazz) nel 1960, '61, '68, '69 e '70. Ha accompagnato molti cantanti tra i quali Mina, Nicola Arigliano, Fred Bongusto, Lilian Terry, Renata Mauro, Helen Merril, Ginge Rogers e Sarah Vaughan. L'incontro con altri musicisti famosi è proseguito con Herb Geller al Festival di Bled, Buddy Collette (con il quale ha inciso alcuni LP), Gerry Mulligan, Stephan Grappelli, Franco Ambrosetti, Sergio Fanni, Eraldo Volontè, Tullio De Piscopo ed altri. Ha partecipato più volte ad Umbria Jazz e ad altri festival in Italia e all'estero. Ha fatto parte dell'orchestra RAI di Gorni Kramer. Intensa la sua attività di compositore per musiche di scena: "Puntila e il suo servo Matti" di B. Brecht per lo Stabile di Torino con Corrado Pani e regia di Aldo Trionfo, "Aspettando Godot" di Samuel Beckett per il Piccolo Teatro di Milano, "I sei personaggi" per la compagnia di Tino Buazzelli "Hai mai provato nell'acqua calda" per la compagnia di Walter Chiari. Le più recenti sono le musiche per le compagnie di G. Tedeschi, Renzo Montagnani e, per la commedia musicale "Gigì", per la compagnia di Ernesto Calindri. Numerose le partecipazioni televisive tra le quali come ospite fisso per tre anni al "Circolo delle 12" e "Tortuga" su RAI3. Predilige agire nell'ambito del jazz moderno classico in piccole formazioni, trio o duo (da oltre 15 anni in duo con il contrabbassista Massimo Moriconi) o piano solo, perché meglio si adatta alle atmosfere raffinate e liriche che lo contraddistinguono. Recentemente la casa discografica Philology lo ha scelto per la registrazione di una serie di duetti con alcuni giganti del jazz internazionale. Sono già in commercio un CD con il sassofonista Lee Konitz "Speakin Lowly" e uno con il chitarrista brasiliano Irio De Paula "Delicatessen". In corso di pubblicazione altri tre CD con Phil Woods e Tony Scott oltre ad uno registrato dal vivo da solo. Ha inciso inoltre diversi LP, sia in gruppo che per solo piano, nei quali spiccano anche le sue qualità di compositore dalle sonorità particolarmente suggestive e raffinate.

Danilo Rea
Trasferitosi a Roma sin da piccolo, consegue il diploma di pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, debuttando nel 1975 nella musica jazz con il Trio di Roma (Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto).
Si fa strada nell'ambiente jazzistico sino a suonare con alcuni tra i più grandi solisti statunitensi, come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano.
Nel 1989 partecipa al lavoro di Roberto De Simone, Requiem per Pier Paolo Pasolini, rappresentato al teatro San Carlo di Napoli per la direzione di Zoltan Pesko; nello stesso anno pubblica assiema a Roberto Gatto il disco Improvvisi.
Il suo disco The Tales of Doctor 3 viene premiato miglior disco di jazz italiano nel 1998, mentre il lavoro successivo The songs remain the same vince il titolo di miglior disco jazz di Musica&Dischi nel 1999.
In Italia sono numerose le sue performance nell'ambito del pop, come pianista di fiducia di artisti quali Mina, Claudio Baglioni e Pino Daniele e come collaboratore, tra gli altri, di Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero e Gianni Morandi.
Le sue improvvisazioni, che spaziano su qualsiasi repertorio, sono apprezzate durante i concerti che tiene nelle tourneè in giro per il mondo e durante i principali festival jazz.
Nel 2006 prende parte al Concerto per l'Europa, sull'isola di Ventotene, che lo vede protagonista assieme a Baglioni, Nicola Piovani e Luis Bacalov. Nella stagione 2007-2008 partecipa allo spettacolo degli Avion Travel Uomini in frac (insieme ad altri musicisti come Fabrizio Bosso, Furio Di Castri, Javier Girotto, Gianluca Petrella e Cristiano Carcagnile) in cui il gruppo esegue alcune canzoni di Domenico Modugno; lo spettacolo è stato allestito per festeggiare i cinquant'anni di Nel blu dipinto di blu.
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COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 17 settembre ore 18
Castello Sforzesco, Museo degli Strumenti Musicali, Sala della Balla

Inaugurazione della sala dedicata allo Studio di Fonologia Musicale della Rai,
presso il Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco di Milano

In collaborazione con
Civico Museo degli Strumenti Musicali di Milano
Rai Centro di Produzione TV di Milano e Direzione Radio

Mercoledì 17 settembre, alle ore 18.00, apre le sue porte al pubblico la nuova sala, presso il Museo degli Strumenti Musicali nel Castello Sforzesco di Milano, dedicata allo storico Studio di Fonologia Musicale della Rai.
Il trasferimento dello Studio di Fonologia, “strumento musicale del XX secolo, estensione del pensiero umano”, è stato promosso e sostenuto dal Festival MITO SettembreMusica, in collaborazione con la RAI e con il Museo degli Strumenti Musicali, per completare il Museo includendo le sonorità che hanno caratterizzato il secondo Novecento, rendendo disponibili al pubblico degli appassionati e degli studiosi gli apparati elettronici e i suoi archivi, grazie a un servizio innovativo di biblioteca digitale curato dall’Università Statale. E’ stato ricreato così, nella sala XXXVI del Museo degli Strumenti Musicali, l’intero Studio di Fonologia, riproponendo l’originale ambiente di lavoro con gli arredi di Giò Ponti, grazie al progetto di ristrutturazione della sala curato dall’architetto Michele De Lucchi sulla base di fotografie e filmati successivi al 1968.

Lo Studio di Fonologia Musicale di Milano della RAI nasce nel 1955 per iniziativa di Luciano Berio e Bruno Maderna su progetto del fisico Alfredo Lietti e resta attivo fino al 1983, anno di pensionamento del tecnico Marino Zuccheri. Due erano gli scopi principali dello Studio: la produzione sperimentale di musica elettronica e la realizzazione di commenti e colonne sonore per la radio e la televisione. Tra le prime composizione elettroniche realizzate nello Studio di Fonologia sono da citare Mutazioni di Luciano Berio e Continuo e Notturno di Bruno Maderna, mentre tra le colonne sonore spiccano quelle per le produzioni televisive e radiofoniche di Peter Pan, Macbeth, La fanciulla di neve.
Negli studi di Corso Sempione hanno lavorato Luigi Nono, Niccolò Castiglioni, John Cage, Henri Pousseur e scrittori quali Vittorio Sermonti, Salvatore Quasimodo, Umberto Eco. Sono state registrate le più singolari colonne sonore per produzioni radiofoniche e televisive e i programmi vincitori per sette anni del Prix Italia; Fiorenzo Carpi vi ha composto le musiche di scena per gli spettacoli di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro.
In occasione dell’apertura della sala al pubblico saranno presenti Massimiliano Orsatti, Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità del Comune di Milano; Claudio Salsi, Coordinatore Castello e Direttore Civiche Raccolte d'Arte Applicata ed Incisioni e Museo degli Strumenti Musicali e per la Rai Massimo Ferrario, Dirigente responsabile del Centro Produzione TV di Milano della RAI, e Maddalena Novati, Responsabile dell’Archivio di Fonologia della RAI.

Ingresso gratuito - i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni al pubblico:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
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MITO SettembreMusica presenta

Mercoledì 17 settembre ore 21 - Auditorium di Milano
Lo Zodiaco messo in musica da Stockhausen
con l’Orchestra Mozart

Oliver Knussen, direttore
Frank Gutschmidt, pianoforte

Programma
Karlheinz Stockhausen
Klavierstück X
Tierkreis (Zodiaco)
(commissione dell’Accademia Filarmonica di Bologna)


Mercoledì 17 settembre, alle ore 21.00, all’Auditorium di Milano, il Festival MITO SettembreMusica ospita l’Orchestra Mozart per un progetto dedicato interamente a Stockhausen. In replica della prima assoluta, tenutasi il giorno precedente a Bologna, sarà eseguito nella versione integrale incompiuta, Tierkreis per orchestra di Karlheinz Stockhausen, comprendente i Fünf weitere Sternzeichen [Altri cinque segni zodiacali] commissionati dall’Accademia Filarmonica di Bologna.
L’Orchestra Mozart sarà guidata da Oliver Knussen, direttore e compositore e per lungo tempo stretto collaboratore di Stockhausen. Nella prima parte del concerto Frank Gutschmidt, anch’egli sodale del Maestro, eseguirà il Klavierstück X.
Nel 2007 Stockhausen aveva accettato la commissione da parte dell’Accademia Filarmonica della composizione di sette brevi brani per orchestra, che avrebbero completato il ciclo dedicato allo Zodiaco. All’epoca della commissione, Stockhausen aveva composto infatti solo cinque dei dodici segni zodiacali, editi come Fünf Sternzeichen [Cinque segni zodiacali]: Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, commissionati nel 2004 della Bayerisches Kammerorchester Bad Brückenau.
Il nuovo ciclo, al quale il Maestro ha lavorato fino ai suoi ultimi giorni, è rimasto però incompiuto. Stockhausen è mancato infatti il 5 dicembre 2007, nella sua casa in Germania, prima di terminare la composizione di Cancro e di Leone. I brani, editi postumi come Fünf weitere Sternzeichen [Altri cinque segni zodiacali] sono quindi Acquario, Pesci, Ariete, Toro, Gemelli.



Posto unico numerato € 10

Per informazioni:
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Galleria Vittorio Emanuele 11/12
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(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
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Biografie:
L'Orchestra Mozart nasce da un'idea di Carlo Maria Badini come progetto speciale dell'Accademia Filarmonica di Bologna. Claudio Abbado, al quale è stata affidata la Direzione artistica dell’Orchestra, ne ha delineato il profilo, invitando strumentisti di rilievo internazionale, come Giuliano Carmignola, Daniel Gaede, Danusha Waskiewicz, Enrico Bronzi, Mario Brunello, Alois Posch, Jacques Zoon, Alessandro Carbonare, Alessio Allegrini. Accanto a loro, una quarantina di giovani musicisti tra i 18 e i 26 anni, provenienti da tutta l’Europa (Italia, Spagna, Francia, Germania, Austria, Olanda, Norvegia, Finlandia, Ungheria e Russia). Andando oltre l'idea di orchestra di formazione, che affianca giovani musicisti ad affermati solisti, essa vive della gioia di chi si ritrova da tutte le parti del mondo per il piacere di suonare insieme, nel più intimo spirito del gruppo da camera, in cui gli elementi si alternano in varie formazioni, dal trio all'ottetto, all'ensemble mozartiano. È questo che rende l’Orchestra Mozart veramente unica, nello spirito e nel suono. L’Orchestra Mozart debutta il 4 novembre 2004, al Teatro Manzoni di Bologna, diretta da Claudio Abbado. Con lui i solisti Giuliano Carmignola, violino, Danusha Waskiewikz, viola e Till Fellner, pianoforte. Da allora sono saliti sul podio grandi direttori come Sir John Eliot Gardiner, Ottavio Dantone, Trevor Pinnock e Frans Brüggen. Sono stati ospitati pianisti come Radu Lupu, Alfred Brendel, Michele Campanella, Alexander Lonquich, Lilya Zilberstein, Antonio Ballista, e Bruno Canino. Solisti come Reinhold Friedrich, tromba, Michala Petri, flauto dolce, e cantanti del calibro di Mariella Devia, Rachel Harnisch, Jonas Kaufmann, Sara Mingardo, René Pape.

Oliver Knussen
Nato a Glasgow nel 1952, è cresciuto vicino Londra. Debutta con la London Symphony Orchestra nell’aprile del 1968, dirigendo la sua prima sinfonia a Londra e alla Carnegie Hall di New York. Oliver Knussen ha frequentato la Purcell School e ha inizialmente studiato composizione con John Lambert. Nel 1970 egli ha ricevuto la prima delle tre borse di studio a Tanglewood, dove ha studiato con Gunther Schuller , e per i successivi anni ha vissuto tra USA e Inghilterra.
Dal 1983 al 1998 Knussen è stato direttore artistico del Aldeburgh Festival, e tra il 1986 e il 1993 ha guidato le attività di musica contemporanea al Tanglewood Music Center. Nel 1990-92 attiene la cattedra Elise L. Stoeger Composer's Chair con la Chamber Music Society of Lincoln Center e nel 1992, in collaborazione con Collin Matthews, ha tenuto corsi di Composizione alla Britten-Pears School in Snape. Durante questo periodo ha ottenuto una reputazione anche maggiore come direttore, inizialmente con la London Sinfonietta, la BBC Symphony Orchestra e la Philharmonia and Scottish Chamber Orchestra. Successivamente, come direttore ospite, ha diretto in molte parti del mondo, incluso negli Stati Uniti con la Boston Symphony, la Chicago Symphony, la Cleveland Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Atlanta Symphony e la New World Symphony; in Canada con la Symphony di Toronto e la National Arts Centre Orchestra; in Olanda con gli ensemble Asko e Schoenberg e con il Concertgebouw; in Germania con l’Ensemble Modern e con i Berliner Philharmoniker. Come direttore ha registrato più di trenta CD di musica contemporanea, molti dei quali hanno ricevuto premi internazionali.
Dopo molti anni di collaborazione con la London Sinfonietta, Oliver Knussen ne è diventato Direttore Musicale nel 1998, e nel 2002 è stato premiato come Conductor Laureate. Fra i suoi molti premi ci sono lo Honorary Memberships of the American Academy of Arts and Letters e il Royal Philharmonic Society, un dottorato onorario conferitogli dalla Royal Scottish Academy of Music and Drama, e nel 2004 la Association of British Orchestras Award.

_____________MITO SETTEMBREMUSICA



programma del 18 settembre



ore 13 / Piazza Mercanti

Break in Jazz, Evergreen Forever

Franco Cerri Quartetto

Ingresso gratuito



ore 17 / Società Umanitaria, Salone degli Affreschi

Armonie ritrovate

Ensemble Adelchis

Musiche di Scotto, Desprez, Morton,

Tromboncino, Antico, Prioris

Introduce Francesco Alberoni

Ingresso gratuito



ore 21 / Palazzo Reale

Musiche per il matrimonio di Luigi XIV

La Simphonie du Marais

Hugo Reyne, direttore

Musiche di Lully, Hidalgo, Lambert, Cavalli

Introduce Philippe Daverio

Ingressi euro 15



ore 21 / Piccolo Teatro Studio

George Benjamin

Into the Little Hill

Ensemble Modern

Franck Ollu, direttore

Introduce Renato Mannheimer

Ingresso gratuito



In allegato i comunicati dettagliati per la giornata

del 18 settembre.



Le foto degli eventi del Festival MITO possono essere scaricate ogni giorno liberamente dal sito internet nei formati desiderati:

http://www.flickr.com/photos/mitosettembremusica





Ogni giorno, dalle 13 alle 19, www.c6.tv trasmette in diretta i momenti più interessanti del Festival. Alle 14, in replica alle 18, andrà in onda Mito tg con interviste ai personaggi e anticipazioni sugli eventi della giornata.



Per informazioni al pubblico:

Biglietteria MITO

Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono 02.36508343

c.mitobiglietteria@comune.milano.it

(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)



Biglietteria al Palasharp:

fino al 21 settembre, aperta tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00



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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in collaborazione con Società Umanitaria

Giovedì 18 settembre 2008 ore 21 - Palazzo Reale

Le Musiche per il matrimonio di Luigi XIV
con la Simphonie du Marais

Hugo Reyne, direttore
Françoise Masset, soprano
Dorothée Leclair, soprano
Romain Champion, controtenore
Bernard Deletré, basso
Thierry Pillon, voce recitante

Musiche di
Jean-Baptiste Lully, Juan Hidalgo, Michel Lambert, Francesco Cavalli

Il programma proposto giovedì 18 alle ore 21 a Palazzo Reale da La Simphonie du Marais diretta da Hugo Reyne, permette di rivivere attraverso la musica l’atmosfera del matrimonio di Luigi XIV, sovrano di Francia, con Maria Teresa d'Austria, infanta di Spagna. Celebrato il 9 giugno 1660, l’evento coinvolse direttamente due degli artisti più apprezzati del tempo: Francesco Cavalli e Jean-Baptiste Lully, le cui composizioni sono oggi espressione altissima del barocco musicale. Il concerto sarà introdotto da Philippe Daverio con l’intervento Luigi XIV: figlio del Barocco italiano.

Ingressi € 15

Biografie:
La Simphonie du Marais, è stata fondata da Hugo Reyne nel 1987. Appassionato difensore del patrimonio musicale francese da Lully a Rameau, il nome che sceglie riunisce la parola «Simphonie», sinonima nel seicento e nel settecento di «ensemble», e «le Marais», che significa palude, ma che è anche uno dei quartieri più belli di Parigi, rappresentativo del periodo barocco.
La Simphonie du Marais propone programmi – concerti o spettacoli - di musica sinfonica (Delalande, Lully, Rameau), di balletti, di «comédies-ballets» (Molière e Lully) e di opere (Lully, Rameau, Philidor, Rebel), e può raggruppare fino a settanta musicisti: cantanti solisti, orchestra e coro. Hugo Reyne è anche appassionato della musica da camera con flauto, della musica all’aperto con banda di oboi e del repertorio concertante per flauto. Così la Simphonie du Marais brilla dalla sua diversità , il che le permette di proporre continuamente nuovi programmi.
La Simphonie du Marais si produce da 20 anni sulle scene nazionali e internazionali e ha inciso una trentina di dischi, notati tutti dalla critica.
Queste frequenti incisioni sono per la maggior parte il frutto del lavoro di ricerche sul patrimonio musicale francese effettuato da Hugo Reyne: una collezione dedicata a Lully (8 volumi con Accord-Universal dal 1999); una seconda dal 2006, dedicata a Rameau (Musiques à la Chabotterie); incisioni di opere inedite di Delalande, Desmarest, Dieupart, Dornel, Fiocco, Francoeur, Gautier, Moreau, Philidor, Rebel; altri dischi intorno a tematiche specifiche «La Fontaine», «Musiques à danser», «Musiques aux Etats du Languedoc» (musiche degli Stati del Languedoc), «Musiques pour les mousquetaires» (musiche per i moschettieri).
La Simphonie du Marais fa parte della «Fédération et Syndicat des Ensembles Vocaux et Instrumentaux Spécialisés» (FEVIS e PROFEVIS). Dal 2004, è insediata in «La Chabotterie» nella regione Vendée. Riceve le sovvenzioni dal «Conseil Général de la Vendée», dal «Conseil Régional des Pays de la Loire», dal Ministero della Cultura («Direction des Affaires Culturelles des Pays de la Loire», e dalla «Communauté de Communes du Canton de Rocheservière». Nel 2005 la Simphonie du Marais ha creato un club di imprese, fra cui «Vendée Expansion», « Crédit Mutuel Océan», e la «Société de comissariat aux comptes Bejanin-Dermagne-Maekawa associés».

Nato a Parigi nel 1961, Hugo Reyne inizia presto lo studio del flauto diritto per poi proseguire con lo studio dell’oboe. Riceve presto il diploma e i primi premi di molti concorsi nazionali. Nel 1981, vince il primo premio alla Hurtebise International Recorder Competition e, tre anni dopo, il primo premio della sezione musica da camera alla Bruges International Competition.
Come flauto solista, ha registrato sonate di Bach e Händel, concerti di Corelli, suites di Dieupart, sonate di Anne Philidor, e una collezione di brani di Purcell, Gautier, Dornel e Fiocco.
Largamente apprezzato tra i principali esploratori del movimento Barocco (Frans Brüggen, William Christie, Philippe Herreweghe, Gustav Leonhardt, Jordi Savall), ha avuto anche carriera orchestrale. Negli anni ’80, ha così suonato il flauto e/o l’oboe in molti degli ensemble Barocchi di Parigi ed è stato in particolare primo flauto con Les Arts Florissants dal 1983 al 1996. Ha fatto tour negli Stati Uniti, Canada, Sud America, Australia, Giappone e in tutta Europa.
Nel 1987 ha fondato il suo Ensemble, La Simphonie di Marais, ed è stato inoltre direttore ospite di vari ensemble, inclusa l’Orchestre Nazionale de Bordeaux-Aquitane.
Hugo Ryne, abilitato all’insegnamento della Musica Antica, ha insegnato in numerosi conservatori e programmi di formazione, in particolare al Conservatorio Nazionale di Bordeaux Region (1990-2000) e in quello di Marsiglia (2001-2003).
Dedica molto del suo tempo alla ricerca musicologia nelle biblioteche e proprio per questo suo lavoro di recupero dell’eredità musicale della Francia, Hugo Reyne è stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura dal Ministero della cultura nel 1998.
Dal 2003, Hugo Reyne è direttore artistico del festival «Musiques à la Chabotterie» e vive a Vendée.

Per informazioni
Biglietteria MITO Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
c.mitobiglietteria@comune.milano.it
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in collaborazione con Associazione Culturale Musica Oggi

Giovedì 18 settembre – ore 13 – Piazza Mercanti, Milano

Break in Jazz con il Franco Cerri Quartetto

Evergreen forever
Franco Cerri Quartetto

Alberto Gurrisi, organo
Mattia Magatelli, contrabbasso
Riccardo Tosi, batteria

L’ultimo appuntamento del Break in Jazz per il Festival MITO SettembreMusica, il 18 settembre alle ore 13.00 in Piazza Mercanti a Milano, è con il decano dei chitarristi italiani Franco Cerri e con il suo Quartetto.

La proposta musicale verte sul sound particolare della chitarra elettrica e dell’organo Hammond, divenuto popolare tra la fine degli anni ’50 e nel decennio successivo grazie ai dischi di “Soul Jazz” targati Blue Note, che segnarono la nascita di quello che venne definito “Organ Trio”.
Rispetto alla formula originale, Franco Cerri (che già negli anni ’70 suonò in un analogo contesto con l’organista Lou Bennett) aggiunge la presenza di un contrabbasso, che gli consente anche di ridurre il gruppo al classico trio chitarristico con basso e batteria, nel quale cambia radicalmente le dinamiche sonore, proponendo il suo strumento come fulcro, perno imprescindibile della musica.
Con Franco Cerri suona un gruppo di tre giovani musicisti, tutti ex-allievi dei Civici Corsi di Jazz, a testimonianza di quella valorizzazione dei giovani talenti che contraddistingue da sempre l’operare di Cerri. Alberto Gurrisi, di formazione pianistica, porta proprio quel pensiero all’interno del suo modo di suonare l’organo e per questo si differenzia dalla strada maestra disegnata da Smith, lasciando spazio a inedite soluzioni timbrico-armoniche. Mattia Magatelli, che ha fatto esperienza anche sui palcoscenici francesi, è un solido bassista di sostegno, preciso ritmicamente e armonicamente, assolutamente compatibile con il pensiero del leader intorno all’uso dello strumento nei propri gruppi, come avviene con Riccardo Tosi, batterista che sa dosare le dinamiche indirizzandole tra il piano e il mezzoforte, oltre a utilizzare quella linearità ritmica congeniale al fraseggio articolato del leader.

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Informazioni
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

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Biografie:
FRANCO CERRI: Un linguaggio espressivo, immediatamente riconoscibile, l’entusiasmo rimasto intatto negli anni, la voglia di inseguire sempre nuovi progetti caratterizzano la personalità di Franco Cerri, non soltanto il chitarrista italiano più popolare (e autorevole), ma anche uno degli stilisti più importanti del mondo jazzistico europeo, nel quale i grandi chitarristi non sono certo mancati. Cerri, di formazione totalmente autodidatta, è il classico esempio di artista che si costruisce la propria tecnica non “in astratto” ma sulla base delle proprie necessità espressive, come del resto è sempre avvenuto nel jazz tra gli artisti più creativi (il caso di Thelonious Monk è in tal senso eclatante). Nato a Milano il 29 gennaio 1926, si è formato jazzisticamente con il be-bop, la cui frenesia angosciosa è stata temperata nel tempo dalla ricerca di armonie morbide e suadenti. Ne deriva un fraseggiare costruito sui contrasti, sulla successione di segmenti melodici anche eterogenei e frutto di un’ispirazione feconda, basata sul feeling del momento, mai precostituita o infarcita di cliché. Un senso del colore che si applica anche al parametro armonico, da lui padroneggiato con naturalezza, elaborato con accostamenti inusuali ma sempre compatibili con la tonalità del pezzo che sta suonando, dove si evidenzia il suo gusto melodico nella rara capacità di “far cantare” le progressioni di accordi. Sia negli assolo, sia nel lavoro di accompagnamento, svolto con gusto sopraffino, emerge quella che forse è la sua qualità più preziosa: una formidabile natura ritmica, spontaneamente portata verso lo swing più esplicito e coinvolgente, che si estende anche alla pronuncia delle frasi, al loro respiro interno, al modo stesso in cui vengono attaccate le note. Cominciata la sua lunga e feconda carriera nel 1945, al fianco di Gorni Kramer, Cerri si è trovato nel 1949 ad accompagnare Django Reinhardt, la sua prima, vera influenza chitarristica alla quale seguirono quelle di Jimmy Raney e di Barney Kessel (fondamentale), forse all’origine del sound secco, tagliente degli anni ’50, sino ad arrivare a Wes Montgomery e Jim Hall, che sono forse all’origine della scoperta di sonorità più morbide e pastose. Negli anni ’50 si è poi trovato al fianco di grandi maestri del jazz: da Chet Baker a Gerry Mulligan, da Billie Holiday a Lee Konitz, ai musicisti del Modern Jazz Quartet e tanti altri, diventando un personaggio di punta del mondo jazzistico italiano ed europeo. I decenni successivi saranno caratterizzati da una intensa attività concertistica e dall’inizio della collaborazione con la televisione, che lo renderà artista popolare anche presso il grande pubblico, grazie a programmi divulgativi ai quali hanno preso parte famosi jazzman nazionali e internazionali.
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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Giovedì 18 settembre 2008 ore 21 - Piccolo Teatro Studio, Milano
Ingresso gratuito

George Benjamin
Into the Little Hill
Un racconto lirico in due parti per soprano, contralto e ensemble di 15 musicisti

Testo originale di Martin Crimp

Ensemble Modern
Franck Ollu, direttore

Di George Benjamin, compositore e allievo di Olivier Messiaen, che non esitò a paragonarlo, sedicenne, al giovane Mozart, è la terza delle opere contemporanee in programma per il Festival MITO. In scena al Piccolo Teatro Studio, giovedì 18 alle 21, Into the Little Hill è un racconto lirico in due parti su testo originale di Martin Crimp, drammaturgo del Royal Court Theatre di Londra. La storia prende spunto, dopo tante versioni storiche, dall’inesauribile leggenda del pifferaio magico di Hamelin, una favola sugli effetti della musica, la sua magia, la sua forza incantatrice e trascinante, ma anche sui suoi rapporti sempre ambivalenti con il potere.
Il sindaco della città di Hamelin diventa qui un ministro. Un ministro tollerante, ecumenico, disposto persino ad accettare i topi della leggenda, ma la folla non è d’accordo e, in cambio del voto, pretende che elimini i topi, quella brulicante plebaglia che turba la sua tranquillità. Alla vigilia delle elezioni, quindi, vicino a sua figlia che dorme, il ministro stringe un patto con uno strano sconosciuto, un essere privo di sensi, ma con il potere di servirsi a suo piacimento dell’incantamento della musica: in cambio di una somma di denaro, quest’ultimo libererà la città dai topi. Il garante della transazione è l’innocenza dell’infanzia, la figlia del ministro.
Rieletto, non mantiene le sue promesse e tutti ne subiranno le conseguenze.
L’allestimento verrà proposto con le scene e la regia di Daniel Jeanneteau, le luci di Marie-Christine Soma, e i costumi di Olga Karpinsky.
L’esecuzione musicale è affidata all’Ensemble Modern diretto da Franck Ollu, con il soprano Anu Komsi, e il contralto Hilary Summers nelle due parti soliste dell’opera.
Into the little Hill è preceduto dall’esecuzione del brano Viola, Viola, per 2 viole, con Garth Knox e Geneviève Strosser, quest’ultimo lo ha eseguito in prima mondiale a New York, e il brano Three Miniatures, per violin con il solista Jagdish Mistry. Introduce Renato Mannheimer.
In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Ensemble Modern
Franck Ollu, direttore
Jagdish Mistry, violino
Geneviève Strosser, Garth Knox, viola
Anu Komsi, soprano
Hilary Summers, contralto

Daniel Jeanneteau, scenografia e messa in scena
Marie-Christine Soma, collaborazione artistica e luci
Olga Karpinsky, costumi

Commissionato da Festival d’Automne à Paris con Fondazione Ernst von Siemens per la musica; Opéra national de Paris; Ensemble Modern con Fondazione Forberg-Schneider

In coproduzione: Festival d’Automne à Paris; Opéra National de Paris; Ensemble Modern
T&M; Oper Frankfurt; Lincoln Center Festival; Wienerfestwochen; Holland Festival; Liverpool Capitale Europea della Cultura 2008

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
Biglietteria MITO Urban Center
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Biografie:

Ensemble Modern
Ensemble di spicco nello scenario internazionale di musica contemporanea, l’Ensemble Modern è stato fondato nel 1980 e dal 1985 ha sede a Francoforte. È composto da elementi provenienti da tutto il mondo e la sua programmazione rispecchia l’internazionalità e la versatilità che lo distingue: teatro, danza, videoproiezioni, musica da camera e concerti per orchestra vengono eseguiti in tutto il mondo e nei principali festival come quello del Lincoln Center Festival di New York, il Festival d’Automne a Parigi, l’Ars Musica di Bruxelles, l’Holland Festival di Amsterdam, i Festival di Lucerna, Salisburgo e Berlino. Nel 1988 viene fondata l’Ensemble Modern Orchestra (EMO), la prima orchestra al mondo ad eseguire esclusivamente musica contemporanea del XX e XXI secolo. Raggruppa musicisti da tutto il mondo, che si riuniscono una o due volte l’anno per lavorare su progetti specifici. Dal 1996 l’Ensemble Modern, in collaborazione con Society for New Music – GNM, organizza Young Talent’s Forum per compositori, musicisti e musicologi. La formazione di giovani talenti, la ricerca e l’approfondimento dello studio della musica contemporanea sono gli obiettivi principali dell’Ensemble e l’International Ensemble Modern Academy è il frutto di questa volontà; i primi corsi si terranno nell’autunno del 2003. Nel marzo del 2003 la EMO si è nuovamente riunita per eseguire una serie di concerti in onore di György Ligeti a Bruxelles, Colonia e Francoforte sotto la direzione di George Benjamin. La collaborazione con i compositori indiani continua in un ciclo di concerti che si terranno in autunno alla Casa delle Culture del Mondo a Berlino. Uno dei più importanti concerti del 2003 è sicuramente quello in Italia dedicato a Frank Zappa: a dieci anni dalla sua morte un omaggio al grande compositore dalla sua “ultima band” e l’uscita di un nuovo cd con sue musiche. L’Ensemble è sponsorizzato da: Deutsche Ensemble Akademie, Città di Francoforte, Stato dell’Hessen, Fondazione Culturale Federale Tedesca, Fondazione GEMA, GVL.


Franck Ollu, direttore

Nato a La Rochelle, Franck Ollu compie la sua formazione musicale a Parigi, studiando corno con George Barboteu e André Cazalet, e composizione con Jean-François Zygel. Nel 1990 diventa membro dell’Ensemble Modern e si trasferisce a Francoforte. Per diversi anni studia direzione d’orchestra con Jonathan Nott e nel 2000 diventa assistente dell’Ensemble InterContemporain di Parigi e dell’Ensemble Modern Orchestra diretta da Pierre Boulez. Ha diretto diverse formazioni, tra cui l’Ensemble Modern, l’Orchestre du Conservatoire de Paris, la Kammerensemble, l’Ensemble Recherche, l’Asko Ensemble, l’Ensemble Inter-Contemporain, la Queensland Symphony Orchestra, l’Ensemble Avanti, l’Elision Ensemble. Ha tenuto a battesimo le prime mondiali di diversi compositori tra cui Hans Zender, York Höller, Emmanuel Nunes, Heiner Goebbels e Wolfgang Rihm.


Anu Komsi, soprano
È un interprete versatile che spazia dal Rinascimento al contemporaneo. Il suo repertorio operistico comprende più di quaranta ruoli, che includono Lulu, Zerbinetta, Norina, L’Usignolo di Stravinsky, oltre alla sua recente performance virtuosistica in Neither di Morton Feldman. Come solista si è esibita con numerose orchestre di rilievo, diretta fra gli altri da Roger Norrington, Oliver Knussen, Sakari Oramo, Rudolf Barshai, Jucca-Pekka Saraste, George Benjamin. La sua collaborazione con Esa-Pekka Salonen è iniziata nel 1988 con la prima mondiale della sua opera Floof, seguita da trentina di repliche in tutto il mondo. La Komsi è stata recentemente nominata direttore artistico della Kokkola Opera, una nuova compagnia operistica che ha sede nella sua città natale in Finlandia, Kokkola appunto: vi ha cantato il ruolo di Susanna nelle Nozze di Figaro nel 2006 e di Rosalinda nel Pipistrello di Strauss nel 2007. I suoi impegni futuri includono nuove produzioni con Cité de la Musique, Casa da Musica di Porto, Oper Frankfurt e Alte Oper Frankfurt, oltre a una tournée con Salonen e la Los Angeles Philharmonic e al debutto con la San Francisco Symphony diretta da Oramo.


Hilary Summers, contralto
È nata nel sud del Galles e ha studiato musica alla Reading University, proseguendo poi presso la Royal Academy of Music e il National Opera Studio di Londra. Specializzata nel repertorio barocco, lavora regolarmente con molti ensemble europei che suonano su strumenti antichi, come l’Academy of Ancient Music e Christopher Hogwood, Les Arts Florissants e William Christie, The King’s Consort e Robert King, The English Concert e Andrew Manze. Profonda conoscitrice e amante appassionata della musica contemporanea, si esibisce in occasioni prestigiose come Le marteau sans maître di Boulez, eseguito in tutta Europa con la direzione del compositore e l’Ensemble Intercontemporain, la cui registrazione ha riscosso il plauso incondizionato della critica. È stata la prima interprete del ruolo di Stella in What Next di Elliott Carter alla Berlin Staatsoper, diretta da Daniel Baremboim, e del ruolo di Irma in Le Balcon di Peter Eötvös al Festival di Aix-en-Provence nel 2002. Ha registrato numerose colonne sonore per il cinema con musiche di Nyman, oltre a interpretare il ruolo principale nella sua opera Facing Goya, scritto appositamente per lei. I suoi progetti futuri prevedono esibizioni con l’Ensemble Intercontemporain diretto da Boulez al Festival di Lucerna e il debutto con l’Orchestre de Paris.


_______MITO SETTEMBREMUSICA



programma del 19 settembre



ore 14.00 /Ottagono

Musica | Tavola rotonda

“Note di Musica Contemporanea”

Intervengono

Carlo Boccadoro – Direttore dell’Ensemble Sentieri Selvaggi

Giovanni Verrando – Compositore

Ingresso gratuito



ore 17 / Teatro dell’Elfo

Xenia Ensemble

John McMunn, tenore

Musiche di Britten, Hol, Knussen,

Warlock, Williams

Ingresso gratuito



ore 21 / Conservatorio di Milano, Sala Verdi

Olivier Messiaen

Des canyons aux étoiles

Ensemble intercontemporain

Susanna Mälkki, direttore

Introduce Gillo Dorfles

Posto unico numerato euro 10



ore 21 / Basilica di Santa Maria delle Grazie

Orchestra da Camera di Mantova

Carlo Fabiano, violino concertatore

Musiche di Franz Joseph Haydn

Introduce Andrea Kerbaker

Ingresso gratuito





ore 22 / Chiesa di Sant’Alessandro

Inni dal repertorio religioso tradizionale

e contemporaneo greco bizantino

Coro Greco Bizantino

Lykourgos Angelopoulos, direttore

Ingresso gratuito



In allegato i comunicati dettagliati per la giornata

del 19 settembre.



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Ogni giorno, dalle 13 alle 19, www.c6.tv trasmette in diretta i momenti più interessanti del Festival. Alle 14, in replica alle 18, andrà in onda Mito tg con interviste ai personaggi e anticipazioni sugli eventi della giornata.



Per informazioni al pubblico:

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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Venerdì 19 settembre 2008 ore 22 - Chiesa di Sant’Alessandro

Inni e canti dal repertorio religioso tradizionale e contemporaneo greco bizantino con il Coro Greco Bizantino

Lykourgos Angelopoulos, direttore
Anastasios Symeonidis, direttore
Ioanna Vetoulaki, cantore solista

Secondo la spiritualità ortodossa, solo la voce umana è degna di innalzare la preghiera a Dio e il coro che canta a una sola voce è l’espressione più adeguata del popolo di Dio unito al coro degli angeli.
Per il concerto di venerdì 19 settembre, alle ore 22, nella bellissima Chiesa di Sant’Alessandro, il Coro Greco Bizantino, diretto da Lykourgos Angelopoulos e, nella terza parte del concerto, Anastasios Symeonidis, propone un repertorio a noi quasi sconosciuto.
La spiritualità della chiesa ortodossa si forma attorno a una liturgia sviluppata attorno al contesto liturgico, tramite il canto e la contemplazione delle immagini, che spiegano il Vangelo e lo rendono visibile. La musica è per la liturgia e diviene essa stessa liturgia, non elemento accessorio e di puro godimento estetico, ma momento essenziale del rito: questo è un aspetto fondamentale per comprendere questo repertorio.
L’utilizzo pressoché esclusivo della monodia fa sì che il rapporto tra suono e parola venga sviluppato con estrema raffinatezza: dalla fioritura di uno o due suoni, alle ampie e complesse ornamentazioni del repertorio più melismatico, fino al puro vocalizzo dei kratemata, composizioni in cui il testo è sostituito da sillabe senza senso (come te, re, ri), segno del limite della parola di fronte all’Indicibile.
Il Coro Greco Bizantino propone un repertorio misto di nuovo e antico e anche il tipo di direzione del coro rispetta le scelte del programma: mentre Lykourgos Angelopoulos, in tutta la prima parte del concerto, dirige il coro in modo bizantino antico, rivolto verso il pubblico, Anastasios Symeonidis, nell’ultima parte del concerto, dirige in modo occidentale moderno, quindi rivolto verso il coro.


Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Per informazioni:
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(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)
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Biografie:
Coro Greco Bizantino
È stato fondato nel 1977 da Lykourgos Angelopoulos e dai suoi collaboratori, per studiare e presentare la musica bizantina così come ci è pervenuta, nella tradizione scritta e orale. Ha effettuato più di mille concerti, in occasioni non solo liturgiche, in Grecia, Europa, Asia, America e Africa, fra cui spiccano le veglie nei Monasteri del Monte Sinai, di Mega Spilaion, di Vatopedi sul Monte Athos, di Arkadi e Cracovia, la maggior parte delle quali trasmesse dalla radio. Nel 2000 ha partecipato alla liturgia pan-ortodossa del Natale (celebrazione dei 2000 anni dalla nascita di Gesù) e nel 2002 ha cantato nella liturgia officiata per la prima volta dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, nell’antica basilica di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna. Ha preso parte ai Festival di Atene e di Epidauro, ha cantato più volte al Megaro Mousiki di Atene, ha tenuto concerti al Metropolitan Museum of Art di New York (in occasione della mostra Glory of Byzantium), e ha preso parte a eventi intitolati Greece in Britain, con un concerto alla Queen Elizabeth Hall di Londra. Il Coro ha registrato negli studi delle più importanti emittenti radio-televisive europee. Nel 1990 ha iniziato l’incisione e la pubblicazione dei lavori del maestro bizantino Ioannis Koukouzeles, impegno reso possibile grazie al supporto della Fondazione Alexander Onassis.
Nel 2001 ha eseguito, in prima assoluta in epoca moderna, l’antico servizio del canto del vespro a Oxford (restaurato e trascritto da Alexander Lingas e Ioannis Arvanitis), e per il quinto anno consecutivo è stato protagonista del concerto ufficiale dell’International Congress of Byzantine Studies a Parigi. Dal 1993 il Coro ha realizzato otto cd, in Francia e in Grecia, e ha pubblicato i volumi Ioannis Koukouzeles-Selection of Works, The Theory and Practice of Church Music di Giorgos Konstantinou, Anthologia di Petros Manouil Ephesios e The Importance of Simonas’ Karas’ Research and Teaching in the Indication and Transcription of the Movement of the Expression Signs (Oral and Written Tradition) di Lykourgos Angelopoulos.

Lykourgos Angelopoulos
È nato nel 1941 a Pyrgos, nel Peleponneso, e ha studiato legge all’Università di Atene e musica bizantina alla Scuola Nazionale di Musica con Simonas Karas. È primo cantore della Chiesa di Santa Irene di Atene, fondatore e direttore del Greek Byzantine Choir e docente di Musica Bizantina al Conservatorio di Atene. È inoltre direttore delle Scuola di Musica Bizantina delle diocesi di Ileias, Rethymnis e Avlopotamou, e Fthiotidos.
Collabora con la Radio Nazionale greca ed è impegnato nel campo della musica contemporanea, con esecuzioni di lavori di Adamis, Terzakis, Taverner, Sfetsas, Kyriakakis. In Francia ha effettuato numerose registrazioni di musica bizantina, paleocristiana, ambrosiana e di altri antichi repertori occidentali.
Nel 1994 il patriarca Bartolomeo I, gli ha conferito il titolo di Archon Protopsaltis dell’Arcidiocesi di Costantinopoli. Ha ricevuto apprezzamenti dal Patriarca di Gerusalemme Diodorso, dalla Chiesa di Finlandia e dai Metropoliti delle principali diocesi greche. Il Sacro Sinodo della Chiesa di Grecia gli ha espresso la sua gratitudine, e il Presidente della Repubblica Ellenica, Konstantinos Stephanopoulos, l’ha insignito della Croce d’argento dell’Ordine della Fenice nel 2004.


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COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta
in collaborazione con Teatridithalia

Venerdì 19 settembre ore 17 - Teatro dell’Elfo, Milano

La musica da camera inglese del Novecento con lo Xenia Ensemble e il tenore John McMunn

Il concerto dello Xenia Ensemble, venerdì 19 settembre alle ore 17 al Teatro dell’Elfo, è dedicato alla musica inglese del Novecento. La musica inglese all’apertura del Novecento poteva basarsi su una grande figura di riferimento, compositore con il quale venne identificato il linguaggio “nazionale” inglese: Elward Elgar.
Non tutti raccolsero l’eredità nello stesso modo. I Tre divertimenti per quartetto d’archi di Benjamin Britten, simbolo della musica inglese nel Novecento, appartengono al periodo giovanile del compositore, un periodo dedicato innanzi tutto alla musica da camera. I tre divertimenti (March, Waltz, Burlesque) dovevano andare a costituire un quartetto, ma la fredda accoglienza alla prima esecuzione, nel 1936, dissuase Britten dal continuare a lavorarci. Oltre a Britten sono presenti nel programma due compositori della seconda parte del Novecento, meno noti al grande pubblico: Simon Holt con Black Lanterns e il contemporaneo Oliver Knussen (presente al Festival MITO in veste di direttore con l’Orchestra Mozart) con la Cantata per oboe e trio d’archi.
Tratto caratteristico dei compositori britannici è la vasta produzione di musica vocale. Nel concerto troviamo quindi lo Xenia Ensemble ad accompagnare il tenore John McMunn, grande specialista del repertorio contemporaneo inglese. Con lui esegue due composizioni che sono perfettamente nella tradizione della musica vocale da camera inglese, che prediligeva rielaborazioni di canti popolari, inni per coro, liriche da camera ispirate alla cantabilità antica e folklorica, spesso organizzati in cicli secondo la tradizione liederistica, come per esempio il ciclo The Curlew di Peter Warlock, del 1924, ciclo su testi di Yeats e On Wenlock Edge di Vaughan Williams, del 1911, su testi di Housman.

Programma:
Benjamin Britten (1913-1976)
Tre divertimenti, per quartetto d’archi

Simon Holt (1958)
Black Lanterns, per pianoforte solo

Peter Warlock (1894-1930)
The Curlew, per tenore, flauto, corno inglese e quartetto d’archi

Oliver Knussen (1952)
Cantata per oboe e trio d’archi

Ralph Vaughan Williams (1872-1958)
On Wenlock Edge, sei canti per tenore, pianoforte e quartetto d’archi
testi di Alfred Edward Housman

Xenia Ensemble
Adrian Pinzaru, violino / Eilis Cranitch, violino / Michèle Minne, viola / Elizabeth Wilson, violoncello / Andrea Manco, flauto / Francesco Pomarico, oboe, corno inglese /
Saskia Giorgini, pianoforte
È stato fondato nel 1995 da quattro musiciste con una grande passione per la musica del Novecento e contemporanea. La formazione di base dell’ensemble è il quartetto d’archi al quale vengono spesso abbinati voce, pianoforte, strumenti a fiato, o anche strumenti etnici come la pìpa e il dizi cinesi, le tabla indiane, il duduk armeno, l’oud e geychak iraniani e il chang uzbeko.
In armonia con il significato della parola greca “Xenia”, l’ensemble da un lato porta all’estero la musica italiana con programmi comprendenti illustri compositori e giovani autori contemporanei, dall’altro invita e ospita in Italia musicisti e compositori stranieri.
A questa attività si affianca la promozione dei programmi “Musica e Parola”, tra i quali si distinguono quelli dedicati all’avanguardia russa e americana, ai poeti Pushkin e Brodsky, ai compositori Šostakovič e Denisov.
Xenia Ensemble è stato ospite di importanti festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero: Piccolo Regio di Torino, Festival di Ravenna, Cité de la Musique a Parigi, Holland Festival, Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Ilkom Festival a Tashkent, Arts Square Festival di San Pietroburgo, Morgenland Festival, Alicante Contemporary Music Festival, Lieu Unique di Nantes e tanti altri ancora.
L’Ensemble ha collaborato con diversi compositori (come Giya Kancheli, James Macmillan, Arvo Pärt, Franghiz Ali-Zadeh, Gerald Barry), con vari musicisti e cantanti (fra gli altri, Alexander Balanescu, Dai Ya, Liu Fang, Federico Sanesi, Rohan de Saram, Jorgen Petterson, Cristina Zavalloni, Hilliard Ensemble, Luisa Castellani, Sarah Leonard) e con l’attore Eugenio Allegri.
Xenia Ensemble ha inciso un CD di musica da camera di Gerald Barry e la raccolta Eastern Approaches con musiche di Kancheli, Yanov-Yanovsky e Ali-Zadeh. Ogni anno L’Ensemble organizza a Torino il Festival di musica contemporanea EstOvest e il Corso internazionale di musica da camera per giovani strumentisti ad arco a Prà Catinat (Sestrière).


John McMunn, tenore
Ha studiato al Boston University Opera Institute e all’Università di Harvard e lo scorso anno ha completato gli studi di Musicologia al King’s College di Cambridge. Per due anni ha fatto parte del coro del College, insieme al quale si esibito in Europa e negli Stati Uniti. Ha inoltre partecipato a numerose registrazioni per EMI e Signum.
A Cambridge McMunn ha dato un prezioso contributo ai diversi ensemble con cui ha collaborato, tra i quali la Music Society e la Chamber Orchestra dell’Università di Cambridge, e i Cambridge e Sagittarian Consorts. Attualmente collabora con i cori di Temple Church e Westminster Cathedral, come pure con gli Opus Anglicanum e i Polyphony Consorts.
Come solista il suo repertorio spazia dal canto gregoriano alla musica contemporanea con recital, opere e oratori. Ha cantato in anteprima opere di compositori coevi, tra le quali: Consolation I di Helmut Lachenmann al Transcendent Festival del Royal College of Music (Londra) e Rage d’amours di Robert Zuidam al Boston Symphony’s Tanglewood Music Center.
Recentemente ha cantato nelle seguenti opere: L’incoronazione di Poppea allestita dalla Benjamin Britten International Opera School; Ludus Danielis con Andrew Lawrence-King; il nuovo allestimento della Passione secondo Matteo di Bach, diretta da Paul Spicer; con Les Arts Florissant di William Christie, a Parigi.
Si è inoltre esibito come prota