****
Discoteche/
Google
 
Web stradivariusconcerti.com
  Condividi le nostre emozioni  
Condividi Follow EventiSpeciali on Twitter    
LocaliNavigli NavigliEventi
MilanoBirrerie    MilanoEnoteche MusicadalVivo MilanoBrunch MilanoLatino
Americano
MilanoDiscoPub MilanoCigarcafe MilanoMusei MilanoDisco MilanoClubPrive
MilanoLapdance MilanoRisto Milano
Ristorantie
Etnici
MilanoPizzerie MilanoTrattorie
MilanoAssociazioni MilanoParchi
Acquatici
MilanoaTeatro MilanoCinema  
Hotel reservation - Venere.com
Inserisci una città Hotel reservation - Venere.com
  o seleziona una destinazione
 
Seleziona le date
 
Arrivo: Partenza:
Persone e camere
 
Persone: Camere:
Grazie a www.papido.it
::::::::::Locali Milano - Zona Navigli - Corso Lodi

Abnormal Cocktail Bar Via Brioschi, 68 - Milano Foto & Descrizione
Anadima Cocktail Pub Via Pavia, 10 - milano Foto & Descrizione
Angelo Nero Pub e American Bar Via Torricelli, 15 - milano Foto & Descrizione
Antik English Pub Via Ascanio Sforza, 47 - milano Foto & Descrizione
Arcobaleno Irish Pub

Via Ascanio Sforza - milano
Foto & Descrizione
Bar Paradise Pub Newyorkese Via Tabacchi, 11 - Milano Foto & Descrizione
Chalao Wine e Cocktail bar Via Alzaia Naviglio Pavese, 34 - milano Foto & Descrizione
Cristal English Pub Via Ascanio Sforza, 11 - milano Foto & Descrizione
Dolce Vita Pub Via A. Sforza, 37 - milano Foto & Descrizione
I Mas! Spanish Pub Ripa di P.ta Ticinese, 11 - milano Foto & Descrizione
Magellano Cocktail bar Ripa di P.ta Ticinese, 23 - milano Foto & Descrizione
La Hord Feliz Birreria Via San Vito, 5 - Milano Foto & Descrizione
Movida American bar Via Ascanio Sforza, 45 - milano Foto & Descrizione
Old Camillo's Pub Irish Pub Via Ascanio Sforza, 17 - milano Foto & Descrizione
On Off Pub Via Casale, 6 - milano Foto & Descrizione
Nati Stanchi Birreria Via Ascanio Sforza, 51 - milano Foto & Descrizione
Pass Food and Drink Cocktail Bar Via Conchetta, 15 - milano Foto & Descrizione
Patchouli Cafè American bar Corso Lodi, 51 - milano Foto & Descrizione
PaloSanto English Pub Ripa di P.ta Ticinese, 53 - milano Foto & Descrizione
Ponte Vecchio Pub Pub Alzaia Naviglio Pavese, 24 - milano Foto & Descrizione
Ringhiera Cocktail bar, ludoteca Ripa di P.ta Ticinese, 15 - milano Foto & Descrizione
Sacrestia Cocktail Bar Via Conchetta, 20 - milano Foto & Descrizione
Slate Cocktail Bar Via Troilo, 14 - milano Foto & Descrizione
Slice Cafè Food & Drink Via Ascanio Sforza, 9 - milano Foto & Descrizione
Tabou Irish Pub Via Alzaia Naviglio Grande, 62 - milano Foto & Descrizione
Tropico Latino Locale Messicano Via Ascanio Sforza, 41 - Milano Foto & Descrizione
Virgin Cafè Paninoteca, Birreria Via Ascanio Sforza, 21 - milano Foto & Descrizione
Vetra Cafè Cocktail Bar , Birreria Piazza Vetra, 21 - milano Foto & Descrizione
ORGANIZZAZIONE FESTE, EVENTI E RICORRENZE...
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Navigli_%28Milano%29
Cronologia/Autori:
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Navigli_%28Milano%29&action=history

Navigli (Milano)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 
Questa voce è solo un abbozzo (stub). Se puoi, contribuisci adesso a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Per l'elenco completo degli stub sulla geografia dell'Italia, vedi la relativa categoria.

I navigli che interessano direttamente Milano sono:

Esistono anche altri navigli non strettamente correlati a Milano:

Nelle vicinanze della città transita un altro canale importante:

 

Collegamenti esterni

Grazie www.navigli.net
_______________Storia dei Navigli
Risale infatti alla seconda metà del XII secolo la realizzazione del primo tratto navigabile

Così i cinquanta chilometri del primo canale, (Ticinello), furono inaugurati nel 1179, dando il via alla costruzione del Naviglio grande. Grandi ingegneri misero mano al progetto e ancora oggi si può ammirare l'innovativo sistema di chiuse ideato da Leonardo verso la fine del Quattrocento.

Quale sia la magia di questi canali è difficile capirlo, se esiste una calamita per artisti d'ogni razza, questa è proprio l'acqua, né chiara né dolce, del naviglio.

Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana. In soli 35 anni, dal 1439 al 1475, nel territorio milanese furono costruiti ben 90 chilometri di canali resi navigabili dalla presenza di 25 conche. Un primato che nessun'altra città potrà mai avvicinare. Lo sviluppo del sistema, però, non si fermò solo a questo punto, anzi, con l'arrivo di Leonardo nel 1482, fu perfezionato il Martesana e si cominciò ad impostare un nuovo sistema di canali che permettessero la navigazione dalla Valtellina fino a Milano.

Era il 1482 quando Leonardo da Vinci, appena giunto a Milano, fu incaricato da Ludovico il Moro di studiare un sistema per permettere la navigazione dal lago di Como fino a Milano.

Leonardo, che progettò il sistema di chiuse per ovviare al problema del dislivello dei terreni e per rendere così possibile la navigazione, non perse l'occasione per farne alcuni schizzi, ora conservati al Museo dei Navigli.

Una soluzione a questo problema è rintraccia- bile all'interno di alcuni disegni del Codice Atlantico dove si ipotizza un grande sbarramento sul fiume Adda in località Tre Corni, dove uno sbocco in galleria doveva permettere alle barche il passaggio a valle delle rapide del fiume. La diga sarebbe servita anche ad elevare il li- vello del fiume fino ad alimentare un canale che, a seconda del livello dell'acqua, avrebbe avuto funzione solo irrigua o anche navigabile e, partendo da Brivio, sarebbe arrivato fino a Trezzo scorrendo parallelamente all'Adda.

Un'altra geniale soluzione per il superamento dei 23,76 metri di dislivello delle rapide di Paderno fu pensata a metà del ' 500 dall'ingegnere e pittore Giuseppe Meda che ideò una nuova conca detta il Castello che secoli più tardi diverrà il Naviglio di Paderno. L'arditezza tecnica della soluzione del Meda era tale che, quando due secoli dopo l'opera fu ripresa sotto il governo austriaco di Maria Teresa, il Ministro per la Lombardia Conte Carlo Firmian approvò una soluzione intermedia di sei conche con salti compresi tra i quattro e i sei metri. Nel 1591 iniziano i lavori che non vengono ultimati, vengono ripresi nel 1773 e completati nel 1777.

Nel 1805 Napoleone completò la costruzione del Naviglio pavese realizzando quello che per secoli fu il sogno dei milanesi: il mare si raggiungeva tramite il Naviglio di Pavia e il Po, il lago Maggiore tramite il Naviglio grande e il Ticino, il lago di Como tramite il naviglio della Martesana e l'Adda.

Il trasporto dei marmi delle cave di Candoglia (Val d'Ossola), utilizzati per la decorazione del Duomo di Milano avveniva proprio attraverso questo canale.
Nasce nei pressi della cascina Castellana (sbarramento della Paladella) e passando per Abbiategrasso, giunge dopo circa 50 chilometri alla Darsena di Porta Ticinese a Milano.

Nella seconda meta' dell'Ottocento il sistema dei trasporti fluviali decadde sia per la lentezza dei viaggi (3 Km. all'ora), sia per la concorrenza delle ferrovie e delle linee tranviarie che soppiantarono la navigazione fluviale interna ed esterna alla citta'.

La Martesana rimase attiva per tutto l'Ottocento come via di trasporto sia con un regolare servizio passeggeri, sia con un intenso traffico commerciale. I barconi portavano a Milano grano, frutta, prodotti caseari, bestiame, legname, sabbia e ghiaia ed altri materiali da costruzione. Alla fine dell'Ottocento entro' in crisi la fossa interna perche' antigienica e di ostacolo al traffico

Il Naviglio grande, nel tratto tra Milano e Turbigo, è un chiaro esempio delle ricchezze scambiate un tempo: numerosi sono i palazzi signorili, le antiche cascine, i borghi, i ponti in ferro battuto, gli approntamenti da pesca e le chiese d'ogni epoca e stile.

Poi vennere le automobili e i navigli entrarono in abbandono; le loro acque furono utilizzate dalle industrie che li inquinarono. La fossa interna venne coperta tra il 1929 e il 1930, durante il periodo fascista. Decaddero lentamente tutti gli altri navigli. Gli ultimi ad andare in crisi furono quelli della Martesana e il Naviglio Grande (6).

Lungo il letto del fiume si vedono ormai galleggiare barattoli, cassette, copertoni, materassi, depositi di plastica e di fango ed altri rifiuti solidi urbani che emanano cattivo odore. Dal 1977 lo Stato ha consegnato alla Regione la gestione e la salvaguardia del Naviglio della Martesana e nel 1980 e' stato avanzato un primo progetto urbanistico (puramente cartaceo) per riscoprire, recuperare e valorizzare il Naviglio della Martesana.

La prima fonte di sporcizia che inquina il Naviglio proviene dalle Trobbie, che sono tre torrenti che scendono dalla Brianza verso Melzo e, a Villa Fornaci, passano sotto il Martesana. Quando piove e i torrenti sono in piena gonfiandosi paurosamente, occorre evitare possibili allagamenti. Il Genio Civile, a fronte di tale pericolo, ha escogitato un meccanismo idraulico che consente di immettere le acque dei torrenti in piena nella Martesana e con l'acqua viene immessa una grande quantita' di fango e di rifiuti inquinanti.

Oggi è impossibile ripristinare la navigazione fluviale d'un tempo, ma esiste “il progettoparco della Martesana” che costituisce un'intelligente risposta per restituire all'uomo della metropoli lombarda il fascino e lo splendore di questo caratteristico Naviglio.
::::::::::::::::::::::::::::
Il tour dei Navigli con tappe nelle osterie

Il tratto tra Milano e Gaggiano è forse uno dei tratti più interessanti dei possibili percorsi lungo i navigli.

Nei circa dieci chilometri che separano la Darsena dal centro di Gaggiano di cose da vedere ce n'è davvero molte, e le soste a volte diventano irrinunciabili. Chi preferisce fare le cose con calma può persino salire sul battello che ogni domenica serve questo tratto. Lungo il canale si trovano fornaci, filature, tintorie, concerie, cartiere sorte sul finire del XIX secolo.

Il quartiere ticinese, da dove parte il nostro percorso, è un tipico quartiere di ringhiera dove le case sono rimaste inalterate negli anni. Questa un tempo era una zona popolare, animata da mercati e negozietti. Ora è diventata una zona molto in, frequentata da artisti, modelle, universitari e giovani rampolli della società bene. Ma l'atmosfera che si respira è unica, poiché di fianco a locali di tendenza ci sono ancora le ultime botteghe artigianali, i cortili delle case risplendono spesso di colori accesi e curiosando qua e là si può certamente scorgere qualche pittore concentrato sul lavoro.

Alle rive dei Navigli vivevano lavoratori e artigiani. Oggi i laboratori artigianali e antichi lavatoi, coperti di tetti di legno ricordano di una Milano scomparsa.

Di colpo il paesaggio cambia: stiamo attraversando l'area dismessa dell'ex fabbrica di porcellane Richard Ginori. Un complesso monumentale, lungo quasi un chilometro, e che affascina per via di quell'aria sinistra fatta di vetri rotti, camini spenti e ferro arrugginito. Un tempo, assieme alla Veglia Borletti, era l'orgoglio della Milano che lavora.

Le prime osterie qui sono nate grazie agli artisti e agli operai che di giorno lavoravano alacremente, chi dipingeva e chi batteva il martello, poi la sera facevano baccano assieme.

Si passa oltre e, dopo un paio di chilometri di campagna, si arriva a Gaggiano. Un tempo era il quartiere dormitorio per gli operai che lavoravano alla costruzione dei navigli. Gaggiano gode da pochi anni di nuovo splendore. Il comune ha infatti ristrutturato tutte le case che si addossano al naviglio, restituendo loro gli antichi colori accesi. Dalla barca che le costeggia lo spettacolo è notevole. Le facciate arancioni, gialle, rosse, si riflettono nell'acqua e l'acqua le fa brillare. Per lo sviluppo del nucleo storico di Gaggiano, costituito da dimore signorili e case a corte allineate lungo le sponde del Naviglio Grande, fu determinante proprio la presenza di questa importante via d'acqua, che fin dal 1278 venne a collegare l'abitato a Milano.

Rimasto sostanzialmente inalterato fino alla fine dell'ottocento, il centro storico cominciò dapprima ad espandersi verso nord, occupando nei primi decenni del novecento l'area compresa tra il naviglio e la ferrovia.

I navigli sono stati luoghi d'incontro, canali di scambio, linfa per il commercio, fonte d'ispirazione artistica. Oggi rimangono i circoli, le trattorie, gli studi dei pittori che si avvicendano di generazione in generazione, le opere d'ingegneria idraulica come i ponti levatoi, le chiuse e le dighe, a testimoniare e a continuare l'esperienza di secoli

Alzaia naviglio pavese, Alzaia naviglio grande, la Darsena, Ripa di Porta Ticinese, sono forse le zone più vitali della città. Qui ci sono i pub, i locali notturni, le birrerie, i ristoranti e le enoteche.

I giorni di festa non sono rari i mercati dell'antiquariato, del modernariato e dell'arte in generale e i primi giorni di primavera c'è la festa dei fiori, antica tradizione che si ripete ogni anno a confermare, una volta di più, che a Milano la vita comincia sui Navigli.

Il percorso termina qui, ma i navigli proseguono e s'inoltrano nel vigevanese e nel magentino, tra ville, castelli e borghi.