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Milano - Zona Navigli - Corso Lodi Abnormal Cocktail Bar Via Brioschi, 68 - Milano Foto & Descrizione Anadima Cocktail Pub Via Pavia, 10 - milano Foto & Descrizione Angelo Nero Pub e American Bar Via Torricelli, 15 - milano Foto & Descrizione Antik English Pub Via Ascanio Sforza, 47 - milano Foto & Descrizione Arcobaleno Irish Pub Via Ascanio Sforza - milano Foto & Descrizione Bar Paradise Pub Newyorkese Via Tabacchi, 11 - Milano Foto & Descrizione Chalao Wine e Cocktail bar Via Alzaia Naviglio Pavese, 34 - milano Foto & Descrizione Cristal English Pub Via Ascanio Sforza, 11 - milano Foto & Descrizione Dolce Vita Pub Via A. Sforza, 37 - milano Foto & Descrizione I Mas! Spanish Pub Ripa di P.ta Ticinese, 11 - milano Foto & Descrizione Magellano Cocktail bar Ripa di P.ta Ticinese, 23 - milano Foto & Descrizione La Hord Feliz Birreria Via San Vito, 5 - Milano Foto & Descrizione Movida American bar Via Ascanio Sforza, 45 - milano Foto & Descrizione Old Camillo's Pub Irish Pub Via Ascanio Sforza, 17 - milano Foto & Descrizione On Off Pub Via Casale, 6 - milano Foto & Descrizione Nati Stanchi Birreria Via Ascanio Sforza, 51 - milano Foto & Descrizione Pass Food and Drink Cocktail Bar Via Conchetta, 15 - milano Foto & Descrizione Patchouli Cafè American bar Corso Lodi, 51 - milano Foto & Descrizione PaloSanto English Pub Ripa di P.ta Ticinese, 53 - milano Foto & Descrizione Ponte Vecchio Pub Pub Alzaia Naviglio Pavese, 24 - milano Foto & Descrizione Ringhiera Cocktail bar, ludoteca Ripa di P.ta Ticinese, 15 - milano Foto & Descrizione Sacrestia Cocktail Bar Via Conchetta, 20 - milano Foto & Descrizione Slate Cocktail Bar Via Troilo, 14 - milano Foto & Descrizione Slice Cafè Food & Drink Via Ascanio Sforza, 9 - milano Foto & Descrizione Tabou Irish Pub Via Alzaia Naviglio Grande, 62 - milano Foto & Descrizione Tropico Latino Locale Messicano Via Ascanio Sforza, 41 - Milano Foto & Descrizione Virgin Cafè Paninoteca, Birreria Via Ascanio Sforza, 21 - milano Foto & Descrizione Vetra Cafè Cocktail Bar , Birreria Piazza Vetra, 21 - milano Foto & Descrizione ORGANIZZAZIONE FESTE, EVENTI E RICORRENZE... |
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_______________Storia dei Navigli
Risale infatti alla seconda metà del XII secolo la
realizzazione del primo tratto navigabile
Così i cinquanta chilometri del primo canale, (Ticinello), furono inaugurati nel
1179, dando il via alla costruzione del Naviglio grande. Grandi ingegneri misero
mano al progetto e ancora oggi si può ammirare l'innovativo sistema di chiuse
ideato da Leonardo verso la fine del Quattrocento.
Quale sia la magia di questi canali è difficile capirlo, se esiste una calamita
per artisti d'ogni razza, questa è proprio l'acqua, né chiara né dolce, del
naviglio.
Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio
della Martesana. In soli 35 anni, dal 1439 al 1475, nel territorio milanese
furono costruiti ben 90 chilometri di canali resi navigabili dalla presenza di
25 conche. Un primato che nessun'altra città potrà mai avvicinare. Lo sviluppo
del sistema, però, non si fermò solo a questo punto, anzi, con l'arrivo di
Leonardo nel 1482, fu perfezionato il Martesana e si cominciò ad impostare un
nuovo sistema di canali che permettessero la navigazione dalla Valtellina fino a
Milano.
Era il 1482 quando Leonardo da Vinci, appena giunto a Milano, fu incaricato da
Ludovico il Moro di studiare un sistema per permettere la navigazione dal lago
di Como fino a Milano.
Leonardo, che progettò il sistema di chiuse per ovviare al problema del
dislivello dei terreni e per rendere così possibile la navigazione, non perse
l'occasione per farne alcuni schizzi, ora conservati al Museo dei Navigli.
Una soluzione a questo problema è rintraccia- bile all'interno di alcuni disegni
del Codice Atlantico dove si ipotizza un grande sbarramento sul fiume Adda in
località Tre Corni, dove uno sbocco in galleria doveva permettere alle barche il
passaggio a valle delle rapide del fiume. La diga sarebbe servita anche ad
elevare il li- vello del fiume fino ad alimentare un canale che, a seconda del
livello dell'acqua, avrebbe avuto funzione solo irrigua o anche navigabile e,
partendo da Brivio, sarebbe arrivato fino a Trezzo scorrendo parallelamente
all'Adda.
Un'altra geniale soluzione per il superamento dei 23,76 metri di dislivello
delle rapide di Paderno fu pensata a metà del ' 500 dall'ingegnere e pittore
Giuseppe Meda che ideò una nuova conca detta il Castello che secoli più tardi
diverrà il Naviglio di Paderno. L'arditezza tecnica della soluzione del Meda era
tale che, quando due secoli dopo l'opera fu ripresa sotto il governo austriaco
di Maria Teresa, il Ministro per la Lombardia Conte Carlo Firmian approvò una
soluzione intermedia di sei conche con salti compresi tra i quattro e i sei
metri. Nel 1591 iniziano i lavori che non vengono ultimati, vengono ripresi nel
1773 e completati nel 1777.
Nel 1805 Napoleone completò la costruzione del Naviglio pavese realizzando
quello che per secoli fu il sogno dei milanesi: il mare si raggiungeva tramite
il Naviglio di Pavia e il Po, il lago Maggiore tramite il Naviglio grande e il
Ticino, il lago di Como tramite il naviglio della Martesana e l'Adda.
Il trasporto dei marmi delle cave di Candoglia (Val d'Ossola), utilizzati per la
decorazione del Duomo di Milano avveniva proprio attraverso questo canale.
Nasce nei pressi della cascina Castellana (sbarramento della Paladella) e
passando per Abbiategrasso, giunge dopo circa 50 chilometri alla Darsena di
Porta Ticinese a Milano.
Nella seconda meta' dell'Ottocento il sistema dei trasporti fluviali decadde sia
per la lentezza dei viaggi (3 Km. all'ora), sia per la concorrenza delle
ferrovie e delle linee tranviarie che soppiantarono la navigazione fluviale
interna ed esterna alla citta'.
La Martesana rimase attiva per tutto l'Ottocento come via di trasporto sia con
un regolare servizio passeggeri, sia con un intenso traffico commerciale. I
barconi portavano a Milano grano, frutta, prodotti caseari, bestiame, legname,
sabbia e ghiaia ed altri materiali da costruzione. Alla fine dell'Ottocento
entro' in crisi la fossa interna perche' antigienica e di ostacolo al traffico
Il Naviglio grande, nel tratto tra Milano e Turbigo, è un chiaro esempio delle
ricchezze scambiate un tempo: numerosi sono i palazzi signorili, le antiche
cascine, i borghi, i ponti in ferro battuto, gli approntamenti da pesca e le
chiese d'ogni epoca e stile.
Poi vennere le automobili e i navigli entrarono in abbandono; le loro acque
furono utilizzate dalle industrie che li inquinarono. La fossa interna venne
coperta tra il 1929 e il 1930, durante il periodo fascista. Decaddero lentamente
tutti gli altri navigli. Gli ultimi ad andare in crisi furono quelli della
Martesana e il Naviglio Grande (6).
Lungo il letto del fiume si vedono ormai galleggiare barattoli, cassette,
copertoni, materassi, depositi di plastica e di fango ed altri rifiuti solidi
urbani che emanano cattivo odore. Dal 1977 lo Stato ha consegnato alla Regione
la gestione e la salvaguardia del Naviglio della Martesana e nel 1980 e' stato
avanzato un primo progetto urbanistico (puramente cartaceo) per riscoprire,
recuperare e valorizzare il Naviglio della Martesana.
La prima fonte di sporcizia che inquina il Naviglio proviene dalle Trobbie, che
sono tre torrenti che scendono dalla Brianza verso Melzo e, a Villa Fornaci,
passano sotto il Martesana. Quando piove e i torrenti sono in piena gonfiandosi
paurosamente, occorre evitare possibili allagamenti. Il Genio Civile, a fronte
di tale pericolo, ha escogitato un meccanismo idraulico che consente di
immettere le acque dei torrenti in piena nella Martesana e con l'acqua viene
immessa una grande quantita' di fango e di rifiuti inquinanti.
Oggi è impossibile ripristinare la navigazione fluviale d'un tempo, ma esiste
“il progettoparco della Martesana” che costituisce un'intelligente risposta per
restituire all'uomo della metropoli lombarda il fascino e lo splendore di questo
caratteristico Naviglio.
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Il tour dei Navigli
con tappe nelle osterie
Il tratto tra Milano e Gaggiano è forse uno dei tratti più interessanti dei
possibili percorsi lungo i navigli.
Nei circa dieci chilometri che separano la Darsena dal centro di Gaggiano di
cose da vedere ce n'è davvero molte, e le soste a volte diventano
irrinunciabili. Chi preferisce fare le cose con calma può persino salire sul
battello che ogni domenica serve questo tratto. Lungo il canale si trovano
fornaci, filature, tintorie, concerie, cartiere sorte sul finire del XIX secolo.
Il quartiere ticinese, da dove parte il nostro percorso, è un tipico quartiere
di ringhiera dove le case sono rimaste inalterate negli anni. Questa un tempo
era una zona popolare, animata da mercati e negozietti. Ora è diventata una zona
molto in, frequentata da artisti, modelle, universitari e giovani rampolli della
società bene. Ma l'atmosfera che si respira è unica, poiché di fianco a locali
di tendenza ci sono ancora le ultime botteghe artigianali, i cortili delle case
risplendono spesso di colori accesi e curiosando qua e là si può certamente
scorgere qualche pittore concentrato sul lavoro.
Alle rive dei Navigli vivevano lavoratori e artigiani. Oggi i laboratori
artigianali e antichi lavatoi, coperti di tetti di legno ricordano di una Milano
scomparsa.
Di colpo il paesaggio cambia: stiamo attraversando l'area dismessa dell'ex
fabbrica di porcellane Richard Ginori. Un complesso monumentale, lungo quasi un
chilometro, e che affascina per via di quell'aria sinistra fatta di vetri rotti,
camini spenti e ferro arrugginito. Un tempo, assieme alla Veglia Borletti, era
l'orgoglio della Milano che lavora.
Le prime osterie qui sono nate grazie agli artisti e agli operai che di giorno
lavoravano alacremente, chi dipingeva e chi batteva il martello, poi la sera
facevano baccano assieme.
Si passa oltre e, dopo un paio di chilometri di campagna, si arriva a Gaggiano.
Un tempo era il quartiere dormitorio per gli operai che lavoravano alla
costruzione dei navigli. Gaggiano gode da pochi anni di nuovo splendore. Il
comune ha infatti ristrutturato tutte le case che si addossano al naviglio,
restituendo loro gli antichi colori accesi. Dalla barca che le costeggia lo
spettacolo è notevole. Le facciate arancioni, gialle, rosse, si riflettono
nell'acqua e l'acqua le fa brillare. Per lo sviluppo del nucleo storico di
Gaggiano, costituito da dimore signorili e case a corte allineate lungo le
sponde del Naviglio Grande, fu determinante proprio la presenza di questa
importante via d'acqua, che fin dal 1278 venne a collegare l'abitato a Milano.
Rimasto sostanzialmente inalterato fino alla fine dell'ottocento, il centro
storico cominciò dapprima ad espandersi verso nord, occupando nei primi decenni
del novecento l'area compresa tra il naviglio e la ferrovia.
I navigli sono stati luoghi d'incontro, canali di scambio, linfa per il
commercio, fonte d'ispirazione artistica. Oggi rimangono i circoli, le
trattorie, gli studi dei pittori che si avvicendano di generazione in
generazione, le opere d'ingegneria idraulica come i ponti levatoi, le chiuse e
le dighe, a testimoniare e a continuare l'esperienza di secoli
Alzaia naviglio pavese, Alzaia naviglio grande, la Darsena, Ripa di Porta
Ticinese, sono forse le zone più vitali della città. Qui ci sono i pub, i locali
notturni, le birrerie, i ristoranti e le enoteche.
I giorni di festa non sono rari i mercati dell'antiquariato, del modernariato e
dell'arte in generale e i primi giorni di primavera c'è la festa dei fiori,
antica tradizione che si ripete ogni anno a confermare, una volta di più, che a
Milano la vita comincia sui Navigli.
Il percorso termina qui, ma i navigli proseguono e s'inoltrano nel vigevanese e
nel magentino, tra ville, castelli e borghi.