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Festivals
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Camel Festival

Camel Festival

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Here are a few festivals held in Marrakesh during the year.

Contributors
February 25, 2006 change by giorgio

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Date Festival
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Sugary dates play an important role in the Moroccan culture, and the annual Date Feast in Erfoud demonstrates exactly how highly they are regarded. Their sweetness makes them an ideal token of good luck, which is why they are a traditional gift at important ceremonies and an offering to friends or strangers. Erfoud is the centre of the date-producing area boasting more than one million date palms and is therefore the centre of festivities after the October harvest. Traditional processions, music, and folk dance form the bulk of the events, with plenty of opportunity to sample more..
World66 rating: [rate it]
date: October
The Marrakech Film Festival
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Having just wrapped its fifth year, the festival still lacks a solid identity. For one thing, it still hasn't settled on a date. It began in September 2001, each year it has hopscotched across the fall calendar, settling this year in November, just after Ramadan. But more importantly, it still doesn't know what it wants to be when it grows up. And yet it seems to want to be all things at once. Marrakech longs to generate the hype and glamour of Cannes, to support emerging talent like Sundance, to be taken as seriously by Hollywood as Toronto and to provide as unique and more..
World66 rating: [rate it]
National Festival of Popular Arts
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The Festival of Popular Arts takes place in June and lasts for two weeks. It mainly takes place amid the ruins of the El Badi Palace. Traditionally, the festival is a showcase for the Moroccan arts and folk culture, with performances of Moroccan dance, Berber music and interpretations of Moroccan plays. Groups of musicians and dancers gather in the city from all regions of Morocco to show off their skills.
type: general
World66 rating: [rate it]
Camel Festival Jul 2006/Tan Tan Road, Goulimine
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Camel Festival
Camel Festival
photo by: www.Morocco-Travel-Agency.com

The people of Goulimine hold the Camel Festival once a year on top of their weekly Camel Fair that takes place every Saturday....The festival also offers the opportunity to witness the ritual dance of the Guedra music.
World66 rating: [rate it]
tel: 212-925-6151
url: www.Morocco-Travel-Agency.com
address: 373 Broadway, B2
email: onlymorocco@yahoo.com
Tourist Fantasia
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A fantasia is a traditional Moroccan celebration with armed horsmen in full combat dress showing off their agility. Real fantasias are held when there is a Moulou or an occasion like the Fete du Throne. If you are not so luck as to be on the right spot at the right time, you can go and see a tourist fantasia.

From every tourist office or hotel you can arrange a complete package including the trip, a dinner, a (belly) dancing performance and a Fantasia. Prices are pretty flexible...
type: general
World66 rating: [rate it]
Fete du Throne
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On the 3 of march the Fete du throne is celebrated. Often big Fantasias are held just outside of the city guides -better than the tourist ones- and bands perform on the Jma-l-Fna.
type: general
World66 rating:
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/Marrakech
Cronologia/Autori:  http://it.wikipedia.org/=Marrakech&action=history Marrakech

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Geografia

Marrakech (in arabo Marrākūsh) è situata al centro-sud del Marocco, considerato escludendo l'area del Sahara occidentale, a circa 150 km dalla costa dell'oceano atlantico.
Abbastanza vicina alle montagne dell'Alto e del Medio Atlante, in linea d'aria dista circa 50 km dal massiccio del Djebel Toubkal (4165 m), la cima più elevata del Marocco.

È praticamente la tappa obbligata per accedere alla Valle del Dades

 

Storia

Si ritiene che Marrakech venne fondata all'inizio della dinastia almoravide, fra il 1062 ed il 1070, da Yūsuf ibn Tāshfīn; un importante capo militare che, dopo aver conquistato il nord del Marocco, occupò al-Andalus dopo aver sconfitto i re cristiani in Spagna.

Agli Almoravidi seguì la dinastia almohade e, nel 1184 salì al trono Ya‘qūb al-Mansūr, il terzo discendente della dinastia, che arricchì la città di opere importanti, facendo erigere la nuova Kasbah e l'imponente moschea detta Kutubiyya. La sua corte fu frequentata da poeti e filosofi fra i quali Ibn Rushd (più noto come Averroè).

I regni almoravide e almohade durarono circa 2 secoli ed attorno al 1220 la città fu saccheggiata, distrutta e quindi ricostruita finché, all'inizio del XVI secolo passò alla dinastia dei Sa‘didi i quali ridettero impulso alla città. Risale a questo periodo la costruzione del palazzo al-Badi come pure i mausolei delle tombe Sa‘didi.

A questo periodo seguì la dinastia alawita il secondo discendente della quale, Mulay Ismā‘īl, in seguito ad un conflitto fra le dinastie, ebbe il sopravvento e rase al suolo la città ad eccezione delle tombe sa‘didi, quindi scelse Meknes come capitale. Da quel periodo ai giorni nostri non vi furono grossi avvenimenti nella storia della città e Marrakech rimase una città imperiale, importante come base meridionale per controllare le tribù berbere.

Tra il XVII ed il XIX secolo la città perse molta della sua importanza commerciale che riacquistò alla fine dell'800 e che durò fin oltre l'arrivo dei Francesi. A partire dall'indipendenza da questi, Marrakech si è ingrandita notevolmente anche a causa della consistente migrazione di Marocchini provenienti dall'Atlante.

Al giorno d'oggi Marrakech conta circa 1.460.000 abitanti ed è senz'altro la città più nota del Marocco e seconda a Casablanca per le attività commerciali.

 

La città

A Marrakech si individua la città vecchia, la medina, racchiusa entro le mura, ad ovest della quale è sorta la città nuova.

 
 

la piazza Djemaa el Fnaa di giorno

 

Jama‘a el-Fnaa

È la piazza attorno alla quale si sviluppa la città vecchia e potrebbe essere considerata il centro vitale (e assolutamente caratteristico) di Marrakech. Al centro della medina, confina a nord con il quartiere dei suq e ad est con la Kasbah, mentre da sud-ovest è dominata dalla moschea della Kutubiyya.

Non è nota l'origine di questa piazza né, con certezza, l'origine del nome che potrebbe significare l'assemblea del defunto'" come pure la "'moschea del nulla (jama‘a significa sia moschea sia assemblea). In realtà entrambe queste differenti etimologie sono plausibili: se da un lato la piazza faceva parte di un progetto sa‘dide (mai concluso) relativo all'edificazione di una moschea, dall'altro nei secoli passati la piazza fu sede di esecuzioni capitali.

L'aspetto della piazza cambia durante la giornata: di mattina e pomeriggio è sede di un vasto mercato all'aperto, con bancarelle che vendono le merci più svariate (dalle stoffe ai datteri, alle spremute d'arancia, alle uova di struzzo etc.) e da "professionisti" dediti alle attività più svariate: le decorazioni con l'henne, i cavadenti, suonatori, incantatori di serpenti etc.
Verso sera le bancarelle si ritirano e subentrano banchetti con tavole e panche per mangiare cibi preparati al momento e, più tardi, arrivano musicanti e cantastorie.

Solo poche di queste attività sono indirizzate ai turisti (più che altro gli incantatori di serpenti, i saltimbanchi ed i venditori d'acqua): la piazza è molto vissuta soprattutto dai Marocchini stessi mentre i venditori di souvenir per turisti sono allineati lungo il lato nord, dove iniziano i suq (mercati coperti, sempre ad uso dei marocchini più che per i turisti).

 
 

Marrakech: La Koutoubia

 

La Kutubiyya

La moschea della Kutubiyya è sovrastata dal ben più appariscente omonimo minareto: alto quasi settanta metri, è il minareto più antico (e completo) delle tre torri almohadi che ci sono giunte, insuieme alla Giralda di Siviglia e la torre Hassan a Rabat.

Probabilmente i lavori iniziarono attorno al 1150, poco dopo che fu subentrata la dinastia almohade, e vennero completati dal sultano Ya‘qūb al-Mansūr (1184-1199).
L'architettura è tipica marocchina, del periodo almohade: con decorazioni e fregi di maiolica bianca, turchese e blu ed arabeschi scolpiti, differenti sui quattro lati. Un tempo l'intonaco dipinto e le decorazioni a zellij coprivano tutta la superficie del minareto mentre oggi le piastrelle sono quasi scomparse.

 

I suq e la medina alta

 
 

Medersa (madrasa) Ben Youssef (Ibn Yūsuf)
Decorazioni, viste da una celletta

La zona a nord della piazza Jema‘a al-Fnaa è occupata dai suq: mercati coperti che si articolano su numerose viuzze e piazzette, ciascuna delle quali è dedicata ad attività specifiche: venditori di pelli, lana, calderai, gioiellieri, tintori etc. I souk si stendono fino alla Moschea di Ben Youssef ed alla vicina medersa omonima.

La medersa di Ben Youssef (madrasa Ibn Yūsuf) è aperta al pubblico ed è particolarmente interessante: si svolge attorno ad una corte centrale e la costruzione comprende numerose stanzette per gli studenti che vi abitavano e vi studiavano il Corano. La costruzione risale al XIV secolo e venne fondata dal sultano Abū al-Hasan, della dinastia dei Merinidi, e venne quasi completamente ricostruita durante il periodo sa‘dide.

Il cortile centrale è contornato su due lati da gallerie, sopra le quali si aprono le finestre delle cellette degli studenti. Sul lato di fondo si trova la sala della preghiera, riccamente decorata da stucchi ed intagli. Artistiche decorazioni ed intagli su pannelli di legno di cedro sono visibili tutto attorno al cortile e sopra le gallerie.

Alcuni dettagli della medersa ricordano l'Alhambra di Granada e pare che architetti spagnoli, musulmani, parteciparono alla costruzione.

 

Le Tombe Sa‘didi e la medina bassa

Questa zona comprende l'area a sud di Jema‘a al-Fnaa, delimitata ad est dalle mura ed estendendosi ad ovest fino a comprendere il Mella (un tempo il ghetto ebreo), ad ovest della Dār al-Makhzen (il Palazzo Reale).

Entrando dalla porta detta Bāb Agnau, l'unica rimasta risalente alla dinastia almohade, si incontra la moschea della Kasbah, risalente al medesimo periodo della Kutubiyya. Il minareto di questa moschea è stato restaurato negli anni '60 sulla base del minareto originale e presso la moschea si apre uno stretto passaggio che conduce alle Tombe Sa‘didi.

 
 

Decorazione di stucco ad arabeschi

 

 

Mausoleo

Le Tombe Sa‘didi formano un complesso funerario le cui strutture furono fatte costruire dal Sultano Ahmad al-Mansūr. Eccettuati alcuni sepolcri antecedenti il periodo sa‘dide, la maggior parte di essi risale al 1557 e, pertanto, le tombe sono pressoché contemporanee alla Medersa Ben Youssef. Questo complesso venne "riscoperto" solo nel 1917, in condizioni di totale abbandono. Restaurate, sono divenute uno dei (pochi) monumenti veramente notevoli di Marrakech, sovraccariche di decorazioni in stucco e piastrelle zellij.

Probabilmente le tombe si salvarono dalle distruzioni e dai saccheggi di Mulay Ismā‘īl poiché erano accessibili unicamente dalla moschea della Kasbah attraverso un passaggio nascosto.

Le Tombe comprendono essenzialmente due grandiosi mausolei, dove si trovano le tombe di al-Mansūr e dei suoi figli, di sua madre Lalla Messaūda e di Mohammed al-Shaykh, il fondatore della dinastia sa‘dide. Nell'oratorio si trovano invece numerosi sepolcri di altri principi sa‘didi e la tomba di Mulay Yazīd.

In questo complesso furono inoltre tumulate diverse autorità di Marrakech fino al 1792, terminando con la sepoltura del sultano Mulay Yazīd, per un totale di oltre cento sepolture (66 delle quali all'interno dei mausolei).

A sud della moschea e delle Tombe Sa‘didi si estende la Kasbah: l'antica cittadella, costituita da un caratteristico intrico di stradine e di abitazioni private.

Ad ovest delle Tombe Sa‘didi si trova il complesso del Palazzo Reale, che termina a nord con i resti del Palazzo al-Badi. Del Palazzo al-Badi non rimangono altro che rovine che, tuttavia, danno un'idea della grandiosità del palazzo: con cortili lunghi 130 m (e larghi quasi altrettanto) ed una piscina di circa 90 m, un tempo ricco di decorazioni zellij delle quali rimangono solo tracce.

Alle spalle del Palazzo reale si stende il Mellah, l'antico ghetto ebreo risalente al 1558. Questo quartiere nel XVI secolo era letteralmente una città nella città, con suq, giardini e sinagoghe. Al giorno d'oggi è popolato quasi esclusivamente da musulmani, essendo la maggior parte degli ebrei trasferitasi a Casablanca od in Francia od Israele.

Collegamenti esterni