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| Agadir | Casablanca | Marrakesh |
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_______________MAROCCO Le città Imperiali «Un circuito che tocca le città imperiali e conduce alla scoperta del ricco patrimonio storico e culturale del Marocco. Tra vie labirintiche, brulicanti di mercati, antiquari, colori e profumi unici al mondo, gli antichi fasti si confondono con la realtà quotidiana. Palazzi, piazze, fontane, moschee, tutti arricchiti da decorazioni superbe e dal disegno finissimo, la cui storia spesso si confonde tra realtà e leggenda. Poi ancora i souk di Marrakech e Fes, tra i più belli di tutto il Maghreb..» |
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Tour del Marocco IL MAROCCO Situato all'estremità nord occidentale del continente africano, il Marocco è una terra di tradizione musulmana. Il paese sembra sospeso tra mito e realtà: le leggendarie città di Tangeri, Casablanca e Marrakech evocano profumi di spezie e atmosfere misteriose. Molte delle località più famose del Marocco sono state comprensibilmente mitizzate, ma i viaggiatori più consumati potrebbero lamentarsi del fatto che il 'vero' Marocco sembra non esistere più; altri, invece, continuano a decantarne la luce scintillate, l'arte e la storia. La verità, come sovente accade, sta nel mezzo. Il Marocco è il punto di partenza ideale per visitare l'Africa. È facilmente raggiungibile dall'Europa ed è una terra accogliente e stimolante. Nei mercati all'aperto sparsi un po' ovunque sono ammucchiati tappeti, oggetti artigianali in legno e gioielli. Gradisci ulteriori informazioni sul Marocco? IL PERCORSO Il viaggio in Marocco: Le città Imperiali Il percorso PROGRAMMA DI VIAGGIO 1° Giorno: ITALIA/MARRAKECH -------------------------- Partenza in aereo per Marrakech. Trasferimento in albergo. Cena e pernottamento. 2° Giorno: MARRAKECH -------------------------- 2° giorno - MARRAKECH Intera giornata dedicata alla visita di Marrakech, la città rossa denominata “la perla del sud’’, capitale imperiale nell’XI secolo i cui monumenti, riccamente ornati di fini stucchi, mosaici e marmi, testimoniano la ricchezza del passato di questa città. La città vecchia, o medina, è racchiusa da possenti mura color ocra, che risaltano sullo sfondo mozzafiato della catena montuosa dell’Atlante e spiccano tra il verde lussureggiante dei palmeti. Si visiteranno le tombe Saadiane, il Palazzo della Bahia, i giardini della Menara, il minareto della Koutoubia, la Medersa Ben Youssef (antica scuola coranica dalla splendida architettura) e la famosa piazza Djemaa el Fna, senza dubbio la piazza più conosciuta del Maghreb. Pranzo in albergo. In serata cena facoltativa sotto le tende con spettacolo folcloristico “Fantasia” (spettacolo equestre e danza del ventre). 3° Giorno: MARRAKECH/FES (km 483) -------------------------- In mattinata partenza per Fes via Ifrane, piccola località montana. Il percorso molto suggestivo si snoda tra foreste di cedri e querce del Medio Atlante. Pranzo a Beni- Mellal, località collinare immersa negli ulivi. Arrivo a Fes nel tardo pomeriggio. Cena e pernottamento in albergo. 4° Giorno: FES -------------------------- Giornata dedicata alla visita di Fes, centro spirituale e culturale del Marocco: Fes el-Bali, la città vecchia, Patrimonio dell’Umanità, caratteristico labirinto di viuzze che si affacciano su splendide piazze incorniciate da palazzi signorili dove si visiteranno la Medersa el Attarin, famosa scuola coranica, i pittoreschi souk ed il quartiere dei conciatori. Infine Fez el-Jedid, la città nuova con il Palazzo Reale dalle porte dorate (esternamente) ed il quartiere Ebraico. Pranzo in un ristorante marocchino. Rientro in albergo nel tardo pomeriggio. Cena e pernottamento. 5° Giorno: FES/RABAT (km 270) -------------------------- Partenza per Rabat. In mattinata sosta a Volubilis, importante città romana al confine della Mauritania Tingitana e visita alle rovine archeologiche. Pranzo lungo il percorso. Proseguimento per Meknes, la Città Imperiale che conobbe il suo splendore nel XVII sec. Si visiteranno la porta Bab el Mansour, entrata principale alle mura che circondavano il leggendario palazzo del Sultano Moulay Ismail, la piazza El Hadim e le antiche scuderie. In serata arrivo a Rabat e sistemazione in albergo. Cena e pernottamento. 6° Giorno: RABAT/CASABLANCA (km 95) -------------------------- Dopo la prima colazione visita di Rabat, attuale capitale del Regno. Si vedranno il Palazzo Reale (esternamente), la torre Hassan, famosissimo minareto incompiuto risalente al XII sec., il Mausoleo di Mohamed V e la Kasbah degli Oudayas, cinta da mura di epoca almohade. Proseguimento per Casablanca e pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita della città: il mercato centrale (fiori, frutta, carni e spezie esposti in maniera accurata ed elaborata), il quartiere degli Habous, edificato dai Francesi negli anni Venti, l’esterno della Moschea Hassan II, la più grande al mondo dopo la Mecca (l’interno, facoltativo, è possibile solo in alcuni giorni, salvo particolari cerimonie religiose durante le quali l’ingresso è vietato), la Corniche, boulevard frontemare con i suoi eleganti ritrovi. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento. 7° Giorno: CASABLANCA/MARRAKECH (km 240) -------------------------- Partenza per Marrakech e pranzo in ristorante. Pomeriggio libero per effettuare escursioni facoltative o per un personale approfondimento della conoscenza di questa città tanto intrigante. Cena e pernottamento in albergo. 8° Giorno: MARRAKECH/ITALIA -------------------------- Trasferimento all’aeroporto e partenza per l’Italia. Le sistemazioni Marrakech: Hotel Atlas Asni 4 stelle Fes: Hotel Royal Mirage 4 stelle Rabat: Hotel La Tour Hassan - ala Andalusa 5 stelle Casablanca: Hotel Oum Palace 4 stelle Per ragioni tecniche/operative l’itinerario e gli alberghi potrebbero subire variazioni senza alterare lo svolgersi delle visite o dei servizi offerti Le Quote 8 Giorni - 7 notti Partenze con volo diretto da Milano (volo di linea da Bologna e Roma) La quota comprende • passaggio aereo in classe economica con trasporto di 20 kg. di bagaglio. Le tariffe applicate prevedono una validità massima di 8 giorni e sono da prenotare in classe dedicata. Quotazioni a richiesta per periodi più lunghi. • sistemazione in camera doppia con bagno o doccia e servizi nell’albergo prescelto o in quelli previsti per i tour, o similari; • trattamento come indicato in ogni programma o in ogni singola tabella prezzi; • visite ed escursioni come indicato in ogni singolo programma, con guide locali parlanti italiano; • trasferimenti dagli aeroporti agli alberghi e viceversa (minimo 2 persone salvo dove diversamente specificato); • assistenza di personale specializzato • set da viaggio Nota bene: tutte le quote sono valide con minimo 2 partecipanti adulti La quota non comprende • Le tasse aeroportuali in Italia ed all’estero , circa 153 €, ( solo per i voli di linea) • Assicurazione annullamento • Iscrizione • Assicurazione medico/bagaglio • Tutto quanto non espressamente indicato ne "la quota comprende" Combinazione 4 stelle Quote speciali soggette a disponibilità limitata Partenze Quota per persona in camera doppia da Milano Quota per persona in camera doppia da Bologna/Roma supplemento camera singola dal 6 al 20 gennaio 2008 € 900 € 810 € 170 dal 27 gennaio al 10 febbraio € 920 € 820 € 170 dal 17 febbraio al 3 marzo € 940 € 840 € 180 10 marzo € 970 € 875 € 190 dal 17 al 24 marzo € 1.030 € 905 € 200 dal 31 marzo al 28 aprile € 970 € 875 € 190 dal 5 al 26 maggio € 980 € 900 € 190 dal 2 giugno al 14 luglio € 910 € 830 € 170 21 luglio € 910 € 910 € 170 28 luglio € 930 € 930 € 170 4 e 11 agosto € 990 € 960 € 180 18 agosto € 990 € 880 € 180 dal 25 agosto al 22 settembre € 950 € 870 € 180 dal 29 settembre al 27 ottobre € 980 € 900 € 190 OPERATIVO VOLI: da Milano Malpensa ogni lunedì TRATTAMENTO: pensione completa (eccetto una cena) Riduzione bambini: dai 2 agli 11 anni in camera doppia con due adulti € 120 Supplemento voli di linea in classe business: su richiesta Partenze da altre città italiane con voli di linea: su richiesta Tasse aeroportuali (con voli di linea): € 153 (soggette a riconferma) Invia il programma di questo viaggio ad un amico... |
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| Marocco Itinerario 1 Marocco: l'Atlante e il centro-sud, fino ai confini del deserto di RoboGabr'Aoun Punto di partenza: Ceuta Punto di arrivo: Tangeri Lunghezza: ca. 2800 km Durata: 15 gg. (senza varianti e deviazioni) Mezzo di trasporto: auto; 4x4 Difficoltà: nessuna Primo giorno: Ceuta - Tetouan - Chechaouen - Fes (km 274) La strada costiera Ceuta (Sebta) - Tetouan (42 km) attraversa una zona residenziale della locale classe benestante. A Tetouan si possono visitare i souk della sua pittoresca medina e passeggiare lungo gli stretti vicoli fino a raggiungere la kasba, da cui si gode un'ampia veduta della città e dei suoi giardini. (Tetouan è una cittadina con una elevatissima concentrazione di malavita: prestate dunque la dovuta attenzione!) Lasciata Tetouan seguite le indicazioni per Chechaouen (Chaouen) - Fes -Meknes. Subito oltre Tetouan la strada si restringe, costeggia la discarica dei Paese e si inerpica ripida lungo i primi contrafforti del Rif. Questa catena montuosa è la naturale prosecuzione della Sierra della penisola iberica: monti brulli ed arsi dal sole con vegetazione arbustiva ed uliveti (le costruzioni si caratterizzano per le coperture in lamiera ondulata). Numerose greggi di ovini e piccole mandrie di vacche si intravvedono sui versanti lungo la strada; i villaggi, man mano che si sale, si diradano. Un primo colle libera l'orizzonte consentendo una splendida visuale sulle valli sottostanti; diversi bacini artificiali si aprono sulla destra della strada ed ampie piazzole consentono la sosta per le fotografie. Nella stagione invernale i corsi d'acqua sono gonfi e limacciosi e, solitamente, tracimano a livello delle rare spianate (nell'inverno '97 tra Chechaouen e Ouezzane ho dovuto affrontare ben tre guadi lungo la statale, uno dei quali con acque fino a 50 cm!) A Chechaouen la strada percorre un'ampia vallata: il paese s'intravvede sulla sinistra, arroccato sulle pendici della montagna. E' un paesino pittoresco e architettonicamente incantevole con le casette immacolate di calce. Ma l'opprimente presenza sia dei venditori di kjf (ne è uno dei maggiori centri di spaccio) sia l'assillante presenza di procacciatori di affari, parcheggiatori e rompipalle in genere ad ogni angolo, fa presto dimenticare la bellezza del luogo in favore di una salutare fuga verso luoghi meno stressanti. L'artigianato è ad uso dei turismo di massa e le strutture ricettive, nonostante l'apparenza sontuosa, lasciano assai a desiderare mentre i costi sono elevati. Oltre Chechaouen, tra questa e Ouezzane (69 km), la strada attraversa vaste distese di conifere ed affronta numerosi colli. (Consiglio l'itinerario per Ouezzane perché la tratta che passa per Ketama è dominio degli spacciatori di kíf. Non vi sono problemi per la sicurezza, ma l'impressionante numero dei posti di blocco della Gendarmeria è veramente snervante!) Sulla tratta Chechaouen - Ouezzane vi è un solo posto di controllo e la strada è solitamente deserta, assolutamente non battuta dai tour organizzati. Oltre il centro abitato di Ouezzane la strada scende verso la piana di Meknes attraverso immensi campi ondulati. I rilievi si addolciscono via via che si scende lasciando spazio a vasti altopiani di selvaggia bellezza. Proseguite per Fes. Secondo e terzo giorno: Fes Fes, forse la più bella delle Città imperiali, merita sicuramente una sosta di un paio di giorni. Situata in splendida posizione, tutta circondata da colline, a differenza di Marrakech essa conserva inalterate le sue caratteristiche culturali. Per notizie in dettaglio sulla città di Fes rimando alle innumerevoli guide già in commercio. Ricordate comunque che Fes el-Bali (vecchia Fes) merita una visita accurata e fatta senza fretta: è qui che si trovano le più celebri moschee e madrase della città come la Moschea degli Andalusi e la Moschea Karaouiyine, la madrasa Attarine e quella di Bou Inania, il santuario di Moulay Idriss e il Palazzo di Bou Jeloud. A Fes Djedid (nuova Fes) trovate invece il Palazzo reale, la Grande Moschea e la Moschea di Moulay Abdallah. A proposito dell'"assedio" dei procacciatori d'affari devo dire che Fes ne sembra immune; ho percorso la medina di Fes el Bali e di Fes Djedid in lungo ed in largo e nessuno mi ha minimamente infastidito, anzi, tutte le persone con le quali ho avuto contatti si sono mostrate gentilissime e cordiali. Consiglio la visita dell'esposizione del Mastro dei Portali, artista dell'ottone. Diverse scuole coraniche sono aperte alle visite: sono luoghi affascinanti. Il quartiere dei conciatori è ormai famoso nel mondo, e gli articoli in vendita sono di ottima qualità e minimo costo. Una breve gita sulla strada panoramica vi consentirà di avere una visione dall'alto delle medine con i monti della regione di Taza da sfondo: un quadro mozzafiato. Le strutture ricettive non mancano. Ritengo che una buona sistemazione economica sia il Camping Municipale, qualche km ad est della città: è un luogo sicuro, offre tutti i servizi di un camping di medio livello con in più una ampia piscina, toccasana in occasione di un viaggio estivo. Nel Camping è possibile assoldare una guida per la visita della città (circa 6 ore di visita) e recarvisi con un taxi lasciando le auto nel complesso, senza alcun timore di furti. Il costo di una guida si aggira sui 21 euro, a prescindere dal numero di persone che verranno accompagnate. Per il taxi il costo a/r è di circa 3 euro. Non abbiate timore dì non trovare il Camping: all'entrata di Fes verrete letteralmente assediati da torme di giovani (ed anche meno giovani) in motorino che vi offriranno i loro servigi. Con 1 euro lire vi toglierete il pensiero dell'assedio e vi risparmierete una non facile ricerca: il fortunato prescelto vi farà strada fino all'ingresso dei Camping. Quarto giorno: Fes - Taza (km 150 circa) Da Fes il nostro itinerario volge alla volta di Taza, antico caposaldo dei Riff: la strada che porta a Oujda conduce a Taza in circa 150 km. A circa mezza via, nei pressi di un immenso bacino artificiale si diparte sulla destra la deviazione per il Parco di Friouato. Questo Parco statale ad un primo approccio non appaga: la strada sale attraverso boschi di conifere abbastanza anonimi, specialmente per un viaggiatore proveniente da paesi boscosi come il Nord Italia e l'Europa in genere. Ma, poco dopo, la vista si ritrova a spaziare in un altopiano stupefacente, verdissimo in inverno, stepposo in estate, punteggiato di rare capanne in fango e paglia, a tetto piatto, di fattura quasi nepalese... Tutt'intorno una corona di alte vette, per 5 mesi l'anno incappucciate di neve. E poi le gole strette e vertiginose, giù, verso Taza. Nei pressi del margine orientale dell’altipiano si apre la caverna di Friouato, grande antro con volta crollata, visitabile per pochi euro. Scendendo a Taza, visibile ad est dal bordo dell'altopiano, numerosi torrentelli in inverno scendono spumeggiando in stretti canaloni dando vita a cascate anche di notevoli dimensio ni. Taza troneggia su di un colle vasto e pianeggiante, crocevia in passato di grande importanza strategica tra il Rif e l'Atlante, sede dì sanguinose rivolte. Oggi è un tranquillo borgo di case bianche, suddiviso in due distinte parti, bassa (nuova) ed alta (antica). Potete visitare la Moschea degli Andalusi, la madrasa merinide, la torre saracena, il curioso minareto della Djamaa Es Souk, la Grande Moschea e i bastioni, spesso costruiti a picco sul dirupo. Ogni sera, nel centro della città nuova, un piccolo ma coloratissimo mercato anima le vie. Ristorantini ad uso dei locali si aprono nei vicoli ed ogni genere di mercanzie viene esposto lungo i marciapiedi: la gente dì Taza, almeno per quanto riguarda la mia personale esperienza, è assolutamente ospitale. Quinto giorno: Taza - Midelt - Er Rachidia (km 430 circa) Da Taza si prosegue fino a Guerciff, dove si devia a tutto sud per imboccare la stradina strettissima che, in 350 km, conduce a sud di Midelt, attraverso l'AntiAtlante ed escludendo i rilievi di lfrane, Azrou ed in generale la regione dei Cedri. Tra Guerciff e l'innesto della statale Midelt – Er Rachidia, 350 km più a sud-est non c'è assolutamente nulla! Solo arenaria, sabbia e cespugli, in un susseguirsi incredibilmente scenografico di tavolati e pinnacoli rossi con, sulla destra a circa 100 km, le alte vette d'Atlante. Il nastro d'asfalto è in condizioni pessime e non consente il passaggio contemporaneo di due veicoli. Non vi sono distributori fino ad Er Rachidia o Mideit: calcolate quindi con prudenza le scorte di carburante. Lo spettacolo è emozionante, una fascia pre-desertica che può anche suscitare angoscia, ma che mette il viaggiatore in sintonia con il paesaggio che incontrerà scendendo a sud, oltre Er Rachidìa. VARIANTE: Le piste tra i cedri: Fes-Ifrane - Azrou - Foresta di cedri (km variabili a seconda delle tratte percorse nella foresta) Da Fes proseguire alla volta di lfrane, centro di villeggiatura posto a 1650 m di altitudine. Poco oltre l'abitato di lfrane, superato l'aeroporto visibile in lontananza sulla destra, la statale per Midelt sale verso una zona boscosa. Siamo alle pendici della Regione dei Cedri. Dopo pochi tornanti un enorme cartello turistico indica, sulla destra, una diramazione verso la Foresta di Cedri(100.000 ettari): la imbocchiamo. Il sottile nastro di asfalto si biforca dopo alcune centinaia di metri: teniamo la sinistra e penetriamo nella foresta. Più avanti la foresta dirada e si accede ad un vastissimo altopiano erboso, fresco anche in piena estate. Numerose tende di nomadi punteggiano la piana. Appena oltre gli ultimi cedri una deviazione segnalata (cartello illeggibile) conduce ad uno specchio d'acqua che lambisce gli alberi verso monte ed ospita in estate famiglie di nomadi con le loro greggi: se lo chiedete vi permetteranno di pernottare presso il loro campo. Tornati alla strada principale si prosegue ancora sulla piana per circa 15 km. A destra ed a sinistra numerose sterrate portano alla foresta che circonda l'altopiano. E' possibile, su queste piste, incrociare taglialegna con i loro enormi autocarri da trasporto. E' gente cordiale, non avvezza ad incontrare turisti: saranno lieti di scambiare due parole con voi e vi inviteranno a fermarvi presso le loro baracche, nel folto della foresta. La strada prosegue fino a Khenifra, capoluogo della tribù degli Zaiani, e situata a 830 m di altitudine sulla riva destra dell'Oum er Rebia. Consiglio di pernottare al limitare della piana e ritornare poi sulla strada per Midelt. Nella zona numerose piste si dipartono verso i rilievi a lato della spianata: alcune di esse portano verso oriente ed è possibile raggiungere tramite queste la località di lmilchil e, di qui, le valli dei Dades o di Todra. (Per questo tipo di tracciati, quasi di tipo trialistico, rimando alle edizioni Road Book della Pirelli. Se siete in cerca dei fuoristrada ad ogni costo, diversi spunti di quei road book faranno al caso vostro. ATTENZIONE: una nuova rotabile asfaltata, recentissima, sale dall’abitato di Rich verso il villaggio di Agoudal, il più alto del Marocco e, puntando poi a nord, verso Benji Mellal, passa nel villaggio di Imilchil (ora pullula letteralmente di alberghetti) e sfiora il lago, un tempo raggiungibile solamente in 4x4 e dopo una pista piuttosto dura. Oltre il lago è possibile raggiungere sempre su asfalto Kenifrha, con soli 20 km di cantiere ancora sterrato poco oltre il lago. Potrebbe capitarvi, dunque, di spaccarvi la schiena salendo ad Agoudal in 6 ore di pista da M’serir, nel Dades, e parcheggiare il vostro 4x4 polveroso e stanco accanto ad una scintillante berlinetta da città…). Ma ritorniamo all'itinerario principale, sulla rotabile per Midelt: da qui ci si spinge sempre più a sud est, fino al grande bacino di Er Rachidia, che segna in pratica l'inizio della piana desertica che conduce al confine algerino. Sesto giorno: Valle dello Ziz - Er Rachidia - Erdouf (km 200 circa) Oltre la diga che domina alla sinistra della strada, il fiume Ziz s'incunea in una gola dirupata e stretta che offre meravigliosi spunti paesaggistici. Lungo il corso dei fiume tamerici e canneti fanno da cornice a piccoli laghetti e stagni con, da sfondo, le bastionate di roccia strapiombanti. In questa zona incontrerete il Tunnel dei Legionario, che altro non è che una piccola galleria scavata a mano dalle truppe della legione durante l'occupazione francese. E' attraversata dalla carrozzabile Midelt-Er Rachidia, quindi si è obbligati a transitarvi, ma non è certo un luogo che suscita emozioni; nelle nostre Alpi decine di gallerie decisamente più impressionanti sono state scavate dagli Alpini nell'ambito dei lavori di fortificazione a cavallo dei due conflitti mondiali. Ad Er Rachidia, la valle dei fiume Zíz si perde in una gola profonda, scavata nella piana sulla quale s'erge la città. Er Rachidia è una cittadina decisamente viva. I suoi 50.000 abitanti ogni sera si riversano lungo le vie del centro ed i caffè sono sempre stracolmi. Per strada si vedono molte donne anche dopo il tramonto, molte di esse vestono all’occidentale. Massiccia la presenza dei militari. Numerosi alberghi e ristoranti offrono i loro servizi; c'è anche un camping, a circa 10 km sulla strada per Erfoud. Personalmente ho pernottato all'Hotel Oasis, alla periferia sud-est, verso Erfoud; è un albergo decoroso, decisamente di sapore "africano" e pulito. Il personale è davvero gentile e pronto a tentare di risolvere qualsiasi vostro problema. Non c'è garage, ma il posto è assolutamente sicuro. Nei dintorni dell'albergo, prendendo le stradine che portano verso destra, incontrerete decine e decine di locali tipici, ad uso dei locali: non vi troverete un solo turista ma vivrete momenti di una realtà altrimenti introvabili: decine di grill fumosi con brochettes freschissime da consumare in piedi o seduti sui gradini di un portico, tra stuoli di gatti e bimbi vocianti, le strade invase da un brulicare di gente colorata, a godersi il fresco della sera... E nessuno vi verrà ad importunare; anzi la gente verrà a salutarvi per il sincero piacere dì comunicare con voi. I famigerati procacciatori di affari ad Er Rachidía io non li ho mai incontrati, a parte qualche timida offerta dì guide per escursioni verso la vicina Erfoud. Se invece volete a tutti i costi utilizzare la vostra Air Camping, procedete sulla strada per Erfoud. Oltre l'incrocio che conduce all’Hotel Oasis, superate il ponte sullo Ziz, lasciate sfilare sulla destra la recinzione di un sontuoso Hotel a cinque stelle e superate i sobborghi meridionali della città. A circa 8 km dall'incrocio troverete un cartello sulla destra che riporta l'indicazione del Sahara 4x 4 Tourist Camp. Una breve sterrata conduce sul limitare dei giardini che sono adiacenti al Campo. Pare non offrano servizio di ristorazione, quindi dovrete essere autosufficienti per quanto riguarda il vitto. (Se avete qualche problema, di qualsiasi genere esso sia, andate a mio nome all'hotel Oasis e chiedete di Hassan Wahidi, tel. 2519, sarà felice di aiutarvi). La strada che da Er Rachìdia conduce ad Erfoud costeggia il solco fluviale creato dallo Ziz nelle rocce di arenaria.Oltre i sobborghi del capoluogo, il panorama sulla valle è meraviglioso: un susseguirsi di oasi lussureggianti, giardini ben curati, piccoli villaggi. Diversi punti panoramici sullo strapiombo. Arrivando ad Erfoud si vedono sulla destra piccole dune di 5/10 metri di altezza, dalla disposizione caotica. Uno strano pozzo attirerà la vostra attenzione a circa 5 km da Erfoud: una zampillante colonna d'acqua che si solleva da una condotto posta al centro di una vasca circolare. Si tratta di una sorgente d'acqua solforosa non potabile. L'abitato di Erfoud è preannunciato da un sobborgo molto pittoresco; la carrozzabile fiancheggia la cinta muraria di un'antica Kasbha, sfila al limitare di alcuni giardini, per tuffarsi nella via principale di Erfoud. (Distributore di benzina appena entrati sulla sin. Diverse botteghe di gommisti e meccanici ai lati della strada). L'Hotel Tafilalet si trova sulla sin., lo si riconosce dal muro rivestito di piastrelle verdi e dal parcheggio adiacente, solitamente zeppo di 4x4 e bus dei tour organizzati che qui scendono per recarsi all'Erg Chebbi. L'Hotel è molto bello ma assai caro. Si può usufruire della piscina anche se non vi si alloggia pagando un ticket irrisorio; può essere una piacevole pausa "rinfrescante" nel corso della discesa verso il sud. All'hotel Tafilalet potete informarvi per avere delle guide per itinerari in 4x4, anche se la maggior parte di esse non conosce altro itinerario se non la classica Erfoud-Merzouga e ritorno, per la quale la guida davvero non occorre... Ma qui potete chiedere di Aziz Belmadani, un ottimo giovane, che non possiede una vettura 4x4 ma che può guidarvi con sicurezza lungo la pista Taouz-Mahamid lungo il confine algerino. Può condurvi anche lungo la pista delle miniere che da Taouz risale a nord verso Rissani, o a M'fis,circumnavigando l'Eirg Chebbi (anche per questi ultimi due itinerari ritengo superflua la guida se si hanno buone conoscenze di navigazione). Oltre il Tafilalet, sempre sullo stesso lato, trovate un buon ristorantino a prezzi modici,con ottimi piatti locali. Lo riconoscerete dalle foto della Parigi - Dakar appese all'interno; solitamente non è frequentato dai turisti. Settimo giorno: Erdouf - Merzouga - Taouz - Pista delle miniere - Rissani - Sigilmassa - Mecissi (km 100 circa) Da Erdouf una pista conduce a Merzouga e all'Erg Chebbi. La maggior parte delle pubblicazioni riferisce che l'erg Chebbi è l'unico erg che si trova in Marocco: è falso. A parte le formazioni dunarie che si trovano lungo il confine mauritano, nelle depressioni dei Jebel tra Erfoud e Mahamid e a parte gli agglomerati sabbiosi di Laayoune e Dachla, a sud di Mahamid si trova l'Erg Debaia, propaggine dell'Erg Occidentale Algerino. L'erg Chebbi non è che un catino sabbioso di dune piramidali non ordinate in cordoni e vallate, circoscritto dalle montagne a nord ovest e dall'hammada a sud est. La sua ampiezza si limita a qualche decina di chilometri in senso nord-sud ed a circa 50 km da est ad ovest. Le formazioni dunarie più elevate si trovano nei pressi dell'abitato di Merzouga, quasi ai margini orientali dell'Erg. Numerosi villaggi si susseguono lungo la pista tra Erfoud e Merzouga ed anche oltre Merzouga, verso Taouz al confine con l'Algeria. Consiglio di procedere oltre Merzouga e circumnavigare l'Erg almeno fino a M'fis,per godere dei silenzi dell'erg lontano dalle centinaia di turisti che ogni giorno affollano le dune intorno a Merzouga. Bel chott tra Merzouga e Taouz. Si segnalano siti rupestri nelle vicinanze di Taouz. Visitarli è quasi impossibile: al vostro ingresso in paese verrete letteralmente assaliti da decine di ragazzi che vi faranno passare la voglia di fermarvi; i militari dei posto di confine non sono dei più socievoli. Le dune di Merzouga sono meta di escursioni per i locali che vi si recano per effettuare sabbiature terapeutiche nei mesi estivi; non vi sarà difficile vedere persone completamente sepolte nella sabbia rovente, col capo riparato da un ombrello. Fate molta attenzione nell'attraversare i villaggi: centinaia di bimbi sbucano dalle viuzze e rischiate di investirli. Una bella foggara si vede accanto all'oasi immediatamente precedente Merzouga. Un pozzo alimenta i giardini, che sono una meraviglia di silenzio e frescura anche in agosto. Il lago stagionale segnalato da molte guide è asciutto ormai da tre anni anche in inverno. La famosa Valle dei fossili è la regione che si estende sulla sin. della rotabile che da Erfoud porta all'Erg Chebbi. L'hammada che vi troverete a percorrere è un fondo marino dei Cretaceo; gli indigeni la sfruttano per vendere ai turisti dei manufatti litici contenenti fossili. Alcuni di questi oggetti sono di pregevole fattura e costano una sciocchezza. (Fate caso al bancone della Reception dell'Hotel Tafilalet di Erfoud: è un unico blocco litico con centinaia di fossili del Cretaceo...). Diverse capanne, lungo la strada ed all'interno dell'hammada non sono che le botteghe di questi artigiani dei fossili. Andate a visitarle: vi offriranno un buon tè e troverete begli oggetti. (ATTENZIONE: la grande pista di confine che da Taouz conduce a Mahamid è vietata e soggetta al controllo dei militari: per percorrerla occorrono permessi specifici. So che molti la seguono senza questi documenti e che i gendarmi incontrati non hanno mai posto questioni…ma è comunque illegale ed il rischio di sconfinare in Algeria (se sorpresi sono grane!) è elevato. C’è una disputa in corso sull'andamento di queste frontiere e non tira aria tranquilla. Rissani viene descritta dalle guide come un luogo fondamentale, da non perdere... lo l'ho visitata tre volte, e tre volte sono letteralmente fuggito inseguito da stuoli di motorini e biciclette di "guide" di un'insistenza sconcertante. La piazza mercatale è materialmente inavvicinabile a causa di questa abitudine dei locali, abitudine peraltro alimentata dalla massa di turisti dei tour organizzati, il più delle volte facilmente raggirabili e di facile portafoglio,che qui calano a migliaia... Rissani rimane oggi un crocevia importante, nodo stradale che collega la valle dello Ziz a Tinherir, Tazzarine, Ouarzazate o Zagora. E' punto di partenza per la via più breve per scendere all'Erg Chebbi o a Taouz. Totalmente deserto è invece il periplo sterrato che costeggia la periferia sud della città, indicato da un cartello stradale proprio dirimpetto le rovine di Sigilmassa. Ho letto su alcune rinomate guide che questo"circuito" è deludente. Io l'ho trovato interessante: ho incontrato contadini al lavoro, fermandomi a discorrere con loro, ho assistito ai lavori di irrigazione dei giardini, trovato scorci meravigliosi di vita quotidiana intorno ai pozzi ed alle fontane, ho passeggiato indisturbato tra le coltivazioni, ho ammirato i giochi dei bambini nei cortili... 12 km di tranquillità proprio accanto al caos di pullman e 4x4 del centro di Rissani. C'è poi, in questo circuito, l'emozione di Sigilmassa. E' vero che le rovine non sono che poveri ruderi, ma pensare che quei ruderi sono stati una delle città più potenti ed importanti di tutto il Sahara mette impressione. La caduta di prestigio della città, con la fondazione di Tindouf ed il dirottamento dei traffico commerciale verso di essa, ne segnò la condanna e l'abbandono graduale; così come avvenne a Murzuq, in Libia, a Timbouctou in Mali... Ma tra le rovine resta come un profumo di passato luminoso che suscita davvero emozione. Sulla strada per Tinherir si apre la rotabile per Mecissi,Tazzarine, Zagora, asfaltata e poco frequentata. Da questa stessa rotabile si dipartono due piste che scendono direttamente a sud verso Zagora attraverso i Jebel ed il colle Tafilalet. Una più breve parte da Tazzarine ed in 90 km conduce all'ansa del Draa a sud di Zagora. E' una pista scorrevole per i primi 30 km, assolutamente impegnativa nei restanti 60, con passaggi quasi trialistici sul fondo sassoso di ouadi disastrati. Un'altra pista, lunga circa 330 km, parte invece da Mecissi e punta su una serie di villaggi posti nelle valli dei jebel: Fezzou, Oum Jirane,Tissemimoune. Si unisce alla traccia proveniente da Tazzarine poco oltre il passo dei Tiz 'n Tafilalet. Entrambe hanno come punto di arrivo l'oasi di Zagora sul corso dei Draa. In entrambi i percorsi,quasi totalmente infrequentati, è notevole la possibilità di smarrire la giusta via. Numerose tracce conducono ad est, verso l'Algeria, altre riportano all'asfalto in direzione di Alnif e Tazzarine. A sud est dell'abitato di Fezzou numerosi chott di fondo cedevole inducono a compiere un ampio giro che porta sempre più alla deriva verso est, seguendo tracce fievoli che terminano in una depressione sabbiosa di alcuni km quadrati posta a ridosso delle montagne che separano questa regione dal corso inferiore dello Ziz. Nella parte settentrionale del percorso, nei dintorni di Tazzarine, sono segnalate incisioni rupestri. Tutta la zona è ricca di fossili anche se in percentuale nettamente inferiore rispetto alla regione a sud ovest di Erfoud. Nei pressi del villaggio di Tissemimoune dei ragazzi vendevano interessanti reperti fossili e geodi. Numerosi accampamenti di nomadi tra le gole dei Jebel lungo tutto il percorso a sud di Oum Jirane. Ottavo giorno: Mecissi - Zagora (pista) - Tagounite (solo 4x4) (km 290 circa) Zagora è una città priva di interesse, a meno che non si arrivi dalle piste: è infatti un buon posto dove far rifornimento e consumare un buon pasto in uno dei numerosi ristoranti. Vi sono diverse stazioni di servizio, due con autolavaggio (concordate il prezzo prima!). La strada che esce dal paese a nord conduce a Ouarzazate, lungo il Draa, tra palmeti e giardini di incommensurabile bellezza. La rotabile che va a sud est conduce a Mahamid, all'ansa del Draa, in prossimità dei confine algerino. Lungo questa strada si attraversa Tamegroute citato nelle guide per la presenza della sua scuola coranica e per le isolate formazioni dunarie che si trovano a pochi km dall'asfalto; non merita una deviazione. Tra Tamegroute e Mahamid la strada supera un valico sul Jebel Bani che offre una splendida vista sulla valle dei Draa e sulla pianura che conduce a Mahamid e Foum Zguid. Prima di giungere all'abitato di Tegounite un cartello in legno,dipinto in giallo e blu, sulla sinistra, indica il bivio per Kasbha Issfoul, luogo davvero meraviglioso. Il maestro elementare della Kasbha è il proprietario di un alberghetto, il Bivouac Isfoul, splendida oasi tra le dune dorate proprio di fronte all’antica fortezza. L'ingresso alla struttura implica lo scavalcamento di una piccola duna di sabbia cedevole, ma non ci sono problemi. La piscina non è che una vasca di acqua di sorgente, ma in estate merita un tuffo. Gente semplice e davvero gentile. Questo luogo è assolutamente imperdibile!!! Un ragazzo del luogo, Boubker lkhlaff, se vi interessa può farvi da guida sulle piste circostanti,anche fino a Foum Zguid o all'Erg Debaia... Nell'oasi di Oum Lalek, posta a circa 10 km dall'erg Debaia, l'acqua è abbondante. Un ex professore di filosofia nativo di Essaouira vi ha aperto un Bivouac, sempre deserto anche per la poca socialità dell'individuo in questione. Una famiglia di pastori vive nelle vicinanze. L'oasi sorge nelle vicinanze di un marabutto: è un luogo sacro ed è credenza dei locali che porti sfortuna cogliere i datteri per consumarli altrove: consumateli lì, non si sa mai! Circa 60 km a sud dell’oasi si apre la pianura del lago fossile di Iriki, grande specchio d’acqua bacino di raccolta dei torrenti del Bani. Recenti spedizioni archeologiche hanno rilevato un’ingente quantitativo di fossili del cretaceo anche in questa regione ar gillosa. A Tegounite c'è una pompa di carburante, ma è spesso a secco: vista la relativa vicinanza con Zagora conviene fare il pieno di serbatoi e riserve nel capoluogo,onde evitare sorprese. In caso di estrema necessità potete chiedere al Bivouac Issfoul di vendervi della nafta:ne hanno una scorta. Nello splendido paradiso del Bivouac Issfoul (cartello stinto a nord della strada, 5 km prima del paese) è possibile pernottare. Nono giorno: Tagounite - Foum Zguid passando per l'Erg Debaia (solo 4x4) (km 150 circa) A sud-est di Mahamid il Draa si piega a sud con un'ampia ansa. La pista che collega Tagounite a Foum Zguid corre parallela al Draa tra il letto dei oued ed il Jebel Bani ad ovest. Tutta la regione è caratterizzata da terreno duro intercalato a vaste distese cedevoli, residui melmosi ed argillosi. Più ad est le sabbie hanno il sopravvento,sino a degradare nella piatta hammada di Tindouf. Una appendice di erg oltrepassa il Draa e si spinge fin quasi alle pendici del Jebel Bani, prolungamento dell'Erg Occidentale Algerino: si tratta dell'Erg Debaia, chiamato dai berberi Ch Gaga, grande mare di sabbia. Esso non è direttamente visibile dalla pista che conduce a Foum Zguid; all'altezza dell'oasi sopra citata di Oum Lalek, circa 60 km a sud di Maharnid, occorre abbandonare la pista con una deviazione di 90° verso est. Dopo circa 15 km, oltre un colletto tra colline tabulari ed una ripida salita sabbiosa, il mare di sabbia appare di fronte, dominato da alcune dune piramidali che sfiorano i 150 m. A differenza dell'erg Chebbi, questa conca sabbiosa non è delimitata da montagne, ma sembra continuare verso est fino all'orizzonte senza soluzione di continuità. ln realtà l'Erg Debaia è diviso dall'Erg Occidentale Algerino dalla valle del Draa, a qualche decina di km più ad est. Dall'alto dei siouf si possono ben notare stretti gassi raggiungibili in 4x4 solamente dietro attento esame degli itinerari, in quanto mancano vere e proprie valli interdunarie e si vedono numerose formazioni ad anello anche se con creste non eccessivamente elevate. Le dune vere e proprie sono anticipate da una piana sabbiosa piuttosto cedevole (ATTENZIONE: numerose formazioni di terreno più consistente formano scalini perpendicolari alla direzione di avvicinamento all'erg di anche 60 cm di altezza che, se presi a velocità sostenuta, possono provocare seri danni ai ponti!) La sabbia si presenta in tonalità più chiare dell'Erg Chebbi ed i granelli sono di grandezza più consistente. Nomadi accampati a qualche km dalle dune. Foum Zguid a prima vista può apparire assolutamente anonimo è in realtà una bella oasi, posta proprio nella valle di sbocco del fiume Zguid dal Bani verso la piana di Iriki… E’ raggiungibile da Mahamid previo attraversamento di un insidioso chott e di 120 km di pista pessima. Ha un'importanza capitale in quanto è snodo stradale per le maggiori località della regione. Di qui infatti, per asfalto, si raggiunge Ouarzazate e la valle dell'alto Draa oppure, sempre su asfalto ma verso sud, le oasi di Tata ed Akka, lungo il corso del basso Draa; o, ancora oltre, Guelmine e Cap Draa sull'Atlantico. La strada che segue il corso dello Zguid fino a Tazenahkt si snoda attraverso paesaggi da mille ed una notte fatti di arenaria resa un merletto dal vento…. Se volete pernottare in città recatevi al bell’Hotel Iriki, alla periferia sud. La cucina è ottima, l’accoglienza anche. Pulito e con aria condizionata (ottima cosa d’estate: in agosto in questa regione il termometro supera di parecchio i 50 gradi!). Il palmeto è ombroso e molto tranquillo. Decimo giorno: Foum Zguid - Ouarzazate - Ait Ben Haddou (km 150 circa) Giunti nella alta valle del Draa a Zagora, se non vi interessa raggiungere il sud est di Mahamid o il sud di Tata, Akka, Guelmine e Tan Tan, potete fare rotta verso ovest, alla volta di Ouarzazate. Questo grosso centro ampliatosi intorno alla kasbha originaria ai tempi della dominazione francese non presenta grossi spunti di interesse paesaggistico. Consiglio di proseguire verso nord ovest fino all’abitato posto in prossimità del bivio per il villaggio berbero di Ait Ben Haddou (cartello sulla destra provenendo da Zagora. Posto di polizia fisso, pattuglie in motocicletta. Siamo su una delle maggiori arterie di collegamento di tutto il Paese. Il traffico turistico è intenso). Ait Ben Haddou è una splendida kasbha restaurata in parte, posta a circa 15 km a nord della strada Ouarzazate-Marrakech. Domina un'ampia valle ed un piccolo villaggio meta di migliaia di tour organizzati. Nonostante la grande affluenza turistica non vi ho mai trovato venditori insistenti o guide asfissianti; è anzi un luogo tranquillo. Nell'estate '98 hanno aperto un piccolo camping proprio a pochi passi dalla strada principale. Un ampio parcheggio si apre a destra della strada in prossimità di due Hotel posti ai due lati del vicolo d'accesso alla kasbha. (Parcheggiate altrove: qui troverete parcheggiatori di professione che pretenderanno un compenso per custodire l'auto!). La kasbha merita senza dubbio una visita accurata: dalla sommità si gode di un panorama mozzafiato sulla valle e sulle alture verso nord ovest in direzione di Telouet. Alcune famiglie di berberí abitano nelle dimore più basse, vicino ai giardini e non amano essere fotografati. I torrioni della porta meridionale, restaurati in occasione dei film Gesù di Nazareth, hanno parti in carton gesso, ma buona parte della struttura è originale. In alcune case sono state aperte piccole botteghe di oggettistica per turisti. I giardini, situati a sud della fortezza, sono in degrado ma nascondono meravigliosi scorci naturalistici. La parte sommitale della kasbha, la più antica, è totalmente in rovina: attenzione ai massi pericolanti. Undicesimo giorno: Ait Ben Haddou - Telouet (pista solo 4x4) - Marrakech (km 150 circa) La valle che unisce Ait Ben Haddou a Telouet è meravigliosa: un susseguirsi continuo di giardini, kasbhe, piscine naturali, distese di giunchi, boschetti di tameríci, il tutto incassato in gole strapiombanti di arenaria rossa dominate da tozzi rilievi tabulari. Paesaggio selvaggio e splendido. La pista è abbastanza impegnativa ma percorribile con tranquillità in circa tre ore (45 km circa). Telouet è un paese anonimo dominato però da una kasbha imponente, di particolare struttura architettonica: è un complesso fortificato con torri imponenti e con tetti in tegole di colore verde smeraldo: in tempi passati si trattava di una residenza reale (La visita è subordinata alla presenza all'ingresso del guardiano governativo che possiede le chiavi dei cancelli). Dai tetti splendida vista sulla valle che porta al Tiz 'n Tika, verso Marrakech. All'interno splendidi saloni con stucchi e gessi finemente lavorati, soffittature cesellate e pavimenti in marmo bianco.Vale una visita; nonostante l'abbandono in cui versa, la kasbha (che poi kasbha non è!) dà ancora l'idea dei fasti regali che essa conteneva. Il villaggio vecchio, posto a ridosso delle mura del palazzo,è ormai abbandonato ed è luogo di gioco per i bimbi della città nuova distante 1 km. Nella città nuova è possibile pasteggiare in diversi ristorantini, alcuni anche invitanti; negoziettì di alimentari e piccole botteghe sulla piazza principale. Dodicesimo e tredicesimo giorno: Marrakech Ho lasciato per ultima Marrakech. Marrakech l’inghippo, l’attrazione per i turisti, Marrakech la finta, la città dei ricchi sfondati e dei più poveri tra i poveri… ma anche Marrakech incantata, Marrakech che non si può non visitare e, lasciata, non si può dimenticare fino al punto da tornarci e tornarci ancora perchè l’emozione di Djema El Fna non è descrivibile a parole, non è possibile dipingerla o fissarla in una foto. Marrakech è da vivere, da sentire con le mani e con l’olfatto, è da ascoltare nei suoi infiniti rumori, richiami, urla… Marrakech dal traffico da incubo, dalla gente che riempie le strade, Marrakech della Kotubia, simbolo stesso del Marocco e dell’Islam… Marrakech delle vetrine che non sfigurerebbero in San Babila a Milano, nelle grandi vie della città nuova… E poi le mura antiche, le porte, ed all’interno la realtà esplosiva di una cultura ed una società incredibilmente diverse dalle nostre eppure egualmente ricche. Non amo le città. Prediligo i grandi spazi, la solitudine delle sabbie e delle piste, ma non posso non amare Marrakech. Marrakech non è Fes, non è reale, ma proprio questa sua irrealtà la rende unica in tutto il Maghreb. In nessun altro luogo si respira l’aria di Marrakech, in nessun altro luogo potrebbe esistere una piazza come Djema El Fna. Per questo motivo un viaggiatore delle sabbie come me, solitamente in fuga dai grandi agglomerati urbani e dai grandi ammassi di folla, si è tuffato nel caos di quella piazza più volte in più anni, toccando ogni volta una Marrakech diversa, portandomi via sensazioni ogni volta diverse, ogni volta indelebili, ogni volta più forti. Non vi racconto Marrakech: sono migliaia i libri che parlano dei suoi monumenti, delle sue genti, delle sue strade, della sua storia antica e recente. Non ve la racconto perchè, stranamente, Marrakech è per me come la sabbia: non la si può raccontare, ma solo vivere… Quattordicesimo giorno: Marrakech - Essaouira - Casablanca (km 530 circa) Raggiungiamo Essaouria nel primo pomeriggio. Memori delle passate esperienze estive in questa città lasciamo l’auto ben lontana dalle mura del borgo vecchio e ci inoltriamo nella cittadina a piedi. Ci colpisce subito la tranquillità del luogo: giriamo per diverse ore nei vicoli senza subire alcuna pressione da venditori e procacciatori. Passeggiamo indisturbati anche nella zona delle bancarelle dove si arrostisce il pesce. Sulle spiagge invece la ressa,e non è un gioco di parole, oceanica: insieme a Larache, Asilah e Tan Tan Plage questa cittadina è la meta più ambita per le vacanze al mare dei marocchini benestanti. Circa 70 km a nord di Essaouira abbandoniamo la strada principale per imboccare la via costiera, che ci regala panorami fantastici, a sud di Safi. Visitiamo alcuni villaggi di pescatori e pranziamo sulla riva dell’Oceano, completamente isolati…Il panorama dalle spiagge, battute dai venti, è meraviglioso. Qualche decina di km prima di Essaouria scendiamo per una breve pista fino ad un piccolo golfo naturale dove sorge un piccolo villaggio. Le barche sono ancorate nella rada ed un manipolo di uomini stanno sulla risacca intenti ad ordinare le reti. Un istmo di rocce erose dal mare separa le acque tranquille dell’insenatura dalle onde dell’Oceano. Una pace incredibile regna sul villaggio. Quindicesimo giorno: Casablanca - Larache - Tangeri (km 371 circa). Libri consigliati: Robogabr'aoun - La sabbia è in me. Modena, Mucchi, 2001. :::::::::::: Marocco Itinerario 2 Marocco: le città imperiali del Nord Testo e foto di Flavia Daneo Punto di partenza e arrivo: Casablanca Lunghezza: ca. 600 km Durata: 6 gg. (senza varianti e deviazioni) Mezzo di trasporto: auto; 4x4 Difficoltà: nessuna L'itinerario qui proposto consente di avvicinarsi a una realtà - quella marocchina - vicina a noi geograficamente (dall'Italia bastano 3 ore di aereo) ma lontana, affascinante ed esotica quanto ad usi e costumi. E' un itinerario breve che permette un assaggio di Marocco anche a chi abbia solo pochi giorni di ferie a disposizione: perchè non lasciarsi tentare? Primo giorno: Casablanca Moschea di Hassan Moschea di Hassan Generalmente i voli aerei dall'Italia arrivano a Casablanca nella mattinata e quindi consentono di avere a disposizione il pomeriggio per una breve visita della città. Casablanca ha origini antiche (X sec. a. C.) ma la moderna Casablanca nacque dopo il terremoto del 1755 che distrusse l'insediamento portoghese di Casa Branca (branca in portoghese significa bianco), in arabo Dar el-Beida. Megalopoli priva di grande fascino consente tuttavia di farsi un'idea di quello che potrebbe essere il futuro sviluppo non solo della città, ma di tutto il Marocco, in bilico tra tradizione e modernità, islamismo ed economia capitalistica. Da visitare è senz'altro la Moschea di Hassan II (costo entrata 120 dh) che sorge su uno sperone della Corniche e che è la più grande moschea al mondo dopo quella della Mecca. Inaugurata nel 1992 e capace di accogliere 25.000 fedeli, comprende un complesso di cui fanno parte anche una medersa, sale per abluzioni e sale per conferenze. Sul suo minareto un raggio laser indica, nella notte, la direzione della Mecca. A breve distanza la Place del Nations-Unies immette nella suggestiva medina vecchia, un reticolo di vicoli in cui si ritrovano gli abitanti della capitale per i loro acquisti a buon mercato. Moltissimi sono i luoghi dove poter effettuare un veloce spuntino o un'economica cena; tra questi segnaliamo lo Snack Yamine (rue Chaouia 22, frittura di pesce a 45 dh). Un hotel economico ma pulito è l'Hotel Casablanca (Bd. de la Libertè 83-85, tel. 022 440202, fax 022 318404; la doppia costa 389 dh, 47 dh la colazione; nel ristorante annesso è possibile cenare). Secondo giorno: Casablanca - Rabat - Meknes (230 km circa) Solo 90 km separano Casablanca da Rabat (raggiungibile anche in aereo in meno di 1 ora o in treno in circa 2 ore), capitale del Marocco. Il centro della città si è sviluppato tra la torre Hassan, il Palazzo reale e la Bab er-Rouah (porta dei venti). La Torre Hassan (in realtà minareto) è quanto resta dell'immensa moschea che Yacoub el-Mansour diede ordine di costruire verso la fine dell'XI sec. . Nove secoli più tardi il complesso viene completato dal Mausoleo di Mohammed V, opera del vietnamita Vo Toan. All'entrata della spianata e davanti al Mausoleo le guardie reali montano la guardia mentre i venditori d'acqua si aggirano tra i turisti facendo brillare al sole le loro ciotole dorate. In auto si raggiunge poi il Palazzo reale (non visitabile) dove altre guardie reali ben poco marziali accettano volentieri di farsi fotografare, e la necropoli di Chellah. Il termine necropoli non deve ingannare: Chellah è infatti un luogo magico ed estremamente suggestivo, quasi fiabesco, nel quale si passeggia tra una natura rigogliosa e splendide rovine mentre, alzando gli occhi, si vedono volteggiare le cicogne che, a decine, nidificano sugli alberi. La decorativa porta degli Oudaya immette nella kasba degli Oudaya circondata da poderosa mura: E' piacevole aggirarsi tra i vicoli bianchi e blu della kasba tra ragazzine che cercheranno in tutti i modi di tatuarvi le mani con l'henne. Un salto a Salé, 3 km circa da Rabat, per visitare la bella medersa della Grande Moschea e per vedere Rabat da una prospettiva diversa dopodichè ci si avvia verso Meknes dove si pernotta. Lungo il percorso, ai lati della strada, noterete vari alberi tra i quali alcuni particolari perchè decorticati fino a un metro, un metro e mezzo dal suolo: sono querce da sughero che si estendono per circa 55.000 ettari formando la foresta della Mamora. L'Akouas Hotel (rue Emir Abdelkader 27, Meknes, tel. 055 515967; camera doppia 375 dh) è un buon hotel, piuttosto decentrato. Senz'altro migliore è la sistemazione in una delle poche stanze del Ryad Bahia (Tiberbarine Ancienne Medina, tel. 055 554541; camera doppia 300 dh), splendido riad situato nella medina di Meknes. La sistemazione è davvero affascinante e vi è pure la possibilità di mangiare nel ristorante annesso (prezzo medio cena 88 dh). I giovani proprietari del riad fanno le guide (in italiano) e, qualora lo desideriate, possono accompagnarvi alla scoperta di Meknes al costo di 150 dh per mezza giornata, il doppio per la giornata intera. Terzo giorno: Meknes - Moulay Idriss - Volubilis - Fes (80 km circa) Meknes: non c'è che l'imbarazzo della scelta... Meknes: non c'è che l'imbarazzo della scelta... "Meknes degli ulivi", così è chiamata quella che fu la prima capitale del Marocco. E Meknes è davvero adagiata in una splendida posizione che non fa che esaltare le sue bellezze architettoniche: la Bab el-Mansour, forse la più bella porta di tutto il Marocco, la sua triplice cerchia di mura, la medersa Bou Inania, il mausoleo di Moulay Ismail e poi ancora il Dar el-Ma, il Palazzo dell'acqua, con i suoi immensi edifici in cui si conservava il grano e quelle che forse erano le scuderie del re dove, secondo la leggenda, venivano accuditi i suoi 12.000 cavalli. Da non mancare un giro nella medina e nei suq. Tintori, lattonieri, cestai, venditori di ferro battuto, di tessuti, di sete, di carne: ogni corporazione ha il suo spazio ben definito in un universo solo in apparenza caotico, ricchissimo di vita e di colore, un universo dal sapore medioevale che la civiltà occidentale ha ormai irrimediabilmente perduto. A 27 km da Meknes, dopo una sosta nel bianco paesino di Moulay Idriss (15 km circa) , ecco apparire le rovine della città romana di Volubilis, adagiata in una fertile pianura. Il sito archeologico (ingresso 20 dh) è ricco di bellissimi mosaici, di rovine di case e di palazzi, di un arco di trionfo, di una Basilica e di un Campidoglio sulle cui colonne fanno il nido le cicogne. Si prosegue per Fes tra campi di grano e campi coltivati in un'alternanza di verdi e gialli assai pittoresca. A Fes si può dormire al Fes Inn (47, rue n.2, Sidi Brahim, tel. 055 640089), hotel decentrato e piuttosto pretenzioso che forse non vale i 472 dh richiesti per la camera doppia con colazione inclusa. Il ristorante annesso non merita una sosta. Se si ha un budget più alto a disposizione conviene optare per un bel riad come ad es. il Riad al Bartal (21 rue Sournas, Ziat, Fes Medina, tel. 55 637053). Quarto-quinto giorno: Fes didascalia Fes: al lavoro nelle concerie Due giorni rappresentano il minimo indispensabile per visitare Fes, la più antica delle città imperiali, una città aristocratica che solo poco alla volta fa conoscere i suoi tesori a chi abbia la voglia e il tempo di scoprirli. Per prima cosa si consiglia di fare in auto (o taxi) il giro delle mura raggiungendo, dopo aver costeggiato il cimitero di Bab Ftouh, il Bordj sud, un complesso fortificato dai cui bastioni si ha una splendida panoramica su Fes e, in particolare, su Fes el-Bali. Dopodichè ci si può dedicare alla visita di Fes el-Jedid (Fes la Nuova; nuova rispetto a Fes el-Bali ossia la Vecchia anche se Fes el-Jedid tanto nuova non è essendo stata fondata nel XIII sec. dai Merinidi). Su Places des Alaouites si affaccia il Palazzo reale dalle grandi porte dorate che brillano alla luce del sole. Il Palazzo non si può visitare mentre a pochi passi si può visitare il mellah ossia il quartiere ebraico, riconoscibile dai balconi in legno decorati in ferro battuto. Il mellah è un quartiere molto attivo e vivace ed è piacevole dare un'occhiata alle decine di botteghe che vendono di tutto. Interessante, se si ha tempo, la visita al Museo Dar el-Batha dedicato alle arti e tradizioni della zona. Un'intera giornata si dovrà dedicare a Fes el Bali: la visita dei monumenti della medina richiederebbe anche solo mezza giornata, ma è fuori di dubbio che un'altra mezza giornata la passerete a girare per il suq che è davvero irresistibile. La Bab Boujeloud smalatata di blu (il colore di Fes) all'esterno e di verde (il colore dell'Islam) all'interno, segna l'ingresso nella medina (appena oltrepassata la porta, sulla destra, vedrete un palazzetto con una bella terrazza in cima: è un ottimo punto di sosta se volete rifocillarvi o anche solo riposarvi: per pochi dirham potrete sia mangiare un'ottima taijne sia rinfrescarvi con un altrettanto ottimo tè alla menta). A pochi passi la bellissima medersa Bou Inania (1350-1357), splendido esempio di architettura ispano moresca. Proseguendo si entra nel suq el-Attarin, mercato delle spezie, e nel suq dell'henne, dove le donne vengono a comprare le foglie di questa pianta con cui colorare i capelli e curare il corpo. Descrivere lo snodarsi delle stradine del suq sarebbe troppo complicato e non servirebbe a granchè perchè sicuramente non seguirete un itinerario prestabilito ma vi farete trasportare dalla frenesia di curiosare nella miriade di di bottegucce che vi si pareranno davanti agli occhi man mano che avanzerete. L'importante è non dimenticarsi di visitare, in place en-Nejjarin, la bella fontana e il founduk ora adibito a museo, la zaouia di Moulay Idriss (ingresso proibito ai non musulmani), la medersa el-Attarin, capolavoro dell'arte merinide a Fes, la moschea el-Qaraouiyyn, il suq dei conciatori di pelli. Come ben presto vi renderete conto la medina di Fes è sì l'anima di Fes ma è anche la più grande del Marocco: un dedalo di stradine, piazzette, vicoli ciechi in cui è facile perdere l'orientamento. Pertanto ricordate di inoltrarvi o con una guida a fianco o con una buona cartina che evidenzi chiaramente i percorsi principali. Evitate di girarla con il buio, ma per il resto non abbiate timore: se vi perdete c'è sempre qualcuno disposto ad aiutarvi (magari dietro piccola mancia). E state attenti a buttarvi raso muro non appena sentirete gridare balek, balek (attenzione!): i muli costituiscono il solo mezzo di trasporto merci all'interno dei suq e i mulattieri non vanno tanto per il sottile quando si tratta di far avanzare l'animale carico. Sesto giorno: Fes - Casablanca (290 km circa) Si torna a Casablanca in tempo per prendere l'aereo di ritorno (ma è possibile anche imbarcarsi direttamente a Fes). In alternativa, qualora abbiate ancora giorni disposizione potete allacciarvi all'Itinerario: Marocco: la via delle Kasbe che vi consentirà di visitare il sud del Paese compresa Marrakech. Indirizzi utili Rabat Maroccan National Tourism Office av. d’Alger 2, tel. 730562 Stazione ferroviaria Mohammed V, tel. 767353 Poste av. Mohammed V Telefoni rue Soekamo (lato edificio Poste) Polizia tel. 19 Ambulanza tel. 15 Farmacia notturna rue Moulay Sliman Ibnou-Sina Hospital sulla strada per Casablanca, tel. 674411 Meknes Ostello della gioventù av. Okba ben Nafi, tel. 05 524698 Ufficio turistico Esplanade de la Foire, tel. 520191 Poste Place de la France Polizia tel. 19 Farmacia notturna Hotel de la Ville, tel. 522664 Fes Ufficio turistico place de la Resistance, tel. 623460 Stazione ferroviaria rue Imarate Arabia, tel. 625001 Poste angle av. Mohammed V et Bd. Hassan II Telefoni rue Soekamo (lato edificio Poste) Polizia tel. 19 Royal Air Maroc av. Hassan II 52, tel. 620456, 620457 Farmacia notturna av. El Khattabi, tel. 623380 Ghassani Hospital tel. 622776, 622777 Omar Drissi Hospital Place de l’Istiqlal, tel. 634551 ::::::::: Marocco Itinerario 3 Marocco: la via delle kasbe Testo e foto di Flavia Daneo Punto di partenza: Fes Punto di arrivo: Marrakech Durata: 7 gg. Mezzo di trasporto: auto; 4x4 Difficoltà: nessuna Questa proposta di Itinerario consente di vedere un Marocco diverso da quello di impronta araba delle città imperiali del nord. E' il Marocco delle montagne dell'Atlante, quasi una Svizzera ai confini del deserto, il Marocco degli stupendi scenari naturali, il Marocco del deserto e delle oasi, il Marocco dei villaggi fortificati che sembrano costruiti con la sabbia e che, come i castelli di sabbia, si sgretolano sotto il sole e l'incuria. Ma è anche il Marocco dei berberi e delle genti di montagna, dei cammellieri e dei fieri uomini avvolti in vesti blu e turbante, degli abilissimi mercanti dei suq e delle donne velate dagli occhi profondi disegnati dal kajal. Un Paese tutto da scoprire e che si svela al viaggiatore curioso lentamente, come in un dolce gioco di seduzione... Primo giorno: Fes - Ifrane - Azrou - Gole dello Ziz Nei pressi delle gol dello Ziz... Nei pressi delle gol dello Ziz... Dirigendosi verso sud da Fes lungo la scorrevole strada P 24, si lascia il Paese degli Arabi e si entra nel Paese dei berberi, nel Medio Atlante, tra laghi e torrenti, frutteti, prati e boschi. E boschi e foreste si susseguono finchè non si raggiunge Ifrane (1650 m), stazione climatica tra le più famose di tutto il Marocco. A dir la verità, non pare affatto di stare in Marocco perchè Ifrane assomiglia di più a un villaggio svizzero che marocchino: chalet con i tetti spioventi, larghe strade pulite, negozi colmi di prodotti occidentali, complessi per vacanze. Qui viene la borghesia marocchina per sfuggire al caldo estivo mentre in inverno è possibile sciare. Proseguendo si arriva ad Azrou e, ad est del villaggio, alla famosa foresta di cedri. Tra i cedri, alcuni di dimensioni davvero notevoli, si aggirano numerose bertucce che attendono di ricevere dai turisti la loro dose di arachidi. E' questa una zona ricca di fossili (ammoniti e nautiloidi soprattutto) e di minerali che troverete in vendita in abbondanza nelle baracche allestite lungo la strada. Da Azrou, anzichè proseguire verso Kenifra, si devia verso Midelt (P 21) e , dopo una lunga tappa di trasferimento, ci si ferma finalmente alle porte delle Gole dello Ziz. Pernottiamo alla Kasba Dounia (tel. 055 368688, gsm 061847604) le camere sono dislocate lungo il patio e hanno 2-3-5 letti; con la mezza pensione il costo è di 200 dh la camera. Unico neo: il gabinetto è separato dalla camera solo da una tenda). A circa mezz'ora di cammino dall'hotel è possibile visitare uno ksour abbandonato, primo impatto con quella che d'ora in poi sarà una caratteristica costante del paesaggio. Secondo giorno: Gole dello Ziz - er-Rachidia - Meski - Erfoud - Merzouga La strada P 21 comincia ad inoltrarsi nelle Gole dello Ziz, tratto molto spettacolare provocato dall'erosione dello uadi Ziz. La gola è fortemente incassata e qua e là punteggiata da villaggi fortificati spesso in stato di rovina. La strada prosegue costeggiando il lago artificiale formato dalla diga di Hassan ed-Dakhil che consente l'irrigazione della bassa valle dello Ziz e del Tafilalet per raggiungere quindi la moderna città di er-Rachidia e, al km 176, la deviazione che in circa 1 km conduce alla sorgente blu di Meski. La sorgente alimenta un bacino in cemento circondato da palme dove i ragazzi del luogo vengono volentieri a rinfrescarsi e a fare qualche tuffo. Tutto intorno negozietti che propongono interessanti articoli di artigianato locale (contrattare è d'obbligo ed è possibile anche fare un parziale baratto: molto ambiti i cappelli e cappellini con frontino tipo baseball). Da Meski un'altra cinquantina di km e si giunge ad Erfoud, principale centro del Tafilalet; altri 50 km a sud est di Erfoud ed ecco Merzouga, villaggio alle porte del deserto (erg Chebbi). Il tempo di depositare i bagagli in una camera dell'Auberge Kasba Tombouctou (tel. 55 576793, fax 55 577765), di mettere il necessario in uno zainetto ed eccoci pronti per montare sui dromedari e partire verso le tende beduine dove si pernotta. A Merzouga diverse agenzie propongono la cammellata nel deserto e il pernottamento in tenda beduina. Sebbene le dune di Merzouga presentino un deserto un po' turistico e addomesticato (ben poco a che vedere con il deserto libico tant'è che un ripetitore della rete cellulare si eleva sulla collinetta all'inizio delle dune, forse i cammellieri si sono abituati ad orientarsi con il ripetitore piuttosto che con il sole! ) la traversata di un pezzo di deserto (2 ore andata e 2 ore ritorno) è senz'altro un'esperienza interessante e permette, a chi non conosce ancora il fascino del deserto, di farsene un'idea. Portate con voi, in uno zainetto, il minimo indispensabile per passare la notte: l'organizzazione vi fornirà, dal canto suo, materasso, lenzuolo, coperta, cuscino (il tutto pulitissimo). Non è quindi necessario il sacco a pelo (al massimo portatevi un sacco lenzuolo e una federa), mentre vi serviranno una pila, carta igienica e salviettine rinfrescanti, crema solare, una felpa per la sera, almeno 2 litri di acqua. Ricordate che la sabbia è micidiale per gli apparecchi fotografici quindi premunitevi di sacchetti a tenuta stagna. Fare due ore di dromedario per il turista non abituato a tale mezzo di locomozione può essere stancante, soprattutto per le gambe che dopo un po' fanno male perchè non si sa che posizione assumere. Dopo la prima mezz'ora però si comincia ad assecondare l'andatura dell'animale e ci si sente un po' Lawrence d'Arabia... Arrivati al campo tendato si ha il tempo di salire sulle dune più alte per assistere al tramonto del sole dopodichè i beduini vi serviranno un'ottima cena (costo complessivo circa 400 dh per persona), seguita da musica e canti intorno al fuoco. Terzo giorno: Merzouga - Rissani - gole del Todra Guardando verso l'infinito... Guardando verso l'infinito... Sveglia prestissimo per assistere al sorgere del sole, spettacolo davvero imperdibile. Salire sulla duna più alta è abbastanza faticoso ma la fatica sarà ampiamente ripagata... Poi si ridiscende al campo, si preparano gli zaini, si beve un po' di te e si è pronti per ripartire e tornare alla civiltà (dopo altre due ore di dromedario). La partenza avviene al massimo entro le 7 del mattino per evitare le ore più calde anche se ben presto il sole si fa comunque sentire. Vista l'esperienza del giorno precedente, si riesce ad assecondare più facilmente l'andatura del dromedario e, di conseguenza, a gustare il paesaggio: un magnifico susseguirsi di dune dai colori che variano man mano che il sole sale, la carovana di dromedari davanti e dietro a voi, qualche dromedario solitario che bruca le rade piante che si incontrano. Quando si comincia ad intravedere Merzouga si capisce che l'avventura sta per terminare, ma si è anche contenti di poter finalmente scendere indolenziti dal dromedario, farsi una bella doccia nella camera prenotata la sera precedente e gustare, adesso sì, un'abbondante colazione a buffet. Caricati i bagagli in auto si riparte verso l'oasi di Rissani, piccolo villaggio famoso per i gioielli in argento. Vi si visita il mausoleo di Moulay Ali Cherif e si passeggia per le strette vie dell'antica kasba mentre i bambini si rincorrono e le donne velocemente si nascondono dietro le porte delle loro abitazioni. E' possibile vedere anche un pozzo, profondo una trentina di metri, ancora usato dalle donne per attingere l'acqua con cui poi lavare i panni. Risaliamo verso le Gole del Todra passando per Tineghir che sorge ai piedi di un magnifico palmeto dominato da un'imponente kasba. A una svolta della strada la veduta d'insieme è davvero magnifica, con il rosso della kasba che si staglia sul verde del palmeto e dei campi e lo sfondo delle montagne. Si prosegue imboccando le gole del Todgha, scavate nel corso dei millenni dal torrente che scorre tra imponenti pareti calcaree alte più di 300 m. Le gole sono estremamente suggestive, specie all'alba e al tramonto, e altrettanto suggestivo è l'hotel dove si pernotta, incassato nella montagna (Hotel les Roches, tel. 04 834814; le camere sono abbastanza spartane, ma pulite e costano 200 dh la doppia; il ristorante prepara un'ottima e abbondante cena a base di taijne). Quarto giorno: Gole del Todra - Valle delle rose - Gole del Dadès - kasba di Amerhidil - Ouarzazate Ripercorriamo al contrario la strada che attraversa le Gole del Todgha, ripassiamo per Tineghir e imbocchiamo la strada che attraversa quella che è conosciuta come la Valle delle Rose. Qui, ad aprile-maggio, è un trionfo di rose profumatissime in fiore e di enormi ceste piene di petali di rosa. Non manchiamo di fermarci in un tipico negozietto che vende una miriade di prodotti all'acqua di rose: creme idratanti e shampoo, acqua di rose da spruzzare in casa e sapone, essenza di acqua di rose e prodotti per la casa all'acqua di rose...Si prosegue per la valle del Dadès costellata da kasbe in rovina, le mura sgretolate dal tempo e dal sole, simili a tanti castelli di sabbia da troppo tempo abbandonati. In realtà spesso ci vive ancora qualcuno, frotte di bambini e qualche vecchio seduto all'ombra stanno a testimoniarlo. Una sosta alla scenografica kasba di Tamnalt e, alla fine del percorso, le vere e proprie gole che sono percorse da una spettacolare strada che si snoda a tornanti lungo le pareti di un profondo canyon. Dopo essere tornati indietro per un lungo tratto di strada si raggiunge l'oasi di Skoura e le torri istoriate della kasba di Amerhidil, bella dimora fortificata in fase di restauro. Sembra un castello di sabbia essendo tutta costruita in pisè, impasto di fango, paglia e argilla. E' una delle più belle kasbe del Marocco, talmente bella da essere raffigurata sulla banconota da 50 dirham. Si possono visitare gli interni e la visita è molto interessante perchè, laddove possibile, sono stati conservati anche gli arredi originari. Fatevi mostrare le vecchie serrature in legno e l'ingegnoso sistema di apertura e chiusura delle medesime e fatevi mostrare le vecchie lucerne e gli utensili di uso quotidiano. Si prosegue per Ouarzazate. Prima di entrare in città, sulla strada per er-Rachidia, è da visitare la kasba di Taourirt, in fango e terra cruda, tra le meglio conservate del Marocco. Antica residenza del pascià di Marrakech, è costituita da molteplici stanze che si si sviluppano in modo quasi labirintico su più piani. Si visitano le stanze di rappresentanza del pascià e quelle della favorita ricche di stucchi e con i soffitti in cedro dipinto, la moschea degli uomini e quella delle donne, i pozzi che facevano filtrare la luce tra i vari piani e permettevano al tempo stesso di comunicare. Ouarzazate è una cittadina che merita senz'altro una breve visita. Si può pernottare all'hotel La Vallee (route de Zagora, tel. 04-882668, con piscina. Un consiglio: chiedete senz'altro le camere appena restaurate della nuova ala, le altre sono spartane e abbastanza squallide. Buona e abbondante invece la cena nell'annesso ristorante). Quinto giorno: Ouarzazate - kasba Ait Benhaddou - Marrakech Kasba di Ait Benhaddou Kasba di Ait Benhaddou Lungo la strada P 31, a una trentina di km da Ouarzazate, sorge la splendida kasba di Ait Benhaddou, uno dei posti del Marocco che da soli valgono il viaggio. Patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco che sta sovrintendendo all'opera di restauro, il villaggio fortificato costellato di torri è situato in magnifica posizione, ai piedi di uno uadi e di un'ampia vallata. Si entra da una delle porte e si cammina tra i stretti vicoli e passaggi coperti dove si affacciano variopinti negozi di artigianato, salendo man mano verso la sommità della collinetta da cui si ha una spettacolare panoramica della kasba. Per la sua scenografica bellezza Ait Benhaddou è stata scelta da vari registi che qui hanno ambientato i loro film ( tra gli altri, Sodoma e Gomorra di Orson Welles, Gesù di Nazareth di Zeffirelli e il Gladiatore di R. Scott). L'ideale sarebbe poter restare nel villaggio fino al tramonto e poi, eventualmente, pernottare a Dar Mouna, antica casa in pisè, restaurata e con vista sulla kasba. Avendo meno tempo si prosegue per Marrakech. Paesaggisticamente parlando la strada che congiunge Ouarzazate a Marrakech ha una tale varietà di paesaggi, ricchezza di colori e di panorami da lasciare stupefatto anche il più smaliziato viaggiatore. Il tratto più bello inizia dopo il passo di Tizi n'Tichka (2260 m), il più elevato tratto stradale del Marocco, in un susseguirsi di stretti tornanti con le imponenti montagne dell'Atlante che fanno da sfondo. La tipologia dei villaggi cambia: le kasbe lasciano il posto a case di montagna, quattro pareti e il tetto piatto (chi vi abita deve essere anche un po' più povero degli altri perchè manca l'onnipresente parabola). Quello che è incredibile è il colore di questi villaggi che si confondono letteralmente con le pareti delle montagne retrostanti passando dall'arancione al rosso mattone per arrivare a un rosso quasi bordeaux. Poi il paesaggio si fa più dolce e assume degli altrettanti incredibili toni pastello: verde chiaro alternato a un rosso che diventa rosa, bellissimo, mai visti panorami con questi colori. Si arriva infine a Marrakech, nome evocativo di esotici fasti, una delle città imperiali marocchine e senz'altro una delle mete privilegiate di ogni viaggio in Marocco. Se il vostro budget ve lo permette, pernottate senz'altro in uno dei molteplici riad della medina, affascinanti vecchie abitazioni perfettamente restaurate ed arredate con raro gusto (Riad Dar Nambus, Diour Jdad 35-40, Zaouia Abbassia, Bab Tarzout, Medina, tel. 44 385857, 35-60 euro la doppia). In alternativa potete scegliere un hotel nella parte nuova della città, ad es. l' Hotel Hicham (rue Mansour Eddahbi 4, Gueliz, tel. 44 435612, fax 44 435609, camere ampie, colazione ai bordi della piscina). Sesto-settimo giorno: Marrakech Volto all'oasi di Meski Volto all'oasi di Meski Al mattino potete cominciare la visita di Marrakech partendo dalla vecchia kasba e quindi da Bab Aguenaou o Porta dell'ariete senza corna e senza voce. Pochi passi e siete alla moschea della kasba, dominata dallo svettante minareto arricchito da decorazioni smaltate. In fondo a un vicolo cieco sulla destra della moschea c'è l'ingresso alle tombe saadiane, bellissimo esempio di arte marocchina-andalusa. Per rue Mimoun si raggiunge la moschea e il minareto della Koutobia, simbolo di Marrakech; a due passi la famosissima piazza Jemaa el-Fna, anima stessa di Marrakech e del Marocco. La piazza non si può descrivere: è da vivere. Letteralmente significa Venerdì dell'impiccato perchè qui esponevano i condannati, adesso è invece un cuore pulsante di vita.... Il momento migliore per visitarla è il tardo pomeriggio, quando la piazza diventa un fantasmagorico caleidoscopio di personaggi e di scene da commedia dell'arte: c'è il venditore d'acqua e l'incantatore di serpenti, il banco del cavadenti e quello dell'indovino, il cantastorie e il gruppo di acrobati, danzatori e donne velate che dipingono le mani con l'henne ( rivolgetevi ad Hayette: è una giovane donna berbera, mani e piedi decorati con l'henne, che per pochi dirham decorerà con maestria anche le vostre mani. Chiedete che esegua le decorazioni in nero: costano un po' di più ma durano più a lungo di quelle fatte in marrone o verde e soprattutto risaltano meglio sulle pallide mani occidentali....). Il tutto tra le nuvole di fumo dei banchi alimentari che cucinano all'aperto e propongono ogni tipo di cibo, tra l'altro molto buono ed apprezzato sia dai locali che dai turisti. A lato, una fila infinita di venditori di arance spremono sul momento la frutta e vi offrono per pochi dirham grandi bicchieri di aranciata. E non è finita qui. Subito dietro la piazza si aprono i mille vicoli del suq, una vera e propria caverna di Alì Baba dove è praticamente impossibile che qualcuno riesca a passare senza comperare nulla. E' un trionfo di babbucce, sciarpe e tessuti in seta vegetale, vestiti, borse intrecciate, pugnali e lampade, oggetti in ferro battuto e legno, matasse di lana stese ad asciugare e pelli di montone conciate e pronte ad essere vendute al miglior offerente, negozi di spezie e di frutta, tappeti e tutto quanto uno possa desiderare. Il suq è un mondo a sè, un brulichio di vita e di attività artigianali straordinario, decine e decine di bugigattoli che vendono tutti le stesse cose e tu ti domandi per quale motivo hai deciso di comperare quell'oggetto proprio lì e non nella bottega accanto, o in quella un po' più in là...La contrattazione è d'obbligo, basta non avere fretta: il prezzo finale all'inizio nessuno lo sa, nè il venditore nè tanto meno l'acquirente, dipende da tante cose, dal giorno e dall'ora, dalla simpatia o dalla perseverenza, dal fatto che sei un turista di passaggio o uno che può tornare anche il giorno dopo, dall'essere italiano piuttosto che americano o francese, dall'essere disponibile a bere un tè con loro o dall'avere fretta di andarsene...Nella medina non dimenticatevi poi di visitare la bellissima medersa Ben Youssef e il palazzo della Bahia, tipico esempio di raffinato palazzo signorile di fine '800. Un secondo giorno si può dedicare alla visita dei parchi della Ménara, complesso di giardini coltivati ad olivi e irrigati dalle acque di un enorme bacino del XII sec., ai giardini Majorelle, e al giro delle mura (12 km) da effettuarsi preferibilmente in carrozzella e verso il tramonto, quando le mura assumono un magnifico colore ocra. Indirizzi utili Marrakech CTM (stazione bus) place El Mourabiten a Bab Doukkala, tel. 434651 Poste centrali Place du 16 novembre, Gueliz; altro ufficio in Place Jemaa el Fna Ibn Tofail Hospital rue Abdelwahad Derraq, Gueliz, tel. 430011 Emergenze tel. 443724 Polizia tel. 19 :::::::::::: Marocco Itinerario 4 Il sud del Marocco e Marrakech Un viaggio alla scoperta della magia del Marocco del Sud, tra casbah e deserto di Kamar 1° giorno: Italia - Marrakech (volo) Si parte dall'Italia per Marrakech. Quando iniziamo a sorvolare il Marocco, la cosa che lascia maggiormente stupiti è la quantità di verde che si vede. Si pensa infatti solitamente al Marocco come a un Paese africano di sabbie e deserti mentre in realtà il nord del Paese è ampiamente coltivato e, in certi tratti, assomiglia a certe regioni italiane tipo Toscana. Quando ci si avvicina a Marrakech, il contrasto diventa bellissimo: il verde della vegetazione si mescola con il rosso della terra mentre fa da sfondo al tutto la catena dell' Atlante con le cime innevate. Poiché trascorreremo la notte a Marrakech ne approfittiamo per dare una sbirciatina alla famosa piazza Jemaa el Fna: uno spettacolo di colori, luci e suoni. La piazza è piena di gente, uno spettacolo continuo, ma domani iniziamo il tour per cui lasciamo tutto questo per il ritorno. A Marrackech ci sono moltissime possibilità di alloggio che spaziano dagli alberghi di gran lusso agli alberghetti più economici o agli splendidi riad, case locali ristrutturate e generalmente arredate utilizzando mobili e tessuti tipicamente marocchini. 2° giorno: Marrakech - Ouarzazate Iniziamo il viaggio verso Ouarzazate attraversando il valico Tizi n' Tichka, con 2.660 mt di altitudine. Il paesaggio è straordinario: un verde acceso illumina le montagne e si fonde con i colori dei fiori. Il paesaggio si sussegue tra le alte montagne dell' Atlante con ancora la neve sulle vette, qualche foresta e tanto verde. E' incredibile come il Marocco sia una magia di colori. Vediamo villaggi isolati a ridosso delle montagne e sempre vicino a corsi d' acqua in modo che la vita di coloro che vi abitano possa essere attiva. Mentre ci avviciniamo a Ouarzazate, il verde ci lascia per far posto ai colori del deserto. Il viaggio è faticoso, quasi 5 ore di strada di montagna attraverso le montagne dell' Atlante. Ouarzazate è un piccolo paese nella Valle del Dades, a ridosso del Sahara. Nelle vicinanze del paese ci sono alcuni studi cinematografici dove sono stati, e vengono girati tutt' oggi, numerosi film. Nel pomeriggio visitiamo la vicina kasbah di Ait Ben Haddou: qua sembra che il tempo si sia fermato anni fa. Un paesaggio surreale con una magnifica kasbah che sembra quasi un castello di sabbia. Un paesaggio pieno di colori (ed è incredibile vedere come i colori cambino ad ogni secondo che il sole cala). Per raggiungere la kasbah bisogna attraversare un fiumiciattolo. Data la scarsa profondità dell'acqua, per facilitare il passaggio sono stati gettati sul letto del torrentello dei sacchi di sabbia e i bambini del villaggio ne approfittano per far su qualche soldino aiutando i turisti nel guado. La kasbah è costruita in terra, paglia e travi di palma. Questa tecnica costruttiva fa sì che le abitazioni si mantengano molto fresche e siano adornate di segni che, poi scopriremo, contraddistinguono e identificano la tribù che vi abita. 3° giorno: Ouarzazate - Tinherir - Erfoud Al mattino visitiamo la kasbah di Taourit, di una magnifica bellezza. Partiamo per Tinherir attraversando la Valle del Dades. Lungo la strada ci sono villaggi circondati da enormi palmeti. Nella tarda mattinata arriviamo alle Gole del Todra: due scogliere alte 300 mt e separate tra loro circa 20 mt. La zona è ricca di ruscelli e palmeti. Partiamo nel pomeriggio per Erfoud: ci aspettano circa 200 km di strada con una temperatura di 35° C. Il viaggio è faticoso in quanto anche l' aria condizionata del pulmino non funziona, ma lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi ci ripaga di tutto e la stanchezza sparisce in un attimo. A Erfoud inizia il Sahara, vediamo piccole dune di sabbia con palme, nuvole di sabbia che si alzano. Troviamo una temperatura di 40° C. Prendiamo le jeep e con le nostre guide berbere ci incamminiamo per circa 30 km prima di arrivare dove inizia il deserto. Da qua ci vogliono ancora circa 70 km prima di arrivare alle dune di Merzouga. Lo spettacolo del Sahara ci lascia senza parole. Prendiamo i cammelli per arrivare alle cime più alte delle dune. Lo scenario è fantastico, la maestosità del Sahara altrettanto, il confine algerino è vicinissimo e lo scorgiamo all' orizzonte. Aspettiamo il tramonto sulle dune insieme alle nostre guide berbere, ed i colori diventano fantastici. Lasciamo il Sahara che è notte, sovrastati da un cielo con una miriade di stelle che sembrano così vicine da poterle prendere con le mani. Alle dune di Merzouga c'è un campeggio dove si può mangiare e dormire nelle tende berbere. Volevamo fermarci, ma la presenza di persone di una certa età non ci ha permesso di farlo. 4° giorno: Erfoud - Zagora Passiamo la mattina ad Erfoud visitando un laboratorio dove vengono estratti i fossili dalle rocce e fatti dei souvenir ma anche tavoli. A Erfoud ci sono tanti fossili e questa è una delle risorse di questo piccolo paese. Visitiamo la kasbah della città, grandissima, dove molti bambini, incuriositi dalla nostra presenza, ci seguono per tutto il percorso. Nel pomeriggio partenza per Zagora: ci aspettano circa 300 km di strada, la maggior parte in mezzo al deserto, con una temperatura di 42° C.. Attraversiamo la Valle del Draa, il grande fiume del Marocco, costeggiata da circa 100 km di palmeti e visitiamo la kasbah di Alnif circondata da un enorme palmeto nel quale vengono coltivati anche grano e alberi da frutto. Visitiamo anche una kasbah che è stata trasformata per metà in hotel, ma comunque al naturale e dove, con soli 15 euro al giorno, si può avere la mezza pensione. Arriviamo a Zagora la sera. Zagora è un piccolo paese con forte influenza algerina, gli abitanti sono diffidenti con gli stranieri e la guida ci consiglia di non uscire. 5° giorno: Zagora - Ouarzazate Inizia il viaggio di ritorno e riprendiamo la strada per Ouarzazate dove visitiamo gli studi cinematografici ed alcune kasbah dove sono stati girati dei film. Un grande nido con 2 cicogne sovrasta una kasbah. Ci fermiamo un pò nel piccolo villaggio: la gente è timida ma cordiale, passiamo con loro un pò di tempo poi facciamo la strada per tornare in hotel a piedi attraversando il villaggio con il buio, una calma incredibile, nessuna luce, solo i rumori degli animali e dell' acqua. 6° giorno: Ouarzazate - Marrakech Il tour sta finendo e torniamo a Marrakech attraversando di nuovo il valico di Tiz n' Ticka. Arriviamo a Marrakech nel tardo pomeriggio e l' impatto con la piazza Jemaa el Fna, dopo la calma, il silenzio e i bellissimi paesaggi visti fino ad ora, è devastante: ci troviamo di colpo immersi in una miriade di persone, suoni, odori. Ci resta un pò difficile questo brusco impatto, ci sentiamo quasi storditi. Il tour con il gruppo è finito ma ora abbiamo settimana per scoprire Marrakech. Marrakech Marrakech, alla fine, non è poi molto grande come citta'. Marrakech si divide in due parti: la parte nuova dove c'è la maggior parte degli hotel e la zona dei ricchi, e la Medina, cioè l' antica città. La Medina inizia con le antiche mura che circondano tutta la Medina e le varie bab (cioè porte ) che ne permettevano l'ingresso. Entrando dalla porta più conosciuta si arriva al famoso hotel Mamounia, frequentato da gente ricca e famosa, e presso il quale amava soggiornare anche Churchill. Mentre si percorre il viale per arrivare alla Jemaa el Fna si scorge la Kotoubia, la moschea rosata affiancata dal minareto e preceduta da un grande parco. A Marrakech, c'è anche il bellissimo giardino Majorelle, caratterizzato dalla costruzione di un blu intenso, un' orto botanico dove si trovano tutte le piante possibili,. Interessante da vedere è l' antica scuola cranica ossia la Medersa Ibn Youssuf, dove si insegnava il Corano ai ragazzi. La costruzione è imponente, con vasche d' acqua e le stanze per i ragazzi che variavano di aspetto a seconda del grado di preparazione che avevano. Il Palazzo della Bahia si trova nella Medina ed è un bellissimo riad dove ammirare la magnificenza dell' architettura araba: soffitti decorati, stanze che si susseguono, giardini. Impedibili anche le Tombe Saadiane, situate nella Medina, trionfo d' architettura araba, con vasche d' acqua e fontane. Jemaa el Fna: è il punto di attrazione e di ritrovo della città dove si danno appuntamento i personaggi più strani che improvvisano spettacoli di danza, acrobazie, giochi, cantastorie, incantatori di serpenti, scrivani. Ci si trova immersi in un mondo surreale mentre lo scenario della piazza cambia durante le ore del giorno. Dopo le 16 arrivano i banchi dove si prepara da mangiare e l' aria si riempie di fumo e odori. Jemaa el Fna è circondata dai souk, un labirinto di stradine strette dove si trova di tutto e di più e dove passano uomini con muli, uomini in bicicletta o motorini, il tutto nelle strettissime stradine, così che tante volte devi fermarti per fare passare il mulo con il carretto. I souk sono divisi a settori: c'è quello degli artigiani, dei tessitori, dei conciatori di pelli, delle babbucce, delle stoffe, delle spezie ecc., in un trionfo di merci e colori. Dall' altro lato della piazza ci sono vari locali con terrazze panoramiche dove è possibile mangiare o bere un ottimo tè alla menta e ammirare la vita della piazza. Due settimane sono volate in questa magia del Marocco, tra paesaggi spettacolari e folklore. Ho viaggiato da sola nella settimana a Marrakech e devo dire che il Marocco è un paese tranquillo. Mi spostavo prendendo taxi con persone marocchine, andavo da sola in giro per la città o nei souk sia di giorno che di sera, e devo dire che nessuno mi ha mai disturbato. |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Marocco Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/=Marocco&action=history MaroccoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Menara Garden a Marrakech
Il Marocco (Al Mamlakah al-Maghribiyah) è uno stato del Nordafrica. Buona parte delle sue coste sono bagnate dall'Oceano Atlantico, ma estendendosi anche oltre lo Stretto di Gibilterra si affacciano anche sul Mar Mediterraneo.
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Storia
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Prima del Marocco, la MauretaniaAntica regione dell'Africa Settentrionale, oggi divisa tra il Marocco e l'Algeria, abitata dai Mauri (una popolazione berbera). Regno indipendente dal IV sec. A.c., subì l'influenza cartaginese. Fu assoggettata dai romani in seguito all'uccisione dell'ultimo re Tolomeo (40 d.C.) e divenne, nel 42, la provincia della Mauretania Trigitana. Nel 429, dalla penisola iberica, passano in questa regione i Vandali, seguiti un secolo dopo dai Visigoti. Nel 681, quasi 50 anni dopo la morte del Profeta dell'Islam Muhammad, sale al potere per la prima volta una dinastia araba, quella degli Idrisidi (fondata proprio in Marocco da Idris I). Tra il IX e l'XI secolo regnò, come in tutta l'Africa del Nord, la dinastia fatimide (fondata da un discendente di ‘Alī e Fatima, figlia del Profeta.). Dal 1056 al 1147 su una parte della Spagna e sul Marocco regnò la dinastia berbera degli Almoravidi (fondata dallo Shaikh – capo spirituale – ‘Abd Allāh Ibn Yāsin). Ma, vinti gli Almoravidi, dalla seconda metà del XII alla prima metà del XIII secolo fu al potere la dinastia berbera degli Almohadi.Dal 1269 al 1421 regnò sul Marocco la dinastia berbera dei Merinidi. Nel 1554 si impone la famiglia sceriffiana dei Sadiani, sono gli anni del sultano Ahmad Al-Mansur (1578 – 1603) famoso per la sua generosità. Nel 1660 circa sale al potere la dinastia degli Alawidi. Nel corso del XIX secolo, divenuto il Marocco oggetto della cupidigia delle potenze coloniali, il sovrano alawidi Mulay Abd al-Hafiz giunse ad accettare nel 1912 il protettorato francese.
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Storia contemporaneaProtettorato francese dal 1912, il paese ha ottenuto l'indipendenza nel 1956. Tra il 1976 e il 1979 il Marocco ha incorporato gran parte del territorio del Sahara Occidentale (l'ex Sahara spagnolo), dando inizio a un conflitto con il movimento indipendista del Fronte Polisario, che nel 1976 ha costituito una Repubblica araba sahariana presso il confine con l'Algeria. Un piano di pace negoziato nel 1988 prevede un referendum per l'autodeterminazione della regione patrocinato dall'ONU, referendum più volte posticipato e mai ancora effettuato. Il Marocco nel 2000 annuncia di voler creare una provincia autonoma ma sotto il Regno del Marocco, proposta ampiamente boicottata dai Saharawi. Il 23 luglio 1999 muore re Hasan II (1929-1999) e il giorno 30 gli succede il figlio Mohammed VI. Il 21 marzo 2002 Mohammed VI sposa Salma Bennani, che viene insignita del titolo ufficiale di principessa (per la prima volta nella storia della monarchia alawita) col nome di Lalla Salma. Il 30 luglio 2001 Mohammed VI ha annunciato la creazione di un Istituto Reale per la Cultura Berbera.
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Città
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Suddivisione amministrativaIl Marocco è suddiviso in 37 province e in 2 wilaya (distretti cittadini):
Tre altre province (Ad Dakhla (Oued Eddahab), Boujdour) e Es Smara), a cui si aggiungono parti di Tan-Tan e di Laayoune, si trovano nella parte reclamata dal Marocco del Sahara Occidentale.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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www.imondonauti.it Guida Guida MAROCCO A cura di Flavia Daneo - Foto di Nicola Piffanelli La Medina di Marrakech La Medina di Marrakech "Il Marocco è un susseguirsi di porte che si spalancano a mano a mano che si avanza. E non si può avanzare se non visitandolo assiduamente, e conservando in sé il desiderio dello stupore, la curiosità di conoscere e di assimilare." Quali parole possono penetrare più intensamente l'anima del Paese se non queste di Tahar ben Jelloun, il più grande scrittore marocchino contemporaneo? Suggestivo, incantato, ricco di testimonianze di splendori passati, avvolto in ritmi di vita antichi, il Marocco offre al moderno viaggiatore una possibilità ormai difficile da trovare altrove: quella di sognare. _______IL PAESE Marocco in cifre CapitalE: Rabat Superficie: 446.550 kmq Abitanti: 2.725.847 (2005) Abitanti capital: 1.293.000 (Rabat-Salé; 1996) Densità di popolazione: 66 ab./Kmq (1996) Religione: Musulmana, ebraica, cattolica |
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