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| 08/02/2011 Madama Butterfly Quello che il baco chiama fine del mondo la farfalla chiama vita di Cristian Pedrazzini Prosegue la stagione Lirica al Teatro Ciak Webank.it di Teatro dell’Opera di Milano, con Madama Butterfly di G. Puccini, attraverso le regie di Mario Riccardo Migliara. Questa anno la tournèe toccherà 12 piazze differenti, tra Lombardia, Liguria, Piemonte,Svizzera per un totale di 40 date, a dimostrazione della qualità e fidelizzazione di pubblico,che hanno reso Teatro dell’Opera di Milano, la prima compagnia itinerante di produzione di allestimenti completi di opera lirica in Italia. Punto di partenza per Mario Riccardo Migliara sono le idee ed i contenuti, che vengono analizzati e sviscerati attraverso tutti gli elementi dello spettacolo, una idea per comunicare l’Opera Lirica in modo moderno efficace sviluppando una metafora culturale, in un’ottica di Gesamtkunstwerk. In ogni produzione, si parte da un mix di elaborazione intellettuale e punto di vista del pubblico, e viene sviluppato un tema puntando sull’efficacia comunicativa del melodramma, riportando l’unico genere artistico veramente popolare al cospetto di ogni pubblico “Quello che il baco chiama fine del mondo, la farfalla chiama vita”. Dalle note di regia: “Se si parte dal concetto di farfalla, dalla sua breve esistenza alle sue fasi, si osserva un fenomeno tra i più singolari, ossia la vestizione e il conseguente cambio di personalità del minuscolo animale che lo esegue. La chiave di lettura di Madama Butterfly, l’Ikebana, vista nella sua trasformazione diventa nei secoli elemento letterario importante per evidenziare la difficoltà che esiste tra interiore ed esteriore, la non accettazione di qualcosa che muta o anche solo per quello che gli altri osservano e giudicano nella trasformazione e nelle nuove forme ottenute. Questi concetti diventano elementi dominanti in una regia in cui la spoliazione di una casa e gli ambienti sono delimitati da uno stagno dai colori mutevoli. Ciò che è interno alle pareti diventa esteriore; gli oggetti di una casa minuscola sono di un design povero ed essenziale, un design che fa mutare di aspetto, a seconda delle posizioni assunte dai protagonisti. Il fulcro di Butterfly sta nel gigantesco portale a griglia che rende ancora più esigua la falsa intimità della casa, nei chiaroscuri che si leggono sui volti, quasi dei segni indelebili delle loro passioni, solo velate da pareti sottili. Un ambiente che muta sia cromaticamente che a seconda di questa spaziatura, quattro ambienti che come origami racchiudono i protagonisti e le loro illusioni in una prigione impalpabile e un corollario di sentimenti collocati in una impietosa ribalta.” Madama Butterfly Giacomo Puccini per la sua sesta opera si ispirò all’omonima tragedia in un unico atto di David Belasco, a sua volta tratto da un racconto dell’americano John Luther Long, dal titolo Madama Butterfly. Iniziata nel 1901, la composizione subì numerose interruzioni e terminò soltanto nel dicembre 1903. Puccini si documentò minuziosamente sui vari elementi dell’arte orientale e venne aiutato da una nota attrice giapponese, Sada Yakko, e dalla moglie dell’ambasciatore giapponese. L’opera debuttò il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala, ma fu un clamoroso fiasco. Venne così revisionata, apportati tagli e modifiche musicali. Dopo tre mesi la Madama Butterfly , il 28 maggio 1904, venne accolta con entusiasmo al Teatro Grande di Brescia. Cominciò così la sua fortunata esistenza. Madama Butterfly è una storia di amore, dolore e lacerazione interiore: Pinkerton, ufficiale della marina degli Stati Uniti, sbarca a Nagasaki e si unisce in matrimonio, secondo le usanze locali con una geisha, Cio- Cio-San, ma la ripudia dopo un mese. Quindi torna in patria. Cio Cio San, forte del suo amore e del bimbo nato dalle nozze continua ad aspettarlo, sicura del suo ritorno. Pinkerton infatti tornerà dopo 3 anni, ma accompagnato da una giovane donna sposata negli Stati Uniti, e soltanto per riprendersi il figlio, della cui esistenza è stato messo a conoscenza dal console Sharpless. Butterfly comprende la sua illusione e decide di morire in silenzio. Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entra nella casa di Butterfly per chiedere perdono, sarà troppo tardi Note di Regia Se si parte dal concetto di farfalla, alla sua breve esistenza e alle sue fasi, osserviamo un fenomeno tra i piu singolari: quella della vestizione e del conseguente cambio di personalita del minuscolo animale che lo esegue. La chiave di lettura di Madama Butterfly, l’Ikebana , vista nella sua trasformazione diventa nei secoli elemento letterario importante per evidenziare la difficoltà che esiste tra interiore ed esteriore, la non accettazione di qualcosa che muta o anche solo per quello che gli altri osservano e giudicano nella trasformazione e nelle nuove forme ottenute. Questi concetti diventano elementi dominanti in una regia dove la spoliazione di una casa e la determinazioni degli ambienti in una visone frontale delimitate da uno stagno dai colori mutevoli. Cio che è interno alle pareti, diventa esteriore e si manifesta con una computezza quasi rituale. Gli oggetti una casa esigua e minuscola sono di un design povero ed essenziale, un design che fa mutare di aspetto, a seconda delle posizioni assunte dai protagonisti, l’ambiente domestico che nel suo accogliere non riesce a definirsi casa . Il fulcro di butterfly sta nel gigantesco portale a griglia che rende ancora piu esigua la falsa intimità della casa, nei chiaroscuri che si leggono sui volti, quasi dei segni indelebili delle loro passioni solo velate da pareti sottili . Un ambiente che muta sia cromaticamente che a seconda di questa spaziatura, quattro ambienti che come origami racchiudono i protagonisti e le loro illusioni in una prigione impalpabile e un corollario sentimenti collocati in una impietosa ribalta |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Madama_Butterfly Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Madama_Butterfly&action=history Madama ButterflyDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Madama Butterfly è un'opera in due atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, denomiata originalmente "tragedia giapponese in due atti".
Genesi e debutto [modifica]Puccini scelse il soggetto della sua sesta opera dopo aver assistito a Londra, nel luglio 1900, all'omonima tragedia in un atto di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell'americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly, apparso nel 1898. Iniziata nel 1901, la composizione procedette con numerose interruzioni: l'orchestrazione venne avviata nel novembre del 1902 e portata a termine nel settembre dell'anno seguente e soltanto nel dicembre 1903 l'opera poté dirsi completa in ogni sua parte. Per la realizzazione del dramma Puccini si documentò senza sosta e minuziosamente sui vari elementi orientali che ritenne necessario inserirvi. Lo aiutarono particolarmente una nota attrice giapponese, Sada Yakko, e la moglie dell'ambasciatore nipponico con la quale parla in Italia facendosi descrivere usi e costumi dell'affascinante popolo orientale. La sera del 17 febbraio 1904, nonostante l'attesa e la grande fiducia dei suoi artefici, Madama Butterfly cadde clamorosamente al Teatro alla Scala di Milano. A proposito di questo celebre fiasco, una delle sorelle di Puccini, Ramelde, scrisse al marito:
Versioni successive [modifica]Il fiasco spinse autore ed editore a ritirare immediatamente lo spartito, per sottoporre l'opera ad un'accurata revisione che, attraverso l'eliminazione di alcuni dettagli e la modifica di alcune scene e situazioni, la rese più agile e proporzionata. Una delle più importanti modifiche è tuttavia puramente musicale e riguarda la linea vocale dell'aria del suicidio di Butterfly. Nella nuova veste, Madama Butterfly venne accolta entusiasticamente al Teatro Grande di Brescia appena tre mesi dopo, il 28 maggio, e da quel giorno iniziò la sua seconda, fortunata esistenza. La partitura e gli effetti scenici vengono ulteriormente ritoccati da Puccini fino al 1907, prima per la rappresentazione dell'opera al Covent Garden di Londra nel 1905, poi per quella del 1906 al Théâtre National de l'Opéra-Comique di Parigi. Nel 1920 Puccini tornò nuovamente sulla partitura, ripristinando nel primo atto un assolo di Yakusidé, lo zio ubriacone della protagonista. È possibile che il cambiamento fosse anche mirato a combattere la prassi di tagliare un breve episodio in concertato, che nella versione del 1907 era rimasto l'unico brano a cui prendeva parte lo zio Yakusidé. Tagliandolo, i teatri evitavano di scritturare un cantante. L'editore Ricordi non pubblicò mai la nuova versione, col risultato che oggi l'arietta non viene eseguita e, soprattutto, il concertato continua ad essere quasi sempre tagliato.
Trama [modifica]Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton (tenore), ufficiale della marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito d'avventura si unisce in matrimonio, secondo le usanze locali, con una geisha quindicenne di nome Cio-cio-san (giapponese: Chōchō-san), termine giapponese che significa Madama (San) Farfalla (蝶 Chō?), in inglese Butterfly (soprano), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese; così infatti avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. Ma questa, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell'amato. Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non da solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless (baritono), per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all'evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all'uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si immerge un pugnale nel petto (facendo Harakiri). Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono, sarà troppo tardi: lei ha già terminato di soffrire.
Organico orchestrale [modifica]La partitura di Puccini prevede l'utilizzo di:
Da suonare sul palco:
Da notare che la campanella sul palco viene suonata
da Suzuki durante la preghiera "E Izaghi ed Izanami", all'inizio del
secondo atto.
Brani famosi [modifica]
Bibliografia [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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| La Madama Butterfly areniana su RAIUNO Domenica 14 agosto ancora un’opera areniana nella programmazione di RAIUNO. Dopo il grande successo ottenuto dalla Carmen di Bizet nell’edizione firmata da Franco Zeffirelli lo scorso 31 luglio, che ha fatto rilevare il più alto share del programma di RAIUNO “La vita è scena”, per il quinto e ultimo appuntamento del programma di approfondimento operistico ideato da Gigi Marzullo, domenica 14 agosto verrà proposta la Madama Butterfly nell’allestimento di Franco Zeffirelli che ha inaugurato con grande successo il Festival lirico areniano del 2004. Il cast del capolavoro pucciniano vede il soprano Fiorenza Cedolins interpretare con grande intensità il ruolo di Cio-Cio-San, il tenore Marcello Giordani entrare con baldanza nei panni di Pinkerton e il baritono iberico Juan Pons nell’austera parte di Sharpless; la bacchetta di Daniel Oren tiene le fila musicali della produzione, che per la parte televisiva avrà il commento di Bruno Ermolli, importante figura nel panorama culturale italiano, che illustrerà le proprie sensazioni legate a Madama Butterfly e alla sua passione per l’opera lirica in generale. L’inizio del programma è previsto intorno alla mezzanotte. Con viva preghiera di pubblicazione |