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LIRICA A STRISCE. l’opera a fumetti

Macbeth



comunicato stampa



La Fondazione Teatro Comunale di Modena presenta Macbeth, il primo fumetto che inaugura la collana editoriale LIRICA A STRISCE. l’opera a fumetti, un progetto dedicato al pubblico più giovane del Teatro e a quello, senza età, di chi ha nel cuore la passione per la “nona arte”.



LIRICA A STRISCE è la trasposizione in fumetto delle più importanti opere liriche prodotte e messe in scena dal Teatro Comunale di Modena. L’iniziativa va ad arricchire il quadro delle attività che il Comunale produce nel segno della flessibilità e della sperimentazione dei nuovi linguaggi: due linee guida seguite da anni e con continuità dal Teatro di Modena, che si riscontrano nella programmazione della danza, aperta alle esperienze più diversificate del panorama coreografico contemporaneo, ma anche nell’ambito della lirica. Se da una parte il Comunale si impegna ogni anno nella produzione di un’opera nuova, nello stesso tempo continua la ricerca e la sperimentazione sui titoli della tradizione, sempre confrontandosi nelle messe in scena con i nuovi linguaggi della contemporaneità. Basti ricordare, tra le esperienze più recenti, l’incursione nel mondo del reality-kabarett con La Bella e la Bestia di Marco Tutino, o in quello della video-opera con Le piccole storie di Lorenzo Ferrero, o del videogame con Cappuccetto Rosso di Carlo Boccadoro.

Con LIRICA A STRISCE il Comunale ha voluto tentare una nuovo tipo di esperienza, mettendo a confronto due linguaggi molto diversi fra loro: quello del libretto ottocentesco, in questo caso firmato da Francesco Maria Piave, con quello dei disegni di un giovane fumettista dei nostri giorni.



Il primo numero è dedicato al Macbeth di Giuseppe Verdi, che sarà in scena, nell’ambito della Stagione Lirica, giovedì 3, venerdì 4 e domenica 6 marzo al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, nell’allestimento coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena con i Teatri di Bolzano e Piacenza. Lo spettacolo riprende la produzione del Comunale che andò in scena in coppia con la versione in prosa di William Shakespeare, entrambe per la regia di Giancarlo Cobelli, nell’anno delle celebrazioni verdiane. L’allestimento fu considerato da Elvio Giudici uno degli eventi clou del bicentenario, esempio di “teatro autentico”, insieme al Simon Boccanegra diretto da Abbado.



Ad aggiungere valore al progetto è la lunga e felicissima tradizione modenese nell’arte del fumetto: modenesi infatti sono anche il disegnatore Cesare Buffagni, lo sceneggiatore Stefano Ascari, il colorista Luca Raimondi e Labirinto, l’agenzia di comunicazione e grafica che ha creduto e investito, insieme al Comunale, in questo progetto.



Cesare Buffagni (in arte Buffo) ha esordito come professionista nel 1993 formandosi dall’amico e maestro Massimo Bonfatti, l’autore di Cattivik. Dal 1993 al 1995 ha scritto e disegnato trenta episodi del personaggio Jo il Volontario sulla rivista Modena Amica pubblicata dall’editore Zanfi di Modena. Dal 1994 al 2004 ha disegnato e scritto varie sceneggiature per il personaggio Cattivik edito da Macchia Nera. Nel ‘96-‘97 ha disegnato vari episodi del personaggio Darky, in collaborazione con lo sceneggiatore Mario Da Rin Zanco, per la rivista L’isola che non c’è edita da Comica.

Dal 1994 è docente di numerosi corsi di fumetto in collaborazione con il Comune di Modena e l’ARCI di Modena, Roma e Reggio Emilia. Nel 2003 ha conseguito il diploma di sceneggiatore presso l’Accademia delle arti cinematografiche di Bologna. Fra il 2000 e il 2005 ha realizzato vignette umoristiche per importanti campagne di sensibilizzazione realizzate dai Comuni di Maranello, Formigine, Fiorano. Nel 2006 ha collaborato, con le sue vignette, con l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia nella produzione di materiale divulgativo. Nel 2005 è stato finalista del concorso di fumetto erotico indetto dall’editore Coniglio sulla rivista Xcomics. La sua storia Cloro è stata pubblicata sullo speciale Xcomics di ottobre 2005. Ancora nel 2005 ha illustrato il libro per ragazzi Cuoco me di Allan Bay edito da Feltrinelli, e nel 2006 Marlo l’investigatto e la torta esplosiva edito da Salani.

Dal 2007 scrive e disegna Vipering, il primo fumetto di satira sul mondo del gossip. Dalle sue storie sono stati tratti cartoni animati online su vipering.it. Dal 1992 al 2006 è stato attore e regista in numerosi spettacoli teatrali in Italia e all’estero. Ha scritto e interpretato i cortometraggi La Biond@, vincitore del festival “030” di Argenta 2005, e Gli occhi del mare.

Recentemente si è dedicato alla scrittura e messa in scena di cose buffe un originalissimo spettacolo di cabaret a fumetti.


Stefano Ascari, modenese classe ’75, ha mosso i primi passi nel mondo del fumetto nello studio di Massimo Bonfatti collaborando alle strip di Cattivik. Lavora a tempo pieno come graphic designer presso l’agenzia Intersezione che ha fondato nel 2004. Dallo stesso anno collabora stabilmente con il DrowArt studio di Bologna in qualità di sceneggiatore. Ha pubblicato diverse graphic novel in Italia e all’estero tra le quali David (con Andrea Riccadonna, Edizioni BD, Milano, 2008) e Shutter Island (sempre con Andrea Riccadonna, Edizioni BD, Milano, 2010). A gennaio 2011 ha fatto il suo esordio sul mercato delle apps digitali con il primo fumetto tridimensionale interattivo realizzato dall’inglese DeepApps LTD.



Il fumetto di Macbeth sarà in vendita al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena al costo di 7 euro. Gli abbonati del Comunale potranno acquistarlo al prezzo scontato di 5 euro. Prossimamente Macbeth sarà in vendita anche in alcune librerie di Modena e Bologna.
COMUNICATO STAMPA

Al Piccolo Teatro Grassi, dal 20 al 24 aprile 2010

Macbeth: Declan Donnellan e Cheek by Jowl tornano nella sede storica di via Rovello


Dopo Pene d’amor perdute di Lev Dodin, continua, con un altro Shakespeare, il Macbeth di Declan Donnellan e della sua compagnia, Cheek by Jowl, la programmazione internazionale del Piccolo Teatro Grassi. Il regista e la sua compagnia tornano nel sede storica di via Rovello, dal 20 al 24 aprile 2010, dopo lo straordinario successo di Cymbeline nel Festival dei Teatri d’Europa del 2007.
In scena per sole cinque repliche, Macbeth secondo Donnellan è una grande tragedia dell’immaginazione: un uomo e una donna, incatenati l’uno all’altra dall’ambizione, periscono in un lago di sangue.
Ancora Shakespeare, per il più internazionale dei registi inglesi, amato e apprezzato in tutto il mondo, dall’Inghilterra (ha vinto ben tre Laurence Olivier Awards, il massimo riconoscimento teatrale britannico), alla Francia, alla Russia. Donnellan in Macbeth riporta in vita sulla scena l’universo celtico shakespeariano di stregoneria, fantasmi e apparizioni, in un’esperienza allucinatoria tra suoni e ombre.
Di Donnellan e del suo lavoro è stato scritto che ha riportato “linfa vitale ai classici, con performance intense e vivide, come un raggio laser che dia fuoco al testo” (The Guardian).
Fondata da Declan Donnellan e Nick Ormerod nel 1981, la compagnia è stata in tournée in più di 300 città e in 40 Paesi, ed è Associate Company del Barbican di Londra.


LA SCHEDA

Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2 (MM1 Cordusio) – dal 20 al 24 aprile 2010
Macbeth
di William Shakespeare
regia Declan Donnellan
scene Nick Ormerod
movimenti Jane Gibson
luci Judith Greenwood
musica Catherine Jayes
suono Helen Atkinson
assistente alla regia Owen Horsley




con Will Keen, Anastasia Hille, David Caves, David Collings, Kelly Hotten,
Orlando James, Ryan Kiggell, Vincent Enderby, Jake Fairbrother,
Nicholas Goode, Greg Kolpakchi, Edmund Wiseman
produzione Cheek by Jowl in coproduzione con barbicanbite10; Les Gémeaux/Sceaux/Scène Nationale; Koninklijke Schouwburg, The Hague; Grand Théâtre de Luxembourg; Théâtre du Nord, Lille e Théâtre de Namur/Centre dramatique.

Con il supporto del Britsh Council.

In lingua inglese con sopratitoli in italiano, a cura di Prescott Studio.

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30.

Durata: 2 ore senza intervallo

Prezzi: platea 38 euro, balconata 29,50 euro - Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Biglietteria telefonica 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Macbeth_%28opera%29
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Macbeth_%28opera%29&action=history

Macbeth (opera)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Macbeth

 
Titolo originale:  
Lingua originale: italiano
Genere: opera seria
Musica: Giuseppe Verdi
Libretto: Francesco Maria Piave, Andrea Maffei
(libretto online)
Fonti letterarie: Macbeth di William Shakespeare
Atti: quattro
Epoca di composizione: 1847
Prima rappresentazione: 14 marzo 1847
Teatro: Teatro della Pergola, Firenze
Prima rappresentazione italiana:  
Teatro:  
Versioni successive:
19 aprile 1865, Théâtre Lyrique, Parigi
Personaggi:
  • Duncano, re di Scozia (mimo)
  • Macbeth, generale dell'esercito del re Duncano (baritono)
  • Banco, generale dell'esercito del re Duncano (basso)
  • Lady Macbeth, moglie di Macbeth (soprano)
  • Dama di Lady Macbeth (mezzosoprano)
  • Macduff, nobile scozzese, signore di Fiff (tenore)
  • Malcolm, figlio di Duncano (tenore)
  • Fleanzio, figlio di Banco (mimo)
  • Medico (basso)
  • Un domestico di Macbeth (basso)
  • Sicario (basso)
  • Araldo (basso)
  • Ecate, dea della notte (danzatrice)
  • Streghe, messaggeri del re, nobili profughi scozzesi, sicari, soldati inglesi, bardi, spiriti aerei, apparizioni.
Autografo:  
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Macbeth è la decima opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave, ma molte parti furono riviste o riscritte da Andrea Maffei.

Dopo l'iniziale successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, l'opera cadde nell'oblio, e in Italia fu riesumata con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nel panni della protagonista femminile. Da allora è entrata stabilmente in repertorio.

Indice

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Trama [modifica]

 

Atto I [modifica]

In Scozia. Macbeth e Banco sono di ritorno da una vittoriosa battaglia contro i rivoltosi. Incontrano tre streghe, che fanno loro una profezia: Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco regnerà. Parte della profezia si avvera subito. Giunge infatti un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Al castello, si attende la venuta del sovrano. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l'ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re. La notte avviene il regicidio.

 

Atto II [modifica]

Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth è terrorizzato dall'apparizione del fantasma di Banco.

 

Atto III [modifica]

Inquieto, Macbeth torna dalle streghe per interrogarle. Il verdetto è oscuro: egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birman non gli muoverà contro e che nessun "nato di donna" potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita ad uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff, che insieme a Malcolm sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth.

 

Atto IV [modifica]

L'esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcom e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l'impressione che l'intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l'invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l'uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio ("nessun nato di donna ti nuoce").

 

Caratteri generali [modifica]

Il Macbeth (o Macbetto come amava chiamarla il compositore con un affetto intimo) fu composta da Giuseppe Verdi nel 1847 (anno in cui si dedicherà anche alla composizione de I masnadieri) su libretto di Francesco Maria Piave per il Teatro della Pergola di Firenze dove fu rappresentato nel marzo di quell'anno.

La complessa struttura del dramma shakesperiano in cinque atti fu sintetizzata dal Piave, non senza difficoltà, in una struttura in quattro atti che risulta dal punto di vista "logistico" difficilmente rappresentabile per i numerosi cambi scena e le ambientazioni complesse, come le due scene ambientate nei boschi (introduzione dell'atto primo e finale ultimo) e una certa incongruenza nelle due parti dell'atto terzo (la Gran scena delle apparizioni e il duetto "Ora di morte e di vendetta"). Bisogna tuttavia riconoscere a Piave, la cui opera fu rivista dal Maffei, la solita grande abilità di composizione ed una, per quanto difficile, aderenza al testo di Shakespeare.

In questa opera si evidenzia ancora un Verdi molto legato alle forme tradizionali che lo portano sulla partitura edita da Ricordi ancora a suddividere le sequenze melodrammatiche in pezzi chiusi come Cavatine, Gran scena, sestetto, duetto e recitativo, una forma che abbandonerà solo dopo la Traviata con la partitura del Ballo in Maschera che risulta, per l'appunto, priva di tali suddivisioni e più omogenea.

Il soggetto, caro a Verdi, come d'altronde tutti i soggetti di Shakespeare - che soleva chiamare Papà Guglielmo - si presenta molto bene articolato sul punto di vista delle voci, in una completezza che porta ad una soddisfazione intima dell'uditore che vede soddisfatte tutte le sue ambizioni musicali da ascoltatore.

In effetti la schematizzazione dei personaggi nei gruppi del "bene" (Malcolm, Macduff, Banco) e del "male" (Lady Macbeth, Macbeth) sono riflessi dai modi di cantare: i primi cantano insieme ai cori e con declamati molto patetici (come l'aria del IV atto di Macduff) che rispondono all'ideale del "giusto" nell'opera ottocentesca; i secondi e soprattutto Lady Macbeth cantano sottovoce e con toni cupi espressamente evidenziati da Verdi nella partitura stessa.

 

I personaggi [modifica]

 

Lady Macbeth [modifica]

Lady Macbeth è il personaggio psicologicamente più sfaccettato: è inconsciamente malvagia, ma al tempo stesso è fragile e compassionevole. È lei a spingere Macbeth, di per sé ignavo, verso la serie di efferati delitti che lo portano al trono. Verdi ha affidato il ruolo ad un soprano drammatico d'agilità, mantenendosi però nell'ambito di una tessitura media, quasi da mezzosoprano. Alla cantante sono richieste potenza e agilità insolite, una notevole estensione nel registro grave e una tecnica inappuntabile (basti pensare al re bemolle sovracuto nella scena del sonnambulismo, da eseguire "con un fil di voce, ma sostenuto"). Se si eccettua l'aria del primo atto "Vieni! t'affretta", con la brillante cabaletta "Or tutti sorgete", la sua musica ha un tono lugubre e inquietante. Si narra che Verdi, per la prima dell'opera, dicesse che la Lady dovesse avere voce sgradevole e strisciare sul palcoscenico, con caratteri più da demone che da donna.

 

Macbeth [modifica]

Macbeth invece è un virile baritono a cui vengono affidate pagine brillanti e insieme di estrema introspezione (vedi il duetto Due vaticini e l'aria finale Pietà, rispetto, amore) che Verdi evidenzia con una accurata notazione sul rigo musicale a lui relativo.

 

Le streghe [modifica]

Fra i gruppi di cui sopra si interpongono le streghe che sono i mezzi del fato. Le loro apparizioni sono due all'inizio dell'atto primo, nell'Introduzione, dove assumono dei caratteri grotteschi e quasi ironici e nell'atto terzo, dove invece sono le misteriose artefici del fato con lugubri toni e tuttavia grande grazia e sensibilità si richiede alle cantanti nel coretto ballabile "Ondine e silfidi".

 

L'edizione francese [modifica]

Nell'edizione francese del 1863, Verdi aggiunse l'aria di Lady Macbeth "La luce langue", nel secondo atto e il Ballo del terzo atto. Esso rappresenta probabilmente la più bella incursione di Verdi nel regno della danza, caro al melodramma francese, unendo la consueta perizia teatrale ad una solida scrittura sinfonica, che si rivela anche con l'uso di quasi tutti i timbri dell'apparato orchestrale.

Inoltre egli modificò numerosi passi, ne tagliò altri e riscrisse ex novo il coro "Patria oppressa".

 

Brani famosi [modifica]

  • Che faceste, dite su, coro di streghe (atto I)
  • Vieni! t'affretta, cavatina di Lady Macbeth (atto I)
  • Mi si affaccia un pugnal?, scena di Macbeth (atto I)
  • Schiudi, Inferno, la bocca, concertato (atto I)
  • La luce langue, romanza di Lady Macbeth (atto II - seconda versione)
  • Si colmi il calice, concertato (atto II)
  • Tre volte miagola, coro di streghe (atto III)
  • Ballo (atto III - seconda versione)
  • Ondine e silfidi, coro e ballabile (atto III)
  • Ora di morte e di vendetta, duetto tra Macbeth e Lady Macbeth (atto III)
  • Patria oppressa, coro di profughi (atto IV - diverso nelle due versioni)
  • Ah, la paterna mano, aria di Macduff (atto IV)
  • Una macchia è qui tuttora (scena del sonnambulismo), aria di Lady Macbeth (atto IV)
  • Pietà, rispetto, amore, romanza di Macbeth (atto IV)
  • Macbeth, dov'è?, coro della vittoria (atto IV)

 

Bibliografia [modifica]

  • Fabio Vittorini, La soglia dell'invisibile. Percorsi del Macbeth: Shakespeare, Verdi, Welles, Roma, Carocci, 2005

 

Voci correlate [modifica]

Opere di Giuseppe Verdi
 

Oberto, Conte di San Bonifacio · Un giorno di regno · Nabucco · I Lombardi alla prima crociata · Ernani · I due Foscari · Giovanna d'Arco · Alzira · Attila · Macbeth · I masnadieri · Jérusalem · Il corsaro · La battaglia di Legnano · Luisa Miller · Stiffelio · Rigoletto · Il trovatore · La traviata · I vespri siciliani · Simon Boccanegra · Aroldo · Un ballo in maschera · La forza del destino · Don Carlos · Aida · Otello · Falstaff


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Corrado d'Elia e la direzione di Teatro Libero al debutto dello spettacolo:

MACBETH
“La vita non è che un’ombra vagante” da William Shakespeare
Compagnia Atlantide - Teatro di Verona
Regia di Paolo Valerio

IN SCENA da mercoledì 6 ottobre a domenica 17 ottobre 2004 al Teatro Libero di Milano


con
attori: Elena Giusti, Roberto Petruzzelli, Paolo Valerio
attori danzatori: Sisina Augusta, Andrea Mirabile, Lorenzo Pagani
musicisti: Luca Reale, Sabrina Reale, Massimo Rubulotta
coreografie Sisina Augusta; compositore Andrea Mannucci; costumi Chiara Defant
assistente alla regia Paola Degiuli
************
Il racconto di MacBeth, attraverso le parole, il corpo, la musica.
Tutto ruota intorno a questo numero TRE ed alla sua simbologia. Tre streghe. Tre profezie. E così tre attori, tre danzatori, tre musicisti in scena.
Il dramma della colpa. Del senso di colpa. Dell’ossessione dell’ambizione.
E dell’ambizione trasformata in peccato. Un luogo di una realtà oscillante e mutevole, un luogo “della notte” dove i sogni si trasformano per diventare incubi e paura. Lo spettacolo nasce proprio da qui: dalla suggestione delle parole color nero della notte e color rosso del sangue.
Le streghe, il corpo del “vorrei”
Lady MacBeth, demoniaca e umana nella sua fragilità
MacBeth, nobile e disperato, incapace di non cedere alla tentazione
Banquo, Re Duncan, MacDuff e tutti gli altri personaggi raccontati da un narratore trasformista, quasi reale fantasma della tragedia.
La musica crea e accompagna la storia, le immagini e le emozioni, il suono delle macchie e le contraddizioni dell’essere umano.

“Il bello è brutto, il brutto è bello.”
MacBeth atto I, sc. 1

produzione Atlantide / Teatro di Verona
__________________________MACBETH

Progetto e regia di Corrado d'Elia

assistente alla regia  Francesca Cavalleri

con Marco Brancato, Margherita Di Rauso, Guglielmo Menconi, Maria Pia Pagliarecci, Elisa Pella, Marco Brambilla, Davide Palla, Fabio Paroni

Scene di Fabrizio Palla
Costumi di Enza Bianchini
Luci Andrea Lisco

Spettacolo inserito in Invito a Teatro 

Tutto parte dal niente. Il nero assoluto. Il buio pesto della colpa e della notte infernale  che sembra non potersi dileguare.

Poi il destino chiama tre volte con voci suadenti di vittoria e i tre “salve” illuminano strade di seduzione che sembrano aprire tempi diversi e spalancare  futuri di potenza e di  gloria.

Solo l’ambizione, avvolta su se stessa, può credere di diradare una nebbia che non ammette intrusioni.

Così appaiono Macbeth e la Lady,  fiammelle indivisibili di un girone infernale, a illuminare con la luce del desiderio e dell'ambizione il buio di un luogo non luogo, caverna della mente e dello spirito, nero inferno delle passioni irrazionali.

Sarà lei stessa, orgogliosa sacerdotessa del male assoluto, ad avviare il rito sacrificale per consacrarsi ad una eternità senza fine.

Lei stessa  a trovare il coraggio per il sacrificio estremo,  l'uccisione dell'unico brandello d'amore, l'unica umana resistenza alle potenze eterne del male che  già  la chiamano regina.

Ma come per chi osa non potendo osare, come per chi gioca con qualcosa più grande di  lui, sarà inghiottita dalle stesse forze che avrà evocato, perduta per sempre dal suo orgoglioso atto di superbia, resa folle dalla sua brama di potere.

Così Macbeth, inconsapevole e impotente vittima sacrificale, rimane solo ad affrontare apparizioni e profezie, perduto in un crudele supplizio.

Nel gioco infernale dell'autodistruzione mentale non ci è dato sapere se davvero è  Macbeth ad uccidere o soltanto un suo stato di alterazione.

Ogni tentativo di porre fine al supplizio è  vano.

Quello che è cominciato non si cancella.

Indietro non si torna.

Quello che è fatto non può essere disfatto.

La dimensione è quella onirica e orrifica di un grande incubo.

Il luogo è uno spazio scenico nudo, labirinto inciso nel nero dove la luce del giorno non giungerà mai.

Macbeth, il grande sconfitto è precipitato nell'incubo più nero da cui non si risveglierà più, travolto dalle stesse forze del male che ha creduto di poter governare.

 
COMUNICATO STAMPA


DA GIOVEDI’ 9 GIUGNO AL TEATRO STUDIO
“VORTICE DEL MACBETH” DI MARCIDO MARCIDORJS E FAMOSA MIMOSA



Giovedì 9 giugno, al Teatro Studio, ore 20.30, Vortice del Macbeth, da Macbeth di William Shakespeare con Marco Isidori e Maria Luisa Abate. Scene e costumi Daniela Dal Cin, regia Marco Isidori.



“Quale spazio? E per quale teatro?”. La Compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa tenta di dare risposta a tale quesito mettendo in scena uno spettacolo ispirato al Macbeth di Shakespeare, punto di arrivo di una ricerca sulle potenzialità dello spazio scenico inteso come luogo di trasformazione, concentrazione e scambio di energie tra attori e spettatori.

In un’unica struttura scenografica, la “Torre del Teatro Rosso”, opera di architettura teatrale cui si accede tramite un ponte levatoio, il gruppo orchestrato da Marco Isidori riunisce spazio dell’azione, parola, movimento e spettatori (80 alla volta), in una rielaborazione dei temi e dei motivi del Macbeth shakespeariano, dove si fondono coreografia e parola recitante, dando vita a un “sabba” infernale il cui officiante è allo stesso tempo Macbeth e Lady Macbeth, ambigua entità interpretata da Marco Isidori.

Macchine sonore e inquietanti apparizioni accompagnano le ossessive cadenze intonate dagli attori, mentre scontri fisici e lotte sanguinose si alternano a momenti di intenso lirismo.

Contemporaneamente allo spettacolo è in mostra la Torre stessa come installazione autonoma.

La Torre del Teatro Rosso - così è denominata la struttura all’interno della quale lo spettacolo prende vita - sviluppa infatti, lungo le sue quattro pareti, per quasi 120 metri quadrati dipinti dalla scenografa Daniela Dal Cin, una superficie pittorica di grande rilevanza cromatica, dove è stato possibile costruire un itinerario figurale con aperti rimandi sia alla tradizione pittorica occidentale, che alla tessitura ideogrammatica orientale.

Piccolo Teatro Studio – via Rivoli 6 (M2 Lanza)
Dal 9 al 25 giugno 2005
Vortice del Macbeth
di William Shakespeare

con Marco Isidori, Maria Luisa Abate, Davide Barbato, Roberta Cavallo, Alessandro Curti,

Grazia Di Giorgio, Paolo Oricco, Isadora Pei, Elena Serra, Carlino Sorrentino

scene e costumi Daniela Dal Cin, regia Marco Isidori

Produzione Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa
in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana


Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Lunedì riposo. Da sabato 18 a martedì 21 giugno riposo.


Durata 140’ senza intervallo

Prezzi: intero 22,50 euro – ridotto 18.00 euro

Per informazioni e prenotazioni: tel. 02 72 333 222 - www.piccoloteatro.org