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| Comunicato stampa Torino, 18 ottobre 2011 TREDICI CONCERTI AL CONSERVATORIO G. VERDI DI TORINO PER LA NUOVA STAGIONE DI LINGUAGGI JAZZ dal 29 ottobre 2011 al 17 marzo 2012 Torna il camaleonte ad annunciare la nuova stagione di Linguaggi Jazz organizzata dal Centro Jazz Torino. Appropriato logo della rassegna il camaleonte vuole esplicitare immediatamente il valore intrinseco di questa musica: capacità di rinnovamento e trasformazione senza perdere di vista le sue caratteristiche originali. In piena continuità con le sue edizioni precedenti il cartellone della STAGIONE 2011-2012 è concepito in rapporto dialettico tra tradizione e innovazione. Prevede concerti con artisti di primo piano del jazz nazionale e internazionale, appartenenti a generazioni ed aree distinte. Alcuni di questi vantano un successo consolidato da molti anni, altri sono giunti alla ribalta più recentemente, tutti sono impegnati in una serie di progetti di altissimo profilo musicale. Linguaggi Jazz continua ad offrire una intensa testimonianza dell’essenziale capacità di questo genere musicale di rinnovarsi e trasformarsi: grazie ai suoi confini sempre aperti, alla vitalità, complessità e attualità straordinarie del suo vocabolario espressivo, alla ricchezza e fluidità del suo fascino e al suo sapersi esporre costantemente ad una pluralità di interpretazioni. Il jazz è un linguaggio, ma al tempo stesso molteplicità di lessici diversi, di pronunce e di dialetti, un modo di declinare la musica che spesso, sfuggendo a facili schemi interpretativi, continua ad affermare la propria straordinaria attualità. Tutti gli appuntamenti sono in programma presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino (ingresso da piazza Bodoni 8) La Stagione 2011 2012 di Linguaggi Jazz è realizzata con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino e Camera di Commercio di Torino PROGRAMMA La stagione sarà inaugurata SABATO 29 OTTOBRE da una formazione straordinaria: si tratta del RICHARD GALLIANO “LA STRADA QUINTET” Omaggio a Nino Rota”. Nel centenario della nascita di Nino Rota, il fisarmonicista francese Richard Galliano rende un tributo ad uno dei più prolifici e ispirati compositori del ventesimo secolo. Con Richard Galliano, che in questo concerto si esibirà - evento eccezionale - anche al trombone, saranno il sassofonista e clarinettista inglese JOHN SURMAN, il trombettista americano DAVE DOUGLAS, il contrabbassista russo BORIS KOZLOV ed il batterista americano CLARENCE PENN. SABATO 5 NOVEMBRE il programma prevede uno dei pianisti più creativi d’Europa, FRANCO D’ANDREA. L’Académie du Jazz de France, un’istituzione creata nel 1955 da un gruppo di intellettuali come Jean Cocteau, gli ha appena conferito il titolo di “Miglior Musicista Europeo del 2010”; in oltre quaranta anni di carriera ha suonato con molti dei più grandi del jazz, tra gli altri, Gato Barbieri, Max Roach, Dexter Gordon, Steve Lacy. In questa occasione si presenta con “THREE”: DANIELE D’AGARO al clarinetto, MAURO OTTOLINI al trombone e, ospite eccezionale, il portentoso percussionista olandese HAN BENNINK. SABATO 12 NOVEMBRE il chitarrista PINO RUSSO che è stato soprannominato “un'orchestra ai sei corde” per la concezione dinamica della produzione sonora e del "gesto" chitarristico, nel suo ambizioso progetto Mr Davis, Mr Monk, rilegge con accenti e intonazioni completamente personali, il repertorio di due icone del jazz moderno: Miles Davis e Thelonious Monk. SABATO 19 NOVEMBRE avremo il JMR MOUNTAIN TRIO formato dall’inglese DAVID JACKSON, definito il “Van Gogh del sassofono”, a lungo componente dei Van Der Graaf Generator, uno dei gruppi più rilevanti del progressive rock britannico; il percussionista MICHELE RABBIA, che opera da tempo nell’ambito del jazz più “avventuroso” e cura lavori con la poesia, il teatro e la danza; completa il trio MARTIN MAYES, artista eclettico, scozzese di nascita e torinese di adozione, è specialista di corno moderno, corno a mano, corno delle Alpi e conchiglia; è membro dell’Italian Instabile Orchestra. DOMENICA 27 NOVEMBRE eccezionalmente Linguaggi Jazz si presenta di domenica per ospitare PAOLO FRESU in MISTICO MEDITERRANEO . Dopo aver incrociato le musiche della sua terra, la Sardegna, in progetti come “Sonos ‘e memoria” e “Etnografie”, il viaggio nel Mediterraneo di Paolo Fresu approda nei suoni della tradizione musicale della Corsica per un suggestivo incontro con la polifonia dell’isola “sorella”. Suo compagno DANIELE DI BONAVENTURA al bandoneon, strumento d’aria e respiro, anello di congiunzione ideale fra la tromba del musicista di Berchidda e le sette voci del coro a cappella A FILETTA guidato da Jean-Claude Acquaviva, gruppo faro della polifonia corsa. SABATO 10 DICEMBRE il prolifico e geniale sassofonista, clarinettista e compositore torinese MARCO TARDITO alla guida del gruppo dei KANGAROUX si cimenta in “ADRIANO CELENTANO: ABSTRACTIONS” una originalissima rilettura delle più note canzoni di Adriano Celentano, considerato da sempre un’icona trasgressiva del panorama musicale italiano; il Molleggiato ha contribuito ad ampliare il repertorio della musica leggera con numerosi piccoli capolavori che appartengono alla memoria culturale del nostro Paese e che diventano per Tardito e i suoi compagni uno stimolante terreno di nuova ricerca e improvvisazione. GIOVEDI’ 15 e SABATO 17 DICEMBRE Linguaggi Jazz chiude il programma del 2011 con due concerti di musica religiosa afroamericana, protagoniste le SELVYS GOSPEL SINGERS. Dal 1988 le figlie dell’”Apostolo” Jesse Selvy e della “Profetessa” Johnnie Selvy, rappresentano dalla loro base di Earle, una cittadina nei dintorni di West Memphis, i valori più profondi ed esplosivi del gospel dell’Arkansas. Conosciute come The Selvys, Jessica, Jennifer, Joni, Jacklyn (la ricorrenza dell’iniziale “J”, presente nei nomi di tutti i membri della famiglia, è un palpabile richiamo a Jesus, del quale si definiscono “ambasciatrici”), questo gruppo di giovani veterane del gospel ha conquistato un ruolo di rilievo nell’odierno panorama sudista: hanno condiviso la scena con maestri come Lee Williams, i Williams Brothers, i Canton Spirituals, combinando i valori autentici della tradizione con una cornice espressiva contemporanea. 2012 SABATO 4 FEBBRAIO Linguaggi Jazz inizia la sua seconda parte con il ROMANO SCLAVIS TEXIER TRIO ovvero il batterista ALDO ROMANO, il clarinettista e sassofonista LOUIS SCLAVIS ed il contrabbassista HENRI TEXIER si cimentano in AFRICAN FLASHBACK!, risultato del loro più recente viaggio musicale nel Continente Nero, in cui il trio di titani del jazz francese riafferma, dopo Carnet de Routes e Suite Africaine, il proprio “Africanismo elettivo” e la predilezione per le suggestioni etniche. SABATO 11 FEBBRAIO per la prima volta a Torino KYLE EASTWOOD; oltre ad essere l'autore delle colonne sonore di film del padre Clint Eastwood come Mystic River, Million Dollar Baby, Gran Torino e Invictus, Kyle dirige una affiatatissima band della quale è contrabbassista e principale compositore. Il suo quinto album, Songs From The Chateau, è stato realizzato in un castello del XV secolo presso Bordeaux, sebbene la maggior parte dei pezzi siano stati scritti on the road ed altri ripresi da tracce scritte per il film Invictus. I comprimari di Kyle, tutti luminari della scena jazz britannica e suoi partner di lungo corso sono ANDREW MCCORMACK al pianoforte, GRAEME BLEVINS al sax, GRAEME FLOWERS alla tromba e MARTYN KAINE alla batteria. SABATO 25 FEBBRAIO sarà la volta del duo FABRIZIO BOSSO e LUCIANO BIONDINI, impegnati in un recital che è la rappresentazione di un taccuino di viaggio e che richiama sia al mondo del jazz che a quello delle fragranze mediterranee. Biondini è un fisarmonicista misurato, il tocco e il suono sono impeccabili, il linguaggio maturo e personale, lascia supporre una profonda conoscenza della tradizione jazzistica moderna ed un revisionismo storico tutto personale. Bosso, che sta vivendo un periodo di grande intensità artistica, lo asseconda in questa ricerca, tra le irruenze del suo suono e le delicate alchimie del suo animo. Gli ultimi anni lo segnalano come uno dei più celebrati musicisti italiani. SABATO 3 MARZO ritorna a Torino dopo diversi anni il ROVA SAXOPHONE QUARTET, formazione tra le più ambiziose a emergere nella San Francisco di fine anni Settanta; il Rova nasce più o meno in contemporanea con un’altra compagine assai rinomata, il World Saxophone Quartet, e poggia le radici nella contaminazione tra arti visuali, serialismo, free jazz, rock d’avanguardia e le musiche popolari e tradizionali dell’intero pianeta. Secondo la Penguin Guide to Jazz la musica dei quattro evoca “un cosmo brulicante di suoni di sax”, creato per “sfuggire deliberatamente alle nozioni convenzionali di swing e tendere ai confini del suono e dello spazio”. A giudizio unanime, l’unica costante è il rifiuto dei cliché. SABATO 17 MARZO a un anno esatto dall’uscita di Organum, un lavoro in cui l’improvvisazione jazz incontra il rock sperimentale di stampo teutonico, il trombettista e compositore torinese GIORGIO LI CALZI propone in anteprima il suo nuovo progetto con la TetrOrchestra. È interamente interpretato dal gruppo che lo accompagna da anni, con un’estetica in bilico tra ambient music, jazz e rock minimalista. Nato nel 1965, Li Calzi suona e registra piano e sintetizzatore fin da bambino; alla tromba, che studia con Enrico Rava, si dedica dal 1990. Suonano con lui il chitarrista ROBERTO CHECCHETTO, il bassista ALESSANDRO MAIORINO, il batterista DONATO STOLFI. PREVENDITA BIGLIETTI PER TUTTI I CONCERTI presso la Segreteria dell’ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRO JAZZ TORINO Via Pomba 4 - Tel. 011 884477 Orario Segreteria: dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 20 il sabato (giorno di concerto) dalle ore 14 alle ore 18 Biglietti: Posto unico numerato € 20 Riduzioni per tutti i concerti con coupon TORINOsette sconto di € 2 e ulteriori riduzioni per studenti universitari (sino a 26 anni) Le riduzioni si effettuano solo in prevendita BIGLIETTERIA SERALE i biglietti saranno in vendita, 45 minuti prima dell’inizio dei concerti presso la biglietteria del Conservatorio G. Verdi Piazza Bodoni Torino PER SCARICARE LE IMMAGINI AD ALTA DEFINIZIONE DEGLI ARTISTI: www.centrojazztorino.it/linguaggijazz/ PER INFORMAZIONI: Associazione Culturale Centro Jazz Torino via Pomba 4 10123 TORINO tel. 011 884477 centrojazz@centrojazztorino.it www.centrojazztorino.it |
| COMUNICATO STAMPA con invito di pubblicazione Torino, 19 ottobre 2011 22 ottobre 2011 TULLIO DE PISCOPO New Jazz Project Pinerolo - Teatro Sociale, ore 21,15 Esposizione a cura di Giulio Agostino Jazz Visions, la rassegna di musica e arti visive a cura del Cenacolo studi “Michele Ginotta”, con la direzione artistica di Luigi Martinale, ospita l'evento conclusivo della stagione 2011: un prestigioso appuntamento, sabato 22 ottobre 2011, al Teatro Sociale di Pinerolo (piazza Vittorio Veneto 21), in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e l'Assessorato alla Cultura. Presentare Tullio De Piscopo è forse inutile, vista la notevole popolarità di molti suoi brani di successo (uno per tutti “Andamento Lento”), che hanno raggiunto il grande pubblico. Molti forse però non sanno che, dietro allo show man della musica pop, si cela uno dei più stimati batteristi jazz italiani, la cui carriera è contraddistinta da collaborazioni illustri e partecipazioni a gruppi che hanno fatto la storia del jazz italiano. Quando infatti le sue bacchette si dedicano alla grande via del jazz, emerge prepotente l'amore per l'hard bop sanguigno e travolgente, affrontato con un talento fatto di grande capacità comunicativa e di raffinata tecnica strumentale. Di prim'ordine i musicisti con cui si esibisce: Gianluca Tagliazucchi al pianoforte; il contrabbassista Luciano Milanese, con cui ha condiviso il suo percorso con Gianni Basso; Claudio Capurro ai sassofoni; Stefano Calcagno al trombone; il percussionista Matteo Mammoliti. Impreziosisce il concerto la splendida voce di Patrizia Conte. Durante la serata sarà possibile visitare, nel foyer del teatro, la mostra fotografica, a cura del gruppo “Click & Jazz”, con i migliori scatti realizzati in occasione del concerto del gruppo francese “Ceux Qui Marchent Debut”, tenuto lo scorso luglio a Saluzzo. La consueta parte visiva della rassegna è affidata a Giulio Agostino, artista le cui mostre, da anni, sono segnate da significativi riconoscimenti di critica e di pubblico. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Hanno scritto di lui Mauro Comba, Marta Concina, G.Gonnella, L.Lepri, GG.Massara, Angelo Mistrangelo, A.Oberti. Principali esposizioni: Antichi Chiostri (Torino, 1994), Galleria Abaco (Torino, 1996), Expo Arte Padova (1997), Piemonte Artistico e Culturale (Torino, 1998, 2009), Expo Artisti Torino (1999), Castello Maria Adelaide di Susa (2001, 2003), Saletta degli Artisti (Torino, 2003), Galleria Minerva (Perugia), Fortezza del Girifalco di Cortona (2003), Maison Charles Grandemange (Chantraine, 2005), Villa Boselli (Arma di Taggia, 2008), Spazio espositivo Banca Sella (Torino 2010). Per il concerto conclusivo della rassegna Jazz Visions, una sua installazione sarà sistemata nello spazio scenico, dove si esibirà Tullio De Piscopo. La sua prossima personale si terrà presso la Art Wine Gallery, Palazzo Medici del Vascello, ad Asti, con vernice, il 4 novembre 2011 (cfr. Federico Caldera, Nastri colorati mossi dal vento, in “Art & Vine”, n.20, anno 2011, pp.40-41). Biglietti: 10 euro biglietto intero, 7 euro ridotto. Info e programma: 339 2514218 – 347 3141294 www.jazzvisions.it info@jazzvisions.it TULLIO DE PISCOPO Biografia Completa Tullio De Piscopo, nato a Napoli il 24 febbraio 1946 (esattamente a Porta Capuana), cresce in una famiglia di musicisti, in particolar modo di percussionisti, perciò fin da bambino familiarizza con percussioni d'ogni genere, bacchette e tamburi vari. Il padre Giuseppe e' stato batterista e percussionista nella più importante Orchestra napoletana diretta dal Maestro Giuseppe Anepeta. Il fratello Romeo suonava la batteria con vari gruppi di jazz nell'ambito del circolo Nato di Bagnoli. Tullio, sotto la guida del padre e del fratello, ha conosciuto ed ascoltato i dischi di grandi musicisti quali: Charlie Parker, Miles Davis, Kenny Klarke, Art Blakey. Max Roach e tanti altri, tuttavia è in massima parte un autodidatta, costretto per necessità a tredici anni a lavorare nei night club che ospitavano i Marines della flotta americana nel porto di Napoli. Seguirono poi esperienze con compagnie d'avanspettacolo (Derio Pino e Grazia Cori, Beniamino Maggio e Pinuccia Nava). 1970. Dopo il Servizio di Leva (nei Bersaglieri, in particolare nella Fanfara dove suonava il Basso tuba considerato che nelle Fanfare non esistono percussioni) si trasferisce a Bologna suonando per la più importante Orchestra da ballo di Paolo Zavallone. In questa Orchestra conosce il grande sassofonista tenore Giorgio Baiocco e con Lui instaura una fraterna amicizia chè durata fino alla Sua dipartita. Nel frattempo Tullio fa la spola tra Napoli e Milano dove frequenta il mitico Jazz Club “Il Capolinea” dove si fa conoscere per le sue doti naturali di jazzman. Comincia a suonare con i gruppi di Enrico Intra e Franco Cerri, ma stanco della spola NAMINA (NApoli MIlano NApoli) si trasferisce definitivamente a Milano trovando la sua giusta posizione nel mondo del jazz. 1971. Occupa il posto di batterista nel mitico gruppo di Gianni Basso ed Oscar Valdambrini partecipando ai festival più importanti di quel periodo in Italia. Incide il suo primo disco da solo – un 45 giri per sola batteria e percussione con i brani FASTNESS e COAGULATION - per l'etichetta del produttore Aldo Pagani. 1973. Assieme ad Enrico Intra, Dino Piana e Gianni Basso forma il Jazz Power Group e con Renato Sellani e Dodo Goya forma il trio portando l’eleganza ed il tocco raffinato di Renato Sellani nei più importanti Teatri italiani. Negli anni ottanta subentra Luciano Milanese. In questo stesso anno De Piscopo incide il suo primo LP “Suonando la batteria” per la "Vedette Records". 1974. Tullio De Piscopo diventa il batterista più ricercato negli Studi di registrazione italiani, non solo per il jazz, ma anche per la musica leggera (Adriano Celentano, Mina, Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Mino Reitano, Toto Cutugno, Roberto Vecchioni, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Pino Donaggio, Domenico Modugno, New Trolls, Atomic System, Franco Battiato e tanti altri). Nello stesso anno inizia la collaborazione con il grande Astor Piazzolla con il quale incide il Long Playng LIBERTANGO seguito poi dal LP SUMMIT con Gerry Mulligan ed Astor Piazzolla. Con Astor Piazzolla registra – nel corso degli anni – ben 11 LP. A settembre del 1974 – per il Festival del Cinema di Venezia – Tullio suona con Eumir Deodato e la sua grande orchestra per uno special televisivo su RAIUNO. 1975. Su consiglio di Eumir Deodato, Bob James arriva in Italia e chiede di avere De Piscopo al suo fianco per uno special televisivo sempre per il Festival del Cinema di Venezia. Intanto Tullio accompagna Astor Piazzolla in tourneè in tutto il mondo. 1976. De Piscopo accompagna sempre più frequentemente musicisti americani in Tourneè in Italia. Con Gerry Mulligan in particolare, compie un tour che lo porta in Francia, Spagna ed al Festival mondiale della musica a Palma di Majorca, con Mulligan incide due dischi. Nel mese di ottobre De Piscopo forma il suo primo gruppo (REVOLT GROUP). 1977. Kay Winding vuole la sua collaborazione per la registrazione dell'album "Duo Bones" assieme a Dino Piana, Giovanni Tommaso ed Enrico Pieranunzi. Dal 1977 al 1982 viene conferito a Tullio – per ben 6 anni consecutivi - il premio speciale della critica “Premio Nazionale del Paroliere” , per il settore Jazz e Session Man. 1978. Assieme ad Alberto Radius, Giorgio Baiocco, Sante Palumbo e Julius Farmer registra il fortunatissimo LP “Carta straccia” seguito da una tourneè in tutta Italia. 1979. Gli è conferito l'ambito riconoscimento quale musicista dell'anno dal popolare referendum di TV Sorrisi e Canzoni. Il "Dies Irae" di Mozart e la "Messa da Requiem" di Verdi, per batteria, Orchestra e Coro, sono capolavori che De Piscopo, ha portato con gran successo di critica e di pubblico nei suoi concerti. 1980. Compie una tourneè con Severino Gazzelloni all'insegna del flauto danzante. Dirige una Big Band con Attilio Donadio, partecipa all'Eurofestival di Ivrea, suona con Chet Baker e Tony Scott ed incide un disco con Dave Samuels, vibrafonista di Gerry Mulligan e del gruppo Spyrogyra. Partecipa poi al jazz Jamboree di Varsavia con il gruppo Italian All Stars, con Franco D'Andrea, Riccardo Del Frà e Gianni Basso, vincendo il primo premio e la registrazione del live sul LP-documento Jazz Jamboree ’79. 1981. Incide il suo primo album live con Larry Nocella, “Lucky” Luciano Milanese e Riccardo Zegna. Il 1981 è anche l’anno della storica Band VAIMO’ con Pino Daniele, Tony Esposito, Rino Zurzolo, James Senese e Joe Amoruso . Tullio contribuisce con il suo talento jazzistico, alla fusion del grande autore e musicista napoletano Pino Daniele. Compone musica per film: “ L’Arma” e "Razza Selvaggia" di Pasquale Squitieri, "Mi manda Picone" di Nanny Loi, "Naso di cane" ancora di Squitieri e "32 Dicembre" di Luciano De Crescenzo. 1982 - 1985. Collabora con Slide Hampton, Gato Barbieri, Billy Cobham, Don Cherry, Bob Berg, Famaudou Don Moye, Wayne Shorter, Alphonso Johnson, Lucio Dalla in veste di clarinettista, ancora con Gerry Mulligan, Mike Melillo, Nanà Vasconcelos. 1984. Partecipa al primo esperimento di Festival Jazz a Sorrento (allora si chiamavano Incontri) con Dizzie Gillespie e Chick Corea. 1985. Con il flautista Roberto Fabbriciani partecipa a numerosi concerti di musica classica nei più importanti teatri italiani. Il contrabbassista Petracchi prende parte alle registrazioni dell'album di De Piscopo "Passaggio da Oriente". 1986. Suona a Milano con John Lewis e con l'orchestra Charme in un concerto-incontro fra jazz e musica classica; partecipa con un proprio gruppo al Festival di Sanremo jazz con ospite Woody Shaw e con lo stesso gruppo partecipa ad Umbria Jazz Festival ed al Roma Jazz Festival. 1987 - 1988. Per la prima volta porta, la batteria nell'orchestra Scarlatti ed il jazz al Teatro sal Carlo di Napoli, tra un recital di musica contemporanea. Compie tournee negli Stati Uniti, Canada, Estremo Oriente, Brasile e Australia. Nel Dicembre del 1987 De Piscopo rappresenta Napoli con Edoardo Bennato, James Senese, Tony Esposito, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Ernesto Vitolo nel mitico Apollo Theatre di Harlem con ospiti come James Brown, The Temptation, Eumir Deodato, Lester Bowie, Steve Thornton, Famadou Don Moyèe, Alphonso Jhonson. Nel 1988 De Piscopo è MISTER ANDAMENTO LENTO, rimanendo in vetta a tutte le classifiche discografiche per ben sette mesi. Sempre nel 1988 vince l'Arena d'oro con Bello Carico come disco più venduto nell'ambito del Festival Bar all'Arena di Verona. 1992. Il 21 e il 22 Febbraio per la stagione del Bicentenario del Gran Teatro La Fenice di Venezia, De Piscopo ha tenuto due concerti presentando Drum Contest per batteria e percussioni e la Pic Nic Suite di Claude Bolling con Roberto Fabbriciani, Massimiliano Damerini, Max Moriconi e Massimo Scattolin. E' invitato al "Festival Jazz Italiano" al teatro Ciak di Milano con una Big Band da lui capitanata e con ospiti del calibro di Lester Bowie e Famadou Don Moye. A Luglio chiude la rassegna internazionale Asti Teatro assieme a Gianni Basso e la AT Big Band. 1993. Costituisce un nuovo quintetto con Luigi Bonafede al pianoforte, Emanuele Cisi al sax tenore, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Karl Potter alle percussioni, suonando tra l'altro, alla rassegna teatrale di Novara per "Gli Amici della Musica", al Festival Jazz di Sanremo ed al primo Festival Teatro e Musica di Diano Castello. 1994. Vede finalmente la luce il lavoro del 1991 con Sal Nistico "Three for One" pubblicato esclusivamente su CD che è presentato ufficialmente nel mese di Marzo dello stesso anno al Capolinea di Milano, storico locale di jazz del capoluogo lombardo, nonché al mitico Louisiana Jazz Club di Genova nel successivo mese d'Aprile. Nell'estate continuano le partecipazioni ai grandi festivals di jazz e della musica contemporanea con musicisti del calibro di Reggie Johnson, Charles Tolliver con cui tiene un concerto al Teatro Smeraldo di Milano "New York Meets Naples”. 1995. Entra nel tempio della musica genovese il "Nuovo Carlo Felice" presentando un concerto per batteria e orchestra. Esce il disco provocazione dal titolo "Zzacotturtaic" (provate a leggerlo al contrario!) al quale hanno collaborato fra gli altri il coro del Teatro alla Scala di Milano, l'orchestra Franz Schubert di Milano, Renato Sellani, Antonio Faraò, Roberto Fabbriciani.. Nel Settembre incontra il grande coreografo e ballerino Daniel Ezralow e collabora con lui ne "Il Paese delle Sirene" in diretta mondovisione da Sorrento; da allora inizia la loro collaborazione. In Dicembre suona come ospite per la realizzazione del commento musicale, scritto e diretto dal Maestro Marco Frisina, del film Kolossal "Mosè". Nell'Ottobre del '96 partecipa suonando batteria e percussioni alla realizzazione della colonna sonora del film kolossal "Sansone e Dalila". 1997. Nel corso della stagione teatrale 1997-98, scrive assieme a Tato Russo e Mario Ciervo il musical "W Diego". L'opera dedicata a Diego Armando Maradona e alla squadra del Napoli è andata in scena al teatro Bellini di Napoli conseguendo grande successo sia di pubblico sia di critica. Il maestro Concezio Panone – organista dell'Accademia di S. Cecilia, della chiesa svedese in Roma, docente d'organo e composizione organistica presso in Conservatorio di musica di Benevento - scrive Toccata per organo dedicata a Tullio De Piscopo per le edizioni Setticlavio. 1998. Nel mese di Gennaio l'artista partecipa con la sua Banda del Mediterraneo all'evento "Artisti per la Pace - Ghandi 50 anni dopo", tenutasi al Palavobis di Milano con il patrocinio del Consolato Generale dell'India. Negli studi di registrazione, intanto, prende forma il disco documento “1998…"i miei grandi successi" con la collaborazione di grandi musicisti internazionali. Il disco è una testimonianza vera della carriera artistica di Tullio e comprende, oltre ai grandi successi come "Andamento Lento" e "Stop Bajon", brani efficaci come "A' Cozzeca" del 1973 dove la cozza, accusata d'essere causa di rare malattie, si diploma davanti ai giudici ed al Tribunale del mare e "Mozartiana (Dies Irae) ", dove con la sua batteria compare finalmente in questo disco documento. Nel cd troviamo inoltre un brano dedicato ai grandi Totò e Peppino De Filippo, frutto dell'incontro tra Luigi De Filippo, figlio di Peppino e Tullio. Nasce così "Totò e Peppino", un pezzo d'ispirazione hip-hop con un testo veramente bello e carico di positività. Nel Maggio del 1998 De Piscopo partecipa al grande evento dell'anno assieme a Carla Fracci e la Compagnia italiana del balletto: lo spettacolo "La Muta di Portici e L'Eccidio di Pietrarsa" scritto da Beppe Menegazzi, Luc Bouy, Francesco Sodini e Annamaria Morelli. Lo spettacolo è rappresentato al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Portici) nella sala delle locomotive a vapore. Tullio dà la voce a Carla Fracci (La Muta di Portici) con il battito dei suoi tamburi e le musiche di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo ottiene un successo mirabile per il grande impatto con il pubblico presente ogni sera nella stupenda cornice di Pietrarsa. I grandi maestri del balletto (Cynthia Quinn, David Parson, Daniel Ezralow, Carla Fracci, Luciana Savignano, Massimo Murru, Giorgio Iancu), hanno voluto come ospite De Piscopo e la sua batteria per un finale travolgente con il "Dies Irae" di Mozart. Il 14 Luglio '98 al Blue Note di New York, in occasione della prima mondiale di Count Basie Orchestra, la commissione culturale della Windtel Communication ha deciso all'unanimità di assegnargli il premio alla carriera, in quanto riconosciuto il più autorevole esponente nell'affermare la musica jazz italiana nel mondo. Nel Settembre '98 con la complicità artistica di Franco Battiato e di Lucio Dalla, tiene un Master Class di batteria a Milo (CT). In Novembre tiene un concerto in omaggio a Max Roach, nell'ambito della quinta stagione atelier musicale del ventesimo secolo presso l'Auditorium di Milano. 1999. Nel mese di Gennaio, al teatro Lirico di Milano, è ospite del Gran Galà "Gerry a Milano", in un concerto dedicato a Gerry Mulligan, con la Big Band e L'Orchestra G. Verdi diretta da Enrico Intra, ospiti i solisti Bob Brookmayer. Franco Cerri, Giovanni Tommaso, Emilio Soana, Brasca Visconti. 2000. Il 24 Settembre, De Piscopo è ospite del Campidoglio con il Presidente della Repubblica CIAMPI al Vittoriano di Roma in diretta televisiva davanti a 3000 giovani per un concerto di Buon augurio per l'inizio dell'anno scolastico 2000/2001. 2010. Nei primi giorni del mese di Maggio esce il singolo “CONGA MILONGA” che ottiene un grande successo nelle radio e televisioni. Il brano precede l’uscita a giugno dell’antologia “QUESTA E’ LA STORIA” in due CD. che raccoglie i primi 40 anni della sua lunga carriera. Il primo dei due CD riunisce i “sempreverdi” interpretati con grandi Special Guests e nuovi remix di brani storici quali “ANDAMENTO LENTO”, “STOP BAJON” e “E’ FATTO E’ SORDE E!”. Il secondo cd, invece, vede come grande protagonista il grande amore di De Piscopo: LA BATTERIA. Con questo strumento in primo piano Tullio interpreta grandi pezzi di blues, jazz e musica classica, come “CARMINA BURANA”, “DIES IRAE” di Mozart e il “REQUIEM” di Verdi. Nel mese di Luglio De Piscopo viene premiato ad Ischia Global Film Fest per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Impegni attuali. Insegna batteria presso la Nuova Accademia di Musica Moderna in Via Ponte Seveso n. 27 a Milano. Dal 2007 è Direttore artistico del Festival SORRENTO JAZZ GIULIO AGOSTINO Biografia Completa Giulio Agostino è nato a Torino, dove vive e svolge la libera professione di grafico in un proprio studio. Ha frequentato il corso libero di nudo presso l’Accademia Albertina di Torino. Varie le mostre personali e le collettive, segnate da significativi riconoscimenti della critica e del pubblico. Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Hanno scritto di lui Mauro Comba, Marta Concina, G.Gonnella, L.Lepri, GG.Massara, Angelo Mistrangelo, A.Oberti. Principali esposizioni: Antichi Chiostri (Torino, 1994), Galleria Abaco (Torino, 1996), Expo Arte Padova (1997), Piemonte Artistico e Culturale (Torino, 1998, 2009), Expo Artisti Torino (1999), Castello Maria Adelaide di Susa (2001, 2003), Saletta degli Artisti (Torino, 2003), Galleria Minerva (Perugia), Fortezza del Girifalco di Cortona (2003), Maison Charles Grandemange (Chantraine, 2005), Villa Boselli (Arma di Taggia, 2008), Spazio espositivo Banca Sella (Torino 2010). Per il concerto conclusivo della rassegna Jazz Visions, organizzata dal Cenacolo studi “Michele Ginotta”, direttore artistico Luigi Martinale, al Teatro Sociale di Pinerolo, sabato 22 ottobre 2011 (inizio ore 21,15), una sua installazione sarà sistemata nello spazio scenico, dove si esibirà il famoso batterista Tullio De Piscopo con la sua band (New Jazz Project). La sua prossima personale si terrà presso la Art Wine Gallery, Palazzo Medici del Vascello, ad Asti, con vernice il 4 novembre 2011 (cfr. Federico Caldera, Nastri colorati mossi dal vento, in “Art & Vine”, n.20, anno 2011, pp.40-41). |
| ISCRIZIONI APERTE AI CORSI DI MUSICA 2011-2012 del CENTRO JAZZ TORINO |
| SABATO 11 DICEMBRE ore 21.15 TORINO CONSERVATORIO G. VERDI CONSERVATORIO G. VERDI Piazza Bodoni STEFANO’S BARBER MOUSE PLAYS SUBSONICA Fabrizio Rat, piano, piano preparato Stefano Risso, contrabbasso, contrabbasso preparato Mattia Barbieri, batteria, ammennicoli Un organico acustico di jazz visita il repertorio elettronico di un gruppo che suona pop: i brani più noti dei Subsonica rivelano aperture inedite attraverso drastici riarrangiamenti e decostruzioni. Un organico acustico di jazz a confronto col repertorio elettronico di un gruppo che suona pop? È la scommessa giocata dal trio Stefano’s Barber Mouse, che si propone di visitare, con drastici riarrangiamenti e decostruzioni, i brani più noti dei Subsonica. Stefano Risso è attivo in campo jazz dal 1992. Lavora a numerosi progetti paralleli, tra cui il quartetto italo-svizzero Spelterini, Vocifero, viaggio in tre tappe ispirato alla vocalità femminile, e Les Diables Bleus, un incontro col blues nelle sue accezioni sia roots che jazzistiche. Fabrizio Rat Ferrero si è diplomato in pianoforte e composizione col massimo dei voti al Conservatorio di Torino. Sue composizioni sono state eseguite in vari paesi europei e negli Stati Uniti. Il suo Bass Walk With Me, ispirato all’universo di David Lynch, è stato finanziato dalla Fondation Meyer per la serie “Jeunes Solistes” del Conservatorio di Parigi. Mattia Barbieri, batterista, ha collaborato con Rossana Casale e con l’orchestra giovanile europea diretta da Furio Di Castri, che lo ha voluto anche nella LabDance Orchestra, con la quale ha accompagnato ospiti come Paolo Fresu, Danilo Rea, Maria Pia De Vito e Antonello Salis. BIGLIETTI IN PREVENDITA: presso la Segreteria dell’ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRO JAZZ TORINO Via Pomba 4 Tel. 011 884477 www.centrojazztorino.it Orario Segreteria: dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 20 - Sabato : dalle ore 14 alle ore 18 posto unico numerato € 20; con coupon TorinoSette sconto di € 2 e ulteriori riduzioni per studenti universitari (sino a 26 anni) Le riduzioni si effettuano solo in prevendita GETTERIA SERALE BIGLIETTERIA SERALE: i biglietti sono in vendita, 45 minuti prima dell’inizio del concerto presso la biglietteria del Conservatorio Piazza Bodoni |
| stagione concerti 2010-2011 SABATO 27 NOVEMBRE ore 21.15 TORINO CONSERVATORIO G. VERDI LEW TABACKIN ITALIAN QUARTET Lew Tabackin, sax tenore e flauto Marco Tamburini, tromba Giuseppe Bassi, contrabbasso Roberto Gatto, batteria Il concerto è realizzato con la collaborazione del Jazz Club Torino Freschissimo vincitore del più importante referendum in ambito jazz il DownBeat 2010 come miglior flautista Il flautista e tenorista Lew Tabackin è considerato il “gigante gentile” dei suoi strumenti, e i critici ne lodano la duplice vocazione di archeologo e di avventuriero del jazz. Personaggio dalla multiforme carriera, emerse a New York, dove nel 1967 conobbe la pianista giapponese Toshiko Akiyoshi, sua futura sposa, nella cui big band riveste un ruolo di primo piano. Specializzato nei brani lenti (“sono i più complessi, perché ogni nota deve trovare il suo spazio e il suo tempo”) e alieno da ogni frenesia armonica, ha inciso una serie di pregevoli cd per la Concord dove si alterna al flauto e al sax con invidiabile eleganza e passione. Lew Tabackin schiera a Torino il suo collaudato Italian Quartet: Roberto Gatto, batterista preferito dalla fascia alta dei musicisti della ribalta mondiale e leader di numerosi progetti a proprio nome; il versatile trombettista Marco Tamburini, profondo amante dello swing e fine conoscitore della tradizione; Giuseppe Bassi, contrabbassista dalla marcata predilezione per il mainstream neroamericano, tipicamente acustico, e spesso collaboratore di Tabackin anche negli Stati Uniti. BIGLIETTI IN PREVENDITA: presso la Segreteria dell’ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRO JAZZ TORINO Via Pomba 4 Tel. 011 884477 www.centrojazztorino.it Orario Segreteria: dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 20 - Sabato : dalle ore 14 alle ore 18 posto unico numerato € 20; con coupon TorinoSette sconto di € 2 e ulteriori riduzioni per studenti universitari (sino a 26 anni) Le riduzioni si effettuano solo in prevendita GETTERIA SERALE BIGLIETTERIA SERALE: i biglietti sono in vendita, 45 minuti prima dell’inizio del concerto presso la biglietteria del Conservatorio Piazza Bodoni LA STAGIONE LINGUAGGI JAZZ 2010-2011 E’ REALIZZATA CON IL SOSTEGNO DELLA COMPAGNIA DI SAN PAOLO, DELLA REGIONE PIEMONTE E DELLA CITTA’ DI TORINO ____________Sabato 27 novembre ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI Piazza Bodoni Torino LEW TABACKIN ITALIAN QUARTET Lew Tabackin, sax tenore, flauto Marco Tamburini, tromba Giuseppe Bassi, contrabbasso Roberto Gatto, batteria Freschissimo vincitore del più importante referendum in ambito jazz il DownBeat 2010 come miglior flautista Filadelfiano, figlio di immigrati russi, Lew Tabackin è un artista di ampie visioni. Autentico virtuoso del flauto, approfondito al Conservatorio della città natale (“ma non ero uno studente modello; dovetti scegliere quel corso perché non ce n’era uno di sax”), esprime un suono allo stesso tempo primordiale e classicheggiante, sovente sensibile agli incroci culturali, e nei suoi toni si respirano aromi orientali e bouquet di champagne. È considerato da sempre un gigante gentile dello strumento ed ha abitato per anni gli attici delle classifiche di Down Beat. Il che non deve far dimenticare il suo posto d’onore tra i grandi tenoristi dell’età di mezzo. Diretto discendente del tono satinato, e all’occorrenza impetuoso, di Coleman Hawkins e Ben Webster, appartiene a una specie rara, al tempo stesso archeologo e avventuriero del jazz, in grado di sintetizzare in pochi passaggi, alla maniera di un Sonny Rollins, l’intera essenza della storia dello strumento. Il suo stile distintivo adotta ampi intervalli, improvvisi cambi di mood e di tempo e un illuminante fervore, dimostrando l’intera gamma delle possibilità dello strumento, cromatiche, ritmiche e dinamiche. Personaggio dalla multiforme carriera, iniziò a Philly accompagnando l’idolo adolescente del pop, Frankie Avalon, per poi stabilirsi a New York, dove nel 1967 conobbe la pianista giapponese Toshiko Akiyoshi, sua futura sposa, nella cui big band riveste un ruolo di primo piano. Nel 1972 si trasferì a Los Angeles per dedicarsi a partiture per la tv e il cinema, una mossa che rimpiangerà a causa dello scarso coinvolgimento del pubblico, che a suo dire considerava il jazz solo “musica di sottofondo”. Dieci anni dopo, il ritorno definitivo a New York inaugura finalmente la sua propria stagione solista. Specializzato nei brani lenti (“sono i più complessi, perché ogni nota deve trovare il suo spazio e il suo tempo”) e alieno da ogni frenesia armonica, ha inciso una serie di pregevoli cd per la Concord dove si alterna ai due strumenti con invidiabile eleganza e passione. Lew Tabackin schiera a Torino il suo collaudato Italian Quartet, con tre protagonisti per eccellenza del jazz nazionale. Roberto Gatto, batterista preferito dalla fascia alta dei musicisti della ribalta mondiale, è leader di numerosi progetti a proprio nome; il più recente, denominato I-Jazz Ensemble, in cui ha raggruppato il meglio di tre generazioni di jazzisti italiani, è stato tra le più interessanti rivelazioni della scorsa stagione. Il versatile trombettista Marco Tamburini è un profondo amante dello swing e fine conoscitore della tradizione; maestro dell’improvvisazione, la pone al servizio anche di nuove sonorità, come con la formazione Three Lower Colours, un’avventura sperimentale in cui esplora le contaminazioni tra linguaggio jazzistico, world music, classica e contemporanea. Giuseppe Bassi, contrabbassista dalla marcata predilezione per il mainstream neroamericano, tipicamente acustico, è membro stabile dei quintetti di Fabrizio Bosso e spesso collabora con Tabackin anche negli Stati Uniti. |
| COMUNICATO STAMPA La stagione è realizzata dall’Associazione Culturale Centro Jazz Torino con il sostegno della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando “Arti Sceniche in Compagnia”, Edizione 2010, della Regione Piemonte e della Città di Torino. In piena continuità con le rassegne precedenti, tenutesi tra gli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo, il Centro Jazz Torino propone una edizione rinnovata di Linguaggi Jazz che si presenta per la prima volta con le caratteristiche di una vera stagione concertistica, con un programma quindi proposto in un arco temporale che comprende l’ultimo trimestre del 2010 ed il primo del 2011. Il cartellone ospita alcune delle personalità più creative e intriganti del panorama jazzistico contemporaneo, nell’intento di offrire una vibrante testimonianza dell’essenziale capacità di questo genere musicale di rinnovarsi e trasformarsi: grazie ai suoi confini sempre aperti, alla vitalità, complessità e attualità straordinarie del suo vocabolario espressivo, alla ricchezza e fluidità del suo fascino e al suo sapersi esporre costantemente ad una pluralità di interpretazioni. Il jazz è un linguaggio, ma al tempo stesso molteplicità di lessici diversi, di pronunce e di dialetti, un modo di declinare la musica che spesso, sfuggendo a facili schemi interpretativi, continua ad affermare la propria straordinaria attualità. |
| VENERDI’ 22 OTTOBRE ore 21.15
CONSERVATORIO G. VERDI Piazza Bodoni OREGON 40° Anniversary Tour Ralph Towner, chitarra e pianoforte Paul McCandless, oboe, sax soprano Glen Moore, contrabbasso, pianoforte Mark Walker, percussioni, batteria SABATO 6 NOVEMBRE ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI JASON MORAN & THE BANDWAGON Jason Moran, pianoforte Tarus Mateen, contrabbasso Nasheet Waits, batteria SABATO 13 NOVEMBRE ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI TRILOK GURTU SOLO Trilok Gurtu, percussioni SABATO 20 NOVEMBRE ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI GERI ALLEN SOLO “FLYING TOWARD THE SOUND” accompagnata dalle proiezioni dei film di CARRIE MAE WEEMS Geri Allen, pianoforte SABATO 27 NOVEMBRE ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI LEW TABACKIN ITALIAN QUARTET Lew Tabackin, sax tenore, flauto Marco Tamburini, tromba Giuseppe Bassi, contrabbasso Roberto Gatto, batteria SABATO 4 DICEMBRE ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI CARLA BLEY- CARLA’S CHRISTMAS CAROLS Featuring STEVE SWALLOW & THE PARTIKA BRASS QUINTET Carla Bley, piano, composizione, arrangiamenti Steve Swallow, basso THE PARTYKA BRASS QUINTET Tobias Weidinger, tromba Axel Schlosser, tromba Christine Chapman, corno francese Adrian Mears, trombone Ed Partyka, trombone basso, tuba SABATO 11 DICEMBRE ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI STEFANO’S BARBER MOUSE PLAYS SUBSONICA Fabrizio Rat, piano, piano preparato Stefano Risso, contrabbasso, contrabbasso preparato Mattia Barbieri, batteria, ammennicoli 2011 SABATO 22 GENNAIO ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI PAOLO FRESU QUINTETTO Paolo Fresu, tromb, flicorno Tino Tracanna, sax tenore e soprano Roberto Cipelli, pianoforte Attilio Zanchi, contrabbasso Ettore Fioravanti, batteria SABATO 29 GENNAIO ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI DANIELE TIONE “SEVEN AT ONE BLOW” con ALBERTO MANDARINI ed IL QUARTETTO D’ARCHI dell’ORCHESTRA BARTOLOMEO BRUNI della Città di Cuneo Daniele Tione, pianoforte Alberto Mandarini, tromba e flicorno Stefano Profeta, contrabbasso SABATO 5 FEBBRAIO ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI FRANCESCO CAFISO “ISLAND BLUE QUARTET” Francesco Cafiso, sax alto Dino Rubino, tromb, flicorno Giovanni Mazzarino, pianoforte Rosario Bonaccorso, contrabbasso SABATO 12 FEBBRARIO ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI SILVIA CUCCHI TRIO “I LIBERTI E LA RIVOLUZIONE D’ OTTOBRE” Silvia Cucchi, pianoforte Davide Liberti, contrabbasso Paolo Franciscone, batteria SABATO 19 FEBBRAIO ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI GIOVANNI GUIDI QUINTET featuring GIANLUCA PETRELLA Giovanni Guidi, pianforte Michael Blake, sax tenore Gianluca Petrella, trombone Thomas Morgan, contrabbasso Gerald Cleaver, batteria AUDITORIUM RAI A.TOSCANINI Piazza Rossaro Torino ore 21.00 SABATO 26 FEBBRAIO ENRICO RAVA PARCO DELLA MUSICA JAZZ LAB “GERSHWIN & MORE” Enrico Rava, tromba Mauro Ottolini, trombone, tuba Dan Kinzelman, sax tenore, clarinetti Daniele Tittarelli, sax alto Marcello Giannini, chitarra Giovanni Guidi, pianoforte Stefano Senni, contrabbasso Zeno De Rossi, batteria SABATO 5 MARZO ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI GEGÉ TELESFORO "SO COOL” QUINTET GeGé Telesforo, voce, percussioni Alfonso Deidda, pianoforte, flauto, sax alto e baritono Max Ionata, sax soprano e tenore Dario Deidda, contrabbasso Amedeo Ariano, batteria SABATO 12 MARZO ore 21.15 CONSERVATORIO G. VERDI JOE LOVANO Us FIVE Joe Lovano, sassofoni James Weidman, pianoforte Petar Slalov, contrabbasso Francisco Mela, batteri, percussioni Otis Brown III, batteria AUDITORIUM RAI A.TOSCANINI Piazza Rossaro Torino ore 21.00 LUNEDI’ 21 MARZO BILL FRISELL DISFARMER’S PROJECT “ Musical Portraits From Heber Springs” UNA PERFORMANCE MULTIMEDIALE CON LA PROIEZIONE DELLE IMMAGINI FOTOGRAFICHE DI MIKE DISFARMER Bill Frisell, chitarra Carrie Rodriguez, violino Greg Leisz, mandolino, pedal steel guitars Viktor Krauss, basso Informazioni: ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRO JAZZ TORINO Via Pomba 4 Tel. 011 884477 www.centrojazztorino.it |
| Il camaleonte, appropriato logo della
rassegna, vuole esplicitare immediatamente il valore intrinseco di questa
musica: capacità di rinnovamento e trasformazione senza perdere di vista le
sue caratteristiche originali. Il programma di Linguaggi Jazz 2010-2011 concepito quindi in rapporto dialettico tra tradizione e innovazione, prevede concerti con artisti di primo piano del jazz nazionale e internazionale, appartenenti a generazioni ed aree distinte. Alcuni di questi vantano un successo consolidato da molti anni, altri sono giunti alla ribalta più recentemente, tutti sono impegnati in una serie di progetti di altissimo profilo musicale. I concerti ad eccezione di quello inaugurale che si svolgerà venerdì 22 ottobre e di quello conclusivo, lunedì 21 marzo, si terranno tutti, nella serata del sabato. Ad inaugurare la STAGIONE al CONSERVATORIO G. VERDI DI TORINO (sede di tutti i concerti della prima parte - ottobre, novembre e dicembre 2010 ) VENERDI’ 22 OTTOBRE saranno gli OREGON (Ralph Towner, Paul McCandless, Glen Moore, Mark Walzer), che da quarant’anni coniugano strumentazione classica europea, armonie del jazz americano e influenze musicali da ogni continente. La ricorrenza è celebrata con un tour mondiale. Il programma riprenderà SABATO 6 NOVEMBRE con il pianista JASON MORAN che assimila nel proprio tocco otto decenni di evoluzioni del pianoforte jazz, dallo stride al free; col suo gruppo, i rodatissimi BANDWAGON, impartisce lezioni magistrali di modernismo. La settimana successiva SABATO 13 NOVEMBRE le tradizioni musicali di Oriente e Occidente si incontrano nelle improvvisazioni di TRILOK GURTU, il maestro indiano di percussioni conteso dalla crema del jazz internazionale. Quindi SABATO 20 NOVEMBRE potremo assistere ad un fascinoso spettacolo multimediale, in cui l’autorevole e temeraria pianista e compositrice GERI ALLEN dividerà il palcoscenico con le proiezioni della fotografa e regista Carrie Mae Weems. SABATO 27 NOVEMBRE un interprete di rara eleganza e passione, dalla duplice vocazione di archeologo e di avventuriero, LEW TABACKIN un gigante gentile del jazz che padroneggia sia il flauto che il sax tenore si esibirà alla guida del suo Italian Quartet. SABATO 4 DICEMBRE la sacerdotessa del jazz d’avanguardia CARLA BLEY si accosta con riverenza e fantasia al repertorio natalizio dei Christmas carols: numerosi classici e altrettante sorprese, in alleanza con Steve Swallow ed un formidabile quintetto di ottoni. Il programma della prima parte si conclude SABATO 11 DICEMBRE con il STEFANO’S BARBER MOUSE: un organico acustico di jazz visita il repertorio elettronico di un gruppo che suona pop; i brani più noti dei Subsonica rivelano aperture inedite attraverso drastici riarrangiamenti e decostruzioni. I concerti della seconda parte, da gennaio a marzo 2011, si terranno nuovamente al Conservatorio G. Verdi ad eccezione di sabato 26 febbraio e lunedì 21 marzo in programma all’Auditorium Rai A. Toscanini. Il primo concerto del 2011 al Conservatorio G. Verdi sarà SABATO 22 GENNAIO con il QUINTETTO DI PAOLO FRESU: trombettista e autore dotato di talento e originalità pressoché sconfinati, Paolo Fresu si presenta con il suo storico quintetto, fiore all’occhiello del jazz italiano e internazionale. SABATO 29 GENNAIO sarà la volta di una prima assoluta: il progetto SEVEN AT ONE BLOW, ideato da Daniele Tione appositamente per la stagione Linguaggi Jazz, vede accanto al consolidato duo formato dal pianista e da Alberto Mandarini, il contrabbasso di Stefano Profeta e un quartetto d’archi per un dinamico incontro tra armonie jazzistiche e stilemi classici europei. Segue SABATO 5 FEBBRAIO il sax di FRANCESCO CAFISO che inaugura l’ISLAND BLUE QUARTET, una formazione senza batteria dove affronta nuove composizioni che recano la firma sua e dei degni compagni di avventura, tutti siciliani. SABATO 12 FEBBRARIO sarà di scena sempre al Conservatorio G, Verdi Il Trio diretto da SILVIA CUCCHI, eccellente pianista dalla formazione classica, che propone un creativo incrocio di generi e stili tra jazz, folk, funky, musica classica e canzone pop. Il programma continua SABATO 19 FEBBRAIO con il QUINTETTO DI GIOVANNI GUIDI, raffinato pianista e immaginoso bandleader, che coinvolge tre importanti jazzisti americani e un essenziale comprimario, Gianluca Petrella, trombonista di valenza mondiale. Per il concerto di ENRICO RAVA Linguaggi Jazz si sposta all’AUDITORIUM RAI A.TOSCANINI: SABATO 26 FEBBRAIO il jazzista italiano più conosciuto e amato al mondo, alla guida dei giovani musicisti del Parco Della Musica Jazz Lab, invita a una sorprendente rilettura dei capolavori di George Gershwin. Per ascoltare GEGÉ TELESFORO ed il Suo Quintetto SABATO 5 MARZO si torna al Conservatorio G. Verdi; cantante, conduttore radiotelevisivo e “Groove Master” per eccellenza, GeGé Telesforo domina le sfumature del canto afroamericano: dallo swing al funk ma sempre, inesorabilmente “cool”. SABATO 12 MARZO sempre al Conservatorio G. Verdi JOE LOVANO presenta la sua più recente creatura, il Quintetto Us FIVE la cui dialettica si esprime attraverso molteplici “conversazioni”, piuttosto che su una successione di assolo e di improvvisazioni. L’evento che chiuderà la stagione Linguaggi Jazz LUNEDI’ 21 MARZO si terrà nuovamente all’ AUDITORIUM RAI A.TOSCANINI: BILL FRISELL, il chitarrista più atipico del jazz torna a rivolgere l’attenzione alle radici della musica popolare ispirandosi ai ritratti impressionistici di Michael Disfarmer, inquietante fotografo dell’America rurale. ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRO JAZZ TORINO Via Pomba 4 Tel. 011 884477 www.centrojazztorino.it con invito di pubblicazione PREVENDITA ABBONAMENTI: LINGUAGGI JAZZ offre la possibilità di acquistare un abbonamento per tutti i 16 concerti oppure parziale, valido per la prima o seconda parte. Sono previste tre formule di abbonamento con scelta di posto fisso: Intera stagione 16 concerti € 240 (ridotto con Coupon TorinoSette € 225) 7 concerti (ottobre-dicembre) € 110 (ridotto con coupon TorinoSette € 100) 9 concerti (gennaio-marzo) € 145 (ridotto con Coupon TorinoSette € 135) PREVENDITA BIGLIETTI: concerti Conservatorio posto unico numerato € 20; concerti Auditorium Rai posti numerati € 25 – 20. Riduzioni per tutti i concerti: con coupon TorinoSette sconto di € 2 e ulteriori riduzioni per studenti universitari (sino a 26 anni) Le riduzioni si effettuano solo in prevendita. BIGLIETTERIA SERALE BIGLIETTERIA SERALE: i biglietti saranno in vendita, secondo disponibilità, 45 minuti prima dell’inizio dei concerti presso la biglietteria della relativa sede del concerto TUTTE LE INFORMAZIONI RIGUARDANTI LA PREVENDITA degli abbonamenti e dei singoli biglietti sono disponibili presso la Segreteria dell’ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRO JAZZ TORINO Via Pomba 4 Tel. 011 884477 www.centrojazztorino.it Orario Segreteria: dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 20 |
| DON BYRON NEW GOSPEL QUINTET CHIUDE LA
XIImaEDIZIONE DI LINGUAGGI JAZZ Sesto e ultimo concerto, sabato 27 marzo, della XIIma edizione di Linguaggi Jazz. Al Conservatorio GIUSEPPE VERDI di Torino (piazza Bodoni) si esibisce DON BYRON NEW GOSPEL QUINTET. La rassegna è realizzata con il sostegno di Città di Torino, Regione Piemonte e Fondazione Crt. FOTO IN ALTA DEFINIZIONE DISPONIBILI A QUESTO INDIRIZZO: http://picasaweb.google.it/linguaggijazz/LINGUAGGIJAZZ2010# SABATO 27 MARZO 2010 ORE 21.15 DON BYRON NEW GOSPEL QUINTET Don Byron, sax, clarinetto, background vocal Dk Dyson, vocal Frank Wilkins, pianoforte Brad Jones, contrabbasso, background vocal Pheeroan Aklaff, batteria Costo del biglietto: posto unico numerato € 20 Riduzioni per il concerto per studenti universitari (sino a 26 anni) Le riduzioni si effettuano solo in prevendita. NOTE BIOGRAFICHE Classe 1958, nato e cresciuto nel Bronx, Don Byron è entrato subito in contatto con la musica grazie al padre, che suonava il contrabbasso in un gruppo di calypso, e alla madre che era invece pianista. Negli anni della sua formazione musicale, mentre studia clarinetto classico con Joe Allard, suona e arrangia brani salsa per gruppi liceali. Più avanti studia con George Russell al Conservatorio del New England e, a Boston, suona con vari gruppi jazz. Le sue collaborazioni comprendono dischi e concerti con una lunga e variegata serie di musicisti e gruppi: Mario Bauza, la Duke Ellington Orchestra, John Hicks, Tom Cora, Bill Frisell, Vernon Reid, Marc Ribot, Cassandra Wilson, Hamiet Bluiett, Anthony Braxton, Geri Allen, Marilyn Crispell, Reggie Workman, Craig Harris, David Murray, Leroy Jenkins, Bobby Previte, Gerry Hemingway, DD Jackson, Douglas Ewart, Brandon Ross, Steve Coleman, Living Colour, Ralph Peterson, Uri Caine, Steve Lacy, Bang On A Can All-Stars, Medeski Martin & Wood, Angelique Kidjo, Carole King, Daniel Barenboim, Salif Keita, l‘Orchestra Sinfonica di Atlanta, Joe Henry, fra gli altri. Figura di spicco della scena newyorchese da ormai una ventina d‘anni, Don Byron ha preso parte ad un ampio raggio di progetti. Ultimo tra questi è il suo “New Gospel Quintet” dove rivisita in maniera molto personale brani del songwriter Thomas A. Dorsey, pioniere del gospel e sua importante ispirazione, altri classici e gioielli meno noti del genere La vocalista e compositrice DK Dyson si muove con perfetto agio attraverso le diverse categorie musicali di jazz, R&B, pop, rock e world music, sfidando la presenza di ogni confine. E’ stata co-leader ed elemento focale della band EYE & I, nota per vibranti spettacoli dal vivo. Quel gruppo seppe abbattere stereotipi razziali e musicali con un sound che sposava heavy rock e funk con l’eleganza jazzistica. L’album Epic EYE & I, del 1991, fu accolto con grande favore dalla critica e Dyson fu nominata migliore nuova vocalista ai NY Music Awards. La diversità dei suoi registri espressivi è documentata da registrazioni e performances con Living Color, Don Byron, Steve Coleman, Caetano Veloso, Paulinho Da Costa, Ornette Coleman e i Jazz Passengers (in incontri con Mavis Staples e Debbie Harry). La voce soulful di DK si ascolta anche nel film di Thomas Allen Harris, That’s My Face, e di recente Dyson ha realizzato lo score del breve film The Task e ha composto ed eseguito i temi degli spettacoli televisivi Our World e Black Business Report. Nell’album a suo nome, Rising Sun, combina la sua scrittura originale e il suo canto con vocalizzi nativi americani e yoruba. Ha inoltre dato colori peculiari, con le sue stilizzazioni vocali dal vivo, alle compagnie di ballo di Abdel Salaam (Forces of Nature), di Bill T. Jones, David Rousseve, Diane McKintyre e Ron Brown. Dyson ha anche condotto diversi workshop e ha fornito le sue parti vocali a varie organizzazioni spirituali ed educative, come NAALA nella riserva dei Lakota Rosebud o HYPE nella prigione di Riker’s Island, e ha lavorato con la Def Dance Jam Workshop, la troupe di danza animata da ragazzi sordi e andicappati. DK Dyson ha tenuto conferenze negli Stati Uniti e all’estero: tra gli altri alla Columbia University e alla Virginia Commonwealth University. Pianista, compositore-produttore, bandleader e educatore, Frank Wilkins è noto attraverso gli Stati Uniti per un approccio alla musica che è al contempo soulful, swingante e sensibile. Alunno del Conservatorio Musicale del Wisconsin e del Berklee College of Music, Frank ha insegnato alla stessa Berklee, alla Tufts University, alla Northeastern University e al New England Institute of Art. Tra i molti riconoscimenti da lui ottenuti, Wilkins è stato premiato con lo Hank Jones Jazz Masters Award e ha conseguito una borsa di studio in composizione dal Massachusetts Council of the Arts. Per oltre due decenni Frank ha collaborato a svariati programmi di insegnamento, tra cui “A Journey into Jazz” e “Eat’s & Beats”, portando la musica e la sua storia a studenti dal kindergarden alla scuola media. In realtà anche molti adulti hanno partecipato a questi programmi. Tra i tanti artisti di livello nazionale e internazionale con cui ha lavorato si contano Tyrone Davis, David Ruffin, Angela Bofill, Dee Dee Bridgewater, Semenya McCord, Kevin Eubanks, Mike Stern, Najee, Jon Faddis, Yusef Lateef, Tiger Okoshi, Cecilia Smith, Lavern Baker e Rebecca Parris. Frank ha inoltre suonato in gruppi di apertura per concerti di star come Ray Charles, Bill Cosby, Gladys Knight, Wynton Marsalis, AL Green, Sly & the Family Stone, Al Jarreau, Peabo Bryson e Nancy Wilson. Il bassista e compositore Brad Christopher, nativo di New York, ha saputo guadagnarsi una solida reputazione come uno dei più versatili musicisti sulla scena contemporanea. Ha collaborato con una grande varietà di musicisti tra i più celebri e innovativi, tra i quali Ornette Coleman, Elvin Costello, Elvin Jones, David Byrne, Muhal Richard Abrams, Sheryl Crow, Dave Douglas, Vernon Reid, Don Byron, Uri Caine, John Zorn, Marc Ribot, David Gilmore e i Jazz Passengers. Ha registrato tre Cd da leader, con due progetti distinti: Uncivilized Poise (per la Knitting Factory Records) con la sua band Aka Alias, Pouring My Heart In (su Senoj Music) con il Brad Jones Quartet, e The Embodiment il seguito alla prima incisione con Aka Alias. Brad ha tenuto workshops e seminari in Europa e in Canada e inoltre insegna contrabbasso jazz alla Columbia University. Pheeroan Aklaff è nato e cresciuto a Detroit. I suoi genitori lo incoraggiarono, insieme ai suoi fratelli, allo studio della musica. Pheeroan decise di prendere lezioni di batteria da Randall Hicks, e studiò inoltre con Jimmy (Pistol) Allen in un programma comunitario della sua città. Si divertì anche a fare “jam” sulla musica dei compositori europei del 18simo secolo con il fratello Eric, che al pianoforte eseguiva da prodigio quel repertorio classico, aiutandolo così ad ampliare il suo approccio alla batteria. Nel 1975 Pheeroan incontrò Wadada Leo Smith e le performances e le registrazioni con il trombettista gli permisero di entrare nell’ambito musicale che aveva sempre voluto sviluppare. I suoi viaggi a New York, la frequentazione del club di Rashied Ali, Ali’s Alley, e l’associazione con membri del New Delta Akhri, con Oliver Lake e Anthony Davis, gli permisero di familiarizzarsi con i sistemi di notazione musicale innovativa e con l’improvvisazione collettiva. Nel 1978 Aklaff si trasferì a New York e nell’arco di pochissimi anni, intorno al 1981, aveva già definito un suo stile batteristico ben identificabile. Pubblicò un album di sola batteria e dette una performance in assolo alla prestigiosa Weill Hall. Nello stesso 1981 fece il suo primo viaggio in Africa per lavorare con la Marie Rose Guiraud Dance Company di Abidjan, in Costa d’Avorio. La partecipazione alla musica e cultura africana ha temperato in maniera rimarchevole il suo drumming e le sue composizioni batteristiche. Pheeroan si è esibito e ha registrato con molte delle principali stelle musicali: tra gli altri, Geri Allen, Anthony Braxton, Baikida Carroll, Amina Claudine Myers, Don Byron, Anthony Davis, Andrew Hill, Oliver Lake, David Murray, Leo Smith, Cecil Taylor, Henry Threadgill, Mal Waldron e Yosuke Yamashita. PREVENDITA SENZA MAGGIORAZIONE PRESSO ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRO JAZZ TORINO Via Pomba 4 Tel. 011 884477 www.centrojazztorino.it Orario Segreteria: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 16 alle ore 20 FOTO IN ALTA DEFINIZIONE DISPONIBILI A QUESTO INDIRIZZO: http://picasaweb.google.it/linguaggijazz/LINGUAGGIJAZZ2010# |