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27/04/2010
Les Ballets Russes Alla Scala
Milano Anni Venti
di Cristian Pedrazzini

Il centenario della nascita dei Ballets Russes si continua a celebrare in tutto il mondo. In vent’anni, l’importantissima compagnia nata il 15 maggio 1909 rivoluzionò il modo di creare, danzare e fruire il balletto del XX° secolo. Transfughi dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo e installati a Parigi e successivamente a Monte Carlo, i Ballets Russes, fondati da Sergej Djagilev, furono il primo nucleo coreutico a raccogliere attorno a sé artisti delle più varie discipline, scegliendo giovani debuttanti tra i compositori, gli artisti visivi, i pittori, i poeti e gli intellettuali che sarebbero diventati le punte di diamante della creatività del Novecento, basti pensare a Stravinskij, Debussy, Picasso, Cocteau ma anche a grandi ballerini come Vaslav Nijinskij, il maggior danzatore della prima metà del secolo scorso, e a coreografi come Mikhail Fokin, lo stesso Nijinskij, Léonide Massine e George Balanchine, autori di capolavori come L’Uccello di fuoco, Petruška, La sagra della primavera, Parade, Apollon Musagète, tuttora vivi nei repertori delle maggiori formazioni accademiche

Il progetto dell’allestimento
Per ricordare questa straordinaria esperienza artistica vissuta sino al 1929, l’anno della scomparsa del suo patron Djagilev, molte mostre, oltre a quelle già inaugurate a Boston, Mosca, Stoccolma, Monte Carlo, Monaco di Baviera, Vienna, San Pietroburgo, posticipano il loro debutto, come a Londra, sino al 2010. Si tratta di esposizioni per lo più riassuntive dell’intera e fortunata attività della leggendaria compagnia. Il Museo Teatrale alla Scala - unico a Milano e in Italia - intende unirsi a questa ricorrenza che rinnova l’incanto di una bellezza tuttora stimolo alla creatività contemporanea, con un allestimento del tutto particolare perché tematico, ovvero incentrato sulle 14 coreografie presentate dai Ballets Russes a Milano, nel 1920 e nel 1927. Il carattere “milanese” tende sia a distinguere l’allestimento da analoghe iniziative in programma durante tutto il 2009 e i prossimi mesi del 2010, sia a far riemergere il fascino di creazioni meno note al grande pubblico, con un’attenzione all’arte scenica dei primi due decenni del secolo scorso che giustifica il sottotitolo della mostra Ballets Russes alla Scala - Milano Anni Venti.
I quattordici balletti in questione - Cléopâtre, Petruška, Danze Polovesiane, Carnaval, Papillons, Thamar, Contes Russes, La Boutique fantasque, Soleil de Nuit e Les Femmes de bonne-humeur apparsi nel 1920 al Teatro Lirico, con Cimarosiana, L’Uccello di fuoco, Le Mariage d’Aurore, Il Lago dei cigni (sintesi del secondo atto) che invece debuttarono nel 1927 al Teatro alla Scala - recano date di creazione diverse e abbracciano talune fasi salienti dell’avventura estetica dei Ballets Russes. Quella esotica e orientaleggiante porta con sé il profumo di una Russia sconosciuta in Occidente, all’epoca del debutto della compagnia, e primitiva (come nelle Danze Polovesiane dal Principe Igor di Borodin del 1909), legata a favole, leggende (come nell’Uccello di fuoco del 1910, nel collage senza vera trama Soleil de Nuit del 1915 e nelle più lontane Contes Russes del 1917), suggestionata da un erotismo proveniente da paesi lontani (come in Cléopâtre del 1909 e nella consanguinea coreografia Thamar del 1912), ma vi aggiunge l’impeto di una pièce già quasi neo-espressionista come Petruška (1911).
C’è anche il recupero di una tradizione tardo-ottocentesca e romantica, resa più sintetica possibile pur mantenendo l’opulenza di décor e costumi preziosi (Le Mariage d’Aurore, Il Lago dei cigni-secondo atto). Tale recupero sfatò l’idea che la compagnia di Djagilev avesse decisamente ignorato l’aureo periodo coreutico zarista, cosa che invece non fece, e proprio con i revival ottocenteschi degli anni Venti. Ci sono, infine, i guizzi multicolori di una ricerca che guarda all’Italia, alla Commedia dell’Arte (Carnaval, 1910, Papillons, 1914), persino a Goldoni (Les Femmes de bonne-humeur del 1917, basata proprio sulla goldoniana Le donne di buon umore) e a Cimarosa (per il divertissement Cimarosiana del 1924, tratto dall’allestimento delle Astuzie femminili).
In questo caleidoscopio altamente rappresentativo di una ventennale esperienza coreografica, spiccano capolavori noti, come Petruška, ma anche pièce avvolte in un mistero che la mostra milanese potrà svelare, come Cléopâtre e Thamar.

Materiali in esposizione
L’allestimento milanese punta su una varietà di materiali soprattutto inediti a Milano e in Italia: in particolare sui costumi scaligeri dell’Uccello di fuoco (stagione 1954-1955) di Natalia Goncharova (con etichette degli anni’50). Tra questi un costume del Principe Ivan reca un’etichetta anni Venti ed è presumibilmente attribuibile alla versione del balletto con scene e costumi di Léon Bakst (1910) ma ugualmente indossato alla Scala nel 1927. Di particolare charme è il bustino dipinto e ricamato con pailettes, e il tutù-piatto con molle in tulle di seta rosa e ocra indossato da Margot Fonteyn nel 1955. Mai presentate prima d’ora al pubblico, le 14 silhouettes in legno dapprima attribuite a Picasso ed ora finalmente ai loro esatti intagliatori (il resto della collezione è di proprietà del Victoria&Albert Museum che le esporrà a Londra, a breve), ricordi di coreografi e ballerini, fotografie d’epoca, libri preziosi, oggetti appartenenti, tra gli altri a Stravinskij (il leggio, prestito Toni Candeloro) e porcellane. Più alcuni preziosi inediti come il costume della mummia di Cléopâtre ( prestito da Paolo Castaldi, acquisito da Candeloro) e i fondali di Cimarosiana e Carnaval. Ma anche il costume del lacché di La Boutique fantasque (prestito di Alexandre Vassiliev) e del personaggio del Circasso di Thamar.
Immagini in video immergeranno i visitatori in un ambiente dinamico che darà allo stesso tempo il sapore e il profumo degli anni Venti, e una contemporaneità in cui i segni coreografici, pittorici e musicali dei Ballets Russes appaiano in tutta la loro inossidabile e imperitura vitalità creativa.
Nonostante tra i tanti protagonisti del balletto mondiale che poi sarebbero diventati famosi nel “dopo Djagilev” come George Balanchine, Serge Lifar, Olga Spessiva, Ninette De Valois, non fosse mai comparso a Milano Vaslav Nijinskij, il grande “dieu de la danse” del primo Novecento, ritiratosi anzitempo dalle scene e sprofondato in una irrisolvibile follia già nel 1919, l’allestimento ne ricorda l’importanza grazie ad alcune testimonianze. In particolare un rarissimo bigliettino da visita del 1944, in cui sul retro compare la firma del tutto deformata dell’alienato Nijinskij. In molti anni di reclusione in istituti di malattia mentale, Nijinskij si era sempre rifiutato di rilasciare autografi, firmandosi, di solito, con una semplice “N”. Invece nel biglietto del Museo Teatrale della Scala la firma appare, ed è l’unica in circolazione, in forma completa. Le altre lettere del grande ballerino, tutte autografe, appartengono comunque agli anni considerati dall’esposizione. Un valore aggiunto, quello appartenente a Nijinskij, di indubbio interesse.

Contributi video
I coreografi di Djagilev alla Scala dal dopoguerra agli anni Sessanta
Una produzione dell’Associazione Michel Fokine, con ideazione e regia di Toni Candeloro, realizzata appositamente per la mostra “Les Ballets Russes alla Scala”. Giuliana Barabaschi, Elettra Morini, Walter Venditti e Roberto Fascilla raccontano, tra storia e aneddoti, il loro incontro con gli artisti e i coreografi dei Balletti Russi di Djagilev nelle stagioni di Balletto della Scala dal dopoguerra sino alla fine degli anni Sessanta. Un video-ricordo arricchito da rari documenti fotografici dell’Archivio fotografico della Scala ed estratti filmati degli anni Cinquanta di appartenenza del M° Ugo Dell’Ara e di Toni Candeloro.
"Il destino del profeta dell'arte. S. Djagilev"
Film-documentario realizzato da Alexandre Vassiliev nel 2006 con la regia di Spiridonov e trasmesso sul canale TV russo "Telekanal Kul'tura" (Cultura). Un omaggio a Djagilev quale creatore e promotore della cultura russa nel mondo. Il Maestro Vassiliev, ripercorrendo i teatri e i luoghi che hanno visto Djagilev protagonista, racconta i momenti più significativi della sua storia artistica e personale, dando particolare risalto ad alcuni ballerini e coreografi, che con la loro arte hanno incantato il mondo del balletto. Traduzione italiana a cura di Svetlana De Marchi, Associazione “Le Stagioni Russe dell’Insubria” Voce narrante Teodoro Bonci del Bene. Si ringrazia il Rotary Club di Colico


Materiali e partnership
I materiali dell’allestimento provengono dall’Archivio Costumi “Caramba” del Teatro alla Scala, dal Museo Teatrale alla Scala, ma anche da alcuni prestatori: Toni Candeloro con l’Associazione Michel Fokine, Alexandre Vassiliev, Paolo Castaldi.

Dati della mostra
L’allestimento è stato aperto al pubblico negli ultimi giorni diDicembre 2009, in concomitanza con la prima serata di balletto della stagione 2009/2010, Serata Béjart, che recava tra i suoi titoli anche due balletti che hanno avuto origine presso i Ballets Russes: L’Uccello di fuoco e La Sagra della primavera, e avrà durata, salvo possibili proroghe, sino alla metà del mese di maggio 2010

Museo Teatrale alla Scala
Largo Ghiringhelli 1, Piazza Scala Milano
Ecco le Date del Liga!!!

04 luglio - Milano
09 luglio - Firenze
12 luglio - Bari
18 luglio - Roma
26 luglio - Palermo
Luciano Ligabue è nato a Correggio nel 1960, cittadella emiliana che lo ha visto agli esordi con in primi concerti in un circolo culturale insieme con il gruppo degli Orazero. La gavetta con il suo gruppo è lunga, interminabile. Ligabue, ormai già ventisettenne (un'età non verdissima nel campo del rock), ancora gira per i locali senza intravedere con precisione un futuro di affermazione e di soddisfazione artistica davanti.

Correva l'anno 1987 quando Pierangelo Bertoli decide di pubblicare nel suo album "Sogni di rock and roll", una canzone scritta da lui e quando, nel luglio dello stesso anno, ottiene la vittoria al concorso "Terremoto rock". Questi due traguardi consentono al cantante emiliano e agli Orazero di incidere un 45 giri (ormai praticamente introvabile), contenente le canzoni "Anime in plexiglass" e "Bar Mario". Il 1988 si chiude con la partecipazione fra i finalisti del "Primo Concorso Nazionale per Gruppi di Base" grazie al quale un'altra canzone, "El Gringo", viene pubblicata sulla compilation del concorso.

Nel 1989 Ligabue, separatosi dagli Orazero, si unisce con i "Clandestino" e con questi entra per la prima volta in uno studio di registrazione per realizzare un album. Venti giorni di registrazioni e nel Maggio del 1990 nasce il primo Lp, intitolato semplicemente "Ligabue". Con il pezzo forte dell'album, "Balliamo sul mondo", vince il premio più importante della sua ancora breve carriera, il Festivalbar Giovani. Dopo questa esperienza, parte con una serie di oltre 250 concerti in tutta Italia.

Durante questo periodo compone le canzoni per i due album successivi: "Lambrusco, coltelli, rose & popcorn" e "Sopravvissuti e sopravviventi". I due Lp consentono al cantante di mettere in luce le sue qualità a 360 gradi, anche se pubblico e critica ancora faticano a riconoscerlo come un rocker di primo piano del panorama musicale.

Siamo alla fine del 1994: Ligabue pubblica il suo quarto album, trainato dal singolo "A che ora è la fine del mondo. Venduto a prezzo speciale, riscuote molto meno successo dei precedenti, ma non si tratta ancora della grande consacrazione. E' famoso ma non popolare, ha un grosso seguito ma non ha ancora sfondato nel senso pieno del termine.

Prepara dunque l'album "Buon compleanno, Elvis", che segna il suo definitivo successo. Basta dare un'occhiata alle cifre per confermare queste affermazioni: oltre un milione di dischi venduti, oltre 70 settimane di permanenza nella classifica degli album più venduti ed il premio Tenco per la miglior canzone dell'anno ("Certe notti"). Il tour successivo all'uscita dell'album conferma il successo, con decine di concerti nella penisola, tutti esauriti.

Malgrado il successo ottenuto, i panni del semplice cantante gli vanno però stretti. All'uscita dell'album si affianca anche l'uscita del suo primo libro, "Fuori e dentro il borgo", ritratto del sottobosco bolognese con le sue storie e i suoi straordinari personaggi. Il libro, com'era prevedibile, è un successo; non solo di pubblico ma anche di critica.

Queste gratificazioni parrebbero ricondurlo sulla via della musica, invece decide di rimettersi nuovamente in discussione, scegliendo di scrivere la sceneggiatura di un film la cui trama riprende alcune delle vicende raccontate nel suo libro. Nasce così "Radio Freccia" , presentato per la prima volta a Settembre al Festival del Cinema di Venezia dove, iscritto fuori concorso, raccoglie numerosi consensi. Il ottiene in totale tre Nastri d'Argento (Miglior regista esordiente, miglior colonna sonora, miglior canzone) e due David di Donatello (Miglior regista esordiente e miglior colonna sonora), oltre che a rastrellare miliardi al botteghino.

A quella del film si accompagna anche l'uscita della colonna sonora, contenente alcuni classici degli anni '70 e musiche composte appositamente da lui per la pellicola. Uno di questi brani, "Ho perso le parole", consente a Ligabue di vincere il Premio Italiano della Musica nella categoria "Miglior canzone del 1998".

Il nuovo lavoro discografico. "Miss Mondo" esce il 17 settembre 1999 e conquista subito le vette delle classifiche di vendita. Il 22 ottobre parte il MissMondoTour, una serie concerti (diventati quasi 40 dai 25 previsti inizialmente per la forte richiesta da parte del pubblico) con i quali il rocker di Correggio porta il suo disco in giro per i Palasport di tutta Italia.

Luciano Ligabue
Tour 2002-2003

10 dicembre, Palatrieste, Trieste
12-13 dicembre, Teatro Sociale/
Palasport, Trento
16-17-18 dicembre, Teatro Toselli,
Cuneo/Palasport (due date)

(Due concerti per ogni città:
la prima data prevede un concerto
acustico in teatro, la sera seguente
nei palasport live nella consueta
veste elettrica)

Gennaio

21 gennaio, Teatro Malibran,
Venezia;
22 gennaio, Palaverde, Treviso;
24 gennaio,  Teatro Sociale, Como;
25 gennaio, Palaoregon, Cantù (Co);
27 gennaio, Teatro A. Ponchielli,
Cremona;
28 gennaio, Palafiera, Brescia;
30 gennaio, Teatro Petrarca, Arezzo;
31 gennaio, Centro Affari, Arezzo;

Febbraio
3 febbraio, Teatro C. Gesualdo,
Avellino;
4 febbraio, Palamaggiò, Caserta;
6-7 febbraio, Teatro/Palapentimele
Reggio Calabria;
10-11 febbraio, Teatro Biondo/
Palasport, Palermo;
13-14 febbraio, Teatro Bellini/
Palasport, Catania-Acireale (Ct);
17-18 febbraio, Teatro Comunale,
Palaflorio, Bari;
21-22 febbraio, Teatro Delle Muse/
Palarossini, Ancona
25 febbraio, Palasele, Eboli (Sa);
26 febbraio, Teatro Verdi, Salerno
28 febbraio, Teatro Astra, Bassano
del Grappa (Vi)

Marzo
1 marzo, Palasport, Bassano del
Grappa, (Vi)
3-4 marzo, Teatro Medica/
Palamalaguti, Bologna
6 marzo, Teatro Politeama, Prato
7 marzo, Palaterme, Montecatini
(Pt)

Informazioni su: www.ligalive.com

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_Ligabue

Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luciano_Ligabue&action=history

Luciano Ligabue

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Nota disambigua - Se stai cercando altri significati per il nome Ligabue, vedi Ligabue.
Luciano Ligabue
Nazionalità  Italia
Genere Rock
Pop
Periodo attività 1987 - in attività
Strumento {{{Strumento}}}
Etichetta {{{Etichetta}}}
Band attuale {{{Band attuale}}}
Band {{{Band precedenti}}}
Album pubblicati 12
Studio 9
Live 2
Raccolte 1
Sito ufficiale
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica
« Una vita da mediano
lavorando come Oriali.
anni di fatica e botte
e vinci casomai i Mondiali... »
(da Una vita da mediano, 1999)
« Certe notti la macchina è calda
e dove ti porta lo decide lei.
Certe notti la strada non conta
e quello che conta
è sentire che vai »
(da Certe notti, 1995)
« ...che non è il male né la botta
ma purtroppo è il livido »
(da Ho messo via, 1993)
« ...di carezza in carezza
di certezza in stupore,
tutta questa bellezza
senza navigatore... »
(da Buonanotte all'Italia, 2007)
« ...sono qui per l'amore
per riempire col secchio
il tuo mare... »
(da Sono qui per l'amore,2005)

Luciano Ligabue - conosciuto semplicemente come Ligabue o il Liga - (Correggio13 marzo 1960) è un cantautore, scrittore, regista e sceneggiatore italiano.


 

 

Biografia [modifica]

Dopo aver svolto i lavori più disparati, tra cui il bracciante ed il metalmeccanico, quindi ragioniere, conduttore radiofonico, commerciante, promoter consigliere comunale a Correggio[1], nel 1987 fonda insieme ad alcuni amici il gruppo musicale amatoriale Orazero con il quale partecipa a diversi concorsi provinciali e nazionali con brani originali come Sogni di rock'n'roll, Anime in plexiglass, Sarà un bel souvenir, Bar Mario e Figlio di un cane.

 

Ligabue cantante [modifica]

Ligabue durante il concerto Ellesette del 20 dicembre 2007

 

Le origini [modifica]

La prima "traccia ufficiale" di Ligabue risale al 1987, anno di incisione, insieme al suo primo gruppo, gli Orazero, di Anime in plexiglas/Bar Mario. Il singolo vede la luce in seguito alla vittoria in un concorso musicale provinciale, per gruppi con base nella provincia di Reggio Emilia dal nome "Terremoto Rock". Il singolo, in vinile a 45 giri, pubblicato in poche copie è oggi introvabile.

Viene scoperto da Pierangelo Bertoli, che include il suo brano Sogni di rock'n'roll in un suo album nel 1988 e nel 1989 lo propone al suo produttore Angelo Carrara per incidere un disco, Ligabue, che uscirà nel maggio 1990. Per realizzare il suo primo album Ligabue si avvale della collaborazione del suo nuovo gruppo, i Clan Destino, che cureranno insieme a lui gli arrangiamenti dei brani e gli saranno di fianco nei concerti e nei successivi lavori in studio di registrazione. Lo stesso anno il cantante partecipa al Festivalbar col pezzo Balliamo sul mondo, ricevendo il Disco verde, premio destinato al migliore cantante emergente della kermesse.

È del novembre 1991 l'uscita del secondo disco, "Lambrusco coltelli rose & popcorn", che ripete il successo del disco d'esordio grazie a pezzi dal forte impatto come Libera nos a malo e Urlando contro il cielo.

 

La crisi [modifica]

Il terzo album, Sopravvissuti e sopravviventi esce nel 1993, e viene registrato ancora assieme ai Clan Destino. Questo album voleva senza dubbio essere la firma all'ascesa definitiva dell'artista; lo si può comprendere dalla registrazione di qualità nettamente migliore e da una maggior cura per le canzoni, dal punto di vista strumentale; ma il disco non verrà apprezzato come i precedenti soprattutto dalla radio, non contenendo pezzi appetibili per essa; unico, Ho messo via. Verrà considerato un lavoro più intimista e oscuro dei predecessori e le vendite ne subiranno. Successivamente verrà molto rivalutato dai fan, ma sul momento causa all'autore un periodo critico, nel quale rompe col vecchio produttore e con la vecchia band, e si ritira solo, con il destino e la carriera appesi a un filo. Tuttavia ha il desiderio di andare avanti, e nel 1994 pubblica A che ora è la fine del mondo?, il suo quarto album da lui autoprodotto, e contenente in sostanza solo due inediti: Cerca nel cuore e una cover in italiano di It's the end of the world as we know it (and I feel fine) dei R.E.M., il brano di maggior successo. Per il resto, vecchie b-sides o brani scritti per altri artisti.

 

Il successo [modifica]

Il grande botto, però, non si fa attendere e arriva nel 1995, con Buon compleanno Elvis, il disco che consacrerà il rocker emiliano tra le rockstar più seguite ed amate del panorama italiano con album molto venduti e premiati.

Quasi tutti i pezzi di questo album, che presenta delle sonorità molto vicine ad un rock'n'roll di stampo americano, diventeranno, infatti, classici del suo repertorio e sfonderanno tra il pubblico giovanile, a partire da Vivo, morto o x e Hai un momento, Dio?, passando per Leggero fino ad arrivare a Certe notti, brano che ha avuto un successo tale da essere votata dai lettori di una nota rivista musicale la "Canzone italiana degli anni '90" e da vincere la Targa Tenco come miglior canzone dell'anno.

Il disco è considerato dai più come vertice compositivo dell'artista e ha avuto un successo enorme vendendo oltre 1.200.000 copie, ricevendo il Disco di platino europeo IFPI e vincendo tre premi all'allora "Premio Italiano della musica PIM". Nel frattempo l'autore aveva fondato l'etichetta Mescal, divenuta poi tra le più interessanti del panorama rock italiano.

Ligabue su un maxischermo durante un concerto

Nel 1996 si esibisce, con un'insolita versione di Certe notti al Pavarotti & Friends, duettando con il "padrone di casa" Luciano Pavarotti.

Il momento d'oro del cantante continua nel 1997 con la pubblicazione di Su e giù da un palco, doppio disco registrato dal vivo con tre inediti di grande successo: Il giorno di dolore che uno ha, Tra palco e realtà e Ultimo tango a Memphis. Il pregio di non essere stato ritoccato in studio viene in parte compensato negativamente dal fatto di essere un collage di pezzi registrati in vari concerti. Anche questo album è un successo: ad oggi ha venduto più di un milione di copie ed è il live più venduto nella storia della musica italiana.

Il 1998 pubblica la colonna sonora del suo primo film da regista Radiofreccia ed è ancora successo con il tema portante Ho perso le parole. Il secondo CD dell'opera è una raccolta di brani stranieri inseriti nel film; sono presenti artisti come David Bowie, Iggy Pop, Lou Reed, Lynyrd Skynyrd che rappresentano il retroterra musicale e la fonte di ispirazione del cantante, insieme a cantautori come Bob Dylan e Neil Young.

Nel 1999, insieme a Jovanotti e Piero Pelù che ha appena lasciato i Litfiba, incide Il mio nome è mai più, brano pacifista dal quale viene ricavato un singolo il cui ricavato va in beneficenza: i tre si firmano LigaJovaPelù. Pubblico e critica si dividono tra chi plaude l'iniziativa e chi invece sottolinea la retorica e il presunto antiamericanismo del pezzo e del video annesso, che comunque risulterà alla fine il più venduto dell'anno.

Nello stesso anno esce il sesto disco Miss Mondo, a quattro anni di distanza dal precedente. Questo lavoro presenta molti nuovi spunti, a partire dagli arrangiamenti (vengono, ad esempio, introdotti gli archi in due canzoni), fino ad arrivare ai testi, che abbandonano la struttura del "racconto" e mirano diritti alla disillusione personale dell'artista, che si interroga su ciò che gli succede intorno. Anche quest'album è un successo grazie all'autobiografica Una vita da mediano, a Si viene e si va e alla dylaniana Almeno credo. Nel video di quest'ultima canzone compare anche Fernanda Pivano.

Sempre nel 1999 si esibisce a Dublino, davanti a una platea internazionale, agli MTV Europe Music Awards con L'odore del sesso tratta da Miss Mondo.

 

I primi anni duemila [modifica]

Nel 2000 scrive una canzone a quattro mani con Francesco Guccini (che, tra l'altro, ha recitato in Radiofreccia). Il pezzo, intitolato Ho ancora la forza finisce nell'album "Stagioni" di Guccini e riceve la Targa Tenco come miglior canzone dell'anno.

Sempre nel 2000 viene premiato con il Telegatto come miglior interprete dell'anno al concorso "Vota la voce" e riceve, inoltre, il "Premio Lunezia" per la canzone L'odore del sesso. Il 17 agosto dello stesso anno durante il concerto nello Stadio di Catanzaro riceve il premio di "Fatti di Musica", la rassegna del miglior live italiano diretta da Ruggero Pegna, per il "Miglior Live dell'Anno".

Il primo album del nuovo millennio, Fuori come va?, del 2002, torna a proporre un Ligabue classico che ricalca molti degli stereotipi musicali percorsi negli anni precedenti. Anche questo album ottiene un ottimo riscontro quanto a vendite.Grazie ai singoli Tutti vogliono viaggiare in prima, Questa è la mia vita ed Eri bellissima il Liga, come viene soprannominato dai suoi fans, vince il Festivalbar e fa incetta di premi (miglior artista maschile, miglior album e miglior tour) all'edizione degli Italian music awards che organizzava la FIMI.

Nel 2003 esce il secondo live, Giro d'Italia, registrato durante il tour teatrale che Ligabue ha tenuto con i suoi musicisti insieme a Mauro Pagani e al compianto D.Rad degli Almamegretta. Il disco presenta un'apprezzabile rivisitazione semi-acustica di buona parte del repertorio dell'artista, molto apprezzata oltre che dal pubblico, anche dalla critica che, in controtendenza rispetto al precedente disco, ha riempito di elogi quest'uscita discografica. All'album, infatti, è stato attribuito il "Premio Ciampi" come miglior album dell'anno. Poco dopo uscirà anche una nuova versione, in edizione limitata, di Giro d'Italia con un terzo cd bonus, che contiene oltre varie canzoni, dei reading e un monologo.

Il 2 luglio del 2005, nonostante gli impegni pressanti dovuti alla chiusura del nuovo disco, Ligabue accoglie l'invito di Bob Geldof a partecipare al Live8, dove si esibisce davanti alle migliaia di spettatori presenti al Circo Massimo di Roma.

 

10 settembre 2005: il Campovolo [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Campovolo.

Il 10 settembre 2005, per celebrare i 15 anni di attività e tornare sul palco dopo un'assenza durata circa 2 anni e mezzo si esibisce al Campovolo di Reggio Emilia di fronte a 180.000 persone. Su quattro differenti palchi, si esibisce insieme alla Banda (il suo attuale gruppo), insieme ai Clan Destino e con Mauro Pagani. Lo show dura quasi tre ore, tuttavia, a causa di problemi audio nei pressi di uno dei 4 palchi, un numero imprecisato (nell'ordine di alcune migliaia) di spettatori decide di lasciare anzitempo il concerto. Pochi giorni dopo l'artista invia una lettera di scuse ai fan attraverso il suo portale Ligachannel.

L'ottavo disco, Nome e cognome (2005), esce il 16 settembre dello stesso anno e propone un Ligabue che nei testi prosegue sulla scia "intimista" (e il titolo dell'album è, da questo punto di vista, una dichiarazione di intenti), mentre musicalmente presenta delle sonorità molto vicine ad un rock anglosassone. Alcuni brani del disco vengono presentati nel concerto di Campovolo, dove una straordinaria affluenza di pubblico anticipa quello che, come prevedibile, diventa un altro successo discografico. In questo album sono presenti brani che sono diventati dei successi come Il giorno dei giorni, L'amore conta, Le donne lo sanno, Happy hour (con la quale il Liga vincerà anche il Festivalbar dello stesso anno) e Cosa vuoi che sia.

 

2006: Tour ed anno magico [modifica]

Il 7 febbraio 2006 inizia il suo nuovo tour articolato in quattro parti: nel mese di febbraio il rocker emiliano si esibisce per un numero ristrettissimo di persone nei club, e per ricreare l'atmosfera degli inizi, si fa accompagnare dai Clan Destino, nel mese di marzo affronta i palazzetti con la Banda, durante l'estate gli stadi con Banda e Clan Destino, per poi tornare a ottobre nei teatri. Per raccontare quest'esperienza esce Nome e cognome tour 2006, un cofanetto di 5 DVD che racchiude la registrazione di un concerto per ogni fase del tour e molti contenuti speciali.

A marzo 2006 partecipa alla Cerimonia di apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali di Torino 2006, dove si esibisce in mondovisione con Il giorno dei giorni.

Nel giugno dello stesso anno esce il quarto singolo estratto da Nome e cognome, Happy hour (realizzato anche in versione dance ad uso delle discoteche), che viene utilizzato nella pubblicità della Vodafone diventando il tormentone italiano dell'estate 2006, al termine della quale (5 settembre) Ligabue viene decretato per la seconda volta vincitore del Festivalbar.

Il 20 ottobre 2006 esce Gli ostacoli del cuore, brano scritto da Luciano espressamente per Elisa (con la quale duetta nella parte finale) e utilizzato come primo singolo estratto dal Greatest Hits della cantante. Lo stesso Ligabue dichiarerà che questa canzone aveva pensato di farla cantare ad Elisa proprio nel momento in cui l'ha scritta, senza aver ancora contattato la cantante. Ascolta la testimonianza Audio-Video racchiusa nell' E-Card

Nel novembre la SIAE e la critica gli attribuiscono, per la seconda volta, il "Premio Ciampi".

 

L7 - Ellesette [modifica]

Ligabue durante il concerto Ellesette del 17 dicembre

Nel settembre 2007 Ligabue annuncia il suo ritorno sul palco nei palasport, con 7 concerti al Palalottomatica di Roma nel mese di novembre (17-18-20-21-23-24-26), e altri 7 al DatchForum di Assago a Milano nel mese di dicembre (12-14-15-17-18-20-21). Oltre a questo particolare tour, denominato Ellesette, Ligabue ha annunciato l'uscita del suo best of, diviso in due dischi: il primo, Ligabue Primo Tempo, basato sui pezzi del periodo 1990-1995, uscito nei negozi il 16 novembre e issatosi direttamente al primo posto nelle classifiche[2], mentre il secondo, Ligabue Secondo Tempo, sarà basato sulla produzione musicale del rocker dal 1997 a oggi, e verrà messo in vendita a maggio 2008. L'artista ha annunciato la presenza di due brani inediti in entrambi i dischi (Niente paura e Buonanotte all'Italia per Primo tempo), mentre per "Secondo tempo", come ha detto lo stesso Ligabue, dovrebbe trovare spazio il brano "Ho ancora la forza", canzone scritta con Francesco Guccini nel 2000. Inoltre, insieme al CD, in ognuno dei due Best, sarà presente anche un DVD che conterrà per la prima volta su supporto digitale i videoclip dei maggiori successi della carriera artistica di Luciano.[3].

 

Eventi nel 2008 [modifica]

Luciano anche nel 2008 canterà dal vivo, prima ad Aprile e poi quest'estate. Ad Aprile il Liga partirà per il suo tour europeo nei club delle maggiori città del vecchio continente, la tournéé si chiamerà "Ligabue European Tour /08" e passerà per: Amsterdam, Madrid, Barcellona, Parigi, Amburgo, Monaco, Berlino, Zurigo e Londra. Nell'estate 2008 invece il Liga sarà protagonista con il suo nuovo tour "Elle Elle Stadi 2008": 4 luglio a Milano, 9 luglio a Firenze, 12 luglio a Bari, 18 luglio a Roma e 26 luglio a Palermo. Sempre nel 2008 il Ministero dell'Ambiente decide di usare come colonna sonora del suo spot la canzone di Bertoli , interpretata da Ligabue, "Eppure Soffia" , da lui cantata in occasione del Live Heart del 7 Luglio 2007

 

Ligabue regista [modifica]

Si dedica anche al cinema, esordendo come regista nel 1998 con Radiofreccia, storia leggermente autobiografica e intrisa di malinconia sull'ultimo giorno di trasmissioni di una radio privata, la cui vita trascorre pari passo con quella di un gruppo di amici. Film artisticamente pregevole e maturo, tecnicamente sorprendente se lo si considera opera prima di un artista totalmente estraneo al cinema, viene presentato fuori concorso al Festival di Venezia, ottiene grandi consensi di critica e pubblico, e si aggiudica 3 David di Donatello (allo stesso Ligabue come miglior regista esordiente, a Stefano Accorsi come miglior attore protagonista e infine per la miglior colonna sonora), 2 Nastri d'Argento, un Globo d'Oro e tre Ciak d'Oro.

Il bis lo concede quattro anni più tardi con Da zero a dieci, storia generazionale su quattro amici che si ritrovano dopo vent'anni per un weekend a Rimini per fare il punto e assegnare un voto alle loro vite. Il film, selezionato per chiudere la Semaine de la critique al Festival di Cannes, non riscuote il successo di pubblico e critica della pellicola precedente e porta al regista solo la candidatura a un Nastro d'Argento.

Nel 2003 viene premiato con la Grolla d'oro per la filmografia.

A inizio 2006 ottiene un importantissimo riconoscimento internazionale per Radiofreccia: la pellicola viene proiettata negli Stati Uniti ed entra nell'archivio cinematografico permanente del MoMA, il Museo d'Arte Moderna di New York.

Il 16 novembre del 2006 il Premio Videoclip Italiano, organizzato in collaborazione con l'Università IULM di Milano, dedica al Liga un'intera giornata dal titolo "Luciano Ligabue, Artista Totale: Dal videoclip al Cinema", nel corso della quale vengono proiettati i suoi film e tutta la sua videografia.

Sempre nel novembre del 2006 dirige il suo primo video musicale: è quello de Gli ostacoli del cuore, canzone da lui scritta per Elisa.

 

Ligabue scrittore [modifica]

Ottiene grande successo di critica e pubblico con la raccolta di quarantatré racconti Fuori e dentro il Borgo (1997) vincendo tra l'altro il "Premio Elsa Morante" e il "Premio Città di Fiesole".

Altri racconti vengono pubblicati ogni anno sul diario della Smemoranda.

Il suo primo romanzo, invece, arriva nel 2004: La neve se ne frega, presentato a Torino, Milano e Roma da Alessandro Baricco e Fernanda Pivano. Il libro, che riscuote autorevoli consensi e conferma le doti narrative dell'artista emiliano, balza subito in testa alle classifiche di vendita e, complessivamente, si attesta a quasi 200.000 copie vendute. La neve se ne frega, inoltre, vince il "Premio speciale Fregene 2004", il "Premio Fernanda Pivano" e il "Premio Giuseppe Giacosa"

Anno da ricordare, il 2004, per il Liga: il 28 maggio viene insignito dall'Università di Teramo della laurea honoris causa in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Per l'occasione tiene un'interessante lezione dottorale dal titolo Il tempo dell'emozione, nella quale spiega il significato che egli attribuisce al proprio modo di comunicare attraverso musica, scrittura e cinema.

Il 3 ottobre 2006 esce Lettere d'amore nel frigo, raccolta di 77 poesie scritte nel 2003, con cui Luciano cerca di dar sfogo a quello che è stato un periodo particolare della sua vita senza l'obbligo di dover coniugare parole e musica o di essere comprensibile a ogni costo. Presentato dall'autore in molti atenei italiani, il libro entra da subito ai primi posti nelle classifiche di vendita e riscuote molti consensi sia tra il pubblico (alcune di queste poesie, infatti, sono lette dall'autore durante il tour teatrale), che tra la critica. Ascolta Luciano Ligabue che legge alcune delle sue poesie, tratte dalla raccolta

 

L'impegno sociale e politico [modifica]

Da sempre "di sinistra" è stato, per pochi mesi, consigliere comunale per il PDS poco prima di imboccare definitivamente la strada del successo come artista. Ciò nonostante la sua sensibilità verso le tematiche sociali è rimasta e si manifesta, più o meno direttamente, nelle storie raccontate all'interno delle sue canzoni, dei suoi libri e dei suoi film. Meritano di essere citati, a tal proposito, i brani A che ora è la fine del mondo? del 1994 e Buonanotte all'Italia del 2007.

La sua nota riservatezza, inoltre, non gli ha impedito di prendere parte a iniziative dal forte valore politico e sociale. Si ricordano, infatti, le sue partecipazioni al concertone del Primo Maggio nel 1996 e nel 2006. Nel 1999 incide il brano Il mio nome è mai più (i cui proventi sono stati destinati ad Emergency) insieme a Jovanotti e Piero Pelù per dare un forte segnale pacifista in opposizione alla decisione del governo di prendere parte alla guerra del Kosovo. Nel luglio del 2005 prende parte al Live8 organizzato per sensibilizzare i capi di governo occidentali sulle tematiche riguardanti il terzo mondo. Nell'estate del 2007, attraverso la diffusione per 24 ore di una cover del brano ambientalista di Pierangelo Bertoli Eppure soffia, dà il suo appoggio morale al Live Earth, manifestazione organizzata da Al Gore per la salvaguadia della salute della Terra. Sempre nel 2007, l'8 settembre, aderisce al V-Day di Beppe Grillo con un video in cui critica il sistema politico in Italia. In occasione del suo tour Ellesette, nell'inverno del 2007, aderisce al progetto Impatto Zero di LifeGate permettendo la creazione 152.906 metri quadri di foresta nel Costa Rica.[4].

 

Discografia [modifica]

Ligabue sul palco di Ellesette il 17 dicembre 2007

 

Singoli [modifica]

 

45 giri [modifica]

  • Anime in plexiglass / Bar Mario (1987) - Singolo registrato con gli Orazero
  • Figlio d'un cane (remix live) / Non è tempo per noi (remix live) (1990)

 

CD [modifica]

 

Singoli per il fan club [modifica]

  • Anime in plexiglass / Bar Mario
  • Figlio d'un cane (remix live) / Non è tempo per noi (remix live)
  • Camera Con Vista Sul Deserto (acoustic live) / You Gotta Move (acoustic live - inedito) / Dove Fermano I Treni (acoustic live)
  • Non Fai Più Male / Ho Ancora La Forza (inedito) / Miss Mondo (versione acustica inedita)

 

Musicassette Promozionali [modifica]

  • Lambrusco e Popcorn (versione live inedita) / Sarà Un Bel Souvenir (versione live inedita) (allegata ad un numero di Tutto del 1992)
  • Cerca Nel Cuore (versione acustica inedita) + brani di La Crus, Massimo Volume, Stefano Belluzzi e Modena City Ramblers (allegata al numero 2 di Tutto del 1995)

 

Album [modifica]

 

Brani rari, inediti e cover [modifica]

 

cover di altri artisti di brani di Ligabue [modifica]

  • Cecco (playback di Stefano Pesce) - Libera uscita (2001) - tratto dal film di Ligabue "Da zero a dieci"
  • 883 - Leggero - Live, tratto da un concerto degli 883 e inciso nell'album Gli Anni
  • Dolcenera - Piccola stella senza cielo (2001) - pezzo che chiude l'album "Sorriso Nucleare" di Dolcenera
  • Fiorella Mannoia - Metti In Circolo Il Tuo Amore
  • "Male non farà" - Timoria, brano che Ligabue concesse al gruppo di F.Renga per poi essere ripreso e pubblicato nell'album "A Che Ora è La Fine Del Mondo? del 1994"

 

collaborazioni in studio [modifica]

 

collaborazioni live [modifica]

 

inediti su album [modifica]


 

 

prime incisioni con gli Orazero, inedite [modifica]

  • Ligabue feat Orazero - M'abituerò (live)
  • Ligabue feat Orazero - Si ma tu chi sei (live)
  • Ligabue feat Orazero - Hong Kong (live)
  • Ligabue feat Orazero - Orazero (live)
  • Ligabue feat Orazero - Oceano (live)

 

Videografia [modifica]

 

Videoclip [modifica]

 

Live [modifica]

 

Filmografia [modifica]

 

Regista e sceneggiatore [modifica]

 

Partecipazioni [modifica]

 

Bibliografia [modifica]

 

Scrittore [modifica]

 

Biografie e libri su Ligabue [modifica]

 

Curiosità [modifica]

  • La versione live di Hai un momento, Dio? contenuta in Su E Giù Da Un Palco vede Mick Taylor, già chitarrista dei Rolling Stones e dei Bluesbreakers, come ospite d'eccezione alla chitarra solista. Lo storico artista viene presentato al pubblico da Ligabue al termine del brano ed il suo contributo è segnalato anche nei credits del disco.
  • La canzone Una vita da mediano è stata utilizzata come colonna sonora per la presentazione della candidatura di Romano Prodi a Presidente del Consiglio.
  • A che ora è la fine del mondo?, cover di un pezzo dei Rem, ha trovato ispirazione da una delle innumerevoli telefonate che giunsero al centralino del New York Times dopo la famosa trasmissione radio di Welles su La Guerra dei mondi (radio) che scatenò nel 1938 il panico negli USA. In particolare, ce ne fu una di un uomo che chiese, seriamente: "A che ora è la fine del mondo?"
  • Sono numerose le imitazioni e le parodie fatte sul Liga. Tra tutte si ricordano quella di Nicola Savino, fatta per radio, e quella di Max Giusti, proposta nella trasmissione Quelli che il calcio.
  • Nel 2007 anche Neri Marcorè propone una parodia (secondo molti la migliore in assoluto, sia per la gestualità, per la mimica facciale e per la voce) del cantante di Correggio e lo fa all'interno del programma satirico Parla con me di Serena Dandini, presentata anche in occasione del Festival di Sanremo.
  • Ligabue ha cantato allo stadio "Giuseppe Meazza" di Milano il 27 maggio 2007 alla conclusione dei festeggiamenti per il quindicesimo scudetto dell'Inter F.C..
  • All'interno del programma Mai dire gol, della Gialappa's Band Luciano Ligabue è apparso, in veste di ospite, in un divertente siparietto con Aldo Baglio nelle vesti di Rolando. Inoltre la stessa Gialappa's Band ha simpaticamente "preso di mira" lo stesso cantautore, evidenziandone alcune peculiarità nella pronuncia di alcuni fonemi.
  • Ligabue si è ritrovato più volte a guardare l'Inter allo stadio con altri vip dello spettacolo e della musica italiana, quali Paolo Rossi, Aldo Giovanni e Giacomo e Loredana Bertè.

 

Note [modifica]

  1. ^ Max novembre 2007, pagina 110
  2. ^ http://www.ligachannel.com/?q=node/1581
  3. ^ http://www.ligachannel.com/?q=node/1449
  4. ^ http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=459&ID_sezione=76&sezione=Ambiente

 

Altri progetti [modifica]

 

Video [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

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