***

Ricerca personalizzata

  Condividi le nostre emozioni original feed
Condividi Follow EventiSpeciali on Twitter Blog Stradivariusconcerti
Link Sponsorizzati
  Milano News  
Mappa per arrivare al Teatro Comunale di Modena

Visualizzazione ingrandita della mappa
Link Sponsorizzati
l’Altro Suono
festival 2012
L’attività concertistica del Teatro Comunale affianca, come di consueto, alla stagione di concerti classici il festival l’Altro Suono, i cui appuntamenti attingono a tradizioni e repertori diversi, dal pop al jazz, alla musica contemporanea fino a nuove forme di espressione musicale, assecondando una tendenza ormai assodata che ha visto progressivamente dissolversi confini e barriere fra generi diversi.
Aprirà il festival di quest’anno Vinicio Capossela (19 aprile), uno dei cantautori italiani più significativi dei nostri giorni, con un progetto speciale per l’Altro Suono che prosegue il cammino dell’ultimo disco Marinai Profeti e Balene, ispirato ai grandi libri di mare, da Omero a Melville a Conrad.
Il secondo concerto costituisce un appuntamento consueto per il Festival con i protagonisti del repertorio jazzistico, in questo caso rappresentato dalla giapponese Hiromi (26 aprile), giovanissima pianista il cui talento è ormai di risonanza mondiale.
Ai cinquant’anni di vita del Minimalismo, forse la più importante rivoluzione della musica contemporanea del secondo Novecento, verrà reso omaggio con una produzione straordinaria in prima esecuzione italiana realizzata in collaborazione con AngelicA di Bologna. Il concerto propone il più popolare duo pianistico classico, quello delle sorelle Labèque (8 maggio), affiancato da un gruppo di musicisti contemporanei e alle prese con un programma che ripercorre le fasi storiche di questa corrente musicale partita dagli Stati Uniti, con brani da Glenn Branca, fra i primi sperimentatori, a Brian Eno, Philip Glass, Michael Nyman, Radiohead, Sonic Youth e altri.
Proprio Michael Nyman (15 maggio), che alla fine degli anni Sessanta fu il primo ad associare il temine ‘minimalismo’ alla musica, sarà protagonista di un concerto di piano solo. Lo spettacolo, dal titolo Piano Sings, è dedicato a una personale rivisitazione delle sue musiche in forma di canzone e proseguirà il successo dell’omonimo album uscito nel 2005, presentando in anteprima un’uscita discografica prevista per l’autunno 2012.
Planetario (19 maggio) è un nuovo progetto in prima assoluta realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale, nato dall’idea innovativa e coinvolgente di creare un connubio tra musica e scienza. Lo spettacolo unisce infatti alla musica dei DeProducers - quattro dei più importanti musicisti e produttori della musica italiana (PFM, Elio e le Storie Tese, Eugenio Finardi, Tiromancino, Litfiba, Marlene Kuntz, C.S.I.…) – i racconti sui misteri del cosmo dell’astrofisico Fabio Peri e una proiezione video delle stupefacenti immagini provenienti da alcuni dei maggiori osservatori italiani.
Giovedì 19 aprile ore 21
VINICIO CAPOSSELA
Ballate nella balena
Speciale per l’Altro Suono 2012
Il concerto prosegue, attraverso un programma speciale creato per il festival L’Altro Suono, lungo il cammino segnato dall’ultimo disco e dallo spettacolo Marinai Profeti e Balene, ispirato ai grandi libri di mare, da Omero a Melville a Conrad.
“I mostri, le balene, le creature del sogno, sono dentro di noi, enormi, molto più del piccolo involucro di corpo che ci contiene. Cose enormi come la morte, l’anima, l’amore, la paura, Dio, God, Tutto Quant’. Tutto quello che è infinitamente più grande di noi, eppure sta in noi. È questo che abbiamo cercato di mettere in questo spettacolo e in questo lavoro. Perciò ora salpiamo, e procediamo a vista di cabotaggio, con un piccolo gazzettino di navigazione, che non contiene rotte, ma indicazioni avute da chi è passato in quei luoghi prima di noi. Incontreremo forse cannibali, e poi amanti, e penzoleranno impiccati in punta di pennone, incontreremo i fantasmi della raffica bianca, lo Harz delle fiabe dell’est, il terrore, il bianco colore dell’assenza. Dovremo lasciarci alle spalle affetti e famiglia e ne subiremo la nostalgia, il dolore del Nostos, del ritorno e del ricordo. Incontreremo balene imbalsamate e balene bianche, fino a che il mare ci si richiuderà sopra come una pentola e forse risorgeremo.” Vinicio Capossela
Giovedì 26 aprile ore 21
HIROMI: THE TRIO PROJECT
featuring Anthony Jackson and Simon Phillips
Voice
Hiromi pianoforte
Anthony Jackson basso
Simon Phillips batteria
Nata a Shizuoka, in Giappone, Hiromi è oggi fra i maggiori talenti del panorama jazzistico internazionale. La giovane pianista è stata allieva di Ahmad Jamal al Berklee College of Music di Boston dove si è diplomata nel 2003, avviandosi a una brillante carriera che l’ha portata a esibirsi in tutto il mondo. Nel 2003 è uscito anche il primo CD, Another Mind, seguito nel 2004 da Brain. Spiral (2006) è un intreccio di jazz, musica classica e pop mentre Beyond Standard, pubblicato nel 2008, rielabora standard della tradizione americana. Lo stesso anno è uscito Duet, a fianco di Chick Corea, e Jazz in the Garden in formazione con lo Stanley Clarke Trio e Lenny White. Del gennaio 2010 invece il suo disco di piano solo dal titolo Place to be.
Voice è l’ultimo disco, uscito nel giugno 2011 per l’etichetta Telarc. Il titolo rimanda alla poetica centrale della musicista. “Quando suono, mi rendo conto che la musica fa veramente trapelare le emozioni,” dice Hiromi. “Ho chiamato quest’album Voice perché credo che la vera voce delle persone si esprima attraverso le emozioni. È più di qualcosa che si sente con il cuore, che forse non si è ancora espresso con le parole e forse non lo sarà mai”.
Martedì 8 maggio ore 21
Prima italiana
KATIA & MARIELLE LABÈQUE
50 Years of Minimalism | MIX 1
Katia Labèque pianoforte
Marielle Labèque pianoforte
Nicola Tescari tastiere David Chalmin chitarra elettrica Massimo Pupillo basso elettrico Raphaël Séguinier percussioni Musiche di
Terry Riley, Erik Satie, William Duckworth, John Cage
Maurice Ravel, Colin McPhee, Tarquinio Merula (1595-1665; arr. Nicola Tescari)
La Monte Young, Terry Jennings, Steve Reich, James Tenney
Gavyn Bryars, Howard Skempton, Arvo Part, Brian Eno, Henry Flynt
Cornelius Cardew, Laurie Anderson, Philip Glass, COIL, Portishead
Michael Nyman, Aphex Twin, Glenn Branca, The Who, Radiohead
Sonic Youth, Massimo Pupillo, David Chalmin, Nicola Tescari, Raphaël Séguinier Una coproduzione di AngelicA, KML Fondazione
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Fondazione Teatro Rossini - Lugo Opera Festival
Fondazione Teatro Comunale di Bologna
Il Minimalismo compie 50 anni. Un serie di concerti curati nel 1961 da La Monte Young nel loft di Yoko Ono, nel cuore della downtown newyorkese, portò per la prima volta all’attenzione del pubblico questo nuovo, ipnotico universo musicale. Katia e Marielle Labèque e un assortito gruppo di amici provenienti dalle frange alternative del rock e della musica classica si riuniscono per celebrare la nascita di questa rivoluzionaria corrente musicale e le sue molteplici influenze. Il concerto presenta brani meno conosciuti di Steve Reich, Terry Riley e Philip Glass e si immerge negli affascinanti esperimenti di La Monte Young. Esplora le gemme cristalline dei musicisti europei Gavin Bryars, Arvo Part, Howard Skempton, Cornelius Cardew, rivela alcuni dei suoi indisciplinati precursori: Erik Satie, John Cage e Colin McPhee e si addentra nel mondo del post-minimalismo di Glenn Branca. Nello spirito di quei primissimi concerti newyorkesi, si ascolteranno improvvisazioni, arrangiamenti e nuovi brani ad opera dei fedeli collaboratori delle sorelle Labèque. L’occasione non mancherà di far ascoltare anche la stupefacente eredità che il Minimalismo ha lasciato al mondo del Rock, con brani di The Who, Aphex Twin, Sonic Youth, Radiohead e Brian Eno.
Martedì 15 maggio ore 21
Prima italiana
MICHAEL NYMAN piano solo
The Piano Sings
Brani in anteprima dal nuovo album
e un video inedito
Michael Nyman è una figura centrale del panorama musicale contemporaneo. Attivo come critico musicale, oltre che come musicista, direttore d'orchestra, librettista e pianista, a lui viene attribuito per primo l'uso del termine 'Minimalismo' associato alla musica, con il quale, alla fine degli anni Sessanta, definì sul nascere quella che sarebbe diventata la grande rivoluzione dell'ultima generazione di compositori. Autore di musica da camera, sinfonica e operistica, la sua fama presso il grande pubblico è dovuta alle numerose, raffinate colonne sonore scritte per il regista Peter Greenaway (Giochi nell'acqua, L'ultima tempesta), per Holliwood (Gattaca, Fine di una storia) e, naturalmente a Lezioni di Piano (per Jane Campion, 1993). Del 2005 è il primo progetto Piano Sings, che ha visto Nyman impegnato al pianoforte solo sia dal vivo che in disco, e con il quale ha rivisitato le sue composizioni cinematografiche.
"Tutta la mia musica nasce dal pianoforte - ha dichiarato l'autore - dunque mi interessava la possibilità di tornare in qualche modo alla sua origine. Da qui il desiderio di creare un album personale come compositore/esecutore, che ho deliberatamente concentrato sulle tante musiche scritte in forma di canzone, come recita il titolo dell’album”. Il concerto per l’Altro Suono presenta, a molti anni di distanza, la seconda tappa di Piano Sings che presenterà in anteprima l’uscita discografica prevista ad autunno 2012.
Sabato 19 maggio ore 21
Prima assoluta
DePRODUCERS
“Planetario”
musica per conferenze spaziali
Vittorio Cosma hammond, pianoforte, synth
Gianni Maroccolo basso, electronics
Riccardo Sinigallia chitarra, electronics, voce
Max Casacci chitarra
Fabio Peri voce narrante
Dodo Nkishi batteria
Scenografia Peter Bottazzi
Produzione International Music and Arts e Alchemi Factory
in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Modena
DeProducers è una sorta di collettivo musicale formato da Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci - ovvero quattro dei più importanti musicisti e produttori della musica italiana (PFM, Elio e le Storie Tese, Eugenio Finardi, Tiromancino, Litfiba, Marlene Kuntz, C.S.I.…) - nato dall’idea innovativa e coinvolgente di creare un connubio tra musica e scienza.
Il progetto si propone di musicare dal vivo conferenze scientifiche raccontate in maniera rigorosa ma accessibile. Planetario è il primo capitolo di questa “collana”, e unisce composizioni originali eseguite dal vivo alla conferenza spaziale dell’astrofisico e direttore del Planetario di Milano Fabio Peri, supportato dalla proiezione video delle stupefacenti immagini provenienti da alcuni dei maggiori osservatori italiani.
L’astrofisico illustrerà le meraviglie del cosmo e il mistero della sua nascita, le costellazioni e la loro mitologia, il rapporto tra l’Uomo e l’Infinito, il tutto veicolato da un’incredibile capacità di coinvolgere il pubblico con un linguaggio semplice e accessibile.
Lo spettacolo accompagnerà l’uscita discografica per l’etichetta SONY prevista a maggio 2012.
Informazioni
Acquisto abbonamenti
Gli abbonamenti ai cinque concerti del festival l’Altro Suono 2012 sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti: da venerdì 16 a giovedì 29 marzo per gli abbonati al festival 2011; da venerdì 30 marzo anche per i nuovi abbonati.
Costo abbonamenti: da 30 a 75 euro
Acquisto biglietti
Da venerdì 6 aprile sono in vendita i biglietti per tutti i concerti del festival.
Riduzioni su abbonamenti e biglietti
Abbonamenti
Da 19 a 27 anni: riduzione del 50%
Da 65 anni in poi: riduzione del 30%
Riduzione del 10%:
- Aderenti alle Associazioni ACLI, ACSI, AICS, ARCI, ENDAS,
FAI - Fondo Ambiente Italiano, TOURING CLUB ITALIANO
- Possessori delle Membership card I am Individual e I am Prestige
del MAMbo-Museo d’Arte Moderna di Bologna
Biglietti
Fino a 18 anni: riduzione del 70%
Da 19 a 27 anni: riduzione del 50%
Da 65 anni in poi: riduzione del 30%
Riduzione del 10%:
- Abbonati Teatro Storchi e Teatro delle Passioni: riduzione del 10%
La riduzione del 10% può essere applicata, tramite convenzione, a organizzazioni sindacali, scuole, istituti musicali, università, istituzioni ed enti culturali, associazioni, circoli musicali e gruppi organizzati di almeno dieci persone. Per informazioni: telefono 059 203 3003.
A Teatro con la studentcard
Gli studenti universitari iscritti a Modena e Reggio Emilia potranno usufruire, grazie allo sconto del Teatro Comunale e al finanziamento dell’Università di riduzioni superiori al 70% per l'acquisto di abbonamenti a l’Altro Suono festival 2012.
Costo abbonamenti: da 14 a 19 euro
Biglietteria del Teatro Comunale Luciano Pavarotti
telefono 059 203 3010 – fax 059 203 3011
biglietteria@teatrocomunalemodena.it
www.teatrocomunalemodena.it
comunicato stampa


l’Altro Suono festival 2011

MAFALDA ARNAUTH
Fadas - prima italiana

Teatro Comunale Luciano Pavarotti
mercoledì 13 aprile ore 21

Il fado portoghese approda al Comunale con una delle sue voci più rappresentative, quella di Mafalda Arnauth, che si esibirà mercoledì 13 aprile alle ore 21 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti nell’ambito dell’Altro Suono festival 2011. La Arnauth presenta in prima italiana Fadas, il suo ultimo album, affiancata dalla sua band composta da Eurico Machado alla chitarra portoghese, Nelson Aleixo alla chitarra acustica e Daniel Pinto al basso acustico.

Mafalda Arnauth è destinata a raccogliere da Amália Rodrigues il testimone di nuova stella del fado internazionale. Il suo nuovo album è un omaggio alle interpreti che l’hanno ispirata durante il suo percorso musicale, dalla Rodrigues a Hermínia Silva, da Fernanda Baptista a Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceição. Dodici brani dedicati alle donne e all’universo femminile: una raccolta di canzoni classiche del fado, anche poco conosciute, interpretate col suo inconfondibile stile.

“In Fadas - spiega Mafalda - ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, magiche, che in alcuni casi ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto, ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita ed evoluzione come fadista. E con loro ci sono alcuni dei primi pezzi che ho cantato: Saudades da Júlia Mendes, Tendinha, Fado Madragoa, Hortelã Mourisca, Antigamente, senza sapere esattamente se è stato il Fado carico di Storia, Memoria e Saudade che mi ha portato alle loro voci, o se le voci cariche di Anima, di Vita e di Cuore al Fado”. L’album è anche un omaggio ai testi, alla musica e alla magia che hanno portato con sé e che hanno fatto del fado un luogo di espressione massima della cultura portoghese, dalla più popolare alla più erudita, dalla più semplice alla più complessa. Mafalda sottolinea ancora una volta la sua visione positiva dell’esistenza umana, come ad esempio in Vou dar a beber à alegria come lei stessa racconta: “Un grande classico come Vou dar a beber à dor, che Amalia ha lanciato universalmente, lo rendo più giocoso, come aveva fatto un’altra icona, Herminia Silva, e quel ‘dor’, dolore, diventa gioia”. Un disco che alla fine, con l’ultima traccia, ci conduce fino a Buenos Aires con la sorprendente rilettura di Invierno Porteño di Astor Piazzolla, con testo di Elàdia Blazquez, giusto epilogo al timbro di Fadas, senza dubbio uno degli album più appassionanti dell’anno.

Mafalda Arnauth è una delle voci più note del fado moderno, interprete chiave di un rinnovamento che ha avvicinato la musica tradizionale portoghese a un vasto pubblico, anche quello dei più giovani, tanto da essere definita in patria la “nuova diva del fado”, grazie alla diversità di tematiche che affronta nelle sue canzoni. “Nella mia musica – ha dichiarato - non si avverte la solita attitudine fatalista. C’è fado, ma senza ovvietà. Perché io non scrivo di fantasia, mi ispiro alla vita di tutti giorni”. Fin da molto giovane Mafalda Arnauth si è trovata trasportata nel mondo delle case di fado, dove molto velocemente si è lasciata trascinare dall’apprezzamento del pubblico. A 24 anni ha pubblicato il suo primo album omonimo, con il quale ha ottenuto la nomination ai Globes d’or come migliore interprete. A partire da allora è stato un crescendo di concerti e successi in tutto il mondo a ogni sua nuova pubblicazione. Nel 2009 è diventata celebre definitivamente anche in Italia con il cd+dvd Flor De Fado grazie al suo linguaggio musicale universale.


L’ALTRO SUONO FESTIVAL 2011

Mercoledì 13 aprile ore 21 prima italiana
Fuori abbonamento
MAFALDA ARNAUTH
Fadas
Mafalda Arnauth voce
Eurico Machado chitarra portoghese
Nelson Aleixo chitarra acustica
Daniel Pinto basso acustico
comunicato stampa


l’AltroSuono festival 2011

Nell’edizione 2011 dell’Altro Suono festival, prosegue il lungo viaggio attraverso i diversi generi musicali, dalle tradizioni popolari al jazz, dal rock alla musica d’avanguardia, attingendo a culture e repertori diversi, in linea con una tendenza ormai assodata nel panorama musicale che ha visto progressivamente dissolversi confini e barriere fra generi musicali. Protagonista indiscussa quest’anno è la voce femminile in tutte le sue declinazioni e nei molteplici contesti della musica etnica e tradizionale, della musica di culture extra-occidentali, della musica occidentale colta e non solo.

Una delle voci femminili più eleganti della scena pop contemporanea, che da anni incanta le platee di tutto il mondo facendosi portatrice di messaggi di pace e di amore, è l’israeliana Achinoam Nini, meglio conosciuta come Noa, un nome ebraico che, non a caso, significa “sorella di pace”. Si esibirà a Modena sabato 2 aprile. Nata a Tel Aviv da genitori yemeniti, è stata la prima artista di origine ebraica ad esibirsi in Piazza San Pietro davanti al Papa. Apprezzata sia dal pubblico del suo paese che dal pubblico palestinese, viene riconosciuta come simbolo del dialogo tra i popoli. Il suo canto miscela le sonorità del jazz e del rock americano a suggestioni e melodie mediorientali, riuscendo a travalicare ogni frontiera culturale. Con Gil Dor alle chitarre, Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello, Noa ripercorre le tappe della sua carriera e del suo passato musicale fino a oggi, interpretando brani indimenticabili come la celebre Beautiful that way, colonna sonora del film di Roberto Benigni La vita è bella.

Il fado portoghese approda al Comunale con una delle sue voci più rappresentative, quella di Mafalda Arnauth, un’artista destinata a raccogliere da Amália Rodrigues il testimone di nuova stella del fado internazionale. A Modena mercoledì 13 aprile presenterà in prima italiana Fadas, il suo quinto album, che è un omaggio alle interpreti che l’hanno ispirata durante il suo percorso musicale, dalla Rodrigues a Hermínia Silva, da Fernanda Baptista a Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceição.

A Oum Kalthoum, “l’astre de l’Orient”, è dedicato il nuovo progetto diretto da Jamal Ouassini e interpretato da Sakina Al Azami: una produzione Ziryab, in programma mercoledì 20 aprile. Oum Kalthoum, detta kawkab a’ sciark (stella d’oriente), è uno dei personaggi femminili che più rappresenta la vocalità araba nel mondo. In questo concerto verrà presentato un originale repertorio, con arrangiamenti che attingono dalle opere più significative scritte appositamente per Oum Kalthoum dai più importanti compositori e poeti arabi del novecento come Muhammad ‘abd Al wahhab, Baligh Hamdi, Riyad Al Sunbati, Ahmed Rami e molti altri. Sakina Al Azami è tra le più raffinate voci femminili del Marocco, vincitrice di importanti premi a livello nazionale grazie all’originalità con la quale interpreta le musiche della tradizione arabo-andalusa, sefardita e delle scuole orientali. Vanta una ricca carriera concertistica in Marocco e in Europa, ed è apprezzata in modo particolare per le sue interpretazioni del repertorio di Oum Kalthoum. La sua voce sarà accompagnata da un gruppo di strumentisti composto da Jamal Ouassini (direzione e violino), Mohammed el Mortaji (violino), Abdesselam Naiti (kanoun), Bouchaib Amer (flauto e kawala), Youssef Mezgheldi (liuto) e Tarek Awad Alla (percussioni).

Un’altra straordinaria voce femminile ci permetterà di fare una incursione nella musica etnica: Tanya Tagaq, cantante canadese della provincia del Nunavut, si esibirà a Modena martedì 10 maggio in un concerto dal titolo Auk/Blood, dal nome del suo ultimo album, con Jean Martin alla batteria e Jesse Zubot al violino. La Tagaq si è imposta all’attenzione internazionale nel 2005 con il suo album d’esordio Sinaa, che significa “bordo” nella lingua ancestrale Inuktitut. Le sue canzoni derivano dall’elaborazione di una modalità canora tipica del popolo Inuit, detta Katajjaq, canto di gola, che viene solitamente eseguita da due donne ma che la cantante ripropone in una versione “solista” del tutto originale.

Tra le voci femminili più duttili del panorama musicale contemporaneo, Cristina Zavalloni si cimenta con un progetto in omaggio ai Beatles, in programma domenica 22 maggio. Sarà affiancata dai Virtuosi Italiani, un’orchestra che ha alle spalle variegati incontri artistici con Uri Caine, Chick Corea, Goran Bregovic, Michael Nyman, Franco Battiato e Giovanni Allevi. Dirige Aldo Sisillo. Il repertorio del concerto è vasto e comprende tutti i grandi classici dei Fab Four, da Yesterday a Ticket To Ride, passando per Eleanor Rigby, Lady Madonna, Let It Be, riarrangiati da Gian Antonio Mutto e Raffaele Tiseo.

In continuità con gli scorsi anni, infine, si conferma la collaudata collaborazione della Fondazione Teatro Comunale di Modena con AngelicA, in un progetto di stampo contemporaneo con il sostegno della Regione Emilia Romagna in collaborazione con ERT Emilia Romagna Teatro – Vie Scene Contemporanee Festival e con la Galleria Civica di Modena. Dopo le presenze di John Zorn (2005), Mike Patton (2006 e 2007), Butch Morris (2009) e Arto Lindsay (2010), sarà protagonista a Modena mercoledì 25 maggio Heiner Goebbels con il progetto in prima italiana Songs of Wars I Have Seen, che vedrà il coinvolgimento della London Sinfonietta, dell’Orchestra of The Age of Englightenment e di Sound Intermedia, con la direzione musicale di Sian Edwards. Si tratta di una sorta di ritratto teatrale della vita domestica durante la seconda guerra mondiale, rappresentata attraverso una combinazione dei testi di Gertrude Stein con musica elettronica e estratti di musica barocca di Matthew Locke. Heiner Goebbels introdurrà il concerto con il musicologo Franco Fabbri. Goebbels presenta inoltre venerdì 27 e sabato 28 maggio, sempre in prima italiana, Stifters Dinge, istallazione performativa che si colloca – come tutta la produzione di Goebbels – all’incrocio di varie pratiche artistiche: si tratta in particolare di un lavoro senza attori e musicisti, che fa parlare gli oggetti, in una scena che cambia costantemente. Un lavoro di alta tecnologia e innovazione, dove la musica viene prodotta da pianoforti che suonano da soli, da voci fantasma che fanno parlare la sabbia e l’acqua, e gli attori sono oggetti che si muovono.
l’AltroSuono festival 2011

Sabato 2 aprile ore 21
NOA
The Best of Noa

Noa voce e percussioni
Gil Dor chitarre
Vincenzo Di Donna violino
Luigi De Maio violino
Gerardo Morrone viola
Antonio Di Francia violoncello

Dopo il successo di Genes and Jeans, presentato al Comunale nel 2008, Achinoam Nini, ovvero Noa, torna a Modena con The Best of Noa, antologia dei successi dei suoi 20 anni di carriera, che ripercorre le tappe della sua carriera e del suo passato musicale fino a oggi, interpretando brani indimenticabili come la celebre Beautiful that way, colonna sonora del film di Roberto Benigni La vita è bella. Il suo stile unico nasce dall’incontro tra forti suggestioni americane degli anni Sessanta – da Paul Simon a Joni Mitchell e Leonard Cohen – le sue radici yemenite e l’influenza jazz, classica e rock di Gil Dor.
Noa è stata la prima artista israeliana formalmente invitata a esibirsi in Marocco. Nel 1994 ha eseguito la sua versione dell’Ave Maria davanti a una platea di centomila persone e a un pubblico televisivo di milioni di spettatori alla presenza di Papa Giovanni Paolo II. Ha ricevuto il Premio Carosone per il lavoro che da anni conduce sui testi della canzone napoletana d’autore, e il Premio Luigi Tenco come riconoscimento dei risultati ottenuti durante la sua carriera. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha assegnato nel 2007 il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica Italiana. Nel marzo del 2011 è uscito per EGEA il suo nuovo album Noapolis, un omaggio alla canzone napoletana d’autore, dalle villanelle del ‘400 a Roberto Murolo.

Mercoledì 13 aprile ore 21 prima italiana
Fuori abbonamento
MAFALDA ARNAUTH
Fadas
Mafalda Arnauth voce
Eurico Machado chitarra portoghese
Nelson Aleixo chitarra acustica
Daniel Pinto basso acustico

Il fado portoghese approda al Comunale di Modena con una delle sue voci più rappresentative, quella di Mafalda Arnauth, un’artista destinata a raccogliere da Amália Rodrigues il testimone di nuova stella del fado internazionale. A Modena presenterà in prima italiana Fadas, il suo quinto album, un omaggio alle interpreti che l’hanno ispirata durante il suo percorso musicale, dalla Rodrigues a Hermínia Silva, da Fernanda Baptista a Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceição. “È chiaramente un omaggio alle donne – spiega Mafalda – In Fadas ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, anche esse magiche, che ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita e evoluzione come fadista”. L’album è anche un omaggio ai testi, alla musica e alla magia che hanno fatto del fado un luogo di espressione massima della cultura portoghese, dalla più popolare alla più erudita, dalla più semplice alla più complessa.

Mercoledì 20 aprile ore 21
SAKINA AL AZAMI
JAMAL OUASSINI ENSEMBLE
Oum Kalthoum “l’astre de l’Orient”
Musiche e arrangiamenti a cura di
Jamal Ouassini

Sakina Al Azami voce
Jamal Ouassini direzione e violino
Mohammed el Mortaji violino
Abdesselam Naiti kanoun
Bouchaib Amer flauto e kawala
Youssef Mezgheldi liuto
Tarek Awad Alla percussioni

Produzione Ziryab

Intorno al 1910 in un piccolo villaggio sul Delta del Nilo, si diffuse la fama di un anziano signore e di una ragazzina. Diventarono famosi perché questa ragazzina, vestita da beduino, incantava le folle con la sua bellissima voce e la genialità nell’interpretare “al qasida”, la forma più alta ed elegante nel cantare la poesia. La ragazzina era Oum Kalthoum (stella dell’Oriente), pseudonimo di Fatima Ibrahim al-Sayyid al-Baltaji. Riconosciuta come la migliore cantante egiziana di tutti i tempi, Oum Kalthoum è nata nel 1904 a Tamay-az-Zahayra, e ha avuto come primo insegnante di canto il padre, Imam della moschea. Ha iniziato la sua carriera da bambina, cantando in occasione di avvenimenti religiosi. Dotata di un talento eccezionale, alla fine degli anni ‘40 è diventata il simbolo della canzone araba.
Il concerto modenese, diretto da Jamal Ouassini e cantato da Sakina Al Azami, presenta un repertorio originale, con arrangiamenti che attingono dalle opere più significative scritte appositamente per Oum Kalthoum dai più importanti compositori e poeti arabi del Novecento come Muhammad ‘abd Al wahhab, Baligh Hamdi, Riyad Al Sunbati, Ahmed Rami.

Martedì 10 maggio ore 21
TANYA TAGAQ
Auk/Blood
Tanya Tagaq voce
Jean Martin batteria
Jesse Zubot violino

Nata a Cambridge Bay, nella provincia del Nunavat, Tanya Tagaq si è imposta all’attenzione internazionale nel 2005 con il suo album d’esordio Sinaa, che significa “bordo” nella lingua ancestrale Inuktitut. Le sue canzoni derivano dalla rielaborazione di una modalità canora tipica del popolo Inuit, detta Katajjaq, canto di gola, che viene solitamente eseguita da due donne. La Tagaq la reinterpreta, da solista, in uno stile del tutto originale, remixando la musica della tradizione con un potente infuso di stili contemporanei.
Eclettiche e numerose le sue collaborazioni: di recente è tornata a registrare con Björk, per la colonna sonora di Drawing Restraint 9, film di Matthew Barney, dopo essere apparsa nel suo album Medúlla nel 2004 e averla accompagnata nel Vespertine tour. Un’altra collaborazione ha dato i suoi frutti nel 2007, quando il Kronos Quartet ha invitato Tanya a partecipare, come coautrice e musicista, al progetto Nunavut, che dopo il debutto nel febbraio 2008 al Chan Centre di Vancouver è andato in scena in tutto il Nord America, fino alla Carnegie Hall di New York.
A Modena la Tagaq presenta il suo ultimo lavoro Auk/Blood (che significa sangue nella lingua Inuit), nominato al Juno Award come Miglior Album Aborigeno e Migliore Album Strumentale, e vincitore in diverse categorie al Canadian Aboriginal Music Awards, incluso il premio per Miglior Artista Femminile.

Domenica 22 maggio ore 21
CRISTINA ZAVALLONI voce
I VIRTUOSI ITALIANI
ALDO SISILLO direttore
Gian Antonio Mutto pianista e arrangiatore
Raffaele Tiseo arrangiatore

Beatles!
Here there and everywhere / Eleanor Rigby / Help / Black Bird / Yesterday / Lady Madonna / Pennylane /TheLong a Winding Road / Obladì Obladà / Good Night / Yellow Submarine/ I Want to Hold Your Hand / Norwegian Wood / Ticket to Ride / Michelle / Lucy in the Sky/ Let it be

Il tributo ai Beatles ripercorre attraverso i più importanti titoli - da Michelle a Let it be, da Yesterday fino a I Want to Hold Your Hand – il cammino del celebrato gruppo di Liverpool, dai primi concerti ai successi fino allo scioglimento. L’Ensemble dei Virtuosi, uno dei più versatili e apprezzati del panorama colto contemporaneo, lavora nel campo della musica antica e contemporanea, ma anche in collaborazione con artisti di altra provenienza, come Franco Battiato, Chick Corea, Uri Caine, Michael Nyman, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi. Gli arrangiamenti per voce femminile e orchestra sono stati commissionati a due musicisti molto esperti e conosciuti in quest’ambito quali Gian Antonio Mutto e Raffaele Tiseo. Cristina Zavalloni, cantante e compositrice, è una delle figure più interessanti del panorama musicale odierno. Le sue performance sono caratterizzate da una presenza scenica esuberante, da un’effervescente verve cabarettistica e da un’ironia costante, ora leggiadra ora dissacrante. Sul podio Aldo Sisillo, musicista che si dedica intensamente alla musica contemporanea, dirigendo numerose prime assolute e partecipando a progetti che spaziano in generi diversi. Tra gli impegni più recenti, nel giugno 2010 l’interpretazione di Natura viva di Marco Betta al Maggio Musicale Fiorentino.

Mercoledì 25 maggio ore 21 prima italiana
HEINER GOEBBELS (1952, Germania)
Introduzione di Heiner Goebbels
conduce Franco Fabbri

Songs of Wars I Have Seen (2007)
Musica Heiner Goebbels
Testi Gertrude Stein

Sian Edwards direzione
London Sinfonietta
Orchestra of The Age of Englightenment
Sound Intermedia suono
Songs of Wars I Have Seen è un’opera commissionata da Southbank Centre (London)
per la London Sinfonietta e l’Orchestra of the Age of Enlightenment

Il quotidiano inglese Times ha recensito Songs of Wars I Have Seen con queste parole: “un pensiero provocante, ossessivamente tenero per tempi problematici”. Si tratta di un ritratto teatrale di vita domestica durante la Seconda Guerra Mondiale, che combina testi di Gertrude Stein (recitati in alternanza dalle musiciste dell’orchestra), musica elettronica ed estratti di musica barocca del compositore Matthew Locke. Remixando musica barocca con il sapere e la musica di Heiner Goebbels si arriva a un risultato sorprendente: una sintesi musicale per il ventunesimo secolo che raccoglie il passato con un messaggio per il futuro pieno di speranza e possibilità inespresse, dove il testo di Gertrude Stein, in un paesaggio di guerra, parla del quotidiano tra profondità di pensiero e leggerezza.

* *
Luogo da definire
27 - 28 maggio 2011 ore 19 e ore 22 prima italiana

HEINER GOEBBELS
Stifters Dinge (2007)
una installazione performativa di Heiner Goebbels

Heiner Goebbels concezione, musica, regia
Klaus Grünberg luci, scene, video
Willi Bopp suono
Hubert Machnik programmazione

Coproduzione di Theatre Vidy Lausanne con T&M-Nanterre Paris, Schauspielfrankfurt, Berliner Festspiele - Spielzeit Europa, Grand Theatre Luxembourg; con il sostegno di Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la cultura. Co-commissionato da artangel, Londra

I progetti di Heiner Goebbels sono una coproduzione di AngelicA, Fondazione Teatro Comunale di Modena - Festival l’Altro Suono
con il sostegno di Regione Emilia Romagna - Assessorato alla Cultura

In collaborazione con
Emilia Romagna Teatro Fondazione - VIE Scena Contemporanea Festival, Galleria Civica di Modena

Stifters Dinge è una installazione performativa fra teatro e musica, creata da Goebbels nel 2007. Si tratta di un lavoro, senza attori e musicisti, che fa parlare gli oggetti che vengono (letteralmente) animati in scena, scena che è a sua volta mobile, cambia costantemente. Un lavoro di alta tecnologia e innovazione, di architettura e di luci, al punto tale da rendere difficile capire come sia stato possibile realizzarlo. Un insieme di creatività a diversi livelli: dei tecnici, dei programmatori, ma soprattutto di Heiner Goebbels che ha vinto questa ennesima sfida, quella di un lavoro senza protagonisti viventi. Un’opera musicale che uscirà su disco per l’etichetta ECM nel 2011, dove la musica viene riprodotta da pianoforti che suonano da soli, da voci fantasma che fanno parlare la sabbia e l’acqua che accoglie la scena, e gli attori sono gli oggetti che si muovono.

La costruzione della fama ormai internazionale di Heiner Goebbels parte a Francoforte negli anni dell'università, quando studia sociologia e musica; comincia poi a suonare le musiche di Hanns Eisler in un duo, e successivamente si farà conoscere come un compositore eclettico, che ama lavorare per il teatro, il cinema e il balletto, mischiando stili musicali differenti. A metà degli anni ‘80 inizia a comporre e dirigere opere sue, molte delle quali basate su testi di Heiner Muller. Il tratto che più lo contraddistingue è l’aver segnato la scena contemporanea con il suo “teatro musicale”, tanto che i suoi lavori sono in repertorio in alcuni tra i maggiori centri di produzione europei. Dal 1999 insegna all’Institute for Applied Theatre Studies of the Justus Liebig University di Giessen, in Germania, e dal 2006 è presidente del Theatre Academy di Hessen.Una carriera intensa, che lo porta a confrontarsi con diverse e prestigiose orchestre, così come a ricevere inviti e premi dai principali teatri di tutto il mondo.

___________DENTRO LE NOTE 2011
incontri musicali all’università

marzo – aprile 2011

Incontrare i musicisti, conoscere la loro vita e il loro rapporto con la musica. Gli incontri musicali di Dentro le note daranno al pubblico la possibilità di entrare nel vivo delle esecuzioni dialogando direttamente con gli interpreti, che presenteranno e approfondiranno le musiche eseguite. Al centro dell’incontro, il musicista diventa “strumento di conoscenza” della musica intesa come luogo di esperienza, sensazioni, emozioni, tradizioni culturali spesso anche lontane dalle nostre.
La rassegna Dentro le note, che ha preso avvio nel 2002 grazie alla preziosa collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, nel corso degli anni ha coinvolto il pubblico degli studenti universitari, ai quali cui è espressamente rivolta, e quello sempre più numeroso degli appassionati o semplici curiosi spinti dal desiderio di esplorare il mondo della musica e dei suoi protagonisti.

Mercoledì 23 marzo ore 17
Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia
GABRIELE COEN TRIO
Jewish experience

Gabriele Coen sax soprano e clarinetto
Lutte Berg chitarra
Marco Loddo contrabbasso

Jewish experience è la prima band italiana prodotta da John Zorn per la Tzadik, la prestigiosa etichetta discografica newyorchese in cui sono presenti artisti del calibro di Marc Ribot, Frank London, David Krakauer, Uri Caine, ma anche Steve Lacy, Lou Reed e Laurie Anderson. Nuovo progetto di Gabriele Coen, Jewish Experience reinterpreta in chiave jazzistica il repertorio popolare ebraico, attraverso composizioni originali, brani klezmer e sefarditi. A gennaio 2009 è uscito il primo disco della band, intitolato Golem, per Alfamusic.

“Gabriele Coen è compositore e interprete di uno dei più entusiasmanti esempi di nuova musica ebraica, capace di combinare una profonda conoscenza e un sincero rispetto per la tradizione, con un eccezionale intuito comunicativo e sensibilità immaginifica. All’avanguardia, eppure fermamente radicato nella tradizione, il progetto Jewish experience esprime passione, integrità e un’impeccabile arte interpretativa”. (John Zorn)

Sassofonista, clarinettista, compositore, Gabriele Coen si dedica da oltre dodici anni all’incontro tra jazz e musica etnica, in particolare mediterranea e est-europea, svolgendo un’intensa attività a livello nazionale e internazionale. È fondatore dei KlezRoym – la più nota formazione italiana dedita alla ri-attualizzazione del patrimonio musicale ebraico – con cui ha inciso cinque dischi per l’etichetta Cni (Klezroym – 1998, Scenì – 2000, Yankele nel ghetto – 2002, Klezroym – 2003, Venticinqueaprile – 2007). Come compositore nonché interprete ha realizzato sigle televisive (Rai Educational), commenti musicali (Geo&Geo, Raitre), musiche per documentari (La grande Storia, Raitre), balletti (Patino, Fuciarelli), e per il teatro (Mincer, Celestini, Scaparro, Natoli). Ha composto insieme ai Klezroym le musiche per il film di Emanuele Crialese Once we were strangers e A gennaio di Luca Calvanelli; insieme a Mario Rivera quelle per Notturno Bus (2007) di Davide Marengo. Sempre nel 2007 ha realizzato, ancora con Mario Rivera, le musiche per lo spettacolo teatrale Satyricon di Renato Giordano, con Giorgio Albertazzi e Michele Placido. Del 2009 è la colonna sonora per Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio di Isotta Toso, con il quale, sempre nel 2009, ha scritto il libro Musica errante. Tra folk e jazz: klezmer e canzone yiddish (ed. Stampa Alternativa).


Mercoledì 30 marzo ore 17
Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia
3 BLUES NOTES
appunti musicali a km zero

Cecco Signa voce, armonica a bocca e dischi
Carlo Alberto Moretti chitarra dobro, acustica ed elettrica
Paolo Zoboli basso elettrico
Emilio Mori tastiere

“3 mi dicono essere il numero perfetto… 3 sono gli accordi fondamentali per fare un blues. Ecco le parole chiave di questo incontro sonoro / chiacchierata musicale. BLUES, ovvero il genere ‘nonno’ di tutta la musica di matrice afroamericana e che accomuna me e i miei amici da sempre e nel quale cadiamo, a volte anche senza volerlo, ogni volta che improvvisiamo qualcosa. NOTES nel senso di note, ma anche di blocco degli appunti su cui abbiamo sempre buttato gli spunti per i testi e i pezzi nuovi. Penso alla musica di base, ai ragazzi che decidono di dedicare gran parte del proprio tempo a fare rock, rap o altro, sottolineando la bellezza e l'importanza del condividere sensazioni che difficilmente si possono incontrare altrove. Faccio il dj per vivere, ma la musica é sempre stata la mia passione, attraverso la quale in maniera ‘casuale’ mi sono poi trovato a cantare e scrivere canzoni. Ecco qualche appunto…” (Cecco Signa)

Cecco (Francesco) Signa è dj, cantautore, suona l’armonica, la chitarra e compone tutti i testi e le musiche dei suoi brani. Ha iniziato il suo percorso artistico all’inizio degli anni ‘90 come dj in alcuni locali modenesi, per approdare nel ‘95 al Vox di Nonantola, dove è diventato ben presto punto di riferimento per le serate rock. Contemporaneamente ha mosso i primi passi sia come regista e dj radiofonico, collaborando con ModenaRadioCity, sia in ambito teatrale, partecipando come attore ad alcuni spettacoli della compagnia Edoardosecondo. In quel periodo ha frequentato un workshop di Lindsay Kemp.
È stato il front-man del gruppo dei SadoWaso e successivamente negli Ateche, band con la quale ha realizzato due minialbum, ha vinto il Rock Targato Italia e ha pubblicato Il crogiuolo, EP prodotto da Piero Pelù, che li ha ospitati nel tour. Nel 2002 ha partecipato a Fronte del Palco con Gianni Maroccolo, con il quale cinque anni dopo ha coprodotto Togamagoga: canzoni che mescolano il ritmo lento del posto in cui vive, l’amore per la sua famiglia, la rabbia e l’ansia tecnologica che a volte finisce per sedurlo. Sempre nel 2007 Cecco con la sua band ha aperto alcuni concerti di Patti Smith in Italia.
Nel 2005 Cecco ha firmato con la Sugar, etichetta discografica di Caterina Caselli. Nel 2008 ha collaborato, come autore delle musiche e come interprete, al film Tutta colpa di Giuda, scritto e diretto da Davide Ferrario.


Mercoledì 6 aprile ore 17
Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia
ENSEMBLE LULIAN
musiche folkloristiche dell’Altopiano Iranico

Nazli voce
Darioush Madani tar e setar (strumenti a corde)
Behnam Samani tombak, daf, dayere, udu (strumenti percussivi)
Amir Nazari kamanchè (strumento a arco)

Lulian, che significa “nomadi”, è un nome scelto in omaggio al poeta mistico persiano Moulana Jalal ad Din Rumi. Il repertorio del gruppo è costituito principalmente da melodie e canzoni folkloristiche della tradizione iranica. È composto da musicisti iraniani che vivono in Italia e in Germania.

Il percussionista Behnam Samani è nato nel 1967 a Chahar Mahal Bakhtiari, in Iran. Ha studiato con Jamshid Mohebbi e collaborato con noti musicisti persiani e artisti internazionali. Ha insegnato daf e tombak in tutta Europa, ed è autore di un manuale di insegnamento di udu e daf. È l’inventore dell’udu-zarbang, tamburo con la cassa in terracotta. Dal 2000 con l’Ensemble Dastan ha partecipato a diversi festival tra i quali il Persian Music Festival di Monaco, il Persian Music Festival in Svezia e Italia, il Rhythm Stick Festival a Londra e il Rhythm Festival DU Zurigo.

Darioush Madani è nato a Teheran, e dal 1980 vive in Italia. Ha sviluppato la sua educazione musicale attraverso l’apprendimento di strumenti della tradizione persiana, i cordofoni tar e setar, liuti a 6 e 4 corde. Ha frequentato i corsi di tar e setar da Hossein Alizadeh, uno dei più importanti personaggi della musica persiana da 3 decenni. Darioush Madani studia anche le percussioni persiane tombak e daf: tra i suoi insegnanti Ali Tajabakhsh, G. Chemirani e lo stesso Behnam Samani. Darioush Madani ha fondato diversi gruppi musicali tra i quali Radif Ensemble, Karevan, Ranghine Ensemble, Pantheon e ha collaborato con diversi gruppi musicali in Italia tra i quali Accordeon e Sharg Uldusù.


Mercoledì 13 aprile ore 17
Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti
MAFALDA ARNAUTH
Fado

Mafalda Arnauth voce
Eurico Machado chitarra portoghese
Nelson Aleixo chitarra acustica
Daniel Pinto basso acustico

Il fado portoghese approda al Comunale di Modena con una delle sue voci più rappresentative, quella di Mafalda Arnauth, un’artista destinata a raccogliere da Amália Rodrigues il testimone di nuova stella del fado internazionale. A Modena presenterà in prima italiana Fadas, il suo quinto album, un omaggio alle interpreti che l’hanno ispirata durante il suo percorso musicale, dalla Rodrigues a Hermínia Silva, da Fernanda Baptista a Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceição.

Mafalda Arnauth nasce a Lisbona nel 1974 e fin da molto giovane, guidata dalla sua passione per la musica, entra nel mondo dello spettacolo, dei viaggi, delle prove, delle case di fado. Con la freschezza caratteristica di una voce giovane e pulita, si lascia trascinare dall’entusiasmo e dall’apprezzamento del pubblico che viene catturato prima dalla sua spontaneità, poi dai ricordi presenti nei repertori di vecchi successi e, finalmente, dalla natura delle sue composizioni, dalla sua personalità, che si rivela in una forma più personale. Dice la cantante del suo ultimo album, Fadas: “È chiaramente un omaggio alle donne – spiega Mafalda – In Fadas ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, anche esse magiche, che ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita e evoluzione come fadista”.