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www.imondonauti.it Guida http://www.imondonauti.it/doc/itinerari/itinerari.htm www.imondonauti.it > Europa > Francia > Itinerario 1 Francia Itinerario 1 I castelli della Loira in bicicletta in 8 gg. di Flavia Daneo Foto di Bananiele Punto di partenza e arrivo: Parigi Lunghezza: 610 km circa Durata: 8 gg. Mezzo di trasporto: auto/treno e bicicletta Difficoltà: nessuna Prezzo: € 800 euro circa (costo hotel a partire da 35-40 euro per la camera doppia) A breve distanza da Parigi la Valle della Loira è una delle mete privilegiate da coloro che amano unire la visita di splendide testimonianze architettoniche (castelli) a luoghi naturali incantevoli. Per tre secoli (XV-XVIII sec.) la valle della Loira fu il luogo prediletto dell'aristocrazia francese che qui costruì scenografici edifici lungo il fiume o entro amene vallate sempre attenta a non creare disarmonie con il paesaggio circostante. L'itinerario proposto è pensato per coloro che vogliono visitare la zona approfittando della possibilità di percorrere vari tratti in bicicletta; chi opterà per l'auto ovviamente diminuirà i tempi di soggiorno. Primo giorno: Parigi - Blois (150 km circa) Da Parigi, Gare d'Austerlitz, si raggiunge in treno Blois (150 km; 1 ora e 30 min.), piacevole cittadina medievale famosa per il suo castello dove convivono diversi stili architettonici, dal medievale al gotico, al rinascimentale, al classico. A Blois conviene pernottare poiché in un raggio di 20 km si trovano alcuni dei più bei castelli della valle della Loira. L'hotel du Bellay (rue des Minimes 12) ha comode doppie così come il familiare hotel Le Savoie (rue Ducoux 6). Si possono noleggiare biciclette da Cycle Leblond, Levee des Tuileries 44 o in rue Porte Coté 4 (a partire da 6-7 euro costo noleggio giornaliero per gite libere). Secondo giorno: Blois - Beauregard - Cheverny - Troussay - Blois (35 km circa) Percorrendo la D765, dopo appena 6 km si giunge al castello di Beauregard (XVI-XVII sec.) nascosto nella foresta di Russy e circondato da campi che stendono a vista d'occhio. Proseguendo per la medesima strada si arriva al castello di Cheverny (10 km) che risale agli inizi del '600. Splendidamente arredato con i mobili originari, l'elegante edificio in purissimo stile Luigi XIII compare anche nei fumetti di capitan Haddock. A 3 km da Cheverny ecco il castello di Troussay, elegante residenza rinascimentale, un castello di dimensioni ridotte immerso tra boschi e vigneti. Si torna a Blois ripercorrendo la strada dell'andata o imboccando la D 956. Terzo giorno: Blois - Chambord - (Villesavin) - Blois (32 km circa senza deviazioni) Il magnifico castello di Chambord Il magnifico castello di Chambord, il più grande e famoso castello della Loira, si trova sul torrente Cosson, affluente di sinistra della Loira - ©Bananiele La D33 porta al castello di Chambord che si trova a 16 km a est di Blois. Iniziato nel 1519 dal re Francesco I che non lo vedrà ultimato, il castello di Chambord è il più grande e spettacolare dei castelli della Loira. Famoso, al suo interno, lo scalone a doppia spirale che permetteva di salire e scendere le scale senza mai incontrarsi. Il castello è immerso nella foresta di Boulogne, vasta riserva di caccia (54 kmq) solo parzialmente accessibile. Da maggio a settembre si può assistere, presso le scuderie, a spettacoli d'arte equestre. Non lontano da Chambord il castello di Villesavin, residenza di J. Le Breton, sovrintendente di Chambord, più che un castello è una villa di campagna intima e raccolta. Se si è in bicicletta si può percorrere una strada che, attraversando diagonalmente la campagna, sbocca poco oltre Beauregard e da lì imboccare la D 956 che riporta a Blois. Volendo pernottare nei pressi di Chambord si può prenotare all'Hotel du Parc (Huisseau sur Cosson, 4 km da Chambord, camere piccole ma pulite, costo 34 euro la doppia; cucina ottima 17,50 euro per un pasto). Quarto giorno: Blois - Chaumont - Amboise (74 km circa) Si attraversa la Loira e si imbocca la D751 (20 km); all'incrocio con rue du Villane Neuf inizia il sentiero che conduce al castello di Chaumont. Lungo la riva della Loira alcune strade secondarie consentono di arrivare a Chaumont tranquillamente in bicicletta. Costruito su una collina sulla sponda del fiume, il castello di Chaumont è quello che più assomiglia a un castello feudale anche se fu più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, "derestaurato" nel 1948 e privato degli interventi ottocenteschi nel 1991. Nel pomeriggio con il treno (20 min.) o in auto (34 km) si raggiunge Amboise, pittoresca cittadina che si stende ai piedi del castello fortificato. Dal ponte sulla Loira si può godere di uno dei più suggestivi panorami sulla città. Ad Amboise visse, su invito di Francesco I, Leonardo da Vinci (Le Clos Lucé), qui sepolto (Cappella di Saint-Hubert). Ad Amboise si può pernottare a prezzi economici all'hotel Les Platanes o all'hotel La Breche (rue J. Ferry 26), un po' più caro. Vicino alla stazione ferroviaria (rue de Blois 21) si possono noleggiare bici. Quinto giorno: Amboise - Chanteloup - Chenonceau - Amboise (20 km circa) Terrazze a Santorini Il castello di Chenonceaux, del XIII secolo, oltre al torrione comprendeva anche un mulino costruito su piloni piantati nello Cher - ©Bananiele A 2,5 km da Amboise si raggiunge la bizzarra pagoda di Chanteloup dalla cui sommità si gode di una bellissima vista della valle della Loira. Da qui si prosegue per giungere al castello di Chenonceau, 10 km a sud-est di Amboise, uno dei gioielli architettonici del Rinascimento francese. Il castello di Chenonceau è il tipico castello delle favole con i suoi archi che scavalcano il fiume Cher, il ponte levatoio, le torri e gli incantevoli giardini. Sesto giorno: Amboise - Tours - Villandry - Tours (57 km circa) Percorrendo la D751 in brevissimo tempo si giunge a Tours, città estesa ma anche piacevole da girare a piedi soprattutto se ci si limita al centro storico che ruota attorno a place Plumerau e alla cattedrale gotica di S. Gatien. Non ci sono problemi per pernottare a Tours: ci sono due ostelli (Le Foyer, rue Palissy 16; Auberge de Jeunesse, Av. d'Arsonval, Parc de Grandmont), numerosi alberghi economici (hotel Vendome, rue Salengro 24, vicino alla stazione, o hotel Voltaire, rue Voltaire 13, vicino alla Loira) e alberghi un po' più cari ma dotati di camere ampie (hotel Colbert, rue Colbert 78). Noleggio bici da Amster Cycles (rue du Rempart 5) o da Melomania (rue Colbert 109). Tours è un punto di partenza eccellente per visitare i castelli di Villandry (17 km), Azay-le-Rideau (26 km), Langeais (24 km) e Chinon (46 km). Le maggiori distanze consigliano l'uso della bici solo a chi è più allenato mentre gli altri possono optare per l'auto o il treno (Villandry 10-20 min., Azay-le Ridau 35 min., Langeais 20-30 min., Chinon 1 ora). Da Tour a Villandry che è la località più comoda da raggiungere in bici (km 17) si può percorrere la D 88 e la D 288, un po' più lunghe ma meno trafficate della D7. Il castello di Villandry è famosissimo per i suoi giardini che si estendono per 7 ettari e ricreano i tipici giardini all'italiana del Rinascimento. Settimo giorno: Tours - Langeais - Azay-le-Rideau - Chinon - Tours (110 km circa) Il castello di Azay-le-Rideau Il castello di Azay-le-Rideau, che si specchia nel fiume, fu costruito su un'antica fortificazione medioevale - ©Bananiele Da Tours percorrendo la N152-E60 si giunge a Langeais con il suo castello, splendido esempio di architettura militare quattrocentesca. Imboccando la strada che attraversa la Loira si giunge quindi al castello di Azay-le Rideau (26 km) costruito su un'isola del fiume Indre. Se Chenonceau è il castello delle favole, Azay-le-Rideau è il castello delle fate, circondato dall'acqua e immerso nella natura, un luogo incantato e armonioso che non mancherà di affascinare il visitatore. Proseguendo lungo la D751 che attraversa la campagna, dopo altri 20 km circa si giunge a Chinon il cui castello massiccio e turrito contrasta con la grazia di quello di Azay-le-Rideau. Molto piacevole anche la visita al quartiere medievale che si stende ai piedi del castello, con case a graticcio e torrette angolari. Da Chinon si torna a Tours ripercorrendo la D751 (46 km). Ottavo giorno: Tours - Parigi (235 km) Comodamente in treno in 70 min. con il TGV (treno ad alta velocità) o in 2 ore e 30 min. con un diretto. Alcuni indirizzi e numeri utili... Libri da acquistare Ringraziamo per segnalazioni e aggiornamenti all'itinerario: Susanna (aggiornamento prezzi ) Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2005 _________________________________________________________ www.imondonauti.it > Europa > Germania > Itinerario 1 Germania Itinerario 1 Monaco di Baviera: buona birra e bei monumenti Testo e foto di Alessandro Ranzani Monaco, capoluogo della Baviera, è una delle più grandi città tedesche. Situata appena dopo il confine con l'Austria, sulle rive dell'Isar, affluente del Danubio, conserva lo stile austriaco-tirolese. La città è oggi una città cosmopolita, allegra e accogliente, un vivace centro culturale, commerciale e industriale capace di attirare anche il turista più giovane in cerca di opportunità di incontro e di svago. Si può tranquillamente visitare il centro storico a piedi, in una mezza giornata; 2-3 giorni sono necessari per una visita più approfondita e comprensiva anche di qualche interessante museo. Cosa visitare Frauenkirche, il Duomo di Nostra Signora Monaco di Baviera: Frauenkirche, il Duomo di Nostra Signora Partendo dalla Sedlinger Tor , di cui sono rimaste le due torri laterali risalenti al 1420 e proseguendo lungo Sendlinger Strasse, dopo aver ammirato alcuni bei palazzi, si arriva nella Piazza dei Municipi. Questa piazza è il fulcro di Monaco: qui sorge il Neues Rathaus (Nuovo Municipio), con la sua torre alta 85 m e il carillon animato (Glockenspiel). Ogni giorno, alle 11 precise (ma da maggio a ottobre anche alle 13, 17 e 21), inizia lo show dell'animazione della torre: molte statuette, al ritmo di carillon, ruotano e si muovono, proponendo uno spettacolo unico a ricordo delle nozze di Guglielmo V con Renata di Lotaringia e del successivo torneo cavalleresco. Sul lato opposto della piazza sorge il Ganghofer (Vecchio Municipio; 1470-1480) distrutto in gran parte durante la 2 guerra mondiale e poi ricostruito. Proseguendo il giro turistico si incontra la più vecchia chiesa di Monaco, St. Peter , con il campanile dalla caratteristica cupola a lucernario da cui si gode uno splendido panorama sulla città. La zona tra la Karlsplatz e la Marienplatz è chiusa al traffico automobilistico ed è quindi zona pedonale; con la Neuhauser e la Kaufinger Strasse è una delle zone commerciali più vivaci di Monaco con negozi di ogni tipo, ristoranti e spettacoli di strada volti ad intrattenere e divertire il pubblico di passaggio. Della zona pedonale fa parte anche l'imponente Frauenkirche , ossia il duomo cittadino; ancora più avanti sorge la bella Chiesa barocca dei frati Teatini, chiamata Theatinerkirche , che domina una delle piazze più importanti della città. Nelle vicinanze si estende il Viktualienmarkt , il mercato alimentare il cui confine settentrionale è segnato dalla Heiliggeistkirche (chiesa dello Spirito Santo). Se non andate di fretta non mancate di visitare la Residenza ossia la residenza dei duchi, dei principi e, nell'Ottocento, dei re bavaresi. La Residenza fu fondata nel 1385 quando i Wittelsbach, a causa di sommosse civili, abbandonarono la loro vecchia residenza ed eressero un nuovo castello. Una visita d'obbligo per chiunque si trovi a Monaco è la Hofbräuhaus, la birreria di corte che si trova sul Platzl, fondata nel 1589 da Guglielmo V per approvvigionare di birra la corte. Passando per la Orlandostrasse e Im Tal ci sono solo pochi minuti per tornare al centro della città, alla Marienplatz. Fuori dal centro potete raggiungere il Parco Olimpico costruito in occasione della XX Olimpiade. La sua Torre, alta 290 m, ha una piattaforma panoramica con ristorante girevole. L'Oktoberfest I locali serali di Monaco sono tutti condensati in centro, hanno buona birra ma non sono nulla di trascendentale. Invece è di portata mondiale la sua Festa della birra, il famosissimo Oktoberfest nato in occasione dei festeggiamenti per le nozze tra Ludwig I di Baviera e Teresa di Sassonia (1810). tipico carretto decorativo di una birra di Monaco Immerso nell'Oktoberfest, alle mie spalle un tipico carretto decorativo di una birra di Monaco L'Oktoberfest è un evento eccezionale per la città bavarese, che regala emozioni forti ed è un'occasione di grande divertimento, unica nel suo genere; insomma è la festa della birra più grande del mondo. Ogni anno, per l'occasione, confluiscono in città milioni di persone (6-7 milioni secondo alcune stime) che arrivano da ogni parte del mondo per bere circa 5 milioni di litri di birra! L'Oktoberfest inizia la terza domenica di settembre (e termina la prima domenica di ottobre) con una parata composta da abitanti in abiti tradizionali ed enormi carri carichi di birra decorati a cura delle stesse case produttrici della bevanda. La festa comincia con l'apertura, da parte del sindaco di Monaco, del primo barile di birra in cui viene piantato un rubinetto di bronzo. L'abilità consiste nell'evitare di sporcare e di spruzzare il più possibile di birra coloro che sono lì vicini. La manifestazione avviene in un'immensa area, divisa tra la festa della birra vera e propria e un grande luna park. La zona della birra è molto particolare in quanto presenta una ventina di stand diversi ognuno dei quali propone una determinata birra. Questi stand sono capannoni in legno e muratura davvero grandissimi, dentro ai quali vi è un'infinità di posti a sedere, banconi dove viene servita la birra, orchestre tedesche che suonano il folklore locale e migliaia di persone che contemporaneamente gustano buona birra, accompagnata dai piatti tipici, mangiano e ballano sulle panche. Le birre sono rigorosamente tutte di Monaco: ne posso citare alcune come la "Spaten", la "HB", la "Lowenbràu", la "Paulaner", ecc... La birra è servita dalle robuste cameriere tedesche che portano anche una decina di boccali per volta; la misura unica del bicchiere è di un litro (mass). L'entrata al Parco Theresienwise, dove si tiene la festa, non costa nulla, come non costa nulla entrare nei giganteschi stand della birra. Solo se vi siete seduti, o meglio se siete riusciti a trovar posto, potete gustare la birra che costa circa 7 euro a boccale. Si arriva comodamente a Theresienwiese con la metropolitana (U4/U5). Come arrivare Monaco si può raggiungere facilmente sia in aereo che in treno o in auto. Personalmente ho usato il treno che parte dalla stazione di Milano Centrale e in otto ore raggiunge la città bavarese senza cambi. Se invece siete in tanti è più conveniente andare in auto o in camper, così potete dividere le spese di benzina e di autostrada. Da Verona il percorso tocca Bolzano, Brennero, Innsbruck, Kufstein,Rosenheim,Monaco (il bollino autostradale austriaco Vignette costa circa 10 euro + 8 euro per il Ponte d'Europa); da Milano si imbocca la A3 per Lecco, Lugano e poi la A17 Fussen-Monaco. In bus la partenza avviene da diverse città italiane (www.eurolines.it) . Monaco ha anche un buon aeroporto (Franz Josef Strauss), 35 km a nord est dal centro città. L'aeroporto è collegato al centro da un servizio di metropolitana e da autobus, con partenze ogni 10 minuti. Il biglietto costa 9 euro (in taxi ne spendereste 90). la torre del Nuovo Municipio in Marienplatz Monaco di Baviera: la torre del Nuovo Municipio (nome tedesco Neues Rathaus), in Marienplatz Oltre ai voli di linea della compagnia di bandiera Lufthansa potete approfittare delle convenienti tariffe offerte dalle compagnie low cost, come ad es. la Germanwings (www.germanwings.com) che decolla da Roma, Milano, Bologna con arrivo a Stoccarda, oppure la Air Berlin (www.airberlin.com) con voli da Roma, Brindisi e Catania. Trasporti urbani La metropolitana copre capillarmente ogni zona del centro (U-bahn) mentre la periferia è coperta dalla S-bahn, con il treno che esce in superficie appena fuori dal centro. Si può fare l'abbonamento ai mezzi pubblici spendendo per un giorno 8 euro, per tre giorni 16 euro. Alberghi e ristoranti Non c'è che l'imbarazzo della scelta con hotel e ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche. Tra le tante pensioni a prezzi medi segnaliamo l'Hotelpension Locarno (Bahuhofplatz 5; offre camere doppie pulite con bagno comune e prima colazione compresa nel prezzo: ci si arriva comodamente in metro/Hauptbahnhof). Nei pressi di Theresienwiese si trova invece il K+K Munich Am Arras (Rosshaupter Strasse 4, tel. 89746400, 170 euro la doppia con colazione). La cucina non è il massimo, è abbastanza pesante (soprattutto dentro all'Oktoberfest, con wurstel, krauti e cibi tipicamente tedeschi), comunque si trovano anche i soliti fast-food. Consiglio di assaggiare il brezel, ossia delle sfoglie di pane salate a forma di ferro di cavallo. Tra i locali che propongono cucina tipica segnaliamo Bamberger Haus, vicino a Liutpoldpark, e Isarbrean, una locanda nell'ex stazione di Isartale Bahnhof. Links www.muenchen-tourist.de (sito dell'Ufficio turistico di Monaco; anche in lingua italiana) Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2005 _________________________________________________________ www.imondonauti.it > Europa > Gran Bretagna > Itinerario 2 Gran Bretagna Itinerario 2 Londra: istruzioni per l'uso Testo e foto di Flavia Daneo Partenza da: Expedia Travel Destinazione: Dal: (GG/MM/AA) Al: (GG/MM/AA) Ulteriori opzioni di ricerca Basta tenere d’occhio le offerte dei voli low cost e la vacanza a Londra non è più un sogno… Ma una volta atterrati in terra inglese che fare? Quali mezzi prendere per arrivare dall’aeroporto alla capitale britannica? Come spostarsi una volta arrivati in città? Qui di seguito vogliamo offrire alcune indicazioni pratiche di massima necessarie per arrivare velocemente a destinazione e muoversi in città. Dopodichè ognuno sarà libero di organizzare il proprio soggiorno londinese in base ai suoi interessi, desideri ed aspettative… e la capitale inglese ha talmente tanto da offrire che sicuramente tutti avranno di che impegnare le proprie giornate, serate e nottate. Come arrivare Londra è servita da ben 5 aeroporti: Heathrow e Gatwick sono i principali, Stansted è stato inaugurato nel 1991 e in una quindicina di anni si è enormemente sviluppato, a Luton arrivano i voli charter mentre per i voli di affari si predilige il London City Airport. Aeroporto di Heathrow: (tel. 08700 000123; www.baa.co.uk ) dista 25 km da Londra. Treno: i convogli dell’Heathrow Express (www.heathrowexpress.com) partono ogni 15 min. e arrivano in un quarto d’ora alla stazione di Paddington. Il costo del biglietto parte da 13 £ (25 £ a/r) Metro: si impiegano circa 50 min. per arrivare dall’aeroporto a Londra centro con la linea Piccadilly. Le partenze avvengono ogni 5-10 min. e il biglietto costa 3.80 £. Cattedrale di Canterbury Il Big Ben Bus: la National Express Airport collega l’aeroporto a Victoria Coach Station in circa 1 ora e 45 min. di viaggio (costo del biglietto a partire da 8 £) e a Kings Cross (costo del biglietto a partire da 10 £). Aeroporto di Gatwick: (tel. 08700 002468; www.baa.co.uk ) dista circa 45 km da Londra. Treno: i convogli del Gatwick Express (www.gatwickexpress.com ) partono ogni 15 min. e arrivano in circa mezz’ora a Victoria Station. Il costo del biglietto parte da 12 £ (23.50 £ a/r). Interessante la formula Two for Four: se 4 adulti viaggiano insieme pagano per due solamente. Alle stesse modalità è possibile optare anche per il South Eastern (8.20 £) mentre il treno della Thameslink arriva a London Bridge in circa 30 min. Il biglietto costa 10 £. Bus: in circa 1 ora e 20 min. si arriva dall’aeroporto a Victoria Coach Station con i bus della National Express Airport che partono ogni mezz’ora. Aeroporto di Stansted: dista circa 55 km da Londra. Treno: i convogli dello Stansted Express (www.stanstedexpress.com ) partono ogni 15 min. e arrivano in circa 45 min. di viaggio a Liverpool Street. Il biglietto costa 14.00 £. Bus: i bus (www.terravision.it) partono dalla fermata n. 26 con intervalli di circa mezz’ora e arrivano alla fermata n. 2 della Greenline Coach Station, a Bulled Way (Victoria). Il tragitto dura teoricamente 1 ora e 15 min., ma calcolate anche 2 ore nelle ore di punta. Il costo del biglietto è di 8.50 £ solo andata, 14 £ a/r. E' prevista anche una fermata a Liverpool Street, nel qual caso il biglietto costa 7 £ solo andata, 12.50 £ a/r. Aeroporto di Luton: (tel. 01582 405100; www.london-luton.com) dista circa 45 km da Londra. Treno:i convogli della Thameslink arrivano a King’s Cross in circa 40 min. facendo varie fermate intermedie. Tariffe a partire da 10.40 £. Bus: in circa 1 ora e 40 min. si arriva dall’aeroporto a Victoria Coach Station con i pullman della Greenline 757 (www.greenline.co.uk). I pullman partono ogni mezz’ora e il biglietto costa 8 £. London City Airport: (tel. 020 76460088; www.londoncityairport.com) dista circa 9.5 km da Londra ed è frequentato soprattutto da chi viaggia per affari. Bus: ogni 20 min. l’autobus 473 collega l’aeroporto con la stazione della Docklands Light Railway. Più comodo lo Shuttlebus (tel. 020 76460088) che raggiunge il capolinea a Liverpool Steet in circa 25 min. Il biglietto costa 6 £. Metro: da Londra con la metropolitana Central Line fino a Stratford, poi con il treno fino a Silvertown. Generalmente il bus costa meno del treno ma impiega molto più tempo, soprattutto nelle ore di punta. Quindi, se optate per l’autobus per tornare in aeroporto, calcolate bene i tempi aumentandoli talvolta anche di 1 ora rispetto a quelli indicati. Cattedrale di Canterbury Bus a Oxford street Da tutti gli aeroporti si può naturalmente arrivare in centro a Londra prendendo un taxi. A seconda delle condizioni del traffico ci si impiega mediamente 1 ora – 1 ora e 30 min.; solo il London City Airport, vista la breve distanza, è raggiungibile in minor tempo. Le tariffe vanno dalle 40-50 £ di Heathrow alle oltre 90 £ di Stansted. Trasporti Pullman: la principale stazione londinese è la Victoria Coach Station (tel. 020 77303466). I pullman della Green Line Coaches (www.greenline.co.uk) fanno servizio tra Londra e le destinazioni a breve raggio mentre i pullman della National Express (www.nationalexpress.com) servono tutto il Paese. Treno: le principali stazioni ferroviarie londinesi sono nove. Da Paddington partono i treni diretti nell’Inghilterra occidentale, Galles e South Midlands; da Liverpool Street quelli diretti nell’Inghilterra dell’est e nell’Essex; da Euston, King Cross, Marylebone e St. Pancras quelli diretti nell’Inghilterra centrale, nel nord Inghilterra e Scozia; da Charing Cross, Waterloo e Victoria quelli diretti nel sud del Paese e con il continente. Waterloo International è anche la stazione d’arrivo dei treni Eurostar. Potete trovare info riguardanti orari, tratte, prezzi in www.nationalrail.co.uk Metropolitana: the Tube (www.tube.tfl.gov.uk), così chiamano la metropolitana i londinesi. Dodici linee e 275 stazioni fanno della metropolitana di Londra il mezzo più comodo e veloce per spostarsi e raggiungere praticamente tutti i punti di maggior interesse turistico della capitale. La metropolitana divide Londra in 6 zone per accedere alle quali vi sono biglietti a tariffe differenti, ma al turista interessano generalmente le zone 1 e 2, quelle in cui si concentra il maggior numero di munumenti. Acquistare il singolo biglietto, valido per 1 corsa, è il modo più costoso per muoversi (2-2.20 £). Conviene senz’altro optare per la Travel Card valida da 1 a 7 gg., per un numero illimitato di corse, su tutta la rete metropolitana, sugli autobus e su alcuni tratti ferroviari. La Travel Card è acquistabile agli sportelli di ogni stazione della metro. Ve ne sono di diversi tipi: la Family Travelcard conviene alle famiglie con bambini, la Weekend Travelcard è valida per tutto il fine settimana,la 7 Days Travelcard (25 £, zone 1-3) è valida per 7 giorni, la 3 Days Travelcard (15 £, zone 1-2) è valida per 3 giorni. La Day Travelcard è venduta in due versioni: quella valida in qualunque momento dal lunedì al venerdì e quella off peak valida dal lunedì al venerdì dopo le 9.30 e in qualunque momento durante il weekend (4.70 £, valida per le zone 1-2). Esiste anche la Visitor Travel Card (www.tfl.gov.uk; www.ticket-on-line.com), non acquistabile a Londra ma direttamente in Italia. Consente di viaggiare senza limiti sulla metropolitana, bus, e treni del centro di Londra e di godere di uno sconto del 20% per accedere ad alcune attrazioni della città. La Docklands Light Railway (D.L.R.) è parte del sistema metropolitano; è infatti una metropolitana leggera automatica che collega i Docklands con la City. Bus: il tradizionale bus londinese rosso a due piani è ormai stato in gran parte sostituito da bus più moderni, piccoli e di colori diversi. Alla fermata dell’autobus vedrete che i londinesi attendono rigorosamente in fila l’arrivo del mezzo: rispettate la fila e salite dalla porta anteriore. Il costo del biglietto (1 £) si paga direttamente al conducente (tranne che alle fermate che recano la scritta “Buy tickets before boarding on all routes”), ma conviene munirsi di un pass. C’è l’One Day Bus Pass, un abbonamento giornaliero valido per un numero illimitato di corse su tutti gli autobus (eccetto quelli notturni contraddistinti dalla lettera N; 2.50 £), e il Bus Pass settimanale (11 £). Cattedrale di Canterbury La sede del parlamento a Londra Taxi: comodi (possono ospitare fino a 5 persone) e numerosi i taxi londinesi sono una vera e propria istituzione. I black cabs sono i taxi tradizionali di colore nero: non è necessario prenotarli, basta mettersi sul ciglio della strada, individuarne uno con la scritta For Hire accesa (segno che è libero) e fermarlo alzando il braccio. Sono sempre dotati di tassamentro che indica il prezzo della corsa. I minicab sono invece taxi privati che necessitano di prenotazione, anche telefonica. Bisogna chiedere la tariffa al momento della prenotazione e farsela confermare dall’autista. I Taxi Bike sono invece motociclette taxi: se non piove sono senz’altro un mezzo rapido per muoversi nel traffico londinese. Alloggi Inutile dire che a Londra si trovano alloggi di tutti i tipi e per tutte le tasche: ostelli, hotel economici e di lusso, appartamenti. Pensiamo di fare cosa utile evidenziare alcuni hotel che ci sono stati segnalati per la loro posizione centrale, la categoria di medio livello (2-3 stelle), la pulizia delle camere (non sempre cosa scontata a Londra, purtroppo!) e il buon rapporto qualità-prezzo ( i prezzi variano naturalmente a seconda del periodo prescelto). Hotel Reem, Princes Square, metro Bayswater; Central Park Hotel, 49-67 Queensborough Terrace, metro Queensway; Hotel Swinton, 18-24 Swinton Street, metro King’s Cross; Rose Court Hotel, 1-3 Talbot Square, metro Paddington o Lacaster Gate. Come ostelli segnaliamo il centralissimo Piccadilly Hostel. I letti in camerata a 6 letti costano 12 £, in camerata a 4 letti 18 £, le camere doppie 50 £. Buono anche l'Hyde Park Inn Hostel, metro Bayswater (fermata della metro a una ventina di metri dall'ostello). Un letto in camerata costa a partire da 10 £ a notte. Links e numeri utili Info generali: www.visitlondon.com; www.londontown.com; www.visitbritain.com Ambulanza: tel. 999 Polizia: tel. 112 Servizio medico: tel. 08 706000870; www.medicentre.co.uk Prenotazioni hotel: tel. 020 72345800 Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2005 ______________________________________________ www.imondonauti.it > Africa > Algeria > Itinerario 1 Algeria Itinerario 1 Djanet e il Tassili n'Ajjer di Robo Gabr'Aoun Punto di partenza: Djanet Punto di arrivo: Djanet Lunghezza: 30 km in fuoristrada + trekking sul Tassili Durata: 5-8 gg. Mezzo di trasporto: fuoristrada e a piedi Difficoltà: facile TraghettiOnLine Vuoi viaggiare in traghetto e avere maggiori informazioni sui prezzi delle tratte? Clicca qui per prenotare il tuo viaggio su TraghettiOnLine Primo giorno: Djanet Tassili - Pitture rupestri della fase bovidiana Yabbaren, Tassili - Pitture rupestri della fase bovidiana (3800 a.C.) Chiamata dagli europei la "perla del deserto", Djanet dista centinaia di km da qualsiasi altro centro sia a nord che a sud, sia ad est che ad ovest. È un raggruppamento di case a circa 1000 metri d'altitudine; tutte le costruzioni sono abbarbicate sull'erta di una scarpata, sui contrafforti del Tassili. La pianura sottostante, preziosa perché fertile, viene utilizzata solo per le coltivazioni, decisamente lussureggianti se si tiene conto della latitudine. La città è suddivisa in quattro quartieri o sobborghi: El Milhan, Adjahil, Azelouaz e Tin Khatama. Le sue origini affondano nella notte dei tempi. La storia certa risale alla fine dell' '800 ed alle guerre coloniali; la sua posizione strategica, proprio all'imbocco della catena del Tassili, ne fece una preda ambita dai Francesi una volta che essi superarono la cortina di In Shala. Occupata dai Francesi fu nuovamente assalita dai Senussiti (e nelle battaglie che ne seguirono morì De Foucauld, a Fort Charlet, al sommo dell'abitato.) Fort Charlet, che prende il nome di un comandante francese, è visitabile: pare che sia ancora visibile il foro del proiettile che uccise il prete amico dei nomadi tuareg... ma non so se sia vero. Djanet salì agli onori della cronaca nel 1951 quando una spedizione guidata da Lhote scoprì, nelle zone circostanti, una grande concentrazione di pitture rupestri. Secondo-settimo giorno: Djanet-Tassili n'Ajjer Nel 1972 il Governo algerino dichiarò l'area Parco Naturale e dal 1985 tutto il Tassili n'Ajjer è tutelato dall'Unesco. È proibito l'accesso all'area senza autorizzazioni e guide ufficiali, piuttosto care (rivolgersi all'Onat, ente delegato alla salvaguardia del luogo o alle agenzie turistiche). Le stesse guide però non sono inflessibili nel far rispettare la selva di divieti ed obblighi che investono coloro che si avventurano in questo paradiso di sabbia ed arenaria. Anche in questo luogo è il buon senso a impedire la sottrazione di beni archeologici. Dopo 15 km dall'abitato di Djanet si giunge a Tafelalet, punto di accesso all'altipiano del Tassili (400 m di dislivello). Subito oltre l'akbha si trovano i siti di Tamrit, Sefar, Jabbaren ed altri. A Tamrit c'è la famosa foresta di cipressi (ovviamente pietrificata) che ha un'età di circa 4000 anni. Gole e precipizi spaventosi, "dita" di arenaria che si slanciano verso il cielo... mozzafiato! Si sfiorano i 2000 metri d'altitudine. A Tan Zoumaitak vi sono invece interessanti graffiti, stile Mathendousc in Libia. A Sefar un immenso labirinto di canyon, gole e torrioni, in cui è facile smarrirsi, ci accoglie. I Tuareg credono che questa zona, in particolare Sefar, sia luogo di abitazione degli djenoun, spiriti maligni, così come la montagna di Idinen a nord est di Ghat, in Libia... Le forme bizzarre della roccia, dovute all'erosione prima dell'acqua e poi eolica, sicuramente ha aiutato gli indigeni a dare al luogo un'aura di magia. Nei siti del Tassili n'Ajer si ritrovano tutte le fasi della pittura rupestre, dalla Grande fauna selvaggia, al Bovidiano, dalle Teste Rotonde alla fase Camelina. Yabbaren, Tassili - Pitture rupestri Yabbaren, Tassili - Pitture rupestri I siti del Tassili non sono avvicinabili in auto: occorre compiere delle marce di avvicinamento. Le strutture per campeggiare ed i vettovagliamenti vengono di norma trasportati con i 4x4 fino a Tafelalet, poi caricati su muli o asini condotti da assistenti delle guide tuareg. Gli asini solitamente percorrono itinerari diversi da quelli che vengono fatti compiere ai turisti, ma la sera si ritrovano nelle aree prestabilite, dove verrà scaricato tutto il necessario per rendere il più comodo possibile il campo. Un circuito di 7 giorni può toccare i siti di Tamrit, Sefar, Tin Tazarift, Tin Aboteka, Tin Kani, Jabbaren, Inaouanrhat, con partenza e ritorno sempre da Djanet. Lo stesso circuito, molto meno approfondito, può richiedere anche solo 4 giorni, prediligendo solo le opere di maggior interesse ed andando decisamente di corsa. Djanet si può raggiungere in fuoristrada o direttamente da Illizi (circa 900 km) o scendendo al sud lungo la pista di Amguid, deviando al famoso trivio In Shala-Amguid-Djanet a sud est, direttamente verso la città. Un itinerario più interessante è quello che percorre tutta la pista di Amguid e devia, a pochi km da Tamanrasset verso i picchi d'Hoggar fino all'eremo dell'Assekrem, dove visse De Focault. Di qui, raggiunta Irhafok, si percorre la pista per Djanet (altre varianti possibili, tralasciando la battuta ed accidentata pista classica per tuffarsi in quella dei contrabbandieri), si attraversa con facili passaggi l'Erg d'Admer, per giungere a Djanet da ovest (circa 300 km da Tamanrasset a Djanet). Dove dormire e dove mangiare Pernottamento Occorre quindi essere equipaggiati per affrontare almeno 4-7 bivacchi in Tassili. Conviene stipare tutto il necessario (naturalmente il minimo indispensabile) in zaini o sacche morbide, più facilmente trasportabili dagli asini nella faticosa salita. Ricordarsi che in inverno le temperature notturne scendono anche di diversi gradi sotto lo zero. Vitto Dovrete essere autonomi per cibo e acqua per almeno 4-7 giorni. Le uniche possibilità di rifornimento sono a Djanet dove vi sono diversi negozi di alimentari e un mercato ben fornito. Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2005 ________________________________________________ www.imondonauti.it > Europa > Gran Bretagna > Itinerario 1 Gran Bretagna Itinerario 1 Alla scoperta delle Cattedrali gotiche inglesi in 8 gg. Testo e foto di Flavia Daneo Punto di partenza e arrivo: Londra Lunghezza: ca. 1200 km Durata: 8 gg. Mezzo di trasporto: auto a nolo; si può compiere il tragitto anche in pullman / treno Difficoltà: nessuna Prezzo: 774,69 - 1032,91 Euro Partenza da: Expedia Travel Destinazione: Dal: (GG/MM/AA) Al: (GG/MM/AA) Ulteriori opzioni di ricerca L'architettura gotica, nata in Francia, fu "importata" in Inghilterra dall'architetto Guillaume de Sens che, nel 1174, iniziò la costruzione del coro della cattedrale di Canterbury. In Inghilterra nessun edificio anteriore a questa data può essere definito gotico. Se il trattamento delle singole parti delle cattedrali gotiche inglesi si può far risalire alla tradizione francese, la concezione della pianta è del tutto originale, con doppio transetto e, nella maggior parte dei casi, abside rettilinea. Ma la più importante novità è costituita dalle facciate, di forma rettangolare, con un totale predominio delle linee orizzontali su quelle verticali e con un annullamento della sporgenza del portale. Tradizionalmente nel gotico inglese si possono distinguere tre periodi: early english (sec. XII), decorated style (XIII sec.) e perpendicular style (XIV sec.). Primo giorno: Londra - Canterbury - Londra (c. 200 km ) Cattedrale di Canterbury Cattedrale di Canterbury Da Londra a Canterbury (poco meno di 100 km) che si visita comodamente in giornata facendo poi ritorno a Londra. Canterbury si può raggiungere sia in pullman (2 h circa) sia in treno (1 ora e 30 min.): quest'ultimo è più veloce ma meno economico e non consente di arrivare all'interno delle mura della città, cosa invece possibile con il bus. La Cattedrale di Canterbury, prima grande costruzione gotica in suolo inglese, appare attualmente come il risultato di una serie di costruzioni e aggiunte: dopo che l'architetto Guillaume de Sens ebbe riedificato il coro ed esteso l'edificio verso oriente, i lavori ripresero verso il 1300 con la ricostruzione del braccio occidentale e della navata romanica cosicché la Cattedrale si presenta ora come esempio del gotico inglese tardivo o perpendicular style che predilige una più severa scansione delle linee verticali nella finestratura. Secondo giorno: Londra-Winchester-Salisbury (c. 160 km) Da Londra si esce verso sud-ovest e si imbocca l'autostrada M3 per giungere, dopo c. 112 km, a Winchester, bellissima città situata in un paesaggio idilliaco lungo le rive del fiume Ichten e, per fortuna, non ancora invasa da frotte di turisti. La Cattedrale, fondata nel X sec. e completata in epoche successive, colpisce per l'armonia degli interni di gran lunga più interessanti delle facciate. L'altissima navata centrale è in stile perpendicolare mentre precedente è la costruzione del coro centrale e del presbiterio. Si prosegue per Salisbury (45 km; M3, A303), piacevole cittadina del Wiltshire. Al centro della città sorge la Cattedrale, una delle più belle chiese di tutta la Gran Bretagna, capolavoro del gotico primitivo inglese (early english), mirabile per unità stilistica, eleganza di proporzioni e finezza di particolari. L'uniformità di stile si deve sia alla rapidità con cui la chiesa fu costruita (1220-1266) sia al fatto che non è mai stata sostanzialmente modificata. Unica aggiunta di rilievo fu la bellissima torre gugliata, la più alta d'Inghilterra, innalzata tra il 1285 e il 1315. Notevoli anche il chiostro e la Chapter House ovvero la Sala capitolare, gioiello dell'architettura gotica, che conserva una delle copie originali della Magna Charta. A Salisbury non ci sono difficoltà di alloggio: si può scegliere tra l'ostello (in Milford Hill), poco distante dal centro, numerosi Bed & Breakfast (in Castle Road) ed alberghi più costosi ricavati da edifici storici (in Milford Street). Terzo giorno: Salisbury-Wells Transetto della cattedrale di Salisbury Transetto della cattedrale di Salisbury Prima di puntare verso Wells, dirigendosi a nord di Salisbury (16 km) si raggiunge Stonehenge, imperdibile anche se ovviamente non ha nulla a che fare con l'architettura gotica trattandosi del più famoso monumento preistorico d'Europa. Purtroppo il sito perde molto del suo fascino durante le ore di maggior afflusso turistico: l'ideale sarebbe poterlo visitare la mattina presto o, meglio, al tramonto. Si prosegue per Wells (A303, A37), nel sud-ovest dell'Inghilterra, cittadina che conserva quasi intatto il suo carattere medievale. La Cattedrale (St. Andrew, 1180) è una delle opere più importanti del gotico inglese in cui si ravvisa un aspetto dell'orizzontalismo cui generalmente tende il gotico in Inghilterra. Le statue della facciata, invece di raggrupparsi intorno ai portali come avviene nelle cattedrali francesi, rivestono uniformemente l'intera larghezza della facciata; all'interno i giganteschi archi invertiti che sostengono la crociera, una delle più ardite creazioni del gotico perpendicolare. A due passi dalla cattedrale di può pernottare all'Old Poor House (St. Andrew Street 7) o al 19 Cuthbert St. situato nella via omonima. Quarto giorno: Wells-Worcester (c. 180 km) Da Wells ci si immette nella strada per Gloucester (c. 105 km; M5) dove si fa tappa per visitare la Cattedrale (1089), esempio tra i più antichi di stile gotico perpendicolare inglese specialmente elaborato nel transetto e nell'abside mentre sulla crociera si erge la splendida torre a pinnacoli angolari del 1450. Si prosegue per Worcester (72 km) antica e piacevole città famosa per la sua Cattedrale (1084) con una bellissima cripta e un interno assai elegante per la fuga delle arcate lungo la stretta navata centrale. Nel coro è sepolto il re Giovanni Senza Terra, fratello di Riccardo Cuor di Leone. Vari B&B si trovano lungo Barbourne Road e all'estremità settentrionale di The Tything. Quinto giorno: Worcester-York (c. 170 km) Sala capitolare della La sala capitolare della cattedrale di Wells Da Worcester, passando per Birmingham (M5) si raggiunge York (c.170 km), circondata da imponenti mura medioevali che racchiudono un affascinante centro storico ricco di angoli incantevoli sovrastati dalla mole della Cattedrale (St. Peter, 1290-1474), la più grande chiesa gotica d'Inghilterra. Vi si distinguono chiaramente il gotico primitivo (transetto), il gotico ornato (navate e Chapter House) e il gotico perpendicolare (coro e torri). A York vi sono molte possibilità di alloggio: se non si vuole spendere molto si può optare per un letto o una camera in ostello (City Centre Youth Hotel, Bishophill Senior 11) oppure in uno dei numerosi B&B (Bootham Street e stradine trasversali oppure Scarcroft Road, Southlands Road e Bishopthorpe Road) tenendo presente che, durante l'estate quando l'afflusso turistico aumenta, aumentano anche i prezzi delle stanze. Numerosi anche i ristoranti. Sesto giorno: York-Lincoln (c.120 km) Al mattino si prosegue la visita di York compiendo almeno parzialmente una piacevole passeggiata lungo le mura, tra le meglio conservate d'Europa, il che permette di vedere le antiche porte tra cui la Monk Bar, la più conservata e pittoresca della città. Da qui, prendendo la Goodramgate e superando il trecentesco Lady Row si raggiungono i Shambles (macelli), edifici a graticcio con gli antichi negozi medievali e, poco oltre, la Merchant Adventures Hall, splendida costruzione gotica antica sede della corporazione dei mercanti. Da York si comincia a scendere verso sud per arrivare a Lincoln (120 km; A1072, A1034, A63, A15), un po' fuori delle solite strade turistiche ma con una magnifica cattedrale situata in posizione spettacolare. Nella Cattedrale di Lincoln i nuovi elementi gotici francesi si presentano ancora mescolati con quelli tradizionali anglo-normanni; di stile puramente gotico è però il coro iniziato da Sant'Ugo nel 1192, esempio dell'originalità con cui gli artisti locali seppero svolgere i temi importati dall'architettura gotica continentale. Anche a Lincoln si può pernottare in ostello (Lincoln Youth Hotel, South Park Av. 77) oppure, a pochi minuti dalla Cattedrale, in B&B (Angus Guest House e Alisa Guest House, entrambi in Yarborough Road; Admiral Guest House, Lincoln St.). Settimo giorno: Lincoln-Ely-Cambridge (c.185 km) Lanterna del tiburio della Lanterna del tiburio della cattedrale di Ely Da Lincoln si raggiunge Cambridge (136 km; A46, A1, A604) e da Cambridge, lungo la A10, Ely (24 km) pittorescamente adagiata sul fiume Ouse. La Cattedrale, splendido esempio di architettura romanico-normanna, è famosa per l'"Ottagono", l'unica cupola gotica in legno esistente al mondo, capolavoro di Alan of Walsingham, dove si può cogliere la tendenza, tipicamente inglese, ad articolare lo spazio in maniera fantasticamente decorativa (decorated style). Si può pernottare a Ely (No 10 Waterside, un B&B con vista della Cattedrale) oppure a Cambridge (diversi B&B in Tenison Road e in Chesterton Road). Ottavo giorno: Cambridge-Londra (c. 100 km) Cambridge è un'animata e pittoresca cittadina che merita senz'altro una visita pur non avendo alcuna Cattedrale. In compenso ha splendide chiese gotiche e magnifiche cappelle tra cui la King's College Chapel, uno dei più squisiti esempi del gotico perpendicolare destinato a prevalere nel corso del XV sec.. Tipica di questo stile è l'adozione della volta a ventaglio concepita come un fascio di linee curve stilizzate che, partendo da una colonnina, si aprono a disegnare per l'appunto un ventaglio di cui vediamo qui un magnifico esempio. Imboccando l'autostrada M11 si arriva a Londra (c. 100 km) dove si può, se non si è ancora sazi di architettura gotica, dare un'ulteriore occhiata all'Abbazia di Westminster (1240-1263) che rivela il forte influsso dell'architettura francese con le sue cappelle a raggiera ed uno sviluppatissimo sistema di contrafforti; la parte interna presenta invece i caratteri sostanziali del gotico primitivo inglese (early english) sia nella pianta che nella copertura a volta. Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2005 ________________________________ www.imondonauti.it > Africa > Marocco > Itinerario 1 Marocco Itinerario 1 Marocco: l'Atlante e il centro-sud, fino ai confini del deserto di RoboGabr'Aoun Punto di partenza: Ceuta Punto di arrivo: Tangeri Lunghezza: ca. 2800 km Durata: 15 gg. (senza varianti e deviazioni) Mezzo di trasporto: auto; 4x4 Difficoltà: nessuna TraghettiOnLine Vuoi viaggiare in traghetto e avere maggiori informazioni sui prezzi delle tratte? Clicca qui per prenotare il tuo viaggio su TraghettiOnLine Primo giorno: Ceuta - Tetouan - Chechaouen - Fes (km 274) La strada costiera Ceuta (Sebta) - Tetouan (42 km) attraversa una zona residenziale della locale classe benestante. A Tetouan si possono visitare i souk della sua pittoresca medina e passeggiare lungo gli stretti vicoli fino a raggiungere la kasba, da cui si gode un'ampia veduta della città e dei suoi giardini. (Tetouan è una cittadina con una elevatissima concentrazione di malavita: prestate dunque la dovuta attenzione!) Lasciata Tetouan seguite le indicazioni per Chechaouen (Chaouen) - Fes -Meknes. Subito oltre Tetouan la strada si restringe, costeggia la discarica dei Paese e si inerpica ripida lungo i primi contrafforti del Rif. Questa catena montuosa è la naturale prosecuzione della Sierra della penisola iberica: monti brulli ed arsi dal sole con vegetazione arbustiva ed uliveti (le costruzioni si caratterizzano per le coperture in lamiera ondulata). Numerose greggi di ovini e piccole mandrie di vacche si intravvedono sui versanti lungo la strada; i villaggi, man mano che si sale, si diradano. Un primo colle libera l'orizzonte consentendo una splendida visuale sulle valli sottostanti; diversi bacini artificiali si aprono sulla destra della strada ed ampie piazzole consentono la sosta per le fotografie. Nella stagione invernale i corsi d'acqua sono gonfi e limacciosi e, solitamente, tracimano a livello delle rare spianate (nell'inverno '97 tra Chechaouen e Ouezzane ho dovuto affrontare ben tre guadi lungo la statale, uno dei quali con acque fino a 50 cm!) A Chechaouen la strada percorre un'ampia vallata: il paese s'intravvede sulla sinistra, arroccato sulle pendici della montagna. E' un paesino pittoresco e architettonicamente incantevole con le casette immacolate di calce. Ma l'opprimente presenza sia dei venditori di kjf (ne è uno dei maggiori centri di spaccio) sia l'assillante presenza di procacciatori di affari, parcheggiatori e rompipalle in genere ad ogni angolo, fa presto dimenticare la bellezza del luogo in favore di una salutare fuga verso luoghi meno stressanti. L'artigianato è ad uso dei turismo di massa e le strutture ricettive, nonostante l'apparenza sontuosa, lasciano assai a desiderare mentre i costi sono elevati. Oltre Chechaouen, tra questa e Ouezzane (69 km), la strada attraversa vaste distese di conifere ed affronta numerosi colli. (Consiglio l'itinerario per Ouezzane perché la tratta che passa per Ketama è dominio degli spacciatori di kíf. Non vi sono problemi per la sicurezza, ma l'impressionante numero dei posti di blocco della Gendarmeria è veramente snervante!) Sulla tratta Chechaouen - Ouezzane vi è un solo posto di controllo e la strada è solitamente deserta, assolutamente non battuta dai tour organizzati. Oltre il centro abitato di Ouezzane la strada scende verso la piana di Meknes attraverso immensi campi ondulati. I rilievi si addolciscono via via che si scende lasciando spazio a vasti altopiani di selvaggia bellezza. Proseguite per Fes. Secondo e terzo giorno: Fes Fes, forse la più bella delle Città imperiali, merita sicuramente una sosta di un paio di giorni. Situata in splendida posizione, tutta circondata da colline, a differenza di Marrakech essa conserva inalterate le sue caratteristiche culturali. Per notizie in dettaglio sulla città di Fes rimando alle innumerevoli guide già in commercio. Ricordate comunque che Fes el-Bali (vecchia Fes) merita una visita accurata e fatta senza fretta: è qui che si trovano le più celebri moschee e madrase della città come la Moschea degli Andalusi e la Moschea Karaouiyine, la madrasa Attarine e quella di Bou Inania, il santuario di Moulay Idriss e il Palazzo di Bou Jeloud. A Fes Djedid (nuova Fes) trovate invece il Palazzo reale, la Grande Moschea e la Moschea di Moulay Abdallah. A proposito dell'"assedio" dei procacciatori d'affari devo dire che Fes ne sembra immune; ho percorso la medina di Fes el Bali e di Fes Djedid in lungo ed in largo e nessuno mi ha minimamente infastidito, anzi, tutte le persone con le quali ho avuto contatti si sono mostrate gentilissime e cordiali. Consiglio la visita dell'esposizione del Mastro dei Portali, artista dell'ottone. Diverse scuole coraniche sono aperte alle visite: sono luoghi affascinanti. Il quartiere dei conciatori è ormai famoso nel mondo, e gli articoli in vendita sono di ottima qualità e minimo costo. Una breve gita sulla strada panoramica vi consentirà di avere una visione dall'alto delle medine con i monti della regione di Taza da sfondo: un quadro mozzafiato. Le strutture ricettive non mancano. Ritengo che una buona sistemazione economica sia il Camping Municipale, qualche km ad est della città: è un luogo sicuro, offre tutti i servizi di un camping di medio livello con in più una ampia piscina, toccasana in occasione di un viaggio estivo. Nel Camping è possibile assoldare una guida per la visita della città (circa 6 ore di visita) e recarvisi con un taxi lasciando le auto nel complesso, senza alcun timore di furti. Il costo di una guida si aggira sui 21 euro, a prescindere dal numero di persone che verranno accompagnate. Per il taxi il costo a/r è di circa 3 euro. Non abbiate timore dì non trovare il Camping: all'entrata di Fes verrete letteralmente assediati da torme di giovani (ed anche meno giovani) in motorino che vi offriranno i loro servigi. Con 1 euro lire vi toglierete il pensiero dell'assedio e vi risparmierete una non facile ricerca: il fortunato prescelto vi farà strada fino all'ingresso dei Camping. Quarto giorno: Fes - Taza (km 150 circa) Da Fes il nostro itinerario volge alla volta di Taza, antico caposaldo dei Riff: la strada che porta a Oujda conduce a Taza in circa 150 km. A circa mezza via, nei pressi di un immenso bacino artificiale si diparte sulla destra la deviazione per il Parco di Friouato. Questo Parco statale ad un primo approccio non appaga: la strada sale attraverso boschi di conifere abbastanza anonimi, specialmente per un viaggiatore proveniente da paesi boscosi come il Nord Italia e l'Europa in genere. Ma, poco dopo, la vista si ritrova a spaziare in un altopiano stupefacente, verdissimo in inverno, stepposo in estate, punteggiato di rare capanne in fango e paglia, a tetto piatto, di fattura quasi nepalese... Tutt'intorno una corona di alte vette, per 5 mesi l'anno incappucciate di neve. E poi le gole strette e vertiginose, giù, verso Taza. Nei pressi del margine orientale dell’altipiano si apre la caverna di Friouato, grande antro con volta crollata, visitabile per pochi euro. Scendendo a Taza, visibile ad est dal bordo dell'altopiano, numerosi torrentelli in inverno scendono spumeggiando in stretti canaloni dando vita a cascate anche di notevoli dimensio ni. Taza troneggia su di un colle vasto e pianeggiante, crocevia in passato di grande importanza strategica tra il Rif e l'Atlante, sede dì sanguinose rivolte. Oggi è un tranquillo borgo di case bianche, suddiviso in due distinte parti, bassa (nuova) ed alta (antica). Potete visitare la Moschea degli Andalusi, la madrasa merinide, la torre saracena, il curioso minareto della Djamaa Es Souk, la Grande Moschea e i bastioni, spesso costruiti a picco sul dirupo. Ogni sera, nel centro della città nuova, un piccolo ma coloratissimo mercato anima le vie. Ristorantini ad uso dei locali si aprono nei vicoli ed ogni genere di mercanzie viene esposto lungo i marciapiedi: la gente dì Taza, almeno per quanto riguarda la mia personale esperienza, è assolutamente ospitale. Quinto giorno: Taza - Midelt - Er Rachidia (km 430 circa) Da Taza si prosegue fino a Guerciff, dove si devia a tutto sud per imboccare la stradina strettissima che, in 350 km, conduce a sud di Midelt, attraverso l'AntiAtlante ed escludendo i rilievi di lfrane, Azrou ed in generale la regione dei Cedri. Tra Guerciff e l'innesto della statale Midelt – Er Rachidia, 350 km più a sud-est non c'è assolutamente nulla! Solo arenaria, sabbia e cespugli, in un susseguirsi incredibilmente scenografico di tavolati e pinnacoli rossi con, sulla destra a circa 100 km, le alte vette d'Atlante. Il nastro d'asfalto è in condizioni pessime e non consente il passaggio contemporaneo di due veicoli. Non vi sono distributori fino ad Er Rachidia o Mideit: calcolate quindi con prudenza le scorte di carburante. Lo spettacolo è emozionante, una fascia pre-desertica che può anche suscitare angoscia, ma che mette il viaggiatore in sintonia con il paesaggio che incontrerà scendendo a sud, oltre Er Rachidìa. VARIANTE: Le piste tra i cedri: Fes-Ifrane - Azrou - Foresta di cedri (km variabili a seconda delle tratte percorse nella foresta) Da Fes proseguire alla volta di lfrane, centro di villeggiatura posto a 1650 m di altitudine. Poco oltre l'abitato di lfrane, superato l'aeroporto visibile in lontananza sulla destra, la statale per Midelt sale verso una zona boscosa. Siamo alle pendici della Regione dei Cedri. Dopo pochi tornanti un enorme cartello turistico indica, sulla destra, una diramazione verso la Foresta di Cedri(100.000 ettari): la imbocchiamo. Il sottile nastro di asfalto si biforca dopo alcune centinaia di metri: teniamo la sinistra e penetriamo nella foresta. Più avanti la foresta dirada e si accede ad un vastissimo altopiano erboso, fresco anche in piena estate. Numerose tende di nomadi punteggiano la piana. Appena oltre gli ultimi cedri una deviazione segnalata (cartello illeggibile) conduce ad uno specchio d'acqua che lambisce gli alberi verso monte ed ospita in estate famiglie di nomadi con le loro greggi: se lo chiedete vi permetteranno di pernottare presso il loro campo. Tornati alla strada principale si prosegue ancora sulla piana per circa 15 km. A destra ed a sinistra numerose sterrate portano alla foresta che circonda l'altopiano. E' possibile, su queste piste, incrociare taglialegna con i loro enormi autocarri da trasporto. E' gente cordiale, non avvezza ad incontrare turisti: saranno lieti di scambiare due parole con voi e vi inviteranno a fermarvi presso le loro baracche, nel folto della foresta. La strada prosegue fino a Khenifra, capoluogo della tribù degli Zaiani, e situata a 830 m di altitudine sulla riva destra dell'Oum er Rebia. Consiglio di pernottare al limitare della piana e ritornare poi sulla strada per Midelt. Nella zona numerose piste si dipartono verso i rilievi a lato della spianata: alcune di esse portano verso oriente ed è possibile raggiungere tramite queste la località di lmilchil e, di qui, le valli dei Dades o di Todra. (Per questo tipo di tracciati, quasi di tipo trialistico, rimando alle edizioni Road Book della Pirelli. Se siete in cerca dei fuoristrada ad ogni costo, diversi spunti di quei road book faranno al caso vostro. ATTENZIONE: una nuova rotabile asfaltata, recentissima, sale dall’abitato di Rich verso il villaggio di Agoudal, il più alto del Marocco e, puntando poi a nord, verso Benji Mellal, passa nel villaggio di Imilchil (ora pullula letteralmente di alberghetti) e sfiora il lago, un tempo raggiungibile solamente in 4x4 e dopo una pista piuttosto dura. Oltre il lago è possibile raggiungere sempre su asfalto Kenifrha, con soli 20 km di cantiere ancora sterrato poco oltre il lago. Potrebbe capitarvi, dunque, di spaccarvi la schiena salendo ad Agoudal in 6 ore di pista da M’serir, nel Dades, e parcheggiare il vostro 4x4 polveroso e stanco accanto ad una scintillante berlinetta da città…). Ma ritorniamo all'itinerario principale, sulla rotabile per Midelt: da qui ci si spinge sempre più a sud est, fino al grande bacino di Er Rachidia, che segna in pratica l'inizio della piana desertica che conduce al confine algerino. Sesto giorno: Valle dello Ziz - Er Rachidia - Erdouf (km 200 circa) Oltre la diga che domina alla sinistra della strada, il fiume Ziz s'incunea in una gola dirupata e stretta che offre meravigliosi spunti paesaggistici. Lungo il corso dei fiume tamerici e canneti fanno da cornice a piccoli laghetti e stagni con, da sfondo, le bastionate di roccia strapiombanti. In questa zona incontrerete il Tunnel dei Legionario, che altro non è che una piccola galleria scavata a mano dalle truppe della legione durante l'occupazione francese. E' attraversata dalla carrozzabile Midelt-Er Rachidia, quindi si è obbligati a transitarvi, ma non è certo un luogo che suscita emozioni; nelle nostre Alpi decine di gallerie decisamente più impressionanti sono state scavate dagli Alpini nell'ambito dei lavori di fortificazione a cavallo dei due conflitti mondiali. Ad Er Rachidia, la valle dei fiume Zíz si perde in una gola profonda, scavata nella piana sulla quale s'erge la città. Er Rachidia è una cittadina decisamente viva. I suoi 50.000 abitanti ogni sera si riversano lungo le vie del centro ed i caffè sono sempre stracolmi. Per strada si vedono molte donne anche dopo il tramonto, molte di esse vestono all’occidentale. Massiccia la presenza dei militari. Numerosi alberghi e ristoranti offrono i loro servizi; c'è anche un camping, a circa 10 km sulla strada per Erfoud. Personalmente ho pernottato all'Hotel Oasis, alla periferia sud-est, verso Erfoud; è un albergo decoroso, decisamente di sapore "africano" e pulito. Il personale è davvero gentile e pronto a tentare di risolvere qualsiasi vostro problema. Non c'è garage, ma il posto è assolutamente sicuro. Nei dintorni dell'albergo, prendendo le stradine che portano verso destra, incontrerete decine e decine di locali tipici, ad uso dei locali: non vi troverete un solo turista ma vivrete momenti di una realtà altrimenti introvabili: decine di grill fumosi con brochettes freschissime da consumare in piedi o seduti sui gradini di un portico, tra stuoli di gatti e bimbi vocianti, le strade invase da un brulicare di gente colorata, a godersi il fresco della sera... E nessuno vi verrà ad importunare; anzi la gente verrà a salutarvi per il sincero piacere dì comunicare con voi. I famigerati procacciatori di affari ad Er Rachidía io non li ho mai incontrati, a parte qualche timida offerta dì guide per escursioni verso la vicina Erfoud. Se invece volete a tutti i costi utilizzare la vostra Air Camping, procedete sulla strada per Erfoud. Oltre l'incrocio che conduce all’Hotel Oasis, superate il ponte sullo Ziz, lasciate sfilare sulla destra la recinzione di un sontuoso Hotel a cinque stelle e superate i sobborghi meridionali della città. A circa 8 km dall'incrocio troverete un cartello sulla destra che riporta l'indicazione del Sahara 4x 4 Tourist Camp. Una breve sterrata conduce sul limitare dei giardini che sono adiacenti al Campo. Pare non offrano servizio di ristorazione, quindi dovrete essere autosufficienti per quanto riguarda il vitto. (Se avete qualche problema, di qualsiasi genere esso sia, andate a mio nome all'hotel Oasis e chiedete di Hassan Wahidi, tel. 2519, sarà felice di aiutarvi). La strada che da Er Rachìdia conduce ad Erfoud costeggia il solco fluviale creato dallo Ziz nelle rocce di arenaria.Oltre i sobborghi del capoluogo, il panorama sulla valle è meraviglioso: un susseguirsi di oasi lussureggianti, giardini ben curati, piccoli villaggi. Diversi punti panoramici sullo strapiombo. Arrivando ad Erfoud si vedono sulla destra piccole dune di 5/10 metri di altezza, dalla disposizione caotica. Uno strano pozzo attirerà la vostra attenzione a circa 5 km da Erfoud: una zampillante colonna d'acqua che si solleva da una condotto posta al centro di una vasca circolare. Si tratta di una sorgente d'acqua solforosa non potabile. L'abitato di Erfoud è preannunciato da un sobborgo molto pittoresco; la carrozzabile fiancheggia la cinta muraria di un'antica Kasbha, sfila al limitare di alcuni giardini, per tuffarsi nella via principale di Erfoud. (Distributore di benzina appena entrati sulla sin. Diverse botteghe di gommisti e meccanici ai lati della strada). L'Hotel Tafilalet si trova sulla sin., lo si riconosce dal muro rivestito di piastrelle verdi e dal parcheggio adiacente, solitamente zeppo di 4x4 e bus dei tour organizzati che qui scendono per recarsi all'Erg Chebbi. L'Hotel è molto bello ma assai caro. Si può usufruire della piscina anche se non vi si alloggia pagando un ticket irrisorio; può essere una piacevole pausa "rinfrescante" nel corso della discesa verso il sud. All'hotel Tafilalet potete informarvi per avere delle guide per itinerari in 4x4, anche se la maggior parte di esse non conosce altro itinerario se non la classica Erfoud-Merzouga e ritorno, per la quale la guida davvero non occorre... Ma qui potete chiedere di Aziz Belmadani, un ottimo giovane, che non possiede una vettura 4x4 ma che può guidarvi con sicurezza lungo la pista Taouz-Mahamid lungo il confine algerino. Può condurvi anche lungo la pista delle miniere che da Taouz risale a nord verso Rissani, o a M'fis,circumnavigando l'Eirg Chebbi (anche per questi ultimi due itinerari ritengo superflua la guida se si hanno buone conoscenze di navigazione). Oltre il Tafilalet, sempre sullo stesso lato, trovate un buon ristorantino a prezzi modici,con ottimi piatti locali. Lo riconoscerete dalle foto della Parigi - Dakar appese all'interno; solitamente non è frequentato dai turisti. Settimo giorno: Erdouf - Merzouga - Taouz - Pista delle miniere - Rissani - Sigilmassa - Mecissi (km 100 circa) Da Erdouf una pista conduce a Merzouga e all'Erg Chebbi. La maggior parte delle pubblicazioni riferisce che l'erg Chebbi è l'unico erg che si trova in Marocco: è falso. A parte le formazioni dunarie che si trovano lungo il confine mauritano, nelle depressioni dei Jebel tra Erfoud e Mahamid e a parte gli agglomerati sabbiosi di Laayoune e Dachla, a sud di Mahamid si trova l'Erg Debaia, propaggine dell'Erg Occidentale Algerino. L'erg Chebbi non è che un catino sabbioso di dune piramidali non ordinate in cordoni e vallate, circoscritto dalle montagne a nord ovest e dall'hammada a sud est. La sua ampiezza si limita a qualche decina di chilometri in senso nord-sud ed a circa 50 km da est ad ovest. Le formazioni dunarie più elevate si trovano nei pressi dell'abitato di Merzouga, quasi ai margini orientali dell'Erg. Numerosi villaggi si susseguono lungo la pista tra Erfoud e Merzouga ed anche oltre Merzouga, verso Taouz al confine con l'Algeria. Consiglio di procedere oltre Merzouga e circumnavigare l'Erg almeno fino a M'fis,per godere dei silenzi dell'erg lontano dalle centinaia di turisti che ogni giorno affollano le dune intorno a Merzouga. Bel chott tra Merzouga e Taouz. Si segnalano siti rupestri nelle vicinanze di Taouz. Visitarli è quasi impossibile: al vostro ingresso in paese verrete letteralmente assaliti da decine di ragazzi che vi faranno passare la voglia di fermarvi; i militari dei posto di confine non sono dei più socievoli. Le dune di Merzouga sono meta di escursioni per i locali che vi si recano per effettuare sabbiature terapeutiche nei mesi estivi; non vi sarà difficile vedere persone completamente sepolte nella sabbia rovente, col capo riparato da un ombrello. Fate molta attenzione nell'attraversare i villaggi: centinaia di bimbi sbucano dalle viuzze e rischiate di investirli. Una bella foggara si vede accanto all'oasi immediatamente precedente Merzouga. Un pozzo alimenta i giardini, che sono una meraviglia di silenzio e frescura anche in agosto. Il lago stagionale segnalato da molte guide è asciutto ormai da tre anni anche in inverno. La famosa Valle dei fossili è la regione che si estende sulla sin. della rotabile che da Erfoud porta all'Erg Chebbi. L'hammada che vi troverete a percorrere è un fondo marino dei Cretaceo; gli indigeni la sfruttano per vendere ai turisti dei manufatti litici contenenti fossili. Alcuni di questi oggetti sono di pregevole fattura e costano una sciocchezza. (Fate caso al bancone della Reception dell'Hotel Tafilalet di Erfoud: è un unico blocco litico con centinaia di fossili del Cretaceo...). Diverse capanne, lungo la strada ed all'interno dell'hammada non sono che le botteghe di questi artigiani dei fossili. Andate a visitarle: vi offriranno un buon tè e troverete begli oggetti. (ATTENZIONE: la grande pista di confine che da Taouz conduce a Mahamid è vietata e soggetta al controllo dei militari: per percorrerla occorrono permessi specifici. So che molti la seguono senza questi documenti e che i gendarmi incontrati non hanno mai posto questioni…ma è comunque illegale ed il rischio di sconfinare in Algeria (se sorpresi sono grane!) è elevato. C’è una disputa in corso sull'andamento di queste frontiere e non tira aria tranquilla. Rissani viene descritta dalle guide come un luogo fondamentale, da non perdere... lo l'ho visitata tre volte, e tre volte sono letteralmente fuggito inseguito da stuoli di motorini e biciclette di "guide" di un'insistenza sconcertante. La piazza mercatale è materialmente inavvicinabile a causa di questa abitudine dei locali, abitudine peraltro alimentata dalla massa di turisti dei tour organizzati, il più delle volte facilmente raggirabili e di facile portafoglio,che qui calano a migliaia... Rissani rimane oggi un crocevia importante, nodo stradale che collega la valle dello Ziz a Tinherir, Tazzarine, Ouarzazate o Zagora. E' punto di partenza per la via più breve per scendere all'Erg Chebbi o a Taouz. Totalmente deserto è invece il periplo sterrato che costeggia la periferia sud della città, indicato da un cartello stradale proprio dirimpetto le rovine di Sigilmassa. Ho letto su alcune rinomate guide che questo"circuito" è deludente. Io l'ho trovato interessante: ho incontrato contadini al lavoro, fermandomi a discorrere con loro, ho assistito ai lavori di irrigazione dei giardini, trovato scorci meravigliosi di vita quotidiana intorno ai pozzi ed alle fontane, ho passeggiato indisturbato tra le coltivazioni, ho ammirato i giochi dei bambini nei cortili... 12 km di tranquillità proprio accanto al caos di pullman e 4x4 del centro di Rissani. C'è poi, in questo circuito, l'emozione di Sigilmassa. E' vero che le rovine non sono che poveri ruderi, ma pensare che quei ruderi sono stati una delle città più potenti ed importanti di tutto il Sahara mette impressione. La caduta di prestigio della città, con la fondazione di Tindouf ed il dirottamento dei traffico commerciale verso di essa, ne segnò la condanna e l'abbandono graduale; così come avvenne a Murzuq, in Libia, a Timbouctou in Mali... Ma tra le rovine resta come un profumo di passato luminoso che suscita davvero emozione. Sulla strada per Tinherir si apre la rotabile per Mecissi,Tazzarine, Zagora, asfaltata e poco frequentata. Da questa stessa rotabile si dipartono due piste che scendono direttamente a sud verso Zagora attraverso i Jebel ed il colle Tafilalet. Una più breve parte da Tazzarine ed in 90 km conduce all'ansa del Draa a sud di Zagora. E' una pista scorrevole per i primi 30 km, assolutamente impegnativa nei restanti 60, con passaggi quasi trialistici sul fondo sassoso di ouadi disastrati. Un'altra pista, lunga circa 330 km, parte invece da Mecissi e punta su una serie di villaggi posti nelle valli dei jebel: Fezzou, Oum Jirane,Tissemimoune. Si unisce alla traccia proveniente da Tazzarine poco oltre il passo dei Tiz 'n Tafilalet. Entrambe hanno come punto di arrivo l'oasi di Zagora sul corso dei Draa. In entrambi i percorsi,quasi totalmente infrequentati, è notevole la possibilità di smarrire la giusta via. Numerose tracce conducono ad est, verso l'Algeria, altre riportano all'asfalto in direzione di Alnif e Tazzarine. A sud est dell'abitato di Fezzou numerosi chott di fondo cedevole inducono a compiere un ampio giro che porta sempre più alla deriva verso est, seguendo tracce fievoli che terminano in una depressione sabbiosa di alcuni km quadrati posta a ridosso delle montagne che separano questa regione dal corso inferiore dello Ziz. Nella parte settentrionale del percorso, nei dintorni di Tazzarine, sono segnalate incisioni rupestri. Tutta la zona è ricca di fossili anche se in percentuale nettamente inferiore rispetto alla regione a sud ovest di Erfoud. Nei pressi del villaggio di Tissemimoune dei ragazzi vendevano interessanti reperti fossili e geodi. Numerosi accampamenti di nomadi tra le gole dei Jebel lungo tutto il percorso a sud di Oum Jirane. Ottavo giorno: Mecissi - Zagora (pista) - Tagounite (solo 4x4) (km 290 circa) Zagora è una città priva di interesse, a meno che non si arrivi dalle piste: è infatti un buon posto dove far rifornimento e consumare un buon pasto in uno dei numerosi ristoranti. Vi sono diverse stazioni di servizio, due con autolavaggio (concordate il prezzo prima!). La strada che esce dal paese a nord conduce a Ouarzazate, lungo il Draa, tra palmeti e giardini di incommensurabile bellezza. La rotabile che va a sud est conduce a Mahamid, all'ansa del Draa, in prossimità dei confine algerino. Lungo questa strada si attraversa Tamegroute citato nelle guide per la presenza della sua scuola coranica e per le isolate formazioni dunarie che si trovano a pochi km dall'asfalto; non merita una deviazione. Tra Tamegroute e Mahamid la strada supera un valico sul Jebel Bani che offre una splendida vista sulla valle dei Draa e sulla pianura che conduce a Mahamid e Foum Zguid. Prima di giungere all'abitato di Tegounite un cartello in legno,dipinto in giallo e blu, sulla sinistra, indica il bivio per Kasbha Issfoul, luogo davvero meraviglioso. Il maestro elementare della Kasbha è il proprietario di un alberghetto, il Bivouac Isfoul, splendida oasi tra le dune dorate proprio di fronte all’antica fortezza. L'ingresso alla struttura implica lo scavalcamento di una piccola duna di sabbia cedevole, ma non ci sono problemi. La piscina non è che una vasca di acqua di sorgente, ma in estate merita un tuffo. Gente semplice e davvero gentile. Questo luogo è assolutamente imperdibile!!! Un ragazzo del luogo, Boubker lkhlaff, se vi interessa può farvi da guida sulle piste circostanti,anche fino a Foum Zguid o all'Erg Debaia... Nell'oasi di Oum Lalek, posta a circa 10 km dall'erg Debaia, l'acqua è abbondante. Un ex professore di filosofia nativo di Essaouira vi ha aperto un Bivouac, sempre deserto anche per la poca socialità dell'individuo in questione. Una famiglia di pastori vive nelle vicinanze. L'oasi sorge nelle vicinanze di un marabutto: è un luogo sacro ed è credenza dei locali che porti sfortuna cogliere i datteri per consumarli altrove: consumateli lì, non si sa mai! Circa 60 km a sud dell’oasi si apre la pianura del lago fossile di Iriki, grande specchio d’acqua bacino di raccolta dei torrenti del Bani. Recenti spedizioni archeologiche hanno rilevato un’ingente quantitativo di fossili del cretaceo anche in questa regione ar gillosa. A Tegounite c'è una pompa di carburante, ma è spesso a secco: vista la relativa vicinanza con Zagora conviene fare il pieno di serbatoi e riserve nel capoluogo,onde evitare sorprese. In caso di estrema necessità potete chiedere al Bivouac Issfoul di vendervi della nafta:ne hanno una scorta. Nello splendido paradiso del Bivouac Issfoul (cartello stinto a nord della strada, 5 km prima del paese) è possibile pernottare. Nono giorno: Tagounite - Foum Zguid passando per l'Erg Debaia (solo 4x4) (km 150 circa) A sud-est di Mahamid il Draa si piega a sud con un'ampia ansa. La pista che collega Tagounite a Foum Zguid corre parallela al Draa tra il letto dei oued ed il Jebel Bani ad ovest. Tutta la regione è caratterizzata da terreno duro intercalato a vaste distese cedevoli, residui melmosi ed argillosi. Più ad est le sabbie hanno il sopravvento,sino a degradare nella piatta hammada di Tindouf. Una appendice di erg oltrepassa il Draa e si spinge fin quasi alle pendici del Jebel Bani, prolungamento dell'Erg Occidentale Algerino: si tratta dell'Erg Debaia, chiamato dai berberi Ch Gaga, grande mare di sabbia. Esso non è direttamente visibile dalla pista che conduce a Foum Zguid; all'altezza dell'oasi sopra citata di Oum Lalek, circa 60 km a sud di Maharnid, occorre abbandonare la pista con una deviazione di 90° verso est. Dopo circa 15 km, oltre un colletto tra colline tabulari ed una ripida salita sabbiosa, il mare di sabbia appare di fronte, dominato da alcune dune piramidali che sfiorano i 150 m. A differenza dell'erg Chebbi, questa conca sabbiosa non è delimitata da montagne, ma sembra continuare verso est fino all'orizzonte senza soluzione di continuità. ln realtà l'Erg Debaia è diviso dall'Erg Occidentale Algerino dalla valle del Draa, a qualche decina di km più ad est. Dall'alto dei siouf si possono ben notare stretti gassi raggiungibili in 4x4 solamente dietro attento esame degli itinerari, in quanto mancano vere e proprie valli interdunarie e si vedono numerose formazioni ad anello anche se con creste non eccessivamente elevate. Le dune vere e proprie sono anticipate da una piana sabbiosa piuttosto cedevole (ATTENZIONE: numerose formazioni di terreno più consistente formano scalini perpendicolari alla direzione di avvicinamento all'erg di anche 60 cm di altezza che, se presi a velocità sostenuta, possono provocare seri danni ai ponti!) La sabbia si presenta in tonalità più chiare dell'Erg Chebbi ed i granelli sono di grandezza più consistente. Nomadi accampati a qualche km dalle dune. Foum Zguid a prima vista può apparire assolutamente anonimo è in realtà una bella oasi, posta proprio nella valle di sbocco del fiume Zguid dal Bani verso la piana di Iriki… E’ raggiungibile da Mahamid previo attraversamento di un insidioso chott e di 120 km di pista pessima. Ha un'importanza capitale in quanto è snodo stradale per le maggiori località della regione. Di qui infatti, per asfalto, si raggiunge Ouarzazate e la valle dell'alto Draa oppure, sempre su asfalto ma verso sud, le oasi di Tata ed Akka, lungo il corso del basso Draa; o, ancora oltre, Guelmine e Cap Draa sull'Atlantico. La strada che segue il corso dello Zguid fino a Tazenahkt si snoda attraverso paesaggi da mille ed una notte fatti di arenaria resa un merletto dal vento…. Se volete pernottare in città recatevi al bell’Hotel Iriki, alla periferia sud. La cucina è ottima, l’accoglienza anche. Pulito e con aria condizionata (ottima cosa d’estate: in agosto in questa regione il termometro supera di parecchio i 50 gradi!). Il palmeto è ombroso e molto tranquillo. Decimo giorno: Foum Zguid - Ouarzazate - Ait Ben Haddou (km 150 circa) Giunti nella alta valle del Draa a Zagora, se non vi interessa raggiungere il sud est di Mahamid o il sud di Tata, Akka, Guelmine e Tan Tan, potete fare rotta verso ovest, alla volta di Ouarzazate. Questo grosso centro ampliatosi intorno alla kasbha originaria ai tempi della dominazione francese non presenta grossi spunti di interesse paesaggistico. Consiglio di proseguire verso nord ovest fino all’abitato posto in prossimità del bivio per il villaggio berbero di Ait Ben Haddou (cartello sulla destra provenendo da Zagora. Posto di polizia fisso, pattuglie in motocicletta. Siamo su una delle maggiori arterie di collegamento di tutto il Paese. Il traffico turistico è intenso). Ait Ben Haddou è una splendida kasbha restaurata in parte, posta a circa 15 km a nord della strada Ouarzazate-Marrakech. Domina un'ampia valle ed un piccolo villaggio meta di migliaia di tour organizzati. Nonostante la grande affluenza turistica non vi ho mai trovato venditori insistenti o guide asfissianti; è anzi un luogo tranquillo. Nell'estate '98 hanno aperto un piccolo camping proprio a pochi passi dalla strada principale. Un ampio parcheggio si apre a destra della strada in prossimità di due Hotel posti ai due lati del vicolo d'accesso alla kasbha. (Parcheggiate altrove: qui troverete parcheggiatori di professione che pretenderanno un compenso per custodire l'auto!). La kasbha merita senza dubbio una visita accurata: dalla sommità si gode di un panorama mozzafiato sulla valle e sulle alture verso nord ovest in direzione di Telouet. Alcune famiglie di berberí abitano nelle dimore più basse, vicino ai giardini e non amano essere fotografati. I torrioni della porta meridionale, restaurati in occasione dei film Gesù di Nazareth, hanno parti in carton gesso, ma buona parte della struttura è originale. In alcune case sono state aperte piccole botteghe di oggettistica per turisti. I giardini, situati a sud della fortezza, sono in degrado ma nascondono meravigliosi scorci naturalistici. La parte sommitale della kasbha, la più antica, è totalmente in rovina: attenzione ai massi pericolanti. Undicesimo giorno: Ait Ben Haddou - Telouet (pista solo 4x4) - Marrakech (km 150 circa) La valle che unisce Ait Ben Haddou a Telouet è meravigliosa: un susseguirsi continuo di giardini, kasbhe, piscine naturali, distese di giunchi, boschetti di tameríci, il tutto incassato in gole strapiombanti di arenaria rossa dominate da tozzi rilievi tabulari. Paesaggio selvaggio e splendido. La pista è abbastanza impegnativa ma percorribile con tranquillità in circa tre ore (45 km circa). Telouet è un paese anonimo dominato però da una kasbha imponente, di particolare struttura architettonica: è un complesso fortificato con torri imponenti e con tetti in tegole di colore verde smeraldo: in tempi passati si trattava di una residenza reale (La visita è subordinata alla presenza all'ingresso del guardiano governativo che possiede le chiavi dei cancelli). Dai tetti splendida vista sulla valle che porta al Tiz 'n Tika, verso Marrakech. All'interno splendidi saloni con stucchi e gessi finemente lavorati, soffittature cesellate e pavimenti in marmo bianco.Vale una visita; nonostante l'abbandono in cui versa, la kasbha (che poi kasbha non è!) dà ancora l'idea dei fasti regali che essa conteneva. Il villaggio vecchio, posto a ridosso delle mura del palazzo,è ormai abbandonato ed è luogo di gioco per i bimbi della città nuova distante 1 km. Nella città nuova è possibile pasteggiare in diversi ristorantini, alcuni anche invitanti; negoziettì di alimentari e piccole botteghe sulla piazza principale. Dodicesimo e tredicesimo giorno: Marrakech Ho lasciato per ultima Marrakech. Marrakech l’inghippo, l’attrazione per i turisti, Marrakech la finta, la città dei ricchi sfondati e dei più poveri tra i poveri… ma anche Marrakech incantata, Marrakech che non si può non visitare e, lasciata, non si può dimenticare fino al punto da tornarci e tornarci ancora perchè l’emozione di Djema El Fna non è descrivibile a parole, non è possibile dipingerla o fissarla in una foto. Marrakech è da vivere, da sentire con le mani e con l’olfatto, è da ascoltare nei suoi infiniti rumori, richiami, urla… Marrakech dal traffico da incubo, dalla gente che riempie le strade, Marrakech della Kotubia, simbolo stesso del Marocco e dell’Islam… Marrakech delle vetrine che non sfigurerebbero in San Babila a Milano, nelle grandi vie della città nuova… E poi le mura antiche, le porte, ed all’interno la realtà esplosiva di una cultura ed una società incredibilmente diverse dalle nostre eppure egualmente ricche. Non amo le città. Prediligo i grandi spazi, la solitudine delle sabbie e delle piste, ma non posso non amare Marrakech. Marrakech non è Fes, non è reale, ma proprio questa sua irrealtà la rende unica in tutto il Maghreb. In nessun altro luogo si respira l’aria di Marrakech, in nessun altro luogo potrebbe esistere una piazza come Djema El Fna. Per questo motivo un viaggiatore delle sabbie come me, solitamente in fuga dai grandi agglomerati urbani e dai grandi ammassi di folla, si è tuffato nel caos di quella piazza più volte in più anni, toccando ogni volta una Marrakech diversa, portandomi via sensazioni ogni volta diverse, ogni volta indelebili, ogni volta più forti. Non vi racconto Marrakech: sono migliaia i libri che parlano dei suoi monumenti, delle sue genti, delle sue strade, della sua storia antica e recente. Non ve la racconto perchè, stranamente, Marrakech è per me come la sabbia: non la si può raccontare, ma solo vivere… Quattordicesimo giorno: Marrakech - Essaouira - Casablanca (km 530 circa) Raggiungiamo Essaouria nel primo pomeriggio. Memori delle passate esperienze estive in questa città lasciamo l’auto ben lontana dalle mura del borgo vecchio e ci inoltriamo nella cittadina a piedi. Ci colpisce subito la tranquillità del luogo: giriamo per diverse ore nei vicoli senza subire alcuna pressione da venditori e procacciatori. Passeggiamo indisturbati anche nella zona delle bancarelle dove si arrostisce il pesce. Sulle spiagge invece la ressa,e non è un gioco di parole, oceanica: insieme a Larache, Asilah e Tan Tan Plage questa cittadina è la meta più ambita per le vacanze al mare dei marocchini benestanti. Circa 70 km a nord di Essaouira abbandoniamo la strada principale per imboccare la via costiera, che ci regala panorami fantastici, a sud di Safi. Visitiamo alcuni villaggi di pescatori e pranziamo sulla riva dell’Oceano, completamente isolati…Il panorama dalle spiagge, battute dai venti, è meraviglioso. Qualche decina di km prima di Essaouria scendiamo per una breve pista fino ad un piccolo golfo naturale dove sorge un piccolo villaggio. Le barche sono ancorate nella rada ed un manipolo di uomini stanno sulla risacca intenti ad ordinare le reti. Un istmo di rocce erose dal mare separa le acque tranquille dell’insenatura dalle onde dell’Oceano. Una pace incredibile regna sul villaggio. Quindicesimo giorno: Casablanca - Larache - Tangeri (km 371 circa). Libri consigliati: Robogabr'aoun - La sabbia è in me. Modena, Mucchi, 2001. Ultimo aggiornamento: 01 agosto 2005 ________________________________ www.imondonauti.it > America > Messico > Itinerario 1 Messico Itinerario 1 Messico e Guatemala in 20 giorni di Carlo e Nicoletta Cacciarelli Punto di partenza: Città del Messico Punto di arrivo: Città del Messico Durata: 20 giorni Mezzo di trasporto: Bus locali, aereo, taxi Difficoltà: nessuna Prezzo: €. 1.800 (volo dall'Italia incluso) Il Messico è una terra estremamente varia che necessita sicuramente di più viaggi per poterla apprezzare in pieno in tutte le sue diversità. La suo topografia è la causa principale di questa varietà. Le numerose montagne hanno per secoli mantenuto le popolazioni indigene isolate le une dalle altre. La cultura, la storia, le tradizioni artigianali e culinarie esercitano sul visitatore un fascino inappagabile. Sta a voi scoprirle tra deserti, vulcani, spiagge bianche e rovine antiche. Il mezzo di trasporto più efficacie per viaggiare attraverso il Messico è sicuramente l'autobus. Esistono diverse compagnie private con uffici situati in modernissime stazioni (soprattutto nelle grandi città) che effettuano collegamenti da e per qualsiasi località; i mezzi sono quasi sempre nuovi, le tariffe economiche e variabili a seconda della compagnia e della categoria. L'auto a noleggio rappresenta un valida alternativa, anche se meno economica, in quanto permette di muoversi a piacimento senza dover rispettare alcun orario. Per guidare non è indispensabile la patente internazionale. Si deve ricordare comunque che il Messico è un paese piuttosto esteso e che, di conseguenza, se si vogliono coprire distanze lunghe e non si ha molto tempo a disposizione si rende necessario l'uso dell'aereo. Primo giorno In aereo da Roma a Città del Messico via Toronto e trasferimento in albergo con taxi (€ 8 - circa 30 minuti). E' consigliabile provvedere alla prenotazione direttamente dall'Italia per non perdere tempo prezioso nella ricerca sul posto. Gli alberghi sono concentrati nella zona dello zocalo, la piazza principale di Città del Messico. Pernottamento all' Hotel Monte Real (US$ 50 la doppia con prima colazione- ottimo). Secondo giorno Mexico City Dedichiamo la giornata alla scoperta di Mexico come effettivamente viene chiamata la capitale dai messicani. La mattinata è destinata alla visita del vastissimo Museo di Antropologia che è organizzato veramente bene e che permette di avvicinarsi in maniera costruttiva alla storia del Messico. Il Museo comprende molte sale, ognuna o più di una, dedicate a diversi periodi storici e a diverse etnie ed è pertanto difficile poterlo visitare tutto in sola giornata. Per questo motivo è forse bene concentrarsi sulle sale che riguardano le regioni che si intendono visitare e magari, se si torna a Città del Messico alla fine del viaggio, visitare nuovamente il Museo per comprendere ancora meglio quello che si è visto. Nel pomeriggio si prosegue la visita nella Plaza de la Constitution, il centro storico di Mexico, più comunemente nota come zocalo. Attorno alla piazza sono radunati gli edifici pubblici principali di Città del Messico: il Palacio Nacional è sede degli uffici del presidente del Messico ed è decorato con alcuni murales di Rivera, la Catedral Metropolitana sul lato nord in stile barocco, il Palazzo della Suprema Corte di Giustizia con quattro grandi murales di Orozco. Adiacente allo zocalo si trovano le rovine di quello che era considerato il Templo Mayor della Tenochtitlan azteca. A circa un chilometro c'è la zona dell'Alameda con il più grande parco cittadino, il Palacio de Bellas Artes, la Casa de Azulejos, il Palacio de Iturbide. Proseguendo ancora verso ovest si giunge a Placa de La Repubblica dove si può ammirare il Monumento a la Revolucion. Scendendo a ancora sud-ovest, attraverso il Paseo de La Riforma, grossa arteria stradale, si arriva alla Zona Rosa, la parte moderna e 'zona bene' di Mexico dove si trovano la maggior parte degli uffici e dei grattacieli. San Angel (chiedere a Corrado se è quel quartiere carino che aveva visto). Nonostante sia una gigantesca metropoli, grazie ai peseros, piccoli autobus che innumerevoli percorrono la città, e all'efficiente metropolitana, spostarsi da un punto all'altro di Mexico non rappresenta assolutamente un problema. A sera cena al ristorante Sanborn (€ 6 a persona - sufficiente) situato dentro la bella Casa de Azulejos. Terzo giorno Mexico City - Teotihuacan - Tula Questa giornata è dedicata alla visita di due importanti siti archeologici nei dintorni di Città del Messico. Dalla stazione nord (Terminal Norte ) si prende un autobus che in circa 50 minuti (€ 3 A/R) porta a Teotihuacan la più grande città del Messico antico. Il sito è da non perdere e percorrendo il lungo (quasi due chilometri) Viale del Morti incontriamo le famose e imponenti Piramide del Sole, terza piramide del mondo, e Piramide della Luna. Da ricordare anche il Templo de Quetzalcoatl, il Palacio del Quetzalpapalotl, il Palacio de los Jaguares. Nel primo pomeriggio, dopo essere tornati a Mexico, sempre dal Terminal Norte un altro autobus ci conduce, in circa un'ora e 20 minuti (€ 5 A/R), a Tula, la capitale dell'antica civiltà tolteca. Al ritorno interessante visita alla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe luogo di pellegrinaggio e di preghiera dove si raccolgono ogni giorno migliaia di fedeli per venerare l'immagine della Vergine. Si possono vedere molti di essi percorrere in ginocchio l'ultimo tratto che conduce alla Basilica. Quarto giorno Oxaca Alla mattina partenza in autobus di linea per Oaxaca (5,5 h € 17). All'arrivo sistemazione all'Hotel Principal (€ 22 circa per la doppia - buono) e poi con autobus locale (€ 7.5) ci dirigiamo a Monte Alban (20 m. circa di tragitto) l'antica capitale Zapoteca. Il sito, posto su un'altura che domina le valli sottostanti, è costituito da un'enorme piazza contornata da numerosi edifici e piramidi, ed è di sicuro fascino ed interesse. Al ritorno esplorazione della città che è veramente una città messicana caratteristica con le case basse e coloratissime ed uno zocalo che alla sera si riempie di gente seduta ai tavoli dei bar e ristoranti ad ascoltare le tante orchestrine mariachi. Cena al ristorante El Meson (€ 4; buono). Quinto giorno Oxaca - Tuxtla Gutierrez Mattina ancora dedicata alla visita di Oaxaca e poi nel pomeriggio in aereo (1h circa € 95) ci spostiamo a Tuxtla Gutierrez che prendiamo come base per l'escursione al Canyon del Sumindero. La città è moderna e non offre nulla di particolarmente interessante. Alloggio presso Hotel Esponda (€ 15 la doppia - pessimo) e cena in uno delle churrascherie sotto i portici della piazza principale (€ 5 - buono). Sesto giorno Chiapa de Corzo - Palenque La mattina in autobus (0,5h € 1) ci si dirige verso Chiapa de Corzo il piccolo paese da dove, con delle lance a motore, si percorre l'imponente e suggestivo Canyon del Sumindero lungo circa 35 chilometri con pareti di roccia alte fino a 1200 metri. Il tragitto di andata e ritorno dura due ore e costa circa € 6. Al termine del tour si fa ritorno a Tuxtla Gutierrez da dove con autobus di linea ci si trasferisce a Palenque (6,5 h € 8.5) nel Chiapas dove si arriva a sera inoltrata. Alloggio presso l'Hotel Palenque (€ 19 - appena sufficiente). Settimo giorno Cascate di Agua Azul Giornata dedicata visitando le cascate di Misol-ha e Agua Azul. Le prime si trovano a circa 20 km. da Palenque e non sono di particolare interesse mentre le seconde sono a circa 50 km. Agua Azul è certamente più interessante, vi sono numerose cascate di acqua color turchese che si tuffano una dentro l'altra. Inoltre il posto è frequentato dagli stessi messicani per trascorrervi dei pic-nic. Ci si può fare anche il bagno facendo attenzione alla corrente. Numerosi mini bus da Palenque effettuano entrambe le soste. Si può poi trascorrere il resto della giornata facendo magari un primo giro al sito archeologico di Palenque. Cena al ristorante Mundo Maya (€ 6 - buono). Ottavo giorno Palenque - San Cristobal de las Casas La mattina viene dedicata completamente alla visita del magnifico sito archeologico di Palenque (entrata € 7.5 circa, gratis la domenica-apertura 08.00-17.00 ). Sono solo una minoranza le costruzioni riportate alla luce dagli scavi rispetto a quelle esistenti all'epoca di maggior splendore di Palenque, le altre infatti sono state inghiotti dalla vegetazione fittissima. Tra gli edifici più importanti ricordiamo il grande Tempio delle Iscrizioni con i suoi 69 gradini e la misteriosa tomba del re Pakal all'interno, il Palazzo, il Tempio del Giaguaro, il gruppo della Croce. Salite sulla cima dei vari templi e godetevi la vista di questi edifici armoniosi ed equilibrati nella loro architettura. In giornata il viaggio prosegue in autobus verso San Cristobal de las Casas (5h € 4.5). Nel pomeriggio giro per la città dall'atmosfera tranquilla e coloniale con case basse e coloratissime. Alloggio presso l'Hotel D'Monica (€ 22 doppia - buono), cena e musica alla Posada Maragarita (€ 9 - ottimo). Nono giorno San Juan Chamula e Zincatan Mezza giornata dedicata all'escursione nei villaggi indios circostanti San Cristobal in particolare San Juan Chamula e Zinacantan. Per la suddetta visita si può contattare l'ufficio del turismo sulla piazza principale oppure contattare la signora Mercedes che ogni mattina, sempre sulla piazza, organizza piccoli gruppi. La signora Mercedes è una guida molto particolare, riconoscibile per il suo coloratissimo ombrello ed essendo indigena vi racconterà molte storie interessanti sul Messico e gli indios. Troverete particolarmente interessante la visita alla chiesa di San Juan Chamula dove si svolgono rituali che sono un misto di antiche credenze maya e rituali |