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www.spettacolinews.it 03/02/2010 Notte degli Oscar Nove candidature per Avatar di Carmen Guadalaxara Video Foto Scontro in famiglia agli Oscar: la battaglia tra il gigante "Avatar" e il thriller di guerra "The Hurt Locker", che hanno ricevuto entrambi nove candidature oggi dalla Academy, sarà anche una battaglia coniugale perché i due registi, James Cameron e Kathryn Bigelow, sono stati sposati in passato anche se poi si sono lasciati. I due ex-coniugi hanno duellato per tutta la stagione con i premi per il miglior regista e per il miglior film, con risultati alterni, ma adesso sul campo di battaglia degli Oscar tutto è pronto per lo scontro finale tra due film che non potrebbero essere più diversi: mentre "Avatar" ha battuto tutti i primati di incasso, superando i due miliardi di dollari, il thriller sui disinnescatori Usa di ordigni in Iraq ha incassato appena 13 milioni di dollari. Dopo la eliminazione fin dalla pre-selezione del film di Giuseppe Tornatore "Baaria" (il candidato ufficiale dell'Italia) le speranze degli italiani sono affidate al direttore della fotografia Mauro Fiore ("Avatar"), allo sceneggiatore Alessandro Camon ("The Messenger"), ai truccatori Aldo Signoretti e Vittorio Sodano ("Il Divo"). La decisione della Academy di estendere a dieci pellicole la rosa dei candidati al miglior film ha ampliato notevolmente la varietà degli aspiranti alla statuetta con la inclusione non solo di film favoriti come "Bastardi senza gloria" di Quentin Tarantino (otto candidature) e "Tra le nuvole" (Up in the Air) con George Clooney (sei candidature) ma anche con l'inserimento del film di fantascienza "District 9" e del cartone animato "Up2" (seconda volta nella storia degli Oscar dopo "La Bella e la Bestia") nonché alcuni dei film favoriti dei critici come "The Blind Side", "An Education", "A Serious Man" e "Precious". La speranza della Academy è di aumentare l'interesse del pubblico e la presenza di stelle per mettere fine al costante declino nel numero dei telespettatori Usa della diretta TV della cerimonia degli Oscar. Per quanto riguarda gli attori in campo maschile il super favorito Jeff Bridges ("Crazy Heart") dovrà vedersela con altri due colleghi che come lui sono alla quinta candidatura: George Clooney ("Up in the Air") e Morgan Freeman ("Jeremy Renner"). Il campo è completato da Colin Firth ("A Single Man") e Jeremy Renner ("The Hurt Locker"). L'oscar per la miglior attrice vede in lizza veterane come Meryl Streep (giunta alla sedicesima candidatura, un record) e attrici come Sandra Bullock (The Blind Side) che è invece alla sua prima nomination. Sono le due favorite. Il quadro è completato da Helen Mirren (The Last Station), Carey Mulligan (An Education) e Gabourey Sidibe (Precious). Il premio per il miglior regista ripropone lo scontro in famiglia tra la Bigelow (quarta donna a vincere la candidatura dopo Lina Wertmuller, Jane Campion e Sofia Coppola) e Cameron (che ha già vinto la statuetta in questa categoria nel 1997 con Titanic). Gli altri tre registi in lizza sono Quentin Tarantino, l'afro-americano Lee Daniels e Jason Reitman. Nella assegnazione degli Oscar per gli attori non protagonisti in campo maschile il grande favorito è Christoph Waltz (il loquace nazista di "Inglorious Basterds") che dovrà vedersela con Matt Damon, Woody Harrelson, Christopher Plummer e Stanley Tucci. In campo femminile hanno sorpreso le scelte di Penelope Cruz (per "Nine") e Maggie Gyllenhaal (Crazy Heart). La favorita appare essere Vera Farmiga (Tra le nuvole). Il campo è completato da Anna Kendrick e MòNique. La cerimonia degli Oscar è in programma il sette marzo a Los Angeles. I maestri delle cerimonie saranno gli attori Steve Martin e Alec Baldwin. L'ultimo grande successo di audience della diretta TV risale a dodici anni fa quando l'acclamato "Titanic" di Cameron aveva trionfato vincendo undici statuette. La Academy spera, grazie ad "Avatar", di riportare un pò di magia alla notte più lunga di Hollywood. |
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| PROGRAMMA Martedì 25 novembre ore 18 Cinema Fratelli Marx (corso Belgio 53, ore 18,30) LOVE ME OR LEAVE ME (USA1955, col., 122') Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Charles Vidor; canzoni di Walter Donaldson, Gus Kahn, James V. Monaco, Richard Rodgers, Lorenz Hart, Irving Berlin, Sammy Cahn; con Doris Day, James Cagney, Cameron Mitchell, Robert Keith. Una delle migliori "bio-pics" musicali nella storia di Hollywood, Love Me or Leave Me racconta con asciutta intensità il tormentoso rapporto tra la popolare cantante prebellica Ruth Etting e il suo mentore e amante Martin Snyder, uomo del racket, interpretati da una splendida Doris Day (nel suo più convincente ruolo drammatico) e da un incisivo e pugnace James Cagney, capaci di dare profondità di emozioni ai rispettivi personaggi e di metterne in evidenza i chiaroscuri caratteriali. La bionda cantante dell'Ohio dà la sua impronta a memorabili canzoni degli Anni Ruggenti, come "Shakin' the Blues Away" di Irving Berlin, elegantemente coreografato da Alex Romero, e lo struggente brano del titolo, firmato da Gus Kahn e Walter Donaldson. Per scaricare le immagini ad alta definizione del Festival http://picasaweb.google.com/bluesalfemminile/BluesAlFemminile2008 Per informazioni: Associazione Culturale Centro Jazz Torino Via Pomba 4, 10123 Torino tel. 011/884477 fax 011/8126644 Anche quest'anno la rassegna Blues al Femminile annovera nel suo ricco cartellone di concerti dal vivo – ben trentacinque in tutte le province del Piemonte – un ciclo cinematografico curato da Luciano Federighi e intitolato "Hollywood & Broadway Blues: il musical al femminile". Tutti i martedì, dal 21 ottobre al 9 dicembre 2008, il cinema Fratelli Marx (corso Belgio 53, ingressi a 3 e 5 euro) ospiterà alcune pellicole entrate nella storia della cinematografia internazionale. "Hollywood & Broadway Blues: il musical al femminile" è il titolo di questa originale rassegna curata da Luciano Federighi e dedicata ai grandi musical americani – da "Love me or leave me" di Charles Vidor a "The girl can't help it" di Frank Tashlin, da "Pete Kelly's blues" di Jack e Harry Webb a "Words and music" di Norman Taurog - accomunati dalla presenza di leggendarie voci femminili blues e jazz, come Ella Fitzgerald, Judy Garland, Julie London e Peggy Lee. "Hollywood & Broadway Blues: il musical al femminile" a cura di Luciano Federighi Nello stesso anno, il 1927, in cui il teatro musicale di Broadway raggiungeva la propria maturità con il glorioso Show Boat di Jerome Kern e Oscar Hammerstein II, Hollywood inaugurava con The Jazz Singer, primo film ancora parzialmente sonoro e veicolo per il canto magnetico e febbrile di Al Jolson, quella che sarebbe diventata una tradizione altrettanto formidabile tra gli studios Warner, Paramount e Metro Goldwyn Mayer: una tradizione esaltata dai talenti compositivi di tanti degli stessi songwriters di Broadway (Kern, i fratelli Gershwin, Rodgers e Hart, e molti altri, trovarono uno spazio rilevante nella Hollywood degli anni Trenta) e dall'originalità e dal carisma di cantanti, ballerini e attori come Bing Crosby, Judy Garland, Fred Astaire, Frank Sinatra, Gene Kelly, Eleanor Powell o Donald O'Connor. La rassegna illustra alcuni aspetti del musical hollywoodiano nell'arco dei suoi tre decenni più dinamici e vitali, alternando originals cinematografici che si richiamano con humor alla classica "rivista" di Broadway (Broadway Melodies of 1938) e schiette traduzioni filmiche di commedie musicali broadwaiane (Bells Are Ringing), film drammatici dal denso contenuto musicale (Pete Kelly's Blues), sontuose biografie musicali (Words and Music) e più umili e snelle commedie animate da canzoni (Ride 'Em Cowboy). Il filo conduttore si trova naturalmente nella presenza di grandi personalità femminili, e nel loro richiamo seppur talora marginale all'estetica jazz e blues, e parallelamente nel contenuto jazzistico del repertorio: negli otto film, tutti, per motivi diversi, rimarchevoli, che compongono la rassegna, e nei programmi "di varietà" che li accompagnano, si apprezzano voci (e volti) di grandissimo fascino, da Ella Fitzgerald e Judy Garland (entrambe colte nelle varie fasi delle loro luminose carriere) dalla giovane Abbey Lincoln all'anziana Sophie Tucker, da Doris Day a Peggy Lee (l'una e l'altra in performances drammatiche di raro spessore), da Julie London, con la sua pura sensualità canora, a Judy Holliday, miracolo di fusione tra sottile comicità e struggente grazia interpretativa. Blues al Femminile è organizzata con il contributo di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo nell'ambito del bando "Arti Sceniche In Compagnia" Edizione 2008, Città di Torino in collaborazione con numerose Amministrazioni ed Associazioni Musicali Piemontesi. Per informazioni: Associazione Culturale Centro Jazz Torino Via Pomba 4, 10123 Torino tel. 011/884477 fax 011/8126644 www.centrojazztorino.i |
| “Hollywood & Broadway Blues: il musical
al femminile” Rassegna cinematografica a cura di Luciano Federighi organizzata dal Centro Jazz Torino in collaborazione con il Cinema Fratelli Marx per il ciclo BLUES AL FEMMINILE -18^ EDIZIONE Torino, 1° agosto 2008 COMUNICATO STAMPA Anche quest’anno la rassegna Blues al Femminile annovera nel suo ricco cartellone di concerti dal vivo – ben trentacinque in tutte le province del Piemonte – un ciclo cinematografico curato da Luciano Federighi e intitolato “Hollywood & Broadway Blues: il musical al femminile”. Tutti i martedì, dal 21 ottobre al 9 dicembre 2008, il cinema Fratelli Marx (corso Belgio 53) ospiterà alcune pellicole entrate nella storia della cinematografia internazionale. “Hollywood & Broadway Blues: il musical al femminile” è il titolo di questa originale rassegna curata da Luciano Federighi e dedicata ai grandi musical americani – da “Love me or leave me” di Charles Vidor a “The girl can’t help it” di Frank Tashlin, da “Pete Kelly’s blues” di Jack e Harry Webb a “Words and music” di Norman Taurog - accomunati dalla presenza di leggendarie voci femminili blues e jazz, come Ella Fitzgerald, Judy Garland, Julie London e Peggy Lee. “Hollywood & Broadway Blues: il musical al femminile” a cura di Luciano Federighi Nello stesso anno, il 1927, in cui il teatro musicale di Broadway raggiungeva la propria maturità con il glorioso Show Boat di Jerome Kern e Oscar Hammerstein II, Hollywood inaugurava con The Jazz Singer, primo film ancora parzialmente sonoro e veicolo per il canto magnetico e febbrile di Al Jolson, quella che sarebbe diventata una tradizione altrettanto formidabile tra gli studios Warner, Paramount e Metro Goldwyn Mayer: una tradizione esaltata dai talenti compositivi di tanti degli stessi songwriters di Broadway (Kern, i fratelli Gershwin, Rodgers e Hart, e molti altri, trovarono uno spazio rilevante nella Hollywood degli anni Trenta) e dall’originalità e dal carisma di cantanti, ballerini e attori come Bing Crosby, Judy Garland, Fred Astaire, Frank Sinatra, Gene Kelly, Eleanor Powell o Donald O’Connor. La rassegna illustra alcuni aspetti del musical hollywoodiano nell’arco dei suoi tre decenni più dinamici e vitali, alternando originals cinematografici che si richiamano con humor alla classica “rivista” di Broadway (Broadway Melodies of 1938) e schiette traduzioni filmiche di commedie musicali broadwaiane (Bells Are Ringing), film drammatici dal denso contenuto musicale (Pete Kelly’s Blues), sontuose biografie musicali (Words and Music) e più umili e snelle commedie animate da canzoni (Ride ‘Em Cowboy). Il filo conduttore si trova naturalmente nella presenza di grandi personalità femminili, e nel loro richiamo seppur talora marginale all’estetica jazz e blues, e parallelamente nel contenuto jazzistico del repertorio: negli otto film, tutti, per motivi diversi, rimarchevoli, che compongono la rassegna, e nei programmi “di varietà” che li accompagnano, si apprezzano voci (e volti) di grandissimo fascino, da Ella Fitzgerald e Judy Garland (entrambe colte nelle varie fasi delle loro luminose carriere) dalla giovane Abbey Lincoln all’anziana Sophie Tucker, da Doris Day a Peggy Lee (l’una e l’altra in performances drammatiche di raro spessore), da Julie London, con la sua pura sensualità canora, a Judy Holliday, miracolo di fusione tra sottile comicità e struggente grazia interpretativa. Blues al Femminile è organizzata con il contributo di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Arti Sceniche In Compagnia” Edizione 2008, Città di Torino in collaborazione con numerose Amministrazioni ed Associazioni Musicali Piemontesi. Per informazioni: Associazione Culturale Centro Jazz Torino Via Pomba 4, 10123 Torino tel. 011/884477 fax 011/8126644 www.centrojazztorino.it PROGRAMMA Martedì 21 ottobre ore 18 THE GIRL CAN’T HELP IT (USA 1956, col., 99’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Frank Tashlin; canzoni di Bobby Troup, Arthur Hamilton, Buck Ram, Dave Bartholomew; con Tom Ewell, Jayne Mansfield, Edmond O’Brien, Julie London, Fats Domino, Abbey Lincoln, Ray Anthony, Little Richard, Juanita Moore, Henry Jones, The Platters. “The Julie London Show” (USA 1964, b&n, 45’) con Julie London, Bobby Troup. Martedì 28 ottobre ore 18 BROADWAY MELODIES OF 1938 (USA 1937, b&n, 110’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Roy Del Ruth; canzoni di Nacio Herb Brown e Arthur Freed; con Eleanor Powell, Robert Taylor, Sophie Tucker, Judy Garland, Buddy Ebsen, Robert Benchley, George Murphy. “The Old Mill Pond” (USA 1936, col., 7’). Cartone animato diretto da Hugh Harman, parodia di Cab Calloway, Fats Waller, Ethel Waters. Martedì 4 novembre ore 18 BIRTH OF THE BLUES (USA 1941, b&n, 87’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Victor Schertzinger; canzoni di W.C. Handy, Johnny Mercer, Harry Von Tilzer; con Bing Crosby, Mary Martin, Brian Donlevy, Eddie “Rochester” Anderson, Jack Teagarden. “The Judy Garland Show” (USA 1963-1964, b&n, 30’). Duetti tra Judy Garland e Tony Bennett, Diahann Carroll, Mel Tormè, Peggy Lee, Jack Jones, Ethel Merman, Count Basie. Martedì 11 novembre ore 18 WORDS AND MUSIC (USA 1948, col., 121’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Norman Taurog; canzoni di Richard Rodgers e Lorenz Hart; con Mickey Rooney, Tom Drake, Judy Garland, Lena Horne, Gene Kelly, Betty Garrett, Perry Como, Mel Tormé. Martedì 18 novembre ore 18 RIDE ‘EM COWBOY (USA 1942, b&n, 82’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Arthur Lubin; canzoni di Don Raye e Gene De Paul; con Abbott & Costello, Dick Foran, Ella Fitzgerald, The Merry Macs. “The Dean Martin Variety Show” (USA 1967-1973, col., 30’). Duetti tra Dean Martin e Ella Fitzgerald, Rosemary Clooney, Gladys Knight, Lena Horne. Martedì 25 novembre ore 18 LOVE ME OR LEAVE ME (USA1955, col., 122’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Charles Vidor; canzoni di Walter Donaldson, Gus Kahn, James V. Monaco, Richard Rodgers, Lorenz Hart, Irving Berlin, Sammy Cahn; con Doris Day, James Cagney, Cameron Mitchell, Robert Keith. Martedì 2 dicembre ore 18 PETE KELLY’S BLUES (USA 1955, col., 95’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Jack e Harry Webb; canzoni di Arthur Hamilton, Maceo Pinkard, Walter Donaldson, Milton Ager; con Jack Webb, Peggy Lee, Ella Fitzgerald, Janet Leigh, Edmond O’Brien, Lee Marvin, Herb Ellis, Joe Venuti. “Saturday Night Live” (USA 1975-76, col., 30’). Con Betty Carter, Esther Phillips, Phoebe Snow, Martha Reeves. Martedì 9 dicembre ore 18 BELLS ARE RINGING (USA,1960, col., 126’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Vincente Minnelli; sceneggiatura e canzoni di Betty Comden, Adolph Green e Jule Styne; con Judy Holliday, Dean Martin, Fred Clark, Eddie Foy Jr, Jean Stapleton. BLUES AL FEMMINILE - 18^ EDIZIONE Martedì 21 ottobre ore 18 THE GIRL CAN’T HELP IT (USA 1956, col., 99’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Frank Tashlin; canzoni di Bobby Troup, Arthur Hamilton, Buck Ram, Dave Bartholomew; con Tom Ewell, Jayne Mansfield, Edmond O’Brien, Julie London, Fats Domino, Abbey Lincoln, Ray Anthony, Little Richard, Juanita Moore, Henry Jones, The Platters. Il più brillante e creativo dei musical dell’era del rock’n’roll porta la firma di Frank Tashlin, ex-cartoonista, sceneggiatore per i grandi comici Bob Hope e Red Skelton, e autore di film spesso caratterizzati da uno humor bizzarro e surreale. Già apprezzato a fianco di Judy Holliday e di Marilyn Monroe in altre classiche commedie hollywoodiane (La costola di Adamo e Quando la moglie è in vacanza), Tom Ewell ha qui la parte di un agente del mondo dello spettacolo incaricato dal gangster Edmond O’Brien di trasformare la sua “pupa” senza talento, l’esplosiva bionda Jayne Mansfield, in una cantante di successo: nel frattempo viene ossessionato dall’immagine e dalla voce sensuale di Julie London che canta “Cry Me a River”. Nella formidabile passerella di artisti R&B e rock’n’roll, dai Treniers a Little Richard, si apprezza anche la giovane Abbey Lincoln nel gospelizzante “Spread the Word” “The Julie London Show” (USA 1964, col., 45’) con Julie London, Bobby Troup. La più seducente (ed elegantemente bluesy) tra le interpreti bianche del dopoguerra, Julie London è affiancata dal quintetto del marito Bobby Troup, pianista, cantante e compositore, in questo spettacolo televisivo di metà anni Sessanta: nel repertorio standard come “My Baby Cares for Me”, “Tenderly” e “Fly Me to the Moon” Martedì 28 ottobre ore 18 BROADWAY MELODIES OF 1938 (USA 1937, b&n, 110’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Roy Del Ruth; canzoni di Nacio Herb Brown e Arthur Freed; con Eleanor Powell, Robert Taylor, Sophie Tucker, Judy Garland, Buddy Ebsen, Robert Benchley, George Murphy. Il terzo film delle “Broadway Melodies” – una serie ambientata con amabile disinvoltura narrativa nel mondo del teatro musicale newyorkese, sulla scia delle celebri pellicole coreografate con visionaria immaginazione da Busby Berkeley – confermava lo charme e la grazia di Eleanor Powell, tap dancer di formidabile vitalità ritmica. Animato da attori comici e fantasisti straordinari, come Robert Benchley e Buddy Ebsen e lo specialista degli starnuti, Robert Wildhack, il film segnava l’esordio cinematografico di Judy Garland, appena quindicenne ma già interprete di rara intensità emotiva nella venerabile ballad jolsoniana “You Made Me Love You”, cantata con devozione alla fotografia di Clark Gable, e recuperava una grande veterana di Broadway e del vaudeville, la verace red hot mama Sophie Tucker, che rivisita con ardore e trasporto il suo classico “Some of These Days”. “The Old Mill Pond” (USA 1936, col., 7’). Cartone animato diretto da Hugh Harman, parodia di Cab Calloway, Fats Waller, Ethel Waters. Classico cartoon Warner nel quale solisti e orchestre del jazz sono dipinti come creature di uno stagno: con uno spirito parodistico che si riflette nelle imitazioni delle loro voci e del loro sound strumentale. Martedì 4 novembre ore 18 BIRTH OF THE BLUES (USA 1941, b&n, 87’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Victor Schertzinger; canzoni di W.C. Handy, Johnny Mercer, Harry Von Tilzer; con Bing Crosby, Mary Martin, Brian Donlevy, Eddie “Rochester” Anderson, Jack Teagarden. Classico musical Paramount che rende omaggio alle radici del jazz, con Bing Crosby nei panni di un clarinettista che nella New Orleans degli anni Dieci cerca di assorbire lo spirito della musica afroamericana. Diretto da Victor Schertzinger, abile compositore oltre che regista (tra le sue composizioni c’era la celebre “Tangerine”, con parole di Johnny Mercer), il film affascina per la varietà e ricchezza del repertorio affidato al sempre espressivo baritono di Bing, ai suoi partner in Dixieland e all’incantevole Mary Martin, grande stella di Broadway – un repertorio che oltre che al jazz e al blues fa riferimento alle canzoni del vaudeville e di Tin Pan Alley. Tra i molti episodi, Bing e Mary duettano godibilmente sul venerabile “Wait Till the Sun Shines, Nellie”; a loro si unisce Jack Teagarden per il brioso racconto a tre voci di “The Waiter, the Porter and the Upstairs Maid”, firmato da Johnny Mercer; e Crosby intona un toccante, ombroso “St. Louis Blues”, subito ripreso dal soprano Ruby Elzy con una corale nera. “The Judy Garland Show” (USA 1963-1964, b&n, 30’). Duetti tra Judy Garland e Tony Bennett, Diahann Carroll, Mel Tormè, Peggy Lee, Jack Jones, Ethel Merman, Count Basie. Il magnetismo, l’intensità drammatica e lo humor della quarantenne Judy Garland a confronto con ospiti prestigiosi. Memorabile è l’incontro con il Count Basie organista su “Memories of You”, esilarante e virtuosistico il duetto con Mel Tormé (che era anche direttore musicale dello show) su “The Trolley Song”. Martedì 11 novembre ore 18 WORDS AND MUSIC (USA 1948, col., 121’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Norman Taurog; canzoni di Richard Rodgers e Lorenz Hart; con Mickey Rooney, Tom Drake, Judy Garland, Lena Horne, Gene Kelly, Betty Garrett, Perry Como, Mel Tormé. Uno dei più fortunati sottogeneri del musical hollywoodiano dei secondi anni Quaranta e primi Cinquanta è stata la biografia dei grandi songwriters di Broadway. Molti di questi “bio-pics” erano caratterizzati da una fantasiosa ricostruzione biografica accompagnata ad una fastosa e spesso creativa ed eccitante messa in scena delle canzoni. Esemplare è Words and Music, un musical Warner che rivisita la carriera di Richard Rodgers (interpretato da Tom Drake) e di Larry Hart (un Mickey Rooney istrionico quanto brillante) senza troppo curarsi di cronologia e verosimiglianza caratteriale: ma che illustra il magistrale songbook dei due newyorkesi, la loro fine alternanza di romanticismo, arguzia e immaginazione, attraverso “numeri” e interpretazioni di grande classe . Nella memoria rimangono almeno l’ironico e frizzante duetto tra Mickey Rooney e Judy Garland in “I Wish I Were in Love Again” e le elettrizzanti letture di “The Lady Is a Tramp” e “Where or When” da parte di una splendida Lena Horne, oltre all’elegante “Blue Moon” di Mel Tormé e al drammatico balletto di Gene Kelly e Vera-Ellen su “Slaughter on Tenth Avenue”. Martedì 18 novembre ore 18 RIDE ‘EM COWBOY (USA 1942, b&n, 82’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Arthur Lubin; canzoni di Don Raye e Gene De Paul; con Abbott & Costello, Dick Foran, Ella Fitzgerald, The Merry Macs. Uno dei grandi standard della canzone americana, “I’ll Remember April” di Don Raye e Gene De Paul, venne suggestivamente battezzato da un coro e dal setoso baritono Dick Foran in una gloriosa scena notturna di questo piccolo ed eccentrico musical western. Illuminato dal canto swing dell’eccellente quartetto vocale dei Merry Macs e da quello della giovane e già impagabile Ella Fitzgerald, nel dinamico e danzante “Rockin’ Around the Square” e nel suo hit “A-Tisket, A-Tasket”, il film è un tipico, disinvolto canovaccio per la ruspante comicità di Bud Abbott e Lou Costello, noti in Italia come “Gianni e Pinotto”. “The Dean Martin Variety Show” (USA 1967-1973, col., 30’). Duetti tra Dean Martin e Ella Fitzgerald, Rosemary Clooney, Gladys Knight, Lena Horne . Il crooner abruzzese dell’Ohio, brillante padrone di casa in uno degli spettacoli di varietà più popolari dell’era johnsoniana e nixoniana, si incontra con alcune delle grandi signore della canzone americana, in duetti memorabili per swing, humor e palpabile gusto dell’improvvisazione. Esilarante è l’episodio che lo vede unirsi alle routine danzanti dei Pips, il trio vocale che accompagna la soul queen Gladys Knight. Martedì 25 novembre ore 18 LOVE ME OR LEAVE ME (USA1955, col., 122’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Charles Vidor; canzoni di Walter Donaldson, Gus Kahn, James V. Monaco, Richard Rodgers, Lorenz Hart, Irving Berlin, Sammy Cahn; con Doris Day, James Cagney, Cameron Mitchell, Robert Keith. Una delle migliori “bio-pics” musicali nella storia di Hollywood, Love Me or Leave Me racconta con asciutta intensità il tormentoso rapporto tra la popolare cantante prebellica Ruth Etting e il suo mentore e amante Martin Snyder, uomo del racket, interpretati da una splendida Doris Day (nel suo più convincente ruolo drammatico) e da un incisivo e pugnace James Cagney, capaci di dare profondità di emozioni ai rispettivi personaggi e di metterne in evidenza i chiaroscuri caratteriali. La bionda cantante dell’Ohio dà la sua impronta a memorabili canzoni degli Anni Ruggenti, come “Shakin’ the Blues Away” di Irving Berlin, elegantemente coreografato da Alex Romero, e lo struggente brano del titolo, firmato da Gus Kahn e Walter Donaldson. Martedì 2 dicembre ore 18 PETE KELLY’S BLUES (USA 1955, col., 95’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Jack e Harry Webb; canzoni di Arthur Hamilton, Maceo Pinkard, Walter Donaldson, Milton Ager; con Jack Webb, Peggy Lee, Ella Fitzgerald, Janet Leigh, Edmond O’Brien, Lee Marvin, Herb Ellis, Joe Venuti. Ideatore e protagonista di Dragnet, la serie poliziesca che a inizio anni Cinquanta portò realismo e asciuttezza narrativa sul piccolo schermo, Jack Webb fa rivivere la Kansas City dell’era del proibizionismo (e della dubbia macchina politica di Ted Pendergast) in un film che racconta le vicende di un gruppo di jazzmen a confronto con l’organizzazione criminale della città. Brillantemente fotografato e immaginifico nei dialoghi, Pete Kelly’s Blues si avvale della presenza di due grandi signore del jazz vocale: Peggy Lee, che nel ruolo della tormentata donna del gangster offre una performance drammatica che le valse una nomina all’Oscar, e Ella Fitzgerald, che nella parte della maitresse di un bordello impone il suo swing e la sua incantevole eleganza timbrica in un memorabile “Hard Hearted Hannah”. “Saturday Night Live” (USA 1975-76, col., 30’). Con Betty Carter, Esther Phillips, Phoebe Snow, Martha Reeves. Splendide performances di grandi interpreti jazz e soul colte nel momento della piena maturità espressiva: dal vivo nel corso della prima stagione di una delle trasmissioni culto della televisione americana, giocata sull’equilibrio tra comicità trasgressiva (quella di Chevy Chase, John Belushi o Richard Pryor) e musica di qualità. Martedì 9 dicembre ore 18 BELLS ARE RINGING (USA,1960, col., 126’) Lingua inglese, sottotitoli in inglese. Diretto da Vincente Minnelli; sceneggiatura e canzoni di Betty Comden, Adolph Green e Jule Styne; con Judy Holliday, Dean Martin, Fred Clark, Eddie Foy Jr, Jean Stapleton. Pregevole “traduzione” da Broadway a Hollywood di una spiritosa commedia musicale dei parolieri e librettisti Betty Comden e Adolph Green (già autori di classici come On the Town e Singin’ in the Rain) e del melodista Jule Styne, Bells Are Ringing (noto in Italia con il titolo furbetto di Susanna agenzia squillo) racconta le vicende gustosamente intrecciate della timida impiegata di un’agenzia di segreteria telefonica e dei suoi eccentrici o dubbi clienti. Impareggiabile nella scena del ristorante in cui continua goffamente a scontrarsi con il suo blind date Gerry Mulligan (il grande sassofonista, allora suo compagno anche nella realtà), la comedienne Judy Holliday è una protagonista esemplare: anche a livello canoro, con la sua vocalità friabile e stranamente toccante, apprezzabile nell’eccellente “The Party Is Over”. L’altro grande standard che emerge dal film, cantato con relax e gentile swing da Dean Martin, è “Just in Time”. Per scaricare le immagini ad alta definizione del Festival http://picasaweb.google.com/bluesalfemminile/BluesAlFemminile2008 |
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| Hollywood Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Grauman's Chinese Theater Grauman's Chinese Theater Werner Ruckelshausen Yes, there really is a city known as Hollywood. Though technically not a self-supporting city of its own (residents have 'Los Angeles' addresses), it is definitely set apart from the rest of Los Angeles by its unique sights and sounds. It’s about 3 miles south of Universal City. As you exit the freeway, the Hollywood Bowl is hidden in the hills to your right and a few blocks away is the famous CAPITOL RECORDS round building (that resembles a stack of records) that we know. At that point you are at the famous HOLLYWOOD & VINE. A few blocks to the west is the (Graumann’s) Mann’s Chinese Theater and the Hollywood WALK OF FAME. The new Hollywood and Highland Center is home to a Virgin Megastore and many other shops in addition to the now-famous KODAK THEATER where the Academy Awards are now permanently. "The JIMMY KIMMEL SHOW" also tapes across the street. While they have fixed up the neighborhood a bit and the streets with the theaters are packed day and night – the other streets are still a bit shady at night so the tourist stuff is best done by day. A couple blocks south is HOLLYWOOD HIGH SCHOOL. Going south to Melrose Avenue, if you turn left, you will soon hit PARAMOUNT. The gates are instantly recognizable but no tours. There are also many other TV studios in the area but from the outside, they pretty much just look like office buildings. If you turn right on Melrose and then turn left on Fairfax, you can see CBS TELEVISION CENTER (more TV show tapings). Down the street from Paramount Studios, there is the HOLLYWOOD CEMETERY, where the Cinespia film society holds outdoor movie screenings during the summer. While admission is free, visitors are asked for a $10 donation upon entering. Here, you can spend an evening on one of the large lawns and watch a cult classic film projected upon a massive wall. It has grown in popularity in recent years, so show up well before the showtime to secure a seat, and make sure to bring a picnic dinner or a bottle of wine to complement the experience. If you don't catch a glimpse of a real-life celebrity at an L.A. hangout, stare as long as you want at the still-life stand-ins at the Hollywood Wax Museum. The vintage ads and glamour photos at the Max Factor Museum of Beauty show you the magic and sizzle that make the stars shimmer. Or, feel the excitement of movie-making on a tour of Paramount Studios in Hollywood. The Hollywood Hills also are home to the world's largest outdoor amphitheater, the Hollywood Bowl, which features outdoor concerts all summer long. Of course, you can always go tourist, buy a map to the stars on a street corner and cruise past the driveways of the rich and famous. The independent city of West Hollywood is one of the first upscale gay communities, it is not really so defined now. People of all persuasion call it home – but only if you’re wealthy and stylish :- ) The famous Sunset Strip is in the area. It is not surprisingly full of great restaurants and star watching ( The original Wolfgang Puck’s Spago restaurant was located there) . South of West Hollywood is the segment of Melrose Avenue made famous. It really just runs from about La Brea to Fairfax – full of one-of-a-kind-shopping, it is less unique than it once was but still fun to check out. A few blocks south of Melrose, at the corner of Fairfax and 3rd, there is the Farmer’s Market (Next to CBS TV Center noted above) along with L.A.’s latest upscale mall – the Grove. A few blocks south is the LaBrea Tar Pits and the LA County Museum. Forget the fancy restaurants – stop by Roscoe’s Chicken & Waffle House! (not really on Melrose but in the area). There are also more 3-star/4-star restaurants in the area (not on Melrose itself) so pick up a ZAGAT guide to see what fits your bill. Again, everything from a $3 lunch to $300 lunch is in the area. If cheaper is better for you, Pink's hot dogs on the corner of La Brea and Melrose will provide you with a tasty piece of Los Angeles history. Established in 1939 as a family-owned hot dog stand, Pink's has emerged to become one of LA's unique landmarks and its most famous purveyor of specialty hot dogs. The line is long, but it moves quickly and it's open late, so be sure to try a Martha Stewart Dog or a Today Show Dog. ______Hollywood Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Grauman's Chinese Theater Grauman's Chinese Theater Werner Ruckelshausen Yes, there really is a city known as Hollywood. Though technically not a self-supporting city of its own (residents have 'Los Angeles' addresses), it is definitely set apart from the rest of Los Angeles by its unique sights and sounds. It’s about 3 miles south of Universal City. As you exit the freeway, the Hollywood Bowl is hidden in the hills to your right and a few blocks away is the famous CAPITOL RECORDS round building (that resembles a stack of records) that we know. At that point you are at the famous HOLLYWOOD & VINE. A few blocks to the west is the (Graumann’s) Mann’s Chinese Theater and the Hollywood WALK OF FAME. The new Hollywood and Highland Center is home to a Virgin Megastore and many other shops in addition to the now-famous KODAK THEATER where the Academy Awards are now permanently. "The JIMMY KIMMEL SHOW" also tapes across the street. While they have fixed up the neighborhood a bit and the streets with the theaters are packed day and night – the other streets are still a bit shady at night so the tourist stuff is best done by day. A couple blocks south is HOLLYWOOD HIGH SCHOOL. Going south to Melrose Avenue, if you turn left, you will soon hit PARAMOUNT. The gates are instantly recognizable but no tours. There are also many other TV studios in the area but from the outside, they pretty much just look like office buildings. If you turn right on Melrose and then turn left on Fairfax, you can see CBS TELEVISION CENTER (more TV show tapings). Down the street from Paramount Studios, there is the HOLLYWOOD CEMETERY, where the Cinespia film society holds outdoor movie screenings during the summer. While admission is free, visitors are asked for a $10 donation upon entering. Here, you can spend an evening on one of the large lawns and watch a cult classic film projected upon a massive wall. It has grown in popularity in recent years, so show up well before the showtime to secure a seat, and make sure to bring a picnic dinner or a bottle of wine to complement the experience. If you don't catch a glimpse of a real-life celebrity at an L.A. hangout, stare as long as you want at the still-life stand-ins at the Hollywood Wax Museum. The vintage ads and glamour photos at the Max Factor Museum of Beauty show you the magic and sizzle that make the stars shimmer. Or, feel the excitement of movie-making on a tour of Paramount Studios in Hollywood. The Hollywood Hills also are home to the world's largest outdoor amphitheater, the Hollywood Bowl, which features outdoor concerts all summer long. Of course, you can always go tourist, buy a map to the stars on a street corner and cruise past the driveways of the rich and famous. The independent city of West Hollywood is one of the first upscale gay communities, it is not really so defined now. People of all persuasion call it home – but only if you’re wealthy and stylish :- ) The famous Sunset Strip is in the area. It is not surprisingly full of great restaurants and star watching ( The original Wolfgang Puck’s Spago restaurant was located there) . South of West Hollywood is the segment of Melrose Avenue made famous. It really just runs from about La Brea to Fairfax – full of one-of-a-kind-shopping, it is less unique than it once was but still fun to check out. A few blocks south of Melrose, at the corner of Fairfax and 3rd, there is the Farmer’s Market (Next to CBS TV Center noted above) along with L.A.’s latest upscale mall – the Grove. A few blocks south is the LaBrea Tar Pits and the LA County Museum. Forget the fancy restaurants – stop by Roscoe’s Chicken & Waffle House! (not really on Melrose but in the area). There are also more 3-star/4-star restaurants in the area (not on Melrose itself) so pick up a ZAGAT guide to see what fits your bill. Again, everything from a $3 lunch to $300 lunch is in the area. If cheaper is better for you, Pink's hot dogs on the corner of La Brea and Melrose will provide you with a tasty piece of Los Angeles history. Established in 1939 as a family-owned hot dog stand, Pink's has emerged to become one of LA's unique landmarks and its most famous purveyor of specialty hot dogs. The line is long, but it moves quickly and it's open late, so be sure to try a Martha Stewart Dog or a Today Show Dog. _________Nightlife and Entertainment Edit This Clubs, theatres, venues.. [Add Entertainment place] The Real Cancun Edit This Well The Real Cancun is mainly a really good casino with all ur everyday accomodations. Very Cheap starting at 80$ a night type: Casinos World66 rating: [rate it] ________Things to do Edit This [Add Activity] American Cinematheque's Egyptian Theatre Edit This The newly renovated 1922 landmark Egyptian is a state-of-the-art movie theatre. Featuring daily/nightly screenings of rare and unusual films, including silents with live organ accompaniment. 6712 Hollywood Blvd. 90028 323/466-3456 Fax: 323/461-9737 www.egyptiantheatre.com E-mail: amcine@4link.net Wheelchair Access type: general World66 rating: [rate it] Starline Tours of Hollywood Edit This Daily tours: Major attractions, frequent movie stars' homes, Beverly Hills, grand tours of L.A., Las Vegas, Grand Canyon, California coastline. Hotel pickups and Universal Studios shuttle. Call for more information today. 6541 Hollywood Blvd., Ste. 110 90028 800/959-3131 Fax: 323/463-9969 www.laig.com/starline E-mail: Starlines@aol.com E-mail: Wheelchair Access type: general World66 rating: [rate it] Hard Rock Cafe Hollywood Edit This Hard Rock Cafe serves the best down-home American food, seasoned with a healthy dose of rock 'n' roll. Located on the Rockin' Universal Citywalk, adjacent to Universal Studios. 1000 Universal Center Dr., #99 91608 818/622-7625 Fax: 818/761-9964 Wheelchair Access type: general World66 rating: [rate it] Hollywood Wax Museum Edit This Journey through movie & television history. Your favorite stars from the classics to today's hits come to life in the scenes that made them famous. This sight-and-sound experience is a must see! 6767 Hollywood Blvd. 90028 323/462-8860 type: general World66 rating: [rate it] Hollywood Entertainment District Edit This The Hollywood Entertainment District (Hollywood Blvd. from La Brea to Gower) includes Walk of Fame, Mann's Chinese Theatre, and world-famous intersection of Hollywood & Vine. Don't got there alone at night! It's nice for tourists in the daytime, what with all the tacky gift shops and other tourists. Also, a great place for future screenwriters to get ideas for characters. All you have to do is just sit in a fast-food place (so that people from all walks of life come in-mine happened to be the Jack in the Box) and just listen to their conversations. It's like a more.. type: Spa and Sauna World66 rating: [rate it] email: mrowka207@excite.com zipcode: 00000 Hollywood Entertainment Museum Edit This Celebrates Hollywood - the place and the entertainment arts - with interactive exhibits, video presentations, studio backlot tour, and original sets from Star Trek and Cheers. Group rates available. 7021 Hollywood Blvd. 90028 323/465-7900 Fax: 323/469-9576 www.hollywoodmuseum.org Wheelchair Access type: general World66 rating: [rate it] Guinness World of Records Museum Edit This Thousands of world records are brought to life. One block E. of Mann's Chinese Theatre, across from Hollywood Wax Museum. Combo discount available for the Guinness World of Records and Hollywood Wax museums. 6764 Hollywood Blvd. 90028 323/463-6433 type: general World66 rating: [rate it] |
| Thanks to
http://www.world66.com/ *********************The content is published under a creative commons licence : http://creativecommons.org/licenses/by-sa/1.0 / ). |
| Century City Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see About 10 miles west of Hollywood is Century City. It used to all belong to Fox but they had to sell it – allegedly to pay off debts from the production of Cleopatra. You can see glimpses of the Fox lot (no tour) and on the AVENUE of THE STARS is the famous “Nakatomi” building from DIE HARD (now known as the Fox Tower). AVENUE of the STARS also is west coast HQ’s for most cable companies and ABC (no tours). Nearby in Culver City is Sony & MGM (no tours and not much of a back lot). Century City combines office, residential, retail and leisure opportunities on an unprecedented scale in an integrated environment that responds to the lifestyle demands and priorities of today's society and where people can live, work, shop or play. Safety and security are a high priority at Century City. The site is enclosed by a decorative wrought-iron fence with all access roads permanently manned and surveillance cameras recording all vehicles entering and leaving the site. There is a dedicated police station on site and the grounds are patrolled 24 hours a day. Providing a green lung in the heart of Century City is Intaka Island, an award winning 16ha wetlands conservation area that is rich in birdlife and indigenous plants. Formerly known as the Blouvlei, Intaka Island comprises 8ha of ecologically sensitive ephemeral (seasonal) pans, that are among the last remaining of their kind, and 8ha of reconstructed wetlands that serve to cleanse the water in the 6km of navigable canals that link the different elements of Century City. The reconstructed portion of Intaka Island has been opened up to the public on a controlled basis and is becoming an important eco-tourism destination. The Century City Property Owners Association (CCPOA) has established strict design guidelines for developers at Century City. There is a design review committee that must approve and sign-off all building plans before they are submitted to the local authority. Without CCPOA approval no building plan will be approved by the Council. Now, you can overlay the next-level tourist destinations while you’re visiting some of the entertainment related sites. -Article edited by Jessie 03/13/05 |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Hollywood_%28California%29 Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Hollywood_%28California%29&action=history Hollywood (California)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La famosa scritta Hollywood, sulle colline di
Los Angeles.
Hollywood è un distretto della città di Los Angeles, in California, situato a nord-ovest del centro cittadino. La popolazione è stimata sulle 300.000 unità (i distretti di Los angeles non hanno confini ufficiali). Data la sua fama come centro storico del mondo del cinema e del divismo,anche se non riveste più l'importanza degli anni tra il 1920 e il 1940, il termine Hollywood è spesso utilizzato metaforicamente per intendere l'industria cinematografica americana. Ai visitatori si presenta come una zona piuttosto squallida, costruita senza una precisa connotazione urbana, formata da bassi edifici e da larghe strade e viali posti ai margini delle due celebri vie Sunset Boulevard e Wiltshire Boulevard; all'interno raccoglie i grandi teatri di posa (21 nel periodo di massima prosperità) e le abitazioni degli attori, dei registi e dei produttori, situate in genere sulle pendici della vicina collina di Beverly Hills. Sia in questo quartiere della città losangelina che nei non lontani centri di Burbank, Glendale, Culver City e Santa Monica sorgono inoltre stabilimenti di sviluppo e stampa dei film, di sincronizzazione e così via. A partire dagli anni venti la storia di Hollywood venne ad intrecciarsi con la storia stessa del cinema americano: alla fine del XIX secolo Hollywood doveva essere ancora un ranch, divenuto un villaggio soltanto agli inizi del secolo successivo.
Hollywood Boulevard,
scattata dal
Kodak Theatre.
L'incremento demografico e la fama di "mecca del cinema" arrivarono non molto più tardi, nel 1910, più o meno grazie alla lotta per i brevetti cinematografici, scatenatasi negli Stati Uniti proprio in quegli anni (con esattezza nel 1907) :quella che allora rappresentava la più potente compagnia, la Motion Picture Patents Company, monopolizzava tutti i brevetti, impedendo ai concorrenti di realizzare film; da New York e maggiormente da Chicago (che era allora il centro della produzione cinematografica)i produttori indipendenti inziarono a trasferirsi con le loro troupes in California, Stato in cui il monopolio della MMPC non era legalmente valido, e fu così che giunsero ad Hollywood. Il villaggio venne scelto sia per le favorevoli condizioni climatiche sia per la vicinanza al mare, alle montagne e al deserto (quello di Mojave), ambienti che si prestavano chiaramente come ottimi sfondi naturali per girare gli "esterni" per i vari filoni cinematografici.
Il celebre Chinese Theater, uno dei simboli di
Hollywood
Già nel 1920 Hollywood (il cui nome significa letteralmente "bosco di agrifogli"), era divenuta il centro dell'industria cinematografica americana per eccellenza, e qui nacque e si sviluppò su vasta scala il fenomeno del divismo, non senza tuttavia alcune conseguenze negative. Benché fosse ricercata per il lusso e la popolarità che la più grande macchina di produzione per il grande schermo poteva offrire, il tutto alimentato dalle cronache mondane e dagli uffici stampa pubblicitari, non va dimenticata l'immensa folla di questuanti che, provenienti da ogni parte dell'America ma anche dell'Europa, attendevano invano l'occasione proprizia per inserirsi nel mondo del cinema: anche scrittori famosi, chiamati a Hollywood,si adattarono alla vita di soggettisti e sceneggiatori e spesso il lavoro non venne neppure utilizzato (è il caso di Scott Fitzgerald). Su tutto regnavano i produttori per i quali, più che le ragioni artistiche, valevano le qualità commerciali di un'opera. La storia di Hollywood è segnata da un graduale ma quasi inarrestabile declino della sua fortuna nel secondo dopoguerra. Moltelplici foruno i motivi di questa decadenza, tra cui: una legge che, impedendo la concentrazione di numerose attività economiche legate al cinema nelle mani di poche industrie, causò una crisi delle grandi compagnie cinematografiche; la concorrenza della televisione; il distacco del pubblico giovanile. Di conseguenza furono inevitabili la riduzione del numero di film prodotti, lo spostamento di numerose produzioni a New York o in Europa (per es. a Cinecittà), la chiusura di numerosi studi. Negli anni settanta si registrò un miglioramento della situazione; i produttori cinematografici, infatti, riuscirono a superare la crisi a tutti i diversi livelli elencati. Le produzioni si attennero a politiche di decentramento delle attività, con ampi ricorsi a produzioni televisive (molti telefilm che vediamo ancora oggi sui nostri teleschermi sono prodotti delle grandi case hollywoodiane). Hollywood resta, comunque, a tutto merito il sogno di centinaia tra coloro che desiderano far carriera "sul grande schermo", il più grande centro di produzione filmica passata e presente, la casa del film per antonomasia.
Curiosità [modifica]
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